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05_LaRassegna_6_febbraio_2014

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la Rassegna
Economico
CONOMICO e
E Finanziario
INANZIARIO
SETTIMANALE
ettimanale e
www.larassegna.it
www.larassegna.it
Numero 5 - 6 febbraio 2014 - Anno 70 - Euro 0,90
fondata
fondatanel
nel 1906
1906
Poste
Italiane
s.p.a.
- Spedizione
abbonamento
postale
- D.L.353/2003
353/2003 (conv. in L. 27/02/2004
n.n.
46)46)
art.
1, 1,
comma
1, DCB
Bergamo
Poste
Italiane
s.p.a.
- Spedizione
in in
abbonamento
postale
- D.L.
27/02/2004
art.
comma
1, DCB
Bergamo
Trigona: «L’Expo
occasione per rilanciare
anche l'enogastronomia
bergamasca»
Fondi per rivitalizzare
il commercio,
a Bergamo
ora tocca ai quartieri
► a pagina
La deriva dei grillini
[
]
P
arliamoci chiaro: vi affidereste mai ad
un medico che non sa distinguere il morbillo dalla gastroenterite? E cosa pensereste di un commercialista che non sa distinguere l’Iva dall’Irpef? La risposta è ovvia e scontata. Ma allora, benedetti elettori, perché quando
andate a votare non vi attenete alle normali
regole del buon senso? Basterebbe rispettare la
più elementare, quella che prevede di affidare
un ruolo a chi è in grado di svolgerlo. Se così
avvenisse, non assisteremmo al penoso spettacolo che ci rimbalza addosso dagli schermi di
tv e computer.
Gli insulti, le scenate, i gesti violenti sono solo
il bubbone che spunta sul corpo malato. Ma,
appunto, non rappresentano la malattia, anche
se vien facile ergersi a censori o invocare immagini del passato per lucrare facili consensi
sulle intemperanze altrui. Se vogliamo chiamare le cose con il loro nome, il problema degli
eletti del Movimento 5 Stelle, giusto per soffermarsi su chi è al centro dello scandalo, non è
la purezza dell’eloquio, il rispetto del bon ton,
Raggiungono le pmi nei luoghi in cui operano e le prendono per mano, accompagnandole in percorsi di crescita e
consolidamento. Sono i Progetti Territoriali, le iniziative
messe in campo dalla Camera di Commercio di Bergamo
e realizzate dalla sua azienda speciale Bergamo Sviluppo
per il rilancio in aree della provincia segnate dall’indebolimento del tessuto produttivo ed economico. L’edizione
2014 interesserà Pianura, Valle Seriana, Valle Brembana
e Valle Imagna. Alle imprese partecipanti (sono a disposizione 57 posti) saranno erogate consulenze specialistiche
3
9 770393 750004
è poco da stupirsi nel fatto che la società dove si uniranno Fiat e Chrysler
sotto il fantasioso acronimo Fca (Fiat
Chrysler Automobiles) non avrà passaporto
italiano, ma sede legale in Olanda e residenza
fiscale in Gran Bretagna. Il gruppo aveva già
compiuto un’operazione quasi fotocopia, l’anno scorso, con la nascita di Cnh Industrial dalla fusione di Fiat Industrial (veicoli industriali,
compresa Iveco) e Cnh (macchine agricole). Lo
stesso destino per l’automobile, con una fusione transfrontaliera, era insomma nella logica
delle cose.
Il problema adesso non è che l’Italia non possa
più vantare formalmente un’industria automobilistica nazionale (anche se appare ridicolo
considerare Fiat-Chrysler un’azienda olandese
o inglese considerato che in quei paesi non produce una sola vettura), ma il fatto che un grande
gruppo abbia la sua convenienza ad andarsene
dall’Italia. C’è il rischio, insomma, che dopo la
delocalizzazione produttiva ci sia anche la delocalizzazione dei quartieri generali, smentendo
3
a pagina
Le strutture ricettive bergamasche sono, per 21 mila utenti,
migliori per diverse aspetti di quelle di grandi città e capitali
europee, da Londra a Vienna, da Parigi a Berlino e, in Italia,
surclassano Venezia, Milano, Roma e Firenze. Parola di Trust
You, standard della reputazione on line adottato in Svizzera,
Germania e Austria. Bergamo si conferma sostanzialmente
stabile quanto all'indice di occupazione delle camere, con
maggiori presenze da martedì a giovedì, sempre più riequilibrate dalla crescita di turisti nel fine settimana. Nel complesso
il sistema turistico bergamasco regge, ma è chiamato a fare alcune importanti riflessioni a partire dall’erosione delle tariffe
che non porta alcuna crescita, ma anzi danneggia l’intero sistema in una controproducente gara al ribasso. Anche perché
le tariffe a Bergamo sono ferme da dodici anni. Come avverte
allarmato Giovanni Zambonelli, presidente degli Albergatori
Ascom, "oggi si fa davvero fatica a quadrare i bilanci”.
ravaschio
C'
40005
13
gratuite in base ai bisogni emersi dai check up.
Il progetto è realizzato con il coinvolgimento di tutte
le associazioni di categoria. «Aumentare e rinnovare
le proprie competenze è l’unica strada per resistere di
fronte ad un mercato in cui la domanda è sempre più
attenta e selettiva e l’offerta è sempre più ampia – rileva il vicedirettore dell’Ascom Oscar Fusini -. Se un
tempo poteva sembrare un plus, oggi la qualificazione è
una necessità per la sopravvivenza».
La corsa al ribasso frena la crescita
e danneggia l’intero comparto.
Zambonelli (Ascom): «Sempre
più difficile far quadrare i conti»
Quando il fisco
spinge le aziende
all'estero
segue a pagina
► a pagina
5
Alberghi, sistema a rischio
con l'erosione delle tariffe
[ Dopo il caso Fiat-Chrysler ]
di stefano
9
Con i Progetti Territoriali, la Camera di Commercio porta le iniziative in quattro aree
della provincia. Fusini (Ascom): «Ampliare le competenze unica strada per resistere»
Zapperi
segue a pagina
► a pagina
Rilancio delle Pmi, il supporto arriva “a domicilio”
Dietro gli insulti
il vuoto
programmatico
di cesare
9
Artigiani,
in via Torretta
cresce la “casa”
degli artisti
Pubblici esercizi
Fipe: «Il contratto
tenga conto
della fase critica
delle aziende»
Moretti: «La Federazione
sta mettendo a punto
una piattaforma che recepisce
le esigenze di produttività
delle imprese». «La Riforma
Fornero? Ha complicato le cose»
► a pagina 4
► alle pagine 6 e 7
IL poLemICo
di Marco
ciMMino
Il mio grido disperato contro
un Paese che va in malora
Q
uesto è un Paese di matti. Di
matti irrimediabili. Uno sconcertante caos, in cui succede
tutto, tranne che qualcosa di logico,
di onesto, di normale. Dovrei scrivere
un articolo al giorno, per tratteggiare,
sia pure sommariamente, l’incalcolabile abisso che inghiotte le speranze e
le energie dei pochi Italiani normali:
quelli che lavorano seriamente, che
non hanno tempo da perdere in stupidaggini, che pagano sempre, ovunque
e comunque, per tutta la gran massa
di fanigottoni, di dementi, di perdigiorno, di chiacchieroni e di disutili.
Esagero? Giudicate voi se sia esagerare il lamentarsi di sprechi insensati,
di marchiani errori, di una stupidità
gestionale divenuta, ormai, misura lineare del nostro declino. Basterebbe
il caso Mastrapasqua per far venire
da vomitare ad un cannibale: il pensiero di uno così alla guida dell’Inps
grida vendetta al cospetto di Dio!
segue a pagina
2
Fogalco è la cooperativa fidi dell'Ascom di Bergamo
che rilascia garanzie fidejussorie su linee di credito
a breve, medio e lungo termine per:
Investimenti
(Innovazione - Ristrutturazione - Acquisto muri - Automezzi - Attrezzature - Arredi - Sicurezza)
Liquidità
(Acquisto merci - Ristrutturazione debito - Fidi di cassa - SBF - Anticipo fatture)
2
la Rassegna
6 febbraio 2014
Il polemIco
PUNTI DI VISTA
PUNTI DI VISTA
Il mio grido disperato contro
un Paese che va in malora
Franco
Frigeri
di di
Franco
Frigeri
COMMENTI
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Direttore responsabile: Giuseppe Ruggieri
In redazione: Anna Facci
Grafica: Andrea Locatelli
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Editrice: La Rassegna Srl
PUNTI DI VISTA
fondata nel 1906
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PUNTI DI VISTA
Ma più ancora, andrebbe preso e giustiziato senza processo quello che ce l’ha messo uno come Mastrapasqua,
con quel bel curriculum vitae, in quel posto. Ma non di
questo voglio dire: c’è un altro rospaccio che devo sputare subito, se non voglio scoppiare. Avete presente le
infinite geremiadi sulla sicurezza che, con andamento ciclico, affliggono le pagine dei giornali locali, i dibattiti
politici e, dulcis in fundo, le cicalate da blog della ridente mesopotamia orobia? Le telecamere, i vigili di quartiere, le pattuglie, le ronde: sì, no, boh, forse, già, ma…
Se chiedi più sicurezza, sei un veterofascista con smanie
reazionario-persecutorie: Bergamo ha da essere libera e
bella, insomma. Se, viceversa, te ne impipi dell’argomento, sei un fiancheggiatore, un tupamaro, un drogato, un
pericolosissimo basista della microcriminalità. E, fin qui,
poco ci sarebbe da aggiungere: il popolo è ondivago e
passionale nei suoi giudizi, specie se, anziché essere popolo, è sesquiplebe. Il punto è che tutti, ma dico proprio
tutti, lamentano la scarsità di mezzi delle forze dell’ordine: organici striminziti, mezzi obsoleti, fondi risicati.
Perfino la benzina pare fare difetto a quei poveretti cui
è affidata la nostra sicurezza e che, lo dico a scanso di
equivoci, meritano tutta la nostra stima e gratitudine.
E, allora, da dove diavolo saltano fuori quelle decine di
furgoni nuovissimi, quelle automobili lucenti, quei lampeggianti sfavillanti, che domenica giravano avanti e indietro per Bergamo? Sì, proprio quell’esercito in assetto
da battaglia che ha accolto, accompagnato allo stadio e
poi riaccompagnato i tifosi del Napoli, che erano venuti
fin quassù a sostenere la squadra del cuore: quale prestigiatore ha tirato fuori dal cilindro centinaia di agenti, tra
Guardia di Finanza e Polizia, decine e decine di mezzi,
la benzina per farli andare a spasso, gli elicotteri, le palanche? Insomma, chi paga? Ve lo dico io: noi paghiamo.
Noi che non spaccheremmo uno stuzzicadenti altrui, che
non imbratteremmo nessun muro, che non insulteremmo
nessuno e massime per undici giovanotti in braghette che
inseguono una palla: noi, come sempre, paghiamo. E non
soltanto i furgoni, gli straordinari degli agenti, la benzina: paghiamo soprattutto perché quei mezzi, quegli uomini, quel tempo, vengono sottratti ad attività centomila
volte più importanti e serie che fare da balia ad un gruppo
di imbecilli facinorosi. Sono tolti dalle strade, dove i nostri figli rischiano la pelle, dagli interventi in caso di furti,
dal presidio del territorio. Non ci sono soldi, non ci sono
mezzi, non ci sono uomini: però, per una partita di pallone o per fare da scorta a qualche superfluo politicante, i
mezzi, chissà come, si trovano sempre. E noi paghiamo:
sempre, ovunque, comunque. Adesso ditemi: ho il diritto
di essere incazzato come un bufalo oppure no? E questo è
o non è un Paese indegno di dirsi civile? Un posto in cui
hanno più importanza i giochi delle cose serie, che rinuncia alla sicurezza ma non rinuncerebbe mai alla partita
di football, che penalizza la gente perbene e coccola gli
imbecilli, gli inetti, gli asociali. Vai al diavolo, Italia: tu
non sei più la mia Patria. Quella era un Paese gentile, in
cui una natura meravigliosa era felicemente educata dalla mano delicatissima e sapiente dei nostri antenati: un
Paese che aveva pregi e difetti, ma che non dimenticava
mai la propria umanità, il pacato buon senso contadino,
la cordialità. Oggi, siamo una jungla, piena di bertucce
urlanti: ognuno, insensatamente, proteso a gridare più
forte degli altri, per affermare il proprio minuscolo ego,
io, io, io! Nel frattempo, mentre, sui rami, i gibboni e i macachi litigano per una banana, stiamo cascando a pezzi,
esattamente come le nostre cattedrali, i nostri monumenti i nostri capolavori artistici: metafora della decadenza
definitiva di un mondo, che farebbe piangere il cuore, se
ce ne rimanesse uno. Ma, tanto, a questi umanoidi cosa
volete che importi della crisi economica, culturale, civile? A loro basta che Pincopalla faccia goal: gli basta
poter strillare ai ranguttani dall’altra parte dello stadio
i loro insulti ritmati: io darei anche loro dei tronchi cavi
su cui battere con degli ossi spolpati, affinché l’illusione
di essere al cospetto di primati in conclave fosse piena e
completa. Badate: il mio non è il disprezzo un po’ snob
dell’intellettuale per la gente semplice. Io la gente semplice la rimpiango con tutto il cuore. E non si tratta di
disprezzo, ma di rabbia: l’intellettuale non c’entra, qui
parla il cittadino. Derubato, truffato, ingannato. Quello
che paga fino all’ultimo centesimo di tasse, sperando che
i suoi sacrifici servano a qualcuno che sta peggio oppure
a migliorare lo scandaloso livello dei servizi pubblici: e
scopre, con inutile indignazione, che, invece, i suoi soldi servono a pagare lo stipendio dei Mastrapasqua o a
mantenere l’ordine in una partita di calcio, minacciata da
quattro esagitati. E quel che più mi manda in bestia è il
fatto che non ci possiamo fare nulla, perché chi comanda
sono gli altri. Le scimmie.
PUNTI DI VISTA
PUNTI DI VISTA
dalla prima pagina
 La correzione di rotta dell’Ue
La tenuta del progetto europeo dipende da una radicale correzione di
rotta della politica dell’Ue. L’ultima occasione utile è la presidenza
italiana nel secondo semestre di quest’anno, dopo la prevista ondata populista che travolgerà il Parlamento di Strasburgo eletto nella
prossima primavera. La presidenza italiana deve provare a mettere
ciascun governo e classe dirigente nazionale di fronte alla realtà e
prospettare l’alternativa, non come ricatto, ma come inevitabile conseguenza della deprimente continuità politica dei vertici di Bruxelles.
L’alternativa alla svolta nella rotta di politica economica è la rinegoziazione degli impegni sottoscritti. Infatti, è impossibile raggiungere gli obiettivi di riduzione del debito pubblico in un quadro di
stagnazione di medio-lungo periodo. La agognata crescita sufficiente
a rianimare l’occupazione è irraggiungibile lungo la rotta attuale. La
retorica professione di ottimismo sulla ripresa in arrivo si infrange
sugli scogli di una economia sempre boccheggiante, in perdita di base
produttiva e in continua emorragia di lavoro. Una ripresa in grado di
riassorbire la disoccupazione non è in vista.
E’ frutto di subalternità culturale l’insistente richiesta al governo di
uno shock positivo per la nostra economia. L’odierna rotta dell’eurozona inibisce a qualunque governo nazionale la realizzazione di
politiche in grado di determinare la agognata ripresa. E’ un dato di
realtà, non una valutazione politica. Insistere su questa strada vorrebbe dire fallire.
 Il significato della leadership politica
La corrida intorno alla legge elettorale ha rimesso in gioco l’importanza della leadership politica come elemento centrale della democrazia
rappresentativa. Oggi il leader è diventato il tramite con i cittadini, il
portavoce che propone una visione politica e attrae il consenso. Questo
sviluppo ha portato a una straordinaria enfasi sulle capacità comunicative del leader nonché sulle tecniche di marketing politico predisposte
a esaltare e, in una certa misura, anche a forgiare questa capacità. Oggi
un leader efficace deve saper valorizzare la propria immagine su tutti i
mezzi di informazione, dalla televisione ai social network. Deve saper
creare i cosiddetti “eventi mediatici”, quelli che attirano l’attenzione
della stampa e si proiettano al centro del circuito politico mediatico
come “fatti del giorno”. Infine, deve essere capace di occupare anche
spazi non prettamente politici, come i talk-show e la stampa popolare.
Tuttavia, l’efficacia di queste operazioni di costruzione della leadership non dipende solo dal possedere o meno una lista di qualità o
dall’imparare una serie di accorgimenti. Dipende in gran parte dal
rapporto tra il leader e i suoi seguaci e dalla capacità di sviluppare un
senso di identità collettiva che rafforza negli individui l’autoconsapevolezza e il senso di efficacia. Si può affermare che se il successo
elettorale di un leader politico sta nell’elaborare una visione con la
quale convincere i cittadini sia con argomenti razionali sia attraverso
sollecitazioni emotive, l’efficacia e i risultati della sua leadership si
misurano nel tempo soprattutto in base al tipo di interazione con i
sostenitori, alla capacità di ispirare e di far emergere qualità e risorse
partecipative altrimenti inutilizzate.
 Qualunquisti per forza maggiore
La normalità è uno stato d’emergenza. Mettiamoci nei panni di un
qualunque cittadino che così la vive, sempre frastornato dalla politica
e dai media e dunque sempre in bilico tra una verità e una contro
verità sullo stato generale delle cose. Uno gli dice è bianco, l’altro gli
dice è nero e questo ogni giorno. Come farà a vivere sul filo di queste
doppie verità, senza perdere la fiducia non solo in sé stesso, ma sulle
sorti del mondo?
Se legge i giornali, ogni giorno i giornali smentiscono quello che
avevano detto il giorno prima perché ogni giorno qualcuno dice che
qualcun altro ha smentito, non ha capito niente della situazione, c’è
sempre qualcuno che “sbaglia” e i giornali che possono fare?
Riferiscono, riportano il parere, l’opinione e l’affermazione. Lui si domanda: ma chi sbaglia, da quale punto di vista sbaglia? E chi è che
sbaglia? Nessuno può rispondere. E tutto, così gli pare, avviene sopra
la sua testa. Inoltre l’uomo comune deve difendersi dalla pletora di cortigiani dei due campi avversari, anzi dei tanti dei troppi campi avversari, che straparlano da una parte e dall’altra. Conduttori, cantautori,
comici, vignettisti, sindacalisti, intellettuali, artisti, scrittori, giornalisti
tutti schierati, tutti arrabbiati, l’uno contro l’altro armati e lui, il poveruomo, come fa a districarsi? Tutto questo rende in televisione perché
fa aumentare gli indici di ascolto. E ha raggiunto anche il nostro uomo
che se ne sta a casa a guardare e si libera, mentre guarda la trasmissione, di tutti i suoi pensieri di rivalsa. A questo punto si direbbe che il
nostro uomo è un qualunquista. Può darsi, perché troppe circostanze lo
hanno ridotto così o forse perché qualunquista è diventata la politica, il
discorso pubblico e quello televisivo.
Sede legale: via Borgo Palazzo, 137 - Bergamo
Presidente: Ivan Rodeschini
Registrazione: Tribunale di Bergamo n. 185 del 20/02/1950
Abbonamenti: via Borgo Palazzo, 137 - Bergamo
tel. 035 4120304 - fax 035 4120149
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con bonfico bancario in favore di “La Rassegna Srl”
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via Mazzini, 24 - 24128 - Bergamo,
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la Rassegna
6 febbraio 2014
3
COMMENTI
La deriva dei griLLini
Dietro gli insulti, il vuoto programmatico
dalla prima pagina
il modo in cui si rapportano ai colleghi e a chi ricopre ruoli
istituzionali. La forma conta, per carità. Ma è la sostanza che è
debole. E’ sulla preparazione politica che bisogna soffermarsi,
sulla capacità di condurre la partita secondo le regole (naturalmente con la propria strategia), sul modo stesso di concepire
la democrazia.
Si capisce che i grillini fondino la loro ragion d’essere sulla diversità, o meglio ancora sulla alterità rispetto al resto del panorama politico. E’ stato tale e tanto il cattivo esempio degli “altri” che non può non essere legittimo aspirare ad un cambiamento netto e radicale. Anche nei toni, oltre che nei modi. Purché
non si pensi di sostituire un medico disonesto con un apprendista
stregone. Se il compito è curare, serve qualcuno che proponga
una medicina nuova, più adeguata, più efficace di quella precedente che si è rivelata perniciosa. Ma se il nuovo camice bianco
si riduce a enunciare paroloni da neo-lingua o a somministrare
pozioni improbabili, beh viene il dubbio che forse conveniva rimanere nel vecchio regime.
Detto in altri termini, Grillo e i suoi seguaci ad un anno di distanza dal clamoroso exploit alle elezioni non hanno ancora mostrato
di poter essere davvero un’alternativa. Il loro rinchiudersi nelle
moderne liturgie della società telematica sembra più un modo di
evitare la competizione vera che una linea politica in grado di dare
le risposte che i cittadini attendono. Il mito della purezza, dell’incontaminazione che cosa ha prodotto finora? Che le regole, anche
dopo iL caso Fiat-chrysLer
Quando il fisco
spinge
le aziende
all’estero
quelle nuove (vedi la
legge elettorale chiamata “Italicum”),
le fanno gli altri. Forse, invece di stare sulla
riva del fiume ad
aspettare che passi il
cadavere della vecchia
politica (strategia che Bossi ha dimostrato essere fallace)
potrebbe essere più produttivo mettere le carte sul tavolo costringendo tutti
a fare altrettanto. A meno che, ecco il dubbio, quel che manca è anzitutto un proprio
corredo programmatico.
Vien facile pensarlo quando nell’ennesimo referendum online gli attivisti del Movimento 5 Stelle
hanno mostrato di gradire un ritorno al proporzionale. Il
sistema elettorale che ha fatto deflagrare la Prima Repubblica,
che portava a cambi di governo ogni tre mesi, che ha impedito al
Paese di stare al passo in Europa. Praticamente, ciò che si vorrebbe è un ritorno al passato, un autentico salto nel buio. Ecco ciò che
deve preoccupare. Non le parolacce, non i modi sgarbati. Quelli
impressionano solo le anime belle.
Cesare Zapperi
(commenti su www.larassegna.it)
dalla prima pagina
quella precisazione, in verità non sempre
convincente, che ha giustificato tante aperture di aziende italiane all’estero: si spostano le braccia, ma si tiene a casa la testa. Si
è visto poi che spesso, dopo un po’ di tempo,
la testa, non più collegata e vincolata al resto del corpo, si ricongiunge alle braccia o
comunque se ne va dove trova le condizioni
migliori, come è il caso di Fiat.
Purtroppo in Italia non ci si preoccupa di
fare in modo che le condizioni migliori si
trovino qui. Così come ci si lamenta del fatto
che la Fiat se ne vada all’estero più che di
preoccuparsi delle ragioni per cui non voglia restare.
Il presidente della Fiat John Elkann spiega
che Fca avrà la nuova sede fiscale in Gran
Bretagna per attrarre gli investitori americani, confermando come il “made in
Italy” in certi ambienti, a partire da
quelli finanziari, non sia un valore,
nonostante quello che ci continuiamo a raccontare. E’ sicuramente
un svantaggio dal punto di vista
fiscale. Il gruppo naturalmente
continuerà a pagare le imposte nei
Paesi in cui opera. Quindi se produrrà a Mirafiori, Melfi, Cassino,
Grugliasco o Maranello - lo si ca-
Centro di mediCina
dello sport
Direttore sanitario: Dr. Marco Moretti
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• riabilitazione
posturaleglobale
• valutazione
funzionaledell’atleta
pirà meglio con il piano industriale annunciato per maggio -, continuerà a pagare tasse per la produzione italiana, così come sulle
vendite, sempre minori, sul mercato italiano.
Però il cambio di residenza fiscale dovrebbe
comportare che il luogo in cui verranno prese le decisioni del gruppo, la super-stanza
dei bottoni, sarà il Regno Unito. Quindi, a
quanto si può capire, l’Italia perderà le imposte sui redditi distribuiti agli investitori
non italiani e quelle relative agli attivi, partecipazioni incluse, non riferibili fiscalmente
all’Italia. Oltre alle imposte associate alle
persone che faranno parte della stanza dei
bottoni.
E la ragione per cui questo avviene è che per
queste attività il trattamento fiscale in Italia
non è favorevole.
Purtroppo, senza che la politica se ne preoccupi più di tanto, il sistema fiscale incentiva
la delocalizzazione delle aziende. E questo
alimenta il solito circolo vizioso: minore
produzione vuol dire minore occupazione e
quindi minor gettito fiscale che se si copre
con un aumento della pressione fiscale comporta un ulteriore incentivo alla delocalizzazione.
Una recentissima ricerca realizzata da
Prometeia e dall’Osservatorio dell’Università Bocconi indica che la pressione fiscale
italiana “tutto compreso” per le imprese al
poliambulatorio
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medicina e benessere
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52%, già un’enormità rispetto a molti Paesi
diretti concorrenti, è il frutto di una media,
con circa la metà delle aziende che pagano
il 30% e l’altra metà che supera l’80% del
reddito imponibile. In questo caso l’evasione
non c’entra. Il divario è dovuto al fatto che
paga meno chi produce all’estero e paga di
più chi continua a lavorare in Italia, per effetto dell’Irap e dell’Imu. Dato che chi non
produce in Italia non ha forza lavoro su cui
pagare l’Irap e non ha stabilimenti su chi
pagare l’Imu, ne deriva un incentivo a produrre all’estero e un disincentivo agli investimenti stranieri.
Considerato che la scienza delle finanze ha
come obiettivo quello di apportare risorse
alla macchina pubblica, ma è anche l’occasione per effettuare ridistribuzione della
ricchezza e dare un indirizzo alla politica
economica, si può ben capire come il nostro
legislatore sia stato quantomeno poco lungimirante e abbia contribuito a farci perdere
in termini di competitività rispetto a Paesi
che hanno scelto politiche tributarie (e non
solo) più favorevoli alle aziende e in particolare alle holding. Le ragioni del cambio di
nazionalità della Fiat in olandese o in inglese sono tutte qui.
Stefano Ravaschio
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4
la Rassegna
6 febbraio 2014
L'INTERVISTA
Pubblici esercizi, «Il contratto deve tener
conto del momento difficile delle aziende»
Silvio Moretti (Fipe): «Dopo la disdetta del Ccnl, la federazione sta mettendo
a punto una piattaforma che recepisce le esigenze di produttività delle imprese».
«La fase è critica e la Riforma Fornero ha solo complicato il quadro».
«L’apprendistato? Strumento indispensabile, ma il suo utilizzo è troppo problematico»
di laura
Bernardi locatelli
Silvio Moretti, direttore delle
Relazioni sindacali e formazione
di FIPE, affronta il tema lavoro,
tra poche luci e molte ombre, dal
bilancio più che negativo della
Riforma Fornero agli ostacoli che
frenano il ricorso all’apprendistato.
Non manca uno sguardo in prospettiva, a partire dalle azioni che
vanno intraprese per supportare le
imprese del settore e un commento
al Jobs Act.
Qual è lo stato di fatto del rinnovo del contratto del turismo?
“Per quanto riguarda le aziende di
pubblico esercizio, il Contratto del
Turismo non è ancora stato rinnovato. Lo scorso 28 ottobre la Fipe,
ha comunicato alle Organizzazioni
sindacali nazionali di settore il
recesso/disdetta dal Ccnl per i dipendenti di aziende del settore turismo del 20 febbraio 2010, con
effetto dal 1° maggio 2014. A questa decisione, avvenuta non senza
sofferenza, si è giunti dopo aver
constatato l’impossibilità, al momento, di sviluppare un confronto
con le Organizzazioni sindacali dei
lavoratori, che abbia come obiettivo di giungere ad un recupero dei
costi attraverso un miglioramento
della produttività, punto di partenza ineludibile per qualsiasi ipotesi
realistica ed equilibrata di soluzione alla grave crisi che il settore sta
attraversando”.
Quali sono le prospettive?
“Nel nostro settore il fattore lavoro
costituisce una risorsa di assoluta
priorità per la gestione e il successo
d’impresa, più che in altri comparti
produttivi, essendo la componente
del servizio un elemento fondamentale dell’offerta. Da ciò scaturisce l’esigenza di portare il tema
del lavoro al centro delle riflessioni
di politica, parti sociali e opinione
pubblica. Le imprese stanno affrontando la crisi con senso di responsabilità ma l’impegno delle aziende
deve confrontarsi con un contesto
normativo e contrattuale adeguato
alle nuove esigenze del mercato,
finalizzato cioè a garantire la redditività delle imprese. Pertanto, per
le aziende sono fondamentali interventi per aumentare la produttività,
rimodulando gli elementi contrattuali che prevedono la maturazione di retribuzione non in presenza
di ore lavorate, migliorando il rapporto tra prestazione diretta ed oneri indiretti e differiti”.
Quali sono le azioni che Fipe intende intraprendere?
“Fipe ha elaborato una sua piattaforma che intende discutere con
le Organizzazioni sindacali senza
pregiudiziali. Saranno gli organi
federali a decidere tempi e modi
per riprendere il percorso negozia-
le. L’auspicio è che le organizzazioni sindacali dei lavoratori sappiano superare le posizioni fin qui
espresse, agevolando il ripristino
di un positivo livello di confronto
sulle gravi problematiche del settore. Nel contempo la federazione sta
mettendo a punto una piattaforma
che recepisce le esigenze di produttività delle aziende e comunque,
prima del 30 aprile 2014, in mancanza di rinnovo del Ccnl verranno
fornite a tutti gli associati le necessarie istruzioni”.
Quale è il bilancio a un anno e
mezzo dalla Riforma Fornero?
“Il bilancio è assolutamente negativo. Non era una riforma da fare
in un periodo di gravissima difficoltà economica ed i risultati si
sono visti. Sono aumentati costi
per le imprese (contributi contratti
a termine, ASPI e miniASPI e via
dicendo). E non è ancora finita: tra
poco partiranno i fondi bilaterali
per il sostegno del reddito con nuovi costi per le imprese. Sul fronte
della flessibilità in entrata, l’impostazione della legge, assolutamente
restrittiva, ha fatto il resto con una
disoccupazione che non accenna a
diminuire e le imprese che, prima
di fare un assunzione, qualora se
ne presenti la necessità ci pensano
dieci volte”.
Come valuta il Jobs Act e il contratto unico?
“Aver riportato al centro dell’attenzione il tema delle riforme del
lavoro è estremamente importante,
purché non si prosegua nell’azione di “penalizzazione” di tutte le
altre forme di lavoro che non sia il
contratto a tempo indeterminato. In
questo senso il contratto unico rischia di riportare indietro le lancette dell’orologio, riproponendo una
visione di stampo fordista che mal
si coniuga con i cambiamenti in
atto che vedono il settore dei servizi
Silvio Moretti
e del turismo di gran lunga prevalere sui vecchi modelli industriali,
senza che gli vengano fornite tutte
le opportunità di cui avrebbe bisogno, soprattutto, senza penalizzare
i contratti flessibili. C’è bisogno di
una “cassetta degli attrezzi”, sia per
rispondere alle specifiche esigenze delle imprese dei diversi settori
economici, sia per favorire tutte le
opportunità di impiego non appena si presentano sul mercato. Se la
riforma del lavoro finalmente riuscirà a porre mano ad una riforma
dei servizi pubblici per il lavoro, affrontando una volta per tutte le politiche attive che devono sostenere
l’occupazione, anche quella flessibile, avrà raggiunto un obiettivo,
condiviso ed importante”.
Quali sono le attività intraprese a
livello governativo per l’imprenditoria?
“Le principali azioni intraprese
vanno nella direzione di operare
per una riduzione del costo del
lavoro, assicurare una flessibilità
adeguata all’organizzazione del
lavoro e all’evoluzione del mercato e una semplificazione della
burocrazia, in generale e della gestione dei rapporti di lavoro. Un
imprenditore impegna almeno due
ore al giorno della sua attività per
stare dietro a tutte le incombenze
amministrative e burocratiche. Si
è poi posto l’accento sulla riduzione delle tasse necessaria per
sostenere e rivitalizzare la fiducia delle famiglie, ancora in calo
le trattative in stallo
Stoppani: «La crisi sta incidendo
drammaticamente sui ricavi»
In relazione alla sigla dell’accordo per il rinnovo del
contratto nazionale del lavoro di settore da parte delle
sole associazioni del turismo all’aria aperta e degli alberghi, ma non da Fipe per i 250mila pubblici esercizi
e da Fiavet per le agenzie di viaggio, Lino Stoppani,
presidente di Fipe-Confcommercio, ha dichiarato:
“L’interruzione delle trattative per il rinnovo del Ccnl
e il successivo recesso, comunicato alle organizzazioni
sindacali, a decorrere dal prossimo primo maggio sono
il segno dello stato di sofferenza che le nostre imprese
vivono da oltre tre anni. La crisi ha cancellato 27mila
tra bar, ristoranti, pub e discoteche per effetto di una
significativa riduzione dei ricavi ma anche per la cre-
scita di un abusivismo commerciale che ha raggiunto
oramai la cifra record di 5 miliardi di euro. In queste
condizioni solo un contratto all’altezza della gravità
del momento può essere sottoscritto e applicato dalle
imprese che rappresentiamo”. Fipe-Confcommercio
chiede interventi ben più incisivi sugli istituti contrattuali che generano retribuzione in assenza di ore lavorate e che influiscono su produttività e redditività delle
imprese. “Solo così - conclude Stoppani - riteniamo
possibile impegnare le imprese associate al rispetto
di obblighi contrattuali che riguardano oltre 680.000
lavoratori pari al 70% dell’occupazione dipendente
dell’intero settore turistico”.
a dicembre 2013, attraverso un
progetto credibile di riduzione del
carico fiscale il cui attuale livello
è incompatibile con qualsiasi prospettiva di ripresa. Vanno poi individuate misure maggiormente incisive, così come andrebbero rese
maggiormente fruibili le misure
previste per le Mpmi, internazionalizzazione e start-up innovative,
ricerca, digitalizzazione delle imprese, accesso al credito, misure di
contrasto al lavoro sommerso ed
irregolare”.
Quali sono le prospettive del 2014
per il turismo? Quali le risposte e
le azioni attese dal comparto?
“Il momento è particolarmente difficile. I dati sono sotto gli occhi di
tutti. I consumi delle famiglie nel
settore nel 2012 hanno avuto una
contrazione dell’ 1,9%, pari a 1,2
miliardi di euro, e i dati, non ancora definitivi del 2013, attestano
un’ulteriore flessione dell’1,3%.
Sono calate le presenze turistiche
nel 2012 (-6,4%, per ridimensionamento della domanda interna)
con un’ulteriore flessione relativa
al 2013 intorno al 5%. E’ calata
sensibilmente la produttività del
settore negli ultimi dieci anni,
mentre aumenta la concorrenza
sleale effettuata da una miriade di
soggetti che usufruiscono di agevolazioni fiscali, tributarie ed amministrative. Non vanno meglio le
cose sui dati relativi alla nati-mortalità delle imprese di ristorazione. Solo nei primi nove mesi del
2013, il saldo negativo tra aperture
e chiusure è pari a 6.219 imprese.
Occorre sviluppare ma soprattutto
dare attuazione ad un vero piano
sul Turismo che, comprenda tutte
le componenti di esso e possa costituire un’opportunità per favorire lo sviluppo del settore, valorizzare l’enogastronomia, consentire
un più facile accesso al credito
alle piccole imprese, affrontare
i problemi legati all’abusivismo
che generano concorrenza sleale
nel settore della ristorazione, con
l’apertura di falsi circoli privati ed
agriturismi, il cui volume d’affari
a livello nazionale è pari a 5 miliardi di euro”.
L’apprendistato resta ancora un
contratto appetibile? Come porre al centro dell’attenzione l’ accesso al lavoro degli under 29?
“L’apprendistato resta per il settore turismo e dei pubblici esercizi
in particolare uno strumento indispensabile, a riprova anche delle
elevate percentuali di conferma
dei giovani che vengono impiegati
dalle imprese con questo strumento contrattuale. Indubbiamente, per
quanto riguarda il ricorso all’apprendistato, i numeri sono un po’
in calo ed i motivi vanno ricercati,
oltre che nella difficile e perdurante crisi economica, anche nelle
difficoltà che le imprese incontrano
nell’utilizzo. C’è ancora troppa formazione teorica, soprattutto quella
pubblica, e mancano le strutture
per effettuarla. Le imprese non si
sentono sicure e sono preoccupate
dal fatto che possano cambiare le
regole in corsa”.
la Rassegna
6 febbraio 2014
5
Imprese, ricette su misura per il rilancio
Nell’edizione 2014 i Progetti Territoriali di Bergamo Sviluppo
sono dedicati a quattro aree: Pianura, Valle Seriana,
Valle Brembana e Valle Imagna. Per 57 aziende
a disposizione consulenze specialistiche
gratuite in base ai bisogni emersi dai check up
Tra le molteplici forme di supporto
messe in campo dalla Camera di Commercio di Bergamo e realizzate dalla
sua azienda speciale Bergamo Sviluppo, i Progetti Territoriali sono quelli
che raggiungono le pmi nei luoghi in
cui operano e le prendono per mano, accompagnandole in percorsi di crescita e
consolidamento.
Questa modalità di intervento è nata nel
2006 dalla volontà di ricercare strade per
il rilancio in aree della provincia, prime
fra tutte le Valli, segnate dall’indebolimento del tessuto produttivo ed economico. Negli anni, anche per via delle crescenti difficoltà intervenute con la crisi,
il percorso si è evoluto, ampliando i territori coinvolti, passando dal solo settore
artigianale a tutto il sistema imprenditoriale e inserendo iniziative per aspiranti
e neo-imprenditori. L’edizione 2014, che
prosegue lungo questa direzione, interesserà quattro aree - Pianura, Valle Seriana,
Valle Brembana e Valle Imagna - attraverso un insieme di azioni. Alle imprese
partecipanti, in particolare, saranno erogate consulenze specialistiche gratuite,
progettate in base ai bisogni riscontrati e
condivisi in ogni azienda nel corso di incontri diretti, con l’obiettivo di superare
situazioni di difficoltà ed intraprendere
un progressivo percorso di sviluppo o
rilancio competitivo. L’iniziativa verrà
presentata in sei focus-group di animazione locale, che permetteranno di raccogliere problematiche ed esigenze e di
selezionare le imprese da accompagnare
(in totale saranno 57: 20 nell’area della Pianura, 15 in Val Seriana, 12 in Val
Brembana e 15 in Valle Imagna).
Accanto al supporto singolo, sono previste attività dedicate al contesto imprenditoriale di ciascun territorio, come percorsi formativi, incontri su temi specifici
(dall’innovazione al controllo di gestione, dal marketing all’aggregazione) e
giornate di orientamento sul mettersi in
proprio. Il percorso partirà a metà febbraio per concludersi a dicembre.
foto Galizzi G. - www.valbrembanaweb.com
I prImI appuntamentI
Ecco il calendario dei focus group di presentazione e
sensibilizzazione. La partecipazione costituirà titolo
preferenziale per l’accesso da parte delle aziende alle
successive fasi del progetto.
• lunedì 17 febbraio – Treviglio (sede della Cassa Rurale
Banca di Credito Cooperativo di Treviglio, via C. Carcano 6)
• giovedì 20 febbraio – Leffe (Comune di Leffe, via Papa
Giovanni XXIII 8)
• lunedì 24 febbraio - Piazza Brembana (sede della
Comunità Montana Valle Brembana, via Tondini 16)
• giovedì 27 febbraio - Sant’Omobono Terme (sede della
Comunità Montana, via Vittorio Veneto 90)
• lunedì 3 marzo - Clusone (sede della Comunità Montana
Valle Seriana, via Sant’Alessandro 74)
• giovedì 6 marzo - Romano di Lombardia (sede della
Banca di Credito Cooperativo di Calcio e di Covo, via G. B.
Rubini 2).
Per tutti gli incontri l’orario è dalle 20.30 alle 22.30.
Per informazioni: Bergamo Sviluppo, via Zilioli 2, Bergamo
(tel. 035 3888011 – fax 035 247169 - [email protected]
it – [email protected]).
ASSEMBLEA DEI SOCI 50&PIÙ
lunedì 17 marzo 2014
50&Più di Bergamo indice lunedì 17 marzo
alle ore 12 in prima convocazione e
alle ore 15
in seconda convocazione
presso la sede provinciale di Bergamo
via Borgo Palazzo 137
l’Assemblea annuale dei soci per discutere il seguente
ordine del giorno:
■ nomina
del Presidente dell’assemblea
e di due scrutatori;
■ lettura
e approvazione verbale
della seduta precedente;
■ relazione
del Presidente;
■ approvazione
del conto consuntivo
2013 e preventivo 2014;
■ rinnovo
■ varie
Consiglio Direttivo Provinciale;
ed eventuali.
Ogni socio ha diritto a un voto e può ricevere fino a un massimo di due
deleghe di altri soci della stessa associazione provinciale.
il presidente
Giuseppe Capurro
Fusini (Ascom): «Ampliare le competenze
è l’unica strada per resistere»
A caratterizzare le iniziative della Camera di Commercio è la stretta relazione
con le associazioni di categoria provinciali, che prendono parte alla costruzione dei
percorsi e sono partner nella promozione
e, in certi casi, anche nell’erogazione dei
servizi, in un’ottica che vuole integrare e
ottimizzare le proposte nei confronti delle
aziende. Succede anche nei Progetti Territoriali, che coinvolgono le organizzazioni
nell’informazione e sensibilizzazione delle
imprese e, visto il taglio locale, si avvalgono inoltre del supporto di Comuni, Comunità montante ed altre realtà del territorio.
«Sono interventi sul territorio e come tali
in linea con degli obiettivi della nostra organizzazione, che già da tempo ha puntato sul potenziamento delle delegazioni in
provincia per essere più vicina agli associati – rileva il vicedirettore dell’Ascom,
Oscar Fusini –. I Progetti Territoriali utilizzano un modello di assistenza particolarmente interessante. Parliamo dei temporay manager, ossia di figure specializzate che mettono a disposizione la propria
consulenza per riorganizzare o sviluppare
particolari aspetti dell’attività. Nelle piccole aziende, infatti, non esistono quasi
mai funzioni differenziate ed è quasi sempre il titolare ad occuparsi di tutto, mentre
la visione e le competenze di un esperto
possono aiutare ad individuare nuove strategie».
Di cosa hanno più bisogno le pmi del
commercio, turismo e servizi?
«Del potenziamento del marketing e
della vendita, dell’innovazione, ma anche dell’analisi finanziaria e, perché no,
dell’attenzione ai mercati esteri».
Perché le aziende dovrebbero partecipare ad un progetto come questo?
«Perché aumentare e rinnovare le proprie
competenze è l’unica strada per resistere
di fronte ad un mercato in cui la domanda
è sempre più attenta e selettiva e l’offerta è sempre più ampia. La qualificazione
passa dalla formazione e se un tempo,
quando l’economia ancora girava, poteva
sembrare un plus, oggi è una necessità per
la sopravvivenza. Gli standard richiesti
dai consumatori sono sempre più alti ed
occorre migliorare la propria competitività, anche facendosi accompagnare».
Si offre quindi un’assistenza personalizzata...
«Sì, si crea un percorso su misura, che
unito al decentramento è un modo di avvicinare sempre più i servizi alle imprese».
Come stanno i diversi territori coinvolti
nell’intervento?
«In tutti i casi la matrice produttiva è
stata indebolita. Le aree montante sono
quelle maggiormente provate, pagano la
flessione di certi comparti e la chiusura
delle aziende e rischiano una progressiva
marginalizzazione anche per via della distanza dal capoluogo. La pianura ha invece prospettive di una ripresa in tempi più
brevi con la realizzazione della Brebemi e
lo spostamento delle produzioni nella parte sud della provincia».
Il vicedirettore
dell’Ascom
Oscar Fusini
Nel commercio su cosa si può agire per
il rilancio?
«Ad esempio, sull’integrazione di servizi oltre la vendita, penso alle consegne a
domicilio per il dettaglio alimentare, sulla
capacità di differenziarsi dalla concorrenza e dalla grande distribuzione, sulla
specializzazione e sulla diversificazione,
ossia l’introduzione di nuovi prodotti o
l’avvio di un nuovo ramo d’impresa. L’altro versante è quello dell’aggregazione,
che vuol dire distretti del commercio e
reti d’impresa. La visione deve essere per
forza duplice, da un lato la crescita delle
singole performance, dall’altro il miglioramento della competitività ad un livello
più ampio».
E per l’innovazione la marcia in più
sono gli studenti dell’Università
Con Sviluppo Competitivo Veloce
venti pmi possono ospitare tirocinanti
per realizzare progetti mirati
“Sviluppo Competitivo Veloce nelle Pmi” seleziona 20 aziende
bergamasche che vogliono crescere e 20 studenti universitari che
vogliono emergere.
L’iniziativa, giunta alla sesta edizione, è promossa e coordinata da
Bergamo Sviluppo, grazie al finanziamento della Camera di Commercio e realizzata in collaborazione con le tutte Organizzazioni di
categoria del territorio.
Aderendo al progetto, le piccole e medie imprese avranno la possibilità di avviare al proprio interno nuovi percorsi di innovazione
commerciale, gestionale, organizzativa o tecnologica funzionali al
proprio business, attraverso il supporto di un “team” composto da
un consulente senior e da uno studente universitario, che entreranno
in azienda per aiutare l’impresa a realizzare il progetto identificato.
Nel 2014 saranno, appunto, 20 le imprese che potranno partecipare
all’iniziativa e che, a seguito di un check-up per definire i contenuti
dei progetti di innovazione da avviare, potranno beneficiare ognuna di un pacchetto di 48 ore di consulenza personalizzata gratuita.
Per ciascuna azienda sarà inoltre selezionato, in collaborazione con
l’Ufficio Stage e Placement dell’Università di Bergamo, uno studente, che svolgerà nella stessa un periodo di tirocinio di tre mesi
(minimo 240 ore).
Il consulente porterà le proprie competenze, frutto dell’esperienza
maturata nel tempo, lo studente la freschezza e la voglia di mettersi
in gioco per sperimentare quanto appreso nel proprio percorso di
studi. Le ore di consulenza personalizzata consentiranno l’implementazione dei diversi progetti di innovazione individuati e potranno riguardare: comunicazione, marketing (anche digitale), controllo
di gestione, internazionalizzazione, finanza, organizzazione e risorse umane, sistemi informativi, sviluppo commerciale, innovazione
tecnologica.
Le candidature delle imprese saranno accolte fino al 28 febbraio
prossimo; sul sito di Bergamo Sviluppo (www.bergamosviluppo.it),
le imprese interessate possono trovare la domanda di adesione al
progetto, che andrà poi compilata e inviata (via fax o via mail).
Gli studenti dell’Università degli Studi di Bergamo interessati a partecipare all’edizione 2014 del progetto dovranno inviare la propria
candidatura, unitamente al curriculum vitae, a Bergamo Sviluppo.
Per informazioni e iscrizioni contattare l’Azienda Speciale Bergamo Sviluppo (tel. 035 3888011 – fax 035 247169;
e-mail: [email protected]).
6
la Rassegna
6 febbraio 2014
Alberghi, l’erosione delle tariffe è un rischio
Le strutture ricettive bergamasche sono
- per 21 mila utenti - migliori per diverse
aspetti di quelle di grandi città e capitali europee, da Londra a Vienna, da Parigi
a Berlino e, in Italia, surclassano Venezia,
Milano, Roma e Firenze. Parola di Trust
You, standard della reputazione on line adottato in Svizzera, Germania e Austria, che dal
2008 cattura le opinioni e le sensazioni di
milioni di commenti presenti in centinaia di
fonti sul web - come Tripadvisor, Facebook,
Google+, Twitter, Yelp - in 20 lingue diverse. Un campione di 40 strutture ricettive
di città e provincia (che include anche b&b
con almeno 150 opinioni) ha fatto scalare a
Bergamo il ranking di città come Valencia,
Vienna, Zurigo, Barcellona, Goteborg,
Berlino, Monaco di Baviera, Amsterdam e
Francoforte. Rispetto ad altre destinazioni
italiane, il punteggio complessivo di 82 centesimi raggiunto da Bergamo è lo stesso di
una località-cult come Taormina, supera di
un soffio Bologna e Venezia (81), Torino e
Verona (80), Firenze e Palermo (79), Milano
(78), Roma (77), Bari e Napoli (74). La cortesia è al top con 94 punti e la pulizia della camera meticolosa con 89 trust-score.
Posizione e atmosfera sfiorano l’eccellenza
e letti, colazione e prezzo sono oltre la sufficienza. Da migliorare, anche se promossa,
l’insonorizzazione, la connessione ad internet e la manutenzione.
■ Le strategie
per essere al top delle recensioni
Gli studi riportati su Trust You evidenziano
come i social media influenzano direttamente più dell’83 per cento di tutte le prenotazioni online e il 49 per cento dei clienti non
penserà mai di prenotare un hotel che non
ha recensioni. Il prezzo conta, ma la qualità
di più: i clienti sono anche disposti a pagare
di più per strutture che presentano punteggi
più alti perché “la qualità si paga”. In media, i prezzi per una camera aumentano di
12 dollari (quasi 9 euro) per ogni punto percentuale in più che compare in un TrustScor
per un hotel. I siti con recensioni e punteggi
affidabili, che sono stati integrati nel proprio
sito web, ottengono una frequenza fino al
Secondo “TrustYou” le strutture ricettive di Bergamo
hanno una reputazione migliore di quelle di grandi città
come Londra, Parigi, Venezia o Roma. Ma c’è un aspetto
che preoccupa: la controproducente gara al ribasso
dei prezzi frena la crescita e danneggia l’intero sistema.
Zambonelli (Ascom): «Si fa sempre più fatica a far quadrare i conti»
200 per cento in più. Il 93 per cento di tutti
gli utenti si affidano alle recensioni dei loro
amici (rispetto al 43 per cento di coloro che
si affidano alla pubblicità). Se si dispone di
recensioni sul sito web dell’azienda i clienti
sono incoraggiati a prenotare/acquistare di-
rettamente da quel sito, piuttosto che da un
concorrente.
■ I dati del Barometro alberghiero
Il turismo in Italia cresce del 6 per cento, ma
Bergamo perde oltre 3 punti percentuali (-3,3
per cento) nel 2013 rispetto all’anno precedente in termini di fatturato generato dalla
vendita delle camere in rapporto al numero
totale di stanze disponibili. L’indice dell’occupazione delle camere si conferma sostanzialmente stabile, con maggiori presenze da
martedì a giovedì, sempre più riequilibrate
dalla crescita di turisti nel fine settimana (il
venerdì crescono al 54,2 per cento le camere
occupate contro il 53,2 per cento del 2012 e
il sabato si passa dal 54,9 per cento del 2012
al 56 per cento). Il giorno su cui lavorare resta la domenica, che occupa solo il 44,6 per
cento delle stanze, magari andando ad intercettare una clientela che non deve preoccuparsi del rientro al lavoro al lunedì. Anche
se bisogna lavorare per far si che l’inizio
della settimana non sia desolante agli occhi del forestiero. Nel complesso il sistema
turistico bergamasco regge, ma è chiamato
a fare alcune importanti riflessioni a partire dall’erosione delle tariffe che non porta
alcuna crescita, ma anzi danneggia l’intero
sistema in una controproducente gara al ribasso. Anche perché le tariffe a Bergamo
sono ferme da dodici anni: “Allora il mercato era diverso, non c’erano le difficoltà di
oggi e non eravamo disorientati da un continuo affastellarsi di sigle e tasse da pagare,
che hanno raggiunto dei livelli insostenibili
- ha sottolineato Giovanni Zambonelli, presidente degli Albergatori Ascom -. Oggi si
fa davvero fatica a quadrare i bilanci”. Ora
Ospitò il banchetto di nozze di Mussolini,
A Treviglio iniziati i lavori per la realizzazione del nuovo "Marelét" che ospiterà
anche un bistrot. In campo la famiglia Colleoni del ristorante stellato "San Martino"
di rosanna
A Treviglio nasce il primo “green hotel”. Il progetto mira a far
risplendere un angolo storico di Treviglio, situato tra via Cesare Battisti e via Camillo Terni. E' qui che un vecchio complesso
edilizio, il “Marelét”, si trasformerà in un hotel a 4 stelle. I lavori di demolizione sono appena cominciati, l'apertura dell'innovativo albergo è prevista per ottobre. Un tempo, all'interno
c'era un'osteria. Tradizione narra che nel 1915 ospitò un prestigioso banchetto di nozze: gli sposi erano un giovane Benito
Mussolini e Rachele Guidi. Nel rispetto della storia, la nuova
struttura manterrà il nome e la forma dell’edificio, ma sarà
rifatta secondo linee di design e i dettami dell’ecosostenibilità.
A ideare il progetto sono stati i fratelli Paolo, Marco e Vittorio Colleoni, la seconda generazione alla guida dello storico e
stellato ristorante “San Martino” che dal 2009 si è dotato di un
albergo, sempre per la fascia alta.
“Sarà un fabbricato in classe A, tutto costruito in legno, dalle
proprietà isolanti e fonoassorbenti, senza aggiunte di colle o
altri materiali, ci saranno i pannelli solari e funzionerà grazie
alla geotermia, un sistema che pesca l'acqua dai pozzi e la convoglia verso turbine per l'energia elettrica - spiega Marco -. In
questo modo ci sarà un risparmio perché le fonti energetiche
saranno interne e rinnovabili e l'edificio sarà autosufficiente”.
La nuova tecnologia è quella fornita dall'azienda udinese Star-
scardi
tex, nata come segheria nel cuore della Carnia, oggi leader nel
settore della bioedilizia. L'investimento complessivo, sia per
l'acquisto del «Marelét», avvenuto in due tranche e portato a
termine l'anno scorso, sia per i lavori, ammonta a 5milioni di
euro. La struttura sarà dotata di un bistrot per pranzi di lavoro
e cene informali. Saranno 18 le stanze per una capienza di 24
persone. Di conseguenza, la cittadina della Bassa aumenterà
la ricettività passando dalle 125 stanze attuali a 143. Sono 15
le camere del San Martino (4 stelle), 42 all'Hotel Treviglio (3
stelle), 56 all'Atlantic (3 stelle) e 13 al Cavallino (una stella). Il
“Marelét” è stata una delle locande più conosciute in paese. E'
nata come stazione di posta della strada regia Venezia-BresciaMilano, fuori dalla cerchia muraria sostituita poi dalla circonvallazione interna. Nel 1890 ospitò la trattoria gestita da Antonio Buttinoni. Tuttavia, a dare il nome all'edificio è stato il successivo proprietario Mario “Marelét” all’inizio del 1900. Qui
si tenne il banchetto per le nozze civili di Mussolini e Rachele.
Il futuro duce, ferito in guerra, era ricoverato nell’ospedale militare, allora presso il vicino Collegio degli Angeli. Ora la rinascita del “Marelét”. “Quest'anno il “San Martino” festeggia i
vent’anni di Stella Michelin - aggiunge Marco orgoglioso -. La
crisi economica non ci spaventa perché crediamo in quello che
facciamo, noi Colleoni siamo ottimisti per natura”.
la Rassegna
6 febbraio 2014
«Abbiamo perso una fetta
di clientela dal Nord Europa
che era ormai consolidata - sottolinea
Sebastiano Scanavino (Ascom) -.
E i nuovi collegamenti coi Paesi
dell’Est, dell’area mediterranea
e del nord Africa non portano
ad un incremento di turisti in città»
A Expo Riva Hotel
l’alta affluenza
fa sperare nella ripresa
c’è pure la tassa di soggiorno che porta nelle
casse del Comune imposte per quasi un milione di euro: “I nostri prezzi sono rimasti gli
stessi, ma da un anno a questa parte si è aggiunta anche la tassa di soggiorno - aggiunge Montserrat Satorra Farrè, vicepresidente del Gruppo Turismo di Confindustria
Bergamo, di cui è referente per gli alberghi
-. Non vogliamo che questa sia una tassa di
scopo e la speranza è che vengano reinvestiti in un progetto turistico”. Anche politica
e istituzioni devono fare la loro parte: “Le
infrastrutture fanno la differenza. Il collegamento ferroviario ad alta velocità ha portato
molti clienti del Salone del Mobile a spostarsi su Torino, surclassandoci e tagliandoci di
fatto fuori da un evento che ha sempre riempito i nostri alberghi” continua Zambonelli.
I nuovi collegamenti con Orio e i cambi
di rotta hanno portato dal 2010 ad oggi un
nuovo turista: “Abbiamo perso una fetta di
clientela dal Nord Europa che era ormai consolidata - sottolinea Sebastiano Scanavino,
consigliere del Gruppo Albergatori Ascom . I nuovi collegamenti, con i Paesi dell’Est,
altre destinazioni dell’area mediterranea e
dal nord Africa non portano ad un incremento di turisti in città”.
ora diventa albergo
Expo Riva Hotel, storico appuntamento organizzato da Riva del Garda
Fierecongressi e dedicato agli operatori
dell’ospitalità e della ristorazione professionale, ha archiviato nei giorni l’edizione 2014 con un record di affluenza.
In un momento particolarmente difficile
per il settore turistico in generale e, per
quello fieristico in particolare, la manifestazione è riuscita ad attirare infatti
oltre 20mila visitatori in 4 giorni. “Una
fiera che -sottolinea il presidente Roberto
Pellegrini - conferma il suo ruolo nel fare
cultura tra gli albergatori, aggiornando di
anno in anno i trend della domanda. I numeri ottenuti in questa edizione lasciano
intravvedere qualche segnale di ripresa”.
Seguitissimi i seminari tenuti dai Mastri
Birrai a testimonianza che la fiera rappresenta un momento di approfondimento e
cultura per gli operatori del settore”.
L’edizione ha visto il forte coinvolgimento delle Associazioni di categoria. Alle
presenze ultraventennali di Asat e Unat
si sono affiancate quelle di Ada, Associazione Cuochi e Associazione Italiana
Celiachia, fino alle new-entry di Fip (Federazione Pasticceri Italiani) e le Associazione Cuochi di Vicenza e Mantova.
La collaborazione con Oit (Organizzazione Interprofessionale Trentina) e con
le associazioni legate al loro “Progetto
Ospitalità” ha dato vita a quattro giornate
articolate in forum per gli addetti ai lavori
e per gli allievi degli istituti alberghieri.
In visita anche una delegazione dell’Associazione Giovani Albergatori di Jesolo
che fra gli stand hanno trovato spunti
nuovi e stimolanti, in particolare all’interno di EcoLogicalSuite, un’installazione all’interno del padiglione dedicato al
Benessere, realizzata con materiali ecologici ed eco-compatibili e che ricrea l’ambientazione di una suite d’albergo avvalendosi anche della tecnologia domotica.
Riscontro positivo dagli operatori di
Sololio - mostra dell’eccellenza olearia
italiana che, alla sua 5a edizione con la
collaborazione di Assam (Agenzia Servizi
Settore Agroalimentare delle Marche) e
la novità di “Olio in Gastronomia” - abbinamenti olio/food - proposti dall’Associazione Cuochi Trentini, ha conquistato i
palati di assaggiatori e ristoratori.
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la Rassegna
6 febbraio 2014
Pos, l’obbligo slitta al 30 giugno
L’Aula del Senato ha approvato
l’emendamento della Commissione Affari Costituzionali al Dl milleproroghe
che sposta al 30 giugno 2014 l’obbligo
per commercianti e professionisti di accettare pagamenti con carte di debito per
le transazioni sopra i 30 euro. Lo slittamento, si legge nell’emendamento, viene
previsto «al fine di consentire alla platea
degli interessati di adeguarsi all’obbligo
di dotarsi di Pos». Il decreto è stato approvato con 134 voti a favore, 60 contrari
e 36 astenuti. Il testo passa ora alla Camera. La data del 30 giugno è l’ennesima
di un “balletto” che dal primo gennaio
di quest’anno - quando sarebbe dovuto
entrare in vigore l’obbligo secondo il decreto Sviluppo bis del 2012 che lo aveva
istituito – tiene in allerta imprese e professionisti. Una nuova scadenza era stata infatti fissata per il 28 marzo (dal DM
24 gennaio 2014) prevedendo anche una
fase transitoria - fino al 30 giugno 2014 nella quale erano assoggettati all’obbligo
soltanto i professionisti e le imprese che,
nell’anno precedente a quello in cui è effettuato il pagamento, avessero fatturato
più di 200mila euro. Ora, con la proroga varata dal Senato, tale fase transitoria
viene a cadere. Quindi, nel momento in
Proroga approvata dal Senato. Confcommercio:
«Fondamentale prevedere criteri
di gradualità e sostenibilità e che costi ed oneri
della moneta elettronica non vadano a gravare
ulteriormente sulle imprese»
cui l’obbligo di Pos entrerà in vigore (30
giugno 2014) riguarderà tutte le imprese
e i professionisti, senza limiti minimi di
fatturato. A meno che non arrivi un successivo decreto attuativo, previsto entro
la fine di giugno 2014 dallo stesso DM
24 gennaio 2014, a modificare i limiti minimi di importi e fatturato, oltre che ad
estendere il campo ad ulteriori strumenti
di pagamento elettronici, anche mobili.
Intanto la Confcommercio «esprime la
propria soddisfazione per un provvedimento che tiene conto delle esigenze dalla vasta platea degli operatori interessati all’obbligo di dotarsi di Pos». «Per il
nostro sistema d’imprese - sottolinea la
Confederazione – è di assoluta importanza l’adozione di criteri di gradualità e
sostenibilità in relazione agli effetti, agli
oneri ed al rilevante numero di soggetti coinvolti. Ed è fondamentale che tale
principio venga ulteriormente ribadito
nelle norme attuative che dovranno essere emanate dal Ministero dello sviluppo
economico e dal Ministero dell’economia
e delle finanze per disciplinare gli importi
minimi, le modalità ed i termini applicativi dei nuovi obblighi». Confcommercio
ritiene che «la modernizzazione del sistema dei pagamenti nel nostro Paese continui a rappresentare un importante obiettivo per il miglioramento delle condizioni
di efficienza dell’intero sistema economico, ma è fondamentale che costi ed oneri
della moneta elettronica non vadano ulteriormente a gravare sulle imprese, già
fortemente penalizzate dalla perdurante
crisi economica».
incontro l’11 Febbraio
Cliente vegano?
I ristoratori Ascom
pensano a un corso
Accanto a chi ha rinunciato o ridotto le uscite al ristorante c’è chi frequenterebbe volentieri qualche nuovo
locale se avesse la certezza di trovare una cucina adatta alle proprie convinzioni alimentari. È il caso dei
consumatori vegani e vegetariani, un universo in costante crescita (nell’ultimo anno la percentuale in Italia è passata dal 6 al 7,1%), che non ha ancora avuto
dalla ristorazione risposte sufficienti (a Bergamo, ad
esempio, i locali segnalati dal sito www.cambiamenu.
it sono quattro).
Il Gruppo ristoratori dell’Ascom ha deciso di confrontarsi su questo tema e martedì 11 febbraio promuove
un incontro informativo, che vuole anche verificare
la possibilità di avviare un corso specifico. Tutto nasce dal contatto con la Lav, la Lega antivivisezione
di Bergamo, che ha evidenziato alla categoria proprio
questa carenza. «In un momento in cui la ristorazione
punta ad intercettare nuove esigenze ed è alla ricerca di specializzazioni – rileva la presidente Petronilla
Frosio -, anche offrire una cucina vegana può essere
un’opportunità. Certo, ogni operatore deve valutare
quanto sia attinente con la propria proposta e clientela, ma in certe situazioni, ad esempio dove è più frequente la presenza di ospiti stranieri, può risultare una
strada interessante». L’incontro – alle 15.30 nella sala
Villa, al piano terra della sede dell’Ascom in via Borgo Palazzo 137 a Bergamo – vedrà la partecipazione
di un esperto della Lav, che illustrerà i principi della
cucina vegana, fondata su precise scelte etiche e di
responsabilità. «L’appuntamento – prosegue Petronilla Frosio – sonderà anche l’interesse dei ristoratori a
seguire un corso dedicato, non basta infatti preparare
piatti a base di vegetali, occorre conoscere regole e
tecniche che non si improvvisano. In base ai riscontri
potremo organizzare all’Accademia del Gusto di Osio
Sotto una serie di lezioni che consentiranno di ottenere un “patentino” di cucina vegana. Un riconoscimento utile anche per far conoscere la propria attività su
siti, blog e nei circuiti specializzati».
La partecipazione all’incontro è gratuita. È gradita la
segnalazione del presenza con un messaggio all’indirizzo e-mail [email protected] .
le linee strategiche
Ue, presentata la “Comunicazione”
per una rinascita industriale europea
di riccardo lena
Facendo seguito a quanto già pubblicato nello scorso mese
di novembre sulla reindustrializzazione dell’Europa, la DG
Imprese della Commissione europea ha predisposto le linee
strategiche della rinascita industriale del Continente presentando il 22 gennaio, ad opera del presidente Barroso e del vice
presidente e commissario Antonio Tajani, un’apposita Comunicazione destinata a porre l’Industria al centro delle politiche
di crescita e a riconoscerne il ruolo centrale per l’occupazione
nel quadro della “Strategia Europa 2020”.
L’Ue sta uscendo peraltro solo ora dalla più lunga recessione
che l’abbia interessata e ciò ha fatto si che la quota del manifatturiero, che più contraddistingue l’attività industriale,
è ulteriormente scesa rispetto al Pil europeo, attestandosi lo
scorso anno al 15,1% (con una perdita di ben 3,5 milioni di
posti di lavoro a decorrere dal 2008), come tale molto lontana
dall’obiettivo del 20% fissato dalla stessa Commissione per
potere competere con i Paesi concorrenti avvantaggiati da una
migliore resa produttiva.
Nonostante questa graduale deindustrializzazione, la Commissione è sempre più determinata a disporre di una forte base industriale quale condizione per la crescita e l’occupazione e con
la Comunicazione in oggetto pone la competitività industriale
quale obiettivo primario da perseguire, demandando al Consiglio Europeo del prossimo mese di marzo l’adozione degli indirizzi strategici proposti e invitando gli Stati Membri a privilegiare nelle loro politiche la centralità dell’Industria per dare
impulso alla competitività e alla crescita sostenibile in Europa.
A detta della Commissione infatti il ruolo dell’Industria si
estende ben oltre l’attività manifatturiera, interessando le materie prime e l’energia, i servizi alle imprese e ai consumatori
e il turismo. A ciò si aggiunge che l’industria promuove oltre
l’80% delle esportazioni europee e delle attività di ricerca e
di innovazione e offre nel settore privato più posti di lavoro,
spesso qualificati e che danno anche origine ad altrettanti posti
di lavoro in altri settori. Per Tajani “la Commissione con questa iniziativa invia un segnale chiaro che per creare nuovi posti
di lavoro sono indispensabili una reindustrializzazione e una
modernizzazione urgenti della nostra economia”.
Le principali sfide e le priorità essenziali - Il rallentamento
tuttora in atto della crescita industriale è imputabile secondo
la Commissione a diversi fattori, con particolare riferimento
alle persistenti debolezze del mercato interno, agli insufficienti progressi che contraddistinguono in alcuni paesi europei il
contesto imprenditoriale, agli inadeguati livelli di innovazione
e di investimento, ai prezzi energetici eccessivi e alla difficoltà
di accesso a materiali, a manodopera qualificata e a capitale a
prezzi ragionevoli.
Su queste premesse la Commissione ritiene che a sostegno
della competitività dell’Industria europea si debbano perseguire le seguenti priorità per far sì che la stessa possa elevare il
proprio contributo al 20% del PIL: migliorare il più possibile
le potenzialità del mercato interno, dotandolo delle necessarie
infrastrutture e di un quadro normativo stabile e semplificato,
atto a promuovere l’imprenditoria e l’innovazione; adottare
misure idonee a garantire l’accesso all’energia e alle materie
prime a prezzi accessibili e in linea con le relative condizioni
internazionali; promuovere l’utilizzo di strumenti di finanziamento europei, quali quelli propri dei fondi strutturali, del Cosme e di Orizzonte 2020, allo scopo di favorire l’innovazione,
gli investimenti e la reindustrializzazione; tornare a finanziare
l’economia reale grazie anche agli interventi della BEI (Banca
Europea per gli Investimenti) a favore dei progetti industriali
innovativi; agevolare in particolare la gestione del minore apparato imprenditoriale, promuovendone la competitività e assicurandone l’accesso ai mercati globali a migliori condizioni.
Lo stesso presidente del Consiglio Enrico Letta, commentando
sul “Corriere Economia” la comunicazione, ha affermato che
la stessa offre “il segnale giusto per rivitalizzare l’economia
europea” e che anche il nostro Paese, collaborando con gli Organi Istituzionali dell’Ue e con gli altri Paesi europei, è tenuto
a mettere al centro della propria politica l’adeguato sostegno
dell’apparato produttivo per favorire la crescita economica e
occupazionale. Il nostro capo del Governo si è infine impegnato a sostenere le priorità enunciate dalla Commissione per
rivitalizzare l’Economia comunitaria sia in occasione del Consiglio Europeo del mese di marzo che nel corso della presidenza italiana dell’Ue decorrente dal 1° luglio 2014.
la Rassegna
6 febbraio 2014
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Commercio da rivitalizzare, ora tocca ai quartieri
Dal Comune di Bergamo il quinto bando che assegna contributi
alle nuove aperture in aree carenti di negozi e servizi.
Entrano nella mappa Celadina, Longuelo e Grumello al Piano
Nuovi contributi per chi apre attività commerciali e
artigianali in aree della città da rivitalizzare. Il Comune
di Bergamo ha emanato un quinto bando che, sulla scorta delle precedenti iniziative, mette a disposizione fino a
15mila euro per attività economiche che si insedieranno
in zone individuate come carenti. La mappa è tracciata
con precisione. Si tratta dei quartieri di Longuelo, Grumello al Piano e Celadina (tutte novità rispetto al quarto
bando, che contemplava invece il Villaggio degli Sposi) e
delle vie Pignolo, Bonomelli, Quarenghi, San Bernardino
(nel tratto compreso tra le intersezioni con largo Cinque
Vie e via Previtali) e Moroni, già presenti nell’edizione
precedente, alle quali si aggiungono le vie San Giovanni,
Verdi (parte alta, zona Caserma Montelungo), Locatelli
e Zelasco. Anche le tipologie di offerta sono fissate e riguardano essenzialmente servizi di vicinato, antichi mestieri e gallerie d’arte e antiquariato. Rispetto al passato
Le attività ammesse
Esercizio di vicinato alimentare multiprodotto
(minimarket); esercizio di vicinato alimentare
monoprodotto (panettiere, fruttivendolo, salumiere); attività artigianale alimentare con vendita di prodotti da forno, pasta fresca, raviolificio;
fiorista; attività di fotografo; attività di riparazione elettrodomestici/radio/tv; cartoleria; libreria; rivendita di giornali; ferramenta; casalinghi;
merceria; sartoria; erboristeria; lavasecco; negozio di antiquariato; negozio di modellismo; gallerie d’arte; fashion design shop; antichi mestieri
(calzolaio, tappezziere, corniciaio, etc.). Sono
escluse le attività automatizzate (distributori automatici o con gettone)
vengono inserite le attività di fotografo e di riparazione
di elettrodomestici, le librerie, le erboristerie e i negozi
di modellismo. Possono presentare richiesta coloro che
siano intenzionati ad avviare una nuova attività commerciale o artigianale nelle aree indicate, mentre sono esclusi i soggetti che subentrano ad un’attività già esistente
oppure coloro che, alla data di pubblicazione dell’esito
della procedura di selezione, risultano avere già avviato
una nuova attività. Il contributo per ogni attività è pari
al 50% degli investimenti previsti e documentati, fino ad
un massimo di 15mila euro. Non sono ammesse richieste
di contributo per investimenti il cui ammontare minimo
sia inferiore a 15mila euro. I contributi dovranno essere
utilizzati per supportare le spese riconducibili alla creazione della nuova attività. La domanda deve essere presentata entro le ore 12,30 del 15 aprile 2014 (moduli e
dettagli sul sito del Comune, www.comune.bergamo.it)
I quattro precedenti bandi hanno portato all’assegnazione di contributi per sette attività (una con la prima
edizione, una con la seconda e cinque con la quarta).
Via Pignolo, la parte alta di via San Bernardino, via
Paglia e il Villaggio degli Sposi le aree interessate dalle nuove aperture.
«L’Expo occasione per rilanciare
anche la nostra enogastronomia»
di Laura
CeresoLi
L’Expo 2015 sarà una vetrina importante per Bergamo
visto che si trova a soli 45 chilometri da Milano. Si prevede
che circa 8 milioni di visitatori
atterreranno tra Orio e Linate
e la Bergamasca da sola è pronta ad accogliere tra i 5 e i 6 milioni di turisti. Come vi preparate all’evento?
“Anche se l’esposizione 2015 si
terrà a Milano, con grandi padiglioni e 140 Stati aderenti, prevediamo che molti turisti si riverseranno nel nostro territorio e in
altre province della Lombardia.
Per questo la Bergamasca deve
diventare sempre più un luogo
bello da vivere e da visitare e
il turismo dev’essere una delle
componenti strategiche per il futuro del territorio. Il nostro è stato per anni un mondo chiuso, con
una vocazione prevalentemente
manifatturiera. Ora il nostro intento è quello di trasformare Bergamo in meglio, senza tuttavia
abbandonare le tradizioni produttive che lo hanno contraddistinto
per anni”.
A partire da questo primo numero del 2014 di The Key to
Bergamo, l’Expo ha deciso di
patrocinare tutti i servizi che
parlano dell’eccellenza dei prodotti tipici bergamaschi. Una
bella soddisfazione…
“Certo, anche perché il brand
dell’Expo non viene mica dato a
tutti. Per la prima volta l’esposizione universale, in collaborazione con la cabina di regia che si
trova in Camera di commercio, ci
ha dato l’ok per utilizzare il suo
marchio per le iniziative di Turismo Bergamo. Siamo passati a un
vaglio molto selettivo. Soltanto
dopo una serie di attente valutazioni della nostra programmazione, ci è stato dato il consenso
per usare il brand dell’Expo che,
essendo un marchio internazionale, dev’essere utilizzato con
intelligenza onde evitare proble-
Il presidente di Turismo Bergamo, Trigona: «Dobbiamo
approfittare dell’esposizione universale per valorizzare le bellezze
ambientali, artistiche, culturali, ma senza dimenticare la buona tavola».
«Anche i distretti commerciali potranno giocare un ruolo importante»
E The Key to Bergamo
“celebra” la polenta taragna
Bergamo punta all’Expo 2015 e innalza la bandiera della polenta taragna.
Emblema storico della tradizione orobica, questo piatto tipico farà da apripista
alla nuova edizione di The Key to Bergamo, il trimestrale dedicato a tutti coloro
che vogliono scoprire le bellezze architettoniche, naturalistiche ed enogastronomiche di città e provincia. E a partire da quest’anno la rivista ufficiale di Turismo Bergamo avrà una marcia in più. Già perché l’esposizione universale, in
programma il prossimo anno a Milano, ha deciso di patrocinare tutti i servizi sul
tema dei prodotti tipici bergamaschi che compariranno all’interno del giornale.
Con il suo aspetto economico e sociale, proprio l’alimentazione sarà infatti il
fulcro dell’Expo portando immediate ricadute positive anche a livello locale. E
nutrire il pianeta significa non soltanto parlare di cibo, ma anche di specificità
territoriale, di passato, di storia. Insomma, di tutte quelle tradizioni autentiche
che il visitatore si aspetta di trovare in una città. Diretta dal giornalista Pino
Cappellini, The Key to Bergamo si è quindi attrezzata per l’evento inserendo al
suo interno alcune novità: pagine dedicate a dieci attrazioni da non perdere, due
itinerari per ogni numero con relativa cartina, consigli utili per vivere al meglio
il territorio, una rubrica dedicata alle principali attività di promozione, eventi e
un restyling grafico delle rubriche di servizio. Ciascun numero raccoglie approfondimenti e suggerimenti che vanno dalla cucina allo sport, dal divertimento
allo shopping, nonché una serie di informazioni utili. Sfogliando la rivista si
potranno quindi scoprire percorsi intimistici da attraversare in solitario tra le
meraviglie della natura o panorami mozzafiato da ammirare in coppia. E ancora, tipici ristorantini in cui degustare le delizie del suolo orobico o teatri in cui
trascorrere una piacevole serata culturale. Sono inoltre attive sia le pagine Facebook, dedicate ai contenuti di promozione turistica del trimestrale e collegate a
cinque ragazze Key Expert che danno suggerimenti personalizzati, sia le boards
dedicate ai contenuti turistici e veicolate sul canale Social Pinterest. Ma anche
la diffusione cartacea è capillare: il giornale si trova nelle camere delle strutture
ricettive ed extra-ricettive di Bergamo e hinterland, negli uffici turistici di città
e provincia, nel punto Atb di Porta Nuova, nei principali ristoranti, bar, negozi,
nelle biblioteche e all’aeroporto di Orio al Serio.
La pubblicazione è bilingue, in italiano e inglese, con una tiratura di 50mila
copie. I 34 numeri della rivista realizzati tra il 2007 e oggi sono scaricabili sul
sito www.turismo.bergamo.it e i dati relativi ai click degli internauti evidenziano
un notevole apprezzamento. Lo scorso anno, la punta massima delle visite si
è avuta nel mese di settembre con 25.672 visualizzazioni dei 32 numeri della
rivista e 856 download al giorno. Più in generale, nell’arco di tutto il 2013, la
media giornaliera di download è stata di 413. Secondo i dati issuu.com, dove il
trimestrale può essere sfogliato digitalmente, il numero 33 (quello precedente a
quello attualmente in distribuzione) è stato scaricato ben 15.956 volte.
mi di percorso. Quando si muove
l’Expo noi diventiamo attuatori
dei suoi programmi, piuttosto
che la regia, perché l’esposizione
universale ha una visione unitaria
e tutti i pezzi che la valorizzano
devono essere armonici”.
The Key to Bergamo contiene
alcune novità che la collegano al tema principe dell’Expo 2015, “Nutrire il pianeta”.
Non a caso nel nuovo numero
si punta su uno dei piatti forti
del territorio orobico, la polenta taragna.
“Noi abbiamo delle grandi bellezze ambientali, artistiche, culturali, ma un aspetto su cui oggi
dobbiamo puntare molto è la
cultura eno-gastronomica. Come
non pensare a un mezzo come
Key to Bergamo per far conoscere e divulgare queste eccellenze
bergamasche? Dobbiamo fare
leva su ciò che abbiamo di più
suggestivo da offrire al turista”.
Anche i distretti commerciali
orobici giocheranno un ruolo
strategico in vista dell’Expo?
“I 28 distretti del commercio
rappresentano uno strumento per
rilanciare il commercio in città e
nei 130 comuni della provincia,
soprattutto in vista dell’arrivo a
Bergamo, tra il 19 e il 21 febbraio, dei delegati di 70 paesi cluster
che parteciperanno all’esposizione universale”.
Chi collabora a The Key to
Bergamo?
“Il giornalista Pino Capellini è
il nostro direttore responsabile.
Le altre persone che collaborano alla rivista sono tutte giovani
e dinamiche. Io credo che il nostro compito sia quello di essere ispiratori di cose giovani, ma
Luigi
Trigona
sono poi i giovani che le devono
costruire, l’interpretazione della
realtà va fatta da loro. Laura Landi, per esempio, è responsabile
dell’ufficio comunicazione: è una
giovane manager che sta lavorando bene per la realizzazione dei
contenuti di questa rivista. Ma ci
sono anche le altre ragazze “key
expert”, ovvero Arianna, Francesca, Elena e Sara, che con le loro
competenze in ambito culturale,
sportivo ed enogastronomico sapranno soddisfare le richieste di
tutti i turisti in transito all’aeroporto di Orio e all’Urban center”.
La rivista sarà anche online?
“La rivista si potrà sfogliare sul
sito di Turismo Bergamo, e finirà su tutti i social network, da
Facebook a Twitter. Il marketing
territoriale verrà fatto per il 70%
solo via web, quindi l’impiego di
internet sarà predominante”.
Perché non avete puntato solo
sui nuovi media, quindi?
“Certamente il futuro è sul web
e molti preannunciano la fine dei
giornali cartacei a vantaggio di
internet. Per esigenze comprensibili, però, l’Expo ha richiesto di
fare una duplice versione, cartacea e telematica, in modo da poter distribuire Key to Bergamo in
vari punti turistici strategici”.
Non avete pensato di distribuire la rivista anche a compagnie aeree come Ryanair, per
esempio?
“Sì, ma il problema è che compagnie come Ryanair, che rendono i
voli accessibili a tutti con le loro
tariffe low cost, devono guadagnare sul resto. Quindi anche per
far fruire una rivista come la nostra sui loro aerei bisognerebbe
pagare e per noi adesso è dura”.
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la Rassegna
6 febbraio 2014
L’allarme di Confcommercio:
in arrivo un'altra valanga di tasse
Dall’elaborazione e dalle analisi condotte su dati Banca d’Italia, Istat e Cer arriva la
conferma dell’ eccezionalità della crisi che faticosamente cerchiamo di lasciarci alle spalle.
A sottolinearlo
è l’Ufficio Studi di Confcommercio che preso
in esame le principali grandezze economiche e
che rimarca come, nel 2012, la ricchezza netta
pro capite - composta sia di abitazioni sia di
strumenti finanziari, al netto dei debiti - sia
tornata ai livelli del 2002 perdendo, rispetto al
massimo raggiunto nel 2006, oltre 18mila euro
a testa. Il reddito disponibile pro capite, tra il
2007 e la fine del 2013, ha subito una riduzione
cumulata di oltre il 13% facendo, anche in questo caso, un grande balzo all’indietro tornando,
al netto dell’inflazione, ai livelli della seconda
metà degli anni ’80.
Non è superfluo evidenziare - annota
Confcommercio - come il drammatico calo dei
consumi registrato negli ultimi anni (-2,4% nel
biennio 2008-2009 e -4,2% nel 2012) e le sue
incerte prospettive anche per il 2014, sia una
evidente, e preoccupante, “cartina di tornasole” di queste dinamiche della ricchezza delle
famiglie.
E, a questo proposito, vale la pena evidenziare come, al di là degli effetti della crisi, anche
le modifiche intervenute nel lungo periodo sul
versante della composizione delle strutture familiari incidano sui comportamenti di spesa.
Rispetto a 35 anni fa la struttura della popolazione è fortemente cambiata: crescono i nuclei
famigliari monocomponenti, soprattutto quelli
con anziani soli che in percentuale sono quasi
triplicati, passando dal 5% del 1977 al 15,1%
del 2012. Le coppie con figli sono ormai meno
del 40% (erano quasi il 53% nel 1977 e comunque oltre il 44% nel 2000).
Una popolazione sempre più anziana e composta da nuclei familiari sempre più piccoli sposta
l’allocazione delle risorse verso le cure medi-
Per l’Ufficio Studi, con la legge di Stabilità “l’aggravio
di imposizione nel prossimo triennio è stato triplicato a quota
4,6 miliardi”. Intanto negli ultimi 6 anni il reddito pro capite si
è ridotto del 13% e nel 2012 i consumi sono scesi del 4,2%
Sangalli: «Affrontare subito
l’emergenza economica del Paese»
“Il dato dell’Istat sulla diminuzione del reddito disponibile delle famiglie e la pressione fiscale che non accenna a diminuire ci fanno dire che, nella maniera più assoluta, non si deve derubricare ad ordinaria amministrazione quelle che sono le vere e proprie emergenze economiche e
sociali del nostro Paese: pressione fiscale incompatibile con qualsiasi prospettiva di ripresa, elevata disoccupazione, aumento dell’area di assoluta povertà”. E’ il commento del presidente di
Confcommercio, Carlo Sangalli, a commento della nota dell’Ufficio Studi. Aggiunge Sangalli
che “in questa situazione le imprese del terziario stanno vivendo una crisi che sembra non finire
mai e sono ormai stremate. Ecco perché chiediamo al governo di avviare subito una certa, progressiva e sostenibile riduzione della pressione fiscale su famiglie e imprese”.
che, l’assistenza e i servizi alla persona.
Questi cambiamenti della domanda - avverte
l’Ufficio Studi - richiedono una risposta anche
da parte delle imprese del terziario di mercato.
Perdita del potere di acquisto e calo dei consumi restituiscono, dunque, l’immagine di un
paese gravemente malato in cui appaiono sempre più necessarie ed urgenti le riforme istituzionali ed economiche, in primis quella fiscale.
L’attuale livello di pressione fiscale, infatti, è
incompatibile con le esigenze della crescita e al
momento non vi sono segnali di un cambio di
rotta. E’, infatti, evidente la mancanza di qualsiasi percorso di progressiva, certa e sostenibile
riduzione del carico fiscale e, al tempo stesso,
l’intenzione di continuare ad utilizzare la leva
fiscale attraverso ulteriori aumenti di imposta
per far quadrare i conti pubblici.
La conferma viene da quanto accaduto con
l’ultima Legge di Stabilità che, nel passaggio
dal disegno di legge originario alla versione
definitiva approvata dal Parlamento, prevede
complessivamente, per il triennio 2014-2016,
un aggravio di imposizione ereditato dal 2013
pari ad oltre 4,6 miliardi, rispetto agli inziali
1,6 miliardi.
In particolare, per il 2014 le maggiori entrate
nette previste da questo provvedimento salgono dai 973 milioni di euro originari agli oltre
2,1 miliardi definitivamente fissati nella versione finale. Come dire che, nel breve volgere
di un trimestre, le maggiori imposte richieste
al sistema economico nel 2014 attraverso la
manovra di finanza pubblica sono aumentate
di quasi il 120%; per il 2015 si passa addirittura da una previsione di riduzione del carico
impositivo (-496 milioni) a un aggravio di 639
milioni; per il 2016, infine, si richiede il versamento di imposte aggiuntive per 1,9 miliardi, a
fronte di una previsione iniziale di 1,2 miliardi.
Misure che, peraltro, rischiano di vanificare
del tutto gli impulsi macroeconomici derivanti dall’intervento di riduzione del cuneo fiscale, che pure dovrebbe costituire l’elemento
più qualificante dell’azione di governo. I dati
mostrano come a questa contraddizione abbiano contribuito i passaggi parlamentari, confermando la presenza di una forte tendenza a
deviare da un principio, se non di riduzione,
quantomeno di invarianza del peso del fisco sul
sistema economico.
Un’altra conferma del peso crescente dell’imposizione, e dei suoi effetti sull’economia reale, viene dalla maggiore inflazione attribuibile
agli aumenti di tassazione indiretta (Iva e accise). Infatti, l’andamento dell’inflazione fra il
2010 e il 2013, considerato sia al lordo, sia al
netto degli incrementi di imposizione indiretta
decisi nel periodo, mostra un picco massimo
di differenza pari ad otto decimi di punto nel
2012, quando l’inflazione si sarebbe arrestata
al 2,5% a fronte del 3,3% effettivamente misurato a seguito degli aumenti dell’Iva e delle
accise introdotti nel pieno della crisi del debito
pubblico.
la Rassegna
6 febbraio 2014
Sale giochi,
Fusini (Ascom):
«Indennizzi
a chi rimuove
le slot dal locale»
11
Con riferimento alla Legge Regionale numero 8/2013 in materia di prevenzione e
trattamento del gioco d’azzardo patologico, la Giunta Regionale ha nei giorni scorsi
promulgato il divieto di nuova collocazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito
in locali che si trovino a una distanza inferiore a 500 metri dai luoghi cosiddetti sensibili (istituti scolastici di ogni ordine e grado, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture
residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario, strutture
ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori). A questo proposito, con DGR numero 1274/2014 pubblicata sul BURL n. 5 del 28 gennaio , la Giunta
Regionale ha dato attuazione alle disposizioni della legge regionale. La distanza dai
luoghi sensibili è calcolata dai singoli comuni “considerando la soluzione più restrittiva
tra quella che prevede un raggio di 500 metri dal baricentro del luogo sensibile, oppure
un raggio di 500 metri dall’ingresso considerato come principale”.
Queste disposizioni si applicano a tutte le nuove collocazioni di apparecchi effettuate
dopo la pubblicazione del provvedimento sul BURL (pubblicazione avvenuta in data
odierna). “Il Provvedimento della Regione va a normare di fatto un aspetto che negli
ultimi vent’anni aveva preoccupato l’opinione pubblica di fronte all’apertura di sale
giochi nei centri urbani a ridosso dei luoghi sensibili. Ovviamente risulta essere determinante dare continuità a quanto stabilito dalla legge in termini di vantaggi ed indennizzi
per coloro che in qualche misura rimuovono il sistema di gioco dai loro locali - sottolinea Oscar Fusini, vicedirettore Ascom -. Oggi esiste un alto numero di esercizi che
sopravvive con i proventi del gioco. Ora, si tratta di capire se si vuole difendere queste
imprese e i posti di lavoro collegati che rischierebbero, in assenza di incentivi, la chiusura in un contesto che si è indebolito”.
Agricoltura, a Bergamo parla
straniero il 36% della manodopera.
E l'integrazione si rafforza
Offrono lavoro, ma anche solidarietà e sostegno all’integrazione. Le
imprese agricole bergamasche per
molti lavoratori provenienti da diverse realtà culturali e religiose rappresentano non solo un’opportunità di
occupazione, ma anche un supporto
importante per stabilirsi nel nostro
paese ed entrare a far parte della nostra società.
E’ il caso dell’azienda agricola Gatti
di Martinengo. “Abbiamo due dipendenti indiani che lavorano in stalla e
nei campi - spiega Franco Gatti, uno
dei titolari -; quando sono arrivati da
noi ci siamo adoperati per aiutarli a
inserirsi nella nostra comunità e per
risolvere alcuni problemi logistici.
Come prevede il contratto, gli abbiamo fornito l’abitazione e abbiamo anche voluto mettere a loro disposizione
un orto dove possono coltivare le verdure per le loro famiglie. Finché non
sono riusciti ad acquistare una macchina, per dare loro la possibilità di
essere autonomi, gli abbiamo permesso di utilizzare la nostra. Cerchiamo
di aiutarli quando ne hanno bisogno
perché la solidarietà e il rispetto della
persona e del lavoratore per noi aderenti a Coldiretti sono valori imprescindibili dal fare impresa”.
Molto spesso il rapporto di lavoro
si trasforma anche in un rapporto di
amicizia. “Abbiamo un mungitore
indiano – racconta Mario Facchinetti, titolare con il fratello dell’azienda
“Enrico e Mario Facchinetti” di Brignano Gera d’Adda - che con la sua
famiglia abita in un appartamento di
circa 100 mq che, che gli abbiamo
messo a disposizione come prevede il
contratto che abbiamo stipulato. Devono sostenere solo le spese della corrente elettrica perché abbiamo deciso
di farci carico noi delle spese di acqua
e gas. Abbiamo lo stesso ingresso e
condividiamo la veranda, inoltre coltivano una parte del nostro orto per le
loro necessità. Prima abbiamo assun-
Sono oltre 400
gli addetti alle dipendenze
delle aziende.
Numerose le esperienze
di solidarietà, da Martinengo
a Brignano, da Levate
a Lurano. Il racconto
degli imprenditori
to per la stalla il papà e poi il figlio;
questo ha permesso alla famiglia di
riunirsi. Poiché quando sono arrivati
non sapevano bene la nostra lingua,
mia sorella, che è un insegnate in pensione, per due giorni alla settimana,
gratuitamente, ha fatto loro lezione e
oggi non solo sanno parlare l’italiano
ma lo sanno anche scrivere. Questo
ha permesso al figlio di conseguire
la patente di guida. Dal 1992 al 2010
abbiamo avuto alle nostre dipendenze
anche un altro mungitore indiano che
ha abitato nella nostra azienda con la
famiglia. Ora si sono trasferiti India
perché desideravano ritornare nella
loro patria, ma i nostri rispettivi figli
sono regolarmente in contatto tramite
Facebook. Ci chiamano “zii” ed è rimasto un legame di affetto”.
E’ all’insegna dell’integrazione anche
l’esperienza della Floricoltura Morotti con sede operativa nel Bresciano, a
Capriolo, e sede legale a Sarnico.
“Nella nostra azienda lavorano dipendenti di diverse nazionalità - dicono i
titolari - ma per noi non esistono differenze. Abbiamo il massimo rispetto
per chi lavora con senso di responsabilità e fa il proprio dovere. Facciamo il possibile per far sentire tutti “a
casa” e favorire l’integrazione. Ogni
giorno c’è una persona che cucina
secondo le varie tradizioni e poi si
pranza tutti insieme seduti allo stesso
tavolo, anche noi titolari. Poiché crediamo molto nell’importanza di mantenere un clima lavorativo improntato
alla collaborazione e alla cordialità,
spesso presso la nostra sede organizziamo momenti di socializzazione che
coinvolgono non solo i nostri collaboratori ma anche le loro famiglie”.
Secondo il presidente della Coldiretti bergamasca Alberto Brivio, i lavoratori immigrati , contribuiscono
in modo strutturale e determinante
all'economia agricola provinciale e
rappresentano una componente indispensabile per garantire i primati
del settore. Nelle imprese agricole
gestite da Coldiretti Bergamo ne sono
attualmente impiegati circa 400, il 36
% della manodopera totale. “Poiché
fino a poco tempo fa era praticamente
impossibile trovare manodopera italiana, per l’orticoltura, la floricoltura
e l’allevamento i lavoratori immigrati
si sono rivelati una risorsa importante - sottolinea Brivio - e le imprese,
in linea con la politica della nostra
Organizzazione, sono sempre attente a operare nel pieno rispetto della
legalità e della convivenza solidale,
componenti essenziali non solo per la
qualità dei prodotti ma soprattutto il
loro valore economico ed etico”.
Un’integrazione favorita dal ricongiungimento con le famiglie è l’espe-
rienza vissuta nell’azienda agricola
Viscardi di Lurano specializzata nel
produzione di verdura IV gamma.
“I nostri operai - rileva Ezio Viscardi, uno dei titolari - hanno iniziato a
collaborare con noi circa 20 anni fa e
da allora, con reciproca soddisfazione, non hanno più lasciato la nostra
azienda e con le loro famiglie vivono
in case vicine, riuscendo così a ricomporre un ambiente familiare anche
se lontani dal Marocco, il loro paese
d’origine”.
La piena comprensione delle rispettive esigenze ha fatto si che l’azienda
orticola Eustacchio di Levate abbia
nel corso degli anni incrementato il
numero dei lavoratori stagionali ai
quali affidarsi per la raccolta della sua
produzione di insalate e verdure a foglia fresche. “Dopo i primi 5 operai
assunti come stagionali una quindicina di anni fa - ricorda uno dei titolari,
Ferrante Eustacchio - per rispettare
le loro esigenze di mobilità e flessibilità lavorativa, abbiamo deciso,
anche su loro richiesta, di continuare
con questa formula. Con il tempo, lo
sviluppo dell’azienda, ma soprattutto
con la volontà di rendere sempre più
agevole e meno pesante il loro lavoro,
abbiamo incrementato sempre più il
numero dei collaboratori, riducendo il
monte ore per ogni singolo operaio, e
siamo arrivati ad adottare orari molto
flessibili per garantire le migliori condizioni di benessere. Da noi non si va
in serra sotto il sole battente d’agosto
e non ci si congela mai le mani con il
rigore dell’inverno”.
Per la Coldiretti bergamasca le imprese agricole hanno un ruolo di primo
piano nel processo di integrazione dei
lavoratori che provengono da altri paesi. “La nostra Organizzazione - conclude Brivio - è da tempo impegnata
nel far crescere tra i propri associati
una cultura della legalità e della solidarietà. Siamo fermamente convinti
che i comportamenti illegali vadano
perseguiti con ogni mezzo per evitare lo sfruttamento e l’umiliazione
di persone che vengono in Italia per
cercare di dare un futuro di speranza
alla loro esistenza. Per noi contrastare
atteggiamenti illegali significa anche
garantire la libera concorrenza e permettere all’imprenditoria onesta di
potersi confrontare sul mercato a parità di condizioni e di costi consentendo loro di poter avere una traiettoria
di futuro. Si tratta di temi che devono
essere trattati con molta serietà, evitando le facili generalizzazioni. Non
si può e non si deve criminalizzare un
intero comparto perché si sono rilevati alcuni casi di non corretta gestione. Questo ovviamente non significa
sottovalutare gli eventuali fenomeni
di illegalità nelle campagne, proprio
su questo aspetto recentemente Coldiretti ha realizzato un rapporto sulle
agromafie. Riteniamo però che non
si debbano gettare in modo indiscriminato ombre pesanti sulla maggior
parte delle aziende agricole che perseguono un comportamento di assoluto
rispetto come testimoniato dai numerosi esempi di virtuosa integrazione, il
più delle volte sconosciuti, che avvengono nelle nostre campagne”.
12
la Rassegna
6 febbraio 2014
RISORSE UMANE
IL CONSULENTE RISPONDE
di Marco Bergamaschi
Nella ricerca del lavoro anche
una lettera può fare la differenza
Devo essere sincero: ormai non
passa giorno che non mi ritrovi sulla scrivania un paio di curricula vitae
di aspiranti lavoratori; e sono davvero pochi quelli accompagnati da una
lettera di presentazione. Qualcuno
potrebbe pensare che in un periodo
come questo, caratterizzato da crisi,
disoccupazione e mancanza di opportunità professionale, non sia certo
questa a fare la differenza, ma è anche
vero che il sottoscritto (e la maggior
parte di coloro che si occupano di selezione o gestione del personale) la
considera un prezioso strumento conoscitivo, che se ben utilizzato, può
contenere informazioni importanti a
completamento del cv.
La lettera di presentazione, conosciuta anche come “lettera di accompagnamento”, è infatti considerata dagli
addetti ai lavori una sorta di introduzione al curriculum vitae attraverso la
quale il candidato ha l’opportunità di
presentarsi, di specificare le proprie
competenze e di sottolineare lo stretto
legame esistente tra queste e i requisiti dell’offerta di lavoro per la quale
ci si candida. Ma sono ancora in molti
a sottovalutare il peso che può avere
questo tipo di documento e sono ancora numerosissimi gli aspiranti lavoratori che la considerano superflua,
ignorando la sua influenza.
Vero è anche che non c’è molta differenza tra lo scrivere una lettera di
presentazione sciatta o sconclusionata e il non scriverla per nulla, pertanto è fondamentale osservare poche
semplici regole, utili a creare un do-
D
ottor Bergamaschi
Da circa tre mesi sono alla ricerca di un lavoro e sto inviando
il mio cv a tutti: piccole e medie aziende, agenzie interinali e agenzie di selezione del personale Durante un colloquio conoscitivo, mi
è stato fatto notare che il mio curriculum non era accompagnato
da una lettera di presentazione e che sarebbe stato invece utile che
ci fosse. Sono rimasto sorpreso da tale informazione, anche perché
ritengo che tale lettera non sia così importante al fine di un’assunzione. Pertanto mi piacerebbe conoscere il suo parere.
e-mail, Sant'Omobono Terme
cumento efficace e completo, che ha
il compito di definire alcune informazioni, contenute nel cv e di creare una
prima buona impressione.
Le caratteristiche che contraddistinguono una lettera di presentazione
“efficace” sono brevità, semplicità e
chiarezza; non esiste una lunghezza
standard, tuttavia quella consigliata è
tra le 10 e le 20 righe con un carattere di grandezza 12 o massimo 13.
Il dono della sintesi è sempre molto
apprezzato e una lettera che supera la
pagina, non piace a nessuno e diventa
ridondante. Anche la formattazione
va curata: deve conferire un aspetto
professionale e serio, quindi sono da
lasciar perdere caratteri “singolari”
come il Comic Sans o il Gothic (non
brutti, ma non adeguati per tale contesto) preferendo font più sobri come
il Times New Roman e Arial.
Se l’invio avviene a seguito di un’inserzione, è indispensabile inserire
il riferimento dell’annuncio perché
chiarisce fin da subito la posizione
per la quale ci si presenta; se si tratta
di un’autocandidatura (in questo pe-
riodo vanno sfortunatamente per la
maggiore) è utile specificarlo con la
dicitura: “candidatura spontanea per
assunzione” o “invio curriculum”; se
l’invio del cv avviene per e-mail, la
lettera di accompagnamento va inserita nel corpo dell’e-mail e il curriculum vitae negli allegati.
Il tono della lettera deve essere cordiale e mai polemico (“è la seconda
volta che vi scrivo”) supportato da
uno stile semplice, sicuro e concreto.
Non dimentichiamo che scrivere una
lettera di presentazione chiara ed efficace significa anche saper evidenziare la coerenza tra la propria candidatura e la richiesta in corso ed quindi è
sempre auspicabile trovare un legame
tra i punti fondamentali del proprio cv
e il profilo che l’azienda sta cercando.
Uno degli errori più comuni commessi da chi invece la lettera di accompagnamento la utilizza, è quello che la
sua presentazione è sempre uguale per
tutti i destinatari: è necessario invece
personalizzata, facendo riferimento a
qualche aspetto del cv che potrebbe
essere particolarmente compatibile
con il ruolo professionale o le mansioni in oggetto. Quindi pollice verso
per i testi tutti uguali e standardizzati,
che alla fine non dicono nulla di più
di quello che già c’è sul curriculum
vitae. E a chi continua ad affermare
che la lettera di accompagnamento
sia un’inutile invenzione dei tempi
di oggi, non posso che ricordare che
si sbaglia di grosso: la prima lettera
di presentazione mai scritta, è avvenuta per mano di Leonardo da Vinci,
quando nel 1482 lasciò Firenze per
trasferirsi a Milano alla corte di Ludovico Sforza detto il Moro. Prima
della sua partenza, l’artista inviò al
duca una lettera di presentazione, una
vera e propria domanda di assunzione
nella quale elencava le proprie abilità
ordinate in dieci punti, cercando di
fare leva su alcune abilità che il duca
avrebbe potuto considerare utili. Se
l’ha fatto Leonardo Da Vinci, direi
che possiamo farlo anche noi. Vi auguro buon lavoro.
la Fimaa
«L’aumento
della Tasi
ennesima
tassa contro
il settore
immobiliare»
“Con l’aumento delle aliquote della Tasi fino allo
0,8 per mille per le prime e
seconde case siamo di fronte
all’ennesima tassa contro il
settore immobiliare. Buone
le intenzioni di utilizzare le
risorse derivanti dall’aumento della Tasi per la detrazione
Imu a favore delle famiglie a
basso reddito, ma purtroppo
a pagare il prezzo dell’intesa
saranno sempre i contribuenti. Non si può dare da una
parte e prendere dall’altra
solo per far quadrare i conti
dei Comuni. In questo modo
si rischia di continuare sulla
strada del caos, proprio quando i timidi segnali di ripresa
degli ultimi mesi stanno
facendo sperare in un lieve
incremento delle compravendite immobiliari”. Così
Valerio Angeletti, presidente
di Fimaa Italia, ha commentato l’introduzione di
un addizionale dello 0,8 per
mille sulla aliquota massima
Tasi per il 2014 sulle prime
e seconde case. “Il Governo
in questo modo - ha concluso
Angeletti - continua a tassare
il settore immobiliare a scapito dei contribuenti e della
ripresa economica”.
la Rassegna
6 febbraio 2014
13
In via Torretta cresce la “casa” dell’arte
Varata due anni fa, la rassegna “Arte &’ Artigianato” ha ospitato 21 mostre
ed ha già completato il calendario degli appuntamenti fino al 2015. Carrara: «Ormai
è un progetto stabile per la promozione degli artisti e della cultura». In programma
il potenziamento degli eventi collaterali, tra cui anche un percorso gastronomico
Ventuno mostre proposte nell’arco di due anni e visitate da centinaia
di persone, eventi collaterali, tra cui
vernissage, lezioni di pittura, presentazioni di libri e “aperitivi d’arte”, e una
richiesta di partecipazioni in grado di
riempire il calendario fino al 2015.
Sono i numeri del successo di “Arte
&’ Artigianato”, la rassegna promossa
dell’Area Arte Immagine e Comunicazione di Confartigianato Bergamo che
questo mese, con la mostra dedicata a
Maria Teresa Campana (vedi articolo
in pagina) inaugura ufficialmente il
suo terzo anno di vita.
È quindi tempo di bilanci per il progetto, nato a febbraio 2012 con l’esposizione delle opere realizzate dai ragazzi
della Scuola d’Arte Andrea Fantoni,
che vuole promuovere gli artisti bergamaschi attraverso un nuovo spazio
espositivo cittadino a loro dedicato:
la sala Agazzi della sede di via Torretta. «Dopo due anni intensi di attività – sottolinea il presidente Angelo
Carrara – possiamo dire che “Arte &’
Artigianato”, nato in seno alla nostra
Organizzazione come una sfida, è ormai diventato un progetto stabile, di
prestigio, riconosciuto a livello istituzionale (vanta infatti i patrocini di
Regione, Provincia, Comune di Bergamo, Camera di Commercio, Confartigianato Imprese Lombardia e della
stessa Scuola Fantoni, ndr.) e ora può
aspirare a divenire qualcosa di ancora
più grande e strutturato. La soddisfazione è notevole, non solo per la nostra
Associazione che ci ha creduto e ha
voluto investire in un progetto culturale, ma anche per gli stessi artisti che
si sono succeduti e che hanno manife-
Alcuni momenti e ospiti della rassegna artistica allestita nella sala
Agazzi della sede cittadina di Confartigianato Bergamo
Questo mese / Omaggio
Maria Teresa Campana
agli acquarelli di Maria Teresa Campana
Ad aprire il terzo anno di “Arte &’ Artigianato” sarà l’omaggio alla pittrice acquarellista Maria Teresa Campana, scomparsa prematuramente il 23 aprile scorso.
La mostra, che verrà inaugurata venerdì 7 febbraio alle ore 18, potrà essere visitata
ad ingresso libero fino a venerdì 28 febbraio nei seguenti orari: da lunedì a venerdì
dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 18, sabato e festivi su prenotazione.
Maria Teresa Campana, dopo aver frequentato il gruppo “Pittori e scultori Azzanesi” sotto la guida del maestro Cecco Previtali, ha poi affinato le tecniche classiche
dell’acquerello creando uno stile personale. La mostra è l’omaggio postumo ad
un’artista che nella sua vita ha esposto in numerosi concorsi e manifestazioni ottenendo prestigiosi riconoscimenti, oltre a dedicarsi all’insegnamento per trasmettere, condividere e donare agli altri le sue competenze.
Per informazioni contattare la Segreteria organizzativa al numero: 035 274292;
e-mail: [email protected]
stato il loro compiacimento per la visibilità ricevuta, per il seguito dei mass
media locali e per la spaziosità della
sala espositiva». In tanti, poi, sono arrivati a visitare le mostre durante questi due anni e tra essi diverse autorità
cittadine e ospiti d’eccezione come il
grande pittore Trento Longaretti.
Anche quest’anno il cartellone non
deluderà le attese, offrendo una vasta
proposta di generi che spazieranno
dalla pittura alla scultura, passando
per il vetro soffiato, la lavorazione
della ceramica e, per la prima volta
nella storia della rassegna, la fotografia. “Arte &’ Artigianato”, però, non si
limiterà alle sole esposizioni, tutte con
cadenza mensile, ma prevederà iniziative collaterali che arricchiranno alcune delle proposte in programma. «Già
in passato – continua Carrara – abbiamo organizzato alcune serate divulgative tematiche in concomitanza con le
mostre, che sicuramente riprenderemo
anche quest’anno. Tra le nuove iniziative a cui stiamo lavorando, spicca
invece la realizzazione di un percorso
gastronomico, con la presentazione e
degustazione dei nostri prodotti tipici
nella suggestiva cornice delle opere
d’arte, coinvolgendo aziende di produzione alimentare, tra cui birrifici
artigianali. Un originale binomio cibo-arte che credo potrà fornire spunti
interessanti, anche alla luce dell’accordo che abbiamo recentemente siglato con Asl e Coldiretti: si tratta del
progetto informativo rivolto alle imprese artigiane del settore alimentare
e non solo, che vede la pubblicazione
sul nostro periodico “Bergamo Artigiana” di articoli tematici sull’igiene,
la sicurezza e la qualità dei prodotti
agricoli del nostro territorio».
Infine, l’intenzione è quella di fare interagire sempre più “Arte &’ Artigianato” con le iniziative e gli altri eventi
di Confartigianato Bergamo, a cominciare dalla Settimana per l’Energia,
la kermesse sulla green economy e lo
sviluppo sostenibile che a ottobre taglierà il traguardo della sesta edizione.
AGENDA
■ Protesta nazionale, il 18 febbraio imprese a Roma
Sono aperte le adesioni presso Confartigianato Bergamo per
partecipare alla manifestazione nazionale organizzata da Rete
Imprese Italia dal titolo “Senza l’impresa non c’è Italia. Riprendiamoci il futuro” che si terrà a Roma il 18 febbraio. Gli
artigiani, accompagnati dai dirigenti di Confartigianato, andranno a Roma per chiedere con forza a Governo e Parlamento una svolta urgente nella politica economica che consenta di
porre in essere le riforme necessarie per sbloccare il Paese e il
lavoro delle imprese. Gli imprenditori sono invitati a partecipare numerosi: una massiccia adesione consentirà infatti di far
sentire forte la voce delle imprese bergamasche.
Per informazioni e adesioni: Segreteria di presidenza (tel. 035
274331 – 332; mail [email protected]).
■ Confartigianato Bergamo alla fiera degli sposi
Da venerdì 7 a domenica 9 febbraio la Fiera di via Lunga ospita
l’edizione 2014 di “Bergamo Sposi”, la fiera dei prodotti e dei
servizi per il matrimonio e la famiglia.
Confartigianato Bergamo sarà tra i protagonisti della kermesse
con uno stand informativo all’interno del padiglione B (spazio
espositivo n. 143-145). Ad animare lo spazio dell’Organizzazione di via Torretta ci saranno anche i pasticcieri del consorzio
Capab, il gruppo Orafi con le creazioni realizzate ad hoc per
l’evento e gli acconciatori dell’accademia Anam che eseguiranno acconciature e make-up di tendenza ai futuri sposi in
visita allo stand.
■ Impiantisti termici, in partenza due corsi
Sono in partenza, nella sede di Confartigianato Bergamo, due
proposte formative rivolte alla categoria degli impiantisti termici. Giovedì 20 febbraio, dalle 14 alle 19, si terrà il corso su
“La manutenzione delle centrali termiche”, che approfondirà
le novità legislative concentrandosi in particolare sullo smaltimento dei prodotti della combustione, sulle principali precauzioni per lo scarico di condense in caldaie a condensazione, sugli adempimenti e sulla documentazione obbligatoria.
Giovedì 27 febbraio, sempre dalle 14 alle 19, è invece in
programma il corso su “Le caldaie a condensazione: precauzioni nell’installazione e dispositivi obbligatori”, che si focalizzerà sulle ultime novità normative riguardanti i sistemi
fumari, i sistemi di scarico di condense acide e gli impianti
a gas domestici.
Per informazioni e iscrizioni contattare l’ufficio Formazione
al numero: 035 274306; e-mail: [email protected]
■ Autronica e Fgas, autoriparatori a lezione
Mercoledì 12 febbraio, nella sede di via Torretta, inizierà un
corso abilitante rivolto specificamente alla categoria degli autoriparatori che operano su apparecchiature contenenti gas fluorurati ad effetto serra. Il corso, comprensivo dell’esame teoricopratico ai sensi del DPR 43/2012, è necessario a conseguire la
certificazione delle persone addette (per informazioni chiamare
il numero: 035 274306; e-mail: [email protected]).
Sempre per gli autoriparatori, inoltre, sono aperte le iscrizioni
per l’edizione 2014 del corso di Autronica, il principale percorso formativo di aggiornamento teorico pratico della categoria
(per informazioni chiamare il numero: 035 274314; e-mail:
[email protected]).
■ Alimentaristi, incontro sull’etichettatura
Si terrà lunedì 17 febbraio alle ore 14, nella sede di via Torretta,
un percorso formativo in una lezione rivolto agli operatori del
settore alimentare sulle regole di etichettatura e presentazione
dei prodotti alimentari. Le lezioni illustreranno le modalità per
etichettare correttamente i prodotti approfondendo la normati-
va comunitaria in materia. Per iscrizioni: ufficio Formazione
(tel. 035 274321-325; e-mail: [email protected]).
■ Dipendenti e sicurezza, i prossimi appuntamenti
Continuano i corsi obbligatori sulla sicurezza e la salute negli
ambienti di lavoro organizzati da Confartigianato Bergamo e
rivolti ai dipendenti delle imprese artigiane. Lunedì 10 febbraio, nella sede di Bergamo, in via Torretta 12, è in programma il
corso per il personale preposto alla sicurezza in azienda.
Nella sede di Treviglio, in via Caravaggio 45/47, giovedì 13
febbraio si terrà il corso per la categoria dei falegnami, venerdì
14 febbraio per la categoria degli impiantisti e per gli impiegati.
Nella sede di Bergamo, in via Torretta 12, lunedì 24 febbraio è
invece in programma il corso per gli impiegati e venerdì 28 per
i dipendenti delle aziende di impiantisti.
Per iscrizioni chiamare l’ufficio Formazione al numero: 035
274314-321; e-mail: [email protected]
■ Fotografia e privacy, seminario in streaming
Martedì 11 febbraio alle 20.30, nella Sala Auditorium di via
Torretta 12 a Bergamo, si terrà un seminario in videoconferenza dal titolo “Diritti in fotografia: davanti e dietro l’obiettivo”.
Promosso da Confartigianato Sondrio, il seminario si svolgerà
in diretta streaming dalla sede del Cesaf (Centro di Eccellenza
per i Servizi Avanzati e la Formazione) di Sondrio. La serata, rivolta in particolare ai fotografi (professionisti e amatori)
ma di assoluto interesse per chiunque pubblichi o condivida
immagini fotografiche, approfondirà la normativa vigente in
tema di privacy e diritto di immagine. Anche dall’Auditorium
di Confartigianato Bergamo, il pubblico potrà porre domande e
interagire con i relatori.
Per iscrizioni contattare l’ufficio Aree di mestiere al numero:
035 274292; e-mail: [email protected]
14
la Rassegna
6 febbraio 2014
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la Rassegna
6 febbraio 2014
PUNTO LAVORO
15
a cura di Ascom e Seac
Lavoro all’estero, la regolarizzazione dei contributi
Le precisazioni dell’Inps sull’utilizzo delle retribuzioni convenzionali
ai fini del calcolo dei contributi e le istruzioni per sanare gli eventuali
versamenti non allineati agli importi per il mese di gennaio 2014
campo
Di applicaZione
Le retribuzioni convenzionali trovano applicazione nei confronti di
lavoratori italiani operanti all’estero in Paesi extracomunitari con i
quali l’Italia non ha siglato accordi di sicurezza sociale, ovvero ha
stipulato accordi parziali. In tale
ipotesi, le retribuzioni convenzionali devono essere utilizzate per
il calcolo dei contributi inerenti le
forme assicurative non contemplate
nell’accordo.
I Paesi extracomunitari con i quali
l’Italia ha siglato convenzioni di
sicurezza sociale sono: Argentina,
Australia, Brasile, Canada e Quebec, Capoverde, Israele, Jersey e
Isole del Canale (Guernsey, Alderney, Herm, Jethou), ex Jugoslavia
(Bosnia-Erzegovina, Macedonia,
ecc.), Principato di Monaco, Tunisia, Uruguay, Usa e Venezuela, Stato Città del Vaticano e Corea.
Rimangono esclusi dall’ambito territoriale di applicazione delle retribuzioni convenzionali:
• i Paesi membri dell’Unione Europea: Austria, Belgio, Danimarca,
Finlandia (comprese le isole Aland),
Francia e Dipartimenti d’oltremare
(Guyana francese, Isola di Martinica e Isola di Guadalupa, ricomprese nell’arcipelago delle Piccole
Antille, Isole di Reunion, Isole di
Saint Martin e di Saint Barthèlemi,
facenti parte del Dipartimento della Guadalupa), Germania, Regno
Unito (Gran Bretagna e Irlanda del
Nord, compresa Gibilterra), Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo,
Olanda, Portogallo (comprese le
isole Azzorre e di Madera), Spagna
(comprese le isole Canarie, Ceuta e
Melilla), Svezia, Repubblica Ceca,
Repubblica di Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia,
Slovenia, Slovacchia, Ungheria,
Romania e Bulgaria e Croazia;
• i Paesi aderenti all’accordo SEE
che continua attualmente a trovare
applicazione nei rapporti con il Liechtenstein, la Norvegia e l’Islanda;
• la Svizzera che ha stipulato uno
specifico accordo con l’Ue ai sensi
del quale, nell’ipotesi di distacco
di lavoratori italiani in Svizzera, il
regime di sicurezza sociale da applicare è quello italiano e pertanto
la contribuzione per tutte le assicurazioni previste deve essere calcolata sulla base delle retribuzioni
effettive.
Per quanto attiene alla Convenzione
europea di sicurezza sociale, essa
rimane di fatto tuttora applicabile
solo nei rapporti con la Turchia.
retribuZioni
convenZionali
Per i lavoratori per i quali sono
previste fasce di retribuzione, la
retribuzione convenzionale imponibile da assoggettare a contribuzione è determinata sulla base del
raffronto con la fascia di retribuzione nazionale corrispondente, di cui
alle tabelle ministeriali contenute
nel citato DM 23 dicembre 2013.
Per “retribuzione nazionale” deve
intendersi il trattamento previsto
per il lavoratore dal contratto collettivo, «comprensivo degli emolu-
C
on Decreto del Ministero del Lavoro del 23 dicembre 2013, pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale n. 2/2014, è stato fissato l’importo delle retribuzioni convenzionali valide per
l’anno 2014. Ora, con la Circolare n. 8 del 22 gennaio 2014, l’Inps fornisce alcune precisazioni in merito all’utilizzo delle suddette retribuzioni ai fini del calcolo dei contributi, nonché le
istruzioni per la regolarizzazione delle eventuali contribuzioni versate per il mese di gennaio
2014 non allineate agli importi delle retribuzioni convenzionali stesse.
In BReve
ammortizzatori
in deroga, ripartiti
i fondi tra le regioni
In un Comunicato del 22
gennaio 2014 il ministero
del Lavoro annuncia
la firma, da parte dei
ministri del Lavoro e
dell’Economia, del decreto
che effettua un primo
riparto tra le Regioni di
risorse finanziarie per
la concessione o per
la proroga, in deroga
alla vigente normativa,
dei trattamenti di cassa
integrazione guadagni,
ordinaria e/o straordinaria,
e di mobilità. Le risorse
assegnate ammontano a 400
milioni di euro.
inail, le novità
contenute
nella legge
di stabilità 2014
menti riconosciuti per accordo tra le
parti», con esclusione dell’indennità estero. I valori convenzionali così
individuati possono essere ragguagliati a giornata solo in caso di assunzione, risoluzione del rapporto,
trasferimento nel corso del mese; in
tal caso l’imponibile mensile deve
essere diviso per 26 giornate e, successivamente, si moltiplica il valore ottenuto per il numero dei giorni, domeniche escluse, comprese
nella frazione di mese interessata.
Al di fuori dei predetti casi i valori
in questione non sono frazionabili. Per quanto riguarda l’indennità
sostitutiva del preavviso l’Istituto
precisa che anche per tale emolumento l’obbligo contributivo deve
essere assolto secondo il sistema
convenzionale.
■ Casi particolari
La retribuzione individuata può
subire delle variazioni nei seguenti
casi:
• passaggio da una qualifica
all’altra nel corso del mese;
• mutamento nel corso del mese
del trattamento economico individuale da contratto collettivo,
nell’ambito della qualifica di “quadro”, “dirigente” e “giornalista”, o
per passaggio di qualifica.
In entrambi i casi deve essere attribuita, con la stessa decorrenza della
nuova qualifica o della variazione
del trattamento economico individuale, la retribuzione convenzionale corrispondente al mutamento
intervenuto.
Qualora, invece, maturino nel
corso dell’anno compensi variabili (ad esempio, lavoro straordinario, premi..), poiché questi ultimi non sono stati inclusi all’inizio
dell’anno nel calcolo dell’importo
della retribuzione globale annua
da prendere a base ai fini dell’individuazione della fascia di retribuzione applicabile, è necessario
rideterminare l’importo della stessa
comprensivo delle predette voci retributive e dividere nuovamente il
valore ottenuto per dodici mensilità. Se, per effetto di tale ricalcolo, si
dovesse determinare un valore retributivo mensile che comporta una
modifica della fascia da prendere a
riferimento nell’anno per il calcolo
della contribuzione rispetto a quella adottata, è necessario procedere
ad una operazione di conguaglio
per i periodi pregressi a partire dal
mese di gennaio dell’anno in corso,
seguendo le istruzioni che l’Inps
fornirà con la consueta circolare di
fine anno.
regolariZZaZione Del
mese Di gennaio 2014
Le aziende che, per il mese di
gennaio 2014, hanno calcolato la
contribuzione su importi difformi
rispetto a quelli indicati nelle tabelle ministeriali, devono regolarizzare la propria posizione entro il 16
aprile 2014, senza aggravio di oneri aggiuntivi. A tal fine, i datori di
lavoro interessati, nella denuncia
Uniemens del mese di regolarizzazione dovranno:
• calcolare le differenze tra le retribuzioni convenzionali in vigore al
1° gennaio 2014 e quelle assoggettate a contribuzione per lo stesso
mese;
• aumentare le retribuzioni imponibili individuali del mese in cui
viene effettuata la regolarizzazione
dell’importo corrispondente alle differenze sopra determinate, calcolando i contributi sui totali ottenuti.
Le retribuzioni imponibili del mese
in cui viene effettuata la regolarizzazione vanno riportate nell’elemento <Imponibile> di <DatiRetributivi> di <DenunciaIndividuale>.
gli incentivi
per i Datori Di lavoro
Il Legislatore, nel corso degli anni,
ha introdotto una serie di benefici
in favore dei datori di lavoro che:
- assumono lavoratori che versano in particolari situazioni (disoccupati, in mobilità, in Cigs ecc.)
ovvero possiedono determinati requisiti soggettivi (under 30, over
50, apprendisti, giovani genitori,
detenuti, disabili, ecc.)
ovvero
- procedono alla stabilizzazione
di rapporti di lavoro trasformandoli da tempo determinato a tempo
indeterminato.
Tali benefici generalmente si sostanziano in una riduzione dell’ammontare dei contributi previdenziali ed assistenziali dovuti dal datore
di lavoro e/o consistono nell’erogazione di veri e propri contributi a
suo favore.
Con la Circolare n. 4 del
20 gennaio 2014, l’Inail
interviene fornendo
chiarimenti circa le
disposizioni previste in
materia di prestazioni
economiche erogate
dall’Istituto, ai sensi delle
novità previste dall’articolo
1 comma, commi 129,
130 e 131 della Legge di
stabilità 2014. In particolare
l’Inail espone delle
precisazioni in relazione a:
• aumento in via
straordinaria delle indennità
dovute dall'Inail a titolo
di recupero del valore
dell'indennizzo del danno
biologico;
• parametrazione al
massimale previsto per
legge della retribuzione
presa a base per il calcolo
delle rendita a superstiti;
• beneficiari del fondo di
sostegno delle famiglie
delle vittime di gravi
infortuni sul lavoro.
autoliquidazione
inail, chiarimenti
sul differimento
Con un Comunicato del 23
gennaio 2014 pubblicato sul
sito istituzionale, nonché
con la Nota n. 495 sempre
del 23 gennaio 2014, l’Inail
fornisce chiarimenti in
relazione alla sospensione
degli adempimenti legati
all’autoliquidazione
2013/2014. In particolare
l’Istituto precisa che, in
attesa della pubblicazione
in Gazzetta Ufficiale
del Decreto Welfare
di riduzione dei
premi e contributi per
l’assicurazione contro
gli infortuni sul lavoro,
sono prorogati al 16
maggio 2014 sia il termine
dell’autoliquidazione
2013/2014, sia il termine
per il pagamento di tutti
gli altri premi speciali
per i quali non è prevista
l’autoliquidazione.
16
la Rassegna
6 febbraio 2014
Le scadenze di febbraio
Con la collaborazione del Centro Studi Seac
LuneDì 17 FeBBRAIO
ceRTIFIcAZIoNe compensi e provvigioni
Consegna ai percettori di compensi di lavoro
autonomo e di provvigioni della certificazione
attestante i compensi / provvigioni corrisposte e
le ritenute effettuate nel 2013.
IVA - corrispettivi granDe
DistribuZione
Invio telematico dei corrispettivi relativi al
mese di gennaio da parte delle imprese della
grande distribuzione commerciale e di servizi.
certiFicaZione utili
Consegna ai soci della certificazione delle somme corrisposte nel 2013 da parte di società di
capitali (srl, spa, ecc.) a titolo di dividendo /
utile. La certificazione è necessaria anche per
i compensi corrisposti nel 2013 ad associati in
partecipazione con apporto di capitale o misto.
IVA - liQuiDaZione mensile e
trimestrale “speciale”
- Liquidazione IVA riferita a gennaio e versamento dell’imposta dovuta;
- Liquidazione IVA riferita al quarto trimestre 2013 da parte dei contribuenti “speciali” e
versamento dell’imposta dovuta considerando
l’eventuale acconto già versato.
IVA - comunicaZione Dati
Presentazione in via telematica, diretta o tramite intermediario abilitato, della comunicazione
dati IVA riferita al 2013. Si rammenta che tra
i soggetti esonerati sono ricompresi coloro che
presentano nel mese di febbraio la dichiarazione IVA relativa al 2013.
IVA - DichiaraZioni D’intento
Invio telematico della comunicazione dei dati
relativi alle dichiarazioni d’intento ricevute:
- per le quali sono state emesse “per la prima
volta” fatture senza IVA registrate per il quarto
trimestre 2013 (soggetti trimestrali “speciali”);
- per le quali sono state emesse “per la prima
volta” fatture senza IVA registrate per il mese di
gennaio (soggetti mensili).
Tale termine va inteso quale “termine ultimo”
e pertanto la comunicazione può essere inviata anche in un momento antecedente ancorché
nel mese / trimestre non sia stata emessa alcuna fattura connessa con le dichiarazioni d’intento ricevute.
IVA - stampati Fiscali
Invio telematico dei dati relativi alle forniture
di documenti fiscali effettuate nel 2013 (ricevute fiscali, bolle d’accompagnamento, formulari
rifiuti, ecc.) da parte di tipografie e soggetti autorizzati alla rivendita.
IRpeF - ritenute alla Fonte
su reDDiti Di lavoro
DipenDente e assimilati
Versamento delle ritenute operate a gennaio relative a redditi di lavoro dipendente e assimilati
(collaboratori coordinati e continuativi / a progetto - codice tributo 1004).
se l’ammontare dell’apporto è non superiore al
25% del patrimonio netto dell’associante risultante dall’ultimo bilancio approvato prima della
data di stipula del contratto.
IRpeF - ritenute alla Fonte su
reDDiti Di lavoro autonomo
Versamento delle ritenute operate a gennaio per
redditi di lavoro autonomo (codice tributo 1040).
INpS - DipenDenti
Versamento dei contributi previdenziali relativi
al personale dipendente, per le retribuzioni maturate nel periodo di paga di gennaio.
IRpeF - ritenute alla Fonte
operate Da conDomini
Versamento delle ritenute (4%) operate a gennaio da parte dei condomini per le prestazioni
derivanti da contratti d’appalto/d’opera effettuate nell’esercizio di impresa o attività commerciali non abituali (codici tributo 1019 a titolo di IRPEF, 1020 a titolo di IRES).
INpS - gestione separata
Versamento del contributo del 22% o 27,72%
da parte dei committenti, sui compensi corrisposti a gennaio a collaboratori coordinati e
continuativi, lavoratori a progetto, collaboratori occasionali, nonché incaricati alla vendita
a domicilio e lavoratori autonomi occasionali
(compenso superiore a € 5.000). Versamento da
parte dell’associante del contributo dovuto sui
compensi corrisposti a gennaio agli associati in
partecipazione con apporto esclusivo di lavoro,
nella misura del 22% ovvero 27,72% (soggetti
non pensionati e non iscritti ad altra forma di
previdenza).
IRpeF - altre ritenute alla Fonte
Versamento delle ritenute operate a gennaio relative a:
- rapporti di commissione, agenzia, mediazione
e rappresentanza di commercio (codice tributo
1038);
- utilizzazioni di marchi e opere dell’ingegno
(codice tributo 1040);
- contratti di associazione in partecipazione con
apporto di lavoro (codice tributo 1040) e con
apporto di capitale o misto (codice tributo 1030)
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INpS - contributi ivs
Versamento della quarta rata fissa 2013 dei
contributi previdenziali sul reddito minimale da
parte dei soggetti iscritti alla gestione IVS commercianti – artigiani.
TFR - salDo imposta sostitutiva
Versamento del saldo dell’imposta sostitutiva
sulla rivalutazione del TFR 2013 (codice tributo
1713), scomputando quanto già versato a titolo
di acconto a dicembre 2013.
GIOveDì 20 FeBBRAIO
eNASARco - versamento
contributi
Versamento da parte della casa mandante dei
contributi relativi al quarto trimestre 2013.
MARTeDì 25 FeBBRAIO
IVA comUNITARIA - elenchi
intrastat mensili
Presentazione in via telematica degli elenchi riepilogativi delle cessioni di beni / servizi resi e
degli acquisti di beni / servizi ricevuti, registrati o soggetti a registrazione, relativi a gennaio
(soggetti mensili).
veneRDì 28 FeBBRAIO
moD. cuD 2014
Consegna da parte del datore di lavoro o committente ai lavoratori dipendenti, collaboratori
coordinati e continuativi / a progetto della certificazione dei redditi 2013.
INpS - DipenDenti
Invio telematico del mod. UNI-EMENS contenente sia i dati contributivi che quelli retributivi relativi al mese di gennaio. L’adempimento
interessa anche i compensi corrisposti a collaboratori coordinati e continuativi / a progetto,
incaricati alla vendita a domicilio,lavoratori autonomi occasionali, nonché associati in partecipazione con apporto esclusivo di lavoro.
STUDI DI SeTToRe - cause
giustiFicative moD. unico 2013
Invio telematico della comunicazione all’Agenzia delle Entrate delle cause che hanno giustificato la non congruità agli studi di settore relativi
al 2012 (mod. UNICO 2013), come specificato
dall’Agenzia nel Comunicato stampa 4.12.2013
IVA - elenchi “blacK list” mensili
Invio telematico della comunicazione delle operazioni, registrate o soggette a registrazione, con
soggetti aventi sede, residenza o domicilio in Paesi
a fiscalità privilegiata per le operazioni registrate
o soggette a registrazione, di importo superiore a €
500, relative al mese di gennaio (soggetti mensili).
A tal fine va utilizzato il quadro BL contenuto nel
Modello di comunicazione polivalente approvato
con il Provvedimento 2.8.2013, n.94908.
IVA - acQuisti Da san marino
Invio telematico della comunicazione degli
acquisti con operatori economici aventi sede a
San Marino, annotati a gennaio. A tal fine va
utilizzato il quadro SE contenuto nel Modello
di comunicazione polivalente approvato con il
Provvedimento 2.8.2013, n.94908.
Carrelli elevatori, la circolazione su strada senza immatricolazione
Il cosiddetto decreto Destinazione Italia (art.13, comma 12),
ha reintrodotto la possibilità, per i carrelli privi di immatricolazione, di circolare su strada pubblica per brevi e saltuari spostamenti a carico o a vuoto, rinviando tuttavia l’operatività di questa
disposizione ad un decreto del ministero dei Trasporti che è stato
pubblicato sul proprio sito internet (decreto n.752 del 14 gennaio 2014), insieme ad una breve nota di commento del Ministero
(prot. 753, sempre del 14 gennaio 2014).
Il provvedimento si applica ai carrelli come definiti all’articolo 58,
comma 2, lett. c) del Codice della Strada, elevatori, trasportatori o
trattori, non immatricolati e privi di carta di circolazione in quanto
destinati ad operare prevalentemente in aree private (magazzini,
stabilimenti, ecc.) ai quali viene concessa la possibilità di circolare
su strada per brevi e saltuari spostamenti, a vuoto o a pieno carico,
alle condizioni indicate nel decreto. In particolare, questi carrelli
possono utilizzarsi su strada a condizione che i titolari ottengano
un’autorizzazione dell’Ufficio della motorizzazione civile competente per territorio, su benestare dell’Ente proprietario della strada;
l’autorizzazione va richiesta avvalendosi del modello allegato al
decreto, ed ha durata annuale, prorogabile. Le autorizzazioni alla
circolazione dei carrelli già rilasciate ai sensi della precedente normativa (quindi del decreto 28 dicembre 1989), restano in vigore;
la loro durata è prorogabile con le modalità in vigore all’atto della
precedente autorizzazione, purché non sia scaduta prima del 31 dicembre 2007. Per il rilascio dell’autorizzazione (che permette di
circolare su strada pubblica a velocità non superiore a 10/km/H),
occorre che il carrello rispetti tutte le caratteristiche definite dall’articolo 2 del decreto (che riprende le prescrizioni dettate dal decreto
28 dicembre 1989), in materia di scheda tecnica del costruttore,
dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione, sistema di fre-
natura e di accompagnamento con personale di terra che coadiuvi
il conducente (a meno che non vengano rispettate le prescrizioni
definite ai punti 1.3 e 2.2 dell’allegato tecnico al decreto 14 giugno
1985, e l’ingombro trasversale degli oggetti trasportati non superi
di oltre il 50% la larghezza massima del veicolo, entro la sagoma
limite di 2,55 m.). Peraltro, la circolare ministeriale prevede che
a far data dalla stessa (quindi dal 14 gennaio 2014), sono abrogate tutte le disposizioni impartite con le circolari del 10 giugno
2013 e, soprattutto con quella del 25 ottobre 2013 che ha definito le
procedure per immatricolare questi veicoli, fatte salve le eventuali
richieste di immatricolazione già presentate.
Pertanto, l’obbligo di immatricolare questi carrelli per farli circolare su strada è venuto meno dal 14 gennaio scorso, data da cui
sono diventate operative le prescrizioni contenute nel decreto in
commento.
la Rassegna
6 febbraio 2014
17
Modello F24, esteso l’utilizzo ai versamenti
dovuti per la registrazione dei contratti di locazione
Con la collaborazione del Centro Studi Seac
mero inferiore a 6 caratteri, gli spazi a partire da sinistra, vanno
completati con zeri);
• caratteri da 14 a 16: sottonumero di registrazione (se presente) oppure “000”.
Codice
Va indicato uno dei seguenti codice tributo:
1500 Imposta di Registro per prima registrazione
1501 Imposta di Registro per annualità successive
1502 Imposta di Registro per cessioni del contratto
1503 Imposta di Registro per risoluzioni del contratto
1504 Imposta di Registro per proroghe del contratto
1505 Imposta di Bollo
1506 Tributi speciali e compensi
1507 Sanzioni da ravvedimento per tardiva prima registrazione
1508 Interessi da ravvedimento per tardiva prima registrazione
1509 Sanzioni da ravv. per tardivo versamento di annualità e
adempimenti successivi
1510 Interessi da ravv. per tardivo versamento di annualità e
adempimenti successivi
Anno di riferimento
• in caso di prima registrazione va indicato l’anno di stipula
del contratto o di decorrenza, se anteriore (formato “AAAA”);
• in caso di “annualità successiva”, “proroga”, “cessione” o
“risoluzione” va indicato l’anno di scadenza dell’adempimento (formato “AAAA”).
Importi a debito versati Va indicato l’importo da versare.
Con il Provvedimento 3.1.2014 l’Agenzia delle Entrate, in
attuazione della previsione contenuta nel DM 8.11.2011, nell’ottica “di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti”, ha
esteso l’utilizzo del “mod. F24 versamenti con elementi identificativi” (c.d. “F24 ELIDE”), ai versamenti dell’imposta di
registro, tributi speciali e compensi, imposta di bollo e relative
sanzioni ed interessi, connesse alla registrazione dei contratti
di locazione e affitto di beni immobili. La “nuova” modalità di
versamento è operativa dall’1.2.2014. Il citato Provvedimento
prevede comunque un periodo transitorio, fino al 31.12.2014,
durante il quale è ancora possibile utilizzare il mod. F23.
Recentemente l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione
24.1.2014, n. 14/E ha fornito le modalità operative di compilazione del mod. F24 ELIDE ed approvato i nuovi codici tributo
utilizzabili.
■ MODALITÀ DI COMPILAZIONE DEL MOD. F24 ELIDE
Il mod. F24 ELIDE, originariamente previsto per il versamento
dell’IVA ai fini dell’immatricolazione dei veicoli oggetto di acquisto intraUE, è ora utilizzabile, come sopra accennato, per i
versamenti dell’imposta di registro, tributi speciali e compensi,
imposta di bollo e relative sanzioni ed interessi, connesse alla
registrazione dei contratti di locazione e affitto di beni immobili. Il modello va compilato con le seguenti modalità.
■ SEZIONE CONTRIBUENTE
Campo Descrizione
Vanno inseriti il codice fiscale, i dati anagrafici nonché il domicilio fiscale della parte che effettua il versamento.
Va inserito il codice fiscale della controparte (o di una delle
controparti). In tal caso, nel campo “Codice identificativo” va
inserito il codice “63”.
■ SEZIONE ERARIO ED ALTRO
Campo Descrizione
Codice ufficio e codice atto Vanno lasciati in bianco.
Tipo Va inserita la lettera “F” (identificativo registro).
Elementi identificativi
• in caso di versamenti per la prima registrazione il campo va
lasciato in bianco;
• in caso di versamenti per annualità successiva, cessione, risoluzione e proroga del contratto, va inserito il “codice identificativo del contratto”.
Tale codice, composto da 17 caratteri, è reperibile:
- nella copia del modello di richiesta di registrazione del contratto restituito dall’Ufficio
oppure
- per i contratti registrati per via telematica, nella ricevuta di
registrazione.
Se tale ultimo codice non è disponibile, nel campo in esame va
indicato un codice composto da 16 caratteri, così strutturato:
• caratteri da 1 a 3: codice Ufficio presso il quale è stato registrato il contratto;
• caratteri da 4 a 5: ultime 2 cifre dell’anno di registrazione;
• caratteri da 6 a 7: serie di registrazione (in caso di un numero
di 1 carattere, lo spazio a partire da sinistra, va completato con
uno zero);
• caratteri da 8 a 13: numero di registrazione (in caso di un nu-
Fai decollare con
■ MODALITÀ DI VERSAMENTO
Il mod. F24 ELIDE va presentato con le consuete modalità. E
pertanto esclusivamente in via telematica (direttamente o tramite un intermediario abilitato) dai soggetti titolari di partita
IVA, ovvero anche in forma cartacea, in banca, Posta o presso
un Agente della riscossione, da parte dei soggetti non titolari
di partita IVA.
■ ENTRATA IN VIGORE
DELLE NUOVE MODALITÀ DI VERSAMENTO
Come sopra accennato, il mod. F24 ELIDE è utilizzabile a decorrere dall’1.2.2014 e sostituisce da tale data il mod. F23.
■ PERIODO TRANSITORIO
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18
la Rassegna
6 febbraio 2014
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la Rassegna
6 febbraio 2014
PAGINA A CURA DELLA
19
FOGALCO
Credito
al consumo,
dalla Banca d’Italia
la guida
“in parole semplici”
Dalla Banca d'Italia arriva una nuova guida pratica sul credito ai consumatori che gli intermediari finanziari sono tenuti a stampare e rendere disponibile alla clientela entro 60 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. È uno dei vademecum “in parole semplici”, che – come spiega la stessa autorità - «perseguono l'obiettivo di favorire la comprensione e l'accesso dei cittadini ad alcuni prodotti di ampia diffusione e di consentire scelte consapevoli e informate attraverso il confronto tra le diverse offerte presenti sul mercato».
La pubblicazione è già consultabile sul sito www.bancaditalia.it. Le pagine ripercorrono alcune informazioni essenziali: che cosa non è credito ai consumatori? Non lo sono i finanziamenti sotto i 200 e sopra ai 75 mila euro, i prestiti che non prevedono il pagamento di interessi o altri costi, quelli per comprare un le GuId e
dell a BanC a d’Ita
lIa
di
terreno o un immobile costruito
costruito di interesse, le spese accessorie e che
le
o progettato, i finanziamenti che le altre condizioni economiche Il CredIto
e
previste
durano meno di cinque anni e previste dal contratto di finanziabeni aI ConsumatorI mento.
sono garantiti da ipoteca su beni mento. Bisogna dunque guardare in parole semplici
sconfinamenti,
il Tan e il Taeg, ma non solo, la il
immobili e gli sconfinamenti, Banca Banca centrale italiana ricorda ossia l'uso - autorizzato occasio-nalmente - di somme che vanno vanno
infatti come infatti
eventi imponderabioltre il saldo di conto corrente corrente
li - oscillazione del tasso di inteli
o il fido ottenuto in conto corresse, frequenza d'uso e rimborso resse,
rente. Si parla di come scegliere scegliere
delle somme - possano modificare delle
il credito ai consumatori, delle le circostanze di inizio prestito.
le
diverse forme, di quanto costa, Attenzione, Attenzione, poi, alle pubblicità come leggere gli annunci pubche che promettono finanziamenti a blicitari, come richiedere il tasso zero: controllare che non solo tasso
finanziamento, dei principali il Tan, ma anche il Taeg sia pari a il
rischi e delle attenzioni da porzero. zero. Verificare poi che l'intermere, dei diritti, dei contatti per diario finanziario a cui ci si rivolge diario
chiarimenti e reclami per finire con in glos- sia iscritto negli elenchi dell'Organismo incasario dei termini. ricato della tenuta dell'albo degli agenti in atTra gli avvertimenti quello di verificare i tassi tività finanziaria e mediatori creditizi (Oam).
La SCELTA e i COSTI
I DIRITTI del cliente
I CONTATTI utili
Il credito ai consumatori
dalla A alla Z
Tassi effettivi globali e soglie antiusura, l’aggiornamento
■ I valori in vigore dal primo gennaio al 31 marzo 2014
CATEGORIE
DI OPERAZIONI (*)
CLASSI DI IMPORTO
TASSI MEDI (**)
TASSI SOGLIA
Aperture di credito
in conto corrente
Scoperti senza
affidamento
fino a 5.000
oltre 5.000
fino a 1.500
oltre 1.500
fino a 5.000
da 5.000 a 100.000
oltre 100.000
fino a 50.000
oltre 50.000
11,42
10,06
16,19
15,29
8,92
8,03
5,49
7,49
4,54
18,2750
16,5750
24,1900
23,1125
15,1500
14,0375
10,8625
13,3625
9,6750
Crediti personali
11,99
18,9875
Altri finanziamenti
alle famiglie e alle imprese
Prestiti contro cessione
del quinto dello stipendio
e della pensione
10,66
17,3250
fino a 5.000
oltre 5.000
11,46
11,35
18,3250
18,1875
Leasing strumentale
fino a 25.000
oltre 25.000
8,58
6,13
14,7250
11,6625
6,58
12,2250
4,99
10,2375
7,88
7,55
12,26
9,95
16,99
12,26
13,8500
13,4375
19,3250
16,4375
24,9900
19,3250
5,11
3,81
10,3875
8,7625
Anticipi e sconti
Factoring
Il Ministero per l’Economia e le Finanze ha emanato i tassi di interesse effettivi globali medi ai sensi della legge sull’usura n. 108 del 1996 e successive modifiche. Da tali rilevazioni derivano le nuove soglie antiusura valide nel periodo dal primo gennaio al 31 marzo 2014 per tutte le principali operazioni di credito e finanziamento (mutuo, prestito, conto corrente, leasing, etc). I tassi soglia dei mutui sono aumentati per quanto concerne i finanziamenti con garanzia ipotecaria a tasso variabile, il cui valore è salito da 8,6% a 8,76%. Rimane invece a 10,38% il tasso soglia per i mutui a tasso fisso. La Banca d’Italia ha diminuito i tassi soglia dei prestiti finalizzati: per quanto riguarda gli importi fino a 5.000 euro il tasso è passato da 19,40% a 19,32%, mentre per i prestiti con importo oltre i 5.000 euro e sceso da 16,45% a 16,43%. Si rilevano cambiamenti anche per i tassi soglia relativi alla cessione del quinto, sia per quanto riguarda gli importi fino a 5.000 euro (da 18,47% a 18,83%), sia per quelli superiori (da 18,55% a 18,28%). Rimane a 18,98% il tasso previsto per il credito personale. Nel primo trimestre del 2014 sono stati rilevati cambiamenti anche sulle soglie dei conti correnti: il tasso relativo all’apertura di un conto per importi fino a 5.000 euro è salito da 18,22% a 18,27%, mentre gli importi superiori a 5.000 euro il tasso è diminuito da 16,66% a 16,57%. La tabella riporta i dati aggiornati per ogni categoria di operazione in vigore fino alla fine di marzo. Per il calcolo degli interessi usurari (ai sensi dell’art. 2 della legge n. 108/96, così come modificato dall’art. 8, comma 5, lettera d) del D.L. 70/2011), i tassi medi rilevati devono essere aumentati di un quarto, a cui si aggiunge un margine di ulteriori 4 punti percentuali. La differenza tra il limite usurario e il tasso medio non può essere superiore a 8 punti percentuali.
Leasing immobiliare
a tasso fisso
Leasing immobiliare
a tasso variabile
Leasing autoveicoli
e aeronavale
Credito finalizzato
Credito revolving
Mutui a garanzia ipotecaria
- a tasso fisso
- a tasso variabile
in euro
fino a 25.000
oltre 25.000
fino a 5.000
oltre 5.000
fino a 5.000
oltre 5.000
(su base annua)
(su base annua)
(*) Le categorie di operazioni sono indicate nel Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 23 settembre 2013
e nelle istruzioni applicative della Banca d’Italia pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 200 del 29 agosto 2009.
(**) I tassi medi indicati nella tabella, riferiti al periodo di rilevazione 1°luglio - 31 settembre 2013, sono riportati in allegato al Decreto del
Ministro dell’Economia e delle Finanze del 19 dicembre 2013 (G.U. n. 330 del 28 dicembre 2013).
S.E.& O
20
6 febbraio 2014
la Rassegna
TEATRO
DONIZETTI
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