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Contibuti gruppi di discussione - Terz`Ordine dei Minimi – Fraternità

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Nel presente libretto trovate tutti gli interventi per la Giornata della Fraternità scorsa, degli
incontri preparatori e dei gruppi di studio della giornata insieme agli interventi fatti dai gruppi di
lavoro nell’incontro tra il Consiglio Provinciale e i Consigli di Fraternità tenutosi a Policoro:
Presidenti e segretari, Delegati Stampa e Delegati Economi, Delegati alla Formazione e Giovani
Terziari. In più la proposta dell’Equipe di Pastorale Giovanile e Vocazionale della Provincia, che
come sapete è stata affidata allo stesso Delegato Provinciale del TOM per unificare gli sforzi in
questo campo. Come si può bene vedere dal materiale riportato durante ile varie giornate sono
state fatte molte proposte per l’animazione del TOM nella Provincia e proposte per una pastorale
Giovanile e Vocazionale comune, nonché alcune sollecitazioni pratiche come rifare il giornalino
Provincia Informa ecc ecc.
Poiché nella mente del Consiglio Provinciale i due incontri di Paola e Policoro erano
complementari, dovendosi discutere in entrambi problematiche e prospettive per il futuro del
TOM, questo libretto risulta essere la sintesi di entrambe le giornate di lavori.
Ritorna, adesso, come è giusto che sia, alle Fraternità perché possa essere condiviso, discusso e le
provocazioni e le proposte possano diventare così una scelta di tutto il TOM della Provincia. È lo
sforzo questo che stiamo adoperandoci a fare per creare maggiore comunione e condivisione su ciò
che ci rende Famiglia Minima.
È il modo con cui vogliamo anche come Consiglio Provinciale condividere la nostra linea di
animazione, perché, scelto come progetto comune, coinvolga ogni singolo fratello terziario.
Cosa fare con questo libretto
Ogni Fraternità, guidata dal proprio Consiglio, quindi, vaglierà tutte le proposte presentate nei vari
incontri riportati. Alla fine il Consiglio di Fraternità dovrà elencare e far pervenire al Consiglio
Provinciale le proposte più condivise oppure le integrazioni fatte dalla Fraternità e dal Consiglio
stesso.
È un momento, questo della riflessione, che sia come Consiglio Provinciale insieme all’Equipe di
Pastorale Giovanile e Vocazionale riteniamo importantissimo. Il dialogo che cerchiamo di costruire
attraverso questi sussidi, oltre a quanto detto sopra, serve ad individuare il terreno comune e i
metodi che possono unificare ulteriormente la nostra famiglia Minima e la sua testimonianza,
divenendo così ognuno di noi promotore vocazionale.
Vi chiediamo di adoperarvi con il massimo impegno pensando a quanto la comunione nella
testimonianza sia fondamentale per il nostro futuro.
Grazie in anticipo per i vostri sforzi e i vostri contributi
Il Consiglio Provinciale TOM
L’equipe di Pastorale Giovanile e Vocazionale
Provincia San Francesco
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VERBALE DEGLI INCONTRI DI FRATERNITA’ del 19 maggio, 9 e 10 giugno
2014
“LA FRATERNITA’ VIVAIO DI RELAZIONI”
“NON GIUDICARE GLI ALTRI MA SE STESSI”
Abbiamo trovato interessante e molto complessa la tematica, ma il tempo disponibile
esiguo, perché a nostro parere questo cambiamento di stile necessita di tempo e di
esercizio continuo prima a livello personale e poi comunitario.
Il Padre Assistente dopo la spiegazione dei brani biblici proposti, ha moderato la
discussione.
Ci siamo riproposti con il nuovo anno sociale di approfondire l’argomento, perché
veramente utile, se davvero vogliamo dare una svolta ai nostri modi di agire, per essere
degni figli del Santo della Carità, ed essere incisivi negli ambienti in cui viviamo.
Non sono il potere, la carriera, il prestigio, gli applausi, la popolarità, il fare per apparire
che vuole Gesù e il nostro Padre Fondatore,da quanti abbiamo scelto questo cammino
minimo, ma l'umiltà non ostentata, la fedeltà alla Parola, la purezza di cuore, il servizio
generoso a Dio e ai fratelli e alla fine poter dire: Sono servo inutile.
La simulazione dell’esercizio effettuato tra un confratello e una consorella è da ritenersi
soddisfacente, è emerso che all’origine del “conflitto”c’è la mancanza di dialogo,
d’informazione, di confronto e di carità.
Per reagire al malessere comunitario, d'altra parte, abbiamo delle buone risorse. Ne
segnalo alcune: un forte senso di famiglia , alimentato dalla condivisa paternità (“siamo
figli di un santo”), dal carisma di fondazione, dal senso di appartenenza; il costume di
rapporti più partecipativi nelle comunità, una diffusa nostalgia per la vita fraterna,
fondata su semplicità e autenticità di rapporti. “Malgrado tanti limiti, a livello affettivo e
ideale riusciamo ancora a vivere quello spirito di famiglia che a volte pare essere
compromesso a livello pratico” Dobbiamo proprio metterci di buona volontà e fare scelte
strutturali e personali per far crescere la comunità che ci fa crescere .
Sul piano umano siamo chiamati a un senso adulto delle responsabilità. Questo
atteggiamento presuppone uno spirito di collaborazione e di iniziativa e un dialogo
effettivo . Bisognerà inoltre sostenersi vicendevolmente, condividere, prendersi cura gli uni
degli altri. Essi vivono veramente la loro umanità quando esercitano le qualità umane quali
il rispetto degli altri, la generosità, l’empatia. Sono capaci di accogliere l’altro nella sua
libertà e nella sua diversità.
Questi atteggiamenti di relazione devono concretarsi e strutturarsi per diventare una carità
vissuta comunitariamente
La carità non è qualcosa di automatico, di spontaneo. Non è come un certo amore umano
che è spesso cieco. Essa è frutto di conquista e di ascesi.
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Parlando di carità si possono usare termini diversi, quali amicizia, fratellanza, amore,
empatia, intimità ecc. I termini e le espressioni possono assumere significati diversi,
talvolta anche ambigui e perfino opposti secondo le culture, le persone e i tempi. Anche in
questo si può diventare vittime di fraintendimento e illusione la carità deve essere
incarnata, intendo che deve essere concreta e integrale. Coinvolge l’intelletto e lo spirito, il
cuore e i sentimenti, l’interno e l’esterno. Deve essere affettiva e fattiva, sensibile e
servizievole. Esige il rispetto e l’apprezzamento vicendevole, l’aiuto reciproco nella crescita
personale e nella fedeltà vocazionale, la condivisione della propria vita anche interiore.
Diventa comunione e interdipendenza che non si limitano a settori particolari, ma
tendenzialmente si aprono a tutte le dimensioni della vita, soprattutto a quelle più
importanti quali, la vita di fede e di preghiera, il cammino personale e le esigenze umane.
Non c’è infatti comunità ideale , per caratteri o esperienze diverse, per disattenzioni o
sgarbi, per fatti o avvenimenti, per divergenze di opinione o di azione, per cultura o
educazione diverse possono nascere in noi e nei confratelli atteggiamenti e reazioni di
incomprensione, di antipatia, perfino di inimicizia e di rottura.
Di fronte alle difficoltà e alle incomprensioni che sorgono tra confratelli la soluzione non
sta nell’ignorare le situazioni e rinchiudersi in se stessi; non sta neppure nel prendere i
propri bagagli, sbattere la porta e andarsene. In questa vita restiamo pellegrini e peccatori.
L’importante è non fermarci, disillusi di noi stessi, degli altri . C’è una sola soluzione:
perdonarci e riprendere il cammino dei discepoli di Gesù. La via evangelica sta nella
riconciliazione, nell’incominciare di nuovo ad amarsi come fratelli. In queste circostanze
vale anche per noi ciò che Gesù diceva: "Se voi amate soltanto quelli che vi amano, che
merito avete? Siate dunque perfetti così come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli"
Allora si gusterà ancora di più "come è bello e come è gioioso abitare insieme da fratelli.
Del resto il portare i pesi degli altri , il dare la vita , il perdonarsi a vicenda , l’aiutarsi a
crescere e a superare i nostri difetti fa parte essenziale della carità fraterna. La comunità è
vera quando ci si aiuta con il perdono e la correzione fraterna.
Una fraternità dove regna la carità è segno della vita nuova portata da Cristo. Tale vita è
possibile perché è vissuta da persone normali, riunite non dalla carne e dal sangue, da
affinità psicologiche o ideologiche, ma dalla fede e dall’amore di Cristo. Questo diventa
segno del mondo instaurato da Cristo in un mondo egoista e diviso. È maggiormente segno
se vissuta con perseveranza nel mutare delle circostanze e non sotto la spinta di una
generosità passeggera.
La carità comunitaria diventa motivo di credibilità , che invita alla riconciliazione, al
superamento dell’egoismo, alla solidarietà e alla giustizia. Suscita normalmente
conversioni e vocazioni, perché permette al Signore di operare in noi e attraverso di noi.
Per poter attuare tutto ciò ognuno di noi deve partire da se stesso.Il buon senso e una
genuina disponibilità alla crescita personale sono spesso elementi sufficienti per iniziare
una Riconciliazione con se Stessi. Riconciliarsi con se stessi significa sostanzialmente
pervenire ad uno stato interiore di consapevolezza di se stessi e delle forze da cui si è
governati, la cui conseguenza più immediata è la scoperta di un più elevato senso di Sé e
del proprio Scopo. Riconciliare, ovvero armonizzare le forze che ci caratterizzano, consente
la liberazione di energie creative di cui solitamente non si supponeva l’esistenza. Tutto
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questo richiede però un atto di coraggio, il coraggio di mettere in discussione se stessi e le
“certezze” (vere o presunte) su cui si è costruito il fondamento della propria Personalità.
L’intera struttura della personalità è costruita in conformità con il nostro bisogno (tra gli
altri) di esperire un adeguato livello di autostima, ed è dunque fondamentale saper
accettare di rischiare di rimettere tutto in discussione e di viverne la conseguente
momentanea frustrazione, in vista di un più elevato conseguimento futuro.
Quando gli attriti con l’ambiente esterno e con le persone sono tali da alterare il vissuto
quotidiano e da stabilizzare un vissuto di sofferenza, è probabile che un sano processo di
riconciliazione interiore potrebbe apportare un significativo benessere psicologico. Per
quanto possa sembrare banale, questa può essere considerata una potente tecnica di
cambiamento psicologico, che conduce allo sviluppo di nuovi orizzonti e di una maggiore
consapevolezza.
Una modalità efficace per operare un ottimale processo di riconciliazione in noi stessi è
quella di apprendere il “distacco”. Il distacco non è una via di fuga dalla situazione, ma una
terapeutica presa di distanza finalizzata all’osservazione della realtà da un punto di vista
più ampio. Distacco significa anche (e soprattutto) capacità di andare oltre ad un eccessivo
coinvolgimento emotivo nella situazione, al fine di essere in grado di valutare tutto alla
luce del buon senso e di una più equilibrata razionalità. Distacco è in sostanza
“disidentificazione” da ciò che ha il potere di condizionare i nostri pensieri, emozioni e
comportamenti.Sicuramente la strategia efficace per il raggiungimento di questi obiettivi
dev’essere la preghiera e la Parola spezzata quotidianamente in modo cosciente e
consapevole, incarnandoLa in ogni contesto.
Lamezia Terme - 13/06/2014
Fraternità T.O.M. Sambiase
Relazione PROGETTO NUOVA FRATERNITA' DI PIZZO
Dopo aver preso atto dei documenti inviati dalla nostra PRESIDENTE PROVINCIALE
Franca Avolio siamo arrivati alla conclusione che la nuova fraternità dovrebbe essere
fondata sulla COMUNIONE tra i vari componenti del PRIMO ORDINE e i vari
componenti del TERZ'ORDINE, vivendo il Vangelo , guidati dalla PAROLA DI DIO e
mettendola in pratica divenendo così TESTIMONI CREDIBILI.
Il cuore pulsante delle fraternità dovrà essere concentrato sulla SPIRITUALITA' e sul
CARISMA del nostro Padre Fondatore senza mai allontanare il nostro cuore da DIO.
Come ben sappiamo come in tutte le famiglie, anche la nostra Grande Famiglia ha i suoi
lati positivi e negativi.
In questi ultimi mesi di cambiamenti la nostra Fraternità ha risentito l'effetto non
trovando ancora un giusto equilibrio ma, ci stiamo sforzando assieme al nostro Padre
Assistente di avviare per il prossimo anno sociale un buon cammino formativo.
Le difficoltà sono tante ma noi confidiamo nel Signore affinché tutto si risolva al meglio.
La nostra Fraternità è eterogenea questa è una grazia perché traiamo lati positivi
coinvolgendo un buon numero di membri, i partecipanti agli incontri sono all'incirca 80 il
numero effettivo dei membri è quasi di 160, alcuni sono malati, anziani e soli altri
partecipano solo alle processioni.
La maggior parte dei Terziari attivi partecipa assiduamente alla buona riuscita delle
attività Parrocchiali ( Catechisti, coro, volontariato, gruppi creativi, servizio d'accoglienza
etc...)
L'altro lato positivo è che è una Fraternità aperta e questo ci fa capire che c'è volontà per
crescere.
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I nostri obbiettivi futuri saranno coinvolgimento di tutti i membri della fraternità ad una
maggiore responsabilità nel senso di appartenenza alla famiglia del TOM e quindi di essere
minimi e tali dovremmo essere.
Riunioni di fraternità del 22 e 29 maggio 2014 in preparazione alla giornata
della fraternità del 14-6-14
Relazione dei risultati e delle osservazioni
Avevamo già espresso la nostra delusione per la mancata celebrazione della giornata della
fraternità 2013.
Oggi gioiamo per il ritorno di questa preziosa occasione di incontro e di fratellanza.
La fraternità TOM di Sannicandro di Bari, lieta del ripristino della giornata della fraternità
a Paola, dopo la delusione per la mancata celebrazione di essa dello scorso anno, formula i
migliori auspici per questa preziosa occasione di incontro e di fratellanza nei luoghi più
significativi del nostro Padre Fondatore S. Francesco di Paola.
Circa il materiale di riflessione per la stessa giornata, inviatoci dal Cons. Prov. , prendiamo
atto con piacere che gli argomenti erano stati affrontati leggendo e commentando MT
18-15. Pur tuttavia riteniamo dono prezioso la possibilità di approfondire , con altri testi
biblici e con rimandi a punti essenziali delle Regole del I° e del Terz’Ordine, i punti su cui è
fondata la spiritualità minima.
Il materiale inviatoci è stato tempestivamente e preventivamente distribuito ai terziari, sì
da dare il tempo sufficiente per svolgere il primo momento personale.
Durante il primo incontro tutti hanno avuto la possibilità di poter esprimere la propria
esperienza spirituale.
In sintesi sono stati tutti unanimi nel ritenere il confronto con la Parola uno dei punti
essenziali del percorso di conversione spirituale, perché la Parola stimola alla riflessione e
al confronto con Essa per intraprendere la via della conversione.
Efficace strumento di conoscenza di se stessi e di consapevolezza è stato attribuito al 2°
punto che offre i mezzi per giungere prima di tutto alla riconciliazione con se stessi,
soffermandosi su alcuni segni di non-riconciliazione : gelosia, invidia, rivalità rancore,
odio, anestesia del sentire o insensibilità per i valori importanti; e su alcuni segni di
riconciliazione: unificazione interiore, relazione di collaborazione e di condivisione, amore
per la persona e la vita, gioia e gusto di vivere, testimonianza, dono di sé, capacità di
appezzare il bene e il bello altrui, perdono accordato e ricevuto.
Dopo aver analizzato se stesi il voto assegnato è stato prevalentemente tra il 5 e il 6, e i
punti su citati sono stati quelli ritenuti necessari di attenzione per avviare o accrescere il
processo riconciliativo. Infine è stata rinnovata l’adesione allo stile di vita di S. Francesco,
astenendosi dal giudicare gli altri e per un maggiore impegno nella preghiera e nella
penitenza.
Nel secondo incontro per il 2° momento, quello della fraternità, si è rilevato che la vita di
relazione non presenta situazioni di conflitto apertamente svelatesi, invece più comune
appare il ricorso alla mormorazione, alla denigrazione, alle chiusure al dialogo per motivi
personali e/o familiari. Nella vita della fraternità i punti deboli sono stati individuati nella
difficoltà di assumere atteggiamenti di tolleranza e di apertura, nello sconfinamento delle
discussioni sul rapporto personale, nel non relativizzare il proprio punto di vista nel
prendersi troppo sul serio, nell’interrompere l’altro prima che abbia finito di parlare, nel
non ascoltare con interesse il punto di vista dell’altro, nell’evitare le interpretazioni
arbitrarie.
La consapevolezza di questi limiti e la disponibilità ad assumere uno stile di relazione più
collaborativo, più rispettoso dell’altro e fondato su un più forte autocontrollo sono stati i
propositi per rafforzare i vincoli di fratellanza secondo lo spirito di S. Francesco di Paola.
Fraternità di Sannicandro
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La correttrice Angela Mongelli
FRATERNITA’ DI BARI, 3 GIUGNO 2014
LA FRATERNITÀ DI BARI INSIEME AL PADRE ASSISTENTE PADRE OTTAVIO DE
FAZIO, SI È RIUNITA PER RIFLETTERE SULLA TEMATICA :
“ LA FRATERNITA’ VIVAIO DI RELAZIONI”, PROPOSTA DAL CONSIGLIO
PROVINCIALE IN PREPARAZIONE ALLA GIORNATA DELLA FRATERNITÀ.
DOPO UN PRIMO MOMENTO DI LETTURA E RIFLESSIONE DELLA PAROLA DI DIO E
DELLA REGOLA ,
SI PASSA AD ANALIZZARE E RIFLETTERE SU ALCUNE
ESPRESSIONI PARTICOLARMENTE SIGNIFICATIVE EMERSE DALLA LETTURA.
• ABBIATE IN VOI GLI STESSI SENTIMENTI CHE SONO IN CRISTO GESU’
• FATE TUTTO SENZA MORMORAZIONI E SENZA CRITICHE
• QUELLO CHE POTEVA ESSERE UN GUADAGNO L’HO CONSIDERATO UNA
PERDITA ( UMILTA’)
• LA NOSTRA PATRIA INVECE E’ NEI CIELI
• PER QUESTO INFATTI CI SIAMO RIUNITI: PER OSSERVARE IL VANGELO DEL
SIGNORE NOSTRO GESU’ CRISTO
• CONDURRETE AMOREVOLMENTE ALLA VERA CONCORDIA E ALLA PACE.
I TERZIARI SI SFORZANO DI CAMMINARE ALLA LUCE DEL VANGELO E DEGLI
INSEGNAMENTI DI SAN FRANCESCO BEN CONSAPEVOLI DI ESSERE UN POPOLO
IN CAMMINO
PER
CONQUISTARE IL PREMIO. LE DIFFICOLTA’
CHE SI
INCONTRANO QUOTIDIANAMENTE SI CERCANO DI SUPERARE CON LA FORZA
DELLA PREGHIERA , DALLA MEDITAZIONE DELLA PAROLA DIO E CON IL
SACRAMENTO DELL’EUCARISTIA.
IL CAMMINO NEL TOM E’ UN CAMMINO DI DISCERNIMENTO SPIRITUALE
PERSONALE CHE OGNUNO CERCA DI CONDIVIDERE CON L’ALTRO, E
COMUNICARE ALL’ALTRO,ANCHE QUANDO SIAMO DEBOLI NELLA FEDE E
DISTRATTI DALLE NOSTRE VICISSITUDINI QUOTIDIANE. I SENTIMENTI E GLI
INSEGNAMENTI CHE SAN FRANCESCO HA POSTO DENTRO DI NOI
CI
PERMETTONO SEMPRE DI RITORNARE A CRISTO VERA LUCE E VERA FORZA
TRASFORMATRICE .
ED ALLORA FACCIAMO NOSTRE LE PAROLE DEL PAPA:
“SIGNORE DACCI IL NOSTRO AMORE QUOTIDIANO” PER COMPIERE SEMPRE LA
TUA VOLONTA’.
RIGUARDO LA PISTA GUIDA PER LA GESTIONE DI EVENTUALI CONFLITTI , LA
RITENIAMO UNO STRUMENTO UTILE . AL MOMENTO
ALL’INTERNO NELLA
FRATERNITA’ SI VIVE IN UN CLIMA DI SERENITA' E RISPETTO RECIPROCO.
Fraternità di Nardò
Data la complessità di contenuto e la mancanza di tempo per uno studio più approfondito
del documento finale del congresso (presenteremo breve relazione sullo stesso nella
giornata della fraternità).
E' mostra premura studiarlo più a fondo perchè diventi tema di riflessione durante i futuri
incontri di catechesi.
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Fraternità di Fuscaldo
Anche nella nostra comunità ci sono stati momenti di conflitto per motivi legati ad invidie
o gelosie e per risolverli abbiamo fatto riferimento alle parole del Papa Bergoglio: “Il
mondo di Dio è un mondo in cui ognuno si sente responsabile del bene dell’altro”, ma i
momenti di discordia avvengono quando “l’uomo lascia l’orizzonte della bellezza e pensa
solo a se stesso, ai propri interessi, si lascia affascinare dal dominio e dal potere, quando si
mette al posto di Dio rovina tutto e apre la porta all’indifferenza e al conflitto”.
Per superare i conflitti e le inimicizie occorre guardare la croce, lì si può leggere la risposta
di Dio, perchè la riconciliazione, prima di tutto, è l’attività che unisce Dio e il mondo per
l’azione salvifica di Gesù Cristo.
Nella nostra comunità siamo consapevoli che la ricerca della pace è lunga. Richiede
pazienza e perseveranza, perchè litigare o ignorarsi è qualcosa di meno complesso e
faticoso. Fare pace, invece, come dice la stessa parola, richiede un atteggiamento
propositivo, di azione, mettersi in gioco per risolvere il problema.
Perdonare non vuol dire dimenticare. La memoria infatti è “parte essenziale” e serve
per evitare in futuro di rifare lo stesso errore. Perdonare non vuol dire subire l’ingiustizia,
molti infatti, pensano di perdonare, ma in realtà sono convinti di avere ragione, ma che per
fare pace si debba accettare l’ingiustizia subita.
Perdonare, invece, significa “rinunciare alla vendetta, all’odio e al covare rancore” la pace
per essere VERA PACE deve avere una componente essenziale cioè il riferimento a Dio. La
pace è l’inizio dell’opera di Dio che ci dona “l’esperienza della grazia”.
Perdonare è un’esperienza della bontà di un Dio fonte di vita, per cui il primo passo tocca a
chi si crede vittima, quella che pensa di avere subito il torto e non quello che ha suscitato la
lite. Non si tratta di accettare l’ingiustizia, ma di cambiare atteggiamento, di svuotarsi dai
propri pregiudizi solo così, entrambe le parti troveranno la nuova vita di grazia.
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Quesiti proposti ai vari gruppi nei laboratori della Giornata della Fraternità
1°
La carità nella verità: il carisma di San Francesco
Come animare la carità nella verità e la conversione nell’ambito della
FORMAZIONE?
2°
Come animare la carità nella verità e la conversione nell’ambito dell’
ANIMAZIONE NELLA FRATERNITA’?
3°
Come animare la carità nella verità e la conversione nell’ambito del
CAMMINO PERSONALE?
4°
Come animare la carità nella verità e la conversione nell’ambito
dell’APOSTOLATO?
Risposte
1°
Gruppo: Fraternità di Paola, Sannicandro, Fuscaldo
L’importanza centrale della preghiera che quotidianamente deve essere praticata da noi
terziari con l’invocazione allo Spirito Santo convinti che è Dio che opera in noi. La
convinzione personale deve partire dalla consapevolezza che non si devono giudicare gli
altri ma se stessi per imparare a discernere il positivo che è negli altri e non chiudersi
aprioristicamente nelle nostre priorità.
E’ stata sottolineata l’immagine del porto sicuro per la nave: se abbiamo bisogno di
sicurezza, normalità e protezione è bene rimanere nel porto. Invece è necessario avere la
capacità di affrontare la burrasca sapendo che i mezzi ci saranno suggeriti nei momenti
difficili da affrontare attraverso l’opera dello Spirito Santo.
Ciò vuol dire che pur riconoscendo il momento storico in cui viviamo come “tempestoso”
occorre attrezzarsi con l’impegno adatto ad affrontare le difficoltà da superare. Le
fraternità che operano nei diversi territori conoscono le difficoltà locali. Di conseguenza il
carisma del nostro Santo Fondatore ci deve preparare ai cambiamenti da operare su noi
stessi e sugli altri per giungere ad una carità operosa.
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2° Gruppo: Sambiase, Corigliano, Grottaglie
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Abbattere l’orgoglio e condividere il bene.
Fraternizzare come i primi apostoli
Pregare ed autoeducarsi all’umiltà
Studio approfondito del Vangelo
Analizzare bene la Parola
Essere convinti di non essere i primi
Riscoprire la vera ragione per cui siamo entrati nella fraternità
Sentirsi amati da Cristo e condividerlo con gli altri
Accettare l’altro nella diversità
Fraternità è obbedienza a Cristo nella verità
Il devozionismo sembra quasi una colpa ai tempi nostri
Veicolare cosa si fa in Fraternità, e chiedere anche cosa si fa per chi non è presente
Lavorare su noi stessi per migliorarci (esame di coscienza) e per conoscerci
Testimonianza positiva
Amore scambievole tra noi
Dialogo
Preghiera-umiltà
Studio del Vangelo
Origine della Vocazione
Vivere con concretezza il cristianesimo
Ritornare a Cristo superando gli ostacoli
Conoscere San Francesco non solo per i miracoli-riscoprire il Carisma
Più attenzione al fratello, specie a quello assente
Educazione alla base
Responsabilità personale per migliorare il TOM
Impegno-sacrificio
Fare spazio allo Spirito Santo che poi farà la sua opera
3° Gruppo: Catanzaro, Nardò, Matera, Pizzo, Catona
4° Gruppo: Taranto, Paterno, Bari, Sartano, Cosenza
•
DIFFICOLTA’ NELL’ELABORARE E SVILUPPARE IL PROGRAMMA
PERVENUTO
•
SFORZARSI DI FARE LUCE IN NOI STESSI PER TRASMETTERE AGLI ALTRI
CHE SI TROVANO IN DIFFICOLTA’ DI SUPERARE GLI OSTACOLI DELLA VITA.
IN CHE MODO? CON L’UMILTA’ E IL DISCERNIMENTO CONTINUO
•
AVERE UNIONE CON GLI ALTRI SENZA GIUDICARE L’OPERATO O LA SCELTA
DI UN COMPITO, SCENDERE DAL PIEDISTALLO E RICORDARSI CHE IL
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NOSTRO FONDATORE E’ STATO UMILE-CARITATEVOLE E DOBBIAMO SEGUIRE IL
SUO ESEMPIO.
•
CAPIRE CHE ESSERE TERZIARI E’ UN SERVIZIO. CON IL NOSTRO MODO DI
VIVERE TRASMETTIAMO AGLI ALTRI LA NOSTRA PROFESSIONE DI FEDE
•
DOBBIAMO DARE TESTIMONIANZA DI CONVERSIONE NELLA FAMIGLIA PER
RINNOVARLA E MANTENERLA UNITA. (ANCHE QUELLA MINIMA)
•
ESSERE UOMO DI DIO CON L’ASCOLTO DELLA PAROLA E LA PREGHIERA
QUALCUNO HA VOLUTO SOTTOLINEARE L’IMPORTANZA DEL RUOLO DEL
PADRE ASSISTENTE A CAPIRE E VALORIZZARE LE PERSONE CHE DEVONO
GUIDARE UNA GRUPPO COME IL NOSTRO PER PERMETTERE A QUESTO DI
CRESCERE IN UNITA’ E NON DISTRUGGERLO CON RIVALITA’ E CONTESE.
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“CONFRONTARCI PER MIGLIORARE E CRESCERE INSIEME”
Incontro Consiglio Provinciale e Consigli di Fraternità Tom
Proposta tematiche di discussione
Consiglio Provinciale
1. Raccogliere problematiche delle fraternità
2. Regole e Costituzioni. Quali?
3. Proposta unitaria di orientamenti di formazione iniziale (formare commissione che lo
rediga?).
4. Discernimento vocazionale nelle fraternità: criteri
5. Gruppi giovani terziari (esperienza Sambiase)
6. Difficoltà animazione cammino nazionale nelle Fraternità
7. Gestione economica, registri verbali.
8. Ammissioni alle professioni e accettazione, problemi occorsi
9. Animazione pastorale giovanile e vocazionale.
10. I consigli devono animare le fraternità: cosa significa animare?
Direttorio n 1 - L'animazione viene esercitata per mezzo di adunanze, incontri di
lavoro, convegni, corsi di formazione permanente e interessa tutte le Fraternità.
(e’ riduttivo fermarsi alla sola “adunanza”.
11. I consigli devono avere a cuore l’unità dell’associazione e la sua comunione al suo
interno.
Sostenere che si deve sempre e solo fare riferimento alla Regola, Costituzioni
e Direttorio.
Cost 82. La vita del Terz'Ordine si svolge secondo le prescrizioni della S. Regola,
aggiornata nello spirito e nella lettera, del Codice di Diritto Canonico, delle Costituzioni e
del Direttorio.
Cost. 83 In virtù delle presenti Costituzioni vengono abrogate tutte le disposizioni che
non concordano con esse e col Direttorio, oltre che col diritto comune.
Si nota un tentativo di ritorno al passato.
Non si può sentirsi dire abbiamo fatto sempre così o è tradizione che…..
Punti dove spesso si è scoperti o inadempienti:
Dir. 53 Tutte le cariche nel TOM sono conferite con elezioni a scrutinio segreto ogni tre
anni. Non è valida l'elezione « per alzata di mano» e « per acclamazione ». Gli uffici o
incarichi vengono assegnati su proposta del Presidente, udito l'Assistente.
Rischio di isolarsi come fraternità, ricordarsi che si appartiene ad un Tom provinciale e
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Nazionale (Cost. cap. 4° I)
Dir. 31 Nella sua relativa autonomia (cfr. CIC, can 303), il TOM è composto da: a)
Fraternità locali (ordinariamente aggregate ad una Comunità di Religiosi Minimi oppure a
una parrocchia o rettoria del clero secolare).
b) Centri provinciali (composti da tutte le Fraternità locali esistenti in una Provincia
religiosa del
l'Ordine). c) Centro nazionale (composto da tutte le Fraternità esistenti in una nazione).
Scarsa partecipazione ai corsi di formazione soprattutto, da parte dei consigli a cui sono
principalmente rivolti e scarsa sollecitazione nelle fraternità .
Riscoprirli, rivitalizzarli,stimolarli…….
Disponibilità del Consiglio Provinciale :
Dir. 84 a) elabora - secondo le indicazioni del Consiglio nazionale - il programma di
lavoro del TOM della Provincia; ne cura la divulgazione alle Fraternità locali e ne controlla
- con i mezzi stabiliti dalle Costituzioni e dal presente Direttorio - la fedele esecuzione
Ammissioni
Accertarsi che i candidati siano in comunione con la chiesa, che non appartengo ad altre
associazioni,(punto non ancora superato) il tempo per la formazione sia di almeno 6 mesi
per gli aspiranti e un anno per i novizi.
Dir. 4 L'ammissione al TOM avviene su richiesta scritta del candidato ad una Fraternità
locale.
- Ricevuta la domanda il Consiglio - con votazione segreta - decide circa l'accettazione
dell'aspirante non prima di aver ascoltato e ponderato il giudizio dell'Assistente.
Si curi la formazione con maggiore impegno.
Elaborare in sintonia al consiglio nazionale un itinerario unico per tutto il Tom, fin da
SUBITO.
Deve partecipare attivamente alla vita della fraternità (Cost. cap. 2° I II)
Dir. 8. La formazione è guidata dal P. Assistente e dal Delegato alla formazione.
Dir. 9 Il candidato approfondisca la sua formazione insieme a tutti i membri della
Fraternità e abbia speciali momenti di vita ecclesiale, con incontri di studio, di preghiera e
di attività apostoliche in comune.
Dir. 11 Durante il tempo della prova, il candidato dedichi molto tempo alla preghiera,
all'ascolto personale o comunitario della Parola di Dio; partecipi devotamente alla S.
Messa, possibilmente ogni giorno, e frequentemente_si accosti ai Sacramenti.
Guidato dal proprio Assistente, sia iniziato nella via della perfezione cristiana con Ritiri,
«Tre Giorni », Corsi di « Esercizi Spirituali », incontri speciali di spiritualità. Non trascuri
la visita quotidiana al SS.mo Sacramento né la recita del S. Rosario, e particolari preghiere
al Santo Fondatore. (non dare per scontato)
a) alla morte di un terziario i membri della Fraternità parteciperanno alla Messa funebre.
Il Consiglio farà celebrare una Messa di suffragio quanto prima invitando, con i parenti e
gli amici, anche i terziari.
La formula della professione è quella riportata dalle Costituzioni. Nei rinnovi collettivi la
formula è sempre quella riportata dalle Costituzioni.
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Rispetto e ubbidienza ai superiori ecclesiastici e del TOM
Ruolo dei PP. Assistenti
Il documento finale di un Congresso Provinciale di qualche anno fa in un punto ripeteva:
“Proseguire in un dialogo fraterno e propositivo nei confronti dei religiosi anche
proponendosi e proponendo concrete esperienze di condivisione”.
La condivisone del carisma tra il 1° e il III° Ordine non sempre è costruttivo perché
presenta delle lacune relazionali. Ciò nonostante i laici devono proporsi sempre, anche
accettando delle risposte negative. Si deve testimoniare anche a loro le nostre esperienze, e
in ambito provinciale invitarli ad ogni iniziativa.”
Riprendere gli incontri tra padri assistenti e delegato provinciale.
Dir. 47 L'Assistente spirituale locale è direttamente impegnato alla formazione dei terziari
affidati alla sua cura. Nella Fraternità rappresenta l'Ordine dei Minimi. Ha diritto, oltre
alla voce attiva, a presenziare a tutte le riunioni sia della Fraternità, sia del relativo
Consiglio.
Il nostro segno esteriore è il cordone,che dobbiamo difendere come nostro esclusivo
simbolo. Gli scapolari appartengono alle congreghe, cerchiamo di fare chiarezza , visto
che si incomincia ad esagerare( vedi frat. Di Nardò), intervenire per fermare iniziative
personali o di fraternità.
Reg. c. 6° 16 “Tutti voi, poi, fratelli e sorelle di questa Congregazione, riceverete con
devozione dai Correttori dello stesso Ordine dei Minimi, o dai loro Delegati, un cordone
con due nodi”.
La tanto discussa quota da inviare ai consigli superiore è ben menzionata dal
Direttorio
Dir. 109 Per le varie attività dei Consigli, compresi quelli Provinciali e Nazionale, le
Fraternità contribuiranno con quota stabilita anno per anno dal Consiglio Nazionale, e con
offerte libere. Parte di tale quota sarà devoluta alla Delegazione Generale
Cost. 81 c)L’economo inoltre, ha il dovere di presentare i registri di contabilità ad ogni
richiesta del Superiore Maggiore e durante le visite pastorale e fraterna.
d) Ogni anno invia relazione completa e dettagliata concernente la sua amministrazione al
Consiglio immediatamente superiore.
h) L'Economo sia sollecito nella riscossione delle quote annuali, annotando fedelmente
nomi, data ed entità delle medesime.
( Ricordare le quote si versano all’inizio dell’anno sociale,siamo ritornati a versarla alla
fine e anche oltre)
si faccia chiarezza sulla quota annuale che deve essere annotata fedelmente con nomi
data ed entità della somma della quale si dà orientativamente una cifra ma che è a libera
offerta. Per la ricevuta di tale offerta si utilizzi una ricevuta commerciale né tessera né
immagini sacre.
Sguardo ai giovani che frequentano le nostre parrocchie con un itinerario da
concordare con i parroci, per far conoscere il TOM.
Ripensare ad un organo di comunicazione tra fraternità (giornalino on line? O... ?)
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Studio della Regola anche durante l'anno di aspirandato e conoscenza delle Costituzioni e
del Direttorio. Tutto poi da approfondire nel noviziato che se necessario potrebbe essere
allungato anche a 18 mesi.Prima della professione fare un ritiro.
SINTESI LAVORI
Gruppo Presidenti e Segretari
Il gruppo ha discusso i punti 1-9-11 delle proposte tematiche.
Per quanto riguarda i punti 1:Raccogliere problematiche delle fraternità, e 9 :Animazione
pastorale giovanile vocazionale, sono emerse le seguenti problematiche:
1) scarsa o totale frequentazione da parte dei terziari professi e novizi;
2)snellimento della burocrazia, (lettere, relazioni, programmi che arrivano dai centri
provinciali e nazionali);
3)mancanza di presenza giovanile;
4)scarsa conoscenza della Regola delle Costituzioni e del Direttorio;
5)difficoltà di comunicazione fra i centri e le fraternità attraverso internet;
6)distanza chilometrica per i corsi di formazione (difficoltà a raggiungere le località scelte)
7) si è dibattuto sulla necessità di individuare punti comuni per la formazione degli
aspiranti e novizi, del decentramento della scuola di formazione per favorire una
maggiore partecipazione;
8)favorire la testimonianza del gruppo giovanile di Sambiase nelle fraternità, soprattutto
dove non ci sono i giovani;
Per quanto riguarda il punto 11: I consigli devono avere a cuore l'unità dell'associazione e
la sua comunione all'interno, si è evidenziata l'assoluta necessità da parte di ogni singolo
membro del consiglio, di conoscere rispettare ed onorare le deleghe ricevute, al fine di
raggiungere una collaborazione a maggior servizio e testimonianza nella propria fraternità.
SINTESI LAVORI
Gruppo Economi e Delegati Stampa
Il gruppo formato dagli Economi e dai Delegati Stampa delle varie Fraternità presenti a
questo incontro, dopo la lettura degli undici punti proposti dal Consiglio Provinciale, si è
espresso in particolare sul primo punto: problematiche delle Fraternità.
Dalla discussione è emerso che :
- per qualsiasi problema che dovesse sorgere in seno alla fraternità
bisogna fare riferimento sempre alla Santa Regola;
per ogni genere di comunicazione sarebbe preferibile utilizzare non solo i mezzi
informatici, ma anche lettere scritte o telefonate per sentirsi fraternamente più vicini;
per favorire una maggiore conoscenza tra le Fraternità, occorre aumentare le giornate
d’incontro tra le stesse Fraternità;
per favorire la partecipazione ai Corsi di formazione si propone l’accorpamento dei
Consigli di Fraternità territorialmente più vicini;
bisogna sviluppare un maggiore senso di appartenenza rendendoci maggiormente
responsabili della nostra professione, evitando di mostrarsi solo in determinate
circostanze;
si deve prestare maggiore attenzione al candidato che fa richiesta di entrare nel Tom
tenendo presente il comportamento, la condotta morale, l’assiduità a frequentare la
parrocchia, ad essere interessato alla Santa Regola e ad essere in perfetta comunione con la
Chiesa;
ogni cosa va approfondita alla luce del Vangelo;rispetto e obbedienza si devono ai
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Superiori religiosi e laici;dialogo continuo ci deve essere tra PP. Assistenti e i Consigli di
Fraternità assumendo ciascuno le proprie responsabilità.
SINTESI LAVORI
Gruppo Delegati alla formazione e giovani terziari
Il Gruppo si è soffermato sui numeri 3-4-6 della proposta delle tematiche del Consiglio
Provinciale
punto 3) si conviene all’ unanimità sulla proposta di redigere degli orientamenti di base
sulla formazione iniziale dei candidati, questi orientamenti devono tenere conto delle
prospettive che le Costituzioni e il Direttorio propongono, ed essere divisi in tematiche
metodi e verifiche.
Si conviene che una formazione unitaria sia premessa necessaria per un comune cammino
del Terz'Ordine.
Per formare la commissione che dirige il documento si tenga conto delle esperienze varie
messe in atto in alcune Fraternità.
Nella discussione è emerso che la formazione a criteri diversificati viene lasciata a
discrezione del Padre Assistente o del Delegato con le positività o le negatività della
riuscita.
punto 4) Si avverte la carenza di materiale adeguato (vocazionale spicciolo) dove si
propone in maniera semplice, diretta e aggiornata l'identità e la natura del TOM.
A volte il materiale esistente diventa irreperibile nelle varie fraternità.
Dalla discussione si evince che nella maggior parte delle fraternità si risente della carenza
vocazionale.
Non esistono allo stato attuale dei criteri di lavoro vocazionale strutturato.
Certamente sarebbe opportuno proseguire l'opportunità di un accostamento alla figura del
Fondatore al TOM nella catechesi, nei gruppi giovanili e nell'ambito scolastico, tramite
TERZIARI che lavorano già in questo campo e seguendo le indicazioni del piano
vocazionale minimo.
punto 6) Su questo punto si evince la positività dei corsi di formazione organizzati dal
Consiglio Nazionale, tuttavia questa positività ha alcuni risvolti problematici.
Alcune Fraternità suggeriscono lo stile di una formazione itinerante che tenga conto delle
distanze che a volte scoraggiano la frequenza.
Altro punto riguarda il fatto che tutto ciò che viene insegnato durante il corso di
formazione si fa difficoltà a calarlo nelle fraternità locali a causa della resistenza di alcuni
Padri Assistenti.
Si propone da parte di tutti un corso di formazione dei Padri Assistenti in cui possono
comunicare tra di loro.
Riguardo ai delegati stampa si avverte l'esigenza che ci sia una formazione piu' adeguata a
questo compito, chi ha questa delega deve avere ormai dimestichezza con i mezzi di
comunicazione saper usare il computer o comunque farsi aiutare all'occorrenza.
Si discute riguardo il periodico CHARITAS siamo ormai coscienti del fatto che si stenti a
riprendere questa pubblicazione per vari motivi.Si conviene di ovviare a questa carenza
tramite un migliore utilizzo del trimestrale LA VOCE DEL SANTUARIO all'interno del
quale vi è una sezione dedicata al TOM, ciò nonostante si è coscienti del fatto che il
bollettino del Santuario non può supplire questa carenza, si propone di riprendere la
pubblicazione del mensile Provincia informa interrotto per vari motivi. Alcune Fraternità
lamentano la scarsa circolazione delle notizie.E' bene che almeno le comunicazioni
principali siano inviate via internet e anche via cartacea.
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Proposta Equipe di Pastorale
Giovanile e Vocazionale della Provincia
Affidare al Delegato Stampa di ogni Consiglio di Fraternità il compito di promotore
vocazionale
L’Equipe di Pastorale Giovanile e Vocazionale della nostra Provincia Religiosa, composta da:
P. Marco Gagliardi, Responsabile I Ordine
P. Ronie De La Cruz
I Ordine
P. Taras Yeher
I Ordine
Adele Calomino
TOM
Mariarosaria Sangineto
TOM
Gennaro Palmieri
TOM-Giovane
Sara Perrotta
Giovane
Propone, per riunire gli sforzi di pastorale giovanile e vocazionale del I-II-III Ordine, di affidare
presso ogni Fraternità al Delegato Stampa il compito di promotore vocazionale. In caso di risposta
affermativa da parte delle Fraternità e del Consiglio Provinciale, la stessa Equipe si impegnerà a
preparare un prontuario per i delegati stampa con le indicazioni, che sarà ugualmente discusso in
ogni fraternità, non appena sarà completato, se approvato poi dovrà essere rimandato alla stessa
Equipe per la pubblicazione. Le due terziarie dell’Equipe già ci stanno lavorando.
Lo stesso Delegato Stampa entrerà di diritto a far parte della costituenda Consulta di Pastorale
giovanile Provinciale, insieme ad un giovane per ogni nostra Comunità.
Questa si incontrerà tre volte l’anno per discutere, programmare e valutare le iniziative di Pastorale
Giovanile e vocazionali. Inoltre al delegato stampa-promotore vocazionale sarà affidato il compito
di divulgare il materiale preparato dall’Equipe nella propria Fraternità e sul territorio alle persone
che vogliono avvicinarsi al TOM per un primo approccio. Queste in sintesi le proposte di
orientamenti che si stanno pensando.
Per una maggiore comprensione di che cosa sia l’Equipe riportiamo di seguito le indicazioni
operative scelte durante la prima riunione dei Correttori della Provincia non appena l’Equipe è
stata costituita:
Riteniamo che i compiti di una Equipe Provinciale di PG e Vocazionale debbano
essere i seguenti:
* cura il settore pastorale di propria competenza in sintonia con gli orientamenti pastorali della
Chiesa e dei Superiori Maggiori
*
offre un contributo per il sostegno e il coordinamento degli operatori di PG e Vocazionale
Minima nelle comunità, avvalendosi anche di esperti e gruppi di lavoro;
*
promuove lo studio dei documenti del Magistero e dell’Ordine e ne favorisce l’accoglienza;
*
cura la verifica della situazione pastorale e l’approfondimento dei temi di maggior rilievo ed
urgenza;
*
valorizza i soggetti operanti nel proprio settore ai vari livelli, favorendo intese e sinergie, e ne
promuove la formazione;
*
cura la preparazione e lo svolgimento di seminari di formazione ed altri incontri;
* provvede all’elaborazione di testi e sussidi per la PG e Vocazionale da divulgare dietro
approvazione del Correttore Provinciale ;
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Compiti nell’ambito della Pastorale Vocazionale
L’animazione si pone come strumento di servizio, per promuovere un impegno fattivo e concreto
delle comunità della nostra Provincia Religiosa per l'annuncio, la proposta e l'accompagnamento
delle vocazioni al ministero ordinato, alla vita consacrata minima, alla scelta della testimonianza
missionaria ad gentes, quest’ultima specialmente per i terziari (Direttorio TOM, 19).
Si propone di integrare la varietà e la comunione dei carismi e dei ministeri presenti nella nostra
Provincia Religiosa, in stretta collaborazione con l’animazione del Correttore Provinciale.
Promuove iniziative di studio per riflettere, approfondire e divulgare tali orientamenti alle
comunità della nostra Provincia. Coordina le attività di pastorale vocazionale presenti nelle Comunità offrendo il proprio contributo
alla realizzazione delle stesse. Offre input e opportunità formative per una animazione vocazionale che sia in grado di leggere i
segni dei tempi e adeguare le sue proposte al fine di far crescere una reale cultura vocazionale,
aiutando concretamente le comunità a divenire esperienza di fede viva, di preghiera e di carità, per
essere un terreno ancora capace di generare e accompagnare le Vocazioni al Carisma Minimo…
Da questo anno, come ben si sa si è scelto di affidare il compito di Delegato Provinciale del TOM e
della Pastorale Giovanile e Vocazionale ad una sola persona perché questa comunione nella
pastorale vocazionale e giovanile possa essere favorita. È la nostra sfida per il futuro, non lasciamo
perdere questa occasione.
Riportiamo queste indicazioni affinché anche queste possano essere condivise e si possa
comprendere l’indirizzo che si vuole dare all’animazione di Pastorale Giovanile e Vocazionale. In
seguito invieremo il programma delle iniziative già programmate.
Un saluto fraterno
P. Marco Gagliardi
e l’Equipe di Past. Giovanile e Vocazionale
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