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megarisarte
Associazione Culturale Megaris
Ente Culturale di Rilievo Regionale
In collaborazione con la Fondazione ADASTRA
PREMIO NAZIONALE
MEGARIS 2014
XXIII Edizione
Prefazione
Amedeo Finizio
Presentazioni
Angelo Calabrese - Ermanno Corsi - Anna Aita
Raffaele Messina - Sergio D’Angelo
Questa manifestazione si propone la riscoperta e il rilancio di valori, tradizioni, cultura,
folclore e arte che hanno fatto la città di Napoli uno degli angoli più suggestivi del mondo.
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Il Prof. CARLO POSTIGLIONE è nato a Napoli, ed è membro di varie
accademie. Egli è anche Presidente dell’Intercral Campania, (aggregazione di
53 Sodalizi Campani). Pittore-scultore-scenografo. Ha partecipato a numerose
Mostre in Italia e all’estero, conseguendo riconoscimenti lusinghieri tra questi:
Premio Internazionale Europa Arte, Biennale delle Regioni ecc. E’ stato insignito
del Premio Assoimpero alla carriera, del Premio “Tutore del Patrimonio e delle
tradizioni napoletane “, del Premio Regione Campania “Prestigio Professionale
“, “Premio Internazionale di Lettere ed Arti”. Ha tenuto personali a New York,
Toronto, Roma, Torino, Milano, Pescara, Merano e Norimberga. Sue opere sono
collocate in collezioni pubbliche e private. Hanno espresso giudizi critici sulla
sua opera: A. Bottone, A. Rastrelli, R. Attardi, S. Di Bartolomeo, G. Mennella,
M. Galdieri, A. Montano, A. Calabrese. E’ citato da: Bolaffi, Comanducci,
“Il Quadrato”, “Pittura contemporanea Italiana”, “Dizionario biografico dei
Meridionali”, “ Artisti Italiani alla ribalta”. Pittore estemporaneo ed acquerellista
è stato fautore del rilancio dell’antica tecnica del “Fumo di candela”, eseguendo
opere definite di estrema delicatezza e di grande maestria. Ha effettuato,
nell’arco di 25 anni, l’attività di scenografo-scenotecnico e macchinista teatrale
per oltre 42 compagnie amatoriali e non, portando in scena circa 500 spettacoli
in tutti i teatri cittadini e d’Italia. Scenografo per Gianni Crosio e Mico Galdieri,
è stato il primo allestitore dell’emittente Canale 21. Ideatore, nella fine degli
anni 80, del Premio Nazionale Megaris, giunto alla sua XXIII edizione, ha
curato per 3 anni “la Crociera della Musica Napoletana” sulle navi della MSC.
Unitamente al suo vice, M° Umberto La Marra, cura manifestazioni culturali nei
locali dell’Associazione in Napoli, ove lo stesso M° La Marra, in qualità di fine
restauratore recupera al bello, preziosi manufatti artistici.
UMBERTO LA MARRA
Oggetti d’Arte, Cornici, Pastori, Restauri, Sale per Feste
NAPOLI - Vico Stretto delle Fiorentine a Chiaia, 14 - Tel. 081.662205
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opere a fumo di candela del
prof. carlo postiglione
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Amedeo Finizio
avvocato - giornalista
I GIOVANI FORZA VINCENTE DEL PREMIO NAZIONALE MEGARIS
Un’edizione del Premio, quella del 2014, dedicata ai “Giovani”, a coloro che
hanno ancora forza, impegno e passione verso il mondo della Cultura alla quale
l’Associazione Megaris, presieduta da Carlo Postiglione, ha dato vita, anni
fa, attraverso la poesia, la narrativa e le arti visive, istituendo il tradizionale
Premio Nazionale, che si tiene con cadenza annuale. Sono XXIII le Edizioni,
ad oggi, tenute a favore della poesia, della narrativa e della pittura alle quali,
nel tempo, si è aggiunto quello dei “Trofei Megaris”, premio, pure esso
assegnato con cadenza annuale, a favore di quanti hanno operato negli anni,
con successo, nel campo della Cultura, Arte, Sociale, Sport e Spettacolo. Con i
“Premi alla Carriera” anche i riconoscimenti alla “Memoria”, al “Sociale” nel
Galà di chiusura del Premio Nazionale Megaris che da tutti, ormai, è definito il
“Premio - Spettacolo” per eccellenza. Ricordiamo che esso è l’unico Premio ad
avere avuto risonanza nazionale ed internazionale. In Italia, dalla Calabria ha
raggiunto la lontana Merano, all’Estero, Norimberga; prima di dedicare a Napoli
molte sue esaltanti edizioni in prestigiose sedi, delle quali ci piace ricordare
Castel dell’Ovo e Castelnuovo con la suggestiva Sala Palatina. Un premio che
viene da lontano, come è stato più volte ricordato, e che quest’anno riserva il
suo grande spazio ai “Giovani”, linfa della cultura italiana. Il Premio Nazionale
di Poesia in lingua italiana e napoletana, la Narrativa ed il Premio Nazionale di
Pittura da Studio-Estemporanea, sede quest’anno il Borgo Marinari unitamente,
alla Mostra di Fotografia, nel programma di un’edizione che si preannuncia,
davvero, di successo.
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megarisarte 2014
Associazione Culturale Megaris
Sede:
Vico Strettole delle Fiorentine a Chiaia, 14 - 80122 Napoli
Tel./fax: +39 081.662205 - e-mail: [email protected]
Presidenza:
Via Campegna 5/B - 80125 Napoli
Telefax: +39 081.2392416 - Cell. 338.8754534
PresidenteCarlo Postiglione
Vice Presidente
Umberto La Marra
TesoriereLuca Postiglione
Addetta alla Stampa e alla Cultura Anna Aita
ConsiglieriBrigida Magno
Carmine Maggio
Maria Palmieri
Vittorio Fiorenzano
Segretaria
Maria Angela Del Giudice
SindaciImma Serpe
Rita Mumoli
Consulente Legale
Avv. Domenico Cundari
Addetto StampaAvv. Amedeo Finizio
Ciro Biondi
Soci Fondatori
Prof. Carlo Postiglione
Umberto La Marra
Luigi Antonucci
Vincenzo D’Urso
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Anna Aita
giornalista - scrittrice
Sono molti anni ormai che l’Associazione Megaris propone il suo Premio,
con l’impegno di raccogliere le energie più vitali dell’Arte in un disegno di
consolidamento per la crescita della vita culturale della nostra città. L’Arte è l’ala
che ci porta verso Dio. Se ne avverte il bisogno in questa epoca di tecnicismi e di
adorazione del danaro. Vivendo in un mondo sempre più ossessionato dalla ricerca
tecnologica, l’uomo moderno, per nulla arricchito dal progresso che la civiltà
industriale gli impone, diventa ogni giorno più inaridito e privato di quei valori
ideali nei quali lo spirito trova il suo appagamento. Per tale motivo sente il bisogno
di accostarsi alla scrittura, alla poesia e a qualsivoglia atmosfera possa determinare
godimento spirituale. A questo mira l’Associazione Megaris, giunta al compimento
del ventitreesimo anno di vita del Premio cha ha, nel suo interiore, il fine ultimo di
favorire le più vere ed intime aspirazioni di arricchimento culturale, senza cadere
in equivoche pastoie ma scendendo nel fondo di noi stessi per ripristinare i nostri
principi. Imitiamo la primavera che, in ogni età, rinnova il rinverdire dei prati
rivestendoli di fiori e di colori, che sono i valori più profondi per far palpitare
l’amore che resta l’avvenimento più desiderabile della nostra esistenza.
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Angelo Calabrese
critico letterario e d’arte
23 Fa ‘o scemo
L’anno scorso, per la XXII Edizione del Premio Megaris, mi piacque giocare con un
numero a me congeniale, secondo un principio di evidente transitività: se gli artisti
veraci sono pazzi, che meraviglia! Chi li pratica da oltre mezzo secolo, non può che
aver appreso da loro le variegate modalità comportamentali che li contraddistinguono.
Di fronte al mio specchio, quotidiano rivelatore dell’età che avanza con andante mosso
e senza brio, mi confermo esperto eclettico di follia tragicomica esercitata secondo
logiche multiple, imprevedibilmente estemporanee. Il sottoscritto gode di una pazzia che
disdegna i modelli caratteriali degli antichi invasati come Aiace, Orlando, l’unico vero
assurto ai vertici del furore e matto per amore, Amleto, re Lear e di qualche eletta dozzina
di rovinati, salvati dagli strali, comunque virali, di Apollo e delle Muse.
Mi dichiaro infatti affetto da follia polivalente, perché chi pratica con una canea di mai
rinsaviti ingegni, si contagia in maniera variegata, con l’aggiunta di ulteriori malanni.
Da noi si afferma infatti che chi pratica con lo zoppo, dopo un anno diventa zoppo e
cieco. Un conoscente, che fa rima con saccente, l’anno scorso, provocatoriamente mi
chiese come me la sarei cavata per la XXIII Edizione del Premio, dato che, secondo la
nostra vaticinante Smorfia, 23 fa ‘o scemo. Gli anticipai, fin da allora verso quale senso
mi sarei diretto, disdegnando ogni volgare approccio con chi fa lo scemo per non andare
in guerra, ben conoscendo inoltre gli effetti della guerra sui superstiti che, partiti furbi,
tornarono ebeti. Colgo quindi l’opportunità che mi viene offerta dalla presente Festa di
Megaris e dal sapido senso partenopeo del numero 23, che si attribuisce a chi fa il furbo,
fingendo maldestra innocenza, per proclamare a gran voce: ccà nisciuno è fesso, cioè non
abbiamo lesioni cerebrali che ottundano intelligenza e buonsenso.
Approfitto dell’occasione per dichiarare scemi ad oltranza, con tanto di diploma, tutti
quei fessi che per vantaggi sempre minimi continuano a mandare avanti, con i loro voti
all’ammasso, i furbi ingovernanti che schifano gli arlecchini e i pulcinella implumi e
pigolanti per atavica fame e corruttibile avidità. è pur vero che Pulcinella è spaventato
dalle lumache. Questo mi piace perché teme la loro scia bavosa e soprattutto le corna,
specie quelle due che sulle punte recano gli occhi. Quelle cornutissime lumache hanno
almeno il privilegio di possedere una casa, ma quegli scemi che hanno dissennatamente
goduto d’essere governati dai furbi che li hanno fatti fessi, si ritrovano cornuti e mazziati
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come i buoi al macello: senza casa e senza lavoro. Continueranno a strisciare come
lumaconi, cornuti, ma senza casa, senza lavoro, senza dignità, ignoranti disprezzati e
miserabili cui è preclusa ogni possibilità d’avvenire migliore.
Ai cornuti e mazziati, che per essere troppo furbi son diventati scemi, ricordiamo che
dovranno scegliere a quale categoria di antennigeruli vorranno appartenere.
Per gli scemi e mazziati i sodalizi prevedono la massificata genericità, per i cornuti la
nostra storia culturale e letteraria prevede ben quattro categorie: becco, rebecco e rebeccoa
cui si aggiungono i cornuti contenti, che si vantano di vivere negli agi, sfruttando a gran
prezzo le avvenenze delle consorti.
Il comico Zaccagnino diede nome a questa quarta categoria di lumacononi zaccagnini.
Chi vuole erudirsi consulti il secondo volume di Cose Di Napoli a cura di Angelo Manna,
pagg 61-79, Berisio Editore.
Sergio D’Angelo
Non ci sono molte persone come Gaetano Di Vaio. Persone che sanno rinascere
trasformando la sofferenza in energia positiva, in spinta ad agire e a fare qualcosa per
gli altri. Lui lo fa da quasi vent’anni ormai. Da ex tossicodipendente e spacciatore,
Gaetano è diventato attore, regista, e produttore, collaborando con registi famosi
come Abel Ferrara. Ha fondato “Figli del Bronx” prima associazione e poi casa
di produzione, con cui ha realizzato il lungometraggio Là-bas (2011) per la regia
di Guido Lombardi, vincitore del Leone d’Oro a Venezia come migliore opera
prima. Ma sono tante le cose che potrei ricordare di Gaetano. Come il bellissimo
documentario Il loro Natale (2010), sulle mogli dei detenuti, ma anche il libro
scritto a quattro mani con l’amico Guido Lombardi Non mi avrete mai (Einaudi
2013), romanzo autobiografico sulla sua storia di ragazzo della periferia napoletana.
Gaetano coinvolge nei suoi film giovani che sono come era lui un tempo, e per i
quali è una guida, l’esempio che dalla strada e dalla criminalità non solo si può
uscire, ma si può andare via a testa alta, impegnandosi a costruire una nuova vita.
Perciò credo che per lui, che ha fatto della cultura e dell’arte cinematografica un
modo per salvare se stesso e gli altri, il Premio Megaris sia il riconoscimento più
adatto. Riunisce in sé le diverse anime che ispirano anche l’azione di Gaetano di
Vaio: l’amore per la cultura, la valorizzazione dei talenti, l’impegno sociale.
Auguri a Gaetano, e che possa anche questo meritatissimo premio portargli fortuna.
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Ermanno Corsi
giornalista
Un’estate da dimenticare con la cultura in ginocchio
Sì, l’estate 2014 non poteva essere più balorda e schizofrenica. Perchè anche Napoli si è tropicalizzata e
ne siamo rimasti ancor più sconcertati quanto più ne eravamo impreparati? Certamente, anche per questo.
Ma soprattutto perché la lettura e la promozione culturale sono colate a picco. Prima si aspettavano i mesi
estivi perché in spiaggia, sotto l’ombrellone, si leggeva volentieri un bel libro e si andava al mare, o negli
altri luoghi di villeggiatura, portandosene dietro una buona scorta. I giornali amavano girare per le spiagge
e intervistare i lettori sui titoli che avevano fra le mani, conoscere il filone che più interessava, sentire le
riflessioni che si facevano. Quest’estate niente, o ben poco, di tutto questo. Pochissimi i libri sotto gli
ombrelloni, molto limitata la promozione culturale. Colpa della crisi, si dirà. Certamente, ma solo in parte
è così. Si sa che quando occorre mettere un freno ai consumi, i primi a cadere sono quelli immateriali:
appunto i prodotti dell’intelligenza, della creatività letteraria e artistica. Un dato sconcertante: negli ultimi
quattro anni, come ha ricordato opportunamente Antonella Cilento, sono state chiuse, a Napoli, quaranta
librerie. La città sembra essere diventata, da questo punto di vista, un “deserto dei Tartari”. E, come
sempre, Napoli rivendica il suo primato negativo. C’è da chiedersi, un pò celiando: ma vuoi vedere che
in troppi hanno letto quel provocatorio libro di Mauro Giancaspro, direttore della Biblioteca nazionale,
secondo il quale leggere nuoce gravemente alla salute? Che in troppi, magari, lo abbiano preso alla lettera
e non sono arrivati alla conclusione da cui avrebbero appreso che non c’è un male così grave da far
tanto bene alla salute?. Oppure in troppi hanno letto Pierluigi Battista, editorialista del Corriere della sera
(“i libri sono pericolosi perciò li bruciano”): beninteso qui non è necessario bruciare i libri; basta non
comprali e non leggerli. Una pratica purtroppo molto diffusa che, come stigmatizza il presidente Gerardo
Marotta, ha ridotto Napoli “un groviglio di stracci”. Estate quindi da dimenticare, autunno invece da
vivere come fiduciosa prospettiva. Qualche reazione incoraggiante, infatti, non manca. Il Vomero reagisce
alla crisi (chiusura di Guida, Loffredo e vecchia Fnac) con Iocisto in piazza Fuga, libreria ad azionariato
popolare. Con l’autunno, scrive ancora Antonella Cilento, si attende l’inaugurazione, proprio nello spazio
dell’ex Guida di via Merliani, anche di una libreria curata da Valentina Castellano presso Healthy, spazio
multifunzionale e nuova casa anche dei laboratori di scrittura”. Per Port’Alba, cittadella libraria per
vocazione e storia, dopo il lutto per la chiusura di un patrimonio dichiarato di importanza nazionale pochi
spiragli riconducibili soltanto alla volontà di alcune associazioni e gruppi di cittadini. Poco, invero, per
smuovere la coscienza impigrita della città e determinare un dinamismo di larga dimensione sociale.
L’imprenditoria tace, i partiti rivolgono le loro attenzioni altrove, le istituzioni pubbliche hanno problemi
di bilancio per cui anche gli amministratori più sensibili sono costretti, quando non è un alibi, a stringere
i cordoni della borsa.
Possibile qualche via d’uscita? Ancora una volta quella dei privati coraggiosi come i promotori
dell’Associazione culturale Megaris che porta alla 23esima edizione il suo prestigioso Premio. Ente
di rilevo regionale, ha saputo meritare una risonanza nazionale (un particolare riconoscimento va
doverosamente, per tutti, a Carlo Postiglione). Megaris è il luogo simbolo della città; ricorda che i suoi
tremila anni di storia sono il vero patrimonio di cui dispone e che nessuna crisi potrà scalfire o mettere in
discussione. è il passato che fa da garante all’avvenire.
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Raffaele Messina
docente - critico letterario
Giunto alla XXIII edizione, il Premio nazionale di poesia e narrativa “Megaris” si
presenta potenziato e aperto a nuove sfide. A partire da quest’anno, infatti, una nuova
sezione dedicata a romanzi e racconti pubblicati nell’ultimo biennio, si aggiunge a
quelle di poesia e racconti inediti, già tradizionalmente presenti.
Si tratta di un significativo ampliamento dell’azione di promozione, supporto e
riconoscimento che l’Associazione culturale presieduta da Carlo Postiglione ha
inteso porre in essere a sostegno di quanti, attraverso la pratica della scrittura creativa,
esercitano quella funzione intellettuale irrinunciabile per qualsiasi comunità che
voglia dirsi civile e democratica.
Con la sua più che ventennale attività, tanto la partecipazione al Premio quanto
il raggiungimento dell’ambito riconoscimento hanno costituito stimolo e primo
banco di prova per schiere di letterati desiderosi di coltivare l’arte del racconto e
la passione per la poesia, in dialetto napoletano o in lingua italiana. Si è promossa,
così, la costituzione di un patrimonio ideale di testi attraverso i quali l’Associazione
ha perseguito i propri obiettivi di recupero e rilancio di valori e di tradizioni della
cultura napoletana nel quadro della più ampia comunità nazionale ed europea.
Attraverso l’apertura della nuova sezione dedicata a romanzi e racconti già
pubblicati, l’Associazione Culturale Megaris, oltre che confermare la propria
vocazione originaria, ha inteso accrescere il proprio impegno segnalando autori ed
opere che abbiano saputo distinguersi per la capacità di osservazione, comprensione
e analisi dell’animo umano e/o della realtà che ci circonda.
Un impegno che è al contempo gesto d’amore e atto dovuto nei confronti della
città di Napoli che, a dispetto del proprio tessuto editoriale da sempre asfittico e ora
messo a dura prova dalla congiuntura economica avversa, esprime una straordinaria
quantità di autori ricchi di talento e lucidità intellettuale, anche quando non riescono
ad ottenere l’attenzione delle principali case editrici nazionali.
In questa prima tornata, la Giuria del Premio, presieduta da Carlo Postiglione, si
è avvalsa anche della collaborazione di Maurizio De Giovanni, quale membro
onorario.
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Insieme, alla ricerca dell’eccellenza
La Fondazione AdAstra nasce con lo scopo principale di promuovere iniziative a favore
dei giovani campani di qualità, che si trovano in condizioni di disagio sociale, economico, occupazionale, per premiarne le capacità e favorirne l’inserimento nel mondo del
lavoro. Con le nostre Reti tematiche, diamo impulso e valore ad attività che hanno a proprio fondamento il merito, offrendo riconoscimenti a chi si distingua nel proprio campo.
In breve, promuoviamo e premiamo l’eccellenza negli studi ma anche nelle professioni,
nell’associazionismo, nelle imprese, nelle istituzioni, in tutte le attività, insomma, in cui
la differenza è fatta dalla persona, dal suo impegno, dalle sue motivazioni, dai suoi valori. Le attività della Fondazione trovano il loro momento annuale di sintesi nel Premio
AdAstra, rivolto a giovani laureati e dottori di ricerca campani, che realizzino ricerche,
studi, tesi di laurea con idee e proposte innovative per lo sviluppo sociale, tecnico-scientifico, culturale ed economico della Regione.
La Fondazione AdAstra coltiva l’ambizione di diventare una presenza autorevole nella
nostra regione, un punto di riferimento negli ambiti professionali, culturali, sociali e
istituzionali: per questo creiamo sinergie e partnership con i soggetti più rappresentativi
e prestigiosi della società campana e italiana.
Per questo siamo felici che in occasione della prima edizione del Premio AdAstra nasca
questa collaborazione con l’Associazione Megaris, nota e benemerita istituzione del panorama culturale partenopeo.
Poiché il Premio AdAstra è riservato ai giovani campani che hanno dimostrato eccellenza nei loro studi, la collaborazione con l’Associazione Megaris e con il suo storico
presidente, il prof. Carlo Postiglione, ci consente di dare un ulteriore valore alla nostra
iniziativa. Il nostro Premio si lega infatti ad un evento culturale di grande prestigio e
risonanza, in cui, come in AdAstra, l’eccellenza viene cercata e premiata attraverso l’attribuzione di un riconoscimento importantissimo riservato alle migliori espressioni della
cultura campana e italiana.
Sandro Cardano, Presidente
Lorenzo Fiorito, Direttore
Luciano Lepre, Segretario Generale
Il Comitato Premio AdAstra:
Lorenzo Fiorito, Ciro Fumo, Salvatore Iommelli,
Gerardo Marino, Massimiliano Ritondale
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Sponsor Trofei Megaris
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megarisarte 2014
Comitato Organizzatore Premio Megaris 2014
Carlo Postiglione
Presidente del Premio Megaris
Umberto La Marra
Vice Presidente
Luca Postiglione
Tesoriere
Anna AitaCultura
Maria Angela Del Giudice Segreteria
Alfredo Esposito
Realizzazione grafica
Prof. Angelo Calabrese
Avv. Amedeo Finizio
Ciro Biondi
Prof. Raffaele Messina
Maria Palmieri
Collaboratori
Presidente Settore Letterario e Arti Visive
Ufficio Stampa e Presentazione
Ufficio Stampa Flegrea
Responsabile Opere Edite
Collaborazione grafica testi
Mariella e Tiziana Postiglione Collaborazione alla premiazione
Eugenia La Marra
Collaborazione alla premiazione
Fabio e Vitale Leonardi
Egidio Massa
Avv. Domenico Cundari
Alberto Arrichiello
Lorenza Licenziati
Elaborazione grafica
Responsabile Settore Fotografia
Consulente legale
Lettura Poesie
Conduttrice
Partners:
PEGASO Università Telematica
Ferdinando Buonocore (Capri)
Hyundai Roby Cars - GESCO Gruppo Imprese Sociali
Fiera S. Gennaro Vesuviano - Studio Fotografico Massa
Fondazione AdAstra
Presidenza del Premio:
Via Campegna 5/B - 80125 - Napoli Telefax 081.2392416 - 338.8754534
Sede Associazione:
Vico Strettole delle Fiorentine a Chiaia, 14 - 80122 Napoli
Tel./Fax: 081.662205 - e-mail: [email protected]
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megarisarte 2014
Patrocinio morale di:
Presidenza della Repubblica
Regione Campania
Provincia di Napoli
Comune di Napoli
Automobile Club di Napoli
Coorganizzazione
Ia Municipalità di San Ferdinando, Chiaia e Posillipo
Collaborazione e Sostegno di:
Circolo nautico Posillipo
ACI Napoli
Centro Commerciale Borgo Santa Lucia
Hyundai-Roby Cars S.r.l. - Napoli- Avv. Enrico Marsiglia
Regalsport di Carlo Forte
Associazione IPPOCAMPO
Fondazione AdAstra
M.C.L.
Touring Club Italiano
Time Vision
Salvatore Solla (Borgo dei Marinari)
I.G.E.I. di Rodolfo Rubino
Marcus Editore
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megarisarte 2014
Commissione Premio di Poesia
in lingua italiana e napoletana e di racconti inediti
XXIII edizione Premio Megaris 2014
Presidente
Prof. Angelo Calabrese
Componenti
Prof. Rodolfo Rubino
Dott. Giuseppe Vetromile
Prof.ssa Carmela Politi Cenere
Prof.ssa Grazia Cerino
Segretaria: Anna Aita
Premiati per la Poesia in Lingua Italiana
Amelia Valentini “L’antico trabocco”
1° Classificato
Tina Emiliani “Piccolo diario”
2° Classificato
Katia Vecchiattini
“Ombre nella notte”
3° Classificato
Annamaria Capizzi
“Il Vecchio pescatore e il Gabbiano”3° Class. ex aequo
Menzione di merito:
Letizia Lusito - Verso l’oblio
Clara Avicolli - Si è spento anche il sorriso
Salvatore Cicenia - Colloquio con mia Madre
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megarisarte 2014
Premiati per la Poesia in Lingua Napoletana
Vincenzo Cerasuolo
“Ll’urdema cammenata”
1° Classificato
Salvatore Bova
“Lacreme annascuse”
3° Classificato
Eduardo De Biase
Vittorio Fiorenzano
“‘O sole ‘nfaccia”
“‘A vita e ‘a morte”
2° Classificato
3° Class. ex aequo
Menzione di Merito
Peppino Esposito - ‘A Luggetella
Vincenzo Russo - ‘A voce ‘e ‘ nu canillo
Massimiliano Caputo - ‘A filosofia mia
Premiati per racconti inediti
Chiara Tortorelli “Frullatempo”
1° Classificato
Maria Marmo “Le funambole”
2° Classificato
Roberta Selan
“L’amore non ha colore”
3° Classificato
Menzione di merito:
Piero Gai - Pietà ? Solo una parola
Vittorio Di Ruocco - Le ceneri di Canne
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megarisarte 2014
Commissione Trofei Megaris 2014
Prof. Carlo Postiglione - Presidente Ass. Culturale Megaris
Maestro Umberto La Marra - Vice Presidente
Componenti
Prof. Angelo Calabrese - Critico d’Arte
Dott. Ermanno Corsi - Giornalista
Avv. Amedeo Finizio - Giornalista
Dott. Giuseppe Giorgio - Giornalista
Ciro Biondi - Giornalista
Dott. Ferdinando Buonocore - Presidente ArtGlace
Dott. Sergio D’Angelo - Direttore Gesco
Premiati
ISTITUZIONI
Dott. Elio Pariota
Istituzioni
Dott. Fabio Chiosi
alla carriera
Francesco De Simone
alla carriera
Patrizio Oliva (Sport)
alla carriera
Tina Bonetti (Canto)
alla carriera
Dott. Cesare Mastrocola
imprenditoria Salvatore Di Matteo
imprenditoria Antonio De Martino
imprenditoria Raffaele e Liberato Cuomo
medicinaDott. Fabio Numis
medicina
Dott.ssa Agata Pisano
giornalismo Mirea Flavia Stellato
giornalismo Dott.ssa Giuliana Covella
giornalismo Dott. Giovanni Mattioli
sport
Marzia Davide
teatro
Umberto Bellissimo
spettacolo
Massimo Masiello
canto
Francesca Marini
musica
Gruppo Giulio Iervolino
arti Vincenzo Vavuso
Sociale
Gaetano Di Vaio
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megarisarte 2014
IIa edizione Premio “Gaetano D’Alessio”
Prof. Giuseppe Gabriele
IIIa edizione Premio “Gery Gargiulo”
Fiera di San Gennaro Vesuviano
VIIIa edizione Premio “Roberta Capasso” per il sociale
Prof.ssa Maria Franco
Ia edizione premio “Giovanni Raio”
Prof. Antonio Cristofaro
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Premiati Megaris 2014
Elio Pariota
Istituzioni
Fabio Chiosi
Fabio Numis
Medicina
Istituzioni
Salvatore Di Matteo Giuseppe Gabriele
Imprenditoria
Fiera S. Gennaro V.
Istituzioni
megarisarte 2014
Saggista
Maria Franco Nisida
Sociale
Antonio Cristofaro Umberto Bellissimo
Ospitalità
Teatro
Francesco De Simone Mirea Flavia Stellato Giuliana Covella
Alla Carriera
Giornalismo TV
20
Giornalismo
megarisarte 2014
Premiati Megaris 2014
Patrizio Oliva
Agata Pisano
Alla Carriera
Medicina
Giovanni Mattioli
Gruppo Iervolino
Giornalismo
Vincenzo Vavuso
Arti
Francesca Marini
Canto
Canto
Sociale
Antonio De Martino Massimo Masiello
Musica
Tina Bonetti
Gaetano Di Vaio
Imprenditoria
Raffaele e Liberato Cuomo
Imprenditoria
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Spettacolo
Marzia Davide
Sport
megarisarte 2014
Commissione Premio di Narrativa
(biennio 2012-2013)
Presidente : Prof. Carlo Postiglione
Componenti: Prof.ssa Maria Palmieri - Prof. Raffaele Messina
Segretario: Anna Aita
Partecipanti
ALFANO VINCENZA - L’unica ragione
(Homo Scrivens - Napoli)
D’ALESSIO SONIA - Lascia che sia
(Il mio libro.it- Roma)
GALLI GIOVANNI - Fra cose le più segrete
(Montedit- Milano)
GERLA FRANCESCA - L’isola di pietra
(Homo Scrivens - Napoli)
MAGGIO CARMINE - Le ali della sirena
(G.R.E.E.N - Napoli)
MARIANI VITTORIA - Quattro chiacchiere con Partenope
(Alpha Libri - Napoli)
ORAZIO VANI “ORVAN” - Stella blu
(Europa Edizioni - Napoli )
PARISI RITA - Sabbie mobili
(Butterfly - Napoli)
PETRELLA ANGELO - Pompei, l’incubo e il risveglio
(Rizzoli - Milano)
PRISCO SAGGIOMO ANNELLA - Appuntamento in rosso
(Guida - Napoli)
RAIOLA AURELIO - Sirena. Viaggio umoristico nel ventre di napoli
(Homo Scrivens - Napoli)
RUBINACCI MARIA CARLA - Chi ha raccolto le conchiglie
(LCE Edizioni - Treviso)
VENDITTO SERENA - Aria di neve
(Homo Scrivens - Napoli)
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Premio di Narrativa (biennio 2012-2013)
1° CLASSIFICATO: L’UNICA RAGIONE di Vincenza Alfano
L’unica ragione è un romanzo psicologico denso e coinvolgente, attraverso
il quale l’Autrice ha rivelato la propria capacità di servirsi dello strumento
linguistico per lo scandaglio dei sentimenti, fino a giungere a punte notevoli di
profondità concettuale e intensità drammatica.
Al centro del racconto un trittico di donne legate da un destino di solitudine e
sofferenza: Tanina, figura matriarcale prevaricante e competitiva all’interno di
una famiglia benestante della Napoli degli anni Sessanta; sua figlia Lucia, la
cui autostima è fiaccata dalla madre tanto da generare un autentico squilibrio
mentale; Ines, la figlia di Lucia, chiamata a fare i conti con il trauma dell’abbandono da parte della
madre, che tenta ripetutamente il suicidio, e del padre, che la priva anche delle poche occasioni
d’incontro previste dagli accordi di separazione.
2° CLASSIFICATO: POMPEI di Angelo Petrella
Pompei. L’incubo è il risveglio è romanzo storico rigoroso nella ricostruzione del
contesto e limpido nello stile.
La narrazione, sempre asciutta ed essenziale, immerge il lettore in una vicenda i
cui personaggi, districandosi tra intrighi di potere e passioni amorose, si rivelano
agiti da pulsioni primordiali: il desiderio sessuale, la volontà di dominio, la
vendetta, i legami di sangue.
A fare da sfondo la Pompei romana su cui si addensano i presagi di un tragico
destino. Una Pompei metafora del disfacimento, dietro la quale non è difficile
scorgere la Napoli di oggi.
3° CLASSIFICATO: l’isola di pietra di Francesca Gerla
L’isola di pietra è una coinvolgente storia d’amore e di maternità, elegante
nell’intreccio e curata nello stile.
Sullo sfondo i suggestivi scenari dell’isola di Ventotene dei primi anni Ottanta e
la Napoli dei nostri giorni.
Menzione di Merito
sabbie mobili di Rita Parisi
Per avere affrontato il tema della sterilità femminile e le inquietudini esistenziali ad essa correlate,
con capacità di approfondimento psicologico e di narrazione veloce e coinvolgente.
23
megarisarte 2014
XXIII Edizione del Premio di Poesia in Lingua Italiana
Lingua Napoletana - Narrativa - Anno 2014
PARTECIPANTI
Ghezzo Giulio
Ghirardi Teresa
Granata Giuseppe
Grieco Vincenza
Guglielmi Pasquale
Lusito Letizia
Annunziata Armando
Avicolli Clara
Baldi Massimo
Bello Teresa
Bova Salvatore
Capizzi Anna Maria
Caputo Luigi
Maggio Carmine
Managò Marco
Manzo Valeria
Marmo Maria
Maurillo Savona Riccardo
Matacena Francesca
Mazzarella Anna
Musella Vittorio
Plamenova Petkova
Rocco Raffaella
Russo Vincenzo
Selan Roberta
Terracciano Mario
Tortorelli Chiara
Valentini Amelia
Vecchiattini Katia
Caputo Massimiliano
Cerasuolo Vincenzo
Cerbone Alberto
Cicenia Salvatore
Cirillo Salvatore
De Biase Eduardo
De Simone Caterina
De Rosa Manuela
De Venere Nino
Di Capua Antonietta
Di Ruocco Vittorio
Emiliani Tina
Esposito Peppino
Fiorenzano Vittorio
Fiorito Lucia
Gai Piero
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megarisarte 2014
PREMIO NAZIONALE
MEGARIS 2014
Poesia in Lingua Italiana
XXIII Edizione 2014
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Un sogno
megarisarte 2014
Uomo hai ancora tra le mani un sogno,
uno scrigno di gemme rare
un giardino più intenso e smaltato dell’arcobaleno.
Cime che penetrano il cielo
per rapirne le trasparenze,
boschi odorosi tendono al sole
i loro rami, arabeschi di luci e di ombre.
Praterie sterminate di erbe che danzano al vento
e s’inchinano come in preghiera.
Fiumi sinuosi, mormoreggianti di acque
che portan la vita e laghi incantati
e mari dal grembo pescoso;
ma lo ami tu questo sogno?
Lo culli, lo serbi, lo irrori?
E’ parte della tua vita e di ogni uomo.
Devi lottare, sudare, volere
che tutto non muoia, ridotto in polvere,
perché dovunque possa nascere un fiore
un sorriso, una speranza.
Lusito Letizia (Napoli)
IOLE SECONDULFO
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megarisarte 2014
Donna Virtuosa
Che bella cosa
una donna virtuosa,
radiosa, graziosa,
come una rosa,
odorosa di rosa,
colorata di rosa,
dove il cuore si posa,
riposa, si sposa……..
O mia amorosa morosa,
sopra ogni cosa,
ti desidero a iosa!
MAURILLO Riccardo Savona (Trapani)
MARIO ROMANO
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megarisarte 2014
IL VECCHIO PESCATORE E IL GABBIANO
Un gabbiano sta a pensare
se tuffarsi nell’acqua per pescare
o restarsene sul sasso a sonnecchiare
……..certo……non è più il tempo
di star per ore dietro ad una nave
o volteggiar leggiadro sopra il mare
per poi planare tra le onde chiare
………certo…..non è più il tempo
di migrare coi suoi fratelli verso caldi mari
perché sa che potrebbe non tornare
è troppa la strada da rifare.
Così resta sul molo ad aspettare
che con la barca torni il pescatore
e gli getti qualche pesce da mangiare.
Caro compagno di tante battaglie
di giorni e notti passate sopra il mare
tra pioggia, vento, sole, o temporale,
a districar le reti, ed a pescare.
E’ stanco pure il vecchio pescatore
e non trova più la forza di remare.
Così resta da solo a ricordare
e a rammendar le reti
in riva al mare.
Capizzi Anna Maria (Napoli)
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megarisarte 2014
Il segreto dell’amore
Sospirano ………
voli ansiosi di rondini
inebriate di luce,
i tuoi occhi ridenti di cerbiatta,
i riccioli corvini,
le labbra tumide,
le tue solitarie corse fra gli ulivi.
Prospettano …….
brevi angosce di silenzi,
giochi di meraviglia …..
….. lievitanti d’alba……
in orizzonti di cieli italici,
fremiti introspettivi di smanie
verso teneri accordi d’armonie.
Il tuo segreto d’amore
incorrotto fiore del desio,
……..corteggia………
……..riti effimeri…….
di cromatiche girandole,
invocanti rispondenza……
con il mormorio del mare,
ove svettano gabbiani…….
Nel diaspro vivido dei cirri.
De Venere Nino (Roma)
MARIO GIAMMINELLI
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megarisarte 2014
Rimembranze BAgnolesi (“La pietra”)
Sulla scogliera ove s’infrange il mare
che cinge con dolcezza la scogliera
la “Pietra” dà l’addio ai pescatori
stanchi di lunghe attese traditori!
I gabbiani volteggiano maestosi
e recano messaggi assai gioiosi;
“ tu “ con la calura agostana,
civetti coi bagnanti, a tutto spiano!
Quando poi la luna il mare argenta,
e di stelle ne è pieno il firmamento,
ci fai sognar se fatti lieti, belli,
allietin noi e i nostri “trastulli”!
Ci vediamo poi, sostare trasognati,
su una terrazza enorme, spalancata
sul sottostante mare – “sconfinato”.
Allora i nostri sogni – “placati”- sembrano accontentati!
Terracciano Mario (Napoli)
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megarisarte 2014
Ridatemi un sogno
E che sia forte
per sollevarmi dal profondo
curando lividi e ferite.
Che sia dolce
per cullarmi e accarezzarmi
come solo una madre sa fare.
Che sia tiranno
perché possa governare
prepotente i miei pensieri.
Ridatemi un sogno
che sappia perdonare.
Per accogliermi di nuovo
tra le sue braccia
dopo il mio delirante
e stanco peregrinare.
MATACENA Francesca (Napoli)
CONCETTA MARROCOLI
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megarisarte 2014
Extracomunitario
Potrò mai guardarti negli occhi
quegli occhi bagnati di lacrime?
Avrei dovuto aprirti la mia casa
come ad un fratello
E invece…
Ti ho scacciato come bestia immonda
Ti ho negato un pezzo di pane
mentre imploravi
Tu, tu cercavi solo libertà
ed io ti ho rinchiuso in un infame tugurio.
Chiedevi lavoro, offrivi solo il sudore
della tua fronte rugosa
Ed io ancora ti ho respinto
e a quel bambino dal corpo
squassato dai singhiozzi che
mendicava... niente... un sorso d’acqua
con labbra riarse di sete
ho chiuso anche le porte del mio cuore.
E ora come potrò chiamarti ancora...
... fratello...
Io che ancora dico a tutti di credere in Cristo
e ancora una volta ti ho condannato
all’infamia della croce?
Come potrò parlare ancora d’amore
Io che non conosco amore?
Potrò ancora guardare negli occhi di mio figlio?
No... tu non potrai mai
più volermi del bene
Perdonami... Straniero!
MAGGIO Carmine (Napoli)
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megarisarte 2014
Disillusioni
Resto gelato dall’avverso tempo.
Non posso più tacere sul passato.
Voglio gridare a tutti i miei pensieri
e liberar le sacche dai ricordi.
Resto in attesa d’una luce vera,
che possa illuminare il mio cammino
onde scacciare i demoni del buio
per avviarmi all’agognata meta.
Resto, poi, totalmente sconcertato,
se guardo le brutture della vita.
Devo ignorarle e far finta di niente,
se voglio che non muoia la mente mia.
Resto sorpreso, e ciò non me lo spiego,
perché le sensazioni, ora assenti,
non servono a riempire questo cuore,
che palpita di gran malinconia.
Resto da questa realtà sconvolto,
là dove si vorrebbe che sgorgasse,
il sangue vivo della nuda terra
per saziare famelici avvoltoi.
Resto allibito ed anche addolorato
in una società dove s’inneggia,
all’egoismo ed all’indifferenza,
verso chi soffre e chi manca del tutto.
Resto turbato… fino a lacrimare,
nel vedermi in un mondo senza amore!
BOVA Salvatore (Quarto - NA)
foto di: alba lupo
33
Crepuscoli
megarisarte 2014
Parole non pronunciate
in un silenzio
di malinconici sguardi
che trasudano di ricordi
e timori per il domani.
Si rincorrono ogni giorno
nascosti nella mente
e ad una contenuta
voglia di pianto.
Solitudini inconfessate
del crepuscolo della vita
quando l’amore per l’altro
è nutrimento quotidiano
è il calore del sole,
il profumo del pane
e una dolcissima, insostituibile,
silenziosa compagnia
AVICOLLI Clara (Napoli)
Giallo d’autunno
Dell’olmo ingiallito che al vento si piega
restano foglie accartocciate, pigre.
A dire dell’autunno la dolcezza
sparuti uccelli di cova
sostano su rami nudi,
un pettirosso canta
accecato dall’estate che fu
io provo a ricordare primavere
in fuga e dondolii:
a quadrifoglio raccolgo sussurri
ultimo sole filtra da sparuti rami: tepore
buono io fermo e nuvole future.
MARMO Maria (Napoli)
34
megarisarte 2014
Tenda
Nella strada deserta
un soldato smarrito
disteso sulla polvere
passa in rassegna le persone andate.
Non scende il velo dell’oblìo
sul tempo passato
come una corda
s’abbatte sul petto.
Mutilata nel seno
e il sangue nel ventre
corre una donna
in cerca del nulla.
Anche un barbone
tra un bar diroccato
e un cumulo immondo
ha perso la strada.
Geme la nottola
tra i vecchi sepolcri scoperchiati
avanza un raggio di luce
tra i corpi straziati.
Abbassati i grattacieli
spenti i computer
in pianura è alzata una tenda
sulla collina è fissata una croce.
CICENIA Salvatore (Salerno)
CRISTIANO VERDE
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megarisarte 2014
Lacrime di parole
La vita, dono offerto dal buon Dio,
splende per chi, sognando il paradiso,
ne apprezza gioie e palpiti in desio
che fanno piangere con un sorriso.
Se lacrima si versa e riga il viso,
dice che stai soffrendo o sei felice,
tu che dei sentimenti sei geloso
l’occhio non puoi celar per quel che dice.
Chi piange ti può dir tante parole
che toccano chi solo le riceve
e intende l’anima che ride o duole
quando il cammino si fa lieve o greve.
La lacrima ti fa apparir bambino.
La lacrima trasmette un’emozione.
La lacrima significa dolore
e parla con la voce d’ogni cuore.
FIORENZANO Vittorio (Napoli)
foto di: Sofia Barricelli
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megarisarte 2014
Nudità dell’anima
Gente cammina stanca nei pensieri obliqui
nascondendo nell’intimo essenze e profumi che svaniscono di giorno e fioriscono di notte;
come gelsomini e rossi papaveri
che il destino travolge e scolora,
ama e odia;
senza vie di mezzo.
Il corpo racchiude l’anima e la stringe soffocandola;
sarebbe bello quel giorno
di settembre o di Natale
o un qualsiasi anonimo altro giorno
che fosse l’anima a racchiudere quel corpo ossessivo
e dileggiantesvestendolo di gabbie ed orpelli che semplicemente
opprimono
confondono
annientano.
Fino a farci perdere il più grande dono:
la nudità dell’anima.
BALDI Massimo (Marino - RO)
foto di: concetta marrocoli
37
megarisarte 2014
Occhi bruciati si accendono
Bizzarre ali volteggiano
in una manciata di cielo
quasi proibite memorie
che si nascondono in vuoti
labirinti d’affanno
a cercare corridoi di emozioni
in scaglie di incredule speranze.
Occhi bruciati si accendono
evocando labbra o mani
e volti alla deriva e si consumano
in un’ultima fiamma, inghiottiti
dalle ombre di sogni pietrificati
sui viali deserti della nostalgia
aggrappati a schegge di rimpianto.
Sogni appannati, intriganti
che si spogliano e affondano
nel legno della notte
rincorrendosi lungo i muri
e si consumano senza più canto
come passi cancellati tra cocci
di parole a cogliere l’addio.
GHEZZO Giulio Dario (Venezia)
foto di: Sofia Barricelli
38
megarisarte 2014
Oggetti in pelle
Hanno la pelle gli oggetti
uno strato superficiale umano
pelle grezza, pelle di seta, pelle macchiata
pelle che percepisce al tatto,
pelle stupenda, custodia perfetta, pelle levigata.
Può essere una scusa alternativa
fare finta di non sapere che gli oggetti
sono custodi di anime vere,
una valida scusa per fare quello che ci pare
insensibili alla loro fragilità altrettanto reale.
Scamosciarli - sintomo di vuoti e rimorsi,
bere le loro lacrime in pochi sorsi
causa una forma indolente
di nessun rimpianto, sensibilità assente.
Si frammenta la coscienza, macchie di vuoto
volti corrugati sparsi qua e la,
tormentate anime, pelle strappata
di oggetti molestati, non appartenenti più a nessuna vita.
Fa così la società insoddisfatta,
lo sfruttamento è diventato parte integrante delle sue abitudini
usa, getta, svuota, sfregia nel delirio allietata
tormentata dalle sue inquietudini.
PLAMENOVA PETKOVA Silviya (Varna - Bulgaria)
39
Piccolo diario
megarisarte 2014
Peccato non aver tenuto scritto ordinato
del lungo cammino tra i campi toscani
con l’erba a volte oltre lo sguardo
e il caldo afoso che rallentava i passi
questo vizio mio di voler tenere
sempre tutto dentro compresso
così che tanto alla fine sfugge
e poco nella memoria fa sedimento
come non ricordar suor Maddalena
giovane ancora, tonda, serena,
che aprì l’uscio con la testa nuda
del suo grigio convento di clausura
e col sorriso in mano ci fornì d’ogni conforto
era S. Gimignano quella volta dalle vecchie torri
e a S. Miniato quel piccolo frate dallo sguardo liso
che aveva sogno di decifrar scritture in ombra
ci chiese di aiutarlo a ritrovare documenti antichi
non lo facemmo mai per fede troppo scarsa
e rimorso ogni tanto ancora sento
unica macchia di quel cammino lento,
e quando lungo la via verso Gambassi,
incontrammo una piscina al posto del sentiero
e l’acqua da bere che chiedemmo ci fu tosto negata
ma più oltre asilo ci fu dato, sotto una pergola gaudente
da un vecchio contadino che ci offrì con garbo
il tanto che aveva - passano sempre di qui i pellegrini - disse cosa vi spinge a tanta fatica?
Rifare i passi dei viandanti antichi,
mirar natura e ritrovar la pace,
assaporarla fino allo sfinimento
che l’anima libera da pustole fetenti.
Quando quei giorni tornano alla mente
e lo sguardo ricorda la bellezza
una luce si accende di ritrovata aurora
e voglia sale di camminare ancora.
EMILIANI Tina (Roma)
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megarisarte 2014
Fossi io...
Fossi io un piccolo gabbiano,
che dorme sulla spuma delle onde.
Poi gioca e la trasporta lontano
mentre il Sole nell’acqua riscende.
Non conosco di lui alcuna dimora,
dove plana, cresce e trova riposo.
So che aspetta felice il sorger l’aurora,
per aprire sull’acqua le ali, sinuoso!
Potessi anch’io esser sempre adagiata
su una fresca, calma, brezza di pace.
Ma il crudo destino mi ha martoriata,
a seguire del volo “un brutale rapace”!!!
DI CAPUA Antonietta (Pompei - NA)
MARIO ROMANO
41
Tempo che passi
megarisarte 2014
Quando siamo avanti
con gli anni,
senza illusioni né inganni,
è difficile nascondere
gli affanni presenti e passati
dei nostri malanni.
Tempo, tempo che passi
con malinconia,
fammi vincere la monotonia,
perché lenti e... fugaci
avanzano gli anni,
e mi par che muta e silente
si spegne la vita mia.
Della mia bella gioventù,
sfiorita piano piano,
resta solo un ricordo lontano,
gli anni veloci
volati troppo in fretta
senza aver dato retta
a chi voleva amarmi
in maniera perfetta.
DE SIMONE Caterina (Pozzuoli - NA)
foto di: alba lupo
42
megarisarte 2014
L’orchidea
Guardo nel tempo
segni che m’hai lasciato dentro.
Seguo con lo sguardo l’orizzonte
di fronte il mare,
il mio amare.
Tocco confini, supero distanze
riscopro l’essenza dell’esser te in me coscienza
occhio che guarda tra il suo dire ed il suo fare
l’andare e il ritornare.
Io per trattenere afferrare, cullare briciole d’amore in ogni
dove oltre le tue parole.
Parole d’amore stampate sul cuore,
immagini indelebili di quel che non va via
e si fa melodia.
Tu oltre nella vita mia a seguire da uno sguardo l’idea
come un fiore, un’orchidea colora: tu.
DE ROSA Manuela (Napoli)
foto di: cristiano verde
43
Il dubbio
megarisarte 2014
Parola lacunosa
come fermare questa inquietudine
che mi dilania il cuore.
Il dubbio
La mia mente è pervasa da forti emozioni
gioire, morire, vivere.
ll dubbio
Stillicidio dell’anima
inafferrabile incertezza.
Il dubbio
La vita e la morte
FIORITO Lucia Napoli)
44
VITTORIO MUSELLA
megarisarte 2014
Parole al vento
Non temo questo silenzio
Non temo questo silenzio.
è un silenzio vivente
come quello
del fondo del mare
ricco di vita
e guizzi felici.
Non è un silenzio di morte
deprimente ed oppressivo
che porta tristezza.
L’amore,
sorgente di gioia,
forse ha bisogno
di silenzi
prima di esplodere
in tutta la sua bellezza
e penetrare nel cuore
come un raggio di luce
dopo la notte.
GUGLIELMI Pasquale (Napoli)
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CRISTIANO VERDE
megarisarte 2014
L’antico trabocco
Girava lento
il sonoro argano di legno
sotto la spinta paziente
del vecchio pescatore,
scalzo e sicuro sul ruvido assito.
Lenta affiorava la rete,
immensa ai miei occhi di bambina,
incantata dal guizzo scintillante
della viva preda, racchiusa
nel fondo inesorabile.
Era il tempo beato delle fate:
tra gli scogli anneriti
danzava il verde cupo dell’anguria,
dono ospitale, immerso
nella fresca corrente e dal pontile
il richiamo del mare
era carezza ai sogni di avventura.
Ora l’argano tace.
Il vecchio getta la rete tra le stelle
nell’eterno silenzio
e l’antico trabocco, ombrato
di salsedine e malinconia
attende solitario
che nuova mano schiuda
la rugginosa porta e sciolga alfine
la pesante catena del suo sonno.
VALENTINI Amelia (Pescara)
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megarisarte 2014
Bentornata, primavera
Petali di luci
accendono il mattino,
il primo sole
bussa, discreto,
su piangenti vetri
di sonnacchiose finestre
che, vigili sentinelle,
proteggono
ultimi frammenti di sogni.
L’erbosa pianura
civettuola, fa toilette,
un invisibile pennello pettina,
con colori d’arcobaleno
i variopinti fiori di campo.
un leggero refolo
sostiene pigre ali.
Lassù, sulla montagna,
fragole vermiglie
attendono di essere raccolte
per regalare, a valle,
il sapore dei loro baci.
Mormora il ruscello
che rotola e va via.
Bentornata, primavera,
tu, dono del Creato:
eterna poesia.
DE BIASE Eduardo (Napoli)
CONCETTA BIANCO
47
Sopravvivrò
Sopravvivrò ai cimiteri dell’odio,
ai dissacrati valori dal cinico vento,
che infrange e sferza con la sua forza,
ed ai pantani e fosse aride d’affetto.
Sopravvivrò ai miraggi e alle chimere,
alla violenza delle tristi pagine,
che aggrediscono la pace degli eventi
in pèlago d’impegni e gravi piaghe.
Sopravvivrò al dolore sperimentato
senza serrare gli occhi e il cuore,
ed ammirando poi magnificenze
mi rinforzerò in commosse vibrazioni.
Sopravvivrò con la voce poetica
nei passaggi più belli d’arte e speranza,
saziando l’anima e la mente
sopra gli insiemi disintegrati.
Sopravvivrò nel cerchio di bellezza
di una realtà nostalgica o di gioia,
in capisaldi del giusto vivere
con le ali nell’avventurosa sorte.
GRANATA Giuseppe (Napoli)
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megarisarte 2014
megarisarte 2014
Sabbia rovente
Ho scritto sulla spiaggia dell’amore questo piccolo pensiero per illuminare
il tuo animo buio, io poeta, ho il dovere di musicare le parole;
e la mia bianca nave va sul mar, onde immense d’immenso,
indi proteso verso l’ignoto sogno d’un esaltante eterea eternità.
Le continue mareggiate mi hanno travolto,
il cuore ho navigato: il mio e il tuo, infinito più dell’oceano.
Nel tempo che vola, i pensieri senza trucco librano come la luce.
Scortato da una romantica chitarra fautrice di suadenti armonie
l’amore primordiale s’affaccia sui cristalli dell’anima
ove riflette la genuinità dell’inedita purezza.
E nella mente prende forma l’utopia d’un intenso profumo
che nell’aria sensualmente aleggia
come il fragoroso sapore di pungolati sensi.
Tante domande devono trovare risposta alla mia mente
prima che io scopra il tuo gioco;
tuo verbo: l’avventura, tua effigie: il mare.
Come la tigre, tutti i pensieri dell’anima ho battuto.
Con te occhieggiava la luna, ma sul carro di fuoco,
correndo per il cielo, rapendo l’azzurro che cela la tua identità,
vò spargendo al vento i miei sogni come petalo di rosa.
... Ed io ti accompagnerò alla loro soglia, dove ti lascerò al sole della vita.
E poi la solitudine s’abbatterà come un uragano
cercando di sottrarre i piaceri del cuore.
Ma saltando sulla devota piattaforma dei ricordi
rinascerà l’intimità dell’avventura
vissuta tra lo sciabordio di esaltanti carezze...
CERBONE Alberto (Casoria - NA)
49
Màsca
Mentre la luce d’una nuova alba
schiaffeggia la vista,
l’essere,
di nuovo prigioniero,
viene incatenato
in ferruginea devastazione.
Cala l’ambrata maschera
di caldo liquido nero,
mentre la pioggia scorre
tra le mani intrecciate
alla musica.
Immagini,
immagini deformate
e ricostruite dalla mente
nei volti riflessi
nel candido bianco perduto.
Ferite senza respiro
raggiano arrossite,
immergendosi
nell’orecchio tremante.
Senza più occhi,
pennelli d’eterno mutismo
abbracciano e nascondono il corpo.
Abbandonato e rinchiuso
se ne sta, nella penombra, il pianto.
Il cielo si spegne
tra le morbide mani del poeta.
MANZO Valeria (Napoli)
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megarisarte 2014
megarisarte 2014
Ombre nella notte
Mi sono arrotolata nel lenzuolo delle tue parole
che ancora profumava di te
mi vestivo del tuo odore
mentre inerme
le tue mani ancora intracciavano giochi
sulla mia pelle.
Sul morbido cuscino erano appoggiate le tue labbra
come conchiglie a riposo sulla spiaggia:
le ho raccolte per ascoltarne il rumore
quello delle anime perse in tempesta
senza porto sicuro.
Ora spengo la luce
tentando di ritrovare
nelle ombre della notte
quel conforto di amanti clandestini
che fragili si addormentano l’una nell’altro
... ignari... del tempo
in un unico sogno chiamato amore.
VECCHIATTINI Katia (Codigoro - FE)
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megarisarte 2014
Vittorio Adelfi
Giuseppe Annunziata
n.o.v.a. italia onlus
N.O.V.A. Italia Onlus in occasione della XXIII edizione del Premio Nazionale Megaris
2014, ha inteso partecipare a questa importante e lodevole manifestazione, che ha nel
suo DNA, quello di premiare le eccellenze che si distinguono sul piano nazionale e
internazionale, perseguendo essa, da tempo, gli stessi principi ispiratori, della presente
manifestazione culturale. Per questo motivo, la nostra Associazione spera di percorrere
un lungo cammino, condiviso con la stessa Associazione.
LE FINALITà DI N.O.V.A. ITALIA ONLUS ASSOCIAZIONE NAZIONALE
Essa è un’associazione autonoma e pluralista, che promuove cultura, socialità e solidarietà attraverso la ricerca e/o pratica della partecipazione; promuove il libero associazionismo dei cittadini, per favorire una articolata dialettica della democrazia. n.o.v.a.
Italia onlus, promuove il radicamento di questi valori attraverso il proprio impegno sul
territorio sulle tematiche dell’ ambiente, della protezione civile, identità locali, dell’arte,
della cultura, della musica, della gastronomia, dell’enologia, dello spettacolo, esprimendo un sistema complesso di attività di utilità sociale di promozione sociale, umana e
civile, rivolte ai soci e alla collettività.
N.O.V.A Italia Onlus è attenta a tutte le problematiche rivolte alla persona, ed offre, tra
l’altro, particolari servizi di Formazione e ricerca legata all’utilizzo delle nuove tecnologie , non ultime quelle relative ai veicoli a pilotaggio remoto UAV, comunemente
chiamati A.P.R. (Droni) con la sua unità di eccellenza che è la“sezione droni”. Tale attività viene posta in essere, sia in totale autonomia che in partnership con l’ Associazione
C.I.F.I.T. capitanata dal presidente Giuseppe Di Somma, non ché con Enti, Fondazioni,
Università ed Istituti scolastici.
Sede Nazionale: Napoli, Via Orazio petruccelli,12 - 801256 - tel. 3281195087
Sede Operativa: Centro Direzionale isola E 1. Napoli (NA) 80143
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Info: Vittorio Adelfi Presidente: 3346653020 - 3281195087
Vice Presidente Giuseppe Annunziata
52
megarisarte 2014
Via Nazario Sauro, 30/31 - Napoli - Tel. 081.7649384 - www.robycars.it
Siamo un gruppo di imprese sociali costituitosi nel 1991. Svolgiamo attività imprenditoriali con
rilevanza pubblica, fornendo beni, servizi e occasioni di lavoro senza perseguire fini di lucro.
Riuniamo oggi 41 imprese sociali; contiamo circa 1000 soci e impieghiamo 3mila lavoratori.
Collaboriamo con 120 enti pubblici (amministrazioni comunali, provinciali e regionali, ambiti
territoriali, aziende sanitarie, università e centri di ricerca) e con oltre 300 organizzazioni sociali.
Siamo attivi nei settori dei servizi sociali, socio-sanitari ed educativi, della formazione, dell’editoria, della comunicazione, della ristorazione, del consumo critico e dell’innovazione con il marchio
Farepiù. Gestiamo comunità e case di accoglienza per anziani, persone disabili e minori; asili
nido; servizi di assistenza domiciliare, di riabilitazione, di animazione, di educativa territoriale,
di mediazione, di inserimento lavorativo, di riduzione del danno, di strada, di pronto intervento.
Offriamo consulenza e sostegno per la progettazione sociale e la creazione di imprese no profit.
www.gescosociale.it
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megarisarte 2014
Associazione Culturale Megaris
Ente Culturale di Rilievo Regionale
PREMIO NAZIONALE
MEGARIS 2014
Poesia in Lingua Napoletana
XXIII Edizione 2014
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megarisarte 2014
‘A luggetella
Na luggetella, tutta piante e ciure
urdemo piano, via Salvator Rosa
‘o sole in abbondanza, e, che culure
e che profumo ‘e menta, ‘e malvarosa
pe nce’arrivà n’impresa, nun vò dico
na scala longa ca nun ferneva maie
però, arrivate ‘ncopp (benedico)
llà ffore te scurdave tutte ‘e guaie.
Papà se nnammuraie, ‘e chesta casarella
tre stanze cu cucina, suppigno, e luggetella
cu nu ciardino e spalle, ‘e ‘o panoramo annanza
a vierno ce scurreva, acqua pe tutte ‘e stanze
ma senza maie fa storie cu pentole e vacili
passava ‘o tiempo brutto,
e t’arrivava abbrile.
Rondini, e cielo azzurro
nuie guagliune a pazzià
facenno mille guaie,
e mamma a ce alluccà
“basta” c’ho ddico a patete
e nuie a cuffià
e chella puverella
a faccia a se scappà.
Ncopp’ ‘a sta luggetella
passate so’ e staggione
ma c’è rimasto ‘o core
‘o core mio ‘e guaglione
che iuorne chine ‘e sole
oppure friddo e neve
cu nu grillaggio n’fiore
CONCETTA BIANCO
e ‘a giuventù int’ ‘e vvene.
ESPOSITO Giuseppe (Napoli)
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megarisarte 2014
‘A terra d’ ‘o ffuoco
Quanta munnezza ca t’hanno purtato
terra d’ammore e chien’ ‘e sofferenza,
comm’a ‘na mamma tu te l’he pigliata
e dint’ ‘o core ha perzo ogne speranza.
T’hanno ferita a morte chianu chiano
e tanta figlie tuoie stanno atterrate,
‘stu ffuoco eterno viene da Milano
addò se taglia ‘a nebbia a curtellate.
Quanta nennille ca nun hanno pace
sò piccerille e già sò arruvinate,
sò comm’a Cristo ca ‘nchiuvate ‘ncroce
vuless ‘ncopp’ ‘o munno tanta frate.
Pure ‘stu sole nun dà cchiù calore
e respirammo ‘st’aria avvelenata,
io ogne tanto parlo c’ ‘o Signore...
‘e muorte se ne contano a mappate.
‘Stu mal’affare è triste overamente
fermate ‘sta schifezza pe’ favore,
‘sta vita nosta vale meno ‘e niente
si ‘ncopp’ ‘o fuosso sponta ‘n’atu sciore.
RUSSO Vincenzo (Napoli)
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megarisarte 2014
Luna Rossa
Che caldo fa stasera, nun ce resiste
e p’arapì ‘o balcone corre
pe m’affaccià ‘a ringhiera, na ventecata
d’aria fresca me rienghie ‘e pulmone.
A serata è limpida, me guardo ‘o cielo.
Dio che veco o stò sbaglianno?
No luna tu, te staje facenne rossa rossa
pe vergogna comme dice na canzona?
Ce penze; aggio capito, e ciaje ragiona!
Stu munno ce fa scuorne: che vergogna!
Forze staje penzanne quanno cu chella
faccella d’alleria, mannave ‘e raggie tuoje
n’coppe ‘o mare blù, c’addiventave argiente.
Cu ‘o silenzio……. luntane, na musica doce
e nu poco appassionata, t’allummave.
Nasceve accussì n’ammore,
cu ‘e sentimente dinte ‘o core!
Oggi è tutto nata cosa.
Subbeto o desiderio, a prepotenza, na pazzia,
e tutto fernesce senza nu mutivo.
E vvote, all’improvviso arrive
n’odio e n’assassinio!
Annunziata Armando
(Cecina - LI)
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megarisarte 2014
S’io nasco n’ata vota
S’io nasco n’ata vota;
e fosse overo!
Nun faccio tanta storie
ma sulo ‘nu pensiero.
S’io nasco nata vota;
‘o ssaye che faccio?
O munno nun ‘o guardo
manco n’faccia!
S’io nasco n’ata vota,
embè me cride,
me fermo dint’a meglia ggiuventù
‘o ssaye pecchè?
Aspetto n’ata vota
ca nasce pure tu!
Musella Vittorio (Napoli)
VITTORIO MUSELLA
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megarisarte 2014
Curaggio (a mia figlia Gaby)
Vurria, propete tanto,
‘e te vedè cuntenta
cummira allora, quanno
nu poco santarella, trepidante,
diciste, a me e a Bianca ammagliechianno:
“sapite songo n’cinta”.
All’intrasatto, era accussì sereno,
‘o cielo s’è scurito in un baleno;
‘e nuvole se songo accravaccate
po’ ‘a tempesta s’è scatenata
e ppò comme succede, è naturale,
pure a trupea s’è acquietata,
e ‘o cielo, azzurro, è riturnato!
Curaggio figlia mia, sta piccerélla
te darà forza e tutto passarrà -
abbracci, vase, carezze e ammore,
saranno tutte pe chistu tesoro,
e avirraraje azzicco a zezzenella
crescere sana, priata e bella.
Ppò ‘o tiempo è vulato:
“ ‘a piccerella è nata”
- tanta alleria c’è stata!
terracciano Mario(Napoli)
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foto di: cristiano verde
megarisarte 2014
‘A pasta arruscata
‘A séra che fèsta
se facéva attuòrn â tàvula
quanno mammà purtava
‘a tièlla ‘e ramma anneruta
A fùria ‘e fa’ pasta arruscata.
A nuje figlie ca èremo cinche
e tutte cu nu buòn appetito
èra difficele a ce sazià
còmm ‘a chill’aucelluzze
ca se mòveno e allùccheno ‘int’ ‘o nido
quanno véreno ‘e turnà ‘a mamma
cu ‘e vermezzulle ‘mmòcca.
Pe nuje era sèmpe na fèsta
quanno se spartéva
‘a pasta scarfata ‘e miezijuorno,
e po’ ce stéva ‘a famma,
ca ‘a facéva addeventà chiù sapurita,
e tutte quante dòppo ‘a scarpètta
lasciàvemo ‘e piatte chiù pulite ‘e primma.
CIRILLO Salvatore (Napoli)
foto di: francesco sensale
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megarisarte 2014
‘Nù suonno
N’angul’e muro vulesse,
n’angul’e muro pe’ m’annasconnere a te,
n’angulo addò a luce nunn’arrivasse,
addò ‘o silenzio mme’ facesse compagnia,
addò ‘o core nun suffresse
pe’ sstà frennesia...
Ma comme ‘e bello a ‘tte vuardà
e senti’ e’mmane ca’ mme tremmano
pe ‘cchella smania ca’ tenene e t’accarezza’.
No, dint’a n’angulo e muro
aggià campà,
addò ‘o sole pe’ dispiette
‘e chist’ammore,
gira ‘a faccia pe’ nun c’arrivà.
Ma ‘a notte, quann’jesce ‘a luna
Io ll’addimann’ a’ dint’a stu spigul’ ‘e muro:
famme nu’ poc’ ‘e luce almeno tu,
ognittante, però m’arraccumanne,
chianu, chianu, pecchè ‘nisciuno
addà capì, ca mmiez’ a’ sta via
dint’ a’ n’angulo ‘nce sta
na creatura ca’ chiagne lacreme amare.
Sulo pecchè stong’ o’ posto sbagliato,
tu, m’e già cundannate.
CERBONE Alberto (Napoli)
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‘O sole ‘nfaccia
megarisarte 2014
Fora a ‘sta luggetella chiena ‘e sole
cacciano ‘a capa ‘a dint’ ‘e teste, ‘e rose,
songhe schiuppate primule e viole,
quanta prufume ‘e sciure, dint’ ‘e case!
Nu passariéllo magna ‘a mullechella,
nu geranio, squarcione, arape ‘o musso,
ll’ellera s’attacca cu’ ‘a manélla,
nu papagno, scurnuso, se fa russo!
Pazzéa ‘o piccerillo, miez’annuro,
tu canti e spanne ‘e panne d’ ‘a culàta,
stienne ‘na mutandella, ‘o fasciaturo,
sott’uocchie ce facimme ‘na guardata!
Pò m’avvicino, mme daje nu vasillo;
aspetto ‘stu mumento ‘a ‘na semmana...
appiso ô crocco, canta nu cardillo,
e miezu juorno, sona ‘na campana!
E doce comm’a fravula ‘e muntagna
‘sta vocca, io t’astrégno int’ ‘a sti braccia,
fora a ‘sta lòggia, pare ‘e stà ‘ncampagna,
‘o sole d’oro, m’accarezza ‘a faccia!
DE BIASE Eduardo (Napoli)
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CLAUDIO SCARANO
megarisarte 2014
‘O surriso ‘e Napule
Nu’ surriso cagn’ ‘a vita!
Nu’ surriso dòce dà mamma
tè conzuola è acconcia
ògnè malanno.
‘Nmiez’ ‘a via nù pezzente
stenn’ ‘a mano pe’ campà
tremma... ‘o friddo l’arravoglia
ma ‘a ggente è chiéna ‘e penziere suoje
nun se addone cà bastasse
nu’ surriso pe’ scarfà!
‘Ncopp’ ‘a stù munno
cé stà surtanto ‘nfamità,
arraggia è amarezza
arregnano ògné gghiuorno.
‘A ggente, nà vota...
se capeva cù nù sguardo
è cù nù surriso se scurdava
ògne pena è malasciorta
é dòce addiventava ‘o sapore amaro d’a vita.
Té scetava à voc’ ‘allera
d’e vennitori, ca se spanneva
pe’ dint’ ‘e viche
‘e chiacchiere d’ ‘e ccummarelle friccicarelle
ca affacciate ‘e fenestelle
s’auguravano... ‘o buongiorno!
‘A sera, pure ‘a luna arrecriata
cunnuliava doce, doce ‘e vvarchetelle
e ‘ncoppa ‘a chella striscia ‘e mare
‘nzieme a voce d’e pescatori... scumpareva.
Napule mia, guard’annanze...
sciuoglie stù silenzio rinto ‘o core
de figli tuoje...
‘ncoppa ‘a stù scenario dà vita
dacce ancora ‘a voce toja... cù nù surriso!
ROCCO Raffaela (Volla - NA)
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L’urdeme saluto
megarisarte 2014
Uocchie chiuse, labbra ‘nserrate,
a faccia mia vicino a toja,
pe’ te fa sentere ‘o calore ‘e chist’ammore
ca te sta accumpagnanno
verso ‘na via nova,
nu cammino senza e me.
Quanta vote me chiammato
cu parole doce e d’ammore,
m’aggio ‘mparato a vulè bbene ‘o nomme mio
comme ‘o dicivo tu.
Mo ‘o tengo dinto ‘e rrecchie,
è quasi nu’ suspiro…..ma non d’ammore,
me staje cercanno aiuto,
ca nun te pozzo dà,
te faccio ‘na carezza
pe’ cummiglià ‘o strazio e stu mumento
‘o strazio e ll’impotenza...
... po’ ancora ‘a nomme mio...
M’ ‘o voglio arricurdà
comme ‘a nu saluto doce,
cu ‘a tenerezza e cu ‘a cumplicità,
ca manco ‘a Morte
me po’ cancellà.
GHIRARDI Maria Teresa (Napoli)
foto di: CONCETTA MARROCOLI
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megarisarte 2014
Barbò (barbone)
Te ne vai sulo
giranno p’ ‘a città
cu’ ‘sta mappata
ca so’ ‘e ricchezze toje.
Cirche dint’ ‘e bbidune d’ ‘a munnezza
notte e juorno
Te firme, puose ‘a mappata e scave;
Cu ‘na smania perversa
‘e vulè ritruvà coccosa persa:
infanzia, giuventù, casa, famiglia
n’amicizia, n’affetto, ‘na durcezza;
a cirche dint’ ‘o funno
‘e ‘na butteglia vacante.
Poche gocce ‘a vvote
te fa ricurdà ‘o sapore
‘e cose passate;
‘e cose antiche perdute,
ca int’ ‘e cervelle toje
so rimaste tale e quale.
Po’ t’aize ‘a mappata
e te ne vaie.
CAPUTO Luigi (Napoli)
MICHELE MATINO
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‘A filosofia mia
I’ nun songo maje scontento
‘a filosofia ca tengo,
veramente è tutt’ ‘a mia.
E nun me scuraggio maje,
pecchè ‘a vita è nu passaggio,
e campanno ‘int’ a ‘stu raggio,
nun t’ ‘e perdere ‘e curaggio,
c’ ‘o surriso l’hé affruntà.
Si se rompe ‘o scaldabagno,
cu’ diec’ann’ ‘e garanzia?
Isso è muorto, invece i’ no.
Tu ce pienze bella mia!
Si se rompe ‘a lavatrice
so’ cuntento, so’ felice,
ca pur’essa se ne gghiuta,
invece io sto ancora ccà.
Grazie a Dio accussì so’ fatto
e nun me voglio cagnà,
ca cu’ ‘sta filosofia,
i’ cient’anne haggia campà.
Si m’appicceco cu tte,
sò felice, saie pecchè?
Sto nu poco chiù cuieto,
nun te sento, nun te veco,
addevento sordomuto,
comme avesse fatt’ ‘o vuto
‘e campà, ‘na vita a’ Santo
accussì songo cuntento.
E chest’è ‘a filosofia,
pure si haggio raggione io,
faccio finta c’aggio tuorto
tanto, pe’ filosofeggià!
CAPUTO Massimiliano (Pozzuoli - NA)
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megarisarte 2014
megarisarte 2014
Sirena d’ ‘o mare
‘A notte ‘a luna d’argiento
se sposa cu l’onne
e stu posto ‘ncantato
‘o profume d’ ‘o mare
saglio int ‘o cielo
ca fricceca ‘e stelle
po’ quanno ‘o sole sponta
cu ‘e ragge cchiù fine
nasceno ‘e sirene
sirena comme ‘a ttè
sirena ammaliatrice
uocchie curvine
labbra ‘e curallo
gentile e cianciosa
sirena ca ‘ncanta
sirena ca arrobba
‘o core e chi soffre
d’ammore
sirena d’ ‘o mare
sirena e chi spera!
MAGGIO Carmine (Napoli)
BRUNO IMPROTA
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‘A mamma mj
megarisarte 2014
A mamma mj se chiamma Filumena,
d’ ‘a Marturano tene sul’ ‘o nomme
pecchè, mamma mj, int’ ‘a vita soja
ha cunusciuto sulamente a’ n’ommo.
... e m’ha purtato annanze a botta ‘e stiento
s’è levat’ ‘o ppane ‘a sott’ e dient,
nun m’è mancato niente, forse ‘a luna
ma chella... nun l’ha avuto maje nisciun’.
Pare ‘na guerra ‘a vita c’ha passato
e pe’ campà ha avuto fa’ ‘o surdato.
Senza divisa... senza baiunetta,
ha fatto a muorze c’ ‘a spesa e cu’ ‘e bullette.
‘A vulesse riala’ ‘na muneta
p’ogni preghiera ca pe’ me ha fatto a Dio,
allora sì c’addiventasse ricca
vuttass’ ‘e spalle tutt’ ‘e pucundrie.
... Ma chesta è ‘na realtà senza magia
nun c’è sta tiempo p’ ‘sti fantasie...
E allora mamma mj suspira e penza
cu’ ‘e sacche chiene ‘e lacreme e speranza!
GRIECO Vincenza (Pianura - NA)
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CLAUDIO SCARANO
megarisarte 2014
‘A freddigliosa
Se more semp’ ‘e friddo...
nun piglia maje calore;
arrobba vita e ammore...
pe’ su putè scarfà.
Ma nun ll’abbasta maje...
sta ‘ncerca ogne mumento;
... e senza sentimento...
acchiappa addò va va.
Lle songhe tutt’euale...
cu ‘e stracce o c’ ‘a cravatta:
‘e ppiglia, ‘e spoglia, ‘e sfratta...
e annure ‘e va a pesà.
Chest’è ‘a giustizia ‘e Dio...
pure si porta ‘o chianto.
... Ma quanta vote ‘o canto...
s’aìza p’ ‘a chiammà!
Però, quanno t’attocca...
che fifa ca te vene:
t’ ‘o ssiente dint’ ‘e vvene...
‘o freddo ‘e chella llà.
CERASUOLO Vincenzo (Marigliano - NA)
VINCENZO COLELLA
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‘O treno
‘O treno
stu viecchio mezzo di locomozione
che v’aggia dì
m’ha sempe affascinato,
dice mio figlio “comme sì antiquata!”
oggi che cu n’aereo subito s’arriva
tu stai ancora a viaggià cu o treno?
Sarrà pecché mio padre
faceva ‘o ferroviere
sarrà pecché me fa turnà guagliona
io quanno vaco in treno m’emoziono;
E m’arricordo quanno piccerella
pe ce ì a fa’ na cammenata là vicino ‘o mare
nun jevemo cu ‘o mezzo a Mergellina
ma ce pigliavamo ‘o treno ed andavamo
sul lungomare di Castellammare.
Erano ‘e tiempe che s’aveva sparagnà
e nuje cumm’a famiglia e ferroviere
in treno tutti, gratis viaggiavamo
e ‘o stesso ‘a cammenata facevamo.
Saranno sti ricordi dell’infanzia
sarrà ca forse ‘o tengo dint’ ‘o sango
pecché me lo ha trasmesso il mio papà
a me me piace in treno ‘e viaggià.
BELLO Teresa (Napoli)
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megarisarte 2014
megarisarte 2014
‘A vita e ‘a morte
Quanno na vita nasce se fa festa,
trase ‘o sole pe dint’ ‘a na fenesta.
S’affaccia ncopp’ ‘o munno sta creatura
gudennose ‘e bellezze d’ ‘a natura.
‘A vita è ‘na ricchezza, ‘a vita è bella
e nun ll’ata jettà, stipatavella.
‘A vita è nu juoco, se vence e se perde:
chi aiza na coppa e chi sta dint’ ‘o vverde.
‘A vita è na speranza, nu mistero:
dimane cagna ‘a scena... sarà overo?
‘A vita è nu suonno, nun te scetà,
si pienze ch’è overo... addiventa realtà.
‘A vita è mmusica, sta melodia
Te fa cantà si piglie bbona ‘a vita.
‘A vita te fa spremmere e’ na lotta,
circh’ ‘e ascì buono ‘a miez’ ‘o votta votta.
‘A vita fa felice cu ll’ammore,
dint’ ‘o ciardino cuoglilo stu sciore.
‘A vita quanno cchiù nun da’ sapore
se po’ stracquà e ffa fermà nu core.
‘A morte te cummoglia cu nu velo
lassanno ll’anema pe n’atu viaggio
‘e vita eterna, chella che sta ncielo
e nterra è stata sulo nu passaggio.
FIORENZANO Vittorio (Napoli)
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Lacrime annascuse
Passeno jurnate e mise sane,
sempe cu pensiere â parte ‘a capa.
E’ nu pensiere ca nun me dà pace
e occupato me sento ogni mumento.
Chistu ricordo ‘ e tantu tiempo fa,
me tene ‘a mente sempe ‘ncatenata,
pecchè maje me putarria scurdà,
chello ch’è stat’ ‘a vita mia passata.
Tutt’ ‘e bellezze ca vedevo attuorno,
pareva ca ce stavano sultanto
pe’ fa’ felice e chine d’allegria,
dduje core ca murevano ‘e passione.
N’ammore overo ca se svaligiava
tutt’ ‘e prufume, ‘a luce ‘e mille stelle,
ogni culore e ciente melodie,
erano ‘a curnice ‘e chistu bene.
Po’ nu destino ‘nfame e scellerato,
senza cuscienza e cu malvaggità,
propio ‘a nu juorno a n’ato, all’intrasatto,
stutaje stu ffuoco che chiammavo ammore.
Quanno n’ammore more, è risaputo,
ce sta chi chiagne e chi ride ‘a coppa,
oggi chi ride pare ca songh’jo,
pecchè tengo riguardo annanz’ â ggente...
Ma po’... quanno sto sulo cu ‘e penziere,
spisso me metto a chiangere annascuso!
BOVA Salvatore (Quarto - NA)
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Oi pie’
Ddoje lacrime, pesante comme ‘o chiummo,
cadeno ind’ ‘o mare, so ‘e lacrimme
‘e nu viecchio marenaro.
Na varchetella e lignamme
‘o guarda alluntanare
ma ‘o sape, ca ‘e essa nun se po’ dimenticare!
E pensa e ripensa, ‘a quanno ‘a matina ambresso
appicciava ‘o motore e jeva ‘a piscare
cantanno, ridenno, tenendo mente e rezze jettate a ‘mmare.
Oi, Piè, ‘nce ne stanno tante ‘e piscatore,
ma nisciuno cumme ‘a te, tene ‘a ind’ ‘o mare!
‘E ‘ncopp ‘a rena ‘nciarma ancora chelli rezze,
nureco pe nureco, e ‘ntrezza ancora chelli nasse
‘e aspetta ‘o surriso d’o sole!
Ind’a chillu borgo antico e friccicariello,
tutti te veneno a guardare e ‘a ‘mparare
‘a delicatezza e ‘o rispetto ‘e chi ama ‘o mare!
Oi Piè, tieni tanti cose ‘a ‘nsegnà
a chi nun sape, nun vò sapè, nun pò sapè
‘a gioia ‘e na rezza tirata ‘ncoppa a na varchetella
chiena ‘e pisce e cu tanto ammore!
E ‘e signe d’è rughe, sciumme ‘e surore,
‘a pacienza ca t’accumpagna ogni vota ca vaje a piscare
e ‘o tiempo ca nun sempe è amico d’e marenare.
Ma ‘a gioia d’e figlie tuoi, quanno te vedono turnare,
e l’orgoglio ‘e tenere nu pate onesto marenare,
ca quanno scenne ‘nterra, ‘o passo sujo,
canta ‘a canzone cchiù bella: ‘a canzone d’o mare
MARIANI Vittoria (Napoli)
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megarisarte 2014
momenti delle premiazioni 2013
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momenti delle premiazioni 2013
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incipit vincitore narrativa
1° CLASSIFICATO: FRULLATEMPO di Chiara Tortorelli
Ogni pomeriggio a casa mia, sul divano, alle 5 più o meno precise, il tempo si frulla. No, non mi
sono spiegato… Non è come lo conoscete voi il tempo, quello che viaggia in senso lineare, quello
che fa accadere cose che sembra abbiano un senso preciso. No, proprio per niente. Questo nuovo
tempo prima entra nel mixer della mia cucina, io lo accendo, si agita a destra e a sinistra, poi si
liquefa e sembrano uova sbattute. Cosa ci fareste voi con un tempo spiattellato, scomposto, senza
più né capo né coda? Io mi ci diverto moltissimo.
2° CLASSIFICATO: le funambole di Maria Marmo
A volte era lei, Mina. Curzio non aveva alcun dubbio, anche se stentava a riconoscerne i tratti:
l’ombra era infatti alta robusta, mentre in vita era stata esilissima e bassa, uno scricciolo. A volte
gli ricordava invece sua madre o la zia Ida: l’ombra aveva capelli bianchi arruffati, lei castani e
morbidi e occhi azzurri stretti a cerbiatta, l’ombra gonfi a nocciola e un seno enorme che la incurvava in avanti di brutto, mentre Mina lo aveva sodo bello. Aveva andatura irregolare, ora a lasco
ora di bolina: una zattera. No, forse non era sua moglie, ma…se non era lei, chi era?
3° CLASSIFICATO: l’amore non ha colore di Roberta Selan
La signora Giovanna, appena uscita dal portone dell’edificio, provò un inatteso brivido di freddo;
l’inverno era arrivato tutto in un colpo, senza preavviso. Solo due giorni prima si girava tranquillamente con la giacca leggera e ora invece sentiva il bisogno di alzare il bavero del cappotto per
riparare il viso stanco dalle sferzate di quell’aria insolitamente gelida.
Via Tavernola, 6/8 - C.mare di Stabia (NA)
Tel. 081.3941097 - 081.8711128 - Fax 1782255443
[email protected] - www.timevision.it
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Antonio Coppola
Presidente ACI Napoli
è dura fare cultura a Napoli dove alle belle parole ed alle buone intenzioni non seguono,
quasi mai, fatti concreti, ovvero sostegni da parte delle istituzioni.
Tuttavia, le idee forti, quando sorrette da coraggio, perseveranza e, soprattutto, valori
pregnanti, riescono, comunque, ad attecchire, crescere e svilupparsi anche su terreni
aridi. è il caso del Premio Megaris, giunto alla XXIII edizione, che, nonostante tutte le
insidie e difficoltà riservate da questa città anche a chi si impegna per portare alla luce
valori artistici e sociali, riesce ad andare avanti e a consolidarsi come appuntamento che
arricchisce il patrimonio culturale partenopeo.
E ciò è tanto più ammirevole perché, a fronte di chi ama speculare sulle “sfortune” di
Napoli, questa iniziativa, viceversa, mira ad esaltare le qualità e le capacità della nostra
terra, con il suo fermento creativo e le notevoli doti artistiche, storiche e letterarie che la
contraddistinguono.
Siamo fieri, perciò, di continuare a patrocinare questa manifestazione, nella piena
convinzione che dalla cultura bisogna partire per innescare un duraturo processo di
rinascita capace di dare una svolta decisiva al destino di Napoli, da tutti auspicata.
Alla prossima edizione.
Riconoscimento Megaris alla Carriera
Cesare Mastrocola
Presidente TAR Campania
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BORGO MARINARI E SANTA LUCIA 20 E 21 SETTEMBRE
pittori all’opera
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un modesto contributo alla “cultura”
L’immagine propone sempre il presente:
ad ognuno la propria visione e la propria riflessione.
Ci si augura di suscitare comunque un’emozione.
Il Presidente
prof. Carlo Postiglione
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