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da sfogliare - S. Stefano

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Periodico di informazione dell’Istituto di Riabilitazione Santo Stefano S.r.l. - Reg. Trib. MC, aut. n° 524 del 26/09/05
da sfogliare
Anno X - n° 23 - Luglio 2014
La Riabilitazione Cognitiva
nelle nostre strutture
Tecnologia e riabilitazione: quando un robot aiuta l’uomo
Entrano nel Gruppo le strutture di Riolo Terme, Mede e Casorate Primo
I nostri medici parlano ai pazienti: nasce il blog del Santo Stefano
Arco
Anzano del Parco
Casorate Primo
Mede
Riolo Terme
Fontanellato
Modena
Macerata Feltria
Fossombrone
Lido Camaiore
Cagli
Ancona
Ville di Nozzano
Jesi
Fabriano
Loreto
Filottrano
P. Potenza Picena
Foligno
Macerata
Civitanova Marche
Matelica
Montecosaro
S. Severino
Tolentino
San Benedetto T.
Camerino
Ascoli Piceno
LEGENDA
Centri di Riabilitazione
Centri Ambulatoriali
Residenze Sanitarie e Riabilitative
Acuti
Strutture Psichiatriche
Periodico di informazione dell’Istituto di Riabilitazione Santo Stefano S.r.l. - Reg. Trib. MC, aut. n° 524 del 26/09/05
da sfogliare
4
CONFRONTIAMOCI
- La Riabilitazione Cognitiva nelle nostre strutture
7
EVENTI
- Tecnologia e riabilitazione:
quando un robot aiuta l’uomo
8
EVENTI
- Età evolutiva: cerebrolesioni e chirurgia
dell’arto superiore
- Formazione professionale sulla disfagia
9
EVENTI
- Villa dei Pini compie 60 anni
10
DALLE STRUTTURE
- Mede e Casorate Primo: in Lombardia, malattie
dell’apparato respiratorio e riabilitazione geriatrica
12
NOTIZIE
- Presentato il progetto “Pass” per la casa intelligente
13
NOTIZIE
- Nasce il blog del Santo Stefano
FOTO NOTIZIA
Inaugurata l’RSA di Montecosaro
14
L’INTERVISTA
- Stefano Garelli:
abbinare costi, efficienza e qualità
Anno X - n° 23 - Luglio 2014
La RiabiLitazione Cognitiva
neLLe nostRe stRuttuRe
Tecnologia e riabiliTazione: quando un roboT aiuTa l’uomo
enTrano nel gruppo le sTruTTure di riolo Terme, mede e casoraTe primo
i nosTri medici parlano ai pazienTi: nasce il blog del sanTo sTefano
IN COPERTINA:
“Amore e Psiche” di François Gérard
Santo Stefano da Sfogliare: periodico dell’Istituto di Riabilitazione Santo Stefano S.r.l.
Anno X n° 23, Reg. Trib. MC aut. n° 524 del 26/09/05
DIRETTORE RESPONSABILE: Nico Coppari
CONTATTI: [email protected] - [email protected]
IMPAGINAZIONE: Ianton
STAMPA: Tipografia Elle Commerciale - Montecosaro Scalo (MC)
da Sfogliare - Luglio 2014
3
Confrontiamoci
La Riabilitazione Cognitiva
nelle nostre strutture
Nelle cliniche di Porto Potenza Picena, Fontanellato,
Ancona e Macerata Feltria sono presenti da anni servizi
con elevati livelli di know-how
R
iabilitare la persona
affetta da patologia
che ne determina la
compromissione di una o più
funzioni cognitive e comportamentali: questo è l’obiettivo
della riabilitazione cognitiva (o
neuropsicologica) che rappresenta una delle specializzazioni e uno dei più qualificati servizi del Gruppo Santo Stefano.
Prima di andare ad approfondire in quali strutture del Gruppo viene fatta riabilitazione
cognitiva, introduciamo l’argomento con il dottor Antonio De
Tanti, coordinatore del Comitato Scientifico.
“L’area dei disturbi cognitivi
e comportamentali – dice De
Tanti - è quella più strettamente correlata con l’intima struttura della personalità di un individuo e quindi con il suo modo
di essere e di relazionarsi sia
nella sfera delle relazioni private che nei rapporti sociali più
allargati. Risulta quindi intuitivo che una alterazione, usualmente peggiorativa, delle sue
competenze in questo ambito
si traduca inevitabilmente in
un deterioramento della capacità di partecipazione e reintegrazione nelle abitudini di vita
della condizione precedente
l’evento patologico, con grave
perdita esistenziale per chi ha
subito il trauma o la malattia
neurologica e, secondariamente, per le persone signifi-
4
A cura di Antonio De Tanti e Nico Coppari
cative del suo nucleo familiare.
Fatta questa premessa ne
consegue il ruolo cruciale della neuropsicologia clinica tra
gli strumenti e le competenze
indispensabili per un team riabilitativo che voglia farsi carico
a tutto campo dei bisogni di
persone che hanno subito una
cerebrolesione e dei loro familiari/care-givers.
La moderna neuropsicologia
clinica ad indirizzo riabilitativo
ha sviluppato una massa critica di letteratura scientifica, di
linee guida e di conferenze di
consenso alla ricerca che ha
permesso di disporre di strumenti validati per la diagnostica delle diverse condizioni
patologiche, per le diverse funzioni strumentali danneggiate
(attenzione, memoria, capacità
visuo-spaziali, linguaggio,…)
e per le diverse fasce di età
(test psicometrici validati) e
ha individuato raccomandazioni per la realizzazione di
programmi riabilitativi sempre
più fondati sul consenso circa
la buona pratica clinica, sostenuta, quando possibile, sull’evidenza scientifica. Elemento
fondante della riabilitazione
neuropsicologica, guidata da
neuropsicologo esperto, deve
essere la condivisione da parte di tutti gli elementi del team,
delle problematiche cognitivocomportamentali del paziente
e delle strategie generali per
contrastarle, con l’impegno
per ogni operatore di calare
questi elementi nel proprio
programma specifico, sia esso
volto alla riabilitazione motoria
piuttosto che, ad esempio, alla
riabilitazione della disfagia”.
La riabilitazione cognitiva è
quindi diventata oggetto di
approfondimento da parte di
un Gruppo di Studio dedicato.
Il Gruppo, nato nel 2000 e recentemente confluito nell’ambito dei Gruppi di approfondimento voluti dal Comitato
Scientifico, è costituito da un
team multidisciplinare di figure professionali differenti e
complementari tra di loro.
Il Gruppo ha condiviso percorsi diagnostici, ha elaborato
una cartella riabilitativa cognitiva (attualmente in uso nelle
diverse strutture Santo Stefano delle Marche), ha indivi-
da Sfogliare - Luglio 2014
Donatella
Saviola
Responsabile
Servizio di
Terapia
Occupazionale
del Centro
Cardinal
Ferrari
In foto:
una seduta di
bilancio cognitivo
Confrontiamoci
1
duato protocolli di valutazione
e progetti riabilitativi comuni
ed effettuato corsi di formazione e aggiornamento. Uno dei
progetti di studio più rilevanti
svolti in questi anni in collaborazione con la prof.ssa Ladavas dell’Università di Bologna
è stato rivolto al trattamento
dell’eminegligenza spaziale
sinistra con lenti prismatiche,
successivamente associato
alla stimolazione con tDCS.
Nell’ultimo anno è iniziato anche uno studio sull’approccio
riabilitativo multisensoriale del
neglect e dell’emianopsia associato a tDCS, disabilità frequenti in pazienti con lesioni
cerebrali vascolari.
Vediamo ora come vengono
erogati i servizi di riabilitazione
cognitiva nelle varie strutture
del Gruppo dove sono presenti da anni servizi di logopedia e riabilitazione neuropsicologica che hanno raggiunto
livelli elevati di know-how e di
riscontri ottenuti sui pazienti
presi in carico.
All’Istituto di Riabilitazione
di Porto Potenza Picena il
Servizio di Riabilitazione Cognitiva, diretto dalla dr.ssa Maria Luisa Rinaldesi e composto
dalla psicologa Cristina Quinquinio e da un team di logo-
pedisti coordinati dalla dr.ssa
Michela Pompozzi, conduce
da anni progetti di approfondimento sulla disabilità cognitiva
nei pazienti con grave cerebrolesione acquisita.
In particolare essi riguardano il confronto tra strumenti
di valutazione dell’Amnesia
Post-Traumatica, la valutazione della consapevolezza e dei
disturbi degli aspetti pragmatici della comunicazione. Infine
è stato dato avvio ad alcune
esperienze di reinserimento
lavorativo in collaborazione
con il Servizio Sociale e con il
Day Hospital. Da anni a Porto
Potenza Picena viene anche
svolta un’attività di musicoterapia applicata all’afasia grave in
collaborazione con il Servizio
di Musicoterapia coordinato
dalla dott.ssa Rita Meschini.
Il gruppo di lavoro di Porto Potenza Picena svolge da anni
attività di educazione e sensibilizzazione rivolta agli studenti delle scuole superiori. Il
progetto “Non perdiamo la testa!”, coordinato dalle dott.sse
Quinquinio, Rinaldesi e Tulli,
ha come obiettivo aumentare
le conoscenze degli studenti
sui danni cerebrali e midollari
da incidente della strada e modificare la percezione dei rischi
connessi con i comportamenti
assunti alla guida.
Presso il Centro Cardinal
Ferrari di Fontanellato, struttura prevalentemente dedicata
alla riabilitazione delle gravi
cerebrolesioni acquisite sia in
età evolutiva che nell’adulto, il
tema della compenetrazione
ed integrazione delle problematiche NPS è attualmente
considerato l’area di maggior
innovazione e sviluppo: in particolare si sta sperimentando
l’utilizzo di setting di terapia
occupazionale per la verifica
e trattamento dei problemi co-
Maria Luisa
Rinaldesi
Responsabile
Servizio di
Riabilitazione
Cognitiva
dell’Istituto
S.Stefano
di Porto
Potenza
Picena e
Coordinatrice
del Gruppo
di Studio
2
continua a pagina 6
da Sfogliare - Luglio 2014
5
Confrontiamoci
segue da pagina 5
3
gnitivo comportamentali di pt
GCa sia adulti che bambini.
Dai dati ad oggi raccolti emerge la conferma che questi
setting costituiscono uno strumento potente perché risultano molto più motivanti in pazienti che precedentemente
rifiutavano setting tradizionali
“carta e matita” nello studio
dello psicologo. Ulteriori vantaggi derivano dal fatto che si
tratta di esperienze più ecologiche e quindi con maggior
probabilità di generalizzazione
dei vantaggi raggiunti e loro
trasferibilità nella vita quotidiana del paziente al suo ritorno
nel proprio ambiente di vita. Si
è confermato utile organizzare le attività in piccoli gruppi,
con la possibilità di verificare,
ed eventualmente riabilitare,
la competenza sociale dei pazienti, ovvero la loro gestione
delle relazioni interpersonali in
contesti protetti.
Alcuni tra i progetti più articolati, coordinati e condotti
dalle dottoresse Donatella
Saviola e Sabina Cavatorta,
unitamente alle Psicologhe
logoterapiste, comprendono
l’attivazione di percorsi per il
reinserimento lavorativo ed il
ritorno alla guida.
Nella clinica di Villa Adria in
Ancona una delle eccellenze
6
è il progetto di avviamento alla
guida. Il trattamento riabilitativo proposto è di carattere sia
motorio-occupazionale (atto
a velocizzare gli arti inferiori,
coordinare gli arti superiori,
stimolare l’autonomia nel salire e scendere dall’auto, nell’utilizzo corretto e nella regolazione dei comandi interni) che
cognitivo-emotivo-comportamentale (attraverso la promozione dell’autoriflessione e
della critica, l’incremento delle
abilità attentive, il favorire il riapprendimento di conoscenze
circa la segnaletica stradale e
le norme, la discussione di situazioni complesse di guida e
modalità di comportamento e
il potenziamento delle funzio-
ni esecutive circa le situazioni
di guida concrete).
Il progetto di ritorno alla guida,
coordinato dalla responsabile Lorena Catena che guida il
gruppo costituito dalla psicologa Pierfederici, dalla neurologa D’Acunto, dal terapista
Raspa e dalla fisioterapista cognitiva Bacci, ha finora avviato
alla guida decine di pazienti.
Presso il Centro di riabilitazione ospedaliera di Ascoli
Piceno, invece, sotto il coordinamento del dott. Giattini, la
dott.ssa Cocci Grifoni e la dott.
ssa Caiazzo hanno avviato un
progetto pilota sull’efficacia
dell’agomelatina nel miglioramento delle performances
cognitive nei pazienti con deterioramento cognitivo vascolare di grado lieve-moderato.
Quest’ultimo comprende l’ampio spettro di disfunzione cognitiva che va dalla compromissione lieve alla demenza
conclamata con netta preminenza di deficit esecutivi rispetto a quelli mnesici.
L’intera attività di riabilitazione
neuropsicologica del Santo
Stefano, oggetto di confronto e
di analisi da parte del Gruppo
di studio coordinato dalla dott.
ssa Rinaldesi, verrà illustrata
nel corso della prossima convention scientifica.
L’ attività
di riabilitazione
neuropsicologica
del Santo
Stefano verrà
illustrata
nel corso
della prossima
convention
scientifica
In foto:
1. Centro Cardinal
Ferrari
Fontanellato
2. Santo Stefano
Porto Potenza
Picena
3. Villa Adria
Ancona
4. Villa San
Giuseppe
Ascoli Piceno
4
da Sfogliare - Luglio 2014
Eventi
Tecnologia e riabilitazione:
quando un robot aiuta l’uomo
A Porto Potenza Picena convegno per fare il punto sui vantaggi
riabilitativi dell’uso dei robot. Fissato un appuntamento internazionale
per il prossimo 21 novembre a Jesi.
A cura di Nico Coppari
In foto:
la dimostrazione dell’esoscheletro
Q
uando il robot aiuta l’uomo. Attorno a
questo tema portante si è sviluppata la convention nazionale dello scorso 25
gennaio, promossa dal Gruppo Santo Stefano a Porto Potenza Picena. Una mattinata
di interventi con il contributo di
esperti, per confrontarsi e fare
il punto sui vantaggi riabilitativi della robotica. “Con questo
evento – dice Enrico Brizioli, Amministratore Delegato
dell’Istituto Santo Stefano –
abbiamo voluto illustrare le
più avanzate tecnologie utiliz-
zate in riabilitazione non solo
attraverso interventi teorici ma
anche con dimostrazioni pratiche e video documentazioni
raccolte anche nelle nostre
strutture che lavorano con le
più moderne strumentazioni”.
“Il nostro obiettivo – continua
Brizioli – è quello di sposare il
lavoro umano, che è da sempre la grande tradizione del
Santo Stefano, con le più innovative opportunità tecnologiche”. Nel corso dell’incontro
sono anche state illustrate le
tecnologie innovative in uso
nelle varie strutture del Gruppo Santo Stefano: il G-EO
Systems, per il trattamento
dell’arto inferiore; Amadeo,
per la riabilitazione della
mano; la Realtà Virtuale, per
la riabilitazione sia motoria
sia cognitiva.
Il Santo Stefano, infatti, negli
ultimi anni ha introdotto l’utilizzo dei robot per il raggiungimento dell’eccellenza nel
recupero della disabilità.
L’evento è stato anche l’occasione per valutare, con un test
pratico, una delle più interessanti apparecchiature robotiche nel mondo riabilitativo
italiano: l’EKSO, l’esoscheletro per la stazione eretta e la
deambulazione. “Organismi
scientifici nazionali ed internazionali della Riabilitazione
– dice Alessandro Giustini,
del Comitato scientifico del
Brizioli:
“Il nostro
obiettivo
è quello di
sposare
il lavoro umano,
che è da sempre
la grande
tradizione
del Santo
Stefano,
con le più
innovative
opportunità
tecnologiche”
In foto, da sinistra:
Antonio De Tanti
Enrico Bizioli,
Mario Ferraresi
da Sfogliare - Luglio 2014
Gruppo Santo Stefano - si
stanno confrontando sui temi
attinenti all’applicazione delle tecnologie in riabilitazione.
Numerosi progetti di ricerca
interdisciplinari anche a livello Europeo sono focalizzati in
tal senso”.
“La nostra sfida per i prossimi anni – dice Antonio De
Tanti, coordinatore del Comitato Scientifico - è attuare un
approccio alle disabilità del
paziente con un sistema integrato di trattamenti, supportati
dalle più moderne tecnologie
robotiche”. Il convegno dello
scorso 25 gennaio ha fatto
da anteprima ad un appuntamento internazionale, previsto per il 21 novembre 2014, a
Jesi, dove verranno presentati i dati sull’attività riabilitativa
tramite robotica.
7
Eventi
Età evolutiva: cerebrolesioni
e chirurgia dell’arto superiore
La chirurgia viene sempre più concepita alla stessa stregua degli altri
interventi integrati e come strumento idoneo per permettere al paziente
di raggiungere traguardi rilevanti
Durante
l’evento
formativo
è stato
sottolineato
come
“la chirurgia
ortopedica
funzionale
rappresenti
una scelta
molto
importante”
N
ella moderna visione della riabilitazione
delle cerebrolesioni
dell’età evolutiva, la chirurgia
ortopedica funzionale dell’arto
superiore rappresenta un prezioso strumento terapeutico.
La chirurgia, infatti, viene
sempre più concepita come
lo strumento maggiormente idoneo per permettere al
paziente di raggiungere traguardi rilevanti della funzione
manipolativa, altrimenti impossibili, e non viene più concepita, come avveniva fino a
qualche tempo fa, quale unica soluzione rimasta di fronte
al fallimento dell’azione degli
altri provvedimenti terapeutici
adottati in precedenza (fisioterapia e ortesi) o come alternativa alla perdita di efficacia
del trattamento farmacologico con tossina botulinica.
Di tutto questo si è discusso
nel corso dell’evento formativo che si è tenuto a Porto
Potenza lo scorso 28 gennaio, e rivolto a Medici con
specializzazione in Fisiatria,
Neurologia, Neuropsichiatria
Infantile, Pediatria, Fisioterapisti, Infermieri, Terapisti
occupazionali, Terapisti della
neuro e psicomotricità dell’età evolutiva.
Il corso, accreditato ECM, è
stato tenuto dal prof. Adriano
Formazione professionale sulla disfagia
apporto di figure professionali,
medici, dietisti, fisioterapisti, infermieri, logopedisti ed educatori professionali, sia dell’Istituto
Santo Stefano che delle strutture ospedaliere di Ascoli Piceno
e San Benedetto del Tronto.
Dopo quello del novembre
2013, la disfagia è tornata al
centro di un altro evento formativo organizzato dal Gruppo
Santo Stefano e dal Centro
Ospedaliero di Riabilitazione di
Ascoli. L’appuntamento si è tenuto lo scorso 29 e 30 aprile ad
Ascoli, presso la casa di cura S.
Giuseppe. L’evento si è avvalso
dell’intervento e del qualificato
8
da Sfogliare - Luglio 2014
La disfagia è una grave complicanza che interessa molte patologie, soprattutto neurologiche,
e che porta alla compromissione della fondamentale funzione
fisiologica della nutrizione.
Ferrari, Cattedra di Medicina
Riabilitativa presso l’Università degli Studi di Modena e
Reggio Emilia e responsabile
Unità di Riabilitazione delle
Gravi Disabilità dell’Età Evolutiva dell’Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia, e dalla
dott.ssa Anna Rosa Maoret,
fisioterapista presso la stessa
Unità di Riabilitazione.
Nella riabilitazione del bambino con cerebrolesione in età
evolutiva, dunque, la chirurgia
funzionale viene oggigiorno
considerata alla stessa stregua degli altri interventi integrati (fisioterapia e terapia
occupazionale, trattamento
farmacologico della spasticità, adozione di ortesi e ausili, introduzione di modifiche
adattive all’ambiente fisico in
cui il soggetto vive e, ove possibile, del contesto sociale e
culturale della sua comunità).
“La scelta della chirurgia ortopedica funzionale dell’arto superiore, nella storia riabilitativa
del bambino con cerebrolesione dell’età evolutiva - è stato
ribadito nel corso dell’evento è una scelta molto importante.
I risultati ottenuti potranno
essere tanto maggiori quanto
più approfondite saranno state l’analisi e l’interpretazione
dei segni dell’architettura della funzione nel paziente preso
in esame. Come per altri approcci, anche per l’intervento
di chirurgia ortopedica funzionale all’arto superiore sarà
necessaria, sia in fase progettuale che nel post-intervento,
la collaborazione di medici
(fisiatri, ortopedici, neuropsichiatri infantili) e terapisti.
Solo questo permetterà una
puntuale e onesta verifica fra
i cambiamenti attesi e quelli
realmente avvenuti”.
Villa dei Pini compie sessant’anni
video in 8 millimetri presentato da Antonio
Roani, figlio di Liliana Mostarda Roani, una delle socie fondatrici di Villa
Pini, con le suggestive immagini in
bianco e nero dei primissimi giorni
di apertura della struttura. “Un traguardo importante per Villa dei Pini
V
illa dei Pini ha festeggiato
l’anniversario dei suoi primi
sessant’anni.
L’incontro, che si è tenuto presso la
sala “G. Serafini” della struttura civitanovese, ha visto in apertura gli interventi delle autorità locali e regionali
ed è poi proseguito con la relazione
di Marco Meneguzzo, professore ordinario di Economia, Aziende e Amministrazioni pubbliche all’Università
di Roma “Tor Vergata”, che ha parlato degli scenari socio-economici e
dell’impatto sul settore sanitario.
Spazio poi ad immagini, ricordi ed
aneddoti di una storia lunga sessant’anni, con un excursus illustrato
da Lucia Serafini, socia della clinica,
coadiuvata dal personale storico di
Villa dei Pini.
Tra i bei momenti dell’iniziativa il
– commenta il Direttore Generale,
Antonio Aprile - che dalla sua fondazione nel 1953 ha mantenuto e potenziato la propria missione basata
su un’assistenza sanitaria di qualità,
unendo all’attenzione ai progressi in
campo medico la ricerca di sempre
migliori standard nell’offerta di servizi
e prestazioni”.
Enrico Brizioli, Presidente di Villa Pini,
ha invece ripercorso i vari passaggi e
le varie trasformazioni della struttura, evidenziando la “sempre intensa
collaborazione di Villa dei Pini con la
città di Civitanova e con l’ospedale”.
da Sfogliare - Luglio 2014
9
Dalle strutture
Mede e Casorate Primo
In Lombardia, malattie dell’apparato
respiratorio e riabilitazione geriatrica
A cura di Nico Coppari
Il Santo Stefano gestisce i reparti di riabilitazione degli Ospedali di Mede
e di Casorate Primo, entrambi dell’Azienda Ospedaliera di Pavia
I
reparti di riabilitazione degli Ospedali di Mede e di Casorate Primo
dal mese di settembre 2013 sono
gestiti dal Gruppo Santo Stefano.
All’interno dell’Ospedale “Carlo Mira”
di Casorate Primo, il Santo Stefano
gestisce l’Unità Operativa di Riabilitazione Specialistica Pneumologica
e l’Unità Operativa di Riabilitazione
Generale Geriatrica. Di entrambe è
responsabile il dott. Gianfranco Beghi. Per quanto riguarda la prima UO,
essa presenta un’equipe di medici
specialisti che offre al territorio pavese e milanese servizi ambulatoriali
e di ricovero per patologie a carico
10
dell’apparato respiratorio.
L’attività di ricovero è indirizzata a pazienti che presentano patologie postacute respiratorie e croniche.
Tra le attività ambulatoriali, invece, le
visite specialistiche pneumologiche e
allergologiche, il laboratorio di fisiopatologia, le prove di funzionalità respiratoria, l’emogasanalisi arteriosa, il monitoraggio incruento della saturazione,
il test del cammino, la saturimetria notturna e il polisonnogramma.
Sono state inoltre implementate le
Macroattività ambulatoriali complesse (MAC) per la gestione delle patologia legate ai disturbi correlati al sonno
da Sfogliare - Luglio 2014
e per la FKT respiratoria.
L’Unità di Riabilitazione Generale Geriatrica, invece, si occupa della disabilità e fragilità dell’ammalato anziano
e non, che in seguito ad una patologia
acuta si trova limitato nella sua autonomia funzionale di vita quotidiana,
con interventi finalizzati a restituire
una migliore qualità della vita.
L’attività riabilitativa mira al raggiungimento di livelli ottimali di recupero
funzionale e dell’autonomia e, ove
questo non sia possibile per le condizioni intrinseche delle patologie in
essere, cerca di assicurare al paziente uno stato soddisfacente, sia fisico
che della vita di relazione.
All’interno, invece, dell’Ospedale
“San Martino” di Mede, il Gruppo
Santo Stefano gestisce l’Unità Operativa di Medicina Fisica e Riabilitazione. Essa si caratterizza per la
presa in carico di pazienti con disabilità motoria conseguenti a patologie neurologiche, traumatiche, ortopediche e reumatologiche. L’Unità
Operativa, di cui è responsabile il
dott. Pietro Franciscone, comprende un reparto di degenza di 18 posti
letto di Riabilitazione specialistica e
un servizio ambulatoriale. Le prestazioni vengono erogate da equipe
multidisciplinari in regime di degen-
za, attività ambulatoriale complessa
e semplice. Nel reparto di degenza
afferiscono pazienti nella fase postacuta conseguente ad un evento che
richiede un elevato impegno medico
specialistico. La precoce presa in
carico, infatti, potrà influenzare positivamente i processi biologici che
sottendono il recupero funzionale,
riducendo l’entità della disabilità. Anche pazienti con recidive dell’evento acuto, ma con elevata prospettiva di recupero funzionale, possono
beneficiare di un trattamento riabilitativo in questo regime. Per quanto concerne l’attività ambulatoriale
complessa (MAC), essa è indicata
per utenti con disabilità importanti,
dimessi dall’UO o da strutture per
acuti, e per pazienti con patologie
croniche o a lenta evoluzione.
L’attività ambulatoriale semplice,
invece, comprende visite fisiatriche
(anche in regime di urgenza), prescrizione ausili e protesi, riabilitazione funzionale in palestra e terapie
fisiche, chinesiterapia di gruppo per
rieducazione posturale del rachide.
L’attività dell’Unità Operativa di Mede
prevede, inoltre, un servizio di consulenza per acuti e cure palliative.
Successo per la giornata aperta “Fai un bel respiro”
Una giornata aperta a tutti, denominata
“Fai un bel respiro”, è stata organizzata
presso l’Unità Operativa di Riabilitazione Specialistica Pneumologica dell’Ospedale “Carlo Mira” di Casorate Primo.
Un’iniziativa di prevenzione, in collaborazione con il Comune di Casorate
Primo, che ha previsto esami gratuiti
eseguiti da un’equipe di medici, infermieri, tecnici e fisioterapisti. Ottima la
partecipazione con oltre 50 persone visitate. Oltre a ricevere informazioni sulle
malattie respiratorie e come prevenirle,
i pazienti sono stati sottoposti a test,
prove funzionali e ad una spirometria
che ha fornito i dati relativi al soggetto
esaminato ed eventuali patologie a carico delle vie respiratorie. A molti soggetti
è stato suggerito di smettere di fumare
con counseling personale, inoltre sono
stati trovati pazienti che presentavano
un quadro funzionale da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e che
non erano mai stati da uno specialista in
malattie dell’apparato respiratorio. Sono
stati anche intercettati alcuni pazienti
con disturbi respiratori del sonno ai quali è stato suggerito di approfondire la
da Sfogliare - Luglio 2014
problematica tramite polisonnogramma.
Le patologie dell’apparato respiratorio
rappresentano una delle più frequenti
cause di malattia, invalidità e morte, in
Italia ed in Europa. Secondo le previsioni dell’Organizzazione mondiale della
sanità (Oms) sono destinate ad aumentare nei prossimi vent’anni. Tra queste
la broncopneumopatia cronica ostruttiva
(BPCO) rappresenta uno dei maggiori
problemi sanitari: si prevede che entro
il 2020 diventi la terza causa di morte e
la quinta causa di disabilità nel mondo.
11
Notizie
Presentato il progetto “Pass”
per la casa intelligente
L’AD Enrico Brizioli ha illustrato le linee guida di un progetto che
rappresenta il fiore all’occhiello del “Longevity Hub” promosso dalla
Regione Marche per la longevità attiva
I
Enrico
Brizioli
Aministratore
delegato
Istituto
Santo
Stefano
12
l Gruppo Santo Stefano
ha presentato il progetto
“Pass”, volto a favorire la
longevità attiva e l’indipendenza dell’anziano presso la
propria abitazione, attraverso
la realizzazione di una “casa
intelligente”. La presentazione
del “Pass” (“Private Assisted
House”), da parte dell’Amministratore Delegato dell’Istituto
Santo Stefano Enrico Brizioli,
è avvenuta nell’ambito dell’inaugurazione del “Longevity
Hub”, struttura che si trova a
Fabriano, in via Serraloggia,
promossa dalla Regione Marche e in cui verranno progettate soluzioni e smart objects
per la longevità attiva: un cen-
tro nodale di rete, laboratorio
di prototipi, network della conoscenza e sinergia su progetti di housing sociale.
Del Longevity Hub il progetto
“Pass” del Santo Stefano ne
rappresenta un’autentica eccellenza. Attraverso, infatti, la
fruizione di servizi innovativi,
basati su contenuti tecnologici
user-friendly, “Pass” consentirà all’anziano di continuare a
svolgere le abituali attività sia
in caso di vita indipendente
che di vita in famiglia.
L’Istituto di Riabilitazione
Santo Stefano è azienda capofila del “Pass” il quale annovera un gruppo di partner
che comprende anche l’Uni-
versità di Camerino (Unicam),
due centri di ricerca e di sviluppo tecnologico e diverse
aziende marchigiane mediopiccole operanti in settori
merceologici differenti (mobile, informatica-elettronica,
edilizia e tessile).
Fondamentale l’apporto del
Santo Stefano al progetto
“Pass” in quanto, con la decennale esperienza acquisita
nel settore della disabilità, l’Istituto rappresenta la sintesi
delle competenze necessarie per la valutazione della
condizione del disabile e per
la traduzione del fabbisogno
assistenziale che il paziente
richiede.
Nel Gruppo le strutture di Riolo
Terme, Mede e Casorate Primo
A Trento:
incontri e feste “alcol free”
Dallo scorso mese di maggio il Santo Stefano ha
acquisito la struttura Villa Azzurra di Riolo Terme, in
provincia di Ravenna, specializzata nella neuropsichiatria. Dal settembre2013, invece, il Santo Stefano gestisce i reparti di riabilitazione dell’Ospedale
di Casorate Primo e di Mede, in provincia di Pavia.
“Subentriamo in un’ottica di continuità del servizio
e con la ferma volontà di mettere a disposizione
tutta la nostra esperienza”, dice Enrico Brizioli,
amministratore delegato del Santo Stefano, in merito alle tre acquisizioni, con le quali l’Istituto Santo
Stefano conferma e rafforza la sua vocazione di
partner credibile nei confronti della parte pubblica.
L’Unità Riabilitativa Alcologica dell’Ospedale San
Pancrazio di Arco di Trento ha organizzato, unitamente al Servizio di Alcologia del distretto Alto
Garda e Ledro, al Coordinamento Alcol e Sicurezza e agli Istituti comprensivi di Arco e Riva, una
“due giorni” dedicata ai ragazzi e finalizzata alla
promozione del divertimento consapevole.
L’iniziativa, promossa dalla Comunità dell’Alto
Garda e Ledro, è stata l’occasione per fare un’azione di sensibilizzazione nei confronti dei circa
200 giovani che vi hanno preso parte attraverso
l’incontro “Mi sento inFORMAto” e anche attraverso una festa senza alcol dall’esplicito titolo “Ballo
senza Sballo”.
da Sfogliare - Luglio 2014
Nasce il blog del
Santo Stefano
S.Stefano-Banca Marche una stagione
da incorniciare
A
A un passo dalla storica finale scudetto.
Quella 2013-2014 è stata una stagione da incorniciare per la
squadra di basket in carrozzina della S.Stefano Sport-Banca
Marche di Porto Potenza Picena. I ragazzi hanno sfiorato la
qualificazione alla finale uscendo a testa alta in semifinale contro Cantù campione d’Italia in carica. Soddisfatto il presidente
della S.Stefano Sport Mario Ferraresi per i risultati al di sopra
delle aspettative.
Brevi
Prezioso strumento con cui i nostri
medici parlano ai pazienti
l giorno d’oggi internet
è diventato uno dei
più utilizzati canali di
informazione in molti ambiti.
Compreso quello sanitario.
Dall’approfondimento di una
patologia alla casistica commentata nei forum, dallo specialista più competente alla
struttura sanitaria più adeguata: informarsi tramite la ricerca
online sui temi della salute è
ormai un’abitudine consolidata.
Sempre più spesso, nei colloqui, i nostri medici si trovano a
rispondere a domande dei pazienti e dei loro familiari basate
su una precedente lettura, preparatoria, effettuata su internet. Quello di trovarsi davanti
ad un interlocutore informato
è un aspetto molto importante,
anche migliorativo del dialogo
fra medico e paziente/famiglia.
Non sempre, tuttavia, le informazioni reperite in rete sono
corrette, o interpretate nel
modo opportuno dall’utente.
Per questo motivo il Gruppo
Santo Stefano ha deciso di avviare un suo “blog” per stabilire un canale di comunicazione
diretta con gli utenti. Si tratta,
in sostanza, di un particolare
sito internet in cui raccogliere
le esperienze e le competenze del Gruppo attraverso articoli e contributi dei medici ed
esperti. Un nuovo strumento di
cui il Santo Stefano si è dotato
per fornire notizie aggiornate
sulla riabilitazione, cercando
anche, in alcuni casi, di sfatare
luoghi comuni; per far sapere
il più possibile di opportunità
riabilitative che spesso non si
conoscono, se non per passaparola, e che la “rete” consente invece di diffondere ad
un pubblico più ampio; per
mettere a disposizione di chi
naviga un canale dove poter
fare domande direttamente ai
professionisti generando così,
approfondimenti utili per chi è
in cerca di risposte.
Foto notizia
Inaugurata a maggio l’RSA di Montecosaro
Nuovi strumenti all’insegna della
condivisione
Partecipazione, condivisione e messa a fattor comune di competenze e dei propri tempi di lavoro tra le varie strutture e professionalità del Gruppo Santo Stefano.
Risponde a questi criteri l’attivazione, da parte del Gruppo Santo Stefano, di nuovi strumenti che consentono di creare una
piattaforma di lavoro comune e condiviso.
Il nuovo sistema di conference call audio, ad esempio, si prospetta come una soluzione vantaggiosa per mettere in collegamento le sedi esterne del Gruppo con l’auditorium S.Stefano
di Porto Potenza in occasione di incontri e riunioni, sessioni
plenarie di rilievo e di interesse generale in ambito KOS.
Un sistema che, in prospettiva, potrebbe azzerare le distanze
tra le varie strutture del Gruppo e le loro professionalità.
Corso Fad sulla sicurezza: formati
quasi 900 dipendenti KOS
Conformemente alla strategia aziendale volta a creare “luoghi
virtuali comuni di lavoro”, il Santo Stefano ha iniziato a testare
la nuova piattaforma Fad di e-learning predisposta dal Centro
di Formazione Permanente. Funzionalità e potenzialità dello
strumento sono stati provati e valutati con un corso autoprodotto incentrato sulla sicurezza sul posto di lavoro (Decreto Legislativo 81/08). A distanza di un anno dalla sua attivazione sono
stati formati sull’argomento quasi 900 dipendenti del gruppo
KOS di cui circa la metà professioni sanitarie a cui sono stati
rilasciati 4 crediti ECM.
da Sfogliare - Luglio 2014
13
L’intervista
Intervista a Stefano Garelli
Direttore di struttura Mede e Casorate Primo
Abbinare costi, efficienza e qualità
Da qualche
mese
è direttore
di struttura
di Mede e di
Casorate Primo
Oltre due decenni ad occuparsi
di organizzazione, controllo di
gestione, efficientamento dei
costi e sviluppo di nuove aree
di business. Stefano Garellli,
origini piemontesi, una laurea
in Economia e Commercio
presso l’Università di Torino, a
26 anni, per preparare la sua
tesi di laurea, già prendeva dimestichezza in azienda con il
complesso mondo del controllo di gestione.
Un mondo che poi ha progressivamente imparato a
conoscere a menadito attraverso esperienze lavorative di
successo.
Per poi avvicinarsi al settore
sanitario. Quando?
Nel ’96, quando sono entrato
nel Gruppo Ospedaliero San
Donato, dove sono rimasto per
14
D
opo la parentesi in una società di consulenza di Milano, Stefano Garelli nel
’95 entra in Martini e Rossi Spa. Poi l’importante esperienza nel Gruppo
Ospedaliero San Donato nel quale è arrivato ad amministrare 5 strutture.
Nel 2009 l’ingresso nell’orbita Kos. Sempre con la missione nevralgica di efficientare i
costi e mantenere elevati gli standard qualitativi.
A cura di Nico Coppari
9 anni. Un’esperienza molto
importante nel mio percorso
formativo. Lì ho iniziato come
assistente della presidenza e
responsabile del controllo di
gestione, per poi gradualmente arrivare a ricoprire l’incarico
di Amministratore Delegato di
5 strutture del Gruppo.
Poi l’ingresso nell’orbita Kos.
Si, nel gennaio del 2009. Inizialmente con un incarico di
project manager per nuove
aree di business. Poi come
Amministratore Delegato di
Ospedale di Suzzara Spa, la
società che gestisce l’omonima struttura lombarda, e come
Direttore dell’Ospedale San
Pancrazio di Arco di Trento.
Con quali compiti?
Per il San Pancrazio consolidare sempre di più l’attività
della struttura. Per Suzzara il
raggiungimento dell’equilibrio
economico-finanziario attraverso l’espansione delle attività, il consolidamento dell’eccellente qualità dei servizi e il
mantenimento dell’alto livello
tecnologico.
Da qualche mese è direttore
di struttura di Mede e Casorate Primo.
Si. Anche in questo caso ci stiamo occupando, nell’ottica della
continuità del servizio e dello
sviluppo qualitativo dell’offerta,
di generare efficienza attraverso i processi interni.
Chi è Stefano Garelli lontano
dalla scrivania?
Bella domanda, trascorro così
poco tempo lontano dalla scrivania! E quando non sono in
ufficio sono in autostrada per
spostarmi magari da un ufficio
all’altro!
Allora riformulo la domanda
...quali sono gli hobby cui
si dedica quando ha tempo
libero?
Innanzitutto la famiglia.
Ho moglie e tre figli, una femmina di 8 anni e due maschi di
12 e 14 anni.
Adoro trascorrere il tempo con
loro. Mi piace molto la montagna e andare con gli sci.
E poi sono un appassionato di
calcio e cerco di non saltare
mai l’appuntamento fisso settimanale della partitella a calcetto con gli amici.
da Sfogliare - Luglio 2014
Stefano
Garelli
è entrato
nell’orbita
Kos nel
gennaio
del 2009,
come
project
manager
per nuove
aree di
business.
Poi come
Amministratore
Delegato
di Ospedale di
Suzzara Spa
e come
Direttore
dell’Ospedale San
Pancrazio
di Arco di Trento.
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