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8 Agosto 2014

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N. 30
Venerdì
8 Agosto 2014
Periodico settimanale
Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in
Abbonamento Postale -D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004 n. 46)
art. 1, comma 1, DCB
Fil. di Perugia Uff. A/P
GIORNALE LOCALE ROC
1,10 euro
CONTIENE I.P.
PERUGIA
Galleria nazionale:
rispunta a sorpresa
la Corte Farnese
21
DIOCESI CASTELLO
L’ingresso di
mons. Marconi
a Macerata
22
DIOCESI ORVIETO
I giovani dell’Ac
scoprono i santi
di Torino
24
ALVIANO
Un paese in cui
l’ambizione è fare
il “portantino”
27
GUALDO TADINO
Per san Facondino
grande Via crucis
e novità
29
GUBBIO
Volontari al Campo
della Caritas
in Kosovo
30
Il fatto
CRISTIANI PERSEGUITATI
Per il 15 agosto la Cei indice una
giornata di preghiera per la pace
nei Paesi in cui i cristiani sono più
duramente colpiti, con un appello
contro la “cecità” dell’Europa. La
situazione a livello mondiale
13
COMMENTO AL VANGELO
Il 10 agosto viene consacrato
vescovo don Paolo Giulietti.
Così, restando nella diocesi di
Perugia - Città della Pieve, darà
una mano ancora più “forte” al
card. Bassetti. Li abbiamo
intervistati entrambi su questa
ennesima bella novità che
premia le Chiese dell’Umbria.
Scopriremo inoltre don Paolo
“visto da Roma”, nonché il
significato del suo stemma e
motto episcopale
Con questo numero vi auguriamo una buona estate.
Anche LA VOCE fa una pausa.
Appuntamento a venerdì 5 Settembre
3-7
l’editoriale
Entrò uno e disse:
“È morto Paolo VI”
di Elio Bromuri
E
ra un giorno d’estate, il 6 agosto
(1978), come oggi, mentre scrivo
queste poche righe. Mi trovavo con
amici in montagna al Passo della Mendola
insieme a protestanti, ortodossi e cristiani
di altre confessioni per un corso di
ecumenismo e dialogo. Nel bel mezzo di
un incontro, una persona interrompe il
discorso e dà notizia che è morto Papa
Montini, Paolo VI. Vi fu intensa
commozione, e venne aperta una
riflessione sul personaggio. La notizia
dov’è? Sta nel fatto, credo inedito, che
alcuni evangelici avevano le lacrime agli
occhi. È famoso e proverbiale l’antipapalismo dei protestanti, molti dei quali
in passato avevano identificato il Papa con
8
Parola a...
Sanità
Il card. Bassetti ripercorre l’epopea di fra’
Giovanni da Pian del
Carpine, da Magione
alla Corte del
Gran Khan
La Regione ha varato
un Piano “taglia - liste
d’attesa”. Sarà esteso
anche l’orario di utilizzo delle strutture
diagnostiche
19
l’Anticristo. Perché questa inattesa
commozione? Perché lo avevano
conosciuto di persona in qualche
occasione, ad esempio nella presentazione
delle prime traduzioni interconfessionali
del Vangelo in lingua italiana corrente, le
prime traduzioni da tempo completate per
tutta la Bibbia (la famosa Tilc, Traduzione
interconfessionale in lingua corrente)
pubblicata da una casa editrice cattolica,
LDC, e una protestante, Claudiana. Oggi
Papa Francesco fa spesso riferimento a
Paolo VI, esaltandone la lungimiranza e
citando come del tutto attuali i documenti
da lui emanati. Credo anche che Francesco
si senta in sintonia con Montini come
persona e come stile pastorale. È Paolo VI
che ha tagliato via i segni del potere
papale, il triregno, l’Ordine della nobiltà
vaticana e altri orpelli. È riconosciuto da
personalità di ambito ecumenico come un
vero cristiano. Commentando la sua visita
al Consiglio ecumenico delle Chiese di
Ginevra nel 1969, dove si presentò
dicendo: “Io sono Pietro”, un personaggio
di quell’ambiente disse: “Credevamo di
Si concludono le riflessioni sulla
Parola a cura dei coniugi Sereni,
che ringraziamo. Da settembre ci
accompagnerà una nuova famiglia
12
28
Papa Francesco
Assisi
In Corea del Sud per la
Giornata della gioventù
asiatica. Evento che sarà
vissuto da migliaia di
persone e nel ricordo
dei martiri
Il 12 agosto avrà ufficialmente inizio il
Sinodo, il primo dopo
oltre settant’anni, e
che impegnerà la diocesi per un anno
incontrare un principe, un sovrano,
mentre si mostrò come un semplice
cristiano”. L’umanità e la profondità di
sentimenti di Papa Montini si sono
espresse al mondo in occasione della
tragica vicenda del sequestro e uccisione
di Aldo Moro e della sua scorta. Chi lo ha
ascoltato allora non potrà dimenticarlo, il
grido di dolore quasi soffocato
dall’angoscia, e pur sospinto verso una
soprannaturale speranza (13 maggio
1978): “Tu non ci hai ascoltato, o Dio della
vita e della morte”, come il grido di Giobbe
ferito nella sua stessa carne. Soprattutto
Paolo VI lo ricordiamo e lo ricorda la storia
della Chiesa e dell’umanità come colui che
ha guidato e condotto a termine il Concilio
come un esperto pilota. È stato detto che
Giovanni XXIII ha fatto decollare l’aereo,
ma chi ha guidato il volo e l’ha fatto
atterrare è stato Montini, l’esile Pontefice
che la stampa descriveva come fosse un
Amleto incerto e dubbioso. In questi giorni
di violenza e di guerra vera e propria,
sembra giusto ricordare il grande discorso
in cui Montini, un Papa per la prima volta
14
nella sede dell’assemblea generale
dell’Onu (4 ottobre 1965), grida e ripete
con insistenza in francese a quei
rappresentanti di tutte le nazioni: “Mai più
la guerra, mai più la guerra”. Noi in
Umbria abbiamo molti motivi di ricordo di
questo Papa che non deve essere
dimenticato; a Perugia, in modo
particolare, ha lasciato un segno che in
qualche modo continua nella biblioteca
“Giuseppe Toniolo”, in parte a lui dovuta,
frutto dell’amicizia con don Luigi Piastrelli
che lo aveva preceduto come assistente
nazionale della Fuci (Federazione
universitaria cattolica italiana), che in
questi giorni sta celebrando a Camaldoli la
sua Settimana teologica. Questa memoria
che mi si è quasi imposta naturalmente e
semplicemente per la coincidenza di una
data da non sorvolare: la festa della
Trasfigurazione, ma può anche servire per
collocare l’azione pastorale di Papa
Francesco nel grande alveo di una Chiesa
che scorre nei secoli come un grande
fiume, sempre capace di ricevere affluenti
e rivoli da ogni parte.
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
LA VOCE
MONS. GIULIETTI VESCOVO
Domenica
arriverà in
diocesi a piedi,
partendo da
Assisi, in
pellegrinaggio.
Allo stesso
modo si è
preparazione
all’ordinazione,
con un ritiro
spirituale in
cammino sulla
via di Loreto
Mons. Paolo Giulietti si racconta
a La Voce e a Umbria Radio
Don Paolo,
da prete
per i giovani,
a Vescovo
di tutti
N
on è usuale che un Vescovo
eletto si prepari all’ordinazione episcopale camminando.
Che lo faccia don Paolo Giulietti non
sorprende chi lo conosce, chi sa della sua passione che ha tradotto anche in termini teologici e antropologici per spiegare il valore e il significato del pellegrinaggio. Così, nell’intervista rilasciata a La Voce e a Umbria Radio don Paolo racconta anche
che il pellegrinaggio a piedi da Loreto ad Assisi sarebbe stato la sua
“settimana di ritiro” e che il giorno
dell’ordinazione “entrerà” in diocesi
a piedi, partendo da Assisi.
Mons. Giulietti, qual è stata la sua
prima impressione quando ha ricevuto la nomina a Vescovo?
“L’ho accolta come un momento importante della vita, perché si tratta di
una modalità nuova di essere a servizio della Chiesa.
Cosa cambia nella diocesi?
“Dal punto di vista strettamente operativo, il vescovo ausiliare è vicario
generale della diocesi, quindi il mio
lavoro rimane lo stesso. Dal punto di
vista della rappresentanza della diocesi, questo nuovo incarico comporterà qualche impegno in più, come
in occasione della visita pastorale in
cui sarò più direttamente coinvolto”.
E c’è uno stato sacramentale nuovo…
“Sì, e implica una partecipazione diretta al collegio apostolico, il cui interesse va al di là della sola città di
Perugia, è una fraternità e una responsabilità più
ampia. Vescovo ausiliare è un modo
diverso di aiutare il
vescovo, un ausilio
fraterno fondato
sulla condivisione
dell’episcopato”.
Le sue parole ci
introducono nel
tema della comunione ecclesiale
…
“Volevo, infatti, insistere su questo
fatto. A Perugia
stiamo assistendo
da diversi anni ad
una visione collegiale della chiesa
per quello che riguarda il modo di
esercitare il ministero presbiterale
con le unità pastorali che chiedono
ai preti di non lavorare più da soli,
ma collaborare con i fratelli su uno
stesso territorio. Abbiamo, anche
con il Sinodo, una visione di chiesa
collegiale nel suo insieme, dove tutta la comunità dei fedeli è responsabile nella vita di comunione e missione della chiesa. Per questo avere
a Perugia l’immagine anche di un
episcopato collegiale accredita ulteriormente questa visione collegiale
su cui anche il Papa ha insistito molto parlando di una chiesa di popolo
in cui tutto il popolo è responsabile,
“Avere a
Perugia
l’immagine
anche di un
episcopato
collegiale
accredita la
visione
collegiale
della Chiesa
su cui anche il
Papa ha
insistito
molto
parlando di
una Chiesa in
cui tutto il
popolo è
responsabile
della vita e
dell’agire
della
comunità
cristiana”
in virtù del battesimo, della vita e
dell’agire della comunità cristiana”.
Come si può spiegare a chi non
crede questa realtà in cui tutte le
parti cooperano seppure in modi
diversi, ma che non si chiama democrazia?
“La Chiesa è una collegialità in cui
non si vota, modellata sull’immagine
trinitaria, dal punto di vista teologico,
e familiare, dal punto di vista antropologico. In una famiglia non si vota,
però si decide insieme nel rispetto
dei reciproci ruoli dove tutti sono
coinvolti e protagonisti, anche i più
piccoli”.
È stato un anno eccezionale per la
nostra Chiesa che ha avuto un cardinale dopo un secolo e mezzo e un
vescovo dopo diversi anni. Cosa
vuol dire questo per una Chiesa?
“Credo voglia dire una maggior responsabilità nel rispondere a questi
imprevedibili doni. Come tutti i regali sorprendono perché non legati
ad un merito, ma all’amore di chi li
dà. Penso quindi che la nostra Chiesa è chiamata ad essere più collegiale e più missionaria e a cogliere questo ‘raddoppio’ degli apostoli come
una sollecitazione ad essere maggiormente apostolica, coinvolta
nell’‘essere in uscita’, nel guardare
al di fuori dei propri confini alla luce
del Vangelo, come dice Papa Francesco”.
Si può dire che lei è un vescovo del
Concilio perché è nato in quegli
anni e si è formato con la teologia
conciliare. Come è nata la sua vocazione?
“È nata nella parrocchia
di Case Bruciate con don
Antonello che, purtroppo,
è scomparso il 22 novembre scorso. È nata nell’ambito dell’oratorio, nei
campeggi, nel lavoro della pastorale
giovanile come desiderio di servire
soprattutto le nuove generazioni, e
infatti dopo il Seminario ho studiato
Pastorale giovanile. Ma è nata anche
nella riscoperta del valore della diocesi, negli anni in cui mons. Pagani,
che per me è stato molto importante,
faceva la Consulta dei giovani e il
primo convengo “Giovani verso il
Terzo millennio” aiutando i giovani a
vivere un nuovo senso di appartenenza e di responsabilità nella Chiesa diocesana. E don Antonello in
questo era molto vicino a mons. Pagani e la sua era una parrocchia in
cui i ragazzi avevano molto spazio”.
Poi è entrato in Seminario…
“E dopo il seminario ho chiesto di
studiare pastorale giovanile e quando sono tornato sono stato incaricato della Pastorale giovanile diocesana, avendo peraltro sempre lavorato
con i giovani. Ho seguito varie associazioni giovanili perugine come l’Azione Cattolica, la Fuci, gli obiettori
di coscienza della Caritas con cui ho
vissuto per cinque anni a Montemorcino, finché non sono stato chiamato nel 2001 a Roma per diventare
responsabile del Servizio di pastorale giovanile nazionale. Ci sono stato
fino al 2007, ed è stata un’esperienza di grande spessore umano e spirituale”.
Con la preparazione delle Gmg è
stato a contatto con realtà di altri
continenti. Che cosa le è rimasto?
“Innanzitutto che non ci possiamo lamentare di casa nostra, perché c’è
chi sta peggio. Poi mi ha fatto crescere vedere modi diversi di essere
Chiesa, a partire dalle esperienze degli italiani all’Estero tra tradizioni
antiche e aperture alle realtà in cui
sono inseriti. Le Gmg sono stati momenti molto preziosi, al di là della fa-
In Cattedrale l’ordinazione
episcopale di mons. Giulietti
N
3
ominato da papa
Francesco vescovo
ausiliare
dell’Archidiocesi di Perugia
Città della Pieve e titolare di
Termini Imerese lo scorso
30 maggio, mons. Paolo
Giulietti riceve
l’ordinazione episcopale
domenica 10 agosto, festa
liturgica di san Lorenzo,
diacono e martire, cui è
dedicata la cattedrale di
Perugia. Alle ore 18, alla
presenza di diversi
arcivescovi e vescovi anche
di fuori regione e di
numerosi sacerdoti,
religiosi e fedeli laici,
mons. Giulietti verrà
ordinato vescovo dai
cardinali Gualtiero
Bassetti, arcivescovo di
Perugia e vice presidente
della Cei, Ennio Antonelli,
presidente emerito del
Pontificio Consiglio per la
Famiglia e già arcivescovo
di Perugia, che ordinò
mons. Giulietti sacerdote
nel 1991, e mons. Giuseppe
Chiaretti, arcivescovo
emerito, durante il cui
episcopato mons. Giulietti
ha ricoperto l’incarico di
responsabile dell’Ufficio
nazionale per la Pastorale
giovanile della Cei. Nella
Cattedrale sono attesi tanti
fedeli e tra questi i suoi ex
parrocchiani, una nutrita
rappresentanza di membri
della Confraternita di San
Jacopo de Compostela in
Perugia (di cui mons.
Giulietti è assistente
spirituale), amici e
collaboratori del periodo in
cui ha prestato servizio in
Cei, e anche una
delegazione di fedeli
dell’antica Diocesi di
Termini Imerese in
provincia di Palermo, della
quale mons. Giulietti ha il
titolo.
tica e delle difficoltà organizzative”.
Poi dal 2007 è rientrato in diocesi
…
“Sono diventato parroco di Ponte San
Giovanni , dove ho trovato già una
realtà giovanile molto viva. Qui sono
stato incaricato di fare l’unità pastorale. C’era già una collaborazione
strutturata con Balanzano e Pieve di
Campo ma ho portato avanti questo
modo nuovo di essere presenti come
chiesa sul territorio, con qualche fatica ma anche con la gioia di vedere
condivise dalla gente tante scelte e
tanti percorsi. Sono stati per me, come prete, gli anni più belli. E questo
finché nel 2010 il cardinale Bassetti
che mi ha chiamato a diventare vicario generale. Ho comunque sempre continuato a fare il prete in parrocchie che per varie vicissitudini
non lo avevano”.
Una filo rosso della sua vita è il pellegrinaggio, soprattutto a piedi.
“Il pellegrinaggio l’ho scoperto soprattutto grazie all’attività giovanile e
alle GMG. Dal 1994 ad oggi non è
passato un anno senza che facessi
un’esperienza di questo tipo: a piedi,
in bicicletta e, anche, in canoa! Credo che sia un’esperienza molto significativa, ho anche teorizzato quali sono le dinamiche che vi si innescano dal punto di vista antropologico e spirituale”.
Siamo quasi al trentennale del
convegno “I giovani verso il Terzo
millennio”. Quell’intuizione di
mons. Pagani cosa ha lasciato?
“Quell’intuizione non è mai morta
perché da essa è nata la Pastorale
giovanile diocesana di Perugia, che
non ha mai smesso di attenzionare i
giovani con le risorse disponibili sia
umane che economiche. Ed è nata
l’idea di portare avanti la pastorale
giovanile a livello diocesano perchè
non basta al giovane l’orizzonte della sua parrocchia. Pagani aveva idee
molto lungimiranti sui giovani che
devono essere protagonisti della
missione della Chiesa e della presenza nel mondo e su questo dobbiamo insistere di più per rendere i
giovani non solo buoni cristiani, ma
anche onesti cittadini. Lo stesso Papa Francesco ha parlato ai giovani di
impegno sociale, politico, di un’evangelizzazione di vita negli ambienti dove vivono, lavorano, studiano”.
Uno degli incarichi che le sono stati affidati è quello di direttore di
Umbria Radio. Quanto è importante la comunicazione in una diocesi?
“È importantissima, perchè tutto
quello che è la missione della Chiesa passa attraverso la relazione, sia
quello che si vive gomito a gomito
nelle parrocchie, sia attraverso i media, che sono un modo per far raggiungere la voce della Chiesa al
maggior numero di persone. Non si
vive solo di relazioni fisiche, ma anche virtuali”.
M. R. Valli - F. Locatelli
LA VOCE
4
MONS. GIULIETTI VESCOVO
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
Amando “con le opere e nella verità”
L
a scelta dello stemma è
certamente uno degli
atti che rivelano quello
che c’è dietro, si può dire, a
tutto il complesso di
dichiarazioni e di motivazione
che il nuovo Vescovo intende
nel profondo del suo sentire e
progettare. Nello stesso
tempo, è anche un’evidente
esternazione di ciò che di più
intimo vi è nella spiritualità e
nella formazione della
persona che tra tante
possibilità ha scelto proprio
queste due parole: Opere et
veritate (“Con l’azione e nella
verità”). Nel caso di don Paolo
Giulietti, ci sembra che
questo si verifichi in modo
esplicito. Nonostante altre
diverse possibili indicazioni
che potevano essergli
suggerite dalla sua
personalità e dalle sue
molteplici esperienze e
competenze, le due parole
scelte, pur in latino e derivate
da un contesto più ampio, si
prestano a una immediata
percezione e rivelano a chi
legge il volto invisibile della
persona: essenziale, concreta,
operativa. L’immediatezza del
significato, inoltre, si
arricchisce ancora riportando
le due parole al loro alveo
naturale da cui sono tratte: la
Prima lettera di Giovanni, una
delle più alte espressioni della
rivelazione del Nuovo
Testamento, quella, per
intenderci, in cui si evoca la
“definizione” di Dio come
“Amore”. Il brano scelto è
Il significato
dello stemma
scelto da
mons.
Giulietti con
il motto in due
parole, che
definiscono
con la
massima
chiarezza
gli ideali
evangelici che
lo guidano e
lo guideranno
quello in cui “il discepolo che
Gesù amava”, divenuto
apostolo, nella sua vecchiaia
scrive: “Figlioli, non amiamo
a parole e con la lingua, ma
con le opere e nella verità”
(1Gv 3,18). Un versetto prima
si è chiesto: “Se un uomo
possedesse dei beni e vedesse
il suo fratello nel bisogno e
chiudesse il suo cuore, come
può essere in lui l’amore di
Dio?” (v. 17).
Un commento che viene
spontaneo vede nella scelta
un chiaro principio di vita e
un’impostazione che intende
ILMOTTO
Mons. Paolo Giulietti ha scelto come
suo motto Opere et veritate e lo
spiega così: “È la conclusione di una
frase contenuta nella Prima lettera di
Giovanni (3,18): ‘Figlioli, non amiamo
a parole, né con la lingua, ma con i
fatti e nella verità” (opere et veritate).
Il motto vuole sottolineare la
centralità dell’amore nella vita della
Chiesa; un amore fattivo e onesto,
perché c’è bisogno di contrastare
l’amore ‘a parole’. Fa infatti più
notizia non il fare una cosa, ma dire
che verrà fatta. Ma le chiacchiere non
sono notizia: lo sono i fatti. Quindi,
amiamo con i fatti e nella verità”.
LO STEMMA
evitare parole inutili,
disquisizioni astratte,
polemiche verbali, sfoggio di
retorica e di forme esteriori di
religiosità apparente e
fuorviante, nell’intento di
condurre e ricondurre
l’impegno pastorale
all’essenziale, che si chiama
semplicemente “carità
operosa”, “verità di fede
illuminata”, cristianesimo
maturo. Nella scelta di don
Paolo non sembra esclusa
anche una certa allusione
critica e velata a forme di
pastorale fatta di
manifestazioni esteriori e
spettacolari, di cui nelle
polemiche sulle processioni e
sugli “inchini” della Madonna
si è molto discusso di recente.
Si direbbe quindi il motto di
un cristianesimo sociale serio,
senza fronzoli e infingimenti,
che, per usare una frase
stavolta di san Paolo, opera la
carità nella verità veritatem
facientes in caritate; “Non
siamo fanciulli sballottati
dalle onde, al contrario
vivendo secondo la verità
nella carità”: (Ef 4,14-15)
Elio Bromuri
Lo stemma episcopale si presenta
nella parte superiore con una fascia
orizzontale di colore rosso, il colore
dell’amore e della carità, all’interno
della quale sono disegnate tre
conchiglie bianche, il segno per
eccellenza del pellegrinaggio; tre, per
indicare i “pellegrinaggi maggiori”
della storia del cristianesimo: Roma,
Santiago de Compostela e
Gerusalemme. Nella parte inferiore è
disegnato un sole con la croce per
indicare lo splendore della verità,
manifestata in Cristo, “luce vera che
illumina ogni uomo”, dice
l’evangelista Giovanni (1,9),
soprattutto nell’ora suprema del suo
sacrificio pasquale. Lo sfondo è di
colore blu, il colore dell’idealità, del
Cielo, di quello che è la parte alta
dell’uomo.
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
LA VOCE
MONS. GIULIETTI VESCOVO
Il Cardinale
Bassetti spiega
il significato
della nomina
Bassetti: don Paolo
Vescovo ausiliare è
un “valore aggiunto
per tutta la regione”
L
a nomina cardinalizia
dell’arcivescovo di Perugia - Città
della Pieve ha inciso nella vita
dell’arcivescovo e in quella della stessa
diocesi. La accresciuta responsabilità
che il Cardinale Gualtiero Bassetti ha
nei confronti della Chiesa universale
rende più difficoltosa la cura della sua
diocesi in un modo che si è fatto sentire
nei mesi che sono seguiti alla nomina.
Così è maturata la decisione di chiedere
al Papa un aiuto che fosse di pari grado
nell’ordine della grazia, ovvero un
vescovo ausiliario. E non è la prima
volta che un arcivescovo di Perugia se
ne avvale. L’ultimo durante l’episcoato
di mons. Ferdinando Lambruschini, è
stato mons. Giovanni Benedetti,
nominato ausiliare sul finire del 1974
per poi diventare vescovo residenziale
di Foligno nel 1976. Prima di lui, con
mons. Raffaele Baratta, ci fu mons.
Agostino Ferrari Toniolo, ausiliare dal
1967 al 1969 e poi impegnato al servizio
della Santa Sede presso la FAO.
Eminenza, quale è la specificità di un
vescovo ausiliare?
“Intanto devo dire che questa nomina
ha una rilevanza non solo per la diocesi
di Perugia ma anche per l’Umbria. Don
Paolo è molto conosciuto in Umbria, in
tutte le diocesi, anche per il lavoro fatto
in Cei al Servizio di Pastorale giovanile.
E credo che la presenza di un vescovo
ausiliare a Perugia è un valore aggiunto
sia per Perugia che per la regione,
perchè è chiaro che poi lui collaborerà
condividendo gli altri vescovi la
5
Mons. Giulietti insieme al Cardinale Bassetti il giorno dell’annuncio della nomina a Vescovo
“Sarai padre di tutto
il Popolo di Dio”
responsabilità della pastorale
regionale”.
Il giorno dell’annuncio della sua
elezione a vescovo don Paolo con una
battuta disse che per lui, essendo già
vicario generale, “cambia tutto e non
cambia niente”…
“La battuta di don Paolo è vera perché
non cambia niente dal punto di vista
giuridico in quanto il vescovo ausiliare,
secondo il Codice di diritto canonico,
non ha nessun ruolo in più del Vicario
generale nel governo della diocesi. Ma
cambia anche tutto perchè don Paolo
con la consacrazione episcopale da
fratello e figlio è costituito padre, sposo
e pastore della Chiesa. L’anello che gli
sarà consegnato nel rito sottolinea bene
questa prerogativa. Questo lo porterà
ad un rapporto diverso con tutti.
Gliel’ho detto di recente: ‘ricordati che
sarai costituito padre, padre dei tuoi
preti, padre di tutto il Popolo di Dio. E il
libro del Vangelo che dai diaconi ti sarà
posto sulle spalle durante la
consacrazione come un giogo, esprime
la tua totale sottomissione alla Parola di
Dio’”.
In un primo momento, appena
nominato cardinale, non pensava di
aver bisogno di un vescovo ausiliare.
Come è nata questa decisione?
“Di dove nasce lo dice la parola stessa
auxilium, che vuol dire aiuto. Ho
chiesto al Santo Padre un aiuto
particolare, prima di tutto per esigenze
di ministero perché è in atto la Visita
Pastorale alla diocesi. È un impegno
importante che ha un significato
particolare anche perché vuol essere
uno strumento di verifica e di
attuazione, là dove è necessario, delle
Unità pastorali, che sono uno strumento
che in questo momento noi riteniamo
indispensabile per l’annuncio del
Vangelo nella nostra diocesi”.
Con la nomina cardinalizia si sono
anche accresciuti i suoi impegni sia
nella Chiesa, visto che riceve molti
inviti a molti eventi, sia nei confronti
della S. Sede…
“Sono impegnato nella Congregazione
per il Clero, nella Pontificia
Commissione per il dialogo ecumenico,
e poi sono anche Vice presidente della
Cei, incarico che si conclude in
novembre. L’impegno più grande, però,
come tempo ed energie, è quello di
membro della Congregazione per i
Vescovi per la quale vado a Roma ogni
15 giorni e devo giungervi preparato, il
che vuol dire che devo aver letto e
studiato la positio di 12 candidati
perché ogni 15 giorni la Congregazione
deve provvedere a quattro diocesi in
attesa del Vescovo e per ciascuna
vengono valutati tre candidati sulla
base dei dossier preparati dalle
Nunziature o per alcune aree da
Congregazioni particolari”.
Maria Rita Valli
LA VOCE
6
LA BOLLA DI NOMINA
“Diletto figlio, di cui conosciamo l’integrità
delle virtù e del comportamento”
Mons. Paolo Giulietti lo scorso 30 maggio è stato nominato
da Papa Francesco vescovo ausiliare dell’arcidiocesi
di Perugia-Città della Pieve e titolare di Termini Imerese.
Questa è la “bolla” di nomina.
F
rancesco Vescovo, Servo dei servi di Dio, al diletto
figlio Paolo Giulietti, del clero della sede metropolitana di Perugia - Città della Pieve, finora vicario
generale della medesima, eletto vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve e titolare di Termini Imerese, salute e apostolica benedizione.
Noi, desiderando seguire i consigli evangelici e scrutando attentamente gli eventi del nostro tempo, altro non
cerchiamo se non promuovere in terra il regno di Dio.
Sembrando dunque molto giovevole in taluni casi concedere a un Vescovo un ausiliare, lo sosteniamo con un
tale aiuto affinché possa adempiere più speditamente al
proprio ministero.
Perciò abbiamo ascoltato con animo favorevole le preghiere del venerabile nostro fratello Gualtiero Bassetti,
cardinale di Santa Romana Chiesa, arcivescovo metropolita di Perugia - Città della Pieve, che ha rivolto a Noi
siffatta richiesta.
Questo incarico abbiamo deciso di affidarlo a te, diletto figlio, di cui conosciamo l’integrità delle virtù e del comportamento. Ricevuto dunque il parere della Congregazione per i vescovi, Noi, nella pienezza dell’autorità apostolica, ti nominiamo vescovo ausiliare dell’archidiocesi
metropolitana di Perugia - Città della Pieve e titolare di
Termini Imerese, a norma del Diritto comune. Per ciò
che riguarda la tua ordinazione, ti è lecito riceverla da
qualsiasi Vescovo cattolico, secondo le prescrizioni liturgiche. Ma prima di accedere a essa, dovrai emettere la
professione di fede e il giuramento di fedeltà a Noi e ai nostri successori. Poni infine ogni cura nel rafforzare il legame con l’Arcivescovo cui sei stato posto accanto.
Non ci rimane, diletto figlio, se non affidarti all’intercessione della beatissima Vergine Maria: imitando la sua costanza nella fede potrai adempiere con maggior dedizione ai compiti a te affidati.
Francesco
Dato a Roma in San Pietro, il 30 maggio dell’anno del Signore 2014, secondo del nostro Pontificato
MONS. GIULIETTI VESCOVO
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
Spirito sempre giovane
La multiforme attività
di mons. Giulietti
al servizio del Vaticano
(per le Gmg), della Cei,
della pastorale giovanile,
dei pellegrinaggi
e dei mass media
M
ons. Paolo Giulietti è nato
a Perugia il 1° gennaio
1964, ordinato presbitero
il 29 settembre 1991 dopo aver
frequentato il Pontificio seminario
regionale umbro “Pio XI”
dall’ottobre 1985 al giugno 1991. Il
25 luglio 2005 viene nominato da
Papa Benedetto XVI “cappellano di
Sua Santità” con il titolo di
“monsignore” come
riconoscimento alla sua opera
svolta da responsabile del Servizio
nazionale per la pastorale
giovanile della Cei dal 2001 al
2007, distinguendosi
nell’organizzazione della
partecipazione di migliaia di
giovani italiani alle Giornate
mondiali della gioventù di Toronto,
Colonia e Sydney. Ai giovani ha
sempre rivolto la sua attenzione
pastorale, promuovendo da
direttore diocesano e regionale
della Pastorale giovanile un’opera
di evangelizzazione che ha visto
protagonisti gli stessi giovani. Non
è un caso che i suoi studi teologici
superiori l’abbiano portato a
conseguire la licenza in Teologia
pastorale con specializzazione in
Pastorale giovanile presso il
dipartimento di Pastorale giovanile
e catechetica della Pontificia
Don Paolo alla celebrazione di ingresso nella parrocchia di Ponte San Giovanni
università salesiana. Per diversi
anni è stato assistente diocesano
del settore Giovani dell’Azione
cattolica e dell’Acr e del gruppo
Fuci di Perugia. È stato anche
responsabile e formatore degli
obiettori di coscienza della Caritas
diocesana e assistente spirituale
della comunità di accoglienza
Caritas per detenuti “San Giuseppe
Cafasso”. È stato parroco ed
amministratore parrocchiale dal
2007 al 2012 e da vicario generale
(nomina ricevuta nel 2010) ha
svolto fino a luglio 2014 le funzioni
di amministratore parrocchiale,
oltre ad essere canonico della
cattedrale di San Lorenzo.
Attualmente è assistente spirituale
della confraternita di San Jacopo di
Compostella in Perugia, presidente
dell’associazione “Hope”, direttore
dei programmi di Umbria Radio
(emittente diocesana a diffusione
regionale aderente al circuito
nazionale InBlu) e membro del
Consiglio di amministrazione della
Fondazione “Giovanni Paolo II per
la gioventù” di Roma. Promotore
del pellegrinaggio a piedi e grande
conoscitore degli itinerari percorsi
da milioni di pellegrini ogni anno
nel raggiungere le principali mete
di spiritualità del Continente
europeo, come Santiago de
Compostela, Roma, Loreto e i
luoghi sacri di Terra Santa, è
autore di alcune guide per
pellegrini, tra le quali La Via di
Francesco, rivelatasi una sorta di
best-seller in questo settore
dell’editoria. Si tratta della guida
ufficiale per i pellegrini sulla
strada di san Francesco d’Assisi,
“per entrare in contatto con la sua
straordinaria esperienza di vita,
che non smette di affascinare e di
interrogare gli uomini di ogni
tempo”, realizzata in
collaborazione con il consorzio
“Umbria and Francesco’s Ways”
sostenuto e incoraggiato dallo
stesso mons. Giulietti.
R. L.
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
LA VOCE
MONS. GIULIETTI VESCOVO
L’impegno, e
soprattutto lo stile,
di mons. Giulietti
negli anni in cui
organizzava le Gmg
Aneddoti di vita
M
C
orresponsabilità, paternità, missionarietà: tre parole per uno stile di
vita. In questo quadro esistenziale
mi piace raccontare gli anni vissuti al fianco di don Paolo al Servizio nazionale di pastorale giovanile della Cei a Roma nella
preparazione della partecipazione degli
italiani alle Giornate mondiali della gioventù di Toronto (Canada), Colonia (Germania) e Sydney (Australia) e dell’Agorà
dei giovani italiani a Loreto.
Don Paolo è stato importante per il cammino dei giovani in Italia, perché ha saputo intrecciare queste tre parole facendone un tessuto esperienzale tra tutti i
componenti dell’Ufficio, i direttori regionali e il vasto mondo laicale.
La pastorale giovanile in Italia ha saputo
trovare in don Paolo un fine tessitore di
relazioni interpersonali, frutto di un reale
e fruttuoso incontro sul territorio. I segni
concreti lasciati da questo lavoro relazionale si sono concretizzati in modo particolare in due intuizioni maturate dalla sua
fantasia pastorale: il triennio che la Chiesa in Italia ha dedicato al mondo giovanile con l’Agorà dei giovani italiani (20062008) e lo stile preparatorio nel vivere le
Gmg.
A proposito di queste ultime, sua è stata la
scelta di “Casa Italia”, una struttura di riferimento per i pellegrini italiani e per l’intera organizzazione dell’Ufficio e dei volontari, ottimizzando tempi, costi, attrezzature. Sempre nel contesto delle Gmg,
vissute a Toronto e a Colonia, per creare
maggiore sintonia e unione tra i giovani
pellegrini italiani provenienti dalle varie
diocesi, don Paolo si inventò la “Festa degli Italyani”: solitamente in un grande stadio dove fare festa, riflettere e rafforzare lo
7
Don Paolo sul Palco dell Agora dei giovani a Loreto
Tessitore di relazioni
Come prendere decisioni
“non dall’alto”. La
testimonianza di un suo
stretto collaboratore
presso gli Uffici Cei
spirito ecclesiale di una Chiesa quale l’Italia assieme ai propri Vescovi, riuniti attorno a due simboli di fede tipicamente
italiani: la croce di San Damiano e la statua della Madonna di Loreto.
Nel vederlo servire la Chiesa, mi ha insegnato la corresponsabilità ecclesiale, facendomi sentire autore e realizzatore di
ciò che si pensava assieme, a piccoli tratti ma con passo costante e regolare, tipico
del pellegrino - a lui ben noto. Grazie a
una responsabilità tessuta dall’interno, e
non imposta dall’alto, che prende vita e
matura quel senso di paternità che caratterizza don Paolo, complice anche la sua
stazza da uomo buono, accogliente e che
per essere arrabbiato deve impegnarsi seriamente!
In tale cornice don Paolo, con discrezione
e vero affetto, mi ha aiutato a divenire padre della mia vita, della famiglia e del lavoro che ho sempre amato e che amo, a
servizio della Chiesa. Quando assieme a
tutti componenti dell’Ufficio ci si ritrovava
il lunedì mattina per la riunione programmatica della settimana, ricordo che lui ripeteva costantemente: “Di che cosa ha bisogno quella realtà, prima ancora dei nostri progetti?”. Niente era studiato a tavolino che non avesse il sapore e il profumo
del vissuto, della fatica, della perseveranza che, a suo tempo, dava il frutto sperato.
I direttori regionali della Pastorale giovanile, che si sono avvicendati negli anni,
hanno saputo apprezzare lo stile di paternità operativa e fattiva. Il suo amore per i
giovani nasce dall’amore per Cristo, e il
suo servizio in Cei è maturato nel senso di
libertà interiore, fuori da ogni logica di potere. Infine sono convinto che la pastorale giovanile italiana, negli anni di servizio
di don Paolo, sia cresciuta anche nel versante della missionarietà, aiutandola a vedere ogni situazione nella globalità (e
complessità) dello scenario mondiale.
Marco Federici
referente Cei per le Gmg
i è stato chiesto di raccontare
alcune note di colore sulla vita di
don Paolo. Beh, la sua risata
fragorosa e contagiosa rappresenta la
prima caratteristica solare. Anche perché
a sorridere non è solamente il suo volto,
ma tutto il corpo, che viene trasportato in
una compartecipazione di gioia che
travolge i presenti. Mi permetto di
raccontare alcuni aneddoti, tra i tanti, che
conservo nella mia memoria al fianco di
don Paolo. Eravamo a Colonia per la Gmg.
La base per i pellegrini italiani era Casa
Italia. Don Paolo non si è mai risparmiato
o tirato indietro innanzi a lavori manuali
“da operaio”. Ho viva la scena di lui che
sale sul “muletto” per scaricare le pedane
dal camion strapieno di materiale per
allestire la Segreteria dell’Ufficio,
l’occorrente per squadra dei volontari e
l’accoglienza dei pellegrini italiani. Su
quel muletto si trovava a suo agio come se
avesse fatto sempre quel lavoro. Per
prepararsi alla Gmg di Colonia si era fatto
tutta a piedi la via Francigena
camminando per un mese intero. L’amore
per la sua cara Umbria ce lo manifestò in
diversi modi: ricordo quella volta che
portò tutti noi dell’Ufficio Cei a Gubbio il
giorno della corsa dei Ceri! Un’altro
aneddoto che rappresenta una
caratteristica di don Paolo, e che non
potrò mai dimenticare, è la scena vissuta
a Toronto, sempre in preparazione della
Gmg. L’organizzazione aveva preparato
per tutti i responsabili della pastorale
giovanile dei singoli Paesi un concerto con
ben 500 strumentisti ed elementi. Dopo i
primi dieci minuti di esecuzione, alla mia
destra vedo don Paolo reclinare il capo e
lasciarsi andare al sonno ristoratore, pur
essendo a tre metri dall’orchestra e dalla
potenza sonora che ne usciva. È il caso di
dire: il sonno dei giusti!
M. F.
LA VOCE ACCADE IN UMBRIA
8
SetteGIORNI
a cura di Enzo Ferrini
AMBULATORI APERTI ANCHE
LA DOMENICA
Ambulatori aperti fino alle dieci di sera, di
sabato ed anche la domenica mattina per ridurre ad un massimo di 30 giorni i tempi di
attesa per visite mediche ed analisi. È quanto prevede il piano straordinario per ridurre
le liste di attesa che dovrebbe entrare in vigore nell’ottobre prossimo e che la presidente della Regione, Catiuscia Marini, ha definito “una sfida molto alta”. “La sanità umbra - ha detto la governatrice - per efficienza, qualità e sostenibilità economica rappresenta una eccellenza, come confermato
anche da uno studio pubblicato dal ’Sole 24
ore’”. Ottobre è vicino ed i cittadini, che in
troppi casi hanno dovuto aspettare mesi per
visite specialistiche, potranno verificare se la
promessa sarà stata mantenuta
SI PUO’ PAGARE IL TICKET
ANCHE ALLA POSTA
Senza aspettare ottobre nella sanità pubblica c’è invece un’altra novità che è già operativa: il ticket si può pagare anche alle Poste
o su internet. Nel primo caso i cittadini potranno recarsi nei 265 uffici postali dell’Umbria o, se fuori regione, nei 5.700 uffici postali di tutta Italia dotati del servizio “Sportello amico”. Chi vuole pagare on-line potrà
invece accedere al sito www.postesalute.it
6 MILIONI E MEZZO PER
SCUOLE PIU’ SICURE
Ci sono novità positive anche per le scuole:
dal governo stanno per arrivare 6 milioni e
mezzo di euro per migliorare la sicurezza degli edifici di 31 scuole umbre: 19 in provincia di Perugia e 12 in quella di Terni. Adesso
però dovrà mettersi in moto la complessa
macchina burocratica per l’aggiudicazione
degli appalti e l’esecuzione dei lavori. Forza!
CENA DAVANTI AL DUOMO
CONTRO GLI SPACCIATORI’
C’ è poi anche il tema della sicurezza dei cittadini al centro della attenzione pubblica soprattutto a Perugia. I dati forniti dalle forze
di polizia sembrano rassicuranti: in Umbria
più arresti e meno reati nell’ultimo anno.
Dati che però evidentemente non sono sufficienti a riportare serenità in una comunità
alle prese con i tanti problemi di una crisi
economica che sembra non finire mai. E così l’associazione “Perugia non è la capitale
della droga” ha organizzato lunedì scorso
una singolare protesta: una tavola imbandita ed una cena per 4 commensali sulle scale
del Duomo di Perugia. Come messaggio per
gli spacciatori: “la città è nostra e non vostra”. Una protesta decisa dopo che nelle sere precedenti gli spacciatori avevano minacciato alcuni bambini che stavano giocando
perchè non volevano essere disturbati ... nel
loro lavoro.
DAGLI STADI LA SOLIDARIETÀ
AGLI OPERAI DELL’AST
Il Perugia ha perso per 3-1 la sua prima amichevole importante con il Bordeaux ma allo
stadio Curi ha vinto la solidarietà: su un
grande striscione era scritto: “a fianco degli
operai Ast”. Sì, gli oltre 500 operai delle Acciaierie, i “cugini” e da sempre rivali ternani
che rischiano il posto di lavoro. E non solo loro perchè anche in provincia di Terni ci sono
tante aziende in crisi. Dai palazzi della politica, per iniziativa di 4 consiglieri comunali,
arriva allora la proposta di costituire un fondo di solidarieta per chi perde il lavoro con
il 30 per cento di indennità e gettoni di presenza di tutti gli eletti (dal Comune al Parlamento europeo) per rappresentare la comunità ternana. Una solidarietà tangibile oltre
a quella - anche questa certo necessaria delle tante parole e promesse.
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
Sanità, il Piano “taglia-liste d’attesa”
C
i vorranno al massimo 30
giorni per avere il primo
accesso ad una prestazione sanitaria. Parola della Presidente della Regione, Catiuscia
Marini, che ha presentato in questi giorni il Piano straordinario
per i tempi d’attesa adottato dalla Giunta regionale. L’obiettivo è
già tutto nel nome: abbattere il limite di giorni necessari per accedere alle prestazioni sanitarie,
in particolare diagnostiche e di
specialistica, per cui si evidenzia
una certa criticità relativa ai tempi di attesa.
“Con questo piano – ha spiegato
la Presidente Marini – intendiamo mettere a punto un nostro
‘modello’, una sperimentazione
Fila agli sportelli Cup per prenotazioni e pagamento del ticket sanitario
su scala regionale che potrebbe
rappresentare anche una buona
pratica per le altre regioni”.
Per raggiungere questo obiettivo, il Pia- Strutture aperte fino alle 22
aziendali.
no regionale prevede di allungare (fino e nel fine settimana, accordi
I direttori saranno, quindi, chiamati a
alle 22) ed estendere anche al sabato e
delineare specifiche azioni di intervenalla domenica l’orario di utilizzo delle con gli istituti privati e
to nell’ambito di quattro aree: la dostrutture diagnostiche. Per evitare poi gli servizi di razionalizzazione
manda di prestazioni sanitarie e la relaappuntamenti nulli (ovvero quelli a cui
tiva offerta, i sistemi di monitoraggio e
l’interessato, pur avendo effettuato la delle prestazioni
controllo e la comunicazione ai cittadiprenotazione, non si presenta per dini e agli operatori del settore. Le parole
menticanza o sopravvenuti impegni) la mentre è già operativo l’accordo con Po- chiavi saranno razionalizzare e ottimizRegione ha stabilito di attivare un recal- ste Italiane per il pagamento online di zare risorse, personale, strutture. Un
ling automatico dei cittadini che hanno tutte le tariffe per prestazioni prenotate esempio su tutti, oltre agli interventi già
effettuato la prenotazione al fine di ri- tramite CUP.
citati, il Piano prevede di unificare la
cordare, confermare o annullare l’ap- Il Piano – almeno nelle intenzioni della modalità delle prescrizioni non soltanto
puntamento fissato. Previsto un numero Regione – sarà operativo dal prossimo attraverso la formazione del personale
unico per le disdette.
autunno. Per questo la Presidente Mari- sanitario, ma anche mediante una coVerranno, inoltre, maggiormente coin- ni ha stabilito che i direttori generali del- municazione regionale pianificata che
volte ed utilizzate nell’esclusivo ambito le aziende sanitarie ospedaliere e locali standardizzi e renda efficace l’informaregionale le strutture private conven- avranno tempo fino al prossimo 10 set- zione nei confronti dei cittadini.
zionate con il servizio sanitario pubblico, tembre per predisporre i relativi piani
Laura Lana
SANITA’/2 Un miliardo e mezzo di fondi e
28 interventi di edilizia ospedaliera
I
n arrivo fondi per la sanità
umbra. Dal Fondo sanitario
nazionale per il 2014, le cui
modalità di riparto sono state
definite dalla Conferenza dei
Presidenti delle Regioni in questi
giorni, l’Umbria otterrà 1 miliardo
630 milioni di euro, 36 in più
rispetto al 2013, buona parte dei
quali – ha sottolineato la
Presidente della Regione, Catiuscia
Marini - saranno investiti nel Piano
straordinario per i tempi d’attesa.
Fondi in arrivo anche nel campo
dell’edilizia ospedaliera. A seguito
dell’Accordo di programma per il
settore degli investimenti sanitari,
sottoscritto nel 2013 da Regione,
ministero della Salute e
dell’Economia, sono previsti 28
interventi per oltre 98 milioni di
euro. Dei 28 interventi in
programma, però, quattro, con un
importo complessivo di oltre 64
milioni di euro, sono bloccati
perché in attesa della valutazione
ministeriale. Si tratta della
riqualificazione degli Ospedali di
Castiglione del Lago e Città della
Pieve, l’acquisto di tecnologie area
Trasimeno e della realizzazione
dell’Ospedale Narni-Amelia,
l’intervento più sostanzioso con
quasi 55 milioni di euro.
Questi gli altri interventi.
All’Azienda Usl Umbria 1 andranno
4 milioni di euro per:
completamento della struttura
libera professione dell’Ospedale di
Città di Castello; adeguamento
degli impianti della sede del D.I.P.
di Città di Castello e della “Rsa” S.
Margherita ; attrezzature per la
senologia di Piazzale Europa a
Santa Maria della Misericordia
Perugia e per l’ospedale di Assisi.
All’Azienda Usl Umbria 2 andranno
8 milioni 746 mila euro per:
abbattimento delle barriere
architettoniche nell’Unità di
Convivenza del Dipartimento
salute mentale e nel Distretto n. 3
di Foligno; opere nell’Ospedale di
Norcia, di Cascia e all’Hospice di
Spoleto; aggiornamento delle
apparecchiature distribuite
sull’intero territorio aziendale;
studi intramoenia, servizio
trasfusionale e Pronto Soccorso
dell’Ospedale San Matteo degli
Infermi di Spoleto. E ancora messa
in sicurezza della Casa della Salute
di Trevi, acquisizione del
compendio “San Carlo” a Spoleto e
digitalizzazione delle immagini in
tutti i presidi ospedalieri aziendali.
All’Azienda Ospedaliera di Perugia
spetteranno 4 milioni 170 mila
euro per l’adeguamento
antisismico dell’ex Silvestrini.
Infine all’Azienda ospedaliera di
Terni gli interventi comporteranno
una spesa di 16 milioni 892 mila
euro per: l’adeguamento
antincendio, la diagnostica per
immagini e radiologia, medicina
nucleare in continuità di PET
DTAC, il risanamento delle
facciate, ristrutturazione di alcuni
servizi e di quello di anatomia
patologica, la costruzione di un
bunker per un nuovo acceleratore
lineare e l’acquisto di attrezzature.
L. L.
SCUOLA Dal 2010 ad oggi già spesi 41 milioni di euro
Lavori in corso per la sicurezza
E’
un bilancio positivo quello
tracciato dalla vicepresidente
della Regione, Carla Casciari,
rispetto all’edilizia scolastica, di cui
ha la delega. Dal 2010 ad oggi – dichiara la vicepresidente – sono stati
impegnati 41 milioni di euro per 300
interventi presso i 900 istituti scolastici esistenti in Umbria (secondo il censimento della Regione), di cui 676 in
Provincia di Perugia e 224 in quella di
Terni.
I 41 milioni di euro sono la somma di
risorse provenienti da fondi comunitari, regionali e statali: 8 milioni
165mila euro sono arrivati dall’Ue per
43 interventi, 6 milioni 105 mila euro
da risorse regionali per 70 interventi e
i restanti 24 milioni 892 mila 990 euro dal Governo centrale per 148 interventi.
Fin qui il passato. Notizie positive ar-
rivano, però, anche per il futuro. In
seguito al Decreto Renzi, infatti, all’Umbria sono stati assegnati 8 milioni 504 mila euro, che permetteranno
di realizzare 87 interventi: 1milione
300mila euro andranno per la costruzione di una nuova scuola a Todi, 6
milioni e mezzo per 32 lavori di messa in sicurezza di varie scuole e i restanti 641mila euro per il miglioramento di 54 edifici.
L’assessore regionale alle Opere pubbliche e alla mitigazione del rischio
sismico, Stefano Vinti, ha però sottolineato come gli 8 milioni e mezzo di
provenienza statale siano insufficienti a coprire il fabbisogno reale degli
istituti: “Almeno 230 scuole – ha spiegato – necessitano di verifica antisismica per cui occorrono almeno 2 milioni e mezzo. Senza tener conto dei
fondi necessari per coprire il costo di
Tecnici ispezionano una palestra scolastica
eventuali interventi di messa in sicurezza post-verifica”.
A partire da settembre, inoltre, la Regione metterà a disposizione dei cittadini gli open data relativi a molti
servizi, fra cui l’anagrafe regionale
per l’edilizia scolastica appena creata,
degli studenti e degli asili nido. A dicembre poi la Regione, tra le prime in
Italia, consegnerà al Ministero dell’Istruzione tutti i dati relativi all’edilizia
scolastica per la costituzione del Sistema Nazionale delle Anagrafi dell’edilizia scolastica.
LA VOCE ACCADE IN UMBRIA
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
Il perdono ridà dignità all’uomo
con il priore di
Bose, Enzo
Bianchi, a Santa
Maria degli
Angeli
I
Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose,durante il suo intervento alla Domus Pacis
Ma Bianchi risponde anche alla
domanda delle domande con estrema
semplicità e chiarezza: perché l’uomo
è portato a fare del male? “Nel
profondo del nostro essere, nelle
nostre vene e nelle nostre cellule –
dichiara il priore – siamo degli animali
e, come tali, quando subiamo un torto,
reagiamo secondo il nostro istinto di
conservazione che vuole farci vivere ad
ogni costo; per questo, siamo portati a
difenderci e a rispondere con la
vendetta. Ma il Male è come un virus
che ci infetta e, alimentato dall’ ‘occhio
per occhio, dente per dente’, diventa
una malattia e poi un’epidemia.
L’unico interruttore, l’unico antidoto
capace di interrompere questa spirale
di violenza e dolore è il perdono”.
Come farlo? Senza dimenticare il torto
o forzare il dolore, ma “imponendosi
un iniziale e forzoso atto di rinuncia
alla rabbia e alla vendetta, coadiuvato
dalla lucida analisi dell’altro, che è
sempre più grande del peccato che ha
commesso. Poi affidandosi a Dio per
chiedere con tutta la forza necessaria il
vero e completo perdono, che solo da
Lui può arrivare”.
Laura Lana
Il monastero di San Masseo della comunità di Bose di Assisi
A
d Assisi è presente una comunità
di Bose presso il monastero di San
Masseo (www.monasterodibose.it)
- ubicato a mezza costa del colle di Assisi tra Santa Chiara, San Damiano e la
Porziuncola - dove è possibile trovare
ospitalità e momenti di preghiera e riflessione. “Una piccola oasi – come la
definiscono in comunità – per quanti desiderano procedere nella vita di ogni
giorno nel cammino verso il Regno”. Le
attività proposte sono la preghiera quotidiana, la lectio divina (cioè lo studio e
la preghiera dei testi biblici della domenica e delle feste) e giornate di ritiro in-
dividuale sotto la guida di un membro della comunità.
Oltre alle attività spirituali, la comunità di
Bose – costituita da
uomini e donne provenienti da confessioni cristiane diverse,
San Masseo
che praticano la vita
monastica, il celibato,
la comunione fraterna e l’obbedienza al
Vangelo – si dedica al lavoro in un uliveto, un vigneto e un orto, loro fonti di
sostentamento.
L’INTERVENTO
A
ffrontiamo
per
l’ennesima volta
un tema che non
fa proseliti. Non fa neppure audience e non incrementa i lettori. Anzi,
rischia proprio di farne perdere,
in tempi di populismo dilagante. Ma fa lo stesso, direbbe don
Oreste Benzi: se una battaglia è
giusta, va combattuta ugualmente, proprio come fece il sacerdote riminese con i rom, altro
tema inviso all’opinione pubblica dominante. Lui non se ne importò e continuò le sue lotte in
favore dell’uomo umiliato e offeso. Noi andiamo di conseguenza e ci battiamo per la libertà d’informazione nel nostro
Paese e contro (sì, contro) una
campagna di disinformazione
volta a screditare certa carta
stampata.
I contributi pubblici all’editoria
sono considerati un regalo di
Stato. Sarà anche successo questo, in diversi casi, ma l’intero sistema non è tutto da buttare. Si
tratta, diciamolo subito, di un sostegno al pluralismo nell’informazione. Il mercato, da solo,
non è sufficiente per garantire la
presenza di più voci nel panora-
ABAT JOUR
A cura di Angelo M. Fanucci
Quel ragazzo
di 25 anni fa
PERDONO DI
ASSISI. Incontro
l perdono è l’unica esperienza di
salvezza che noi uomini, creature
fragili e imperfette, possiamo
sperimentare sulla Terra”. Così Enzo
Bianchi, priore della Comunità di
Bose, ha descritto questo “grande
mistero cristiano” al nutritissimo
pubblico venuto ad ascoltarlo venerdì
al teatro delle Stuoie della Domus Pacis
di Santa Maria degli Angeli, in
occasione della Festa del Perdono di
Assisi. Inserendosi tra due uomini che
non portano solo lo stesso nome, ma
anche lo stesso messaggio evangelico
di carità – Francesco d’Assisi che volle
questa solennità e l’attuale Pontefice –
Enzo Bianchi ha ribadito con forza che
l’unica cosa di cui l’uomo ha bisogno è
la misericordia e che un uomo resta
prima di tutto un uomo, nonostante il
male commesso e a prescindere dal
male commesso. “Nessun uomo è il
Male – ha sottolineato -, ma è una
creatura di Dio che ha inferto del male
a sé o agli altri in un determinato
momento della sua vita. Proprio per
questo Dio ci ama gratuitamente,
senza bisogno di meriti, in una
scandalosa simultaneità per cui ci ha
già perdonati quando ancora noi siamo
peccatori e non abbiamo chiesto
l’assoluzione”.
Un’esperienza esclusivamente divina,
quindi, e umanamente irraggiungibile
quella del perdono? Tutt’altro. Enzo
Bianchi ribadisce più di una volta la
necessità di passare da un perdono
“vissuto solo a livello personale ad una
virtù richiesta ad un’intera comunità,
così da sviluppare un’etica e una
cultura del perdono” che, fattivamente,
si trasformino “in una politica in
ambito sociale e giuridico”. “La
giustizia umana – spiega Enzo Bianchi
– è necessaria per regolare il vivere
sociale, ma solo il perdono sa ridare ad
un uomo la sua dignità e sa farlo
ricominciare come creatura nuova”.
9
maggiore rigore nella
distribuzione delle risorse pubbliche. Ciò vale,
evidentemente, anche in
questo caso. Però, soprattutto in fasi di ristrettezze economiche, occorre operare dei distinguo e agire con
maggiore raziocinio.
Il pluralismo informativo è un
valore? Il territorio in Italia ha
un senso? Più testate attive sono
una ricchezza? Oppure è sufficiente qualche informazione generica magari diffusa online, come a volte si vuole far credere,
rispetto a un dibattito e a un confronto che può costituire parte
del sale di una sana democrazia
partecipata? Sono questi gli interrogativi a cui occorre dare
una risposta prima di eliminare
un sistema, certamente imperfetto e migliorabile. Un sistema
che ha anche avuto il merito di
sostenere una certa editoria libera, di idee e del territorio che,
in svariati casi, dà voce e spessore a realtà altrimenti obbligate all’oblio da un circo costituito
da grandi network fin troppo autoreferenziale.
Francesco Zanotti
presidente Fisc
I contributi all’editoria: non regalo
di Stato ma garanzia democratica
Alla Camera dei Deputati in
arrivo una proposta di legge
che prevede l’abolizione del
finanziamento pubblico
all’editoria. Sicuri che sia un
bene per la vita democratica?
Da tempo la Fisc si batte
contro gli sprechi e invoca
rigore nella distribuzione
delle risorse pubbliche, ma...
ma dell’informazione. E proprio
questo settore, così delicato e
importante per la crescita e lo
sviluppo democratico di un Paese che amerebbe definirsi avanzato, non può essere considerato alla stregua di qualsiasi altro
comparto.
Si invoca spesso l’Europa, a volte anche a sproposito. Per la carta stampata e l’informazione più
in generale, invece, si tace su
quanto accade nel nostro conti-
nente. In quasi tutti gli
Stati l’informazione viene
sostenuta, con sistemi diversi, ma è certo che viene aiutata. È troppo importante per essere lasciata alla dinamica domanda-offerta. Pensiamo
a ciò che accade quando
si verifica un colpo di Stato: di norma si mette subito mano alle radio, alle
tv, alla carta stampata,
appunto perché è proprio
da questi mezzi che dipende molto della vita di una
comunità nazionale.
Ora in Italia è in dirittura d’arrivo alla VII Commissione della
Camera dei Deputati, nel disinteresse quasi generalizzato e all’inizio del mese di agosto, una
proposta di legge che prevede
l’abolizione del finanziamento
pubblico all’editoria. Intendiamoci subito e molto bene: da
tempo la Fisc si batte contro gli
sprechi e ha sempre invocato
In piedi, a piazza Tienanmen, in
piedi, a braccia larghe, in camicia, con la giacca in una mano e
una busta nell’altra. Solo davanti alla fila di carri armati. Era il
5 giugno 1989, a un tiro di
schioppo dalla Città proibita di
Pechino. In piedi, inerme, per
fermare la repressione dei diritti civili e sociali che le masse reclamavano, e che la Repubblica
popolare cinese si apprestava a
schiacciare.
È stato ed è il Rivoltoso sconosciuto. Pare il suo nome fosse
Wang Weilin, o forse Wang
Lianxi. Pare che fosse uno studente. Pare che avesse 19 anni.
Pare, ma nessuno ci giurerebbe.
Quella foto è stata inserita, nel
2003, dalla rivista Life nella rubrica “Le 100 foto che hanno
cambiato il mondo”. La rivista
Time ha inserito il ragazzo tra
“Le persone che più hanno pesato sul XX secolo”.
Il pilota del carro armato rifiutò
di polverizzarlo, fermò il suo bestione, aprì la torretta e aiutò il
ragazzo ad arrampicarsi fin lassù. Parlarono. Cosa si dissero?
La versione più accreditata mette in bocca al ragazzo alcuna
frasi smozzicate: “Perché siete
qui?”, e poi: “La mia città è nel
caos per colpa vostra”, e poi:
“Arretrate, giratevi e smettetela
di uccidere la mia gente”; e poi:
“Andatevene!”.
Che fine ha fatto il Rivoltoso
sconosciuto? Certamente fu arrestato sul posto per ordine del
Governo cinese e portato via.
Poi? Un quotidiano britannico
ha diffuso la notizia che sia stato giustiziato giorni dopo l’accaduto. Nella cerchia ristretta dei
potenti che circondavano Nixon, si diceva che era stato ucciso 14 giorni dopo la manifestazione, o forse giustiziato da
un plotone d’esecuzione pochi
mesi dopo.
Solo la semiufficiale rivista Red
China Blues afferma che è, ancora vivo e risiede in Cina.
Il governo della Repubblica popolare cinese ha dato pochissime informazioni, e tutte insignificanti, a proposito dell’incidente e del ragazzo. Nel 1990
l’allora segretario generale del
Partito comunista cinese, Jiang
Zemin, alla domanda di una
giornalista su cosa fosse successo al ragazzo rispose: “Penso
non giustiziato”. Notate bene:
“penso”. Non “so”, no: “penso”.
Nel 2009 l’agenzia di stampa
Asia News affermò che era stato
condannato al carcere duro, ed
era stato liberato solo nel 2007,
dopo 18 anni di carcere, subito
prima delle Olimpiadi di Pechino; sembra che sia stato internato in un ospedale psichiatrico, dove tuttora sopravviverebbe.
Compitino per l’estate (ammesso che l’estate finalmente arrivi): rintracciate e intervistate
uno dei ragazzi che prima e dopo il 1968 proclamarono al
mondo, senza nemmeno il beneficio d’inventario, che il sole
dell’avvenire s’era definitivamente fermato sui cieli della Cina. Oppure fate un salto a Milano, cercate Aldo Brandirali, eletto al Comune prima nelle liste
della Dc, poi in quelle di Forza
Italia, e chiedetegli se è vero che
nel post-Sessantotto presiedeva
alla celebrazione di “matrimoni
rossi” usando il libretto di Mao
al posto del Rituale cattolico.
LA VOCE ATTUALITÀ
10
IMMIGRAZIONE. Sulle
navi della
Marina che
svolgono
l’operazione
“Mare
Nostrum”
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
Stipendi e saperi
non si incontrano
Un salvataggio durante una delle operazioni “Mare Nostrum”
Rischio Ebola? No
O
ltre 900 militari impegnati,
cinque navi, due elicotteri
pesanti, un aereo munito di
dispositivi all’infrarosso, uno per la
ricognizione marittima e una rete radar
costiera. Sono i protagonisti
dell’operazione “Mare Nostrum” che,
iniziata il 18 ottobre 2013 per gestire lo
stato di emergenza umanitaria in corso
nello Stretto di Sicilia all’indomani del
tragico naufragio di fronte all’isola dei
Conigli a Lampedusa, ha dato finora
accoglienza a circa 90 mila migranti.
“Grazie al personale medico a bordo,
l’attività di visita delle persone non
avviene dopo lo sbarco nei Centri di
accoglienza, ma sulle navi”, dice Aldo
Morrone, primario di Medicina delle
migrazioni dell’Ifo San Gallicano di
Roma. Il prof. Morrone, in qualità di
esperto del ministro della Salute, è in
questi giorni al lavoro sulle navi della
Marina militare per tenere corsi di
formazione e aggiornamento sui rischi
di malattie e la profilassi all’interno
dell’operazione “Mare Nostrum”.
“Abbiamo iniziato qualche giorno fa spiega - dal porto di Augusta, poi ci
siamo diretti a Brindisi e Taranto. Ora
siamo ripartiti da La Spezia per fare
formazione agli operatori che si
spostano continuamente tra una nave e
l’altra”.
In Europa e negli Stati Uniti si
comincia a parlare con sempre
maggiore insistenza di rischio Ebola.
Dobbiamo preoccuparci?
“A bordo delle nostre navi sono in atto
misure di profilassi e di igiene di alto
profilo; ciascun operatore è in grado di
affrontare il rischio di qualunque
malattia contagiosa. Potremmo
fronteggiare addirittura un eventuale
allarme Ebola, che tuttavia è
impossibile si verifichi in Italia perché i
migranti non provengono da quelle
aree”.
Dunque possiamo stare tranquilli?
“Gli immigrati che accoglie la Marina
militare sono sani perché c’è già stata
una selezione in partenza. Fuggire è un
investimento economico che
certamente i poveri e i malati non
possono permettersi. Oggi abbiamo
un’immigrazione in gran parte dovuta
alla guerra e all’impossibilità di vivere
in Paesi a forte impronta dittatoriale. Le
persone non fuggono per cercare
lavoro: fuggono per salvarsi la vita.
Questo deve essere chiaro. Dall’inizio
dell’operazione non c’è stato nessun
caso di malattia infettiva negli
operatori, e due casi di malattia nei
migranti che, tuttavia, sono stati
immediatamente identificati e
sottoposti a trattamento. È un’incidenza
minore di quella che abbiamo nella
popolazione residente in Italia”.
Quali sono le principali
problematiche di salute dei migranti?
“Numeri alla mano, con visite effettuate
da specialisti, non ci sono dubbi circa la
buona qualità della condizione di salute
dei migranti che arrivano in Italia. Lo
shock maggiore, così come la
principale causa di morte, è dovuto al
viaggio in condizioni disperate. Per
questo si muore, non per le malattie: ci
sono gommoni di qualità diversa e
adesso cominciano a proliferare quelli
prodotti in Cina, che si sciolgono
letteralmente al sole. Molte morti sono
dovute a questa ragione: chi purtroppo
si trova su imbarcazioni simili, è
destinato quasi inevitabilmente a
morire. La tratta dei migranti è gestita
da una vera e propria rete criminale
che non ha interesse a far arrivare le
persone sane, ma a sfruttare la loro
necessità per fare soldi”.
L’accoglienza dei migranti è una
questione che riguarda soltanto
l’Italia?
“Ci vorrebbe un investimento maggiore
da parte dell’Unione europea. Ma una
crisi scaccia l’altra: quella ucraina non
è nemmeno iniziata che già il conflitto
tra Gaza e Israele l’ha cancellata. La
situazione drammatica che viviamo
quotidianamente nelle acque del
Mediterraneo, tuttavia, imporrebbe
un’attenzione a livello internazionale
che dovrebbe essere permanente.
Invece non mi pare di cogliere, da parte
delle istituzioni, il senso di una tragedia
che è espressione della instabilità
politica: la fuga nel ‘Mare Nostrum’ è la
punta estrema di una situazione che
nasce altrove”.
Riccardo Benotti
Il dato della remunerazione
parla chiaro: i docenti italiani
sono agli ultimi posti in
Europa. A questo si aggiunge
il tema del loro lavoro ridotto
a un puro calcolo orario...
N
on sarà solo un problema di soldi,
certo. Sarà che è una missione, come si ripete da secoli, ma è anche
un fatto di dignità. Da noi, sono ormai
una categoria proletarizzata, Altrove però la situazione cambia radicalmente. Ad
esempio nel piccolo Lussemburgo, dove
- calcolando le cifre al lordo - gli insegnanti (dati Ocse 2013) partono da 67 mila euro per arrivare, nei licei, a circa 135
mila. Non esattamente la situazione dei
docenti nostrani, che stanno più ore in
cattedra dei loro super-remunerati colleghi del Lussemburgo: 18 ore settimanali contro 17,5. L’Italia, tra l’altro, è uno
dei Paesi europei in cui i salari sono cresciuti di meno. Negli istituti di istruzione
superiore la base di ingresso è di quasi 25
mila euro per arrivare ai 39 mila di fine
carriera.
Cifre, aride cifre, che però ci relegano ai
posti di rincalzo in Europa: il tetto in
Francia (dove tuttavia si lamentano per la
perdita del potere d’acquisto), è di 47 mila euro, ma lì ci sono benefit per alleviare distanze e affitti, mentre in Germania
è difficile fare una valutazione, viste le
differenziazioni tra Laender (nel paese di
Goethe lo stipendio è adeguato al tasso di
inflazione), ma si può parlare di un tetto
vicino ai 67 mila euro. Nel Regno Unito,
dove sono previsti interventi del privato,
si arriva a 42 mila euro dopo 10 anni. Da
noi, il massimo salariale si raggiunge dopo 34 anni, una bella porzione di vita.
Ma la situazione critica dell’insegnamento italiano è causata anche da altri
fattori. Uno di essi è probabilmente un
abusato ricorso alla quantizzazione temporale, che ha fatto parlare (e poi ritrattare) dalle parti di viale Trastevere delle
famose 36 ore. La domanda è: si può fare un discorso esclusivamente matematico in un mondo di sensibilità in germoglio, da proteggere e da stimolare - il che
richiede una partecipazione, un ruolo naturale, anche a non volerlo esercitare, di
guida e di filtro nei riguardi del mondo?
Anche perché questo mondo è popolato
di “cattivi maestri” mediatici che offrono
modelli di vita alternativi all’impegno e
allo studio. E che talvolta li mettono in
ridicolo.
Se il Ministero privilegia la quantità, allora deve spiegare ai docenti perché le
montagne di compiti in classe e di verifiche da correggere non debbano essere
valutate quantitativamente, senza parla-
re della preparazione delle lezioni e dell’aggiornamento. A proposito di questo,
molti si interrogano sul fatto che si parli
solo di tempo e non di saperi. Può capitare che un docente sia un riconosciuto
esperto della sua materia, con tanto di
saggi e libri, e dedichi quindi molto tempo al suo aggiornamento. Questo - dicono gli interessati - significa sapere, e i saperi sono alla base del mestiere e dovrebbero essere calcolati, visto che si deve parlare di calcoli.
Da qui al problema della rispondenza tra
materia di insegnamento e laurea il passo è breve. La laurea in Psicologia permette di insegnare filosofia, un grecista
può insegnare Letteratura italiana, e un
italianista può insegnare Greco. E sono
solo pochi esempi. Ci si aspetterebbe una
razionalizzazione, poiché un italianista
può dare il meglio di sé affrontando argomenti delle sue ricerche, catturando
l’attenzione degli studenti e permettendo
un uso - questo sì più razionale - del tempo in classe. Come in classe talvolta non
riescono a stare i collaboratori del Dirigente scolastico che, nelle scuole con
meno di 40 classi, non solo non sono esonerati dal servizio, ma devono riuscire
anche a tirare avanti la baracca. Sfiorando talvolta lo sdoppiamento.
Per non parlare di una contraddizione
nel campo più importante oggi, quello
dell’economia turistica. In un Paese come il nostro, la formazione di professioni turistiche, archeologiche, storiche,
museali e comunque legate al territorio,
sarebbe un forte incentivo alla ripresa.
Risultato: la storia dell’arte viene cancellata da quasi tutti i professionali, mantenuta a stento nel triennio superiore dei
licei (mentre si parlava di una sua estensione al biennio di base), la filosofia messa in discussione, come anche la lingua
greca. Conservare e valorizzare il proprio
patrimonio è il vero progresso economico, che tra l’altro è perfettamente compatibile con l’Era del Web, come dimostrano la sistemazione in internet di intere biblioteche e di codici antichi, la razionalizzazione e visualizzazione di musei, mostre e siti.
Marco Testi
LA VOCE ATTUALITÀ
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
“Comprano” un
bambino ma poi
lo rifiutano
perché è Down
STORIA. Benedetto XV fu tra i pochi
a condannare quella “inutile strage”
Il Papa che
parlò contro la
Grande guerra
100
anni fa scoppiava la Prima
guerra mondiale, “travaglio dei regni e dei
popoli” - come si legge in molte lapidi commemorative - destinata a sconvolgere lo scacchiere politico mondiale. L’assassinio a Sarajevo, il 28 giugno 1914, dell’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono degli Asburgo-Lorena, sarà
ufficialmente la causa scatenante di quella macchina bellica - si metterà in moto esattamente un mese dopo, il 28
luglio - che stravolgerà l’Europa intera, facendo tramontare
un’èra.
Intanto, il 20 agosto 1914 moriva Pio X: gli agiografi diranno
“di crepacuore” per quella
guerra che non era riuscito a
impedire. Negli ultimi tempi,
infatti, si era fatto silenzioso e
triste - lui così allegro e gioviale che a un prelato che cercava di convincerlo a concedere
il cappello cardinalizio a un
suo protetto, rispose, con quella bonomia che sapeva vedere
lontano: “Avete sbagliato indirizzo: io non sono un cappellaio, sono soltanto un Sarto”.
Ripeteva inascoltato: “Verrà il
guerrone!”.
Nel Conclave che s’aprì il 1°
settembre erano presenti 57
dei 65 cardinali allora componenti il Sacro Collegio, e la
questione si divise tra la scelta
di un Pontefice dalla politica
progressista, stile Leone XIII,
o uno dal pontificato squisitamente religioso, come quello
del Papa defunto. Prevalse la
situazione di contingenza dettata dal clima di guerra, e i
Cardinali diressero i loro voti
sull’Arcivescovo di Genova,
comprendendo che in quel
momento la Chiesa aveva bisogno di essere guidata da un
esperto diplomatico. Così, il 3
settembre, il card. Giacomo
Della Chiesa veniva eletto al
Soglio di Pietro.
Assunto il nome di Benedetto
XV, diede immediatamente
prova di avere in pugno la situazione, dando precise indicazioni programmatiche e nominando, pochi giorni dopo, il
card. Ferrata, filo-francese, segretario di Stato.
Vorrei anch’io, dopo il bel ritratto tracciatone da don Remo
Bistoni (vedi La Voce n. 22),
porre l’attenzione sulla grande
figura di questo Papa, poco conosciuto e da alcuni relegato a
torto tra le figure di un passato remoto.
Il 6 settembre venne incoronato, ma volle che la cerimonia
si tenesse nella Cappella Sistina e non nella basilica di San
Pietro, il tutto senza solennità,
in rispetto della tempesta che
si stava abbattendo sul mondo.
Con grande coraggio, Benedetto XV, novello Geremia,
seppe assumere il ruolo del
profeta inascoltato; inerme davanti alle Potenze che crede-
11
P
Benedetto XV
Se si avrà la bontà di guardare al periodo storico (19141918) e a colui che le pronuncia (il Papa, ancora “prigioniero in Vaticano”), si comprenderà come queste frasi,
che oggi diremmo scontate,
furono invece pesanti come
macigni.
La vetta più alta Benedetto XV
la raggiunse nella nota Ai capi dei popoli belligeranti , datata 1° agosto 1917 (ma in
realtà spedita ai destinatari solamente il 9,
dato che per il giorno
Fin dall’inizio
stabilito il testo non
stigmatizzò la guerra
era ancora ultimato),
come “flagello dell’ira nella quale Papa Della
di Dio” o la “più fosca Chiesa si dichiarò
neutrale, come segno
tragedia dell’odio
di quella imparzialità
che “si conviene a chi
umano e della
è Padre comune e tutumana demenza”
ti ama con pari affetto
i suoi figli”, invitando
le Potenze alla cessavano solamente nell’utilità del- zione della guerra, “la quale,
la guerra, e che risposero con ogni giorno più, apparisce
gli insulti ai suoi continui ri- inutile strage!”. Definizione,
questa, destinata a rimanere
chiami alla pace.
Fin dal suo primo messaggio, scolpita nella Storia, e che sal’8 settembre 1914, stigmatiz- rà la madre di quella, altretzò la guerra definendola “fla- tanto solenne, di Pio XII nel
gello dell’ira di Dio”, rincaran- radiomessaggio del 24 agosto
do la dose quando, nel 1915, 1939: “Imminente è il pericoanche l’Italia scese sul campo lo, ma v’è ancora tempo. Nuldi battaglia, definendo il con- la è perduto con la pace, tutto
flitto “l’orrenda carneficina può esserlo con la guerra”.
che disonora l’Europa”. Il 4 Sulle esili spalle di Benedetto
marzo del 1916 parlò di “suici- XV si abbattè il temporale deldio dell’Europa civile” e il 31 l’ira e degli insulti: gli irreluglio stigmatizzò la guerra co- dentisti lo accusarono di esseme la “più fosca tragedia del- re un vile; mentre i francesi,
l’odio umano e della umana credendo che l’appello fosse
influenzato dagli Imperi cendemenza”.
trali, lo apostrofarono dandogli del “Papa crucco”.
Ma questo Padre, oltraggiato
e insultato, non abbandonò
nessuno dei suoi figli in lotta.
Attraverso vescovati e nunziature, fu presente ovunque la
guerra avesse devastato, recando non solo il suo conforto ma anche aiuti materiali.
Il 17 ottobre 1917 il nunzio
Eugenio Pacelli, futuro Pio
XII, visitò ad esempio il campo di prigionia di Puchmein
dove erano internati circa 600
soldati francesi e più di 1.000
russi. A ognuno di loro il rappresentante del Papa consegnò generi di conforto (sapone, latte, cioccolato, vestiti), il
tutto racchiuso in pacchi confezionati con carta recante a
stampa la Tiara pontificia e la
scritta: “Il Santo Padre offre
benedicendo”.
Il mondo intero dovette alla fine inchinarsi davanti al Papa
della pace. Nel 1920 i turchi
gli innalzeranno una statua a
Istanbul, nella quale verrà salutato come “il grande Papa
della tragedia mondiale... il
benefattore dei popoli, senza
distinzione di nazionalità o di
religione”. Inchinarsi al “piccoletto”, come irriguardosamente veniva apostrofato dai
guerrafondai, che credevano
la legge del cannone più forte
della Legge di Dio.
Il mondo si inchinò a Benedetto XV che, solo, come Gesù
nell’Orto degli ulivi, non smise mai di levare la sua voce
contro quella “inutile strage”.
Umberto Benini
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CAP..................................
PROVINCIA.......................
TEL/CELL..........................
.......................................
DIOCESI...........................
.......................................
artiamo dal fondo. Inteso come
editoriale sul Corriere della Sera: la
vicenda del piccolo Gammy, il bimbo
commissionato e poi abbandonato perché
Down, è stata possibile perché in
Thailandia non c’è una legge. Sì, ma anche
no, non è esattamente così. Perché,
purtroppo, il problema è un po’ più a
monte. Nel momento in cui viene sdoganato
e accettato il concetto che è possibile
pagare una donna più povera perché cresca
in sé un figlio da cui poi deve strapparsi
perché lo stesso può essere comprato,
allora non c’è legge che tenga. Perché
l’egoismo è sconfinato e ci sarà sempre un
Paese più povero dove una donna non può
vendere altro che la propria fertilità e dove
una coppia (etero, gay, aliena) che possa
pagare il prezzo è messa in condizione di
dettare condizioni inumane. Sapendo
perfettamente di essere la parte
contrattuale forte. Sapendo perfettamente
di poter dire, come una vecchia pubblicità:
compro, pago, pretendo. E se i due
“benestanti” (che brutta parola) australiani
sono andati a cercare una madre surrogata
in Thailandia è perché nel loro Paese non
avrebbero mai potuto fare quello che hanno
fatto, cioè rifiutare il “prodotto”. E lo
sapevano benissimo, per questo sono andati
a cercare altrove. Ma mica soltanto loro.
Perché l’India è divenuta fiorente mercato
di uteri in affitto? Perché in Occidente le
madri che portavano in grembo bimbi
destinati ad altri hanno cominciato a
ribellarsi, a dire che quello che si muoveva
nella loro pancia era proprio il loro
bambino e non avrebbero mai potuto darlo
via, per nessun soldo al mondo e per
nessun contratto firmato al mondo. E allora
ecco entrare in campo giudici, carte,
avvocati, leggi di tutela, per dire che sì c’è
un contratto ma come si fa a strappare un
figlio alla madre? Così via, verso territori
con più poveri e meno scrupoli morali.
Perché, in realtà, il vero nodo è un altro, ed
è ineludibile: una volta che è passata e
acquisita l’idea che si può fare, che è giusto
farlo, che, soprattutto, è un diritto farlo,
ebbene, non è più un problema di frontiere.
I confini più importanti, quelli mentali,
quelli umani, già sono stati superati. Tra
parentesi, fa anche piuttosto sorridere, se
non fosse così drammatica la vicenda, il
taglio con cui alcuni giornali, da sempre
favorevoli a questo tipo di “opzione
riproduttiva”, hanno dovuto dare la notizia,
puntando sulla protesta e l’imbarazzo per il
comportamento della coppia e rilanciando
la gara di solidarietà per sostenere il piccolo
Gammy. Come se l’unico problema fosse
che il bimbo ha bisogno di cure, come se
finora queste cose non fossero mai
accadute e nessuna coppia avesse mai
rifiutato (o fatto abortire perché non
rispondente alle attese) il figlio ordinato,
come se fior di reportage non avessero
svelato cosa si nasconde dietro il disperato
contratto con cui si compra una mamma e
un bambino: due per uno, chiavi in mano.
Per una serie di circostanze Gammy è
diventato famoso, è stato rimbalzato su
mille profili di social network e, di lì, ai
media maggiori. È diventato impossibile
ignorare il “problema”. Infatti, oggi, gli
ineffabili tutori e promotori delle libertà
riproduttive di casa nostra tacciono, perché
il caso è sgradevole, fastidioso, scomodo.
Perché non si può più negare l’evidenza,
cioè che l’utero in affitto non è un atto di
amore e donazione da parte di donne
generose per altre donne senza figli. È un
intollerabile contratto firmato, senza che
per una volta questa sia mera espressione
letteraria, col sangue degli innocenti. In
fondo, basta soltanto trovare chi lo
sottoscrive e non è così difficile, né
mancano i mezzani e gli speculatori che si
accaniscono su un doppio dolore. Ma se c’è
domanda c’è anche offerta, vale per il burro
come per i cannoni ci insegnavano a
Economia politica. Gli affari sono affari. Ed
è come la stampa, bellezza, una volta che le
rotative sono partite, non si ferma più.
Emanuela Vinai
LA VOCE CHIESA&RELIGIONE
12
PAPA FRANCESCO.
Riprendono le catechesi del
mercoledì, proseguendo
l’approfondimento del tema
della Chiesa
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
LE BEATITUDINI
“N
oi - ha detto Papa Francesco - siamo
abituati a imparare i dieci
Comandamenti. Certo, tutti voi li sapete, li avete
imparati nella catechesi, ma non siamo abituati a
ripetere le Beatitudini. Proviamo invece a
ricordarle e a imprimerle nel nostro cuore.
Facciamo una cosa: io le dirò una dopo l’altra, e
voi farete la ripetizione”. Ha quindi scandito verso
per verso il testo di Matteo 5, 3-10, e poi: “Vi
aiuto!” e ha ripetuto due volte: “Beati voi quando
vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo,
diranno ogni sorta di male contro di voi per causa
mia... Rallegratevi ed esultate, perché grande è la
vostra ricompensa nei cieli”.
D
a questo mercoledì Papa Francesco ha ripreso le catechesi generali in aula Paolo VI. “Nelle
precedenti catechesi - ha detto, riallacciandosi all’udienza del 25 giugno - abbiamo visto come la Chiesa costituisce
un popolo, un popolo preparato con pazienza e amore da Dio, e al quale siamo
tutti chiamati ad appartenere. Oggi vorrei mettere in evidenza la novità che caratterizza questo popolo: si tratta davvero di un nuovo popolo, che si fonda sulla nuova alleanza, stabilita dal Signore
Gesù con il dono della sua vita. Questa
novità non nega il cammino precedente
né si contrappone a esso, ma anzi lo porta avanti, lo porta a compimento”.
“C’è una figura molto significativa - ha
proseguito -, che fa da cerniera tra l’Antico e il Nuovo Testamento: quella di
Giovanni Battista. Per i Vangeli sinottici
[Matteo, Marco, Luca] egli è il precursore... Per il Vangelo di Giovanni è il ‘testimone’, in quanto ci fa riconoscere in Gesù colui che viene dall’alto, per perdonare i nostri peccati e per fare del suo popolo la sua Sposa, primizia dell’umanità
nuova... Con la sua testimonianza, Giovanni ci indica Gesù, ci invita a seguirlo, e ci dice senza mezzi termini che questo richiede umiltà, pentimento e conversione”.
“Come Mosè - ha spiegato poi Bergoglio
- aveva stipulato l’alleanza con Dio in
forza della Legge ricevuta sul Sinai, così Gesù, da una collina in riva al lago di
Galilea, consegna ai suoi discepoli e alla folla un insegnamento nuovo che comincia con le Beatitudini. Mosè dà la
Legge sul Sinai e Gesù, il nuovo Mosè,
“Il sermone della montagna” pala d’altare,opera di Ib Rasmussen
Il testo completo
dell’Esame finale
Le Beatitudini - ha detto - non
sono solo il codice della Nuova
Alleanza ma racchiudono
le esigenze fondamentali
per il Giorno del giudizio
dà la Legge su quel monte, sulla riva del
lago di Galilea. Le Beatitudini sono la
strada che Dio indica come risposta al
desiderio di felicità insito nell’uomo, e
perfezionano i comandamenti dell’Antica Alleanza”.
Nel testo delle Beatitudini (Mt 5,3-11)
“c’è tutta la novità portata da Cristo. In
Commento alla liturgia della Domenica
effetti, le Beatitudini sono il ritratto di
Gesù, la sua forma di vita; e sono la via
della vera felicità, che anche noi possiamo percorrere con la grazia che Gesù ci
dona.
Oltre alla nuova Legge, Gesù ci consegna anche il ‘protocollo’ sul quale saremo giudicati. Alla fine del mondo noi saremo giudicati. E quali saranno le domande che ci faranno là? Quali saranno
queste domande? Qual è il protocollo sul
quale il Giudice ci giudicherà? È quello
che troviamo nel 25° capitolo del Vangelo di Matteo”.
O meglio, ha soggiunto, “oggi il compito
è leggere il quinto capitolo del Vangelo
di Matteo, dove ci sono le Beatitudini; e
“FIRMATO” Famiglia
leggere il 25°, dove c’è il protocollo, le
domande che ci faranno nel Giorno del
giudizio. Non avremo titoli, crediti o privilegi da accampare. Il Signore ci riconoscerà se a nostra volta Lo avremo riconosciuto nel povero, nell’affamato, in
chi è indigente ed emarginato, in chi è
sofferente e solo… È questo uno dei criteri fondamentali di verifica della nostra
vita cristiana, sul quale Gesù ci invita a
misurarci ogni giorno. Leggo le Beatitudini e penso come deve essere al mia vita cristiana, e poi faccio l’esame di coscienza con questo capito 25 di Matteo.
Ogni giorno: ho fatto questo, ho fatto
questo, ho fatto questo… Ci farà bene!
Sono cose semplici ma concrete”.
“Cari amici - ha concluso -, la nuova Alleanza consiste proprio in questo: nel riconoscersi, in Cristo, avvolti dalla misericordia e dalla compassione di Dio. È
questo che riempie il nostro cuore di
gioia, ed è questo che fa della nostra vita una testimonianza bella e credibile
dell’amore di Dio per tutti i fratelli che
incontriamo ogni giorno. Ricordatevi i
compiti! Capitolo quinto di Matteo e capitolo 25 di Matteo!”.
XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A
Vangelo
Dio non ci lascia sprofondare
S
Tante le
“indicazioni
D
pastorali” che
opo aver sfamato le folle,
Gesù costringe i
discepoli a partire, ad
affrontare il “mare”. I discepoli
lasciano che Cristo congedi le
folle e, attraversando il lago,
non assistono a tutto il tripudio
che immaginiamo le
cinquemila persone avranno
tributato a Gesù: lo avranno
incitato a palesarsi come
Messia, come guida del popolo
di Israele. Ma ai discepoli
questo viene risparmiato; il
Maestro non vuole che vedano,
non è venuto per essere un re
di questa terra. Potrebbero
essere indotti in cattivi pensieri,
quindi li costringe ad andare da
soli; non è più lui a precederli,
devono affrontare il mare da
soli. Come ricordiamo, nella
scorsa domenica, Gesù disse
loro: “Date voi stessi da
mangiare” (Mt 14,16); a questo
punto, secondo Gesù, sono in
grado di affrontare le situazioni.
Li “costringe” (Mt 14,22) ad
affrontare il mare: dopotutto
erano pescatori, sapevano cosa
fare. Ogni educatore e genitore
conosce bene queste dinamiche
del “costringere a partire”,
anche se in questi anni
assistiamo sempre più a
genitori che non si decidono a
lasciar partire i figli e figli che si
tengono aggrappati oltremodo
al nido materno/paterno.
Crediamo che questo sia un
grande tema da affrontare con
tutti i genitori con i quali
veniamo in contatto. Iniziare
un’opera educativa con gli
adulti perché, insieme ad altri
Gesù riesce a dare
anche dopo il
miracolo dei pani
e dei pesci
genitori, si pongano il problema
della libertà dei figli e di come
essere in equilibrio tra
permissivismo e rigorismo, in
questi tempi in cui non è
sempre semplice individuare la
posizione giusta. Gesù, dopo il
bagno di folla, si ritira a
pregare; ma non si estranea dal
mondo, infatti vede dov’è la
barca e si accorge che i
discepoli sono in difficoltà, e li
raggiunge. Sono in balìa degli
eventi contrari, sono nella
notte, ma siamo sul finire delle
tenebre perché il Maestro li sta
per raggiungere. Sembra un
fantasma, cammina sulle
acque: ancora un evento
prodigioso che non permette ai
discepoli di riconoscerlo
immediatamente. I discepoli
sono scoraggiati, impauriti,
spaesati; questo li rende
incapaci di capire subito che è
Lui, come quando Maria di
Magdala lo vede fuori dal
sepolcro ma non ne riconosce
la fisionomia; lo riconoscerà da
come pronuncia il suo nome
(Gv 20,16), un tono che ricorda,
un tono che dà sicurezza.
Veniamo allora alla parte
centrale del racconto. Pietro ha
riconosciuto Gesù e gli chiede
di poter camminare sulle onde
come lui, e viene invitato da
Gesù a raggiungerlo. Ma, dopo
lo slancio iniziale, Pietro prende
coscienza di ciò che sta
facendo, del forte vento, inizia
ad avere paura,
a mettere in
dubbio di
potercela fare;
la fiducia nel
della Domenica
Maestro e in se
stesso
PRIMA LETTURA
vacillano. Gesù
Dal Primo libro dei Re 19,9a.11-13a
lo redarguisce:
“Uomo di poca
SALMO RESPONSORIALE
fede, perché
Salmo 84
hai dubitato?”
SECONDA LETTURA
(Mt 14,31).
Crediamo che
Dalla Lettera di Paolo ai Romani 9,1-5
questo
VANGELO
passaggio sia
Dal Vangelo secondo Matteo 14,22-33
fondamentale
LA PAROLA
ubito dopo, Gesù obbligò i suoi discepoli a salire sulla barca
e a precederlo sull’altra riva, mentre egli avrebbe congedato
la gente. Dopo aver congedato la folla, si ritirò in disparte
sul monte a pregare. E, venuta la sera, se ne stava lassù tutto solo.
Frattanto la barca, già di molti stadi lontana da terra, era
sbattuta dalle onde, perché il vento era contrario. Ma alla quarta
vigilia della notte, Gesù andò verso di loro, camminando sul
mare. E i discepoli, vedendolo camminare sul mare, si turbarono
e dissero: “È un fantasma!”. E dalla paura gridarono. Ma subito
Gesù parlò loro e disse: “Coraggio, sono io; non abbiate paura!”.
Pietro gli rispose: “Signore, se sei tu, comandami di venire da te
sull’acqua”. Egli disse: “Vieni!”. E Pietro, sceso dalla barca,
camminò sull’acqua e andò verso Gesù. Ma, vedendo il vento,
ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: “Signore,
salvami!”. Subito Gesù, stesa la mano, lo afferrò e gli disse:
“Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”. E, quando furono
saliti sulla barca, il vento si calmò. Allora quelli che erano nella
barca lo adorarono, dicendo: “Veramente tu sei Figlio di Dio!”.
oggi. Abbiamo bisogno di
approfondire la nostra fede per
non vacillare e iniziare a
sprofondare. Non possiamo
negare di essere davanti a un
periodo difficile per la nostra
Chiesa: la gente ci chiede
cambiamenti, probabilmente
Dio stesso ce li chiede... Il
riferimento è anche al prossimo
Sinodo dei vescovi sulla
famiglia; dobbiamo avere il
coraggio di seguire quanto la
nostra fede ci indica, ricordarci
del sensus fidei del popolo di
Dio. Dobbiamo insieme,
ecclesialmente, aiutarci a
individuare nuove strade,
mettere in campo il nostro
“olfatto” (cfr. Evangelii
gaudium, 31) per immetterci su
nuove vie e mantenere la
fiducia che stiamo andando
incontro al Signore, il quale ci
invita a farlo con coraggio. Per
fare questo, saremo costretti ad
uscire dalla barca, a camminare
in mezzo a condizioni magari
non proprio favorevoli. La
Chiesa dovrà affidarsi molto ai
suoi laici perché sono già in
mezzo a questo mare: tutte le
mattine vanno al lavoro, a
scuola, hanno la possibilità sia
di portare dentro la Chiesa la
vita reale delle persone che non
frequentano le nostre
parrocchie, sia Gesù a quanti
non hanno ancora avuto la
fortuna di incontrarlo.
Dobbiamo fare nostro il grido di
Pietro: “Signore, salvami!” (Mt
14,30). Non ci salveranno i
nostri piani pastorali, le nostre
Curie super-organizzate, ma il
Signore, che attende il nostro
sincero grido di aiuto; e
dobbiamo essere sicuri
che arriverà la Sua mano
e ci solleverà dai flutti.
Rita Pileri
Stefano Sereni
LA VOCE CHIESA&RELIGIONE
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
❖ GAZA
900 mila minori di 12 anni continuano
a vivere un vero e proprio incubo,
molti sono rimasti gravemente
mutilati. Altri 370 mila hanno urgente
bisogno di aiuto psicologico. Inoltre, a
causa dell’esaurimento di carburante,
quasi un milione di bambini sono
rimasti senza elettricità, acqua e servizi
medici. Le strutture sanitarie sono al
collasso per l’incremento di parti
prematuri, casi da trauma e mancanza
di medicine. Secondo un rapporto
dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli
affari umanitari, dall’inizio del
conflitto hanno perso la vita circa
2.000 persone, per la maggior parte
civili. (fonte: Fides)
Strage di bambini
Non si arresta l’ondata di violenza e la
crisi umanitaria che stanno colpendo
la popolazione della Striscia di Gaza. Le
vittime più vulnerabili sono i bambini:
finora [dato aggiornato a mercoledì] ne
sono morti almeno 408, e altri 2.500
sono rimasti feriti durante l’offensiva
terrestre, aerea e navale israeliana. I
minori palestinesi costituiscono la
metà del totale degli 1,8 milioni di
persone che vivono nella zona colpita.
Il 70% di queste morti corrisponde a
piccoli di età inferiore ai 12 anni; circa
13
❖ LIBIA
❖ MALAWI
I preti hanno paura a uscire
“La famiglia è minacciata”
“In questi giorni cerchiamo di stare al riparo, perché non si
sa cosa possa capitare fuori. Usciamo solo per celebrare la
messa nelle case dei cristiani o per andare all’ospedale, poi
torniamo subito indietro”. La testimonianza da Bengasi del
vicario apostolico, mons. Sylvester Magro, arriva a pochi
giorni dall’annuncio dei fondamentalisti islamici di Ansar
al-Sharia, che sostengono di aver conquistato la città
instaurandovi un “Emirato islamico”. Con tutto questo, il
1° agosto, a 24 ore dalle parole del portavoce degli
islamisti, 2.000 persone erano scese in strada a Bengasi
per manifestare contro il gruppo fondamentalista. Rimane
insomma una certa libertà di movimento anche per i
religiosi, che la sfruttano “con prudenza”. (Fides)
“La minaccia alla famiglia nella nostra regione è molto
più reale ora che prima” afferma il comunicato finale
della 18a assemblea plenaria dell’Amecea
(Associazione dei membri delle Conferenze episcopali
dell’Africa orientale) che si è recentemente tenuta
nella capitale del Malawi, Lilongwe. “La crisi del
matrimonio e della famiglia è accresciuta
dall’individualismo della società contemporanea, dal
collasso dei valori morali, dagli attacchi all’unità della
famiglia, dalla povertà e dalla disoccupazione”
scrivono i 250 Vescovi dell’Africa orientale.
“Come Chiesa, ci impegniamo a offrire cure pastorali
alle famiglie disgregate”. (Fides)
Rompiamo il muro dell’indifferenza
La Cei invita a pregare perché gli
oppressori desistano. Intanto l’Europa
non può rimanere “distratta ed
indifferente, cieca e muta davanti alle
persecuzioni di cui oggi sono vittime
centinaia di migliaia di cristiani”
CRISTIANI PERSEGUITATI.
I Vescovi italiani
indicono per il 15
agosto una giornata di
preghiera nazionale
U
na giornata di preghiera,
il 15 agosto, e un forte invito a rompere il muro
dell’indifferenza. Sono le richieste contenute nel recente messaggio della Presidenza della
Conferenza episcopale italiana
dal titolo Noi non possiamo tacere. La continua e sistematica strage di cristiani dovrà finalmente
spingere il mondo occidentale a
una convinta presa di posizione.
Perché occuparsi dei cristiani
perseguitati? La Scrittura insegna che tutti coloro che sono stati battezzati sono tra loro uniti,
formando un unico Corpo. L’apostolo Paolo afferma: “Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha
molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un
corpo solo, così anche Cristo. E
in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo” (1Cor 12,12
-13). Da questo deriva che nessuno può disinteressarsi degli altri. Anzi, “se un membro soffre,
tutte le membra soffrono insieme” (12,26).
Davanti alle notizie che ci giungono sul martirio dei cristiani notizie talvolta poche e sommerse da altre meno importanti - ci si
sente colpiti dentro. Quei cristiani le cui case sono state marchiate con l’iniziale del Nazareno,
quei cristiani scacciati dalla loro
mente sensibile nei confronti della libertà. I diversi totalitarismi
che hanno soffocato l’Europa nel
secolo scorso hanno avuto come
reazione convinta l’affermazione
della libertà nell’esprimere le
proprie convinzioni, a cominciare da quelle religiose. La Chiesa
cattolica ha offerto nel Concilio Vaticano II un’importante Dichiaraa Cei ha predisposto una Monizione iniziale e
zione sul tema
una Preghiera dei fedeli da recitare il 15
della libertà reliagosto per i cristiani perseguitati. Testi completi
giosa, affermando
sul sito www.lavoce.it. La preghiera dei fedeli si
che essa affonda
apre con le parole: “Maria, Madre del Signore, è
le sue radici diretsegno splendente sul cammino del popolo di
tamente
nella
Dio, figura di un’umanità nuova e fraterna.
stessa
dignità
Chiediamo a lei, Regina della pace, di
umana.
intercedere perché, nei Paesi devastati da varie
Affermare il conforme di conflitti e dove i cristiani sono
trario significa laperseguitati a causa della loro fede, la forza
sciare il predomidello Spirito di Dio riporti alla ragione chi è
nio alla forza e al
irriducibile, faccia cadere le armi dalle mani dei
sopruso. Ecco perviolenti, e ridoni fiducia a chi è tentato di cedere
ché l’Europa non
allo sconforto”.
può continuare a
essere - scrivono i
Vescovi italiani “distratta ed indifvite ai tralci. Questo è un primo e ferente, cieca e muta davanti alforte motivo per cui i cristiani le persecuzioni di cui oggi sono
non possono disinteressarsi dei vittime centinaia di migliaia di
cristiani”. Per l’Europa, distrugfratelli nella persecuzione.
Ma c’è ne è un altro di ordine cul- gere il cristianesimo vuole anche
turale, che deve riguardare tutti dire, demolire la casa in cui è nagli uomini di buona volontà. Il ta.
Marco Doldi
mondo contemporaneo è giustaDistruzione
e morte
dopo un
attentato
kamikaze in
una chiesa
a Peshawar
PREGHIERA per il 15 agosto
L
terra, vessati, umiliati e barbaramente uccisi, quei cristiani si
sente che ci appartengono, sono
parte di noi, sono come noi. La
loro sofferenza diventa la nostra,
anche se in noi certamente meno
forte e devastante. Non è semplice solidarietà, come si può provare nei confronti di coloro che
hanno i medesimi nostri ideali, è
qualcosa di più. Abbiamo la stessa carne, formiamo insieme il
Corpo mistico di Cristo, così le loro ferite sanguinano in tutti.
Questo sguardo permette di intravvedere una realtà tanto misteriosa quanto reale e viva. Per
analogia al corpo, le membra
posso aiutarsi le une le altre.
Questo attesta la consolante veri-
CRISTIANI PERSEGUITATI
tà di fede della Comunione dei
santi: tutti i fedeli, in forza del
battesimo, sono uniti tra loro e
con Cristo, da cui ricevono energia e vita. Così, il bene compiuto
da qualcuno - nell’ordine della
grazia - va a vantaggio di tutti e la
preghiera di intercessione degli
uni diviene efficace per gli altri.
In quest’ottica i Vescovi italiani,
di fronte alla persecuzione dei
cristiani, indicono una giornata
di preghiera nazionale. Invitano
a pregare affinché gli oppressori
desistano, ma anche perché i fratelli e lo sorelle che soffrono a
motivo della loro fedeltà a Cristo
siano sostenuti con la grazia di
Cristo, che come vita corre nel
corpo o come linfa scorre dalla
NIGERIA
Violenze non solo contro
i cristiani: crimini ovuque
Preghiere e interventi di
solidarietà dalle Chiese europee
Da varie nazioni europee, le Chiese cattoliche e protestanti
hanno deciso di intervenire con la preghiera e con azioni di
solidarietà a favore dei cristiani perseguitati nel mondo. In
Belgio, i Vescovi hanno chiesto a tutte le parrocchie e chiese
del Paese di organizzare una speciale colletta il 15 agosto per
venire in aiuto “ai fratelli e sorelle che ne hanno più bisogno, in
particolare ai cristiani di Iraq, Siria e di tutto il Medio Oriente”.
Preghiere anche in Inghilterra e Galles per i cristiani
perseguitati dell’Iraq. Mons. Se i leader delle Chiese in Iraq
hanno scelto la festa della Trasfigurazione (mercoledì 6 agosto)
per osservare un giorno di preghiera per la pace, i Vescovi
inglesi propongono di pregare per i cristiani iracheni anche
domenica 10. I vescovi francesi tramite l’organizzazione
“Oeuvre d’Orient” propongono di sostenere l’ospedale “San
Giuseppe” di Gerusalemme Est, che si trova a dover affrontare
un afflusso di feriti dalla Striscia di Gaza. La fine delle
esportazioni di armi tedesche verso zone di conflitto è stata
richiesta congiuntamente da mons. Gebhard Fürst, vescovo di
Rottenburg-Stuttgart, e dal vescovo protestante di
Württemberg, Franck Otfried: “Vogliamo essere in pace, non
essere venditori di armi”, hanno detto nella chiesa Collegiata di
Stoccarda durante una celebrazione ecumenica per
commemorare l’inizio della Prima guerra mondiale.
La situazione nel
Paese
africano
sta
ormai
degenerando
su tutti
i fronti
N
uovi assalti a chiese cattoliche in Nigeria, terra
che da molti anni ormai
è teatro di violenze anti-cristiane. Almeno una persona è morta e diverse altre sono rimaste
ferite - riporta l’agenzia Fides in un assalto a una chiesa cattolica nel villaggio di Ungwar
Poppo, nello Stato di Kaduna,
nel nord del Paese.
Alcuni uomini armati di Kalashnikov hanno attaccato il
luogo di culto mentre i fedeli
erano riuniti per celebrare la
messa nella mattina di domenica 3 agosto, sparando indiscriminatamente, uccidendo una
guardia incaricata di proteggere la chiesa e ferendo diverse
persone, alcune in modo grave.
Gli assalitori sarebbero pastori
fulani, che negli ultimi mesi
hanno compiuto diversi attacchi nella zona.
Il tradizionale scontro tra pastori musulmani e agricoltori
cristiani è ulteriormente degenerato da quando i fulani mostrano di disporre di armi sofisticate, ottenute, forse, dalla
setta islamista Boko Haram. La
quale Boko Haram ha nel frattempo intensificato gli attacchi
e gli attentati suicidi in diverse
aree della Nigeria, anche con-
tro luoghi di culto cristiani.
Violenza genera violenza. Immagini filmate, fotografie e testimonianze di crimini di guerra, esecuzioni extra-giudiziali e
altre gravi violazioni dei diritti
umani commesse dall’esercito
nigeriano durante la lotta sempre più violenta in corso nel
nord-est della Nigeria contro
Boko Haram e altri gruppi armati sono state recentemente
raccolte da Amnesty International.
“Le prove che abbiamo raccolto costituiscono un’ulteriore
conferma degli agghiaccianti
crimini cui si lasciano andare
tutte le parti in conflitto” ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International.
LA VOCE CHIESA&RELIGIONE
14
PAPA FRANCESCO.
Il viaggio in
Corea per la
Gmg asiatica
BREVI
❖ PAPA IN COREA
Libro sulla Chiesa locale
La Libreria editrice vaticana (Lev) ha appena
pubblicato un volume sulla nascita e la
formazione della Chiesa coreana, appunto La
storia della Chiesa coreana. Aspetti storici,
giuridici e pastorali, di Tong-Ill Han, sacerdote
coreano dal 2000, che aiuterà nella
comprensione di questa Chiesa giovane e in
continuo mutamento. La fede cattolica è
entrata in Corea attraverso alcuni laici
provenienti da Pechino. L’adesione al Credo
cattolico è nata da uno studio personale e
approfondito dei testi, da una curiosità verso
questa “scienza occidentale” che presentava
elementi diversi e straordinari. Il volume è il
primo vero studio in lingua italiana che spiega
sistematicamente la storia e la realtà di questa
Chiesa giovane in cui si è stabilita l’effettiva
collaborazione tra gerarchia ecclesiastica e i
fedeli laici, con effetti altamente positivi.
❖ PAPA FRANCESCO
Consigli ai chierichetti
“La nostra vita è fatta di tempo, e il tempo è
dono di Dio: pertanto occorre impegnarlo in
azioni buone e fruttuose”. È il consiglio
dispensato dal Papa ai chierichetti parlando,
martedì scporso, agli oltre 50 mila ministranti
di lingua tedesca provenienti non solo dalla
Germania ma anche dall’Austria e dalla
Lettonia, in occasione del loro tradizionale
pellegrinaggio a Roma. “Forse - ha aggiunto
Bergoglio - tanti ragazzi e giovani perdono
troppe ore in cose futili”, come “il chattare in
internet o con i telefonini, le telenovele, i
prodotti del progresso tecnologico”. Tutti
strumenti “che dovrebbero semplificare e
migliorare la qualità della vita”, ma che
“talvolta distolgono l’attenzione da quello che
è realmente importante. Tra le tante cose da
fare nella routine quotidiana, una delle
priorità dovrebbe essere quella di ricordarsi
del nostro Creatore, che ci consente di vivere,
che ci ama, che ci accompagna nel nostro
cammino”.
❖ CL
Il Meeting 2014
“Verso le periferie del mondo e dell’esistenza.
Il destino non ha lasciato solo l’uomo” è il
tema della 35a edizione del “Meeting per
l’amicizia dei popoli” di Rimini, che si svolgerà
dal 24 al 30 agosto. Il programma prevede
oltre 100 convegni, 14 esposizioni, 17
spettacoli e 10 manifestazioni sportive. Tra i
principali ospiti: Aleksandr Filonenko, docente
ucraino di Filosofia; Javier Prades López,
rettore dell’Università San Dámaso di Madrid;
Luciano Violante, presidente emerito della
Camera dei deputati; Stefania Giannini,
ministro dell’Istruzione; Sergio Marchionne,
amministratore delegato di Fiat-Chrysler; il
presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi.
Non mancheranno incontri sulla Siria, l’Egitto,
l’Unione europea e su temi come lavoro,
migrazioni, ecologia, giovani, occupazione,
salute e sport. Programma completo:
www.meetingrimini.org.
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
IL PROGRAMMA
Allestimento di un poster della mostra fotografica di Papa Francesco ”Ciao,Papa Francesco!”
presso il Centro Culturale Sejong di Seoul,Corea del sud (Foto AP)
“Giovani asiatici,
svegliatevi!”
S
aranno 6.000 i giovani che da tutto
il Continente asiatico
parteciperanno nella diocesi
coreana di Daejeon alla VI Giornata
della gioventù asiatica. L’evento si
svolgerà dal 13 al 17 agosto e avrà per
tema “Asian youth! Wake up! The glory
of the martyrs shines on you!” (Giovani
dell’Asia, svegliatevi! La gloria dei
martiri brilla su di voi). Di questi 6.000,
mille saranno i giovani delegati
provenienti da 23 Paesi del Continente
asiatico. “Il costo del viaggio - spiega
padre Woo Suk Jeong, responsabile
della Pastorale vocazionale della diocesi
di Daejeon - e la difficoltà dei giovani
spesso provenienti da Paesi
estremamente poveri dell’Asia hanno
impedito una partecipazione più
numerosa”. Si presume invece che
saranno 5.000 i giovani cattolici coreani
che parteciperanno alla Giornata della
gioventù. Due gli appuntamenti speciali
che i giovani tutti insieme vivranno con
Papa Francesco: l’incontro di venerdì
15 agosto presso il santuario di Solmoe
e domenica 17 per la celebrazione
conclusiva della VI Giornata della
gioventù asiatica al castello di Haemi.
Altro appuntamento molto atteso è il
“tradizionale” pranzo che un gruppo di
giovani avrà con il Santo Padre. Si terrà
al Seminario maggiore di Daejeon; ad
avere la fortuna di pranzare con il Papa
saranno 23 rappresentanti di altrettanti
Paesi del Continente asiatico.
L’incontro dei giovani a Daejeon si
All’evento
parteciperanno
“pochi intimi”, ossia
circa 6.000 persone.
Giovani spesso
soffocati dallo stress
svolgerà in maniera molto dinamica.
Non sono molti infatti i programmi “in
sala”. I giovani si muoveranno in
pellegrinaggio da un santuario all’altro
visitando i luoghi della persecuzione e
andando alla radice su cui questa
diocesi, oggi estremamente vitale,
affonda la sua storia, cioè sul martirio
del santo Andrea Kim Dae Gon,
originario proprio di quella zona, al
quale è dedicato il santuario di Salmoe.
Ma il sangue dei martiri cristiani irrora
questa terra: nel XVIII e XIX secolo,
questa regione fu teatro di una
violentissima persecuzione che costò la
vita a 10 mila fedeli. Ufficialmente ci
sono nella diocesi 19 santuari a loro
dedicati, ma sono molti altri i luoghi in
cui le ossa dei martiri sono sepolte, e
nessuno sa dove esattamente, per cui
l’intera diocesi di Daejeon può essere
chiamata un luogo sacro. “È importante
- dice padre Woo Suk Jeong - che i
giovani si mettano alla scuola dei
martiri e dei santi, conoscano la loro
storia di fede per imparare a guardare
con speranza anche alla loro vita, in cui
14 agosto - Incontro a Seul con le
autorità
Incontro con i Vescovi cattolici
15 agosto - Messa nella solennità
dell’Assunzione presso il World Cup
Stadium di Daejeon
Incontro con i giovani dell’Asia
presso il santuario di Solmoe
16 agosto - Messa di beatificazione
di Paul Yun Ji-Chung e 123
compagni martiri, a Seul
Incontro con le comunità religiose
in Corea a Kkottongnae; segue
incontro con i leader
dell’Apostolato laico
17 agosto - Incontro con i Vescovi
dell’Asia nel santuario di Haemi
Messa conclusiva della 6a Giornata
della gioventù asiatica, presso il
castello di Haemi
18 agosto - Messa per la pace e la
riconciliazione nella cattedrale di
Myeong-dong
ci saranno sempre dolori e momenti di
bui”.
Una Corea altamente sviluppata
accoglierà Papa Francesco. È la patria
della tecnologia; sede storica della
Samsung, azienda che oggi conta filiali
in 58 Paesi e che è stata fondata nel
1938 da Lee Byung-chul a Taegu,
nell’attuale Corea del Sud. Ma dalle
parole di padre Woo Suk Jeong si
capisce che tutto, anche la straordinaria
crescita economica del Paese, ha un
prezzo. Intanto in termini esistenziali: “I
giovani soprattutto - spiega - vivono
sotto la pressione di uno stress
fortissimo, perché sono figli di una
cultura fortemente competitiva. C’è
stress per entrare all’Università, stress
per entrare nel mondo del lavoro, stress
per rimanerci. E non è un caso che la
Corea sia uno dei Paesi che conta tra i
più alti tassi di suicidio nel Continente”.
Nel 2005, quasi la metà della
popolazione sudcoreana non ha
espresso alcuna preferenza religiosa.
Anche “la famiglia sta crollando”: il
tasso di natalità è bassissimo (1,2 figli
per coppia), perché “i figli costano.
Tanti giovani - aggiunge il sacerdote - si
sono allontanati dalla fede, e Dio
sembra per molti essere scomparso
dalla loro vita. Proporre allora in questo
contesto la Parola di Dio e la fede
cristiana significa indicare che è
possibile vivere un’altra vita,
sicuramente più libera, più vera”.
Maria Chiara Biagioni
LA VOCE SPAZIOCSI
16
BREVI DAL CSI
❖ UMBRIA
Il “via” ufficiale alle
attività del 2014-2015
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
ESTATE. Il saluto dei Presidenti nazionale e regionale prima della “ripresa”
Ognuno ha i suoi ritmi
Giovedì 4 settembre si terrà un grande evento
che segnerà ufficialmente l’avvio della
stagione sportiva 2014-2015 del Centro
sportivo italiano dell’Umbria. La Presidenza
regionale invita pertanto tutte le società e tutti
gli atleti che hanno partecipato alle Finali
nazionali di disciplina e categoria, per poter
consegnare loro un riconoscimento che attesti
la stima e la vicinanza del Csi e la gratitudine
per aver rappresentato la regione nelle
manifestazioni nazionali. L’appuntamento
sarà per le ore 17.15 presso la sala auditorium
della Figc Umbria in strada Prepo 1 a Perugia.
Il tutto terminerà intorno alle ore 19.30 con
un aperitivo. Sono stati invitati alla cerimonia
il presidente del Coni Umbria, l’assessore
regionale allo Sport, oltre ai Sindaci e gli
assessori allo Sport dei Comuni di Perugia,
Foligno, Gubbio, Terni, Città di Castello.
Invitato speciale il card. Gualtiero Bassetti,
arcivescovo di Perugia - Città della Pieve e
presidente dei Vescovi umbri, da sempre
vicino al mondo del Csi.
❖ ITALIA
Ri-sforato il tetto del
milione di tesserati
Il dato ufficiale è arrivato nei giorni di fine
luglio: anche in questa stagione il Centro
sportivo italiano ha superato quota un
milione di tesserati. Il tesseramento è ancora
in corso, e dunque si tratta di un dato che
andrà ad aumentare ancora, ma è comunque
una cifra che già fin d’ora genera grande gioia
e orgoglio. La conferma - dopo aver superato
nel 2013 il tetto del milioni di tesserati - sta
infatti a significare che la crescita
dell’associazione è costante, stabile e vera, e
che il record di un anno fa non è stato affatto
occasionale.
❖ 70° CSI
Una “app” per scoprire
la nostra storia
Con l’arrivo dell’estate, il Csi lancia un nuovo
strumento digitale a disposizione dei Comitati
e delle società sportive per l’organizzazione
degli eventi territoriali per la celebrazione dei
70 anni di storia dell’associazione.
L’applicazione “Giocare per credere”,
disponibile gratuitamente per smartphone e
tablet, è abbinata al fumetto Centro sportivo
italiano – 70 anni di storie, sport e sorrisi per
giocare e per credere edito dalla Giunti progetti
educativi. Tramite l’applicazione, infatti, sarà
possibile visualizzare filmati e contenuti
multimediali legati alla storia del Csi proposta
nel fumetto.
❖ BUONA ESTATE!
Con questo numero de La Voce, la pagina Csi
va in vacanza. Riprenderemo a inizio
settembre questo filo diretto con
l’associazione. Buona estate a tutti!
Ora è tempo di...
È
tempo di dire grazie per tutte le emozioni, le
esperienze, le amicizie che abbiamo vissuto e
incontrato correndo dietro a un pallone. È tempo
di riflettere con calma e serenità sulle motivazioni
profonde che ci portano a passare una parte
importante della nostra vita in società sportive o in
Comitato. È tempo di tornare a dedicare attenzione
ai propri affetti, alle persone a cui vogliamo bene...
a tutti quelli e a tutto quello che abbiamo
sacrificato durante l’anno perché eravamo sempre
impegnati nelle società sportive o nei Comitati. È
tempo di provare quella “sottile nostalgia” che
prende ciascuno di noi dopo qualche settimana di
lontananza dai propri ragazzi. È tempo di scoprire
che, piano piano, dentro di noi la voglia di
ricominciare diventerà irrefrenabile.
L
a serie A va in ferie a fine maggio.
A luglio saranno di nuovo tutti in ritiro, e ad agosto ricomincia il Campionato. Lo sport per tutti ha tempi diversi. Nelle società sportive di base si tira
avanti fino a fine giugno e, dopo 10 mesi
di impegno, luglio e agosto sono mesi nei
quali tirare il fiato e staccare la spina; ed
è così per molti allenatori, dirigenti, animatori, arbitri e presidenti. Il “campionato educativo” ricomincia tra settembre e
ottobre; tra fine agosto e i primi di settembre riaprono gli oratori, riaprono le
società sportive e quella grande avventura che è l’educare alla vita attraverso lo
sport ricomincia a scendere in campo in
centinaia di spogliatoi di tutta Italia. Ora
è tempo di staccare la spina.
“Sarebbe bello poter stringere la mano a
ciascuno di voi per ringraziarvi per quello che avete fatto durante la scorsa stagione sportiva. Sarebbe bello potervi au-
I
l 22 luglio ho ricevuto una
telefonata dal presidente Csi
Foligno, Giovanni Noli, che mi
chiedeva se fossi disponibile a
svolgere animazione per tre giorni
a Rivotorto di Assisi durante una
serie di incontri organizzati da suor
Paola. Penso “perché no?”. Mi
metto in contatto con lei, e
inizialmente avverto una persona
un po’ distaccata; quando ci
incontriamo però la sua stretta di
mano parla per lei. Si è rivelata fin
da subito una persona gioviale e
simpatica. Per quanto riguarda le
attività svolte, la sera del 24 luglio
Il santuario di Rivotorto di Assisi
abbiamo fatto animazione con
molti balli di gruppo, e la cosa più
bella è stata la partecipazione di
tutti i presenti, grandi e piccoli. Il
giorno successivo sono andate a
svolgere animazione Marta e
Angelica dell’équipe Csi di Foligno,
e anche loro hanno organizzato
balli di gruppo oltre a giochi per
bimbi, ragazzi e adulti. L’ultimo
giorno, il 26 luglio, abbiamo
addirittura trovato ad attenderci
all’ingresso dell’albergo alcuni
ragazzi che ci stavano aspettando.
Quando ci hanno visto ci hanno
detto: “Vi stavamo aspettando, non
vedevamo l’ora che arrivavate!”. In
questi giorni ci eravamo chiesti
molte volte se le nostre attività
fossero piaciute ma, con i ragazzi
ad attenderci all’ingresso, non
avevamo più dubbi a riguardo. La
serata si è chiusa in bellezza con
l’organizzazione di balli di gruppo,
musica da discoteca, liscio e musica
latina. Suor Paola ha fatto, infine,
una foto con noi ringraziandoci e
dicendoci che eravamo stati
bravissimi. Mi ha chiesto
personalmente: “Dove trovi tutta
questa energia? Di persone
energiche ne conosco e ne ho
conosciute, ma come te no!”.
Questa è stata una grande
soddisfazione; ci siamo salutate
con la promessa di lavorare ancora
insieme. Volete la verità su suor
Paola? È piccola ma è una grande
persona!
Rosella Bibi
Csi Foligno
Ecco gli sport che rilanceremo il prossimo anno
S
Contatti: [email protected]
condividono questa grande passione che
è il Csi, mi ritrovo in queste righe. Parole
che generano sentimenti, e che sono lo
specchio della vita di chi si dedica anima
e corpo agli altri, ai ragazzi in particolar
modo, credendo nello sport come strumento di crescita a tutto tondo.
Voglio ringraziare tutti coloro che hanno
contribuito alla realizzazione di tutta l’attiva svolta, sportiva e formativa. In primis
un ringraziamento a tutto il Consiglio regionale del Csi, ai vari direttori d’area, ai
ragazzi, ai ragazzi dell’équipe, a tutti i
Consigli dei Comitati territoriali e in particolare ai consulenti ecclesiastici che con
la loro continua presenza indirizzano la
nostra attività e vita.
Non mi resta che augurarvi buone vacanze, e darvi appuntamento al 4 settembre.
Carlo Moretti
presidente Csi Umbria
RIVOTORTO. Tre giorni di
animazione con suor Paola
PAGINA A CURA DI
Il Centro sportivo italiano è un ente di promozione sportiva di ispirazione cristiana
che promuove lo sport come momento di
educazione, di crescita, di impegno e di
aggregazione sociale, ispirandosi alla visione cristiana dell’uomo e della storia nel
servizio alle persone e al territorio.
Il CSI risponde ad una domanda di sport
non solo numerica ma qualificata sul piano culturale, umano e sociale. Da sempre
i giovani costituiscono il suo principale
punto di riferimento.
gurare di persona ‘buona estate’ e buon
riposo.
Sarebbe bello poter dire, guardandovi negli occhi: ‘A settembre i ragazzi contano
su di te per vivere i valori della vita mentre giocano e fanno sport’. Sarebbe bello
potervi ricordare che questo Paese ha bisogno di voi e di gente come voi per guardare al futuro con speranza.
Sarebbe bello chiacchierare in spiaggia,
oppure camminare su un bel sentiero di
montagna, e intanto discutere del fatto
che Papa Francesco ci ha chiesto di giocare ‘in attacco’ la nostra partita educativa. Sarebbe bello... Ma quello che conta è
che a settembre ripartirà il ‘campionato
educativo’ con al via qualcosa come 13
mila società sportive. E come sempre sarà un avventura meravigliosa!”.
Ho voluto riportato il saluto che il presidente nazionale Csi Massimo Achini ci
ha inviato, perché, come tutti coloro che
i è appena conclusa con successo
l’attività sportiva 2013-2014, ma il
Csi non si ferma e ha già cominciato a prepararsi per il nuovo anno sportivo che arriva. Un bilancio positivo quello
del CSI regionale, che ha aumentato il
numero delle società e degli atleti partecipanti nelle varie categorie nei rispettivi Comitati, concludendosi con le fasi regionali svoltesi a Cascia (pallavolo open
misto, calcio a 5 open maschile, calcio a
7 open maschile e pallacanestro open
maschile) e Ponte Pattoli (calcio a 5 Juniores maschile) e, infine, le varie finali
regionali degli sport individuali di corsa
campestre, tennistavolo e judo.
Molto orgoglio da parte di tutta la regione per i vari atleti che hanno ottenuto ottimi risultati alle varie Finali nazionali
piazzandosi nei più alti posti delle classifiche nelle varie categorie di riferimento.
Per programmare al meglio la nuova stagione sportiva, la Direzione tecnica regionale si è incontrata recentemente con
i direttori tecnici dei Comitati provinciali per far il punto. Le prime direttive sono quelle di mantenere tutte le iniziative
promosse fin qui e promuovere quelle discipline o categorie non ancora praticate
in regione.
Le attività che si intendono rilanciare sono calcio a 5 e pallavolo mista a Foligno,
calcio a 11 e dello sci a Gubbio; Perugia
si cimenterà su atletica e ciclismo.
Proposta importante, quella di allargare a
tutta la regione la pratica di quelle discipline che si svolgono solamente in un Comitato, riguardanti per lo più gli sport individuali e giovanili. Prime discipline individuate: tennistavolo, judo e corsa campestre, già portate avanti l’anno scorso, e
in più karate, sci, calcio a 5 open femmi-
nile, calcio a 11 open maschile.
Il Csi è comunque sempre attento alle
esigenze del territorio e pronto a trasformare le esigenze di società sportive, oratori, scuole e associazioni in attività sportiva e formative, mettendosi al servizio
della collettività e associativismo per portare avanti il suo progetto di educare attraverso lo sport.
Federigo Noli
direttore tecnico regionale
LA VOCE EVENTI IN UMBRIA
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
FareNight: l’estate a Perugia
Il programma del
Comune si allargherà
alle Porte della città e
alle aree fuori le mura
on un programma ricco, ma
attento al risparmio, ha preso
avvio dal 1° agosto FareNight,
la manifestazione culturale,
musicale e di intrattenimento che il
Comune di Perugia offre alla città
fino al 14 settembre. Una
manifestazione corale che può
contare sullo sforzo organizzativo di
una squadra composta da operatori
culturali, associazioni e privati. E
proprio “per risparmiare decine di
migliaia di euro - ha detto il neo
assessore alla Cultura, al Turismo e
all’Università del Comune Teresa
Severini nel corso della
presentazione - il concerto previsto il
10 agosto in piazza IV Novembre non
ci sarà, anche per non offendere
quella piazza nel giorno della festa
del patrono San Lorenzo”. Il
programma, articolato e vario, sia
nelle tematiche che nei linguaggi, è
rivolto ad ogni tipologia di utenti“ - è
stato sottolineato - per “una migliore
condivisione della città che guarda
ad un turismo attento, a famiglie e
bambini” e che si snoderà dal centro
storico fino alle pendici, ma anche
più lontano alla riscoperta degli
spazi della città. Costo totale 30 mila
euro. Lungo le strade, le piazze, le
vie dell’acropoli verranno poi
proposti momenti di arte, musica e
danza. Piazza del Bacio diviene luogo
di revival musicale anni ’80 e ’90,
perchè chi vorrà potrà anche ballare
(dal 21 al 23 agosto). Alla terrazza
del Mercato coperto ci saranno
C
Un evento di una passata edizione di FareNight a Palazzo Penna
eventi con protagonisti i migliori Dj
umbri. La Rocca Paolina diventerà la
location scenografica per la triste
vicenda di Porzia Corradi nobildonna
perugina protagonista di La bella in
mano al boia, il celebre romanzo
storico di Ugaccione Ranieri di
Sorbello. Alla terrazza del cinema
Lilli “Attori improbabili in cerca di
pubblico”: alcuni volti noti della
società civile perugina saliranno sul
palcoscenico per animare le serate
interpretando brani di letteratura. A
Palazzo Penna serate musicali, di
teatro e letteratura. All’Università
per stranieri conferenze a tema e
concerti. Nelle zone di porta
Sant’Angelo, porta Sole, porta San
Pietro, porta Santa Susanna altri
momenti d’intrattenimento, con
concerti, mostre mercato, raduno
auto d’epoca, teatro in piazzetta,
letture sotto le stelle, laboratori di
scrittura creativa e favole animate. Il
19 agosto (appuntamento alla
Fontana Maggiore, partenza ore 21,
piazza del Drago, ore 21.30)
“Emozioni in versi, musica e danza
per il bimillenario della morte
dell’imperatore Augusto” a cura
dell’Associazione “Radici di pietra”.
Spazio anche alla Città dei bambini
nell’area verde di Pian di Massiano,
con giochi, spettacoli teatrali e
laboratori. Nell’ambito delle
iniziative nell’area “Fuori le mura”
Estate al cinema ...in biblioteca” alla
biblioteca di Villa Urbani (via
Pennacchi); “Ipogeo sotto le stelle”
nel parco archeologico del Palazzone
(9 agosto, ore 21). Evento clou della
manifestazione la serata del 10
agosto, “Ballando sotto le stelle” con
in programma concerti in vari luoghi
del centro storico a partire dalle 18 e
aperture straordinarie di alcuni spazi
museali che saranno visitabili dalla
20 alle 24. Alle 21 in cattedrale visita
guidata sul tema “San Lorenzo tra
iconografia e arte”. Alla terrazza del
mercato coperto osservazione delle
stelle in collaborazione con
l’associazione StarLight.
Manuela Acito
Night Line Museum per giovani dai 18 ai 35 anni
N
ight Line Museum è
la nuova proposta
del circuito museale “Terre & musei dell’Umbria”. Un’occasione per
trasformare i musei della
rete (di cui fanno parte
quelli di Spello - comune
capofila - Amelia, Bettona,
Bevagna, Cannara, Cascia,
Deruta, Marsciano, Montefalco, Montone, Trevi e
Umbertide) in luoghi di aggregazione per i giovani tra
i 18 e 35 anni attraverso
l’organizzazione di una serie di eventi che possano
incontrare i loro gusti.
Ogni museo,
(dal 2 agosto
al 6 settembre,
ore 21) proporrà un evento performativo coinvolgendo Dj, musicisti, video artisti, performer
Le Torri di Properzio a Spello
e coreografi.
Ogni appuntaarchitetture e delle collemento avverrà nelle sale
zioni con proiezioni in 3D,
espositive del museo o nelvideo istallazioni, perforle immediate vicinanze.
mance, live painting.
Ogni appuntamento proGli appuntamenti sono tutporrà una rilettura eo
ti ad ingresso gratuito e si
un’interpretazione delle
svolgeranno secondo tre filoni omogenei: Freestyling
(con musica cosiddetta colta, classica e jazz, che si lascerà contaminare dalle
bellezze architettoniche attraverso l’ausilio di arti come il fumetto e l’action
painting); Vision (incontri
con i grandi nomi della
musica elettronica); The
arp ensamble (una formazione composta dal Dj Ricki e da alcuni video artisti
propongono una personale
rilettura delle opere d’arte
e dei luoghi. Info www.sistemamuseo.it
17
Le opinioni espresse in questa pagina rappresentano
esclusivamente il pensiero di chi le scrive.
18
La scuola cattolica non è
un “peso per lo Stato”, anzi …
IL PUNTO
Guerra di Gaza:
i precedenti
A
bbiamo già fatto qualche
commento su quella che
si può chiamare la
guerra di Gaza, scoppiata (o riscoppiata) all’indomani
dell’incontro di preghiera in
Vaticano tra i Capi di Stato
israeliano e palestinese.
Cercherò ora di dare qualche
coordinata per comprendere
le ragioni di questo scontro.
All’origine di tutto, si sa, c’è la
formazione dello Stato
d’Israele, non riconosciuta
come legittima dagli Stati
arabi circostanti, almeno
all’inizio. Poi c’è stata la
Guerra dei sei giorni, nel 1967,
trionfalmente vinta dagli
israeliani contro Egitto, Siria e
Giordania. Grazie a quel
successo, Israele ha occupato
tre aree geografiche: il
territorio della Giordania a
ovest del fiume Giordano,
l’altopiano del Golan, già della
Siria, e infine, appunto, la
Striscia di Gaza che era tenuta
dall’Egitto, più tutta la
penisola del Sinai. Dopo
lunghe trattative, Israele
restituì all’Egitto il Sinai e
l’Egitto rinunciò a Gaza,
perché facesse parte del futuro
Stato palestinese. La Giordania
a sua volta rinunciò, alle
stesse condizioni, ai suoi
territori occidentali. Poi vi
sono stati gli accordi che
hanno portato alla costituzione
dell’Autorità nazionale
palestinese (Anp), di fatto un
nuovo Stato che vive in pace relativamente - con Israele,
ma ancora non sono stati
sciolti tutti i nodi che
impediscono una pace
definitiva e piena. Infine c’è la
questione di Gaza. Questo
territorio fa parte di quelli
nominalmente assegnati
all’Autorità nazionale
palestinese, ma
geograficamente è separato da
loro, confinando quasi per
intero con Israele e per il resto
con l’Egitto (che non se ne
interessa). Dopo le elezioni
politiche dell’Anp del 2006, vi
è stata una frattura tra Gaza e
gli altri palestinesi: Gaza è
amministrata da Hamas come
se fosse un piccolo Stato
indipendente. Ma Hamas è
un’organizzazione terroristica,
o comunque estremista, che
disconosce gli accordi già fatti
tra Israele e Anp, e a maggior
ragione si oppone a ulteriori
accordi; e si considera in
guerra con Israele, che attacca
con il lancio di razzi esplosivi.
Israele disconosce a sua volta
il governo di Hamas e
risponde ai razzi con missili.
Questo è – molto in breve – lo
stato delle cose. Non è affatto
facile vedere una via d’uscita.
Pier Giorgio Lignani
E
gregio Direttore,
la vicenda della docente trentina
accusata di essere lesbica, per cui
non le è stato rinnovato il contratto,
ha sollevato un polverone riguardo
alle scuole paritarie cattoliche. Le
scuole cattoliche sono state per
secoli le uniche gratuite; oggi,
paradossalmente, dopo che lo Stato
ha assunto il controllo, tra Ottocento
e Novecento, di buona parte
dell’istruzione, sono tra quelle a
pagamento. Però le cose sono un po’
più complicate di quello che
appaiono. Infatti anche le scuole
statali costano: in una scuola statale
superiore ogni alunno costa, ogni
anno, circa 8.000 euro, che vengono
raccolti tramite le tasse che tutti
paghiamo. Per ogni alunno di scuola
superiore non statale, invece, in
Italia, lo Stato mette solo 50 euro
circa: il resto lo pagano direttamente
i genitori (i quali, con le loro tasse,
contribuiscono a pagare anche
l’iscrizione di alunni della statale),
tramite la retta. Ciò significa che in
una sola classe di 20 alunni, di una
scuola paritaria, lo Stato risparmia
ogni anno 8.000 euro x 20! Nella
Provincia di Trento, che è autonoma,
l’Ente pubblico considera le scuole
paritarie una ricchezza e un
risparmio. Per questo interviene più
abbondantemente che nel resto del
Paese. Così ogni genitore del Sacro
Cuore paga la retta annuale (circa
2.000 euro); inoltre circa 1.000 euro,
per ogni alunno, li mette la
Provincia. Ogni alunno viene così a
costare poco più di 3.000 euro:
comunque, circa 5.000 euro in meno
di quello che costerebbe in una
scuola provinciale. Perché la scuola
paritaria costa così tanto di meno?
Per vari motivi: c’è una gestione più
economica, tipica delle istituzioni
più “familiari”; gli insegnanti
prendono di meno (dove c’è
personale religioso, spesso lavora
anche gratis o quasi); è molto ridotto
il personale ausiliario; le spese di
manutenzione dell’edificio sono a
carico dell’ente gestore e non dello
Stato… Dire dunque che la scuola
cattolica è un costo per lo Stato è
una inesattezza colossale, dettata
solo dall’ideologia.
Oscar Boscardin
C
aro don Elio,
Papa Francesco non smette di stupirci e di
confermarci nella fede di una Chiesa amorevole e
misericordiosa, una Chiesa che sempre più diventa
coerente con i dettami del Concilio Vaticano II. Pochi
giorni fa il Papa ci ha ancora sorpreso con le due
inconsuete visite alla città di Caserta e soprattutto con
la seconda, quando si è recato a salutare la comunità
dei pentecostali. In particolare in questa ultima visita
ha espresso una dimensione fortemente ecumenica
quando ha sottolineato l’importanza dell’azione sulla
dottrina e quando ha detto che “è una tentazione dire:
io sono la Chiesa, tu sei la setta”, aggiungendo: “Gesù
ha pregato per l’unità. Bisogna superare i confini tra le
chiese cristiane. Lo Spirito santo fa la diversità nella
chiesa, ma la Chiesa è una nella diversità”. Converrai
solo: sotto la bandiera trionfante
dell’uguaglianza e dei diritti si
commettono le più bieche
disuguaglianze. Anche la teoria del
gender va in questa direzione, ossia
cerca di scardinare non solo lo
statuto dell’identità sessuale
HUMOUR
dell’uomo e della donna, ma lo
statuto stesso della famiglia intesa
come luogo simbolico della
generatività tra uomo e donna. Il
tema della trasmissione, della
memoria, delle generazioni future
risulta a rischio, a rischio di
Disegni di Marcello Cruciani
Terni
Elisabetta Lomoro
piazza Duomo, 9
Tel/fax 0744 546.525
[email protected]
Assisi
Roldano Boccali
Tel. 330417028
[email protected]
Città di Castello
Moreno Migliorati,
piazza Gabriotti,10
Tel. 075 8550167
[email protected]
ASSOCIATO
ALL’UNIONE
DELLA STAMPA
PERIODICA
ITALIANA
ISCRITTO ALLA
FEDERAZIONE
ITALIANA
SETTIMANALI
CATTOLICI
rinunciare al ruolo profetico del
popolo di Dio - inteso nel suo
senso più ampio, comprendente
ad esempio tutte le 349
denominazioni cristiane
aderenti al Consiglio ecumenico
delle Chiese di Ginevra - nella
denuncia di ogni forma di
menzogna e inganno. Molta
strada rimane da fare e molte
cose da chiarire. Il Papa lo sa, e
spinge in modo efficace per non
interrompere il cammino
iniziato e sviluppato dai grandi
Pontefici suoi predecessori. Il
criterio di fondo rimane quello
di ritenere, tra i cristiani, più
rilevante e più importante ciò
che ci unisce rispetto a quello
che ci divide. Grazie del vostro
intervento, sperando di
approfondire il discorso in
qualche prossimo incontro al
Centro ecumenico San Martino.
estinzione simbolica. E dunque: cosa
rimane del figlio? O meglio: cosa
rimane al figlio? È proprio questa la
“deriva inimmaginabile” di voler
oltrepassare quelle che ritengo siano
“soglie invalicabili”.
Pierier Luigi Galassi
Perugia
Purtroppo il suo successivo e
approfondito ragionamento
non è compatibile con i nostri
spazi, ma non mancherà modo
di ritornare sull’argomento.
Grazie dei suoi lucidi interventi.
Contro le bombolette spray
basterà una lezione a scuola?
C
Materiale fotografico
- Archivio La Voce
- Enrico Milanesi (Città
di Castello)
- Gavirati (Gubbio)
- Giancarlo Belfiore
che sono affermazioni di una forte discontinuità con il
passato e in chiara contraddizione con l’“Una Santa
Cattolica Apostolica Romana”. Sappiamo bene che già
nella Lumen gentium, nel capitolo “I cristiani non
cattolici e la Chiesa”, si legge: “A questo si aggiunge...
una certa vera unione nello Spirito santo, poiché
anche in loro Egli opera con la sua virtù santificante
per mezzo di doni e grazie, e ha dato ad alcuni la forza
di giungere fino allo spargimento del sangue”. E certo
però che i gesti e le parole di Francesco hanno una
rilevanza non comune e segnano un nuovo cammino
per tutta la Chiesa. È per questo che, data la tua
esperienza ecumenica, ti saremmo grati se volessi
commentare su La Voce queste parole del Papa.
Orietta e Pierluigi Castellani
Perugia
quei cattolici che, in tutta buona
fede, pensano di doversi
impegnare nella “lotta” contro
le sette e le nuove forme di
religiosità in maniera polemica.
A tale proposito, è nata alcuni
anni fa una rivista speciaizzata
su sette e nuovi movimenti
religiosi, a cura del Gris,
movimento diffuso in molte
diocesi per la lotta contro le
sette. Il discorso sarebbe lungo e
delicato, perché vi sono pure
sètte, come quelle sataniche e
quelle anticattoliche per
esplicita scelta, dalle quali
bisogna aiutare la gente a stare
lontana; ma in generale lo
spirito che deve animare il
rapporto con i “diversi” è
proprio quello di entrare in
dialogo e rispettare le scelte
degli altri, anche in campo
religioso. Questo, senza
Cari Orietta e Pierluigi, è
indubbio che Papa Francesco
abbia la capacità di trasmettere
verità essenziali, e anche difficili
e delicate, in termini di estrema
immediatezza e semplicità. Le
cose che dice sono già contenute,
come giustamente scrivete, nei
documenti del Concilio
Vaticano II, ricordando
comunque, tra l’altro, che nel
Credo e nella catechesi la
Chiesa è sempre detta da tutti,
anche da ortodossi e
protestanti, “una, santa,
cattolica e apostolica”, senza
nulla togliere al primato del
Vescovo di Roma. Da tempo le
parole “eretici, settari,
scismatici”, rivolte ai noncattolici, sono scomparse dai
testi ufficiali. Rimangono
purtroppo ancora nel
linguaggio e nella mentalità di
aro don Elio,
una volta vigeva il principio
secondo cui mater semper certa est.
Oggi, epoca che si ritiene civile solo
in quanto invasa da un’estesa
ipertrofia dei cosiddetti nuovi diritti,
l’eterologa e la maternità “surrogata”
rischiano di ledere e calpestare i
diritti del nascituro. Costui, una volta
giunto su questo mondo, si chiederà
come vi sia giunto, da quali corpi, da
quali cellule, da quali desideri, da
quali incontri. Un po’ faticosamente
capirà che per lui è stato diverso da
altri figli. Si farà ragione di una
disuguaglianza incolmabile. È il
perverso paradosso dell’ipermodernità: per ottenere
l’uguaglianza (diritto delle donne
alla maternità) si commette una
disuguaglianza ancora peggiore (fino
ai figli nati da uteri affittati). Ma non
Orvieto - Todi
Michela Massaro
Via S. Lorenzo, 18 - todi
3339340325
[email protected]
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
Il rinnovato cammino ecumenico di Papa Francesco
In nome di presunti “diritti”
si scardina la persona
Perugia
Maria Rita Valli
piazza IV Novembre, 6
Tel. 075 572.78.71
[email protected]
Gubbio
Giampiero Bedini
via Monteverdi,2
Tel. 075 927.21.16
[email protected]
LA VOCE LETTERE&OPINIONI
Si raccomanda di non superare
le trenta righe dattiloscritte
A
proposito di “imbrattatori” e di
vandalismo (vedi La Voce nn. 26
e 27) il prof. Gianfranco Maddoli ci
segnala un’iniziativa - apparsa su La
Repubblica - circa i murales nella
città di Filadelfia, dove è stato
sperimentato un corso “Murales Art
Program” destinato a insegnanti e
ragazzi per un “uso artistico della
bomboletta”. Otre a ciò, sono svolte
nelle scuole lezioni sul vandalismo.
Le due cose dovrebbero camminare
insieme altrimenti, commenta
Walter Donati che firma la notizia,
“avremo solo contribuito al fiorente
mercato delle bombolette”. Mi viene
il dubbio che l’appeal dello sgorbio
sul muro stia proprio nell’atto
trasgressivo e prevaricatorio, fatto di
nascosto e per dispetto.
Direttore responsabile: Elio Bromuri
Redazione: piazza IV Novembre n.6 - 06123 Perugia
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Voce” o contattarci al numero 075.5720397.
Per informazioni
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Stampato su carta riciclata
19
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
M
i piace ricordare la
bella liturgia che si è
svolta domenica 3
agosto nella nuova
concattedrale di Bar nel
Montenegro a cui hanno
partecipato anche alcuni
sacerdoti e un gruppo di fedeli
di Perugia. Si è trattato della
benedizione dei nuovi locali
pastorali posti sotto l’edificio di
culto in costruzione. Oltre
all’arcivescovo di Bar, mons.
Zef Gashi, erano presenti
anche il Vescovo di Sapa, in
Albania, e l’amministratore
apostolico del Kosovo. La
circostanza che ci ha fatto
incontrare nella cattedrale in
edificazione è stata il ricordo di
un vescovo che, nel lontano
Medioevo, fu pastore di quella
comunità. Si tratta di un
personaggio quasi mitico: fra’
Giovanni da Pian del Carpine.
Un francescano, tra i primi
seguaci del Poverello di Assisi,
nativo di una località vicina a
Perugia (Pian del Carpine
appunto, l’odierna Magione).
Fra’ Giovanni, dopo aver
compiuto, per volontà di papa
Innocenzo IV, l’intrepido
viaggio verso le terre dei
Mongoli, con lo scopo di
scongiurare nuovi feroci
attacchi alla cristianità, ma
anche con lo spirito di
incontrare con rispetto e
Da Magione in missione
“ai confini del mondo”
† Gualtiero card. Bassetti*
interesse le
popolazioni lontane,
rientrò in Europa
carico di prestigio e
ammirazione, nonché
di conoscenze che
sono ancora fonti
storiche preziose. Il
viaggio verso l’Impero
mongolo di Giovanni da Pian
del Carpine fu lunghissimo e
avventuroso. Molto si sa di
questo viaggio (che attraverso
la Polonia e poi la Russia
sembrava doverlo condurre ai
confini del mondo) grazie allo
straordinario resoconto che
egli stesso ne diede nella sua
Historia Mongalorum, l’opera
che scrisse al ritorno dalla sua
missione, trattando degli usi e
costumi dei Mongoli. Il suo
itinerario si sviluppò da
Cracovia a Kiev, superando poi
il fiume Volga e il mar Caspio,
per giungere sul lago di Aral;
da qui si diresse verso il lago
Balqas per proseguire in
direzione di Karakorum, dove
per la prima volta incontrò il
Khan e la nobiltà mongola.
Dalle pagine della sua
cronaca risuona vivida
la voce umile e al
contempo risoluta di
Giovanni, uomo che,
per primo e dal vero,
svelò agli europei i
segreti di
quell’Estremo Oriente.
Il Papa lo nominò arcivescovo
di Antivari, missione che svolse
per alcuni anni, fino alla morte,
avvenuta tra fine luglio e
l’inizio di agosto dell’anno
1252. La nobile figura
dell’arcivescovo Giovanni tiene
unite, in qualche modo, le
comunità cristiane di Perugia e
di Bar-Antivari. Ci ha fatto
riscoprire legami storici che si
sono rarefatti nella memoria,
ma non perduti: soprattutto, ci
ha proposto quell’unione
profonda che scaturisce dalla
fede comune nel Signore Gesù
Cristo, nostro Salvatore.
Nell’omelia che ho avuto la
gioia di pronunciare durante
celebrazione eucaristica, ho
sottolineato la responsabilità
che tutti abbiamo di essere
Gerardo Dottori, Giovanni da Pian del Carpine dal Gran Khan dei Mongoli
mediatori della grazia dei doni
del Signore. Fra’ Giovanni fu
inviato dal Papa nella lontana
Mongolia per annunciare a
quei popoli la buona novella
del Vangelo e portare a tutti
una parola di pace: così anche
noi, oggi, siamo inviati a un
popolo numeroso che, anche
nella nostra vecchia Europa,
ha perso la strada della vera
ricchezza, quella evangelica, e
non cerca più quel Pane di vita
che è stato suo nutrimento per
tanti secoli. Siamo eredi di una
gloriosa storia di vita e di
santità che ci viene dai secoli
passati, fonte di civiltà e di
bellezza. Cordialissimo è stato
anche l’incontro con i sacerdoti
del luogo e con i fedeli di
religione cattolica che, pur non
raggiungendo il 10 per cento
della popolazione, erano
presenti in numero di circa
700. Anche questo evento
sottolinea l’importanza della
presenza francescana
nell’Umbria e a Perugia, fin
dalle sue origini, dal momento
che un discepolo e seguace di
san Francesco poté compiere
una missione tanto ardua che
lo portò a diffondere il Vangelo
fino a terre così lontane e
sconosciute.
* Arcivescovo di Perugia - Città
della Pieve
LA VOCE Perugia .Città della Pieve
20
A Solomeo la scuola di mestieri
BREVI
❖ MUSEO DEL CAPITOLO
Visita agli scavi e apericena
Il museo del Capitolo di San Lorenzo di Perugia organizza visite
guidate serali alla zona archeologica sotterranea, cui seguirà una
apericena nel chiostro. Le visite si tengono giovedì 21 e 28 agosto.
Partenza dal chiostro della cattedrale alle ore 19. Prenotazione
obbligatoria al numero 075.5724853. Costo 20 euro a persona.
❖ PARROCCHIA SANTA LUCIA
Giovani in ritiro “cirenei della gioia”
Quarantacinque circa sono i ragazzi che hanno preso parte, dal 29
luglio al 2 agosto, agli esercizi spirituali organizzati dalla chiesa di
S. Lucia di Perugia presso l’oasi di S. Francesco a Foligno. I giovani
(di età compresa fra i tredici ed i ventiquattro anni) sono stati
accompagnati dal loro parroco don Ignazio Zaganelli per vivere un
momento di “deserto, lontano dalla superficialità del mondo”. La
particolarità di questo evento dedicato alla cura della propria
umanità e del rapporto con Dio sono stati i ritmi serrati che hanno
alternato catechesi e preghiera: nel programma giornaliero infatti
erano comprese sei ore di lezione e tre di dialogo con Dio (lodi,
vespri, rosario, messa, compieta), oltre a momenti di gioco e
riposo. I temi delle lunghe ore di ascolto son stati molto
È stata realizzata e
finanziata da
Brunello Cucinelli.
“Per formare
persone - ha detto che riscoprano il
lavoro manuale e
la sua dignità”.
Firmato protocollo
d’intesa con la
Regione e
Confindustria
Giovani impegnati in un corso di orticoltura
P
complessi, come ad esempio l’argomento del pansessualismo
(ideologia del godimento libero da vincoli morali), del progetto di
vita da cominciare proprio in età adolescenziale o della Trinità
presente nella sua stessa creazione. Nonostante la fatica fatta nel
seguire i ragionamenti laboriosi dei relatori quali il professore
Mario Garofoli e la dottoressa Monica Spaccatini, i ragazzi hanno
espresso la loro soddisfazione per questo ritiro spirituale anche in
presenza del cardinale Gualtiero Bassetti che ha dedicato loro un
intero pomeriggio. “Siate i Cirenei della Gioia”: questo è stato lo
slogan che i ragazzi hanno promesso di mettere in pratica una
volta tornati alla vita quotidiana. L’espressione vuole sottolineare
come sia necessario per i giovani di questa generazione
testimoniare un cristianesimo gioioso ed innamorato di Cristo
stesso. (Laura Pascucci)
❖ CORCIANO FESTIVAL
“Peruginesca” di Omar Galliani
Dal 2 agosto al 7 settembre. nella chiesa museo di San Francesco a
Corciano è in mostra una personale di Omar Galliani, uno degli
artisti italiani più significativi e originali della figurazione.
All’artista, in occasione dei 50 anni del festival e a mezzo
millennio dopo la realizzazione della Pala dell’Assunta di Corciano
da parte di Pietro Vannucci, è stata commissionata un’immagine
della Vergine. In mostra tavole dedicate alla spiritualità e alla
dimensione siderale, e alcuni suoi celebri ritratti a matita, grafite,
carbone e pittura.
er uscire dal tunnel della
crisi economica Italia ed
Europa devono puntare ad
esportare nel mondo ”prodotti
manufatti di altissima qualità”.
Ma per produrli ci vogliono “mani
sapienti”. Ne è convinto il “re del
cashmere” Brunello Cucinelli,
che per addestrare i giovani ad
avere quelle “mani sapienti” da
circa un anno ha aperto nella sua
Solomeo una “Scuola di arti e
mestieri”. “Per formare persone ha detto - che riscoprano il lavoro
manuale e la sua dignità, dopo
decenni di disprezzo per certi
mestieri come il muratore,
l’agricoltore o la sarta. Lavori
antichi, svolti però con i mezzi più
moderni perché il mondo vuole le
nostre bellezze e le nostre
bellezze devono essere fatte dalle
mani migliori”. Una scuola, da lui
voluta e finanziata, che da venerdì
scorso ha ricevuto un
riconoscimento formale anche
dalla Regione. Gli allievi infatti
riceveranno un titolo e una
certificazione spendibili nel
mercato del lavoro e garantiti da
un protocollo d’intesa firmato
anche da Confindustria.
“Speriamo - ha detto la presidente
della Regione Catiuscia Marini al
momento della firma - che sia
una bella e buona pratica
riproducibile sul sistema
imprenditoriale e della
Preghiera per la pace
L’
vita di Santa Chiara, avvenuto
nel 1240 e narrato da Tommaso
da Celano, testimoniato
storicamente anche da altre
fonti e pregno di significato in
cui si narra che essendo il
convento di San Damiano e la
città di Assisi in balia di truppe
mercenarie minacciose e
violente al soldo dell’imperatore
Federico II (1194 - 1250), alle
sorelle impaurite Chiara disse
parole di conforto e fiducia e poi
prese l’ostia consacrata e
affacciandosi alla finestra del
convento la mostrò ai soldati che
ne presero spavento e fuggirono.
La “leggenda” rientra in quello
spirito di Assisi proprio del
tempo della vicenda originaria
francescana che determina una
specie di rivoluzione pacifica
fondata sulla preghiera e la
fiducia in Dio per superare
violenze e guerre. In un tempo
in cui erano programmate le
crociate l’esperienza di vita
francescana è un monito anche
per il nostro tempo travagliato.
formazione”. Sette le discipline:
orticoltura, giardinaggio ed arti
murarie e poi quattro corsi legati
al mondo della moda (rammendo
e riammaglio, taglio e
confezione). Nel primo anno gli
allievi under30 sono stati una
quarantina, di cui circa la metà
donne. Le domande di
ammissione però erano molte di
più, provenienti anche da fuori
Umbria. Gli studenti percepiscono
una borsa di studio di 700 euro al
mese. Gli insegnanti sono
artigiani esperti, alcuni in
pensione, che - ha detto Cucinelli
- sanno trasmettere ai giovani non
solo le loro conoscenze ma anche
la passione e l’amore per questi
mestieri. Con un rapporto
personale autentico dal momento
che ogni “maestro” non ha più di
quattro allievi. I corsi durano
nove mesi (cinque ore al giorno di
lezione) per ortolani, giardinieri e
muratori mentre la durata è di tre
anni per quelli legati alla sartoria
ed alla moda. La Scuola si
affianca così alle iniziative di
formazione del personale della
azienda Cucinelli dove lavorano
un’altra sessantina di giovani con
il contratto di apprendistato. “Si
tratta di un protocollo importante
- ha affermato la presidente
Marini - che valorizza una
iniziativa automa nel campo della
formazione realizzata utilizzando
IN BREVE
Incontro al Monastero delle Clarisse di Sant’Agnese
11 agosto, alle ore 17, in
occasione della festa di
Santa Chiara, presso il
monastero delle clarisse di
Sant’Agnese si terrà l’incontro
interconfessionale e
interreligioso “Preghiamo
insieme… per la pace!” Sulle
orme di Santa Chiara nello
“spirito di Assisi” e su richiesta
di Papa Francesco ... All’incontro
parteciperanno don Fausto
Sciurpa, l’imam Abdel Qader
Mohamed, padre Radu Ionut e
rappresentanti dei soggetti
promotori. Modererà don Elio
Bromuri. L’incontro, che è
principalmente un momento di
preghiera, è aperto a tutti.
L’iniziativa è promossa da Acli,
Commissione diocesana
giustizia e pace, Centro
ecumenico S. Martino, Meic,
Cicpu. Dopo l’incontro, alle ore
18, chi desidera potrà
partecipare ai solenni vespri
insieme alla comunità delle
clarisse. Questa iniziativa si
ispira al famoso episodio della
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
❖ CAMPAGNA 8 X MILLE
Per la Chiesa cattolica
L
a diocesi di Perugia e le Acli provinciali lanciano una campagna straordinaria di raccolta firme per l’8 per mille. “Ogni anno - sottolineano il vicario mons. Paolo Giulietti e il presidente delle Acli Ladis Kumar Antony Xavier circa il 54% di chi presenta la denuncia dei redditi e circa il 95% di chi non è tenuto a presentarla non opera alcuna scelta per la destinazione dell’8 per mille dell’Irpef”. Questo però, alla
lunga, “potrebbe mettere in discussione non solo la quota dei fondi a favore della Chiesa cattolica, ma la stessa sussistenza del meccanismo
di concessione dell’8 per mille a sostegno delle
Chiese e degli organismi religiosi”.
“Come è noto - proseguono -, i contribuenti che
sono tenuti a presentare la dichiarazione dei
redditi possono partecipare alla scelta di destinazione dell’8 per mille dell’Irpef attraverso il
modello 730 o il Modello unico. La campagna
‘Otto per mille: non perdiamolo per strada’ ha
l’obiettivo di incrementare il numero delle firme
a favore della Chiesa cattolica soprattutto presso quest’ultima tipologia di contribuenti.
Si chiede pertanto ai moderatori delle Unità pastorali, ai parroci e ai membri dei Consigli parrocchiali per gli affari economici di collaborare
con il Caf Acli dando adeguato risalto alla campagna e illustrandone le modalità”.
esclusivamente risorse private.
Questa iniziativa, inoltre - ha
proseguito - va proprio nella
direzione da noi auspicata, e cioé
mettere in atto un percorso
formativo che sia molto più
collegato con l’impresa. Dunque,
non una formazione fine a se
stessa, bensì un percorso di
crescita professionale che si
sviluppa all’interno dell’impresa.
In questo l’iniziativa che
realizziamo con Cucinelli
rappresenta una vera innovazione
del modello formativo fin qui
utilizzato”. Anche per il direttore
generale di Confindustria Umbria,
Aurelio Forcignanò, il sostegno
all’esperienza di Cucinelli “serve
a creare un modello nuovo anche
per gli enti di formazione, che
devono recuperare il legame
diretto tra la formazione dei
giovani e le aziende”. “Da parte di
noi imprenditori - ha sottolineato
Cucinelli - deve esserci però
anche la capacità di dare a questi
mestieri una dignità economica,
con stipendi adeguati, per
restituire ai giovani la fiducia nel
futuro”. Per info e iscrizioni alla
scuola di Solomeo
Taglio e Confezione www.sfcu.it
Tel. 075/582741; Rimaglio e
rammendo www.sfcu.it; Arti
murarie www.jobitalia.net Tel.
075/5990857.
Enzo Ferrini
Vivere Camaldoli,
capire la F.U.C.I.
L’
esperienza fucina è
un’esperienza
universitaria. Per quanto
difficile da spiegare a chi si
accinge ad osservarla da fuori
è tuttavia possibile provare a
Camaldoli
farlo partendo proprio dalle
settimane teologiche di
Camaldoli, il momento federativo più importante dopo il
Congresso nazionale che si svolge a cadenza annuale. La
Federazione universitaria cattolica italiana (Fuci) nasce a
Fiesole nel 1896 e dagli anni Trenta si riunisce ogni estate
a Camaldoli (Arezzo), per le Settimane teologiche (2 ogni
anno). Quest’anno la prima settimana si è svolta dal 27
luglio al 2 agosto. La struttura della settimana poggia
sostanzialmente su tre pilastri: preghiera, studio,
divertimento. Il primo è ben comprensibile, trattandosi
Camaldoli di un monastero benedettino, quanto al
secondo pilastro quest’anno madre Ignazia Angelini e don
Luca Mazzinghi hanno proposto ai fucini il tema: “darsi
una regola nella vita come nello studio”. Darsi una regola
di vita e di studio oggi è un atto di coraggio che assume
anche un significato sociale e civile. Valori come l’onestà,
la corresponsabilità, la puntualità, il discernimento ne
sono alla base. Per questo una regola di vita, oltre ad
essere quello che è strictu sensu è anche qualcosa in più.
Una garanzia che si stia agendo bene dal punto di vista
sociale, aggregato. Che si stia, in altri termini, agendo
bene non solo per se stessi ma anche per la società tutta.
Michele Laudenzi
presidente gruppo Fuci “G. Tonolo” di Perugia
LA VOCE Perugia .Città della Pieve
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
❖ BIMILLENARIO AUGUSTO
❖ GIULIETTI VESCOVO
Spettacolo di musica, danza, teatro
tra le mura etrusche di Perugia
Messa in diretta audio e
video su Umbria radio
Martedì 19 agosto, si terrà lo spettacolo “Nunc est bibendum
nunc pede libero pulsanda tellus” (Ora bisogna bere, ora
bisogna far risuonare la terra con il piede libero), che si terrà
nella splendida cornice delle mura etrusche illuminate per
l’occasione dalla fiaccole a vento. Partenza dalla Fontana
maggiore alle ore 21, ore 21.30 arrivo al cortile della scuola
Fabbretti in piazza del Drago, ore 21.40 inizio spettacolo.
L’iniziativa rientra nelle celebrazioni del bimillenario della
morte di Augusto imperatore ed è promossa tra gli altri dalla
Associazione Radici di pietra, Associazione Priori, Fai, Lions
distretto 108L, Associazione Luigi Bonazzi, Assisi suono sacro.
Si alterneranno momenti di musica, danza, teatro e riflessioni.
Con Umbria Radio sarà possibile
seguire in diretta, e anche sul web, la
liturgia della Ordinazione episcopale
di mons. Paolo Giulietti domenica 10
agosto, alle ore 18. La messa, infatti,
sarà trasmessa dalla cattedrale di San
Lorenzo di Perugia in diretta
radiofonica e streaming audio video
su www.umbriaradio.it. L’intervista
che pubblichiamo a pagina 3 si può
ascoltare in Podcast dal sito web di
Umbria Radio (sezione Pocast).
@
[email protected] 21
inaugurata. Si tratta del presidio sanitario
promosso dal Movimento per la vita di Perugia e
messo a disposizione dalla generosità di molte
associazioni del territorio, in collaborazione con
il Comune di Perugia, per permettere alle donne
che non possono per qualsiasi motivo tenere il
proprio bambino dopo un parto in casa, di
abbandonarlo in un luogo sicuro, affidandolo
alle cure dei servizi sociali. La “Culla” esiste in
molte città italiane ed ha salvato tanti neonati
dall’abbandono. Il presidio è in costante
collegamento con il 118 che assicura il pronto
intervento del personale medico nel momento
in cui la culla viene aperta da qualcuno per
depositare il neonato, in totale sicurezza e
anonimato. La Culla per la vita è sempre aperta
e funzionante, 365 giorni all’anno e 24 ore su 24.
❖ MPV PERUGIA
Il card. Bassetti benedice
la culla per la vita
Il 29 luglio, presso il Centro “Daniele Chianelli” di
Perugia il cardinale Gualtiero Bassetti ha
benedetto la Culla per la vita recentemente
LO STUDIO
“L
o scopo dello studio - spiega Zalabra non era solo quello di proporre una
nuova e più consona lettura degli episodi, ma
anche di identificare con precisione i pittori al
lavoro. Infatti l’intervento solitario del Papacello,
come indicato dalle fonti, al momento non è
suffragato da elementi stilistici. Quello che è
certo è che l’interpretazione delle scene come
relative a Braccio Fortebraccio non può più
essere accettata alla luce della situazione sociopolitica instaurata dai Farnese a Perugia”.
Ottavio Farnese insignito del Toson d’oro da Carlo V
Paolo III nomina suo nipote Ottavio Farnese comandante delle armate pontificie (1545)
Così Fortebraccio ‘salvò’ il Papa
L
a sala è la 18, meglio
conosciuta come la “sala del
Papacello”: è l’unico
ambiente con affreschi
cinquecenteschi all’interno del
consueto percorso di visita della
Galleria nazionale dell’Umbria. In
alto, ai quattro lati della sala,
all’interno di grandi fregi scorrono
affreschi identificati fin dal 1822
dalla storiografia locale come
episodi della vita del condottiero e
mecenate perugino Braccio
Bortebraccio da Montone (13681424). Ora, recenti studi condotti
dalla storica dell’arte Federica
Zalabra, da quattro anni
responsabile delle Collezioni della
Galleria, hanno permesso di dare
una nuova interpretazione di quelle
immagini. Non si tratterebbe, come
creduto finora, delle storie di
Braccio, ma di una autocelebrazione della Corte Farnese,
che riconquista il potere sulla città
Nuova interpretazione
sugli affreschi della “sala
del Papacello” della
Galleria nazionale
dell’Umbria: raffigurano
gli “odiati” Farnese. Ma si
sono salvati perché...
di Perugia con la vittoria della
Guerra del sale (1540). “Ed è
probabile - sostiene Zalabra - che
sia stata proprio l’errata
attribuzione data agli affreschi da
storici quali Serafino Siepi, nella
sua descrizione su Perugia (1822),
a salvarli dalla totale distruzione”.
Sorte che invece toccò alle
decorazioni degli altri ambienti del
palazzo dei Priori così come a
quelle che il Vasari (che le definì
bellissime) ricorda di aver visto
nelle stanze papali della Rocca
Paolina, (costruita da
papa Paolo III tra il
1540-1543) simbolo fino
al 1860 del potere
papale. La Rocca venne
in gran parte distrutta
nel 1848, in seguito fu
ricostruita e poi
distrutta di nuovo dal
popolo perugino nei
decenni succcessivi
all’annessione al Regno d’Italia.
“Ciò che mi fece sorgere dei dubbi
la prima volta che vidi gli affreschi ricorda la storica dell’arte - fu
l’identificazione data alla figura del
Papa ritratto nella prima scena: ero
sicurissima che si trattasse di papa
Paolo III Farnese ma non potevo
comprendere come potesse aver
accettato di comparire come
Giovanni XXIII l’antipapa (al secolo
Baldassarre Cossa, 1370 - 1419,
ndr)”. Il confronto con il ritratto di
Paolo III realizzato nel 1543 da
Tiziano non lasciava spazio al
dubbio. In più, “confrontando le
varie fonti storiche e le attribuzioni
fatte negli anni passati, i fatti non
collimavano con le scene ritratte”
prosegue Zalabra. Pian piano, le
certezze consacrate da autorevoli
studi del passato vengono
smontate. Per cui la prima scena
non poteva identificarsi con
“Giovanni XXIII consegna il
bastone del comando a Braccio”: in
realtà rappresentava “Papa Paolo
III che nomina suo nipote Ottavio
Farnese comandante delle armate
pontificie per la guerra
smalcaldica”. Ottavio è ben
riconoscibile grazie a confronti con
altri ritratti, tra cui quello di Giulio
Campi oggi a Piacenza. Anche la
seconda scena non poteva
rappresentare “Braccio incoronato
da Corrado Trinci”, ma in realtà
“Ottavio Farnese che riceve il
Toson d’oro dall’imperatore Carlo
Spending review, l’opposizione non ci sta
I
problemi economici tengono banco a
to “un organismo con compiti in materia
Palazzo dei Priori, dove la Giunta Rodi spesa comunale già esiste ed è la II
mizi deve fare i conti con casse vuote
commissione bilancio, finanze e tributi”.
e risorse da trovare. Tanto da aver istituiTutt’altro parere per la maggioranza, doto una Commissione straordive Otello Numerini, capogruppo
naria per la revisione della spe- Comune
di Progetto Perugia, plaude all’isa comunale composta da sin- di Perugia.
niziativa che è “un segnale di
daco, assessori e capigruppo di
apertura e trasparenza assolutamaggioranza e opposizione Elezioni
mente inedito. Un modo nuovo
per decidere le strategie di per le
di gestire la politica cittadina”.
spending review da mettere in
Romizi, nel corso delnomine nelle Illa sindaco
campo.
sua prima conferenza, ha defiUna scelta, questa, che ha sca- commissioni
nito la commissione uno strutenato le ire dell’opposizione, a consiliari
mento “che coinvolge e apre le
tal punto che il Pd ha deciso di
porte all’opposizione e a tutta la
non partecipare alle riunioni.
città” e ha parlato dei problemi
Il perchè lo ha spiegato il capogruppo
relativi al bilancio, “in pratica l’ultimo delDiego Mencaroni: si tratta di un’istitula precedente amministrazione”. La
zione inutile - ha detto - che vuole gettaGiunta - ha spiegato - si muove ora su un
re fumo negli occhi dei cittadini, in quanbinario emergenziale, ma con l’obiettivo
di passare ad una fase strutturale. L’elemento di criticità principale dei conti comunali resta un’anticipazione di tesoreria
strutturale di 25 milioni di euro. Per il
2014 si pone, quindi, “un problema di riequilibrio”. Sul fronte tagli alle convenzioni (meno 20% in 5 mesi), Romizi ha poi
assicurato che i risparmi ci saranno, ma
non su servizi indispensabili e incomprimibili come anziani, minori...
Intanto le Commissioni consiliari hanno
provveduto ad eleggere presidenti e vicepresidenti: per la commissione Garanzia
e Controllo rispettivamente Emanuela
Mori (Pd) e Antonio Tracchegiani (FI); per
quella Bilancio Francesco Vignaroli (Progetto Perugia) e Alessandra Vezzosi (Pd);
per quella Cultura Michelangelo Felicioni (NCD) e Tommaso Bori (Pd).
Laura Lana
V”. Nell’episodio non vi è traccia di
corona, mentre sono ben visibili gli
acciarini e il Vello (Tosòn) d’oro.
Inoltre l’Imperatore con l’armatura
è simile a un ritratto realizzato
sempre da Tiziano qualche anno
prima, oggi al museo del Prado.
“Tutto il ciclo - aggiunge la studiosa
-, risalente agli anni 1545-46, ossia
più di un secolo dopo le vicende di
Braccio, vissuto agli inizi del XV
secolo, non è altro che un omaggio
alla famiglia Farnese e al suo
potere, con scene dedicate a
Ottavio, nipote di papa Paolo III”. È
a lui che il Papa voleva dare
Perugia; ma la morte di Pierluigi
Farnese, figlio di Paolo III, nonché
padre di Ottavio, lo fece decidere
diversamente. Gli episodi (il cui
‘progettista’ fu sicuramente il legato
pontificio di Perugia, Tiberio
Crispo) furono molto
probabilmente affrescati da tre
artisti, da riconoscersi in Lattanzio
e Vincenzo Pagani e Tommaso
Bernabei, detto il Papacello, “artisti
che ruotano intorno a Giorgio
Vasari, pittore molto vicino ai
Farnese”. Anche altri confronti
hanno dato sostegno alle certezze
della studiosa: tra questi, le
analogie e le scelte iconografiche
del palazzo Farnese di Caprarola e
di Roma, nonché alcune scene
decorative. E allora, perché non
farsi prendere dalla curiosità e
andare a vedere con i propri occhi
in Galleria?
Manuela Acito
Tito Amodei a Brufa
M
artedì 19 agosto, alle ore 18, a
Brufa (Pg), in piazza Mancini, si
terrà la cerimonia
d’inaugurazione dell’opera permanente
dello scultore, padre passionista, Tito
Amodei, più noto con il solo nome di
Tito, artista invitato dalla Pro Loco della
frazione del Comune di Torgiano, per
festeggiare la 28a edizione di “Scultori a
Brufa. La Strada del Vino e dell’Arte”.
“Vibrazioni” è il titolo che lo scultore ha
dato all’opera in acciaio inox: è alta 6
metri, con una base di 2,60 mt. x 1,20
mt. Sarà collocata lungo la strada che da
Brufa porta a Ponte San Giovanni. Fino
al 31 agosto, presso la Sala polivalente
comunale del borgo, si potrà visitare
anche una mostra con 20 opere
dell’artista, a cura del critico d’arte
Massimo Duranti. All’inaugurazione
sarà presente l’artista.
LA VOCE Città di Castello
22
BREVI
❖ MONTONE
Santa Chiara
Lunedì 11 agosto ricorre la festa di santa
Chiara d’Assisi. Le Clarisse del monastero di
Sant’Angese a Montone celebreranno la
festa cominciando domenica 10 agosto alle
ore 18.30 con i primi vespri. Dopo cena, alle
ore 21, la veglia di preghiera presieduta da
padre Alfredo Avallone con i novizi del Sacro
Convento di Assisi. Lunedì 10 agosto alle ore
8 le lodi mattutine. Alle ore 18.30 la
celebrazioni dei secondi vespri e, alle ore 21,
la celebrazione della messa presieduta da
don Andrea Czortek.
❖ PETRIOLO
Festa di Maria
Nel prossimo fine settimana presso il
santuario di Petriolo, nel Comune di Citerna,
sarà celebrata la festa della Madonna.
Sabato 9 agosto alle ore 19 la messa presso
la “cappellina dell’apparizione”; seguirà la
processione aux flambeaux verso il santuario
e la cena comunitaria all’aperto. Domenica
11 agosto, messe alle ore 8 e alle ore 11. Alle
ore 18 la messa pomeridiana sarà seguita
dalla benedizione dei bambini e da un
momento di festa.
❖ DIOCESI
Madonna delle Grazie
L’ingresso di mons.
Marconi nella
diocesi di Macerata
di cui è diventato
vescovo
A
ccolto da un lungo applauso
al suo ingresso nella cattedrale di Macerata, il vescovo Nazzareno Marconi si è insediato nella sua nuova diocesi lo
scorso 27 luglio. Mons. Marconi
ha voluto per prima cosa andare
incontro agli “ultimi”, salutando
ospiti e volontari del Centro di
ascolto e di prima accoglienza della Caritas diocesana.
Un’attenzione emersa anche nel
corso dell’omelia pronunciata dal
neo-vescovo di Macerata, Tolentino, Recanati, Cingoli, Treia, facendo riferimento alle letture del
giorno: “Salomone si riconosce incapace di poter regnare per conto
di Dio su un popolo così grande e
numeroso; così chiede a Dio aiuto e sostegno. Chiede il dono soprannaturale di un cuore docile,
di un cuore capace di ascoltare”.
“Ascoltare con le orecchie - ha aggiunto - è facile, è un’azione passiva, ma spesso è falsa. Le orecchie ascoltano, ma il cuore è lontano. Ascoltare con il cuore è
aprirsi all’altro, guardare anche
un po’ con i suoi occhi, sentire le
sue gioie e le sue paure, condividere le sue speranze e i suoi fallimenti. Questo tipo di ascolto fa la
differenza. Allora ci si capisce nel
profondo e si trovano vie nuove
per camminare insieme”.
“Non si può - ha detto ancora
mons. Marconi - regnare sul popolo di Dio, mettersi a servizio del
regno di Dio, se non a partire dal-
Il 26 agosto Città di Castello tornerà a
festeggiare la Madonna delle Grazie, patrona
della città e della diocesi. Il triduo avrà
inizio sabato 23 agosto, con lo scoprimento
della venerata immagine alle ore 8
(celebrazione delle lodi mattutine). Ogni
giorno, alle ore 17.45, vespri e messa.
Domenica 24 agosto tutte le messe
parrocchiali saranno celebrate nel santuario
(anche quella delle ore 8, solitamente
celebrata a San Michele Arcangelo) e alle ore
21 si terrà una veglia di preghiera.
Lunedì 25 agosto, alle ore 21, partirà
dal santuario la tradizionale
processione con la copia della
venerata immagine. Martedì 26
agosto l’immagine della Madonna
delle Grazie sarà scoperta alle ore
ome
7.30; la messa sarà celebrata alle
tradizione,
ore 8, 9, 10 e 11. Nel pomeriggio,
il mese di
alle ore 17.30 i vespri solenni e alle
agosto sarà
ore 18.30 la concelebrazione
ricco di
Canoscio
liturgica presieduta dal Vescovo e
appuntamenti
animata dalla corale “Marietta
per tutti i fedeli dell’Alta Valle del
Alboni” e dal gruppo chierichetti.
Tevere, con molte ricorrenze legate
soprattutto a Maria. Tra le tante, una
delle feste più sentite per tradizione
e devozione è quella di “Maria
assunta in cielo” che viene
Vaticano e Russia
festeggiata a Canoscio il 15 del mese.
Il card. Agostino Casaroli fu
Quest’anno le celebrazioni per tale
segretario di Stato di Papa Woytila
ricorrenza inizieranno mercoledì 6
dal 1979 al 1990. È stato forse il
agosto, con una novena nella chiesa
principale artefice della Ostpolitik
di Canoscio ogni sera a partire dalle
vaticana, tessendo con pazienza una
20.30. Giovedì 14, invece, sempre
rete di rapporti diplomatici con i
alla stessa ora, avrà luogo una
Paesi del blocco sovietico. A lui è
processione dalla pieve fino al
dedicato il libro di Roberto Morozzo
santuario. Venerdì 15 agosto sarà il
della Rocca Tra Est e Ovest: Agostino
vescovo di Gubbio, mons. Mario
Casaroli, diplomatico vaticano (San
Ceccobelli a presiedere la messa in
Paolo, pag. 383, euro 30).
basilica, in occasione della solennità
Ripecorrendo le vicissitudini della
dell’Assunta, alle ore 16.30. (Le altre
sua attività pastorale e politica, il
messe del 15 saranno celebrate alle
volume mostra il ruolo non
ore 7 - 8 - 9.30 - 11 - 18). Sabato 16,
secondario avuto da Casaroli nella
infine, in tutte le messe della
progressiva disgregazione dei regimi
giornata (8 – 9.30 – 11 – 16.30 – 18)
comunisti fino al 1989. Sicuramente
saranno impartite delle benedizioni
Casaroli è stato tra i maggiori
a tutti i bambini. Il santuario di
interpreti della storia del secondo
Canoscio, elevato al rango di basilica
Novecento. Tra le novità
minore da papa Giovanni Paolo II
bibliografiche ricordiamo il libro di
nel 1998, è uno dei più importanti
Giulia Paola Di Nicola e Attilio
luoghi di culto mariani dell’Italia
Danese Perché sposarsi? (San Paolo,
centrale. Al suo interno è custodito
pag. 136, euro 12). Già dal
l’affresco che ritrae la Madonna nel
sottotitolo se ne capisce il filo
momento del suo “transito”.
conduttore: conoscere obblighi,
L’immagine, la cui origine è ancora
convenienze e scelte liberanti legati
incerta, appartiene alla scuola
a questo sacramento. Gli autori,
senese; proprio a partire da questo
coniugi, da sempre impegnati nella
dipinto, nel 1854, padre Luigi
pastorale familiare, partono dalla
Piccardini volle costruire l’attuale
constatazione che il matrimonio è
chiesa. Il santuario di Canoscio,
un istituto in crisi, ma offrono alle
consacrato nel 1878, è oggi il fulcro
coppie – sia credenti che non
dell’omonima parrocchia della
credenti – dieci ragioni che fanno
diocesi di Città di Castello; dal 2006
del matrimonio una risorsa
vi ha sede una comunità di frati
indispensabile alla vita umana.
Francescani dell’Immacolata.
(Francesco Mariucci)
Festa dell’Assunta
a Canoscio
C
❖ IN LIBRERIA
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
Il vescovo Marconi accolto nella cattedrale di Macerata lo scorso 27 luglio,giorno dell’ingresso in Diocesi
Il Regno dell’ascolto
Il novello
Pastore ha
voluto per prima
cosa salutare
gli ospiti e i
volontari del
Centro di
ascolto e di
prima
accoglienza
della locale
Caritas
la disponibilità a un tale ascolto.
Così il modo di regnare sarà diverso dai regni umani, i quali non
offrono l’ascolto, ma lo pretendono. I potenti di questo mondo si
comportano infatti spesso da padroni delle persone, pretendendo
di essere sempre ascoltati e obbediti senza discussioni. Il regno sullo stile di Dio si attua, all’opposto,
come un servizio, come attenzione e accoglienza, come disponibilità all’ascolto profondo del cuore,
perché tutti vivano nel bene e si
sentano amati. Gesù ci invita a impegnarci in pienezza con tutto noi
stessi perché il regno di Dio si
compia sulla terra, secondo l’annuncio che Lui ha dato. Regnare
vuol dire: reggere, guidare, sostenere, indirizzare, tracciare il cam-
CITTÀ DI CASTELLO. Proseguono gli incontri
nei “Chiostri musicali”. Prossima tappa a Citerna
“C
hiostro”, nome che
etimologicamente indica
chiusura. Ma il 1° agosto il
chiostro del duomo di Città di Castello
si è aperto proprio per illustrare, a
quanti intervenuti al terzo
appuntamento di “Chiostri acustici in
Alto Tevere umbro”, la vita religiosa e
monastica di cui questa struttura è al
centro. Proiettate sullo schermo si sono
potute vedere splendide foto di
monasteri e della vita giornaliera che vi
si svolge, accompagnate da letture di
scritti di santa Chiara, santa Veronica,
san Benedetto e sant’Anselmo d’Aosta;
contemporaneamente sono risuonati
brani musicali di Claudio Monteverdi.
Autori delle foto Chiara Burzigotti,
Enrico Milanesi, Dante Renzacci e
Stefano Giogli, dei quali si ricorda
ancora la mostra “Nel silenzio della
luce”. Qui si sono susseguiti significativi
interni dei monasteri di Santa Chiara
delle Murate, delle Cappuccine di Santa
Veronica Giuliani, delle Clarisse
Urbaniste di Città di Castello, delle
mino; il regnare di Dio significa
perciò che l’umanità accetta di lasciarsi guidare, reggere sostenere e condurre da Dio”.
“La missione che abbiamo davanti è questa: padre e figli, Pastore e
gregge, camminare con fede lasciando che Dio regni nella vita di
ciascuno per condurre i fratelli al
bene” ha concluso mons. Marconi, che è stato “salutato” al suo ingresso nella nuova diocesi anche
dal noto vaticanista Luigi Accattoli con un post pubblicato dal sito
www.vinonuovo.it.
F. O.
Guarda la video-notizia dell’insediamento di mons. Marconi. Collegati utilizzando il Qr code
Clarisse Urbaniste di Montone e delle
Benedettine di Citerna. Hanno dato
voce ai brani - che hanno avuto un
intento ascolto - alcuni esponenti
dell’associazione Lav. Raramente si può
vedere, come accaduto in questa
occasione, il pubblico restare seduto,
quasi ancora in attesa di ascolto,
quando la manifestazione è terminata.
Nel farne la presentazione, la
coordinatrice Catia Cecchetti non ha
mancato di ringraziare il Circolo
“Angelini”, il Cif, il Rotary e il Kivanis
club per il sostegno dato, ricordando
che l’8 agosto l’appuntamento è a
Citerna.
E. F.
CASTELLO. La memoria delle vittime del Pian dei Brusci (1944)
Quelle dieci morti assurde
P
resso il bivio Lugnano di
Sorbi: Ignazio, Settimio, OttaCittà di Castello si è tevio, Attilio, oltre a Marino Marnuto un incontro per
gutti che si trovava lì per caso.
commemorare le vittime del
Erano tutti giovani: Ottavio
Pian dei Brusci. Una strage inSorbi aveva solo 16 anni.
giustificata anche dalla legge
Sotto la minaccia delle armi, li
marziale, eseguita dai nazisti
condussero nella località Pomtedeschi, con la compiacenza
panano, presso il bivio Lugnadei fascisti italiani, sabato 8 luno, e in quel luogo furono truIl luogo della fucilazione
glio 1944, in occasione del pascidati barbaramente. Di quei
saggio del fronte della Seconda
dieci giovani, uno riuscì a metguerra mondiale, il più grande conflitto di tutti i tersi in salvo: Attilio Sorbi.
tempi.
Parecchi anni fa mi trovavo dal mio amico GuCon la partecipazione dei rappresentanti del co- stinelli, il marmista di Trestina. Stava preparanmune di Città di Castello, l’Associazione parti- do la lapide per il monumento a ricordo delle vitgiani d’Italia, la Pro loco di Trestina e molta gen- time del Pian dei Brusci e allora mi disse: “In tete intervenuta, insieme ai parenti delle stesse vit- sta alla lapide sopra i nomi, tu che cosa scriveretime, è stato ricordato quel fatto doloroso che ha sti?”. Ci pensai un momento e poi risposi: “Possa
lasciato una ferita profonda nel nostro paese. Per questo ricordo far regnare la pace nel cuore deogni nome pronunciato, abbiamo insieme rispo- gli uomini”. Gli scrissi quella frase su un pezzo di
sto “presente”: bellissimo gesto che porteremo carta e poi ci salutammo. Oggi, dopo molti anni,
nel cuore per sempre.
ho rivisto quella lapide finita, per la prima volta,
Sabato 8 luglio 1944, nel pomeriggio, un gruppo con sopra i nomi e quelle parole. Allora noi, per
di soldati tedeschi prelevarono dieci uomini al essere degni del loro sacrificio, dobbiamo saper
vocabolo Pian dei Brusci, non si sa bene per qua- mantenere la pace tra tutti i popoli, quella pace
le motivo o per quale colpa. Cinque appartene- che redime e affratella, che restaura e rende fevano alla famiglia Ramaccioni: Ruggero, Enrico, lici.
Domenico, Mario e Rodolfo; quattro alla famiglia
Il Contadino
LA VOCE Città di Castello
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
CASTELLO. Come sarà la nuova
illuminazione in Pinacoteca
M’illumino di Led
È
stato presentato il
1° agosto, presso il
museo tifernate, il
progetto “Nuova luce per
la Pinacoteca”. Con la
sua realizzazione verrà
messo in atto, dopo la
parziale innovazione del
2005, un tipo di illuminazione più atto alla visione dei dipinti e più vantaggioso da vari punti di
vista.
Nella presentazione il
Sindaco ha sottolineato
che l’investimento si colloca nell’ambito dei molti interventi che hanno
avuto luogo nel centro
storico cittadino, e questa
attuazione fa parte di un
circuito storico-artistico
PalazzoVitelli alla Cannoniera, sede della Pinacoteca comunale
che abbraccia i palazzi
Vitelli. Senza l’aiuto della
Regione, ha aggiunto, la
realizzazione non sarebbe stata possi- I lavori inizieranno tra settembre
tanza della ditta Ilce, aggiudicataria
bile.
dell’appalto, e sottolineato come gli Ufe
ottobre.
Le
nuove
lampade
Alla presentazione, che si è svolta nella
fici comunali abbiano agito con temsala dove è esposto lo stendardo di Raf- - diversamente da quelle
pestività e professionalità permettendo
faello, e dove erano già state posiziona- tradizionali - non rischieranno
la riqualificazione in tempi ristretti.
te le nuove lampade, è intervenuto l’asGli architetti Benedetta Rossi e Lucia
sessore regionale Silvano Rometti che di rovinare i dipinti
Prataiola e il tecnico Aldo Fegatelli
ha dichiarato come questa iniziativa,
hanno illustrato dettagliatamente la tiapplicata a “un simbolo della città come
pologia della nuova illuminazione,
Da osservare che il costo totale di quela Pinacoteca” è benefica a livello sia
spiegando, tra l’altro, che contrariasto ultimo intervento è di 100.000 euro,
economico che ambientale. Ha sottolimente ai vecchi fari provvisti di filtri
80.000 dei quali sono il contributo reneato come tale intervento emblematinocivi per i dipinti, le lampade Led non
gionale. L’assessore ai Lavori pubblici
co possa contribuire, se esteso in più
rovineranno le opere e si attiveranno
Massimo Massetti ha ricordato che il
parti, a realizzare gli obiettivi del piano
anche all’ingresso di una sola persona
bando del progetto in questione risale
energetico regionale. Ha ringraziato il
nella sala. I luoghi interessati dalla
al 2013; a distanza di un anno sono staComune che se ne è fatto promotore e
nuova illuminazione saranno tutto il
ti appaltati i lavori, che inizieranno tra
l’impresa che vi sta lavorando. Il Sindapiano nobile del palazzo, il salone mola fine di settembre e l’inizio di ottobre
co ha ringraziato a sua volta l’assessore
numentale e la stanza “Luca Signorele termineranno 30 giorni dopo. Ha riper il sostegno economico avuto in queli”.
volto un ringraziamento per la sua presti anni dalla Regione.
Eleonora Rose
senza a Stefano Caldei, in rappresen-
CULTURA. Maurizio Perugini dà voce
al maestro Renzo Scopa a Forenza
I
l 13 agosto la città di Forenza
in Basilicata ospiterà lo
spettacolo Amo tutti i colori
ispirato al libro di Renzo Scopa Il
segno della parola pubblicato nel
2007 (edizioni della Meridiana,
Firenze) in occasione del
decennale della scomparsa
dell’artista. L’opera da cui è tratto
il recital raccoglie racconti e poesie
scritti dall’allora giovane autore a
metà degli anni ’50. Forenza è
infatti la prima destinazione di
Renzo Scopa, Cristo in croce
Scopa insegnante, che per la
prima volta lascia la sua Urbino.
Conosce così una realtà molto
diversa dai suoi luoghi, che lo
segnerà per tutta la vita; tanto che
la stessa cittadina sarà
protagonista dei suoi scritti e
ispirazione di alcune opere
pittoriche. Anima del recital è
sicuramente la voce dell’attore
tifernate Maurizio Perugini che,
insieme a Massimo Bartoletti ai
fiati, Umberto Ugoberti alla
fisarmonica e Mauro Businelli al
violoncello, dà vita all’immagine di
Scopa pittore e poeta.
L’appuntamento di Forenza fa
parte di una serie di iniziative che
da dieci anni a questa parte sono
state presentate per omaggiare
l’artista, precisamente dal 2004
quando per la prima volta veniva
allestita una retrospettiva alla
Rocca paolina di Perugia, inizio di
un itinerario che avrebbe poi
toccato anche altre città, arricchito
di volta in volta da convegni e
approfondimenti su aspetti salienti
della sua multiforme creatività.
S. R.
L’ALTRAPAGINA. Il tema del convegno di settembre
Ritorno a Gesù, sì, ma come?
Uno “di casa”
L
[email protected] 23
BREVI
❖ CASTELLO
Arriva fabbrica di alluminio
“Le imprese che vogliono investire seriamente a
Città di Castello troveranno la porta
dell’Amministrazione sempre aperta” dichiara il
sindaco Bacchetta a commento
dell’approvazione, quasi unanime (un astenuto),
da parte del Consiglio comunale degli atti relativi
al nuovo stabilimento che Faist Group realizzerà
nella zona di Santa Lucia per la progettazione di
prototipi in alluminio. Con una capacità
occupazionale, a regime, di circa 100 addetti, “il
nuovo insediamento - prosegue il Sindaco sviluppa un ramo d’azienda di una affermata
multinazionale e darà risposte di respiro sia in
termini occupazionale che di impulso per
l’economia nel suo complesso”.
❖ SCUOLE
Interventi sugli edifici
“Si tratta di un pacchetto d’interventi che sono
stati definiti dopo un’attenta ricognizione sulle
strutture di rifermento tale da concretizzare una
scrupolosa e appropriata mappatura dei bisogni
dei nostri plessi scolastici in materia di
manutenzione straordinaria e riassetto
funzionale”. Così l’assessore ai Lavori pubblici
Massimo Massetti traccia un sintetico bilancio dei
lavori che l’Amministrazione comunale di Città di
Castello ha attivato in varie scuole “al fine di
restituire loro piena capacità di servizio”. Ciò
comporterà un investimento complessivo di
190.000 euro, cui vanno aggiunte “tutte le opere
di manutenzione ordinaria effettuate dalle
nostre squadre operative a volte coadiuvate da
soggetti assegnati in prova ai servizi sociali. Nel
detteglio le strutture interessate sono gli asili
nido di Montedoro, Riosecco, Trestina,
‘Franchetti’, le scuole per l’infanzia di Cerbara,
Badiali, Piosina, La Tina, Montedoro e San Leo
Bastia, le primarie di Userna, Riosecco, Promano
e Trestina, le medie ‘Alighieri - Pascoli’ e ‘Gregorio
da Tiferno’”.
❖ SANSEPOLCRO
La “macchina” di Piero
Il 6 agosto presso lo spazio ex Misericordia a
Sansepolcro si è svolta la conferenza stampa di
presentazione del restauro e del
riposizionamento della “macchina lignea” che
ospitava il polittico della Madonna della
Misericordia di Piero della Francesca. Erano
presenti il sindaco Daniela Frullani e Paola Refice
della Soprintendenza di Arezzo. Si tratta di un
ritorno atteso da molto tempo e particolarmente
prezioso. L’enorme altare barocco in legno della
ex chiesa della Misericordia di Sansepolcro era
stato infatti rimosso nel 2003 per essere
restaurato e per permettere i lavori all’interno
dell’edificio sacro adiacente al vecchio ospedale,
abbandonato negli anni Settanta. Lo stato
dell’imponente macchina lignea era molto
compromesso e la restituzione all’antico
splendore risulta davvero mirabile. Per il
riallestimento sulla parete sopra l’altare c’è
voluta qualche settimana; l’operazione si è svolta
a cura della Soprintendenza di Arezzo tra giugno
e luglio scorsi.
❖ FIGHILLE
I
l 13 e 14 settembre tornerà il conconvegno: Maurice Bellet, Giovanni
vegno de L’altrapagina, giunto alla
Ferretti e Antonietta Potente
28a edizione. Il tema su cui queMaurice Bellet è sacerdote e filosofo
st’anno relatori e ospiti saranno chiafrancese, classe 1923, già docente delmati a riflettere è
l’Institut Catholique
“Ritorno a Gesù”.
di Parigi; ha al suo atSi vuole considerativo una produzione
re quale ruolo posletteraria vastissima
sa avere, dopo
che spazia tra teoloventi secoli, il rigia, filosofia e psia strada di Maurice Bellet e
torno a Gesù nel
coanalisi. Bellet inquella de L’altrapagina si
cristianesimo condaga sulla condizioincrociano in un legame importante
temporaneo. Pace,
ne umana contemtessuto da don Achille Rossi. Il
amore e giustizia,
poranea; in particodirettore del mensile è infatti il
capisaldi della relare il tema principe
maggior conoscitore in Italia del
ligione cristiana, si
dei suoi studi è il fupensiero del filosofo francese, e ha
scontrano quotituro della fede cricontribuito alla traduzione in
dianamente, oggi
stiana. Il suo è un initaliano di molte sue opere. Nel
come in questi ulvito alla cultura occi2004 pubblica un’intervista a Bellet
timi duemila anni,
dentale a fare i conti,
dal titolo “Bisogna ripensare tutto”.
con ben altri ideaoltre ogni atteggiaNumerose anche le pubblicazioni
li, facendo sorgere
mento dogmatico,
curate da autori vari per la casa
numerosi interrocon quel cristianesieditrice L’altrapagina sul pensiero di
gativi.
mo di cui è intrisa,
Bellet come: Il delirio
Di seguito riportiama sforzandosi di ridell’economia, 1995, Derive e
mo una breve pretrovare oggi l’intuidestino dell’Europa, 1999, e Per una
sentazione dei tre
zione e la potenza
scienza dell’umano, 2005.
illustri ospiti del
del Vangelo.
@
I frutti del centro estivo
Maurice Bellet
Giovanni Ferretti, ordinario di Filosofia teoretica all’Università di Macerata,
è filosofo e storico della filosofia italiana. È fondatore della rivista Filosofia e
Teologia e membro del Centro di studi
filosofico-religiosi “Luigi Pareyson” di
Torino.
Antonietta Potente ha insegnato Teologia morale a Roma e Firenze. Dal
1994 vive in Bolivia, partecipando attivamente al processo di cambiamento
socio-politico. La sua opera segue la
considerazione di un ripensamento della vita religiosa alla luce di una spiritualità ancorata al presente che unisca
mistica e politica, animata anche da un
profondo impegno per la salvaguardia
dell’ambiente. Il suo è uno stimolo a
coltivare un pensiero critico e aperto, al
di là delle grandi sintesi ideologiche.
Sabina Ronconi
“Non tutti i lupi nascono per nuocere” è il titolo
della recita che venerdì 1° agosto a Fighille ha
chiuso la prima edizione di “Giocando in paese –
Iniziative estive alla riscoperta della natura e
dello stare insieme”, organizzata dalla
cooperativa sociale “Fiore verde” in
collaborazione con il Comune di Citerna, la Pro
loco e la parrocchia di Fighille. Al centro estivo
hanno partecipato più di trenta bambini con età
compresa tra 6 e 11 anni, che hanno condiviso
tanti pomeriggi con amici vecchi e nuovi e si
sono sentiti liberi di conoscere meglio il loro
paese. Tutti insieme hanno riscoperto la bellezza
dei giochi più semplici e dei lavoretti fatti con i
materiali della quotidianità, liberando
pienamente la loro fantasia e la loro creatività. I
bambini hanno imparato che per condividere
con gli altri anche solo una parte della loro
giornata ci vuole pazienza, rispetto e
comprensione, andando oltre le apparenze e i
pregiudizi. Ecco il tema della recita che i bambini
hanno preparato con grande entusiasmo durante
le ultime due settimane del centro estivo, guidati
dall’équipe educativa composta da Roberta,
Sonia, Ilaria e Francesco.
LA VOCE Orvieto .Todi
24
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
❖ TODI
❖ ALLERONA
❖ ORVIETO
Fondo a favore delle famiglie
“Invasa” da 2.000 scout
Anniversario Conticelli
Il Comune di Todi e l’ente tuderte di assistenza e
beneficenza “La Consolazione”, nell’ottica di
un’attenzione particolare alle situazioni di
bisogno e alle nuove forme di povertà, hanno
stabilito un accordo per forme di intervento a
favore delle famiglie in condizioni di disagio.
L’iniziativa si sostanzierà da subito nella messa a
disposizione da parte di Etab di un fondo di
15.000 euro per azioni di sostegno immediato ai
cittadini e alle famiglie vulnerabili. Altro ambito
di applicazione sarà quello del “prestito d’onore”
per sostenere negli studi universitari i giovani
meritevoli ma in situazione di indigenza. (F. C.)
Si conclude in questi giorni l’esperienza dei campi estivi che,
per il quarto anno consecutivo, i gruppi scout Agesci di
Roma e provincia hanno organizzato ad Allerona con la
collaborazione del Corpo forestale dello Stato, del Comune e
dell’Agenzia regionale delle foreste dell’Umbria. Quasi 2.000
sono stati i giovani partecipanti, che hanno vivacizzato
l’estate alleronese apportando anche benefici all’economia
locale. Quest’anno, per la prima volta, si è dovuto registrare
qualche inconveniente legato alla abnorme presenza di
animali ungulati che potrebbero provocare danni
irrecuperabili al patrimonio boschivo e rischi per la salute
dell’uomo; da qui l’invito alle autorità competenti affinché
adottino in fretta gli opportuni rimedi. (Claudio Urbani)
Si è svolta il 5 agosto, nella chiesa
parrocchiale di Sant’Andrea, la messa di
commemorazione nel quinto anniversario
della scomparsa di Marcello Conticelli,
artista e diacono. Don Andrea Rossi, che fu
molto vicino a Marcello, ha presieduto la
celebrazione alla presenza di numerosi
fedeli. Marcello ci ha lasciato a 78 anni,
uomo di fede e grande artista, esponente
di un artigianato di cui oggi è rimasta solo
la nostalgia. La commemorazione ha
assunto un significato particolare nel
secondo anno del Giubileo eucaristico, a
AZIONE
CATTOLICA. Il
“Losco” e beato
settore diocesano
Giovani in
un’esperienza
inedita nella città
di Torino
P
Q
uest’anno il settore Giovani dell’Azione cattolica
della diocesi di OrvietoTodi ha voluto organizzare un
campo estivo diverso dagli altri
anni. Ossia a Torino-città, dal 4
al 10 agosto per un campo giovani che trova la sua ambientazione tra alcune importanti realtà: il Cottolengo, l’Arsenale della
pace (Sermig), l’oratorio Don Bosco al Valdocco e il duomo, luogo
in cui sono conservate la sacra
Sindone e la tomba del beato Pier
Giorgio Frassati.
L’idea è nata un anno fa, quando,
di ritorno dall’“uscita” fatta a Torino durante il campeggio di Claviere (To), sacerdoti, animatori e
anche alcuni ragazzi scoprirono
e vollero approfondire la ricchezza di esperienze concentrate in quel quartiere cittadino in
cui erano vissuti santi e beati dei
quali continuano le opere. Allora,
perché non proporre ai giovani
un’esperienza forte che potesse
essere un “assaggio” di tutte
quelle realtà che ciascuno avrebbe poi potuto approfondire?
È così che è nata un’idea di campo-giovani che avrebbe posto
una sfida grande e un cambiamento rispetto ai campeggi degli
Nella terra dei
grandi “santi sociali”
anni passati: far A contatto con le storiche opere
confrontare i ra- del Cottolengo e di don Bosco,
gazzi con realtà
nuove e diverse. ma anche con la figura di Pier
Nuove, perché è il Giorgio Frassati e le moderne
primo anno che il
campo estivo è attività del Sermig
strutturalmente
allargato e inserito in altri contesti. Diverse, per le giornate dei ragazzi sono anche
dimensioni che queste realtà gio- caratterizzate da momenti presso
vanili e di carità assumono in le strutture della Piccola Casa
della Divina Provvidenza in cui i
una città come Torino.
Oltre ai consueti incontri di ragazzi sono chiamati ad animagruppo e momenti preghiera, le re le mattinate degli ospiti con
PIEDICOLLE
Torneo ‘by night’ dell’Us Acli
“Q
pochi giorni dal 750° anniversario della
bolla Transiturus. Il pensiero va anche
all’11 agosto 1964. In quella data Paolo VI,
in visita ad Orvieto, ricevette in dono uno
splendido calice disegnato da Alberto
Stramaccioni e realizzato da Marcello con
l’aiuto dell’amico Luciano Coppola. Un
calice a forma di giglio, in oro, per
ricordare l’appellativo di “giglio d’oro delle
cattedrali” attribuito al duomo di Orvieto.
Quel calice fece molta strada arrivando in
India, a Bombay, donato da Paolo VI alla
Chiesa indiana con le parole: “Alla Chiesa
più povera del mondo intendo fare
omaggio dell’opera più preziosa avuta in
dono da quando siedo sul Soglio di Pietro”.
(Paolo Zanetti)
uando lo sport è un gioco e non un
B.P.R. . Alla serata finale, sabato scorso, per la
azzardo”, come proclama l’Unione
premiazione hanno presenziato Luigi Repace,
sportiva Acli, anche la festa si fa
presidente del Comitato regionale umbro
grande. È il caso di Piedicolle dove, in queste
della Federazione gioco calcio, Anna
ultime settimane, si è svolta la 34a edizione
Iachettini, vice sindaco di Collazzone, Sante
del torneo notturno di calcio valevole per
Filippetti, presidente provinciale dell’Unione
l’assegnazione del trofeo “S. Giacomo
sportiva Acli di Perugia, Angelo Consalvi
Maggiore” patrono della amena località del
consigliere nazionale UsAcli, Antonio
Comune di Collazzone. Davvero una gran
Lorenzini, presidente del circolo Acli di
bella “festa di popolo”: famiglie, giovani e
Piedicolle, Luigi Luna e Fausto Giulivi del
meno giovani da ogni dove sia per
circolo Acli di Piedicolle, che hanno
fraternizzare che per sostenere i propri
consegnato i premi di seguito indicati: Coppa
beniamini in gara. Una dozzina i gruppi in
disciplina: off. Motors-Car, capocannoniere:
gara dell’Unione sportiva Acli provenienti
Parsi Fabio del gruppo Thermomaserati, terzi
dall’intera Media Valle del
qualificati ex equo: ass.
Tevere che hanno
sportiva S. Caterina nobilitato questa
Lennok, 2° qualificato: off.
tradizionale festa di
Comodi Bpr. Primo
popolo e di sport. Queste
qualificato: vince il 34°
le dodici squadre
torneo il gruppo sportivo
partecipanti al torneo:
Sidernestor. Premi sono
Sma - Villa; Natura Più;
stati assegnati agli arbitri
Sauro Hair Style; officina
della gara finale, signori
Motors-Car; Sport - Style
Martini e Capone da San
F.lli Bonini; ristorante “Al
Sepolcro; all’Unione
Leone” Collazzone;
sportiva Acli di Perugia;
Thermomaserati; Lennok;
alla stazione dei carabinieri
ass. S. Caterina;
di Collazzone e al Comune
Sidernestor; officina
di Collazzone.
Pertecipanti al Torneo di Piedicolle
Comodi Bpr; Off-Comodi
Alberto Del Monte
ier Giorgio Frassati nasce nel
1901 a Torino da una famiglia
della ricca borghesia: suo padre è
Alfredo Frassati, noto giornalista. Nel
periodo in cui Torino inizia lo sviluppo
imprenditoriale, Pier Giorgio viene a
conoscenza delle difficoltà in cui si
dibattono gli operai. Entra in contatto
con la povertà: durante il liceo
comincia a frequentare le Opere di
San Vincenzo. Esprime una fiducia
illimitata e completa in Dio e nella
Provvidenza e affronta le situazioni
con impegno, serenità e letizia. Dedica
il tempo libero alle opere assistenziali
a favore di poveri e diseredati. Si
iscrive a diverse congregazioni e
associazioni cattoliche, tra cui l’Ac, si
accosta con frequenza alla
comunione. Fonda con i suoi amici
più cari una “società” allegra che viene
denominata “Tipi loschi”, giovani
attenti ad aiutarsi nella vita interiore e
nell’assistenza degli ultimi. Muore di
poliomelite il 4 luglio 1925.
giochi e intrattenimento musicale; visite guidate e momenti di incontro al Sermig - Arsenale della
Pace che in quei giorni organizza un proprio campo estivo; momenti presso l’oratorio al Valdocco entrando da protagonisti nelle iniziative dell’“Estate ragazzi”
(Grest che dura da giugno a settembre).
Per concludere, una delegazione
dell’équipe Giovani dell’Azione
cattolica di Torino ci guida in un
percorso alla scoperta della figura del beato Pier Giorgio Frassa-
ti, dai luoghi in cui è vissuto fino
alla sede in cui riposano le sue
spoglie.
Insomma, una sfida con se stessi
e il desiderio di “sporcarsi le mani” in prima persona sono le peculiarità di questo campo. Le fragilità e i limiti umani che emergeranno a contatto con persone,
anzi “perle” aventi difficoltà fisiche e mentali, ci aiuteranno a
sperimentare il bisogno che abbiamo di Dio.
Michele Menghinelli
Susanna Barcaroli
Todi - Nunziatina
Concerto di violoncello
nella nostra piccola “Sistina”
Il violoncellista Marcin Zdunik
L
a chiesa della Nunziatina di Todi, un prezioso scrigno di arte barocca, giovedì scorso ha
ospitato uno straordinario
concerto di Marcin Zdunik,
giovane violoncellista polacco.
L’iniziativa, proposta dalla
Gioventù musicale d’Italia,
rappresentata da Lucia Mencaroni (sezione della Federation Internazionale des
Jeunesses Musicales di Bruxelles) è stata accolta dalla
diocesi di Orvieto-Todi che
ha messo a disposizione il
tempio della Nunziatina,
meglio conosciuto come “la
Sistina di Todi”.
Il giovanissimo artista polacco, di recente vincitore del 1°
Premio e del Grand Prix al VI
Concorso internazionale per
violoncello “Lutoslawski” di
Varsavia, ha eseguito, di Johann Sebastian Bach, la Suite n.1 in Sol maggiore, la Suite n. 5 in Do minore e la Suite n. 6 in Re maggiore.
Un’esecuzione impeccabile
che ha offerto momenti di
stupore, di ammirazione. Si
è trattato di un’esperienza
eccezionale d’alto significato
e valore lirico che il numeroso pubblico intervenuto,
parte in piedi, ha saputo apprezzare gustando in assoluto silenzio la ricreata magica
atmosfera dei testi.
An. Co.
LA VOCE Orvieto . Todi
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
DAL PASSATO AL FUTURO.
I territori di Orvieto e Todi
nel tardo Medioevo
I
[email protected] 25
Particolare
della facciata
della
cattedrale di
Orvieto, la
cui
costruzione
fu iniziata
nel 1290
Gli anni
del gran
fervore
l Medioevo ha dato alla
nostra diocesi un’impronta identitaria che continua
ancora oggi. Orvieto e Todi
erano per l’epoca grandi città, poste al centro di un’intensa vita sia civile che religiosa;
come liberi Comuni ebbero
uno sviluppo economico e sociale che non si è più ripetuto,
anche a prezzo di numerose
guerre combattute tra le città.
Orvieto possedeva un territorio comunale che giungeva in
Val di Chiana fino a Orbetello
e a Talamone sul Mar Tirreno;
a Orvieto i Papi e la Curia
soggiornarono molto frequentemente e per lungo tempo.
A Roma, nel Patriarchio del
Laterano, in meno di un secolo furono convocati quattro
Concili dal 1123 al 1215. Soprattutto il Concilio latera-
@
nense IV, indetto da Innocenzo III, delineò una struttura
della cura delle anime incentrata sull’istituzione parrocchiale. Predicazione regolare,
confessione annuale da fare
al parroco, assistenza ai malati, obbligo di contrarre matrimonio di fronte al proprio
sacerdote, intervenendo sulla
formazione di un clero adatto
al ministero, come è scritto
chiaramente nel canone 27:
“È meglio, specie nell’ordinazione dei sacerdoti, avere pochi e buoni ministri, che molti e cattivi, poiché se un cieco
fa da guida a un altro cieco,
cadono tutti e due in una fossa”.
È l’epoca delle costruzioni
delle grandi cattedrali, di cui
il duomo di Orvieto è uno dei
massimi capolavori. Iniziato
nel 1290 dal vescovo Francesco Monaldeschi, sostituendo
l’antica cattedrale di S. Maria
Prisca e la chiesa di San Costanzo dei canonici, fu eretto
anche per conservare degnamente le reliquie del miracolo di Bolsena avvenuto nel
1263 e che sarebbe stato all’origine della decisione di papa
Urbano IV, allora residente a
Orvieto, di introdurre la festa
del Corpus Domini. L’attuale
cattedrale di Todi fu iniziata
nel secolo XI e assunse la forma odierna dopo un rovinoso
incendio del 1190.
È un periodo di profonda ricerca di Dio, d’imitazione del
Cristo. A Todi nel 1236 nasce
il beato Jacopone, che attraverso le sue laude esprime in
modo eccellente l’anelito dell’anima all’unione con il Si-
gnore.
A Orvieto la beata Vanna, nata a Carnaiola nel 1264, entrata nell’Ordine della penitenza dei frati Domenicani, vivendo a Orvieto nella sua casa, manifesta un alto grado di
unione mistica con Dio. Nel
1285 a Todi muore san Filippo
Benizi dei Servi di Maria, che
può essere definito il secondo
fondatore dell’Ordine servita.
Il sec. XIII rappresenta una
svolta anche nella carità: a Todi dal 1247 è già noto l’ospedale della Carità, a Orvieto il
moderno ospedale di S. Maria
della Stella porta il nome che
gli attribuì un prete di nome
Giovanni, che lo edificò tra il
secolo XII e XIII. Alcuni ospedali furono fondati dagli Ordini cavallereschi.
Marcello Cruciani
Festa di santa Chiara quest’anno in chiave eucaristica
I
l 2 agosto abbiamo celebrato con gioia la
festa del Perdono di Assisi e, sotto il segno
della misericordia, abbiamo iniziato anche
la novena in preparazione alla solennità di santa
Chiara. Le novene sono un’opportunità per
preparare il cuore ai doni del Signore e ai giorni
solenni e più cari della nostra vita, per puntare
lo sguardo e orientare la preghiera sul mistero
che stiamo per celebrare, immergendoci in
quella Comunione dei santi che professiamo e
in cui crediamo. Ogni anno la novena di santa
Chiara si caratterizza per un tema: quest’anno ci
lasciamo guidare da Chiara, donna eucaristica.
Tutta l’esistenza di Chiara è stata davvero vissuta
nel rendimento di grazie e nell’offerta di sé. Nei
suoi giorni umili, tra le mura di San Damiano e
con le sue sorelle, ha seguito e amato il Signore
Gesù conformandosi sempre più all’amore
eucaristico. Nelle fonti sono numerose le
testimonianze sulla devozione e sull’amore di
Chiara per l’eucaristia. Tra queste si ricorda che
Chiara, sebbene inferma, filava Corporali per
mandarli nelle chiese della piana di Assisi:
“Quanto grande fosse la devozione affettiva che
“S
Il Corporale di santa Chiara
la beata Chiara aveva per il sacramento
dell’altare, lo mostrano i fatti. Durante quella
grave infermità, che la costrinse a letto, si faceva
alzare e sorreggere con appositi sostegni e,
seduta, filava dei panni morbidissimi con i quali
fece oltre cinquanta paia di corporali e,
chiudendoli in teche rosse o di seta, li mandava
a diverse chiese per tutta la piana e le montagne
vicino ad Assisi” (FF, 3209). È una testimonianza
che dice la fortezza di Chiara, che non si faceva
abbattere dalla sua infermità fisica, ma anche la
concretezza, per lei e la sua comunità,
dell’amore per l’eucaristia nell’attenzione ai
sacerdoti e alla cura per la celebrazione e per le
chiese. La pietà della nostra gente ci ha
conservato anche il delicato ricordo di un
corporale che Chiara avrebbe tessuto e donato
al padre san Francesco e che recentemente è
stato ritrovato nei sotterranei della chiesa di San
Fortunato a Todi. Forse la storia e la scienza
sorriderebbero dinanzi a questa reliquia, ma la
fede si china devotamente a onorare questo
corporale come segno di una vita che si è
lasciata ‘tessere’ dalla Parola fino a diventare
esistenza eucaristica, pane spezzato per Dio e
per le sorelle e i fratelli. Ringraziamo insieme il
Signore per l’esperienza spirituale di santa
Chiara, che ancora oggi ci raggiunge e ci indica il
sentiero da percorrere.
Le Sorelle Povere del Buon Gesù
BREVI
❖ FESTA DELL’ASSUNTA
A Orvieto
Nella città di Orvieto la celebrazione della
festa dell’Assunzione di Maria ha una
tradizione che risale al 1338 quando la
Madonna Assunta fu proclamata patrona della
città. La festa prevede il trasporto a braccia
della statua della Madonna su una “macchina
lignea” dalla chiesa di Sant’Andrea in
cattedrale. Il 13 agosto alle ore 21 nella chiesa
di Sant’Andrea ci saranno la preghiera del
rosario e alle 21.30 il concerto di “Mezzagosto”
dell’ensamble OrvietArmonico. Il 14 agosto
alle ore 17.30 la preghiera del rosario, alle ore
18 la messa sarà presieduta dal Vescovo e dai
sacerdoti della città. Al termine della
celebrazione prenderà il via la processione
verso il duomo. Il 15 agosto alle ore 11.30 in
cattedrale mons. Tuzia presiede il pontificale.
A Todi
A Todi la celebrazione dell’Assunta si svolge in
modo particolare nella chiesa di Santa Maria
della Consolazione, dove il 14 agosto alle ore
21 è celebrata la messa seguita da una
processione verso la chiesa del convento di
Montesanto, dedicata all’Assunta. Altro luogo
dove si celebra l’Assunta è la chiesa della
Madonna della Neve nella parrocchia del Ss.
Crocifisso, lungo la strada per Collevalenza. Le
celebrazioni in questa chiesa si aprono l’11
agosto, mentre il 14 agosto alle ore 21 vi sarà
una fiaccolata, il 15 agosto nel mattino sono
celebrate tre messe e una il pomeriggio alle
ore 18.
In diocesi
In diocesi le parrocchie che hanno come
titolare la Madonna Assunta in cielo sono
molte: Acqualoreto, Ammeto, Casalalta,
Collepepe, Collevalenza, Duesanti,
Montecchio, Montegabbione, Parrano,
Ponterio, Prodo, Quadrelli, Spineta,
Montesanto di Todi. Inoltre è festeggiata in
tanti altre chiese succursali di molte
parrocchie.
❖ DIOCESI
San Lorenzo
Lorenzo, uno dei sette diaconi di Roma, subì il
martirio durante la persecuzione di Valeriano,
che all’inizio di agosto del 258, emise un
decreto che ordinava la condanna a morte di
vescovi, preti e diaconi. Il 6 agosto fu ucciso il
papa Sisto II insieme a quattro dei suoi
diaconi, il 10 agosto fu la volta di Lorenzo, che
era responsabile delle opere di carità: la
Chiesa di Roma sosteneva oltre 1.500 persone
tra poveri e vedove. In diocesi è festeggiato a
Rosaro, Loreto, Collazzone, Montegabbione Montegiove, Ospedaletto, Pesciano e Pozzo. A
Orvieto sorge la duecentesca chiesa di San
Lorenzo de Arari; a Todi la chiesa di San
Lorenzo supra muram è del sec. XII; nei pressi
di Montecastrilli intorno al sec. XI fu edificata
la chiesa di San Lorenzo in Nifili.
Bolla Transiturus: disponibili
gli atti del convegno del 1964
ul punto di passare da questo
mondo al Padre, il Salvatore nostro, Gesù Cristo Signore, essendo imminente il tempo della sua passione, consumata la cena, in memoria
della sua morte istituì l’eccelso e meraviglioso sacramento del suo
corpo e del suo sangue, In occasione del 700°
rio del miracolo di Bollasciandoci in cibo il corsena.
po e in bevanda il san- anniversario, giunse in visita
Secondo studi che si
gue”.
protraggono da diversi
a Orvieto Paolo VI. La
Con questo incipit, papa
decenni, tre sarebbero
ricorrenza fu occasione
Urbano IV l’11 agosto
le ipotesi da tenere in
1264, da Orvieto, istituiva per l’organizzazione di una
considerazione sull’orisolennemente la festa del serie di convegni e incontri
gine della “bolla” pontiCorpus Domini per il Paficia. La prima ne fa ritriarcato di Gerusalem- sul tema della bolla
cadere la redazione a
me, estendendola l’8 set- “Transiturus”
una richiesta di san
tembre successivo a tutta
Tommaso d’Aquino; la
la cristianità.
seconda, che sia dovuta
In ricordo di tale promulgazione, copia
al miracolo di Bolsena, verificatosi solo
della quale si trova trascritta nei registri
l’anno precedente; la terza la collega diconservati nell’Archivio segreto vaticano,
rettamente all’istituzione della festa del
Benedetto XVI ha concesso un Giubileo
Corpus Domini e ai precedenti di Liegi,
straordinario, in modo che si potessero
soprattutto per il passo nel quale il Ponfesteggiare degnamente e santificare i
tefice richiama alla sua conoscenza,
750 anni dalla emanazione del docuquando era insignito di minore autorità,
mento, parimenti a quelli dell’anniversaossia quando era proprio in Belgio, del
fatto che fosse stato rilevato ad alcuni fedeli (quidam catholici) il dovere di celebrarne la ricorrenza.
Tale fu l’importanza di questa istituzione
che l’11 agosto 1964, in occasione del
700° anniversario, giunse in visita a Orvieto il Santo Padre Paolo VI celebrando
una solenne messa in cattedrale alla presenza di alcuni cardinali, dei vescovi dell’Umbria, del clero diocesano, delle autorità civili e militari e con il ricco concorso del popolo. La ricorrenza fu occasione per l’organizzazione di una serie di
convegni e incontri sul tema della bolla e
sua promulgazione, analizzandone i risvolti teologici e storici, con l’intervento
in Orvieto di illustri studiosi in diversi
ambiti di competenza.
Da quanto emerso fu dato alle stampe il
testo Studi eucaristici: Atti della Settimana
internazionale di alti studi teologici e sto-
rici, Orvieto, 21-26 settembre 1964 (a cura
del Comitato esecutivo centrale di Orvieto). Per chi fosse interessato, è possibile
avere gratuitamente il testo, disponibile
ancora in un discreto numero di copie,
presso l’Archivio vescovile di Orvieto.
Luca Giuliani
LA VOCE Terni.Narni.Amelia
26
BREVI
❖ COSPEA
Verdestate per anziani
Fino al 17 agosto nello spazio polivalente del
Polis, a Cospea, si tiene la festa Verdestate del
centro sociale Ferriera con serate danzanti,
rievocazioni delle tradizioni umbre con i Cantori
della Valnerina e momenti di riflessione sulle
iniziative da mettere in campo per rispondere ai
bisogni del quartiere. Il 12 agosto poi ci sarà la
Giornata della solidarietà, alla quale
interverranno gli ospiti di alcune case di riposo
della città, che potranno trascorrere qualche ora
in allegria. Nel corso manifestazione sono in
programma focus group coordinati dal centro
sociale Ferriera per intercettare le esigenze dei
residenti e promuovere la nascita di una rete di
associazioni che mettano in campo iniziative
dedicate alle persone sole.
❖ CARSULAE
Concerto pro ospedale
La fondazione “Aiutiamoli a vivere” organizza
attraverso l’iniziativa denominata “Terni x Terni
= Anch’io”, il 10 agosto, un concerto musicale
con il gruppo Yumal – Pink Floyd Tribute Band
per acquisire fondi da destinare all’azienda
ospedaliera “S. Maria” di Terni per l’acquisto del
video-broncoscopio per la prevenzione e la cura
dei tumori ai polmoni. Il concerto si terrà presso
l’area archeologica di Carsulae. Il costo del
biglietto sarà di 2,50 euro. Per qualsiasi
informazione o per acquistare le prenvendite
basterà rivolgersi alla fondazione al numero
telefonico 0744 279560. La Fondazione
“Aiutiamoli a vivere” è un’organizzazione non
governativa che opera grazie all’adesione di oltre
10.000 famiglie italiane organizzate in Comitati
distribuiti in tutto il territorio nazionale. Nacque
e si diffuse per tentare di dare una prima
risposta all’emergenza derivante dal disastro
nucleare di Chernobyl, ospitando in famiglia i
bambini bisognosi di cure, provenienti dalle
zone colpite dalle radiazioni in prevalenza
bambini bielorussi.
❖ NERA MONTORO
L’intervento del
Ministro e le
prossime attività
di sensibilizzazione
L
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
Giorni di tregua alla Ast
ma il fronte resta aperto
a programmata fermata estiva
all’Acciai speciali Terni, fino al 24
agosto, sembra essere solo una
“quiete dopo la tempesta”. Le accese
proteste e manifestazioni dei lavoratori a
difesa della storica fabbrica ternana con il
blocco dell’autostrada A1 hanno cercato
di tenere alta, a vari livelli, l’attenzione
sul nebuloso futuro dell’acciaieria. Si
sono susseguiti scioperi, organizzati e
spontanei, che di fatto hanno bloccato la
fabbrica e la città. Nel corso delle
manifestazioni, un centinaio di lavoratori
infuriati hanno assediato la palazzina
dirigenziale che si trova all’interno del
perimetro aziendale dell’Ast, dove era in
corso la riunione del Consiglio di
amministrazione del Gruppo, con
all’ordine del giorno anche lo
scioglimento dei Consigli di
amministrazione delle società controllate.
Momenti di tensione forte, anche per il
fatto che nemmeno il prefetto
Bellesini e il sindaco Di
Girolamo hanno potuto avere un
confronto con l’amministratore
delegato Lucia Morselli se non a
tarda serata. La situazione è andata
avanti fino all’alba, quando le forze di
polizia hanno permesso l’uscita dell’Ad
dall’acciaieria. Solo l’incontro successivo
con il ministro per lo Sviluppo economico
Federica Guidi ha determinato la
sospensione della procedura di mobilità
avviata dall’azienda, fino all’incontro del
4 settembre al Mise. La vertenza, è chiaro
che riveste una valenza fondamentale
non solo per Terni ma per l’Italia, e per
questo è indefettibile l’intervento del
Governo e della Comunità europea. I
sindacati hanno incontrato il
commissario Ue, Ferdinando Nelli
Feroci, che si è assunto l’impegno
affinché la Commissione verifichi che il
piano industriale presentato da Thyssen
corrisponda agli impegni assunti da
quest’ultima al momento del riacquisto di
Ast dalla multinazionale finlandese
Outokumpu. Nelli Feroci ha, però, pure
fatto presente che “la Commissione può
prendere provvedimenti esclusivamente
sulla coerenza degli impegni di Tk
rispetto al piano presentato per il
comparto a freddo, ovvero - ha spiegato il
commissario Ue - la chiusura di un forno
può essere contestata solo nel caso in cui
una riduzione della capacità a caldo (la
parte fusoria) impatti negativamente con
la produzione a freddo”. Anche su questo
si gioca una partita che per ora è solo
sospesa. Entro la prima meta di
settembre si svolgerà lo sciopero
generale regionale indetto dalle
organizzazioni sindacali. In preparazione
di quella giornata, subito dopo ferragosto
verrà montato un gazebo in centro di
Terni, che diventerà il punto di
riferimento delle organizzazioni dei
lavoratori per sensibilizzare la città nei
confronti delle loro istanze.
E. L.
DAL VESCOVO
I
“Prima il
confronto, poi
le decisioni”
Le prese di posizione
da parte delle
istituzioni della città
di Terni e a livello
regionale
Bayer raddoppia
Bayer Material Science amplia il sito di Nera
Montoro con il trasferimento di impianti di
alcune produzioni di lastre in policarbonato
plastico ad alte prestazioni dal sito di Darmstadt,
in Germania. Ciò comporterà il raddoppio dei
volumi di produzione attuali, da 6 mila a 12
mila tonnellate all’anno. Il tutto è stato
formalizzato in un incontro tra la presidente
della Regione, Catiuscia Marini, con il
responsabile del personale per l’Italia della
Bayer, Monica Poggio, e l’ing. Rodolfo Rosa,
responsabile dello stabilimento di Nera Montoro
della multinazionale. Il policarbonato viene
utilizzato nell’industria automobilistica, nella
quale sta sempre più sostituendo vetro e
metallo. Lastre in policarbonato trovano ampio
utilizzo nel settore delle costruzioni, dove sono
molto utilizzate per tetti, tettoie di stazioni.
ferroviarie e aeroporti.
“L
a sospensione degli atti unilaterali da parte di Thyssen e delle procedure di mobilità,
in attesa dell’incontro del 4 settembre convocato dal ministero dello Sviluppo economico, è un
primo importante risultato” ha commentato il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo. “Il Governo – ha
proseguito – è a conoscenza della difficilissima vertenza in corso a Terni, sul futuro dell’Ast, e delle tensioni sociali elevate a essa connessa. Aspettiamo con
doverosa fiducia la convocazione del 4 settembre del
Tavolo sul piano industriale, affinché si arrivi a un confronto senza pregiudiziali da parte di Thyssen e si avvii un confronto che veda come elemento centrale e insuperabile il lavoro, l’occupazione, la competitività delle Acciaierie di Terni”.
Anche la presidente della Regione Catiuscia Marini
ha ribadito la necessità di cambiare strada: “Prima di
prendere qualsiasi decisione, Tk-Ast deve avviare un
confronto con le istituzioni locali e nazionali”. La Pre-
LAVORO. Corsi di aggiornamento
Rinasce a Terni e provincia il
Movimento cristiano lavoratori
I
l Movimento cristiano
lavoratori di Terni rilancia
la propria attiva presenza
sul territorio: il nuovo esordio,
carico di entusiasmo, è stato
sancito dall’assemblea di
costituzione del Comitato
provinciale del Mcl della
provincia di Terni, alla
presenza di Sergio Silvani,
dirigente nazionale del
Movimento. Il Comitato
provinciale di Terni, composto
da 30 membri rappresentativi
di tutti i territori della
provincia, ha eletto
all’unanimità, quale presidente
del Comitato promotore
provinciale, l’avvocato
Ermanno Ventura, 49 anni,
sposato e padre di due figlie,
esperto di Diritto sanitario, del
lavoro e ambientale. L’avv.
Ventura sarà coadiuvato nel
comitato di presidenza da
Mauro Ricci (vice presidente),
Fabio Pileri (segretario) e
Daniele Alcidi
(amministratore). Quanto
all’attuale drammatica
situazione della Tk-Ast,
Ventura manifesta “piena e
convinta vicinanza e solidarietà
a tutti i lavoratori
dell’Acciaieria e alle loro
famiglie. La fabbrica è un
patrimonio dei lavoratori e
della comunità ternana; la
dottrina sociale della Chiesa e
la Costituzione italiana ci
insegnano che l’economia è al
servizio della persona e non
viceversa. Sono convinto inoltre
che di fronte a situazioni
eccezionali debbano fare
seguito decisioni eccezionali da
parte di tutti i soggetti
istituzionali interessati, tra cui
sidente, insieme all’assessore regionale Fabio Paparelli, ha intanto sottoposto la questione al ministro per gli
Affari regionali, Maria Carmela Lanzetta. Secondo Paparelli, “è importante l’interlocuzione diretta del Governo con i vertici della ThyssenKrupp a causa dell’aggravarsi della situazione all’Ast di Terni. Gli ultimi sviluppi della vertenza richiedono la massima attenzione
da parte del Governo, che si aggiunga alla già importante azione svolta al Tavolo istituzionale”.
Il consigliere regionale Alfredo De Sio definisce “un
piccolo spiraglio” l’annuncio da parte di ThyssenKrupp
di sospendere fino al 4 settembre le azioni contenute
nel piano annunciato. E nel rimarcare come la Presidenza italiana del semestre europeo rappresenti “un
elemento di forte interlocuzione”, De Sio invita tutte le
istituzioni, a cominciare dal Governo nazionale, “ad
approcciarsi con lo spirito di chi alza il livello della propria indisponibilità al piano presentato dalla multinazionale tedesca”.
l vescovo Giuseppe
Piemontese ha inviato un
messaggio alla città e ai
lavoratori: “Vogliamo affidare
al Signore la speranza, con la
preghiera insistente perché la
ThyssenKrupp modifichi i suoi
piani, guardando non solo ai
numeri, ma ai volti degli
operai, uomini che hanno
promosso il benessere dello
stesso gruppo industriale. Non
sia solo la logica del profitto a
determinare le scelte, ma la
giustizia e l’equità. Siamo
convinti che non vi siano solo
soluzioni univoche ai
problemi che sono sul tavolo.
Chi deve decidere non scelga
la strada più breve, che può
sembrare più redditizia, ma
che lascia nel profondo un
senso di angoscia per le tante
sofferenze seminate. Qui
parliamo di uomini, donne,
famiglie, bambini, cancellati
con un tratto di penna sulla
supposta colonna delle
perdite per aumentare le cifre
sulla colonna dei ricavi.
Abbiamo speranza. La potenza
della preghiera raggiunge il
cuore di Dio e cambia il cuore
degli uomini, anche di quelli
della ThyssenKrupp”.
gratuiti per chi opera nel settore “green”
S
il riconoscimento dell’area di
crisi complessa per il
comprensorio ternano”. Nel
sottolineare che “dalla crisi si
esce anche con un rinnovato
patto tra lavoratori e imprese
uniti nell’etica del lavoro e
della produzione” il neo
presidente del Comitato
promotore si è detto “pronto ad
agire e collaborare, nel solco
dei principi consolidati del
Movimento, in piena sintonia e
comunione con le gerarchie
ecclesiastiche presenti nel
territorio della provincia di
Terni”.
i chiama “Eco è logico” ed è
un progetto che prevede
sette corsi gratuiti, finanziati dalla Provincia di Terni attraverso il Fondo sociale europeo, rivolti a tutti coloro che sono residenti e domiciliati in provincia di Terni e desiderano aggiornare le proprie competenze
per cogliere le nuove opportunità di lavoro che offre il processo
di crescita legato alla green economy.
I corsi riguardano impianti e tecnologie per l’energia rinnovabile (40 ore); impianti e tecnologie
per l’efficienza energetica negli
edifici e sistemi di automazione
Knx (50 ore); piano di fattibilità
economico finanziaria impianti
di produzione di energia da fonti rinnovabili (40 ore); piano dei
costi di esercizio e manutenzione di impianti per l’efficienza
energetica negli edifici (40 ore);
la qualità dei servizi di operation
& maintainace di impianti per
l’energia da fonti rinnovabili e di
efficienza energetica (50 ore);
monitoraggio di impianti per l’energia da fonti rinnovabili (40
ore); gestione tecnico-amministrativa degli impianti per l’energia da fonti rinnovabili (50
ore).
C’è tempo fino al 30 settembre
per iscriversi ai corsi. Possono
partecipare tutti coloro che siano dipendenti e/o titolari di imprese che operano nel settore
green o abbiano avuto esperienze formativo-professionali in
questo ambito, di età compresa
fra i 18 e i 65 anni non compiuti,
con conoscenza e uso dei principali e più diffusi software informatici e sistemi operativi.
Claudia Sensi
LA VOCE Terni.Narni.Amelia
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
ALVIANO. Festa dell’Assunta con
@
[email protected] 27
BREVI
la statua portata in processione
❖ AMELIA
Qui si è un po’
tutti portantini
esta solenne per l’Assunta ad Alviano: patrona
della città, a cui il popolo
già dal 1484 rivolgeva la filiale
preghiera devozionale. Nella
mattinata del 15 agosto, come
da otto anni, si svolgerà una
grande processione da Alviano
Scalo ad Alviano, per circa 6
chilometri. Centoventi portantini, ragazzi e adulti, trasporteranno a spalla, quattro alla volta, la grande e pesante statua
della Madonna Assunta dalla
chiesa di Sant’Anna a quella
parrocchiale, mentre tutti i fedeli seguiranno pregando e
cantando.
La statua dell’Assunta pesa 250
chilogrammi ed è trasportata
da persone oggi costituite in
nell’associazione “Portantini
dell’Assunta” della quale possono far parte anche i bambini
e le donne: i bambini trasportano un’immagine della Madonna solo nell’ultimo chilometro, mentre le donne che ne
fanno parte trasportano insieme agli uomini la statua.
Molto suggestive le due sfilate
al suono dei tamburi, sia la
mattina ad Alviano Scalo sia al
termine della messa lungo le
F
vie del borgo ad Alviano; il Sindaco sfila in prima linea unitamente al presidente del comitato festeggiamenti e alla priora della confraternita del S. Rosario e al priore della confraternita del Ss Sacramento, seguiti dai portantini che su file
da quattro sfilano, sottobraccio, lungo le vie dello Scalo.
La festa dell’Assunta è preceduta dalla novena itinerante
dell’effigie della Madonna
presso diverse famiglie alle
ore 20.45 con la recita del rosario e la messa. Giovedì 14
agosto, dopo il rientro del quadro della Madonna nella chiesa parrocchiale, si terrà la cerimonia “dell’ingiù” e partenza
del corteo verso Alviano Scalo
dove, nella chiesa di Sant’Anna, si terrà la preghiera di ringraziamento.
Il 15 agosto alle ore 8 ci sarà la
celebrazione presso la chiesa
di Sant’Anna e Sant’Antonio da
Padova e alle 8.30 la sfilata dei
portantini e la loro benedizione; alle ore 8.50 l’inizio trasporto e gesto dell’“alzata” e
della “girata”, ore 10.30 arrivo
e sosta presso gli impianti
sportivi di Alviano. Seguirà la
Novena e festa
dell’Assunta
La processione per la festa dell’Assunta ad Alviano
processione religiosa con il rientro in chiesa della statua,
preceduto dal gesto dell’alzata, e quindi alle ore 11 la celebrazione presso la chiesa parrocchiale, al termine della
quale si terrà la sfilata conclusiva dei portantini lungo le vie
del borgo.
Il pellegrinaggio, avviato nel
2007 dalla confraternita del Ss
Sacramento, ha visto crescere
negli anni la partecipazione
degli alvianesi, intenti, da una
parte, a portare in segno di ve-
PENNA IN TEVERINA. Le parole del vescovo
Piemontese alla festa della Madonna della Neve
A
Penna in Teverina è stata celebrata la festa
della Madonna della Neve, a cui è dedicata
la chiesa parrocchiale. Una festa molto
partecipata dalla comunità e dai sacerdoti della
Valle Teverina, che hanno concelebrato con il
vescovo Giuseppe Piemontese, con il parroco don
Antonino De Santis e con il provicario della
diocesi don Francesco De Santis. Madonna della
Neve è uno degli appellativi con cui la Chiesa
cattolica venera Maria; ha origine nei primi secoli
della Chiesa e alla fondazione della basilica di S.
Maria Maggiore in Roma. “La tradizione di questa
INCONTRI
IN DIOCESI
SABATO 9 AGOSTO ore 19, Terni,
San Francesco, celebrazione
per gli ex allievi salesiani.
DOMENICA 10 AGOSTO, ore 10,
Attigliano, celebrazione per
la festa di san Lorenzo,
presieduta dal Vescovo, e
processione per le vie del
paese.
LUNEDÌ 11 AGOSTO, ore 8,
Terni, monastero delle
Clarisse, il Vescovo presiede
la celebrazione per la
ricorrenza del Transito di
santa Chiara.
DAL 6 AL 14 AGOSTO, ore 20.25
Alviano, novena itinerante
dell’immagine della
Madonna Assunta, con
rosario e messa.
VENERDÌ 15 AGOSTO, ore 11.30,
Amelia, cattedrale,
celebrazione per la festa
dell’Assunta con il Vescovo.
Ore 18, processione.
GIOVEDÌ 21 AGOSTO, ore 10,
Stroncone, celebrazione per
la festa del beato Antonio
Vici.
festa - ha ricordato il vescovo Piemontese - è
legata al sogno di due coniugi che, volendo
donare qualcosa alla Chiesa, hanno una visione
della Madonna che indicava loro dove costruire
una chiesa in onore di Maria Madre della Chiesa;
il segno fu una nevicata il 5 agosto in Roma.
Quella basilica è diventata la ‘casa madre’ della
cristianità, e Papa Francesco l’ha visitata appena
eletto Pontefice. Con Maria siamo generati anche
noi come figli di Dio, Corpo mistico di Cristo, una
generazione spirituale. Come Gesù è stato
partorito, allevato e amato da Maria, così è per
nerazione, almeno una volta
l’anno, la statua della Madonna sulle spalle, e dall’altra a
camminare pregando e cantando in suo onore. La devozione della gente e la partecipazione alla processione fa sì
che cresca e maturi, sempre di
più, il sentimento popolare nei
confronti di questa giornata di
festa, in particolare per chi trasporta la statua sulle proprie
spalle, sentendo l’onore nel
farlo.
Luca Regoli
noi, che siamo amati da Maria, la quale non ci
abbandona mai e non si dimentica di noi. Maria
ha creduto e messo in pratica la volontà di Dio
nella fede: anche lei non conosceva la realtà, ma
ha detto sì fidandosi della parola di Dio e
affidando a Lui tutta la sua esistenza. Così anche
noi dobbiamo affidarci al Signore. Anche quando
ci troviamo in difficoltà, quando non capiamo le
cose che accadono, il Signore ci dice di fidarci.
Egli prende su di sé i nostri dubbi, debolezze e
peccati e ci trasforma, realizzando in bene i
nostri desideri. Nell’essere figli di Maria e della
Chiesa, dobbiamo dare il nostro contributo
perché questa comunità possa crescere sempre
più nella fede, speranza e carità e nell’amore di
Dio”.
E. L.
CAMPOMICCIOLO. Esercizi spirituali promossi dalla parrocchia
Con le famiglie a Medjugorje
S
iamo nel pieno delle vagli amici di Dio, i santi e i
canze estive, dell’agomistici, nostri fratelli maggnato tempo di riposo,
giori, sempre al lavoro per
desiderato dai singoli e dalle
noi e per la nostra salvezza,
famiglie. È una necessità, un
per la nostra felicità.
diritto, un dovere da assolvere
Il tempo estivo non interse si vuole ritrovare la bussorompe la nostra progettuala della propria vita, del prolità, personale e comunitaprio essere creatura in camria. La parrocchia del Sacro
Pellegrini in preghiera a Medjugorje
mino verso la comunione con
Cuore Immacolato di Maria
Dio e con i fratelli. Il riposo
a Campomicciolo di Terni
estivo, seppure condizionato dalla crescente crisi continua il suo percorso di fede sperimentando la
economica che si scaglia contro le nostre fami- bellezza della preghiera comune attraverso la parglie, può comunque essere vissuto almeno con i tecipazione a un corso di esercizi spirituali per
propri cari. Riscoprendo, rinsaldando quei rap- famiglie che si svolgerà dal 22 al 27 agosto, guiporti che, durante gli altri mesi dell’anno, sono dato dal parroco don Angelo, presso la parrocchia
messi a dura prova da uno stile di vita spesso fre- di San Giacomo a Medjugorje, località ormai tannetico, anzi, schizofrenico.
to conosciuta in Bosnia-Erzegovina.
Le corse, fisiche e mentali, ci fanno dimenticare Il titolo dato a questa esperienza ecclesiale: “Io vi
l’essenziale: siamo stati creati per amare, per Dio ho chiamato amici”. Ci auguriamo di poter essee per i fratelli che Egli stesso pone sul cammino re in tanti a poter vivere con intelligenza e sodella nostra vita. Ogni singolo uomo, ogni battez- brietà il tempo estivo. Esso è una grazia che torzato, anche ogni consacrato, ha il dovere di vive- na per noi ogni anno, un’occasione da non perdere intensamente il tempo estivo nella riscoperta re.
magari di ciò che non passa e che sostiene il cuo- È un invito a cui rispondere, ognuno secondo le
re e l’animo umano: l’approfondimento della Pa- proprie potenzialità. Un dono da accogliere, serola di Dio e una maggiore frequenza ai sacra- condo anche le indicazioni dei nostri Pontefici.
menti della fede, la lettura della testimonianza deDon Angelo D’Andrea
Gli amerini celebrano l’Assunta con
particolare devozione per esprimere la
gratitudine della comunità a Maria che
liberò Amelia dalla peste e dal
terremoto, e cercando ancora oggi nella
Madre celeste il segno grande di
consolazione e di sicura speranza. Nella
cattedrale di Amelia fino a giovedì 14
agosto è in programma la solenne
novena di preparazione alla festa alle
ore 17.30 con la recita del rosario, la
messa e la preghiera mariana con la
partecipazione dei canonici del Capitolo
della cattedrale. Il 15 agosto, nella
solennità dell’Assunta, si terrà una
solenne concelebrazione alle ore 11.30
nella cattedrale, presieduta dal vescovo
Giuseppe Piemontese e animata dalla
Cappella musicale del duomo. Nel
pomeriggio alle 18 si terrà la
processione con l’immagine della
Madonna per le vie della città,
presieduta dal Vescovo, con la
partecipazione delle autorità civili,
militari e religiose e del complesso
bandistico Città di Amelia.
❖ PIEDILUCO
Processione per la
Madonna dell’Eco
La Madonna dell’Eco a Piediluco
A Piediluco, in cima al monte Caperno,
sulla sponda opposta al paese, si trova
la statua bianca della Madonna
dell’Eco, portata nel 1911 per volere del
parroco di allora, mons. Ludovico
Canali, e dei piedilucani perché
proteggesse il lago e il paese. La statua,
costruita dalla fusione del residuo di
armi usate durante la guerra di Etiopia,
è stata sempre molto venerata e meta
di numerosi pellegrinaggi. Oggi, ben
illuminata e ben visibile anche di notte,
è raggiungibile attraverso un piccolo
sentiero con le 20 stazioni del rosario.
Sabato 9 agosto sarà celebrata la festa
della Madonna dell’Eco con la
processione a piedi lungo il sentiero
fino alla cima del monte. La partenza è
alle ore 8.30 dal ristorante ai piedi del
monte; al termine della processione ci
sarà la celebrazione della messa davanti
alla statua che dall’alto del Caperno
scopre tutto il paese di Piediluco. Le
manifestazioni proseguiranno nei giorni
successivi in preparazione alla festa
dell’Assunta che sarà celebrata con la
processione sul lago. Dal 7 al 23 agosto
sarà allestito nei locali della parrocchia
uno stand gastronomico per la sagra del
salmerino.
❖ UNITALSI
Soggiorno al mare
e viaggio a Lourdes
L’Unitalsi non va in vacanza, e nel
periodo estivo sta organizzando un
soggiorno ad Alba Adriatica per disabili
dall’11 al 14 settembre in albergo con
servizio spiaggia. Inoltre dal 29
settembre al 5 ottobre è in programma
il pellegrinaggio nazionale a Lourdes,
che si svolgerà in treno. Saranno giorni
intensi di preghiera e incontro
comunitario con gli altri pellegrini,
celebrazioni religiose, visite e
devozioni. Le iscrizioni si ricevono entro
la fine di agosto presso l’ufficio Unitalsi,
via Aminale 49, aperto il lunedì,
mercoledì e venerdì dalle 16.30 alle
18.30. Sezione Unitalsi Terni: 0744
433510.
LA VOCE Assisi . Nocera . Gualdo
28
BREVI
❖ DIOCESI
Annunciata la solenne
apertura del Sinodo
Prima che questo periodico si conceda,
meritatamente, la consueta pausa estiva, si
ritiene opportuno riferire l’annuncio della
solenne apertura del Sinodo diocesano che
avverrà - secondo quanto stabilito
dall’arcivescovo Domenico Sorrentino - nella
giornata del prossimo 12 agosto con la
partecipazione del card. Walter Kasper,
presidente emerito del Pontificio consiglio per
l’unità dei cristiani, e del cappellano di Sua
Santità mons. Nazzareno Marconi nominato
recentemente vescovo di Macerata. L’evento, che
vedrà impegnati per un anno 150 sinodali, è
stato preceduto da ferventi preghiere di tutta la
comunità diocesana che ha invocato l’aiuto del
Signore perché venga realizzata proficuamente
quella preziosa collaborazione sancita dai
paragrafi 887 e 911 del vigente Catechismo della
Chiesa cattolica. In Assisi si deve risalire al 1938
per incontrare il precedente Sinodo ordinato dal
vescovo Giuseppe Placido Nicolini, e prima
ancora al 1909 e al 1764.
❖ SAN RUFINO
Tacciono le campane:
l’appello del parroco
Con un accorato appello don Cesare Provenzi si è
rivolto al suo “gregge” per un soccorso
straordinario finalizzato a ripristinare l’impianto
delle campane della cattedrale di San Rufino in
Assisi, seriamente danneggiato dai fulmini di
questa stranissima estate. È previsto un
intervento costoso per far fronte al quale è
necessario affidarsi alla generosità di tutti i
parrocchiani, molti dei quali si sono già
mobilitati per rispondere con tempestività a
questa specifica esigenza. Il campanile di San
Rufino non può, infatti, restare a lungo silente
perché le sue campane accompagnano da
sempre la vita quotidiana della comunità in tutti
i momenti più significativi (dalle solennità
liturgiche ai funerali). Le offerte possono essere
consegnate direttamente al parroco o alle suore
che partecipano attivamente alla vita della
parrocchia.
❖ ASSISIFESTIVAL
Apprezzato concerto
di musica lirica
Dopo il successo del concerto di musica classica
dell’orchestra dell’Opera di Parma, la cattedrale
di San Rufino ha accolto il secondo dei cinque
grandi concerti proposti dalla Rassegna
internazionale di musica e cultura Assisifestival,
organizzata dal Comune di Assisi e locale
Confcommercio da un’idea dell’associazione
Round Table. Sabato 2 agosto (ore 21) si è svolto
il concerto di musica lirica a cura della
compagnia “La Zarzuela”, composta dai soprani
Susie Georgiadis e Federica Balucani, dal tenore
Thomas Vacchi e dal baritono Domingo Stasi. La
compagnia ha eseguito famose e indimenticabili
melodie della musica lirica e popolare. Il
concerto è stato preceduto, sempre sul sagrato di
San Rufino, dal concerto della formazione
portoghese “Violinos do Moderno”. Ricordiamo i
prossimi appuntamenti di Assisifestival: Maurizio
Mastrini Essential (9 agosto), Mario Venuti in
concerto (16 agosto), Enrico Ruggeri Unplugged
(24 agosto). Tutti gli eventi sono a ingresso
gratuito.
❖ SPORT - BOXE
Dieci medaglie per il
pugilato femminile italiano
La lunga kermesse dei campionati europei di
pugilato femminile, svoltisi nel Palaeventi di
Santa Maria degli Angeli, si è conclusa domenica
27 giugno con l’assegnazione alla
rappresentativa italiana di 10 medaglie (4 oro, 1
argento e 5 bronzo) che con questo lusinghiero
risultato si colloca subito dopo la Russia che è
riuscita a fare meglio. Sono salite sul podio per
l’oro Maddalena Barretta, Carini Angela,
Marchese Concetta (dichiarata migliore atleta
dell’intero torneo) e Testa Irma. L’unico argento
è andato alla giovane Floridia mentre il bronzo è
stato conquistato da Gioa, Gallo, Cammarota,
Garofalo, Martusciello, tutte “promesse” di cui si
sentirà ancora parlare intorno ai ring del futuro.
a cura di Pio de Giuli
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
Il Sinodo ora entra nel vivo
DIOCESI. Apertura
ufficiale il 12 agosto,
festa di san Rufino. Che
cosa sarà... e cosa no
I
l mese di agosto è stato sempre contraddistinto in terra francescana da
alcuni eventi religiosi: il Perdono della Porziuncola (1-2 agosto) dedicato questa volta alla Terra Santa come auspicio
per la fine della guerra; la solennità di
sorella Chiara (11 agosto) in occasione
della quale le Clarisse del protomonastero di Assisi invitano a “stupirsi” davanti al cammino profetico della loro madre; la festa del patrono san Rufino (12
agosto) che assume particolare significato quale ricorrenza deputata all’inaugurazione del Sinodo diocesano a distanza di un biennio dalla sua indizione.
Il 24 novembre dello scorso anno il vescovo Sorrentino provvide alla diffusione di un primo “strumento di lavoro”
composto da schede tematiche atte a sollecitare una riflessione sulle risultanze
della Visita pastorale.
In tale sussidio, dove echeggia la nostalgia per la “Tenda del Risorto”, così è dato leggere: “Non ci serve un Sinodo che
aggiunga sterili riunioni a quelle che
troppo spesso già ci ingolfano, per approdare poi ad un documento da dimenticare in uno scaffale. Ci serve un Sinodo
che sappia mirare all’essenziale, in un
clima di ascolto della Parola... Un Sinodo
mirato ma non blindato: l’armonia sarà
data dalla voce di tutti”.
Durante la pre-Assemblea diocesana
svoltasi lo scorso giugno nella residenza
di S. Tecla, il segretario del Sinodo p.
La cattedrale di San Rufino
Francesco De Lazzari (guardiano del
santuario della Chiesa nuova) ha presentato una rigorosa sintesi del materiale pervenutogli da vicariati, parrocchie,
famiglie religiose, congregazioni, aggregazioni laicali, associazioni. Un materiale scandagliato con solerzia e reso agile,
ampliato inoltre dalle proposte dei sei
“laboratori” operanti in seno alla stessa
pre-assemblea.
In una recente missiva (24 luglio) inviata a sacerdoti, religiosi e diaconi, il vescovo Sorrentino si è premurato di raccomandare un fattivo impegno volto a
sensibilizzare l’intera comunità diocesana in vista della celebrazione riservata al
patrono Rufino. In tale circostanza infat-
ti verranno presentati i verbali o registri
della consultazione sinodale che ha evidenziato preoccupanti problematiche
imposte da ricorrenti sfide (evangelizzazione, famiglia, mondo giovanile, lavoro,
occupazione...).
Risulta così programmato il calendario
dei prossimi appuntamenti: l’Assemblea
diocesana giovedì 4 e venerdì 5 settembre, mentre il 21 dello stesso mese verrà
consegnato l’Instrumentum laboris destinato a essere perfezionato da ulteriori
elementi nel corso di sedute sinodali successive al Natale. La conclusione del Sinodo sarà celebrata in occasione della festa di san Rufino del 2015.
Francesco Frascarelli
SIGILLO. Festa di sant’Anna, presente
il Vescovo che visita Casa Benedetta
L
a comunità di Sigillo ha
vissuto una bella festa in
onore della patrona
sant’Anna. Tantissima gente ha
partecipato alle iniziative proposte
dal giovane parroco don
Ferdinando Dell’Aquila e dai suoi
collaboratori. Il momento clou si è
avuto con la solenne
concelebrazione eucaristica
presieduta dal vescovo Sorrentino,
nel corso della quale è stato
amministrato il sacramento della
confermazione a 16 ragazzi e un
adulto. Il Vescovo per l’occasione
ha fatto visita a “Casa Benedetta” e
ha incontrato le 40 persone che vi
sono ospitate, il personale che
lavora nella struttura e i volontari:
è stato un momento di saluto
gioioso per tutti. Il presule ha
espresso grande soddisfazione per
il clima fraterno e la qualità del
servizio svolto dagli operatori.
IlVescovo a Casa Benedetta
Quindi l’agape fraterna, alla quale
hanno partecipato, oltre al Vescovo
e al sindaco Coletti, i diversi
sacerdoti dell’Unità pastorale e
della Vicaria e gli operatori
pastorali della parrocchia; tanta
gente che ha apprezzato lo
spettacolo pirotecnico serale. Il
giorno successivo, la domenica
sera, c’è stata la bella iniziativa
chiamata “Una canzone per Casa
Benedetta”, spettacolo gestito da
cantanti e musicisti sigillani che si
sono esibiti nel piazzale antistante
la casa: c’erano le autorità, tra cui
il vicario generale della diocesi,
mons. Saba, il Sindaco e gli
anziani. Al termine è stato anche
presentato un filmato sulla storia
della Casa Benedetta, oggi gestita
dall’Istituto Serafico di Assisi.
M. G.
NOCERA UMBRA. Festa dell’Assunzione di Maria
❖ PIEVE DI COMPRESSETO
Segno di speranza per noi
A don Stefano Bastianelli
il premio Beato Marzio
L
a chiesa di Santa Maria
Assunta è il duomo di
Nocera Umbra, nonché
concattedrale della diocesi. L’edificio è collocato nel punto più
alto della città. L’area era occupata dalla Rocca medievale, per
la quale la chiesa svolse funzione di cappella privata nell’XI
secolo. Della primitiva chiesa
romanica resta soltanto il portale laterale sinistro con decorazioni, una croce in pietra e la
pianta ottagonale dell’abside,
poiché a seguito delle distruzioni federiciane venne abbattuta e ricostruita nel 1448 in stile francescano. Nel luglio 1487
furono inumate nella chiesa le
reliquie di san Rinaldo, patrono
della città, i cui resti riposano
oggi sotto l’altare maggiore. Il
campanile fu terminato nel
1544.
Ogni anno il 15 agosto, festa
dell’Assunta, si tiene una solennità religiosa in onore della
Vergine Maria. L’Immacolata,
preservata immune da ogni colpa originale, finito il corso della sua vita, fu assunta alla celeste gloria in anima e corpo, e
dal Signore esaltata quale regina dell’universo, perché fosse
più pienamente conforme al Figlio suo, Signore dei dominanti
e vincitore del peccato e della
morte (cfr. Lumen gentium, n.
59). L’Assunta è primizia della
Chiesa celeste, e segno di consolazione e di speranza per la
Chiesa pellegrina.
Questa verità fu esplicitata e solennemente proclamata con la
definizione dommatica di Pio
XII nel 1950. Con la Immacolata Concezione, si ha la vittoria
sulla morte mediante la glorificazione del corpo; con l’Assunzione, si ha la partecipazione
del corpo alla gloria celeste. Per
celebrare questi alti misteri, alle ore 11 del 15 agosto si terrà
una solenne concelebrazione
eucaristica.
Marta Ginettelli
“L
a confraternita del Beato Marzio di Pieve di
Compresseto conferisce a Don Stefano Bastianelli il
premio Beato Marzio dell’anno 2014 per i suoi trent’anni
di fedele e instancabile opera apostolica prestata nelle
parrocchie di Pieve di Compresseto e Poggio
Sant’Ercolano”. È questa la motivazione ufficiale con la
quale il 27 luglio è stato consegnato il massimo
riconoscimento del paese all’amato parroco. La cerimonia
si è svolta nella chiesa del paese, in occasione della festa
del beato Marzio; quest’anno le condizioni meteo
sfavorevoli hanno sconsigliato di raggiungere la sede
storica dell’eremo sulla montagna gualdese, luogo bello,
suggestivo immerso nel silenzio e nel verde circostante.
Don Stefano, 71 anni, originario di Sigillo, sacerdote dal
1969, già vice rettore del Seminario di Nocera Umbra, ex
parroco di Villa Postignano ed ex cappellano
dell’ospedale nocerino, dal 1984 è titolare della
parrocchia di Pieve e dal 1986 di quella di Poggio
Sant’Ercolano, Cerasa e Biagetto. La targa gli è stata
consegnata dal priore, il diacono Francesco Farabi, alla
presenza dei confratelli e dei fedeli. Una cerimonia
semplice ma commovente per l’affetto reciproco che la
collettività ha dimostrato al suo Pastore e la completa
dedizione di don Stefano ai suoi parrocchiani, tanto da
voler riconoscere pubblicamente la stima e l’affetto.
Complimenti e auguri a don Stefano per un
riconoscimento meritatissimo!
M. G.
LA VOCE Assisi . Nocera . Gualdo
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
Novità per san Facondino
[email protected] 29
BREVI
❖ UVISP
Premio “Un solo mondo”
GUALDO TADINO.
Un premio di
pittura e la Mostra
delle arti e dei
mestieri
tradizionali
A
l via la festa di san Facondino. Si
parte, in tutti i sensi, domenica
24 agosto con l’ormai
tradizionale edizione della “Via crucis
più lunga d’Europa”, una salita
(faticosa ma abbordabile) dalla chiesa
di San Facondino, nell’immediata
periferia settentrionale di Gualdo
Tadino, a quota 479 m, fino all’eremo
del Serrasanta, a quota 1348: 14
stazioni di legno e ceramica
distribuite su un percorso di oltre
6.300 metri, con 869 metri di
dislivello, che si completa,
solitamente, in poco più di tre ore.
Quest’anno la partenza è prevista alle
7 del mattino dal sagrato di San
Facondino, mentre alle ore 12 si
celebrerà la messa presso l’eremo del
Serrasanta con, a seguire, il pranzo
(che è necessario prenotare entro il
22 agosto allo 075 9140089). Un
percorso che tenta di recuperare la
“via dei santi”, il tradizionale
itinerario degli eremiti medievali
gualdesi, tra i quali si annovera anche
san Facondino, vissuto probabilmente
a metà del V secolo d.C. La festa
proseguirà giovedì 28 agosto, giorno
della ricorrenza di san Facondino, con
la fiaccolata e la messa presso la
pieve di San Facondino. Venerdì 29,
quindi, sarà la volta della porta San
Facondino, uno dei quattro quartieri
che si affrontano a fine settembre nel
Palio di San Michele Arcangelo: alle
20, il grande banchetto, cui seguirà
una serata danzante con l’orchestra
SAN FACONDINO
“L’unico e originale!”
“L’
unico, originale, gualdese”,
scandiscono orgogliosi durante il Palio – pur con evidente anacronismo – i portaioli di san Facondino
in riferimento al loro santo protettore,
vescovo dell’antica diocesi di Tadino e
terzo patrono della città di Gualdo Tadino. Al di là degli “sfottò” del Palio, Facondino è una figura importante per la
storia della comunità tadinate, prima,
e gualdese, poi. E oggi, dopo mille e
cinquecento anni, può essere ancora
un punto di riferimento nell’epoca della grande crisi economica della città.
“Luna d’Oriente”. Sabato 30 agosto,
alle ore 18, per la prima volta, si terrà
il Mercato delle arti e dei mestieri
tradizionali, con la presenza dei fabbri
e dei forgiatori; alle ore 20.30, la
tradizionale gara di briscola, e alle
21.30 il concerto del Trio Brufani, con
pianoforte, contrabbasso e voce
femminile, con musica jazz, leggera e
classica. Di seguito, alle 23.30, la
COSTANO. Festa della
porchetta più antica di tutte
A
ppuntamento a Costano, dal 21 al 31 agosto, per
la 41a edizione della “Sagra della porchetta”, promossa dal locale gruppo giovanile guidato dalla neo
presidente Michela Migliosi. Qualità, cortesia e un ottimo
servizio sono tra le prerogative di questa manifestazione
che riscuote sempre un meritato successo. Se non è la sagra più antica dell’Umbria, poco ci manca. Certamente è
quella che può vantare il suo prodotto tipico di assoluto
valore: la porchetta.
Una nota scritta nel registro del 1584 del Sacro Convento
di Assisi costituisce il più antico documento che attesta la
liturgia in onore di san Facondino,
durante la quale verrà distribuito ai
presenti il “pan Facondino”, pane
tradizionale alle olive. Domenica 31
agosto, giornata di chiusura dei
festeggiamenti, con altre novità. La
prima è l’istituzione del premio San
Facondino, concorso di pittura
estemporanea, che avrà inizio alle ore
9 e si chiuderà alle 16, con la
premiazione (per informazioni ed
iscrizioni: 339 6145171). Alle 9, 11 e 17
le messe (quella delle 11 concelebrata
dai sacerdoti della Vicaria). Alle 12.30,
il tradizionale pranzo all’ombra del
campanile (prenotazioni allo 075
9140089). Durante il pomeriggio, alle
18, le prove di tiro con l’arco e fionda
da parte dei giocolieri di porta San
Facondino, con a seguire la cena a
base di “acciaccarelle”, focacce
all’olio e rosmarino di antica origine.
Pierluigi Gioia
lavorazione della porchetta a Costano. Un certo Giomo de
Lilloccio di Costano, lavoratore del podere di fra’ Gregorio,
riforniva i frati della basilica di San Francesco.
Le fasi di preparazione di questa prelibatezza erano scandite secondo un preciso rituale, per ottenere un prodotto
con cui eccellere nelle feste paesane e nei mercati di tutta l’Umbria. Fatto è che la porchetta di Costano è unica nel
suo genere, frutto di una tradizione plurisecolare che i
porchettai si tramandano di generazione in generazione.
Tutti a Costano, dunque, per degustare la sublime porchetta e tante altre prelibatezze. Le serate di questa 41a
edizione saranno allietate, come sempre, da ottime orchestre italiane. In programma anche varie iniziative collaterali.
R. B.
Prossime comunioni e cresime a Bastia Umbra
N
@
elle parrocchie di San Marco
Evangelista e di San Michele
Arcangelo in Bastia Umbra è
tempo di preparazione per i bambini e i
ragazzi che, nel mese di settembre,
riceveranno i sacramenti dell’iniziazione
cristiana: prima comunione e cresima.
Nella parrocchia di San Marco, i
cresimandi sono 35 e sono divisi in due
gruppi: 18 confermeranno il loro
cammino di fede domenica 14 settembre
e 17 domenica 21, alle ore 10.30, nella
chiesa di San Lorenzo. Domenica 3
agosto questi ragazzi hanno concluso
l’importante esperienza del ritiro
spirituale, che si è svolto a Bagni di
Nocera Umbra e aveva come tematica
l’azione dello Spirito santo nella vita
della Chiesa e di ogni cristiano. La
celebrazione eucaristica finale è stata
presieduta dal vescovo mons. Domenico
Sorrentino e concelebrata dal parroco,
don Francesco Santini. In quella di San
Michele Arcangelo sono 107 i bambini
che nelle domeniche del 7 e del 14
settembre, alle ore 8.30, riceveranno
Gesù eucaristia; di cui 52 (26 femmine e
26 maschi) nella prima domenica e 55
bambini (30 femmine e 25 maschi) nella
seconda. Alle ore 11 sarà la volta dei
ragazzi che riceveranno la
confermazione, i quali sono in tutto 95:
nel primo turno, 37 (16 femmine e 21
maschi); nel secondo turno, 58 (30
femmine e 28 maschi). I bambini e i
ragazzi parteciperanno alle prove delle
celebrazioni nei giorni di mercoledì,
giovedì e venerdì antecedenti la data del
sacramento, mentre nella giornata di
sabato è prevista la celebrazione della
confessione. Il ritiro spirituale per i
cresimandi, incentrato sul tema dei sette
doni dello Spirito santo, si terrà dal 18 al
24 agosto presso il centro soggiorno
“Madonna de La Salette” a Salmata di
Nocera Umbra, e sarà coordinato dal
parroco, don Giuseppe Pallotta. In questi
ultimi giorni si sta concludendo il campo
scuola Frozen Camp 2014 per i bambini
delle classi quarte, quinte della scuola
È stata prorogata la scadenza per partecipare al
premio letterario internazionale “Un solo
mondo”, promosso dall’Uvisp Assisi. Le opere
devono essere inviate entro il 31 agosto a:
premio letterario “Un solo mondo” c/o Uvisp zona industriale ovest - settore H - 06083 Bastia
Umbra (Pg). Il concorso - fondato e diretto dalla
prof.ssa Marinella Amico Mencarelli - si articola
in due sezioni a tema libero: A) Poesia singola
inedita; B) Narrativa per giovani premio
“Adriana Paulon” (riservata ai giovani fino ai 25
anni di età). Gli elaborati dovranno essere spediti
in 7 copie, di cui una sola copia firmata con i
relativi dati personali e inserita in busta chiusa.
In busta occorre mettere il denaro in contanti o
la ricevuta di pagamento (attraverso varie
modalità: assegno bancario o circolare o
bonifico / bollettino postale) della quota di
partecipazione. Ecco le quote. Sezione A: adulti
euro 20, giovani fino a 18 anni euro 10. Sezione
B: la partecipazione è gratuita. Le opere
verranno valutate da una qualificata giuria che
selezionerà le sei finaliste. Sono previsti ricchi
premi in denaro per i primi classificati della
sezione A, mentre i vincitori della sezione B
riceveranno pregevoli opere artistiche.
Quest’anno le quote di partecipazione saranno
utilizzate dall’Uvisp per contribuire a realizzare
un progetto agricolo in Camerun. Per tutte le
informazioni: tel. 075 8004667 - 337 1097072 www.uvisp.org.
❖ BASTIA/1
Festa a San Lorenzo
È iniziata giovedì 7 e si concluderà domenica 17
agosto la 39a edizione della festa di san Lorenzo
a Bastia. Tutte le sere si possono degustare
squisiti piatti tipici della cucina tradizionale
locale e piatti speciali. Orchestre musicali e tante
altre attrazioni allietano le serate. Domenica 10
la festa religiosa: ore 10 messa e poi la
processione con la statua del santo; al termine
verrà distribuito il tradizionale torcoletto di san
Lorenzo.
❖ BASTIA/2
Nuovo regolamento edilizio
L’Amministrazione comunale di Bastia ha
incaricato il responsabile del settore edilizia,
geom. Giampaolo Sigismondi, della redazione
del nuovo regolamento edilizio. La
predisposizione del nuovo regolamento sarà
costituita, oltre che naturalmente dal lavoro
tecnico di studio e messa a punto dei
documenti, da momenti di incontro e
discussione con i cittadini, l’Amministrazione, gli
enti e i soggetti coinvolti e interessati ai temi
della trasformazione del territorio.
❖ GUALDO TADINO
Mostra di arte naif
È stata inaugurata domenica scorsa, presso la
chiesa di San Francesco a Gualdo Tadino, la terza
edizione della Mostra internazionale di arte naif,
che quest’anno ospita 24 artisti provenienti da
Belgio, Francia, Germania, Polonia, Portogallo,
Spagna, Svizzera e Uruguay, per oltre 70 opere.
Organizzata dal Polo museale della città con il
patrocinio del Comune di Gualdo Tadino, della
Provincia di Perugia e della Regione Umbria, la
rassegna comprende tipologie ed espressioni
artistiche molto differenti di un genere, quello
naif, ultimamente rivalutato sia dalla critica sia
dal pubblico, come mostra il successo delle due
passate edizioni. La mostra rimarrà aperta - ad
esclusione di tutti i lunedì - fino al 31 agosto. Per
informazioni e visite: 0759142445;
[email protected] (Pie. Gio.)
❖ ACLI
Incontro a Casacastalda
primaria e per le prime, seconde della
scuola secondaria di primo grado,
organizzato dal circolo Anspi della
parrocchia di S. M. Arcangelo. Si tratta di
un’esperienza per riscoprire i valori
cristiani, occasione per i bambini per
fare nuove amicizie e vivere momenti di
preghiera.
O. S.
Il circolo Acli “Ora et labora”, in collaborazione
con le Acli del territorio, propone per domenica
17 agosto presso l’eremo di Casacastalda a
partire dalle ore 16 la riflessione sul tema: “La
pace e la guerra”. A seguire, messa e cena
comunitaria. L’iniziativa vuole contribuire allo
sviluppo di una riflessione sul dovere della
memoria. Il secolo precedente è stato il periodo
delle grandi guerre. Oggi, nel terzo millennio, la
pace può essere un valore condiviso da tutti i
popoli? (M. G.)
LA VOCE Gubbio
@
30 [email protected]
BREVI
❖ DIOCESI
Nuove nomine
Il vescovo mons. Mario Ceccobelli ha
nominato don Mauro Salciarini direttore
dell’associazione pubblica di fedeli
denominata “Apostolato della preghiera”,
padre Domenico Foderaro responsabile
dell’ufficio per le Aggregazioni laicali,
padre Pavel Gabor direttore dell’ufficio
per la Pastorale sanitaria, padre Paolo del
Bianco vicario parrocchiale della
parrocchia di S. Agostino.
❖ GUBBIO
Torna “Fratello Lupo”
È andata in ristampa la guida Fratello
Lupo, essendo andata esaurita la prima
tiratura di 1.500 copie in italiano e 500 in
inglese. Agile e gradevole dal punto di
vista grafico, realizzata da Giuliano Rossi
di Lapislunae con il contributo di
Comune e diocesi, si è rivelata utile ai
gruppi di turisti arrivati in città
nell’ultimo anno (famiglie, parrocchie,
scolaresche, e pellegrini del Sentiero
francescano) per approfondire il
profondo legame tra san Francesco e
Gubbio. È diventata anche la guida
“ufficiale” per la Piccola accoglienza
Gubbio, l’info-point per il turismo
religioso in città, dedicato in particolare
ai pellegrini in cammino lungo il Sentiero
francescano La Verna - Gubbio - Assisi. Ne
hanno parlato riviste specializzate e
quotidiani di ampia diffusione.
❖ CARITAS
Pellegrinaggio-Puglisi
Scade il 15 agosto il termine ultimo per le
iscrizioni al pellegrinaggio Caritas a
Palermo, “Sulle orme del beato Giuseppe
Puglisi” (10-12 ottobre). La quota di
partecipazione è di 300 euro. Il
programma del pellegrinaggio è stato
stilato insieme al presidente del Centro
“Padre Nostro” di Brancaccio, fondato
proprio da don Puglisi. Per informazioni
e iscrizioni contattare Luca (349
1916424).
❖ UMBERTIDE
“Calici di stelle”
Degustazioni di vini e piatti tipici locali
nella notte di san Lorenzo con “Calici di
stelle”. L’iniziativa è promossa dal
Comune e da Slow Food Alta Umbria in
collaborazione con le Strade del vino e le
Città del vino. Cinque cantine
dell’Altotevere saranno abbinate ad
altrettanti ristoranti del centro storico,
San Giorgio, Locanda Appennino,
Capponi, La Rocca, Zibù. Si partirà alle
ore 20.30 da piazza del Mercato dove, in
concomitanza con “Calici di stelle”, si
terrà la “Notte sotto le stelle”, serata di
animazione per bambini. Lo scopo della
manifestazione è promuovere le
eccellenze enogastronomiche locali e le
bellezze deel centro storico. (F. C.)
❖ MOSTRA
International Art Expo
Allestita nei locali del Museo diocesano di
via Federico da Montefeltro e della chiesa
di Santa Maria dei Laici in piazza 40
Martiri, inaugurata sabato 9, resterà
aperta fino al 31 agosto la “International
Art Expo Città di Gubbio 2014” della
baronessa Maria Lucia Soares e dei suoi
artisti. Si tratta di una collettiva di autori
selezionati che propongono il meglio
della loro produzione: Siomara Almeida,
Claudio della Rocca, Francesco Bertucci,
Donatella Marraoni, Nino Carè, Giuseppe
Parrello, Marta von Zeidler, Marilena
Pasquadibisceglie, Marilisa Serra, Virginia
Iarocci, Pietro Maga, Carla Brandinali,
Alessandro Capuzzo, Olivia Pissinate, Rino
Devoti, Jacopo Feliciano, Elisabetta
Grappasonni, Ariedo Lorenzone,
Baronessa Soares. L’iniziativa è realizzata
in collaborazione con l’Enciclopedia
d’arte italiana e il conduttore televisivo
Paky Arcella.
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
CARITAS. Campo
della solidarietà in
Kosovo ad agosto per
un gruppo di volontari
S
ulla scia di una consuetudine ricca
di profondo significato, alcuni volontari della diocesi eugubina, dal 20
al 30 agosto, guidati da don Luca Lepri e
dal direttore della Caritas diocesana, Luca Uccellani, saranno impegnati al Campo della Caritas Umbria in Kosovo. È un
appuntamento che si rinnova ormai da
quindici anni, da quel primo viaggio effettuato nel luglio del 1999, a pochi giorni dalla conclusione del conflitto sanguinoso che ha sconvolto un piccolo territorio distante da noi appena un’ora di aereo.
Da quei tragici eventi sono nate alcune
esperienze di solidarietà e riconciliazione
che, pur nella fatica e fra mille difficoltà,
hanno deposto semi di bene in tante persone: abitanti del Kosovo ma anche parrocchie, gruppi, associazioni, famiglie
dell’Italia. Tra i bei frutti nati in questi anni c’è la nuova casa di accoglienza che
verrà inaugurata nel villaggio di Leskoc
dal card. Gualtiero Bassetti il prossimo 24
ottobre.
È un’opera che porta l’impronta anche
della comunità diocesana eugubina, che
ha contribuito alla sua realizzazione con
varie iniziative e con il lavoro di un gruppo di tecnici coordinati dall’architetto
Giuseppe Lepri, che ha diretto i lavori iniziati nel 2010.
“Partiamo quest’anno – ha commentato
Luca Uccellani – portandoci dietro purtroppo le scene di guerra che insanguinano tante, troppe zone del mondo (Siria,
Iraq, Palestina, Ucraina, Africa…), in cui
non vengono risparmiate nemmeno le
scuole e gli ospedali, e non c’è pietà nep-
La visita della delegazione della Caritas regionale guidata dal card. Bassetti nel maggio scorso
Seminatori di bene
Un appuntamento che si rinnova
ormai da quindici ann. Tra i frutti
nati in questi anni c’è la nuova
casa di accoglienza che verrà
inaugurata il 24 ottobre
pure per i bambini. Le vicende del Kosovo e quelle vissute in questo momento da
milioni di esseri umani gridano che occorre avere il coraggio di uscire dalle logiche perverse della violenza e della vendetta. Risuonano in noi le parole che Papa Francesco ha pronunciato all’Angelus
del 27 luglio: ‘Vi chiedo di continuare a
unirvi alla mia preghiera perché il Signore conceda alle popolazioni e alle autori-
tà di quelle zone la saggezza e la forza necessarie per portare avanti con determinazione il cammino della pace’. Ricordiamo che tutto si perde con la guerra e nulla si perde con la pace!”.
Alla fine dello scorso mese di maggio la
casa di accoglienza era stata visitata da
una delegazione della Caritas regionale,
guidata dal card. Bassetti, presidente della Conferenza episcopale umbra, accompagnato dal delegato regionale Giorgio
Pallucco, dal direttore della Caritas di Assisi padre Vittorio Viola, da Enrico Mori e
da Giuseppe Lepri. Per Bassetti è stata la
prima visita da porporato alla comunità
del Kosovo, visitata peraltro diverse volte
negli anni passati.
G. B.
SEMINARIO. Un affettuoso saluto a Rosa
che dopo 33 anni torna nella natia Bari
D
opo 33 anni di servizio
generoso e instancabile,
Angela Lo Console, per
tutti “Rosa”, lascia Gubbio, dove era
arrivata per motivi di salute, e il
Seminario diocesano, per tornare
nella natia Bari.
Rosa... grazie. Una presenza attiva,
alle volte vivace. Una presenza che
ha manifestato però la vera
particolarità di Rosa. Ha amato.
Nel servizio e nella cura ai
sacerdoti anziani. Nell’attenzione
ai sacerdoti giovani. Nella
preghiera fedele e costante. Rosa ci
ha voluto bene. Abbiamo passato
lunghi anni di vita insieme,
sembrava non dover finire mai
questa convivenza, e invece è
giunto il momento della
separazione. Sono sicuro che Rosa
non partirà felice per il ‘ritorno in
patria’. Staccarsi da Gubbio sarà un
taglio e conserverà nel cuore tanta
nostalgia: per il Seminario, per le
La sede del seminario di Gubbio
suore sopraggiunte a governare il
Seminario (altre Figlie della Carità,
ma questa volta Divina), per i suoi
preti, per i suoi amici, per i suoi
UMBERTIDE. Spot ideato da Monsignori Potsy
Aiuta i disabili a “correre”!
C’
è chi gira intorno al mondo... e chi guarda il mondo
girare, fino a quando qualcuno si ferma a osservare: così nasce la solidarietà. È nato così Run
Away, uno spot di carattere sociale
che mette in evidenza il disagio dei
portatori di handicap che vedono
girare il mondo attorno a loro, ma
non possono parteciparvi, fino a
che qualcuno non li aiuta. E quel
qualcuno siamo noi. In una manciata di secondi l’artista umbertidese Pierluigi Monsignori Potsy è
riuscito a mettere nei sentimenti
dello spettatore il disagio dei “diversamente abili”.
Lo spot è stato ideato, scritto e diretto da tanti giovani di Umbertide,
ognuno dei quali ha messo le proprie capacità e il proprio talento nel
video, donato all’associazione Parent Proget, un gruppo di genitori
di bambini affetti da distrofia muscolare Duchenne e Becker, che
ringraziano il gruppo Plastic Food
Project per l’iniziativa e la condivisone espressa con RunAway.
Il soggetto è del poliedrico artista
Pierluigi Monsignori Potsy, che ha
collaborato insieme a un gruppo di
persone di Umbertide: Agnese Terrone, Graziano Savignani, Andrea
Nugnes, Andrea Sambuchi, Gabreiele Violini, Raffaello Agea, Roberto Sognaglia, Valerio Rosi, Filippo Donini, Ezio Bani.
Il tutto è nato dall’idea che i giovani possono fare qualcosa di più
esprimendo se stessi e le proprie
capacità artistiche e umane. Infatti, solo da una spiccata umanità poteva nascere questo prodotto, che
in pochi secondi sintetizza un mondo di sentimenti, emozioni e perplessità, indecisioni e coraggio.
Racconta di come “chi gira intorno
al mondo” e “chi guarda il mondo
girare” possano incontrarsi, riconoscersi e andare avanti insieme,
guardando il mondo da un’altra
prospettiva. Possiamo testimoniare
per esperienza che il video spinge
davvero la gente a guardarsi dentro
e ad aiutarsi.
Fabrizio Ciocchetti
Focolarini di Gubbio. Dopo 33 anni
arriva il momento del sacrificio. Io
personalmente, ma a nome di
tanti, voglio ripetere la mia
gratitudine per la presenza di Rosa
in mezzo a noi, per i suoi servizi,
per i suoi brontolii, per il suo buon
cuore e per la sua preghiera.
Aggiungo un abbraccio augurale. Il
2 agosto, festa del Perdono di
Assisi, è la festa di santa Maria
degli Angeli, e Rosa – Angela – in
questo giorno celebra il suo
onomastico. Auguri, Rosa. La
Madonna degli Angeli accompagni
il tuo cammino. Continua a volerci
bene.
Mons. Giuliano Salciarini
Umbertide
Riconfermato bus
scolastico da Bosco
È
stato riconfermato il servizio autobus
Bosco - Umbertide, istituito lo scorso
anno in via sperimentale su
sollecitazione
dei genitori
degli studenti
del “Leonardo
Da Vinci”.
Consente di
Un’aula del “Da Vinci”
collegare
agevolmente
le frazioni a nord di Perugia (Bosco,
Ramazzano, Casa del Diavolo, Resina,
Solfagnano, Rancolfo, Tavernacce e
Sant’Orfeto), che non usufruiscono di alcun
collegamento ferroviario. Visto il gradimento
riscontrato, la linea verrà riproposta anche
per il prossimo anno scolastico, nella speranza
che venga inserita in via definitiva nel Piano
regionale dei trasporti. I soggetti interessati
possono quindi sottoscrivere l’abbonamento
annuale alla corsa a partire da lunedì 11
agosto e fino al 30 settembre rivolgendosi
alla sede della ditta Autonoleggi Ceccarelli, a
cui è stato affidato in gestione il servizio, sita a
Umbertide in via Madonna del Moro 12
(orario ufficio).
LA VOCE Spoleto . Norcia
VENERDÌ 8 AGOSTO 2014
Dall’8 al 10 agosto
il programma
di “Aestivum”
@
[email protected] 31
A Cascia festa d’agosto
con tartufo e rosa canina
A
nche quest’anno Cascia si
appresta a celebrare l’originale
sposalizio tra scorzone e rosa
canina. Da venerdì 8 a domenica 10
agosto torna, infatti, per la sua sesta
edizione “Aestivum”, la mostra
mercato del tartufo estivo e della
rosa che per tre giorni animerà la
città di stand gastronomici, musica,
arte, cultura e folclore. L’evento
inaugurerà anche il ricco cartellone
dell’Agosto casciano. La
manifestazione si aprirà la sera di
venerdì 8 agosto con un laboratorio
artistico creativo di rose in
cartapesta e un live musicale che
culminerà con la degustazione
gratuita di una torta alle rose. La
mostra mercato vera e propria si
svilupperà, invece, nelle giornate di
sabato e domenica, tra piazza
Garibaldi e i giardini Magrelli, con
oltre 40 stand dedicati al tartufo e ad
altri prodotti tipici come farro,
roveja e salumi. Novità di questa
edizione sarà, invece, la mostra
d’arte di pittura e artisti in
estemporanea “Petali d’arte” che,
tra piazza Moro, via Vespasia
Polla, limonaia di palazzo Carli e
vicolo Domenico Da Manigi, vedrà
pittori e scultori esporre le proprie
opere e realizzarne di nuove dal vivo
sul tema, appunto, delle rose. Non
essendo agosto il periodo migliore
per le rose, gli organizzatori hanno
pensato di rappresentare questo
fiore utilizzando altri metodi e mezzi
e ‘Petali d’arte’ è il risultato di
questa scelta. Tra gli eventi culturali
in calendario ci sarà anche un
seminario tecnico sulla coltivazione
del tartufo e la presentazione di due
libri dedicati alla storia della città.
Sabato 9 agosto, alle 18, in piazza
Aldo Moro, si tiene lo spettacolo
musicale della banda di Cascia e
della corale Santa Rita che
festeggiano, rispettivamente, 30 e 20
anni, e, domenica 10 agosto, alle
21.30, come gran finale, selezione
di Miss reginetta d’Italia, in piazza
San Francesco. Terminato Aestivum
per tutto agosto e settembre sarà un
susseguirsi di iniziative, le più
significative delle quali saranno
martedì 13 agosto, il concerto della
Grande orchestra sinfonica della
Repubblica di Udmurtia e del coro
nazionale rumeno, nel sagrato della
basilica di Santa Rita, il Palio delle
frazioni, martedì 19 agosto, la finale
regionale del Cantagiro, sabato 23
agosto, e una rievocazione storica,
domenica 24 agosto, con il corteo
rinascimentale “Cybo Malaspina”
del Comune di Monteleone di
Spoleto. In particolare, il Palio delle
frazioni, gara culinaria giunta alla
sua undicesima edizione, vedrà
sfidarsi le comunità degli 11 paesi di
Cascia su piatti della tradizione
locale, in alcuni casi rivisitati in
ottica moderna.
I
❖ ROCCAPORENA
Don Maggi nuovo pro-rettore
Don Simone Maggi è il nuovo prorettore dell’Opera
di Santa Rita in Roccaporena di Cascia e parroco di
S. Montano in Roccaporena di Cascia. La nomina è
avvenuta il 29 giugno da parte dell’arcivescovo di
Spoleto - Norcia mons. Renato Boccardo. Don
Maggi è succeduto a mons. Vincenzo Alimenti, il
quale continuerà comunque a vivere a
Roccaporena. Don Simone - si legge nel periodico
Lo scoglio di Roccaporena - ha 39 anni ed è
originario di Beroide di Spoleto. È stato ordinato
prete proprio da mons. Boccardo il 7 dicembre del
2010 e fino al 2012 è stato vicario parrocchiale delle
parrocchie della Cattedrale e di San Gregorio in
Spoleto; dal 2012 ad oggi è stato vicario
parrocchiale nelle parrocchie di Baiano di Spoleto,
Firenzuola di Acquasparta, Porzano di Terni e
Montemartano di Spoleto.
❖ SPOLETO
Nuovo bus navetta
Dal 28 luglio a Spoleto è stato attivato un nuovo
servizio navetta che consentirà ai residenti, nonché
ai turisti e ai visitatori che arrivano in città
soprattutto nel periodo estivo, di salire nella parte
alta della città accessibile solo agli autorizzati. La
navetta partirà da piazza della Vittoria, con fermata
in piazza Campello. Due le corse attive dal lunedì al
sabato: ore 8.25, con fermate intermedie all’interno
del centro storico; una seconda corsa alle ore 10.25.
❖ NORCIA
Cristo in Valnerina
tra arte, storia
e tradizioni
Una nuova
pubblicazione del
Servizio turistico
associato del territorio
BREVI
Tamburini in piazza
Il 10 agosto è in programma a Norcia “Mirebilia”, la
III edizione del raduno di tamburini nursini. Dalle
18 presso piazza San Benedetto l’iniziativa, voluta e
riproposta dall’Associazione Balestrieri San
Benedetto da Norcia, vedrà la partecipazione di
tanti gruppi medievali di tamburini, provenienti da
altrettante compagnie italiane che si esibiranno con
squilli di trombe, coreografie e ritmi di rullate.
❖ CASTELLUCCIO
È arrivata la banda larga
Veduta panoramica di Cascia
n occasione del programma di “Aestivum” domenica 10 agosto (ore 10.30,
Auditorium Santa Chiara), a Cascia, viene presentata la nuova pubblicazione realizzata dal Servizio Turistico Associato della Valnerina Cristo in
Valnerina. Arte, storia e tradizioni popolari. Un progetto che si va ad aggiungere alla pluriennale attività dell’ente, finalizzata alla valorizzazione e alla
promozione del patrimonio ambientale, culturale ed artistico del territorio.
La pubblicazione, già disponibile presso l’ufficio dello Sta di Cascia, è stata
realizzata dall’antropologo Mario Polia ed è edita da “Il Formichiere” di Foligno. Dopo aver trattato la storia e i paesaggi della Valnerina, la figura della donna, la vita di Santa Rita e la Madonna nell’arte sacra, il Servizio turistico questa volta ha voluto mettere insieme un volume che racchiudesse
l’immenso, affascinante ed unico patrimonio artistico e culturale del comprensorio, legato nello specifico alla figura e al messaggio di Cristo.
Sfogliando le pagine, infatti, il racconto è quello della vita di Cristo, dalla nascita alla fanciullezza, la vita pubblica, la passione e la morte, la resurrezione, l’ascensione e la pentecoste, ma come ricordato nella prefazione dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo, il testo non è un manua-
le iconografico né intende ricostruire lo sviluppo dottrinale e teologico della cristologia, bensì si propone di individuare la logica affettiva del cultus della gente della Valnerina, attraverso il ricco patrimonio figurativo della chiese e cappelle del territorio. Accompagnano i testi ben 170 immagini a piena
pagina, che riportano le più belle raffigurazioni del Cristo. Una pubblicazione
che ha dunque il sapore dell’identità più profonda della gente della Valnerina, la cui storia umana e civica è stata nei secoli sempre accompagnata dalla devozione e dalla fede. Questo nuovo libro è un’occasione unica per accrescere la consapevolezza negli abitanti della Valle e la conoscenza della
stessa nei turisti, due presupposti indispensabili per la tutela, la valorizzazione e la promozione turistica dei beni culturali ereditati dagli avi, come riconosce il sindaco di Cascia Gino Emili nella presentazione al testo. Il bagaglio di opere, nel quale rientrano anche il portale internet, gli strumenti
di social media marketing, le piattaforme di social network, i depliant, le carte turistiche e le mostre iconografiche, si arricchisce notevolmente grazie a
quest’ultima pubblicazione, che completa il ricco mosaico culturale e storico della Valnerina.
Festival degli artisti
di strada in Valnerina
La festa dell’Assunta a Spoleto
I
l 15 agosto la
della città (lunedì 11
Chiesa celebra la
agosto, S. Rita; martedì
solennità
12 agosto, S. Gregorio
dell’Assunzione della
Maggiore e S. Maria
Beata Vergine Maria.
nella Cattedrale;
A Spoleto tale
mercoledì 13 agosto, SS.
ricorrenza è
Pietro e Paolo).
particolarmente
Processione, giovedì 14
sentita e participata
agosto: alle ore 21 da S.
in quanto l’Assunta è
Gregorio al Duomo con
la patrona principale
la Santissima Icone
dell’archidiocesi. Di
(percorso: S. Gregorio,
seguito il programma
via dell’Anfiteatro, via
delle celebrazioni.
Cecili, via Pierleoni, via
Dal 6 al 14 agosto
Filitteria, via del
La Cattedrale di Spoleto
novena presso la
Duomo). Solennità,
Cappella della
venerdì 15 agosto: alle
Santissima Icone del Duomo: alle 8,00
ore 9,00 S. Messa; alle ore 11.30
recita del rosario e alle 8.30 S. Messa
solenne pontificale presieduto
(sono particolarmente invitati i
dall’Arcivescovo e al termine
membri della Confraternita della
benedizione dei fedeli dalla loggia
SS.ma Icone). Triduo: dall’11 al 13
della Cattedrale con la Santissima
agosto presso la Cappella della
Icone; alle ore 17,30 S. Messa. I canti
Santissima Icone del Duomo: alle 21.00
saranno eseguiti dalla Cappella
preghiera animata dalle parrocchie
Musicale del Duomo.
Anche il centro frazionale di Castelluccio, uno dei
più ameni del territorio comunale e del Parco
nazionale dei Monti Sibillini, è stato coperto dal
servizio Adsl per la connettività Internet ad alta
velocità. Una prima “WiFi free zone” è stata attivata
in questi giorni nella piazza principale del paese,
meta, soprattutto in questo periodo dell’anno, di
migliaia di turisti di ogni nazionalità. L’ambizioso
progetto non si fermerà a Castelluccio (dove tra
l’altro verrà presto avviata anche l’infrastruttura in
fibra ottica predisposta nel 2006 grazie ai fondi del
PIR della Regione Umbria) ma riguarderà la quasi
totalità del territorio comunale. Sempre in questi
giorni è in corso il collegamento anche nelle
frazioni di Frascaro, Nottoria, San Pellegrino, in
località Quarantotti e in tutte quelle zone finora
rimaste tagliate fuori. E prima della fine del mese
sarà coperta anche tutta la zona del Campiano e la
frazione di Ancarano.
Panorama di Vallo di Nera
V
alnerinaitinerarte
è la festa dedicata
agli artisti di
strada che dall’8 al 14
agosto riempiranno e
coloreranno piazze e
vicoli della vallata del
Nera. Dopo il successo
della prima edizione
tenutasi nel 2013, la
manifestazione si
ingrandisce dando
appuntamento a
bambini e adulti a Vallo
di Nera, Cascia,
Postignano, Campi di
Norcia, Preci, Sellano
(Convento di
Acquapremula) e a
Scheggino. Organizzata
dal Club SoloUmbria,
associazione di
imprenditori locali
impegnati nel settore
turistico e
agroalimentare,
Valnerinaitinerarte è
uno spettacolo
itinerante dove
protagonista è il teatro
di strada con
saltimbanchi, giocolieri,
mimi, maghi, fachiri,
acrobati, musicisti e
ballerini, arcieri e
alchimisti. La direzione
artistica è di Elisabetta
Cavana. Tutti gli
spettacoli sono a
ingresso gratuito; quasi
tutti inizieranno alle ore
17 e proseguiranno fino
all’ora di cena e anche
dopo. Per chi volesse
seguirli tutti senza
perdere neppure un
appuntamento ecco il
calendario: si comincia
a Sellano l’8 agosto con
Spettacoli dal Medioevo,
il 9 agosto a Scheggino
Teatro di strada in
musica, domenica 10
Atmosfere di teatro di
strada a Cascia, l’11 e il
12 a Preci con Giostra,
giochi, spettacoli di una
volta, il 13 a Campi con
Figure in strada dal
mondo, infine chiusura
spettacolare il 14,
Vigilia di Ferragosto, a
Vallo di Nera con due
spettacoli di Teatro di
strada. Info
www.valnerinaitinerart
e.com
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