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Aprile 2014

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Big Data: istruzioni per l’uso
di Luca Papperini
Il tema dei Big Data è la grande sfida del futuro
per il marketing e l’lnformation Technology.
Alla luce di questo trend, che solo oggi sta raggiungendo la sua piena maturità, come evolvono le strategie delle organizzazioni a caccia di
nuove informazioni sul web? Come l’esercito dei
dati è già stato valorizzato dalle aziende per diventare funzionale al business?
Le aziende stanno affrontando questa partita
attrezzandosi con tecnologie di analisi del dato
geolocalizzato e con un livello di dettaglio mai
visto prima. In azienda nascono allo stesso tempo mestieri nuovi, come quello del digital marketer e del digital scientist, segno di un cambio
organizzativo suggerito da un nuovo modo di approcciare le informazioni dell’era 2.0.
Le informazioni sono così tante che i database
si misurano in terabyte se non in petabyte o
exabyte. Il volume dei contenuti digitali – in media al 10% dati strutturati, al 90% dati non strutturati – sta crescendo in modo esponenziale e
andrà a traguardare gli 8 miliardi di terabyte nel
2015, secondo una stima IDC. Sono 2,2 i milioni
di terabyte creati ogni giorno.
Il prefisso tera deriva dai termini greci τἑρας
(mostro) e tetra, come a ricordare la quarta potenza di mille: 10004 = 1012 byte = 1 ‘miliardo’
di byte. È subito chiaro che in tema Big Data
i numeri diventano pura astrazione. Eppure su
questi numeri le aziende stanno costruendo
nuove strategie per la gestione del loro business
e la fidelizzazione dei clienti.
In tempi di crisi il vantaggio competitivo generato dal corretto utilizzo degli strumenti informatici diventa quanto mai importante. Ma quante
sono le aziende che hanno già messo a punto
strategie per l’intelligence dei dati? E soprattutto, che utilizzo ne stanno facendo?
Lo chiediamo direttamente a coloro che si occupano di trovare le soluzioni migliori per fare
in modo che ogni dipartimento aziendale possa
trarre il massimo vantaggio dal potere delle informazioni.
n SAS, analytics driven
per passione
“Il concetto di Big Data non si limita alla semplice presenza di tanti dati – spiega Walter Ballardin, Presales & Consulting Director Finance
Business Unit di SAS. La differenza sta sì nella
mole di dati, ma anche e soprattutto nella tipologia: si tratta di dati ‘classici’ ma di tipo enterprise, provenienti quindi da diverse aree aziendali,
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di dati destrutturati provenienti da fonti interne
come i commenti dei customer care e dalle fonti esterne come i social media, passando infine
all’analisi delle relazioni tra i clienti e del dato
in un’ottica sempre più orientata alle logiche di
network sociali”.
L’Esigenza principale rimane sempre e comunque quella di rilevare le preferenze degli utenti
sulla base dei comportamenti, osservare e tenere traccia dei cambiamenti di attese e bisogni in
determinati momenti del customer journey. Il tutto è finalizzato ad allargare la torta del business
studiando in modo più approfondito e puntuale il
comportamento del cliente.
“I Big Data aprono anche nuovi scenari per l’individuazione di nuove fonti di ricavo – aggiunge
Ballardin –: elementi quali l’esplosione del mobile, la geolocalizzazione e gli analytics permettono anche la definizione di nuove strategie e
modelli di business creando quel substrato informativo di valore necessario per generare fatturato incrementale”.
Certamente, gli strumenti di advanced analytics
sono il volano e l’acceleratore per generare vantaggio competitivo, tuttavia lo strumento deve
essere accompagnato dalla competenza; lo stru-
mento di per sé non è sufficiente. I dati, che siano
big o small, devono essere letti ed interpretati nel
modo più funzionale al modello di business. La
competenza resta sempre e comunque un valore
che nessuna tecnologia è in grado di sostituire.
n Solair, l’Internet delle Cose
cambierà il manufatturiero
L’utilizzo di dati generati da sensori montati sugli oggetti è la nuova frontiera dell’Internet delle
Cose. Sensori che rilevano informazioni di ogni
tipo consentono già oggi di creare ecosistemi
intelligenti capaci di fornire dati utili all’ottimizzazione del business, senza il minimo sforzo
umano.
Più la fabbrica si evolve tecnologicamente, più le
soluzioni di automazione informatica cambiano
l’approccio culturale alla gestione dei processi
di produzione e di ciclo di vita del prodotto.
L’Internet delle Cose aprirà le frontiere a un nuovo mondo fatto di sensori che inviano informazioni sugli oggetti lungo tutto il loro ciclo di vita.
Un ciclo di vita durante il quale l’oggetto ci invia
informazioni sul suo stato di manutenzione, ad
esempio, o su eventuali anomalie che registra in
Quando la leadership passa dalla gestione dei dati: Dassault Systèmes guida Rigthmove
Rightmove è il più grande business immobiliare online del Regno Unito e si rivolge a tutti coloro che vogliono cambiare o prendere casa nel Regno Unito e cercano informazioni sulle proprietà in vendita o in affitto.
Secondo la società di ricerche di mercato Comscore, Rightmove è oggi il più grande sito di ricerche online del
Regno Unito.
Il sito web è il cuore dell’azienda. Lanciato sette anni fa, Rightmove oggi propone il 90% degli immobili in
vendita nel Paese, elabora 400 richieste al secondo e riceve oltre 29 milioni di visite al mese con più di 523
milioni di pagine visualizzate, mentre il suo database contiene informazioni dettagliate su oltre due milioni di
proprietà, accessibili gratuitamente 24 ore su 24. Il database è più ricco e completo di qualsiasi altro elenco o
catalogo disponibile sui mezzi di comunicazione tradizionali.
Questione di business
“Praticamente la metà delle pagine Internet del Regno Unito dedicate al mondo immobiliare sono servite da
Rightmove” spiega Peter Brooks-Johnson, Product Director della società. “Per sostenere i nostri introiti pubblicitari, è fondamentale mantenere volumi di traffico elevati, che richiedono un inventario molto ampio e costantemente aggiornato. L’incremento che abbiamo registrato nel numero di visitatori e di proprietà dimostra
come il pubblico inglese abbia abbracciato con convinzione l’idea di utilizzare la rete come strumento efficace
e veloce per la ricerca di un’abitazione”. L’azienda cercava una soluzione semplice, precisa, efficace e veloce
che non comportasse il rifacimento del sito né della grafica. “L’efficacia nel reperimento di informazioni è la
chiave della nostra attività, pertanto è fondamentale trovare la funzione di ricerca giusta al primo tentativo”
dice Brooks-Johnson. “Volevamo abbattere le barriere tecnologiche che hanno sempre limitato l’uso delle ricerche online perché le procedure erano troppo complesse per l’utente medio di Internet”.
Scegliere pensando all’esperienza per il cliente
Il gruppo Rightmove incaricato della selezione ha definito criteri molto rigidi per individuare una soluzione in
grado di gestire il sito e la sua crescita futura, operare con un grado di affidabilità del 99,9%, fornire un’ampia
gamma di funzionalità di ricerca avanzate e massima facilità di implementazione. Lo staff si è orientato verso
Exalead CloudView di Dassault Systèmes, dopo averlo sottoposto a test molto severi per verificarne l’affidabilità e la capacità di sostenere la futura espansione adottandolo, senza modificare il sito esistente. “Siamo
rimasti colpiti dalla ricche di funzionalità molto facili da implementare”, afferma Peter Brooks-Johnson. “Con
Exalead CloudView abbiamo una combinazione perfetta fra riduzione dei costi di gestione e miglioramento
dell’esperienza per i clienti, che trovano facilmente e velocemente l’immobile ideale”.
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funzionamento. Per questo ormai da qualche
tempo si è imposto con
successo un nuovo modello di vendita che vede
nella relazione prodottoservizio il futuro delle attività di manufacturing.
“Non serve più vendere
solo un prodotto – spiega
Tom Davis, CEO di Solair
Tom Davis
– è necessario supportaCEO
re il suo valore, lungo tutSolair
to il suo ciclo di vita, con
servizi dai quali si possono ottenere informazioni
preziose sull’utilizzo dell’oggetto. Per questo motivo crediamo fermamente negli sviluppi della tecnologia dell’Internet of Things”.
Con un tale sistema di monitoraggio dei dati è già
possibile programmare la manutenzione dei macchinari industriali, ad esempio, o determinare con
accuratezza la durata di un elettrodomestico.
Entro il 2020 ci saranno
più di 31 miliardi di
dispositivi e 4 miliardi di
persone connesse a internet
(Gartner 2013)
Il 2014 è l’anno in cui l’Internet of Things arriverà a piena maturità. Secondo Gartner, il giro
d’affari dell’Internet delle Cose, in particolare
quello generato da fornitori di prodotti e servizi, raggiungerà quota 300 miliardi di dollari nel
2020. Fra i mercati verticali che maggiormente
contribuiranno allo sviluppo dell’IoT si stanno
prospettando scenari innovativi in ambito manifatturiero, sanitario e assicurativo.
È in un simile contesto che Solair, giovane software
house italiana specializzata nello sviluppo di applicazioni cloud, si fa avanti con la propria innovativa piattaforma software – Solair Platform –, indirizzata sia a chi desidera sviluppare applicazioni
business su cloud, sia a chi vuole posizionarsi nel
mondo dell’Internet of Things.
“Offrire un servizio oltre al prodotto si impone
oggi come elemento differenziante per le aziende
del comparto manifatturiero – commenta Davis
–, è l’occasione per fare quel salto di qualità volto
ad aumentare il livello di competitività delle nostre imprese. Solair Platform è una piattaforma
su cloud interamente sviluppata in Italia che ‘apporta valore aggiunto’ all’Internet delle Cose, in
quanto permette non solo di connettere e raccogliere una grande mole di dati (sia strutturati sia
destrutturati), ma anche di analizzarli e gestirli
per renderli intelligenti”.
n Tutti i dati in un Qlik
Con l’analisi real time le decisioni sono prese non
più sulla base di un andamento storico registrato ma in risposta all’andamento della situazione
presente. Anche quello di Business Intelligence diventa così un concetto superato. La BI tradizionale rappresenta un processo di analisi importante
per le organizzazioni, ma non abbastanza reattivo
di fronte alle turbolenze dei mercati. È per questo
che dopo la Business Intelligent si parla oggi di
Business Discovery, di esplorazione di cluster informativi con lo scopo di trovare un risultato non
già precostituito, ma tutto da scoprire.
“Con la tecnologia di Business Discovery messa
Intelligent Business Operation di Software AG: oltre i Big Data
Se la tradizionale BI è stata ideata per un’analisi ‘a freddo’ del dato storico, sempre di più oggi si chiede agli
analisti un monitoraggio in tempo reale delle informazioni. Intercettare il dato in tempo
reale significa disporre di una infrastruttura pronta a scomporlo e analizzarlo per arrivare prima degli altri a tradurlo in business. È questo che Software AG chiama Intelligent
Business Operations.
Una piattaforma abilitante che ha già contagiato diversi operatori appartenenti al circuito bancario e assicurativo, che trovano nella gestione e analisi del dato frammentato in
modalità multicanale la loro nuova frontiera di business.
“Intelligent Business Operations (IBO) è un po’ la chiave per ottenere valore dai Big Data
utilizzati in modo funzionale a un obiettivo di vendita o in generale chiave per il business
– spiega Francesco Maselli, Direttore Tecnico di Software AG Italia –. IBO è una piattaforma tecnologica che permette di ottenere visibilità continuativa e completa del ciclo del
Francesco Maselli
business, un controllo sulle perfomance dei processi e un’identificazione delle opportuniDirettore Tecnico
tà e dei rischi, unitamente alla capacità di azione immediata sui trend e sul mercato”.
Software AG Italia
Il successo del business è determinato dalla capacità di adattarsi dinamicamente a quello che succede intorno, generando soddisfazione da parte della clientela.
Nei settori verticali la finestra temporale decisionale è sempre più breve, per qualunque tipo di attività e merca-
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a punto da Qlik – dice
Francesco Del Vecchio,
Director Presales Italy di
Qlik – tutti gli utenti in
azienda sono in grado di
trarre beneficio dall’analisi, ricercare e scoprire
le risposte di cui hanno
bisogno”.
La Business Discovery è
un approccio più efficienFrancesco Del Vecchio
te rispetto alle soluzioni
Director Presales Italy
di Business Intelligence
Qlik
(BI) tradizionali, spiega
Del Vecchio; una delle sue caratteristiche è quella
di essere self service, il che consente ai decisori di
monitorare in modo diretto i cambiamenti, incidendo in tempo reale sul business.
Le soluzioni di Business Discovery sono user friendly: rapide e semplici, social e mobile, facilitano
la collaborazione all’interno dell’organizzazione.
“Con la Business Discovery gli utenti possono
adattare le soluzioni alle proprie esigenze, ottimizzando il tempo a disposizione, con la certezza
di ottenere informazioni di alto valore”.
n beanTech: social network nel
mirino del retail
Fino a ieri le aziende potevano contare solo sui
dati che possedevano già, come sondaggi, indagini di mercato o transazioni, e che analizzavano grazie alla Business Intelligence. Oggi, grazie
alla molteplici possibilità di analisi offerte dai Big
Data, diventa possibile conoscere il gusto delle
persone, il loro umore e le caratteristiche delle
loro ricerche in tempo reale, monitorando social
network e rete. “Quello che mancava e che abbiamo sviluppato, era la congiunzione fra questi due
tipi di dati per ottenere informazioni ancora più
accurate e per avere una visione più attendibile di
quello che succederà» afferma Fabiano Benedetti,
Sales Manager & CEO di beanTech, azienda friulana specializzata in soluzioni IT che ha messo a
punto beanAnalytics, una piattaforma di analisi
avanzata basata su tecnologia Microsoft che consente di analizzare e di mettere in correlazione i
dati già presenti in azienda (strutturati) con quelli
dei social e della rete (non strutturati).
Il primo passo prevede il monitoraggio dei social
media (Twitter, Facebook, Linkedin, ecc.) e della
rete che comprende il recupero, l’organizzazione e la standardizzazione dei dati provenienti da
Da un’indagine
Mc Kinsey del 2009
emerge che il 60%
degli executive
prende decisioni sbagliate
piattaforme diverse attraverso strumenti avanzati
di Business Analytics. Da qui è possibile applicare, per esempio, la Sentiment Analysis, che permette, grazie all’analisi semantica, di tracciare
la positività e la negatività delle opinioni nel web
e il relativo grado di intensità emotiva. “Oggi le
aziende hanno bisogno di avere algoritmi sempre
più evoluti per contestualizzare e capire davvero –
precisa Benedetti –. Non basta sapere se la gente
preferisce il colore bianco o il nero ma, in un mercato sempre più competitivo, sono le sfumature
di grigio che fanno la differenza”.
to di riferimento. È così che Software AG punta tutto sulla dimensione della velocità per ottenere il vero valore
mettendo a fattore comune vantaggio competitivo, tecnologie evolute, utenti sempre più smart e collegati al
mondo circostante.
Le tradizionali attività di analisi impiegano strumenti che tipicamente restituiscono i risultati con un certo ritardo rispetto alla necessità che oggi ha il business di attivare con il cliente una relazione personalizzata.
“Gli strumenti di Intelligence Business Operations consentono invece una visione completa a 360 gradi dei processi operativi attraverso una combinazione di dati in diretta” spiega Maselli.
Le soluzioni di Software AG che abilitano l’IBO, già in uso in aziende di settori diversi, portano vantaggi di
business particolarmente significativi come:
• protezione dei flussi delle entrate e della reputazione, identificando e gestendo la risoluzione dei rischi, con
una distribuzione del servizio prima che impatti sulla soddisfazione del cliente;
• visibilità in tempo reale delle opportunità di business: competitività basata sull’adozione di promozioni
commerciali e marketing altamente personalizzabili, rivolta alle aziende mobile giuste, nel luogo giusto e
al momento giusto;
• controllo dei costi tramite un’efficienza operativa ottimale, che adegua costantemente il corso e la rapidità
dei processi di business;
• costante gestione del Risk Management in tempo reale, tramite identificazione delle potenziali violazioni
normative prima che si verifichino.
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La soluzione messa a punto da beanTech è in grado di incrociare i risultati emersi dalla mappatura
della rete e da quella dell’azienda, con l’obiettivo
di permettere l’innovazione, migliorare la produzione e incentivare la crescita aziendale. Nel retail
si sta vivendo un vero boom applicativo.
“Nel settore retail – commenta Benedetti –, è possibile valutare il comportamento d’acquisto del
cliente attraverso i social e la rete ed incrociare
tali informazioni con quelle raccolte ad ogni singolo acquisto nella fidelity card. Inoltre è possibile
mettere in correlazione i dati di vendita con le preferenze sul web per capire se si sta davvero dando
ai propri clienti ciò che essi chiedono”.
n Decisyon, quando la BI si tinge
di social
Siamo nel periodo della Digital Transformation. Ciò
significa che è necessario impostare un nuovo paradigma relazionale con i clienti e con gli utenti
dei sistemi informativi. Questo fenomeno, figlio
dell’IT consumerization, non solo ha consentito il
proliferare di dispositivi mobili di ultima generazione, ma ha anche contaminato gli applicativi con
le logiche di funzionamento dei social network.
In risposta a questi trend di origine consumer
Decisyon ha inventato una soluzione di Business
Intelligence e Analytics insaporita con una nota
di social. Per questo suo approccio all’analisi dei
dati Decisyon è stato l’unico vendor attivo riconosciuto ufficialmente da Gartner nella sezione
‘Collaborative Decision Making, Collaborative
Business Intelligence e Collaborative Performance
Management’.
Secondo quanto espresso da Gartner, ‘il Collaborative Decision Making e la Collaborative Business Intelligence’ offrono un grande potenziale per chiudere finalmente il divario tra Business
Intelligence e il processo decisionale, in quanto
facilitano la collaborazione intelligente, la condivisione e la tracciatura
del processo decisionale
interattivo per arrivare a
decisioni più trasparenti
e di qualità.
“Questa nuova perfetta
unione tra collaborazione, analisi, pianificazione ed esecuzione è una
combinazione
potente
Raffaele Gargiulo
che
sta
trasformando
Europe General Manager
Decisyon
i processi di business,
sta creando vantaggi dal
punto di vista competitivo e sta aumento la velocità di innovazione. La piattaforma di Decisyon
è in grado di aggregare attorno a un progetto le
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persone che vi devono collaborare formando un
processo di decisione condivisa” spiega Raffaele
Gargiulo, Europe General Manager di Decisyon.
Quella imboccata da Decisyon sembra proprio la
strada giusta. Il valore delle tecnologie di collaboration infatti genererà secondo Gartner un valore
vicino al trilione di dollari nei prossimi anni.
n Valorizza le informazioni ‘social’
con FacilityLive
Collaborare nell’era Big Data significa condividere
informazioni in modalità social da diverse fonti,
come le community on
line. Le informazioni più
importanti per le aziende devono prima di tutto
essere intercettate dai
motori di ricerca per essere valorizzate nel mare
magnum della rete. Se
queste informazioni fanno parte di un bacino di
dati testuali destrutturati
– provenienti tipicamente
Gianpiero Lotito
Founder & CEO
da social network – il laFacilityLive
voro degli analisti si complica. “Questa è una delle
possibilità che FacilityLive offre – dichiara Gianpiero Lotito, Founder & CEO di FacilityLive: affiancare
l’analisi statistica con uno strumento di ‘ricerca
semantica’ in grado di aggregare le informazioni
e fare indagini sui dati che per via statistica non
sarebbe possibile eseguire”.
La tecnologia di ricerca semantica offre un supporto alle ricerche in modo veloce, mettendo ordine al caos informativo che regna sul Web.
“Chi è in cerca di un nuovo valore da dare alle informazioni complesse ha bisogno prima di tutto
di strutturarle in modo che siano facilmente ricercabili – spiega Lotito –. Lo può fare utlizzando il
nostro strumento di ricerca semantica che, nello
stesso tempo, offre anche un front end che semplifica l’accesso alle informazioni”.
n Red Hat, gestione dati in
versione ‘open’
Quello che vogliono oggi i consumatori è trasformare i dati in informazioni che offrono un
orientamento concreto al business. Questo fenomeno si avverte particolarmente nel settore
Telco e Retail.
“Per questo le organizzazioni si stanno sempre
più attrezzando per creare nuove infrastrutture
in grado di gestire i terabyte e i petabyte di informazioni in azioni di business – commenta con
noi Ranga Rangachari, VP Storage & Big Data di
L’OPINIONE
Red Hat –. Quello che notiamo è un cambio di
direzione del mercato verso storage più veloci,
governati da tecnologie e logiche ‘open source’.
L’end user è infatti alla continua ricerca di semplificare i processi di accesso ai dati grazie
all’adozione di infrastrutture aperte”.
n Sono grandi ma non così forti:
proteggeteli. Il monito di CommVault
I dati sul comportamento d’acquisto dei clienti
sono sempre di più e dovrebbero essere protetti
con più attenzione ed efficacia. A dirlo sono gli
esperti del back up di CommVault. “Il proliferare
dei dati complica il processo di individuazione
e classificazione delle informazioni – avverte
Cristian Meloni, District Manager, CommVault
Italia –. Per poter proteggere con la giusta attenzione i dati critici di
un’azienda bisogna attuare una reale strategia
di gestione, che non solo
movimenti gli stessi tra
livelli di storage differenti e applicando retention
differenti, ma che li analizzi in prima istanza,
classificandoli e potendo
così far seguire ad ogni
oggetto un corretto ciclo
Cristian Meloni
District Manager
di vita. Questa pratica,
CommVault Italia
largamente utilizzata in
passato, dovrebbe infatti
essere rispolverata, soprattutto in seguito a questa esplosione della mole di dati aziendali: non è
davvero più perseguibile la strada di conservare
tutto per sempre. Indicizzare e classificare le informazioni critiche permette alle aziende di mettere le stesse al servizio del business, offrendo
potenti strumenti di ricerca e di analisi”.
n Per concludere
Oltre all’ottimizzazione dei processi di storage le
aziende puntano tutto sugli analytics quale leva
principale per la valorizzazione delle informazioni.
L’aumento di investimenti sui Big Data ha come
contropartita lo sviluppo di tecnologie di analisi
che già la maggior parte delle organizzazioni strutturate sta già utilizzando con una certa dimestichezza. Dalle testimonianze citate è emerso che
non esiste una funzione aziendale che per sua natura riuscirà a trarre maggior beneficio dall’analisi
dei dati. Più che di vecchie funzioni saranno nuove
figure professionali a trarre vantaggio dalla scienza
delle informazioni. Grazie a un’analisi spasmodica
dei dati in rete le aziende si giocano tutto sull’ultimo miglio chiamato Customer Experience: per traguardare questo ultimo miglio è necessario prima
aggregare le informazioni sul cliente affidandosi
ai giusti strumenti. Ma la lezione che le aziende
insegnano è che non è importante quanti dati analizzare – e grazie a quali strumenti farlo – è più
importante quali dati analizzare…
Teradata: la tecnologia di analisi aperta all’Internet of Things
Secondo la recente ricerca edita dall’Osservatorio Big Data del Politecnico di Milano emerge che nel panorama italiano l’attenzione verso i Big Data e la loro analisi è sempre più alta: il 40% dei CIO indica nel 2014
come priorità di intervento i temi Big Data Analytics e Business Intelligence e che il 62% delle organizzazioni li ritiene un trend rilevante che le imprese devono comprendere se vogliono far evolvere il loro modello di
impresa e un 5% ritiene possa essere una nuova rivoluzione che cambierà il modo di fare l’IT.
Le aziende devono sfruttare l’opportunità posta dai Big Data attraverso la creazione di una solida base
analitica fondata su un’architettura dei dati completa che sfrutti le tecnologie esistenti unitamente a quelle
nuove ed emergenti.
La soluzione di Data Discovery che Teradata propone, denominata Teradata Aster, si fonda su una tecnologia rivoluzionaria denominata SNAP Framework che permette agli utenti di elaborare i dati attraverso motori analitici specializzati e identifcare patterns che possono essere poi resi operativi nei sistemi di Logical
Data Warehouse aziendali. Ad esempio, nell’ambito dell’Internet of Things, la piattaforma Teradata Aster
consente di leggere milioni di dati semi-strutturati provenienti da sonde e sensori (formato JSON) e di elaborarli attraverso funzioni predefinite. Al termine della fase di discovery i risultati sono pubblicati all’interno
di una piattaforma di Business Intelligence a disposizione degli utenti per ulteriori analisi integrate.
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