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Bilancio economico 2013

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Estratto del progetto
Bilancio
e Relazioni
BANCA DI CREDITO COOPERATIVO MEDIOCRATI
Sede Legale: Centro Direzionale Via Alfieri - 87036 RENDE (CS) - Centralino: Tel. 0984.841.811 - Fax 0984.841.805
Filiali: ACRI • ALBIDONA • AMENDOLARA • BISIGNANO • CASTROVILLARI • COSENZA • FRASCINETO • LATTARICO • LAUROPOLI
LUZZI • MIRTO CROSIA • MONTALTO UFFUGO • NOVA SIRI • PAOLA • RENDE • RENDE 2 • ROCCA IMPERIALE • ROSE • ROTA GRECA
S. GIOVANNI IN FIORE • SPEZZANO ALBANESE
2013
Indice
5
7
9
79
85
89
Organi Sociali
Avviso di convocazione di Assemblea Ordinaria dei Soci
Relazione degli amministratori sulla gestione
13 Introduzione
14 Il contesto globale e il Credito Cooperativo
20 Lo scenario del credito
33 Andamento delle BCC Calabresi nel contesto del sistema bancario
41 Re-interpretare il modello Mediocrati
57 La situazione aziendale
59 Il conto economico
61 Attività di ricerca e sviluppo
63 Il presidio dei rischi e il sistema dei controlli interni
71 La gestione dei rischi
71 Informazioni sugli aspetti ambientali
72 Accertamento ispettivo dell’organo di vigilanza
72 Fatti di rilievo intervenuti dopo la chiusura dell’esercizio
73 Evoluzione prevedibile della gestione
74 Informativa sulle operazioni con parti correlate
74 Progetto di destinazione degli utili di esercizio
75 Considerazioni conclusive
Relazione del Collegio Sindacale
Relazione della Società di Revisione
Schemi di bilancio dell’impresa
90 Stato patrimoniale
91 Conto economico
91 Prospetto della redditività
92 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto
94 Rendiconto finanziario
95 Riconciliazione
3
Organi Sociali
Consiglio di Amministrazione Presidente: Nicola Paldino* Vice Presidente vicario: Michele Aurelio* (dall’1.9.2013)
Vice Presidente: Franca Caputi Migliarese Amministratori: Emilio Aiello* Francesco Chimenti Mauro D’Acri* Eugenio Dattilo* Giuseppe Ferraro (dall’1.9.2013)
Antonio Miglietti (dal 14.02.2014)
Massimo Rizzo Luciano Sposato
Pasquale Antonio Stamato (dal 1.9.2013)
Roberta Straface * Membro del Comitato Esecutivo
Collegio Sindacale:
Presidente: Alessandro Musaio
Sindaco: Olga Ferraro Sindaco: Pierluigi Altomare Direzione Generale:
Direttore Generale: Pietro Sena Vice Direttore Generale: Francesco Intrieri
5
Avviso di Convocazione di Assemblea Ordinaria dei Soci
L’Assemblea Ordinaria dei Soci è convocata per il giorno 30 aprile 2014,
alle ore 12.30, in prima convocazione e, qualora non si raggiungesse il numero legale prescritto per la valida costituzione della stessa, in seconda
convocazione per il giorno,
domenica 11 maggio 2014 alle ore 9:00
presso il Centro Malizia Distribuzione – C.da Pantoni (svincolo A3) - Montalto Uffugo (CS) - per discutere e deliberare sul seguente
ORDINE DEL GIORNO
1) Bilancio al 31 dicembre 2013: deliberazioni inerenti e conseguenti.
2) Politiche di remunerazione e incentivazione. Informative all’assemblea.
3) Stipula della polizza relativa alla responsabilità civile e infortuni professionali degli amministratori e sindaci.
4) Nomina di un consigliere: sostituzione di altro amministratore dimissionario ai sensi dell’art. 2386 cod. civ. per l’esercizio 2014.
5) Determinazione, ai sensi dell’art.30 dello statuto, dell’ammontare massimo delle posizioni di rischio che possono essere assunte nei confronti
dei soci, dei clienti e degli esponenti aziendali.
6) Premiazione soci.
Il Bilancio ed i relativi allegati sono a disposizione dei Sigg. Soci presso la
sede sociale.
Possono intervenire all’assemblea ed hanno diritto di voto i soci iscritti nel
libro dei soci da almeno novanta giorni.
Rende, 25 marzo 2014.
p.il Consiglio di Amministrazione
Il Presidente
(Nicola Paldino)
7
Relazione
degli amministratori
sulla gestione
Esercizio 2013
2013
“Sappiamo bene che ciò che facciamo
non è che una goccia nell’oceano.
Ma se questa goccia non ci fosse,
all’oceano mancherebbe”
Madre Teresa di Calcutta
11
Relazione degli amministratori sulla gestione
Cari soci,
anche il 2013 è stato un anno complesso. La crisi continua ad essere
nostra compagna di viaggio e, per quanto sgradita, ci costringe a fare i conti
con la necessità di rimettere in discussione equilibri che sembravano raggiunti.
Purtroppo dobbiamo constatare che l’Italia si sta impoverendo, con divari
che si ampliano, come testimoniato anche in una recente indagine della
Banca d’Italia. E il nostro territorio non rappresenta un’eccezione.
In questo contesto, sentiamo ancora più forte, anche come cittadini, il dovere
di contribuire a ricostruire il tessuto della fiducia, a rilanciare in avanti la speranza, a generare in mille modi il futuro.
Nel 1906, a Bisignano, Don Carlo De Cardona spingeva 16 “audaci operai”
a costituire la Cassa Rurale. Sono passati 108 anni e la BCC Mediocrati, erede
diretta di quei pionieri, è chiamata a testimoniare concretamente i valori decardoniani.
I bisogni di ieri sono straordinariamente vicini a quelli di oggi: dilatare la speranza, promuovere l’equità, favorire la cooperazione, rilanciare chi vuole intraprendere. È per questa ragione che il nostro modello di fare banca è
sempre attuale. C’è ancora bisogno, anzi sempre più bisogno, di imprese
che interpretino il mercato come luogo umanizzato e non asettico; un luogo
che deve essere arricchito di relazioni fiduciarie, non rapaci.
La Banca, nonostante le difficoltà, ha proseguito la propria marcia in sicurezza, intervenendo anche a protezione del sistema del Credito Cooperativo
calabrese. Al 31.12.2013, il montante (raccolta complessiva+impieghi) è pari
a € 907.846.559,00.
Nel corso dello scorso anno si è concretizzata la fusione per incorporazione
con la ex Banca dello Jonio - Credito Cooperativo - Albidona - Società Cooperativa. Oggi, per la prima volta, siamo insieme, in un unico organismo.
Questo passaggio, approvato dalle rispettive assemblee, ha portato alla formazione di una tra le più grandi BCC del Sud. I nostri soci sono ora 5.506 e
rappresentano la spina dorsale di un istituto che offre i propri servizi a 90 comuni, tramite 21 filiali.
Abbiamo esteso anche all’Alto Jonio i Comitati Locali, che seguono da vicino
la propria comunità, mentre i giovani soci hanno rinnovato il Consiglio Direttivo del Club facendo esercizio diretto di democrazia. Le loro attività, formative e sociali, proseguono a ritmo serrato. Siamo convinti che, grazie alla
esperienza del Club, saranno soci e amministratori migliori di noi.
Anche nel 2013 abbiamo ricevuto importanti attestazioni di merito. In estate,
Confindustria Salerno ci ha attribuito il premio nazionale “Best Practices per
l’innovazione”, mentre siamo stati la prima banca dell’Europa continentale a
ricevere un rating sul microcredito. Anche per questo il Fondo Europeo per
gli Investimenti ci ha chiamati a Bruxelles, quale unico rappresentante italiano, come relatori nell’ambito dei progetti europei di microcredito.
13
Bilancio Economico 2013
1.
Il contesto
globale e il
Credito
Cooperativo
1.1 Lo scenario macroeconomico di riferimento
Nel 2013 l’andamento dell’economia mondiale è stato moderatamente
positivo. Gli indicatori delle più recenti indagini congiunturali hanno continuato a mostrare solide condizioni economiche a partire dalla seconda
metà del 2013, mantenendosi tutti fermamente in territorio espansivo.
Secondo le previsioni adottate dal Servizio Studi di Federcasse nello scenario relativo al ciclo di previsione di Marzo 2014 del Modello Econometrico del Credito Cooperativo (MECC), l’economia mondiale dovrebbe
crescere del 3,7 per cento nel 2014, del 3,9 per cento nel 2015 e del 4,0
per cento nel 2016. I rischi per le prospettive di crescita mondiale restano
orientati verso il basso. L’evoluzione delle condizioni nei mercati monetari
e finanziari globali e le connesse incertezze potrebbero influire negativamente sulla situazione economica.
Nella Zona Euro il prodotto lordo ha segnato nel terzo trimestre del 2013
un lieve rialzo, tuttavia inferiore a quello del periodo precedente. Nel terzo
trimestre del 2013 il PIL dell’area è cresciuto dello 0,1 per cento rispetto
al secondo.
1.2 L’economia italiana
In Italia, nel terzo trimestre del 2013 si è arrestata la caduta del PIL. Negli
ultimi mesi sono emersi segnali di una moderata intensificazione dell’attività economica, confermata a dicembre 2013 dalla crescita dello 0,1 per
cento su base trimestrale del PIL (stima preliminare, -0,8 per cento su base
annua). Si tratta della prima variazione con segno positivo dopo otto trimestri (l’ultima era stata a settembre 2011).
La produzione industriale, il cui indice ha raggiunto durante la recessione
del 2011-2013 valori comparabili a quelli degli anni Ottanta, è aumentata
nel quarto trimestre nelle rilevazioni mensili, sospinta soprattutto dalla domanda estera.
Ma, nonostante il miglioramento del clima di fiducia delle imprese, sulla ripresa continua a gravare la fragilità del
mercato del lavoro. La disoccupazione,
che frena l’espansione del reddito disponibile, ha raggiunto il 12,9%. La disoccupazione giovanile ha fatto registrare una
L’economia italiana
crescita esponenziale (42,4%).
torna positiva dopo
1.3 L’economia calabrese1
La congiuntura sfavorevole continua ad
incidere sull’economia calabrese, che
1
14
(fonte Banca d’Italia - l’economia della Calabria nov. 2013)
otto trimestri di
segno meno
Relazione degli amministratori sulla gestione
registra alcuni segnali di stabilizzazione
solo a partire dall’estate 2013. Ciononostante, resta alto il grado di incertezza sulle prospettive di recupero
L’economia
dell’economia.
calabrese continua
Secondo il sondaggio della Banca
a registrare
d’Italia, le imprese dell’industria e dei
difficoltà nel
servizi, che pure avrebbero subito un
settore edile
ulteriore calo del fatturato rispetto al
2012, segnalano un’attenuazione della
fase recessiva a partire dal terzo trimestre. Giudizi negativi continuano invece
a prevalere nel settore delle costruzioni.
Continuano a peggiorare le condizioni del mercato del lavoro regionale.
Il numero degli occupati in Calabria si è sensibilmente ridotto nel primo
semestre del 2013, accentuando la tendenza negativa nuovamente in atto
dallo scorso anno. Nel complesso, l’occupazione ha risentito della fase
congiunturale negativa più che nel Mezzogiorno e in Italia.
La difficile congiuntura economica si è riflessa sul mercato del credito. Nel
primo semestre del 2013, si sono ridotti i finanziamenti destinati alle famiglie consumatrici, in particolare, i prestiti per l’acquisto di abitazioni, conseguente al calo delle compravendite nel mercato immobiliare. Si è
accentuata anche la contrazione dei prestiti alle imprese, risentendo sia
della debole domanda per il finanziamento degli investimenti sia del permanere di politiche di offerta di credito ancora selettive. Il rischio di credito
si conferma elevato, soprattutto per i prestiti alle imprese. La raccolta bancaria ha continuato ad aumentare, sospinta dalla crescita dei depositi.
Uno spiraglio di speranza viene aperto dai dati Unioncamere, secondo cui
nel 2014 dovrebbe fermarsi il ridimensionamento dell’attività economica
in corso da due anni. La tendenza sarebbe comune a tutte le regioni italiane, anche se, per alcune come Molise e Calabria, si tratterebbe piuttosto
di una stasi.
1.4 L’economia cosentina
Malgrado qualche segnale di miglioramento, i risultati della indagine continuativa congiunturale, realizzata per la BCC Mediocrati dall’Istituto Demoskopika su un campione rappresentativo di 400 imprese della provincia
di Cosenza e dell’area Mediocrati per l’anno 2013 evidenziano una situazione di difficoltà per il tessuto imprenditoriale locale ancora in piena fase
recessiva.
Tutti gli indicatori esaminati, mostrano condizioni di difficoltà per le
aziende; un bilancio, dunque, negativo e di crisi per l’intera economia locale.
15
Bilancio Economico 2013
Nel 2013 anche se con un trend meno
negativo rispetto a quello dell’anno
precedente, 7 imprese su 10 (il 69,2%
vs l’80,4% del 2012) denunciano una
Bilancio negativo
flessione del fatturato registrando un
per le imprese
saldo pari a -63,3% in miglioramento ricosentine con
spetto al –76,5%2 del 2012.
riduzione del
Anche per gli ordinativi e per la dofatturato
manda di beni e servizi, il 65% segnala
una flessione con un saldo negativo
pari a -59,7% a fronte del –61,5% del
periodo precedente, mentre sul fronte
dell’occupazione la tendenza prevalente è di una stabilità congiunturale
(56,4%) ma comunque con saldo in area negativa che registra un lieve peggioramento passando da –34,5% a –36,5%
Sul fronte gestionale, le dinamiche di breve periodo relative ai costi di produzione, nonostante la riduzione dei prezzi evidenziano un aumento, con
saldo (+43,2%) che appare comunque in riduzione rispetto all’anno precedente (+56,1%); allo stesso modo i costi legati alla gestione del personale che in questo caso segnano un deciso decremento passando da un
saldo del +22,7% al +6,1%.
Riguardo il livello dei prezzi, nel 2013 si confermano i cali del periodo precedente, il saldo si attesta a -27,1% quasi sullo stesso valore del 2012, -26,8%,
per cui risulta ancora maggiore la percentuale di imprenditori che ravvisano
una flessione (39%) rispetto a quanti invece dichiarano un aumento (11,9%).
Anche per l’anno osservato, dunque, è molto probabile che le imprese
abbiano continuato a perseguire la logica della riduzione dei prezzi di vendita, nonostante l’incremento dei costi di produzione, per intercettare una
domanda debole (di beni e servizi) fiaccata dalla grave crisi economica.
L’andamento congiunturale delle imprese della provincia di Cosenza
Anno 2013
Valori percentuali
Modalità di risposta
Aumentato
Diminuito
Rimasto invariato
Saldo +/–
Fatturato
5,9
69,2
24,9
-63,3
Portafoglio ordini acquisto
5,3
65,0
29,7
-59,7
Occupati
3,6
40,1
56,4
-36,5
Livello dei prezzi di vendita
11,9
39,0
49,1
-27,1
Livello dei costi di produzione
54,4
11,1
34,5
43,2
Livello dei costi del personale
24,5
18,5
57,0
6,1
Fonte: Istituto Demoskopika.
2
16
Valori ottenuti dalla differenza tra le percentuali di imprese che hanno segnalato dei trend in aumento e quelle
che hanno registrato dei trend in diminuzione al netto delle risposte che segnalano una invariabilità.
Relazione degli amministratori sulla gestione
L’andamento del saldo degli indicatori congiunturali delle imprese della provincia di Cosenza
Anni 2004-2013
Valori percentuali
Modalità di risposta
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
Fatturato
-22,0
-29,3
-25,8
-48,1
-38,8
-43,7
-60,3
-59,3
-76,5
-63,3
-9,3
-24,0
-21,6
-32,2
-37,1
-29,9
-47,7
-55,1
-61,5
-59,7
1,0
-5,8
-7,0
-26,9
-18,2
-20,2
-24,5
-31,8
-34,5
-36,5
Portafoglio ordini acquisto
Occupati
Livello dei prezzi di vendita
8,5
-0,5
5,5
-0,7
-22,0
-10,3
-20,6
-6,0
-26,8
-27,1
Livello dei costi di produzione
80,5
75,0
48,5
34,8
29,9
28,2
10,7
55,4
56,1
43,2
Livello dei costi del personale
28,0
31,8
30,7
10,3
9,4
10,0
-8,1
10,8
22,7
6,1
Fonte: Istituto Demoskopika.
Nel 2013, dopo il lieve incremento registratosi tra il 2011 e il 2012, la curva
della propensione agli investimenti torna in flessione di 3 punti percentuali
passando dal 18,8% al 15,9%.
Con riferimento al lungo periodo, la tendenza resta negativa, considerando che nel 2004 avevano fatto investimenti oltre un terzo degli imprenditori intervistati (34,0%), dunque, si è verificata una riduzione di ben 18
punti percentuali.
Imprese della provincia di Cosenza che hanno effettuato investimenti
Anni 2004-2013
Valori percentuali
Fonte: Istituto Demoskopika.
17
Bilancio Economico 2013
1.5 L’economia nell’area della BCC Mediocrati
Il quadro congiunturale degli imprenditori del Mediocrati riflette quello
dell’intera economia provinciale confermandosi anche per quest’area la
continuazione di un periodo di stagnazione che si era manifestata nel 2007
e che è proseguita per gli anni a venire e dunque per tutto il 2013.
In quest’ultimo anno, infatti, risulta elevata, il 67,1%, anche se in flessione
rispetto al periodo precedente (78,5%) la quota di soggetti che segnala
una flessione del proprio volume d’affari; solo il 6,5% a fronte del 4,2% del
2012 ravvisa un incremento, registrandosi un saldo negativo del -60,6% in
miglioramento rispetto al periodo scorso (-74,3%).
Anche gli ordinativi e la domanda di servizi dopo la contrazione avvenuta
tra 2011 e il 2012 (il saldo passa da -50,8% a -60,8 per cento) nel 2013 si
conferma la tendenza negativa con un saldo stabile rispetto al periodo
precedente, -61%.
Come per il resto della provincia nel territorio Mediocrati, appaiono più
stazionari, invece, i livelli occupazionali: il 59,4% mostra condizioni di stabilità, ma il saldo ovvero la posizione netta assunta dalle imprese, si colloca
comunque in area negativa, attestandosi a –34,7%, in lieve peggioramento
rispetto al –32,3% del 2012. Sul fronte del “conto economico” le dinamiche
di breve periodo evidenziano nel 2013 una quota consistente di aziende
con un incremento dei costi di produzione il cui saldo sia attesta al +42,5%
a fronte di un valore comunque più elevato del 2012 (+57,6%); più stabile
invece il trend degli oneri del personale per quasi il 60% degli imprenditori
intervistati e con un saldo in forte discesa dal +17,6% al +3,6%.
Per quanto concerne il livello dei prezzi, sembra continuare la discesa iniziata nel 2008 (saldo -15,8%) che continua anche negli ultimi anni di riferimento, saldo -23,9% nel 2012 e -27,1% nel 2013.
Considerando le modalità di risposta, il 47,1% segnala condizioni di stabilità dei propri prezzi di vendita, il 40% una flessione, contro una percentuale inferiore, il 12,9%, che pone in evidenza un incremento. Rispetto a
L’andamento congiunturale delle imprese dell’area Madiocrati
Anno 2013
Valori percentuali
Modalità di risposta
Aumentato
Diminuito
Rimasto invariato
Saldo +/–
Fatturato
6,5
67,1
26,5
-60,6
Portafoglio ordini acquisto
4,7
65,7
29,7
-61,0
Occupati
2,9
37,6
59,4
-34,7
Livello dei prezzi di vendita
12,9
40,0
47,1
-27,1
Livello dei costi di produzione
53,9
11,4
34,7
42,5
Livello dei costi del personale
22,9
19,3
57,8
3,6
Fonte: Istituto Demoskopika.
18
Relazione degli amministratori sulla gestione
quest’ultima tendenza valgono le considerazioni fatte in precedenza per l’intero sistema imprenditoriale della
provincia cosentina.
Nell’area
Prendendo in esame la propensione
Mediocrati
agli investimenti nell’area Mediocrati,
reggono i livelli
nel corso dell’ultimo anno analizzato la
occupazionali ma
quota di imprese che ha fatto investicalano gli ordini
mento è pari al 14,5% mantenendosi su
valori analoghi a quella del 2012 (15,7%).
Anche in quest’area come nel resto
della provincia, l’andamento medio
degli “investitori” nel lungo periodo appare in tendenziale flessione.
Imprese che hanno effettuato investimenti nell’ultimo anno... per ambito territoriale
Anni 2004-2013
Valori percentuali
Fonte: Istituto Demoskopika.
19
Bilancio Economico 2013
2.
Lo scenario
del credito
2.1 L’Unione Bancaria
La crisi ha reso evidenti le carenze dell’assetto istituzionale e normativo,
portando l’Unione Europea ad avviare un’agenda di riforme a tutto campo.
Da luglio 2007 ad oggi la Commissione ha emanato circa 40 proposte di
normative su materie bancarie e/o finanziarie, di cui circa la metà già definitivamente approvate.
Spiccano, per impatto, le seguenti:
• la CRD IV e CRR, che recepiscono nell’Unione le regole di Basilea 3;
• la DGS – Deposits Guarantee Schemes;
• la BRRD – Banks Recovery & Resolution;
• il SRM – Single Resolution Mechanism;
• l’EMIR – European Market Infrastructures;
• la MiFID 2 / MiFIR – Markets in Financial Instruments.
Tali misure costituiscono architravi e pilastri di un nuovo quadro di riferimento normativo: l’Unione Bancaria. Si tratta di un traguardo di grandissimo rilievo che, fra le altre cose, intende risolvere alla radice il grave
problema che ha minacciato di disintegrare l’Unione monetaria tra il 2011
e il 2012, ovvero il cosiddetto “trilemma finanziario” ovvero l’impossibilità
di avere insieme e contemporaneamente:
a) l’integrazione dell’eurozona;
b) il perseguimento della stabilità finanziaria sistemica;
c) il mantenimento delle sovranità nazionali sulle politiche fiscali e la vigilanza bancaria e finanziaria.
2.2 Una innovazione istituzionale e regolamentare di grande
portata
Il quadro armonizzato per la prevenzione, la gestione delle criticità e la liquidazione delle banche in crisi costituisce una innovazione normativa di
notevole portata. In sostanza, l’attività bancaria sarà presidiata, dall’ingresso nel mercato fino all’eventuale uscita, da apposite discipline progressivamente coordinate e sottoposte
alla vigilanza di un meccanismo di Autorità centrali a livello europeo.
La Federazione Italiana delle BCC nelle
apposite sedi istituzionali ha rappreL’unione Bancaria
sentato con forza la necessità di assicumira a rendere più
rare che le norme non siano scritte con
forte il sistema
riferimento esclusivamente alle caratteeuropeo
ristiche della società per azioni, magari
quotata in un mercato regolamentato,
strutturata a forma di gruppo verticale,
con operatività transfrontaliera. Perché
20
Relazione degli amministratori sulla gestione
il pluralismo bancario è precondizione
per realizzare la democrazia economica.
Inoltre, sono stati posti, a tutela della
Si corre il rischio
realtà delle BCC, una serie di presidi
di penalizzare
normativi incentrati sulla valorizzazione
oltremisura
del network cooperativo rispetto a
il sistema bancario
quattro potenziali rischi:
locale
I. Il primo rischio riguarda gli impatti
sulle scelte di allocazione del risparmio.
Viene introdotto come principio generale, che ammetterebbe solo poche e
marginali eccezioni, il cosiddetto bail-in. In pratica, si prevede che, nella
risoluzione di una banca in crisi, le perdite vadano assorbite, oltre che dagli
azionisti e dai possessori di passività subordinate, anche dai detentori di
passività bancarie senior, secondo una gerarchia predefinita, prima di ogni
intervento di un fondo di risoluzione o di un eventuale aiuto pubblico.
L’introduzione del bail-in come principio generale produce un messaggio
chiaro: in caso di liquidazione di una banca, deve pagare, oltre che l’azionista, anche l’investitore, incluso il cittadino-risparmiatore. La percezione
della protezione del risparmio affidato alla banca, finora molto forte e costituzionalmente tutelata in Italia (art. 47), potrebbe risultare pertanto alterata. Inoltre, potrebbe emergere un rischio di diverso utilizzo del bail-in
a seconda che esso sia applicato ad una grande banca a rilevanza sistemica oppure ad una piccola banca, generando uno svantaggio concorrenziale non accettabile.
Federcasse ha pertanto lavorato per far sì che si riconoscessero vantaggi
espliciti alle banche che aderiscono ad un IPS (schema di protezione istituzionale, quale il Fondo di Garanzia Istituzionale) in termini di riduzione
del profilo di rischio.
II. Il secondo rischio è che il Meccanismo Unico per la Risoluzione delle
crisi (SRM) non tenga conto di esperienze positive maturate in alcuni
Paesi in termini di “autoriparazione” delle situazioni di crisi (come il Fondo
di Garanzia dei Depositanti) e che si abbia un aggravio di costi derivante
dall’introduzione di un Fondo europeo di risoluzione con obblighi contributivi anche per le piccole banche, in aggiunta ai contributi dovuti (dal
2015 anche ex ante) al FGD.
Anche in questo caso si è lavorato per valorizzare le buone esperienze realizzate all’interno del Credito Cooperativo.
III. Terzo rischio: il rapporto tra integrità del mercato unico e pluralismo
dei soggetti.
Se l’intera struttura dell’Unione Bancaria è volta ad intercettare e quindi
prevenire il crearsi di crisi sistemiche, essa deve guardare necessariamente
21
Bilancio Economico 2013
in modo differente alle grandi realtà
bancarie internazionali rispetto a quelle
piccole e locali. E, al riguardo, si sono
fortemente rappresentate le esigenze
La raccolta al
di proporzionalità, gradualità ed opdettaglio del
portunità della normativa.
sistema bancario
IV. Quarto rischio: il vincolo all’eserciconferma la propria
zio dell’arte del banchiere, che è disolidità
scernimento.
La grande mole di regole e la definizione di troppo dettagliati standard
tecnici potrebbe ridurre ed ingabbiare
in un set normativo troppo rigido l’elasticità tipica dell’impresa bancaria.
L’arte del banchiere, che è valutazione del merito, ne sarebbe danneggiata, con riflessi negativi anche per il credito alle famiglie e alle imprese.
Federcasse anche sotto questo aspetto ha chiesto che i meccanismi di
realizzazione dell’Unione Bancaria tengano adeguatamente conto di una
proporzionalità strutturata e strutturale.
2.3 La politica monetaria della BCE e l’andamento del sistema
bancario dell’area Euro.
Il Consiglio direttivo della BCE ha ridotto i tassi ufficiali a maggio e novembre del 2013, portandoli complessivamente allo 0,0 (tasso depositi
overnight presso l’Eurosistema), allo 0,25 (tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali) e allo 0,75 per cento (tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale). Le aspettative di un ribasso ulteriore dei tassi
hanno spinto i tassi euribor su livelli particolarmente contenuti nel corso
del 2013 (quello a tre mesi si è attestato allo 0,22 per cento come valore
medio annuo ma tornando allo 0,29 per cento come valore puntuale di
fine 2013).
2.4 Cenni sull’evoluzione dell’intermediazione creditizia nel
sistema bancario italiano3
La raccolta al dettaglio del sistema bancario si conferma solida.
Tra la fine di agosto e quella di novembre 2013, i depositi di residenti
presso le banche italiane sono aumentati di circa 7 miliardi; il tasso di crescita sui dodici mesi si è attestato al 5,0 per cento, sostanzialmente invariato rispetto ad agosto.
I prestiti al settore privato non finanziario hanno continuato a contrarsi (5,6 per cento in ragione d’anno nei tre mesi terminanti in novembre); i prestiti alle imprese e alle famiglie si sono ridotti rispettivamente dell’8,4 e
3
22
Cfr. Banca d’Italia, Bollettino Economico n° 1, gennaio 2014
Relazione degli amministratori sulla gestione
del 2,1 per cento. La flessione sui dodici mesi dei finanziamenti alle imprese è stata più marcata per i grandi intermediari, appartenenti ai primi
cinque gruppi, rispetto a quella del credito concesso dalle altre banche
(rispettivamente -7,3 e -4,6 per cento).
L’indagine sul credito bancario (terzo trimestre 2013) evidenzia come l’andamento dei prestiti alle imprese abbia continuato a risentire sia della debolezza della domanda, sia dei criteri di offerta ancora restrittivi, in
particolare verso i segmenti più rischiosi della clientela.
Nel terzo trimestre del 2013 il flusso di nuove sofferenze in rapporto ai prestiti, al netto dei fattori stagionali e in ragione d’anno, pur restando elevato, ha smesso di crescere per la prima volta dal secondo trimestre del
2011, attestandosi al 2,9 per cento, un decimo di punto in meno rispetto
ai tre mesi precedenti. La diminuzione è attribuibile ai prestiti erogati alle
società finanziarie e alle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie, a fronte di una sostanziale stabilità dell’indicatore per i prestiti alle
famiglie e alle imprese, pari rispettivamente all’1,3 e al 4,8 per cento.
2.5 L’andamento delle BCC nel contesto del sistema bancario4
Nell’ultimo anno si è consolidata la ripresa della raccolta da clientela delle
BCC già evidenziatasi nell’ultimo scorcio dell’anno precedente e si è ampliata la capillarità della categoria in termini di presenza territoriale. D’altro
canto, con l’ulteriore inasprirsi della crisi economica, anche nei mercati locali la domanda di credito dell’economia si è fortemente ridotta, mentre
la necessità di contenere i rischi e preservare la dotazione patrimoniale ha
indotto anche le BCC a contenere sensibilmente l’erogazione di nuovo
credito.
2.5.1 Gli assetti strutturali
Nel corso dell’ultimo anno il sistema del Credito Cooperativo ha sostanzialmente mantenuto la propria copertura territoriale.
Tra il settembre 2012 ed il settembre 2013 il numero delle BCC è diminuito
(sono 385 nel 2013), gli sportelli sono aumentati di 13 unità (+0,3% a fronte
di una diminuzione del 3,8% per cento registrata per il complesso delle
banche), fino a raggiungere a settembre 2013 quota 4.455 filiali, pari al
13,9% del sistema bancario.
Alla fine del III trimestre dell’anno le BCC risultano presenti in 101 province
e in 2.711 comuni. In 573 comuni le BCC rappresentano l’unica presenza
bancaria, mentre in 549 comuni operano in concorrenza con un solo intermediario. Nel 70,9% dei comuni bancati dalla categoria sono presenti
sportelli di una sola BCC.
4
Le informazioni sulle BCC sono di fonte B.I. (flusso di ritorno BASTRA B.I. e Albo sportelli) o frutto di stime effettuate
dal Servizio Studi, Ricerche e Statistiche di Federcasse sulla base delle segnalazioni di vigilanza disponibili. Le informazioni sull’andamento del sistema bancario complessivo sono sono di fonte B.I. (flusso di ritorno BASTRA B.I.
e Albo sportelli).
23
Bilancio Economico 2013
I dipendenti delle BCC italiane sono pari alla fine del III trimestre 2013 a
31.532 unità, in leggera diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno
precedente (-0,9%), in linea con quanto rilevato nella media di sistema (0,8%). I dipendenti complessivi del credito cooperativo, compresi quelli
delle Società del sistema, approssimano le 37.000 unità.
Il numero totale dei soci è pari a 1.161.346 unità, con un incremento del
3,2% su base d’anno. I soci affidati ammontano a 462.656 (+2,2% annuo).
2.5.2 Lo sviluppo dell’intermediazione
Nel quadro congiunturale particolarmente negativo di cui si è detto, nel corso
del 2013 anche le BCC hanno fatto registrare una contrazione dei finanziamenti erogati, pur se di intensità inferiore rispetto alla diminuzione registrata
mediamente nel sistema bancario italiano, mentre, sul fronte del funding, si
è registrata per le banche della Categoria una progressiva crescita dei depositi da clientela. In considerazione di tali dinamiche la quota delle BCC nel
mercato degli impieghi e in quello della raccolta diretta è cresciuta nel corso
del 2013 e si è attestata a fine anno rispettivamente al 7,2% e al 7,7%.
2.5.3 Attività di impiego
A dicembre 2013 si stima che impieghi a clientela delle BCC approssimino
136 miliardi di euro, con una contrazione di circa il 2% su base d’anno
(-4,4% nella media dell’industria bancaria). Considerando anche i finanziamenti erogati dalle banche di secondo livello del Credito Cooperativo,
l’ammontare degli impieghi della Categoria si attesterebbe a fine 2013 a
circa 149 miliardi di euro, per una quota di mercato del 7,9 per cento.
Con riguardo alle forme tecniche del credito, gli impieghi delle BCC a novembre 2013 risultano costituiti per circa il 68% da mutui (54% nella media
di sistema). I mutui delle BCC superano a tale data i 91 miliardi di euro, in
sostanziale stazionarietà rispetto alla fine del 2012 a fronte di un calo del
2,4% registrato mediamente nel sistema bancario; il 30 per cento sono
mutui per acquisto abitazione. La
quota BCC nel mercato dei mutui è
pari al 9,1%. Tali valori sono significativi
circa la capacità del sistema BCC di ofSale la quota di
frire sostegno stabile e di lungo termercato
delle BCC
mine all’economia italiana.
Italiane negli
Il credito concesso dalle BCC risulta,
impieghi e nella
com’è noto, storicamente accompagnato da un’adeguata richiesta di garaccolta
ranzie che coprono un’ampia porzione
del portafoglio di impieghi.
L’incidenza di crediti assistiti da garan-
24
Relazione degli amministratori sulla gestione
zie è significativamente più elevata
nelle BCC rispetto alla media di sistema, sia con riguardo alle esposizioni
in bonis che a quelle deteriorate. La
Il credito nelle BCC percentuale di esposizioni garantite è
è più frammentato
mediamente più elevata nelle BCC del
e meglio garantito
Nord.
rispetto al sistema
A giugno 2013 oltre il 60% delle esposizioni creditizie per cassa nette delle
BCC risulta assistito da garanzie contro
il 50% della media di sistema; in particolare, risulta molto elevata la quota di
impieghi sostenuta da garanzia reale.
La frammentazione del credito, indice classico di bassa rischiosità bancaria,
risulta nel complesso del sistema BCC particolarmente elevata, a ulteriore
garanzia della stabilità del Sistema.
In relazione ai settori di destinazione del credito, le BCC risultano storicamente caratterizzate, com’è noto, da un’incidenza percentuale degli impieghi a famiglie produttrici e consumatrici significativamente superiore
al sistema bancario. A fine 2013 l’incidenza percentuale dei finanziamenti
ai suddetti comparti sul totale degli impieghi è pari al 12% per le BCC e
al 5% per il sistema complessivo per le famiglie produttrici e al 32% e al
27% per le famiglie consumatrici.
Con riguardo alla dinamica di crescita negli ultimi dodici mesi, a novembre
2013 si registra nelle BCC una variazione negativa degli impieghi a residenti in tutti i settori di destinazione maggiormente rilevanti, pur se meno
pronunciata rispetto al sistema bancario complessivo: famiglie consumatrici (-0,4%, contro il -1,1% medio di sistema), famiglie produttrici (-2,7%
contro il -3,5% medio di sistema), società non finanziarie (-4,4% contro
il -6,6% del sistema bancario).
Crescono nelle BCC, in controtendenza con il sistema, gli impieghi alle
istituzioni senza scopo di lucro (+1,4% contro il -2,3% della media di sistema).
Le quote di mercato delle BCC nei settori d’elezione di destinazione del
credito, in crescita nel corso del 2013, risultano a novembre 2013 molto
elevate: 17,7% nel credito a famiglie produttrici, 8,7% nel credito a società
non finanziarie, 8,7% nei finanziamenti a famiglie consumatrici. La quota
BCC nel mercato dei finanziamenti al settore non profit è pari al 12,7%.
Con specifico riguardo al credito alle imprese, si conferma a novembre
2013 il permanere di una concentrazione nel comparto “costruzioni e attività immobiliari” superiore per le BCC rispetto alla media di sistema e di
una significativa incidenza dei finanziamenti all’agricoltura.
In relazione alla dinamica di crescita, in un contesto di complessiva ridu-
25
Bilancio Economico 2013
zione dei finanziamenti erogati al settore produttivo (-4,1% per le BCC e 6,3% per il sistema), si rileva un
– seppur debole – sviluppo dei finanziamenti al comparto “attività profesLe sofferenze
sionali, scientifiche e tecniche” (+0,8%
crescono a ritmi
a fronte del -14,0% medio di sistema).
elevati
Risultano, invece, in contrazione su
base d’anno, pur se meno pronunciata
rispetto alla media di sistema, i finanziamenti a tutti gli altri comparti: al
comparto “alloggio e ristorazione”
(-0,9% contro -3,7%), al comparto agricolo (-0,5% contro -0,3%), al comparto “attività manifatturiere“ (-6,9% contro il -7,8% della media di sistema)
e al comparto “commercio ingrosso e dettaglio“ (-5,9% contro il -6,8%
del sistema). I finanziamenti al settore “costruzioni e attività immobiliari”
presentano una contrazione analoga alla media di sistema (-3,5%).
Con riguardo alle quote di mercato, permangono particolarmente elevate
le quote relative al comparto agricolo (18,2%), alle “attività di servizi di alloggio e ristorazione“ (17,9%) , al comparto “costruzioni e attività immobiliari“ (11,2%) e al “commercio“ (10,7%).
2.5.4 Qualità del credito
Nel corso del 2013 la qualità del credito erogato dalle banche della Categoria ha subito con maggiore incisività gli effetti della perdurante crisi economica.
I crediti in sofferenza delle BCC sono cresciuti a ritmi elevati. Il rapporto
sofferenze/impieghi ha raggiunto a fine 2013 l’8,4% per cento, dal 6,5%
dell’anno precedente.
Il rapporto sofferenze/impieghi permane, comunque, inferiore alla media
di sistema nei comparti d’elezione della categoria: famiglie consumatrici
e famiglie produttrici (4,5% contro il 6,3% del sistema per le famiglie consumatrici e 8,4% contro 13,6% per le famiglie produttrici a novembre 2013).
Nel corso dell’anno si è verificata una forte crescita anche degli incagli e
degli altri crediti deteriorati. Il rapporto incagli/crediti ha raggiunto alla
fine del III trimestre dell’anno il 6,9%, dal 5,8% dodici mesi prima (rispettivamente 4,8% a settembre 2013 e 3,5% a settembre 2012 nella media di
sistema). Nel corso dell’anno le partite incagliate delle BCC hanno registrato una crescita del 17%, inferiore alla media di sistema.
Con specifico riguardo alla clientela “imprese”, il rapporto sofferenze
lorde/impieghi ha superato a novembre 2013 il 10%, registrando nel corso
dell’anno una crescita significativa, ma si mantiene inferiore di oltre due punti
26
Relazione degli amministratori sulla gestione
percentuali a quanto rilevato mediamente per il settore bancario complessivo.
In particolare, il rapporto sofferenze lorde/impieghi delle BCC risulta a fine
2013 significativamente inferiore rispetto alla media dell’industria bancaria
in tutte le branche di attività economica maggiormente rilevanti: nel comparto “costruzioni e attività immobiliari” (13,5% contro 14,9%), nel
comparto “attività manifatturiere” (11,7% contro 14,7%) e nel “commercio”(10,4% contro 14,9%).
Con riferimento al coverage delle sofferenze, si evidenzia un significativo
aumento del tasso di copertura effettuato dalle BCC che, grazie a prudenti
strategie di bilancio, risulta mediamente prossimo al 50%.
2.5.5 Attività di funding
Nel corso dell’anno si è consolidata, come già accennato, la ripresa della raccolta da clientela già evidenziatasi nell’ultimo scorcio dell’anno precedente.
La raccolta da clientela (comprensiva di obbligazioni), pari a novembre a
159,9 miliardi, è cresciuta infatti del 6,2% (+0,6% nel sistema bancario). La
variazione annua della raccolta da clientela risulta più rilevante nell’area
Centro (+8,4%). La dinamica dell’aggregato risulta trainata dalla componente caratterizzata da un rendimento relativamente più significativo: depositi con durata prestabilita e certificati di deposito. Su tale dinamica
influisce positivamente l’uscita dei risparmiatori privati dai titoli di Stato
italiani (-80 miliardi circa nel biennio 2012-2013): le BCC sono state capaci
di intercettare tale liquidità.
Le obbligazioni emesse dalle BCC presentano una significativa contrazione in tutte le aree geografiche, in linea con quanto registrato nella
media di sistema. Tale fenomeno è principalmente indotto dalla modifica
della normativa fiscale.
I primi dati di NSFR e di LCR del sistema BCC, calcolati già ai sensi delle
norme di Basilea 3, illustrano comunque un robusto equilibrio nelle scadenze di lungo termine e della liquidità operativa. Il sistema del credito
cooperativo rimane storicamente, nel suo complesso, datore di liquidità
nel mercato interbancario domestico.
Si stima che la raccolta da clientela
comprensiva di obbligazioni delle BCC
approssimi a dicembre 2013 i 160 miNel 2013 le BCC
liardi di euro, in crescita di circa il 4% riitaliane registrano
spetto alla fine dello scorso esercizio.
una ripresa della
La provvista complessiva (raccolta da
raccolta da
clientela, obbligazioni e raccolta interclientela
bancaria) dovrebbe superare a fine
2013 i 192 miliardi di euro.
La provvista complessiva delle BCC risulta composta per circa l’83% da rac-
27
Bilancio Economico 2013
colta da clientela e obbligazioni e per il 17% da raccolta interbancaria. La
composizione risulta ben diversa per la media di sistema dove l’incidenza
della raccolta da banche è notevolmente superiore, pari al 30%. All’interno
della raccolta da clientela, risulta per le BCC significativamente superiore
l’incidenza dei conti correnti passivi, dei C.D. e delle obbligazioni. La raccolta indiretta rimane su livelli inferiori al potenziale di sistema.
2.5.6 Posizione patrimoniale
Per quanto concerne la dotazione patrimoniale, l’aggregato “capitale e riserve” delle BCC supera a fine anno i 20 miliardi di euro, un valore di rilievo.
Il tier1 ratio ed il coefficiente patrimoniale delle BCC, in leggero incremento rispetto allo stesso periodo del 2012, sono pari a settembre 2013
rispettivamente al 14,3% ed al 15,2%.
Il confronto con il restante settore bancario evidenzia il permanere di un
ampio divario a favore delle banche della Categoria non solo in termini di
quantità di patrimonio, ma anche di qualità di patrimonio.
2.5.7 Aspetti reddituali
Con riguardo, infine, agli aspetti reddituali, le informazioni sull’andamento
di conto economico indicano alla fine dei primi nove mesi del 2013 una
significativa contrazione del contributo dell’intermediazione creditizia già
evidenziata dai dati della semestrale.
Il margine di interesse delle BCC presenta una contrazione pari a -9,7%
(-11,8% medio totale banche), soprattutto a motivo del trasferimento di
parte del portafoglio a sofferenza.
Calano, in controtendenza rispetto la sistema, i ricavi netti da servizi (-5%
contro il +17%).
Prosegue per le BCC, in controtendenza rispetto al sistema, l’incremento
significativo dell’utile da cessione/riacquisto di crediti e attività e passività
finanziarie (+111,2% contro -10,7%) che permette, nonostante il forte calo
dei ricavi “da gestione denaro” e “da servizi”, una leggera crescita del
margine di intermediazione (+0,4% contro il +0,3% del sistema).
Il contenimento dei costi operativi (-2,9%) è un mero effetto contabile di
una diversa collocazione nel conto economico delle commissioni per istruttoria fidi. Sia le spese per il personale che le altre spese amministrative crescono, infatti, per le BCC (rispettivamente +1,5% e +1%), in controtendenza
rispetto alla media del settore bancario (rispettivamente -4,3% e -2,2%).
Sulla base del trend registrato nel primo semestre dell’anno, ed in particolare considerando la forte crescita delle rettifiche su crediti, pari a giugno 2013 ad oltre un miliardo di euro, si stima che l’utile netto delle BCC
sia pari alla fine dell’anno ad una cifra compresa tra i 250 e i 300 milioni
di euro, in calo rispetto alla fine dell’esercizio 2012.
28
Relazione degli amministratori sulla gestione
2.6 Alcune realizzazioni del 2013
Il Piano strategico di Federcasse 2013-2015 per il Credito Cooperativo ha
individuato cinque priorità per il triennio in corso:
1. dotarsi di leve di prevenzione delle situazioni di difficoltà e portare a
compimento il progetto del Fondo di Garanzia Istituzionale-FGI;
2. favorire una virtuosa evoluzione della filiera associativa e istituzionale;
3. migliorare e accrescere l’efficienza delle strutture imprenditoriali;
4. investire nella qualità delle persone;
5. valutare gli aspetti critici per garantire la sostenibilità del modello di
sviluppo della BCC, inteso come modello di business ed organizzativo.
2.7 La rete di sicurezza del Credito Cooperativo: il ruolo del
FGD in questa crisi, le prospettive del FGI
A legislazione invariata, e nonostante la profonda e prolungata crisi che ha
investito l’economia italiana, la rete di sicurezza (safety net) delle BCC costruita
nel corso del tempo ha confermato la propria capacità di assicurare la salvaguardia della fiducia dei risparmiatori nel Credito Cooperativo e la complessiva stabilità del sistema delle BCC.
Il sistema dei fondi di garanzia delle BCC si è nel corso degli anni arricchito di
nuovi strumenti e di nuove regole, nel quadro di una graduale ridefinizione
di principi e criteri di autodisciplina, necessariamente entro i limiti imposti
dall’ordinamento riguardante le banche e più in generale il diritto societario,
nonché nel rigoroso rispetto della normativa sulla tutela della concorrenza.
La costituzione nel 1978 del Fondo Centrale di Garanzia delle Casse Rurali ed
artigiane; la successiva riforma comunitaria del 1996 che ha portato, l’anno
successivo, alla costituzione del Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito
Cooperativo (FGD), di natura settoriale e obbligatorio per legge; l’istituzione
su base volontaria nel 2005 del Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti (FGO)
a integrazione del grado di copertura assicurativa della raccolta delle BCC
italiane; la costituzione nel 2008 del Fondo di Garanzia Istituzionale (FGI) nella
prospettiva di un ulteriore rafforzamento
della rete di sicurezza nonché del grado
di coesione e competitività del sistema,
sono fatti significativi. E testimoniano efLa stabilità del
ficacemente il forte, progressivo e connostro sistema è
creto impegno della categoria diretto a
garantita dai Fondi rinsaldare la fiducia della clientela del
Credito Cooperativo e a irrobustire la
di Garanzia delle
complessiva capacità del sistema delle
BCC
BCC a gestire situazioni di difficoltà non
sempre prevedibili, esclusivamente con
proprie risorse.
29
Bilancio Economico 2013
Nello specifico ambito dei meccanismi di soluzione di crisi conclamate di
BCC (commissariamenti con esiti liquidatori), la Categoria si è impegnata
ad affrontare, in stretto raccordo con la Banca d’Italia e l’Agenzia delle Entrate, il tema del recupero delle imposte differite (DTA) anche nei casi di
liquidazione di banche non appartenenti a gruppi bancari, ricercando
quindi una sostanziale equiparazione di trattamento per le BCC, le quali,
pur essendo vincolate tra loro da un meccanismo obbligatorio di tutela
dei depositanti, non avrebbero potuto beneficiare del trasferimento del
credito d’imposta riveniente da svalutazioni creditizie nei casi appunto di
non continuità aziendale (liquidazioni coatte con cessione di attività e passività ad altra BCC). Attraverso un chiarimento interpretativo della norma
fiscale, si è quindi aperta la strada alla possibilità di recuperare ammontari
significativi di credito d’imposta nell’ambito di operazioni di questo tipo,
riducendo in modo rilevante gli oneri a carico del Sistema per la soluzione
di queste situazioni di crisi.
Per quanto concerne il più ampio dibattito sulla gestione delle situazioni
di difficoltà delle banche, è emersa con chiarezza l’esigenza di andare
anche oltre la rete di sicurezza in senso stretto e di predisporre strumenti
in grado di prevenire fenomeni di crisi piuttosto che gestirli solamente. La
strumentazione che si sta concretamente realizzando sia all’interno dei
Fondi già operanti (FGD e FGO), sia quella predisposta per il riconoscimento del FGI da parte della Banca d’Italia, mira a superare per quanto
possibile le oggettive difficoltà che organismi di autotutela incontrano
nella rilevazione e misurazione dei rischi, nonché nella verifica dei comportamenti che sono stati talvolta all’origine dei problemi.
Il FGI ha avviato, d’accordo con la Banca d’Italia, una fase di test volta a
sperimentare e condividere all’interno del Sistema tutti gli aspetti principali di uno strumento che aumenterà il grado di coesione e di resilienza
del Sistema BCC nel suo complesso e che consentirà di ottenere benefici
da varie normative europee.
In prospettiva, quindi, il miglioramento dei sistemi di rilevazione e monitoraggio dei rischi – in buona misura
già predisposto nell’ambito dei lavori
per il riconoscimento del FGI – e gli
sforzi per contrastare e quanto più posL’obiettivo del
sibile prevenire fenomeni connessi con
comportamenti “devianti” da parte
Movimento è
delle Banche del sistema sono i principi
quello di prevenire
cardine dell’azione della categoria nei
le situazioni di
prossimi anni. Tale azione dovrà inevirischio
tabilmente rapportarsi con il nuovo
quadro regolamentare che è in corso di
definizione a livello europeo.
30
Relazione degli amministratori sulla gestione
2.8 Le azioni sul nostro principale capitale: le persone
Un presidio di sistema per la cultura delle competenze bancarie mutualistiche distintive e quindi nell’erogazione di attività formativa è una scelta
strategica necessaria e coerente. In tale prospettiva è stato portato a compimento il disegno di ristrutturazione, riposizionamento e rilancio del Centro di competenza nazionale specializzato in formazione e consulenza,
oggi Accademia BCC, a cui la nostra Banca partecipa attivamente mettendo a disposizione una risorsa professionale selezionata nell’ambito
dell’Albo dei docenti interni del Credito Cooperativo.
Alla fine del 2012 è stato siglato l’accordo di rinnovo del CCNL in un contesto straordinario in cui sono state individuate soluzioni improntate alla
moderazione salariale in aggiunta a importanti innovazioni per la salvaguardia dell’occupazione. Tali obiettivi, in un’ottica di ulteriore razionalizzazione dei costi e incremento della produttività, andranno fortemente
perseguiti ancor più in occasione del prossimo rinnovo.
A questo riguardo, lo scorso 26 novembre Federcasse ha comunicato alle
organizzazioni sindacali la disdetta del contratto collettivo nazionale di lavoro per i Quadri Direttivi ed il Personale delle aree professionali delle
BCC e Casse Rurali e del contratto collettivo nazionale di lavoro per i Dirigenti delle stesse aziende. La disdetta produrrà effetto a decorrere dal 1
luglio 2014.
Questa decisione nasce, essenzialmente, dalla necessità di tenere conto
dei mutati scenari che vedono oggi le Banche chiamate a sopportare gli
effetti negativi delle crisi e – spesso – a supportare i processi di finanziamento dell’economia. Fattori che impongono un ripensamento delle modalità di conduzione dell’organizzazione aziendale.
Le sfide che il sistema dovrà affrontare nei prossimi mesi richiedono infatti
un rinnovato impegno ed un forte senso di responsabilità per rendere coerente il nostro assetto normativo con le nuove responsabilità, i vincoli di
sostenibilità e le prospettive di crescita del Credito Cooperativo.
2.9 Spazio e stimoli alle giovani generazioni di soci e di imprenditori
Il Credito Cooperativo in generale, e BCC Mediocrati in particolare, rivolgono una speciale e convinta attenzione ai giovani. Intesi non tanto come
destinatari di prodotti e servizi mirati, ma anche come interlocutori privilegiati, con l’obiettivo di accoglierli nella compagine sociale e sviluppare,
in questo modo, la diffusione e la cultura dell’imprenditorialità e della cooperazione di credito.
In questa logica il Credito Cooperativo italiano ha avviato già da alcuni
anni il Progetto BCC. La banca dei giovani. In tale ambito, realizzazioni
concrete e originali sono essenzialmente due:
• l’iniziativa Buona Impresa! per dare impulso fattivo all’imprenditorialità
31
Bilancio Economico 2013
giovanile (con prodotti e servizi, offerti anche in collaborazione con il
Gruppo Bancario Iccrea e con percorsi di accompagnamento che coinvolgono le Associazioni imprenditoriali come Confcooperative e ReteImpreseItalia in materia di utilizzo delle garanzie e di approccio
professionale alla traduzione di idee in realtà imprenditoriale durevole);
• l’iniziativa Giovani Soci BCC: sono già oltre 60 le realtà aggregative dei
giovani soci (tra cui spicca per effervescenza il Club dei nostri giovani
soci) distribuite su tutto il territorio nazionale che coinvolgono decine
di migliaia di ragazzi con un ventaglio di attività composito e creativo
e un trend di crescita molto interessante.
Due siti co-gestiti da Federcasse e dai giovani coinvolti portano il nome
delle due iniziative.
2.10 Prepararsi al futuro già presente
I cambiamenti sociali e demografici ci pongono sfide ineludibili: nel welfare, nell’equità intergenerazionale, nella costruzione di un Paese veramente interculturale.
Le nuove tecnologie pervadono la nostra quotidianità, modificando il
modo di lavorare, produrre, consumare, investire, risparmiare e perfino di
accedere al credito. Ma, soprattutto, incidendo in profondità nelle modalità di relazione interpersonali, sempre più intermodali, a-fisiche, veloci,
dunque, almeno in parte, cambiando il nostro modo di essere.
In questo contesto si aprono o si allargano ulteriormente nuovi spazi di
azione per l’impresa cooperativa. Cioè per quell’insieme di persone e imprese che riescono a far convergere l’efficienza dell’azione privata con l’interesse generale e il bene comune.
Le risposte della nostra BCC già vanno in questa direzione, ma dovremo
farlo con ancor maggior coraggio nel prossimo futuro: con una rinnovata
capacità di servizio, avvalendoci della rete a cui apparteniamo.
2.11 Le aree di intervento per ogni BCC
Il futuro delle BCC, anche della nostra, è necessariamente plurale. L’Europa
che arriva non può trovare la BCC sola, singolarmente esposta a venti, alcuni sconosciuti, che rischierebbero di sradicarci. Far parte di una rete, ricorrere ad essa in questo momento, è la scelta strategica, che ribadiamo
con forza, per contrastare ogni pericolo. Sotto quest’ottica va guardata
l’adesione alla fase di test del Fondo di Garanzia Istituzionale, che la BCC
Mediocrati ha confermato nelle prime settimane del 2014: un argine, come
detto poc’anzi, contro la corrente, contro la nuova alluvione normativa che
l’Unione Bancaria genera già ora e che provocherà da qui ai prossimi anni.
La presenza di uno schema di protezione istituzionale, previsto in diverse
Direttive e Regolamenti europei, quale il FGI, costituisce concretamente
32
Relazione degli amministratori sulla gestione
un presidio di coesione, di tutela e di auto-organizzazione che consente
di dare maggior ordine al sistema, di attenuare in prospettiva i costi crescenti delle norme, di ottenere vantaggi in termini di maggiore incisività
nella prevenzione delle crisi, di liberazione di patrimonio (risorsa sempre
più preziosa e sempre più scarsa), di efficientamento della liquidità di sistema, di efficienza nella gestione dei derivati di copertura e di possibilità
di difesa di fronte al rischio insito in strumenti come il bail-in e all’incertezza
che genera la costituzione di nuovi organismi europei come il Resolution
Fund. Di proteggere meglio i nostri soci, con ciò assolvendo meglio al nostro dovere di servire i cooperatori del credito.
3.
Andamento
delle BCC
Calabresi
nel contesto
del sistema
bancario*
3.1 Impieghi lordi
Gli impieghi lordi a clientela delle BCC calabresi, al 31 dicembre 2013, ammontano a circa 1.424 milioni di euro, registrando una flessione del 7,6%
(quasi 118 milioni di euro di diminuzione in valore assoluto).
Esaminando nel dettaglio la composizione degli stessi, si evidenzia una
forte flessione degli impieghi “vivi”5 pari al 12,7% (-162,5 milioni di euro
in valore assoluto) mentre le sofferenze presentano un crescita del 16,9%
(+44,8 milioni di euro in valore assoluto).
* Fonte: segnalazioni di vigilanza delle banche associate, estratte dalla Federazione Calabrese delle BCC.
5
Gli impieghi “vivi” corrispondono alla differenza tra gli impieghi totali e le sofferenze.
33
Bilancio Economico 2013
Il rapporto tra le sofferenze e gli impieghi delle BCC calabresi si attesta,
a dicembre 2013, al 21,7%, in netto aumento rispetto al dato rilevato al
31 dicembre 2012, pari al 17,1%.
Analizzando il rapporto impieghi/raccolta diretta delle BCC calabresi, il risultato passa dall’ 83,3% al 76%.
34
Relazione degli amministratori sulla gestione
Con riferimento alla rischiosità dei suddetti due principali settori di destinazione del credito, si osserva un maggior rapporto sofferenze su impieghi
per le “imprese” (pari a circa il 28,8%) rispetto alla più contenuta rischiosità
delle “famiglie consumatrici” (pari al 12,5%). Per entrambi i settori, il rapporto in esame risulta in crescita rispetto alla medesima data dell’esercizio
precedente.
35
Bilancio Economico 2013
Esaminando infine la destinazione dei finanziamenti per ramo di attività
economica, si osserva che la principale branca finanziata dalle BCC calabresi risulta quella del “commercio”, con il 29,5% del totale dei finanziamenti concessi ad “imprese”.
Gli altri due maggiori rami di attività economica finanziati dalle nostre associate risultano quelli delle “costruzioni” (con il 21,1%) e delle “attività
manifatturiere” (con il 17,8%).
Il ramo del “commercio” presenta una rischiosità pari al 26,9%, inferiore
alla media del complessivo settore delle “imprese” (che, come precedentemente precisato, è pari al 28,8%).
36
Relazione degli amministratori sulla gestione
Per gli altri due principali rami, la rischiosità risulta superiore: per le “costruzioni” si attesta al 30,1% mentre le “attività manifatturiere” l’incidenza
delle proprie sofferenze sul totale dei finanziamenti si posiziona al 38,1%.
Rischiosità dei rami di attività economica
Valori percentuali
Commercio
Costruzioni
Attivita
manifatturiere
Alloggio e
ristorazione
Agricoltura
Altri
BCC Mediocrati
22,7%
23,0%
27,0%
19,3%
23,7%
15,4%
BCC calabresi
26,9%
30,1%
38,1%
22,1%
21,0%
27,3%
BCC nazionali
10,6%
13,5%
11,6%
6,5%
5,5%
7,4%
Sistema Bancario nazionale
14,9%
14,9%
14,7%
12,2%
11,1%
7,7%
3.2 Il comparto dei crediti ad andamento anomalo
I crediti deteriorati lordi delle BCC calabresi ammontano, a dicembre 2013,
a 449 milioni di euro, registrando un incremento del 17,1% annuo.
Il rapporto tra i crediti deteriorati lordi sul totale dei finanziamenti a clientela è pari al 31,6%.
37
Bilancio Economico 2013
Dalla composizione dei crediti deteriorati si osserva un peso del 67,2%
assunto dalle sofferenze e del 25,1% per le partite incagliate. Più contenuta l’incidenza dei crediti scaduti/sconfinanti (7,1%).
Come precedentemente ricordato, le sofferenze delle BCC calabresi sono
cresciute annualmente del 16,9% circa e rappresentano il 21,7% del totale
degli impieghi a clientela.
Le partite incagliate delle nostre associate registrano una crescita annua
del 19,2% e presentano una incidenza del 7,9% sul totale degli impieghi.
I crediti scaduti/sconfinanti delle BCC calabresi sono cresciuti del 10%,
passando dai 28,8 milioni di euro di dicembre 2012 ai 31,7 milioni di euro
di dicembre 2013. L’incidenza di tali crediti sul totale degli impieghi si attesta al 2,2%.
3.3 La Raccolta
La raccolta complessiva (da clientela + ns. obbligazioni sottoscritte da banche) delle 13 BCC calabresi, alla data del 31 dicembre 2013, si attesta a
circa 1,922 miliardi di euro.
La raccolta proveniente esclusivamente da clientela ordinaria risulta pari
a 1,873 miliardi di euro circa.
Con particolare riferimento alla raccolta da clientela ordinaria, si osserva
una crescita pari all’ 1,25% (che corrisponde a poco più di 23 milioni di
euro).
38
Relazione degli amministratori sulla gestione
3.4 Esame della redditività delle BCC calabresi sulla base dei
dati di andamento di conto economico al 31 dicembre 2013
3.4.1 Risultato lordo di gestione
Le BCC calabresi hanno visto diminuire il Risultato lordo di gestione aggregato dai 26,2 milioni di euro registrati nel 2012 ai 24,5 milioni di euro
rilevati a fine 2013 (-6,5%).
3.4.2 La redditività della gestione denaro
Il margine di interesse delle BCC calabresi considerate nell’analisi è diminuito del 10,1%, passando da 49,3 a 44,3 milioni di euro.
Gli interessi attivi si mostrano in diminuzione (-4,93%; -3,55 milioni di
euro) sia con riferimento alla componente relativa alle attività finanziarie
possedute (-2,33 milioni di euro), sia in relazione ai ricavi da clientela (-1
milione di euro); anche gli interessi attivi da crediti verso banche presentano una diminuzione, pari a 208 mila euro (-11,1%).
Il costo del passivo oneroso è cresciuto del 6,3% (+1,4 milioni di euro),
più in particolare si rileva un aumento degli interessi pagati sulla raccolta
da clientela (c/c+dr+pct: +17,2% e cd: +25,5%), solo in parte bilanciato
da una diminuzione degli interessi passivi verso banche (-603 mila euro) e
da un calo degli interessi corrisposti sulle obbligazioni di propria emissione
(-528 mila euro).
Per la maggior parte delle associate (7 BCC su 10) è stato rilevato un decremento della componente relativa agli interessi attivi.
39
Bilancio Economico 2013
Analogamente, 9 banche su 10 hanno
visto crescere l’onere connesso agli interessi passivi.
3.4.3 Le commissioni
Nel 2013 crescono
i ricavi da servizi
per le BCC
calabresi
Le commissioni attive delle BCC calabresi sono cresciute di circa 253 mila
euro (+1,8%) mentre quelle passive
sono aumentate di circa 25 mila euro
(+1%). La crescita delle commissioni attive è principalmente ascrivibile ad
“altri servizi” (+273 mila euro) e ai “servizi di gestione e intermediazione” (+156 mila euro), relativamente ai ricavi
derivanti dal collocamento di prodotti di terzi si registra un calo di circa
346 mila euro. Dal lato delle commissioni passive, alla diminuzione degli
oneri legati ai servizi di incasso e pagamento si è accompagnata una lieve
crescita delle commissioni pagate per altri servizi.
3.4.4 Il risultato della negoziazione titoli
(HFT - Trading e AFS - Disponibili per la vendita)
Il risultato dell’attività derivante dalla cessione/riacquisto di titoli AFS presenta utili per circa 11,8 milioni di euro (+34,8% rispetto all’esercizio precedente).
In lieve calo l’utile derivante dalla negoziazione di titoli HFT (462 mila euro
nel 2013 rispetto a 558 mila euro dell’esercizio 2012).
3.4.5 Il Margine di intermediazione
La significativa diminuzione del margine di interesse (-10,1%, quasi 5 milioni di euro) è stata solo in parte compensata dagli ingenti ricavi derivanti
dalla negoziazione titoli AFS (poco più di 3 milioni di euro) e dalla crescita
del gettito commissionale.
Il margine di intermediazione si presenta conseguentemente in calo
(-2,5%) rispetto a quanto rilevato nel 2012.
3.4.6 I costi operativi
Le spese amministrative sono cresciute di circa 1,5 milioni di euro (+3,3%)
a causa dell’aumento delle “spese per il personale” (+7,6%, per quasi 1,8
milioni di euro), nonostante il contenimento delle “altre spese amministrative”, diminuite di 253 mila euro (-1,1%).
Si evidenzia inoltre come una diversa modalità di contabilizzazione di alcuni ricavi (dal comparto delle commissioni sono stati spostati nella voce
40
Relazione degli amministratori sulla gestione
“altri proventi”) abbia determinato un incremento dell’aggregato “altri
proventi/oneri di gestione” di circa 1,67 milioni di euro.
Tale fenomeno ha fatto sì che i costi operativi delle BCC calabresi si presentino in calo (-18 mila euro) rispetto all’esercizio precedente.
3.4.7 Considerazioni finali sulla redditività delle BCC calabresi
- Decremento del Risultato lordo di gestione (-6,5%).
- Decremento del margine di interesse (-10,1%).
- Rilevanti utili derivanti dalla negoziazione titoli AFS (11,8 milioni di
euro, +34,8%).
- Diminuzione del margine di intermediazione (-2,5%).
- Incremento delle spese amministrative (+3,3%), con particolare riguardo alle “spese per il personale” (+7,6%) mentre diminuiscono le
“altre spese amministrative” (-1,1%).
- Aumento del Cost income (dal 62,7% di dicembre 2012 al 64,3% di dicembre 2013).
4.
Re-interpretare
il modello
Mediocrati
Anche nel “buio” degli anni più recenti, la BCC Mediocrati ha continuato
ad erogare credito, rimanendo coerente con la funzione di servizio alla
propria base sociale e alla comunità di cui è espressione.
Ma la crescita degli impieghi, registrata negli anni precedenti pur in una fase
congiunturale avversa, si è trasformata da fattore di successo in fattore di vulnerabilità: la persistente crescita dei finanziamenti ha indotto, infatti, un progressivo
degrado della qualità del credito. Per conseguenza, il peso delle rettifiche di valore è diventato rilevante e condiziona negativamente i risultati di bilancio.
Il primo ambito d’intervento riguarda il merito di credito, nella cui valutazione dobbiamo operare con attenzione sempre più scrupolosa e con
maggior prudenza, pur confermando la volontà di non rinunciare alla funzione di stimolo e sostegno all’economia del nostro territorio. Una dose di
rischio è inevitabile, lo sappiamo. Ma sappiamo anche che oggi non si può
sbagliare. Dobbiamo essere ancora più selettivi, perché discernere in modo
nuovo è diventato un imperativo.
Secondo ambito di intervento: il presidio territoriale.
Al 31.12.2013 la nostra azienda operava
in un’area di 90 comuni con 21 sportelli
Bisogna presidiare
in concorrenza con 169 sportelli del cirmeglio e con
cuito bancario e 166 uffici postali.
costanza il rischio
Oggi, ogni strategia di sviluppo “estendi credito
sivo” necessita di adeguate riflessioni,
tenendo conto di due necessità: che le
filiali producano effettivamente reddito;
che la traduzione operativa del “princi-
41
Bilancio Economico 2013
pio di prossimità” sia aggiornata per tener conto delle evoluzioni della tecnologia (dematerializzazione, multiaccessibilità, mobilità).
Terzo ambito di intervento: la gestione del risparmio.
Va rafforzato l’impegno per attrarre verso la nostra banca crescenti flussi
di raccolta indiretta, il cui ammontare è oggi molto lontano dalle nostre
quote di mercato in altri ambiti operativi. Tale azione va sostenuta e sviluppata innanzitutto nei confronti dei soggetti da noi finanziati, in primis
gli imprenditori, che affidano poi ad altri intermediari la gestione delle
proprie ricchezze.
Quarto ambito di intervento: l’efficienza del capitale.
Il capitale è oggi una risorsa sempre più scarsa e preziosa. Pertanto diventa
strategico il pieno ed efficace utilizzo degli strumenti pubblici di mitigazione del rischio ed in generale della filiera delle garanzie. In particolare,
del Fondo Centrale di Garanzia delle PMI.
Quinto ambito di intervento: la redditività.
Il margine di interesse risente degli andamenti congiunturali (bassi tassi e
domanda debole) e del processo di disintermediazione dell’attività bancaria previsto nei prossimi anni. A fronte di tale andamento, per conseguire
un rafforzamento strutturale della profittabilità e continuare a irrobustire il
patrimonio, la nostra azienda deve intervenire sui costi, la cui rigidità non
è compatibile con la complessa trasformazione che stiamo vivendo.
La nostra banca sta ponendo in atto tutta una serie di misure per incrementare in modo stabile i ricavi, ancora troppo dipendenti dal margine di
interesse, attraverso una “lettura” attenta dei bisogni vecchi e nuovi della
nostra comunità, e per offrire servizi utili ai soci e ai clienti nei diversi momenti della vita personale, familiare e professionale: fondi previdenziali,
servizi assicurativi, servizi di welfare comunitario su base mutualistica o in
collaborazione con reti cooperative integrate. Ma anche la monetica, i sistemi di pagamento in mobilità, il rilancio del risparmio gestito, i servizi di
assistenza alle imprese che esportano.
La BCC Mediocrati sta lavorando con maggiore incisività ed urgenza al riposizionamento del modello di business dalla “gestione denaro” alla “gestione servizi”, investendo in cultura, formazione, organizzazione,
competenza manageriale. E valorizzando tutte le sinergie con le banche
di secondo livello, impegnate a supportare con risposte efficaci ed efficienti l’attività della BCC sul territorio.
42
Relazione degli amministratori sulla gestione
4.1 Il profilo della Banca
L’anno 2013 è iniziato con un nuovo Direttore Generale, Pietro Sena, che
è subentrato ad Umile Formosa. Nel corso dell’anno, inoltre, Francesco
Intrieri è stato nominato vice direttore generale. La Direzione Generale,
infine, è stata completata con la creazione del Comitato Strategico-Gestionale di cui tratteremo a breve.
La scelta di optare per un Piano Strategico biennale si è rivelata più che
adeguata, considerato che nel corso dell’anno si è dato corso alla fusione
per incorporazione con la Banca dello Jonio - Credito Cooperativo - Albidona - Società Cooperativa.
Sarebbe stato inutile esercizio teorico quello di disegnare le linee strategiche del triennio, ben sapendo che da lì a qualche mese avrebbero potuto essere stravolte da una realtà molto diversa da quella precedente.
L’avvenuta fusione, quindi, ci riporta alla necessità di assestare equilibri attuali, modificati dalla incorporazione dell’istituto jonico.
Sul piano tecnico, i titoli azionari sono stati scambiati alla pari, con riferimento al valore nominale delle azioni delle due banche, mentre sul piano
operativo, la complessità legata anche alla migrazione dal sistema informatico (da Phoenix a Iside) è stata gestita con ordine e con sicurezza.
Dopo la fusione, BCC Mediocrati opera con 139 dipendenti in 21 filiali (20
in provincia di Cosenza e 1 in provincia di Matera), fornendo servizi bancari,
cooperativi e mutualistici, a 90 comuni, con competenza anche nelle province di Catanzaro, Crotone, Matera e Potenza. Alla sede staccata di San
Giovanni in Fiore si sono unite le sedi distaccate di Albidona e Rocca Imperiale, mentre la filiale di Nova Siri è l’unica operativa in un’altra regione.
Dal 1° settembre 2013, gli 860 soci della Banca dello Jonio - Credito Cooperativo - Albidona - Società Cooperativa sono diventati a tutti gli effetti soci
della BCC Mediocrati, concorrendo a formare una compagine con 5.506 soci.
Una fusione è unione di entità, cosa ben diversa dall’acquisizione a cui la Mediocrati è stata chiamata nel caso della Sibaritide. Alla ex Banca dello Jonio
- Credito Cooperativo - Albidona - Società Cooperativa, infatti, sono stati riservati anche nr. 3 posti in CdA, portando il Consiglio momentaneamente a
nr. 13 componenti, che torneranno ad
essere 11 col rinnovo delle cariche nel
Il 2013 registra la
2015.
fusione per
In una fusione, anche se per incorporaincorporazione con zione, giocano un ruolo preponderante
la ex BCC dello
i soggetti promotori. Sulla buona riuJonio
scita della loro azione pesa, in maniera
decisiva, la bontà del progetto mentre
la fermezza degli intenti condizionerà
profondamente i risultati futuri.
43
Bilancio Economico 2013
Gli ultimi quattro mesi del 2013 sono stati intensissimi e carichi di lavoro
supplementare che, tuttavia, è stato smaltito con la disponibilità di tutti,
l’impegno straordinario del personale e la sensibilità dei soci e clienti
dell’Alto Jonio.
Un lavoro di eccezionale rilevanza è stato realizzato anche nell’ambito della
organizzazione e qualificazione delle risorse interne. Immediatamente
dopo le deliberazioni assembleari, infatti, la Direzione Generale della
Banca ha cominciato ad interrogarsi su come presidiare al meglio un territorio divenuto ormai molto vasto.
4.2 Riorganizzazione funzionale della Rete
Con la crescita dimensionale si è proceduto alla ottimizzazione delle risorse umane della rete, il che ha portato a modificare l’impianto organizzativo centrale e periferico della Banca. Queste le modifiche apportate:
1. la struttura di rete è stata suddivisa in zone territoriali;
2. è stato istituito il Comitato Strategico/gestionale, presieduto dal direttore generale che coordina, in quest’ambito, le funzioni risk management e controllo di gestione;
3. rafforzamento dei controlli di I livello sui rischi di business, con collocazione in staff alla Direzione Business dell’Ufficio Controllo rischi e un
collegamento stretto tra il controllo rischi e le figure di local credit risk;
4. attribuzione funzionale del nucleo di attività “Gestione delle risorse
umane”, dell’Ufficio Risorse organizzative, al direttore generale.
4.2.1 Istituzione delle Zone Territoriali:
Ricercando omogeneità sul piano della raccolta e degli impieghi, sono
state create le seguenti Zone Territoriali:
1) Zona “Direzionale” – filiali di Rende, Rende 2, Montalto, Rose;
2) Zona “Urbana” – filiali di Cosenza, Paola, San Giovanni in Fiore;
3) Zona “Storica” – filiali di Bisignano, Acri, Luzzi, Rota Greca, Lattarico;
4) Zona “Sibaritide” – filiali di Spezzano A., Lauropoli, Castrovillari,
Mirto, Frascineto;
5) Zona “Alto Ionio” – filiali di Albidona, Amendolara, Rocca ImpeLa BCC Mediocrati
riale, Nova Siri.
Ciascuna Zona Territoriale è presieduta
da un Responsabile di Zona, che costituisce interfaccia privilegiata nei rapporti tra strutture centrali e rete
distributiva.
44
ha modificato il
proprio impianto
organizzativo
Relazione degli amministratori sulla gestione
Inoltre, al fine di assicurare il monitoraggio del portafoglio prestiti a livello
di Zona, la figura professionale del
Un Comitato
Local Credit Risk, introdotta a giugno
Strategico2012 presso le Filiali Maggiori e Medie,
Gestionale
è stata riposizionata e posta in staff a
completa la
ciascun Capo Zona, con l’intento di asDirezione allargata
sicurare il corretto funzionamento dei
della Banca
controlli di primo livello sull’andamento
dei rischi creditizi presso le Filiali della
Zona di competenza.
Nel nuovo assetto di rete, le Filiali continuano ad essere classificate in “Maggiori”, “Medie”, “Leggere” secondo
i criteri sin qui adottati dalla Banca per il corretto dimensionamento delle
risorse di Filiale.
4.2.2 Istituzione del Comitato Strategico-Gestionale
L’integrazione e il coordinamento tra centro e periferia, oltre ad un più efficace presidio del rischio strategico/reputazionale, sono stati rafforzati
dall’’istituzione del Comitato Strategico-Gestionale.
Tale comitato, presieduto dal Direttore Generale, è composto dai seguenti
membri permanenti:
- Vice Direttore Generale;
- Responsabile Direzione Business;
- Responsabile Direzione Commerciale;
- Responsabile Direzione Macchina Operativa;
- Responsabili delle Zone Territoriali, per le materie di interesse.
Membri consultivi permanenti sono il Responsabile di Pianificazione e
Controllo e il Responsabile del Risk Management.
In tale prospettiva, il Comitato rappresenta, per ruolo e composizione, la
Direzione allargata della Banca, consentendo al Direttore Generale “di essere un interlocutore maggiormente informato e consapevole per il Consiglio di Amministrazione”.
4.2.3 Razionalizzazione / Rafforzamento
del sistema dei controllo interni
La riorganizzazione della Rete ha imposto un ulteriore rafforzamento del
sistema dei controlli di primo livello sui rischi di business e, in particolare,
sui rischi creditizi, la cui responsabilità è stata interamente attribuita alla
Direzione Business.
Un flusso di reportistica è stato predisposto dai Local Credit Risk al Controllo Rischi e ai Responsabili di ciascuna Zona Territoriale.
45
Bilancio Economico 2013
4.2.4 Razionalizzazione / Rafforzamento
delle strutture in staff al Direttore Generale
L’Area Governo e le Funzioni Compliance, Antiriciclaggio, Legale e Contenzioso e Segreteria Affari Generali e Ufficio Soci sono collocate in staff
e sotto il diretto coordinamento del direttore generale. Inoltre, il nucleo
di attività “Gestione delle Risorse Umane”, dell’Ufficio Risorse Organizzative, è stato funzionalmente attribuito al direttore generale, pur dipendendo gerarchicamente dalla Direzione Macchina Operativa.
4.3 Mediocrati in Europa: il Rating
Nel corso dell’anno 2013, la BCC Mediocrati è stata ammessa per il secondo anno consecutivo al programma di assistenza tecnica per il microcredito Jasmine.
Ciò ha comportato l’erogazione di ulteriori 4 giornate di formazione che
hanno prodotto un vero e proprio manuale Mediocrati per il microcredito
e l’assegnazione di un Rating da parte dell’agenzia Microfinanza Rating.
In due occasioni (il 24 maggio e il 17 dicembre), inoltre, la Banca è stata
chiamata a Bruxelles al tavolo dei relatori, nel corso di altrettanti incontri
aperti a tutte le organizzazioni europee interessate ai finanziamenti per il
microcredito.
Nel rapporto con l’Europa marchiamo un altro primato, BCC Mediocrati,
infatti, è la prima banca continentale (la seconda in assoluto, dopo Bank
of Malta) a sottoporsi alle attività di rating europee.
Il documento pubblicato è molto articolato e parte dal contesto politico
e macroeconomico in cui si trova ad operare la Banca. Tenendo conto
delle attività di controllo a cui è sottoposta la Mediocrati, gli ispettori di
Microfinanza Rating hanno valutato il rischio di settore sia con riferimento
al sistema finanziario e sia al settore della micro finanza.
Riguardo ai risultati, la BCC Mediocrati nel complesso si merita una tripla
B- (che equivale alla seguente definizione: “buona capacità di gestire i rischi. Tuttavia, questa capacità potrebbe essere colpita da un deterioramento delle operazioni o condizioni economiche. Buoni fondamentali.
Sistemi di protezione cliente adeguati”, con classificazione “buono” su
una scala che comprende: mediocre, sufficiente, buono, eccellente), con
outlook stabile, in linea col rating della holding di categoria e, soprattutto,
col rating del Paese.
Come correttamente riportato nel rapporto di Microfinanza Rating, la valutazione Mediocrati, peraltro, è il risultato di una fotografia scattata immediatamente dopo la fusione con Banca dello Jonio - Credito
Cooperativo - Albidona - Società Cooperativa e ad appena un anno e
mezzo dall’acquisizione della ex BCC della Sibaritide. Il che lascia prevedere ampi margini di miglioramento futuro.
46
Relazione degli amministratori sulla gestione
Nella sintesi descrittiva del Rating si legge:
Analisi finanziaria e adeguatezza Patrimoniale:
“I risultati economici, pur esprimendo una redditività modesta, sono positivi. Il trend negli anni analizzati è negativo, soprattutto per la dinamica
crescente delle rettifiche su crediti deteriorati. Il livello dei costi, in leggero
calo rispetto al 2011, è ancora elevato. Il numero di filiali che non sono a
break-even è aumentato dopo le recenti acquisizioni di banche in difficoltà. Gli indici di adeguatezza patrimoniale evidenziano una buona solvenza e la dinamica nei periodi presi in considerazione è stata positiva”.
Governance, risk management e protezione dei clienti
“Il CdA espleta adeguatamente le proprie funzioni di indirizzo strategico
e di controllo sulle operazioni, ma sussistono margini di miglioramento in
termini di competenze tecniche di risk management. La governance evidenzia una buon allineamento alla mission ed un’elevata attenzione alla
responsabilità sociale d’impresa, ma i sistemi di gestione della social performance non sono ancora pienamente strutturati. Il management è dotato di capacità organizzative e tecniche adeguate al livello di complessità
richiesto. I sistemi di decision making e risk management della banca sono
atti a presidiare i rischi principali, così pure i sistemi e i controlli in essere.
La performance istituzionale è buona in termini di principi di protezione
del cliente. Il contesto di riferimento e il mercato locale presentano criticità
elevate”.
4.4 Formazione degli amministratori
L’attività bancaria è cambiata profondamente nel breve volgere di pochi
anni e le novità sono tali e tante da non consentire più un approccio superficiale.
Per questo motivo il Regolamento elettorale della Banca all’articolo 19,
comma 2 prevede che “ciascun Amministratore, per il rinnovo della carica,
deve aver conseguito, nel corso del proprio mandato triennale, un determinato numero di crediti formativi, secondo un sistema definito dal Consiglio Nazionale di Federcasse.
Per questo motivo, nel corso del 2013,
gli amministratori e sindaci della Banca
Sul microcredito
hanno seguito corsi di aggiornamento
l’agenzia
e formazione per 88 ore complessive,
internazionale
ottemperando, così, all’impegno di cu“MicroFinanza
rare la propria formazione e qualificaRating”
zione professionale come asserito nella
assegna alla
Carta dei Valori del Credito CooperaBCC Mediocrati un
tivo (articolo 10).
rating BBB-
47
Bilancio Economico 2013
4.5 L’attività, il personale, i servizi
Anche nell’anno 2013 sono stati tanti gli interventi realizzati in ambito organizzativo, finalizzati all’adeguamento alla normativa vigente e con
l’obiettivo di ottimizzare sempre più i livelli di efficacia ed efficienza dell’intera struttura.
I principali interventi sono di seguito evidenziati:
- aggiornamento Politiche in materia di assunzione e gestione dei rischi
- aggiornamento della Policy sui conflitti di interesse
- aggiornamento regolamento generale
- aggiornamento Policy Operazioni Personali
- aggiornamento “Delibera Quadro riguardante i limiti operativi e di
composizione del portafoglio finanza”
- aggiornamento Poteri Delegati
- aggiornamento regolamento antiriciclaggio.
- approvazione regolamento gestione del contante
- approvazione DIP (Documento Interno Privacy)
L’allineamento dei sistemi e delle prassi con la ex Banca dello Jonio - Credito
Cooperativo - Albidona - Società Cooperativa è stato un lavoro imponente
per mole e complessità compiuto con le risorse interne alla banca che, una
volta ancora, hanno dimostrato valida preparazione e totale dedizione.
Nel 2013 la Banca ha provveduto all’assunzione di nr. 5 dipendenti, due
dei quali hanno compensato l’esodo incentivato di 2 colleghi.
Al 31.12.2013, si sono registrate le dimissioni di un dipendente; un contratto a progetto non è stato rinnovato; due contratti a progetto sono stati
trasformati in contratti a tempo determinato; un dirigente è stato distaccato
per sei mesi presso una BCC consorella.
Per questi motivi, al 31.12.2013, i dipendenti della Banca erano 139.
4.6 Formazione Interna
Le attività formative del 2013 si riferiscono al percorso triennale di riqualificazione e di riconversione del
personale avviato nel 2012 e che terminerà con il calendario del 2014.
Le giornate formative sono state, in totale, 65 suddivise per area tematica. La
partecipazione è stata pari al 76% del
personale.
Il costo complessivo è stato di € 80.000
48
La manutenzione
della normativa
interna persegue
l’efficienza e
l’efficacia della
struttura
Relazione degli amministratori sulla gestione
circa, oltre Iva e spese vive sostenute
dai docenti. Il piano formativo svolto in
Banca è stato finanziato dal Fondo di
La formazione dei
Solidarietà per il sostegno del reddito
dipendenti è
del personale dipendente delle imcontinua e
prese del credito cooperativo.
orientata
Tale piano si è integrato con quello
all’aggiornamento
della Federazione Calabrese delle Bcc,
delle
con i corsi svolti dalle compagnie assiprofessionalità
curative ai fini Isvap, e con la formazione interna.
Nel 2013 sono stati svolti internamente,
in tema di antiriciclaggio, 12 corsi di formazione rivolti alle filiali, al personale dei crediti e del controllo crediti ed ulteriori 2 corsi sono stati rivolti
ai dipendenti della ex Banca dello Jonio - Credito Cooperativo - Albidona
- Società Cooperativa.
Infine, sempre in tema di formazione interna, è stato svolto un percorso
formativo su “prevenzione e gestione dei crediti problematici: metodologie, strumenti ed azioni” in tre moduli e 5 giornate formative rivolte ai responsabili di filiale e al personale di sede.
Uno spazio a parte merita l’intensa attività formativa svolta a seguito del
riposizionamento delle risorse umane all’interno della nuova configurazione strutturale.
Il percorso formativo ad hoc, realizzato col metodo della Peer Training, è
stato incentrato sull’analisi delle tecniche e delle procedure per una corretta gestione dei crediti anomali, anche attraverso l’utilizzo e l’attivazione
dei principali strumenti giuridici di tutela del credito.
In particolare, l’obiettivo del corso era quello di:
- fornire una overview sugli aspetti organizzativi ed operativi del processo del credito, con particolare riferimento alle fasi di istruttoria e
di gestione, nonché sui rischi connessi ai crediti concessi;
- analizzare le recenti novità regolamentari sul sistema dei controlli interni, che impongono di affrontare il tema del governo dell’attività
di gestione e recupero dei prestiti deteriorati in ottica integrata (i.e.
archiviazione dei dati di perdita);
- offrire, alle strutture di Centro e della Rete, metodologie e strumenti
omogenei per la tempestiva individuazione degli indicatori di deterioramento delle posizioni affidate, in ottica di valorizzazione delle
stesse;
- declinare i driver per un’adeguata reportistica sull’andamento dei
crediti alla Direzione per poter intraprendere azioni preventive e indirizzare l’attività dell’Ufficio fidi;
- favorire la dialettica interna tra le strutture di Centro e di Rete.
49
Bilancio Economico 2013
Al corso hanno partecipato i responsabili di filiale, i credit local risk, gli
analisti credito e gli addetti commerciali.
Il ruolo di docente, invece, è stato di volta in volta interpretato dai responsabili di: Direzione Business, Controllo Crediti, Ufficio Crediti, Direzione
Commerciale, Legale & Contenzioso, Compliance, Risk Management, Internal Audit.
I capizona sono stati chiamati ad interagire durante il percorso formativo.
Il percorso formativo si è svolto in 7 giornate, da ottobre a dicembre, distribuite su tre moduli e con una metodologia didattica che ha previsto
esperienze di analisi e valutazione degli elementi informativi/documentali
della banca.
4.7 Collegamento con l’economia locale
e impegno per il suo sviluppo
Il premio “Melagrana d’argento”, attribuito a personalità che in collaborazione con la Banca operano a vantaggio della crescita collettiva, lo
scorso anno è stato attribuito al prof. Luigi Intrieri, direttore dell’Archivio
Storico Diocesano di Cosenza, autore di diversi saggi sul Credito Cooperativo Calabrese.
È sua la più dettagliata e scrupolosa biografia di Don Carlo De Cardona;
suoi numerosi testi di approfondimento sull’opera decardoniana e sugli
articoli scritti dal sacerdote relativi all’impegno cooperativo, con particolare riferimento alla vicenda delle Casse Rurali.
Luigi Intrieri è socio della BCC Mediocrati e, da sempre, particolarmente
vicino al nostro istituto. Coautore, nel 2006, della storia dei primi cento
anni della Banca, che ha inquadrato nella più ampia storia del movimento
delle Casse Rurali, commentandone i momenti-chiave alla luce della cronaca del tempo.
Ha contribuito alla realizzazione del fumetto su Don Carlo De Cardona, visionandone i contenuti e offrendo il proprio imprimatur di garanzia.
4.8 Il conseguimento degli scopi statutari: criteri seguiti nella
gestione sociale per il conseguimento dello scopo mutualistico della società cooperativa ai sensi dell’art. 2 L. 59/92 e
dell’art. 2545 c. c.
Prima di illustrare l’andamento della gestione aziendale, vengono indicati, ai
sensi dell’art. 2545 c.c. “i criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento dello scopo mutualistico”, ripresi anche dall’art.2 della Legge n.59/92
L’art. 2 della legge 59/92 e l’art. 2545 c.c. dispongono che “nelle società
cooperative e nei loro consorzi, la relazione degli amministratori … deve
indicare specificamente i criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento dello scopo mutualistico”.
50
Relazione degli amministratori sulla gestione
A tale proposito, si evidenzia che la
Banca ha confermato nel 2013 la policy
di allargamento della base sociale che
prevede un trattamento di favore ai
I giovani fino a 25
giovani al di sotto dei 25 anni, i quali
anni possono
possono diventare soci con la sottoscridiventare soci con
zione di cinque quote e non venti
un versamento
come per tutte le altre categorie.
di € 500
I soci ricevono, periodicamente, al proprio domicilio, una copia del magazine
CON NOI con la quale sono aggiornati
sulle iniziative dell’Istituto. Ma una informazione più continua viene offerta anche attraverso il sito internet
(www.mediocrati.it) e le pagine ufficiali aperte sui diversi social network
(facebook, twitter, youtube, slideshare, flickr, issuu).
Nel realizzare gli scopi statutari la BCC Mediocrati non tralascia gli aspetti
culturali ed educativi. Per questo motivo, all’interno delle azioni rivolte
principalmente ai giovani soci ma allargati a tutta la compagine sociale, la
Banca organizza – a scopo istruttivo - corsi di alfabetizzazione bancaria e
cooperativa; formazione sugli aspetti previdenziali e assicurativi che riguardano la vita di ciascuno di noi.
Nell’ambito delle attività di beneficienza e sostegno al territorio, evidenziamo sinteticamente che, in collegamento con l’economia locale e, nell’ambito delle azioni a sostegno del territorio, la Banca ha realizzato
iniziative nei seguenti settori:
- salute (come ogni anno, abbiamo finanziato una borsa di studio al Centro di Nefrologia “Rosanna Macchia Piemonte”, diretto dal dott. Renzo
Bonofiglio presso l’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza. Anche grazie
al nostro contributo un valido ricercatore calabrese può prestare la sua
opera a Cosenza.
Abbiamo donato un densitometro osseo alla sezione cosentina della
LILT, Lega Italiana per la Lotta ai Tumori. Abbiamo anche sottoscritto una
convenzione per l’uso gratuito dell’apparecchiatura da parte dei soci
della Banca e dei loro stretti familiari);
- cultura (abbiamo sostenuto il restauro del Cristo settecentesco della Cattedrale di Cosenza. Un’opera di grande valore artistico e spirituale, che
rischiava di essere danneggiata dal trascorrere del tempo. Abbiamo confermato il sostegno al Museo MACA di Acri e al Conservatorio “S. Giacomantonio” per l’organizzazione del concorso internazionale d’arpa e,
inoltre, abbiamo sostenuto le attività di numerosissime associazioni culturali presenti sul territorio);
51
Bilancio Economico 2013
- giovani (attraverso il Club Giovani
Soci abbiamo creato molte opportunità per i nostri giovani. Ma non ci
siamo limitati a questo, finanziando la
Sosteniamo tante
pubblicazione di diverse opere,
attività allo scopo
eventi culturali di grande spessore
di rafforzare la
come il Premio Padula ad Acri, o le
coesione sociale
attività della Fondazione per gli Studi
nei nostri territori
Gioachimiti a San Giovanni in Fiore);
- solidarietà (abbiamo confermato il
nostro sostegno all’ASIT, alle associazioni Amici del cuore e Gli amici di
Piera; all’AVIS di Acri, all’Auser di Luzzi, alla Croce Gialla di Rose e a tante
altre associazioni);
- coesione sociale (abbiamo sostenuto diverse associazioni di soccorso
per consentire loro di proseguire l’azione sui territori di riferimento;
siamo al fianco di numerose parrocchie, in tutte le Diocesi che, oramai,
afferiscono all’area i competenza della Banca);
- imprese e mondo economico (di concerto con ICCREA BancaImpresa
abbiamo organizzato un seminario per le imprese locali che esportano
all’estero o sono interessate a/da progetti di internazionalizzazione; nel
2013, inoltre, abbiamo presentato la 9° edizione del Rapporto Economico sull’economia cosentina, realizzati con la collaborazione di Demoskopika);
- turismo e promozione del territorio (la Banca ha assicurato il proprio
sostegno a numerose iniziative che contribuiscono a qualificare la promozione culturale e identitaria del territorio: la Fondazione Ferramonti
di Tarsia, l’Associazione culturale Tradizione e Futuro; il circolo culturale
di Mirto; l’associazione Forum Telesiano; l’associazione Fattore Creativo
onlus; il carnevale di Castrovillari e quello di Guardia Piemontese).
Non è possibile in questa relazione citare tutto ciò che è stato fatto in quest’ambito. Perciò, per un resoconto più dettagliato riguardo alle attività di
beneficienza e sostegno al territorio, rimandiamo alla lettura del Bilancio
Sociale e di Missione.
Nel corso del 2013 la Banca ha proseguito nel sostegno alle famiglie e alle
Piccole e Medie Imprese, rafforzando il proprio impegno nel campo del
microcredito permettendo a tanti giovani di avviare iniziative o potenziare
i loro progetti.
In seguito illustreremo nei dettagli questi impegni, ora evidenziamo che
questo sforzo non è stato senza prezzo: abbiamo visto crescere il numero
52
Relazione degli amministratori sulla gestione
e il volume dei crediti inesigibili e diminuire la nostra redditività. Tutte le
scelte assunte, sono però state consapevoli e coerenti con la nostra identità d’impresa, nonché interamente sostenute con le nostre risorse, senza
alcun ricorso all’intervento pubblico.
Di seguito riportiamo gli incassi che la nostra Banca ha registrato nel mettere a disposizione dei soci e dei clienti mutui a tassi convenzionali al di
sotto della media dei propri tassi (ricordiamo che per mutui chirografari
dello stesso tipo, secondo quanto riportato dalla Banca d’Italia6, il tasso
medio applicato dal sistema bancario in Calabria è pari al 10,60%).
4.9 Il Club Giovani Soci
I nostri giovani soci continuano ad impegnarsi nelle attività del Club, che
sono sinteticamente ma brillantemente illustrate nel terzo bilancio sociale
che hanno redatto e che potrete leggere e scaricare sul sito internet della
Banca.
Nel 2013 il Club raggruppava 958 soci (4 in meno rispetto al 2012) al di
sotto dei 32 anni, di cui il 541 maschi e 417 femmine.
La Banca ha finanziato le attività con un budget di € 11.000 che ha permesso al Club di organizzare diverse iniziative:
6
L’economia della Calabria, aggiornamento congiunturale – Novembre 2013 - Banca d’Italia – Tav. 13
53
Bilancio Economico 2013
viaggi; corsi di formazione; corsi d’inglese e di fotografia; corsi di alfabetizzazione bancaria, cooperativa e previdenziale;attività ludiche e aggregative; orientamento al lavoro; partecipazione agli eventi nazionali;
l’assemblea annuale.
Una menzione speciale va riservata al fumetto su Don Carlo De Cardona”
che hanno donato anche a tutti i soci nell’assemblea dello scorso anno.
Federcasse ha sposato la loro iniziativa, ristampando il fumetto per le edizioni
ECRA e distribuendolo a livello nazionale. Da questo, inoltre, il Movimento
ha preso spunto per realizzare la storia a fumetti di Leone Wollemborg a 130
anni dalla fondazione della prima Cassa Rurale a Loreggia.
Dal fumetto, poi, sono nate tante altre attività finalizzate a diffondere la
conoscenza dell’opera decardoniana. A San Giovanni in Fiore il fumetto è
stato presentato agli studenti delle scuole secondarie; a Cosenza le tavole
originali sono state esposte in occasione della settima edizione del festival
del fumetto “Le Strade del Paesaggio”; ad Acri, infine, il Club ha organizzato una rappresentazione teatrale sulla figura di Don Carlo curata dal
Parco ‘Tommaso Campanella’.
4.10 Gli scopi mutualistici
Il Codice civile, all’art. 2512, sancisce la natura delle società cooperative a
mutualità prevalente e rileva che le caratteristiche necessarie risiedono nel
tipo di scambio mutualistico, presente in quelle cooperative che:
- svolgono attività prevalentemente in favore dei soci, consumatori o
utenti di beni o servizi;
- si avvalgono prevalentemente, nello svolgimento dell’attività, delle prestazioni lavorative dei soci;
- ricorrono prevalentemente, nello svolgimento dell’attività, agli apporti
di beni o servizi da parte dei soci.
Non a caso, il CdA della Banca ha stabilito che il limite dell’operatività prevalente con i soci non debba mai essere inferiore al 53%, con ciò fissando
una soglia superiore a quanto previsto
dalle Disposizioni di Vigilanza.
La BCC Mediocrati
Riguardo ai prodotti bancari di operatiè una società
vità quotidiana, la banca prevede conti
cooperativa a
correnti dedicati ai soci con canone sconmutualità
tato, con servizi e operazioni gratuite.
La vicinanza alla famiglia è tradotta in
prevalente
specifici prodotti e servizi bancari,
come quelli concessi per l’adozione di
un bambino, l’acquisto di computer o
54
Relazione degli amministratori sulla gestione
di testi scolastici, le cure dentistiche e
per le spese da sostenere durante un
ricovero fuori sede.
Il vantaggio mutualistico, inoltre, si maIl ristorno premia
terializza anche con il ristorno, che la
l’operatività che
BCC Mediocrati ha inserito sin dal 2003
ogni socio
per “premiare” l’operatività dei soci
intrattiene con la
con la propria banca. Nel 2013 sarà riBanca
conosciuta ai soci la cifra complessiva
di € 109.365,63 (€ 109.526,87 nel 2012).
Il Consiglio di Amministrazione – in ottemperanza al regolamento approvato
dall’Assemblea dei Soci il 18/05/2003 – propone di liquidare il ristorno
nella misura del:
- 40% in denaro
- 60% mediante incremento della partecipazione sociale.
La quota di ristorno spettante è direttamente proporzionale all’operatività
che ciascun socio ha con la Banca. Le quote ristornabili, anche per l’anno
2013, non potranno superare il tetto massimo di € 1.291,00.
Vantaggi per i soci sono previsti in ambito extrabancario, con riguardo alla
sfera sanitaria. In caso di ricovero in istituto di cura pubblico o privato, infatti, ai soci viene corrisposta una diaria giornaliera di € 32.
Con la sottoscrizione di ogni tipo di conto, un’assicurazione copre Soci e
Clienti in caso di morte accidentale, o incidenti che provochino invalidità
superiore o pari al 65%, garantendo il pagamento del debito fino ad un
massimo di 100 mila euro; mentre per i rapporti con saldo a credito, la
somma depositata viene raddoppiata fino ad un massimo di 100.000 euro.
Nel 2013 le polizze sono state utili per nr. 87 soci, costretti a farvi ricorso,
per un rimborso complessivo di € 62.052,19. Questo valore, pur relativo a
spiacevoli circostanze, concretizza la vicinanza della Banca ai propri Soci
anche in situazioni particolari come quelle legate allo stato di salute.
La BCC Mediocrati, inoltre, ricorre ai Soci iscritti in appositi albi professionali interni per incarichi tecnici e legali.
Allo stesso modo, anche i concorsi per la selezione di personale da assumere sono riservati ai Soci e ai figli dei Soci. A loro sono riservati i tirocini
formativi e di inserimento al lavoro assegnati ogni anno per premiare chi
ha conseguito il titolo di studi col massimo dei voti.
4.11 Gestione attiva della base sociale
Nel perseguire una politica di gestione attiva della base sociale, il CdA ha
deliberato l’esclusione dalla compagine sociale di nr. 4 soci in ragione del
danno causato alla Banca.
55
Bilancio Economico 2013
I soci, infatti, risultano inadempienti nei
confronti dell’Istituto, ponendosi, con
ciò, in contrasto con i doveri del socio,
ex art. 9, e realizzando la fattispecie contenuta nell’art. 14 dello Statuto, che autorizza il Consiglio di Amministrazione
ad escludere il socio che, “in relazione
a gravi inadempienze, abbia costretto la
società ad assumere provvedimenti per
l’adempimento delle obbligazioni a
qualunque titolo contratte con essa”.
La sottoscrizione
minima per
diventare socio
Mediocrati è pari
ad € 2.000
4.12 L’ammissione di nuovi soci
Lo statuto sociale, all’art. 8 quarto comma, recepisce quanto già stabilito
dal Codice Civile nell’art. 2528 circa l’ammissione di nuovi soci.
L’ampliamento della base sociale avviene sempre nel rispetto del:
- principio della “porta aperta”, punto cardine della cooperazione;
- art. 35 del Testo Unico Bancario, che stabilisce che le BCC esercitano il
credito prevalentemente a favore dei soci;
- quanto stabilito dalle Istruzioni di Vigilanza della Banca d’Italia, secondo
cui le BCC “possono prevedere nel proprio statuto limitazioni o riserve
a favore di particolari categorie di soggetti tra i quali esse intendono acquisire i propri Soci. In ogni caso le banche adottano politiche aziendali
tali da favorire l’ampliamento della compagine sociale; di ciò tengono
conto nella determinazione della somma che il Socio deve versare oltre
all’importo dell’azione”;
- articoli 6 e 7 dello Statuto sociale che, sulla base delle disposizioni dettate dal Testo Unico Bancario e dalle Istruzioni di Vigilanza della Banca
d’Italia, determinano i requisiti di ammissibilità a socio e le limitazioni
all’acquisto della qualità di Socio.
Nel perseguire l’ampliamento della compagine sociale è ormai prassi consolidata tener conto dei requisiti di moralità, correttezza e affidabilità nei
rapporti economici; la selezione dei candidati avviene tra le categorie legate alla produzione, al lavoro e alla famiglia.
La policy per l’ampliamento della base sociale prevede che il valore del sovraprezzo di ogni azione sia pari ad € 74,18 (per un totale di € 100,00 per ogni
azione) e che la sottoscrizione minima per tutte le categorie di aspiranti soci
della BCC Mediocrati sia pari a 20 quote (per un valore complessivo di € 2.000).
Un trattamento di favore viene riservato ai giovani al di sotto dei 25 anni,
ai quali è consentito diventare soci con la sottoscrizione di cinque quote
e non venti (per un costo complessivo pari a € 500,00).
Complessivamente, tenendo conto dei flussi in entrata e in uscita, dal 1
gennaio al 31 dicembre 2013 la compagine sociale è aumentata da 4592
56
Relazione degli amministratori sulla gestione
a 5506 soci (+19,90% rispetto all’anno precedente).
Considerando l’apporto della compagine sociale proveniente dalla ex
Banca dello Jonio - Credito Cooperativo - Albidona - Società Cooperativa,
nel 2013 sono entrati nr. 934 nuovi soci.
4.13 Collegamento con la base sociale
e con i membri delle comunità locali
Sono stati molto attivi i Comitati Locali, ormai stabilmente inseriti nei meccanismi interni della banca, attraverso i quali si colmano gli spazi allargati
dalle dimensioni sempre crescenti dell’istituto.
Alla fine dell’anno è stato creato il primo comitato locale nell’area dell’Alto
Jonio.
Perciò, ora, i Comitati Locali coinvolgono 23 soci in sette aree di riferimento. Con l’apporto di sette responsabili di filiale, i Comitati assistono
la propria zona sovrintendendo alla erogazione dei contributi di pubblicità
e beneficienza. Tenendo conto dei loro pareri, il CdA della banca, nel 2013,
ha deliberato contributi per € 108.400,00, pari al 51% dei 209.622,50 euro
deliberati dalla Banca per questi capitoli.
5.
La situazione
aziendale
Lo sviluppo del Credito Cooperativo Mediocrati prosegue e si evidenzia
nell’incremento degli aggregati patrimoniali al 31 dicembre 2013. La crescita prosegue e consente alla Banca di registrare un montante con clientela (impieghi + raccolta diretta) pari a € 907.846.797, con un aumento
dello 6,97% rispetto al dato 2012 (€ 848,6 MLN).
STATO PATRIMONIALE - Attivo
Voci dell’Attivo
31/12/2013
20. Attività finanziarie detenute per la negoziazione
31/12/2012
1.621.636
40. Attività finanziarie disponibili per la vendita
267.851.551
204.483.648
70. Crediti verso clientela
358.970.479
356.162.659
31/12/2013
31/12/2012
STATO PATRIMONIALE - Passivo
Voci del Passivo e del Patrimonio Netto
10. Debiti verso banche
69.388.599
56.193.220
20. Debiti verso clientela
366.044.164
304.976.430
30. Titoli in circolazione
182.832.154
187.550.470
5.1 Impieghi a clientela
Al 31/12/2013 gli impieghi a clientela ammontano ad € 358.970.479, in aumento dello 0,79% rispetto all’anno precedente (€ 356,1 MLN). La forma
tecnica d’impiego cresciuta maggiormente è stata quella dei mutui.
Dall’1 gennaio al 31 dicembre 2013 il numero dei clienti è passato da
42.546 a 47.528 (+11,71%).
57
Bilancio Economico 2013
Prime posizioni di rischio per utilizzo*
Al 31/12/2012
%
Al 31/12/2013
%
Primi 10
€ 25.973.252
7,29%
€ 22.382.755
6,24%
Primi 20
€ 36.750.243
10,32%
€ 34.817.078
9,70%
Primi 30
€ 44.787.454
12,57%
€ 43.589.826
12,14%
Primi 40
€ 51.664.151
14,51%
€ 50.589.328
14,09%
Primi 50
€ 57.911.644
16,26%
€ 56.406.883
15,71%
Totale crediti verso clientela
€ 356.162.659
€ 358.970.479
* portafoglio crediti impieghi vivi, escluso Comuni
5.2 Crediti deteriorati
La somma delle sofferenze lorde, delle partite incagliate e dei crediti scaduti o sconfinati oltre i 180 giorni, ossia dei crediti deteriorati, ammonta a
119.134.674 euro, in aumento del 30,43% rispetto al 2012.
A fine esercizio le sofferenze lorde ammontano a 71.559.4747 euro
(59 MLN nel 2012), mentre i crediti incagliati, ristrutturati e scaduti oltre i
180 giorni risultano pari a 47.575.200 euro (32 MLN nel 2012).
L’importo delle sofferenze nette è pari a 16.938.215 euro (14 MLN nel
2012); la quota parte delle sofferenze ritenuta non recuperabile è stata stimata in 54,68 MLN di euro (45 MLN nel 2012).
Si tenga conto che sui dati 2013, come per il 2012, pesa ancora l’impatto
determinato dalla acquisizione della ex BCC della Sibaritide e quello determinatosi con la fusione per incorporazione con la ex Banca dello Jonio Credito Cooperativo - Albidona - Società Cooperativa.
Il comparto dei crediti deteriorati è costantemente monitorato dalle apposite funzioni aziendali.
5.3 impieghi finanziari
I titoli di proprietà ammontano complessivamente a 269 MLN di euro (204
nel 2012), gli impieghi sull’interbancario a 18 MLN di euro (17 nel 2012);
l’operatività interbancaria è stata realizzata con l’Istituto centrale di categoria, ICCREA Banca S.p.A.
5.4 raccolta diretta
La raccolta diretta è pari a € 548 MLN (€ 492 MLN a fine 2012), con un incremento di € 56,3 MLN (+ 11,44%).
5.5 raccolta indiretta allargata
Il dato complessivo riguardante i titoli amministrati per conto terzi e della
raccolta gestita assomma a € 21,117 MLN (+2,24%).
58
7
Dati al netto degli interessi di mora maturati, che, complessivamente, sono pari a € 6,5 milioni.
8
Idem.
Relazione degli amministratori sulla gestione
5.6 patrimonio
Il patrimonio di base della banca, costituito dalla somma del capitale sociale, delle riserve e dell’utile d’esercizio da destinare a riserva, è di
€ 45.948.081.
Il patrimonio di Vigilanza, al 31 dicembre 2013, è pari a
€ 69.196.201 (+4,31%) (€ 66.339.348 nel 2012).
6.
Il
Conto
Economico
CONTO ECONOMICO
Voci
31/12/2013
30. Margine di interesse
120. Margine di intermediazione
200. Costi operativi
31/12/2012
13.549.667
15.434.155
21.653.306
21.975.722
(14.123.181)
(14.342.673)
260. Imposte sul reddito dell’esercizio
dell’operatività corrente
(602.567)
(829.293)
270. Utile (Perdita) della operatività corrente
al netto delle imposte
1.000.493
1.001.968
6.1 Margine d’interesse
Il margine d’interesse, rispetto all’anno 2012, rileva una diminuzione del
12,21% (+1,68% tra 2012 e 2011).
Il tasso medio applicato sulla raccolta da clientela, nel corso del 2013, è
stato pari al 1,98 (come per l’anno precedente) mentre il rendimento
medio degli impieghi a clientela è stato pari al 5,14% rispetto al 4,91%
del 2012.
6.2 Margine d’intermediazione
Il margine di intermediazione nel 2013 è pari a € 21.653.306, con una diminuzione dell’1,47% rispetto all’anno precedente (nel 2012 è stato di €
21.975.722).
6.3 Costi operativi
Confermato l’utile
dell’anno
precedente,
nonostante i
robusti
accantonamenti
L’incidenza della nuova realtà, determinatasi a seguito dell’acquisizione nell’ultimo quadrimestre della ex Banca
dello Jonio - Credito Cooperativo - Albidona - Società Cooperativa ha portato ad una crescita sia delle spese per
il personale del 10,70% (pari ad
€ 780.000 circa) sia di quelle amministrative del 6,42% (€ 500.000 circa). 59
Bilancio Economico 2013
Si precisa che nel 2013 è pervenuto, così come nel 2012, un accredito da
parte del FDG di € 1,2 MLN circa (€ 450.000 circa nel 2012) che, nel complesso, ha fatto diminuire i costi operativi dell’1,53% (€ 220.000 circa); senza
tali accrediti ci sarebbe stato un incremento del 3,71% (€ 550.000 circa). 6.4 Addizionale IRES 2013
L’incidenza del Tax Rate, passato dal 27,5% al 36%, ha generato un effetto
economico negativo pari a € 49.963,19.
6.5 Utile netto
L’utile netto, pari a € 1.001.493,49, rimane pressoché stabile rispetto a
quello del 2012 (€ 1.001.968,33).
6.6 La posizione interbancaria e le attività finanziarie
La composizione della liquidità bancaria tiene conto anche dell’approvvigionamento presso la Banca Centrale Europea e del portafoglio titoli di
proprietà nelle attività finanziarie detenute per la negoziazione, nelle attività finanziarie valutate al fair value, nei crediti e nelle attività finanziarie
disponibili per la vendita.
6.5.1 Composizione della posizione interbancaria netta e delle variazioni delle attività finanziarie
Posizione interbancaria netta
31/12/2013
31/12/2012
Crediti verso banche
18.154.638
16.969.878
1.184.760
6,98%
Debiti verso banche
69.388.599
56.193.220
13.195.379
23,48%
-51.233.961
-39.223.342
-12.010.619
30,62%
Totale posizione interbancaria netta
Variazione assoluta
Variazione%
Al 31 dicembre 2013 l’indebitamento interbancario netto della Banca si
presentava pari a 51,233 mln di euro a fronte dei 39,233 mln di euro al 31
dicembre 2012.
Per quanto riguarda la quota di riserva
di liquidità rappresentata dal portafoglio di attività rifinanziabili presso la
Banca Centrale, a fine dell’esercizio
La banca ha aderito
2013 il relativo stock totalizzava 57,9
a tutti i programmi
mln di euro rispetto ai 51 mln di euro di
ABI per il sostegno
fine esercizio 2012.
all’economia reale
La posizione interbancaria 2013 tiene
conto anche della partecipazione all’operazione di rifinanziamento (Long
Term Refinancing Operation – LTRO)
60
Relazione degli amministratori sulla gestione
posta in essere dalla Banca Centrale Europea (BCE) il 29 febbraio 2012
nella quale la Banca si è aggiudicata complessivamente 26 mln di euro
con durata triennale al tasso BCE dell’1%+ uno spread corrisposto dalla
Banca ad Iccrea di 0,05 (alla data della presente relazione il tasso corrisposto è pari al tasso BCE 0,25%+ un spread Iccrea di 0,04 ). Il ricorso al
finanziamento presso la BCE ha permesso alla Banca di disporre di una
provvista sostitutiva stabile, più coerente con la politica di bilanciamento
delle scadenze prevista dalla policy aziendale.
6.7 Accordi in relazione alla moratoria debiti PMI
La Banca ha aderito, anche per il 2013, alla proroga della operatività dei
plafond “Crediti PA” e “Progetti Investimenti Italia” assicurando le misure
di sostegno per il credito alle PMI.
La Banca, inoltre, ha deliberato di prorogare l’adesione anche ai seguenti
altri Accordi siglati nell’ambito dell’industria bancaria:
- Piano famiglie;
- Fondo nuovi nati.
7.
Attività di
Ricerca e
Sviluppo
Come ogni anno, la Banca ha prodotto il rapporto sullo stato dell’economia
cosentina e calabrese, giunto alla nona edizione consecutiva. Quest’anno, in
particolare, è stato approfondito il tema della legalità, nel senso di misurare
quanto negativamente incide sulla mancata crescita la zavorra della corruzione.
La percezione del fenomeno della corruzione come principale problema in Provincia di
Cosenza e confronto con dati Eurobarometro, Italia e Europa
Anno 2013 - Valori percentuali (somma modalità “d’accordo” e “completamente d’accordo”)
Fonte: Istituto Demoskopika.
61
Bilancio Economico 2013
Ben il 58% degli imprenditori intervistati
(somma della modalità “d’accordo” e
“completamente d’accordo”) ha risposto affermativamente alla domanda “la
Il rapporto 2013 ha
corruzione è parte della cultura d’immisurato il peso
presa?”, esprimendo la convinzione che
della corruzione
il fenomeno sia una prassi comune nella
sull’economia
gestione aziendale.
calabrese
Tale opinione è maggiormente sostenuta dalle imprese che operano nei servizi (65,4%) e nel settore delle
costruzioni (64,9%) e in misura minore
tra gli imprenditori agricoli (51,4%) e dell’industria (51,4%).
La percezione del fenomeno della corruzione come “parte della cultura d’impresa” per
settore di appartenenza dell’impresa
Anno 2013 - Valori percentuali (somma modalità “d’accordo” e “completamente d’accordo”)
Fonte: Istituto Demoskopika.
La Banca ha chiamato a discutere su questo importantissimo argomento
sia specialisti del settore, come la presidente dell’associazione Transparency International, sia esponenti istituzionali particolarmente impegnati
nella lotta al fenomeno, come il Presidente della Corte dei Conti della
Lombardia.
Alle risultanze del Rapporto, come sempre, è stata data massima diffusione e visibilità in modo da favorire la comunicazione dei dati e stimolare
l’opinione pubblica verso corretti comportamenti.
Sul piano dello sviluppo commerciale, invece, nel corso del 2013, l’Area
preposta si è dedicata allo sviluppo e all’implementazione di prodotti destinati a tradurre in termini sempre più evidenti il rapporto mutualistico
che lega la banca ai soci e al territorio.
62
Relazione degli amministratori sulla gestione
I primi risultati di questo lavoro si sono visti nel 2014. A febbraio è stato
varato “Sprint”, mutuo chirografario destinato ai soli soci, con tasso agevolato e l’introduzione del meccanismo del silenzio-assenso in modo che
la Banca si obbliga a rispondere entro un determinato periodo passato il
quale la domanda si intende accettata.
Allo stesso tempo, l’Area Commerciale si è dedicata allo sviluppo di un
meccanismo premiale per i Giovani Soci che parta dal rilascio gratuito di
una carta prepagata e si agganci ad un meccanismo di raccolta punti, premiando la partecipazione dei Giovani Soci alle attività cooperative e formative.
8.
Il presidio
dei rischi e il
sistema dei
controlli
interni
La Banca è esposta a diverse tipologie di rischio che attengono principalmente alla tradizionale operatività di intermediazione creditizia e finanziaria: prevalentemente rischio di credito e talune manifestazioni di rischi
operativi intrinseci all’attività bancaria.
Il complessivo sistema di controllo e gestione dei rischi posto in essere è
articolato nei seguenti livelli definiti dall’Organo di Vigilanza:
- I livello: controlli di Linea, effettuati dalle stesse strutture produttive che
hanno posto in essere le operazioni o incorporati nelle procedure e diretti ad assicurare il corretto svolgimento delle operazioni;
- II livello:
- controlli sulla gestione dei rischi, condotti a cura di strutture diverse
da quelle produttive, con il compito di definire le metodologie di misurazione dei rischi, di verificare il rispetto dei limiti assegnati alle varie
funzioni operative e di controllare la coerenza dell’operatività delle singole aree produttive con gli obiettivi di rischio/rendimento, quantificando il grado di esposizione ai rischi e gli eventuali impatti economici;
- controlli di conformità normativa, svolti dalla funzione indipendente
all’uopo costituita con il compito specifico di promuovere il rispetto
delle norme di eteroregolamentazione (leggi e norme regolamentari)
e di autoregolamentazione nonché dei
codici interni di comportamento, per
minimizzare il rischio di non conformità
normativa e i rischi reputazionali ad
I livelli di controllo
esso collegati, coadiuvando, per gli
e gestione dei
aspetti di competenza, nella realizzarischi sono definiti
zione del modello aziendale di monitodall’Organo di
raggio e gestione dei rischi;
- controlli in materia di gestione del riVigilanza
schio di riciclaggio e di finanziamento
del terrorismo internazionale, svolti
dalla funzione indipendente di Antirici-
63
Bilancio Economico 2013
claggio costituita con il compito specifico di verificare nel continuo che
le procedure aziendali siano coerenti con l’obiettivo di prevenire e contrastare la violazione di norme di eteroregolamentazione (leggi e
norme regolamentari) e di autoregolamentazione in materia di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo;
- III livello: attività di revisione interna (Internal Auditing), ripartita fra la
funzione di Revisione Interna aziendale e la Funzione di Revisione Interna
esternalizzata alla società di auditing del movimento, Co.Se.Ba. Scpa; le
attività sono indirizzate a valutare l’adeguatezza e la funzionalità del complessivo Sistema dei Controlli Interni; tali attività sono condotte sulla
base del piano annuale delle attività di auditing approvato dal Consiglio
di Amministrazione e attraverso verifiche puntuali sull’operatività delle
funzioni coinvolte, richieste in corso d’anno.
Il ricorso all’esternalizzazione di funzioni aziendali, anche importanti e di
controllo, rappresenta un elemento strutturale e imprescindibile del modello organizzativo della Banca in considerazione non solo delle dimensioni aziendali e della complessità operativa che la caratterizza, ma anche
della sua appartenenza al Sistema del Credito Cooperativo.
Per una più compiuta illustrazione dell’assetto organizzativo e delle procedure operative poste a presidio delle diverse aree di rischio e delle metodologie utilizzate per la misurazione e la prevenzione dei rischi medesimi
si rinvia all’informativa qualitativa e quantitativa riportata nella parte E della
nota Integrativa – informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura.
Posto ciò, nel soffermarsi in particolare sui controlli di II e III livello, si evidenzia che l’impianto dei controlli sulla gestione dei rischi é stato oggetto
di un’importante evoluzione, a seguito dell’attivazione del processo interno di determinazione dell’adeguatezza patrimoniale (ICAAP – Internal
Capital Adequacy Assessment Process) e, da ultimo, è sottoposto ad ulteriori adeguamenti per effetto delle nuove disposizioni di Vigilanza dettate con il 15° aggiornamento della Circ. 263/2006 in materia di sistema
dei controlli interni e gestione del sistema informativo/dati.
Le attività di controllo, conformemente a quanto richiesto dalle disposizioni di riferimento, hanno interessato i rischi aziendali nel loro complesso.
Le funzioni di controllo interno, allo scopo di migliorare/innalzare l’apporto
delle attività espletate al contenimento/presidio dei rischi cui risulta esposta la Banca, come per gli anni precedenti, congiuntamente alla Direzione
Generale, per l’anno 2013 hanno redatto il piano integrato delle attività
di controllo/verifica. Il predetto piano, strutturato anche sulla scorta del
piano delle attività comunicato dalla funzione di Revisione interna esternalizzata (Co.Se.Ba. Scpa), ha consentito di ottenere una razionale orga-
64
Relazione degli amministratori sulla gestione
nizzazione delle attività di controllo/verifica e, conseguentemente, di ridurre la presenza di rischi non adeguatamente presidiati. Attesa la maggiore organicità assicurata alle attività effettuate dalle diverse funzioni di
controllo, anche per il 2014 è stato redatto/deliberato il piano integrato
dei controlli con l’obiettivo, di garantire, nel continuo, una maggiore e
adeguata profondità di analisi per le attività di verifica pianificate e, nel
contempo, di migliorare, ulteriormente, i flussi informativi rivolti agli Organi di vertice.
Nell’ambito dell’ICAAP la Banca definisce la mappa dei rischi rilevanti che
costituisce la cornice entro la quale sono sviluppate tutte le attività di misurazione/valutazione, monitoraggio/controllo e mitigazione dei rischi. A
tal fine provvede all’individuazione di tutti i rischi verso i quali è/o potrebbe
essere esposta, ossia dei rischi che potrebbero pregiudicare la propria
operatività, il perseguimento delle strategie definite e il conseguimento
degli obiettivi aziendali. Per ciascuna tipologia di rischio identificata, vengono individuate le relative fonti di generazione (anche ai fini della successiva definizione degli strumenti e delle metodologie a presidio della
loro misurazione e gestione) nonché le strutture responsabili della gestione. Nello svolgimento delle attività citate la Banca tiene conto del contesto normativo di riferimento, dell’operatività in termini di prodotti e
mercati di riferimento, delle specificità connesse alla propria natura di
banca cooperativa a mutualità prevalente operante in un network e, per
individuare gli eventuali rischi prospettici, degli obiettivi strategici definiti
dal Consiglio di Amministrazione e declinati nel piano annuale.
Sulla base di quanto rilevato dalle attività di analisi svolte, la Banca ha identificato come rilevanti i seguenti rischi: rischio di credito e di controparte;
rischio di concentrazione; rischio derivante da cartolarizzazioni; rischio di
mercato; rischio operativo; rischio di tasso di interesse; rischio di liquidità;
rischio di mismatching; rischio strategico; rischio di reputazione/legale; rischio di riciclaggio; rischio residuo, rischio di leva finanziaria eccessiva, rischi connessi con l’assunzione di
partecipazioni, rischi connessi con le attività di rischio e i conflitti di interesse
nei confronti di soggetti collegati. Le
valutazioni effettuate con riferimento
Con la relazione
all’esposizione ai citati rischi e ai conICAAP la Banca
nessi sistemi di misurazione e controllo
definisce la mappa
sono state oggetto di analisi da parte
dei rischi rilevanti
dei vertici aziendali.
Il secondo livello dei controlli (Risk Management e Compliance) assume un ri-
65
Bilancio Economico 2013
lievo strategico con riguardo alla capacità di coniugare il governo del rischio con la pratica d’affari nel supportare la declinazione della cultura
aziendale in materia di gestione del rischio nei comportamenti e nelle
scelte strategiche.
La funzione di Controllo dei rischi, denominata nell’organigramma aziendale Risk Management, ha tra gli altri, il compito di individuare le metodologie di misurazione dei rischi, sviluppare e manutenere i modelli e gli
strumenti di supporto per la misurazione/valutazione ed il monitoraggio
dei rischi, individuare i rischi cui la Banca è o potrebbe essere esposta,
controllare la coerenza dell’operatività delle singole aree/unità di business
con gli obiettivi di rischio/rendimento, quantificare/valutare il grado di
esposizione ai rischi. Più in generale, la funzione ha tra i propri compiti
principali, la verifica del rispetto dei limiti assegnati alle varie funzioni operative e il controllo della coerenza dell’operatività delle singole aree aziendali con gli obiettivi di rischio/rendimento definiti dal C.d.A, quantificando
il grado di esposizione ai rischi e gli eventuali impatti economici. La funzione garantisce inoltre l’informativa inerente ai citati profili di analisi e valutazione attraverso opportuni reporting indirizzati alle funzioni operative,
alla Direzione Generale e, per il tramite di questa, agli Organi di Governo
e Controllo.
Come anticipato, riguardo alla gestione del rischio di non conformità alle
norme, a seguito di un’accurata analisi organizzativa e di una valutazione
costi benefici che hanno tenuto in considerazione le dimensioni aziendali,
la complessiva operatività e i profili professionali in organico, la Banca ha
adottato un modello che si fonda sulla presenza di una Funzione Interna
che si avvale anche del supporto della struttura compliance della Federazione Calabrese. L’esternalizzazione dell’esecuzione di alcune attività della
Funzione alla Federazione Calabrese permette di avvalersi - oltre che di
standard metodologici basati sulle best practice - di competenze specialistiche che integrano il corredo delle
professionalità rappresentate nell’organico aziendale, completandolo sotto il
profilo delle esigenze poste dal proIl secondo livello di
cesso in argomento. Il responsabile incontrollo è
terno
della
funzione
esegue
strategicamente
direttamente la pianificazione delle atorientato al
tività, in coerenza con le complessive
politiche di gestione del rischio definite
governo dei rischi
dal Consiglio di Amministrazione, monitora la qualità del servizio prestato
sulla base degli standard definiti, cura
66
Relazione degli amministratori sulla gestione
la redazione dell’informativa periodica
ai vertici aziendali sui risultati raggiunti.
I risultati delle attività di verifica condotte sono formalizzati in specifici reLe funzioni di
port
presentati
con
cadenza
controllo interno
annuale/semestrale, al Consiglio di
producono report
Amministrazione cui, in quanto responper il CdA e la
Direzione Generale sabile del Sistema dei Controlli Interni,
spetta la complessiva supervisione del
processo di gestione del rischio di non
conformità normativa e, in tale ambito,
la periodica valutazione dell’adeguatezza della funzione di conformità alle norme nonché la definizione del
programma di attività della funzione stessa.
Riguardo alla gestione del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, in ossequio alla disciplina di riferimento e a seguito di un’accurata
analisi organizzativa che ha tenuto conto delle dimensioni aziendali, della
complessiva operatività e dei profili professionali in organico, la Banca ha
provveduto a istituire una specifica funzione di controllo di secondo livello
e a nominare il relativo responsabile. I risultati delle attività di controllo
sono formalizzati in specifici report e oggetto di illustrazione trimestrale
al Consiglio di Amministrazione.
La funzione di Internal Audit, ripartita tra la funzione di Revisione interna
aziendale e la Funzione di Revisione interna esternalizzata alla società di
auditing del movimento, Co.Se.Ba. Scpa, svolge la propria attività sulla
base dei piani annuali delle attività di auditing di ciascuna funzione approvati dal Consiglio di Amministrazione e attraverso verifiche puntuali sull’operatività delle funzioni coinvolte, richieste in corso d’anno. In tale
ambito effettua la verifica e l’analisi dei sistemi di controllo di primo e secondo livello, attivando periodici interventi finalizzati al monitoraggio delle
variabili di rischio.
Gli interventi di audit si sono incentrati sull’analisi dei principali processi
gestionali, operativi e normativi della Banca ovvero: Governo, ICAAP, Politiche di remunerazione, Conflitti di interessi, Operazioni personali, Credito, Finanza e risparmio, Incassi e pagamenti, Contabilità bilancio e
segnalazioni, Antiriciclaggio, Trasparenza. L’attività è stata articolata prevedendo anche momenti di follow-up per i processi sottoposti ad audit
nel corso dei piani precedenti, nell’ottica di verificare l’effettiva implementazione ed efficacia degli interventi di contenimento del rischio proposti.
I vertici della Banca hanno preso visione dei report prodotti per ogni veri-
67
Bilancio Economico 2013
fica di processo e del report consuntivo
che sintetizza la valutazione dell’Internal Audit sul complessivo sistema dei
Funzioni di
controlli della Banca e riporta l’elencacontrollo adeguate
zione degli interventi di miglioramento
permettono
ritenuti opportuni al fine di riportare i
politiche
rischi residui entro un livello coerente
strategiche
con la propensione al rischio definita
corrette ed efficaci
dai vertici aziendali. La funzione di Internal Audit esternalizzata ha ottenuto
la certificazione di conformità relativamente all’organizzazione e allo svolgimento delle proprie attività agli Standard per la pratica professionale
dell’Internal Auditing e al Codice Etico della Professione; tale giudizio è
stato elaborato da parte di un ente terzo indipendente al Sistema a fronte
di un processo di analisi e verifiche condotte secondo la metodologia definita nel “Quality Assessment Manual” pubblicato dall’Institute of Internal
Auditors (IIA).
L’informativa di sintesi delle attività svolte dalle funzioni di controllo interno
nel corso dell’anno è stata esaminata dal Consiglio di Amministrazione
che ha definito sulla base dei relativi contenuti uno specifico programma
di attività per la risoluzione delle problematiche evidenziate e l’adeguamento del sistema dei controlli interni.
Le perduranti tensioni prodotte dalla crisi finanziaria impongono alla Banca
una rinnovata riflessione sulla capacità di realizzare la propria missione, tenendo in debita considerazione anche i profili dell’efficienza e dell’economicità della gestione. In tale ottica, i contenuti, complessi e articolati, delle
nuove disposizioni contenute nel 15° aggiornamento della Circ. 263/2006,
e i tempi di prevista entrata in vigore, impongono un’attenta valutazione
non solo dei necessari profili di adeguamento alle nuove previsioni ma
anche delle modalità di declinazione delle attività di adeguamento stesse,
anche alla luce del prevedibile impatto organizzativo, procedurale ed economico e posta la peculiare fase congiunturale tuttora in atto.
Il principio ispiratore delle scelte aziendali in materia si basa sulla consapevolezza che un efficace sistema di controllo costituisce condizione essenziale per il perseguimento degli obiettivi aziendali e che gli assetti
organizzativi e di controllo aziendali debbano costantemente risultare tali
da supportare la realizzazione degli interessi dell’impresa e nello stesso
tempo contribuire ad assicurare condizioni di sana e prudente gestione e
stabilità. Funzioni di controllo autorevoli e adeguate contribuiscono a gui-
68
Relazione degli amministratori sulla gestione
dare gli organi di vertice verso scelte strategiche coerenti con il quadro
normativo e con le potenzialità aziendali, agevolano lo sviluppo di una cultura aziendale di correttezza dei comportamenti e di affidabilità, permettono di accrescere la fiducia degli operatori e dei clienti nell’operatività
della singola banca e del settore nel suo complesso.
Assumono rilievo in tale ambito i meccanismi di interazione tra le funzioni
aziendali al fine di disporre di una visione integrata dei rischi e di un processo dinamico di adattamento delle modalità di controllo al mutare del
contesto interno ed esterno. All’insegna di tali riflessioni e nel contesto di
un percorso comune che ha coinvolto, oltre alle consorelle, anche tutte le
strutture, associative e imprenditoriali, di secondo livello del network, è
stata sviluppata l’autovalutazione aziendale di posizionamento rispetto
alle nuove disposizioni, trasmessa alla Banca d’Italia, all’interno della quale
sono state individuate le misure da adottare per assicurare il rispetto delle
disposizioni e la relativa tempificazione, definita in coerenza con le date
di efficacia delle disposizioni di riferimento e tenuto conto delle linee progettuali di Categoria inerenti la predisposizione di riferimenti metodologici
e standard documentali utili rispetto ai profili di necessario adeguamento
individuati nel corso della stesura del piano di migrazione.
Sulla base di quanto emerso nel corso delle attività sviluppate nell’ambito
dell’autovalutazione, la Banca ha individuato le seguenti principali aree di
adeguamento:
1. ruolo e responsabilità degli organi aziendali; in particolare, occorre procedere alla revisione e integrazione - in stretta coerenza, laddove necessario, con le attività in corso di revisione dello statuto tipo - dei
regolamenti della Banca al fine di allineare ruoli, compiti e responsabilità
degli Organi aziendali a quanto stabilito dalle disposizioni di vigilanza;
tali attività saranno sviluppate in stretto raccordo con quelle inerenti
l’adeguamento alla nuova disciplina in materia di governo societario, di
prossima emanazione;
2. attuazione/integrazione dei processi di governo e gestione dei rischi;
in particolare,
- definizione, formalizzazione e attuazione del Risk Appetite Framework;
- adeguamento della funzione di Risk Management ai nuovi requisiti regolamentari e definizione / integrazione dei processi di governo e gestione dei rischi anche alla luce delle nuove definizioni regolamentari,
ivi inclusa la definizione dei presidi di controllo di secondo livello per
il monitoraggio delle esposizioni creditizie;
- adeguamento delle procedure volte ad assicurare la piena e corretta
valutazione dei rischi derivanti dalla nuova operatività, in coerenza con
la propensione al rischio definita e la capacità della banca di gestirli;
69
Bilancio Economico 2013
- definizione dei criteri quantitativi e qualitativi per identificare le operazioni di maggior rilievo e del processo di gestione e governo dei rischi associati;
- aggiornamento e integrazione delle politiche e processi di valutazione
delle attività aziendali per assicurarne un’adeguata integrazione con
l’attività di Risk Management;
3. profili attinenti l’esternalizzazione di funzioni aziendali con riferimento
alle disposizioni riportate nei capitoli 7 e 8. In tale ambito,
- definizione e adozione della politica in materia di esternalizzazione
nella quale verranno regolamentati i processi e i presidi in grado di garantire l’adeguato governo delle attività oggetto di esternalizzazione,
finalizzati anche a valutare e attivare, se necessario, soluzioni di switch
o di contingency;
- adeguamento dei contratti in essere con i fornitori tenuto anche conto
dei riferimenti che a riguardo verranno definiti a livello di Categoria con
particolare, ma non esclusivo, riguardo a indicatori, SLA e logiche di misurazione e valutazione delle soglie individuate per tipologia di servizio;
4. nell’ambito delle attività finalizzate all’adeguamento del piano annuale
dei controlli, mediante l’adozione del documento di coordinamento
delle funzioni e organi di controllo:
- revisione dei compiti e delle responsabilità delle funzioni di controllo,
dei relativi flussi informativi e delle modalità di coordinamento e collaborazione ai sensi delle nuove disposizioni;
- definizione dei processi in grado di garantire una maggiore collaborazione e un più frequente interscambio fra le differenti funzioni e tra queste e gli Organi aziendali, coinvolte nell’iter di misurazione, valutazione
e mitigazione dei rischi, ciò in termini anche di pianificazione condivisa
e temporalmente coordinata, sinergica e non ridondante, modalità di
confronto, logiche e metriche di valutazione del rischio residuo;
- definizione del set di informazioni omogenee relative a medesimi ambiti sottoposti a pareri e valutazioni delle differenti funzioni di controllo;
in merito, si prevede di rivedere gli attuali strumenti di reporting ovvero
il regolamento dei flussi informativi;
5. adeguamento rispetto alle nuove previsioni in materia di Sistemi Informativi e Continuità Operativa, con particolare riguardo agli aspetti attinenti la governance ICT, la gestione della sicurezza informatica, il
sistema di gestione dei dati, la gestione del rischio informatico;
6. adeguamento della funzione di Compliance, secondo un approccio risk
based, in misura proporzionale al rilievo che le singole norme hanno
per l’attività svolta e alle conseguenze della loro violazione.
Il percorso di adeguamento è già in corso nell’ambito delle progettualità
di Categoria cui la Banca partecipa per il tramite della locale Federazione
delle BCC calabresi.
70
Relazione degli amministratori sulla gestione
9
Informazioni
sulla continuità
aziendale, sui
rischi finanziari,
sulle verifiche per
riduzione di
valore delle
attività e sulle
incertezze
nell’utilizzo
di stime
10
Informazioni
sugli aspetti
ambientali
Con riferimento ai documenti Banca d’Italia, Consob e Isvap n.2 del 6 febbraio 2009 e n.4 del 3 marzo 2010, relativi alle informazioni da fornire nelle
relazioni finanziarie sulle prospettive aziendali, con particolare riferimento
alla continuità aziendale, ai rischi finanziari, alle verifiche per riduzione di
valore delle attività (impairment test) e alle incertezze nell’utilizzo delle
stime, il Consiglio di Amministrazione conferma di avere la ragionevole
aspettativa che la banca possa continuare la propria operatività in un futuro prevedibile e attesta pertanto che il bilancio dell’esercizio è stato predisposto in tale prospettiva di continuità.
Nella struttura patrimoniale e finanziaria della Banca e nell’andamento
operativo non sussistono elementi o segnali che possano indurre incertezze sul punto della continuità aziendale.
Per l’informativa relativa ai rischi finanziari, alle verifiche per riduzione di
valore delle attività e alle incertezze nell’utilizzo di stime si rinvia alle informazioni fornite nella presente relazione, a commento degli andamenti gestionali, e/o nelle specifiche sezioni della Nota Integrativa.
Nel 2013 è divenuta operativa la deliberazione del CdA di aderire al consorzio BCC Energia, per l’acquisto e l’uso razionale di energia per il Credito Cooperativo Italiano.
Il Consorzio, a cui aderiscono 112 BCC, ha la possibilità di rinegoziare ogni
anno il contratto di fornitura con la scelta del miglior offerente invertendo
il tradizionale rapporto tra utente e fornitore.
In quattro anni di attività, il Consorzio è riuscito a conseguire un risparmio
in bolletta superiore ai 3 milioni e mezzo di euro. Il risparmio ottenuto dalla
nostra Banca nel corso del 2013 è stato
pari a circa € 22.000.
Nei primi mesi del 2014, inoltre, la
Banca ha rinnovato l’adesione alla conL’adesione al
venzione con Legambiente, che ci ha
Consorzio BCC
visto premiati, nel 2012, per la nostra
Energia ha
capacità di sostenere e incentivare
consentito un
l’uso delle energie rinnovabili.
risparmio di
€ 22.000
71
Bilancio Economico 2013
11
Accertamento
ispettivo
dell’organo
di vigilanza
12
Fatti di rilievo
intervenuti dopo
la chiusura
dell’esercizio
Il 21 febbraio 2013, dopo circa due
mesi, si è chiusa la visita ispettiva ordinaria condotta da funzionari della
I soci BCC
Banca d’Italia. L’esito dell’accertaMediocrati devono
mento è stato positivo, il giudizio paressere e sentirsi
zialmente positivo e, naturalmente,
orgogliosi di far
senza l’avvio di alcun procedimento
parte di questa
sanzionatorio.
banca
Il rapporto dell’Organo di Vigilanza,
come sempre accaduto in passato,
continuerà a rappresentare una stella
polare sulla strada della verifica dei risultati raggiunti e uno stimolo alla crescita.
Il 27 Gennaio 2014 la Banca ha organizzato un convegno di studio sulla figura
di Antonio Serra, economista cosentino del 1600, morto in carcere dopo aver
dato alle stampe quello che alcuni studiosi ritengono il primo libro al mondo
di economia moderna, stampato il 1613.
In occasione del 400esimo anniversario dalla pubblicazione abbiamo chiesto
e ottenuto che la casa editrice del movimento, ECRA, pubblicasse un libro di
Oreste Parise, diffondendolo su tutto il territorio nazionale. Al convegno abbiamo invitato insigni studiosi come il prof. Rosario Patalano dell’Università
Federico II di Napoli e Erik S. Reinert dell’Università di Tallin (Estonia).
In un CdA di gennaio, nell’ambito di quanto previsto dall’art. 14 dello Statuto Sociale
“…Il Consiglio di Amministrazione può escludere il socio che abbia
arrecato in qualsiasi modo danno alla società o che, in relazione a
gravi inadempienze, abbia costretto la società ad assumere provvedimenti per l’adempimento delle obbligazioni a qualunque titolo contratte con essa… “
è stata deliberata l’esclusione di nr. 127 soci, in condizione di contrasto
con la Banca, le cui posizioni risultavano iscritte a sofferenza, o titolari di
sofferenze cedute oppure estinte per accordo transattivo con perdita a carico della Banca.
In tale opera di esclusione, è stata nettamente distinta la posizione di quei
soci che, pur trovandosi in condizioni di difficoltà, non hanno provocato
danni economici alla Banca concordando e rispettando con il proprio istituto un piano di rientro. In tali casi, non è stata avviata alcuna azione nei
confronti del socio.
Tale operazione è stata posta in essere per rendere “pulita” la compagine
sociale, perché riteniamo che un socio Mediocrati debba sentirsi orgoglioso di far parte di questa Banca. I nostri soci, infatti, condividono con
72
Relazione degli amministratori sulla gestione
tenacia i valori del Credito Cooperativo, mettendo a fattor comune non
solo la rispettabilità personale ma anche la correttezza dei comportamenti
bancari.
Nel mese di febbraio è stato varato “Sprint”, uno strumento per la ripartenza dei nostri soci. Il nome completo del prodotto, infatti, è “Sprint
Mutuo Soci”, in acronimo SMS. E proprio dall’acronimo siamo partiti per
inviare ai soci un virtuale SMS con cui li abbiamo informati. Si tratta di uno
strumento nuovo, fino a 30mila euro e tassi agevolati per i soci, con modalità particolari. Una su tutte: il silenzio-assenso. Con Sprint la Banca si
impegna a rispondere entro massimo 15 giorni dalla presentazione di tutti
i documenti. In caso contrario, la domanda si intende accettata con conseguente erogazione di quanto richiesto.
Il prestito “Il Seminatore” allarga i suoi confini grazie alla firma della convenzione con Mons. Leonardo Bonanno, Vescovo di San Marco-Scalea. Lo
strumento di microcredito, a partire dal 1° gennaio 2014, viene regolato
al tasso di interesse del 5%, rimanendo di gran lunga al di sotto del costo
medio per mutui dello stesso genere.
Con lo stesso tasso è stato rinnovato anche il microcredito “Voglio Restare”,
destinato a quattro specifiche aree imprenditoriali: agricoltura, artigianato,
turismo e information technology. “Voglio Restare” è realizzato in collaborazione con Unionfidi Calabria, che presta garanzia per almeno il 50%.
13
Evoluzione
prevedibile
della gestione
Il CdA, avendo già aderito al Progetto relativo al Fondo di Garanzia Istituzionale del Credito Cooperativo (FGI), dopo la chiusura del bilancio 2013
ha deliberato di:
- partecipare alla seconda fase di test operativo, in base alle regole dello
Statuto e Regolamento del Fondo, dando mandato alla Federazione Locale per svolgere per proprio conto le attività propedeutiche alla partecipazione al test;
- autorizzare lo scambio di dati e di informazioni - riferite alla banca - tra il
FGI e il FGD per l’attuazione dei rispetLa Banca ha
tivi scopi istituzionali;
confermato la
Rispetto al 31.12.2013, inoltre, nel
partecipazione al
primo trimestre 2014 la raccolta diretta
Fondo di Garanzia
si conferma in crescita, mentre gli impieghi crescono in misura minore.
Istituzionale
Dal punto di vista economico, nonostante si confermi la precarietà dello
scenario di riferimento, nei primi tre
73
Bilancio Economico 2013
mesi dell’anno la Banca fa registrare un risultato sostanzialmente positivo. Con riferimento al profilo della liquidità, infine, l’importo delle APM risulta
stabile ed adeguato a fronteggiare le esigenze di liquidità dell’istituto. Al fine di meglio presidiare il territorio dell’Alto Jonio, infine, dall’inizio di
gennaio 2014 è stato assunto un dipendente con elevata esperienza commerciale nella zona territoriale interessata.
14
Informativa
sulle
operazioni
con
parti correlate
15
Progetto di
destinazione
degli utili
di esercizio
74
Le informazioni sui rapporti con parti correlate, come definite dallo IAS
24, sono riportate nella “parte H - operazioni con parti correlate” della
nota integrativa, cui si fa rinvio.
A partire dall’inizio del 2013, la Banca si è dotata di un sistema di reportistica semestrale con riferimento alle operazioni con i soggetti collegati
prevista dalla Policy sulle politiche e procedure in materia di attività di rischio e conflitti di interesse.
Ai fini di quanto previsto all’art. 15 della Policy (relativamente all’obbligo
di informativa completa), si evidenzia che, nel corso del 2013, non ci sono
state operazioni sulle quali l’amministratore indipendente e/o il Collegio
Sindacale abbiano formulato rilievi o reso parere negativo.
L’utile di esercizio ammonta a € 1.000.493,49 Si propone all’Assemblea di
procedere alla seguente ripartizione:
1 Alla riserva legale:
€
774.394,02
(pari almeno al 70% degli utili netti annuali)
2 Ai fondi mutualistici per la promozione
e lo sviluppo della cooperazione
€
26.733,84
(pari allo 3% degli utili netti annuali)
3 Ai fini di beneficenza e mutualità
€
90.000,00
4 A ristorno soci
€
109.365,63
Relazione degli amministratori sulla gestione
16
Considerazioni
conclusive
Cari soci,
nel 1883, quando Leone Wollemborg fondò la prima Cassa Rurale, il nostro
Paese era ancora una giovanissima entità nazionale. Nel 1906, quando De
Cardona spronò i 16 audaci operai a fondare la Cassa Rurale di Bisignano,
si era alla vigilia di sanguinosi conflitti militari.
Tuttavia, nonostante le tante e gravose difficoltà, dopo 108 anni possiamo
constatare con orgoglio quanto cammino è stato compiuto.
In particolare, la crescita del Credito Cooperativo è stata sensibile negli
ultimi venti anni. La scintilla è stata una innovazione normativa, il Testo
Unico Bancario, che ha posto fine alle limitazioni del Tucra, equiparando
le BCC agli altri intermediari. Senza omologarle.
Più volte in questi anni le BCC hanno ricevuto apprezzamenti per la loro
azione anticiclica e anticrisi: dalle categorie produttive, dalle istituzioni e
dalle stesse autorità di vigilanza.
Oggi il Credito Cooperativo è una componente significativa nell’industria
del credito del nostro Paese. Ci viene riconosciuto che le nostre sono:
• le banche del Paese, presenti capillarmente in tutta Italia;
• le banche della democrazia e della partecipazione, con circa 1 milione
e 200 mila soci, in crescita del 3,2% su base d’anno;
• le banche al servizio dell’economia reale, locale, popolare. Non diamo
stock options e non speculiamo in derivati. Siamo un patrimonio strategico del Paese.
Guardando alla situazione regionale, tuttavia, non possiamo far finta che
sia tutto come prima. Basti considerare che solo in provincia di Cosenza,
nel breve volgere di tre anni sono state commissariate, e poi liquidate,
quattro BCC; mentre nel 2013 è iniziato il commissariamento della quinta
BCC cosentina, seconda solo a Mediocrati per masse amministrate. Il paesaggio che emerge è piatto come un deserto e rappresenta un assillo a
non cullarsi sui risultati raggiunti.
Solo una banca bene organizzata per contrastare i rischi sempre crescenti,
pur mantenendo intatta la capacità di cogliere le opportunità future, potrà
essere in grado di superare le attuali difficoltà.
In questo contesto di grande debolezza del territorio, peraltro, va previsto
anche l’impatto che avrà il nuovo Testo Unico Bancario europeo sul sistema delle Banche di Credito Cooperativo. E, a questo proposito, non si
può non considerare come un obbligo imperativo quello di ottimizzare il
livello dei propri meccanismi organizzativi.
Nel porre fine a questa relazione, e prima di votare l’approvazione al bilancio, salutiamo cordialmente i 934 nuovi soci che si sono uniti a noi dal
1° gennaio al 31 dicembre 2013. Allo stesso tempo, dedichiamo un pensiero a chi non è più tra noi.
75
Bilancio Economico 2013
Come ogni anno, inoltre, ringraziamo:
- il Collegio Sindacale, per la per la cura posta nel garantire il rispetto delle
regole;
- la Direzione Generale, nella persona del direttore generale Sena e del vice
direttore Intrieri, insieme ai collaboratori della Banca, per l’impegno che
tutti hanno profuso senza risparmio, in un anno particolarmente difficile;
- ai soci componenti i Comitati Locali e a tutti i giovani soci, che nell’anno
appena iniziato hanno rinnovato il Consiglio Direttivo;
- agli organismi e alle società del Movimento, per il sostegno fornito, a partire dalla Federazione Regionale delle BCC che Mediocrati, per il tramite
del suo presidente, è stata chiamata a guidare dal 18 settembre 2013;
- a dirigenti e funzionari della Banca d’Italia sul territorio, per la lucida capacità di giudizio e di indirizzo.
Lo scenario che va aprendosi richiederà grande attenzione nella misurazione e nella assunzione di rischi; e in tale ambito dovrà essere presidiato,
soprattutto, con puntualità continua e costante, il rischio di credito.
Prepararsi ad affrontare queste difficoltà significa potenziare ed aggiornare
con continuità le competenze, a partire dagli amministratori. Solo esponenti aziendali consapevoli del proprio ruolo, e capaci di apportare il proprio personale valore aggiunto, saranno nelle condizioni di costituire un
organismo adatto a presidiare i rischi correnti.
Una dirigenza capace ed un personale dipendente valido professionalmente costituiscono la necessaria leva per dare efficacia alle decisioni strategiche.
In questo contesto, sottolineo la decisione dell’Assemblea del 23 maggio
2013, di affidare alla società di revisione esterna KPMG l’incarico di controllo legale dei conti, ai sensi dell’art.13 D.Lgs 39/2010. Una scelta che
conferma l’obiettivo di voler crescere in maniera sana e corretta.
Un ringraziamento particolare va rivolto a voi soci della BCC Mediocrati,
perché una struttura tecnica, pur efficace e competente, non sarebbe sufficiente a dare corpo ad una banca veramente “differente”. Proviamo a
chiederci: in cosa si trasformerebbe l’efficienza se i soci fossero disinteressati? E come potrebbe realizzarsi la responsabilità sociale se la base societaria fosse litigiosa al proprio interno? Come porteremmo avanti
l’insegnamento di chi ci ha preceduto se non avessimo alcun interesse per
la comunità in cui viviamo? E, infine, come potremmo preservare per le
generazioni future il valore di una banca della comunità, se ciascuno dei
5500 soci badasse solo ad ottenere il massimo risultato per sé senza curarsi del patrimonio di tutti?
Perciò, nel ribadire i complimenti all’Assemblea dei Soci di questa Banca,
evidenziamo che negli anni a venire sarà molto importante non perdere
76
Relazione degli amministratori sulla gestione
la consapevolezza di dover continuare a lavorare per fare in modo che le
basi del nostro istituto siano sempre più forti e ben piantate sul territorio.
Ciò premesso proponiamo al Vostro esame ed alla Vostra approvazione il
bilancio dell’esercizio 2013 come esposto nella documentazione di stato
patrimoniale e di conto economico, nonché nella nota integrativa.
Il Consiglio di Amministrazione
Data: 25 marzo 2014
77
Relazione
del
Collegio Sindacale
Esercizio 2013
2013
80
Relazione del Collegio Sindacale
RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE
ai sensi dell'art. 2429 del codice civile
Signori Soci,
premesso che, a partire dall’esercizio 2013 il Collegio Sindacale della
Banca di Credito Cooperativo BCC Mediocrati esercita esclusivamente
l’attività di vigilanza amministrativa, mentre la revisione legale dei conti è
affidata alla Società KPMG Spa, diamo conto del nostro operato per l’esercizio chiuso al 31-12-2013.
Vi presentiamo, quindi, la nostra relazione al bilancio ex art. 2429, comma
2 del Codice Civile della Vostra società chiuso al 31 dicembre 2013.
Il Consiglio di Amministrazione ha messo a nostra disposizione il bilancio
d'esercizio chiuso al 31 dicembre 2013 unitamente alla relazione sulla gestione nei termini di legge.
Il progetto di bilancio, che è composto da sei distinti documenti: lo Stato
patrimoniale, il Conto economico, il prospetto delle variazioni di patrimonio netto, il prospetto della redditività complessiva, il rendiconto finanziario e la nota integrativa, è stato sottoposto alla revisione legale dei conti
dalla Società e può essere riassunto nelle seguenti risultanze:
Stato patrimoniale
Attivo
Passivo e Patrimonio netto
Utile dell'esercizio
€ 686.413.439
€ 685.412.946
€
1.000.493
Conto economico
Utile dell'operatività corrente al lordo delle imposte
€
Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente €
Utile dell'esercizio
€
1.603.060
(602.567)
1.000.493
La nota integrativa, poi, contiene le ulteriori informazioni ritenute utili per
una rappresentazione più completa degli accadimenti aziendali e per una
migliore comprensione dei dati di bilancio ed è altresì integrata con appositi dati ed informazioni, anche con riferimento a specifiche previsioni
di legge. In tale ottica, la stessa fornisce le informazioni richieste da altre
norme del codice civile e dalla regolamentazione secondaria cui la Vostra
Banca è soggetta, nonché altre informazioni ritenute opportune dall'organo amministrativo per rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, economica e finanziaria della Banca.
Unitamente al bilancio 2013 sono riportati i dati patrimoniali e di conto
economico dell’esercizio precedente.
81
Bilancio Economico 2013
Sul bilancio nel suo complesso è stato rilasciato un giudizio senza rilievi
dalla Società di revisione legale dei conti, che ha emesso, ai sensi dell'art.
14 del D.Lgs n. 39/2010, una relazione in data 15.04.2014 per la funzione
di revisione legale dei conti. Detta relazione evidenzia che il bilancio
d'esercizio è stato redatto in base ai principi contabili internazionali
IAS/IFRS ed è stato predisposto sulla base delle istruzioni emanate dalla
Banca d'Italia con la Circolare n. 262 del 22 dicembre 2005 (2° agg.to del
21.01.2014). Nel corso delle verifiche eseguite il Collegio Sindacale ha proceduto anche ad incontri periodici con la Società incaricata della revisione
legale dei conti, prendendo così atto del lavoro svolto dalla medesima e
procedendo allo scambio reciproco di informazioni nel rispetto dell'art.
2409-septies del cod. civ.
Per quanto concerne le voci del bilancio presentato alla Vostra attenzione
il Collegio Sindacale ha effettuato i controlli necessari per poter formulare
le conseguenti osservazioni, così come richiesto dai principi di comportamento del Collegio Sindacale raccomandati dal Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.
Tali controlli hanno interessato, in particolare, i principi di redazione e i criteri di valutazione, con attenzione specifica al tema degli accantonamenti,
adottati dagli amministratori e l'osservanza del principio di prudenza.
Il nostro esame è stato svolto secondo i richiamati principi di comportamento
del Collegio Sindacale e, in conformità a tali principi, abbiamo fatto riferimento alle norme che disciplinano il bilancio di esercizio, con riferimento alle
disposizioni generali del codice civile e dei principi contabili internazionali
IAS/IFRS, alle disposizioni specifiche dettate dal Decreto Legislativo 58/98,
interpretate ed adeguate conseguentemente all'applicazione dei predetti
principi contabili internazionali, giusta la previsione del D.Lgs n. 38 del
28.02.2005, in esecuzione del Regolamento Comunitario n. 1606 del
18.07.2002, come interpretato anche dall'Organismo Italiano per la Contabilità, nonché alla regolamentazione secondaria cui la Vostra Banca è soggetta.
Dai riscontri effettuati non sono emerse discordanze rispetto alle norme
che regolano la redazione del bilancio e rispetto all'applicazione dei principi contabili internazionali.
Nel corso dell'esercizio 2013 abbiamo partecipato alle riunioni del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo ed abbiamo operato diverse verifiche collegiali riassunte in complessivi 12 verbali.
Nei riscontri e nelle verifiche sindacali ci siamo avvalsi, ove necessario,
della collaborazione della struttura dei controlli interni e dell'ufficio contabilità generale della Banca. Il nostro esame è stato svolto secondo i citati
principi di comportamento del Collegio Sindacale.
82
Relazione del Collegio Sindacale
In particolare, in ossequio all'art. 2403 del codice civile ed alla regolamentazione secondaria cui la Vostra Banca è soggetta, il Collegio:
1) ha ottenuto dagli Amministratori le informazioni sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione, nonché sulle
operazioni di maggior rilievo economico finanziario e patrimoniale e su
quelle svolte con parti correlate;
2) in base alle informazioni ottenute, ha potuto verificare che le azioni deliberate e poste in essere sono conformi alla legge e allo Statuto sociale
e che non appaiono manifestatamene imprudenti, azzardate, in potenziale conflitto di interessi o in contrasto con le deliberazioni assunte dall'Assemblea o tali da compromettere l'integrità del patrimonio;
3) ha vigilato sull'osservanza della Legge e dello Statuto, nonché sul rispetto dei principi di corretta amministrazione;
4) ha acquisito conoscenza e vigilato, per quanto di sua competenza, sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo della Banca. A tal fine il Collegio ha operato, sia tramite la raccolta di informazioni dai responsabili
delle diverse funzioni, sia con incontri ricorrenti con i responsabili stessi,
che con riscontri diretti in merito agli adempimenti ripetitivi, nonché con
la richiesta alla funzione di Internal Auditing di apposite relazioni in ordine all'attività dalla medesima svolta. A tal riguardo, non ha osservazioni particolari da riferire;
5) ha esaminato e valutato il sistema di controllo interno, al fine di verificarne l'indipendenza, l'autonomia e la separazione da altre funzioni, e
ciò anche in relazione allo sviluppo e alle dimensioni dell'attività sociale,
nonché ai particolari obblighi e vincoli ai quali la Vostra Banca è soggetta; in proposito è stata posta attenzione all'attività di analisi sulle diverse tipologie di rischio ed alle modalità adottate per la loro gestione
e controllo, con specifica attenzione al processo interno di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (ICAAP) ed al processo di gestione
del rischio di liquidità. E' stata inoltre verificata la separatezza della funzione di Compliance. Infine, è stata sollecitata la costante implementazione delle procedure aziendali funzionali a garantire il rispetto degli
obblighi previsti dalla vigente normativa in capo agli intermediari;
6) ha verificato, alla luce di quanto disposto dalle Autorità di vigilanza in
tema di sistemi di remunerazione e incentivazione, l'adeguatezza e la
rispondenza al quadro normativo delle politiche e delle prassi di remunerazione adottate dalla Banca.
Dalla nostra attività di controllo e verifica non sono emersi fatti significativi
tali da richiedere la segnalazione alla Banca d'Italia.
83
Bilancio Economico 2013
Vi evidenziamo, infine, che non sono pervenute denunce ex art. 2408 del
codice civile o esposti di altra natura.
Il Collegio Sindacale, in ottemperanza alle disposizioni di cui all'art. 2
Legge n. 59/1992 e dell'art. 2545 cod. civ., comunica di condividere i criteri
seguiti dal Consiglio di Amministrazione nella gestione sociale per il conseguimento degli scopi mutualistici in conformità col carattere cooperativo
della Banca e dettagliati nella relazione sulla gestione presentata dagli
stessi Amministratori.
In considerazione di quanto sopra, il Collegio esprime parere favorevole
all’approvazione del bilancio dell’esercizio e concorda con la proposta di
destinazione e di distribuzione a titolo di ristorno del risultato di esercizio
formulata dal Consiglio di Amministrazione.
Rende, 15 Aprile 2014
Il Presidente
Alessandro Musaio
84
I Sindaci
Pierluigi Altomare
Olga Ferraro
Relazione
della
Società di Revisione
Esercizio 2013
2013
Bilancio Economico 2013
86
Relazione della Società di Revisione
87
Schemi di bilancio dell’impresa
-
stato patrimoniale
conto economico
prospetto della redditività complessiva
prospetto delle variazioni del patrimonio netto
rendiconto finanziario
2013
Bilancio Economico 2013
STATO PATRIMONIALE - Attivo
Voci dell’Attivo
31/12/2013
31/12/2012
10. Cassa e disponibilità liquide
8.466.250
6.846.619
20. Attività finanziarie detenute per la negoziazione
1.621.636
40. Attività finanziarie disponibili per la vendita
267.851.551
204.483.648
60. Crediti verso banche
18.154.638
16.969.878
70. Crediti verso clientela
358.970.479
356.162.659
9.733.359
7.897.029
18.957
22.241
110. Attività materiali
120. Attività immateriali
130. Attività fiscali
9.040.096
11.323.865
a) correnti
1.010.622
170.835
b) anticipate
8.029.474
11.153.030
di cui:
5.909.693
3.071.847
150. Altre attività
-alla L. 214/2011
12.556.473
8.966.616
Totale dell’attivo
686.413.439
612.672.555
STATO PATRIMONIALE - Passivo
Voci del Passivo e del Patrimonio Netto
31/12/2013
31/12/2012
10. Debiti verso banche
69.388.599
56.193.220
20. Debiti verso clientela
366.044.164
304.976.430
30. Titoli in circolazione
182.832.154
187.550.470
2.257.859
6.993.199
80. Passività fiscali
a) correnti
471.330
b) differite
2.257.859
6.521.869
100. Altre passività
16.484.609
13.451.394
1.366.216
1.299.318
110. Trattamento di fine rapporto del personale
120. Fondi per rischi e oneri:
b) altri fondi
130. Riserve da valutazione
160. Riserve
970.549
488.607
970.549
488.607
753.670
(3.014.408)
39.837.420
39.147.477
170. Sovrapprezzi di emissione
2.851.632
2.539.936
180. Capitale
2.626.075
2.044.944
200
Utile (Perdita) d’esercizio (+/-)
Totale del passivo e del patrimonio netto
90
1.000.493
1.001.968
686.413.439
612.672.555
Schemi di bilancio dell’impresa
CONTO ECONOMICO
Voci
31/12/2013
31/12/2012
10. Interessi attivi e proventi assimilati
24.017.964
25.884.968
20. Interessi passivi e oneri assimilati
(10.468.297)
(10.450.813)
30. Margine di interesse
13.549.667
15.434.155
40. Commissioni attive
4.794.328
4.593.118
50. Commissioni passive
(946.823)
(1.002.337)
3.847.505
3.590.781
41.396
25.087
60. Commissioni nette
70. Dividendi e proventi simili
80. Risultato netto dell’attività di negoziazione
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di:
a) crediti
b) attività finanziarie disponibili per la vendita
d) passività finanziarie
120. Margine di intermediazione
130. Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di:
a) crediti
d) altre operazioni finanziarie
68.178
146.938
4.146.560
2.778.762
52.587
4.127.791
2.885.382
(33.819)
(106.621)
21.653.306
21.975.722
(5.927.066)
(5.856.614)
(5.932.300)
(5.846.207)
5.235
(10.408)
140. Risultato netto della gestione finanziaria
15.726.241
16.119.108
150. Spese amministrative:
(16.344.554)
(15.065.162)
a) spese per il personale
(8.061.720)
(7.282.320)
b) altre spese amministrative
(8.282.834)
(7.782.842)
(594.280)
(612.083)
(7.228)
(6.724)
170. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali
180. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali
190. Altri oneri/proventi di gestione
2.822.881
1.341.296
(14.123.181)
(14.342.673)
250. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 1.603.060
1.831.261
200. Costi operativi
240. Utili (Perdite) da cessione di investimenti
260. Imposte sul reddito dell’esercizio dell’operatività corrente
54.826
(602.567)
(829.293)
270. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 1.000.493
1.001.968
290. Utile (Perdita) d’esercizio
1.000.493
1.001.968
31/12/2013
31/12/2012
1.000.493
1.001.968
PROSPETTO DELLA REDDITIVITÀ COMPLESSIVA
Voci
10. Utile (Perdita) d’esercizio
Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico
40. Piani a benefici definiti
23.293
(119.560)
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico
100. Attività finanziarie disponibili per la vendita
3.744.785
16.045.859
130. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte
3.768.078
15.926.299
140. Redditività complessiva (Voce 10+130)
4.768.572
16.928.268
Nella voce “utile (perdita) d‘esercizio” figura il medesimo importo indicato nella voce 290 del conto economico.
Nelle voci relative alle “altre componenti reddituali al netto delle imposte” figurano le variazioni di valore delle attività registrate nell’esercizio in
contropartita delle riserve da valutazione (al netto delle imposte).
91
Bilancio Economico 2013
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO - ESERCIZIO 2013
Capitale:
a) azioni ordinarie
Variazioni dell’esercizio
Operazioni sul patrimonio netto
Esistenze al
01.01.2013
Riserve
Dividendi
e altre
destinazioni
Variazioni
di riserve
Emissione
nuove azioni
Acquisto azioni proprie
Acconti su dividendi
Distribuzione straordinaria dividendi
Variazione strumenti di capitale
Derivati su proprie azioni
Stock options
Esistenze al
31.12.2012
Modifica saldi apertura
Allocazione risultato
esercizio precedente
Patrimonio
Redditività Netto al
complessiva 31.12.2013
esercizio
31.12.2013
2.044.944
2.044.944
581.131
2.626.075
2.044.944
2.044.944
581.131
2.626.075
2.539.936
2.539.936
311.696
2.851.632
39.147.477
39.147.477
840.426
(64.240)
39.837.420
40.834.659
40.834.659
775.668
64.758
b) altre azioni
Sovrapprezzi di emissione
Riserve:
a) di utili
b) altre
Riserve da valutazione
(1.687.182)
(1.687.182)
(3.014.408)
(3.014.408)
1.001.968
1.001.968
41.719.917
41.719.917
(86.243)
41.610.327
(86.243)
(64.240)
(1.772.907)
3.768.078
753.670
1.000.493
1.000.493
4.768.572
47.069.290
Strumenti di capitale
Azioni proprie
Utile (Perdita) di esercizio
Patrimonio netto
(840.426)
(161.543)
(161.543)
(86.243)
828.586
Nella colonna variazione di riserve è riportato il valore netto delle attività acquisite e delle passività assunte dall’operazione di fusione per incorporazione della ex Banca dello Jonio - Credito Cooperativo - Albidona - Società Cooperativa. Per un maggiore dettaglio si rimanda alla Parte G della
Nota Integrativa.
Nella colonna emissioni nuove azioni l’importo di € 581.131 è così composto:
- emissione di nuove azioni per operazione di aggregazione n.19.893 pari ad € 513.637 di quote capitale ed € 284.521 di sovrapprezzo di emissione;
- emissione di nuove azioni per ingressi di nuovi soci n.597 pari ad € 15.414 di quote capitale ed € 38.929 di sovrapprezzo di emissione;
- emissione di nuove azioni per ristorno degli utili destinati a capitale sociale dell’anno 2012 n 2.488 pari ad € 64.240;
- annullamento di azioni per recesso/esclusione di soci n.471 pari ad € 12.161 di quote capitale ed € 11.755 di sovrapprezzo di emissione.
Nella colonna allocazione risultato esercizio precedente :
- nelle riserve altre sono compresi € 64.240 riferiti a utili da ristornare destinati a capitale sociale; € 517 riferiti a frazioni di quote di utili in attesa di
essere assegnate e destinati a capitale sociale;
- nella colonna “dividenti altre destinazioni” sono compresi € 90.000 destinato al F/do beneficienza e mutualità; € 26.774 3% F/do mutualistico;
€ 44.769 quale quota di ristorno liquidato per cassa ai Soci o al F/do beneficienza come previsto dal regolamento sul ristorno.
92
Schemi di bilancio dell’impresa
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO - ESERCIZIO 2012
Capitale:
a) azioni ordinarie
Variazioni dell’esercizio
Operazioni sul patrimonio netto
Esistenze al
01.01.2012
Riserve
Dividendi
e altre
destinazioni
Variazioni
di riserve
Emissione
nuove azioni
Acquisto azioni proprie
Acconti su dividendi
Distribuzione straordinaria dividendi
Variazione strumenti di capitale
Derivati su proprie azioni
Stock options
Esistenze al
31.12.2011
Modifica saldi apertura
Allocazione risultato
esercizio precedente
Patrimonio
Redditività Netto al
complessiva 31.12.2012
esercizio
31.12.2012
1.873.783
1.873.783
171.161
2.044.944
1.873.783
1.873.783
171.161
2.044.944
2.463.434
2.463.434
76.502
2.539.936
37.598.141
37.598.141
1.714.558
(165.222)
39.147.477
39.288.846
39.288.846
1.545.813
(1.690.705)
(1.690.705)
168.746
(18.940.707)
(18.940.707)
b) altre azioni
Sovrapprezzi di emissione
Riserve:
a) di utili
b) altre
Riserve da valutazione
40.834.659
(165.222)
(1.687.182)
15.926.299
(3.014.408)
Strumenti di capitale
Acconti su dividendi (-)
Azioni proprie
Utile (Perdita) di esercizio
Patrimonio netto
1.964.499
1.964.499
24.959.150
24.959.150
(1.714.558)
(249.940)
(249.940)
82.440
1.001.968
1.001.968
16.928.268
41.719.917
Alcune voci relative ai dati comparativi al 31 dicembre 2011 risultano diverse rispetto al bilancio pubblicato, per effetto dell’applicazione retrospettiva
del nuovo principio contabile IAS 19 secondo le disposizioni dello IAS 8 (mutamento di principi contabili). Per maggiori dettagli si veda la sezione
“Altri aspetti” all’interno della “Parte A – Politiche contabili”.
93
Bilancio Economico 2013
RENDICONTO FINANZIARIO Metodo Indiretto
Importo
Importo
31/12/2013
31/12/2012
7.075.193
5.473.406
1.000.493
1.001.968
A. ATTIVITÀ OPERATIVA
1. Gestione
- risultato d’esercizio (+/-)
- plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione
e su attività/passività finanziarie valutate al fair value (-/+)
3.930
- plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+)
- rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento (+/-)
6.814.055
9.565.980
- rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-)
601.508
618.807
- accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-)
592.199
89.511
- imposte, tasse e crediti d’imposta non liquidati (+/-)
- rettifiche/riprese di valore nette dei gruppi di attività in via di dismissione
al netto dell’effetto fiscale (+/-)
- altri aggiustamenti (+/-)
2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie
- attività finanziarie detenute per la negoziazione
(1.936.992)
(5.802.860)
(75.048.416)
(24.122.603)
(1.609.647)
3.577.064
(58.166.477)
(16.750.321)
2.466.478
(6.032.089)
- attività finanziarie valutate al fair value
- attività finanziarie disponibili per la vendita
- crediti verso banche: a vista
- crediti verso banche: altri crediti
(3.692.635)
1.785.911
- crediti verso clientela
(8.664.252)
(4.358.461)
- altre attività
(5.381.883)
(2.344.707)
71.152.432
20.922.003
13.195.379
3.825.373
- debiti verso clientela
61.067.733
(2.457.324)
- titoli in circolazione
(5.457.993)
10.945.106
3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie
- debiti verso banche: a vista
- debiti verso banche: altri debiti
- passività finanziarie di negoziazione
- passività finanziarie valutate al fair value
- altre passività
Liquidità netta generata/assorbita dall’attività operativa
2.347.311
8.608.848
3.179.208
2.272.807
41.396
61.004
41.396
25.087
B. ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da
- vendite di partecipazioni
- dividendi incassati su partecipazioni
- vendite di attività finanziarie detenute sino alla scadenza
- vendite di attività materiali
35.918
- vendite di attività immateriali
- vendite di rami d’azienda
2. Liquidità assorbita da
(2.423.321)
(502.235)
(2.419.376)
(485.563)
(3.945)
(16.671)
(2.381.924)
(441.230)
892.827
247.663
(70.480)
(254.306)
- acquisti di partecipazioni
- acquisti di attività finanziarie detenute sino alla scadenza
- acquisti di attività materiali
- acquisti di attività immateriali
- acquisti di rami d’azienda
Liquidità netta generata/assorbita dall’attività d’investimento
C.ATTIVITA’ DI PROVVISTA
- emissioni/acquisti di azioni proprie
- emissioni/acquisti di strumenti di capitale
- distribuzione dividendi e altre finalità
Liquidità netta generata/assorbita dall’attività di provvista
LIQUIDITA’ NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL’ESERCIZIO
LEGENDA (+) generata (-) assorbita
94
822.346
(6.643)
1.619.630
1.824.933
Schemi di bilancio dell’impresa
RICONCILIAZIONE
Importo
Voci di bilancio
Importo
31/12/2013
31/12/2012
Cassa e disponibilità liquide all’inizio dell’esercizio
6.846.619
5.021.686
Liquidità totale netta generata/assorbita nell’esercizio
1.619.630
1.824.933
8.466.250
6.846.619
Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi
Cassa e disponibilità liquide alla chiusura dell’esercizio
95
Finito di stampare nel mese di aprile 2014
presso Ciscra S.p.A. - Villanova del Ghebbo (RO)
Estratto del progetto
Bilancio
e Relazioni
BANCA DI CREDITO COOPERATIVO MEDIOCRATI
Sede Legale: Centro Direzionale Via Alfieri - 87036 RENDE (CS) - Centralino: Tel. 0984.841.811 - Fax 0984.841.805
Filiali: ACRI • ALBIDONA • AMENDOLARA • BISIGNANO • CASTROVILLARI • COSENZA • FRASCINETO • LATTARICO • LAUROPOLI
LUZZI • MIRTO CROSIA • MONTALTO UFFUGO • NOVA SIRI • PAOLA • RENDE • RENDE 2 • ROCCA IMPERIALE • ROSE • ROTA GRECA
S. GIOVANNI IN FIORE • SPEZZANO ALBANESE
2013
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