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Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro

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Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro
P e r i o d i c o
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T o r i n o
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COVER STORY
la scultura di Marc Didou si trova in via Verdi e
s’intitola “Eco”, come quelli, garbati e meno garbati,
giunti in redazione dopo la prima uscita…
ringraziamo per i primi mentre per i secondi, citiamo
Martin Luther King: «per farsi dei nemici non è necessario dichiarare guerra, basta dire ciò che si pensa»
Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in Abbonamento Postale - 70% NO/TORINO - n°2 anno 2014
PERCHÈ ISCRIVERSI
ALL’ANCL UP TORINO?
Cari Colleghi,
siamo in epoca di rinnovo della quota di iscrizione all’ANCL UP Torino ed alla ricerca di nuovi iscritti che abbiano voglia di impegnarsi in un percorso condiviso di vita sindacale. Vale l’assunto: più siamo, più cose potranno
essere fatte!!! Con delibera del 17 aprile 2014, il Consiglio ha deciso la riduzione della quota ad Euro 190,00 per
i nuovi iscritti e per i primi tre anni di iscrizione, quindi in estrema sintesi:
• Euro 240,00 per i soci ordinari;
• Euro 190,00 per i soci neo iscritti over 30 anni per i primi tre anni;
• Euro 130,00 per i soci neo iscritti under 30 anni per i primi tre anni;
• Euro 100,00 per i praticanti nel periodo di iscrizione nell’apposito registro.
Il Consiglio dell’ANCL UP Torino si è prefissato l’obiettivo di difendere gli Interessi reali della Categoria e degli
Iscritti, l’Etica, la Professionalità ed il rispetto del Codice Deontologico, la Libertà di pensiero e di Espressione,
la ricerca della verità nell’interpretazione del quotidiano: valori che sono, per noi, Principi fondamentali nella
nostra Professione!!!
In tal ottica, questo Consiglio, ha ideato un programma di lavoro per i prossimi 4 anni che sia di effettivo supporto
ai Colleghi; siffatta ragione nonché l’importanza che diamo al nostro impegno, ci porta a rubarVi un minuto del
Vostro prezioso tempo per informarVi circa le opportunità offerte agli iscritti al Sindacato di Torino.
Area Formazione:
• Convegni di aggiornamento professionale su tematiche di particolare interesse per la categoria tenuti dal Prof.
Dott. Francesco Natalini, dall’Avv.to Gianpaolo Alice e da Colleghi iscritti al Sindacato.
• Incontri/dibattito a cadenza mensile su tematiche di attualità con un approccio pratico (tipo tavola rotonda) e
di confronto fra Colleghi.
• Incontri monografici dinamici a cadenza mensile su tematiche di altissima specializzazione condotti dall’Avv.to
Gianpaolo Alice per un numero ristretto di partecipanti.
• Formazione a distanza in modalità e-learning.
Area Convenzioni:
• Assicurazione professionale vantaggiosa per gli iscritti, senza adeguamento premio annuale ma fissato secondo lo scaglione di appartenenza, con copertura anche per i periodi pregressi.
• CAF ODC per inviare i Mod. 730 con ritorno economico a favore dell’iscritto di un importo variabile in funzione
del numero e dell’età.
• Teksial, convenzione che permette all’iscritto ed ai dipendenti dello studio, di partecipare gratuitamente ai
corsi sulla sicurezza ai sensi del D.Lgs 81/08 compresa la redazione del DVR.
• BCC Banca di Credito Cooperativo, ancora da definire, ma con l’intento di ridurre i costi di gestione e della
operatività quotidiana del conto corrente bancario.
Area Informativa:
• Sito web interattivo per la consultazioni delle riviste nazionali, delle circolari a beneficio della clientela, per la
gestione della convegnistica e tabelle dei CCNL.
• Forum di categoria, esistente ma mai, per ora, utilizzato dai colleghi per scambi rapidi delle informazioni.
• Rassegna stampa quotidiana tratta dai principali quotidiani di settore con visione degli estratti del quotidiano.
• Rivista “Obiettivo CdL” che sarà il veicolo informativo sindacale della nostra UP.
Per un buon funzionamento e per concretamente rinnovarsi, si necessita di tutti i Colleghi propositivi, volenterosi e collaborativi. Concludo affermando che il Sindacato ha bisogno di tutti per essere forte e del contributo
costruttivo che potrà avvenire con la partecipazione, i suggerimenti e l’attivismo necessario affinché, soprattutto
in questa epoca caratterizzata dall’instabilità politico-economica del Paese, si possa difendere la nostra professionalità, le competenze e il valore sociale della figura del Consulente del Lavoro e il ruolo attivo di attori nel
mondo del lavoro.
Marco Operti
Il Presidente
3 # L’EDITORIALE DEL PRESIDENTE di Marco Operti
scomposizioni composte
4 # jobs act, presto che è tardi!
a cura di Massimiliano Gerardi, Simona Carbone e Oriana Lavecchia
cerchi concentrici
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20
# OLTRE LE PAROLE a cura di Gianluca Bongiovanni
# VIZI E VIRTÙ DEL MODELLO 730 a cura di Erica Maurino
# INSICUREZZA DISCIPLINATA a cura di Roberto Pizziconi
# MEZZE STAGIONI ALL’INPS a cura di Guido Musso
23 uso & consumo
# RAPSODIA DI SANZIONI ASSORTITE
a cura di Paola Chiadò Puli
26 dialoghi con la nostra storia
# DAVIDE GARIGLIO – SEGRETARIO REGIONALE PD
a cura di Walter Peirone e Dina Silvana Tartaglia
Obiettivo CdL
n. 2-2014
Pubblicazione bimestrale
edita dall’ANCL U.P. Torino
Redazione
Corso Sommeiller 21,
10128 Torino
www.ancl.to.it
Direttore Responsabile
Marco Operti
Registrazione
tribunale di Torino
n. 3 del 18-02-2014
Fotografie
Archivio ANCL U.P. Torino,
iStockphoto (5, 8, 18, 21)
Stampa
Micrograf SRL
Chiusa in redazione
22-04-2014
30 sindacal... mente
# Fermenti di rinnovo al CNO
a cura di Filippo Carrozzo
30 aggiungi un posto al … tavolo
# C.R. ANCL DEL VENETO
a cura di Alessandro Bonzo
33 confprofessioni
#L
A SINGOLAR TENZONE DELLA RAPPRESENTANZA
a cura di Francesco Giacomin
36 scusa per le mancate letture
# NON È PIU’ COME PRIMA
a cura di Simonetta Sartore
38 un cofanetto di CD
# ALL’EPICENTRO DELL’ONDA
40 epilogo: cerebralità dal 69° parallelo ovvero …
#…
CAPOVOLGIMENTI DI SUBCULTURA P’ANCL
SU APPLICATIVI DI DISORDINE INFORMATO
Egregio Destinatario, ai sensi dell’art.
12 del decreto legislativo n. 196 del 30
giugno 2003, La informiamo che i Suoi
dati sono conservati nel nostro archivio informatico e saranno utilizzati
dalla nostra Associazione, nonché da
enti e società esterne ad essa collegati, solo per l’invio di materiale amministrativo, professionale, commerciale
derivante dall’attività di Consulenti del
lavoro. La informiamo inoltre cha ai
sensi del titolo II del citato decreto, lei
ha il diritto di conoscere, cancellare,
rettificare i suoi dati od opporsi all’utilizzo degli stessi, se trattati in violazione di legge.
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Il 17 aprile 2014
ci ha lasciati Gabriel Garcia Marquez...
alla diffusione della notizia, crediamo anche per coloro che non
sono mai stati condotti dai propri padri a conoscere il ghiaccio,
ci ha pervaso un senso di smarrimento perché, in fondo, siamo
un po’ tutti cittadini di Macondo: adiòs Gabo!
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CONSIGLIO ANCL U.P. di TORINO
Marco OPERTI, Presidente;
Massimo LAIOLO, Vice Presidente;
Sara MURARO, Segretario;
Michele GIANNONE, Tesoriere;
Filippo CARROZZO, Consigliere;
Cristiano DRUETTA, Consigliere;
Giuseppe GIUSIO, Consigliere;
Oriana LAVECCHIA, Consigliere;
Luigino ZANELLA, Consigliere
COLLEGIO DEI REVISORI contabili
Graziella PAGELLA, Presidente;
Sonia ALEMANNI, Componente;
Vincenzo DIMATTEO, Componente
REDAZIONE
Walter Peirone, coordinatore;
Gianluca Bongiovanni, collaboratore;
Simona Carbone, collaboratore;
Paola CHIADÒ PULI, collaboratore;
Oriana Lavecchia, collaboratore;
Erica Maurino, collaboratore;
Sara Muraro, collaboratore;
Paola Natoli, collaboratore;
Roberto Pizziconi, collaboratore;
Simonetta Sartore, collaboratore;
Dina Silvana Tartaglia, collaboratore;
Savino Totaro, collaboratore;
Salvatore Verga, collaboratore;
Luigino Zanella, collaboratore
2
#EDITORIALE
Non par vero! Siamo alla seconda uscita di “Obiet-
d’iscrizione dovuta al nostro C.P.O., cresciuta nel
tivo CdL” e sembra incredibile come, da neonati,
2014 dei celeberrimi trenta euro che, a fronte di
nel bene e nel male, da indicazione in cover, si
crisi esponenziale, non rappresenta un segnale
riesca a far parlare così tanto di sé. Non era dif-
felice.
ficile sopravanzare, nell’ottica di suscitare inte-
Voi mi direte: ma davvero a Torino volge tutto così
resse, realtà editoriali in sofferenza di contenu-
al roseo? Tutto funziona in perfetta armonia? Ed,
ti al punto di aggrapparsi a pubblicità riempitive
allora, tutto quel che si vocifera? Francamente,
quando sul nostro ‘giornaletto di provincia’, le
se dovessi guardare solamente il mio orticello
sponsorizzazioni rappresentano unicamente la
del consiglio dell’ANCL e la cerchia di coloro
valvola di sopravvivenza. Riuscire a limitare le pa-
che frequentano assiduamente il sindacato non
gine in 40, in virtù dell’abbondanza argomentativa
posso che fornirvi una risposta affermativa, alla
e del dibattito in redazione, diventa compito dav-
luce dell’operosità fra i colleghi che spendono il
vero improbo e pertanto non posso esimermi dal
loro prezioso tempo per la categoria; se però mi
ringraziare tutti coloro che hanno contribuito
soffermo ed allargo l’orizzonte al di la del con-
ad un debutto davvero confortante.
fine, il panorama mi procura qualche malumore.
Nello scorso editoriale vi avevo anticipato alcuni
Gli attuali rapporti con il C.P.O. non possono dir-
‘obiettivi’ che ci eravamo posti a breve scadenza:
si soddisfacenti ed il nostro attivismo non pare
con soddisfazione posso comunicarvi che negli
troppo apprezzato. Si rimanda sempre all’onda
auspicati tempi ristretti e grazie al duro lavoro
lunga di una contesa elettorale conclusasi con
dei consiglieri e di tanti altri colleghi che si sono
qualche strascico eccessivo. Approfitto dell’oc-
spesi all’interno del sindacato, sono stati rag-
casione per ribadire che la squadra espressa dal-
giunti. Nello specifico abbiamo avviato un corso
le urne è ottima, nessuno escluso, e considerati
teorico/pratico per la formazione dei praticanti,
singolarmente rappresentano una selezione
di carattere dinamico e formulato in conformità
del meglio che si possa immaginare! Ma una otti-
alle esigenze del praticante in proiezione di su-
ma squadra se non adeguatamente guidata, porta
peramento dell’esame di stato; è stato approntato
a risultati di basso profilo. Demotivare i singoli
un ciclo di 5 incontri ad alta specializzazione, che
Consiglieri di più spiccata area ANCL, applicando
si concluderà prima dell’estate, in tema di metodo
criteri discrezionali di governance anche sotto
e pratica del contenzioso tributario e previden-
l’aspetto comunicativo, determina un malfunzio-
ziale; infine si è promossa una rivisitazione della
namento della compagine.
gestione dei convegni nell’intento di affiancare
In ogni caso, perdonate lo sfogo digressivo e per-
agli abituali relatori illustri e collaudati, anche
sonale, l’ANCL UP Torino, proseguirà la sua strada
colleghi di Torino che, con il tempo, potranno svi-
tracciata, purtroppo, in assoluta autonomia, al
luppare competenze e professionalità settoriali.
fine di realizzare un programma di rilancio del
Nel mentre, per favorire nuove adesioni alla no-
sindacato torinese che sta portando i primi risul-
stra UP, si è deliberata la riduzione della quota
tati, in termini sia di partecipazione attiva sia di
provinciale per i nuovi iscritti relativamente ai
nuove iscrizioni. L’incremento di circa il 10% degli
primi tre anni.
associati fa ben sperare nel percorso intrapre-
Sono fatti concreti e non parole mentre, per
so, malgrado le difficoltà del periodo storico e
il futuro, ci siamo prefissati due traguardi im-
coloro che s’ostinano ad osteggiare, più o meno
portanti: l’eliminazione della vidimazione del
apertamente, il sindacato stesso.
registro infortuni per i consulenti del lavoro
Auguro a tutti i colleghi una buona e libera let-
attraverso l’apposizione di una dichiarazione in
tura!
calce allo stesso, unitamente al nostro timbro di
riconoscimento nonché la riduzione della quota
Marco Operti
CdL in Settimo T.se (TO) e Presidente U.P. ANCL
3
scomposizioni composte
#JOBS ACT, PRESTO CHE È TARDI!
In tempi non sospetti, giovedì 30 gennaio 2014, ovvia-
Lascio alle colleghe Simona Carbone e Oriana La-
mente ignorando che Matteo Renzi diventasse Pre-
vecchia un esame più specifico delle problematiche
sidente del Consiglio, scrivevo al Consiglio ANCL UP
interpretative che acquisiscono, sin da subito, una
di Torino, chiedendo di incontrarci almeno per discu-
valenza più diversificata ed ambigua.
terne come consiglieri, prima che fosse troppo tardi.
Se non altro, al termine dell’attuale percorso, ci siamo
Infatti in quel momento il Jobs Act non era ancora un
scampati la minaccia del contratto unico. Perché il
progetto definito, in realtà non lo è ancora oggi, ma
rischio è che per l’ennesima volta si passi dalla possi-
scimmiottando l’America democratica e Obamiana,
bilità di affrontare responsabilmente e concretamente
voleva proporsi come un quadro da articolarsi in ca-
tutti i capitoli che devono interessare una vera riforma,
pitoli specifici, capendo che l’emergenza lavoro non
in interventi generici con i suggerimenti di chi, seppur
vuol dire soltanto defiscalità o decontribuzione, facilità
politico, seppur sindacalista, seppur professore uni-
di assunzione e di licenziamento bensì significa inter-
versitario, non saprà MAI offrire il contributo fruibile
venti solidi, concreti e condivisi sulle politiche econo-
e chiaro che con la nostra esperienza di vita profes-
miche, industriali, energetiche, della formazione, dei
sionale maturata sul campo, sappiamo e possiamo
servizi, del welfare e culturali.
testimoniare. Solo con la partecipazione attiva dei
Scrissi, nella già citata mail, che tutto ciò, doveva tran-
Consulenti del lavoro si potrà arricchire una Riforma
sitare da un’analisi di proposte da indirizzare ad un
del lavoro concreta ed operativa.
nuovo diritto del lavoro ossia la nostra materia, il cuore
Mi sia ancora permesso di richiamare gli argomenti
ed il fatturato delle nostre quotidiane consulenze.
di quella e-mail che credo chiunque di noi, potrebbe
Seppur quelle bozze furono oggetto di un costruttivo
condividere:
dibattito in occasione di una riunione dell’UP, decidemmo di adottare una politica attendista e bipartisan che ci mettesse nelle condizioni di esaminare
e commentare proposte di legge solo a cose fatte,
auspicando “Che sia la (s)volta buona!”.
Arriviamo in fretta e furia, al 20 marzo 2014 e, senza
nemmeno addentrarci nel contenuto, già abbiamo gli
strumenti per criticare la forma: un decreto legge!?!?
Sembra quasi offensivo ricordare a chi mi sta leggendo, che tale provvedimento si attua solo in materie
d’urgenza, e dunque il lavoro è materia d’urgenza? Se
vediamo i dati della disoccupazione degli ultimi dieci
anni, probabilmente si. E dunque non faremo più intervenire un Parlamento a legiferare in materia? Saremo
gli effetti distorti del governo Monti-Fornero che
aveva ridotto le possibilità di utilizzo di contratti più
flessibili;
imprese che, nella pratica, usano preferibilmente il
tempo determinato ma servendosi di periodi sempre più brevi anziché prevedere, in via legislativa, la
possibilità di coprire più di 36 mesi;
incentivi fiscali ad assumere a tempo indeterminato
che devono portare all’incremento delle assunzioni,
non solo quelle di carattere sostitutivo ai fuoriusciti;
CIG in deroga rimodulata a strumento costante che
aiuti le aziende a sostenere il costo del lavoro nei
momenti temporanei di mancanza di ordini o di pa-
condannati a costanti decreti, che almeno qualche ex
gamenti;
Ministro in carica (forse più vicino al mondo del lavo-
fondi di solidarietà imprese-lavoratori come per la
ro, ma soprattutto al diritto), sapeva maneggiare in
CIG, estesi a tutti;
ambito legislativo e non di legge?
politiche attive per il lavoro che si costituiscano in
una Agenzia Nazionale atta a sostituire o coordinare
4
scomposizioni composte
DAL 21 MARZO 2014 IN VIGORE IL DECRETO LEGGE 34
i Centri per l’impiego provinciali e le agenzie private,
a misurarne la performance e renderli efficienti, pianificando la formazione in rispondenza alla domanda
di professionalità del mercato;
riduzione del cuneo fiscale e conseguente aumento
degli stipendi poiché il ridurli realizza una perversione assoluta che genera l’abbattimento dei consumi
ed, a tal proposito, una seria valutazione sull’immissione mensile delle erogazioni differite e del T.F.R.
ccompagnamento delle parti sociali verso una soa
luzione concertata sulla legge per la rappresentanza
sindacale.
A volte mi piace citare un pensiero, ascoltato più volte
da un nostro anziano Collega che forse, più di ogni
altro, riassume e fotografa fedelmente quanto elencato: «Per migliorare l’occupazione in Italia basterebbe
una sola legge: cioè, da una certa data in avanti, dare
la possibilità di promuovere nuove assunzioni senza
successivi vincoli correlati al licenziamento».
Per la cronaca, l’unico difetto di quel Collega è che non
sia iscritto all’ANCL e si diverta a porne costantemente
in dubbio l’utilità, con tutto quel che ne consegue.
Personalmente invece ritengo che sia venuto il tempo
di prenderci una visibilità comune della nostra categoria e non del singolo.
È un tornante della storia dove possiamo esprimere
qualcosa in più rispetto ad altre categorie, quali Avvocati, Commercialisti, Medici ed altre ancora, d’estrazione ordinistica.
E le battaglie le fa il nostro Sindacato, per vincere la
guerra di tutti i Consulenti del Lavoro.
Massimiliano Gerardi, CdL in Pinerolo (TO)
IL CONTRATTO A TERMINE
Con l’Art. 1, rubricato “Semplificazioni
delle disposizioni in materia di contratto a termine”, è stato riformulato l'art. 1
D.Lgs 368/2001 che adesso così recita:
“È consentita l'apposizione di un termine
alla durata del contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a trentasei
mesi, comprensiva di eventuali proroghe,
concluso fra un datore di lavoro o utilizzatore e un lavoratore per lo svolgimento
di qualunque tipo di mansione, sia nella
forma del contratto a tempo determinato,
sia nell'ambito di un contratto di somministrazione a tempo determinato ai sensi
del comma 4 dell'art. 20 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. Fatto
salvo quanto disposto dall'art. 10 comma
7, il numero complessivo di rapporti di lavoro costituiti da ciascun datore di lavoro
ai sensi del presente articolo, non può
eccedere il limite del 20% dell'organico
complessivo. Per le imprese che occupano fino a cinque dipendenti è sempre
possibile stipulare un contratto a tempo
determinato”.
Quali sono, dunque, le novità introdotte?
Innanzitutto, la nuova disposizione elimina
le ragioni giustificatrici per la stipulazione
di un contratto a termine introducendo, in
via generale, il ricorso al contratto “acausale”.
Quindi, l’acasualità, in precedenza prevista
solo nell'ipotesi di primo rapporto a tempo determinato e per la durata massima
di 12 mesi, triplica, essendo ora possibile
stipulare contratti di lavoro a termine per
la durata massima di 36 mesi. L'esecutivo
ha, quindi, abrogato il comma 1 bis del D.
Lgs. 368/2001.
5
scomposizioni composte
L'apposizione del termine ai sen-
dell’entrata in vigore della riforma.
si del nuovo comma 2 del D. Lgs
Agli stessi contratti si applica la
368/2001 “è priva di effetto se non
nuova normativa o restano discipli-
risulta direttamente od indirettamente da atto scritto”.
nati dalla vecchia norma?
Permane, innanzitutto, il requi-
sede di conversione in legge del de-
sito della forma scritta richiesta
creto-legge chiarisca questi aspetti.
ad substantiam mentre, a fronte
In ogni caso, in base ai principi ge-
dell'introduzione della acausalità
del contratto a termine, non sarà
più necessaria la specificazione
delle ragioni di carattere tecnico,
produttivo, organizzativo e sostitutivo per l'apposizione del termine.
La proroga del contratto a termine, in precedenza possibile per una
sola volta, viene ora consentita per
un massimo di 8 volte, ai sensi del
novellato art. 4, ed a condizione che
le proroghe si riferiscano alla stessa
attività lavorativa - stessa mansione
- per la quale il contratto a tempo
determinato è stato stipulato.
È auspicabile che il Parlamento in
nerali, la legge non è retroattiva e
non può che stabilire per il futuro.
Quindi, si può affermare che le nuove norme si applicano solamente ai
nuovi contratti che verranno stipulati dal 21marzo 2014.
Tornando all’esame del testo normativo, viene introdotto anche un
limite quantitativo, ovvero il numero
totale di rapporti a termine instaurati
da ciascun datore di lavoro non può
superare il limite del 20% dell'organico complessivo, fatta eccezione
per le imprese che occupano fino a
5 dipendenti per le quali, quindi, è
non uniforme, limiti quantitativi di
utilizzazione dell'istituto del contratto a tempo determinato stipulato.
Sono in ogni caso esenti da limitazioni quantitative i contratti a tempo
determinato conclusi:
a) n
ella fase di avvio di nuove attività
per i periodi che saranno definiti
dai contratti collettivi nazionali di
lavoro anche in misura non uniforme con riferimento ad aree
geografiche e/o comparti merceologici;
b) per ragioni di carattere sostitutivo, o di stagionalità, ivi comprese
le attività già previste nell’elenco
allegato al decreto del Presidente
della Repubblica 7 ottobre 1963,
n. 1525, e successive modificazioni;
c) per specifici spettacoli ovvero
specifici programmi radiofonici o
televisivi;
Unico limite stabilito dalla norma è
sempre possibile stipulare un con-
che la durata massima del contratto
tratto di lavoro a tempo determina-
non possa superare i 36 mesi com-
to.
d) c on lavoratori di età superiore a
55 anni.
plessivi.
L'apposizione del termine, ai sensi
Ma allorquando all’art. 1, comma 1,
Non ci dimentichiamo che tale limi-
del nuovo comma 2, deve sempre
te riguarda anche la somministra-
avvenire, come abbiamo appena vi-
zione a tempo determinato e si ap-
sto, a pena di inefficacia, mediante
plica a prescindere dalle mansioni
atto scritto da consegnarsi entro 5
svolte dal lavoratore.
giorni lavorativi dall'inizio della pre-
È evidente a tutti come le modifiche
stazione al lavoratore.
si precisa che “Per le imprese che
occupano sino a cinque dipendenti …”, il termine impiegato di “imprese” può riferirsi a tutti i datori
di lavoro o deve intendersi, invece,
limitato ai soli imprenditori/società?
apportate creino, sin da subito, una
Rimane salvo, ad ogni modo, quanto
Anche su tale aspetto, ci auguriamo
serie di problemi operativi.
disposto dall'art. 10, comma 7 del
Viene spontaneo chiedersi, innan-
D.Lgs 368/2001, ossia la possibilità
zitutto, cosa accade per i contrat-
per i CCNL stipulati dai sindacati
che il legislatore, in sede di conversione, chiarisca la terminologia utilizzata.
ti di lavoro a termine già stipulati
comparativamente più rappresen-
e, quindi, in essere al momento
tativi di individuare, anche in misura
6
In ogni caso, sulla base di quanto già
in passato precisato dal Ministero
scomposizioni composte
del Lavoro nell’interpello n. 10/2011,
ove il termine fu riferito, sulla scorta
della sentenza della Corte Europea
di Giustizia del 16 ottobre 2003, a
qualunque soggetto che svolge attività economica e sia attivo in un determinato mercato, può validamente
ritenersi che il termine “imprese” si
riferisca a qualsiasi datore di lavoro.
Purtuttavia, in ultima analisi, con
la cancellazione di tutte le ragioni
giustificatrici, vi è da domandarsi
se in caso di stipula di un contratto
a termine acausale e, in ogni caso,
adottato per ragioni sostitutive, sia
ancora possibile o meno usufruire
dell'esenzione dal versamento del
contributo aggiuntivo.
trasversale, oggi, non è più obbligatoria.
È stato inoltre abrogato l’articolo 2
comma 1, lettera i) commi 3 bis e 3
ter del D.Lgs 167/2011, che rispettivamente:
consentivano alla contrattazione
collettiva di stabilire forme e modalità per la conferma in servizio
Ed ancora, nell’eventualità si cui
dell’apprendista al termine del
all’art. 1, comma 1, si precisa che
percorso formativo al fine di pro-
“... il numero dei rapporti di lavoro
costituiti per ciascun datore di lavoro non può eccedere il limite del 20
per cento dell'organico complessivo...”, che cosa si intende per organico complessivo?
cedere ad ulteriori assunzioni in
Vale quanto accennato in precedenza ossia ci auguriamo che il
legislatore, in sede di conversione,
chiarisca il punto.
Secondo l’autorevole parere della
Fondazione Studi, la definizione di
organico complessivo si ritiene che
debba comprendere solo contratti
di natura subordinata e debba riguardare complessivamente tutte
le tipologie contrattuali a tempo
indeterminato, inclusi i contratti
intermittenti.
Siamo poi così tutti d'accordo?
E cosa accade alla nostra contribuzione aggiuntiva dell’1,40%?
L'art. 2, comma 29 lettera a) della
Legge 92/2012 stabilisce, infatti,
che per i lavoratori assunti a termine in sostituzione di lavoratori
assenti non si applica il contributo
addizionale.
IL CONTRATTO
DI APPRENDISTATO
Con l’Art. 2, rubricato: “Semplificazioni delle disposizioni in materia
di contratto di apprendistato”, viene
invece modificata la lettera a) dell’
art. 2 comma 1 del D.Lgs 167/2011
che ora così dispone: “forma scritta
del contratto e del patto di prova”.
L’obbligo della forma scritta è, quindi, ora solo relativo al contratto ed
al patto di prova. È stata, pertanto,
eliminata l’obbligatorietà della forma scritta per il Piano Formativo
Individuale (PFI) che doveva essere
definito anche sulla base di moduli
e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva o dagli enti bilaterali,
entro 30 gg. dalla stipulazione del
contratto.
apprendistato;
subordinavano la possibilità di
assumere nuovi apprendisti solo
in caso di conferma, nei 36 mesi
precedenti la nuova assunzione,
di almeno il 50% degli apprendisti
dipendenti. Percentuale ridotta al
30% per effetto transitorio introdotto dalla c.d. Riforma Fornero;
escludevano dalla disciplina della percentuale di conferma tutti i
datori di lavoro che avevano alle
proprie dipendenze un numero di
lavoratori inferiori a 10 unità.
Resta, invece, invariato il rapporto
di 3 a 2 tra il numero complessivo
di apprendisti che un datore di lavoro può assumere e le maestranze
specializzate e qualificate in servizio
presso il medesimo datore di lavoro.
Quindi, se con le linee guida adottate dalla Conferenza permanente per
Tale rapporto, ricordiamoci, non
i rapporti tra Stato, Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano
del 17 ottobre 2013, la redazione del
PFI era già diventata “facoltativa” in
relazione alla formazione di base
lavoro che occupano un numero di
può superare il 100% per i datori di
lavoratori inferiore alle 10 unità.
Il contratto di apprendistato per la
qualifica e per il diploma professionale si è invece arricchito, del
7
scomposizioni composte
nuovo comma 2 ter dell’art. 3 del
D.Lgs.167/2011.
Vi è un riconoscimento, fatta salva
l’autonomia della contrattazione
collettiva, in considerazione della
componente formativa del contratto
di apprendistato che stiamo analizzando, di una retribuzione che tenga
conto:
delle ore di lavoro effettivamente
prestate;
delle ore di formazione nella misura del 35% del relativo monte ore
complessivo.
Un grossa novità, infine, è la facoltatività dell’offerta formativa pubblica nel contratto di apprendistato
professionalizzante o contratto di
mestiere.
La formazione di tipo professionalizzante e di mestiere, svolta sotto
la responsabilità della azienda, può
essere integrata (non più “è integrata”) nei limiti delle risorse annualmente disponibili, dall’offerta formativa pubblica, interna o esterna
all’azienda, finalizzata all’acquisizione di competenze di base trasversali
per un monte ore complessivo non
superiore a 120 ore per la durata del
triennio e disciplinata dalle Regioni
sentite le parti sociali e tenuto conto
dell’età, del titolo di studio e delle
competenze dell’apprendista.
Da ultimo, merita evidenziare che
è stato depositato in data 20.03.14,
presso la Camera dei Deputati, con
atto n. 2208, il disegno di legge:
“Conversione in legge del decre-
8
to-legge 20.03.14 n. 34, recante
disposizioni urgenti per favorire il
rilancio dell’occupazione e per la
semplificazione degli adempimenti
a carico delle imprese”.
Tale disegno di legge, assegnato alla
11^ Commissione permanente, è attualmente in corso di esame e nelle
sedute referenti del 27 marzo u.s.,
nonché in quelle del 9 e 10 aprile
u.s. sono chiaramente emerse le
criticità tecniche presenti nel testo
normativo che, ci si augura, vengano risolte con la presentazione dei
giusti correttivi.
Simona Carbone, CdL in Torino
IL CONTRATTO
DI SOLIDARIETÀ
Rilevanti novità sono state introdotte
in tema di contratti di solidarietà, altrimenti definibili anche come contratti di tipo gestionale, quali accordi
collettivi aziendali stipulati con i sindacati maggiormente rappresentativi sul piano nazionale quindi aventi
efficacia erga omnes.
Il ricorso ai contratti di solidarietà è
esperibile sulla base di una semplice valutazione condivisa dalle parti
ed hanno per oggetto la riduzione
dell’orario di lavoro in funzione della finalità che si intende perseguire. In particolare l’art. 2 della legge 863/1984 identifica la tipologia
dei contratti di solidarietà esterni
o espansivi volti a favorire nuove
assunzioni che si contrappone alla
fattispecie, a noi più nota, posta
in essere per evitare in tutto o in
parte una contrazione dell’organico aziendale. Gli art. 1 L. 863/1984
artt. 5 – 8 nonché la L. 236/1993
disciplinano appunto i contratti di
solidarietà interna o difensivi volti a
realizzare una forma di solidarietà
tra lavoratori che accettano una riduzione dell’orario di lavoro al fine
di riassorbire eccedenze di personale con conseguente rinuncia in
capo al datore di lavoro di effettuare
licenziamenti consentendo la continuazione dell’attività produttiva e
mantenendo le professionalità delle
risorse umane.
A differenza degli altri paesi europei
e nonostante le previsioni legislative,
scomposizioni composte
le prime esperienze in Italia di atti-
no contratti di solidarietà difensivi
snellendo le procedure e le tempi-
vazione dei contratti di solidarietà
di tipo A ai sensi della L.863/1984.
stiche di rilascio nonché i termini di
in circostanza di crisi economica e
La riduzione dell’ammontare della
validità attuando di fatto una sem-
contribuzione previdenziale e assi-
plificazione.
stenziale sarà dovuta dai datori di
Una tra le principali novità in ma-
lavoro che attivano contratti di soli-
teria di Durc attiene ai soggetti che
darietà difensivi in misura crescente
ne possono effettuare richiesta e
a seconda della riduzione dell’ora-
quindi “chiunque vi abbia interesse
rio di lavoro operata. In particolare,
verifica con modalità esclusivamen-
l’agevolazione sarà pari al 25% in
te telematica ed in tempo reale la
relazione ai lavoratori a cui viene
regolarità contributiva nei confronti
operata una riduzione dell’orario di
dell’Inps, Inail e Casse Edili”.
lavoro in misura superiore al 20%,
L’esito dell’interrogazione avrà va-
finanziaria sono riscontrabili solo
nel secondo semestre del 2008. Le
cause di una difficoltà applicativa dei
predetti accordi sono da ricercarsi
evidentemente nella rigidità della
procedura burocratica di attivazione
e autorizzativa ma soprattutto nella
natura dei legami tra i sindacati e i
datori di lavoro che devono vertere ad una perfetta collaborazione
e sintonia di intendimenti, nonché
anche in funzione del ciclo produttivo e di lavorazione aziendale tali da
poter essere di fatto applicabile una
riduzione dell’orario di lavoro senza
che ciò possa influire negativamente
sulla produttività.
mentre per i datori di lavoro operanti nelle aree di cui agli obiettivi 1 e 2
del regolamento CEE n. 2052/88 del
Consiglio del 24/06/1988, detto beneficio sarà elevato al 30%. In caso
di accordo sindacale che disponga
una riduzione dell’orario superiore
Analizzando evidentemente il tes-
al 30% la predetta misura agevola-
suto produttivo italiano e potendo
tiva sarà elevata rispettivamente al
effettivamente agevolare i lavoratori
35% ed al 40%.
in quanto la diminuzione della re-
È bene precisare che l’art. 5 del D.L.
munerazione viene operata sull’im-
34/2014 ha introdotto il comma 4 bis
porto lordo percepito rimanendo
pertanto svincolata da imposti minimali e massimali contrariamente
ai meccanismi di funzionamento
degli altri ammortizzatori sociali,
il governo ha voluto rilanciare detto
istituto riattivando una disposizione
ritenuta ormai obsoleta. Con decreto legge n. 34 del 20/03/2014, a de-
all’art. 6 del D.L. 510/1996 demandando ad un decreto del Ministero
del lavoro e delle politiche sociali di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, la definizione
dei criteri per l’individuazione dei
datori di lavoro beneficiari della riduzione contributiva e assistenziale.
lidità di 120 giorni dalla data di acquisizione e sostituirà il documento
unico di regolarità contributiva denominato “DURC”.
Detta disposizione al fine di essere
attuata, sempre che non vengano
apportate modifiche nel testo di
legge di conversione da attendersi
entro il 20 maggio 2014, tuttavia è
subordinata all’emanazione di un
decreto del Ministero del lavoro e
delle politiche sociali di concerto
con il Ministro dell’economia e delle
finanze. Il decreto interministeriale
da emanarsi entro 60 giorni dalla
pubblicazione del D.L. 34/2014, determinerà la procedura di interrogazione ed in particolare i requisiti di
regolarità, i contenuti e le modalità
di verifica nonché prevedendo eventuali ipotesi di esclusione di consul-
15 milioni di euro per finanziare le
SEMPLIFICAZIONE
IN MATERIA DI DURC
agevolazioni contributive disposte
Il governo con l’intento di semplifi-
dura. Al fine di operare una corretta
dal D.L. 510/1996 in favore delle im-
care le attuali modalità di richiesta
procedura è evidente che un ruolo di
prese soggette a cassa integrazione
e rilascio del documento unico di
estrema importanza lo avranno gli
guadagni straordinaria che stipula-
regolarità contributiva, interviene
istituti INPS, INAIL e CASSE EDILI
correre dal 2014 vengono stanziati
tazione attraverso la nuova proce-
9
scomposizioni composte
#OLTRE LE PAROLE
ciascuna per i profili di competenza.
Il nuovo governo Renzi ha riproposto con rinnovato
Il decreto n. 34 del 20 marzo 2014
all’art. 4 enuncia i principi ispiratori
ed in particolare con riferimento alla
verifica di regolarità si dovrà tener
conto dei pagamenti scaduti sino
all’ultimo giorno del secondo mese
antecedente a quello in cui l’interrogazione viene effettuata a condizione che siano trascorsi i termini
di presentazione delle relative denunce retributive. Al fine di operare
una corretta verifica si dovranno
comprendere anche le posizioni dei
lavoratori che prestano attività lavorativa nell’impresa con contratto
di collaborazione coordinata e continuativa anche a progetto.
vigore il tema della semplificazione normativa e della
Gli istituti predetti, INPS, INAIL e
CASSE EDILI, dovranno attivare
una cooperazione applicativa per
un reciproco riconoscimento al fine
di rendere possibile la consultazione
dei rispettivi archivi tramite un’unica
interrogazione operabile da chiunque ne abbia interesse mediante la
sola indicazione del codice fiscale
del soggetto da verificare.
nuovi incentivi per l’assunzione di:
Gli enti assicurativi e previdenziali
dovranno prevedere le misure necessarie all’attuazione dell’art. 4 del
D.L. 34/2014 con le risorse umane,
strumentali e finanziarie disponibili
a legislazione vigente senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica.
Oriana Lavecchia, CdL in Torino
ricerca di un diritto del lavoro semplice ed immediatamente comprensibile. A questo proposito, non possiamo che essere assolutamente d’accordo considerato
che i primi beneficiari di una sana semplificazione
degli adempimenti saremmo proprio noi Consulenti
del Lavoro.
Per dimostrare quanto questa esigenza sia reale e
la soluzione sia auspicabile, possiamo affrontare il
tema delle assunzioni agevolate, chiaro esempio della
distanza che corre tra la situazione attuale e gli ottimistici obiettivi di riforma. Ciò emerge in maniera
evidente ad esempio analizzando le norme e le istruzioni operative attualmente in vigore e mettendole a
confronto con quelle già vigenti nel recente passato.
Consideriamo ad esempio le circolari INPS n. 111 del
24 luglio e n. 131 del 17 settembre 2013 relative ai
lavoratori con almeno 50 anni di età disoccupati da
oltre 12 mesi;
donne di qualunque età prive di impiego da almeno
24 mesi o, se residenti in particolari aree, da 6 mesi;
giovani under 30 privi d’impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi o privi di diploma di scuola
media superiore o professionale.
Sono esempi chiarissimi di quanto la normativa si stia
ingarbugliando e la cui lettura ci ha regalato sensazioni non proprio positive oscillanti fra l’irritazione, la
delusione e lo sconforto:
irritazione per la ricerca esasperata e continua della
“norma perfetta”, quella cioè in grado di prevenire ed
impedire ogni tipologia di frode o abuso del beneficio,
con evidente danno alla platea dei contribuenti onesti che devono compiere grandi sforzi organizzativi
per adempiere ed accettare comunque elevati rischi
di errore per ottenere ciò di cui hanno diritto;
delusione perchè siamo certi che si è persa una
ulteriore occasione per ottenere risultati importanti
10
cerchi concentrici
LA REALE ESIGENZA DELLA SEMPLIFICAZIONE NORMATIVA
nella lotta alla disoccupazione, di-
stagionale come frazioni di ULA”
del 2013, la verifica delle condizioni
sincentivando molti potenziali be-
(articolo 2 comma 13 del Regola-
e la documentazione da produrre a
neficiari a causa della complessità
mento CE n.800 del 6 agosto 2008),
supporto della agevolazione fruita è
dell’impianto normativo; a questo
il primo passo verso la semplifica-
più complessa, senza peraltro che
riguardo è esemplare l’allegato 5
zione sarebbe una sua applicazione
tale complessità garantisca un più
della circolare n. 131 costituito da
costante nel tempo e non diversa a
rigoroso rispetto delle condizioni
ben 71 pagine di esempi numerici;
seconda del contesto.
richieste.
sconforto perchè di fronte ad una
Ad esempio, secondo la circolare
Chi dobbiamo ringraziare per queste
situazione economica in costante
INPS n. 131/2013 l’assunzione o la
complicazioni? La giurisprudenza
regressione ed una normativa in
trasformazione a tempo indetermi-
comunitaria (Corte di giustizia UE,
costante irrigidimento, la speran-
nato sono agevolabili se determi-
Sezione II, sentenza 2 aprile 2009, n.
za di avere incentivi finalmente
nano un incremento netto dell’oc-
C-415/07), che richiede il raffronto
validi per creare occupazione è
cupazione rispetto alla media dei
del numero medio di ULA dell’an-
andata ancora una volta disattesa.
lavoratori occupati nell’anno prece-
no precedente all’assunzione con il
A tutto ciò si aggiunge, come già an-
dente l’assunzione stessa; ciò signi-
numero medio di unità lavoro- anno
fica che il consulente del lavoro deve
dell’anno successivo all’assunzione
effettuare un conteggio per ogni as-
stessa.
sunzione potenzialmente agevola-
Inoltre, sempre secondo la circola-
disciplinati in maniera differente
bile e, se il risultato è positivo, deve
re n. 131/2013, il valore precedente
seppur riferiti alla medesima fun-
tenere memoria del risultato di tutti
alla data di assunzione deve essere
zione, rendendo vana anche l’espe-
i questi calcoli, probabilmente diver-
confrontato con quello calcolato in
rienza maturata sul campo negli
si per ciascun lavoratore agevolato.
chiave prospettica per i primi dodici
anni dai Consulenti del Lavoro.
Tornando indietro nel tempo, il cre-
mesi di vigenza del rapporto agevo-
La chiave interpretativa principale
dito d’imposta per le assunzioni
lato, che determina la forza media
risiede forse nella cronica scarsità
previsto dalla legge 388/2000 (tem-
relativa al primo anno successivo
di risorse economiche che, per otte-
pi felici, quando l’applicazione delle
all’assunzione; se la differenza è po-
nere fondi europei per le agevolazio-
normative era quasi banale rispet-
sitiva, l’agevolazione può cominciare
ni, ci costringe ad accettare anche
to alla complessità di oggi), i suoi
a decorrere purché venga mantenu-
l’intero pacchetto di condizioni det-
derivati (legge n. 289/2002) e le sue
ta mese per mese. Non è finita: per
tate dai regolamenti CE, come nel
evoluzioni (bonus assunzioni 2008
evitare che scatti la decadenza dal
caso delle condizioni di compatibili-
previsto dalla legge n.244/2007)
beneficio, nel secondo anno succes-
tà del mercato interno ed i criteri di
prevedevano invece un periodo di
sivo all’assunzione un nuovo e ulte-
calcolo occupazionale con il metodo
riferimento fisso (i 12 mesi prece-
riore calcolo deve essere effettuato
della ULA, previste dal regolamento
denti l’entrata in vigore della agevo-
per determinare la forza media oc-
CE n. 800/2008.
lazione) che restava valido per tutte
cupata; il differenziale positivo deve
Definita la U.L.A. (numero di unità
le assunzioni agevolabili effettuate
essere mantenuto per gli ultimi sei
di lavoro-anno) come “il numero di
dalla medesima azienda rendendo
mesi di agevolazione.
lavoratori occupati a tempo pieno
quindi necessario determinare un
Il confronto con il bonus assunzioni
durante un anno, conteggiando il
unico valore di riferimento iniziale.
del 2000 evidenzia anche in questo
lavoro a tempo parziale e il lavoro
È evidente che nella nuova versione
caso una notevole complicazione:
ticipato, il confronto con le normative del recente passato e la constatazione che istituti simili sono stati
11
cerchi concentrici
la decadenza mensile era sempli-
assunzione sino alla data in cui
vanno esposti mensilmente nell’U-
cemente verificata con il calcolo
avrebbe avuto diritto in relazio-
niEmens e che i tempi per le elabo-
della consistenza puntuale alla
ne al rapporto di lavoro cessa-
razioni sono evidentemente stret-
fine del mese di osservazione e la
to. Inoltre, per tenere traccia dei
tissimi, ci si chiede se i redattori
decadenza annuale era un calcolo
movimenti occupazionali, è stato
della norma sono in possesso di una
della media annua effettuato con
istituito un apposito “registro on
visione complessiva degli adempi-
gli stessi criteri della media di rife-
line” nel quale saranno annotate
menti obbligatori che le aziende
rimento, senza necessità di calcoli
le segnalazioni degli incrementi da
devono effettuare.
prospettici.
parte delle imprese.
Anche per quanto riguarda le istan-
Vogliamo parlare della “assunzione
Con tutta evidenza, si tratta di isti-
ze preliminari si procede in ordine
compensativa?”
tuti simili ma che necessitano di
sparso:
la circolare INPS n. 131/2013 la
modalità operative differenti e che
la circolare n. 131/2013 prevede
prevede quando, considerando il
rendono inutilmente complicati gli
una domanda inoltrata esclusi-
valore in ULA del rapporto trasfor-
adempimenti delle aziende e la vita
vamente per mezzo del sito in-
mato e degli altri rapporti in es-
ai Consulenti del Lavoro.
ternet dell’INPS (istanza on-line
sere alla data di decorrenza della
Che dire invece delle “norme an-
“76-2013”) ed una successione di
trasformazione, non si realizze-
ti-elusive?” Esse hanno la funzione
comunicazioni di accettazione ed
rebbe l’incremento; per garantire
di placare il terrore che attanaglia
invio di documentazione da e verso
il rispetto della condizione dell’in-
l’animo del “Legislatore”, terrore
l’Istituto;
cremento occupazionale occorre
che le agevolazioni possano essere
la normativa regionale del Pie-
quindi una assunzione contestua-
oggetto di frode o di manovre specu-
monte per le deduzioni IRAP pre-
le o differita rispetto al giorno di
lative; in realtà esse generano solo
vede una semplice “segnalazione”
decorrenza della trasformazione
grandi difficoltà operative e orga-
dell’incremento occupazionale,
a tempo indeterminato, ulteriore
nizzative da superare. Nel caso ad
senza funzione di autorizzazione
rispetto a quella per la quale si
esempio di un’azienda multi-loca-
o di costituzione del diritto alla
intende chiedere il beneficio;
lizzata e facente parte di un gruppo
agevolazione;
per quanto riguarda le deduzioni
societario, i predetti calcoli devono
i predetti bonus assunzioni 2008
dall’IRAP, legate all’incremen-
essere effettuati in relazione all’in-
prevedevano l’obbligo di comuni-
to occupazionale realizzato dalle
tera organizzazione: se in qualche
cazione preventiva e telematica
aziende operanti in Piemonte per
modo può essere considerata sem-
per mezzo di un modulo denomi-
i lavoratori residenti nel nostro
plice la verifica della consistenza
nato “I.A.L.” e l’inoltro del succes-
territorio, la normativa regionale
iniziale (“a bocce ferme”), è assai
sivo provvedimento di concessione
piemontese la prevede invece qua-
complicato verificare mensilmente
da parte del Centro operativo di
lora il lavoratore cessi per cause
il mantenimento dell’incremento
Pescara dell’Agenzia delle Entrate;
non imputabili al datore di lavoro
occupazionale tenendo conto dei
i bonus assunzioni 2000 e 2003 non
e venga sostituito con un nuovo
movimenti occupazionali verificati-
prevedevano nulla al riguardo.
lavoratore assunto a tempo inde-
si in uno stabilimento o in una sede
In definitiva, l’esperienza maturata
terminato; il diritto alla deduzione
di una società collegata diversa da
sul campo chiederebbe:
permane e potrà essere fruito a
quella del lavoratore agevolabile.
di intervenire una volta per tutte nel-
partire dal momento della nuova
Se poi si considera che i benefici
la definizione del calcolo della ULA;
12
cerchi concentrici
di semplificare i parametri per
la decadenza annuale fissa e non
tutte le agevolazioni legate agli
variabile in base alla data di as-
incrementi occupazionali;
sunzione del lavoratore agevola-
di uniformare le procedure di ri-
bile;
chiesta e di autorizzazione delle
l’inclusione (o la esclusione) una
istanze.
volta per tutte dai calcoli delle me-
Ad esempio si potrebbe utilizzare:
die occupazionali di:
un periodo di riferimento di 12
lavoratori con contratto a termine;
mesi precedenti l’inizio dell’age-
apprendisti, da considerare ormai
volazione in modo da calcolare
senza ombra di dubbio come lavo-
una e una sola volta la media di
ratori a tempo indeterminato;
riferimento, anziché una media
contratti atipici, come i parasu-
diversa per ogni assunzione po-
bordinati, i contratti a chiamata e
tenzialmente agevolabile;
i lavori accessori;
una definizione finalmente chiara
part time, da riproporzionare in
e “definitiva” dei requisiti sogget-
base all’orario di lavoro pieno pre-
tivi per i soggetti agevolabili;
visto dal CCNL.
una verifica mensile puntuale da
effettuare l’ultimo giorno di calen-
Aggiornamento dell’ultima ora: il
dario del mese prendendo in con-
Presidente del Consiglio Renzi ha
siderazione i medesimi parametri
dichiarato di voler combattere “con
utilizzati per il calcolo della media
violenza” la burocrazia. Mi permetto
di riferimento;
di consigliare di rivolgere lo sguardo
verso l’operato degli analisti software dell’INPS che per la gestione del
lavoro accessorio (non propriamente il lancio dello Shuttle) hanno generato tre procedure telematiche
diverse arrivando a concepire l’aberrazione della comunicazione
telematica di delega preventiva,
necessaria per chi si reca presso la
tabaccheria a comprare i voucher
per conto di un’azienda; come se
ciò non fosse già sufficientemente
“opinabile”, la procedura richiede
l’inserimento della delega anche
per il titolare di partita IVA che altrimenti non può acquistare in prima
persona i buoni lavoro da utilizzare
nella sua ditta individuale. Come
direbbe Vasco: “Senza parole”. Noi
andiamo “oltre”.
Gianluca Bongiovanni,
CdL in Rivalta (TO)
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13
cerchi concentrici
#VIZI E VIRTÙ DEL MODELLO 730
Immediatamente dopo i titoli di
sta paga o sull’assegno pensioni-
coda dell’elaborazione dei modelli
stico in unica soluzione o in rate
CUD2014, redditi 2013, un gran nu-
mensili non superiori a cinque (
mero di colleghi sono alle prese con
quattro per i pensionati).
la campagna fiscale d’annata afferente la dichiarazione semplificata
agli effetti dell’imposta sul reddito
delle persone fisiche da presentare
nell’anno 2014 da parte dei soggetti
che si avvalgono dell’assistenza fiscale, il Modello 730.
L’Agenzia delle Entrate ha approvato con Provvedimento del 15.01.
2014 i modelli 730, 730-1, 730-2
per il sostituto d’imposta, il modello 730-2 per il centro di assistenza
fiscale e per il professionista abilitato, 730-3, 730-4, 730-4 integrativo e, per finire, la bolla di consegna
del modello 730-1.
I vantaggi della presentazione del
modello 730 per i contribuenti sono
molteplici:
la compilazione è semplice poiché non è necessario effettuare il
calcolo delle imposte dovute o a
credito;
la trasmissione della dichiarazione all’Agenzia delle Entrate spetta al datore di lavoro, ente pensionistico o all’intermediario a cui si
è rivolto;
Sono tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi semplificata i contribuenti che hanno
conseguito dei redditi nel 2013 e
che non rientrano nelle ipotesi di
esonero di seguito elencate:
contribuenti che nell’anno 2013
abbiano percepito solo redditi di
lavoro dipendente o di pensione
corrisposti da un unico sostituto d’imposta che ha effettuato le
ritenute o redditi di lavoro dipendente corrisposti da più soggetti
ma certificati dall’ultimo sostituto d’imposta che ha effettuato il
conguaglio;
contribuenti che abbiano solo
redditi derivanti esclusivamente
da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e contratti
a progetto, intrattenuti anche con
più sostituti d’imposta, se interamente conguagliati;
contribuenti possessori solo di
redditi soggetti a ritenuta alla
fonte a titolo di imposta o soggetti
a imposta sostitutiva.
non attribuite, oppure per chiedere
il rimborso di eccedenze di imposta
risultanti da dichiarazioni presentate negli anni precedenti o derivanti da acconti versati per il 2013.
Ovviamente, non è obbligatoria per
chi dispone solo redditi esenti.
Per poter presentare il modello
730 il contribuente deve possedere
determinate condizioni: soggettive
e oggettive. Per quanto riguarda
le condizioni soggettive, già dallo scorso anno e anche per l’anno
2014, non è più necessaria la presenza di un sostituto d’imposta che
effettui le operazioni di conguaglio,
le condizioni oggettive sono la sussistenza di tipologie reddituali che
possono essere dichiarate tramite modello 730 invece del modello
UNICO PF.
SÌ AL MODELLO 730
Le tipologie reddituali che si possono dichiarare con modello 730
sono le seguenti:
redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente;
redditi di terreni e fabbricati;
redditi di capitale;
redditi di lavoro autonomo per
i quali non è richiesta la partita
IVA;
redditi diversi e alcuni redditi assoggettati a tassazione separata.
l’eventuale rimborso viene effet-
Al contribuente resta l’onere di ve-
tuato direttamente in busta paga
rificare se è tenuto alla presenta-
a partire dal mese di luglio e nel-
zione della dichiarazione dei redditi
la rata di pensione a partire dal
o se è esonerato da quest’obbligo.
mese di agosto;
Anche nel caso in cui non sia obbli-
nel caso di debiti nei confron-
gato, può presentare ugualmente
NO AL MODELLO 730
Non si possono dichiarare con
modello 730, ma devono essere
ti dell’erario le somme vengono
la dichiarazione per far valere even-
dichiarati con Modello Unico PF, i
trattenute direttamente sulla bu-
tuali oneri sostenuti o detrazioni
redditi derivanti da:
14
cerchi concentrici
CAMPAGNA FISCALE NON SENZA NOVITÀ
reddito d’impresa;
redditi da lavoro autonomo per i
quali è necessaria la partiva IVA;
redditi diversi non compresi tra i
righi D4 e D5 del quadro D, proventi da trust, plusvalenze realizzate dalla cessione di partecipazioni.
ALTRE LIMITAZIONI
Non è possibile utilizzare il modello
730 da parte dei contribuenti che si
trovano nelle seguenti situazioni:
nel 2013 e/o 2014 non sono residenti in Italia;
posseggono redditi da lavoro dipendente erogati da datori di lavoro non obbligati ad effettuare le
ritenute d’acconto;
sono obbligati alla presentazione
delle dichiarazioni IVA, IRAP, modelli 770 ordinario e semplificato
o devono presentare la dichiarazione per conto di contribuenti
deceduti.
La dichiarazione 730 può essere
presentata dai coniugi non legalmente ed effettivamente separati
in forma congiunta quando pos-
razione oppure se uno dei due coniugi possiede dei redditi per i quali
non è possibile avvalersi dell’assistenza fiscale. Deve essere inserito
come dichiarante il coniuge avente
il sostituto d’imposta scelto per effettuare i conguagli d’imposta.
Numerose sono le novità concernenti il modello 730/2014 redditi
2013.
Sostituto d’imposta: tra le novità del
modello 730/2014 vi è che in alcuni
casi si può presentare il modello 730
da parte dei contribuenti titolari di
redditi da lavoro dipendente e assimilati anche in assenza di un sostituto d’imposta tenuto ad effettuare
il conguaglio, così come previsto
dall’articolo 51-bis del decreto del
fare (Dl 69/2013). La disposizione,
già applicata alle dichiarazioni dei
redditi presentate entro il 30 settembre 2013, come indicato dalla
circolare n. 28/E riguarda, ad esempio, i dipendenti che hanno perso il
lavoro. In questo caso va barrata
la casella “Modello 730 dipendenti
senza sostituto”.
La dichiarazione presentata da
lavoratori senza sostituto può evidenziare:
un credito d’imposta il cui rimborso verrà effettuato direttamente dall’Amministrazione finanziaria mediante accredito su
conto corrente, oppure riscosso
presso gli uffici postali, o vaglia
della Banca d’Italia (queste ultime due opzioni per importi inferiori ai 1.000,00*euro);
un debito di imposta, in questo
caso il soggetto che presta l’assistenza fiscale deve consegnare
al contribuente la delega di pagamento precompilata entro 10
giorni dalla scadenza del termine
di pagamento oppure trasmettere
telematicamente la delega di versamento utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.
MODALITÀ DI LIQUIDAZIONE CREDITI AL CONTRIBUENTE
seggono esclusivamente i reddi-
AMMONTARE CREDITO
RIMBORSO
ti derivanti da lavoro dipendente,
Euro 12,00*
Importo minimo non rimborsato
Euro 4.000,00*
Rimborso tramite sostituto di imposta o
Agenzia delle Entrate(in assenza
di sostituto) a partire dai mesi di
luglio/agosto 2014
pensione, redditi assimilati a quelli
di lavoro dipendente, terreni e fabbricati, redditi da capitale e almeno
uno dei due può utilizzare il modello 730, la dichiarazione congiunta non può essere presentata per
conto di persone incapaci, se uno
dei due coniugi è deceduto prima
della presentazione della dichia-
< euro 4.000,00* derivante da detrazioni
Controllo preventivo (entro il 30.12.2014)
per carichi familiari e eccedenze pree rimborso dall’Agenzia delle Entrate
gresse
> euro 4.000,00* derivante da detrazione diverse dai carichi familiari e eccedenze pregresse
Rimborso tramite sostituto d’imposta o
Agenzia delle Entrate a partire dai mesi
di luglio/agosto 2014
15
cerchi concentrici
Novità relative ai rimborsi
Utilizzo del credito
Per gli immobili non locati è do-
liquidati direttamente
Da quest’anno è possibile utilizza-
vuta la sola IMU (imposta munici-
dall’Agenzia delle Entrate.
re il credito che risulta da modello
pale unica) in quanto tale imposta
730/2014 in compensazione su mo-
sostituisce per questi beni la com-
dello F24 per pagare l’IMU e le altre
ponente immobiliare dell’Irpef e
imposte che possono essere versa-
le relative addizionali. Per l’anno
te con modello F24 (es. TARES)
2013, in deroga a quanto su espo-
pensazioni, di importo superiore a
Detrazioni per figli a carico
sto, il reddito degli immobili ad uso
4.000,00* euro riconducibile a de-
(art. 1 c. 483, L.228/2012)
trazioni per carichi di famiglia e a
Tali detrazioni sono state elevate
crediti risultanti dalle dichiarazioni
nella seguente misura:
Da quest’anno vengono predisposti controlli preventivi da parte
dall’Agenzia delle Entrate nell’ipotesi di credito, al netto delle com-
precedenti. Entro il 30 dicembre
2014, l’Agenzia delle Entrate procederà ad eseguire controlli anche
mediante la richiesta di documenti
e successivamente provvederà direttamente al rimborso.
La novità in esame rappresenta sicuramente una nota non positiva
per i contribuenti poiché i rimborsi
arriveranno in tempi certamente più
abitativo non locati, situati nello
stesso comune nel quale si trova
l’immobile adibito ad abitazione
per ciascun figlio a carico di età
principale, concorre alla formazio-
pari o superiore ai 3 anni si è pas-
ne del reddito nella misura del 50%
sati da 800,00* a 950,00* euro;
(art. 1 c. 717 L. 147/2013).
per ciascun figlio a carico di età
Riduzione forfettaria canoni
inferiore a 3 anni si è passati da
900,00* euro a 1.220,00* euro;
per ciascun figlio con disabilità
l’importo aggiuntivo della detrazione è passato da 220,00* euro a
400,00* euro.
di locazione
Per i fabbricati concessi in affitto,
per i quali non si è optato per la cedolare secca, la deduzione forfettaria è ridotta al 5% del canone di
locazione (art. 4 L. 92/2012).
lunghi, purtroppo la legge non sta-
Rivalutazione dei redditi dei terreni
bilisce quando e per ora non ci sono
La rivalutazione del reddito domi-
indicazioni in merito. Il motivo prin-
nicale (pari all’80%) e la rivaluta-
cipale di tale stretta è l’intento del
zione del reddito agrario (pari al
legislatore tributario di evitare che
70%) non si applicano ai terreni
il contribuente “intenzionalmente
concessi in affitto per usi agricoli
furbetto” continui a generare crediti
a giovani imprenditori che non ab-
rilevanti su modello Unico nell’anno
biano ancora compiuto 40 anni. Per
precedente, senza chiederne il rim-
gli anni dal 2013 al 2015, i redditi
Premi di assicurazione sulla vita
dominicali e agrari sono ulterior-
L’importo complessivo massimo
mente rivalutati del 15%, questa
dei premi su cui calcolare la de-
rivalutazione aggiuntiva si applica
trazione del 19% è stato ridotto a
solo nella misura del 5% per i ter-
630,00* euro (importo massimo
reni agricoli o non coltivati posse-
detraibile 120,00* euro).
duti dai coltivatori diretti o agricol-
Detrazioni per ristrutturazioni
borso per evitare i controlli, al fine
di ottenere la liquidazione nell’anno
successivo con modello 730.
Il rimborso avviene tramite le consuete modalità, anche in caso di
credito superiore ai 4.000,00* euro,
se il credito non deriva né da ecce-
tori professionali.
Cedolare secca
L’aliquota dell’imposta sostitutiva
è ridotta al 15% sui canoni di locazione relativi a contratti con canone
concordato per abitazioni site nei
comuni con carenza di disponibilità
abitativa o ad alta tensione abitativa.
edilizie
denze pregresse né da detrazioni
Esenzione Irpef per gli immobili
La detrazione per le spese di ri-
per carichi di famiglia.
non locati (art. 8,9, D.Lgs. 23/2011)
strutturazione edilizia ha assunto
16
cerchi concentrici
carattere permanete con percentuali di detrazione differenti a seconda del periodo temporale di sostenimento delle spese, ovvero:
per l’anno 2013 la detrazione è
pari al 50% così come per le spese
sostenute a partire dal 26.06.2012
e fino al 31.12.2012;
per l’anno 2006 la detrazione è
pari al 41% per le spese sostenute
nell’anno relative a fatture emesse dal 01.01.2006 al 30.09.2006;
la detrazione è del 36%:
• per le spese sostenute dal
01.01.2004 al 31.12.2005;
• per le fatture emesse dal
01.10.2006 al 31.12.2006;
• per spese sostenute dal
01.01.2007 al 25.06.2012.
con ripartizione tra comproprietari se più persone hanno diritto alla
detrazione) è trasferibile in caso di
cessione dell’immobile, vendita o
donazione, indicandone la volontà
nel rogito e si trasmette di diritto
agli eredi in caso di successione.
per gli interventi finalizzati al risparmio energetico la detrazione
è pari al 55% per spese sostenute
dal 2008 al 05.06.2013;
per spese sostenute dal 06.06.2013
al 31.12.2013 è pari al 65%.
La ripartizione avviene in 10 rate di
Bonus per l’arredamento e per
interventi finalizzati al risparmio
pari importo per le spese dal 2011
energetico:
è riconosciuta una detrazione del
50% per le spese sostenute per
l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici finalizzati all’arredo
di immobili oggetto di ristrutturazione (classe non inferiore ad
A+) su un ammontare massimo
di 10.000,00* euro ripartita in 10
rate di pari importo;
al 2010 e da 3 a 10 rate annuali per
al 2013, 5 rate per le spese dal 2009
quelle sostenute nel 2008.
Erogazioni liberali, novità positive
del nuovo modello 730:
introduzione della detrazione del
19% per le erogazioni liberali in
favore del fondo per l’ammortamento titoli di Stato;
detrazione del 24% per le erogazioni liberali in favore di Onlus
I soggetti interessati sono i proprietari, i nudo-proprietari, i locatari,
MODALITÀ E TERMINI DI PRESENTAZIONE
i comodatari o coloro che posseggono un diritto reale sull’immobile
SCAD.
(usufrutto, uso, abitazione, superficie).
La detrazione viene ripartita in 10
rate annuali di pari importo men-
28.02.2014
possono proseguire secondo tale
Il contribuente consegna
il mod. 730 già compilato
31.05.2014
Il sostituto consegna copia
del mod. 730 e il prospetto di
liquidazione 730-3
rateazione. La spesa alla quale applicare la detrazione non può superare il limite di 48.000,00* euro per
15.06.2014
le spese sostenute dal 01.01.2003
al 25.06.2012 e 96.000,00* euro per
quelle sostenute dal 26.06.2012
al 31.12.2013 (l’importo è riferito
ad ogni singola unità immobiliare
sulla quale sono effettuati i lavori,
30.06.201
PROF. ABILITATO O CAF
Il sostituto d’imposta consegna
il modello Cud 2014 redditi 2013
30.04.2014
tre per chi negli anni passati aveva
ripartito la detrazione in 5 o 3 rate,
Soggetto che presta l’assistenza
SOSTITUTO D’IMPOSTA
Il contribuente richiede
assistenza fiscale o presenta
il 730 già compilato
Il contribuente riceve copia
del modello 730 e del prospetto di liquidazione 730-3,
si comunica al sostituto il
risultato della liquidazione
Trasmissione telematica dei 730 all’Agenzia delle Entrate
25.10.2014
Presentazione del 730
integrativo
10.11.2014
Trasmissione telematica dei
730 integrativi
17
cerchi concentrici
#INSICUREZZA DISCIPLINATA
e in favore di partiti e movimenti
politici;
detrazione in favore degli istituti scolastici estesa a istituzioni
dell’alta formazione artistica,
musicale, coreutica, alle Università e innovazione universitaria;
deduzione massima di euro
1.032,91* per le erogazioni liberali effettuate ai nuovi enti Unione
Buddista Italiana e Unione Induista Italiana.
Per concludere una nota di civiltà.
Da quest’anno, per salvaguardare
la loro privacy, è possibile omettere
l’indicazione del codice fiscale dei
figli in affidamento preadottivo a
carico del contribuente.
Erica Maurino, Cdl in Torino
18
Volendo nuovamente parafrasare Lorenzo de’ Medici, verrebbe da scrivere «Quant’è bella sicurezza, che si fugge
tuttavia! Chi vuol essere lieto, sia: Di dator di lavoro non c’è
certezza».
Singolare ma veritiera tale nuova novella vuole porre attenzione su un argomento che a volte ai più potrebbe sfuggire,
essendo materia di trattazione ostica e ostile a coloro che
ne leggono solamente il nome, ossia la sicurezza sui luoghi
di lavoro.
Il datore di lavoro è un soggetto che non troviamo, quasi
come una figura mitologica, nel nostro codice civile come
definizione diretta e accurata, ma lo ricaviamo da altri articoli.
Spostandoci ad analizzare il D.Lgs. 82/2008, “Testo Unico
sulla salute e sicurezza sul lavoro”, all’articolo 2 da una
definizione di datore di lavoro “il soggetto titolare del rap-
porto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che,
secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito
il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità
dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche
amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del Decreto
Legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per datore di lavoro si
intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione,
ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei
soli casi in cui quest’ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, individuato dall’organo di vertice
delle singole amministrazioni tenendo conto dell’ubicazione
e dell’ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta
l’attività, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa.
In caso di omessa individuazione, o di individuazione non
conforme ai criteri sopra indicati, il datore di lavoro coincide
con l’organo di vertice medesimo”.
Tale definizione ha una interessante funzione di chiarire il
soggetto che possiamo definire datore di lavoro.
Sicuramente l’attenzione va riportata sulla parola “esercita”; l’esercizio di un potere qualifica in maniera univoca e
specifica il soggetto che stiamo analizzando.
A rendere ancora più incisiva e chiara la posizione del soggetto che esercita i poteri decisionali e di spesa ci pensa sia
cerchi concentrici
MOLTEPLICI FUNZIONI PER IL DATORE DI LAVORO
l’avverbio “comunque” sopra riportato sia l’articolo 299 del
decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81 - Esercizio di fatto di
poteri direttivi -. “Le posizioni di garanzia relative ai soggetti
di cui all’articolo 2, comma 1, lettere b), d) ed e), gravano
altresì su colui il quale, pur sprovvisto di regolare investitura,
eserciti in concreto i poteri giuridici riferiti a ciascuno dei
soggetti ivi definiti”.
Un avverbio importante in quanto lascia la possibilità di individuazione del datore di lavoro in un soggetto che potrebbe
essere diverso da quello che possiamo andare ad individuare
tramite il mero rapporto di lavoro tra le parti, staccandoci
dunque da quel filo che univa la sinallagmaticità prestazione
di lavoro, contro prestazione economica.
In una stessa impresa, dunque, quanti datori di lavoro possono essere delineati? Sicuramente tre.
Il primo sarà il datore di lavoro di fatto che, avendo in capo
a sé i fondamentali poteri decisionali e di spesa, sulla base
del principio cardine dell’effettività, ricoprirà detto ruolo; il
secondo sarà colui che delegato, entro determinati e specifici limiti, di determinate funzioni sarà quindi definibile
come datore di lavoro delegato; il terzo rientrerà nel campo
dell’art. 2082 del codice civile di colui che ha stipulato un
contratto di lavoro con il lavoratore e quindi sarà un datore
di lavoro in senso civilistico.
Per evitare, dunque, di accusare situazioni in cui vi possano
essere due o più soggetti che rispondano penalmente dei
medesimi fatti, sarà opportuno e strategico definire con atto
scritto, “delega”, i compiti di ciascun soggetto facente parte
dei vertici aziendali.
Ma cosa può delegare il datore di lavoro e cosa, invece, rimarrà in capo a lui?
Innanzitutto il datore di lavoro non potrà mai delegare la
valutazione di tutti i rischi presenti in azienda e la conseguente elaborazione del documento di valutazione dei rischi
previsto dall’art. 28 e la designazione del responsabile del
servizio di prevenzione e protezione dai rischi.
Il datore di lavoro deve valutare tutti i rischi per la sicurezza
e la salute dei lavoratori, anche nella scelta delle sostanze o
dei preparati chimici impiegati, delle attrezzature di lavoro,
nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro e considerare
in modo specifico i rischi riguardanti gruppi di lavoratori
esposti a particolari rischi, tra cui quelli collegati allo stress
lavoro-correlato, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato
di gravidanza.
La valutazione dello stress lavoro-correlato, essendo parte
integrante del documento della valutazione dei rischi, non
è delegabile.
Per ciò che concerne la delega di funzione, ai fini della validità della stessa, dovrà, ai sensi dell’art. 16 del D. Lgs. n.
81/2008, avere alcuni requisiti essenziali affinché la stessa
possa ritenersi efficace.
Da un punto di vista formale la delega di funzioni dovrà essere scritta e avere data certa, dovrà avere l’accettazione
scritta da parte del delegato e avere adeguata e tempestiva
pubblicità (essere inserita nella visura camerale).
Dal punto di vista sostanziale la delega dovrà essere affidata
ad un soggetto in possesso di requisiti di professionalità
ed esperienza richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate e il delegato dovrà sempre avere autonomia di
spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate.
In mancanza di tale ultimo requisito la delega risulterà priva
delle sue funzioni, il soggetto delegante rimarrà l’unico responsabile delle violazioni in materia di sicurezza ed infatti
l’autonomia decisionale ed organizzativa costituisce elemento essenziale all’istituto della delega di funzioni.
Sebbene la normativa preveda la possibilità di scaricarsi
parte della responsabilità penale, il comma 3 dell’art. 16
enuncia testualmente “La delega di funzioni non esclude
l’obbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al
corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni
trasferite”.
Da ciò si evince che il delegante non può, tramite l’istituto
della delega, escludere completamente la propria responsabilità; rimane infatti sempre l’obbligo di assicurare un
adeguato controllo sull’attività del delegato, in mancanza
del quale il delegante risponderà di omesso esercizio del
dovere di controllo.
Roberto Pizziconi, CdL in Torino
19
cerchi concentrici
#MEZZE STAGIONI ALL’INPS
Scorcio di manifesto attivismo da parte dell’Istituto che sta inviando ai
datori di lavoro delle richieste di chiarimenti, sostenendo di aver riscontrato “incongruenze” nel calcolo delle quote delle indennità di maternità.
Retribuzione giornaliera
utile per il calcolo
dell’indennità di maternità
Al momento si tratta di richieste riferite agli anni oggetto di prossima
prescrizione, ma c’è da attendersene una moltiplicazione, se non verrà
posto un freno. Il problema nasce dalla messa in funzione di un nuovo sistema di controllo che effettua i calcoli della quota di maternità partendo
dai dati a disposizione dell’Inps, presenti sull’Uniemens. Il programma
confronta poi il valore ricalcolato con quanto posto a conguaglio e, in
22.07.2009 e le sue applicazioni
caso di difformità, fa scaturire la richiesta di spiegazioni al datore di
lavoro. A valle delle verifiche amministrative sui documenti trasmessi
(buste paga del mese precedente l’evento, dei mesi di corresponsione,
sezione presenze del LUL e prospetti di calcolo della quota), l’INPS
richiede poi il pagamento delle differenze con relativi oneri accessori
ai datori di lavoro.
maternità da parte dell’INPS, è sta-
La circolare INPS n. 94 del
pratiche hanno sollevato problemi
non indifferenti. Tale circolare, infatti, pur esplicitamente affermando di voler fornire istruzioni nei soli
casi di pagamento delle indennità di
ta, in concreto, applicata anche nei
ben più numerosi e rilevanti casi di
pagamento da parte dei datori. Tale
comportamento da parte degli uffici dell’ente previdenziale ha fatto
Il nuovo programma di controllo è stato realizzato partendo da una
sì che si venissero a creare discre-
circolare del 2009 dell’Istituto, passata un po’ in sordina nell’ambiente
dei Consulenti del Lavoro perché riferentesi a situazioni normalmente
non gestite dai datori. Tale circolare, nello spirito di semplificazione degli
adempimenti, soprattutto quelli dell’Istituto, fornisce una modalità di
calcolo semplificato dell’indennità di maternità, partendo dai dati contenuti dell’Uniemens, senza però ricordarsi sia del dettato normativo
che delle storiche, ma dettagliate, circolari dell’INPS che fornivano le
indicazioni operative in materia. Le differenze sorgono quindi perché il
calcolo, preciso e conforme alle circolari del 1981 e 1982, viene confrontato con quello semplificato proposto nel 2009.
panze, spesso di non poco conto,
nel calcolo dell’indennità di maternità, dando adito a diffide da parte
dell’INPS e successivi ricorsi da
parte dei datori di lavoro. È evidente,
infatti, che , in particolare modo nel
caso in cui il datore impieghi numerose lavoratrici, le cifre oggetto di
contestazione possono raggiungere
importi ragguardevoli.
Vediamo nel dettaglio quali sono le criticità riscontrate.
Pagamento
da parte del datore
Nello specifico, occorre esaminare
le circolari INPS che regolano la retribuzione giornaliera che funge da
parametro per individuare l’indennità di maternità da corrispondere.
Riguardo al pagamento che deve
essere effettuato dal datore, la circolare n. 134382 del 26/01/1982, che
non risulta essere stata abrogata
dall’Istituto, impone al paragrafo
20
cerchi concentrici
INNOVAZIONI SUL CALCOLO DELL’INDENNITÀ DI MALATTIA
le indennita’ economiche di malattia”; di conseguenza, ai sensi della
circolare INPS n. 134368 del 28 gennaio 1981 che disciplina la determinazione dell’indennità di malattia,
occorre prendere in considerazione
“tutto ciò che il lavoratore riceve dal
datore di lavoro, in denaro o in natura, al lordo di qualsiasi ritenuta, per
il compenso dell’opera prestata”.
9.1 di prendere in considerazione la
Pagamento diretto
da parte dell’INPS
retribuzione imponibile di cui all’art.
Riguardo, invece, ai pagamenti di-
12 della legge n. 153/1969; tale re-
retti da parte dell’INPS, la già ci-
tribuzione consiste, attenendoci al
tata circolare del 2009 stabilisce di
dettato legislativo, a “tutto ciò che il
utilizzare le informazioni disponi-
lavoratore riceve dal datore di lavoro, in denaro o in natura, al lordo di
qualsiasi ritenuta, per il compenso
dell’opera prestata, ivi compresa la
quota degli emolumenti, a carattere ricorrente, non frazionati e non
corrisposti nel normale periodo di
paga”. Sulla materia, è possibile segnalare che il legislatore, ai sensi
dell’art. 23, comma 3 del Decreto
Legislativo n. 151/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative in
materia di tutela e sostegno della
maternità e della paternità), stabilisce un esatto parallelismo fra
l’indennità di maternità e l’indennità economica di malattia nel calcolo
della retribuzione utile, statuendo
che “concorrono a formare la retribuzione gli stessi elementi che
vengono considerati agli effetti della determinazione delle prestazioni
dell’assicurazione obbligatoria per
bili nel campo “RetribTeorica” dei
flussi Uniemens. Esso, unitamente
al numero delle mensilità (campo
“NumMensilità”), concorre a definire la retribuzione da utilizzare per
determinare le prestazioni di disoccupazione, mobilità e cassa integrazione. Il contenuto di “RetribTeori-
dalla legge n. 153/1969. In primo
luogo, sono esclusi dal computo i
premi di produzione, gli importi dovuti per ferie e festività non godute,
gli arretrati dovuti per legge o per
contratto, le retribuzioni ultramensili, quali la 13° e la 14° mensilità.
In secondo luogo, inoltre, non vanno
considerate tutte quelle voci retributive, come il lavoro straordinario,
legate ad un’effettiva prestazione
lavorativa, fermo restando, invece,
che non sono escluse le voci normalmente presenti nella retribuzione mensile (a titolo di esempio:
straordinario contrattualizzato e
indennità di turno). Per retribuzione teorica, infatti, ai sensi del documento tecnico del 2013, si intende,
in modo esplicito, “la retribuzione
che il lavoratore avrebbe percepito qualora non fossero intervenuti
eventi tutelati che possono dar luogo ad accredito figurativo ovvero non
tutelati”.
ca” è disciplinato nel dettaglio dalle
istruzioni tecniche dell’Uniemens (si
veda, ad esempio, pag. 40 del documento tecnico 20/11/2013 release
2.6); tali istruzioni definiscono la retribuzione teorica in modo diverso,
rectius, più restrittivo, rispetto alla
già ricordata retribuzione imponibile, e quindi risulta, a nostro avviso,
non utilizzabile per il calcolo dell’indennità di maternità. In particolare,
infatti, per determinare l’importo di
questo specifico campo, occorre
effettuare delle esclusioni rispetto
alla retribuzione presa in esame
21
cerchi concentrici
Si evince dunque che la retribuzione media globale giornaliera (RMGG nelle circolari
INPS), a cui occorre moltiplicare i giorni di maternità per
determinare l’indennità spettante alla beneficiaria, risulta
differente a seconda che si
prenda in considerazione la
retribuzione imponibile oppure quella teorica.
Esempio
Ai fini di una maggior comprensione, è possibile, a titolo
esemplificativo, analizzare un
caso pratico.
Una lavoratrice, impiegata
con l’applicazione del CCNL
del Commercio, nel mese
precedente all’inizio della maternità, risulta aver percepito
le seguenti voci retributive:
etribuzione ordinaria:
R
2.000 euro
aggiorazione per ore straM
ordinarie: 205 euro
otale imponibile contributiT
vo mensile: 2.205 euro
Occorre determinare il valore
dell’indennità giornaliera di
maternità utilizzando i criteri indicati dalla circolare
dell’INPS del 1982 per il pagamento da parte del datore
di lavoro, tenendo presente
che nel CCNL del Commercio sono previste 14 mensilità:
22
Imponibile contributivo mensile
2.205
Diviso 30
73,50
Rateo mensile lordo
Retribuzione del mese precedente
diviso 12 x 2 mensilità 2.000 / 12 x 2=
+ 333,33
Diviso 30
/ 30
Valore giornaliero ratei
11,11
Totale retribuzione giornaliera
(retribuzione + ratei = 73,50 + 11,11)
84,61
Indennità di maternità giornaliera
(Totale retribuzione media giornaliera all’80%,
ai sensi dell’art.22, comma 1, D.Lgs n. 151/2001)
67,69
Indennità di maternità mensile, in un mese di 30 giorni
( retribuzione media giornaliera x 30)
2030,70
Se, invece, si determina l’indennità utilizzando i parametri fissati dall’INPS
nella circolare n. 94/2009:
Imponibile contributivo mensile
2.000
Diviso 30
66,67
Rateo mensile lordo
Retribuzione del mese precedente
diviso 12 x 2 mensilità 2.000 / 12 x 2=
+ 333,33
Diviso 30
/ 30
Valore giornaliero ratei
11,11
Totale retribuzione giornaliera
(retribuzione + ratei = 66,67 + 11,11)
77,78
Indennità di maternità giornaliera
(Totale retribuzione media giornaliera all’80%,
ai sensi dell’art.22, comma 1, D.Lgs n. 151/2001)
62,22
Indennità di maternità mensile, in un mese di 30 giorni
( retribuzione media giornaliera x 30)
1866,60
uso & consumo
#RAPSODIA
DI SANZIONI ASSORTITE
Da un diverso conteggio delle
voci retributive, risulta, di conseguenza, nell’esempio riportato, uno scarto rilevante nella
determinazione della retribuzione media globale giornaliera che, nell’arco di un mese
di indennità, si riflette in una
differenza di ben 164 euro.
Quanto si RISPARMIA
a RISPETTARE le regole?
La risposta non è banale ma quanto meno riassumibile in una
unica parola di cinque lettere: TANTO!
In via generale la siffatta replica è sempre valida ma nel caso specifico, e mi riferisco ai datori di lavoro che rispettano alla lettera le
disposizioni in materia, coincide con un minimo di 1.950 euro fino
È indispensabile che sull’argomento venga fatta chiarezza a livello nazionale da parte
dell’Istituto e che, soprattutto,
i programmi di controllo non
effettuino calcoli con modalità semplificate, ripristinando
quindi le logiche che da sempre si applicano alla determinazione delle indennità di
maternità.
ad un massimo di 15.600 euro, per ogni lavoratore regolarmente
Guido Musso, CdL in Torino
Dalla lettura dei due provvedimenti normativi, la modifica più ecla-
assunto, più 195 euro per ogni giorno di lavoro regolare!
Ma bando ai giochi di parole, che ‘trafigurano’ in incentivi quelle
che invece sono sanzioni in materia di lavoro irregolare e concentriamo l’attenzione sull’art. 14 del D.L. 145/2013, entrato in vigore
la vigilia di Natale 2013 e poi sostituito, in fase di conversione,
dalla L. n. 9/2014 con decorrenza dal 22 febbraio u.s., lasciando
invariato, praticamente solo il titolo.
Interviene poi, in data 4 marzo 2014 e correndo in soccorso agli
ispettori nonché agli addetti ai lavori, il Ministero del Lavoro, formulando la circolare numero 5/2014.
tante intervenuta in fase di conversione in legge è certamente l’aggettivazione “raddoppiate” in luogo del precedente, “decuplicate”,
una svista di ortografia forse, che sarebbe costata alle aziende otto
volte di più, se in fase di conversione non fosse stata corretta. Mi
riferisco all’aumento delle sanzioni previste in materia di tempi
di lavoro e più precisamente agli importi sanzionatori legati alla
violazioni delle disposizioni in materia di orario di lavoro medio
settimanale, riposi giornalieri e settimanali di cui ai commi 3 e
4 dell’art. 18 D.Lgs.vo 66/2013. In fase di conversione viene specificato anche, che “la disposizione decorre dall’entrata in vigore
del presente decreto…” generando apparentemente dei dubbi, poi
dipanati dalla già accennata circolare del Ministero che sancisce
definitivamente “dal 24 dicembre 2013”. Nel frattempo però, come
sempre accade nei casi di balletti dispositivi, a qualche malcapitato
è stata comminata una sanzione che, se onorata, lo è stata nella
misura di quattro volte in più del dovuto!
Il Ministero nella propria circolare, ricorda infatti che, per poter
23
uso & consumo
applicare le nuove sanzioni in mate-
Una maggiorazione quindi del 100%
o per meglio dire sospesa fino alla
ria di tempi di lavoro, l’intero periodo
che indurrebbe a tirare un sospiro
data di entrata in vigore della Leg-
considerato deve ricadere dalla data
di sollievo, relativamente al lavoro
ge di conversione, quindi applicabile
nero se si pensa che, in tal eventua-
(come anche confermato nella cir-
lità, le sanzioni amministrative sono
colare del Ministero del Lavoro) dal-
aumentate solo del 30% ma la realtà
la data del 22 febbraio 2014. Di fatto,
è un po’ diversa. Infatti già “Maxi-
lo stesso disposto del D.L. 145/2013,
sanzione” per lavoro nero, composta
“In relazione alla violazione prevista
da un importo fisso, dovuto per la
dal citato articolo 3 del decreto-legge n. 12 del 2002 …, non si applica
la procedura di diffida di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 23
aprile 2004, n. 124, e s.m.i” viene
mantenuta anche nella legge di
conversione ma, fatta seguire dal
successivo disposto: “Restano soggette alla procedura di diffida le violazioni commesse prima della data
di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto”.
Viene spontaneo domandarsi iden-
del 24 dicembre 2013 in poi. Quindi il nuovo importo per la sanzione
prevista in caso di mancato rispetto
dell’orario medio settimanale non
potrà essere applicata prima del 24
aprile 2014 in quanto per stabilire,
mancata instaurazione del rapporto
se la durata media dell’orario di la-
di lavoro e da una somma aggiuntiva
voro è stata superata, si deve con-
per ogni giorno di lavoro effettiva-
siderare un periodo non superiore
mente svolto, oltre ad aumentare
a quattro mesi (o fino a sei mesi,
del 30%, è esclusa dalla possibilità
se previsto dalla contrattazione collettiva).
Tutto ciò premesso, le nuove sanzioni amministrative, di cui ai commi 3
di pagamento in misura ridotta per
mezzo della diffida ex Art. 13 D.Lgs.
vo n. 124/2004. Tale esclusione, già
prevista dal Decreto Legge 145/2013
e quindi decorrente dal 24 dicembre
e 4 dell’art. 18 D.Lgs.vo 66/2013 a
2013, stranamente, in fase di con-
regime sono o saranno le seguenti:
versione in Legge viene annullata,
SANZIONE AMMINISTRATIVA
IMPORTO
• per superamento della durata media dell’orario di lavoro pari a
• da 200 a 1.500 euro;
48 ore calcolate con riferimento ad un periodo non superiore
a quattro mesi (o superiore, fino a sei mesi, se previsto dalla
•d
a 800 a 3.000 euro se la violazione si riferisce a più di cinque
contrattazione collettiva)
lavoratori o se si verifica in almeno tre periodi di riferimento;
• e per mancato riposo settimanale pari a 24 ore consecutive
di regola coincidenti con la domenica, da cumulare con le ore
• da 2.000 a 10.000 euro se la violazione si riferisce a più di 10
di riposo giornaliero da calcolare come media di un periodo
lavoratori o si verifica in almeno cinque periodi di riferimento.
non superiore a 14 giorni
Possibile la diffida per i primi due casi, esclusa nell’ultimo caso
SANZIONE AMMINISTRATIVA
IMPORTO DELLA SANZIONE AMMINISTRATIVA
• da 100 a 300 euro;
• per mancato riposo giornaliero pari ad 11 ore consecutive (fat• da 600 a 2.000 euro se la violazione si riferisce a più di cinque
te salve le attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati
lavoratori o se si verifica in almeno tre periodi di ventiquattro ore;
durante la giornata o da regimi di reperibilità) da calcolarsi
nell’arco temporale di ventiquattro ore.
• da 1.800 a 3.000 euro se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori o si verifica in almeno cinque periodi di ventiquattro ore.
Possibile la diffida per i primi due casi, esclusa nell’ultimo caso
24
uso & consumo
tico quesito rispetto al precedente, ossia: nel frattempo però cos’è
successo? Datori di lavoro che non
avranno senz’altro beneficiato della
diffida, di converso datori di lavoro
che non hanno onorato il debito e
si trovano a beneficiarne: insomma,
l’esatto contrario dell’equità!
Non subisce modifiche invece, la
possibilità di ricorrere all’oblazione
ex art. 16 L. 689/81 ossia al pagamento di un terzo della sanzione
massima previsto, oppure il doppio
della sanzione minima, se più favorevole.
Il tutto viene riassunto nello schema a fondo pagina.
L’ultima variazione in materia di
sanzioni riguarda l’importo da
versare a proposito della revoca
del provvedimento di sospensione
dell’attività imprenditoriale prevista dall’articolo 14 del Dlgs 81/08.
Aumenta anch’essa, a far data dal
VIOLAZIONI
CONSUMATE
24 dicembre 2013, del 30% ed è
ora pari a 1.950 euro nelle ipotesi
di sospensione per lavoro irregolare e ad euro 3.250 nelle ipotesi di
sospensione per gravi e reiterate
violazioni in materia di tutela della
salute e della sicurezza sul lavoro.
Tali maggiori importi sono dovuti
se il pagamento è effettuato in data
successiva al 23 dicembre 2014, anche se gli illeciti si riferiscono ad un
momento antecedente.
novembre 2008, n. 185, convertito,
con modificazioni, dalla legge 28
gennaio 2009, n. 2, nella misura di
5 milioni di euro per l’anno 2014, 7
milioni di euro per l’anno 2015 e 10,2
milioni di euro a decorrere dall’anno
2016. Nel merito i maggiori introiti,
derivanti dall’incremento delle sanzioni, saranno rassegnati al suddetto fondo.
Paola Chiadò Puli, CdL in Torino
Evidenzio infine ciò che nel riscritto articolo 14 della L. 9/2014 trova
spazio nella lettera a), cioè l’autorizzazione data al Ministero delle
Politiche Sociali ad integrare la
dotazione organica del personale
ispettivo nella misura di duecentocinquanta unità. Per tali maggiori
oneri si provvede mediante riduzione del Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all’articolo
18, comma 1, lettera a), del D.L. 29
MAXI SANZIONE
ORDINARIA
MAGGIORAZIONE
GIORNALIERA
DIFFIDA
OBLAZIONE
Fino al 23 dicembre
2013 compreso
Da un minimo
di 1.500 € ad un
massimo di 12.000 €
150 €
1.500 €
Più 37,50 € al giorno
3.000 €
Più 50 € al giorno
Dal 24 dicembre 2013
al 21 febbraio 2014
Da un minimo
di 1.950 € ad un
massimo di 15.600 €
195 €
1.950 €
Più 48,75 € al giorno
3.900 €
Più 65 € al giorno
Dal 22 febbraio 2014
Da un minimo
di 1.950 € ad un
massimo di 15.600 €
195 €
Non applicabile
3.900 €
Più 65 € al giorno
Lo stesso aumento è previsto per la maxisanzione “affievolita” nel caso in cui il lavoratore risulti regolarmente occupato per un
periodo lavorativo successivo a quello non regolare, passando da un minimo di 1.000 euro ad un massimo di 8.000 ad un minimo
di 1.300 euro ad un massimo di 10.400 e le somme aggiuntive per ogni giorno di lavoro effettivo da 30 a 39 euro. E di conseguenza
diffida ed oblazione variano in proporzione.
25
dialoghi con la nostra storia
#Davide Gariglio segretario regionale PD
Via Masserano è una viuzza diagonale esigua come un respiro, situata a due
passi dalla immaginifica Spina 3 di corso Principe Oddone, dove dominava uno
dei trinceroni ferroviari che per i Torinesi rappresentavano una sorta di muro
di Berlino. È qui che incontriamo Davide Gariglio, Segretario Regionale del
Partito Democratico, in una sede che ancora sconta i residui di vernice rosso
fuoco, frutto insano di anime distorte, che brutalizzano i muri dell’edificio.
Per cominciare a conoscerci, ci
appunto laureato in Giurisprudenza,
cui mi occupai al Ministero fosse
racconta qualcosa del Gariglio non
in Diritto Costituzionale con il Prof
quella del trasporto pubblico locale.
politico?
Pizzetti, e iniziato la professione
Proprio in virtù di quella esperienza
Sono nato a Torino nel 1967, ho fre-
occupandomi prevalentemente di
nel 1997, quando risiedevo ancora
quentato il Liceo Classico Cavour,
Diritto Regionale.
a Roma, fui nominato consigliere di
mi sono laureato in Giurisprudenza
e subito dopo mi sono abilitato alla
Professione di Avvocato. Sono un
professionista anch’io.
Senza però esercitare direttamente …
Al momento sono iscritto all’Ordine
e alla Cassa di Previdenza ma naturalmente non dispongo del tempo
materiale per occuparmi della Professione. Fortunatamente il nostro
ordinamento ha previsto una norma
che consente a coloro che sono impegnati nell’attività politica di restare “dormienti”: si rimane iscritti e si
continua a pagare i contributi sulla
base dell’ultimo anno di attività.
E il virus della passione politica
attiva?
Mi coglie ai tempi dell’Università,
in qualità di amministratore della
Circoscrizione Parella–San Donato, dove abitavo. Un’esperienza che
Quindi passione temporaneamente
accantonata?
Si. Terminati gli anni in Circoscrizione, il mio partito, il PPI, voleva
candidarmi in Consiglio Comunale
ma non ero convinto. Fu proprio in
quel frangente che il Prof. Pizzetti,
allora Consigliere Costituzionale di
Romano Prodi, mi offrì di accompagnarlo a Roma. Un arco temporale
di tre anni e mezzo davvero intensi
durante il quale sono stato anche
consulente dell’Unione delle Province d’Italia ma soprattutto mi sono
occupato di riforma della Pubblica
Amministrazione e del decentramento dallo Stato alle Regioni per
il Ministero della Funzione Pubblica.
Cosa le resta di quel periodo?
Anni decisamente formativi in cui ho
acquisito la piena consapevolezza di
quanto poco contino i parlamentari…
Satti. La circostanza permise alla
società di beneficiare delle notizie
e delle informazioni che raccoglievo
in presa diretta.
Da esterni diventa complicato entusiasmarsi sul tema del trasporto
pubblico …
E invece, attraverso un’azione di
lobbying, convinsi i Consiglieri di
maggioranza del Comune di Torino
ad espropriare l’ATM e a concedere
a Satti l’incarico di costruire la metropolitana, proprio in virtù della sua
forma societaria: era l’unica Società
per Azioni che il Comune vantasse
nel campo dei servizi pubblici. Un
certo peso, bisogna dirlo, lo ebbero
anche i finanziamenti che il governo
Prodi stava erogando a favore delle
nuove linee di trasporto.
Inizia la nuova era personale, quindi …
Diventato Presidente di Satti S.p.a,
ho portato avanti per otto anni, dal
Ed è il motivo per cui torna al pa-
sempre attraverso azione di lob-
1990 al 1997, in gran parte contem-
esello?
bying, mi spesi per la sua fusione
poraneamente alla giunta Castel-
Occorre compiere un passo indietro.
con ATM, in pratica due aziende sto-
lani. Durante quel periodo mi sono
Il caso volle che la prima riforma di
ricamente identiche e concorrenti.
26
dialoghi con la nostra storia
Torino, 14 aprile 2014
Da questa operazione nacque la GTT
d’attesa nella sanità ma anche ap-
di cui venni nominato amministra-
parentemente futili come la fontana
tore delegato. Insomma fino al 2005
di nuova costruzione e non funzio-
feci il tranviere!
nante. Questo quadretto mi sembra
La prima candidatura?
Vengo quasi precettato a candidarmi in Consiglio Regionale e, con
paradigmatico della politica che non
è in grado di rispondere alle necessità delle persone.
mio grande stupore, raggiunsi un
Il ritrito distacco tra le persone e
numero di voti del tutto inaspettato.
le istituzioni?
Nel 2006, quindi, divento Presiden-
Esattamente: la politica deve esse-
te del Consiglio Regionale. Rieletto
re in grado di interloquire con tutti
nel 2010, ci fu però la sconfitta della
per poter raccogliere le necessità,
coalizione.
grandi o piccole che siano, perché
Sconfitta quasi cercata …
Abbiamo accumulato, e pagato, una
all’elettore interessa molto di più la
buca nella via che i massimi sistemi.
Assolutamente. Quella di Matteo
Renzi è una politica volta a cambiare
serie di errori. Assessori arroganti
Quegli errori sono serviti?
innanzitutto noi stessi: stiamo lavo-
e inadeguati al compito, alcune di-
Sicuramente si.
rando per superare i tabù ideologici,
chiarazioni della Presidente in carica che hanno alimentato ostilità
piuttosto che empatia. E poi c’è la
vicenda di piazza Montale …
Anche in una campagna elettorale
atipica e priva di avversari ben definiti: da una parte una destra frantumata e dall’altra un Movimento 5
i preconcetti e gli stereotipi che ci
portavamo dietro da decenni. Erano
paletti logori che si adeguavano a
contesti che non esistono più. Bisogna avere il coraggio di uscire dal
Agli elettori sono indigesti gli ossi
Stelle caotico e magmatico?
di seppia?
Ritengo che il nostro vero avversario
Sicuramente sono piaciuti ai lettori
sia proprio quest’ultimo. Tuttavia le
di ‘Le Monde’, quando il giornale ha
condizioni sociali contingenti, così
inviato i suoi cronisti ad intervista-
duramente messe alla prova dalla
re i responsabili del centrosinistra
crisi economica, impediscono di az-
nistra da una modalità di conser-
piemontese sul glorioso risultato
zardare qualsiasi previsione attendi-
vazione ideologica proiettandola in
elettorale dell’epoca.
bile. Da una situazione come quella
uno scenario di innovazione, perché,
in cui ci troviamo possono determi-
come ha avuto modo di ribadire
narsi due diverse e opposte reazioni.
proprio qui a Torino all’avvio della
Quella nichilista della sfiducia verso
campagna elettorale, “la sinistra
la politica che si traduce in astensio-
che non cambia diventa destra”.
nismo o nel voto di protesta oppure
Non è proprio una linea totalmente
Illustriamo a chi leggerà?
Certo. Piazza Montale è un centro
d’incontro in zona Vallette. Durante
la campagna elettorale al mio arrivo sono stato accolto benissimo,
tuttavia, durante la serata, mi sono
accorto che gli interlocutori diventavano sempre più aggressivi. Emergevano temi pressanti come le liste
quella dell’impegno che si traduce
nell’adesione al motto “cambiamo
verso” adottato da Renzi.
Renziano della prima ora, giusto?
tempio dell’ideologia per focalizzare
quello che realmente interessa alla
gente. Ed è quello che sta facendo
Matteo Renzi: estromettere la si-
condivisa all’interno del partito …
Ne sono consapevole e per questa
ragione nel corso del mio discorso
di insediamento all’Assemblea Re-
27
dialoghi con la nostra storia
gionale ho voluto lanciare un mes-
Quindi fiducia ‘indotta’ alla legge
Trattando di nodi, le Province sono
saggio chiaro: il posto del PD è sulla
di conversione?
realmente scomparse?
frontiera, accanto alle persone che
Il premier ha illustrato chiaramente
Le Province sono state trasforma-
sono più in difficoltà. E le persone in
quali sono le priorità e quali sono
te in enti di secondo grado. Questo
difficoltà, in questo nuovo scenario
gli strumenti per realizzare le so-
determina una riduzione dei costi
sociale, non sono solo gli operai. Ci
luzioni: se bloccano il suo lavoro il
ascrivibile all’eliminazione degli
sono i piccoli imprenditori, i lavora-
Parlamento va a casa.
stipendi dei politici. Si tratta di un
tori precari, il popolo delle Partite
Iva, i commercianti. Persone che un
tempo potevano essere considerate agiate ma che oggi rischiano costantemente il tracollo.
Azioni in concreto?
Come Segretario Regionale mi sono
adoperato per assicurare una presenza piemontese all’interno del
governo Renzi ed in settori decisivi:
la nomina di Enrico Morando quale
vice Ministro dell’Economia, e Luigi
Bobba e Franca Biondelli nel ruolo
di Sottosegretari al Lavoro, ne sono
la prova tangibile.
E, su scala nazionale, anche ricorrere al decreto legge sul jobs act
è una azione se non concreta, indispensabile?
La mia tesi di laurea riguardava
Assodato che l’emergenza lavoro è
di primaria importanza per il Paese, qualche pensierino, in ambito
regionale, su chi se n’è occupato
fino a questo momento?
È un pensierino globalmente positivo: a differenza di altri soggetti
della sua coalizione, Claudia Porchietto ha saputo lavorare alacremente mettendo in piedi una serie
di interventi volti a fronteggiare il
problema della disoccupazione.
Tuttavia, ritengo che le politiche del
lavoro non possano essere efficaci
se strutturate a livello Regionale. È
necessario che vengano pianificate
a livello Nazionale.
Partendo anche da un mutamento
della fiscalità?
intervento iniziato con il governo
Monti, proseguito sotto il governo
Letta e portato a termine dal governo Renzi. Francamente avrei
preferito la proposta dell’Unione
delle province d’Italia che prevedeva
di lasciare le Province intatte, quali
enti elettivi, dimezzandone i costi
tramite accorpamento. In pratica,
relativamente al Piemonte, non più
8 Province, 8 Prefetti, 8 Questori, 8
Comandanti dei Vigili Urbani … ma
solo la metà.
Da ex tranviere un’opinione sulla
TAV?
Si deve fare. Così come Cavour dopo
l’Unità d’Italia in modo lungimirante ha ritenuto fosse necessario
costruire una struttura ferroviaria,
della quale abbiamo beneficiato
Indubbiamente siamo in un Paese
per oltre un secolo, che unificasse
in cui viene tassato maggiormente
il Paese e lo collegasse con il resto
se concettualmente sarebbe stato
il lavoro, sia esso dipendente o di
dell’Europa, così oggi l’Unione Euro-
meglio un disegno di legge, ma il
impresa, rispetto al patrimonio. Un
pea ritiene necessario costruire una
Paese è in affanno, in particolare
contesto che non può certo incenti-
rete ferroviaria che consenta a tutti
riguardo la tematica del lavoro. E
vare gli investimenti sulla produzio-
i cittadini di muoversi agevolmen-
questo, Renzi, da sindaco, lo com-
ne. E poi si aggiungono le compli-
te e velocemente per tutto il resto
prende molto bene: quando la casa
cazioni burocratiche, le lungaggini
dell’Europa. Quel che sorprende
brucia i vigili del fuoco devono spe-
della giustizia, il costo dell’energia.
è che, in Italia, la TAV c’è e viene
gnere l’incendio, non puoi pensare
Sono tutti nodi da risolvere se si
utilizzata tutti i giorni. Così in Fran-
di mettere prima in salvo le cose di
vuole pensare di far ripartire anche
cia. Non è pensabile che per quei
valore per non rovinarle.
il mondo dell’occupazione.
novanta chilometri che mancano
proprio il decreto legge e quindi ne
conosco bene pregi e difetti. For-
28
dialoghi con la nostra storia
sino al confine non si riesca a terminare un’opera di questa portata.
Ovviamente, tutto quello che è stato
pensato per l’opera può essere ridiscusso e migliorato, vedi l’esempio
della collina di Rivoli.
lano la sua storia politica. Inoltre,
Chiamparino è l’espressione di un
partito che ha avuto il coraggio di
cambiare passo per affrontare i problemi emergenti, con un diverso e
più efficace atteggiamento.
Concludiamo con la tematica bollente: niente primarie, così certi
della vittoria di Chiamparino?
Non vorrei sembrare arrogante ma
sono comunque fiducioso riguardo
un risultato favorevole. Il candidato
è molto amato dai piemontesi per
tutte le cose concrete che costel-
Ma non si vota per il sindaco …
Ma sarà il ‘Sindaco del Piemonte’.
È vero che un Governatore non si rivolge direttamente ai cittadini perché ci sono i Comuni quale tramite
ma credo che, comunque, debba
comportarsi come un sindaco privilegiando il contatto con le persone
e, soprattutto, disponendosi all’ascolto. In proposito venerdì e sabato
prossimo andremo a raccogliere le
firme per presentare le liste. Tecnicamente non sarebbe necessario
ma è nostra intenzione stare in mezzo alla gente e dimostrare che non
temiamo chi imbratta le sedi.
intervista a cura di
Walter Peirone, CdL in Torino e
Dina Silvana Tartaglia, CdL in Torino
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di RINNOVO al C.N.O.
Come ogni tempo annovera le proprie rose
e le proprie spine, così in ogni rinnovo di
consesso si aprono e si chiudono dibattiti,
confronti e relazioni, necessari a proiettare in avanti ciò che di positivo si è fatto,
correggendo eventuali errori commessi
non sempre colpevolmente.
È certamente il caso di sollecitare in tal
senso un confronto più ampio all’interno
del nostro sindacato per costruire la classe dirigente che guiderà la categoria del
consulenti del lavoro nel triennio 2014 –
2017.
In proposito, volendo far tesoro del laborioso dibattito sul pluralismo sancito dallo
statuto dell’Associazione e dal successivo
regolamento di attuazione, si ritiene utile
che si sviluppi prontamente una più diffusa discussione all’interno delle Unioni
Provinciali affinché le assemblee regionali indichino, su proposta dei Consigli
Regionali, colleghi, con almeno tre anni
di iscrizione al sindacato e con regolare
versamento anno per anno delle quote associative, da poter inserire nelle liste che
si formeranno per il prossimo appuntamento elettorale.
Insomma, si reputa maturo il tempo di
abbandonare il sistema delle “nomine” al
fine di rappresentare le istanze dei consulenti del lavoro, lasciando spazio invece
alla volontà popolare della base, libera di
scegliersi i componenti nell’ambito di più
diffuse indicazioni.
L’ANCL-SU ha il dovere di farlo, diversamente, ed intenzionalmente, abdicherà
in favore di altri metodi o regole che non
sono proprie dell’Associazione.
Filippo Carrozzo, CdL in Torino
#C.R. ANCL del VENETO
Consiglio Regionale Ancl Veneto
Alessandro Bonzio (VE), presidente
Pierpaolo Sante (TV), vice presidente:
Lisa Alborno (PD), tesoriere:
Alessio Bertagnin (PD), consigliere
Cosetta Cavallaro (PD), consigliere
Francesco Bertoldo (VI), consigliere
Maria Luisa Formaggioni (VR), consigliere
Luigi Giancotti (BL), consigliere
Andrea Follin (PD), consigliere
Anna Paola Bergamini (TV), consigliere
Tito Meggiorini (VR), consigliere
Antonio Stella (VI), consigliere
Giuseppe Zambon (TV), consigliere
Paolo Vianello (VE), consigliere
Presidenti Provinciali
Cesare Artico (TV)
Giovanni Battista Braggion (PD)
Ivan Allegro (RO)
Maurizio Faccin (VI)
Robert Entilli (BL)
Roberto Sartore (VE)
Augusto Nalini (VR)
Collegio dei Revisori effettivi
Luigi Pelliccione (VE), Danilo Bolfe (VI),
Alessandro Rossi (RO)
Collegio dei Revisori supplenti
Alselmo Canazza (VR), Elvira Fiorella Bertollo (PD)
È una primavera calda quella che, come consulenti del lavoro e come sindacalisti, attraverseremo, almeno stando agli annunci del nuovo
presidente del Consiglio Matteo Renzi. Ben vengano quindi iniziative editoriali come la vostra,
cari colleghi dell'Up di Torino, che promuovono
l'informazione e danno slancio all'attività sindacale. Una primavera calda, dicevamo: è stato appena pubblicato il decreto sul Jobs act, a
breve arriveranno le linee guida sulla riforma
della Pubblica amministrazione, con cui noi
quotidianamente ci confrontiamo e, ancor più
30
aggiungi un posto al... tavolo
importante, la riforma fiscale. Come professionisti e
scelgono l'Ancl come proprio riferimento, strumen-
come aderenti all'Ancl ci attende un periodo di forte
ti per offrire a se stessi, e di conseguenza ai propri
studio, che non ci spaventa essendo abituati ad ag-
clienti tramite l'attività professionale, la possibilità un
giornarci quotidianamente, di attenta vigilanza e di
servizio migliorativo. Del resto l'Ancl in Veneto vanta
proposte puntuali. Ci auguriamo, dopo tanti rimandi
una forte rappresentatività: metà dei consulenti iscritti
e delusioni, che questo sia il periodo favorevole per
agli ordini provinciali della regione sono iscritti anche
una qualche svolta nella nostra economia. Noi tuttavia
alle nostre Up, circostanza che richiama anche una
siamo una categoria operativa: cogliamo gli annunci
forte responsabilità sul lavoro sindacale che dobbiamo
con il giusto senso di aspettativa, ma poi contano solo
svolgere.
i fatti. Perché il nostro è un mestiere che ci porta a
Ecco quindi che abbiamo cercato nel 2013 una colla-
essere terzi e prudenti: siamo i primi ad applicare
borazione più strutturata con associazioni ed enti vicini
le leggi sul lavoro, i primi a capire cosa funziona e
alla nostra professione perché, anche se non siamo
non funziona. E nonostante gli attacchi che riceviamo,
dei burocrati, con la burocrazia ci lavoriamo tutti i
come professionisti e in quanto tali - per qualcuno
giorni: è nostra opinione che è preferibile impegnarsi
- appartenenti a una casta, e come sindacalisti, per
a migliorarla piuttosto che subirla. Abbiamo firmato
questo - per qualcun altro - appartenenti a un'altra
nel corso dei primi mesi del 2013 tre protocolli di in-
casta, rimaniamo una categoria con una funzione di
tesa con la realtà regionale dell'Associazione naziona-
contatto. Terzietà, contatto, collaborazione: in Veneto li
le ispettori di vigilanza (Aniv), rappresentata dal dott.
abbiamo trasformati in uno stile distintivo dell'operato
Luciano Esposito, con l'Inps veneta diretta da Antonio
del Consiglio regionale dell'Ancl. Uno stile che vedia-
Pone e con l'Inail regionale diretta da Alessandro Cri-
mo declinato anche nell'attività delle singole Unioni
sci. I tre protocolli d'intesa sono operativamente simili
provinciali della nostra regione, nel pieno rispetto
e si pongono tutti lo stesso obiettivo: rispondere alle
della loro autonomia.
richieste del nostro tessuto produttivo, fatto di piccole
Se diciamo che la crisi ha mutato i connotati del no-
e medie imprese, di semplificazione e di garanzia del-
stro Nordest, non diciamo nulla di nuovo: abbiamo
la certezza delle regole, in modo da non appesantire
regimi fiscali agevolati vicino casa e abbiamo scontato
ulteriormente i già significativi oneri burocratici con
per primi gli effetti distorti della delocalizzazione. Poi,
rischi interpretativi che possono determinare errori e
la conta delle croci: l'agenzia Veneto Lavoro, nel suo
pesanti sanzioni. Nella traduzione pratica, con Aniv,
ultimo rapporto relativo al 2013 e pubblicato a mar-
Inps e Inail ci riuniamo periodicamente in singoli tavoli
zo, informa di meno 8mila imprese attive, 10mila fra
tecnici dove ci confrontiamo sull'operato degli enti,
fallimenti e liquidazioni e oltre 300mila persone senza
sulle criticità, sui dubbi che nascono dall'interpreta-
lavoro. Chi lavora esclusivamente sul mercato inter-
zione delle ultime circolari, sempre molto numerose, e
no, muore. Chi punta sull'export e sull'innovazione,
su casi specifici sollevati dai nostri iscritti che possono
resiste e cresce. È proprio per questo che la nostra
diventare temi di dibattito anche nelle sfere naziona-
attività sindacale in regione in questi ultimi anni si è
li. Da queste riunioni, che si tengono periodicamente
rivolta a creare forme di confronto e collaborazione
ormai da un anno, si elaborano degli avvisi comuni
per "salvare il salvabile" e per contribuire a creare
che vengono diramati ai nostri iscritti, ai soci Aniv e
delle condizioni, almeno sul territorio e per ciò che
alle sedi territoriali di Inps e Inail in modo che, su uno
ci compete, di rilancio. Ci siamo impegnati in questo
stesso tema, ci sia una interpretazione e una risposta
senso anche per fornire ai consulenti del lavoro, che
univoca. Questa collaborazione sta portando notevoli
31
aggiungi un posto al... tavolo
Un frammento della conferenza stampa di settembre 2013,
incentrata sul cedolino unico europeo.
frutti e siamo particolarmente orgogliosi che la nostra
iniziativa è stata apprezzata anche a livello nazionale:
il presidente nazionale Francesco Longobardi, infatti,
a settembre ha firmato con Fedele Sponchia, il presidente recentemente scomparso dell'Aniv nazionale,
un protocollo d'intesa improntato sulle nostre linee
guida.
Con Aniv del Veneto, poi, la collaborazione è diventata
ancora più stretta: ci siamo impegnati in un progetto
ambizioso, la promozione della busta paga unica europea, che parte sempre dalla nostra esperienza nel
territorio. E abbiamo trovato un partner molto interessato: l'Eurosportello di Unioncamere del Veneto.
Insieme abbiamo organizzato un riuscito convegno
di respiro internazionale per livello e caratteristiche
dei relatori intervenuti, che si è tenuto a settembre a
Mirano, in provincia di Venezia. La nostra idea, tanto
semplice quanto rivoluzionaria sul piano pratico, è
che se i paesi Ue facessero adottare alle imprese con
sede nell'Unione una busta paga unica, nel senso di
un formato standardizzato identico per tutti, si avrebbe
un risparmio di tempo e di costi nell'amministrazione
del personale, e una maggior trasparenza soprattutto
sul cuneo fiscale. A tutto beneficio di un fenomeno in
crescita ma anche favorito dalla Ue: l'internazionalizzazione delle imprese e la libera circolazione dei
lavoratori da un paese all'altro, anche per brevi periodi. Uno strumento unico e standardizzato consente
32
di poter incrociare a fini reddituali, contributivi, previdenziali e fiscali i dati dei diversi impieghi, con imposizioni e importi diversi a seconda del paese e degli
istituti relativi. Proprio dal confronto fra Ancl e Aniv è
nata questa intuizione che ha incontrato il favore dei
funzionari europei e degli europarlamentari presenti
al convegno sulla quale stiamo continuando a lavorare
per arrivare a una proposta legislativa.
Come Consiglio regionale, cerchiamo anche di essere molto attenti agli stimoli che giungono dai singoli
territori: dalle Up venete, infatti, arrivano ottime proposte. Citiamo, a titolo di esemplificativo poiché ultima in ordine di tempo, la convenzione con Adapt che
l'Up di Vicenza ha attivato un anno fa per realizzare
una piattaforma web dedicata all'apprendistato dove
i consulenti del lavoro potevano consultare e reperire
centinaia di modelli di piani formativi. Convenzione
che dopo un necessario periodo di sperimentazione
di pochi mesi, è stata estesa a tutti gli iscritti Ancl
della regione. Ora il Jobs act ha cambiato le carte in
tavola, ma ciò non toglie che le buone pratiche e le
buone intuizioni debbano esser sostenute. Sempre. E
come Veneto siamo aperti a qualsiasi tipo di confronto.
Ringraziandovi di averci ospitato in questo vostro secondo numero, vi auguriamo che Obiettivo Cdl cresca
sempre di più.
Alessandro Bonzio,
presidente Ancl CR Veneto
confprofessioni
#LA SINGOLAR TENZONE
DELLA RAPPRESENTANZA
I Professionisti, con la loro originale e anomala articolazione, affrontano il presente
ed il futuro della rappresentanza di un settore che offre di sé le letture più disparate.
Perché originale e anomala articolazione?
Perché non esiste altra componente socio-economica nella quale il soggetto,
professionista nel nostro caso, dispone di
strumenti e modalità così diverse e che
lo vedono però, al tempo stesso, sempre
protagonista.
In tema di rappresentanza piena, cioè di
libera rappresentanza costituzionalmente
definita, il professionista fa oggi riferimento ad Associazioni professionali, uniche o
molteplici per tipologia professionale, le
quali a loro volta, in larga parte dei casi,
aderiscono ad una Confederazione Generale.
Nel caso dei Consulenti del Lavoro, l’Associazione aderisce a Confprofessioni, oggi
pressoché unica Confederazione di rappresentanza dei professionisti firmataria,
fra l’altro, del contratto collettivo nazionale degli studi professionali.
Ma il professionista, se esercita attività
per la quale è prevista una disciplina che
nel caso italiano ha origine costituzionale,
è obbligato ad aderire all’Ordine, in questo
caso dei Consulenti, ente di diritto pubblico con le finalità ben note e che, di fatto,
raccoglie aspettative e offre approfondimenti, chiarimenti e tutela nell’ambito
specifico dello svolgimento della professione e della sua relazione con i consumatori.
Non solo, nella realtà italiana, il professionista è obbligato ad aderire ad una Cassa di Previdenza, nel caso in questione
alla Cassa di Previdenza dei Consulenti
del lavoro, la quale diventa il terzo (dopo
l’Associazione e l’Ordine) terminale di interessi, anche se circoscritti all’ambito
previdenziale e degli aspetti di welfare
eventualmente correlati.
Le Associazioni fanno riferimento ad una
Confederazione, Confprofessioni nel nostro caso; gli Ordini fanno riferimento a
loro volontarie Associazioni (CUP e Coordinamento Professioni Tecniche Sanitarie); le Casse hanno costituito ADEPP.
Stiamo parlando di professioni regolamentate e ordinistiche; alcuni mesi fa il
Parlamento ha varato una disciplina per
le attività professionali non ordinistiche,
disciplina che consente loro di unirsi in
Associazioni e ottenere dalle stesse e tramite le stesse, un livello certificativo ritenuto utile se non necessario per operare.
Questa realtà fa riferimento da tempo ad
una iniziativa di rappresentanza che ora
si è evoluta e trasformata con l’obiettivo
di diventare una sorta di Confederazione
delle attività non ordinistiche.
Con queste premesse appare chiaro come
il professionista, seppure consapevole
dell’importanza del mandato liberamente
conferito alla sua Associazione sindacale,
esprime altre relazioni, seppur obbligatorie, con relative attese di supporto e tutela
circoscritti.
Recentemente la Presidente del CUP
Marina Calderone e dell’ADEPP Andrea
Camporese, hanno raccolto l’invito del
Presidente di Confprofessioni Gaetano
Stella per dare vita ad un confronto più
stabile e continuativo, accantonando di
fatto le rispettive rivendicazioni di ruolo,
33
confprofessioni
con il relativo rischio di sovrapposi-
lità che riguardano tutti (e non solo
si potrebbe parlare di “ruolo delle
zioni e contrapposizioni, per caso-
i Commercialisti), alla materia del
forze sociali nell’epoca di Renzi”.
mai sommare e rafforzare le tutele
lavoro (che riguarda tutti e non solo
Sono bastate poche decisioni e pun-
dei professionisti, mettendo a utile,
i Consulenti del lavoro), alla mate-
se non addirittura necessaria com-
tuali affermazioni per capire che il
ria della salute che riguarda ancora
plementarietà, i tre momenti di re-
neo Premier ed il Governo che con
una volta tutti, e non solo i medici.
lazione del professionista.
lui ha giurato fedeltà alla Repub-
Mi riferisco ovviamente alle riforme
blica, non amano concertare e de-
È sufficiente ciò?
istituzionali, alle misure per il rilan-
legare a chicchessia decisioni che
No, certamente, ma è un grande
cio dell’economia, alla sussidiarietà,
Renzi ritiene di esclusiva pertinenza
punto di partenza di un nuovo corso,
alla sfida digitale e alla semplifica-
pubblica.
una decisione che potrebbe rivelarsi
zione, al bilancio dello Stato e al ri-
Se già l’evoluzione di Internet, in
di grande portata, senza scomodare
entro del debito pubblico, al riordino
particolare quale acceleratore di co-
la storia. Quali sono gli ostacoli da
urbanistico ed alla tutela del terri-
municazione, pone il tema del ruolo
superare?
torio, e potrei continuare.
dei corpi intermedi in un’ epoca ca-
Il primo è conseguenza dell’artico-
Come fare allora? Occorre eserci-
ratterizzata da forte e crescente di-
lazione, nei tre momenti poco fa de-
tare pazientemente, ma con conti-
sintermediazione, la ripresa di ruolo
scritti, della frammentazione della
nuità crescente, l’arte di condivisio-
pieno da parte di forze politiche e
rappresentanza professionale (più
ne strategica del futuro del Paese,
Governo rende evidenti le cessioni
Associazioni per professione) e della
possibilmente di un futuro non ostile
o, peggio, i cedimenti a favore del-
scarsa abitudine, tra le professioni,
alla qualificata tradizione delle pro-
la rappresentanza di interessi, che
a condividere posizioni comuni.
fessioni.
hanno caratterizzato un lungo pe-
Mentre è innegabile la capacità fin
Occorre che le professioni adottino
riodo tra il ‘94 l’inizio del 2014.
qui dimostrata da alcune profes-
un vocabolario comune e riescano
Sono bastate le reazioni alle re-
sioni, Consulenti del lavoro tra i
ad affermare una rappresentazione
centi misure governative in fatto
primi, nel rappresentare problemi
univoca del settore, cosa che nessu-
di aumenti retributivi e flessibilità
e prospettive della specifica attività
na delle parti in questione ha titolo
nell’impiego per classificare Cgil
professionale, è altrettanto evidente,
per fare da sola (anche se la libera
e Confindustria quali protagonisti
come nel mondo delle professioni,
rappresentanza non conosce, per
della conservazione.
non ci sia piena consapevolezza di
definizione, limiti di sorta) o non ri-
Quale futuro attende quindi la rap-
una rappresentanza d’assieme, di
esce a fare pienamente ed efficien-
presentanza degli interessi con il
tipo generale e trasversale, del pro-
temente da sola.
Governo Renzi e, verosimilmente,
fessionista in quanto attore econo-
Occorre non mostrare al decisore
anche dopo Renzi?
mico-sociale a prescindere dall’at-
pubblico divisioni e diversità inter-
tività esercitata.
La prospettiva, per Confederazioni e
pretative oltre ad uno scarso dialo-
Associazioni, è di tornare all’essen-
Questo limite comporta una mino-
go, in modo da non autorizzarlo al
zialità del ruolo di rappresentanza,
re incisività, rispetto ad altri settori,
più classico dei divide et impera.
quasi in chiave neo corporativa (non
nelle decisioni di tipo generale fatte
Da qualche settimana c’è una rile-
va letto negativamente, ma sempli-
da Parlamento e Governo.
vante novità, introdotta con decisio-
cemente come priorità agli interessi
Mi riferisco alle materie della fisca-
ne dal neo Presidente del Consiglio:
effettivi dei rappresentati), valoriz-
34
confprofessioni
zando gli elementi di vera competenza rispetto ad una sorta di “diritto di posizione”, fin qui vantato dalle
tradizionali forze di rappresentanza.
La “sala verde” di Palazzo Chigi, da
decenni luogo della concertazione
(tentata, realizzata, vantata) dovrebbe perdere un po’ del suo carattere
“commerciale” e di luogo di intese
(le cui premesse nascevano in altri
luoghi, più ristretti e meno chiassosi, anche per il tramite di speciali
ambasciatori e/o ex rappresentanti
di Confederazioni passati alla politica attiva) per diventare luogo di
proposte e autentica sindacazione.
Le intese con le parti sociali, che
hanno caratterizzato parte del passato, dovrebbero cedere il passo ad
ministrazione, quali modalità per
incentivare i fattori crescita, etc.
A differenza di quasi tutte le realtà
associative note (artigianato, commercio, agricoltura, industria, cooperazione, lavoro dipendente, etc.),
la realtà associativa dei professionisti non opera, o opera scarsamente,
in tema di servizi ai propri associati.
Non è difficile capire le ragioni di
ciò, ma non va comunque taciuto
il fatto che per tutte le parti sociali
la componente “servizi associativi”
è rilevante, talvolta maggioritaria
nell’attività complessiva.
È fattore di attrazione associativa
e di fidelizzazione, ed è un efficace
supporto all’attività di rappresentanza in senso stretto.
Vale la pena che il settore delle professioni, nonostante la sua articolazione in Associazioni, Ordini e Casse, rifletta su questo punto per non
trovarsi progressivamente eroso da
una nuova e crescente competitività
a 360 gradi delle maggiori Confederazioni italiane.
Il cambiamento non è una necessità
che si limita al perimetro delle imprese o dei professionisti, ma tocca
anche la politica e, soprattutto, la
rappresentanza degli interessi.
Sottovalutare ciò potrebbe rivelarsi
un grave errore!
Francesco Giacomin,
consulente di Confprofessioni
una ripresa di ruolo da parte dei
partiti in Parlamento e del Governo.
Finisce qui il ruolo della parti sociali?
In parte si, almeno laddove il merito
dei problemi veniva secondo rispetto
alla condivisione politica, chiamata
Il 03 marzo 2014, una delegazione di Confprofessioni Piemonte ha incontrato l’ambasciatore
della Repubblica Socialista del Vietnam in Italia, S.E. NguyenHoang Long, durante la sua visita
ufficiale a Torino. I quattro vietcong inquietano già la diplomazia internazionale?
I soliti sospetti ricadono sul primo soggetto a sinistra ...
spregiativamente “inciucio”.
Certamente no per la capacità delle
parti sociali di esprimere e/o continuare ad esprimere competenze
e conoscenza, sia di tipo specifico
(ad es. i consulenti del lavoro, gli
architetti, i commercialisti, etc.) sia
di tipo più generale e strategico; ad
esempio come rilanciare economia
ed occupazione, come far crescere
la competitività e produttività del
sistema Italia, quale più efficiente
organizzazione della Pubblica Am-
35
scusa per le mancate letture
#non È piÙ come prima
La copia di ‘tuttoLibri’ stazione muta sul piano
quotidianamente, Recalcati dispone di un retag-
della scrivania ma sussurra, eccome se sus-
gio infinito di casistiche da cui attingere e, atte-
surra. Bisbiglia la seconda posizione in classi-
nendosi ai suggerimenti di Hemingway, scrive
fica tra i volumi più venduti, immediatamente a
di quello che perfettamente conosce. Si oscilla
rimorchio d’un Camilleri che ‘insegue l’ombra’
dalla donna che non si spiega perché scelga
senza il commissario Montalbano, d’un libro di
sempre degli uomini che si rivelano dei tortu-
saggistica. Un testo che emana vita, vissuta e
ratori a quella tradita doppiamente perché l’a-
subita, quando si riverbera in uno dei momenti
dulterio si è consumato all’interno della stessa
più dolorosi della commedia umana esistenzia-
famiglia e, per entrare nell’ottica maschile, dal
le, che richiama già nel sottotitolo: ‘elogio del
ragazzo conosciuto in carcere, apparso sensibile
perdono nella vita amorosa’. Lo ha scritto un
e mite, senza saper preventivamente che aveva
noto psicoanalista, Massimo Recalcati, convin-
strangolato la fidanzata per gelosia.
cente nel suo passaggio in tv da Fabio Fazio.
Deputato quindi a sostenere legittimamente
Ma perché un’opera del genere spopola in li-
ogni tesi in merito, si scontra con la maggioran-
breria? Siamo diventati tutti cultori di Jacques
za di chi legge, fra cui c’iscriviamo di diritto, che
Lacan, psicoanalista francese innovatore del
non vanta tutte le necessarie competenze – ol-
pensiero freudiano a cui si rifà lo stesso Re-
treché la cultura e, ci auguriamo, le esperienze
calcati? Crediamo di no, pur non pretendendo
– per comprenderne al meglio ogni sfumatura.
di disporre della verità assoluta tuttavia pro-
Eppure l’addentrarsi nelle pagine comporta una
pendiamo per una risposta assai più banale e
immedesimazione da trascinarti alla deriva, tra
deludente: la stragrande maggioranza di chi ha
la condivisione e il patimento seppur rientrino in
acquistato ‘Non è più come prima’, è stato at-
una sfera talmente personale da rifiutare qual-
tratto da tematiche da posta del cuore e, perché
siasi identificazione.
no, nel ricercare delle soluzioni che rimestano
nel brodo della disperata quotidianità, ignorando
bellamente i pensieri lacaniani e perdonate la
franchezza.
Cominciamo dalle condivisioni. Come confutare l’ineluttabilità che ogni legame, inclusi quelli
che vivono nella promessa del ‘per sempre’, siano al riparo dal rischio della fine? Sono soggetti
Infatti partendo dall’amore resistente, quello
all’esposizione di quello che Recalcati definisce
che riesce a trionfare al durare del tempo, l’au-
l’Altro e pertanto non escludono mai il suo ritiro
tore si chiede cosa accade quando uno dei due
e la sua scomparsa. Come non intimorirsi del
tradisce, venendo meno alla promessa eterna
nemico più tremendo del rapporto di coppia os-
della fedeltà, intraprendendo un’altra esperien-
sia la noia parassitaria che si rileva inesorabile?
za affettiva. Il legame sprofonda in un trauma ri-
Alimenta la spinta insoddisfatta di un qualcosa
petuto quando al tradimento segue l’abbandono
che si rivela irraggiungibile. Come sottrarsi dal-
che, spesso, conclude ogni rapporto di coppia.
la libertà prigioniera degli amanti che si basa
Ma cosa succede, ed è il nocciolo dell’opera,
sulla solitudine dei Due? Sono sempre chiamati
quando colui che ha tradito domanda il perdono,
a decidere se rinnovare la loro promessa perché
cioè che appunto, tutti torni come prima?
perennemente liberi di lasciarsi.
Da psicoanalista praticante che visita pazienti
Veniamo ai patimenti. Tralasciata la sciocchezza
36
scusa per le mancate letture
che l’innamoramento è una sorta di doping destinato a scomparire nel giro di qualche mese,
statistiche rimandano tra i tre ai diciotto, accingiamoci a soffrire per quei sentieri che tutti,
più o meno, abbiamo frequentato. Innanzitutto
il trauma dell’abbandono, che non invade solo il
corpo ma l’intera vita psichica, da sconvolgere,
almeno temporaneamente, la nostra identità.
Nei casi più gravi assume quasi la rilevanza d’una ferita da amputazione, priva di medicina, con
nulla che cancella lo shock della lacerazione.
L’ha preceduta il tradimento e, evidentemente,
NON È PIÙ COME PRIMA
di Massimo Recalcati, Raffaello Cortina Editore
159 pagine – 13,00 euro
l’impossibilità individuale, che anch’essa può
aver valenza temporanea, del perdonare. Ci
si era trovati di fronte ad un bivio: perdonare
l’impossibile o sperimentare l’impossibilità del
perdonare. Recalcati ammette che la seconda evenienza non è di serie inferiore rispetto
al perdono riuscito, poiché assimilata ad una
forma di affetto estremo: ‘non sarà mai quello
che farà l’Altro a rendere possibile il nostro perdono’, diretta emanazione d’un passaggio intimo
ed interno, non certo il frutto di una semplice
amnesia.
Tornano in gioco gli amanti, in un passo che colpisce: per loro, avendo vissuto in clandestinità,
di perdono, equiparata ad un morto che non può
essere rianimato.
Il libro si conclude, con la storia di O., che narra
il ‘diario di un dolore’, mix letterario dei pazienti
dello stesso Recalcati: se leggendo quello stesso dolore riuscite a spartirlo senza condizionamenti, sappiate che per voi la strada del perdono
è tutta in discesa.
Simonetta Sartore, CdL in Torino
impera l’invarianza mentre l’apparenza esteriore
resta ‘tutta come prima’. Il lavoro, la città, le
amicizie, la casa, ogni coinvolgimento è rimasto
intatto all’interno di un qualcosa che si è interrotto verificandosi quello che, impietosamente,
Recalcati esplica in un’autentica ’elaborazione
del lutto’ convogliata nel mondo solito che però
ti respinge.
Sulla gestione del definitivo allontanamento si
consumano probabilmente le pagine più angosciose dell’opera. È ingovernabile la consapevolezza della persona che ha ferito respiri di vita
propria, sebbene sia una entità vana in assenza
37
un cofanetto di CD
#ALL’EPICENTRO DELL’ONDA
Premettiamo immediatamente che
tipo una penna nominata, dei tappi
verbiale velocità in cui s’identifica la
il corso svoltosi nella capitale il 20 e
colorati, dei ciondoli etnici. Erano i
provincia da cui proviene il predetto
21 marzo scorso, è stato fruttifero,
tempi in cui l’aura di romanticismo
collega ma i maliziosi non pensino
‘anche’ per un Consulente Disorien-
avvolgeva ancora le sue pulsioni ma
subito a prospettive da sotto la co-
tato, distribuendo simbolicamente
quando in categoria raggiungi certi
pertina di Linus, peraltro citata dal
Lexotan a coloro che, già all’aper-
traguardi, gli ideali fanno il percorso
relatore medesimo.
tura della pagina, son sull’agitato
inverso cioè precipitano tra le ma-
andante evocando scenari associati
cerie della professione.
C’è quello che arringa alla platea
a possesso clandestino di Smith &
Wesson a canna corta per gli insolenti che si dilettano a occuparsi
d’editoria pur privi d’adozioni a distanza. Effettivamente saper comunicare non sempre coincide con il
saper scriver bene: figuriamoci, a
titolo esemplificativo, quanto lievitino i rischi di tediare il lettore dove
latita l’originalità di stesura e ci si
propone all’interno di rubriche in
pubblicazioni periodiche.
Dicevamo, seminario sicuramente
migliorabile, con qualche battuta
a vuoto ma quella che segue vuole
essere una memoria faceta e chi si
rabbuierà dovrebbe invece distillare
indulgenze poiché s’omettono impietose pagelle dei relatori, come
quelle che fanno tanto imbestialire
i calciatori il lunedì mattina.
Cominciamo dagli effetti collaterali
cioè l’attestato giallo limone. ‘Sembra quello appeso al muro dello
studio del mio dentista’ le dice un
impiegata. Eh certo, le impiegate del
piazzandosi, chissà perché, il mi-
Stavolta se ne è tornato indietro con
crofono-gelato all’interno del lobo
l’evocato foglio A4 giallo con l’ag-
auricolare.
gravante, agli occhi delle fanciulle,
C’è quello che narra come arriva-
di leggerci sopra ‘Dirigenti provinciali’. Per loro l’etimo dirigente è
da sempre indigesto e si associa a
qualcos’altro: mentre sulla Colombo
ti bombardano con un ossessivo ‘qui
siamo tutti dirigenti’. È un mantra
blaterato ai confini dell’umana persuasione sin da convincerti a conferire con lo specchio dell’albergo per
verificare se ti sopporta.
Passiamo alla location ossia la
quintessenza del comfort: telo di
proiezione che resta arrotolato e
obbliga ad una visione con torcicollo perenne, sedie da amplessi per
fachiri e temperature in stanza stile
deserto del Lut.
Adesso alcuni relatori, come anticipato, preservati da votazioni ed in
forma rigorosamente anonima nonché con declinazione consacrata al
maschile.
re da Ventotene sia assimilabile a
giungere da Niue, atollo corallino
rialzato nel mezzo dell’oceano Pacifico.
C’è quello che, durante l’esposizione, subendo le boccacce da quell’altro che l’ha preceduto, non applica
la comunicazione non verbale e lo
manifesta pure.
C’è quello che si rapporta per ultimo, in una sala maleducatamente
già vuota, alle 15.30 del venerdì: è
un relatore buono e gentile, non
chiede nemmeno ai superstiti (Torino e pochi altri, chi se no?) di rassettare la stanza.
Della fugace, quanto gradita, apparizione della Collega Presidente,
il Consulente Disorientato non si
permette di riferire in anonimato
perché è rimasto affascinato dal
suo sibillino incipit verbale, ispirato
Consulente Disorientato non sono
C’è quello che dice pubblicamen-
a Paulo Coelho. La trama dell’opera
mai tripudianti quando lui si reca a
te, riferendosi ad un collega d’un
è nota ma lui la estrapola, a bene-
Roma. Una volta lo erano perché,
CPO ospite, ‘è successa una cosa
ficio dei presenti per condividerne
sempre lui, al duty free di Fiumici-
tra noi’. Non precisa se la ‘cosa’ sia
la sfumatura. Gli ‘Undici minuti’ del
no finiva per acquistare qualcosa,
stata breve, come promette la pro-
titolo, stranamente omessi nell’a-
38
un cofanetto di CD
letta che riportiamo a fondo pagi-
Si è registrata la viva (più o meno)
na, corrispondono al limitato arco di
compartecipazione dei rappresen-
resta il grande vuoto, il vero buco
in monopolio. La seconda riferisce
nero del corso: i Consigli di Discipli-
all’elenco alfabetico, con eccezione
na. Nessuno ne ha parlato, peccato
voluta per il CPO specificato in coda
che fossero ben presenti nel questio-
perché quando l’eccellente offician-
nario on-line inviato solo dieci gior-
te del momento lo ha presentato
ni prima. Non si segnalano invece,
con metodologie da ‘ola’ come gli
almeno per chi se lo può permet-
altri, non si è mossa un’anima. Se
un collega milite (quasi) ignoto. Un
novello Nostradamus che alle 11.30
del giorno d’arrivo, cioè al primo
intervallo osservato, si era già premurato di compilare il questionario
di valutazione fornito, naturalmente rimpinzandolo di ‘molto’ ed d’un
solo ‘abbastanza’, per poi abbandonarlo improvvidamente sulla sedia alla vista dei malpensanti che
transitavano da lì: gli indizi portano
ad un collo avviluppato in una orrida
cravatta spaccata metà blu e azzurro ed una provenienza ove il mare
si restringe. Arriva il voto alle sue
preventive certezze: - 2.
tempo che la protagonista dedica a
tanti dei CPO di Aosta, Bolzano,
ciascun uomo, diventando quindi lo
Crotone, Foggia, Macerata, Messina,
strumento attraverso il quale entra
Monza Brianza e Fermo. Due anno-
tere, strappi collettivi di chiome per
c’era, ed è rimasto immobile, sfiora
Consulente Disorientato
in contatto con l’anima degli sconosciuti che incontra.
Sempre al Consulente Disorientato
tazioni: la parentesi è per la vivacità
apportata al dibattito dove, in media, 8 quesiti posti su 10 erano di
stampo sabaudo con capitoli gestiti
l’assenza del tema relativo alle Pari
il mito.
Opportunità, anch’esso annunciato
Il Consulente Disorientato un voto
sul questionario di gradimento.
lo vuole però regalare. Riguarda
Dalla quarta di copertina...
“Il mio obiettivo è comprendere l’amore”. Così scrive Maria, la protagonista
del sorprendente romanzo di Paulo Coelho, all’inizio del suo diario. Maria è
una ragazza del sertão brasiliano che, dopo aver incontrato un impresario
teatrale sulla spiaggia di Rio de Janeiro, si lascia sedurre dal miraggio di
una vita diversa. Trasferitasi a Ginevra, sfumato rapidamente il sogno di
lavorare come ballerina di samba, la ragazza, con l’ingenuo cinismo di chi
non ha ancora conosciuto il vero amore, affronterà la vita come un’avventura, cercando di conoscere il mondo e l’anima delle persone attraverso
la lente dei fugaci incontri che la sua attività le impone, finché un pittore
non saprà aprirle le porte di una nuova consapevolezza”.
A cosa alludeva, allora, la Collega Presidente?
39
40
Leggiamo che John Elkann, presidente della Fiat, ha affermato come la nascita di Fiat Chrysler Automobiles metterà
fine alla vita precaria della stessa Fiat. Lo ha fatto durante
l’ultima assemblea ordinaria dei soci del gruppo che si è
tenuta a Torino: infatti la prossima si terrà ad Amsterdam,
dopo che l’assemblea straordinaria in programma per l’estate avrà approvato lo spostamento della sede legale in
Olanda. Anche il Presidente del CPO di Torino Cristoforo Re
sta perfezionando il programma della prossima assemblea
annuale, annunciata come rovente. In proposito un leggenda metropolitana dava per imminente il trasferimento del
domicilio fiscale dell’Ordine stesso a Sirmione con conseguente localizzazione del prossimo appuntamento annuale,
che coinvolgerà i colleghi della provincia, alle foci del Mincio.
Da “La Repubblica” del 09 aprile 2014
Da “La Repubblica” del 06 aprile 2014
Leggiamo che decine di automobili
parcheggiate nell’area riservata ai dipendenti della Fiat Mirafiori sono state
ricoperte con un telo. I legittimi proprietari, impiegati dell’azienda, all’uscita dal lavoro se le sono ritrovate, oltre al telo, con l’apposizione
del disegno di un grande cuore spezzato, con la didascalia “Vederti
con un’altra ci ha spezzato il cuore ... ma nonostante ciò continuiamo a pensare a te”. Il fine è chiaro: invitare simpaticamente gli
“infedeli” a convertirsi allo shopping targato Fiat. L’iniziativa è stata
immediatamente criticata da una FIOM, come al solito impegnata
in una uscita a vuoto. All’U.P. ANCL di Torino invece condividiamo
in pieno l’iniziativa e intendiamo cooptarla. Infatti, al termine di un
prossimo convegno, i colleghi non iscritti al sindacato si troveranno l’auto impacchettata e la scritta: ‘Iscriviti all’Ancl e partecipa al
concorso vinci una Maserati Ghibli!’
Leggiamo che il palazzo dove soggiornò
il fondatore del Pci diventa un albergo.
Piscina, negozi, ristorante e comfort a
cinque stelle: si apre a giugno. Lo storico
Nicola Tranfaglia afferma come sia quanto meno opinabile intitolarlo a Gramsci
poiché il carcere duro e la terribile morte
che gli sono toccati in sorte, hanno poco
a che fare con l’immagine di un hotel di
lusso. Ma c’è di più: al piano ammezzato
della struttura, Gramsci, da studente, si
incontrava, tra l’altro, con gli altri compagni della redazione del giornale “L’Ordine
Nuovo”, che fu l’organo ufficiale del movimento dei Consigli di fabbrica nella città
operaia di allora. A tal proposito, meno
male che su Palazzo Paesana esistono
vincoli architettonici che non lo potranno far diventare un giorno infausto una
struttura ricettiva: non vorremmo che
l’ammezzato dove si svolgevano le riunioni di redazione (quando c’erano…) de
‘L’Ordine informa’ si trasformasse in una
sala fitness.
Da “Il Sole 24 Ore” del 01 aprile 2014
#...CAPOVOLGIMENTI DI SUBCULTURA P’ANCL
SU APPLICATIVI DI DISORDINE INFORMATO
epilogo: cerebralita’ dal 69° parallelo ovvero…
C L A S S I F I C A M O N D I A L E D E L L A L I B E R T À D I S TA M PA 2 0 1 4
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