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2 settembre - SNALS Lombardia

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Rassegna Stampa di
mercoledì 3 settembre 2014
SNALS / CONFSAL
Messaggero Veneto
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03/09/2014
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03/09/2014
03/09/2014
SI TORNA SUO BANCHI MAZZATA DA 700 EURO
PROF MERIDIONALI, IL CASO A ROMA
LA SCUOLA SENZA DIRIGENTI SCOLASTICI: INIZIO ANNO SCOLASTICO TRA
INCERTEZZE, MALCONTENTI E CARENZE
ARTICOLI PRESI DAL WEB
TELESCA SFIDA I MEDICI SULLA RIFORMA
VERTENZA 118, LA FIALS: AT E REGIONE RESTANO INDIFFERENTI
Scuola, Formazione, Università, Ricerca
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ALT AGLI AUMENTI DI STIPENDIO AUTOMATICI (Cl.t.)
SCUOLA, CARRIERE LEGATE AL MERITO (C.Tucci)
PARTONO NEL 2015 I PRIMI INTERVENTI DI EDILIZIA SCOLASTICA
COSI' I NUOVI INTERVENTI PER L'EDILIZIA SCOLASTICA (G.Trovati)
RENZI LANCIA IL SUO PIANO SCUOLA: SARA' LA FINE DELLA "SUPPLENTITE"
UN DECRETO PER ASSUMERE E 11 OBIETTIVI (G.Fregonara/O.Riva)
QUEL VIAGGIO AD AUSCHWITZ ANNULLATO DALLA SCUOLA PALESTINESE
APERTA AL DIALOGO (D.Frattini)
"STOP AI SUPPLENTI E SCATTI DI MERITO" LA RIFORMA DELLA SCUOLA ARRIVA
ONLINE (C.Zunino)
LA LEGA NON DA' PIU' SOLDI FA CRAC LA SCUOLA SIMBOLO DELLA MOGLIE DI
BOSSI (A.Montanari)
LE ORE DI LABORATORIO CANCELLATE A SCUOLA
CARI STUDENTI NON RASSEGNATEVI ALLA STANCHEZZA (A.D'avenia)
RENZI: "SCATTI NELLA SCUOLA BASATI SUL MERITO" (F.Schianchi)
Int. a M.Di rocca: "CHIEDIAMO PIU' AUTONOMIA MA PER GARANTIRLA SERVONO I
SOLDI (L.Vendemiale)
UN PATTO A TRE COI PROF E LE AZENDE (P.Baroni)
RENZI, UN PATTO CONTRO I SINDACATI (A.Ricciardi)
LA PRIORITA' E' MISURARE L'EFFICIENZA DELLA SCUOLA (F.Grillo)
ARRIVANO GLI SCHOOL BOND: INCENTIVI FISCALI PER LE AZIENDE CHE SI
APRONO AGLI STAGE (M.Ajello)
SCUOLA, RENZI: NUOVO PATTO EDUCATIVO (D.pir.)
MATTEO VUOL CAMBIARE LA SCUOLA E IL PD LO METTE DIETRO LA LAVAGNA
A VOI LA PAROLA-SCUOLA: VUOTA SENZA COMPETENZE CIECA SENZA
CONOSCENZE
ANCORA MILLE ISTITUTI SENZA DIRIGENTE (P.Ferrario)
Int. a F.Delzio: DELZIO: "COSI' I GIOVANI POSSONO SOGNARE ANCORA E IL PAESE
CI GUADAGNA" (M.Iasevoli)
SCUOLA, SI CAMBIA: PREMIATI I PROF MIGLIORI (V.D'angelo)
AMARCORD CHE TENERO QUEL NOSTRO PRIMO GIORNO DI SCUOLA
RENZI: "STOP A PRECARIATO E SUPPLENZE. MA PER I DOCENTI SCATTI BASATI
SUL MERITO" (P.Fabi)
"RISARCITE GLI SCATTI D'ANZIANITA' DELLE PRECARIE" (F.Pacella)
Int. a M.Pacifico: I DOCENTI: "I SOSTITUTI MERITANO IL POSTO FISSO"
SCUOLA, LA RIFORMA RENZI-GELMINI (S.Cannavo')
SCUOLA, SVELATO IL MISTERO RENZIANO (R.Ciccarelli)
COSA SI DEVE FARE E COSA NO IN DIECI PUNTI (G.Israel)
ASILI, DISPERSIONE E MATEMATICA ECCO DOVE IL SUD RIMANE INDIETRO
RENZI VUOLE FARE SCUOLA E BOCCIA LA SUPPLENTITE
continua Scuola, Formazione, Università, Ricerca
la Repubblica
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"500 EURO PER LA STANZA" E CONTRO IL CARO-AFFITTI GLI STUDENTI
DIVENTANO ANCHE BADANTI PART-TIME (E.Manisco)
"NOI, A CACCIA DI CITTA' VIVIBILI E BORSE DI STUDIO" (E.Manisco)
TEST PER SEIMILA TRA CAOS E RICORSI SOLO 1800 POSTI (D.De
NEOLAUREATI E QUARANTENNI FRA GLI ASPIRANTI PSICOLOGI
NUMERO CHIUSO, STUDENTI CONTRO I "TEST DELL'AZZARDO"
Economia, Lavoro, Previdenza
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03/09/2014
03/09/2014
Int. a M.Renzi: RENZI: "SUBITO TAGLI PER 20 MILIARDI E SUL BONUS NON TORNO
INDIETRO" (R.Napoletano)
LA TASK FORCE INDUSTRIA PARTE DA INNOVAZIONE E AGGREGAZIONI PMI
LA "CANCELLAZIONE" DEL LICENZIAMENTO NON E' TITOLO ESECUTIVO
LAVORO ED EXPORT, LE MISURE PER L'AGRICOLTURA (An.duc.)
JOBS ACT IN SENATO, SUBITO DUELLO SULL'ARTICOLO 18
NEGOZIATO SUI DEBITI A QUOTA 781 MILIONI PRESSING DELLE BANCHE, IL
RUOLO DI INTESA (F.Massaro)
Int. a T.Treu: "IL MODELLO TEDESCO E' IL MIGLIORE PERCHE' COMBATTE LA
PRECARIETA'" (A.Barbera)
L'ART. 18 E' COME IL PALLONE DI PEZZA PER I BAMBINI IN UNA SERA D'ESTATE
EXTRACOMUNITARI, LEGITTIMA L'ESCLUSIONE DAL PUBBLICO IMPIEGO
NUOVA CIG, PARTE IL VERSAMENTO (D.Cirioli)
RIFORMA DEL LAVORO, MAGGIORANZA DIVISA POLETTI IN CAMPO PER UNA
MEDIAZIONE (G.Franzese)
PENSIONI PER GLI ASSEGNI PIU' BASSI MINI SCONTO FISCALE E PIU' DETRAZIONI
UN SOSTEGNO AL REDDITO PER GLI ESODATI
NEL MARE DI ANNUNCI NEPPURE LO STRACCIO DI UNA PROMESSA PER LE
PARTITE IVA (S.Filippi)
BONUS BEBE' A RISCHIO FLOP, MANCA ANCORA IL BANDO 2014
PUBBLICO IMPIEGO, RESTA IL BLOCCO DEI SALARI RUGHETTI: "NON SI PUO'
DARE TUTTO A TUTTI"
LE ARMI DI DRAGHI E LE ATTESE DEI MERCATI (A.Merli)
PORTAFOGLIO GONFIO PER IL POPOLO DEI FONDI RISPARMI A 1460 MILIARDI
WALL STREET, IN ARRIVO ONDATA DI IPO
Quotidiano
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Foglio
03-09-2014
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SCUOLA
Si torna sui banchi
"mazzata'' da 700 euro
L'allarme del Codacons: ecco quanto si spenderà tra libri e cancelleria
Via libera del ministero all'adozione di testi digitali o autoprodotti
Il nuovo anno scolastico è iniziato ufficialmente lunedì e la
prima campanella suonerà lunedì 15 settembre. Questo è
dunque il momento dei preparativi. E, in alcuni casi, anche
delle brutte sorprese. Come nel
caso del caro-libri, per il quale il
Codacons lancia l'allarme.
«Ogni famiglia - osserva il coordinamento che difende i consumatori - spende oltre 700 euro
per mandare il figlio a scuola.
Una mazzata che si ripercuoterà sui consumi».
Intanto il ministero punta su
digitale e autoproduzione per
ridurre i costi. Stando alle stime
del Codacons, soltanto il corredo scolastico comporterà un
maggior esborso di circa il 2 per
cento rispetto al 2013, per l'acquisto di penne, diari, quaderni, zaini e astucci. Insomma,
nonostante si parli di deflazione, l'economia reale continua a
galoppare. «Una famiglia deve
mettere in conto una spesa annua compresa tra i 450 e i 490
euro a studente - spiega l'associazione -, cui va aggiunto un
costo medio tra i 300 e i 350 euro per i testi scolastici a seconda
della scuola e del livello di istruzione». Per un totale compreso
tra i 750 e gli 840 euro, ma che
può anche raggiungere i 1.100
euro a studente.
«Il ministero dell'istruzione
deve intervenire per contenere
la spesa delle famiglie e impedire i rincari dei testi scolastici e
lo sforamento dei tetti massimi
fissati dallo stesso dicastero tuona il presidente del Codacons Carlo Rienzi-. La stangata
che attende gli italiani sul fronte della scuola minerà i consumi in altri settori, perché le famiglie sempre più in difficoltà
saranno costrette a rinunciare
ad altri acquisti per mandare i
figli a scuola, con evidenti dan ni per il commercio e l'economia nazionale».
Nella scuola dell'obbligo il salasso è contenuto dallo strumento del comodato gratuito.
E quest'anno la Regione per aiutare mamme e papà ha stanziato 2,5 milioni di euro, di cui 1,1
per la provincia di Udine. La misura massima dei contributi è
fissata a 175 euro per ogni alunno nella prima classe della scuola secondaria di primo grado,
100 euro per seconda e terza
classe della scuola secondaria
di primo grado, 200 euro nella
prima classe della scuola secondaria di secondo grado e 125 euro nella seconda classe della
scuola secondaria di secondo
grado.
Per ridurre le spese, il ministero punta sui testi digitali e
autoprodotti dalle scuole. Per la
prima volta l'adozione dei libri
diventa facoltativa. I collegi dei
docenti potranno quindi scegliere anche strumenti alternativi, purché coerenti con i programmi e con i limiti di spesa
stabiliti per legge e le scuole potranno predisporre in proprio
materiale didattico digitale da
usare al posto dei libri di testo.
Nel corso dell'anno scolastico i
contenuti prodotti dagli istituti
saranno acquisiti dal Miur che
li renderà disponibili a tutte le
scuole italiane. Insegnanti e dirigenti saranno coinvolti per la
prima volta in un'opera collettiva di elaborazione di strumenti
per la didattica che avrà la scuola stessa come protagonista. Da
quest'anno scolastico comincia anche l'inserimento massiccio di libri in formato misto (digitale-cartaceo) e totalmente digitale. Per coniugare l'esigenza
di risparmio delle famiglie con
la possibilità per i docenti di fare nuove adozioni sono previste riduzioni dei tetti di spesa
per le classi iniziali della scuola
secondaria di I e II grado e le terze superiori del 10 per cento se
tutti i libri sono di nuova adozione in formato misto e del 30
per cento se sono tutti digitali. I
testi consigliati potranno essere inseriti in lista solo se monografici o di approfondimento.
Michela zanutto
trlRIPRODUZIONE RISERVATA
Ritaglio
SNALS
euro (più due eventuali borse di
studio aggiuntive di pari
importo}. Le domande di
partecipazione possono essere
presentate esclusivamente
online sul sito
http://www.altamatematica.it/
(sezione "bandi"} entro le ore 12
di lunedì 8 settembre. La
stampa
ad
uso esclusivo
selezione, su base nazionale,
sarà effettuata con una prova
scritta di argomento matematico
che, all'ateneo friulano, si terrà
martedì 9 settembre, alle 14.30,
nell'aula Beta 1del padiglione
"Feruglio", nel polo scientifico
dell'ateneo, in via delle Scienze
212.
del
destinatario,
non
Il polo scientifico dell'ateneo
riproducibile.
Pag. 4
Codice abbonamento:
Gli studenti che si iscrivono al
primo anno del corso di laurea in
Matematica all'università di
Udine possono partecipare al
concorso dell'Istituto nazionale
di alta matematica "Francesco
Severi" (lndam} di Roma, che
assegna 20 borse di studio
annuali, rinnovabili, di 4 mila
068391
Matematica, in palio 20 borse di studio per gli universitari iscritti al primo anno
Quotidiano
Data
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03-09-2014
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IL PROGETTO
Ecco come scegliere l'università giusta
Corsi di formazione sulla didattica accademica per 314 studenti delle superiori
Alcuni dei partecipanti al progetto
Sono 314 gli studenti di 23 scuole superiori delle province di
Udine e Pordenone che, fino al
12 settembre, partecipano alla
prima edizione dei moduli formativi organizzati da Università di Udine e Ufficio scolastico
regionale per attivare un percorso di continuità tra istruzione secondaria e universitaria.
L'iniziativa, denominata "Dalla
scuola all'università", è rivolta
ai ragazzi che si accingono a frequentare il quinto anno.
Articolato in 10 moduli formativi, punta a trasferire agli
studenti maggiore consapevolezza sulle competenze richie-
ste nei corsi di laurea, realizzando un approccio graduale alla
didattica accademica per favorire una scelta ponderata del percorso universitario. La frequenza consentirà di acquisire crediti formativi da convalidare nel
momento dell'iscrizione all'ateneo friulano.
I moduli sono condotti da 29
docenti, 19 universitari e I Odelle scuole superiori, e si tengono
nel polo scientifico dell'università e a palazzo Garzolini - di
Tappo Wasse1mann. Il progetto è coordinato da un gruppo di
lavoro composto dalla rappresentante dell'Ufficio scolastico
regionale, Cesira Militello, e dalle delegate dell'ateneo, Christina Conti, Marisa Michelini e
Laura Rizzi.
I moduli formativi sono di
due tipi: sei "elettivi", di 15 ore
l'uno, con funzione di orientamento e presa di coscienza delle competenze necessarie per
intraprendere l'università; quattro "di base", di 25 ore l'uno,
per acquisire o arricchire le basi
formative di discipline fondanti
uno o più percorsi di studio. Calendario didattico e ulte1iori informazioni all'indirizzo: http://www.uniud.it/extra/orientamento I attivita/ attivita.
IL CARO LIBRI
IL COMODATO GRATUITO
450·
490€
UDINE····
GORIZIA
t4:;W
1,1 milioni
HoJi:loloi1
i•..ii:[email protected]......
3.762
Corredo
scolastico
(dati Codacons)
300·
350€
PORDENONE····
@li'
Testi
(dati
Codacons)
Stanziamento Regione a.s. 2014/2015
iiil!I Paritaria
Codice abbonamento:
068391
Statale
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Quotidiano
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Foglio
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Prof meridionali, il caso a Roma
L'assessore Panariti ha chiesto un incontro al ministro: sul tavolo, graduatorie e Ufficio scolastico regionale
L'assessore provinciale al Lavoro, Leonardo Barberia, dà
degli analfabeti agli insegnanti meridionali e subito si apre
la contestazione. Perché se la
numero
uno
regionale
all'Istruzione, Loredana Panariti, parla di «toni e modi sbagliati», è anche l'ex senatore
del Carroccio, oggi capogruppo comunale, Mario Pittoni, a
porre dei distinguo. «Il linguaggio utilizzato può generare polemiche - dice -, ma sono
le cose che si sentono tra la
gente. Ovviamente ci sono insegnanti bravi a tutte le latitudini».
A preoccupare l'assessore
Panariti è la continuità scolastica. «Deve essere una garan zia data a studenti e famiglie spiega-. Non sono contraria
allo spostamento delle persone sul territorio nazionale, siamo in Europa, e sono lontana
da quel tipo di affermazioni su
cittadini italiani, sono incommentabili. Però il calcolo dei
punteggi è un tema importante. Ho già chiesto un incontro
al ministro Giannini per discutere di questi e altri aspetti, come per esempio la direzione
dell'Ufficio scolastico regionale. Perché vanno date risposte
alle famiglie, ma all'interno di
un ragionamento fatto in un
paese civile, dove le persone
hanno pari diritti e dignità».
Molto più guardingo Pittoni. Perché in tempi di assemblea del partito gli equilibri sono perennemente a rischio.
«La perdita di occupazione in
ambito scolastico a vantaggio
di chi arriva da fuori è un dato
oggettivo - afferma il consigliere del Carroccio-. Così come sono oggettive le ricerche
internazionali che evidenziano una preparazione maggiore degli insegnanti del nord rispetto agli altri colleghi. L'assessore provinciale al Lavoro,
Barberia - continua - ha raccolto gli umori del territorio
per una situazione a dir poco
sconcertante. Si pensi che a
Milano il 98 per cento dei nuovi assunti dalle graduatorie degli insegnanti viene dal sud. E
non cambia molto nel resto
del centro-nord, Friuli Venezia Giulia compreso. Possiamo uscire da questo sistema
soltanto aggiornando i meccanismi di reclutamento con un
sistema basato su albi regiona li, che garantisca omogeneità
di valutazione sul territorio».
A fare il punto della situazione è ~ietario provinciale
dello
• Mauro Grisi. «Esiste un sacrosanto diritto costituzionalmente garantito di
piena circolazione su tutto il
territorio nazionale dei lavoratori cittadini italiani e di quelli
europei - ricorda -. Se la formazione dei nuovi insegnanti
trova soluzione nel sistema
dei Tirocini formativi attivi, gestiti dalle università e attivabili con cadenza biennale sulla
base della programmazione
futura dei posti disponibili, diverso è il caso del reclutamen to che suscita sempre molte
discussioni tra gli addetti ai lavori oltre che diverse prese di
posizione politiche sostenute
da principi ideologici o da interessi territoriali».
Proprio oggi il governo Renzi presenta la sua riforma della
scuola. E in quel documento
dovrebbe trovare spazio l'organico funzionale pluriennale. «Una proposta che il sindacato avanza da anni - continua Grisi -. Abbattuta la di-
stinzione tra organico di diritto e di fatto, le scuole possono
realizzare il proprio progetto
formativo e valutare i risultati
potendo contare su risorse di
personale stabile negli anni.
Chiamati tutti gli insegnanti
inseriti nelle graduatorie a
esaurimento, le gae, potremo
ragionare sull'istituzione di albi regionali dai quali reperire
il totale dei docenti ai fini dei
rapporti di lavoro a tempo sia
indeterminato, sia determinato».
Albi, cioè, che racchiudono
i nomi delle persone che lavorano sul territorio. «Tale scelta
- ha spiegato Grisi - darebbe
concretamente risposte immediate alla necessità di confluenza dei futuri abilitati con
i Tfa in raccordo con i posti
programmati sul territorio, alla possibilità di procedure
concorsuali regionali o di reti
di scuole sempre in stretto
rapporto alle necessità di posti che si vengono a creare sul
territorio».
Michela zanutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
LEGGI ECOMMENTA
SUL SITO
www.messaggeroveneto.it
L'assessore provinciale Barberi o, che ha dato il via alla polemica
Mario Pittoni
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SNALS
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Loredana Panari ti
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Prof meridionali, il caso a Roma
L'assessore Panariti ha chiesto un incontro al ministro: sul tavolo, graduatorie e Ufficio scolastico regionale
L'assessore provinciale al Lavoro, Leonardo Barberia, dà
degli analfabeti agli insegnanti meridionali e subito si apre
la contestazione. Perché se la
numero
uno
regionale
all'Istruzione, Loredana Panariti, parla di «toni e modi sbagliati», è anche l'ex senatore
del Carroccio, oggi capogruppo comunale, Mario Pittoni, a
porre dei distinguo. «Il linguaggio utilizzato può generare polemiche - dice -, ma sono
le cose che si sentono tra la
gente. Ovviamente ci sono insegnanti bravi a tutte le latitudini».
A preoccupare l'assessore
Panariti è la continuità scolastica. «Deve essere una garan zia data a studenti e famiglie spiega-. Non sono contraria
allo spostamento delle persone sul territorio nazionale, siamo in Europa, e sono lontana
da quel tipo di affermazioni su
cittadini italiani, sono incommentabili. Però il calcolo dei
punteggi è un tema importante. Ho già chiesto un incontro
al ministro Giannini per discutere di questi e altri aspetti, come per esempio la direzione
dell'Ufficio scolastico regionale. Perché vanno date risposte
alle famiglie, ma all'interno di
un ragionamento fatto in un
paese civile, dove le persone
hanno pari diritti e dignità».
Molto più guardingo Pittoni. Perché in tempi di assemblea del partito gli equilibri sono perennemente a rischio.
«La perdita di occupazione in
ambito scolastico a vantaggio
di chi arriva da fuori è un dato
oggettivo - afferma il consigliere del Carroccio-. Così come sono oggettive le ricerche
internazionali che evidenziano una preparazione maggiore degli insegnanti del nord rispetto agli altri colleghi. L'assessore provinciale al Lavoro,
Barberia - continua - ha raccolto gli umori del territorio
per una situazione a dir poco
sconcertante. Si pensi che a
Milano il 98 per cento dei nuovi assunti dalle graduatorie degli insegnanti viene dal sud. E
non cambia molto nel resto
del centro-nord, Friuli Venezia Giulia compreso. Possiamo uscire da questo sistema
soltanto aggiornando i meccanismi di reclutamento con un
sistema basato su albi regiona li, che garantisca omogeneità
di valutazione sul territorio».
A fare il punto della situazione è ~ietario provinciale
dello
• Mauro Grisi. «Esiste un sacrosanto diritto costituzionalmente garantito di
piena circolazione su tutto il
territorio nazionale dei lavoratori cittadini italiani e di quelli
europei - ricorda -. Se la formazione dei nuovi insegnanti
trova soluzione nel sistema
dei Tirocini formativi attivi, gestiti dalle università e attivabili con cadenza biennale sulla
base della programmazione
futura dei posti disponibili, diverso è il caso del reclutamen to che suscita sempre molte
discussioni tra gli addetti ai lavori oltre che diverse prese di
posizione politiche sostenute
da principi ideologici o da interessi territoriali».
Proprio oggi il governo Renzi presenta la sua riforma della
scuola. E in quel documento
dovrebbe trovare spazio l'organico funzionale pluriennale. «Una proposta che il sindacato avanza da anni - continua Grisi -. Abbattuta la di-
stinzione tra organico di diritto e di fatto, le scuole possono
realizzare il proprio progetto
formativo e valutare i risultati
potendo contare su risorse di
personale stabile negli anni.
Chiamati tutti gli insegnanti
inseriti nelle graduatorie a
esaurimento, le gae, potremo
ragionare sull'istituzione di albi regionali dai quali reperire
il totale dei docenti ai fini dei
rapporti di lavoro a tempo sia
indeterminato, sia determinato».
Albi, cioè, che racchiudono
i nomi delle persone che lavorano sul territorio. «Tale scelta
- ha spiegato Grisi - darebbe
concretamente risposte immediate alla necessità di confluenza dei futuri abilitati con
i Tfa in raccordo con i posti
programmati sul territorio, alla possibilità di procedure
concorsuali regionali o di reti
di scuole sempre in stretto
rapporto alle necessità di posti che si vengono a creare sul
territorio».
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LASCUOLASENZADIRIGENTISCOLASTICI: INIZIO ANNO
SCOLASTICO TRA INCERTEZZE, MALCONTENTI E CARENZE
Snals Puglia: "Siamo seriamente preoccupati per i disagi"
Inizio del nuovo anno scolastico, senza dirigenti scolastici: è questa la situazione della
scuola pugliese al 1° settembre. A denunciarlo è la segreteria regionale pugliese dello
SNALS che, in una nota, esprime vibrata protesta per la mancata nomina, da parte del Direttore Regionale dott. Franco Inglese, dei
nuovi Dirigenti Scolastici nelle sedi vacanti.
"La mancata nomina creerà certamente notevoli disagi, anche di carattere amministrativo e organizzativo, dal momento che non sarà
consentito il regolare avvio dell'anno scolastico alle scuole prive dei rispettivi dirigenti scolastici in quanto non si può ancora convocare
il collegio dei docenti e quindi non si può stabilire il calendario scolastico e il piano annuale delle attività, al fine di definire tempi,
modi e strategie dell'azione didattico-educativo - si legge nella nota-. Anche dal punto di
vista psicologico l'impatto del primo giorno
del nuovo anno scolastico non è stato positivo
perché ci si è ritrovati senza il punto di riferimento giuridico fondamentale nella fase di
avvio dell'anno scolastico. Non è certamente
solo questa l'unica "carenza burocratica" con
cui si inaugura l'anno scolastico preannunciato
invece come quello delle "grandi novità': infatti emergono gravi perplessità per come è stato,
sino ad oggi, applicato il decreto sulla cancellazione dei trattenimenti in servizio tenuto conto che in più casi sono stati individuati dubbi
interpretativi ed è stato sollecitato il parere dell'Avvocatura. In generale c'è da rilevare che
ancora una volta l'anno scolastico inizia tra le
incertezze rilevate anche dal malcontento da
parte dei genitori degli alunni per il " caroscuola': con riferimento ai testi scolastici:'.
"Lo SNALS-ha detto Chiara De Bernardo,
Segretario Regionale SNALS Puglia - non si
fermerà alla mera protesta, ma nelle sedi opportune farà valere i diritti del personale scolastico tutto, delle famiglie e degli studenti".
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Teorna: lavoratori stremati
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Mer, 03/09/2014 - 08:56
Snals Friuli: dopo le Graduatorie ad esaurimento sì agli albi
regionali
Contributo dello SNALS del Friuli Venezia Giulia sul tema del reclutamento dei docenti e in
particolare della istituzione di albi regionali. Formazione, reclutamento dei docenti e
continuità didattica sono in questi ultimi giorni all'attenzione del mondo politico e sindacale.
Era stato il Ministro Giannini, durante la sua visita al Caffè della Versiglia di Marina di
Pietrasanta, ad affrontare anche il problema degli spostamenti di provincia nelle
Graduatorie ad esaurimento, affermando durante il suo intervento che il problema dei
punteggi è legato alle diverse condizioni di lavoro dei docenti nelle diverse aree del paese.
Graduatorie esaurimento. Giannini "Punteggi più alti al Sud perché più difficile entrare in
ruolo". A settembre sorprese per le supplenze
Sulla tematica è intervenuto poi l''assessore all'Istruzione del Friuli Venezia Giulia,
Loredana Panariti, che ha replicato ad alcune richieste di precari della sua regione che
chiedevano uno stop alla mobilità interprovinciale. ''Mi pare debba essere garantita ai
cittadini italiani la libera circolazione su tutto il territorio nazionale''. Panariti, assessore
istruzione FVG, per libera circolazione dei docenti . Secca replica dell'ex senatore Mario
Pittoni, nella scorsa legislatura capogruppo della Lega Nord in commissione Istruzione di
Palazzo Madama Pittoni (Lega): albi regionali docenti non inficiano libera circolazione
cittadini
Oggi ampliamo il dibattito con l'intervento di Mauro Grisi, segretario provinciale di Udine e
Vicesegretario SNALS del Friuli Venezia Giulia
"Oggi probabilmente per assegnare il contingente del personale docente alle scuole si
passerà definitivamente, dopo anni che il sindacato lo propone, all’organico funzionale
pluriennale della singola autonomia scolastica e arricchito di rete di scuole, abbattendo la
distinzione tra organico di diritto e quello di fatto, permettendo così alle scuole da una
parte di realizzare il proprio progetto formativo e di valutarne i risultati potendo contare su
risorse di personale stabile negli anni e dall’altra di risolvere l’annoso problema delle
supplenze che si viene a creare durante l’anno scolastico.
L’obbiettivo primario è il raggiungimento di una stabilità dell’organico e una conseguente
stabilizzazione dei docenti precari che si rifletta positivamente sulla qualità delle
prestazioni garantendo nel contempo maggiore continuità didattica.
Ma se da queste scelte ne deriverà un veloce svuotamento delle Graduatorie ad
Esaurimento grazie all’immissione in ruolo su tutti i posti disponibili e vacanti, dall’altra ci
ritroveremo velocemente a discutere su quale nuovo sistema di reclutamento ci si baserà
per le future assunzioni visto che nel frattempo, blocchi della Legge Fornero a parte, le
richieste di pensionamento nei prossimi anni sono previste progressivamente in aumento.
Su questo punto pensiamo che una volta terminata la fase della presenza delle
Graduatorie ad esaurimento si possa ragionare sulla istituzione di albi regionali dai quali
reperire il totale dei docenti ai fini dei rapporti di lavoro sia a tempo indeterminato sia a
quello determinato.
Tale scelta darebbe concretamente risposte immediate alla necessità di confluenza dei
futuri abilitati con i TFA in raccordo con i posti programmati sul territorio
alla possibilità di procedure concorsuali regionali o di reti di scuole sempre in stretto
rapporto alle necessità di posti che si vengono a creare sul territorio
al rafforzamento della continuità didattica prevedendo la validità delle graduatorie così
costituite su più anni.
Garantita la libera scelta di chiunque di appartenere a quell’albo regionale piuttosto cha a
quell’altro decidendo eventualmente di trasferirsi mutando scelta a scadenza della validità
stabilita, garantita la serietà della formazione iniziale a gestione delle università in
collaborazione diretta con le scuole in rete, garantita la continuità didattica ancorando alla
tempistica degli albi anche la mobilità dei docenti a tempo indeterminato, riteniamo si
possa concorrere ad un percorso che dia certezza sia ai giovani che intendano diventare
docenti sia agli allievi per la qualità e serietà dell’insegnamento loro dovuta."
1 settembre 2014
Scuola, la Regione Umbria scrive alla Giannini: «Tutelare i
precari umbri»
Incontro tra la presidente Marini, la vice Casciari, i sindacati e i parlamentari: «Chiederemo
verifiche a tappeto sulle graduatorie». Scuola, la Regione Umbria scrive alla Giannini:
«Tutelare i precari umbri»
«Vogliamo mettere in atto una azione istituzionale molto forte, tesa ad impedire che si
penalizzi in Umbria la situazione di moltissimi insegnanti precari ed anche la stessa qualità
dell’insegnamento e della didattica nelle nostre scuole». È l’impegno della presidente della
Regione Umbria, Catiuscia Marini che, insieme alla vice Carla Casciari, ha presieduto a
Palazzo Donini una riunione con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali regionali
della scuola (Flc Scuola, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals, Gilda Unams) e del
Coordinamento dei precari storici di Perugia per un confronto sulle problematiche derivanti
dall’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento provinciali dei docenti. All’incontro
hanno partecipato anche i parlamentari umbri Valeria Cardinali, Adriana Galgano, Nadia
Ginetti, Giampiero Giulietti e Walter Verini.
Ora basta Intanto un gruppo di insegnanti precari protestava davanti a Palazzo Donini con
cartelli con la scritta «Ora basta».
Scavalcati in graduatoria I rappresentanti sindacali degli insegnanti hanno esposto la
complessa situazione venutasi a creare per i docenti precari storici umbri “scivolati” in
graduatoria a causa dell’ingresso di numerosi docenti da altre province (soprattutto del
Sud), e hanno auspicato che la Regione Umbria si attivi affinché si possano definire, con il
contributo dei Parlamentari, iniziative di carattere legislativo da attivare in sede
istituzionale che possano contribuire a risolvere il problema.
L’impegno L’incontro si è concluso con l’impegno da parte della Regione Umbria di
svolgere «una forte iniziativa politica ed istituzionale che miri a definire un intervento
legislativo e normativo che individui una soluzione – anche transitoria – ad un problema
che sta interessando in Umbria, come in altre regioni del Centro Nord, centinaia di
insegnanti precari». Su questo specifico punto la Regione Umbria formalizzerà a breve
una proposta che, accogliendo le istanze degli insegnanti precari, sarà inviata al ministro
dell’Istruzione ed a tutti i parlamentari umbri.
Controlli sulle graduatorie La presidente Marini e la vicepresidente Casciari hanno inoltre
annunciato che la Regione, con una lettera formale, chiederà all’Ufficio scolastico
regionale ed all’Inps che le verifiche relative alla correttezza dei titoli di ciascun insegnante
inserito nelle diverse graduatorie siano svolte per tutti e non a campione.
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le risorse, Oltre un miliardo per coprire il piano assunzioni -Con il Mof prosciugato si punta a rivedere le regole sugli scatti di anzianità
Alt agli aumenti di stipendio automatici
ROMA
Una rivisitazione dello status giuridico dei docenti. Con una
modifica al meccanismo degli
scatti automatici d'anzianità che
verrarmo legati al merito (e non
più quindi al semplice trascorrere del tempo).
È questa la novità a cui sta pensando il governo per dare attuazione alla maxì operazione di assunzioni di oltre 10omila insegnanti dal2015. Unamanovrache,
secondo le prime stime, ha un costo di oltre un miliardo ed è impossibile da coprire attingendo alle
sole risorse del Miur (l'unica fonte dove sono ancora allocate risorse è il «Mofo, ilfondo per il miglioramento dell'offerta formativa a
vantaggio degli studenti, ma è stato praticamente prosciugato proprio per pagare gli scatti d'anzianità ai docenti di ruolo).
Di qui l'esigenza di scambiare
la "stabilità" con un percorso virtuoso di incrementi stipendiali
(una opzione che dovrebbe riguardare i neo-assunti, e non il
personale attualmente in servizio). L'esigenza di intervenire sugli scatti d'anzianità (che nella
scuola sono l'unico modo di progressione salariale) è dettata dalla volontà di premiare il merito (e
quindi chi lavora di più). Ma anche da ragioni economiche visto
che una rimodulazione in chiave
premiale degli scatti renderebbe
meno onerosa la ricostruzione di
carriera (che, a legislazione vigente, è la voce di costo più salata perché chi viene inlmesso in ruolo ha
già tanti anni di precariato e quindi di servizio alle spalle).Altrifondi per coprire le annunciate immissioni inruolo potrebbero arrivare anche rimodulando il piano
triennale di assunzioni in atto previsto dal decreto Carrozza. E, solo se ci fosse ancora bisogno di risorse, si utilizzerebbero i risparmi della spending review. In ogni
caso, i tempi non si armunciano
brevi. Infatti, pubblicate le linee
guida, seguirà una consultazione
pubblica, e al termine, cioè da gennaio, si inizierarmo a definire i
provvedimenti norniativi. Solo allora saranno messe nero su bianco le coperture definitive, che saranno poi "vistate" dalla Ragioneria generale dello Stato.
Gliscattid'anzianitàdellascuola erano finiti nel mirino già lo
scorso gennaio e del resto l'istruzione, in una stagione di blocco
dei rinnovi contrattuali in tutta la
Pa, è stato l'unico comparto che
ha visto crescere le retribuzioni
dei propri dipendenti grazie, apP?nt~, al meccanismo del passaggio d1 grad10ne. Sono stati infatti
recuperati gli anni 2010, 2on e
2012. Ma penonsentire difar arrivare i soldi in tasca a docenti e personale Ata,. dal 2on, esauritesi le
risorse derivanti dai tagli agli organici targati Tremonti-Gelmini,
si è deciso dli pescare le risorse dal
«Mof», che è il fondo che serve a
promuoveire il miglioramento
dell'offerta formativa a vantaggio
degli studenti. Ora questo «Mof»
che valeva oltre i4miliardi, è sceso a poco più di 600 milioni, ed è
forte rischio prosciugamento (visto che è ancora bloccato l'armo
2013). Inoltre, un superamento degli scatti renderebbe meno oneroso procedere alle nuove assunzioni considerato come la carriera
deinuoviimmessiinruolononsarebbe più collegata ad aumenti retributivi automatici legati alla mera anzianità di servizio.
. L'operazione scatti a cui pensa
il governo è molto ambiziosa. Sarebbe una svolta enorme. Ma dovrà essere portata avanti in sede
di rinnovo contrattuale, e comunque difficilmente potrebbe applicarsiachi ègiàinruolo (c'èunforte rischio contenzioso). Si potrebbe invece sperimentare con i neoassunti per costruire un nuovo
status giuridico professionale legato, da subito, al merito.
Cl.T.
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Al TRE COPERTURE
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Fondi potrebbero arrivare
dalla rimodulazione
del piano di assunzioni
firmato Carrozza
e dalla spending review
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II~ CANTIERE
DELLE RIFORME
Pronto il patto
educativo
per la scuola
Consultazioni fino al 15 novembre, prime norme
nel 2015 -Parte delle coperture nella stabilità
LE ORE RADDOPPIATE
DEI PERCORSI
SCUOLA·LAVORO
Basta supplenze brevi; più
merito nelle carriere;
organici rafforzati;
raddoppio a 200 ore
dei percorsi
formazione-lavoro: oggi il
progetto di riforma della
scuola. In consultazione
dal 15 settembre.
Tucci ~ pagina 9
<<Organico dell'autonon1ia>>
Docenti in più assegnati a reti di scuole:
i presidi potranno sceglierli per la didattica
Vérso il raddoppio delle ore
di formazione in azienda.
Potenziamento dei laboratori
e più apprendistato negli
ultimi 2 anni delle superiori
Scuola, carriere legate al merito
ROMA
Abolizione delle supplenze
brevi. Decollo, e finanziamento,
dell'organico funzionale (un
surplus di docenti a disposizione delle reti di scuola da impiegare per potenziare le attività didattiche). Stop al precariato permanente. Nuovo piano di assunzioni, dal 2015, di oltre 10omila
insegnanti. Ma con carriere legate al merito. Più legame tra scuola e mondo del lavoro, con il raddoppio delle ore di alternanza
(da 100 ore ad almeno 200 ore di
formazione direttamente in
azienda), potenziamento deilaboratori (grazie anche a incentivi fiscali per i privati che investono) e diffusione dell'apprendistato negli ultimi due anni delle superiori (misura introdotta,
in via sperimentale, da Maria
Chiara Carrozza).
Questa mattina alle ore 10 il governo pubblicherà sul sito passodopopasso.italia.it le linee guida
di riforma dell'istruzione. «Noi
proponiamo un nuovo patto educativo - ha spiegato Matteo Renzi -. Conterrà alcune idee nel merito. Non quindi diktat prendere
o lasciare. E l'obiettivo è quello
di rendere la scuola sempre più
strumento di crescita per il giovane cittadino». Sulle proposte, eia-
borate da Miur e palazzo Chigi,
si aprirà una consultazione aperta a tutti dal 15settembreal15 novembre. «Nella legge di stabilità
ci saranno le prime risorse -ha aggiunto Renzi - e da gennaio gli atti normativi conseguenti». Il nodo risorse interessa soprattutto
il capitolo docenti. L'obiettivo
dell'esecutivo è coprire tutti gli
spezzoni di cattedre intere (professori in servizio fino al termine
delle attività didattiche - in tutto
12/I3mila posti), il turn-over (circa2omilacattedre l'anno), le supplenze annuali (circa4omila), gli
insegnanti di sostegno utilizzati
in organico di fatto (quasi2omila
posti), oltre a far decollare l' organico funzionale dotando gli istituti di un cospicuo numero di docenti «da utilizzare per la flessibilità curriculare, l'autonomia scolastica, e l'apertura delle scuole
oltre il suono della campanella»,
ha spiegato Davide Faraone, responsabile Scuola e Welfare del
Pd. Insomma, l'idea è quella di
rendere stabili tutti posti che
ogni anno non vengono coperti
da docenti di ruolo. Ma da supplenti, di volta in volta nominati
all'occorrenza. L'operazione, secondo le prime stime, ha un costo di oltre un miliardo; e a classi
di concorso invariate (il regolamento è fermo da due anni nelle
stanze del Miur) rischia di risoI-
versi in una mega infornata di
precari, senza concorsi e quindi
senza valutazione del merito, e a
prescindere dalle effettive esigenze dei ragazzi (una lettura
non condivisa dal ministro, Stefania Giannini, che ha preferito
mettere l'accento sulla necessità
di contrastare il precariato cambiando il sistema). Tant'è. I precari "storici" inseriti nelle graduatorie a esaurimento sono circa l 54ffiÌla (148mila, al netto dei
nuovi ingressi, questo settembre, per coprire il turn-over) e ci
sono almeno altri 3oomila aspiranti docenti (non abilitati) inseriti nelle graduatorie di istituto
(utilizzati per le supplenze brevi). In attesa che il governo chiarisca i dettagli del cospicuo piano di assunzioni e delle carriere
legate al merito (e non più all'anzianità), sembra essere certo
che, nelle linee guida di oggi, non
si affronterà il nodo «Quota96»
che interessa circa4mila docenti
intrappolati a lavoro dalla legge
Fornero. Una misura che espunta dal decreto Madia (dopo lo
stop del Tesoro) è destinata quindi a un ulteriore rinvio.
Una novità, e che guarda stavolta agli studenti, è l'irrobustimento dell'alternanza scuola-lavoro sul modello duale tedesco.
L'esecutivo punta a rendere ob-
bligatoria l'esperienza di formazione in azienda negli istituti tecnici, prevedendo un monte ore
dei percorsi di almeno 200 ore
l'anno (oggi si è fermi a 100 ore).
Si punta, anche, a potenziare i laboratori, incentivando gli investimenti privati con "school bonus" e "school guarantee" se, addirittura, creano nuova occupazione giovanile. Sul fronte delle
competenze, si introdurranno
ore curriculari in più per l'insegnamento della pratica musicale
(con docenti dedicati); ci sarà un
rafforzamento della storia
dell'arte nei licei e dell'inglese
nelle scuole primarie e medie,
estendendo il metodo "Clil", l'insegnamento in lingua di una materia non linguistica. Spazio anche al" coding" (sviluppo del pensiero computazionale) nella programmazione informatica nelle
"ex elementari". E si apre alla formazione obbligatoria dei docenti. Si ufficializzerà l'avvi o della
valutazione delle scuole, e quindi dei professori. Cambierà anche la figura del preside, che indosserà le vesti di "manager",
con un ridisegno complessivo degli organi collegiali (consiglio di
classe, collegio docenti e consiglio di istituto) per distinguere
tra potere di indirizzo e potere di
gestione (quest'ultimo più saldamente in mano ai dirigenti).
[.., R!PRCCL:f'.1J~1t RISf:RVA"'."A
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Renzi punta a un nuovo patto educativo - Stabilizzazioni per oltre lOOmila precari
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Le novità in arrivo
Piano per assumere oltre
1oomila docenti dal 2015
Rendere sta bili tutti i posti che
ogni anno non vengono coperti
da docenti di ruolo. Èquesto
l'obiettivo del Governo che
punta ad assumere oltre
lOOmila docenti dal 2015. Per
la copertura di tutti gli spezzoni
di cattedre intere (professori in
servizio fino al termine delle
attività didattiche), del
turn-over, delle supplenze
annuali; degli insegnanti di
sostegno utilizzati in organico
di fatto e per l'avvio
dell'organico fu nzi on ale
Raddoppiano a 200 ore
i percorsi scuola-lavoro
Una novità che riguarda gli
studenti, è l'irrobustimento
dell'alternanza scuola-lavoro
sul modello duale tedesco. Un
percorso che oggi in Italia
coinvolge meno del 9% degli
studenti delle superiori.
L'esecutivo punta a rendere
obbligatoria l'esperienza di
formazione in azienda negli
ultimi tre anni degli istituti
tecnici, prevedendo un monte
ore in azienda di 200 ore
l'anno (si raddoppiano le 100
ore attuali)
Si punta su inglese, musica
e arte, spazio al ucoding»
Si introdurranno orecurricularì
in più per l'insegnamento della
pratica musicale(con docenti
dedicati); ci sarà un
rafforzamento della storia
dell'arte nel biennio in tutti i
licei e dell'inglese nelle scuole
primarie e medie, estendendo il
metodo «Clii>>, l'insegnamento
in lingua di una materia non
linguistica. Spazio anche al
«coding» (sviluppo del
pensiero computazionale) nella
programmazione informatica
nelle «ex elementari»
L'alternanza scuola-lavoro
IL TREND
Numero di studenti partecipanti, strutture ospitanti, percorsi realizzati,
e istituti coinvolti· Anni scolastici 2006-2013
- Studenti
06/07
Strutture ospitanti - Percorsi
07/08
250.000_, ___
08/09
09/10
Istituti
1'0/11
11/12
PRIMATO AI PROFESSIONALI
Scuole in cui sono stati organizzati i
percorsi per ordine di studio(%)
Licei
12/13
Altri ordini di studio
20,0~---"
\
~-
~-----1,5
(
200.000.
150.000:
100.000 •
I
Istituti
professionali
44,4
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Istituti
tecnici
34,2
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Sicurezza. Disponibili 636 milioni
Partono nel 2015
i primi interventi
di edilizia scolastica
Ci sono 636 milioni di euro da spendere entro l'anno
per interventi di edilizia scolastica, ma la maggior parte degli investimenti rischia di partire solo nel 2015. Si tratta, in
larga prevalenza di piccoli o
piccolissimi lavori in sicurezza e manutenzione edilizia.
Gli interventi sono quelli
pianificati e selezionati
nell'ambito dei tre programmi
che il premier Matteo Renzi
ha ribattezzato #Scuolenuove,
#scuolebelle e #scuolesicure.
La quota maggiore è costituita dai400 milioni di risorse Cipe per la messa in sicurezza e
l'eliminazione dell'amianto
(#scuolesicure). Poi ci sono i
86,4 milioni del programma
"#scuolenuove", che libera le
risorse nelle casse dei comuni,
perché le esclude dal patto di
stabilità2014. Gli altri150 milioni vanno a finanziare un pulviscolo di micro-manutenzioni
eseguite da cooperative di artigiani nel quadro delle convenzioni quadro della Consip
(#scuolebelle).
I 400 milioni Cipe delle
"#scuolesicure" vanno a 1.636
appalti in 18 regioni, per untaglio medio di 245mila euro a
cantiere. Il piano rappresenta
il rifinanziamento di quello avviato dal precedente governo
con il decreto "fare".
I lavori vanno affidati entro il 31 dicembre 2014, pena la
revoca dei fondi. La strada però non è del tutto spianata. Infatti, la delibera Cipe del 30
giugno con la quale è stato finanziato il programma non è
ancora apparsa sulla «Gazzetta Ufficiale»; anzi non è stata
ancora registrata dalla Corte
dei Conti. Il ritardo si spiega
in parte con una "svista". NelRitaglio
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la delibera del 30 giugno, infatti, oltre ai fondi per le #Scuolesicure, venivano stanziati anche 110 milioni a favore del
piano #scuolebelle, fondi che si è poi scoperto - avevano già una copertura. Il successivo 1° agosto il Cipe «ha
preso atto che per il cofinanziamento di 110 milioni di euro ( ... ) è stata individuata una
copertura finanziaria alternativa rispetto all'assegnazione
, a carico del FSC, disposta nella seduta del 30 giugno u.s.; la
PROCEDURE AVVIATE
Si tratta dei lavori
di messa a norma
e ristrutturazione
degli istituti previsti
da tre diversi programmi
relativa delibera, pertanto,
non avrà corso». In altre parole, la delibera del 30 giugno deve essere modificata.
Intanto il tempo passa e la
scadenza del 31 dicembre si
avvicina. Sempre il 1° agosto,
l'ufficio di Gabinetto del ministero dell'Istruzione, prendendo atto del ritardo, ha sollecitato i comuni - «nelle more della registrazione della delibera Cipe» - ad avviare le
procedure di gara, per non rischiare il definanziamento.
Allo stesso tempo ha anche informato i Comuni che «risorse saranno assegnate agli enti
locali a partire da gennaio
2015 e dovranno essere utilizzate nello stesso anno». Stando così le cose, l'impatto
sull'economia reale di questo
"pezzo" del programma diedilizia scolastica si avvertirà solo il prossimo anno.
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DIEU.ACASA
Cos1 i nuovi interventi
per l'edilizia scolastica
1
Sul Quotidiano della Casa un
approfondimento di Massimo
Frontera sulle nuove risorse
per l'edilizia scolastica e sulla
decisione del Consiglio di
Stato, secondo cui la Pa non
può incamerare la cauzione
provvisoria in caso di
informazione prefettizia
atipica; un articolo di
Giuseppe Latourillustra
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invece le istruzioni di Accredia
per cui ai frigoristi non servono
documenti per passare da un
ente di certificazione all'altro .
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COBBIEBE DELLA SEBA
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Foglio
Renzi lancia il suo piano scuola:
sarà la fine della «supplentite»
L'accento sul merito per la carriera. Oggi le linee guida online
ROMA -Tecnicamente, non
sarà una riforma Anzi, per usare le parole di Matteo Renzi,
non sarà «l'ennesima riforma
della scuola>>. Nell'orizzonte del
governo, infatti, c'è «un nuovo
patto educativo». Ed è quello
che si comincerà a intravedere
questa mattina, quando sul sito
dei mille giorni dell'esecutivo,
quel passodopopasso. italia. it
presentato ieri l'altro dal premier in persona, spunteranno
una serie di linee guida sulla
«Svolta>> nel mondo dell'educazione che Palazzo Chigi ha intenzione di imprimere nei prossimi mesi.
Il metodo che il governo userà su questo fronte è di quelli
già rodati. Lo stesso con cui
l'esecutivo ha affrontato finora
il varo di due delle sue riforme
più importanti, pubblica amministrazione e giustizia. «Si
tratta di proposte, non di diktat
"prendere o lasciare"», ha premesso Renzi alla vigilia, nella
sua ormai tradizionale e-news.
Traduzione: «Proporremo agli
insegnanti di superare il meccanismo atroce del precariato
permanente e della supplentite», altro neologismo che finisce in -ite che il premier mette a
verbale all'indomani dell' «annuncite» citata lunedì. «Ma
chiederemo loro», e cioè ai professori, «di accettare che gli
scatti di carriera siano basati sul
merito e non semplicemente
sull'anzianità>>.
È una svolta radicale. Che si
materializzerà, ovviamente, nel
futuro prossimo. C'è un tempo,
«dal 15 settembre al 15 novembre», fissato perché l'esecutivo
possa raccogliere pareri e opinioni da tutti i protagonisti, tra
cui Renzi cita soprattutto gli
studenti. E un tempo, «da gennaio», perché le norme possano
essere fissate nero su bianco
anche in seguito a quella legge
di Stabilità in cui saranno trovate «le prime risorse». Vale per
la stabilizzazione dei precari.
Ma anche per gli altri provvedimenti, dal cambio dei program mi scolastici («dalla storia dell'arte alla musica, dall'inglese al
coding», la programmazione
informativa) agli investimenti
sull'edilizia.
La road map è fissata. Oggi
verrà annunciata la linea del governo, dal 15 settembre partirà
la consultazione, da gennaio ci
sarà la riforma vera e propria.
«Quella che stiamo elaborando
non è la stabilizzazione dei precari», ha spiegato ieri Stefania
Giannini, il ministro dell1struzione che per prima - dal Meeting di Comunione e liberazione - aveva parlato dell'addio ai
supplenti. «Quello che vogliamo fare è mettere fine a questo
metodo veramente negativo di
essere consapevoli all'inizio
dell'anno dei professori di cui
c'è bisogno senza avere però i
professori pronti». In gergo, come si leggerà nel documento di
governo, le linee-guida sanciranno - nel mondo dei docenti
- il passaggio dall'attuale «Organico di diritto» al futuro «Organico funzionale». E il tutto
sarà fatto, come sottolinea anche il responsabile Welfare del
Pd Davide Faraone, «attraverso
il confronto con gli operatori
del settore» e non attraverso
«Una riforma calata dall'alto».
Sul dossier la maggioranza
sembra compatta E il Pd ha già
il disco verde del Nuovo centrodestra. Più problematico potrebbe essere il dialogo coi sindacati. Almeno a giudicare le
parole consegnate ieri da Su sanna Camusso a chi le chiedeva un giudizio sulla riforma
della scuola. «Bisognerebbe
smettere di dire che abbiamo
una scuola disastrosa», ha
scandito il segretario generale
della Cgil. Che sia l'inizio di un
confronto serrato o l'alba dell'ennesimo scontro lo si capirà
presto. Già da oggi, forse.
Tommaso Labate
©RIPRODUZIONE RISERVA-; A
Ren1.1 lancia il suo p1,mo sc·uott
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Il documento--"====---L_e_ris_o_rs.e arriveranno con la legge di Stabilità. Entro gennaio il prowedimento d'urgenz~r partire dal 2015-2016
UN DECRETO PER ASSUMERE E 11 OBIETTIVI
Il progetto su 150 mila precari Le scelte: dai nuovi programmi
agli «scatti di competenza» .
entocinquantamila precari assunti per decreto. Sorpresa do- '
veva essere e sorpresa è: la
«Buona Scuola>> è innanzitutto un
piano per l'assunzione di quasi 150
mila persone in un solo anno scolastico, il prossimo. Così è scritto nel
documento che spiega il percorso
normativo del progetto che stamattina verrà messo online sul sito passodopopasso. ita!ia. it. Due i cardini
sui quali gli annunci di queste settimane si trasformeranno in norme:
la legge di Stabilità 2015 e un decreto legge da presentare al massimo
entro gennaio, dopo la consultazione di due mesi che partirà dal 15 settembre e si concluderà a metà novembre. Il ruolo del Parlamento è
dunque ridotto al minimo, vista la
scelta del decreto legge che dovrà
essere convertito a tappe forzate per
poter essere pronti entro luglio per
gli adempimenti amministrativi e
per far partire la nuova scuola dal
prossimo anno scolastico 20152016. Un disegno di legge avrebbe
consentito una discussione più distesa nelle commissioni competenti I
ma così si rischiava di sforare itempi. Minimo sarà anche il ruolo dei
sindacati perché non è previsto alcun passaggio per un prossimo contratto di categoria Saranno ascoltati
come tutti nella consultazione pubblica «con le forze politiche, sociali,
economiche, produttive e con tutti i
cittadini».
I fondi
singoli docenti grazie anche ai corsi
di formazione); le risorse per il fondo per il miglioramento dell'offerta
formativa; il rafforzamento del ruolo
dei presidi con maggiore autonomia
delle scuole; le nuove competenze
dei ragazzi; le regole per l'ingresso
dei privati nelle scuole; la semplificazione delle regole per la procedura
di alternanza scuola-lavoro e infine
la revisione delle procedure amministrative potenziando la digitalizzazione degli uffici e delle segreterie.
Gli undici punti
li testo unico
Che cosa ci sarà nel decreto? I titoli dei capitoli sui quali il governo ritiene di intervenire nei prossimi dieci mesi sono contenuti nello schema
che circola in queste ore nei ministeri e in Parlamento. Eccoli: l'allargamento dell'organico di diritto e la
Nelle scorse settimane si era parlato anche della possibilità di una
legge delega per la riforma Il ruolo
della delega, secondo l'ultima versione della Buona Scuola, riguarda
la scrittura di un testo unico (l'ultimo è del 1994) che raccolga tutte le
norme che riguardano l'istruzione
in modo organico. Il punto resta ora
quello del reperimento dei fondi, «le
coperture finanziarie non solo per il
2015 ma anche a regime devono essere contenute nella legge di Stabilità>>, è scritto nel documento. La fretta per la regolarizzazione dei precari
ha un argomento forte nel verdetto
della Corte di Giustizia europea sui
precari della scuola atteso nei prossimi mesi. Se, come è molto probabile, arriverà una condanna per violazione del diritto comunitario (la
direttiva 1999/70/CE che prevede
l'assunzione in via definitiva per
tutti quei dipendenti che hanno
svolto almeno 36 mesi di servizio) lo
Stato italiano rischia di dover pagare
multe salatissime.
definizione di quello «funzionale»
inteso come una batteria di professori senza cattedra a disposizione di
una rete di più scuole vicine sul territorio per coprire posti vacanti,
spezzoni e buchi che altrimenti verrebbero assegnati ogni volta a un
docente diverso; il superamento
delle supplenze brevi; l'ampliamento delle classi di concorso e le regole
per la mobilità geografica degli insegnanti; la nuova procedura di abilitazione dei docenti; il ripensamento
dello stato giuridico del docente con
riferimento a quelli che nel docu mento vengono definiti come gli
«scatti di competenza» legati alla
valutazione e alla valorizzazione
delle competenze didattiche dei docenti (è questo un punto centrale
Gianna Fregonara
della riforma renziana, ribadito anOrsola Riva
cora ieri dal presidente del Consiglio. Basta con il sistema di retribu zione basato solo agli scatti di anzia- '··············································
nità: lo stipendio va modulato in ba- Seguite la presentazione
se al merito, ovvero alle competenze I delle linee guida della riforma di Renzi
acquisite e sviluppate in itinere dai su www.corriere.it/scuota
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Il primo snodo sarà contenuto
nella legge di Stabilità che «dovrà
prevedere il finanziamento del piano straordinario di assunzioni a decorrere dall'anno scolastico 2015-16
di tutti i precari storici iscritti nelle
graduatorie a esaurimento aggiornate a luglio 2014 e dei vincitori e
idonei dell'ultimo concorso bandito
nel 2012». Il secondo passaggio consisterà nella predisposizione di un
decreto legge. Per spiegare i requisiti
di necessità e urgenza dello strumento normativo scelto - la riforma per decreto - il documento del
governo invoca la gravità della si tuazione economica «che impone
scelte che valorizzino la cultura>> e la
fretta per arrivare entro settembre
del prossimo anno ad attuare le misure.
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Scuola: testate nazionali
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Quotidiano
la Repubblica
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03-09-2014
15
1
"Stop ai supplenti escatti di merito"
la riforma dellascuola arriva online
CORRADOZUNINO
ROMA. Non ci sarà Consiglio
dei ministri, oggi, sulla scuola.
Lo "stupirò" renziano, sganciatodalcdmdel29agostoper
la troppa "carne al fuoco" di
quel Consiglio e la difficoltà di
trovare in questa fase le coperture finanziarie (almeno
un miliardo e mezzo di euro),
questa mattina alle 1 O si scoprirà sul sito "passodopopasso. italia. it". Successivamente, anche su un sito del ministero dell'Istruzione. Online,
infatti, si dipanerà la proposta
di governo ("non una riforma
ma un patto educativo") sulla
scuola. Libero da vincoli finanziari immediati-cherestano
necessità fin qui irrisolta - il
premier ieri sulla nota politica
di "e-news"haannunciatouna
discussione in tutto il paese
"per due mesi". Per ottobre so-
no annunciate le risorse (legge di stabilità), per novembre
le proposte nel dettaglio, all'inizio del 2015 ci saranno i decreti di governo e solonel 2015
inoltrato la discussione con i
sindacati per un contratto che
manca da sette anni.
Ieri Matteo Renzi ha scritto:
"Offriremo alcune idee nel
merito per rendere la scuola
strumento di crescita. Non saranno diktat prendere o lasciare. Proporremo agli insegnanti di superare il meccanismo atroce del precariato permanente e della 'supplentite',
ma chiederemo loro di accettare che gli scatti di carriera
siano basati sul merito e non
semplicementesull' anzianità
". Questamattinasicapiràseil
post-supplentite già significa
l'assunzione di cento-centoventimila precari e se questo
avverràinunannoointre.Pro-
segue Renzi: "Chiederemo alle famiglie e agli studenti se
condividono le nostre proposte sulle materie, dalla storia
dell'arte alla musica, dall'inglese alcoding. Chiederemo ai
presidi di fare di più, aumentandone competenze e responsabilità, ma anche snellendo la struttura amministrativa attraverso un percorso di digitalizzazione spinta.
Metteremo più soldi, ma facendo comunque tanta spending review: educare non è
mai un costo, magli sprechi sono inaccettabili".
I presidi diventeranno coloro che decideranno quali figure specializzate o di esperienza potranno avanzare in carriera (si dovrebbero varare le
figure dei professori esperti e
senior e, parallelamente, di
docenti dedicati alle famiglie,
alla formazione interna, ai bi-
sogni speciali).
Detto che di "patti sulla
scuola" già ne parlava Letizia
Moratti, e poi Fioroni, poi la
Carrozza, Renzi si è conquistato un'attesa più fiduciosa da
parte di alcuni sindacati ( Cgil
e Gilda, tuttavia, temono che
gliscattid'anzianitànonsiano
rivisti ma bloccati per sempre) e il plauso degli studenti
organizzati che hanno subito
messo il dito nella piaga dei
rapporti ormai deteriorati tra
il presidente del Consiglio e il
ministro dell'Istruzione Stefania Giannini: "Nonostante
non siçi. chiaro chi stia decidendo delle sorti della scuola
pubblica", scrive la Rete studenti medi, "le Ùltimissime dichiarazioni di Renzi sembrano molto vicine alle nostre rivendicazioni. Ci aspettiamo
azioni su alternanza scuola-lavoro e riforma dei cicli".
©RIPRODUZIONE RlSERVATA
Il premier promette più
soldi ma anche revisione
dellespese. "Glisprechi
sono inaccettabili"
Le organizzazioni degli
studenti: "Ci attendiamo
novità sull'alternanza tra
aule e luoghi di lavoro"
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"Stop ai.supplenti escatt1 d1 mento"
lanfonnadellascuolaamvaonlme
Scuola: testate nazionali
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Quotidiano
la Repubblica
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Foglio
03-09-2014
28
1
Le ore di laboratorio
cancellate a scuola
Sergio Ferrazzi
[email protected]
LA cosiddetta riforma Gelmini della scuola
pubblica (riduzione dell'orario scolastico
delle superiori di ogni tipologia dalle 2 alle 4
ore settimanali) ha previsto anche un'ult&
riore novità: trasformare parte delle ore laboratoriali negli istituti tecnici e nei professionali in ore di aula, cioè teoriche. Nel biennio dei tecnici le ore di laboratorio di fisièa e
di chimica sono state ridotte ad una alla settimana (come religione che è facoltativa!) il
che vuol dire l'impossibilità di eseguire una
decente attività laboratoriale. A differenza
degli altri paesi europei, nei licei scientifici
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l'utilizzo dei laboratori di chimica e di fisica
è a discrezione dell'insegnante di teoria che
però al massimo esegue esperienze dimostrative, in quanto non prevista la presenza
del docente di laboratorio (ecco il motivo
della scelta). Troviamo così neo diplomati al
liceo scientifico che si iscrivono a facoltà come chimica, biologia,fisicache alloro primo
impatto con il laboratorio dell'università si
trovano come elefanti dentro una cristall&
ria!
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Scuola: testate nazionali
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Quotidiano
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LA STAMPA
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Foglio
Renzi: "Scatti
nella scuola
basati sul merito"
03-09-2014
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Il premier promette
più soldi al settore
ma anche una spending
review contro gli sprechi
«Chi mi conosce dai
tempi di Firenze sa che
per me fa scuola è alfa e
omega di tutto»
Oggi al via la consultazione online sulle nuove linee guida
lettera
del
premier
«Supplentite»
Il patto con le famiglie
Proporremo agli
insegnanti di superare
il meccanismo atroce
del precariato
permanente
e della supplentite
Chiediamo di
condividere le proposte
sul programma:
dalla storia dell'arte
alla musica, all'inglese
alcoding
Ritaglio
Scuola: testate nazionali
di crescita per il giovane cittadino, ma anche strumento di
crescita per il Paese», visto
che l'Italia tra vent'anni «non
sarà come l'avranno fatta i decreti attuativi della ragioneria dello Stato o le interviste
dei ministri o gli editoriali dei
professori», ma come l'avranno fatta «le maestre elementari, gli insegnanti di scuola
superiore, le famiglie che sono innanzitutto comunità
educanti». E allora, promette
Renzi, «metteremo più soldi»
in un settore che giudica così
cruciale, «ma facendo comunque tanta spending review:
perché educare non è mai un
costo, ma gli sprechi sono
inaccettabili soprattutto nei
settori chiave». Nella legge di
stabilità, anticipa, si troveranno le prime risorse, poi da
gennaio arriveranno «gli atti
normativi conseguenti», mentre continueranno gli investimenti anche sull'edilizia scolastica, annunciati all'inizio
del suo mandato da presidente del Consiglio.
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non
«Chi mi conosce dai tempi
di Firenze sa che per me la
scuola è alfa e omega di tutto», torna a ribadire, «Solo
che la scuola non si cambia
con un decreto, ma coinvolgendo famiglie, studenti, insegnanti, presidi, tecnici, amministratori locali»: tutti invitati
a esprimersi, allora, un modello già'.sperimentato con le
consultazioni fatte in occasione del decreto sulla Pubblica
amministrazione. Obiettivo,
quello di un provvedimento
che prudenzialmente il pre"
mier non chiama riforma («il
nome di patto educativo è già
un buon indizio», approva il
capogruppo di Per l'Italia Dellai, piuttosto che <<il fardello di
un'ennesima riforma») che
possa rinnovare, far crescere,
valorizzare la scuola. Meglio
di come è stata finora, visto
che, chiarisce Renzi nella lunga newsletter, «io non ho fatto
il tifo per la rottamazione perché vé>ltlvo fare qualcosa di
nuovo rispetto a quelli dì prima. Io ho fatto il tifo per la rottamazione perché volevo fare
qualcosa di meglio rispetto a
quelli di prima».
068391
Agli insegnanti, la promessa
di superare la «supplentite»,
ma in cambio di una «svolta
enorme», cioè scatti dì carriera «basati sul merito e
non semplicemente sull'anzianità». Ai presidi, la richiesta «di fare di più, aumentandone competenze e responsabilità», dando in cambio però strutture amministrative più snelle grazie alla
digitalizzazione; e à famiglie
e ragazzi la proposta dì
esprimersi sulle idee del governo «sui temi oggetto dì
insegnamento», le materie
che vanno «dalla storia dell'arte alla musica, dall'inglese
al coding». A tutti, l'invito a dire la propria opinione, perché
«dal 15 settembre al 15 novembre ascolteremo tutti, a cominciare dagli studenti», visto
che «si tratta di proposte, non
di diktat prendere o lasciare».
L'appuntamento per conoscere il <<nuovo patto educati-
vo» sulla scuola è per oggi, alle 10, sul sito passodopopasso.italia.it, sorta di diario di
bordo del governo presentato un paio di giorni fa: ma già
ieri, sulla Enews, la sua tradizionale newsletter, il premier Matteo Renzi, facendo
il punto sulle cose fatte e le
sfide da affrontare (dalla visita lampo di agosto in Iraq
alle riforme da realizzare) ha
anticipato alcuni punti chiave di quello che, appunto,
battezza <muovo patto educativo», tenendosi alla lontana dalla definizione di «ennesima riforma della scuola».
Un provvedimento messo a
punto con il ministro Giannini
che doveva arrivare in Consiglio dei ministri nelle sue linee
guida già il 29 agosto, venerdì
scorso, alla prima riunione
dopo la pausa estiva: rinviato,
arriverà oggi non tramite
conferenza stampa ma con la
publ:)licazione sul sito. Saranno, spiega il premier, «alcune
idee nel merito per rendere la
scuola sempre più strumento
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FRANCESCA SCHIANCHI
ROMA
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Quotidiano
LA STAMPA
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ekdate
ddrmovo
anno
Al via dall'8 settembre
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03-09-2014
2/3
Foglio
2/2
Data
Quasi 8 milioni di alunni
La prima campanella a Bolzano
Lieve aumento rispetto a un anno fa
Nella maggior parte delle regioni il primo
giorno di scuola sarà il 15 settembre. le province di Bolzano e Trento cominceranno un po' prima, rispettivamente
1'8 e il 1 O settembre.
Anche in Molise il via libera è previsto per il giorno 1 O, mentre Valle
d'Aosta e Abruzzo partiranno 1'11.
Tra le regioni «ritardatarie» invece ci sono la
Puglia e la Sicilia, nelle quali la prima campanella è attesa per il 17 settembre.
111a11
111111111111
Secondo i dati - che per il momento sono
ancora provvisori - forniti dal ministero dell'Istruzione, in classe entreranno
7.881.838 alunni, pochi in più rispetto a un anno fa (quando furono 7.878.661).
Poco più di un milione sono invece
i piccoli iscritti alla scuola dell'infanzia, 2,6 milioni i bambini della primaria, 1,6
milioni quelli delle medie e 2,6 milioni invece
quelli delle scuole superiori.
La spesa media: 800 euro
Fuga dai banchi
Il 5% delle famiglie ricorrerà a un prestito
Il 63% dei 16-1 Senni a rischio abbandono
llBI Secondo l'Osservatorio mensile Findome- Il 63, 1% dei ragazzi tra i 16 e i 18 anni è a rischio
stic le famiglie italiane spenderanno in media - abbandono scolastico. la percentuale rimane alta
anche nella fascia d'età fra i 14 e i 16
71 O euro per l'istruzione dei figli,
anni, dove i ragazzi che rischiano di abcirca 1 O euro in più rispetto allo
scorso anno. E il 5% di queste dobandonare i banchi di scuola sono il
vrà ricorrere a un prestito per farvi
49,8%, mentre per gli under14si scende al 17,8%.11 dato emerge da un'infronte. Diverse invece le stime effettuate dal Codacons, che parla
dagine della Fondazione Exodus, l'asdi 450-490 euro a studente per il corredo scola- sociazione fondata da don Antonio Mazzi che da olstico e di 300-350 euro per libri e dizionari. To- tre 25 anni combatte il fenomeno della dispersione
tale: tra 750 e 840 euro a studente.
scolastica grazie al progetto «Donmilani2».
Gli insegnanti di ruolo
I nuovi presidi
Le immissioni per ora sono 33 mila
In servizio 620 nuovi dirigenti scolastici
In attesa di conoscere le misure straordinarie
decise dal governo, le immissioni in ruolo attualmente autorizzate per l'anno scolastico 2014-2015 sono 33.380, di cui
28.781 destinate agli insegnanti e
4.599 agli Ata (Ausiliari, tecnici e amministrativi). Alla scuola dell'infanzia
sono riservati 2.341 posti, 3.630 alla
primaria, 4.999 alla secondaria di primo grado,
4.255 alla secondarie di secondo grado. A questi
vanno aggiunti 13.342 posti in totale sul sostegno.
Dopo il via libera del Ministero dell'Economia,
ieri sono entrati in servizio 620 dirigenti scolastici,
assunti per l'anno 2014/2015. La
maggior parte in Lombardia (162),
poi Campania (101) e Lazio (86). Saranno invece 25 i nuovi presidi in servizio in Abruzzo, 7 in Basilicata, 43 in
Calabria, 5 in Emilia Romagna, 4 in
Liguria, 4 nelle Marche, 11 in Molise, 20 in Piemonte, 43 in Puglia, 23 in Sardegna, 39 in Sicilia, 23 in
Toscana, 8 in Umbria e 16 in Veneto.
lllml
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111!111111111
Il premier Matteo Renzi
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Quotidiano
LA STAMPA
I
Data
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Foglio
"Chiediamo
più autonomia
Ma per garantirla
servono i soldi"
03-09-2014
3
1
sorse: umane, strumentali e ovviamente finanziarie».
Èuna questione economica?
«Anche: non esiste autonomia senza soldi. Invece negli ultimi anni il fondo per
l'offerta formativa è stato prosciugato. Se
il governo pensa di fare una riforma a costo zero sì sbaglia».
Che cosa chiedete, allora?
LORENZO VENDEMIALE
ROMA
Più autonomia alle scuole e potere ai
presidi. Dovrebbe essere uno dei punti
della riforma. Se lo augura anche Massimo Di Rocca, che dirige l'istituto comprensivo Luigi Settembrini, tra i più
grandi a Roma.
Preside, oggi quali sono le sue mansioni?
«Su di me ricade la responsabilità di ol. tre 1300 studenti e 150 docenti. Ma di
fatto non decido nulla».
Perché?
«Tutto viene calato dall'alto, dalle assunzioni ai programmi. Il margine di
manovra è minimo».
Si parla di introdurre una nuova figura di «presidi-manager» ...
base centrale ...
«Ed è giusto che sia così. Però non tutti
gli insegnanti vanno bene per tutte le
scuole. Sarebbe bello incrociare le graduatorie con le esigenze degli istituti. Così come sarebbe giusto premiare i docenti più bravi».
·
Su questo è d'accordo con Renzi?
«Certo. Basta trovare dei criteri oggettivi, come le competenze certificate o la disponibilità al servizio. L'obiettivo dev'essere valutare cosa non funziona e cambiare. Vale anche per il lavoro dei professori. E dei presidi, ovviamente».
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«Magari, in teoria lo saremmo già.
Vorremmo la facoltà di gestire le ri-
«Più soldi per le iniziative supplementari. Gli organici funzionali vanno bene, ma
devono essere corposi (almeno il 10% dei
posti di ruolo) e pensati in maniera intelligente. E poi vorremmo intervenire nella
scelta dei docenti».
i: assunzione in Italia è sempre stata su
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Quotidiano
03-09-2014
3
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Un patto a tre coi prof ele aziende
\osto fiss? per oltr~ 100 mila pr~cari: ~ ?ambio :Uente progressioni automatiche
1apprendistato sara rafforzato, mcent1vi per spmgere gli investimenti dei priyati
zare per tutte le altre esigenze della didattica, comprese le aperture prolungate. Un'operazione importante, che
potrebbe portare all'assunzione anche
n patto coi prof, o se voglia- di più dei lOOmila precari di cui si parmo uno scambio, per far la da giorni per un costo di almeno un
decollare il nuovo «patto
miliardo di euro all'anno.
educativo» che palazzo
11
nodo delle risorse
Chigi presenta ufficialmenIl
governo parla di primi stanziamenti
te oggi. Per battere il «morbo della supinseriti
già nella prossima legge di Stabiplentite», come lo chiama Renzi, il golità,
cui
poi dovrebbero aggiungersi i riverno è sì pronto a stabilizzare lOOmila
precari, ma in cambio chiede ai neoas- sparmi legati agli interventi sugli scatti
sunti di rinunciare agli scatti di anziani- di anzianità, la rimodulazione del piano
tà per far posto a scatti di carriera legati triennale di assunzioni già previsto dal
al merito. Cosa che già ora mette in allar- decreto Carrozza e, qualora ve ne fosse
me i sindacati della scuola. Secondo i cal- bisogno, una parte dei risparmi frutto
coli del governo un intervento del gene- della revisione della spesa.
re, oltre a premiare meglio le professionalità, avrebbe infatti il vantaggio di ren- Altri fondi per l'edilizia
dere meno onerosa la ricostruzione delle Oltre al miliardo. di euro già stanziato
nelle scorse settimane, per il 2015 si pocarriere, che in base alle leggi attuali ogtrà disporre di un altro miliardo e mezgi rappresenta una delle voci di maggior
zo dei fondi europei da destinare a nuospesa visto che ogni immesso in ruolo ha
ve costruzioni e ristrutturazioni. Inolsempre anni di servizio alle spalle.
tre verrà sbloccato il patto di stabilità a
quei comuni che nei mesi passati hanno
La carica dei 100 mila
presentato progetti seri e soprattutto
Il governo punta a coprire sia le
cantierabili, come è già accaduto con la
40mila supplenze annuali che i 20 mila
lettera che Renzi ha inviato a tutti i sinposti del turn-over, i posti degli insedaci a ilÌizio mandato.
gnanti di sostegno utilizzati di fatto come normale organico (altre 20mila
Programmi e apprendistato
unità) e tutti gli «spezzoni» di cattedre
La consultazione aperta servirà anche a
intere (docenti in servizio sino al termine delle attività didattiche), che as- costruire assieme alle famiglie e agli stusommano ad altre 12.,);3 mila unità. In denti nuovi modelli didattici. TI governo,
più le reti di scuole verranno dotate di tra l'altro, punta a rafforzare inglese e inun contingente di professori, il cosid- formatica già dalla scuola primaria e ad
detto «organico funzionale», da utiliz- aumentare le ore di storia dell'arte nei li-
PAOLO BAllONI
ROMA
Presidi-manager
Tutta questa costruzione non può prescindere da un rafforzamento del ruolo
dei dirigenti scolastici, che saranno
sempre più manager, o se vogliamo presidi-sindaco, dovendo gestire non solo il
lavoro della scuola e dei plessi che dirigono, organizzando con maggiore flessibilità sia l'impiego degli insegnanti che
la gestione dei programmi, ma anche i
rapporti col territorio, con le imprese e
con il volontariato che a sua volta potrà
utilizzare spazi nelle scuole. Di conseguenza si prevede pure di ridisegnare le
funzioni degli organi collegiali per distinguere tra potere di gestione (in mano ai dirigenti) e potere di indirizzo.
A gennaio i primi decreti
A partire da oggi le linee guida saranno
pubblicate sul sito dei «Millegiorni»
(www.passodopopasso.italia.it), seguiranno due mesi di raccolta pareri,quindi
a metà novembre il governo tirerà le fila.
Primi prowedimenti attuativi a gennaio.
Twitter @paoloxbaroni
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U
cei e quelle dedicate all'insegnamento
della musica. Ma soprattutto per avvicinare scuola e mondo del lavoro, con un
legame molto stretto col decreto lavoro
ed il Jobs act che verrà definito a breve
si punta a raddoppiare le ore di forma~
zione in azienda, potenziando l'apprendistato che verrà esteso ai ragazzi delle
superiori in maniera da formarli ancor
prima di entrare sul mercato del lavoro.
Quindi si prevedono incentivi fiscali per i
privati che investono nei laboratori didattici e più in generale nelle scuole.
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Scuola, aumenti
per merito
e non più in base
all'anzianità
Ricciardi a pag 7
Il premier lancia la proposta ai cittadini: se ci sarà consenso, vita dura per chi protesta
Renzi, un patto contro i sindacati
Scuola, aumenti per merito e non più per anzianità
DI ALESSANDRA RICCIARDI
la fine anche Matteo
Renzi non ha saputo
resist.ere al fascino del
<patto educativo» che
negli ultimi dieci anni ha conquistato sindacalisti e ministri,
da Beppe Fioroni a Mariastella Gelmini. Anticipando
i contenuti delle Linee guida
sulla scuola, che saranno dalla mattina di oggi sul sito del
governo passodopopasso (e poi
forse illustrat.e dal ministro
Stefania Giannini), ieri il
premier ha precisato: ««Noi non
facciamo l'ennesima riforma
della scuola. Noi proponiamo
un nuovo patto educativo». Un
patto con scuola e società civile
che prevede tra l'altro aumenti
per i nuovi docenti assunti non
più legati all'anzianità di servizio ma al merito. Una riforma epocale, che non è riuscita-
A
ai governi di centrodestra e su
cui Renzi si gioca la carta del
consenso popolare: se la misura
raccoglierà favori nella società
civile, come i report fatti per palazzo Chigi sembrano indicare,
sarà un'arma potente contro
i sindacati che sulla carriera
degli insegnanti hanno finora
frenato. In verità l'apertura
c'è stata ma chiedendo risorse aggiuntive, quelle risorse
che invece sono carenti e che
il premier conta di recuperare
proprio dagli scatti di anzianità. Quasi un miliardo. Gli scatti
sono progressioni economiche
automatiche, che l'ex ministro
dell'economia Giulio Tremonti aveva congelato per il pubblico impiego nel 2009, salvo che
per la scuola. Finora, proprio
grazie al pressing dei sindacati, gli scatti sono stati sempre
pagati, anche a costo di sacrifici
dello sì.esso settore.
Quello che propone Renzi è un capovolgimento di
prospettiva: rinunciare alla
sicurezza di aumenti minimi
ma certi per passare a un sistema meritocratico. Dovrebbe riguardare i docenti che
proprio grazie al patto saranno immessi in ruolo a partire
dal 2015 (i vecchi potranno
aderire su base volontaria):
120 mila e più precari, quelli
che lavorano sui posti vacanti e disponibili dell'organico
di diritto, con l'obiettivo di
arrivare a coprire stabilmente tutte le supplenze, sotto
lo slogan renziano di «basta
supplentite». Una stabilizzazione del corpo docent.e che
dovrebbe, insieme a una didattica rafforzata su alcune
discipline, alla valutazione
del rendimento del sistema
e all'apertura al mondo del
lavoro attraverso stage e ap-
prendistato, costruire la «buona scuola» necessaria a uscire
dalla crisi.
Avendo stretti vincoli
di bilancio da un alto e un
sindacato già sulle barricate,
il governo però ha bisogno di
incassare un ampio consenso
dalla consultazione on line
aperta fino al 15 novembre.
Quel consenso che il premier
si è speso per esempio quando
si è tratto di tagliare i distacchi sindacali, «C'è stata una
richiesta sociale», spiegò il
ministro della pa, Marianna
Madia. «Carriera e assunzioni? Siamo pronti a discutere»,
aprono Francesco Scrima
e Massimo Di Menna, segretari di Cisl e Uil scuola,
«ma no a ricatti sugli scatti
di anzianità, che esistono in
tutta Europa». Per la Flc-Cgil
di Mimmo Pantaleo nessun
dubbio: «Così non ci stiamo».
L'inverno sarà impegnativo:
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npatto educativo
La priorità
'
.
ermsurare
l'efficienza
della scuola
Francesco Grillo
on ha futuro un Paese che
continua a spendere in
pensioni quattro volte di
più di quello che investe
N
in educazione. Ma sarebbe un
errore, come nota il ministro
Giannini, aumentare l'investimento nella scuola e nelle università se non ci dotiamo subito degli strumenti organizzativi e valutativi minimi per poter gestire un'organizzazione
così complessa. Sembra chiaro anche allo stesso presidente
del Consiglio che è su questa
questione che si gioca la capacità di lungo termine dell'Italia
di crescere dal punto di vista
economico e civile. Ed è, allora, utile che ci sia sulla riforma
della scuola un supplemento
di riflessione per non sbagliare - come è successo già tante
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volte negli ultimi venti anni approccio ad una partita che
non possiamo assolutamente
perdere.
Come è possibile, infatti,
che negli ultimi venti anni mentre aumentava la spesa
pubblica e le tasse e si moltiplicavano gli appelli al valore fondante della cultura - gli stipendi degli insegnanti sono diventati sempre più bassi, mentre
crescevano nonostante la crisi
nel resto d'Europa? Perché, nonostante tutta la retorica sul
merito, è solo l'anzianità a fare
qualche differenza nelle retribuzioni degli insegnanti?
Continua a pag.18
Misurare l'efficienza della scuola
Come mai abbiamo ancora il
problema di "strumenti valutativi adeguati'', quando ondate di riforme "organiche" hanno, da anni, istituito agenzie - per la scuola l'Invalsi, per le università l'Anvur - che, per legge, dovrebbero
appunto valutare?
In realtà, l'investimento in
educazione sconta un problema
ben conosciuto dagli scienziati
della politica: i tempi necessari
per apprezzarne l'impatto sono
troppo lunghi per essere utili a
politici la cui sopravvivenza dipende dalla capacità di conquistare consenso giorno per giorno. Questo paradosso che porta
a rimandare continuamente l'investimento pubblico più importante deve essere pesato ancora
di più sulla società italiana: riusciamo ad essere il Paese europeo con il maggior numero di
pensionati e quello con il più basso numero di laureati, ed è questo il dato che spiega - meglio di
qualsiasi altro - perché siamo
fermi da venti anni e rischiamo
di arretrare per i prossimi venti.
Mancano le risorse. Ma, soprattutto, mancano le leve per
adattare la scuola e le università
a domande che mutano in continuazione. E manca, per cominciare, un sistema di valutazione
realmente utile ad allocare in
maniera efficiente le risorse
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problema e ad una soluzione che
possono disegnare la traiettoria
di un cambiamento radicale in
grado di mobilitare milioni di
persone.
La prima è che tali organizzazioni sono esse stesse precarie
proprio come i supplenti della
Giannini. L'Invalsi è finanziata
da fondi strutturali europei che
hanno il difetto tecnico di essere
destinati ad una finalità diversa
da quella per la quale l'Invalsi vive: essi sono infatti temporanei e
tendenzialmente destinati alle
sole Regioni del Sud.
La seconda è che è proprio
questa precarietà a spingere Invalsi e Anvur - come tante altre
sovrastrutture pubbliche - a disattendere l'obiettivo che gli era
stato assegnato dalla legge per
rendere minimo il costo.politico
della valutazione e a compensare allargandosi a compiti ulteriori rispetto a quello previsto originariamente per giustificare la
propria sopravvivenza.
È lo stesso Invalsi a rendere
quasi inutile il pur ingente lavo.roche svolge, dichiarando espii• citamente nelle prime pagine del
• proprio rapporto che "spetta alle
singole scuole definire il grado
· di pubblicità che intendono dare
: ai dati" della valutazione. Persi• no peggiore è stato il destino dell'Anvur: le leggi della Gelmini assegnandogli una funzione di cer• tificatore ex ante della qualità
: delle scelte dei rettori, hanno ere: ato un conflitto di interesse con
• la funzione di valutatore (e ridot-
destinatario,
non
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segue dalla prima pagina
scarse e a risolvere, ad esempio,
il problema delle supplenze in
maniera sensata. Ed è un paradosso anche questo, perché la valutazione sulla carta (delle riforme)esiste.
I test Invalsi - che verificano
l'acquisizione di competenze linguistiche e matematiche - sono
stati somministrati l'anno scorso a quasi tre milioni di studenti
e sono costati quasi otto milioni
di euro; l'ente che li gestisce impiega circa 50 persone e alcune
migliaia di collaboratori usati
per le prove. Per le università lo
Stato trasferisce all'Anvur quasi
9 milioni di euro all'anno. Particolarmente voluminosi - 500 pagine circa - sono i rapporti annuali che le due agenzie restituiscono al Governo. Però, nonostante il numero di pagine e di
considerazioni metodologiche
sui limiti ovvi di qualsiasi numero, il prodotto finale per il quale
tali Agenzie furono create risulta non pervenuto. Sul sito del dipartimento dell'educazione del
Regno Unito, invece, basta digitare il nome di un istituto per ottenere su una pagina i risultati,
la loro evoluzione nel tempo, la
distinzione per categoria di alunni tenendo conto di svantaggi, i
confronti con le medie nazionali
e quelli su aree geografiche omogenee. E, allora, come mai dopo
aver parlato, legiferato e speso
tanto, abbiamo anche sulla valutazione partorito un topolino?
Le ragioni sono quattro. Ciascuna di esse corrisponde ad un
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Francesco Grillo
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: to ulteriormente quell'autono: mia delle università che la valu. tazione deve incoraggiare).
· La terza criticità è che se, an: che, avessimo un vero sistema di
: valutazione nazionale in grado
: di produrre sistematicamente
: confronti tra scuole, ad essi non
: corrisponderebbe alcun incenti: vo: i risultati non hanno alcuna
• influenza sugli stipendi e carrie. re dei dirigenti scolastici, così co: me sulle risorse assegnate a eia• scuna scuola (in parte minima
• ciò è possibile per le università).
Infine, se anche ci fossero pre.mi di produttività per i dirigenti
e premi per i singoli istituti, essi
si scontrerebbero con il fatto che
presidi e rettori non hanno le leve di autonomia per influenzare
i risultati. A cominciare da quelle di gestione del personale: se è
vero, infatti, che chi è precario
deve avere il diritto di programmare il proprio futuro, altrettanto vero è che deve scomparire
per chi è "di ruolo" l'idea che un
concorso produca un diritto inalienabile ad un posto di lavoro in
una sede che non può cambiare.
Ma qualcosa c'è e può essere
un punto di partenza: c'è un patrimonio di dati attendibili e costruiti con metodologie che ne
consentono il confronto internazionale.
Rendiamo, dunque, subito trasparenti questi dati, anche perché è un obbligo legale ed etico
farlo nei confronti dei genitori,
degli studenti e dei contribuenti;
chiariamo qual è l'obiettivo delle
due agenzie facendovi corrispondere una struttura stabile con dirigenti che siano esterni al mondo che va valutato; costruiamo
sulla base delle differenze tra
scuole, la domanda tra gli insegnanti bravi per incentivi che
premino concretamente il merito; creiamo il consenso tra i cittadini per dare ai dirigenti l'autonomia indispensabile per poter
rispondere di risultati.
La valutazione, infine, può risolvere anche il paradosso a cui
si accennava all'inizio: misurare
un miglioramento delle competenze degli studenti, può essere
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leva di consenso politico prima
ancora che ciò abbia impatto sui
parametri economici di un Paese. Se ne sono accorti il governo
cinese e coreano che hanno fatto
dei risultati ottenuti dai propri
adolescenti nelle classifiche
mondiali sugli apprendimenti
(Pisa) motivo di orgoglio nazionale. Bisognerebbe che il presidente del Consiglio sulla scuola
(e non solo) assuma la leadership di un cambiamento che assomigli più ad un movimento
sulla trasparenza, ad una coalizione di chi crede ancora nel futuro, che ad una legge. Più ad un
progetto di trasformazione a tappe che cominci da risultati piccoli e concreti sui quali costruire
aspettative realistiche ed ambiziose, che all'ennesimo tentativo
di cambiare tutto dall'alto immaginando che il mondo vi si adatti.
Se funzionasse avremmo sperimentato con successo un modello di trasformazione che risponda alla crisi di un riformismo
senza cambiamento che sta
svuotando di consenso la stessa
Europa.
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Scuola, Renzi: nuovo patto educativo
~Oggi in Consiglio dei ministri le linee guida sulla riforma ~Giannini: l'idea non è stabilizzare i precari, ma far finire
«Per gli insegnanti scatti di carriera legati solo al merito» questo metodo negativo. Risorse nella legge di stabilità
Il CASO
ROMA Il "pacchetto scuola" completo sarà presentato dopo il con-
siglio dei ministri di oggi. Ma ieri
il premier Matteo Renzi ha offerto qualche anticipazione attrraverso la sua "news".
Premesso che il governo non
intende varare l'ennesima riforma della scuola, Renzi ha spiegato che si prospetta un "nuovo
patto educativo". Di cosa si tratta? «Proporremo agli insegnanti
- ha spiegato Renzi - di superare
il meccanismo atroce del precariato permanente e della supplentite, ma chiederemo loro di
accettare che gli scatti di carriera siano basati sul merito e non
semplicemente sull'anzianità:
sarebbe, sarà, una svolta enorme».
LE RISORSE
A proposito di precariato, il ministro Giannini, da Bruxelles, ha
aggiunto che «l'idea rion è stabilizzare i precari ma riflettere su
come far finire questo metodo
negativo che ha , soffocato la
scuola italiana. E necessario
cambiare il sistema con un cambio di regole».
Di una cosa il presidente del
consiglio pare convinto: «L'Italia
tra vent'anni non sarà come
l'avranno fatta i decreti attuativi
della Ragioneria dello Stato o le
interviste dei ministri o gli editoriali dei professori. L'Italia sarà
come l'avranno fatta le maestre
elementari, gli insegnanti di
scuola superiore, le famiglie che
sono innanzitutto comunità educanti». E per tornare nel concreto ha assicurato che nella scuola
verranno messi più soldi «ma facendo comunque tanta spending
review: perché educare non è
mai un costo, ma gli sprechi - ha
ammonito - sono inaccettabili
soprattutto nei settori chiave».
Nella legge di stabilità ci saranno dunque le prime risorse e
da gennaio gli atti normativi conseguenti.
Nel frattempo si continuerà a
investire sull'edilizia scolastica.
Il premier ha precisato che quelle di oggi sono proposte, «non
diktat prendere o lasciare»: «dal
15 settembre al 15 novembre
ascolteremo tutti». «Chiederemo alle famiglie e agli studenti se
condividono le nostre proposte
sui temi oggetto di insegnamento, le materie, quelli che quando
andavamo a scuola noi chiamavamo il programma: dalla storia
dell'arte alla musica, dall'inglese
al coding (programmazione informatica, ndr). Chiederemo ai
presidi di fare di più, aumentando competenze e responsabilità,
ma anche snellendo la struttura
amministrativa attraverso un
percorso di digitalizzazione procedurale spinta» ha detto Renzi.
Aggiungendo che per lui la scuola «è alfa e omega di tutto».
D.Pir.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I La spesa perl'istruzione1 ---· -----
---
---
Fonte:elaborazioneUi!ScuolasudatiEurostat
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Percentuale sul totale della spesa pubblica -dati 2011
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SCUOLA: VUOTA SENZA COMPETENZE
CIECA SENZA CONOSCENZE
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Caro direttore,
circa quanto affermato dal collega
Gianni Mereghetti ("Avvenire" del 13
agosto) sulla necessità di tutelare e
promuovere una scuola delle competenze, in pieno accordo con tale pensiero, desidero, a ragion veduta, aggiungere che se «Una scuola senza
competenze è vuota, una scuola senza conoscenze è cieca»: dunque, nessun «saper fare», senza relativa «cognizione di causa», nessuna «cognizione di causa», senza relativo saper
fare, per la serie: «t:insegnante Pinco
insegna inglese, ma non lo parla» ... E
così via, in analogia con tutte le altre
discipline: italiano, matematica, filosofia e storia comprese ...
Massimo Roncoroni, docente
Induno Olona (Va)
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Ancora mille istituti senza dirigente
Appello delle associazioni a Renzi: «Abolisca le supplenze anche dei presidi»
PAOLO fERRARIO
MILANO
1governo che vuole cancellare i supplenti, chiediamo
di partire eliminando le supplenze dei presidi. Non è immaginabile
avviare l'anno scolastico con così tante
scuole senza dirigente titolare: non è dignitoso per la bontà del sistema scolastico». Le 620 assunzioni di dirigenti scolastici comunicate la scorsa settimana
dal Ministero dell'Istruzione, non pla cano la protesta delle associazioni di categoria, che denunciano una situazione «non più sostenibile». Ad oggi, ancora 1.049 scuole sono senza preside, compresi i 475 istituti sottodimensionati
(con meno di 600 studenti), che non
hanno diritto al dirigente titolare. In questi giorni, gli Uffici scolastici regionali
stanno provvedendo alla nomine dei
"reggenti", dirigenti a cui sono assegnate più scuole sul territorio. Intanto, però,
l'anno scolastico è ufficialmente cominciato, ma non nelle scuole senza
preside, dove non è stato possibile svolgere il collegio docenti che dà il via alle
attività.
«Senza dirigente la scuola è ferma - ricorda Ezio Delfino, presidente dell'associazione di categoria Disal -: non si
possono asse-
gnare 1 aocenn
alle classi, non si
possono produrre atti contabili
perché ad esclusiva firma del
preside, tanto
per fare alcuni esempi. Nessuno
può sostituire il
preside in queste
funzioni e, quindi, la scuola è aperta ma non può funzionare».
Il paradosso più grande, osserva Delfino, è che, mentre da un lato alle scuole
è attribuita grande autonomia, riconosciuta persino dal nuovo Titolo V della
Costituzione, dall'altro sono lasciate
senza guida. «Nessuna autonomia si può
gestire senza un apice», osserva il dirigente, che denuncia il «malfunzionamento» di un sistema di cui «non si capisce la logica».
Di situazione di «grave disagio» parla anche il presidente
dell'Associazione
nazionale
presidi (Anp),
Giorgio Rembado che ricorda
come, ogni anno, circa 800 dirigenti vadano in
pensione, il 10%
del totale. «Sono
dati che si conoscono da tempo
e quindi stupisce
come non si provveda, per tempo, alle
nomine», insiste Rembado. Che ricorda
come, la sostituzione dei pensionandi,
sia previstadallalegge 128 del2013 "Misure urgenti in materia di istruzione, u niversità e ricerca'', che all'articolo 17 recita: «Il reclutamento dei dirigenti scolastici si realizza mediante corso-concorso selettivo di formazione bandito
dalla Scuola nazionale dell'amministrazione. Il corso-concorso viene bandito
annualmente per tutti i posti vacanti».
«Al governo -conclude Rembado-chiediamo non soltanto di rispettare le regole della buona amministrazione, ma
anche le leggi. Un concorso armuale non
è mai stato fatto e così, oggi, abbiamo
più di mille scuole senza dirigente».
Il problema delle sedi senza titolare è
stato sollevato anche dal mensile specializzato Tuttoscuola, che parla di «Situazione che non fa bene alla scuola» e
che non aiuta a «sostenere l'innovazione e la gestione qualificata del servizio».
Anche le linee guida che il governo presenterà oggi, «avranno bisogno di essere sostenute e governate da una dirigenza scolastica presente ed efficiente,
se si vuole ottenere il massimo coinvolgimento dei docenti, degli studenti e delle famiglie».
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«L'autonomia è inutile se non
può essere gestita», osserva
Delfino (Disal). ERembado
(Anp) ricorda che «Serve un
concorso all'anno» soltanto per
sostituire gli 800 pensionamenti
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Scuola, si cambia: premiati i prof migliori
Oggi, le linee guida. Poi due mesi di consultazione larga nel Paese
Renzi, ora rivoluzione del "merito". «Più risorse, ma basta sprechi»
Sulla scuola «si gioca il
futuro del Paese», dice
Renzi: «È alfa e omega»
Perciò il governo intende
sentire tutti gli interessati,
anche se «alla fine
decide». Serviranno più
fondi, conferma il
premier, per i quali si
attende la legge di stabilità
ROBERTA D'ANGELO
ROMA
terviste dei ministri o gli editoriali dei professori. rltalia sarà come l'avranno fatta
le maestre elementari, gli insegnanti di
scuola superiore, le famiglie, che sono innanzitutto comunità educanti».
Serviranno più soldi, ammette poi, e si
troveranno «facendo comunque tanta
spending review: perché educare non è
mai un costo, ma gli sprechi sono inaccettabili soprattutto nei settori chiave».
Nella legge di stabilità ci saranno dunque
le prime risorse e da gennaio gli atti normativi conseguenti. Nel frattempo si continuerà a investire sull'edilizia scolastica.
In attesa del progetto complessivo, i sindacati si mettono in trincea. «Le due emergenze da affrontare subito sono le
basse retribuzioni e il precariato», dice il
segretario generale della Uil Scuola Massimo Di Menna, sollecitando un cronoprogramma preciso perché «la giusta esigenza di condivisione» non può essere
trasformata in «un dibattito permanente».
Il governo «faccia la sua proposta, noi valuteremo e ci confronteremo» commenta il segretario generale di Cisl Scuola
Francesco Scrima, ricordando che «per
eliminare le supplenze brevi ci vuole l' organico funzionale».
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on vuole chiamarla riforma, anche se rivoluzione è un termine
un po' inflazionato, ma quella della scuola vuole essere qualcosa di più, per
Matteo Renzi: una pagina del Paese che
si volta. Una pagina da scrivere insieme a
cittadini e diretti interessati, ma, ancora
una volta, sulla quale il premier intende
mettere il sigillo finale, senza consentire
discussioni inconcludenti o compromessi
al ribasso.
Insomma, dall'inizio del suo mandato, il
capo del governo ha puntato tutto sulla
scuola: «È alfa e omega di tutto», dice. Così oggi il sito "Passodopasso", nel suo secondo giorno di vita, pubblicherà le linee
guida della proposta su cui si apre un periodo di confronto.
Nella sostanza, spiega, «proporremo agli
insegnanti di superare il meccanismo atroce del precariato permanente e della
"supplentite", ma chiederemo loro di accettare che gli scatti di carriera siano basati sul merito e non semplicemente sul-
l'anzianità: sarebbe, sarà, una svolta enorme».
Non si tratta di «diktat prendere o lasciare», assicura Renzi: «Dal 15 settembre al
15 novembre ascolteremo tutti. Chiederemo alle famiglie e agli studenti se condividono le nostre proposte sui temi oggetto di insegnamento, le materie, quelli
che quando andavamo a scuola noi chiamavamo il programma: dalla storia del1' arte alla musica, dall'inglese al coding
(programmazione informatica, ndr)». Ancora, «chiederemo ai presidi di fare di più,
aumentando competenze e responsabilità, ma anche snellendo la struttura amministrativa attraverso un percorso di digitalizzazione procedurale spinta». E però
il governo va avanti.
Attraverso la sua enews, dunque, Renzi
ha anticipato alcuni dei contenuti del volume «La buona scuola», concordato con
il ministro Giannini. Non sarà l'ennesima riforma della scuola, secondo il premier, ma un nuovo patto educativo.
Di una cosa il presidente del Consiglio
pare convinto: «I;Italia tra vent'anni non
sarà come l'avranno fatta i decreti attuativi della Ragioneria dello Stato o le in-
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- Il PRIMO GIORNO DI SCUOLA NEI RICORDI DI TESTIMONI ECCELLENTI
SERENA AUTIERI attrice
«Napoli, scuola pubblica. Ho del primo
giorno un ricordo galvanizzante, a partire
dalla preparazione. Mamma mi aveva stirato il grembiulino, appeso nella mia stanza,
ed eravamo andate in cartoleria a comprare
matite e pastelli. Adoro dipingere! Ero talmente felice da aver somatizzato con qualche doloretto alla pancia. Maria Rosa Capobianco, la maestra delle elementari, è stata
importantissima per la mia formazione.
Alla recita di Natale mi affidava più ruoli,
avendo già intuito la mia predisposizione
artistica. Le devo davvero molto».
KARIN PROIA attrice
«Ricordo la cartella grande
grande, con un orsetto, che
mi sono portata dietro per i
cinque anni delle elementari
(allora ci si affezionava alle
cose, e si faceva economia).
Ricordo i calzini bianchi da
brava bambina e il tanto
sonno che avevo, quel primo
giorno, io che sono una dormigliona. Alla scuola di
Borgo Podgora, frazione di
Latina, ci conoscevamo già
tutti e non ho avuto problemi di inserimento, anzi. Ero
molto eccitata dalla novità.
E poi contavo sulla maestra
Edda, simpatica, affetruosa.
Il mio grande amore».
ALESSANDRO
CECCHl • 4n.;n.<;
condtatore
«Ricordo il primo giorno
come un fatto traumatico,
piangevo a dirotto. Avevo sei
anni e cominciavo la secon-
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da elementare a Napoli, perché avevo furto
la "primina" a Roma a cinque anni. Mio
padre, ingegnere civile, aveva dovuto trasferirsi per lavoro. Ero un bambino timidissimo, mi sentivo insicuro: il cambio di città e
di amichetti mi apparve come una tragedia.
Vista la situazione, per varcare la soglia della Domenico Cimarosa, in via Posillipo, mi
accompagnò un piccolo mmitato familiare:
oltre a papà e mamma, si aggiunse anche il
nonno paterno Nicolò. Poi, piano piano, le
cose cambiarono».
VLAD.IMIR UJXURIA conduttrice
«Andare a scuola per la prima volta mi ren·
deva entusiasta, non vedevo l'ora di affrontare questa nuova avventura. Mi accompagnò mia madre, entrai alla "Don Giovanni
Bosco" di Foggia indossando il grembiulino
blu e il fiocco bianco. Ma la mamma mi
aveva infilato dei calzoni alla zuava che detestavo; solo io li portavo. Non dimenticherò mai la mia prima maestra, Maria De
Santis, donna preparata e severa per una
classe agitata. Ho sempre amato srudiare,
ero la prima di banco e la prima della classe.
L'unico inconveniente era dato dal futto che
Savona, 1970.
Fabio Fazio a 6
anni, alunno della
scuola Mazzini, e
oggi a 49 (nel
tondo). 1<La mia
maestra era molto
severa.Non
abbiamo mai fatto
educazione fisica.
né andavamo nel
cortile a giocare.
Avevamo la
ricreazione: dieci
minuti per andare
in bagno,
marciando a due a
due, in silenzio>>.
Napoli, 1967.
Alessandro
Cacchi Paone sui
banchi di
seconda
elementare alla
scuola Domenico
Cimarosa e, nel
tondo, oggi a 59
anni. «llprimo
gio:mo piangevo>>,
ricorda. «Avevo
fatto la primina a
Roma, poi mio
padre si trasferl e
io con lui. Ero
timido e molto
insicure»>.
Latina, 1980. Karin
Proia va in prima
(nel tondo, oggi a
40 anni). «Ricordo
la cartella grande
grande con
l'orsetto», dice,
<tche mi sono
portata dietro per
tutti i cinque anni
delle elementari.
Una volta ci si
affezionava alle
cose e si faceva
economia. Oggi mi
rivedo nella mia
figlioletta, che
debutta in prima».
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grembiule con un colletto rigido in plastica,
portatore di sudore ed eritemi. La maestra
era severa e teneva molto al disegno, cosa
che a noi bambini non dispiaceva affutto: era
l'unico momento di svago consentito. Non
abbiamo mai fatto Educazione fisica né andavamo in cortile a giocare. Avevamo laricreazione naturalmente: dieci minuti per
andare in bagno, marciando a due a due e
senza parlare. Erano alcri tempi, e per fortuna non ci sono più».
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a quel tempo i sessi venivano separati: la
mia classe era tutta di maschietti. La mia
diversità era già evidente e mi prendevano
in giro. Ma io avevo un metodo per difendermi: aiutavo quelli più aggressivi e così li
tenevo a lx1da».
Cinquale (MassaCarrara), 1968.
Giorgio Panariello
in terza
elementare e, nel
tondo, oggi a 53
anni. «Il mio primo
giorno non feci
altro che
piangere», ha
confessato.
«lo pensavo che i
parenti potessero
rimanere ad
aspettarci e
invece ... Ricordi?
L'odore di banana
nella cartella».
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«Rk-ordo pochissimo del mio primo giorno
di scuola. In verità, il giorno che ricordo
bene è l'ultimo! Ho fatto la prima elementare al Collegio San Carlo di Milano, accompagnato da mamma Pat e da papà Ugo,
anche se erano già separati. Non ho pianto
per niente, anche se ero emozionato: per
lintera estate tutti mi ricordavano l'evento
in arrivo, l'aspettativa era caricata a pallettoni. La maestra, Marta Ripamonti, era piuttosto dura e di scarsa simpatia. Insomma,
non vedevo l'ora che finisse: il mio incubo
quotidiano era di essere bocciato e di stare lì
un altro anno. Dopo l'esperienza dai preti
diocesani del San Carlo, mi sono toccati i
Gesuiti del Leone XIII. Ho proseguito gli
studi in Inghilterra in una scuola protestante, la Solihull Public School vicino a Birmingham, dove abitavano i mieì nonni ma- ~
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RICKY TOGNAZZI dttrwe e regista
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5/5
Il PRIMO GIORNO DI SCUOLA
"* terni. Non mi sono fatto mancare proprio
nulla! Poi finalmente l'ultimo anno ho frequentato una scuola pubblica italiana: lì ho
finalmente conosciuto la libertà e non ho
più fatto un cavolo».
ROBERTO M.ARONI
presidente della Regione Lombardia
«Ho bei ricordi del primo giorno di scuola,
alla Giovanni Pascoli di Lozza, paese in
provincia di Varese. Mi accompagnò la
nonna materna, che viveva con noi: mio
padre lavorava in banca e mia madre aveva
un negozio di generi alimentari. A scuola
da subito mi sono sentito come a casa: conoscevo la maestra, Maria Rosa Colombo, che
era amica di mia madre e abitava nel mio
cortile, e avevo come compagni di classe gli
amici dell'oratorio. Sono stato da subito un
secchione, anche nella foto ho un'aria da
angioletto. Ero in una pluriclasse: noi di
prima eravamo solo 9, gli altri erano di terza. L'unica nota stonata era il colore dei
grembiuli: bianco per le bambine e nero per
i maschietti. Tutto troppo juventino per me
milanista. Ero curioso, imparavo subito e
facevo i compiti anche per gli altri. Sì, come
Berlusconi, ma io non mi facevo pagare. Ed
ero anche incaricato di mantenere l'ordine,
scrivendo sulla lavagna i nomi dei buoni e
i!futò=~;~p~~~µ(s, :~!fil. :tr;;L°!'.iii;IT;;il! µ":iiiil~if.~=~ !i~;;~ 1!!"~~l:~~iffi. •t1CE!fi :~o:i :~1 ,~t ~~~l~
ls'i.~L~ !!ED.nr-1 1ii.L:Ef.S:~.;=ti~=r.:': ffilr~1.rr:;r.i~='.'J; r.'.ì:r.t~.a:~~Ét ~iii. ,!'.J..!it~f.i. ,c;,~~.a:~~.;lf'.~:~!ftE ~~. il:d";,~~~!t~~!it,, ;::th!5
dei cattivi. Le punizioni erano severissime e
di tre tipi: la maestra ti chiamava fuori
dall'aula e ti bacchettava le dita con un matitone rosso e blu; ti faceva stare 15 minuti
con le braccia alzate dietro la lavagna; o ti
faceva inginocchiare sui chicchi di granturco. Io non ho mai avuto punizioni, ero il
boss della classe. Facevo il capo e mettevo in
atto un piccolo esercizio di potere. Come ha
detto Paul Valéry, "il potere senza abuso
perde tutto il suo fascino". Mettevo tra i
cattivi i ragazzi di terza, mai quelli di prima, per senso dì appartenenza, quelli che
mi avevano battuto a calcio, o quelli che tifavano Inter. Io non ho mai aVl.1to punizioni.
Ero tranquillo, al massimo schizzavo con
l'inchiostro il grembiule di qualche compagna di classe. Ed ero generoso, aiutavo chi
era in difficoltà. Quella scuola mi è rimasta
nel cuore: ci ho insegnato, ci sono andati i
miei tre figli. E ho pure una figlia maestra».
1:0 regista
«Il primo giorno mi accompagnò mia madre. Io mi sentivo felice, ma l'entusiasmo
durò poco. La maestra mi nominò capoclasse e fui subito odiato da tutti. In quegli anni, poi, la scuola era militarista: si punivano
i ragazzi con bacchettate sulle mani, si usciva marciando e salutando il direttore. Mi
sembrava terribile. Io all'inizio non riuscivo
a distinguere la destra e la sinistra, e ricordo
che me lo scrissi sulle mani. Ero disciplinato
e anche un po' privilegiato perché avevo
genitori famosi. Un giorno mio padre mi
scarabocchiò con i colori un disegno con
casette perfette. Ci rimasi male. "Ma c'è il
lampo a dare tutti questi colori", spiegò. Lo
dissi a scuola, ma la maestra non capì».
fSli~:H:'";.[if} ;lft~~i1! ili'.-=E1f;J.f-i;[~
Michela Auriti, Maria Giuseppina
Buonanno, Maum Gaffuri (hanno collabm"ato
:t~#,j:!fi '.~·ò~D,Q ~;, :[t!5il
Leda Balzarotti e Barbara Microlupi)
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l'l'.titl;.!il~·Q .~·hii:tliilii.[;Ét:~~..
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liii ~·rirrum dofilrllffi
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EUROPA
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03-09-2014
2
1
Renzi: "Stop a precariato e supplenze. Ma per i docenti scatti ba.~ati sul merito"
PAOLA
FAm
uperamento del precariato e delle supplenze
così come sono adesso e scatti di carriera basati sul merito. Alla fine le anticipazioni sul piano
scuola le ha date lo stesso Renzi che, nella sua
enews, ha sottolineato che non sarà l'ennesima riforma ma «un patto educativo» da proporre a
tutto il mondo della scuola. Linee guida che saranno presentate domani alle 10 direttamente sul sito
Passodopopasso.Italia.It.
Un patto che nelle intenzioni del premier deve
coinvolgere tutto il mondo dalla scuola, dalle famiglie ai presidi passando per gli insegnanti, e che non
sarà calata dall'alto ma condivisa con chi nella
scuola ci sta davvero. E la consultazione sarà attiva dal 15 settembre al 15 novembre.
Protagonisti del cambiamento saranno soprattutto gli insegnanti, ai quali il governo chiede di
mettersi un po' in gioco accettando scatti di carriera basati sul merito e non solo sull'anzianità. Una
battaglia che già si preannuncia difficile, soprattutto guardando ai precedenti: la progressione per
merito inserita dall'ex ministro Berlinguer, che era
riuscito a convincere i sindacati, naufragò per le
porteste degli insegnati ostili a una forma di valutazione non convincente e davanti al passo indietro
delle stesse sigle sindacali. A riprovarci fu poi Valentina Aprea di Forza Italia, ma la sua proposta
incontrò resistenze anche all'interno della sua maggioranza parlamentare e finì in archivio.
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S
Un cambiamento che vedrebbe, (come contropartita?), sparire il precariato e la «supplentite»
(come la chiama il presidente del consiglio), e che
coinvolgerà direttamente i dirigenti scolastici:
«Chiederemo ai presidi di fare di più, aumentan do ne competenze e responsabilità, ma anche snellendo la struttura amministrativa attraverso un
percorso di digitalizzazione procedurale spinta».
Ma i sindacati già mettono i paletti: «Le due emergenze della scuola sono il reddito basso dei docen ti e il precariato», la prima da rivalutare con il
rinnovo del contratto e la seconda con un piano di
immissioni in ruolo in organico funzionale.
Ed è proprio il reclutamento uno dei capitoli
più attesi, soprattutto dopo che la settimana scorsa era stata annunciata l'assunzione di centomila
precari. Sarà un turnover applicato integralmente
fino a esaurimento (e quindi assunzione di circa
130mila nei prossimi tre anni) o sarà affiancato
dall'organico funzionale? Quest'ultimo sarebbe la
vera novità: calcolato sul 10 per cento dell'organico
di diritto (circa 690mila posti, compreso il sostegno), dovrebbero essere aggiunti 70mila ai 130mila
del turnover triennale, per un totale di 200mila
assunzioni.
Interventi che avranno bisogno di fmanziamen ti: «Metteremo - dice il premier - più soldi, ma
facendo comunque tanta spending review: perché
educare non è mai un costo, ma gli sprechi sono
inaccettabili. Nella legge di stabilità ci saranno le
prime risorse e da gennaio gli atti normativi conseguenti».
@PaolaFabi65
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03-09-2014
2
1
IL GIUDICE D'APPELLO DÀ RAGIONE A DUE DOCENTI CONTRO IL MINISTERO
<<Risarcite gli scatti d'anzianità delle precarie>>
I
BRESCIA
DA TRAPANI ad Albino (Bergamo) per diventare insegnante. Ma per Loredana Amato le
belle speranze si sono infrante comro il muro
ne è ancora !on tana. Come ogni anno, Loredana è in attesa di sapere se e quando coprirà un
posto vacante. <<Viviamo in un continuo suuo
di incertezza, perdò prima di met.tcr su famiglia ci si pensa ... Chi farebbe prestiti o mutui
a una precaria?)>. Ma il danno è soprattutto
per i bambini. ((Ogni anno si trovano a cambìm·e insegnante: non è positivo per la loro
formnzìonc». La sentenza resta una consolazione, seppur mai;,'l·a. ;d,'insegnamcnto è il lavoro che amo, ma, non rifarei la stessa scelta)),
Federica Pacella
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del precarìaco. A 38 anni, da 14 in catcedra,
ma da precaria. «I primi t.empi lavoravo per il
punteggio, perché quanro percepivo non bastava neanche a coprire le spese. Dopo 4 o 5
anni ho iniziato ad avere incarichi annuali».
Nei mesi est.ivi nessuna retribuzione. «Ricorro alla disoccupazione, che normalmente viene pagata in autunno, il che vuol dire restare
per mesi senza stipendio)>. Una piccola vittoria, per Loredana e per un'altra insegnante di
Bergamo, è arrivata dalla Corte d'Appello dì
Brescia, che, con sentenza dcli'! settembre,
ha stabilito che il ministero dcll'lstrnzionc deve riconoscere l'anzianir.à di servizio, confermando la semenza di primo grado. «Una sentenza importante spiega Marta Perugì, avvocato Codacons, promotore dci ricorsi collettivi dei preçari della scuola~ ìl mìnisten) deve pagare migliaia di euro, tutti gli scatti di
anzianità finora negati)). M.a la srnhilizzazio-
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3
1
PACIFICO, PRESIDENTE DELL'ANIEF: «ALCUNE IDEE SONO GIUSTE. PIÙ LEGAMI CON IL LAVORO>
I docenti: <<I sostituti meritano il posto fisso>>
ROMA
«IL MINISTRO dell'Istruzione i supplenti dovrebbe
punti sono l'ìnf1azione>J.
11 go:verno vuole introdurre il principio dell'or-
solo assumerlhJ. Così l'Anief (13mila deleghe e 45miganico funzionale.
mon- «Lo si può fare solo se funzionano, e per davvero, le
la iscritti, è il sindacato pìù ràppresentati~;()
do della scuola) replica alla ministra Giannini. Parla attività ordinarie. Se si tratta solo di un modo per supplire ai posti vacanti, è un grosso errorc>J.
il presidente lV1arcello Pacifico (nella foto).
nel
Ragionevole il piano di assunzione precari,
con obiettivo 2015?
«Le supplenze non fanno bene né a chi le fa né a chi le
riceve. I numeri dicono che i supplenti servono, solo
che vanno stabilizzati. Se veramente il governo vuole
risolvere il problema dcl precariato ha una sola suada: smeuere di ignorare ì richiami della Ue (attendiamo la semenz.a della Corte di Giustizia sul precarimo
scolastico) e tramutare in contratti a tempo indeterminato almeno la metà delle 140mifa supplenze di lunga
durata che stanno già per ripartire.
Ettore Maria Colombo
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Dell'idea di legare la carriera dell'insegnante
al merito che pensa?
«La direzione è gmsra, ma a patto che gli stipendi vengano, finalmente, legati all'aumento del costo della vita. Negli ultimi 12 anni sono invece rimasti quattro
Il governo vuole legare sempre di più scuola e
mondo del lavoro.
«Siamo in ritardo di almeno 5 anni, su questo. Il punto vero è alzare l'obblìgo scolastico, ora a 16 anni, e
portarlo a 18 anni, come prevedeva la riforma Berlinguer. Oggi ci sono 700mila ragazzi che non studiano
né lavorano. Ben venga il modello redcsc.1) ma solo dopo una riforma del mercato del lavoroJJ.
C'è poi il ~tenziomento del ruolo dei presidi.
«Parliamo di dirigenti scolas1ìci dì grandi capacità di
management,. che hanno tamo personale da gestire e
tamì problemi da affrontare, ma con tre problemi davanti: la selezione (no ai quiz sbagliati), gli stipendi
(prendono un quinto rispetto agli altri dirigenti pubblici) e la loro valucazione (non può essere rigida)li,
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6
1
SCUOLA, LA RIFORMA
1100 MILA PRECARI DA ASSUMERE- SENZA SCATTI DI STIPENDIO, COME FECE IL PDL- COPRONO CHI VA IN PENSIONE O POCO PIÙ
L'OBIETTIVO DI RENZI in ogni
Il premier: "Sarà
una svolta enorme"
Nel menu anche sgravi
fiscali alle private:
costerebbero centinaia
di milioni l'anno
SCUOLA, LA RIFORMA RENZI-GnMJNI
caso è di parlare direttamente a
"famiglie e studenti" per chiedere loro se "condividono le
nostre proposte sui temi oggetto di insegnamento: dalla storia
dell'arte alla musica, dall'inglese all'informatica". L'aspetto
mediatico dell'iniziativa consiste anche nella volontà di scavalcare gli insegnanti per parlare direttamente a tutto il re-
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Scuola: testate nazionali
sto, famiglie in primis. In questa logica si spiega l'intenzione
di ridare centralità alle scuole
private con l'ipotesi della defiscalizzazione della spesa per le
rette. Misura che potrebbe valere anche diverse centinaia di
milioni. Ma anche l'idea di paragonare i presidi ai sindaci,
dando loro più ruolo, responsabilità e autonomia. Infine, la
centralità, ribadita più volte,
della "alleanza scuola-lavoro"
anche con l'enfasi posta sulla
riforma dello Statuto dei Lavoratori per tendere a quel "modello tedesco" riscoperto ormai
come strategico. Ieri, non a caso, Renzi ha visto a lungo anche
il ministro Po letti per mettere a
punto il piano sulla delega-lavoro la cui discussione riprende domani al Senato. E che al
premier non dispiacerebbe appaiare al dibattito sulla scuola
pubblica.
La consultazione popolare,
dunque, scatta dal 15 settembre
al 15 novembre, poi, nella legge
di stabilità," ci saranno le prime
risorse e da gennaio gli atti normativi conseguenti". Come si
vede, non si va più di corsa ma
"passo dopo passo" perché, dice lo stesso Renzi, "la scuola
non si cambia con un decreto".
Forse nemmeno con due.
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068391
L
a riforma della scuola non sarà una riforma. Questa è la
prima certezza che
si ricava dalla pubblicazione,
prevista per questa mattina alle
ore 10 sul sito passodopopasso.it, del Rapporto sulla scuola
pubblica più volte annunciato
da Matteo Renzi. Si chiamerà
la "Buona scuola" e, appunto,
invece di una riforma rappresenta le "Linee guida" che saranno messe a disposizione del
mondo degli insegnanti, degli
studenti, delle famiglie per
l'ennesima consultazione popolare che dovrebbe tenersi dal
15 settembre al 15 novembre.
Poi, con calma, si tracceranno i
vari provvedimenti. Qualsiasi
novità, comunque, non potrà
che vedere la luce con il prossimo anno scolastico, quello
che prenderà il via a settembre
del 2015.
In attesa del piano governativo, le indiscrezioni dei giorni
scorsi si sono accumulate l'una
sull'altra. Un po' più di chiarezza, però, l'ha fatta lo stesso
Renzi, proprio ieri, pubblicando la sua E-news mensile in cui
un passaggio è dedicato proprio alla scuola. Fra vent'anni,
scrive Renzi, "l'Italia sarà come
l'avranno fatta le maestre elementari, gli insegnanti di scuola superiore, le famiglie che sono innanzitutto comunità educanti". Per questo, dice il premier, "noi non facciamo l'ennesima riforma della scuola"
ma proponiamo "un nuovo
patto educativo". Saranno
"proposte" e non dei "diktat
prendere o lasciare" scrive ancara Renzi. E qui arrivano i
punti salienti: "Proporremo
agli insegnanti di superare il
meccanismo atroce del precariato permanente e della 'supplentite', ma chiederemo loro
di accettare che gli scatti di carriera siano basati sul merito e
non semplicemente sull'anzianità: sarebbe, sarà, una svolta
enorme".
La frase, incomprensibile per i
più, può voler dire una cosa già
circolata nelle bozze allo studio. Si tratta di rivedere le piante organiche della scuola pubblica, adeguando l'organico di
diritto (più basso) a quello di
fatto o funzionale (più alto) in
modo da dotare le scuole del
personale necessario a svolgere le lezioni. Quindi, sulla carta, fine delle supplenze.Non significa però che tutti i precari
oggi in circolazione verranno
assunti, come ha più volte sottolineato Renzi. Anzi, è probabile che sfruttando un ampio
turn-over offerto dall'andata in
pensione di molti insegnanti
entrati in servizio negli "anni
d'oro" dei 70, si arrivi a una stabilizzazione più o meno consistente - 100 mila? - nel giro di
tre anni. Un modo per stare
dentro i margini finanziari rispettando in questo modo i tagli mai più recuperati della riforma Gelmini. In cambio, dice Renzi, gli insegnanti devono
rinunciare agli scatti automatici progressivi e accettare scatti di stipendio basati sul merito.
Problema spinoso perché nella
scuola italiana è difficile capire
cosa sia e chi possa stabilire il
merito. In ogni caso, una soluzione del genere è stata già
applicata nel 2011 con il ministro Gelmini, quando i sindacati, tranne la Cgil, accettarono la soppressione dello
scatto nei primi tre anni per
portarlo a otto. Ne derivò un
risparmio che permise la stabilizzazione di circa 67 mila
precari. Oggi si potrebbe produrre uno scambio analogo.
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di Salvatore Cannavò
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Data
il manifesto
Oggi alle 10
si svela
il mistero
renziano
Stamattina alle 10 il governo
svela il •patto educativo• -Mn
la riforma - sulla scuola. Si può
discutere fino al 15 novembre,
poi da gennaio si paìte. La ministra Giannini; •Vogliamo abolire
gli scatti di anzianità degli insegnanti e basarti solo sul merito•.
Dell'assunzione di lOOmila precari, per ora, non c'è più tTaccia
CICCAREUI IPAGINA 2
Anni
Scuola, svelato il mistero renziano
Ile 10 di questa mattina il
mistero renziano sulla
scuola sarà rivelato. Sul sito passodopopasso.italia.it verranno pubblicate le «linee guida» del «patto educativo»: «La
buona scuola». E non chiamatela «riforma della scuola», ha precisato il presidente del Consiglio. Le proposte verranno sottoposte ad una consultazione pubblica e online dal 15 settembre
al 15 novembre. Nella legge di
stabilità, ha annunciato ieri Renzi nella sua newsletter «EneWS>>,
verranno inserite le «prime risorse» e da gennaio il governo si è
impegnato a produrre i primi
provvedimenti legislativi.
«Proporremo agli insegnanti ha spiegato - di superare il meccanismo atroce del precariato
permanente e della supplentite,
ma chiederemo loro di accettare che gli scatti di carriera siano
A
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meriti degli individui.
«Quella che stiamo elaborando non è l'idea di stabilizzare i
precari - ha detto ieri da Bruxelles il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini - Quello che vogliamo fare è mettere fine a que- ·
sto metodo negativo che ha soffocato la possibilità di crescita
della scuola italiana. Bisogna veramente cambiare il sistema e
questo si abbina a un cambio
delle regole del gioco».
L'esegesi di queste dichiarazioni resta difficile perché contrastano con lannuncio di «stabilizzare» 100 mila precari dalle graduatorie ad esaurimento
o abolire quelle di istituto. Tra
le righe forse si vuole attrìbuire
la «supplentite» (altra invenzione linguistica di Renzi) ai docenti precari che da anni danno una parvenza di normalità
alla scuola italiana. Proprio come se fosse una malattia dei
singoli, non una degenerazione del sistema scolastico che
del
destinatario,
non
precarizza 280 mila persone
nelle graduatorie e 337.458
iscritte nella «terza fascia».
È anche probabile che il governo non abbia le risorse per finanziare una simile impresa.
Renzi ieri ha evocato il passepartout della «spending review»,
una coperta stretta utile per tutte le stagioni. Qualora riuscisse
nell'impresa, quella del governo sarà una nonnale attività di
sostituzione al lavoro delle
90-100 mila persbne che andranno in pensione dal 2015 al
2022. Resta da capire, e non è
detto che lo scopriremo questa
mattina, il destino riservato ai
precari che non rientreranno
nella stabilizzazione-che-nonsi-può-chiamare-stabilizzazione. Si parla di una riforma del
«reclutamento» dei docenti a
partire dall'università. Un provvedimento reso necessario dal
caos disumano prodotto dai predecessorì della Giannini (Gelmini-Profumo-Carrozza) sull' abili-
riproducibile.
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Codice abbonamento:
Roberto Clccàrelli
basati sul merito e non semplicemente sull'anzianità: sarebbe, sarà, una svolta enorme». Il
passaggio è sancito: dalla contrattazione nazionale, e dalla
carriera basata sull'idea di «servi7Jo pubblico», si passerà alla
«meritocrazia>•: un contratto vincolante per l'individuo sia in termini economico-finanziari (più
lavori, più vieni valutato, più vieni pagato) che in termini morali
(l'insegnante, o lo studente,
non «bravi» non sono «eccellenti» e «efficienti», e quindi verranno esecrati?).
Per fare questo sarà necessario introdurre dosi massicce di
valutazione per «misurare» i
<<meriti» (e gli stipendi) di docenti e studenti (con le prove Invalsi). Ufficialmente per trasformare insegnanti e famiglie in «comunità educanti», altra espressione renziana. Concretamente
per delineare una società dei
«controllh• e delle sanzioni per
valutare e punire i meriti e i de-
068391
Alle 1Odi questa mattina
pubblicate online
le linee guida del «patto
educativo» - non della
«riforma» - proposto
dal governo. Verranno
discusse fino al 15 novembre
Quotidiano
il manifesto
portata ideologica dell'operazione. la scuola, ha detto ieri Renzi,
«è alfa e omega di tutto». Come
nel 2008 con la riforma Gelmini,
anche oggi la scuola - la conoscenza e il suo rapporto con
l'istrUJione tecnica e professionalizzante - vengono usati come lo
sfondo dove proiettare le ombre
di un progetto neoliberale di società. In questa chiave si può interpretare la trasformazione dei
dirigenti scolastici in manager di
una scuola-azienda; l'introduzione dell'inglese e dell'informatica
(«coding» così si esprime Renzi)
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Foglio
2/2
sin dalle materne; il «modello tedesco» con stage e apprendistato
a scuola (pallino della Gelmini,
poi della Fornero, che riscuote
mnsensi tra i sindacati). In attesa di capire come opererà I' «organico fumionale a rete» prospettato ai neo-assunti o ai precari, al
momento simile al «lavoro a chiamata». Le fabbriche, come la
scuola, funzionano già così.
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tazione all'insegnamento dopo
la chiusura nel 2007 delle Siss.
Oggi è frazionato tra Ifa, Pas,
senza dimenticare gli «idonei» o
i «vincitori senza cattedrn» generati dal «concorsone» del 2012.
Tra incognite e auspici, nel
frattempo si pùò apprezzare la
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Quotidiano
IL~MA.TTINO
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03-09-2014
1
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Giorgio lsrael
ell' attesa che dietro il
fuoco di fila delle anticiN
Cosa si deve fare
pazioni si profili in modo preciso il programma f:;Ovemativo per la scuola, proviae cosa no
mo a dire in dieci punti che cosa vorremmo per arrivare a un
in dieci punti
sistema scolastico migliore.
>Segue alle pagg. 2 e 3
Cosa fare (e cosa evitare di fare) in dieci punti
Giorgio lsrael
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
1.Edilizia
Un chiaro piano per l'edilizia scolastica che precisi non solo l'entità
delle somme mobilitate ma, soprattutto, i modi con cui saranno concretamente spese nei tempi più rapidi, semplificando le dinamiche vischiose degli appalti che in Italia affondano nel nulla le migliori intenzioni.
2. Reclutamento
Speriamo che sia vera l'intenzione
e che esistano i mezzi per cancellare le parole "precariato" e "Gae,
Graduatorie a esaurimento", che
tragicamente, invece di esaurirsi sono continuamente alimentate da
un mercato di punteggi con cui attività di dubbia qualità contribuiscono a tenere in vita un sistema inqualificabile. Le sanatorie non sono
mai una bella cosa, ma il sistema
dell'istruzione ha un disperato bisogno di essere alimentato da procedure di immissione in ruolo secondo regole normali, stabili, basate
sul merito e riservate ai giovani.
4.licei
E quindi ci attendiamo che si_ e:'iti.no sforbiciate sulla durata dei 1Ice1,
magari ispirate da una sconside~a­
ta contrapposizione tra formazione "pratica" e formazione "generale" e umanistica, tra tecnica e scienza, come se non avessimo bisogno
di entrambe e quindi di rilanciare
alla grande sia gli istituti tecnici _e
professionali che di preservare e rmgliorare la qualità dei licei classici e
scientifici.
5. Scuola~iaworo
È del tutto sensato cercare di strin-
gere dei rapporti tra scuole e impresa, e gli stages possono giocare un
ruolo importante al riguardo. Ma
se questo ruolo è evidente e facile ai
livelli tecnico e professionale sarebbe pura demagogia spedire studenti del liceo classico o scientifico in
qualche piccola azienda, magari a
basso livello tecnologico - come
purtroppo gran parte di quelle italiane ormai - anziché i primi in una
biblioteca,inunmuseooinuncentro di scavi archeologici e i secondi
in un'impresa ad alto livello tecnologico.
6.
libri
Non pretendiamo che si possa im porre un solo libro di testo di matematica per le primarie, come in Cina (peraltro migliore di tutti quelli
circolanti in Italia), ma il dilagare,
per ogni materia, di centinaia _di libri di testo diversi o riproposti con
modifiche marginali - con enormi
inutili spese - assume aspetti grotteschi. Come procedere in una democrazia liberale? Per esempio, nominando commissioni (come in USA)
che bandiscano gare per la selezione dei libri migliori e quindi incentivandone l'adozione.
3.Ricucire
Ci attendiamo che a nessuno venga
in mente di metter mano a qualche
riforma "epocale" dei cicli, magari
per realizzare un antico sogno di veder iscritto il proprio nome sulla stele delle riforme italiane del sistema
dell'istruzione,
dimenticando
quanti tentativi smozzicati lo hanno dilaniato in modo incoerente. È
importante una pausa di riflessio~
ne in cui si cerchi pazientemente d1 7.Menotest
ricucire e migliorare senza ulteriori Occorre invece vietare seccamente
sperimentazioni "in corpore vili" e
l'uso nelle scuole di "eserciziari" per
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8. Ts:>N"il'!i6'11l.r'M~l"1>
Dopo aver speso tanti quattrini per
leLim (Lavagne Interattive Multimediali, troppo spesso usate per vedere
film o le ultime canzoni su YouTube), dovrebbe essere chiaro che sa~
rebbe stato meglio puntare su mezzi
tecnologicamente meno caduchi, come i computer, e non dimenticare la
robustezza tecnologica dei comunilibri. Ci si attende cautela nell'introdurre altri mezzi digitali confidando in
proprietà salvifiche che non esistono.
9.~ois;te~
Verrà il momento di parlare con coraggio e senza pregiudizi del sostegno? Non certo per tagliare il sostegno dei casi seri e autentici, ma per
guardare in faccia i disastri che sono
stati fatti con la legge suiDsa (Disturbi
specifici di apprendimenti) e sui Bes
(Bisogni educativi speciali) che hanno aggiunto alla dislessia patologie di
dubbia esistenza come la "discalculia" o la "disortografia", trasformando la scuola italiana in una gigantesca
clinica in cui un numero crescente di
alunni viene diagnosticato "disturbato" e così aprendo percorsi di vera e
propria irresponsabilità didattica.
10.Merito
Quanto alla questione più difficile di
tutte, la valutazione degli insegnanti,
e l'introduzione di scale di merito nella carriera, nessuna persona seria
può dichiararsi contrario ma occorre
riflettere in modo serio e fuori da ogni
demagogia. Il problema è il" come", e
la difficoltà non si risolve nel modo
più banale: premiando chi lavora di
destinatario,
non
068391
Sono troppi i libri di testo
presenti sul mercato
Il merito non è fare più ore
addestrare al superamento dei test
Invalsi. Questi test debbono servire a
valutare la qualità degli apprendimenti nelle materie ordinarie e non
a valutare l'apprendimento dell' abilità a superare i test medesimi. Ciò
deve collegarsi a un annullamento
del ruolo dei test Invalsi come nuova
materia che conta nella valutazione
dell'esame di terza media, e a dismettere gli insani propositi di introdurre
qualcosa di analogo nell'esame di
maturità.
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senza riproporre, sotto nuove vesti,
la demagogica ricetta delle "tre i"
(internet, inglese, impresa).
riproducibile.
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Quotidiano
IL~MA.TTINO
più. Se l'uovo di Colombo fosse
l'idea di incrementare l'orario di
apertura degli istituti in conformità
a un'idea della scuola come centro
di aggregazione sociale, e di premiare i docenti che si impegnano di più
nelle attività extra, ricevendo un giudizio positivo dei dirigenti scolastici
e degli "utenti", allora - ammesso
che si trovino le risorse per una siffatta operazione - non ci siamo proprio. Può benissimo accadere che,
invece di migliorare la qualità degli
insegnamenti e degli apprendimenti delle materie fondamentali, accada il contrario. Sono molti gli insegnanti (indiscutibilmente bravi)
che paventano una situazione in cui
sia premiato chi, anziché rompersi
la testa sui "programmi" di base,
mette in piedi progetti sul riscaldamento globale, sull'accoglienza e
sulla miriade di tematiche nobilitate dall'appartenenza alla categoria
del "politicamente corretto", e ulteriormente nobilitate dalla loro presentazione digitale (video, power
point, ecc.); e paventano che ciò vada a scapito degli apprendimenti linguistici, matematici, storici, letterari, scientifici di base. Ed è tutt'altro
che sospettoso temere che siano penalizzati gli insegnanti "tradizionali", meno ligi alla dogmatica delle
"competenze", della didattica alternativa e al feticismo dei test, senza
che questo significhi che siano i peggiori: potrebbero essere tra i migliori. Non si tratta di timori campati in
aria. Basta vedere come sono state
ridotte le nostre scuole primarie, un
tempo declamate come le migliori
del mondo, che fanno disperare le
famiglie che vorrebbero vedere i propri bambini tornare a casa avendo
appreso qualcosa, mentre sono sempre più un emporio di "attività" disperse e dispersive che consegnano
alle secondarie di primo grado alunni con drammatiche carenze ortografiche, lessicali e matematiche
(magari diagnosticate come Dsa).
Se si pensa di esportare tale modello
ai livelli superiori, anziché correggerlo a quello primario, allora non
c'è da essere profeti per prevedere i
risultati che avremo di fronte tra un
certo numero di anni.
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Foglio
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Data
I divari nell'istruzione in Italia
eompetenza) .
1/
Asili
;r
nido
a 15 anni
Bambini entro
i 3 anni presi
in carico(%)
Test Invalsi matematica
al livello più basso
(1 o inferiore)%
Quota % di giovani
che abbandonano
prematuri mente
gli studi
Popolazione %
tra i 30 e i 34 anni
che ha un titolo
di studio universitario
Piemonte
Valle d'Aosta
Liguria
Lombardia
Bolzano
Trento
Veneto
Friuli V.G.
Emilia R.
Toscana
Umbria
Marche
Lazio
Abruzzo
Molise
Campania
Puglia
Basilicata
Calabria
Sicilia
Sardegna
Centro nord
16,3
Mezzogiorno
il!!!!ll!ll! 21, 1
4,6
ITALIA
12,3
+.:.e.n-time..tri
~
Nonètempo
per l'ennesima
riforma epocale
ora serve
una pausa
di riflessione
e ricucitura
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Data
Asili, dispersione ematematica
ecco dove il Sud rimane indietro
Nessun'area d'Europa è così lontana dagli obiettivi
L'obiettivo del 40% di trentenni laureati appare agli occhi di un italiano
particolarmente ambizioso, al punto
che lo stesso governo ha annunciato
come obiettivo nazionale il 26%. In
realtà, di tutti i target fissati dalla Ue
peril2020, quello dei laureati è l'unico a portata di mano perché nel 2013
il livello medio registrato nel 28 paesi
dell'Unione europea era il 37%. Gia
oggi, oltre la metà delle persone con
30-34 anni in Lussemburgo, in Irlanda e in Lituania è laureata. Valori sopra il 40% fissato per il 2020 sono registrati nel 2013 in Belgio, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia,
Gran Bretagna, Lettonia, Olanda, Polonia, Slovenia, Spagna, Svezia. La
Germania è sotto la media Ue con il
33%. L'Italia è semplicemente ventottesima su 28, con appena il 22. In tale
quadro scoraggiante, nessuna
regione italiana
brilla e la stessa
1137% dei
Emilia Romagna
trentenni
si ferma al 29%.
ha un titolo
Tuttavia sembra
universitario esserci una rela zione tra la buomentre in
na partenza del
Campania
sistema scolastiil16,6%
co emiliano per
l'infanzia e il risultato al termine del ciclo di studi.
Per i laureati il Sud conferma il
peggio: ci sono cinque regioni che
non arrivano neppure a quota 20% e
sono Calabria (18,5%), Puglia
( 18,4%), Sicilia e Campania (affiancata al 16,6%) e Sardegna (15,6%). Non
esiste in Europa un'altra area così
lontana dalla civiltà della conoscenza. E, guarda caso, Calabria, Puglia,
Sicilia e Campania sono anche le
quattro con il più basso tasso di occu pazione su 260 regioni europee. Chi
non lavora, non fa l'amore, cantava
Adriano Celentano. E, oggi più che
mai, chi non studia non lavora.
068391
Conoscenza. La parola chiave nella
strategia che si è data l'Europa per il
2020 ha molto a che fare con l'istruzione. Senza conoscenza, senza
un'elevata percentuale di persone
laureate, non c'è sviluppo economico e sociale possibile. Se questa è la
direzione di marcia, il Mezzogiorno
d'Italia rappresenta oggi il territorio
d'Europa che, in modo quasi sperimentale, evidenzia cosa «non» si dovrebbe fare.
Il primo, colossale, divario, si ha
sugli asili nido e i servizi per l'infanzia. Un piccolo su tre, secondo la Ue,
dovrebbe frequentare gli asili nido e
ciò non soltanto per consentire a entrambi i genitori di lavorare, ma perché la scolarizzazione precoce non è
intrattenimento ma il primo tassello
della formazione. Con risultati che,
secondo doversi studi, sono riscontrabili alle elementari.
Nessuna regione italiana, neppure l'Emilia Romagna, raggiunge il mitico 33% indicato dall'Europa per i
piccoli entro i tre anni. Ma mentre
l'Emilia è al 25% (quindi prende in
carico un bambino ogni quattro) la
Campania è al 2% e il Sud nel suo insieme al 5%.
Il Mezzogiorno, quindi, sconta
una «falsa partenza» del proprio sistema scolastico, visto che la maggioranza dei bambini arriva sui banchi della scuola primaria senza essere mai
stato in un'aula. I test dell'Invalsi e i
confronti internazionali dei report
Ocse-Pisa, in effetti, segnalano un differenziale di competenze sin dalle
prime ;ilevazionI, ma quel che è più
grave e che al crescere degli anni di
studio cresce anche il divario fra ira gazzi che frequentano le scuole del
Mezzogiorno e quelli del resto d'Italia, anzi del resto del mondo.
Sull'efficacia dei test come misu ratori oggettivi di competenze, va segnalato, c'è molto dibattito. Però al-
meno in una materia, lamatematica,
la formula dei quesiti è un efficace
strumento di valutazione.
A 15 anni d'età, un campione di
studenti di tutto il mondo è sottoposto a una serie di test per confrontarne le competenze. In base alle risposte fornite, i ragazzi sono divisi in sei
livelli di competenza matematica e si
considera minimo sufficiente il livello 2, mentre i livelli 5 e 6 sono gli eccellenti. Ebbene: l'Italia nel suo insieme
vede appena il 10% di eccellenti (contro il 15% in Germania e il 19% in Belgio e Olanda), mentre sono quasi il
25% quelli che si ritrovano al livello
di competenza 1 se non addirittura
inferiore al livello 1. E i divari regiona li sono fortissimi: i geni in matematica sono appena il 4,5% e il 2,5% in
Sicilia, ovvero valori pari alla metà o
a un quarto del già mediocre standardnazionale. Per contro gli incompetenti in matematica al Sud dilaga no al 34,5% con un picco del 45% in
Calabria. Frequentare regolarmente
la scuola e non raggiungere le competenze minime nel far di conto è il secondo fallimento del sistema scolastico del Sud.
Il terzo punto dolente, collegato
per certi aspetti al precedente, è il fenomeno della dispersione scolastica, intesa come abbandono prematuro degli studi prima di conseguire un
titolo anche professionale. L'Europa
~a inse~ito un target ben preciso per
112020: 1110%. Ma tre regioni italiane
-la Campania, la Sicilia e la Sardegna
- perdono per strada oltre un quinto
dei ragazzi in età di studio, persone
destinate a vivere ai margini della vita sociale ed economica.
Non stupisce, a questo punto, che
anche l'obiettivo finale della società
della conoscenza prospettata dall'Eu ropa sia clamorosamente mancato
nel Mezzogiorno. Il target è il 40% di
laureati, definiti come quota della popolazione fra i 30 e i 34 anni con un
titolo di studio universitario in tasca.
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I divari nell'istruzione in Italia
IW
Asili
nido
Competenza 1~ •.
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Bambini entro
i 3 anni presi
in carico(%)
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al livello più basso
(1 o inferiore)%
Quota % di giovani
che abbandonano
prematuri mente
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Popolazione %
tra i 30 e i 34 anni
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Piemonte
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Calabria
• • • 18,5
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1111115,6
Sardegna
Centro nord
Mezzogiorno
ITALIA
::::::I 16,3
4,6
• • • 21,1
•••123,8
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-----------GIDRNAllll-
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1\rriva
la riforn1a
della scuola
~ila senza soldi
è a rischio flop
Renzi vuole fare scuola
E boccia la supplentite
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- - - - - - - - - GIORNAllll-
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Emergenza dirigenti
Più di mille istituti.
al via senza una guida
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COBBIEBE DELLA SEBA
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2/2
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li lavoro nelle grandi imprese
GLI OCCUPATI
{aÌ netto della cassa integrazione)
Variazioni tendenziali rispetto a dodici mesi prima
. .•c'il'lli'''•(ll"'·'9•::.o 9
-1,0
-..1,\'
,
-1,0
-1,5
-2,0
GEN FEB MAR APR MAG GIU LUG AGO SET
on
NOV DIC GEN FEB MAR APR MAG GIU
2013
LA RETRIBUZIONE
LORDA MEDIA ORARIA
Variazioni tendenziali rispetto a dodici mesi prima
7,6
8
7
5,2
6
5
4,4
4
3
2
1
o
-1
-2
-0,5
-0,6
-2,9
GEN FEB MAR APR MAG GIU LUG AGO SET
on
NOV DIC GEN FEB MAR APR MAG GIU
2013
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D'ARCO
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03-09-2014
1
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nuova normativa in un'area ·abbastanza ampia (chessò Yitalia settentrionale) e per un periodo di tempo significativo (tre anni). Dopo, a e'sperimento
concluso, sì potrebbe decidere definitivamente, con ragione di .causa. Purtroppo nessuno ®gli attuali difensori
(putativi) dell'art. 18,Vµol rischiare di
ve<lére come andreJ;)be a finire. Perche,
se si scoprisse chefart.18 punisce, più
che avvantaggiare, tutti i lavoratori
prjvati, verrebbe meno una bandiera
che, fin che c'è, si può agitare con più
risultati demagogici•che non con un
ragionamento.
•
· ·l>ierluigi.Magnasebi
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---:.©Riprod!l.ZWntrnervata--8
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03-09-2014
30
1
Extracomunitari, legittima
l'esclusione dal pubblico impiego
Gli extracomunitari regolari non sono ammessi al pubblico impiego, almeno prima della riforma attuata con la legge europea
del 2013. A fare chiarezza sulla questione è intervenuta la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 18523 del 2 settembre
2014, ha sottolineato come con le vecchie norme anche gli stranieri di paesi terzi non fossero ammessi ai concorsi pubblici e
soprattutto come la disposizione non fosse discriminatoria. La
vicenda riguarda un concorso pubblico indetto nel 2011, prima
dell'ultima legge europea. Una donna albanese, regolarmente
soggiornante in Italia e invalida, era stata esclusa dalla competizione per l'assunzione al ministero dell'economia e delle
finanze. Aveva quindi impugnato il provvedimento sostenendo
la discriminazione contenuta nelle norme. Il tribunale e la Corte
d'appello hanno respinto le rimostranze con decisione resa ora
definitiva dalla sezione lavoro della Suprema corte. In sentenza i giudici di legittimità hanno chiarito che, diversamente da
quanto avviene in tema di provvidenze assistenziali, in caso di
accesso al lavoro è lasciata al legislatore una più ampia possibilità di contemperare opposte esigenze tutte costituzionalmente
rilevanti. Se, quindi, nel lavoro privato opera pienamente la
parità di trattamento tra cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari, con riguardo agli impieghi pubblici trova spazio
la valutazione della particolarità e delicatezza della funzione
svolta alle dipendenze dello stato (e in particolare, nel caso in
esame, del ministero dell'economia e delle finanze che gestisce
uno degli aspetti peculiari e individualizzanti della politica nazionale), differenze che tutt'ora giustificano la preferenza per i
cittadini italiani e, in virtù del
particolare legame internazionale che lega l'Italia agli altri
paesi della Ue, per quelli comunitari e ad essi equiparati.
A dirimere una volta per tutte
la questione è intervenuta la
legge europea del 2013 che,
all'articolo 7, ha chiarito come
ora siano ammessi al pubblico
impiego gli extracomunitari
con permesso di soggiorno a
lungo periodo, i rifugiati politici o i titolari di protezione
sussidiaria.
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Quotidiano
IL SECOLO XIX
Data
03-09-2014
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2
Foglio
1
PUBBLICO IMPIEGO, RESTA IL BLOCCO DEI SALARI
RUGHETTI: «NON SI PUÒ DARE TUTTO ATUTTI»
quindi poco meno di un mese per
scegliere e soprattutto per raccogliere circa 7 miliardi di euro (a tanto
ammonterebbe le risorse necessarie
per il rinnovo triennale).
Ma non è il solo capitolo aperto, un
altro fronte riguarda la mobilità obbligatoria, dopo il via libera al dimezzamento di distacchi e permessi
sindacali i dipartimenti della Pa sono
a lavoro sul trasferimento dei dipendenti da una sede all'altra, nel raggio
dei 50 chilometri. A breve l'incontro
tra il ministro Madia e i sindacati.
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••• ROMA. «Il governo deve fare
delle scelte» e «non si può dare tutto a tutti». Così il sottosegretario alla Pa, Angelo Rughetti, sul rinnovo
del contratto per i dipendenti pubblici. La proroga del blocco, quindi,
sembra avvicinarsi sempre di più.
Anche il 2015 si appresterebbe ad
essere archiviato come un anno di
"vacche magre" per gli statali, che
non godono più di aumenti salariali
dal 2010. Lo stop, sottolinea il numero due del ministero della Pa, «resta» se il «Def non cambia». Manca
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Quotidiano
Il Sole?]{! mmrn
Data
Pagina
Foglio
BCE E CRESCITA
Le armi
di Draghi
ele attese
dei mercati
di Alessandro Merli
.
I
1discorso del presidente della Banca centrale europea,
. Mario Draghi, a Jackson Hole
dieci giorni fa è stato giustamente giudicato un discorso impor-
tante, persino un punto di svolta
nel Draghi-pensiero. Forse
l'aspetto più significativo è il riconoscimento esplicito, quasi per
la prima volta, che non di sole politiche dell'offerta vive l'uomo, e
che l' eurozona soffre anche di domanda insufficiente. E questa va
sanata con la politica monetaria,
ma anche con la politica fiscale
(pur con l'ovvio richiamo al rispetto delle regole vigenti), osservazione inaudita da uno degli
ideatori del "fiscal compact" e
che dà la misura della percezione della gravità della situazione
dal punto di vista di Draghi.
I mercati finanziari si sono
concentrati però soprattutto su
una frase che non era nel testo
originario e che Draghi ha ag-
giunto al momento di pronunciarla: e cioè che le aspettative
sull'inflazione a cinque anni (l'indicatore che l'Eurotower segue
più da vicino) sono scese abbastanza bruscamente, per la prima volta sotto l'obiettivo del 2%.
E ha aggiunto che il calo è stato
ancora più pronunciato sulle scadenze più brevi. Dato che la Bee
ha ossessivamente ripetuto. in
questi mesi di inflazione in discesa, fino allo 0,3% di agosto, che le
aspettative continuavano a essere "ancorate" all'obiettivo di lungo termine, le parole di Draghi sono state considerate come il segnale di una sicura azione della
Bee alla prossima riunione di
consiglio, domani a Francoforte.
Tanto più che in passato il ban-
03-09-2014
1
1
chiere centrale italiano aveva
esplicitamente fissato l'asticella
per l'avvio del quantitative easing ( Qe ), cioè dell'acquisto di titoli, privati e pubblici, al punto in
cui le aspettative d'inflazione si
fossero "disancorate". I mercati
si sono quindi convinti che l'avvio del Qe potesse essere imminente. Una minoranza ha invece
ritenuto che per il momento la
Bee potesse procedere a un ulteriore taglio dei tassi dopo quello
di giugno, anche se lo stesso Draghi ha osservato in passato che
«siamo già praticamente a zero». In un modo o nell'altro, questa lettura ha contribuito a prolungare il ribasso dell'euro iniziato a giugno, effetto nient'affatto
indesiderato all'Eurotower.
5
Le anni
di Draghi
e le attese
dei mercati
• '-m1tim1a da pagina 1
possibile quindi che
giovedì, se Draghi
non dovesse
annunciare nè il Qe, nè un
taglio dei tassi (nonostante
nuove previsioni dello
staff della Bee che
rivedranno al ribasso
quelle ormai palesemente
ottimistiche di giugno), i
mercati abbiano un
contraccolpo. Molti
operatori hanno già
cominciato a riaggiustare
le proprie posizioni in
questi giorni. Ma questo
risponde alla normale
dialettica fra la Bee e i
mercati, dove la dinamica
accelerata di questi ultimi
sembra spesso
sopravanzare il passo più
flemmatico della prima. E
delle tre frecce della
Abeonomics all'europea
(stimolo fiscale, riforme
E
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RlPROfJU!iONf. RfSERVATA
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Alessandro
Merli
r,\:J
Codice abbonamento:
L'EDITORIALE
strutturali, stimolo
monetario), come nota
l'economista Gavyn
Davies nel suo blog per il
"Financial Times", solo
l'ultima è nelle mani del
presidente della Bee, ma
non è detto, conclude lo
stesso Davies, che il
consiglio gliela lasci usare.
Lo stesso Draghi è di
certo riluttante a
imboccare la strada di un
Qe che prevede l'acquisto
di titoli pubblici, ben
sapendo che questo gli
scatenerebbe contro una
guerra senza quartiere in
Germania, nonostante
anche l'economia tedesca
abbia frenato fino alla
stagnazione. Così
riluttente che due delle
misure annunciate a
giugno (la liquidità alle
banche condizionata al
credito all'economia reale,
le cosidette Tltro, e
l'acquisto di titoli
cartolarizzati, Abs) sono
state costruite entrambe in
modo da ovviare, se
possibile, alla necessità di
lanciare il Qe sui titoli
pubblici. E non hanno
ancora lasciato i blocchi di
partenza. Con la prima
ormai imminente (anche
se i suoi effetti
richiederanno qualche
tempo per essere valutati),
è ipotizzabile che domani
Draghi, oltre alle consuete
rassicurazioni di esser
pronto a far di più, ci lasci
con qualche certezza in più
riguardo alla seconda.
del
destinatario,
non
riproducibile.
Pag. 91
Quotidiano
la Repubblica
Data
Pagina
Foglio
Portafoglio gonfio
perii popolo dei fondi
risparmi a1460 miliardi
03-09-2014
25
1
Gli scarsi rendimenti dei
titoli di Stato spingono a
cercarenuove forme
di investimento
Decisiva anche la
strategia delle banche
che cercano più utili
da commissioni
Nuovo record del patrimonio gestito da banche eSgr
in sei mesi raccolti 60 miliardi, volano ititoli del settore
Ritaglio
Primo piano Italia
,7
47, o
7 o
stampa
ad
uso esclusivo
del
destinatario,
non
068391
MILANO. Un altro dato-boom per
l'industria del risparmio gestito:
nel secondo trimestre del 2014
secondoinumeridiAssogestioni
sonostatiraccolti31miliardi(al
netto dei riscatti) in fondi comuni, ·gestioni di portafoglio con
quote di fondi, gestioni previdenziali e gestioni assicurative
(sempre contando i fondi comuni compresi nel portafoglio, ovviamente). Ebbene, tutto il mondo del gestito ha portato a casa
poco più di 30 miliardi in un trimestre e poco più di 60 nei primi
sei mesi 2014, praticamente
eguagliando il risultato dell'intero 2013 (quando la raccolta nettadel settore era stata pari a 62,6
miliardi). Altrettanto record è il
patrimonio complessivo, che ha
toccatolasogliadi 1.460miliardi
( 1.392 il trimestre precedente).
Anche i risultati relativi ai mesi
estivi (ancora non noti a livello
aggregato di settore) dovrebbero confermare il buon andamento del primo semestre, che ieri in
Borsa si è avvantaggiato dei risultati (la migliore è stata Mediolanum, +2,95%.
«Ci sono almeno tre ragioni
che spiegano il boom del risparmio gestito -dice Piermario Motta, ad di Banca Generali - i tassi
sempre più compressi sui titoli
governativi, che rendono quasi
obbligatorio cercare alternative
di investimento; le banche che
vanno alla ricerca di utili, facendo commissioni sui fondi e, infine, laminore pressione afareraccolta diretta, sempre da parte
delle banche, perché in questo
momento non hanno bisogno di
cercare liquidità dai clienti».
Dunque, meno pressione da partedichinotoriamenteintercetta
iflussidirisparmiodellefamiglie mento nel secondo trimestre ri-le banche - e nello stesso tempo spetto al primo).
poche opportunità di investiO RIPRODUZIONE RISERVATA
mento "facili", che tanto a lungo
hanno catalizzato le. scelte dei
Bot-people. Tra l'altro, nota ProIFLESSIBILI
meteia nella sua.newsletter l'A
E' la categoria che
tlante, il prossimo arrivo delle
ha raccolto di più
aste Bee di Titro dovrebbe allentareulteriormentelanecessitàdi
fare raccolta presso la clientela,
da parte degli istituti di credito.
Dunque, per i fondi comuni ci soIL PATRIMONIO
no le condizioni di sistema per
I fondi obbligazionari
continuare a crescere: in Europa,
restano i più "pesanti"
i prodotti gestiti (comprensivi
deiprodottiassicurativiepensionistici) rappresentano il 40% del
portafoglio finanziario delle famiglie, mentre in Italia siamo coDALL'ESTERO
munqueal26,5%,nonostantegli
E'
il patrimonio dei
ultimi dati sul risparmio gestito.
prodotti stranieri
Guardando più da vicino i risultati del secondo trimestre
2014, i fondi comuni hanno portato a casa un bottino netto pari a
18,32 miliardi, dove la parte del
leone l'hanno fatta i fondi flessibili, con una raccolta netta pari a
11, 1 miliardi. Dainizioanno, questa categoria di fondi ha totalizzato 23, 7 miliardi di sottoscrizioni al netto dei riscatti, seguita (a
distanza) dagli obbligazionari,
che hanno portato a casa 13 miliardi netti nel semestre, nonostante il calo dei rendimenti dei
bond (tuttora rappresentano il
4 7% del patrimonio complessivo
dei fondi comuni). L'unica categoriachehailsegnomeno,dainizioannoadoggi,èquelladeifondi monetari, che ha avuto riscattinetti per 4,3 miliardi (i tassi così compressi sul breve termine
hanno evidentemente tenuto alContinua la lunga fase positiva del risparmio gestito in Italia
la larga i risparmiatori), mentre
i fondi azionari hanno ricevuto
sottoscrizioni nette per 4, 1 miliardi di euro (sempre positiva
nel semestre, ma in rallenta-
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VITTORIA PULEDDA
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Quotidiano
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03-09-2014
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17
Foglio
1
Wall Street, in arrivo ondata di lpo
fatturato dell'ultimo anno rispetto a multipli di 3,6 nei dodici anni
scorsi. Anche escludendo aziende spesso quotate ad elevati multipli quali le biotech, il rapporto
prezzo/vendite è di 4,2.
lari, con una valutazione della società di 220 miliardi di dollari.
Con questi numeri si tratterà dell'
NEW YORK Saràunannorecordper
Ipo più grande della storia amerii collocamenti azionari a Wall
cana e. del mondo, superiore ai
Street. Tra i grandi sbarchi attesi
22,I miliardi di dollari raccolti
sul mercatò, oltre al colosso cinedall'altra cinese che per ora detiese dell'e-commerce Alibaba, c'è il LA SVOLTA CON ALIBABA
ne il titolo di maggiore quotazioleader dei prestiti Lending Club, Gli analisti sottolineano poi che i ne al mondo, Agricultural Bank
il re dell'immobiliare commercia- rally delle matricole appaiono of China. Un'offerta talmente
le Paramount Group, la startup più convincenti del passato, per- grande - osserva The Wall Street
nello storage online Box Inc, e la ché spesso le aziende che sbarca- Journal - che le banche stanno ponuova Fca-Fiat Chrysler. Ad ago- no in Borsa sono più solide al con- sticipando altre quotazioni sulla
sto il numero delle Ipo (188) è au- fronto con ondate di collocamen- scia di timori che potrebbero esmentato del 44% rispetto all'anno ti di fragili gruppi Internet nei sere offuscate. Inoltre le banche
scorso e da inizio anno sono stati precedenti due decenni. Il vero ritengono l'Ipo di Alibaba un test
raccolti 46,4 miliardi sul merca- colpo, come accennato, arriverà per misurare l'appetito del merto: il massimo dal 2000. Le socie- con l'Ipo di Alibaba, il cui road cato verso le Ipo tecnologiche: se
tà, spiegano gli analisti, vengono show partirà la prossima settima- Alibaba farà bene nel primo giorcollocate a prezzi ottimistici, con na. Il colosso cinese potrebbe rac- no di scambi, potrebbe dare il via
multipli mediani pari a 8,2 volte i cogliere fino a 26 miliardi di do!- a una stagione delle Ipo hitech.
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