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Per informazioni sulle attività ed iscrizioni alle singole attività rivolgersi a :
CLUB ALPINO ITALIANO
SEZIONE DI BOLZANO
Anno di costituzione 1921
SEGRETERIA
Piazza delle Erbe, 46 – BOLZANO
TEL. 0471 978172 – FAX 0471 979915
e-mail [email protected]
www.caibolzano.it
ORARIO D’APERTURA
martedì, giovedì e venerdì 13.00 – 17.00
mercoledì 11.00 – 13.00 / 17.00 – 19.00
1
C
D
ento anni fa, il 28 luglio 1914, ebbe inizio la prima guerra
mondiale che per oltre due anni coinvolse le truppe italiane
dall’Adamello all’Ortles alle Dolomiti in un’estenuante guerra di
posizione negli avamposti e nelle trincee sui monti a confine con
l’Austria.
an cent ani, ai 28 de messel 1914, à metù man la prima viera
mudiela che per plu de doi ani alalongia à trat ite la trupes
talianes, dal Adamello al Ortles nchin ca tla Dolomites, te na viera de
pusizion stancënta tla danver des y ti fussei da cumbatimënt sun la
montes a cunfin cun l’Austria.
Quei camminamenti sono ancora oggi testimonianze
impressionanti delle estreme condizioni di vita e dei combattimenti
svoltisi dal 1915 al 1917. Ripristinati con il nome di “sentieri della
pace” ci ricordano l’assurdità della guerra e l’insostituibile valore della
pace e della concordia tra i popoli.
Chëi fussei ie mo ncueicundì testemunianzes aricëules dla cundizions de vita estremes y di cumbatimënc stac danter l 1915 yl 1917.
Derturei su cun l inuem de “troies dla pesc” nes dài da lecurdé l’assurdità dla viera y la mpurtanza dl valëur dla pesc y dl’armunìa danter
i populi.
E’ questo l’augurio di pace e di fraterna amicizia che intendo
rivolgere ai Soci CAI e a tutti coloro che in questo 2014 parteciperanno
alle nostre escursioni in montagna .
Chësta ie l’audanza de pesc y de amezizia danter nëus che ie ue
ti fé ai Cumëmbri dl CAI y a duc chëi che te chësc 2014 fajerà pea a
nosta escurscions samont.
V
or hundert Jahren, am 28.Juli 1914, begann der erste Weltkrieg, der zwei Jahre lang die italienischen Truppen in einem erschöpfenden Positionskrieg in den Vorposten und Schützengräben vom Adamello bis zum Ortler und in den Dolomiten auf der
österreichischen Grenze sah. Jene Laufgräben sind heute noch beeindruckende Zeugnisse der extremen Lebensbedingungen und der
Kämpfe die sich dort von 1915 bis 1917 abwickelten.
Wiederhergestellt mit dem Namen „Friedenswege“ erinnern uns
diese Wege an die Sinnlosigkeit des Krieges und an den unersetzbaren Wert des Friedens und der Harmonie unter den Völkern.
Diesen Wunsch des Friedens und der brüderlichen Freundschaft
möchte ich allen Mitgliedern des Cai und denjenigen, die im Jahr
2014 an unseren Bergwanderungen teilnehmen, ausrichten.
2
Foto di copertina : “Le tre cime” - Walter Schenk 1° classificato
concorso fotografico 2013 - Rifugio Passo Santner - 7.7.2013
Il Presidente
Riccardo Cristofoletti
3
Saluto del Presidente
Funzioni ed incarichi 2013
La Commissione Escursionismo 2014
ELEMENTI di BASE
Il sentiero – scala delle difficoltà
Attrezzatura obbligatoria per vie ferrate e ghiacciaio
Equipaggiamento indispensabile
Prevenzione
Soccorso
SOS Intervento del soccorso alpino
Segnali di soccorso alpino
QUOTE ASSOCIATIVE - COPERTURE ASSICURATIVE
Quote associative
Destinazione 5 per mille
Coperture assicurative Soccorso Alpino
Infortuni
Quadro riepilogativo
DAL REGOLAMENTO INTERNO
Estratto dal vigente regolamento della Commissione Escursionismo
Compiti dell’Accompagnatore e Accompagnamento di minori
PARLIAMO DI ...
Progetto Montagnaterapia “Wander-ful”
GRUPPI e ATTIVITA’
Soccorso Alpino Bolzano e Speleologico Alto Adige - CNSAS
Gruppo Alta Montagna
Scuola di Alpinismo
Scuola di Sci Alpinismo
Gruppo Speleologico
Palestra di Roccia - PRAC
Gruppo Arrampicata Sportiva - GAS
Sci CAI Bolzano
Alpinismo Giovanile
Attività Culturale
Biblioteca
Coro Rosalpina
VARIE
Concorso fotografico
Concorso letterario – Il Racconto
PROGRAMMA ESCURSIONI
Escursioni sci-alpinismo
Escursioni con le ciaspole
Escursioni estive
Rifugio alpino e I rifugi della Sezione
Appuntamenti da non dimenticare
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pag.
2
7
15
16
18
20
20
21
22
22
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63
66
67
70
76
78
82
84
Informazione pubblicitaria. Le condizioni e i fogli informativi sono a disposizione del pubblico in tutte le nostre filiali, presso i nostri
consulenti o su www.bancapopolare.it.
INDICE
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5
Il Consiglio Direttivo 2013 - da sinistra a destra e dall’alto in basso:
FEBBRONI Stefano, SARTORI Claudio, MASSENZ Sergio, CRISTOFOLETTI Riccardo, NARDELLI Lucia, GRENZI Carlo, SCHENK Walter,
ZADRA Gentile, CUCINATO Cesare, PAGANO Mariaclara, la segretaria MATTEVI Bulanti Emma, CAVALLARO Luigi, BUGLIO Carlo
CLUB ALPINO ITALIANO - SEZIONE DI BOLZANO
6
FUNZIONI E INCARICHI 2013
C.D. 08.05.2013
CONSIGLIO DIRETTIVO
CRISTOFOLETTI Riccardo (*)(°)(^)
Presidente (compiti art.23 Statuto)
Responsabile privacy
Sede sociale
Capo Commissione consiliare problemi P.Sella
Natale CAI (./.)
CUCINATO Cesare (°)(^)(*)
Vice Presidente (compiti art.24 Statuto)
Componente Commissione consiliare problemi P. Sella
Referente Commissione Escursionismo
Responsabile Sito Sezione in internet
Collab. Informatica sezionale (./.)
ZANI Giorgio (*)(°)
Tesoriere (compiti art.25 Statuto)
Componente Commissione consiliare problemi P.Sella
Collab. verbali C.D.
Assicurazioni
Sponsorizzazioni
PAGANO Mariaclara (*)
Segretario (compiti art.26 Statuto)
Componente Commissione consiliare problemi P.Sella
Regolamenti sezionali e diversi (./.)
ASSERETO Anna
Referente Scuola di Alpinismo e Gruppo Speleologico (./.)
BUGLIO Carlo (^)(°)
Componente Commissione consiliare Rifugi (./.)
Contributi diversi
CAVALLARO Luigi (^)(°)
Referente Scuola Prov.le di Escursionismo (./.)
DE SANTIS Carlo
Referente Ski-Team e Sci Cai
Sponsorizzazioni
FEBBRONI Stefano (°)
Referente Scuola di Sci alpinismo (./.)
GRENZI Carlo (^)(°)
Attività culturale
Rapporti con la stampa
Rapporti con le scuole (./.)
MASSENZ Sergio
Attività giovanile
Componente Commissione consiliare Rifugi (./.)
NARDELLI Lucia
Referente biblioteca sede (./.)
SARTORI Claudio (°)
Capo Commissione Consiliare Rifugi
Componente Commissione Consiliare problemi P.Sella
SCHENK Walter (°)
Collab. Informatica sezionale
ZADRA Gentile (°)
Contributi diversi e sponsor
Collab. contabilità
Componente Commissione Consiliare Rifugi (./.)
(*) costituiscono il Comitato di Presidenza (compiti art.27 Statuto)
(^) delegati della Sezione all’Assemblea del CAI Centrale
(°) delegati della Sezione all’Ass. del CAI A.A
(./.) altri compiti e/o incarichi extraconsiliari indicati sotto
7
COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
GIULINI Antonio
BOMBASARO Umberto
CAGOL Fabio
SPRINGHETTI Pio Vittorio
DELL’EVA Antongiulio
Membro effett.
Membro effett.
Membro effett.
Membro suppl.
Membro suppl.
COMMISSIONE ALPINISMO GIOVANILE
PISCIALI Marco
ARMANASCHI Bruno
ARMANASCHI Fabio
BROGGI Giuseppe
VERONESi Maurizio
MASSENZ Sergio
ZANI Roberta Broggi
BROGGI Laura
BERTOLDI Davide
BEVILACQUA Massimo
ISCHIA Matteo
ZECCAGNO Davide
GRENZI Carlo
AAG
AAG-ISA
ASAG
ANAG
ASAG
AAG - ISA
AAG
ASAG
Coll.
Coll.
Coll.
Coll.
Coll. Esterno
Presidente
Vice Presidente
Segretario
Direttore Corsi
Add. Stampa
COMMISSIONE CULTURALE
GRENZI Carlo
BREDA Gianni
BRIGADOI Vito
SCHENK Walter
ZADRA Gentile
ZANELLA Flavio
Coordinatore
BIBLIOTECA
GARDINI Fernando
STEFANI Luigi
NARDELLI Lucia
Responsabile
Coll.
Coll.
STAFF COLLABORATORI PRAC
FILIPPI Ermanno
ANTICOLI Manuel
BELLIGOLI Bruno
BOLDRIN Edy
GRUBER Walter
KOLER Peter
MICHELETTI Moreno
MICHELUZZI Carlo
MOSCA Alessandro
OSSANA Daniele
PERETTO Mario
TURCO Giuseppe
VIOLI Thomas
8
Coordinatore
9
GRUPPO ALTA MONTAGNA
BOLDRIN Edoardo
CAPPELLETTO Tommaso
FILIPPI Ermanno
Capogruppo
Segretario
Tesoriere
SCUOLA DI ALPINISMO
LISCIOTTO Roberto
INA
Direttore
... (omissis) ...
Per l’elenco completo dei componenti della scuola di alpinismo
per il 2014 vedi a pagina 53-54 sotto Scuola Di Alpinismo
GRUPPO ARRAMPICATA SPORTIVA
PROFICO Mauro
CELIN Andrea
FILIPPI Ermanno
SUMMA Silvia
GRUBER Walter
Presidente
Vice Presidente
Segretario
cons.
cons.
COMMISSIONE ESCURSIONISMO
PICCOLO Daniele
CHIEREGATO Emanuela
NARDIN Silvano
BOLDRER Francesca
CAVALLARO LuigI
CAVATTONI Gianpaolo
CUNIAL Donatella
CUCINATO Cesare
DALLAGO Carlo
DELPONTE Giovanni
ISAIA Adriano
MARCHIORI Willi
MAZZAGGIO Valter
PAGANO Mariaclara
ROSSI Claudio
SPRINGHETTI Wilma
VITTI Gianpietro
WAIBL Johannes
SCHENK Walter
AE
ASE
ASE
ASE
ANE – EAI
AE – AAG
ASE
ANE
ASE
ASE
Presidente
Vice Presidente
Segretario
ASE
ASE
AE - EAI
CNSAS - BZ
SCUOLA DI SCI ALPINISMO
GRUPPO SCI-CAI
PEDRON Maurizio
DE SANTIS Carlo
PIONER Andrea
NICOLIS Cristina
PEDRON Rita
BOCCHIO Guido
FONTANA Gianfranco.
FUGAZZA Stefano
MONTEMERLI Giuseppe
Presidente
Vice Presidente
Tesoriere
Segretaria
Responsabile sito internet
cons.
cons.
cons.
cons.
GRUPPO SPELEOLOGICO
STEFANONI Paolo
VIOLA Giorgio
ASSERETO Anna
BOSCOLO Aurelio
ISS
Capogruppo
Coll.
Magazziniere
INS-INT
Coll.
COMMISSIONE RIFUGI
SARTORI Claudio
CRISTOFOLETTI Riccardo
CUCINATO Cesare
CODATO Stefano
BULANTI Mauro
BULANTI Denis
SARTORI Laurino
ZADRA Gentile
GOBBI Gregorio
PERISTI Moritz
10
Capo Commissione
Isp. rif. Bolzano al M.Pez
Isp. rif. P. Sella
Isp. rif. P. Sella
Isp. rif. Puez
Isp. rif. Roen
Isp. rif. Vallon
Isp. rif. Chiusa
Isp. rif. Corno Renon
Isp. Malga Boccia
Isp. biv. Sassolungo
BONON Christian (Bressanone)
MATTUZZI Ivano (Bronzolo)
MISEROTTI Stefano
FEBBRONI Stefano
THALER Mirko
GÄNSBACHER Edmund
FINETTO Armando
ANDREOTTA Diego
ARMANASCHI Bruno
CAGOL Fabio
FRANCHINI Andrea
GALOZZI Daniele
MASSENZ Sergio
MELLINA Stefano
MOSSENTA Donatella (Bressanone)
RUAZ Maurizio (Bressanone)
SIMONI Manuela (Bronzolo)
VETTORATO Maurizio (Bronzolo)
BARBOLINI Marco
ANSELMI Daniela (Bressanone)
ABRESCIA Anna Maria
BALDOVIN Cristian (Calalzo Cad.)
COMUNELLO Davide
MORO Patricia Chantal
ZANELLA Giuseppe
INSA
INSA-INA
INSA
INSA
INSA
GA
ISA-IA
ISA
ISA
ISA
ISA
ISA
ISA
ISA
ISA
ISA
ISA
ISA
SSB
AI
AI
AI
AI
AI
AI
Direttore
Vice Direttore
Vice Direttore
Segretario
SCUOLA PROV.LE DI ESCURSIONISMO
CAVALLARO Luigi
CUCINATO Cesare
ROSSI Claudio
ANE-INV
ANE-EAI
AE-EAI
Direttore
Coll.
Coll.
11
FUNZIONI E INCARICHI DIVERSI
ASSERETO Anna
BOCCHIO Guido
BOSCOLO Franco
BROGGI Giuseppe
BUGLIO Carlo
CAPRARO Franco
CAVALLARO Luigi
CUCINATO Cesare
COMIS Roberto
DELPONTE Giovanni
DE POLO Margherita
FEBBRONI Stefano
FILIPPI Ermanno
FINETTO Armando
GRENZI Carlo
LISCIOTTO Roberto
LUNELLI Luigi
MELLINA Stefano
MISEROTTI Stefano
POLITA Roberto
PISCIALI Marco
ROSSI Claudio
SARTI Claudio
SARTORI Claudio
STEFANI Stefano
TRESTINI Barbara
VERONESI Maurizio
ZADRA Mauro
ZAMPATTI Lorenzo
ZANI Roberta Broggi
ZAPPAROLI Gianni
Direttore Scuola Nazionale di Speleologia
Presidente Ski Team Bolzano
Operatore Regionale TAM – Membro GISM
Presidente CAI A.A.
Componente Commiss. TAM CAI AA – Membro supplente comm.ne centrale verifica
poteri
Revisore dei conti CAI A.A.
Menbro CD Club Arc Alpin
Direttore Scuola Prov.le Escursionismo
Presidente Commiss. Escursionismo CAI AA
Componente Commiss. Scuole Alp./Sci alp./ Arramp.Lib. CAI AA-SAT
Collab. Contabilità e contributi diversi
Rapporti con soci esteri
Stampa locale l. ted.
Componente Scuola Regionale di Alpinismo “Renzo Zambaldi”
Componente Comitato Gestione PRAC
Rapporti con le scuole
Componente (effettivo) Commiss. Prov. Esame Guide Alpine
Presidente Commiss. Culturale CAI A.A. – Membro GISM
Componente (supplente) Commiss. Prov. Esame Guide Alpine
Tesoriere CAI Alto Adige
Presidente Commiss. Regionale Scuole Alp./Sci alp./ Arramp.Lib. CAI AA-SAT
Presidente Commiss. Alp./Sci alp. CAI AA
Segretario Scuola Regionale di Alpinismo “Renzo Zambaldi”
Presidente Coro Rosalpina
Componente Commiss.Alp. Giovanile CAI AA
Componente Commiss. Escurs. CAI AA
Componente Scuola Centrale di Alpinismo
Direttore Scuola Regionale di Alpinismo “Renzo Zambaldi”
Vice Presidente CAI Alto Adige
Presidente Commiss. Rifugi CAI A.A.
Rappresentante CAI in Commiss. Rifugi Club Arc Alpin
Maestro Coro Rosalpina
Operatore Regionale TAM
Segretaria Commiss. TAM CAI A.A.
Componente Comm.iss. Culturale CAI AA
Componente Comitato Gestione PRAC
Capo Delegazione Prov. CNSAS
Presidente Commiss. Alp. Giovanile CAI A.A.
Consigliere Centrale CAI
LEGENDA
AI
ANE
AE
ASE
EAI
ANAG
AAG
ASAG
GA
INA
IA
IAL
INSA
ISA
SSB
INV
INS
INT
Coll.
Coll. Est.
aiuto istruttore
accompagnatore nazionale di escursionismo
accompagnatore di escursionismo
accompagnatore sezionale escursionismo
accompagnatore di esc.in ambiente innevato
accompagnatore nazionale di alpinismo giovanile
accompagnatore di alpinismo giovanile
accompagnatore sezionale di alpinismo giovanile
guida alpina
istruttore nazionale di alpinismo
istruttore di alpinismo
istruttore di arrampicata libera
istruttore nazionale di sci alpinismo
istruttore di sci alpinismo
Istr. Sezionale di Sci Alpinismo di base
Istruttore di neve e valanghe
istruttore nazionale di speleologia
istruttore nazionale di torrentismo
collaboratore
collaboratore esterno
Iscritti alla Sezione di Bolzano 2.031 Soci al 31.10.2013
12
13
www.mountainspirit.it
COMMISSIONE ESCURSIONISMO 2014
Daniele
Emanuela
Silvano
Francesca
Luigi
Gianpaolo
Donatella
Cesare
Carlo
Giovanni
Willi
Valter
Mariaclara
Gianpietro
Walter
Equipaggiamento
outdoor non solo
per le giornate
di sole.
PICCOLO
CHIEREGATO
NARDIN
BOLDRER
CAVALLARO
CAVATTONI
CUNIAL
CUCINATO
DALLAGO
DELPONTE
MARCHIORI
MAZZAGGIO
PAGANO
VITTI
SCHENK
AE
AE
ASE
AE
ANE – INV
AE
ASE
ANE - EAI
AE
ASE
AE
ASE
Presidente
Vice Presidente
Segretario
sconto
di
I-39100 Bolzano
Via Dodiciville 8B
Tel. +39 0471 053 434
Fax +39 0471 053 435
www.mountainspirit.it
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AE
ANE
ASE
EAI
INV
Accompagnatore Escursionismo
Accompagnatore Nazionale Escursionismo
Accompagnatore Sezionale di Escursionismo
Accompagnatore Escursionismo in Ambiente Innevato
Istruttore di neve e valanghe
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SENTIERO
SCALA DELLE DIFFICOLTA’
Secondo il vocabolario per sentiero s’intende “una via stretta ed appena tracciata tra
prati, boschi, rocce, ambiti naturalistici o passaggi antropici, in pianura, collina o montagna.
Per il CAI, allo scopo di definire meglio le diverse tipologie di sentiero riscontrabili e
suggerire al contempo l’interesse prevalente ed il grado di difficoltà della percorrenza, è
stata individuata la seguente classificazione:
Sentiero Turistico – (T) – Percorso ben evidente e segnalato con stradine, mulattiere o
comodi sentieri, che richiede una conoscenza dell’ambiente montano ed una preparazione
fisica alla camminata.
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Sentiero Naturalistico – (N) – Itinerario guidato di particolare interesse naturalistico, storico,
geografico, con difficoltà simili a quello turistico.
Sentiero Escursionistico – (E) – Percorso quasi sempre su sentiero segnato o su tracce
in terreno vario (pascoli, pietraie, detriti) che richiede un certo senso dell’orientamento,
una minima esperienza alla montagna, allenamento alla camminata oltre a calzature ed
equipaggiamento adeguati.
Sentiero per Escursionisti Esperti – (EE) – Itinerario su terreno impervio ed infido (pendii
ripidi e/o scivolosi di erba, roccia e detriti, brevi nevai) che richiede esperienza di montagna,
passo sicuro, assenza di vertigini, preparazione fisica, equipaggiamenti adeguati.
Via Ferrata o Attrezzata per Escursionisti Esperti con Attrezzature - (EEA) – Percorso su
roccia attrezzato artificialmente o su nevai, che richiede una buona preparazione alpinistica,
capacità di progressione con tecnica adeguata ed un’idonea attrezzatura individuale.
EEA - F (ferrata Facile)
Sentiero attrezzato poco esposto e poco impegnativo con lunghi tratti di cammino. Tracciato
molto protetto, con buone segnalazioni, dove le strutture metalliche si limitano al solo cavo
o catena fissati unicamente per migliorare la sicurezza.
EEA - PD (ferrata Poco Difficile)
Ferrata con uno sviluppo contenuto e poco esposta. Il tracciato è di solito articolato con
canali, camini e qualche breve tratto verticale, facilitato da infissi come catene, cavi, pioli o
anche scale metalliche.
EEA - D (ferrata Difficile)
Ferrata di un certo sviluppo che richiede una buona preparazione fisica e una buona tecnica.
Il tracciato è spesso verticale ed in alcuni casi supera anche qualche breve strapiombo,
molto articolato, con lunghi tratti di esposizione; attrezzato con funi metalliche e/o catene,
pioli e/o scale metalliche.
Escursionismo in Ambiente Innevato - (EAI) - Itinerario che richiede l’utilizzo di racchette
da neve, con percorsi evidenti, con facili vie d’accesso non impervie o su crinali aperti e
poco esposti, con dislivelli e difficoltà generalmente contenuti che garantiscano sicurezza
di percorribilità.
Sentiero Alpinistico (A) – Itinerario impegnativo su roccia, ripidi nevai, su ghiacciaio, che
richiede conoscenza delle tecniche di arrampicata e delle manovre di cordata, l’uso corretto
della piccozza e dei ramponi, un buon allenamento ed esperienza d’alta montagna.
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17
SCI ALPINISMO
Dissipatori:
Descrizione delle caratteristiche medie degli ambienti ove si svolgono gli itinerari sci
alpinistici, tratto dal volume SCI ALPINISMO dei manuali del Club Alpino Italiano
Servono per dissipare in attrito (cioè in calore) l’energia
cinetica generata dalla caduta. Si tratta di solito di una
placchetta metallica munita di fori nei quali passa una
corda di opportuno diametro.
Come funziona il dissipatore?
Lo spezzone di corda, lungo 1 – 1,2 m., se sottoposto
a forte trazione, scorre lungo il tortuoso percorso
determinato dai fori. L’attrito consente di arrestare
gradualmente la caduta, riducendo lo sforzo di arresto
a circa 400-600 kp.
Possono essere usati in arrampicata, ma sono indispensabili
nelle vie ferrate, se si vuole avere un’assicurazione non
illusoria.
In tal caso li si usa come descritto in figura.
I due moschettoni servono per restare assicurati
anche quando, incontrato un ancoraggio, si sta passando il
moschettone sul successivo tratto di cavo.
MS – Medio Sciatore
Terreno caratterizzato da pendii aperti di pendenza moderata e dislivelli contenuti.
MSA – Medio Sciatore Alpinista
Per raggiungere la cima, potrebbe essere necessario proseguire a piedi su percorso di
roccia o misto.
BS – Buon Sciatore
Terreno con inclinazione fino a 30-35°, lunghezza e dislivelli discontinui. In taluni punti si
richiede una buona tecnica di discesa.
BSA – Buon Sciatore Alpinista
L’itinerario, oltre all’impegno sciistico richiesto ad un BS, presenta anche caratteri alpinistici:
percorso di ghiacciaio, di creste, di tratti rocciosi.
OS – Ottimo Sciatore
Terreno ripido, tratti esposti, passaggi obbligati, lunghezza e dislivelli sostenuti; in alcuni
punti si richiede di curvare ed arrestarsi in breve spazio e nel punto voluto.
OSA – Ottimo Sciatore Alpinista
L’itinerario, oltre all’impegno richiesto ad un OS, presenta anche caratteri alpinistici: percorso
di ghiacciaio, di creste, di tratti rocciosi, crepacci terminali.
ATTREZZATURA OBBLIGATORIA per VIE
FERRATE e GHIACCIAIO:
La Centro Studi Materiali e Tecniche del Club Alpino Italiano ha stabilito che la progressione in sicurezza su via ferrata richiede l’impiego esclusivo di materiali con marcatura CE
che ne certifica la rispondenza alle norme europee (EN).
L’ATTREZZATURA DA FERRATA COMPRENDE :
• Un casco a norma EN 12492;
• Un’imbracatura a norma EN 12277;
• Un set di dissipazione dell’energia di caduta a norma EN 958;
• Un anello di fettuccia cucita a norma EN 565;
• Due moschettoni di tipo “K” (Klettersteig) a norma EN 12275;
L’ATREZZATURA DA GHIACCIAIO COMPRENDE:
Anche questi dispositivi devono essere dotati della marcatura CE.
•
•
•
•
•
Imbragatura bassa
Un moschettone con ghiera a vite
Uno spezzone di cordino da mm 7 della lunghezza di m 1,6, per l’esecuzione di un
anello bloccante, da collegare alla corda di cordata.
Piccozza da ghiaccio
Ramponi da ghiaccio a 12 punte.
NOTA: la Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo e Sci Alpinismo ha stabilito che, in
caso di caduta in crepaccio, l’imbragatura bassa offre dei vantaggi (rispetto all’imbragatura
alta) ai compagni di cordata che sono impegnati nell’opera di trattenuta.
NOTA: le imbracature complete sono di difficile regolazione e non garantiscono la corretta distribuzione dei carichi, in caso di sollecitazione da caduta. I Kit da ferrata assemblati autonomamente, pur essendo costituiti da materiali marcati CE, non sono stati sottoposti a collaudo e non offrono garanzie di tenuta ottimale alla massima sollecitazione.
La CSMT (Centro Studi Materiali e Tecniche) ha predisposto, in collaborazione con la
CNSASA (Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo e Sci Alpinismo), la pubblicazione di
una dispensa specifica – “La sicurezza sulle vie ferrate: materiali e tecniche” – con l’obiettivo
di far conoscere i materiali e le tecniche per affrontare nella massima sicurezza almeno dal
punto di vista dell’attrezzatura, questi itinerari. Questo manuale è acquistabile presso la
Segreteria.
18
19
EQUIPAGGIAMENTO INDISPENSABILE PER ESCURSIONI AD
ALTA QUOTA E GHIACCIO
6. Lasciare sempre detto dove si è diretti e quale itinerario si intende percorrere anche
VALIDO ANCHE PER ESCURSIONI DI UN GIORNO
le previsioni meteorologiche locali perché le informazioni a carattere nazionale non
sono sufficientemente particolareggiate. 0471 270555 / 0471 271177.
8. Avere un abbigliamento adeguato; evitare le scarpe da ginnastica, portare sempre capi
pesanti, giacca a vento ed un cambio di biancheria nello zaino.
9. Avere sempre a seguito una pila, alimentazione energetica e liquidi di scorta.
10. Essere iscritti al C.A.I. o avere un’adeguata copertura assicurativa
Per escursioni impegnative si intendono quelle a carattere alpinistico con tratti su ghiaccio o
su roccia, da due o più giorni, con pernottamento nei rifugi.
ZAINO – in cordura o naylon, di capacità media, con cinghiette porta-picozza, con pattella
superiore munita di tasca per gli oggetti di pronto utilizzo.
SCARPE – pedule in pelle o altro materiale impermeabile, con suola Vibram (scafo in
plastica per ghiaccio).
MAGLIONE – in lana molto fitta (pile – polartek)
CAMICIA – in lana, o altro materiale che assorba il sudore.
BIANCHERIA – magliette di ricambio a mezze maniche misto lana-cotone che assorbano il
sudore (transtex – capilene)
PANTALONI – in tessuto che asciughi rapidamente, confortevoli, traspiranti; si consigliano
lunghi.
CALZETTONI – in lana misto cotone o in tessuto di spugna, lunghi fino al ginocchio.
BERRETTO – in lana, che protegga dal freddo.
GUANTI – moffole in lana (per escursioni su ghiaccio è consigliabile avere il ricambio).
BORRACCIA – o thermos con capacità di almeno un litro
OCCHIALI – con lenti in vetro ottico o similari, non troppo scure e con un assorbimento
minimo dei raggi UV del 60-80% (per ghiacciaio).
GHETTE – in nylon, cordura, gore-tex, alte fino al ginocchio, con chiusura laterale e fissaggio
allo scarpone.
LAMPADA FRONTALE – per escursioni da due o più giorni.
GIACCA a VENTO – imbottita con piumino, oppure in gore-tex o simili, che permetta una
buona traspirazione e sia possibilmente impermeabile.
PRONTO SOCCORSO – deve contenere solo farmaci di base (contro il mal di testa, colliri,
ecc.), bende, fasce elastiche.
SACCO LENZUOLO – oltre ad assicurare comfort ed igiene, dal 1996 è diventato
obbligatorio per i pernottamenti nei rifugi CAI e SAT.
PREVENZIONE
Regole base per una maggiore sicurezza in montagna
1. Non sottovalutare mai i pericoli ed i rischi connessi allo svolgimento di un’escursione in
2.
3.
4.
5.
20
montagna; ambiente ostile, rapidi cambiamenti del tempo, difficoltà dell’itinerario, tempi
di percorrenza, ecc.
Essere in buone condizioni fisiche e adeguatamente allenati in rapporto all’impegno
dell’escursione.
Evitare di affrontare itinerari al di sopra delle proprie capacità tecniche e di preparazione
fisica.
Non andare da soli, possibilmente farsi accompagnare da una Guida Alpina o da una
organizzazione qualificata (C.A.I.).
Informarsi adeguatamente (presso le stazioni del C.N.S.A.S. – Corpo Nazionale Soccorso
Alpino e Speleologico, gli Uffici Guide, le Sezioni del C.A.I. e i rifugi) su caratteristiche e
difficoltà dell’itinerario e studiarlo preventivamente sulle carte topografiche.
utilizzando in modo appropriato i libri dei Rifugi e dei Bivacchi.
7. Informarsi preventivamente sulle condizioni meteorologiche; in particolare richiedere
SOCCORSO
Regole base di comportamento in caso di incidente
1.
2.
3.
4.
5.
Mantenere la calma, non agire d’impulso.
Valutare la situazione generale cercando di individuare i pericoli presenti.
Adottare subito misure idonee per evitare e prevenire altri rischi.
Chiamare al più presto il Soccorso Alpino 118
Compiere, nei riguardi degli infortunati, solo le operazioni che si è certi di poter e
saper fare.
6. Se non si è riusciti a contattare i soccorsi o per segnalare la presenza agli stessi
segnalare la necessità di soccorso con segnali luminosi o acustici ad intermittenza :
- 6 volte al minuto (una volta ogni dieci secondi), pausa di un minuto quindi
ripetere il segnale fino ad avere conferma di essere stati intercettati.
Come si effettua la chiamata
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Dire sempre chi chiama (nome e cognome).
Da dove si chiama; precisare il luogo da dove viene effettuata la chiamata e il numero
dell’apparecchio.
Se il luogo dell’incidente è lontano dal posto telefonico, prima di allontanarsi,
memorizzare o annotare i riferimenti visivi utili al ritrovamento.
Spiegare sommariamente che cosa è accaduto e dove è accaduto.
Riferire l’ora in cui è avvenuto l’incidente.
Precisare il numero degli infortunati e le loro condizioni.
Precisare il numero degli eventuali dispersi e, possibilmente, indicare il colore del loro
abbigliamento.
Descrivere le condizioni meteorologiche del luogo e, in particolare, se c’è visibilità.
Non allontanarsi dal posto di chiamata per rendere possibile un nuovo collegamento
con i soccorritori.
21
S.O.S.
Comporre il numero 118 oppure il numero telefonico della più vicina Stazione di
Soccorso Alpino.
Numeri telefonici utili
•
•
THE SKIING EXPERIENCE CONTINUES.
Provincia Autonoma di Bolzano – Alto Adige – Meteo - Valanghe
CLIMB
TO
SKI
Con questo servizio si possono ascoltare al telefono le ultimissime informazioni sul
tempo, ed il bollettino meteorologico. Telefono 0471 270555 oppure 0471 271177
e con internet al sito
http://www.provincia.bz.it/meteo
CAMP 2014
10-13 MARZO 2014 A FIEBERBRUNN
L’elicottero è il solo mezzo di trasporto che
non richieda infrastrutture; inoltre può atterrare
e decollare su vari tipi di terreni. Nel caso sia
necessario far intervenire il soccorso alpino,
bisogna ricordare che:
Si ho bisogno di un
elicottero
No, non ho bisogno
di un elicottero
1. il ferito non va mai lasciato solo, anche se non è grave e per poco tempo, poiché lo
scoraggiamento di trovarsi solo può aggravare in breve le sue condizioni.
2. Mandare due o tre persone alla ricerca del soccorso, in modo che possano essere di
aiuto l’uno all’altro, e ricordando loro la prudenza.
3. Indicare al soccorso il luogo e l’ora dell’incidente, il numero delle persone coinvolte e
Maya Bonsignore - SALEWA people - Passo Stelvio (Italy)
Pic: Hansi Heckmair
INTERVENTO del SOCCORSO ALPINO
possibilmente l’entità e la natura delle lesioni.
4. Predisporre, se è il caso, un bivacco di emergenza per permettere al ferito di attendere
il soccorso nella migliore delle condizioni possibili, riparandolo dal freddo e dal vento.
5. Preparare un’area per l’atterraggio di un elicottero, in una zona completamente sgombra
da ostacoli.
6. Non avvicinarsi mai all’elicottero, se non su richiesta ed indicazione del pilota, e mai
aggirarlo dal lato posteriore.
7. Fissare ogni oggetto mobile (sci, bandierine di segnalazione, zaini, indumenti) in modo
che non diventino un pericolo per l’elicottero stesso.
SEGNALI di SOCCORSO ALPINO
Posto d’atterraggio
Chiamata: lanciare sei volte in un minuto un segnale ottico ed acustico, attendere un
minuto e ripetere nuovamente la sequenza fino ad avere una conferma di essere stati
intercettati.
Risposta: lanciare tre volte in un minuto un segnale ottico ed acustico.
E’ fatto obbligo a chiunque intercetti segnale di soccorso di avvertire il “Posto di chiamata”
o la “Stazione di Soccorso Alpino” più vicina, o il custode del Rifugio o le guide o le comitive
che si incontrasse.
Ricordarsi che un minuto di ritardo può essere fatale per la vita di un vostro compagno:
affrettarsi quindi ad avvertire per tempo i soccorritori.
Sei un appassionato di freeride, sempre alla ricerca di nuove tracce in backcountry?
Se anche tu vuoi essere dei nostri a Fieberbrunn, dall’11 novembre sono aperte le candidature online!
in collaborazione con:
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23
climbtoskicamp.salewa.com
QUOTE ASSOCIATIVE 2014 (soci Italia)
Socio Ordinario:
Socio Familiare:
Socio Giovane :
Famiglie numerose (dal 2° figlio giovane):
€
€
€
€
40,00
20,00
13,00
9,00
*
*
*
*
(*) Vanno aggiunti € 5,00 per i nuovi tesseramenti
(**) Per Socio giovane si intende il minore di anni diciotto. Ai fini del tesseramento si
intendono, nel 2014, i nati nel 1997 e anni seguenti.
Per fruire dell’aumento facoltativo di massimali assicurazione infortuni (Combinazione
B), va compilato ogni anno, all’atto dell’iscrizione al Sodalizio o del rinnovo annuale,
l’apposito modulo e versato un supplemento annuale di € 3,40
Si consiglia vivamente a tutti i soci che partecipino ad attività sociali (gite, corsi,
ecc.), sia in veste di partecipanti che di “collaboratori” non titolati, di optare per tale
maggiorazione.
I nostri soci hanno diritto:
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•
•
•
•
A partecipare all’attività sociale, a norma del relativo regolamento;
Ad usufruire dei rifugi del CAI a condizioni preferenziali rispetto ai non soci
Ad usufruire dei rifugi di altre associazioni alpinistiche italiane ed estere,con le
quali è stabilito un trattamento di reciprocità con il CAI (p.es.. AVS), a condizioni
preferenziali rispettoai non soci
A fruire del materiale informativo e bibliografico di proprietà del CAI, a norma
del relativo regolamento
Ad essere ammessi ai corsi di formazione organizzati dal CAI, a norma del
relativo regolamento
A fruire delle assicurazioni previste dal Sodalizio. I Soci in regola con l’iscrizione
avranno la copertura assicurativa fino al 31 marzo dell’anno seguente.
Ad avere accesso alle manifestazioni organizzate dal CAI, a norma del relativo regolamento
A ricevere le pubblicazioni sociali (la rivista del CAI “ Montagne360°) e le altre
pubblicazioni spettanti in base alla categoria di appartenenza con riferimento al
periodo di iscrizione. I soci in regola con l’iscrizione riceveranno le pubblicazioni
sociali spettanti fino al 31 marzo dell’anno seguente
Ad accedere alla capanna sociale Malga Boccia, una struttura nuovissima ed autogestita sull’Alpe di Siusi, utilizzabile tutto l’anno.
Si fa inoltre presente che alcuni negozi di articoli sportivi di Bolzano praticano prezzi scontati ai soci CAI.
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DESTINAZIONE 5 PER MILLE
Caro/a Socio/a,
è stata prorogata anche per l’anno 2014 la possibilità per i contribuenti di
destinare una quota pari al 5 per mille dell’imposta dovuta sul reddito delle persone
fisiche del 2013 ai soggetti del volontariato o agli istituti di ricerca o alle attività
sociali.
La nostra Sezione rientra nella prima categoria dei beneficiari.
Ti chiediamo, quindi, di tenere presente tale circostanza e, se d’accordo di optare
per il sostegno alla nostra Sezione, di effettuare, quando sarà tempo di fare la
dichiarazione del reddito, la scelta della destinazione della quota del 5 per mille,
indicando il nostro numero di codice fiscale 80000690216 nell’apposita casella del
mod. 730 o del mod. Unico 2014. Va utilizzato all’uopo l’apposito riquadro che
si trova nel modello di dichiarazione: quello che si riferisce al “sostegno delle
organizzazioni non lucrative di utilità sociale............” (vedi facsimile qui sotto) e
che va firmato.
Tale scelta non comporta alcun aggravio fiscale a tuo carico.
Maggiore efficacia risulterebbe poi ai nostri fini, qualora tu potessi sensibilizzare in
tal senso anche eventuali parenti o conoscenti.
Nel ringraziarti vivamente per quanto sarai a decidere al riguardo
nell’interesse comune del nostro sodalizio, ti salutiamo cordialmente.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELLA SEZIONE
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Una sublime sinfonia dei sensi...
Oggetto dell’assicurazione
L’assicurazione è prestata a tutti i soci che dovessero subire infortuni o risultare dispersi
o comunque in pericolo di vita durante la pratica di alpinismo, escursionismo, anche con
racchette da neve, escursionismo con mountain bike al di fuori delle strade comunali,
provinciali e statali, sci (in ogni forma, compreso ad es. lo sci su pista, fuori pista e lo
snowboard), speleologia, canyoning / torrentismo se con l’uso di attrezzature alpinistiche.
E’ escluso l’alpinismo agonistico e di spettacolo.
L’assicurazione comprende il trasporto successivo per ragioni sanitarie o per avvicinamento
al domicilio in caso di degenza prevista superiore a 3 giorni. Comprende il trasporto del socio
deceduto fino all’abitazione.
Limiti territoriali
La garanzia si estende al Continente Europeo.
Massimali
Catastrofale:
Per socio : Diaria ricovero:
Elicottero Italia:
€ 500.000,00
€ 35.000,00 (50% per i soci ultra 80enni)
€ 20,00 al giorno per max.30 gg
€ 40,00 al minuto
Assicurati
•
Tutti i soci del CAI in regola con il tesseramento alla data dell’ incidente (dal giorno
successivo a quello della comunicazione da parte della Sezione alla Sede Centrale
della nuova iscrizione e fino al 31 marzo dell’anno solare successivo a quello di prima
iscrizione o rinnovo della medesima). Il premio è incluso nella quota di iscrizione
all’associazione.
I non soci che partecipino a attività ufficialmente organizzate dal CAI e versino il relativo
premio all’atto dell’iscrizione alla manifestazione: 2 € per il primo giorno / 4 € per
escursioni da 2 a 6 giorni.
per i soci solo AVS nessun adempimento in quanto per il soccorso alpino sono assicurati
con la tessera AVS (vedi invece assicurazione infortuni).
•
•
Comportamento in caso di richiesta di intervento del Soccorso Alpino
Quando intervengano le squadre del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del
CAI (CNSAS) all’infortunato è richiesta solo la collaborazione per fornire le proprie generalità.
Quando intervengano invece strutture diverse dal CNSAS ( in Italia o all’estero) il socio deve
pagare quanto addebitatogli (fatture, ticket, ecc.) e inviare, entro 10 giorni dall’infortunio o
dalla ricezione della fattura, apposito modulo da richiedere alla Segreteria della Sezione.
Attendere poi il rimborso a termini di polizza.
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Piazza Gries, 2 · Tel. +39 0471 27 09 09 . Via Brennero, 15 · Tel. +39 0471 97 67 33
[email protected] . www.cantinabolzano.com
29
mediapool.it
COPERTURE ASSICURATIVE
SOCCORSO ALPINO
INFORTUNI
Oggetto dell’assicurazione.
Gli infortuni occorsi ai soci partecipanti a tutte le attività ed iniziative istituzionali organizzate
dal CAI (perciò anche le gite), ma non l’attività privata, purchè in regola con il tesseramento.
L’assicurazione vale per il mondo intero.
Massimale per sinistro:
€ 4.000.000,00
Massimali per persona (Combinazione A – assicurazione base) :
€ 55.000,00 in caso di morte.
€ 80.000,00 in caso d’invalidità permanente superiore al 5%.
€ 1.600,00 per rimborso spese di cura sostenute entro 360 giorni dall’infortunio (franchigia
€ 200,00).
Per i Soci di età superiore a 75 anni riduzione del 25% del capitale assicurato in caso di
morte e franchigia del 10% in caso d’invalidità permanente.
Per i soci che versino con il bollino 2014 il supplemento annuo di € 3,40 i massimali sono
maggiorati, rispettivamente a 110.000,00 / 160.000,00 / 2.000,00 (Combinazione B - integrazione):
Si consiglia vivamente a tutti i soci che partecipino ad attività sociali (gite, corsi, ecc.), sia
in veste di partecipanti che di “collaboratori” non titolati, di optare per tale maggiorazione.
Non è possibile modificare successivamente il livello di copertura: è dunque necessario
attivare questa combinazione assicurativa in occasione dell’iscrizione annuale o del relativo rinnovo.
Comportamento in caso di richiesta di intervento del Soccorso Alpino
In caso di incidente l’infortunato è tenuto a collaborare con le strutture del CAI e fornire tutti
i dati e le informazioni relative all’infortunio ed alle proprie generalità, ai fini dell’apertura del
sinistro.
L’infortunato è altresì tenuto ad inviare tutta la documentazione che dovesse essere richiesta
ai fini del rimborso. Se entro la scadenza dei 12 mesi dall’infortunio non è intervenuta
guarigione o potrebbe esserci invalidità permanente, chiedere istruzioni alla Sede Centrale
onde evitare la possibile prescrizione biennale.
****************
NUOVI SOCI che si iscrivono nel periodo 1/11-31/12 di ogni anno:
Si rammenta che, come previsto dalle polizze assicurative in vigore, per i nuovi soci:
la copertura infortuni sarà attiva in ogni caso dal 1° gennaio dell’anno successivo
a quello di iscrizione (p.es iscrizione il 3.12.2014: copertura infortuni con
decorrenza 1.1.2015);
la copertura soccorso alpino soci sarà attiva a partire dal giorno successivo
all’iscrizione al CAI (p.es iscrizione il 3.12.2014: copertura soccorso alpino con
decorrenza 4.12.2014.
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QUADRO RIEPILOGATIVO 2014
(tutte le quote vanno versate in sede)
Tipo attività
Socio CAI (°) Socio AVS (*)
Non Socio (^)
Inf. Comb.A
Inf. Comb. B
Quota di iscrizione maggiorata di € 15,00
comprensiva di assic. Socc. Alpino e
Iinfortuni Comb.B
Da un giorno
Quota di
iscrizione
Quota di
iscrizione
Quota di iscrizione
maggiorata di € 10,00
comprensiva di assic.
Socc. Alpino e Infortuni
Comb.A
Da 2 a 6
giorni
Quota di
iscrizione
Quota di
iscrizione
Quota di iscrizione
maggiorata di € 40,00
comprensiva di assic.
Socc. Alpino e Infortuni
Comb.A
Quota di iscrizione maggiorata di € 70,00
comprensiva di assic. Socc. Alpino e
Infortuni Comb.B
Quota di
iscrizione
Quota di iscrizione
maggiorata di € 7,00
per nr. giorni
complessivi
comprensiva di assic.
Socc. Alpino e Infortuni
Comb.A
Quota di iscrizione maggiorata di € 12,00
per nr. giorni complessivi comprensiva di
assic. Socc. Alpino e Infortuni Comb.B
Oltre 6 giorni
Quota di
iscrizione
(°) In caso di iscrizione in pullman (possibile in via eccezionale solo per soci CAI), semprechè ci siano
posti disponibili, va versato un supplemento di € 5,00
(*) per i partecipanti in possesso di sola tessera AVS (che è comprensiva di assicurazione Soccorso
alpino)
- sempre OBBLIGO DI DICHIARAZIONE (per ogni iniziativa ed ogni opzione)
- possibilità di assicurazione infortuni facoltativa come non soci
comb. A : + € 5,00 al giorno
comb. B : + € 10,00 al giorno
(^) Sempre OBBLIGO DI DICHIARAZIONE per ogni iniziativa
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33
RESPONSABILITA’ CIVILE
Oggetto dell’assicurazione e assicurati
Assicura il Club Alpino Italiano, le Sezioni ed i partecipanti ad attività sezionali (soci
e non soci), i Raggruppamenti Regionali, gli Organi Tecnici Centrali e Territoriali,
mantenendoli indenni da quanto siano tenuti a pagare a titolo di risarcimento per
danni involontariamente causati a terzi e per danneggiamenti a cose e/o animali.
E’ valida ESCLUSIVAMENTE in attività organizzata.
Viene attivata direttamente dalla Sede Centrale.
Limiti territoriali
La garanzia si estende al mondo intero.
Massimali
€ 5.000.000,00 per sinistro, con franchigia di € 25.000,00 per sinistro a carico della
Sede Centrale.
Adempimenti in caso di sinistro
La Sezione deve denunciare il sinistro alla Sede Centrale – Ufficio Assicurazioni –
col Modulo n.7 al più presto possibile ( in modo da consentire alla S.C. di inoltrare la
denuncia alla Compagnia Assicuratrice entro 60 giorni) con descrizione dettagliata
del sinistro.
TUTELA LEGALE
Oggetto dell’assicurazione e assicurati
Assicura le Sezioni e i loro Presidenti, i componenti dei Consigli Direttivi ed i soci
iscritti difendendone gli interessi in sede giudiziale (solo processo penale) per atti
compiuti involontariamente (per Presidenti e Consiglieri vale anche per delitti dolosi
se verrà accertata l’assenza di dolo).
Viene attivata direttamente e gratuitamente dalla Sede Centrale.
Massimale
€ 20.000,00 per caso assicurativo.
Adempimenti
Segnalazione alla S.C. quando ha inizio il procedimento penale.
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35
ESTRATTO DAL VIGENTE REGOLAMENTO DELLA
COMMISSIONE ESCURSIONISMO
(la versione integrale del nuovo Regolamento approvato il 18.9.2013 può essere
consultata presso la sede della Sezione)
… (omissis)…
Art. 7 - Programmazione delle attività/escursioni .
1. La C.E. ha il compito di curare l'organizzazione dettagliata delle attività proposte
e di assicurare il loro regolare svolgimento.
2. Il programma particolareggiato di ogni singola attività, dopo la sua elaborazione,
viene diffuso almeno 6 giorni prima della data prevista.
3. In caso di escursioni di più giorni e/o di particolare interesse è facoltà della C.E.
e del promotore organizzare una riunione allo scopo di illustrare il programma nei
suoi aspetti organizzativi, tecnici e finanziari.
4. La data di tale incontro deve essere riportata sul programma e pubblicizzata con
congruo anticipo.
5. Le escursioni di due o più giorni debbono essere autofinanziate dai partecipanti senza alcun contributo della Sezione incluse le spese organizzative degli
Accompagnatori ufficiali.
6. Tutti i programmi devono contenere informazioni sufficientemente dettagliate
sulle caratteristiche dell'itinerario. In particolare dovranno essere indicati data ed
orari di partenza, mezzi di trasporto, tempi di percorrenza, dislivelli e difficoltà tecniche da affrontare.
7. Dovranno essere inoltre fornite indicazioni perciò che riguarda l’equipaggiamento da adottare nonché gli eventuali dispositivi di protezione individuale da utilizzare.
8. Con la sua pubblicazione (bacheche, sito internet, ecc.) il programma si intende
validamente divulgato.
… (omissis)…
Art. 9 - Partecipazione alle attività
1. La partecipazione alle attività è aperta ai Soci del CAI, nonché, ove esista, trattamento di reciprocità ai Soci dei sodalizi equiparati. E’ aperta anche ai non soci
con le modalità prescritte dal presente regolamento.
2. Tutti i Soci che intendano partecipare debbono essere in regola con il pagamento della quota sociale relativo all'anno in corso.
3. Per attività con modeste difficoltà (T-E-EE) sono accettati i non soci se effettuano l’iscrizione con il pagamento della quota maggiorata a cui si aggiunge il costo
per le coperture assicurative.
4. Le iscrizioni si ricevono presso la segreteria sezionale negli orari di apertura al
pubblico.
5. Salvo diversa indicazione, le iscrizioni per le attività giornaliere si accettano
36
37
nella settimana precedente l’escursione. Per le attività di più giorni o di particolare
interesse potranno essere formulate tempistiche diverse.
6. L'iscrizione è strettamente personale, non è cedibile a terzi e comporta l'impegno ad osservare il presente Regolamento.
7. Alle escursioni non sono ammessi animali.
8. Nei casi in cui, per necessità organizzative, sia necessario limitare il numero dei
partecipanti, la C.E. si riserva la facoltà di stabilire modalità e termini particolari
per l'iscrizione.
9. Prima dell'iscrizione è doveroso leggere attentamente il programma e valutare
le proprie capacità e preparazione in funzione delle informazioni ivi contenute.
10. I Soci debbono essere muniti, a scopo di riconoscimento, della tessera CAI o
del sodalizio equiparato, in regola con il pagamento della quota relativa all'anno
in corso.
11. I Soci che si presentano alla partenza senza iscrizione in sede possono essere
ammessi all’escursione, purché vi siano posti disponibili in pullman, mostrando
la tessera CAI con bollino dell’anno in corso; inoltre, essendo a conoscenza del
programma, devono essere adeguatamente equipaggiati e presentarsi comunque
all’ultima fermata cittadina pagando la quota di partecipazione maggiorata.
12. Il Socio che si aggrega all’escursione in modo indipendente con mezzi propri
è tenuto a versare il contributo stabilito per spese organizzative. Naturalmente,
dovrà essere in regola con il bollino annuale.
13. Per prevenire inconvenienti e/o infortuni, i partecipanti all'escursione debbono
agli Accompagnatori la massima collaborazione tenendo un contegno corretto e
disciplinato.
14. Per ciò che riguarda il soggiorno nei rifugi valgono le relative norme emanate
dal CAI.
15. Eventuali mancanze ed infrazioni del Socio al presente Regolamento saranno
segnalate, a discrezione dell'accompagnatore, alla C.E., il cui Presidente provvederà con il consenso della C.E., a segnalare per iscritto i fatti al C.D. per i provvedimenti del caso.
16. Eventuali reclami od esposti da parte dei partecipanti dovranno essere inoltrati
alla C.E. per iscritto entro cinque (5) giorni dalla data di effettuazione dell'attività
nella quale si sono verificati i fatti.
17. In caso di annullamento dell'escursione gli iscritti hanno diritto al rimborso della
quota.
18. Le disdette per le escursioni giornaliere (con rimborso della quota versata),
saranno accettate entro gli orari previsti di segreteria.
19. Il ritrovo della partenza avviene con qualsiasi tempo.
20. Nel caso di trasferimenti con automezzi privati, il CAI precisa che sono compresi in garanzia gli infortuni derivanti da: uso di qualsiasi mezzo di trasporto,
anche privato, terrestre o natante, dalla sede sociale o dal luogo di ritrovo fino al
ritorno al medesimo o altro stabilito (sono esclusi, pertanto, i sinistri occorsi nel
tragitto dalla propria abitazione o analogo luogo di partenza sino alla sede o al
luogo di ritrovo e viceversa)
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Art. 10 - Compiti dell’Accompagnatore
1. L’Accompagnatore di Escursionismo è un Socio volontario maggiorenne che
all’interno delle Sezioni del CAI svolge con competenze specifiche, disponibilità
e capacità, le finalità istituzionali a favore dei propri soci per la conoscenza della
montagna in tutti i suoi aspetti, alpinistici, escursionistici, storici, culturali, naturalistici e paesaggistici.
2. Ogni escursione è diretta da almeno due accompagnatori designati dalla C. E.
3. Nel caso di escursioni impegnative, di comitive numerose o di alternative previste, la C.E nomina ulteriori accompagnatori.
4. Se nell’ambito dell’escursione giornaliera sono presenti più accompagnatori,
questi e su richiesta dell’accompagnatore responsabile, sono tenuti a prestare la
loro collaborazione per la migliore riuscita dell'escursione e/o per la prevenzione
di eventuali incidenti.
5. Gli orari di partenza saranno rispettati senza attendere ritardatari.
6. Nell'esercizio delle sue facoltà l'Accompagnatore deve agire con la diligenza del
buon padre di famiglia.
7. In caso di avverse condizioni atmosferiche o per cause di forza maggiore, l’accompagnatore può cambiare l'itinerario programmato o sospendere l'escursione.
8. Egli può esercitare la facoltà di non accettare la partecipazione all'escursione
tutti coloro i quali, per palese incapacità e per inadeguato equipaggiamento, siano
ritenuti non idonei ad affrontare le difficoltà del percorso.
9. Prima di iniziare il viaggio di andata e quello di ritorno l'Accompagnatore verifica
la presenza dei partecipanti.
10. Durante lo svolgimento dell'escursione regola il proprio passo in modo da assicurare al gruppo una certa compattezza.
11. In caso di rivalse da infortunio, occorso durante lo svolgimento dell'escursione,
l'Accompagnatore preposto è tenuto a dare comunicazione al più presto possibile,
e comunque in giornata al Presidente della C.E. o in sua assenza al Vice Presidente, per avviare le procedure di attivazione delle coperture assicurative.
… (omissis)…
TITOLO IX - ACCOMPAGNAMENTO DI MINORI
Art. 11 - Responsabilità
1. Sono ammessi alle attività del C.E i minori dal 12° anno fino alla maggiore età
solo se accompagnati dai genitori o da chi ne fa le veci.
2. All’atto dell’iscrizione si dovrà verificare che il minore sia effettivamente accompagnato da chi ne esercita la patria potestà.
3. La sorveglianza ricade comunque sul genitore (o di chi ne esercita la patria potestà) che ha l’obbligo di informarsi delle difficoltà dell’escursione e decidere se il
minore è in grado di affrontarle.
4. Il padre e la madre, o il tutore, sono responsabili del danno cagionato dal fatto
illecito dei figli minori.
… (omissis)…
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Qui sopra: “Ombre tracce Uomini”- di Bruno Visintainer - 2°classificato ex aequo
concorso fotografico 2013 - con le ciaspole verso Prato Piazza - 10.02.2013
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41
Qui sopra : “Oltre le ombre” - di Valerio Odoretti - 2° classificato ex aequo
concorso fotografico 2013 - Ciaspolata Montagnaterapia in Val di Funes 12.01.2013
42
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Progetto
MONTAGNATERAPIA
“WANDER-FUL”
Un progetto di collaborazione tra il Servizio Psichiatrico di
Bolzano e la Commissione Escursionismo CAI Bolzano
Che cos’è la Montagnaterapia? (G.Scoppola et al., 2007)
Con il termine Montagnaterapia si intende definire un originale approccio
metodologico a carattere terapeutico-riabilitativo e/o socio-educativo, finalizzato
alla prevenzione secondaria, alla cura ed alla riabilitazione degli individui portatori
di differenti problematiche, patologie o disabilità; esso é progettato per svolgersi,
attraverso il lavoro sulle dinamiche di gruppo, nell’ambiente culturale, naturale e
artificiale della montagna.
La Montagnaterapia si attua prevalentemente nella dimensione dei piccoli gruppi
(dai tre ai dieci partecipanti) anche coordinati fra loro; utilizza controllate sessioni
di lavoro a carattere psicofisico e psicosociale (con forte valenza relazionale ed
emozionale), che mirano a favorire un incremento della salute e del benessere
generale e, conseguentemente, un miglioramento della qualità della vita.
La Montagnaterapia è uno dei modi possibili per stare meglio
Il graduale passaggio dall’esperienza supportata e accompagnata ad una
dimensione di partecipazione autonoma della persona alle gite sociali del CAI
come escursionista socio a tutti gli effetti significa per la persona che soffre di una
malattia mentale grave prendersi la propria responsabilità, uscire dalla condizione
passiva, prendere in mano le redini della propria vita e cercare di resistere alla
fatica e alla difficoltà; significa riappropriarsi della propria vita e fare un persorso
di “guarigione”, ovvero di “recovery”, termine usato a livello internazionale per
definire una conduzione di vita il più possibile soddisfacente, ritrovandovi un nuovo
significato, avere speranza per il proprio futuro accettando la propria condizione di
persona nell’interezza, malgrado la presenza della malattia.
Le attività di Montagnaterapia vengono progettate ed attuate prevalentemente
nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale, o in contesti socio-sanitari accreditati,
con la fondamentale collaborazione del Club Alpino Italiano (che ne riconosce
ufficialmente le finalità e l’Organizzazione Nazionale), e di altri Enti o Associazioni
(accreditate) del settore.
In cosa consiste il progetto “wander-ful” a livello pratico?
Fare un’escursione in montagna in un piccolo gruppo 1 volta al mese di sabato
camminando per 2-6 ore (200-500 m di dislivello). In estate una volta all’anno si
fa una gita di 2 giorni (con pernottamento in rifugio). D’inverno si fa la gita con
le ciaspole. In novembre andiamo a fare la gita insieme a tutta la sezione di
escursionismo del CAI (di domenica), fermandoci per il pranzo e la castagnata che
si svolge con un inserto musicale per ballare.
Dalla prima escursione del 22 agosto 2009 alla Malga Tuff nel Parco Naturale dello
Sciliar, è stato un susseguirsi di attività che ci ha portati in diverse località dell’Alto
Adige e del Trentino.
Ci sono stati profondi cambiamenti in diversi partecipanti: la conoscenza reciproca
e il legame affettivo si sono approfonditi facendo nascere un’identità di gruppo,
qualcuno è diventato più autonomo nella preparazione dell’attrezzatura e nella
capacità di scelta personale; c’é chi ha superato le proprie paure, chi ha sviluppato
maggiore fitness e resistenza fisica, ma anche una resistenza psicologica maggiore.
Attraverso quest’iniziativa autoefficacia e autostima dei partecipanti stanno
progressivamente aumentando, cosí come la percezione di essere cittadini
“normali” e non “pazienti”.
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Ciaspolata Notturna all’Alpe di Rodengo del 23.02.2013 - foto di Cesare Cucinato
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SOCCORSO ALPINO e SPELEOLOGICO
ALTO ADIGE - CNSAS - Stazione di BOLZANO
La squadra del Soccorso Alpino di Bolzano ha iniziato la propria attività più di 60
anni fa e oggi può contare su circa 30 membri, unità cinofile per la ricerca dispersi
e per la ricerca in valanga, alcuni medici ed infermieri ed un promettente gruppo di
nuovi volontari che hanno iniziato il percorso di formazione.
Diversi componenti della Squadra costituiscono inoltre un gruppo di soccorso in
canyon. La squadra ha competenza territoriale per la zona di Bolzano, altopiano
del Salto, Colle e della Val Sarentino, confinando con le limitrofe squadre di Appia
no, della Bassa Atesina, di Merano e del Renon.
I campi di azione coprono gli interventi di recupero di escursionisti infortunati lungo
i molti sentieri presenti nella zona di competenza, così come il recupero di feriti
per incidenti stradali, la ricerca dispersi e l’intervento in caso di valanga, nonché di
incidenti in forra.
La Squadra è sempre reperibile 24h tutti i giorni della settimana. Una parte con
siderevole dell’impegno dei volontari è dedicata alla formazione: essi partecipano
infatti ai corsi organizzati a livello di delegazione provinciale ed esercitazioni che
permettono un continuo affinamento delle tecniche sia alpinistiche che sanitarie
Biasioni Marco
Capostazione CNSAS Bolzano
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GRUPPO ALTA MONTAGNA
Negli anni dell’immediato dopoguerra (1955) sorge in seno alla Sezione Cai Bolzano il
Gruppo Alta Montagna, un gruppo di forti alpinisti (Rossi, Fedrizzi, Battisti) molto seri ed
impegnati anche nell’attività di apertura di vie nuove. Nel Gruppo si raccolse buona parte dei
migliori alpinisti bolzanini dell’epoca, che negli anni successivi svolsero un’intensa attività
alpinistica di alto e altissimo livello. Attorno agli anni ‘60 muta la composizione del Gruppo
e con l’entrata di giovani che arrampicano ad alto livello inizia anche la stagione delle
spedizioni extraeuropee.
Di particolare rilievo in quegli anni la figura alpinistica di Sereno Barbacetto, che svolge una
eccezionale attività di tipo tradizionale fino al 1970 (Vittorino Montagna prima e Carlo Festi
poi furono i più frequenti compagni di cordata), aprendo anche diverse vie nuove di alta
difficoltà nelle Alpi Carniche (Gamspitz, M. Canale, Pizzo Timau, Bila Pec, Lastron di Gulzei)
e nelle Dolomiti (via CAI Alto Adige sulla parete est del Catinaccio con Almo Giambisi, Pala
della Ghiaccia, Cima Forca). Negli anni successivi effettua una serie eccezionale di salite
solitarie (molte le “prime”) sulle difficoltà estreme di allora, sia in roccia, sia in ghiaccio,
che gli valsero, tra l’altro, l’accoglimento nel Club Alpino Accademico (CAAI) nel 1970 e la
partecipazione alla spedizione nazionale del CAI al Lhotse nel 1975.
Verso la fine degli anni ‘70 gli ambienti arrampicatori europei furono scossi da una ventata
di novità legata alle innovazioni tecniche (scarpette a suola liscia, imbragature basse,
“protezioni” veloci di nuova concezione), sia, soprattutto, in un diverso approccio mentale
all’arrampicata. A Bolzano, dopo il 1980, sorge un interesse diffuso verso l’arrampicata
sportiva che si svolge su piccole strutture ben attrezzate con tasselli ad espansione (spits),
prive di pericoli oggettivi e di impegno alpinistico. Gli anni ‘80 sono; indubbiamente, un bel
momento per il GAM. Accanto ad alcune figure, che portano avanti una importante attività
di ripetizione e di apertura di vie nuove, ed il cui capofila è certamente Roberto Rossin,
si fa strada un nutrito gruppo di ventenni che, oltre alle classiche dolomitiche, frequenta
abitualmente le palestre di fondovalle. Fra tutti questi emerge, certamente, Dario Feller,
universalmente riconosciuto come il più dotato degli arrampicatori bolzanini.
La maggior parte degli arrampicatori bolzanini restano comunque affezionati dolomitisti.
All’inizio degli anni ‘90, tuttavia, la fisionomia del GAM resta essenzialmente quella di
un gruppo di rocciatori-alpinisti che frequentano la montagna anche in varie altre forme
(dall’arrampicata sportiva allo scialpinismo, dalla speleologia al ghiaccio ed all’escursionismo),
ma la cui attività prevalente è l’arrampicata classica su roccia.
Negli anni ‘90 il direttivo del GAM cerca di rivolgere l’attività del gruppo in modo particolare
verso la promozione dell’apertura di nuovi itinerari, sia alpinistici che di tipo sportivo.
Nascono così alcune importanti realizzazioni; in primo luogo la palestra di Val Sarentina, poi
alcuni veri gioielli, come le vie del trio Boldrin, Damian, Mario Peretto in Valle del Sarca, oggi
ripetutissime ed universalmente riconosciute come tra le più belle (“Non solo pane”, “Se la
conosci la eviti”, “Senza chiedere permesso”).
Prosegue anche l’attività di apertura di vie classiche nei massicci dolomitici intorno a
Bolzano, dove vari alpinisti bolzanini aprono numerose vie nuove. Tra i più costanti sono,
oltre ai soliti Rossin e Boldrin, Carlo Festi, Damian, Peretto, Feller, Massimo Maceri, Roberto
lacopelli, Ermanno Filippi, Claudio Sarti e vari altri occasionali. Importante è ricordare anche
l’attività di Rolando Galvagni, infaticabile chiodatore.
Attualmente il Gruppo indirizza prevalentemente l’attività verso la ricerca di nuovi itinerari
sia in Dolomiti che sul calcare del Sarca, con apertura dal basso. I più impegnati sono
soprattutto R. Galvagni, M. Maceri, G. Damian e Edy Boldrin.
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Punta Grohmann via Guglia della Libertà
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Mistica
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SCUOLA DI ALPINISMO
Organizzazione e programma attività
La Scuola di Alpinismo è un Organismo Tecnico della Sezione del CAI Bolzano. La
Scuola opera per la promozione della sicurezza in arrampicata e per la diffusione della
pratica dell’alpinismo, attraverso l’organizzazione di Corsi propedeutici. Per svolgere questi
compiti istituzionali, si avvale di un cospicuo organico, formato da Istruttori Nazionali di
Alpinismo (INA), Istruttori di Alpinismo (IA), Istruttori Sezionali di Alpinismo, ed Aspiranti. I
Corsi sono differenziati in funzione agli obiettivi fissati dalla Commissione Nazionale Scuole
di Alpinismo e Sci Alpinismo e si rivolgono a diverse tipologie di utenza.
La Scuola di Alpinismo di Bolzano organizzerà per il 2014 i seguenti Corsi:
33° Corso di Alpinismo
E’ rivolto a tutti coloro che sono interessati ad apprendere le nozioni base per iniziare
l’attività alpinistica. Durante il Corso saranno tenute lezioni teoriche atte a formare una base
culturale relativa alla conoscenza dell’ambiente alpino. Queste lezioni riguarderanno la
storia dell’alpinismo, la storia e la struttura del CAI, l’equipaggiamento e i materiali alpinistici,
la geologia e la morfologia alpina, la flora e la fauna alpina, elementi di meteorologia,
alimentazione e primo soccorso. L’utilizzo dei materiali tecnici, la tecnica di progressione su
ferrata e la base per la progressione su roccia, verranno trattate in apposite lezioni che si
svolgeranno in Palestre di roccia artificiali e naturali ed in ambiente dolomitico.
Il Corso si svolgerà nei mesi di maggio e giugno. Le iscrizioni si apriranno nel mese di
marzo.
51° Corso Roccia
E’ rivolto a tutti gli escursionisti ed alpinisti che, avendo già una conoscenza di base
della pratica alpinistica, vogliono apprendere e perfezionare le tecniche di progressione
e di sicurezza nell’arrampicata su roccia. Il Corso sarà articolato in lezioni teoriche
(in concomitanza con le lezioni del Corso di Alpinismo) ed in lezioni pratiche. Le lezioni
pratiche si svolgeranno in Palestra di Roccia al Coperto ed in Palestre di Roccia naturale.
Si effettueranno uscite
Qui sotto: Piccola Fermeda
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I componenti della Scuola di Alpinismo 2014
LISCIOTTO Roberto
SARTI Claudio
ASSERETO Anna
MACERI Massimo
COMIS R. Roberto
DAMIAN Giacomo
FILIPPI Ermanno
FINETTO Armando
GOBBI Gregorio
LORENZI Franco
LORENZI Giuliano
NAPPO Giuseppe(Bronzolo)
INA - Direttore
INA
IA-INS
IA
IA
IA
IA
IA
IA
IA
IA
IA
PEDER Manuel
TURCO Giuseppe
GALVAGNI Rolando
BENATI Natalia
BORTOLOTTO Bruno
PERETTO Mario
ZADRA Claudio
CHIEREGATO Emanuela
FONZO Mario
ZOCCHI Claudia
RUSSI Simon
GIRARDELLI Alice
IA
IA
IAL
SEZ.
SEZ.
SEZ.
SEZ.
AE
SEZ.
Collab.
Collab.
Collab.
sulle Dolomiti, dove saranno salite alcune vie di arrampicata, aventi difficoltà alpinistiche
adatte alle capacità degli Allievi.
Il Corso si svolgerà nei mesi di maggio e giugno.
Le iscrizioni si apriranno nel mese di marzo.
Corso Alta Montagna
In questo corso la montagna prende un’altra dimensione, acquista altri valori. Non più
paesaggi dolci e lineari, non più boschi e pascoli: Al loro posto ghiacciai e creste, dove lo
sguardo si perde nel cielo. E’ l’incontro dell’uomo con qualcosa di più grande.
Corso di Arrampicata Libera
Questo corso si rivolge a coloro che sono interessati ad apprendere la tecnica di
arrampicata in falesia. La fase teorica è dedicata alla preparazione atletica, all’alimentazione,
alla fisiologia del corpo umano e alla conoscenza dell’attrezzatura e dei materiali. La fase
pratica è incentrata sull’apprendimento e lo sviluppo della capacità motoria per l’arrampicata.
Saranno descritte le tecniche di ricerca dell’equilibrio e del coordinamento del movimento
in arrampicata. Particolare cura sarà dedicata anche alle manovre di sicurezza e al corretto
uso degli attrezzi utilizzati in arrampicata.
Il Corso si svolgerà nel mese di ottobre.
Le iscrizioni si apriranno nel mese di settembre.
Direttore della Scuola di Alpinismo: Roberto Lisciotto
Nella foto sopra : Grossglockner
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SCUOLA DI SCI ALPINISMO
LA NOSTRA STORIA
Il boom dello sci degli anni ‘60 determinò anche un incremento della pratica dello sci
alpinismo. La Sezione organizzava da sempre gite sci alpinistiche e, in quegli anni, anche
di notevole impegno, Le gite erano condotte da soci esperti o da guide, ma mancava una
specifica preparazione di base nei partecipanti. Il primo corso sezionale si svolge nel 1965.
Nei primi anni, i corsi fanno capo allo SCI-CAI: ne e’ organizzatore ed animatore Romano Lugezzani, mentre la direzione tecnica e’ affidata ad alcune guide sciatori della Val Gardena (Carlo Runggaldier, Mario Senoner e Vincenzo Malsiner), alle
quali saranno affiancati Silvano Bonetti e Romano Pasini, soci che già allora avevano conseguito la qualifica di Istruttore Nazionale di Scialpinismo e che possono a ragione essere considerati, dal punto di vista didattico, i pionieri sezionali in questo campo.Il
Consiglio Direttivo della Sezione di Bolzano, preso atto del rilevante contenuto alpinistico
dei corsi di sci alpinismo e del fatto che numerosi altri soci del GAM (Gruppo Alta Montagna) costituivano ormai un organico di Istruttori sufficiente ed affidabile, decide di demandare totalmente al GAM l’organizzazione, la direzione e lo svolgimento dei corsi.
Nel 1974 l’ottavo corso, e’ interamente organizzato e condotto dal GAM. A partire dal 1977,
nei corsi fu introdotto obbligatoriamente l’uso dell’ARVA (apparecchio per la ricerca in valanga).
Da allora viene posta la massima attenzione al continuo aggiornamento degli Istruttori della
Scuola, sia nella pura tecnica sciistica, sia nella parte alpinistica oltre naturalmente a selezionare tra l’organico della Scuola, le persone pronte per affrontare gli esami ai corsi regionali e
nazionali di qualificazione previsti dal CNSASA.Nel 1981, su progetto di Luciano Filippi, Giovanni Clignon e del Presidente ing. Francesco Franceschini, quale esplicito riconoscimento
del serio lavoro compiuto, dell’uniformità e continuità didattica e del qualificato organico degli
istruttori (6 Istruttori Nazionali e altri 8 istruttori), la Commissione Nazionale Scuole di Sci
alpinismo (SNSSA) del CAI riconosce la costituzione presso la Sezione di una scuola nazionale di sci alpinismo. La Scuola organizza ogni anno il Corso di Base (SA1 – rivolto a tutti
coloro che intendono iniziare la pratica dello sci alpinismo) e, con cadenza biennale il Corso
Avanzato (SA2 – rivolto a coloro che, in possesso delle conoscenze di base, intendono arricchire le cognizioni tecniche e teoriche per avviarsi alla pratica autonoma dello scialpinismo).
La Scuola, in collaborazione con la Commissione Escursionismo e con la Scuola di
Alpinismo, cura la direzione tecnica delle Escursioni Sociali di Sci Alpinismo e di Alpinismo.
CORSO AVANZATO SA2
La SSA del CAI Bolzano organizza con frequenza biennale un Corso di perfezionamento
di Sci Alpinismo con lo scopo di arricchire le cognizioni tecniche e teoriche necessarie a procedere in autonomia su percorsi impegnativi, di coloro che sono giá in possesso delle conoscenze di base e che desiderino avviarsi alla pratica dello sci alpinismo in maniera autonoma
Monte Aneto - Spagna
CORSO BASE SA1
CORSO GHIACCIO
La SSA del CAI Bolzano organizza ogni anno Corso di Sci Alpinismo di Base con lo scopo
sia di iniziare a questa pratica persone in possesso di buone capacitá sciistiche ma soprattutto di dotare coloro che si avvicinano allo sci alpinismo di quelle nozioni pratiche e teoriche
che permettano loro di praticare tale attività in autonomia all’interno di un gruppo organizzato.
L´allievo, alla fine del Corso, avrà assimilato una serie di cognizioni tecniche che gli permetteranno di praticare tale attività senza incorrere in inutili rischi perché saprà valutare i principali pericoli che caratterizzano lo sci alpinismo.
Il Corso di Base ha inizio verso la metà gennaio e si concluderà in marzo. Sarà articolato in lezioni teoriche infrasettimanali (durante le quali saranno sviluppate le varie tematiche relative alla cultura ed alla tecnica dello sci alpinismo) ed in lezioni pratiche in ambiente alpino innevato (durante le quali saranno esposte ed approfondite
tutte le tecniche necessarie per muoversi in montagna con gli sci in piena sicurezza).
La SSA del CAI Bolzano organizza con frequenza biennale il Corso Ghiaccio.
Questo Corso vuole dare tutte le nozioni minime di sicurezza e prevenzione, per
permettere ai partecipanti di muoversi su itinerari di media difficoltà in ghiacciaio. Il Corso
si propone di fare acquisire ai partecipanti, una discreta autonomia all’interno di gruppi organizzati, al fine di partecipare alle escursioni sociali in ghiacciaio organizzate dalle Sezioni
C.A.I. o proposte da persone esperte. La partecipazione al corso, consentirà ai partecipanti
di pianificare un’escursione facile, adatta alla preparazione tecnica ed atletica propria e dei
compagni. Gli Allievi impareranno a valutare i possibili rischi e pericoli dell’alpinismo su
ghiaccio, in base alla valutazione delle condizioni meteo e l’utilizzo delle nozioni topografiche acquisite durante il corso. Il Corso affronta gli aspetti tecnici legati al miglioramento delle
conoscenze sull’ambiente ed insegna le tecniche necessarie per praticare l’alpinismo su
ghiaccio in sicurezza.
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specializzati in riprese TV
anche estreme su roccia e su ghiaccio
con attrezzatura professionale broadcast in HD
La speleologia può essere vissuta come gioco, scoperta, avventura; la grotta è un mondo a molti sconosciuto, sicuramente oscuro, certamente non consueto.
La speleologia, vissuta dagli speleologi, è una disciplina di conoscenza, riguarda l’interno delle montagne , chiede adattamento, consapevolezza e, non di rado, impegno fisico
considerevole.
Gli speleologi hanno come naturale impegno creare una mappa verosimile del mondo
sotterraneo; far conoscere le grotte, tutelarle e formare nuovi speleologi.
Accompagnare gente in grotta significa parlare sul campo di cosa è una cavità naturale,
di vie di acque sotterranee, di specie animali, di equilibri molto fragili e sensibili.
Far conoscere significa salvaguardare, far pensare alle montagne non solo come masse di roccia con strani buchi ma, come riserve di risorse idropotabili, archivi di memoria del
tempo, scrigno di biodiversità.
marco polo 335 8253004
max ruggera 335 8253002
GRUPPO SPELEOLOGICO
Il Gruppo Speleologico propone pertanto l’esplorazione, la conoscenza e la divulgazione di questo particolare mondo; organizza visite guidate in grotte di diversa complessità
aperte a tutti ed in particolare uscite divulgative rivolte ai giovani, ai bambini ed a gruppi ed
associazioni che ne fanno richiesta.
L’esplorazione e la pratica dell’attività speleologica richiede però specifiche conoscenze
tecniche ed una indispensabile ed efficiente attrezzatura; per affrontare l’attività speleologica con maggior sicurezza viene organizzato periodicamente il Corso di Introduzione alla
Speleologia con la partecipazione di Istruttori della Scuola Nazionale di Speleologia CAI.
Il corso si propone di dare all’allievo le capacità tecniche per affrontare grotte complesse
e verticali e le conoscenze scientifiche e culturali per meglio conoscere ed apprezzare il
mondo sotterraneo.
Per informazioni rivolgersi alla segreteria del C.A.I. o scrivere a [email protected]
Aggiornamenti e novità sul sito internet del CAI Bolzano nella sezione dedicata alla
Speleologia.
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PRAC
PALESTRA DI ROCCIA ARTIFICIALE COPERTA
La PRAC, di proprietà del Comune di Bolzano, è in gestione alle sezioni di Bolzano
di CAI e AVS, che la utilizzano per le proprie attività (corsi di alpinismo,
arrampicata, speleologia, etc.), ne curano la manutenzione, l’apertura al pubblico
e la concessione a scuole ed associazioni.
Responsabile CAI: Ermanno Filippi
Ubicazione : c/o il Palazzetto "Palamazzali" di Viale Trieste a Bolzano
ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO
Martedì:
Giovedì:
12.30 - 13.45 18.00 - 23.00
12.45 - 14.00 18.00 - 23.00
Sabato:
17.00 - 20.00 (solo mesi invernali da novembre a febbraio - per i
giorni esatti, vedere le pagine WEB della Sezione)
Nei mesi estivi (giugno, luglio, agosto, settembre) la palestra è aperta solo nelle
serate di martedì e giovedì, dalle 20.00 alle 23.00. Nel periodo natalizio ed in
occasione di festività e “ponti” scolastici (ad esempio 25 aprile, 1 maggio,
Ferragosto) la palestra è chiusa.
L’ACCESSO ALLA PRAC È CONSENTITO ESCLUSIVAMENTE AI SOCI CAI/AVS
ai quali è richiesto un contributo per la manutenzione della palestra.
TARIFFE
Abbonamento annuale Ragazzi (14 - 18 anni) 26 €
Adulti
52 €
Ingresso singolo
3€
Durante gli orari d’apertura al pubblico, bambini e ragazzi di età inferiore ai 14 anni
entrano gratuitamente (se accompagnati da un adulto).
I ragazzi di età compresa tra i 14 ed i 18 anni possono accedere alla palestra
senza essere accompagnati, ma devono essere espressamente autorizzati dai
genitori, con la compilazione di apposito modulo.
L’abbonamento può essere acquistato presso la Segreteria della Sezione di
Bolzano del Club Alpino Italiano. L’abbonamento darà diritto ad accedere alla
PRAC e ad utilizzarne le strutture solo ed esclusivamente negli orari di regolare
apertura al pubblico, duranti i quali sarà sempre presente un responsabile con
funzioni di custodia e sorveglianza. Eventuali modifiche nell’orario di apertura,
saranno comunicate mediante affissione di un comunicato in palestra.
Informazioni:
sito web della Sezione di Bolzano del C.A.I.:
www.caibolzano.it
profilo Facebook della PRAC
https://www.facebook.com/groups/290255854327986/
oppure presso la segreteria della Sezione
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G.A.S.
GRUPPO ARRAMPICATA SPORTIVA C.A.I. BOLZANO
Il G.A.S. è la struttura interna alla Sezione di Bolzano del Club Alpino Italiano che
si occupa della promozione dell'arrampicata sportiva, anzitutto giovanile.
Il Gruppo raccoglie i soci C.A.I., giovani e adulti, che hanno interesse alla pratica,
allo sviluppo ed all’apprendimento dell’arrampicata sportiva, anzitutto su strutture
artificiali indoor, ma con finalità di avvicinamento all’arrampicata su strutture
naturali ed all’alpinismo.
Il G.A.S. organizza corsi di arrampicata per bambini e ragazzi (di avviamento, o di
prosecuzione), ma ha costituito anche una squadra di ragazzi che si allenano per
partecipare alle competizioni nelle categorie giovanili.
Fondato nel 2008, il G.A.S, che nel 2012 si è affiliato alla F.A.S.I. (Federazione
Arrampicata Sportiva Italiana), prosegue la tradizione di corsi di arrampicata per
bambini e ragazzi che la Sezione di Bolzano del Club Alpino Italiano organizza dal
2002, prima presso la palestra di roccia di Viale Trieste ed ora anche presso la
palestra Salewa Cube.
Obiettivi del Gruppo
Obiettivo del CAI e del Gruppo non è creare degli atleti vincenti, ma avviare i
ragazzi ad una attività sana e divertente, che può essere praticata per tutta la via e
vede come sbocco naturale sia l’arrampicata outdoor su pareti naturali attrezzate
(e quindi in un contesto di sicurezza analogo a quello dell’arrampicata indoor) sia
la frequentazione della montagna, in collaborazione con le strutture della Sezione
preposte a questi settori, in primo luogo il Gruppo di Alpinismo Giovanile.
Giovani ed arrampicata
Arrampicare è un gesto innato e naturale, e per i bambini è una splendida attività,
ricca di valenze educative, psicologiche e motorie.
L’arrampicata é una disciplina sportiva che sviluppa le doti di equilibrio,
coordinazione, mobilità articolare e forza, coinvolgendo tutte le parti del corpo, ma
oltre al coordinamento e sviluppo delle risorse corporee, sono però gli
aspetti psicologici ad assumere particolare importanza: il dominio della paura dovuta all’altezza ed al vuoto, la comprensione dei propri limiti, lo sviluppo del senso
di responsabilità nei confronti di se stessi e dei compagni.
Soprattutto però l’arrampicata è uno sport estremamente vario e divertente, ove
non si trovano mai due movimenti uguali, ove il miglioramento non passa
attraverso la ripetizione ossessiva di un gesto, ma attraverso la ricerca di
soluzioni sempre diverse.
È uno sport dove la statura e la forza assoluta non danno particolari vantaggi, al
contrario le doti di equilibrio, agilità e forza relativa lo rendono uno sport
particolarmente adatto alle donne ed alle persone minute.
L’arrampicata sportiva non è l’alpinismo: viene praticata su strutture appositamente attrezzate, sia su roccia naturale all’aperto, sia su strutture artificiali indoor,
ed é uno sport sicuro, con percentuali di incidenti ed infortuni molto inferiori a
quelle di altre attività sportive assai più diffuse ed apparentemente meno
pericolose.
nella foto a sinistra : GRUPPO GAS in PRAC
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D’altro canto è uno sport che richiede la corretta applicazione di alcune regole e
l’utilizzo di determinate attrezzature, e quindi stimola e sviluppa doti di
concentrazione ed attenzione, oltre a responsabilizzare i ragazzi i quali, dopo
un primo periodo formativo, provvedono vicendevolmente alla sicurezza.
La moderna arrampicata sportiva è anche uno sport agonistico, con
competizioni a vari livelli suddivisa in tre discipline simili, ma diverse:
- l’arrampicata su parete, assicurati con la corda (Lead)
- l’arrampicata su pannelli alti 3 o 4 metri, sopra un materasso (Boulder)
- la velocità (Speed)
Per il Club Alpino Italiano però l’arrampicata non è solo fine a se stessa: oltre
che un bellissimo sport indoor, praticato nelle apposite strutture, è anche la via per
avvicinare i ragazzi, anche attraverso le numerose altre attività offerte dalle
Sezioni, all'ambiente naturale, alla montagna, alla vita all’aria aperta ed ai suoi
valori.
I corsi
I corsi di arrampicata per bambini e ragazzi sono organizzati con modalità
differenti a seconda dell’età: per i più piccoli prevale il gioco, e la sicurezza viene
garantita dagli istruttori, poi man mano che cresce l’età, l’esperienza e le
competenze, aumentano anche le responsabilità e l’impegno richiesto. Al
momento i gruppi sono 8: 5 corsi base (di avviamento e progrediti) e 3 gruppi di
allenamento (agonismo e preagonismo)
Gli istruttori
I corsi sono tenuti tutti da istruttori qualificati, in massima parte guide alpine,
professionisti iscritti all’albo, oppure istruttori volontari CAI – FASI.
G.A. Roberto Paoli, G.A. Thomas Zelger, G.A. Silvia Summa, I.A. Ermanno Filippi.
Arrampicata per le scuole.
Il G.A.S. si occupa anche di organizzare corsi di arrampicata per le scuole presso
la palestra di roccia di viale Trieste.
Informazioni:
sito web della Sezione di Bolzano del C.A.I.:
www.caibolzano.it
profilo Facebook del Gruppo Arrampicata Sportiva:
https://www.facebook.com/groups/191618337530383/
oppure presso la segreteria della Sezione
Corsi base
Vengono organizzati 5 corsi base, articolati su 3 moduli di 8 incontri ciascuno
(ottobre-dicembre, gennaio-marzo e marzo-maggio) per un totale di 24 lezioni di
1,5 ore ognuna, sia nella storica palestra di Viale Trieste che nella nuova palestra
Salewa.
• lunedì 16.15-17.45 palestra Salewa corso progrediti
• martedì 16.15-17.45 PRAC viale Trieste corso avviamento
• mercoledì 16.15-17.45 PRAC viale Trieste corso avviamento
• giovedì 14.30-16.00 PRAC viale Trieste corso avviamento
• giovedì 16.15-17.45 PRAC viale Trieste corso avviamento
Gruppi di allenamento
Sono costituiti 3 gruppi di allenamento agonistico e preagonistico
• CT1 (Climbing Team 1) progrediti – preagonismo 1 allenamento in settimana
da ottobre a maggio presso la palestra Salewa Martedì 18.15 – 20.00
• CT2 (Climbing Team 2) preagonismo 2 allenamenti in settimana da ottobre a
maggio mercoledì PRAC ore 18.00-20.00 e giovedì Salewa 18.15 – 20.00
• CT3 (Climbing Team 3) agonismo 3 allenamenti in settimana da settembre a
maggio lunedì, mercoledì e giovedì ore 18.00-20.00 palestra Salewa
I tre gruppi sono composti da ragazzi delle categorie giovanili, dagli 8 ai 19 anni,
che si preparano sotto la guida degli allenatori e partecipano al circuito regionale
della Juniorcup (6 gare: 3 boulder, 2 lead, 1 speed). Al termine, i ragazzi che si
qualificano accedono alla fase nazionale, che si disputa di solito in un’unica
soluzione, un week end di inizio giugno.
Nelle foto a lato : ↑ Camp Italiani LEAD Arco - ↓ : Finale Boulder Camp Italiani
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SCI CAI BOLZANO
ALPINISMO GIOVANILE
L'attivita dello Sci CAI Bolzano si svolge all'insegna della neve e del vivere la montagna
nella splendida cornice delle valli altoatesine, proponendo corsi di sci alpino sia ai ragazzi
che agli adulti.
Inoltre il Direttivo dello Sci CAI Bolzano è impegnato nell'organizzazione della ginnastica presciistica e di una delle sei gare che costituiscono il circuito cittadino “Città di
Bolzano".
Portiamo sulle piste del comprensorio sciistico di Carezza numerosi ragazzi, dai sei fino
alla maggiore età, per concludere accompagnandoli all’impegnativo esame che permetterà
loro di diventare Maestri di Sci.
La nostra squadra agonistica, è composta da numerosi giovani atleti, suddivisi nelle
categorie baby,cuccioli, allievi e ragazzi, e partecipa alle gare dei circuiti FISI.
A loro va il nostro "in bocca al lupo" per un inverno ricco di soddisfazioni.
Ci dedichiamo con passione a questa attività, pronti ad ascoltare ogni consiglio o suggerimento per migliorare la nostra offerta.
Tutte le informazioni sull'attività dello SCI CAI BOLZANO sul sito della Sezione Bolzano
del Club Alpino Italiano.
Gruppo Sci Cai pista
Christomannos
La Commissione di Alpinismo Giovanile della Sezione propone per il 2014 un calendario
nuovamente ricco di appuntamenti, in grado di coinvolgere i ragazzi per tutto l’ arco dell’ anno
ed in ogni momento delle diverse stagioni.
Visto che il 2014 ricorrerà il centenario dall’ inizio del primo conflitto mondiale, alcune uscite
a tema ne svilupperanno l’ argomento.
Le varie escursioni consentiranno ai ragazzi di acquisire una maggiore conoscenza dell’
ambiente montano e delle varie tecniche necessarie per una frequentazione consapevole
e sicura della montagna; il tutto seguendo le indicazioni del nostro Progetto Educativo.
Essi potranno anche sperimentare la vita di gruppo con le sue regole, con la possibilità di
migliorare il rapporto con gli altri ragazzi e noi accompagnatori; avranno anche la possibilità
di crescita personale imparando ad affrontare e superare le varie difficoltà che la montagna
presenta, secondo il metodo dell’ imparare facendo.
L’ attività sarà divisa in Corso Base ( per i ragazzi da 8 a 11 anni ) e Corso Progrediti ( per
ragazzi da 12 a 17 anni ).
Le locandine dettagliate di ogni gita saranno disponibili in sede ed esposte nelle bacheche
sociali, due settimane prima della manifestazione stessa e saranno anche visibili sul sito della
Sezione www.caibolzano.it.
Le iscrizioni devono essere fatte presso la segreteria della Sezione.
al rifugio Oltradige
un momento di pausa
(Foto di Annarita Pedron)
66
67
Programma attività 2014 A.G. Bolzano
25/01/2014 Attività in palestra di roccia
26/01/2014
Corso progrediti: uscita sulla neve
Sopra : Val Badia -
Sotto : raduno regionale -
08/02/2014
Attività in palestra di roccia
23/02/2014
Corso base e progrediti: uscita sulla neve
7-8-9/03/2014
Corso progrediti: tre giorni con sci e pelli in Val Badia
15/03/2014
Attività in palestra di roccia
23/03/2014
Corso base e progrediti: uscita tecnica nella zona del Garda
13/04/2014
Corso base e progrediti: escursione al Monte Calisio e
Lago di Santa Colomba
11/05/2014
Corso base e progrediti:
escursione Pian delle Fugazze-rif. Lancia
8-9/06/2014
Corso base e progrediti: 2 giorni sull’ Altipiano di Asiago
28/06 7/07/2014
.
7/09/2014
Corso progrediti: settimana naturalistica
Corso base e progrediti: escursione in ferrata al Lagazuoi
27/09/2014
Attività in palestra di roccia
05/10/2013
Giornata dell’ Ambiente ( Raduno provinciale AG )
12/10/2014
Corso base e progrediti: castagnata
09/11/2014
Attività in palestra di roccia
16/11/2014
Corso base e progrediti: uscita in grotta
29/11/2014
Festa di fine corsi
18/12/2014
Natale Cai
69
CLUB ALPINO ITALIANO
Africa: paese dai forti contrasti, regno di moltissime specie di animali e di montagne
che si ergono altissime sopra la savana.
Alaska: paese dai forti colori, dal verde delle foreste al bianco accecante dei ghiacciai, sulle montagne tra le più belle del mondo.
SEZIONE DI BOLZANO
SERATE CULTURALI CAI 2014
TEATRO COMUNALE DI GRIES
Giovedì 17 aprile 2014, ore 21
“MONTAGNE di PACE”
Cento anni fa, il 28 luglio 1914, scoppiò la prima guerra mondiale. Per oltre due
anni le truppe italiane e quelle dell’impero austroungarico furono coinvolte in un’estenuante e sanguinosa guerra di posizione negli avamposti e nelle trincee lungo i
crinali e sulle vette delle montagne a confine con l’Austria. Oltre all’aspetto sportivo, alpinistico e dell’esplorazione la Sezione di Bolzano del C.A.I. ha voluto inserire
nel programma delle serate culturali per il 2014 un ricordo di quegli avvenimenti. Gli
avamposti e le trincee ripristinati con il nome di “sentieri della pace”, testimoniano
ancora oggi le proibitive condizioni di vita dei belligeranti e sono un richiamo a considerare l’insostituibile valore della pace e della concordia tra i popoli.
Il Presidente
Riccardo CRISTOFOLETTI
TEATRO COMUNALE DI GRIES
Venerdì 24 gennaio 2014, ore 21
IACOPO LARCHER
“CLIMBING AS PERSONAL EVOLUTION”: vorrei riuscire a spiegare la mia visione
sull’arrampicata, di come essa si sia trasformata in tutti questi anni, cambiando da
un gioco ad uno sport, ad uno stile di vita, ad un lavoro.
TEATRO COMUNALE DI GRIES
Venerdì 14 febbraio 2014, ore 21
MARCELLA STERMIERI e BERNARDO MORANDUZZO
“ DALLA NEBBIA ALLE NUVOLE”, IN BICICLETTA VERSO L’ALTOPIANO
MARIO VERIN e GIULIA CASTELLI
“ DAL MEDITERRANEO ALLE ANDE”
Dal trekking in Sardegna più bello e difficile del Mediterraneo, a quello avventuroso
ma anche culturale attraverso le Ande, tra incontri con gli sciamani e rocambolesche scoperte archeologiche.
TEATRO COMUNALE DI GRIES
Venerdì 3 ottobre 2014, ore 21
TAMARA LUNGER
“ DOLCEAMARO (IT)”
Una passione sofferente, un racconto delle montagne di paesi lontani e di viaggi
alla scoperta di nuove culture, delle altre sfide dell’alpinismo di alta quota, di dolori
e ricadute, di presagi e sofferenze. E di perché non bisogna arrendersi mai.
TEATRO COMUNALE DI GRIES
Venerdì 31 ottobre 2014, ore 21
DIEGO ZANESCO
“ CON LA BARCA A VELA, GLI SCI E I RAMPONI SULLE NEVI DELLA PENISOLA
ANTARTICA”
Con la barca a vela siamo partiti da Usuhaia in Argentina, attraversando il Drake,
il famoso passaggio dove si incontrano tre oceani…un’incredibile traversata sul
mare più difficile del mondo durata quattro giorni e quattro notti, dove la barca balla
il tango ininterrottamente.
TIBETANO
Un anno di viaggio e 14.000 km tra montagne e deserti, tra bufere di neve, tempeste di sabbia, pioggia e caldo intenso. E tantissimi incontri fatti lungo la strada.
TEATRO COMUNALE DI GRIES
Venerdì 14 novembre 2014, ore 21
VALENTINA DE MARCHI
TEATRO COMUNALE DI GRIES
“FAME D’ERBA – COMPAGNO ORSO”
Venerdì 14 marzo 2014, ore 21
Quello del pastore nomade è un mestiere che riesce ancora a trovare spazi e opportunità nel territorio alpino del Triveneto, pur tra le numerose difficoltà incontrate
dai pastori oggi, tra urbanizzazione crescente, traffico stradale, ritorno dei grandi
carnivori.
FRANCESCA RAFFAELLI e MARIO ANDRIGHETTONI
“DALL’AFRICA ALL’ALASKA”
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71
CHIESA S. PIO X via Resia
Venerdì 21 novembre 2014, ore 20,30
Concerto del coro Rosalpina del CAI Bolzano – “ la Grande Guerra “
Un repertorio che ci farà ricordare i canti dei nostri combattenti della guerra
1915-1918, con questo programma la Rosalpina vuol far risaltare le sofferenze
ed in particolare l’amore che la montagna ha suscitato in coloro che vi hanno vissuto facendoci rivivere attraverso i suoi canti quelle atmosfere che difficilmente il
linguaggio parlato avrebbe saputo trasmettere con tale suggestiva immediatezza.
TEATRO COMUNALE DI GRIES
Venerdì 28 novembre 2014, ore 21
ANTONELLA FORNARI
“CORALLO E PIOMBO”
“Il Cadore, i suoi monti, le sue bellezze, i suoi imponenti forti le cui pietre si mescolano in un connubio indissolubile con la roccia fra cui sono stati eretti e ancora
resistono a ricordo della presunzione dell’uomo di voler far guerra a Monti e di voler
far si che il piano toccasse il cielo”.
TEATRO COMUNALE DI GRIES
Venerdì 5 dicembre 2014, ore 21
SERATA RETROSPETTIVA DELLA COMMISSIONE DI ESCURSIONISMO
DELLA SEZIONE CAI BOLZANO
CHIESA DI CRISTO RE
Giovedì 18 dicembre 2014, ore 19,15
NATALE CAI CON LA PARTECIPAZIONE DEL CORO ROSALPINA DEL
CAI BOLZANO
Responsabile della Commissione Culturale
Carlo Grenzi
foto a lato - reticolati e Croda dei Toni - foto Davide Berton
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Paolo Lazzarin
A spasso col bebè in Trentino
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nelle Dolomiti
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Parchi Naturali Fanes-Sennes-Braies, Cortina, Pelmo, Croda da Lago
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Mario Fedele Agostini
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laureato in Economia e Commercio, è siciliano trapiantato a Pecol di Zoldo Alto. Collabora con il Corriere delle
Alpi, è sommelier non professionista e magister vini.
Da più di trent’anni si occupa in vario modo di enogastronomia.
fotografo e giornalista, vive e
lavora a Milano. Ha pubblicato articoli di vario genere su
numerosi periodici italiani e
stranieri ed è autore di decine di libri, per lo più corredati
di fotografie, alcuni dei quali
tradotti anche in Germania,
Francia, Spagna, Paesi dell’Est,
Stati Uniti.
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BIBLIOTECA
Presso la nostra sede, in Piazza Erbe 46 a Bolzano, si trova la biblioteca della
Sezione che mette a disposizione dei soci per consultazione e prestito volumi,
riviste, audiovisivi e mappe inerenti la storia, la vita, le attività sulle montagne.
Il nostro patrimonio librario, per una agevole consultazione, è catalogato e
collocato in diversi settori:
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“Guide” 1500 volumi suddivisi per branche quali: Trekking, Alpinismo, Canyoning, Sci, Speleologia ecc. e all’interno di ciascuna branca un’ulteriore suddivisioni geografica: Alpi, Appennini, Europa, America ecc.
“Manuali” 400 volumi suddivisi in: Alpinismo, Botanica, Zoologia, Meteorologia ecc.
“Testi” 2300 volumi suddivisi in: Fotografia, Usi e Costumi, Esplorazioni,
Biografia, Storia, Arte, Natura ecc.
“Letteratura” 700 volumi sia per Adulti che per l’Infanzia
“Storici” comprendenti pubblicazioni, annuari, articoli dell’800 e del 900
“Audiovisivi” 350 tra dvd, cd, vhs
•
•
“Cartografia” 600 mappe, quasi tutte in scala 1:25.000 della nostra regione,
ma anche d’Italia, Europa e Mondo
“Riviste” periodici di Trekking, Alpinismo, Turismo, Vita delle sezioni
Il catalogo della nostra biblioteca, così come i cataloghi delle altre principali biblioteche, è visibile sul Web al sito
www.provincia.bz.it/explora
La biblioteca della Sezione è aperta durante il normale orario di segreteria,
tenendo presente però che dalle 17 alle 19 di mercoledì, giovedì e venerdì
troverete anche i nostri bibliotecari Lucia, Luigi e Fernando che saranno lieti
di aiutarvi e consigliarvi nelle vostre ricerche.
Il responsabile della Biblioteca
Fernando Gardini
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CORO ROSALPINA
del Club Alpino Italiano Sezione di Bolzano
Camminare, arrampicare, scalare, bivaccare, esplorare…. cantare. Si, avete letto bene, fra le attività del CAI c’è anche quella di cantare. Lo si
fa in modo improvvisato nelle malghe e nei rifugi, lo fa in modo “preparato”
il Coro Rosalpina, che da sempre fa parte del CAI Bolzano. Un Coro che vede, come del resto gli altri settori del CAI, un avvicendarsi
delle persone che lo compongono, e che naturalmente gradisce e apprezza coloro che amano la compagnia e che, dal canto improvvisato, decidono di fare il salto di qualità entrando a far parte della compagine corale.
Il Coro Rosalpina prova martedì e venerdì dalle 21 alle 23 nella sua sede
di via Roen 6. La porta è aperta a visitatori e interessati, insomma, a tutti.
Nelle foto : Il Coro Rosalpina prova e prova e canta
78
79
Qui sopra : “come pioveva” - Cesare Cucinato 3° classificato ex aequo
concorso fotografico 2013 - Cima Bocche - 21.07.2013
80
Qui sopra : “Il cielo capovolto” - Cesare Cucinato 3° classificato ex aequo
concorso fotografico 2013 - Escursione al Monte Cavone - 14.09.13
81
17° CONCORSO FOTOGRAFICO - 2014
Riservato a tutti i Soci del CAI - BOLZANO
Cari Soci,
anche quest’anno è indetto il Concorso fotografico riservato a Voi per celebrare,
con una manifestazione artistica, il Vostro entusiasmo ed impegno di appassionati
escursionisti di montagna. Negli anni scorsi la partecipazione a questa iniziativa
è stata sempre qualificata, ma purtroppo ristretta nel numero di concorrenti. Molti
avranno timore di presentare fotografie giudicate a priori inadeguate. Non è così:
ogni Vostra partecipazione è una forma di ringraziamento e di riconoscenza verso
l’operato sempre appassionato della Commissione Escursionismo e sarà comunque
un omaggio verso una manifestazione artistica in seno alla Commissione
Escursionismo C.A.I. – Sezione di Bolzano. Vi invitiamo pertanto a partecipare
numerosi per sostenere l’iniziativa e propagandarla.
REGOLAMENTO:
1. Le foto dovranno riguardare esclusivamente tutte le iniziative della Sezione
C.A.I. di Bolzano per l’anno in corso, con maggior riguardo per le escursioni, i
trekking, i corsi ecc…
2. Possono partecipare al concorso tutti quelli che partecipano alle nostre attività,
in regola con il tesseramento.
3. Ciascun concorrente potrà presentare un massimo di 5 fotografie a colori o
in bianco e nero di formato 20 x 30. Le fotografie numerate progressivamente da
1 a ..., dovranno essere consegnate tutte in una sola busta grande (formato A4)
bianca chiusa, senza segni di riconoscimento. All’interno, oltre alle foto, sarà
inserita una seconda busta bianca, formato lettera, chiusa, contenente i dati del o
della concorrente : nome, cognome, indirizzo e numero di telefono, e per ogni
foto, citando il numero progressivo, sarà possibile inserire un titolo o uno slogan,
una breve frase illustrativa o un commento, la data ed il luogo della manifestazione
a cui la foto si riferisce.
8. Il partecipante autorizza il C.A.I. Bolzano a far uso delle sue foto per il concorso
e per la loro pubblicazione. Tutte le opere premiate faranno parte dell’archivio CAI
che potrà utilizzarle per mostre o pubblicazioni. In ogni caso sarà sempre citato il
nome dell’autore. Il concorrente consegnerà al CAI la foto o il file oppure il negativo.
9. Le buste sigillate contenenti le relative foto e dati dovranno pervenire alla
Segreteria della Sezione C.A.I. di Bolzano (Piazza Erbe, 46) entro e non oltre venerdì 14 novembre 2014.
10. Per i giovani dell’alpinismo giovanile, in seno al concorso è aperta una speciale
classifica con la premiazione dei primi tre classificati. Le modalità di partecipazione
sono le stesse sopra riportate con l’avvertenza di scrivere sulla busta grande
“alpinismo giovanile”.
Si prega di consegnare le foto anche in formato digitale secondo le modalità che
saranno comunicate successivamente.
Premiazione dei due
vincitori ex aequo del 2°
premio del concorso
fotografico 2013
4. Le produzioni devono mostrare il contesto dove viene fatta o specificare la gita
in cui è stata scattata.
5. La commissione giudicante attribuirà alle foto un numero che sarà abbinato
alla relativa busta contenente il nome del concorrente. Il riconoscimento dell’autore
sarà effettuato dopo la formulazione della classifica.
6. La giuria sarà formata da fotografi e artisti esterni e sarà composta da almeno
tre membri nominati dalla Commissione Escursionismo.
7. Le foto giudicate migliori verranno premiate e la premiazione sarà effettuata
durante la serata retrospettiva di fine stagione.
Tra coloro che hanno partecipato ai concorsi e non sono stati premiati verrà
sorteggiato un premio di incoraggiamento per ritentare la prossima volta.
82
Premiazione dei due
vincitori ex aequo del
premio speciale della
giuria del concorso
fotografico 2013
83
6° “IL RACCONTO” 2014
Concorso letterario
La Commissione Escursionismo del CAI Bolzano, allo scopo di raccogliere e
conservare le emozioni che provano i soci durante tutte le attività sociali, indice un
concorso letterario. Il concorso, denominato “Il Racconto”, è riservato a tutti i Soci
che partecipano alle attività della Sezione. La tecnica di racconto è libera (prosa o
poesia). Il componimento premiato sarà pubblicato nel Programma Escursioni.
Una volta raccolte un congruo numero di opere, la Commissione si riserva la facoltà
di pubblicare una antologia dei testi premiati e di quelli più significativi.
REGOLAMENTO:
1. La Commissione Escursionismo del CAI Bolzano indice un concorso letterario
denominato “Il Racconto”, aperto a tutti quelli che partecipano alle nostre attività e
che sono in regola con il tesseramento.
2. La tecnica di racconto è libera. I testi potranno essere presentati sia in prosa
che in forma di poesia.
3. Gli elaborati dovranno essere presentati su un foglio A4 e su una sola facciata.
Ogni concorrente potrà presentare al massimo due elaborati. Gli elaborati dello
stesso autore dovranno essere posti ciascuno in una sola busta chiusa, priva di
contrassegni. Nella stessa busta dovrà essere inserita una seconda busta chiusa
contenente i dati dell’autore (nome, cognome, indirizzo e numero di telefono). Sarà
compito della giuria contrassegnare le buste e garantire l’anonimato dell’autore
durante la fase di valutazione. Il riconoscimento dell’autore sarà effettuato solo
dopo la formulazione della classifica.
4. La giuria sarà composta da artisti ed insegnanti di lettere, esterni alla
Commissione Escursionismo e sarà composta da almeno tre membri nominati
dalla Commissione Escursionismo. La valutazione sarà separata per componimenti
in prosa e per componimenti in poesia con l’assegnazione dei prime tre classificati
nelle due categorie. In questa fase la Giuria può non assegnare il primo posto. Di
seguito la Giuria darà la classifica congiunta (poesia e prosa) per la premiazione.
Verrano pubblicati sul Programma escursioni i primi classificati di prosa e poesia.
5. Le buste contenenti i racconti dovranno essere presentate alla Segreteria
della Sezione, entro il 14 novembre 2014.
6. Le opere migliori verranno premiate e la premiazione sarà effettuata in
concomitanza con la serata retrospettiva.
Tra coloro che hanno partecipato ai concorsi e non sono stati premiati verrà
sorteggiato un premio di incoraggiamento per ritentare la prossima volta.
7. Le opere rimarranno di proprietà della Sezione che ne curerà la raccolta. Gli
autori autorizzano il CAI Bolzano ad utilizzare le opere presentate al concorso
solo per scopi istituzionali. In caso di utilizzo, il nome dell’autore dovrà essere
citato.
8. Il CAI – Club Alpino Italiano è un’associazione indipendente, apartitica,
aconfessionale, improntata a principi di democraticità. Non saranno ammessi testi
in contrasto con tali caratteristiche dell’associazione.
84
Concorso letterario - IL RACCONTO 2013
L’ ULTIMO di Walter Schenk
Lo so, lo so, lo so, anche oggi è una bella escursione, una gita fantastica e
panorami meravigliosi. Lo so che tutto questo ha il suo prezzo perché più alto si
va più godibile il panorama sarà, ma soprattutto per me sarà anche più lungo e
faticoso. Oh sì, ma non c’è problema, io sono del CAI, quello dei forti e allenati
che la fatica e la stanchezza non spaventano, anzi, è il loro orgoglio. O almeno per
quasi tutti. In effetti dopo i “corridori” in prima fila, i mezzi corridori che cercano di
non staccarsi troppo e i“io non voglio scoppiare”,ci sono io: l’ultimo. A tutti capita
una giornata no, ma per me sono sempre no. Sono un incosciente coraggioso, so
che sarà dura, che soffrirò, mi faranno mal le gambe appena inizia la prima salita,
che l’accompagnatore raccoglitore continuerà a soffiarmi su collo, a sollecitarmi
fin quasi a offendermi pur di darmi quella carica di adrenalina o a consolarmi con
belle parole e a spiegarmi che quei versi che sento davanti non sono lamentele dei
“corridori” che a star fermi ad aspettare si raffreddano e perdono il ritmo e poverini
faranno più fatica, perché non sanno che io già non ce la faccio più; ma io insisto,
spero di trovare qualcuno che si stanca prima di me e che mi promuova a penultimo, ma dopo qualche occasionale ritardatario io, e sempre io, sono la maglia
nera. Ogni escursione ha i suoi ultimi, chi si ferma un “attimo”, chi si allaccia lo
scarpone o che si toglie o indossa la maglia, che per qualche momento mi danno
l’illusione di recuperare, di non essere più l’ancora, ma dura poco, anzi c’è anche la
beffa che quando raggiungo il gruppo che si è fermato per una pausa tè/pipi/fiato,
il gruppo riparte rinvigorito e a me rimane la gola secca, il fiatone e le gambe che
continuano a dirmi: bravo scemo, te l’avevo detto di startene a letto stamattina. La
consolazione ce l’ho quando, solo, guardando gambe e sederi dinamici che pian
piano si allontanano, posso pensare, posso guardarmi intorno e forse vedere quel
che gli altri, sguardo a terra per evitare gli ostacoli, non possono vedere. Ma mi
sto demoralizzando, non sono vecchio e non sarebbe neanche una scusante, con
gente che ha venti o trent’anni più di me e sono là davanti, ma ogni volta che leggo
il foglio-gita, prima ancora di vedere la destinazione, guardo il dislivello di salita e
discesa e mi viene quasi male quando vedo 800 metri, e se poi leggo 1200 o 1500
mi dico: non esiste, questi vogliono andare sull’Everest. E così a malincuore rinuncio, non mi faccio vedere, ho impegni, sarà per la prossima. Oh finalmente siamo
arrivati al rifugio, sarò lento a salire, ma la birra sono il più veloce a mandarla giù.
Ah, voi non capite il mio piacere a fermarmi e riposare, il boccale in mano e sentire
il cuore che lentamente riprende il suo ritmo regolare e il respiro che prima rantolava riempie i polmoni, anzi, quasi quasi mi faccio pure una sigaretta, alla faccia di
quelli che mi guardano scandalizzati. Ha, ha, ha, anche questa volta ce l’ho fatta,
anche se non ci credevo, mi rimane solo una amara considerazione: sono ancora
ultimo, e l’ultimo è sempre l’ultimo.
85
ATTIVITA’ INVERNALE
ESCURSIONI SCI-ALPINISTICHE
circostanti offerto dall’ampia sommità del Monte Altissimo di Nago.
Per la discesa si segue il tracciato di salita.
in collaborazione con la Scuola di Sci Alpinismo
1
GIORNATA DELLA SICUREZZA –
AUTOSOCCORSO IN VALANGA
12 gennaio
VAL SENALES
La Scuola di Sci Alpinismo del Cai Bolzano, organizza un’uscita in ambiente
dedicata alla tematica dell’Autosoccorso in Valanga. Questo appuntamento è rivolto
a tutti coloro che iniziano la stagione sci alpinistica e intendono ripassare l’utilizzo
dell’ARTVA e le manovre di autosoccorso. La giornata si svolgerà in Val Senales
e sará preceduta da un breve ripasso in aula, seguiranno le prove pratiche sulla
neve.
Viene precisato che i partecipanti dovranno essere dotati di attrezzatura propria e
funzionante, e che la giornata sará un ripasso e non un corso.
Segue programma dettagliato.
2
26 gennaio
PIZ TERZA
Val Muestair - Svizzera
MS
Dal parcheggio di Lü (1920 m) in localitá Munster quota m 1920, si segue la
direzione per la bella Malga Valmorain (2185 m). Da qui si sale verso nord su
dolci pendii e vallate verso la sella tra Muntet e Terza. Poco sotto la sella a destra,
inizialmente su un pendio piuttosto ripido, poi di nuovo su terreno piú facile si sale
fino a raggiungere la cima quota m 2907.
Per la discesa si segue la via di salita.
Punto di partenza e arrivo
Quota massima raggiunta:
Dislivello
Difficoltà:
3
Lü m 1920
m 2907
in salita
m 987
in discesa
MS – Medio Sciatore
09 febbraio
ALTISSIMO DI NAGO
Monte Baldo
m 987
MS
Dal parcheggio si oltrepassa l’albergo e si prende la forestale, segnavia 622,
che attraversando un rado bosco sale in direzione ovest. Si continua a salire
seguendo le tabelle e i segnali con il segnavia 622. Superate le pendici del Monte
Campo si arriva a Malga Campo, m 1635, si prosegue verso il Passo Paltrane
sino a raggiungere la bella dorsale di nord-est. Con un alternarsi di tratti con
dolce pendenza con altri a salita più sostenuta si procede in direzione sud est
guadagnando via via quota sino a scorgere in lontananza il Rifugio Chiesa. Sulla
destra del rifugio si guadagna il fantastico panorama sul Garda e su tutte le cime
86
Punto di partenza ed arrivo
Quota massima raggiunta:
Dislivello
Difficoltà:
4
23 febbraio
SASSO DI SESTO
Dolomiti di Sesto
S.Giacomo di Brentonico m 1205
m 2079
in salita m 879
in discesa m 879
MS – Medio Sciatore
MS
Dal paese di Sesto si imbocca la Val Fiscalina fino a giungere all’ Hotel
Dolomitenhof dove si parcheggia la macchina (a pagamento). Si prosegue sci ai
piedi di fianco alla pista di fondo per circa due km, fino al Rifugio Fondovalle ai
piedi di cima Una e da qui si apre e si imbocca la Val Sasso Vecchio seguendo il
sentiero estivo. Dopo il primo salto orografico la valle si apre, la pendenza diminuisce
e la vista è grandiosa e mano a mano che si sale per dolci pendii e piccoli strappetti,
si dispiega la maestosità delle crode fiscaline, fino a giungere all’ampio altipiano
del Rifugio Locatelli dove le pareti nord delle tre cime di Lavaredo fanno la loro
comparsa. La meta risulta evidente, è un rilievo alla sinistra della Torre di Toblin
e con un ultimo balzo di un paio di centinaia di metri si è in vetta con panorama
immenso a 360°.
Discesa lungo il percorso di salita.
Punto di partenza ed arrivo
Quota massima raggiunta:
Dislivello
Difficoltà:
5
16 marzo
BLAUSPITZE
Valle Aurina
Val Fiscalina - Hotel Dolomitenhof m 1454
m 2539
in salita
m 1085
in discesa m 1085
MS – Medio Sciatore
MS
Dal Ristorante Kordiler poco prima di S.Pietro si sale rapidamente per un
bosco ripido e fitto. Si raggiunge dopo circa un’ora la Malga Pippergalm (m 1912)
e con dolci pendii e boschi aperti si arriva ad un’altra Malga Grieser Oberhütte
(m 2137). Si prosegue in direzione sud verso una sella, e qui verso pendii piú ripidi
si arriva in vetta.
Si ritorna al parcheggio, lungo il tracciato di salita.
Punto di partenza e arrivo
Quota massima raggiunta:
Dislivello
Difficoltà:
poco prima di S.Pietro (m 1366)
m 2558
in salita
m 1250
in discesa
MS – Medio Sciatore
m 1250
87
6
05/06/07 aprile
BREITHORN E MONTE LEONE
Alpi Lepontine
BSA - BS
Primo giorno:
Con mezzi propri si raggiunge il passo del Sempione e sistemazione in un
alberghetto.
Secondo giorno:
Dall’ospizio del Sempione salire in dir. E verso un traliccio. Piegare poi leggermente
a destra, verso la cresta NW dell’Hubschhorn (grosso masso squadrato). Superare
la cresta e, perdendo qualche metro, dopo un traverso risalire il ripido canale. Al
termine del canale, sempre in direzione SE, su pendenze meno sostenute, portarsi
alla base dei pendii che scendono dal passo Homattu (2867 m), lasciandolo sulla
destra.Puntando ora ad E risalire l’Homattugletscher fino al Breithornpass (3355
m). Dal passo piegare a destra e seguendo la dorsale, raggiungere la vetta
senza difficoltà.
Per la discesa si segue la via di salita
Punto di partenza ed arrivo
Quota massima raggiunta:
Dislivello
Difficoltà:
Passo del Sempione (2005m)
m 3436
in salita
m 1430
in discesa m 1430
BS – Buon Sciatore
Sopra : Verso il Lenkstein - sotto : Lenkstein 3237
Terzo giorno:
Dal parcheggio in corrispondenza dell’Ospizio del Sempione (2005 m), risalire
senza percorso obbligato i pendii che in direzione E portano alla base della cresta
NW del Hübschorn a quota 2363 m nei pressi di un caratteristico masso. Aggirare la
base della cresta e con un breve ma ripido traverso portarsi nel vallone che scende
dal Hommatau Gletscher, risalirlo procedendo in direzione SE sino a raggiungere
la morena del ghiacciaio, a cui fa seguito un tratto semipianeggiante. Proseguire
superando un breve ripido pendio e rimontare poi la fronte del ghiacciaio, che si
percorre sino al Colle del Breithorn (3372 m). Dal colle traversare verso E in
direzione della vetta del Monte Leone che, da qui, appare come una
piramide appiattita. Portarsi sui vasti pianori del Alpjergletscher perdendo circa
un centinaio di metri di dislivello per raggiungere poi la cresta S in corrispondenza
di un evidente intaglio. Lasciati gli sci si risale un breve pendio nevoso sino alla
cresta, che nel periodo primaverile si presenta interamente nevosa, percorrendo la
quale si raggiunge la vetta. Dalla vetta con percorso a ritroso si ritorna al Colle del
Breithorn (100 m di dislivello positivo).
La discesa si svolge dal colle per il percorso di salita.
Punto di partenza ed arrivo
Quota massima raggiunta:
Dislivello
Difficoltà:
Rientro a Bolzano
88
Passo del Sempione (m 2005)
m 3553
in salita m 1660
in discesa
BSA - Buon Sciatore Alpinista
m 1660
89
ATTIVITA’ INVERNALE
ESCURSIONI CON LE CIASPOLE
1
12 gennaio
CIASPOLATA AL PICHLBERG
Monti Sarentini
EAI
Anche quest ‘ anno ,, inauguriamo’’ le ciaspe. Lo faremo con questa ciaspolata in Val
Sarentino e naturalmente essendo la prima, faremo il possibile per non strafare perché
le nostre gambette e muscoletti sono ancora da mettere in movimento e dopo le feste
sappiamo che potrebbero esserci dei problemi di equilibrio. La Gedrum Hütte ci fornirà
conforto con i suoi piatti tradizionali .
Neve e tramonto a Pichlberg - Foto di Patrizia Girardi
Per salire su una barca si dice ‘’ imbarcarsi ‘’ ma per salire su un pullman come si
dice ?...... Impullmarsi ? Scherzi a parte, ci dirigiamo con il nostro pullman verso la
Val Sarentino e precisamente a S. Martino. Raggiunto il parcheggio della cabinovia
calziamo le ciaspole e saliamo decisi a fianco della pista da sci, seguendo le tracce
dei numerosi sci-alpinisti che frequentano la zona, arrivando alla Sunnolm. Rifiatiamo e proseguiamo su una forestale in dolce ascesa fino alla stazione a monte
della cabinovia con uno spettacolare panorama sulle Dolomiti. Ora scolliniamo e il
percorso ci porta in leggera discesa fino alla Gedrum Hütte dove faremo pausa
pranzo. A seconda delle condizioni del manto nevoso il rientro avverrà lungo l’ incantata Valle dei Mulini – Gedrumtal oppure lungo la forestale fino a S. Martino.
forestale - tracce in salita - 11 - 7
Sentieri:
Punto di partenza e arrivo:
Parcheggio S. Martino – Reinswald m 1560
Quota massima raggiunta:
m. 2190 al Pichlberg
Dislivelli
in salita m 630 in discesa m 630
Ore di cammino effettivo:
4.30
Difficoltà:
EAI
Pullman. Pranzo al sacco - Possibilità di ristoro alla Gedrumhütte
Proposta da Willy Marchiori
90
2
19 gennaio
CIASPOLATA IN VAL CIAMIN
Val di Tires - Gruppo del Catinaccio
EAI
Non dovrebbe certo mancare la neve in Val Ciamin, una valle stretta tra il Gruppo del
Catinaccio e lo Sciliar… per la particolare morfologia ed ubicazione la valle infatti abbonda
di precipitazioni e gli alberi si coprono di una splendida coltre bianca mentre il ruscello che
costeggiamo, immobilizzato nel ghiaccio, si copre a sbuffi sulle pietre sottostanti, mentre in
altri momenti avremo la possibilità di ammirare tuta la fiabesca maestosità del Catinaccio.
Verso la Val Ciamin – Foto di Mariaclara Pagano
Lasciato l’autobus dopo il paese di S. Cipriano (St. Cyprian), località Traun
(a quota ca. 1250 m si percorre una strada forestale molto panoramica, che, in
leggera salita, ci porta prima al Schäfer Leger (1370 m) e poi al Rechter Leger
(m. 1606), dal quale potremo godere di uno splendido panorama in occasione della
sosta per il pranzo. Il rientro è previsto per un tratto per lo stesso sentiero; in seguito
la nostra discesa prosegue per altra via, fino a raggiungere prima i Bagni di Lavina
Bianca (Weislahnbad – m 1173) e poi la chiesetta di S. Cipriano (1071 m) dove
troveremo il nostro autobus.
Sentieri:
13 - 3
Punto di partenza :
Parcheggio località Traun (m 1250)
Punto di arrivo :
Chiesetta di S. Cipriano (St. Cyprian – m 1071)
Quota massima raggiunta: Rechter Leger (m 1606)
Dislivelli
in salita m 350
in discesa m 600 circa
Ore di cammino effettivo: 4.30 - 5
Difficoltà:
EAI
Pullman. Pranzo al sacco. Possibilità di ristoro ai Bagni di Lavina Bianca
Proposta da: Mariaclara Pagano
91
3
09 febbraio
CIASPOLATA IN NAVISTAL
Tuxer Alpen
EAI
Laterale della Wiipptal (a nord del Brennero) la valle di Navis è stata già frequentata
dal CAI Bolzano, sia in versione estiva, sia invernale. Si ripropone quindi quanto effettuato
nell’inverno 2004 ma con percorso modificato e con meta la rinnovata Naviserhütte e
la vicina Stöcklalm. E visto che la valle è una quelle più frequentate dagli sci-alpinisti la
discesa sarà da mulinare per prati cosparsi di farinello doppiozero.
Naviserhütte - foto di Gianpietro Vitti
Partendo dal paese di Navis (m 1337) si deve seguire ancora per un po’ la
strada asfaltata fino all’ultimo parcheggio per le auto (m 1390). Qui ci si inciaspola
e percorrendo la strada forestale si raggiunge il rinnovato Rifugio Naviserhütte (m
1784). Da qui si può proseguire ancora su percorso battuto fino alla semplice e gestita
Stöcklalm (m 1882). Con percorso libero attraverso i bellissimi prati innevati della
Pöltealm si ritorna alla Naviserhütte e tutti insieme si scende per l’appositamente
predisposto “pistone” che riporta al parcheggio (con disinciaspolamento…) ed al
paese di Navis
Punto di partenza ed arrivo
Navis (m 1337)
Quota massima
m 1784 o 1882
Dislivelli
in salita e discesa
Ore di cammino effettive
4 – 4.30
Difficoltà
EAI
Documenti validi per l’espatrio al seguito.
Pullman. Pranzo al sacco o in uno dei due rifugi.
Proposta da Gianpietro Vitti
92
: m 460 o 560
4
23 febbraio
CIASPOLATA AGLI OMETTI DI PIETRA
Monti Sarentini
EAI
Escursione con le racchette da neve sui Monti Sarentini. Il percorso si snoda lungo strade forestali e ampie dorsali, nell’ondulato altopiano del Monzoccolo.
Ometti di Pietra di Sarentino - foto di Daniele Piccolo
Dal parcheggio Kircheben nei pressi di S. Ulrico a Meltina (St. Ulrich bei Mölten, m 1344), si percorre in salita una comoda strada forestale che
conduce alla Capanna del Sellaio (Sattler Hütte, m 1609) e alla Capanna
Meltina (Möltner Kaser, m 1763). Per un breve tratto di bosco ed un’ampia
dorsale prativa, si sale alla panoramica Cima degli Ometti di Pietra (Steinmandln, m 2003). Ritorno al punto di partenza lungo l’itinerario dell’andata.
Sentieri:
Punto di partenza ed arrivo
Quota massima raggiunta
Dislivello
Ore di cammino effettive
Difficoltà
K
Parcheggio Kircheben nei c/i di S. Ulrico (m 1344)
Cima degli Ometti di Pietra (m 2003)
in salita e discesa m 700
4.30 - 5
EAI – Percorso privo di difficoltà oggettive, che
richiede un minimo di allenamento.
Pullman. Pranzo al sacco. Possibilità di ristoro alla Capanna del Sellaio.
Proposta da Daniele Piccolo
93
5
02 marzo
Ciaspolada al Col Margherita
Monti della Catena di Bocche
EAI
Spettacolare escursione con le racchette da neve sui Monti della Catena di Bocche, tra
le Pale di San Martino e la Marmolada. Il percorso si snoda inizialmente per tracce che
risalgono tra leggeri saliscendi fino a incrociare le strade forestali ora piste da sci che
collegano gli impianti al rifugio Passo Valles .
verso Col Margherita - foto di Walter Schenk
Dal parcheggio di Malga Vallazza (m 1935) si sale lungo tracce fino a trovare
la forestale da Passo Valles (m 2031) inoltrandoci poi in uno splendido ampio
vallone, risalendo per facili costoni fino al grandioso anfiteatro di vallette e
collinette. Si aggireranno valloncelli e leggere colline fino alla spianata terminale
che porta, ai lati e a volte incrociandole delle piste da sci, con un paio di strappi alla
stazione a monte dell’ impianto scistico e poi con altri 50 metri al Col Margherita
(m 2550 ) Mozzafiato il il panorama a 360 ° che si può godere se la giornata
lo permette. Dal Passo S. Pellegrino, Cima Uomo, Marmolada, Pelmo, Civetta,
Pale i S. Martino Lagorai. Come possibile alternativa prima degli tratti finali e ben
segnalato deviando a destra si raggiunge il Rifugio Laresei (m 2250), in posizione
panoramica con un’ ottima cucina.
Sentieri
Punto di partenza
Punto di arrivo
Quota massima raggiunta
Dislivelli
Ore di cammino effettive
Difficoltà
Tracce – forestale/pista - 695
Parcheggio Malga Vallazza (m 1935)
Rifugio Passo Valles a Passo Valles (m 2031)
Col Margherita (m 2550)
in salita: m 650 ca - in discesa: m 550 ca
4–5
EAI – Percorso privo di difficoltà oggettive, che
richiede un minimo di allenamento.
Pullman. Pranzo al sacco. Possibilità di ristoro presso la stazione a monte
dell’ impianto di risalita del Col Margherita, per l’ eventuale alternativa presso il
rifugio Laresei .
Proposta da Walter Schenk
94
“L 'albero dei balocchi “ di Patrizia Girardi - Premio Speciale della Giuria - ex aequo
- Dalla Val Ridanna alla Val Racines - 30.06.2013
95
ATTIVITA’ ESTIVA
6 aprile
1
T
GITA CULTURALE: VISITA GUIDATA ALLE
INCISIONI RUPESTRI IN VAL CAMONICA
Parchi di Naquane e Seradina-Bedolina (Capo di Ponte, BS)
Il Cai Bolzano propone una gita culturale in un suggestivo ambiente montano,
la Val Camonica nel comune di Capo di Ponte (BS), abitata dall’uomo fin dall’età
preistorica e famosa per le incisioni rupestri. Queste testimonianze della vita e dei
costumi degli antichi Camuni (culto, caccia, guerra, abitazioni) dal Neolitico all’età
romana, nascoste a lungo sotto strati di terra e muschio, sono state riscoperte
nel secolo scorso e riconosciute dall’Unesco nel 1979 come il primo sito italiano
Patrimonio mondiale dell’umanità. Si possono ora osservare sulle rocce levigate
dai ghiacciai ed immerse in un paesaggio naturale di castagni secolari nel vasto
Parco Nazionale delle incisioni rupestri di Naquane (istituito nel 1955), un grande
museo all’aperto (m. 460 s.l.m.) che contiene 104 rocce incise con ca. 170.000
raffigurazioni di arte rupestre, tra le più importanti al mondo.
Nelle vicinanze, il più recente Parco Archeologico di Seradina-Bedolina
(dal 2005) è noto per la presenza, in uno scenario naturale di grande interesse
geologico e botanico, di rocce incise della tarda età del bronzo e del ferro, con
scene quotidiane, mappe ed il famoso simbolo “rosa camuna” divenuto emblema
della regione Lombardia. La gita prevede la visita con guida locale di entrambi i
parchi ed un pranzo tipico (facoltativo) in ristorante.
Da Bolzano (con partenza alle ore 6.30) si raggiungerà in pullman la Val Camonica,
dove incontreremo la guida locale per la visita al Parco Nazionale delle incisioni
rupestri in località Naquane (durata ca. 1,5-2 ore). Seguirà la pausa pranzo, con
possibilità di mangiare insieme in ristorante. Nel pomeriggio ci trasferiremo nella
frazione di Cemmo di Capo di Ponte per la visita guidata al Parco Archeologico
di Seradina-Bedolina (durata ca. 1,5 ore). La partenza per il rientro a Bolzano
avverrà alle ore 17.00 ca. con arrivo a Bolzano in serata (ore 20.00 ca).
Termine per l’iscrizione: 25 febbraio 2014.
Proposta da: Francesca Boldrer
immagini tratte dal sito della Pro Loco di Capo di Ponte.
2
21 aprile
DA PONTIVES A CHIUSA
Gita di Pasquetta
E-T
Bella e facile gita attraverso boschi e prati all’imbocco della Val Gardena .
Si parte da Pontives m 1110 si sale, prima per strada e poi per boschi, sul famoso
Sentiero della Posta ( Poststeig ) che un tempo veniva usato per trasportare la
posta da Chiusa alla Val Gardena, quindi passando per il Pedrutscherhof si arriva
al paesino di S.Pietro ( St.Peter m 1211 ). Dopo una breve sosta si prosegue per
alcuni tratti su strada asfaltata per arrivare a Ceves (Tschövas m 1229) dove e’
prevista la pausa pranzo.
Dopo avere pranzato si riparte e passando per Laion (Lajen m 1100) si scende
verso Albions (m 890) e quindi a Chiusa (Klausen m 525) dove termina la gita.
Sentieri:
Punto di partenza:
Punto d’arrivo
Quota massima raggiunta:
Dislivelli
Ore di cammino effettivo:
Difficoltà:
12-12B-P-5
Pontives m 1110
Chiusa m 525
m 1229
In salita
m 150
4
E-T
in discesa
m 700
Pullman. Pranzo al sacco o possibilità di ristoro a Ceves.
Proposta da : Walter Schenk
96
97
3
27 aprile
SOAVE
Monti Lessini
T
4
Soave, antico presidio romano, fu probabilmente rifondata dagli Svevi giunti al
seguito dei Longobardi e fortificata dagli Scaligeri gode di una posizione favorevole
dato che si trova quasi a metà strada tra Verona e Vicenza sulle ultime propaggini
dei Monti Lessini. Tra la valle d’Illasi e la Valle d’Alpone. La città si presenta ancora
oggi come un’ intatto borgo medievale inserito in un territorio collinare coltivato a
vigneti, che producono il vino omonimo e ricco di attrattive storiche e ambientale.
In mattinata, dopo una breve visita e colazione a Soave, è previsto il percorso
del sentiero Capitelli con descrizione del territorio e delle sue caratteristiche
ambientali e rurali. E’ un giro tra i vigneti del Soave DOC con visita panoramica
sul Castello, sulla pianura e colline circostanti e, con giornate particolarmente
limpide, si possono vedere gli Appennini. Per il pranzo ci trasferiremo a Roncà in
Val d’ Alpone :per chi lo desidera c’è la possibilità di degustare vini, salumi
( Soppressa del Brenton ) e formaggi locali nella zona di Roncà, ( vini Soave
DOC, Recioto ) oppure pranzo a sacco. Dopo pranzo è previsto il giro facoltativo al
Museo di Roncà ( 1 h circa – visione video + visita guidata al museo ). Al termine
percorso guidato sul sentiero dei fossili ( museo all’aperto ) in Val della Chiesa
che si snoda tra vigneti e i boschi delle colline circostanti. Il sentiero dei fossili
di Roncà è un percorso di interesse naturalistico – paleontologico realizzato di
recente. Durante l’escursione è possibile incrociare qualche capriolo, vedere un
falco volare o notare il passaggio di lepri. Lungo il percorso si possono ammirare
le piccole cascate originate dal torrente Valle della Chiesa e la contrada Buso
famosa per essere una sorta di museo all’aperto dove è facile trovare fossili di ogni
tipo. Durata escursione sentiero T – circa ore 2,30 .
Sentieri:
Punto di partenza:
Punto d’arrivo:
Quota massima raggiunta:
Dislivelli
Ore di cammino effettivo:
Difficoltà:
Pullman. Pranzo al sacco o
degustazione vini e prodotti locali
presso una cantina
(FACOLTATIVO)
Proposta da:
Emanuela Chieregato
Soave - uno dei capitelli foto di Emanuela Chieregato
98
sentiero dei Capitelli
Soave m 37
Soave m 37
m 210 al Capitel del Foscarin
in salita
m 300
in discesa
2,30
T
m 300
4 maggio
EEA - E
BURRONE DI MEZZOCORONA con alternativa
Apertura Ufficiale della Stagione Escursionistica Estiva
Saremo al Burrone di Mezzocorona per l’apertura ufficiale della stagione
escursionistica della nostra Sezione . Il percorso attrezzato nel lontano 1906
dal Dottor Giulio Giovanelli a cui è dedicato , è sempre suggestivo , abbastanza
facile ma comunque da non sottovalutare per la presenza quasi costante di acqua
all’interno della gola . E’ prevista un’alternativa per gli scarponi sul sentiero detto ,,
Della Calchera ‘’ che si percorrerà per riunirsi al gruppo che salirà lungo la ferrata
ed arrivare al Monte di Mezzocorona dove si effettuerà la pausa pranzo . Il rientro
a valle sarà per tutti sul sentiero della calchera . Possibilità di salita e discesa in
funivia .
Burrone di
Mezzocorona - foto di
Sergio Michelon
Sentieri:
Punto di partenza:
Punto d’arrivo:
Quota massima raggiunta:
Dislivelli
Ore di cammino effettivo:
Difficoltà:
Via ferrata – 505 - 504
Mezzocorona m 227
Mezzocorona m 227
m 891 al Monte di Mezzocorona
in salita
m 664
in discesa
m 664
3.30 - 4
EEA - E – Coloro che intendono salire per
il Burrone Giovanelli dovranno essere
muniti dell’attrezzatura complete da ferrata
marchiata CE e non autocostruita
compreso il casco . La verifica avverrà sul
posto e chi non in possesso dei materiali
idonei non verrà ammesso alla ferrata .
Pullman. Pranzo al sacco o presso i ristoranti della zona
Proposta da tutta la Commissione Escursionismo .
99
5
11 maggio
SENTIERI DELL’ACQUA
I Waalwege tra Sluderno e Spondigna
Alta Val Venosta
E
Lungo tutta Val Venosta e nella zona del Burgraviato esiste una fitta rete di
corsi d’acqua per l’irrigazione delle colture, che convoglia le acque di fusione dei
ghiacciai e delle sorgenti d’alta quota fino ai coltivi più soleggiati ed aridi.
Questi canali, piccoli capolavori d’ingegneria idraulica, conosciuti con il nome
di Waal (Weg è il sentiero che spesso li affianca) si sono sviluppati in tutta Europa
soprattutto a partire dal XV secolo, anche se i più antichi, semba possano risalre
al XIII secolo.
Riscoperti e riproposti ad uso turistico, questi sentieri si snodano per svariati
chilometri, digradando molto dolcemente tra boschi e frutteti: straordinarie
Waalwege - foto di Giampietro Vitti
opportunità di escursioni.
6
18 maggio
DA POCHI A CEMBRA
Sentiero Dürer
E
Parco Naturale Monte Corno-Val di Cembra
La gita ripercorre parte del sentiero del Dürer, contrassegnato dal tipico
monogramma “AD”, le iniziali del famoso pittore di Norimberga Albrecht Dürer
(1471-1528). Nel 1494, dirigendosi verso Venezia nel suo primo viaggio in Italia,
dopo una sosta a Egna e Laghetti, egli salì in quota per evitare le paludi del
fondovalle causate da una alluvione. Raggiunge così la Val di Cembra, dove si
soffermò affascinato dal paesaggio, come testimoniano alcuni suoi acquerelli che
ne ritraggono scorci suggestivi.
a sinistra :
il monogramma
del Dürer - foto di
ML Fattoretto
a destra :
Lago Santo - foto
di Willy Marchiori
Attraversata Sluderno (Schluderns - m 920) con le sue antiche case ci si
addentra nella bassa Val di Mazia fino all’ultimo casa dove, con breve salita ci
si porta al Griggwaal che riconduce fuori dalla valle. Si prende poi la Via Crucis
che sale al Calvario e successivamente al Ganglegg (m 1124), sito archeologico
con ritrovamenti risalenti al 2300 a.c. (età del Bronzo). Si riprende per il sentiero
che costeggia il Leitenwaal per arrivare al ponte sul Torrente Saldura (m 1200)
dove si trovano il punto di captazione del Leitenwaal e del successivo Bergwaal.
Camminando a fianco di quest’ultimo si arriva poi al Maso Vernal (m 1151), a
monte di Castel Coira (Churburg). Si prosegue poi lungamente per il Sentiero del
Sole (Sonnenweg ) attraverso le tipiche zone aride della Val Venosta concludendo
l’itinerario a Spondigna (Spondinig - m 895).
Punto di partenza
Sluderno (m 920)
Punto d’arrivo
Spondigna (m 895)
Quota massima raggiunta
m 1200 presso la casetta del Waaler
Dislivelli
in salita
m 540
in discesa
m 565
Ore di cammino effettivo
5.30
Difficoltà
E
Pullman . Pranzo al sacco.
Proposta da Gianpietro Vitti
100
Da Pochi di Salorno (Buchholz, m 563) si imbocca il sentiero del Dürer (n.
1, SI), che sale costantemente, toccando una antica calcara, attraverso il Parco
Naturale Monte Corno (Naturpark Trudner Horn) fino al passo del Sauch (m 916)
e all’omonimo rifugio. Di qui si procede lungo il sentiero 409B, dove si incontra un
osservatorio ornitologico, fino al Roccolo del Sauch (m 935); quindi si sale alla
località Pozze (m 1054) e si giunge lungo il sentiero 409A al biotopo Lagabrun
e al suggestivo lago Santo (m 1194) affiancato da una chiesetta degli alpini, con
vista del Lagorai. Di qui si prosegue per il sentiero europeo E5 (= 410), che collega
il mare Adriatico al lago di Costanza, e si scende fino alla località S. Antonio, con
grazioso capitello (m 980), e infine, con vista sulle piramidi di Segonzano, al paese
di Cembra (m 665). Qui è possibile visitare il cippo presso la chiesa di S. Rocco
da cui dipinse il Dürer e l’antica chiesa di San Pietro ricca di affreschi (con guida
volontaria locale). Inoltre per gli interessati sarà proposta una degustazione di vini
(con piccolo contributo) a cura dell’APT di Cembra.
Sentieri:
1, 409B, 409A, E5 (=410)
Punto di partenza:
Pochi di Salorno (m 563)
Punto d’arrivo:
Cembra m 665
Quota massima raggiunta: m 1208 al Lago Santo
Dislivelli
In salita
m 650 ca
in discesa m 550 ca
Ore di cammino effettivo:
5.00
Difficoltà:
E
Pullman. Pranzo al sacco. Possibilità di ristoro al Rifugio Sauch.
Proposta da: Francesca Boldrer e socia Maria Laura Fattoretto
101
25 maggio 7
E-T
CICLABILE VALLE DEI LAGHI – TERLAGO – TORBOLE … MORI
Con alternativa a piedi : Sentiero delle Busatte
Lago di Garda
Torbole e Nago furono testimoni nel 1439 di un’impresa curiosa ed
eccezionale, il trasporto per via terra di un’intera flotta veneziana dall’Adriatico al
lago di Garda. Nelle prime fasi della terza guerra lombarda (1438-40) il Senato di
Venezia dette il via al piano che prevedeva il trasporto di un’intera flotta veneziana
(25 barconi, 2 galee e 6 fregate) dall’Adriatico lungo l’Adige sino a Mori. Da qui con
un’imponente ed ardita opera le imbarcazioni furono tratte in secco e trasportate
al lago di S. Andrea (oggi l’alveo secco del lago di Loppio) fatte rinavigare per i 6
km del lago, e tratte nuovamente a secco, fatte scendere con l’aiuto di funi e buoi,
all’abitato di Nago.
Dal paese di Terlago (m 430) si costeggia il tratto sud del lago di Terlago sino
ai pressi della chiesetta di S. Pantaleone, si continua per un breve tratto di strada
fino ai campi sportivi. Imboccata la ciclabile lasciamo il paese di Vigolo Baselga
alla nostra sinistra, salendo sino ad incontrare la strada statale (m 470 circa). Si
prosegue per ciclabile, e scendendo per una ripida discesa si arriva al paese di
Vezzano (m 394). Attraversato il paese, si scende, per una strada secondaria, a
Padergnone (m 319). Si evita di tornare sulla strada principale deviando a destra
per fare il giro del lago di S. Massenza (m 259) ove è stata costruita dal 1949
al 1954, ed entrata in funzione già nel 1952, la centrale idroelettrica che riceve
l’acqua dal lago di Molveno. Torniamo sulla strada principale e la attraversiamo.
Per un percorso pedociclabile, anche su passerelle, percorriamo il lato occidentale
del famoso lago di Toblino, passando per Castel Toblino (m 245), sino ad arrivare
nuovamente sulla strada statale. Qui proseguiamo per marciapiedi fino al paese
di Sarche (m 250), dove inizia l’ultimo tratto della pista ciclabile che in circa 24
Km, per lunghi tratti costeggiando il Sarca, conduce a Torbole (m 66) passando
per Pietramurata, le marocche di Dro (imponente risultato di tre grandi frane
dell’epoca postglaciale – circa 200.000 anni fa), Ceniga, ed Arco.
Biciclettata
Percorso:
Terlago – Torbole Km 39 in aggiunta e facoltativo
Torbole – Mori Km 15
Punto di partenza: Terlago (m 430)
Punto d’arrivo:
Dislivello:
sino a Torbole :
Ore di pedalata :
Torbole (m 66) – Mori (m 200)
salita m 350
sino a Mori
discesa m 500
salita m 560
discesa m 580
5-6
Difficoltà:
Il percorso presenta diversi tratti di saliscendi a volte anche
ripidi, e richiede attenzione da parte
dei partecipanti ed un normale
allenamento.
Obbligatorio : Casco da ciclista e kit per piccole riparazioni
Pullman. Pranzo al sacco o presso ristori lungo il percorso
Proposta da Cesare Cucinato , sua anche la foto sotto: Ciclabile verso il Garda
Ma non finisce qui. Per i più intraprendenti da Torbole (m 66) si può salire, per
ripida salita (circa Km 1,5 con un dislivello di ca 150 m – fattibile anche a piedi in
circa 30’) a Nago (m 220) e poi con un tratto più pedalabile al Passo S. Giovanni
(m 272). Dal passo si scende verso l’abitato di Mori (m 200) passando per il biotopo
del Lago di Loppio. Sicuramente Loppio era un lago di discrete dimensioni sino al
1959, anno in cui fu realizzata la galleria tra il fiume Adige ed il Lago di Garda per
riversare nel lago le acque eccedenti in caso di piena. Ma la costruzione di questa
galleria portò a disperdere la falda acquifera che alimentava il lago, svuotandolo.
102
103
8
1 giugno
E
ALTISSIMO DI NAGO
Gruppo del Monte Baldo
Il Monte Altissimo di Nago è la cima più settentrionale della catena del Baldo.
Oggigiorno si trova in territorio trentino, ma all’inizio del ‘900 faceva parte dell’impero
Austro-ungarico e per la posizione strategica fu inserito nel piano di fortificazioni
per la difesa dei confini meridionali tra Il Lago di Garda e l’altopiano di Folgaria.
Allo scoppio della guerra, dopo una serie di scaramucce con le truppe italiane
abbandonarono la cima ed arretrarono su una linea di difesa posta a nord della
Valle di Loppio. Una volta italiana, la cima fu resa raggiungibile dalla strada, ancora
oggi percorribile, che parte dal Rifugio Graziani.
Veduta sul
Garda - tratta
da Internet
Alternativa
a piedi
Uno spettacolare percorso a mezza costa sui monti che circondano il Lago di
Garda. Con il lago sempre a vista percorreremo il Sentiero delle Busatte che si
snoda partendo da Torbole; un sentiero con paesaggi mozzafiato che termina a
Tempesta località che durante l’impero asburgico segnava il confine con il regno
d’Italia. Il percorso disegnato dal Corpo dei Vigili dislivelli e adatto a tutti. L’aspetto
paesaggistico, naturalistico e geologico è un’ ulteriore motivo di interesse di questo
ambiente.
Partendo dall’abitato di Nago, attraversiamo il paese iniziando il nostro cammino
su un stradina asfaltata per dirigerci verso il Bike Park delle Busatte. Già dopo
mezz’ora circa incontriamo la prima delle tre scale di ferro che ci permettono di
superare alcuni decisi dislivelli. A questo punto credo che sia quasi obbligatorio
rallentare il cammino per soffermarci ad assaporare i profumi della macchia
mediterranea ed ammirare il panorama del lago sotto di noi. Durante il tragitto
incontriamo altre due scale, che ci portano a Tempesta dove invertiamo la marcia
per ritornare a Nago ripercorrendo solo una scala. Arrivati di nuovo al paese
scendiamo a fianco della statale, raggiungiamo le Marmitte dei Giganti dirigendoci
alla volta di Torbole , al termine della gita. In parte aeree e fissate alla roccia, le
scale sono munite di alto parapetto e con normali scalini; il percorso è adatto a tutti.
Sentieri:
Punto di partenza:
Punto d’arrivo:
Quota massima raggiunta:
Dislivelli
Ore di cammino effettivo:
Difficoltà:
Pullman. Pranzo al sacco
Proposta da: Willy Marchiori
104
Sentiero delle Busatte
Torbole m.67
Torbole m 67
m 380 circa
in salita m 313 ca
in discesa
4.30
E-T
m 313 ca
Rifugio D.Chiesa all’Altissimo - foto di Walter Schenk
Dalla chiesetta di San Giacomo di Brentonico (XVII secolo) inizia il sentiero
che, superando una serie di gradini rocciosi arriva ad un ripiano. Attraversata poi
una fascia boscosa si continua lungo il versante meridionale del Monte Campo
arrivando alla conca di Malga Campo (m 1635). Risaliti i pascoli di Paltrane si
affronta la lunga ed ampia dorsale che termina presso il Rifugio Damiano Chiesa
(m 2050), posto a pochi metri dalla vetta del Monte Altissimo (m 2078), da dove
si ha una istruttiva vista panoramica.
Dopo la pausa pranzo si scende la mulattiera miliatare che con ampi tornanti
porta al Rifugio Graziani alla Bocca del Creer (m 1617), da cui scendendo per la
Val Cavalpea si ritorna al punto di partenza.
Punto di partenza ed arrivo
Quota massima raggiunta
Dislivello
Tempo di percorrenza
Difficoltà:
San Giacomo di Brentonico (m 1194)
m 2078 sul Monte Altissimo
in salita e discesa
m 900
ca. 5.30 ore
E
Pullman. Pranzo al sacco o al Rifugio D. Chiesa.
Proposta da : Walter Schenk
105
9
6-9 giugno
T
ESCURSIONE AL PARCO NAZIONALE “LAGHI DI PLITVICE”
Gruppo montuoso di Maja Kapela e della Lička Pljesevica.
Sabato
7 giugno
Viaggio itinerante attraverso Slovenia, Istria e Croazia
Parco Nazionale
“Laghi di Plitvice”
Un fenomeno unico al mondo
Patrimonio dell’umanità
La Sezione di Bolzano nei giorni 6,7,8,9 giugno 2014 organizza una
escursione nel meraviglioso e spettacolare scenario naturale unico al
mondo nel suo genere al:
“Parco Nazionale di Plitvice”
Il Parco nazionale dei laghi di Plitvice (in croato Nacionalni park Plitvička jezera)
si trova in Croazia, nel complesso montuoso di Lička Plješivica, in un territorio di
fitte foreste, ricco di corsi d’acqua, laghi e cascate.
I giochi d’acqua delle cascate, il rigoglio della natura, la bellezza della flora, la
varietà della fauna, i contrasti dei colori delle foreste e l’aria pura di montagna ci
fanno apprezzare il piacere di immergersi nella natura. Percorrere il complesso
sistema di itinerari e sentieri, camminare sulle passerelle ed i ponticelli che consentono di passare agevolmente da un lago all’altro, traghettare con l’elettroscafo
sulle limpide e calme acque dei laghi, oltre a rivelare splendidi e suggestivi paesaggi, rendono indimenticabile la visita del parco.
Quest’area così suggestiva fu dichiarata parco nazionale già dal 1949 e nel
1979 fu inserita nel Registro mondiale del Patrimonio Naturale dell’UNESCO
come :
“Patrimonio dell’Umanità”
PROGRAMMA
Venerdì
6 giugno
106
Trasferimento da Bolzano a Trieste attraverso le Regioni Veneto
e Friuli-Venezia Giulia con due brevi fermate presso gli “autogrill” autostradali
Arrivo a Trieste e visita alla Grotta Gigante del CAI.
Pranzo al sacco.
Incontro con la Guida e visita al borgo marinaro di Pirano.
Proseguimento per Umago, pernottamento e cena in Hotel
Residence Park
Domenica 8
giugno
Lunedì 9
giugno
Prima colazione a buffet
Partenza per Parenzo e breve visita della cittadina
Visita panoramica del Canale di Leme
Arrivo a Rovigno e visita guidata al centro storico
Pranzo in un ristorante tipico con menù di pesce o Istriano
Partenza e arrivo a Plitvice con alcune fermate durante il tragitto
Pernottamento e cena in l’Hotel Jezero all’interno del Parco
Prima colazione
Escursione guidata ai laghi e cascate del Parco di Plitvice
Pic nic all’interno del parco nei vari punti di ristoro
Ritorno in albergo e pomeriggio libero
Cena
Colazione e partenza per Miramare/Trieste
Arrivo a Miramare con visita del Castello
Partenza per Sgonico e pranzo in agriturismo
Rientro a Bolzano con alcune fermate in autostrada
NOTE TECNICHE
Partenza
Da Bolzano alle ore 6.00 del mattino, effettuando le solite femate in Via Perathoner, Piazza Vittoria, Via Druso e via Gutenberg.
Iscrizione
I posti sono riservati da un minimo di 35 fino ad un massimo di
47 partecipanti.
Sono riservate in primis ai soci della Sezione di Bolzano e, solo
nell’eventualità di posti disponibili, anche ai soci di altre sezioni.
Essere in regola con il bollino CAI 2014.
Chi desidera dormire in camera singola, dovrà comunicarlo in
segreteria con un supplemento a persona per tre notti.
All’atto dell’iscrizione lasciare in segreteria i dati anagrafici e
nr.cell.
Le iscrizioni sono aperte dal 13.1.2014 e chiudono il 12.4.2014
L’iscrizione è ritenuta valida ed il posto prenotato, solo al versamento dell’acconto nei termini previsti dal programma.
Non si accettano prenotazioni telefoniche con riserva del posto
in pullman.
N.B: Non sono ammesse scusanti, ritardi o dimenticanze.
107
La quota
di partecipazione
comprende
Viaggio in pullman “gran turismo” con gli spostamenti in loco
Entrata alla Grotta Gigante di Trieste
Pernottamento e cena per i giorni 6,7,8
Prima colazione per i giorni 7, 8 e 9
Pranzi in locali tipici nei giorni 7 e 9
L’entrata al parco Nazionale di Plitvice.
Il trasporto in battello ed in trenino all’interno del parco.
Visita al Castello di Miramare a Trieste.
Visite guidate a Pirano, Parenzo e Rovigno
Assicurazione sanitaria
Bevande ai pasti incluse come convenzionato
CONDIZIONI GENERALI
La quota
non comprende
Orari e
attività
Documenti
Il supplemento in camera singola per tre notti
Ingressi vari non indicati sul programma.
Gli extra personali, le mance, le bibite quanto non espressamente indicato alla voce “La quota di iscrizione comprende”.
Per tutte le attività giornaliere raccomandiamo, nel rispetto di
tutti i partecipanti, di osservare attentamente gli orari comunicati
dall’Accompagnatore .
Tutti i partecipanti dovranno fare riferimento, per qualsiasi motivo, all’Accompagnatore responsabile.
Il programma giornaliero descritto, potrà essere soggetto a qualche piccola variazione.
Eventuali modifiche saranno comunicati in tempo utile.
I partecipanti devono essere muniti di carta di identità o altro documento valido per l’espatrio. (si raccomanda di controllare la validità e la data di scadenza del documento.

NB: La carta d’identità con il timbro prolungato NON vengono accettate alla frontiera Italo-Slovenia. (chiedere chiarimenti presso
il vostro comune)
Nel caso di mancato accesso al passaggio della frontiera Italo-Slovenia, per dimenticata carta di identità o scaduta, o per altro
motivo, l’organizzazione non risponderà dell’evento e lo stesso
partecipante dovrà provvedere autonomamente al suo rientro a
casa.
108
Vestiario
Consigliamo equipaggiamento primaverile/estivo, con un capo in
pile per le uscite serali e per le escursioni ai laghi di Plitvice.
Giacca a vento leggera, ombrello, calzature comode e non dimentichiamo la macchina fotografica.
Si consiglia portare uno zainetto per inserire l’equipaggiamento
giornaliero o quant’altro possa necessitare durante gli spostamenti.
Accompagnatore
Accompagnatore: Luigi Cavallaro
L’ Accompagnatore sarà sempre comunque a disposizione per
qualsiasi informazione utile inerente all’organizzazione del soggiorno, cercando di rendere il più possibile piacevole e confortevole il viaggio e le escursioni in programma.
Ogni cambiamento di orario e altre notizie utili, verranno comunicate il presto possibile.
Rinunce
Autista
Varie
Nel caso di rinuncia di un partecipante, per qualsiasi motivo, il
rimborso della quota sarà restituita nella seguente misura:
Fino al 12 aprile verrà restituito quanto dallo stesso versato
meno alcune spese organizzative e quanto la Sezione del CAI
Bolzano abbia già versato e/o impegnato e non sia più rimborsabile.
Le penalità dal 12 aprile in poi sono:
fino al 5 maggio: 20% di penale su tutta la quota versata
dal 6 maggio al 2 giugno: 50% di penale + spese organizzative
dal 3 giugno: 100% di penale
Se il viaggio non avrà luogo per mancanza di iscritti o per qualsiasi altro motivo ritenuto valido e pertinente, la Sezione del CAI
Bolzano, restituirà agli iscritti l’intero importo versato.
Contrariamente all’accompagnatore, l’autista non rappresenta
l’ufficio organizzatore.
Solo l’Accompagnatore sarà responsabile del viaggio e dell’itinerario e solo lui potrà dare, se necessario, disposizione all’autista
per eventuali variazioni sia di orari che del percorso.
Dopo ogni cena e negli spazi liberi, i partecipanti possono gestire
il loro tempo libero.
109
Laghi cascate e passerelle nel Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice le foto provengono da
Internet dal sito di Wikipedia
"nel mezzo del cammin" - foto di Franco Icardi Premio Speciale della Giuria ex aequo
Trekking dal 17 al 20.05.2013 nell’Appennino Tosco-Romagnolo
110
111
10
8 giugno
EE
AL CRISTO PENSANTE
Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino
Sono stati decine di migliaia gli escursionisti che sono saliti sul Monte Castellazz
per vedere il Cristo Pensante. Migliaia di persone, tante famiglie e gruppi giovani
che hanno camminato fra i giardini naturali di Passo Rolle per andare a vedere Lui,
il Cristo Pensante. Il Trekking riprende una tradizione di fede polacca vuole essere un invito alla meditazione e al riappropriarsi del proprio tempo abbandonando per un momento la frenesia del quotidiano e gustando lo scenario incantevole che
la natura sa offrire da quelle parti. Trova il tempo di pensare, pregare, sorridere.
Prenditi il tuo tempo …!
Il monte Castellazz, teatro di sanguinose battaglie durante la prima guerra
mondiale era una roccaforte italiana in territorio occupato dagli austriaci. Numerosi
sono i segni che porta dentro di se, dalle gallerie, alle trincee, alle grotte, ai rotoli di
filo spinato abbandonati.
Dal parcheggio all’inizio della Val Venegia (m 1674) per strada forestale ed a
tratti sentiero si sale dolcemente verso malga Venegia, continuando per malga
Venegiotta (m 1824. Da qui la strada forestale con decisi tornanti sale verso Baita
Segantini (m 2170) al cospetto del Cimon della Pala. Arrivati allo scollinamento,
poco prima della Baita Segantini si lascia la strada forestale per imboccare il
sentiero “trekking del Cristo Pensante” che piega a destra e ci porta per comodo
sentiero alle pendici del Monte Costazza, scende di poco tra i mughi sino a portarci
sul sentiero che in senso antiorario ci porta alla cima del Monte Castellazz (m
2333) al cospetto della croce di cima e del Cristo Pensante. Spendido panorama
sulla val Travignolo, la catena del Lagorai e le Pale di San Martino.
Si scende dal lato opposto passando per i resti della Grande Guerra mondiale,
verso il rifugio Capanna Cervino (m 2082), da qui scendiamo verso passo Rolle.
Arrivati alla strada forestale anziché scendere al passo proseguiamo verso la
malga Juribello (m 1867). L’ultimo tratto del nostro percorso ci porta al parcheggio
del centro visite del Parco Paneveggio Pale di San Martino (m 1524).
Sentieri:
Punto di partenza:
Punto d’arrivo:
Quota massima raggiunta:
Dislivello in salita e discesa
Ore di cammino effettivo:
Difficoltà:
foto di Cesare Cucinato
strada forestale , R01 , sn
Inizio Val Venegia (m 1674)
Parcheggio centro visite Parco Paneveggio Pale
di San Martino (m 1524)
Monte Castellazz m 2333
m 800
5-6
EE
Pullman. Pranzo al sacco o ristoro nei diversi punti lungo il percorso
Proposta da Cesare Cucinato
112
113
11
15 giugno
CASCATE DI SAENT
E
Val di Rabbi – Parco Nazionale dello Stelvio
L’acqua: fonte di vita, elemento
essenziale per la vita sul nostro
pianeta, forza della natura e
spettacolo meraviglioso, in una
della tante forme nella quale
possiamo ammirarla: le cascate.
Scavando la roccia e formando
vortici tra le pietre, l’acqua
scende dalle cime soprastanti
fino a raggiungere il torrente nel
fondovalle, attraversata da ponti
e passerelle che percorreremo
insieme.
12
22 giugno
EE
COL DI LANA
Dal Passo Di Valparola A Pieve Di Livinallongo
Il mitico Col di Lana ! Era una cima, ma è rimasto un pianoro perché nel 1916
l’esercito italiano ne fece saltare in aria la punta . In precedenza gli austriaci con
un’altra mina fecero saltare, con 14000 chili di esplosivo, la cresta sotto cima Sief. E
per niente perché in pratica entrambi gli eserciti non si mossero dalle loro posizioni.
Ma io preferisco farvi notare il meraviglioso panorama tutt ’intorno: Marmolada,
Lagazuoi, Tofane, Civetta, Croda da Lago ……..ma non voglio togliervi la sorpresa,
vedrete da soli !!!
Cascate di Saent foto di Mariaclara Pagano
Partendo dal parcheggio a valle dell’abitato di Somrabbi (1252 m), frazione
del paese di Rabbi nell’omonima valle, si costeggia il torrente dapprima su una
strada bianca quasi pianeggiante. Superato il Rif. Al Fontanin (m 1350) si sale
dapprima lentamente e poi più con decisione lungo il sentiero delle cascate,
delle quali potremo ammirare tutta la loro bellezza. Lo scioglimento della neve in
quota alimenta la portata d’acqua, resa spettacolare dai dislivelli delle cascate. Si
raggiunge così un pianoro e la Malga Pra di Saent (1871 m), circondata da prati
e da boschi di splendidi larici. La discesa avviene lungo un sentiero vicino, così da
formare un piccolo anello.
Sentieri
Punto di partenza
Punto d’arrivo
Quota massima raggiunta
Dislivello
Ore di cammino effettive
Difficoltà
Sentiero della Cascate – 106
Somrabbi (m 1252)
Somrabbi (m 1252)
Malga Pra di Saent (m 1871)
in salita
m 620
in discesa
4 – 4.30
E
Pullman. Pranzo al sacco.
Proposta da Mariaclara Pagano
114
m 620 circa
Col di Lana dal Sief - foto di Willy Marchiori
Una volta raggiunto il Passo di Valparola ci incamminiamo proprio dietro
l’omonimo rifugio su un sentiero che all’inizio sembra difficoltoso, ma ben presto si
fa tranquillo e dal quale distinguiamo da lontano la cima del Col di Lana. Raggiunto
il Passo Sief il percorso si fa un po’ più ripido ed incominciamo a camminare proprio
sulle trincee del vecchio fronte di guerra. Brevi tratti di cordino metallico ci aiutano
a passare qualche tratto più difficoltoso. Raggiunta la cima Sief scendiamo in un
enorme avvallamento, che è il buco lasciato dallo scoppio di una gigantesca mina
austriaca, per poi risalire, tra trincee e postazioni ricostruite, direttamente sul Col di
Lana sul quale faremo una doverosa pausa per ammirare un grandioso panorama
delle Dolomiti. Ripreso il cammino scendiamo verso il Ciapel di Napoleon a
quota 2200 m dal quale vediamo in basso la valle di Livinallongo. Continuiamo
il cammino su un tranquillo sentiero fino alla frazione di Agai per poi inoltrarci nel
bosco e raggiungere la strada ad Andraz al termine della gita.
115
Sentieri:
Punto di partenza:
Punto d’arrivo:
Quota massima raggiunta:
Dislivelli
Ore di cammino effettivo:
Difficoltà:
23 – 21
Passo di Valparola m 2168
Andraz m 1390
Col di Lana m 2452
salita
m 400
discesa
m 1062
comprensivi di
saliscendi
6
EE - Il percorso si svolge in parte in cresta, non
esposto e non presenta difficoltà particolari . E’
presente una scaletta ( 3 mt. ) e un breve tratto
di corrimano
Pullman. Pranzo al sacco
Proposta da: Willy Marchiori
13
29 giugno
AI PIEDI DEL SASSO DELLA CROCE
Val Badia
(1838 m) per poi raggiungere, tra splendidi boschi e prati, il pullman che ci attende
a Pederoa (1152 m).
Sentieri
13-15-16-15a
Punto di partenza
Lunz (m 1308)
Punto d’arrivo
Pederoa (m 1152)
Quota massima raggiunta Ospizio “La Crusc” (m 2045)
Dislivello
in salita
m 750 indiscesa
Ore di cammino effettive
6
Difficoltà
E
Pullman. Pranzo al sacco.
Proposta da Mariaclara Pagano
m 900 circa
Sasso della Croce visto dal Sella - foto di Mariaclara Pagano
E
Secondo la leggenda i Salvani sono spiriti dei boschi molto schivi e quando
intervengono in aiuto dell´uomo, non vogliono svelare, in ogni caso, la loro presenza.
A riguardo, un´antica fiaba narra che dei pastori avevano l´abitudine di portare a
pascolare le pecore sui prati sottostanti il Sasso della Croce. Dopo un po’ di tempo,
però, iniziò a verificarsi un fatto molto strano. Nonostante l´erba fosse fresca e
prelibata, le pecore brucavano un po’ qua, un po’ la e poi se ne tornavano belle
e sazie all’ovile. Pensa e ripensa, ma niente, questi poveri uomini non riuscivano
proprio a spiegare il mistero. Eppure, a guardarle bene, le bestie erano belle
pasciute e in ottima salute.
Così alla fine, i pastori decisero di trascorrere la notte nascosti nella stalla per
vedere se riuscivano a scoprire qualcosa di nuovo. Ed ecco che, a notte fonda,
arrivò un piccolo gnomo che radunò le pecore e le condusse fuori a pascolare per
poi riportarle all´alba.
I pastori, commossi dalle premure del Salvano, pensarono di ricambiare la
cortesia. Scesero così a valle e fecero confezionare un bel giubbino rosso. Poi,
giunta la sera, lo misero in bella vista davanti alla porta della stalla. Il mattino
seguente il giubbino rosso era sparito, ma il Salvano smise di frequentare quel
luogo.
Nei pressi dell’abitato di La Valle, e più precisamente a Lunz (1308 m) si lascia
l’autobus e si risale la valletta fra malghe e prati, avvicinandoci al gruppo del
Sasso della Croce. Il sentiero piega poi decisamente a destra (quota 1700 m)
e sale costeggiando le ripide pareti tra ghiaioni prati e boschi fino a raggiungere
l’Ospizio “La Crusc” (2045 m). Si scende poi attraversando i prati di Armentara
116
117
14
EEA - EE
6 luglio
TRE CIME DEL BONDONE con alternativa
Riserva Naturale Monte Bondone
Il sentiero delle tre cime del Bondone è una gita escursionistica di grande valore
naturalistico e paesaggistico. Partendo dalle Viote in senso antiorario si salgono le
3 cime del Bondone, il Cornetto, il Dosso D’Abramo e la Cima Verde. Se possibile
prima dell’escursione visita guidata al giardino botanico delle Viote.
Dalle Viote (m 1566) si risale verso sud sulla sella dei Cavai, con bellissimi
panorami verso il Brenta e la Valle dei Laghi, sino a raggiungere le falde detritiche
del Cornetto. Si risale di poco sino a raggiungere la vetta del Cornetto (m
2180) con un’eccezionale panorama a 360°. Si ridiscende la sella verso sud-est
passando per la Fontana delle Roggiole (m 2060) e poco dopo si supera un breve
tratto attrezzato, che porta al Doss d’Abramo (m 2140). Si scende dalla vetta
percorrendo un canalone roccioso attrezzato. Si continua lungo il crinale di roccia
rossa sino ad arrivare alla Cima Verde (m 2100). Si ridiscende alle Viote (m 1566)
per una lunga e ripida discesa.
Alternativa :
Dalle Viote (m 1566) al Cornetto (m 2180) per lo stesso itinerario della percorso
principale. Si ridiscende lungo la sella dei Cavai sino a quota 1800 per imboccare il
sentiero nr. 618 che porta alla Bocca di Vaiona (m 1695), per risalire alla Rosta (m
1837). Si prosegue scendendo verso Lagolo sino ad incrociare la strada provinciale
Bondone-Lagolo (m 1470 ca), dove termina il percorso.
Alternativa
Sentieri:
607, 636
607, 618
Punto di partenza :
Viote (m 1566) Viote (m 1566)
Punto di arrivo :
Viote (m 1566) Strada Bondone-Lagolo (m 1470 ca)
Quota massima raggiunta: Cornetto m 2180 Cornetto m 2180
Dislivello: in salita
m 900
m 800
Dislivello: in discesa
m 900
m 700
Ore di cammino effettivo: 5
4-5
Difficoltà:
EEA
EE
Pullman. Pranzo al sacco – ristoro all’arrivo
Proposta da Cesare Cucinato , sue anche le foto sotto
15
13 luglio
SASSONGHER con alternativa
EEA - EE
Gruppo Puez -Gardenazza
Risalendo la Val Badia ed avvicinandosi a Corvara appare, inconfondibile, la
sagoma rocciosa del Sassongher.
Visto da qui, questo colosso appare inavvicinabile, ma l’ascensione dalla parte
opposta non è per nulla difficile. Posto nel cuore delle Dolomiti, il Sassongher
concede un fantastico panorama a 360 gradi.
Partendo dalla abitato di Colfosco (Kolfuschg – m. 1615) si sale con pullmini
al Rifugio Edelweiss (m. 1850). Per un breve tratto si segue il sentiero n. 4 che
proviene da Colfosco. Arrivati ad un bivio, si prosegue per il sentiero n. 7 che sale
rapidamente fino alla Forcella Sassongher posta a quota m. 2435.
A questo punto è facoltativa la salita alla vetta, che può essere raggiunta
percorrendo un facile sentiero, in parte attrezzato con funi metalliche. Una volta
ricomposto il gruppo, dalla forcella si continua per il sentiero n. 5, solo inizialmente
un po’ esposto, e che poi prosegue quasi in piano. Superata un’altra forcella,
si scende prima rapidamente su terreno roccioso e poi più dolcemente fino a
raggiungere il Rifugio Ütia de Gardenacia (m. 2045).
Dopo la sosta, si continua sul sentiero n. 5 fino a Lech de Sompunt (m. 1460), nei
pressi di La Villa, dove termina l’escursione.
Dalla forcella Sassongher alla omonima cima ed anche alla seconda forcella,
si richiede piede fermo ed assenza di vertigini. Per la salita alla cima, inoltre,
è obbligatorio il set da ferrata marchiato CE.
Sentieri
Punto di Partenza
Punto di Arrivo
Quota Massima
Raggiunta
Dislivello in Salita
Dislivello in Discesa
Ore di Cammino Effettivo
Difficoltà
Alternativa
4,7,5
Colfosco–Rifugio Edelweiss(m.1850)
La Villa – Lech de Sompunt (m. 1460)
m. 2665 (Sassongher) m. 2435 (forcella
Sassongher)
815 m
585 m
1205 m
975 m
6.00 - 6.30
5.00
EEA
EE
4,7,5
Pullman - Pranzo al sacco o presso il rifugio Gardenacia
Proposta da: Carlo Dallago
nella pagina seguente , sopra : Sassongher , foto di Giampietro Vitti
118
119
16
20 luglio
E
PASSO FURCIA - PIZ DA PERES - LAGO DI BRAIES
Parco Naturale Sennes-Fanes-Braies
ll Parco Naturale di Fanes - Sennes e Braies ricopre una superficie di 25.680
ettari, uno dei parchi più vasti dell’Alto Adige. E’ un parco il quale territorio dolomitico
è ancora pressoché intatto nei suoi aspetti naturali, si adatta straordinariamente
all’escursionismo montano, anche per la presenza di numerose agevoli vie di
attraversamento nonché di rilievi di grande effetto ed importanza panoramica,
raggiungibili, senza grosse difficoltà. Le rocce sono relativamente giovani e sono
formate di dolomia principale.
Questa escursione ci porterà nelle Dolomiti di Valdaora con un panorama
eccezionale all’interno del Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies.
L’itinerario partirà dal Passo Furcia (m 1750) prima per strada forestale e poi
sentiero n° 3 attraverso un bosco lievemente in salita arrivando al bivio che indica
“Forcella Tre Dita”. Lo si percorrerà con salita, abbastanza ripida, per giungere alla
sua sommità (m 2330) racchiuso tra il Piz da Peres (m 2507) e i Colli Alti (m 2470
circa). Da qui saliremo i 170 metri che ci separano (circa 30 minuti) alla Cima del
Piz da Peres per poi ritornare alla forcella. Si scenderà allo stupendo laghetto dei
Colli Alti (m 2230 circa) e successivamente alla Malga Fojedora (m 2114), punto
ideale per pranzare. Proseguiremo per sentiero n° 19 per giungere alla Malga
Foresta (m 1590) poi per strada forestale, costeggiando il Lago di Braies, fino al
Parcheggio (m 1500).
Attraversata facile medio/lunga senza alcuna difficoltà tecnica.
Sentieri:
Punto di partenza:
Punto d’arrivo:
Quota massima raggiunta:
Dislivelli
Ore di cammino effettivo:
Difficoltà:
3-6-19-1
Passo Furcia m 1750
Hotel Lago di Braies m 1500
Piz da Peres m 2507
in salita
m 750
in discesa
5,30 /6,00
E – Escursione per tutti..
m 1010
Pullman. Pranzo al sacco con possibilità di ristoro presso le malghe della zona.
Proposta da: Cavallaro Luigi
nella foto a lato : Lago di Braies - foto di Luigi Cavallaro
120
121
17
27 luglio
FERRATA PIZ DA LECH DE BOE’
Con alternativa al Rifugio Kostner
Gruppo del Sella
EEA - E
Questa escursione si svolge all’interno del Gruppo del Sella il cui territorio è
suddiviso tra le Province di Bolzano, Trento e Belluno. La formazione del massiccio,
caratterizzata dalla grande terrazza detritica che corre tutt’attorno a metà altezza,
termina in un vastissimo altopiano sopra cui emerge solo la caratteristica piramide
del Piz Boè.
Questo colossale blocco dolomitico, quasi quadrato, fasciato da grandi pareti
rocciose, s’erge sopra le valli Badia, Gardena e Fassa, mentre a sud s’allunga in
territorio bellunese la valle del Cordevole che inizia dalle pendici del Pordoi.
Si parte da Passo Campolongo (m 1867) da dove con i mezzi di risalita
raggiungiamo prima la località Crep da Mont (m 2152) e poi il Rifugio Kostner al
Vallon (m 2527) del CAI Sezione di Bolzano.
Dal Rifugio in circa 15 minuti ci portiamo all’attacco della ferrata che inizia con
un camino e quindi prosegue per cenge, facili canalini e due scale metalliche che
ci permettono di vincere una parete leggermente strapiombante, fino ad arrivare al
bordo superiore a quota 2750 metri dove termina il percorso attrezzato. Da qui in
circa venti minuti si raggiunge la cima del Piz da Lech de Boè (m 2 910). Il ritorno
al rifugio avviene per la via normale attrezzata con funi metalliche e alcuni pioli
nella parte finale.
Poiché è previsto anche un percorso alternativo escursionistico (salita da
Campolongo al Rifugio Vallon ), al rifugio i due gruppi si riuniranno e insieme
raggiungeranno il Passo Pordoi.
FERRATA
ESCURSIONE
Sentieri:
638 – 628 - 626
638 - 626
Punto di partenza
Rif. Kostner (m 2537) Passo Campolongo (1867)
Punto d’arrivo
Passo Pordoi (m 2239) Passo Pordoi (m 2239)
Quota massima raggiunta m 2910 al Piz da Lech m 2537 al Rifugio Kostner
Dislivello
in salita
m 400
m 700
In discesa
m 800
m 400
Ore di cammino effettive 5.30 - 6
6
Difficoltà
EEA
E
Le 2 scale che portano all’uscita
della ferrata (escursione sociale del
19.07.1998) foto di Daniele Piccolo
Per la ferrata è obbligatorio l’impiego del Kit completo con marcatura CE.
( Vedere pagine specifiche del libretto sezionale)
Pullman. Pranzo al sacco o al rifugio Kostner
Proposta da:Emanuela Chieregato e Giacomo Damian della Scuola di Alpinismo
122
123
18
3 agosto
EE - E
PIZ RASASS
Dalle Valle di Roja a Slingia con AVS - Bozen con alternativa
Gruppo del Sesvenna
… la mia casa è quassù fra lo sconfinare delle vette e i racconti del vento…
… la mia casa è quassù fra le altere pareti e misteriosi silenzi…
… la mia casa è quassù fra garrule acque e dolcissimi ricordi.
Qui sono io, qui è la mia casa, qui sono le mie montagne.
Antonella Fornari
Una comoda stradina si addentra nello stupendo scenario alpestre della Valle di
Roja. Valicato un ponte si prosegue, sempre per stradina, per la stretta Vallunga
(Fallungtal). Poco prima della Malga Grünboden, a quota 2445 m, si piega a
sinistra imboccando il sentiero che risale gli ultimi pascoli erbosi. Diventando
vieppiù sassoso, il tracciato raggiunge prima la linea di cresta e dopo qualche tratto
roccioso la vetta del Piz Rasass (m 2941).
La discesa avviene per l’ampia Alp Sursass arriivando al Rifugio Sesvenna
(Sesvennahütte – m 2256) con meritata sosta. Si riprese poi il cammino passando
per il minuscolo laghetto di Sesvenna e l’edificio della vecchia Pforzheimerhütte.
Scendendo a fianco di una cascata si attraversa poi tutta la verdeggiante Alpe di
Slingia (Schlinigeralm) terminando l’escursione nel caratteristico paesino di Slingia
(Schlinig – m 1735).
Alternativa: lasciato l’itinerario per la cima, si prosegue ancora per una decina
di minuti trovando un nuovo bivio (m 2490) dove si svolta a sinistra. Segue un
tratto ripido su magri pascoli fino alla Forcella Rasass (Rasasscharte – m 2717).
Al di là del valico si scende in territorio svizzero trasversando tutta l’Alp Sursass
(tratti paludosi) fino Passo di Slingia (Schlinigerjoch – m 2297). Dove si rientra in
Alto Adige. Da qui in pochi minuti si arriva al Rifugio Sesvenna completando la
giornata tutti insieme come descritto più sopra.
Punto di partenza
Punto d’arrivo
Quota massima
Dislivelli
in salita
in discesa
Ore di cammino effettive
Piz Rasass
Alternativa
Parcheggio Valle di Roja (m 1935)
Slingia (Schlinig - m 1735)
m 2941 al Piz Rasass 2717 alla Forcella Rasass
m 1050
m 820
m 1260
m 1030
7 – 7.30
6
EE - E (*)
Difficoltà
EE
Pullman. Pranzo al sacco o al Rifugio Sesvenna
Documento d’identità al seguito (per l’alternativa)
Proposta da Gianpietro Vitti e Albert Zöggeler (AVS – Bozen)
(*) L’alternativa presuppone il transito in territorio svizzero su sentiero
segnato in cartogrfafia ma di fatto inesistente. Comunque facile su pascoli a
volte paludosi.
124
La Valle di Roja dopo una nevicata estiva - foto di Giampietro Vitti
19
10 agosto
DAL RIF. GROSTE’ AL LAGO DI TOVEL
E
Gruppo Dolomiti di Brenta
Il 26 giugno 2009, a Siviglia, le Dolomiti sono state dichiarate dall’ UNESCO
Patrimonio Mondiale dell’Umanità come bene naturale,
Il Parco Adamello Brenta rappresenta la più grande area naturale protetta del
trentino.
Il Gruppo di Brenta si annovera con la Cima Tosa 3159 m. e la Cima Brenta
3150mt.. La fauna è tra le più ricche dell’arco alpino, comprende anche lo stambecco
e l’orso bruno e, una ricca flora quasi introvabile in altri ambienti. La formazione
geologica -chimica del Gruppo di Brenta è rappresentata dal carbonato di calcio e
magnesio, quindi dalla dolomia e viene elencata tra le Dolomiti. Il suo nome deriva
dal suo scopritore francese Dèodat de Dolomieu..
Da Madonna di Campiglio, con la comoda cabinovia dello Spinale, raggiungiamo
il rifugio omonimo quota m 2.100. Dal Rifugio leggermente in discesa seguiamo il
segnavia n. 331 che si snoda tra i prati delle malghe di Campiglio. Davanti a noi
si innalzano le cime di Pietra Grande, la Cima Grostè, la Cima Brenta e cima Dei
Armi. Il sentiero passa accanto al Lago Spinale poi prosegue in leggera salita fino
al Rifugio Graffer a m 2261. Qui inizia un percorso, facile e non troppo ripido, che,
125
passo dopo passo, ci porta al rifugio Stoppani al Passo del Grostè a m 2438.
Da qui il panorama è davvero spettacolare. Non solo sulle Dolomiti di Brenta e,
dall’altra parte, sul gruppo dell’Adamello, ma pure sulla Val di Non, al Renon ed
alle Dolomiti orientali con il Gruppo del Catinaccio. Dal Passo Grostè si prende
in discesa il sentiero 301 in direzione Malga Flavona. Dopo un breve tratto si
prosegue in quota sino alle Crosette dove si interseca il sentiero 314. Di fronte
a noi due belle torri: il Turrion Alto e il Turrion Basso. Si segue il 314 per Malga
Flavona. Si prosegue per Malga Pozzol arrivando al Ponte sul Rio Tresenica. Proseguendo per mulattiera si giunge al Ponte della Dena ed in breve al Lago di
Tovel a m 1180.
Sentieri:
331, 301, 314, 330, 314.
Punto di partenza:
Rifugio Spinale m 2104
Punto d’arrivo:
Lago di Tovel m 1180
Quota massima raggiunta: Passo Grostè m 2438
Dislivelli
in salita m 453 in discesa m 1250
( Discesa
molto gradevole)
Ore di cammino effettivo:
5,30
Difficoltà:
E – Escursione per tutti. Consente di ammirare
da vicino i particolari più grandiosi e panoramici
del Brenta
Pullman. Pranzo al sacco
Proposta da: Luigi Cavallaro
Dal Lago di Tovel verso il Brenta - foto di Bruno Visintainer
20
17 agosto
LASTONI DI FORMIN con alternativa
Dolomiti Orientali Ampezzane
E
-E
Pur essendo un piccolo gruppo a se stante posto a Sud di Cortina, la Cima di
Formin e la bellissima torre della Croda da Lago, fanno sempre parte integrante
delle Dolomiti Orientali Ampezzane Le Dolomiti sono uno spettacolo della natura;
pareti, campanili, torrioni, canaloni e ghiaie emergenti da verdissime foreste, ne
sono i loro componenti strutturali. Le possiamo ammirare sui panoramici belvedere
che la natura ha sapientemente distribuito nei vari punti strategici del territorio.
La cima di Formin , che potrà essere raggiunta comodamente con l’escursione
proposta, costituisce uno di questi eccezionali balconi dove si possono ammirare e
distinguere perfettamente le più belle e rinomate cime delle Dolomiti Ampezzane .
Dal Passo Giau a m 2236, si percorre il facile sentiero n. 436 dell’Alta Via n. 1
per giungere in poco meno di un’ora alla Forcella Giau a m 2360.
Si prosegue costeggiando le verticali pareti di dolomia del Monte Formin e ,
passando per il lago delle Baste a m 2281 e per la Malga Mondeval di Sopra
m 2158, si raggiunge la Forcella Ambizola a m 2277, dove una bellissima vista
spazia sulla vicina Croda Da Lago, sui maestosi gruppi delle Tofane, del Sorapiss
e sul Gruppo del Cristallo.
Poco prima della forcella si prende a sinistra il sentiero n. 435 che ci porta, con un
dislivello iniziale di duecento metri, fino alla Forcella Rossa di Formin a m 2462.
Si prende ancora a sinistra e, per grossi lastroni di roccia, si raggiunge la quasi
pianeggiante Cima di Formin a m 2657 dove sicuramente la bella e panoramica
cima ne merita la salita.
Si ritorna per lo stesso itinerario fino alla Forcella Ambrizola prendendo sulla
sinistra il sentiero n. 434, che in breve ci porterà al Rifugio Palmieri - Croda da
Lago a m 2046 situato al lato del suggestivo Lago Federa.
Dopo una sosta presso il rifugio si continua per il comodo e tranquillo sentiero
boschivo n.431 che, in lieve discesa, ci farà raggiungere il Rifugio Lago De Aial a
m 1432 ed in poco tempo sulla strada del Passo Giau .
Alternativa.
Raggiunta la Forcella Ambrizola, i due gruppi si divideranno: uno salirà alla
Cima di Formin, l’altro proseguirà fino al Rifugio Palmieri - Croda da Lago
attendendo il ritorno del gruppo salito alla Cima di Formin per scendere poi tutti
assieme sulla strada del Passo Giau .
126
127
Sentieri:
Punto di partenza
Punto d’arrivo
Quota massima raggiunta
Dislivello
in salita
In discesa
Ore di cammino effettive
Difficoltà
Itinerario 1
Itinerario 2
436- 435-434-431-430 436-434-431-430
Passo Giau m 2236
Strada del Passo Giau m 1400 circa
Cima di Formin m 2657 Forcella Giau m 2362
m 600 circa
m 350 circa
m 1200 circa
m 860
5,30
4,30
E
E
Pullman. Pranzo al sacco. Possibilità di ristoro al Rifugio Palmieri - Croda
da Lago
Proposta da: Cavallaro Luigi
Croda da lago e Lastoni
del Formin foto di Willy Marchiori
21
24 agosto
E
RIFUGIO PUEZ
Parco Naturale Puez-Odle
Il rifugio Puez, appartenente alla sezione Cai di Bolzano, è situato nel cuore
del Parco Naturale Puez-Odle. L’escursione permette di attraversare un ambiente
montano vario e suggestivo: mentre il percorso di andata procede in un territorio
brullo e selvaggio, tra spuntoni, dirupi, pinnacoli e un altopiano di rocce dolomitiche
che può ricordare un paesaggio lunare, diversamente il ritorno attraverso la
verdeggiante Vallelunga offre, fin dall’alto, la visione di un luogo accogliente e
riparato tra il Mont de Seura e il Mont de Stevia.
Da Passo Gardena (Grödner Joch, m 2121), di fronte all’albergo Frara, si
imbocca il sentiero 2 (alta via delle Dolomiti) che fronteggia il Sella e il Sassolungo,
si tocca la Baita Jimmy (Jimmy’s Hütte) e si sale rapidamente al Passo Cir (Forc.
Cier, m 2469). Di qui si arriva alla Forcella de Crespëina (m 2528) contrassegnata
da un crocifisso in legno e si procede attraverso l’omonimo altopiano toccando il
laghetto alpino di Crespëina (Lech de Crespëina, m 2374). Si raggiunge poi
la Forcella di Ciampai (Forc. de Ciampei, m 2366), ripido crocevia di sentieri,
e si sale, superando una strettoia rocciosa, sull’altopiano della Gardenazza
(Gherdenacia) fino al Rifugio Puez (Puez Hütte, m 2475).
Per il ritorno si riprende il sentiero 2 e poi il 16, che scende gradualmente verso la
Vallelunga, si percorre la valle pianeggiante toccando la chiesetta di San Silvestro
e avvistando le rovine di un castello diroccato (ciastel de Stevia), e si giunge infine
al parcheggio (m 1620 ca) sopra Selva di Val Gardena (Wolkenstein).
Sentieri:
Punto di partenza:
Punto d’arrivo:
Quota massima raggiunta:
Dislivelli
Ore di cammino effettivo:
Difficoltà:
2, 16
Passo Gardena (m 2121)
Selva
m 2528 alla Forcella de Crespëina
In salita m 520 ca
in discesa m 1000 ca
5.30
E (qualche tratto ghiaioso richiede attenzione)
Pullman. Pranzo al sacco. Possibilità di ristoro al Rifugio Puez.
Proposta da: Francesca Boldrer
ianeggi
Rifugio Puez
foto di Francesca Boldrer
128
a lato : Lech de Crespëina - foto
di Giampietro Vitti
129
22
31 agosto
EEA - E
LA STRADA DEGLI ALPINI con alternativa
Dolomiti di Sesto
Questo sentiero in quota, durante la prima guerra mondiale, fu un efficiente
collegamento tra la Forcella Giralba e il Passo della Sentinella, allora in mano
agli austriaci; scavato e intagliato nella roccia, per lunghi tratti a forza di braccia, fu
reso praticabile dagli Alpini guidati dal Maggiore Italo Lunelli sul versante di Cresta
Zsigmondy e Cima Undici in previsione dell’attacco verso il Passo della Sentinella,
che segnava il confine italo – austriaco. L’ordine fu dato il 16 aprile e l’attacco fu
portato a termine dai soldati italiani, tra cui i Mascabroni del Cap. Giovanni Sala,
con la resa nemica. Gli austro –ungarici resistettero caparbiamente ai ripetuti
attacchi italiani sulla Forcella Undici fino alla fine della guerra.
Pullman . Pranzo al sacco. Possibilità di ristoro al Rif. Zsigmondy Comici
o al Rif. Carducci
Proposta da: Willy Marchiori e Carlo Dallago
Strada degli Alpini - foto di Willy Marchiori
Dal parcheggio in fondovalle in Val Fiscalina risaliremo tutti insieme sul sentiero
n° 102 fino al Rifugio Comici che raggiungeremo in circa 2 ,30 ore. L’escursione
proseguirà verso la Forcella Giralba, al cospetto della Croda dei Toni ( Montagna
dei Tuoni ) , che non valicheremo perché prima gireremo a sinistra, per incamminarci
sulla Strada degli Alpini. Una breve discesa ci immetterà su una cengia che ci
porterà sempre in leggera salita verso quella famosa rientranza che appare in
tutte le pubblicazioni e dove ci fermeremo a scattare sicuramente delle fotografie.
Riprenderemo il cammino salendo, accompagnati da uno scenario mozzafiato,
verso Forcella Undici da cui ammireremo le Tre Cime Lavaredo. A questo punto
dovremo prestare attenzione perché inizierà una discesa impegnativa il cui primo
tratto è munito di cordino di acciaio. Nel successivo tratto ci saranno ancora delle
funi d’acciaio ma il percorso sarà meno accidentato pur mantenendosi molto ripido.
La discesa ci impegnerà per circa 2,20 h circa e ci porterà direttamente a valle.
ALTERNATIVA: come per la gita principale fino al Rifugio Comici e ritorno per
la stessa strada. Per i più volonterosi ci sarà la possibilità di proseguire fino al Rif.
Caducci (m 2297) valicando Forcella Giralba a quota 2375 m (m 200 circa di
maggiore dislivello + 1,30 h tra andata e ritorno ) per poi ritornare, per il sentiero
di salita in Val Fiscalina.
Il percorso è lungo, non presenta particolari difficoltà ma richiede passo
sicuro e assenza di vertigini. Pur non essendo una ferrata vera e propria è
consigliata anche l’attrezzatura da ferrata.
Sentieri:
Punto di partenza
Punto d’arrivo
Quota massima raggiunta
Dislivello in salita e discesa
Ore di cammino effettive
Difficoltà
130
Itinerario 1
Alternativa
102-103-101-124-122
102-103
Val Fiscalina m 1454
Val Fiscalina m 1454
m 2650 a Forcella Undici m 2224 al Rif . Comici
m 1196
m 770
8
4,30-5
EEA
E
131
23
7 settembre
EE
PUNTA DI LASA (ORGELSPITZE - m 3305) con alternativa
Escursione impegnativa ma il panorama a 360° che si vede dalla cima ripaga la
fatica spesa per raggiungere la cima
Partendo dal Maso Prà di Stalla (Stallwieserhof- 1953 m),il secondo maso
più alto abitato tutto l’anno in Alto Adige, si sale nel bosco fino ad incrociare l’Alta
Via della Val Martello a quota 2070 m. Usciti dal bosco,il sentiero diventa più
ripido,specialmente nel tratto tra i 2500 ed i 2850 m di quota. Arrivati ad una forcella
il terreno diventa pianeggiante ma costituito da sfasciumi (Steinmanngasserloch).
Raggiunta quota 2950 m ad un bivio si gira a destra per risalire gli ultimi
350m,faticosi,che conducono alla Punta di Lasa (Orgelspitze – 3305m) Qui
la visione del panorama a 360° è favoloso. Si ridiscende per lo stesso percorso
fino a quota 2950 m, poi si gira a destra per l’Alpe di Sluder (Schluderalm) per
imboccare la Val di Sluder (Schludertal) fino ai resti della Capanna di Sluder
(Schuderhùtte 2440 m) e da qui la Malga di Sluder. Si prosegue sull’Alta via
della Val Martello fino al punto di partenza.
Sentieri:
Punto di partenza
Punto d’arrivo
Quota massima raggiunta
Dislivello
in salita
in discesa
Ore di cammino effettive
Difficoltà
Pullmino. Pranzo al sacco
Proposta da Silvano Nardin
Dopo la cresta la Punta di
Lasa nascosta dalle nuvole foto di Carlo Dallago
Itinerario principale
5-5a-34-8
Maso Prà di Stalla 1953 m
Maso Prà di Stalla 1953 m
3305 m Punta di Lasa
1350 m
1350 m
6.30-7
EE
Itinerarioalternativo
seguirà un
programma
dettagliato
24
EE
14 settembre
RIFUGIO MONTENEVE
Alpi Breonie di Ponente
-E
con alternativa
Le miniere di Monteneve, che si trovano a cavallo tra l’alta Val Passiria e l’alta
Val Ridanna, sono tra le più alte d’Europa. Sin dall’alto medioevo, dalle miniere si
estraevano piombo e zinco. Lo sfruttamento dei giacimenti è durato fino al 1979,
e dopo la chiusura degli impianti si è assistito ad un lento degrado. Attualmente i
lavori per il restauro degli edifici del complesso minerario, che fa parte integrante del
Museo Provinciale delle Miniere, e dei relativi impianti esterni, sono quasi ultimati.
I sentieri che consentono l’accesso a Monteneve sono gli stessi che venivano
percorsi dai minatori fin dall’antichità.
Dal tornante di Belprato (Schönau m 1759) sulla strada del Passo del Rombo
(Timmelsjoch) si segue la strada forestale che porta alla Malga del Tumulo
(Timmelsalm m 1979). Superato un ponte in legno, si sale ripidamente il bordo
di una forra ove scorre spumeggiante il Torrente Passirio (Passer Bach) e,
superando alcuni ripiani paludosi, si arriva alla conca glaciale del Lago Nero del
Tumulo (Timmler Schwarzsee m 2505). Si aggira la sponda sud e, nei pressi
dell’emissario, si imbocca il sentiero che cala alla conca prativa della testata
della valle. Mantenendo la quota, la si traversa in direzione della Cima Bianca di
Monteneve (Schneeberg Weissen) e, su antiche morene, si sale alla Forcella Karl
(Karlscharte m 2691). La traccia prosegue in discesa e porta al Rifugio Monteneve
(Schneeberghütte m 2355). La discesa al Ristorante Salto (Saltnuss m 1704)
avviene seguendo la valle del Rio Monteneve (Schneeberg Bach).
Alternativa: dal tornante di Belprato (m 1759), sulla strada del Passo del
Rombo si segue la forestale che porta alla Malga Schmied (Schmiedalm m
1803). Si prosegue in moderata salita sulla Via dei Minatori (Knappenweg) e, con
percorso panoramico, si raggiunge la zona mineraria ed il Rifugio Monteneve.
Possibilità di effettuare la visita guidata delle miniere. La discesa al Ristorante
Salto è comune con l’itinerario principale.
Sentieri
Punto di Partenza
Punto di Arrivo
Quota Massima
Raggiunta
Dislivello in Salita
Dislivello in Discesa
Ore di Cammino Effettivo
Difficoltà
Traversata
30, 29, 31
Alternativa
29, 31
Belprato (m 1759)
Ristorante Salto (m 1704)
m 2691 alla
m 2355 al
Forcella Karl
Rifugio Monteneve
1000 m
620 m
1050 m
670 m
6.30
4.00
EE
E
Pullman . Pranzo al sacco o presso il Rifugio Monteneve
Proposta da: Carlo Dallago
132
133
L’itinerario principale richiede un buon allenamento ma non presenta
difficoltà alpinistiche. Alcuni tratti si svolgono su pietraia con grossi massi
ed il procedere è disagevole. Il percorso alternativo è adatto a tutti e consente
di visitare il Museo delle Miniere.
25
21 settembre
EE
SENTIERO DEL SOLE
Valle Aurina
Il Sentiero del Sole congiunge i paesi di Lutago e San Giacomo ed è percorribile
da entrambe le parti, e varia da un’altitudine compresa tra i 1000 e 1450 m. Il
sentiero fu testimone di incontri tra contrabbandieri, cacciatori di frodo e ragazzi
che andavano ad incontrare le loro ragazze. Per questo sentiero passavano
venditori ambulanti e mendicanti che passavano per i masi per vendere le loro
merci o chiedere la carità. Di sicuro interesse sono le cascate sul rio Frankbach.
Lungo il sentiero numerosi simboli del sole ad indicare la strada.
Sopra : Rifugio Monteneve
foto di Carlo Dallago
Sotto : Il sentiero del sole - Valle Aurina
foto di Cesare Cucinato
Dal paese di Cadipietra (Steinhaus m 1054) si sale rapidamente sino ad
imboccare il Sentiero del Sole all’incrocio che porta all’osteria Waldleachn. Arrivati
alla Waldeachalm (m 1330) si prosegue in direzione della Bizat Hütte (m 1430)
piccola malga ma molto frequentata. Si scende lungo un sentiero che con pannelli
didattici che illustra diversi punti d’interesse. Si comincia con una grande sedia di
legno, girevole installata su una grande pietra, la tana degli orsi, l’abbeveratoio di
pietra, scolpito in un grossa pietra di granito con un duro lavoro manuale ed un
tempo davanti ad ogni casa contadina come unica fonte d’acqua.
Proseguiamo ed incontriamo ancora i resti di un’antico maglio, frantoio azionato
da una ruota ad acqua. Era utilizzato per diversi scopi tra i quali la pelatura dell’orzo,
la macina di semi di lino e papavero, ed altri usi ormai passati. L’incontro con una
vecchia macina, ci ricorda che siamo vicini ad un corso d’acqua (Frankbach) e poco
sotto le cascate. Risaliamo di poco verso il Platterhof incontrando la Platterwand,
una parete di roccia nella quale sono scolpiti due grandi stambecchi ed un
cacciatore. Arrivati al Platterhof (m 1202) sosta per il pranzo. Interessante nei
pressi del maso l’antica cappella e l’indicazione del sentiero Jakobsweg (sentiero
di San Giacomo) antico percorso di pellegrinaggio.
Nel pomeriggio breve tragitto per riportarci a valle, un tratto di salita e quindi
discesa verso il Großstahlhof (m 1200) e quindi a Lutago di Sopra (Oberluttach
m 967).
Sentieri:
6, 4, 6A, 18, 10, 19B, 23, 26
Punto di partenza:
Cadipietra (m 1054)
Punto d’arrivo:
Lutago di sopra (m 967)
Quota massima raggiunta: Bizat Hütte (m 1430)
Dislivello:
in salita m 800
Ore di cammino effettivo:
5-6
Difficoltà:
EE
in discesa m 850
Pullman. Pranzo al sacco o al Platterhof
Proposta da Cesare Cucinato
134
135
26
28 settembre
EE - E
AL LAGO GIALLO E AL LAGO VERDE con alternativa
Val Martello – Gruppo Ortles – Cevedale
Tutta la Val Martello fa parte integrante del Parco Nazionale dello Stelvio. Istituito
nel 1935 si estende nelle Provincie di Bolzano, Trento, Sondrio e Brescia. Attualmente con gli oltre 134000 ettari di superficie, ai quali si aggiungono i 172 kmq del
confinante Parco Nazionale Svizzero dell’Engadina esso rappresenta una delle
aree protette più estesa d’ Europa. La parte più spettacolare della valle è senza
dubbio la parte alta in cui dominano vette e ghiacciai e dove abbondano corsi
d’acqua, cascate e dove si trova anche qualche lago. Infatti, nel bacino idrografico
del torrente Gioveretto, si trovano i due caratteristici laghetti che sono la meta della
nostra gita.
Si parte dal parcheggio vicino all’ Albergo Am See subito dopo il bacino artificiale del Gioveretto, (Zufrittsee - m 1864). Si imbocca il sentiero nr. 17 che dovremo
seguire sempre fino ai laghi. Dopo un breve tratto iniziale in leggera discesa, si prosegue costeggiando per un buon tratto il lago artificiale ma contemporaneamente guadagnando gradatamente quota. Una volta raggiunto il Torrente Gioveretto
(Zufritt Bach) ci si inoltra nella valle omonima che si sviluppa a balze. Avremo quindi tratti con sentiero con poca pendenza ma molto sviluppo e tratti con pendenza
accentuata sulle rampe. La nostra fatica terminerà al Lago Giallo (Gelb See - m
2729) e al Piccolo Lago Verde (Kleiner Grünsee - m 2741). Il colore giallo torbido
del lago è causato dal tipo di limo derivante dal disfacimento e dilavamento delle
rocce sovrastanti. Per Il ritorno si seguirà lo stesso percorso della salita.
Pur non essendoci una vera ALTERNATIVA, dato che il ritorno ripercorre
alla rovescia il tracciato di salita, è comunque possibile, per i meno allenati, fermarsi più in basso ed attendere il ritorno degli altri partecipanti.
Sentieri
17
Punto di partenza e di arrivo Parcheggio in Val Martello (m 1864)
Quota massima raggiunta
Piccolo Lago Verde (Kleiner Grünsee - m 2741)
1° itinerario
Dislivello
Ore di cammino effettive
Difficoltà
in salita e
in discesa
m 900 ca
alternativa
in salita e m 600 ca
in discesa
5.00 – 6.00
EE
4.00 - 5.00
E
Pullman. Pranzo al sacco
Proposta da Giovanni Delponte
136
nella pagina a fianco il Lago Giallo - foto di Claudio Rossi
27
5 Ottobre
EE - E
Malghe Agnellesse, Fornasa Alta e Valletta Alta con alternativa
Val Cadino, Lagorai
Il Lagorai è famoso per la sua inaccessibilità. Una delle poche valli che consente di avvicinarsi e che conduce anche ad un valico è la Val Cadino con il Passo
Manghen: La val Cadino è famosa anche per le sue foreste.Tuttavia sono presenti
anche diverse malghe .ed alcune sono state riparate e possono essere utilizzate
come ricoveri di emergenza.
Il comune di Fornace ha restaurato la malga Fornasa Alta e la malga Velletta Alta
e ripristinato o creato i sentieri di collegamento che ci consentiranno di compiere
un facile tragitto ad anello.
Si parte dal ponte delle Stue in Val Cadino (m 1252) in quanto più avanti i
pullman non possono transitare. Si dovrà percorrere per un breve tratto la famosa provinciale che porta al Passo del Manghen fino al successivo tornante a m
1440. Poi per strada forestale (sentiero nr. 314) si raggiungerà Malga Agnellesse
(m 1660), ancora attiva per il pascolo di pecore e capre. Continuando per il 314 si
raggiungerà il nuovo sentiero che ci condurrà alla malga Fornasa Alta (m 1892).
137
Sosta pranzo e poi altro collegamento con la Malga Valletta Alta (m 1796).Di qui
si scenderà seguendo il sentiero nr. 423 e poi la forestale fino al tornante a quota
1440 e poi lungo la strada asfaltata fino al ponte delle Stue.
Alternativa:Discesa direttamente dalla malga Fornasa Alta, per strada forestale,
senza passare per la Malga Valletta Alta: Dislivello m 650
Sentieri
314 , 423 e atri non numerati.
Punto di partenza e di arrivo Ponte delle Stue in Val Cadino (m 1252)
Quota massima raggiunta
Malga Fornasa Alta (m 1892)
Dislivello
m 850
Ore di cammino effettive
5-6
Difficoltà
EE - E
Pullman. Pranzo al sacco
Proposta da Giovanni Delponte
in salita e discesa
Alternativa 4 - 5 e m 650 dislivello
28
E
12 ottobre
MONTE CALISIO
Dal Lago di S. Colomba a Cognola
Il Calisio è una modesta montagna che si estende dolcemente a Nord-Est di
Trento ed è nota anche con il nome di Monte Argentario perché nel 1800 vi si
estraeva l’argento. Pur non essendo particolarmente alta, offre un panorama
che ripaga della fatica spesa per la salita. La gita di oggi ci porta a conoscere la
fortificazione che fu il capolavoro del genio militare di Trento durante la Grande
Guerra.
Dal Lago di S. Colomba (m 926), per sentiero e forestale, si arriva ai ruderi
dell’ex Forte Casara nei pressi dell’ omonimo passo (m 901). Lasciato a sinistra
il sentiero che scende al paese di Montevaccino, inizia la salita per il versante
orientale al Monte Calisio. Si passa per il “Prà del Dorigat” (m 990) un belvedere
sulla Valle dell’ Adige. Arrivati poco sotto la cima, si evita il breve salto roccioso
attrezzato con fune metallica e si entra nelle gallerie del Monte Calisio. Le gallerie
sono brevi ma buie – indispensabile quindi una torcia elettrica per la loro
percorrenza. Usciti dalle gallerie, ci si trova in un tratto di macchia priva di evidente
sentiero a pochi passi dalla cima. Pochi minuti e, raggiunta la cima, il panorama ci
ripagherà della fatica fin qui spesa. Discesa per il “Sentiero Natura” a Cognola (m
389) incrociando la Strada de Mez e passando per le case di Moia.
Sentieri
Punto di partenza
Punto d’arrivo
Quota massima raggiunta
Dislivello
Ore di cammino effettive
Difficoltà
Pullman. Pranzo al sacco
421 – 430 – 402
Lago di S. Colomba m 926
Cognola m 389
Monte Calisio m 1097
in salita
m 200 in discesa
m 700 circa
5.00 – 5.30
E – Nessuna. Escursione che si svolge su
sentieri ben tracciati Indispensabile una torcia
elettrica per il breve tratto delle gallerie.
Proposta da Daniele Piccolo
a lato : Calisio-uscita galleria - foto di Roberta Dapor
138
139
29
19 ottobre
EEA - EE
CIMA CAPI – SENTIERO ATTREZZATO MARIO FOLETTI
GALLERIE E CIMA ROCCA - CON ALTERNATIVA
ALPI DI LEDRO
Un formidabile camminamento fu costruito dagli austriaci, prima della Grande
Guerra, tutt’attorno alla testata della Val Sperone, per collegare le postazioni di
Bocca d’Enzima a quelle di Bocca Pasumer e di Cima Capi. Il camminamento
nella roccia, recentemente riattato dalla SAT di Riva, è divenuto oggi un ardito
sentiero, esposto, ma non difficile, che accomuna la varietà dei panorami
all’interesse storico-militare. All’interno delle gallerie della Rocca si trovano ancora
i resti dell’impianto di illuminazione. (Fabrizio Torchio - Enzo Gardumi
“Guida alle Alpi di Ledro” 107 escursioni tra Garda e Adamello).
Da Riva del Garda (m 86), si sale alla Capanna S. Barbara (m 560) passando
per il Bastione (m 212) per raggiungere la vicina Chiesetta di S. Barbara (m 625),
costruita dai minatori che nel 1928 scavarono nella roccia la galleria di derivazione
delle acque del Lago di Ledro. Con l’ausilio di una scala da 56 scalini, si supera
una paretina e si sale fino alla Bocca d’Enzima (m 880) che immette nella Val
Sperone. Attraverso aeree cenge si giunge a Cima Capi (m 907) dove il panorama
è immenso. Ritornati brevemente indietro, si imbocca il “Sentiero attrezzato Mario
Foletti” che scende lungo la parete sud di Cima Rocca (m 1.090) al bivacco
Arcioni (m 860) nei pressi della Chiesetta di S. Giovanni (m 860) del 1613. Dalla
chiesetta, si seguono le indicazioni per il “Sentiero della Rocca” che conducono alla
prima galleria, la si percorre tutta fino al camino d’uscita attrezzato con una breve
scaletta. Si sale ora, attraverso il bosco, fino all’imbocco della seconda galleria
che attraversa la cima: la si tralascia e si sale per sentiero alla Cima Rocca o
Sperone (m 1.090). Ritornati all’imbocco della seconda galleria, la si percorre tutta
per uscire su di un camminamento che conduce alla Bocca Pasumer o Sperone
(m 980). Da questa sella, si scende in Val Vasotina per arrivare a Biacesa (m 418)
in Val di Ledro.
Alternativa - Da Biacesa (m 418) inVal di Ledro, per mulatiera e sentiero, si
giunge alla Chiesetta di S. Giovanni ed al vicino Bivacco Arcioni (m 860). Dalla
chiesetta, si seguono le indicazioni per il “Sentiero della Rocca” che conducono alla
prima galleria: la si percorre tutta fino al camino d’uscita attrezzato con una breve
scaletta. Si sale ora, attraverso il bosco, fino all’imbocco della seconda galleria
che attraversa la cima: la si tralascia e si sale per il sentiero alla Cima Rocca o
Sperone (m 1.090). Ritornati all’imbocco della seconda galleria, la si percorre tutta
per uscire su di un camminamento che conduce alla Bocca Pasumer o Sperone
(m 980). Da questa sella, si scende in Val Vasotina per arrivare a Biacesa (m 418)
in Val di Ledro.
140
Itinerario FERRATA Itinerario ESCURSIONE
404-405-460 bis-417 417-460-460 bis
Riva del Garda
Biacesa - Val di Ledro
(m 86)
(m 418)
Punto d’arrivo
Biacesa - Val di Ledro (m 418)
Quota massima raggiunta
m 1090 Cima Rocca o Sperone
Dislivello
in salita
m 1200
m 700
In discesa m 900
m 700
Ore di cammino effettive 7
5
Difficoltà
EEA
EE
Sentieri:
Punto di partenza
Pullman. Pranzo al sacco.
Per ambedue le escursioni è obbligatoria la luce frontale o la torcia elettrica
Per la ferrata è obbligatorio l’impiego del Kit completo con marcatura CE.
Proposta da: Emanuela Chieregato, Giacomo Damian
Ingresso
della
seconda galleria di
Cima Rocca - Foto di
Daniele Piccolo
141
30
26 ottobre
RIFUGIO ALPINO
PRANZO E CASTAGNATA SOCIALE
Seguirà programma dettagliato
Proposta dalla Commissione Escursionismo
Un rifugio alpino è un edificio collocato in località montane, di solito lontano dai
centri abitati, destinato a ospitare gli alpinisti e gli escursionisti che frequentano la
montagna. Dispone di solito di servizi alberghieri di base: bagni, cucina, stanze da
letto, sale da pranzo.
Classificazione dei rifugi italiani
Il regolamento del Club Alpino Italiano prevede la suddivisione dei rifugi in 5
categorie:
Categoria
Descrizione
A
Rifugi raggiungibili con strada rotabile o comunque in prossimità
di questa
B
Rifugi raggiungibili con altro mezzo meccanico di pubblico servizio
(escluse le sciovie) o comunque in prossimità di questo
C, D, E
Rifugi non ricadenti nelle precedenti categorie; l’appartenenza
all’una o all’altra di queste categorie è legata alla quota del rifugio,
alla difficoltà di accesso, ed al metodo con cui vengono effettuati
i rifornimenti. La categoria C è ulteriormente suddivisibile in
sottocategorie.
RIFUGI DELLA SEZIONE
Rif. Corno del Renon - Rittnerhornhaus
Rif. Oltradige al Roèn – Überetscher Hütte
Rif. Chiusa al Campaccio – Klausener Hütte
Rif. Bolzano al Monte Pez – Schlernhaus
Rif. Passo Sella – Sellajochhaus
Rif. Puez – Puezhütte
Rif. Franz Kostner al Vallon – Franz Kostner Hütte
Bivacco al Sassolungo – Langkofel Biwak
Capanna sociale Malga Boccia - Heissbäckschwaige
142
m 2.259
m 1.773
m 1.920
m 2.450
m 2.180
m 2.475
m 2.536
m 3.100
m 1.800
143
Rif. Corno del Renon
Rittnerhornhaus
m 2.259
Ubicazione:
sotto la cima del Monte Roen, versante Val d’Adige (Catena della Mendola)
Ricettività: 30 posti letto
Classificazione CAI: cat.C
Gestore: Nardelli Bruno
Telefono: 0471/812031  - Lisa: 346.1320437 - Bruno: 349.2843370 - Email:
[email protected]
Periodo di apertura (indicativo): 20.05-31.10.
Rif. Oltradige al Roèn
Überetscher Hütte
m 1.773
Rif. Chiusa al
Campaccio
Klausener Hütte
m 1.920
144
Ubicazione:
sulla sommità del Corno del Renon (Monti Sarentini)
Ricettività: 48 posti letto
Classificazione CAI: cat.C
Gestore: Ramoser Helmut - Collalbo
Telefono:  0471/356207 cell. 340 375 57 00
Periodo di apertura (indicativo): dal 20.05 al 31.10
Ubicazione:
sulle pendici meridionali della Cima S.Lorenzo (Monti Sarentini)
Ricettività: 38 posti letto
Classificazione CAI: cat.C
Gestore: Ramoser Robert
Telefono: 0472/545194
Periodo di apertura (indicativo): 20.5-31.10
145
Ubicazione:
sull’altopiano dello Sciliar, poco a sud della cima del M.Pez
Ricettività: 136 posti letto
Classificazione CAI: cat.C
Gestore: Gasser Harald - Fiè allo Sciliar
Telefono: 0471/612024 cell. 335 606 19 05
Periodo di apertura (indicativo): 01.06-30.09
Rif. Bolzano al Monte
Pez - Schlernhaus
m 2.450
Ubicazione:
Passo Sella, poco a nord del valico, a fianco della strada provinciale.
Ricettività: 86 posti letto
Classificazione CAI: cat.A
Gestore: Rifugio Passo Sella di Stuffer Alan & Co. Snc
Telefono: 0471/795136
Periodo di apertura (indicativo):
15.06-15.10 e 20.12-20.04 (stagione sciistica)
Ubicazione:
Altopiano del Puez-Gardenaccia
Ricettività: 94 posti letto
Classificazione CAI: cat.C
Gestore: Fam. Costa - La Villa in Badia
Telefono: 0471/795365 cell. 338 536 25 20
Periodo di apertura (indicativo): 15.06-30.09
146
Rif. Passo Sella
Sellajochhaus
m 2.180
Rif. Puez - Puezhütte
m 2.475
147
Rif. Franz Kostner al Vallon
Franz Kostner Hütte
m 2.536
Bivacco al Sassolungo
Langkofel Biwak
m 3.100
Ubicazione:
a SE della Cima Principale del Sassolungo di Gardena (30 minuti dalla vetta)
Ricettività: 4-5 posti a tavolaccio
Classificazione CAI: bivacco
Capanna sociale
Malga Boccia Heissbäckschwaige
m 1.800
148
Ubicazione:
sul versante orientale del Gruppo del Sella, sopra il Passo di Campolongo
Ricettività: 33 posti letto
Classificazione CAI: cat.C
Gestore: Agraiter Manuel - Corvara in Badia
Telefono: cell. 333 875 98 38
Periodo di apertura (indicativo): 01.06-30.09
Ubicazione: Alpe di Siusi
Ricettività: 15 posti letto, con una cucina, servizi, soggiorno
Classificazione CAI: capanna sociale
Ricostruita nel 2011-2012, inaugurata nel 2013
149
www.caibolzano.it
RICORDA :
Assemblea Sezionale dei Soci
27/03/2014
Retrospettiva Escursioni 2014 ore 20.30
05/12/2014
Natale CAI - Chiesa di Cristo Re ore 19.15
18/12/2014
AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIROL
Landeshauptmannstellvertreter
Landesrat für Wohnungsbau, italienische Kultur, Schule
und Berufsbildung
PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE
Vicepresidente della Provincia
Assessore all‘edilizia abitativa, cultura, scuola e formazione
professionale in lingua italiana
Grafica ed impaginazione a cura della Commissione Escursionismo in
collaborazione con i Gruppi Sezionali ed il Consiglio Direttivo
Assessorato alla Cultura e alla Convivenza
150
Carta priva di clorurati con plastificazione ecologica della copertina.
151
gennaio
febbraio
marzo
aprile
maggio
giugno
luglio
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13 14 15
20 21 22
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ottobre
novembre
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