Scaricare - File PDF

DOMENICA 25 MAGGIO 2014 ANNO 139 - N. 123
Milano, Via Solferino 28 - Tel. 02 62821
Roma, Piazza Venezia 5 - Tel. 06 688281
Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano
Champions
Oggi
Real, che rimonta
L’Atletico si arrende
Letteratura
Nella palude
degli scrittori
Su Sette
Grace, il film divide
il mito non s’incrina
Sconcerti e Valdiserri
a pagina 38
di Franco Cordelli
nel supplemento
Oggi a 1,90 euro
con il Corriere
Tre morti e un ferito grave. Interrogato un sospetto. Il premier belga: siamo sconvolti
IL PASSAPORTO
DELLA CIVILTÀ
Attacco antisemita a Bruxelles
di CLAUDIO MAGRIS
Un uomo scende dall’auto e spara nel Museo ebraico
Padiglione Italia
alcuni suoi diritti inalienabili. Dalla democrazia
della Polis greca al pensiero stoico e cristiano
col suo concetto di persona, dal diritto romano
con la sua tutela concreta
dell’individuo all’umanesimo che ne fa la misura
delle cose, dal liberalismo che proclama le sue
intoccabili libertà al socialismo che si preoccupa del loro esercizio concreto e delle possibilità di
vivere una vita dignitosa,
il protagonista della civiltà europea è l’individuo,
che la letteratura e l’arte
raffigurano nella sua irripetibile e inesauribile
complessità, che Kant
proclama essere un fine e
mai un mezzo.
La civiltà europea contiene un grande potenziale antitotalitario ed è
stata la «culla dei diritti
umani» validi per tutti gli
uomini, di principi universali che trascendono
ogni orizzonte storicamente limitato e dunque
pure l’orizzonte europeo
e gli interessi dell’Europa. Antigone afferma le
«leggi non scritte degli
dèi» che nessuna legge
positiva dello Stato può
violare; di qui si arriverà,
in un lungo e contorto
processo, agli inalienabili diritti di tutti gli uomini, proclamati dalla costituzione americana del
1776 e da quella francese
del 1792, sino ai diritti civili che comprendono
pure la «disobbedienza
civile», formulata da
Thoreau, nei riguardi
dello Stato quando esso
violi quei diritti la cui
estensione è ancora in
corso, anche se contraddetta da tante situazioni
di barbarie.
CONTINUA A PAGINA 32
Viaggio in Terra Santa
SCINTILLE DI FOLLIA
E FRAGILI BERSAGLI
di MASSIMO NAVA
D
i fronte all’attentato di Bruxelles viene subito
in mente quella «banalità del male» di cui
parlava Hannah Arendt. È tutto così semplificato,
banale appunto, l’insieme di evidenze e
coincidenze attorno al bersaglio — il Museo
ebraico; al luogo — la capitale d’Europa; al
momento simbolico — le elezioni europee ; e a
questi morti, turisti e visitatori, vittime che ci
ricordano la fragilità delle nostre società aperte e
che forse — almeno oggi — ci rammentano la
grandezza della posta in gioco. CONTINUA A PAGINA 3
Le parole del Papa:
la pace non si vende
di ANTONIO FERRARI e GIAN GUIDO VECCHI
«L
a pace non si compra né si vende». L’appello di
papa Francesco lungo la riva del Giordano, dove
sorgeva la Betania del Vangelo di Giovanni, il luogo del
battesimo di Gesù. Dice Francesco: «Cessino le
violenze, si torni al negoziato per la Siria e la Palestina».
A PAGINA 5 con un intervento di Alberto Melloni
di GIUSEPPE SARCINA
F
otoreporter italiano,
identificato come il
trentenne Andrea
Rocchelli, colpito
nell’Ucraina senza pace,
mentre continuano gli
scontri ad Andreevka, a
pochi chilometri da
Donetsk. Coinvolto anche
un fotografo francese.
Oggi le presidenziali,
il favorito è Petro
Poroshenko, nato 48 anni
fa a Bolhrad, vicino a
Odessa, patrimonio
valutato 1,6 miliardi di
dollari, professione
oligarca.
A PAGINA 15
Montefiori e Offeddu
Urne aperte oggi dalle 7
alle 23: 49 milioni di italiani sono chiamati a scegliere i loro 73 rappresentanti
al Parlamento europeo, 17
milioni all’elezione dei
governatori e dei Consigli
regionali di Piemonte e
Abruzzo e alle Comunali
in 4.086 centri, tra cui 5
capoluoghi di Regione
(Firenze, Potenza, Campobasso, Bari e Perugia).
Previsto bel tempo, ma si
teme un forte astensionismo. Alle Europee prima
volta per la preferenza di
genere (3 nomi al massimo, ma non tutte donne o
tutti uomini o la terza
scelta è nulla). L’attesa dei
leader: Berlusconi si fa vedere a passeggio a Milano.
Giannelli
Confronti
Gli otto leader
sotto esame
di PIERLUIGI BATTISTA
M
atteo Renzi, Beppe
Grillo, Silvio
Berlusconi, Angelino
Alfano, Matteo Salvini,
Giorgia Meloni, Nichi
Vendola, Stefania Giannini.
Otto leader di partito di
fronte al risultato che uscirà
dalle urne. Le posizioni,
gli orizzonti, le aspettative.
Ecco, uno per uno, che
cosa si aspettano dalla
tornata elettorale di oggi.
DA PAGINA 6 A PAGINA 13
A PAGINA 12
Cannes Grand Prix a Rohrwacher, premiata da Sophia Loren
«S
Berneschi
e la Carige:
gli esordi
in dialetto,
i milioni
a Lugano
ALLE PAGINE 2 E 3
Fotoreporter
italiano
colpito
in Ucraina
Si vota, una sfida per l’Europa
Il rischio di un’alta astensione
di Aldo Grasso
carsa lingua di terra che orla il
mare, / chiude la schiena arida
dei monti; / scavata da improvvisi fiumi; morsa / dal sale come anello d’ancoraggio; / percossa dalla fersa…». Così
Camillo Sbarbaro sulla Liguria, oggi
percossa più che mai dalla fersa, la
sferza degli scandali. Prima l’ex ministro di Forza Italia Claudio Scajola, il
ras del Ponente (inchiesta Matacena),
poi l’arcivescovo emerito di Genova
Tarcisio Bertone (inchiesta Ior), ora
Giovanni Berneschi, ex presidente della
Banca Carige. Genova, «che ha i giorni
sempre uguali», sta vivendo il suo peggior periodo, i vecchi potentati tremano.
Protagonista principale di questa
storia di «maneggi» è l’attuale vice pre-
Due donne e un uomo uccisi a colpi d’arma da fuoco
sulla soglia del Museo ebraico, a pochi passi dalla grande sinagoga, tra la folla dei
turisti. Un ferito grave. È il
bilancio dell’attentato che
ieri pomeriggio ha sconvolto Bruxelles, alla vigilia del
voto europeo. Un’azione da
commando: un uomo è stato fermato dalla polizia, un
altro sarebbe ricercato. Nessuna indiscrezione sui loro
nomi e sulla loro eventuale
confessione religiosa, e nessuna rivendicazione. Il premier belga Elio Di Rupo:
«Siamo sconvolti».
In un villaggio
Elezioni Oggi urne aperte dalle 7 alle 23. Nella notte scrutinio e risultati
Ascesa e caduta del Magro
che prese la banca a spalloni
❜❜
Il commento
AFP / SAMI KHAHMAN
C
9 771120 498008
Servizio Clienti - Tel 02 63797510
mail: [email protected]
Fondato nel 1876
LE RAGIONI DELL’IDENTITÀ EUROPEA
on l’Europa, succede quello che
succedeva a Sant’Agostino col
tempo: quando non ci si
chiede cosa sia, si sa cos’è, ma quando lo si domanda, non lo si sa più.
Se per Europa s’intende
non solo un’espressione
geografica o un progetto
politico, bensì una civiltà,
un modo di essere, un’appartenenza culturale, è
difficile e forse pure retorico discuterne. Si può vivere questo senso di appartenenza, sentirsi a casa — almeno parzialmente — anche al di
fuori del proprio Stato o
della propria lingua, così
come si vive l’amore per
un paesaggio o per una
persona, oppure lo si può
raccontare, farlo sentire,
ma in modo indiretto, come fa la letteratura.
Si può — si deve —
parlare dei problemi concreti che ha oggi l’Europa,
di ciò che favorisce oppure ostacola il processo di
una sua reale unificazione, delle possibilità o difficoltà di arrivare un giorno — malgrado l’attuale
gravissima crisi — a un
vero e proprio Stato europeo. Si può — si deve —
parlare dell’euro, della disoccupazione, dell’immigrazione e della necessità
di leggi comuni a tutti i
Paesi.
È invece arduo e rischioso voler definire la
cultura europea. Tuttavia
se ne possono forse tracciare alcune linee fondanti. A differenza di altre grandi civiltà, l’Europa, sin dalle sue origini,
ha posto l’accento non
sulla totalità (statale, politica, filosofica, religiosa) bensì sull’individuo e
sul valore universale di
40 5 2 5>
In Italia (con “Sette”) EURO 1,90
www.corriere.it
Giovanni Berneschi
sidente dell’Abi (che giovedì sarà sostituito) Berneschi, 77 anni, padre-padrone di Carige, la più importante banca
della Liguria. I vecchi genovesi la chiamano ancora «la Casana», termine
orientale che significa «tesoro» con cui
veniva chiamato l’antico Monte di Pietà («a casann-a»).
Carriera tutta interna quella di u
sciu Berneschi, da impiegato («quando
mi assunsero si parlava in dialetto»)
dell’allora Cassa di Risparmio di Geno-
va e Imperia a dirigente, a direttore generale, a presidente. Adesso è agli arresti domiciliari: c’era il sospetto che potesse riparare in Svizzera, «dove dispone di ingenti capitali e persino di una
casa a Lugano».
L’accusa nei confronti di Berneschi,
in codice «il Magro» (una vaga somiglianza con Gilberto Govi), dell’ex amministratore di Carige Vita Nuova Fernando Menconi, detto «Testa di pera»,
e di cinque tra professionisti e imprenditori è di aver sottratto per anni alla
banca ingenti somme (in gergo «le ragazze») attraverso le acquisizioni di
immobili e partecipazioni societarie a
prezzi gonfiati.
Tra le accuse anche associazione a
delinquere, riciclaggio e intestazione
fittizia di beni. Dalla Lanterna, attraverso una rete di spalloni, sono stati
portati in Svizzera 22 milioni, con cui è
stato comprato un hotel. Come diceva
ancora Sbarbaro, «il danaro ha azione
cumulativa: se non si smaltisce volta
per volta, intossica».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
E Alice vince con una favola
di PAOLO MEREGHETTI
C
annes premia la favola
di Alice Rohrwacher.
Grand Prix, ossia la Palma
d’argento, a Le meraviglie.
Premio prestigioso per un
film di piccolo budget e
grandi emozioni, capace di
parlare alla testa e al cuore,
che ha colpito la giuria presieduta da Jane Campion e
conferma l’anno d’oro del
c i n e m a i ta l i a n o d o p o
l’Oscar a La grande bellezza
di Sorrentino. Premiata da
Sophia Loren, Rohrwacher
ha ringraziato la famiglia
del Festival e la sua: la sorella Alba e il padre apicoltore.
Palma d’oro a Winter Sleep
del turco Nuri Bilge Ceylan.
ALLE PAGINE 34 E 35
Cappelli Grassi Manin
Devolvi il tuo
CINQUE X MILLE
alla Fondazione EBRI
Portiamo avanti la ricerca
di Rita Levi Montalcini
per la lotta contro
le malattie degenerative
del sistema nervoso
come Alzheimer,
Parkinson e SLA
codice fiscale
97272740586
I FONDI RACCOLTI
SERVIRANNO PER
BORSE DI STUDIO
PER GIOVANI
RICERCATORI
FONDAZIONE EBRI
Rita Levi Montalcini
www.ebri.it
2
Primo Piano
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
italia: 51575551575557
#
L’attentato A Bruxelles
Raffica di spari, i corpi a terra
La strage vicino alla sinagoga
Un’azione da commando a due passi dalla «Grand Place»
Fermato un sospetto. Netanyahu: «Atto contro Israele»
I precedenti
Sinagoga di Roma
Il 9 ottobre 1982, un
commando di terroristi
palestinesi lancia bombe a
mano e spara sui fedeli che
escono dalla sinagoga
centrale di Roma: i feriti
sono 37. Stefano Gaj Taché,
di due anni, resta ucciso
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES — «E’ stato il primo attentato antisemita a Bruxelles dalla fine della Seconda
guerra mondiale», ha detto uno
dei portavoce della comunità
ebraica belga. Dopo 70 anni può
accadere ancora, infatti: nel
2014, alle tre e mezzo di un dolce
«Sabbath» di primavera, nel cuore della capitale d’Europa e alla
vigilia delle elezioni europee,
due donne e un uomo uccisi a
colpi d’arma da fuoco sulla soglia
del Museo ebraico, a pochi passi
dalla grande sinagoga, tra la folla
quella del terrorismo islamico.
Anche se a Bruxelles, almeno in
tempi recenti, non vi sono mai
stati seri problemi fra la foltissima comunità degli immigrati
musulmani (un cittadino su tre,
secondo le statistiche, professa la
fede in Allah) e quella ebraica.
Ma agli inquirenti non mancano
alternative, per ora ipotetiche: la
polizia tiene sotto controllo da
tempo alcuni gruppuscoli di
ispirazione neonazista, del sottobosco degli ultrà calcistici o del
rock «metal», che graviterebbero
intorno alle aree estreme del nazionalismo fiammingo.
Terrorismo
L’attacco antisemita nel
centro di Bruxelles. A
destra l’area
transennata davanti al
Museo ebraico dove
sono stati sparati i colpi
che hanno provocato la
morte di tre persone. A
sinistra i primi soccorsi
alle vittime dell’attentato
Napolitano
«L’antisemitismo è
sempre in agguato
Occorre tenere
alta la guardia»
Ilan Halimi
Il 21 gennaio 2006, Ilan
Halimi, 24 anni, un ragazzo
francese, ebreo, fu rapito a
Parigi da un gruppo filoislamico chiamato la «banda
dei barbari». Il 13 febbraio
viene trovato agonizzante:
morirà poco dopo
La scuola ebraica di Tolosa
Il 19 marzo 2012,
Mohammed Merah prende
d’assalto la scuola della
comunità ebraica a Tolosa, in
Francia e spara, uccidendoli, a
un docente di 30, ai suoi figli
di 3 e 6 anni, e poi a una
bambina di 8. L’assassino sarà
poi abbattuto dalla polizia
«Terrorismo», ripetono ora
tutte le fonti ufficiali. «Verosimilmente un atto antisemita», confermano il ministro degli Interni
Joelle Milquet e quello degli Esteri Didier Reynders, che si trovava
per caso sul posto e ha visto e
sentito tutto. «Risultato dell’incitamento all’odio permanente
contro Israele» dice il premier
israeliano Benjamin Netanyahu.
A tarda sera, il centro è ancora
pattugliato dagli agenti. Il quartiere, il «Grand Sablon» è quello
famoso per i negozi degli antiquari, a due passi dalla «Grand
Place». Uno dei posti più control-
dei turisti. E altre persone portate
all’ospedale, alcune per lo stato
di choc.
Un’azione da commando rapida e micidiale, due i protagonisti
diretti: un uomo è stato fermato
dalla polizia, un altro sarebbe ricercato. Nessuna indiscrezione
sui loro nomi, sulla loro provenienza, sulla loro eventuale confessione religiosa. Perché non è
ancora giunta alcuna rivendicazione, e dunque nessuno — neppure la comunità ebraica — lo
dice apertamente: ma la pista più
probabile sembra almeno per ora
42
Mila È Il numero degli ebrei che vivono in Belgio. La comunità è particolarmente diffusa nella regione
di Anversa, dove gli ebrei sono circa ventimila, una delle comunità
più numerose in tutta Europa.
Sempre in questa città ci sono
trenta sinagoghe. A Bruxelles il
quartiere ebraico confina con quello islamico
lati di Bruxelles, per la grande affluenza dei turisti — ma anche
uno dei più vivi, pacifici e colorati. Il Museo, secondo quanto dichiarato dai suoi responsabili,
non aveva ricevuto minacce.
Ma la meccanica dell’azione
sembra rivelare comunque
un’accurata preparazione. Tutto
accade in pochi minuti. Alle
quattro meno dieci del pomeriggio, un’auto Audi di colore scuro
si ferma in rue des Minimes, in
doppia fila, a neppure 100 metri
dal Museo. L’uomo al volante
scende, posa per terra due borse.
Poi, entra nel Museo e subito si
sentono 5 o 6 colpi d’arma da
fuoco in rapida successione.
Qualche secondo di silenzio, poi
altri colpi. Due donne e un uomo
restano per terra, la gente intorno fugge urlando, l’auto con gli
attentatori sparisce con una violenta sgommata. Fra i primi ad
accorrere, il ministro degli Esteri
Didier Reynders, che si trovava
con la moglie seduto al tavolino
di un caffè: «Ho visto una donna
con un bambino correre verso di
noi e chiedere aiuto — racconterà—. Sono corso al Museo e ho
visto due corpi a terra. E’ stato
terribile». «L’antisemitismo è
sempre in agguato e torna a ma-
nifestarsi nei momenti di maggior confusione e tensione nell’opinione pubblica. Quel che è
accaduto a Bruxelles ci richiama
alla necessità di tenere sempre
alta la guardia, di essere pronti a
stroncare ogni rigurgito di antisemitismo», ha dichiarato dall’Italia il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
«Ancora una volta innocenti
cadono sotto i colpi del fanatismo e dell’intolleranza — ha dichiarato il capo delle comunità
ebraiche Renzo Gattegna —.
Esprimiamo preoccupazione e
sgomento per un’Europa violata
nella sua stessa anima da chi,
animato da un’ideologia malata,
cerca di sradicare dalle nostre vi-
Passato e presente
Sarebbe il primo
attentato antisemita a
Bruxelles dalla fine della
Seconda guerra mondiale
te la democrazia, i diritti, persino
la speranza». E poi: «Ancora una
volta l’odio torna a colpire nel
cuore della nostra civiltà mostrando il suo volto più bieco e
miserabile. La nostra risposta a
questa ennesima violenza deve
essere nella coesione di tutti coloro che si riconoscono in quei
valori di pace, unità e fratellanza
che i nostri nemici, i nemici dell’Europa libera e plurale sorta
sulle ceneri di Auschwitz, cercano di mettere una nuova volta
sotto attacco». La nostra attenzione, esorta Gattegna, «deve essere dedicata anche a far sì che
cessino, nel nome di una mal interpretata libertà di espressione,
iniziative illegali di natura razzista, xenofoba e antiebraica. Scoprire al più presto gli autori di
questo orrendo crimine aiuterà a
fare chiarezza sulla dimensione e
sulla portata del pericolo che ci
troviamo a fronteggiare».
Luigi Offeddu
[email protected]
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
Primo Piano
italia: 51575551575557
3
#
L’intervista Lo scrittore lancia un appello ai musulmani per manifestare insieme
Halter: «Noi ebrei
siamo i più vulnerabili
Adesso unire le forze
contro gli estremisti»
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
Rog
La mappa
iert
unn
el
Grand Place
BELGIO
Park royal
Warandepark
Centro città
Museo ebraico
Bld de
Rue des Minimes
lde
n-
Vli
e
Bellia
rd
n
B R U X E L L E S
. Lo
oir
Av
l’Abatt
SABLON
Gu
a
sla
Rue
uis
e
PARIGI — «In Europa purtroppo
è il momento degli estremisti. Non
sappiamo ancora se a uccidere a
Bruxelles siano stati terroristi islamici, ma mi piacerebbe che domani
a Parigi scendessero comunque in
piazza almeno mille musulmani per
manifestare la loro solidarietà. Sono stanco di piangere morti con le
persone della mia comunità, è inutile che ci troviamo tra di noi a darci
ragione. I musulmani ora devono
farsi avanti, abbiamo bisogno di loro. Non abbiano paura di condannare i pazzi, chiunque essi siano,
che colpiscono gli ebrei solo perché
ebrei». Lo scrittore Marek Halter, 78
anni, scampato al ghetto di Varsavia
e cofondatore di Sos Racisme, risponde al telefono da Montpellier
dove sta per presentare il suo libro
«Khadija», la sposa di Maometto,
primo volume di una trilogia dedicata alle donne dell’Islam. Da settimane Halter riceve minacce antisemite per avere osato toccare un simile argomento.
Sta preparando una manifestazione per i fatti di Bruxelles?
«Mi ha chiamato poco fa il mio
amico musulmano Hassan Chalgoumi, l’imam di Drancy, per propormi di fare qualcosa assieme.
Scenderò in piazza con lui, certo,
ma se ci saranno con noi almeno un
migliaio di musulmani, che non
fanno quasi mai sentire la loro voce. E’ il momento di schierarsi».
I musulmani spesso fanno
notare che se si chiede a loro di
prendere posizione, è perché
sono vittime del pregiudizio
che li vuole terroristi fino a prova contraria.
«Capisco l’argomento ma mi
sento tanto amico dei musulmani,
tanto impegnato a favore della
comprensione tra noi, che posso
permettermi di chiedere un gesto,
al di là dell’identità dello sparatore
al Museo ebraico. C’è un’atmosfera
velenosa che va combattuta».
Perché l’antisemitismo sta
crescendo in Europa? L’odio
per gli ebrei si è banalizzato?
«Mi pare che gli episodi siano
continui, che ci sia un clima che li
L’autore
Marek Halter,
78 anni, scrittore
e intellettuale ebreo
francese di origine
polacca scampato al
ghetto di Varsavia e
cofondatore di Sos
Racisme.
In Francia è appena
uscito il primo
volume di una
trilogia dedicata alle
donne dell’Islam
favorisce. In Francia ha fatto bene il
premier Valls a vietare gli spettacoli
di Dieudonné, antisemita non musulmano e vicino all’estrema destra,
il che ci ricorda che è sempre bene
non generalizzare».
All’uscita del suo libro sulla
sposa di Maometto, le librerie
che lo mettevano in vetrina sono state minacciate. L’intimidazione continua?
«Continua e si aggrava. Ho ricevuto insulti dalla Siria, dalla Libia, e
ieri da Rennes, dove presentavo il libro. Mi è arrivato questo tweet in
arabo: sporco ebreo, non toccare il
Profeta, ti taglieremo la testa e ci
giocheremo a pallone. E dire che alla
fine delle presentazioni vengono da
me tante Fatima, tante Leila, per ringraziarmi. Mi spiace che vengano
pochi ebrei, c’è come un rifiuto verso la cultura e l’identità dell’altro.
Chi si sforza di coltivare il dialogo
viene sospettato di tradimento».
È il giorno delle elezioni europee, e in molti Paesi i partiti
xenofobi e anti-immigrazione
otterranno ottimi risultati. Che
ruolo gioca il populismo, per
esempio del Front National?
«Gli estremisti di una parte sono
oggettivamente alleati degli estremisti dell’altra, è sempre così. Tutto
l’odio espresso dal Front National
finisce per rafforzare gli steccati.
Sono qui a Montpellier, una città
universitaria, piena di studenti. Lo
sa che la metà di loro è velata? E secondo lei portano tutte il velo per
sereno e libero attaccamento religioso? Io non credo. Io sento piuttosto un atteggiamento di questo tipo: ci respingete? Beccatevi questo.
La convivenza si è incattivita, le comunità si aggrappano ai simboli».
Perché vengono colpiti sempre gli ebrei?
«Sono la parte più vulnerabile e
più visibile dell’Occidente. Chi ha
ammazzato a Bruxelles, musulmano o neonazista o chissà che altro,
non è un pazzo, o almeno è un pazzo lucido. Sapeva che per creare
emozione non c’è niente come colpire gli ebrei, in una città che ha visto i tre quarti della sua comunità
ebraica sterminati nei campi di
concentramento. È un oltraggio in-
❜❜
Tradimento
Oggi chi si sforza
di coltivare il dialogo
viene subito sospettato
di tradimento
❜❜
L’attentatore
Chi ha ucciso a
Bruxelles non è
un pazzo, o almeno
è un pazzo lucido
decente, e quindi perfetto per lo
scopo. Si colpiscono gli ebrei per
fare il maggior male possibile».
Le forze dell’ordine non fanno abbastanza?
«Certo fa impressione che in
Francia la sorella di Mohammed
Merah, il ragazzo che uccise i soldati e i bambini ebrei a Tolosa, sia riuscita a sfuggire ai controlli andando
in Siria a fare la jihad. Ma tutti noi
non facciamo abbastanza. Abbiamo
lasciato troppo spazio all’odio».
Stefano Montefiori
@Stef_Montefiori
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il commento
QUELLA MISCELA D’ODIO NASCOSTA NELLA CAPITALE D’EUROPA
Un attacco alla vigilia delle elezioni
nel cuore di un Paese a rischio implosione
SEGUE DALLA PRIMA
L’Unione Europea, bistrattata
e lontana dai cittadini, minacciata dai populismi e dall’astensione, è nata dal secolo
delle guerre e dei nazionalismi,
dell’Olocausto e dello stalinismo. E’ stata concepita come
modello di pace, integrazione e
prosperità, proprio quel modello che estremisti di ogni genere ed estrazione pretendono
di colpire. Con la violenza delle
parole e qualcuno passando all’atto.
Difficile stabilire se tutto
questo si sia agitato nella testa
degli attentatori. L’inchiesta
proverà a chiarire se la sparatoria al Museo (a meno di seicento metri dalla sinagoga) sia un
atto di antisemitismo deliberato e pianificato — anche se il
Belgio non risulta essere percorso dal fenomeno in modo
allarmante — o il gesto criminale di chi ha sfogato a colpi di
mitra una rabbia cieca, centrando il bersaglio più facile e
simbolico, la «parte» per il tutto, in una miscela di odio razziale, xenofobia, antagonismo
religioso.
Tendenze che non sono
un’esclusiva del Belgio, ma che
si nutrono di una confusa e fragilissima situazione politica
che, proprio oggi, potrebbe diventare incandescente.
I belgi oltre che per le europee, votano infatti anche per il
rinnovo della Camera e dei Parlamenti regionali. Un triplo appuntamento nella cronica palude politica di un Paese a rischio d’implosione, lacerato da
tensioni linguistiche, religiose
ed economiche che hanno paralizzato il governo per mesi.
Anche i seggi per il Parlamento
europeo sono ripartiti fra fiamminghi, valloni e germanofoni,
in un ginepraio di dosaggi ed
egoismi senza fine.
Sono in molti a ritenere che il
Belgio non possa sopravvivere
come Stato nato da uno storico
compromesso politico-diplomatico, la cui identità si nutre
— più che delle radici popolari
— delle istituzioni internazio-
nali che ospita: l’Unione Europea e la Nato. Bruxelles, la capitale di un Paese diviso, è paradossalmente la capitale (e lo
specchio) di un progetto continentale che dovrebbe invece
rappresentare il contrario: unità e coesione solidale fra popoli, nazioni, lingue, culture.
Crisi belga e crisi europea
non sono naturalmente sovrapponibili, né vanno confuse. Ma la simbologia semplificata spinge a riflettere su un
comune punto di rottura, il cui
grado di probabilità uscirà stasera dalle urne in tutto il Vecchio Continente.
Del resto, è proprio di simbologia semplificata che si nutre il populismo antieuropeo,
contrapposto alle soluzioni
complesse e ai lunghi processi
che potrebbero far fare all’Unione il necessario salto di
qualità, dopo troppi anni di veti incrociati, gelosie nazionali,
austerità finanziaria miope e
devastante.
E’ una simbologia semplifi-
L’appuntamento
I belgi oggi vanno alle urne
per le europee, per la Camera
e i Parlamenti regionali: triplo
voto in una palude politica
Il paradosso
Bruxelles, capitale di un
Paese spaccato, è al centro
del progetto europeo
che cerca l’unità dei popoli
cata quella che cattura opinioni
pubbliche spaventate dalla crisi, classi medie decadute, classi
lavoratrici finite nel baratro
della disoccupazione senza futuro; che attribuisce alla moneta unica o ai complotti finanziari le cause dell’impoverimento; che indica l’immigrato
o lo straniero come il responsabile di tutte le sventure.
Non è sorprendente che fra
tanti megafoni del rancore si
determini il corto circuito, la
scintilla di terrore e follia, l’effetto simbolico sul bersaglio
più semplice e banale. In fondo, il denominatore comune di
tutti gli altri «mali». In fondo,
nel secolo degli orrori, cominciò così.
Massimo Nava
[email protected]
© RIPRODUZIONE RISERVATA
4
italia: 51575551575557
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
Primo Piano
italia: 51575551575557
5
Il viaggio Terra Santa
Francesco: la pace non si compra né si vende
L’appello: «Cessino le violenze, si torni al negoziato per la Siria e la Palestina»
DAL NOSTRO INVIATO
AMMAN — «Dio converta i
violenti e coloro che hanno
progetti di guerra. La radice del
male è l’odio e la cupidigia di
denaro, delle fabbriche e della
vendita di armi. Chi dà ai Paesi
in conflitto le armi per continuarlo?». Il sole sta quasi tramontando mentre Francesco
parla nel Wadi al-Kharrar, la
«valle melodiosa» lungo la riva
orientale del fiume, là dove
sorgeva la «Betania al di là del
Giordano» del Vangelo di Giovanni, il luogo del battesimo di
Gesù. Nella chiesa latina, ancora in costruzione, il Papa incontra 600 persone, profughi e
disabili, e tira le somme della
sua prima giornata in Terra
Santa, qui nella capitale giordana, ad appena un’ottantina
di chilometri dalla Siria e da
quella guerra che «dura da
troppo tempo», sospira, «rinnovo il mio più accorato appello per la pace, cessino le vio-
lenze e si garantisca il diritto
umanitario e l’assistenza alla
popolazione sofferente».
Francesco parla dei mercanti d’armi, «dobbiamo avere
una parola per questi criminali, perché si convertano». E
chiede ai responsabili delle
nazioni una «pace durevole» e
una «soluzione politica» alla
«lotta fratricida» che in tre anni «ha mietuto innumerevoli
vittime e costretto milioni di
persone a farsi profughi».
Spiega che la pace va costruita
«artigianalmente», con i gesti
quotidiani «di umiltà, fratellanza, perdono, riconciliazione», fino a esclamare, a braccio: «La pace non si può comperare, e non si vende!». Il Papa è sereno, sull’aereo saluta
uno ad uno i giornalisti («al ritorno, anche se uno di voi ha
detto che non sarebbe possibile dopo un viaggio così massacrante, faremo la conferenza
stampa!»), ma lo dice «con
dolore» fin dall’arrivo, accolto
a Palazzo reale da re Abdallah
II e da Rania, in abito bianco
com’è prerogativa delle regine: elogiata la Giordania per
«l’accoglienza generosa» ai
«rifugiati palestinesi, iracheni
e da altre aree di crisi, in particolare dalla Siria», invoca come «necessaria e urgente una
soluzione pacifica alla crisi siriana, nonché una giusta soluzione al conflitto israelo-palestinese».
Re Abdallah dice che «le comunità arabe cristiane sono
parte integrante del Medio
Oriente» e sorride al Papa:
«Santità, lei si è impegnato per
il dialogo, specialmente con
Profughi
A re Abdallah e Rania
elogi per l’«accoglienza
generosa» del Paese ai
rifugiati palestinesi,
iracheni e siriani
l’Islam». Così Francesco, ripetuto «il mio profondo rispetto
e la mia stima per la comunità
musulmana», rivolge «un saluto carico di affetto» alle comunità cristiane e chiede libertà religiosa, «un fondamentale diritto umano che auspico vivamente venga tenuto
in grande considerazione in
ogni parte del Medio Oriente e
del mondo intero». Cita Benedetto XVI («libertà di culto, di
scegliere la religione, di manifestarla pubblicamente...») e
scandisce: «I cristiani si sentono e sono cittadini a pieno titolo ed intendono contribuire
alla costruzione della società
con i loro concittadini musulmani».
Ai «numerosi rifugiati cristiani provenienti da Palestina, Siria e Iraq», Bergoglio si
rivolge nella messa allo stadio,
che attraversa sull’auto scoperta. Vescovo di Roma, com’è
sua abitudine parla in italiano,
40 mila fedeli arabi gridano
«viva il Papa!», 1.400 bambini
fanno la Prima comunione. Ed
è qui che pronuncia la parola
chiave del viaggio, «la missione dello Spirito Santo è generare armonia — Egli è armonia — e operare la pace nei differenti contesti e tra soggetti
diversi». Oggi andrà a Betlemme e poi, fino a domani, a
Gerusalemme: «La diversità di
persone e di pensiero non deve provocare rifiuto o ostacoli». Di più: «Il cammino di pace si consolida se riconosciamo che tutti abbiamo lo stesso
sangue e facciamo parte del
genere umano, se non dimentichiamo di avere un unico Padre celeste». In riva al Giordano resta assorto in preghiera.
«Qui lo Spirito discese con potenza su Gesù di Nazareth».
L’armonia: «Si abbandoni la
pretesa di lasciare alle armi la
soluzione dei problemi e si ritorni alla via del negoziato».
Gian Guido Vecchi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le tappe
PALESTINA
Oggi e domani
Ieri
Betania
Amman
Gerusalemme
Betlemme
Mar Morto
Oggi
GIORDANIA
ISRAELE
GIORDANIA
Il benvenuto
Papa Francesco
al suo arrivo
ad Amman accolto
dal re di Giordania
Abdallah e dalla
regina Rania
(Reuters)
L’analisi
Quel passaggio sulla jeep del re
interessato al dialogo tra i vicini
di ANTONIO FERRARI
BETANIA — Re Abdallah di Giordania, che ha acquisito con il tempo
convincente solennità e carisma,
scandisce, con il suo limpido inglese,
ogni parola, guardando papa Francesco negli occhi con ammirazione e
amicizia. Gli ricorda che, quando è
stato eletto pontefice, ha spiegato a
tutti che «Pontefice» significa «costruttore di ponti». «Anche i giordani sono costruttori di ponti, e il nostro lavoro include azioni concrete e
tangibili da molti anni».
Lo ha detto nel discorso ufficiale
di benvenuto, nel salone d’onore del
Palazzo reale di Amman, affermando
come l’eredità cristiana abbia sempre convissuto in armonia con
l’identità islamica del Paese. Per dire
poi che «la pace dipende sempre dalla mutua comprensione e dalla coesistenza tra la gente di qualsiasi fede». Un discorso forte. Il sovrano sa
bene che il fallimento dell’ultima
tornata di colloqui tra israeliani e palestinesi, fortemente voluta dal segretario di Stato americano John
Kerry, non può che indebolire la pos-
sibilità di riprendere in fretta il filo
del dialogo, nella speranza di tornare
al negoziato. La Giordania è interessata a che non venga abbandonata la
strada verso la soluzione dei due Stati: il 65 per cento della sua popolazione è di origine palestinese, e ogni
turbolenza dall’altra parte del fiume
Giordano ha immediate conseguenze fra la sua gente, turbando equili-
Sudan
Meriam verso il parto
Si avvicina il tempo del parto per Meriam: la
donna sudanese condannata a morte per
apostasia (è cristiana ma di padre
musulmano) e a 100 frustate per adulterio
(il suo matrimonio con un cristiano non è
riconosciuto dalle leggi islamiche) dovrebbe
partorire ai primi di giugno ma resta ancora
incatenata in cella con il suo primo bambino
di 22 mesi. Con i rischi del caso, non azzerati
dalla «possibile revisione» della sentenza
nei gradi successivi del processo prospettata
dall’ambasciatrice sudanese in Italia.
bri delicatissimi.
Accompagnando Francesco, anzi
guidando personalmente la jeep
elettrica con accanto il Pontefice, fin
qui a Betania, sulla riva del fiume,
dove secondo la tradizione fu battezzato Gesù, il re ha voluto reiterare il
suo forte messaggio, cercando l’aiuto del Papa di Roma. Scelta appropriata per due motivi. Il primo è la
collocazione del sito religioso: proprio di fronte a Betania, si vede la tribolata terra della Cisgiordania. La distanza fisica è di pochi metri, quella
politica è più lontana, anche se Amman è in pace con Israele. Una pace
turbata però dal mancato accordo
con i palestinesi. Proprio questa contiguità sembra riproporre, in una situazione simile, il viaggio che nel
2000 Giovanni Paolo II fece in Siria. I
tempi erano diversi dal disastro della
guerra civile di oggi, già costata 150
mila morti e milioni di profughi, ma
l’immagine del Papa a Quneitra, sulle alture del Golan mentre, dal territorio siriano, alza la testa e osserva la
bandiera di Israele, è impressa nei ricordi di tutti. E’ proprio questa vicinanza ad imporre la necessità di una
riflessione, che il re di Giordania
continua a proporre instancabilmente. Ed è su questa che, evitando
le trappole dell’incomprensione e
dei conflitti di sensibilità, Abdallah
ha insistito. Impreziosendo la visita
del Papa a Betania con l’invito a una
rappresentanza di profughi siriani,
soprattutto bambini, a parteciparvi e
a incontrarlo. Con la certezza di rendere felice il Pontefice. Che ieri, abbandonata l’ufficialità, prima e dopo
la messa, ha avuto un bagno di folla
che sicuramente gli ha alleviato il
pensiero sugli spaventosi problemi
mediorientali. Che si ripresenteranno, inevitabili, anche oggi, con la visita a Betlemme, e — via Tel Aviv —
l’arrivo a Gerusalemme. Probabilmente per il momento più importante del viaggio: l’incontro e l’abbraccio con il patriarca ecumenico
degli ortodossi Bartolomeo I. E’ passato mezzo secolo da quando Paolo
VI incontrò Atenagora, per un abbraccio che allora sembrava impossibile. Oggi è più semplice, perché i
due capi religiosi si conoscono e
hanno pensieri e volontà coincidenti. Quantomeno un risultato religioso, ma anche politico, verrà sicuramente raggiunto. Un altro passo verso quella concordia che per secoli e
secoli aveva lasciato il posto soltanto
alle ferite e alle umiliazioni.
[email protected]
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Letture
Oriente e Occidente
insieme nel Vespro
Il senso profondo
dell’unità ritrovata
di ALBERTO MELLONI
N
el Vespro di questa domenica il Santo Sepolcro
vedrà qualcosa che non ha mai visto. Il mitissimo vuoto nel quale i cristiani leggono la risurrezione di Gesù, è da secoli l’icona più cruda della
disunità delle Chiese. Nella penombra carica di canti
e rumori corrono i confini della divisione cristiana,
non senza attriti maneschi. Lì i cristiani hanno pregato l’uno contro l’altro, l’uno accanto all’altro: lasciando il sogno di pregare «insieme» alla superbia di chi
si sente migliore della propria Chiesa, al dolore dei
profeti dell’unità.
In quello spazio gonfio di fragilità il patriarca
d’Oriente e d’Occidente — rappresentando in sé non
due «enti», ma tutta la differenza delle Chiese — venereranno insieme la pietra dell’unzione, alla sinistra
delle rocce identificate col Calvario. Poi entreranno
insieme, chinandosi, nella stretta porta nel sepolcro.
E usciti diranno il Padre nostro insieme. Gesti di comunione non scontati e «rischiosi».
Francesco sa che la «Francescomania» — la chiama
lui così — potrebbe banalizzare questo atto e raccontarlo come una delle mille «rivoluzioni» che gli vengono settimanalmente attribuite in un mondo disabituato al Vangelo.
Bartolomeo — dietro al quale si staglia l’assenza
del Patriarcato di Mosca, colpito dal silenzio generale
che ha circondato le esecuzioni antiortodosse di
Odessa — è consapevole che la superficialità dei media potrebbe minimizzare la sua presenza in questo
momento che confessa la Chiesa «una, santa», come
dice il concilio di Nicea, il cui centenario nel 2025 sarà
la festa della sinodalità e della unità conciliare delle
Chiese. Dire la fede
nella Chiesa «una, sanRoma e Costantinopoli ta» ha implicazioni poL’incontro di oggi afferma litiche (la data elettorale di questo pellegriuna comunione di fede
naggio sottolinea che il
che rende possibile la
cristianesimo non è
comunione eucaristica
più eurocentrico).
Coinvolge le relazioni
internazionali (con lo
sfondo del conflitto dentro e fra i popoli, le Chiese del
Medio Oriente accusate di difendere i raìs e Putin
pronto ad essere lo scudo dei cristiani). Ma tocca soprattutto la teologia, giacché entrare al Sepolcro insieme significa consumare una «communicatio in sacris» e dire che l’unità non è buon vicinato o tattica
missionaria, ma obbedienza a ciò che la Chiesa è.
Questa concezione «sostanziale» dell’ecumenismo
cinquant’anni fa non c’era. E ciò spiega perché dopo
l’abbraccio fra Papa e Patriarca del 1964 e la levata
delle scomuniche del 1965, Roma e Costantinopoli
abbiano perso d’un soffio l’occasione di condividere
lo stesso calice in pace. Un ricco dossier, di cui curo
l’edizione, documenta il punto a cui si giunse: infatti
— si diceva — fra le Chiese manca la comunione di
fede che rende possibile la comunione eucaristica,
anticiparla sarebbe un abuso da parte delle autorità;
ma se una comunione di fede che rende possibile la
condivisione dello stesso calice esiste, allora non obbedire a quella possibilità reale sarebbe un errore. Le
esitazioni dei teologi ecumenicamente più chiusi e gli
scrupoli di quelli ecumenicamente più aperti portarono nel 1969 ad un rinvio fatale di quel passo, che
ancora attende la capacità di distinguere i compiti
nella Chiesa.
«I capi delle Chiese fanno, i teologi spiegano» diceva Atenagora nel 1964. Oggi vedremo cosa «faranno»
i capi delle Chiese a Gerusalemme. Poi verrà l’intelligenza dei teologi, se c’è. Una intelligenza che deve
scuotere un cattolicesimo seduto in poltrona a conteggiare pigro gli exploit del Papa; deve convincere
l’ortodossia a non mettere a repentaglio il dialogo;
deve dimostrare alle Chiese anglicane e riformate che
non sono estranee a questo nuovo inizio. Di cui il Sepolcro vuoto, come sempre, è testimone silenzioso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
6
Primo Piano
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
italia: 51575551575557
#
Oggi il voto L’Europa
Festa
Il leader
dello Ukip
Nigel Farage
(terzo da destra) ride circondato dai
sostenitori
dopo i risultati
delle elezioni
di giovedì che
mostrano il
grande successo per
l’Ukip alle
Amministrative (LaPresse/
Daniel LealOlivas)
«Votate un tedesco»
La gaffe di Schulz
spiazza la Germania
Il candidato Spd: «Solo scegliendo me
possiamo ottenere la presidenza Ue»
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BERLINO — Nella ErnstReuter-Platz, la piazza dedicata
al primo borgomastro eletto a
Berlino Ovest dopo la guerra,
una mano preveggente aveva
sabotato nei giorni scorsi con
un pesante tratto di vernice nera un grande manifesto di Martin Schulz, «Dalla Germania per
l’Europa», cancellando perfidamente la seconda riga. Niente
Europa, solo Germania. Gloria
all’anonimo profanatore, perché aveva indovinato tutto. Il
grande nemico di Silvio Berlusconi ha avuto infatti un’idea
che ha scatenato un polverone
social-mediatico e un’ondata di
polemiche che si è abbattuta all’ultimo minuto su una campagna elettorale abbastanza tranquilla. «Solo votando Martin
Schulz e la Spd, un tedesco può
diventare presidente della
Commissione europea», si legge in un volantino che è stato
allegato anche al quotidiano
popolare Bild. Il solito nazionalismo teutonico? Sono in molti
a esserne certi, cancellando in
un attimo, come aveva già fatto
il sapiente taroccatore, anni di
impegno europeista dell’aspirante successore di José Manuel
Barroso. Ma queste sono le regole del gioco.
«I tedeschi meritano il migliore presidente della Commissione possibile, qualsiasi
sia il luogo da dove verrà», ha
potuto replicare Guy Verhofstadt, l’ex premier belga candidato
dei liberali europei alla guida
dell’esecutivo di Bruxelles. Ma
le reazioni politiche alla gaffe di
Schulz, prevedibili, sono poca
cosa in confronto alla tempesta
che ha travolto su Twitter l’ex
libraio e calciatore di Würselen.
Un uomo schietto, per sua fortuna abituato ai confronti mol-
Il poster
Leggendo lo slogan
elettorale, molti hanno
sorriso sulla volontà di
«dominare» l’Europa
to accesi. Il blogger Tilo Jung ha
inventato un hashtag: #NurEinDeutscher (Solountedesco) ed
è partita la presa in giro globale.
Qualcuno si è chiesto ironicamente se il volantino verrà tradotto nelle altre lingue dell’Unione, altri hanno parlato di
un regalo a Berlusconi, ricordando il manifesto «più Italia,
meno Germania», molti hanno
sorriso sulla volontà di «dominare» l’Europa. È stato chiamato in causa, ma questo non fa ridere, perfino il gerarca nazista
Joseph Goebbels, che si associa
dall’oltretomba alle parole del
suo connazionale. Poco humour anche da Alternative für
Deutschland, il partito anti euro che si appresta a festeggiare
un successo dato ormai per
scontato. La scelta è stata quella
di scimmiottare Schulz. «Solo
votando Bernd Lucke e AfD, un
tedesco può parlare per voi al
Parlamento europeo», si promette in un tweet.
Retroscenisti e dietrologi,
che non mancano nemmeno
sul web, si stanno interrogando
sulla possibilità che l’uscita
dello Spitzenkandidat (candidato di punta) socialdemocratico sia stata calcolata a tavolino, valutandone costi e benefici, per guadagnare qualche voto in patria. Il paradosso di
questa situazione, però, è che
non è detto che basti oggi una
vittoria dei socialisti europei o
del Ppe per assicurare a Schulz
o al suo principale avversario, il
lussemburghese Jean-Claude
Juncker, la certezza di arrivare
sulla poltrona di presidente
della Commissione. A molti governi questa novità non è mai
piaciuta e si sente ricordare
spesso che non spetta al Parlamento europeo prendere materialmente la decisione. Intanto,
Angela Merkel sorride, un po’
enigmatica, in un grande manifesto sulla Ernst-Reuter-Platz
accanto a quello del numero
uno della Spd. La donna più
potente del mondo non rischia.
I suoi slogan sono sempre gli
stessi.
Paolo Lepri
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Intervista Il consigliere del premier britannico Cameron
«Meno Europa (per salvarla)
La ricetta di noi inglesi
per battere gli estremisti»
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA — Direttore del dipartimento Europa alla prestigiosa università
London School of Economics, Maurice
Fraser è influente consigliere di Downing Street e del Foreign Office sin dai
tempi di John Mayor, che fu per poco il
successore di Margaret Thatcher, prima
dei trionfi di Tony Blair. Oggi è fra i coordinatori di quel rapporto che, pubblicato
nel prossimo autunno, diventerà la piattaforma di David Cameron per la ridiscussione dei trattati con la Ue. Sarà «la
bilancia delle competenze» che fotografa
quanto e come pesa l’Europa nel Regno
Unito, quanto e come l’Europa condiziona il processo legislativo nel Regno Unito. Da settimane sono in corso incontri e
interviste con le categorie (business industriale e finanziario, parti sociali,
commercio, università, Parlamento) per
«mappare», nelle singole aree, l’utilità e
l’efficacia della normativa europea nonché, al contrario, i conflitti che emergono con la legislazione e l’interesse nazionale. «Si abbandonano le parole per verificare che cosa c’è da migliorare. Londra
formulerà proposte precise».
Professor Fraser il successo dello Ukip di Nigel Farage spinge Londra fuori dall’Europa?
«Non enfatizzerei. I partiti della protesta ci sono sempre stati e sempre ci saranno. I populisti ottengono un’ottima
affermazione, uno strong showing, una
prestazione spettacolare ampiamente
prevista. Ma da qui a dire che condizioneranno gli sviluppi politici e le prossime elezioni generali britanniche nel
2015 ne passa. E’ un messaggio ai partiti
tradizionali, su questo non c’è dubbio.
Ma quando si voterà per Westminster il
prossimo anno i risultati saranno diversi, anche per il sistema elettorale maggioritario. Molti elettori cambieranno
posizione».
Comunque i numeri parlano
chiaro: tanti consensi allo Ukip?
«Lo Ukip cavalca il sentimento anti
élite, come del resto avviene in tutta Europa. Poi capitalizza l’euroscetticismo
che è storicamente radicato, ma non
profondo, nel Regno Unito. Ampio, ma
ripeto, non profondo. Questa Europa,
così com’è, non raccoglie consensi. Ci
sono disillusione e delusione per le sue
politiche e per i suoi burocratici eccessi.
L’euroscetticismo è una sfida che va capita e raccolta. Gli ultimi sondaggi rilevano che la maggioranza dei britannici è
ancora a favore dell’Unione Europea, allora sarebbe un suicidio perderla sottovalutando le perplessità e le critiche».
Chi è l’elettore dello Ukip?
«Lo Ukip raccoglie consensi trasversali. Prevalentemente fra ex conservatori
arrabbiati ma anche fra ex laburisti che
non si sentono tutelati. L’antieuropeismo è un pretesto per sfogare la rabbia
contro l’establishment».
Conservatori, laburisti e liberaldemocratici hanno margini di recupero? Le elezioni generali sono
vicine, nella primavera 2015.
«Nessuno ha la bacchetta magica per
riconquistare la fiducia dei cittadini in
brevissimo tempo. Le proteste si riassorbono con le riforme a livello nazionale e
con le riforme a livello europeo. Le misu-
Chi è
Consigliere
Maurice Fraser
è il direttore del
Dipartimento
Europa alla
«London
School of
Economics» ed
è consigliere di
Downing
Street e del
Foreign Office
sin dai tempi di
John Mayor, il
successore di
Margaret
Thatcher.
Oggi Fraser
è fra i
coordinatori di
un rapporto
che diventerà
la piattaforma
di David
Cameron per la
ridiscussione
dei trattati con
la Ue
I risultati
In Gran
Bretagna, dove
si è votato
giovedì, non
sono stati
pubblicati
sondaggi sulle
Europee, ma il
voto era
abbinato alle
locali in
Inghilterra e
Irlanda del
Nord. Il dato
finale dà la
maggioranza
dei Comuni ai
laburisti, che
aumentano il
loro peso di
338 seggi
comunali,
registra la
caduta dei
conservatori
(meno 231)
e l’enorme
crescita degli
euroscettici
«duri
e puri»
dell’Ukip
re per il lavoro, per la crescita e per la
prosperità, le misure per migliorare i
servizi pubblici, per depotenziare la burocrazia: queste devono essere le risposte. Poi, occorre avvicinare l’Unione Europea al cittadino. Il vecchio modello genera malcontento. E il passaggio essenziale è rafforzare il ruolo dei parlamenti
nazionali. Concordano i Paesi nordeuropei e, per quello che so, pure la Germania».
Ma Cameron vuole restare in Europa o no?
«Cameron è un euroscettico pragmatico, non un antieuropeista. Gli sta a
cuore l’interesse nazionale. Che cosa
pensa? Riassumo con poche parole: less
and better Europe, meno Europa per fare
un’Europa migliore. Chiederà, in modo
intelligente, di ridiscutere le competenze
e di restituire ai parlamenti nazionali alcuni dei poteri che sono delegati alla burocrazia di Bruxelles. E’ vitale tenere conto del sentimento pubblico soprattutto
quando è orientato verso l’infelicità».
Downing Street alzerà i toni contro l’Europa?
«Credo che Cameron cercherà di neutralizzare l’antieuropeismo più feroce a
partire dall’autunno quando sarà presentato il rapporto sull’equilibrio dei poteri fra Europa e Regno Unito. Un’indagine non di parte, scientifica e incisiva su
ciò che funziona e non funziona. Un’in-
Orientamenti
«Cameron è un euroscettico
pragmatico. Vuole un’Europa
più snella ed efficiente»
dagine che pone una domanda di fondo:
qual è l’Europa del futuro? Poi Cameron
farà leva sui successi economici della sua
politica. Un Paese forte economicamente
lo è anche a livello politico-internazionale».
Un leader forte in patria è un leader forte in Europa?
«Non vi è dubbio. Cameron potrà dire
ai partner: le mie idee rafforzano l’Europa, non è vero che la indeboliscono. E’
interesse di molti governi rivisitare le
fondamenta dell’Europa. E se riuscirà a
vincere le prossime elezioni generali e a
impostare la mediazione coi partner
continentali andrà al referendum nel
2017 sostenendo convinto il sì a un’Europa più snella e più efficiente. Un percorso difficile ma senza alternative. Altrimenti gli estremismi non si placheranno».
Queste elezioni e questi risultati
sono una sfida all’Europa?
«La contrapposizione non è più soltanto fra destra e sinistra. Ma è fra chi
vuole più Europa e chi ne vuole meno,
dagli euroscettici moderati agli antieuropeisti più estremisti. Entriamo in acque inesplorate. E ne usciremo bene se il
centrodestra e il centrosinistra, di tutti i
Paesi, e leader coraggiosi coopereranno
per le riforme sia livello di Unione sia a
livello nazionale. Meno burocrazia e una
democrazia più ampia».
Fabio Cavalera
@fcavalera
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
italia: 51575551575557
7
8
Primo Piano
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
italia: 51575551575557
Oggi il voto L’Italia
Alle urne
ELEZIONI EUROPEE
Paese
QUANDO SI VOTA
IN ITALIA
Oggi dalle ore 7.00
alle ore 23.00
Soglia in % di sbarramento
(in assenza di dato: nessuna)
X
Numero dei deputati eletti
6
20
11
Paesi Bassi
11
73
26
Belgio
Germania
21
6
Lussemburgo
Francia
5
LE DATE
Hanno votato giovedì
Hanno votato venerdì
Hanno votato venerdì e ieri
Hanno votato ieri
Si voterà OGGI
74
Spagna
Portogallo
21
51
Rep.
Ceca
5
Austria
4
Slovenia
18
8
13
Il totale dei deputati da eleggere
Donna
Uomo
Donna
Donna
Donna
Uomo
Uomo
Uomo
Donna
Polonia
Nel caso si esprimano due preferenze,
queste possono riguardare candidati
dello stesso genere
Slovacchia
Donna
Donna
Uomo
Uomo
5
21
32
17
73
Indicando tre candidati uomini
o tre candidate donne verrà annullata
la terza preferenza
Donna
Donna
Donna
Uomo
Uomo
Uomo
Romania
Bulgaria
Grecia
3
21
Malta
Cipro
1,8
6
6
Alle urne solo oggi: chiusura alle 23, poi lo spoglio
Il nodo delle preferenze di genere sulle schede Ue
Stelle guidato da Beppe Grillo e
Gianroberto Casaleggio. Tra i due
contendenti, il leader di Forza Italia
Silvio Berlusconi, che ieri si è fatto
vedere a passeggio in piazza Duomo.
Ma è forte il timore che il primo partito possa essere un altro, quello dell’astensionismo, dato in crescita rispetto alle consultazioni precedenti.
Stessi orari di voto, dunque, per le
due consultazioni (l’Italia sarà l’ultimo dei 28 membri dell’Unione a
chiudere le urne). Solo in caso di ballottaggio per l’elezione dei sindaci
Lituania
Croazia
5
11
ITALIA
4
Ore 7, si aprono i seggi
La mina dell’astensione
su Europee e voto locale
ROMA — Le urne delle elezioni
europee e delle amministrative si
aprono questa mattina alle 7 e si
chiuderanno alle 23 di oggi. Le due
consultazioni chiameranno al voto
49 milioni di italiani per indicare i 73
componenti del Parlamento europeo
che spettano all’Italia e 17 milioni per
il rinnovo dei due consigli regionali e
governatori (Abruzzo e Piemonte) e
di 4.086 Comuni. Si conclude così
una campagna elettorale molto dura,
con un duello tra il Partito democratico di Matteo Renzi e il Movimento 5
ROSA (Isole)
Nel caso si esprimano tre preferenze queste devono riguardare candidati di sesso diverso
Uomo
Donna
Uomo
Ungheria
5
54
751
ARANCIONE (Sud)
2 Si possono esprimere fino a TRE PREFERENZE
Lettonia
5
21
ROSSO (Centro)
un segno con la matita
copiativa sulla lista prescelta
5
96
GRIGIO (Nordovest)
MARRONE (Nordest)
1 Si vota tracciando
5
Regno Unito
Irlanda
Schede di colore diverso a seconda della circoscrizione
Estonia
5
8
13
Gli elettori, per votare nelle
sezioni in cui risultano iscritti,
dovranno esibire, oltre a un
documento di riconoscimento
valido, la tessera elettorale.
Per agevolare il rilascio delle
tessere non consegnate o dei
duplicati, gli uffici comunali
saranno aperti oggi per tutta
la durata delle operazioni
di voto
COME SI VOTA
Finlandia
Svezia
4
Danimarca
LA TESSERA
ELETTORALE
Unione Europea
13
X
nei comuni superiori ai 15 mila abitanti si tornerà a votare domenica 8
giugno. Per poter esprimere il voto
serve un documento di identità valido oltre alla tessera elettorale: chi
non è in possesso di quest’ultima o
ha esaurito gli spazi per l’apposizione del timbro può chiedere il rilascio
di una nuova tessera agli uffici comunali che resteranno aperti per tutta la durata delle operazioni di voto,
dalle 7 alle 23.
Dei 49.256.864 elettori chiamati al
voto europeo, la maggioranza sono
di sesso femminile (25.562.278) a
fronte di 23.694.586 maschi. Stessa
situazione alle Regionali: tra Piemonte e Abruzzo il corpo elettorale
complessivo sfiora i 5 milioni
(4.843.317): le donne sono
2.501.702, mentre gli uomini si fermano a quota 2.341.615
Alle Europee ci sarà un’unica scheda, che sarà di colore diverso a seconda della circoscrizione elettorale
di appartenenza dell’elettore. Il voto
si esprime tracciando un segno sul
contrassegno corrispondente alla lista prescelta. Le preferenze (nella
stessa lista) sono tre, ma in questa
tornata debutta il nuovo sistema della preferenza di genere: delle tre scelte, almeno una deve riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della terza indicazione.
Lo spoglio per le Europee comincerà dalle 23 di oggi, subito dopo la
chiusura dei seggi e l’accertamento
del numero dei votanti. E da quell’ora partirà anche — nei seggi istituiti nelle corti di Appello di Milano,
Venezia, Roma, Napoli e Palermo —
lo scrutinio delle schede votate dagli
italiani residenti negli altri Paesi dell’Unione Europea (1.398.307).
Dove sono previste le elezioni regionali e comunali, lo scrutinio par-
Fac-simile della circoscrizione Nordovest
Risultati in diretta
Maratona
elettorale
su Corriere.it
Trenta ore di diretta non stop da
questa sera su Corriere.it e
Corriere Tv per seguire i risultati
delle Europee e, domani, del voto
amministrativo. Il via sul sito alle
19.30 mentre la diretta tv,
condotta da Daniele Manca e
Massimo Rebotti, inizierà alle 20.
Previsti collegamenti con gli
inviati del Corriere nelle sedi dei
partiti, nelle piazze e a Bruxelles.
Negli studi di via Solferino ospiti,
tra gli altri, il direttore Ferruccio
de Bortoli e il condirettore Luciano
Fontana, oltre alle principali firme
del giornale. Tutti i risultati sul
sito, diretta anche sulla fanpage
Facebook del Corriere e dal profilo
Twitter @corriere.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
tirà dalle 14 di domani, dando la precedenza allo spoglio per le Regionali.
Il meteo indica sole in tutta Italia per
oggi, ma il bel tempo potrebbe non
bastare per indurre gli italiani al voto. I sondaggisti temono un forte aumento dell’astensione, che si potrebbe aggirare sul 40 per cento. Nicola
Piepoli, però, invita a contestualizzare, ricordando che l’Italia ha comunque il primato dell’affluenza rispetto
ad altri Paesi europei: «In un Paese
civile come i Paesi Bassi la percentuale di affluenza ha registrato appena il 35 per cento».
Per saperne di più, bisognerà
aspettare la chiusura delle urne e
prepararsi alla maratona tv. La7
manderà in onda gli exit poll (dichiarazioni di voto raccolte all’uscita
dei seggi), mentre Mediaset punta
sugli intention poll (le intenzioni di
voto) e Sky e Rai aspetteranno le
proiezioni. Speciali ed edizioni straordinarie dei tg (in video anche Bruno Vespa e Enrico Mentana) si susseguiranno per tutta la notte. Le prime
proiezioni arriveranno intorno a
mezzanotte e allora si cominceranno
a delineare i primi vincitori e sconfitti di questa tornata elettorale.
Alessandro Trocino
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
LE ELEZIONI COMUNALI
Primo Piano
italia: 51575551575557
COMUNI
Pavia
(Voto di preferenza)
(Voto di preferenza)
(Voto di preferenza)
(Voto di preferenza)
NOME E COGNOME
(Candidato sindaco)
Verbania
NOME E COGNOME
(Candidato sindaco)
(Voto di preferenza)
Biella
(Voto di preferenza)
(Voto di preferenza)
(Voto di preferenza)
(Voto di preferenza)
NOME E COGNOME
(Candidato sindaco)
(Voto di preferenza)
(Voto di preferenza)
NOME E COGNOME
(Candidato sindaco)
NOME E COGNOME
(Candidato sindaco)
(Voto di preferenza)
(Voto di preferenza)
(Voto di preferenza)
(Voto di preferenza)
NOME E COGNOME
(Candidato sindaco)
2 Si traccia un segno
(Voto di preferenza)
NOME E COGNOME
(Candidato presidente)
(Voto di preferenza
(Voto di preferenza)
NOME E COGNOME
(Candidato presidente)
14
Ferrara
Forlì
Modena
sul nome di un candidato
a sindaco e uno sul
contrassegno di una delle
liste collegate: il voto va
sia al candidato alla carica
di sindaco sia alla lista
Pesaro
Prato
Firenze
PIEMONTE
Ascoli Piceno
Teramo
Perugia
Pescara
1
2
3
Il voto espresso per
una lista provinciale
si intende espresso
anche a favore del
candidato presidente
e della lista regionale
collegati
Il voto espresso solo
per il candidato
presidente o per la
sua lista regionale
non si estende ad
alcuna delle liste
provinciali collegate
Si può esprimere voto
disgiunto: scegliere un
candidato presidente
(e la sua lista regionale)
e votare anche per una lista
provinciale non collegata,
con possibilità di preferenza
Terni
Livorno
Foggia
Campobasso
ABRUZZO
3 Si traccia un segno sul nome
di un candidato a sindaco,
non scegliendo alcuna lista
collegata. Il voto è attribuito
solo al candidato a sindaco
Scheda
di colore
VERDE
Padova
Vercelli
NOME E COGNOME
(Candidato sindaco)
PIEMONTE
2
13
Cremona
Reggio Emilia
sul simbolo di una
delle liste: il voto
si intende attribuito
anche al candidato
sindaco collegato
REGIONI
Bergamo
1 Si traccia un segno
(Voto di preferenza)
NOME E COGNOME
(Candidato sindaco)
La scheda contiene i simboli delle liste provinciali, lo spazio per la preferenza
e, accanto, candidato presidente e liste regionali collegate
Sindaco o governatore uscente di centrodestra
Sindaco o governatore uscente di centrosinistra
Esempi per Comuni sopra i 15.000 abitanti
NOME E COGNOME
(Candidato sindaco)
LE ELEZIONI REGIONALI
Regioni e capoluoghi al voto, le sfide principali
Scheda di colore AZZURRO
Ogni elettore può esprimere fino a due voti di preferenza per i candidati al consiglio
(una sola in caso di Comuni fino a 5.000 abitanti), scrivendo il cognome di fianco al simbolo
della sua lista: le preferenze devono essere di genere diverso (un uomo e una donna),
pena l’annullamento della seconda preferenza
9
Bari
ABRUZZO
Sassari
Scheda
di colore
VERDE
Potenza
Tortolì
(Voto di preferenza)
NOME E COGNOME
(Candidato presidente)
(Voto di preferenza)
(Voto di preferenza)
NOME E COGNOME
(Candidato presidente)
(Voto di preferenza)
(Voto di preferenza)
NOME E COGNOME
(Candidato sindaco)
NOME E COGNOME
(Candidato sindaco)
(Voto di preferenza)
(Voto di preferenza)
(Voto di preferenza)
(Voto di preferenza)
NOME E COGNOME
(Candidato sindaco)
(Voto di preferenza)
4 Voto disgiunto: si traccia
un segno sul rettangolo
di un candidato a sindaco
e uno sul simbolo di una
lista non collegata. Il voto
va sia al candidato sindaco
sia alla lista non collegata
(Voto di preferenza)
Caltanissetta
4.086
I Comuni dove si voterà
1
2
Il voto a una lista, con o senza
preferenza, viene automaticamente
esteso al candidato presidente
collegato, ma non viceversa.
Non ci sono liste regionali
del candidato governatore
Non è ammesso il voto
disgiunto: il voto espresso
per un candidato presidente
e per una lista provinciale diversa
da quelle a lui collegate è nullo
CORRIERE DELLA SERA
La campagna La strategia di affrontare il pubblico «avverso» paga. Legrenzi: è importante perché in tanti decidono all’ultimo
✒
Quei leader seduti sulla poltrona nemica
Così la tv si prende la rivincita sul Web
Il grande assente
è il faccia a faccia
Ma che nostalgia
(anche del balbettìo)
Tutti nella tana del lupo. Morcellini: il coraggio crea subito effetti positivi
di FABRIZIO RONCONE
ROMA — E così, la vecchia e bistrattata televisione generalista, che la Rete
e i social network considerano un reperto polveroso dell’archeologia mediatica, si è ripresa una sua bella rivincita nella campagna elettorale per le
Europee 2014. Mai come quest’anno le
scelte di campo hanno preso in contropiede il telespettatore-elettore restituendo alla tv il suo ruolo di grande
Piazza Italiana dei comizi politici. Un
luogo centrale per le scelte elettorali,
insomma.
Perché la novità c’è stata, e nemmeno marginale. Tutti i leader hanno attraversato il campo televisivo del nemico. Hanno accettato di cacciarsi nella tana del lupo, senza più accontentarsi di intervistatori «vicini»,
morbidi, benevoli. Silvio Berlusconi si
è seduto il 28 aprile davanti a Corrado
Formigli, il padrone di casa di «Piazzapulita» su La7 e il 4 maggio è stato
ospite di Lucia Annunziata su Raitre a
«In 1/2 ora». Matteo Renzi ha risposto
a tutte le domande di Paolo Del Debbio (uno tra i promotori della fondazione di Forza Italia nel 1994) su Rete 4
la sera del 12 maggio durante «Quinta
colonna», e lo stesso ha fatto il 20 su
un’altra rete Mediaset, Canale 5, ospite
di «Pomeriggio Cinque» da Barbara
D’Urso. E poi c’è stato Beppe Grillo da
Bruno Vespa a «Porta a porta», considerato un autentico evento. Insomma,
un vero e proprio rimescolamento di
carte (premiato ovunque da eccellenti
share) che affonda le sue radici in due
episodi passati: Berlusconi che il 10
gennaio 2013 entra nell’arena di Michele Santoro a «Servizio pubblico» su
La7 (serata memorabile per l’ex Cavaliere impegnato a spolverare col fazzoletto la sedia occupata fino a un minuto prima da Marco Travaglio) e Renzi
mattatore da «Amici» accanto a Maria
De Filippi il 30 aprile 2013, inguainato
in un «chiodo» di pelle nera come Arthur Fonzarelli in «Happy Days».
Da allora è diventato impossibile
farsi cullare da domande caute o compiacenti: l’audience cala immediata-
mente, sepolta da uno sbadiglio e da
un cambio di canale. E l’effetto è anche
garantito, a detta degli esperti. Spiega
Mario Morcellini, da anni attento studioso dei fenomeni televisivi, ordinario in Sociologia dei processi culturali
e comunicativi e direttore del dipartimento di Comunicazione e ricerca sociale a «La Sapienza» di Roma: «Siamo
di fronte a un pubblico televisivo, che
coincide naturalmente con l’elettora-
to, stanco della politica tradizionale e
soprattutto post-ideologico. E così il
coraggio del leader che affronta un
terreno tradizionalmente non amico
genera immediatamente effetti positivi». In che senso? «Questa scelta permette la “scoperta”, da parte di chi segue la trasmissione, di un leader nettamente lontano dalla percezione selettiva che ciascuno di noi ha. In
questo modo è possibile illuminare
In «trasferta»
Su Raiuno
Il 19 maggio
Beppe Grillo
è ospite di
Bruno Vespa
nel salotto
di «Porta
a porta»:
lo share
è del 26,8%
(foto Eidon)
Su Raitre
Il 4 maggio,
ospite
da Lucia
Annunziata
a «In 1/2 h»,
Silvio
Berlusconi
totalizza
il 5,74%
di share (Ansa)
Su Canale 5
Il 20 maggio
Matteo Renzi,
ospite di
Barbara
D’Urso a
«Pomeriggio
Cinque»,
fa registrare
uno share del
19,50% (Ansa)
personaggi che magari fanno parte di
una dimensione di quel pregiudizio
che la modernità si incarica di scalfire.
E lunedì, analizzando il voto, sono sicuro che avremo molte sorprese».
Non tutto è però così positivo, nell’analisi di Morcellini: «C’è il nodo della personalizzazione, avvenuta ormai
in tutti i campi. L’idea, il concetto che
le singole persone vengano prima della politica è da sempre uno dei cavalli
di battaglia del populismo: valutare le
proposte nel momento in cui si giudica il singolo personaggio indebolisce
il legame logico con i problemi analizzati. Lo ripeto: è una caratteristica tipica del populismo». Potrebbe dunque
esserci, conclude Morcellini, un risultato a sorpresa proprio per questo gioco politico-mediatico in campi diversi
dal proprio di riferimento.
Conferma Paolo Legrenzi, professore di Psicologia cognitiva all’università Ca’ Foscari di Venezia: «Gli esperti
anglosassoni suggeriscono da molto
tempo ai politici questo sistema. Cioè
affrontare il pubblico lì dove gli elettori non si aspetterebbero di trovare
quel leader. Bisogna calcolare tre fattori. Una cospicua fetta del nostro elettorato sempre più mobile è formato da
persone che decidono all’ultimo, non
votano più secondo una sponda ideologica ormai scomparsa e vanno alle
urne decisi a cambiare scelta rispetto
all’ultima volta. Questi tre fattori obbligano i partiti a riprendersi quei voti, non più marginali. E dove si trovano, quei voti? Semplice: nelle trasmissioni ben caratterizzate da un preciso
pubblico, in gran parte diverso dal
proprio elettorato di riferimento. E così si può guadagnare una bella quota
di consensi. Margine destinato ad annullarsi».
In che senso, professore? Legrenzi
sorride: «Beh, io guadagno un po’ su
quella rete, il mio avversario ne guadagna un altro po’ su quell’altra... E
tutto si annulla».
Paolo Conti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
A
ndiamo a votare senza che dai
leader politici ci sia stato concesso
un solo «faccia a faccia» televisivo.
Succede ormai da tempo e non succede,
questo è chiaro, per caso. Sedersi di fronte
al proprio avversario e confrontarsi con
lui — incalzati da un giornalista — su
programmi e promesse, è un genere di
esercizio mediatico e democratico che
arriva dal mondo anglosassone e che qui,
negli ultimi vent’anni, ha funzionato
poco, e male. I nostri politici preferiscono
esibirsi da soli. Dopo decine di roventi
campagne elettorali restano solo due
memorabili confronti: BerlusconiOcchetto (1994) e Berlusconi-Prodi
(2006). Per il voto europeo di oggi,
addirittura, la possibilità di una sfida
televisiva non è stata praticamente mai
neppure presa in considerazione. A un
certo punto sembrò evocarla Berlusconi,
ma fu subito chiaro che non diceva sul
serio. Così le uniche possibilità di
confronto diretto siamo stati costretti un
po’ a inventarcele. La mattina abbiamo
preso l’abitudine di andare a vedere cosa
avesse cinguettato Matteo Renzi, che su
Twitter, già all’alba, spesso scriveva
proposte e battute, riflessioni e
provocazioni: subito, andavamo poi a
sbirciare sul temuto blog di Beppe Grillo. I
due si sono scritti, e inseguiti, a distanza.
E a distanza di chilometri hanno parlato.
I palchi li abbiamo avvicinati
virtualmente. Com’è accaduto venerdì
sera, quando il confronto tra i due è stato
costruito (RaiNews24, TgCom24, La7)
con sapienti incastri, mandando in
diretta prima le immagini provenienti da
piazza San Giovanni, dove c’era Grillo, e
poi quelle che arrivavano da piazza della
Signoria, dov’era stato allestito il palco di
Renzi. Un po’ poco, ci siamo dovuti tutti
accontentare. Davvero resta forte il
rimpianto di non aver potuto assistere
allo spettacolo politico di quello che
rimproverava quell’altro, con quell’altro
che magari per una volta balbettava, la
lingua incollata al palato, senza sapere
cosa rispondere.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
10 Primo Piano
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
italia: 51575551575557
Oggi il voto I partiti
Renzi
ROMA — A dispetto dei numeri o
delle rassicurazioni degli ultimi sondaggi, della convinzione che Grillo e
con lui gli altri gruppi di euroscettici
«saranno comunque ininfluenti» nel
Parlamento di Bruxelles, della speranza di avere un bottino di voti che sommato a quello degli alleati rilanci la legittimazione del governo, Renzi ha trascorso ieri una giornata di riposo in famiglia non priva di
timori.
L’agenda
Oggi, dopo aver
votato, tornerà a
Ieri il premier ha
Roma, seguirà lo
trascorso una giornata
spoglio dal suo uffidi riposo in famiglia,
cio, magari farà una
puntata anche al
oggi tornerà a Roma
Nazareno, ma sino a
quando non sarà
chiaro il risultato in lui come nel suo
staff serpeggerà lo spettro di un exploit
dell’ex comico genovese. Il distacco ottimale dovrebbe aggirarsi sui cinque
punti, ovviamente a favore del Pd, ma
nessuno ieri era disposto a scommetterci, sia nel governo sia ai piani del
Partito democratico. È possibile un testa a testa, persino un sorpasso, entrambe le ipotesi non vengono scartate
a priori, anche se sottovoce. Renzi è comunque soddisfatto, ha fatto tutto
quello che poteva, non si è risparmiato
nelle piazze, ha girato come una trottola dal Nord al Sud, si è concesso in decine di interviste radiofoniche e televisive, visitato presidi industriali. Ha
persino spiazzato, più di una volta, gli
uffici della presidenza del Consiglio,
spesso all’oscuro di decisioni prese all’ultimo istante. Ci ha messo la faccia
ed è convinto di aver fatto benissimo.
Conteranno anche i voti degli alleati
di governo, il partito di Alfano, Scelta
civica: un Pd sopra il 30% può essere
un buon risultato, ma a seconda di
quanti voti prenderanno gli altri due
partiti potrà essere più o meno lusinghiero. La variabile non è solo Grillo.
La soglia del 40%, come area di consenso della maggioranza, viene considerata a Palazzo Chigi significativa, a portata di mano, capace di rafforzare la legittimità di questa coalizione e la necessità delle riforme che porta avanti.
L’altra variabile saranno i voti dell’ex
Cavaliere, se fossero meno del previsto, meno di quanto scritto e pronosticato sino ad oggi, potrebbero innescare un circuito vizioso che avrebbe co-
Grillo
MILANO — La quiete dopo la tempesta (delle piazze). La giornata di silenzio elettorale di Beppe Grillo segna un momento di riposo dopo
quasi tre settimane di tour lungo tutta la penisola. Il leader del Movimento lascia Roma in tarda mattinata:
meta la Toscana, il buen retiro di Marina di Bibbona. Le ventiquattr’ore
tra la fine dei comizi e l’election day
sono l’occasione
per un break: una
L’attesa
giornata di relax al
mare, accompaIl leader «fiducioso» è
gnato dai suoi fidati
stato con gli amici nella
«scudieri» di semvilla di Marina di Bibbona pre, prima di tornaOggi voterà a Genova
re a Genova, dove
oggi è atteso al voto
(al seggio dell’Istituto agrario Marsano, ndr). Pranzo al
ristorante «Il Bolognese» con alcuni
amici e cena a casa. Il leader — per
chi ha avuto modo di parlare con lui
— appare «sereno e fiducioso».
La chiusura della campagna in
piazza San Giovanni lascia ben sperare, anche se — da più parti nel Movimento — c’è una certa cautela, una
prudente attesa dell’esito delle Euro-
L’ansia per i voti al Pd e agli alleati
L’obiettivo è legittimare il governo
La campagna
«Derby tra rabbia e speranza»
La sfida principale il Pd la gioca con il
M5S. Renzi definisce il voto «un
derby tra rabbia e speranza». Per il
premier e segretario, Grillo è un
«gufo» che lucra sulle difficoltà del
Paese
La presenza in piazza e in tv
Renzi ha puntato su un tour,
chiuso nella sua Firenze, che
riportasse il Pd nelle piazze,
ingaggiando con Grillo una battaglia
sui numeri. Diverse anche le presenze
in tv
La sfida del Mezzogiorno
I timori di Renzi si sono concentrati
soprattutto sul Sud, dove all’inizio
della campagna i sondaggi erano
peggiori per il Pd. Lì, nelle sue tappe, il
premier ha puntato sulle possibilità di
rilancio
me prima vittima il patto sulle riforme
del Nazareno.
Timori, argomenti e variabili di cui
Renzi nelle ultime ore ha discusso con i
suoi principali collaboratori, nella speranza che stanotte si dissolvano, lasciando spazio a scenari senza grandi
sorprese. Facendo i conti sul Parlamento europeo, che poi dovrebbero
essere gli unici a pesare, sono almeno
due gli obiettivi del presidente del Consiglio:
sperare che sia la famiglia del Pse a prevalere
sui popolari del Ppe, e
in questo caso arrivare
ad un risultato che per il
Pd sarebbe in qualche
modo storico, rappresentare il gruppo
nazionale prevalente fra i socialisti
eletti a Strasburgo e Bruxelles.
Se così fosse l’Italia, dunque Renzi,
potrebbe avere più forza per le nomine
nelle istituzioni della Ue, anche per il
presidente del Parlamento. L’irrilevanza politica del voto euroscettico sarebbe invece determinata dalle regole europee: per fare un gruppo ci vogliono
almeno 25 parlamentari, ma soprattutto il gruppo deve accogliere rappre-
sentanti di almeno 7 Paesi della Ue.
Che Grillo o Marine Le Pen facciano un
accordo fra loro o con altri sei partiti
viene ritenuto altamente improbabile.
C’è poi una possibile consolazione,
anche del voto euroscettico, e anche di
questo Renzi ha discusso con i suoi: le
istanze di riforma della Ue che il governo italiano porterà avanti durante il semestre di presidenza, da un ruolo di-
25,4
La percentuale presa
dal Pd alle Politiche 2013
(senza i voti all’estero)
verso della Bce ad una costruzione politica più completa, da un Patto sociale
che affianchi quelli finanziari allo scorporo di alcuni investimenti dalle regole di bilancio, saranno «tanto più forti
quanto meno si potrà fare finta di
niente dopo il voto», dicono a Palazzo
Chigi. Il voto euroscettico, agli occhi di
Renzi, può anche essere, per paradosso, un’opportunità.
Marco Galluzzo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il ritiro in Toscana prima del verdetto
L’entusiasmo (prudente) dei 5 Stelle
pee. Punto di riferimento «rimangono le Politiche» — dicono fonti dei
Cinque Stelle —, l’asticella è rappresentata dal quel 25,6% ottenuto a febbraio del 2013. Nessuna ansia anche
per il capo politico dei Cinque Stelle
per il debutto europeo del Movimento: in passato solo Dc (36,45% nel
1979), Forza Italia (30,62% nel 1994)
e Pci (29,57% sempre nel 1979, anno
della prima elezione diretta dell’europarlamento,ndr) hanno ottenuto
cifre superiori alla soglia del 25%.
Dopo settimane di toni accesi, attacchi e invettive, sul blog, ieri, c’è
solo qualche accenno di polemica.
Spazio, soprattutto, alla ripresa degli
interventi in piazza a Roma di Alessandro Di Battista («Questi ragazzi
sono fantastici. Sono capaci di farci
emozionare», scrive Grillo) e Gianroberto Casaleggio. A dominare mediaticamente tra i commenti dei pentastellati, una volta tanto, non è la Rete
ma la carta stampata. L’edizione internazionale del New York Times, infatti, dedica ampio risalto alla campagna elettorale di Grillo, che viene
definito dal giornale statunitense un
«insorto politico». Il suo «tour al ve-
Sul «New York Times»
triolo» — come lo definisce l’autore
dell’articolo Jim Yardley — finisce in
p
prima
pagina e il quotidiano pone
l
l’accento
sul fatto che un eventuale
r
risultato
deludente dei partiti di gov
verno
alle Europee «potrebbe aum
mentare
la pressione per elezioni naz
zionali
anticipate».
Il pensiero però è rivolto non solo
agli scenari nazionali, ma anche a
a
quelli europei. A preq
gustare lo sbarco a
g
Bruxelles è il responB
ssabile della comuniccazione Claudio Messsora. In un post sul
ssuo blog Byoblu comm
menta: «Saremo una
sspina nel fianco». «Gli europeisti ad
ogni costo (quelli che “il grande sogno dell’Europa” senza se e senza
ma) masticano amaro — analizza
—. Probabilmente le forze euroscettiche, con varie declinazioni di
insofferenza, avranno un peso determinante nel Parlamento europeo». E punge: «Se vogliono un’Europa unita va bene, ci mancherebbe
altro, ma le condizioni dovranno
mediarle fino all’ultima goccia di
sangue». Gli orizzonti saranno svelati presto. A commentare i risultati
saranno anzitutto i parlamentari,
che hanno fissato il loro quartier
generale a Roma (all’hotel Villa
Eur): lì a partire dalle 20 attenderanno l’esito del voto. Una maratona notturna che vedrà in prima fila
anche un altro dei volti storici del
Movimento, Salvo Mandarà, impe-
25,6
Ieri il New York Times ha dedicato un lungo
articolo all’ondata di «rabbia» che attraversa
l’Europa nei giorni delle elezioni: in primo
piano Beppe Grillo. Il quotidiano statunitense
ha tracciato un breve excursus dell’ultimo
anno dei Cinque Stelle: ora Grillo appare
«rinvigorito». Uno «slancio» del Movimento
«potrebbe minare Renzi che sta cercando di
far passare un pacchetto di riforme
economiche ed elettorali in Parlamento»
La percentuale presa
dal Movimento 5 Stelle
alle Politiche 2013
gnato sul webchannel Salvo 5.0, in
una diretta continua che potrebbe
coinvolgere alcuni esponenti pentastellati e, forse, anche l’entourage
del leader. Praticamente certo, però,
che non ci sarà nessuna dichiarazione di Grillo fino a un dato definitivo. Poi, almeno nelle speranze, sarà la volta di un altro tuffo in una
piazza gremita.
Emanuele Buzzi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
Primo Piano 11
italia: 51575551575557
In posa Il leader di FI Silvio Berlusconi davanti al quadro di Pellizza da
Volpedo «Quarto Stato» ieri al Museo del Novecento di Milano (Ansa)
ROMA — «Ho fatto il possibile. Mi sono impegnato al massimo delle mie forze, e ancora
una volta ci ho messo la faccia. Adesso, sono
stanco, sfinito...». Così parlava ai suoi Silvio
Berlusconi venerdì sera, al termine dell’ultima
faticosissima giornata di campagna elettorale
«che mi ha visto con le mani legate, impedito
nel parlare, nel muovermi: domattina devo andare a Cesano Boscone e sono stremato... Di più
davvero non potevo fare».
Qualcosa in più, in verità, il leader azzurro
l’ha fatta. Come spesso accaduto alla vigilia del
voto, ha rotto il silenzio elettorale imposto ai
politici per poche ma significative frasi. In mattinata, uscendo dall’istituto Sacra Famiglia dove si reca una volta a settimana per assistere i
malati di Alzheimer, ha detto che non votare gli
«pesa, effettivamente sì». Ricordando come la
sua condanna per la vicenda Mediaset gli sottragga il diritto non solo all’elettorato passivo,
Berlusconi
Il selfie
ma anche a quello attivo. Uno schiaffo che resta
insopportabile per lui, protagonista di due decenni di vita politica, che per la prima volta non
voterà: «Dopo vent’anni di battaglia per la libertà, di stare in campo per la libertà, essere arrivato ad avere un pericolo da sinistra e un altro
pericolo da non sottovalutare che è quello costituito dai 5 Stelle, essere qui a rappresentare
l’Italia democratica senza nemmeno avere la
possibilità di esprimere un voto, questo francamente mi pesa molto».
Forse per questo, nel pomeriggio, ecco la seconda uscita che nessuno si aspettava: una passeggiata in pieno centro assieme alla compagna
Silvio Berlusconi
a Milano in posa
per Francesca
Pascale con
un passante,
Giovanni Toti
e la moglie Siria
Magri (Ansa)
Il commento
QUELLE MANI SU BERLINGUER
IN UN PAESE SENZA MEMORIA
di PAOLO FRANCHI
P
overo Enrico, questo proprio non se lo meritava. Si può discutere e, nel caso, accapigliarsi sulla sua opera, come sta già avvenendo alla vigilia del trentesimo anniversario della morte. Ma la sua figura no, quella bisognava lasciarla stare, tenerla fuori dalla volgarità
dell’orrenda campagna elettorale che ci siamo appena lasciati alle spalle. Anche perché tutto si può
dire di Enrico Berlinguer, fuorché sia stato volgare.
Invece a Berlinguer è successo: Beppe Grillo che
se ne proclama l’erede (e Dio sa come ci sarebbe rimasto lui, se qualcuno glielo avesse predetto…),
Matteo Renzi che gli risponde con il più classico (e
vieto) dei «giù le mani», Roberto Casaleggio che si
appella alla gente di piazza San Giovanni, la stessa
in cui Berlinguer festeggiò con grande orgoglio e
assieme con grande senso della misura i trionfi
elettorali comunisti del 1975 e del 1976, perché
gridi alto il suo nome. Per via, manco a dirlo, di
quella «questione morale» che già nei primi anni
Ottanta il segretario del Pci aveva sollevato (lui
avrebbe detto: come «signacolo in vessillo») contro la corruzione politica e, prima ancora, contro la
degenerazione del sistema dei partiti, dalla quale
solo il suo, in ragione di una connaturata «diversità», sarebbe stato indenne. Ora, è legittimo, forse
anche doveroso indignarsi (e chi scrive, se non altro per rispetto della propria biografia, se ne indigna) di fronte alla sola idea di un Berlinguer iscritto a forza in un ipotetico Pantheon del Movimento
Cinque Stelle; e pure restare un po’ stupiti, diciamo
così, davanti alla pretesa di fare di un leader che fino all’ ultimo giorno di vita si proclamò comunista
«per fedeltà agli ideali della giovinezza» un padre
nobile del Pd. Ma l’indignazione e lo stupore non
aiutano a capire.
Viviamo, si dice, in un tempo che non coltiva
più da un pezzo la memoria storica e politica. È vero, come testimoniano, per restare al nostro caso,
molti dei ragazzi interpellati nelle scena iniziali del
docufilm di Walter Veltroni su chi sia mai stato
Berlinguer. Ma non è completamente vero. Un
tempo a trasmettere la memoria su scala di massa
provvedevano, con tutte le loro reticenze, i partiti
grandi, medi e piccini, tutti insieme e ciascuno per
sé. Adesso che i partiti non ci sono più, e non torneranno, è in primo luogo grazie al web, ma pure a
«Mi pesa non poter votare»
Poi il bagno di folla in strada
una sorta di sbrindellata tradizione orale, e persino alle piazze tornate in auge in primo luogo per
merito (si fa per dire) di Grillo, che spezzoni di
memoria — ma di una memoria elementare, banalizzata, priva di ogni complessità e di ogni legame con la vita effettivamente vissuta, e per ciò
stesso piegabile, manco fosse uno strumento usa e
getta, alle logiche della comunicazione quotidiana
— vengono, nonostante tutto, tramandati, decontestualizzandoli e spesso stravolgendoli; e in qualche modo si combinano con il presente, lo influenzano e ne vengono influenzati. Una politica priva
di ogni capacità di narrazione del mondo e di se
stessa se ne appropria e prova a utilizzarli quando
serve e come più le aggrada, indifferente a quanto
sia credibile l’uso che ne fa. Nella convinzione che
La volgarità
Grillo e Casaleggio se ne proclamano
eredi, Renzi risponde con «giù le mani».
Ma bisognava lasciare fuori il segretario
pci da una campagna elettorale volgare
sia suo diritto scegliersi in libertà le proprie icone
del giorno, magari per archiviarle l’indomani.
Povero Enrico, uomo di partito (ahi ahi) non
riassumibile in un’ intervista a Eugenio Scalfari
che pure fece epoca, così storicista da definire il
suo marxismo «storicismo assoluto», così pervaso
dal realismo e dal senso del limite ma pure, specie
nei suoi ultimi anni, da un senso del tragico che i
leader politici attuali (non solo Grillo) non sanno
neppure dove stia di casa. Non se lo meritava, ma è
capitato anche a lui. Fastidio morale e intellettuale
a parte, sapremo domani se tirarlo in ballo così sia
servito a raccogliere qualche voto in più. Ma intanto non consola, anzi, lascia di stucco, che un trattamento non troppo dissimile Casaleggio lo abbia riservato addirittura a Giovanni XXIII, riproducendone in versione Cinque Stelle l’invito ai fedeli
convenuti a San Pietro (chi ha qualche anno sulle
spalle lo ricorda come e più dei funerali di Berlinguer) perché, tornati a casa, portassero la sua carezza ai loro bambini. Povero Enrico, povero Roncalli …
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Francesca Pascale e al candidato-consigliere
che tanto ha sostenuto in campagna elettorale,
Giovanni Toti con la moglie Siria Magri, che si
presenta capolista proprio nel Nordovest. Tra
strette di mano e selfie in Galleria, altra battuta
sul voto di oggi: «Spero e prego...», il sorriso a
mani giunte. Nella convinzione che il tracollo
annunciato di FI potrebbe essere evitato, soprattutto se l’affluenza al voto crescerà rispetto
alle previsioni.
«Siamo sempre il primo schieramento del
Paese, è sui numeri complessivi che bisogna fare i conti», insiste il Cavaliere con i suoi in queste ore. Nella speranza che Alfano ottenga un ri-
sultato modesto tanto da non poter porre condizioni rispetto ad una futura alleanza, e la Lega
venga prima o poi a più miti consigli. Perché il
quadro è «in movimento», e il risultato di Renzi
(che avrebbe fatto sapere al leader azzurro che o
cessano gli attacchi durissimi di Brunetta o salta il dialogo sulle riforme) è cruciale per capire
l’esito della legislatura. Insomma «tutto è possibile», anche una campagna elettorale in tempi brevi, o un nuovo patto sulle riforme. Perché
che le Europee siano solo «un passaggio» Berlusconi lo dice, ma non ci crede nemmeno lui.
Paola Di Caro
© RIPRODUZIONE RISERVATA
12 Primo Piano
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
italia: 51575551575557
Oggi il voto I leader
MATTEO RENZI
Asticella oltre il 30% per blindarsi
e tenere a bada la minoranza pd
I
la sfida
8
Domattina
saranno vincitori
o sconfitti: ecco
cosa si aspettano
davvero dal voto
gli otto leader
l voto deve dare una forte legittimazione elettorale all’irresistibile
ascesa dell’attuale premier, dopo la spietata defenestrazione di
Enrico Letta. Non sarà difficile «schiodare» il suo partito dallo
striminzito 25% ottenuto nelle elezioni di un anno fa a guida
Bersani. Ma l’unico risultato veramente e inequivocabilmente
positivo può essere il raggiungimento di una distanza numerica
molto netta con Grillo, per dimostrare che il «nuovo» Pd è in grado
di bloccare l’emorragia verso i Cinque Stelle. Renzi è partito a
velocità supersonica e l’inizio di una campagna elettorale brillante
ha coinciso con una conferenza stampa tambureggiante di slide e 80
euro in busta paga. Negli ultimi giorni, Renzi sembra invece essersi
avviato all’inseguimento dell’insultante rivale. Bloccarsi al 30%,
risultato eccellente in sé, non garantirebbe la tenuta del governo.
E del partito che, oggi silente a apparentemente disciplinato,
ricomincerebbe a mormorare e a rumoreggiare.
SILVIO BERLUSCONI
La prima campagna in difesa
Il vero scopo è evitare la catastrofe
O
ttenere un risultato sui livelli delle elezioni scorse sarebbe per
Berlusconi la realizzazione di un miracolo. Per la prima volta
in vent’anni, Berlusconi non ha fatto una campagna elettorale
napoleonica, che è la sua specialità, mestamente riconosciuta anche
dai suoi più veementi nemici. Per la prima volta non è stato lui a
dettare «l’agenda» dello scontro elettorale, costringendo i suoi
avversari a seguirlo, a inseguirlo, a cercare di imitarlo. Per la prima
volta è apparso in difesa titubante (Renzi o non Renzi?), impegnato
a frenare l’esodo del voto di centrodestra verso gli approdi grillini.
Non è stata solo colpa delle sue disavventure elettorali, ma
dell’appannamento di una leadership che nel giro di qualche anno
ha portato il partito da un oceanico 38% allo striminzito 20 delle
previsioni. Un risultato catastrofico porterebbe Berlusconi a
riconsiderare il suo patto con Renzi, con conseguenze inevitabili
sulla tenuta parlamentare del governo. La speranza di Berlusconi è
che a guadagnare dai suoi guai possa essere il «traditore» Alfano.
di PIERLUIGI BATTISTA
BEPPE GRILLO
Stravince se supera «quota 2013»
Poi dovrà reggere le aspettative
V
ince se non perde nemmeno una frazione di un punto in
percentuale. Stravince se va ancora più avanti rispetto alla
marcia trionfale di un anno fa. Può dimostrare che la sua
mobilitazione è impressionante, implacabile e che i flop nelle elezioni
amministrative sono solo il riflesso di una legge da cui non si sfugge:
il Movimento 5 Stelle si identifica pienamente con il suo leader
supremo e vince solo quando Grillo si presenta nelle piazze. È stato lui
a rendere incandescente la campagna, a lanciare accuse roventi, e
promettere sfracelli in caso di vittoria. Si è ben guardato dal dire in
cosa consisterebbe esattamente la vittoria, lasciando il «vinciamo noi»
sufficientemente generico per non ricevere smentite. Se la distanza
con Renzi sarà minima, si aprirà per il Movimento una stagione
elettorale decisiva in cui l’obiettivo non potrà più essere l’invio di una
pur nutritissima pattuglia in Parlamento. Le aspettative troppo alte
generano, se non rispettate nei fatti, delusioni altrettanto cocenti.
ANGELINO ALFANO
MATTEO SALVINI
La soglia decide la vita o la morte
Sopra il 4% parte la «rifondazione»
Più dei voti conta un altro obiettivo:
farsi passare ancora per «nuovi»
O
quorum o disastro. Sotto il fatidico 4 per cento, il destino
del Nuovo centrodestra di Angelino Alfano è destinato a
essere quello dell’irrilevanza. Sopra, la possibilità di
giocare un ruolo importante nel tentativo di rifondare un
centrodestra attualmente tagliato fuori dal nuovo bipolarismo
Renzi-Grillo. Una sconfitta elettorale significherebbe per il
ministro dell’Interno la certezza che il suo partito non è riuscito
nemmeno a scalfire il predominio berlusconiano e che la sua
scelta di stare nei governi a guida pd è stata vissuta dall’elettorato
di centrodestra come un cedimento «ministerialista», nel ruolo
di irrilevante ruota di scorta di Matteo Renzi in questo caso. Se
Alfano non riuscirà a intercettare una parte significativa degli
elettori di Berlusconi, l’operazione che ha preso avvio
nell’ottobre scorso si dimostrerebbe fallimentare. E così la
prospettiva di una torsione in senso «moderato» di una
coalizione succube del massimalismo estremista.
D
alla sua, il segretario della Lega, ha la certezza che peggio di
come è andata sinora non può andare, e che si può
soltanto risalire dal baratro. Bisogna però intendersi
sull’entità numerica di questo «meglio». La rincorsa di Marine Le
Pen non può nascondere il fatto che tra il Front National francese
e la Lega corrono, stando ai sondaggi, molti punti percentuali di
differenza. E se per la Le Pen un risultato a due cifre è scontato,
per la Lega di Salvini un forte messaggio anti euro e una reiterata
campagna contro l’immigrazione devono necessariamente
ottenere un ascolto di rilievo. Altrimenti, il mero oltrepassamento
della soglia del 4 per cento resterebbe una voce flebile nel grande
mare eurofobo del voto grillino. Salvini deve remare
controcorrente per fugare la percezione diffusa che la Lega si sia
con il tempo incorporata al sistema della corruzione, per colpa
delle nefandezze del «cerchio magico». Difficile farsi passare per
nuovi, ma è il senso della battaglia disperata di Salvini.
GIORGIA MELONI
NICHI VENDOLA
STEFANIA GIANNINI
Basta avvicinarsi al quorum
per diventare una forza decisiva
Una redenzione per non sparire
L’ultimo bivio della sinistra radicale
La prova difficile dei centristi
in un confronto poco «moderato»
U
n volto nuovo per un simbolo antico. La battaglia per
inserire le insegne della fu Alleanza nazionale nel simbolo
dei Fratelli d’Italia è essenziale per calamitare un elettorato
di destra traumatizzato dalla mancata fusione con il partito
berlusconiano. Il guaio per il movimento di Giorgia Meloni è che
per dare un segno forte di identità e di differenziazione con Forza
Italia bisogna cercare di farsi largo nell’area già parecchio
affollata degli eurofobi e degli euroscettici, occupata
massicciamente dal Movimento Cinque Stelle di Grillo e dalla
Lega. Dalla sua, il partito della Meloni ha la possibilità di non
giocare la partita alla morte per il raggiungimento del quorum:
anche un risultato leggermente inferiore, sebbene senza
rappresentanza a Strasburgo, potrebbe consentire agli ex An
di giocare una partita nei prossimi mesi. Ma deve essere
«leggermente inferiore», non troppo, altrimenti la sua
appetibilità di alleato verrebbe meno. Sotto il 3, la sconfitta.
E
x astro nascente della politica italiana, Vendola subisce un
certo oscuramento della «narrazione» di cui è stato facondo
protagonista negli anni scorsi. Se la trasformazioneredenzione nella lista che si intitola al leader greco Tsipras non
riuscirà ad oltrepassare la soglia di sbarramento, si avrebbe, dopo
una quindicina di mesi, la conferma di uno svanimento pressoché
definitivo della sinistra «radicale» così come l’abbiamo conosciuta
dal crollo del muro di Berlino e dalla fine del Pci in poi. La
cannibalizzazione dell’elettorato anti-moderato da parte del
movimento di Grillo si dimostrerebbe molto più solida e
preoccupante di un effimero travaso di voti in libera uscita.
Influisce anche la quasi certezza che in caso di elezioni politiche Sel,
il partito di Vendola, potrebbe entrare in una coalizione guidata da
Matteo Renzi. Il tentativo è almeno quello di condizionare a sinistra
l’alleanza con il Pd da parte dei settori piddini più insofferenti al
verbo renziano. Altrimenti, tornerebbe l’incubo della scomparsa.
L’
area elettorale in senso lato «centrista» rischia di apparire
il frutto di un’èra geologica politica passata, anche se molto
recente. Il non brillante risultato delle elezioni politiche
non ha giovato alla solidità di un progetto che aveva in Mario
Monti il suo pilastro. E l’irruzione di Matteo Renzi ha molto eroso
uno spazio che aveva un senso più spiccato in presenza di un Pd
spostato a sinistra con la direzione di Pier Luigi Bersani. Oggi
l’impresa di raggiungere il quorum per poter accedere a
Strasburgo appare quasi proibitiva, anche se Stefania Giannini,
importante ministro della compagine governativa presieduta
da Renzi, ha più volte tentato di marcare una differenza con
l’«ortodossia» giovanilista del governo. Oggi, per colpa anche
di una campagna elettorale dominata dall’intemperanza, il
messaggio moderato del movimento montiano appare molto più
debole che in passato. Senza un’affermazione decisa, per i
centristi si aprirà una fase molto tormentata di riflessione.
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
Primo Piano 13
italia: 51575551575557
I cinque in corsa per la Commissione Ue
Oggi il voto Gli scenari
Jean-Claude Juncker
Martin Schulz
Lussemburghese, 59 anni,
primo ministro del suo Paese
dal ‘95 al 2013, presidente
dell’Eurogruppo dal 2005 al
2013. È il candidato del Partito
popolare europeo (Ppe) alla
presidenza della Commissione
europea e in Italia è sostenuto
da Forza Italia e dalla lista che
unisce Ncd e Udc
Alexis Tsipras
Tedesco, 58 anni, è stato
presidente del gruppo
dell’Alleanza progressista
dei socialisti e dei democratici
a Strasburgo e lo scorso
17 gennaio è stato eletto
presidente del Parlamento
Ue. Candidato del Partito
dei socialisti europei (Pse),
in Italia è sostenuto dal Pd
Guy Verhofstadt
Greco, 39 anni, leader del
partito della sinistra radicale
Syriza e candidato a
Strasburgo per il Partito
della sinistra europea: la sua
candidatura è sostenuta in
Italia dalla lista L’Altra Europa
per Tripras, sostenuta da Sel,
Azione civile, Rifondazione
comunista e altre formazioni
DAL PRESIDENTE UE FINO AL MUTUO
CHE COSA È IN GIOCO DENTRO L’URNA
Prima elezione (quasi) diretta: ma contano gli equilibri tra i governi
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES — Si scherza spesso
sull’Europa che misura i cetrioli, o
controlla la qualità delle banane. E lei,
l’Europa, a volte se lo merita. Ma il voto di oggi, forse come non mai, non è
uno scherzo: avrà effetti seri, e diretti,
sulla vita quotidiana di mezzo miliardo di cittadini, quasi 60 milioni dei
quali italiani.
Primo. Fra pochi giorni o poche
settimane ci troveremo davanti un
nuovo interlocutore al vertice della
Commissione europea. Sarà espresso
per la prima volta dall’Europarlamento neo-eletto, e sarà un segno finora
inusitato di democrazia nella Ue (anche se bisogna essere realisti: gli accordi e gli equilibri di forza fra i governi, Germania e Francia in testa, tracceranno quasi sempre la strada maestra).
Al nuovo presidente della Commissione, e ai suoi colleghi, l’Italia darà
assicurazioni e chiederà risposte come già fatto con i loro predecessori:
possiamo allargare un poco i cordoni
del deficit? («mai chiesto», giurano a
Roma, ma a Bruxelles c’è chi dice di
aver sentito molto bene); oppure: «il
pareggio di bilancio lo faremo nel
2016»; o ancora: «i fondi per i bonus
da 80 euro ci sono, la copertura è assicurata anche per il 2015 e oltre» (ma a
Bruxelles allignano i san Tommaso,
cioè gli increduli, e non si può far finta che non esistano). Le risposte dipenderanno naturalmente da chi siederà nella poltrona del neopresidente: se sarà il popolare Jean-Claude
Juncker, o il socialista Martin Schulz o
il liberaldemocratico Guy Verhofstadt, Roma dovrà giocare carte diverse.
Ma in ogni caso, dovrà ricordare per
esempio che Schulz e Junker sono entrambi — pur lontani fra loro ideologicamente — vicini ad Angela Merkel.
E dovrà forse evitare proclami come
quelli delle ultime settimane: «An-
dremo in Europa a spiegare le nuove
regole...». Anche perché in quella
stessa nuova Commissione avremo
anche noi un commissario, e dal primo luglio avremo anche la presidenza
di turno della Ue, per sei mesi: grandi
occasioni, grandissimi rischi se prevarranno solo le parole.
Forse questa sarà anche l’occasione
per (ri)apprezzare quanto la vituperata Ue ha saputo darci: se non ci occorre più un mutuo in banca per pagare
una telefonata fatta mentre stiamo all’estero, è merito della Ue e non certo
di questo o quel governo; se l’Internet
a banda larga si diffonderà sempre
più liberandosi dalle pastoie attuali,
lo dovremo soprattutto alle sollecitazioni della Ue; se certe compagni aeree private non ci faranno più pagare
come extra anche uno starnuto, bisognerà ringraziare la Ue e non un singolo governo.
Ma prima di tutto questo, oggi, stanotte, c’è la questione politica del vo-
Ska Keller
Belga, 61 anni, primo ministro
del suo Paese dal ‘99 al 2008.
Dal 2009 è presidente
dell’Alleanza dei democratici e
dei liberali per l’Europa (Alde)
al Parlamento Ue. Alle elezioni
è sostenuto dalla lista Scelta
europea, che riunisce Scelta
civica, Centro democratico e
Fare per fermare il declino
La vita quotidiana
Da Bruxelles dipende
molto della nostra vita
quotidiana. Tante le piccole
conquiste negli anni
Populisti e unanimità
Cresceranno i partiti anti
euro. Ma le decisioni più
importanti sono assunte
all’unanimità dai 28 Paesi
to «anti». Molti sondaggisti prevedono ovunque un’impennata di schede
euroscettiche, o anti-europeiste, addirittura fino al 25-30% dei voti. Se
questo avverrà anche da noi, e soprattutto se le schede euro-scettiche si
combineranno all’astensionismo,
cambierà probabilmente l’immagine
che Bruxelles — a ragione o a torto —
ha cucito addosso all’Italia. Già scheggiata dalla cavalcata di governi in una
manciata d’anni, e dal bubbone del
debito pubblico, quella stessa immagine potrebbe divenire ancor più inconsistente e perdere un altro poco di
quello che la Ue le chiede: la stabilità.
Parola a volte derisa a Roma, ma presa
molto sul serio a Bruxelles. Meno stabilità, anche se solo esteriore, vorrebbe dire meno possibilità che la futura
Commissione europea si fidi di noi: e
che creda a quelle assicurazioni di cui
si parlava prima. Però bisognerà anche ricordare, almeno per una volta,
ciò che qui a Bruxelles o a Strasburgo
si vede e si sente benissimo: ben più
che le parole di Grillo, un altro fattore
ha eroso in questi anni nella Ue la nostra immagine, e si chiama corruzione. Negli ultimi giorni, la rassegna
stampa con le cronache dell’inchiesta
Scajola dominava sulle scrivanie di
molti corrispondenti stranieri, e di altrettanti funzionari Ue. Per non parlare, nei giorni precedenti, del caso
Tedesca, 32 anni, alle elezioni
del 2009 è entrata a far parte
del Parlamento europeo per il
partito Alleanza ‘90 - I Verdi,
che aderisce ai Verdi europei:
la sua candidatura alla
presidenza della
Commissione Ue è sostenuta
nel nostro Paese dalla lista
Green Italia-Verdi europei
Expo 2015.
Ma quanto conterà e che cosa potrà
fare davvero, ammesso che certe previsioni si avverino, l’ondata populista
nella Ue? Sarà tutto da vedere. Perché
l’inno grillino, «uno vale uno», trova
ai vertici della Ue una traduzione opposta: «uno è nessuno», e «28 sono
28» nel senso di Paesi: nelle materie
più importanti vale la regola dell’unanimità fra i governi. Nella tassazione,
nella sicurezza e nella protezione sociale, nell’adesione di nuovi Stati alla
comunità, nella politica estera e di difesa, si decide tutti insieme. Il che
vuol dire anche che uno può bloccare
tutti, con un bel veto: ma non è forse
questo, il vero obiettivo di Marine Le
Pen, o di Nigel Farage, e dei loro alleati. Ben più pragmatici di quanto appaiano, ripetono: vogliamo cambiare
l’Europa. E: via dall’euro. Ma sanno
bene che, per cambiare l’Europa, bisognerà prima governarla, cioé negoziare per averne il governo. E anche
per uscire dall’euro (ma sarebbe in
ogni caso impossibile, restando nell’Ue, a meno di non stracciare i Trattati europei), non basterà un grido solitario. Fra poche ore si aprono le urne,
stanotte sapremo tutto. E questa volta, non è uno scherzo.
Luigi Offeddu
[email protected]
© RIPRODUZIONE RISERVATA
14
italia: 51575551575557
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
15
italia: 51575551575557
#
Esteri
✒
Conflitto Il reporter, 30enne piacentino, aveva fondato il collettivo Cesura: sempre in prima linea
L'analisi
LA RICONFERMA DI SISI:
LE MANI DEI MILITARI
SULL’ECONOMIA EGIZIANA
Dal nostro inviato al Cairo CECILIA ZECCHINELLI
D
Filorusso Un militante filorusso armato dietro una barricata nella città di Sloviansk, nell’Est del Paese: nella vicina Andreevka è stato colpito il fotoreporter italiano
Lavorava sul fronte orientale alla vigilia del voto
DAL NOSTRO INVIATO
di potere, cercano la legittimazione
nelle elezioni presidenziali, superando anche il boicottaggio dell’Est. La figura che dovrebbe fare
riemergere l’Ucraina da due mesi di
apnea politico-giuridica è quella di
Petro Poroshenko, nato 48 anni fa a
Bolhrad, vicino a Odessa, patrimonio valutato 1,6 miliardi di dollari,
professione oligarca, politico parttime e ora candidato-presidente accreditato dai sondaggi di un consenso intorno al 48-50%. Se dovesse
raggiungere la maggioranza assoluta vincerebbe al primo turno, risparmiando agli elettori il ballottaggio previsto per domenica 15
giugno. È l’ipotesi su cui puntano
anche i governi europei, a comin-
ciare da quello tedesco, sponsor
dell’alleanza tra Poroshenko e la
formazione dell’ex pugile Vitali Klitschko. Yulia Tymoshenko, 53 anni,
trascina con intatta energia il suo
mito di figura simbolo della rivoluzione arancione del 2004 e di perseguitata politica, ma non incanta più
i suoi concittadini. Le previsioni la
danno al 12-13%. L’outsider, l’ex
banchiere ed ex ministro, Sergey
Tigipko, 54 anni, probabilmente
non arriverà neanche all’8%. Tutti
gli altri 18 pretendenti non hanno e
non faranno storia. Toccherà a Poroshenko, dunque, già da domani o
fra tre settimane, sedersi sulla poltrona più scomoda d’Europa in
questo momento. L’imprenditore
ha concluso la campagna elettorale
a Dnepropetrovsk, la città sul fiume
Dnepro ormai considerato il confine interno del Paese. Da lì in poi,
spingendosi verso Est, i filorussi
aspettano, letteralmente, con i fucili spianati. Tocca a Kiev verificare se
lo Stato ucraino esiste ancora nel
bacino del Donbass. Ieri sera a Donetsk sventolava una sola bandiera
con i colori nazionali giallo e azzurro, avvinta alla lunga stele in memoria dei caduti della Seconda
guerra mondiale, in piazza Lenin.
Poroshenko dovrà partire da qui,
da quel drappo superstite. Non sarà
facile, perché gli elettori lo voteranno per esclusione, come il meno
peggio, tra il folto gruppo dei pre-
La presidente della Camera
Boldrini,
missione
negli Usa
Giuseppe Sarcina
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seggi Ultimi preparativi al seggio di Dobropillia, regione di Donetsk. Oggi
in Ucraina si svolgono le presidenziali: un voto per ridare stabilità al Paese
Ucraina, spari sui giornalisti
Colpito un fotografo italiano
DONETSK — Stasera l’Ucraina
potrebbe avere un nuovo presidente, ma non la pace nel Paese. Ieri gli
scontri tra miliziani ed esercito
ucraino sono continuati ad Andreevka, a pochi chilometri da Donetsk
e Sloviansk. È stato colpito anche
un fotoreporter italiano, identificato in tarda serata come il trentenne
piacentino Andrea Rocchelli, che
viaggiava con un attivista russo. A
notte fonda la Farnesina stava ancora verificando la notizia diffusa dall’agenzia Interfax: il giornalista italiano sarebbe stato ucciso con il suo
interprete. Coinvolto anche il fotografo francese William Roguelon,
rimasto ferito, che ha raccontato di
un vero e proprio bombardamento:
«Prima abbiamo sentito colpi di kalashnikov che fischiavano. Poi sono
piovuti i colpi di mortaio tutt’intorno». Rocchelli, impegnato in passato con l’agenzia Grazia Neri e lo studio di Alex Majoli, è tra i fondatori
del collettivo fotografico Cesura.it:
dal Daghestan all’Ucraina, sempre
in prima linea.
In questo clima di tensione, i due
mondi paralleli, le due piazze, le
due barricate, Kiev e Donetsk, i filoeuropei e i pro russi, oggi si incrociano pericolosamente. I partiti della capitale, o forse sarebbe meglio
dire i movimenti mescolati ai clan
tendenti. Il suo sarà un mandato
strappato sull’onda dell’emergenza, non della popolarità. Basta osservare il giudizio deprimente dell’opinione pubblica raccolto da una
ricerca pubblicata dalla stampa
ucraina: solo il 30% degli interpellati ritiene Poroshenko una persona
«trasparente». Il futuro presidente
è un prodotto dell’antico regime,
una di quelle personalità anfibie tra
politica e affari il cui modello insuperato resta proprio il predecessore
spodestato, Viktor Yanukovich. Poroshenko è stato ministro sia con
Yanukovich sia con Tymoshenko,
quando era già uno degli industriali
più conosciuti (e più ricchi) del Paese. Ha cominciato, così narra la sua
agiografia ufficiale, con un’intuizione brillante: importare semi di
cacao negli anni 80, diventandone il
fornitore dell’Unione sovietica. Soldi facili, come quelli che si possono
accumulare operando in regime di
monopolio. I super profitti sono
stati investiti nell’industria pesante, nei servizi finanziari e, come da
manuale del perfetto oligarca, nella
televisione. L’Ucraina e l’Europa ora
puntano su di lui. Poroshenko confermerà l’attuale primo ministro
Arseniy Yatstenyuk per dare continuità alla rifondazione dello Stato.
Ma prima di arrivare al tavolo con
Vladimir Putin dovrà regolare in
qualche modo le cose con le milizie
armate del Pravy Sector, il Settore
destro, che presidia piazza Maidan
e occupa da tre mesi l’albergo Dnepro (senza per altro pagare il conto). Il suo leader, Dmytro Yarosh, 42
anni, si è anche candidato alle presidenziali. È dato al decimo posto,
con un irrilevante 1%. Ma le sue falangi sono un rischio per la pace,
come gli armati filorussi dell’Est.
omani e dopo gli egiziani eleggeranno Abdel Fattah
Al Sisi loro presidente. Non ci sono dubbi sulla
vittoria dell’ex capo dei servizi militari che da luglio regge
de facto l’Egitto dopo aver deposto Mohammed Morsi,
unico raìs dalla fine della monarchia a non provenire
dall’esercito. Il solo sfidante, il socialista Hamdeen
Sabahi, non ha chance. Il vero rivale di Al Sisi sarà
l’astensione. E non tanto perché pochi sperano ormai
nella democrazia dopo la fallita Rivoluzione del 2011, ma
perché la crisi economica è travolgente, la miseria sempre
più diffusa, la fiducia che cambi qualcosa scarsa. Al Sisi
non ha fatto comizi né ha annunciato programmi precisi.
Ha detto che «per la democrazia ci vorranno 25 anni» ma
in cambio ha promesso «sicurezza e stabilità economica».
Se la prima è relativamente facile da imporre, annullando
ogni oppositore o presunto tale (decine di migliaia sono
in cella, centinaia sono stati uccisi) e riportando nelle
strade la polizia e più discretamente i militari, la seconda
è un obiettivo ambizioso. «Da tre anni deficit e debito
pubblico aumentano, ora sono al 14 e al 100% del Pil.
Il turismo e gli investimenti privati locali e esteri sono
crollati. La crescita è stata
in media del 2% mentre
Controllo
disoccupazione e inflazione
sono salite», sintetizza
«L’esercito è uno
l’economista Mohammed
Stato nello Stato:
Samhouri. Che fare? La ricetta
ora vuole gestire
di Al Sisi è la militarizzazione.
tutto direttamente» Non proclamata ma indicata
da molti segnali.
«L’esercito già controlla il 40%
dell’economia e quasi il 90% della terra, ha fabbriche di
pasta e tv, hotel, ospedali, petrolio. Da tempo è uno Stato
nello Stato, senza controlli, ma ora vuole gestire
direttamente il Paese», dice Ayman Ahmed, giornalista di
Al Watan. A partire dai fondi del Golfo, che ha stanziato
15 miliardi di dollari in aiuti dopo il golpe contro l’odiato
Morsi e sta varando progetti faraonici. Come quello
firmato in marzo per un milione di alloggi in 48 nuove
città nel deserto (costo: 40 miliardi di dollari) o quelli
previsti per sviluppare il canale di Suez, a cui ancora ne
seguiranno grazie alla nuova legge che elimina le gare di
appalto. Tutto gestito dai militari il cui fine è aumentare il
proprio «impero» creando intanto redditi e occupazione.
Non potrà fare tutto da solo, l’esercito. Da mesi ha infatti
intensificato i rapporti con i grandi uomini d’affari, dal
magnate delle telecom Sawiris al re della ceramica Abul
Enein. A questi ultimi, Al Sisi avrebbe anticipato aumenti
fiscali vista l’emergenza, così come per le classi medie si
sta profilando la fine dei sussidi di cui godono il 70%
degli egiziani e che solo per la benzina costano allo Stato
19 miliardi di dollari l’anno. Solo per i poveri (circa il 40%
della popolazione) ci sarà qualche aiuto. In parallelo i
militari si stanno rafforzando nell’apparato statale, dalle
province ai ministeri, per frenare la corruzione esplosa
sotto Sadat e peggiorata con Mubarak, per tentare di
salvare il Paese dalla bancarotta e evitare nuove rivolte.
«Nessuno più pensa ai diritti umani, conta solo la crisi
economica», dice Amir Salem, avvocato di molti
oppositori. «Ora l’esercito avanza su tutto come un treno,
sostenuto dal grande business e dagli uomini del vecchio
regime mubarakiano. Ma dubito che andrà lontano,
anche lì ci sono corruzione e interessi privati. Al Sisi sta
rischiando molto promettendo la stabilità. Staremo a
vedere».
NEW YORK — Un incontro-riunione con imprenditori italiani
impegnati a New York nel settore della tecnologia ha concluso la
missione della presidente della Camera Laura Boldrini negli
Stati Uniti, iniziata martedì a Washington con una serie di
colloqui istituzionali. Nella capitale — oltre ai vertici del
Congresso, come la democratica Nancy Pelosi e lo Speaker
repubblicano John Boehner —Boldrini ha incontrato tanti
italiani, «giovani immigrati di nuova generazione, che sono
scienziati, ricercatori, o che avviano start-up» e «che oggi
contribuiscono a rendere grande questo Paese». Ieri, visita al
memoriale dell’11 Settembre, attentato in cui, ha sottolineato,
«persero la vita tremila persone provenienti da 90 Paesi diversi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
16
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
italia: 51575551575557
#
Cronache
Genova Il mediatore e i soldi arrivati a Lugano: «Non sapevo la provenienza». La procura valuta i danni alla società
Carige, ora s’indaga sul falso in bilancio
La banca e l’Abi accelerano i tempi per l’uscita di Berneschi che è ai domiciliari
GENOVA — Sta valutando le
carte ma l’intenzione è di rispondere al giudice e «spiegare
tutto», fa sapere il banchiere
settantenne Giovanni Berneschi dagli arresti domiciliari:
«È scosso, il suo stato d’animo
è inimmaginabile» dice il suo
avvocato, ma è pronto a difendersi. Su Berneschi, soprannominato il Magro nella valanga
di intercettazioni della Guardia
di Finanza, si è abbattuta l’accusa di aver truffato la «sua»
banca, la Carige, architettando
insieme all’ex ad del ramo assicurativo Carige Vita Nuova Ferdinando Menconi e al faccendiere Ernesto Cavallini vendite
immobiliari con perizie gonfiate. La compagnia assicurativa comprava da società di Cavallini immobili iper-valutati.
Le plusvalenze finivano in società transnazionali che facevano occultamente capo a Berneschi e Menconi. Lo stesso
schema si è ripetuto — secondo i pm Nicola Piacente e Silvio
Franz — più volte, il danno,
negli anni, per Banca Carige
sarebbe valutabile intorno ai
TRIBUNALE DI BARI
V^ Sezione Civile
Il giudice, dott.ssa Marina Cavallo,
a scioglimento della riserva assunta, ha pronunciato la seguente
ORDINANZA
P.Q.M.
1) accoglie la domanda e, per l’effetto, inibisce alle società Zanzar Sistem s.p.a. e MV Line s.p.a. la
produzione, commercializzazione,
pubblicizzazione, esportazione ed
ogni altro uso delle zanzariere denominate “Plana”, “Free Line”, “Free
Line” anche nel modello Codice Articolo “Plana”, “Magnetica” “Nova
Magnetica” e “Linda”, per quanto di
rispettiva competenza, in quanto interferenti con i brevetti nella titolarità della società Effe s.r.l.;
2) dispone il sequestro nei confronti
delle resistenti, da eseguirsi presso
le rispettive sedi, pertinenze, magazzini, stabilimenti e spacci nella
loro titolarità o presso terzi che ne
abbiano la disponibilità dei modelli
di zanzariera indicati sub 1) nonché
di tutto il materiale pubblicitario e di
tutta la documentazione contabile
relativa alle suddette violazioni;
3) ordinato inoltre il ritiro dal commercio dei prodotti indicati sub 1);
4) fissa a titolo di penale per ogni
successiva violazione nonché per
ogni giorno di ritardo nella esecuzione del provvedimento la somma
di € 400,00;
5) dispone la pubblicazione del presente provvedimento o del suo dispositivo nei quotidiani “Corriere
della Sera” e “la Repubblica” e sul
periodico specializzato “Nuova Finestra” a cura di Effe s.r.l. ed a spese
delle resistenti in solido tra loro;
6) spese al definitivo.
Bari, 12.7.2013
Il giudice estensore
Dott.ssa Marina Cavallo
Per la pubblicità
legale e finanziaria
rivolgersi a:
Via Rizzoli, 8 - 20132 Milano
Tel. 02 2584 6665 o 02 2584 6256
Fax 02 2588 6114
Via Valentino Mazzola, 66/D
00142 Roma
Tel. 06 6882 8650 - Fax 06 6882 8682
Vico II San Nicola alla Dogana, 9
80133 Napoli
Tel. 081 49 777 11 - Fax 081 49 777 12
Via Villari, 50 - 70122 Bari
Tel. 080 5760 111 - Fax 080 5760 126
RCS MediaGroup S.p.A.
Via Rizzoli, 8 - 20132 Milano
120 milioni di euro.
Ora sono in via di notifica
nuovi avvisi di garanzia e — ad
eccezione di alcune posizioni
minori riferite ancora all’ordinanza di giovedì scorso —
questa volta nel mirino c’è lo
straordinario credito ottenuto
fino alla caduta di Berneschi, il
settembre dello scorso anno,
da Ernesto Cavallini. Falso in
bilancio e false dichiarazioni al
pubblico (gli azionisti) e agli
organi di vigilanza, sono le
nuove ipotesi di reato. Le domande che si pongono gli inquirenti sono le stesse di
Bankitalia nel suo durissimo
report del 2013 concluso con la
richiesta di un «ampio ricambio» nella governance della
banca: perché Cavallini otteneva prestiti per decine di milioni
di cui nessuno chiedeva la restituzione? Perché la compagnia assicurativa allargava
sempre più il deficit con operazioni immobiliari oscure e
perché nessuno pareva capace
di intervenire? Cavallini è l’uomo che nel 2006 acquistò immobili per 620 mila euro e nel
giro di ventiquattro ore li rivendette a Carige Vita Nuova a
8,9 milioni di euro, l’operazione Portorotondo che i magistrati ora vogliono riprendere
in mano.
Intanto la Carige e l’Abi, di
cui Berneschi è vicepresidente,
stanno prendendo le distanze:
Carige indicherà mercoledì il
Le accuse dei pm
e l’associazione
Le ipotesi di truffa
e di riciclaggio
I punti
Il blitz e gli arresti
voluti dai magistrati
Dirigente Giovanni Berneschi, 76 anni, ex presidente di Banca Carige.
L’Abi di cui è vicepresidente si appresta ad allontanarlo (Salmoirago)
AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA
DELLA PROGRESSO SRL
I sottoscritti Commissari Straordinari
Prof. Alberto FALINI, Avv. Franco LA GIOIA e Dott. Renato NIGRO
AVVERTONO
che presso lo studio del Notaio Dott. Massimo De Mauro Paternò Castello,
in Ferrara Viale Cavour n. 142, scala “A”, primo piano, tel. 0532/248438-202930
saranno posti in vendita i seguenti immobili:
Complesso immobiliare sito a San Biagio di Argenta, via Buriona n. 5,
distinto al C.F. del Comune di Argenta al foglio 146 mappale 168 sub. 5 graffato con i
mappali 297, 303 e 304 (A/3 cl. 2° vani 6), sub 6 (A/10 cl. 2° vani 6), sub. 7 (A/3 cl. 2°
vani 7), sub. 8 (A/3 cl. 2° vani 7,5), sub. 9 (C/2 cl. 2° mq. 125) e sub. 10 (bene comune
non censibile); con variazione n. 69791 del 25.02.1991 sono stati variati i subalterni mantenendo i sub. 7 e 10, anche come descrizione, sopprimendo il sub. 5, graffato con i mappali 297, 303 e 304, il sub. 6, il sub. 8 ed il sub. 9 e costituendo il sub 11 (ufficio), il sub
12 (abitazione) il sub. 13 (locali di deposito) ed il sub. 14 (vano comune ai sub. 7 e 12);
sono altresì comprese autorimesse distinte con il mappale 192 sub. 1, 2, 3 e 4 ed un capannone distinto con il mappale 370.
Trattasi sostanzialmente di complesso immobiliare destinato ad attività commerciale e civile abitazione, costituito da una palazzina uffici, due appartamenti con scantinati, un capannone e un fabbricato con n. 4 autorimesse, compresi impianti generali e industriali, il
tutto come meglio specificato nella perizia redatta dal Dott. A. Sichirollo in data 31/08/2004
e nella perizia di conformità edilizia redatta dal Dott. Ing. M. Rubin in data 29/07/04. Alcuni
impianti, elettrici ed idrotermosanitari, risultano essere comuni alle diverse unità.
Si segnala, inoltre, l’esistenza delle seguenti difformità rispetto agli elaborati grafici delle
concessioni edilizie rilasciate:
addossato alle autorimesse è stato edificato un box in metallo e legno che potrebbe essere
sanato con una spesa di circa €. 1.000,00;
sul retro del capannone industriale è stato realizzato un box in muratura che non risulta
sanabile in quanto a distanza dal confine inferiore alla minima consentita; nell’abitazione
sub. 7 è stata realizzata la demolizione parziale di una tramezzatura sanabile con D.I.A. in
sanatoria ai sensi dell’art. 37 del D.P.R. 380/2001 e pagamento di un’oblazione di
€ 1000,00.
il tutto nello stato di fatto e di diritto in cui si trova al momento della stipula del contratto
di vendita, libero da persone Le formalità pregiudizievoli saranno cancellate a cura e spese
dell’aggiudicatario, previa istanza, ai sensi dell’art. 64 del D. Lgs. n. 270/99.
Prezzo base d’asta Euro272.769,00 (duecentosettantaduemilasettecentosessantanove,00) più IVA se dovuta
Condizioni di Vendita
a) al prezzo base d’asta indicato oltre IVA se dovuta
b) Chi eventualmente interessato dovrà far pervenire l’offerta d’acquisto in busta chiusa,
firmata sui lembi, contenente l’indicazione della somma offerta, che non potrà essere
inferiore al prezzo base d’asta, ed i dati dell’offerente.
Sulla parte esterna della busta dovrà altresì essere apposta la dicitura “offerta relativa
al complesso immobiliare di Progresso srl con l’eventuale indicazione del lotto”
I dati dell’offerente dovranno comprendere oltre a quelli anagrafici, il numero di codice
fiscale e l’eventuale partita IVA; per le società dovrà inoltre essere fornita la prova della
capacità del firmatario l’offerta di poter impegnare la medesima all’acquisto.
L’offerta dovrà essere corredata da assegni circolari intestati a Progresso srl in A/S
nella percentuale pari al 20% (venti per cento) della somma offerta a titolo di deposito
cauzionale infruttifero, nonché assegni circolari intestati come sopra pari al 10% (dieci
per cento) del prezzo offerto a titolo di acconto sulle spese di trasferimento.
La presentazione dell’offerta comporta l’automatica accettazione del bene visto e piaciuto nello stato di fatto e di diritto in cui si trova.
c) Le buste dovranno pervenire entro e non oltre le ore 12.00 del giorno 11/07/2014
presso lo studio del Notaio Massimo De Mauro Paternò Castello sito in Ferrara, Viale
Cavour n. 142, scala “A”, primo piano.
d) Alle ore 16.00 dello stesso giorno 11/07/2014 si procederà all’apertura delle buste.
e) In caso di presentazione di unica offerta l’immobile sarà immediatamente aggiudicato
all’offerente, fatta salva l’autorizzazione che dovrà essere rilasciata dal Ministero dello
Sviluppo Economico.
f) In caso di presentazione di più di un’offerta si procederà ad una gara tra gli offerenti
che si terrà il giorno 23/07/2014.alle ore 15.00 presso lo Studio del Notaio Massimo
De Mauro Paternò Castello in Ferrara, Viale Cavour n. 142, scala “A”, primo piano, con
le modalità di cui all’art. 581, commi 2, 3, 4 del C.P.C.. In tale gara il prezzo base dell’incanto sarà costituito dalla maggiore offerta pervenuta nella seduta del (punto C)
11/07/2014 e le offerte in aumento dovranno essere non inferiori al 5% (cinque/00) di
tale offerta. Al termine della gara l’immobile sarà aggiudicato al miglior offerente, fatta
salva l’autorizzazione che dovrà essere rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico e saranno restituiti gli assegni depositati da chi non è risultato aggiudicatario.
g) Il saldo del valore di aggiudicazione dovrà essere versato a mezzo di assegni circolari
intestati a Progresso srl in A/S contestualmente alla stipula dell’atto pubblico di
trasferimento della proprietà del complesso immobiliare che dovrà avvenire, semprechè sia stata rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico l’autorizzazione, entro
e non oltre 30 (trenta) giorni decorrenti dal giorno 11/07/2014 in caso di aggiudicazione
di cui alla lettera e) e dal giorno 23/07/2014 in caso di aggiudicazione di cui alla lettera
f) presso lo studio del Notaio Massimo De Mauro Paternò Castello sito in Ferrara,
Viale Cavour n. 142, scala “A”, primo piano, pena la rivendita del bene in danno dell’inadempiente.
h) Le imposte, tasse e competenze dovute al Notaio per la predisposizione e redazione
dei verbali d’asta nonché quelle relative all’atto pubblico di trasferimento di proprietà
dell’immobile sono a totale carico dell’aggiudicatario.
i) Le formalità pregiudizievoli saranno cancellate a cura e spese dell’aggiudicatario, previa
istanza, ai sensi dell’art 64 del D. Lgs n. 270/99.
Per ogni ulteriore informazione, anche relativa allo stato di fatto e di diritto del complesso immobiliare e per visionare lo stesso, rivolgersi alla PROGRESSO SRL in Amministrazione Straordinaria con sede in Argenta (FE), Via Nazionale Ponente 78 - Dott.
Roberto Borzelli - tel. 0532/319601
Su ordine della procura
di Genova sono stati
spiccati sette ordini di
arresto fra cui Giovanni
Berneschi, già
presidente di Carige e
Ferdinando Menconi, ex
amministratore delegato
di Carige Vita Nuova
Secondo le tesi dei
magistrati, gli indagati
avrebbero fatto parte di
un’associazione a
delinquere di carattere
transnazionale che
operava in vari Paesi
tra cui Italia, Spagna e
Svizzera
Sempre secondo l’accusa
la finalità
dell’associazione era
perpetrare truffe ai danni
di Banca Carige e di
Carige Vita Nuova, il
successivo riciclaggio
e reinvestimento dei
proventi illeciti
suo nuovo rappresentante e
Abi giovedì provvederà alla decadenza e alla nomina del sostituto. Certo fra le molte brucia quell’intercettazione in cui
il vicepresidente di Abi cerca
uno «spallone» per portare
soldi in Svizzera. Ieri, durante
l’interrogatorio in carcere Vallebuona, il commercialista, e
Calloni, l’uomo-schermo nelle
società possedute occultamente da Berneschi, hanno fatto
scena muta. «Non ho preso
mai soldi - ha fatto sapere Vallebuona - e da Berneschi non
ho neppure accettato il suo olio
in regalo». Ha risposto invece
l’avvocato svizzero Davide Enderlin ma solo per dire che lui
si è limitato a fare «il professionista» movimentando soldi di
cui ignorava la provenienza.
Avrebbe conosciuto Berneschi
solo il 14 gennaio di quest’anno. Quando i pm gli hanno fatto presente che nella primavera
del 2006 la società di Cavallini
dopo aver venduto a Carige Vita Nuova l’albergo Pisana inviò
bonifici per 15 milioni di euro
allo studio Enderlin, destinati
a una società di Berneschi,
l’avvocato si è limitato a dire
che «forse quella era una pratica di mio padre, non mia».
Erika Dellacasa
© RIPRODUZIONE RISERVATA
I protagonisti Chi sono i personaggi di cui si circondava il banchiere ligure
I marlin e i soldi nei paradisi fiscali
La pesca miracolosa del faccendiere
Abbronzato, infradito inforcate, il «señor Caloni», come lo chiamano a Lanzarote (Canarie), contempla soddisfatto i suoi tre giganteschi marlin appesi alla Hard
Hatt, la barca per pesca d’altura: un gioiellino da 70 piedi, due motori da 2.000 cavalli «equipaggiato con il top
dell’elettronica moderna», quattro camere matrimoniali
con bagno, aria condizionata, «lussuosamente arredato». Ha appena vinto una gara di pesca. Festa, brindisi,
premiazione, strette di mano, foto ai marlin penzolanti,
la gioia della moglie Maria. Era l’estate scorsa. Gli azionisti Carige non lo sanno ma il «Caloni» si è fatto la barca
anche con i loro soldi. Alcune vicende e retroscena a
margine dell’inchiesta genovese sulle presunte truffe al
gruppo Carige aiutano a capire ambiente e personaggi.
5,6
I milioni di
euro finiti
attraverso
una società
svizzera a
Berneschi e
Menconi nel
2009
Il faccendiere in barca
La signora Maria altri non è che Maria Imelda Bellini
Dominguez «coniuge e prestanome» – così definita nel-
l’ordinanza del Gip genovese – del «señor Caloni» cioè
Sandro Maria Calloni, 64 anni, in carcere, «fiduciario di
Berneschi Giovanni», 76 anni, agli arresti domiciliari, ex
numero uno della banca. L’Hard Hatt, la barca della pesca miracolosa, è di proprietà della Dustin, una fiduciaria svizzera crocevia di molte operazioni ritenute illecite
di Berneschi & c. La barca è stata comprata ed è mantenuta anche grazie ai proventi delle truffe ai danni degli
azionisti Carige. Dustin, per esempio, ha coperto i reali
proprietari della finanziaria svizzera Balitas che ha venduto a Carige Vita, a prezzi gonfiati, una partecipazione
nelle agenzie assicurative del gruppo. Una truffa da 5,6
milioni, secondo gli inquirenti, finiti nel 2009 nelle tasche dei veri proprietari di Balitas: Berneschi e il suo sodale Ferdinando Menconi, 70 anni, agli arresti domiciliari, per anni capo delle assicurazioni del gruppo.
In Carige si sapeva da anni, ben prima del 2009, dell’esistenza di Balitas e vi erano sospetti ma anche qualche traccia tangibile che facesse capo a qualcuno molto
Come
Hemingway
La barca che
Calloni usava
per la pesca
del marlin. È
lo stesso pesce al centro
del romanzo
di Ernest
Hemingway
Il vecchio
e il mare
(a destra
lo scrittore
americano)
in alto nel gruppo. Come tutti erano a conoscenza delle
operazioni immobiliari sospette i cui profili illeciti oggi
vengono contestati dalla procura. Negli ultimi 13 anni
non una ma almeno 20 volte Isvap-Ivass e Banca d’Italia,
oltre agli organi di informazione, hanno messo sotto gli
occhi di decine di amministratori succedutisi alla guida
delle compagnie assicurative e della banca, l’evidenza
solare di operazioni sospette e palesemente in danno del
gruppo. Il potere di Berneschi teneva tutti a bada. Rarissime le voci discordanti nel cda.
Il record di Cavallini
Era poi un fatto e non una chiacchiera che le pratiche
di fido verso Ernesto Cavallini fossero molto agili. Cavallini è il tipo di cliente che una banca seria metterebbe alla porta. Condannato per bancarotta (si sapeva da anni),
gestore di holding estere per eludere controlli e fisco
(cosa nota), insolvente. Ora emerge come componente
fondamentale della
«squadra» che succhiava soldi a Carige
vendendole immobili «normali» a
prezzi da Piazza di
Spagna. Cavallini ha
addirittura stabilito
il record di vedersi
recapitare due ordini d’arresto in due
giorni: giovedì 22
maggio per le ipotesi di truffa a Carige e
il giorno prima per
un’altra maxi-inchiesta. È una truffa
anche questa, da 600
milioni, orchestrata
da Alberto Micalizzi,
ex docente di finanza ribattezzato il «Madoff della Bocconi». Cavallini avrebbe fatto sparire soldi in matrioske
societarie tra Lussemburgo e Svizzera.
Gli affari milanesi
L’inchiesta genovese sembra destinata ad ampliare gli
orizzonti. È possibile, per esempio, che la fiduciaria Dustin, quella della barca, ma anche la spagnola Vanador
(gestita formalmente dalla moglie di Calloni) riservino
qualche sorpresa. C’è un comparto di investimenti milanesi tutto da mettere a fuoco. Immobili anche di grandi
metrature in varie zone riconducibili a società partecipate da Menconi (in una delle quali ha iniettato liquidità
sua per 12,5 milioni) e da Dustin e Vanador. Ma intanto
fino a novembre 2012 Menconi aveva ancora mandati
d’agenzia e almeno una linea di credito da 1 milione per
le operazioni immobiliari. Oggi sappiamo il perché.
Mario Gerevini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
Cronache 17
italia: 51575551575557
La decisione L’ex senatore di FI sconterà in Italia la condanna a 7 anni
Firmata l’estradizione
Dell’Utri torna in settimana
Ultimo atto del presidente libanese Suleiman
Le tappe
La condanna a 7 anni
per concorso esterno
1
Marcello Dell’Utri è stato
condannato il 9 maggio
scorso a 7 anni di
reclusione per concorso
esterno in associazione
mafiosa in via definitiva
L’arresto in Libano
e l’estradizione
2
L’ex parlamentare il 12
aprile scorso viene
rintracciato a Beirut e da
allora è agli arresti
ospedalieri in attesa
dell’estradizione che è
stata firmata ieri
MILANO — A poche ore dalla
scadenza del suo mandato, il
Presidente del Libano firma nella residenza di Baabda il decreto
per l’estradizione di Marcello
Dell’Utri. Manca solo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale
di Beirut prima che l’ex senatore
di Forza Italia venga consegnato
alla giustizia italiana per essere
rinchiuso in carcere dopo la
condanna a sette anni di reclusione per concorso esterno in
associazione mafiosa.
Il 65enne cristiano-maronita
Michel Suleiman dopo sei anni
lascerà oggi il palazzo presidenziale a 9 chilometri a sud-est di
Beirut senza che il parlamento
libanese sia riuscito a nominare
il suo successore. Tra i tantissimi atti che ha dovuto firmare
negli ultimi giorni, evitando così che i tempi si allungassero
durante l’interim, c’era il decreto numero 11923, «Consegna di
L’inchiesta Verifiche sull’ipotesi di aggiotaggio
Il tecnico Consob ai pm:
fui ostacolato nel lavoro
sulla fusione UnipolSai
MILANO — Ma quanto valevano davvero i derivati Unipol? Una cosa è certa. la Consob si divise su quella valutazione e la Procura di Milano
sospetta che ci sia stata una
sopravvalutazione di quei titoli. L’accusa per i vertici delle
società coinvolte è aggiotaggio, cioè la manipolazione
delle quotazioni che mirino a
turbare l’andamento regolare
del mercato: «Chiunque, al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci,
pubblica o altrimenti divulga
notizie false, esagerate o tendenziose o adopera altri artifizi atti a cagionare un aumento o una diminuzione del
prezzo delle merci, ovvero dei
valori ammessi nelle liste di
Borsa o negoziabili nel pubblico mercato, è punito con la
reclusione fino a tre anni e
Personaggio chiave
Le associazioni dei
consumatori chiedono
le dimissioni del
presidente della Consob
con la multa da euro 516 a
25.822», recita l’articolo 501
del codice penale.
Il sospetto: l’obiettivo di
quella valutazione dei derivati era alterare le condizioni
della fusione con FonSai. Agli
atti dell’inchiesta della Procura di Milano su UnipolSai ci
sono le accuse di Marcello
Minenna, responsabile dell’Ufficio analisi quantitative
della Consob, al presidente
della commissione, Giuseppe
Vegas, e al direttore generale,
Gaetano Caputi. Minenna,
sentito più volte dal pm Luigi
Orsi, avrebbe raccontato degli
ostacoli dei vertici Consob al
suo lavoro di analisi sugli
strutturati di Unipol e delle
iniziative disciplinari assunte
nei suoi confronti. Una delibera che passò con l’astensione del commissario Paolo
Troiano e il voto contrario
dell’altro commissario Michele Pezzinga, che ha spiega-
to ai magistrati di essere stato
messo a conoscenza delle divergenze nella valutazione da
parte degli uffici tecnici solo
all’ultimo momento. Decisivo
dunque il voto del presidente
Vegas.
La Commissione nazionale
per le società e la Borsa in una
nota ha precisato che «la valutazione degli strumenti finanziari strutturati nel portafoglio di Unipol è stata oggetto di un’analisi approfondita
da parte di Consob, iniziata fina dai primi mesi del 2012.
Gli accertamenti hanno portato nel dicembre 2012 alla
contestazione di alcune poste
di bilancio Unipol 2011. Le
censure dell’autorità si sono
concentrare proprio sulla
rappresentazione contabile
degli strutturati. La Consob
ha sollecitato la società a fare
le opportune rettifiche». E ha
sottolineato come «i principi
contabili internazionali, pur
fissando criteri di carattere
generale, riconoscono agli
amministratori una significativa discrezionalità».
La Commissione lavora a
ranghi incompleti da mesi,
dal momento che il governo
non ha ancora nominato il
terzo commissario. Ieri Federconsumatori e Adusbef
hanno chiesto di commissariarla. «Sulla fusione fra Unipol e Fonsai, deliberato dalla
Consob grazie al voto decisivo
del presidente Giuseppe Vegas — si legge in una nota —
Adusbef e Federconsumatori
a prescindere dal soggetto
economico che ne ha tratto
vantaggio- chiedono che le
Procure valutino con più attenzione il comportamento di
Vegas ed una sua conseguente incriminazione. Non può
essere consentito ad un’autorità “cosiddetta indipendente” di far svolgere al suo presidente il ruolo di giocatore,
anziché di arbitro nella vicenda Unipol-Fonsai». Molto dipenderà da quanto risulterà
essere il valore di quei derivati Unipol.
Nicola Saldutti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
un cittadino italiano alle autorità italiane» vistato venerdì scorso. Quel cittadino è Marcello
Dell’Utri.
Il documento riporta i passaggi dell’avventura libanese
dell’ex senatore e si basa sull’ordine di custodia cautelare
emesso dalla Corte d’appello di
Palermo l’8 aprile, quando Dell’Utri era già arrivato in Libano,
sulla Cassazione e sul parere favorevole all’estradizione dato il
15 maggio da Samir Hammud, il
Procuratore generale di Beirut,
secondo il quale il reato che il 9
maggio ha portato alla condanna definitiva, anche se non è
presente esplicitamente nel codice penale locale, coincide con
«l’associazione dei malfattori»
della legge libanese. Cosa negata dall’avvocato Avran Azoury,
uno dei legali libanesi di Dell’Utri, che ha annunciato un ricorso amministrativo che co-
Nella bufera
E’ atteso in
settimana il
ritorno in Italia da Beirut
dell’ex senatore Marcello
Dell’Utri. Per
lui si apriranno le porte
del carcere
(Epa)
munque non fermerebbe l’iter,
anche se l’amico e collaboratore
di vecchia data di Silvio Berlusconi aveva dichiarato che non
si sarebbe opposto all’estradizione («Torno in Italia per scontare la pena») quando era ormai
chiaro che il Libano si sarebbe
liberato presto di una patata
bollente che rischiava di mettere in crisi le relazioni con l’Italia.
A Beirut si respira aria di insofferenza sulla questione Dell’Utri per le presunte connessioni tra l’arrivo dell’ex parlamentare e la politica locale emerse
sui giornali italiani e dall’inchiesta che ha portato all’arre-
Imbarazzo
A Beirut c’è fastidio per il
possibile coinvolgimento
di Amin Gemayel
sto dell’ex ministro Claudio
Scajola. Nelle carte dei magistrati calabresi ci sono contatti
telefonici tra Vincenzo Speziali e
Dell’Utri e una presunta lettera
di Amin Gemayel nella quale il
potente leader del partito Kataeb ed ex Presidente della Repubblica sembra interessarsi
della sorte di Amedeo Matacena, l’ex parlamentare di Fi ricercato e riparato a Dubai. Speziali
risiede a Beirut ed è legato tramite la moglie ad Amin Gemayel.
Quattro giorni dopo l’arresto
del 12 aprile, Dell’Utri fu trasferito in ospedale per la sua salute
incompatibile con il carcere. Se
si considera che c’è voluto quasi
un mese prima che la richiesta
di estradizione, tradotta in francese e in arabo, arrivasse a Beirut, è stata alta la velocità burocratica con cui è essa stata accolta. In pochi giorni, la pratica
è stata vistata da Hammud e dal
ministro della giustizia, firmata
dal Capo dello Stato e controfirmata dal Premier. Questa settimana Dell’Utri potrebbe salire
su volo di linea diretto in Italia
dopo le comunicazione ufficiali
tra i due stati.
Giuseppe Guastella
[email protected]
© RIPRODUZIONE RISERVATA
18 Cronache
La tragedia
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
italia: 51575551575557
A Santa Barbara, in California, lo studente ossessionato dai rifiuti spara sui passanti. Il padre: «Avevamo avvertito la polizia del pericolo»
Il video, poi il figlio del regista
fa strage dalla Bmw nera
«Sono vergine, vi annienterò». Sei vittime in strada
WASHINGTON — Come altri sparatori folli, il giovane ha pianificato
l’attacco e lo ha annunciato su YouTube con un video-manifesto. Un documento gonfio di rabbia contro le
donne: lui chiedeva amore e sesso,
ma le ragazze lo hanno «sempre respinto». Allora ha organizzato la sua
«vendetta» uccidendo 6 persone e ferendone altre 7 a Isla Vista, località
adiacente a Santa Barbara, in California. Infine l’ultimo atto. Lo scontro
con la polizia, chiusosi con la morte
del killer. Suicidio o forse un proiettile degli agenti. Con un risvolto che
potrebbe provocare polemiche. La famiglia sostiene di aver avvisato le autorità su possibili atti violenti da parte del ragazzo.
Protagonista di questa pagina nera
sarebbe Elliot Rodger. Figlio di Peter,
aiuto regista di «The Hunger Games»,
studente universitario di 22 anni, benestante, con viaggi e vacanze costose, il ragazzo è preda della solitudine
e di un malessere interiore. Lo si capisce da quanto scrive sul suo blog, ossessionato dalla mancanza di una ragazza e arrabbiato con il mondo. «Ho
provato a inserirmi nella vita sociale
— posta sul sito — Ma ultimamente
non sono riuscito a farlo... Troppe
persone hanno rovinato la mia vita».
E, ripetendo il copione dei killer di
massa, individua l’avversario nel
prossimo. Sono gli altri — giura — la
causa dei suoi problemi. E per questo
devono pagare. Indiscrezioni ipotizzano anche che l’omicida avesse sim-
patie per un gruppo misogino estremista, ma è un aspetto sul quale non
vi sono certezze.
Alla vigilia dell’attacco, Elliot piazza su YouTube un filmato terribile. È
la spiegazione di quello che avverrà
qualche ora dopo. «Questo è il mio
ultimo video — dice seduto sull'auto
con il volto che guarda il sole che tramonta — Domani è il giorno della
punizione. Il giorno nel quale avrò la
mia vendetta contro l’umanità, contro tutti voi». E indica il nemico nelle
ragazze che «concedono affetto e sesso agli altri uomini ma non a me...
In auto
Elliot Rodger, studente
universitario di 22 anni, a bordo
della sua Bmw nera dalla quale ha
sparato all’impazzata venerdì sera
contro decine di persone per le
strade di Isla Vista
Dopo 2 anni e mezzo di college sono ancora vergine e non ho mai ricevuto un
bacio». Minacce accompagnate da sorrisi stonati e giudizi dove emerge l’ego
dell’omicida che si definisce «Dio e gentiluomo eccezionale». Fissando il telefonino emette la sentenza: «Siete degli
animali e come animali sarete sgozzati.
Voi non avete mostrato compassione
con me e io non la mostrerò con voi, vi
annienterò». Parole non vuote, purtroppo.
Alle 21.27 di venerdì sera, Elliot scatena la guerra dove nessuno se lo aspetta. Sale sulla sua Bmw nera e percorre le
strade di Isla Vista a velocità sostenuta. Poi
inizia a sparare senza
mai scendere dall’auto.
Nella linea di tiro i ragazzi che affollano i
molti ristoranti della
zona. «Ho sentito i primi tre colpi — ci racconta al telefono Antonio Gerli, proprietario
di Sorriso Italiano, un
locale della zona —
Quindi ho visto la gente scappare. Poi è spuntato un agente che mi
ha detto di tornare al coperto». Il killer
continua nella sua marcia di morte
prendendo di mira chi vede sul marciapiede o dentro un bar. Forse investe anche dei passanti. E continua per quasi
dieci minuti spargendo il panico in una
classica «college town», cittadina che
vive attorno al campus.
Il video
Il filmato
con il
quale
Elliot
Rodger
annuncia
la strage
via web
Il video
con le
minacce
è stato
caricato
sul sito
di
YouTube
Alle 21.33 la storia ha il suo epilogo. Diverse pattuglie dello Sceriffo
intervengono per fermare l’omicida.
C’è un primo conflitto a fuoco, Elliot
però riesce a sottrarsi alla cattura. Poi
un breve inseguimento e la Bmw finisce contro una vettura parcheggiata. Circondato, il giovane spara di
nuovo provocando la reazione degli
agenti. Pochi istanti e tutto è finito.
Lo studente giace privo di vita, ha una
ferita letale alla testa.
La zona è transennata mentre gli
investigatori si dedicano al profilo
dell’omicida trovando il video su
YouTube: «Riteniamo che sia collegato a quanto è avvenuto nelle strade di
Isla Vista», è il primo commento dello Sceriffo, subito assistito dall’Fbi.
Una prudenza nell’identificare l’as-
❜❜
Domani è il
giorno della
punizione, il
giorno in cui
avrò la mia
vendetta
contro
l’umanità
sassino legata agli accertamenti di rito. Pochi dubbi, invece, sulla premeditazione: «Si tratta di una strage preparata».
Ora arriva il momento degli interrogativi. La famiglia Rodger — secondo il suo legale — aveva avvisato
qualche settimana fa la polizia dopo
aver scoperto video allarmanti dove
Elliot parlava di suicidio e uccisioni.
Gli agenti avrebbero fatto delle verifiche ma senza trovare riscontri. Bizzarra la spiegazione: «Non c’era storia
di armi». L’altro elemento è l’emulazione. Il video di Elliot può diventare
fonte di ispirazione per altri potenziali assassini.
Guido Olimpio
@guidoolimpio
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
Cronache 19
italia: 51575551575557
#
Cosenza Vincenzo Sapia era in cura per problemi di depressione
Palermo
Muore a ventinove anni
nella lite con i carabinieri
Aperta un’inchiesta. Il padre: assassini, ora la verità
MIRTO CROSIA (Cosenza)
— Soffriva di depressione, ed
era in cura, Vincenzo Sapia, il
giovane di 29 anni di Crosia,
centro del Cosentino, morto
ieri dopo una colluttazione
con i carabinieri del luogo. Da
un primo esame effettuato dal
medico del 118, la morte del
giovane potrebbe essere stata
causata da un infarto, ma sarà
l’autopsia a fare chiarezza definitiva sulle cause del decesso.
La magistratura di Castrovillari ha aperto un fascicolo e
ha affidato l’incarico al medico legale. La morte del giovane cosentino sembra comunque destinata a far discutere
anche perché viene dopo
quella di Riccardo Magherini,
l’ex calciatore della Fiorentina, deceduto anche lui mentre
veniva fermato dai militari
dell’Arma. Il padre della vitti-
ma, Luigi Sapia, ambulante,
grida giustizia e se la prende
con i carabinieri: «Assassini».
«Tutti sapevano che era malato mio figlio, che bisogno
c’era di fargli del male?», sostiene.
Ieri poco prima di mezzogiorno il giovane era uscito di
casa — abitava con la madre e
le due sorelle, i genitori sono
separati — per recarsi nella
piazza del paese. Un percorso
che faceva ogni giorno per vedere gli amici. Chi l’ha incontrato ricorda che era più agitato del solito. Vincenzo era
un omaccione, ma non ha mai
usato la sua forza per fare del
male. Ieri probabilmente
qualcosa nella sua testa non
ha funzionato, tant’è che improvvisamente si è diretto
verso un portone, di fronte all’ufficio postale e l’ha preso a
calci. Alcuni passanti conoscendo la personalità del giovane, hanno chiamato i carabinieri. Sono arrivati in due a
bordo dell’auto di servizio.
Vincenzo, dopo un primo
momento di smarrimento, si
è innervosito vedendosi davanti gli uomini in divisa.
L’intervento delle forze dell’ordine però è servito a cal-
La colluttazione
I militari erano intervenuti
per calmare l’uomo dopo
una segnalazione
Le cause
A chiarire le cause della
morte, forse dovuta a un
infarto, sarà l’autopsia
La polemica Padovani, che intervistò Falcone
«La trattativa?
Reato inventato»
PALERMO — I magistrati l’avevano invitata per raccontare Falcone visto da vicino, ma i vertici
della loro associazione (Anm) forse non immaginavano tante dure
critiche dalla storica corrispondente del quotidiano francese Le
Nouvel Observateur, Marcelle Padovani, autrice di Cose di Cosa
Nostra, il famoso libro intervista
con il giudice ucciso nel ’92.
Aveva accennato un diniego,
perplessa davanti «al clima arroventato che si respira in Sicilia fra
tanta antimafia parolaia, impastata di retorica, veleni, inconcludente». Poi, venerdì, il confronto
a Palazzo di giustizia davanti a 150
magistrati, il procuratore generale Roberto Scarpinato accanto a
lei, il procuratore Messineo e tanti
pm nelle prime file ad ascoltare,
stupiti dalla strigliata contro i
«magistrati da vetrina», dalle critiche al processo sulla cosiddetta
trattativa, all’impostazione data
da Antonio Ingroia al quale rimprovera di «confondere verità
supposte con verità accertate».
Non è un caso se Marcelle Padovani richiami lo stesso appunto
Giornalista
Marcelle Padovani,
storica corrispondente francese di Le
Nouvel Observateur
di Giovanni Fiandaca, autore con
Giuseppe Lupo di un contestato
libro che demolisce quel processo, La mafia non ha vinto. E anche
lei disapprova «la trasformazione
della trattativa in un reato». Più
vicina quindi al professore che
critica l’«antimafia delle star» e
non a Marco Travaglio che ha brevettato per lui il marchio di «azzeccagarbugli filomafioso». O a
Vittorio Teresi, il pm indignato
dalla filippica, le mani incollate, a
differenza di un centinaio di colleghi che applaudivano soddisfatti. La scrittrice sposa il fronte
Fiandaca, bacchetta gli attacchi
del governatore Crocetta al professore candidato pd alle Europee
e suggerisce «più coraggio» al
premier: «Occorre una scelta di
campo chiara di Renzi fra parolai
e veri antimafiosi, per ricostruire
l’antimafia fuori da retorica e luoghi comuni».
Non è irrituale contestare un
processo in corso?
«Da francese, sono schietta.
Dico ciò che penso. E penso che
Falcone non avrebbe mai fatto
quel processo. Sembra un reato
inventato mentre comincia a scarseggiare la materia concreta».
Una sentenza emessa a Firenze parla di trattativa.
«Ma Cosa Nostra è stata praticamente sconfitta, per il momento. La “commissione” non si riunisce dal gennaio ‘93, dopo l’arresto Riina. Grandi mafiosi in giro
ce ne saranno 2 o 3. I veri traffici li
fanno camorra e ‘ndrangheta...».
Il mostro si può risvegliare,
dicono.
«Davanti a un dato certo, la
sconfitta dell’ala militare della
mafia, c’è chi alimenta dubbi su
roba appannata, complotti, retroscena su Stato e mafia che andrebbero a braccetto. Ma diventa
materia letteraria, con pochi appigli alla realtà».
Si riferisce ai libri o alle inchieste?
«I libri li ho letti tutti. C’è poca
roba».
E il processo?
«Fondato su un reato
poco credibile. Chi ha
mai sentito parlare di
“minaccia a un corpo
politico dello Stato”? Che
reato è? Consumato da
mafiosi, politici e carabinieri insieme?».
Appunto, il cuore della contestata «trattativa».
«Allora, ammesso e non concesso, rivalutiamo l’idea della
trattativa. Se il colonnello Mori e
altri ufficiali hanno trattato per
evitare nuovi attentati hanno fatto bene. Se hanno combinato altro, macchiandosi di delitti, devi
dimostrarlo con accuse chiare.
Per il resto, la trattativa non è un
reato. Anche infiltrarsi nel crimine organizzato è lottare contro la
mafia».
Attività fatta senza informare
la magistratura, sostengono i
pubblici ministeri.
«Quale magistratura? Alcuni
pm di Palermo? Perché è un problema che non si pone con la magistratura di Caltanissetta. E anche queste diverse impostazioni
andrebbero colte dalla politica.
Con più coraggio».
Felice Cavallaro
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La vittima
Vincenzo Sapia,
29 anni, morto ieri
(ilquotidianodella
calabria.it)
marlo e a farlo ragionare.
Vincenzo ha raccontato di
aver fatto quel gesto perché
«cercava un cagnolino smarrito». Tutto sembrava finire lì,
anche perché nel frattempo
gli amici del giovane e i passanti hanno anche loro cercato di convincerlo a rientrare a
casa. Chissà per quale ragione,
però, Vincenzo ha fatto finta
di allontanarsi dalla piazza —
almeno così raccontano i testimoni — per poi dirigersi
nuovamente davanti all’ufficio postale e iniziare uno spogliarello.
I carabinieri che erano rimasti in zona sono tornati in-
Il precedente
Firenze
L’ex calciatore viola
Riccardo Magherini
muore il 3 marzo
mentre viene fermato
dai carabinieri. Per la
sua morte sono
indagati 4 militari
accusati di omicidio
preterintenzionale, 5
operatori sanitari e due
centralinisti del 118
accusati di omicidio
colposo
dietro e hanno cercato di bloccare Vincenzo che, intanto, era
diventato furibondo. I militari
l’avrebbero immobilizzato per
renderlo inoffensivo. Ne è nata una colluttazione. Il giovane avrebbe messo le mani al
collo a uno dei militari. L’altro
carabiniere nel tentativo di
farlo desistere, l’avrebbe placcato e fatto cadere a terra.
Vincenzo Sapia si è accasciato a faccia in giù e non si è
più mosso. Gli stessi carabinieri hanno tentato il massaggio cardiaco, in attesa dell’arrivo del 118. Non c’è stato però nulla da fare.
«Quando sono arrivato e ho
alzato quel lenzuolo bianco ho
visto il volto di mio figlio nero
e pieno di graffi. Gli hanno
strofinato il viso per terra per
immobilizzarlo», afferma Luigi Sapia. L’uomo ha affidato a
tre legali il compito di «fare
giustizia».
Il comandante provinciale
dell’Arma colonnello Giuseppe Brancati non ha fatto nessuna dichiarazione. Da parte
dell’Arma, però, «c’è la massima collaborazione con l’autorità giudiziaria per accertare la
verità dei fatti».
Carlo Macrì
[email protected]
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ucciso davanti
alla figlia
di otto anni
Aveva appena chiuso il
negozio e aveva vicino la
figlia di otto anni. L’hanno
avvicinato in tre con il volto
coperto e hanno tentato di
strappargli il borsello dove
pare ci fossero oltre 4 mila
euro. Lui ha reagito e i
malviventi gli hanno
sparato diversi colpi.
Soccorso e portato in
condizioni disperate
all’ospedale Civico di
Palermo, Daniele Discrede,
commerciante
quarantaduenne del
capoluogo siciliano, è
morto poco dopo. È
successo ieri sera a
Palermo, davanti al negozio
«New Cash and Carry» di
proprietà della vittima.
Secondo gli inquirenti
Discrede aveva con sé
l’incasso degli ultimi giorni.
La bambina, sotto shock, ha
assistito all’agguato e
all’uccisione del padre con
il quale stava tornando a
casa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
20
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
italia: 51575551575557
Crediamo che anche
il migliore dei materiali possa
essere sempre migliorato:
Super Titanio
5 volte più resistente del normale titanio
Collezione
da 178 a 298 euro
5 volte più resistente del normale titanio
40% più leggero dell’acciaio inox
Vetro Zaffiro, prezioso ed inscalfibile
Energia inesauribile grazie alla carica luce
€ 278
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
Il personaggio
Cronache 21
italia: 51575551575557
Nominato da Napolitano Alì Reza Arabnia, 59 anni, presidente di un’azienda leader di macchinari per verniciare le auto
Il neo Cavaliere nato a Teheran
che restituì la paga ai cassintegrati
Passata la crisi, risarcì chi aveva tirato la cinghia: non ci dormivo
MILANO — I suoi dipendenti sono «i
miei ragazzi», qualunque età abbiano: «Sì,
ho il complesso del padre». Gli italiani «sono come ostriche — ecco perché non è andato via —. È una metafora che uso spesso:
il guscio fuori è brutto da guardare, difficile
da aprire, ma contiene una perla di umanità
e intelligenza». I valori «che guidano il nostro team» sono scritti sul sito: «Lealtà, coerenza, passione». L’impiegato ha un attimo
di scoramento? «Abbiamo creato un giardino dei pensieri, può andare lì a rilassarsi,
ascoltare la musica», le panchine, le calle, i
tapis roulant, la vasca dei pesci rossi, le fontane.
Alì Reza Arabnia e l’impresa delle meraviglie. Fa notizia perché è un’eccezione tra i
25 Cavalieri del Lavoro appena nominati dal
presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: è di origine straniera, nato a Teheran
59 anni fa, presidente della Geico, che fornisce alle aziende automobilistiche del mondo gli impianti per la verniciatura delle
scocche. Ma ha avuto già il suo momento di
ribalta per altre, più nobili, ragioni, raccontate dalla trasmissione Report nell’ottobre
2012: ha restituito ai dipendenti i soldi persi
con la cassa integrazione. «Non ci dormivo
la notte: lo sentivo come un debito. Togliere
un pezzo di pane dalla tavola degli altri e dimenticarlo non è da me». Appena la società
si è risollevata, allora, in busta paga sono
arrivati gli arretrati. E a farlo sapere alla tv
sono stati i sindacalisti, commossi.
Mai avevano visto nulla di simile, «eppure di imprenditori che fanno queste cose ce
ne sono — si schernisce lui —, solo che
spesso non lo sanno raccontare. Questo riconoscimento vorrei dedicarlo a loro». Sod-
Chi è
Iraniano
Alì Reza Arabnia (foto a
destra), 59 anni, è nato a
Teheran in Iran. Nel 1977
lascia il suo Paese per studiare
prima Economia in Inghilterra,
dove ha conosciuto la moglie
Laura di Monza; poi alla «John
Cabot» a Roma e quindi si è
specializzato a San Diego
negli Usa. Oggi è presidente e
amministratore delegato della
Geico Spa
L’azienda
La Geico è un’azienda che
fornisce alle Case
automobilistiche impianti
automatizzati completi per la
verniciatura delle scocche. Si è
sviluppata in campo
internazionale e ha realizzato
alcuni tra i più importanti
impianti del mondo per la
verniciatura, come gli impianti
in Brasile per Fiat -Iveco e
Renault, gli impianti Audi in
Germania, Sevel in Italia e per
General Motors in India. Nel
2011 ha raggiunto un accordo
con la giapponese Taikisha,
leader mondiale del settore.
Oggi ha 109 dipendenti ed
esporta il 95% degli impianti
prodotti
disfatto? «Essere Cavaliere è un immenso
onore. Dimostra anche che l’Italia non è
razzista». Sorpreso? «Sapevo di essere stato
candidato, ma non ci credevo: non sono nè
di salotti nè di cose politiche...». Fuori dal
solco, e con le parole per dirlo.
Dall’Iran, Arabnia è andato via a 21 anni.
«Ho studiato Economia in Inghilterra», e lì
ha conosciuto la moglie Laura, monzese.
«Con lei sono venuto in Italia», all’Università americana John Cabot a Roma. Quindi si
è specializzato negli Usa, a San Diego. E ha
cominciato a girare il mondo. L’Oriente,
l’Africa, la Scandinavia, «sono stato ovunque», base a Monza: «Ho un genuino amore
La metafora
Degli italiani dice:
«Sono come ostriche:
il guscio fuori è brutto
da guardare, difficile
da aprire, ma contiene
una perla di umanità e
intelligenza»
per l’Italia, soffro quando la criticano».
La tempra e l’esperienza gli servono per
far crescere Geico, ma soprattutto per salvarla dalla crisi, che nel 2010 diventa insostenibile: bisogna ricorrere alla cassa integrazione. Arabnia, però, la applica a modo
suo. «Ho cominciato azzerando il mio stipendio, poi ho chiamato i dirigenti e ho
spiegato che non potevamo sottrarci: tutti a
casa il venerdì, e nessun
licenziato». I vuoti di
produzione li colma di
formazione, ricerca,
studio dei mercati:
«Dovevamo essere preparati alla ripresa». Un
anno e dieci mesi di
«sudore freddo», poi la
prima gara internazionale che cambia il corso: uno stabilimento
Renault in Russia. Ora il
gruppo di cui fa parte
Geico (in posizione dominante) arriva a fatturare 1,8 miliardi di euro.
«È una persona speciale — dice Francesco
Ferri, vice presidente
nazionale dei giovani
industriali e suo socio
—, con un forte intuito
imprenditoriale. Applica al lavoro uno spirito
d’abnegazione giapponese, non a caso è appassionato di storia dei samurai. E crede nei
giovani». Di nuovo, contro corrente.
«Prendiamo ogni anno cinque neolaureati in stage pagati», continua Arabnia. Contratto a termine di un anno, esperienze internazionali, assunzione. «Se ogni grande
impresa facesse così, sarebbe un contrasto
vero alla disoccupazione». Qualcuno finora
ha aderito? «Nessuno. Ma spero che sperimentino questo progetto: è una grande
soddisfazione».
Alessandra Coppola
Riccardo Rosa
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Editoria
Crisi all’Unità,
quarto
sciopero
in un mese
ROMA — Un nuovo
sciopero il 27 maggio (il
quarto in un mese) e
niente firme fino al 5
giugno, quando si riunirà
la nuova assemblea dei
soci. Prosegue la protesta
dei giornalisti de L’Unità
per il rischio di una
possibile liquidazione
della società editrice, la
Nie. Ieri il cdr del
quotidiano ha
organizzato una
conferenza stampa nella
sede della Fnsi nel corso
della quale è anche stato
annunciato un nuovo
evento entro fine mese
«perché con maggio
finisce il nostro contratto
di solidarietà attuale e noi
ci ritroveremo in mare
aperto: l’azienda avrà
mano libera». Intanto da
due mesi dipendenti e
collaboratori, che
chiedono «un piano di
rilancio all’azienda», non
prendono un euro. «A
febbraio abbiamo
festeggiato i nostri 90
anni, non vogliamo che il
compleanno si trasformi
in un funerale», ha
sottolineato Bianca di
Giovanni, membro del
cdr. E Giovanni Rossi,
presidente della Fnsi, ha
chiesto che «l’azienda si
assuma le sue
responsabilità senza
ulteriori rinvii».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
22
italia: 51575551575557
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
www.jeanlouisdavid.it
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
Il caso
Cronache 23
italia: 51575551575557
Gli esperti del Financial Times fanno le pulci al libro diventato un fenomeno mondiale: «Smentita la crescita della diseguaglianza dopo il 1970»
dati di Piketty
Il confront
confronto
to
Fonti: Thomas Piketty, Financial Times
dati originali
Le diseguaglianze nella distribuzione della ricchezza in Gran Bretagna
(La percentuale posseduta dal 10% e dall’1% più ricco della nazione)
Le diseguaglianze nella distribuzione della ricchezza negli Stati Uniti
(La percentuale posseduta dal 10% e dall’1% più ricco della nazione)
100%
100%
90%
80%
70%
70%
60%
60%
40%
Eh sì, spesso le spade hanno due lame. E a tirare fendenti ci si può ferire.
Ieri, il Financial Times ha pubblicato
un’analisi delle statistiche usate dall’economista francese Thomas Piketty
nella realizzazione del libro sulle diseguaglianze di ricchezza che da mesi sta
facendo onde alte in mezzo mondo, Le
Capital au XXIe siècle (Il capitale nel
Ventunesimo Secolo). E ha scoperto
contraddizioni, errori, scelte discutibili che — secondo il quotidiano finanziario di Londra — ne inficiano la
costruzione e le conclusioni. Oltre che
a Piketty, il lavoro dell’Ft è un colpo
agli economisti, in testa il Premio Nobel Paul Krugman, che hanno elevato
il libro a fenomeno, anche politico, e
che in passato avevano denunciato errori statistici per attaccare i lavori di
economisti di scuole di pensiero diverse dalle loro.
Il volume di Piketty è il frutto di un
lavoro decennale di analisi dei dati.
Pubblicato l’anno scorso in Francia, fu
ricevuto senza clamori. Solo in marzo,
quando ne è uscita l’edizione americana, Capital in the Twenty-First Century, è diventato «il libro economico più
importante dell’anno, e forse del de-
90%
80%
50%
La coper
copertina
opertitina del
d l libro
l
di Thomas Piketty
Pik
C it l nell ventunesimo
t
i secolo»
l
«IlIl Capitale
Top 10%
50%
Top 1%
40%
30%
30%
20%
20%
10%
10%
0%
0%
1810
1850
Top 10%
1900
1950
2010
Top 1%
1810
1850
1900
1950
2010
«Errori nei numeri trascritti»
La stella dell’economia sotto accusa
Ma Piketty replica: statistiche migliorabili, non le conclusioni
cennio», «una sapienza che cambia la
qualità del discorso», nelle parole di
Krugman, che dalle colonne del New
York Times è stato fondamentale nell’imporlo all’attenzione, soprattutto
della sinistra americana. Anche un altro Premio Nobel, Joseph Stiglitz, ha
esaltato qualità e conclusioni del libro,
così come ha fatto Martin Wolf, il
principale commentatore economico
del Financial Times. Il settimanale
Il volume
«Il Capitale nel ventunesimo
secolo» studiato da Casa
Bianca e Fondo monetario
New York ha eletto il professore francese a «rock star economist».
Il lavoro di Piketty è diventato un
best-seller e ha così presto acquistato
influenza sulla politica: il professore
francese è stato ricevuto dal Fondo
monetario internazionale, dal segretario al Tesoro americano Jacob Lew, dai
consiglieri economici di Obama alla
Casa Bianca. È quello che spesso succede a lavori di ricerca rilevanti: negli
anni scorsi, un libro di Carmen
Reinhart e Kenneth Rogoff sul rapporto tra debiti pubblici e crescita era diventato molto influente tra i governi.
Un economista trovò però un errore
nelle tabelle Excel che ne stavano alla
base e su quell’errore Krugman organizzò una lunga campagna contro
Reinhart e Rogoff. Ora, il fantasma di
Excel colpisce di nuovo e la feroce critica dell’Ft rischia di sgonfiare la bolla
creata attorno a un libro che, senza
peccare di modestia, già nel titolo richiama la magnum opus di Karl Marx.
Quello di Piketty è un gran lavoro su
serie di dati lunghe 200 anni. Sulla base di esse, l’economista intende dimostrare che il capitalismo contemporaneo sta tornando a creare ineguaglianze di ricchezza come nei decenni precedenti la prima guerra mondiale,
quando erano decisamente alte. Un ritorno al capitalismo patrimoniale,
prodotto dal fatto che — sostiene —
l’aumento della ricchezza è in genere
superiore alla crescita economica. In
particolare, dice che la quota di ric-
L’autore L’economista
francese Thomas Piketty,
43 anni, ha scritto il libro
di successo «Il Capitale
nel Ventunesimo Secolo»
(foto Sullivan/Afp/Getty Images)
chezza della quale si appropriano l’1%
e il 10% più ricchi della popolazione è
aumentata negli ultimi decenni. La revisione condotta dal Financial Times
sui dati stessi usati da Piketty stabilisce che non è così, non in America,
non in Europa. I giornalisti britannici,
sostenuti da uno statistico indipendente, hanno scoperto che Piketty fa
errori di trascrizione dei numeri, usa
dati senza citarne le fonti, ricorre a formule non corrette, in certi casi confonde gli anni. Chris Giles, l’Economics Editor del Financial Times, sostiene
di avere notato «serie discrepanze» tra
i dati sulla concentrazione della ricchezza in Gran Bretagna citati da
Piketty e quelli ufficiali: il professore
francese sostiene che il 10% più ricco
del Regno Unito possiede il 71% della
ricchezza nazionale, mentre l’Ufficio
per le statistiche mette la quota al 44%.
Una volta «ripuliti» e semplificati
— dice l’Ft — i dati europei «non mostrano alcuna tendenza verso la crescita della diseguaglianza della ricchezza
dopo il 1970» e quelli americani sono
«troppo inconsistenti per estrarne una
singola lunga serie». Piketty ha replicato alla revisione sostenendo che le
sue statistiche possono essere migliorate ma sarebbe «molto sorpreso» se
le conclusioni fossero modificate
«molto da questi miglioramenti».
Finora, il lavoro di Piketty era stato
criticato per le proposte che traeva
dalla sua analisi — ad esempio una
tassa globale progressiva sulla ricchezza — ma tutti avevano sostenuto
che si trattava di una raccolta di dati
portentosa, una base statistica capace
di riorientare la discussione sulle ineguaglianze. Ora anche questo secondo
pilastro vacilla. E il dibattito, che era
diventato tutto ideologico e politico,
torna con i piedi per terra. Dove trova i
segni di più di un ego ferito.
Danilo Taino
@danilotaino
© RIPRODUZIONE RISERVATA
24 Cronache
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
italia: 51575551575557
Il reportage
Il Principato al centro delle cronache per il caso di Chiara Rizzo e per la morte dell’ereditiera Hélène Pastor colpita da un killer sulla sua auto
Coppia L’ex parlamentare pdl Amedeo Matacena con la moglie Chiara Rizzo (Imagoeconomica)
Reali Le principesse Stéphanie e Caroline,
sorelle di Alberto di Monaco (foto Cironneau/Ap)
Il film Nicole Kidman in una delle scene
della pellicola «Grace di Monaco» (foto Ap)
Monaco degli intrighi
«Avrei dovuto arginare
la signora Matacena»
L’ambasciatore, il bel mondo e i gialli
MONTECARLO — «Col senno di poi…». Col
senno di poi, ambasciatore? «Avrei dovuto arginare l’esuberanza di Chiara Rizzo Matacena,
espansiva, invadente, pronta a chiamarti per
nome ad alta voce se ti avvistava al di là della
strada – dice Antonio Morabito –. Il fatto è che
in questi anni ho stabilito rapporti cordiali con
gli italiani che vivono nel Principato. Li ho
coinvolti in eventi culturali, in manifestazioni
per il made in Italy; ho reso la sede dell’Ambasciata un luogo attraente, tappezzata di opere
d’arte. Guardi che meraviglia. Doni dei connazionali». Anche il salottino di damasco écru
dove Morabito ci riceve,
fa parte del parco regali.
Arriva dalla famiglia Pastor, antiche origini Tricolore, proprietaria di
Residenti
un terzo del patrimonio
La popolazione
immobiliare del Princidel Principato che
pato. Ma da un paio di
si estende per
settimane il cognome
due chilometri
Pastor viene evocato per
quadrati
un episodio di cronaca
nera. L’agguato a Nizza,
il 6 maggio, alla settantasettenne Hélène Pastor e al suo autista. Un
Italiani
Hanno stabilito
killer li ha colpiti mentre
la loro residenza
erano in auto. Lo chafnel piccolo Stato
feur è morto 4 giorni doche si affaccia
po, la ricca ereditiera si è
sul mar Ligure
spenta giovedì. Notizia
bomba che ha trascinato
con sé oltre allo stupore
la ridda di ipotesi sul movente del misterioso
delitto: mafia, ‘ndrangheta, avvertimento? Infine, il lutto generale e i commenti: «Spaventoso, scioccante».
La tragedia, tuttavia, non può scalfire i programmi del Principato. Che va di corsa. C’è il
Grand Prix sulla scena. Oggi è la giornata finale, Montecarlo gremita, le terrazze con vista
vanno a ruba. I danarosi fan dell’automobilismo sportivo sono disposti a pagare affitti di
posti, da 1.350 a 1.870 euro a persona. Ljuba
Rosa, vedova dell’editore Andrea Rizzoli, una
vita passata tra Cap Ferrat e Montecarlo, si è
assicurata l’Empire, cioè l’esclusiva terrazza
dell’Hotel de Paris dove ha invitato un gruppo
di amici. Sarà un pranzo con brivido, seguendo le performance dei bolidi lanciati in pista.
35.000
7.500
Poi, calato il sipario sul Grand Prix, ecco il momento della cerimonia funebre per Hélène Pastor.
E Chiara Rizzo? Chiara chi? È incredibile, eppure la moglie del condannato Amedeo Matacena, finita in carcere con l’accusa di aver favorito la latitanza del marito, non sembra smuovere molti ricordi. Le sue vicende giudiziarie
che interessano assai i media italiani qui evaporano in fretta. Bella, bionda, intrigante,
amica dell’ex ministro Claudio Scajola, anche
lui nei guai fino al collo, la Rizzo viene ignorata da molte persone che, teoricamente, dovrebbero conoscerla bene. Invece assicurano
che forse l’hanno incrociata qua e là. Ljuba
Rizzoli dice di avere in comune soltanto l’Isti-
tuto di Bellezza, EstheCoach, in Boulevard des
Moulins. «Ma non ci siamo mai incontrate —
spiega —. Mi hanno parlato di lei le lavoranti,
dispiaciute per la sua disavventura». Giuseppe
Sarno, da 25 anni residente a Monaco, amministratore di una Banca lussemburghese e presidente della «Dante Alighieri», non la cono-
Il figlio imprenditore
Gildo Pallanca Pastor, figlio
dell’ereditiera Hélène, con il
presidente francese François
Hollande, al centro, e Alberto
II di Monaco, a destra (Afp)
sce. «L’ho vista sui giornali, è una donna avvenente», afferma, più interessato a sottolineare
che Montecarlo non è soltanto il regno del lusso. «Si fa anche cultura». «Il Bel Mondo c’è ancora — continua — ma le cose sono cambiate.
Oltre al giro di vite sulla trasparenza bancaria e
fiscale, le entrate economiche più ingenti oggi
sono date dall’Iva; il gettito del Casinò non supera il 3-4 per cento». Rien ne va plus. Non
esageriamo. Comunque sia, tra pochi giorni il
Grand Casinò resterà aperto 24 ore su 24. Gli
italiani a Monaco? Se ne contano 7.500 nel microcosmo di 35 mila residenti. Gente col quattrino incorporato. Come gli sfollati durante la
guerra, si sentono al sicuro, mentre la crisi
morde al di là del confine. Di tanto in tanto van- Lo Stato
no in gita sulla Riviera
Ligure dilettandosi in
acquisti a prezzi stracciati. Al contrario, dall’Italia arrivano le signore molto liquide e fanno
incetta nelle boutique
Monarchia
monegasche di pezzi firIl Principato di
mati e carissimi. Meglio
Monaco è uno
non dare nell’occhio a
Stato monarchico
Milano o a Roma. A
suddiviso in 4 aree:
Montecarlo, la regola
Monte Carlo,
non dichiarata è badare
Monaco, La
ai fatti propri senza la
Condamine
tentazione di approfone Fontvieille
dire troppo. «Sicurezza e
L’economia
qualità della vita sono i
Il Prodotto interno
capisaldi – osserva l’amlordo nel 2012
basciatore Morabito –.
ammontava a
Altrimenti, non sarebbe
6.213 miliardi di
possibile attrarre le perdollari: a livello pro
sone benestanti di tutto
capite occupa i
il mondo». Tra queste,
primi posti nel
Chiara Rizzo, residente
mondo
dal 2008. Il consorte
La storia
Amedeo Matacena, inNel 1297 ottiene
vece, non ha mai chiesto
l’indipendenza
la residenza. Tuttavia, la
dalla Repubblica di
raggiungeva spesso al
Genova e nasce la
pari dell’ex ministroCasa dei Grimaldi.
amico. «Scajola era semNel 1861 viene
pre qui – conferma l’amfirmato il trattato
basciatore –. Si faceva
franco-monegasco
annunciare, dettaglian(un altro verrà poi
do orario di arrivo e
firmato nel 2002).
scorta al seguito. AccadLa Costituzione
de anche per la Festa
risale a 1911
della Repubblica del
2011, strombazzata dai
giornali italiani. Vuol sapere come stanno le
cose? A sorpresa, Scajola si presentò con i due
Matacena. Non erano invitati, ma come avrei
potuto respingerli?». Certo, col senno di poi…
L’ambasciatore sa di essere in bilico, a causa
del polverone mediatico e di un’interrogazione parlamentare. «Ho la coscienza a posto»,
afferma, mostrando alcuni fogli scritti. Dentro, c’è il suo rapporto al ministero degli Esteri. «La verità», dice.
Marisa Fumagalli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’inchiesta di Bologna
Caserta
Mancata scorta a Biagi
L’ex questore: tentarono
di spostare l’attenzione
La lotta della gemellina
sopravvissuta al parto
Morti fratelli e madre
«Quel che dovevo dire l’ho già detto». Così
Romano Argenio, l’ex questore di Bologna
che venne indagato per la mancata scorta a
Marco Biagi. Il legale di Argenio, Umberto
Guerini, depositò all’epoca una memoria
che criticava la relazione Sorge ordinata da
Claudio Scajola: «Pare che la tesi dell’analisi
ambientale sia un tentativo per allontanare
dal ministro dell’Interno i collegamenti con
la morte di Biagi». Nel frattempo il legale
dell’ex ministro, Giorgio Perroni, ha
precisato che «il ministro Maroni non
avvertì mai nessuno, tanto meno Scajola».
È sopravvissuta solo lei al parto
trigemellare. Nella clinica Pineta Grande di
Castel Volturno (Caserta) sono infatti
decedute ieri sia la madre, Francesca Oliva,
ventinovenne di Gricignano d’Aversa, che
non ce l’ha fatta a superare le complicazioni
sopraggiunte dopo il «cesareo», sia la
seconda gemellina. Mentre il fratellino è
nato morto. Le salme della giovane madre e
dei due bimbi sono state portate per
l’autopsia all’istituto di Medicina legale di
Caserta. Quanto alla neonata, che pesa 600
grammi, secondo i medici potrebbe farcela.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
Cronache 25
italia: 51575551575557
#
Società L’attrice e il rapper a Firenze dopo la festa di Versailles
Kim, Kanye e quei grossi
grassi matrimoni italiani
Da Cruise a Biel, tutti qui. Il prossimo? Clooney
A Kanye West, rapper figlio
d’una professoressa universitaria e di un attivista delle
Pantere Nere, innamorato di
Firenze che ha visitato più
volte anche in incognito e dove è stata concepita 20 mesi fa
sua figlia North, non sfugge
l’ironia di un matrimonio milionario — 360 mila euro versati al Comune soltanto per
l’affitto della location unica al
mondo in attesa della maxi
parcella della wedding planner Sharon Sacks — organizzato per un non tanto piccolo
esercito di ospiti milionari —
1.600? 900? 600? 200 la stima
più realistica — a Forte Belvedere. La fortezza nata come
simbolo assoluto del potere
mediceo ma anche, prudentemente vista la storia cittadina, come possibile estremo
rifugio in caso di rivoluzione.
Ieri sera però West (36 anni) ha sposato proprio lì, a Firenze, la sua Kim Kardashian
(33), figlia di uno dei numerosi avvocati di OJ Simpson e
star insieme con madre e sorelle d’un popolare reality
show. Nel corso di un grosso
grasso matrimonio italiano,
di quelli che piacciono sempre di più agli stranieri ricchi
e famosi: Justin Timberlake e
Jessica Biel recenti sposi al
Borgo Egnazia di Fasano, Puglia, Sofia Coppola e Thomas
Mars a Bernalda (Matera),
Salma Hayek e François-Henri Pinault a Venezia, Emily
Blunt e John Krasinski a Cernobbio come John Legend e
Chrissy Teigen, Petra Eccle-
Neosposi
A sinistra Kim
Kardashian, 33 anni, e
Kanye West, 36,
fotografati pochi giorni
fa a Parigi dove hanno
trascorso i giorni prima
del matrimonio: i due
hanno festeggiato le
nozze con un party
privato per 900 invitati
nella reggia di Versailles
(foto Gonzalo
Fuentes/Reuters).
Sopra, il sì pronunciato
a Firenze in una foto
circolata ieri su Twitter
ston a Bracciano (come avevano fatto qualche anno fa
Tom Cruise e Katie Holmes),
William Petersen di Csi a Petrignano (Assisi). Per non
parlare della tenera popstar
nipponica Hikaru Utada e del
suo barista italiano, Francesco Calliano, sposi a Polignano a Mare (Bari).
Manca solo George Clooney, se davvero vorrà sposare
l’avvocatessa Amal Alamuddin a settembre, per dare all’Italia in un momento complicato della sua storia recente
un po’ di fiducia nel proprio
appeal internazionale: con il
dovuto rispetto per Parigi —
dove Kardashian e West hanno offerto una cena per 900
invitati l’altra sera a Versailles, reduci da un brunch nel
castello di Valentino — quan-
200
Gli invitati alle nozze di
Kim Kardashian secondo
indiscrezioni: altre fonti
parlano di 600 , 900
o addirittura 1.600 ospiti
do si parla di turismo a cinque stelle il mondo sogna
l’Italia.
Un matrimonio ripreso —
tra Parigi e Firenze — per essere poi ritrasmesso nel Truman Show che è la vita da reality della famiglia Kardashian nella quale West è ufficialmente entrato, ma off
limits per i fotografi anche se
ieri sera uno scatto ripreso da
lontanissimo, sgranato perché rifotografato da un display, è finito su Twitter. Per
gli ospiti c’era infatti divieto
di foto, con cellulari lasciati in
guardaroba e divieto di social
Le coppie e i luoghi
Lago di Bracciano Gli attori americani
Tom Cruise e Katie Holmes (con la figlia
Suri) sposi il 17 novembre 2006 (Afp)
Polignano a Mare Venerdì la popstar
giapponese Hikaru Utada ha sposato il
barista italiano Francesco Calianno (Agf)
Lago di Como George Clooney e
l’avvocatessa Amal Alamuddin
potrebbero sposarsi il 12 settembre
network per salvaguardare la
redditizia esclusiva.
Firenze attraversata da un
corteo di berline nere e strettamente sorvegliata dalle bodyguard, la cerimonia con il
muro di peonie e rose bianche alto sette metri e il pastore officiante importato dagli
Usa, la cena molto italiana con
il tavolo di marmo bianco ma
con torrenti di champagne
(mille bottiglie da 200 euro
l’una a Versailles). E una lista
piena di ospiti famosi: il regista di 12 anni schiavo Steve
McQueen, il produttore-guru
Rick Rubin, gli stilisti Alexander Wang e Olivier Rousteing,
Lana Del Rey, Jayden Smith figlio di Will, il fashion editor
André Leon Talley. Gli italiani? Lo stilista di Givenchy Riccardo Tisci, Andrea Bocelli e il
direttore di Vogue Franca Sozzani (West come secondo lavoro fa lo stilista, con impegno ottimo e abbondante e risultati così così).
Niente Jay-Z né Beyoncé
(che ieri sera ha instagrammato un selfie: era a casa a lavare i capelli). Mancava solo
Donda West, madre dello
sposo, scomparsa nel 2007.
Su Twitter il post più recente
di Kanye risale alla festa della
mamma, dedicato a lei. La foto di un grande cielo al crepuscolo e soltanto due parole:
«Ciao, mamma».
Matteo Persivale
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Internet La causa da cui è nato il dibattito su responsabilità dei siti e opinioni degli utenti. A luglio decide la Corte europea
Commenti sul web, così iniziò la battaglia in Estonia
La difficile gestione dei
commenti online — grattacapo dei giornali di tutto il mondo — ha trovato in Estonia un
prezioso laboratorio.
È nella repubblica baltica,
infatti, che si sta consumando
una battaglia — ricordata ieri
dal Financial Times — destinata a fare giurisprudenza in
materia di responsabilità editoriale e anonimato online.
Protagonisti: la più importante
piattaforma di news estone
«Delfi» e una compagnia di
navigazione chiamata «L». Nel
gennaio del 2006 il sito ha
pubblicato un articolo sulla
decisione dell’azienda di modificare le rotte di navigazione,
un cambiamento dannoso per
le «autostrade di ghiaccio» che
uniscono le due isole di Hiiu-
maa e Sarema alla terraferma,
considerate dai cittadini il percorso più economico.
In due giorni di permanenza
sull’homepage di «Delfi», la
notizia ha collezionato 185
co m m e n t i ,
alcuni giudicati diffamatori dall’azienda di
trasporto
che ne ha
chiesto la rimozione
(subito accolta da
«Delfi») e,
non contenta, ha citato in giudizio il sito.
La corte estone ha accolto le
motivazioni dell’azienda e
condannato la testata a pagare
una multa di 270 dollari per
non aver moderato i commenti
anonimi dei lettori e per aver
lasciato, per due settimane, gli
insulti in bella vista. I giudici
hanno valutato «Delfi» un con-
La piattaforma La prima pagina di Delfi, il sito estone dal
quale è scaturita la sentenza
europea sui commenti online
tent provider, quindi responsabile di tutti i contenuti prodotti dalla testata, e non un hosting provider — responsabile
solo della mancata rimozione
dei commenti una volta segnalato il contenuto diffamatorio.
Indignati dalla sentenza, i
proprietari del sito hanno
chiesto un parere alla Corte europea dei diritti dell’uomo, appellandosi all’articolo 10 della
Convenzione europea che tutela la libertà di espressione.
Con grande sorpresa degli osservatori, a ottobre 2013 Strasburgo ha convalidato la sentenza estone poiché «data la
natura dell’articolo — si legge
nella sentenza —, la compagnia doveva aspettarsi commenti offensivi e dunque agire
con maggiore cautela per di-
fendere la reputazione degli
individui». Inoltre, consentire
commenti anonimi sulla propria piattaforma equivarrebbe
per la Corte europea ad averne
la piena responsabilità.
Un atteggiamento che ha
scatenato il panico tra gli addetti ai lavori — tra questi Google il Guardian — che hanno
inviato una lettera aperta al
presidente del Tribunale per
denunciare le «ripercussioni
negative che la decisione potrebbe avere sull’apertura democratica nell’era digitale». E
riaprendo così parzialmente la
partita: il 9 luglio la Grande
Camera della Corte si esprimerà nuovamente sul parere dei
giudici.
Serena Danna
© RIPRODUZIONE RISERVATA
26
italia: 51575551575557
UN MONDO IN CUI
L’ITALIA RIPARTE.
C
on 170 miliardi di nuovo credito alle imprese e alle famiglie
italiane sosteniamo la ripresa economica del nostro Paese.
E con 4.700 Filiali su tutto il territorio e oltre 22.000 gestori,
vogliamo essere un punto di riferimento per l’Italia che riparte.
Perché lavoriamo ogni giorno per offrirvi una possibilità in più.
Con lo stesso spirito, con l’iniziativa Italia Volta Pagina vogliamo
continuare a credere nell’Italia, ma soprattutto nelle idee degli italiani.
CREDICI ANCHE TU, CONDIVIDI LA TUA PICCOLA O GRANDE IDEA SU
ITALIAVOLTAPAGINA.CORRIERE.IT O ATTRAVERSO GLI HASHTAG DEDICATI.
Messaggio Pubblicitario.
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
27
italia: 51575551575557
Economia
Imposte Dalle detrazioni alle fasce di reddito: così la tassa sui servizi indivisibili. La scadenza del 31 maggio
La lente
LA LETTERA
DI BEFERA:
NOSTRO COMPITO
NECESSARIO
E
sce di scena Attilio
Befera (68 anni, foto
sotto), dopo sei anni
passati alla direzione
dell’Agenzia delle Entrate,
mentre intorno infuriano
le ultime ore di una
campagna elettorale in cui
si è sentito parlare poco di
lotta all’evasione fiscale e
molto di chiudere Equitalia,
la società per la riscossione
che di Befera è creatura.
Sarà per questo che, per
accomiatarsi, l’uomo, che è
passato attraverso mille
polemiche e attacchi
violenti, ha scelto una breve
lettera ai dipendenti in cui
rievoca gli «anni intensi e
impegnativi, durante i
quali abbiamo raggiunto
risultati importanti, pur
fra tante difficoltà, dovute
sicuramente al lungo
periodo di grave crisi
economica, così come alla
delicatezza e complessità
del nostro compito,
necessario alla collettività,
anche quando è ingrato».
Non poteva mancare una
citazione, riservata a
Thomas Merton, letterato e
monaco trappista, la cui
opera maggiore, «La
montagna dalle sette
balze», è una sorta di
manuale di spiritualità.
«Il tempo corre — recita la
frase —, la vita sfugge tra
le mani. Ma può sfuggire
come sabbia oppure come
seme». Quasi un velato
riferimento alla continuità,
che Befera vedrebbe
garantita dal suo braccio
destro Marco Di Capua.
A. Bac.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Tasi e Imu, ecco come e dove si paga
La mappa dei Comuni. La scadenza del 16 giugno per le abitazioni secondarie
I Comuni capoluogo
che hanno deliberato
la Tasi
Aliquota Detrazioni Tasi Differenza
Tasi Differenza
%
casa con Imu casa con Imu
A/2 2012
A/3 2012
70mq
120mq
-138
73 242
no
91
0,25
Alessandria
-8
0 121
si
0
0,33
Arezzo
-32
-5 348
si
37
0,33
Ancona*
-266
25 422
si
58
0,1
Aosta**
7
68
0
si
0
Asti
0,25
-72
96 200
si 118
0,32
Bergamo
-21
0 201
si
0
Biella
0,33
-1
-2 548
si 208
0,33
Bologna
120
0 256
si
0
0,25
Brescia
-135
16 306
si
39
0,28
Cagliari***
-63
71 158
no
78
0,15
Carbonia
-80
7 176
si
7
0,33
Cremona
24
60 281
si 136
0,33
Ferrara
-130
49 405
no 126
0,25
Forlì
92
121 180
no 121
0,25
Frosinone
-285
-26 485
si 204
0,33
Genova
-4
88 269
no 147
0,25
Grosseto
-7
47
0
si
0
0,25
Iglesias
8
5 392
si
63
0,33
La Spezia
164
1 577
si
81
0,32
Lecco
269
46 378
no 124
0,25
Livorno
17
48 308
si
55
0,30
Lodi
24
24 144
si
24
0,25
Lucca****
21
0 151
si
0
0,25
Macerata
130
114 281
no 114
0,24
Mantova
-109
-44 395
si
0
0,25
Modena
-134
-1 355
si
96
0,33
Napoli
-43
71 286
no 129
0,25
Novara
-450
0
-35
no
0
0,00
Olbia
-182
3 354
si
96
0,33
Parma
42
74 143
si
74
0,19
Pesaro
5
14 237
si
25
0,33
Piacenza
54
98 253
no
98
0,25
Pistoia
-221
1 340
si
18
0,125
Pordenone
-33
0 265
si
0
Reggio Emilia 0,33
-47
1 479
si
63
0,33
Rimini
-59
88 259
si
88
0,20
Sassari
-77
15 326
si
95
0,25
Savona
-290
si 199 -139 661
0,33
Torino
-103
34
0
si
0
0,10
Trento
-177
0
0
si
0
0,16
Treviso
48
100 254
si 100
0,25
Udine
25
13 168
si
80
0,33
Venezia
-10
-45 314
si
0
Verbania***** 0,25
97
77 172
no
77
Vibo Valentia 0,25
-32
0 176
si
0
Vicenza****** 0,28
*La delibera con le aliquote è stata presa ma non risulta ancora pubblicata **Aliquota 0,15% per immobili A/7
*** 0,33% per immobili con rendita superiore a 1.250 euro ****oltre la rendita di 700 euro sale progressivamente
fino allo 0,33% *****oltre il valore imponibile 91 mila euro sale allo 0,33% ******scende a 0 per rendite sotto
i 400 euro e sale a 0,33% per rendite sopra 1.001 euro
Il rischio di non incassare subito gli
introiti della Tasi ha messo le ali a una
parte dei Comuni che fino a qualche
giorno fa non avevano ancora deciso le
aliquote e così il numero di amministrazioni pronte hanno superato quota
2000, in pratica un municipio su 4. Il
conto definitivo si potrà fare solo ai primi di giugno perché se l’ultimo giorno
utile per determinare il livello di imposizione era venerdì scorso, c’è tempo fino
al 31 maggio per pubblicare sul sito dell’Agenzia delle Entrate il testo della delibera: la pubblicazione infatti è il requisito discriminante per sapere se bisogna
pagare la prima rata del tributo entro il
16 giugno. La prima rata della Tasi si paga entro il 16 giugno solo nei Comuni
che hanno pubblicato entro il 31 maggio
la delibera con le aliquote sul sito del
ministero delle Finanze. Per gli altri i
termini di versamento saranno prorogati da un decreto del governo. Le ipotesi
in campo sono di uno slittamento a settembre o a ottobre. La prima rata dell’Imu si paga entro il 16 giugno in tutti i
casi: se il Comune ha pubblicato la delibera Imu 2014 l’acconto si calcola sulle
aliquote aggiornate, altrimenti si paga
con le regole in vigore nel 2013. Sull’Imu
però, meglio ribadirlo, non c’è nessuna
proroga perché il calcolo dell’acconto
sulla base delle regole dell’anno precedente è previsto dalla normativa. La Tasi
si paga in acconto quando il Comune
manda i relativi bollettini di pagamento;
anche in questo caso l’amministrazione
può chiedere le prime rate basandosi
sulla tariffa 2013. Nella pagina presentiamo una tabella riassuntiva delle decisioni in materia di Tasi prese dalle amministrazioni che hanno approvato le
delibere. I Comuni hanno una discrezionalità nel determinare le detrazioni sull’abitazione di cui non disponevano con
l’Imu e anche se la base imponibile è la
medesima il rischio di errori per chi vuol
far da sé è più alto perché presuppone
una lettura non superficiale della delibera. Aliquota e detrazioni infatti possono variare: 1) per rendita catastale; 2)
per valore imponibile; 3) per numero di
figli; 4) per Isee del contribuente; 5) per
reddito imponibile del contribuente; 6)
per zona in cui si trova l’immobile.
Gino Pagliuca
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Milano
Bologna
Seconde case, 890 euro
per una rendita di 1.000
Detrazioni in 25 fasce
e aliquota allo 0,33%
Il capoluogo lombardo è tra quelli che non hanno
approvato la delibera sulla Tasi. L’impianto tariffario è già
stato approvato dalla Giunta ma in Consiglio comunale
sono molto forti le polemiche dell’opposizione per
giungere a un aumento delle detrazioni. L’aliquota
prevista per l’abitazione principale è dello 0,25% con
riduzioni a seconda della rendita catastale e dell’immobile
e del reddito del contribuente. L’Imu sulle seconde case
resterà invariata all’1,06%, però si aggiungerà un altro
0,08% a titolo di Tasi. Un immobile con rendita catastale
1.000 euro pagherà a giugno 890 euro, ed entro dicembre
altri 1.025 euro, 135 dei quali a titolo di Tasi.
Nel presentare la Tasi si era detto che non si sarebbe
pagato per la prima casa più di quanto si versasse per
l’Imu. A Bologna la promessa viene mantenuta anche
se, da un punto di vista formale in qualche caso di
finirà per pagare uno o due euro in più, e se si hanno
figli si perderà la detrazione prevista dall’Imu. Il
risultato è stato ottenuto prevedendo 25 fasce di
detrazione e aliquota allo 0,33%. Per le abitazioni di
rendita catastale fino a 327,38 euro non si pagherà
nulla, per le abitazioni da 1.000 euro si avrà una
riduzione di 85 euro, oltre 1.693 euro non si hanno
riduzioni.
Genova
Napoli
Sconti da 50 a 114 euro
per ogni figlio convivente
Immobili esentasse
fino al tetto di 290 euro
Il capoluogo ligure ha fissato l’aliquota Tasi sull’abitazione
principale allo 0,33%, prevedendo una serie di detrazioni:
per rendite fino a 500 euro lo sconto è di 114 euro per ogni
figlio convivente di età inferiore a 26 anni; per rendite tra
501 e 700 euro si scende a 80 euro più 20 per il figlio; tra
701 e 900 euro il bonus si abbassa a 50 euro più 15 per il
figlio; infine oltre 900 euro si ha diritto a detrazione solo
se si ha un Isee inferiore a 15 mila euro: anche in questa
ipotesi lo sconto è di 50 euro più 15 per il figlio. Per una
casa di 70 metri quadrati in classe A/3 il conto sarà di 204
euro, 26 meno che con l’Imu, per 110 metri A/2 si pagano
485 euro, 285 meno rispetto al 2012.
Aliquota al massimo anche per il capoluogo
campano, che ha deciso per lo 0,33% temperato solo
da una detrazione da 150 euro per gli immobili con
rendita fino a 300 euro: di fatto significa che fino a
290 euro non si paga nulla; la detrazione scende a
100 euro per le abitazioni principali con rendita
superiore a 300 euro. Su un’abitazione A/2 da 120
metri comunque lo sconto rispetto all’Imu non è
trascurabile, visto che si pagheranno 355 euro, 134 in
meno rispetto al 2012. A Napoli non si pagherà la
Tasi sulle seconde case, perché l’aliquota Imu è già
all’1,06%.
28 Economia
DISCIPLINARE DI PROCEDURA APERTA
PER L’AFFIDAMENTO DEL SISTEMA
DI GESTIONE DELLA BIGLIETTERIA
DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA
1) OGGETTO DELL’APPALTO
Costituisce oggetto dell’appalto la assegnazione di una serie di servizi e forniture, descritti
in modo estensivo nel capitolato di gara
allegato al bando di seguito indicati come
SERVIZIO.
Si indica come oggetto principale la fornitura
e gestione :
1) di un sistema informatico per la vendita di
biglietti e abbonamenti relativi agli spettacoli
organizzati dalla Fondazione Arena di Verona
comprensivo della fornitura dell’hardware,
del software necessario nonché della relativa
assistenza tecnica, manutenzione e servizio
di vendita e incasso on-line, tramite la rete
dei canali di prevendita nei punti vendita autorizzati di biglietti e tramite internet;
2) di un servizio di call center informativo e
dispositivo integrato con il sistema di biglietteria;
3) di un servizio di housing e hosting del
portale www.arena.it;
del sistema di controllo accessi all’Arena di
Verona;
2) DOCUMENTAZIONE DI GARA:
La documentazione di gara comprende:
a.) Bando di gara;
b). Disciplinare di gara e relativi allegati: domanda di partecipazione (mod. 1); dichiarazioni sostitutive (mod. 2 ), dichiarazioni
di avvalimento;
c). Capitolato di gara;
d) altra documentazione: regolamento rimborso biglietti;
ed è interamente pubblicata sul sito
www.arena.it.
3) MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE DI PARTECIPAZIONE:
Il plico sigillato contenente la domanda di partecipazione e gli allegati, ivi compresi quelli relativi alla capacità tecnica e finanziaria come
indicata nel bando di gara al punti III,2,2) e
III.2.3) l’offerta tecnica e l’offerta economica
dovrà pervenire, pena l’esclusione dalla gara,
entro e non oltre le ore 10.00 del giorno
30/07/2014 al seguente indirizzo:
Ufficio Protocollo
Fondazione Arena di Verona
Via Roma 7/d
37121 Verona
dalle ore 09,00 alle ore 12,00 dal lunedì al
venerdì.
La consegna dovrà pervenire, a mezzo raccomandata del servizio postale, oppure mediante
agenzia di recapito autorizzata. È ammessa la
consegna a mano dei plichi fino al termine di
scadenza (entro le ore 10.00 del giorno
30/07/2014).
L’apertura della gara in forma pubblica, si terrà
presso la Sala Ettore Fagiuoli della Fondazione
Arena di Verona, in via Roma n. 7/d alle ore
11.00 del giorno 30/07/2014.
La consegna del plico rimane a totale rischio
del mittente, restando esclusa ogni responsabilità della stazione appaltante per il mancato o
tardivo recapito del plico stesso o per eventuali
disguidi comunque imputabili a fatto di terzi,
caso fortuito o forza maggiore.
Non saranno in alcun caso prese in considerazione le domande pervenute oltre il termine
sopra indicato, anche se spedite entro il
termine riportato nel bando di gara.
Il plico dovrà essere sigillato in modo che
non ne sia possibile l’apertura senza manometterlo e dovrà recare la dicitura “PROCEDURA
APERTA PER L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO
DI GESTIONE DELLA BIGLIETTERIA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE”.
Per eventuali informazioni sulla procedura
Aperta contattare l’Ufficio Acquisti, Ing. Alberto
Peretti tel. 045-8051924, fax 045-8051898,
mail [email protected].
IL SOVRINTENDENTE
Francesco Girondini
TRIBUNALE DI FIRENZE
Sezione specializzata in materia di impresa
Liquidazione giudiziale Sateco S.r.l.
Registro Imprese e C.F. 02248860468
AVVISO DI VENDITA
DI TERRENO EDIFICABILE
Sito in OLBIA località “Le Saline”
Volumetria edificabile circa mc 9.000
per la realizzazione di n. 37 villette
Si rende noto che il giorno 1° luglio 2014 alle
ore 12:00 presso lo studio del Notaio Dott. Vincenzo Gunnella, in Firenze Via Masaccio nr. 187,
avrà luogo la vendita con offerta irrevocabile ed
eventuale gara di un bene immobile sito in Olbia
(OT) località “Le Saline” e più precisamente: terreno della superficie complessiva di mq.
124.894, di cui mq. 54.160 a destinazione edificabile, distinto al Catasto Urbano al Foglio 45
mappale 604 e 742, e mq 70.734 non edificabili
distinto al Catasto Terreni al Foglio 45 mappale
595 e 596. In data 29/09/2011 il Comune di
Olbia ha rilasciato il Provvedimento conclusivo
del procedimento n. 453. Presentare un’offerta
irrevocabile recandosi, entro le ore 12 del
giorno lavorativo precedente la data
fissata per l’asta, presso lo studio del Notaio
Dott. Vincenzo Gunnella o presso uno dei Notai
periferici individuati sul sito www.notariato.it
(Rete Aste Notarili - RAN). Prezzo base
€ 2.850.000,00 (duemilioniottocentocinquantamila/00); Aumento minimo € 10.000,00 (diecimila/00); Deposito cauzionale € 285.000,00
(duecentottantacinquemila/00); Prezzo base per
le offerte residuali € 2.150.000,00 (duemilionicentocinquantamila/00); PERIZIA, FOTO E
MAGGIORI INFO SU: www.astegiudiziarie.it;
www.asteannunci.it, www.astalegale.net o
presso il liquidatore giudiziale, Dott. Guglielmo
Peruzzi (tel 055486189 - 0554620192; email:
[email protected]).
Per la pubblicità
legale e finanziaria
rivolgersi a:
Via Rizzoli, 8 - 20132 Milano
Tel. 02 2584 6665 o 02 2584 6256
Fax 02 2588 6114
Via Valentino Mazzola, 66/D
00142 Roma
Tel. 06 6882 8650 - Fax 06 6882 8682
Vico II San Nicola alla Dogana, 9
80133 Napoli
Tel. 081 49 777 11 - Fax 081 49 777 12
Via Villari, 50 - 70122 Bari
Tel. 080 5760 111 - Fax 080 5760 126
RCS MediaGroup S.p.A.
Via Rizzoli, 8 - 20132 Milano
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
italia: 51575551575557
TRIBUNALE CIVILE DI TIVOLI
SEZIONE FALLIMENTARE
Industria Il progetto presentato agli azionisti del gruppo siderurgico
Fallimento B&S Real Estate Spa in liquidazione n. 6/11
Giudice Delegato: Dott.ssa Caterina LIBERATI - Curatore: Dott. Prof. Lodovico ZOCCA
Il Dott. Prof. Lodovico ZOCCA, con studio in Roma al Viale Angelico n. 38, Curatore fallimentare di B&S Real Estate Spa in liquidazione,
AVVISA
BENI IMMOBILI
che il giorno 16 luglio 2014 alle ore 11:00 presso lo studio del Notaio Vincenzo Ferrara, sito
in Roma alla Via Monte Zebio 30 tel. 06/3241836-3235624 fax 06/32502506, si terrà la vendita - soggetta ad Iva - dei seguenti beni:
LOTTO n. 1
Piena proprietà di Capannone con annessa palazzina sito in Modugno (BA) alla SS98 Km
80+500 e Km 80+466. Il compendio è meglio descritto nella perizia dell’Ing. Vincenzo
Sassanelli di Bari agli atti, nella quale è specificato che trattasi di magazzino/punto vendita e
di capannone industriale con annessa palazzina e corte pertinenziale. L’immobile è censito
come segue: Magazzino/Punto vendita Foglio 14, Particella 29, Subalterno 1, Cat. D/1, Rendita
€ 41.985,00, superficie complessiva coperta e scoperta mq 14.400 ca.; Capannone industriale, palazzina e pertinenziale cortile Foglio 14, Particella 25, Subalterno 3, Cat. D/8, Rendita €
21.936,25; Foglio 14, Particella 25, Subalterno 8, Cat. D/8, Rendita € 14.749,00; Foglio 14,
Particella 25, Subalterno 9, Cat. C/1, Rendita € 3.277,44; Foglio 14, Particella 25, Subalterno
10, Cat. C/1, Rendita € 4.454,96; Foglio 14, Particella 25, Subalterno 11, Cat. D/8, Rendita €
18.372,50; Foglio 14, Particella 25, Subalterno 12, Cat. D/1, Rendita € 184,50; Foglio 14,
Particella 25, Subalterno 13, Cat. D/1, Rendita € 17.356,75; Foglio 14, Particella 25,
Subalterno 14, Cat. D/8, Rendita € 18.372,50; Foglio 14, Particella 25, Subalterno 15, Cat. D/8,
Rendita € 12.247,50; Foglio 14, Particella 25, Subalterno 16, Cat. D/8, Rendita € 16.639,00;
Foglio 14, Particella 25, Subalterno 17, Cat. D/8, Rendita € 16.639,00; Foglio 14, Particella 25,
Subalterno 18, Cat. D/8, Rendita € 13.440,00; Foglio 14, Particella 25, Subalterno 19, Cat. D/8,
Rendita € 18.372,00; Foglio 14, Particella 25, Subalterno 20; Foglio 14, Particella 25,
Subalterno 21; Foglio 14, Particella 25, Subalterno 22, Cat. D/8, Rendita € 15.142,50; Foglio
14, Particella 25, Subalterno 23, Cat. D/8, Rendita € 11.100,00; Foglio 14, Particella 25,
Subalterno 24, Cat. D/8, Rendita € 6.975,50;
Pezzo base d’asta Euro 27.034.845,20 (euro ventisettemilionitrentaquattromilaottocentoquarantacinque/20). Rilancio minimo Euro 50.000,00.
AVVISA
LOTTO n. 2
che il giorno 16 luglio 2014 alle ore 12:00 presso lo studio del Notaio Vincenzo Ferrara, sito
in Roma alla Via Monte Zebio 30 tel. 06/3241836-3235624 fax 06/32502506, si terrà la vendita - soggetta ad Iva - dei seguenti beni: Piena proprietà di terreno sito in Pognano (BG) al
Viale Piave, superficie catastale di circa mq. 19.375. Il terreno è meglio identificato nella perizia del Geom. Luca Mutti, agli atti, ed è censito al catasto come segue: Catasto terreni: Foglio
9, mappale 540, semin. Irr. Arb., cl. 1, ha 00.53.45, RD Euro 55,21, RA Euro 46,93; Foglio 9,
mappale 23, semin. Irr. Arb., cl. 1, ha 00.74.70, RD Euro 77,16, RA Euro 65,58; Foglio 9, mappale 24, semin. Irr. Arb., cl. 1, ha 00.54.20, RD Euro 55,98, RA Euro 47,59; Foglio 9, mappale 57, semin. Irr. Arb., cl. 1, ha 00.11.40, RD Euro 11,78, RA Euro 10,01; Coerenze in corpo
ed in contorno: ragione al map. 22, Via Piave, ragione ai mappali 27, 26, 25 del foglio 9 ed
ancora in ragione al mapp. 22 del foglio 9. Prezzo base d’asta Euro 800.400,00 (euro ottocentomilaquattrocento/00). Rilancio minimo Euro 5.000,00.
AVVISA
LOTTO n. 3
che il giorno 16 luglio 2014 alle ore 13:00 presso lo studio del Notaio Vincenzo Ferrara, sito
in Roma alla Via Monte Zebio 30 tel. 06/3241836-3235624 fax 06/32502506, si terrà la vendita - soggetta ad Iva - dei seguenti beni: Piena proprietà di Capannone con annesso terreno sito in Belpasso (CT) alla Contrada Rinaudo, antistante la SS121. Il compendio, di superficie complessiva pari a mq 12.700 ca., è meglio descritto nella perizia dell’Ing. Alessandro
Paternò Raddusa di Catania, agli atti, ed è censito come segue: Catasto terreni: Foglio 75,
Particella 147, superficie HA 1.27.07; Catasto fabbricati: Foglio 75, Particella 148, Subalterno
1, Cat. D/8, Rendita € 29.096,15; Foglio 75, Particella 148, Subalterno 2, Cat. A/2, Rendita €
242,41. Prezzo base d’asta Euro1.628.000,00 (euro unmilioneseicentoventottomila/00).
Rilancio minimo Euro 10.000,00.
AVVISA
LOTTO n. 4
che il giorno 16 luglio 2014 alle ore 16:00 presso lo studio del Notaio Vincenzo Ferrara, sito
in Roma alla Via Monte Zebio 30 tel. 06/3241836-3235624 fax 06/32502506, si terrà la vendita - soggetta ad Iva - dei seguenti beni: Piena proprietà di due capannoni industriali siti in
Calenzano (FI) alla Via Baldanzese 170, della superficie coperta rispettivamente di mq 2.876
e 3.096. Il compendio è meglio descritto nella perizia dell’Ing. Luigi Tarei di Tivoli, agli atti, ed
è censito al catasto come segue: - Catasto terreni: foglio 70, particella 958, qualità Ente
Urbano, superficie mq 7.115. - Catasto fabbricati: Edificio 1 Foglio 70, Particella 959,
Categoria D/7, Rendita Euro 16.195, piano T-1; Edificio 2 Foglio 70, Particella 960, Categoria
D/7, Rendita Euro 17.573, piano T-1. Confini: il compendio confina con Via Baldanzese, proprietà Lafis o aventi causa, Autostrade SpA, salvo altri. Si precisa che l’immobile è condotto
in locazione, dall’1.8.2011 con scadenza 31.7.2016 con rinuncia al tacito rinnovo, ad un canone di Euro 130.000,00 per il primo anno, aumentato di Euro 10.000,00 per le successive scadenze. Prezzo base d’asta Euro 4.239.385,92 (euro quattromilioniduecentotrentanovemilatrecentoottantacinque/92). Rilancio minimo Euro 20.000,00.
AVVISA
BENI MOBILI
LOTTO UNICO
che il giorno 16 luglio 2014 alle ore 17:00 presso lo studio del Notaio Vincenzo Ferrara, sito
in Roma alla Via Monte Zebio 30 tel. 06/3241836-3235624 fax 06/32502506, si terrà la vendita - soggetta ad Iva - del seguente bene: Marchio “Aiazzone”, come descritto nella perizia
di stima, nonché nel successivo aggiornamento, del Prof. Enrico Laghi, agli atti.
Prezzo base d’asta Euro 6.208.000,00 (euro seimilioniduecentoottomila/00). Rilancio
minimo Euro 10.000,00.
Le offerte di acquisto dovranno essere formulate sulla base dei Disciplinari di vendita pubblicati, in uno con la documentazione di riferimento, sul sito www.astegiudiziarie.it, secondo le
modalità, condizioni e termini ivi previsti. Il presente avviso non costituisce proposta irrevocabile né offerta al pubblico, né sollecitazione al pubblico risparmio, né impegna in alcun
modo il Curatore a contrarre con gli stessi offerenti. Tutte le richieste di informazioni possono essere inoltrate presso lo studio del Curatore Dott. Prof. Lodovico Zocca sito in Roma al
Viale Angelico n. 38 previa richiesta scritta al fax 06/32628035.
Roma,
Il Curatore - Dott. Prof. Lodovico Zocca
TRIBUNALE DI NAPOLI
SEZIONE FALLIMENTARE
FALLIMENTO N. 204/10
G.D. DR. NICOLA GRAZIANO
CURATORI: AVV. PROF. MICHELE SANDULLI, AVV. ROBERTA NAPOLITANO,
DR. PROF. PASQUALE MENDITTO
INVITO A PRESENTARE OFFERTE IRREVOCABILI
PRIMA IPOTESI DI VENDITA
LOTTO UNICO: COMPLESSO IMMOBILIARE “POLO DELLA QUALITA’ s.c.a.r.l” composto dal
complesso immobiliare di cui la società fallita è titolare sito in Marcianise (CE), via Pozzo Bianco
- zona ASI con i relativi diritti su tutte le parti e su tutti i beni e gli impianti comuni, come meglio
descritto nella perizia di stima cui ci si riporta.
Si precisa che la procedura fallimentare è titolare solo di parte dei moduli, depositi, e posti auto
e della totalità dei diritti sulle parti comuni del complesso “Polo della Qualità s.c.a.r.l.”. Vendita
soggetta ad IVA.
Per l’esatta individuazione dei beni di titolarità della fallita società si rinvia alla relazione ipocatastale redatta dal notaio Dott.ssa Enrica Di Petrillo e depositata in cancelleria,
Giorno 26 giugno 2014 ore 10.00 presso Studio legale Sandulli & Associati in Napoli alla via
Agostino Depretis n. 51, verifica e apertura buste - recanti all’esterno la sola dicitura “offerta
per la vendita del 26 giugno 2014”- contenenti le offerte di acquisto presentate entro le ore 12
del giorno feriale precedente presso Studio legale Sandulli & Associati in Napoli alla via Agostino
Depretis n. 51 (dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 12). PREZZO BASE EURO 57.120.000,00
(CINQUANTASETTEMILIONICENTOVENTIMILA/00) OLTRE IVA (Risultante a seguito di ribasso, comprensivo
dell’importo relativo ai diritti su tutte le parti, su tutti i beni e su tutti gli impianti comuni, oltre
imposte di legge, spese di trasferimento e spese di cancellazione delle formalità pregiudizievoli
iscritte sui beni sottoposti a privilegio).
SECONDA IPOTESI DI VENDITA
In caso di mancata presentazione di offerte per la prima vendita, o comunque qualora per qualunque motivo la prima vendita non dovesse aver luogo: vendita dei singoli moduli, depositi e
posti auto di cui è titolare la società fallita con i relativi diritti sulle parti, i beni e gli impianti comuni come meglio riportati nella perizia di stima cui si rimanda per una migliore descrizione e
specificazione.
Si precisa che sarà trasferita la quota millesimale di parti, beni e impianti comuni. Vendita soggetta ad IVA.
La descrizione dei singoli lotti ed il prezzo di ciascuno (comprensivo dei proporzionali relativi
diritti sulle parti, i beni e gli impianti comuni) è riportato sul prospetto riepilogativo allegato all’invito, depositato in cancelleria e pubblicato sui siti internet indicati in calce.
In relazione a questa seconda ipotesi di vendita, a coloro che risultano alla Procedura Fallimentare essere titolari di un contratto preliminare di acquisto sottoscritto con la società in bonis,
sarà riconosciuto il diritto di prelazione (a parità di offerta) per l’acquisto dei moduli, depositi
o posti auto oggetto del relativo preliminare di vendita, unitamente ai proporzionali relativi diritti
sulle parti, i beni e impianti comuni. Si rinvia all’invito a presentare offerte irrevocabili per la
indicazione delle modalità di esercizio del menzionato diritto di prelazione.
Giorno 3 luglio 2014 ore 10.00 dinanzi al GD Dr. Nicola Graziano VII sezione civile del Tribunale
di Napoli (piano 15^ - Torre A - locali delle aule di udienza - palazzo di Giustizia - Centro Direzionale), verifica e apertura buste - recanti all’esterno la sola dicitura “offerta per la vendita del
3 luglio 2014”- contenenti le offerte di acquisto presentate entro il giorno feriale precedente
alle ore 12.00 presso Studio legale Sandulli & Associati in Napoli alla via Agostino Depretis
n. 51 (dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12)
DISPOSIZIONI RELATIVE AD ENTRAMBE LE IPOTESI DI VENDITA
Offerte con uno o più a/c n.t. intestati al Fall. Polo della Qualità s.c.a.r.l. in liquidazione
(n. 204/10) per una somma complessiva pari al 15 % del prezzo offerto di cui il 10% a titolo
di cauzione e il 5% per spese. In caso di deposito di più offerte, si procederà ad una gara tra
gli offerenti con base d’asta l’offerta più alta, mediante rilancio libero di importo non inferiore
al 5% del prezzo più alto offerto.
Salvo diritto di prelazione (previsto solo con riferimento alla seconda ipotesi di vendita, cioè
alla ipotesi di vendita dei singoli moduli/depositi/posti auto).
Il tempo a disposizione per ciascun rilancio sarà di 3 minuti. L’aggiudicazione provvisoria avrà
luogo in favore di colui che avrà formulato l’offerta più alta. Ai sensi dell’art. 107 l.fall. si precisa
che i Curatori potranno sospendere la vendita qualora successivamente alla aggiudicazione
provvisoria pervenga offerta irrevocabile di acquisto migliorativa per un importo non inferiore
al dieci percento del prezzo offerto cauzionata come sopra, e ciò anche in caso di esercizio di
prelazione di cui all’invito a presentare offerte irrevocabili..
Avviso, perizia di stima e relativi allegati, foto e mappa localizzativa sono consultabili sui siti
internet www.asteannunci.it. www.asteavvisi.it e www.astegiudiziarie.it. Pubblicità televisiva
attraverso il Canale Aste n. 810 di Sky/web Tv on demand www.canaleaste.it.
Per ogni altra informazione, per la richiesta della documentazione sopra citata e per poter visionare il complesso aziendale rivolgersi ai Curatori Avv. Prof. Michele Sandulli, Avv. Roberta
Napolitano, Prof. Dott. Pasquale Menditto presso la sede del fallimento in Napoli alla Via Agostino Depretis n. 51 (Sandulli & Associati - studio legale) tel. 0812471133 - fax 0812452102
e-mail: [email protected]; [email protected]; [email protected].
Il piano di Bondi
per il rilancio Riva
Servono 4 miliardi
«Aumenti di capitale da 1,8 miliardi»
Nei prossimi tre anni, dal 2014
al 2016, l’Ilva perderà oltre 1 miliardo. La previsione è contenuta
nel piano strategico preparato dal
commissario straordinario Enrico
Bondi che nei giorni scorsi, come
previsto dalla legge, è stato presentato alla famiglia Riva, tuttora
azionista di controllo del gruppo.
Anche per questo è necessaria una
manovra finanziaria stimata nel
documento in oltre 4 miliardi. Il
2013 è stato per l’azienda un anno
da dimenticare, ma poteva andare
molto peggio se non fosse stato
possibile liquidare l’imponente
magazzino, che ha permesso di arginare il crollo dei ricavi.
Ora però, come è scritto nel documento di sintesi del piano strategico 2014-2020, il «destocking
sarà esaurito nel 2014», con la necessità di provvedere all’acquisto
di bramme (semilavorati) «significativamente oneroso rispetto alla
produzione interna, ipotizzato solo per sopperire a limitazioni temporanee della capacità produttiva»
durante gli interventi previsti per
ridurre l’inquinamento ambientale provocato dagli impianti. Questo
significa che il conto economico
dell’Ilva è destinato a peggiorare,
contribuendo a rendere insostenibile la situazione, già oggi di totale
incertezza sia perché le casse
aziendali sono vuote sia perché sul
Enrico Bondi, commissario straordinario dell’Ilva
futuro del gruppo pesano incognite di ogni genere, dall’esito delle
inchieste della magistratura (di Taranto e Milano) al ruolo della famiglia Riva fino ai vincoli ambientali.
Nei giorni scorsi è stato pubblicato sulla «Gazzetta ufficiale» il
piano di risanamento ambientale e
Bondi, come prevedono le procedure stabilite per legge, ha avviato
il confronto con i Riva sul piano industriale, che dovrà essere approvato nella versione definitiva entro
un mese ed è soggetto ad approvazione ministeriale. Più o meno nello stesso periodo scade l’incarico
assunto dall’ottantenne commissario. Lunedì prossimo, come annunciato da Claudio Riva, è attesa
una prima risposta ufficiale della
famiglia che però, con ogni probabilità, sarà interlocutoria.
Il piano industriale fissa in oltre
4 miliardi il «fabbisogno investimenti» fino al 2020. Il totale è dato
dalla somma di 1,8 miliardi d’investimenti per il Piano ambientale
(in piccola parte già effettuati), 635
milioni per oltre 1300 interventi
previsti dal Piano salute e sicurezza, 1 miliardo e 750 milioni per in-
L’ambiente
Per il risanamento
ambientale degli
impianti investimenti
per 635 milioni
novazioni tecnologiche e produttive. Ciò richiede una manovra finanziaria di forte impatto che, come è spiegato nel piano
industriale, ha come cardini un aumento di capitale calcolato «in via
preliminare intorno a 1,8 miliardi»
e un «nuovo debito finanziario stimato preliminarmente intorno a
1,5 miliardi», di cui metà da richiedere alle banche come debito a
breve termine nel 2015 e la parte
restante nel 2016. Sempre secondo
il piano i ricavi di vendita, scesi a
poco più di 3,2 miliardi
nel 2013 (-29,5 per cento), sono destinati a risalire nell’anno in corso per
poi stabilizzarsi intorno a
5 miliardi dal 2017 in poi.
Nello stesso periodo
l’ebitda, cioè il livello di
profittabilità, passa da
-473 milioni nel 2013 a
un sostanziale equilibrio
nel 2014 e a un dato positivo di oltre 400 milioni
nel 2016, con un forte recupero di efficienza interna (pari a 335 milioni). La ripresa è prevista
grazie a interventi importanti in termini di sostenibilità
ambientale delle produzioni, alla
ripresa della domanda, alle diversificazioni in segmenti di mercato
più redditizi (per esempio nell’automotive). Molto discusso è l’utilizzo del forno di pre-riduzione nel
ciclo produttivo, meno inquinante
perché riduce i consumi di coke
nell’altoforno, il cuore dello stabilimento di Taranto, ma considerato da buona parte degli addetti ai
lavori troppo costoso perché richiede grandi quantità di energia
che, in Italia, costa cara. Nel piano
è previsto a partire dalla gestione
post commissariale, con un investimento di 300 milioni.
Fabio Tamburini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La storia Il caso del Comune di Anzio e la nomina nell’Ugl
Comandante condannato per corruzione
Ma la legge è nuova, non si può licenziare
ROMA — Verbali, lettere protocollate e determine dell’ufficio
procedimenti disciplinari. Da
qualche mese al Comune di Anzio, già capitale dei Volsci e oggi
popolosa cittadina della provincia di Roma, politica e burocrazia
si esercitano in un’imperdibile
prova sul destino lavorativo del
dirigente Bartolomeo Schioppa.
La vicenda è tanto semplice,
quanto è stupefacente l’esito. Nel
2010 Franco Pusceddu, ex direttore generale del Comune di Anzio, assegna l’incarico di comandante del corpo dei vigili urbani a
Schioppa.
La scelta sembrava ineccepibile. Nel curriculum di Schioppa figurava del resto, come precedente, quello di comandante dei vigili
urbani di Ravenna. Tutto bene, se
non fosse per un dettaglio sfuggito a chi doveva vagliare l’assunzione: sul capo di Schioppa già
dal 2009 pendeva una condanna
per truffa e falso in primo grado.
Secondo un’indagine della Guardia di Finanza, quando era comandante a Ravenna aveva beneficiato di acquisti di favore di auto
e pezzi di ricambio dai concessionari che fornivano i veicoli al corpo della municipale.
Il guaio è che nel febbraio dello
scorso anno, nonostante i ricorsi
in appello e in Cassazione,
Schioppa è stato condannato in
via definitiva a due anni e otto
mesi di reclusione per corruzione. A quel punto anche il Comune
di Anzio, guidato da un sindaco di
centrodestra, Luciano Bruschini,
si è visto costretto a prenderne atto. Tutto ciò malgrado già nel
2011 un’interrogazione parlamentare al Senato, ricordando le
infiltrazioni criminali nel territorio di Anzio, le indagini della Dia
sui clan dei casalesi, lo sciogli-
mento del consiglio comunale
per gravi condizionamenti della
criminalità organizzata, avesse
sottolineato il fatto che «il comandante dei vigili urbani Bartolomeo Schioppa risulta essere
stato condannato in appello per
corruzione a due anni e otto mesi». Ma tant’è.
Il 6 maggio del 2013 si è messo
in moto l’ufficio provvedimenti
disciplinari per aprire «il procedimento a carico del dirigente, e lo
stesso veniva convocato per il
contradditorio». E’ iniziato, insomma, un lungo esercizio da
parte degli uffici comunali per
A. Duc.
componenti dell’ufficio sono stati
costretti per arrivare a concludere
che il «dottor Schioppa può riprendere regolarmente servizio».
Un capolavoro a norma di legge che, collocando i reati in data
antecedente (risalgono a prima
del 2005) alla riforma della pubblica amministrazione del 2009,
stabilisce «che al caso de quo non
può essere applicata la legge Brunetta, entrata in vigore diversi anni dopo la commissione dei fatti»
e che prevede il licenziamento in
presenza di una condanna penale
definitiva, in relazione alla quale
è prevista l’interdizione perpetua
dai pubblici uffici. Invece la normativa applicabile al caso in questione è quella del 2001, in base
alla quale «il licenziamento deve
essere disposto solo a seguito di
una condanna per un periodo superiore a tre anni». Insomma, due
anni e otto mesi per corruzione
non bastano.
Tanto che il sindacato Ugl il 21
novembre scorso ha nominato
Schioppa dirigente sindacale nazionale e componente del coordinamento Polizia Locale. In virtù
della nomina, si legge nell’atto
del sindacato, «allo stesso spettano le prerogative previste dalle
norme vigenti in materia sindacale»: distacchi e permessi pagati.
Dai cittadini di Anzio. Schioppa,
dopo una sospensione, è tornato
al suo posto, ma in seguito alla
condanna, non potendo ricoprire
ruoli di vigilanza e gestione, per
lui è stata creata una carica ad hoc
con compiti di analisi e studio di
norme e regolamenti locali. «E’
tutta una congiura, basta leggere
la sentenza - commenta Schioppa
-: potrebbe accadere a chiunque».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Andrea Ducci
stabilire il da farsi: licenziare o lasciare in servizio il dirigente condannato per corruzione, truffa e
falso? La valutazione dell’ufficio
disciplinare è la prova che sfidare
la forza di gravità non è più un azzardo. Un documento di quattro
pagine riassume gli slalom a cui i
La difesa
«E’ tutta una congiura,
basta leggere la
sentenza, potrebbe
accadere a chiunque»
Dai giocatori ai debiti
Il fondo Doyen Sports
punta sul campionato italiano
In Premier League non l’hanno presa bene. Qualche giorno fa i
dirigenti della massima divisione inglese si sono tenuti alla
larga dal commentare l’annuncio della società Doyen Sports,
intenzionata a investire 200 milioni di euro per finanziare le
squadre del Regno Unito. La ragione è semplice: Nelio Lucas,
fondatore di Doyen, finanzia le società per acquistare i calciatori,
con l’obiettivo di rivenderli e capitalizzare nel breve termine. Un
modello di business che introduce un’ulteriore variabile nel già
volubile, e indebitato, mondo del pallone. Lucas, 35enne
portoghese, forte di collaborazioni con Atletico Madrid, Benfica
e Siviglia, ha spiegato che altri 200 milioni di euro sono pronti
per finanziare la nostra serie A. I soldi non mancherebbero,
sebbene Lucas non ne precisi la provenienza. Così, Doyen Group
di Londra, attraverso Doyen Sports, una controllata con sede a
Malta, è disposto a aprire il portafoglio per sbarcare in Italia e
foraggiare i club per comprare i giocatori, ristrutturare i debiti e
rimpinguare le spese di marketing. Qualcuno parla già di nuova
«pestilenza», altri magnificano l’opportunità per le squadre di
condividere l’acquisto di giocatori altrimenti inavvicinabili,
beneficiando di impatti positivi in fatturato e risultati sportivi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
Economia 29
italia: 51575551575557
L’intesa Il partner avrà sei posti nel consiglio di amministrazione della Bicocca, Tronchetti Provera presidente
Il caso
Pirelli, c’è l’accordo con i russi
A Rosneft il 50% di Camfin, investimento di 552 milioni
Peretola Lo scalo aeroportuale di Firenze Peretola
La battaglia degli aeroporti
tra Firenze e Pisa
e quel dossier sull’Opa
FIRENZE — Più che un’unificazione pacifica, nel nome
della conquista dei cieli della Toscana (e non solo di essi),
tra gli aeroporti di Pisa e di Firenze a decollare sono le
polemiche e il campanile. E neppure l’Opa lanciata da
Corporacion America, del magnate armeno-argentino
Eduardo Eurnekian, è riuscita a stemperare gli animi. Anzi
sembra aver attizzato nuovi focolai, non solo sulla perdita
del primato dello scalo internazionale pisano rispetto a
Peretola, ma adesso anche da un «dossier segreto» mai reso
noto pubblicamente, nel quale si dimostrerebbe che l’Opa
privilegerebbe Firenze e danneggerebbe Pisa.
Secondo alcune indiscrezioni, l’analisi, commissionata
dalla Regione alla società indipendente Kpmg per un costo
di 363 mila euro, evidenzierebbe il
valore delle quote delle singole
società, con concambio di 1.3 a
vantaggio di quella pisana. In altre
parole il Galileo Galilei avrebbe un
valore superiore a quello offerto da
Eurnechian. Che in un primo
momento aveva proposto circa 130
milioni, per poi passare a 140 per il
Galilei di Pisa e circa 121 per
Peretola. Il valore stabilito dallo
studio Kpmg per l’aeroporto pisano
Eduardo Eurnekian di dovrebbe invece superare i 157
Corporacion America milioni. Sempre secondo l’analisi
«segreta», Pisa perderebbe un
milione di passeggeri da Firenze anche con una pista da
soli 2 chilometri mentre l’Enac e i manager dell’Amerigo
Vespucci hanno già pronto un allungamento a 2,4
chilometri con possibili nuove emorragie di voli.
La prossima settimana la Regione Toscana, socio pubblico
dei due aeroporti, deciderà se aderire all’Opa argentina, ma
intanto Cgil, Cisl e Uil definiscono «inquietante che a pochi
giorni dalla scadenza dell’offerta pubblica d’acquisto la
Regione non abbia ancora reso pubblico il contenuto dello
studio di Kpmg».
Marco Gasperetti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
MILANO — Rosneft è ufficialmente il nuovo partner strategico della Pirelli. Il colosso petrolifero russo ha firmato l’accordo che gli consentirà di rilevare il 50% di Camfin e controllare così indirettamente il
13% del capitale del gruppo della Bicocca. Marco Tronchetti
Provera ieri era a San Pietroburgo per siglare l’alleanza con la
compagnia guidata da Igor Sechin e fissare i termini della governance allargata ai russi, a cui
andranno subito sei posti su 15
nel consiglio della Pirelli. Una
prerogativa sancita dai nuovi
patti che assegnano a Rosneft
anche diritti di veto in Camfin
per le operazioni straordinarie
che dovessero riguardare Pirelli,
e un’opzione «put» per cedere la
propria quota nel caso Tronchetti decidesse di lasciare la
guida del gruppo.
L’architettura dell’operazione
studiata dalla banca d’affari Lazard (a cui hanno lavorato anche Banca Imi, Unicredit e Studio Chiomenti per Tronchetti,
PwC e Linklaters per Rosneft) è
piuttosto complessa, ma non lo
è la logica dell’alleanza. Ieri la
Bicocca ha annunciato un nuovo accordo commerciale con
Rosneft che prevede l’apertura
di 200 punti vendita a marchio
Pirelli nelle stazioni di servizio
del gruppo di Sechin, e uno per
la ricerca e sviluppo e fornitura
di gomma sintetica. La società
milanese aveva già stretto altri
accordi in Russia per l’avvio
della produzione in loco e di carattere commerciale, orientati a
fare un salto dimensionale in
un’area dove il segmento premium e i pneumatici winter
hanno ancora un forte potenziale di crescita. Ora con l’ingresso
di Rosneft nel capitale la strategia fa un passo avanti decisivo.
Ma decisiva è soprattutto la
svolta per il futuro della Bicocca
e per i piani di Tronchetti, che
adesso può contare anche sulle
solide spalle di un partner da oltre 100 miliardi di dollari di fatturato. Il presidente della Pirelli
200
Marco Tronchetti Provera, dal 1992 alla guida del gruppo Pirelli
non solo resterà alla guida operativa del gruppo ma sarà anche
garante dell’investimento di
Rosneft, che ha ottenuto un’opzione «put» che le consente di
vendere la sua quota in caso il
numero uno dovesse lasciare. I
nuovi partner hanno anche voluto che venisse semplificato il
perimetro di business di Camfin, che cederà a un apposito veicolo la quota in Prelios e altre
Ecco chi ha
guadagnato
di più con l’euro
(m.sab.) La tornata elettorale che porterà all’inaugurazione
dell’ottava legislatura del Parlamento europeo si svolge a 15 anni e
mezzo dalla nascita dell’euro. Salutata al suo esordio da grandi
speranze e non poche illusioni, la divisa comune europea ha
sicuramente favorito il ribasso dei tassi e la frenata della corsa dei
prezzi, che in 15 anni sono aumentati del 38,7%. I Btp hanno
ffruttato nel periodo un guadagno del 98,7% e anche i Bot hanno
bbattuto l’inflazione con un +44,7%. Nelle retrovie dei rendimenti si
ccolloca Piazza Affari, che con il suo +25,5% (compresi i dividendi)
n
non riesce a mantenere inalterato il valore del capitale investito,
ccosì come le blue chip europee e le azioni mondiali. Oltre ai Btp
vvincono l’oro (+288,8%) e il petrolio (+822,6%), mentre le azioni
ddei Paesi emergenti conquistano il terzo posto con un + 197,5%. Di
qquesti risultati, ma soprattutto delle prospettive che si aprono da
aadesso in avanti si occupa CorrierEconomia, l’inserto del Corriere
ddella Sera in edicola domani in allegato con il giornale.
32 milioni
Barclays,
maxi-multa
per l’oro
L’Autorità britannica di
gestione finanziaria
(Fca) ha condannato
Barclays al pagamento di
una multa da 26 milioni
di sterline (32 milioni di
euro) per violazione del
mercato dell’oro: un ex
dipendente, il broker
Daniel James Plunkett,
ha «tentato di
influenzare» il processo
di fissazione dei prezzi
del metallo prezioso.
Ue). Anche nei rapporti tra privati (cioè cittadini-famiglie) e
imprese, la situazione rimane
difficile: sono necessari mediamente 75 giorni per essere definitivamente pagati (41 in più
della media europea). In tutti e
tre i casi appena descritti, nessun altro Paese d’Europa fa
peggio di noi.
Si pensi che nel rapporto tra
Pubblica amministrazione e
imprese in Bosnia i pagamenti
avvengono in 41 giorni, in Serbia in 46 e in Grecia in 155.
Questa situazione assume
una dimensione ancor più preoccupante se si analizza l’andamento dei tempi medi di pagamento registrati in questi ultimi sei anni di crisi economica
(2009-2014). Nel confronto tra
l’Italia, la Francia, la Germania e
la Gran Bretagna, solo da noi si
sono allungati i giorni necessari
affinché il committente saldi il
pagamento al proprio fornitore.
Drammatica, poi, la situazione
nei rapporti tra Pubblica amministrazione e i propri fornitori. I
pagamenti si sono allungati di
ben 37 giorni, sebbene dal 2011
la nostra Pa ha cominciato a migliorare la sua performance.
G. Dos.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Federico De Rosa
© RIPRODUZIONE RISERVATA
AD: Barabino&Partners Design
Compriamo
le azioni
Acque Potabili
a 1,05 euro
ciascuna.
Il ritardo nei pagamenti
vale il 20% dei licenziamenti
continuiamo a essere i peggiori
pagatori d’Europa. Se mediamente la nostra Pubblica amministrazione paga le imprese a
165 giorni (107 giorni in più rispetto alla media europea), nei
rapporti commerciali tra imprese ci vogliono 94 giorni affinché il committente saldi il
proprio fornitore (47 giorni in
più nel raffronto con la media
attività, per concentrare tutto
su Pirelli.
La firma della nuova alleanza
chiude di fatto la lunga operazione di riassetto iniziata un anno fa, culminata con l’Opa su
Su «CorrierEconomia»
Lo studio La pubblica amministrazione salda in 165 giorni
Un’impresa italiana su cinque è stata costretta a licenziare
a causa degli effetti negativi dovuti ai ritardi nei pagamenti. L’
analisi è della Cgia di Mestre,
che ha elaborato dati Intrum Justitia relativi a un’indagine effettuata nei primi 3 mesi del
2014.
Questo dato conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, che
I nuovi punti vendita
a marchio Pirelli che
saranno aperti nelle
stazioni di servizio
del gruppo Rosneft
Camfin. Esce quindi di scena
Clessidra. Il fondo di private
equity entrato nella filiera di
controllo per consentire a Tronchetti di sciogliere la tormentata alleanza con la famiglia Malacalza, passa la mano. Venderà ai
russi la società veicolo Lauro64,
in cui è custodita una quota di
un’altra scatola, Lauro61, che a
sua volta possiede il 100% di
Camfin, la holding della Pirelli.
Uscendo di scena, Clessidra rinuncerà anche a quattro posti
nel prossimo consiglio del
gruppo milanese per far spazio
ai rappresentanti di Long Term
investments S.a., il veicolo lussemburghese con cui Rosneft
effettuerà materialmente l’operazione, a cui la Nuove Partecipazioni di Tronchetti cederà altre due poltrone. L’ingresso è
previsto al closing atteso per il
30 giugno.
Il gruppo di Sechin, che nell’operazione ha investito 552
milioni di euro (equivalente a
12 euro per azione Pirelli) comprerà poi un altro pezzo di
Lauro61 da Intesa Sanpaolo e
Unicredit. I due istituti manterranno una piccola quota, che
verrà sindacata con quella di
Tronchetti. Tutto è poi destinato a finire in una Newco controllata dal presidente del gruppo milanese, che avrà il 50% di
Camfin vincolato a un patto di
durata quinquennale a cui Rosneft apporterà l’altra quota
della cassaforte in cui è custodito il 26% della Pirelli.
Hai tempo fino al 30 maggio,
aderisci all’Offerta Pubblica
di Acquisto.
Chiedi subito alla tua banca.
15
,5
Premio rispetto alla media
ponderata dei sei mesi
precedenti all’annuncio.
Sviluppo Idrico S.r.l. ha lanciato un’Offerta
Pubblica di Acquisto con l’obiettivo di revocare
la quotazione in Borsa di Acque Potabili S.p.A.
Le azioni saranno pagate il 6 giugno 2014.
Per saperne di più:
www.gruppoiren.it
www.smatorino.it
www.sodali-transaction.com
[email protected]
L’offerta è promossa da:
Sviluppo Idrico S.r.l.
Consulente Finanziario dell’Offerente e
Intermediario incaricato del coordinamento
della raccolta delle adesioni:
Il Documento di Offerta costituisce l’unico documento idoneo
a consentire agli Azionisti di pervenire ad un fondato giudizio
sull’Offerta ed è disponibile sui siti internet del Global information
Agent (www.sodali.com e www.sodali-transaction.com) nonché sul
sito internet di Iren S.p.A. (www.gruppoiren.it) e sul sito internet di
SMAT (www.smatorino.it).
30
italia: 51575551575557
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
Tutte le settimane un ospite suggerisce
ai follower de @La_Lettura un libro
al giorno. Ecco i consigli di Massimo
Franco, giornalista e scrittore
Domenica
Lunedì
Martedì
Mercoledì
Giovedì
Venerdì
Sabato
Elias Canetti, «Potere
e sopravvivenza».
Analisi spietata
del potere, grottesco
nella pretesa di eternità.
Karl Schlögel «Arcipelago
Europa». Un faro
sulla nuova Europa
orientale, sconosciuta
a Ovest.
Elisabetta Piqué,
«Francesco.
Vita e rivoluzione».
Il Papa argentino
secondo un’argentina
che lo conosce bene.
Alex Ferguson,
«La mia vita». L’epopea
non di un allenatore,
ma di una società
di calcio.
Alfonso Celotto,
«Il Dott. C. Amendola
direttore della Gazzetta
Ufficiale». Miseria
nobiltà antropologia
del burocrate.
John Maynard Keynes,
«Le mie prime
convinzioni». Appunti
alla Conferenza di pace
di Parigi 1919.
Monito per l’Europa.
Walter Veltroni, «C’era
una volta Berlinguer».
Un ricordo commosso
dell’ultimo leader del Pci.
Cultura
Da oggi Maria Teresa
Milicia, antropologa,
consiglia i libri ai
follower de @La_Lettura
«Friuli», premio per la storia contemporanea
La giuria della prima edizione del «Friuli Storia», premio di storia contemporanea,
ha selezionato i tre finalisti: Lucia Ceci (L’interesse superiore. Il Vaticano e l’Italia
di Mussolini, Laterza), Anna Foa (Portico d’Ottavia n. 13, Laterza), Gian Enrico
Rusconi (1914, Il Mulino). Il vincitore del premio, realizzato con l’Associazione
partigiani Osoppo e l’Istituto friulano per la storia della Resistenza (per la prima
volta insieme) e il festival èStoria, sarà proclamato il 25 settembre a Udine.
Le sante,
la vite
Lorenzo Lotto
(1524), affresco
della parete nord
(356 x 812
centimetri,
particolare),
Oratorio Suardi,
Trescore
Balneario
(Bergamo).
Dedicato a santa
Barbara e santa
Brigida, l’Oratorio
fu affrescato
da Lorenzo Lotto
con il Cristo-Vite
(da cui
germogliano
le storie)
e Storie
delle vite
delle sante
di ALBERTO ARBASINO
V
Tutti gli affreschi d’Italia
Le emozioni del Lotto, e poi facciate e chiese e chiesette
Tonalità forti e tenui di un Paese dove i colori fanno festa
Thomas Jones risulta il più contagioso. E l’attore Garrick appare spesso quale protagonista. Innumerevoli
ritratti di William Hogarth; e a
Dulwich si viene intrigati da un suo
ritratto maschile in rosso, là accanto
a un Rinaldo e Armida per cui Federico Zeri aveva perentoriamente insistito: sulla copertina di Fratelli d’Italia, ci vuole un Poussin! Detto, e fatto. Qui accanto, a Roma, ecco la figura involontariamente padronale del
Marchese di Granby, e di Lady Bampfylde, di Joshua Reynolds. E un
mercato di Covent Garden che inevitabilmente ci rimanda alla fonetica
di Audrey Hepburn sotto il professor
Higgins. Ah, Rex Harrison, My Fair
Lady, care adorate memorie…
***
A Ferrara, l’eccellente mostra Matisse — la Figura sembra piuttosto
una prima occasione di svezzamento
per le scolaresche circa la pittura nel
passato secolo. E non già una eccezionale retrospettiva come in questo
medesimo Palazzo dei Diamanti si
era avvezzi, con Joshua Reynolds,
Cosmè Tura, Francesco del Cossa,
Chardin «pittore del silenzio». Natu-
pinti del Lotto a Recanati, e neanche
a Jesi da qualche parente forse un po’
artista… C’era un amico jesino, tanti
anni fa, allegramente detto «Capinera», giacché scuro di capelli. Ed era
lieto di mostrare appunto quei Lotto,
alla pinacoteca locale.
Adesso, a Brescia, in un Palazzo
Martinengo, quanti capolavori delle
collezioni private, sotto il segno di
Moretto, Savoldo, Romanino, Ceruti. E altri: pitocchi e pitocchetti, bottiglie e terragli, cucine e cestini e
scaldini… Vecchietti, concertini, merendine, galline, verze, fiaschi, soldi,
fusi, accattoni, giostre, granchi,
gamberi, nani, paesaggi cittadini
con giochi di carte o archi di trionfo…
Nature morte, parecchie, a cura di
Davide Dotti, e con presentazione di
Pierre Rosenberg, sul collezionismo.
(«Ah, l’inizio di una collezione!» diceva un celebre professore, curiosando qui in casa). Conti e contesse,
ritratti dal Ceruti con estremo decoro; e magari, alcuni umili. Santi,
martiri, episodi biblici o evangelici,
poco trattati in quei palazzi. Peccato
che Brescia, da Roma, sia poco co-
ta) — con «gran voglia di vivere», ma tenuta
«isolata» perché (si diceva) aveva subìto violenza da tre individui, impiccati di lì a breve.
Non era vero; e tuttavia Vantina — «splendida
quanto sfortunata», precisa Milani — soffriva
di questa situazione e, benché ne avesse un
forte desiderio, andava persuadendosi che non
avrebbe mai potuto sedurre, né essere sedotta.
Fin quando, un giorno, incontra Napoleone…
Milani è narratore coinvolgente; ma è inutile pretendere di riassumere il racconto. Basta
riprendere le sue parole: «A sera Vantina s’era
infilata nuda nel letto di Napoleone». Quel che
sarebbe accaduto dopo, bisogna lasciarlo scoprire al lettore disposto a percorrere la zona
d’ombra tra realtà e fantasia.
moda per i non più giovani.
***
Quante malinconie e tristezze, invece, fra Conegliano e le vicine «quasi città» o «comunità suburbane».
Un Cinquecento inquieto (dal Cima
ai roghi) tra le facciate affrescate del
Monte di Pietà e la monumentale
Scuola dei Battuti (allegria?). Non si
evita alcun tema impegnativo: annunciazioni, deposizioni, fughe in
Egitto. Nel Palazzo Sarcinelli si può
osservare che ogni chiesa o chiesetta
esigeva una sua Madonna in trono
con suo bambino in ghingheri, e vari
santi ornamentali. Ne viene fuori
una Vergine fin troppo vanesia, soprattutto da giovane.
Ma che mostra insolita ed interessantissima, a Conegliano, a cura di
Giandomenico Romanelli e Giorgio
Fossaluzza.
E che eccellente occasione per
nuovi ringraziamenti e complimenti
a Sergio Momesso, Motta di Livenza
(ancora in provincia di Treviso), per
La Collezione di Antonio Scarpa (ed.
Bertoncello). Mirabile regesto!
***
Tornando poi a Roma, altro che
guardarsi indietro: con P.P. Pasolini
(al Palazzo delle Esposizioni) e con
Piero Sartogo (al Maxxi) gli anni che
abbiamo attraversato sono i medesimi. Ma c’è mai stato un vero incontro, fra l’altro con Fabio Mauri che
era molto amico di tutt’e due?
Chissà. Piero Sartogo lavorava con
Daniel Buren, Furio e Gianni Colombo, Gino Marotta, Giulio Paolini, Joseph Kosuth. E Pasolini vedeva soprattutto Moravia, Dacia, la Betti, e
Ninetto. La Betti cucinava benissimo, aveva una gatta che rispondeva
ai «miao», dovette lasciare via del
Babuino perché disturbava troppo la
Spaziani e Zolla sottostanti, e viveva
nel mito del nonno Trombetti insigne filologo che aveva imparato il
greco prima del latino perché la
grammatica greca costava un soldo
di meno sulle bancarelle. Era Elsa
Morante ad autorizzare Pier Paolo
(«vai, vai, sennò non ti aspettano»)
mentre ci si preoccupava dei possibili agguati dei fratelli maggiori.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA
ralmente queste figure soprattutto
femminili si guardano o si rivedono
con gusto. Però si ammira soprattutto Il funerale di Pierrot, dall’album
Jazz. Tutto vi è fresco e leggiadro, secondo le notazioni dell’artista.
***
Un solenne ideale rinascimento di
magnificenza civile si ravvisa nei primi giri fra gli avamposti lombardi
della Serenissima; Bergamo e Brescia. Quelle fondamentali emozioni
davanti agli affreschi di Lorenzo Lotto a Trescore Balneario, sapendo già
che il Leopardi non si curava dei di-
Matisse, Giovane donna in bianco (1946)
Il romanzo Mino Milani e il condottiero esiliato all’Elba, tra realtà e fantasia
Vantina, nuda nel letto di Napoleone
UNA RAPPRESENTAZIONE DI NAPOLEONE ALL’ELBA
di ARTURO COLOMBO
C
ome Napoleone abbia riempito il suo
tempo durante l’esilio all’Elba, dal maggio del 1814 al marzo del ’15, non si sa; o
almeno i documenti storici finora non ci hanno lasciato grandi risposte. Adesso, senza darci alcuna «storia romanzata», Mino Milani ha
scritto un breve, delizioso romanzo, dal titolo
un po’ enigmatico, Vantina (Barion-Mursia,
pp. 129, € 12).
Chi conosce la fantasia di Milani (basta ricordare il ciclo delle avventure di Tommy River
o il Fantasma d’amore, apparso nel 1990), ritrova in queste pagine avvincenti il racconto di
una straordinaria ragazza elbana — Vantina,
appunto (anche se il suo vero nome è Enrichet-
✒
Vintage Un viaggio
fisico e sentimentale
tra mostre e ricordi
personali sparsi
per la penisola
orrei
subito
unirmi
alla ormai copiosa lista
di quanti deplorano la chiusura
dell’Ospedale
San Giacomo, in
via Antonio Canova a Roma, e ne caldeggiano la riapertura al più presto.
Soprattutto posso ricordare che, per
un’ingestione errata di farmaci, caddi svenuto davanti al mio portone di
via E. Gianturco. Si fermò un taxi, mi
portò al San Giacomo dove mi fecero
un’immediata lavanda gastrica (o
qualcosa di simile), e un altro taxi mi
riportò a casa. Tutto sollecito, istantaneo, veloce. Sarebbe stato analogo,
in altri ospedali?
Quella volta, ho fatto addirittura
in tempo, benché malandato e terreo — a raggiungere col mio regalo
un pranzo di compleanno dov’ero
invitato.
***
Mai, d’accordo, farsi o lasciarsi
coinvolgere dagli eventi o allestimenti di massa. Soprattutto, sul territorio. Ma come si fa a distinguere
un evento di massa o non di massa,
con tutti in gregge in fila alle inaugurazioni? E chiaramente beati di far le
file e le code, felici per l’opportunità
e l’occasione di scambiare luoghi comuni con capannelli di analoghi,
drappelli di omologhi, compagnie e
comitive di identici?
Occorreranno accorgimenti, per
evitare le folle che voltano le spalle
alle iniziative per far chiacchiere?
Basterà andare alle controre meno
gremite, e praticamente deserte?
***
«…Onde la visîon crescer convene… Ivi mi parve in una visîone…
L’azzurra visîon di San Marino»…
Come si assaporavano e degustavano, quelle squisite dieresi, fra «Tutta
tua visîon fa manifesta», «Silogizzò
invidîosi veri», «In exitu Israel de
Aegypto»…
Ma viene piuttosto in mente un
San Marino californiano, accanto a
Pasadena, visitando la piccola squisita mostra a Palazzo Sciarra, giacché
il tema è lo stesso: Pittura inglese
verso la modernità. E in quel San
Marino, presso vie che si chiamano
Colorado e Figueroa e Linda Vista, o
addirittura Los Padres, l’imponente
palagio fine-Ottocento della Huntington Art Collection propone infatti
pomposamente questi medesimi artisti: Hogarth, Reynolds, Turner, e
tutti gli altri. Con gran ricchezza di
opere più o meno importanti.
Qui a Roma, schede accurate e minuziosissime. Però l’indice bibliografico finale è cronologico, e non
alfabetico. E così vengono purtroppo
smarriti i colossali album dell’editore Boydell con le sublimi incisioni di
Füssli alla fine del Settecento. Contese fra gli antiquari, e acquarellate
con colorini vaghi, pretesi dagli acquirenti e committenti odierni, anche se competevano piuttosto a George Romney, allo stesso Boydell, a
Benjamin West. Quante stampe di
Füssli si riuscì ad acquistare. Da
Macbeth, Hamlet, Tempest, succulenti risvegli di Titania, ottimi fra i
Piranesi, e del tutto onirici.
Maria Teresa
Milicia
#twitterguest
Improvvisi
di
SEBASTIANO
VASSALLI
Quanti
non luoghi
per non
scrittori
A
nche la qualifica di
«scrittore», come
quella di
«intellettuale»,
incomincia ad essere
screditata. Tutti usano
l’intelletto, tutti scrivono e
dunque queste due parole
esprimono concetti così ovvii
da essere superati. Un noto
autore di bestseller, oltre che
personaggio televisivo, ha
dichiarato recentemente di non
sentirsi scrittore ma soltanto
«raccontatore di storie». È
un’affermazione che viene da
lontano. C’era un tale, più o
meno tremila anni fa, che
raccontava le sue storie senza
essere uno scrittore: era un
ROLAND BARTHES (1915-1980)
I sette giorni su Twitter
di Massimo Franco
31
italia: 51575551575557
certo Omero, cieco, che andava
a tentoni di città in città e di
mercato in mercato e parlava
di Achille e di Ulisse e di altri
eroi, in cambio di un po’ di cibo
e di vino. La scrittura, croce e
delizia del genere umano, è
arrivata dopo di lui ed è stata
per tremila anni la «selva
selvaggia e aspra e forte» di cui
ci ha parlato Dante all’inizio
della Commedia. Raccontare
una storia significava
attraversarla, non c’erano
altre possibilità. Bisognava
pungersi e graffiarsi e cercare
di uscirne vivi. Ora quella
selva è stata finalmente
spianata. La letteratura dei
nostri tempi è un non-luogo
affollatissimo, come tutti i
non-luoghi: come gli aeroporti
o gli outlet o le spiagge
d’agosto, ed è attraversata da
un nastro trasportatore (la
non-scrittura di cui già ci
aveva parlato Roland Barthes)
su cui si può mettere una
storia qualsiasi perché vada a
incontrare, nel nulla, milioni di
non-lettori. Il nostro nonscrittore e autore di bestseller
ha capito tutto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
32
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
italia: 51575551575557
Corriere della Sera SMS
Idee&opinioni
Le news più importanti in anteprima sul tuo cellulare. Invia un sms con la parola CORRIERE al 4898984
Servizio in abbonamento (4 euro a settimana). Per disattivarlo invia RCSMOBILE OFF al 4898984
Maggiori informazioni su www.corriere.it/mobile
ELEZIONI, POPOLI E POLITICA
✒
La prima cosa che viene in mente,
a voler essere sospettosi, se si legge il provvedimento sul bonus per l’arte è
questa: se era davvero così semplice perché
non si è riusciti a farlo prima? Tanto più
che, come ha spiegato il ministro per i Beni
Culturali, Dario Franceschini, non saranno
neppure necessari i decreti attuativi: il
provvedimento entrerà in vigore senza dover attraversare irti e tortuosi percorsi amministrativi. Due buone ragioni per considerarlo un segnale concreto. Consentire alle imprese e alle persone fisiche che contribuiscono a migliorare il patrimonio
artistico e museale italiano di ottenere un
credito di imposta pari al 65% dell’investimento è probabilmente una delle agevolazioni fiscali più consistenti mai varata finora. Una scelta che da un lato risponde all’emergenza (non solo per il caso spesso citato di Pompei o della Reggia di Caserta) di
un patrimonio che lo Stato stenta a tutelare
perché sempre più a corto di risorse, dall’altra elimina dal tavolo tutti gli alibi dietro i
quali spesso le imprese, le banche, gli stessi
cittadini si sono nascosti: non c’è nessun incentivo a investire nell’arte. A questo punto
l’incentivo è paragonabile (come principio
anche se non come risorse finanziarie) a
quello ricevuto negli anni dalle energie rinnovabili. Quindi non ci sono più alibi: le regole sono semplici e chiare. Il 65% di sconto
sulle tasse per il 2014 e per il 2015 e il 50%
per l’anno successivo. Si tratta, ha spiegato
Franceschini al Sole24 ore di una sperimentazione, che se funzionerà diventerà strutturale.
Qualche tempo fa si era parlato della
possibilità di agevolare i prestiti delle opere
artistiche che giacciono nelle cantine dei
musei e delle pinacoteche, si potrebbe cominciare utilizzando questo «artbonus», ad
esempio. Persino la parola mecenatismo,
che era un po’ scomparsa dal vocabolario è
tornata in auge in questi giorni. Il Fisco, per
una volta, invece di partire dal gettito (che
pure sarà positivo per quello che riguarda
l’Iva) è partito dalla leva delle iniziative che
potranno accelerare. Un’occasione che non
va persa. Perché magari, quella che ora è
una sperimentazione triennale, possa diventare una norma definitiva. In modo da
dare all’arte, per una volta, un quadro di regole semplici. E soprattutto durature.
Nicola Saldutti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
IL TG DI BOLZANO SENZA ITALIANO
GIOVA SOLO A CHI È A CACCIA DI VOTI
✒
Si sa che conquistare la televisione significa conquistare il potere. La prima cosa che in tutto il mondo
fanno insorti e golpisti è tentare l’assalto
alla televisione per prenderne possesso e
impedire che «gli altri», i nemici, abbiano voce. In pratica è quel che si sta cercando di fare con la Rai di Bolzano dalla
quale un emendamento alla recente legge che sottrae centocinquanta milioni alla televisione di Stato, presentato
dal senatore della Svp Karl
Zeller, vorrebbe eliminare
le informazioni in lingua
italiana. Secondo lui e gli
altri firmatari della proposta, sarebbe sufficiente
che la sede altoatesina le
fornisse in tedesco e in ladino. E pazienza se, secondo quanto è emerso dall’ultimo censimento, il 70% degli abitanti di Bolzano
sono di lingua italiana e se in provincia la
minoranza che parla la nostra lingua raggiunge comunque il 26%. Ormai si sa —
ma saperlo non consola — che periodicamente bisogna contare in Alto Adige con
iniziative tese a rompere il delicato equilibrio tra gruppi linguistici, abbastanza
felicemente raggiunto dopo tanti anni
difficili e tormentati. Una volta è la cosid-
detta, mai davvero pacificata, «guerra dei
cartelli», per cui si susseguono i tentativi
di eliminare dai segnali stradali l’indicazione in italiano dei toponimi, mettendo
così in difficoltà i numerosi turisti italiani
che d’estate e d’inverno frequentano boschi, valli e montagne della bella Provincia; una volta è, come ora, il progetto di
eliminare l’informazione televisiva nella
nostra lingua.
A chi giovano queste
scaramucce? Non certo ai
cittadini che sanno quanto per l’economia della
Provincia conti il turismo
italiano e quanto sia necessario fornire servizi
adeguati come, per esempio, indicazioni stradali e,
per l’appunto, notiziari televisivi comprensibili.
Senza considerare il fatto che anche gli
abitanti di lingua tedesca e ladina potrebbero seguire e amare trasmissioni in italiano. Giovano, queste periodiche polemiche, esclusivamente alla politica; o,
meglio ai politici che sempre sperano,
con l’innalzarsi dei toni della discussione, di arraffare qualche voto in più. Cosa
che, purtroppo, a volte succede.
Isabella Bossi Fedrigotti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
LA GIORNATA DEDICATA AI PARCHI
MA TAGLI E BUROCRAZIA NON LI TUTELANO
✒
La Giornata europea dei parchi,
cade in un momento politico
non proprio favorevole. Dalla metà del
secolo scorso si è passati in Italia dai 4
parchi nazionali storici (Abruzzo, Gran
Paradiso, Circeo e Stelvio) che coprivano
lo 0,6% della superficie nazionale, a 23
aree protette a livello nazionale, su circa
il 10% del territorio dalle Alpi alla Calabria. Due sono i problemi che gli ambientalisti del Wwf denunciano al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Il
primo riguarda i finanziamenti previsti
dallo Stato. Il capitolo di bilancio dell’inizio 2014 intitolato «gestione interventi
Parchi nazionali» avrebbe registrato un
taglio di circa 865.000 euro passando dagli originari 5.800.000 di inizio anno agli
attuali 4.960.000 circa (un calo del 15%).
Il capitolo di bilancio intestato invece alla
«gestione interventi Aree Marine Protette», ha subito un calo di oltre 1.200.000
euro, passando dalle previsioni d’inizio
anno di 5.000.000 euro, agli attuali
3.790.000 con un taglio di circa il 24%.
Si tratta di tagli lineari che vanno a colpire la parte più delicata del territorio,
scrigno di biodiversità e fornitrice di ser-
vizi, dall’acqua all’ossigeno, dal paesaggio alla salute. La seconda grave minaccia riguarda la stasi burocratica che sta
privando i Parchi Nazionali delle sue
strutture di gestione. Sui 23 parchi nazionali esistenti, attualmente solo 3, Pn
Gran Paradiso, Pn Dolomiti Bellunesi e
Pn Sila dispongono di un presidente e di
un consiglio direttivo operativo. Negli altri 20 parchi sono stati nominati solo i
presidenti, ma non i consigli direttivi.
Questo rappresenta un vero e proprio deficit di democrazia e partecipazione, dato che questi organismi sono composti
(a titolo gratuito) da rappresentanti degli
enti locali, dei ministeri competenti e del
mondo scientifico e ambientalista.
Nonostante la riforma legislativa dell’aprile 2013, che ha ridotto il numero dei
componenti da 12 a 8, e nonostante le associazioni ambientaliste e molte Comunità dei parchi abbiano da tempo inviate
le loro designazioni al ministero dell’Ambiente, mancano ancora, incredibilmente, le nomine dei ministeri interessati (Ambiente e Agricoltura).
Fulco Pratesi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Europa, passaporto della civiltà
Le ragioni di un’identità comune
di CLAUDIO MAGRIS
SEGUE DALLA PRIMA
Questa universalità è il contributo
fondamentale della civiltà europea, anche
se gli Stati europei hanno incessantemente
violato questi principi da loro stessi
proclamati; si pensi — ma sono solo pochi
esempi fra i molti — al colonialismo, alla
depredazione e distruzione di tante altre
civiltà e culture, alla tratta degli schiavi, alle
innominabili condizioni di lavoro e di
miseria imposte a milioni di uomini privati
di ogni dignità, ai genocidi compiuti in
nome di ideologie, prodotto squisitamente
europeo; ai Gulag, alla Shoah, culmine
insuperato dell’atrocità. Non c’è Stato
europeo che non abbia i suoi scheletri
nell’armadio, ma la condanna morale dei
crimini dell’Europa nasce da quei principi
universali — e da quelle regole politiche e
giuridiche che li tutelano — elaborati non
solo, ma in misura eminente dalla civiltà
europea.
C’è inoltre un modo squisitamente europeo
di concepire il rapporto fra l’individuo e la
società ossia gli altri. Sin da Aristotele,
l’individuo è concepito come zoon
politikon, animale politico; cittadino della
Polis, della comunità, che esiste in rapporto
con gli altri, diversamente dalla concezione
anarco-capitalista-ultrà, così enfatizzata
negli ultimi anni e oggi in crisi. Essere
animale politico significa rifiutare ogni
livellamento collettivo, ma sentire di vivere
nel rapporto con gli altri; significa sapere
che la qualità della nostra vita comprende
quella di chi vive intorno a noi, del mondo
in cui viviamo; significa sentirsi partecipi di
un comune destino. Non si tratta di buoni
sentimenti caritatevoli, ma del senso
concreto del proprio benessere, che si
estende aldilà della nostra immediata
persona; dell’esigenza di vivere in un Paese
civile, in cui la sanità, i servizi sociali, le
autostrade, la scuola, la sicurezza
funzionino. In questo senso il welfare state
è un’istituzione profondamente europea,
che va corretta nei suoi abusi e nei suoi
sprechi ma salvata nella sua essenza, quel
senso del legame tra gli uomini e le
generazioni che è l’autentico umanesimo.
Da Mann a Eliot, da Croce ad Hazard, da
Chabod a de Rougemont ad Auerbach a
tanti altri, la cultura europea è stata
considerata un’unità variegata, una radice
comune di tante differenze, come quelle
che Brunetière, nella sua Littérature
Européenne del 1900, considerava un
terreno comune sottostante alle diverse
letterature nazionali. E Mazzini, nel suo
saggio D’una letteratura europea (1829),
richiamava le parole di Goethe su una
letteratura europea che nessun popolo
avrebbe potuto considerare unicamente
sua, ma alla cui fondazione avrebbero
contribuito tutti i popoli. Più tardi, Valéry
sottolineava, contro ogni eurocentrismo,
l’apertura di questa cultura europea alle
altre; del resto già nella Iconologia barocca
del Cavaliere Cesare Ripa, del 1618, l’abito
dell’Europa è di vari colori perché «in essa
c’è più varietà che nelle altre parti del
mondo».
Già nel suo saggio Philologie der
Weltliteratur (1952), Auerbach indicava il
pericolo di una standardizzazione
planetaria cancellatrice delle particolarità,
oggi accresciuto dalla globalizzazione e
dall’impero dei media. Se questo è certo un
pericolo, ce n’è un altro complementare e
contrario forse ancor più insidioso: la
febbre identitaria, i regressivi
micronazionalismi che vagheggiano
un’identità pura e chiusa in se stessa,
endogamica e mortale. La diversità è un
valore e va difesa, ma nel senso di
appartenenza a un’identità più grande;
l’umanità è un grande albero, diverso nelle
radici, nel tronco e nelle foglie, ma pervaso
dalla stessa vita. Dante diceva che, a furia di
bere l’acqua dell’Arno, aveva imparato ad
amare fortemente Firenze, ma aggiungeva
che la nostra patria è il mondo, come per i
pesci il mare.
I Paesi e le culture numericamente,
economicamente, militarmente e
politicamente più deboli non hanno nulla
da temere da un vero Stato europeo, che
può essere invece la loro tutela. L’assenza di
un potere superiore garante dell’interesse
comune e il puro gioco delle forze
abbandonano le culture materialmente
minori alla potenza di quelle più numerose
e più ricche; senza un’istanza più alta di
controllo è più facile, ad esempio, che la
Francia o la Germania colonizzino la
Lettonia piuttosto che viceversa.
Oggi l’Europa esercita un peso politico
paurosamente inferiore alle sue
potenzialità. L’Unione Europea è spesso
bloccata da elefantiasi burocratica, cautele
inibitorie, ricerca impossibile e
paralizzante di unanimità (che è negazione
della democrazia), iniziative più
rappresentative che sostanziali,
macchinosa proliferazione di enti inutili,
ingiurioso sperpero di energie e di denaro
volto ad accontentare ambizioni e pretese
di tutte le istituzioni e gli organi politici e
culturali possibili; riluttanza ad assumere
posizioni precise e decise.
Forse l’allargamento è stato precipitoso e
sarebbe stato più realistico costruire prima
un vero Stato, dotato di effettiva unità e di
come regolarlo a Bologna con leggi diverse
da quelle valide per Firenze.
Il mercato finanziario globalizzato, con le
sue chance e i suoi pericoli, travalica le
frontiere e deve essere fronteggiato da uno
Stato non più nazionale. La moneta unica è
un necessario coefficiente di unione
perché, dopo la lingua, la moneta è
l’elemento che più contribuisce a farci
sentire a casa o spaesati; non sapere se con
i soldi che abbiamo in tasca possiamo
pagare un caffè o un pranzo è come non
poter decifrare i caratteri di un alfabeto per
noi incomprensibile nelle scritte delle
strade. La moneta è un linguaggio e del
linguaggio ha molte proprietà. Chi
contrappone con retorica spiritualeggiante
l’Europa dell’anima a quella, pretesamente
volgare, della moneta dimentica che questa
anima consiste anche nella concezione che
si ha della moneta, senza la quale non c’è
pane sulla tavola delle famiglie né scuola
per i loro figli. A questo proposito,
all’Europa occorre pure un’iniezione di
CHIARA DATTOLA
SI SPERIMENTA IL BONUS PER L’ARTE
ORA INVESTIRE DIVENTA UN’OCCASIONE
effettivo potere, sulla base del progetto
originario dei padri fondatori; uno Stato in
cui accogliere successivamente tutti gli altri
Paesi che avessero liberamente deciso di
confluirvi, riconoscendo come propri i
principi su cui esso si fonda.
Non esistono un’Europa di prima, seconda
e terza classe, perché l’arricchimento
umano e culturale dei vari Paesi è un bene
fondamentale. Ma esiste il problema di
costruire realmente una grande unità
politica, che per la prima volta si cerca di
costruire tramite il consenso democratico
anziché tramite la guerra. Le guerre sono
più efficaci delle democrazie — né l’impero
romano né l’impero absburgico,
indubbiamente creatori di civiltà,
sarebbero sorti in virtù di accordi anziché
di conquiste sanguinose. Ma la pace è il
bene più prezioso che ci sia e il nostro
destino dipende dalla nostra capacità di
risolvere quell’autentica quadratura del
circolo che è la costruzione di un vero Stato
europeo, in cui ci sia posto per tutti ma
solo per tutti quelli che ne condividono il
fondamento.
L’unica nostra salvezza possibile è un vero
Stato europeo, federale e decentrato ma
organico nelle sue leggi, rispetto al quale
gli attuali singoli Stati siano quello che oggi
sono le Regioni per i singoli Stati. Oggi i
problemi non sono più nazionali, sono
europei: ogni crisi politico-economica di
un singolo Paese coinvolge l’Europa;
l’immigrazione è un problema europeo ed
è ridicolo che sia regolato in un modo
diverso in un Paese e in un altro, sarebbe
❜❜
Esiste il problema di
costruire una grande
unità politica per la prima
volta tramite il consenso
e non con la guerra
«capitalismo renano» ovvero attento alle
cose e alla durata, quale antidoto alle bolle
del capitalismo anglosassone
essenzialmente finanziario, bolle che
hanno causato tanti disastri.
L’Unione europea oggi certo scricchiola,
ma è lo spettro di questa possibile
catastrofe che deve forzare i tempi e le
iniziative per renderla più concreta.
Occorre soprattutto un ritorno della
«grande politica», che oggi sembra
svaporata nell’evanescente o truffaldina
inconsistenza dei pateracchi, dei sondaggi
e dei talk show, bolle di sapone che sono
sempre meglio che palle di cannone, ma
pur sempre bolle di sapone, di nulla.
L’Europa sta cambiando profondamente;
molti suoi nuovi cittadini provengono da
Paesi e tradizioni culturali diverse, in un
processo che non è certo privo di difficoltà
e domani potrebbe assumere proporzioni
drammatiche, ma è un arricchimento che
prosegue la tradizione europea di apertura,
di integrazione, di identità che si trasforma
nel tempo senza snaturarsi. Oggi
letteratura europea vuol dire pure quella
tedesca di scrittori di origine turca ed è solo
un esempio fra i tanti. Sta nascendo o
potrebbe nascere per la prima volta nella
Storia una vera universalità. In Europa
popoli e civiltà oggi si incontrano e si
mescolano; visioni religiose, politiche e
sociali vivono fianco a fianco, in un
politeismo di valori. Occorre elaborare una
cultura, osserva Todorov, capace di
conciliare il relativismo etico, il dialogo
paritetico con le altre culture e diversità,
con un quantum di irrinunciabile
universalismo etico, con la fede in pochi
valori non negoziabili e indiscutibili,
fondamento di ogni umanità e società
civile, quali ad esempio l’uguaglianza di
diritti indipendentemente dall’identità
etnica, religiosa e sessuale. Le leggi degli
dèi di Antigone, pochissimi irrinunciabili
principi, possono anche non essere scritte,
come nella tragedia di Sofocle, ma sono
incancellabili.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
33
italia: 51575551575557
Lettere al Corriere
SCOZIA E UCRAINA ORIENTALE
I REFERENDUM SEPARATISTI
Risponde
Sergio Romano
Il referendum nella Ucraina
orientale ha confermato ciò
che si sapeva, con l’89% degli
abitanti locali favorevoli alla
indipendenza da Kiev. Il
risultato viene definito
democratico perché votato
dagli abitanti del territorio in
cui si è svolto. Consentirne lo
svolgimento è un disegno —
pilotato dalla Russia — per
distruggere il concetto di
democrazia. La votazione
avrebbe dovuto coinvolgere la
intera l’Ucraina. Se per
ipotesi che l’Alto Adige o le
province di Parma e Piacenza
decidono di comportarsi allo
stesso modo e ottengono lo
stesso risultato, dovremmo
assistere senza reazione, in
quanto deciso dal «popolo
sovrano», alla nascita di due
nuovi semi-stati indipendenti
o annessi da Stati limitrofi? I
confini, secondo il diritto
internazionale, sono
intangibili e tuttalpiù si può
discutere di federalismo.
Ogni altro modo di pensare è
anarchia. O no?
Angelo Tirelli
[email protected]
Caro Tirelli,
on credo che i problemi provocati dall’esistenza di movimenti
indipendentisti e secessionisti possano essere risolti con
astratte norme giuridiche. Le
costituzioni hanno spesso la
clausola che definisce «una e
indivisibile» la nazione per
cui sono state scritte. Ma le
grida retoriche, per quanto
solenni e apparentemente
convincenti, non hanno mai
impedito l’insorgere di condizioni impreviste che rendono la convivenza difficile. La
Gran Bretagna, forse per sua
fortuna, non ha una costituzione scritta e ha risolto il
problema del separatismo
scozzese con pragmatico
buon senso. Nel Regno Unito
gli inglesi sono l’81,5%, e gli
scozzesi il 9,6% (quasi sei milioni). Se il referendum che si
terra il 18 settembre 2014,
fosse esteso all’intero Paese, il
risultato sarebbe scontato,
ma non terrebbe alcun conto
della volontà di coloro che lo
hanno chiesto. Aggiungo che
N
CONSIDERAZIONI
che ben peggiore sarebbero le
conseguenze di perdere quel
poco di Europa Nazione che
stiamo cercando, e dovremo
continuare a cercare, di
costruire tra di noi?
Perché bisogna votare
Caro Romano, oggi votiamo
per le elezioni europee. Ma
perché dovremmo andare a
votare? Faccio mia questa
domanda che molti,
moltissimi italiani si stanno
ponendo in questi giorni. E
non tanto perché la stia
rivolgendo a me stesso (io
andrò a votare perché la
democrazia è partecipazione)
ma per cercare di ricordarci
che cosa sia per noi l’Europa
e quale sarebbe il rischio di
«perderla»! Rischio non
trascurabile viste le varie
derive a cui stiamo
assistendo nel continente.
Certo la disaffezione al voto
trova giustificazioni nella
crisi, nei problemi
quotidiani, nella corruzione e
nella burocrazia che ci fa
apparire il potere politico così
lontano dai noi cittadini. Ma
non sarebbe bene ricordare
Le lettere, firmate con nome, cognome e città, vanno inviate a:
«Lettere al Corriere» Corriere della Sera
via Solferino, 28 20121 Milano - Fax al numero: 02-62.82.75.79
Mario Taliani, Noceto (Pr)
Il premier Matteo Renzi:
le elezioni europee
non sono un test
sul mio governo.
Condividete?
nenza della regione in cui
abita a uno Stato piuttosto
che all’altro. Ma se i rapporti
peggiorano e la fazione politica che governa a Kiev preferisce voltare le spalle alla Russia per instaurare rapporti organici con l’Unione Europa e
la Nato, è inevitabile che i
russofoni dei territori orientale si chiedano con preoccupazione che cosa accadrà delle loro fabbriche, spesso integrate nell’economia russa, e
dei loro diritti.
Cambiare i confini è spesso
pericoloso e sarebbe stato
meglio, caro Tirelli, se il referendum non avesse avuto
luogo. Ma poteva essere evitato soltanto convincendo il
governo di Kiev a non prendere iniziative militari e coinvolgendo la Russia in un negoziato che tenesse conto dei
suoi legittimi interessi. Finché daranno l’impressione di
volere l’Ucraina nell’Ue e nella
Nato, l’Europa e gli Stati Uniti
correranno il rischio accogliere fra le loro braccia un
Paese dimezzato.
PER SNIDARE GLI EVASORI
DIVORZIO VELOCE
Proposta alla Rai
Dopo la separazione
In Italia le auto devono
circolare con i fari sempre
accesi. Statistiche che
testimonino un calo di
incidenti mi sembra non
esistano. Perché l’obbligo non
può valere solo in inverno e
non nel periodo estivo?
Dalla Rai quasi giornalmente
apprendiamo che gli evasori
del canone ammontano al
27%. Poiché finora nessun
genio o genietto ha inventato
il marchingegno che permette
di snidare i furbetti del
canone, perché la Rai, invece
di inviare minacciose
raccomandate che non
producono effetto alcuno,
non prova a offrire un premio
a chi risolverà il problema?
Umberto Gaburro
Guidizzolo (Mn)
Adriano Ponti
[email protected]
Presto si potrà divorziare in
soli sei mesi. Però prima di
presentare la domanda di
divorzio, bisogna avere
ottenuto la sentenza di
separazione che può durare
anni e anni. Quindi, per
ottenere il divorzio, in Italia
bisogna fare due cause:
quella di separazione e quella
di divorzio. Ovviamente
questo è uno dei motivi per
cui i giovani non si sposano:
infatti non vogliono diventare
matti e spendere un sacco di
soldi quando decidono di
separarsi. La vera tragedia
però sta nel fatto che mentre
gli interessi dei figli minori
sono tutelati se i genitori
sono sposati, se non lo sono
gli interessi dei figli minori
non sono tutelati da nessuno.
Meno male che l’Italia è la
patria del diritto!
OBBLIGO DEI FARI ACCESI
Aggiungo una sola considerazione. Se gli Stati nazionali europei affrontassero in
ordine sparso i problemi dell’economia e della sicurezza
in un mondo ormai «globalizzato», saremmo tutti condannati a subire la volontà
degli Stati Uniti e della Cina
oggi, del Brasile e dell’India
domani.
La tua opinione su
sonar.corriere.it
bentrop dell’agosto 1939. Alla
fine della Seconda guerra
mondiale quei territori erano
ucraini, ma in un fase storica
in cui l’Ucraina era ormai una
repubblica federata dell’Urss.
I territori orientali, invece,
appartennero alla Russia zarista dal XVIII secolo e divennero definitivamente ucraini
negli anni Venti quando
l’Ucraina era ormai parte integrante della Unione delle repubbliche sovietiche e socialiste: una patria ideologica in
cui i confini tenevano conto
dell’influenza degli apparati
regionali del partito piuttosto
che del carattere etnico delle
popolazioni. Fu questa la ragione per cui Mosca, negli
anni Venti, decise di assegnare il Bacino del Donec e la Novorossija all’Ucraina e Krusciov aggiunse al pacchetto,
nel 1954, la Crimea. Il rispetto
dei confini dipende quindi
dal contesto politico. Se Mosca e Kiev vanno d’accordo e
la loro collaborazione giova
alle popolazioni di confine,
nessuno ha interesse a rimettere in discussione l’apparte-
la Scozia fu uno Stato indipendente sino al 1603 quando, dopo la morte di Elisabetta, il trono andò a Giacomo
Stuart, VI° di Scozia e I° d’Inghilterra. Per il partito nazionalista scozzese, quindi, l’indipendenza sarebbe una restaurazione. Il governo di
Londra lo ha compreso e al
referendum, quindi, parteciperanno soltanto gli elettori
scozzesi.
Il caso dell’Ucraina è ancora più complicato. I suoi confini storici hanno subito frequenti mutamenti. Sino all’ultima spartizione della Polonia, nel 1795, i territori
occidentali erano polacchi.
Divennero austriaci e, più tardi, austro-ungarici, sino alla
fine della Grande guerra. Tornarono alla Polonia dopo il
Trattato di Versailles e fecero
parte del bottino dell’Urss dopo il patto fra Molotov e Rib-
Davvero necessario?
SUL WEB Risposte alle 19 di ieri
La domanda
di oggi
Sì
Zuckerberg, fondatore
di Facebook, investe
nella protezione della
privacy. Servirà per
non perdere utenti?
49
No
51
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Mario Bocci, Milano
@
E-mail: [email protected]
oppure: www.corriere.it
oppure: [email protected]
Più o Meno
di Danilo Taino
Statistical Editor
Imprese europee
divise a Bruxelles
L
e imprese, che se sono buone imprese devono sapere
fiutare la congiuntura, anche quella politica, guarderanno con enorme interesse le elezioni di oggi. In Europa, però, non tutte con le stesse aspettative. Anzi,
le analisi che fanno e le attese che nutrono sono così
differenziate, a seconda del Paese, da fare pensare che durante gli anni della Grande Crisi gli obiettivi del mondo dell’industria e dei servizi si siano frammentate lungo linee nazionali, un po’ come è successo al sistema bancario e finanziario.
Sulla questione che è al centro delle elezioni di oggi — «più
Europa» oppure «meno Europa» — le imprese tedesche che
«non vogliono vedere un’ulteriore integrazione europea» sono aumentate in un anno del 12%, da un modesto 5% del 2013
al 17% di oggi; stessa tendenza per quelle francesi, salite dal 2
all’11%, per quelle olandesi, passate dal 10 al 26%. In Italia, al
contrario, la quota delle imprese che non vorrebbero ulteriori
passi di integrazione non solo è rimasta molto bassa ma si è
addirittura ridotta, dal 4 all’1%. In un Paese, la Svezia, le aziende hanno addirittura ribaltato la propria opinione, con le
contrarie a nuove forme di integrazione scese dal 55 al 14%. I
dati sono il risultato di uno studio condotto su scala europea
dalla società di servizi di consulenza Grant Thornton. Si tratta
di tendenze divergenti che sono frutto di diversi fattori: raccontano però che le imprese europee stanno cambiando le loro
strategie, le adattano al mondo
del dopo crisi e nel farlo non
vanno necessariamente nella
In Italia 78
stessa direzione. Non si tratta
aziende su
cioè di opinioni ma di richieste
cento vogliono alla politica che riflettono letture diverse dei mercati e del cligli Eurobond.
ma di business.
In media, nell’Eurozona solo
In Germania 22
il 39% delle imprese vuole che
l’euro sia adottato da altri Paesi.
Ma la quota è del 24% in Germania, del 13% in Olanda, del
18% in Finlandia e sale al 41% in Francia, al 49% in Spagna, al
58% in Grecia, al 64% in Italia. Curiosamente, le aziende dei
Paesi che hanno subito i maggiori colpi dalla crisi vorrebbero
un’Eurozona più larga, mentre nei Paesi più solidi, al cuore
dell’euro, vogliono che l’area della moneta unica non si ampli, probabilmente preoccupate delle tensioni sorte negli anni
scorsi nella cosiddetta periferia. D’altra parte, l’idea di entrare
nell’Eurozona non entusiasma le imprese dei Paesi che potrebbero aderirvi: tra il 2012 e il 2014 — sempre secondo
Grant Thornton — nel Regno Unito le aziende favorevoli sono
passate dal 12 al 16%; in Svezia dal 28 al 32%; in Polonia dal 64
al 49%; in Danimarca dal 62 al 60%. Infine, l’idea di emettere
Eurobond, cioè di mettere in comune i debiti pubblici: tra il
2013 e il 2014, in media, nell’area euro perde favori, scende del
10%, al 55%. Ma in Italia sale dal 57 al 78%, in Francia dal 61 al
63% mentre in Germania crolla dal 32 al 22%.
Imprese divise, insomma, di fronte al voto: difficile parlare
di Europa forgiata dal business.
@danilotaino
❜❜
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Interventi & Repliche
Aziende: quel profondo dualismo
Economisti e politici discutono su quali riforme
strutturali siano necessarie per far riprendere
veramente fiato alla nostra economia.
Sembrano, peraltro, trascurare che i principali
attori della stessa, le imprese, non
costituiscono un complesso omogeneo che
può reagire uniformemente a stimoli e
situazioni del mondo esterno. In realtà esiste
un profondo dualismo non, come
tradizionalmente si pensava, tra nord e
mezzogiorno, ma tra due blocchi di aziende.
Da una parte ci sono quelle dinamiche che
innovano, esportano, hanno buoni bilanci
assumono e formano il cuore di quello che
alcuni validi studiosi hanno chiamato il
«quarto capitalismo». Dall’altra vi sono
imprese, quasi sempre dominate da un unico
personaggio, spesso il fondatore, che non si
sono rese conto che il mondo muta
rapidamente e non hanno saputo adattarsi
modificando radicalmente le loro politiche,
hanno il fiato corto e molte di loro, prima o poi,
sono destinate a chiudere, ma non lo fanno
subito sia per evitare le perdite che una
liquidazione o una cessione a terzi
comporterebbero, sia perché l’imprenditore ci
perderebbe la faccia e resterebbe anche lui
disoccupato. In breve il loro andamento, nel
complesso negativo, è la vera palla al piede
della nostra economia. Non è facile stimare
quante siano le prime e quante le seconde, ma
una recente ricerca dello Studio Ambrosetti
considera che intorno al 50% delle imprese
manifatturiere con più di 10 dipendenti, vale a
dire il cuore del nostro settore industriale, non
abbia da tempo risultati che remunerino in
misura sufficiente il capitale dalle stesse
impiegato, quando non siano in perdita. In altri
termini, non si va molto lontani dal vero
pensando che intorno alla metà delle nostre
imprese sia di fatto malata. Se ipotizziamo che
un 10% delle stesse chiuda ogni anno questo
solo necessita che le altre imprese aumentino
il loro valore aggiunto nella stessa misura
perché nel complesso la produzione resti
invariata. Dato che al fondo di questa
drammatica realtà c’è soprattutto un problema
culturale, non è certamente facile tentare di
risolverlo soprattutto in tempi relativamente
brevi come sarebbe necessario per uscire dalla
quasi stagnazione che affligge l’Italia da oltre
un decennio. Tuttavia qualche passo
occorrerebbe farlo. In particolare governo e
© 2014 RCS MEDIAGROUP S.P.A. DIVISIONE QUOTIDIANI
FONDATO NEL 1876
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DIRETTORE RESPONSABILE
PRESIDENTE Angelo Provasoli
Ferruccio de Bortoli
VICE PRESIDENTE Roland Berger
CONDIRETTORE
Luciano Fontana
VICEDIRETTORI
Antonio Macaluso
Daniele Manca
Giangiacomo Schiavi
Barbara Stefanelli
AMMINISTRATORE DELEGATO Pietro Scott Jovane
Sede legale: Via Angelo Rizzoli, 8 - Milano
Registrazione Tribunale di Milano n. 5825 del 3 febbraio 1962
Responsabile del trattamento dei dati (D. Lgs. 196/2003): Ferruccio de Bortoli
[email protected] - fax 02-6205.8011
© COPYRIGHT RCS MEDIAGROUP S.P.A. DIVISIONE QUOTIDIANI
Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo quotidiano può essere
riprodotta con mezzi grafici, meccanici, elettronici o digitali. Ogni violazione
sarà perseguita a norma di legge.
CONSIGLIERI
DIREZIONE, REDAZIONE E TIPOGRAFIA 20121 Milano - Via Solferino, 28 Tel. 02-62821
Fulvio Conti, Teresa Cremisi, Luca Garavoglia,
Attilio Guarneri, Piergaetano Marchetti,
Laura Mengoni
DISTRIBUZIONE m-dis Distribuzione Media S.p.A.
Via Cazzaniga, 19 - 20132 Milano - Tel. 02-2582.1 - Fax 02-2582.5306
DIRETTORE GENERALE DIVISIONE MEDIA
Alessandro Bompieri
PUBBLICITÀ
RCS MediaGroup S.p.A. Divisione Pubblicità
Via Rizzoli, 8 - 20132 Milano - Tel. 02-25846543 - www.rcspubblicita.it
PREZZI DI VENDITA ALL’ESTERO: Albania € 2,00; Argentina $ 23,00 (recargo envio al interior $ 1,50); Austria € 2,00; Belgio € 2,00; Canada CAD 3,50; CH Fr. 3,00;
CH Tic. Fr. 3,00 (quando pubblicato con Style Magazine Fr. 3,50); Cipro € 2,00; Croazia Hrk 15; CZ Czk. 64; Francia € 2,00; Germania € 2,00; Grecia € 2,00; Irlanda €
2,00; Lux € 2,00; Malta € 2,00; Monaco P. € 2,00; Olanda € 2,00; Portogallo/Isole € 2,50; SK Slov. € 2,20; Slovenia € 2,00; Spagna/Isole € 2,50; Hong Kong HK$ 45;
Banca d’Italia potrebbero concordare una
politica comune. La nostra banca centrale
potrebbe, come già fanno alcune società di
rating, individuare parametri di bilancio
pluriennali che indichino debolezze strutturali
da far temere per il loro futuro e dare
disposizione agli istituti di credito di informare
le aziende nelle quali si verifichino tali
parametri che debbono rientrare entro 12/18
mesi. Al tempo stesso le autorità politiche
dovrebbero metter in campo incentivi fiscali
per chi acquisisca tali imprese e dar vita ad un
organismo ad hoc che fornisca agli acquirenti
capitale di rischio riacquistabile a condizioni di
favore. Qualche decina di anni addietro un
esperimento italiano in quest’ultima materia
dette buoni risultati e fu anche elogiato da una
commissione del Parlamento inglese che non
riuscì ad imitarlo per la vittoria della Thatcher.
Certo occorre una buona dose di coraggio nel
tentare di accelerare quello che il mercato
dovrebbe, secondo teorie ancora prevalenti,
fare da solo. Ma la crisi che stiamo vivendo è la
chiara dimostrazione che il mercato non ha
vista lunga e rischia di rovinare il nostro futuro.
Franco A.Grassini
[email protected]
Stipendi dei parlamentari
Con riferimento alla lettera sugli stipendi dei
nostri parlamentari (Corriere di ieri) mi pare
giusto evidenziare che lo stesso è di 5.000
euro mensili netti contro i 6.200 di quelli
europei.
Lionello Leoni, [email protected]
EDIZIONI TELETRASMESSE: RCS Produzioni Milano S.p.A. 20060 Pessano con Bornago
- Via R. Luxemburg - Tel. 02-95.74.35.85 • RCS Produzioni S.p.A. 00169 Roma - Via Ciamarra 351/353 - Tel. 06-68.82.8917 • Seregni Padova s.r.l. 35100 Padova - Corso Stati Uniti
23 - Tel. 049-87.00.073 • Tipografia SEDIT Servizi Editoriali S.r.l. 70026 Modugno (Ba) Via delle Orchidee, 1 Z.I. - Tel. 080-58.57.439 • Società Tipografica Siciliana S.p.A. 95030
Catania - Strada 5ª n. 35 - Tel. 095-59.13.03 • L’Unione Sarda S.p.A. Centro stampa 09034
Elmas (Ca) - Via Omodeo, 5 - Tel. 070-60.131 • BEA printing sprl 16 rue du Bosquet - 1400
Nivelles - Belgium • Speedimpex USA, Inc. 38-38 9th Street Long Island City - NY 11101 USA • CTC Coslada Avenida de Alemania, 12 - 28820 Coslada (Madrid) - Spagna • La Nación Bouchard 557 - 1106 Buenos Aires - Argentina • Miller Distributor Limited Miller
House, Airport Way, Tarxien Road – Luqa LQA 1814 - Malta • Hellenic Distribution Agency (CY) Ltd 208 Ioanni Kranidioti Avenue, Latsia - 1300 Nicosia - Cyprus • FPS Fernost
Presse Service Co. Ltd 44/10 Soi Sukhumvit, 62 Sukhumvit Road, Bang Chark, Phrakhanong - Bangkok 10260 - Thailandia
na + Cor. Como € 1,20 + € 0,50 + € 0,20. In Campania, Puglia, Matera e prov., non acquistabili separati: lun. Corsera + CorrierEconomia del CorMez. € 0,93 + € 0,47; m/m/g/d
Corsera + CorMez. € 0,93 + € 0,47; ven. Corsera + Sette + CorMez. € 0,93 + € 0,50 + € 0,47;
sab. Corsera + IoDonna + CorMez. € 0,93 + € 0,50 + € 0,47. In Veneto, non acquistabili
separati: m/m/g/d Corsera + CorVen. € 0,93 + € 0,47; ven. Corsera + Sette + CorVen. € 0,93
+ € 0,50 + € 0,47; sab. Corsera + IoDonna + CorVen. € 0,93 + € 0,50 + € 0,47. In Trentino
Alto Adige, non acquistabili separati: m/m/g/d Corsera + CorTrent. o CorAltoAd. € 0,93 +
€ 0,47; ven. Corsera + Sette + CorTrent. o CorAltoAd. € 0,93 + € 0,50 + € 0,47; sab. Corsera +
IoDonna + CorTrent. o CorAltoAd. € 0,93 + € 0,50 + € 0,47. A Bologna e prov. non acquistabili separati: m/m/g/d Corsera + CorBo € 0,62 + € 0,78; ven. Corsera + Sette + CorBo €
0,62 + € 0,50 + € 0,78; sab. Corsera + Io Donna + CorBo € 0,62 + € 0,50 + € 0,78. A Firenze e
prov. non acquistabili separati: l/m/m/g/d Corsera + CorFi € 0,62 + € 0,78; ven. Corsera +
Sette + CorFi € 0,62 + € 0,50 + € 0,78; sab. Corsera + Io Donna + CorFi € 0,62 + € 0,50 + €
0,78.
PREZZI: *Non acquistabili separati, il venerdì Corriere della Sera + Sette € 1,90 (Corriere €
1,40 + Sette € 0,50); il sabato Corriere della Sera + IoDonna € 1,90 (Corriere € 1,40 + IoDonna € 0,50). A Como e prov., non acquistabili separati: m/m/g/d Corsera + Cor. Como €
1,20 + € 0,20; ven. Corsera + Sette + Cor. Como € 1,20 + € 0,50 + € 0,20; sab. Corsera + IoDon-
La tiratura di sabato 24 maggio è stata di 483.245 copie
ISSN 1120-4982 - Certificato ADS n. 7682 del 18-12-2013
Thailandia THB 190; UK Lg. 1,80; Ungheria Huf. 650; U.S.A. USD 5,00. ABBONAMENTI: Per informazioni sugli abbonamenti nazionali e per l’estero tel. 0039-0263.79.85.20 fax 02-62.82.81.41 (per gli Stati Uniti tel. 001-718-3610815 fax 001-718-3610815). ARRETRATI: Tel. 02-99.04.99.70. SERVIZIO CLIENTI: 02-63797510 (prodotti collaterali e promozioni).
* Con “Io Donna” € 3,40; con “Style Magazine” € 3,90; con “Living” € 5,40; con “Claudio Abbado e i Berliner Philharmoniker” € 11,80; con “Romanzi d’Europa” € 11,80; con “Supereroi. Il Mito” € 11,89; con “Tutto Pratt” € 12,89; con “Giallo italiano” € 8,80; con “Le grandi storie Disney” € 9,89; con “La Biblioteca di Papa Francesco” € 12,80; con “Grandangolo” € 7,80; con “Sampei” € 11,89; con
“Mina, gli anni RAI” € 12,89; con “I dolci di Benedetta” € 9,89; con “Braccialetti Rossi” € 11,80; con “Sottocontrollo” € 14,80; con “La grande cucina italiana” € 11,80; con “Grande Guerra. 100 anni dopo” € 7,89; con “Holly e Benji” € 11,89; con “English Express” € 12,89 con “Biblioteca della Montagna” € 10,80
34
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
italia: 51575551575557
Spettacoli
La finale Sorprese nell’ultima serata del Festival
Oro
Quentin Tarantino (51 anni) e
Uma Thurman
(44) premiano
con la Palma
d’oro il regista
turco Nuri Bilge
Ceylan (55) per
«Winter Sleep».
Ceylan negli
anni ha già ricevuto due
Grand Prix della
Giuria e un premio per la regia
✒
Il verdetto
LA GRANDE FORZA
DI UNA STORIA
CHE PARLA AL CUORE
di PAOLO MEREGHETTI
U
n trionfo! «È già un premio essere selezionata
per il concorso», aveva dichiarato al Corriere
Alice Rohrwacher quando era stata chiamata a
Cannes con Le meraviglie. Adesso che un premio l’ha
vinto davvero — e che premio! Il Grand Prix, che
equivale a una Palma d’argento — la nostra regista
può abbandonare un po’ della sua proverbiale
timidezza e guardare con qualche certezza in più al
proprio futuro. Tre anni fa aveva sorpreso tutti con
Corpo celeste (molto applaudito alla Quinzaine des
Réalisateurs) ma si sa che la difficoltà più grande è il
secondo film, quello dove tutti ti aspettano al varco
pronti a sottolineare ogni sbaglio. Senza concessioni o
scorciatoie, Alice Rohrwacher ha continuato a
scommettere su un cinema adulto, che crede nella forza
delle immagini e nella loro capacità di parlare alla testa
e al cuore degli spettatori, lontano dalle scorciatoie
delle battute a effetto o dei facili colpi di scena,
recuperando la lezione di Rossellini ma adattandola al
racconto dei nostri tempi. E ha avuto la fortuna di
trovare sul suo cammino una presidentessa come Jane
Campion, che quelle qualità e quella sincerità le ha
notate e sapute premiare, probabilmente riconoscendo
in Alice qualcosa di lei
agli inizi della carriera.
Perché bisogna dire
che nel suo complesso
il palmarès di questa
sessantasettesima
edizione è decisamente
molto buono. Certo, i
miei amati Dardenne
non hanno vinto
niente ma hanno
ceduto il passo a film
tutti interessanti (il
che sottolinea anche il buon livello della selezione) e
la Palma d’oro a Winter Sleep del turco Nuri Bilge
Ceylan non è certo una scelta di ripiego. La dedica
«alla gioventù turca» con cui il regista ha accolto il
premio conferma una lettura della sua opera che
non è solo «cechoviana» (un uomo e due donne si
vivisezionano attraverso le parole che si scambiano
durante l’inverno anatolico) ma che guarda alle
contraddizioni e alle tare della società tutta. Allo
stesso modo non si può che condividere la scelta di
usare alcuni premi per «incoraggiare» registi
giovani: oltre alla trentatreenne Alice Rohrwacher, il
venticinquenne Xavier Dolan (Premio della Giuria
per Mommy, ritratto al calor bianco di una madre e
di un figlio fuori dagli schemi) e il quarantasettenne
Bennett Miller (miglior regia per Foxcatcher, che è
solo la sua opera terza). Inattaccabile anche il
premio a Timothy Spall che regge Mr. Turner tutto
sulle spalle e anche se Julianne Moore ha soffiato la
Palma della miglior attrice a una altrettanto
meritevole Marion Cotillard, bisogna dire che
l’attrice americana non ha certo demeritato. Ma è il
Grand Prix ad Alice Rohrwacher che segna questa
edizione del festival di Cannes in maniera
definitiva. Conferma l’anno d’oro del cinema
italiano dopo l’Oscar a Sorrentino ma soprattutto fa
registrare un punto (molto pesante) a favore di un
cinema che abbia il coraggio di scommettere sul
nuovo, di investire sui giovani, di non accontentarsi
del prevedibile o dell’«usato sicuro» ma di cercare
strade alternative e innovative. Brava Alice! E forza,
giovane cinema italiano!
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Meraviglie italiane
Palma all’epopea turca di Ceylan
ma Rohrwacher vince il Grand Prix
Ovazioni in sala per Sophia Loren
I trofei
Palma d’oro: «Winter Sleep»
di Nuri Bilge Ceylan
Grand Prix: «Le meraviglie»
di Alice Rohrwacher
Miglior regia: Bennett Miller
per «Foxcatcher»
Migliore sceneggiatura: Andrey
Zvyagintsev e Oleg Negin
per «Leviathan»
Migliore attrice: Julianne Moore
(foto) per« Maps to the stars»
di David Cronenberg
Migliore attore: Timothy Spall
per «Mr Turner» di Mike Leigh
Premio della Giuria: ex aequo
«Mommy» di Xavier Dolan
e «Adieu au langage»
di Jean Luc Godard
CANNES — Le magiche api di Alice
Rohrwacher hanno portato fortuna al cinema italiano. Grand Prix a Le meraviglie.
Premio prestigioso, oltre ogni previsione e
speranza della vigilia, per un film intimo,
di piccolo budget e grandi emozioni. Jane
Campion, presidente della giuria, unica
Palma d’oro femminile nella storia di Cannes (nel ‘93 con Lezioni di piano) ha certo
amato la favola del miele e del perdono firmata dalla giovane collega italiana, dove la
natura è protagonista di una tenera utopia.
Timidissima e con il cuore in gola,
Rohrwacher ha ringraziato tutti quelli di rito, la famiglia del Festival e la sua: la sorella
Alba e il padre apicoltore. «Durante le riprese ogni tanto sono stata pizzicata dalle
api — ricorda —. Pare che le loro punture
preservino dai dolori reumatici. A me certo
hanno portato fortuna».
A consegnarle il premio una scollatissima Sofia Loren, accolta con una festosa
standing ovation e annunciata da uno
spezzone di Matrimonio all’italiana: la
scena dove lei si azzuffa e poi bacia appassionatamente Mastroianni. «Ho fatto 13
film con quel signore che strizza l’occhio
dal manifesto del Festival: Marcello! Che
bei ricordi...» ha esclamato commossa.
Sorpresa anche per la Palma d’oro.
Smentite le voci che davano favoriti i Dardenne o la giapponese Kawase, a vincerla è
stato il turco Nuri Bilge Ceylan per Winter
Sleep, fluviale film da camera, dove tutto si
svolge in un piccolo hotel dell’Anatolia.
«Questa Palma capita nel centenario della
nascita del cinema turco. La dedico alla
gioventù del mio Paese, specie ai ragazzi
che hanno perso la vita nell’ultimo anno in
nome della libertà». Al suo fianco, invitati
Lambert Wilson, maestro di cerimonie in
smoking amaranto, la coppia TarantinoUma Thurman. Lui che in omaggio a Sergio Leone ha salito le Marches fingendo di
sparare a destra a e manca, lei in abito
bianco modello cigno, con tanto di ali sulla
schiena.
A far discutere e sollevare malumori tra
la stampa, il Premio della Giuria, riconoscimento non di primo piano assegnato in
coppia al regista più giovane e a quello più
vecchio del concorso. Ovvero il 25enne Xavier Dolan per Mommy e l’83enne Jean-Luc
Godard per Adieu au langage. Un ex aequo
che ha scontentato sia i fan del giovane canadese che miravano più in alto, sia i devo-
La dedica
L’autore di «Winter Sleep»: dedico
la vittoria a quei ragazzi che
nel mio Paese hanno perso la vita
in nome della libertà
I malumori
L’ex aequo tra Godard e il giovane
Dolan ha indispettito i fan dei due
film. Grandi sconfitti i Dardenne,
favoriti della vigilia
ti del maestro della Nouvelle Vague. A uno
come Godard, si è mormorato, o si dava di
più o era meglio niente. Di certo lo scontroso regista, trincerato nella casa sul lago
di Ginevra, ieri sera non avrà brindato.
Qualche lacrima di gioia è invece sfuggita al ragazzaccio Dolan, capelli biondi e un
orecchino per lobo. In francese ha ringraziato la buona sorte del Festival e in inglese
Jane Campion: «Il primo film che mia madre mi ha fatto vedere è stato Lezioni di
piano. Amo il suo cinema perché parla di
donne forti, mai vittime, mai oggetto. A
cambiare il mondo non sono i politici ma
gli artisti e quelli che non mollano mai».
A non mollare un istante il suo telefonino è stato invece Timothy Spall, miglior attore per Mr.Turner di Mike Leigh. «Mi sono scritto il discorso sul cellulare per non
perdere il filo — ha esordito incurante delle interferenze con il microfono —. Chi vi
parla è un vecchio sentimentale, che ha le
lacrime agli occhi. Ringrazio tutti, soprattutto il buon Dio che mi tiene ancora in vita». Assente invece la miglior attrice Julianne Moore per Maps of the Stars, feroce atto
di accusa a Hollywood firmato Cronenberg. Da Hollywood sono arrivati i suoi evviva: a Los Angeles, alla Francia e al regista.
Destinata al miglio esordiente, la consegna della Caméra d’Or ha innescato un corto circuito emotivo nel cerimoniale. Perché
a vincerla è stato Party Girl, «film selvaggio
e maleducato» come l’ha definito la presidentessa della sezione Nicole Garcia. Firmato da tre giovani registi, tra cui il figlio
dell’anziana entraineuse protagonista della storia. E anche perché a consegnare il
premio è stato Gilles Jacob, 84 anni, da 36
solida guida del Festival, che ora lascia al
suo successore Pierre Lescure. Un congedo
sofferto. Tutti in piedi ad applaudirlo con
gratitudine. «La Caméra d’Or riassume tutto ciò che ho sempre voluto fare: aiutare,
scoprire, preparare il futuro del cinema —
ha salutato commosso Jacob —. Questo
per me è il miglior modo di passare il testimone».
Giuseppina Manin
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
Spettacoli 35
italia: 51575551575557
Sul palco
La regista
Alice Rohrwacher
(33 anni) con
Sophia Loren (79)
sul palco del Festival di Cannes:
Grand Prix per «Le
meraviglie»
Con Monica
Timothy Spall
(57 anni), miglior attore per
«Mr. Turner» di
Mike Leigh, premiato da
Monica Bellucci
(49 anni)
L’autore Usa
A sinistra, il regista Usa Bennett
Miller (47 anni)
premiato per la
miglior regia
(«Foxcatcher»)
con l’attore
Adrien Brody (41)
L’intervista La regista italiana: ero in campagna, vicino a Orvieto, quando mi hanno telefonato dalla Croisette
Alice e la corsa folle verso Cannes:
non mi aspettavo questo trionfo
«Ho già in mente il prossimo film, penso ancora a mia sorella Alba»
DAL NOSTRO INVIATO
Rivelazione a 25 anni
Xavier Dolan, canadese, 25 anni, ha conquistato
con «Mommy» il Premio della Giuria
ex aequo con il regista francese Jean-Luc Godard, 83 anni («Adieu
au Langage»)
CANNES — Alice nel paesino delle
meraviglie, quello in cui vive vicino a
Orvieto, non lontano da dove ha girato
il suo secondo film, Le meraviglie.
«Ma non voglio dare di me un’immagine non vera — dice Alice Rohrwacher — sono tornata a vivere in campagna solo per la lavorazione del film.
Ero lì quando mi hanno telefonato per
dirmi che avevo vinto qualcosa, ma
non sapevo che fosse il Grand Prix. Era
pomeriggio, raggiungere Cannes è
stato complicato, ma per fortuna stavo
già andando in treno a Roma e da lì sono andata direttamente in aeroporto.
Ho preso al volo una maglietta di ricambio». Cosa le ha detto Sophia Loren dietro le quinte: «Brava». Che cosa
rappresenta questo premio per l’Italia,
dopo l’Oscar a Sorrentino? «I premi
vanno sostenuti e danno coraggio.
Questo film è stato prodotto da una
piccola società al suo terzo progetto, le
persone vengono prima di una storia
che funziona».
Alice ha un volto spigoloso e irregolare, moderno e antico, è timida e lucida, la pelle color latte esalta i suoi modi miti e determinati allo stesso tempo. Ha già in mente il prossimo film:
«Mi piacerebbe che ci fosse ancora Alba, ma non lo so, non parto mai da un
attore». Dopo il debutto nel 2011 con
Corpo celeste (alla Quinzaine), di nuovo a Cannes: «Non pensavo di essere
in gara. Ho vissuto emozioni incredibili». Ha 33 anni, la sorella Alba, che come attrice, aveva raggiunto il successo prima di lei,
35. «Abbiamo un’aria simile
perché simile è il nostro orizzonte di riferimento». Hanno
litigato una sola volta, sul taglio dei capelli che Alba doveva avere nel film.
Alice è più contemplativa, ha
cominciato come montatrice e
documentarista, ha suonato la fisarmonica in un gruppo di rock
balcanico, ha visto il primo film a 15
anni. La sua storia, in una dimensione fiabesca all’interno di dinamiche
reali, mette in campo quattro sorelle e
un padre che ha costruito un piccolo
regno dove il silenzio è rotto da dialoghi brevi e dal ronzio delle api: una
Voti a maggioranza
Jane Campion e i giurati:
ha commosso tutti noi
L
Set Alba Rohrwacher, 35 anni, protagonista e sorella della regista Alice
campagna senza contadini dove l’unico svago è il miele. «Ho raccontato un
mondo rurale che conosco, una famiglia che somiglia alla mia, il padre apicoltore tedesco come il nostro. Tutto
ciò non ne fa un film autobiografico. È
un film molto personale, con personaggi che mi sono familiari». La figura
del padre brontola, protesta, non spiega nulla ma ci fa capire tutto. «Non è
un contadino e nemmeno un ex fricchettone. È a capo di una famiglia non
classificabile, che vive in un territorio
che viene azzerato, quando non si trasforma in agriturismo. Volevo raccontare un padre che sa quello che vorrebbe dire, ma non sa come dirlo. Ho immaginato che lui arrivasse in Italia subito dopo il 1968, ai tempi del sogno
Rurale
«Ho raccontato un mondo
rurale che conosco,
una famiglia che somiglia alla
mia. Senza autobiografie»
collettivo. Non volevo specificare l’ambientazione, volevo soltanto che fosse
collocato dopo il ‘68, quando è successo qualcosa in Italia, e non prima. Ma
le utopie sono finite e oggi si occupa
dei campi in mezzo a tante difficoltà».
Il padre osteggia il desiderio delle
figlie di partecipare allo scalcinato
concorso televisivo presentato dalla
fatina Monica Bellucci. «Sono cresciuta senza tv, e ancora adesso non ce
l’ho. La tv italiana mi ricorda quello
che si dice a certi studenti: è bravo ma
non si impegna. La solitudine è una
dimensione creativa. Quella che mostriamo è una tv dolce, prima della sua
storia e del suo avvento». Ha saputo
che la sua coprotagonista adolescente,
Maria Alexandra Lungu, vuole tornare
a vivere nella sua Romania: «Penso sia
nell’età in cui tutti vogliono andare a
vivere da un’altra parte».
Il titolo, Le meraviglie, rimanda a
una fiaba. «Ma non c’è traccia di magia, i protagonisti sono persone comuni, non ci sono principi né castelli».
Valerio Cappelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
a giuria di Cannes spiega le scelte. La
presidente Jane Campion e gli altri otto
parlano di armonia, non di unanimità.
«Dare i premi tra tanti bei film e straordinarie
interpretazioni si è rivelato difficile. Così, alla
fine siamo andati per maggioranza di voti:
cinque di noi, votando un film, ne decretavano
la vittoria», afferma la Campion. Vorrebbero
parlare soprattutto del Gran Prix per Le
meraviglie. «Perché ci ha commosso,
conquistato — sostiene la regista — e io
personalmente ho trovato straordinario il
modo in cui è stato girato per raccontare le
anime e i legami di quella famiglia». «Ho
pianto per la fine inaspettata», dichiara
Nicolas Winding Refn, regista danese e di
cultura newyorkese. Sofia Coppola elogia
«questa famiglia, i paesaggi dell’Umbria, è
tutto un viaggio davvero emozionale». Certo,
poi aggiungono, ancora tutti d’accordo: «Ci
siamo divertiti a dividere ex aequo il premio
della giuria tra il giovanissimo regista di
Mommy e il veterano Jean Luc-Godard».
Campion vuole dire la sua: «E’ un autore che
mi ha segnata e che comunica sempre un
autentico senso di libertà espressiva».
Entusiasti tutti della regia di Bennett Miller
per Foxcatcher, che meritava anche più premi,
bisbigliano in vari, ma la giuria ha davvero
cercato «in una messe così straordinaria di
temi, creativi talenti di diverse culture e
nazionalità, di assegnare a tanti i
riconoscimenti». «La miglior sceneggiatura
per il forte Leviathan va a un film che non è solo
politico, ma disegna personaggi e nodi sociali»,
afferma Jia Zhangke. Però la presidente riporta
di nuovo il discorso su Le meraviglie: «I legami
tra le sorelle, tutte le sequenze di Le meraviglie
testimoniano una straordinaria, forte
spiritualità e la capacità registica di creare un
mondo. Molti film ci hanno trasmesso questo».
Ritornano a casa soddisfatti: «Perché lo stato
del cinema è in buona salute, ci ha offerto
sorprese, grandi interpretazioni, solidi copioni,
molti dei quali con una straordinaria
scrittura».
Giovanna Grassi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
36
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
italia: 51575551575557
Gli annunci si ricevono tutti i giorni su:
www.piccoliannunci.rcs.it
[email protected]
oppure nei giorni feriali presso
l’agenzia:
Milano Via Solferino, 36
tel.02/6282.7555 - 02/6282.7422,
fax 02/6552.436
Si precisa che ai sensi dell’Art. 1, Legge 903 del
9/12/1977 le inserzioni di ricerca di personale
inserite in queste pagine devono sempre intendersi rivolte ad entrambi i sessi ed in osservanza
della Legge sulla privacy (L.196/03).
ABILE esperta referenziata impiegata
ufficio commerciale customer care
with problem solving ordini offerte inglese francese windows mac offresi
331.12.23.422
ABILE impiegata tecnico-commerciale offresi part-time. Pluriennale esperienza settore illuminazione, arredamento e allestimenti. Offerte commerciali; ufficio acquisti, gestione
fornitori,
Autocad.
Tel.
333.14.37.804
ABILE impiegato tecnico- commerciale customer service pluriesperienza
ordini offerte bolle inglese francese
office. 339.48.09.594
AIUTO contabile, pluriennale esperienza contabilità ordinaria, clienti/
fornitori, riconciliazioni banche, valuta proposte. 338.74.70.197.
CONTABILE pluriennale esperienza,
libera subito. Tel. 338.23.90.087
INGEGNERE aeronautico, 46enne,
tecnico-commerciale, ottimo inglese,
disponibile trasferte Italia, estero, offresi. Tel. 347.69.29.795
AGENTE plurimandatario anni 54 settore componenti elettronici ed elettromeccanici, pluriennale esperienza
valuta mandati per Piemonte, Liguria, Emilia. Scrivere [email protected]
AGENTI creazione reti vendita di
agenti per aziende 338.37.66.816
www.efb-retivendita.it
COMMERCIALE estero contract, metalmeccanico, organizzazione vendite, pianificazione, apertura mercati,
gestione commesse. 345.79.56.127
AUTISTA srilankese offresi, patente
C-B-CQC badante e/o pulizie, referenziato, in regola. 333.37.77.646.
CERCO lavoro autista esperienza pluriennale autotrasportatore e tassista
Milano patenti KB/C/E/CQC Tel:
335.66.73.927
CERCO lavoro come autista o magazziniere. Esperienza pluriennale. Patente C, CQC. 329.80.07.404
SALDATORE filo continuo carpenteria, cittadino bulgaro offresi Milano
e hinterland. Tel: 348.87.31.348
RESPONSABILE ristorazione senior.
Pluriennale esperienza Italia/estero
cerca lavoro. Disponibilita' immediata. Cell: 393.50.19.107
39ENNE barista, cameriere, banconiere, giovanile, solare, dinamico,
esperienza ventennale, disponibilità
turni e festivi, massima serietà. Astenersi perditempo. Offresi anche come gestione o socio minoritario.
02.35.05.596 - 349.45.85.867
ASSISTENZA disabili, italiano, autista, trasferimenti Italia, estero, bricolage, pulizie, custode, cinquantenne.
338.64.68.647
CERCO lavoro ragazzo srilankese, da
6 anni residente in Italia, offresi. Ottime referenze. 388.93.06.393
COLF Badante, baby sitter, pulizie, signora espertissima, referenziata,
onestà, precisa, cerca lavoro Milano.
388.73.98.276
COLF cuoca, italiana cerca su Bologna, fissa con vitto alloggio regolare
assunzione. 324.68.35.526
ITALIANA offresi fissa con vitto alloggio ed regolare assunzione per cucina, e stiro. 331.65.16.126
SIGNORE srilankese, 25 anni in Italia,
buone referenze, patente B, offresi.
333.61.20.468
CONTABILE neopensionato, autonomo fino bilancio, adempimenti/dichiarazioni, offresi contabilità piccola
azienda. 328.68.59.679
IMPIEGATA commerciale estero
esperta, pensionata giovanile laureata lingue, inglese tedesco francese parlati scritti, collaborerebbe anche part-time con seria azienda Milano o Rho. Astenersi perditempo.
335.81.74.198
PENSIONATA pratica lavori ufficio
contabilità studi legali cancelleria offresi full-part time. Automunita.
347.70.60.304
TATA italiana, referenziata, esperienza ventennale neonati e bimbi, disponibile full-time, serale e notturno
Milano/provincia. 333.98.33.381
ASSISTENTE anziani pulizie domestiche referenziata cerca lavoro in Milano e provincia massima serietà. Tel:
388.47.05.302
BADANTE moldava referenziata offresi fissa/diurno, anche week-end,
libera subito. 329.54.44.953
BADANTE quarantenne, referenziata, lunga esperienza. Dovete assentarvi? Accudirebbe anziano infermo,
ammalato, nei giorni di sabato e domenica. Igiene della persona, preparazione dei pasti, somministrazione
di farmaci. Iniezioni. Massima serietà. Cell. 324.82.58.483
CAMOGLI privato vende fantastica
villa 600 mq, affreschi, spettacolare
vista mare e in Andora villetta e appartamenti con vista mare. Tel:
335.26.61.14
PORTOFINO Piazzetta splendido attico mq 80 circa terrazzino perfettamente ristrutturato panoramicissimo
ottimo investimento. Possibilità parziale permuta anche con imbarcazione 335.83.50.876
CESENATICO Villamarina Hotel Turquoise - giugno bambini gratis, tutto
gratis! Inaugurato 2012. Da Euro
39,00 all-inclusive + spiaggia, idromassaggi, animazione, pesce tutti
giorni, parco acquatico. Tel.
339.75.23.451 - www.turquoisehotel.it
Collezionista Milanese
SARDEGNA Capo Coda Cavalli, punta est, quadrilocale con vista panoramica mozzafiato sul mare. Classe
G. euroinvest-immobiliare.com 0789.66.575
•ACQUISTA
DIPINTI SCULTURE
DISEGNI dei più importanti artisti. Massima riservatezza. No
perditempo. 339.20.07.707
APERTURA punto vendita a Milano.
Ricerchiamo anche alla prima esperienza 6 addetti alle vendite e gestione reparto. Full-time. Per info:
02.84.94.33.46
COMMERCIALISTA offre collaborazione a studi in Lombardia per periodo dichiarazioni dei redditi ed oltre, se richiesto. Mail:
[email protected]
SOCIETÀ d'investimento internazionale acquista direttamente appartamenti e stabili in Milano.
02.46.27.03
LONATE POZZOLO (VA) vicinanze
Malpensa vendesi/affittasi edificio
industriale nuovo 2.700 mq. + 450
mq. uffici arredati, 2 campate h. 12
mt, 1 campata h. 8.50 mt, completo
impianti tecnici, cabina 630 Kw,
pronto immediato utilizzo. CE: D,
41,26 kWh/mc. Tel. 335.20.75.86
BUSTO ARSIZIO (VA) vendesi terreno
fabbricabile 6000 mq lottizzato per
12 villette a schiera - Tel.
335.20.75.86
LOTTO unico mq 60.000 industriale/
commerciale fronte autostrada Milano-Bologna. Permessi edificabilità.
Vicinanza casello A1 Casalpusterlengo, SS 9, 234. [email protected]
339.64.97.216
NOVI LIGURE vendesi prestigiosa fattoria, casa padronale, foresteria, cascinali, terreno pianeggiante irriguo
mq. 550.000 adatta qualsiasi tipo di
attività. 0383.92.902
CQUISTIAMO brillanti, gioielli
firmati, orologi marche prestigiose, monete, argenteria. Il Cordusio
02.86.46.37.85
PUNTO D'ORO
RIMINI Hotel Quisisana tre stelle. Tel.
0541.38.13.85. Centrale, vicinissimo mare, parcheggio, climatizzato.
Wi-fi. Offerta fino 15/6: pensione
completa 1 settimana euro 283,00
compreso ombrellone più lettino.
www.quisisanahotel.it
Viaggi
Mostre
Spettacoli
LAVORO
Eventi Ristoranti
Saldi
Shop
•AUTOMOBILI E FUORISTRADA,
qualsiasi cilindrata con passaggio di proprietà e pagamento immediato. Autogiolli, Milano.
02.89504133 - 338.7431476
CLINICA
in Milano polispecialistica cedesi. Cell. 339.84.02.335
STUDIO dentistico avviato con laboratorio cedesi. Ottima occasione anche altre specialità. 348.88.79.063
Ogni giorno oltre 8 MILIONI DI
LETTORI con l’abbinata Corriere
della Sera e Gazzetta dello Sport
nelle edizioni stampa e digital
[email protected]
[email protected]
www.piccoliannunci.rcs.it
compriamo contanti, supervalutazione gioielli antichi, moderni, orologi, oro, diamanti.
Sabotino
14
Milano.
02.58.30.40.26
Acquistiamo
ATTIVITÀ da cedere/acquistare artigianali, industriali, turistico alberghiere, commerciali, bar, aziende
agricole, immobili. Ricerca soci. Business
Services
Group
02.29.51.82.72
L’appuntamento
quotidiano
7 GIORNI
SU
7 ENZA”
Annun
ci “IN
EV
ID
CASA
Euro 225,00/kg.
•GIOIELLERIA CURTINI
A
Corsi
AUTISTA meccanico, gommista, trasportatore, tuttofare, volenteroso, offresi. Madrelingua francese, ottimo
italiano parlato/scritto, uso pc, pluriennale esperienza, ottime referenze. Disponibilità immediata.
334.57.56.688
•ORO USATO: Euro 19,25/gr.
•ARGENTO USATO :
via Unione 6 - 02.72.02.27.36
335.64.82.765
MM Duomo-Missori
COMMERCIALE
35 anni di esperienza altamente professionale crea avvia e
gestisce rete vendita agenti e
rivenditori per aziende e clienti, esperto settore edilizia, disponibilità trasferte Italia.
389.87.83.962
ACQUISTIAMO
Argento, Oro,
Monete, Diamanti.
QUOTAZIONI:
MALIZIOSAMENTE
insieme
899.842.411. Viziosa 899.842.473.
Euro 1,30min/ivato. VM18. Futura
Madama31 Torino
Il Corriere della Sera e La Gazzetta
dello Sport con le edizioni stampa e
digital offrono quotidianamente agli
inserzionisti una audience di oltre 8
milioni di lettori, con una penetrazione
sul territorio che nessun altro media è
in grado di ottenere.
La nostra Agenzia di Milano è a disposizione per proporvi offerte dedicate a
soddisfare le vostre esigenze e rendere efficace la vostra comunicazione.
TARIFFE PER PAROLA IVA ESCLUSA
Rubriche in abbinata obbligatoria:
Corriere della Sera - Gazzetta
dello Sport: n. 0: € 4,00; n. 1: €
2,08; n. 2, 3, 14: € 7,92; n. 5, 6, 7,
8, 9, 12, 20: € 4,67; n. 10: € 2,92;
n. 1: € 3,25; n. 13: € 9,17; n. 15: €
4,17; n. 17: € 4,58; n. 18, 19: €
3,33; n. 21: € 5,00; n. 24: € 5,42.
Rubriche in abbinata facoltativa:
n. 4: Corriere della Sera € 4,42;
Gazzetta dello Sport € 1,67; abbinata € 5,00.
n. 16: Corriere della Sera € 1,67;
Gazzetta dello Sport € 0,83; abbinata € 2,08.
n. 22: Corriere della Sera € 4,08;
Gazzetta dello Sport € 2,92; abbinata € 4,67.
n. 23: Corriere della Sera € 4,08;
Gazzetta dello Sport € 2,92; abbinata € 5,00.
RICHIESTE SPECIALI
Data Fissa: +50%
Data successiva fissa: +20%
Per tutte le rubriche tranne la 21,
22 e 24:
Neretto: +20%
Capolettera: +20%
Neretto riquadrato: +40%
Neretto riquadrato negativo: +40%
Colore evidenziato giallo: +75%
In evidenza: +75%
Prima fila: +100%
Tablet: + € 100
Rubrica 4 “Avvisi Legali”:
1 modulo: € 400
2 moduli: € 800
Rubriche Compravendite immobiliari
Nel testo dell’inserzione è obbligatorio indicare la classe energetica di
appartenenza dell’immobile e il relativo indice di prestazione energetica
espresso in kWh/mqa o kWh/mca a
seconda della destinazione d’uso dell’edificio. Nel caso di immobili esenti
dall’indicazione, riportare la dicitura
“Immobile non soggetto all’obbligo di
certificazione energetica”.
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
Spettacoli 37
italia: 51575551575557
L’intervista Alessia conduce il reality di Canale 5 da otto edizioni. «Per me è un esperimento sociologico e un gioco»
«Pregiudizi sul Grande fratello
In tv ci sono ben altre volgarità»
Marcuzzi: con la crisi partecipa chi ha bisogno di soldi
D
omani su Canale 5 c’è la
finale della 13esima
edizione del «Grande
fratello». Sono lontani i
tempi in cui l’attenzione mediatica sul reality era altissima. Nel
Duemila il GF è stato un evento.
Ora davanti alla tv sono rimasti i
veri fan che comunque, in tempi
di magra televisiva, sono numerosi: una media di oltre 4 milioni
di spettatori e il 19% di share, a dispetto di una partenza un po’ difficile. Fortissimo il seguito tra i
giovani soprattutto su web e i social: 700.000 tweet nelle prime 12
puntate, sempre in classifica gli
hashtag del GF, 1.700.000 fan su
Bambini
«Non sono una mamma
apprensiva, ma i miei figli
vanno a letto presto»
Felici I finalisti certi, da sinistra: Mirco, Modestina, Chicca e Giovanni. Altri due si giocheranno il posto al televoto
Facebook. A condurlo, da otto
edizioni, c’è sempre Alessia Marcuzzi. Ha cominciato che aveva 32
anni e un figlio: ora ne ha 42 e i
figli sono diventati due.
Perché Marcuzzi, tante polemiche contro il GF?
«Per partito preso. Sono convinta che chi critica spesso non
ha mai visto neppure una puntata. Noi tagliamo le scene morbose, non ci sono nudi, non è ammessa l’aggressività, chi bestemmia viene cacciato, non ci sono
scene di sesso. In tv si vedono ben
altre volgarità: liti pazzesche tra
politici, risse furibonde, scene
violente in Parlamento».
Lei è (comprensibilmente) di
parte. Non basta non essere volgari per essere un bel programma...
«Si parla di argomenti importanti: storie difficili tra genitori e
figli, il tema della disabilità,
l’omofobia. Quest’anno c’era un
concorrente senegalese adottato
da una famiglia pugliese, una sto-
ria bellissima. Anche del Tibet
abbiamo parlato».
Dovesse spiegare cos’è il GF a
qualcuno che non lo ha mai visto in vita sua, cosa direbbe?
«Un esperimento sociologico,
e insieme un gioco. Ci sono ragazzi chiusi in una casa che si sfidano
per vincere dei soldi, ma nel contempo si tratta di giovani di ceti
sociali differenti con storie diversissime, costretti a interagire».
I ragazzi cercano ancora la
popolarità facile?
Beneficenza Sabato prossimo l’evento allo stadio Sant’Elia di Cagliari
Fresu e gli altri, maxi concerto
per la Sardegna alluvionata
Artista
Il trombettista
Paolo Fresu (53
anni): con lui
sul palco dello
stadio di
Cagliari, tra gli
altri, anche
Gianna Nannini,
Ornella Vanoni,
Luca Carboni,
Geppi Cucciari,
Patty Pravo
V
erranno anche dal Belgio,
dalla Francia, o dall’Olanda, gente emigrata da
chissà quanti anni. Ma certo,
non per folklore. O (solo) per
nostalgia. Ma per la musica. E
per uno specialissimo concertomaratona: a Cagliari nello stadio
Sant’Elia, la sera del 31 maggio,
chiamati dal gran folletto del
jazz Paolo Fresu, decine di cantanti, compositori, attori e musicisti di ogni scuola leveranno
le loro voci per ri-costruire la
Sardegna, devastata dall’alluvione di un anno fa, e ancor più dalla crisi economica che mette in
pericolo la sua identità.
«Sardegna chi_ama» (il gioco
di parole «chiama - chi ama» è
naturalmente voluto), è il titolo
prescelto. L’elenco dei partecipanti è come un corteo variopinto. A parte Fresu, sono attesi
Amii Stewart, Gianna Nannini,
Ornella Vanoni, Raphael Gualazzi, Luca Carboni, Stadio, Afterhours, Paola Turci, Samuele
Bersani, Patty Pravo, i Tazenda,
Ron, Cristiano De André, Alice,
Piero Marras, Neri Marcorè, Lella Costa, Ascanio Celestini, Gep-
pi Cucciari, Celso Valli, e così via.
Altri, che non potranno essere
presenti in persona, interverranno però con un video: e sarà
il caso, tanto per citare qualche
nome, di Giorgia, Elisa, Franco
Battiato, Claudio Baglioni, Pino
Daniele, Nomadi, Alex Britti,
Piero Pelù, Fiorella Mannoia.
L’alluvione del novembre
2013 si lasciò dietro 16 vittime e
un disperso, provocò circa 650
milioni di danni in un’ottantina
di Comuni sardi e devastò circa
60 scuole. Con il concerto-maratona, che potrebbe beneficiare
anche di una diretta radio-tv, si
spera di raccogliere almeno due
milioni di euro, anche attraverso gli sms, per la ricostruzione
delle scuole. Ma non è solo quello l’obiettivo dichiarato.
Questa volta, l’arte in generale
La missione
Il musicista: «Vogliamo
raccogliere fondi per
la ricostruzione delle
scuole danneggiate»
e la musica in particolare cercano di ri-costruire un’identità a
un’isola martoriata da decenni
di errori programmatori (i veleni della petrolchimica, gli incendi dolosi, il turismo alla coatta, il
cemento piantato a un passo dal
mare). E di proporre altre via di
salvezza: il turismo ambientale,
la cultura, la memoria di se stessi, la piccola intrapresa in ogni
campo. Non per nulla, fra gli
spettatori vi saranno anche degli invitati politici, come il neopresidente della Regione Francesco Pigliaru, e molti sindaci.
«Il concerto ha la triplice finalità — spiega Fresu — di raccogliere fondi per la ricostruzione delle scuole danneggiate, di
riportare il centro dell’attenzione degli italiani in Sardegna, e di
fare di questo evento una sorta
di capitolo finale di un grande libro che serva a riflettere sul perché accadono queste calamità,
in Sardegna e altrove». Lo spartito è pronto, fra poche sere su il
sipario.
Luigi Offeddu
[email protected]
© RIPRODUZIONE RISERVATA
«C’è stato un tempo in cui i ragazzi partecipavano solo per farsi
vedere e perché speravano di riuscire poi a lavorare in tv. Ora molto meno. Con la crisi, in realtà
partecipano perché hanno bisogno di soldi oltre al fatto che desiderano fare un’“esperienza diversa”».
Il 2 giugno partirà un nuovo
programma, che lei ha già registrato: «Extreme Makeover Home Edition».
«Tutto l’opposto del “Grande
Brevi
I numeri
Gli anni
Alessia Marcuzzi (foto), 42
anni, ha condotto otto
edizioni del «Grande
Fratello». Quest’ultima, la
13esima, è cresciuta
rispetto alla precedente e
ha realizzato ascolti
superiori alla media di rete:
la media delle prime 11
puntate è stata di
4.045.000 telespettatori
totali e il 18.65% di share
(+8% rispetto a «Gf12»)
Sul web
Forte il seguito tra i giovani
sul web e sui social:
700.000 tweet nelle prime
12 puntate, sempre in
classifica gli hashtag del
«Gf», 1.700.000 fan su
Facebook. La scorsa
puntata (lunedì 12
maggio) ha sfiorato il 40%
di share
fratello” dove c’è un palco, luci e
io sono al centro dell’attenzione.
Qui sono sulla strada, via i vestiti
belli, niente trucchi e in giro a
parlare con la gente che ha storie
durissime di precarietà. Abbiamo
scelto i più meritevoli e abbiamo
regalato loro una casa e una speranza per il futuro».
Pensa sempre a un programma con Geppi Cucciari?
«Si, perché abbiamo in mente
cose buffe».
Un’altra donna con cui vorrebbe lavorare?
«Con Laura Pausini, siamo
molto legate, ma lei fa un altro tipo di lavoro».
Le ha dato consigli per il suo
debutto in tv?
«Non ne ha bisogno Laura,
quella ci ammazza tutti. E gli
ascolti lo hanno dimostrato. È un
portento e non se ne rende conto.
Ha un successo internazionale
ma è rimasta sempre la stessa. E
si ricorda di tutto, dei compleanni delle amiche, dei figli delle
amiche».
Lei e Luciana Littizzetto siete
molto amiche. Cosa vi lega?
«Io la adoro, ci vediamo poco
purtroppo: io a Roma, lei a Torino. Affinità? Credo la normalità.
Noi parliamo molto di figli, amori, fidanzati; molto poco di lavoro
e ascolti. Lei ogni tanto mi sgrida:
“Alessia non è che ti bacerai in
ppubblico con questo nuovo fidanzato? Sei impulsiva, contieniti”».
Alessia mamma di Tommaso e Mia. Una bella famiglia allargata con quali regole?
«A letto presto perché ai
b
bimbi
fa bene dormire tanto e
mangiare sano. Per il resto
non sono apprensiva. Sono
giocosa. Ed è bello ritrovarsi
tutti insieme».
Maria Volpe
© RIPRODUZIONE RISERVATA
A BRESCIA
Grignani ubriaco rovina
il concerto di Pedrini
Omar Pedrini aveva chiamato
Gianluca Grignani tra gli
ospiti della prima data del
«Dal pianeta blu tour»,
venerdì sera a Brescia. Peccato
che il cantante milanese si sia
presentato ubriaco e dopo
essere salito sul palco non è
stato semplice farlo scendere.
Tra le frasi sconnesse che
Grignani ha rivolto a Pedrini
nella sua incursione, durata
diversi minuti, anche questa:
«Questo sì, è un grande
rocker, è un vero. Ha scritto
un disco bellissimo. Come si
chiama?». «Sì, sono ubriaco»,
ha infine concluso, mentre
veniva allontanato dal palco
dagli uomini dello staff.
AL PICCOLO TEATRO
Polemica su Jan Fabre
Vincono gli animalisti
La «Maratona Jan Fabre» al
Piccolo di Milano (due
spettacoli-manifesto del
repertorio dell’artista belga, Il
potere della follia teatrale e le
8 ore dello spettacolo
«monstrum» Questo è teatro
come ci si doveva aspettare e
prevedere) si farà. Ma senza
animali: dopo la polemica
innescata dal consigliere
comunale Gianluca Comazzi e
le mail di protesta di
animalisti indignati per le
candele sul carapace di
alcune tartarughe, il regista di
Anversa e la Direzione del
Teatro hanno deciso di optare
per «soluzioni artistiche
alternative all’impiego degli
animali in scena».
38
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
italia: 51575551575557
#
Sport
Le pagelle Real Madrid
dal nostro inviato a Lisbona
Ramos killer spietato
4,5 CASILLAS È l’unico madridista, con Cristiano (ma
allo United), ad aver vinto una Champions. Questa
rischia di perderla con un’uscita scriteriata. Lo salva
l’amico Sergio Ramos.
6 CARVAJAL Dal titolo Under 21 l’estate scorsa, vinto
contro l’Italia di Mangia, alla finale di Champions:
questo è il calcio spagnolo. Non patisce l’emozione.
5,5 VARANE Al posto di Pepe, facendolo rimpiangere.
Il corner del gol nasce da una sua chiusura affrettata.
9 SERGIO RAMOS Il killer del Bayern si ripete con
un altro colpo di testa, a tempo scaduto, che spezza il
cuore all’Atletico. Questa Coppa è sua più di tutti.
5 FABIO COENTRAO Ha scalzato Marcelo nella
classifica di Ancelotti, ma non lo merita. Gara incolore.
6,5 BALE Si sdoppia: centrocampista in fase difensiva,
terzo del tridente in quella offensiva. Clamoroso l’errore
sullo 0-0 che poteva costare la finale al Real, però
segna il gol della «decima»: 100 milioni non buttati.
5 KHEDIRA Al posto di Xabi Alonso, squalificato. Fa il
titolare con 115’ di Liga nelle gambe dopo l’infortunio
del 15 novembre 2013. Esperimento fallito.
7 MODRIC Prova a mettere ordine, anche se il
centrocampo dell’Atletico toglie ossigeno a tutti. Batte il
corner del pareggio: i piedi buoni servono sempre.
8 DI MARIA Il pilastro del Real, unico degno del
blanco in questa finale per tutti i 120’. Tutte le azioni
pericolose partono da lui, compresa quella del 2-1.
5 BENZEMA Va in campo con un’infiltrazione. Il suo
apporto è pari a quello di Diego Costa sull’altra sponda.
6 C. RONALDO Non è al top e si vede. Prova due
volte su punizione. Non arriva, di testa, sul pallone che
poteva riaprire la gara. Chiude con il rigore e il record di
17 gol.
7 MARCELO Dà molta più spinta di Coentrao e si
rivela una mossa vincente. Come nella Liga dallo 0-2 al
2-2. Timbra il gol del 3-1.
7 ISCO Porta anche lui freschezza nell’assalto finale.
6 MORATA Almeno è sano e il Real torna a giocare in
undici.
7,5 ANCELOTTI L’ossessione della decima lo
attanaglia e Simeone lo costringe a giocare la gara del
Cholo e non la sua. Ma 5 Coppe dei Campioni (due da
giocatore e tre da allenatore) sono qualcosa di storico.
l.v.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le pagelle Atletico Madrid
dal nostro inviato a Lisbona
Godin straordinario
6,5 COURTOIS Sicuro su due punizioni di Cristiano
Ronaldo, un po’ frastornato nei mischioni finali. Ma
senza colpe sul gol di Ramos e Bale.
6 JUANFRAN Regge bene l’urto di un Cristiano
dimezzato e ributta in area come viene, ma viene
benissimo, il pallone da cui nasce il gol dell’1-0. Crolla
nel finale, in preda ai crampi.
6 MIRANDA Scolari non l’ha portato al Mondiale,
come Filipe Luis. Giusto o sbagliato? Si dimostra
affidabile, non un crack.
8 GODIN La quintessenza del calcio uruguaiano e
del «cholismo»: bruttino da vedere, straordinario per
efficacia. In una settimana segna i gol che valgono la
Liga e quasi la Champions. Bell’anatroccolo.
6 FILIPE LUIS Lascia un po’ troppo a Bale, che però
spreca. Il meno convincente di un gruppo perfetto fino
al 95’ quando lui, però, è uscito per crampi.
6,5 RAUL GARCIA È il centrocampista che sa
inserirsi di più e sostituisce in tutto e per tutto Arda
Turan. Con meno qualità ma tanta intensità.
6 TIAGO Il più vecchio in campo è il simbolo
del’Atletico: perfetto fino all’ultimo soffio, quando si
perde Sergio Ramos sul corner dell’1-1.
6,5 GABI È il cuore del centrocampo di Simeone,
perciò corre e picchia. Ma ha anche i piedi buoni per
battere il corner del gol. Cala nel finale e l’Atletico si
smarrisce
6 KOKE Si sfianca in un doppio lavoro, raddoppiando
su Bale e proponendosi quando ha la palla l’Atletico. Ci
riesce alla grande per 70’. Poi arretra un po’ troppo.
6 VILLA È l’unico dell’Atletico ad aver già vinto una
Champions, con il Barça. Si batte, ma i tempi migliori
sono passati.
6 ADRIAN LOPEZ Attaccante di lotta, senza
fronzoli. Non tiene palla nel finale.
5 SOSA Fa rimpiangere Raul Garcia. Ha tecnica, ma
non può usarla quando servirebbe solo la spada.
5 ALDERWEIRELD Guarda Bale segnare.
7,5 SIMEONE Bastavano pochi secondi per
chiudere, al 90’, la stagione perfetta. Ma la perfezione
non esiste. Può rimpiangere il rischio Diego Costa, però
l’Atletico di questa stagione è stato il suo capolavoro.
l.v.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Serie B: a Cittadella
l’Empoli cerca
i punti-promozione
Serie B, penultima giornata. Ieri: NovaraVarese 0-0. Oggi (ore 18): Pescara-Modena.
Ore 20.30: Avellino-Reggina; Brescia-Juve
Stabia; Carpi-V. Lanciano; Cesena-Latina;
Cittadella-Empoli; Crotone-Trapani; SienaPadova; Spezia-Bari; Ternana-Palermo.
Classifica: Palermo p. 82; Empoli 68; Cesena
65; Latina 64; Modena 62; Bari (-4) 60;
Crotone 59; Siena (-8), Spezia e V. Lanciano
58; Trapani 57; Avellino 56; Carpi 55; Brescia
53; Pescara 51; Ternana 48; Cittadella 45;
Varese* e Novara* 44; Padova 38; Reggina
(-1) 28; Juve Stabia 19. Palermo in A;
Reggina e Juve Stabia in Lega Pro.
Finale Champions È la Decima per Ronaldo e compagni, che vincono il derby europeo contro un’ottima squadra
Real dieci e lode
Tripletta di Ancelotti, che doma l’Atletico avanti fino al 93’
Il crollo nei tempi supplementari, Simeone grande ma espulso
DAL NOSTRO INVIATO
LISBONA — La Decima doveva essere e la Decima è stata. Nel
modo più incredibile per il Real
Madrid, con il pareggio di Sergio Ramos al terzo minuto di recupero, il gol di Bale (fin lì uno
dei peggiori) nel secondo supplementare e la mattanza finale
con le reti di Marcelo e di Cristiano Ronaldo (su rigore), che
ha fissato a 17 il suo incredibile
record di gol in questa edizione
di Champions.
È anche il modo più crudele
per l’Atletico, che per la seconda
volta nella sua storia si è visto
raggiungere a tempo scaduto,
quando pensava di aver già
messo le mani sul trofeo. Nel
1974 la riprese, all’ultimo minuto dei tempi supplementari, un
tiraccio da lontano di Schwarzenbeck e poi, allora usava così,
il Bayern dominò 4-0 la ripetizione. Ieri è successo lo stesso,
nei supplementari, ma poco toglie all’incredibile stagione della squadra di Simeone, che è arrivata a un passo dal «doblete».
Carlo Ancelotti approda al
quinto successo in Champions
League — due da giocatore e tre
da allenatore — con un pizzico
di fortuna ma anche con merito:
l’ingresso in campo di Marcelo e
di Isco hanno cambiato la faccia
alla gara. Florentino Perez non
deve maledire gli oltre 1000 milioni spesi per inseguire la decima coppa, che mancava dal
2002: gli ultimi sono stati i 100
dati al Tottenham per Bale. Erano stati sprecati fino al 2-1. Ora,
nella logica di un calcio sempre
più dei ricchi, sono soldi benedetti.
La partita dell’Atletico —
compresi i suoi meravigliosi tifosi, che hanno surclassato
quelli del Real per tutta la gara e
che alla fine hanno ringraziato a
Real Madrid
Atletico Madrid
Marcatori: Godin 36’ p.t.; Sergio
Ramos 48’ s.t.; Bale 5’ s.t.s., Marcelo
13’ s.t.s., C. Ronaldo (rigore) 15’ s.t.s
REAL MADRID (4-4-2): Casillas 4,5;
Carvajal 6, Sergio Ramos 9, Varane
5,5, Fabio Coentrao 5 (Marcelo 7 14’
s.t.); Bale 6,5, Modric 7, Khedira 5
(Isco 7 14’ s.t.), Di Maria 8; Benzema
5 (Morata 6 34’ s.t.), Ronaldo 6. All:
Ancelotti 7,5.
ATLETICO MADRID (4-4-2): Courtois
6,5; Juanfran 6, Miranda 6, Godin 8,
Filipe Luis 6 (Alderweireld 5 39’ s.t.);
Raul Garcia 6,5 (Sosa 5 22’ s.t.),
Tiago 6, Gabi 6,5, Koke 6; Diego Costa
s.v. (Adrian Lopez 6 9’ p.t.), Villa 6.
All: Simeone 7,5.
Arbitro: Kuipers (Olanda) 5.
Ammoniti: Raul Garcia, Sergio
Ramos, Khedira, Miranda, Villa,
Juanfran, Koke, Gabi.
Espulso: Simeone
Recuperi: 1’ più 5’.
Vantaggio
Il gol del
2-1 per il
Real Madrid segnato da
Bale, 24
anni. È la
svolta della finale di
Champions (Ap)
piena voce la loro squadra — va
comunque raccontata per prima. Perché Simeone è riuscito
per 96’ a giocare il suo calcio,
quel «cholismo» non estetico —
il fondamento non è giocare bene, ma far giocare male l’avversario — però consociativo e sostenibile. Il singolo sempre al
servizio della squadra, il monte
ingaggi (64 milioni contro i 246
del Real Madrid) sarebbe il sesto in serie A. I 5 minuti di recupero dello scadente arbitro Kuipers sono stati di troppo. E Simeone, espulso dopo il quarto
gol del Real, se ne è lamentato in
campo. Non in conferenza
stampa, dove è stato un signore.
Non è più il calcio delle favole, anche se lo è sembrato a lungo. Il gol divorato da Bale (32’) e
quello segnato da Godin (36’,
grave errore di Casillas) sembravano la favola del brutto
anatroccolo. Godin, centrale di
difesa uruguaiano, arrivato
quattro anni fa all’Atletico dal
Villarreal per 8 milioni, una set-
I gol
In vantaggio con Godin,
il pari di Sergio Ramos
Nei supplementari gol di
Bale, Marcelo e Ronaldo
timana fa aveva segnato al
Camp Nou il gol della conquista
della Liga.
Detto che Simeone ha fatto
un errore mandando in campo
Diego Costa e dovendolo sostituire dopo 9’, bruciandosi così
un cambio che sarebbe stato ossigeno nei supplementari, resta
da celebrare un campione che
non guadagnerà come Ronaldo
ma che ha il Real Madrid nel
cuore: Sergio Ramos. Suoi erano stati i due gol che avevano
messo in ginocchio il Bayern in
semifinale, sua la capocciata di
ieri che ha deciso il destino di
Ancelotti. Nel nome del Real,
dei soldi, della storia.
L’analisi La squadra del Cholo ha dimostrato organizzazione e forza, ma i Blancos non hanno ceduto
Il successo dell’uomo di buon senso
di MARIO SCONCERTI
H
4
1
a vinto il Real per sfinimento. L’Atletico ha corso e coperto il campo come
poche altre volte ho visto, poteva vincere,
forse doveva, ma c’è stata una piccola eccezione finale di Sergio Ramos. Alla fine i
risultati nel calcio hanno sempre una loro
circonferenza, una giustizia. Ma qualche
volta è dolorosa. L’Atletico ha costretto il
Real prima a non esserci, poi a rincorrere
male, ma non è riuscito a fermarlo. Ha
vinto anche nel Real la parte piccolo borghese, la semplice fatica, quella che doveva essere la forza dell’Atletico. Forse abbiamo esagerato nel raccontare l’Atletico
come la rivincita dei poveri. Ha lo stesso
fatturato del Napoli e della Roma, non è il
Chievo. Se era una Cenerentola aveva comunque i tacchi a spillo firmati Armani.
Ma nel gioco delle parti rappresentava
l’altra metà dell’essere, quella della salita.
In realtà il Real non ha più da tempo quel-
la vecchia faccia da splendida Regina del
lato oscuro della ricchezza. Ha vinto cinque Coppe dei Campioni nei primi cinque
anni e quattro nei successivi cinquantatre.
Fino alla sera di Lisbona. Ma resta quasi
simbolico che il gol del successo sia arriva-
Bacio Casillas «ringrazia» Sergio Ramos
to da Bale, lo slogan della differenza, un
uomo da cento milioni di mercato. Quella è
la diversità. Bale non varrà mai dieci giocatori da dieci milioni, ma la sottigliezza è
un’altra, la piccola ingiustizia è pagare
qualunque cifra per i dieci centimetri finali. L’Atletico è stato un monumento all’organizzazione e alla forza di squadra. Il
Real non ha dimostrato molto, ma è rimasto in campo. Ha avuto fortuna e l’ha investita al meglio. Non ci sono molte lezioni
da capire, una finale raramente dimostra
qualcosa, troppo importante il risultato.
C’è però un piccolo italiano in cima all’Europa, uno dei soliti, un buon vecchio servo
dei padroni come si potrebbe dire in una
giornata elettorale. Non ha mai avuto un
calcio suo, ma ha sempre saputo capire il
calcio di tutti. Siamo noi che cerchiamo
verità dovunque, poi alla fine, arrivano
sempre gli uomini di buon senso chiamati
Ancelotti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Lo stesso Ramos che, mentre
Ancelotti incontrava i giornalisti dopo la finale («Questa coppa è speciale perché tutto il madridismo la aspettava. Fin dal
primo giorno, al Bernabeu, mi
avevano detto che ne mancava
una...»), ha guidato Pepe, Modric, Marcelo e Khedira dentro
la sala stampa: un coro da ultrà
per «Carlo» e una spruzzata
d’acqua perché lo champagne
non c’era. Tutto sotto gli occhi
esterrefatti del delegato Uefa,
perché nessuno come Ancelotti
sa far vivere bene i suoi giocatori. E, spesso, farli vincere.
Luca Valdiserri
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Albo d’oro
1956, 1957, 1958, 1959, 1960:
Real Madrid; 1961 e 1962:
Benfica; 1963 MILAN; 1964 e
1965: INTER; 1966: Real; 1967:
Celtic; 1968: Manchester U.; 1969:
MILAN; 1970: Feyenoord; 1971,
1972 e 1973: Ajax; 1974, 1975 e
1976: Bayern Monaco; 1977 e
1978: Liverpool; 1979 e 1980:
Nottingham F.; 1981: Liverpool;
1982: Aston Villa; 1983: Amburgo;
1984: Liverpool; 1985: JUVENTUS;
1986: Steaua; 1987: Porto; 1988:
Psv; 1989 e 1990: MILAN; 1991:
Stella Rossa; 1992: Barcellona;
1993: O. Marsiglia; 1994: MILAN;
1995: Ajax; 1996: JUVENTUS;
1997: B. Dortmund; 1998 Real;
1999 Manchester U.; 2000 Real;
2001: Bayern; 2002 Real; 2003
MILAN; 2004: Porto; 2005:
Liverpool; 2006: Barcellona; 2007:
MILAN; 2008: Manchester U.;
2009: Barcellona; 2010: INTER;
2011: Barcellona; 2012: Chelsea;
2013: Bayern; 2014: Real Madrid
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
Sport 39
italia: 51575551575557
#
L’incidente
Volontario investito da moto della Rai: è in coma farmacologico
L’impatto
Un fermo immagine del momento in cui
l’addetto alla sicurezza in mezzo alla strada
viene investito
dalla moto di
una troupe della
Rai (Ipp)
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
OROPA (Biella) — Un impatto
tremendo, in diretta televisiva. Un
lampo giallo, poi il buio delle
immagini. Un volontario della
protezione civile con la pettorina
fluorescente, che si trova
inspiegabilmente in mezzo alla
carreggiata nella discesa da
Belmonte a Biella, viene prima
schivato da un corridore, ma poi
viene travolto dalla moto 1 di ripresa
della Rai che segue la corsa e le sue
fasi più concitate dal di dentro.
Angelo Leone, 58 anni, assessore alla
protezione civile e allo sport del
comune di Andorno, è stato colpito
lateralmente e sbalzato alcuni metri
più in là. I medici del Giro d’Italia lo
hanno subito rianimato sul posto,
poi è stato trasportato in elicottero al
Cto di Torino, dove è ricoverato nel
reparto di rianimazione in
condizioni gravi. «Attualmente è in
coma farmacologico — spiega il
professor Giovanni Tredici —. Non ci
sono fratture craniche, ma la
situazione non è ancora valutabile
dal punto di vista neurologico. La
prognosi è riservata e al momento
non si può escludere nulla. La fase è
ancora acuta, ma ci sono buone
Ciclismo A Oropa vittoria capolavoro del vicentino
Enrico, l’omonimo
«È la mia rivincita»
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
Pozzovivo invece è come una
specie di sorriso: «Mi chiedevano di provarci e io ci ho provato
— dice il dottore in Economia
— e forse sono anche partito
troppo presto, ma ho visto tutti
al gancio. Peccato che Quintana
non mi abbia dato un cambio e
sia pure scattato negli ultimi
metri. Ma quel che conta è che
sulle pendenze più dure mi
sento in forma. E questo è solo
l’inizio». Questo è il seme che è
stato piantato. Per i frutti bisogna aspettare, senza fretta. Perché il terreno è tanto. E sembra
fertile.
OROPA (Biella) — Il cielo in una stanza. I sogni in fondo al letto. Beato te che hai vinto, Marco, buonanotte…
Vedrai che ce la fai, Enrico, ‘notte anche a te…
Tutte le sere, i due inseparabili di camera con vista traguardo la sognavano e un po’ ci puntavano. Stessa chiave
di stanza da sempre, da quando corrono in bici. Stessa
squadra. Stessa ambizione. Compagni e compaesani. Venerdì sera uno ce l’aveva fatta e l’altro ancora no: «Supercontento per la vittoria del mio grande amico e compagno di stanza Marco Canola!!!», aveva twittato Enrico
Battaglin, un cincìn per il coinquilino di gara che aveva
vinto l’arrivo di Rivarolo, e pure uno sfottò: non imboscarti la bottiglia di Barolo che ti hanno dato, Canola, «attendiamo tutti di degustarla…». Ora che
il santificato d’Oropa è lui, il giorno dopo Marco,
a Battaglin danno la magnum da stappare e lui
sul podio s’emoziona, fatica un attimo a far
esplodere la schiuma e la gioia. «Ci ho creduto!»,
e invece non ci crede ancora d’aver fatto quella fuga a chilometro zero e d’avere azzerato tutti. «La
vittoria di Marco è stata uno stimolo. Non ero certo io il favorito. Non ero il designato dalla squadra,
ci sono altri più scalatori di me. Sono partito dicendomi: devi provarci. Sono riuscito a beccarla
subito. Ho il morale alle stelle…».
Stelline d’Italia. Da Canola a Battaglin. Bardiani
da battaglia. La serie B del ciclismo che si prende i
punti. Il vivaio tenuto dai «cercatalenti» Reverberi,
zio Bruno e Roberto, che dà l’assalto al cielo delle
prime cime. «Siamo i ragazzi di fine anni Ottanta, se
la fortuna è dalla nostra parte ce la possiamo anche fare».
Generazione non di fenomeni: «Sono cresciuto guardando Pantani e Cipollini — Enrico sa d’essere in un luogo
sacro dei «pantaneisti» —, salendo vedevo le scritte, ma
non ci pensavo troppo...». In fuga è partito con lui anche
Pantano, la vittoria di Battaglin non poteva essere un refuso: «L’anno scorso ho avuto un brutto incidente.
Aspettavo la mia rivincita…». Il nome del destino non
l’impressiona, l’omonimia non è un refuso: «Battaglin è
un cognome molto diffuso dalle mie parti. Sono di Marostica, come Gianni: mi chiedono da una vita se sono suo
figlio e invece no…». Un po’ l’infastidisce: «Non ci faccio
più caso. Lui ha vinto il giro, la Vuelta, io sono più uno da
classiche…».
La retorica dei paragoni non lo turba. Sa maneggiare le
dichiarazioni. Una volta gli hanno detto che ricordava
Argentin: «Magari», liquidò. Evocano le trombe del Piave, le sue zone… «Il Veneto ha dato tanto alla Grande
guerra — è politicamente correttissimo —. Queste rievocazioni storiche si stanno perdendo, ma per le nostre generazioni devono avere un posto importante…». Dalle
stanze del Quirinale non avrebbero detto meglio.
Paolo Tomaselli
Francesco Battistini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Uran sotto attacco limita di danni
14ª tappa
Agliè-Oropa di 164 chilometri
1. Battaglin (Ita) in 4h 34’41”’
2. Cataldo (Ita)
s.t.
3. Pantano (Co)
a 0’07’’
4. Jan Polanc (Slo)
a 0’17”’
5. Nicolas (Irl)
a 0’22”’
6. Albert (Ned)
a 0’26”’
7. Sella (Ita)
a 0’28”’
8. Cattaneo (Ita)
a 0’33”’
9. Wellens (Bel)
a 0’39’”
10. Santaromita (Ita) a 0’54”’
15. Quintana (Col)
a 2’39”’
21. Evans (Aus)
a 2’59”’
22. Uran Uran (Col)
a 3’04’”
La classifica generale
1. Uran Uran (Col)in 57h53’23”’
2. Evans (Aus)
a 32”’
3. Majka (Pol)
a 1’35”’
4. Pozzovivo (Ita)
a 2’11”’
5. Kelderman (Ned) a 2’33”’
6. Quintana (Col)
a 3’04”’
Oggi 15ª tappa di 225 km
Valdengo-Montecampione
In tv
Ore 14.30 Eurosport, Rai3,
RaiSport2
duri della salita verso il santuario. Uran galleggia in mezzo al
gruppetto dei migliori e non
sembra nelle condizioni di rispondere. Nairo Quintana finalmente esce dalla nuvola di
tosse degli ultimi giorni e si accoda a Pozzovivo, assieme al
suo gregario Izaguirre. I ragazzi
terribili Fabio Aru e Rafal Majka
non mollano un metro.
La maglia rosa limita i danni,
dopo una tappa con due salite
affrontate a ritmi normali e l’ultima a velocità elevata e perde
25’’ da Quintana, 21’’ da Aru e
Pozzovivo, 17’’ da Keldermann
e Majka, 5’’ da Evans. Il sorriso
di Rigoberto però si è trasformato rapidamente in una maschera che tradisce il nervosismo: «Non ho nessun timore,
sapevo che mi avrebbero attaccato — dice Rigo —, ma ho una
squadra forte. Non c’è problema. Ho perso un po’, ma sono
abbastanza tranquillo. Il Giro è
ancora aperto, ma lo sapevo già.
Non devo dimostrare ogni giorno qualcosa, ma essere più regolare di tutti da qui a Trieste».
La sceneggiatura dell’ultima
Oggi: 15a tappa
196-Desio
172-Monza
183-Trezzo sull’Adda
252-Bergamo
44
63
79
96 104
127
145
Cosa c’è di Nuovo
175
203-Pian Camuno
210-Saronno
24
343 - Endine-Gaiano
215-Busto Arsizio
km
PLAN DI MONTECAMPIONE
1.665 m
207-Oleggio
VALDENGO
258 m
203-Carpignano Sesia
OROPA (Biella) – Il seme della rimonta deve avere attecchito
bene su questa salita, anche se i
frutti prodotti da quella celeberrima di Pantani nel 1999 sono marciti in fretta.
Quindici anni dopo, l’epica e
la compassione umana sono affidate al popolo giallo degli striscioni, tutti per Marco. Ma il Giro nel suo piccolo si regala due
rimonte da tenere bene a mente. La prima, un capolavoro di
freddezza e di potenza, è quella
di Enrico Battaglin, che nell’ultimo chilometro raggiunge i
due compagni di fuga davanti a
lui, Cataldo e Pantano, li riperde, ma poi negli ultimi cinquanta metri recupera ancora
sul tratto in porfido e vince di
slancio: «Pensavo di aver perso
— dice il vicentino —, ma loro
si sono impiantati e ci ho creduto fino alla fine».
La seconda, è quella degli avversari della maglia rosa Rigoberto Uran, che attaccano negli
ultimi 4,5 chilometri e guadagnano secondi pesanti non tanto per la contabilità di classifica,
ma per la propria autostima: il
Giro sembra molto più aperto e
imprevedibile di quanto la cronometro stravinta dal colombiano nelle Langhe facesse pensare. Il seme della rivolta ce l’ha
in tasca Domenico Pozzovivo,
che a 31 anni sa che il tempo
stringe ed è venuto il tempo di
raccogliere qualcosa. DomDom, chiamato così per il suo
grande senso dell’orientamento, attacca su uno dei tratti più
Le classifiche
p. tom.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il protagonista In stanza con Canola
Battaglin e Pozzovivo
due super-rimonte
sulla salita di Pantani
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
speranze di superarla». L’incidente
ricorda nella dinamica quello
avvenuto all’ultimo Giro delle
Fiandre: ma allora era stato un
corridore, Van Summeren, a
impattare violentemente contro una
tifosa belga, che però si trovava su
uno spartitraffico. La signora è uscita
dal coma dopo un mese.
206
225
Omonimi L’arrivo vittorioso di Enrico Battaglin ieri e, a fianco,
Giovanni Battaglin, vincitore del Giro nel 1981 (Ansa, Ap)
settimana è questa e le parti assegnate sono sempre più delineate. Uran però quest’inverno
ha lavorato molto per migliorare a cronometro e come succede
in questi casi potrebbe aver perso un po’ di quella brillantezza
in salita mostrata un anno fa,
quando chiuse al secondo posto
dietro a Nibali. Già oggi, con la
lunga salita dalla pianura a Plan
di Montecampione (18.5 km
con pendenza media del 7.8%)
si potrà avere la controprova.
Ed è naturale che, con tutte le
montagne più dure ancora da
percorrere, il colombiano non
si senta affatto al sicuro.
La smorfia di fatica sul viso di
notizie dalle aziende
a cura di RCS MediaGroup Pubblicità
PHYSIOGEL SENSI
CUOIO CAPELLUTO
DA RILASTIL
LIPOREDUCER CREMA
PROFESSIONAL 27
TAU MARIN
LA NUOVA GUIDA
ALLE TERME
L’INNOVATIVO
NIOGERMOX DI ISDIN
Physiogel Ipoallergenico, linea dermo-cosmetica di detergenti e trattamenti per le
pelli secche e sensibili, da oggi si prende cura
anche del benessere del cuoio capelluto con
uno shampoo per la detersione delicata dei
capelli secchi, donando loro volume e splendore, e del cuoio capelluto sensibile. Il nuovo
Shampoo Sensi Cuoio Capelluto nasce dalla
ricerca dei Laboratori Stiefel del Gruppo GlaxoSmithKline Consumer HealthCare S.p.A,
da oltre 165 anni impegnati nella ricerca dermatologica e nel concepire
soluzioni adatte alla pelle. La
sua formula contiene infatti
una combinazione di ingredienti tensioattivi e condizionanti, come il Pantenolo, che
idratano i capelli rendendoli
più sani e belli. Testata da
dermatologi, non contiene
conservanti, profumi e coloranti, è adatta a un uso frequente e a tutta la famiglia,
neonati, bambini e adulti.
Rilastil Liporeducer Crema
nasce come trattamento urto
per contrastare le adiposità
localizzate ed è particolarmente indicato per i punti
critici, quali pancia, glutei e
addome. Si tratta di un prodotto unico, arricchito da
microsfere di Vanillyl Butyl
Ether, che creano un effetto calore prolungato, con
efficacia immediata. Grazie
alla sua azione la pelle acquista più tono e levigatezza, i profili si fanno
più armoniosi. Rilastil Liporeducer Crema è
un’emulsione dalla texture ricca e cremosa,
indicata come trattamento rimodellante e
snellente per adiposità localizzate, grazie all’azione rassodante, tonificante ed elasticizzante dell’Acido Ximeninico e ad attivi snellenti
selezionati, UCPeptide e ATPeptide. Rilastil
Liporeducer è senza alcool, senza parabeni
ed è testato per Ni, Cr, Hg, Co e Pg. Rilastil
Liporeducer Crema è disponibile in farmacia.
Pratico, versatile, dalle linee essenziali:
Professional 27 Tau Marin è lo spazzolino con testina scalare corta, in cui qualità e tecnologia si uniscono per garantire una corretta igiene orale quotidiana
La testina scalare con inclinazione di 15° agevola il raggiungimento dei punti più nascosti,le
setole in tynex, fibra che evita la proliferazione
di batteri, sono arrotondate per evitare traumi
a denti e gengive; inoltre hanno elasticità differenziata: rigide, per una ideale rimozione della
placca, e semirigide per un corretto massaggio
delle gengive. Il manico diritto è anatomicamente studiato per una corretta impugnatura. Professional 27 è disponibile in 3 versioni:
duro (con setole rosso-blu), medio (con setole
verdi-blu), morbido (con setole celesti-blu).
Ogni spazzolino è corredato da copritestina,
per offrire la massima igiene. In farmacia.
Le Terme dell’Emilia
Romagna presentano la Nuova Guida
2014/2015, realizzata
dall’Unione Regionale Terme Salute e
Benessere in collaborazione con il Coter,
un valido aiuto per
individuare e scegliere le cure termali e il
percorso di salute e benessere più adatto alle
proprie esigenze. Uno strumento prezioso, ricco di informazioni per avere una panoramica
a 360 gradi dei 25 centri termali dell’Emilia
Romagna. Oltre alle nuove proposte benessere viene presentata anche l’offerta speciale
dedicata ai bambini: ogni piccolo ospite delle
Terme dell’Emilia Romagna avrà l’ingresso
gratuito all’Acquario di Genova e a quello di
Cattolica.Per informazioni e ricevere gratuitamente la Guida alle Terme: Coter srl, Consorzio del CircuitoTermale dell’Emilia Romagna,
Numero Verde 800 888850, [email protected], www.termemiliaromagna.it
Niogermox è l’innovativo smalto di ISDIN
che consente di curare i funghi delle unghie
in modo pratico, senza l’utilizzo di solventi o
lime. Grazie all’innovativa formulazione idrosolubile, la novità ISDIN rende semplice più
che mai l’applicazione e soprattutto la rimozione del prodotto, per la quale è sufficiente
un semplice risciacquo con acqua. Più efficace e tollerabile rispetto alla lacche di vecchia
generazione, Niogermox favorisce inoltre la
ricrescita dell’unghia, migliorandone l’integrità e proteggendola da danni fisici e/o aggressioni chimiche.Proposto in
2 formati capaci di coprire
l’intera terapia, asciuga in
solo 30 secondi, formando
una pellicola invisibile e
permeabile all’umidità
e all’aria che consente il
rapido rilascio del principio attivo antifungino
(ciclopirox) evitando che
venga allontanato da calze o scarpe. In farmacia.
40
italia: 51575551575557
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
Sport 41
italia: 51575551575557
F1 A Montecarlo sospetti su Nico che dopo il primato va lungo e motiva le bandiere gialle
Rosberg, la pole della «furbizia»
fa saltare l’alleanza con Hamilton
Lewis ricorda: « Mi è piaciuto Senna quando tamponò Prost...»
DAL NOSTRO INVIATO
MONTECARLO — Ma Nico Rosberg e Lewis Hamilton non erano
amici? Erano, appunto. Forse non
lo sono più. Non più da ieri e dalla
fatal Montecarlo — palcoscenico
predisposto di sicuro dal demonio: i due piloti della Mercedes vivono nel Principato e abitano nello stesso palazzo —, che nel finale
delle qualifiche manda a pallino
un incanto (ammesso che fosse
tale) creando la prima crepa nel
blocco monolitico della squadra
fin qui dominatrice del campionato. Ha fatto apposta, Nico, ad
andare lungo al termine della discesa del Mirabeau, oppure si è
trattato di un errore? Buona la seconda, hanno certificato i commissari dopo aver visionato il video dell’episodio e analizzato la
telemetria, la stessa procedura che
nel 2006 determinò la squalifica di
Michael Schumacher a causa del
«parcheggio» alla Rascasse che
impedì ad Alonso di conquistare
la pole. «Non ha commesso alcuna irregolarità» è il verdetto, che
rappresenta una pietra tombale
sull’episodio ma non la schiuma
giusta per spegnere l’incendio.
A tanti, infatti, continua a sembrare che la furbata ci sia stata:
uscendo, Rosberg ha fatto scattare
le bandiere gialle e ha rovinato il
tentativo estremo del compagno,
che era alle spalle e che cercava di
scavalcarlo in vetta.In verità, questo risulta più che altro ad Hamil-
Via alle 14
L’errore
Nico Rosberg ,
28 anni, in una
ripresa televisiva nel momento in cui «va
lungo» creando
i sospetti di una
manovra voluta
(Canoniero)
ton, incavolato come nemmeno al
tempo delle risse con Alonso alla
McLaren e diretto nell’esporre le
sue idee. Siamo alla riedizione —
gli ha chiesto la Bbc — delle guerre tra Senna e Prost? «Sostanzialmente sì». Non avete inteso? Sentite il seguito. Lewis, ti siederai a
un tavolo con Rosberg e la farai
fuori? «Non so se loro due l’abbiano fatto». Infine, la battuta inquietante, che riporta al Rosberg,
il sospetto del deliberato tampo-
namento di Ayrton ad Alain nel
1990 a Suzuka: «Piuttosto, preferisco il modo in cui Senna ha regolato la questione con Prost». Tira
aria grama, sullo start del Gp...
È davvero difficile parlare del
«resto» della qualifica, anche se ci
sono da annotare i costanti progressi delle Red Bull (terza e quarta, di nuovo con Ricciardo davanti
a Vettel), le prodezze di Kvyat (il
russo «de Roma», debuttante a
Montecarlo, prima ha distrutto
Griglia di partenza
1. Rosberg (Ger, Mercedes)
1’15’’989 alla media di 158,233
Km/h; 2. Hamilton (Gbr,
Mercedes) 1’16’’048; 3. Ricciardo
(Aus, Red Bull) 1’16’’384; 4.
Vettel (Ger, Red Bull) 1’16’’547;
5. Alonso (Spa, Ferrari)
1’16’’686; 6. Raikkonen (Fin,
Ferrari) 1’17’’389; 7. Vergne (Fra,
Toro Rosso) 1’17’’540; 8.
Magnussen (Dan, McLaren)
1’17’’555; 9. Kvyat (Rus, Toro
Rosso) 1’18’’090; 10. Perez
(Mex, Force India) 1’18’’327; 11.
Hulkenberg (Ger, Force India)
1’17’’846; 12. Button (Gbr,
McLaren) 1’17’’988; 13. Bottas
(Fin, Williams) 1’18’’082; 14.
Grosjean (Fra, Lotus) 1’18’’196;
15. Maldonado (Ven, Lotus)
1’18’’356; 16. Massa (Bra,
Williams) 1’18’’209; 17. Gutierrez
(Mex, Sauber) 1’18’’741; 18.
Sutil (Ger, Sauber) 1’18’’745; 19.
Bianchi (Fra, Marussia)
1’19’’332; 20. Chilton (Gbr,
Marussia) 1’19’’928; 21.
Kobayashi (Gia, Caterham)
1’20’’133; pit Lane: Ericsson
(Sve, Caterham) 1’21’’732 per
aver causato l’incidente con
Massa
Oggi
Gp di Monaco, ore 14 (diretta Sky
F1, differita ore 21.10 Raidue)
Retroscena
l’ala anteriore ma poi si è preso il
settimo posto) e il ricollocamento
della Ferrari in terza fila, una posizione da battaglia. In realtà, lo è
più per Alonso, perché Raikkonen
ammette di «non aver migliorato
il feeling con la vettura». Fernando, invece, ha sparato un giro mostruoso («Le mie migliori qualifiche avvengono qui: posso osare»), il miglior giro dell’anno, che
alimenta speranze («Che sorpresa
essere a 2 decimi da Vettel...») da
proiettare a un ipotetico inserimento futuro nella probabile bufera Hamilton-Rosberg. Questo,
però, al momento è troppo: «Sono
così avanti nel Mondiale che possiamo seguire la loro battaglia solo dall’esterno — dice Nando —.
Se migliorassimo fino a lottare per
le vittorie, allora sì che la situazione si farebbe interessante».
Fernando osa
Alonso giro mostruoso,
è quinto: «Qui oso e
faccio le cose migliori»
È tutto prematuro. Supremazia
e liti fin qui sono «cosa nostra»,
nel senso della Mercedes. Torna il
flash di quel «lungo» al Mirabeau:
la traiettoria di Rosberg (troppo
centrale?), la curva abortita, la frenata (deliberatamente in ritardo?), l’uscita, le bandiere gialle,
Lewis stoppato. Al solito, i fatti diventano un processo alle intenzioni. Niki Lauda, azionista e guru
delle Frecce d’Argento, difende
Rosberg e con l’espressione francese usata anche da Rudi Garcia,
allenatore della Roma, mette in riga Hamilton: «Riportate la chiesa
al centro del villaggio». Il guaio è
che il Lewis fumante, al centro del
villaggio vorrebbe piazzare la sua
auto. Piantata in quella di Nico.
Flavio Vanetti
Il verdetto
di innocenza
conta poco
per l’inglese
MONTECARLO — L’innocenza di
Rosberg, proclamata dalla direzione
corsa, conta poco. Pesa e peserà,
piuttosto, la percezione di Hamilton,
convinto ora di avere a che fare con un
avversario pronto alla scorrettezza, pur di
contrastarlo. Il fuoco è ormai acceso e
sulla fiamma soffiamo tutti, dentro un
Mondiale capace di regalare, dopo la noia,
una rivalità feroce e memorabile.
«Hamilton come Senna» già rilanciano gli
inglesi, senza ricordare che fu Senna il
primo a rompere ogni patto con Prost, in
una McLaren forte come questa Mercedes.
Imola, 1989. La telemetria non mente,
assicurano i tecnici. Ma nessun dato può
togliere dalla scena la furia disperata con
la quale Rosberg ha aggredito
Montecarlo, il suo ritmo strepitoso,
gonfiato dall’urgenza di replicare alle 4
pole e alle 4 vittorie di Hamilton nelle
prime cinque gare. Forse Rosberg non
aveva alcun bisogno di un trucco. Eppure,
in molti, al trucco hanno pensato; su una
manovra deliberata hanno scommesso. Il
che vale, proprio per Hamilton,
consolazione massima. Perché Rosberg
che volontariamente esce di pista,
bloccando la caccia alla pole del
compagno, manifesta una debolezza
estrema. Un gesto disperato, compiuto da
un pilota perdente. È questo il tema
chiave, da oggi in poi. La tenuta di
Rosberg mentre Hamilton cercherà non
solo di batterlo, ma di infierire,
sfruttando un talento solidissimo. La
direzione corsa ha salvato la pole di Nico.
Eppure, nel momento in cui torna davanti
a Hamilton, la corsa, la stagione, la
reputazione di Rosberg, corrono verso
una verifica spietata e, crediamo, decisiva.
Giorgio Terruzzi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Una vacanza speciale per
i futuri mamma e papà
All’Hotel Salvadori la magia
delle Dolomiti a 4 stelle
Con Il Gabbiano Livingston alla scoperta
di un Kenya che non ti aspetti
Momenti di puro relax in ambienti di raffinata eleganza, accoglienza personalizzata, trattamenti individuali al centro benessere e proposte gastronomiche a base di ingredienti biologici a km zero firmate
da chéf rinomati. Sono alcune delle proposte che
compongono l’offerta “Coppie in dolce attesa”, la
speciale proposta di Select Hotels Collections dedicata ai futuri genitori. L’iniziativa coinvolge due
prestigiosi cinque stelle della catena alberghiera
di proprietà della famiglia Batani: il Grand Hotel
da Vinci di Cesenatico e il Grand Hotel Rimini.
Un’occasione imperdibile per rilassarsi e condividere un momento romantico prima del grande evento.
Il pacchetto, valido secondo disponibilità per i mesi
di giugno, luglio e agosto in entrambe le strutture, prevede per
mamma e papà
trattamenti
personalizzati
nella spa, libero
accesso alla piscina esterna e
servizio spiaggia
con ombrelloni
e due lettini. È
possibile
scegliere fra due fasce di prezzo. Al Grand Hotel da
Vinci di Cesenatico si parte da 470 euro per camera al giorno (doppia Executive), per un soggiorno minimo di due notti e cena presso il ristorante
Monnalisa. Il Grand Hotel Rimini propone una
vacanza a partire da 700 euro per camera al giorno (minimo di due notti) che comprende una ricca
colazione a buffet e cena al ristorante Dolce Vita.
Per ulteriori informazioni www.selecthotels.it tel.
0544.977071; [email protected]
Ci sono luoghi comuni che vengono sfatati dalla realtà. Accade per il Kenya, talvolta percepito come
una meta legata al turismo di massa. Un Paese che
invece custodisce ancora ambienti di grandissimo
fascino, difficili da raggiungere e quindi ancora incontaminati. Scenari spettacolari, da scoprire a bordo di piccoli aerei ad uso esclusivo: è la proposta
de Il Gabbiano Livingston, Tour Operator di Milano
specializzato in viaggi su misura ed esplorazioni aeree in Africa e nel resto del mondo. Un modo per
spostarsi velocemente, alternando i tradizionali trasferimenti a terra alla meravigliosa esperienza di un
safari in volo. Oltre la Rift Valley, superate le aree
antropizzate, si scoprono vallate che sembrano riportarci alla genesi della terra, con un susseguirsi di
crateri vulcanici, antiche colate di lava nere e brune
testimoni di grandi sconvolgimenti geologici, dune
di sabbia e specchi d’acqua ricoperti da un mantello
denso di fenicotteri rosa. Poi si risale fino al Lago Turkana, con i suoi due coni vulcanici che escono direttamente dalle acque. Un vero paradiso primordiale,
dove gli animali sono ancora padroni del territorio.
Al termine di ogni tappa, il piacere di un meritato
relax. In un piccolo gioiello come il Desert Rose
Lodge, un gruppo di soli 5 chalet che offrono una
vista mozzafiato sulla natura circostante, oppure in
piccoli campi tendati di lusso dotati di ogni comfort.
Il Gabbiano Livingston organizza diversi programmi su misura con soggiorni di 7 notti o più in
Kenya, con eventuali estensioni in Uganda, Tanzania ed Etiopia, a partire da Euro 5.090 per persona, voli di linea esclusi. Per maggiori informazioni:
tel. 02.26111440; [email protected];
www.gabbianolivingston.com
a cura di RCS MediaGroup Pubblicità
Una destinazione per chi ama la montagna lontana dalle mode, ancora ricca di suggestione e tradizione. Siamo nel cuore del Trentino, circondati
dalle meravigliose Dolomiti del Brenta, dall’Adamello, dal Parco Nazionale dello Stelvio. Qui, al
centro della Val di Sole a Marilleva–Mezzana, si
trova l’Hotel Salvadori: quattro stelle, 41 camere
e tanti comfort accompagnati dalla cura per ogni
dettaglio che è la cifra della conduzione familiare
di Angelo e Paola. Da più di un secolo, la filosofia che ispira l’Hotel Salvadori è di far sentire ogni
viaggiatore come a casa propria. Un weekend o
un lungo soggiorno diventano esperienze emozionali all’insegna del relax, del divertimento,
dello sport. E poi c’è la cucina, legata alla tradizione gastronomica trentina. Prodotti di qualità e
creatività consentono allo chef di proporre piatti
stuzzicanti e innovativi, da degustare in un ambiente elegante e molto accogliente. Una vacanza
all’insegna dei piaceri. Qui vige la vera ‘remise en
forme’ di corpo e spirito. Dopo una giornata di
movimento, gli ospiti possono abbandonarsi alle
coccole dell’area wellness per rigenerarsi grazie
alle acque saline della piscina interna ed esterna,
oppure concedersi i benefici della sauna: dalla
classica finlandese al bagno turco, dalla talassoterapia alla biosauna al fieno. E poi massaggi, trattamenti beauty, giardino con terrazza solarium e
palestra attrezzata per i più sportivi. Info e prenotazioni: tel. 0463.757109; www.hotelsalvadori.it;
[email protected]
42
italia: 51575551575557
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
Sport 43
italia: 51575551575557
Basket, Roma elimina Cantù
Volley, l’Italia ribatte il Brasile
Sbk, Giugliano in superpole
Roma ha vinto gara tre 74-70 dopo un supplementare, ha eliminato
Cantù e si è qualificata per le semifinali chiudendo la serie sul 3-0. Nell’altra partita di ieri, Reggio Emilia ha superato 82-74 Siena e ora conduce 2-1. Oggi torna in campo Milano per gara 4 sul campo di Pistoia
(ore 20.30, diretta RaiSport1). L’EA7 guida la serie 2-1.
Impresa del volley azzurro che concede il bis superando ancora il Brasile a
domicilio nella World League in corso a Jaragua Do Sul. Gli azzurri di Berruto
si sono imposti per 3-1 (parziali 25-17, 24-26, 25-23, 25-20).
SCHERMA — Quarto centro in Coppa del Mondo di fioretto per Arianna
Errigo, che si è imposta a Marsiglia battendo in finale la russa Deriglazova.
Davide Giugliano (Ducati) ha conquistato la superpole nella prova di Donington del Mondiale superbike davanti a Haslam (Honda) e Melandri
(Aprilia). Oggi le due prove, alle 13 e alle 16 (diretta tv Italia 1).
RUGBY — Il Tolone ha vinto la Heineken Cup battendo i Saracens 23-6 a
Cardiff. Per Wilkinson, al passo d’addio, 13 punti e il 100 per cento al piede.
La Milano del pallone Pubblica precisazione del presidente onorario, il Milan lavora per risolvere il problema allenatore
Ippica
Moratti: «Questa Inter Cercasi colpo di scena
non è da risanare»
Jesus ultima tentazione
Final Score
punta al tris
di famiglia
nelle Oaks
«Mi spiace che Thohir usi questo verbo»
MILANO — Proprio vero che
certe mamme sono un tesoro.
Anche tra i cavalli. Specie una
supermamma che, come
l’italiana Holy Moon, per tre
anni di fila metta al mondo
una figlia capace di vincere la
corsa di galoppo più
importante nella vita di una
purosangue, le Oaks. Non s’è
mai visto al mondo: mai da
quando nel 1779 il 12° conte
di Derby, per scommessa con
altri nobili appassionati di
cavalli a Epsom, in un fastoso
ricevimento di nozze
«inventò» e dedicò alla
volubile sposa lady Elisabetta
Hamilton la corsa per
femmine di 3 anni che poi
ovunque ha preso il nome
dalle querce della sua tenuta,
appunto le Oaks, cimento che
in Italia si disputa solo da 105
anni. Eppure potrebbe
accadere a San Siro alle 5 del
pomeriggio se le Oaks —
siglate nel 2012 e 2013 da
Cherry Collect e Charity Line,
due figlie della 14enne fattrice
Holy Moon — dovessero
essere vinte da Final Score,
un’altra sua erede che in
comune con le altre due ha
pure la scuderia Effevi
dell’assicuratore Felice Villa,
l’allenatore Stefano Botti e il
fantino Fabio Branca. La
raccomanda anche il
tempismo di papà Dylan
Thomas, stallone che
domenica scorsa a Roma ha
visto un proprio figlio, Dylan
Mouth, dominare il 131°
Derby per la stessa scuderia di
Final Score. Ed è paradossale
che, fra le 12 al via per
400.000 euro sui 2.200, spunti
quasi in casa la rivale So Many
Shot: sua zia Claba Di San
Jore, altra supermamma
purtroppo venduta nel 2012
agli inglesi per 740.000 euro,
partorì per la medesima
scuderia di Final Score un
laureato del Gran Premio di
Milano come Jakkalberry e
ben due vincitori del Derby
Italiano come Awelmarduk e
Crackerjack King. I meneghini
di rito ortodosso seguiranno
la sfida lanciata dal tandem
Finidaprèst e Scighèra (nomi
in dialetto di rigore per tutte
le portacolori della scuderia
Rencati di Luciano Salice),
mentre i puristi sosterranno
l’esperimento sui 2.200 metri
di Vague Novelle, eroina della
scuderia Incolinx di Diego
Romeo già a segno nel
classico Premio Regina Elena
ma sui 1.600 metri. La
Germania invia la cavalla
Nauka, rampolla del teutonico
Kallisto (laureato a Roma nel
2000 del Derby) e della
primatista cronometrica delle
Oaks di San Siro, vinte da
mamma Nagoya nel 1999. E
dalla Francia arriva Elektrum,
per la quale si scomoda il
49enne fantino inglese Kieren
Fallon, vincitore di 3 Derby di
Epsom, 2 Arc de Triomphe,
2.200 corse e 6 scudetti.
Barbara: «L’Atletico è il nostro modello»
Massimo Moratti ha scelto un’occasione importante,
quella del premio «Mecenate dello Sport», che gli è stato
consegnato ieri a Latina, per precisare che la decisione di
cedere il pacchetto di maggioranza dell’Inter è stata dettata dalla volontà di rendere più forte la società e non
dall’obbligo di vendere, sotto la minaccia dei creditori.
Voci che girano da un anno e sulle quali il presidente
(onorario) ha voluto fare chiarezza, in risposta alle domande dei presenti.
«Esisteranno ancora i mecenati, gli appassionati che
vogliono far felici i propri tifosi, pronti a investire i soldi
di famiglia. Anche nell’industria si cercano professionisti, ma poi si nota che chi difende il Paese è una famiglia.
Riconosco che noi possiamo aver sbagliato anche gravemente nella parte commerciale, cioè nel non saper vendere la squadra nel mondo. Eravamo tutti molto più attaccati alla parte calcistica e anche chi ci lavorava era molto più
L’errore
preoccupato di far vedere alla
proprietà di essere attento al«Ho sbagliato
l’aspetto sportivo. Adesso c’è
a trascurare
Thohir; andava bene trattare con
l’aspetto
lui perché portava in fretta tutto
commerciale» il mercato che a costruirlo da zero avrebbe richiesto a noi 4-5 anni di lavoro. Se ce la fa, lui può
portare il mercato dell’Indonesia e della Cina, ma gli servirà avere intorno persone valide. Per questo ho insistito
perché Zanetti abbia un ruolo importante. Thohir è attento, preciso, onesto; rappresenta bene il club; il suo dovere sarà quello di tenere collegata squadra e città».
E alla fine, ecco il colpo di fioretto. «Thohir è stata la
scelta migliore, ma non mi piace molto quando dice di
voler risanare l’Inter che non ha nulla da risanare. L’Inter
ha risposto sempre ai propri debiti, all’acquisto dei giocatori, al pagamento degli stipendi senza mai pesare su
nessuno. Ora c’è un’altra persona che spero possa continuare così, magari spendendo un po’ meno di me».
Ieri Thohir ha lasciato Lisbona, prima dell’inizio di Real-Atletico ed è volato a Londra, per mettere a punto la
strategia finanziaria: deve sempre liberare le garanzie
che fanno ancora capo a Moratti. Stasera sarà a Milano;
nelle prossime ore incontrerà Mazzarri e Ausilio per pianificare la nuova stagione. E il futuro.
Fabio Monti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’intervista
MILANO — «Del Milan mi occuperò dopo le elezioni», fa sapere Silvio Berlusconi. Quindi, in teoria, da oggi ogni giorno è buono per decidere chi sarà il prossimo
allenatore. L’impressione è che servirà ancora un po’ di
pazienza. Intanto, però, le linee guida sono state tracciate: serve un nome «eclatante» per sostituire Clarence Seedorf, un nome che possa convincere i tifosi, ma soprattutto far venir voglia al presidente di accollarsi i 5 milioni di stipendio dell’olandese (nella speranza che, più
prima che poi, Seedorf trovi un’altra panchina). Altrimenti, si continua con lui, nonostante le perplessità (il
tecnico, dopo aver preparato un dossier con la sua versione della stagione, pieno di numeri e articoli a lui favorevoli, ora cerca di ricucire i rapporti, come si evince
dalla sua presenza al matrimonio di Montolivo). Nessun
nome è tanto eclatante quanto quello di Carlo Ancelotti,
ma dopo il trionfo in Champions
non lascerà il Real.
Il ventaglio dei candidati però
La linea
di restringersi si allarga:
Serve un nome invece
resta viva l’idea di Unai Emery,
«eclatante»,
l’allenatore del Siviglia che ha
altrimenti resta vinto l’Europa League, ma bisogna muoversi in fretta per evitaSeedorf
re il rinnovo con il club spagnolo
e al Milan serve tempo («Col Siviglia c’è totale sintonia, ma non
si può dare niente per scontato», il commento dell’agente di Emery). Così l’ultima tentazione è quella di Jorge
Jesus, allenatore del Benfica che, quella stessa finale, l’ha
persa (ai rigori), dopo aver eliminato la Juve. Ha ancora
un anno di contratto e c’è una clausola da pagare per liberarlo, ma Adriano Galliani ieri a Lisbona ha sondato il
terreno con l’interessato. A Lisbona c’era anche Barbara
Berlusconi, che ha ribadito come l’Atletico (quest’anno)
e il Borussia (l’anno passato) dimostrino che si possono
ottenere buoni risultati anche senza tanti soldi. «L’Atletico è un esempio di come attraverso un progetto, una
buona programmazione, una buona rete di osservatori,
anche senza infinite risorse si possano ottenere risultati
importanti — le parole a Sky —. Anche paragonato alla
Juve o al Milan, il monte ingaggi dei loro giocatori è
molto minore e il fatturato è circa la metà». Parole che
(giurano) non volevano essere una critica a Galliani, ma
solo l’indicazione del modello da seguire.
Onorario Massimo Moratti, 69 anni, presidente Ad commerciale Barbara Berlusconi,
onorario dell’Inter dal 15 novembre 2013 (Forte) 29 anni, è la terzogenita del presidente (Ap)
a. rav.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Gnocchi torna sul campionato appena concluso. «L’Inter? Thohir è ‘’razzista’’, ha tirato un pezzo di asado a Cambiasso»
Il Gene del calcio tra Buffon, MySky e l’«altro» Genny
MILANO — Un campionato non
proprio esaltante, ma, volendo, esilarante. Una stagione vista da Gene
Gnocchi, che ogni giorno rompe il
pallone sulla Gazzetta dello Sport e
commenta (con competenza vera) le
vicende calcistiche alla Domenica
sportiva. Domande serie, risposte
mica tanto. Cominciamo.
Cosa salva di questo campionato?
«Di questo campionato mi resta
l’immagine di Buffon che entra nel
portone con la D’Amico, ma io so che
non c’è stato niente: lei gli ha spiegato il funzionamento di MySky, che lui
non capiva bene. A livello tattico
adesso va di moda il falso nueve,
l’unico modo per arginare questa
tendenza è giocare con il falso uno,
falso dos, falso tres, falso quatro, falso cinco... tutti falsi».
Perché la Juve domina in Italia e
non vince in Europa?
«Perché in Europa c’è meno sudditanza psicologica e gli avversari affrontano la Juve giocando in modo
meno contratto, più sbarazzino. La
cosa che mi lascia perplesso è che per
celebrare lo scudetto la dirigenza
aveva già preparato degli omaggi
d’oro con le iniziali di ciascun giocatore. Su quello di Pogba c’era scritto
TTV: tanto ti vendiamo».
Dopo vari tentennamenti Conte
ha deciso di restare, ma senza rinnovare. Come finirà?
«Il problema è che Conte tratta i
giocatori come Grillo tratta quelli del
Movimento 5 Stelle. La soluzione
l’anno prossimo sarebbe che Conte
andasse dai Cinque Stelle e Grillo alla
Juve».
Garcia è stato il segreto della Roma?
❜❜
Le iniziali di Pogba
La Juve ha regalato
dei doni con le iniziali dei
giocatori. Per Pogba c’è
TTV: tanto ti vendiamo
❜❜
Seedorf e il divorzio
Seedorf? L’approvazione
del divorzio breve
alla Camera non è stato
un bel segnale
«Il segreto della Roma è stato parlarsi di più: prima ciascuno aveva la
propria tariffa telefonica, poi è arrivato Totti, ha imposto la Vodafone a
tutti e c’è stato il salto di qualità. Ma
no, il segreto è stato Garcia che da
buon paraculo ha parlato subito con i
capi storici dello spogliatoio, Totti,
De Rossi ecc. e li ha portati dalla sua.
E poi con la qualità di Pjanic, Destro,
Ljajic ha fatto il resto».
Capitolo Inter: Mazzarri sostiene
di aver fatto il massimo con questa
rosa, è d’accordo?
«L’Inter mi ha deluso per il gioco,
ma quello che mi è piaciuto ancora
meno è lo scarso rispetto per gli eroi
del Triplete: la verità è che Thohir è
razzista, pare che mentre Cambiasso
batteva un calcio d’angolo gli abbia
tirato un pezzo di asado dalla tribuna. Poi non era necessario mettere all’ingresso di Appiano Gentile il cartello “comune deargentinizzato”, un
gesto brutto».
Se l’Inter non ride, il Milan piange: come finirà con Seedorf?
«Seedorf è stato oggetto di una
guerra psicologica incredibile, anche
l’approvazione del divorzio breve alla
Camera, per dire, non è stato un bel
segnale. Berlusconi ha detto che gli
cercherà un nuovo ruolo e pare voglia fargli sostituire Massimo Pistoc-
Artista Gene Gnocchi
chi come opinionista: Clarence l’ha
vista come una diminutio e invece
sbaglia perché Pistocchi è una colonna. Comunque Seedorf sta affrontando tutto con una signorilità e una pazienza, che neanche Veronica Lario:
infatti dal divorzio prenderà più o
meno lo stesso».
Ha visto la finale di Coppa Italia?
È stato Genny ‘a carogna a decidere
che si poteva giocare.
«Cominciamo col dire che non c’è
stata alcuna trattativa. La verità è che
Genny aveva parlato con Renzi e poi
ha spiegato ad Hamsik che secondo
lui l’Italicum ha senso solo se la soglia di sbarramento non è superiore
al 4% e che il premio di maggioranza
si dà solo se un partito supera il 40%
dei consensi, sennò Genny ha detto
chiaro che si ritorna al proporzionale.
Questo è quello che si sono detti: se
poi la solita dietrologia italiana vuol
dare a Genny ‘a carogna quel ruolo
che non ha mai avuto, facciano pure».
Nonostante la gaffe sui Mondiali
del Qatar, Blatter è sempre al suo
posto, che ne pensa?
«Blatter è completamente fuori dal
mondo, crede ancora che Riccardo
Fogli sia il cantante dei Pooh».
Riesce ancora a divertirsi col calcio?
«Sì, la Ds è un’esperienza molto divertente, spero di fare altre cose con
Paola Ferrari, perché ormai siamo
una coppia di fatto, una coppia comica. E poi ho avuto compagni di lavoro
ottimi come Ivan Zazzaroni: io gli davo un tot a puntata per ridere alle mie
battute, ma da grande attore qual è
sembrava ridesse davvero».
Arianna Ravelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Luigi Ferrarella
[email protected]
© RIPRODUZIONE RISERVATA
44
italia: 51575551575557
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
45
italia: 51575551575557
CorriereSalute
LE PAGINE DEL VIVERE BENE
www.corriere.it/salute
Medicina
Alimentazione
Medicina
Diritto
Inizia in ospedale
la prevenzione
dell’alcolismo
I legumi dolci
che giovano
alla circolazione
La colonscopia
può salvare
davvero la vita
Al via le cure
sperimentali
per la Sma
a pagina 48
a pagina 51
LA SALUTE MENTALE
FA CRESCERE IL PIL
a pagina 49
a pagina 53
La frontiera
dell’elettroceutica
di CLAUDIO MENCACCI*
L
a salute mentale rappresenta un importante
fattore economico della nostra società.
Nei Paesi dell’Unione Europea questo
problema provoca, a causa della diminuzione
di produttività, un calo del Pil calcolato in
almeno il 3-4 per cento. Di fronte a un crescente
aumento di disturbi psichici nella popolazione italiana
(circa 16 milioni di casi) aggravati dalla crisi
economica e dal clima di incertezza e di disoccupazione
che riguarda in particolare i giovani, è urgente mettere
in atto strategie per affrontare ciò che nel giro di pochi
anni sarà la principale causa di disabilità. Fra le
persone con disagio mentale i tassi di occupazione
sono molto più bassi rispetto a quelli di persone affette
da patologie somatiche croniche (diabete,
cardiovascolari eccetera), così come maggiore è la
difficoltà a inserirsi in ambito lavorativo in particolare
la dove vi è un elevato
livello di
stigmatizzazione. Urgono
quindi interventi
protettivi, soprattutto
Il disagio psichico verso i pazienti giovani
e con basso livello di
mette a rischio
istruzione. I servizi di
salute mentale non
la produttività
devono subire tagli
di un crescente
lineari, devono anzi
numero di persone essere potenziati
facilitando l’accesso alle
cure anche innovative per
tutti e per tutte le patologie psichiatriche. Particolare
supporto e attenzione vanno riservati all’inserimento
lavorativo di quei giovani in transizione tra scuola e
lavoro e alle loro famiglie, va inoltre implementata la
partecipazione ad attività’ di gruppo (associazioni
sportive, laiche, religiose) come ulteriore fattore di
protezione dalle conseguenze della crisi. In aggiunta
è necessaria la lotta al consumo di alcolici, attraverso
politiche di prevenzione e di aumento dei prezzi,
consentirebbe una riduzione delle morti alcol correlate
(si veda anche l’articolo sul referente alcologico negli
ospedali a pagina 48). Ridurre lo stigma verso le
patologie psichiche è, infine, una priorità in quanto
impatta sulla volontà dell’opinione pubblica di
investire sulla salute mentale. Una buona e diffusa
salute mentale contribuisce alla produttività
economica e alla prosperità dell’intera società.
*Direttore Neuroscienze H Fatebenefratelli Milano
Con impulsi elettrici dosati,
su circuiti nervosi specifici
è stata condizionata l’azione
di cellule immunitarie.
Secondo molti è l’inizio
di una nuova fase
della medicina
❜❜
ILLUSTRAZIONE DI ANGELO SIVIGLIA
di ADRIANA BAZZI
alle pagine 46-47
Il numero
Correre (anche) a New York
contro il tumore al seno
Sono ben 40 le malattie croniche che
possono essere prevenute con un corretto stile di vita: evitando, cioè, sedentarietà, sovrappeso, dieta scorretta e fumo. L’elenco è lungo e oltre ai tumori
(primi fra tutti quelli al seno e al colonretto) ci sono obesità, diabete, ipertensione, depressione, osteoporosi, malattie cardiovascolari e cerebrovascolari. Numerosi studi negli
ultimi anni hanLe malattie croniche
no dimostrato, in
che possono essere
particolare, che
scongiurate facendo
fare regolarmenesercizio fisico
te attività fisica
regolarmente.
non solo riduce
Fra queste anche
concretamente le
molti tumori
probabilità di
( )
40
ammalarsi di cancro, ma contribuisce
anche a migliorare gli esiti delle terapie e
a diminuire il rischio di ricadute. È questo il messaggio che un gruppo di donne
operate al seno porterà alla prossima
maratona di New York per iniziativa di
Fondazione Umberto Veronesi, in collaborazione con Gabriele Rosa, uno degli
allenatori di corsa più noti al mondo. Chi
fosse interessata a partecipare (gratuitamente) alla «spedizione» può inviare
una mail all’indirizzo [email protected]. Per prepararsi all’evento sono previsti allenamenti plurisettimanali a Milano e Brescia.
PER SAPERNE DI PIÙ si può visitare
il sito di Fondazione Veronesi
https://www.fondazioneveronesi.it
46 Salute
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
italia: 51575551575557
Per saperne di più sulle infiammazioni
croniche di origine autoimmune,
come l’artrite reumatoide
www.corriere.it/salute/reumatologia
dossier medicina
di ADRIANA BAZZI
Ricerca Si sta delineando una frontiera del tutto nuova in campo medico, potenzialmente utile per diverse malattie
Segnali elettrici invece di farmaci
per agire sul sistema immunitario
È stato dimostrato che con opportuni stimoli ai fasci nervosi giusti
si può contrastare, ad esempio, la produzione di sostanze infiammatorie
l’attività del suo sistema immunitario e di spegnere quell’infiammazione che stava all’origine della sua malattia.
I due sono i primi protagonisti di una nuova rivoluzione in campo medico: la possibilità di curare le malattie
con impulsi elettrici invece
che con farmaci. Benvenuti
nell’era dell’elettroceutica.
L’idea che i segnali elettrici
L’inizio
Il «collegamento»
fra il cervello
e la milza
è stato il primo
a essere sfruttato
possano controllare il sistema immunitario può suonare
bizzarra per chi si occupa di
biologia, perché si è sempre
pensato che i segnali elettrici
rappresentassero il linguaggio del sistema nervoso e non
di quello immunitario.
Si sa, per esempio, che la
pressione arteriosa o il battito cardiaco sono regolati dal
cervello che invia impulsi
La conferma
Agendo sui nervi
che arrivano
alla pelle
si riducono alcune
infezioni cutanee
elettrici a tutto il corpo attraverso i nervi, riceve dei feedback sulle sue varie funzioni
e si preoccupa di aggiustarle.
E infatti già oggi si può intervenire per modificare questi
circuiti, quando sono alterati, per esempio con pacemaker (che inviano impulsi
elettrici capaci di regolare il
ritmo cardiaco) o con defibrillatori che permettono al
cuore di ripartire quando va
in fibrillazione ventricolare.
Che però una stimolazione
elettrica potesse controllare il
sistema immunitario, cioè
quel sistema di difesa dell’organismo che qualche volta
impazzisce e aggredisce l’organismo stesso (come appunto avviene nell’artrite
reumatoide dove gli anticorpi prodotti da questo aggre-
discono i tessuti delle articolazioni) sembrava un’idea
quasi eretica. Ma Tracey ha
dimostrato che non è così.
Negli ultimi anni Novanta,
con i suoi collaboratori, stava
sperimentando un nuovo
farmaco anti infiammatorio.
Aveva notato che, quando lo
iniettava nel cervello dei topi,
questo composto riduceva
l’infiammazione negli organi
e negli arti periferici, ma la
quantità di farmaco era così
piccola che non poteva agire
attraverso il circolo sanguigno. L’unica spiegazione poteva essere un effetto mediato dai nervi.
Così ha cominciato a studiare come la stimolazione
dei nervi potesse sostituirsi
al farmaco e ha dimostrato
che stimolando elettricamente i nervi che arrivano alla milza (qui vengono prodotte le cellule T del sistema
immunitario, coinvolte nell’artrite reumatoide, che sono alla base dei processi infiammatori), si riduce l’infiammazione e che il cervello
può dialogare con il sistema
immunitario.
Ma come? Le cellule nervose comunicano con le cellule
immunitarie della milza attraverso sostanze chimiche
chiamate neurotrasmettitori
e la stimolazione dei nervi attiva una reazione complessa
che impedisce ai T linfociti di
produrre sostanze infiammatorie come il Tumor necrosis factor (Tnf, quest’ultimo, ripetiamo, si accumula
nelle articolazioni, provoca
infiammazione, dolore e
danno ai tessuti).
E, infatti, le moderne terapie per l’artrite reumatoide si
basano su farmaci che bloccano il Tnf , ma sfortunatamente comportano il rischio
di infezioni e non sempre
funzionano. Come nel caso di
Ostovich (il nome è di fantasia per tutelare la privacy) e
poi in Bosnia questi farmaci
non sono così accessibili.
Ecco allora che Ostovich,
insieme ad altri undici pazienti, si sono prestati a una
sperimentazione clinica, coordinata da Tracey, che prevedeva l’impianto di uno stimolatore del nervo vago,
l’autostrada elettrica che collega il cervello alla maggior
parte degli organi, milza
compresa. L’impianto ha
funzionato: Ostovich non ha
provato più dolore, i livelli di
Pcr, una proteina presente
nel sangue che è indice di infiammazione, sono calati, e,
ultimo, ma non meno importante, non si sono rilevati effetti collaterali.
Con Ostovich altri sette volontari hanno ottenuto miglioramenti e la sperimentazione è stata pubblicata sulla
rivista Arthritis and Rheumatism.
Tracey, individuando il
primo circuito cervello-milza
che controlla il sistema immunitario è stato un pioniere, ma nel frattempo si sono
accumulate altre osservazioni interessanti.
L’americano Clifford Woolf
della Harvard Medical School
di Boston ha annunciato, pochi mesi fa, di avere individuato un secondo circuito:
quello di nervi che arrivano
alla pelle e che, se stimolati,
possono ridurre certe infezioni cutanee. Ancora: Silvia
Conde della New University
di Lisbona ha dimostrato che
manipolando certe fibre nervose che stanno nel plesso
carotideo (attorno cioè alla
carotide) si può modulare la
sensibilità all’insulina e magari arrivare a curare il diabete. Dimostrando così che il
sistema immunitario non è
nire il broncospasmo.
E hanno dato il via a una
sperimentazione: 81 persone, ricoverate per un attacco
di asma, che non rispondevano alla terapia tradizionale
hanno avuto beneficio dall’impianto di un elettrodo
per quanto riguardava la funzionalità polmonare, ma no
per altri sintomi come la tosse o la sensazione di mancanza di respiro. Così l’americana Brendan Canning del
Johns Hopkins Asthma and
Allergy Center a Baltimora
(Maryland) sta cercando di
isolare, sempre nel nervo vago, le fibre responsabili di
questi sintomi, per poterle
usare come bersaglio del
trattamento.
La sfida, dunque, è quella
di trovare i circuiti elettrici,
La stimolazione
1 Un dispositivo emette segnali
elettrici diretti a fibre
del nervo vago che innervano
la milza, stimolandola
a liberare noradrenalina
(un neurotrasmettitore)
3 I linfociti T liberano
acetilcolina (altro
neurotrasmettitore)
che agisce su
macrofagi (altre
cellule immunitarie),
impedendo loro
di produrre sostanze
infiammatorie
IMPIANTO
NERVO
VAGO
2 Il neurotrasmettitore
agisce sui linfociti T
(cellule immunitarie)
che si trovano
nella milza
MILZA
D’ARCO
G
oran Ostovich vive
in Bosnia Erzegovina e fa consegne a
domicilio. Kevin
Tracey è ricercatore
al Feinstein Institute for Medical Research a New York e
ha avuto un’intuizione geniale. Il primo soffriva di una
grave forma di artrite reumatoide che gli procurava dolori
alle mani, ai polsi e ai gomiti
e gli impediva persino di girare il volante del suo furgone, figurasi come poteva caricare e scaricare i pacchi da
recapitare ai clienti. E infatti
aveva smesso di lavorare.
L’altro ha trovato il sistema
per farlo ritornare al lavoro e
anche al suo sport preferito, il
ping pong: gli ha impiantato
un piccolo dispositivo nel
collo capace di controllare
l’unico che può essere manipolato.
E, infatti, alcuni ricercatori
americani e la Electrocore,
un’azienda americana che ha
il suo quartier generale a
Basking Ridge in New Jersey
(molte aziende si stanno ora
interessando a questo settore), stanno cercando di trovare una nuova soluzione terapeutica per l’asma e hanno
dimostrato che stimolando
un certo gruppi di fibre del
nervo vago, si può intervenire sul rilascio, da parte loro,
di neuro mediatori come la
noradrenalina che agiscono
sui bronchi e possono preve-
coinvolti nelle malattie, che
possono essere i bersagli della terapia, individuarne le alterazioni e trovare il «voltaggio» adatto per la cura. Secondo le previsioni degli
esperti (e soprattutto secondo le aspettative delle aziende
che stanno investendo, la
multinazionale farmaceutica
Glaxo Smith Kline in prima
fila, ma anche il gigante dei
dispositivi medici Medtronic,
oltre ad aziende più piccole
come l’Electrocore) il primo
elettroceuta potrebbe essere
disponibile sul mercato nel
giro di una decina di anni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
Salute 47
D’ARCO
italia: 51575551575557
L’elettroceuta
1
L’elettroceuta è un piccolo dispositivo che libera impulsi
elettrici, i quali hanno come bersaglio i circuiti neuronali.
Questi ultimi regolano tutte le funzioni dell’organismo
2
Per trattare una malattia, l’elettroceuta deve essere
molto selettivo: deve cioè arrivare a particolari
componenti del sistema nervoso come, per esempio,
singoli neuroni di uno specifico circuito (quelli il cui
malfunzionamento è correlato a una determinata malattia)
FASCIO NERVOSO
3
L’elettroceuta ristabilisce il corretto funzionamento
del circuito modulando i potenziali di azione dei neuroni.
(Il potenziale di azione è un fenomeno che prevede
un rapido cambiamento di carica elettrica tra l’interno
e l’esterno della membrana cellulare ed è il sistema attraverso
il quale vengono trasmesse le informazioni)
ELETTROCEUTA
ELETTROCEUTA
Il futuro Una sfida raccolta da diverse istituzioni universitarie e anche da grandi gruppi industriali
Ora si «mappano» circuiti per altre applicazioni
E si cerca di capire come somministrare al meglio gli impulsi
I
mpulsi elettrici invece
di pillole: le nuove terapie, mutuate dalla fisica,
si vogliono ora affiancare, se non sostituire, ai
tradizionali sistemi di cura
basati sulla chimica o sulla
genetica e la biologia molecolare. La nuova idea è quella
di somministrare impulsi
elettrici diretti a specifiche fibre nervose o a particolari
circuiti cerebrali (capaci d interferire con il loro potenziale
di azione:) per curare le malattie più disparate.
Tutto si basa sul fatto che il
sistema nervoso sovraintende a praticamente tutte le
funzioni dell’organismo, inviando ordini attraverso impulsi elettrici. Quando questi
impulsi non funzionano a
dovere, potrebbero essere
corretti dall’esterno: in questo modo si potrebbe, per
esempio, stimolare la produzione di insulina da parte
delle cellule beta del pancreas
per il trattamento del diabete,
regolare l’assunzione di cibo
per curare l’obesità, intervenire sulla muscolatura liscia
(quella che sta attorno alle
arterie o ai bronchi) per controllare ipertensione e asma.
Siamo agli albori dell’elettroceutica, il cammino da
percorrere è lunghissimo,
occorre cambiare il paradigma di ricerca perché qui si
tratta di mettere assieme
competenze molto diverse
(come sta accadendo nel
campo delle nanotecnologie), ma molti istituti e soprattutto molte industrie ci
hanno scommesso, come ci
informa un articolo appena
pubblicato sulla rivista Nature.
La prima sfida, sulla strada
della messa a punto di queste
Complessità
Per questi studi
occorre mettere
assieme
competenze
molto diverse
nuove terapie riguarda la
possibilità di mappare i circuiti neuronali, non solo da
un punto di vista anatomico,
ma soprattutto funzionale, e
di costruire un «dizionario
dei circuiti» associati sia allo
stato di salute sia alle malattie e di capire come «somministrare» al meglio gli impulsi elettrici dall’esterno. Se ci
pensiamo bene è lo stesso tipo di approccio che oggi si
usa per trovare farmaci a bersaglio molecolare: occorre
prima identificare il bersa-
glio, poi costruire il «farmaco», in questo caso l’elettrofarmaco.
I primi prototipi di «dispositivi-controllori-dei-circuiti
nervosi» potrebbero essere
microchip (simili a quelli
usati oggi nell’interfaccia che
permette al cervello di controllare le protesi di braccia o
gambe). Quelli di seconda
generazione potrebbero, in-
Dubbi
Qualcuno però
non crede a
questo approccio
per l’affidabilità e
durata nel tempo
vece, liberare energia luminosa, meccanica o magnetica
capace di modulare cellule di
particolari circuiti.
Per arrivare alla messa a
punto di questi dispositivi
occorre un lavoro di squadra:
i neuroscienziati che hanno,
dunque, il compito di mappare i circuiti nervosi, i bioinformatici che devono identificare i potenziali di azione tipici di una malattia, i bioingegneri che sono chiamati a
sviluppare dispositivi biocompatibili, gli ingegneri
elettronici che si devono occupare dei microchip. E i chirurghi che, infine, dovranno
impiantare questi dispositivi.
L’idea è quella di cominciare a studiare circuiti nervosi periferici facilmente accessibili che hanno a che fare
con malattie comuni come
l’ipertensione. Per esempio,
si è già dimostrato che questa
patologia può esser controllata attraverso interventi su
strutture nervose: il seno carotideo (si tratta di una dilatazione dell’arteria carotide
interna che è coinvolta nel
meccanismo di regolazione a
breve termine della pressione
sanguigna) e i nervi renali
(interventi di denervazione,
cioè di distruzione di queste
strutture portano a una riduzione della pressione sanguigna). Fino a qui, però, si tratta di interventi su nervi che
regolano direttamente certe
funzioni dell’organismo.
I passi successivi riguarderanno condizioni mediche
un po’ più complesse come
l’artrite reumatoide, per
esempio. In questo caso l’effetto che la stimolazione elettrica ha sulla malattia non
passa soltanto attraverso il
sistema nervoso, ma anche
attraverso il sistema immunitario con il quale il primo
dialoga in continuazione (co-
Strategie Un «concorso» per superare gli attuali ostacoli tecnici
Un milione di dollari
a chi darà idee per lo sviluppo
U
na delle domande
c h e s i d ov re b b e
porre il capo del
settore Ricerca&Sviluppo di una
grande compagnia farmaceutica è la seguente: quanti farmaci saremo ancora in grado
di scoprire e di sviluppare
usando gli stessi modelli che
utilizziamo ora e che sono basati sulla chimica e sulla biologia molecolare? Moncef Slaoui, chairman del settore Ricerca&Sviluppo della multinazionale Glaxo smith kline
(Gsk) questa domanda se l’è
posta già due anni fa, si è dato
una risposta («Non per molto») e con i suoi collaboratori
ha cominciato a cercare soluzioni alternative ai modelli di
ricerca attuali sui farmaci.
«Abbiamo realizzato — ha
detto Slaoui a Verona in occasione di un incontro sul futuro
della ricerca — che quando
usiamo farmaci chimici o biologici sfruttiamo la loro capacità di interagire e dialogare
con determinate strutture dell’organismo come, per esempio, le proteine. Ma l’organismo comunica anche attraverso impulsi elettrici capaci di
controllare l’attività degli organi. Ci siamo allora chiesti se
l’uso di impulsi elettrici poteva modificare il funzionamento degli organi».
Alcune sperimentazioni
erano già in corso e la Gsk
stessa ha condotto una serie di
ricerche che, per esempio,
hanno confermato la possibilità di modulare, attraverso
segnali elettrici , la produzione di insulina nel pancreas o
di controllare i livelli di pressione arteriosa. Così la multinazionale del farmaco ha deciso di investire nei nuovi settori della bioelettronica e dell’elettroceutica.
«L’idea — continua Slaoui
— è quella di creare nano-dispositivi capaci di leggere i segnali elettrici che viaggiano
nei nervi, identificare se ci sono anomalie e correggerle
“somministrando” dall’esterno impulsi diversi».
Nel dicembre scorso la Gsk
ha organizzato a New York un
forum di esperti per identificare quali sono gli ostacoli
maggiori allo sviluppo dell’elettroceutica e ha offerto un
milione di dollari a chi riuscirà a superarli. Non solo:
l’azienda ha creato un’unità di
Ricerca&Sviluppo nella biolettronica che punta a creare
anche una rete di rapporti con
gli scienziati che lavorano in
questo settore. Già cinque istituti e università hanno aderito: tre negli Stati Uniti , uno in
Olanda e uno in Portogallo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
me del resto il sistema nervoso dialoga anche con quello
endocrino che controlla la
produzione di ormoni nell’organismo). Infatti, come si
può leggere nella pagina qui
a fianco, la stimolazione del
nervo vago (che arriva alla
milza, l’organo dove si «organizza» la risposta immunitaria) attiva il sistema immuni-
tario il quale a sua volta, attraverso cellule e mediatori,
interviene sull’infiammazione che caratterizza la malattia
(nell’artrite reumatoide il sistema immunitario fabbrica
autoanticorpi che aggrediscono i tessuti delle articolazioni, provocando appunto
l’infiammazione). Ma sono
molte altre le patologie che
potrebbero essere curate .
Qualcuno però non ne è
convinto. C’è chi dice che
questo approccio sottostima
la complessità del sistema
nervoso e che andranno superati problemi come quelli
che riguardano l’affidabilità e
la durata nel tempo della manipolazione dei nervi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
48 Salute
medicina
Supporto
Un problema
spesso
trascurato, che
richiede percorsi
di cura dedicati
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
italia: 51575551575557
Per saperne di più
Approfondimenti sui temi della
dipendenza dall’alcol sul sito:
www.epicentro.iss.it/alcol/
Medici poco preparati dall’Università
Se i medici non sono in grado di riconoscere un paziente con problemi di alcol, la colpa è anche dell’Università. Ne è
convinto Mauro Ceccanti, professore associato di Medicina Clinica alla Sapienza di Roma e responsabile del Centro di
Riferimento Alcologico della Regione Lazio: «L’Università non riconosce la problematica dell’alcol — dice —. Così il
professionista medico, psicologo o psichiatra quando esce dalla formazione non vede gli alcolisti perché per lui non
sono persone con problemi di sua competenza, ma persone con problemi sociali». La soluzione? «Inserire nell’ambito
dei corsi di laurea delle Facoltà interessate l’indirizzo alcologico, perché a livello clinico nessuno lo insegna».
Prevenzione Referenti di reparto contro le dipendenze
L’immagine è tratta
dalla Campagna
di prevenzione
del Centro Alcologico
Regione Toscana,
Ospedale Careggi
di Firenze
In ogni ospedale
«sentinelle»
antiabuso di alcol
Il ricovero può diventare occasione
per intercettare i casi «a rischio»
P
uò sembrare un paradosso: le persone ricoverate in ospedale con
anche problemi legati
all’alcol, sia in fase iniziale che conclamata, sfuggono
in gran parte alle maglie della
rete dei Servizi di alcologia. E il
problema non riguarda soltanto
gli ospedali. Anche i medici di
medicina generale e gli altri
operatori sanitari non hanno
l’abitudine di indagare sul consumo di alcol dei loro assistiti.
Lo ribadisce la Relazione 2013
del ministero della Salute al Parlamento, sulla base dei dati del
Sistema di sorveglianza «Passi»
coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità.
Nel 2012, fra le persone intervistate nell’ambito di «Passi»
In Trentino
Sono i pionieri,
grazie al progetto
il 42% dei pazienti
ora si rivolge ai
Servizi specifici
che si erano recate dal medico
nei 12 mesi precedenti l’indagine, solo il 14,6% ha dichiarato di
aver ricevuto domande sulle
proprie abitudini di consumo
alcolico da parte del medico o di
un operatore sanitario (16% nel
2011). Tra queste persone solo il
6,4% dei consumatori a maggior
rischio ha ricevuto il consiglio
di ridurre i propri consumi (6%
nel 2011). Per favorire l’accesso
dei pazienti a percorsi di diagnosi e cura e per realizzare
un’attività di counselling e di
informazione anche per le famiglie, in tutta la provincia di
Trento e all’ospedale Careggi di
Firenze (unici esempi in Italia) è
stata introdotta la figura del Referente alcologico di reparto, di
solito un infermiere formato in
modo specifico.
In Trentino, che ha fatto da
caposcuola, sono partiti alla fine degli Anni 90 dalla scoperta
che il 17% dei ricoverati risultava positivo all’alcol, con punte
superiori al 30% nei reparti di
medicina, nelle chirurgie e ortopedie maschili. Di questo
17%, solo nel 20% dei casi veni-
va fatta diagnosi di problemi alcol correlati di qualche tipo.
Perché? «Per sottovalutazione o non attenta raccolta delle
storia medica nelle persone con
problemi di alcol, che, come
sappiamo, di solito tendono a
negare anche il non negabile —
spiega Roberto Pancheri, direttore del Servizio di alcologia e
dipartimento dipendenze dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento —. Ci sono domande chiave da fare, bis o g n a a n d a re a co r re l a re
l’anamnesi con alcuni esami e a
volte occorre anche sentire i familiari, cosa che non viene quasi mai fatta. Per i problemi alcol
correlati, il servizio pubblico
applicava la politica della "porta
girevole": una persona entrava
in ospedale per una gastrite alcolica, le davano gli antiacidi o
gli antiulcera e usciva senza che
nessuno le parlasse del suo bere. Poi, magari, quella persona
finiva in chirurgia per una pancreatite o un politrauma».
La soluzione è stata di proporre a tutti i pazienti che entrano in ospedale una scheda sullo
stile di vita. In mezzo alle tante
domande, sono «camuffate»
anche quelle che funzionano da
IN ITALIA
15-25%
8 milioni
I consumatori di alcol
a rischio
(maggiori di 11 anni)
14,6%
Solo il
620-720 mila
La stima delle persone
con problemi
di alcoldipendenza
69.770
Le persone seguite
dai Servizi di alcologia
della popolazione ha ricevuto
da un medico domande
sul proprio consumo di alcol
6,4%
Solo il
dei consumatori a maggior
rischio ha ricevuto
da un medico il consiglio
di ridurre i propri consumi
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, dati 2012; Letteratura internazionale
«spia» di una situazione a rischio. In questo caso, il paziente
è segnalato al Referente alcologico di reparto (per il suo lavoro
extra orario riceve un gettone di
300-400 euro l’anno) che fa con
lui un colloquio, cosiddetto
«breve», allo scopo di indirizzarlo ai Servizi di alcologia o ai
gruppi di auto mutuo-aiuto. Il
progetto, operativo dal 2002, ha
incontrato difficoltà e resistenze
all’interno dei reparti. «All’inizio ci hanno visto come marziani — dice Pancheri —. Poi abbiamo spiegato che, se fossimo
L’Osservatorio nazionale
CORRIERE DELLA SERA
riusciti a fare diagnosi in più,
avremmo risparmiato livelli indicibili di sofferenza alle persone. Su questo, ci sono venuti incontro tutti».
I risultati? Grazie ai primi colloqui con il Referente, ben il 42%
dei pazienti adesso è inviato ai
Servizi di alcologia. «Sembra
una cifra bassa, — sottolinea
Pancheri — ma in realtà non lo
è, anche perché comunque abbiamo aperto uno spiraglio in
situazioni familiari in cui, forse,
fino a quel momento non si
pensava neanche ad affrontare
In Toscana
A Careggi è stato
realizzato il primo
presidio dove
gli alcolici sono
del tutto banditi
alcolici, nè possono esser venduti negli spazi aziendali. Allo
stesso tempo stiamo lavorando
sul regolamento del fumo. La
nostra idea, allora, è di creare un
Referente di reparto non solo
per l’alcol, ma anche per il fumo
e gli stili di vita in generale».
L’azienda ospedaliera ha applicato le «Linee di indirizzo per
gli accertamenti sanitari di assenza di alcol dipendenza in lavoratori addetti a mansioni che
comportano particolari rischi
per la sicurezza, l’incolumità e la
salute di terzi», approvate il 9
dicembre scorso dalla giunta regionale della Toscana. E «liberi
dall’alcol» sono stati proclamati
anche alcuni ospedali in Veneto
e in Emilia Romagna.
Ruggiero Corcella
© RIPRODUZIONE RISERVATA
A chi rivolgersi
«Ancora troppi buchi,
serve una rete vera»
In farmacia
La quota di ricoverati
che presenta problemi
alcol correlati iniziali
o conclamati (stima)
il problema». Nel progetto dell’ospedale di Careggi, invece, la
figura del Referente di reparto
non è altrettanto sistematizzata
e finora il personale interessato
aderisce su base volontaria.
«Stiamo anche lavorando in
modo diverso dal Trentino —
dice il professor Valentino Patussi, responsabile del Centro
alcologico regionale di Careggi
—. Un paio di settimane fa,
l’azienda ha realizzato un regolamento interno molto avanzato: tutto il complesso ospedaliero è “alcol free”, cioè dentro le
mura di Careggi non si può bere, non si possono consumare
Calcoliamo che in Italia esistono circa 8 milioni di
consumatori di alcol a rischio. Sappiamo che circa
800 mila di loro hanno un consumo dannoso, cioè
consumano quotidianamente e per abitudine quantità di
alcol che danneggiano l’organismo e probabilmente sono
già alcoldipendenti. Noi nei Servizi di alcoldipendenza
abbiamo in carico “soltanto” 69 mila utenti. È chiaro che
c’è qualcosa che ci sfugge». Il professor Emanuele
Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol
dell’Istituto Superiore di Sanità, lo dice senza mezzi
termini: «Il problema dell’identificazione precoce delle
persone alcoldipendenti è di carattere generale. In Italia,
oggi come oggi, manca un sistema di rete. Abbiamo
tantissimi referenti, dai medici di base fino a quelli nei
servizi specialisti e negli ospedali; una serie di competenze
che in ogni caso dovrebbero e potrebbero rappresentare
un’opportunità per chi ha un problema alcol correlato,
quando entra in contatto con un nodo della rete del
Servizio sanitario nazionale». Invece, anche se il tasso di
alcoldipendenti che fanno ricorso ai Servizi alcologici è in
crescita, il divario tra gli alcolisti osservati e quelli attesi è
enorme. Alla base della difficoltà di intercettare il grosso
delle persone con problemi di alcol, il direttore
dell’Osservatorio riconosce una serie di lacune: «Solo il
30% dei medici sa come si fa l’identificazione precoce —
aggiunge — e solo il 30% sa come si fa l’intervento breve,
cioè un colloquio motivazionale di 10 minuti che consente
di verificare se il paziente è un consumatore a rischio». C’è
poi la carenza di personale: «Sappiamo che solo il 30% di
quello dei Servizi delle dipendenze è completamente
dedicato all’alcoldipendente» dice Scafato. E, non ultimo,
l’organizzazione: «Non può essere fatta in maniera
diversa da una regione all’altra — sottolinea l’esperto —.
Ci vorrebbero linee guida. Siamo in Italia, il Servizio
sanitario è nazionale e quindi fare rete significa riuscire a
trovare un modello anche operativo che possa consentire
di mettere in collegamento l’ospedale con il territorio».
R. Cor.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il primo passo
è rendersene conto
«Ho problemi di alcol, cosa faccio?». La domanda,
dicono gli esperti, è già un buon passo avanti perché
significa che ci sta rendendo conto della propria
condizione. Digitandola su Google , si ottengono un
milione e mezzo di risultati. Nella selva di siti a
disposizione (da valutare con molta attenzione), ve ne
sono alcuni la cui affidabilità è certificata; quelli del
ministero della Salute (www.salute.gov.it) e del
dipartimento Politiche antidroga della presidenza del
Consiglio dei ministri (www.politicheantidroga.it).
Già, che fare? Proviamo a rispondere con le parole
dell’iniziativa «Un finale migliore»
(www.unfinalemigliore.it) voluta da cinque Società
Scientifiche (Società italiana di Alcologia, Società
italiana di Psichiatria, Società italiana Psichiatria delle
Dipendenze, Federazione italiana Operatori dei
Dipartimenti e Servizi delle Dipendenze e Società
italiana Tossicodipendenze): «Puoi decidere di
chiedere un supporto e iniziare a scrivere il tuo finale
migliore. Puoi confidarti con i tuoi familiari, con il
partner, con gli amici, con il tuo medico di famiglia o
rivolgerti ad uno specialista. Puoi scegliere tra centri di
alcologia, centri per le dipendenze (SerT, NoA,
Comunità Terapeutiche, Dipartimenti di Salute
Mentale) e partecipare alla terapia che ti verrà offerta
secondo le più diverse impostazioni: farmaci,
psicoterapia, interventi psicoeducativi e gruppi di auto
aiuto. Puoi rivolgerti a psichiatri, medici o altri
specialisti in patologie alcol correlate che ti
indicheranno le terapie più corrette, a partire dai più
recenti ed innovativi modelli di trattamento». Oppure
ci si può rivolgere ai gruppi di mutuo auto-aiuto. I due
«storici» sono gli Alcolisti Anonimi (www.alcolistianonimi.it), che hanno dato vita anche ad Al-Anon e
Alateen (www.al-anon.it) per aiutare le famiglie di
alcolisti, e Aicat (www.aicat.net) Associazione italiana
Club degli Alcolisti in Trattamento, che adottano il
metodo del neuropsichiatra Victor Hudolin.
R. Cor.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
Salute 49
italia: 51575551575557
Per saperne di più
sulla prevenzione e sulla terapia
dei tumori www.corriere.it/salute/
sportello_cancro
medicina pratica
Mi spieghi dottore Come si previene il tumore al colon?
Lo specialista
Il tumore del colon di solito si sviluppa
dai cosidetti polipi adenomatosi,
lesioni inizialmente benigne che possono,
col tempo, evolvere in cancro
La colonscopia
permette
di rimuovere
polipi pericolosi
1
COLON TRASVERSO
I FATTORI DI RISCHIO
Età (circa il 90% dei pazienti
ha più di 50 anni)
Precedenti familiari di tumore del colon
o di polipi adenomatosi
Polipi adenomatosi già sviluppati in passato
Malattie infiammatorie croniche intestinali
(rettocolite ulcerosa e/o malattia di Crohn)
Sovrappeso
Vita sedentaria
Fumo e abuso di alcolici
Dieta ad alto contenuto di grassi animali
di ANTONELLA SPARVOLI
O
gni anno sono più di 35 mila
i casi di tumore del colon,
malattia che insorge soprattutto
dopo i 60 anni e che nel 90% dei
casi è preceduta dalla comparsa,
a livello del colon, di formazioni benigne
(polipi) che possono nel tempo
degenerare in tumore. Per questo
Armando
è importante la prevenzione, che
Santoro
permette sia di ridurre il rischio di
Humanitas Cancer ammalarsi, anche grazie all’asportazione
Center, Milano
di eventuali polipi, sia d’identificare
e Accademia
in fase precoce un possibile tumore.
Nazionale
Chi rischia di più di svilupparlo?
di medicina
«Tra i fattori di rischio spiccano
familiarità, età e alcune patologie infiammatorie
intestinali croniche — spiega Armando Santoro, direttore
dell’Humanitas Cancer Center di Milano e direttore
scientifico dell’Accademia Nazionale di medicina —.
La maggior parte dei tumori deriva dalla trasformazione
in senso maligno di polipi intestinali. I polipi in genere
non provocano nessun sintomo e rimangono per anni
o decenni sulle pareti intestinali senza che ce ne
si accorga. Talvolta possono dare perdite di sangue nelle
feci che meritano un approfondimento diagnostico con la
colonscopia. Non tutti i polipi, però, sono a rischio di
malignità. Lo sono solo quelli definiti adenomatosi.
Sedentarietà, eccessivo consumo di grassi animali,
sovrappeso e obesità, fumo e abuso di alcolici sono tutti
fattori associati a un aumentato rischio di ammalarsi.
La familiarità resta comunque un fattore importante
che deve indurre a fare controlli endoscopici anche prima
dei 45-50 anni».
Come si può prevenire il tumore del colon?
«Le regole sono: aumentare frutta e verdura, ridurre pane
e cereali raffinati, patate, carne rossa, dolci e zucchero.
E poi attività fisica regolare e stop a sigarette e alcol.
Fondamentale è lo screening. La ricerca di sangue occulto
nelle feci è consigliata a tutti dopo i 45 anni. La positività
al test non indica di per sé la presenza certa di un tumore,
perché può anche essere spia di altri problemi (per
esempio emorroidi), però è un segnale che va
approfondito. La raccomandazione è ricorrere alla
colonscopia, esame che permette sia di individuare e
rimuovere eventuali lesioni pretumorali, sia di
evidenziare lesioni tumorali che vengono diagnosticate
in modo corretto attraverso la successiva biopsia.
In alcuni casi si può ricorrere alla cosiddetta colonscopia
virtuale, basata sull’utilizzo della Tac. Si tratta di una
tecnica di studio non invasiva che però non consente la
rimozione di eventuali lesioni durante la sua esecuzione».
Come si cura questo tumore?
«Il trattamento è in prima battuta chirurgico e oggi si
ricorre sempre più spesso al poco invasivo approccio
laparoscopico. Negli stadi iniziali, senza interessamento
dei linfonodi addominali, la percentuale di guarigione è
superiore all’80-90%. Se sono coinvolti i linfonodi si fa
una chemioterapia postoperatoria, con una percentuale
di guarigione intorno al 60-70%. Se il tumore è diffuso ad
altri organi oltre che su chirurgia e chemioterapia, si può
contare su alcuni farmaci biologici, che hanno migliorato
la prognosi in queste fasi avanzate».
3
Una piccola percentuale
di polipi continua a
crescere, a volte per 10
anni e oltre. Lo sviluppo
di mutazioni genetiche
può favorirne
la trasformazione
in senso tumorale
Man mano che questi
tumori s’ingrandiscono,
si sviluppano altre
mutazioni e le cellule
proliferano sempre più
profondamente, andando
a coinvolgere lo strato
muscolare che circonda
il colon
Se il tumore invade
il sangue e il sistema
linfatico, le cellule maligne
possono arrivare ad altri
organi e causare metastasi
I casi di tumore del colon
stimati ogni anno in Italia
4
I SINTOMI
LA DIAGNOSI
Il riscontro di polipi può avvenire solo con esami specifici,
come la colonscopia che è l’indagine di riferimento per la diagnosi
di tumore del colon
La precoce individuazione di polipi permette di prevenirne
la trasformazione in tumori ed è per questo motivo che si consiglia
di sottoporsi a controlli periodici dai 45-50 anni e, qualora esista
una familiarità, anche prima
In Italia sono attivi Programmi regionali di screening che si basano
sulla ricerca di sangue occulto nelle feci, ogni 2 anni, nei soggetti
di età superiore a 50 anni. Se il test è positivo, è necessario
La colonscopia consiste nell’esplorazione
sottoporsi a una colonscopia
diretta del grosso intestino con un lungo tubo
In casi particolari, in alternativa della tradizionale colonscopia
flessibile dotato di telecamera, in grado
si può ricorrere alla colonscopia virtuale, che utilizza immagini
di trasmettere le immagini su uno schermo.
acquisite mediante Tac di ultima generazione.
Con questa metodica si possono rimuovere
È comunque meno accurata della colonscopia e non permette
contestualmente anche eventuali polipi
l’asportazione dei polipi o di eseguire biopsie
ed effettuare biopsie
Altri sintomi sospetti, che però di solito compaiono
quando il tumore è più avanzato sono:
diarrea protratta nel tempo
modifiche nella consistenza
e nella forma delle feci
irregolarità intestinale (stipsi alternata a diarrea)
stimolo all’evacuazione anche quando
non ce ne sarebbe necessità
dolore addominale
LA PREVENZIONE
LA STADIAZIONE
Se si diagnostica un tumore del colon occorre definirne lo stadio per consentire un’adeguata terapia.
A questo scopo si ricorre alla Tac dell’addome e del torace che permette di valutare l’estensione
del tumore, i suoi rapporti con gli organi vicini, il coinvolgimento dei linfonodi regionali o a distanza
e la presenza di eventuali metastasi. In casi dubbi può essere indicata l’esecuzione di una Pet
(tomografia a emissione di positroni)
STADIO 4
STADIO 2
STADIO 3
Ecco alcuni accorgimenti che aiutano a ridurre il rischio
di sviluppare polipi adenomatosi e tumore del colon
Aumentare l’apporto di fibre, mangiando frutta, verdura
e, in generale, cibi leggeri e poveri di grassi
Non fumare e limitare gli alcolici
Ridurre il consumo di grassi animali
Svolgere una regolare attività fisica
Evitare il sovrappeso
Sottoporsi a controlli regolari dopo i 45-50 anni
(prima se sussistono fattori di rischio)
STADIO 1
LE CURE
STADIO 0
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Gli «scudi» fondamentali sono esercizio
fisico, dieta ricca di frutta e verdura
e povera di grassi animali, niente fumo
2
SIGMA
RETTO
APPENDICE
Di solito il tumore del colon non dà sintomi nelle fasi
iniziali, tranne, talvolta la perdita di sangue
dal retto o la presenza di sangue sulla carta igienica
dopo l’evacuazione
ILLUSTRAZIONE DI MIRCO TANGHERLINI
❜❜
35 mila
COLON
COLON
ASCENDENTE DISCENDENTE
Le cellule che rivestono
la parete intestinale sono
molto attive, in continua
divisione, e creano
delle formazioni note come
polipi. La maggior parte
dei polipi è di piccole
dimensioni, di natura
benigna e, in genere,
smette di crescere
spontaneamente
STADIO 0
STADIO 1
STADIO 2
STADIO 3
STADIO 4
Il tumore
è limitato
alla mucosa
Il tumore
si estende fino
allo strato
muscolare,
ma non interessa
i linfonodi
Il tumore
si estende fino
alla membrana
sierosa,
sempre senza
interessamento
dei linfonodi
Il tumore
ha coinvolto
i linfonodi
regionali
Il tumore
si è diffuso
ad altri organi
(metastasi a
distanza)
Il trattamento dipende dallo stadio in cui si trova il tumore.
Nelle forme iniziali (stadi 0, I e II) in cui non c’è
interessamento dei linfonodi, l’unico approccio è di tipo
chirurgico. In genere si ricorre alla resezione intestinale
in video-laparoscopia, metodica molto meno invasiva
della classica resezione a cielo aperto (laparotomia)
Nelle forme tumorali in cui c’è un coinvolgimento
dei linfonodi (stadio III), alla chirurgia si associa
una chemioterapia precauzionale postchirurgica
Infine nelle forme in cui sono presenti già metastasi
(stadio IV) (la cui sede più frequente è il fegato), occorre
distinguere le forme sincrone (con metastasi
alla diagnosi) da quelle metacrone (in cui le metastasi
insorgono dopo un iniziale intervento).
In tutte le forme è indicata l’associazione
di chemioterapia e terapia con farmaci biologici.
Per consentire la scelta ottimale del farmaco biologico
è indispensabile eseguire indagini molecolari sulle cellule
tumorali per evidenziare le mutazioni coinvolte
(fondamentalmente Kras, Nras e Braf)
50
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
italia: 51575551575557
S P E C I A L E
a cura di RCS MediaGroup Pubblicità
graficocreativo
CELLULITE
Nemica della bellezza femminile colpisce indiscriminatamente otto donne su dieci, senza limiti d’età
Un toccasana per ritrovare
una silhouette perfetta
È possibile ridurre gli inestetismi cutanei provocati dalla cellulite
e ritrovare la compattezza e l’elasticità della pelle
T
ipica del gentil sesso,
la cellulite è uno dei
problemi più diffusi e
più odiati dalle donne. Si localizza di preferenza su glutei e cosce, ma non
risparmia neppure addome,
ginocchia e braccia, trasformando l’aspetto della pelle
che diventa simile a quello
di una buccia d’arancia. Fra le
molte soluzioni, secondo una
recente indagine GfK Eurisko
sui prodotti anticellulite condotta su cinquemila donne,
gode di grande popolarità un
rimedio cosmetico naturale, i
fanghi d’alga Guam che sono
risultati il prodotto preferito
per contrastare gli inestetismi cutanei della cellulite e
le adiposità localizzate.
Problema da non sottovalutare in quanto coinvolgendo la
sfera estetica può influire negativamente sull’immagine che
si ha di sé e sulla capacità di
accettarsi, la cellulite è la manifestazione esteriore di un’alterazione del tessuto adiposo
che si trova sotto la pelle. Ha
un andamento progressivo con
tre fasi. Quella iniziale è l’edematosa ed è contraddistinta da
uno stato di ritenzione idrica e
di edema, cioè di gonfiore, specialmente alle gambe, ma che
non provoca ancora segni sulla
pelle. Segue la fase fibrosa, in
cui si verifica un rallentamento
della circolazione con ristagno
d’acqua nei tessuti e accumuli di grasso che conferiscono
alla pelle l’aspetto cosiddetto
a buccia d’arancia. Infine compare la fase sclerotica durante
la quale si verifica un addensamento delle cellule di grasso
e la pelle assume un aspetto a
materasso per gli avvallamenti evidenti. A giocare un ruolo
nella comparsa della cellulite
ci sono certamente la predisposizione famigliare, l’insufficienza venosa e gli squilibri
ormonali, ma anche una dieta
troppo ricca di grassi e di sale,
il fumo, l’abuso di alcool, la
sedentarietà e l’abbigliamento
costrittivo.
UN AIUTO DAL MARE
Oltre ad intervenire con cambiamenti su quei fattori scatenanti
la cellulite che sono modificabili, sono particolarmente utili
per contrastarla le alghe Guam,
come hanno dimostrato diversi
test scientifici. Si tratta di particolari alghe brune che hanno
la capacità di concentrare nelle
proprie cellule grandi quantità
di elementi preziosi, come sali
minerali per esempio di calcio,
sodio, iodio, e potassio per citarne alcuni, vitamine e sostanze dal potere antiossidante, che
le rendono naturalmente efficaci come anticellulite. Crescono
nell’Oceano Pacifico e hanno
Le alghe marine
Guam vengono
raccolte ogni anno
nello stesso periodo
e negli stessi
fondali oceanici
la loro esplosione vegetativa
in primavera quando a migliaia costituiscono una specie di
campo sottomarino. In maggio,
quando le alghe sono giovani
e in pieno sviluppo, vengono
raccolte staccandole dal fondale tramite una barca fornita
di un particolare strumento.
Le alghe Guam vengono quindi
trasportate a riva e adagiate ad
essiccare al sole e al vento per
almeno 3 giorni. Perdono così
gran parte della loro componente idrica, circa l’80%, trasformandosi in un concentrato
secco che conserva tutti gli
eccezionali contenuti.
LAVORANO IN SINERGIA
Tra le utilizzatrici di prodotti
anticellulite, quasi il 50% ha
usato i Fanghi d’alga Guam.
L’indagine svolta da GfK Eurisko
sui prodotti anticellulite ha rilevato che le donne utilizzando
i fanghi d’alga Guam, hanno
riscontrato miglioramenti degli
inestetismi cutanei della cellulite e delle adiposità localizzate,
con calo del giro coscia e risultati sull’elasticità cutanea, fin
dalle prime applicazioni. Questa
eccezionale efficacia è dovuta
alle proprietà delle alghe Guam
che lavorano in sinergia con gli
altri composti naturali presenti
nel prodotto. Le alghe Guam, infatti, agiscono riducendo l’inestetismo cutaneo della cellulite
e le adiposità della pelle grazie
all’effetto rimineralizzante e
dermoprotettivo, inoltre contrastano l’invecchiamento cutaneo, levigano i tessuti, favoriscono il drenaggio dei liquidi
e regolano l’equilibrio idrolipidico in virtù della loro azione
antiossidante. L’argilla, invece,
svolge un effetto tonificante,
antinfiammatorio ed esfoliante
per la pelle. Completano queste azioni: l’estratto di edera
che mantiene l’elasticità della
pelle, quello di ippocastano
che migliora la circolazione e
quello di alga Fucus che facilita
l’assorbimento dei principi funzionali contenuti nel prodotto,
e gli oli essenziali di limone e
origano che sono dermopurificanti, astringenti, tonificanti.
La forza
del mare
per contrastare
la cellulite
I Fanghi d’alga Guam
sono da oltre 25 anni
il prodotto principe
dell’azienda Lacote: fin
dalle prime applicazioni consentono infatti di
ridurre gli inestetismi
cutanei della cellulite e
le adiposità localizzate,
con diminuzione del
giro coscia, riduzione
dei micro-noduli, miglioramento della compattezza e della elasticità della pelle. La loro
efficacia anticellulite è
stata anche dimostrata
e testata con test clinici
strumentali universitari. Il loro utilizzo è davvero semplice: dopo
averli mescolati, vanno
distesi uniformemente
con un leggero massaggio, fino a ricoprire
in modo omogeneo
la pelle delle zone da
trattare. È quindi necessario avvolgere la parti
trattate con la comune
pellicola trasparente da
cucina, avendo cura di
non lasciare nessuna
parte scoperta e lasciare in posa 45 minuti,
durante i quali si potranno eventualmente
indossare indumenti
comodi. Talvolta durante questo periodo che è
quello ideale per poter
beneficiare al massimo
degli effetti derivanti
dall’utilizzo dei Fanghi
d’alga Guam, si può
avvertire un lieve pizzicorio accompagnato
da rossore, che sono
legati alla riattivazione
della microcircolazione
nella zona. Trascorso il
tempo previsto è necessario risciacquare
sotto la doccia con acqua tiepida e per completare il trattamento
si consiglia l’uso di
Crema gel ai Fanghi
d’alga Guam. Applicata
in strato sottile con un
veloce massaggio, si assorbe immediatamente
senza lasciare residui. I
Fanghi d’alga Guam
sono rigorosamente
testati per garantire la
sicurezza e l’ottimale
compatibilità cutanea e
sono privi di parabeni,
PEG e petrolato.
Per maggiori
informazioni:
www.guam.it
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
alimentazione
A tavola
S
Mai dire ai bambini che un cibo è salutare
Se volete convincere i vostri figli a mangiare un cibo sano non definitelo così e
non dite neppure che li farà diventare forti o intelligenti: è il miglior modo per
sentirsi dire «no», perché i bimbi pensano che se un alimento fa bene deve avere
un cattivo sapore. Lo dice Ayelet Fishbach, della University of Chicago Booth School
of Business, dopo una ricerca su 270 bambini in età prescolare. Come persuadere
i bambini a mangiare carote? Dicendo che sono buone o, meglio, stando zitti.
Piselli Prodotto di stagione dai pregi sottovalutati
Un contorno
prezioso
per il contenuto
di fibra, proteine
e antiossidanti
arà merito del sapore dolce e delicato, ma non c’è
dubbio che i piselli, reperibili freschi in questa stagione, siano legumi particolarmente graditi anche ai bambini. E poiché siamo portati a pensare che «buono» e «salutare» non
vadano sempre d’accordo, può venire da chiedersi se i numerosi benefici attribuiti a fagioli, lenticchie
e ceci possano estendersi anche ai
piselli. In realtà, in letteratura
non si trovano molte conferme, perché solo pochi studi
hanno considerato in modo
specifico anche questi legumi.
Una delle ricerche più significative è stata condotta negli
Stati Uniti e pubblicata da Archives of Internal Medicine. In
questo studio si è stimata la
frequenza di consumo di legumi, piselli compresi, in più di
9.600 adulti, seguiti in media
per ben 19 anni. Si è così visto
che coloro che consumavano
legumi 4 o più volte alla settimana (porzione media 80 -100
grammi, peso cotto) aveva un
Salute 51
italia: 51575551575557
Proteine g Carboidrati g Fibra g Vit.C mg Energia kcal
Piselli
freschi
Piselli
surgelati*
g
Piselli
in scatola
scolati
Piselli
secchi
5,5
6,5
6,3
32
52
7
11,5
4,5
20
100
5,3
11,1
5,1
1
68
21,7
48,2
15,7
4
286
La porzione consigliata è mediamente di 30-50 grammi per i piselli secchi
e di 100-150 grammi per quelli freschi, in scatola o surgelati
Fonte: Tabelle di composizione degli alimenti INRAN agg.2000; * valori da etichetta nutrizionale
rischio di malattia coronarica
del 22% inferiore rispetto a chi
ne consumava meno di una
porzione alla settimana e che
anche il rischio di malattia cardiovascolare risultava dell’ 11%
inferiore. Nello studio, però, si
parlava solo di legumi (piselli
compresi) secchi ed è quindi
legittimo domandarsi se si
possono avere gli stessi «benefici» anche mangiando quelli
freschi. «Non c’è motivo per
non pensarlo — risponde Ly-
dia Bazzano, professore di epidemiologia e medicina alla
Scuola di sanità pubblica e Medicina tropicale della Tulane
University di New Orleans, primo autore dello studio citato
—. È anzi assai probabile che i
legumi freschi — e questo vale
anche per i piselli — possano
offrire ulteriori vantaggi rispetto a quelli secchi, dal momento che alcuni importanti
nutrienti (ad esempio la vitamina C) potrebbero essere per-
L’esperto risponde
alle domande dei lettori sugli argomenti
di nutrizione all’indirizzo Internet
http://forum.corriere. it/nutrizione
La ricetta della salute
Bavette «al verde»
I legumi più dolci
che fanno bene
alla circolazione
A confronto (valori per 100 g di prodotto)
WEB
Cereali e legumi migliorano sensibilmente la qualità delle loro proteine quando
vengono consumati insieme, come in questo piatto che rappresenta una salutare
alternativa alle più tradizionali tagliatelle con piselli, panna, burro e prosciutto.
duti durante i lunghi tempi di
conservazione. I piselli freschi
sono un’ottima scelta rispetto a
quelli in scatola, ai quali viene
aggiunto sodio che, se in eccesso, può contribuire ad aumentare la pressione».
Perché i legumi gioverebbero
alla salute cardiovascolare? «I legumi — risponde Domenico Sommariva, vicepresidente della sezione lombarda della Società italiana per lo studio dell’arteriosclerosi — sono innanzitutto ricchi in
fibre alimentari, che interferiscono con l’assorbimento del colesterolo, riducendone la concentrazione nel sangue. Anche le proteine vegetali hanno un effetto simile, inoltre aiuterebbero a controllare la pressione arteriosa. E
colesterolemia e pressione elevate
sono un fattore di rischio per le
malattie cardiovascolari. I legumi,
inoltre, sono ricchi in antiossidanti, che attenuano i processi ossidativi coinvolti nello sviluppo
dell’aterosclerosi».
C. F.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ingredienti per 4 persone: 320 g di bavette, 250 g di piselli sgusciati, 200 g di
punte di asparagi, 1 spicchio d’aglio, 1 cucchiaio di maggiorana fresca , 1
limone, 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva, sale, 2 cucchiai di formaggio
grattugiato, 2 ravanelli.
Preparazione: lessare le punte di asparagi in acqua salata per 2-3 minuti,
scolarle conservando l’acqua e condirle con un cucchiaio d’olio e un pizzico di
sale. Nella stessa acqua lessare i piselli per 5 minuti, scolarli con una
schiumarola. Cuocere le bavette sempre nella stessa acqua. Intanto, tritare
l’aglio, rosolarlo con 3 cucchiai d’olio, aggiungere la metà dei piselli
cuocendoli per 5 minuti, poi frullarli con la maggiorana e acqua di cottura
della pasta sufficiente a ottenere una salsina semi liquida. Scolare le bavette
al dente, saltarle in padella con la salsina, le punte di asparagi e i piselli interi,
completare col formaggio e una grattugiata di buccia di limone, decorare coi
ravanelli.
Valore nutrizionale per porzione: proteine g 16, grassi g 13 (di cui saturi g
1,6) , carboidrati g 69, energia kcal 439, colesterolo mg 5
Ricetta suggerita dallo chef Giuseppe Capano
Freschi oppure surgelati
I piselli, oltre a proteine, amido e fibra,
apportano minerali come potassio e
ferro, e vitamine, quali la C, la K, la B1
e i folati. Tuttavia, poiché la stagione
dei piselli freschi è breve, i nostri
consumi sarebbero assai ridotti se non
disponessimo di quelli conservati, a
cominciare dai surgelati. Le differenze
fra fresco e surgelato riguardano
soprattutto gli apporti di carboidrati,
calorie e talvolta sodio (dipende
dal processo di conservazione, quindi
meglio verificare in etichetta), che
sono maggiori nei piselli surgelati;
invece le differenze relative a potassio,
ferro, vitamine sono modeste e
dipendono solo in parte
dal trattamento subìto e molto
più da varietà della pianta, momento
di raccolta, provenienza. Attenzione
ai tempi di consumo: non lasciate
troppo a lungo il prodotto surgelato in
freezer, perché potrebbe impoverirsi
dei componenti più “sensibili”, come
la vitamina C. Impoverimento ancora
maggiore nel prodotto fresco, se non
viene consumato a breve, ancor più
se conservato a temperatura ambiente.
a cura di
Carla Favaro
nutrizionista
52
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
italia: 51575551575557
S P E C I A L E
a cura di RCS MediaGroup Pubblicità
graficocreativo
SCLEROSI MULTIPLA
Sclerosi Multipla: una patologia invalidante che incide pesantemente sulla qualità di vita dei pazienti
Fondamentale intervenire
tempestivamente
Nella gestione della malattia è centrale la personalizzazione
del percorso terapeutico individuato per ciascun paziente
L
a Sclerosi Multipla
rappresenta la causa più frequente di
disabilità cronica da
patologia neurologica nei
giovani adulti. Può colpire
qualsiasi area del sistema
nervoso centrale, quindi
clinicamente è caratterizzata da un’ampia varietà di
sintomi. Quelli più frequenti sono associati a disturbi
visivi, disturbi delle sensibilità (formicolii, intorpidimento degli arti, difficoltà
a percepire caldo e freddo,
etc...), fatica e debolezza.
La Sclerosi Multipla è una
patologia che incide pesantemente sulla qualità di vita
dei pazienti, con conseguenze sulla loro attività lavorativa, sui rapporti familiari,
sull’attività sessuale e sulla
vita sociale, con il rischio di
compromettere fortemente il
loro benessere psicologico.
Notevoli sono anche i risvolti
negativi in ambito economico: l’Organizzazione Mondia-
le della Sanità ha definito la
Sclerosi Multipla una delle
malattie socialmente più costose.
In questo scenario diventa
fondamentale fornire risposte
concrete alle esigenze specifiche di ciascun paziente, attraverso un approccio sempre più
personalizzato. Per raggiungere tale obiettivo, è necessaria un’attenzione costante
alla gestione della malattia.
Un elemento imprescindibile in questo ambito è quello
della diagnosi e, in particolare, della diagnosi precoce.
Si tratta di un ambito su cui,
nel nostro Paese, si stanno
compiendo importantissimi
passi avanti.
Spiega a tale proposito il
professor Giancarlo Comi,
Direttore del Dipartimento
di Neurologia IRCCS Ospedale
San Raffaele di Milano: “Oggi
grazie a nuovi criteri diagnostici e allo sviluppo nell’ambito della risonanza magnetica
nucleare possiamo effettuare
la diagnosi molto più preco-
cemente. Sviluppi derivanti
dall’attività dei ricercatori italiani dell’Istituto di Neurologia Sperimentale del San Raffaele di Milano e della Clinica
Neurologica dell’Università
di Padova hanno fortemente
contribuito all’accelerazione
del processo di diagnosi: la
presenza di lesioni localizzate nella corteccia cerebrale e
nel midollo spinale in pazienti
con un primo episodio suggestivo di Sclerosi Multipla è
altamente indicativa di una
futura evoluzione a Sclerosi
Multipla conclamata”.
L’IMPORTANZA
DELLA DIAGNOSI PRECOCE
Una diagnosi precoce è fondamentale per iniziare un tratta-
Nuovi metodi
per prevedere
un’evoluzione più
o meno aggressiva
della malattia
mento il più presto possibile.
Una serie di studi ha concordemente dimostrato che la
precocità del trattamento è
l’elemento chiave per il suo
successo. La seconda grande
novità è rappresentata dalla
personalizzazione del trattamento, cioè dalla somministrazione a ogni paziente del
farmaco per lui più adatto in
base al tipo di decorso della
malattia. Per personalizzare
dobbiamo disporre di marcatori biologici che predicano
l’evoluzione individuale della malattia. Anche su questo
fronte sono stati compiuti
notevoli progressi. Continua,
infatti, il professor Comi:
“Le modalità di esordio della malattia, la quantità e la
qualità delle lesioni rilevate
mediante risonanza magnetica, le alterazioni del liquor cefalorachidiano, l’entità della
degenerazione assonale evidenziata dal livello nel liquor
dei neuro filamenti fosforilati
e dall’esame mediante OCT del
nervo ottico, nonché il grado
Come aiutare il malato di Sclerosi Multipla
La Sclerosi Multipla (SM) è la causa più frequente di disabilità cronica da patologia neurologica nei giovani adulti tra i 20
e i 40 anni: colpisce circa 5 milioni di persone in tutto il mondo, di cui 600mila in Europa e oltre 60mila in Italia. Di SM si
ammalano più le donne che gli uomini (63,8 contro il 36,2%). Nel nostro Paese è in rapida diffusione, la sua incidenza è
infatti pari a 6-8 nuovi casi per 100.000 abitanti per anno. Fin dal suo esordio è riconosciuta come patologia invalidante
che ha ripercussioni sulla quotidianità, sull’attività lavorativa e sulla vita familiare e sociale. Ad oggi non esiste una cura
definitiva e il decorso della malattia può essere solo rallentato. In questo quadro poco incoraggiante, ruolo fondamentale
nell’accompagnare il malato di SM e le famiglie che si trovano ad affrontare la malattia, lo giocano le Associazioni con i loro
volontari, offrendo anche assistenza psicologica. Un aiuto particolarmente utile poiché è frequente che i pazienti colpiti da
SM cadano in depressione. Studi dimostrano che le cure farmacologiche non avrebbero lo stesso successo senza un approccio
psicologico positivo nei confronti del decorso della malattia. Riuscire a reagire a una diagnosi di Sclerosi Multipla aiuta a
vivere meglio e a rallentare la comparsa di disabilità. Secondo uno studio promosso sul Journal of Psychosomatic Research,
l’atteggiamento negativo riguardo la malattia accelera la comparsa di disabilità e peggiora la qualità della vita dei pazienti.
L’atteggiamento emotivo del malato influisce sul decorso della malattia attraverso i rapporti tra sistema nervoso centrale,
sistema neuorovegetativo, sistema endocrino e sistema immunologico. Fondamentali risultano essere le esperienze di
supporto psicologico che aiutano a vivere la malattia e a non subirla, a prendere consapevolezza dei cambiamenti e trovare
soluzioni per continuare a vivere con dignità. In questo contesto in aiuto al malato interviene la rete di Associazioni che
gestisce centri socio-assistenziali dove vengono effettuate attività socio-sanitarie, riabilitative, educative e di assistenza.
Conoscere la malattia, i farmaci e i loro meccanismi di azione, coinvolgere i familiari e gli amici, aiuta il malato a compiere
scelte terapeutiche più consapevoli e responsabili.
di coinvolgimento delle vie
sensori-motorie evidenziato dai potenziali evocati, ci
danno nel loro insieme una
stima affidabile del danno in
corso e della sua evoluzione”.
Il tema del trattamento precoce è stato affrontato anche in
occasione dell’ultima edizione
del BEMS (Best Evidences in
Multiple Sclerosis) l’evento
dedicato alla Sclerosi Multipla interamente organizzato
da Teva Italia che si è svolto
ad aprile. Il trattamento precoce oggi è potenziato grazie
all’introduzione sul mercato di
nuovi farmaci con diversi profili di sicurezza ed efficacia e
differenti meccanismi d’azione
che vengono somministrati ai
pazienti fin dalle fasi iniziali
della malattia. Sarà così possibile iniziare con una terapia
molto aggressiva in pazienti
che presentino indici prognostici sfavorevoli e partire
invece con un trattamento immunomodulante di prima linea
nei pazienti che presentino un
esordio di malattia caratterizzato dalla presenza di indici
prognostici più favorevoli.
In Italia
è presente
una rete di centri
che copre tutto
il territorio
ITALIA ECCELLENZA
NELLA RETE ASSISTENZIALE
Anche per la complessità di
alcune terapie di recente o
prossima introduzione è necessario maturare una grande
esperienza per poter curare al
meglio i malati e per disporre
di una rete organizzativa in
grado di fronteggiare i vari
problemi che possono emergere. Proprio per garantire al
paziente i più alti standard di
cura, la Sin, Società italiana di
neurologia, ha dato vita ad una
Commissione che ha proposto
un nuovo modello organizzativo dei centri per la Sclerosi
Multipla. Spiega il professor
Comi: “L’Italia è un Paese fortunatissimo perché ormai da
molti anni abbiamo attribuito
la capacità di curare questi malati solo a centri specializzati.
Questo nuovo documento individua l’importanza di una rete
assistenziale articolata in tre
livelli, classificati in base alla
complessità crescente di cui
dispongono. La gestione della
patologia, in Italia, rispetta
alti standard qualitativi e si
basa su una rete di servizi con
adeguata competenza e diffusione capillare. Siamo all’avanguardia nel mondo. Siamo gli
unici che sono riusciti a darsi
questa organizzazione strutturata con una rete di centri che
copre tutto il territorio nazionale per garantire il massimo
al malato”.
Teva:
terapie
innovative di
alta qualità
Tra le prime aziende al
mondo nel settore farmaceutico, Teva è da sempre
impegnata nel rendere accessibili terapie di cura di
alta qualità attraverso lo
sviluppo, la produzione
e la commercializzazione
sia di farmaci equivalenti
sia di farmaci innovativi,
specialità farmaceutiche
e principi attivi. Con un
portfolio prodotti di oltre 1.000 molecole e una
presenza diretta in circa 60 Paesi, Teva è il più
grande produttore di farmaci equivalenti al mondo. Rispetto ai farmaci a
marchio, concentra la sua
attività di sviluppo nell’area delle malattie neurologiche, oncologiche,
respiratorie, della salute
della donna e della terapia del dolore. Nell’ambito
delle malattie neurologiche, Teva è impegnata
nello sviluppo di farmaci
branded e innovativi per
rispondere alle necessità
di quei pazienti affetti da
malattie come la Sclerosi
Multipla.
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
diritto
Ricerca
Lunedì 26 maggio, al Policlinico universitario di Tor Vergata di Roma (Aula dell’Anfiteatro, Viale Oxford 81,
ore 8-17) convegno «La sindrome di Marfan: una malattia rara ma curabile» (direzione scientifica di Luigi
Chiariello, Università di Tor Vergata; coordinamento dottoressa Susanna Grego). Si parlerà di percorsi
diagnostici, strategie, indicazioni terapeutiche per questa sindrome che colpisce il tessuto connettivo e
riguarda in Italia una persona su cinquemila. Saranno presenti associazioni di pazienti e volontari. Prevista
una tavola rotonda fra i Centri Marfan di Bologna, Firenze, Messina, Milano, Pavia e Roma.
Malattie rare Dopo decenni di laboratorio le prime verifiche sull’uomo
Sperimentazioni
in partenza per la Sma
V
Incontro
sulle prospettive
della ricerca
Le famiglie dei malati, gli
scienziati e gli operatori si danno
appuntamento a Lignano
Sabbiadoro (Udine), dal 20 al 22
giugno, per il convegno
nazionale sulla Amiotrofia
muscolare spinale (Sma)
organizzato dall’associazione
Famiglie Sma. Sarà l’occasione
per fare il punto sulla ricerca
scientifica nel mondo, con la
prospettiva di avviare gli studi
clinici a breve anche in Italia.
Interverranno scienziati esperti,
italiani e stranieri.
Per tutte le informazioni:
www.famigliesma.org
Per saperne di più sulla Atrofia
muscolare spinale (Sma) si può
consultare il sito a cura delle famiglie dei
bambini affetti www.famigliesma.org
Convegno a Roma sulla sindrome di Marfan
Un’occasione
che le famiglie
dei piccoli malati
attendono
con ansia
In giugno
Salute 53
italia: 51575551575557
ietato parlare di cura,
per non creare aspettative eccessive nei genitori dei bambini malati.
Soprattutto dopo un
anno ad altissima tensione, con
tante famiglie che si sono affidate
alla Stamina Foundation. È un fatto, però, che nelle ultime settimane la ricerca sulla Atrofia muscolare spinale (Sma) sia entrata in una
fase decisiva. Dopo decenni di studi in laboratorio, le terapie che
hanno funzionato sul modello animale cominciano adesso a essere
testate sui bambini. Le maggiori
speranze sono riposte sulla terapia
genica, che potrebbe essere in grado di risolvere il problema all’origine. Molto promettenti, perché
potenzialmente in grado quantomeno di rallentare il decorso della
malattia, sono anche le strategie
farmacologiche. Con almeno quattro molecole che hanno già superato i test di sicurezza e stanno per
essere somministrate a centinaia
di pazienti, in tutto il mondo.
Per Sma si intende un gruppo di
malattie caratterizzate dalla progressiva morte dei motoneuroni,
le cellule del midollo spinale che
fanno muovere i muscoli. Sono
causate dal malfunzionamento di
Che cos’è
La Sma (atrofia muscolare spinale) è una malattia dovuta
alla progressiva morte dei motoneuroni, le cellule
del midollo spinale che fanno muovere i muscoli.
Ne esistono tre forme. La più grave è quella di tipo 1.
Neurone
Midollo
spinale
Nervo
periferico
Tendine
Assone motorio
Muscolo
CORRIERE DELLA SERA
❜❜
Terapia
genica
e nuovi
farmaci
alla prova
dei fatti
un gene, che non produce a livelli
sufficienti la proteina necessaria a
far funzionare le cellule nervose.
Ne esistono tre forme principali
e tra queste il tipo 1 è la più grave.
Esordisce nei primi sei mesi di vita
e il suo decorso è spesso fatale entro i primissimi anni, per problemi
respiratori o infezioni polmonari.
Diverse le strategie di ricerca attivate. Presso il Children’s Hospital
di Columbus (Ohio) è appena partita una sperimentazione di terapia
genica che mira a correggere il di-
Pensa la salute
di Riccardo Renzi
fetto introducendo il gene corretto
con un virus vettore. Il primo bambino è già stato trattato e nei prossimi mesi ne saranno arruolati altri otto. Gli approcci farmaceutici
provano invece ad intervenire nei
passaggi successivi (dal gene al
muscolo). Quello più avanzato riguarda una molecola che mira ad
aumentare il dosaggio della proteina insufficiente: superati i test di
sicurezza e di efficacia, a breve
prenderà il via uno studio su centinaia di bambini nel mondo. Ci
sono poi strategie che puntano a
stabilizzare il motoneurone, pur in
assenza della proteina. Anche in
questo caso i primi risultati di uno
studio internazionale sono giudicati «molto incoraggianti». Per Eugenio Mercuri, professore di Neuropsichiatria infantile al Policlinico Gemelli di Roma: «Siamo entrati in una fase decisiva per la ricerca.
Se i risultati dei primi test saranno
positivi, anche i bambini italiani
potranno partecipare alle sperimentazioni». «Aspettavamo da
dieci anni un momento come questo. Restiamo in attesa. Con ansia»
aggiunge Daniela Lauro, presidente dell’associazione Famiglie Sma.
Le vaccinazioni salvavita
e le «scuse» della Cia
P
ochi giorni fa l’Unicef ha lanciato la campagna internazionale «Vacciniamoli tutti», perché un milione e
mezzo di bambini muoiono ancora ogni anno per
malattie evitabili con l’immunizzazione. Ma sarà difficile riuscire nell’impresa. Non per mancanza di soldi o
di vaccini, ma a causa, in molti casi, dell’ostilità delle popolazioni,
che non si fidano della medicina occidentale e che considerano
la vaccinazione (vecchia tesi talebana) un tentativo di avvelenamento o di schedatura genetica, per preparare armi biologiche
mirate. Si tratta di invenzioni, ma in molti casi purtroppo i servizi
segreti hanno utilizzato medici e strutture sanitarie per raccogliere informazioni. Il caso più clamoroso fu, nel 2011, l’identificazione del covo di Bin Laden in Pakistan, grazie a un medico
che vi entrò con la «scusa» di vaccinare i bambini e che ne raccolse anche il Dna. Le conseguenze? Negli ultimi due anni almeno 56 medici e volontari di campagne umanitarie sono stati
uccisi e incalcolabili saranno le vittime innocenti, per mancanza
di cure. Ora, nello stesso giorno del lancio della campagna Unicef, la Cia si è scusata e ha detto che non lo farà più, che il fine
non giustifica i mezzi. Basterà? Scriveva 24 secoli fa Ippocrate,
nel suo giuramento: «In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il
sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario… Ciò che io possa vedere o sentire durante il mio esercizio…
tacerò ciò che non è necessario sia divulgato, ritenendo come un
segreto cose simili». Certo la Cia non ha mai pronunciato questo
giuramento (ma i medici sì) ed è forse poco esperta di questioni
etiche. Ma Ippocrate ci dice quanto meno che raccogliere informazioni attraverso i medici è un trucco vecchio quanto il mondo.
Che ha sempre portato guai ai medici e ai pazienti.
Marco Piazza
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ridiamoci su
Strategie Alleanza internazionale
Italia protagonista
nella sfida globale
L
a sfida a patologie come la Sma è globale,
con migliaia di scienziati in prima linea,
sostenuti dalle famiglie dei malati, aiutati dalle loro associazioni e pronti ad allearsi con le industrie farmaceutiche se le strategie terapeutiche si dimostrassero
efficaci. E una volta prodotte le
nuove terapie, prima che queste vengano messe in vendita
sui banchi delle farmacie di
tutto il mondo, resta da fare
«l’ultimo miglio». Che riguarda le istituzioni sanitarie e le
autorità regolatorie, nazionali
L’obiettivo
Si vogliono creare
strumenti
di diagnosi per
il maggior numero
di patologie
e internazionali. Il nemico da
combattere è tra i più infidi.
Secondo le ultime stime le
malattie rare sono 6-8 mila,
molte ancora senza una diagnosi. In gran parte di origine
genetica, nell’80% dei casi si
manifestano sin dai primi anni di vita. Grazie al lavoro di
molti Centri di ricerca sparsi
sul territorio nazionale, l’Italia
è all’avanguardia in questo
campo. Solo la Fondazione Telethon dichiara di essere «in
vista del traguardo» per almeno una ventina di patologie.
Fortunatamente, però, in questo campo la ricerca non è una
sfida tra Paesi o tra multinazionali del farmaco.
E probabilmente sono proprio la rarità di queste malattie
e lo scarso interesse economico di chi deve produrre terapie
a rendere possibile grandi alleanze internazionali. Come il
consorzio internazionale per
la ricerca sulle malattie rare
(Irdirc), nato nel 2011, una
sorta di Nazioni Unite della ricerca di cui fanno parte agenzie e istituzioni nazionali, fondazioni di ricerca e aziende
farmaceutiche di una dozzina
di nazioni di tutto il mondo.
Per l’Italia, partecipano in qualità di membri fondatori l’Istituto superiore di sanità e la
Fondazione Telethon. Le prime attività del consorzio hanno riguardato l’accesso e l’armonizzazione di una massa
enorme di dati sulle malattie,
tratti dai database degli istituti
di ricerca, dei centri clinici e
delle stesse associazioni.
Il secondo passaggio è quello di caratterizzare le malattie,
dal punto di vista molecolare e
da quello clinico. Poi si passerà allo sviluppo di strategie
precliniche, cliniche e traslazionali (dal laboratorio al letto
del paziente). E infine sarà necessario intervenire, per snellire, sulle procedure etiche e
regolatorie.
L’obiettivo è preciso: creare
entro il 2020 strumenti in grado di diagnosticare il maggior
numero di patologie e di sviluppare 200 terapie. Ad oggi il
sito di Irdirc ne registra 105.
Per informazioni: www.irdirc.
org.
M. P.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
In breve
Sinergia dei saperi con Fritjof Capra
«Centralità della persona, sinergia dei saperi, omeopatia» è il
tema del convegno che si terrà il 6-7 giugno a Milano (Società
Umanitaria, Via Daverio 7) organizzato dalla Fondazione Belladonna Onlus. Scopo del convegno, l’incontro di studiosi di saperi
dissimili, per la pratica integrata nella cura. Tra i relatori, Fritjof
Capra, fisico e teorico dei sistemi, direttore del Center for Ecoliteracy a Berkeley. Capra, famoso anche per il saggio «Il Tao della
fisica» (1975), si è occupato di sviluppo sostenibile, ecologia e teoria della complessità. Per info www.omeopatiabelladonna.it.
Sfilata per Attivecomeprima
Sfilata di Modelle Speciali, l’8 giugno a Milano (Centro Congressi
di via Corridoni 16, ore 17), evento in favore di Attivecomeprima
Onlus, a cura di «Clandipalusa», ovvero Claudia, Anna, Dina, Paola,
Lucia, Sandra, donne che si sono conosciute in un momento di
estrema difficoltà, ma che hanno saputo ritrovare la «Forza di Vivere». Attivecomeprima Onlus dal 1973 offre un supporto ai malati
oncologici e alle loro famiglie. Per informazioni www.attive.org.
Un libro fa capire l’X fragile
«Oltre l’X fragile. Conoscere, capire, crescere: un percorso possibile verso l’autonomia», a cura di Raffaella Daghini e Lisa Trisciuoglio (Franco Angeli ed.) nasce dalla volontà dell’Associazione Italiana Sindrome X fragile di rispondere ai tanti interrogativi di familiari, insegnanti e operatori che entrano in contatto
con questa sindrome (dal meccanismo genetico, agli interventi
riabilitativi, al percorso di integrazione per accompagnare i ragazzi con X fragile verso l’autonomia). Per info www.xfragile.net
54 Salute
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
italia: 51575551575557
corriere.it/salute
Inviate le vostre segnalazioni,
i vostri quesiti, i vostri dubbi,
all’indirizzo di posta elettronica
a cura di Daniela Natali
[email protected]
WEB
Chiedete agli esperti Oltre 160 medici
specialisti rispondono online
alle domande dei lettori in 50 forum
VIVERE CON IL WEB
Segnalato da voi
Dal forum dei nostri esperti
La mia tiroide «pigra»
può creare problemi
in vista di una gravidanza?
Ho 30 anni e desidererei avere un bambino. Durante l’adolescenza ho sofferto
di problemi alla tiroide e mi è stato detto che questo avrebbe potuto
ripercuotersi sulla fertilità e sulla gravidanza. All’epoca, in seguito a cicli
frequenti e abbondanti, ero diventata anemica e mi era stato diagnosticato
un ipotiroidismo non grave. Da allora prendo una dose minima di levotiroxina,
farmaco che «compensa» il lavoro non svolto dalla mia tiroide.
Che cosa dovrei fare adesso, in vista di una gravidanza? E il futuro bambino
rischia problemi di salute legati alla mia patologia?
Risponde
Paolo Beck-Peccoz
Ordinario Endocrinologia, Un. degli
Studi, Mi; presidente Ass. It. Tiroide
La necessità di un corretto apporto iodico
con l’uso continuativo di sale da cucina rafforzato con lo iodio («Poco sale, ma iodato»
è l’indicazione dell’Associazione Italiana Tiroide) e di una diagnosi precoce dei vari disturbi che possono interessare la tiroide sono i messaggi centrali della Settimana Mondiale della Tiroide (19-25 maggio), organizzata proprio per sensibilizzare l’opinione
pubblica sul corretto funzionamento di questa «preziosa» ghiandola, che regola gran
parte del metabolismo del nostro corpo. I di-
sturbi tiroidei interessano circa sei milioni di
italiani, sono otto volte più frequenti nelle
donne che nei maschi, e per ragioni soprattutto ormonali tendono a manifestarsi in
momenti «cruciali» della vita femminile:
pubertà, gravidanza, subito dopo il parto,
menopausa. Andando ad interferire, ad
esempio, con la comparsa del primo ciclo
mestruale, causando problemi d’infertilità o
aumentando il rischio di aborto spontaneo e
parto prematuro. Per questo, di fronte a una
donna che ha problemi ad avere un figlio
(specie in considerazione dell’avanzare dell’età della prima gravidanza), fra le varie verifiche da fare bisogna anche valutare se la
tiroide funziona adeguatamente. Alterati valori di ormoni tiroidei circolanti o la presenza di anticorpi antitiroidei possono infatti
avere un impatto negativo nell’impianto dell’embrione e nelle prime fasi dello sviluppo
embrionale.
L’ipotiroidismo interessa circa 2 donne su
100 nell’età fertile e aumenta consistentemente con l’avanzare dell’età, fino a raggiungere una frequenza di 1-2 donne su 10.
Se, come nel suo caso, la futura mamma
soffre di ipotiroidismo e la tiroide non è in
grado di produrre le quantità di ormone necessaria, si deve sostituire ciò che è venuto a
mancare con l’assunzione giornaliera di levotiroxina, sostanza naturale somministrata
a dosi fisiologiche. Per valutare la correttezza
delle dosi impiegate basterà dosare i livelli di
TSH: all’inizio dopo 2 e 6 mesi, e poi una volta all’anno. Studi scientifici hanno dimostrato che dopo aver iniziato le cure necessarie
crescono le possibilità di avere un bambino e
si hanno maggiori probabilità di successo
nei casi di fecondazione in vitro. Ora che desidera un figlio, lei, che già segue correttamente la cura da anni, dovrebbe solo verificare che il dosaggio prescrittole sia quello
appropriato. Poi, una volta in gravidanza,
dovrà adeguare la dose giornaliera di ormone (solitamente serve un aumento del 3040%) per garantire al feto la dovuta quantità,
dato che la tiroide fetale inizierà a funzionare
solo dopo il terzo mese di gestazione. L’ipotiroidismo durante la gestazione va attentamente evitato, perché potrebbe comportare
serie complicanze: aumenta il rischio di distacco della placenta, di aborto spontaneo e
di nascita prematura, oltre a esporre il bambino al pericolo futuro di manifestare problemi d’apprendimento e sviluppo, anche
questi regolati dai preziosi ormoni tiroidei.
Trasmissione sessuale
www.infermieriperlasalute.it
Gli infermieri ci aiutano anche dal web
contiene consigli pratici di assistenza,
regole e informazioni per migliorare la
propria salute.
Le notizie possono essere filtrate
per categoria, per esempio: «Figli»,
«Maternità», «Un anziano in casa»,
«Un disabile in casa», «In ospedale»,
«In vacanza», «Al lavoro».
Sempre in home page, cliccando
su «Vademecum» si accede a «Sani
si diventa», una guida per mantenere
l’equilibrio tra corpo e mente
dall’infanzia alla maturità, e ad «Anni
d’argento, anni di valore», vademecum
dedicato alla terza e quarta età.
Infine, nella sezione «Chi è
l’infermiere?», oltre a spiegazioni su
chi è e che cosa fa questa figura
sanitaria, si può verificare l’effettiva
iscrizione all’Albo del professionista
tramite il database
dei Collegi provinciali.
Geriatria
Vertigini, acufeni, perdita
di memoria. Quali le cure?
A 85 anni mia madre ha attacchi
vertiginosi, acufeni, ipoacusia e perdita
di memoria. Paroxetina e benzodiazepine
stanno peggiorando la situazione?
Risponde
Niccolò Marchionni
Direttore Struttura Cardiologia
e Med. Geriatrica, Osp. Careggi, Firenze
Le crisi vertiginose possono avere molteplici
origini, e un passo diagnostico
fondamentale è rappresentato da un esame
audio-vestibolare, che mette in evidenza
l’eventuale presenza di cupolo-litiasi
(microscopici calcoli nell’orecchio medio, che
possono generare con il loro spostamento
crisi vertiginose, di solito nei cambiamenti
di posizione del capo). Acufeni e ipoacusia,
invece, possono essere secondari a una
sclerosi del timpano. È raccomandabile
comunque correggere l’ipoacusia con protesi
acustiche, perché è dimostrato che
l’isolamento acustico alla lunga nuoce alle
funzioni cognitive. Nella terapia da lei
descritta c’è un farmaco (paroxetina) che
può determinare alterazioni di elettroliti del
sangue, in particolare la riduzione del sodio
che può provocare alterazioni cognitive, sino
alla confusione mentale acuta. Inoltre, l’uso
cronico di benzodiazepine è sempre poco
raccomandabile. Un buon geriatra è lo
specialista più indicato per prendere in
mano la situazione.
Allergie
Cardiologia
Per quanto tempo
usare gli antistaminici?
Sul rischio d’infarto
pesa molto la familiarità?
Allergico alla betulla verrucosa, dall’inizio
delle impollinazioni uso un antistaminico
che si scioglie in bocca. Meglio assumerlo
alla sera? E per quanto tempo?
Ho 44 anni, mia madre è deceduta
a 55 anni per infarto, mio padre 15 anni
fa ebbe due infarti, 3 angioplastiche
e 4 bypass. Io sono «a rischio»?
Risponde
Enrico Compalati
Risponde
Gaetano Lanza
Clinica di allergologia e malattie
apparato respiratorio, Univ. di Genova
Dirigente medico Dip. cardiologia,
Policlinico A. Gemelli, Roma
Il farmaco citato si può usare dalla comparsa
dei sintomi (indipendentemente dal calendario
pollinico) fino alla loro scomparsa. Si può
assumere anche di mattina, se i sintomi
sono presenti soprattutto di giorno.
La formulazione orosolubile si può usare
al bisogno, ma è meglio un’assunzione costante
nel periodo di sintomatologia. Per il 2015
consideri la possibilità di ricorrere a un vaccino
da iniziare mesi prima della stagione pollinica.
L’importante storia familiare di malattia
coronarica dei genitori le conferisce
certamente un aumento del rischio di
malattie cardiovascolari. Per ridurre il più
possibile il peso che la familiarità può avere
diventa molto importante tenere sotto
stretto e costante controllo gli altri fattori di
rischio eventualmente presenti e correggibili,
quali il fumo, l’obesità, il colesterolo alto,
l’ipertensione arteriosa e l’inattività fisica.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La più cliccata
Il sito della settimana
Informazioni, consigli e dossier su
specifici temi sanitari sono disponibili
sul nuovo portale «Infermieri per la
salute» www.infermieriperlasalute.it
di Ipasvi, la Federazione nazionale collegi
infermieri. Cliccando su «Guide
pratiche» si accede a diverse monografie
di approfondimento, come quella sulle
«Strategie per smettere di fumare»,
quella sull’«Igiene delle mani», e ancora
quella sulla «Prevenzione degli incidenti
domestici». La sezione «Lo sai che»
www.corriere.it/salute/forum
Tumore prostatico
«infettivo»?
Si stanno accumulando prove
scientifiche che le infezioni
da «Trichomonas» potrebbero
favorire la nascita di tumori
Attività fisica
Il video
Come scegliere gli esercizi
di allungamento?
Quali potrebbero essere degli esercizi
di allungamento efficaci? E, in
generale, che consigli mi può dare
in merito? Ci sono libri sull’argomento?
Ortopedia
Diagnosi e trattamenti
della distorsione del ginocchio
Da domani su Corriere.it/salute
video-intervista con il professor
Roberto D’Anchise, primario
Istituto Clinico Galeazzi, di Milano
Risponde
Gianfranco Beltrami
Docente Corso di laurea in Scienze
motorie, Università di Parma
Sono davvero moltissimi i siti e i libri di
testo nei quali sono descritti tantissimi
esercizi di allungamento.Troppi siti
e troppi libri per citarli qui. Le basterà
andare in una libreria o fare un «giro» su
Internet per trovarli. Importante, però,
per questo tipo di esercizi (come del resto
per tutti gli esercizi che possono essere
eseguiti in una palestra) sono
principalmente: la corretta esecuzione
e la personalizzazione in base
alle caratteristiche e alle necessità
individuali, alla struttura fisica, alla
eventuale presenza di paramorfismi
o di alterazioni dell’apparato muscolo
scheletrico. Il mio consiglio, pertanto,
è quello di farsi preparare una scheda
accurata da uno specialista,
meglio se con una laurea in scienze
motorie, e di imparare bene la corretta
esecuzione degli esercizi.
Solo a questo punto potrà
eseguire da solo, anche a casa sua,
il suo programma.
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
S P E C I A L E
a cura di RCS MediaGroup Pubblicità
graficocreativo
italia: 51575551575557
OBIETTIVO BENESSERE
I suoi sintomi quando vegono sottovalutati condizionano la qualità e lo stile di vita
Affrontare l’incontinenza
urinaria maschile
A
ncora oggi troppo
spesso gli uomini
che ne soffrono non
ne parlano neanche
con uno specialista e come
soluzione tendono invece
a isolarsi e a modificare il
loro stile di vita. Stiamo
parlando dell’incontinenza
urinaria che riguarda tra il 2
e il 10% della popolazione
maschile.
I sintomi che caratterizzano
l’incontinenza maschile sono
tipici e interessano specialmente gli over 50 anni: difficoltà ad urinare, intermittenza di emissione del flusso
urinario, perdite pre e post
minzione, frequente necessità di urinare, incapacità
di trattenere lo stimolo alla
minzione anche durante la
notte, spesso più volte. Nella
maggior parte dei casi questi
sintomi sono in relazione a
un problema di ingrossamento della prostata oppure sono
conseguenti a un intervento
chirurgico o ad un indebolimento dell’apparato urogenitale causato dall’età avanzata. Quando però vengono
affrontati in modo adeguato,
possono essere tenuti sotto
controllo ed essere affrontati
in modo molto efficace.
CAMBIA LO STILE DI VITA
Questi sintomi che vengono
definiti con l’acronimo inglese Luts (Lower Urinary Tract
Symptoms), hanno un considerevole impatto sulla vita
lavorativa, sociale e sessuale
Chi ne soffre
tende il più
delle volte
a modificare
le sue abitudini
Per tenerla sotto controllo è necessaria una maggiore informazione sugli accorgimenti e sui rimedi
che dovrebbero essere adottati
sia dell’uomo sia della sua
partner. Come hanno rilevato
i risultati di un’importante ricerca internazionale promossa da TENA, leader del mercato di riferimento, condotta
in Inghilterra, Francia, Germania, Svezia ed Italia e che
ha coinvolto un campione di
1134 uomini affetti da sintomi urinari e 988 donne, mogli
o compagne di questi ultimi.
Infatti molti uomini affetti da
Luts perdono velocemente la
fiducia in se stessi, con un
conseguente effetto negativo
sulla loro qualità della vita in
quanto tendono ad isolarsi e
a modificare le proprie abitudini, ad esempio smettono di
andare in palestra o evitano
di organizzare viaggi. Inoltre
i Luts sono persino un motivo di astensione dall’attività
sessuale con la propria partner e possono diventare causa
di ansia e di depressione, con
gravi conseguenze anche sul
benessere psicologico.
PIÙ INFORMAZIONI
PRATICHE
Le partner sono strettamente coinvolte nella situazione
di stress fisico e psicologico che vive l’uomo affetto
da Luts e proprio per questo
il loro ruolo è davvero fondamentale: il più delle volte sono proprio le donne a
convincere l’uomo a recarsi
dal medico e ad aiutarlo a
trovare la giusta soluzione
pratica per gestire al meglio
la situazione. Dalla ricerca è
infatti emerso come gli uo-
TENA Men:
studiati appositamente
per Lui
Attenta alle problematiche legate all’incontinenza
maschile, TENA, leader del settore, ha studiato e
messo a punto una gamma di prodotti specifici
per l’uomo all’insegna della efficacia, della
discrezione e della comodità. È la linea di
assorbenti TENA Men che grazie all’innovativo
sistema Maxx Protection Technology, consente di
trattenere le perdite di urina in modo ancora più
sicuro, garantendo così la massima tranquillità,
ma in totale discrezione. I prodotti TENA Men
sono caratterizzati anche dall’innovativo sistema
Odour Control che impedisce la formazione
dei cattivi odori, evitando così sgradevoli
imbarazzi, mentre l’esclusivo materassino
a doppio strato Absorb Tec per la massima
assorbenza, e il rivestimento esterno traspirante
che permette all’aria di circolare e aiuta la pelle
a mantenere le sue condizioni naturali, offrono
un eccezionale comodità e un corretto comfort.
Infine la presenza sull’assorbente della striscia
adesiva che consente di fissarlo in modo sicuro
agli slip, offre libertà nei movimenti. TENA
ha anche una soluzione per chi è alla ricerca
di qualcosa di ancora più pratico: TENA Men
Protective Underwear. È l’intimo assorbente
che si indossa come la normale biancheria
intima. Essendo stato specificatamente ideato
per l’uomo garantisce il massimo della sicurezza
e del comfort. TENA Men Protective Underwear
ha un design anatomico ed è pratico come la
biancheria tradizionale anche in virtù del suo
morbido rivestimento in tessuto elasticizzato.
Per maggiori informazioni:
www.tena.it/uomini
mini desiderino ricevere anche informazioni di carattere
pratico su come affrontare i
Luts. È risultato che nei paesi interessati dalla ricerca, almeno il 20% degli uomini che
soffrono di Luts non utilizza
prodotti specifici, mentre in
Italia almeno il 10% degli
uomini ricorre a soluzioni
‘fai da te’, come fazzoletti
o carta igienica negli slip o
più slip contemporaneamen-
te. Diventa allora un compito
fondamentale degli operatori
sanitari, primi tra tutti i farmacisti che costituiscono un
importante riferimento per
cittadini in tema di salute,
fornire le informazioni corrette sull’utilizzo di prodotti
specifici per aiutare gli uomini a gestire quotidianamente
i Luts, contribuendo così a
migliorare la qualità della
loro vita.
55
56
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
italia: 51575551575557
S P E C I A L E
a cura di RCS MediaGroup Pubblicità
graficocreativo
OBIETTIVO BENESSERE
Le infezioni a carico delle basse vie urinarie sono un disturbo molto frequente fra le donne
Stop alla solita e fastidiosa cistite
È importante conoscere i suoi
fattori di rischio per cercare
quando possibile di prevenire il
ripresentarsi di un nuovo attacco
N
el corso di un anno
ben tre donne su dieci si lamentano almeno una volta di essere
colpite da un attacco di cistite, un’infezione a carico delle
basse vie urinarie: la vescica
e l’uretra. Terza per importanza fra tutte le malattie infettive femminili, la cistite è più
frequente soprattutto durante l’età fertile della donna e
durante la terza età, ma può
dare segno di sé anche durante i periodi dell’infanzia
e dell’adolescenza.
La maggiore incidenza della cistite nel sesso femminile rispetto a quello maschile dipende
dalla conformazione anatomica
dell’apparato urogenitale delle
donne. In particolare, l’uretra è
più corta e la vagina, le vie urinarie e l’ultimo tratto dell’intestino sono situati molto più vicino rispetto alla posizione che
hanno negli uomini, che inoltre
hanno un’ulteriore barriera rappresentata dalla prostata situata tra vescica ed uretra. Questa
Delturil :
un approccio naturale
ed integrato per il benessere
delle vie urinarie
Non solo D-Mannosio selezionato e purissimo
da betulla, con la sua importante funzione
depurativa del tratto genito-urinario, ma Zinco,
Echinacea e Lattoferrina in Delturil della Promin.
Il prodotto è stato formulato per affrontare
i disturbi delle vie urinarie in una visione di
benessere globale. Perché per chi soffre di disturbi
del tratto genito-urinario sporadici o ricorrenti
non è sufficiente eliminare gli agenti inquinanti
a livello locale ed i fastidiosi sintomi. Occorre
agire sul benessere generale dell’organismo
correggendo lo scompenso che ha permesso
l’instaurarsi del disturbo, riequilibrando
contemporaneamente l’intestino, da cui spesso i
disturbi hanno origine, e supportando il sistema
immunitario onde evitare recidive. Delturil
della Promin è una combinazione di sostanze
naturali, minerali ed estratti vegetali mirata a
risolvere in una visione completa i vari problemi
che coinvolgono il benessere del tratto genitourinario. I componenti naturali di Delturil
aiutano a purificare il tratto urinario e ad alleviare
i sintomi dei disturbi. Contemporaneamente
favoriscono la buona flora batterica intestinale
e supportano il sistema immunitario, prima e
fondamentale difesa dall’attacco di batteri e
funghi. Delturil, in bustine da sciogliere in acqua
o direttamente in bocca, è in farmacia.
struttura femminile facilita la
risalita dei batteri, che vivono
normalmente nell’intestino,
fino alla vagina che colonizzano e da qui alla vie urinarie e
alla vescica dove si riproducono
dando il via all’infezione con il
suo corredo di sintomi inequivocabili. Un senso di pesantezza e di fastidio nella parte bassa
della pancia, un stimolo improvviso, imperioso e frequente ad
urinare, accompagnato da difficoltà ad iniziare la minzione
e contemporaneamente da un
bruciore molto forte e da dolore
mentre si urina. Inoltre le urine appaiono torbide, hanno un
odore sgradevole e spesso sono
anche arrossate per la presenza
di sangue.
FATTORI SCATENANTI
Si manifesta
con un corredo
di tipici sintomi che
sono generalmente
fastidiosi e persino
dolorosi
www.prominmed.it
Info: 848000995
Una volta che fa la sua comparsa, la cistite ha la particolarità
di ripresentarsi periodicamente. Alla sua origine infatti c’è
anche una predisposizione in
quanto è dimostrato che le
donne che ne soffrono spesso
hanno un’alterazione su base
genetica delle sostanze che
costituiscono il ‘biofilm’ che
riveste la mucosa della vescica
con il compito di impedire alle
tossine presenti nell’urina ed
ai batteri responsabili dell’infezione di aderirvi. Ma ci sono
dei fattori scatenanti. Un ruolo
chiave lo svolgono le secrezioni
vaginali. Infatti in talune condizioni, come ad esempio in
seguito a cure antibiotiche, si
modifica la secrezione vaginale
di sostanze ad attività antibatterica come enzimi e immunoglobuline che costituiscono un
valido sistema di difesa, e così i
batteri che vivono nell’intestino colonizzano la vagina e da
qui le vie urinarie e la vescica.
Altri fattori di rischio sono: la
stipsi, la cattiva igiene intima,
i rapporti sessuali, le variazioni
ormonali legate alla menopausa, la gravidanza, l’utilizzo di
Dopo una sua
prima comparsa,
il disturbo tende
a ripresentarsi
con un’incredibile
periodicità
indumenti troppo stretti, un’alimentazione ricca di spezie e
insaccati, il clima troppo freddo
o troppo caldo e le terapie antibiotiche.
CONSIGLI UTILI
In caso di cistite è necessario
rivolgersi al proprio medico
che valuterà la necessità di
fare un’urinocoltura e il tipo
di terapia da prescrivere che
infatti cambia se si tratta di
un episodio una tantum o ricorrente. Particolarmente utili
in ogni caso sono le terapie a
base di sostanze naturali come
il d-mannosio. Riduce la capacità dei batteri di attaccarsi alla
parete della mucosa vescicale
e di dare il via all’infezione, rispettando l’equilibrio della secrezione vaginale e quello della
flora batterica intestinale e non
deprimendo le difese naturali
dell’organismo. Aiutano inoltre sicuramente a prevenire
la cistite: combattere la stitichezza seguendo una dieta
ricca di fibre, eliminare spezie,
insaccati, cibi conservati, superalcolici e bere tutti i giorni
almeno due litri d’acqua. Sono
importanti l’igiene intima quotidiana da effettuare con un
detergente delicato e a pH acido, come anche l’accortezza in
caso di impiego di assorbenti
interni di cambiarli spesso e di
non utilizzarli la notte. Si deve
poi stare attente a non indossare indumenti troppo stretti
che facilitano la scarsa aerazione e un contatto fra uretra
e genitali. Infine un ultimo
suggerimento: non trattenere
mai l’urina per molto tempo
e ricordarsi di urinare prima
di un rapporto sessuale in
quanto dopo il rapporto c’è
una momentanea distorsione
delle pareti dell’uretra per cui
il flusso dell’urina è vorticoso e una parte dell’urina può
rientrare trascinando con sè
i batteri.
Un legame davvero molto stretto
Nelle donne spesso la cistite tende a comparire più o meno contemporaneamente
ad un altro disturbo tipico del gentil sesso: la candidosi. È un’infezione che colpisce
le parti intime femminili i cui sintomi sono inconfondibili: un prurito e un bruciore
intensi e insopportabili alla vagina e alle parti intime esterne, arrossamento di
tutta la zona genitale e perdite bianche di una consistenza simile a quella del latte
cagliato. È scatenata da uno squilibrio dell’ambiente vaginale. In vagina, infatti,
risiedono normalmente molti batteri fra cui i lattobacilli che agiscono come difese
naturali contro la crescita di altri microrganismi. Succede allora che quando certe
situazioni, come l’assunzione di antibiotici, creano uno squilibrio nell’ambiente
della vagina e un calo delle difese dell’organismo, i lattobacilli diminuiscono e
prendono il sopravvento altri microrganismi. È per l’appunto il caso della candidosi che è provocata dalla candida albicans, un microrganismo che si sviluppa
in quantità non tollerabili e diventa un vero e proprio disturbo. Inizia così una
specie di circolo vizioso fra cistite e candida, che si autoalimenta in quanto la
candidosi facilita l’ingresso dei batteri che vivono normalmente nell’intestino
fino alla vie urinarie, ma a questo punto se per curare la cistite non si ristabilisce
l’equilibrio perso e non si potenzia il sistema di difesa dell’organismo, ci si ritrova
al punto di partenza.
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
S P E C I A L E
a cura di RCS MediaGroup Pubblicità
graficocreativo
57
italia: 51575551575557
OBIETTIVO BENESSERE
Alitosi, placca, infiammazioni alle gengive, sono le conseguenze di una cronica mancanza di attenzioni
Denti perfetti per un sorriso smagliante
La prevenzione si fa con cibi ricchi di vitamine e minerali, l’igiene orale, visite di controllo dal dentista
li al fluoro, dagli spazzolini
elettrici fino ai colluttori, che
dovrebbero proteggere il cavo
orale, e poi ci sono le paste
naturali alle erbe o al bicarbonato che campeggiano sulle mensole del biologico. Per
quanto riguarda la consistenza e gli ingredienti delle varie
paste i prodotti in commercio
offrono garanzie di sicurezza,
quindi la scelta si basa su gusti individuali e preferenze. In
ogni caso i bimbi più piccoli
andrebbero seguiti durante
l’operazione lavaggio per evitare che ingeriscano eccessive
quantità di dentifricio. Le setole dello spazzolino vengono
proposte in tre versioni: morbide, medie, dure. A meno che
non ci siano sanguinamenti e
gengive particolarmente delicate sono da preferire le setole
medie. Una via di mezzo che
consente di eliminare i residui
di cibo senza provocare graffi
allo smalto o alle mucose. Purtroppo, uno degli strumenti di
igiene orale ancora poco utilizzato è il filo interdentale,
eppure il 45% della superficie
dei denti si trova tra un dente e l’altro. Basta esercitarsi
un po’ e diventerà una mossa
automatica che salvaguarderà
la salute di ogni singolo dente
a lungo.
M
ai prima di questa
epoca era stata riconosciuta tanta
importanza ai denti. Che, insieme alle gengive,
restano i protagonisti assoluti non solo del benessere
della bocca, ma anche dell’estetica di un volto. Proviamo
a immaginare l’impatto negativo che trasmette una persona se, pur avendo lineamenti
regolari e occhi espressivi,
al primo sorriso mostra una
dentatura trascurata. Ma le
attenzioni che si dedicano ai
denti, come spiegano gli specialisti fin dall’inizio della
gravidanza alle neomamme,
è soprattutto un fattore che
riguarda la salute generale.
Infatti, i bimbi, fin dallo spuntare del primo dentino, devono
iniziare a imparare i gesti quotidiani di una corretta igiene
orale. I denti da latte, anche
se destinati a cadere, devono
essere lavati con spazzolino e
dentifricio dopo ogni pasto,
per mantenerli sani e privi di
carie. Una visita dal dentista,
almeno una volta all’anno,
rappresenta un controllo ideale per prevenire qualsiasi tipo
di problema. In questo modo il
piccolo viene educato a prendersi cura della propria bocca,
e continuerà a fare così una
volta cresciuto. Sarà possibile
intervenire per tempo anche se
occorrerà “raddrizzare” qualche
dente che non cresce bene. Il
Il Pronto Intervento
Dentale di FIMO
Quante volte è capitato di stare male il 15 di agosto o il 25 dicembre e di non trovare al volo uno
specialista disponibile? Assodato che i problemi di
salute improvvisi non conoscono date di calendario, anche a chi ha una protesi dentale o un’otturazione può succedere di ritrovarsi alle prese con
un problema alla bocca mentre sorvola l’oceano
su un’aereo diretto dall’altra parte del mondo, soggiorna su una nave da crociera o semplicemente in
un villaggio distante ore da un presidio medico. A
questo punto se si stacca un ponte o una capsula,
non si riesce a mangiare con l’aggravante di ritrovarsi lontano da casa e dalle comodità. Che fare? Il
Pronto Intervento Dentale di FIMO è la risposta a
questo interrogativo, un aiuto davvero importante
in grado di tamponare una situazione inaspettata che può creare difficoltà e rovinare le sospirate vacanze. FIMO, presente da oltre 25 anni nelle
farmacie italiane, ha messo a punto tre prodotti:
Pontefix, cemento a base di Ossifosfato di Zinco,
per fissare capsule, ponti, corone, denti a perno e
non pregiudica l’intervento successivo del dentista
(17,80 euro); Nocavity, impasto che indurisce in 1520 minuti a contatto con la saliva, per otturazioni
dentali provvisorie, elimina la sensibilità al freddo,
regalando un bel sollievo (10,90 euro); Protesan
Mono e Protesan Rapido, una resina odontotecnica
che ripara le protesi dentali lesionate e riattacca i
denti (22,90 euro e 15,90 euro).
Per maggioroi informazioni: www.fimosrl.it
regalo per lui sarà una dentatura bella, un sorriso a prova
di sguardi, fino alla vecchiaia.
Dalla bocca passa il nutrimento
per il corpo, è evidente che non
può diventare un ricettacolo di
batteri introdotti con il cibo e
lasciati indisturbati sullo smalto a proliferare. La prevenzione,
quindi, per evitare complicanze che possono trasformarsi in
disturbi seri e compromettere
l’importante funzione della masticazione, è la strada maestra
da seguire. Oggi, fortunatamente, sono più rare le bocche prive
di denti o con gravi infiammazioni alle gengive, in quanto il
concetto di estetica dentale e
cura è entrato con forza nell’immaginario collettivo.
Ritrovare il sorriso
in poche ore con l’All-on-4
L’All-on-4 è una valida soluzione in caso di denti mobili o molto compromessi e per il problema
dell’edentulia totale (mancanza di tutti i denti) che,
nella maggior parte dei casi, è causata dalla malattia
parodontale. L’All-on-4 prevede la sostituzione dei
denti mancanti con una protesi fissa, supportata da
soli quattro impianti dentali: due in posizione verticale e due inclinati, che supportano una protesi
provvisoria fissa a carico immediato.
“Inclinando i due impianti posteriori, è possibile
utilizzare impianti più lunghi in un volume osseo
minimo, aumentando così il contatto impianto-osso
e riducendo la necessità di aumento osseo verticale
(innesto osseo). Inoltre, gli impianti angolati posteriori possono essere ancorati nell’osso anteriore di
miglior qualità e offrono un miglior supporto alla
protesi, riducendo le estensioni” ci spiega il dottor
Gobbo, direttore sanitario della clinica odontoiatrica
Hospitadella, e aggiunge “siamo in grado di posizionare la protesi fissa provvisoria il giorno stesso, subito dopo l’intervento. Dopo un periodo di guarigione
di qualche settimana, verrà posizionata la protesi
definitiva”. Questo è sicuramente un intervento in
grado di migliorare parecchio la qualità di vita, in
quanto le protesi supportate da impianti assicurano
aspetto e funzionalità del tutto identici a quelli dei
denti naturali. Mangiare, parlare e ridere di nuovo
rende più sicuri, perché quando c’è il sorriso e una
corretta masticazione, si ritrova anche l’autostima.
Info: www.hospitadella.it
Bisogna
conservare
tutti i denti,
solo così si otterrà
una corretta
masticazione
ANCHE LA DIETA
FA LA SUA PARTE
Tutti sanno che un eccesso di
zuccheri rappresenta una porta spalancata all’arrivo della
carie, il peggior nemico della
dentatura, in quanto i batteri
che ne sono responsabili erodono lo smalto fino a distruggere il dente completamente.
Questo tipo di batteri sono favoriti dagli zuccheri che restano per ore sullo smalto. Allora,
oltre al consiglio di limitare le
bevande zuccherine e i dolci,
soprattutto a fine pasto, la
mossa giusta è lavare i denti
almeno tre volte al giorno, e
non andare mai a dormire senza averlo fatto. Infatti, se ci
si dimentica per stanchezza di
effettuare questa operazione
igienica, i batteri cariogeni
hanno tutto il tempo per agire indisturbati. In sostanza,
un dolce ce lo possiamo concedere a patto di eliminarne
le tracce subito dopo. Ma una
bocca sana è soprattutto costi-
tuita da una dentatura forte:
gli alimenti che assumiamo
hanno un ruolo importante
in questo senso. Vitamine e
minerali sono i mattoni che
proteggono la salute dei denti.
Iniziamo dalla vitamina D, notissima per la sua azione positiva sulla struttura delle ossa,
e dei denti che come qualsiasi
osso hanno bisogno di calcio e
fosforo, minerali il cui assorbimento da parte dell’organismo
viene facilitato proprio da questa vitamina. La D, in pratica,
facilita la rimineralizzazione
dello smalto difendendolo
dall’attacco della carie. Dove
la troviamo? In alcuni alimenti
grassi, come il burro (usato a
crudo su una fetta biscottata
a colazione, è ottimo), le parti
grasse del pollo e del tacchino, nei formaggi e nel latte,
ma anche nella pancetta e in
alcuni pesci come il salmone,
lo sgombro, il tonno, il pesce
spada, le alici. In estate lasciamo la pelle scoperta, perché la
D si assorbe anche attraverso
la pelle baciata dai raggi del
sole. Per prevenire le infezioni e le infiammazioni delle
gengive, invece, è importante
la vitamina C, dal potere antiossidante. La si trova nella
frutta freschissima (si perde
nel giro di poco tempo), come
arance, kiwi, limoni, fragole;
nelle verdure come broccoli e
cavolfiori, spinaci.
I denti da latte,
anche se sono
destinati a cadere,
vanno curati fin
dall’inizio
DENTIFRICIO,
COLLUTTORIO & CO
Si fa presto a parlare di igiene
orale, ma quali sono i prodotti
migliori da usare? Gli scaffali
dei supermercati traboccano
di proposte allettanti, dai
dentifrici sbiancanti a quel-
LA PRATICITÀ DI UNO STUZZICADENTI
PRO
LA C VA SUBITO
DA 7 ONFEZIONE
ASSOR SCOVOLIN
I
TITI A
SOLI
3€
1
2
3
4
5
6
7
ZZZÀPRVUOLW ,1 )$50$&,$
58
italia: 51575551575557
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
S P E C I A L E
a cura di RCS MediaGroup Pubblicità
graficocreativo
59
italia: 51575551575557
SCLEROSI MULTIPLA
Sclerosi Multipla: discussi al Top Seminars di Sorrento i principali aspetti clinici e terapeutici della malattia
Grandi progressi
diagnostici e terapeutici
Nuove strategie per ridurre il rischio di una progressione della disabilità
I
l 28 maggio si celebra la
Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla. In
questi giorni, neurologi
e massimi esperti a livello
nazionale ed internazionale
fanno il punto della situazione sui progressi della ricerca
scientifica su questa grave
patologia neurologica.
Negli ultimi anni la scienza biomedica ha fatto passi da gigante sia sul versante diagnostico
che terapeutico: nuovi farmaci,
tecniche di diagnosi precoce e
innovativi modelli organizzativi per offrire assistenza a 360°
al malato, ridanno speranza a
chi è colpito da questa malattia
estremamente invalidante.
PERCORSI TERAPEUTICI
PERSONALIZZATI
Il Top Seminars Sclerosi Multipla - uno dei più importanti appuntamenti scientifici europei
di aggiornamento sui principali
aspetti clinici e terapeutici della malattia, che si è chiuso ieri
a Sorrento - ha consentito a oltre duecento neurologi di confrontarsi in numerose sessioni
di approfondimento tenute dai
maggiori esperti della malattia.
Tra loro Carlo Pozzilli, Professore di Neurologia presso l’Università La Sapienza e Responsabile
del Centro di Sclerosi Multipla
dell’Ospedale Sant’Andrea di
Roma. Al Professore abbiamo
chiesto di illustrare le novità
emerse in ambito terapeutico,
proprio perché l’arrivo in Italia
di farmaci basati sulla medicina
molecolare sta rivoluzionando
l’approccio alla malattia, rendendo possibile un intervento diversificato rispetto alle
caratteristiche individuali del
malato.
NUOVE OPPORTUNITÀ
E NUOVE SFIDE
“Rispetto al passato – spiega il
Professor Pozzilli – disponiamo
di un numero di farmaci nettamente superiore. Ciò da un
lato apre maggiori possibilità,
dall’altro impone al medico
una valutazione più comples-
In prima linea nella lotta alla Sclerosi Multipla
Genzyme, società del Gruppo Sanofi, è una delle più importanti aziende al mondo nel
campo delle biotecnologie farmaceutiche e concentra la propria attività nello sviluppo di
soluzioni terapeutiche per gravi malattie ancora prive di una risposta clinica adeguata, in
particolare Malattie Rare e Sclerosi Multipla. Per quest’ultima, ad oggi, non esiste una cura
definitiva e il suo decorso può essere solo rallentato. Grazie a Genzyme, in Italia saranno
presto disponibili due nuove terapie. L’EMA ha infatti recentemente autorizzato l’immissione in commercio di due farmaci per contrastare questa patologia che potranno dare
un contributo significativo al miglioramento delle aspettative e delle condizioni di vita dei
pazienti. Il primo è una compressa che unisce efficacia terapeutica a comodità di assunzione. Il secondo è un anticorpo monoclonale somministrato per infusione endovenosa
che ha dimostrato di poter raggiungere risultati significativamente superiori, in termini di
efficacia, al trattamento attualmente considerato quale standard di riferimento. Richiede
uno schema di somministrazione che, pur prevedendo un monitoraggio mensile in stretta
collaborazione con il Centro di cura, libera il paziente da un trattamento cronico. Vi sono
inoltre significative evidenze circa la possibilità di poter ridurre la disabilità già acquisita,
aspetto estremamente rilevante nel panorama delle opzioni terapeutiche disponibili. Ancora
molto rimane da fare, ma sicuramente la ricerca sta dando importanti risposte per affrontare
efficacemente le sfide che la Sclerosi Multipla pone.
In Italia è presente
una rete di centri
altamente
specializzati
sa nella scelta della cura per
ciascun paziente. Di certo anche questi nuovi farmaci agiscono in modo più efficace se
somministrati precocemente,
perciò è fondamentale il tema
della diagnosi precoce. Per
quanto concerne l’approccio
terapeutico, stanno intervenendo importanti cambiamenti: la strategia più utilizzata
fino ad ora è quella per cui a
gravità crescente del danno si
somministrano farmaci sempre
più potenti. Oggi si sta imponendo alla nostra attenzione
uno schema diverso, definito
induttivo, che prevede l’utilizzo di un trattamento aggressivo, con farmaci molto potenti,
nelle prime fasi della malattia
per poi passare ad una terapia
di mantenimento più leggera.
Questa strategia mira a ridurre
il rischio di una progressione
della invalidità precoce. Il
compito del neurologo diviene
quindi molto complesso: deve
capire quando è il momento di
agire d’attacco e quando mettersi sulla difensiva”. L’incremento del numero e della tipologia di farmaci e l’aumento
delle possibilità terapeutiche
implica grande competenza
da parte dei Centri che si occupano del trattamento della
Sclerosi Multipla. Sotto questo
aspetto l’Italia è un Paese all’avanguardia, spiega il Professore: “Già dagli anni Novanta il
trattamento della malattia è
affidato a Centri altamente
specializzati, ciò è importante perché consente di evitare
il rischio di inappropriatezza
terapeutica.”
60
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
italia: 51575551575557
Circondata dall’affetto dei suoi cari è mancata
Lalla Consonni Bertola
dopo una lunga malattia, vissuta con coraggio e
serenità.- Lo annunciano con immenso dolore il
marito Carlo e i figli Federico ed Eleonora, tristi
per il vuoto incolmabile che lascia nei loro cuori.Si ringraziano i medici e gli infermieri che l’hanno
accudita con professionalità ed affetto.- Non fiori, ma donazioni alla Fondazione IRCCS o Una
Mano alla Vita-Onlus.- Il funerale si terrà il 26
maggio alle ore 11 nella Basilica di Santa Maria
delle Grazie a Milano.
- Milano, 24 maggio 2014.
Piero e Giovanna, Marcello e Dady, con Nicolò
e Ariberto piangono la loro amata
Lalla
e la ricorderanno sempre come esempio di equilibrio, dolcezza e coraggio.
- Milano, 24 maggio 2014.
Giovanna e Sandro con Filippo, Ale e Dario abbracciano commossi Carlo, Federico ed Eleonora
nel triste momento della scomparsa della cara
Dario, Paola e Ludovica si stringono con affetto
a Carlo, Federico e Eleonora per la scomparsa
della cara
Lalla
- Milano, 24 maggio 2014.
Le amiche del mercoledì Anna, Dolli, Donata,
Giovanna, Maresin sconvolte piangono
Lalla
e abbracciano stretti Carlo, Federico ed Eleonora. - Milano, 24 maggio 2014.
Giorgio e Angela Pepi e Luisa Chicca Pucci e
Annamaria Giorgio e Laura Silvia Roberto e Donatella e Alfonso e Lucia si stringono con tanto
affetto a Carlo Federico Eleonora Piero e a tutta
la famiglia ricordando la carissima amica
Lalla
che ha illuminato con il suo sorriso i tanti momenti trascorsi assieme.
- Milano, 24 maggio 2014.
e ricordano i bei momenti trascorsi insieme.
- Milano, 24 maggio 2014.
Profondamente commossi e addolorati Dolli e
Enrico con Ambrogio Camilla e Guillaume abbracciano Carlo, Federico, Eleonora e tutta la famiglia per la perdita di
Partecipano al lutto:
– Roberta Castagna e i collaboratori dello Studio Isacco & Associati.
ricordando il suo sorriso e il suo coraggio.
- Milano, 24 maggio 2014.
Lalla
Margherita, Ernesto e Ceci, Pepi e Cesi, Gianni
e Marika abbracciano Carlo, Federico ed Eleonora ricordando il sorriso della cara
Lalla
- Milano, 24 maggio 2014.
La dolce e coraggiosa
Lalla
riposa in pace.- Mariateresa e Mariadele con le
loro famiglie abbracciano con grande affetto i cugini Consonni e Bertola.
- Milano, 24 maggio 2014.
Giovanni con Vichi Kiko con Mariolina Mercedes sono vicini con infinito affetto a Carlo Eleonora Federico e ai fratelli Piero con Giovanna
Marcello con Dadi nel ricordo della carissima
Lalla
- Milano - Locarno, 24 maggio 2014.
Renata con Bebe Ale con Fritz Monica con Marco Giorgio con Chiara Andrea con Petra Gianfranco con Arianna e tutti i nipotini abbracciano
forte Carlo Ele e Federico ricordando il dolce sorriso e l’allegria che ha sempre trasmesso la cara
zia Lalla
- Milano - Shanghai - Locarno, 24 maggio
2014.
Angelo e Rory con Carlo e Piero si stringono
affettuosamente a Carlo, Federico ed Eleonora
nel ricordo della carissima
Lalla Bertola
di cui porteranno sempre nel cuore il dolce sorriso. - Milano, 24 maggio 2014.
Partecipano al lutto:
– Michi e Dea de Francisci.
Paolo e Giovanna Colombo si stringono a Carlo e suoi figli con affetto per la dolorosa perdita
della signora
Maria Gabriella Bertola
- Milano, 24 maggio 2014.
Ambro, Bea, Cate, Ceci e Guido, Flavia e Andre, Gegia e Pato, Giachi, Giulia, Giulio e Petta
e Luli, Guido, Lalla e Ale, Meg, Robi, Teo e Chiara, Vale e Nico abbracciano forte Ele e Fede, con
Dodo e Nat, per la morte della mamma
Lalla
Miki e Bea con Maria Giulia, Paola, Marina e
le loro famiglie abbracciano Carlo Eleonora e Federico ricordando con affetto e tenerezza la grandissima e indimenticabile
Lalla
- Nerviano, 24 maggio 2014.
Troppo presto ci ha lasciato la carissima
Lalla
Partecipano commossi al dolore della famiglia
Aldo e Laura, Daniele e Anna, Alberto e Franca,
Paolo e Danila, Francesco e Maria, Federico e
Renate, Mario e Elisabetta, Pierluigi e Stefi.
- Milano, 24 maggio 2014.
Giorgio e Valeria Bresciani Torri, Pietro e Barbara Dagnino, Vincenzo e Umberta Gagliardi,
Johnny e Flavia Marengo, Valerio e Lorenza Michetti, Marco e Francesca Molteni, Teodora Niccolini, Giancarlo e Marina Robbi de Agostini, Roberto e Laura Pontremoli, con i loro figli
rimpiangono la dolce, concreta, discreta, coraggiosa, carissima amica
Lalla Bertola
e si stringono con affetto a Carlo, Federico ed
Eleonora e a tutta la famiglia.
- Milano, 24 maggio 2014.
Claudio e Floppi, Roberto e Francesca, Bibo e
Patrizia, Marco e Nilda sono affettuosamente vicini a Carlo, Federico e Eleonora ricordando e
rimpiangendo la carissima
Lalla
- Milano, 25 maggio 2014.
Tutti gli amici di Metodo abbracciano affettuosamente Carlo Eleonora e Federico nel ricordo di
Lalla
- Milano, 24 maggio 2014.
Partecipano al lutto:
– Rory e Angelo.
– Luca e famiglia.
– Elena e Ambrogio.
– Margherita e Andrea.
– Adriana e Giuseppe.
Colpiti dalla scomparsa di
Giampiero
- Milano, 24 maggio 2014.
Laura, Mario e Mariateresa con Simona, Stefania, Silvia e Marco, partecipano al lutto di Silvana, Claudia, Laura e Massimo.
- Milano, 24 maggio 2014.
Federico e Pupi, Franco e Roberta, Andrea e
Barbara, Marco e Peppa partecipano con grande
tristezza al dolore di Carlo, Federico ed Eleonora
per la scomparsa di
Con immenso affetto e profonda commozione,
carissima Silvana, ti siamo vicini insieme ai tuoi
figli in questo momento così doloroso per la
scomparsa del tuo amatissimo
Lalla
Lalla
avvenuta dopo lunga malattia affrontata coraggiosamente e si stringono a loro con un abbraccio affettuoso. - Milano, 24 maggio 2014.
Ciao
Lallina
indimenticabile amica e sorella di una vita.- Giulio Miky abbracciano con affetto Carlo Federico
Eleonora, Marcello Piero.
- Milano, 24 maggio 2014.
Roberto e Luciana con Ambrogio e Barbara,
Benedetta, Luigi e Ottavia profondamente addolorati per la scomparsa della carissima amica
Lalla
abbracciano con tanto affetto Carlo, Federico ed
Eleonora e serberanno nel cuore il ricordo della
sua bontà e del suo coraggio.
- Milano, 24 maggio 2014.
Giampiero
Cesare e Gabriella Peter.
- Gallarate, 24 maggio 2014.
Roberto Nicla ed Egon sono vicini alla famiglia
per la perdita del caro
Dott. Giampiero Muggiani
- Milano, 23 maggio 2014.
A funerali avvenuti, Franco, Carlo, Dodo, Nanni e rispettive famiglie annunciano la scomparsa
di
Franca Torricelli Tremolada
Forte, coraggioso e tenace si è spento, dopo
avere a lungo combattuto
Angelo Colico
Ne danno l’annuncio con grande dolore la mamma Elsa, la sorella Cinzia.- I funerali avranno luogo lunedì 26 maggio alle ore 14.30 nella chiesa
parrocchiale San Vito in Lentate sul Seveso.- La
cara salma è composta nell’abitazione di via
Diaz, 6 in Lentate.- Un commosso ringraziamento a coloro che parteciperanno alla mesta cerimonia.
- Lentate sul Seveso, 24 maggio 2014.
Marco e Tommaso avevano in grande considerazione lo zio
Il Presidente, il Consiglio Direttivo, i soci ed il
personale del Barlassina Country Club esprimono le più sentite condoglianze ai familiari per la
scomparsa del caro amico
Angelo Colico
socio del circolo da molti anni.
- Birago, 24 maggio 2014.
Partecipano al lutto:
– Liana Lanfranconi e figli.
– Alberto, Anita e Ilaria Negrisoli.
– Antonio e Ross Carrari.
– Sergio, Simonetta e Carlo Papetti.
Ciao
Angelo
Angelo
e lo ricorderanno sempre con immenso affetto.Ciao. - Lentate, 24 maggio 2014.
ci manchi già...- Alfredo, Marco, Marina, Micaela, Stefania, Peg, Titti, Silvia, Camillo, Albino.
- Birago, 24 maggio 2014.
Addolorati per la prematura scomparsa di
Angelo
Massimo Tita Luca e Fernando sono vicini ad Elsa
Cinzia Marco e Tommaso.
- Varese, 24 maggio 2014.
Partecipa al lutto:
– Lella Cattaneo.
Silvana Paola e Resi sono vicine alla cara amica
Cinzia per la perdita dell’amato fratello
Angelo
- Giussano, 24 maggio 2014.
Antonio Fusetti, profondamente commosso, si
unisce al grave lutto dei familiari per la prematura scomparsa del carissimo
Il giorno 21 maggio 2014 ha concluso in Roma
la sua esperienza terrena il
prof. Ignazio (Ezio) Caruso
Per sua espressa volontà, ne danno l’annuncio,
ad esequie avvenute nella chiesa di Santa Caterina in Donnalucata, l’adorata moglie Alda, le
amate figlie Giovanna ed Alessia con i generi
Giorgio e Daniele ed i carissimi nipoti Veronica,
Angelica, Edoardo, Emanuele ed Eugenia.- Le
preghiere degli amici che lo hanno conosciuto e
voluto bene aiuteranno il suo passaggio nella casa del Signore. - Roma, 25 maggio 2014.
La cugina Franca Maltese Maria e i figli Cettina
e Bartolo piangono con Alda, Giovanna e Alessia
la dolorosa perdita di
Ezio Caruso
- Scicli, 24 maggio 2014.
I soci Alte Groane insieme ai dipendenti partecipano al dolore per la scomparsa del Presidente
Angelo Edo Colico
che ha tanto amato questo circolo.
- Lentate, 24 maggio 2014.
I soci e le maestranze di Perfetta Srl partecipano al dolore dei familiari per la prematura scomparsa del caro socio
Angelo Colico
- Lentate sul Seveso, 24 maggio 2014.
Partecipano al lutto:
– Le famiglie Maspero.
– Le famiglie Sala.
Le famiglie Venegoni partecipano al dolore dei
familiari per la prematura scomparsa del caro
amico
Angelo Colico
- Boffalora Ticino, 24 maggio 2014.
Il Consigliere Delegato Renato Rodenghi e tutto il personale di Mach 2 Libri SpA partecipano
al dolore di Marco Ruggeri per la perdita del papà
Andrea Ruggeri
- Peschiera Borromeo, 23 maggio 2014.
Giorgio Mariuccia Caccia hanno perso un vero
amico
Mario Giambra
Fiorina Fontana ved. Boselli
Mamma, i tuoi occhi buoni si sono chiusi, ma il
tuo sorriso dolce ci accompagnerà sempre.- Donatella e Simona. - Corsico, 23 maggio 2014.
Gigi Bianca e Federico ricorderanno sempre
con tanto affetto il loro caro cugino
Giuseppe (Bebi) Zolla
- Sanremo, 24 maggio 2014.
Un uomo è tornato alla casa del Signore.- Paola
Fendi Saracino, Alessandro, Fé, Paola e Alessia,
lo piangono e si stringono ad Alda e alla sua famiglia. - Roma, 24 maggio 2014.
Prof.ssa Alberta De Benedetti
in Deiure
Ignazio
e si uniscono con un abbraccio ad Alda e a tutta
la sua amatissima famiglia.
- Roma, 24 maggio 2014.
Caro
Ignazio
tutti noi uniti siamo vicini ad Alda, Giovanna e
Giorgio, Alessia e Daniele, Veronica, Angelica,
Edoardo, Emanuele e Eugenia, immaginandoti
nella tua cara terra di Sicilia.- Con affetto, Franca
Fendi Formilli e Luigi con Guido e Chicca, Federica, Andrea e Cristina, Luca e Simona con Giulia, Ginevra, Francesco, Giovanni, Flaminia, Benedetta, Ascanio, Altea e Martina.
- Roma, 24 maggio 2014.
Carla Fendi Speroni ricorda con amore e per
sempre
Ezio
cognato e fratello di una vita.- Solare, gioioso,
ironico, innamorato della sua famiglia e della sua
Donnalucata; della sua luce e del suo mare che
gli ha fatto amare con Candido e con mamma
Adele, insieme ai suoi indimenticabili genitori.Si unisce al grande dolore della amata sorella
Alda, Giovanna e Giorgio, Alessia e Daniele e
degli adorati nipotini Veronica, Angelica, Edoardo, Emanuele e Eugenia.
- Roma, 24 maggio 2014.
I familiari dell’avvocato
Enrico Vizzardelli
informano che i funerali si svolgeranno nella
chiesa parrocchiale di Santa Maria della Passione
(via Conservatorio), lunedì 26 maggio alle ore
14.45. - Milano, 25 maggio 2014.
Partecipa al lutto:
– L’Avvocato Vittorio Romano.
La zia Margherita con i figli, profondamente
addolorata per la perdita del caro
SERVIZIO
ACQUISIZIONE
NECROLOGIE
ATTIVO DA LUNEDI A DOMENICA 13.30-19.30
Un abbraccio a Marisa Giorgio e Stefano.
- Laveno Mombello, 24 maggio 2014.
Giuseppe, Giovannella e Maria Isabella Deiure
desiderano ringraziare tutti coloro che hanno
partecipato al loro dolore per l’improvvisa scomparsa della loro adorata moglie e mamma
Anna Fendi Venturini con Pino, Maria Teresa
con Shay, Silvia, Ilaria e i loro familiari, ricorderanno per sempre
RCS MediaGroup S.p.A. - Via Rizzoli,8 - 20132 Milano
Prof. Paolo Zaniol
caro e indimenticabile amico, guida ideale di noi
tutti fra le sue amate montagne.
- Modena, 24 maggio 2014.
Ezio Caruso
Angelo Colico
Resterà sempre nel mio cuore.
- Meda, 24 maggio 2014.
Con profonda tristezza e rimpianto Giuliana e
Guido, Luciana e Gianfranca, Liliana e Carlo sono affettuosamente vicini a Maria Grazia
nell’esprimerle il loro accorato cordoglio per la
dolorosa scomparsa del suo amato
CON SUPPLEMENTO 20% SULLA TARIFFA BASE
Tel. 02 50984519 - Fax 02 25846003
www.necrologi.corriere.it
e-mail: [email protected]
SI ACCETTANO RICHIESTE VIA WEB, E-MAIL E CHIAMATE DA CELLULARI SOLO DIETRO
PAGAMENTO CON CARTA DI CREDITO
L’INVIO DI UN FAX DEVE ESSERE ACCOMPAGNATO DA COPIA DI UN DOCUMENTO DI IDENTITA’
TARIFFE BASE IVA ESCLUSA:
Corriere della Sera
Una messa in suffragio verrà celebrata il 2 giugno 2014 nella parrocchia di San Vincenzo de’
Paoli alle ore 18.30.
- Milano, 25 maggio 2014.
PER PAROLA:
Necrologie: € 5,00
Adesioni al lutto: € 10,00
25 maggio 1992 - 25 maggio 2014
Nel ricordo, affettuoso come sempre, c’è molta
nostalgia per il mio papà
A MODULO:
Solo anniversari,
trigesimi e ringraziamenti: € 540,00
Dott. Domenico Garavoglia
Maddalena con Claudio, Cecilia ed Emanuele.
- Milano, 25 maggio 2014.
A
Luciano de Gioia
Gazzetta dello Sport
PER PAROLA:
Necrologie: € 1,90
Adesioni al lutto: € 3,70
A MODULO:
Solo anniversari,
trigesimi e ringraziamenti: € 258,00
nel ricordo dolcissimo dei tuoi occhi ti portano
sempre nel cuore con tanto amore Henny, Lotti,
Milena. - Milano, 25 maggio 2014.
25 maggio 1980 - 25 maggio 2014
Enzo Marcozzi
Papà adorato, luce della mia vita, sempre vivo
nel cuore di tua figlia Alba.
- Milano, 25 maggio 2014.
Diritto di trasmissione:
pagamento anticipato € 1,67 - pagamento differito € 5,00
Andrea nel venticinquesimo anniversario ricorda con immutato affetto il caro papà
L’accettazione delle adesioni è subordinata
al pagamento con carta di credito
Daniele Mazzesi
- Milano, 25 maggio 2014.
1964 - 2014
Ing. Luigi Vaccari
Grazie, sei stato un papà meraviglioso!- Loredana. - Milano, 25 maggio 2014.
Servizio fatturazione necrologie:
tel. 02 25846632
mercoledì 9/12.30 - giovedì/venerdì 14/17.30
fax 02 25886632
e-mail: [email protected]
Servizio sportello da lunedì a venerdì
Milano: Via Solferino 36 orario continuato dalle 9 alle 17.45
Enrico Vizzardelli
partecipa con affetto al dolore dei suoi cari.
- Milano, 24 maggio 2014.
Alice, Fiorella e Umberto Buttafava si uniscono
commossi al dolore della moglie Carla per la perdita del caro
avv. Enrico Vizzardelli
- Milano, 24 maggio 2014.
la tanto amata "zia Franca".
- Milano, 25 maggio 2014.
CAL - Cenobi Avocatt Lombard è vicina alla famiglia dell’indimenticabile amico
Partecipano al lutto:
– Tremolada Assicurazioni.
– Maria e Gabriele Crespi Reghizzi.
e lo ricorda per le particolari doti di cultura e di
sincera amicizia. - Milano, 24 maggio 2014.
Avv. Enrico Vizzardelli
Informativa ai sensi dell’art. 13 D.Lgs. 196/2003 (“Codice in materia di protezione dei dati personali”).
Conformemente all’impegno e alla cura che la nostra società dedica alla tutela dei dati personali, La informiamo sulle modalità,
finalità e ambito di comunicazione e diffusione dei Suoi dati personali e sui Suoi diritti, in conformità all’art. 13 del D. Lgs.
196/2003. Per permetterle di usufruire dei servizi offerti da RCS MediaGroup S.p.A., la stessa deve trattare alcuni Suoi dati. I
dati personali che Lei fornirà al Titolare, verranno registrati e conservati su supporti elettronici protetti e trattati con adeguate
misure di sicurezza. I dati saranno trattati da RCS MediaGroup S.p.A. esclusivamente con modalità e procedure necessarie per
fornirLe il servizio da Lei richiesto. I dati non saranno diffusi ma potranno essere comunicati, sempre per la predetta finalità, a
RCS MediaGroup S.p.A., oltre che a società che svolgono per nostro conto compiti di natura tecnica od organizzativa strumentali
alla fornitura del servizio richiesto, e che sono stati nominati Responsabili del Trattamento. Lei ha diritto di conoscere, in
ogni momento, quali sono i Suoi dati e come essi sono utilizzati. Ha anche il diritto di farli aggiornare, integrare, rettificare o
cancellare, chiederne il blocco ed opporsi al loro trattamento. Ricordiamo che questi diritti sono previsti dal Art.7 del D. Lgs
196/2003. Per ogni informazione riguardo ai diritti può rivolgersi, a tal fine, al Responsabile del trattamento dei dati personali di
RCS MediaGroup S.p.A. scrivendo allo stesso c/o RCS MediaGroup S.p.A. Divisione Pubblicità - Via Rizzoli, 8 - 20132 Milano.
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
61
italia: 51575551575557
Il Tempo
Ogni giorno le PREVISIONI della tua città sempre con te
Digita: mobile.corriere.it nel browser del telefonino
Il servizio è gratuito salvo i costi di connessione internet previsti dal piano tariffario del proprio operatore
Maggiori informazioni su www.corriere.it/mobile
6
6;)6
6;)
'
6);6
52
6;66
;
6;56
6
6;1
1
6;
5;
6;
51
6;
5'
6;5
-&2(
-".2
(.2
&:"
"$&(
(-"&(
($(&
&(6
"-&:
&(&
-5"
# #(/&4 #& */9$&: 0($ #4 07 /& */4 $$ / #(&# 0$9( /(90# *(%/##&# 07 $# **&&#&# &7# #& 7%&4( 07$ #%(&4+ # #(/&#
0700#9# #$ 4%*( 0/ #& */9$&: 7(&( $ 7 %&4/ $ (/ 4(/&/&&( $ *#( &" # 4%*(/$# 0(*/44744( 07$$ $*# /$*# % &"
07$$ / # *#&7/+ *#( $ &4/( #&4/00/&&( % #(/%&4 # 044(/# (/#&4$# $# **&&#&# #& &/+ $( 4/%#( &/$+
,+5"$
%*(..(
-"
(2&:
*($"
2&:-(
$"-"
(04
(/#&(
&(9
($( &
(%
%*(00(
+ $/#
4&#
#$&(
/&4(
&:#
/#04
#/&:
/7 #
&(&
-,7#$
*($#
/#
(4&:
4
$-%(
$/%(
$ "/(
$#/#
7/ #
$#
($
79($(
(*/4(
#(
#
(90# %*(/$#
9
(/4(
(/4
($4( (/4
$%(
%8
&(&
(04
/#
($( &
($:&(
/0#
$#/#
)/
);
)'
)4
)3
)
)3
43
4;
4
4
40
43
4
/&(
#(
#
%8
)4
)/
)
'
))
)/
)3
44
43
4
4)
4
4)
43
79($(0(
-,7#$
00#&
#$&(
*($#
$#
$/%(
%*(/$
%"&
%8
)3
)/
)
)3
)'
)4
)
43
40
4
43
40
43
4
(*/4(
8
9
2
5
2
3
1
8 6 1
9
5
4
Puzzles by Pappocom
8
6
6
2
7
5
Altri giochi su www.corriere.it
%"&
%8
)4
)4
)
))
)3
)
)3
4
44
4
4)
4)
4
4
(90#
(%
(/#&(
/&4(
/#04
#&
&:#
/(&
%"&
%8
9 8
LA SOLUZIONE DI IERI
6
8
9
5
1
3
4
2
7
2
1
4
6
7
9
5
8
3
3
5
7
2
8
4
1
6
9
1
6
2
8
3
7
9
4
5
7
4
3
9
2
5
8
1
6
8
9
5
4
6
1
7
3
2
4
3
8
7
5
6
2
9
1
5
2
1
3
9
8
6
7
4
-$"&(
-.6"
-
(&-
"6
%.2-%
2(($%
(*&!&
5$"&(
"&&
$-(
-""
"$&(
&#-
5-.2
-"
(%
-$$(&
".(&
"-&
2&
5&"."
$-"
)0
))
)4
)
)
)0
)4
4/
4)
4
4
4
40
4
$!" !&!"
&#(#
9&9
9
7
6
1
4
2
3
5
8
Estrazioni del 24 maggio 2014
BARI
CAGLIARI
FIRENZE
GENOVA
MILANO
NAPOLI
PALERMO
ROMA
TORINO
VENEZIA
NAZIONALE
75
28
18
47
62
79
29
43
40
37
22
1
38
59
86
65
56
51
8
59
78
76
12
66
43
79
63
26
47
89
38
38
48
34
83
76
85
84
51
89
9
4
12
87
83
89
34
74
71
34
1
58
55
15
9
&2"(
7 (-#
"(
&"-(
5&(. "-.
(.
5&
"22 $ *(
"22 $ .."(
I più letti
3 22 38 70 77 81
32 numero Jolly
22 numero SuperStar
Jackpot indicativo prossimo concorso: 6.300.000,00
341,09 Ai 3 stella: 1.692,00
Ai 6: 20.836.103,22 Ai 4:
100,00
Ai 3:
16,92 Ai 2 stella:
Ai 5+
nessuno Ai 5 stella: nessuno Agli 1 stella: 10,00
5,00
Ai 5:
22.610,44 Ai 4 stella: 34.109,00 Agli 0 stella:
Lotto Svizzero
8 16 19 20 28 40
6
Joker 353864
Replay 4
Lo speciale
#ragazzianni90
Kaori, «du is megl che uan»:
le pubblicità tormentone
del decennio.
SuperenalottoCombinazione vincente
www.corriere.it/giochiepronostici
"-("
Oggi su www.corriere.it
1 8 12 18 28 29 37 38 40 43
47 51 56 59 62 65 75 78 79 86
Chance
!"(
& -&".( (. &$.
$ "-(
&(56- 10eLottoI numeri vincenti
Lotto
.$&
"%
"-2
#
(#9(
-.
((2
5$
!"&(
Giochi e pronostici
Come si gioca
Bisogna riempire la
griglia in modo che ogni
riga, colonna e riquadro
contengano una sola
volta i numeri da 1 a 9
5
1
/%
/7 #
0/
#0
(4&:
+ $/#
#%#&#
9
Sudoku Diabolico
7 3
$."&#"
.$(
"%5-(
#44(
%"&
%*(00(
4&#
/(4(&
7&(
#/&:
&(9
%*/#
(00(
%"&
($
#
7 &4/# # 00
*/00#(& ($$ 4# $
$700( */47/4(
4$&4#( *(/4&( 4%*(
#&04#$ $$.#&0 & #
/(90# ,7$"
4%*(/$ 07$ &(
&#4( 07$$ /&#
7 (#&4$+ &.$4/
/ */00#(&/#
#0 07$$ &#0($
/# *(/4&( *#( 07# 044(/# 044&4/#(&$#+
$4/ *#( #&4/00&(
$ :(& $&#" $
*7$# $(9+ %*( *#8
04#$ $4/(9+
Formula 1
York: turista italiano residente
1 New
in Svizzera ucciso a pugni nel Bronx
Renzi: noi in Europa senza «vaffa»
2 Casaleggio: urliamo tutti «Berlinguer»
troppo «veloce»: definita
3 Sesso
la diagnosi dopo oltre un secolo
Elezioni europee in Gran Bretagna
4 trionfa l’anti-Ue Nigel Farage
forte terremoto vicino all’isola
5 Grecia:
di Samotracia. Oltre 250 feriti
Gp di Monaco
Dalle 14, la diretta della
gara di Formula 1 sul
circuito di Montecarlo.
Fotogallery
Berlusconi in Galleria
L’ex premier a passeggio
in centro a Milano con la
fidanzata Francesca Pascale.
La diretta
Elezioni Ue
Dalle 19.30 la
maratona
elettorale di
Corriere.it : exit
poll, proiezioni
e commenti in
tempo reale.
62
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera
italia: 51575551575557
Tv in chiaro
Teleraccomando
,>ˆ£
di Maria Volpe
PER CONOSCERE
PER DISTRARSI
Fazio saluta
Angelina Jolie
con l’ex capitano strega cattiva
Chiude stasera dagli Studi di
via Mecenate, a Milano,
l’11esima edizione del
programma condotto da
Fabio Fazio. Che anche
quest’anno, con una media di
oltre 3 milioni e mezzo di
telespettatori, conferma i suoi
ottimi ascolti. Protagonisti di
quest’ultimo appuntamento:
Javier Zanetti, nerazzurro dal
1995, capitano dell’Inter dal
1999, che domenica 18 maggio
ha disputato la sua ultima
partita (foto); Gabriel Garko,
protagonista con Charlotte
Gainsbourg di Incompresa
per la regia di Asia Argento,
in concorso al Festival di
Cannes. Immancabile
Luciana Littizzetto.
Alcuni minuti in anteprima e
in esclusiva del nuovo film
Disney Maleficent con
Angelina Jolie (foto) in uscita
nelle sale dal 28 maggio.
Maleficent racconta la storia
inedita della strega della Bella
addormentata nel Bosco ed
esplora la vicenda del
tradimento da lei subito, che le
ha indurito il cuore. Assetata
di vendetta e nel disperato
desiderio di proteggere le terre
su cui domina, Malefica
lancia una maledizione su
Aurora, la neonata figlia del
Re. A seguire, alle 21.10, il
classico d’animazione da cui
tutto è partito: La bella
addormentata nel bosco, con
la dolce principessa Aurora.
Che tempo che fa
Rai3, ore 20.10
Anteprima «Maleficent»
Sky Cinema 1, ore 21
,>ˆÓ
,>ˆÎ
,iÌi{
>˜>ix
Ì>ˆ>£
>Ç
/Û
À>ˆ°ˆÌ
À>ˆ°ˆÌ
À>ˆ°ˆÌ
“i`ˆ>ÃiÌ°ˆÌÉÀiÌi{
“i`ˆ>ÃiÌ°ˆÌÉV>˜>ix
“i`ˆ>ÃiÌ°ˆÌɈÌ>ˆ>£
>Ç°ˆÌ
“ÌÛ°ˆÌ
™°xx 6-/ **
, -
" /,, - / - / --
*<< /"° ,iˆ}°
££°Îä -1 ‡
-*
6" /,, - /° ÌÌ°
£Ó°ää 6,° œV°
£Î°Îä /", °
£{°ää "
°°°½, ° 6>ÀˆiÌD
£È°Îä / £°
£È°Îx " °°°
" ° 6>ÀˆiÌD
£Ç°xx " /,"
1 " **
, -
" "
-" xäc
6,-,"
½ " /," /,
** *"" 6 */,,
/ ",° ,iˆ}°
£™°ää ½,/° +Ոâ
Óä°ää /", °
Óä°Îx , / -*",/
-,
Óä°{ä , /1"° 6>ÀˆiÌD
Ó£°£ä ,"-"
,"° œVՓ°
Ó£°£x *,//
*,//°
­À>““>̈Vœ]
iÀ“>˜ˆ>] Ó䣣®°
,i}ˆ> `ˆ ˆŽœ>ˆ
؏iÀÃV…œ˜° œ˜
Àˆi`ÀˆV… 6œ˜ /…Õ˜
Ç°ää <",,"° /iivˆ“
Ç°Óx --° /iivˆ“
n°£x - / 7",°
ÌÌÕ>ˆÌD
™°äx "-/," "
,9° /iivˆ“
£ä°Îä ," °
ÌÌÕ>ˆÌD
££°Îä <<"", " ° 6>ÀˆiÌD
£Î°ää / Ó ", "°
£Î°Îä / Ó "/",°
ÌÌÕ>ˆÌD
£Î°{x 1"° ­/…ÀˆiÀ]
>˜>`>] Óä䙮
£x°£x -+1,
"
-/ 1 ‡
/-/" - <"-"° ­ˆ>œ]
iÀ“>˜ˆ>] Óä£Î®
£Ç°ää "--,"
,<"° /iivˆ“
£n°ää / Ó °°-°
£n°äx -+1, -*
*-° /iivˆ“
£n°xä "--,"
,8° /iivˆ“
n°äx 1 , ° ­À>““°]
Ì>ˆ>] £™{™®
™°xä ",,6 ½ "° ÌÌ°
£ä°{x /
,° ÌÌ°
££°£ä /, -/"6-/° ÌÌ°
££°Îä /, ," 1,"*°
ÌÌÕ>ˆÌD
£Ó°ää / Î
£Ó°Óx /, /,, "°
,i«œÀÌ>}i
£Ó°xx ," ½/ Óä£{\
ˆVˆÃ“œ
£Î°£ä - ", 7-/° /iivˆ“
£{°ää / ," ° /"°
£{°£x / ΰ
£{°Îä ," ½/ Óä£{\
£xc Ì>««>\
6>`i˜}œ ‡ *ˆ>˜ `ˆ
œ˜ÌiV>“«ˆœ˜i°
ˆVˆÃ“œ ­ˆÀiÌÌ>®
£n°äx " ",-"
**
" *<< - \ À>˜ «Ài“ˆœ
,œ“>° µÕˆÌ>∜˜i
£n°xx /" ΰ
£™°ää / ΰ
Ç°£ä / { / 7-°
n°ää <",,"° /iivˆ“
n°Îä " " -",-"°
œVՓi˜Ì>Àˆœ
™°Óx /°
œVՓi˜Ì>Àˆœ
£ä°ää - / --°
,iˆ}ˆœ˜i
£ä°xä * / ,°
ÌÌÕ>ˆÌD° œ˜`ÕVi
/iÃÃ> iˆÃˆœ
££°Îä / {°
£Ó°ää * / ,°
ÌÌÕ>ˆÌD°
£Î°ää ,
// ° ÌÌÕ>ˆÌD°
£Î°xx 1 *,9- -/",9°
œVÕ,i>ˆÌÞ
£{°{x <",,"° /iivˆ“
£x°Îx 1,,,°
­ÕiÀÀ>] 1Ã>] £™Çä®
£n°xx / {°
£™°Îx -,/"°
/ii˜œÛi>
Óä°Îä /*-/ ½",°
-œ>« "«iÀ>° œ˜
œ˜> -iivÀˆi`
È°ää / x *, * °
ÌÌÕ>ˆÌD
n°ää / x // °
n°{x /
"°
n°xä ," /, "
-*,/"° ÌÌÕ>ˆÌD
£ä°äx 1 ",° 6>ÀˆiÌD
£ä°{x 6/ ,°
œVՓi˜Ì>Àˆœ
£Ó°ää 6,°
ÌÌÕ>ˆÌD
£Î°ää / x
£Î°{ä ½,
"°
ÌÌÕ>ˆÌD
£{°ää 1,", ‡ 6 /"
-*, <°
ˆ˜ˆÃiÀˆi
£È°ää /,"° -iÀˆi
£È°Îä 1 *,-"
*, 1°
­
œ““i`ˆ>] Ì>ˆ>]
Óä䙮° ,i}ˆ> `ˆ *ˆiÀ
iœ˜ˆ° œ˜
6>˜iÃÃ> ˜Vœ˜ÌÀ>`>
£n°xä 6 / 1 /,"t
+ՈⰠœ˜`ÕVi
iÀÀÞ -VœÌ̈
n°Óä /" E ,,9 ‡
° ­˜ˆ“°]
1Ã>] £™™Ó®
™°xx */ //"° ­
œ““°]
1Ã>] Óä䙮
££°xä , ,/"
£Î° ,i>ˆÌÞ
£Ó°Óx -/1" *,/"°
£Ó°Îä , *,8 ‡
-1*, ,\
« 1°°‡ >À> £
7-°
œÌœVˆVˆÃ“œ
£Î°{ä 1", ,° ,ÕLÀˆV>
£{°Îä , *,8 ‡
-1*, ,\
« 1°°‡ >À> 7
-Õ«iÀëœÀÌ° œÌœVˆV°
£x°Îä , *,8 ‡
-1*, ,\
« 1°°‡ >À> Ó
7-° œÌœVˆV°
£È°{ä 1", ,° ,ÕLÀˆV>
£Ç°ää 6
-/,°
6>ÀˆiÌD
£Ç°{ä 1, 7° 6>ÀˆiÌD
£n°Îä -/1" *,/"°
È°ää / Ç ", 7° i
«Àœ}À>““>\ iÌiœÆ
"ÀœÃVœ«œÆ /À>vvˆVœ
È°xx "6 -° ÌÌ°
Ç°ää " 1- ‡
,-- -/*°
ÌÌÕ>ˆÌD
Ç°Îä / Ç°
Ç°xä " 1- /"°
ÌÌÕ>ˆÌD
Ç°xx " 1-° ÌÌÕ>ˆÌD
™°{x -6"°
­À>““>̈Vœ] 1Ã>]
£™x{®°
££°£x "9 ] °
­ÛÛ°] 1Ã>] £™xÈ®°
£Î°Îä / Ç°
£{°ää / Ç ," °
ÌÌÕ>ˆÌD
£{°{ä *
"
°
­ˆ>œ] L] £™Èx®°
£È°Îä ,,
-/,"\
*," <" °
­/…ÀˆiÀ] 1Ã>] Óääx®
£x°Îä / , ,-
*-"° 6>ÀˆiÌD
£È°Óä "* "°
6>ÀˆiÌD
£Ç°Óä /-\ -
//½ -iÀˆi
£n°£ä , <" \ "
</¶ 6>ÀˆiÌD
£™°£ä ,<<\
-/,1<" *,
½1-"° 6>ÀˆiÌD
Óä°£ä 8 " / \
,6 / 8° 6>ÀˆiÌD
Ó£°£ä * "°
­À>““>̈Vœ] 1Ã>]
ÓääÈ®° ,i}ˆ> `ˆ ˆVŽ
>ÃÃ>ÛiÌiÃ
ÓΰÓä /-/" ° -iÀˆi
£°£ä ", -",°
6>ÀˆiÌD
Óä°Îä / Ó Óä°Îä°
Ó£°ää , *," " " ",1£°
Õ̜“œLˆˆÃ“œ i
«Àœ}À>““>\ *œi
*œÃˆÌˆœ˜Æ À>˜
*Ài“ˆœ `ˆ œ˜>Vœ
`ˆ œÀ“Տ>£] >À>
Õ̜“œLˆˆÃ“œ
£™°Îä / ," ° /"°
Óä°ää "° ÌÌÕ>ˆÌD
Óä°£ä /*" °
/>Ž Ŝܰ œ˜`ÕVi
>Lˆœ >∜° œ˜
ˆˆ««> >}iÀL>VŽ
ÓÓ°{x / ," °
ÓÓ°xä / Î -*
<" 1,"*
Óä£{°
Ó£°£x / *,-° ­
œ““i`ˆ>]
1Ã>] Ó䣣®° ,i}ˆ> `ˆ
7œœ`Þ i˜° œ˜
"Üi˜ 7ˆÃœ˜]
,>V…i V`>“Ã]
>Ì…Þ >Ìið i
«Àœ}À>““>\ /}Vœ“Æ
iÌiœ°ˆÌ
Óΰää -*
/
"Ó{°
Óä°ää / x°
Óä°{ä **,--
-*, /° 6>ÀˆiÌD°
œ˜`ÕVi Տˆ>˜>
œÀiˆÀ>] >LˆLLœ
Ó£°£ä ° 6>ÀˆiÌD°
œ˜`ÕVi >Àˆ> i
ˆˆ««ˆ
ä°Îä /x <" °
ÌÌÕ>ˆÌD
£™°ää 6
-/,°
6>ÀˆiÌD
£™°{x /1,1 /
-- ‡ 6"" 1",
" /,""°
­/…ÀˆiÀ] 1Ã>] Óä£ä®°
,i}ˆ> `ˆ Ài` "i˜
,>Þ° œ˜ >ëiÀ 6>˜
ˆi˜] À>` œÕÀˆv]
ˆVœi }}iÀÌ
£n°£ä ½-*//",
, 9° /iivˆ“
Óä°ää / Ç°
Óä°{ä " *- ,6° 6>ÀˆiÌD
ÓÓ°äx -*
/ Ç ‡
-*
<" °
ÌÌÕ>ˆÌD° œ˜`ÕVi
˜ÀˆVœ i˜Ì>˜>
ÓÓ°xä " ½1,"*° ÌÌÕ>ˆÌD°
œ˜ À՘œ 6ië>
/*" °
ΰäx "- 6/°°°
-"//"6"
° ÌÌÕ>ˆÌD
ÓΰÎä " -*",/6 -//°
,ÕLÀˆV> ëœÀ̈Û>
ä°{ä / Ó °
£°ää *,"/-/ /-"°
ÌÌÕ>ˆÌD
Ó°ää /" ΰ
Ó°äx 1", ",,"°
"- ­® 6-/°
ÌÌÕ>ˆÌD°
œ˜`ÕVi ˜ÀˆVœ
…iââˆ
Ó£°Îä - °
­*œˆâˆiÃVœ] 1Ã>]
ÓääÈ®° ,i}ˆ> `ˆ
-«ˆŽi ii° œ˜
i˜âi 7>ň˜}̜˜]
ˆÛi "Üi˜
£°Îä / Ç -*",/°
£°{x "6 -°
ÌÌÕ>ˆÌD
£°xä 6 /1, °
/iivˆ“°
œ˜ ˆV…>i ˆi…˜
,>ˆ{
,>ˆx
Ó{°ää -/6 ,{°
ÌÌÕ>ˆÌD
ä°äx -/°
­À>““>̈Vœ]
>˜>`>ÉÀ>˜Vˆ>É
Ì>ˆ>] ÓääÇ®
£°Îä **,--
-*, /° 6>ÀˆiÌD
£°xx -/", "
1° ­
œ““i`ˆ>]
1Ã>] £™™™®° ,i}ˆ> `ˆ
,œL ,iˆ˜iÀ
ii>Þ /6
£È°xx 9 /°
£Ç°ää 9 /-°
ÕÈV>i
£n°ää " " "°
œVՓi˜Ì>Àˆœ
£n°xx 9 /°
£™°ää 5 Èä -
" °
6>ÀˆiÌD
Óä°ää *-
-/ Ó°
œVÕ,i>ˆÌÞ
Óä°Îä ,"" -/ " °
6>ÀˆiÌD
Ó£°ää 9 / ,8°
6>ÀˆiÌD
ÓÓ°Îä 7, Ó° /iivˆ“
2 -/$/
?$!
$/!2 Film e programmi
Il talent di Maria
arriva in semifinale
Wilson nella Parigi
di inizio Novecento
Penultimo appuntamento con
il talent condotto da Maria De
Filippi (foto). In corsa per la
finale i cantanti Deborah e
Alessio (Band Dear Jack), i
ballerini Christian e Vincenzo.
Amici
Canale 5, ore 21.10
Gil (Owen Wilson, foto) è a
Parigi con la fidanzata. Una sera,
mentre lei è a ballare, lui accetta
un passaggio su un’auto d’epoca
ritrovandosi magicamente nella
Ville Lumière degli anni 20.
Midnight in Paris
Rete 4, ore 21.15
Europa al voto
lo speciale di Vespa
Owen rapinatore
tratta con la polizia
Speciale sui risultati del voto per
l’Europa: nel corso della
trasmissione le proiezioni Rai
del voto degli italiani. Ospiti di
Bruno Vespa i leader dei vari
schieramenti politici.
Speciale «Porta a porta» e Tg1
Rai1, dalle 22.50
Cinque rapinatori tengono in
scacco una banca di New York:
il detective Frazier (Denzel
Washington) deve trattare con
il capo (Clive Owen). Finiranno
per diventare (quasi) amici.
Inside Man
Italia 1, ore 21.30
À>ˆ°ˆÌ
À>ˆ°ˆÌ
È°£x -, 7,-°
ÌÌÕ>ˆÌD
È°Îä 1-
°
ÌÌÕ>ˆÌD
È°xä 1//""9°
œVՓi˜Ì>Àˆœ
Ç°Óä " / 11°
/iivˆ“
n°äx - /1,9° -iÀˆi
™°Îx 9" ° -iÀˆi
££°äx "
/", 7"° -iÀˆi
£Ó°{ä -9 /,-°
£{°Óä ", {n
",°
£È°ää 1//""9°
œVՓi˜Ì>Àˆœ
£È°Îä *-° -iÀˆi
£n°ää , 7- ‡ ", "°
£n°äx 6 ° -iÀˆi
£n°xä -*" /° -iÀˆi
£™°Îx "-/ 7-*,,°
-iÀˆi
Ó£°£ä /- "/°
-iÀˆi
ÓÓ°xä -/,°
ÌÌÕ>ˆÌD
Óΰ£x -/,/ ‡
" / 11°
­âˆœ˜i®° ,i}ˆ> `ˆ
>À̈˜ 7œœ`
£Ç°xä , 7- ‡ ", "°
£Ç°xx 6 //,
-"7° />Ž ŜÜ
£n°{ä " ,/" "<,/°
ÕÈV>
Óä°{ä " /"
"6° œVՓ°
Ó£°£x +1-/" -/ /"°
œVՓi˜Ì>Àˆœ
ÓÓ°£ä "" /"1, ,/°
ÌÌÕ>ˆÌD
,>ˆ
-̜Àˆ>
Óä°ää /" 1
"
"°
œVՓi˜Ìˆ
Óä°Îä /*" -/",° œVՓi˜Ìˆ
Ó£°£x " -/",°
œVՓi˜Ìˆ
ÓÓ°£x ,-‡
" ///"
*//"
" 66 <°
œVՓi˜Ìˆ
,>ˆ
,>ˆ
*Ài“ˆÕ“À>ˆ°ˆÌ œÛˆi
£È°Îä /1// *<< *,
",° -iÀˆi
£Ç°Îä , 7- ‡ ", "°
£Ç°Îx 7 E
/°
£™°£x 1",
--° -iÀˆi
Óä°£x 1",
--° -iÀˆi
Ó£°£ä / 6"
" /9°
6>ÀˆiÌD
ä°£ä /1// 1-
1",°
À>ˆ°ˆÌ
À>ˆ°ˆÌ
£Ç°Îx , 7- ‡ ", "°
£Ç°{ä +1 "6
// 1",°
£™°{x "
-",/" " "°
Ó£°£x 1",
" /,""°
Óΰ£ä - - °
£°Óä , 7- ‡ "//°
,>ˆ
Տ«
À>ˆ°ˆÌ
,i>
/ˆ“i
Ài>Ìˆ“iÌÛ°ˆÌ
>ÃÃ
/Û
>Ý
>Ç`
`“>Ý°ˆÌ
V>ÃðˆÌ
>Ç°ˆÌ
£Ç°xx 7 8 1° >À̜˜ˆ
£n°Óä 1* ,
Óä£ÎÉÓä£{° ÌÌÕ>ˆÌD
£n°{x "1- " 1-°
/iivˆ“
£™°Îä <
E "9\
°
Óä°xx 7 8 1°
>À̜˜ˆ
ÓÓ°£ä 1 1 * °
>À̜˜ˆ
£Î°xä "-- /",/° ÌÌÕ>ˆÌD
£{°{x , **° ÌÌÕ>ˆÌD
£È°£x /" -*"-
,
-° ÌÌÕ>ˆÌD
Ó£°£ä *,"*"- * ,\
*,"*"-/
*,//° ÌÌÕ>ˆÌD
ÓÓ°£ä <" --" -*"-° ÌÌÕ>ˆÌD
Ç°ää *," /*"° ÌÌ°
n°£x / " 6 <° ÌÌ°
™°{ä 7E",,°
/iivˆ“
£Ó°Îä 6 ", 1* -«œÀÌ
£x°Îä --,° ÌÌ°
£Ç°Óä ," -/
½--/"°
Ó£°ää 1 / ™Î°
£Ç°{x *,"*,/9 7,-°
œVՓi˜Ì>Àˆœ
£n°Îx , //"t
œVՓi˜Ì>Àˆœ
£™°Îä /8- /,< ° ÌÌ°
Óä°Óä " *1 °
œVՓi˜Ì>Àˆœ
Ó£°£ä , /1// "-/° œVՓ°
ÓÓ°ää +1, ° œVՓ°
£Ç°{x 5 //° ÌÌÕ>ˆÌD
£n°xx / Ç°
£™°ää "" °
ÌÌÕ>ˆÌD
£™°Óx 1"
°
ÌÌÕ>ˆÌD
Ó£°Óä " "°
,i>ˆÌÞ
ä°Óä " /" -*"-° œVÕ,i>ˆÌÞ
,>ˆ
9œ9œ
ÀˆÃ
ˆiœ
>x
/Û
Óäää
À>ˆ°ˆÌ
£n°Îä 1"6
66 /1, **° >À̜˜ˆ
£n°xx "9° >À̜˜ˆ
£™°£ä - *
­/ 6®° >À̜˜ˆ
£™°Îä "//",--
*1
° >À̜˜ˆ
£™°xä ,/" "
<
"° >À̜˜ˆ
Óä°£ä *** *° >À̜˜ˆ
ˆÀˆÃ°“i`ˆ>ÃiÌ°ˆÌ
£Î°£x 1 1 °
£x°În ,,
-,°
£n°xÓ "/ °
6>ÀˆiÌD
£™°äÎ 9,°
Ó£°än -1/,°
ÓΰäÎ / °
£°ä{ , ,-°
ΰäÓ 7-°
VˆiœÌÛ°ˆÌ
“i`ˆ>ÃiÌ°ˆÌ
£x°xä /7-/,-°
­>˜Ì>ÃVˆi˜â>]
>˜>`>ÉÕÃ>] Óä䙮
£Ç°Îä "/ "
- "° 6>ÀˆiÌD
£n°£x , 1"°
œVՓi˜Ì>Àˆœ
£™°{x , °
6>ÀˆiÌD
Ó£°£ä -+1, {™°
­âˆœ˜i] 1Ã>] Óää{®
£™°£ä "* -*
° -iÀˆi
£™°£x /,
-"//"
1 ///"°
Ó£°££ -/," ‡
,,6,
,-,° i
«Àœ}À>““>\ /}
œ“Æ iÌiœ°Ì
Óΰäx *½ /1
° /iivˆ“
Ó{°ää /,1
"t 6>ÀˆiÌD
ÌÛÓää䰈Ì
Óä°ää ,"-," "1,-° ,iˆ}ˆœ˜i
Óä°Îx 1", ", "
-*
°
ÌÌÕ>ˆÌD
Ó£°ää -*
** /,, - /°
,iˆ}ˆœ˜i
ÓÓ°ää -1 6 ° ÌÌÕ>ˆÌD
Corriere della Sera Domenica 25 Maggio 2014
63
italia: 51575551575557
Pay Tv
Film
e programmi
Torna la passione
tra De Luigi e Gerini
Il ménage un po’ spento dei
coniugi Fabio De Luigi e Claudia
Gerini (nella foto insieme) si
riaccende con l’arrivo di un amico
di lei (Filippo Timi) che di
professione fa l’attore porno.
Com’è bello far l’amore
Premium Cinema, ore 21.15
Dopo la catastrofe
Smith salva l’umanità
-ŽÞ
ˆ˜i“>
-«œÀÌ
£È°ää -,/ //, /Ài
À>}>â∘ˆ È ÌÀœÛ>˜œ «iÀ V>Ü >`
>vvÀœ˜Ì>Ài ՘½œÀ}>˜ˆââ>∜˜i
VÀˆ“ˆ˜>i ˜i Ìi˜Ì>̈ۜ `ˆ ÃÛi˜Ì>À˜i ˆ
«ˆ>˜ˆ° -ŽÞ ˆ˜i“> >“ˆÞ
£È°xä ," - <" ‡ /
"* 9 9"1 * > ۈVi˜`>
`i½>ÛۜV>̜ ˆ“ À>˜Ì] «>`Ài i
Ûi`œÛœ > VՈ ÛiÀ> ˆ`i˜ÌˆÌD ۈi˜i >
}>> ˆ“«ÀœÛۈÃ>“i˜Ìi° > Àœ“>˜âœ
`ˆ iˆ œÀ`œ˜° -ŽÞ ˆ˜i“> >Ý
£Ç°£ä , / 1˜ ŽˆiÀ V…i >ۜÀ>
«iÀ ՘½>}i˜âˆ> Vœi}>Ì> >> ˆ>]
ۈi˜i ÌÀ>`ˆÌœ i viÀˆÌœ `> Ã՜ “ˆ}ˆœÀi
>“ˆVœ° > Ûi˜`iÌÌ> >ÀÀˆÛiÀD°°° œ˜ °
>>˜° -ŽÞ ˆ˜i“> ˆÌà £Ç°Óx ,""-  ۈ>}}ˆœ ˆ˜ÌÀ>«ÀiÜ `>>
«Àˆ“> v>“ˆ}ˆ> `i> Ã̜Àˆ> `i
“œ˜`œ] µÕ>˜`œ > V>ÛiÀ˜> V…i ˆ
«ÀœÌi}}i `>ˆ «iÀˆVœˆ ۈi˜i `ˆÃÌÀÕÌÌ>°
-ŽÞ ˆ˜i“> £ -/,8 "8\ -,6<"
-1 -/ iÃ>Ài ˜i xä
>°
° `iVˆ`i `ˆ ˆ˜Û>`iÀi > ÀˆÌ>˜˜ˆ>°
> Ài}ˆ˜> `i Õœ}œ “>˜`> ՘ Ã՜
ÕvvˆVˆ>i > V…ˆi`iÀi >ˆÕ̜ > ՘
«ˆVVœœ ۈ>}}ˆœ° -ŽÞ ˆ˜i“>
>“ˆÞ
£Ç°Îä *,"*"-/" ,9 ° œÀ`]
>Lˆi >ÛۜV>̜ ˆ˜ V>ÀÀˆiÀ>] ˆ˜ Ãi}Ո̜
>` ՘> À>«ˆ˜> V>`i ˆ˜ Vœ“>° > ÃÕ>
ۈÌ> V>“LˆiÀD À>`ˆV>“i˜Ìi° œ˜ °
i˜ˆ˜}° -ŽÞ ˆ˜i“> *>ÃȜ˜ £Ç°Îx "97"" *,/9 *° -iiÀÃ] ˜i
À՜œ `ˆ ՘ “>`iÃÌÀœ >Ì̜Ài ˆ˜`ˆ>˜œ]
`ˆÀiÌ̜ `> ° `Ü>À`Ã] ˆÀœ˜ˆââ> Ãi˜â>
ˆ“ˆÌˆ ÃՏ œÞܜœ`° œ““i`ˆ>
ˆ“«iÀ`ˆLˆi° -ŽÞ ˆ˜i“> >ÃÈVÃ
£n°xx ", " // iÀˆV…œ >˜i ­°
-V…Ü>Àâi˜i}}iÀ® `ˆvi˜`i ՘> À>}>ââ>
`>½ÕÌˆ“> ˆ˜V>À˜>∜˜i `i >i ­°
ÞÀ˜i®° -ŽÞ ˆ˜i“> >Ý £™°£ä 9-1 i Ó£x{ }ˆ iÃÃiÀˆ Փ>˜ˆ
ܘœ `ˆÛˆÃˆ ˆ˜ Ó V>ÃÈ\ ˆ «ÀˆÛˆi}ˆ>̈
ۈۜ˜œ ÃÕ ÞÈՓ “i˜ÌÀi ˆ ÀiÃ̜
>ÀÀ>˜V> ÃÕ Õ˜> /iÀÀ> `iÛ>ÃÌ>Ì>°°°
-ŽÞ ˆ˜i“> £ £™°£x -/,/ 1 /Ài "ÃV>À
­>i ˆ˜ÌiÀ«Àï …iÀ i "° Վ>ŽˆÃ i
>> ÃVi˜i}}ˆ>ÌÕÀ>®] «iÀ µÕiÃÌ>
Vœ““i`ˆ> LÀˆ>˜Ìi `ˆÀiÌÌ> Vœ˜
“iÃ̈iÀi `> ° i܈ܘ° -ŽÞ
ˆ˜i“> >ÃÈVÃ
£™°Óä x  vˆ“ À>VVœ˜Ì> >
Ã̜Àˆ> `ˆ ՘ }ÀÕ««œ `ˆ iÀœˆ Vœ˜œÃVˆṎ
>ˆ L>“Lˆ˜ˆ\ >LLœ >Ì>i]  œ˜ˆ}ˆœ
*>õÕ>i] > >̈˜> `iˆ i˜Ìˆ°°° -ŽÞ
ˆ˜i“> >“ˆÞ
Ó£°ää / ääÇ ‡ , -°
œ˜˜iÀÞ] V…i >ÛiÛ> ÓiÃÜ ˆ «>˜˜ˆ
`ˆ ääÇ `œ`ˆVˆ >˜˜ˆ «Àˆ“>] >VViÌÌ> ՘>
Ài˜ÌÀji°  ÀˆÃVœ˜ÌÀœ `i «ÕLLˆVœ m
œÌ̈“œ° -ŽÞ ˆ˜i“> >ÃÈVÃ
/1//" -1 , 1˜> “>`Ài]
`œ«œ > «iÀ`ˆÌ> `i vˆ}ˆœ] Û> >>
ÀˆViÀV> `i «>`Ài `ˆ Õˆ° œ˜ *° ÀÕâ°
-ŽÞ ˆ˜i“> ՏÌ
/ ,/ ‡ " / 1 ,i“>Ži `i> Ã>}>
œÀˆ}ˆ˜>Àˆ> Vœ˜ ,° >VV…ˆœ° -Ì>ۜÌ> m
՘ À>}>â✠>“iÀˆV>˜œ > ÌÀ>ÃviÀˆÀÈ >
*iV…ˆ˜œ] ˆ˜Vœ˜ÌÀ>˜`œ ˆ LՏœ `ˆ ÌÕÀ˜œ°
-ŽÞ ˆ˜i“> >“ˆÞ
, 7 ‡ ,"-- 1˜>
«œÌi˜â> `½œÌÀiœVi>˜œ ˆ˜Û>`i }ˆ -Ì>̈
1˜ˆÌˆ° œ«œ œ ŜVŽ ˆ˜ˆâˆ>i] ˆ ÃÕ«iÀÃ̈̈
`iVˆ`œ˜œ `ˆ Vœ>ˆââ>ÀÈ Vœ˜ÌÀœ ˆ
˜i“ˆVœ° -ŽÞ ˆ˜i“> >Ý , ½ / ,1- ‡ ",
- < ," +Ո˜VÞ Ûˆi˜i “œ>̜ ˆ
}ˆœÀ˜œ `i> ÃÕ> viÃÌ> `ˆ vˆ`>˜â>“i˜Ìœ°
i«ÀiÃÜ] `iVˆ`i `ˆ ÃVÀˆÛiÀi ՘ ˆLÀœ ÃÕ
Vœ“i ºÀœ“«iÀi» Ãi˜â> ÌÀ>Փˆ° -ŽÞ
ˆ˜i“> *>ÃȜ˜ Ó£°£ä ", // "-
" -ŽÞ ˆ˜i“> £ / 8
iÀÀÞ ­° *ˆÌÌ® i
->“>˜Ì…> ­° ,œLiÀÌî È “iÌ̜˜œ
ÃՏi ÌÀ>VVi `ˆ ՘½>˜ÌˆV> «ˆÃ̜>]
V…ˆ>“>Ì> º/…i i݈V>˜»° œ““i`ˆ>
«œVœ ÀˆÕÃVˆÌ>° -ŽÞ ˆ˜i“> ˆÌà ÓÓ°Îä /
‡ 1 - *-
" 7° -“ˆÌ… ˆ˜ÌiÀ«ÀiÌ> œ ÃV>ÌÀœ
ˆÌV…] ՘ ÛiÀœ >ÃÜ «iÀ µÕ>˜Ìœ
Àˆ}Õ>À`> i µÕiÃ̈œ˜ˆ >“œÀœÃi] >˜V…i
Ãi µÕ>˜`œ°°° -ŽÞ ˆ˜i“> £ /9 - iÜ 9œÀŽ ۈۜ˜œ ˆ
,ˆââœ] ՘½ˆ“«ÀœL>Lˆi i Vœ“«ˆV>Ì>
v>“ˆ}ˆ> `œÛi ˜iÃÃ՘œ m «iÀviÌ̜ i
ÌÕÌ̈ “i˜Ìœ˜œ > ÌÕÌ̈° -ŽÞ ˆ˜i“>
*>ÃȜ˜ £{°Îä -"\ 6 " ‡
" /
*" ™Çc ˆÀœ `½Ì>ˆ>°
ˆÀiÌÌ> ÕÀœÃ«œÀÌ
£x°Óx //
,\ "
", ,/"
,>ˆ-«œÀÌ £
£x°xx ,19\ - ,/", "\
,"6" ‡ " " >“«ˆœ˜>̜
>∜˜>i `½VVii˜â> ,>ˆ-«œÀÌ £
£Ç°Îä / -\ *," /1, " ,œ>˜`
>ÀÀœÃ° ˆÀiÌÌ> ÕÀœÃ«œÀÌ
£Ç°xx "\ *-
, ‡ " -iÀˆi ° ˆÀiÌÌ> -ŽÞ -«œÀÌ £ £n°ää +1/<" \ {§ ", / -"
‡ *," ££ *ˆ>ââ> `ˆ -ˆi˜>
,>ˆ-«œÀÌ £
£n°Îä ,19\ /"" ‡ -,
iˆ˜iŽi˜ Õ« -ŽÞ -«œÀÌ Ó Óä°£x ,19\ /,"" /"*" "
-ŽÞ -«œÀÌ Ó Óä°Óä -/\ -, -
‡
*9 " + ,>ˆ-«œÀÌ £
"\ {£ ", / ˆÀiÌÌ> œ
-iÀˆi ° ˆÀiÌÌ> -ŽÞ -«œÀÌ £ Ó£°Îä -/\ ‡ *>ޜvv -ŽÞ -«œÀÌ Ó ÓÓ°Îä 1/""-"\ 7", -,9 , 1/ ˆvviÀˆÌ> ÕÀœÃ«œÀÌ
-/
,/-/
\
*" /" 1,"* -+1,
//,<< ‡ -
,>ˆ-«œÀÌ £
Óΰää "/"
-"\ * ,
,/ œ˜`ˆ>i -Õ«iÀLˆŽi°
ˆvviÀˆÌ> ÕÀœÃ«œÀÌ
-iÀˆi /Û
˜ÌÀ>ÌÌi˜ˆ“i˜Ìœ
,>}>ââˆ
œVՓi˜Ì>Àˆ
£{°ää
£{°Îä
£x°ää
£x°Óä
£È°£x
£È°Îä
£Ç°Óx
£n°£ä
£n°Îx
£™°ää
£™°£ä
Óä°ää
Óä°äx
£{°ää -
""9‡"" 6-",
>À̜œ˜ iÌܜÀŽ
£È°ää 1 ", -/,
-* -ŽÞ 1˜œ
£Ç°Îä 1,, ", -ŽÞ 1˜œ
£n°Óx , 1" -ŽÞ 1˜œ
£™°£ä 1 ", -/,
-* -ŽÞ 1˜œ
£™°xä 1
"
"<, " œÝ ˆvi
Óä°{ä "// - -
ˆÃ˜iÞ
…>˜˜i
Ó£°ää 1
1" Ó œÝ ˆvi
ÓÓ°Îä ½- /
/ -ŽÞ 1˜œ
Óΰ£x /"1, ˆÃ˜iÞ …>˜˜i
ÓΰÓä *,- / " /¶
-ŽÞ ˆ˜i“> >“ˆÞ
ÓΰÓx /"1, ˆÃ˜iÞ …>˜˜i
ÓΰÎä ½- /
/ -ŽÞ 1˜œ
£n°£ä " " >À̜œ˜ iÌܜÀŽ
£™°ää ,1// //6
>À̜œ˜ iÌܜÀŽ
£™°£x 7 8 1 iŽˆ`Ã
£™°Îx -*" "
ˆVŽiœ`iœ˜
£™°xx "9 //
-
, Ó
Óä°ää -*" " ˆVŽiœ`iœ˜
Óä°äx 7 8 1 iŽˆ`Ã
Óä°Óä "9 //
-
, Ó
Óä°Îx ," "" " +1-/ -,7"" iŽˆ`Ã
Óä°xx ½"
"-/, -/
/", "°°° iŽˆ`Ã
Ó£°äx 7 /" E ,,9 -"7
œœ“iÀ>˜}
£{°ää ,
" ,
ˆÃVœÛiÀÞ …>˜˜i £x°Óä , +1//," ,1"/‡"
/ ," ˆÃVœÛiÀÞ …>˜˜i £È°£ä /, \ 1,"*
6-° 1- ˆÃVœÛiÀÞ -Vˆi˜Vi
£Ç°Îä ,
" ,
ˆÃVœÛiÀÞ -Vˆi˜Vi
£n°äx 1* , >̈œ˜>
iœ}À>«…ˆV
£™°äx , +1//," ,1"/
ˆÃVœÛiÀÞ …>˜˜i £™°£ä ,-- " /," , Óä°£x 6\ /-", *,1/
ˆÃVœÛiÀÞ -Vˆi˜Vi
Ó£°ää ,
" ,
ˆÃVœÛiÀÞ …>˜˜i -
",-" , ‡ 6,
-/", ˆÃ̜ÀÞ …>˜˜i
£È°ää " *
",/"°
-…œÜ -ÌÕ`ˆœ 1˜ˆÛiÀÃ>
£È°Ó{ / 6*, ,-°
/iivˆ“ 9
£È°Óx 1-/ ‡ - ", /,1° /iivˆ“ "
£È°Îä 1" ", " // "°
ˆ“ -ÌÕ`ˆœ 1˜ˆÛiÀÃ>
£Ç°ä™ / 6*, ,-°
/iivˆ“ 9
£Ç°Óä 1-/ ‡ - ", /,1° /iivˆ“ "
£Ç°Ó™ / , 1,/
7" ,-/" °
ˆ“ *Ài“ˆÕ“ ˆ˜i“>
£Ç°xn / 6*, ,-° /iivˆ“ 9
£n°Óä *,"
/ , / £°
œVՓi˜Ì>Àˆœ -ÌÕ`ˆœ 1˜ˆÛiÀÃ>
£n°{È / 6*, ,-°
/iivˆ“ 9
£n°xx /," " -",°
ˆ“ -ÌÕ`ˆœ 1˜ˆÛiÀÃ>
£™°äÇ <""° -…œÜ *Ài“ˆÕ“ ˆ˜i“>
£™°Óä -/, -+1°
ˆ“ *Ài“ˆÕ“ ˆ˜i“>
£™°Î{ ,° "1- ‡ 6-" °
/iivˆ“ "
£™°Î{ / 6*, ,-° /iivˆ“ 9
Óä°ÓÎ ,° "1- ‡ 6-" °
/iivˆ“ "
New York, 2012. Un virus ha
ucciso gli uomini trasformandoli
in vampiri. L’unico sopravvissuto
è un medico (Will Smith, foto),
scopritore di un possibile antidoto
che potrebbe salvare l’umanità.
Io sono leggenda
Cinema Energy, ore 23.25
Una pistola d’epoca
inguaia Brad Pitt
Per amore della fidanzata (Julia
Roberts), Jerry Welbach (Brad
Pitt, foto) promette di «ritirarsi».
Lo aspetta però un ultimo colpo:
recuperare una pistola d’epoca su
cui pesa un’antica maledizione...
The Mexican
Sky Cinema Hits, ore 21.10
° °/° , ˆÃ˜iÞ …>˜˜i
, œÝ ,6 œÝ ˆvi
/- ˆÃ˜iÞ …>˜˜i
1 œÝ °-°° œÝ Àˆ“i " - œÝ Àˆ“i 1-/ E 9 ˆÃ˜iÞ …>˜˜i
/1//" ,/" ˆÃ˜iÞ …>˜˜i
6 ˆÃ˜iÞ …>˜˜i
°
°°-° œÝ Àˆ“i "7 / 9"1, "/, œÝ °
°°-° "- œÝ Àˆ“i Ó£°ää , - /""9
œÝ Àˆ“i -*-" œÝ Ó£°£x - E / ˆVŽiœ`iœ˜
Ó£°Óx -*-" œÝ Risultati Europee
maratona in diretta
i`ˆ>ÃiÌ *Ài“ˆÕ“
Dati in tempo reale aggiornati a
ritmo continuo, collegamenti dai
comitati elettorali e ospiti in studio,
commenti a caldo dei protagonisti
e, in diretta, i risultati provenienti
dagli Stati UE interessati dal voto.
Maratona per le Europee
Sky Tg24, dalle ore 21
£{°ää ,<" *,
""-°
ˆ“ -ÌÕ`ˆœ 1˜ˆÛiÀÃ>
£{°ä£ 1," ",,° /iivˆ“ "
£{°£Î ,
"° ˆ“ *Ài“ˆÕ“ ˆ˜i“>
£{°{È "--* ,° /iivˆ“ 9
£x°Îx *, /""° /iivˆ“ 9
£x°Î™ -1/-° /iivˆ“ "
£x°{™ <""° -…œÜ *Ài“ˆÕ“ ˆ˜i“>
£x°xÇ **° ˆ“
*Ài“ˆÕ“ ˆ˜i“>
La televisione
in numeri
La partita europea
delle elezioni in tv
B
erlusconi, Grillo, Renzi. I tre leader hanno monopolizzato la campagna elettorale per le Europee
con la loro presenza sul piccolo schermo. La partita della campagna elettorale, appena conclusa, ha
un vincitore: è il presidente del Consiglio Matteo
Renzi che totalizza — anche in virtù del proprio ruolo istituzionale — oltre 80 ore e 50 minuti di presenza (tempo di parola e di notizia) nei Tg nazionali, e oltre 20 ore nelle trasmissioni extra-tg, durante l’ultimo mese. Al secondo posto
arriva Silvio Berlusconi, con
65 ore e 46 minuti nei Tg, e
Top & Flop
26 ore e 43 minuti nelle trasmissioni extra-tg. Terzo
Laura-Ho creduto a un sogno
classificato è Beppe Grillo,
Pausini canta con Baglioni
con 39 ore e 51 minuti nei
Tg e 13 ore e 55 minuti nei
programmi extra-tg.
Se Renzi domina soprattutto nei telegiornali, Berlusconi, come si vede, è il
«Laura - Ho creduto a un
campione delle trasmissiosogno»: 5.946.000
ni diverse dai notiziari. Atspettatori, 24,36% di share.
traverso i talk ma anche
Rai1, martedì 20 maggio, ore
l’infotainment i leader han21.24. Minuto picco positivo:
no cercato di parlare a pub6.492.000 spettatori, Laura
blici diversi dai loro più fePausini si esibisce con
deli. Ha cominciato proprio
Claudio Baglioni (ore 21.58)
Berlusconi, ospite di Lucia
Annunziata il 4 maggio: alConferenza stampa IdV
lora ha raccolto però solo
Di Pietro incontra i giornalisti
937.000 spettatori (5,7% di
share), soprattutto fra persone anziane (quasi 9% fra
gli ultra 65enni) e laureate
(11,8%).
È andata decisamente
«Conferenza stampa Italia
meglio a Beppe Grillo, andei Valori»: 268.000
che lui sceso in campo per
spettatori, 1% di share. Rai3,
parlare a un pubblico dimartedì 20 maggio, ore
stante: a «Porta a Porta» si è
21.51. Minuto picco negativo:
rivolto a oltre 4 milioni e
199.000 spettatori, incontro
200 mila spettatori, ancora
con la stampa del partito di
Antonio Di Pietro (ore 21.54)
piuttosto anziani (31% di
share fra gli ultra65enni), e
bene istruiti (37% fra i laureati). A «Pomeriggio 5», il 20 maggio, Matteo Renzi ha dialogato con Barbara D’Urso davanti a 1.961.00 spettatori, in
questo caso un pubblico molto femminile (23% di share),
piuttosto giovane e molto popolare. Le urne ci diranno a
breve se questa strategia del contendersi consenso in tv ha
funzionato, e a chi ha giovato di più. (a.g.)
In collaborazione con Massimo Scaglioni,
elaborazione Geca Italia su dati Auditel
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Óä°ÓÎ / ", -° /iivˆ“ 9
Óä°{x / , --,¶°
œVՓi˜Ì>Àˆœ -ÌÕ`ˆœ 1˜ˆÛiÀÃ>
Ó£°£x "½ " , ½",°
ˆ“ *Ài“ˆÕ“ ˆ˜i“>
Ó£°£x / ", -° /iivˆ“ 9
Ó£°£x ½-,
/" £Ó -
°
ˆ“ -ÌÕ`ˆœ 1˜ˆÛiÀÃ>
ÓÓ°äx *,//9 // ,-°
/iivˆ“ 9
ÓÓ°Î{ / ° /iivˆ“ "
ÓÓ°xx *, /""° /iivˆ“ 9
Óΰäx 1 *,//°
ˆ“ *Ài“ˆÕ“ ˆ˜i“>
Óΰäx 1," ",,° /iivˆ“ "
ÓΰÎä "7 1/° /iivˆ“ -ÌÕ`ˆœ
1˜ˆÛiÀÃ>
Óΰ{ä "--* ,° /iivˆ“ 9
Óΰ{x /," /" ½°
ˆ“ -ÌÕ`ˆœ 1˜ˆÛiÀÃ>
64
italia: 51575551575557
Domenica 25 Maggio 2014 Corriere della Sera