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26_11_2014 - CGIL Basilicata

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RASSEGNASTAMPA
RASSEGNASTAMPA
26 novembre 2014
RASSEGNASTAMPA
E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati.
ANNO 14 - N. 326 - e 1,20
Direzione: Edizioni Proposta sud s.r.l. Via Annarumma, 39/A - 83100 - Avellino
Redazione di POTENZA,: via Nazario Sauro 102, 85100 - Potenza (PZ) - tel. 0971 69309 - fax 0971 476797 - email [email protected]
Redazione di MATERA: Piazza Mulino 15, 75100 - Matera (MT) - tel. 0835 256440 - fax 0835 256466 - email [email protected]
RAGAZZI, DONNE
SE LO SCHERZO NASCONDE
UNA CULTURA
A Potenza ci sono conversioni politiche in
corso. Su questo terreno è tutto molto relativo e strumentale. Poi ci sono i valori, i principi, la cultura. Una città governata dalla destra esprime e catalizza sempre più cultura
di destra. Si scherza sul web, ma non troppo.
E così la foto di minori viene postata su Fb,
nuova colonna infame per comunicare che
quella banda di mascalzoncelli, rei di aver
imbrattato i muri (ma la foto non dice nulla,
rende solo riconoscibili i minori dagli amici e
dalle famiglie), è stata fotografata da un cittadino attento e denunciata all'autorità giudiziaria. Punire e comunicare la punizione.
Ordine e disciplina. E anche ieri, nella giornata contro la violenza sulle donne, c'è chi,
oltre a organizzare convegni, ha deriso l'appuntamento, confondendo le questioni di genere con i reati, ottenendo anche la condivisione di militanti del partito di riferimento
del governo della città. Per non parlare del tiro a bersaglio contro chi la pensa diversamente. Il sindaco di Potenza prende le distanze dai toni aggressivi. Serve però non rinunciare a una cultura di valori democratici
condivisi. Sulla debolezza della sedimentazione di questi principi (Potenza è una città
di tradizione cattolica, che ha veicolato cose
buone ma anche derive moralistiche) cresce
il radicamento di una controcultura reazionaria. Che è un bel danno per la città. Un danno, a mio giudizio, maggiore del dissesto.
25 NOVEMBRE
La strage
che non si vede
Potenza e Matera
contro la violenza
sulle donne
GIACUMMO alle pagine 12,13 e 14
I protagonisti della vittoria di Matera2019: Agostino Riitano
Agostino Riitano
AMBIENTE
«Progetti su 3 dimensioni
con il cuore oltre l’ostacolo»
QUARTO a pagina 15
Rimborsopoli: Spese pazze 2009
Collaboratori fantasma
e fatture gonfiate
Oltre 20 indagati
Mollica, Napoli
e Salierno
Nuove accuse per i consiglieri in carica Mollica e Napoli
Contestazioni anche per la Salierno. “Salvi” i big De Filippo, Pittella e Folino
AMATO a pagina 10
IL CASO Gli equivoci nell’onda di ribellioni No Triv
De
Lorenzo
Eni o fondazione Eni? Il sindaco ne fa le spese
ACQUA INQUINATA DI FERRANDINA
Autobotti riempite
da serbatoi inquinati
Esposto
dei cittadini
alla Procura
Cittadini davanti al Comune
41126
771974
617259
LABANCA a pagina 6
POTENZA
Alla ricerca
della città normale
Dopo il default
Si moltiplicano iniziative popolari
per dare un senso d’identità
LORUSSO a pagina 8
MARTINO a pagina 17
a pagina 6
9
REFLUI A TECNOPARCO
Stop per un mese
Decisione della Regione
per consentire
ad Arpa di continuare
il monitoraggio
Ma i servizi latitano
E’ emergenza rifiuti
Tre domande al primo cittadino di Aliano, De Lorenzo
a pagina 30
Mercoledì 26 novembre 2014
RASSEGNASTAMPA
TESTATA INDIPENDENTE CHE NON PERCEPISCE I CONTRIBUTI PUBBLICI PREVISTI DALLA LEGGE N° 250/90
Mercoledì 26 novembre 2014
La Gazzetta del Mezzogiorno A 1,30
Con libro «Festeggiamo il Natale» A 8,00
LA GAZZETTA
DI
PUGLIA - CORRIERE
DELLE
Quotidiano fondato nel 1887
PUGLIE
www.lagazzettadelmezzogiorno.it
B A S I L I C ATA
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5470225 ([email protected]) - Vita Culturale 5470239 ([email protected]).
Abb. Post. - 45% - Art. 2 C 20/B L. 662/96 - Filiale Bari - tassa pagata - *promozioni valide solo in Puglia e Basilicata - Anno 127° Numero 325
TARANTO GIUNTA AL COMMISSARIO GNUDI LA PROPOSTA NON VINCOLANTE
NEL 2013 IL SERVIZIO È COSTATO 15 MILIONI DI EURO
Ilva, ecco la prima offerta
È di Mittal e Marcegaglia
Potenza, sui trasporti
indaga la Corte dei Conti
Nel mirino la spesa
INCISO IN GAZZETTA BASILICATA A PAGINA IV >>
Cordata multinazionale ufficialmente interessata
all’acquisto. Per la risposta concessi 30 giorni
PULLMAN Bus a Potenza
COLUCCI A PAGINA 11 >>
IL MINITEST REGIONALE L’EX PREMIER BENEDICE SALVINI («POTREI FARGLI DA REGISTA») E NON ROMPE L’INTESA CON RENZI SULLE RIFORME
DOMENICA INTRONA: IL CENTROSINISTRA VADA ALLE URNE
Slitta di un anno il canone Rai in bolletta. Lavoro: Pd diviso alla Camera
Il Papa al Parlamento europeo: «Patto tra generazioni contro la sfiducia»
290 sedi per il voto
in Puglia
Berlusconi, sì ai due Matteo Primarie
1200 volontari
DALLA PRESSIONE
FISCALE
ALL’OPPRESSIONE
FISCALE
SE LA RAPPRESENTANZA
VA IN CRISI NON RESTA
CHE LA LIBERTÀ OPEROSA
DI TUTTI GLI INDIVIDUI
di GIOVANNI VALENTINI
di TONIO TONDO
S
otto l’albero di Natale, quest’anno i contribuenti troveranno purtroppo un pacco di
tasse che non farà piacere a
nessuno e anzi guasterà le feste a molti.
Tari, Tasi, Imu, secondo acconto Ires e
Irap: una stangata fiscale senza precedenti nella storia nazionale e forse
internazionale. La rivolta anti-tasse
scattata in provincia di Bari, di cui la
“Gazzetta” parlava domenica scorsa in
prima pagina, è dunque più che giustificata e legittima.
Sorprende che un leader mediatico
come Matteo Renzi abbia sottovalutato
finora l’impatto traumatico che questa
concentrazione di tasse avrà sicuramente sullo stato d’animo dei cittadini,
proprio alla vigilia delle festività natalizie, mortificando la tradizionale
propensione allo shopping e ai regali.
Forse uno slittamento o una sfasatura
di date sarebbero stati quantomai opportuni e graditi. Così, nell’immaginario collettivo, si rischia di passare
dalla pressione fiscale all’oppressione
fiscale.
SEGUE A PAGINA 17 >>
P
overa regione Emilia-Romagna, un
tempo campione di senso civico.
Era il 1993 e il professore Robert
Putnam, dell’università di Harvard,
aveva completato la sua ricerca, durata 20
anni, sulla “Tradizione civica delle regioni
italiane”. Emilia-Romagna in Paradiso. Calabria, tragica metafora del Mezzogiorno,
all’Infer no.
SERVIZI ALLE PAGINE 2, 3, 4 E 7 >>
INTERVISTA «SUD IN RITARDO»
SEGUE A PAGINA 17 >>
PRIMARIE I tre candidati: (da sin.) Emiliano, Stefàno, Minervini
ARMENISE A PAGINA 9 - INTERVENTO DI INTRONA A PAGINA 17 >>
LEI HA CASA IN CENTRO. LA COPPIA ATTESA IN PUGLIA
E Passera lancia
la sfida a Renzi Felipe Massa
Col partito «Italia Unica»
l Il manager ed ex ministro
del governo Monti, Corrado
Passera, lancia «Italia Unica» e
sfida Matteo Renzi: «Con noi
quelli che stanno tra lui e Salvini».
CALPISTA A PAGINA 6 >>
dopo la Ferrari
con la moglie
a Polignano
CICCARONE A PAGINA 25 >>
REGIONE PUGLIA
Fondo per gli affitti
rifinanziato per 15 mln
SERVIZIO A PAGINA 11 >>
A MOLA DI BARI
«Nostro figlio pestato
a scuola dai compagni»
BUEN RETIRO A POLIGNANO Il pilota di F1 con Rafaela
GALIZIA A PAGINA 12 >>
RASSEGNASTAMPA
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - Quotidiano fondato nel 1887
Mercoledì 26 novembre 2014
www.lagazzettadelmezzogiorno.it
LA GAZZETTA DI POTENZA - LA GAZZETTA DI MATERA
Redazione Potenza: piazza Mario Pagano, 18 - Tel. 0971/418511 - Fax: 080/5502360 - Email: [email protected]
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LE ALTRE REDAZIONI
Siamo presenti a: Anzi, Brienza, Calvello,
Corleto Perticara, Francavilla in Sinni
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trim. Euro 90,00. Sola edizione del lunedì: ann. Euro 55,00; sem Euro 30,00. Estero: stesse tariffe più spese postali, secondo destinazione. Per info: tel.
080/5470205, dal lunedì al venerdì, 09,30-13,30, fax 080/5470227, e-mail [email protected] Copia arretrata: Euro 2,40. Tel 080/5470213
L’ALLARME DEL WWF
Il fiume Agri a secco
sta diventando deserto
SERVIZIO A PAGINA IX >>
IL CASO FERRANDINA, POMARICO E MIGLIONICO: DIVIETO DI USO POTABILE, MA ANCHE PER LAVARSI
Batteri nell’acqua
tre paesi accomunati
da paura e rabbia
I cittadini chiedono certezze sull’accaduto
L’ACQUA
CHE NON È
DI INTERESSE
NAZIONALE
di MIMMO SAMMARTINO
B
asilicata, terra di acque.
Terra che disseta comunità e territori dentro e
fuori dei propri confini.
Dire che le falde acquifere siano
una ricchezza, pare un’affermazione ovvia. E invece no. Intorno
all’acqua lucana accadono vicende torbide. A Ferrandina, Miglionico e Pomarico si combatte con
un nemico invisibile. Stavolta è
stata l’Arpab a lanciare l’allarme:
l’acqua, contaminata da batteri,
non si può bere e non può essere
utilizzata per lavarsi. Risultato:
scuole chiuse, esposti alla Procura, comitati di protesta. Anche Tito, di recente, ha conosciuto giorni
simili. Di ansia e di sete.
Per l’allarme scattato a causa
delle acque (radioattive?) a Tecnoparco, in attesa di capirne di
più, si è deciso di sospendere gli
sversamenti dei reflui provenienti
dai pozzi petroliferi della Val
d’Agri. Inoltre, mentre il resto
d’Italia annaspa sotto le alluvioni
(che non risparmiano periodicamente neppure il Metapontino), il
fiume Agri si riduce a un viottolo
secco. Senza ombra di vita. E torna alla mente la strana morìa delle
carpe nella diga del Pertusillo. Anche lì senza una diagnosi chiara.
«Chiare, fresche e dolci acque»,
cantava Petrarca 700 anni fa,
quando l’Italia era un’ipotesi. Oggi l’Italia esiste, ma in Basilicata le
acque bistrattate non paiono né
chiare, né fresche, né dolci. E, non
avendo i numeri del petrolio, in
base ai decreti di Roma, non sono
ritenute degne del titolo di cosa «di
interesse nazionale». Prosit.
l Scuole chiuse, summit e richieste di maggiore trasparenza e coinvolgimento dei cittadini. A Ferrandina, Miglionico e Pomarico il divieto di utilizzo per scopi alimentari
e igienici dell’acqua potabile ha
messo in movimento le tre comu-
nità, chiaramente disagiate per l’improvvisa contaminazione dell’acqua dal batterio denominato «clostridium». Si tratta di bacilli anaerobi che possono creare tossine. Come sono finiti nell’acqua potabile?
MIOLLA A PAGINA II >>
PROSCIUGATO Su lunghi tratti il fiume Agri è praticamente sparito
PISTICCI L’ARPAB RIBADISCE: «NESSUN RISCHIO PER LA PAVENTATA RADIOATTIVITÀ» POTENZA NEL MIRINO LA SPESA E LE CONTINUE PROROGHE DEL SERVIZIO COTRAB
Reflui del petrolio
La Corte dei Conti
Tecnoparco, stop ai tir indaga sui bus in città
Vertice alla Regione: alt
per un mese. L’azienda,
presente all’incontro,
ha dato la sua
disponibilità
POTENZA
Avis e Fidas
sull’accreditamento
si naviga a vista
l Reflui del petrolio a Tecnoparco: l’Arpab conferma che non c’è alcun rischio per la salute, ma in
attesa di ulteriori approfondimenti (sono stati interpellati anche Ispra e Università di Basilicata) è
stato deciso un mese di fermo del traffico di autobotti dirette all’impianto di Pisticci. La decisione è stata assunta collegialmente durante un
incontro convocato dall’assessore regionale
all’ambiente, Aldo Berlinguer.
SERVIZIO A PAGINA XIII >>
Solo nel 2013 sono stati
spesi 15 milioni di euro
per il trasporto pubblico
nel capoluogo. Del
bando nessuna traccia
FERROVIA MATERA-FERRANDINA
UN’OPERA NON PIÙ RINVIABILE
di FRANCESCO DI CARO
GIÀ SINDACO DI MATERA
I
PINTO A PAGINA III >>
POTENZA
Cementificazione
fosso Malvaccaro
«Rischio di frane»
LAGUARDIA A PAGINA VIII >>
TRENI Binario «morto»
l collegamento ferroviario della città di Matera a
Ferrandina costituisce
l’unica soluzione realistica e, allo stato, attuabile e
da attuarsi. Mediante la prosecuzione della Ferrovia Ferrandina-Matera verso Cerignola e Foggia lungo l’asta
bradanica, si attuerà un asse
di trasporti più veloce ed economico tra lo Jonio e l’Adriatico.
CONTINUA A PAGINA XIX >>
l La Procura regionale della Corte dei Conti ha
aperto un fascicolo sull’affidamento del servizio di
trasporto pubblico di Potenza al Cotrab. Un’indagine avviata mesi fa, prima della dichiarazione
di dissesto, con al centro le procedure per l’affidamento del servizio alla società, fatto in proroga
da molti anni, senza che vi sia stata fino ad oggi una
gara d’appalto. Nel solo 2013 per il trasporto pubblico sono stati spesi 15 milioni di euro.
INCISO A PAGINA IV >>
RASSEGNASTAMPA
1,30
Anno 91 n. 201
Giovedì 31 Luglio 2014
Odio gli indifferenti. Credo che vivere
voglia dire essere partigiani. Chi vive
veramente non può non essere
cittadino e partigiano. L’indifferenza è
abulia, è parassitismo, è vigliaccheria,
non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
Alcuni piagnucolano pietosamente,
altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano:
se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia
volontà, sarebbe successo ciò che è
successo?
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi
non parteggia, odio gli indifferenti.
L’Unità
è viva
Antonio Gramsci 11 febbraio 1917
RASSEGNASTAMPA
2 PRIMO PIANO
Mercoledì 26 novembre 2014
LA MANOVRA
STRATEGIE ANTI-CRISI DEL GOVERNO
I parlamentari 5 Stelle si sono presentati
in conferenza stampa bendati, con gli
occhi coperti da una striscia: «LicenziAct»
Riforma lavoro, sì della Camera
il testo ora torna al Senato
Nessun deputato dell’opposizione vota. Nel Pd 38 «dissidenti»
l ROMA. Il solo Partito democratico ha un «pattuglione» di 307 deputati. E invece
si fermano a 316, tra i risultati più «risicati» dell’era
Renzi, i sì al Jobs act in Aula
alla Camera: appena un voto
sopra la maggioranza assoluta.
Il provvedimento ora va al
Senato. Pesa soprattutto, oltre alle assenze giustificate,
la dissidenza di un gruppo di
oltre trenta deputati della minoranza dem: 29 firmano un
documento e non votano, due
dicono no, due si astengono,
altri cinque non partecipano
al voto. Ma c'è di più. A rendere tangibile l’immagine di
una maggioranza ridotta
all’osso, tutti i partiti di opposizione decidono di uscire
dall’emiciclo.
Al termine di un dibattito
animato e senza che il governo ponesse la fiducia sul
provvedimento, hanno votato
sì al Jobs act, più o meno
convintamente («Lo faccio
per disciplina», puntualizza
Bersani), 250 deputati del Pd,
su un totale di 307 membri
del gruppo. In 14 erano in
missione, 7 erano assenti
«giustificati» dal gruppo (tra
gli altri, per ragioni diame-
Le misure principali del Jobs Act
CONTRATTI
LICENZIAMENTI
WELFARE
SOLIDARIETÀ
CONTRATTI STABILI
Promozione del
contratto a tempo
indeterminato, rendendolo
più conveniente rispetto ad
altri tipi di contratto in termini
di oneri diretti e indiretti
NO REINTEGRO
Per i nuovi assunti
a tempo indeterminato
la possibilità di reintegro in
caso di licenziamento
disciplinare è sostituita dal solo
indennizzo,
AMMORTIZZATORI
1,5 miliardi di euro
aggiuntivi per i nuovi
ammortizzatori sociali.
Si punta anche sulle "politiche
attive" e su una maggiore
tutela della maternità
FERIE SOLIDALI
Confermata la
possibilità per il
lavoratore
che ha un plus di ferie di
cederle a colleghi che ne
abbiano bisogno per assistere
MENO TIPOLOGIE
Drastico riordino
dei tipi di contratto,
con l’abolizione delle forme
più permeabili agli abusi
e più precarizzanti, come
i contratti di collaborazione
SÌ REINTEGRO
Per i neoassunti torna
la possibilità di
reintegro per i licenziamenti
disciplinari “ingiustificati”,
le cui fattispecie saranno
specificate in un futuro decreto
delegato
SALARIO MINIMO
Resta l’obiettivo
di introdurre il
compenso orario minimo
anche
per i rapporti di collaborazione
coordinata e continuativa,
CONTRATTI SOLIDARIETÀ
Semplificazione del
campo di applicazione,
potenziandone l’utilizzo
in chiave “espansiva”,
per aumentare cioè l’organico,
riducendo l’orario di lavoro
e la retribuzione del personale
DEMANSIONAMENTO
Possibile in caso
di riorganizzazione
aziendale, ma con limiti
alla modifica
ALTRI LICENZIAMENTI
Per tutti resta il solo
indennizzo per quelli a
motivo economico e obbligo
di reintegro per i discriminatori
VOUCHER
Il ricorso ai voucher
viene esteso ma torna
il tetto dei 5.000 euro l’anno
ANSA
tralmente opposte, Enrico
Letta, Rosa Villecco Calipari,
Marco Di Stefano e Francantonio Genovese). E così, a
tirare le somme, risultano 33
i dem assenti ingiustificati
(circa il 10% del totale), 29 dei
quali – da Cuperlo a Bindi, da
Boccia a Fassina e D’Attor re
– hanno scelto il non voto
«PUNTA SOLO A LICENZIARE»
I fulmini di Vendola
contro il governo
l ROMA. «JobsAct tradotto in italiano: lavoro sporco. Governo
Renzi, precarizzare, demansionare, licenziare: sono questi i verbi della resa culturale alla destra». Così Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà, su twitter dopo il voto alla
Camera. E nella sua analisi, per Sel «i voti a favore del Jobs Act
sono stati 316, ad un voto dalla sfiducia. Si tratta del peggiore voto
per la maggioranza e, tra l’altro, su un provvedimento bandiera
per loro». «Sarebbe bastato un assente ed il governo non ce
l’avrebbe fatta», sottolinea Giorgio Airaudo che giudica «intollerabile il fatto che abbiamo deciso di portare in Aula il
provvedimento prima della legge di stabilità». «Il governo Renzi
non può pensare di governare con la forza dei numeri e senza
ascoltare il Paese», gli fa eco il capogruppo Arturo Scotto per il
quale «sul Jobs Act si registra nei fatti il restringimento maggiore della maggioranza che regge il governo: un dato che deve
far pensare Renzi anche in vista della legge di stabilità».
Per il coordinatore Nicola Fratoianni, «nel Pd ci sono stati
molti voti in difformità. E questo fronte contro il governo –
aggiunge – è sempre più largo. Lavoreremo per far fronte in Aula
e fuori». Sulla questione interviene il presidente della commissione Lavoro, Cesare Damiano (Pd): «L'approvazione del Jobs
act alla Camera è un fatto importante e positivo, che certifica
definitivamente i passi avanti compiuti nella commissione Lavoro con la votazione di ben 37 emendamenti». Damiano evidenzia come l’approvazione della riforma del mercato «avviene
senza il voto di fiducia: esito che non era scontato e che valorizza
il ruolo del Parlamento. I miglioramenti ottenuti intervengono
su punti di sostanza: l'articolo 18, il mantenimento delle retribuzioni in caso di cambiamento delle mansioni, la limitazione
nell’uso dei voucher, il controllo a distanza limitato agli impianti
e non alle persone, la possibilità di erogare la cig alle aziende che
pur avendo cessato l’attività hanno una prospettiva di ripresa
produttiva e la possibilità di congedi alle donne inserite nei
percorsi di protezione che riguardano la violenza di genere».
«Adesso – sottolinea l’esponente Pd – il nostro lavoro si concentrerà sui decreti delegati: un vero banco di prova che deve
vedere l’azione unitaria del Pd».
come arma per manifestare il
dissenso esplicitato in un documento.
Un sonoro no alla delega
lavoro del governo Renzi hanno deciso di esprimerlo Pippo
Civati e Luca Pastorino. Mentre altri due esponenti civatiani, Paolo Gandolfi e Giuseppe Guerini, si sono aste-
nuti. Una scelta in controtendenza
anche
rispetto
all’opposizione. Tant'è che i
no sono stati in totale appena
sei (Romano di FI, Pili e Fava
del Misto e Sberna di PI), gli
astenuti cinque (oltre ai civatiani, gli ex M5S Labriola,
Tacconi e Catalano).
Se i piccoli partiti della
maggioranza (Ncd, PI, Sc)
hanno puntellato il governo
senza contare tra le loro fila
assenze cospicue, ai partiti di
opposizione è riuscita invece
un’operazione
trasversale
inedita, alla quale ha lavorato soprattutto la diplomazia di Sel. Tutti fuori dall’Aula, berlusconiani e grillini,
vendoliani e leghisti: in totale - inclusi i dem – 260
deputati non hanno votato il
Jobs act.
I numeri emergono inediti
soprattutto nel confronto con
le fiducie ottenute dal governo Renzi alla Camera: al
suo insediamento, il 25 febbraio, i sì erano stati 378, i no
220, 1 astenuto; il 4 novembre
scorso sulla giustizia civile i
sì sono stati 353 sì, 192 i no.
I dissidenti della minoranza Pd fanno scendere la soglia un pelo sopra la maggioranza assoluta. Nessun
dramma sul Jobs act, provvedimento per il quale non
c'era bisogno di alcuna maggioranza qualificata, ma un
messaggio non rassicurante
sui prossimi voti di fiducia e
su altri provvedimenti, a partire dalla riforma costituzionale, che arriverà in Aula il
10 dicembre. E che non fa
presagire nulla di buono
neanche sul voto «campale»,
peraltro segreto, per il Quirinale.
I parlamentari 5 Stelle si
sono presentati in conferenza stampa bendati, con gli
occhi coperti da una striscia:
«LicenziAct».
Serenella Mattera
LA SCHEDA SARÀ IMPOSSIBILE AUTORIZZARE LA CIG IN CASO DI CESSAZIONE DEFINITIVA DI ATTIVITÀ AZIENDALE
Ecco come cambia l’articolo 18
consentito il controllo a distanza
l ROMA. Modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, chiarimenti sulla concessione degli ammortizzatori sociali, nuove norme sui controlli a distanza, superamento delle
collaborazioni coordinate e continuative, azzeramento del periodo di vacatio legis con l’entrata in vigore del provvedimento il giorno
dopo la pubblicazione in Gazzetta: sono le principali modifiche al Jobs act approvato dalla
Camera. Il disegno di legge che prevede cinque
deleghe al Governo tornerà ora in seconda
lettura in Senato con l’obiettivo di chiudere
entro il 9 dicembre e di approvare i principali
decreti delegati entro fine anno. Ecco in sintesi
cosa prevede il provvedimento:
CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI PER I
NEOASSUNTI -Arriva il contratto a tempo
indeterminato a tutele crescenti in relazione
all’anzianità di servizio per tutti i neoassunti.
Nel testo sono state introdotte alla Camera
modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori con la possibilità di reintegra nel posto di lavoro in caso di licenziamenti illegittimi
limitata non solo a quelli nulli e discriminatori
ma anche a «specifiche fattispecie» di quelli
disciplinari (legati al comportamento del lavoratore). Saranno i decreti delegati a stabilire
quali saranno queste fattispecie. Sui licenziamenti per motivi economici (esigenze aziendali) giudicati ingiustificati sarà previsto solo
l’indennizzo.
RIORDINO FORME CONTRATTUALI E
RAPPORTI LAVORO -L’obiettivo al quale si
vuole arrivare con il contratto a tutele crescenti è di farne la modalità normale di assunzione sfoltendo le decine di forme contrat-
tuali e le norme esistenti. Si punta alla creazione di un testo organico di disciplina delle
varie tipologie contrattuali e al «superamento»
delle collaborazioni coordinate e continuative.
MANSIONI FLESSIBILI E CONTROLLI A
DISTANZA -Si rivede la disciplina delle mansioni in caso di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale con l’interesse
del lavoratore alla tutela del posto di lavoro, della professionalità e delle condizioni di vita,
prevedendo limiti alla modifica dell’inquadramento. Il passaggio da una mansione all’altra diventa più semplice (con la
possibilità anche di demansionamento). Viene rivista anche
la disciplina dei controlli a distanza con la possibilità di controllare impianti e strumenti di lavoro.
RIFORMA CIG -Sarà impossibile autorizzare la cig in caso di cessazione definitiva di
attività aziendale (la Commissione lavoro della
Camera ha aggiunto la parola «definitiva» al
testo arrivato dal Senato). L’obiettivo è di assicurare un sistema di garanzia universale per
tutti i lavoratori con tutele uniformi e legate
alla storia contributiva del lavoratore. Saranno
rivisti i limiti di durata dell’indennità (adesso
il tetto è di due anni per la cassa ordinaria e di
quattro per la straordinaria) e sarà prevista
una maggiore partecipazione da parte delle
aziende che la utilizzano. Si punta alla riduzione delle aliquote di contribuzione ordinarie
(ora all’1,9% della retribuzione) con la rimodulazione delle stesse tra i settori in funzione
dell’effettivo impiego.
RIFORMA ASPI -La durata del trattamento
di disoccupazione dovrà essere rapportata alla
«pregressa storia contributiva» del lavoratore
con l’incremento della durata massima (per
ora fissata a 18 mesi a regime
nel 2016, ndr) per quelli con le
carriere contributive più rilevanti. Si vuole estendere l’Aspi
ai collaboratori fino al superamento di questo tipo di rapporto di lavoro. Per le persone
in situazione di disagio economico potrebbe essere introdotta dopo la fruizione dell’Aspi
una ulteriore prestazione eventualmente priva di contributi
figurativi.
RAZIONALIZZAZIONE INCENTIVI ALL'ASSUNZIONE E ALL'AUTOIMPIEGO -Si
istituisce inoltre un’Agenzia nazionale per
l'impiego e si punta a semplificare e razionalizzare le procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro al fine di ridurre
gli adempimenti a carico di cittadini e imprese.
L'obiettivo è svolgere tutti gli adempimenti per
via telematica.
NO VACATIO LEGIS -Legge e decreti delegati entreranno in vigore il giorno dopo la
pubblicazione in Gazzetta. Gli effetti degli interventi normativi saranno oggetto di un monitoraggio permanente da realizzarsi senza
maggiori oneri.
RASSEGNASTAMPA
PRIMO PIANO 3
Mercoledì 26 novembre 2014
Arrivano le risorse per fronteggiare il
virus Ebola, l’uso degli stemmi di Polizia
e Vigili del fuoco sarà a pagamento
LA DIRETTA
Segui gli aggiornamenti sul telefonino. Istruzioni a pag. 17.
Slitta il canone Rai
nella bolletta elettrica
Legge di stabilità, ancora più probabile la fiducia a Montecitorio
RENZI INCONTRA I FAMILIARI DELLE VITTIME DELL’AMIANTO
«Eternit, battaglia di civiltà»
l ROMA. «Questo non è uno dei
tanti faldoni che mi arrivano sul tavolo ma deve diventare una battaglia
di civiltà». Questo l’impegno che il
premier Matteo Renzi mette sulla vicenda Eternit incontrando una delegazione di Casale Monferrato.
Ma non si ferma qui la marcia
innestata dal presidente del Consiglio, che già era stato chiaro all’indomani della sentenza della Cassazione: infatti, lasciando Palazzo Chigi il portavoce dell’associazione dei
familiari vittime dell’amianto, Bruno Pesce, rivela come Renzi abbia
assicurato che «lo Stato si costituirà
parte civile se ci sarà un altro processo».
La giornata per la delegazione di
Casale era iniziata incontrando il
presidente del Senato Piero Grasso, il
quale aveva ricordato come «quello
dell’amianto e dell’eternit sia un problema nazionale» e come sia «un dovere dello Stato, e mio personale, stare vicino a tutti coloro che sono stati
colpiti da questo fatto così terribile»
per il quale «tante persone sono morte». Anche la presidente della Camera Laura Boldrini, che ha incontrato
i cittadini piemontesi in una riunione insieme con i presidenti di alcune
commissioni e dei rappresentanti di
Bagnoli (altro posto sotto scacco per
l’amianto), si è richiamata al senso di
protezione che lo Stato deve offrire ai
propri cittadini: «Mi auguro che possano tornare a casa con la consapevolezza che lo Stato c'è. Noi siamo
impegnati seriamente sulla prescrizione e sui reati ambientali».
I fronti aperti sono infatti due: prescrizione e legge sugli ecoreati. Sia
Grasso che Bodrini sul punto sono
stati chiari.
STIME ECONOMIA IN CRESCITA DAL PROSSIMO ANNO. MOODY’S: PENISOLA PIÙ VULNERABILE DI FRONTE AI MERCATI, NONOSTANTE LA BCE
Ocse: debito dell’Italia ancora su
toccherà il 133,5% del Pil nel 2016
l ROMA. E' un bene che l’Italia
ritardi il rientro del deficit per
dare priorità alla crescita, in fondo il governo Renzi sta facendo
passi avanti sulle riforme. Anzi
no: riforme e consolidamento dei
conti pubblici procedono a rilento, mettendo a rischio la crescita
futura e rendendo la Penisola più
vulnerabile di fronte ai mercati,
nonostante lo scudo offerto dalla
Bce. Il primo giudizio è dell’Ocse,
che prevede il ritorno dell’Italia
alla crescita nel 2015, sia pure
con un modesto +0,2% e con una
disoccupazione che viaggerà oltre il 12% ancora nel 2016. Il secondo dell’agenzia di rating
Moody's. La prima organizzazione mette l’accento sul bicchiere
mezzo pieno, e riflette in un certo
senso il pragmatismo e l'opportunità della politica. Mentre
l’agenzia americana, che un mese fa aveva ribadito il rating sull'Italia a Baa2 con prospettive stabili notando i progressi del Jobs
Act utilizza il linguaggio crudo
della finanza e mette in guardia
dal fare troppo affidamento sulla
Bce. Moody's non vede un sole
splendente all’orizzonte dell’economia globale. Parla di una ripresa graduale con vari rischi:
una «reazione disordinata dei
mercati» quando nel 2015 la Fed
darà una stretta monetaria; rischi geopolitici legati alla crisi
fra Russia e Ucraina; last but not
least, una delusione dalla Cina e
dall’Eurozona, dove «la volontà
della Bce di espandere il suo bilancio sostiene i rating», anche
se al momento l’arsenale è «limitato». È per questo che, nonostante rendimenti compressi
ai minimi record dalle attese per
acquisti da parte di Francoforte,
il «2015 Outlook» dell’agenzia
smorza gli entusiasmi: l’Italia,
con un debito da rifinanziare
l’anno prossimo pari al 29% del
Pil, «è uno dei Paesi dell’Eurozona più esposti» a un potenziale
cambiamento dei flussi finanziari che si avrebbe se l’umore dei
mercati dovesse virare verso una
maggiore avversione al rischio.
Vale anche per la Spagna, con un
20% circa. E con la Francia, l’Italia condivide la bacchettata per i
piani di riforme che restano «incompleti» e ambizioni «già ridimensionate»: un freno per la crescita futura, su cui pende la spada di Damocle del «crescente successo» dei partiti populisti e anti-europei, leggasi Front National e Movimento 5 Stelle.
Avvertendo che i Diciotto rischiano una «trappola della stagnazione» causata dai tassi reali
della Bce troppo alti, l'Ocse suona tutt'altra musica: per evitare
una deflazione, la Bce e i governi
devono stimolare la domanda.
Forse è l’attesa di un «QE» imminente da parte di Francoforte,
che comporterebbe quasi automaticamente l’acquisto di titoli
di Stato, a far propendere per uno
stop all’austerity: «Il ritmo di
riassetto strutturale dei conti
più lento, rispetto agli impegni
precedenti, proposto da Francia
e Italia nelle loro leggi di bilancio
2015, pare appropriato», si legge
nell’Economic Outlook. Giudizio positivo sulle riforme in Italia, «passi iniziali» che ora devono essere «portati avanti con
determinazione» per accelerare
la crescita. Priorità alla crescita,
insomma, pur con un debito pubblico dell’Italia che rappresenta
una «vulnerabilità significativa»
e che continuerà a crescere, al
130,6% del Pil nel 2014, al 132,8%
il 2015 e al 133,5% nel 2016».
Domenico Conti
l ROMA. Slitta la decisione sul canone Rai. Arrivano
risorse per fronteggiare il virus Ebola, gli enti creditori
potranno controllare nuovamente chi gli deve soldi ora considerati inesigibili e l’uso degli stemmi di Polizia e Vigili del
fuoco sarà a pagamento. Sono le ultime novità e le ipotesi
escluse dopo una giornata di esame a singhiozzo in Commissione Bilancio alla Camera sulla legge di stabilità: giornata condizionata dal voto sul Jobs Act.
Le novità per il pagamento della tassa direttamente nella
bolletta elettrica non rientreranno, come inizialmente annunciato, nella legge di stabilità, ma saranno rimandate a
tempi più lunghi. Una scelta arrivata direttamente da Palazzo Chigi, che ha così raffreddato gli animi su un provvedimento che sembrava ormai imminente. I dettagli, anche
sui tempi piuttosto stretti, li aveva forniti direttamente il
sottosegretario con delega alle Comunicazioni, Antonello
Giacomelli, confermando l'intenzione di non lasciare scampo agli evasori. Il canone Rai, aveva spiegato in mattinata il
responsabile del ministero dello Sviluppo economico, si dimezzerà, più o meno, ma saranno tutti a pagarlo, proprio
nella bolletta elettrica. L’importo scenderà quindi «plausibilmente» a 60-65 euro. In una partita che si intreccia anche
con la revisione della governance della tv pubblica, da Forza
Italia ed anche all’interno della maggioranza si sono levate
però immediatamente voci contrarie all’iniziativa, con Ncd
che non ha esitato a definirla una «vigliaccata» a danno dei
cittadini. «Questa non è una riforma contro nessuno», ha
chiarito Giacomelli. Sui tempi del canone in bolletta però
impossibile al momento fare previsioni, visto che Palazzo
Chigi stima quelli della manovra troppo stretti. Alla Camera
la legge di stabilità è ormai prossima al via libera della
Commissione Bilancio, atteso con ogni probabilità nella
giornata di oggi, per approdare in Aula secondo i tempi
previsti domani. Il governo non esclude il ricorso alla fiducia,
chiudendo la partita a Montecitorio entro il week end. Nella
settimana del primo dicembre il testo dovrebbe arrivare
dunque al Senato corredato delle modifiche più recenti.
Le ultime presentate dal governo riguardano in primo
luogo l'emergenza Ebola: per affrontarla vengono stanziati 5
milioni nel 2015 e altrettanti nel biennio successivo. Nel
dettaglio, 2 milioni nel primo anno e 2 milioni nel 2016-2017
saranno destinati al fondo per l’avvio dell’unità per alto
isolamento dell’ospedale Spallanzani di Roma. Sempre con
emendamento del governo viene «contingentato» anche il
settore dell’autostrasporto, con una serie di norme per favorire la legalità e il rispetto degli oneri fiscali e, in pratica,
per lottare contro le attività in nero. Alle tv locali potranno
essere invece concesse le frequenze tv non assegnate in gara
agli operatori nazionali, mentre una cabina di regia da
istituire entro il 30 aprile prossimo si occuperò della gestione
dei Fondi Ue per lo sviluppo e la coesione. Gli enti creditori
potranno riattivare controlli mirati sui crediti considerati
inesigibili, mentre Polizia e Vigili del fuoco potranno concedere il loro stemma a pagamento per sponsorizzazione e
contratti vari. Nessuna sanatoria in vista invece, almeno al
momento, per le sale scommesse. Oggi dovrebbe essere la
volta invece degli ultimi nodi da affrontare a Montecitorio, a
partire da quelli delle pensioni d’oro e dei patronati, in attesa
delle modifiche sui fondi pensione, sulla tassazione sulla
casa e sui tagli alle Regioni che saranno invece al centro
dell’esame del Senato.
Mila Onder
RASSEGNASTAMPA
6 PRIMO PIANO
Mercoledì 26 novembre 2014
INTERVISTA
«SUD IN RITARDO»
«Insistiamo su un uso del tutto diverso
fondi strutturali europei e soprattutto
IL PROGETTO DEL NUOVO PARTITO dei
sulla realizzazione di ferrovie e porti»
Passera: «I nostri elettori?
Quelli che sono tra Pd e Lega»
L’ex ministro lancia la sfida al premier con la sua Italia Unica
IL TERZO
INCOMODO
Corrado
Passera,
nella foto in
alto, ex
ministro del
governo di
Mario Monti
lancia la sua
sfida a
Matteo Renzi
ROBERTO CALPISTA
Dottor Passera lei ha sfidato
Matteo Renzi. Sinceramente,
ci crede?
Non solo ci credo, ma le dico senza
presunzione che la nostra sfida è
indispensabile per il Paese. Lo
confermano anche gli ultimi risultati elettorali con il fenomeno
abnorme dell'astensionismo. La
maggioranza degli italiani - quella
che io chiamo la maggioranza «silenziata» - non si ritrova in nessuna delle proposte politiche esistenti. Sta cominciando chiaramente a venir meno anche il cosiddetto «renzismo di necessità»,
quel fenomeno cioè in base al quale tanta gente si è rivolta a Renzi
convinta che fosse il leader giusto
per evitare il peggio. Dopo nove
mesi di governo gran parte di loro
ha capito che ci sono tanti annunci
e pochissima sostanza. Però si rifugia nell'astensionismo, non premia la cosiddetta opposizione, perché lì per ora non c'è nulla di credibile. Non a caso sia Renzi che
Berlusconi perdono dal 30 al 60%
dei loro consensi in Emilia Romagna e in Calabria rispetto alle
recenti Europee. Dunque c'è una
fetta rilevantissima di italiani che
sta tra Renzi e Salvini, che non ha
rappresentanza. Italia Unica si rivolge a loro.
In politica servono i voti. Li
avrà?
Il bacino elettorale al quale ci rivolgiamo è vastissimo. È fatto di
quegli italiani che non accettano il
declino, non si rassegnano a dover
per forza vedere i loro figli andare
all'estero, vogliono un Paese dove
merito, competenza, responsabilità siano le regole e non l'eccezione. Stiamo avendo riscontri importanti dal territorio, e dalla Puglia in modo particolare.
Italia Unica, il suo movimento, come si colloca?
Il nostro è un messaggio politico
rivolto a tutti, al di là dell'appartenenza partitica. Siamo alternativi a Renzi non per pregiudizio
ma perché la sua azione di governo è inconsistente se non dannosa. Un esempio? La legge di stabilità: prevede per ammissione
stessa del Tesoro una crescita dello 0,1 per cento. Lo 0,1 per cento!
Mentre ci sono dieci milioni di
italiani che sono senza lavoro o ne
hanno uno insufficiente. Quanto
all'opposizione, o è preda di radicalismi e di estremismi come la
Lega di Salvini che vuole uscire
dall'euro o i Cinquestelle di Grillo
che vogliono distruggere tutto, oppure è sbriciolata e priva di proposta come FI. Poi ci si stupisce se
gli italiani disertano le urne.
Non c'è rischio di un buco nell'acqua?
Il nostro consenso sarà deciso dagli elettori. La sfida di Italia Unica
è difficile, richiede una forte dose
di coraggio e temerarietà. Ma la
mia storia personale dimostra che
non ho paura delle sfide. Pensi alle
Poste, considerate irriformabili è
che invece con l'aiuto di tutti - personale, sindacati, funzionari - abbiamo risanato. Con l'Italia faremo lo stesso, a patto di accettare
cambiamenti veri.
Ci parli delle «Porte».
Sono tra le novità che fanno del
.
nostro un movimento che parte
veramente «dal basso», dalle tante
Italie che possono far grande il
Paese. Le Porte sono la via d'ingresso alla vita di Italia Unica senza dover pagare alcun pedaggio ai
signori delle tessere. Chi condivide il nostro programma e i nostri ideali entra a far parte a livello
territoriale del movimento (che a
gennaio diventerà partito per presentarsi poi alle elezioni comunali) e aiuterà anche a selezionare la
futura classe dirigente. Vogliamo
gente motivata e la risposta è andata al di là delle aspettative: 100
porte aperte e 50 in apertura!.
Sulla torre con Salvini, Berlusconi, Alfano e Fitto. Chi
butta giù?
La torre ha valore simbolico, è un
baluardo contro demagogia, incompetenza, superficialità. In
questo senso, deve fare da riferimento comune, non escludere.
Non butto giù nessuno per mostrarmi il più forte. Sono le loro
debolezze ad averci condannato alla mancanza di un’alternativa rispetto al Renzismo: dobbiamo unire gli sforzi per far ripartire l'Italia. Non a caso ci chiamiamo
Italia Unica. Per chi vuole dividere, fare il furbo puntando sulle
spinte estreme o su formule del
passato, su quella torre non c'è
posto.
Nel centrodestra si è aperta
la corsa alla leadership. C'è
anche lei?
Metto a disposizione la mia esperienza, la mia storia personale, le
mie idee, la mia dimostrata capacità di fare squadra. Ci vogliono
persone capaci di parlare sia la
lingua del privato che del pubblico, del profit e del non profit. C'è
bisogno di politica che sappia attirare le più forti capacità e generosità in tutti i campi. Non solo i
fedelissimi. Poi decidono gli elet-
tori.
Renzi ha detto che l’astensionismo è colpa anche dell'impopolarità delle Regioni.
Renzi ha un modo tutto suo di
scaricare responsabilità e individuare presunti «nemici». Detto
questo, ritengo che ci debba essere
un solo livello istituzionale intermedio tra Comune e Stato, più o
meno della grandezza delle grandi
aree metropolitane o delle grandi
province. Il resto - migliaia di entità intermedie mangiasoldi che
rendono tutto lungo e difficile - va
cancellato e con esso sprechi, inefficienze, sperpero di denaro pubblico. E stipendi di politici.
Se fosse presidente del Consiglio i suoi rapporti con i sindacati?
Ho avuto da manager e da ministro rapporti con loro di grande
rispetto. Così come per le rappresentanze delle imprese. In tanti
casi abbiamo collaborato, in altri
discusso duramente. Però è del
tutto sbagliata la strategia di Renzi. L'Italia è un grande paese e le
sue articolazioni sociali sono una
ricchezza, non un ostacolo. La visione populista del voler parlare
direttamente con i singoli e non
confrontarsi con rapprentanze robuste è un passo indietro nella
democrazia. Naturalmente senza
dare potere di veto a nessuno.
La sua cura choc per l'Italia?
I pizzicotti non bastano. Per ri-
IL VOTO ALLE REGIONALI RIZZETTO VA IN TELEVISIONE E IL LEADER LO «SCOMUNICA». LA SEN. FUCSIA ATTACCA LO STAFF COMUNICAZIONE
M5S, resa dei conti dopo il «crollo»
I ribelli accusano Grillo: colpa tua
l ROMA. Nervi tesi nel M5S all’indomani del voto delle Regionali. La lettura
rassicurante di Beppe Grillo che non giudica una debacle il 13% ottenuto in Emilia-Romagna e il 5% sfiorato in Calabria
non convince tutti; anzi, riaccende vecchi
rancori tra i parlamentari cinquestelle. Sul
banco degli imputati, stavolta, finisce proprio il leader genovese e, come tradizione
in casa pentastellata, la comunicazione. A
chiamare in causa Grillo è Walter Rizzetto:
il deputato friulano sfida il tabù della presenza nei talk show e va in tv per chiedere
ai vertici cinquestelle di «fare autocritica».
La televisione e la gestione delle presenze da parte dello staff di Casaleggio e
degli uffici stampa di Camera e Senato,
sono gli altri imputati per la disfatta 5S.
Insomma, è colpa di Grillo e della tv. L’analisi del voto nel M5S rischia di trasformarsi, ancora una volta, in una riflessione
tutta ad uso e consumo interna. La novità è
il livello dell’attacco di Rizzetto a Grillo.
Per i canoni pentastellati le parole del deputato friulano sono, a dir poco, blasfeme.
Basti pensare che, nel 2013, per la sola
apparizione in uno studio tv su Canale 5 il
senatore Marino Mastrangeli fu espulso e
quasi in diretta. I tempi sono cambiati e
Rizzetto, almeno per il momento, evita
l’espulsione, ma si becca una «scomunica»:
«La sua partecipazione in tv è stata a titolo
personale. Non rappresenta la posizione
del M5S, nè qualcuno gli ha dato questa
responsabilità», si legge in un post sul blog
TENSIONE ALTA Il leader del Movimento Beppe Grillo sotto accusa dopo la sconfitta elettorale
di Grillo.
La controreplica arriva a stretto giro:
«Caro Beppe, vorrei capire chi scrive i post
sul Blog e come mai non si firma – afferma
Rizzetto – dai feedback ricevuti mi pare
evidente che il problema ora sia più tuo che
mio...». Ma il «papa ligure» non replica.
Quanto alla tv, la battaglia è la stessa da
mesi. Al di là del «dogma» di Grillo" in base
alla quale c'è il divieto per i talk show, i
parlamentari criticano la gestione delle
presenze. «In tv vanno sempre gli stessi,
decisi da una cerchia di amici», è la lamentela di molti. La delusione per il voto
alle regionali dà la stura al malcontento di
tanti. La senatrice Serenella Fucsia ne ha
per tutti: su facebook scrive di «arrampicata sugli specchi», «negazionismo»,
«cerchi magici stellari». Soprattutto, attacca lo staff comunicazione con tanto di
pubblicazione sul web di «foto segnaletiche» dei componenti.
«Se il M5S paga il "nun semo politici", la
Lega riscuote il "saperci fare ed il fare vera
squadra!"», sottolinea. Poi attacca: «Meraviglia il diverso atteggiamento nei confronti della comunicazione», aggiunge.
«Gli ex responsabili Comunicazione di Senato e Camera, dopo le europee furono
invitati a posizionarsi altrove: Biondo per
direttissima fu spedito a far altro e Messora
non so bene dove e a far cosa. Adesso invece
sul gentilissimo, graziosissimo, ma fuori
ruolo Dott. Ing. Capo della Comunicazione
M5S Rocco, come si firma lui stesso, nessuno osa proferir parola. Non sarò mai io a
voler spedire Rocco&CO su qualche isola,
ma almeno un reset lo vogliamo fare prima
che sia troppo tardi?».
Teodoro Fulgione
mettere in moto l'Italia bisogna
mobilitare almeno 400 miliardi tra
soldi in tasca alle famiglie e alle
imprese, minori tasse e, soprattutto maggiori investimenti. Ovviamente per ciascuno di questi
obbiettivi indichiamo dove trovare le risorse e come essere in linea
con vincoli nazionali ed europei.
La Merkel? Le piace questa
Europa?
Mi piace l'Europa che ha riportato
pace e sviluppo lungo molti decenni alle nazioni. Non mi piace
l'Europa senza coraggio e con Stati
che scaricano a Bruxelles le loro
responsabilità. Abbiamo fin da
febbraio presentato un programma forte per favorire una nuova
fase di crescita comune. Purtroppo il nostro Governo ha del tutto
sprecato il semestre di presidenza.
E il Sud? Lei è spesso qui in
Puglia.
Ci chiamiamo Italia Unica anche
perché siamo convinti che ci salviamo e ci rilanciamo solo tutti
insieme. Il Sud ricorre spesso nelle nostre proposte e in particolare
noi insistiamo su un uso del tutto
diverso dei fondi strutturali europei. Concentriamoli su un grande programma di incentivazione
fiscale alla ricerca e all'innovazione - 15 miliardi e non i 300 milioni
del Governo che non cambiano
nulla - e, soprattutto, diamo al Sud
le ferrovie e i porti che possano
collocarlo come avamposto di tutta l'Europa al centro del Mediterraneo.
Mi convinca. Monti, di cui lei
è stato ministro, le tasse le ha
fatte impennare.
Le tasse vanno abbassate, il loro
livello è vicinissimo alla insostenibilità. Parlo particolarmente di
quelle sul lavoro e sulle imprese.
Per decenni in tanti si sono affannati a garantire che l'avrebbero fatto: i risultati sono sotto gli
occhi di tutti. Per questo noi proponiamo il dimezzamento dell'Ires e interventi parimenti significativi sull'Irap. Bisogna dire la
verità agli italiani: in tutta Europa
esiste una tassazione sugli immobili che serve a finanziare la spesa
degli enti locali in termini di servizi ai cittadini. Aver abolito l'Ici
fu il frutto di una scelta demagogica del governo Berlusconi,
che provocò buchi consistenti nei
bilanci comunali. Il governo Monti fu costretto a reintrodurre l'Imu,
i Governi successivi l’hanno peggiorata.
Lei è un uomo di indubbio
successo. Perché gettarsi nella bolgia della politica italiana?
In parte ho già risposto. Dopo decenni di attività sul fronte privato
e pubblico, ho deciso di dedicarmi
completamente all'obiettivo di rimettere in sesto il mio Paese. Con
idee, proposte, iniziative. Di ridare
una dignità alla politica e un futuro meno incerto ai nostri figli. È'
un compito entusiasmante che vale la pena perseguire. L'Italia può
giocarsi alla grande la sfida dell'innovazione e della globalizzazione. Si può fare, insomma. E se si
può, si deve. Ma la volontà di avere
grandi ambizioni deve essere di
tanti e a questo ora mi sto dedicando.
RASSEGNASTAMPA
PRIMO PIANO 7
Mercoledì 26 novembre 2014
LA VISITA UFFICIALE
26 ANNI DOPO GIOVANNI PAOLO II
GRANDE ENTUSIASMO
L’assemblea ha interrotto il discorso del
pontefice, applaudendo per ben tredici
volte. Ovazione alla fine dell’intervento
MA BERGOGLIO NON FA SCONTI
«Quale dignità potrà avere una persona che
non ha cibo o il minimo essenziale per vivere e,
peggio ancora, il lavoro che lo unge di dignità?»
«L’Europa ritrovi un’anima buona»
Papa Francesco a Strasburgo: «Il Mediterraneo non sia un cimitero di migranti»
Renzi sull’intervento del Santo Padre
«Discorso politico con la P maiuscola».
GIUSEPPE DIMICCOLI
l BRUXELLES. Quando papa Francesco, ieri
mattina, è entrato nell'Aula Blu del Parlamento
europeo di Strasburgo da tutti é stato accolto in
piedi con un fragoroso applauso. Lui, il papa
arrivato «dalla fine del mondo», con il suo stile
diretto e franco ha evidenziato tutte le criticità
che affliggono l'Europa e i suoi cittadini e
tracciando un percorso per invertire la rotta
esortando tutti «a lavorare perché l'Europa
riscopra la sua anima buona».
Non ha fatto sconti a un sistema che sembra
non comprendere pienamente le difficoltà eistenti. «Un mondo sempre più interconnesso e
globale e perciò sempre meno "eurocentrico" ha detto papa Bergoglio - . A un'Unione più
estesa, più influente, sembra però affiancarsi
l'immagine di un'Europa un po’ invecchiata e
compressa, che tende a sentirsi meno protagonista in un contesto che la guarda spesso
con distacco, diffidenza e talvolta con sospetto».
Francesco consapevole dell'importanza del
luogo in cui ha tenuto il suo discorso (vi era già
passato 26 anni fa Giovanni Paolo II) nel
messaggio nel libro d'onore lasciato di suo
pugno ha auspicato che l'istituzione che rappresenta oltre 500 milioni di cittadini di 28 Stati
«sia sempre più la sede dove ogni membro
conosca e faccia sì che l'Europa, consapevole del
suo passato, guardi con fiducia al futuro, per
vivere con speranza il presente».
Martin Schulz, presidente del Parlamento, lo
ha ringraziato per aver accettato un invito che
ha offerto una sferzata di coraggio ad una
Europa che arranca schiacciata da una crisi che
attanaglia troppi. In Aula anche il premier
italiano Matteo Renzi e il presidente della
Commissione europea Jean-Claude Juncker.
A STRASBURGO
Papa Francesco
davanti al
Parlamento europeo
STRASBURGO Matteo Renzi loda l’intervento
«straordinario» del Papa, un discorso «politico con la
P maiuscola», che condivide «profondamente», «un
regalo» al semestre di presidenza italiano. Inizia di prima mattina la sua giornata al Parlamento di Strasburgo, riunita in una sessione incredibilmente ricca, tra la
prima storica visita del Santo Padre, la presentazione
del tanto atteso piano di investimenti da parte di Juncker e il dibattito sulla mozione di sfiducia ai danni dello stesso Presidente della Commissione. Nel momento in cui la Presidenza italiana volge al termine, Renzi
chiede a tutti «un sovrappiù di speranza», necessaria
se si vuole rilanciare il sogno europeo, se «non si vuole perdere la sfida di un’intera nuova generazione». Il
premier chiarisce che il piano Juncker «non riguarda il
bene di un Paese, ma il futuro di tutta l’Europa». Quindi cita Galileo: «Qualcosa si muove: un grande italiano, Galileo, lo diceva su cose più serie. Io lo dico sull'Europa. Anche se può sembrare strano citarlo nel
giorno della visita del Papa». Poi condivide con il Santo Padre il giudizio critico sui «tecnicismi burocratici
delle istituzioni europee» che sembra abbiano oscurato «i grandi ideali che hanno ispirato l’Europa».
Proprio Francesco, interrotto per ben 13 volte
dagli applausi durante il suo discorso pronunciato in italiano - almeno una volta la lingua
di Dante non é stata discriminata - in merito alla
cronica mancanza di lavoro e discriminazioni
ha raggelato tutti andando dritto al cuore del
problema «quale dignità può mai avere un uomo
o una donna fatto oggetto di ogni genere di
discriminazione? Quale dignità potrà mai trovare una persona che non ha il cibo o il minimo
essenziale per vivere e, peggio ancora, il lavoro
che lo unge di dignità?».
Il pontefice, continuando nella sua analisi, ha
evidenziato il senso di smarrimento e solitudine
dell'Europa definedola come «una delle malattie
che vedo più diffuse oggi». E per offrire la cifra
umana di tutto questo: «la si vede particolarmente negli anziani, spesso abbandonati al
loro destino, come pure nei giovani privi di
punti di riferimento e di opportunità per il
futuro; la si vede nei numerosi poveri che
popolano le nostre città; la si vede negli occhi
smarriti dei migranti che sono venuti qui in
cerca di un futuro migliore». Papa Bergoglio,
inoltre, ha aggiunto che «accanto al processo di
allargamento dell'Ue è andata crescendo la
sfiducia da parte dei cittadini nei confronti di
istituzioni ritenute distanti, impegnate a stabilire regole percepite come lontane dalla sensibilità dei singoli popoli, se non addirittura
dannose. Da più parti si ricava un'impressione
generale di stanchezza e d'invecchiamento, di
un'Europa nonna e non più fertile e vivace».
Un passaggio forte, inoltre, é stato quello sulle
radici cristiane esortando l'Europa a «fare
tesoro delle proprie radici religiose, sapendone
cogliere la ricchezza e le potenzialità». Poi
l'attualità: «numerose ingiustizie e persecuzioni
che colpiscono quotidianamente le minoranze
religiose, e particolarmente cristiane, in diverse
parti del mondo». L'affondo: «Comunità e persone che si trovano a essere oggetto di barbare
violenze: cacciate dalle proprie case e patrie;
vendute come schiave; uccise, decapitate, crocefisse e bruciate vive, sotto il silenzio vergognoso e complice di tanti».
Tra i ragionamenti anche quello sulla «famiglia unita, fertile e indissolubile porta con sé
gli elementi fondamentali per dare speranza al
futuro. Senza tale solidità si finisce per costruire sulla sabbia, con gravi conseguenze
sociali» e la necessità di non accettare che il
Mediterraneo sia un cimitero «sui barconi che
giungono quotidianamente sulle coste europee
ci sono uomini e donne che necessitano di
accoglienza e di aiuto». Bergoglio, dopo il
Parlamento, ha fatto visita al Consiglio d'Europa affrontando i temi del terrorismo «religioso e internazionale».
[email protected]
RASSEGNASTAMPA
16 LETTERE E COMMENTI
Mercoledì 26 novembre 2014
LETTERE ALLA GAZZETTA
Quotidiano fondato nel 1887
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Il problema della persona disabile
è un problema di tutta la collettività
L
a Gazzetta del Mezzogiorno, attraverso l’importante nota del suo collaboratore, dr. Michele Pacciano, ha confermato, ancora una volta, di essere sempre attenta alle battaglie per i diritti dei più deboli ed ha
sollevato, con fermezza, il problema cercando di invitare le Istituzioni ad effettuare un prezioso decisivo
intervento per la sua soluzione. A sostegno di questo
invito, che ha un grande fondamento giuridico, mi corre
l’obbligo di specificare quanto sancito, con saggezza,
dalla Suprema Corte di Cassazione III Sezione Penale
con sentenze n. 3376 del 17/11/2001 e n. 3508 del
17/12/2001, secondo le quali : “i problemi del disabile
non possono essere oggi considerati come problemi
individuali, bensì vanno assunti dall’intera collettività”.
Orbene alla luce di quanto affermato “in diritto”,
viene da chiedersi perché nei Bilanci dello Stato, delle
La storia
recente
dei «Sassi»
Mi complimento per i due fondi dedicati ai Sassi di Matera dalla Gazzetta
del Mezzogiorno di oggi, dai quali esce
una lettura profonda e non stereotipa
(“fascino selvaggio e primitivo”) del valore storico-ambientale e socio-culturale
dei due antichi Rioni materani.
Per completezza d’informazione, credo
però sia opportuno aggiungere, alla ricostruzione della vicenda del “riscatto”
dei Sassi negli ultimi 50 anni, fatta da
Lino Patruno, la considerazione che segue.
Un’importante scommessa sul futuro
dei Sassi (forse la più importante), fu
quella vinta nel 1977, allorchè ad esito di
un Concorso Internazionale d’Idee (ed in
alternativa ad una fortissima voglia di
“museicizzazione” complessiva), fu sancita la scelta politico-culturale di riportare la vita nei Sassi degradati ed abbandonati, perché “una città viva, abitata
ed usata è il migliore e più efficace museo
di sé stessa” (Tommaso Giuralongo).
A quella scelta fece seguito una legge
speciale (l’ultima, la 771 del 1986), che
destinò risorse significative finalmente
al recupero ed alla rivitalizzazione dei
Rioni Sassi, riconquistandoli alla dignità
di “centro storico” della città di Matera, e
mettendo da parte quindi le ricorrenti
feticizzazioni trogloditiche.
Dalla fine degli anni ’80, con i Piani di
Recupero attuativi di detta legge speciale,
è ricominciata pazientemente la storia
dei Sassi contemporanei, avendo quale
protagonista la stessa comunità materana che quei Sassi è ritornata ad abitare ed
usare, con un uso appropriato, parsimonioso e centellinato delle risorse pubbliche, ma anche private, disponibili.
E’ seguito, in sequenza temporale, ma
anche culturale e “logica”, il riconoscimento di valore dell’UNESCO (1993), ed
oggi il riconoscimento che Matera antica
è pronta ad ospitare gli abitanti (e/o visitatori) culturali della Capitale Europea
della Cultura 2019.
Arch. Lorenzo Rota
presidente INU/Basilicata
Matera
Il balletto
delle nomine
nella sanità
Enzo Pugliese
Presidente Centro Studi Volontariato “Torre Pelosa”
Torre a Mare (Bari)
Lecce, Bari
Miccoli
e Moccoli a chi
Puglia, affluenza
primaria
e voto secondario?
Dopo essere stato l’anno scorso di
esempio al Lecce ora è il Bari che deve
prendere esempio dalla squadra salentina arrivata a pochi passi dalla capolista
del suo girone di Lega Pro.
Esempio dal Lecce che spesso è costretto a giocare senza Miccoli mentre il
Bari dopo un terzo di campionato è a dieci
punti dalla capolista con una serie di
Moccoli verso l’ex allenatore che l’ha cacciato in un mare di guai.
Dopo il voto in Emilia-Romagna e in Calabria Renzi ha affermato trionfante che
la scarsa affluenza alle urne (mai così
bassa come domenica) è un fatto secondario. Emiliano, Minervini e Stèfano
hanno subito toccato ferro pensando a
domenica prossima quando toccherà a
loro. Temono che la scarsa affluenza diventi un elemento primario mentre il
voto a loro nelle primarie diventi per gli
elettori un fatto secondario. Purtroppo
Emiliano non può contare su San Nicola
già impegnato con il Bari. Si aspetta di
più da San Severo dove si è accasato alcuni mesi fa.
Vittorio Torelli
Bari
Ancora una volta il balletto delle nomine dei direttori generali delle asl conferma, solo se ce ne fosse bisogno, l’onnipresenza della politica nella sanità.
Prima il ritardo della valutazione di metà
mandato, poi la ridda di notizie su conferme, promozioni e bocciature (salvo
tutti i prevedibili ricorsi, dato che in Italia niente è definitivo). L’ultima è che si
dovrà aspettare ancora un po’. E per quale grave motivo? Non tanto per le prossime elezioni regionali, che potrebbero
sovvertire tutto per via dello spoils
system, quanto perché incombono le primarie del centrosinistra, che, essendo ancora detta coalizione a governare, qualcosa potrebbe cambiare nei rapporti di
forza tra gli alleati (a dire il vero alquanto
litigiosi).
Le lettere vanno indirizzate a
La Gazzetta del Mezzogiorno
Viale Scipione l’Africano 264, 70124 Bari
[email protected]
fax 080/54.70.442
L
Regioni, delle Province, delle Aree Metropolitane, dei
Comuni, non si mettono i fondi necessari per consentire
un’adeguata e dignitosa assistenza alle famiglie che
hanno a carico persone con disabilità grave?
Non è possibile considerare le Istituzioni come sinonimo di tasse e soprusi. Le Istituzioni devono avere la
capacità di mediare e di trovare soluzioni che prediligano il sociale nella logica di Governo. La gente è
esausta e ci sono casi, sempre più frequenti, di gesti
estremi di genitori che decidono di portare con loro
(leggi “togliere la vita”) in un ultimo atto di protezione
che si realizza, come straordinariamente scolpito dal
sig. Biasi, in una sua nota (Gazzetta : “la tragedia di S.
Fele nel Potentino”), nel suo “orribile contrario”, quanto di più prezioso hanno : i figli. Perciò le famiglie
invocano fatti concreti e così, dopo i tagli indiscriminati
dei fondi destinati ai cittadini disabili non autosuf-
ficienti, la discesa in piazza dei malati di Sla ha fatto
correggere il tiro, facendo triplicare tali fondi. Dice bene
Michele che “non vogliamo la ribalta dei disabili, belli di
fama e di sventura, capaci all’occorrenza di strappare
qualche lacrima di ammirazione o di carità.” Quello che
si chiede alle Istituzioni è una reale e concreta presa in
carico di chi ha estremo bisogno, atteso proprio il principio giuridico : “Disabilità = (leggi : uguale) Problema
della Collettività (o più propriamente Stato). La realtà è
che mentre negli altri paesi europei si opera per migliorare tali difficili condizioni, in Italia i continui tagli
alla sanità e alla spesa sociale riducono sempre di più le
risorse e le attenzioni verso i malati, i disabili e i loro
congiunti. E così le famiglie sono destinate a restare
sempre più sole con i loro drammi e le loro speranze per
il futuro. Vorremmo invece che le Istituzioni sia al
vertice che in periferia comprendessero e capissero.
Vorremmo sperare che quella democrazia dei diritti in
cui crediamo e per cui lottiamo, apra le porte dell’accoglienza e riconosca “i diritti inviolabili dell’uomo”
(artt. 2 e 3 della nostra Costituzione) nei quali rientrano
i percorsi di vita delle persone con disabilità grave.
Giuseppe Gragnaniello
Terlizzi (Bari)
Vito Trione
Bari
Nicola e Conte
riecco i tifosi
subito in delirio
Nel delirio adulatorio nel quale amano
sempre cadere certi tifosi del Bari (non
solo loro) molti dicono di aver scoperto in
Nicola singolari, confortanti analogie
con Antonio Conte. Per carità, smettiamola. A giugno, vinto il Campionato potremmo ritrovarci senza allenatore – trattati come una Juventus qualsiasi – con
Nicola in viaggio verso lidi più prestigiosi e noi costretti a cercare un altro
Mister, un secondo Capitano di Sventura.
Una donna
vola più in alto
del Presidente
Conoscendolo, diciamo la verità, Renzi
ha una punta di invidia per chi vola più
alto di lui, ora per l’astronauta Samantha
Cristoforetti lanciata domenica nello
spazio.
Più che rilanciarlo molti italiani vorrebbero lanciarlo nell’ospizio. Peccato
che non abbia ancora l’età.
Venanzio Traversa
Bari
Tonio Vurro
Bari
Le lettere, di lunghezza non superiore alle 15 righe, devono indicare nome, cognome, indirizzo
e numero di telefono del Lettore.
Le lettere anonime non saranno pubblicate.
Sarà invece rispettata la volontà di quei Lettori che, in casi eccezionali chiederanno
la riservatezza pur indicando le loro generalità.
preferito dalla maggioranza degli italiani, che si sentono age elezioni regionali in Emilia-Romagna e Calabria
grediti da una tassazione degli immobili quasi predatoria, ora
hanno evidenziato un cortocircuito della democraestesa anche agli inquilini, non solo ai proprietari. Chi non va
zia. Il 40% degli elettori fa dell’astensionismo il primo
a votare è accecato dalla rabbia e ha perso la fiducia nelle
partito, sarebbe autolesionistico negarlo, in partiIstituzioni.
colare per il Centrosinistra. Uno schiaffo alla politica e all’anSullo sfondo di questi argomenti, mentre si avvicinano le
tipolitica allo stesso tempo, un avviso ai naviganti, nessuno
Primarie pugliesi di domenica 30 novembre, si fa avanti una
escluso.
riflessione che è più che altro un appello a tutte le componenti
Si è verificato un fenomeno che ha origine certo nella lunga
del Centrosinistra. Innanzitutto ai cittadini della nostra recongiuntura economica negativa, ma non solo. La crisi morde
e fa salire vertiginosamente i numeri del lavoro che non c’è.
di ONOFRIO INTRONA gione, che sono chiamati ad esprimersi con le Primarie per
scegliere il candidato Presidente cui affidare la guida dei
Veder crescere i disoccupati e i mai occupati, soprattutto al
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE PUGLIESE
progressisti. Un’annotazione particolare sento di rivolgere ai
Sud, porta i cittadini ad allontanarsi dalla partecipazione
democratica, per sfiducia nelle politiche che l’Italia e l’Europa hanno messo in campo tre candidati, esprimendo apprezzamento per essersi finalmente avviati negli ultimi giorni
a un dialogo corretto coi cittadini, fondato sull’analisi, sulle proposte e sui programmi per
finora.
Ma disertando le urne, gli elettori hanno voluto protestare anche contro interventi e la Puglia che vogliamo costruire. Si tratta di tre candidati affidabili. Emiliano arriva dalla
misure che latitano in Europa o che sono insufficienti. In assenza di riforme strutturali, non positiva ed esaltante esperienza di dieci anni di buon governo della più grande città della
regione. Così come gli ex colleghi di Giunta, Minervini e Stefano, sono ottimi amci potrà essere nuovo sviluppo e le sole strategie monetarie non bastano.
Malgrado questo, sbaglia ancora il Premier quando attribuisce la disaffezione dei ministratori pubblici che rappresentano una garanzia di qualità e di capacità per l’intera
cittadini allo scarso appeal delle Regioni. Il disagio della gente è dovuto soprattutto alla Puglia. Tutti e tre i candidati possono diventare tre validi Presidenti. E soprattutto, in questi
spaventosa crisi economica ed anche a una pressione fiscale che da qualunque soggetto ultimi giorni prima delle Primarie dobbiamo sentirci mobilitati perché il popolo del
pubblico arrivi incide sempre più pesantemente sulle famiglie e sulle imprese. E il Centrosinistra vada convinto e motivato alle urne. Il dato dell’affluenza alle Primarie del
paradosso è che tutti i Governi nazionali, da Berlusconi a Monti, a Letta ed ora a Renzi, 2014 può e deve rappresentare un ottimo viatico per il successo della coalizione alle elezioni
hanno delegato sempre più competenze alle autonomie regionali (sanità, welfare, trasporti, regionali di primavera.
Dobbiamo essere consapevoli che la “bella” Puglia di questi dieci anni potrà crescere
agricoltura, formazione professionale…), ma nello stesso tempo hanno tagliato verticalmente i trasferimenti finanziari a Regioni e Comuni, tanto da costringere gli Enti Locali ancora con le politiche che il Centrosinistra saprà certamente realizzare anche nel
ad inasprire al massimo le proprie aliquote fiscali, pur di far fronte ai compiti. I con- prossimo quinquennio, assicurando nuova e stabile occupazione a giovani e lavoratori,
tribuenti sono letteralmente circondati da una crescita esponenziale della leva fiscale. Il garantendo servizi di eccellenza alle famiglie e alle imprese, consolidando i risultati che ci
peso delle tasse è asfissiante: a quelle sui redditi, sugli acquisti, sui commerci, si aggiunge hanno reso una regione moderna, attrattiva, colta, intelligente e conosciuta in tutto il
la sbornia di sigle (ICI, IMU, TARSU, TARES, TARI, TASI) dei balzelli sulla casa, il bene mondo. Una vera Regione d’Europa.
SCENARIO ESPLOSIVO
TRA TASSAZIONE
E DISOCCUPAZIONE
RASSEGNASTAMPA
LETTERE E COMMENTI 25
Martedì 25 novembre 2014
DE TOMASO
Lo sciopero elettorale...
>> CONTINUA DALLA PRIMA
M
atteo Renzi può consolarsi
con la vittoria del Pd. Ma è
la classica vittoria di Pirro,
ottenuta mentre il grosso
degli elettori ha optato per la ritirata. Di
questo passo, dicevamo, saranno ancora
più estreme le forme di insofferenza da
parte dell’opinione pubblica.
Un tempo, quando la tassazione complessiva era lontana dagli attuali livelli di
confisca, si votava col cuore e con la testa.
Oggi si vota quasi esclusivamente con il
portafogli. E siccome la classe politica, al
centro e in periferia, non fa altro che
prelevare danaro per sostenere non i
servizi sociali, ma una struttura di potere
degna di un Paese sovietico, ai poveri
votanti non resta che decretare lo sciopero elettorale, nella speranza che le
varie nomenklature invertano l’andazzo,
non soltanto per dare un sollievo ai
contribuenti, ma soprattutto per liberare
risorse che le singole persone potrebbero
destinare alle attività produttive. Checché ritenga il buon presidente del Consiglio, non sono i governi a creare ricchezza, bensì i produttori, cioè gli imprenditori e i lavoratori. I governi, quasi
sempre, si distinguono nel dilapidare
ricchezza, nel prelevare quel «plusvalore»
al centro degli studi di Karl Marx
(1818-1883). Forse non ha tutti i torti chi
osserva che se, anziché con i capitalisti-imprenditori «sfruttatori», il filosofo
di Treviri se la fosse presa con i governi
«ingordi», la sua lezione avrebbe assunto
una validità universale, fuori dai confini
del tempo.
Sono in molti, dopo l’affluenza choc alle
regionali in Emilia-Romagna e Calabria,
a ritenere che se si fosse votato alle
politiche, probabilmente il dato della
(scarsa) partecipazione non sarebbe risultato così clamoroso. Forse. Più delle
Province, da sempre, le Regioni rappresentano le istituzioni meno apprezzate
dai cittadini. Del resto, i numeri non
hanno bisogno di particolari esegeti:
l’exploit del debito pubblico coincide con
l’entrata a regime della riforma che, nel
1970, introdusse i venti staterelli. E il
superdebito costituisce la causa primaria
del prelievo fiscale record, un elemento
che alleggerisce le tasche degli italiani
più dell’infinito bollettino degli scandali.
Di qui la reputazione, tutt’altro che esaltante, delle Regioni nelle case dei cittadini.
Ma lo sciopero del voto dell’altro ieri ha
tutta l’aria di annunciare una sorta di
preavviso alla classe dirigente: adesso si
protesta non votando, in futuro si potrebbe protestare non pagando (le tasse).
D’altronde, avvisaglie in tal senso già si
avvertono in qualche Comune. E, si sa,
che in questa materia basta poco per
appiccare un incendio.
La classe politica tende a sottovalutare
la questione fiscale nella speranza che la
ripresa del Prodotto interno lordo possa
ridare fiducia a tutti. Ma il Pil non dà
segnali di rilancio, anzi viene da chiedersi qual è la condizione del Prodotto
netto della nazione, visto che nel Prodotto
lordo è compresa anche la spesa improduttiva.
Renzi ha trasferito buona parte dei
compiti di riscossione impositiva dallo
Stato agli enti locali, con la conseguenza
che le addizionali locali sono salite alle
stelle e le abitazioni delle famiglie costano meno di un viaggio di nozze. Indifferente all’incredulità generale, il governo intende fare cassa col canone te-
levisivo, probabilmente l’imposta più avversata in circolazione. L’obiettivo dichiarato è combattere l’evasione, l’effetto
pratico sarà raccattare quattrini con le
bollette elettriche delle seconde e terze
case, anche se quest’ultime fossero sprovviste di teleschermi.
Silvio Berlusconi era partito con l’idea
di snellire lo Stato, ma strada facendo non
solo se n’è dimenticato, ma ha dato il suo
valido contributo all’aumento della spesa
pubblica, tanto che negli ultimi anni il
problema Fisco è pressoché sparito dalla
sua agenda, per ricomparire a intermittenza e senza convinzione in situazioni particolari.
Beppe Grillo aveva esordito con unprogramma radicale di rinnovamento,
lasciando in sospeso il tema delle tasse.
Della serie: via chi comanda da 20 anni,
ma i balzelli possono restare. Ma ai
cittadini sta a cuore più il rinnovamento
delle politiche che il ricambio dei politici.
Di qui l’inizio della discesa anche per il
movimento pentastellato.
Rimane Matteo Salvini, forse il vero
vincitore del minitest emiliano. Salvini
ha realizzato il miracolo, grazie alla memoria corta degli italiani. Non solo è
riuscito a oscurare le bravate di Umberto
Bossi e relativo cerchio magico di famigli,
ma è riuscito innanzitutto a far dimenticare le responsabilità della Lega nella
sbornia per il federalismo. Il che aveva
portato alla Riforma (2001) del Titolo
Quinto della Costituzione: una babele di
competenze e di sovrapposizioni fra Stato
e Regioni che ha innalzato vieppiù il
vulcano del debito pubblico.
Qui la tragedia e la farsa si rincorrono
senza fermarsi mai.
Giuseppe De Tomaso
[email protected]
CROCCO
Morti come in guerra
>> CONTINUA DALLA PRIMA
E
per richiamare l’attenzione a un maggiore sostegno per
i familiari delle vittime che devono sopravvivere con il
dolore. Questa Giornata internazionale è anche l’occasione per richiedere maggiore impegno a livello nazionale e internazionale per ridurre il tragico costo delle morti e
delle lesioni sulle strade di tutto il mondo.
Le strade sono indispensabili: collegano il mondo, consentono
gli scambi, trasportano il cibo e l’ energia per la vita. Ma le strade
possono anche toglierla, la vita. Nel mondo, le persone scomparse
a causa di incidenti sulla strada sono annualmente 1,2 milioni, di
cui 260mila bambini. Grazie alle nuove tecnologie e alle campagne
di prevenzione, i decessi si sono ridotti, drasticamente, a 26mila
nell’Unione europea e a 3.385 in Italia dove le strade sono sempre
più sicure. Con una media di 56 morti per ogni milione di abitanti,
il nostro Paese risulta al 14° posto nella graduatoria europea,
dietro Regno Unito, Spagna, Germania e Francia. Dal 2001 al 2013
il numero delle vittime della strada si è ridotto in Italia del 52 %.
È un numero destinato a scendere ulteriormente grazie alle strade
più sicure e ai veicoli sempre più intelligenti. Ma per vincere la
sfida della sicurezza stradale occorre prevenire, reprimere i
comportamenti sbagliati e puntare sempre più sulla ricerca
tecnologica, confrontandosi con le migliori esperienze degli altri
Paesi del mondo nel settore delle strade.
È quanto si farà a Roma, il 27 e 28 novembre, nel corso del XXVII
Convegno nazionale dell’Associazione mondiale della strada
(World road association) che comprende, oltre all’Italia, altri 120
Paesi. Sarà un’occasione per condividere quanto di meglio si è
fatto in Italia e nel mondo per ridurre morti e incidenti sulle
strade.
Il continente con le strade più sicure è l’Europa, dove il numero
di morti dal 2001 ad oggi è più che dimezzato. Il Paese con le strade
più sicure del mondo è la Svezia: qui il numero dei morti è calato
a 264 l’anno, crollando di quattro quinti rispetto al 1970, nonostante da allora il parco macchine sia raddoppiato. Il Paese più
pericoloso al mondo è invece la Repubblica domenicana dove ogni
anno, su 100mila automobilisti, 40 non rientrano a casa.
Alcuni mesi fa una delegazione di funzionari del traffico di New
York è atterrata a Stoccolma per capire i segreti del successo
scandinavo. Hanno scoperto che in Svezia la costruzione di nuove
strade privilegia la sicurezza rispetto alla velocità. In tutti i centri
urbani sono stati adottati severi limiti di velocità che vengono fatti
rispettare. Sono state ampliate le zone dove è vietato superare i 30
km l’ora. Sono aumentate le zone pedonali. Sono state realizzati
1.500 km di strade a tre corsie, riservando alternativamente quella
centrale al sorpasso di carreggiata, ora in un senso, ora nell’altro.
Particolare attenzione è stata riservata a pedoni e ciclisti: sono
stati costruiti 12.600 passaggi di sicurezza che comprendono ponti
pedonali e strisce zebrate evidenziate da flash luminosi e difese da
dossi, mentre le piste ciclabili sono state protette da opportuni
cordoli o costruite lontano dalla sede riservata alle auto. Sono
state imposte forti restrizioni al consumo di alcolici, aumenti delle
pene pecuniarie ed un più facile ritiro della patente.
Nel panorama mondiale l’Italia è sulla «buona strada». Ma si
può fare ancora tanto. Va considerato positivamente l’impegno dei
concessionari autostradali sulla manutenzione ed il grande piano
Anas per mettere in sicurezza gallerie, ponti e viadotti. Nel Sud,
che dai dati Istat risulta più virtuoso del Nord alla guida, il sempre
più vicino completamento della nuova Salerno Reggio Calabria,
prima definita «autostrada mulattiera», e l’impegno per l’ammodernamento e potenziamento della Jonica, già battezzata «statale della morte», sono buone notizie. Così come è una buona
notizia la volontà del ministero Infrastrutture di inserire, nel
nuovo Codice della strada, il reato di omicidio stradale, l’«ergastolo della patente» e la diffusione di sistemi telematici in grado
di rilevare l’inosservanza delle norme di circolazione.
Non bastano infatti le norme, da sole, a produrre comportamenti virtuosi. Occorre la prevenzione, sin dai banchi di scuola.
E tolleranza zero nei confronti di chi sbaglia. Basta vedere il
numero di persone ammazzate anche in Italia sulle strisce pedonali per capire che ancora in troppi vivono le regole come
flessibili. Basta vedere la quantità di gente che, soprattutto in
certe aree dell’Italia, non usa il casco e le cinture di sicurezza per
rendersi conto del diffuso senso di impunità. Oltre alle buone
norme e alla prevenzione occorre la repressione inflessibile dei
comportamenti scorretti. Il buonismo, in questo campo, è solo una
variante dell’irresponsabilità e dell’assenza di rispetto per la
vita.
Domenico Crocco
CHE AMBIENTE FA
di GIORGIO NEBBIA
L’acqua senza sale
in un mondo assetato
N
ella esposizione universale Expo 2015 che si svolgerà a
Milano da maggio a ottobre dell’anno prossimo con il
tema «Nutrire il pianeta. Energia per la vita», uno spazio rilevante avrà (si spera) il problema del fabbisogno
alimentare di acqua. Ogni persona ha bisogno ogni giorno di bere
almeno circa 2 litri di acqua, pari a circa 700 litri di acqua all’anno
per persona, cioè a oltre 40 milioni di metri cubi all’anno per tutti
gli abitanti dell’Italia. Questo solo per l’acqua «da bere»; altra acqua occorre per la preparazione e cottura degli alimenti, per non
parlare di quella per lavare e per usi igienici il cui fabbisogno
ammonta, in Italia, complessivamente, a circa 4.000 milioni di metri cubi all’anno.
A fini alimentari occorre non solo acqua, ma acqua speciale, con
un contenuto di sali totali non superiore a circa 1 grammo per litro;
l’acqua, inoltre, per essere considerata potabile, deve possedere
delle caratteristiche molto severe di qualità; il contenuto di molte
sostanze e sali deve essere inferiore a limiti ben precisi fissati dalle
norme europee. Il limite massimo della concentrazione di sali disciolti esclude dall’uso alimentare non solo l’acqua di mare, che
contiene 35 grammi di sali per litro, ma anche molte acque sotterranee. Questo spiega il successo delle tecniche di dissalazione
che permettono di abbassare il contenuto salino dell’acqua di mare
o delle acque salmastre fino al limite massimo ammesso per l’acqua potabile.
Nel mondo ogni anno si «fabbricano» oltre 20.000 milioni di metri
cubi di acqua potabile per dissalazione dell’acqua di mare o salmastra, in diecine di migliaia di impianti; in molti paesi soltanto la
dissalazione permette di sconfiggere lo spettro delle sete. La dissalazione viene praticata con due processi principali, quello di
distillazione e quello di «osmosi inversa» che consiste nella filtrazione sotto pressione dell’acqua salina attraverso speciali membrane che lasciano passare l’acqua e non i sali. Questi due processi
sono stati perfezionati grazie a un programma di ricerche avviato
negli Stati Uniti per iniziativa di uno speciale servizio, l’«Office of
saline water», fortemente sostenuto da John Kennedy (presidente
degli Stati Uniti dal 1961 al 1963) che considerava la lotta alla sete
nel mondo un impegno altrettanto importante quanto l’invio di un
uomo sulla Luna.
FENOMENI -Nei circa mille rapporti pubblicati dall’Office of
saline water (la collezione completa si trova presso la Fondazione
Luigi Micheletti di Brescia) sono raccolte le conoscenze di molti
altri fenomeni fisici, chimici e biologici che potrebbero aprire le
porte a nuovi processi di dissalazione capaci di fornire acqua dolce
con minori consumi di energia, un fattore in stretto rapporto con
cibo, acqua e vita. Particolarmente interessanti sono le ricerche di
biomimetica, che cioè cercano di capire e copiare i processi con cui
molti animali e vegetali riescono ad ottenere acqua dolce per le
proprie cellule pur vivendo in mezzo ad acqua salina. Una cellula
vivente è un sistema che deve assorbire sostanze dall’ambiente
circostante e deve eliminare i prodotti di rifiuto del processo metabolico. Le caratteristiche di permeabilità per l’acqua e i sali si
sono sviluppate e perfezionate a mano a mano che aumentava la
concentrazione salina delle acque degli oceani primitivi. Per conservare la adatta concentrazione salina all’interno delle cellule, le
loro membrane sono diventate sempre più resistenti meccanicamente ed efficienti nello scambio di sali con le soluzioni acquose
circostanti. Alcuni organismi vegetali e animali possono sopravvivere in soluzioni saline concentrate estraendo da queste acqua
dolce; alcuni sopravvivono perfino nei laghi salati, come il Mar
Morto in Palestina o il Lago Salatoi dello Utah negli Stati Uniti o
nelle salamoie delle saline come quella di Margherita di Savoia. In
tali esseri viventi le membrane permettono alle cellule di conservare una concentrazione salina anche da 50 a 100 volte inferiore
a quella del liquido in cui sono immerse, escludendo l’entrata di
sali.
La struttura delle membrane cellulari e il trasporto salino sono
stati oggetto di studi approfonditi che hanno mostrato che tali
membrane hanno due facce differenti. La preparazione di membrane artificiali asimmetriche, simili a quelle biologiche, è stata
intrapresa negli Stati Uniti da Sidney Loeb (1917-2008) e Srinivasa
Sourirajan usando speciali pellicole di acetato di cellulosa. Le ricerche sono state perfezionate quando Loeb si è trasferito in Israele
nell’Università del Negev e nel 1970 era già possibile dissalare
industrialmente l’acqua di mare comprimendola contro membrane
artificiali che lasciano passare soltanto acqua dolce. Il processo,
l’inverso della osmosi, è usato oggi in diecine di migliaia di impianti di dissalazione; oltre alle membrane di acetato di cellulosa se
ne usano oggi anche altre di poliammidi modificate e il consumo di
elettricità è di circa 3 chilowattore per metro cubo di acqua dolce
ottenuta dal mare. Queste ricerche hanno permesso anche di perfezionare le membrane per la dialisi per malati di insufficienza
renale. Maggiori conoscenze sulle membrane biologiche potrebbero portare a ulteriori perfezionamenti dei processi di dissalazione, uno dei campi di ricerca interdisciplinare nel quale l’incontro fra chimica, fisiologia, biologia e ingegneria può contribuire
a risolvere problemi umani: una vera tecnologia della solidarietà
contro la sete del mondo.
RASSEGNASTAMPA
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4
Primo piano
IN ITALIA
Regione Sicilia, seduta
deserta sul referendum
contro l’articolo 38
E’ andata a vuoto la seduta in commissione Ambiente e territorio dell’Assemblea
regionale siciliana di oggi che prevedeva
all’ordine del giorno la discussione ed il
voto sulla proposta di referendum contro
l’articolo 38 dello Sblocca Italia presentata dal Movimento 5 Stelle. Una proposta
importante - afferma il presidente della IV
commissione, il deputato M5s Giampiero
Trizzino - attraverso la quale si intende
fermare gli effetti di un articolo folle, il cui
scopo è quello di permettere un più rapido procedimento di rilascio di autorizzazioni alle compagnie petrolifere per le ricerche di idrocarburi. Importante ma evidentemente sottovaluta dalla maggior
parte dei componenti - aggiunge il grillino
- vista la presenza di soli sei deputati».
Il Mattinale: «La libertà
nagata di Berlusconi,
fattore negativo per FI»
«LA libertà negata di Berlusconi è il fattore chiave per capire quello che è successo in Emilia Romagna e Calabria. Le analisi sui risultati di Forza Italia e sul disamoramento verso il voto hanno dimenticato
volutamente questo vulnus alla democrazia». Lo scrive “Il Mattinale” (www.ilmattinale.it ), la nota politica redatta dallo
staff del gruppo Forza Italia della Camera
dei deputati. «Ripristinare l’agibilità politica del leader dei moderati - si legge ancora - è un dovere di chi ne ha gli strumenti e un diritto non solo di chi si identifica con lui e la sua figura di grande statista italiano, ma anche di chi ama la lealtà
della partita elettorale. Non è una questione di partito, ma di moralità della competizione politica».
Ocse su conti Italia,
deficit - pil al 3 % nel
2014, al 2,8 % nel 2015
L’ITALIA chiuderà il 2014 con un rapporto
deficit - pil al 3 per cento; nel 2015 scenderà al 2,8 per cento e nel 2016 al 2,1 per
cento. E’ quanto si legge nelle stime dell’Ocse. L’Ocse ricorda inoltre che «dal
2009 la politica di aggiustamento fiscale è
stata pari al 4 per cento del pil. Questo ha
aiutato a stemperare le tensioni sui mercati e a fare passi in avanti per ripristinare
la sostenibilità di lungo termine delle finanze pubbliche». Inoltre, si aggiunge
nel testo dell’Ocse, «sono in programma
per il 2015 e il 2016 ulteriori interventi di
consolidamento pari allo 0,5 per cento del
pil. Il debito dovrebbe salire lievemente
nel breve termine, ma non appena si rafforzerà l’attività economica le maggiori
entrate fiscali ridurranno il deficit e il debito inizierà a scendere».
Riforma Rai, anche
Margiotta e Speranza
al tavolo nazionale
SI è svolta ieri mattina al Senato la riunione del Pd sulla riforma della Rai. Erano
presenti i capigruppo Luigi Zanda e Roberto Speranza, i sottosegretari Antonello Giacomelli e Luca Lotti, il presidente
del Pd Matteo Orfini, il vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai Salvatore Margiotta, il capogruppo in Vigilanza
Vinicio Peluffo, capigruppo delle commissioni Lavori pubblici e Comunicazioni
del Senato e della Camera Marco Filippi
e Mario Tullo e Lorenza Bonaccorsi, responsabile Cultura del Pd. Così Margiot-
Mercoledì 26 novembre 2014
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POLITICA
Presentato al Senato una proposta di legge
del dem Ranucci per la riduzione da 20 a 12
Regionalismo
sotto assedio
L’articolo 38 rischia di essere solo uno spauracchio
Caldoro definisce le Regioni inutili se non dannose
di SALVATORE SANTORO
POTENZA - La difesa sul territorio è forte. “Giù le mani dalla Basilicata” è uno
slogan dal facile effetto che fa presa.
Ogni volta che qualcuno immagina una
riduzione dei poteri locali in massa c’è
chi protesta. Scende in piazza. Legittimo
e anche giusto. Dal punto di vista culturale. I lucani sono lucani. Non mezzi
campani o mezzi pugliesi. E’ una terra
orgogliosa quella della Lucania.
Ma i lucani erano lucani anche prima
dell’istituzione dell’ente Regione avvenuta nel 1970. Insomma la questione
culturale è un conto, i confini amministrativi un altro. La discussione ovviamente non si
può consumare in un articolo. Ma è anche evidente
che le Regioni (intese come
enti) non sono più quei “totem” intoccabili degli anni
‘80. Gli scandali, i continui
tagli governativi, un contesto economico e sociale che
si allargato a continenti più
che a nazioni ha messo in
crisi prima il federalismo e
poi la stessa immagine del
regionalismo. Così accade
ormai sempre più spesso che le Regioni
vadano sotto attacco. E se addiritura un
governatore si lascia andare alle considerazioni secondo cui sarebbe meglio
abolirle allora forse è bene cominciare ad
abituarsi all’idea che qualcosa potrebbe
cambiare. Renzi o non Renzi. E infatti
non si parla dell’articolo 38 che svuota le
Regioni di alcune competenze in materia di concessioni petrolifere. E nemmeno di anticipazioni sulla Riforma del Titolo V che è tra le priorità di Matteo Renzi. No. La questione è ben più articolata.
Perchè il presidente della Regione
Campania, Stefano Caldoro ha detto che
le Regioni, intese come enti, se non sono
dannose di sicuro sono inutile. Politicamente appare un controsenso -così come
scrive Marco Demarco sul Corriere del
Mezzogiorno - che un governatore in
procinto di ricandidarsi alle prossime
regionali dica che l’ente che ha governato e vuol continuare a governare sia inutile. Ma è così. Caldoro lo ha detto a Napoli aggiungendo, secondo quanto scritto
sempre da Demarco, «che dati alla mano,
Al netto delle
difese d’ufficio
è l’intero sistema
di governance
che potrebbe
saltare
ta al termine della riunione: «Probabilmente
con un emendamento alla Llegge di stabilità
da presentare al Senato, il canone Rai verrà
inserito nella bolletta elettrica così che il recupero dell’evasione venga redistribuito tra i
cittadini; sulla governance, invece, siamo ai
primi passi. L’idea è quella di costruire in poco tempo una proposta del Pd e questo gruppo di lavoro si riunirà ogni settimana per arrivarci».
Da sinistra il governatore campano Stefano Caldoro (FI) e il senatore Raffaele Ranucci (Pd)
le Regioni bisognerebbe abolirle perchè i tradizioni linguistiche e struttura ecoComuni bastano e avanzano perchè la nomica e affidando a Roma capitale il
prospettiva federale si è ormai svuotata, rango di Regione».
perchè le condizioni economiche dello
Ranucci attacca le Regioni perchè
Stato, non lo consentono più e perchè po- «non possiamo negare che negli ultimi
trebbero bastare semplici strutture in- quindici anni sono cresciuti, a livello
termedie di programmazione, controllo delle istituzioni regionali, sprechi di dee promozione».
naro pubblico e forme di inquinamento
Certo la posizione di Caldoro, “puzza” non controllabili con gli attuali strudi un avanzamento strategico più che di menti».
un reale convincimento: si mette un pasOvviamente c’è da capire quanti soso avanti proponendosi come ricandida- sterranno queste proposte. Ma non semto disinteressato e cavalcando a suo fa- bra questo il campo di gioco su cui si giovore il vento dell’astensionismo regi- ca il reale futuro del regionalismo italiastrato in Calabria ed Emilia Romagna no. Tale tipo di riforma si effettua per via
dove il suo partito, Forza Italia, è stato Costituzionale e non per disegni di legge
travolto. Ma allo stesso tempo Caldoro alla Camera o al Senato. Ma è evidente
strizza l’occhio anche allo stesso Renzi che c’è un nervo scoperto: il portafoglio
sul tema delle riforme “necessarie”.
delle Regioni e la cattiva immagine che
Fatto sta che è un altro brutto colpo le stesse Regioni hanno offerto negli ulper il regionalismo. Regioni sempre più timi anni con indagini, processi e connell’occhio del ciclone. Tanto più che an- danne da Nord a Sud ha prestato il fianche in Parlamento c’è una rincorsa (non co ad attacchi ormai in serie. E c’è chi
è ancora chiaro se per motivi di visibilità pensa (al netto delle provocazioni) seriao altro) da parti di esponenti minori del mente a un nuovo modello di governanPd a presentare proposte di legge per la ce territoriale. E quindi va bene fare batriduzione del numero delle Regioni da taglie sull’articolo 38. Sulla riforma del
20 a 12. Prima era stato il deputato Mos- Titolo V. Fa bene Lacorazza in particolasut alla Camera. Ieri è toccato al senatore re a tenere alta la guardia. Ma forse sadem Raffaele Ranucci che ha dichiarato: rebbe bene guardare un pò più in là e a
«Ho presentato un disegno di legge co- un modello che non piace più a tanti.
stituzionale per ridurre le regioni dalle Nemmeno alla maggioranza dei votanattuali venti a dodici, accorpando quelle ti.
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omogenee per storia, area territoriale,
Ncd, chiarezza sulla legge
su diritti civili oppure fuori
dalla maggioranza
SU responsabilità civile e divorzio breve il
gruppo del Nuovo centrodestra «rende noto
che i propri senatori non parteciperanno ai
lavori della commissione Giustizia fino a che
non interverrà il chiarimento in seno alla
maggioranza che sostiene il governo richiesto dal capogruppo Maurizio Sacconi, legan-
dovi la sua stessa funzione, a seguito del ripetersi di maggioranze spurie su provvedimenti di elevato significato politico». E quanto si legge in un comunicato del Nuovo centrodestra a palazzo Madama. Si ricorda -prosegue la nota del partito di Alfano - che ciò
era accaduto in occasione dell’esame del ddl
sulla responsabilità civile dei magistrati e,
paradossalmente di nuovo, si è ripetuto nello
stesso giorno in cui la maggioranza si era ricomposta con una mediazione del governo,
producendo una ulteriore lacerazione sulla
rilevanza dei figli nel “divorzio breve”.
RASSEGNASTAMPA
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Primo piano
Mercoledì 26 novembre 2014
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PITTELLA TRA I GRANDI A BRUXELLES
Va incontro a braccia aperte a Renzi
Si emoziona con Papa Bergoglio
GIORNATA d’eccellenza per Gianni
Pittella. Il capogruppo al Parlamento
europeo del S&D, il lucano Pittella ha
fatto gli onori di casa prima al presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi e poi si è fermato per i saluti
ufficiali, prima dell’intervento in aula,
con Papa Bergoglio.
Emozionato con il pontefice mentre
con Renzi (i due si sono sfidati alle primarie per la segreteria del Pd l’anno
scorso prima di diventare alleati)
Gianni Pittella è parso sorridente e
amichevole.
Vendola pensa
a Quinto
per la direzione
dell’As di Taranto
PIERO Quinto “corteggiato”
da Nichi Vendola. Secondo
quanto riportato dal quotidiano Corriere del Mezzogiorno, il presidente della
Regione Puglia ha chiesto al
dirigente sanitario lucano la
disponibilità a dirigere già
tra un mese circa l’Azienda
sanitaria di Taranto. Una postazione importante, di prestigio ma anche delicata
quella di Taranto per la vicenda dell’Ilva. Piero Quinto
attualmente è direttore amministrativo dell’Azienda sanitaria di Matera e in precedenza è stato Direttore generale dell’Assessorato alla Sanità lucana. Quinto da quanto si è appreso avrebbe ringraziato Vendola ma non
avrebbe ancora deciso.
PROPOSTA DEL PD
Contrastare
il disagio sociale
CONTRASTO al disagio sociale: una proposta di legge
del Pd. A sottoscriverla i consiglieri Polese, Cifarelli, Robortella e Spada. La proposta sarà illustrata in una conferenza stampa oggi alle 11
presso la sala “tre” del palazzo del Consiglio regionale.
Giovani socialisti sul petrolio
Il Job acts passa alla Camera dei deputati con brividi
Tantone parla
31 dissidenti dem lasciano l’aula
di schizzofrenia del Psi Tra loro non c’è nessun lucano
IL segretario giovanile del Psi lucano, Raffaele
Tantone interviene sul tema caldo del petrolio: «In
riferimento all’articolo 38 certamente condivido
l'idea che si tratti di un feticcio (lo ha sostenuto il
capogruppo Pd, Speranza durante l’assemblea del
Pd di domenica scorsa)
e di un falso problema».
Il punto chiarisce il
socialista, «non è si o no
al petrolio, visto che la
Basilicata ha detto Si al
petrolio almeno dagli
anni 50, e visto che in
base ad accordi con Eni
e Total abbiamo gia autorizzato quasi 160 mila barili al giorno». Il
problema secondo Raffaele Tantone è che «ci
sono grosse criticità
gia per produrre gli attuali 95 mila barili al
Raffaele Tantone (Psi)
giorno».
Tantone quindi ricorre agli esempi pratici: «La politica si preoccupa di
fare arrivare a 160 kmh orari una macchina che
non regge gia a 90KMH». Parlando quindi della
relazione della Corte dei Conti in cui si esprimeva
perplessità sull’utilizzo delle royalties Tantone, a
nome dei giovani socialisti lucani chiede al Psi regionale «di riunire gli organismi per assumere
una posizione politica su petrolio e rifiuti».
Tantone quindi attacca i vertici regionale del
proprio partito: «Sinceramente non mi va l'attuale
posizione schizzofrenica del Psi, perchè il tema
ambiente e petrolio non si puo ridurre a materia da
scampoli di comunicati o da social».
«Francamente - aggiunge il segretario regionale dei giovani socialisti - non si comprende la posizione del segretario che come sindaco di Melfi insieme ai sindaci del Vulture sembra opporsi allo
Sblocca Italia o alla concessione bicocca, mentre
come segretario non mette il partito nelle condizioni di esprimersi, anche perchè quando le discussioni si rinviano per troppo tempo, le assemblee di partito finiscono per essere o delle passerelle di big o degli inutili sfogatoi».
Tantone quindi attacca anche sulla linea regionale del Pd: «Non condivido la tesi contrattualistica della mancata impugnazione dinanzi alla Corte
Costituzionale. Non condivido la tesi dei piccoli aggiustamenti da fare in sede parlamentare, poiche
questa maniera di legiferare non giova alla chiarezza della nostra causa».
POTENZA - I democratici
lucani questa volta fanno
squadra. Approvato alla Camera dei deputati il disegno
di legge di delega al governo sul Jobs act.
I sì sono stati 316, i no 6 e
gli astenuti 5. Sono stati
303 i deputati che sono
usciti dall'Aula per protesta. Tra loro anche 31 dissidenti del Partito democratico. Ma tra loro non c’è nessun lucano. Il capogruppo
del Pd alla Camera, il lucano Roberto Speranza non
ha dovuto fare gli straordinari per convincere i suoi (i
lucani) a votare secondo linea della maggioranza del
partito e a non abbandonare
l’aula.
A favore della riforma del
lavoro nel passaggio parlamentare alla Camera hanno
votato Pd, Ncd, Popolari per
l'Italia e Scelta Civica. Hanno annunciato in aula il loro voto contrario M5S, Forza Italia, Sel e Lega che poi,
però, hanno abbandonato
l'aula. No anche da Fdi-An.
Il provvedimento, dopo le
modifiche di Montecitorio,
torna al Senato per il via libera definitivo.
Ma Renzi perde pezzi. In
31 dei suoi, la minoranza di
Il tabellone con il voto finale ieri alla Camera sul job acts
sinistra del partito dopo
Nel testo si difende il lavouna sofferta decisione han- ro della Commissione preno firmato un documento e sieduta da Cesare Damiano,
hanno abbandonato l’aula.
che la scorsa settimana ha
Tra i dissidenti ci sono siglato un accordo con il sePippo Civati, Stefano Fassi- gretario Pd proprio sul
na, Davide Zoggia, Alfredo Jobs Act, «ma in sostanza
D’Attorre, Gianni Cuperlo il diciamo anche che quella
quale si occupa anche di sti- mediazione è arrivata su
lare un documento comune una base di riforma troppo
di tutti, anche per Civati, da regressiva», ha spiegato il
presentare al premier.
bersaniano Zoggia.
LACORAZZA E MOLLICA IN VISITA ISTITUZIONALE IN SUD AMERICA
Proposta per Matera 2019 all’interno dell’Expò
«UN “ponte” fra Expò 2015 e Matera 2019, per fare leva sulle iniziative che il governo
italiano, attraverso le ambasciate, intende organizzare per promuovere in America
latina l’esposizione universale in programma a Milano l'anno prossimo, e puntare ad
una ricaduta in termini di presenze turistiche anche in rapporto agli eventi organizzati nella città lucana designata capitale europea della cultura per il 2019».
Lo hanno detto il presidente e il vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, Piero Lacorazza (Pd) e Francesco Mollica (Udc), a Buenos Aires, nel corso di un
incontro con l’ambasciatore d’Italia nella capitale argentina, Teresa Castaldo, evidenziando poi «l'impegno della Regione Basilicata, che nell’ambito delle provvidenze
per i lucani all’estero è pronta a finanziare il turismo di ritorno dei lucani che vivono
in America latina».
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Primo piano
Mercoledì 26 novembre 2014
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AMBIENTE
Acqua radioattiva, decisione del vertice in Regione
per consentire ad Arpa di completare il monitoraggio
Reflui a Tecnoparco
Stop per un mese
Agenzia e Ispra confermano: concentrazioni rilevate
non pericolose. Ma saranno normate con un nuovo protocollo
di MARIATERESA LABANCA
POTENZA - Stop allo smaltimento a Tecnoparco delle acque
reflue derivanti dalle estrazioni
petrolifere
di
Eni.
Per un mese, cioè il tempo necessario ad Arpa per completare il
monitoraggio sulla radioattività delle acque. E’ quanto è stato
deciso ieri sera a margine dell’ennesimo lungo confronto che
si è svolto in Regione, convocato
dall’assessore all’Ambiente, Aldo Berlinguer. Non perché siano emerse nuove criticità. Anzi.
Arpa, Ispra, Istituto superiore di Sanità e Unibas hanno confermato il parere già espresso
dell’Agenzia: le «bassissime»
concentrazioni di elementi radioattiva, «presenti, tra l’altro,
normalmente in natura», non
rappresentano un pericolo per
la salute umana e per l’ambiente. Più che altro - ribadiscono
dall’ufficio stampa della Regione - si tratta di un provvedimento assunto per garantire massima tranquillità ai cittadini, nell’attesa che vengano completati
tutti gli accertamenti che Arpab
si è impegnata a portare a termine nel più breve tempo possibile.
Una decisione assunta «collegialmente», concordata da tutti
i soggetti presenti al tavolo: Eni,
la Regione, Tecnocparco e i sindaci di Pisticci e Ferrandina.
«Grazie a un significativo gesto
di disponibilità dell’azienda». E
anche di Eni.
«Così – ha dichiarato il presidente di Tecnoparco Somma al
sindaco Di Trani, preoccupato
per la comunità locale – potremo
attendere gli esiti definitivi delle analisi in tutta serenità e senza apprensione per i cittadini».
Ma non solo. Perché l’altro risultato importante raggiunto è
l’impegno assicurato dalla compagnia petrolifera a monitorare
la radioattività naturale con un
protocollo ad hoc, definito tra
attori istituzionali e operatori,
con soglie rigorose e controlli
più frequenti e costanti. «Quest’ultimo punto – dice Berlinguer – consentirà ai cittadini di
essere più tranquilli e alla Basilicata di diventare un modello
virtuoso da seguire».
«L’incontro di oggi – ha aggiunto l’assessore – dimostra
per l’ennesima volta che il metodo della condivisione funziona.
Oltre a tutelare la salute pubblica e l’ambiente, vogliamo anche
trasmettere un messaggio di
trasparenza e disponibilità verso i cittadini. Per questo - ha voluto ribadire - la sospensione del
traffico di autobotti, non determinata da obblighi di legge o da
pericoli ma dalla volontà degli
enti locali di rassicurare la popolazione e dalla disponibilità
degli operatori a contribuire a
questo fine».
Un risultato senza precedenti
per il primo cittadino, Vito Di
Trani, che dà atto a tutti i soggetti presenti al tavolo «di aver
lavorato a una scelta condivisa».
«Avevamo chiesto una settimana fa la sospensione del trasporto delle autobotti da Viggiano
alla Valbasento. Siamo ancora
più contenti oggi di averlo ottenuto non tramite ordinanza, ma
con una decisione su cui tutti si
sono trovati favorevoli. Ma soprattutto siamo soddisfatti perché portiamo a casa il primo
protocollo con Eni per introdurre norme più restrittive per i
controlli della radioattività delle
acque delle acque».
Il tavolo tornerà ad aggiornarsi il prossimo 16 dicembre.
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L’assessore all’Ambiente, Berlinguer
Gli impianti Tecnoparco
|
IL CASO
|
Aliano, le parole “fraintese” del sindaco De Lorenzo
«La priorità è l’ambiente, ma le royalty
non le ha mai rifiutate nessuno»
ALIANO - «Grazie ad Eni, che
ci supporta e ci sopporta»:
frase che non poteva passare
inosservata, soprattutto di
questi tempi e a maggior ragione se pronunciata da sindaco lucano di un comune
della Val d’Agri. Non pronunciate direttamente da lui,
ma attribuite al primo cittadino di Aliano, Luigi De Lorenzo da Giuseppe Melillo
che ne fa un post su facebook
che stimola la discussione in
rete. Ma che motivi ha il sindaco De Lorenzo per ringraziare Eni? Lo abbiamo chiesto direttamente a lui:
Allora, sindaco, un ringraziamento che di questi
tempi fa scalpore..
Chiarisco subito: quella
frase non era rivolta ad Eni,
ma alla Fondazione Mattei,
con cui stiamo portando
avanti il Premio Letterario. Il
ringraziamento, quindi, era
alla Fondazione per il contributo offerto dal punto di vista
della crescita culturale a fa-
Il sindaco De Lorenzo
vore del paese. Non è proprio
la stessa cosa rispetto ad
Eni.
Ma lei, del dibattito attuale, cosa pensa? Petrolio
sì o no?
Credo che la tutela dell’ambiente sia sempre prioritaria,
ma certo sarebbe da ipocriti
negare che le estrazioni hanno consentito anche ai comuni di percepire compensazioni da utilizzare per migliorare la qualità dei servizi, ma
anche la valorizzazione del
territorio. Si trattarebbe
quindi di riuscire a conciliare le due cose, ricordando che
chiaramente il modello di sviluppo non può essere il petrolio, ma che la ricchezza che ne
deriva può essere investita
per assecondare le vocazioni
del territorio.
E’ un pò quello che ha fatto Aliano in questi anni. Fa
parte dei comuni rientranti
nel PO Val d’Agri e ha scelto
di puntare tutto sull’eredità di Levi e su un evento
quale la Luna e i Calanchi
che ha fatto registrare
8.000 presenze in 4 giorni.
Beh, è chiaro che è l’identità del paese a rappresentare
il suo punto di forza. Le eventuali maggiori entrate sono
solo un strumento per realizzare i progetti. Ma ditemi - a
fronte di opportune garanzie
per l’ambiente e la salute dei
cittadini - quale amministrazione ci rinuncerebbe?
[email protected]
Sul caso dell’acqua radiattiva e del guasto all’oleodotto Eni Viggiano-Taranto
Dopo Folino, anche Latronico interroga i ministri
DOPO il deputato Vincenzo Folino, anche il collega di Forza Italia,
Cosimo Latronico presenta un’interrogazione al ministro dell’Ambiente e a quello della Salute, in
merito allo smaltimento dei reflui
petroliferi provenienti dal centro
Oli di Viggiano, nella zona industriale di Pisticci. Nell’interrogazione il parlamentare lucano evidenzia «il dissenso e la preoccupazione di associazioni, cittadini e
sindacati che da giorni manifestano a Pisticci, oltre alle risultanze delle analisi effettuate dall’Arpa Basilicata lo scorso 8 ottobre che hanno riscontrato la pre-
senza di concentrazioni di radionuclidi 9 volte superiore alla
quantità presente nell'acqua potabile in base alla direttiva dell’Unione Europea e in misura minore anche nei fanghi depositati negli impianti». Latronico, inoltre,
ricorda: «Lo smaltimento dei reflui con presenza di sostanze radioattive avviene in un impianto,
quale quello del Tecnoparco, la
cui autorizzazione integrata ambientale non è certo che contempli
il trattamento di quelle sostanze e
che nei giorni scorsi si è verificato
un altro incidente lungo il tracciato dell'oleodotto Viggiano-Ta-
ranto, in località San Basilio di
Marconia, dove è stata riscontrata sul terreno la presenza di una
macchia oleosa». Alla luce del forte allarme causato dalle notizie
che riguardano sia l'attività di
smaltimento dei reflui delle lavorazioni petrolifere svolte dalla società Tecnoparco, Latronico interroga i due Ministri per sapere
«di quali elementi disponga il Governo in merito alla situazione;
quali iniziative intende adottare
per verificare se la concentrazione di radioattività riscontrata nell'area di Pisticci scalo e Ferrandina ecceda i parametri previsti dal-
Il deputato, Cosimo Latronico
le leggi e dalle direttive europee e
quali misure intende intraprendere per tutelare la salute pubblica e l'integrità dell'ambiente».
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Primo piano
Mercoledì 26 novembre 2014
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Pedicini: «Sostenuta da Puglia e Calabria»
«Lo “Sblocca Italia” viola
le direttive europee»
Petizione 5 Stelle all’Ue
|
L’INTERVENTO DELLA OLA
|
«Diciamo no all’ampliamento
della concessione Gorgoglione»
«NO» all’ampliamento della
concessione mineraria Gorgoglione. E’ quanto chiede la Ola
Basilicata che rende noto che
l’Ufficio compatibilità ambientale della Regione, con determinazione dirigenziale del 20
novembre scorso, ha deciso di
sottoporre, dopo la fase preliminare di screening, alla procedura della Via (Valutazione
di Impatto Ambientale) il “progetto di ricadente nei comuni
di Anzi, Brindisi di Montagna,
Castelmezzano, Laurenzana e
Trivigno proposto dalla Total
E&P Italia.
«Si tratta - sostiene l’Organizzazione lucana ambientalista - di un “ampliamento di
concessione” quindi di un “anticipo” della famigerata legge
“Sblocca Italia” che riunifica le
fasi preliminari di “ricerca,
prospezione e concessione” in
un titolo unico. In una parola
la Regione starebbe anticipando l’attuazione alla legge, riconoscendo il “titolo concessorio
unico” di cui ai commi 5 e 6 del-
Estensione concessione Gorgoglione
l’articolo 38 della Legge
164/2014».
I comuni interessati dall’ampliamento della concessione Gorgoglione riceveranno nuovamente l’avviso dalla
Total nelle prossime settimane per esprimere il loro parere
o opposizione al progetto. La
decisione della Regione Basilicata di assoggettare il progetto alla fase Via – si legge nella
determinazione dirigenziale –
sembrerebbe dovuta alla valutazione del progetto da parte
degli uffici regionali «inconsi-
stente e poco esaustivo in relazione al quadro di riferimento
programmatico ed ambientale
ed ai possibili impatti, soprattutto di natura socio-economica».
In realtà per la Ola la Regione ha chiesto alla Total di argomentare le “carenze” per poter procedere ad
una valutazione
tecnica del progetto, propedeutica
al rilascio del giudizio positivo di
compatibilità ambientale
all’ampliamento della
concessione, nonostante ricada in
aree vincolate e
nel parco regionale Gallipoli Cognato Piccole
Dolomiti Lucane.
«La Regione Basilicata
avrebbe già potuto decretare
l’irricevibilità del progetto della Total già nella fase di screening, così come già richiesto
dalla nostra Organizzazione».
«Anticipo
del
famigerato
“Sblocca
Italia”»
NEL frattempo il Movimento 5 conto dei problemi del territorio
Stelle va avanti. Alcuni attivisti italiano riguardanti l’altissima
lucani hanno inoltrato ufficial- sismicità delle aree interessate,
mente al Parlamento della Ue la presenza di importanti falde
un’apposita petizione, per de- acquifere nei dintorni degli imnunciare «le inadempienze del pianti, la prossimità dei pozzi
governo italiano in tema di marittimi alle coste, il possibile
estrazioni petrolifere e di legge uso di tecniche vietate e l'inqui“Sblocca Italia”». A renderlo noto namento acclarato già in essere
è l’eurodeputato, Piernicola Pe- di acqua, terra e aria. Inoltre, sodicini. «Si è avviata una grande no riscontrabili aumenti delle incampagna per la raccolta di fir- cidenze di malattie riconducibili
me che a macchia d’olio sta coin- alle attività petrolifere».
volgendo i cittadini della Basili«Iniziative come queste – ha
cata e di molte regioni meridio- evidenziato il portavoce del M5s
nali». L’iniziativa - fa sapere Pe- Pedicini - dimostrano che è posdicini - «ha già
sibile un nuovo
ottenuto
l'apmodo di fare popoggio del M5s
litica, laddove i
pugliese e calacittadini attivi
brese con l'impediventano protagno delle eurogonisti, si inforparlamentari
mano e non sono
Rosa D'Amato e
più disposti a suLaura Ferrara,
bire
passivama l'obiettivo è
mente le scelte
di
mobilitare
calate dall’alto
tutte le regioni
da governi colluitaliane. La petisi con le compazione intende degnie petrolifere
nunciare le poliche pur di fare
tiche del govercassa e profitto
no italiano «tese
non consideraa incrementare
no con la dovuta
la ricerca e l’e- Piernicola Pedicini
attenzione
le
strazione di petrolio in terrafer- drammatiche ricadute che le trima e in mare tramite la nuova velle selvagge della legge “Sbloclegge “Sblocca Italia”. In partico- ca Italia” possono provocare nei
lare, evidenzia l’infrazione del territori coinvolti.
governo italiano rispetto alle diIn qualità di membro della
rettive Ue sulla valutazione del- Commissione Ambiente e Sanità
l’impatto ambientale (Direttiva del Parlamento europeo – ha con2011/92/EU) e sulla protezione cluso l’eurodeputato pentastelladegli
habitat
(Direttiva to - seguirò con grande attenzio92/43/EEC)».
ne l’iter della petizione e sosterrò
I promotori della petizione i promotori dell’iniziativa per famettono in evidenza che la ricer- re in modo che le istituzioni euca di nuovi giacimenti petrolife- ropee diano una risposta rapida
ri, sia in terraferma che in mare, e intervengano, per quanto di loe l’aumento delle attività di estra- ro competenza, sul governo itazione già in corso, «non tengono liano».
CORECOM SU CASO GRENCI
Incontro con il movimento degli studenti
IL Corecom di Basilicata incontrerà una delegazione della rete e della
consulta degli studenti a Potenza, giovedì 27 novembre, alle ore
17.30, presso la sala B sita al piano terra del palazzo del Consiglio
Regionale cosi come stabilito nel corso dell'ultima seduta con l'approvazione all'unanimità di un Ordine del Giorno, proposto da Gianluigi
Laguardia, che recependo le indicazioni di Morena Rapolla, Armando Corraro e Sergio Stigliano, statuiva di ascoltare ed analizzare le
ragioni delle polemiche insorte a seguito di alcuni servizi giornalistici.
MERCURE Interrogazione del presidente della Commissione Ambiente alla Camera
MERCURE - IL presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci
le chiama «criticità».
Che resistono e permangono rispetto al
progetto di conversione
della vecchia centrale termoelettrica del Mercure a biomasse. Primo dubbio fra tutti, il sovradimensionamento dell’impianto rispetto alla capacità di alimentazione con biomasse locali. Certamente alla centrale non basta, infatti, la quantità di legno che può
arrivare dal taglio legale legato
alla manutenzione del Parco Nazionale del Pollino, quantità limitata per ovvi motivi di tutela ambientale. Problematico anche l’approvvigionamento dai territori limitrofi, sui quali sono già presenti altre centrali a biomasse.
di Strongoli. Circostanze queste che fanno
supporre un significativo aumento della domanda di biomassa locale e preoccupano considerando che già oggi
il Parco Nazionale del
Pollino, la più grande area protetta d’Europa, ha visto l’acuirsi di
criminali episodi di taglio illegale
di alberi secolari. Come se non bastasse numerosi articoli di stampa e alcuni sindaci locali segnalano il pericolo concreto di infiltrazioni mafiose che potrebbero inserirsi proprio sulla filiera del legno. Alla luce di tutti questi elementi ho chiesto ai ministri interrogati se siano a conoscenza del
progetto e se intendano valutare
la compatibilità finanziaria e sostenibilità ambientale del sopraddetto progetto».
Realacci: «Troppe criticità nella riconversione»
Proprio per fare luce su preoccupazioni e criticità segnalate da associazioni ed enti locali e per promuovere una puntuale valutazione della compatibilità finanziaria
e della sostenibilità ambientale
del progetto, anche tenuto conto
dell’extra capacità del mercato
elettrico nazionale, il presidente
Realacci ha presentato un’interrogazione ai ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente
«Come si apprende da diverse
agenzie di stampa - spiega Realacci - a ottobre è stato firmato
l'accordo di compensazione am-
bientale per la Centrale del Mercure tra l'Enel, le Regioni Calabria e Basilicata, l'Ente Parco del
Pollino, Cgil, Cisl e Uil di Basilicata e Calabria ed i Comuni coinvolti dal progetto. Tuttavia, come segnalato da Legambiente Calabria, le ipotesi di prelievo di biomassa vergine dai boschi calabresi per alimentare la centrale del
Mercure, sono in contraddizione
con le prescrizioni di massima di
Polizia forestale (PMPF) approvate nel 2013, secondo le quali in
mancanza di un Piano forestale
regionale i boschi pubblici posso-
no essere sottoposti al taglio una
sola volta in un anno solare. Dunque la quantità di biomassa che si
può ricavare dalla manutenzione
del Parco del Pollino è stata stimata in maniera errata, mentre
la previsione di nuove aree accessibili al taglio deve considerare
una viabilità di accesso al bosco
con conseguenti e devastanti opere di sbancamento. Inoltre - aggiunge Realacci - l’area di approvvigionamento della centrale
del Mercure si andrebbe a sovrapporre con quelle delle già esistenti centrali a biomassa a di Cutro e
RASSEGNASTAMPA
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Primo piano
Mercoledì 26 novembre 2014
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CAPOLUOGO
Dopo il default
si moltiplicano
iniziative popolari
per spingere
sul senso di identità
di SARA LORUSSO
IL titolo dell’iniziativa si porta dietro l’obietivo, che un po’ è aspettativa, un po’ è
speranza. «Politica, architettura, urbanistica e psicologia sociale per una città normale». Il punto di partenza è l’analisi del disagio sociale che abita in città. Se
ne parlerà in un convegno che si svolgerà
oggi a partire dalle 15 nell’aula magna
dell’Università degli studi della Basilicata
di via NazarioSauro.
L’evento è organizzato dal Centro di
Ascolto del Disagio (CAD), dall’Università
degli Studi della Basilicata, dall’ordine
degli Architetti, con il patrocinio del Comune di Potenza.
L’appuntamento si inserisce in un programma di relazioni tra università e amministrazione
comunale,
su
questioni sensibili, rispetto alle
quali la ricerca e
la
formazione
universitaria
possono dare il
proprio contributo alla comprensione delle
dinamiche in atto nella nostra città.
«Il senso del “disagio”, indotto sul cittadino dall’organizzazione della città e dall’ambiente urbano - spiega una nota di anticipazione del convegno - è anche “soffocato” dalla condizione di una comunità intera che accetta, più o meno inconsapevolmente, i malfunzionamenti e le brutture
urbane ed architettoniche». Il risultato è
lo scarso senso di appartenenza alla città
«che incide sulle abitudini del cittadino».
Disegnare un modello di città normale,
allora, significa anche cominciare a progettare azioni e suggerire consuetudini
capaci di produrre integrazione tra l’abitante e la città. Vale per lo spazio architettoniche, per le strutture che definiscono il
vivere quotidiano. Ma vale anche per la
forza con cui si promuovono alcune pratiche invece di altre.
Lo sforzo della partecipazione dal basso
alla vita cittadina è l’idea che sta accomunando diverse iniziative nate dal basso,
dall’ingegno di cittadini e associazioni decisi a dimostrare che anche a Potenza ci
sono energie positive, voglia di integrazione e disponibilità per la comunità.
Il dissesto del Comune di Potenza è un
punto di non ritorno per la gestione economica e politica del capoluogo. Mentre
in aula si disegna una nuova maggioranza trasversale, in attesa che arrivi in Municipio la commissione liquidatrice che si
occuperà della massa debitoria, il bisogno
di rinascita urbana e sociale passa per
grandi e piccole iniziative civiche. L’aria
di Natale ne sollecita persino di nuove.
Il calendario di Io Potentino, per
esempio, è ormai una consolidata testimonianza della voglia che c’è in giro di
raccontare la città con occhi diversi. I cittadini sono chiamati a candidare una fotografia che restituisca uno sguardo particolare su Potenza: le migliori entreranno a far parte di un calendario e accompagneranno la quotidianità nelle case dei
potentini, mese dopo mese.
C’è aria di mobilitazione anche nella
Galleria del Parcheggio 3, l’ex mercato
coperto di viale Dante: lì, residenti e commercianti cercano volontari per allestire il presepe. Il materiale è già pronto,
servono solo tempo, entusiasmo e pazienza.
Sempre l’associazione Io Potentino sta
cercando un locale nel centro storico da
usare come magazzino per un’importante iniziativa di solidarietà chiamata Magazzinisociali.
In questo calendario spontaneo di even-
Un magazzino
sociale da allestire
in centro: idea
di solidarietà
In giro c’è voglia
di una città normale
Disagio e spazi pubblici, dibattito aperto sul capoluogo dopo il dissesto
Decine di iniziative dal basso: così ci prova Potenza, con spontaneità
IL CONCORSO
Tesi e mostra sulla città
L’analisi sul disagio
L’INIZIATIVA "Potenza, il disagio della città Politica, architettura, urbanistica e psicologia sociale per una città “normale" è un appuntamento che prevede una mostra fotografica e di disegno, e un seminario sul tema. Nell’occasione saranno presentati anche due concorsi. Il concorso fotografico riguarda il tema “Potenza: il disagio della città”; quello destinato alle tesi di laurea riguarda, anche in questo
caso, la città di Potenza. Bandi e informazioni sono scaricabili sul sito
dell’Unibas.
ti e iniziative, l’appuntamneto di domani
in Galleria Civica è un ennesimo spunto di
riflessione. Dalla suggestione di un gruppo di cittadini uniti in una sorta di comitato spontaneo è partita l’idea di un costruire un momento di festa dedicato a Matera, certo - per ascoltarne percorso e strategia - ma anche (soprattutto) al capoluogo.
Che merita di sorridere.
La locandina
dell’appuntamento sul disagio
e momenti di vita urbana
RASSEGNASTAMPA
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Primo piano
Mercoledì 26 novembre 2014
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IL COMMENTO Fanelli (FI) sulle larghe intese
«Responsabilità condivisa
Altrimenti meglio il voto»
|
L’APPUNTAMENTO
|
Imparando da Matera 2019
e progettando un futuro
(meglio se con un sorriso)
La festa potentina per la proclamazione di Matera 2019
TUTTO è nato senza troppa
formalità, dal bel momento di
festa che in Galleria Civica, lo
scorso 17 ottobre, ha messo
insieme centinaia di potentini per attendere il verdetto
della capitale
europea della
cultura 2019.
Perché
non
concretizzare
quell’energia
positiva? Sempre senza formalità, senza
cornici rigide e
con un’unica
regola: l’accoglienza. È nato
così PercEAzioni, un gruppo aperto e variegato di cittadini, riunitisi
in modo spontaneo e senza
cornici istituzionali. In una
serie di incontri successivi
hanno sollecitato l’assessore
Annalisa Percoco (delega alla Coesione Territoriale) a replicare in qualche modo il
momento di festa: un’occasione per proseguire la riflessione sul ruolo delle città,
sulla gestione delle comunità, unendo al dibattito uno
spazio di condivisione gioiosa.
Così, secondo le possibilità
del momento economico del
Comune (difficile, in pieno
dissesto) e con la buona volontà di diversi volontari è
stata organizzato l’appuntamento di domani “Visioni future, percorsi condivisi”.
L’evento sarà diviso in due
momenti. Il primo, più istituzionale, a partire dalle 17
nella Sala dell’Arco: il comitato Matera
2019 racconterà
l’esperienza della
Città dei Sassi,
di una candidatura
che
piano piano
ha
raccolto
impegno ed
entusiasmo.
Come
sono
riusciti gli uomini e le donne del comitato a mettere insieme una città in tutte le sue
dimensioni, superando la
diffidenza iniziale? In serata,
poi, nella Galleria Civica, un
momento più ludico, con un
concerto offerto dal Conservatorio Gesualdo da Venosa e
con la video istallazione UVA
a cura di Silvio Giordano.
«Sarà un’occasione per calamitare energie - dice l’assessore Annalisa Percoco Vogliamo costruire quante
più occasioni di scambio per i
cittadini che abbiano voglia
di progettare un futuro. Perché abbiamo bisogno di futuro, e di pensarci sorridendo».
sa.lo.
In alto il consiglio
comunale di Potenza e
il sindaco Dario De
Luca
«SE dovessero prevalere interessi personali,
elettorali o, peggio, di partito, i responsabili
risponderanno del fallimento». Perché le larghe intese possono funzionare solo se ci si ripiega tutti. L’appello alla condivisione reale,
senza fughe in avanti, arriva anche da Francesco Fanelli, consigliere comunale di Forza
Italia, che a pochi giorni dalla dichiarazione
di dissesto diffonde alcuni spunti del dibattito emerso in aula.
Il sindaco Dario De Luca da diverso tempo
si era appellato a un lavoro bipartisan, per costruire un governo di salute pubblica. Con le casse in rosso e
senza maggioranza consiliare (l’anatra zoppa di Potenza vede il centrosinistra primeggiare in aula il centrodestra al governo). Con la dichiarazione di dissesto, il voto in consiglio
ha già reso concreta una nuova maggioranza trasversale che va dal Pd a
Fratelli d’Italia. L’appello: «Un governo di rinascita cittadina». Un assetto
che potrebbe replicarsi anche nel
prossimo esecutivo. Ma superato il
voto sul default, comincia la fase delicata di futura programmazione.
La condivisione è ancora tutta da
mettere in pratica. Se interessi personali dovessero prevalere, «ne risponderanno alla città, ne risponderanno
alla storia, ma soprattutto credo che
a quel punto sarebbe ovvio e opportuno ridare la voce ai cittadini».
Al momento di certo c’è il dato economico. Fanelli riassume: «Un disavanzo strutturale accertato dai Revisori dei Conti, di 45 milioni di euro
per il triennio 2014-2016; un’esposizione debitoria del Comune di Potenza nei confronti della Cassa Depositi e
Prestiti per un eccessivo utilizzo delle
anticipazioni di tesoreria. Eliminazione di 15 milioni di euro di residui
attivi a seguito di un’approfondita analisi:
questa la fotografia, con un disavanzo accertato di 14 milioni di euro, che è stato rendicontato con l’approvazione del rendiconto
2013. Alla luce di questi atti, non si può mistificare la realtà, non si può negare l’esistenza di una difficoltà nella gestione».
Come andare avanti? «È necessario un risanamento che avvenga alla luce del sole. Basta con politiche assistenziali e clientelari.
Bisogna dare finalmente una svolta. Bisogna parlare il linguaggio della chiarezza e
della trasparenza, ai cittadini. È indispensabile una vera riduzione della spesa».
La ricetta è fatta di rigore e risparmio. Certo, «in alcuni ambiti la spesa, ovviamente, è
incomprimibile, per esempio la spesa del personale, ma vi sono tante altre spese, in rela-
Francesco Fanelli
zione a determinati servizi, su cui dovremo
per forza intervenire». Trasporti, mense, servizi di pulizia, servizi con le società in house e
contratti.
«Vanno rivisti - aggiunge Fanelli - anche
perché non sempre a un costo elevato del servizio è corrisposto un servizio efficiente. È indispensabile un cambio di passo, se veramente vogliamo bene a questa città».
C’è poi un piano politico più ampio su cui
va portato il dibattito politico, che investe anche viale Verrastro. «A Potenza, finalmente,
va riconosciuto il ruolo di capoluogo di regione, che già oggi eroga servizi per circa 30 mila persone, 30 mila lucani che ospitiamo. Serve una legge regionale che riconosca anche
ad altre realtà lucane, in maniera proporzionale, che erogano servizi sovracomunali, il
ruolo di città erogatrici di servizi. Starà agli
organi competenti accertare le responsabilità del dissesto a me compete solo un’ultima
riflessione: credo che i cittadini di Potenza
un segnale politico lo abbiano già dato nell’ultima competizione elettorale, e non mi riferisco, solo all’elezione del sindaco, ma anche alla scelta di un rinnovamento dell’intero
consiglio comunale. er questo motivo ritengo che anche la situazione dell’anatra zoppa,
che è un problema, potrebbe diventare un’opportunità, se ogni singolo consigliere comunale, a prescindere dal partito che rappresenta, cercherà di venirne fuori insieme a
tutti gli altri, mettendo al primo posto il bene
della nostra città».
sa.lo.
LA BATTAGLIA Italia Nostra sulle costruzioni vicine al Gallitello
«Tutelare il paesaggio della città»
La difesa dell’area archeologica
«DOPO i gravi avvenimenti verificatisi a Genova, in Maremma, a
Parma e in altre località dell’Italia», la sezione di Italia Nostra
Onlus di Potenza spiega con una
nota di avere molte
«perplessità sulle lottizzazioni che si stanno realizzando sul bacino idrico del Gallitello e in particolare
sul Fosso Malvaccaro
dell’ex fornace di Gallitello».
Il presidente della
sezione, Paolo Donadio, in una lettera elenca le sollecitazione della sigla. Chiedono di
«bloccare l’espansione urbanistica sul Fosso Malvaccaro, l’intuba-
«Costruire
dopo i 150
metri
dal sito»
mento e la cementificazione del
Fosso allo scopo di preservarne l’ecosistema e le biodiversità ivi esistenti, e di rispettare le norme di
salvaguardia per la difesa dei suoli e dei corsi d’acqua mantenendo
le distanze stabilite su entrambe le
sponde».
Le critiche dell’associazione riguardano l’assetto urbanistico del
capoluogo. «Come accaduto in
passato nella città si costruisce
non seguendo alcun criterio urbanistico, costruendo case di 5 o 6
piani nei pressi di case rurali».
La zona del Gallitello è particolarmente delicata perché ospita
anche un sito archeologico. «Non
vorremmo ancora una volta vedere snaturato l’aspetto paesaggisti-
co circostante, come già accaduto
in passato per altre aree archeologiche - aggiunge Donadio - Ribadiamo quanto detto perché siamo
convinti che essa contiene come risorsa di ricchezza incommensurabile per lo sviluppo economico e
culturale della stessa, come citato
dall’articolo 9 della Costituzione».
Italia Nostra chiede che «non si
costruisca a meno da 150 metri
dal sito archeologico e che in tutta
la zona oltre ai sondaggi geologici
vengano effettuati sondaggi archeologici. Non vorremmo che le
future generazioni possano rimpiangere la distruzione del patrimonio culturale di cui ancora oggi si può godere, come purtroppo è
accaduto già per Verderuolo».
RASSEGNASTAMPA
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Primo piano
Mercoledì 26 novembre 2014
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RIMBORSOPOLI
Collaboratori fantasma
e fatture gonfiate
Nuove accuse
ai consiglieri in carica
Mollica e Napoli
di LEO AMATO
POTENZA - Nuove accuse per due consiglieri in carica: Franco Mollica e Michele Napoli. “Salvi” i big
del Pd: Pittella, Folino e De Filippo. E guai per una
coppia di ristoratori, che si sono addossati la colpa
di alcune fatture molto particolari.
Sono una ventina i nomi iscritti sul registro degli indagati nell’inchiesta delle Fiamme gialle sulle spese pazze del 2009 nel parlamentino lucano.
Tra questi c’è anche l’ex consigliere regionale
Adeltina Salierno, che era rimasta fuori dai filoni
che hanno riguardato i rimborsi erogati nel 2010 e
nel 2011.
Le contestazioni si attesterebbero in generale su
cifre molto più basse rispetto a quelle evidenziate
dagli investigatori nei rendiconti degli anni successivi, che sono stati analizzati per primi.
Gli accertamenti sulla gestione delle spese di segreteria e rappresentanza di membri del parlamentino lucano in carica nel 2009 erano partiti
soltanto ad agosto del 2013, con l’acquisizione di
rendiconti, fatture e scontrini su delega della Cor- Un’immagine di repertorio di una seduta del Consiglio regionale del 2009 (foto Mattiacci)
te dei conti. Dieci mesi dopo il primo blitz negli uffici del Consiglio regionale, per cui a marzo del
2013 erano già scattati gli arresti e le misure cautelari per 16 persone tra consiglieri regionali ancora in carica ed ex.
Sulla base di quanto emerso in 28 hanno ricevuto un avviso a comparire il prossimo 21 gennaio
davanti ai giudici contabili.
Ma sulle stesse carte sono state avviate delle verifiche anche da parte dei pm della procura del Tribunale, e negli ultimi giorni gli inquirenti hanno
tirato le somme del lavoro svolto.
Mollica e Napoli sono stati già rinviati a giudizio
nell’ambito del filone principale dell’inchiesta. Il
primo perché si sarebbe fatto rimborsare una spesa per collaboratori molto maggiore
di quanto questi hanno dichiarato
di aver percepito. Il secondo perchè
sulle schede carburante esibite come spese per viaggi istituzionali risulterebbero molti più chilometri di
quelli effettivamente percorsi dalla
sua auto.
Assieme ai consiglieri ed ex consi- somma (1.500 euro) per assumere uno o più collaL’INCHIESTA
glieri dell’ottava legislatura ri- boratori. Pena un taglio equivalente della stessa.
Tra gli scontrini di rappresentanza finiva di tutto
In precedenza oltre alla diaria “ridotta” ogni conschiano il processo anche i due titolari di un noto ristorante del capo- sigliere e assessore esterno riceveva circa 2.600
euro al mese «per l’esercizio del mandato senza vinluogo.
Infatti agli investigatori che chiedevano l’origi- colo di mandato» da giustificare alla fine del perionale di una fattura rendicontata da un consigliere do contabile fissato dall’ufficio di presidenza depone avrebbero consegnata una identica ma di im- sitando scontrini e fatture giustificative.
A ottobre del 2012 il Quotidiano della Basilicata
porto molto minore. E rispetto alla difformità si saL’INCHIESTA sulle spese di tura e la levigatura del parrebbero giustificati ammettendo di aver ribassato aveva avanzato una richiesta in Consiglio regionasegreteria e rappresentanza quet in alcuni locali privati, i
l’importo registrato nella loro contabilità rispetto le proprio per poter consultare questa documentadei membri del parlamentino mignon di domenica, il cenoa quanto effettivamente percepito per evadere le zione relativa agli anni 2009-2010-2011.
di via Verrastro ha preso le ne di capodanno e il pranzo di
Nonostante il parere favorevole della Commisimposte, intascando il resto “a nero”. Per questo
mosse nell’autunno del 2012 ferragosto. O ancora i collasione per l’accesso agli atti amministrativi della
adesso potrebbero rispondere di un reato fiscale.
dagli scandali esplosi in tut- boratori “fantasma”, e in un
Il contributo per le spese di segreteria e rappre- presidenza del Consiglio dei ministri - appositata Italia, e a maggio ha già caso una collaboratrice che
sentanza è stato abrogato a dicembre del 2012 (due mente richiesto da via Verrastro - l’accesso agli atti
portato alla prima condanna, ha dichiarato di averlo lavomesi dopo il blitz negli uffici del Consiglio regiona- in questione (in particolare quelli del 2009 dopo il
a un anno e sei mesi, per l’ex rato, ma all’insaputa del male) accorpandolo alla diaria per le «spese sostenute sequestro di quelli del 2010 e del 2011) era stato neassessore Attilio Martorano, rito, che di quel dubbio rapper le attività e i compiti connessi con lo svolgi- gato anche di recente per la strenua opposizione di
porto di lavoro non sapeva
accusato
mento del mandato» aumentata da 3.200 euro a alcuni consiglieri, arrivati a minacciare azioni ledi aver in- nulla. Né avrebbe dovuto sa4.500, senza alcun obbligo di rendicontazione. gali contro il “loro” l’ufficio di presidenza nel caso
perlo.
tascato
Unico limite l’utilizzazione di un terzo di questa in cui avesse acconsentito.
Quindi una montagna di
500 euro
fatture e scontrini ritoccati
rimborsi
con l’aggiunta di un numero
indebiti.
Pubblicità Campania: Strategie srl
Dall’esa- a penna: a volte aggiungenSede: via Aldo Pini, 10 - 83100 Avellino
me
dei do 300 euro, e a volte soltanto
Tel. 0825.1735224 - Fax 8025.1800154
2. Schede benzina “gonfiate”,
rimborsi
Pubblicità Calabria e Basilicata: Publifast srl
erogati ai fatture fotocopiate e rimborGIÀ CORRIERE - QUOTIDIANO DELL’IRPINIA
Sede: via Rossini, 2 - 87040 Castrolibero (Cs)
sate più volte, altre per spese
membri
fondato da Gianni Festa
Tel. 0984-854042 - Fax 0984-851041
del parla- già rimborsate con le indenmentino
nità di missione, altre per
UFFICI:
DIRETTORE RESPONSABILE Gianni Festa
Il Palazzo di giustizia
Reggio Calabria - Tel. 0965.23386 - Fax 0965.23386
lucano è spuntini in varie parti d’ItaCONDIRETTORE PER LA BASILICATA Lucia Serino
Catanzaro, Tel. e fax 0961.701540
di Potenza
lia allo stesso momento, e alvenuto
fuoCONDIRETTORE PER LA CALABRIA Rocco Valenti
Vibo Valentia, Tel. e fax 0963.43006
ri di tutto. tre ancora per francobolli diPotenza, Tel. 0971.476470 - Fax 0971.476797
EDITORE:
Dal caffè all’orsetto di pelu- sconosciute da chi dovrebbe
Matera, Tel. 0835.256440 - Fax 0835.256466
EDIZIONI PROPOSTA SUD S.R.L.
che, passando per il cd di Re- averle emesse.
SEDE LEGALE: via Annarumma, 39/A 83100 Avellino
Registrazione Tribunale di Avellino N. 381 DEL 18-05-2000
nato Zero, alimentari, il noInfine ci sono alcuni sconAMMINISTRATORE Simona Festa
Registro degli operatori di comunicazione N. 7671 DEL 11/10/2000
leggio di un auto in Costa trini improbabili come quello
Pubblicità nazionale: A. Manzoni & C S.p.a.
Smeralda, i soggiorni a Pon- per un pranzo “sconto camioSede:
via
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21
Milano
Tel.
(02)
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STAMPA: Finedit srl - Castrolibero (CS) - Via M. Preti
za, le settimane bianche, i nista” riconosciuto a un ex
soggiorni in albergo con ac- assessore, e quello per sesAbbonamenti:
Impresa beneficiaria per questa testata dei contributi
compagnatrici imprecisate. santa coperti con una conPer informazioni 0984.852828
statali diretti di cui alla legge 7 agosto 1990 n. 250
Poi ci sono i pranzi in Costa venzione riservata ai dipenPagamento tramite bonifico su c/c Banca di Credito Cooperativo di Serino (Avellino) intestato a
Azzurra, quelli in occasione denti di un centro commerLa tiratura di Martedì 25 novembre è stata di 34.510 copie
Edizioni Proposta sud s.r.l - IBAN IT 05 D088 2475 6600 0000 0106 979
di ricorrenze private, la fini- ciale barese.
E' vietata la riproduzione anche parziale. Tutti i diritti sono riservati.
Spese pazze 2009
Oltre 20 indagati
Guai anche
per i titolari
di un noto
ristorante
di Potenza
Contestazioni anche all’ex Salierno, rimasta fuori dai filoni su 2010 e 2011
Crolla l’ammontare degli addebiti, “salvi” i big: Pittella, De Filippo e Folino
Dai peluche alle settimane bianche
Cosa hanno scoperto gli investigatori
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Primo piano
Mercoledì 26 novembre 2014
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OMICIDIO GIANFREDI
11
Depositate le motivazioni della decisione
sulle accuse a Riviezzi, indicato tra i mandanti
La Cassazione non crede ai pentiti
La Suprema corte chiede di riconsiderare il movente e le contraddizioni di Cossidente
POTENZA - Torneranno
nei prossimi giorni davanti al Tribunale del riesame
di Salerno le accuse nei
confronti di Saverio Riviezzi, 50enne di Pignola,
considerato il capo dell’omonima ‘ndrina operante
nel capoluogo e dintorni.
Dopo la decisione della
Corte di cassazione che ha
annullato con rinvio il verdetto con cui lo stesso riesame aveva respinto il ricorso dei suoi legali, .
Nei giorni scorsi è stata
depositata la sentenza dei
giudici della Suprema corte che hanno evidenziato
in più punti nel provvedimento del primo riesame
vizi di motivazione e contraddizioni, accogliendo
quanto esposto in aula dagli avvocati Rocco Mauro
e Antonino Pitasi.
A febbraio Riviezzi, già
detenuto nell’ambito di
un’altro processo sulla
scissione del clan dei basilischi, era stato raggiunto
da un’ordinanza di custodia cautelare per l’omicidio dei coniugi Gianfredi,
assieme al fondatore della
“quinta mafia” Gino Cossidente e a Carmine Campanella, indicato
come un “fedelissimo”
del
boss
pentito
Antonio Cossidente.
A svelare agli
inquirenti come si sono
svolti i fatti il 27 aprile del
1997, a Potenza, era stato
Alessandro D’Amato, collaboratore di giustizia e
killer reo confesso di 6
omicidi inclusi Pinuccio e
Patrizia Gianfredi.
D’Amato aveva indicato
come mandanti i vertici
della “famiglia tutta lucana”, quindi anche Riviezzi
e Cossidente. Ma a distanza di qualche mese anche
Cossidente avrebbe cominciato a parlare con gli
investigatori ammettendo
di aver organizzato l’agguato di Parco Aurora
senza Riviezzi, salvo precisare in seguito che avrebbe avuto comunque un
ruolo nella pianificazione.
Per la Cassazione non
sarebbe stato dato il giusto
peso al contrasto nelle dichiarazioni di Cossidente
sul ruolo di Riviezzi, giustificato con il loro profondo legame. Sebbene gli
stessi investigatori facciano risalire lo scontro tra i
due a molto prima dell’inizio della collaborazione
del boss.
Gli ermellini hanno
stigmatizzato anche l’assenza di puntuali verifiche su quanto si sarebbero
e non si sarebbero detti in
carcere D’Amato e Cossidente, prima della scelta
di pentirsi a breve distanza l’uno dall’altro. Verifiche che avrebbero potuto
sgombrare il campo dal
sospetto di versioni con-
Pinuccio
e Patrizia
Gianfredi
A sinistra
Riviezzi,
considerato
uno
dei mandanti
del loro
omicidio
cordate per riscontrarsi a
vicenda.
Poi c’è il ruolo incerto di
Gino Cosentino, un tempo
collaboratore di giustizia
a sua volta. Infine i dubbi
sul movente. L’omicidio di
Gianfredi doveva servire
per «dare un segnale» all’altro clan operante nel
capoluogo come ha riferito
Cossidente? Oppure dietro c’erano «le mazzette» di cui ha
parlato D’Amato? Punti che il
Riesame di Salerno dovrà affrontare con
molta più dedizione per
superare le perplessità dei
magistrati di via Arenula.
Intanto, il 10 dicembre,
riprenderà l’udienza per
Riviezzi, Cosentino, Campanella, Cossidente, D’Amato e Angelo Nolè, 63enne di Filiano accusato di
aver compiuto i sopralluoghi nel posto prescelto per
l’agguato assieme a Campanella.
Il fascicolo sul duplice
omicidio di Parco Aurora
con le confessioni del melfitano Alessandro D’Amato e del potentino Antonio
Cossidente era tornato a
Salerno agli inizi del
2011.
A disporre la sua partenza era stato il gip di Potenza Gerardina Romaniello, dato che negli anni
le indagini sul duplice
omicidio di Parco Aurora
avevano coinvolto anche il
marito di un ex pm potentino. Ma lo stesso magistrato aveva anche respinto la richiesta di arresti
nei confronti di Riviezzi,
Campanella e Claudio Lisanti, che oggi non può difendersi perché è morto a
gennaio dell’anno scorso,
ma è tuttora indicato come
il secondo sicario del
“gruppo di fuoco” entrato
in azione dopo D’Amato.
Alla base della sua decisione propriio le contraddizioni tra le dichiarazioni
di D’Amato e Cossidente.
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Sospetti
sugli incontri
in carcere
|
CANCELLATO IL COMPARTO LUCANO?
|
«Giù le mani dalla Polstrada»
Silp-Cgil dice no alla chiusura
«Giù le mani dalla sicurezza dei cittadini e dai diritti dei poliziotti. No
alla chiusura del dipartimento
Polstrada di Basilicata e di altri uffici di polizia sul territorio lucano»
Lo afferma con decisione Francesco Mobilio, segretario generale
regionale del Sindacato italiano lavoratori di polizia Cgil.
«Lo scorso 6 novembre presso il
Dipartimento della Pubblica Sicurezza - spiega Mobilio in una nota
diffusa ieri in mattinata - una delegazione dell’amministrazione del
Ministero dell’interno guidata dal
vice capo della Polizia con funzioni
vicarie prefetto Alessandro Marangoni, ha incontrato le organizzazioni sindacali della Polizia di
Stato per illustrare le attività che il
dipartimento sta attuando riguardo il personale e l’assetto organizzativo degli Uffici di Polizia.
Dall’esposizione fatta dal prefetto Marangoni è emersa la volontà
di voler stravolgere alcuni settori
delle specialità della Polizia di Stato, attraverso una chiusura selvaggia di alcuni compartimenti e
dei presidi di Polizia esistenti.
Ciò in funzione della conclamata
carenza degli organici, oggi assestata a 95.000 unità su un organico nazionale previsto di 113.00
che, qualora permanesse il blocco
del turn-over al 55%, è destinato alle 80.000 unità per il 2020.
L’esposizione da parte dell’amministrazione si è conclusa con la
comunicazione che erano già stati
acquisiti i pareri delle autorità
provinciali di pubblica sicurezza,
prefetti e questori, e che dopo il
confronto con i sindacati, pensava
di dare attuazione al piano dei tagli
per i primi mesi del 2015.
Il Silp Cgil ha espresso una ferma contrarietà a tale ipotesi di
chiusura selvaggia dei presidi di
Polizia con relativo trasferimento
dei poliziotti, sia per il metodo sia
Due agenti della Polstrada di Matera
per il merito.
Nel metodo, perché tali operazioni sono devastanti se non concertate in un’ottica complessiva con
l’altra forza di polizia a competenza generale. Nel merito, perché la
chiusura selvaggia di 253 uffici di
polizia, di fatto indebolisce l’autorità di pubblica sicurezza provinciale abbandonando il territorio ad
alcune competenze alle forze di polizia militari con il conseguente legittimo dubbio sullo svilimento
dell’autorità di pubblica sicurezza
a favore della militarizzazione del
territorio, atteso che le altre forze
militari non chiudono quasi nulla.
Ciò detto, preso atto dell’assoluto
silenzio delle istituzioni locali, della politica e dei suoi rappresentanti in seno a tutti i livelli delle amministrazioni pubbliche potentine e
lucane, sentiamo il dovere di denunciare alla pubblica opinione
che il piano dei tagli presentato
dall’amministrazione dell’Interno
prevede la chiusura del Compartimento della Polizia Stradale della
Basilicata con sede a Potenza, oltre
che della Polizia postale di Matera
e la Polizia ferroviaria di Metaponto, con il conseguente trasferimento dei colleghi.
Dopo la chiusura della caserma
dell’Esercito “Lucania”, di altri uffici periferici dello Stato e di società pubbliche/private, continua lo
svuotamento della nostra regione
in termini di presenza dello Stato,
di attività economiche e di posti di
lavoro.
Invero, solo al compartimento
della Polizia stradale sono ben 16 i
posti di lavoro a rischio, atteso che
dopo la sua chiusura saranno 16
poliziotti in meno che verranno
trasferiti in questa provincia.
Intanto, mentre il Silp Cgil lancia questo grido di dolore per un
territorio sempre più trascurato
anche dal punto di vista della sicurezza dei cittadini lucani, altra organizzazione sindacale di polizia
sembra avere già cominciato un’azione di sciacallaggio sulla pelle
dei poliziotti della polizia stradale
di Potenza.
Infatti, oltre a vedersi trasferiti
con nessuna certezza di poter continuare a trasmettere alla comunità le loro professionalità e competenze acquisite in anni di lavoro, a
cominciare dall’azione della polizia giudiziaria della Polstrada e
senza nulla togliere al lavoro degli
altri settori, rischiano di vedersi
sottrarre anche i locali della sede
in cui lavorano da anni per essere
destinati ad altri reparti su richiesta di un altro sindacato di polizia
invece di spendersi per salvare il
presidio.
Oltre al danno la beffa.
Per tutto ciò, il Silp Cgil chiederà
un incontro al vice ministro dell’Interno il senatore Filippo Bubbico per invitarlo all’attenzione sulle
problematiche in argomento e ad
attuare ogni utile iniziativa politico/istituzionale per tentare di salvare la nostra regione da un’ulteriore spoliazione».
RASSEGNASTAMPA
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Primo piano
Mercoledì 26 novembre 2014
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NO VIOLENZA
Corteo
degli studenti
a Potenza
e spettacoli
a Matera
di ANTONELLA GIACUMMO
POTENZA - Il futuro lo immaginiamo
sempre migliore. Anche nei momenti più
bui. Anche quando le statistiche ci dicono
che in Italia viene ammazzata una donna
ogni due giorni. E migliaia di altre, in silenzio, subiscono ogni giorno umiliazioni
e botte. Però poi in strada i ragazzi scendono insieme a manifestare contro il femminicidio, contro le violenze. Non scendono solo le ragazze, ma anche i loro compagni, amici e fidanzati. E quello è il futuro
che speriamo migliore.
Perchè i cambiamenti sono lenti e sono
prima di tutto culturali. Ma magari il futuro ci riserva qualcosa di meglio. E allora non sarà più necessario dedicare una
giornata alla riflessione sulla violenza
contro le donne.
E’ vero, c’è una giornata per tutto. Per
l’infanzia, contro il
razzismo, contro l’intolleranza, contro la
violenza di genere. E
per qualcuno sono
troppe. Tanto che si
scherza sui social - con
i “mi piace” anche di
qualche consigliere
che poi però si fa fotografare con il fiocco
bianco in bella mostra
- sul “genere” e sui
panda. «Ma almeno i
panda sono simpatici».
Non credo che qui
nessuno abbia come obiettivo quello di suscitare simpatia. Perchè, con dati drammatici come quelli che caratterizzano anche la nostra regione, c’è davvero poco da
ridere. Solo a Potenza, negli ultimi anni,
Telefono donna ha aiutato e dato ospitalità a 155 donne e 86 minori. E tante restano in silenzio, nascoste nelle loro case. Costrette a subire in silenzio.
E si può essere d’accordo o meno magari con la festa delle donne, ma quella di ieri era una giornata che parlava di questioni assai diverse. Parlava di diritti a vivere,
ad avere una vita normale. Quella che magari i panda hanno, alcune donne no.
In questa strana giornata, ricca di convegni, storie e proposte, una cosa sembra
essere più chiara delle altre: c’è davvero
tanto da fare. Perchè è la questione “genere” a suscitare le più accese e volgari polemiche. Perchè a parole ti dicono tutti che
sei uguale, ma i fatti ti confermano poi
che sei diversa. E se provi a dire qualcosa
scatta la barzelletta con cui storicamente
si sono sempre messe a tacere le donne.
Nello stesso giorno in cui alcuni ricordano e altri ironizzano, c’è chi - come il
premier turco Erdogan al vertice internazionale “Donne e giustizia” organizzato a
Istanbul dalla Women and Democracy
Association - afferma: «Considerare uomo e donna sullo stesso piano è contro natura, i due generi sono diversi per indole e
costituzione fisica: le donne devono fare
le madri». Pensieri lontani? Culture diverse? Su questo tema ho il timore che alla
fine troppi siano d’accordo. E questo spiegherebbe anche la violenza di quelle cifre:
179 donne uccise in un anno, in continuo
aumento. E mi raccontano di donne giovani che non possono andare da sole a fare la spesa, come se fossero in prigione.
Devono sempre avere accanto il marito,
un figlio o la madre. Di botte considerate
quasi normali in alcune famiglie. E come
si può scegliere di andarsene quando non
si ha un lavoro, una indipendenza economica?
Ti dicono - a parole - che puoi scegliere
una vita diversa: poi però le poche strutture esistenti (vedi la Casa delle donne
“Ester Scardaccione”) vengono abbando-
Ma c’è chi
ironizza
sul genere
e sui panda
«che almeno
sono più
simpatici»
Una donna morta
ogni due giorni
Cifre spaventose che giustificano ancora una giornata
di riflessione contro la violenza di genere
nate a loro stesse, senza fondi e senza sostegni. E chi ci crede si indebita ma, alla
lunga, si vedrà costretta a dire alla vittima che lo Stato per loro non ha i soldi. E la
vittima dovrà tornare dal suo carnefice
che, siccome paga, si sentirà anche in diritto di sfogare rabbia e frustrazione.
Piacerebbe davvero a tutti non dover dedicare una giornata alla violenza contro
le donne. E speriamo che in futuro si riu-
scirà a cancellare questa ricorrenza. Ma
per ora, purtroppo, dedichiamo a queste
donne almeno un pizzico di rispetto.
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POTENZA La richiesta già protocollata dal consigliere Giuzio (FdI-An)
Un Osservatorio comunale sullo stalking
Alcuni
consiglieri
comunali (ma
c’è anche il
sindaco De
Luca) fotografati
con il fiocco
bianco
UN tavolo tecnico per l’istituzione dell’Osservatorio comunale di Potenza sulla violenza di genere e sullo stalking. E’ quanto propone Giuseppe Giuzio, consigliere
comunale di Fratelli d’Italia - An, secondo il quale «la
violenza maschile contro le donne affonda le sue radici
storiche nella disparità dei rapporti di forza tra i generi
ed è ancora oggi un fenomeno quantitativamente sottostimato».
«La città di Potenza
- continua Giuzio con l’ormai tristemente famoso delitto
di Elisa Claps, ma anche la Basilicata, basti pensare al caso di
cronaca della scorsa
settimana su Rionero
in Vulture, non sono
esenti da questo grave fenomeno. Per tale
ragione é auspicabile
un Osservatorio nazionale sulla violenza violenza di genere e sullo stalking ma anche osservatori territoriali con lo specifico
compito di censire e combattere, in uno con le forze dell’ordine il problema. Per tale ragione ho protocollato richiesta volta alla costituzione di un tavolo tecnico con
le diverse istituzioni, forze dell’ordine e le realtà del
Terzo settore, al fine di poter valutare l’opportunità di
istituire l’Osservatorio Comunale di Potenza sulla violenza violenza di genere e sullo stalking».
RASSEGNASTAMPA
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Primo piano
Mercoledì 26 novembre 2014
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MATERA Rappresentazione teatrale e dibattito con le scuole
“Mai state bambine”
A dicembre sarà inaugurato lo sportello d’ascolto del Comune
di MARIANGELA LISANTI
Alcune immagini della manifestazione promossa dagli
studenti a Potenza (Foto Mattiacci)
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LEOCLUB
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LA DENUNCIA
|
Un contest
fotografico
contro ogni
violenza
«Vi siete
dimenticati
di Grazia
Gioviale?»
La rappresentazione delle donne uccise
ANCHE il LeoClub Potenza per sostenere la sensibilizzazione sul tema ha deciso di lanciare un appello alla community, dando il via al contest fotografico
#noallaviolenzasulledonne, un modo
per raccontare attraverso il linguaggio
immediato ed evocativo della fotografia
il mondo femminile. L’uomo “perfetto”
che dona alla propria donna un mazzo
di fiori, cartellisui quali si riportano i
propri diritti, l’ombra di un violento
pronto a colpire. Sono solo alcune delle
immagini del primo concorso fotografico organizzato dai giovani Lions potentini, il cui vincitore decretato nella giornata di oggi, riceverà in premio una Tshirt realizzata per l’occasione dal
brand di abbigliamento See More Tee.
L’idea lanciata su facebook ha riscosso
un enorme successo. «Abbiamo chiesto
ai partecipanti di restituirci uno scatto
per dire no alla violenza e dire sì ai valori condivisi di pari opportunità – afferma Vincenzo Ricciardi, presidente del
Leo Club Potenza. E’ una tragedia che
chiama in causa la responsabilità di
ognuno primi tra tutti, gli uomini i quali devono aprire gli occhi e mobilitarsi
per porre fine a questo orrore».
La stele dedicata a Grazia Gioviale
MENTRE in piazza Mario Pagano si è
tenuta l’iniziativa denominata Potenzadiceno, ci si dimenticava di Grazia
Gioviale, vittima di femminicidio.
Questa la denuncia di Michele Sabia,
cittadino di Poggio Tre Galli, dove «c’è
un bellissimo giardino, intitolato a
Grazia Gioviale potentina vittima di
femminicidio, dove oggi la comunità
doveva e poteva organizzare uno
stand per la giornata internazionale
contro le violenze sulle donne. Tutto
questo non è successo perché ormai
dimenticato. Eppure questo rione
vanta la presenza di diversi consiglieri, sia di destra che di sinistra che abitano. Io invece non ho dimenticato,
questa mattina io e mio figlio di 16
mesi siamo andati al giardino, in segno di rispetto verso le donne e contro
il femminicidio. Mio figlio ha portato
un mazzo di fiori bianchi alla stele dedicata a Grazia Gioviale. Spero che sia
stata una svista vista la situazione attuale in cui versa questo Comune. Io e
mio figlio abbiamo portato un mazzo
di fiori allo stele, voi amministratori
portate un portafiori con l’acqua quale simbolo di purezza e onestà».
predisposti posti letto che ospiteranno le
donne vittime di aggressione, in attesa di
MATERA - Riflettori “puntati” sulle don- una più sicura sistemazione.
ne vittime di violenza, sulla loro intimità,
Questo sportello sarà gestito dal Consulla paura e sul coraggio. E’ il progetto di sorzio “La città essenziale”, presieduta da
letteratura e teatro “Mai state bambine”, Giuseppe Bruno, che ha collaborato, inscritto e interpretato dalla drammaturga sieme con la cooperativa sociale “Il puzDaniela Baldassarra, rappresentato ieri zle”, con il patrocinio del Comune di Matemattina nel corso dell’evento organizzato ra e della Consigliera di Parità della Prodall’associazione “Matera per te”, in occa- vincia di Matera, all’organizzazione dell’esione della “Giornata internazionale per vento.
l’eliminazione della violenza contro le
Come ha spiegato Antonia Deluca, predonne”.
sidente dell’associazione “Matera per te”,
La manifestaziol’obiettivo che l’asne, che si è aperta
sociazione si è precon i saluti delle
fissato «è quello di
autorità, ha visto
recuperare i valori
anche la partecipadella vita, di rieduzione degli studencare la persona,
ti delle quinte clasmaschio e femmisi delle scuole suna, al senso di reperiori. Nel corso
sponsabilità verso
del dibattito, mose stessi, il parderato dalla giortner e la propria
nalista Sissi Rugfamiglia, di aiutagi, sono intervenure a sviluppare e
ti relatori esperti e
migliorare la prorappresentanti
pria autostima, a
istituzionali che
vivere in armonia
hanno parlato del- Sopra il dibattito. Sotto la manifestazione a
e ad amarsi nella
le dinamiche che Matera contro il femminicidio
giusta misura. E’
portano alla vioimportante tutelenza di genere e
lare il benessere
su come intervenidella
persona;
re.
pertanto, abbiamo
Tra gli altri, sovoluto fortemente
no intervenuti Stequesto evento per
fania Draicchio,
coinvolgere tutta
consigliera di Pala collettività, ma
rità Provincia di
soprattutto
le
Matera, Piero Cascuole».
forio,
psicologo
E’ seguita la
psicoterapeuta del
rappresentazione
Consorzio “La Citteatrale che è contà
Essenziale”,
sistita nella lettuGrazia Benedetto,
ra drammatizzata
psicologa psicoterapeuta dell’associazio- dei racconti “Dieci gennaio” e “La figlia
ne “Matera per Te”, Katia Calciano consu- del mare”. «Il teatro e la letteratura – ha
lente legale dell’associazione “Matera per spiegato l’autrice Daniela Baldassarra –
Te”, Carmine Sinno, responsabile del sono un mezzo di comunicazione potentisPronto soccorso dell’Ospedale “Madonna simo, perché trasformano i concetti in imdelle Grazie” di Matera.
magini e si rivolgono a tutti, facendosi
Presente anche l’assessore comunale al- specchio della nostra vita e della realtà che
le Politiche sociali Flores Montemurro ci circonda. Il teatro entra in contatto con
che ha annunciato che nella prima setti- le emozioni più profonde e lascia una tracmana di dicembre a Matera sarà inaugu- cia autentica in chi guarda e ascolta.
rato lo sportello d’ascolto per le donne vit- Troppo spesso il problema della violenza
time di stalking, che riceveranno un sup- sulle donne viene affrontato in modo sbaporto psicologico da figure professionali gliato, perché ci si sofferma sull’avvenispecializzate. L’amministrazione comu- mento in sé, o sul mostro che ha perpetranale, l’Asm e le forze dell’ordine daranno to la violenza, abbandonando le vittime a
vita, inoltre, ad un task force e saranno se stesse».
L’iniziativa della questura della città dei Sassi
Polizia e passeggiata
per sostenere le donne
MATERA - La Questura di Matera ha
segnalato nel 2014 quattro ammonimenti per stalking su dieci casi proposti. Questo uno dei dati emersi nell’ambito dell’iniziativa “La
Polizia in difesa della donna”, un vademecum anti
stalking per difendersi
dagli atti persecutori e su
come riconoscere i mille
volti della violenza. La
pubblicazione, illustrata
nel corso di un convegno a
cui hanno partecipato autorità ed esperti, è corredata di numeri utili delle
forze dell’ordine, di quello
nazionale antiviolenza, di centri antiviolenza, consultori, servizi sociali e
del consigliere di parità. Nel corso dei
Vademecum
e seminari
i numeri per
difendersi
dai violenti
lavori è stata evidenziata la necessità
di portare a termine servizi come il
pronto soccorso rosa e di dotare il territorio di una casa protetta.
Per iniziativa di della consigliera
regionale di parità, Anna Maria Fanelli, si è tenuto, presso l’Istituto magistrale, un seminario di aggiornamento aperto in prevalenza alle associazioni femminili territoriali che
operano nella rete di ascolto sul disagio femminile.
La giornata di sensibilizzazione è
proseguita nel pomeriggio con le iniziative “Passeggiata per le donne”,
che si è conclusa a Palazzo Lanfranchi con un evento di musica, danza e
recitazione, e una mostra fotografica
al circolo “L’Atrio”, sul dramma delle
confinate.
RASSEGNASTAMPA
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Primo piano
Mercoledì 26 novembre 2014
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NO ALLA VIOLENZA
L’iniziativa della Casa “Ester Scardaccione”
al Museo nazionale “Dinu Adamesteanu”
Le strade (e le voci) delle donne
Il sindaco De Luca accoglie: cinque vie saranno intitolate a personaggi femminili
di ANGELA SALVATORE
POTENZA - Le strade delle
donne. I volti e le voci delle
donne della città: è il tema
dell’iniziativa promossa dall’Associazione Telefono donna in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. L’evento, patrocinato dal gruppo nazionale
di toponomastica femminile, ha coinvolto la gente in
maniera trasversale: non solo donne ma giovani che dalla più tenera età si interrogano sull’importanza della
figura femminile in un percorso sano di crescita. «Bisognerebbe intitolare le strade
alle mamme - rispondono
molti!».
Anche la location della serata, dal carattere artistico e
multidisciplinare, non è casuale. Si tratta, infatti, della
Sala del Cortile del Museo
Archeologico Nazionale “Dinu Adamesteanu” al cui interno si conserva il corredo
funerario della famosa Principessa di Vaglio.
Donne di ieri, donne di oggi e donne di domani. Il filo
diretto che ci ricongiunge al nostro passato attraversa in una
soluzione di continuità la vita di
quante
hanno
lottato per i diritti delle donne e
hanno speso la loro esistenza a favore dell’intera comunità. Per citarne alcune: Carolina Addone Pomarici, le
Clarisse di San Luca, Ester
Scardaccione. Le strade che
attraversiamo dovrebbero
IN BREVE
Consigliera di parità
UN Focus sulla violenza on line anche nel mondo
del lavoro, quello organizzato dalla consigliera
Maria Anna Fanelli. E’ stato presentato l’E-book:
competenza, conoscenza e consapevolezza.
Da sinistra Dario De Luca, Cinzia Marroccoli e Antonio De Siena (Mattiacci)
recare il loro nome, e non la collaborazione di Carlotta no Donna riconosco un
per un puro atto simbolico e Vitale di Gommalacca Tea- grande contributo per la citcommemorativo, ma per tro su testi di Lorenza Colici- tà - ribadisce il sindaco di Porafforzare l’idea che le politi- gno.
tenza Dario De Luca - e per
che di genere costituiscano
Laura Battista è l’unica questo accolgo con grande
un valore aggiunto in una donna potentina a cui è dedi- piacere la sollecitazione a insocietà fondata cata una strada.
titolare 5 strade
su categorie il Partiamo da ciò e
ad
altrettante
più delle volte ricostruiamo la
donne. Per risaarbitrarie e da- nostra identità,
lire la china cotate.
incrociando le
minciamo da qui
Il video proiet- strade e mettene accanto alla detato nel corso do in relazione
dica sarebbe opdella manifesta- significativi perportuno mettere
zione è la prova corsi esistenziaun cartello con
di quanto il tema sia sentito li.
la storia di queste donne».
e di come sia forte il coinvol«Bisogna crescere insieLe strade ci sono, la volongimento. Dietro la regia me per un miglioramento tà e l’impegno anche. A tutte
diElisa Laraia, Monica Nica- culturale di genere», sottoli- le donne scrive la poetessa
stro e Mio D’Andrea Santoro nea il soprintendente Anto- Ala Merini: e taci meravihanno realizzato dei veri e nio De Siena.
gliata/ e allora diventi granpropri laboratori urbani con
«All’Associazione Telefo- de come la terra.
Si sono spese
per tutta
la comunità
Laboratori
urbani ora
sono un video
Al Cestrim
NELLA sede del Cestrim è stato presentato il libro
“Stesso destino, diversa sorte”, di Monica Cirigliano. La serata dedicata alle tante donne lucane vittime di violenza che hanno trovato la morte.
Un convegno promosso dal Dipartimento istituito da Fratelli d’Italia
Stalking, «un reato democratico»
di MICHELE RUSSOMANNO
POTENZA - Non è un caso che il
Dipartimento per la tutela delle
vittime di violenza istituito da
Fratelli d’Italia e An Basilicata abbia scelto il 25 novembre per “rilanciare” quella che lo stesso dipartimento definisce «una kermesse culturale, con incontri a
cadenza bimestrale, nata con l’intento di parlare ed analizzare fenomeni configurabili come reato alla persona». Maria Sabina
Lembo, ha così voluto
riavviare il ciclo di incontri in quest’occasione, parlando di un
reato tanto discusso
quanto complicato:
lo stalking. Lo ha fatto attraverso un convegno dal titolo “Lo stalker e la
sua vittima”, a cui hanno preso
parte esponenti del mondo universitario, psicologico, criminologico e delle Forze dell’ordine.
Il termine stalking, o reato di
atti persecutori, è entrato nel nostro lessico quotidiano in maniera prepotente quando, nel 2009,
Non esiste
classe
sociale
immune
in uno stato di piena emergenza, è
stato istituito in Italia questo particolare reato. Si discusse a lungo
sulla reale utilità di una norma
scritta in fretta e furia per combattere, o quanto meno frenare,
un fenomeno in crescita esponenziale. Da allora sono passati diversi anni e, proprio durante il
convegno svoltosi ieri, è emerso
che la legge ha avuto e continua
ad avere i suoi effetti positivi perché rappresenta un primo filtro
«importante per il riconoscimento di situazioni potenzialmente
pericolose».
Questo non vuol dire, però, che
si possa abbassare la guardia.
Parlare di stalking, tuttavia,
equivale a parlare di un “reato democratico”. Non esiste classe sociale immune e non ci sono distinzioni di sesso. Esiste, come ha sottolineato il professore Paolo De
Pasquali, psichiatra, psicoterapeuta e criminologo, tanto uno
stalking maschile quanto uno
femminile. «Certo è – ha ribadito
il professore universitario – che la
maggior parte delle denunce arriva dall’universo femminile».
Rari, infatti, sono gli uomini
che denunciano gli atti persecutori che pur ricevono in maniera
pressante da donne deluse dalla
fine di una relazione amorosa «o
addirittura – ha specificato De Pasquali – affette da un vero e proprio delirio». È necessario, però,
per non fare confusione, distinguere il reato di stalking dal femminicidio. Due dinamiche completamente diverse che solo a volte si sovrappongono. «Soltanto
una piccola percentuale di stalker – ha evidenziato De Pasquali –
si trasforma in assassino».
I numeri precisi di questo fenomeno non si conoscono ma si sa
bene che solo il 25 per cento di
omicidi ai danni delle donne è stato preceduto da atti persecutori.
«Vittima e ‘offender’ – ha concluso il professore – si trovano insieme non a caso. Entrambi, infatti,
soffrono spesso di un disturbo
della personalità legato alla paura dell’abbandono e così, se da un
lato, quello della vittima, non si
riesce a lasciare un partner oppressivo, dall’altro, di fronte ad
un abbandono, arrivato dopo anni ed anni di comportamenti al limite del normale, non si riesce a
I relatori del convegno sullo stalking
principio, Fratelli d’Italia si è profarsene una ragione».
Al convegno di ieri, oltre al pro- posto di affrontare non solo temi
fessor De Pasquali e alla respon- specifici dell’universo femminile
sabile del del Dipartimento, Ma- ma di toccare tutto ciò che è “vioria Sabina Lembo, hanno preso lenza”. Si parlerà così, a gennaio,
parte Anna Maria Casale, Michele di “Omicidio Stradale” per provaAntonio Nigretti, ispettore di Po- re a fare iscrivere questa fattispelizia Penitenziaria, e Anna Maria cie di comportamento come vero e
Piarulli, ispettore responsabile proprio reato. «Non dunque – ha
sezione Polizia Giudiziaria, Pro- spiegato in conclusione dei lavori
il portavoce regionale di FdI,
cura per i Minorenni.
«I partiti politici – ha spiegato a Gianni Rosa – difesa istituzionale
margine l’avvocato Lembo – pos- del mondo femminile o di qualunsono e devono essere l’anello di que altro universo ma analisi dei
congiunzione tra cittadini, asso- problemi reali che attanagliano la
ciazioni e istituzioni. Ai rappre- nostra società, partendo dallo
sentanti politici è dato, infatti, il stalking e arrivando all’omicidio
compito di portare le istanze della stradale, passando per la pedofigente a chi di dovere per garanti- lia, la pedopornografia, i reati collegati alla famiglia ed anche per il
re sicurezza ed incolumità».
Rispettando proprio questo femminicidio».
RASSEGNASTAMPA
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Mercoledì 26 novembre 2014
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Matera Capitale Europea della Cultura
I protagonisti della vittoria
a capitale della cultura europea
Riitano: «Progetti su 3 dimensioni»
«E’ stata una vittoria epocale
gettando il cuore oltre l’ostacolo»
di PIERO QUARTO
FRANCESCHINI A FEDERCULTURE
«Investire su produzioni»
Il Turismo culturale in Italia è salito fino al 45% delle domanda (nel 2006 era il 35%). Alcuni numeri del rapporto
di Federculture fanno riflettere non poco.
«Non basta però aprire nuovi musei o nuovi teatri - incalza Grossi - Serve anche investire sulla produzione contemporanea».
E poi servono agevolazioni fiscali,
formazione, digitalizzazione (solo il
9% dei musei ha biglietteria online),
crowfunding anche per la cultura e
Bonus Art allargato ai privati.
Non lo esclude il ministro dei beni
culturali Dario Franceschini. «Prima
vediamo come si applica - dice - poi vediamo come espanderlo. Dobbiamo però intanto estendere le modalità di gestione mista affidando ai privati alcuni luoghi che, ad esempio, lo Stato non riesce ad
aprire». Nella direzione della miglior gestione va anche la
creazione di poli museali di diversa proprietà e la separazione di competenze tra Musei e Soprintendenze.
LO SPORT VERSO IL 2019
Programmazione con il Coni
Si è svolto nei giorni scorsi a Matera, il primo incontro tra Salvatore Adduce e il Presidente del Comitato
Regionale del Coni di Basilicata, Leopoldo Desiderio,
per iniziare a fare il punto sulla programmazione delle attività sportive
in vista di Matera 2019.
Promuovere la cultura dello
sport attraverso il rafforzamento
delle iniziative “storiche” già esistenti in Basilicata e l’ideazione di
nuovi eventi sportivi di rilievo internazionale.
Questo è quanto emerso dalla discussione.
Il Coni, nell’espletare il suo ruolo
istituzionale, avrà il compito di definire
lo schema delle proposte e di coordinarne l’organizzazione.
D’intesa con il Comune e la Fondazione Matera
2019 sarà programmato il piano degli investimenti.
L’INTESA CON TRANI
Presto ci sarà un protocollo
L’intesa fra i due sindaci di Matera e Trani che si sono
incontrati nei giorni scorsi porterà nelle prossime
settimane alla stipula di un protocollo
d’intesa, sancito dalle due amministrazioni comunali mediante apposite delibere di giunta municipale.
In vista di questo fondamentale passaggio, il sindaco Riserbato ha annunciato che nei prossimi giorni coinvolgerà le tante associazioni che operano nel territorio di Trani e che hanno matrice
turistica e culturale per elaborare
un programma di massima da sottoporre al comitato organizzatore di Matera 2019. Interessanti sono stati gli spunti emersi dalla conversazione avvenuta nel circolo culturale La Scaletta di
Matera, in occasione di un evento dedicato alla scultura lucana contemporanea ed al quale il primo cittadino tranese è stato invitato.
«E’ stato un risultato epocale. Abbiamo avuto ragione a gettare il cuore oltre l’ostacolo». Agostino Riitano napoletano è stato uno dei principali collaboratori di Joseph Grima nella direzione artistica del progetto di Matera
2019.
«Epocale mi pare un aggettivo coerente perchè segnala la discontinuità
rispetto alla letteratura legata al Sud,
noi abbiamo indicato con questo progetto un cambio di prospettiva, abbiamo detto che al centro dello sviluppo
di un territorio vi può essere la cultura».
Un percorso che non è stato semplice dal primo al secondo dossier con il Agostino Riitano ha collaborato insieme a Chris Torch
lavoro in quest’ultimo anno della dire- con Joseph Grima alla direzione artistica
zione artistica che è stato probabilmente uno dei passi decisivi del risultato ottenuto anche alla luce
delle motivazioni sottolineate
dalla commissione che hanno
evidenziato proprio la fattibilità certa di almeno il 70 per cento dei progetti presentati e la
presenza di un direttore artistico come punti di forza del progetto.
«Il programma culturale ha
caratterizzato un anno del nostro lavoro, era l’elemento che
doveva aprire la breccia ed indicare questo cambio di prospettiva.
Ci siamo concentrati sugli elementi forti presenti sul territorio, sulle risorse e sulle meraviglie che Matera era in grado di
offrire.
Il nostro è stato un percorso
realmente articolato con progetti che sono stati immaginati in
tre dimensioni, una locale, una di
Le immagini della vittoria di Matera il 17 ottobre
Sud e di Mediterraneo ed una tera europea.
Abbiamo ad esempio» continua Riitano
indicando quello che è stato il percorso fatto
e le scelte operate in questi mesi, «pensato
ed osservato che la Basilicata è una delle regioni che ha la migliore fascinazione del cielo, i cieli più limpidi di molta parte dell’Europa e da qui abbiamo pensato di poter sfruttare questo tipo di qualità magari anche accompagnandola con l’utilizzo di eccellenza
del territorio quali il Centro di Geodesia.
Il progetto di fascinazione del cielo contenuto nel dossier parte proprio da questo tipo di considerazioni. Ma si è trattato di un
processo lungo che ha cercato e voluto il
coinvolgimento».
Un percorso che è stato anche quello di avvicinamento al giorno decisivo che Riitano struito, voluto è stato quello che è successo
racconta con dovizia di particolari e qualche in piazza compresa la partecipazione poposuggestione: «Paolo Verri mi ha raggiunto lare che per molti ha costituito una sorpresa
a Napoli dopo l’audizione, abbiamo avuto un almeno in quella misura.
«Io credo che ce l’aspettavamo, è stato il
incontro al Teatro San Carlo che ha sostenuto il nostro progetto e poi abbiamo presen- frutto di un lavoro accurato nei quartieri,
ziato ad un film di un noto autore giappone- con le bandiere, in ogni momento di contatse che aveva avuto occasione di girare alcu- to con i cittadini che sono stati avvicinati
ne scene a Matera, siamo tornati poi verso il ogni giorno e che alla fine hanno risposto
“comunquevada party” in quello che abbia- nella maniera che aspettavamo».
Adesso Matera deve fare un altro passo.
mo definito il “comunquevada tour” e non
sono mancati episodi simpatici tra cui l’in- Adesso probabilmente viene il bello: «sì è cocontro con una maga che ci ha indicato dei sì, il bello deve venire ma molto di bello fino
ad ora ci è già stato».
numeri da giocare. Tra questi c’era il 17».
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Un segno degli astri, un segno di quello
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che sarebbe successo. Mentre previsto, co-
«Ultimo anno intenso
per definire il 45%
del programma
Cambia la prospettiva»
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Mercoledì 26 novembre 2014
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Il terrorismo religioso al centro della visita di papa Francesco al Parlamento Ue
«Dialogo con Isis non è escluso»
Bergoglio: «Anche le arroganze dei singoli Stati è anarchia pericolosa»
di FAUSTO GASPARRONI*
STRASBURGO - Sarà uno dei temi centrali del viaggio che papa
Francesco farà tra due giorni in
Turchia, ma la questione delle minacce alla pace e del terrorismo
religioso, in particolare dell’Isis,
ha toccato anche la visita che il
Pontefice ha fatto oggi a Strasburgo. Tanto che Bergoglio ha
persino evitato di escludere la
possibilità di un dialogo con gli
estremisti dello Stato Islamico.
«Io non do mai per perso nulla.
Forse non si può avere un dialogo,
ma non chiudo mai una porta. E’
difficile, si può dire quasi impossibile, ma la porta è sempre aperta», ha risposto il Papa, sul volo di
ritorno verso Roma, alla domanda dei giornalisti se ritiene che si
possa dialogare con gli estremisti
islamici. «E’ vero - ha poi proseguito Bergoglio -,
il terrorismo è una
delle tante cose che
ci minacciano. Ma
la schiavitù è una
realtà inserita nel
tessuto sociale di
oggi. Il lavoro
schiavo, la tratta
delle persone, il
commercio
dei
bambini. E’ un dramma, non
chiudiamo gli occhi su questo! La
schiavitù oggi è una realtà, lo
sfruttamento delle persone».
Inoltre, secondo Bergoglio, «c’è
la minaccia di questi terroristi,
ma c’è anche un’altra minaccia, il
terrorismo di Stato: quando le cose salgono, salgono, salgono, e
ogni Stato, per suo conto, si sente
in diritto di massacrare i terroristi, e con i terroristi cadono tanti
che sono innocenti». «E questo è
una anarchia di alto livello che è
molto pericolosa - ha sottolineato Con il terrorismo si deve lottare,
ma ripeto quello che ho detto:
quando si deve fermare l’aggressore ingiusto, si deve fare con il
consenso internazionale. Nessun
«Non do
mai
nulla
per perso»
Paese ha il diritto per conto suo di
fermare un aggressore ingiusto».
Il Papa si è soffermato su questo
complesso di argomenti anche
nel discorso all’Europarlamento,
quando si è detto convinto che
«un’Europa che sia in grado di fare tesoro delle proprie radici religiose, sapendone cogliere la ricchezza e la potenzialità, possa essere anche più facilmente immune dai tanti estremismi che dilagano nel mondo odierno, anche
per il grande vuoto ideale a cui assistiamo nel cosiddetto Occidente, perché ’è proprio l’oblio di Dio,
e non la sua glorificazione, a generare la violenza». Ha quindi ricordato «le numerose ingiustizie
e persecuzioni che colpiscono
quotidianamente le minoranze
religiose, e particolarmente cristiane, in diverse parti del mondo». Comunità e persone, ha detto, «che si trovano ad essere oggetto di barbare violenze: cacciate
La visita del Santo Padre a Strasburgo
Il Santo Padre prende spunto dal poeta italiano del Novecento
«L’Europa come il pioppo di Rebora»
«Se si perdono le radici, il tronco si svuota, muore e i rami cadono»
STRASBURGO - Nel suo discorso al
Consiglio d’Europa, a Strasburgo,
papa Francesco, per dare un’immagine del Vecchio Continente, ha
lungamente preso ad esempio e citato più volte una lirica del poeta e
sacerdote italiano Clemente Rebora, “Il pioppo”.
«In questa sede - ha detto - sento il
dovere di richiamare l’importanza
dell’apporto e della responsabilità
europei allo sviluppo culturale dell’umanità. Lo vorrei fare partendo
da un’immagine che traggo da un
poeta italiano del Novecento, Clemente Rebora, che in una delle sue
poesie descrive un pioppo, con i
suoi rami protesi al cielo e mossi dal
vento, il suo tronco solido e fermo e
le profonde radici che s’inabissano
nella terra». «In un certo senso possiamo pensare all’Europa alla luce
di questa immagine», ha aggiunto.
«Se si perdono le radici, il tronco
lentamente si svuota e muore e i rami - un tempo rigogliosi e dritti - si
piegano verso terra e cadono».
Nel precedente discorso al Parlamento Europeo, invece, il Pontefice
ha citato il celebre affresco di Raffaello della “Scuola di Atene”, in Vaticano. «Al suo centro - ha osserva-
Boldrini all’Internet Governance forum Italia
dai giganti della comunicazione - ha fatto notare Boldrini - i cosiddetti Over The
Top e non solo. Si pone
quindi un problema di regolamentazione, in quanto
è evidente che la mancanza
di principi, ovvero in presenza di regole dettate dagli
Stati autoritari o da potenti
soggetti economici, lungi
dal garantire una rete libera, favorisce al contrario il
prevalere degli interessi dei
più forti, se non addirittura
abusi derivanti dalle loro
posizioni di predominio.
Boldrini si è detta “molto
orgogliosa” del lavoro della
Commissione per i diritti e i
doveri di Internet istituita
alla Camera che ha indicato
una “direzione per possibili
sviluppi normativi a tutti i
livelli, da quello legislativo
interno ai trattati internazionali.
to - vi sono Platone e Aristotele. Il
primo con il dito che punta verso
l’alto, verso il mondo delle idee, potremmo dire verso il cielo; il secondo tende la mano in avanti, verso
chi guarda, verso la terra, la realtà
concreta». «Mi pare un’immagine
che ben descrive l’Europa e la sua
storia - ha aggiunto -, fatta del continuo incontro tra cielo e terra, dove il cielo indica l’apertura al trascendente, a Dio, che ha da sempre
contraddistinto l’uomo europeo, e
la terra rappresenta la sua capacità
pratica e concreta di affrontare le
situazioni e i problemi».
Papa Francesco
Presentato a Roma il rapporto “Costruire il futuro 2014”
Regole sovranazionali
per difendere la libertà
ROMA - Internet «è una dimensione essenziale per il
presente e il futuro delle nostre società, diventata in poco tempo un immenso spazio di libertà, di crescita, di
scambio e di conoscenza.”
Ma “la rete può tuttavia essere anche luogo di crescenti ingiustizie e disuguaglianze, dove i diritti
delle persone si scontrano
spesso con i grandi poteri
politici ed economici». Lo
ha sottolineato la presidente della Camera, Laura Boldrini, auspicando, nell’intervento all’Internet Governance Forum Italia in corso
all’aula del Palazzo dei
Gruppi parlamentari, l’elaborazione di regole sovranazionali per fornire un
quadro di norme condiviso
a questo settore.
«Basti pensare alla smisurata influenza esercitata
dalle proprie case e patrie; vendute come schiave; uccise, decapitate, crocifisse e bruciate vive, sotto
il silenzio vergognoso e complice
di tanti».
Per il Papa, ha affermato nel
successivo discorso al Consiglio
d’Europa, «la via privilegiata per
la pace - per evitare che quanto accaduto nelle due guerre mondiali
del secolo scorso si ripeta - è riconoscere nell’altro non un nemico
da combattere, ma un fratello da
accogliere». Invece «il terrorismo
religioso e internazionale», che
«nutre profondo disprezzo per la
vita umana e miete in modo indiscriminato vittime innocenti», è
«purtroppo foraggiato da un traffico di armi molto spesso indisturbato». L’Europa, invece, deve
ritrovare «una corretta relazione
fra religione e società», ha aggiunto, anche «per far fronte a un
fondamentalismo religioso che è
soprattutto nemico di Dio». (ANSA).
Innovazione nel settore edile
«Possibili nuovi mille posti di lavoro»
FORMAZIONE professionale, riqualificazione e manutenzione dell’enorme patrimonio edilizio italiano sono
le parole d’ordine per vincere la sfida
dell’occupazione e dello sviluppo nell’edilizia. Sono infatti 700mila i nuovi posti di lavoro a regime, che possono arrivare a 1 milione considerando
tutto l’indotto della filiera delle costruzioni, investendo in qualità, trasparenza, formazione e innovazione.
Ecco in sintesi il risultato dell’indagine ‘Costruire il futuro 2014’, terzo rapporto a cura dell’Osservatorio
innovazione e sostenibilità nel settore edilizio (Oise) di Legambiente, Fillea Cgil, Feneal Uil, Filca Cisl, presentata ieri a Roma, nel corso di un
convegno che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del viceministro
dello Sviluppo economico, Claudio
De Vincenti, del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, del presidente Regione Puglia, Nichi Vendola, del presidente Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, del segretario
generale Feneal Uil, Vito Panzarella,
del segretario generale Filca Cisl,
Domenico Pesenti, del segretario generale Fillea Cgil, Walter Schiavella,
del presidente commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, del
presidente commissione Attività
Produttive della Camera, Guglielmo
Epifani.
Sempre secondo il rapporto, sono
stati 700 mila i posti di lavoro andati
in fumo negli ultimi in otto anni, con
centinaia di imprese costrette a chiudere. Il settore delle costruzioni si
conferma tra quelli maggiormente
colpiti dalla crisi, eppure, potrebbe
essere anche uno dei settori protagonisti della svolta.
Secondo il rapporto, «le opportunità non mancano ma serve la capacità
di coglierle e sfruttarle al meglio»
«Ben 7 miliardi di euro - spiega - possono arrivare dai fondi strutturali
per l’efficienza energetica; le stesse
direttive europee sulle prestazioni
energetiche per la nuova edilizia e la
riqualificazione poi, indicano quella
dell’innovazione e della sostenibilità
come unica strada percorribile per il
futuro».
Il rapporto ricorda che «dal 2021
tutta la nuova edilizia dovrà infatti
permettere bollette ‘nearly zero energy’ con concreti vantaggi per l’ambiente ma anche e soprattutto per la
qualità della vita e le tasche dei consumatori». «Tutto questo processo
inoltre - aggiunge - potrebbe tranquillamente avviarsi sin d’ora grazie
alle tecnologie già pronte e sperimentate e con costi assolutamente
sostenibili».
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Mercoledì 26 novembre 2014
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Diverse le zone che non sono state liberate dai cumuli di spazzatura
Rifiuti: è ancora emergenza
Mezzi dell’Acta in circolazione. Si conferisce in discarica anche di pomeriggio
POSSIBILITA’ di conferire i rifiuti in discarica anche negli
orari pomeridiani e circolazione
di un mezzo dell’Acta in più.
Queste le ultime misure tampone decise dall’assessore comunale all’Ambiente Pasquale
Pepe per liberare Potenza dai rifiuti nel minor tempo possibile.
Dopo i cinque giorni di black
out in seguito alla chiusura del
Centro di trasferenza di Tito, infatti, la città presenta visibili segni di sofferenza.
Da ieri, tuttavia, i mezzi dell’Acta sono in continuo movimento per ripulire le zone
più
critiche
della città, anche sotto segnalazione dei
cittadini.
Da lunedì sono stati svuotati i cassonetti
del centro storico e poi a seguire, ieri, via Ancona, via Appia, via Messina,
Poggio tre galli, via Zara. Oggi
dovrebbe toccare a via Angilla
Vecchia, Rione Mancusi e Verderuolo. E poi alle contrade. In
alcune i mezzi dell’Acta sono già
passati a ritirare i sacchetti dell’immondizia, come in contrada
Serra, Cerreta e Montocchio. Eccetto gli sforzi di amministrazione e Comune, la situazione
resta stabile.
I rifiuti ancora vengono trasferiti alle sole discariche di
Sant’Arcangelo, Venosa e Atella, con relative conseguenze sui
costi economici dovuti alle spese
di carburante, trattandosi di
Venerdì
prossimo
la Conferenza
dei servizi
Alcuni cassonetti ancora pieni di rifiuti. Foto scattate ieri (MATTIACCI)
maggiori distanze, e sui costi
sociali in termini di tempo impiegato che è di gran lunga
maggiore rispetto al conferimento a Tito, rallentando di
molto il servizio.
E’ chiaro che una situazione
del genere è destinata di nuovo a
collassare. Da qui la necessità di
un’accelerazione rispetto alla
decisione da parte del Parco dell’Appenino Lucano Val D’agri
Lagonegrese di concedere l’uso
del centro di trasferenza di Tito
in deroga almeno per una ventina di giorni, come dichiarato in
precedenza. Ma a dieci giorni
dall’ordinanza di chiusura, dal
Il Corecom
incontra
gli studenti
Una città sempre più digitale
IL CORECOM di Basilicata
incontrerà nella giornata di
domani una delegazione della Rete e della Consulta degli
studenti a Potenza alle ore
17.30, presso la sala B sita al
piano terra del palazzo del
Consiglio Regionale. L’incontro è stato stabilito nel
corso dell'ultima seduta con
l'approvazione all'unanimità di un odg, proposto da
Gianluigi Laguardia, che recependo le indicazioni di Morena Rapolla, Armando Corraro e Sergio Stigliano, sosteneva l’esigenza di analizzare le ragioni delle polemiche insorte a seguito di alcuni servizi giornalistici. «Nel
sottolineare i diritti ed il rispetto come intangibili prerogative da assicurare a tutti
incondizionatamente - spiega la nota - il Corecom ha ritenuto nell'ambito delle sue
funzioni di assumere una
posizione Istituzionale con
riguardo alla querelle mediatica innescatasi in seguito al servizio del Tg3 basilicata, al fine di ripristinare
un clima di sereno confronto
e non di sterile invettiva».
«METTERE insieme risorse del territorio medesime traiettorie di sviluppo e capire se
per uno sviluppo strategico condiviso». E’ ci sono le condizioni per un percorso comuquesta la mission che si propone il cosiddet- ne al servizio dei giovani in primis». Il tavoto “Tavolo dell’Innovazione” formato da lo oltre a «valorizzare al massimo le espepersone che hanno a cuore il destino della rienze di giovani startupper lucani» redicittà e che si sono incontrati nei giorni scor- gerà un piano di sviluppo digitale della città. «Per fare tutto questo - riprende il comusi per redigere un manifesto.
nicato - è necessario dare
«Riteniamo che una delle
centralità alle persone, alla
precondizioni indispensabili
formazione e alle nuove tecper determinare politiche
nologie per migliorare la ge”smart” in un’area urbana
stione dei processi urbani e
sia quella di realizzare una
la qualità della vita dei cittadiffusa rete di Innovazione
dini. Connettere le persone ai
sociale».
servizi in modo efficiente,
Pertanto «il Tavolo dell’Ineconomico ed efficace è l’onovazione si fa promotore di
biettivo che ci poniamo per il
tutto ciò e, grazie ai partecifuturo di questa città. Potenpanti, intende dare avvio ad
za “città connessa” è la sfida
una svolta culturale e “politiambiziosa nel garantire che
ca” nell’approccio ai temi delle tecnologie siano realmenlo sviluppo e della crescita
te in grado di fornire rispodel territorio».
ste efficaci alle domande e ai
Diverse sono le proposte L’incontro tenuto a Potenza
problemi dei cittadini e delle
avanzate dal tavolo. Prima di
imprese del territorio».
tutto: «aumentare le compe«Il Tavolo dell’Innovazione - conclude la
tenze degli operatori del web e spingere per
la digitalizzazione della pubblica ammini- nota - è l’ambiente cittadino in cui si discute
strazione per offrire servizi di qualità, com- di open municipio, infrastrutture, di banda
primere i costi e avvicinare il cittadino ai larga, di soluzioni smart nei campi della sanità, dell’occupazione, dell’istruzione, della
processi di democrazia digitale»
Il secondo punto prevede l’attivazione di mobilità, ma anche di start up e crowdfunsinergie sul territorio, «ovvero - riprende il ding. Tutto ciò al fine di ragionare sul futucomunicato - sia la possibilità di ritrovarsi ro della città e provare a studiare nuove socon enti , imprese e centri di ricerca sulle luzioni grazie all’utilizzo del digitale».
Le proposte del “Tavolo dell’innovazione”
Parco nessun cenno.
Lo stesso vale per l’assessore
regionale all’ambiente Aldo
Berlinguer, nonostante il caso
di Tito sia solo la punta dell’icerberg di un sistema generale che
non funziona e che al minimo
intoppo va in crisi. Sono infatti
25 i Comuni del Centro che conferiscono i loro rifiuti al centro
di trasferenza di Tito, oltre al capoluogo di regione.
Si attende con trepidazione,
dunque, la conferenza di servizio prevista per venerdì e che –
spera Pepe – possa dare buone
notizie a riguardo.
Intanto l’amministrazione,
come già ricordato più volte, ha
provveduto
all’invio di
tutta la documentazione
necessaria
per la messa
in funzione
del centro di
trasferenza
all’ex inceneritore di San
Luca Branca,
a Vallone Calabrese, per il
quale – vista
l’emergenzapure aveva
chiesto un’apertura
in
deroga. Si sono già tenuti
dei sopralluoghi con Provincia,
Regione, Asp e Arpab, durante i
quali Pepe ha mostrato quanto
l’impianto meccanico sia pronto
all’uso già da tempo.
Anna Martino
“ITALIA NOSTRA” SCRIVE AL SINDACO
«Bloccare l’espansione urbanistica
di rione Malvaccaro»
«BLOCCARE l’espansione urbanistica di Malvaccaro». A
chiederlo in una nota è la sezione di Potenza di “Italia Nostra”.
L’associazione, in una nota, si chiede «come sia stato possibile autorizzare l’edificazione di fabbricati che abbiano superato i tre piani, quando su tutta via del Gallitello sono state mantenute norme di rispetto antisismico, realizzando fabbricati
con un’abitabilità nella maggioranza degli edifici non superiore
al terzo piano». «Chiediamo - riprende la nota - che non si costruisca a meno di 150 metri dal sito archeologico» «non vorremmo - conclude il comunicato stampa - che le future generazioni possano rimpiangere la distruzione del patrimonio culturale-ambientale di cui ancora oggi si può godere».
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Potenza e provincia
Mercoledì 26 novembre 2014
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L’impianto di Montereale tornerà fruibile per l’utenza dalle 14 del 28 novembre
Riapre la piscina comunale
La verifica ha messo in luce che la carica batterica è nei limiti di legge
TIRANO un sospiro di sollievo i tanti appassionati del nuoto della città di Potenza.
La struttura di Montereale riaprirà i
battenti il 28 novembre prossimo.
A comunicarlo è l’assessore allo Sport
del Comune capoluogo Giovanni Salvia.
L’impianto, come si ricorderà, era stato
chiuso a causa di un guasto all’impianto
idrico-sanitario posto a servizio delle doc-
ce della Piscina comunale, pertanto era
stato necessario procedere a una verifica
della qualità dell’acqua sanitaria.
La verifica ha messo in luce che la carica
batterica dell’acqua è contenuta nei limiti
di legge.
«A ogni buon conto – ha spiegato l’assessore Salvia – si è deciso di procedere comunque alla sanificazione dell’impianto
idrico-sanitario, operazione che si comple-
terà con le analisi chimiche e microbiologiche venerdì 28, entro le ore 12».
Si specifica che le acque di balneazione
non sono state interessate da alcun problema e che sono state comunque eseguite le
analisi delle stesse, con esito favorevole alla balneazione.
«La piscina comunale – ha concluso Salvia – sarà riaperta al pubblico venerdì 28 La piscina comunale
novembre 2014 alle ore 14».
I rappresentanti dei lavoratori chiedono che l’azienda “dia delle risposte”
«Il personale non si tocca»
Sciopero dei dipendenti Cotrab. Secondo i sindacati adesione dell’ottanta per cento
NOVE punti. Ognuno è stato già
ampiamente discusso e affrontato in questi ultimi due anni. Ma il
Cotrab continua a non interloquire con i sindacati e a non dare le
risposte che meritano.
Ecco perché ieri Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt Uil hanno indetto uno
sciopero dei dipendenti del consorzio che gestisce il trasporto
pubblico in città, che ha visto l’adesione di circa l’80 per cento dei
lavoratori e che ha comportato la
chiusura di scale mobili e ascensori e la riduzione delle corse degli autobus in alcune ore.
Sul tavolo, il mancato pagamento delle ultime tre mensilità,
la mancata verifica
dei tempi di percorrenza di alcune linee dell’attuale piano di esercizio, sebbene con l’ultimo atto amministrativo
in autotutela la
giunta comunale lo
abbia rigettato.
E ancora, la mancata verifica de turni di servizio e
dell’organizzazione del lavoro sugli impianti meccanizzati, la verifica dell’accordo del 2 marzo 2004
relativo all’attuale organizzazione del grafico orario e delle soste
tecniche programmate. Infine,
l’assunzione dei controllori esterni al personale esistente e la riduzione di 700.000 chilometri percorsi su gomma con una conseguente paventata riduzione del
personale, nonché la necessità di
«Questione
sociale
che riguarda
la città»
Un autobus urbano
una informativa sulla formulazione di un servizio di verifica delle linee su gomma e una riorganizzazione dell’ufficio movimento e degli uffici amministrativi
del Cotrab.
E’ il momento, per le sigle sindacali,«che l’azienda dia delle risposte». E’ dell’anno scorso, in
particolare, l’accordo con cui si
stabiliva una trattazione con il
sindacato per alcune decisioni
aziendali, riguardanti anche l’assunzione del personale.
«Personale che – dicono Rsa Uil
e Cgil – non si tocca. Se l’azienda
avesse discusso con i sindacati,
oggi non ci sarebbero ancora 18
precari tra interinali e controllori
neo assunti».
Una scelta, tra l’altro, che non
giustificherebbe il paventato ta-
glio al personale. Perché gli sprechi non possono essere ridotti
sulle spalle dei cittadini. Ci sono
infatti una serie di questioni irrisolte su cui i lavoratori chiedono
conferme.
Il fitto del parco auto, che dovrebbe costare all’azienda 10.000
euro al mese e il fitto dei mezzi,
una parte dei quali ancora della
Sti (l’azienda appaltatrice prima
del Cotrab) e che al consorzio costerebbero 30.000 euro al mese.
Senza contare il restante parco
su gomma, dato in prestito dal
Comune. E poi, cosa ha provocato
il mancato pagamento delle ultime mensilità? Nell’ultimo incontro con il sindaco De Luca, il 14
novembre, era stato riferito ai
sindacati che era giunto nelle
casse comunali il trasferimento
dei 15 milioni di euro chiesti alla
Cassa depositi e prestiti per pagare, in ordine cronologico, tutte le
fatture rimaste insolute. Resta
l’incognita anche su 1 milione e
700 mila euro vincolati ai trasporti erogati dalla Regione Basilicata.
«La questione – dicono ancora i
rappresentanti di Cgil e Uil – non
è di categoria ma è sociale. Non riguarda solo i lavoratori ma l’intera città. Il trasporto pubblico deve
essere un servizio garantito pari
alla sanità».
Ragion per cui si pretende massima trasparenza all’azienda, alla
quale i sindacati continuano a
chiedere un confronto.
an. mart.
«Accreditamento, situazione grave». Poi arriva la nota della Regione
Avis, Nicola Todisco si dimette
Il PRASIDENTE regionale dell’Avis,
Nicola Todisco, ha rassegnato le dimissioni. Al centro della questione,
l’incertezza su modalità, tempi e procedure che dovranno portare tutto il
sistema trasfusionale ad accreditarsi. Il presidente durante un incontro
che si è tenuto ieri ha manifestato
tutto il suo disappunto e la sua preoccupazione. «Siamo in una situazione
molto grave. - ha detto Todisco - Abbiamo pochissimo tempo per fare le
cose necessarie che non sono state
fatte in questi anni. Confidare in una
proroga che non ci sarà è inutile, anzi deleterio. Per tutte queste ragioni,
per sottolineare la inadempienza della politica che non ha saputo o voluto
svolgere il suo ruolo, sono costretto a
rimettere il mandato associativo e dimettermi da Presidente dell’Associazione».
«Avis - precisa un comunicato - ha
fatto tutto quanto di sua competenza, lo testimonia la fitta corrispondenza intercorsa con Aziende Sanitarie e Regione Assessorato alla Sanità, per ottenere autorizzazione ed accreditamento della proprie unità e
dei punti di raccolta. In questi ultimi
tre anni ha censito tutti i punti di raccolta, raccolto e prodotto la documentazione prevista dalla norma,
sottoscritto convenzione con le Asl
per i punti di raccolta ubicati nelle
strutture sanitarie, realizzato lavori
di adeguamento in quelli ubicati in
strutture private, acquistato due
unità mobili di raccolta, organizzato
e partecipato con il proprio personale, ai corsi di formazione, investito
notevoli risorse per l’acquisto delle
attrezzature e dotazioni strumentali
previste per legge ed organizzato, in-
fine, percorsi formativi anche per i
volontari che ogni fine settimana, diligentemente organizzano e gestiscono le raccolte del sangue». Il rischio concreto è che dal prossimo 1
gennaio 2015 «possa non esserci alcuna struttura trasfusionale lucana
in grado di ricevere, lavorare, stoccare ed erogare le emazie raccolte in regione causando la paralisi totale del
sistema sanitario avendo come unica
alternativa il trasferimento di tutto il
sangue raccolto in qualche struttura Todisco durante l’incontro di ieri (Mattiacci)
extraregionale accreditata, sancendo, di fatto, la fine del sistema trasfu- bre scorso». Il dirigente pertanto solsionale lucano». Dopo la presa di po- lecita le associazioni di volontariato
sizione dell’Avis è arrivata la replica «a voler trasmettere, ai competenti
di Donato Pafundi, dirigente genera- dipartimenti di prevenzione, la docule del Dipartimento Politiche per la mentazione finalizzata al rilascio,
Persona della Regione secondo il per le singole strutture, del relativo
quale «le indicazioni operative, con- parere cui dovrà seguire il provvedidivise, sono state fornite il 13 novem- mento regionale di autorizzazione».
BREVI
ISTITUTO TEOLOGICO
Al via l’anno
accademico
VERRA’ inaugurato
ufficialmente domani
mattina l’anno accademico dell’Istituto
telogico di Basilicata.
La cerimonia che si
terrà dalle 10.30 nell’Auditorium dell’Immacolata vedrà la prolusione con una lectio
magistralis di Domenico Marafioti s.j.,
Preside della Pftim
sul tema: “Teologia e
profezia delle periferie”. Presiede Agostino Superbo, arcivescovo di Potenza.
SABATO PROSSIMO
150 anni
per il Classico
SABATO prossimo a
partire dalle 9 si svolgerà presso l’Aula
Magna del Liceo Classico Statale “Q. Orazio
Flacco” di Potenza, in
occasione del 150° del
Liceo, la cerimonia di
apertura dell’a nno
scolastico. Seguirà il
saluto del Dirigente
Scolastico, la Lectio
magistralis del prof.
Giampaolo D’Andrea,
la premiazione degli
alunni eccellenti a.s.
2013/2014, le inaugurazioni della Mostra dei documenti
d’archivio, dei libri
antichi e di pregio del
Liceo, dell’Archivio
Storico e della Sala lettura della Biblioteca
d’Istituto..
AL CAMPUS
Sostenibilità
a mensa
“La SOSTENIBILITA’
va a mensa” è il titolo
dell’iniziativa che verrà presentata oggi al
Campus di Macchia
Romana alle ore 13
nell'ambito della Settimana europea dei rifiuti.
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20
Potenza e provincia
Mercoledì 26 novembre 2014
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BALVANO I due, originari del napoletano, dovranno rispondere di ricettazione
Sorpresi con 30.000 euro in contanti
Durante un controllo la Polizia stradale ha trovato un sacchetto pieno di soldi
BALVANO - Credevano di
“averla” fatta franca, invece
sulla loro strada hanno incontrato le forze dell’ordine
che hanno trovato nel corso
di un controllo su un’autovettura una consistente
somma di denaro senza che
gli occupanti sapessero dare
spiegazione sulla loro provenienza. Questi i fatti. Nell’ambito dei servizi predisposti dal Compartimento Polizia Stradale “Basilicata”, finalizzati al contrasto alla criminalità diffusa, personale
della locale sezione, sul Raccordo autostradale Sicignano/Potenza, all’altezza del lo
svincolo di Balvano, ha proceduto al controllo di un’autovettura di piccola cilindrata con a bordo due persone,
entrambe della provincia di
Napoli, con precedenti di polizia . Durante il controllo i
due si sono mostrati alquanto nervosi ed agitati inducendo gli stessi militari ad
approfondire gli accertamenti effettuando una perquisizione personale e veicolare. A seguito all’interno del
veicolo, nella parte sottostante il cruscotto è stato rinvenuto ben occultato, un sacchetto di carta contenente la
somma di oltre 30.000 euro
suddivisa in mazzette di vario taglio. Atteso quanto ritrovato e considerato che le
persone oggetto di controllo
non erano in grado di giustificarne il possesso e la provenienza. Il denaro è stato sequestrato e le due persone
sono state segnalate.
IL 9 GENNAIO PROSSIMO
Ater, i sindacati proclamano lo sciopero
Stato di agitazione per i lavoratori dell’azienda di edilizia residenziale
Il 3 dicembre previsto un presidio davanti la Regione
STATO di agitazione e proclamazione di
una giornata di sciopero per il 9 gennaio
prossimo.
La decisione è arrivata dai sindacati Fp
Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, che «facendo seguito all’ultimo incontro con l’Azienda Territoriale per l'Edilizia Residenziale di Potenza che continua a rendersi indisponibile al ripristino dei fondi della contrattazione decentrata e a confermare la volontà di tagliare le risorse destinate ai lavoratori, e dopo aver tenuto l’assemblea ge-
nerale del lavoratori lo scorso venerdì 21
novembre» hanno indetto la giornata di
sciopero per l’intero turno di lavoro.
«Come organizzazioni sindacali - spiega una nota congiunta - ribadiamo la
grave condotta dell’Ater di Potenza che
dopo aver impedito la contrattazione
aziendale per due anni, l’ultima risale al
2012, compromettendo anche accordi
già sottoscritti, decide per l’anno in corso
di tagliare drasticamente le risorse attestate alla parte variabile del fondo delle
La sede dell’Ater di Potenza
Sistema di prenotazione promossa da “Sanità Futura”
“Prenota salute Evo”, i cittadini
più vicini alle strutture sanitarie
INDIVIDUARE una struttura
sanitaria vicina sarà più facile
grazie al sistema “Prenota Salute Evo ” che è stato presentato nei
giorni scorsi dall’associazione
delle strutture sanitarie private
accreditate Sanità Futura.
Il “Prenota Salute Evo” è l'evoluzione (di qui il termine Evo) del
progetto pilota di prenotazione
semplificata di Sanità Futura,
già sperimentato negli anni
passati nel Vulture-Alto Bradano, e darà il via
ad una nuova
epoca in cui prenotare e dialogare con le strutture sanitarie diverrà
sempre
più semplice.
Il progetto è pensato per essere
scalabile e per integrare al suo
interno nuovi canali, una sorta
di Hub per poter prenotare attraverso il medium scelto dal cittadino, a cui possono aderire tutte
le strutture sanitarie: è la sanità
che si adatta al cittadino per rendergli il percorso sanitario più
semplice.
«L’informatica nella sanità ha sottolineato il presidente Michele Cataldi - garantisce continuità assistenziale, centralità
del paziente, trasparenza negli
risorse decentrate, operazione che avrà
come effetto quello di azzerare di fatto
parte della retribuzione dei lavoratori
dell’Azienda».
«Si tratta - precisano i sindacato - di
una decisione inaccettabile sia rispetto a
tagli, che non possono e non devono essere pagati dai lavoratori, sia rispetto alla
iniquità dell’operazione praticata dall’Azienda che ha di fatto deciso unilateralmente di operare a livello locale la spending review tutta sulle spalle dei lavoratori».
Dito puntato contro la direzione «già
colpevole - riprende il comunicato - di
non aver reso possibile la contrattazione
in questi ultimi due anni, facendo perdere anche le risorse del 2013, e senza nessun coinvolgimento del sindacato e della
rappresentanza dei lavoratori, decide,
quindi di tagliare circa 1/3 del fondo complessivo dei lavoratori che in questi anni,
tra l’altro, si sono visti aumentare a dismisura i carichi di lavoro per effetto delle molteplici cessazioni intervenute non
sostituite per il blocco del turnover».
I sindacati, infine, prevedono nel contempo, presidi davanti alla Regione a
partire dal pomeriggio del prossimo
mercoledì 3 dicembre considerato che
«l’Ater - conclude la nota congiunta di Fp
Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl - è l’unico ente strumentale che ha deciso di tagliare le risorse e procedere con scelte scellerate sulle
politiche del personale penalizzando fortemente i lavoratori, unico ente in tutta la
Basilicata».
L’informatica
in aiuto
degli utenti
bisognosi
Il dibattito organizzato da Sanità Futura
atti amministrativi e sanitari, ni. Adesso con le nuove tecnoloun risparmio consistente. Si gie oltre a soddisfare i bisogni
pensi che solo co la prenotazione burocratici, l’informatica ha daon line, secondo uno studio rea- to un grande supporto alla dializzato da Sanità Futura, è possi- gnosi e alla gestione della terabile risparmiare complessiva- pia».
Partner dell’iniziativa è anche
mente 160 milioni di euro; 370
milioni di euro si otterrebbero la società cooperativa sociale
grazie alla consegna dei referti “Più salute”, nata come società
via web; 1 miliardo 370 milioni per il service di attrezzature saper risparmi di tempo in attività nitarie e informatiche a imprese
mediche ed infermieristiche e privati, ha colto la trasformagrazie all’introduzione della car- zione in atto e si sta sempre più
tella clinica elettronica; 860 mi- evolvendo verso lo sviluppo di
lioni grazie alla dematerializza- servizi informatici avanzati rizione dei referti e delle immagi- volti al settore sanitario.
Incontro con il sindaco
VIETRI DI POTENZA
Il generale
Due giovani
Procacci
protagonisti
a Vietri di Potenza di “Go on”
Procacci a Vietri
VIETRI DI POTENZA – Il Generale
Vincenzo Procacci, comandante
Legione Carabinieri Basilicata, ha
fatto visita ieri mattina a Vietri di
Potenza, al Comune e alla locale
stazione dei Carabinieri. Si è intrattenuto con i militari dell’Arma
presso la locale stazione, dove c’è
anche il “Lass”, il laboratorio analisi di sostanze stupefacenti, unico
in Basilicata. Una chiacchierata
con i militari e con il comandante
di stazione, il maresciallo capo
Maurizio Bertolini, e poi una visita
alla sede Comunale per un saluto.
Ad attenderlo il Sindaco, Carmine
Grande, rappresentanti della
Giunta Comunale e del Consiglio
Comunale, agenti della Polizia Locale e dipendenti comunali. Una
bella chiacchierata, dove il Sindaco
ha sottolineato la collaborazione,
specie nelle opere di prevenzione,
tra il Comune e il comandante Bertolini. Il Sindaco ha poi donato al
Generale Procacci un cesto di prodotti tipici.
Claudio Buono
POTENZA - Vietri di Potenza protagonista all’evento finale del Go-On Basilicata al
teatro Don Bosco, con Giuseppe Pitta di Progetto Neco
e Gerardo Gorga di Snapback. Due realtà nate da
menti vietresi, ampiamente
raccontate, anche con contributi video, nell’evento finale di lunedì sera. Con loro
sul palco altri protagonisti,
che hanno raccontato le migliori esperienze digitali in
Basilicata, la regione che ha
ospitato, per la prima volta
in Italia, il più grande evento diffuso sui temi del digitale. L’evento voluto da Riccardo Luna ha trovato consensi ovunque. Il primo,
Giuseppe Pitta, ha raccontato dell’esperienza nata con
Progetto Neco, il secondo,
Gerardo Gorga, ha raccontato di Snapback, la start-up
nata da un’idea tutta lucana, con sede a Roma, che
tanto sta facendo parlare di
sé: in ultimo anche un interessamento di Tg5, con un
servizio televisivo. E così la
Basilicata si conferma terra
di grandi talenti: lo testimoniano queste due esperienze
che hanno creato davvero
qualcosa di importante.
c. b.
RASSEGNASTAMPA
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Mercoledì 26 novembre 2014
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LAGONEGRESE
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La denuncia del Wwf: «Per chilometri è in secca, ed è un problema anche per le aziende»
«Crisi ecologica sul fiume Agri»
Denunciato il forte sfruttamento delle acque che non garantisce il deflusso minimo
VAL D’AGRI – Il fiume
Agri si sta prosciugando,
tanto da pensare ad una
vera e propria crisi ecologica. Lo denunciano gli
esperti del Centro Studi
Naturalistici
Nyctalus
Onlus e del WWF Val d’Agri, che da diversi giorni
stanno monitorando l’attività del fiume. La cosa
più allarmante sarebbe il
drastico
abbassamento
del livello delle acque, in
alcune parti completamente inesistente.
«Da molte settimane scrive il Wwf - il livello è
particolarmente
basso,
ma da diversi giorni il fiume
è
completamente
scomparso lungo un tratto di quasi tre chilometri.
A partire da località “Petto
del Cavaliere” in agro di
San Martino d’Agri, fino
ad arrivare al confine
orientale del territorio del
Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese
(confluenza
Fiume Agri, Fosso Tavolatedda) lunghi tratti di fiume sono completamente
scomparsi, non c’è alcuna
traccia di acque in superficie. In altri tratti il fiume
è ridotto ad un rigagnolo,
oppure il letto del fiume si
è ridotto ad un insieme di
pozze molto basse».
Quali problemi comporta? In primo luogo c’è la
questione legata alla garanzia del deflusso vitale
che è stabilita per decreto
legislativo. «Il minimo deflusso vitale - scrivono deve tener conto: delle diverse stagioni, della tutela
dell’ecosistema acquatico,
della tutela della naturalità del fiume, del rispetto
della qualità dell’habitat e
della tutela della fruizione
ed è quindi di fondamentale importanza per mantenere in vita il fiume.
Nonostante la nostra indagine abbia interessato
un breve tratto di circa 9
Lo stato del fiume Agri nei tratti monitorati da Wwf e centro studi naturalistici Nyctalus Onlus. Gli scatti
testimoniano larghi tratti in secca o quasi
chilometri, ricadente per
lo più nell’area Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese riteniamo verosimile
che le medesime condizioni di criticità interessino
in vario modo l’intero corso del fiume fino alla foce.
La situazione attuale
configura una crisi ecologica che va a gravare su
un equilibrio già di per se
instabile del fiume, sottoposto ad interventi del tutto deleteri per il suo ecosistema, accompagnati a vari fattori di stress (discariche, taglio illegale di legname, operazioni di sistemazione dell’alveo a dir
poco discutibili ecc.)».
Le conseguenze sono
tante, in primo luogo per
le aziende zootecniche e
agricole della zona che
usufruiscono dei servizi
ecologici del corso d’acqua. «Questa situazione di
criticità mette a dura prova un sistema agricolo già
fragile ed esasperato. La
valle del fiume Agri infatti
è ormai da anni sottoposta
ad uno stress eccessivo,
ma nonostante gli incontri e i dibattiti pubblici,
questo fiume è oggi abbandonato al suo triste de-
stino».
Dunque secondo il Wwf
le problematiche sono legate alla «Cattiva gestione
del territorio, inciviltà e
sovra-sfruttamento delle
risorse idriche, scarichi
abusivi, controlli e sopralluoghi sul territorio insufficienti e riscaldamento globale e cambiamenti
climatici.
Non siamo noi nella po-
Le attività nell’ambito dell’evento GoOn Basilicata
LE DENUNCE
Gli studenti del Marconi di Lauria
a lezione di programmazione
LAURIA - La Basilicata al 100%
digitale, anzi al 131%. Questa la
mission che Go On Basilicata ha
messo in campo per un dday digitale innescando un meccanismo di partecipazione di massa
con l’obiettivo di aumentare le
competenze digitali dei cittadini, delle imprese e della Pubblica
Amministrazione. A Lauria si è
svolto il Coderbas, un evento legato al Coderdojo a cui ha partecipato la scuola Marconi.
Hanno partecipato a Lauria i
ragazzi della quarta e della
quinta classe della scuola elementare della Marconi di Lauria grazie alla dirigente Miraglia e, a Carmina Ielpo e Maria
Teresa Lauletta insieme alle al-
tre insegnanti che hanno recepito con positività e fattività il
progetto.
Oltre cento le iniziative su base regionale, questa è una di
quelle dove al centro dell’iniziativa ci sono stati i ragazzi che
provvisti di device portatili hanno con entusiasmo partecipato
alla lezione, palestra di programmazione, del relatore
“mentore” Vincenzo Patruno e
degli altri local “mentori”: Giacomo Bloisi, Mariateresa Pansardi, Enrico Di Giorgio, Gennaro Cosentino, Domenico
D’Imperio, Isabelle Papaleo e
Mariano Schettini.
«Sono queste le iniziative a assessore cittadino di Lauria
sizione di poter stabilire le
responsabilità di questa
situazione ma di certo le
condizioni attuali del fiume richiedono indagini
accurate che possano portare a sviluppare un piano
di gestione serio, partecipato ed efficace per ristabilire quegli equilibri ecologici fondamentali per
mantenere questo fiume
in vita».
Scoperti con pochi
grammi di hashish
Il Coderdojo a Lauria con gli studenti del Marconi
Lucia Carlomagno - cui dare un
plauso perché mettono al centro
la scuola e i suoi studenti. Un
messaggio importante e di attenzione alla scuola come luogo
di formazione delle nuove generazioni».
Una rivoluzione digitale regionale che inizia da qui.
Mimino Ricciardi
LAGONEGRO Tre persone sono
state segnalate alla prefettura
per uso di droghe. Prosegue l’attività alla lotta al traffico ed all’uso
di sostanze stupefacenti e nell’ultimo weekend, nel corso di un
servizio di controllo del territorio
finalizzato alla prevenzione e repressione di reati in materia di circolazione stradale e sostanze
stupefacenti, sono stati sorpresi
tre giovani in possesso rispettivamente di 4 e 7 grammi di hashish
e 7 grammi di marijuana. Le persone, tutti uomini, di età compresa tra i 29 ed i 37 anni sono state
segnalate alle Autorità Prefettizie
di competenza Catania, Napoli e
Cosenza.
Emilia Manco
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LAGONEGRO Il 18 novembre fu rinviata la discussione in attesa dell’assemblea Pd
Giunta indecisa sullo Sblocca Italia
L’opposizione vuole una presa di posizione ma si aspetterà la prossima assise regionale
LAGONEGRO – L’ultimo
consiglio comunale convocato in seduta ordinaria lo
scorso martedì 18 novembre si è protratto fino a tarda sera e si è concluso con
l’auto-sospensione dell’assemblea, quando alla discussione dell’undicesimo
punto all’ordine del giorno
– vale a dire la richiesta da
parte della minoranza di
adottare una delibera che
imponga al presidente della
Regione di impugnare davanti alla Corte Costituzionale l’articolo 38 del decreto “Sblocca Italia” – ci si è resi conto, intorno alle 23, che
i tempi si stavano protraendo oltre il dovuto.
Lecito pensare però che la
mossa sia stata una manna
dal cielo per la maggioranza, soprattutto a fronte della relazione del consigliere
Pasquale Mitidieri a sostegno del governatore Pittella e considerato l’imbarazzo
che destava una questione
così delicata: «Persino il
primo cittadino di Viggiano – queste le parole della
consigliera della lista “Per
Lagonegro” Maria Di Lascio a margine dell’intervento a sostegno della sua
La manifestazione contro il petrolio di Potenza e il sindaco di
Lagonegro Mitidieri
mozione - seguendo l’esempio di tanti suoi colleghi che
in queste ore sono vicini ai
movimenti ambientalisti e
alle proteste di studenti e
abitanti, ha chiesto ai vertici regionali di fare un passo
indietro; e il nostro sindaco
oggi ha la possibilità di dimostrare la sua assoluta
contrarietà al decreto ministeriale, come aveva affermato in altre circostanze».
E così si è preferito attendere il verdetto dell’assem-
blea regionale del Pd, che si
è tenuta a Potenza nel fine
settimana con esiti altrettanto attendisti e contraddittori peraltro, e rimandare ogni decisione a data da
destinarsi.
Stessa sorte è toccato all’altro argomento proposto
dall’opposizione, e cioè che
si richieda al governatore
«di non destinare il fondo di
coesione territoriale e dei
diritti di cittadinanza, istituito con legge regionale
8/2014, per finanziare sperperi ed inefficienze del capoluogo a danno dei comuni che svolgono funzioni
sovra-comunali nei comparti della sanità, della giustizia e degli enti pubblici,
come nel caso di Lagonegro».
Anche per quest’altra
questione difficile e molto
dibattuta pure tra i Dem, si
è scelto di aspettare il consiglio regionale del 4 dicembre prossimo, ma va sottoli-
Incontri, racconti del territorio e visite guidate questo fine settimana
neato che la maggioranza
aveva presentato un documento della stessa natura.
Invece alle argomentazioni
di Mitidieri, che evidenziava come la attuale coltivazione di idrocarburi sia «inferiore a quanto già autorizzato dalle giunte Bubbico e De Filippo» e cioè la fatidica soglia dei 154.000 barili al giorno, ma va ricordato che non esiste un ente
di controllo pubblico che
possa certificare i dati for-
niti dalle compagnie petrolifere, e quanto l’amministrazione in carica a Viale
Verrastro si sia posta in discontinuità con le precedenti, la Di Lascio in un intenso scambio di battute ha
opposto «le ragioni per cui
il rivoluzionario Pittella ha
cambiato idea rispetto alla
promessa fatta in campagna elettorale di non consentire nuove estrazioni,
mentre oggi per denaro
permette l’inquinamento
della terra , dell’acqua e dell’aria della Basilicata senza
che le sue politiche portino
alcun vantaggio alle popolazioni lucane».
L’atmosfera si era già riscaldata parlando di parcheggi pubblici, poiché la
gestione complessiva del
servizio risulta deficitaria e
probabilmente non rende
gli investimenti fatti e le
spese sostenute da parte
dell’ente, tant’è che pur non
votando insieme alla minoranza la maggioranza ha
preso atto della situazione e
promesso di trovare soluzioni adeguate dopo un’attenta verifica delle criticità
segnalate da numerosi cittadini».
LAURIA Tre le interrogazioni
Ultimo appuntamento per “Borghi narranti” Consiglio convocato
con tappa nel borgo di Chiaromonte
per il primo dicembre
HIAROMONTE – «Massimizzare unicamente i
vantaggi materiali di breve termine della propria
famiglia nucleare, supponendo che tutti gli altri
si comportino allo stesso
modo».
Sono passati 50 anni da
quando Banfield teorizzava il familismo amorale
(Le basi morali di una società arretrata, Bologna,
Il Mulino, 1976). Il prossimo weekend, il 29 e 30
Novembre, a Chiaromonte, il paese della Basilicata oggetto di studio del
sociologo americano, si
terrà la terza e ultima tappa di Borghi narranti.
Dopo San Severino Lucano e Viggianello, l'evento, organizzato da Prometa Servizi e le locali amministrazioni, chiude il capitolo della prima edizione raccontando ancora il
Pollino con la musica, i
sapori e i dibattiti insieme
a ospiti di eccezione. Sabato alle 17 a guidare la
passeggiata di comunità
ci sarà Franco Arminio
che, probabilmente, meglio di tutti ha raccontato
il sud Italia degli ultimi
30 anni. Insieme a lui, la
“comunità provvisoria”
che si creerà durante l'evento sarà parte attiva e
fondamentale di un rac-
Il borgo di Chiaromonte
conto corale animato dal
confronto spontaneo.
Il giorno dopo invece
l'ospite sarà Carmen Pellegrino, di professione
abbandonologa,
come
l’ha definita tempo fa un
bambino, “ha fatto dello
studio delle città e delle
cose abbandonate il suo
lavoro. Affascinata dal
contatto diretto con le cose che la storia non ricorda, inerti perché hanno
perso la destinazione d’uso, cerca posti morti, rimorti e scampati, ma comunque in piena luce per
poter attivare i fantasmi
dell’immaginazione”.
Sabato e domenica dalle 10 alle 21 sarà possibile
visitare i contenitori culturali di Chiaromonte
aperti per l'occasione,
dalle 12 e dalle 19 i ristoranti racconteranno il
territorio con i loro menu
e alle 17, alle 18, alle 19
(domenica anche alle 11)
le guide condurranno i
visitatori per le vie del
borgo.
Eva Immediato e Vincenzo D’Orsi chiuderanno la prima giornata, alle
20, svelando segreti, immagini e emozioni delle
pietre, anime vive della
Terra, con lo spettacolo
“Pietre parlanti: Cunti
Canti e Musicanti”. Domenica, dalle 16, Maurizio Caggiano farà vibrare
i vicoli con una performance musicale tra tecnologia e suoni del territorio e alle 19 il Quintetto
Meridies presenterà la
Pastorale Lucana con
suoni, strumenti e parole
legati alla natività.
Invece duplicheranno
il successo fuori casa giovedì 27 novembre, gli studenti di San Severino Lucano che la settimana
scorsa sono stati protagonisti di uno spettacolo da
loro stessi realizzati con il
supporto oltre che dei loro insegnanti di Eva Immadiato, l’attrice che ha
seguito il progetto nel
corso della tappa sanseverinese di “Borghi narranti”.
Gli studenti della scuola media della cittadina si
sono preparati all’evento
iniziando con la ricerca di
storie, racconti, favole,
una vera e propria indagine sociologica fatta
ognuno nella propria famiglia, con l’attrice Eva
Immadiato le hanno assemblate e ne hanno costruito uno spettacolo,
con racconti accompagnati da organetti,fisarmoniche e tamburelli. La
rappresentazione è stata
molto apprezzata, il dirigente scolastico Vincenco Lardo ha proposto la
replica a Corleto e così sarà fatto. Soddisfatto il
sindaco Franco Fiore che
ha voluto l’iniziativa promozionale nel suo comune.
Un consiglio comunale a Lauria
LAURIA – Si terrà il primo dicembre alle 18 il
consiglio comunale di Lauria. E si è chiamati
a discutere su temi piuttosto caldi. In primo
luogo l’amministrazione dovrà rispondere all’interrogazione proposta da mariano labanca, consigliere di “Per lauria” sulla vicenda
della vecchia strada comunale Olivella-Rione
Taverna. L’attesa sarà soprattutto sulle comunicazioni del sindaco riguardo alal deliberazione di giunta che autorizza il prelievo dal
fondo comunale di riserva. Altri due passaggi riguarderanno la ratifica della delibera 85
e della 104 che riguardano entrambe le variazioni al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario del 2014. Ma si discuterà anche del
protocollo d’intesa attuativo per interventi di
sostegno alla domanda pubblica di energia.
Ma nel programma del lavoro ci sono altre
due interrogazioni: la prima riguarda la giornata internazionale per l’eliminazione della
violenza contro le donne presentata dal capogruppo Angelo Lamboglia di “Lauria Libera”
e un’altra interrogazione di Mariano Labanca
riguardante il Fondo di coesione regionale.
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ATELLA Si spera in una convocazione da parte della Regione
GENZANO I corsi iniziano oggi
Assegnazione dei terreni regionali L’Unitre apre
Agricoltori pronti alla protesta l’anno accademico
ATELLA – Sono giorni di
fibrillazione a Sant’Andrea di Atella per l’irrisolta questione del bando
d’assegnazione in concessione di terreni agricoli di
proprietà della Regione
Basilicata.
A giorni dovrebbe essere pubblicata la graduatoria ufficiale dei partecipanti alla gara che i cittadini di Sant’Andrea, conduttori dei terreni da oltre
70 anni, sperano che «sia
andata deserta perché è
impensabile partecipare
ad una gara dove la base
d’asta per la concessione
degli stessi sia dieci volte
superiore ai fitti pagati lo
scorso anno».
Un bando che sin dalla
sua pubblicazione i cittadini della frazione angioina hanno etichettato come
“iniquo” perché «non agevola chi per decenni ha lavorato, migliorato e tutelato terreni del demanio
regionale.
La nostra speranza è che
la Regione ci ripensi e ci
convochi per trovare la
giusta soluzione alla problematica.
Nonostante il periodo di
crisi, anche per non gettare al vento gli investimenti fatti in attrezzature e
macchinari, siamo dispo-
I FESTEGGIAMENTI
Rapolla festeggia i 100 anni
di Giuseppina Radino
Un campo coltivato ad Atella
nibili a discutere una rivalutazione dei canoni ovviamente commisurati al
reale valore dei terreni».
Dalla Regione Basilicata, nonostante le reiterate
richieste dei cittadini, per
ora tutto tace ma «qualora
non dovesse arrivare alcun cenno da Potenza – riferiscono alcuni agricoltori - siamo pronti a far
sentire la nostra voce e le
nostre ragioni sotto la sede del Palazzo Regionale».
E quindi si potrebbe ripartire con una manifestazione sotto via Verrastro.
Daniele Masiello
RAPOLLA – Un traguardo davvero speciale quello raggiunto dalla signora Giuseppina Radino di Rapolla, che
ieri ha spento 100 candeline. Una grande festa in cui
nonna Giuseppina è stata circondata da una folta schiera di parenti e i vicini di casa, che le hanno voluto dimostrare il loro affetto. Così come hanno voluto farle gli
auguri il parroco don Vincenzo Mossucca e il sindaco
Michele Sonnessa, che ha consegnato una pergamena.
GENZANO DI LUCANIA –
Sono trascorsi 15 anni, da
quando l’UniTre, sotto la
spinta di don Gaetano Corbo, attecchì a Genzano. E gli
iscritti, da allora, non hanno
fatto altro che aumentare.
Sono quasi tutte donne. Molte fra le prime, fedelissime,
continuano a seguire i corsi,
e gli incontri sono divenuti
un punto di riferimento culturale per la Comunità intera.
Andrea Guerriero (docente di lettere al liceo, da non
molto in pensione) è lì fin
dall’inizio, nel ruolo di presidente per molti anni, poi
sempre in campo. Quindi è
toccato a lui presentare la serata di inaugurazione del
nuovo anno accademico.
La sala della Biblioteca Comunale era colma più che
mai. Si è parlato dell’Amore.
Protagonisti, i membri del
direttivo. Ognuno di loro ha
scelto e recitato una poesia o
un brano in prosa attinente
all’argomento. L’effetto è
stato travolgente. Si sono alternati Ada Lafranceschina,
Nina Barile, Franca Bibbo,
Monica Granieri, Marisa
Centoducati e lo stesso Andrea Guerriero. Ha poi concluso, recitando prima in
lingua e quindi nella traduzione in italiano, Angelina
Sciota (lei, da esterna) con
L’apertura dell’anno accademico
un brano di Shakespeare
tratto dal “Romeo e Giulietta”.
Tra una lettura e l’altra,
ad impregnare l’atmosfera
di un plusvalore che trascende la ragione, sono scorsi brani suonati da due musicisti di professione: Antonello Mastrosilvestri (insegnante di trombone, genzanese) e Francesco Pio Paolillo, pianista. Oggi iniziano le
lezioni vere e proprie. Il tema è la Medicina. E il primo
relatore di quest’anno è il
dottor Rago, che parlerà delle patologie reumatiche.
Gianrocco Guerriero
AGRICOLTURA E SOSTENIBILITÀ
Le opportunità del nuovo Piano di Sviluppo Rurale della Basilicata 2014-2020
per le imprese agricole: condizionalità, misure agro-climatiche-ambientali e “greening”
PROGRAMMA
9.30
9.45
10.00
10.15
11.15
12.00
13.00
Introduzione ai lavori - On. Dr. Pasquale Lamorte – Presidente della Camera di commercio di Potenza
Il nuovo Piano di Sviluppo Rurale della Basilicata 2014 – 2020 e le misure previste per la salvaguardia ambientale e lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile e responsabile
Dr. Michele Ottati – Assessore Agricoltura e Sviluppo Rurale della Regione Basilicata
Il progetto “Guarden” - Dr. Saverio Primavera – Project manager del progetto “Guarden”
La nuova “condizionalità” in agricoltura - Dr. Franco Muscillo - Dipartimento agricoltura e sviluppo rurale della Regione Basilicata
Le misure agro-climatiche-ambientali del PSR 2014-2020 per favorire un’agricoltura sostenibile - Dr.ssa Carmela De Vivo – INEA Basilicata
Il “greening”, importante novità della nuova politica agricola comunitaria - Dr. Michele Catalano - ALSIA
Conclusione dei lavori
Camera di commercio di Potenza
Corso XVIII Agosto 34
28 novembre 2014
RASSEGNASTAMPA
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Mercoledì 26 novembre 2014
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27
REDAZIONE: piazza Mulino,15
75100 Matera
Tel. 0835.256440 - Fax 0835.256466
MATERA
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La maggioranza propone un emendamento che chiede di rivedere le norme
Lo Sblocca Italia spacca il Consiglio
Ancora testa a testa sull’impugnazione e alla fine il solito rinvio a domani
MATERA LO SBLOCCA Italia continua a spaccare il Consiglio comunale. Ancora un nulla di fatto, ancora un rinvio a domani ma ancora
una volta il voto (favorevole o contrario) sull’impugnazione alla Corte Costituzionale dell’articolo 38
non viene votata. Il dibattito si svolge ma sulla proposta di emendamento della maggioranza ( a farsene promotore il consigliere Bianchi) il Consiglio si spacca. Il caso è
tutto politico. L’emendamento infatti riproduce l’idea di chiedere alla Regione un impegno a cambiare
il contenuto dell’articolo 38 proprio
nella parte in cui si fa riferimento
all’accentramento allo Stato della
decisione sulle trivellazioni.
Un testo che, dettagli a parte,
sembra sintetizzare di fatto la posizione politica uscita domenica nella
direzione regionale del Partito Democratico. Una opzione che però
non piace a quella parte della maggioranza
(Sel-Idv e pezzi sparsi del
Pd da Cotugno a Manicone)
che
hanno voluto
e portato la
mozione in
Consiglio.
«Noi non siamo disponibili ad alcuna
modifica, vogliamo che il
Consiglio si
esprima sull’impugnazione, favorevoli o contrari» spiegano i
consiglieri di
maggioranza
Il consigliere comunale,
che
hanno
Paolo Manicone
presentato la
mozione, «a
questo punto
lasciamo l’aula e ritorniamo a votare la
questione
giovedì nella
seconda convocazione».
Di fatto al
momento del
voto sulla sospensione appunto per preparare l’emendamento alla minoranza manca un voto (i
tre astenuti pesano più che mai) e
per 14-13 la sospensione passa e la
decisione conseguente diventa il
venir meno del numero legale.
Il caso politico al di là dei singoli
interventi a favore o contro lo
Sblocca Italia rimane tutto quanto
in piedi ed è soprattutto un caso politico, anche per questo la situazione continua a trascinarsi.
La battaglia appare di altra natura e sullo sfondo ci sono anche le
elezioni e magari l’ultima direzione
regionale del Partito Democratico.
Il petrolio diventa il grimaldello per
far emergere una serie di incertezze, posto che votare o non votare
l’impugnazione sarebbe solo un indirizzo politico. Non produrrebbe
effetti e obblighi ma certo darebbe
un segnale che spacca. Ancora di
più di quello che si è visto ieri.
Piero Quarto
[email protected]
Decisive alcune
astensioni
che permettono
di approvare
la sospensione
Assestamento di bilancio
e due debiti da votare
Ecco la delibera in arrivo
Michele Paterino tra i sottoscrittori della mozione sullo Sblocca Italia
CONFCOMMERCIO
La giornata della legalità sulle imprese
del terziario e le azioni criminali
LA GIORNATA della Legalità, appuntamento annuale di Confcommercio, quest’anno si svolgerà oggi
e sarà incentrata sulle attività criminali che gravano sulle imprese del
terziario di mercato.
L’iniziativa locale, avrà inizio alle
ore 10 presso la sede della Confcommercio–Imprese per l’Italia della Provincia di Matera, sarà svolta a
testimonianza del fatto che la recessione, che non ha risparmiato nessun settore e nessun territorio e i cui
effetti continuano a colpire le imprese del commercio, del turismo, dei
servizi e dei trasporti, ha acuito i fenomeni criminali, amplificando le
azioni della criminalità organizzata e
la percezione di insicurezza dei territori.
Prima l’audizione del presidente
nazionale Sangalli (nella foto) e poi la diffusione dei dati regionali e locali saranno gli elementi qualificanti della giornata che si svilupperà oggi e che porterà i problemi da tempo denunciati dai commercianti al centro del dibattito.
In arrivo la delibera, ve- vedimenti saranno più
nerdì in Consiglio ci sa- chiari in queste ore e arrà l’assestamento di bi- riveranno in Consiglio
lancio.
comunale venerdì poUna manovra che do- meriggio per un voto
vrebbe aggirarsi, in ba- che non dovrebbe cose ad alcune indiscre- munque presentare alzioni intorno al milione cun tipo di sorprese.
e mezzo di euro e che do«Ancora una volta» si
vrebbe
limita a
prevedere
spiegare
anche due
il presidebiti fuodente delri bilancio
la
como comunmissione
que dei picomunale
gnoraBilancio
menti che
Adriano
le
casse
Pedicini,
comunali
«c’è
la
hanno suconferma
bito per
che il condue fatti
tenzioso è
diversi e
il vero peper
un
ricolo che
ammontaincombe
re di poco
su
queinferiore Adriano Pedicini
st’Ammiai seicennistraziotomila euro.
ne e da cui bisogna naA tutto questo si va ad turalmente guardarsi.
aggiungere a quanto
C’è poi da considerare
pare anche una diminu- il rischio di un azzerazione delle entrate deri- mento dell’avanzo di
vanti dai trasferimenti Amministrazione».
statali a cui il Comune
Numeri e cifre sarandi Matera si trova a far no più chiari nelle prosfronte ancora una volta sime ore ma l’assestacome anhce altri Comu- mento che costituisce
ni.
soprattutto dei piccoli
Una necessità che aggiustamenti
nelle
avrebbe prodotto anche maglie del bilancio non
la necessità di ricorrere dovrebbe presentare ulalle risorse derivanti teriori ed importanti
dall’avanzo di Ammini- novità da tenere in debistrazione.
ta considerazione.
[email protected]
Ma i dettagli del prov-
IL COMMENTO
Scadenza contratti per servizi avanzati
Confapi: «Già chiesta nuova gara a Regione»
LA Confapi Matera condivide le preoccupazioni
espresse dai sindacati sulla governance dei servizi
ICT da parte della Regione
Basilicata totalmente silente tanto sulla mancata
riconvocazione del tavolo
dell’Agenda
Digitale
quanto sulla scadenza, ormai alle porte, del contratto di tali servizi.
“Come Confapi Matera
avevamo già sollecitato la
Regione sulla questione
della scadenza – dichiara il
presidente Enzo Acito –
chiedendo di avviare le
procedure per espletare
un nuovo bando di gara così da scongiurare la proroga o il rinnovo.
Un modus operandi
chiaro che garantisce parità di condizioni e una leale
concorrenza fra le aziende.”
“Nonostante la recente e
rinnovata attenzione per
la questione della trasparenza abbiamo constatato
come, troppo spesso, nelle
pubbliche amministrazioni finiscano per diventare
prassi procedure poco
“chiare”, come il rinnovo
tacito di contratti per la
fornitura di beni e servizi e
per le manutenzioni. Un
vero e proprio abuso – prosegue il presidente Acito che innescando il regime
di prorogatio, in molti casi
privo di data certa di scadenza, sottrae alle imprese
la legittima possibilità di
fare la propria proposta.
Ne deriva un duplice danno: alle regole della trasparenza e al territorio che
viene privato della possibilità di ricavarne un risparmio da investire in altri
servizi.”
Il presidente di Confapi
Enzo Acito
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Matera
Mercoledì 26 novembre 2014
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29
Passo in avanti anche sulla fibra ottica con il contratto della rete sottoscritto
Aree industriali videosorvegliate
Accordo per la gestione e manutenzione di 29 telecamere a Jesce e La Martella
UNA buona notizia per le
aziende delle aree industriali che hanno lamentato molto spesso negli ultimi mesi
un’escalation di furti. Una
questione che era stata anche portata all’attenzione
della Prefettura e che oggi
potrebbe risultare in via di
risoluzione grazie all’entrata in funzione di un servizio
di videosorveglianza che riguarda indifferentemente
tanto Jesce quanto La Martella e che
consentirà
dunque di
poter intervenire
in
maniera sollecita e tempestiva coprendo
al
meglio aree
molto grandi che altrimenti richiederebbero un dispendio di mezzi che non pare assolutamente tollerabile.
Il Consorzio per lo sviluppo industriale della provincia di Matera (Csi) ha firmato
con una società esterna l’accordo per la gestione e per la
manutenzione per una durata di cinque anni.
Ventinove telecamere, tredici nella zona
industriale di La
Martella e
sedici
in
quella di Jesce, resteranno accese 24 ore al
giorno per
controllare
gli accessi e i viali delle aree
produttive.
Le immagini saranno trasmesse tramite la rete di fibra ottica, registrate e conservate per una durata di 10
giorni, su un terminale collocato nei pressi dell’Ospedale Madonna delle Grazie di
Matera, dove resteranno a
disposizione delle Forze dell’Ordine per eventuali controlli.
Polizia e Carabinieri potranno inoltre, se lo riterranno necessario, accedere
alle immagini, in modalità
Posto un freno
ai furti, ora
il controllo
sarà più agevole
Santarsia
«Completata
la dotazione
infrastrutturale»
Il commissario del Consorzio industriale Gaetano Santarsia
live, dalle loro sale operati- saglio di furti in aziende.
ve.
Ed inoltre il Consorzio per
L’impianto di videosorve- lo sviluppo industriale ha
glianza costituisce una pri- firmato il contratto per la gema risposta alla richiesta da stione della rete di fibra ottiparte delle imprese di au- ca che attraversa le due aree
mentare il livello di sicurez- industriali e ha pubblicato
za degli insediamenti pro- l’avviso pubblico per l’asseduttivi che sorgono alla peri- gnazione in I.R.U. (Indefeaferia della città, spesso ber- sible Rights of Use - diritto
d’uso irrevocabile) delle coppie di fibra ottica agli operatori di telefonia che ne faranno richiesta.
Il funzionamento della fibra ottica permette alle
aziende insediate nelle aree
industriali materane di poter essere finalmente servite
dalla rete a banda larga che
consente i collegamenti in
videoconferenza e le trasmissione tv via internet.
Le aziende che vorranno
essere allacciate alla rete potranno avanzare la loro richiesta alle società di telefonia che chiederanno l’assegnazione di una o più coppie
di fibra ottica.
“Dopo l’attivazione della
rete del gas metano, con l’impianto di videosorveglianza
e con la rete di fibra ottica dice il Commissario del Csi,
Gaetano Santarsìa - abbiamo
completato la dotazione infrastrutturale delle aree industriali del Materano.
Era questo uno degli obiettivi che ci eravamo prefissi
all’atto del nostro insediamento alla guida del Consorzio e che abbiamo raggiunto.
Siamo molto soddisfatti del
lavoro svolto in questi anni
che è servito a rendere sempre più competitive le aree
industriali dall’ente”.
Tasse governative e imposta di bollo
inapplicabile per le imprese regolamentate
I Conservatori del Registro delle Imprese di Basilicata, unitamente a quelli del
Molise, Avellino, Caserta, Napoli e Salerno, per la prima volta agiscono in maniera unitaria e con una Direttiva unica,
sottoscritta da tutti, si uniformano all'interpretazione proposta dall'Agenzia
delle Entrate, Direzione Centrale Normativa, e ritengono inapplicabile l'imposta sul bollo e la tassa sulle concessioni governative in tutti quei casi in cui l'iscrizione nel Registro delle Imprese e
nel Rea avvenga in maniera diretta e
previa presentazione di una SCIA, nella
quale il soggetto autocertifica il possesso dei requisiti professionali.
Dunque non si pagheranno più i 168
euro sul ccp 8003 per le attività di:
commercio all'ingrosso, impiantistica, autoriparazione, pulizia, facchinaggio, agente e rappresentante di commercio, agente di affari in mediazione,
spedizioniere e mediatore marittimo.
Gli uffici continueranno a richiedere
il pagamento della tassa CCGG e dell'imposta di bollo solo quando si tratterà di
iscrizione in un Albo, Ruolo, Registro
od Elenco con natura “abilitante”.
L'interpretazione recepita dai Conservatori ha sicuramente un impatto positivo per gli imprenditori che esercitano
le attività cc.dd. “regolamentate”, in
quanto consente un significativo risparmio economico.
IL RISULTATO
Azienda Marvulli
premiata in Calabria
per il miglior olio
extravergine Biol
L’OLIO extravergine d’oliva biologico
dell’azienda agricola Vincenzo Marvulli di Matera è stato premiato, nei
giorni scorsi, presso la Reggia di Caserta nell’ambito della XIX edizione
del Premio internazionale Biol per il
miglior olio extravergine di oliva biologico del mondo. Alla cerimonia hanno preso parte i referenti istituzionali
e tecnici delle Regioni italiane partecipanti, rappresentanti del mondo
scientifico e delle maggiori testate
giornalistiche specializzate. L’olio biologico dell’azienda Marvulli, della
campagna olearia 2013/2014, prima
di essere premiato dalla Giuria del
Concorso, è stato selezionato per le sue
elevate qualità e peculiarità organolettiche dal panel di assaggio del Dipartimento Politiche agricole e forestali
della Regione Basilicata.
L’azienda agricola risale al 1960.
Qui l’imprenditore Giovanni Marvulli, figlio del fondatore Vincenzo e che
conduce l’azienda dal 2006, coltiva circa tremila alberi di una cultivar Ogliarola del Bradano. Sin dall’inizio ha utilizzato metodi naturali di coltivazione
privi dell’utilizzo di concimi di sintesi
e fitofarmaci. Nel 2009, per la prima
volta, imbottiglia l’olio ottenendo subito riconoscimenti e premi in vari
concorsi. Dal 2010 certifica l’olio per
l’Alta qualità italiana per la rintracciabilità di filiera. Dal 2011 produce anche legumi e pasta biologica di farro e
dal 2012 anche pasta di grano duro
Cappelli. Quest’anno l’azienda è risultata vincitrice del Japan Olive Oil Prize.
“L’azienda Marvulli - fa presente
l’assessore regionale alle Politiche
agricole, Michele Ottati – rappresenta
una realtà olivicola di eccellenza della
Basilicata basata sull’intelligenza di
chi la conduce poiché sa unire le vocazionalità pedoclimatiche del territorio, la presenza di varietà autoctone in
grado di fornire prodotti di alta qualità e con spiccate caratteristiche di tipicità e l’ammodernamento aziendale,
l’aggiornamento professionale e l’impegno quotidiano”.
Una giornata con spinning, walking e fitness
Sport in acqua con la Light
DOMENICA presso la
struttura polifunzionale
del centro benessere Light
di Matera si sono tenuti le
master class di Spinning,
Walking e Fitness in acqua.
In acqua la master training International Andrea
Paula Goldfard ha presentato due master class di acqua circuit training basato
sul metodo a stazioni con i
grandi attrezzi: treadmill,
idrobike , acquastep e acquaiump e l’acquafitness
basata sull’attività aerobica con i piccoli attrezzi.
All’evento hanno partecipato numerosi istruttori
di fitness in acqua provenienti dalla Basilicata e
dalla Puglia.
«Le peculiarità dell’acqua-spiega il prof. Angelo
Rubino responsabile acqua sport light- come ambiente di allenamento sono
molteplici: tenersi in forma non è mai stato così facile con la ginnastica in acqua, attività che si divide in
tantissime altre discipline
che si svolgono in acqua a
tempo di musica, divertendosi , bruciando calorie e
grassi in uno spazio delimitato che tende anche a
incoraggiare i rapporti
umani».
A terra con il master trainer europeo FISPIN Nico
Bucci già trainer in molte
città d'Europa dove da circa un decennio porta avanti la filosofia Spinning Originale ideata circa 20 anni
fa negli Stati Uniti dal famoso JONNY G. primo master trainer mondiale del
metodo Spinning. Hanno
partecipato circa 50 Bike
con partecipanti del posto
ed esterni che per 2 ore si
sono cimentati in 2 rider
coinvolgenti sotto la guida
di Nico Bucci e di altri
istruttori del centro Light
coadiuvati dal responsabile tecnico prof. Nunzio Zito
e con l'autorizzazione dalla
Federazione Italiana Spinnig.
In parallelo con lo spinning una master class di
Walking per dimostrare i
benefici di questa attività
ed ha visto come istruttore
walking program Fabio
Madaro. Il Walking Program, spiega il prof. Vito
Masciandaro responsabile
fitness del centro- è un programma di allenamento
che si svolge su un tapisroulant meccanico e, il connubio tra esercizio e musica, trasforma il semplice
gesto della camminata e gli
esercizi ad essa associati,
Foto di gruppo della master class
in un programma di alle- ght-conclude Rubino- ha
namento avvincente e en- trasformato una domenica
tusiasmante. Il Walking qualsiasi in una domenica
Program è un esercizio di trascorsa all’insegna dello
facile apprendimento e sport, formazione e sano
adatto a tutte le età e a tutte divertimento per promuovere il wellness come stile
le esigenze.
«Il centro benessere li- di vita».
RASSEGNASTAMPA
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PISTICCI
Mercoledì 26 novembre 2014
[email protected]
30
REDAZIONE: piazza Mulino,15
75100 Matera
Tel. 0835.256440 - Fax 0835.256466
[email protected]
IL CASO DELL’ACQUA CONTAMINATA
FERRANDINA Il sindaco è a Latina, la beffa delle autobotti riempite dai serbatoi inquinati
Firme per un esposto alla Procura
I cittadini protestano da giorni in piazza, oggi vertice tecnico in municipio
FERRANDINA continua a
non trovare pace. Le notizie
contrastanti di questi giorni
non hanno fatto altro che aumentare il malcontento nella
popolazione, stanca di ricevere informazioni frammentarie e soprattutto di non sapere ancora se l’acqua che
scorre dai rubinetti sia infettata o meno. Anche l’amministrazione comunale brancola nel buio e per far luce sul
caso, il sindaco, Saverio D’Amelio, ha convocato una riunione per le 10, alla quale
parteciperanno i dirigenti
responsabili di Arpab, Asm e
Acquedotto Lucano, oltre a
tutti i consiglieri e ai sindaci
di Pomarico e Miglionico, gli
altri due paesi coinvolti in
questa vicenda.
I ferrandinesi, nel frattempo, hanno organizzato un
presidio permanente in piazza Plebiscito, con lo scopo di
comprendere il problema e di
chi siano le responsabilità.
In questo sit-in di protesta, è
possibile firmare per presentare un esposto alla Procura
della Repubblica, affinché
vengano accertate le motivazioni del disagio che va avanti da venerdì pomeriggio.
Ieri mattina, ragazzi delle
scuole (chiuse con un’ordinanza di due giorni fa) hanno manifestato pacificamente, tappezzando la facciata
principale del municipio con
bigliettini, in cui esprimono
tutto il loro dissenso. In piazza a discutere con i cittadini,
si sono visti pochi rappresentanti della maggioranza
e del Pd, mentre sono stati
più presenti Michele Pepe e
Camillo Rossi, consiglieri
d’opposizione. Del sindaco,
invece, nessuna traccia: il
primo cittadino sta gestendo
la delicata situazione da Latina, e continua ad invitare
tutti alla calma, non comprendendo le ragioni dell’agitazione di alcune persone.
D’Amelio sarà presente alla
riunione indetta ma, su
esplicita richiesta di Rossi,
l’amministrazione si riunirà
prima per valutare i temi da
trattare. Lo stesso Rossi ha
accertato che l’acqua di cui si
rifornivano le autobotti, proveniva da Borgo Macchia,
che a sua volta è rifornito dal
serbatoio Missile, anch’esso
contaminato da clostridi. Insomma , oltre al danno la beffa. È singolare, infatti, che
una volta accertato il problema in uno dei serbatoi, non si
proceda a controllare subito
gli altri, andando addirittura a prelevare l’acqua da uno
di essi e a distribuirla ai cittadini, considerato che la conduttura è unica e si dirama
ad un certo punto, servendo i
tre serbatoi del paese. Ma
non è tutto: lo stesso consigliere ha richiesto la cartina
delle tubature, e ha preteso
che su ogni autobotte venga
applicata la provenienza dell’acqua. La priorità è capire
da quanto duri questo periodo di incertezza, a che periodo risalga l’ultima negatività riscontrata, di che tipo sia
la contaminazione (nel pomeriggio si è parlato di una
carcassa di animale) e dove
sia localizzata, visto che, secondo AL, i serbatoi non sono collegati tra loro.
Michele Pavese
Il presidio di piazza Plebiscito a Ferrandina
L’ordinanza di Buono è ancora vigente fino a contrordine
Anche Miglionico resta in attesa
MIGLIONICO - Acqua non salubre anche a Miglionico. Oltre all’utilizzo per
uso potabile è da evitare anche l’accumulo nei serbatoi personali e ove possibile anche il suo utilizzo per lavarsi.
Le analisi effettuate anche nell’altro
serbatoio, il “Missile”, quello che serve
Miglionico e Pomarico, hanno fatto
emergere dati ancor più preoccupanti
con una concentrazione di clostridi, in
entrata e in uscita, sembra due volte
superiore a quella dell’altro serbatoio.
Un dato allarmante, che ha portato appunto all’emissione dell’ordinanza
nella cittadina del Malconsiglio.
Un’ordinanza che ha allarmato i 2.500
miglionichesi, com’era d’altronde ac-
caduto a Ferrandina. Cittadini, che
nonostante le rassicurazioni di AL e
con informazioni frammentarie, in
maniera compulsiva hanno preso
d’assalto i negozi alimentari per fare
provvista di acqua minerale, andata
presto esaurita. Una situazione che
impegna non poco il sindaco Angelo
Buono alle prese con un’emergenza
che come immaginabile crea disagio a
tutti, soprattutto ai produttori di beni
alimentari, che dovrebbero usare, come recitano le normative vigenti in caso di problematiche igienico sanitarie
di tale entità, l’acqua delle autobotti
messe in campo da AL, o acqua in confezioni sigillate e chiuse. I Clostridi so-
no batteri Gram-positivi. Il membro
più comune del gruppo è Clostridium
perfringens (C. welchii), normalmente presente nelle feci umane. La presenza nell’acqua potabile di spore di
Clostridium perfringens, indica la
possibile sopravvivenza di virus e cisti
o oocisti di protozoi nell’acqua trattata. Questo suggerisce che i processi di
trattamento e di disinfezione potrebbero essere stati deficitari o compromessi, oppure che ci sia stata una ricontaminazione dell’acqua trattata.
Può causare mal di pancia e vomito, in
alcuni casi febbre, sintomi che generalmente si risolvono senza farmaci.
Antonio Centonze
Bar e attività commerciali paralizzate, ma c’è anche chi elude il provvedimento sindacale
Il comune di Pomarico si è mosso in ritardo
Comunicazioni ricevute fuori dai tempi dopo i prelievi effettuati dall’Asm
POMARICO - Acquedotto lucano
ha risposto il giorno successivo,
all’odinanza sindacale emessa il
24 novembre dal Comune di Pomarico, per “l’istituzione di un
servizio alternativo di fornitura di
acqua potabile con autobotti e/o
acqua in confezione
originale chiusa, nel
rispetto della normativa di settore”.
Con due autobotti
che intanto sono arrivate dopo le 8 di mattina. Più, in aggiunta, carichi di bottiglie
d’acqua. Nonostante,
ovviamente, sia stato
lo stesso ente a inviare tramite pec
a corso Garibaldi, alle 14 di lunedì,
l’allarme con la nota recante in oggetto: «Segnalazione inconveniente igienico-sanitario acqua
potabile serbatorio “Missile-Ferrandina”». Che era arrivata insieme alla nota, della stessa gravità,
spedita dall’Asm. Mentre il fax
d’AL era stato inoltrato a un indirizzo sbagliato. La ricezione del
Municipio, d’altro canto, è stata
Servizio
sostitutivo
in tutti
i rioni
SENTENZE CHE FANNO SCUOLA
Si può chiedere il risarcimento danni
IL 21 novembre scorso il Giudice di Pace di Viterbo ha condannato il Comune di Ronciglione (Vt) al risarcimento del danno nei confronti dei cittadini, che non hanno potuto disporre di acqua potabile nella propria abitazione. La stessa amministrazione aveva sollevato il rischio per la salute,
vietando ai cittadini l’utilizzo dell’acqua del rubinetto per usi alimentari. In
passato, con una sentenza altrettanto innovativa, il Giudice di pace di Pozzuoli aveva detratto dalla bolletta dell’acqua non potabile la quota relativa
alla depurazione (evidentemente sulla scorta dell’inadempimento a tale
obbligo da parte dell’amministrazione), disponendo la condanna della P.A.
alle restituzioni nei confronti di quanto i cittadini avevano indebitamente
pagato negli ultimi 10 anni. Ovviamente, è sempre necessario conservare
la prova dell’avvenuto pagamento delle bollette-canoni dell’acqua.
infelice; visto che la struttura ha
impiegato troppo al fine del recupero delle missive elettroniche.
Sta di fatto, comunque, che l’ordinanza 8/2014 che vieta a chiunque
l’utilizzo dell’acqua a fini potabili e
alimentari, prevedendo anche il
divieto di accumulo dell’acqua
erogata tramite serbatoi e/o altri
contenitori, insieme alla 9/2014,
che chiude le scuole per i giorni 25
e 26 novembre sono state emesse
nel tardo pomeriggio. Ma, evidentemente, AL non era ancora pronto a rispondere in favore della popolazione. Che, ovviamente, allertata anche da uno speakeraggio
lanciato da Comune di Pomarico,
ha fatto provvista di tutta l’acqua
confezionata reperita nei negozi
del paese. Intanto il Clostrid (clostridium perfgens, batterio feca-
le) trovato in arrivo al serbatoio
Missile pensile è di 10 su 100 ml e
6 in uscita. Dai prelievi del 23. Con
analisi terminate il 24. Quindi anche successive a quelle che l’Arpab
aveva dato al sindaco di Ferrandina il 20, due giorni dopo il prelievo
dei campioni: cifre che riguardavano però un serbatoio non a servizio di Pomarico e Miglionico. I
numeri di contaminazione del
Missile, infatti, dimostrano una
concentrazione dei clostridi sia in
entrata e sia in uscita due volte superiore a quella dell’altro serbatoio. E il Missile in questione rifornisce Ferrandina, Miglionico e
proprio Pomarico. I panifici di Pomarico non hanno lavorato. Dei
bar, qualcuno ha eluso l’imposizione. Mentre parte della cittadinanza pomaricana chiede risposte
immediate al Comune. Al termine
di un’assemblea pubblica, ieri è
stato deciso di sostenere eventuali
denunce alla Procura e chiedere
ufficialmente le dimissioni dei
vertici di Acquedotto Lucano.
Nunzio Festa
© RIPRODUZIONE RISERVATA
«Sbrigatevi
voglio tornare
a scuola»
Saverio Ciccimarra
LA mia scuola resta
chiusa per problemi
idrici! Gentili sig.ri
dell'Acquedotto Lucano, voi che state attentando alla salute di interi paesi, sbrigatevi a
risolvere il problema,
soprattutto per la salute pubblica, ma anche
perchè io devo tornare
a scuola. Devo tornare
a scuola, perchè quando non vado a scuola mi
viene mal di testa e mal
di schiena, quando non
vado a scuola mi tornano in mente tutti i miei
guai; dolori e guai che
appena entro a scuola
d'incanto mi passano!
Devo tornare a scuola
perchè non so fare altro, perchè so fare solo
il professore e non so e
non voglio fare altro,
perchè ho scelto di non
fare altro nella vita e
non ho mai accettato di
fare altro. Insegno da
15 anni e sin dal primo
giorno, ho capito che è
questo il mio lavoro e
studio ogni giorno, solo per migliorare. Gentili signori dell'Acquedotto, non si gioca sulla salute delle persone,
sbrigatevi a risolvere il
guaio che avete combinato, perchè devo tornare a scuola!
Saverio Ciccimarra
Insegnante
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TRICARICO
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L’impianto de “La Manferrara” è prossimo al collasso, si deve cambiare sistema
Rifiuti, a Pomarico si scarica ancora
La Provincia ha chiesto la proroga al sindaco Mancini per evitare l’emergenza
POMARICO - I numeri sono importanti. Almeno quanto le parole. Ma pare
che per la discarica di Pomarico l’eccezione alla regola sia addirittura doppia. Perché entrambi gli assunti non
tornano; tanto che solamente un numero potrebbe esser certo: 27. Ovvero
le ventisette tonnellate di media giornaliera che la società “Progente” di
Avigliano, ditta che gestisce il luogo
di stoccaggio sito in località “La Manferrara Sottana”, ha accolto in totale
quali rsu provenienti sia da Pomarico
stesso che da diversi e molti altri comuni.
Allora in data 24 novembre, visto
che ieri era stata annunciata la chiusura agli altri comuni della discarica
pomaricana per saturazione, il presidente della Provincia, De Giacomo, ha
chiamato in via Ridola il sindaco di Pomarico, Francesco Mancini. Per gli uffici della Provincia, in sostanza, esistono ancora spazi disponibili alla
Manferrara. Dato il recente scarico di
percolato. Che pare abbia fatto sbucare dal nulla altri
metri quadri, che
De Giacomo vuole
a
disposizione,
non soltanto di Pomarico. Insomma,
la solidarietà con
almeno gli altri comuni materani deve continuare a oltranza. Visto che
l’emergenza
fa
tanto paura. La soluzione alternativa allo scarico continuo e costante a
Pomarico è lungi a
esser individuata,
dalle stanze di via
Ridola. Sta di fatto
che il dubbio esiste. Ma in questi
giorni dovrebbe
trovare soddisfazione. Mentre il
nodo più importante deve ancora
venire al pettine.
Come tante volte è
Francesco Mancini
stato ribadito e ancora sarà, il nuovo ciclo di gestione dei
rifiuti, pensato dall’Amministrazione
comunale di Pomarico prevede la campagna e le azioni, che dovrebbero portare un giorno al risultato “rifiuti zero”. Contro la possibilità, intanto, di
ampliare la discarica cittadina. Sicuramente, invece, per Provincia e Regione è più semplice pensare di togliersi il peso della questione rifiuti,
intanto con un ampliamento pomaricano. A questo punto, la parola. Ovvero chi è dotato di buona memoria ricorda come mesi or sono Luca Braia,
da consigliere regionale, faceva sentire la propria voce contraria all’ampliamento delle discariche di Matera e Pomarico. Dando per buona la sua influenza sul nuovo corso della Amministrazione provinciale, dunque,
Braia potrebbe spingere adesso nella
direzione della differenziazione della
raccolta rifiuti per tutti paesi del materano. La Provincia dovrebbe coordinare, in pratica, un rinnovamento nella politica dei rifiuti dei comuni che ne
fanno parte. Se l’avesse già fatto, alla
stregua di quel che avrebbero potuto
fare e non hanno fatto i comuni stessi,
la definizione “emergenza rifiuti” sarebbe stata espulsa a tempo debito dal
vocabolario della politica quotidiana.
Nunzio Festa
L’alleggerimento
del percolato
ha consentito
di aumentare
la volumetria
provvisoriamente
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TINCHI DI PISTICCI
In ricordo
di Lo Dico
TINCHI - La Parrocchia “Madonna del
Carmine” dei padri Maristi di Tinchi di
Pisticci, ha organizzato una manifestazione, domenica prossima alle ore
19.30 nella chiesa di Tinchi, per ricordare la figura e l’opera di Angelina Lo
Dico, maestra e infermiera, arrivata a
Tinchi nel 1921, originaria di Marianopoli in Sicilia. Alla presenza dell’arcivescovo Salvatore Ligorio, i bambini delle
classi IV e V elementare di Tinchi e Marconia saranno i protagonisti della serata commemorativa. Sempre pronta e disponibile per risolvere ogni problema,
Angelina Lo Dico, nella scuola rurale di
Tinchi, in mattinata insegnava agli
alunni delle prime classi mentre nel pomeriggio, gratuitamente, dava lezioni
agli analfabeti adulti. La zona era disagiata e priva di mezzi di trasporto. Si
consacrò totalmente a Dio nel servizio
incondizionato ai fratelli più bisognosi.
La discarica comunale di Pomarico
Incontro di esperti con i giovani e gli amministratori
Green Lucania, ecco i progetti
per riqualificare Pisticci
MARCONIA - Nella mattinata di domenica scorsa, presso la sala consiliare
della Delegazione comunale di Marconia, si è tenuto l'appuntamento zero
del “Green Lucania”. L'organizzazione
è stata curata dal Dipartimento di Architettura dell'Università Federico II
di Napoli, rappresentato dalle docenti
Falotico e Cerreta, in collaborazione
con il Comune di Pisticci.
L'incontro è stato voluto per discutere ed intraprendere un tavolo operativo, sulle problematiche ambientali ed
architettoniche che interessano il territorio di Pisticci. In preambolo negli
interventi dell'assessore Sassone, promotore dell'iniziativa, e della prof Falotico sono stati illustrati i punti cardine,
sulla base dei quali sono stati trovati i
presupposti per la collaborazione. Alla
presenza di numerosi rappresentati
dell'Amministrazione di Pisticci, tra i
quali gli assessori D'Onofrio e Grieco
ed il vicesindaco Albano, sono stati delineati gli interventi che a lungo e breve termine, indurrebbero alla valorizzazione del patrimonio comunale. Poi
sono state presentate le linee di lavoro.
La professoressa Cerreta ha illustrato
come fin dalla fase embionale del progetto, è stata adottata una linea partecipativa, proponendo a tutti i partecipanti un questionario, in cui ognuno
ha indicato i problemi del territorio e
sopratutto le possibili soluzioni. I presenti all'incontro sono stati suddivisi
in tre gruppi di lavoro, su tre temi ampi ma trasversalmente uniti come na-
tura, architetturacultura, economiaturismo. Al termine dei lavori, ogni
gruppo ha relazionato in merito all'argomento assegnato, individuando
criticità di settore e proponendo alcune delle possibili misure adottabili. Sono stati evidenziati i problemi strutturali e architettonici, riguardanti i collegamenti e le zone rurali, che presentano inoltre assenza di segnaletica di
carattere turistico. Infine sono state
evidenziate delle linee strategiche per
gli interventi a lungo termine, che tuttavia necessitano inquivocabilmente
di concrete azioni di governance.
Mario Quinto
L’incontro
su Green
Lucania
nella
Delegazione
di Marconia
PISTICCI Chiuso l’accordo con la Dswe su tutto il territorio degli Usa
Amaro Lucano fa breccia negli States
PISTICCI - Amaro Lucano viaggia
Oltreoceano e sigla il nuovo prestigioso accordo con Dswe per la distribuzione, in tutto il territorio statunitense, all’interno del portfolio Classic & Vintage - Artisanal Spirits Collection, di Amaro
Lucano, Limoncello
Lucano,
Sambuca Lucano
e Caffè Lucano.
«Questa nuova
collaborazione -si
legge in una nota
dell’azienda
pisticcese- rappresenta un punto di
svolta per entram-
be le aziende, sottolineato dal commento di Paolo Domeneghetti, fondatore e Ceo di Dswe: “Dswe, e in particolar modo la divisione Classic &
Vintage, è specializzata nella ricerca
di spirits artigianali e di qualità, valori che Lucano certamente rappresenta.
Siamo lieti di lavorare con la famiglia Vena per rendere Lucano uno
dei principali brand nel mercato degli spirits degli Stati Uniti».
Parole a cui Pasquale Vena, Ceo di
Lucano, ha risposto: «Siamo orgogliosi di entrare in questa prestigiosa realtà e di lavorare con un team dinamico che gioca un ruolo così importante nel nuovo e fiorente mondo
L’Amaro Lucano di Pisticci
degli amari in America». Il noto
amaro prodotto a Pisticci, che quest’anno celebra 120 anni, ha conquistato il cuore del pubblico americano
grazie alla sapiente infusione di 30
erbe officinali e all’ingrediente segreto che rende unico il suo gusto.
Amaro Lucano quest’anno ha infatti conquistato la medaglia d’oro
alla San Francisco Wold Spirits
Competition 2014 e la medaglia d’argento al Concours Mondial de Bruxelles, riconoscimenti internazionali che ne attestano la qualità e il successo.
Un motivo d’orgoglio per tutta la
Basilicata che produce.
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POLICORO La legge per una pianta ogni nuovo nato non è rispettata alla lettera
Scuola col pollice verde, ma non basta
Messaggi chiari dai ragazzi durante la “Festa dell’albero” alla Giovanni Paolo II
POLICORO - Nell’Istituto
comprensivo
“Giovanni
Paolo II” di Policoro, si è
svolta domenica l’annuale
“Festa dell’albero”, organizzata in collaborazione
con la sede di Legambiente
della città.
Una festa che pone due
impellenti questioni: da un
lato l’impegno del pubblico
nell’ottemperare alla vecchia legge 113 del ’92 sull’impianto di un albero
ogni bambino nato; dall’altra l’introduzione di un’ora di educazione ambientale nei programmi didattici.
Del resto la finalità di tale iniziativa nazionale è
quella di educare le nuove
generazioni ad una gestione e fruizione dell’ambiente più matura.
Secondo i rapporti dell’Onu, la Basilicata è una
regione a rischio desertificazione. Troppi sbarramenti sui corsi d’acqua determinato un progressivo
calo di macchia e di boschi
a valle. A Policoro saranno
impiantati dagli alunni
delle scuole primarie e secondarie, 15 essenze autoctone. Certo un simbolico gesto. Tra l’altro il Comune è pure virtuoso sotto
questo aspetto avendo istituito da tempo il Parco della Cicogna.
Troppi, però, sono i comuni che tutt’oggi non
otemperano alla legge
113, peraltro divenuta un
obbligo nel febbraio 2013.
La classica legge del “chi se
ne fotte”, poiché a fronte di
un obbligo non è prevista
alcuna sanzione.
Istituzioni scolastiche e comunali al Comprensivo di Policoro
Resta anche aperta la polemica, guidata da Stella
Bonavita, tra Legambiente
e l’attuale amministrazione sui tagli nella pineta del
litorale. Per il sindaco Rocco Leone, i boschi antropizzati vanno regimati per
una fruizione del pubblico.
Insomma un po’ si abbatte,
un po’ s’impianta.
Ma è bene impiantare il
seme di una coscienza ecologica nei protagonisti del
futuro e gli adulti seminino bene e razzolino altrettanto.
La legge che ha a cuore
una corretta gestione del
verde, punta a censire le essenze sul territorio, evidenziando quelle di pregio
monumentale e registrando gli eventuali abbatti-
menti al fine di rimpiazzarli con neo impianti. L’albero ha una funzione importante nel riassorbimento
dell’anidride
carbonica,
quindi nel mitigare gli effetti del discusso effetto
serra.
Gli indirizzi universali,
anche quelli dell’unione
europea per il prossimo
Psr (Piano di sviluppo rurale), danno molta importanza alla funzione dei boschi. Gli agricoltori pure,
laddove hanno tagliato potrebbero avvalersi di misure specifiche per creare alberature di confine nei seminativi, anche ad integrazione del reddito e con
notevoli
miglioramenti
estetici e paesaggistici.
Il caro Sergio Endrico,
L’esponente di “Policoro è tua” denuncia il caso di via Monte Bianco
Frammartino: «Si sta abbattendo
anche dove non è necessario»
«CONTINUA la sagra delle bugie
dell’amministrazione Leone per
giustificare l’abbattimento degli
alberi in atto a Policoro, in spregio sia alla legge 10/2013 che all’art. 99 del Regolamento urbanistico».
E’ la critica di Ottavio Frammartino (Policoro è tua), che risponde all’assessore Bianco, il
quale motiva con ragioni di sicurezza il provvedimento. «Mentre
per il sindaco la ragione sta nella
volontà di abbattere le barriere
architettoniche
-argomenta
Frammartino- per il vicesindaco
invece definisce “strade strette
tanto da non permettere l passaggio dei pedoni”. Tutte due le
cose smentite dai fatti, basta andare in via Monte Bianco per rendersi conto che hanno decapitato
filari ad alto fusto, su marciapiedi larghi e in presenza di scivoli
per disabili. Sulla pericolosità di
questi alberi, il buon senso oltre
che la norma, dovevano prevedere il censimento e l’individuazio-
ne di quelli pericolosi con le relazioni di agronomi o dottori forestali che ne attestassero lo stato,
ed in base a questo agire sia per
garantire la sicurezza, che bennissimo si poteva coniugare alla
salvaguardia ambientale.
Nulla di tutto ciò e agli atti o si
è fatto, siamo all’improvvisazione e all’approssimazione; anzi
hanno preso a pretesto qualche
segnalazione di pericolosità per
mettere in azione la loro azione
devastatrice come lo scempio di
BERNALDA – Piazza San Bernardino si veste dei profumi de
“L’Estate di San Martino”. L’evento, giunto alla sua seconda
edizione, si è riconfermato simbolo della stagione autunnale di
Bernalda.
Domenica 9 novembre, nella
suggestiva piazza
San Bernardino a
Bernalda, si è svolta
la II edizione di un
evento magico in cui
gli
organizzatori
fanno si che le tradizioni prendano vita
con musica popolare, piatti tipici del territorio e
giochi tradizionali. A presentare la serata sono stati la professoressa Barbara Lombardi e
l’avvocato Roberto Rizzo, i quali
hanno parlato dell’evento e del
futuro di questo appuntamento
che punta a diventare simbolo
dell’autunno bernaldese. Presente anche l’amministrazione
comunale con il sindaco Domenico Tataranno e la giunta.
«Nonostante il maltempo -si
legge nella nota degli organizzatori di questo evento- che ha
fatto slittare l'evento di un giorno, il pubblico, arrivato da diverse zone della Basilicata, si è riversato in piazza
San Bernardino per
degustare pettole,
ceci neri con pancetta, castagne e re dell’evento il buon vino
locale, il tutto allietato dalla musica
popolare de "I Briganti Montesi" e de "U' Scettabban" , che ha percorso le strade
del paese per annunciare l'inizio
de "L'Estate di San Martino". Le
"Olimpiadi della tradizione"restano la novità portata da L'Estate di San Martino negli eventi
bernaldesi. Lo svolgimento dei
giochi della tradizione permette
ai bambini di estraniarsi per una
Curiosi e visitatori
dalla Basilicata
per l’evento
sera dalla vita quotidiana,inserendoli in
un contesto genuino e
al tempo stesso ricco
di divertimento. Le
associazioni che hanno collaborato per la
riuscita dell'evento,
Nutrimente, Lucano
Amaro e Prima Persona
Bernalda-Metaponto, guardano al
futuro immaginando La piazza bernaldese (foto V. Petrocelli)
già la III edizione dell'evento. e le insegnanti delle scuole eleMarco Marciuliano, Daniel mentari di Bernalda, don MaCarbone, Roberto Colucci, Lu- riano, Emanuele Troiano, Leociano Benedetto, Salvatore nardo Caroli, Andrea e AntoMaglio, Giusy Cirigliano e Si- nio Esposito, Domenico Cenmona Schettini ringraziano tonze, Gianfranco Fuina, Fatutti coloro che hanno parteci- biana Fusco, Sabrina Mazzei,
pato a L'Estate di San Martino e Francesca Grieco, Nicla Tofanno un ringraziamento spe- meo, Anna Chiara Leone, Barciale ai collaboratori che hanno bara Lombardi, Roberto Rizzo,
contribuito alla riuscita dell'e- Vincenzo Petrocelli, Michele
vento: Chiara Portarulo, Anna Ciccarotti, Viviana Guido e
Zambrella, Mimina Nisi, Anna AnnaRita Gualtieri.
Nisi, Vita Gagliardi, la preside
Fabio Sirago
© RIPRODUZIONE RISERVATA
via Monte Bianco, dove hanno
raso a suolo interi filare, in barba
a qualsiasi rispetto dell’identità
ed della storia della città. Decapitando quegli alberi hanno decapitato una parte importante del
vissuto di questa città, oltre ad
abbruttirla. Inoltre, l’’assessore
Bianco (vicesindaco) mette le
mani avanti, prevedendo bruttura su bruttura; infatti ci preannuncia che alcuni marciapiedi
saranno rifatti ma di solo bitume, mentre (bontà sua) altri di
pavimenti normali. E per fortuna che l’appalto e stata aggiudicata al miglior progetto. Noi sappiamo solo che paghiamo le tasse più alte della ragione -conclude- e ci troviamo in una città
sporca e sempre più brutta, e ci
chiediamo che fine fanno questi
soldi.
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BERNALDA Successo per la seconda edizione
Gusto e tradizioni in piazza
con “L’estate di San Martino”
ha insegnato nella maniera più semplice ai bambini
che per fare un tavolo ci
vuole il legno, per fare il legno ci vuole l ‘albero, per
fare l’albero ci vuole il seme. E’ tutto racchiuso in
un seme.
La dirigente Maria Carmela Stigliano si rivolge
ad una platea di allievi ricchi di vitalità citando Gibran, il profeta: “Gli affetti
del cuore sono come i rami
del cedro. Se l’albero perde
un ramo robusto, soffre,
ma non muore. Riversa
tutta la tua vitalità nel ramo accanto, perché possa
crescere e riempire il posto
vuoto”.
Pietro Valicenti
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BREVI
VALSINNI
Il Parco letterario
per Matera 2019
“Il Parco Letterario Isabella Morra,
nella prospettiva di Matera 2019 Capitale della Cultura Europea”. E’ il tema di un incontro organizzato dall’Amministrazione comunale di Valsinni e dalla Pro loco, in programma
sabato prossimo, alle ore 10, nell’aula
consiliare del municipio. Alla riunione sono stati invitati rappresentanti
delle istituzioni regionali e provinciali, associazioni culturali, dell’Azienda
regionale di promozione turistica, al
fine di verificare i possibili coinvolgimenti nei programmi di Matera 2019,
di realtà significative nel panorama
culturale e turistico della Basilicata.
Tra questi, il Parco Letterario Morra,
nato nel 1999, il primo nella nostra
regione, che registra un flusso di oltre diecimila visitatori all’anno, interessati alle tante attività culturali e di
promozione del territorio che svolge.
Saranno presenti, tra gli altri, il sindaco di Matera, Salvatore Adduce, il
presidente della Provincia, Francesco
De Giacomo; il consigliere regionale,
Roberto Cifarelli, per l’Apt di Basilicata, Giampiero Perri e altri.
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SCANZANO Polemica in casa Psi dopo l’attacco di Stamerra a Lunati, Vitale: «Solo fango»
Scarnato presidente del Consiglio
Sciolto il nodo politico che paralizzava la maggioranza, la Giunta non si tocca
SCANZANO JONICO - Sarà
il 29enne Claudio Scarnato, golden boy della politica
scanzanese, a ricoprire la
carica di presidente del Consiglio della cittadina jonica,
postazione rimasta vacante
dopo le dimissioni di Tonino Ceruzzo.
Verrà eletto nell'assise
municipale convocata per
sabato prossimo alle 17. Ricordiamo il gesto dimissionario di Ceruzzo ha dato il
via alla verifica politico-organigrammatica e programmatica la cui responsabilità dell'esito finale é ricaduta tutta sul Pd, partito
quasi monocolore con 6/8
della maggioranza (eccezion fatta per l'indipendente socialista Lunati e la consigliera Malvasi di Sel).
Il puzzle è stato difficile da
ricomporre e per garantire
la tenuta della maggioranza in vista del rush finale
della legislatura, il leader
democratico Scarnato si è
assunto la responsabilità in
prima persona, preannunciando che non percepirà alcuna indennità. Di certo il
ruolo di presidente dell'assise municipale non é stato
per niente appetibile per gli
attuali quattro assessori:
Angelo Lunati (vice sindaco), Giuseppe Stasi, Fulvio
Tataranno e Antonietta
Clemente (tutti del Pd), e
non è interessato nemmeno
e per ovvi motivi nemmeno
ai tre "soldati semplici" della
maggioranza: la consigliera Pina Malvasi (Sel) che si
è detta fermamente indisponibile a ricoprire l'incarico,
sia di presidente che di assessore; lo stesso Ceruzzo
così disinteressato che si é
dimesso, nonché lo stesso
Scarnato segretario del circolo cittadino, nonché capo-
gruppo del Pd e componente dell'Assemblea regionale
del partito, ha dovuto compiere il sacrificio pur avendo serie motivazioni di opportunità politica a cumulare una carica istituzionale
ai già tanti impegni assunti
precedentemente. Ma il presidente del Consiglio non è
indispensabile, anzi è un
ruolo che in tempi di spending review, i cittadini preferirebbero venisse abolito.
D'altro canto il sindaco,
Salvatore Iacobellis, è in
grado di dare la parola in
consiglio comunale, nonché di iscrivere i punti all'ordine del giorno richiesti
e necessari. Non è esclusa in
questa direzione una modifica statutaria a breve, per
eliminare una carica piuttosto superflua. Nei fatti è così. La giunta comunale resterà immutata checché ne
Claudio Scarnato
dica il giovane segretario
del Psi, Giuseppe Stamerra
, che nei giorni scorsi al
Quotidiano parlava di "una
retrocessione di Lunati", ormai in rotta di collisione con
il partito nella cui quota è
stato candidato, tanto da
non essersi più tesserato.
«Non abbiamo una rappresentanza all'interno del
Consiglio», aveva detto Stamerra al quale replica il padre nobile dei socialisti di
Scanzano, Mario Vitale.
«Ho partecipato al Congresso di FederAnziani -ha detto- che si è tenuto a Rimini
nella settimana scorsa. Solo
oggi apprendo dell’articolo
pubblicato dal Quotidiano.
Decisamente è diventato un
problema coprire quel ruolo
da quando Il consigliere Ceruzzo ha rassegnato le dimissioni. Il problema non
può essere risolto da una indicazione completamente
errata suggerita da Giuseppe Stamerra, quale segretario cittadino del Psi. Molti
sono i motivi. La responsabilità sta tutta nelle mani
del Pd, essendo loro sei ottavi della maggioranza; il Psi
è bene rappresentato in se-
no alla giunta dal vice sindaco Lunati. Pertanto -ha
stigmatizzato- mi dissocio
completamente dalle angherie che Stamerra gli ha
rivolto e non sta a lui promuovere o bocciare nessuno, se ha delle preferenze
per il gentil sesso (Stamerra
aveva proposto Antonietta
Clemente quale vice sindaco), è preferibile che lo faccia in privato. Tutte le attenuanti per un giovane che si
sta impegnando per il sociale, ma deve capire che essere
socialista significa valorizzare la dignità delle persone
non schizzare fango in faccia a chi con tantissima fede
ogni giorno si confronta
con i problemi che attanagliano questa società sempre più bistrattata, ma anche sempre più distratta».
Pierantonio Lutrelli
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MONTALBANO «I tempi non sono ancora maturi ma il progetto resta»
«Credo nel centrodestra unito»
Devincenzis rilancia la convention e spiega l’assenza al tavolo di Destra sociale
MONTALBANO JONICO - «Non ho partecipato alla riunione politica di “Destra Sociale”, in qualità di sindaco e coordinatore
cittadino di Forza Italia, al fine di discutere sui futuri scenari politici in preparazione delle prossime elezioni amministrative
del 2015, dopo il mancato riscontro avuto
un merito alla proposta di una convention
del centrodestra».
A chiarirlo ai vertici della Destra sociale, è il sindaco Enzo Devincenzis. «Evidentemente, i tempi non sono ancora maturi
per unire il centrodestra come auspicavo,
quindi la convention, a cui non è stato dato
ancora compimento, certamente verrà
rinviata per dar tempo a tutte le forze politiche di centrodestra di decidere del proprio futuro. Naturalmente FI, che mi onoro di rappresentare, sarà comunque impegnata come fulcro a Montalbano di nuove
fasi politiche del centrodestra viste le risultanze del passato a livello di consensi.
L’auspicio è quello che le strade non si dividano, affinché si vincano nuovamente le
prossime elezioni amministrative. Non
posso sedermi allo stesso tavolo di rappresentanti del Nuovo Centro Destra, che
hanno tradito la causa per cui noi siamo
oggi al Governo di questa città uscendo
dal Pdl prima e da FI poi.
Enzo Devincenzis
MONTALBANO Iniziativa presentata durante il tour “Mai più sole...” di Lombardi
Femminicidio, verso uno Sportello per le donne
MONTALBANO JONICO - Si è
parlato di violenza e femminicio,
sabato scorso all’Isis “Pitagora”
di Montalbano Jonico, grazie alla
manifestazione “Mai più sole in
tour”, progettata e attuata dal
giornalista Antonello Lombardi.
Grande partecipazione di cittadini, non solo montalbanesi, che
hanno inteso farsi accompagnare
in una riflessione che si è avvalorata di testimonianze di operatori
di aiuto e della comunicazione,
ma anche da centri limitrofi.
Il saluto della dirigente dell’Isis, Maria Amorigi, ha introdotto
i lavori, parlando della sua scuola
che già da tempo si è attrezzata
per far sì che ci sia uno Sportello
con esperti, a cui i giovani e le giovanissime possano far riferimento. La psicologa Carmela Vitale,
ha spiegato tecnicamente quali
possono essere le dinamiche, che
si innescano negli episodi di violenza in genere e alle donne in
modo particolare. La manifesta-
zione, è itinerante per sostenere
la battaglia contro il femminicio,
avviata all’inizio dell’anno, ha
avuto la città jonica come tappa
del tour, nei giorni vigiliari al 25
novembre, giornata internazionale contro la violenza e il femminicidio.
A seguire le testimonianze delle
giornaliste Anna Carone, Cristina Longo e Mariangela Di Sanzo.
Ha concluso gli interventi la senatrice Maria Antezza, che ha
presentato tutta una serie di proposte e provvedimenti legislativi
per far fronte al grave fenomeno
della violenza.
La serata si è arricchita anche
del contributo di artisti, intanto
la scrittrice e poetessa, Maria Antonietta d’Onofrio; Francesca Casalaspro, che ha aperto i lavori
con un ballo; il soprano, Silvia
Barletta, ambasciatrice Unesco e
il pianista, Francesco Panico e ancora una serie di quadri e fotografie a cura di Nino Oriolo e Danilo
Il dibattito all’Isis di Montalbano Jonico
Fusco.
Una riflessione ampia, dibattuta, fatta anche alla presenza delle
forze dell’ordine, per le quali anche tutti i provvedimenti legislativi in atto, sebbene di importanza
fondamentale per il sostegno alla
lotta, non sono però sufficienti ad
arginare un fenomeno che resta
ancora molto sommerso. Incoraggaiare chi subisce, alla denuncia, questa la via maestra per
uscire dai drammi.
[email protected]
ANGOLO SPORT
Ciclocross
Marino
trionfa anche
a Viggiano
Marino sul podio
POLICORO – Il biker
Pasquale Marino si
conferma campione, in
sella alla sua mountain
bike nella gara di Viggiano. Fresco di vittoria nella sua categoria
nel “Bicinpuglia 2014”,
ultima tappa a Palagiano (Ta), Marino il 23 novembre scorso si è cimentanto anche con il
ciclocross, altra disciplina del fuoristrada ciclistico che si disputa
esclusivamente d’inverno su percorsi un
po’ più pianeggianti rispetto alla mountain bike. Nella terza prova
del “Trofeo dei 3 Mari”,
un circuito di 9 prove
che saranno disputate
in Basilicata, Puglia,
Calabria, Campania e
Molise, ha corso con il
team dell’Heraclea Bike
– Marino Bici & Sport di
Policoro nella terza batteria e dopo il rodaggio
di partenza si è piazzato
in seconda posizione.
Dopo circa un giro dei 6
previsti ha recuperato
terreno su Enrico Carico di Lecce, che fino a
quel momento guidava
la gara, prendendo cosi
il comando della sua categoria e mantenendola per i 5 giri rimanenti;
Marino ha attaccato superando e staccando
Corrado e vincendo così
la prova. Secondo è arrivato Corrado Udo di
Lecce, al terzo posto
l’altro lucano di Rivello
(Pz), Francesco Ferraiuoli. Le condizioni
meteo sono state sicuramente favorevoli; infatti una bellissima
giornata di sole ha accompagnato per tutta
la giornata gli atleti, i
familiari ed il pubblico
presente ad applaudire
i circa 200 atleti oltre
lucani e provenienti
dalle vicine regioni.
Gabriele Elia
RASSEGNASTAMPA
II I BASILICATA PRIMO PIANO
ASSETATI & INFOGNATI
IL «CLOSTRIDIUM» DAI RUBINETTI
Mercoledì 26 novembre 2014
MOBILITAZIONE
Ferrandina, Miglionico e Pomarico uniti dallo
stesso problema. I cittadini si mobilitano per
chiedere di fare chiarezza sul caso
TRASPARENZA
Anche oggi scuole chiuse. Nasce un
comitato spontaneo e anche il popolo di
Facebook invoca maggiore trasparenza
Acqua inquinata
allarme in 3 paesi
Cosa sono?
Bacilli anaerobi
producono tossine
Disagi e caos: inutilizzabile per bere e pure per lavarsi
A rilevare la presenza
dei batteri sono state
le analisi effettuate
dall’Arpab
PIERO MIOLLA
l Comitati spontanei, raccolta
firme, probabili esposti alla Procura della Repubblica, scuole
chiuse, summit e richieste di
maggiore trasparenza e coinvolgimento dei cittadini. A Ferrandina, Miglionico e Pomarico il divieto di utilizzo per scopi alimentari e igienici dell’acqua potabile
ha messo in movimento le tre comunità, chiaramente disagiate
per l’improvvisa contaminazione
dell’acqua dal batterio denominato «clostridium». In principio
fu Saverio D’Amelio: il sindaco di
Ferrandina è stato il primo, venerdì scorso, a emettere un’ordinanza con la quale è stato chiesto ad Acquedotto Lucano di sospendere l’erogazione idrica, su
pressione dell’Azienda Sanitaria
di Matera. È accaduto che le analisi dell’Arpab, infatti, abbiano rivelato come nell’acqua potabile ci
fossero i clostridi: dapprima la
loro presenza è stata acclarata
nelle condotte che portano acqua
nel nuovo impianto di contrada
«Gesù Cristo», a Ferrandina, poi
anche in quelle che servono l’altro impianto della città aragonese, quello sito in contrada Cappuccini e denominato «missile».
Conseguenza? Se in un primo momento la sospensione aveva riguardato solo il centro storico di
Ferrandina, con l’ammissione di
Aql che i clostridi erano presenti
anche nell’impianto di contrada
Cappuccini tutto il territorio del
centro amministrato da D’Amelio è stato interessato, così come
anche i Comuni limitrofi di Miglionico e Pomarico. Anche i primi cittadini dei due centri, Angelo Buono e Francesco Mancini,
hanno infatti dovuto adottare lo
stesso provvedimento. A nulla,
evidentemente, è servito modificare la prima ordinanza di
D’Amelio, con la quale, di fatto,
l’acqua è sì tornata nei rubinetti
dei ferrandinesi, ma solo per poter lavare in terra. Come detto, la
prolungata astinenza da acqua
potabile, che in un primo momento sembrava aver prodotto una
semi psicosi spingendo tanti ad
assaltare i supermercati per acquistare acqua minerale, ha poi
determinato una vera e propria
presa di coscienza da parte dei
cittadini: in men che non si dica, è
scoppiata la protesta con la costituzione di un comitato spontaneo di cittadini (subito seguita
da un’azione simile a Pomarico),
con raccolta firme per chiedere
maggiore trasparenza e coinvolgimento della popolazione.
Su Facebook, come riportato
qui accanto, è nato anche un
gruppo. Camillo Rossi, consigliere comunale e capogruppo di
«Nuova Ferrandina», ha interrogato il sindaco D’Amelio per sapere, tra la altre cose, quali siano
state le ragioni dell’inquinamen-
to e per quale ragioni vi sono state
difformità nei giudizi tecnici
espressi dalle amministrazioni
interessate alla vicenda. Già, i
motivi dell’inquinamento e le difformità nei pareri. Perché, ancora una volta, tutto ciò sembra
coperto da un alone di mistero?
Proprio per questo, il comitato
spontaneo ha raccolto delle firme: chiede che l’incontro previsto per questa mattina alle 10 nel
Municipio di Ferrandina sia
aperto al pubblico in modo tale da
permettere ai cittadini di capire e
conoscere come si è giunti a questa situazione che ha del paradossale per come si è dipanata.
Frattanto i cittadini, anche attraverso i social, chiedono lumi pure
su altri argomenti: le autobotti
dove vengono riempite? La frazione di Macchia di Ferrandina
da quale serbatoio è servito? Il
comitato ipotizza un esposto alla
Procura della Repubblica di Matera per «accertare le responsabilità di questo enorme disagio».
Esposto che dovrebbe essere supportato dalle firme di centinaia di
cittadini. Firme che possono essere raccolta nel presidio istituito in piazza Plebiscito. In tutto
questo, ovviamente, le scuole rimarranno chiuse nei tre centri
interessati anche oggi. La vicinanza geografica dei Comuni interessati, inoltre, ha fatto scattare
non solo un senso di appartenenza alla comunità forse sopito, ma
anche una sorta di chiamata alle
armi comune: la prima assemblea del comitato di Pomarico ha
ospitato una delegazione di Ferrandina. A Miglionico, invece, il
sindaco ha incontrato pubblicamente e alla presenza di un tecnico Asm, la comunità. La situazione, dunque, è in continuo divenire.
PRIMO ALLARME
In un primo momento la
presenza di clostridi era stata
acclarata solo nelle condotte
che portano acqua
nell’impianto di contrada «Gesù
Cristo» di Ferrandina
RIPRISTINO
La prima ordinanza del sindaco
D’Amelio è stata modificata e
l’acqua è tornata nei rubinetti
dei ferrandinesi. Ma può
essere utilizzata solo per lavare
per terra
.
EMERGENZA I cittadini serviti da autobotti. Nel
riquadro in basso Saverio D’Amelio [foto Scattino]
«I clostridi - ha spiegato l’ingegnere per la difesa del suolo
Silvana Baldantoni – sono bacilli
anaerobi che formano spore se
le condizioni ambientali sono
avverse. È possibile isolarli nel
suolo, in acqua, negli scarichi
fognari: costituiscono la normale flora batterica del tratto gastrointestinale di animali e uomo. Alcune specie sono patogene per la produzione di tossine: tra queste gli agenti eziologici del tetano e del botulismo.
Essendo microrganismi che
non richiedono ossigeno per la
crescita (anaerobi) se coltivati in
ambienti con scarsa concentrazione di ossigeno sono estremamente attivi dal punto di vista fermentativo, attaccando
sostanze organiche (carboidrati
ed aminoacidi) con produzione
di acido acetico, butirrico, succinico e gas come anidride carbonica, idrogeno e acido solfidrico». Come sono finiti nell’acqua potabile? «La loro presenza
può derivare dalla rottura di un
tubo, sia della fogna che delle
acque bianche, ma tutto ciò potrebbe rivelare difetti nella realizzazione delle condotte che
dovrebbero essere separate e
ben isolate. Potrebbe anche
trattarsi di scarichi abusivi
nell’acqua potabile. Credo, però, che una corretta analisi delle
acque non debba fermarsi alla
presenza dei clostridi: deve invece farci capire anche se ci sono idrocarburi. Mi pare – ha
concluso Baldantoni - che manchi il controllo costante su tutta
la rete, così come la pubblicazione e le informazioni costanti
e continue relative a tutti i Co[p.miol.]
muni serviti da Aql».
Il caso Tito nel dimenticatoio
ma restano tanti interrogativi
SINDACO
D’Amelio è stato il primo a
chiedere di sospendere
l’erogazione idrica
l Anche in altri Comuni lucani è stata
riscontrata la presenza, in acque destinate al consumo umano, di sostanza varie. A Tito è emersa la presenza di idrocarburi pesanti e piombo. Lo rivela uno
studio di Agostino Di Ciaula, specialista
in Medicina Interna e referente per la
Puglia di Isde Italia (International Society of Doctors for Environment). «Gli
idrocarburi pesanti – ha spiegato Silvana
Baldantoni, presidente di Punto Zero della Terra, l’associazione che ha fatto i
prelievi a Tito - derivano dalla lavorazione del petrolio e non e` normale che
siano presenti nell’acqua potabile: se ci
sono, vuol dire che essa è contaminata
con sostanze organiche tossiche di origine antropogenica». Sugli idrocarburi
Di Ciaula ha spiegato che «gli studi sulla
tossicità a medio-lungo termine sull’uomo sono scarsi, ma quelli su modelli
animali consentono di affermare che sono dotate di tossicità biologica soprattutto a carico di fegato, reni e tiroide.
Questo, ovviamente, non esclude altri
rischi ancora non adeguatamente valutati nell’uomo». Tali sostanze sono cancerogene? «La Iarc (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) – ha
spiegato Di Ciaula - classifica alcune di
queste sostanze nel gruppo 2B (possibili
cancerogeni). Inoltre, non si può iden-
tificare con certezza la soglia al di sotto
della quale gli idrocarburi pesanti siano
innocui per la salute». Discorso a parte
per il piombo. Indipendentemente dalle
considerazioni sulla cancerogenicità, infatti, l’esposizione «in età pediatrica è
associata a grave riduzione del quoziente
intellettivo, deficit dello sviluppo cognitivo, effetti cardiovascolari, immunologici e endocrini anche per concentrazioni
ematiche molto basse». Considerazioni,
queste, che hanno portato Baldantoni a
chiedere più volte «ulteriori verifiche e
approfondimenti, oltre all’applicazione
del principio di precauzione». Tutto inu[p.miol.]
tile.
«Non ce la date a bere»
Un gruppo su Facebook chiede di essere informati fino in fondo su ciò che accade
SOLIDARIETÀ
Tra i residenti dei tre
comuni si fa strada l’idea
di mettersi in rete
l La preoccupazione per il persistere del
divieto di utilizzare l’acqua potabile a Ferrandina e dintorni fa rinascere moti popolari
e si traduce anche nella costituzione di gruppi
sui social network. Se nella città aragonese si
è costituito un comitato spontaneo di cittadini (stessa cosa a Pomarico), sono già circa
250 gli iscritti al gruppo “Non ce la date a bere
- l’inquinamento dell’acqua potabile a Ferrandina” nato su Facebook: raccoglie impressioni, preoccupazioni, denunce da parte di
cittadini stanchi e increduli per il protrarsi di
un divieto che, come è noto, si è esteso anche a
Pomarico e Miglionico. Proprio per questo,
nella cittadina devota a San Michele Arcangelo è stata celebrata un’assemblea cittadina
per discutere dell’argomento. Mai come in
questi casi, poi, la solidarietà diventa anello di
congiunzione tra due o più comunità: su Facebook, infatti, cittadini di Pomarico invitano
quelli di Ferrandina a partecipare all’assemblea, per poi ricambiare la visita. Solidarietà e
fronte comune: queste le parole d’ordine che
emergono anche dal gruppo neo costituito su
Facebook. «Purtroppo – recita il post di una
iscritta al gruppo - questa storia dell’acqua, è
solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso:
non è la più grave, ammesso che la verità sia la
presenza di clostridi nell’acqua, perché ci sono tanti veleni silenti che ogni giorno inquinano il nostro territorio ma che, non arrecandoci troppi disagi accettiamo passivamente. Per salvarsi bisogna creare una rete di
cittadini tesa al monitoraggio e alla difesa del
territorio. Ogni ferrandinese deve sentirsi
primo cittadino, e agire nell’interesse del paese e della sua famiglia. Smettiamola con questa guerra tra poveri, che facilita solo il lavoro
sporco di chi vuole trarre profitto». Un vero e
proprio appello alla mobilitazione e alla difesa del territorio che le istituzioni non as[p.miol.]
sicurano.
RASSEGNASTAMPA
BASILICATA PRIMO PIANO I III
Mercoledì 26 novembre 2014
LA POLEMICA
AVIS E FIDAS ALL’ATTACCO
SISTEMA IN TILT
Il presidente dell’Avis, Nicola Todisco, si
dimette. Dal 1° gennaio c’è il rischio che
nessuna struttura trasfusionale sia attiva
La «guerra del sangue»
a colpi di bucocrazia
Mancato accreditamento delle strutture. Si va verso la paralisi
MARIA VITTORIA PINTO
l A poco più di un mese dalla
scadenza dei termini fissati
dalla legge per l’accreditamento delle strutture trasfusionali,
delle unità di raccolta e dei
punti di raccolta, fissi e mobili,
del sangue e degli emocomponenti, ancora non si hanno notizie certe su modalità, tempi e
procedure che dovranno portare tutto il sistema trasfusionale regionale ad accreditarsi.
È in questo clima di incertezza,
in aperta polemica con chi ha
accumulato clamorosi ritardi,
che il presidente regionale
Avis, Nicola Todisco, rassegna
il mandato associativo. Lo fa
nel corso di una conferenza
stampa congiunta con Fidas
Basilicata, nella sede del Csv di
Potenza. «Siamo in una situazione molto grave – ha sottolineato Todisco – e abbiamo pochissimo tempo per fare le cose
necessarie che, in questi anni,
non sono state fatte. Confidare
in una proroga, che non ci sarà,
è deleterio. Per queste ragioni e
per sottolineare l’inadempienza della politica sono costretto
a dimettermi da presidente
dell’associazione». «Il 31 dicembre è la fatidica scadenza – ha
spiegato il presidente Fidas Basilicata, Paolo Ettorre – ed è
entro questa data che sarà necessario accreditare le strutture trasfusionali pubbliche e
le unità di raccolta fisse e mobili associative». Ci si chiede
come mai, se manca poco più di
un mese, perché questo obiettivo, noto da più di tre anni, non
è stato ancora raggiunto da Regione e aziende sanitarie del
territorio. «Avis come Fidas –
ha continuato Nicola Todisco –
ha fatto tutto quanto di sua
competenza e lo testimonia la
fitta corrispondenza intercorsa
con aziende sanitarie e regione
assessorato alla sanità, al fine
di ottenere l’autorizzazione
delle proprie unità e dei punti
di raccolta. Negli ultimi 3 anni
ha censito tutti i punti di raccolta, prodotto la documentazione prevista dalla norma,
realizzato lavori di adeguamento, acquistato due unità mobili
di raccolta. Un grande sforzo
economico e organizzativo con
l’unico scopo di permettere il
mantenimento del sistema che
ha consentito alla regione Ba-
silicata di raggiungere, negli
ultimi 10 anni, l’obiettivo
dell’autosufficienza. Obiettivi
riconosciuti e certificati anche
da autorevoli enti internazionali che hanno consentito alla
nostra regione un risparmio
complessivo di svariati milioni
di euro». Ad oggi, lo scenario è
allarmante: non si sa quante e
quali strutture trasfusionali
potranno accreditarsi nei modi
e nei tempi stabiliti dalla legge.
DENUNCIA
Alcuni
momenti
dell’incontro
che si è
svolto ieri a
Potenza
La Regione accusa le associazioni
di non aver inviato i documenti necessari
l Se le cose non cambiano, il rischio
concreto è che dal prossimo 1 gennaio
2015 non possa esserci alcuna struttura
trasfusionale lucana in grado di ricevere,
lavorare, stoccare ed erogare le emazie
raccolte in Basilicata. Questo, di conseguenza, causerà la paralisi totale del sistema sanitario regionale. Unica alternativa, poi, sarà il trasferimento di tutto
il sangue raccolto in qualche struttura
extraregionale accreditata, sancendo la
fine del sistema trasfusionale lucano. Le
associazioni di donatori, oggi, raccolgono
nelle loro strutture oltre l’80 per cento di
sangue ed emocomponenti donati in regione. Con una lettera alle associazioni, a
firma del dg Donato Pafundi, la Regione
risponde che il problema dell’accreditamento delle strutture è per mancanza di
documenti da parte delle associazioni.
«Così come evidenziato nei vari incontri
– si legge – presso questo dipartimento
sulle tematiche emergenziali del sistema
trasfusionale connesse all’autorizzazione e all’accreditamento si sollecitano codeste associazioni di volontariato a voler
trasmettere, ai competenti dipartimenti
di prevenzione, la documentazione finalizzata al rilascio, per le singole strutture,
del relativo parere cui dovrà seguire il
provvedimento regionale di autorizzazione». Nel corso della conferenza di ieri,
però, Nicola Todisco e il direttore Fidas
Basilicata Paolo Ettorre hanno consegnato ai giornalisti copia di quella documentazione necessaria alla Regione. «E questi
documenti li abbiamo già consegnati agli
uffici preposti». Al di là di queste schermaglie, va sottolineato che la Basilicata è
sempre stata una eccellenza a livello nazionale. L’anno scorso, infatti, è stata la
regione italiana più virtuosa per numero
di donatori in rapporto alla popolazione,
superando Umbria, Friuli, Veneto ed
Emilia Romagna. Tanto importante da
diventare per Giuliano Grazzini, direttore del Centro Nazionale Sangue, «la pic[marvi]
cola e generosa Basilicata».
RASSEGNASTAMPA
IV I POTENZA CITTÀ
DISSESTO. E ORA?
I CONTI DEL CAPOLUOGO
Mercoledì 26 novembre 2014
DANNO ERARIALE
L’ipotesi di reato è quella di danno
erariale, mentre le indagini sono state
affidate alla Guardia di Finanza
PROCEDURE
Al centro delle verifiche l’iter che ha
portato alla stipula del contratto con la
società e le successive proroghe
Sull’affidamento al Cotrab
indaga la Corte dei Conti
L’attenzione della Procura contabile concentrata sul trasporto pubblico locale
ANTONELLA INCISO
riserbo, anche se a bassa voce
più di qualcuno ammette che
una vasta mole di documenti
sarebbe stata acquisita agli
atti.
Ma si tratta di una prima
tranche, considerato che proprio nei giorni scorsi la sezione di controllo della Corte
dei Conti aveva trasmesso alla Procura ordinaria ed a
l Una mole di carte avvolte
in una copertina gialla con
scritto su Cotrab.
È il fascicolo che la Procura
regionale della Corte dei Conti ha aperto sulla società che
si occupa del trasporto pubblico a Potenza. Un’indagine
avviata mesi fa, prima della
DOCUMENTI
TEMPI
Acquisita dalla
magistratura contabile
una vasta documentazione
dichiarazione di dissesto, con
al centro le procedure per
l’affidamento del servizio alla
società, fatto in proroga da
molti anni, senza che vi sia
stata fino ad oggi una gara
d’appalto. Nel solo 2013 per il
trasporto pubblico sono stati
spesi 15 milioni di euro, di cui
oltre un milione e 400mila
euro per il chilometraggio
aggiuntivo. Su quella spesa,
sulle procedure di affidamen-
ll fascicolo potrebbe essere
integrato dai dati della
sezione di controllo
2006
15
È nel marzo del 2006 che viene
stipulato il primo contratto tra
il Cotrab ed il Comune di
Potenza
La cifra spesa per il Cotrab dal
Comune di Potenza nel 2013.
Nella cifra è compresa anche la
spesa per i chilometri aggiunti
il primo
contratto
milioni
di euro
to, dunque, i magistrati della
Procura contabile hanno deciso di vederci chiaro. Per
capire se vi sia stato o meno
danno erariale, per valutare
se vi siano state presunte
irregolarità nella procedure
che sono state seguite per
l’affidamento del servizio.
Cosa sia emerso sino ad
oggi è difficile capire. Sull’indagine affidata alla Guardia
di Finanzia vige il massimo
quella contabile parte degli
atti del rendiconto 2012 con al
centro il contratto siglato con
la Cotrab e l’aumento del
chilometraggio ad esso disposto.
Un atto dovuto per la sezione di controllo ma che
potrebbe servire a far «lievitare» il già corposo fascicolo all’attenzione dei magistrati della Corte dei Conti.
Il particolare
Quelle criticità
nel servizio
già evidenziate
Gravi criticità nel servizio. La sezione di controllo della Corte dei Conti le ha definite così. Analizzando il servizio di trasporto pubblico legato al
rendiconto 2012 i giudici
della sezione di controllo
parlano di «anomalie nella procedura di affidamento del servizio» considerato che, a detta della
sezione, si tratta «non di
un rapporto affidato in
concessione ma di un
contratto di appalto di
servizi». In particolare,
secondo la sezione «l’affidamento del servizio, per
come di volta in volta rinnovato, è avvenuto in
violazione della normativa comunitaria e nazionale a tutela della concorrenza e del mercato e ciò
per l’insussistenza della
deroga». Per la sezione,
poi, vi sarebbero anche
«anomalie del rapporto
contrattuale» poichè
manca «l’elemento del rischio a carico della Cotrab» con tutte «le conseguenze in termini di minore garanzia di economicità, efficienza ed efficacia del servizio». Un
esempio sono i macchinari considerato che il
Comune «concede in comodato gratuito i macchinari e ne cura a proprio onere anche la manutenzione straordinaria».
SBLOCCA ITALIA
IDROCARBURI
I CONTI DEL MUNICIPIO
Petrolio, petizione
dei grillini alla Ue
Greggio e agricoltura
incontro a Spinoso
sulla loro convivenza
«Comune, è necessario
ridurre subito la spesa»
l «Le compagnie petrolifere sono convinte che
ancora oggi petrolio e agricoltura possano coesistere». È quanto sostiene in una nota l’associazione Ola, annunciando l’incontro che si terrà
a Spinoso oggi presso l’associazione «Il lume» sul
petrolio e agricoltura e le prospettive. «Fino al
1998, anno dell’accordo di programma Eni – Regione e quando la Val d’Agri contava già 18 pozzi
in funzione, i fagioli e le altre specialità locali e
l’oro nero convissero senza problemi - spiega una
nota dell’associazione Ola - la gran parte dei
contadini accolsero favorevolmente la scoperta
degli idrocarburi. E anche gli operatori turistici,
che avrebbero dovuto lamentare un danno diretto, trovarono sollievo dando ristoro e pernotto
nelle proprie strutture di ricezione a tecnici e
dipendenti delle varie società petrolifere operanti in valle. Da alcuni anni, però, il settore
agricolo valligiano, e più in generale lucano, è al
centro di notevoli turbolenze. A pochi metri dal
cuore delle estrazioni petrolifere in Val d’Agri,
nella cosiddetta Contrada Le Vigne, caratteristica località del comune di Viggiano, dove la
presenza dell’uomo era facilmente constatabile
dalle numerose vigne, orti e le tante casette lì
intorno, si iniziavano a segnalare i primi problemi». «Nel 2001, una raccolta di oltre quattrocento firme - aggiunge ancora k’associazione assunse caratteristiche di ufficialità con la costituzione di un comitato civico, il quale lamentava notevoli disagi e problemi che la “raffineria”
stava procurando ai cittadini delle “Vigne”. Si
decise, allora, che il comitato avrebbe avuto come
finalità la tutela della salute pubblica, la richiesta di indennizzo dei danni economici presenti e
futuri dei proprietari dei beni immobili e la
quantificazione del deprezzamento delle produzioni tipiche dell’area: vino, olio e ortaggi» .
«Dunque, già allora, qualcuno aveva iniziato a
“subodorare” i danni reali alle coltivazioni di
pregio della zona» conclude l’associazione.
l «È necessario un risanamento vato che sostengono i cittadini di
che avvenga alla luce del sole. Basta Potenza e che ci obbliga a una batcon politiche assistenziali e clien- taglia di buonsenso, sono solo le
telari. Bisogna dare finalmente principali sfide che ci attendono».
una svolta. Bisogna parlare il lin- «A Potenza va riconosciuto il ruolo
guaggio della chiarezza e della tra- di capoluogo di regione - ammette sparenza, ai cittadini. È indispen- Serve una legge regionale che risabile una vera riduzione della spe- conosca anche ad altre realtà lusa». È quanto spiega in una nota il cane, in maniera proporzionale,
capogruppo di
che erogano
Forza Italia al
servizi sovraComune di Pocomunali, il
tenza, Franceruolo di città
sco fanelli. «In
erogatrici di
alcuni ambiti
servizi». «Crela spesa è indo che i cittacomprimibile .
dini di Potenza
precisa Fanelli
un segnale po- per esempio
litico lo abbiala spesa del
no già dato nelpersonale, ma
l'ultima comvi sono tante
petizione eletaltre spese, in
torale - conclurelazione a de- FORZA ITALIA Francesco Fanelli
de Fanelli - e
terminati sernon mi riferivizi, su cui dovremo per forza in- sco, solo all’elezione del sindaco,
tervenire. Mi riferisco, – prosegue – ma anche alla scelta di un rinnoad esempio, ai trasporti, alle men- vamento dell'intero Consiglio Cose, ai servizi di pulizia, ai servizi munale, una scelta che ha contricon le società in house e a tutti i buito ad un rinnovamento all'incontratti. È necessario che vadano terno di tutti i partiti politici, da
rivisti, anche perché non sempre a destra a sinistra. Per questo motivo
un costo elevato del servizio è cor- ritengo che anche la situazione delrisposto un servizio efficiente. È l'anatra zoppa, che è un problema,
indispensabile un cambio di passo, potrebbe diventare un'opportunise veramente vogliamo bene a que- tà, se ogni singolo consigliere costa città. Programmazione di fondi munale, a prescindere dal partito
europei per 100 milioni, gestione che rappresenta cercherà di venirdei 26 milioni di Fondi di Sviluppo e ne fuori insieme a tutti gli altri,
coesione già destinati, questione mettendo al primo posto il bene
dei rifiuti, con il costo troppo ele- della nostra città».
l Petrolio, sarà anche il Parla- acquifere nei dintorni degli impianmento europeo ad esprimersi. Al ti, la prossimità dei pozzi marittimi
Parlamento Ue, infatti, sarà inoltra- alle coste, il possibile uso di tecniche
ta una petizione in materia di estra- vietate e l'inquinamento acclarato
zioni petrolifere e, contemporanea- già in essere di acqua, terra e aria.
mente, è stata avviata una raccolta Inoltre, sono riscontrabili aumenti
di firme estesa a tutte le regioni delle incidenze di malattie riconmeridionali. L'iniziativa, lanciata ducibili alle attività petrolifere».
dagli attivisti lucani, ha ottenuto il
«Iniziative come queste – aggiunsostegno
ge ancora il
dell’europarlaportavoce del
mentare PierM5s Pedicini nicola Pedicini
dimostrano
e di altri euroche è possibile
parlamentari
un nuovo modo
grillini del Sud
di fare politica,
Italia.
laddove i citta«La petiziodini attivi dine intende deventano protanunciare le pogonisti, si inlitiche del goformano e non
verno italiano
sono più dispotese a incresti a subire pasmentare la ri- M5S Piernicola Pedicini
sivamente le
cerca e l’estrascelte calate
zione di petrolio in terraferma e in dall’alto da governi collusi con le
mare tramite la nuova legge “Sbloc- compagnie petrolifere che pur di faca Italia” - precisa una nota di Pe- re cassa e profitto non considerano
dicini - In particolare, evidenzia l’in- con la dovuta attenzione le dramfrazione del governo italiano rispet- matiche ricadute che le trivelle selto alle direttive Ue sulla valutazione vagge della legge “Sblocca Italia”
dell’impatto ambientale. I promoto- possono provocare nei territori
ri della petizione mettono in evi- coinvolti». «In qualità di membro
denza che la ricerca di nuovi gia- della Commissione Ambiente – concimenti petroliferi, sia in terrafer- clude l’eurodeputato pentastellato ma sia in mare, e l’aumento delle seguirò con grande attenzione l’iter
attività di estrazione già in corso, della petizione e sosterrò i promonon tengono conto dei problemi del tori dell’iniziativa per fare in modo
territorio italiano riguardanti l’al- che le istituzioni europee diano una
tissima sismicità delle aree interes- risposta rapida e intervengano sul
sate, la presenza di importanti falde governo italiano».
RASSEGNASTAMPA
VI I POTENZA CITTÀ
Mercoledì 26 novembre 2014
Referti medici online
servizio solo «virtuale»
Buona l’idea, ma l’accesso al portale è problematico
l Mentre si parla di un nuovo
portale della Regione Basilicata, detto
«open data», sulla piattaforma «dati.gov.it» per offrire nuove opportunità sulla rete ai lucani, ci sono aspetti
nella piattaforma «basilicatanet.it»
che, dopo oltre un decennio di prove e
investimenti, stentano a dare i dovuti
risultati. In particolare la parte che
riguarda i «referti on line».
Ottima soluzione per chi deve ritirare gli esami del sangue o altri
referti, soprattutto se lontani dalle
strutture sanitarie presenti nel circuito del portale. Nel caso del l'ospedale San Carlo di Potenza, si traduce spesso in tempo e soldi sprecati.
È da anni che la «macchina» funziona
a singhiozzo, o per nulla. È da anni
che chi gestisce questa importante
parte del sistema, promette o tenta di
sistemare il disservizio. Ma, purtroppo, senza portare a casa i risultati
necessari. E, intanto, chi fra i cittadini si affida a questo metodo, invece di trarne vantaggio ne ottiene un
danno. Infatti le lamentele pervenute
sono diverse. Entrare alla sezione
«referti on line» prevede un forte
sbarramento per l'accesso, composto
da userrname, password e codice pin.
È spesso una chimera, se non si
chiede l'intervento di un operatore,
evidentemente mortificato da quanto
accade perchè testimone diretto di
una storia infinita di cattivo funzionamento e di lamentele degli utenti, finora rimaste non soddisfatte. Se
si è fortunati si riesce a ottenere, in
molti casi, la possibilità di scaricare
solo parzialmente i referti. C'è chi
sostiene di essere riuscito a scaricarne soltanto 5 su 10, che quindi è
stato costretto a recarsi al San Carlo
per ritirarli a mano, dopo aver provato per giorni ad accedere al sito, con
le non trascurabili difficoltà descritte
prima. Insomma, un disastro organizzativo per un servizio davvero utile, uno spreco di denaro pubblico.
L'Azienda Sanitaria di Matera ha ov-
viato al disservizio con l'invio dei
referti attraverso le e-mail. E pare che
il commissario dell’ospedale San Carlo, Rocco Maglietta, voglia praticare la
stessa modalità. A questo punto non
sarebbe opportuno che la Regione
Basilicata interrompa questa emorragia inutile di risorse economiche e
cambi passo? Oppure si rivolga una
volta per tutte a chi è deputato a
risolvere la questione con il compito
di trovare una soluzione senza ulteriori aggravi di spese. A mali estremi, estremi rimedi: se proprio non c’è
una via d’uscita, si cambi società
affidandosi a chi offre maggiori garanzie. Perchè sbagliare è umano ma
perseverare è diabolico.
UNIVERSITÀ OGGI INCONTRO PROMOSSO DALL’ASSOCIAZIONE CAD E DALL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI PER «DISEGNARE» INSIEME IL FUTURO DI POTENZA
La città contro il disagio sociale
Aspetti architettonici e urbanistici da valutare in funzione del benessere della persona
VEDUTA
A sinistra una
panoramica
del capoluogo
lucano. Oggi
l’appuntamento è alle
15 nell’aula
magna
dell’Università
a rione
Francioso
LUIGIA IERACE
l Cosa sarà Potenza tra
vent’anni? Domanda difficile, però centrale. La città cambia in
continuazione, senza alcuna legge lineare ma con strappi e accelerazioni legati a fattori, spesso, esterni. Proprio come un organismo vivente esprime un suo
disagio, che necessita dell’impegno di tutti per diventare una
“città normale”. Politica, urbanistica, architettura e psicologia
sociale si mettono quindi insieme per traghettare Potenza verso
il cambiamento attraverso il confronto e il dialogo.
É il senso dell’iniziativa promossa dall’Università della Basilicata, dall’Associazione Cad
(Centro di ascolto per il disagio)
di Potenza e dall’Ordine degli architetti della Provincia di Potenza in programma oggi alle 15,
nell’Aula Magna dell’ateneo lucano in via Nazario Sauro, a rione Francioso.
Un dibattito a tutto campo per
affrontare sotto i diversi aspetti
problematiche connesse al disagio sociale , con il coinvolgimento
di Sviluppo Basilicata, Unibas-
.
Store, Territorio spa e con il patrocinio del Comune di Potenza.
«Il senso del «disagio», indotto
sul cittadino dall’organizzazione
della città e dall’ambiente urbano – spiega Antonio Bixio,
dell’Università della Basilicata,
tra i promotori del convegno - è
anche «soffocato» dal cosiddetto
«mal comune», ovvero dalla condizione di una comunità intera
che accetta, più o meno incon-
sapevolmente, i malfunzionamenti e le brutture urbane ed
architettoniche. Questo disagio
si manifesta in un uno scarso senso di appartenenza alla città, in
una sensazione di non identificazione che incide sulle abitudini del cittadino che poco hanno a
che fare con il vivere una città».
Obiettivo primario del convegno è quindi «Disegnare insieme
una città normale», partendo dal-
la condizione attuale, nei suoi
aspetti formali e funzionali, ovvero architettonici ed urbanistici, in relazione al benessere della
persona.
Ad aprire i lavori il rettore
dell’Università della Basilicata
Aurelia Sole, il sindaco Dario De
Luca, il Direttore generale
dell’Unibas Lorenzo Bochicchio
e il presidente del Cad potentino
Mariateresa Muscillo. Si parte
con l’inaugurazione di una mostra di fotografia e di disegno e
con la proiezione di video di dialoghi cittadini, per poi entrare
nel vivo del problema attraverso
le relazioni di docenti dell’ateneo
lucano (Enza Tolla, Piergiuseppe
Pontrandolfi, Umberto Petruccelli e Mauro Nelson Maldonato)
che affronteranno il tema della
didattica e della ricerca per la
conoscenza della città, le politiche di rigenerazione urbana; la
mobilità sostenibile e gestione
dei soggetti preposti; biopolitica
e nomos dello spazio.
Un interludio di recitato quasi
a «sdrammatizzare» il disagio
della città con «Scene di vita reale
a Potenza» proposte da Mario Ierace (La Ricotta) e dall’attore Salvino Fiore. Poi spazio alla tavola
rotonda con professori universitari, esponenti della cultura, rappresentanti politici, sociali e istituzionali. Seguirà la premiazione dei due concorsi indetti per gli
studenti in occasione del convegno, per la migliore tesi di laurea
sulla città di Potenza, e per la
fotografia, video art e disegno
che abbia saputo cogliere la percezione del disagio della città.
POTENZA IL COMUNE HA SPECIFICATO CHE LE ACQUE DI BALNEAZIONE NON SONO STATE INTERESSATE
La piscina comunale riapre venerdì
le altre notizie
PARTECIPAZIONE
Si è costituito il tavolo
dell’innovazione
n Si è costituito a Potenza, per volontà della Palestra della Creatività e dell'Innovazione, il Tavolo dell'Innovazione dopo un
dibattito tra esperti del settore,
rappresentanti delle istituzioni, dell'Università, delle imprese e del mondo associativo potentino. Il Tavolo si riunirà con
frequenza periodica.
SOPRINTENDENZA
Censimento per parchi
e giardini storici
n Nell’ambito di una ricerca
conoscitiva dei Parchi e
Giardini storici d’Italia, già
avviata a livello nazionale,
la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Basilicata ha
avviato un’attività di inventariazione. A tale scopo è
stato formato un apposito
gruppo di lavoro.
REGIONE
Proposta di legge
sul disagio sociale
n «Contrasto al disagio sociale mediante l’utilizzo di eccedenze alimentari e non» è
il titolo della proposta di legge d’iniziativa dei consiglieri del Pd Mario Polese, Roberto Cifarelli, Vincenzo Robortella e Achille Spada che
sarà illustrata oggi alle 11
presso la sala Tre del palazzo del Consiglio regionale.
Dopo la conclusione delle analisi chimiche e microbiologiche
SEN. MARGIOTTA
l Dopo le polemiche dei giorni
scorsi, ritorna il sereno sulla piscina copmunaler «Riviello», uno
degli impianti sportivi storici della città. Il Comune ha comunicato
ufficialmente la datab della riapertura, che avverrà il 28 novembre prossimo. La piscina era stata
improvvisamente chiusa venerdì
scorso, dando adito ad illazioni e
polemiche sul motivo della decisione del Comune.
Ieri mattina l’assessore allo
Sport del Comune di Potenza, Gio-
n Il sen. Salvatore Margiotta, vice presidente commissione vigilanza Rai: «Con un emendamento alla legge di stabilità, il
canone Rai verrà inserito nella
bolletta elettrica così che il recupero dell'evasione venga redistribuito tra i cittadini. Sulla
governance vogliamo costruire una proposta del Pd e questo
gruppo di lavoro si riunirà
ogni settimana per arrivarci».
vanni Salvia, ha comunicato che,
a causa di un guasto all’impianto
idrico-sanitario posto a servizio
delle docce della Piscina comunale, è stato necessario procedere
a una verifica della qualità
dell’acqua sanitaria. Tale verifica
ha messo in luce che la carica
batterica dell’acqua è contenuta
nei limiti di legge. «A ogni buon
conto – ha spiegato l’assessore
Salvia – si è deciso di procedere
comunque alla sanificazione
dell’impianto idrico-sanitario, ope-
razione che si completerà con le
analisi chimiche e microbiologiche venerdì 28, entro le ore 12».
Il Comune ha tenuto a specificare che le acque di balneazione
non sono state interessate da alcun problema e che sono state
comunque eseguite le analisi delle
stesse, con esito favorevole alla
balneazione. «La piscina comunale – ha concluso l’assessore Salvia
– sarà riaperta al pubblico venerdì 28 novembre 2014 alle ore
14».
Canone Rai
nella bolletta elettrica
POTENZA L’ingresso della piscina [foto Tony Vece]
RASSEGNASTAMPA
POTENZA CITTÀ I VII
Mercoledì 26 novembre 2014
GIORNATA «ROSA»
LE CANDIDATURE
Tra le donne da ricordare con le strade
Scardaccione, la principessa di
NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE Ester
Vaglio e Carolina Addone Pomarici
NON «ALLA MEMORIA»
Tra le segnalazioni di figure femminili a
cui intitolare piazze e vie c’è anche la
giudice dell’Aia Silvana Arbia
Potenza, toponomastica al maschile
Nessuna pari opportunità neppure quando si tratta di intitolare le strade in città
LORENZA COLICIGNO
l Strade che ricordano donne
rappresentano un importante
strumento educativo, ma se si fa
una proporzione tra le tante strade della città capoluogo e le cinque
dedicate a donne, non sfugge
quanto irrilevante sia questo numero. Come reagisce, consapevolmente o meno, la mentalità collettiva di fronte alla scarsità di
strade intitolate a donne? Tre gli
atteggiamenti, in genere: il primo
è di indifferenza, il secondo convinto che non vi siano donne di
tale rilievo da intestare loro delle
strade, il terzo indignato per lo
scarso rilievo che la società contemporanea, nonostante la generale presa d’atto, evidentemente
d’atto più che di coscienza, della
“parità” tra uomo e donna. In ogni
caso si evidenzia che le donne non
hanno ancora abbastanza potere lì
dove si decidono i nomi delle strade, nelle amministrazioni locali che sono
ovviamente
specchio delle
comunità.
È
dalla volontà di
invertire questa
tendenza
che Telefono
Donna, con la sua Presidente Cinzia Marroccoli, già tre anni fa propose al Comune di Potenza (quest’anno il sindaco De Luca ha assicurato che si impegnerà a intitolare le strade a figure femminili e a sostenere l’associazione)
una consultazione online su nomi
di donne cui intestare strade nel
capoluogo e che quest’anno per il
25 novembre, Giornata internazionale per la eliminazione della
violenza sulle donne, ha riproposto l’idea con l’evento «Le strade
delle donne | le voci e i volti delle
donne della Città», in cui sono state avanzate alcune candidature: la
“Principessa di Vaglio”, le Clarisse di San Luca, Carolina Addone
Pomarici, Ester Scardaccione, sottoponendole alla cittadinanza attraverso i Laboratori Urbani del
Lap Laboratorio permanente di
Arte Pubblica, tenuti da Monica
Nicastro e Mio D’Andrea Santoro,
che ha incontrato donne e uomini
nelle scuole, nelle sedi accociative,
nelle piazze e nelle strade di Potenza, facendone sintesi nel video,
con regia di Elisa Laraia, Art Director Lap, presentato alla cittadinanza nel museo Archeologico
Adamesteanu. Suggestivo anche
l’urban screen che ha illuminato
la parete d’ingresso del Museo, in
cui Carmen Laraia ha invitato le
donne e gli uomini a riflettere sulle figure femminili proposte da Telefono Donna. Altre segnalazioni
sono venute dalle donne, dagli uomini, dagli studenti e dalle studentesse intervistati, da Carolina
Daraio, a Bruna Dradi, a Carolina
Rispoli Ciasca, a Marie Curie, segnalata anche la vivente Silvana
Arbia. Le proposte di Telefono
Donna hanno la loro motivazione
nella volontà di contribuire a cambiare la cultura corrente, partendo dalla conoscenza di figure di
donne che hanno attraversato la
nostra storia, di cui rinnovare la
memoria perché forniscano modelli di vita ai giovani. La “Principessa di Vaglio”è una bambina,
sepolta con gli onori di una principessa, che parla di una società in
cui le donne avevano un posto di
rilievo, sia nelle cariche pubbliche
che nell’imprenditoria. Le Clarisse del Convento di San Luca il 18
agosto 1860 parteciparono a sovvertire l’ordine borbonico, issando per prime il vessillo italiano dal
tetto del convento e offrendo ai
patrioti le loro riserve di legna per
contribuire a costruire barricate
con cui difendere Potenza. Carolina Addone Pomarici è forse quella che meglio corrisponde al ruolo
che, almeno a sentire i ragazzi della scuola media dell’I.C. Torraca –
Bonventura, molti vorrebbero vedere valorizzato, quello delle madri, delle nonne, delle donne della
casa, insomma, che incidono profondamente nella formazione di
figli e nipoti. Carolina Addone Pomarici, infatti, ha rappresentato
la donna che educa ai valori della
libertà, trasmettendoli di generazione in generazione, che indirizza i figli e il marito verso quei
valori e con loro collabora nel
compiere azioni di grande rilievo
culturale e politico, che segna dunque la
storia con gli
eroici piccoli
passi quotidiani, su cui essa
si costruisce.
Ester Scardaccione, modello
di donna impegnata nella società
contemporanea, affermata avvocata divorzista, attiva Presidente
della Commissione Pari Opportunità, sempre presente nella vita
della città, e non solo, nella difesa
delle donne e nella promozione di
una cultura non sessista. Un modello che si sente con forza ancora
oggi nella memoria di tante donne
e che è giusto non affievolisca.
Ester Scardaccione ha indicato
una nuova strada alle donne lucane, ed è giusto che una strada a
lei dedicata ne rafforzi e conservi
la memoria.
DIARIO DELLA GIORNATA
LA PROPOSTA
Telefono Donna propose
una consultazione online
su nomi a cui intestare vie
INIZIATIVE A POTENZA
Stand in piazza Mario Pagano,
fiocchi bianchi appuntati e
studenti in piazza. Una giornata
ricca di incontri in città
[foto Tony Vece]
.
Libri, incontri e denunce
contro il «femminicidio»
l Tutte sensibili le donne, e in
particolare le associazioni cui appartengono, nel voler celebrare la
Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Sarebbe strano il contrario, visti
i dati forniti dall’Eures che parlano
di 179 donne uccise nel 2013, con un
aumento del 14%. Combattere la
violenza sulle donne, significa soprattutto prevenirla, collaborando a
cambiare la cultura contemporanea, che, pur
avendo preso atto
della parità tra
uomo e donna,
sembra contrastarla proprio eliminando fisicamente quante si
sono conquistate questa parita, che
significa soprattutto libertà. Ed ecco
che, come in tante città italiane,
fervono le iniziative nella Regione.
A Potenza, in Piazza Prefettura è
stato installato uno Stand informativo della Commissione regionale
per le pari opportunità, analoga
iniziativa a Matera, in Piazza Vittorio Veneto. Informare, conoscere è
imboccare la strada della consapevolezza, anche se poi c'è altra
strada da percorrere. Nella sede di
Confcooperative, sempre a Potenza,
si è tenuta un’niziativa promossa
dalla Consigliera regionale di parità, Maria Anna Fanelli, con focus
su violenza online, incontro e presentazione di un e-book sul tema.
Nella Sala del
Consiglio regionale, in Viale Verrastro si è tenuto
un Convegno sul
tema “Lo stalker
e la sua vittima”,
organizzato dal
Dipartimento
«Area Tutela Vittime di violenza» Basilicata di
Fdi-An, cui è stata invitata, tra le
altre, l’ispettore Anna Maria Piarulli, esperta del tema dello stalking
e della violenza contro donne e
minori. L’associazione “Per una Libera Università delle Donne di Basilicata”, nella sua sede di sede di
RIFLESSIONE
Convegno sul rapporto tra
stalker e vittima promosso
dai Fratelli d’Italia
Via Del Gallitello, ha organizzato
un’iniziativa di riflessione comune,
condotta attraverso tutto ciò che le
donne dell’Associazione potessero
evocare e ritenere rappresentativo
della forza delle donne. Successo ha
avuto la campagna promossa dalle
consigliere del Comune di Potenza,
che è consistita nell’esposizione di
un fiocco bianco nelle vetrine dei
negozi del centro storico e della città
o sugli abiti. Nella sede del Cestrim,
nell’ambito del percorso “Lib(e)ri
per cambiare» è stato presentato il
libro «Stesso destino, diversa sorte»
di Monica Cirigliano. Le protagoniste del libro vedono “l'amore” trasformarsi in amarezza e umiliazione. Nonostante la piega amara
che prende a volte la vita, esse
continuano volendolo, ad essere gli
artefici del loro destino: non ci si
deve abbandonare alla sorte, suggerisce saggiamnete l’autrice, come
ramo inerte trascinato dalla corrente; vale la pena lottare per ciò a
cui si tiene davvero. Un invito che
ciascuna donna dovrebbe rivolgere a
[l.col.]
se stessa.
La lettera-denuncia
Il giardino di Grazia
Nella giornata internazionale
contro le violenze sulle donne c’è
chi segnala come Potenza si sia dimenticata del giardino intitolato a
Grazia Gioviale, una delle vittime
del femminicidio. Si trova a Poggio Tre Galli. oggi la comunità doveva e poteva organizzare anche li
uno Stand per la giornata internazionale contro le violenze sulle
donne.
Un nostro lettore, Michele Sabia,
segnala come l’area sia stata completamente ignorata eppure
avrebbe potuto ospitare un evento legato alla celebrazione dell’iniziativa. «Il quartiere vanta un nutrito numero di consiglieri comunali,
ma nessuno di loro ha pensato di
valorizzare questo giardino nel
giorno dedicato alla memoria delle donne vittime di violenze e soprusi. Io invece - aggiunge Sabia non ho dimenticato: ieri mattina io
e mio figlio di 16 mesi siamo andati al giardino, in segno di rispetto
verso le donne e contro il femminicidio, dove mio figlio ha portato
un mazzo di fiori bianchi allo stele
dedicato a Grazia Gioviale in ricordo di tutte le donne vittime di violenze ma anche della giovane potentina.
Spero che sia stata una svista non
voluta, una dimenticanza frutto del
momento caotico in una città che
pensa troppo all’apparenza ma si
dimentica di ciò che abbiamo da
far capire alla nostra comunità».
RASSEGNASTAMPA
VIII I POTENZA E PROVINCIA
RISCHIO AMBIENTALE
TORRENTI E DISSESTO
Mercoledì 26 novembre 2014
LA DENUNCIA
Italia nostra esprime «forti perplessità
sulle lottizzazioni che si stanno
realizzando sul bacino idrico
SITO ARCHEOLOGICO
L’associazione chiede di non costruire «a
meno di 150 metri dal sito archeologico»
sulla collina sovrastante
Fosso Malvaccaro
sos allagamenti
Italia Nostra denuncia pericolo idrogeologico
GIOVANNA LAGUARDIA
l Espansione urbana e problemi idrogeologici: Potenza città a
rischio. A lanciare l’allarme è Italia Nostra Basilicata, il cui presidente, Paolo Donadio, esprime
«forti perplessità sulle lottizzazioni che si stanno realizzando sul
bacino idrico del Gallitello ed in
particolare sul Fosso Malvaccaro
dell’Ex Fornace di Gallitello». Per
questo l’associazione chiede di
«bloccare l’espansione urbanistica e la cementificazione del fosso
(torrente Malvaccaro)».
Le alluvioni di Genova, della
Maremma, di parma e di tante
altre località Italiane sono ancora
sotto gli occhi di tutti ed offrono lo
spunto agli ambientalisti per lanciare l’allarme sui possibili rischi
collegati all’alterazione del corso
degli affluenti del Basento. Negli
ultimi anni, del resto, anche prima
che nella zona si iniziasse a costruire, il fosso Malvaccaro è stato
spesso causa di allagamenti nella
zona di confluenza con il torrente
Gallitello in caso di abbondanti
precipitazioni. Basta spulciare negli archivi della Gazzetta per trovarne conferma. Il 24 aprile del
2009 «un vero e proprio torrente di
acqua proveniva dalla stradina
che collega via del Gallitello a
Macchia Giocoli, e che ha allagato
la zona, creando numerosi disagi
agli automobilisti e ai cittadini». Il
3 novembre del 2010 le zone a monte e a valle di via del Gallitello
risultavano allagate dopo un violento acquazzone. Nel 2011 a preoccupare è stato il livello del torrente
Gallitello (le cui sponde sono state
già abbondantemente cementificate). Il 21 agosto del 2013, la zona
di confluenza tra Gallitello e Malvaccaro fu di nuovo allagata nel
mese di agosto, dopo un violento
temporale estivo. Oltra ai problemi di natura idrogeologica, Italia
Nostra fa anche presente che sulla
collina sovrastante il sito dove si
sta costrunedo c’è anche una zona
archeologica. Per questo l’associazione, in una lettera aperta inviata
al sindaco e all’ufficio urbanistico
di Potenza chiede anche di «bloc-
care eventuali licenze edilizie in
corso di rilascio», di non costruire
«a meno di 150 metri dal sito archeologico» e che «in tutta la zona
oltre ai sondaggi geologici vengano effettuati anche sondaggi archeologici».
CANTIERI L’area dove si sta costruendo [foto Tony Vece]
POTENZA PUBBLICO IMPIEGO CISL, SCIOPERO REGIONALE CGIL E LAVORATORI ATER
Comincia una stagione
«calda»per gli scioperi
l Sarà una stagione invernale
molto calda sul fronte degli scioperi, quella 2014/15.
Lunedì primo dicembre i lavoratori e le lavoratrici del pubblico
impiego della Cisl sciopereranno
per rivendicare il rinnovo del contratto nazionale, scaduto da ben
DISSESTO IDROGEOLOGICO Italia nostra lancia l’allarme per fosso Malvaccaro [foto Tony Vece]
POTENZA ALCUNI QUARTIERI SONO ANCORA «INGOLFATI»
sei ann. L'iniziativa sarà presentata giovedì prossimo, 27 novembre, alle 10, in conferenza stampa
nella sala Ugo Bianchi della Cisl
regionale dal segretario generale
della Cisl Basilicata, Nino Falotico, e dal segretario generale della Cisl Fp Basilicata, Giuseppe
Bollettino. Lo sciopero interesserà sia i lavoratori pubblici, sia i
lavoratori privati che lavorano
per i servizi pubblici. «Il nostro
non è uno sciopero politico - rivendicano Falotico e Bollettino ma è uno sciopero per il contratto.
I lavoratori e le lavoratrici in questi anni hanno perso il 10 per cento di potere di acquisto e viste
compromesse carriera, produttività e formazione».
Il 12 dicembre, invece, si terrà
lo sciopero generale regionale
della Cgil. Nel direttivo provinciale che si è tenuto ieri nella sala
inguscio della Regione Basilicata, si è fattoil punto sullasituazione politico sindacale in vista
dello Sciopero Generale del 12 dicembre prossimo, la cui manifestazione regionalesi terrà a Potenza. «Lo avevamo sostenuto con
POTENZA INCONTRO CON L’AMBASCIATORE ITALIANO TERESA CASTALDO
La raccolta dei rifiuti
a macchia di leopardo
per le vie della città
Lacorazza e Mollica
volano a Buenos Aires
l La raccolta dei rifiuti
solidi urbani procede a Potenza con qualche intoppo
dopo la chiusura della stazione di trasferenza di Tito. E
così, mentre alcune strade e
rioni sono stati già ripuliti
dai mezzi dell’Acta, come si
può vedere dalle foto del nostro reporter Tony Vece, in
altre zone di Potenza, i cittadini sono ancora «immersi» nei rifiuti. Emblematici i
casi di via Mazzini, dove il
servizio di raccolta ha già
provveduto a svuotare i cassonetti, e del vicino Rione
Mancusi dove, invece, nella
giornata di ieri, i cassonetti
erano ancora stracolmi e i
sacchetti della spazzatura
giacevano abbandonati in
mezzo alla strada.
l Un ponte fra Expò 2015 e Matera 2019,
per puntare ad una ricaduta in termini di
presenze turistiche in rapporto agli eventi organizzati nella città lucana designata capitale europea della cultura per il
2019. Questi i temi affrontati nell’incontro istituzionale avuto a Buenos Aires da
Piero Lacorazza e Francesco Mollica.
Il presidente e il vicepresidente del
Consiglio regionale sono stati ricevuti
dall’ambasciatore d’Italia nella capitale
argentina, Teresa Castaldo, con cui hanno discusso anche delle iniziative di carattere culturale che l’ambasciata intende promuovere per e valorizzare le competenze degli italiani di terza generazione presenti in Argentina, anche nella
prospettiva dell’apertura, prevista nel
2015 a Lagopesole, del museo dell’emigrazione. La missione istituzionale del
Consiglio regionale è proseguita ieri sera con l’incontro che Lacorazza e Mollica
hanno avuto con il comitato direttivo
VIA MAZZINI Cassonetti
RIONE MANCUSI Rifiuti
convinzione dal principio - ha
esordito Summa, Segretario Generale della Cgil Potenza - l’introduzione del pacchetto Treu, la
legge 30, il collegato al lavoro fino
alla legge 92 e ora il decreto Poletti
- jobs Act avrebbero aumentato la
precarietà. Oggi con le ultime
mosse del Governo Renzi prosegue la miope politica del rigore,
che produce i suoi effetti perversi,
anche nel settore pubblico con
ilblocco della contrattazionefino
al 2015, con una perdita di acquisto di almeno 5.000 euro per
lavoratore».
Il 9 gennaio del 2015 toccherà ai
lavoratori dell’Ater scioperare.
Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, denunciano che l'Azienda «continua a
rendersi indisponibile al ripristino dei fondi della contrattazione
decentrata e a confermare la volontà di tagliare le risorse destinate ai lavoratori» e confermano
lo stato di agitazione di tutto il
personale, già indetto nei mesi
precedenti, e proclamano per il
prossimo 9 gennaio 2015 lo sciopero dei lavoratori per l’intero
turno di lavoro.
le altre notizie
SCUOLA
Cerimonia per i 150 anni
del liceo Classico
n Sabato 29 novembre 2014 alle ore 9.00, si svolgerà
presso l’Aula Magna del Liceo Classico Statale «Q.
Orazio Flacco» di Potenza, in occasione del 150°
del Liceo, la cerimonia solenne di apertura
dell’aanno scolastico. Seguirà la Lectio magistralis del prof. Giampaolo D’Andrea, la premiazione
degli alunni eccellenti 2013/2014, le inaugurazioni della Mostra dei documenti d’archivio, dei libri
antichi e di pregio del Liceo, dell’Archivio Storico
e della Sala lettura della Biblioteca d’Istituto.
SEMINARIO MAGGIORE
BUENOS AIRES L’incontro
Inaugurazione anno accademico
dell’Istituto Teologico di Potenza
della Federazione dei lucani di Buenos
Aires, che raggruppa circa quaranta associazioni. Si è parlato delle possibili modifiche alla legge che disciplina gli interventi per i lucani all’estero, dell’attività dello sportello Basilicata, dei progetti sociali e della casa di riposo che
nella capitale Argentina ospita alcuni
anziani di origine lucana ed è stata finanziata anche con il contributo della
Regione Basilicata.
n Oggi, alle 10.30, nell’auditorium dell’Immacolata, in viale Marconi, a Potenza, inaugurazione dell’Istituto Teologico del Seminario
Maggiore Interdiocesano di Potenza. È affiliato alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. Terrà la prolusione con una lectio magistralis il prof. Domenico Marafioti s.j., preside della Pftim sul tema: «Teologia e profezia delle periferie». Presiede alla cerimonia mons. Agostino Superbo, moderatore Itb.
RASSEGNASTAMPA
POTENZA E PROVINCIA I IX
Mercoledì 26 novembre 2014
S. CHIRICO RAPARO IL WWF DENUNCIA LA GRAVE CRISI ECOLOGICA DEL CORSO D’ACQUA
Il fiume Agri non c’è più
l’acqua è un lontano ricordo
Per un tratto di tre km non c’è traccia di risorsa idrica
FIUME A SECCO Per il Wwf segno di una grave e ormai insostenibile crisi ecologica
.
l Il fiume Agri non c’è più. «Da diversi
giorni il corso d’acqua è completamente
scomparso lungo un tratto di quasi tre chilometri». La denuncia arriva dai volontari
e dagli esperti del Centro Studi Naturalistici Nyctalus Onlus e del WWF Val d’Agri
che stanno monitorando lo stato di salute di
un tratto significativo del fiume Agri da
diversi giorni, constatando «una grave e
ormai insostenibile crisi ecologica». «Il fattore più allarmante - si sottolinea - è il
livello delle acque, del tutto insufficiente (e
a tratti inesistente) a garantire uno stato
ecologico minimo necessario per la sopravvivenza delle comunità biologiche». A partire da località «Petto del Cavaliere» in agro
di San Martino d’Agri, fino ad arrivare al
confine orientale del territorio del Parco
Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri
Lagonegrese (confluenza Fiume Agri, Fosso Tavolatedda) lunghi tratti di fiume sono
completamente scomparsi, non c’è alcuna
traccia di acque in superficie. In altri tratti
il fiume è ridotto ad un rigagnolo, oppure il
letto del fiume si è ridotto ad un insieme di
pozze molto basse.
Nella situazione del fiume Agri si deve
garantire al fiume un minimo deflusso vitale o Mdv (ossia; quel quantitativo di acqua rilasciata da una qualsiasi opera di
captazione sull'asta di un fiume o torrente
in grado di garantirne la naturale integrità
«L’acqua è insufficiente per
«Uno stato determinato da le altre notizie
garantire il minimo necessario cattiva gestione del territorio, POTENZA
per la sopravvivenza delle
inciviltà, sovrasfruttamento POLIZIA STRADALE
comunità biologiche» delle risorse e scarichi abusivi» Ricettazione
ecologica e la tutela della vita acquatica).
Il minimo deflusso vitale deve tener conto: delle diverse stagioni, della tutela
dell’ecosistema acquatico, della tutela della
naturalità del fiume, del rispetto della qualità dell’habitat e della tutela della fruizione ed è quindi di fondamentale importanza per mantenere in vita il fiume.
«Nonostante la nostra indagine - dice il
Wwf - abbia interessato un breve tratto di
circa 9 km, ricadente per lo più nell’area
Parco Nazionale Appennino Lucano Val
d’Agri Lagonegrese riteniamo verosimile
che le medesime condizioni di criticità interessino in vario modo l’intero corso del
fiume fino alla foce. La situazione attuale
configura una crisi ecologica che va a gravare su un equilibrio già di per se instabile.
La situazione ha forti ripercussioni anche sulla zootecnia e sull’agricoltura., in
primis sulle aziende agricole dislocate lungo il corso del fiume che usufruiscono dei
servizi ecologici. Questa situazione di criticità mette a dura prova un sistema agricolo già fragile ed esasperato». Per il Wwf
questo stato del fiume è determinato da
«cattiva gestione del territorio; inciviltà e
sovra-sfruttamento delle risorse idriche;
scarichi abusivi; controlli e sopralluoghi
sul territorio insufficienti; Riscaldamento
globale e cambiamenti climatici».
ROCCANOVA UN INCONTRO PER LA VALORIZZAZIONE DELLA RISORSA
Dalla tutela del tartufo
la molla per rilanciare
un vasto comprensorio
ANDREA LAURIA
l ROCCANOVA. Il territorio di
Roccanova, come quelli dei paesi
vicini (Castronuovo, Senise,
Chiaromonte, Calvera, Carbone,
Teana) è ricco della risorsa tartufi. Nei boschi collinari di questi
territori, dove si sono costituite
anche delle apposite associazioni, si trovano abbondantemente
tartufi delle varietà «Scorzone,
Uncinato, Nero Pregiato, Bianco
Pregiato e Bianchetto».
Il tutto è confermato ufficialmente dalla «Carta delle aree lucane vocate alla produzione e alla
coltivazione di tartufi» redatta
dal Dipartimento di Biologia, Difesa e Biotecnologie agro-forestali dell’Università degli studi della
Basilicata ed approvata già da
qualche tempo dalla giunta regionale. Una risorsa disciplinata
dalla legge regionale 35/95 ma
che però non prevede uno specifico potere regolamentare anche dei Comuni, tant’è che si assiste «a vere e proprie invasioni
di questi territori il più delle volte saccheggiati». Un aspetto questo che richiede una regolamentazione più precisa al fine di tutelare e valorizzare questo prodotto che pur se non ancora ufficialmente riconosciuto può rappresentare buona fonte di reddito.
Da qui un incontro-dibattito
organizzato dal comune di Roccanova nei giorni scorsi dal titolo
«Il tartufo di Roccanova: tutela e
valorizzazione» nell’ambito del
quale hanno portato le loro riflessioni il comandante e l’ispettore della polizia provinciale di
Potenza, Emilia Piemontese e
Raffaele Di Lascio. Sono stati loro
a trattare l’argomento, stimolati
anche dall’intervento introdutti-
CHIAROMONTE
NEL WEEK-END
Terza« e ultima tappa
di «Borghi narranti»
IL TAVOLO
DEI
RELATORI Un
momento del
convegno
tenuto
sull’importanza
risorsa tartufo
.
vo del consigliere comunale
Giancarlo Pisano, dalla moderatrice del dibattito, la consigliera
comunale Mariagrazia Collarino
e più ancora dalle domande che
sono arrivate dal pubblico e da
alcuni dei tatufai che lamentano
la scarsa vigilanza per identificare chi «senza regole e senza
tesserino si avventura nei boschi
della zona a depredare il territorio e a distruggere il suo ha-
denunciati in due
n Due persone, entrambe residenti in provincia di Napoli sono state denunciate
in stato di libertà alla magistratura – per ricettazione – dagli agenti della Polizia stradale di Potenza
che, sulla loro auto, hanno
trovato oltre 30 mila euro di
cui non sapevano giustificare il possesso e la provenienza. L'auto è stata fermata sul raccordo autostradale Potenza-Sicignano degli Alburni , nei pressi dello
svincolo per Balvano. I due
occupanti, nervosi, hanno
indotto gli agenti a perquisirli e a controllare l’auto in
modo approfondito. Nella
parte sottostante il cruscotto, in un sacchetto di carta,
sono stati trovati oltre 30
mila euro, che sono stati sequestrati.
bitat».
Aspetti sui quali si è soffermato il sindaco, Giulio Emanuele, che ha sottolineato la necessità
di una legislazione più chiara per
un settore dove ruotano interessi
economici di un certo rilievo e
che non sempre hanno risvolti
chiari e trasparenti. A questo si
aggiunge la mancanza di personale di vigilanza che nonostante
ciò ha effettuato – come sottoli-
neato dai due dirigenti della polizia provinciale – oltre 50 controlli su un territorio molto vasto
in cui si assiste a vere invasioni
di cavatori che arrivano da altre
regioni attirati dall’apprezzato
tartufo bianco e soprattutto da
una grande biodiversità di tartufi che si trovano in Basilicata,
come evidenziato da una ricerca
del prof. Giovanni Figliolo
dell’Università della Basilicata.
n «Massimizzare unicamente i
vantaggi materiali di breve termine della propria famiglia nucleare, supponendo che tutti gli
altri si comportino allo stesso
modo». Sono passati 50 anni da
quando Banfield teorizzava il
familismo amorale (Le basi
morali di una società arretrata, Bologna, Il Mulino, 1976). Il
prossimo weekend, il 29 e 30
Novembre, a Chiaromonte, il
paese della Basilicata oggetto
di studio del sociologo americano, si terrà la terza e ultima
tappa di Borghi narranti. Dopo
San Severino Lucano e Viggianello, l'evento, organizzato da
Prometa Servizi e le locali amministrazioni, chiude il capitolo della prima edizione raccontando ancora il Pollino con la
musica, i sapori e i dibattiti insieme a ospiti di eccezione.
MERCURE UN’INTERROGAZIONE DI REALACCI (PD) AI MINISTRI COMPETENTI
Centrale, «tra biomasse
e norme vigenti
ci sono contraddizioni»
RAPOLLA ALLA CERIMONIA IL PARROCO DON VINCENZO E IL SINDACO SONNESSA
Nonna Giuseppina
compie cent’anni
la festeggia il suo paese
l POTENZA. L'on. Ermete Realacci (Pd), in
un’interrogazione, ha chiesto ai Ministri dello
sviluppo economico e dell’ambiente se conoscono il «progetto di riconversione della centrale a
biomassa del Mercure», nell’area del Parco nazionale del Pollino, fra Basilicata e Calabria.
Realacci ha chiesto ai Ministri di «valutare la
compatibilità finanziaria e la sostenibilità ambientale del progetto, anche considerando l’extra
capacità del mercato elettrico nazionale».
Ricordando la storia della centrale – costruita
nel 1962 e riconvertita a biomasse nel 2000 – il
parlamentare ha sottolineato le «contraddizioni»
tra le norme vigenti e l'alimentazione a biomasse
della centrale e ha ricordato che «il Parco del
Pollino, la più grande area protetta d’Europa, ha
visto l’acuirsi di episodi di taglio illegale cri-
l Rapolla in festa per i cento anni di nonna
Giuseppina. Un traguardo davvero speciale quello
raggiunto da Giuseppina Radino di Rapolla, che
ieri ha spento le sue prime...100 candeline. Una
grande festa in cui nonna Giuseppina è stata circondata da una folta schiera di parenti – otto figli,
diciotto nipoti e ben dieci pronipoti dei quali il più
piccolo, Davide, ha solo 4 mesi – e i vicini di casa. A
festeggiare la centenaria anche il parroco don Vincenzo Mossucca e il sindaco Michele Sonnessa, che
ha consegnato alla nonnina una pergamena a nome
dell’ amministrazione comunale di Rapolla.
Giuseppina Radino è nata il 25 novembre del 1914
e nella sua lunga vita si è dedicata soprattutto ai
figli e alla casa, anche se spesso ha dovuto aiutare il
marito, artigiano, anche nei lavori di campagna,
come la mietitura del grano e la raccolta delle olive.
IMPIANTO La centrale della discordia
minale di alberi secolari che costituiscono una
minaccia per foreste di alto valore paesaggistico
ed ambientale. Da ultimo – ha concluso Realacci –
numerosi articoli di stampa e alcuni sindaci
paventano il pericolo concreto di infiltrazioni
mafiose che potrebbero inserirsi proprio sulla
filiera del legno».
CENTENARIA La nonnina con il prete e il sindaco
Tanta esperienza di vita, quella dell’anziana donna,
che ancora oggi non si stanca di ricordare ai suoi
giovani nipoti. «Nel corso del mio mandato, si tratta
della quarta persona che compie 100 anni», ricorda
il sindaco Sonnessa. «È il segno di una comunità
longeva. Auguri di ancora tanta vita alla signora
Giuseppina da parte di tutti i cittadini rapollesi».
RASSEGNASTAMPA
MATERA CITTÀ I XI
Mercoledì 26 novembre 2014
OPERE STRADALI
IL CANTIERE DELLA STATALE 655
NON SARÀ UN’INCOMPIUTA
L’ultimo tronco della statale da La Martella a Matera per ultimare una
infrastruttura strategica per il territorio
Bradanica, accelerata
per il completamento
Superati tutti i problemi. Circa 50 gli operai che sono impiegati
l Sono una cinquantina gli operai che
stanno lavorando nei cantieri della fondovalle Bradanica, nel territorio di Matera.
Altri venti sono quelli impegnati per conto
delle aziende in subappalto.
Da mesi, oramai, le opere per il completamento della statale 655 vanno avanti in
modo spedito, così come conferma Fernando Mega, della Fillea Cgil, e dopo le vicissitudini di questi anni, che hanno messo
a serio rischio l’ultimazione della infrastruttura, ora le aspettative sono positive.
Insomma, non sarà un’altra incompiuta.
Superati i problemi per una variante che
era stata necessaria ai fini del proseguimento degli interventi, risolta la questione
dello stoccaggio del materiale inerte, la situazione è tranquilla e tutto lascia intravedere la fine delle opere per il lotto La
Martella-Matera.
La strada completa diventerà per Matera
e per l'intera area bradanica il primo vero
collegamento diretto con le autostrade che
si dirigono verso il nord dell'Italia: la A14
per la dorsale adriatica, e la A16 (Bari-Napoli), l'importante arteria che oltre a collegare la costa adriatica pugliese, a quella
tirrenica, passando a nord della Basilicata,
si aggancia all'autostrada Napoli-Milano.
Quella della Bradanica è però una storia
infinita.
Il 21 gennaio 2011 furono consegnati i
lavori per la realizzazione della Ss 655, lotto
La Martella. L'appalto se lo aggiudicò l'Ati
Intini Angelo s r l (mandataria) - consorzio
ravennate - per l'importo netto di
49.563.059,34 euro comprensivo di 2.015.000
euro per oneri della sicurezza. La durata dei
lavori era stata prevista in 700 giorni dalla
data di consegna, quindi l'ultimazione entro il 20 dicembre 2012. Gli interventi della
Ss 655 Bradanica I - tronco I - lotto de La
Martella, erano inseriti nel piano degli investimenti Anas 2007-2011 per l'importo
complessivo di 90.750.000 euro di cui
19.000.000 euro finanziati dalla Regione e
OPERA PRIMARIA
La statale 655
Bradanica è un’infrastruttura di
rilevanza strategica per
tutto il territorio regionale. Se ne parla da più
di trent’anni.
Ad eseguire gli interventi per il
tratto di Matera è il gruppo pugliese Aleandri
subentrato
all’impresa Intini
71.750.000 euro finanziati dall'Anas con fondi ordinari.
Lungo il tracciato del tratto La Martella-Matera dovrebbero esserci quattro svin-
AVANTI SENZA INTOPPI
Dopo i numerosi problemi
ora le prospettive
sembrano rassicuranti
coli: a Matera Centro; nell’area che avrebbe
dovuto accogliere la stazione FS; nel Paip e
un’altra uscita nella zona industriale di
Matera. Da realizzate 8 opere tra ponti e
viadotti, tra cui la più significativa è il
ponte gravina, pari ad una lunghezza di 140
metri. L'Anas si è accollato l’ottanta per
cento circa dei costi.
A realizzare i lavori del tratto materano
della Bradanica è l’impresa Aleandri, subentrata alla società Angelo Intini, che aveva garantito, sino al fitto del ramo d’azienda, circa il 20 per cento dell’opera.
Intini, nel 2012, fece presente la difficile
situazione finanziaria in cui versava a causa della mancanza di liquidità dovuta ad
una notevole esposizione bancaria, ad una
minore redditività dei cantieri e agli elevati
costi della struttura. Una crisi ascrivibile
anche ai ritardi negli incassi da parte di
qualche ente appaltante. Di qui la decisione
di rivedere la propria strategia organizzativa per quanto riguardava l’attività svolta nel settore dell’industria edile, con la
conseguente richiesta di ammortizzatori
sociali per i dipendenti. Poi, in seconda
battuta, l’entrata in campo del gruppo
[e.s.]
Aleandri e la ripresa dei cantieri.
POLITICA COTUGNO E MANICONE: SANITÀ, COPES, UNIVERSITÀ NON SONO MERCI DI SCAMBIO
Spaccato il consiglio comunale
sull’odg contro lo Sblocca Italia
E il fronte «antrivelle» decide di far mancare il numero legale
l Il Consiglio comunale non ascolta la
piazza, ma si spacca a metà sull’ordine
del giorno che chiede l’impugnazione
dell’ex decreto Sblocca Italia, nel frattempo convertito in legge, perché «anticostituzionale». Contestati gli articoli
dal 35 al 38. E di fronte al tentativo di
modificare il testo del documento con
una versione più favorevole alle posizioni
del governatore Marcello Pittella, il
fronte «antitrivelle» decide di dare un
segnale forte all’esterno e fa mancare il
numero legale. Il solco della differenza è
tracciato.
Le mani sporche di petrolio, nere come
i tanti lutti seminati dai tumori nella
regione e non ancora indagati, simbolo
della protesta organizzata anche a Matera domenica scorsa, non scuotono tutte
le coscienze tra i banchi della sala Pasolini, dove la seduta è stata convocata
ieri pomeriggio dal presidente Brunella
Massenzio in seduta straordinaria urgente. E pur di evitare l’approvazione
dell’ordine del giorno i consiglieri più
vicini al sindaco Salvatore Adduce fanno quadrato con un intervento di Domenico Fiore, Udc, che Michele Paterino, del gruppo misto, considera «scrit-
to dall’Ufficio stampa della Regione», e di
Francesco Bianchi, Pd, che valuta come
benefici del petrolio «le intese su cui si
reggono i Copes, l’Università, l’assistenza sanitaria».
Secca la replica di Paterino, ma anche
di Angelo Cotugno e Paolo Manicone,
del Pd, che indicano lo Sblocca Italia come «una minaccia per la democrazia»
riducendo ogni autonomia a livello amministrativo e come un aiuto alle lobby e
alle multinazionali del petrolio più che
all’economia della Nazione. «Dopo 20 anni di estrazioni possiamo rilevare che lo
sviluppo fondato sul petrolio è stato un
fallimento», dice Paterino. «I lucani sono
cittadini italiani come tutti gli altri, con
gli stessi diritti riconosciuti dalla Costituzione e non si può accettare che per loro
assistenza sanitaria, Copes, forestazione,
università siano merci di scambio, oggetto di compensazioni», rincara Cotugno. «Non c’è nessun prezzo che possa
valere svendere i nostri territori», ammonisce Manicone. Dalle file dell’opposizione anche Adriano Pedicini, di Forza Italia, e Doriano Manuello, di Io Sud,
attaccano lo Sblocca Italia. «Non siamo
più padroni di decidere cosa mettere sot-
MANI NERE
IN CORTEO
La protesta
contro lo
Sblocca Italia che domenica ha
attraversato
la città [foto Genovese]
to casa. Non può esserci imposta una
scelta. Questo decreto – dice il secondo – è
incostituzionale e questa regione deve far
sentire la sua voce». Cerca quasi un punto
di mediazione Angelo Montemurro, del
Pd, che non transige su un punto: «Dobbiamo limitare lo strapotere delle multinazionali petrolifere. Almeno rispettando le condizioni del triangolo ambiente, salute e lavoro». Ma l’argomento tocca
l’altro grande punto dolente, la sfiducia
generale per la mancanza di un organo di
controllo autorevole, indipendente, trasparente. E a queste condizioni lo Sblocca
Italia si rivela privo di alcun contrappeso
che garantisca il cittadino dagli interessi
[em.ol.]
dei signori del petrolio.
OSPEDALE LA COLLABORAZIONE IN REPARTO
«Amici del cuore»
volontari a Medicina
l L'associazione «Amici del Cuore», nell'ottica
di ampliare la sua attività in favore della cittadinanza, ha presentato ieri, in ospedale, la
collaborazione con il reparto di Medicina del
Madonna delle Grazie. Il presidente dell'associazione, Paolo Loiodice, ha detto che «è il
primo approccio con il reparto, subito dopo
capiremo come migliorare questa collaborazione che prevede la presenza dei nostri volontari».
Prima di questo rapporto, Gli Amici del Cuore
hanno operato nel reparto di cardiologia.
«Stasera c’è l’ufficialità del nostro ingresso a
Medicina ed abbiamo voluto donare al reparto
un televisore, ma non esiteremo ad adoperarci
per altre richieste».
Il consigliere regionale Luigi Bradascio, anche a nome dell’associazione, ha auspicato che il
rapporto di collaborazione tra i volontari e il
reparto si realizzi all’insegna del rispetto reciproco e della fiducia. «Deve esserci - ha sottolineato Bradascio - la volontà di interagire e di
stare insieme per ottenere i risultati. Perchè in
questo reparto e non a cardiologia dove siamo
già stati? Perchè non ha funzionato il matrimonio, quel rapporto si è inceppato soprattutto a
causa del fatto che si è smesso di parlare, di
dialogare. Insomma, ora la prospettiva deve
essere diversa. Noi abbiamo una missione, che ci
siamo dati 20 anni fa, cioè quella di stare con la
gente, e dobbiamo rispettarla».
Il primario del reparto, Nello Bucciantini, ha
fatto presente il valore sociale del contributo che
potrà essere dato dagli Amici del Cuore: «Qui
stasera c’è la consacrazione di un’azione di
solidarietà, persone che rinunciano a momenti
privati per donarli agli altri, e questo non può
che fare bene alla nostra comunità».
VIOLENZA IN CORSO LE INDAGINI DEI CARABINIERI
Rissa a Montescaglioso
ferito gravemente
alla testa un rumeno
l Una rissa ha coinvolto alcune persone, nella
giornata di ieri, attorno alle 13.30, a Montescaglioso. Ad avere la peggio è stato un cittadino
di nazionalità romena, di 32 anni. L’uomo, picchiato selvaggiamente al capo, è stato subito
soccorso sul posto dello scontro, ma le sue
condizioni di gravità hanno richiesto l’intervento dei sanitari a
bordo dell’eliambulanza del 118, il servizio di pronto intervento. Il romeno
è stato pertanto trasportato in codice
rosso direttamente
al San Carlo di Potenza dove è stato
sottoposto agli accertamenti del caso
e poi ricoverato nel
reparto di neurologia. Per il forte trauma cranico riportato la
prognosi dei sanitari è di 40 giorni di guarigione.
Sul luogo della rissa si sono recati prontamente
i carabinieri della Stazione di Montescaglioso
che stanno conducendo indagini sia sul movente
che ha scatenato lo scontro sia sulle persone
coinvolte, il cui numero è ancora imprecisato.
[fi.me.]
Attesi sviluppi nelle prossime ore.
PROGNOSI DI
40 GIORNI
L’ospedale San
Carlo dove il rumeno è
ricoverato
nel reparto
di neurologia
RASSEGNASTAMPA
XII I MATERA CITTÀ
Mercoledì 26 novembre 2014
NUOVE PROSPETTIVE
NON SOLO A PASSEGGIO
Il “Collettivodonnematera” ha organizzato la
continuando nella sua attiSERVE UNA RIVOLUZIONE CULTURALE manifestazione
vità di promozione della cultura del rispetto
ENZO FONTANAROSA
l Un canto struggente, in lingua galiziana. Il ritmo lo dà un
tamburo a cornice. Lo intona Tina Latorre, all’ingresso della Villa comunale, prima che da lì muova il corteo di donne che, tenendo
per mano un cordone di vari tessuti di colore rosso, annodati tra
loro, vanno pian piano a formare
una sorta di recinto che le contiene tutte. Le protegge. Sfilano e
saranno almeno un centinaio, tra
di loro anche diversi uomini e
bambini, tutti impegnati nella
“Passeggiata per le donne”. L’ha
organizzata il “Collettivodonnematera” in collaborazione con la
Commissione regionale Pari opportunità, la
Cgil Matera, le
associazioni
“Khaleh”
e
“Officine Frida, Arts &
Crafts ”. È il
momento di
mobilitazione
che ha concluso la lunga maratona di iniziative organizzate ieri in
città in occasione
della
Giornata internazionale
contro la violenza sulle donne. È
calata ormai la sera
quando il corteo ha
preso a muoversi,
dalla Villa comunale,
con meta piazzetta
Pascoli. «Siamo un
gruppo di cittadine,
di donne, che già lo
scorso anno, nella stessa data, ha
promosso una iniziativa analoga
di sensibilizzazione sulla violenza di genere», spiega Carmela
Lapadula, una delle attiviste del
Collettivo. «Durante questo anno
– continua – abbiamo continuato
IL POTERE DELLA PAROLA
Lungo il percorso seguito dal corteo sono
stati ricordati le conquiste delle
donne ma anche le cifre del femminicidio
In corteo per dire basta
alla violenza di genere
Oltre cento donne hanno sfilato per le vie del centro
a lavorare periodicamente con
azioni concrete. Come quando, ad
esempio, abbiamo dimostrato la
inidoneità della proposta di legge
regionale sul contributo alle donne che decidessero di non abortire. Denunciammo che non era
questo il modo di aiutare le donne.
Piuttosto abbiamo chiesto che fossero messi in grado di funzionare
bene i consultori lucani, che fanno pochissimo e con scarse risorse. Siamo state, poi, impegnate
nelle scuole in un’azione promozionale contro la violenza sulle
donne». In particolare, come spiega Vanessa Vizziello, sempre del
collettivo, «sostenendo l’opportunità di un cambiamento culturale
necessario per modificare la
UN ABBRACCIO
SENSIBILIZZATI
Un cordone di stoffa
rossa tenuto per
mano le ha «protette»
Hanno sfilato tutti
insieme anche
uomini e bambini
CARTELLONI
Slogan hanno
promosso un
modo diverso
di rispettare
le donne
[foto Genovese]
LE FRASI
Sono stati
scritti su
grandi teli
bianchi
i pensieri
[foto Genovese]
.
PREVENZIONE CONVEGNO DELLA POLIZIA NELLA SALA CONSILIARE DELLA PROVINCIA
Novità per il «codice rosa»
«Poche donne denunciano
si considerano colpevoli»
Stalker bloccati
da 25 ammonimenti
Il questore: «Non tacere sulle violenze»
l Fare leva sulla cultura per combattere la
violenza contro le donne attraverso la prevenzione. Questo il messaggio emerso da più
interventi al convegno “La Polizia a difesa
delle donne”, organizzato ieri dalla Questura
in occasione della “Giornata Internazionale
per l’eliminazione della violenza contro le donne”. L’incontro si è svolto nella sala consiliare
della Provincia, alla presenza di autorità locali
e di un pubblico costituito soprattutto da studenti delle ultime classi di istituti di scuola
media secondaria.
Ha rivolto il benvenuto ai presenti il questore, Stanislao Schimera, che ha spiegato
come a Matera il provvedimento dell’ammonimento nei confronti dello stalker è risultato
finora molto efficace. Infatti, dal 2009 i 25 ammonimenti emessi dal questore non hanno
richiesto un successivo provvedimento
dell’autorità giudiziaria.
Ma i numeri del fenomeno a livello nazionale sono preoccupanti. Sono stati infatti 175 i
femminicidi avvenuti per mano di un familiare tra ottobre 2013 e ottobre 2014. È per
questo che anche la Polizia di Stato, come le
altre forze di polizia, è chiamata a porre rinnovata attenzione al fenomeno per cercare una
risposta sempre più efficace attraverso specifiche politiche di prevenzione e contrasto.
I relatori hanno trattato il fenomeno sotto
l’aspetto normativo e pratico. Con il ruolo di
moderatore svolto dalla giornalista Antonella Ciervo, sono intervenuti per la Polizia di
Stato il vice questore aggiunto Maria Concetta Piccitto, dirigente dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, il vice questore aggiunto Luisa Fasano,
portavoce del questore e addetto stampa, il vice
questore aggiunto Nicola Fucarino, dirigente della Squadra Mobile, il commissario capo
Gianni Albano, dirigente del Commissariato
di Pubblica sicurezza di Pisticci, che hanno
fatto un disamina del tema sotto il profilo
normativo e raccontato alcuni casi concreti,
con l’ausilio di filmati emblematici.
Gli altri relatori sono stati la dott.ssa Maria
Bubbico dell’Asm, che si occupa della formazione degli operatori sanitari chiamati al
primo intervento; la dott.ssa Assunta Basentini, psicologa del Tribunale dei Minori di
non-cultura della violenza, parlando agli studenti di femminicidio». Il corteo ha percorso via
XX Settembre, con tanto di cartelloni e striscioni, scandendo slogan, ed ha raggiunto piazza Vittorio Veneto guidato da un banditore, Marco Bileddo, che al megafono ha declamato frasi tutte
inerenti al tema della giornata,
tra cui le leggi dello Stato in favore
delle donne, ma anche dati statistici sul femminicidio. In piazza,
nei pressi del gazebo allestito dalla Commissione pari opportunità
(per tutta la giornata alcune consigliere hanno distribuito materiale informativo e dato informazioni), il gruppo ha fatto tappa per
altre letture e raccogliendo, su teli
bianchi sistemati per terra,
le frasi che col
pennarello
hanno voluto
scrivere quanti
hanno
espresso
un
pensiero sulla
problematica
della violenza
di genere. Dopo la sosta, la
passeggiata ha
continuato
lungo le vie del
centro in direzione di Palazzo Lanfranchi.
In piazzetta Pascoli,
ancora letture di testi in tematica e poesia e con accompagnamento musicale,
una performance di
danza de “La Fenice”, gli studenti del
Liceo del classico che
hanno letto brani dall'Antigone di
Sofocle e da “I giorni di Antigone”
di Dacia Maraini. E ancora Bileddo e Marianna Vizziello hanno interpretato passi dalla piéce
“L'amavo più della sua vita” di
Cristina Comencini.
Potenza, che ha parlato della difficoltà di individuare e cogliere i segni indicatori della
violenza, nel silenzio in cui spesso la vittima si
trincera; Giovanna Casamassima, dirigente
del Cai, Centro antiviolenza, che ha spiegato
come funziona il Centro, a cui ci si può rivolgere chiamando il numero telefonico 1522,
attivo 24 ore su 24.
Al pubblico presente è stato distribuito un
vademecum antistalking, che spiega come difendersi dagli atti persecutori, realizzato a cura della Questura. Il convegno è terminato con
l’intervento conclusivo del questore che, rivolgendosi in particolare ai giovani presenti,
ha esortato le donne a non tacere gli episodi di
violenza di cui restano vittime, ma di parlare
perché troveranno sempre nella Polizia di Stato un interlocutore attento e preparato in grado di ascoltarle.
TRA NORME E
CASISTICHE
L’incontro alla Provincia sul tema
“La Polizia
in difesa
delle donne”.
Diffuso un
vademecum
antistalking
A latere di uno degli eventi della “Giornata”, abbiamo ascoltato la consigliera di
parità della Provincia, Stefania Draicchio.
«La nostra regione denuncia poco – ha detto –, c'è la remora nel dichiarare le proprie
situazioni e condizioni. La prevenzione è
aiutare le donne a riconoscere i segnali di
un partner molesto o violento. Va anche superato il pregiudizio delle donne che si sentono più colpevoli che vittime. Nel mio ufficio ho ricevuto diverse istanze, ma poi non
sono seguite le denunce». Da metà 2015,
invece, nell’ospedale Madonna delle Grazie
dovrebbero funzionare degli spazi idonei a
garantire la privacy delle vittime di violenze.
Lo anticipa il dott. Carmine Sinno, responsabile del Pronto soccorso. «L’Asm ha elaborato un percorso di gestione e di riconoscimento del problema violenza, che non è
solo quella fisica. Allo scopo ha svolto una
serie di corsi di formazione per il personale
infermieristico e medico. Quando parliamo
di “codice rosa”, non è riferito a una gravità,
ma intende individuare un percorso di assistenza a un problema di violenza non esclusivamente sulle donne ma su anziani, minori, omosessuali; insomma tutte le categorie
più deboli della società. L’Asm lavora da
tempo, dunque, ma l'unico vero problema è
la mancanza di comunicazione tra le varie
istituzioni che si interessano di queste problematiche». Il dibattito era organizzato
dall’associazione “Matera Per Te” che «promuove la centralità della persona e s’impegna conto il disagio femminile», come spiega il presidente Antonia De Luca.
[e.f.]
RASSEGNASTAMPA
MATERA PROVINCIA I XIII
Mercoledì 26 novembre 2014
PISTICCI IL SUMMIT PRESIEDUTO A POTENZA DALL’ASSESSORE REGIONALE BERLINGUER SPOSA LA LINEA DEL COMUNE
Sospeso in via precauzionale
il conferimento dei reflui
Dall’1 al 31 dicembre niente viaggi da Viggiano a Tecnoparco
PIERO MIOLLA
l PISTICCI. Sarà sospeso dall’1 al 31 dicembre il
conferimento a Tecnoparco dei reflui provenienti
dal Centro oli di Viggiano. Lo ha deciso all’unanimità il tavolo tenutosi ieri a Potenza, alla presenza dell’assessore regionale all’Ambiente, Aldo Berlinguer, e della dirigente del Dipartimento Ambiente, Carmen Santoro, di Arpab, Tecnoparco, Eni, Comuni di Pisticci e Ferrandina.
Il summit, convocato per discutere le problematiche relative ai dati emersi dallo screening
radiometrico effettuato da Arpab agli inizi del
mese, che avevano evidenziato la presenza di
radioattività nelle acque di lavorazione provenienti da Viggiano per essere smaltiti a Tecnoparco, ha dunque in qualche modo sposato la
linea del Comune di Pisticci, rappresentato dal
sindaco, Vito Di Trani, e dall’assessore all’Ambiente, Lino Grieco. La decisione di sospendere
l’arrivo dei reflui è stata adottata in via precauzionale, in attesa che Arpab approfondisca la
questione in tutti i suoi aspetti attraverso una
costante attività di monitoraggio ambientale. Lo
stop arriva nonostante gli esperti dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale) e dell’Iss (Istituto superiore della sanità)
abbiano comunque escluso che i livelli di radioattività riscontrati su alcuni campioni dei reflui analizzati possano arrecare danno alla salute
dei cittadini. La riunione, però, ha anche deciso
l’applicazione di un protocollo definito unico nel
suo genere per la tipicità delle attività previste,
che vanno nella direzione dell’abbassamento dei
limiti di legge di alcuni parametri che verranno
analizzati: limiti più bassi rispetto alle normative
vigenti per tutelare di più i cittadini.
«Mi sembra un buon risultato – ha commentato
Grieco – che in qualche modo sposa anche le linee
guida che l’amministrazione comunale di Pisticci aveva posto rispetto all’interruzione del flusso
dei camion in attesa che Arpab circostanzi meglio lo studio che andrà a fare. Senza ricorrere al
principio di precauzione abbiamo trovato disponibilità sia da parte di Eni che di Tecnoparco,
oltre che della Regione, affinché si facciano tutte
le analisi e gli approfondimenti del caso per dare
maggiori garanzie».
Chi vigilerà sull’effettivo rispetto dello stop?
«Garantiscono i codici per la tracciabilità dei
rifiuti, sia in entrata che in uscita, che sono
imposti per legge».
Il tavolo è stato è aggiornato al 16 dicembre
prossimo, quando si farà il punto della situazione
alla luce delle nuovi approfondimenti.
Rivolta ai ministri Galletti e Lorenzin
Interrogazione dell’on.Latronico
al Governo
.
PISTICCI. Sullo smaltimento dei reflui petroliferi a
Tecnoparco e sulla perdita
all’oleodotto Viggiano-Taranto
in territorio di Pisticci, l’onorevole Cosimo Latronico, di Forza Italia, ha presentato un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente, Gianluca Galletti, e della
Salute, Beatrice Lorenzin. Latronico ha chiesto ai ministri
«quali elementi disponga il Governo in merito alla situazione;
quali iniziative intende adottare
per verificare se la concentrazione di radioattività riscontrata
a Pisticci scalo e Ferrandina ecceda i parametri di legge e delle direttive europee e quali misure intende intraprendere per
tutelare la salute pubblica e l’integrità dell’ambiente». [p.miol.]
MIGLIONICO IL SINDACO BUONO: «SI REALIZZERANNO INTERVENTI A CARATTERE DI URGENZA PER UN IMPORTO DI 80 MILA EURO»
A rischio di frane il rione Trinità
Avviati i primi lavori di consolidamento. Si comincia dal versante a ridosso dell’area verde
UN FRAGILE
EQUILIBRIO
Il versante a
ridosso di
un’area verde attrezzata, destinata a
parco giochi
per bambini, è stato
caratterizzato da
smottamenti
GIACOMO AMATI
l MIGLIONICO. Rischio idrogeologico in via Trinità. Il via
libera ai lavori del consolidamento del costone sovrastante
alla strada urbana, che collega il
centro storico cittadino con il
rione Trinità, è stato dato con
l’apertura del cantiere: da alcuni
giorni vi sono in funzione le
ruspe. Bisognerà consolidare il
versante prospiciente via Trinità, mediante la rimodellazione
della scarpata, la regimentazione
della acque piovane e la protezione della collinetta con l’installazione di una rete metallica
rinforzata. Per saperne di più
sull’entità dei lavori che saranno
eseguiti nella zona, abbiamo chiesto delucidazioni al sindaco Angelo Buono (Pd).
«I lavori, a carattere d’urgenza,
che si stanno eseguendo – spiega
il primo cittadino – hanno l’obiettivo di migliorare al massimo la
stabilità del versante, riducendone il rischio idrogeologico».
Chi ha finanziato l’opera?
«L’intervento – precisa Buono –
rientra nel programma ministeriale volto alla tutela del territorio. Il finanziamento è stato
POMARICO LA DENUNCIA DEL SEGRETARIO DI ADICONSUM SUI DISAGI
«Spazi angusti e insicuri
e file nell’ufficio postale»
MICHELE SELVAGGI
l POMARICO. Rabbia e malcontento
nella popolazione per i continui disservizi
esistenti nell’Ufficio postale locale (qualche tempo fa la Gazzetta si interessò al
caso). Interprete della protesta della cittadinanza, ancora una volta il segretario
cittadino dell’Adiconsum che ha raccolto
centinaia di firme per una petizione riguardante appunto lamentele per i disservizi che puntualmente si verificano
nell’Ufficio postale.
Il documento, tra l’altro, è stato inviato
al Ministero Economia e Finanze Sviluppo Economico, alla Direzione generale
per regolamentare il servizio postale,
all’Autorità di vigilanza sui disservizi
delle Poste, all’Agicom direzione servizi
postali, al garante della privacy, al responsabile dell’Area territoriale Sud 1
delle Poste Italiane, al direttore generale
della Filiale Poste di Matera, al prefetto,
alla direzione provinciale Vigili del fuoco
alla direzione U.P. Medicina del lavoro e
sicurezza ambientale, al sindaco, alla stazione carabinieri, alle organizzazioni sindacali regionali e provinciali, alla segreteria regionale Adiconsum.
DOPO GLI
ALLARMI
Una delle vasche di decantazione
negli impianti di Tecnoparco.
Dalla Regione
lo stop al
conferimento
di reflui
petroliferi per
un mese
La denuncia precisa e motivata fa specifico riferimento alle file interminabili
che ogni giorno si verificano agli sportelli
con immancabile violazione della privacy,
ma anche pericolo per la pubblica e
privata incolumità (l’ufficio è piccolo e
angusto), aria pesante e irrespirabile con
continuo rischio malori, oltre a pericolo
di uscita su strada stretta, trafficata e
pericolosa (qualche mese fa, furono invstite delle persone in uscita dal locale),
ed anche mancanza di uscite di sicurezza
per gli utenti e oggettiva difficoltà di
accesso alle persone invalide. Altra nota
dolente, quella del ritardo nel recapito
della corrispondenza, che spesso significa
pagare notevole ritardo le bollette di luce,
acqua, gas, ecc. con immancabile addebito
di interessi di mora e sanzioni, da parte
degli enti erogatori pubblici servizi. Da
qui anche la espressa richiesta per la
istituzione del terzo postino, per un territorio comunale che negli ultimi anni si
è allargato a dismisura, oltre ad una
nuova e degna sede che abbia tutti i
requisiti per essere considerata tale, con
possibile prolungamento dell’orario di
apertura dell’Ufficio fino alle ore pomeridiane.
erogato dalla Regione, per un
importo di 80 mila euro».
In che cosa consisteranno i
lavori? «Il versante, che si trova a
ridosso di un’area verde attrezzata, destinata a parco giochi per
bambini – sottolinea il «indaco –
in passato, è stato caratterizzato
da vari smottamenti. Il progetto
ROTONDELLA AL SALONE DEL GUSTO
Nuovo presidio Slow Food
la pera Signora
esordisce con successo
l ROTONDELLA. Esordio con successo per la pera Signora, nuovo presidio Slow Food della Regione, al X Salone
internazionale del gusto e Terra madre, organizzato da Slow
Food, Regione Piemonte e Comune di Torino in collaborazione con il Ministero delle politiche agricole. Grande la
soddisfazione per i venti agricoltori dell’associazione Sei
(Sostenibilità, etica, integrazione) che, unitamente al Gal
Cosvel srl, hanno avuto la possibilità di presentare al pubblico le produzioni di pera Signora tra cui la confettura
extra, il nettare, le pere al naturale e quelle essiccate.
«Adesso il nostro intento è quello di ampliare la tipologie dei
trasformati al fine di individuare soggetti sempre più desiderosi di prodotti autentici», afferma Domenico Dimatteo, presidente dell’associazione di presidio che raggruppa
aziende agricole di sei comuni del Basso Sinni (Colobraro,
Nova Siri, Rotondella, San Giorgio Lucano, Tursi, Valsinni)
custodi di oltre 500 piante di “Signora”. «C'è una domanda in
ascesa di prodotti particolari – continua Dimatteo – legati a
prassi di lavorazioni antiche, capaci di rievocare ricordi di
un tempo, nonché tutelare il patrimonio varietale locale. Le
aziende del presidio, pertanto, hanno adottato l’etichetta
narrante di Slow Food per raccontare il proprio prodotto a
360 gradi. Di fatti, la qualità di un prodotto è una narrazione
che parte dal territorio d’origine e comprende la tecnica di
coltivazione, di trasformazione, i metodi di conservazione e
le caratteristiche organolettiche e nutrizionali. La narrazione può restituire al prodotto il suo valore reale». In
programma vi è la presentazione del progetto presidio al
territorio e alle amministrazioni comunali dell’area. [fi.me.]
esecutivo dell’opera prevede tre
interventi: il primo consisterà
nel ridurre gli elementi destabilizzanti del versante, riducendone la pendenza, con conseguente miglioramento delle condizioni statiche ed incremento del
coefficiente di sicurezza della
scarpata; il secondo, invece, riguarderà la risagomatura della
collinetta; il terzo, infine, si esplicherà nella realizzazione di alcune canaline volte al disciplinamento delle acque meteoriche
e superficiali».
Quali sono i tempi di esecuzione dei lavori? «Considerato
che la zona non è sottoposta al
alcun vincolo paesaggistico e che
è priva d’interesse archeologico –
conclude Buono – il progetto esecutivo dell’opera prevede che i
lavori di consolidamento, inclusi
quelli di bonifica della zona, abbiano una durata di tre mesi».
le altre notizie
NOVA SIRI
COSIMO LATRONICO, FORZA ITALIA
Appaltati lavori per mettere
in sicurezza il rione Porticella
n «Lavori di consolidamento del centro storico di
Nova Siri sono stati appaltati dalla struttura commissariale che gestisce l’accordo di programma
sottoscritto tra Ministero dell’ambiente e Regione che contribuimmo a definire con l’allora assessore regionale, Rosa Gentile». Lo ha dichiarato l’on. Cosimo Latronico (FI) spiegando che «gli
interventi serviranno a mettere in sicurezza parte del rione Porticella recuperando la vecchia fontana e la scalinata di ingresso del centro storico,
un contesto di sicuro fascino che insiste su una
[fi.me.]
gravina e su un acquedotto romano».
TRICARICO
L’ASSEMBLEA È CONVOCATA DOMANI
I piano di Conca Sant’Antonio
in consiglio comunale
n Convocato dal presidente Franco Martinelli
per le ore 17 di domani il Consiglio comunale
di Tricarico nella sala consiliare del Municipio. Oltre all’esame di alcune interpellanze,
si discuterà fra l’altro del comparto urbanistico destinato a parco con residenze del piano particolareggiato della Conca di Sant’Antonio. Verrà anche nominato il vice presidente del Consiglio e si provvederà alla sostituzione di un componente della Commissione consiliare di controllo e garanzia. [v.d.l.]
RASSEGNASTAMPA
LETTERE E COMMENTI I XIII
Martedì 25 novembre 2014
DIEGO SILEO *
GRUPPO SCOUT AGESCI POTENZA 3
Non crocifiggete il territorio
Un killer silenzioso
sul territorio
chiamato amianto
E
ro davvero in attesa di dire il mio pensiero,
finalmente, in Assemblea Regionale. Da giovane delegato sentivo dentro me lo stimolo di
portare le mie impressioni sullo Sblocca Italia,
più nello specifico parlare di art. 38, ma soprattutto
parlare di Basilicata. Nessuno di noi dice “No petrolio”
a priori. Porrei la questione su un discorso più ampio.
Abbiamo smesso di essere cittadini che amano la
propria Terra secondo qualcuno. In queste settimane,
forse, con le varie dimostrazioni di forza, lo stiamo
provando: siamo davvero Lucani. Amiamo davvero la
Basilicata, tutti. Parafrasando Jovanotti abbiamo le
“tasche piene di Sassi”. Nessuno sfottò capiamoci.
PREMIER Il capo del governo Matteo Renzi
Matera è diventata meritatamente capitale europea
della cultura tra applausi, abbracci e con una gioia che
unisce trasversalmente tutti i lucani. Oggi parliamo di
estrazioni petrolifere. Come si fa a mettere insieme
l’idea di “gruviera” con l’energia sprigionata dalla
cultura. Le perforazioni per il petrolio contro una
cultura che è andata in questi anni verso la salvaguardia
di un paesaggio meraviglioso. Una piccola contraddizione di merito. Matera ci deve insegnare che il nostro
modello di sviluppo parte dalla conoscenza, dallo studio,
dalla ricerca, dalle energie rinnovabili che a quanto pare
in Basilicata possono soddisfare alla grande il fabbisogno energetico. Così affermano alcune associazioni
ambientaliste, parlando di oltre il 70% già documentabile. Noi questo, a Roma, forse non l’abbiamo capito.
Va bene Matera, ma sappiamo tutti che il petrolio finirà.
Dobbiamo già programmare, aldilà dell’impugnazione,
una fuoriuscita dalla dipendenza petrolifera. Questa è la
visione. La classe dirigente lucana deve valutare attentamente ogni scelta. Perché se la Corte Costituzionale boccerà l’articolo 38 perché a detta di tutti ha
principio palese di incostituzionalità, davvero sarà
difficile spiegare il perché siamo stati così ostinati.
Questa è la nostra rivoluzione: impugnare l’art. 38 per
una nuova difesa del Territorio. Oggi se ognuno di noi si
chiede: “Dove deve andare la Basilicata?”, quale sarà la
risposta alla luce dei fatti? Per ogni cosa che accade dal
petrolio, alla Fiat, ai villaggi turistici sulla costa Jonica,
arriva sempre l’imposizione esterna. La lunga mano del
Governo che dice: “Si fa così”. Chiaro che parlo in
un’ottica ampia di Governo e non
faccio riferimento ai nostri parlamentari che bene stanno facendo
per tutelare la Basilicata. Ma sinceramente non possiamo pensare
che nell’oltre 60% del territorio
vengano creati tantissimi oleodotti, tubi di acciaio dove non passa
acqua, ma petrolio, pieno di acidi,
zolfo, con fenomeni corrosivi pesanti. Rischia di succedere qualcosa di tremendo. L’incidente del
Centro Oli ci dice molto. E’ il
momento in cui bisogna disturbare
il manovratore. Perché il “manovratore” se lavora male va disturbato, anche se ricco e potente. La
Basilicata deve essere governata
dai cittadini e dalle loro espressioni democratiche. Qualcuno in
questi giorni mi parlava di ambulanti che avevano cartelli con
scritto: “Mele non provenienti dalla Val D’Agri”. Fatto preoccupante
in un’ottica di sviluppo del commercio. Solo una goccia. Tanti comuni lucani e regioni italiane si
stanno opponendo, alcune strumentalmente, all’art. 38. Ma qui in
Basilicata c’è poco dall’essere strumentali. Abbiamo pressioni anche
dal mondo cattolico, dal mio mondo, con i Vescovi lucani
che sono a fianco dei manifestanti, in un’ottica quasi
francescana. Salvaguardia del creato. Scendono in campo, ma siamo ancora rigidi. Migliaia di studenti in
piazza; e poi Legambiente, WWF, Greenpeace, Rete degli
Studenti Medi con tante altre associazioni e movimenti
volontari. Troppo silenzio. E’ un problema dell’amministrazione regionale, non solo del Presidente Pittella. E’ un problema di tutti. Il Presidente della Giunta
regionale non è la causa del decreto, questo è ovvio.
Ritengo però che le anime “pure” vanno ascoltate, gli
studenti vanno ascoltati, i cittadini devono essere
ascoltati, perché tutti abbiamo a cuore le sorti della
nostra amata Basilicata. Troviamo una soluzione di
visione, di sviluppo, che eviti di “crocifiggere” ancora il
nostro futuro.
[* delegato assemblea regionale Pd]
MARIA ANTEZZA *
Alt alle baby spose in Mauritania
L
a Mauritania ha dichiarato
“guerra” al matrimonio delle minorenni, un fenomeno che riguarda più di un terzo delle
unioni nel Paese, secondo le stime ufficiali, la metà secondo le organizzazioni
per i diritti umani. Una notizia epocale
che riguarda la sofferenza di un moltitudine di bambine, future donne, e quale
modo migliore questo per celebrare la
giornata internazionale contro la violenza
sulle donne prevista per domani 25 novembre. La violenza sulle donne si può
esprimere in tanti modi e questo delle
baby spose di alcuni paesi africani, orientali e medio orientali è uno dei più
terribili e molto diffuso.
Secondo i dati del ministero degli Affari
sociali, dell'infanzia e della famiglia mauritano, il 37% delle ragazze si sposa prima
dei 18 anni, il 15% prima dei 15 anni e
questo accade soprattutto nelle aree rurali, con conseguenze devastanti sulla
salute di queste giovani spose. Il tentativo
della Mauritania di arginare il matrimonio delle bambine è un fatto epocale
che va nella direzione promossa dall'Unione africana di sensibilizzare il continente su questo tema.
Bambine, dunque future donne che vanno tutelate e protette. In Italia, contro la
violenza delle donne stiamo facendo molto, dalla ratifica della convenzione di
Istanbul, alla legge approvata contro il
femminicidio i cui risultati nel 2014 sono
DONNE
La deputata
lucana del
Pd, Maria
Antezza,
membro
della
Bicamerale
Infanzia e
Adolescenza
.
arrivati: i femminicidi sono infatti diminuiti. Ancora però c’è molto da fare e la
tutela delle donne deve passare non soltanto dal rispetto delle leggi ma da un
capillare cambiamento culturale del nostro paese che ponga donne e uomini su
un piano di pari dignità e pari autonomia.
La svolta, la riscossa civica del Paese
parte anche da qui, dalla Promozione della
soggettività femminile e dal contrasto alle
numerose diverse e perverse forme di
violenza.
[* Deputata lucana del Pd; componente dell’ufficio di Presidenza della Bicamerale Infanzia e
Adolescenza]
LASTRE Eternit, materiale ritenuto cancerogeno
In occasione della route nazionale, svoltasi l’estate scorsa a San Rossore, il clan J.L. del gruppo scout Agesci
Potenza 3, ha sviluppato tematiche ambientali, affrontando, fra l’altro, il problema amianto. I rover e le scolte
del clan si sono confrontati con l’associazione vittime da
amianto, hanno fatto indagini sulle situazioni a rischio in
Basilicata ed hanno incontrato alcuni operai di fabbriche
nelle quali si è lavorato in situazioni estremamente
critiche, in seguito alle quali alcuni si sono ammalati.
L’articolo è la riflessione fatta dai ragazzi a conclusione
di questa esperienza .
I
gnoranza ed omertà. Un killer silenzioso. La scoperta. Forse non è un semplice pezzo di stoffa attaccato al camiciotto, un merito preso a volte senza
sforzo, ma un invito, una spinta per andare oltre, per
cercare di guardare al di la della punta del nostro naso.
Spesso ci impegniamo a guardare mondi che non ci
appartengono, dei quali non sempre conosciamo culture e
tradizioni.
Ma cosa sappiamo in realtà della nostra terra? È questa
la domanda che ci siamo posti quando abbiamo deciso di
scegliere l'atto di coraggio da portare alla route nazionale.
Crediamo infatti che ci voglia coraggio ad ammettere e a
far uscire fuori dall'ombra i problemi che "uccidono" la
nostra regione, la Basilicata, reputata spesso una terra
vergine.
Non tutti sanno che nel 1930, mentre il Regno Unito
smaltiva una sostanza dannosa alla nostra salute e all'ambiente, l'Italia incominciava a costruire con essa.
Questa sostanza, che noi definiamo come un killer che
uccide in silenzio, ha un nome: amianto. Tutti noi, o quasi,
almeno una volta abbiamo sentito nominare questo elemento facilmente trovabile in natura, ma sappiamo in
realtà cosa sia e quali problemi esso porta?
L'amianto è un minerale le cui polveri, se respirate,
portano gravi patologie quali tumori, problemi polmonari e di respirazione. Noi, come gruppo scout, ci siamo
rimboccati le maniche e abbiamo cercato di scoprire
come questo minerale sia stato e sia ancora oggi la causa
di tantissimi problemi che colpiscono la popolazione della
nostra regione.
I dati che abbiamo raccolto, soprattutto grazie a Liliana
Guarino, presidente e fondatrice dell'associazione delle
vittime dell'amianto in Basilicata, ci hanno colpiti. Venire
a sapere che migliaia di lavoratori che hanno convissuto
per anni e che hanno avuto un contatto gomito a gomito
con questo nemico invisibile, apparentemente innoquo,
non ci sono più o lottano contro il cancro, di certo non
poteva non far scattare una scintilla dentro di noi.
Non bisogna guardare lontano per scoprire che l'amianto sta distruggendo famiglie intere. Infatti non meno
di seicento persone, nella nostra Basilicata, stanno pagando sulla propria pelle i guai di un'esposizione che in
diversi casi ancora oggi è presente. Basti pensare alla
cittadella post-terremoto chiamata Bucaletto, che invece
di tamponare un'emergenza ne ha creata un'altra.
Di esempi legati all'amianto nei paesi limitrofi alla
nostra città ce ne sono molti, forse troppi. A partire dalla
"Liquichimica" di Tito (Pz) fino ad arrivare all'ex Eni di
Pisticci (Mt), aziende che hanno portato lavoro a tantissime persone, causandone però problemi di salute,
dovuti molte volte all'ignoranza e soprattutto perchè essendo l'amianto una fibra molto leggera, resistente e che
soprattutto costa poco è stato sempre più spesso utilizzato
dalle aziende.
Ma allora cos'è più importante: il costo di una fibra o il
costo di una vita? Come popolazione che mira al futuro,
dovremmo imparare a conoscere un passato che sta distruggendo tutto ciò che ci circonda e continuerà a farlo.
"Lasciamo il mondo migliore di come l'abbiamo trovato"
recita una delle frasi sulle quali si basa l'idea dello scoutismo. Questa citazione andrebbe applicata alla vita reale,
ma non solo dalla nostra associazione, ma da un popolo
che dovrebbe avere la coscienza di puntare in alto e di
migliorare le cose anche al di là del portone di casa
propria.
RASSEGNASTAMPA
Bindi: si torni all’Ulivo o noi usciamo Matteo ha deluso, è già in caduta
L’esponente della sinistra: se il Pd non cambia ci sarà bisogno di una nuova forza. Renzi? Fa il salvatore della
patria come Grillo, Salvini e il Berlusconi dell’esordio
di Monica Guerzoni
shadow
ROMA «Non ci siamo divisi...».
La minoranza si è spaccata in tre, presidente Rosy Bindi.
«Gli obiettivi di chi ha votato no e di chi ha lasciato l’Aula, come me, erano gli stessi. Marcare la distanza netta
da un provvedimento che, eliminando il diritto al reintegro, considera il lavoro come una merce».
L’indennizzo non basta?
«È un passo indietro profondo, secolare, rispetto alla dignità del lavoratore richiamata dal Papa. Oltre a non
condividere il merito io ho voluto prendere le distanze dal messaggio che il premier ha costruito in questi
mesi. Le sue parole hanno scavato un solco tra il governo, il segretario del Pd e il mondo del lavoro, la parte
più sofferente dell’Italia. Abbiamo visto la delegittimazione del sindacato e una provocazione davvero lontana
dalla situazione reale degli italiani».
Pensa che l’astensionismo nasca da qui?
«Tra Emilia e Calabria il Pd ha perso 750 mila voti. Se alle Regionali avessero votato gli stessi elettori delle
Europee dovremmo dire che oggi il Pd è tornato al 30%, un numero più vicino al 25 di Bersani che non al 41
di Renzi».
L’astensionismo è ininfluente, secondo lui.
«Affermazione molto grave. L’astensionismo è un problema per la democrazia di un Paese, per il Pd e anche
per il governo. Il premier ha fatto campagna in prima persona e ha lanciato dal podio dell’Emilia uno dei
messaggi piu gravi quando ha detto che lui crea lavoro, mentre il sindacato organizza gli scioperi. Con le
Regionali Renzi si è unito ai tanti salvatori della patria a cui gli italiani amano affidarsi, per poi sperimentare
la cocente delusione».
Rimpiange Enrico Letta?
«Il paragone non è con Letta. È con Grillo, con Salvini, con il Berlusconi dei primi anni. La rottura della politica col Paese reale è profonda e sembra rimarginarsi quando gli italiani si affidano al salvatore di turno, per
poi delusi andare a ingrossare l’unico partito che vince, quello dell’astensione. Il voto di domenica dimostra
che è iniziata la parabola discendente, anche di Renzi».
Gufa perché rottamata?
«Sono stati rottamati 750 mila elettori in un colpo solo, non la Bindi. Questa categoria è servita a Renzi per
vincere, ma ora, per continuare a governare, deve prendere per mano la povertà, le periferie, il dissesto del
territorio, la crisi industriale. Chi guida i processi politici deve indicare il cammino, la speranza, e responsabilizzare tutti nella fatica della paziente ricostruzione».
La minoranza chiederà il congresso anticipato?
«Il gioco interno al Pd non interessa agli italiani, figuriamoci a me. Quel che mi interessa è che ci sia una
forza politica che abbia il coraggio di ricostruire il tessuto democratico e affrontare una crisi economica sempre piu grave».
Progetta la scissione?
«Dico che questa è la funzione del Pd, se ha memoria delle origini, se non vagheggia l’idea del partito unico
della nazione e se è un partito riformista, ma di sinistra. Quello sul Jobs act è stato un primo passaggio di
merito, ma ora ce ne sono altri non meno importanti».
La riforma costituzionale?
«Appunto. Così è irricevibile, umilia il Parlamento e lo rende subalterno al governo».
La legge di Stabilità?
«Non può essere una mera, finta restituzione delle tasse, c’è bisogno di sostegno vero al lavoro e agli investimenti».
RASSEGNASTAMPA
E l’Italicum, lei lo vota?
«Se il patto del Nazareno non ha più futuro, nessuno pensi di portare avanti quella legge elettorale con
sostegni diversi in Parlamento. C’è da dare al Paese una legge che assicuri il bipolarismo, non attraverso i
nominati e il premio di maggioranza al partito unico».
E se Renzi va a votare?
«Questo risultato dovrebbe farlo riflettere, non è tempo di facili ricorsi alle urne. Voglio sperare che al di
là del messaggio grave, sbagliato e pericoloso che ha mandato all’Italia, Renzi abbia un momento di ripensamento serio. Spero cambi stile e accetti il confronto. E si ricordi che il segno di chi ha la responsabilità
più alta è unire, non dividere».
Perché non uscite per fondare una forza alternativa, guidata da Landini? «Se il Pd torna a essere il partito
dell’Ulivo, che unisce e accompagna il Paese, non ci sarà bisogno di alternative. Ma se il Pd è quello di
questi ultimi mesi, è chiaro che ci sarà bisogno di una forza politica nuova».
Una forza minoritaria?
«Tutt’altro che minoritaria, una forza di sinistra, competitiva con il partito della nazione. E allora servirà,
oltre alle idee, la classe dirigente».
La sinistra fuori dal Pd non è un ferro vecchio?
«Renzi sbaglia quando si paragona al partito a vocazione maggioritaria di Veltroni, che prese il 33% e
ridusse la sinistra radicale a prefisso telefonico. Quello era collocato nel centrosinistra e non ambiva a
fare il partito pigliatutto. Se il Pd è quello di questi mesi una nuova forza a sinistra non sarà residuale, ma
competitiva. E sarà un bene per il Paese, se non vogliamo che il confronto si riduca ai due Matteo. Sarà una
sinistra riformista e plurale, ma sarà una sinistra. Sarà il Pd».
Il voto sul Quirinale sarà una resa dei conti?
«Quando dovremo confrontarci su quella scelta, spero più tardi possibile, io auspico che venga fatta ricercando l’unità del Paese. Fu un bene bocciare la riforma del centrodestra, che riduceva il capo dello Stato a
portiere del Quirinale».
Perché Renzi dovrebbe cercare un nome non condiviso?
«Ci sono molti modi per ridurre il ruolo del Colle, come rinunciare alla ricerca della personalità più autorevole per considerarla strumentale alla politica del governo. Sarà fondamentale trovare la persona che più
unisce e la cui autorevolezza sia considerata indiscussa, da tutti».
26 novembre 2014 | 07:01
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