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Avviso completo - Cooperazione Italiana allo Sviluppo

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Ambasciata d’Italia
Addis Abeba
Ufficio di Cooperazione
21/01/2014
AVVISO
MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI
DIREZIONE GENERALE
PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO
ETIOPIA
Iniziativa di Emergenza per la riduzione del rischio nei settori Acqua, Igiene
ambientale e Salute nel sud del Paese
AID 9386 - III FASE
LINEE GUIDA
ALLEGATI
A. Parametri di valutazione
B. Chiarimenti amministrativi
C1. Modello Concept Paper
C2. Formato standard Proposta di Progetto
D. Piano finanziario
E. Lettera d’incarico
F1. Modello Polizza fideiussoria 2%
F2. Modello Polizza fideiussoria anticipo
G1. Modello comunicazione dati per antimafia
G2. Schema controlli antimafia
H. Disciplinare d’incarico
I. Dichiarazione di esclusività
L. Formato standard Rapporto intermedio e finale
1
ETIOPIA - Iniziativa di Emergenza per la riduzione del rischio nei settori acqua, igiene ambientale e salute nel sud del Paese
AID 9386 - III Fase - LINEE GUIDA
INIZIATIVA DI EMERGENZIA IN ETIOPIA
Iniziativa di emergenza per la riduzione del rischio nei settori Acqua, Igiene
ambientale e Salute nel sud del Paese
AID 9386 – III FASE
LINEE GUIDA
PER LA FORMULAZIONE E PRESENTAZIONE DI CONCEPT PAPER DA PARTE DELLE
ONG
Premessa
Di seguito si enunciano le modalità, stabilite dall’Ambasciata d’Italia ad Addis Abeba/Unità Tecnica
Locale di Cooperazione (UTL) in accordo con l’Ufficio VI e l’UTC della DGCS, per la formulazione e
presentazione di concept paper da parte delle ONG e che costituiscono le ‘Linee Guida’
del’Iniziativa di Emergenza sopra riportata.
Sarà cura della DGCS, per il tramite dell’Ambasciata d’Italia in Addis Abeba/UTL e del personale
tecnico del Programma Emergenza comunicare eventuali modifiche o integrazioni sopravvenute
nella normativa vigente richiamata nelle presenti Linee Guida.
Si fa presente che verranno a breve fornite istruzioni operative per l’applicazione della normativa in
materia di tracciabilità dei flussi finanziari (legge 136/2010 e s.m.i).
2
ETIOPIA - Iniziativa di Emergenza per la riduzione del rischio nei settori acqua, igiene ambientale e salute nel sud del Paese
AID 9386 - III Fase - LINEE GUIDA
INDICE DELLE LINEE GUIDA
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11.
La Fase I e II dell‘”Iniziativa di emergenza per la riduzione del rischio nei settori
Acqua, Igiene ambientale e Salute nel sud dell’Etiopia” Aid 9386
Le caratteristiche della Fase III dell’Iniziativa di Emergenza Aid 9386
2.1 Premessa
2.2 Linee strategiche generali per l’esecuzione dei progetti
2.3 Settori di intervento
2.3.1 Acqua, Ambiente, Territorio, Gestione delle risorse naturali
2.3.2 Protezione dei rifugiati e sfollati
2.3.3 Tematiche trasversali ai settori d’intervento
2.4 Aree di intervento
2.5 Indirizzi di intervento
2.6 Coordinamento e integrazione con altri programmi
2.7 Modalità di realizzazione degli interventi
Criteri di ammissibilità
3.1 Ammissibilità organismo proponente
3.2 Ammissibilità concept paper
Selezione, valutazione ed approvazione dei concept paper e delle progetti definitivi
Definizione dei progetti definitivi
Finanziamento dei progetti
a. Lettera d’incarico
b. Disciplinare d’incarico
Modalità di erogazione
Rapporti di monitoraggio intermedio e finale e altra reportistica
Rendicontazione
Piano finanziario e compensazioni delle voci di spesa
Responsabilità ed impegni delle ONG per la realizzazione dei progetti Assistenza
tecnica / Consulenza internazionale
Allegati
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ETIOPIA - Iniziativa di Emergenza per la riduzione del rischio nei settori acqua, igiene ambientale e salute nel sud del Paese
AID 9386 - III Fase - LINEE GUIDA
1. LA FASE I E II DELL‘“INIZIATIVA DI EMERGENZA PER LA RIDUZIONE DEL RISCHIO NEI SETTORI
ACQUA, IGIENE AMBIENTALE E SALUTE NEL SUD DELL’ETIOPIA”AID 9386
Rispettivamente il 31 marzo 2011 e il 10 agosto 2013 si sono concluse le prime due fasi
dell’”Iniziativa di emergenza per la riduzione del rischio nei settori Acqua, Igiene ambientale e
Salute nel sud dell’Etiopia” (AID 9386) per un valore complessivo di 2.450.000 Euro, così ripartiti:
Prima fase Euro 1.150.000 ed seconda Euro 1.300.000. Tali finanziamenti hanno costituito il
contributo diretto all’Ambasciata d’Italia ad Addis Abeba per la realizzazione di programmi di
emergenza nei settori acqua, igiene ambientale e salute nel sud del Paese. Gli interventi sono stati
realizzati attraverso il coinvolgimento di 5 ONG idonee per ogni fase, selezionate attraverso
apposito bando, secondo quanto previsto dalla legge 80/2005.
Le Iniziativa erano rivolte al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione residente in
alcune aree del sud Etiopia, attraverso attività di contenimento dell’emergenza e di riduzione dei
rischi in due settori principali: acqua, igiene ambientale e salute.
In particolar modo la seconda fase si è resa necessaria a seguito della grave crisi che ha colpito il
Corno d’Africa nell’estate del 2011. Questa era orientata ad affrontare l’emergenza contingente e
ad ampliare le migliori pratiche emerse nella realizzazione della Fase I del programma di
emergenza in tema di miglioramento dell’accesso a fonti idriche sicure e sostenibili e della loro
gestione e di riduzione delle patologie legate all’acqua e a migliorare i servizi sanitari disponibili
per la popolazione d’intervento e i rifugiati. Il programma aveva dunque un duplice obiettivo:
affrontare la crisi acuta ma anche preparare la popolazione a mitigare gli effetti di future crisi e
contribuire a prevenirle aumentando la sicurezza ambientale dell’intero territorio nel medio/lungo
periodo.
Questa seconda fase dell’Iniziativa AID 9386 ha dunque consentito la realizzazione, per mezzo di
un gruppo selezionato di ONG idonee operanti in Etiopia, di progetti di assistenza umanitaria che
hanno incluso anche attività di riduzione del rischio e di ricerca di soluzioni sostenibili ad alcune
delle cause che avevano contribuito alla crisi specifica e ad una ricorrenza/cronicizzazione delle
emergenze nel Paese.
Sedi di intervento dell’Iniziativa di emergenza sono state alcune aree di tre regioni dell’Etiopia
(Oromia, SNNPR e Regione Somala), dove operano stabilmente le ONG idonee selezionate quali
enti esecutori.
2. LE CARATTERISTICHE DELLA FASE III DELL’INIZIATIVA DI EMERGENZA AID 9386
Come necessario e importante sviluppo delle prime due fasi, il DG ha approvato con delibera n.
145 del 1° agosto 2013 il finanziamento di un fondo in loco d’importo pari ad Euro 500.000 per la
realizzazione della terza fase dell”’Iniziativa di Emergenza per la riduzione del rischio nei settori
Acqua, Igiene ambientale e Salute nel sud dell’Etiopia” Aid 9386.
L’iniziativa intende rispondere ai principi di efficacia degli aiuti, in particolare per quanto riguarda
la promozione dei principi di ownership del Paese beneficiario e di allineamento con le strategia
settoriali etiopiche e di armonizzazione con gli altri donatori.
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ETIOPIA - Iniziativa di Emergenza per la riduzione del rischio nei settori acqua, igiene ambientale e salute nel sud del Paese
AID 9386 - III Fase - LINEE GUIDA
L’iniziativa in parola è strutturata quindi in accordo con le Linee Guida della Cooperazione Italiana
allo Sviluppo (2013-2015) e il nuovo Programma Paese Etiopia 2013-2015, essa si allinea alle
strategie di intervento dei maggiori donatori umanitari presenti nel Paese nonché risponde alle
richieste del governo etiopico. L’iniziativa identifica il settore prioritario secondo i principi della
Good Humanitarian Donorship Initiative adottata in occasione del Comitato Direzionale
dell’8/06/2012.
L’iniziativa sarà orientata ad affiancare e complementare con la sua specificità (presenza visibile
sul terreno attraverso le ONG, contatto diretto con i beneficiari e le autorità locali) e anche
attraverso piccoli interventi in gestione diretta la strategia del Nuovo Programma Paese triennale
in Etiopia, nel quadro degli interventi in tema di food security e aumento della capacità di
adattamento e di risposta agli shock climatici (acqua rurale e urbana, ambiente, e livelihood), ma
anche di supporto alle comunità agro-pastorali.
Gran parte dell’iniziativa sarà dunque destinata ad azioni di emergenza finalizzate al
rafforzamento della resilienza nel settore Acqua e Ambiente, Territorio e Gestione Risorse
Naturali, e pur nella limitatezza delle sue risorse, opererà in accordo con: l’Humanitarian
Requirement Document 2013 del Governo etiopico (revisione Agosto 2013) e le Linee Guida per
l’Aiuto Umanitario della Cooperazione Italiana (in linea con GHD). Essa sarà in coordinamento
diretto con le diverse iniziative del settore: quella americana del Global Alliance for Action for
Drought Resilience and Growth, quella inglese su base triennale del DFID, la Piattaforma dell’IGAD
“Regional Disaster Resilience and sustainability e anche con i programmi WB e African
Development Bank su drought resilience”e infine con il programma italiano in Afar sulla resilience –
in fase di formulazione – (con una dotazione di 12 milioni di Euro a credito d’aiuto più l’assistenza
tecnica). Con particolare attenzione a questi ultimi poiché parte del già citato Programma Paese.
L’iniziativa rifletterà il position paper dell’Humanitarian Country Team Ethiopia e le strategie sul
tema di Echo-DEVCO per l’Etiopia. Infine, particolarmente importante, si allineerà con la strategia
globale EU di Resilience Policies e il programma SHARE, nel quadro del dialogo in atto sul processo
di integrazione tra politiche umanitarie e di sviluppo (LRRD – Linking Relief, Recovery and
Development), tema prioritario del semestre di Presidenza Irlandese appena concluso (giugno
2013) e del Piano di azione della Commissione sulla resilience, tema che é stato al centro anche
della recente field visit dei Gruppi di Lavoro del Consiglio UE CODEV e COHAFA.
Tematiche trasversali saranno il gender, in particolare come contributo al “gender-mainstreaming”
trans- settoriale del GoE e lo sviluppo delle risorse umane, mentre uno stretto intercambio con le
autorità locali sarà propedeutico ad uno sviluppo delle capacità istituzionali in favore di un sempre
più efficace coordinamento delle attività in corso e soprattutto come supporto per la
pianificazione futura.
Il coordinamento, la facilitazione dei rapporti con le Autorità e con altre agenzie/organizzazioni
operanti sul territorio, l’assistenza tecnica ed il monitoraggio delle attività saranno assicurati
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ETIOPIA - Iniziativa di Emergenza per la riduzione del rischio nei settori acqua, igiene ambientale e salute nel sud del Paese
AID 9386 - III Fase - LINEE GUIDA
dall’Ambasciata d’Italia ad Addis Abeba, dall’Unità Tecnica Locale (UTL) e dall’Unità del
Programma di Emergenza costituito presso la medesima UTL e dagli esperti inviati dalla DGCS.
L’Iniziativa verrà realizzata attraverso la partecipazione di ONG idonee, ai sensi della Legge
80/2005 che, all’art. 1, comma 15-sexies1, attribuisce al Capo Missione la facoltà di stipulare
convenzioni con Organizzazioni Non Governative (ONG) per la realizzazione degli interventi di
emergenza (art. 11 Legge n. 49/87), fornendo a livello locale uno strumento di semplificazione
amministrativa e gestionale dei fondi destinati ad attività di cooperazione accreditati alle
rappresentanze diplomatiche.
Conformemente alla Proposta di Finanziamento, l’Iniziativa di emergenza in parola, prevede la
seguente distribuzione di budget tra i due settori di intervento previsti:
Settori d’intervento
Acqua e Ambiente, Territorio e Gestione Risorse
Naturali
Protezione dei rifugiati e sfollati
Costi di Gestione
Totale
Importo previsto in
Euro
240.000
220.000
40.000
500.000
I suddetti importi, definiti in via previsionale nel corso della formulazione della Proposta di
Finanziamento, sono suscettibili di variazioni, debitamente motivate, che consentano di
rispondere in modo più adeguato alle necessità riscontrate sul territorio.
2.1.
Premessa
L’Etiopia, è il secondo paese più popoloso dell’Africa Sub-Sahariana con una popolazione di circa
85 milioni di abitanti2 ed ha un ruolo centrale nella geopolitica del Corno d’Africa, è
economicamente basato in prevalenza su agro-pastorizia e servizi. Tra le civiltà più antiche al
mondo, è anche uno dei Paesi più poveri. Il reddito medio pro capite del Paese è di 370 USD,
sostanzialmente inferiore alla media regionale di 1.257 USD3.
Infatti, pur vantando un elevato tasso di crescita economica media annua - la sua economia ha
infatti sperimentato un importante crescita nell’ultimo decennio, attorno al 9,9% rispetto alla
1
Art. 1, comma 15-sexies, della Legge 80/2005: “Per la realizzazione degli interventi di emergenza di cui all'articolo 11 della legge
26 febbraio 1987, n. 49, e successive modificazioni, mediante fondi accreditati alle rappresentanze diplomatiche, il capo missione
può stipulare convenzioni con le organizzazioni non governative che operano localmente”.
2
United Nations, 2011.
3
Gross National Income, Atlas Method. World Bank.
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ETIOPIA - Iniziativa di Emergenza per la riduzione del rischio nei settori acqua, igiene ambientale e salute nel sud del Paese
AID 9386 - III Fase - LINEE GUIDA
media regionale del 5,4% - e pur attraendo importanti investimenti esteri, persistono
profondissime sacche di povertà.
L’Etiopia nell’Human Development Index4 2012 è solo al 173° posto. Tra le cause del persistere di
un quadro tanto preoccupante possiamo individuare l’elevata pressione demografica (ritmo di
crescita del 2,6% annuo), l’ancora consistente divario tra contesto urbano e realtà rurali e, in
particolar modo, le ostili condizioni climatico-ambientali di vaste aree del Paese. La popolazione
rurale, che rappresenta ancora oggi la maggioranza degli etiopici, è dedita ad un’economia di
sussistenza, di carattere agro-pastorale e, pertanto, fortemente dipendente dall’andamento delle
piogge stagionali, dalla produttività dei pascoli e raccolti e dalla resa delle connesse attività
produttive.
La vulnerabilità di milioni di Etiopici è esacerbata da eventi meteorologici erratici (spesso causa di
inondazioni e siccità) che affliggono ciclicamente larghe aree del Paese, dando un carattere
contradditorio di permanenza e ripetitività all’emergenza. L’ultimo evento è stato la grave siccità
del 2011 che ha colpito l’intero Corno d’Africa e a riguardato quasi 13 milioni di persone. Il rischio
d’insicurezza alimentare è alto sia per la popolazione pastorale che per quella agricola, dovuta a
cause naturali e strutturali. Questo colpisce soprattutto il segmento di popolazione più vulnerabile
e che ha meno strumenti e conoscenze per difendersi. Il risultato di questi eventi ricorrenti ha
come effetto non solo la crisi immediata e i relativi problemi di sussistenza ma altresì il
deterioramento del territorio e del capitale umano e socio-economico di queste aree.
Anche se non così numerosi come in altri Paesi africani, in Etiopia vi sono casi di scontri interni e
molte tensioni lungo i confini che sfociano in manifestazioni violente.
L'Etiopia confina con sei paesi e, nonostante i problemi che si trova ad affrontare con ognuno di
questi e al suo interno, accoglie, in proporzioni diverse, i rifugiati in fuga da scontri, estremismo,
carestie e povertà. L’Etiopia è al centro di una regione, il Corno d’Africa, in cui problemi politici,
sociali e ambientali provocano continui ed intensi movimenti di confine.
Dopo un periodo di relativa tranquillità in cui si era registrata un’inversione di tendenza, negli
ultimi anni, dal 2009 a oggi, il numero dei rifugiati è triplicato, per arrivare alla cifra attuale che di
oltre 410.000 persone. Purtroppo, data l’estensione e l’intensità dei conflitti, in particolare in
Somalia, in Sudan/Sud Sudan e in maniera diversa in Kenya, nei prossimi mesi, la previsione é di un
incremento di rifugiati all’interno dei confini etiopici.
La Somalia in primo luogo è fonte di preoccupazione e di instabilità e la causa principale di flussi di
rifugiati e insieme a loro di militari e di gruppi radicali. Ma rifugiati arrivano nel Paese anche dagli
altri stati confinanti: Eritrea, Sudan, Sud Sudan e Kenya.
2.2.
Linee Strategiche Generali per l’esecuzione dei progetti
La presente Iniziativa di emergenza, concepita in un’ottica di rafforzamento delle fasi precedenti,
consentirà alla Cooperazione Italiana, alla luce dell’esperienza maturata con le fasi precedenti, di
affiancare il governo etiopico e la comunità internazionale nella realizzazione d’interventi di
assistenza umanitaria in alcune aree particolarmente disagiate nel sud dell’Etiopia e, allo stesso
tempo, di estendere il proprio raggio d’azione, se possibile, in aree come l’Afar.
4
UNDP, 2013.
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ETIOPIA - Iniziativa di Emergenza per la riduzione del rischio nei settori acqua, igiene ambientale e salute nel sud del Paese
AID 9386 - III Fase - LINEE GUIDA
In linea con la strategia di gestione dell’emergenza messa a punto dal Disaster Risk Management
and Food Security Sector del Ministero dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale dell’Etiopia
(DRMFSS/MoARD), obiettivo generale dell’Iniziativa è quello di favorire il miglioramento delle
condizioni di vita della popolazione che vive in alcune specifiche aree critiche del sud/sud-est
dell’Etiopia (Oromia, Regione Somala e SNNPR) e in altre aree vulnerabili (Afar) attraverso il
consolidamento del territorio e il rafforzamento della propria capacità di adattamento e di
risposta (di resilienza) alle crisi umanitarie nei settori dell’acqua e dell’ambiente, nonché a favorire
l’integrazione dei programmi di emergenza e post-emergenza con le iniziative di sviluppo, per
aumentarne il grado di sostenibilità e l’impatto a lungo termine.
Nello specifico, la terza fase dell’Iniziativa a favore della popolazione vulnerabile e dei rifugiati avrà
come obiettivo, compatibilmente con i fondi disponibili, quello di favorire il miglioramento delle
condizioni di vita della popolazione, attraverso un miglior accesso a fonti d’acqua sicura e protetta
da parte della popolazione e a uso agro-pastorale e una rafforzata la capacità di risposta alle
emergenze idriche ma in particolar modo di rafforzare la capacità a livello locale di prevenzione
del rischio e di risposta a potenziali nuove situazioni di emergenza e di attività di conservazione e
uso del territorio e di supporto allo sviluppo di pratiche per la conservazione e il rafforzamento
ambientale.
L’intervento sarà, pertanto, articolato attraverso iniziative nei settori: (i) Acqua, Ambiente,
Territorio e Gestione delle Risorse Naturali; (ii) Rifugiati. Le attività saranno concentrate nel
sud/sud-est dell’Etiopia: Oromia, Regione Somala (anche sud-est potenzialmente come nella
seconda fase) e SNNPR, con particolare attenzione alle zone più colpite dalle crisi cicliche con
possibilità di estensione all’Afar.
Come sopra indicato, la Cooperazione Italiana intende avvalersi dell’esperienza e della
collaborazione delle ONG regolarmente accreditate in Etiopia e già operanti in loco per la
realizzazione di dette attività.
2.3 Settori di intervento
2.3.1. Acqua, Ambiente, Territorio, Gestione delle risorse naturali
L’acqua è da sempre fonte di vulnerabilità cronica in Etiopia. Le fonti naturali sono scarse o non
protette o con acqua non potabile, con conseguenze importanti sulla salute della popolazione. I
pozzi non sono sufficienti o abbandonati per scarsa manutenzione, non vi sono linee distribuzione
adeguate, i sistemi di raccolta e conservazione scarsi, limitati e non sicuri. Infine un regime
pluviometrico ciclicamente molto inferiore alla media completa un quadro decisamente
allarmante.
A questi problemi persistenti si sommano quelli di carattere periodico. Tra la fine del 2010 e
l’inizio del 2011, si é aggiunto il fenomeno atmosferico della Niña (e la conseguente gravissima
siccità) che ha compromesso l’accesso e l’utilizzo di fonti di acqua sicura ad uso umano ed
animale, soprattutto nelle aree pastorali delle regioni del sud Oromia, Somali Region e SNNPR. La
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ETIOPIA - Iniziativa di Emergenza per la riduzione del rischio nei settori acqua, igiene ambientale e salute nel sud del Paese
AID 9386 - III Fase - LINEE GUIDA
siccità dell’estate 2011 ha colpito in tutta la regione più di 13 milioni di persone (oltre 6 milioni in
Etiopia).
Gli intervalli tra un evento che richiede aiuto umanitario di emergenza (siccità, carestie, alluvioni e
anche conflitti) e l’altro sono sempre più brevi e dimostrano come siano inadeguati i mezzi e le
risorse per aumentare la capacità di reazione e resilienza della comunità che vengono
sistematicamente colpite e come invece siano la sola possibilità per il Paese e per i donatori di
uscire dal circolo vizioso delle emergenze ricorrenti e dagli alti costi che queste comportano.
Il rischio d’insicurezza alimentare, come già riportato, è alto sia per la popolazione pastorale che
per quella agricola, dovuta sia a cause naturali che strutturali. Il segmento di popolazione più
colpito è anche il più vulnerabile e quello che ha meno strumenti e conoscenze per difendersi. La
ricorrenza di questi eventi ha come effetto, oltre alla devastante crisi immediata, il
deterioramento progressivo del territorio e del capitale umano e dei mezzi di sussistenza di queste
aree, nonché dell’aumento delle tensioni tra i differenti gruppi che possono sfociare in conflitti
violenti.
La vulnerabilità di alcune aree dell’Etiopia, già fragili in tempi normali, viene quindi – a scadenze
regolari – esacerbata dagli eventi meteorologici erratici che inducono siccità, alluvioni, etc. Vi sono
aree agro-pastorali delle lowlands in Oromia, in Somali, in Afar e in SNNPR che stanno vivendo in
queste settimane la terza siccità consecutiva (2011/12/13), probabilmente anche a causa del
riscaldamento globale, in un processo purtroppo irreversibile (FAO Ethiopia 2013).
La popolazione e l’ambiente subiscono un impoverimento progressivo con gravi implicazioni socioeconomiche da un lato e un sempre più ridotto accesso all’acqua, all’energia, alle risorse
ambientali in genere e anche al cibo, dall’altro.
2.3.2. Protezione dei rifugiati e sfollati
Questi problemi di accesso alle risorse e di impoverimento del territorio uniti ai numerosi conflitti
– interclanici, politici o di appartenenti a gruppi politico-religiosi radicali – che si verificano nei
paesi confinanti con l’Etiopia hanno la conseguenza di migrazioni consistenti dentro i confini del
Paese, che si trova ad affrontare i problemi che derivano dal dover accogliere in modo adeguato
rifugiati per periodi che si fanno sempre più lunghi in aree già molto complesse e compromesse in
termini di sussistenza. In mancanza di strumenti adatti, i rifugiati finiscono involontariamente a
sfruttare il territorio in maniera impropria e a contendersi con i locali le già molto esigue risorse
ambientali, con il risultato aggiuntivo di aumentare l’instabilità interna del Paese.
I rifugiati, sono divisi tra i campi ufficiali e le aree “informali” in cui vivono insieme alle popolazioni
ospitanti, al Sud ad esempio in Borena (Oromia), come nella zona nord-orientale, in Afar.
L’interesse del programma negli interventi in favore dei rifugiati in Etiopia è il supporto parallelo a
rifugiati ed host communities, comunità che spesso versano in condizioni anche più critiche dei
rifugiati stessi.
Solo con il rafforzamento delle relazioni sociali tra rifugiati e comunità ospitante si potrà
migliorare la situazione di protezione delle categorie più vulnerabili, si potranno ridurre i conflitti
interni incoraggiando entrambi ad utilizzare servizi comuni (scuola, centri sanitari, punti d'acqua,
etc.) e si potrà rendere l'intera area più sicura e vivibile, fattore fondamentale per la stabilità
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ETIOPIA - Iniziativa di Emergenza per la riduzione del rischio nei settori acqua, igiene ambientale e salute nel sud del Paese
AID 9386 - III Fase - LINEE GUIDA
dell'intera regione e quindi del Paese. Prevedere opportunità di livelihood activities collegate alla
protezione ambientale avrebbe il triplo vantaggio del miglioramento ambientale (ad es. raccolta e
riciclo di rifiuti e di utilizzo di energie alternative), di disinnescare i conflitti interni e anche di
interrompere il circolo vizioso dell'assistenzialismo cronicizzante.
2.3.3. Tematiche trasversali ai settori d’intervento
-
L’attenzione alle tematiche di genere: le donne, dovranno essere tra le principali
beneficiarie delle attività previste. Esse sono le responsabili tradizionali della raccolta e
della conservazione dell’acqua per il consumo domestico, attività cui dedicano la maggior
parte del loro tempo a scapito della loro formazione e crescita personale. Se correttamente
formate, le donne sono le prime promotrici di buone pratiche igienico-sanitarie e
ambientali, essenziali per la cura della persona e dell’ambiente e, con la giusta formazione,
potranno anche avere un ruolo di guida per la realizzazione di piccole attività generatrici di
reddito.
Le donne dovranno essere direttamente coinvolte nelle azioni del programma, favorendo
in tal modo l’acquisizione da parte delle stesse di una maggior consapevolezza
dell’importanza del proprio ruolo ed un consolidamento della propria posizione in seno alla
comunità di appartenenza. Le attività di sensibilizzazione saranno rivolte anche ai leader
comunitari e agli uomini in generale, in modo da favorire l’inizio di un processo culturale
che possa portare ad un progressivo superamento delle diseguaglianze di genere.
-
Lo sviluppo delle risorse umane: il programma intende potenziare le capacità istituzionali
locali nella gestione dei servizi e nel coordinamento degli interventi sul territorio,
principalmente attraverso attività di formazione teorica e on the job e la condivisione di
esperienze. Il fine è di favorire un migliore uso delle risorse disponibili, con il duplice scopo
di contrastare le emergenze e pianificare, nel medio-lungo periodo, una migliore
amministrazione delle risorse naturali per un’azione efficace di contenimento del rischio e
prevenzione delle crisi future.
2.4 Aree di intervento
Alla luce dei bisogni individuati dal Governo etiopico e dalla comunità internazionale nelle aree del
Paese maggiormente esposte al rischio della crisi e del posizionamento delle ONG idonee già
presenti sul territorio, si è identificato il focus dell’intervento in alcune zone del Sud e del Sud Est
dell’Etiopia, appartenenti alle Regioni Oromia, Somala e SNNP e anche dell’Afar.
Le località possibili di azione saranno in continuità con le prime due fasi dell’intervento: il sud
dell’Etiopia, con una particolare attenzione alle woredas (distretti) giudicati prioritari dalle mappe
UNOCHA, con la sola aggiunta dell’Afar.
Rispetto alle precedenti fasi si intende dunque estendere le potenziali aree nelle quali le ONG
potranno presentare proposte anche alle aree più disagiate dell’Afar. Questa scelta è dettata dalla
condizione preoccupante dell’area, come denuncia il coordinamento umanitario etiopico
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ETIOPIA - Iniziativa di Emergenza per la riduzione del rischio nei settori acqua, igiene ambientale e salute nel sud del Paese
AID 9386 - III Fase - LINEE GUIDA
nell’ultima revisione del HRD dell’agosto 2013 in cui viene riportato che in questa area persiste un
carenza d’acqua (dovuta al fallimento delle piogge stagionali chiamate sugum), con gravi
conseguenze per la sicurezza alimentare e radicalizzando il problema nelle aree cronicamente
water – insecure.
Ma l’inserimento è dovuto anche dall’interesse che su questa zona ha potenzialmente la
cooperazione italiana, in accordo con il nuovo programma Paese 2013/2015, che comprende un
programma di resilience in Afar in fase di formulazione (12 milioni di euro a credito d’aiuto più
l’AT).
Questa scelta, preme sottolineare, non ha lo scopo di ampliare la geografia dell’intervento, al
contrario è fatta in un’ottica di concentrazione delle attività di emergenza nelle aree in cui la
Cooperazione italiana è già presente (o potrà esserle) sul canale bilaterale in un’ottica di
ottimizzazione ed efficienza degli sforzi italiani sul territorio etiopico.
Alla luce dei fondi disponibili, sarà possibile finanziare un numero contenuto di progetti,
certamente non tali da coprire tutte le aree indicate. Solo al termine della fase di selezione delle
proposte di intervento, pertanto, sarà possibile definire con maggior precisione l’area di interesse
del Programma, in ogni caso compresa entro i limiti già stabiliti ed indicati nel testo.
2.5 Indirizzi di intervento
Nel contesto generale fin qui descritto, l’Ambasciata d’Italia ad Addis Abeba, in accordo con la
DGCS, con il presente avviso indice un procedimento di selezione di proposte progettuali
presentate da ONG idonee e operanti in Etiopia, per la realizzazione di iniziative di emergenza per
un importo complessivo di 460.000 Euro.
Alla luce di quanto rilevato, il presente Programma sarà diretto, come precedentemente riportato,
a due settori principali: (I) Acqua, Ambiente, Territorio e Gestione delle Risorse naturali, e (II)
Protezioni rifugiati e sfollati, settori di tradizionale esperienza della Cooperazione Italiana in
Etiopia e anche di gran parte delle ONG idonee operanti nel Paese.
L’iniziativa, pur prendendo avvio e in continuità con le precedenti, cerca di compiere un ulteriore
passo verso l’autonomia dei beneficiari attraverso la messa a punto di servizi sostenibili. Per
questo particolare attenzione nella valutazione verrà posta nella scelta di tecnologie semplici,
efficienti, sostenibili, facilmente riproducibili e con bassi costi di manutenzione e gestione.
Questa incoraggia dunque il trasferimento alle istituzioni locali (uffici locali per l’Acqua) e alle
comunità beneficiarie (comitati di gestione dell’acqua) delle conoscenze, competenze e
metodologie operative che possano contribuire a migliorare la loro capacità a rispondere in
autonomia alle crisi che ciclicamente si presentano, a causa di condizioni climatiche e ambientali
sfavorevoli. Infine saranno valutate positivamente le azioni che siano dirette a prevenire
l’impoverimento ambientale e socio-economico che deriva dalle crisi umanitarie, attraverso il
rafforzamento di una migliore gestione e di una pianificazione territoriale efficace, tali da rendere
più efficienti le risorse disponibili.
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Le risorse disponibili saranno indicativamente ripartite come di seguito illustrato:
I. Acqua, Ambiente, Territorio e Gestione delle Risorse naturali (240.000 Euro):
Come riportato anche nella revisione del HRD (agosto 2013) il principale obiettivo degli
interventi in questo settore è quello di incrementare l’accesso all’ acqua e in particolar
modo a acqua potabile sicura. Tali progetti contribuiranno a migliorare la qualità della
vita della popolazione sotto il punto di vista nutrizionale e sanitario ma
contemporaneamente dovranno avere lo scopo di ridurre il rischio di un ulteriore
impoverimento del territorio e di aumentare la capacità di adattamento e di risposta
agli shock climatici (acqua rurale e urbana, ambiente, e livelihood), delle comunità
beneficiarie e, in generale, dovranno mettere in campo azioni di emergenza finalizzate
al rafforzamento della resilienza.
L’Iniziativa intende assicurare una migliore copertura idrica e favorire un miglior
accesso a fonti d’acqua sicura e protetta attraverso l’impiego di sistemi idonei e
tecnologicamente riproducibili e sostenibili, scelti a seguito di studi di fattibilità idrogeologica e valutazioni del contesto di intervento e un migliore accesso a fonti d’acqua
sicura e protetta da parte della popolazione e a uso agro-pastorale.
Vista la natura dell’Iniziativa, volta in particolar modo alla prevenzione del rischio, gli
interventi dovranno avere una garanzia di sostenibilità anche ambientale e rafforzare la
capacità di risposta alle emergenze idriche ricorrenti.
Nell’ottica del miglioramento delle condizioni igieniche dei territori d’intervento,
l’iniziativa si propone la diffusione di strutture igieniche di base adeguate e dotate di
sistemi sostenibili e di produzione di energia alternativa.
Il programma si prefigge inoltre il potenziamento delle capacità delle Istituzioni
competenti e della comunità nella gestione e manutenzione degli schemi idrici, d’igiene
ambientale e in particolar modo al rafforzamento delle competenze e degli strumenti
nella prevenzione del rischio e di risposta a potenziali nuove situazioni di emergenza
nonché nelle attività di conservazione e uso del territorio.
Basilari saranno infine le attività a supporto dello sviluppo di pratiche per la
conservazione e il rafforzamento ambientale.
II. Protezione dei rifugiati e sfollati (220.000 Euro)
I principali attori umanitari sono concordi nel ritenere l’Etiopia attore dal ruolo chiave
nel delicato equilibrio regionale per l’assistenza ai rifugiati. Da rilevare il carattere
dinamico dei rifugiati presenti nel Paese: in Etiopia ci sono rifugiati da tutti i Paesi vicini
ed è uno dei posti con il numero complessivo di rifugiati più alto in Africa, allo stato
attuale sono circa 410.000 e vi sono costantemente nuovi arrivi. E’ un problema
contemporaneamente acuto e protratto nel tempo, in cui la pressione data dalle
emergenze di nuovi arrivi si unisce alle necessità differenti di rifugiati ospitati da lungo
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ETIOPIA - Iniziativa di Emergenza per la riduzione del rischio nei settori acqua, igiene ambientale e salute nel sud del Paese
AID 9386 - III Fase - LINEE GUIDA
tempo. Per queste caratteristiche peculiari si ritiene importante affiancare alle
soluzioni più tradizionali lo sviluppo di iniziative più innovative che contribuiscano alla
costruzione di una maggiore capacità di resilience anche per i rifugiati, attraverso il
rafforzamento delle capacità personali, di livelihood e di migliore gestione e cura del
territorio che li ospita e della sue risorse. Tali attività saranno anche uno strumento di
prevenzione del conflitto tra rifugiati e comunità ospitante.
L’iniziativa dunque sosterrà azioni che: favoriscano ai rifugiati e alle comunità ospitanti
un miglior accesso a fonti d’acqua sicura ad adeguati servizi igienico-sanitari; che
promuovano l’elaborazione di una strategia ambientale pilota per un campo e le zone
circostanti e sostengano il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione
rifugiata attraverso la costituzione di piccole attività generatrici di reddito per la
conservazione ambientale. Infine saranno valutate particolarmente positivamente le
azioni volte al miglioramento delle relazioni sociali tra rifugiati e comunità ospitante.
Sono state inoltre identificate due aree trasversali di intervento, ad integrazione dei suddetti
settori principali. Si tratta di: (i) Promozione della condizione femminile (ii) Sviluppo delle risorse
umane. Quindi attraverso la terza fase del Programma di Emergenza si mira anche a:

(i): promuovere il coinvolgimento e la partecipazione delle donne alla vita
comunitaria ed ai processi decisionali a livello locale.

(ii): formare e/o aggiornare il personale di enti e strutture pubbliche beneficiari per
favorire la trasmissione di saperi e competenze tra quadri ed addetti al settore.
2.6 Coordinamento e integrazione con altri programmi
La presente iniziativa è frutto di un esercizio partecipato e coordinato e si allinea alle strategie di
intervento delle Agenzie Internazionali e dei maggiori donatori umanitari presenti in Etiopia
nonché risponde alle richieste del governo etiopico (vedi § 2).
Tutte le azioni finanziate dovranno mirare ad attivare il massimo coinvolgimento e la
collaborazione delle Autorità locali, regionali e federali fin dalla progettazione dell’intervento e
ricercheranno la costruzione di sinergie con altre organizzazioni (internazionali e locali) e/o le
Agenzie UN sul territorio impegnate in interventi simili o complementari.
In particolare le proposte di progetto rivolte – interamente o in parte - ai rifugiati dovranno essere
in piena corrispondenza con le priorità definite da UNHCR e ARRA nell’ambito dei settori indicati
nel presente documento.
Tra le opportunità di collaborazione che si potrebbero individuare rientrano le seguenti:
a.
b.
c.
Costruzione di sinergie con programmi di emergenza finanziati da altri donatori (es. UE,
ECHO, DFID, OFDA, etc.) e/o realizzati dal sistema delle Nazioni Unite (es. UNOCHA,
UNHCR, FAO, etc.);
Collaborazione con altre iniziative sostenute dalla Cooperazione Italiana sul territorio,
attraverso il canale bilaterale o multilaterale;
Integrazione con altre iniziative realizzate dalle ONG idonee in loco.
13
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AID 9386 - III Fase - LINEE GUIDA
d.
Collaborazione con altre iniziative di ONG internazionali, istituzioni private, università o
programmi di cooperazione decentrata italiana presenti sul territorio.
Considerata l’entità delle risorse limitate a disposizione, il Programma eviterà un’eccessiva
parcellizzazione e dispersione dei fondi, in favore di un approccio atto a facilitare la
complementarietà e l’integrazione tra le iniziative finanziate sul territorio.
2.7 Modalità di realizzazione degli interventi
Le proposte che si riferiscono al presente programma dovranno mirare all’ottimizzazione delle
metodologie e dei risultati conseguiti nel corso della precedente iniziativa di emergenza nonché,
ove possibile, a mitigare gli specifici fattori negativi che possono minare il benessere dei
beneficiari prioritari. Queste inoltre dovranno prevedere una strategia di uscita che favorisca la
continuità delle azioni, al fine di creare i presupposti per il consolidamento di programmi di
sviluppo a livello locale con un forte coinvolgimento dei beneficiari, nonché delle istituzioni locali
preposte a garantire la sostenibilità degli interventi.
Le attività di emergenza saranno realizzate in gestione diretta dall’Ambasciata d’Italia ad Addis
Abeba che potrà avvalersi anche di ONG idonee, ai sensi della Legge 80/2005, art. 1, comma 15sexies.
Il coordinamento delle attività di emergenza, l’assistenza tecnica e il monitoraggio saranno
assicurati dall’Unità Tecnica Locale di Addis Abeba/Coordinamento Iniziativa di Emergenza,
eventualmente assistita da esperti inviati dalla DGCS.
3.
CRITERI DI AMMISSIBILITÁ
Le ONG che vorranno concorrere allo svolgimento del Programma in oggetto dovranno rispettare i
criteri di ammissibilità qui di seguito riportati, inerenti sia l’Organismo proponente che i contenuti
del concept paper (ALLEGATO C1).
3.1.
Ammissibilità dell’organismo proponente
Possono presentare concept paper per il presente Avviso le Organizzazioni Non Governative5 che,
al momento della pubblicazione del presente Avviso:
- siano idonee ai sensi della legge n. 49/87;
5
E’ possibile presentare progetti congiunti in associazione temporanea con altre ONG idonee che operino localmente. Ogni ONG
compartecipe facente parte dell’eventuale associazione temporanea dovrà dimostrare di essere in possesso di tutti i requisiti di
ammissibilità elencati al punto 3.1.
14
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AID 9386 - III Fase - LINEE GUIDA
- siano in grado di operare nel territorio etiope sulla base della normativa locale e che siano
regolarmente accreditate presso la Charities and Societies Agency;
- abbiano maturato, come singola ONG, al momento della presentazione della proposta
progettuale all’Ambasciata, esperienza e/o progetti relativi ai settori e alle aree oggetto del
Programma di emergenza.
3.2.
Ammissibilità delle proposte progettuali preliminari
Saranno ammesse alla procedura di selezione di cui al presente Avviso soltanto i concept paper6
che abbiano i seguenti requisiti:
a.
b.
4.
durata massima delle attività di progetto: 8 (otto) mesi 7;
esplicita approvazione ed autorizzazione da parte delle Autorità regionali e locali di
riferimento ed inquadramento nell’ambito delle priorità stabilite dal Governo etiopico
delle attività proposte, che non potranno essere in contraddizione, duplicazione o in
contrasto con altre iniziative realizzate da altri enti/organizzazioni sul territorio; nel
caso di proposte riguardanti i rifugiati: l’endorsement e l’approvazione dovranno essere
siglati da UNHCR e/o ARRA;
conformità alle finalità, all’obiettivo, al settore principale, alle componenti trasversali,
ai risultati attesi, alle attività ed all’identificazione dei beneficiari, previsti dal presente
documento.
SELEZIONE, VALUTAZIONE E APPROVAZIONE DEI CONCEPT PAPER
L'Ambasciata d’Italia ad Addis Abeba, coadiuvata dall’Unità Tecnica Locale di Cooperazione allo
Sviluppo (UTL) e dagli esperti inviati in missione dalla DGCS, sono responsabili delle procedure di
selezione, valutazione e approvazione dei concept paper e successivamente delle proposte
progettuali.
I concept paper (redatti secondo il modello di cui all’Allegato C1 e completi della documentazione
indicata al paragrafo successivo) in formato cartaceo, dovranno essere presentati dagli organismi
proponenti all’Ambasciata d’Italia ad Addis Abeba /UTL entro e non oltre le ore 12.30 (ora
etiopica) del 28 marzo 2014 in formato cartaceo al seguente indirizzo:
6
Le ONG possono presentare un solo concept paper, massimo due nel caso che presentino anche un concept paper in associazione
temporanea con altra ONG idonea.
7
Il termine per la durata delle attività di progetto è stato stabilito anche tenendo conto che, ai sensi dell’Ordine di Servizio n. 11 del
13 giugno 1996 e dalla Delibera n. 50 del 6 giugno 1996 per l’adozione delle “Disposizioni di attuazione in materia di interventi di
emergenza”, la durata del Programma di emergenza [nel suo complesso] non può comunque superare i 12 mesi dall’inizio delle
attività operative [sancito dalla data di approvazione del Piano Operativo Generale – POG – dell’Iniziativa di emergenza].
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AID 9386 - III Fase - LINEE GUIDA
Ambasciata d’Italia – UTL/Programma di Emergenza AID 9386 – III Fase
c/o l’Unità Tecnica Locale di Cooperazione allo Sviluppo (UTL):
Villa Italia Kebena – Addis Abeba
N.B.: In caso di invio tramite posta farà fede il timbro postale.
I concept paper dovranno essere contemporaneamente inviati anche in formato PDF via posta
elettronica entro la stessa ora e lo stesso giorno del formato cartaceo, sopra riportati,
specificando nell’oggetto “ConceptPaper_IniziativaEmergenza_AID 9386 III fase_Etiopia_sigla
ONG”, all’indirizzo e-mail:
[email protected]
e in copia a: [email protected]
N.B: Ogni richiesta di chiarimento potrà essere rivolta agli stessi indirizzi di posta elettronica e le
risposte di interesse generale verranno pubblicate sul sito dell’UTL di Addis Abeba:
www.itacaddis.org.
Entro 3 (tre) giorni lavorativi dal termine di presentazione dei concept paper, verrà nominata in
loco una Commissione di valutazione. La Commissione sarà presieduta da rappresentanti
dell’Ambasciata d’Italia ad Addis Abeba e composta da rappresentanti dell’UTL/Ufficio del
Programma di emergenza e/o esperti DGCS eventualmente inviati in missione sul programma.
I concept paper che abbiano superato la fase di verifica dei requisiti di partecipazione, saranno
valutati e classificati dalla Commissione, eventualmente anche attraverso delle verifiche sul
campo, secondo aree di priorità, attribuendo a ciascuno un punteggio complessivo derivato dalla
somma dei punteggi assegnati a ciascuno dei parametri di valutazione (vedi ALLEGATO A)
applicabili a questa prima fase di selezione (verrà assegnato punteggio zero ai parametri non
riferibili ai concept paper)8 ed approvando le proposte giudicate idonee (ossia che abbiano
superato la soglia minima di punteggio predeterminata e preventivamente comunicata).
La Commissione provvederà a valutare e classificare i concept paper entro 15 (quindici) giorni
lavorativi dalla data del decreto di nomina. I risultati della valutazione dei concept paper verranno
comunicati a tutte le ONG entro 2 (due) giorni lavorativi dalla decisione della Commissione.
Successivamente, su invito dell’Ambasciata ed in base alle osservazioni fatte sui concept paper
dalla Commissione, l’ONG provvederà a stilare le proposte progettuali secondo l’apposito formato
(ALLEGATO C2) complete della documentazione indicata al paragrafo successivo, entro 20 (venti)
giorni dalla comunicazione della Sede in merito all’esito positivo della valutazione del concept
paper.
Vista l’entità moderata del finanziamento, solo le 4 proposte che avranno ottenuto i punteggi più
alti saranno ammesse a finalizzare i progetti definitivi.
8
secondo la formula per ogni sezione: (Σa,b,c,…) * il peso assegnato / il punteggio massimo.
16
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AID 9386 - III Fase - LINEE GUIDA
Il processo di revisione delle proposte progettuali verrà supportato attraverso l’assistenza tecnica
fornita dall’UTL/Ufficio del Programma di emergenza e gli eventuali esperti della DGCS inviati in
missione sul Programma in modo che il complesso degli interventi rappresenti un insieme
integrato e armonico, evitando sovrapposizioni ed incrementando i risultati e l’impatto del
programma di emergenza.
La Commissione effettuerà quindi la valutazione definitiva delle proposte progettuali complete,
entro 5 (cinque) giorni dalla presentazione delle proposte definitive stesse, attribuendo a ciascuna
un punteggio alla luce dei parametri di cui all’ALLEGATO A, nonché stilando una graduatoria delle
stesse. Gli esiti di questa fase di valutazione dovranno essere comunicati a tutte le ONG entro 2
(due) giorni dall’approvazione delle proposte definitive.
Le proposte progettuali potranno anche essere escluse se non corrispondenti alla fattibilità
espressa nel concept paper o verificata sul campo da parte dell’Ambasciata/UTL/Ufficio del
Programma di Emergenza.
Nella valutazione del progetto definitivo sarà dato particolare rilievo alla capacità dell’ONG di
mettere in atto economie di scala con risorse provenienti da altre fonti, tali da mantenere i costi di
gestione ed amministrativi (somma delle macrovoci A, C ed E del Piano finanziario - Allegato D)
entro il 25% .
Le proposte, una volta approvate in via definitiva dalla Commissione, saranno finanziate
nell’ambito dei fondi disponibili secondo l’ordine di graduatoria, seguendo le procedure in vigore.
L’Ambasciata, coadiuvata dall’UTL/Programma di Emergenza, procederà quindi ad espletare le
procedure necessarie per il loro immediato avvio.
L’elenco dei progetti selezionati dovrà essere pubblicato, entro 30 (trenta) giorni
dall’approvazione definitiva dei progetti, sul Portale della Cooperazione allo Sviluppo del Ministero
degli Affari Esteri (www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it) nella sezione “Avvisi e bandi” e sul sito
della Cooperazione Italiana ad Addis Abeba (www.itacaddis.org).
L’elenco dovrà indicare per ciascun progetto: l’ONG, il titolo, il settore d’intervento e l’ammontare
finanziato.
5.
DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE AL CONCEPT PAPER E ALLA PROPOSTA DI PROGETTO
Il Concept Paper, formulato utilizzando l’apposito Modello (ALLEGATO C1), dovrà fornire, seppur
sinteticamente e tutte le informazioni necessarie a consentire una sua corretta valutazione.
Ad esso dovranno essere allegati i seguenti documenti:
Copia dell’autorizzazione o di altra documentazione per poter operare nel Paese e/o
nelle località d’intervento del Programma laddove prevista dalla normativa locale;
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Dichiarazione ex DPR 445/2000, a firma del rappresentante legale della ONG, attestante
l’approvazione/gradimento da parte delle autorità locali e/o Ministeri competenti (v.
paragrafo 3.2, lett. a);
Documentazione relativa alla pregressa esperienza e/o progetti relativi al Paese e/o nelle
località d’intervento del Programma;
Documentazione attestante l’impegno al finanziamento del progetto da parte di
eventuali soggetti cofinanziatori oppure Dichiarazione ex DPR 445/2000, a firma del
rappresentante legale della ONG, attestante l’impegno al cofinanziamento del progetto
da parte della ONG stessa, nel caso in cui il cofinanziamento di soggetti terzi dovesse
venir meno;
Dichiarazione ex DPR 445/2000 d’impegno a stipulare, prima della presentazione del
Progetto, Accordi di collaborazione con eventuali partner locali;
In caso di progetto congiunto presentato da due o più ONG idonee: Lettera d’impegno, a
firma dei rappresentanti legali delle ONG che presentano il progetto congiunto, a
costituire l’Associazione Temporanea prima della stipula del Disciplinare d’incarico.
La Proposta di Progetto dovrà essere formulata utilizzando l’apposito Formato standard
(ALLEGATO C2). Ad essa dovranno essere allegati i seguenti documenti:
Piano Finanziario formulato secondo l’apposito Formato standard (ALLEGATO D);
Termini di Riferimento (TdR) per il personale di gestione del progetto9;
Documentazione attestante l’approvazione/gradimento del progetto da parte delle
autorità locali e/o Ministeri competenti (vedi paragrafo 3.2, lett. a);
Documentazione attestante l’impegno al finanziamento del progetto da parte di
eventuali soggetti cofinanziatori;
Accordi di collaborazione con eventuali partner locali;
In caso di progetto congiunto presentato da due o più ONG idonee: Accordo istitutivo di
Associazione Temporanea oppure Lettera d’impegno, a firma dei rappresentanti legali
delle ONG che presentano il progetto congiunto, a costituire l’Associazione Temporanea
prima della stipula del Disciplinare d’incarico.
6.
FINANZIAMENTO DEI PROGETTI
La procedura di finanziamento delle proposte di progetto selezionate viene avviata attraverso due
fasi successive:
9
I TdR dovranno essere strettamente pertinenti al progetto e contenere una derubricazione puntuale ed esaustiva delle
mansioni previste per la figura professionale per la gestione del progetto (espatriata o locale) in questione. I TdR non
sono richiesti per le figure professionali con mansioni meramente esecutive, quali ad es. il personale di segreteria. Inoltre
dovranno contenere indicazioni concernenti: il titolo di studio richiesto e gli anni trascorsi dal rilascio delle stesso;
eventuali altri titoli di specializzazione; grado di conoscenza della/e lingue straniere; grado di esperienza lavorativa nel
settore di competenza professionale; documentate esperienze in interventi di cooperazione, in particolare interventi di
emergenza in Paesi in via di sviluppo o in altri Paesi potenzialmente beneficiari di tali interventi.
18
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a.
b.
firma della Lettera d’Incarico;
stipula del Disciplinare d’Incarico.
a. Lettera di Incarico
La Lettera d’incarico (Allegato E) è un documento unilaterale dell’Ambasciata, con cui si incarica
l’ONG ad eseguire il progetto e che viene firmata per accettazione dalla ONG stessa. La Lettera
d’Incarico consente alla ONG di istruire il procedimento per l’acquisizione delle necessarie polizze
fideiussorie, ma non sancisce in alcun modo l’inizio delle attività o l’eleggibilità10 delle spese che
potranno decorrere solo dalla firma del Disciplinare d’Incarico.
Solo dopo la firma della lettera di incarico, la ONG potrà predisporre la documentazione accessoria
da inviare all’Uff. VI della DGCS, comprendente:


12
polizze fideiussorie previste dell’art. 3 del Disciplinare d’Incarico11 (Allegati F1 e F2)
entro e non oltre 60 giorni dalla firma della Lettera d’Incarico. Nel caso in cui le polizze
fideiussorie non venissero presentate entro il suddetto termine, la Lettera d’Incarico
decadrà retroattivamente;
nel caso di Lettere d’incarico di importo superiore a 150.000 euro: documentazione
necessaria al rilascio della Certificazione antimafia prevista dall’art. 4 del Disciplinare
d’Incarico12 (Allegato G1).
I costi relativi al rilascio delle polizze fideiussorie saranno riconosciuti anche se antecedenti alla stipula del Disciplinare.
13
Le polizze fideiussorie devono pervenire all'Ufficio VI della DGCS in originale ed essere prodotte secondo i modelli allegati (All.
F1 e F2) e rilasciate in Italia da Istituti autorizzati, ovvero iscritti negli appositi elenchi tenuti dalla Banca d’Italia (per le banche ed
gli intermediari finanziari) e dell’ISVAP (per gli enti assicurativi); in particolare, gli intermediari finanziari devono essere scelti tra
quelli iscritti nell’albo di cui all’art. 106 del T.U. in materia bancaria e creditizia (Decreto legislativo 1° settembre 1993, n,. 385), che
svolgono in via esclusiva o prevalente attività di rilascio di garanzie e che sono sottoposti a revisione contabile da parte di una società
di revisione iscritta nell’albo previsto all’art. 161 del Decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (nelle more dell’attuazione della
suddetta disposizione rimane in vigore l’elenco speciale tenuto dalla Banca d’Italia ex art. 107 del T.U. in materia bancaria e
creditizia). L’Ufficio VI darà comunicazione alla Rappresentanza diplomatica dell’avvenuta presentazione delle fideiussioni con
Messaggio, inoltrandone copia alla stessa. Le fideiussioni non conformi verranno restituite alla ONG per la regolarizzazione.
Le modalità per lo svincolo delle polizze fideiussorie sono le seguenti:

la Rappresentanza diplomatica con Messaggio indirizzato all’Ufficio VI della DGCS, attesta il buon esito della verifica del
rapporto contenente lo stato finale del progetto, la buona esecuzione dello stesso e la regolarità amministrativo-contabile del
corrispondente rendiconto della ONG, nonché l’avvenuto pagamento della tranche finale;

l’Ufficio VI DGCS con nota indirizzata alla ONG interessata e, per conoscenza, all’Istituto che ha emesso la polizza restituisce
gli originali delle polizze autorizzandone lo svincolo. La Nota viene anticipata con posta certificata o via e-mail,nel caso in cui
non si disponga di posta certificata, sia all’ONG che all’Istituto.
14
La procedura per gli adempimenti relativi alla certificazione antimafia è la seguente:
- l’ONG invia all’Ufficio VI il modello di cui all’ALLEGATO G1, debitamente compilato, allegando altresì fotocopia del
documento di riconoscimento del legale rappresentante della ONG;
- l’Ufficio VI inoltra la richiesta alla Prefettura competente;
- l’Ufficio VI informa la Rappresentanza diplomatica dell’inoltro e, successivamente, della risposta della Prefettura con un
messaggio.
Ai sensi del combinato disposto degli artt. 83, comma 3, lett. e) e 91, comma 1, del D.Lgs 159/2011 e s.m.i.:
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ETIOPIA - Iniziativa di Emergenza per la riduzione del rischio nei settori acqua, igiene ambientale e salute nel sud del Paese
AID 9386 - III Fase - LINEE GUIDA
E la documentazione da inviare all’Ambasciata

CV13 e Dichiarazione d’esclusività del personale di gestione del progetto (Allegato I);

numero del conto corrente esclusivamente dedicato al progetto in loco o in Italia. Nel
caso di apertura di un conto corrente dedicato in Italia, si sottolinea che il
trasferimento dei fondi dovrà avvenire comunque verso un conto corrente in loco
appositamente dedicato al progetto, al fine di permettere la corretta tracciabilità dei
trasferimenti. Non sono in nessun modo permessi giroconti su conti terzi;

delega di firma ed autorizzazione ad operare il conto corrente bancario del progetto in
loco a favore del Capo Progetto.
b. Disciplinare di Incarico
Il Disciplinare d’incarico (Allegato H) è un Accordo tra Ambasciata ed ONG, che regolamenta le
modalità di esecuzione del progetto, dei pagamenti, della reportistica ed altre condizioni. La
sottoscrizione del Disciplinare d’incarico rappresenta l’inizio formale delle attività e, di
- per i contratti di opere e lavori pubblici il cui importo superi i 150.000 euro e fino a 5.186.000 euro e per i contratti di beni e servizi
il cui importo superi i 150.000 euro e fino a 207.000 euro, è necessario acquisire le comunicazioni antimafia (di cui all’art. 84,
comma 2, del D.Lgs 159/2011 e s.m.i.) dalla Prefettura competente;
- per i contratti di beni e servizi il cui importo sia pari o superiore ai 207.000 euro è necessario acquisire le informazioni antimafia
(art. 84, comma 3, del D.Lgs 159/2011 e s.m.i.) dalla Prefettura competente.
Ai sensi dell’art. 88, comma 4, del D.Lgs 159/2011 e s.m.i., il Prefetto rilascia la comunicazione antimafia entro quarantacinque
giorni dal ricevimento della richiesta.
Ai sensi dell’art. 89, comma 1, del D.Lgs 159/2011 e s.m.i., fuori dai casi in cui è richiesta l’informazione antimafia, i contratti
dichiarati urgenti sono stipulati previa acquisizione di apposita dichiarazione, ex art. 38 del D.P.R. 445/2000, con la quale
l’interessato attesti che nei proprio confronti non sussistono le cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all’art. 67 del
D.Lgs 159/2011 e s.m.i..
La comunicazione antimafia ha una validità di sei mesi dalla data dell’acquisizione (art. 86, comma 1, del D.Lgs 159/2011 e s.m.i.)..
Ai sensi dell’art. 92, comma 3, del D.Lgs 159/2011 e s.m.i., decorso il termine di quarantacinque giorni dalla ricezione della
richiesta, ovvero, nei casi d'urgenza, decorso il termine di quindici giorni dalla ricezione della richiesta, le amministrazioni
procedono anche in assenza dell’informazione antimafia. In tale caso, i contributi, i finanziamenti, le agevolazioni e le altre
erogazioni di cui al comma 1 sono corrisposti sotto condizione risolutiva e le amministrazioni revocano le autorizzazioni e le
concessioni o recedono dai contratti, fatto salvo il pagamento del valore delle opere già eseguite e il rimborso delle spese sostenute
per l'esecuzione del rimanente, nei limiti delle utilità conseguite.
La informazione antimafia ha una validità di dodici mesi dalla data dell’acquisizione, salvo che non ricorrano modificazioni
dell’assetto societario o gestionale dell’impresa (art. 86, comma 2, del D.Lgs 159/2011 e s.m.i.).
Ai sensi dell’art. 86, comma 3, del D.Lgs 159/2011 e s.m.i. i legali rappresentanti degli organismi societari, nel termine di trenta
giorni dall’intervenuta modificazione dell’assetto societario e gestionale dell’impresa, hanno l’obbligo di trasmettere al Prefetto, che
ha rilasciato l’informazione antimafia, copia degli atti dai quali risulta l’intervenuta modificazione relativamente ai soggetti
destinatari di verifiche antimafia di cui all’art. 85 del D.Lgs 159/2011 e s.m.i..
La violazione (Segue..) dell'obbligo di cui al comma 3 è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 20.000 euro a 60.000
euro (art. 86, comma 4, del D.Lgs 159/2011 e s.m.i.).
15
La consegna del CV è necessaria al fine di verificare la corrispondenza delle qualifiche ed esperienze professionali del personale
per la gestione del progetto sia locale che espatriato con le indicazioni menzionate nei Termini di Riferimento. La consegna del CV
non è necessaria per le figure professionali con mansioni meramente esecutive, quali ad es. il personale di segreteria. L’Ambasciata
d’Italia/UTL si riservano il diritto di non accettare quei CV che non dovessero corrispondere a quanto specificato nei TOR
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ETIOPIA - Iniziativa di Emergenza per la riduzione del rischio nei settori acqua, igiene ambientale e salute nel sud del Paese
AID 9386 - III Fase - LINEE GUIDA
conseguenza, l’eleggibilità delle spese e la durata del progetto (fatta eccezione per i costi delle
fideiussioni v. nota 12).
Il Disciplinare potrà essere sottoscritto soltanto successivamente all’invio alla Sede da parte
dell’Ufficio VI del Messaggio che attesti l’avvenuta presentazione delle polizze fideiussorie e il
rispetto degli adempimenti in materia di documentazione antimafia.
Il Disciplinare contiene indicazioni inerenti il numero delle tranche attraverso le quali saranno
erogati i finanziamenti. L’erogazione dei fondi avverrà tramite trasferimento bancario presso il c/c
(intestato specificamente al Progetto) della ONG esecutrice (o, nel caso di Associazione
temporanea, della ONG capofila).
Il Disciplinare fornisce inoltre indicazioni specifiche in ordine a:
-
modalità di erogazione;
presentazione dei rapporti e modalità di rendicontazione.
Nel caso in cui un soggetto diverso dal rappresentante legale della ONG venga incaricato del
compimento di uno (es. firma del Disciplinare d’Incarico) o più atti in nome e per conto della ONG,
tale soggetto dovrà dimostrare di essere munito degli appositi poteri, conformemente alla
normativa italiana vigente in materia, e a quanto disposto nello statuto o altra eventuale disciplina
interna della ONG stessa.
7.
MODALITÁ DI EROGAZIONE
Come stabilito nell’Art. 5 del Disciplinare d’Incarico, i pagamenti dovuti alla ONG verranno
effettuati dall’Ambasciata in Euro tramite trasferimento bancario sul conto corrente indicato dalla
ONG.
7.1.1.
7.1.2.
Una prima rata pari al 50% del totale verrà trasferita entro 8 giorni lavorativi dalla firma
del Disciplinare, purché la ONG comprovi l’avvenuta presentazione delle prescritte
fideiussioni nonché l’inizio delle attività programmate mediante documentazione
certificata dalla locale Unità del Programma di Emergenza.
Una seconda rata pari al 40% del totale, da erogarsi entro 8 giorni lavorativi dalla data
in cui l’Ambasciata, verificato il rapporto contenente lo stato di avanzamento del
progetto, attesti la regolarità amministrativo-contabile del rendiconto intermedio
recante l’ammontare dei costi effettivamente sostenuti dalla ONG in ordine al progetto
stesso. Tali costi devono essere pari ad almeno l’80% dell’anticipo del finanziamento di
cui al punto 1. L’Ambasciata si impegna ad effettuare le verifiche in questione nel
termine di 10 giorni lavorativi dalla ricezione della documentazione predisposta dalla
ONG. Detto termine deve intendersi sospeso nel caso in cui la documentazione fornita
risulti irregolare o incompleta, e ricomincia a decorrere dalla data di regolarizzazione.
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7.1.3.
Una terza rata pari al 10% del totale, da erogarsi entro 8 giorni lavorativi dalla data in
cui l’Ambasciata attesta la regolarità amministrativo-contabile del corrispondente
rendiconto recante l’ammontare dei costi complessivi effettivamente sostenuti dalla
ONG per la realizzazione del progetto, dopo aver verificato il rapporto contenente lo
stato finale del progetto, la buona esecuzione, l’attestazione di avvenuto collaudo o
regolare esecuzione. In tale occasione si specifica altresì che la ONG dovrà consegnare
un verbale attestante la donazione dei beni mobili presi in carico e dei beni immobili
eventualmente ripristinati durante la realizzazione del progetto ai beneficiari
individuati nella scheda di progetto. L’Ambasciata si impegna ad effettuare le verifiche
in questione nel termine di 30 giorni lavorativi dalla ricezione della documentazione
predisposta dalla ONG. Detto termine deve intendersi sospeso nel caso in cui la
documentazione fornita risulti irregolare o incompleta, e ricomincia a decorrere dalla
data di regolarizzazione.
La polizza fideiussoria a garanzia dell’anticipo non sarà richiesta nel caso in cui la ONG rinunci
espressamente all’anticipo. In tal caso l’Ambasciata e la ONG sottoscriveranno un apposito atto
integrativo da allegare al Disciplinare d’Incarico, nel quale verranno descritte nel dettaglio le
modalità dei pagamenti che avverranno a stati di avanzamento, dietro rendicontazione delle
attività. In tale ipotesi, il Disciplinare e il relativo atto integrativo potranno essere sottoscritti
soltanto successivamente all’invio del Messaggio dell’Ufficio VI che attesti l’avvenuta
presentazione della polizza fideiussoria del 2% e il rispetto degli adempimenti in materia di
documentazione antimafia.
N.B.: Non sono ammesse varianti onerose al progetto
8.
RAPPORTI
La predisposizione di rapporti periodici puntuali ed accurati è fondamentale per garantire che i
fondi messi a disposizione siano spesi in maniera efficace, efficiente e trasparente. Inoltre,
l’acquisizione di rapporti oggettivi, che evidenzino i punti di forza e di debolezza dell’azione, è di
basilare importanza per apprendere dalle esperienze e migliorare le programmazioni future in
ambito umanitario.
Per valutare l’operato dell’ONG, il personale dell’UTL/Ufficio di Programma potrà realizzare visite
di monitoraggio e di valutazione in loco al fine di predisporre rapporti interni all’organizzazione. Il
monitoraggio e la valutazione verranno condotti in uno spirito di collaborazione con l’ONG,
prevedendo anche la consultazione dei beneficiari.
Come stabilito nell’Art. 7 del Disciplinare d’Incarico, durante la realizzazione dell’intervento, l’ONG
dovrà presentare all’Ambasciata, tramite l'Unità del Programma di Emergenza: (i) un rapporto
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intermedio contenente lo stato di avanzamento del progetto ed (ii) un rapporto finale, entrambi
corredati dal rendiconto finanziario recante l’ammontare delle spese sostenute per il Progetto.
I rapporti dovranno essere redatti in lingua italiana utilizzando il formato standard (Allegato L).
I rapporti dovranno consentire un chiaro raffronto fra i progressi realizzati rispetto ai risultati
attesi dal progetto approvato, descrivendo in maniera accurata in che modo le attività
preliminarmente previste siano state effettivamente sviluppate sul campo.
 Attività: Rispetto alle attività, la descrizione dovrà fare rifermento alla tipologia e quantità
delle attività effettivamente svolte - misurate con appositi indicatori di realizzazione specificando luoghi d’esecuzione, partner coinvolti, cronologia, numero e tipologia dei
beneficiari coinvolti nonché eventuali ritardi e attività cancellate, aggiuntive o svolte
diversamente da quanto previsto.
 Risultati: E’ inoltre fondamentale puntualizzare quali risultati siano stati effettivamente
raggiunti, misurandoli adeguatamente con specifici indicatori, sia in fase di esecuzione –
ove possibile – sia a chiusura del progetto. Gli indicatori di prodotto, di risultato e di
impatto sono estremamente utili per consentire una valutazione oggettiva dell’effettivo
raggiungimento dei risultati, permettendo una misurazione concreta della capacità di
risposta del progetto rispetto ai problemi identificati ed ai bisogni della popolazione
beneficiaria. E’ essenziale, quindi, che già nella proposta progettuale tali bisogni vengano
opportunamente definiti attraverso indicatori di contesto (base line) che diano
un’immagine chiara delle problematiche su cui si intende operare.
Il focus sugli impatti consente una gestione orientata ai risultati, prevista anche
nell’ambito dell’efficacia degli aiuti. Ciò significa che, soprattutto a chiusura del progetto,
sarà fondamentale verificare non solo “cosa” si è realizzato, ma soprattutto quali
“benefici” l’azione abbia prodotto sulla popolazione target.
Il rapporto intermedio dovrà rispettare i criteri stabiliti dall’Ambasciata/UTL - Programma di
Emergenza. Il rapporto, contenente lo stato di avanzamento del progetto, dovrà comprendere la
descrizione: delle attività svolte, del personale impiegato per la gestione, dei servizi forniti, dei
servizi affidati a terzi, della percentuale di lavoro svolto in relazione ai costi sostenuti. Oltre alla
ricapitolazione e l’analisi dei dati finanziari ed amministrativi il rapporto dovrà documentare il
livello di realizzazione ed una valutazione delle attività del periodo di riferimento, le evoluzioni
rispetto ai risultati attesi e rispetto a quanto previsto, gli effetti attuali sui beneficiari diretti e
indiretti nonché la visibilità e apprezzabilità attuale degli effetti prodotti dal progetto.
Lo stato d’avanzamento generale delle attività andrà presentato sotto forma di cronogramma,
sovrapponibile a quello allegato al progetto approvato.
Il rapporto finale, completo di rendicontazione e descrizione delle attività svolte, i cui contenuti,
simili a quelli del rapporto intermedio, documenteranno il complesso delle attività progettuali,
dovrà essere consegnato all’Ambasciata/UTL - Ufficio del Programma di Emergenza entro 30 giorni
lavorativi dalla fine delle attività. L’Ufficio di cui sopra preparerà, entro i termini previsti dall’art.7
del Disciplinare d’incarico, un verbale di certificazione che permetterà il saldo finale all’ONG.
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L’ONG dovrà inoltre presentare un rapporto nel caso si verifichino condizioni di straordinarietà
(es.: interruzione temporanea delle attività dovuta a causa di forza maggiore).
9.
RENDICONTAZIONE
La rendicontazione progettuale dovrà essere presentata seguendo la tempistica indicata all’art. 7
del Disciplinare d’Incarico e dovrà contenere:

la descrizione dell’iniziativa ed il codice progetto;

la documentazione riepilogativa delle spese effettivamente sostenute nel periodo di
riferimento (frontespizio, piano finanziario, prima nota cronologica e distinta spese per
linee di budget);

giustificativi di spesa intestati alla ONG, che dovranno essere presentati in originale,
tradotti in italiano e con la copertina correttamente compilata (titolo del progetto,
descrizione di spesa, importo, valuta utilizzata con relativo tasso di cambio). Tutti i
summenzionati giustificativi di spesa dovranno corrispondere alle voci di spesa previste
dal piano finanziario del progetto. Tutta la documentazione relativa alle fatture dovrà
essere numerata in ordine progressivo (lo stesso numero andrà riportato sulla prima
nota completa);

documentazione bancaria (estratti conto bancari, movimenti effettuati nel periodo,
tutti i bordereaux di cambio);

contratti del personale;

tutti i contratti dovranno essere accompagnati da una traduzione per estratto in lingua
italiana;

autorizzazioni ad eventuali varianti. Le autorizzazioni dovranno indicare quanto
specificatamente previsto e quanto modificato;

spese ‘Auto’: dichiarazione che tutti i viaggi sono stati effettuati per uso esclusivo di
servizio;

spese di ‘Telefonia’: dichiarazione attestante che tutte le comunicazioni sono state
effettuate solo per uso esclusivo di servizio;
La rendicontazione periodica, così come precedentemente esposto, dovrà essere accompagnata
dai rapporti intermedio e finali.
L’UTL/Programma di Emergenza e gli esperti esterni DGCS effettueranno con regolarità visite e
missioni di monitoraggio per verificare l’andamento dell’intervento. Tali visite comprenderanno
rilevazioni sugli aspetti finanziari, operativi e procedurali del progetto e verifica dell’andamento del
progetto.
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L'UTL/Programma di Emergenza preparerà, entro i termini stabiliti dal ricevimento/accettazione del
rapporto finale, un verbale di certificazione che permetterà il saldo finale all’ONG. In tale fase
potranno avvenire ulteriori sopralluoghi di verifica da parte dell’UTL/Programma di Emergenza.
10.
PIANO FINANZIARIO E COMPENSAZIONE DELLE VOCI DI SPESA
L’Art. 10 del Disciplinare D’Incarico stabilisce che saranno ammesse delle compensazioni contabili
al piano finanziario non soggette ad autorizzazione preventiva, qualora tali compensazioni siano
effettuate tra voci di spesa all’interno dello stesso settore d’intervento (macrovoce) ed in modo
tale che le compensazioni non superino in eccesso più del 15% l’importo originariamente previsto
per la singola voce. Le variazioni dovranno ad ogni modo essere tempestivamente comunicate e
non dovranno comunque modificare né il piano generale del progetto né i suoi obiettivi. Per
compensazioni di valore superiore a quello sopra indicato o tra macrovoci sarà necessaria la
preventiva autorizzazione della Sede (Ambasciata d’Italia ad Addis Abeba) a seguito di specifica
richiesta. Relativamente al piano finanziario (Allegato D), si sottolinea che le voci inserite sono a
titolo di esempio e che l’ONG potrà modellare il suddetto proponendo il proprio grado di dettaglio
delle spese.
11.
RESPONSABILITÁ ED IMPEGNI DELLA ONG PER L’ESECUZIONE DEI PROGETTI
CONCORDATI
Ad ogni ONG assegnataria di una quota dei fondi del Programma mediante la procedura di cui
sopra è richiesto di:

assicurare la preparazione degli accordi necessari con tutte le Autorità locali coinvolte
(nel caso di importazioni fare riferimento alle procedure di esenzione emanate dal
Governo locale o dalla struttura preposta dallo stesso per gestire la situazione di
emergenza in corso);

rispettare la normativa italiana vigente14 (anche ad eventuale integrazione di quanto
previsto nel presente Avviso e nella documentazione fornita dall’UTL/Programma di
emergenza) per gli eventuali acquisti di beni e servizi nonché lavori civili di semplice
esecuzione tecnico-professionale strettamente accessori, funzionali e strumentalmente
indispensabili al progetto, necessari alla realizzazione dell’intervento;

stipulare i necessari contratti con le imprese, i fornitori locali e il personale tecnico che
opereranno nei progetti;

provvedere alle necessarie attività di supervisione;

curare il trasporto di tutte le forniture, coordinandosi con l’UTL/Programma di
Emergenza, richiedendo se necessario assistenza;
14
Si rimanda al riguardo ai “Chiarimenti Amministrativi” (ALLEGATO B).
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





12.
fornire, quando richiesto dall’UTL/Programma di Emergenza, informazioni tecniche
sull’andamento dei progetti e/o dati descrittivi e finanziari;
fornire, quando previsto, rapporti periodici descrittivi e finanziari;
contribuire alla visibilità delle iniziative e collaborare con l’UTL/Programma di
Emergenza nella preparazione della documentazione allo scopo necessaria;
partecipare alla valutazione dei progetti;
rispettare eventuali norme e misure di sicurezza indicate dall’Ambasciata d’Italia ad
Addis Abeba;
far riferimento alla Lettera ed al Disciplinare di Incarico per ogni altra responsabilità.
ASSISTENZA TECNICA / CONSULENZA INTERNAZIONALE
Nel caso in cui le risorse umane e le competenze professionali non siano reperibili in loco, viene
autorizzato l’impiego di consulenti internazionali limitatamente ai fini progettuali.
Nell’eventualità che il Consulente svolga la propria attività anche nell’ambito di altri progetti, ciò
dovrà essere espressamente dichiarato dalla ONG proponente, che dovrà imputare al progetto
unicamente la quota parte del compenso previsto, fermo restando che l’Ambasciata /UTL lo
ritenga compatibile con il normale funzionamento del progetto.
Relativamente all’impiego di consulenti internazionali l’ONG dovrà includere, in allegato alle
proposta di progetto i TdR dettagliati relativi alla consulenza prevista nel documento di progetto.
Prima della firma del Disciplinare d’Incarico, la ONG si impegna a produrre:

la Dichiarazione di esclusività del rappresentante della ONG proponente da cui risulti
l’esclusività del rapporto professionale del consulente ad operare sullo specifico
progetto per il tempo indicato nel documento di progetto, oppure la dichiarazione della
ONG proponente relativa alla partecipazione del consulente ad altri progetti (Allegato
L);

il CV relativo alla consulenza indicata nel documento di progetto. L'Unità del
Programma di Emergenza verificherà la compatibilità del CV15presentato con i Termini
di Riferimento specifici alla consulenza in oggetto.
Il personale espatriato impiegato sui progetti dovrà comunicare formalmente, all’Unità del
Programma di Emergenza, arrivi e partenze dal Paese.
17
La consegna del CV è necessaria al fine di verificare la corrispondenza delle qualifiche ed esperienze professionali del personale
espatriato con le indicazioni menzionate nei Termini di Riferimento.
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L’eventuale sostituzione del consulente dovrà essere concordata con l'Unità del Programma di
Emergenza e la ONG si incaricherà di proporre un nuovo CV ed una nuova Dichiarazione di
esclusività relativa al candidato subentrante.
I compensi dei consulenti vanno stabiliti secondo parametri retributivi medi solitamente applicati
dalle Organizzazioni Non Governative internazionali.
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