Rassegna Stampa di mercoledì 15 gennaio 2014

Rassegna Stampa di
mercoledì 15 gennaio 2014
SNALS / CONFSAL
Corriere del Mezzogiorno
– Puglia
il Gazzettino
La Stampa - Ed. Vercelli
La Nuova Ferrara
Testate on line
15/01/2014
BREVI - UNIVERSITA', ASSEMBLEA CON PRECARI E ZARA
"ORSONI NON HA FATTO NULLA ORA LE SCUOLE VANNO CHIUSE"
ALTA L'ATTENZIONE SULLA SCUOLA - LETTERE
15/01/2014 MANIFESTAZIONE LA POSIZIONE DEI SINDACATI
15/01/2014 ARTICOLI PRESI DAL WEB
15/01/2014
15/01/2014
Scuola, Formazione, Università, Ricerca
Corriere della Sera
15/01/2014
il Gazzettino
il Giornale - ed. Milano
Il Giornale d'Italia
il Manifesto
la Gazzetta del
Mezzogiorno
Roma
15/01/2014
Corriere della Sera
Corriere della Sera
la Stampa
Italia Oggi
Italia Oggi
il Messaggero
Italia Oggi
Il Fatto Quotidiano
la Repubblica - ed. Bari
NESSUNO FA LE PULIZIE IL VENETO COSTRETTO A CHIUDERE LE
SCUOLE
15/01/2014 SCUOLE SPORCHE, PRIMI PRESIDI
15/01/2014 FOIBE, CONTINUA IL CONCORSO PER LE SCUOLE
15/01/2014 TASSA RIFIUTI PIU' CARA PER LE SCUOLE PARITARIE
15/01/2014 STIPENDI SALVI, TAGLIATI I FONDI D'ISTITUTO
15/01/2014 "LA SCUOLA SI COSTRUISCE NON SI DISTRUGGE"
DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO, ONOFARO: "VERTICE IN
PREFETTURA"
15/01/2014 FISCHI E SCRITTE DAVANTI ALL'UFFICIO DI PANEBIANCO "FUORI
RAZZISTI"
15/01/2014 IL RISORGIMENTO DEGLI SCIENZIATI PATRIOTI IN LOTTA PER L'ITALIA
UNITA
15/01/2014 CONSERVATORI IN SILENZIO
15/01/2014 CARLO SALVATORI IN POLE POSITION PER IL CDA DELL'UNIVERSITA'
CATTOLICA
15/01/2014 MEGLIO I SILLABARI D'UN TEMPO
15/01/2014 "L'UNIVERSITA' PER LA RICOSTRUZIONE" E I POLITICI DELL'AQUILA SI
INFURIANO
15/01/2014 RENZI, IO TWITTO MENTRE TU RIMPASTI
15/01/2014 CAOS DOCENTI "TRUCCATO IL TEST NATO PER EVITARE CONCORSI
TRUCCATI"
15/01/2014 TASSE PER MEZZO MILIONE IL COMUNE INSEGUE L'ATENEO
Economia, Lavoro, Previdenza
il Sole 24 Ore
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Italia Oggi
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Corriere della Sera
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il Messaggero
INFLAZIONE AI MINIMI DA QUATTRO ANNI
SULLA RAPPRESENTANZA IL NO FIOM RESTA ISOLATO
15/01/2014 SCONTRO A MILANO SUL RITO FORNERO
15/01/2014 IL CONTRIBUTO PER L'ASPI SALE A QUOTA 489,12 EURO
15/01/2014 IN ARRIVO LA MOBILITA' PER 85 ADDETTI
15/01/2014 Int. a A.Profumo: PROFUMO: "SE SALTA L'OPERAZIONE NON RISCHIA
SOLO IL MONTE MA TUTTO IL SISTEMA BANCARIO"
15/01/2014 CAMUSSO-LANDINI, E' DIVORZIO
15/01/2014 A DICEMBRE TFR A QUOTA 1,92%
15/01/2014 LAVORATRICI IN PENSIONE PRIMA
15/01/2014 IL 2013 ANNO NERO PER I CONSUMI
15/01/2014 CASO DE GIROLAMO, RENZI EVOCA LE DIMISSIONI
15/01/2014 AUMENTO MPS, PROFUMO: VADO AVANTI
15/01/2014 INFLAZIONE AI MINIMI DAL 2009 PIU' CHE DIMEZZATA IN UN ANNO E IL
DEBITO VOLA A 2.104 MILIARDI
15/01/2014 MINI-IMU SOTTO I 12 EURO NON SI PAGA
15/01/2014
15/01/2014
VERCELLI
Foglio
E VALSESIA
Alta l'attenzione
sulla scuola
Attraverso intese fatte con due
governi diversi è stata infatti
ridata validità al 2010 e al 2011;
la strada per recuperare anche
il 2012 è già avviata con un nuovo e diverso esecutivo. Certo, è
un recupero che ha trovato in
parte copertura con un diverso
impiego di risorse contrattuali,
utilizzando per il salario fondamentale una quota di quelle destinate a retribuzioni accessorie (il cosiddetto Fondo di Istituto). Una scelta fatta a ragion
veduta, vista l'impossibilità di
ottenere soluzioni per via legislativa: ed è proprio la recente
decisione di prorogare al 2013
il blocco degli scatti a dimostrare come quella via continui
a rivelarsi impraticabile, nonostante il mutare dei contesti
politici (governi Berlusconi,
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60
1
Monti, Letta). Non può che essere pesantemente negativo il
giudizio sulle scelte fatte da tre
governi diversi, intervenuti
sulle retribuzioni del personale
scolastico con quella che abbiamo più volte definito una
doppia penalizzazione: blocco
dei rinnovi contrattuali e, in aggiunta, rallentamento delle
progressioni di anzianità in misura pari a quattro anni. È solo
grazie all'iniziativa condotta
sul piano sindacale che i quattro anni potranno intanto ridursi a uno solo (avendo ridato
validità prima al 2010, poi al
2011 e a breve - ci auguriamo al 2012).
ELISABETTA RONCO E GIANNI
TROIANO
RISPETTIVAMENTE CISLSCUOLA PO.
ZONA DI VERCELLI E UILSCUOLA VERCELLI
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_ La retromarcia dei Governo sul recupero degli scatti di
anzianità del personale della
scuola pone la parola fine alla
paradossale vicenda che ha
contrassegnato gli ultimi giorni
del 2013 ed i primi del 2014, e
che ha avuto se non altro il merito di tenere desta l'attenzione
sulla scuola. Ma ripercorrere la
travagliata vicenda degli scatti,
che ci impegna ormai da 3 anni,
ci offre altri spunti di riflessione. Solo la tenace e determinata azione sindacale condotta
dalla Cisl Scuola insieme a Uii
Scuola, ~ e Gilda ha finora
consentito di recuperare in
buona parte il danno inferto alle retribuzioni dei lavoratori.
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LA STAMPA
-
Quotidiano
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SNALS
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Assemblea Di Dottorandi E Ricercatori Sul Bando Future In
Research. Incontro In Ateneo
Ateneo-LecceLECCE – Con lo scopo di discutere contenuti e modalità del bando della Regione
Puglia “Future in Research”, la Flc Cgil, insieme a Cisl Uil e Snals, aderisce e partecipa
all’assemblea organizzata dall’Adi (associazione dottorandi) di Lecce. L’incontro si terrà mercoledì
15 gennaio, alle ore 10.30, nell’aula E4 di Palazzo Codacci-Pisanelli (ex Ateneo v.le
dell’Università, Lecce).
All’assemblea sono invitati a partecipare dottori di ricerca, assegnisti, post-doc, precari della ricerca
e tutta la Comunità accademica ed previsto l’intervento del magnifico rettore Vincenzo Zara.
Alla fine dell’assemblea, sarà redatto un documento da inviare alla riunione congiunta che Senato e
CdA dell’Università del Salento terranno il 16 gennaio prossimo alla presenza dell’assessore
regionale allo sviluppo economico Loredana Capone e dell’assessore regionale al diritto allo studio
e alla formazione Alba Sasso.
Quotidiano
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COBBIEBE DELLA SEBA
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Foglio
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1 /2
Niente pulizie:
il Veneto costretto
a chiudere
alcune scuole
Nessuno fa le pulizie
TI Veneto costretto
a chiudere le scuole
di VALENTINA SANTARPIA
Servizi a rischio in altre tre regioni
~.
A PAGINA 23
Tre scuole chiuse in provin·
cia di Venezia per la sporcizia
dei locali, 151 istituti sotto os·
servazione in tutto il Veneto, si·
tuazioni al collasso a Ravenna e
Faenza e certificati dell'Asl che
raccontano di tozzi di pane la·
sciati marcire in mensa, cartac·
ce, residui di terra e polvere su
pavimenti, ripiani e mensole. È
solo la punta dell"emergenza
pulizia nelle scuole, partita dal
Nord, che rischia nei prossimi
giorni di allargarsi a tutta Italia
dopo i tagli pesanti al settore
avvenuti negli ultimi anni: nel
2011 si spendevano 600 milioni
per le pulizie assegnate al·
l'esterno (quelle cioè che non
riescono a fare i collaboratori
scolastici interni). Nel 2013 se
ne sono spesi poco più di 400. E
il decreto legge del fare ha dato
un ulteriore colpo d'accetta: i
circa 50 milioni destinati alle
università e agli enti di ricerca
per assumere, sono coperti, si
legge nella nota di lettura della
legge, «mediante una riduzione
delle spese per l'esternalizza·
zione dei servizi di pulizia ed al·
tri servizi ausiliari per le scuo·
le». La spending review per i
prossimi anni non sarà da me·
no: nel 2014, e dal 2015 in poi,
la spesa per le pulizie esterne
dovrebbe essere decurtata, è
quanto prevede il dI Fare, di 110
milioni l'anno, fino ad arrivare
a 280 milioni.
Pochi mezzi, e mal assegnati:
perché se prima le risorse veni·
vano distribuite alle scuole in
base ai metri quadrati, adesso
vengono assegnate sulla base
dello stipendio che avrebbero
ricevuto gli 11.851 collaboratori
non assunti in organico, i co·
siddetti posti accantonati, che
da anni sono sostituiti da ap·
palti a ditte di pulizia esterna. il
tisultato? «Che, ad esempio, ci
siamo ritrovati ad avere un bu·
dget alto per pulire una dirigen·
za scolastica, dove finiremo per
lucidare anche le maniglie, e
pochi soldi per pulire scuole
enormi», spiega Brenno Peterlini, presidente del Consorzio
nazionale servizi, che si è aggiudicato l'appalto in Piemonte
e Liguria, Centro Italia, SardegnaeRoma
Perché questo è un altro nodo: l'appalto. Da settembre è
partito il processo per assegnare le pulizie delle scuole con
una gara europea lanciata da
Consip, la piattaforma digitale
degli acquisti della Pubblica
amministrazione. Fino all'altroieri, tutti quei servizi che
non riuscivano a fare i bidelli
erano appaltati a storiche ditte
esterne (soprattutto al Nord) o
a convenzioni con cooperative
di ex lavoratori socialmente utili (al Sud). il tutto doveva concludersi entro il 31 dicembre.
Ma qualcosa è andato storto:
secondo il sindacato Usb, solo 5
lotti (ogni lotto corrisponde a
un'area geografica) su 13 sono
stati avviati, altri (come Sardegna, Lazio e Centro Italia) hanno subito intoppi e dovrebbero
partire a fine mese, in alcuni casi - Campania e Sicilia - non
è stato possibile aggiudicare la
gara, per eccesso di ribasso. Ma
anche dove la convenzione è
partita, vedi il caso Veneto dove è emergenza anche in alcuni uffici di polizia nei quali,
come scrive oggi il Corriere del
Veneto, a pulire sono gli agenti
-;-, ci si è 'trovati di fronte a un
tale taglio delle ore di lavoro da
rendere impossibile una pulizia
decente. Al punto che l'ultima
Finanziaria ha messo dei fondi
aggiuntivi per tamponare la situazione fino al 28 febbraio.
Anche perché i dirigenti scolastici, con il listino dei prezzi
delle ditte da una parte e i fondi
(esigui) dall'altra, si trovano a
fare scelte difficili: meglio far
pulire i bagni tutti i giorni oppure a giorni alterni, garantendo così anche illindore della
palestra? «Noi seguiamo le in-
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acaso Tagli e càos con le cooperative. Disagi anche alla polizia
dicazioni· fissate nei contratti
con le scuole, non possiamo fare di più - si difende Claudio
Levorato, presidente della Manutencoop, al centro delle polemiche per il caso Veneto, convocata oggi dal ministero dell'Istruzione -. Siamo un'impresa, non possiamo
sovvenzionare lo Stato». il Miur
sta correndo ai ripari: diramerà
una circolare ai presidi per
spiegare come segnalare difficoltà e anomalie del servizio, e
domani vedrà i sindacati confederali per parlare dei lavoratori
coinvolti. L'ultimo fronte aperto
della questione, infatti, è quello
degli operatori: dovrebbero essere riassorbiti tutti dalle nuove
aziende appaltatrici, ma si vedranno ridurre lo stipendio dal
35 al 50%, perché lavoreranno
meno ore e resteranno senza
stipendio d'estate, a scuole sono chiuse. «Una situazione
drammatica - dice Carmela
Bonvino, Usb -, il governo deve reinternalizzare il servizio».
Le fa eco Elisa Camellini, segretaria Filcams Cgil: «Le gare non
garantiscono i diritti dei lavoratori: dobbiamo studiare soluzioni per dare continuità occupazionale e mantenere aperte e
pulite le scuole».
Valentina Santarpia
© RIPRODUZIONE: R\SE:RVATA
Spordda
Tozzi di pane lasciati
marcire in mensa,
cartacce aterra, polvere
e rifiuti sulle mensole
l.eemerpra
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Scuola: testate nazionali
068391
Situazioni gravi in
Emilia-Romagna. Gare
d'appalto mai chiuse
in Campania e Sicilia
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Quotidiano
IL GAZZETTINO
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15-01-2014
Il
1
Prosegue la
mobilitazione dei
genitori per le
scuole sporche:
oggi hanno
organizzati
dirversi presidi in
città e provincia
MOBILITAZIONE
Stamattina dalle 8.30 alle 9.30
genitori in azione in via Miranese
aMestre, sulla Brentana aMira
ea Marghera, Marcon, Spinea
Scuole sporche, primi presìdi
il suo assessore alla Pubblica no puntato dritto alle arterie
. istruzione Eleonora Mainardi e principali.
I genitori dell'istituto comOrietta Vanin della giunta di
Raffaella lanuale
..........................
prensivo "Colombo" di Chirigna. MESTRE Mira.
E oggi c'è la prima azione del go-Gazzera, che da solo raccoI genitori si sono organizzati in Coordinamento dei genitori. glie mille e cento studenti, si
un unico coordinamento. Un Scenderanno in strada tutti alla sono dati appuntamento alle
fronte unitario e compatto con- stessa ora in alcune vie strategi- 8.30 in piazza San Giorgio e per
tro le scuole sporche. Una deci- che per la viabilità come via un'ora attraverseranno via Misione presa nell'affollata riunio- Miranese a Mestre, via Trieste ranese. A Spinea, invece, l'apne di lunedì sera al cinema a Marghera, via Roma a Spinea puntamento per i genitori degli
Bersaglieri di Spinea. In quat- e la Brentana a. Mira. Non istituti comprensivi Spinea 1 e 2
trocento hanno riempito la sala, bloccheranno il traffico, ma pas- è in piazza Municipio e poi
tutti genitori preoccupati per la seggeranno da una parte all'al- cammineranno sulle vicine zesalute dei propri bambini che tra della strada creando rallen- brate di via Roma; assieme a
da giorni stanno frequentando tamenti. Avranno in mano in loro scenderanno in strada anscuole pulite poco o nulla. E se forma simbolica scope e secchi, che il sindaco e l'assessore di
anche'in queste ore Manutenco- oltre a cartelli dove esterneran- riferimento. Idem a Mira~ dove
op sta inviando squadre straor- no tutta la loro rabbia e preoccu- Alvise Maniero ha garantito ai
dinarie a dare una tirata a pazione. Una mobilitazione che genitori che ci sarà anche lui
lucido alle situazioni di maggio- durerà dalle 8.30 alle 9.30 e che, questa mattina a ·camminare su
re criticità, a spaventarli è la vista l'ora di punta, creerà sicu- e giù in Brentana. L'appuntasituazione che verrà a crearsi ramente disagi. I punti del presi- mento per i genitori degli istitunelle prossime settimane. Con i di sono sparpagliati in varie ti comprensivi di Mira 1 e Mira
tagli al servizio di pulizie impo- strade e coinvolgono soprattut- 2 è davanti alla biblioteca di
sto alle scuole, le famiglie sono to chi frequenta le scuole di Oriago in via Venezia. A Marconvinte che sarà impossibile Chirignago, Marghera, Spinea, ghera invece mamme e papà
garantire un ambiente pulito ai· Mira e Marcon. Inizialmente le dei piccoli delle scuole Basegpropri figli. Per dare ancora più famiglie volevano manifestare gio e Capuozzo si troveranno in
forza all'azione delle famiglie davanti alle scuole, ma spesso i via Trieste. Infine a Marcon la
hanno partecipato alla riunione plessi sono imbucati in viuzze protesta sarà davanti alla scuoai Bersaglieri anche il sindaco laterali e la loro azione avrebbe la Don Milani e anche qui, al
di Spinea Silvano Checchin con avuto poca visibilità. Così han- fianco delle famiglie, hanno garantito la loro presenza i consiglieri comunali.
"0
.......
AlZIONE SIMBOLICA
•
Passeranno da
In 400 lunedì sera
....................................................•...
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......~$pin.~é3P~r Yé3ré3r~
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rallentamenti
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in piazza con loro
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.......
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Milarfo
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Foibe, continua il concorso per le scuole
È stato prorogato al31 gennaioiltermine ultimo del concorso per le scuole
che celebra il decimo anniversario del
«Giorno del ricordo», dedicato alla stragedellefoibe. Il concorso è stato deliberato dall' ufficio di presidenza del consi-
glio regionale. Il tema del concorso per
i' anno scolastico 2013-2014 è: «lO anni
di Giorno del ricordo: la memoria delle
foibe e dell' esodo raccontati dai libri di
storia, dalla televisione, dai giornali e
dai nuovi media». Gli elaborati posso-
068391
•
no spaziare dal tema alla ricerca, dal
canto alla poesia, dallospotalcortometraggio, dallo striscione al sito web fino
al musical. Ai vincitori un viaggio
d'istruzione di due giorni nelle terre
della Venezia Giulia, dell'Istria e della
Dalmazia, dal Sacrario diRedipugliaalle foibe di Basovizza e Monrupino.
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Quotidiano
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IL GIORNALE D'ITALIA
Data
Masi (CdO): "È una doppia, evidente e ingiusta discriminazione"
paritarie", Esaminando nel
dettaglio il testo della
147/2013, riguardo al punto
contestato si parla di "istituzioni scolastiche" in genere,
senza ulteriori specificazioni
e con il rinvio ad una norma
del 2007 , Che però si riferisce
soltanto alle scuole statali,
"Lo Stato - continua Masi paga ai Comuni la tassa sui
rifiuti solo per le scuole statali
e non anche per quelle paritarie, che pure farmo parte
dello stesso sistema nazionale
di istruzione, Ed è diverso addirittura il criterio con cui si
valuta la capacità di produrre
rifiuti: nel primo caso prevalgono le teste, nell'altro i metri
quadri, Non si comprende conclude l'avvocato - per
quale ragione non si possa
utilizzare lo stesso criterio per
le scuole statali e quelle paritarie" ,
E se in passato alcuni Comuni
avevano comunque preso la
decisione di uniformare il calcolo della tassa sui rifiuti per
tutte le scuole legandolo al
criterio del numero degli alunni, con la nuova legge questo
procedimento non sarà praticamente più possibile: dal
2014 infatti lo Stato non coprirà
più eventuali riduzioni della
tassa diverse da quelle espressamente previste, Se quindi i
Comuni vogliono proseguire
sulla strada della parificazione,
dovrarmo mettere mano ai
loro fondi, Cosa che, c'è da
scommetterci, sarà quasi impossibile che si verifichi,
Cristina Di Giorgi
stampa
del
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hi inquina paga, Un principio di equa razionalità
che commisura alla
quantità dei rifiuti prodotti
l'entità della tassa per la raccolta e lo smaltimento degli
stessi, Un principio che, previsto normativamente anche
a livello europeo, è (o dovrebbe essere) anche alla
base delle leggi italiane in
materia, Peccato che, stando
a quanto si legge nel testo
della legge di stabilità 2014
(n, 147/2013), la nuova tassa
sui rifiuti preveda alcune significative eccezioni,
Come quella relativa alle scuole paritarie, "Siamo di fronte
ad una doppia, evidente ed
ingiusta discriminazione" scrive l'avvocato Marco Masi, presidente della Compagnia delle
opere educative, Che spiega
che la Legge di stabilità "ha
confermato una deroga ormai
in vigore da alcuni anni: le
istituzioni scolastiche pagano
la tassa rifiuti in base al rrumero
degli alunni e non dei metri
quadri dei locali occupati, Thle
criterio permette agli istituti
di pagare meno (considerando gli ampi spazi che devono
garantire), Ma questa eccezione vale solo per le scuole
statali e non anche per quelle
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il manifesto
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SCUOLA • Il prossimo consiglio dei ministri emanerà un decreto legge
Stipendi salvi, tagliati i fondi d'istituto
150 euro che il ministero dell'Economia intendeva prelevare
ai docenti e al personale Ata della scuola a gennaio resteranno nelle
loro buste paga. A chiarire la complicata vicenda che ha provocato una
crisi politica tra il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza e quello dell'Economia e delle Finanze Fabrizio Saccomanni è stata una nota
diffusa ieri da Palazzo Chigi: «È sospesa l'attività di recupero e !'importo di 150 euro lordi verrà rimborsato
con esigibilità contestuale a quella
dello stipendio ordinario in pagamento nel mese di gennaio 2014».11
meccanismo individuato dai tecnici
dei ministeri è complicato. Prevede
un doppio passaggio. Da un lato, d
sarà un prelievo virtuale pari a circa
370 milioni di euro perché l'uscita è
stata già prevista. Dall' altro lato, la
somma prevista sarà restituita nella
busta paga definitiva. Questa manovra sarà autorizzata da un decreto
legge adottato dal prossimo Consiglio dei ministri e riguarderà gli scatti di cui il personale ha beneficiato
nel 2013.
Tutto bene? No, almeno a sentire
i sindacati della scuola che restano
sul piede di guerra e harmo chiesto
I sindacati contro la
decurtazione di 370
milioni. Buste paga
ferme al 2009. potere.
d'acquisto al 2000
processo immigratorio, le risorse
per il finanziamento degli istituti
contrattuali, quelli per gli incarichi
al personale Ata. La conferma è arrivata dal sottosegretario all'istruzione Gian Luca Galletti, intervenuto alla ttasmissione "La telefonata» di
Maurizio Belpietro su Canale 5: «1
soldi sono stati trovati all'interno del
finanziamento degli istituti contratruali (Fìs). Soldi aggiuntivi non ce ne
sono. Adesso, nel 2014, bisognerà
trovare altre risorse per rimpinguare
il fondo. L'importante è che gli insegnanti non debbano restituire nulla». r tagli alla scuola non verranno
dunque pagati da chi lavora ma dalle attività necessarie per tenere in vita la scuola. Resta a questo punto da
capire quali saranno le voci del fondo di istituto tagliate per evitare quello agli stipendi nel 2014.
Il segretario generale Flc-Cgil Domenico Pantaleo si oppone. «Si possono usare le.risorse derivanti dai tagli alla scuola degli anni scorsi e dalle disponibilità derivanti da risorse
non usate - sostiene - Il Consiglio
dei ministri deve ripristinare gli scatti per il 20 13 e garantire le risorse necessarie per emanare l'atto di indirizzo alI'Aran per il pagamento degli
scatti 2012». «Il governo si sta mettendo in un altro pasticcio - afferma
Massimo Di Menna della DiI- La soluzione passa da una modifica del
Dpr 122/2013 che possa riconoscere
le anzianità maturate nel 20 13. Poi si
vada alla trattativa all'Aran sulla scorta dì un atto di indirizzo scaturito da
una ricognizione delle risorse utilizzabili». Le buste paga dei docenti italiani sono inferiori al 2009, e il loro
potere di acquisto è fermo ai livelli
del Duemila. IO. cl.
068391
I
alla ministra Carrozza di essere convocati. I 370 milioni che servono a
pagare gli aumenti dovrebbero arrivare dal 30% di risparmi effettuati
dai tagli Gelmini (120 milioni di euro). La parte restante dal fondo per il
miglioramento dell'offerta formativa, il Mof che comprende tra l'altro i
fondi per le aree a rischio e a forte
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2/2
PoUtecnico
Indagine su origini e sviluppo
della scuola di architettura
,FaH"
:~~!
Nato a Milano
nel 1824 e '
scomparso nel
1897, fondò il
Politecnico
150 anni fa
Quest'anno ~i sono festeggiati i 150 anni del
Politecnico, 'fondato da Francesco Brioschi nel
, 1863. In,quest'ambito, un volume è statò
dedicato anèhe alrapporto ,tta insegnamento
del!'Archite~ e dimensione sociopolitica.
Si ttatta del volume <<sperimentazione o ,
dell'Architettura politecnica» a cura di Cristina
Bergo, Raffaele PugIiese e Francesca Serrazanetti.
Riguarda le opgirti e sviluppi dèlla cultura
moderna dell'arthitetturanella ricerca e nella.
didattica al Politecnico di Milano (Maggioli
editore, pp. 400, e 30).
Luigi Cremona
Nato a Pavia
nel 1830 e
morto nel 1903,
fu matematico'
esenatore, '
S'impegnò nella
tiforma
dell'istruzione
Federigo
enriques
Nato a Livorno
nel 1871 e
068391
morto a Roma
nel 1946, fu
, matématico e
primo storico
della scienza
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1
l'editoriale
dei
lettori
CONSERVATORI
IN SIIJENZIO
ALBEHT() 1\1.\( 'Ilì
068391
ncora una volta gli aspiranti docenti di
discipline musicali possono rallegrarsi.
Se alcune Università si stanno attivando
in questi giorni per dare inizio ai tanto
attesi PAS (percorsi abilitanti speciali)
per svariate discipline, l'incertezza regna sovrana nei
Conservatori di musica italiani. A fronte di un decreto che da mesi stabilisce l'avvio di suddetti corsi, nulla è lecito sapere a riguardo. Il problema di fondo
sembrerebbe essere l'ostilità da parte di nUmerosi
Conservatori ad attivare i PAS per strumento musicale (classe di concorso A077) con inevitabile ricaduta anche per le classi di educazione musicale, bloccate, sembrerebbe, solo per motivi economici (tre corsi
contemporanei costano meno). Una semplice presa
di posizione, penseranno alcuni. Ma c'è di più.
Il biennio per la formazione dei docenti di strumento musicale attualmente in corso NON è abilitante. Per conseguire l'abilitazione è necessario frequentare - a pagamento - un altro anno (il famoso TFA)
che sarà attivato dai Conservatori dall'A.a. 2014/15, a
conclusione del primo ciclo dei bienni. Ora, se la legge
di stabilità entrata in vigore ilI' gennaio 2013 afferma
che i diplomi del vecchio ordinamento sono equipollenti ai diplomi accademici di II livello (bienni), perché sprecare energie, risorse e posti (per lo strumento si tratta pur sempre dilezioni individuali) per l'organizzazione di corsi a pagamento finalizzati all'ottenimento di un titolo già in possesso dei frequentanti,
e non attivare l'ex TFAtransitorio (ora PAS) per chi,
avendo già un biennio, necessita solamente di 1 anno
di corso (e non 3) per ottenere l'abilitazione?
Con che coraggio, si impedisce, nella maggior parte delle regioni, a docenti aventi diritto, la frequenza
di un corso fondamentale dal punto di vista professionale quando in altre, Lombardia e Piemonte, i medesimi corsi partiranno a breve organizzati dalle Università? Chi ha voglia di spiegare a centinaia di diplomati/laureati in Conservatorio come mai un sistema
riformato non è in grado di assicurare un corso abilitante il cui avvio è stato stabilito da apposito decreto?
31 anni, docente precario, Genova
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Università, l'abilitazione
Caos docenti
"Truccato il test
nato per evitare
concorsi truccati"
180 commissioni (5 esaminatori) per altrettanti
settori - ideato dalla Gelmini per archiviare lo
scandalo dei concorsi universitari truccati, dove
passava chi aveva il cognome giusto, e i migliori
spesso restavano fuori. Con il nuovo sistema, per
entrare all'università si deve fare un concorso locale, bandito dall'Ateneo, e per partecipare a
questo concorso si deve prima superare un vaglio nazionale, l'Asn appunto. Soltanto chi da
La riforma Gelmini ha introdotto
una valutazione nazionale per individuare
i professori idonei a partecipare
- questa procedura di verifica del curriculum e dei
commissioni dovevano assicurare
la trasparenza e la fine dei baronati. E
invece dal30 novembre la pubblicazione
dei risultati procede lenta, mentre
si moltiplicano le storie di curricula
manomessi, vincitori informati
in anticipo e anomalie nei giudizi
di Carlo
Di Foggia
isultati conosciuti in anticipo dagli
abilitati, che si congratulano a vicenda; commissari con profili peggiori
dei candidati, che truccano i curricula; studiosi di profilo internazionale con decine di pubblicazioni bocciati e modesti concorrenti promossi. La lotta ai baronati universitari,
sbandierata dall'ex ministro Mariastella Gelmini, si arena sotto il peso di una valanga di segnalazioni di irregolarità, brogli, parentele e favoritismi. Materia per i giudici amministrativi (e
in alcuni casi penali) che nei prossimi mesi potrebbero assestare un duro colpo al pezzo più
corposo della riforma introdotta con la legge 240
del 2010.
I guai per il nuovo sistema di reclutamento delle
carriere arrivano dalla Valutazione scientifica
nazionale (Asn). Il sistema mastodontico - due
bandi (ne12012 eneI2013), migliaia di candidati,
R
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risultati scientifici otterrà l'abilitazione nel settore di riferimento potrà aspirare all'ingresso in
una delle due fasce stabilizzate - ordinario (I) o
associato (II) - dell'insegnamento universitario.
Un sistema pensato per rendere più trasparenti i
concorsi e arginare il nepotismo, che però si sta
inceppando, assediato dallo spettro dei ricorsi.
Risultati molto
poco segreti
I primi dubbi riguardano la segretezza dei risultati. Il 30 novembre le commissioni hanno consegnato i lavori della tornata 2012 al Ministero
dell'Istruzione, la pubblicazione va a rilento (siamo al 40 per cento), eppure in molti casi gli abilitati e i bocciati sanno tutto in anticipo. Secondo
quanto segnalato al Fatto, ad esempio, durante
un convegno a Lecce lo scorso settembre sono
stati anticipati i risultati del settore 13 B3, "Organizzazione aziendale", che ad oggi ancora non
compaiono sul sito del ministero. Se confermati,
sarebbe una violazione clamorosa del "segreto
d'ufficio". Anomalie anche in "Storia antica" (10
DI): una lettera spedita da un gruppo di candida ti al ministro Maria Chiara Carrozza e al direttore amministrativo del ministero dell'Istruzione racconta di risultati conosciuti in anticipo,
con gli abilitati che si scambiano i complimenti, e
dubbi sull'imparzialità dei commissari (quello
esterno era allievo del presidente della commissione): "Intensi sono stati i contatti tra commissari e loro sostenitori. È avvenuto così che studiosi con un curriculum ricco e di profilo internazionale sono stati esclusi, pur rispondendo
pienamente ai criteri adottati dal Miur e dalla
del
destinatario,
non
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alle selezioni per le cattedre: 180
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Curricula falsificati
Alla camera pende anche un'interrogazione, del
M5S sulla denuncia inviata al ministro da 38 studiosi candidati nel settore di "Storia medievale"
(11 AI). Accuse ai commissari, che devono essere sorteggiati da un elenco di candidati che
hanno superato gli stessi parametri. Questi
avrebbero ottenuto l'incarico grazie a curricula
falsificati, attribuendosi pubblicazioni scritte a
più mani o inserendo più volte le stesse opere, in
alcuni casi non attinenti alla materia. Stessa presunta irregolarità segnalata da un'altra interrogazione del senatore Paolo Corsini (Pd), riguardante il settore Il A4, "Scienze del libro e del
documento e Scienze storico-religiose", dove
"nei curricula dei commissari compaiono pubblicazioni che nulla hanno a che vedere con il
settore concorsuale, come libri di poesia, romanzi, saggi di critica letteraria e cinematografica e
nessuno aveva competenze nell' ambito di scienze storico-religiose. I commissari hanno proceduto lo stesso, utilizzando solo in alcuni casi un
consulente esterno. Un trattamento palesemente differenziato".
Il Miur ha già azzerato i risultati di "Diritto costituzionale" (12 CI), dopo lo scoop del Fatto sulla lettera di dimissioni del commissario esterno
Francisco Balaguer Callejon, che denunciava l'esistenza di una "commissione fantasma" che
condizionava le valutazioni. Nell'area di Sociologia (14 Cl e DI) diversi studiosi stanno verificando, con un supporto legale, i risultati e denunciano anomalie nei giudizi e nei tempi utilizzati per l'analisi della documentazione. L'elenco si allunga giorno dopo giorno, e getta
un' ombra sul primo test del nuovo sistema, in un
contesto dove da sei anni regna il blocco della
programmazione. Il rischio è quello descritto in
una relazione sul "Sistema dell'università e della
ricerca" del giudice della Corte Costituzionale,
Sabino Cassese: "In un mondo iperregolato, il
decisore ultimo sarà il giudice amministrativo".
MODELLO
GEI.MINI
Ogni settore indica
a livello nazionale
i docenti idonei
a competere
Il
LE DOMANDE
RICEVUTE
SENZA LIMITI
DI NeMERO
Tantissimi
gli aspiranti
alla cattedra
universitaria
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COMMISSIONI
ESAMINATRICI
e pubblicazioni gonfiate
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stessa commissione; mentre altri, di produttività
scientifica anche più modesta e di profilo (a malapena) nazionale, hanno conseguito l'abilitazione", si legge nella lettera. Anche qui i risultati
non sono ancora stati pubblicati, segno che il ministero sta verificando le accuse. Dagli uffici di
viale Trastevere non si fa mistero di aver ereditato un pasticcio frutto della gestione Gelmini.
L'approccio per il momento è di vagliare le segnalazioni caso per caso, studiando un nuovo
meccanismo per il futuro, il terzo in 4 anni.
I dubbi sull'Asn erano noti da tempo, e si concentrano soprattutto sulle commissioni e sulle
mediane, i parametri fissati settore per settore
per ottenere l'idoneità. La loro scientificità è stata contestata da parte del mondo accademico, e
dubbi sull'intero sistema erano stati avanzati anche dal Consiglio di Stato. A gennaio 2013 interviene l'allora ministro Francesco Profumo
con una nota ministeri aie che è una toppa peggiore del buco. La circolare specifica che anche i
candidati privi di indicatori bibliometrici superiori alle mediane possano ottenere l'abilitazione
e, viceversa, non conseguirla candidati che le superano. Il rischio è che i brogli si spostino da valle
a monte, con una selezione prefissata degli abilitati, condizionando i concorsi locali fino a renderli in alcuni casi irrilevanti, come i concorsi
interni in atenei dove ci sia un unico abilitato per
settore. I risultati sono pubblicati su Internet, e
valgono per i successivi 4 anni. Sulla circolare
Profumo pesa un'interrogazione parlamentare
presentata alla Camera da Sei. Nel testo, cheverrà discusso oggi durante il question time alla Camera con il ministro Carrozza, si parla di altre
anomalie, come quelle avvenute nel settore 6 El,
"Chirurgia cardio-toraco-vascolare", dove "il 43
per cento dei bocciati in prima fascia e il 30 per
cento di quelli in seconda fascia" avrebbe invece
superato le mediane. Di contro ill4 per cento dei
promossi in seconda fascia non le ha superate.
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Il crollo dei prezzi
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I DATI DI DICEMBRE
I
I
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Caduta repentina
I Associazioni critiche
Tra gennaio e dicembre 2013 il tasso mensile Coldiretti, Cia e sindacati: famiglie da tutelare
di crescita è passato dal 2,2% allo 0,7%
I Confcommercio dura con il governo
Inflazione ai minimi da quattro anni
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Quotidiano
L'andamento tendenziale scende all'1,2% - Rincari soprattutto per gli alimentari e l'abitazione
Luca Orlando
MILANO
In altri tempi con questi dati
avremmo festeggiato. Oggi no, li
prendiamo più che altro come
un premio di consolazione. Perché il crollo dell'inflazione ai minimi da quattro anni in Italia, pur
tutelando il nostro potere d'acquisto, non è certo il segno di un
paese efficiente in cui i servizi
pubblici migliorano, la concorrenza funziona, i margini si riducono e le f~glie possono approfittarne. E piuttosto l'esito, in
buona parte scontato, del crollo
dei consumi, visibile in ogni categoria di spesa, anche quelle considerate un temp6 incomprimibili come alimentari e benzina.
Una domanda sempre più magra, con vendite al dettaglio in calo dell'I,6% tra gennaio e ottobre,
che ha quasi del tutto annullato
le spinte al rialzo dei prezzi, già
mitigate peraltro da listini energetici mediamente in discesa. Il
risultato è un tasso annuo d'inflazione crollato nel 2013 all'l,2%,
più che dimezzato rispetto all'anno precedente e con un trend ancora ribassista, stimato dall'Istat
allo 0,7% nel mese di dicembre.
Il bilancio deil2 mesi è il più basso dal 2009 ed è lo stesso istituto
di statistica ad indicare tra le de-
terminanti di questa situazione
proprio «l'intensa e prolungata
contrazione della spesa per consumi delle famiglie».
Tema principale, quello della
domanda, su cui ieri si sono concentrati i commenti di sindacati
e associazioni di categoria, preoccupati per ciò che i numeri sottendono. Per la Cisl occorre fare
il possibile per migliorare il reddito delle famiglie; la Uilconsidera inaccettabile lastasi del governo; per Coldiretti - che ha elaborato un'analisi su dati Ismea ben due famiglie su tre lo scorso
anno sono state costrette a ridurre o rinviare le spese; Confesercenti vede questi numeri come
indice di una situazione di difficoltà e mancanza di fiducia nella
ripresa; Confcommercio imputa
all'assenza di politiche incisive
di riduzione del carico fiscale la
responsabilitàdell'indebolimento della domanda; perCia-Confederazione italiana agricoltori il
problema delle famiglie è l'impegno del 60% per spese "obbligate"; il Codacons sottolinea il taglio delle spese anche per i beni
di prima necessità. Nessun festeggiamento, dunque, e per una
volta le accuse di sottostima del
dato, ieri ricordate solo marginalmente da Federconsumatori e
Adusbef, sono un elemento di
contorno nei comunicati. Ciò
che colpisce nei numeri Istat è
anzitutto la rapidità del cambiamento, perché tra gennaio e dicembre, in soli 12 mesi, il tasso
tendenziale di crescita dei prezzi in Italia è crollato dal 2,2 allo
0,7%, il minimo da novembre
2009. Tra i capitoli di spesa vi sono tuttavia alcune differenze
non marginali e anche se la tendenza alla riduzione è omogenea le distanze restano. Sia a dicembre che per l'intero 2013 è il
comparto alimentare, in particolare quello dei prodotti freschi, a
mostrare i tassi di crescita dei
prezzi maggiori. L'altra areacritica è quella dei servizi relativi
all'abitazione, dove la crescita annua è del 2,3%. AUlllentotrainato
in particolare dal balzo di oltre
sei punti per le tariffe di raccolta
dei rifiuti, ancora in crescita dopo il +3,1% del 2012, nonostante il
crollo della raccolta urbana ai minimi dal 2001. Ma qui evidentemente il calo della domanda non
incide. A calmierare il dato invece, all' estremo opposto, vi è stata
la caduta di prezzo per i servizi
di comunicazione (-4,6%), così
come in calo (-0,5%) è stato il
comparto dei beni durevoli, cioè
auto, elettrodomestici, arreda-
mento, capitoli di spesa tra i più
penalizzati nelle scelte delle famiglie. Spinte al ribasso a cui si è
aggiunto il calo dei listini dei carburanti, giù dell'I,6%, responsabili per quasi un decimo di punto
della "frenata" nella crescita dei
prezzi. Livelli lievemente più alti
rispetto al dato medio si registrano nei beni a maggior frequenza
d'acquisto, paniere che comprende tra l'altro alimentari, bevande, affitti, servizi legati alla casa,
carburanti e trasporti. Per l'intero 2013 i prezzi di questo insieme
di beni e servizi lievitano
dell'I,6%, soprattutto per il peso
maggiore del comparto alimentare. E anche a dicembre, con
una crescita su base annua
dell'I,2% il dàto si mantiene al di
sopra del valore generale.
La caduta dell'inflazione in
Italia non è comunque un fatto
isolato ma è sostanzialmente in
linea con quanto accade nel resto d'Europa dove il tasso medio
tendenziale si è ridotto in un anno dal 2,2 allo 0,8%, seguendo un
trend del tutto analogo al nostro. Situazione che preoccupa
non poco la Bce, pronta ad agire
per evitare che la "moderazione" nei prezzi si traduca in deflazione, con effetti quasi certamente deleteri sulle già fragili
prospettive di crescita.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
SPINTE AI.. RIBASSO
I carburanti, giù dell'1,6%
lo scorso anno, sono stati
responsabili per quasi
un decimo di punto
della frenata dei prezzi
L'Italia non è un caso isolato:
nel resto d'Europa
il tasso medio tendenziale
si è ridotto in un anno
dal 2,2% allo 0,8%
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Le dinamiche dei prezzi al consumo nell'anno 2013
-----------------_._--------------_._----------
I CAPOLUOGHI DI REGIONE
Variazioni tendenziali
Aosta
I SETTORI
Dicembre 2013. variazioni percentuali
Prodotti alimentari
e bevande analcoliche
Milano
Reggio Calabria
Palenno
CD
VARIAZIONI PERCENTUALI TENDENZIALI. Dicembre 2~12/2013
VARIAZIONI PERCENTUALI CONGIUNTURALI. Dicembre 2012/2013
0,2 0,2 0,1 0,2 0,0 0,0 0,3 0,1 0,4 -D,3 -0,2 -0,3 0,2
Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
alt
Nov
Dic
U
~
U
U U
Dic
Gen
Feb
Mar
Apr
U U U
Mag - Giu
Lug
Ago
~
~
U U
Set
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Nov
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L'aggiornamento in base ai dati Istat
A dicembre tfr
a quota 1,920/0
dicembre il coeffici«=:nte di rivalutazlOne del trattamento di fine
rapporto è 1,922535 (vedi
colonna incr. mese).
L'indice dei prezzi al consumo calcolato dall'Istituto nazionale di statistica,
con esclusione del prezzo
dei tabacchi lavorati, è al
valore di 107,1.
Tramite i dati resi noti
ieri dall'Istituto di statistiea è possibile calcolare
il dato del trattamento di
fine rapporto, introdotto
dalla legge n. 297/82.
Il calcolo viene fornito mensilmente per permettere di rivalutare le
somme accantonate al 31
dicembre dell'anno precedente, nel caso di cessazione di rapporti di lavoro e/o
conteggi in sede di bilanci
infrann uali.
Secondo quanto stabilito
dal codice civile (art. 2120)
il trattamento di fine rapporto accantonato al termine di ogni anno deve
essere rivalutato mensilmente sommando due
elementi: il 75% dell'aumento del costo della vita
rispetto al mese di dicembre dell'anno precedente (colonna rival. 75%) e
Esempio di calcolo tfr.
Un dipendente ha cessato il rapporto di lavoro il
31 dicembre 2013. La sua
situazione è:
• tfr maturato
al 31.12.12 euro 25.000
• imponibile
previdenziale
anno 2013 euro 21.000
• tfr maturato
nel 2013 euro 1.555,56
Pertanto la sua liquidazione, al lordo delle imposte sarà:
• tfr maturato
al 31.12.12 euro 25.000+
• rivalutazione
(1,922535%
di 25000) euro 480,63+
• tfr maturato
nel 2013 euro 1.555,56+
• ritenuta
previdenziale
(0,50% su 21.000) euro
105• totale
euro 26.931,19
a cura di
Bruno Toniolatti
Studio Associato Paoli
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A
1'1,50% annuo, frazionato
su base mensile (colonna
rival 1,5%).
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.Tutti gliindiridal1984 a oggi
Iner.
Anno
Rival. 75%
~i,~~
Anno 1984
Anno 1993
(1992 = 10:.::0::.,O"-~-\-__....".......
Anno 1994
Anno 1?:99:;:5::---1-"'::::::::::'::::'::'-
4,00128858
4,Ql19258<l .'
4,01692741
4,Q27564è4
4,03256625
•'1,0090669 .
4;t}3756186
1,0117254
4,04820509
1,0136796
4,0562451
1,0177465
4,07229735
l.o1611!lP·,
4,096.0271;1 .
1,0167254
4,05621153
"l,U15!l6n "
1,0192254
107,1
4,07821475
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dicembre
'4,00415971
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1
Una risoluzione del parlamento amplia i termini per l'opzione per il contributivo
Lavoratrici in pensione prima
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Bastano 35 anni di contributi e 57 d'età a tutto il 2015
DI DANIELE CIRIOLI
voratrici in pensione
con 35 anni di contributi e 57 d'età fino al 31
icembre 2015, senza
applicare né finestre né incrementi di speranza di vita. Lo
prevede una risoluzione approvata dalle commissioni lavoro
di camera e senato, che impegna I1npsa rivedere le istruzioni della circolare n. 35/2012
sulla cosiddetta «opzione per
il contributivo» in tema di requisiti per il pensionamento
delle donne. La risoluzione ha
ricevuto il parere favorevole di
governo e ministero del lavoro,
ma non del ministero dell'economia che teme problemi di
copertura finanziaria.
L'opzione per il contributivo. E una misura a esclusivo
favore delle lavoratrici, sia del
settore pubblico che privato.
Introdotta in via sperimentale
dalla legge n. 243/2004 (la riforma Maroni), prevede fino al
31 dicembre 2015 la possibiIi-
cembre 2015 riescono ad avere
la liquidazione della pensione
(cioè la decorrenza) e non solo la
maturazione dei requisiti (cioè
il diritto), requisiti i quali peraltro vanno adeguati alla <<speranza di vita» (tre mesi in più
all'età dallO gennaio 2013). In
pratica, secondo 11nps nel calcolo del termine per l'opzione (31
dicembre 2015), deve tenersi
conto anche della «finestra»
che è di 12 mesi nel caso dei lavoratori dipendenti e 18 mesi
degli autonomi. Ragion per cui
l'ultima occasione per esercitare l'opzione è il31 maggio 2014
per le lavoratrici autonome, il
30 novembre 2014 per le dipendenti del settore privato e il 30
dicembre 2014 per le dipendenti del pubblico, date ultime
cioè entro cui IIlàturare sia età
(57 anni e 3 mesi) che contributi (35 anni) per far sì che la
decorrenza della pensione avvenga entro il31 dicembre 2015
(l'Inps fa decorrere la pensione
dal lO giorno del 13mo ovvero
19mo mese successivo a quello di maturazione dei requisiti
per effetto della finestra, rispettivamente, ai lavoratori dipendenti e a quelli autonomi; alle
impiegate pubbliche, invece,
la pensione decorre dal giorno
successivo a quello di matura~o~e dei requisiti più 12 mesi
di finestra).
La risoluzione del parlamento. Secondo la risoluzione
approvata da camera e senato
(bipartisan, votata cioè da tutti
i parlamentari) l'opzione contributiva è stata interpretata
dall'lnps troppo rigidamente
e in maniera illegittima con
l'introduzione della decorrenza temporale (finestra). Perciò
impegna il governo a sollecitare I1nps, anche allo scopo di
evitare contenziosi già avviati
e futuri, a rivedere le indicazioni espresse nella circolare
n. 35/2012 «nel senso -che per
tali lavoratrici non deve essere
applicata la finestra mobile per
la decorrenza del trattamento
pensionistico né le aspettative
di vita, ma resta valida la semplice maturazione dei requisiti
anagrafici e contributivi entro il
31 dicembre 2015». Tradotto in
pratica, per andare in pensione
alle donne sarà sufficiente che
entro il31 dicembre 2015 risultino maturati 35 anni di contributi e l'età di 57 (dipendenti)
ovvero 58 anni (autonome).
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!j
tà per le donne di conseguire il
diritto all'accesso alla pensione
di anzianità in presenza di almeno 35 anni di contributi e di
un'età di almeno 57 anni per le
lavoratrici dipendenti e di 58
per le lavoratrici autonome, a
condizione di optare per la liquidazione della pensione secondo le regole di calcolo «contributivo». La misura è stata
salvata dalla riforma Fornero
del 2012 (art. 24, comma 14, del
dI n. 20112011, convertito dalla
legge n. 21412011).
Che cosa sostiene l'Inps.
Nella circolare n. 3&201211nps
ha precisato che le lavoratrici
che possono avvalersi dell'opzione contributiva sono quelle
che entro il termine del 31 di-
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