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823-Brochure 2014 - Sito Istituzionale del Comune di Manta

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Logo realizzato
dall’architetto
Luca dal Pozzolo
in occasione del grande
concerto “Hymnen”
di Stockhausen
nella ex-sala delle colonne
del Lingotto (1995)
Con il sostegno di
In copertina:
PAOLO SANTINI
“Les mediants d’espoire”
dall’atelier di Paris-Chartèves
per “Il mondo dei vinti”
“….quel desiderio di vivere che rinasce ogni volta che
riacquistiamo coscienza della bellezza e della felicità”
Marcel Proust
ASSOCIAZIONE
ANTIDOGMA
MUSICA
E ENSEMBLE
Il Festival e l’Ensemble Antidogma rappresentano un
importante punto di riferimento nell’ambito della cultura musicale non solo in Italia ma anche all’estero.
Costituitosi nel ’77 ad opera di giovani concertisti, compositori e uomini di cultura, Antidogma Musica è ormai
internazionalmente riconosciuto come uno degli organismi capaci di produrre ed esportare in tutto il mondo programmi estremamente
variegati. Da una parte l’esecuzione di brani solistici costituisce il biglietto da
visita dei componenti l’ensemble; dall’altra, brani di autori noti ed affermati
vengono eseguiti per soddisfare sia le richieste del pubblico sia l’esigenza di un
continuo confronto con i più prestigiosi gruppi dediti all’esecuzione di musica
contemporanea. Ha debuttato nel ’78 con un concerto monografico su Hans
Werner Henze per il Teatro Regio di Torino. Nel 1996 l’ensemble ha avuto la
grande occasione di studiare il Kammerkonzert di György Ligeti con il compositore stesso che ha partecipato alle prove ed è stato presente a Torino al concerto
del festival a lui dedicato.
Ha partecipato alla registrazione di musiche per film eseguendo tra gli altri il
commento musicale di Egisto Macchi per “Padre Padrone” dei fratelli Taviani.
L’Ensemble Antidogma ha ormai al suo attivo circa 400 tournées all’estero,
in tutti i continenti, dalle Americhe all’Australia, dall’Africa, dall’Asia a tutta
l’Europa, e altrettanti concerti in Italia.
Nella sua storia Antidogma ha presentato circa 300 prime esecuzioni assolute,
molte delle quali commissionate dall’ensemble e ad esso dedicate.
In collaborazione con altre associazioni piemontesi, Antidogma è promotore di
progetti a vasto raggio, anche europei.
Fino ad ora sono stati scritti ed eseguiti in prima esecuzione a Manta, nei
concerti organizzati in collaborazione con il Goethe Institut, 80 Lieder (13 dei
quali fanno parte del CD Sang und Drang). Manta è infatti divenuta un punto
focale per l’attività dell’associazione, dapprima grazie alla lungimiranza e alla
passione dell’assessora Rosalba Pasero ed attualmente grazie alla disponibilità e
all’intelligenza della nuova giunta della città.
Negli anni importante è stata la collaborazione con SpazioArte, con cui è stato
possibile realizzare avvenimenti originali e grandiosi, come ad esempio la performance “Monviso, re di Pietra” al Pian del Re con 12 percussionisti e 200
bambini delle vallate e l’avvenimento “Memorie Scolorite International” con
l’esecuzione di 33 prime assolute di compositori di tutto il mondo. Validissimo
è tuttora l’apporto del DolciAure Consort con cui Antidogma ha la rara possibilità di eseguire composizioni contemporanee per voci e strumenti.
Antidogma è associata a Sistema Musica – Torino
potete esprimere la vostra opinione su tutti i concerti collegandovi al sito:
www.sistemamusica.it
2
37° FESTIVAL INTERNAZIONALE DI MUSICA ANTICA E CONTEMPORANEA 2014
31 maggio – 29 giugno
collaborazioni
s!SSOCIAZIONE$OLCI!UREs0OLINCONTRI#LASSICA
spresidenza
GUIDO MARIA GUIDA
sdirezione artistica
ENRICO CORREGGIA
sassistente alla direzione artistica
ANTONMARIO SEMOLINI
sdirettore musicale
LEONARDO BOERO
sprogetti speciali
LUIGI GIACHINO
scomitato artistico
ANCUZA APRODU, GIUSEPPE GAVAZZA,
ANNA SICCARDI
sdirezione amministrativa
ENRICO CARIGNANO
ssocial network
MAURO RAVERA
sufficio stampa
CYNTHIA BURZI
sCOLLABORAZIONEORGANIZZATIVA#OMUNE-ANTA
SILVIA CAVALLERO
sstampa
* Prima esecuzione assoluta
3
Manta – Santa Maria del Monastero
sabato
31 maggio - 21h00
1°
nel 150° dalla nascita di Richard Strauss
Ständchen
Richard Strauss
(1864-1949)
per quartetto con pianoforte
Nacht
Allerseelen
Morgen
per soprano e pianoforte
Luigi Giachino
Morgen*
(1962)
per soprano e pianoforte
Marco Lombardi
Opus incertum*
(1960)
Gianluca Cascioli
per violino, viola, violoncello
Wiegenlied*
(1979)
per soprano, violino e pianoforte
Richard Strauss
Wiegenlied
Zueignung
per soprano e pianoforte
Liebesliedchen
per quartetto con pianoforte
ELENA BAKANOVA soprano
ENSEMBLE ANTIDOGMA MUSICA
Leonardo Boero violino
Magdalena Vasilescu viola
Massimo Barrera violoncello
Marinella Tarenghi pianoforte
4
Scrivere dei Lieder era per Richard Strauss la più immediata affermazione dell’essere musicista: a soli sei anni con “Weinachtslied” compose il primo e vi scrisse su orgogliosamente
“Opera 1”. Continuò serenamente per tutta la vita inserendosi autorevolmente nella tradizione di Schubert, di Schumann, di Brahms e del suo collega Gustav Mahler. Nel 1895
sposò con Pauline de Ahna una nota cantante avendo così un motivo in più per coltivare
quel genere musicale. I Lieder di Strauss ebbero fin dall’inizio una fattura impeccabile ed
un respiro lirico capace di cogliere perfettamente gli stati d’animo e le situazioni più disparate. La duttilità dello Strauss liederista nasceva dal suo talento teatrale: scatti di humour
e sarcasmi guizzanti come gesti teatrali animano in maniera incomparabile la raccolta del
“Kraemerspiegel” (Lo specchio del bottegaio) che Strauss scrisse nel 1918 per mettere alla
berlina la taccagneria del suo editore. E tuttavia quella superiore bravura ed eleganza esisteva
già da molti anni; basta uno sguardo a qualche pagina della raccolta dell’op. 10, composta a
soli diciannove anni, per farsi un’idea della duttilità con cui il nostro autore sapeva mettere
a frutto il proprio talento: “Zueignung” (Dedica) e “Allerseelen” (Ognissanti) sono due
Lieder entrati stabilmente nel repertorio di tutti i cantanti e, in queste pagine, a colpirci non
sono soltanto la bellezza dell’invenzione melodica, l’eleganza della conduzione armonica e il
raffinato sviluppo della parte pianistica. Si coglie in ogni minimo dettaglio un perfetto senso
di continuità con la più nobile delle tradizioni, come se quei Lieder fossero abiti tagliati nella
stessa stoffa preziosa della quale si erano serviti Schubert, Schumann e Brahms. La mano del
sarto sa conferire all’abito le pieghe più agili ed eleganti ma a guidarla è sempre l’eleganza
sobria propria di una classe superiore.
Nel 1948, un anno prima di lasciarci, Strauss compose con i “Vier lezte Lieder” per voce
femminile e orchestra quello che ritengo l’addio più bello e commovente dalla civiltà del Lied
e forse anche dalla vita stessa. L’ascoltatore viene preso per mano e per un’ultima volta gli si
mostra l’immagine romanticamente trasfigurata del mondo ripercorso con un lungo sguardo
retrospettivo al termine del quale ci chiediamo in un bisbiglio se veramente esista una fine e
se quest’ultima sia realmente qualcosa: oppure, per dirla con Rilke, un semplice trapassare
in un orizzonte vibratorio infinitamente più grande del quale la musica di quaggiù era solo il
timido eppur meraviglioso preannuncio.
Enzo Restagno
5
Torino – Teatro Vittoria
martedì
3 giugno - 21h00
2°
progetto Nuovissima: Il mondo dei vinti
Leone Sinigaglia
(1868-1944)
da vecchie canzoni popolari del
Piemonte (1913-1922):
La pastora e il lupo,
El muliné, La pastora fedele
testi di anonimo
Frederic Rzewski
To the earth
(1938)
per percussioni
Nebojša J. Živkovic´
To the gods of rhythm
Antonello Lerda
La pouvre de moun viage*
Giorgio Battistelli
Trama
(1962)
(1965)
(1953)
Riccardo Piacentini
per percussioni
per percussioni
Foto-suoni per Paralup (2014)*
(1958)
dedicato alla borgata partigiana di
Paraloup
Luciano Berio
quattro canzoni popolari (1947-1971)
(1925-2003)
Dolce cominciamento,
La donna ideale,
Avendo gran disio, Il ballo
testi di Jacopo da Lentini (3) e di
anonimo (1,2,4)
MARCO REVELLI voce narrante
su testi di Nuto Revelli e
Norberto Bobbio
RICCARDO BALBINUTTI percussioni
IL DUO ALTERNO
Tiziana Scandaletti soprano
Riccardo Piacentini compositore
e pianista
6
Il progetto NUOVISSIMA
riunisce sinergeticamente
Antidogma Musica - Fiarì
E n s e m b l e - R i ve G au c h e
Concerti - Xenia Ensemble,
quat tro associazioni musicali
torinesi che da decenni si occupano
di Novecento e contemporanea e
che intendono fare rete per coordinare
al meglio le loro attività artistiche, pur
salvaguardandone le rispettive identità. A tal
fine cureranno per il 2014 un cartellone eventi
che avrà, da un lato, una promozione congiunta
tramite la realizzazione di un libretto e una locandina
comuni e, dall’altro, alcune linee programmatiche
“trasversali” di rilevante importanza. In particolare,
quest’anno il progetto prevede, nel decennale della
scomparsa di Nuto Revelli e in collaborazione con
la Fondazione Revelli, “QUATTRO CONCERTI PER ‘IL
MONDO DEI VINTI’: OMAGGIO A NUTO REVELLI” che si
terranno tra il Teatro Vittoria di Torino (3 giugno) e la Sala San
Giovanni di Cuneo (29 novembre). Ogni associazione, prendendo
spunto dagli scritti e dal lavoro di ricerca e documentazione
di Nuto Revelli, svilupperà uno specifico aspetto del rapporto
tra tradizioni popolari ed espressioni artistiche contemporanee.
7
Manta – Santa Maria del Monastero
venerdì
6 giugno - 11h00
per alunni delle scuole elementari e medie
3°- 4°
21h00 per il pubblico
una fiaba per tutti
Luigi Giachino
Il gigante egoista
per marionette, ensemble ed
elettronica
libera trasposizione
da Oscar Wilde
di Antonmario Semolini
Usciti dalla scuola i bambini
facevano a gara a chi arrivava per
primo al giardino del Gigante.
Era un paradiso: in mezzo
all’erba facevano capolino fiori
bianchi come tante stelle; i peschi
sbocciavano in primavera col loro
color rosa e in autunno davano
dolci frutti. Su di loro si posavano
uccelli multicolori e il loro
cinguettio era talmente melodioso
che i passanti si fermavano ad
ascoltarli estasiati...
ASSOCIAZIONE MARIONETTE
GIANDUJA
Patrizia Agosto, Fulvia Bassi
Raoul Cristofoli, Ivo D’Ambrosio
Daniela Trezzi
Massimo Blengino scenografie
ENSEMBLE ANTIDOGMA MUSICA
Filippo Del Noce flauto
Takayo Hiramatsu clarinetto
Leonardo Boero violino
Massimo Barrera violoncello
Luigi Giachino tastiere
Antonmario Semolini direttore
8
Un Gigante amico
Bella la storia, bello il libretto, bellissima l’idea di rappresentarla con le marionette!
In breve. Il Gigante vuole il proprio giardino tutto per sé e scaccia i bambini che ci giocano.
Così nel giardino è inverno perenne! Grandine, Neve, Gelo e Tramontana – trasformati in
personaggi – la fanno da padroni. Ma, a un certo punto, il Gigante capisce il proprio errore:
aiuta un bimbo a salire su un albero e li riaccoglie tutti quanti a giocare nel suo giardino. In
breve torna la primavera e quando, molto tempo dopo, il Gigante dovrà partire per l’ultimo
viaggio, sarà proprio il bimbo che ha aiutato ad accompagnarlo.
La musica è una via di mezzo fra quella che scriveresti per un’operina e quella pensata come
incidental music. A me è davvero piaciuto passare, con la massima leggerezza possibile, dalla
descrizione musicale della primavera ai “temi” di Re Gelo o di Regina Neve. Il linguaggio è
vicino ai bambini, pubblico naturale di una fiaba, anche se, sotto sotto, non manca qualche
pretesa artistica e magari anche educativa (musicalmente parlando, s’intende).
La partitura è scritta con una tecnica particolare e divertente (almeno io mi ci sono divertito,
l’ho già usata per commentare dei film e la userò ancora). Si tratta di mettere insieme strumenti
acustici e strumenti virtuali. Il direttore si trova di fronte due partiture simultanee: una rappresenta gli strumenti che dovranno essere suonati “dal vivo” e che dovrà dirigere; l’altra rappresenta i VST, ossia un’orchestra virtuale che scorre, in audio, come il vecchio nastro magnetico
e su cui gli strumentisti dovranno adagiare la loro parte. Un po’ come nella cinematografia
odierna, dove le masse sono virtuali e gli attori in carne ed ossa le rendono realistiche.
Il nostro Gigante, mio ma anche, ovviamente, di Antonmario Semolini e della Compagnia
Gianduja, è piacevole, sereno, affettuoso, con molte idee carine e persino un po’ nuovo.
Credo che ai bimbi piacerà. Forse piacerà anche a quelli un po’ più cresciuti…
Luigi Giachino
9
Torino – Aula Magna del Politecnico
lunedì
9 giugno - 18h00
5°
dal passato al presente
Trio op 11
Ludwig van Beethoven
(1770-1827)
per clarinetto, violoncello e pianoforte
allegro con brio, adagio,
thema: pria ch’io l’impegno,
9 variazioni
Luciano Berio
Wasserklavier
(1925-2003)
per pianoforte
Giacomo Miluccio
Rhapsodie
Luciano Berio
Les mots sont allés…
Johannes Brahms
Trio op 114
(1928-1980)
(1833-1897)
per clarinetto
per violoncello
per clarinetto, violoncello e pianoforte
allegro, adagio, andantino
grazioso, allegro
MASSIMO MAZZONE clarinetto
MASSIMO BARRERA violoncello
ANCUZA APRODU pianoforte
10
Composto tra il 1796 ed il 1798, il beethoveniano Trio in si bemolle maggiore op. 11 quanto
alla scelta dell’organico che include il clarinetto – benché una consuetudine, autorizzata fin
dalla pubblicazione preveda la possibilità di sostituirlo col violino – costituisce un intenzionale
hommage alle maniere mozartiane; il modello di riferimento è infatti il superbo Trio K 498
detto ‘dei birilli’, che pur tuttavia il ventottenne Beethoven riuscì ad emulare solo in parte.
Pagina relativamente modesta, nella quale – per unanime riconoscimento della critica – si
stenta a «riconoscere la mano dell’autore del Trio in do minore op. 1 n° 3», il Trio op. 11 fatica
a riscattarsi da manierati stilemi settecenteschi, quasi senza riuscire ad elevarsi al di sopra di
una pur gradevole piacevolezza e ponendosi a un livello inferiore rispetto alle coeve Sonate per
pianoforte op. 10, ai Trii per archi op. 9 ed alle violinistiche Sonate op. 12. Già l’equilibrio fonico
desta qualche perplessità: in esso - osserva il Ballola con immagine forse fin troppo colorita - «il
pianoforte la fa da padrone, tenendo gli altri due strumenti al guinzaglio come cani barboni»,
a partire dal pur garbato Allegro iniziale. Dei tre movimenti in cui si articola il Trio il migliore
è senza dubbio il «tenero e delicato» Adagio la cui frase iniziale del violoncello s’impone per la
soavità della curva melodica; più ancora, sinceramente personale è la zona centrale, dal respiro
«quasi sinfonico», grazie a spaziosi arpeggi. In chiusura interviene una serie di nove variazioni
brillanti e una coda sul tema del terzetto Pria ch’io l’impegno dall’opera L’amore marinaro di
Joseph Weigl, rappresentata a Vienna il 15 ottobre 1797 (Hoftheater) e subito divenuta popolarissima: un «seduttivo mélange di quadri ora burberi e patetici, ora scherzosi e meditativi».
Pare che la scelta del tema non sia stata di Beethoven, bensì ‘imposta’, secondo la testimonianza
di Czerny, dal clarinettista Josef Beer (o Pär). Ma anche l’editore rivendicò il suggerimento;
sta di fatto che più volte Beethoven meditò di cassare tale movimento, sostituendolo con una
pagina ex novo (senza però mai giungere a realizzarla).
Col brahmsiano Trio in la minore op. 114 per contro ci troviamo dinanzi ad un’opera cameristica di straordinaria bellezza. Per Brahms la vera e propria ‘scoperta’ del clarinetto (e delle sue
enormi potenzialità) risale all’inizio del 1891, in occasione di un breve soggiorno presso la corte
ducale di Meiningen. La ‘rivelazione’ avvenne grazie all’incontro con il virtuoso Richard Mühlfeld, già conosciuto anni addietro; costui svelò al musicista amburghese le pressoché infinite
possibilità tecnico-espressive del proprio strumento; in primavera Brahms rientrò a Vienna e di
lì a poco ne scaturirono quattro capolavori assoluti (oltre al Trio, si tratta del Quintetto op. 115
e delle due sublimi Sonate op. 120), invariabilmente accomunati da una medesima Stimmung,
un analogo ‘colore’ per lo più melanconico, venato di umbratile intimismo. Quanto al Trio,
vide la luce nella quiete propizia di Ischl, tra primavera ed estate di quello stesso 1891 ed ebbe
poi la sua première in forma privata il 24 novembre, a Meiningen, solista di lusso Mühlfeld
stesso che a sua insaputa ne aveva propiziato la genesi, violoncellista Robert Hausmann, mentre
Brahms medesimo sedeva al pianoforte. Il 12 dicembre la vera ‘prima’, a Berlino, e fu a dir poco
un trionfo, seguita da una più tiepida accoglienza viennese.
Articolato in quattro movimenti stilisticamente assai prossimi, nonché contrassegnato da singolare concisione e pregnanza, il Trio esordisce con un Allegro di carattere segnatamente elegiaco
e introspettivo di seducente bellezza armonica, tutto giocato sulle mezze tinte; non mancano
passi improntati ad un magistrale impiego del contrappunto. Poi ecco un toccante Adagio
in re maggiore, amabile rêverie traboccante di lirismo entro la quale clarinetto e violoncello
dialogano immersi in un clima di limpida e serena dolcezza: talora appena incrinata da impercettibili sfumature e impreziosita dalle alonate rarefazioni del pianoforte. In terza posizione un
Andantino grazioso dai delicati ritmi di danza, quasi leggiadro Ländler imbevuto di elegante e
composta tenerezza, come riverbero di sentimenti espressi con ineffabile pudore. Da ultimo un
Allegro dall’insistente contrapposizione di ritmi binari e frasi ternarie. La maggior concitazione
rispetto ai tempi precedenti, talune impennate e una certa qual inquietudine non intaccano
peraltro il clima di crepuscolare riserbo e austera dolcezza che del Trio costituisce il motivo di
maggior fascino: più ancora, il tratto unificatore.
Attilio Piovano
11
Torino – Teatro Vittoria
martedì
10 giugno - 21h00
6°
ricerca, sperimentazione e innovazione nella musica del XX secolo
Daniel Teruggi
(1952)
Giacinto Scelsi
(1905-1988)
Giuseppe Gavazza
(1957)
Giacomo Platini
(1967)
Elisabetta Capurso
(vivente)
Enrico Correggia
(1933)
Luigi Nono
(1924-1990)
Giorgio Tedde
(1958)
14’
7’
Crystal- Mirages per pianoforte e nastro
Ko-Tha per chitarra
Dodici corde e mezzo*
7’ per chitarra e suoni di sintesi in monofonia
(2014)
8’
Vertigo per pianoforte e nastro
Le parole sono di tutti*
8’ per voce femminile, voce maschile,
percussioni e suoni elettronici - Revisione
del dicembre 2013 - Testi a pg. 30
10’
Turbata serenità degli incanti
15’
La fabbrica illuminata
per pianoforte e nastro
per voce e nastro
12’ La fabbrica infuocata*
per soprano, recitante e ensemble
su testi di: Giovanni Torres La Torre,
-ARINA3APIO#RESCENZA#ARADONNA
#HIARA"EFRAMMENTIRACCOLTIINRETE
ANNA SICCARDI soprano
MARCO RICAGNO baritono
ENSEMBLE ANTIDOGMA MUSICA
Dora Filippone chitarra
Davide Ficco chitarra
Federica Mancini arpa
Ancuza Aprodu pianoforte
Thierry Miroglio percussione
Paolo Borsarelli contrabbasso
12
Il “37° Festival Internazionale Antidogma di Musica Antica e Contemporanea 2014 – Torino e regione” sviluppa diverse tematiche in dieci concerti, la più importante delle quali è
dedicata all’Innovazione, la Sperimentazione e la Ricerca nella musica colta occidentale della
seconda metà del XX secolo. Questo progetto si realizza attraverso due concerti che presenteranno opere in prima esecuzione assoluta di compositori italiani ed europei affiancate da
opere dei maestri del XX secolo che hanno portato avanti le loro idee aprendo una strada ai
compositori di oggi. Un concerto è dedicato alle interazioni fra la musica popolare e la musica colta contemporanea, con riferimento alla figura dello scrittore Nuto Revelli cui ricorre il
decennale della morte (progetto Nuovissima con Fiarì, Rive Gauche e Xenia), e l’altro è dedicato all’impronta lasciata da Giacinto Scelsi e Luigi Nono alla generazione attuale. In questo
concerto saranno eseguite composizioni dei maestri e prime esecuzioni assolute. Di Giacinto
Scelsi si sentirà “Ko-Tha”, per chitarra sola, mentre di Luigi Nono sarà eseguita “La fabbrica
illuminata”, per voce e nastro magnetico, scritta nel 1964 per gli operai dell’ITALSIDER di
Genova per denunciare le difficili condizioni e lo sfruttamento dei lavoratori. Scelsi e Nono
trasmettono con le loro opere due visioni contrapposte del messaggio musicale rivolto al
fruitore: il primo richiama il sentimento mistico e l’anelito alla pace che l’uomo coltiva dentro
se stesso, mentre il secondo evoca la difficile condizione materiale che l’uomo attraversa nella
sua partecipazione sociale finalizzata alla realizzazione dignitosa del suo progetto di vita.
GiorgioTedde
Luigi Nono
“La fabbrica Illuminata” di Luigi Nono è stata scritta cinquanta anni fa. L’opera mette
in primo piano la condizione della classe operaia come icona della classe svantaggiata alla
ricerca del proprio riscatto sociale. Nell’arco di mezzo secolo i cambiamenti economici e
politici hanno trasformato il tessuto sociale e il ceto proletario si è disgregato e ricomposto
lasciando emergere nuove categorie svantaggiate che pagano loro malgrado le conseguenze
dell’avidità senza scrupoli di pochi a spese del territorio, della salute, della dignità e della
vita stessa di molti.
Giacinto Scelsi
E’ la danza di Shiva, dio della guerra. Il compositore tratta la chitarra come uno strumento
a percussione. Il brano diventa quasi un raga propiziatorio.
Daniel Teruggi
Crystal Mirages (commissione della Thames Valley) è, come si può dire, una composizione
per pianoforte e nastro, o per pianoforte ed elettronica, o peggio ancora, una composizione
“mista”. Ma bisognerebbe dimenticare queste definizioni piuttosto vuote di senso e immaginare il secondo elemento dell’opera, il supporto magnetico, come un secondo piano, che
è tanto reale quanto irreale rispetto al pianoforte acustico. Esso riflette una immagine modificata del suono originale e si riflette attraverso gli altoparlanti. Poiché si tratta di miraggi, il
primo miraggio è quelloc che vi fa credere ad una realtà, essendo cosciente e non-cosciente di
ciò che è reale e di ciò che è virtuale. Ne seguono altri miraggi. La parte cristallina è un altro
tipo di miraggio introdotto nell’opera e questo miraggio concerne delle immagini prodotte
dai suoni che suggeriscono dei suoni di origine non pianistica e che sono in realtà delle nuove
realtà del suono originale del pianoforte. Suoni di cristallo, delle arpe, dei tamburi,….Vorrei
ringraziare Philip Mead per il suo entusiasmo nellìapproccio a questo lavoro.
13
Giuseppe Gavazza
Le dodici corde e mezzo del titolo sono le sei corde della chitarra (nella prima a Torino,
10 giugno 2014, Festival Antidogma quella di Davide Ficco cui il brano è dedicato) che si
aggiungono alle sei corde virtuali (intonate sull’accordo che polarizza tutta la composizione)
modellizzate con il programma di sintesi per modelli fisici Genesis, soggetto del mio attuale
dottorato presso l’ACROE-ICA del Politecnico di Grenoble. La mezza corda in più è la
più importante per la composizione e la forma del brano: è anch’essa un oggetto vibrante
virtuale, una corda «pesantissima» ancorata a un solo estremo (una mezza corda o una corda
aperta) accordata 12 ottave sotto il fa fondamentale dell’accordo. Il movimento armonico
della (mezza) corda genera frequenze troppo basse per essere udibili: la fondamentale è una
frequenza di 0,0215 Hz, un ciclo che si ripete ogni circa 48 secondi, accompagnata dagli
armonici superiori. Questo gran basso fondamentale diventa udibile perché la mezza corda,
nel suo largo movimento, sfiora le sei corde virtuali e in alcuni punti le pizzica: non è un
oggetto sonoro ma un oggetto suonatore. Quello che m’interessa è ciò che intorno al 1925
Ezra Pound descriveva, con chiarezza visionaria, nel suo Trattato d’armonia: «Per dirlo in
altro modo: la percussione del ritmo può entrare nell’armonia esattamente come farebbe un’altra nota. Di solito entra come Basso, un Basso ancora più profondo, dando la forma principale
al suono» (Ezra Pound, Trattato d’armonia, Passigli, 1988, pag. 39). In Dodici corde e mezzo
mi sono spinto ancora più giù, usando un basso profondo ben temperato accordato sulla
fondamentale per generare non solo il ritmo ma la forma del brano. Per «fiorire» il basso
ostinato con la chitarra dal vivo ho scelto una ciaccona: una sequenza di pagine in cui porto
allo strumento materiale musicale dedotto dal gran basso lasciando all’interprete un ampio
margine di libertà al fine di accordarsi (all’ascolto, non ci sono partitura né cronografia dei
suoni di sintesi) con i suoni delle corde virtuali diffusi nello stesso punto in cui il chitarrista
suonerà, non amplificato. Nella scrittura ho ripreso formule retoriche di abbellimenti strumentali e quasi nulle indicazioni di tempo, modi d’attacco e dinamiche; una scrittura ispirata
al respiro e alla libertà esecutiva della musica barocca.
G.G. Grenoble, 17 Aprile 2014
Giacomo Platini
Vertigo è il primo brano di un progetto di una serie di studi per pianoforte ed elettronica.
Il brano si inscrive nell’idea “storica” di studio: vale a dire un brano di virtuosità su di una
tecnica specifica dello strumento. Qui, inoltre, troviamo la presenza dell’elettronica, pensata
come un’amplificazione della risonanza e delle possibilità del pianoforte. L’idea di base della
composizione è quella di creare un’immagine sonora perturbata e “rotante”, giocata sulle
distorsioni e modificazioni del suono del pianoforte e sulle accelerazioni ed i rallentamenti
ritmici del brano che annullano la percezione di un’orgnizzazione metrica del materiale
musicale. Il titolo Vertigo lega questi due aspetti: la “vertigine” di una virtuosità spinta ai
suoi limiti e la “vertigine” di un universo sonoro spettacolare e magico creato dall’elettronica.
%LISABETTA#APURSO
Le parole sono di tutti per voce femminile, voce maschile, percussioni e suoni elettronici
– una libera elaborazione di Elisabetta Capurso su testi di Eugenio Montale, James Joyce,
Costantinos Kavafis, Elisabetta Capurso – è un lavoro sulla voce come parola mista nella sua
doppia valenza di veicolo di senso e di elemento sonoro, l’insieme di più gerghi, come dice
Eugenio Montale. Nello stesso tempo la parola può farsi portatrice del più ampio sentimento
di una scelta etica di vita nel rifiuto delle troppe parole che rendono la vita una ‘nauseante
estranea’. La parola musicale quindi diventa l’elemento di fusione osmotica delle misture
14
linguistiche, in un processo di identificazione del parlato e del cantato. Infatti le due voci
maschile e femminile modulano, in situazioni alterne, diverse modalità di emissione vocale;
non soltanto il parlato normale o il canto disteso, pertanto, ma il riso – elemento strutturale
della composizione inteso nella sua qualità musicale – e la vocalizzazione come modalità di
divisione e ripartizione del morfema verbale. In questo senso la ricerca si estende nella direzione di una gamma vastissima di emissioni della voce, anche inconsuete, contestualmente al
recupero delle forma della ripetizione o della sillabazione vocalica. Le percussioni, due tom e
due gong piccolo e medio, che in una fase iniziale della composizione dovevano essere suonati dagli stessi vocalisti a dimostrazione di una intima relazione e che soltanto più tardi hanno
avuto la personalità di strumenti autonomi, sono sottoposte ad una elaborazione ritmica e di
sonorità così sottile e particolareggiata, da assumere anch’esse per analogia la funzione di una
rappresentazione verbale. Sull’ampio materiale verbale e musicale agisce con inconsueta resa
il live electronics, elaboratissimo, come elemento di esaltazione timbrica e dinamica della
parola vocalizzata, parlata e cantata.
%NRICO#ORREGGIA
“Turbata serenità degli incanti” risale al 1996 per una commissione ricevuta dal Ministero
della Cultura Francese. La prima esecuzione infatti ebbe luogo nella grande sala Messiaen
di radio France.
Giorgio Tedde
Il compositore svizzero Giorgio Tedde, cui è stata commissionata una composizione che
commemorasse i cinquanta anni de “La fabbrica illuminata” di Nono, ha scelto di dedicare la
sua nuova opera alla popolazione della “Terra dei fuochi”, una vasta area di terra fra Napoli e
Caserta, dove per decenni sono stati scaricati e incendiati illegalmente quantità enormi di rifiuti tossici industriali e nucleari. L’avvelenamento dell’aria, della terra e delle falde acquifere ha
degradato profondamente l’ambiente e messo a rischio la salute degli abitanti che è sono stati
colpiti in modo endemico da malattie cancerogene provocando lutti, miseria e disperazione.
Giorgio Tedde ha raccolto frammenti di poesie, di blog, di articoli d’informazione per
comporre un’opera per due voci (che cantano e recitano) e cinque strumenti che racconti il
dolore e l’ingiustizia che questa popolazione sta subendo. Come Nono scrisse “La fabbrica
illuminata” per destare l’attenzione sulle problematiche del suo tempo, Tedde con la nuova
opera “La fabbrica infuocata” vuole dare risalto all’immenso dramma della Terra dei fuochi
per risvegliare le coscienze dall’indifferenza e promuovere una nuova consapevolezza. L’opera di Tedde si realizza sotto il segno del tema attraverso una ricerca strumentale su un organico singolare (soprano, voce recitante, percussioni, chitarra, arpa, pianoforte e contrabbasso)
e una sperimentazione vocale che sbocca al confine fra musica e gesto teatrale.
15
Manta – Santa Maria del Monastero
sabato
14 giugno - 21h00
7°
#OSÖFANTUTTE,AVITAAVVENTUROSADI,ORENZO$A0ONTEILLIBRETTISTADI-OZART
Wolfgang Amadeus
Mozart
(1756-1791)
Arie tratte dalle Opere
realizzate su libretto di
Lorenzo Da Ponte.
#ONCERTONARRATOCON
BRUNO GAMBAROTTA narrante
GIUSEPPE NOVA flauto
GIORGIO COSTA pianoforte
Chi era Lorenzo Da Ponte? Colui che deve la sua fama per essere stato il librettista delle
più celebrate Opere di Mozart, è ovunque citato come personalità cangiante, persona priva
di scrupoli, opportunista incallito, avventuriero immischiato in faccende di donne, e che
avrebbe badato soprattutto al proprio tornaconto, in particolare ad accaparrarsi la sua
parte nella fama postuma di Mozart. Originario della comunità ebraica veneta si chiamava
in verità Emanuele Conegliano, ma in seguito alla conversione del padre, prese il cognome
del Vescovo che l’aveva battezzato. Lo stesso Vescovo lo destinò al sacerdozio, assumendosi
l’onere dei suoi studi e del suo mantenimento. In seguito fu ordinato sacerdote, anche se poi
non svolse mai funzioni sacerdotali, non vi sarebbe stato del resto adatto. Divenne seguace
dell’Illuminismo, e insieme anche ‘homme à femmes’, implicato in varie relazioni amorose. E
forse proprio questa doppia vita lo costrinse alla fuga, prima a Venezia, poi a Gorizia, quindi
a Dresda, e nel 1782 a Vienna, dove grazie ad una raccomandazione verso Salieri, ottenne un
impiego come librettista, ‘poeta dei teatri imperiali’, rimanendovi per dieci anni. Qui incontrò Mozart, con il quale lavorò ai tre celebri libretti. Nel 1789 si recò a Trieste, lì si innamorò
di una giovane inglese e con lei andò a Parigi poi a Londra, quindi nel 1805 in America. Visse
per lo più a New York come insegnante di lingue e per un certo periodo come professore al
Columbia College. Ebbe quattro figli, e la morte di uno di essi lo gettò per un anno intero in
un inconsolabile dolore: l’ex avventuriero era diventato marito esemplare e amorevole padre
di famiglia. Morì nel 1838, a 89 anni.
16
Bruno Gambarotta
Scrittore, giornalista, conduttore televisivo e radiofonico, grande conoscitore dell’Opera, è
anche autore e regista di programmi per la radio e la televisione e, oltre alla scrittura, fra
i suoi maggiori interessi figura la gastronomia, materia della quale si è occupato anche per
i suoi scritti. Ama definirsi scrittore artigiano, ringraziando per lo spunto il refuso di un
tipografo del giornale torinese La Stampa che erroneamente nel testo di una sua intervista
deformò l’originale scrittore astigiano. Programmista, regista e direttore dei programmi RAI,
le sue doti di intrattenitore e comico sono venute alla luce grazie a Celentano e al suo Fantastico del 1987. Comincia così la sua carriera di conduttore televisivo e radiofonico (Fantastico ‘87, Lascia o raddoppia, Tempo reale, ecc.); è attore con Fabio Fazio in uno sceneggiato
televisivo su Rai Due, trasmesso nel dicembre 1997. È autore e attore di cabaret, collabora a
diversi giornali, tra cui L’Unità, La Stampa, La Repubblica, Comix. Tiene una rubrica fissa
su Torino Sette. È autore di vari romanzi di genere giallo-ironico, e con La nipote Scomoda
ha vinto il Premio Gran Giallo Città di Cattolica. Vive a Torino.
Giuseppe Nova
Il Washington Post ha definito “affascinante” la sua esecuzione nella capitale statunitense,
altre critiche attestano “interpretazione illuminata... una straordinaria linea musicale” il
Giornale, “l’arte musicale nella sua perfezione” il Nice Matin FR, “un dialogo condotto con
genialità” il Nürtinger Zeitung DE, “... semplicemente divino” Concert Reviews UK. Considerato uno dei più rappresentativi flautisti italiani della sua generazione, dopo Diplomi in
Italia e Francia (Conservatorio Superiore di Lione) alla celebre Scuola di Maxence Larrieu,
ha esordito nel 1982 con l’Orchestra Sinfonica della RAI. Di qui l’inizio di una brillante
carriera che lo ha portato in Europa, Stati Uniti, Giappone, Cina, esibendosi in celebri sale
e festival, dalla Suntory Hall di Tokyo al Parco della Musica di Roma, dal Conservatorio
di Pechino alla Kyoto University ad Umbria Jazz. Solista con i Virtuosi di Praga, Camerata
Bohemica, Filarmonica di Torino, Chesapeake Orchestra, Thailand Philharmonic, ha partecipato a Festival Internazionali dedicati al Flauto ed è stato nelle giurie dei Concorsi Internazionali di Flauto in Francia e in Giappone. Già docente di Conservatorio, all’Accademia
di Pescara, alla Scuola di Saluzzo, alla Fondazione Arts Academy di Roma ed Assistente al
Conservatorio Superiore di Ginevra, insegna alla Fondazione Musicale di Aosta ed è Visiting Artist del St. Mary’s College of Maryland, USA. Diverse le sue registrazioni su CD (tra
gli altri con Maxence Larrieu, Bruno Canino, Arnoldo Foà), dal 2005 incide per Camerata
Tokyo.
'IORGIO#OSTA
diplomatosi sotto la guida di E. Occelli con il massimo dei voti al Conservatorio Verdi di
Torino, segue corsi di perfezionamento con Remo Remoli, Alberto Mozzati e con Fausto
Zadra all’Ecole Internationale de Piano di Losanna. Nel 1980 partecipa ai corsi di Riccardo
Brengola presso l’Accademia Chigiana di Siena. Il desiderio di ampliare i suoi orizzonti di
riferimento, lo spinge a frequentare, dal 1985, i corsi di Fenomenologia della musica tenuti
da Sergiu Celibidache all’Università di Magonza. Nel 1988 prende parte alla Master Class di
Murray Perahia a Firenze. Solista e camerista, spazia dai clavicembalisti ai contemporanei,
con particolare riguardo ai grandi autori dell’età romantica. La sua attività concertistica
diviene intensa, riscuotendo consensi di pubblico e di critica, in tutta Europa e Giappone.
Ha effettuato diverse registrazioni per la RAI e attualmente è docente al Conservatorio di
Novara.
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Manta – Teatro dell’Oratorio
sabato
21 giugno - 21h00
8°
3INGINGTHE-OVIEPICCOLASTORIADELLA6OCENEL#INEMA!MERICANO
Charles Chaplin
Harold Arien
Max Steiner
George Gershwin
David, Hoffman,
Livingston
Cole Porter
Jerome Kern
Leonard Bernstein
Henry Mancini
Frederick Loeve
Jerry Herman
Smile da Tempi Moderni (1936)
Over the rainbow da Il mago di Oz (1939)
As time goes by DA#ASABLANCA
For you, for me, for evermore da
The shocking mis pilgrim (1947)
A dream is a wish your heart makes da
#ENERENTOLA
Why can’t you behave? da Kiss me Kate
(1953)
Smoke gets in your eys da Roberta (1956)
I feel Pretty da West Side Story (1961)
Moon River DA#OLAZIONEDA4IFFANY
(1961)
I could have danced all night da My fair
Lady (1964)
Hello Dolly dal film omonimo (1969)
John Kander
Cabaret dal film omonimo (1972)
The way we were dal film omonimo
Marvin Hamlish
(1973)
John Kander
New York, New York dal film omonimo
Andrew Lloyd Webber Memory da Kats (1981)
James Horner
My hearth will go on da Titanic (1997)
Proiezioni di scene dai
filmati con musica
ANNA SICCARDI soprano
LUIGI GIACHINO pianoforte
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Durante Singing The Movie, il pubblico viene preso per mano e guidato in una sala cinematografica assolutamente diversa dall’usuale dove il rapporto musica-immagine è ribaltato.
Qui, infatti, le proiezioni sono svincolate dalle trame. Le immagini hanno un ruolo puramente evocativo che consente di apprezzare appieno il valore e la funzione fondamentale
della grande musica nel cinema. Ogni brano è preceduto da un momento di spiegazione che
permette all’ascoltatore di apprezzarne pienamente tutte le prerogative, compresa la capacità dei capolavori musicali filmici di diventare successi internazionali con una vita artistica
indipendente dal cinema.
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Manta – Santa Maria degli Angeli
sabato
28 giugno - 21h00
domenica
29
9°
Santo Stefano Belbo – Auditorium
giugno - 18h00
10°
i colori della Venezia settecentesca
Antonio Vivaldi
(1678-1741)
Tomaso Albinoni
(1671-1751)
Concerto “La tempesta di
mare”
per flauto, archi e continuo
Concerto in re min. op.9 n.2
per oboe, archi e continuo
allegro non troppo, adagio, allegro
Concerti “Le quattro stagioni”
Antonio Vivaldi
(1678-1741)
La primavera
L’estate
L’autunno
L’inverno
per violino, archi e continuo
Concerto in do min.
Alessandro Marcello
(1684-1750)
per oboe, archi e continuo
(trascrizione in do min. del
fratello Benedetto)
allegro moderato, adagio, allegro
Ennio Morricone
Gabriel’s oboe
per oboe, voce, violino e archi
(dal film “Mission”)
FILIPPO DEL NOCE flauto
CARLO ROMANO oboe
LEONARDO BOERO violino
ANNA SICCARDI voce
ORCHESTRA CAMERISTICA
“BARTOLOMEO BRUNI”
della Città Cuneo
ANTONMARIO SEMOLINI direttore
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!NTONIO6IVALDI h,EQUATTROSTAGIONIvDA)L#IMENTODELL!RMONIAEDELL)NVENTIONE
Concerto in mi magg. op. 8 n. 1
Concerto in fa magg. op. 8 n. 3
“La primavera”
“L’Autunno”
Allegro
Allegro
Giunt’è la Primavera e festosetti
La Salutan gl’Augei con lieto canto,
E i fonti allo Spirar de’ Zeffiretti
Con dolce mormorio Scorrono intanto:
Vengon’ coprendo l’aer di nero amanto
E lampi, e tuoni ad annuntiarla eletti
Indi tacendo questi, gl’Augelletti;
Tornan’ di nuovo al lor canoro incanto.
Celebra il Vilanel con balli e Canti
Del felice raccolto il bel piacere
E del liquor de Bacco accesi tanti
Finiscono col Sonno il lor godere
Largo
E quindi sul fiorito ameno prato
Al caro mormorio di fronde e piante
Dorme ‘l Caprar col fido can’ à lato.
Allegro
Di pastoral Zampogna al suon festante
Danzan Ninfe e Pastor nel tetto amato
Di primavera all’ apparir brillante
Adagio molto
Fà ch’ogn’ uno tralasci e balli e canti
L’aria che temperata dà piacere,
E la Staggion ch’invita tanti e tanti
D’un dolcissimo Sonno al bel godere.
Allegro
I cacciator alla nov’alba à caccia
Con corni, Schioppi, e canni escono fuore
Fugge la belua, e Seguono la traccia;
Già Sbigottita, e lassa al gran rumore
De’ Schioppi e canni, ferita minaccia
Languida di fuggir, mà oppressa muore.
Concerto in sol min. op. 8 n. 2
Concerto in fa min. op. 8 n. 4
“L’Estate”
“L’Inverno”
Allegro non troppo
Allegro non molto
Sotto dura Staggion dal Sole accesa
Langue l’huom, langue ‘l gregge, ed arde il Pino;
Scioglie il Cucco la Voce, e tosto intesa
Canta la Tortorella e ‘l gardelino.
Zeffiro dolce Spira, mà contesa
Muove Borea improviso al Suo vicino;
E piange il Pastorel, perche sospesa
Teme fiera borasca, e ‘l suo destino;
Aggiacciato tremar trà nevi algenti
Al Severo Spirar d’ orrido Vento,
Correr battendo i piedi ogni momento;
E pel Soverchio gel batter i denti;
Adagio
Toglie alle membra lasse il Suo riposo
Il timore de’ Lampi, e tuoni fieri
E de mosche, e mossoni il Stuol furioso!
Presto
Ah che pur troppo i Suo timor Son veri
Tuona e fulmina il Ciel e grandioso
Tronca il capo alle Spiche e a’ grani alteri.
Largo
Passar al foco i di quieti e contenti
Mentre la pioggia fuor bagna ben cento
Allegro
Caminar Sopra il giaccio, e à passo lento
Per timor di cader gersene intenti;
Gir forte Sdruzziolar, cader à terra
Di nuove ir Sopra ‘l giaccio e correr forte
Sin ch’ il giaccio si rompe, e si disserra;
Sentir uscir dalle ferrate porte
Sirocco Borea, e tutti i Venti in guerra
Quest’é ‘l verno, mà tal, che gioia apporte.
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Un programma – quello odierno – per intero consacrato alla musica strumentale di autori
settecenteschi veneziani. Per una volta, anziché proporre al lettore una tradizionale guida
all’ascolto, con date, dati e analisi formali, ci permettiamo invece una divagazione turisticocultural-lagunare.
E allora: provando a chiudere gli occhi, immaginiamo di essere appena giunti nella fascinosa
città, prendendo le mosse da Santa Lucia, ça va sans dire; dinanzi a noi, dall’altra parte del
Canal Grande, la bianca facciata di San Simeone dalla cupola verdazzurra, poco più a sinistra
il ponte degli Scalzi dalla slanciata silhouette; ma per raggiungerlo e puntare (banalmente e
prevedibilmente) verso Rialto, occorre dribblare la consueta incredibile calca dei turisti, la
solita ressa, in qualsiasi stagione, e farsi largo tra i venditori di paccottiglia. Per ovviare alla
vociante folla di ragazzini in gita scolastica avremo bensì predisposto sul nostro iPod una
playlist che contenga esattamente i brani in oggetto, e un paio di ottime cuffiette garantiranno
il voluto isolamento: sono tutte opere celeberrime e dunque reperirle su YouTube non sarà
stato difficile.
Dei #ONCERTI OP che il benestante Albinoni pubblicò (nientemeno che ad Amsterdam)
intorno al 1722 esistono molte edizioni: l’inconfondibile colore melanconico, un po’ cinereo
e tipicamente lagunare dell’oboe, evidente specie nei movimenti lenti, ci garantirà quel quid
di nostalgico e un pizzico di spleen che Venezia promana, e se la giornata fosse velata o
uggiosa tanto meglio. Non saremo né i primi né gli ultimi a lasciarcene ammaliare, da John
Ruskin a Hemingway, da Turner a Thomas Mann all’architetto Carlo Scarpa.
Del famigerato #ONCERTOPEROBOE attribuito a Benedetto Marcello tutti sanno tutto, e basterà
cliccare su internet per scoprire che non è suo, bensì del meno noto fratello Alessandro, e
subito saltano fuori mille riferimenti cinematografici e quell’Anonimo veneziano con Enrico
Maria Salerno e Florinda Bolkan che (dal 1970 in poi) fece piangere e sognare generazioni
di cinefili. Tutti sanno anche come, prima ancora del cinema che lo ‘lanciò’, già Bach se ne
fosse appropriato trascrivendolo per clavicembalo (come BWV 974). E dire che Benedetto
Marcello fu insigne e poliedrica figura di intellettuale: alternò l’attività di avvocato a quelle
di magistrato, giudice, amministratore della Serenissima, poeta, filologo e compositore ‘per
diletto’ la cui ampia notorietà è legata al pamphlet satirico Il teatro alla moda pubblicato nel
1720, comprensibilmente anonimo giacché volto a stigmatizzare, con acuti strali e fine ironia,
vezzi e mal costumi del variopinto mondo teatrale: popolato di primedonne e oscuri figuri,
acclamati castrati, meschini approfittatori e strumentisti mediocri.
Quanto al ‘Prete rosso’ alias Vivaldi non c’è che l’imbarazzo della scelta per gli iper gettonati
#ONCERTIDELLESTAGIONI dai descrittivistici profili: tant’è che la calura estiva o il gelo dell’inverno, il temporale o la pioggia battente, come pure le danze dei rustici e l’ebbrezza dopo la
vendemmia sono talmente palpabili che non richiedono particolare fantasia; come ammirare
la Venezia calligrafica ed iper realistica di un Guardi o più ancora di un Canaletto. Non meno
immediata la godibilità del #ONCERTOPERFLAUTO detto La tempesta di mare (ma è appena un
lieve incresparsi di onde, come quando passa un vaporetto da lungi facendo dondolare la
gondola, per vere e proprie romantiche tempeste – della natura e dell’anima – occorreranno
ben altri autori). Per inciso tale #ONCERTO 26 è un remake di RV 570 che a sua volta
rielabora RV 98: per la serie, l’arte del riciclo già allora non conosceva limiti.
Cuffiette ben assestate sulle orecchie, tanto vale lasciare la folla e, dopo aver necessariamente
percorso l’ancora popolatissima Lista di Spagna ed essere approdati dinanzi a Palazzo Labia,
addentrarsi nelle zone più remote e quiete di Venezia. Per dire, da Cannaregio fino a Sant’Al22
vise e a Madonna dell’Orto. Certo, come resistere alla tentazione di puntare all’interno, tra
rii e campielli? L’attrazione del Canal Grande è troppa, e quasi controvoglia dopo aver
alquanto deviato, ci troviamo al suo cospetto, sbucando da una calle laterale.
E allora tanto vale ricordarci che l’aristocratica famiglia dei Marcello possedeva un palazzo
proprio sul Canal Grande (a San Marcuola), ma le guide sono reticenti al riguardo; Benedetto peraltro era nato nella parrocchia di Santa Maddalena. E proprio da lì attraverso la
Strada Nuova, superata Santa Fosca, non sarà difficile raggiungere la chiesa dei Santi Apostoli dove Benedetto Marcello nel 1728, dopo aver sposato in segreto certa Rosanna Scalfi,
una popolana, che cantava sui canali, ebbe un singolare incidente: passando sopra una lastra
di marmo questa si ruppe ed egli cadde nella sottostante tomba, rimanendo peraltro illeso.
La prese come una sorta di premonizione e da lì una crisi mistica che lo accompagnò negli
ultimi undici anni di vita: elevare un pensiero commosso e deferente (magari accompagnato
da un gesto scaramantico).
Proseguendo in direzione della lontana chiesa di San Francesco della Vigna non sarà difficile
imbattersi nella facciata in cotto dei SS. Giovanni e Paolo (popolarmente Zanipolo). E con
l’iPad merita lardellare di immagini virtuali (da Scamozzi al Longhena, da Giovanni Bellini a
Lorenzo Lotto, da Tiziano al Tintoretto) la nostra deambulazione (senza dover mettersi in coda
ed entrare: a pagamento). Ed è proprio nell’allora attiguo teatro dei SS. Giovanni e Paolo che
Albinoni nel 1694 con la Zenobia, regina de’ Palmireni iniziò la sua carriera di operista. Elevare
nuovamente un pensiero deferente, poi, resistendo alla stanchezza (e alla fame) piegare verso
Santa Maria Formosa e puntare senz’altro verso la Riva degli Schiavoni dove (sopportando con
cristiana carità frotte di turisti incolti) il nostro pellegrinaggio si conclude dinanzi all’imponente
prospetto della chiesa della Pietà dove Vivaldi operò per una vita intera, scrivendo come un
matto per quelle sue ‘pute’, devote e abilissime orfanelle dell’attiguo Ospedale (un orfanotrofio
coi fiocchi, vera e propria scuola di alta cultura musicale). E pazienza se non fu certo un prete
esemplare, con la scusa dello ‘stringimento di petto’. La gerarchia ecclesiastica lo dispensò (per
nostra fortuna) dal celebrare Messa tutti i giorni lasciandolo comporre tranquillo, e di fatto
egli si prese molte altre licenze, per dire, la musa ispiratrice e cantante Anna Giraud che gli fu
compagna (e amante) per lunghi anni.
E a quel punto, dopo l’ultimo pensiero deferente, con l’iPod che in loop è ormai tornato all’inizio, potremo anche concederci, un’ombreta, un calice di bianco che, a stomaco vuoto, garantirà
l’effetto di un lieve stordimento, una lieve vertigine, come un beccheggio, assai più che un
trasbordo in vaporetto. Un po’ brilli e dondolanti, potremmo a ragion veduta ripensare al
labirintico tempo lento dell’Autunno. Del resto a Venezia non esistono né auto né etilometri.
Attilio Piovano
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IN SCENA! 2014
Rassegna di musica contemporanea
XIV edizione | 16 ottobre – 11 dicembre
La rassegna In Scena! 2014 ha come tema conduttore il
rapporto tra popolare e colto con l’intento di evidenziare le
reciproche influenze che concorrono alla creazione dell’opera
d’arte.
Gli spettacoli in programma sono stati così articolati sulla
base di alcune tematiche correlate: il rapporto tra vecchi e
nuovi mondi, con gli spettacoli Born in the U.S.A e London
Calling; il codice popolare nell’educazione all’arte e al bello
Fiarì Ensemble
nel concerto Teacher, leave those kids alone; il rapporto
Marilena Solavagione, direttore
tra attualità e storia nei generi musicali con Façade di
William Walton e Robinson di Carlo Boccadoro; infine
Torino, Teatro Vittoria | giovedì 16 ottobre 2014
lo studio delle tradizioni popolari come coscienza civile e
| ore 20,15 rinfresco | ore 21 spettacolo | BORN IN
politica ne Il mondo dei vinti: Folk songs.
THE U.S.A. | Musiche di S. Mackey, M. Torke, D. Lang,
Centrale nella ricerca del Fiarì Ensemble è l’interdiscipliM. Daugherty | con la partecipazione del Torino
narietà tra le diverse forme artistiche. Musica, teatro, arti
figurative, nuove tecnologie sono tra loro connesse all’inVocalensemble
terno di ogni performance, grazie anche alle collaborazioni
Torino, Teatro Vittoria | giovedì 30 ottobre 2014 |
con gli artisti ospiti.
ore 21 | FAÇADE Opera da camera di W. Walton | con la
Di particolare rilievo la collaborazione con il Torino
partecipazione del musicattore Luigi Maio
Vocalensemble, che parteciperà al concerto inaugurale
in cui verranno presentati i brani di David Lang scelti dal
Torino, Teatro Vittoria | giovedì 13 novembre 2014
regista Paolo Sorrentino come colonna sonora del suo
| ore 21 | LONDON CALLING | Musiche di G. Bryars,
recente e pluripremiato film “La grande bellezza”.
J. Harvey, J. MacMillan, S. Martland, G. Fitkin
Il “musicattore” Luigi Maio sarà protagonista di Façade di
William Walton. Pensata per avvicinare adulti e bambini
Torino, Teatro Vittoria | giovedì 27 novembre 2014 |
al teatro musicale è l’opera da camera Robinson, con le
ore 10,30 spettacolo per le scuole | ore 20,15 rinfresco
musiche di Carlo Boccadoro. Due brani in prima assoluta
| ore 21 spettacolo TEACHER, LEAVE THOSE KIDS ALONE
sono stati commissionati ai compositori Franco Cavallo|
Musiche di F. Zappa, J. Tavener, P. Maxwell Davies, M.
ne e Rossano Pinelli.
Feldman,
R. Pinelli | con la partecipazione di allievi
Tra le sinergie sul territorio spicca quella con la Fondadi strumento delle scuole medie ad indirizzo musicale
zione Nuto Revelli di Cuneo per il progetto NUOVISSIMA,
della Provincia di Torino (Rete MiRé)
che riunisce sinergicamente le Associazioni Fiarì
Ensemble - Antidogma Musica - Rive Gauche Concerti
Cuneo, Sala San Giovanni | sabato 29 novembre 2014
- Xenia Ensemble, nella realizzazione dell’omaggio
| ore 18,30 | NUOVISSIMA – IL MONDO DEI VINTI: FOLK
all’illustre scrittore nel decennale della scomparsa.
SONGS | Musiche di F. Cavallone, L. Berio, M. De Falla
Dopo il grande successo delle due passate edizioni,
sarà rinnovata la collaborazione con gli alunni delle
Torino, Teatro Vittoria | giovedì 11 dicembre 2014 |
scuole secondarie di I grado ad indirizzo musicale
ore 10,30 spettacolo per le scuole | ore 21 spettacolo |
della Provincia di Torino, facenti parte della rete
ROBINSON Opera in 10 quadri di C. Boccadoro
MiRé, impegnati nell’esecuzione di un concerto con i
musicisti del Fiarì Ensemble. Si tratta di un’iniziativa
innovativa, volta a ridurre la distanza tra creazione
Ingresso libero
musicale contemporanea e giovanissimi esecutori,
Informazioni:
che coinvolgerà quest’anno un numero sempre
Associazione Fiarì Ensemble
maggiore di allievi e scuole partecipanti.
Tel. +39.347.8906649
Per il nono anno consecutivo la rassegna In Scena!
[email protected]
sarà ospitata presso gli spazi del Teatro Vittoria di
Torino.
www.fiariensemble.it
24
MUSICHE IN MOSTRA 2014
XXIX edizione
8 novembre – 6 dicembre
Scorrete i dodici programmi di Musiche
in mostra 2014 e, come in un percorso
Genova, Palazzo Rosso | sabato 8 novembre 2014 | ore 16,30 |
carsico che a tratti emerge, scoprirete il
DODICI TANGHI IN CONTEMPORANEA | Duo pianistico Pianox2 &
cantus firmus di antiche forme che si
Nicola Baroni hypercello | Musiche di Albeniz, Bacalov, Barber, De
specchiano nelle nuove: Preludio e fuga,
Nazareth, Festa, Pavia, Piazzolla, Pinelli, Porto, Putignano
Sonata, Toccata, Barcarola, Tre contrappunti,
Torino, Accademia Albertina | domenica 9 novembre | ore 16,30
Fugata, Passacaglia, Cento partite, Chaconne...
| LA VOCE E IL SOFFIO | Ivo Nilsson trombone & il Duo Alterno
E anche dove non appaiano i nomi di un
(contestuale a Giornata di musica e di studi) | Musiche di Ambrosini,
passato più o meno remoto, il rimando alle
Cifariello Ciardi, Clementi, Guarnieri, Nilsson, Pinelli
tradizioni, ivi incluse quelle di varia contamiAlessandria, Liceo Saluzzo Plana* e Liceo Galileo Galilei**
nazione, è implicito e riconoscibile: dal tango
| giovedì 13* e 20** novembre | ore 10,30 | MDA MUSICA DEGLI
di Albeniz a quello di Bacalov, dalla vocalità
ANIMALI | Ensemble Innesti di Cultura | Musiche di Andrini, Bertolina,
delle avanguardie di mezzo secolo fa a quella
De Mattia, Fasanelli, Gallo, Milutinovic, Zacconi, Zlateva
odierna e pulsante, dalla musica popolare
Genova, Palazzo Rosso | sabato 15 novembre | ore 16,30 | LA
rivisitata da Bartók alla “babele dei linguaggi”,
BABELE DEI LINGUAGGI | Ensemble De Rerum Mechanica | Musiche di
ai foto-suoni della borgata alpina di Paralup
Bartók, Gentilini, Ravera, Sanna, Scapecchi, Spinosa, Venturi
contrappuntati ai materiali fono-antropologici
raccolti da Nuto Revelli.
Torino, Accademia Albertina* e Alessandria, Conservatorio
Vivaldi** | domenica 16*novembre | ore 16,30 | e martedì
Il sottotitolo della rassegna “USBtQBTTBUPt
18** novembre | ore 10 e ore 16,30 | TOCCATA IN BLU* e MAGIC
presente” evoca la dialettica amorosa che si
SERENADE** | Bryan Johanson & Jesse McCann 2 chitarre | Musiche di
annida nella nostra memoria ovunque si riconoBogdanovic, Bombardelli, Domeniconi, Duarte, Johanson, Svoboda
sca una Storia. La contemporaneità (disarmante
affermazione, ma mai ripetuta abbastanza) è
Asti, Archivio di Stato | sabato 22 novembre | ore 21,15 | MUSICA
figlia del passato, qualche volta del tra-passato.
DALLO SCHERMO | Mario Carbotta flauto & Carlo Balzaretti
Di più, si potrebbe dire che la contemporaneità è
pianoforte | Musiche di Borne, Casella, Cattaneo, Rota, Tavener
il tra-passato-presente, la vita che sotto antiche
Torino, Accademia Albertina | domenica 23 novembre | ore 16,30
e nuove forme continua in barba al muto irrigidirsi
| FUGA LIBRE. L’ULTIMO CONTRAPPUNTO | Ensemble SpazioMusica
delle cose.
| Musiche di Bach, Boggio, Oppo, Petrassi, Piazzolla
Parafrasando Rilke, che non a caso compare nel
Cuneo, Sala San Giovanni | sabato 29 novembre ore 14,30 |
secondo concerto, vorremmo riconoscere un ruolo
NUOVISSIMA – IL MONDO DEI VINTI: FOTO-SUONI PER PARALUP |
insostituibile al passato e a ciò che talvolta viene
il Duo Alterno | Musiche di Lerda, Nono, Piacentini
sbrigativamente bollato come “trapassato”, anche
Torino, Accademia Albertina | domenica 30 novembre ore
e soprattutto nella creatività contemporanea: «Gli
16,30 | FORMALEINFORMALE | Ensemble ImprovvisoFantasia |
uomini dicono sempre tutto così chiaro: questo si
Musiche di Cage e Stockhausen
chiama cane, quello casa, e qui è l’inizio, là la fine.
Asti, Archivio di Stato | sabato 6 dicembre ore 21,15 | CENTO
Fermatevi! A me piace sentire le cose cantare, voi
PASSACAGLIE | Mattia Laurella flauto traversiere & Gian Luca
invece le toccate e così diventano rigide e mute».
Rovelli cembalo | Musiche di Bach, Frescobaldi, Galanti, Ligeti
Nella distanza che la Storia ci consegna, anche
quando è Storia di cose umili («continuavo a cercare
Ingresso libero
la vita proprio dove la vita si spegneva» scrive Nuto
Revelli in Il popolo che manca), si crea uno spazio, aria
Informazioni:
vitale ricca di ossigeno, il respiro per chi vive oggi e,
Rive-Gauche Concerti
lasciando cantare le cose, inventa ciò che prima era
[email protected]
www.rivegaucheconcerti.org
impossibile. (riccardo piacentini)
25
ESTOVEST FESTIVAL 2014
XIII edizione
20 ottobre – 6 dicembre
L’edizione 2014 ha come tema ‘La pelle’,
elemento simbolico che caratterizza molti
aspetti dell’umano agire e delle sue molteplici
espressioni e prospettive. Una di queste è quella culturale che ha fondamento nell’elemento
Torino, Statuario del Museo Egizio | lunedì 20 ottobre 2014 | ore
dell’identità così come è concepita nel progetto
20,30 | Mario Caroli flauto, Michele Marelli corno di bassetto, Claudio
multimediale del compositore Yuval Avital per
Pasceri violoncello | Musiche di Sciarrino, Saariaho, Stockhausen | In
Xenia Ensemble.
occasione di questo concerto sarà eseguito il brano del vincitore di
ESTOVEST CALL FOR SCORES 2014
Altro aspetto è quello relativo alla conservazione
dell’identità post-mortem e all’immortalità simTorino, Teatro Vittoria/tbc | 24 ottobre 2014 | ore 21 | Genova,
bolizzata dall’imbalsamazione; a tal proposito il
Teatro della Tosse | 25 ottobre 2014 | ore 21 | Progetto a cura
programma per lo Statuario del Museo Egizio che
di Yuval Avital per quartetto d’archi e installazione video | Xenia
Ensemble & Yuval Avital (I esecuzione assoluta)
includerà artisti del calibro di Caroli, Marelli e
Pasceri.
Torino, Superbudda | 31 ottobre 2014 | ore 21 | Caraglio, Il
Filatoio | 1 novembre 2014 | ore 17.30 | OUT OF CAGE | Simone
Una ulteriore prospettiva si fonda sulla creatività
Beneventi percussioni, Flavio Virzì chitarra e basso elettrico |
con cui l’uomo ha trasformato sostanze inerti in
Musiche di Cage, Garau, Manfrin, Mancuso, Romitelli, Nova
mezzi di espressione artistica: la pelle è la materia
prima utilizzata per la costruzione di generatori
Torino, Folkclub | 14 novembre 2014 | ore 21,30 | Caraglio, Il
di suono di numerosi tipi; a questo si aggiunge
Filatoio | 16 novembre 2014 | ore 17,30 | Naomi Sato sho & Xenia
Ensemble quartetto d’archi | Musiche tradizionali giapponesi e
un’investigazione sull’evoluzione degli strumenti
di Takemitsu, Hosokawa e Sato (I esecuzione assoluta – versione
stessi e dell’approccio ad essi che i musicisti hanno
riveduta)
sviluppato.
Torino, Superbudda | 15 novembre 2014 | ore 21 | Naomi Sato
Ad essa sono dedicati il concerto del duo Beneventi& DJ Vaghe Stelle | Progetto di improvvisazione collettiva con
Virzì impegnati in un repertorio di brani caratterizelaborazione elettronica in tempo reale
zati da una sofisticata ricerca timbrica ed il progetto
con Naomi Sato, musicista formatasi in tradizioni
Cuneo, Sala San Giovanni | 29 novembre 2014 | ore 16
I NUOVISSIMA – IL MONDO DEI VINTI: LA NOSTRA PELLE |
musicali diverse e specializzata nello sho (organo
Xenia Ensemble | Musiche di Merkù, Pousser, Ligeti, Zorn,
a bocca giapponese) oltre che nel sassofono: due i
Lutoslawski, Pierini
programmi, uno con Xenia Ensemble di musiche
tradizionali accostate a composizioni contemporanee,
Torino, sala da confermare | 6 dicembre 2014 | ore 21 |
e l’altro insieme al DJ Vaghe Stelle, in un concerto di
IN THE MIDDLE OF THE NIGHT, ONE DAY: dialogo tra Ipazia
e Galileo | a cura di Martin Mayes e Eilis Cranitch con gli
musiche improvvisate ed elaborate elettronicamente.
studenti del Liceo Artistico ‘Passoni’ di Torino
Il festival dedicherà poi una giornata a Nuto Revelli e
dalle tradizioni musicali piemontesi (‘la nostra pelle’)per
Informazioni:
la quale Stefano Pierini realizzerà una nuova compoAssociazione Xenia Ensemble / ESTOVEST FESTIVAL
sizione per lo Xenia Ensemble basata sui documenti
Tel. +39.331.4320950
sonori della Fondazione Revelli.
[email protected]
Infine un progetto didattico di musica e teatro coordinato
www.estovestfestival.it
da Martin Mayes ed Eilis Cranitch che si svolgerà
I programmi qui pubblicati potrebbero subire
presso il Liceo Artistico ‘Passoni’ durante il quale sarà
qualche modifica. Il programma definitivo sarà
pubblicato sul sito entro la fine del mese di
sviluppato, attraverso una serie di laboratori, il tema
giugno.
della rassegna.
26
Memoria storica: le prime esecuzioni assolute nei 36 festival precedenti
s$)%4%2!#+%2
1-Drei Gesänge
2-Aber die Winter
3-Menschen Herz
4-Gebet
Deus refugium
s+,!53!'%2
5-Duino I
s&2!.'():!,):!$%(
6-First words
s,5#!!.4)'.!.)
7-Poèmes écartés
s$!6)$%!.:!'()
8-Oiseau triste
s,)6)/"!,$)33%2!
9-Occhio che vedi il sole
nascer
s4):)!./"%$%44)
10-Mattino
s"%2.!2$)./"%'')/
11-Downtown
s!,%33!.$2!"%,,)./
12-S’innalza un canto su
triangoli alti
s-!52):)/"%./-!2
13-Sogno di una notte di
mezza estate
s$!.)%,%"%24/44/
14-Chopin, Smetterling,
Flötenspiel
s3/.)!"/
15-Pronto, chi fischia
s#!2,/"/##!$/2/
16-A qualcuno piace tango
s,%/.!2$/"/%2/
17-Exclamatio
18-Ich weiss nicht
19-Romanze zur Nacht
20-Der Schatzgräber
21-Rituali
22-Le temps et son double
23-Parties diverses
24-Cadmo
s&)/2%.:/"/.!.3/.%
25-Ehi, Drago, svegliati
s')/6!..)"/.!4/
26-Rückuckuck
s,)4#(/"/2)33/6
27-Per flauto e piano
s-!52/"/24/,/44)
28-Foglie
s'),"%24/"/3#/
29-Di volo
30-Brechtlieder
31-Last blues
s,5#"2%7!%93
32-Parametric permutation
s*/3%,5)3#!-0!.!
33-Feed-back
s%,%.!#!-/,%44/
34-Berceuse
s.)#/,!#!-0/'2!.$%
35-Hölderlied
s"%00%#!.4!2%,,)
36-Nur wer die Leier
s')!.#!2,/#!2$).)
37-Appello nella lontananza
38-Nel cielo infinito
s')5,)/#!34!'./,)
39-Tre Haiku
40-Doppio quintetto
41-Tre movimenti d’acqua
42-Quattro canti di Omar
Khayyam
43-4 Poèmes
44-Ocarina
45-Le azzurre campane della
sera
46-Fünf Trakl lieder
s&2!.#%3#/#!452!./
47-Morgenstern
48-Di fianco a Betelgeuse
49-Le roi déchu
50-E lo gnomo scomparve
s#/34).#!:!"!.
51-Pneuma-Vorstellung
s-)(!)-)42%!#%,!2)!.5
52-Aus
53-Trio
54-Evian
s"25./#%2#()/
55-L’ombra segreta del mirto
s,5#)!./#(!),,9
56-Eloi!
s-!2#/#()!00%2/
57-Trautrümmer
58-Florens
s')/6!..)#)-!
59-In die Gosse
s')53%00%#/,!2$/
60-Flautotreno
s!,"%24/#/,,!
61-Abyssus abyssum invocat
62-Das Mädchen sizt daheim
63Nec maris ira manet
64-Voce d’ombra
s')/2')/#/,/-"/
TACCANI
65-Richiamo da lontano
66-Stati d’animo
s3),6)!#/,!3!.4)
67-Aber allesvergeth
68-Memorie scolorite
s,5#!#/2)
69-So last mich scheinen
s%.2)#/#/22%'')!
70-Irrlicht 2
71-Voli
72-Samek-Shin
73-Urrlicht
74-L’abîme évanoui
75-Quartetton.2
76-The bells of sleep
77-Trauerlied
78-Die Kürze
79-Who du gehst
80-Le pietre del silenzio
81-Zypressen
82-Come vaso l’abisso
83-Das Einhorn
84-Miroir étalé
85-Wenn hinter dir di Möwe
86-Le valli di Har
87-Wiegenlied für Alma
88-Océan
89-Musik für das Ende der
Tage:Requiem
90-Das Mädchen von Inistore
91-Miserere
92-In der Nacht
93-Ecce quomodo moritur
94-Apocalypsis
95-In the morning
96-The night you sleep
s,)6)5$!.#%!.5
97-Andamento
27
98-Aliquote
99-Climax
s*!-%3$!3(/7
100-See-Saw
s#/2.%,)3$%"/.$4
101-Auxce Bon Youre
s2%.!4/$%'2!.$)3
102-Reitia: adrigale e musica
della notte
s&),)00/$%,#/2./
103-ita di Afrodite
s%$)3/.$%.)3/6
104-Reflets
s$/..!#(!$%..%(9
105-Flashbulb
s'5)$/$/.!4)
106-Bruitology
s&2!.#/$/.!4/.)
107-Midi
s,5#)!$/..).)
108-Lied
s$!6)$$5#2/3
109-Jetzt hier
s(5'5%3$5&/524
110-Noche oscura
s,5)')%30/3)4/
111-Meisô Basho
s'5)$/&%22!2%3)
112-Recital for Ador
113-Dolce ma non troppo
114-Primordi
115-Wirbel
116-Pometto
s2)#(!2$&%34).'%2
117-Song of praise
s3/4)2)3&/4/05,/3
118-O vos omnes
s#(2)34/0(%2&/8
119-Auf dem Zweig
s-!44%/
FRANCESCHINI
120-Einst
121- Les combinaisons des
miracles
s2%.!5$&2!.±/)3
122-Piccola aria della sera
123-Lever de soleil
s0!/,/&52,!.)
124-Klee Lieder
s7/,&'!.''!.+/&.%2
125-Reinigung
28
s-!2)/'!254)
126-Sabbia
s')53%00%'!6!::!
127-Ogni orizzonte ha la sua alba
128-Knoot
129-Sul fiume
130-Firulì firulà
131-Hälfte des Lebens
132-Die Sonne
133-Quasi una sonata
134-Amicus meus
135-Ofisis
s$/-%.)#/')!..%44!
136-Nenia
137-Il duello di Argante e
Tancredi
s*/.')"3/.
138-A short piece
s,/2%.:/')2/$/
139-Music of a bird
s')53%00%')5,)!./
140-Tempi della mente
s-!2).'/,%-)./6
141-Chante, moisson
s$/-%.)#/'5!##%2/
142-Matrix, filo rosso
s!,6!2/'5)"%24
143-Del aire II
s6/,+%2(%).
144-Buon Natale, fratello Fritz
s-!2)!4%2%3!)--/2-)./
145-Fuggevoli attimi
cristallizzati nel tempo
s!249/-+)146-Drei Gedichte von H.Heine
s#!2-%,/,!#%24/3!
147-Déjà vu
s#,!5$%,%&%"62%
148-Vertigo
s(/234,/(3%
149-Nachtstück I-II
s25''%2/,/,).)
150-Ineffabili assenze
s$!.)%,%,/-"!2$)
151-Rondellus
s%.2)15%8-!#)!3
152-Morgengesang
153-Souvenir n.2
154-Transparencias
155-Clair de lunes
156-Impromptu I
157-Les adieux
158-Clare I
159-Quartetto
s$!2)/-!'')
160-Flatus
s!,%33!.$2/-!').)
161-Unheilbare Melancholie
des Steines
s-!44%/-!,!6!3)
162-Le prolétaire des dieux
s*!6)%24/22%3
MALDONADO
163-Alborada
s0!/,/-!.&2).
164-Repers
s&2!.#/-!..)./
165-Rondel-In park
s')!#/-/-!.:/.)
165-Echi
s,5#!-!2#/33)
166-You, wind of March
s%5'%.-)(!)-!24/.
167-Die Tauben des Fernen
s-!2#-%,,)43
168-Farfalle cotte
s7),,9-%2:
169-Aus Sulika Buch
170-AnSonette an Orpheus
171-Brisure
172-harm
173-En ces jours lointains
s#/34).-)%2%!.5
174-Rumore
s&2!.#)3-)2/',)/
175-Lettre à une amie
venitienne
176-Reliefs vibrants
s!.$2%!-/,)./
177-For Gray Flash Over
178-Life songs
s-!2#/-/,4%.)
179-Saturnia Pyri
s6)44/2)/-/.4)3
180-Monade
s)6!.-//$9
181-Crocifissione
182-Passione popolare
183-Preghiera
s%..)/-/22)#/.%
184-Corto ma breve
185-Abenddämmerung
s&!")/.)%$%2
186-Terracotta
187-O Erd
s*5(!.).5/26!,!
188-Taylor’s lament
s%-!.5%,%
PAPPALARDO
189-Dry salvages
s&2!.#%3#/0%..)3)
190-Achantis
191-Nuit sans étoiles
s!,'&2%$0%3#(%+
192-Kantaoui
s2)##!2$/0)!#%.4).)
193-Serenata per un fischietto
194-fffortissimo con triangolo
s')/2')/0,!.%3)/
195-E guardo la viola che
splende
s2)4!0/24%2!
196-Wir führen allein
197-Due liriche dimare
198-Echi
199-Tenebrae factae sunt
200-Passerò per piazza di
Spagna
s')!..)0/33)/
201-Egalité
202-Jeu de miroirs
203-Zwei Bachmann Lieder
s96%302).
204-In circolo
s7%.#(%.1).
205-The spirit of the
mountains
206-Moment musicale
s(/2!4)52!$5,%3#5
207-Symbolic illogico pus 34
208-The inner time opus 42
209-Unde incotro
210-Do emerge ultimate
silence
211-Sensual sky opus 62
s&!534/2!::)
212-Musica a cinque
s0!/,/2%./34/
213-Studio per un Samurai
214-Commento
s-!2#/2)#!'./
215-Sunt fruges
s0!,/2)##)
216-Germogli
s,5#)!2/.#(%44)
217-Di geografie rinascimentali
218-Stanza degli orologi in
frantumi
s+!*!3!!2)!(/
219-Aussicht
s!52%,)/3!-/2Ì
220-Flageolets
s%.2)15%3!.:
220-Quintetto
29
Elisabetta Capurso: Le parole sono di tutti
Elaborazione libera della compositrice dai testi di Eugenio Montale, James Joyce,
Costantinos Kavafis, Elisabetta Capurso
EUGENIO MONTALE
le parole
sono di tutti
Satura (1962-1970)
da LE PAROLE
le lingue miste, un’olla
podrida di più gerghi, di bestemmie e di risa.
da A TARDA NOTTE
JAMES JOICE
Si
Yes
Chi? Who?
breve sillaba. Una breve (risata)
Giacomo Joice (1911-1914)
Hillo Ostler Hillohoo
ELISABETTA CAPURSO… e mi volto indietro... (frammenti poetici) (1981?)
negli occhi
tutto
e
ricordo
orbite vuote
a guardare
il passato
COSTANTINOS KAVAFIS
Settantacinque Poesie
da PER QUANTO STA IN TE (1913)
e se non puoi la vita che desideri
non sciuparla
con troppe parole
in giro
fino a
nauseante estranea
[pron. ten zoé]
[pron. os più nà]
[pron. sa mià xéne fortikè]
Elisabetta Capurso dicembre 2003
30
revisione 2013
Paolo Santini si racconta
Nacqui il primo aprile del 1929 sulle alture della Sila da madre cuneese e padre di San
Marino. Dall’infanzia viaggiai di cantiere in cantiere per tutta l’Italia. In seguito la famiglia si stabilì a Vistrorio, piccolo paese della Valchiusella vicino a Torino. Esperienza
amara: la fine della guerra mi portò via mio padre. La frequentazione dell’Accademia
Albertina di Torino mi diresse definitivamente verso le arti plastiche. Nel 1949, partito
per l’Algeria, tra i cantieri di mio zio, trovai la serenità e le emozioni trascorse nelle vacanze con mio padre. Dimenticai gli studi di disegno e di scultura. Vissi intensamente,
finalmente libero.
Nel 1957 volli ritornare in Italia e feci scalo a Parigi. Ma incontrai André Dahan che
mi propose di disegnare con lui; e i giorni passarono: Parigi fece il resto e vi rimasi.
Ogni momento libero lo dedicavo al disegno e alla pittura. Nel 1958 incontrai Pierette:
ella fu il cemento che stabilizzò la mia vita. Ci stabilimmo a Montparnasse. Nel 1967 ci
spostammo nella città di Véron, nei grandi caseggiati del giardino d’inverno del Moulin
Rouge dove soggiornarono Jacques Prévert e Ursula Vian. Nel 1977, con la costruzione
del Centre Pompidou, ci venne il desiderio di aprire una galleria presso quel nuovo edificio: l’Atelier Paolo Santini, 88, rue Saint Martin, dove esponevo il mio lavoro: disegni,
sculture, oggetti, pitture, con l’idea di rinnovare il tempo degli atelier del Rinascimento.
Nel 1981 lasciammo, a malincuore, Véron e ritornammo a Parigi in rue Santin Martin.
Nel 1983 acquistammo una vecchia fattoria a Chartèves, quattro edifici in aperta campagna con alberi, un ruscello, laghetti invasi da crescione e da rane e, intorno, la fauna
descritta da Lafontaine.
Oggi, con Pierette, rifaccio il percorso a ritroso della mia vita artistica sforzandomi di
decifrarne il senso.
Paolo Santini
31
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