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17 settembre 2014

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MERCOLEDÌ 17 SETTEMBRE 2014
Notizie e approfondimenti
L’ i n s e r to è p re p a ra to e p u b b l i c a to d a Ro s s i ys kaya G a ze t a ( R u s s i a ) e n o n co i nvo l g e l e st r u t t u re g i o r n a l i st i c h e e d e d i to r i a l i d e
Il supplemento rientra nel progetto Russia Beyond the Headlines, che pubblica inserti in diverse lingue, in allegato a The Daily Telegraph, Le Figaro, El Pais
DIREZIONE ITALIA
GRAND TOUR
SENZA CRISI
IN QUESTO NUMERO
Rallenta la crescita,
sale l’inflazione
Lo scenario macro della
Federazione è in peggioramento. Il
ministero dell’Economia ha ridotto
sensibilmente le stime della crescita da qui al 2017, con il Pil atteso
a un progresso di appena l’1% nel
2015. Intanto continua a preoccupare la dinamica inflazionistica,
che colpisce il potere d’acquisto
delle famiglie.
PAGINA 4
L’OPINIONE
Gas, le incognite
su South Stream
Il progetto è quello di garantire
maggiori forniture per i paesi
europei, al di là delle condizioni
climatiche, ancora oggi uno dei
fattori che incide sul trasporto di
gas. Ma le tensioni internazionali
pesano e il rischio è quello di un
rallentamento nella costruzione del
gasdotto. E la strada del dialogo
tra le parti appare come l’unica
soluzione percorribile.
PAGINA 6
Chagall, 220 opere
in mostra a Milano
Negli ultimi venti giorni abbiamo assistito alla prima frenata del 2014: i flussi del
ramo leisure sono scesi del 4%. Ma il calo
è stato ampiamente compensato da un
aumento del 18% nel segmento di lusso”
CORBIS/ALLOVERPRESS
CORBIS/ALLOVERPRESS
SANDRO SACCOCCIO, DIRETTORE MARKETING DEL TOUR OPERATOR GARTOUR
Le tensioni internazionali penalizzano
il turismo oltrefrontiera. Ma la penisola
resta in cima alle preferenze,
soprattutto da parte della fascia più
agiata della popolazione.
CHIARA MERICO
RBTH
A mettere in guardia è stato, a inizio
settembre, il primo ministro russo Dmitri Medvedev: i turisti della Federazione hanno iniziato a viaggiare sempre
meno in Europa. Un calo che il capo
del governo ha stimato in «quasi il
30%», imputandolo «al deterioramento delle relazioni internazionali: questa è una cattiva notizia», ha aggiunto
Medvedev, «perché sono i nostri concittadini a pagare il prezzo della crisi,
insieme alle economie dei paesi di accoglienza turistica». A pesare sui viaggi all’estero dei russi, oltre alle sanzioni internazionali, è anche la forte svalutazione subita dal rublo negli ultimi
mesi, che ha reso più oneroso spostarsi dalla Russia all’Europa. Per questo
diversi tour operator, specie di San Pietroburgo, hanno dichiarato bancarot-
ta tra luglio e agosto, lasciando migliaia di viaggiatori in difficoltà.
L’Italia sembra però fare eccezione.
La penisola resta tra le mete preferite
dai turisti russi, insieme ad altre destinazioni dell’Europa meridionale,
come Spagna e Bulgaria, e dell’Asia.
Rimane una tappa irrinunciabile soprattutto per il turismo di fascia alta,
quello che meno risente delle conseguenze della crisi: è proprio grazie a
questi visitatori se l’Italia è riuscita,
finora, quasi a ripetere i numeri degli
scorsi anni. Lo conferma Sandro Saccoccio, direttore marketing del tour
operator Gartour: «Negli ultimi venti
giorni abbiamo assistito alla prima frenata degli arrivi russi: per Gartour i
flussi del turismo leisure sono scesi del
4% in agosto. Un calo ampiamente
compensato da un aumento del 18%
della domanda del segmento turismo
di lusso». Anche Domenico Di Salvo,
direttore dell’ufficio Enit di Mosca, conferma che «l’andamento dei flussi di
viaggiatori russi in Italia e della relativa spesa continua ad avere segno positivo, nonostante il generale calo dei
flussi dalla Federazione russa verso le
destinazioni europee».
I dati sembrano trovare importanti
conferme. «Secondo Bankitalia, da gennaio a maggio il numero dei viaggiatori russi in Italia è cresciuto del 2,6%
rispetto allo stesso periodo del 2013
(431mila contro 420mila), e anche la
loro spesa è aumentata dell’1,6%, da
504 a 512 milioni di euro», sottolinea
Di Salvo. Anche Rostourism, l’Agenzia
federale del turismo, nel primo semestre 2014 ha registrato un incremento
del 2,6% dei flussi di viaggiatori verso
l’Italia, ponendo il Belpaese davanti a
Spagna e Grecia; inoltre, i visti turistici rilasciati dai consolati d’Italia a
Mosca e San Pietroburgo sono aumentati del 16,5% nel primo semestre.
I visitatori russi scelgono l’Italia anzitutto per il suo impareggiabile patrimonio artistico. Tra le destinazioni
più gettonate «continuano a esserci le
città d’arte», conferma Saccoccio. «I
tour della Penisola che offriamo sono
il nostro prodotto principale. Ma altrettanto importante è il mare, con Liguria, Emilia Romagna, Lazio e Sar-
degna ai primi posti». L’Italia, concorda Di Salvo, «rimane la meta turistica
privilegiata più amata dai viaggiatori
russi che ricercano vacanze culturali:
questo è il principale fattore di attrazione del nostro Paese, e pesa per quasi
il 51%», aggiunge il direttore dell’ufficio Enit della capitale russa.
Si è poi consolidata la domanda di
turismo balneare (31%), con incrementi verso il Sud e le Isole, favoriti anche
da nuovi collegamenti aerei e dalle iniziative di promozione avviate da alcune regioni, come la Puglia. Ma l’Italia
piace anche nei mesi più freddi: «La
domanda di turismo invernale è cresciuta del 45%, specie verso il Trentino e la Valle d’Aosta», sottolinea Di
Salvo. «Se la maggior parte dei russi
viene in Italia per ammirare i capolavori dell’arte, negli ultimi anni è cresciuta la tendenza a viaggiare alla ricerca di svago, lontani dai centri maggiori, con particolare attenzione per le
stazioni termali, per i parchi e le riserve naturali».
SEGUE A PAGINA 3
Oltre 220 opere dell’artista nato
a Vitebsk saranno esposte al
Palazzo Reale di Milano a partire
dal 17 settembre prossimo. Cultura
ebraica, tradizione russa e spirito
delle avanguardie. Sono queste
le coordinate artistiche e culturali
alla base della sua straordinaria
produzione.
PAGINA 7
SUL NOSTRO SITO
Scatta l’ora
del made in Serbia
Viaggio a Kaliningrad, enclave
russa situata sulle rive del Baltico
tra la Polonia e la Lituania.
L’area dipende dall’Europa per
l’importazione di prodotti agroalimentari più di altre regioni della
Federazione. Sugli scaffali dei
negozi, i prodotti del Sud America
e dei Balcani prendono il posto del
made in Italy.
HTTP://IT.RBTH.COM/32477
02
www.it.rbth.com
Bilaterale
L'anno del turismo e il regime dei visti.
Le adozioni, gli accordi bilaterali e gli
scenari aperti dalla questione ucraina.
Abbiamo incontrato Sergei Razov, ambasciatore della Federazione russa in
Italia.
L'INTERVISTA
SERGEI RAZOV
Signor ambasciatore, quali sono i risultati
dell'anno del turismo italiano in Russia?
Il turismo straniero è una parte imprescindibile dell’economia di oggi.
L’efficacia del lavoro in questo campo
dipende direttamente dal volume del
flusso di stranieri, che per le proprie
vacanze possono scegliere tra una vasta
gamma di offerte presenti nel mercato turistico. Per tale motivo questa iniziativa è un evento importante per i
nostri paesi, che si dimostrano leader
per numero di siti culturali e patrimonio naturale.
Abbiamo cercato di alimentare un
reciproco flusso di arrivi, che in tempo
di crisi si rivela particolarmente prezioso: oltre alle entrate per il budget
statale, l’Anno incrociato favorisce lo
sviluppo di nuovi contatti e l’aumento di scambi accademici, contribuendo alla creazione di un’atmosfera di
rispetto reciproco e fiducia tra i paesi.
Questa iniziativa si rivela inoltre la
logica continuazione dell’Anno incrociato della lingua e della cultura in
Italia e in Russia, organizzato nel 2011,
che è stato capace di rafforzare la cooperazione bilaterale in ambito culturale e umanitario.
Il calendario è già deciso: sia in Russia sia in Italia si terranno mostre, concerti, festival e presentazioni.
Per il futuro prossimo sono stati pianificati due importanti eventi a Milano. Un forum turistico-culturale (che
inizia domani, ndr) e una conferenza
sulla reciproca attrazione degli investimenti nel settore. Appuntamenti che
non solo si riveleranno l’occasione per
uno scambio attivo di contatti tra le
strutture statali russe e italiane e tra
gli operatori privati impiegati nel settore del turismo, ma consentiranno di
valutare la situazione attuale del settore e il suo sviluppo futuro.
È ancora presto per parlare di risultati definitivi, visto che l’Anno del Turismo non è ancora terminato. La cosa
più importante è che si sia creata un’atmosfera di collaborazione e che si percepisca un fortissimo interesse da parte
degli italiani verso la Russia e dei nostri connazionali verso il Bel Paese. Abbiamo ottenuto un’ulteriore possibilità di far conoscere la cultura nazionale a nuovi partner e di presentare il
potenziale turistico del nostro paese.
Il risultato sarà sicuramente a lungo
termine.
ALESSANDRO SAVI
Qual è la dinamica dei rapporti fra Russia e Italia sullo sfondo della crisi ucraina?
Nello spazio europeo, l'Italia per noi
era e resterà uno dei partner chiave prioritari al quale siamo legati da decenni di cooperazione su tutti i fronti. Apprezziamo la posizione invariata della
leadership italiana sull'importanza di
conservare canali di dialogo politico con
la Federazione e di sviluppare legami
reciprocamente vantaggiosi. Il vostro
Paese è, per rilevanza, il nostro quarto
partner commerciale: il fatturato dello
scorso anno ha raggiunto la cifra record di 54 miliardi di dollari. E la nostra cooperazione ha radici profonde
nella sfera culturale. Nondimeno, l'attuale sfavorevole congiuntura politica,
connessa agli avvenimenti in Ucraina
si riflette in un modo o nell'altro anche
sulla dinamica delle nostre relazioni bilaterali. In particolare, vengono rimandati eventi da tempo pianificati. L'introduzione da parte dell'Unione Europea di sanzioni settoriali contro la Russia e la nostra risposta nella forma del
divieto annuale d'importazione di una
serie di prodotti agroalimentari potrebbero influire sul fatturato totale dell'anno corrente. Alla fine del primo semestre, esso ha subito una lieve diminuzione, pari al 4,2%. Ci tengo a sottolineare che la parte russa è certamente
molto interessata al rapido superamento dell'influenza congiunturale di tutti
questi fattori esterni e alla continuazione e all'approfondimento del partenariato e della collaborazione russoitaliana.
"CONTINUIAMO
A COSTRUIRE
IL DIALOGO"
BIOGRAFIA
NAZIONALITÀ: RUSSA
ETÀ: 61
PROFESSIONE: DIPLOMATICO
L'Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Federazione Russa
nella Repubblica Italiana è nato il 28
gennaio 1953. Nel 1975 si è laureato all'Istituto statale di Mosca per le relazioni
internazionali del ministero degli Affari Esteri dell'Urss. È dottore in Economia
e autore di vari lavori scientifici. Ha lavorato in Mongolia, Polonia e Cina. Parla cinese, inglese e polacco. Ha iniziato
la carriera diplomatica nel 1990. Ha una
grande esperienza di lavoro nel ministero
e nelle sedi estere. Ha iniziato a svolgere l'attuale ruolo in seguito ai decreti di
Vladimir Putin, firmati il 6 maggio 2013.
Sposato, ha due figli.
Quali sono le prospettive della presidenza italiana del Consiglio dell'UE?
Noi siamo per la conservazione dei canali del dialogo paritario e la crescita
di una cooperazione reciprocamente
vantaggiosa con l'Unione Europea.
Confidiamo che l'Italia, in questo suo
semestre di presidenza, possa dare il
suo contributo costruttivo alla ricerca
di soluzioni di compromesso indispensabili per la normalizzazione e il progresso di tali rapporti.
Quali sono le probabilità di un alleggerimento o di un inasprimento del regime dei visti?
Come lei sa, la Russia, nel corso degli
ultimi anni, si è invariabilmente e costantemente espressa in favore di una
liberalizzazione delle modalità di spostamento dei cittadini russi ed europei, fino alla completa abolizione dei
visti. E ciò a partire dalla comune missione della Federazione e del Vecchio
Continente di costruire un unico spa-
zio umanitario libero. Non poco è stato
fatto in termini di preparazione a questo obiettivo. Purtroppo, il dialogo su
questi importanti punti è stato interrotto, non per nostra volontà. Fra gli
stati dell'UE, l'Italia era uno di quelli favorevoli alla liberalizzazione del
sistema dei visti con la Russia. Tuttavia, esiste una certa posizione consolidata all'interno dell'Unione Europea come organizzazione alla quale
l'Italia è costretta ad attenersi. Contiamo che le trattative riguardanti questa tematica verranno presto o tardi
rinnovate. Nel frattempo, i nostri uffici consolari nella Penisola organizzano la procedura di rilascio del visto
nella stretta osservanza degli accordi
pattuiti ad un numero non piccolo di
cittadini italiani diretti nella Federazione per motivi di affari, per turismo
o altri scopi.
Qual è l'impatto delle sanzioni sul fatturato reciproco, sugli investimenti, sulla col-
laborazione in materia di piccole e medie
imprese?
Noi abbiamo più volte ribadito su diversi livelli che l'introduzione in principio di sanzioni personali ed ora
anche settoriali nei confronti di Mosca
è infondata e controproducente, e che
si tratta di uno strumento di aperta
pressione sulla Russia che potrebbe
in definitiva rivolgersi contro gli iniziatori stessi.
Per alcuni mesi abbiamo mantenuto
una posizione massimamente sobria
ed equilibrata, spiegando pazientemente ai nostri partner che le sanzioni avrebbero potuto avere un effetto
boomerang. Infine sono state adottate misure di risposta. Sottolineo il fatto
che non si è trattato di una nostra
scelta, bensì di una misura obbligata.
Gli interessi di una parte di imprenditori italiani - e sul mercato russo
ne lavorano a centinaia, fra piccoli e
medi imprenditori - ne risentono in
modi diversi.
www.it.rbth.com
Bilaterale
03
L'Expo e i tesori nascosti
traino per il nuovo turismo
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
A dare un forte incentivo agli arrivi è
anche l’Anno del Turismo incrociato
italo-russo (che si concluderà alla fine
del 2014), con un calendario fitto di
convegni e occasioni di confronto, oltre
che una vetrina per mettere in mostra
il meglio dell'offerta turistica dei due
paesi. Il progetto è composto da un
ricco programma di iniziative «coordinato dalla task force dell’Ambasciata italiana a Mosca, che ha “portato
l’Italia in Russia” tra festival, mostre,
presentazioni, promuovendo innanzitutto il patrimonio storico e artistico
di quella parte d'Italia ancora sconosciuta per i cittadini della Federazione», spiega Di Salvo.
Inoltre, è stata data una notevole importanza ai nuovi mezzi di comunicazione, che consentono di abbattere le
tradizionali frontiere creando nuove opportunità per il turismo nelle due direzioni. «Per la prima volta è stato realizzato un sito web di promozione turistica istituzionale del nostro Paese in
lingua russa (www.italiagodturisma.
com, ndr), anch’esso gestito dalla rappresentanza diplomatica italiana a
Mosca, che presenta l’ampia offerta delle
regioni italiane e le opportunità di turismo nel Belpaese». Il ruolo dell’Enit,
sottolinea il direttore dell’agenzia moscovita, «si è concentrato sulla promozione dell’offerta italiana nei circuiti
dell’industria del turismo della Federazione, con una particolare attenzione
all’Italia cosiddetta “minore" e a tutte
le iniziative legate a Expo 2015».
Proprio l’Esposizione universale di Milano (che durerà sei mesi, a partire dal
1° maggio prossimo) rappresenterà
un’ulteriore, grande opportunità per
incrementare gli arrivi in Italia. «Allo
stato attuale», spiega Di Salvo, «non è
semplice fare previsioni sui flussi. Ma
vale ricordare il consolidato trend positivo cui abbiamo assistito negli ultimi anni: i turisti russi che visitano l’Italia sono passati da 461mila nel 2009
a 1,88 milioni nel 2013». Inoltre, «il
mercato turistico russo è ancora in evoluzione e possiede risorse per un’ulteriore crescita: il 15% della popolazione, pari a 21 milioni di persone, è titolare del passaporto valido per l’espatrio».
E gli italiani? Nonostante le tensioni internazionali, continuano a recarsi in Russia, soprattutto per motivi di
lavoro, mentre c’è stata una leggera
flessione dei viaggi turistici. Secondo
i dati pubblicati dall'Agenzia Federale per il Turismo della Federazione
Russa, nel primo semestre del 2014
ben 39.072 italiani hanno visitato la
Federazione: una cifra superiore del
9% rispetto ai 35.903 dei primi sei
mesi del 2013. A crescere è stato in
particolare il numero di italiani che
sono andati in Russia per affari:
19.252, l’8% in più rispetto ai 17.801
del primo semestre 2013. Cala invece
la quota dei nostri connazionali che
hanno scelto la Federazione per le loro
vacanze: da gennaio a giugno 2014
sono stati 11.816, il 5% in meno rispetto al primo semestre dell’anno
scorso.
SUL NOSTRO SITO
Il settore turistico di massa è vittima di
una crisi improvvisa. Nell’arco di tre settimane, infatti, otto tour-operator sono falliti. E ciò ha avuto ripercussioni su
quasi centomila viaggiatori. Una parte
di questi ultimi, infatti, ha avuto notevoli
difficoltà nel rientro a casa.
Esperti e analisti indicano, tra le cause
principali di questa crisi del comparto, la
situazione economica e politica e l’impatto delle sanzioni americane e dell’Unione Europea
Sinferopoli è la più grande città, nonché la capitale, della Crimea. Da quando
la penisola, alcuni mesi fa, è diventata
russa, la vita dei cittadini ha subito molti cambiamenti. Solo una cosa è rimasta
invariata: sul loro territorio regna la pace.
Intanto, a dieci chilometri dalla città, nel
villaggio di Mazanka, vivono coloro a cui
è toccato conoscere cos’è la guerra. Qui
si estende una tendopoli che ospita temporaneamente gli abitanti delle regioni
ucraine di Donetsk e Lugansk
www.it.rbth.com/32429
www.it.rbth.com/32323
Nello spazio europeo, l'Italia era e resterà per noi
uno dei partner chiave, al quale siamo legati da decenni di cooperazione. Apprezziamo la posizione
della leadership italiana sull'importanza di conservare canali di confronto politico con la Russia"
Il progetto South Stream rischia di essere bloccato?
La realizzazione di questo grande progetto transfrontaliero non dipende solo
dalla Russia. La nostra posizione è
chiara. Partiamo dall'assunto che il
percorso alternativo per il trasporto
del gas in Europa venga costruito (come
i gasdotti sottomarini sui fondali del
Mar Nero e del Mar Baltico diretti in
Turchia e in Germania) nei termini stabiliti, e che diventi così ulteriore garanzia della sicurezza energetica in Europa, della sua parte meridionale, in
questo caso. Vediamo in questo la palese vittoria tanto dei produttori, quanto dei consumatori che possono contare sull'affidabilità dei rifornimenti
a lungo termine e sulla loro indipendenza dalla congiuntura politica. Purtroppo ci sono tentativi di bloccare la
costruzione del gasdotto nonostante il
danno evidente per i paesi partecipanti ai lavori. Contiamo che l'Italia, che
ha più volte confermato il suo interes-
se nel progetto, unita alle compagnie
dirette protagoniste della costruzione,
sostenga e sosterrà nel futuro la sua
realizzazione.
Quali sono le ultime tendenze dell'investimento associato?
L'investimentoassociatoèindubbiamente una componente importante della nostra interazione economica e le possibilità in questo campo non scarseggiano.
Come esempio recente potrei riportare l'acquisto da parte di Rosneft del 50%
della quota della holding Konfin, proprietaria del 26,19% delle azioni della compagnia Pirelli. Ci sono in programma a breve
tempoincontriadaltolivellosull'esempio
delleconsultazioniintergovernativesvoltesi a Trieste nel 2013?
Le consultazioni intergovernative del
vertice dello scorso novembre sono state
assolutamente produttive e hanno fornito orientamenti promettenti alla cooperazione nei settori chiave. Allora
era stata raggiunta la piena comprensione da parte di tutti i partecipanti
dell'importanza del prosieguo dei lavori in simile formato. Oltre a ciò, è
comprensibile del resto che per gli incontri ad alto livello servono le condizioni necessarie e la preparazione di
tutte le parti nella cornice dei meccanismi della cooperazione bilaterale.
Quali sono le prossime attività culturali
previste in Italia?
Da domani a Milano si terrà il forum
italo-russo della cultura e del turismo
e la conferenza sui reciproci investimenti nella sfera turistica. Alla fine
dell'anno è in programma l'inaugurazione di una delle mostre più grandi
degli ultimi anni, "I tesori della casa
dei Romanov dalla collezione di Peterhof". A settembre a Montecatini
Terme si è svolto un festival lirico al
quale hanno preso parte gli artisti del
teatro dell'Hermitage di San Pietroburgo. Contemporaneamente a Mila-
no e a Torino avrà luogo il festival dei
musicisti russi con la partecipazione
di illustri protagonisti della musica
quali Yuri Temirkanov. In occasione
del centenario della residenza ufficiale dell'ambasciatore russo a Roma, villa
Abamelek, la nostra ambasciata organizzerà una serie di eventi. A breve è
prevista in particolare una serata letteraria e musicale dedicata al novantesimo anniversario dell'edizione del
libro di Pavel Muratov "Immagini d'Italia". Tutto questo non è che una parte
del ricco programma di appuntamenti culturali organizzati dal nostro paese
e dall'Italia.
Quali sono le tendenze in materia di adozione di bambini russi?
Secondo i nostri dati, dai cittadini italiani sono stati adottati in tutto 9.200
piccoli provenienti dalla Russia (circa
500 bambini all'anno). Esiste un accordo del 2009 che regola le domande
di organizzazione del conteggio dei
bambini adottati, di informazione sui
genitori adottivi da parte delle agenzie accreditate russe e altro. In totale,
questa cooperazione con il vostro paese
ha più di vent'anni di storia. Noi siamo
riconoscenti alle famiglie italiane che
educano i bambini russi rimasti senza
le cure dei genitori. Allo stesso tempo,
il tragico caso della morte del piccolo
bambino russo di cinque anni ha fatto
seriamente riflettere sulla necessità di
perfezionare i meccanismi di adozione. Si tratta innanzitutto del rafforzamento dei controlli delle decisioni dei
tribunali italiani riguardo l'adeguatezza delle coppie all'adozione, e anche
un controllo del lavoro dei servizi sociali che verificano le condizioni delle
famiglie adottive. Al momento si sta
lavorando su queste domande, la risoluzione delle quali sarà tema principale delle prossime consultazioni consolari a Mosca.
Nina Borisova
04
www.it.rbth.com
Economia
IL COMMENTO
Previsioni Nel prossimo triennio, i prezzi del petrolio dovrebbero subire una diminuzione
Gli ostacoli da superare
per rilanciare lo sviluppo
Un pit-stop per la crescita
Vladimir
Mau
ESPERTO
S
SHUTTERSTOCK/LEGION-MEDIA
Il ministero dello Sviluppo Economico
ha abbassato le stime per gli anni
2015-2017. In calo l'estrazione degli
idrocarburi. E l'incertezza è dovuta
anche alla situazione internazionale.
ALEKSEI LOSSAN
RBTH
Mosca, lo scenario macro è in peggioramento. Il ministero dell'Economia
ha ridotto sensibilmente le stime da
qui al 2017. Il prossimo anno il Pil dovrebbe crescere dell'1%, anziché del
2% come era stato precedentemente
pianificato, mentre l'inflazione è attesa al 6,5%, invece del 5,5%. In aggiunta, gli analisti del ministero prevedono riduzioni nell'export di petrolio e
gas. Se nel 2013 le forniture verso l'estero hanno fruttato circa 250 miliardi di euro, e nel 2014 circa 242, il prossimo anno dovrebbero scendere a quota
225 miliardi. Al ministero ritengono
che il prezzo del petrolio raggiungerà
i 90-95 dollari al barile, e che su questo indicatore si stabilizzerà.
L'oro nero potrebbe scendere
ancora
«La situazione di per sé è difficile da
raffigurare», dice il partner dirigente
di Akg “Finekspertisa”, Agvan Mikaeljan. Inoltre, a suo avviso, la stima è
stata fatta sulla base del legame di forte
dipendenza dell'economia dagli idrocarburi, e in esso si suppone che nel
tempo breve non vi sia alcun cambiamento nella sua struttura. «Se continuerà a essere così, il livello di pessimismo è più che giustificato», sostiene
l'esperto. In particolare, fa notare Mikaeljan, gli autori della previsione par-
tono dal presupposto che non vi sarà
alcuna crescita concreta delle entrate.
Per quanto concerne alcuni parametri
chiave, alcuni esperti sono ancora più
conservatori. «Per esempio ritengono
che il prezzo del petrolio Brent possa
scendere ai livelli di quattro anni fa,
intorno agli 80-90 dollari al barile»,
ritiene Dmitri Badenkov.
L'incognita dei tassi Usa
Secondo l'analista del fondo d'investimento “Finam”, Anton Soroko, queste
stime del ministero non sorprendono.
Del resto, l'abbassamento di qualche
dollaro dei prezzi del petrolio non deve
portare ad alcun serio cambiamento
nel budget, che viene calcolato per i
prossimi anni «sulla base di valutazioni abbastanza conservatrive. Così, in
questo contesto, non sarebbe necessario rivederne i coefficienti di bilancio»,
dice l'esperto. «Non posso essere d'accordo con il previsto crollo del fatturato al dettaglio, per via del calo delle
importazioni», commenta Mikaeljan.
«Ritengo che sarà possibile individuare dei sostituti, e in ogni caso l'eventuale caduta assumerà dimensioni ridotte».
Nondimeno, come sottolinea il capo
del dipartimento analisi Ik Rus-Invest,
Dmitri Bedenkov, al momento è difficile fare previsioni a lungo termine
sulla dinamica dei fattori economici
chiave, per diversi motivi. «Il sistema
di riserva federale degli Stati Uniti
(Frs, ndr) è dubbioso in merito all'inizio di un inasprimento della politica
monetaria», evidenzia l'esperto. Secondo le sue parole, la crescita dei tassi
negli Usa porterà inevitabilmente
all'indebolimento dei prezzi sul mercato delle merci, fattore importante
della crescita economica in Russia.
Ridurre il peso delle commodity
«L'equilibrio delle forze e degli umori
può cambiare. Per questo sarebbe sufficiente la volontà politica delle parti
che influiscono sull'evolversi della situazione», dice l'analista capo di Ufs
Ic, Aleksei Kozlov. Secondo la sua opinione, la misura base che permetterebbe di sfuggire all'influenza negativa della crisi mondiale dell'economia
sulla Russia «è l'abbassamento della
dipendenza della Federazione dalle
materie prime. Per raggiungerere questo obiettivo è indispensabile costruire un'economia bilanciata e autosufficiente». Tuttavia, come osserva Bedenkov, il principale fattore destabilizzante dell'economia è la situazione
in Ucraina. «Non è facile parlare delle
prospettive di inasprimento delle sanzioni reciproche fra la Russia e i paesi
dell'Occidente, come pure del livello
delle loro relazioni». Anche se, sottolinea il presidente del Centro per le
comunicazioni strategiche Dmitri
Abzalov, difficilmente il peggioramento della situazione economica porterà
a dimissioni nel governo. «Le decisioni riguardanti i quadri in Russia vengono prese tradizionalmente verso la
fine dell'anno e dubito che fino ad allora qualcuno del governo, primo ministro compreso, possa dare le dimissioni». Secondo l'esperto, comunque è
più probabile che qualche cambiamento si verifichi alla vigilia delle elezioni
parlamentari, che si svolgeranno nel
corso del 2016.
I NUMERI
1%
La crescita attesa del Pil russo
nel 2015. Le stime
precedenti si attestavano sul +2%
6,5%
Il tasso di inflazione atteso per
il prossimo anno.
Un dato superiore
al 5,5% stimato in
precedenza
95
dollari al barile è
il prezzo che dovrebbe raggiungere il greggio nel
2015
econdo le stime, nel primo semestre il Pil russo dovrebbe aver fatto segnare una crescita di poco superiore
allo zero. Alcuni economisti interpretano questo dato
come una conseguenza della crisi ucraina, anche se
non è esattamente così.
Le sanzioni reciproche sono sempre state una cosa estremamente sgradevole e la loro adozione non porterà a nulla di buono. Ma
in realtà il mondo sta attraversando una crisi sistemica globale
paragonabile a quelle degli anni ’30 e ’70. Si tratta di una situazione molto complessa che potrebbe aggravare il quadro economico tanto in Russia, quanto in Europa. Ad ogni modo, va sottolineato che le rappresaglie non sono la causa principale dei problemi economici russi e neppure di quelli europei: le difficoltà sono
sorte decisamente prima.
Lo scenario macro europeo negli ultimi anni è stato caratterizzato da una crescita bassa o nulla; a sua volta, quello della Russia si
è mantenuto in bilico, sul limite della recessione. Questa è anche
la situazione attuale della Federazione, per una serie di ragioni:
innanzitutto pesa la congiuntura nei principali partner commerciali, Europa in testa. In secondo luogo, l’inibizione degli investimenti da parte di grosse compagnie (quelle statali in particolare),
che hanno concluso nel 2012-2013 il loro giro di investimenti (la
preparazione alle Olimpiadi di Sochi, per esempio) e non ne hanno
avviato uno nuovo. In terzo luogo, va sottolineato che già verso
il 2008 si era esaurita la riserva del fondo di ricostruzione: nel
2009, per via della crisi, si è verificato un crollo netto dell’economia, al quale ha fatto seguito un recupero che ha permesso di
mantenere ritmi di crescita moderata.
Ma la causa principale del rallentamento consiste nel fatto che il
modello stesso alla base della crescita negli anni duemila, calcolato su una costante espansione della domanda, si è rotto. Ciò è
avvenuto tanto in forza di circostanze esterne, perché avevano
cessato di crescere i prezzi del petrolio, quanto per cause interne:
alcuni analisti hanno definito questo fenomeno “trappola del reddito medio”. La Russia si è trasformata in un paese con un alto
costo del lavoro e un livello del Pil pro-capite al livello delle realtà
sviluppate, ma senza crescere nelle classifiche per capacità attrattiva del business (come dimostra il rating Doing Business). Per
recuperare appeal sul fronte degli investitori occorre un contesto
con regole del gioco stabili e prevedibili, con crediti accessibili
(cosa che richiede bassa inflazione), tasse sostenibili e stimoli per
lo sviluppo della produzione.
Realizzare un percorso di crescita non è semplice, del resto. Una
spinta importante potrebbe arrivare dalla liberalizzazione dell'economia, secondo una strada già seguita con successo dalla Cina.
Occorre poi affrontare i nodi strutturali, a cominciare dalla necessità di modernizzazione dello stato sociale: in particolare l’educazione, la sanità, il sistema pensionistico, che in Russia - come in
molti paesi sviluppati - sono venuti a formarsi in epoca industriale e rispondono in tutto e per tutto alle esigenze di quel periodo.
Ora la situazione è radicalmente diversa: seguire i percorsi tradizionali di studio non è più sufficiente per raggiungere, e poi mantenere, posizioni importanti nel mercato del lavoro. Occorre l'apprendimento continuo, distribuito su vari ambiti di approfondimento. Le persone vanno dal medico non solo per necessità, ma
anche per profilassi, cosa che fa crescere il carico sul sistema sanitario.
Tutte questioni che impongono nuove sfide alla Federazione. Senza
dimenticare l'importanza di mantenere il più rilevante risultato
raggiunto negli ultimi 10-15 anni, vale a dire la stabilità macroeconomica. Un requisito fondamentale che è facile da perdere, ma
non altrettanto da costruire.
L'autore è rettore dell’Accademia russa di economia nazionale e
pubblica amministarione (RANEPA)
www.it.rbth.com
L'INTERVISTA
LORENZO BAZZANA
Gli effetti
dell'embargo
sul made in Italy
dell'alimentare
IL RESPONSABILE ECONOMICO DI COLDIRETTI
"PERSI GLI INVESTIMENTI IN PUBBLICITÀ"
Economia
da noi», sottolinea
Bazzana.La
differenza è
che in Italia
è rimasta
coinvolta in
maggior
parte la
grande
quantità dei
frutti già raccolti e pronti
ad oltrepassare
il confine con la
Russia. «Questa è stata
la sorte soprattutto di pere e
pesche, rimaste non consegnate. Al momento, stiamo calcolando le conseguenze dirette, non si possono però ignorare quelle indirette che potrebbero portare nel breve periodo a un calo dei
prezzi sulla categoria di questi prodotti. Tuttavia, non è neppure da escludere, a onor del vero, che la situazione
possa migliorare», aggiunge.
In quali paesi esporterà ora le merci ch’eran destinate alla Russia?
Al momento non vorrei fare previsioni. Per me è chiarissima una cosa, che
quei paesi che assicureranno i prodotti alla Russia saranno costretti a limitare le loro forniture negli altri paesi.
In relazione a questo, è necessario fare
un’analisi approfondita per capire quali
canali e possibilità potrebbero aprirsi
in questo senso per l’Italia.
Faccio notare però, che il tempo stringe, perché si tratta di merce deperibile che non può essere conservata a
lungo. In ogni caso, vogliamo fortemente riprendere l’esportazione dei nostri
prodotti verso Mosca.
Durante un'intervista, Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Inalca
(gruppo Cremonini, leader italiano nella
produzione e distribuzione di carni bovine) e vicepresidente di Federalimentare
ha definito le sanzioni europee “masochismo economico”, sottolineando che
la situazione fungerà da forte stimolo per
lo sviluppo dello stesso settore agricolo
e dell’industria alimentare. Lei è d’accordo con queste conclusioni?
Per me è chiaro che, dopo la decisione
sull'embargo, la Russia cercherà di
agire su due fronti, interno ed esterno.
Da una parte punterà a trovare fornitori alternativi per quei generi alimentari che rischiano di sparire dal suo
mercato.
Dall'altra, incentiverà la crescita
del proprio comparto agroalimentare, incoraggiandone l'autosufficienza
tramite maggiori investimenti nel settore.
Come hanno reagito alla notizia dell’introduzione dell’embargo i produttori
GETTY IMAGES/FOTOBANK
La mozarella italiana è uno dei prodotti per cui sono scattatte le controsanzioni
L’embargo russo sui generi alimentari
occidentali ha colpito anche alcuni prodotti italiani. Degli effetti a breve e
medio termine di queste controsanzioni abbiamo parlato con il responsabile economico della Coldiretti, Lorenzo
Bazzana. Secondo il quale, considerato che nel 2013 abbiamo esportato in
Russia merci agricole e alimentari per
circa 706 milioni di euro, le perdite potrebbero aggirarsi sui 200 milioni.
In particolare, secondo le stime elaborate dalla stessa Coldiretti, dopo la
proclamazione dell’embargo parziale
dei prodotti, a rischio si trovano le forniture di carne e prosciutto di Parma
e San Daniele e i formaggi Grana Pa-
dano e Parmigiano Reggiano. Ma le
perdite più consistenti si registrano nel
settore ortofrutticolo. Non solo: le tensioni delle ultime settimane rischiano
di assestare un colpo al processo di crescita nell'interscambio commerciale
che durava da anni, e che aveva consentito a molte aziende italiane di trovare nella Federazione una valida alternativa alla debolezza della congiuntura nel mercato interno.
In Spagna, in alcune zone dell’Aragona risultano esserci circa 60mila tonnellate di messe e frutti non raccolti.
Sulla scia di questa situazione, i prezzi
sono calati del 40% netto. «Purtroppo
situazioni simili si sono verificate anche
Converrete anche voi che sarà difficile poi
per l’Italia riconquistare il mercato russo.
NOTIZIE
IN BREVE
Il mercato del debito
lascia l'Occidente
e punta alla Cina
I rapporti tra le aziende russe in cerca
di finanziamenti e l'Occidente hanno
cominciato a raffreddarsi ben prima
che scoppiassero le tensioni in Ucraina. Secondo uno studio realizzato
dalla Banca centrale russa, il saldo
del debito estero (vale a dire la differenza tra i fondi attratti e quelli
estinti da parte di società russe, escludendo banche e popolazione) ottenuto dalle aziende della Federazione
negli Stati Uniti si è fermato a 44
milioni di dollari nel primo trimestre
di quest'anno, contro i 139 milioni
registrati nello stesso periodo del
2013. Un trend che, seppur in misura minore, ha interessato anche i rapporti con l'Europa.
Lo sguardo delle imprese russe adesso è volto soprattutto verso la Cina,
dalla quale nel primo trimestre hanno
ottenuto 13,6 miliardi di dollari contro i 32 milioni registrati nello stesso periodo dello scorso anno. A richiedere i maggiori prestiti nel mercato del Dragone sono stati Rosneft
e Gazprom.
Abbigliamento baby
in forte crescita
A suo modo di vedere c’è una via d’uscita da questa crisi? Può l’Italia, in qualità
di paese che presiede ora al Consiglio europeo, contribuire alla sua risoluzione?
Essendo io un tecnico, non sono pron-
La Russia da una parte cercherà
fornitori alternativi, dall'altra punterà
alla crescita del proprio comparto
alimentare, incentivandone l'autosufficienza"
italiani, molti dei quali da tempo consolidato ormai commerciano con successo
con la Russia?
La loro reazione è stata decisamente
negativa. Avevano infatti speso per la
promozione e la pubblicità delle compagnie in Russia non pochi soldi e c’è
il rischio che tutti questi investimenti
non vengano mai più recuperati.
05
to per dare consigli ai politici. Indubbiamente ci troviamo sulla via estremamente scivolosa che potrebbe condurre persino alla guerra, cosa cui non
voglio neppure pensare. Penso che in
questo momento bisogna ricercare il
dialogo fra tutti i paesi coinvolti. Per
riuscire a ottenere un risultato è necessario buon senso e desiderio reciproco di trovare una soluzione.
Niva Mirakyan
GETTY IMAGES/FOTOBANK
Per il tessile made in Italy è un'opportunità da non perdere. Secondo
stime recenti, il mercato russo dell'abbigliamento per bambini è destinato
a crescere al ritmo del 5-10% all'anno, con valori più elevati per il segmento da 0 a 3 anni.
Si tratta per lo più di un mercato
di importazione, tanto è che l'80%
degli acquisti riguarda prodotti provenienti da oltrefrontiera. In termini
quantitativi, a fare la voce grossa sono
soprattutto i produttori asiatici, che
giocano la carta del prezzo per sbaragliare la concorrenza. La manifattura italiana può tuttavia giocare le
sue carte nel segmento più elevato
del mercato, quello più attento alla
qualità del prodotto, alle finiture e al
design.
IL COMMENTO
E i prodotti della Federazione rimpiazzano i beni importati
Evgeny
Utkin
ANALISTA
L
’Europa e gli Usa hanno imposto sanzioni contro le banche e altre grandi società della Federazione. E il ministero dell'Economia russo ha
rivisto al ribasso le stime di crescita del Pil per
il 2015 dal 2% all'1%. Per quest'anno, invece, la previsione resta invariata al +0,5%. Mentre l’inflazione potrebbe salire dell’1%, anche come effetto delle reciproche sanzioni. Questi dati sono stati resi noti il 26
agosto da Oleg Zasov, responsabile delle previsioni
macroeconomiche del ministero dello Sviluppo economico di Mosca.
Ma le misure per colpire la Russia funzionano? Sì e no
perché indeboliscono anche gli stessi promotori. Abbiamo chiesto ai maggiori gruppi italiani di credito,
che operano anche in Russia, come vanno le cose lì.
Federico Ghizzoni, ceo di UniCredit, alla presentazione dei risultati del primo semestre il 5 agosto scorso,
ha detto che «la Russia è un paese importante per noi
e, per definizione, strategico. Sta andando molto bene:
la crescita dei ricavi su base trimestrale è buona, quasi
il 20% in più nel secondo trimestre e anche la profittabilità è in decisa salita. La banca russa è inoltre contributrice netta di liquidità al gruppo», Quindi ha aggiunto che «la situazione nel paese va monitorata attentamente e non la sottovalutiamo, in quanto le sanzioni possono avere un impatto sul Pil e sui nostri
ricavi nel tempo, ma non è una situazione che riteniamo abbia un rischio sistemico per il gruppo».
Nel frattempo, però, qualche cliente della banca lamenta notevoli rallentamenti nei pagamenti, «una situazione tollerabile dal momento che le sanzioni sono
appena state promosse», ma non sono certo sopportabili a lungo. Il discorso vale anche per Banca Intesa,
che è un gioiello del gruppo Intesa Sanpaolo, pur valendo solo lo 0,6% dei proventi operativi complessivi.
Quello che pesa di più per l’Italia è però l’embargo
agroalimentare. Non si possono più esportare in Russia frutta e verdura, ma anche latticini, inclusi mozzarella, grana e parmigiano. Per fortuna sono stati risparmiati vini, spumanti, grappe (che detengono la fetta
maggiore nelle esportazioni italiane nella Federazione) e olio d’oliva. Ma è comunque una tragedia per i
piccoli agricoltori, che vendevano la loro frutta in Russia. È molto difficile trovare un altro destinatario, soprattutto in tempi brevi, quando si tratta di prodotti
freschi. Tanti container della Penisola, carichi di pesche,
sono stati fermati alla frontiera. Avrebbero potuto finire sugli scaffali dei negozi italiani a prezzi scontati,
ma in realtà marciavano verso le discariche, sia in Italia che negli altri paesi che hanno adottato sanzioni
contro Mosca.
Le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani in
Russia, lo scorso anno, ha raggiunto la cifra record di
706 milioni di euro. Adesso questo mercato florido,
ma conquistato con grande fatica, rischia di andare
perduto, con ricadute negative per centinaia di milioni di euro. Perché, appena avuta notizia dell’embargo,
altri stati come la Turchia o gli stati del Csi hanno detto
che esporteranno volentieri i propri prodotti verso la
Federazione.
Anche gli stessi russi hanno reagito bene all’embargo:
gli agricoltori sperano che adesso la loro produzione finisca senza problemi nei negozi. Milkom, compagnia di
Izhevsk da 10 tonnellate di mozzarella al mese, ha detto
di essere pronta a quintuplicare la produzione. Dal 1°
ottobre Mosca imporrà poi uno stop all’export di cuoio
e di pelli semi-conciate. «Non si tratta di sanzioni, solo
che ne abbiamo bisogno noi», dicono in Russia, «ma
questo colpirà anche l’Italia, uno dei principali importatori di pelle semilavorata russa». Si vocifera inoltre, che
si possano ristringere le importazioni di auto di lusso
(pensiamo a Ferrari, Lamborghini e altri), e la lista potrebbe allungarsi ulteriormente in futuro.
Uno dei settori più colpiti dal raffreddamento dei rapporti Russia-Occidente è stato il turismo. Soprattutto
quello della "classe media". Quest’anno il flusso verso
la Penisola si è ridotto del 15-20%. Danno notevole,
visto che il turista russo è notoriamente tra i più generosi del mondo e lascia quasi 200 euro al giorno
nelle casse italiane.
Insomma, le sanzioni colpiscono duramente l’economia. Un cancro. Ma resta da capire se alla fine risulterà benigno o maligno.
Il mercato europeo è saturo, e perdere l’enorme bacino di consumo russo potrebbe essere un errore da
pagare a caro prezzo.
L'autore è economista, direttore di Partner N1
06
www.it.rbth.com
Opinioni
Aleksandr
Kurdin
ESPERTO
I
n questi giorni è difficile sopravvalutare l'attualità di South Stream.
La situazione geopolitica attuale,
infatti, fa lievitare il valore di un
nuovo percorso per il trasporto del gas
dalla Russia verso l'Europa.
L'obiettivo principale del progetto
è di garantire la sicurezza delle forniture lungo questo percorso. Il sistema
di gasdotti deve essere strutturato in
modo tale da permettere, in caso di
necessità, la sostituzione di qualsiasi
parte del tracciato. Attualmente le
esportazioni annuali di Gazprom dalla
Russia verso l'Europa dipendono dalle
condizioni climatiche e dalla congiuntura del mercato europeo. Secondo una
stima approssimativa, per trasportare
il gas nel Vecchio Continente attualmente sono necessarie condutture della
portata di 130 - 140 miliardi di metri
cubi all'anno, senza contare le forniture di gas alla Finlandia, alle repubbliche baltiche e alla Turchia, servite
da apposite reti. A oggi, il gas arriva
in Europa in parte per mezzo del Nord
Stream, in parte attraverso la Bielorussia e in parte attraverso l'Ucraina.
La portata di Nord Stream è di 55 miliardi di metri cubi di gas all'anno in
condizioni di massimo carico; il sistema di gasdotti bielorusso può assicurare il transito di circa 35 - 40 miliar-
di di metri cubi, e quello ucraino di
140 - 150 miliardi.
La realizzazione di South Stream
consentirà di fare a meno dei percorsi attualmente esistenti, e soprattutto
del gasdotto ucraino. Ciò non vuol dire
che Gazprom rinuncerà automaticamente a far transitare il proprio gas
attraverso l'Ucraina, ma la dipendenza dalle azioni del governo locale si
ridurrà drasticamente.
Nel corso di quest'anno nei paesi europei è stata sollevata più volte la questione dei rischi collegati a una possibile interruzione del transito del gas
attraverso l'Ucraina. Il South Stream
può risolvere la questione nel giro di
un paio d'anni; pertanto il progetto
presenta dei vantaggi per i consumatori europei, anche se dal punto di vista
economico le sue caratteristiche possono far sorgere seri interrogativi. In
particolare, è difficile immaginare che
la sua entrata in funzione possa comportare un aumento delle forniture di
gas dalla Russia: la portata della nuova
rete dovrebbe essere di 63 miliardi di
metri cubi all'anno, ma un simile incremento della domanda di gas russo
nel breve termine appare poco probabile.
La realizzazione di questo progetto
è venuta a coincidere con un periodo
di transizione per il mercato europeo,
circostanza che ha inserito il South
Stream in un contesto conflittuale e ne
ha rafforzato la connotazione politica.
IMAGE PAR IORSH
SOUTH STREAM,
LE INCOGNITE
DA AFFRONTARE
L'obiettivo principale del
progetto è garantire le
forniture di gas all'Europa,
ma pesano le tensioni
internazionali
L'iniziativa è finita in un doppio vortice di problemi. Da un lato, negli ultimi anni è stata sollevata più volte la
questione della sua compatibilità con
il Terzo pacchetto energetico, vale a
dire con le norme europee che vietano
a una stessa compagnia di occuparsi
sia dell'estrazione, che della distribuzione del gas.
All'interno di questo quadro normativo la Commissione Ue non può impedire alle compagnie russe e bulgare
di posare le tubature per onorare gli
accordi internazionali già stipulati.
Essa potrebbe però vietare le forniture di gas attraverso questi gasdotti. In
sostanza, i governi dei paesi europei
che partecipano al progetto possono
scegliere se proseguire i lavori nonostante tutto, suscitando così lo sdegno
della Commissione Europea, oppure
interrompere i lavori e attendere. Il governo bulgaro ha optato per la seconda possibilità. Lo ha fatto con non poco
clamore, minacciando di rivolgersi agli
organi giudiziari.
Un secondo livello di contrapposizione, quello più attuale, è legato al
conflitto ucraino. Benché vi sia un'evidente spinta verso la diversificazione delle forniture di gas, la prospettiva di un accordo tra i partner europei
e russi risulta complicata dall'escalation di tensione tra le parti. Ma gli interessi di tutte le parti coinvolte suggeriscono di tornare a percorrere la
strada del dialogo.
L'autore è direttore del Dipartimento
di ricerche strategiche sull'energia del
Centro di analisi presso il governo
LA FINE DELL'ESILIO PER LA MUSICA D'AVANGUARDIA
Aleksandr
Belyaev
ANALISTA
E
redi di una storia da far impallidire. Discendenti di divinità
della musica, da Chaikovskij a
Stravinskj. E dopo l'esilio degli
anni'90, pronti a ritornare nella loro
terra. Anche grazie alla diffusione di
internet. E all’emergere di un ceto sociale che fa della creatività la propria
fonte di reddito. Sono questi i due pricipali fattori che stanno contribuendo
a riportare nella Federazione i migliori talenti musicali russi talenti e a formare un pubblico in grado di apprezzarli.
E qui si tratta di sfatare tre luoghi comuni: in Russia nessuno è interessato
alla musica contemporanea di qualità; qualsiasi russo dotato di talento per
le sette note farebbe bene ad emigrare a meno di non voler finire a suonare nei ristoranti; i compositori russi
RUSSIA BEYOND THE HEADLINES È
FINANZIATO DAL QUOTIDIANO RUSSO
ROSSIYSKAYA GAZETA. QUESTO INSERTO È
STATO REALIZZATO SENZA LA
PARTECIPAZIONE DEI GIORNALISTI E DEI
REDATTORI DE LA REPUBBLICA. RBTH È
FINANZIATO DAI PROVENIENTI
DELL'ATTIVITÀ PUBBLICITARIA E DAGLI
SPONSOR COMMERCIALI, COSÌ COME DA
MEZZI DI ENTI RUSSI. MANTENIAMO UNA
più seri possono sopravvivere soltanto
in Germania.
Falso. Perchè la Russia sta gradualmente sviluppando "gusto" e "domanda". Basta pensare ai compositori russi
che si stanno affermando in Occidente. Tra gli altri: Sergei Nevsky, Boris
Filanovsky e Dmitri Kourliandski,
membri di un ensemble dal nome meraviglioso: Resistenza strutturale. Poco
più che quarantenni, tutti e tre hanno
studiato, vissuto e lavorato in Occidente.
Sergey Nevsky, classe 1971, il più
talentuoso. Autore di brani estremamente originali, che creano “disagio”
nel pubblico e sono diabolicamente
complicati per gli esecutori. Le sue
opere per flauto o clarinetto si avvicinano al free jazz, ma richiedono una
particolare maestria. Nevsky è un personaggio carismatico, e scrive musica
anche per il teatro e il cinema.
In una delle sue interviste, Nevsky
ha spiegato con queste parole il cam-
POSIZIONE DI REDAZIONE INDIPENDENTE E
RAPPRESENTIAMO DIVERSI PUNTI DI VISTA
RELATIVI AGLI EVENTI CHE COINVOLGONO
LA RUSSIA E IL RESTO DEL MONDO, GRAZIE
A MATERIALI DI QUALITÀ E AL PARERE DI
ESPERTI. FIN DA QUANDO È INIZIATA LA
NOSTRA ATTIVITÀ, NEL 2007, CERCHIAMO
DI RISPETTARE I PIÙ ALTI STANDARD
REDAZIONALI, MOSTRANDO I MIGLIORI
ESEMPI DI GIORNALISMO IN RUSSIA E
biamento del clima musicale: «Negli
anni Novanta c’è stata una rottura perché sia i maestri dell’avanguardia, come
Edison Denisov, Alfred Shnitke e Sofia
Gubaidulina, che i loro studenti lasciarono il paese. Nei primi anni del
nuovo millennio, il loro ritorno a casa
e la diffusione di internet hanno segnato una vera e propria rinascita della
vita musicale in Russia. Da allora,
un’intera generazione di appassionati
di musica è emersa dal nulla. È stato
l’incontro tra un pubblico che aveva
bisogno di ascoltare musica contemporanea e una generazione di musicisti desiderosi di suonarla».
«I compositori non se ne vanno più,
anzi: stanno tornando», conferma Ekaterina Biryukova, una critica musicale i cui interessi professionali si concentrano sulla musica accademica del
XX secolo, dal minimalismo in poi.Vale
riportare una sua analisi della scena
musicale russa. «Credo che la fuga verso
l’estero sia ormai un fenomeno del pas-
SULLA RUSSIA. IL NOSTRO OBIETTIVO È
CREARE UNA SORTA DI VALORE AGGIUNTO
PER RENDERE PIÙ AMPIO IL RACCONTO
DELLA FEDERAZIONE RUSSA. OLTRE CHE
IN ITALIA, RBTH È PRESENTE CON 26
INSERTI IN 21 PAESI DEL MONDO, PER UN
PUBBLICO DI LETTORI PARI A 33 MILIONI DI
PERSONE. ESISTONO INOLTRE 19 SITI
INTERNET, AGGIORNATI
QUOTIDIANAMENTE, IN 16 DIVERSE LINGUE.
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sato. Da tempo i musicisti hanno smesso di sentire l’esigenza di emigrare. Il
tuo lavoro è lì dove trovi qualcuno che
ti paga, e la tua casa è dove poggi le
valige e dove i tuoi figli vanno a scuola. Naturalmente in Occidente i committenti sono più numerosi, perché la
società occidentale è più abituata alla
Fin quando i nuovi
compositori esploreranno il
proprio tempo con i suoni, il
futuro della musica russa è
più che assicurato
nuova musica. Anche da noi però ogni
festival propone delle prime internazionali».
Per soddisfare il suo personale interesse verso questo nuovo genere, il
maestroYuri Bashmet ha persino dato
vita a un concorso per giovani com-
positori: «Ho chiesto al mio amico, il
compositore Aleksandr Chaikovsky
(che dirige il dipartimento di composizione del Conservatorio di Mosca) di
organizzare un concorso di nuovi brani,
tanto per vedere cosa fanno e cosa respirano i giovani compositori. Dopo
tutto, sono sempre più avanti dei musicisti, perché l’interprete di un brano
è, nel migliore dei casi, un co-autore
del compositore, una sorta di parassita. Mentre un compositore crea qualcosa dal nulla. Abbiamo scelto nove
opere, e il brano vincente verrà interpretato da me nella sala principale del
Conservatorio di Mosca. Ciò darà un
forte impulso alla loro carriera».
Cura della tradizione e voglia di
esplorare in musica il proprio tempo.
Due dinamiche orami stabili che consentono di pensare in modo più che
positivo al futuro della musica russa.
L'autore è giornalista e critico musicale
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Arte
07
Mostra Oltre 220 opere del pittore nato a Vitebsk sono esposte, dal oggi, al Palazzo Reale di Milano
Nell'anima errante di Marc Chagall
Un viaggio completo nella lunga
produzione del maestro, che ha
saputo rappresentare in maniera
sublime la complessità e la profondità
dello spirito russo.
VLADIMIR ZAVIALOV
UFFICIO STAMPA (4)
RBTH
Alcuni dei quadri esposti al Palazzo Reale di Milano.
Sopra: "Nudo sopra Vitebsk", 1933. A destra: una foto dell'artista
AFP/EASTNEWS
Quella modernità assoluta, sospesa
tra poesia e favola. Tra un passato da
comprendere e rielaborare all’infinito e l’ambizione smodata a costruire
un futuro “magico” capace di incanalare il presente in una continua e avventurosa ricerca di senso. Ricerca pittorica, colorata, spiazzante. Surreale
e allo stesso tempo radicata nel suolo
della tradizione. Una ricerca che Marc
Chagall compiva sempre a partire
dalla sua terra: da quella Russia del
primo Novecento che più che essere
luogo geografico e storico, era luogo
dello spirito. Luogo di contraddizioni, allo stesso tempo denso ed evanescente. Quasi un secolo d’arte, riassunto nella biografia di uno dei grandi maestri dell’arte del ‘900.
Un tragitto esistenziale e artistico,
un labirinto di colori e forme, che appare in tutta la sua avvolgente bellezza nella mostra dedicata al pittore, inaugurata oggi al Palazzo Reale
di Milano. Oltre 220 opere – in esposizione fino al 1° febbraio 2015 - per
quella che è di sicuro la più grande
retrospettiva mai dedicata in Italia a
Marc Chagall. Il catalogo è impressionante: dipinti che arrivano da collezioni private – e che a volte sono del
tutto inediti per il grande pubblico –
trovano il loro posto di fianco ai grandi capolavori che riempiono i libri di
storia dell’arte. Da "Le Petit Salon",
il suo primo quadro, che Chagall realizza durante una visita a San Pietroburgo, fino ai “monumenti” che
hanno contraddistinto il suo lavoro
nella seconda metà del secolo scorso.
Cultura ebraica, tradizione russa,
lo spirito delle avanguardie. Sono queste, a voler semplificare, le coordinate artistiche e culturali attraverso cui
si muove l’intera opera del pittore
russo. Un mago della sintesi, un genio
che affida ai colori e alle figure il compito di chiarificare il proprio mondo.
Basta andare con la memoria, per
esempio, a quella Introduzione al Teatro Ebraico, 1920, in cui Chagall
mette in scena quello che a prima vista
appare come un impossibile connubio: le scomposizioni che arrivano dal
cubismo e i temi della propria storia
personale. Tutto elaborato su commissione: era il 20 novembre del 1920 e
Chagall inizia, su invito del critico
Abram Efros, le decorazioni al Teatro
ebraico statale Kamerny in via
Tchernychevskij a Mosca.
La mostra al Palazzo Reale di Milano segue la vita del pittore in modo
cronologico. Dalle opere realizzate in
Russia prima del 1910 fino ai lavori
del primo periodo parigino, quella
fase di “eroici furori” interrotta dallo
scoppio della Prima Guerra Mondiale. Un periodo di studio in cui Chagall può confrontare il suo lavoro con
quelli di Henri Laurens, Amedeo Modigliani, Chaim Soutine. Un periodo
in cui Chagall mette a fuoco la propria poetica: la forza della creatività
e della poesia, l’arte utilizzata per ribaltare, trasfigurandolo, ogni luogo
comune, ogni momento “normale”
della vita quotidiana. Come non ricordare l’Omaggio ad Apollinaire:
uomo e donna fusi in un unico corpo,
il cuore trafitto e la mela della tentazione. La pittura che diventa la cronaca più affidabile delle trasformazioni dello spirito europeo.
Poi il ritorno in Russia, la fase rivoluzionaria della sua pittura. E l’arte sempre vissuta come una dimensione comunitaria. È il 1915 e Chagall espone al Salon artistico di Mosca.
Sono i giorni del confronto con Blok,
Da sinistra a destra: La mucca con l’ombrello, 1946. Il trionfo della musica – Maquette per il murale al Metropolitan Opera
di New York, 1966. Resurrezione in riva al fiume, 1947
Esenin, Majakovskij. L’ebreo in rosso,
L’ebreo in preghiera, Gli amanti in
rosa, Lo Specchio. E poi l’impegno
civile e politico per il nuovo Stato sovietico: come nel 1918, quando il pittore coordina i festeggiamenti e le manifestazioni artistiche collegate
al primo anniversario della Rivoluzione.
Poi di nuovo via, nel 1921, questa
volta per sempre. L’esilio a Parigi,
l’Europa che viene a poco a poco coperta dalle ombre del nazismo e del
fascismo. Chagall, origini ebree, deve
fuggire. A Marsiglia, in Spagna, in
Portogallo. Poi il viaggio in America,
ultima spiaggia per sfuggire alle persecuzioni. E nel 1944 il ritorno in Francia, a guerra quasi finita e alle prese
con l’insanabile dolore per la perdita
di Bella Rosenfeld, nè più nè meno
che l’amore della vita, la musa,
l’amica con cui condividere ogni momento.
E dalla fine della guerra, fino alla
sua morte, quasi centenario nel 1985,
Chagall lavora sulle proprie origini
ebraiche. Visita Israele nel 1957 e tre
anni dopo“dona”alla Sinagoga dell’ospedale Hadassah Ein Karen una vetrata che rischierà di essere distrutta
durante la Guerra dei Sei Giorni. Poi,
nel 1966, progetta un affresco per il
nuovo parlamento israeliano.
Ma la ricerca delle radici si compie
durante i suoi ritorni in Russia.Viene
accolto come un padre della Patria,
ma rifiuta più volte di ritornare a Vitebsk, la sua città natale. Come a sottolineare che l’unica geografia possibile è quella dello spirito, quella di
una coscienza sempre alle prese solo
ed esclusivamente con il gesto pittorico come unico modo per aderire alla
storia.
L'INTERVISTA CLAUDIA ZEVI
"Le radici da riscoprire
cuore della sua opera"
Nella più grande retrospettiva italiana mai dedicata a Marc Chagall, allestita a Milano a Palazzo Reale, il
pittore russo è ritratto nella sua fedeltà alla cultura d’origine, felicemente preservata nelle tempeste di una
vita segnata dalla storia e dagli esili.
È l’ideatrice e curatrice della mostra,
Claudia Zevi, a porre l’accento sulle
radici russe dell’artista, costitutive
della sua originale modernità.
Come nasce l'idea di una grande mostra
su Chagall?
Volevamo spiegare come Chagall, artista dallo stile e dalla poetica riconoscibilissimi, che ha sempre goduto
di grande successo, possieda una straordinaria attualità, dovuta proprio
alla capacità di partire dalla tradizione russa delle favole e dei lubki,
(stampe popolari, ndr), unirla alla cultura ebraica di famiglia e confrontarla successivamente con la prospettiva occidentale. Il suo è un ideale
esempio di contaminazione, in cui la
specificità della propria tradizione si
sviluppa e si arricchisce nel confronto con altre culture.
Qual è, all’interno della mostra, lo spazio dedicato agli anni russi del pittore?
Ci sono sei sale che indagano la formazione di Chagall, dagli esordi nella
nativa Vitebsk (oggi in Bielorussia, allora parte dell’Impero
Russo, ndr), che torna come villaggio
sullo sfondo di molte opere, anche
della maturità. Degli anni russi sono
inoltre i ritratti dei familiari e di Bella,
l’amatissima moglie, conosciuta nel
paese natale, protagonista anche della
serie degli innamorati. Il periodo di
studio a San Pietroburgo è documentato per esempio dal prezioso quadretto "Le Petit salon", con il quale
Chagall si presentò al maestro Lev
Bakst, che lo ammonì sull'importanza di controllare i colori.
Della permanenza a Mosca sono invece in mostra i disegni per i personaggi, le scenografie e i costumi del
Teatro ebraico, riprodotto in dimensioni reali grazie a fotografie dell’epoca.
Com’è invece esplicitata in mostra la
svolta dell’esilio a Parigi, nel 1923, dopo
l’emarginazione seguita all’adesione entusiastica alla rivoluzione?
Il tema, quanto mai d’attualità, è centrale nella concezione della mostra;
Chagall ne patì ben tre: a Parigi appunto, in America per le persecuzioni naziste e di nuovo in Francia. Le
vicissitudini del viaggio che lo portò
a lasciare la Russia ormai sovietica
sono raccontate nei dettagli in un suo
scritto inedito, scoperto di recente: è
pubblicato nel catalogo della mostra e vi
invito a leggerlo. Alla
base delle motivazioni
della fuga ci fu lo scontro
con gli esponenti dell’avanguardia russa, votati all’astrattismo
quanto Chagall credeva nel figurativismo.
Anche in esilio i temi russi restano vivi?
Assolutamente sì. Anzi, negli anni'40
a NewYork, provato dalla morte della
moglie, Chagall ritrovò la sua creatività proprio lavorando ai bozzetti
dell’opera "Aleko" di Rakhmaninov e
del balletto "L’Uccello di fuoco" di
Stravinskij, presenti in mostra. Di soggetto russo esponiamo anche le incisioni originali dell’autobiografia "Ma
vie" con scene di vita rurale e le scenografie per il teatro di Gogol, con
cui l'artista condivideva l’attenzione
per le persone comuni.
Neppure il legame con il mondo sovietico si spezzò?
Non del tutto: Chagall tornò più volte
in Unione Sovietica, accolto con grandi onori; in un’occasione firmò i suoi
bozzetti del Teatro ebraico per la Galleria Tretjakov di Mosca.
Rimase sempre, insomma, un ebreo
russo impregnato della cultura d’origine, linea di sviluppo di tutta la
sua arte.
Valentina Bonelli
08
www.it.rbth.com
Tempo libero
INTERVISTA SILVANO SPADA
Il sodalizio tra Italia e Russia al Todi Festival coincide con un momento delicato delle relazioni internazionali. In
questo contesto quale ruolo assolvono
l’arte e l’interscambio culturale?
Quando lo scorso anno ho deciso di
dedicare il festival alla Russia era un
momento diverso rispetto a quanto avvenuto successivamente, tant’è che non
poche persone, anche chi era interessato alla realizzazione del progetto, mi
suggerivano di soprassedere.
Ho detto di no perché volevo parlare della Federazione e del popolo che
amo e gli aspetti politici erano secondari.
Il rapporto tra cultura e potere è trasversaleanumerosieventi:dalromanzodiVladimir Sorokin, “La giornata di un Opricnik”,
in cui l’autore immagina la Russia del 2027
come una monarchia restaurata e repressiva, alle mostre sulla propaganda sovietica o l’avanguardia di Majakovskij. Quale
ricerca emerge da parte degli artisti e intellettuali in questi contributi?
Il concetto di base è la libertà, ognuno è libero di esprimersi e l’arte e la
cultura dovrebbero esserne il primo
segno, anche perchè sono convinto che
le diversità di opinioni siano una ricchezza e con questo non intendo solo
quelle contrapposte. Per esempio Tolstoj fu all’avanguardia nell’immaginare una scuola diversa poichè inventò,
a partire dalla scuola nella sua tenuta
Jasnaja Poljana un tipo di lezione adatta sia ai figli dei contadini che a quelli degli zar.
Quanto è attuale oggi in Italia la lezione
di Tolstoj?
Nel principio è sempre validissima ma
nella pratica ci sono oggettive difficoltà poichè un tipo di rigore, o meglio...
di metodo, è sempre necessario.
L’altra opera teatrale dedicata alla Russia
è “Quando l’amore è Cechov” tratta da
MOSCA NOTTURNA
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DOPO IL TRAMONTO LA
CAPITALE RUSSA ASSUME
UN ASPETTO DIVERSO. UNA
BREZZA LEGGERA SI LEVA
DAL FIUME E MIGLIAIA DI LUCI
RISCHIARANO I NUMEROSI
PARCHI DELLA CITTÀ.
SE DESIDERATE SCOPRIRE
UNA MOSCA DIVERSA DA
QUELLA CHE VI È FAMILIARE,
PRENOTATE UNA DI QUESTE
ESCURSIONI NOTTURNE
Cechov con quest’opera continua la
sua ricerca delle parti più intime
dell’animo umano, prova ad esplorare le insoddisfazioni interiori che tutti,
chi più chi meno, abbiamo.
UFFICIO STAMPA
È passato da poco mezzogiorno quando Silvano Spada, direttore artistico del
Todi Festival, ci accoglie nella penombra del soppalco che sovrasta l’ufficio
della rassegna teatrale che ogni estate,
da circa 30 anni, si svolge nell’omonimo borgo medioevale in provincia di
Perugia. Quest’anno con un focus sulla
Russia coronato dal patrocinio, tra gli
altri, del ministero della Cultura russa
e dell’Ambasciata della Federazione. Camicia a righe, sigarette e accendino sempre vicino, dopo una calorosa stretta di
mano, il patron della kermesse ci riceve nel suo quartier generale.
UFFICIO STAMPA
Arte e cultura,
strade maestre
per il futuro
Silvano Spada, direttore artistico del
Todi Festival con focus sulla Russia
“L’Orso, scherzo in un atto” di Anton Cechov, una rilettura della vicenda della vedova insidiata i cui temi si discostano dal
teatro sociale di Tolstoj.
VISIT RUSSIA
La compagnia di viaggi Visit Russia
propone giri notturni della capitale a
bordo di un’auto o di un furgoncino
con autista privato.
Le visite hanno una durata di tre ore
e costano 84 dollari (poco più di 60
euro).
Oltre ai monumenti più famosi della
città sarà infatti possibile ammirare il
distretto commerciale di Moscow City,
visitare la stazione della metropolitana
di Vorobyovy Gory e vedere la sede
principale dell’Università statale. Qui
è possibile godere di una veduta
indimenticabile della città.
www.visitrussia.com/
Come s’inquadra, all’interno delle iniziative dedicate alla Russia, il dibattito sulla
Sinistra italiana con politici come Fausto
Bertinotti e Gennaro Migliore?
La storia politica della Russia è così
importante da essere ancora presente nel dibattito attuale. Ci è sembrato interessante far parlare chi in Italia ha avuto come riferimento i suoi
uomini e le sue idee come appunto
Bertinotti, che ne ha memoria storica, e Migliore, proveniente da un per-
MOSGUIDES
I tour notturni della capitale
organizzati da Mosguides
propongono diversi itinerari
e una varietà di orari.
La durata del tour viene
determinata dagli stessi
partecipanti e le guide
sono pronte a prenotare
in anticipo un tavolo in un
particolare ristorante o
un locale della città. I tour
possono essere percorsi
a piedi, in auto o in barca.
Prezzi ed orari sono
disponibili su richiesta.
www.en.mosguides.ru/
moscow/night/
TOURS BY LOCALS
L’ufficio moscovita di
Tours by locals offre
diversi percorsi notturni
della capitale, pensati per
gruppi (per otto persone
il costo può raggiungere
i 180 euro) o per singoli
individui. La durata media
è di tre ore, ma il percorso
dipende dai desideri dei
partecipanti. Ogni guida di
Tours by locals è in grado di
proporre itinerari specifici
in base alle esigenze dei
clienti.
www.toursbylocals.com/
night-moscow
corso analogo, ma appartenente a una
generazione successiva e con un futuro ancora da scrivere.
Quel che resta della sinistra italiana continua dunque la ricerca della propria
identità al cospetto dell’eredità del comunismo russo. Quale sarà invece la finestra sul mondo per l’edizione 2015 del
Todi Festival?
Credo ce ne saranno due e che la curiosità si sposterà verso la Cina, il Brasile o l’India.
Insomma, una scelta diversa ma, a
quanto pare, geopoliticamente coerente con quella di quest’anno.
Rosa Lella
CITY DISCOVERY
Per i viaggiatori più avventurosi
e gli amanti delle leggende
urbane, City discovery propone
un tour notturno che percorre
a piedi i tunnel segreti della
Metro-2, passando dalla
prigione del Kgb. I partecipanti
saliranno anche a bordo di
un tram notturno, vedranno il
chilometro zero e visiteranno
Khitrovka, che nei primi anni del
ventesimo secolo era il centro
della criminalità moscovita. I
biglietti per gli adulti costano
25 euro.
www.city-discovery.com/
moscow
CITY SIGHTSEEING MOSCA
Quando scende la sera il traffico si dilegua e i pullman a due
piani del tour “Mosca non dorme mai” riescono a circolare più
agevolmente lungo le strade cittadine. I pullman partono tutti
i giorni dalla Piazza Rossa tra le sette e mezza e le dieci di
sera. L’escursione di un’ora consente di ammirare le principali
attrazioni del centro storico. Un biglietto per adulti costa
ventitré dollari, dura 24 ore e permette di scendere e salire a
qualsiasi fermata lungo il percorso.
www.city-sightseeing.com/ www.city-sightseeing.com
Tu t t e q u e s t e e s c u r s i o n i s o n o i n i n g l e s e , m a s u r i c h i e s t a è p o s s i b i l e o r g a n i z z a r n e a l t r e , i n l i n g u e d i v e r s e
T R AV E L 2 M O S C O W. C O M
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