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Artisti . Corriere dell arte

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P E r i o D i C o
D i
C U l T U r a
E
i N F o r M a Z i o N E
Fondato da Carlo accossato nel 1994
2 0°
CORRIEREdell’ARTE Anniversario
Duecento capolavori
Michelangelo
artista universale raccontano Chagall
Direzione e Redazione: P.za Zara, 3 - 10133 Torino
Tel. 011 6312666 - Fax 011 6317243 - email: [email protected] - www.corrieredellarte.it
Art. 2 Comma 2 Legge 662/96 - Pubblicità inferiore al 45%
Spedizione in abbonamento postale
anno XX - n° 11 - Venerdì 6 Giugno 2014
€ 2,50
COURRIER DES ARTS
Il Corriere dell’Arte è su facebook con più di 7.000 contatti da tutto il mondo e on line con oltre 500 visitatori al giorno
Roma, Musei Capitolini
La grande retrospettiva a Palazzo Reale di Milano
Michelangelo Buonarroti
“Madonna della Scala”, 1490 ca., marmo
© Casa Buonarroti, Firenze
Musei Capitolini, Roma
È
in corso sino al 14 settembre nella Sala Pietro da
Cortona ai Musei Capitolini la mostra “1564-2014, Michelangelo, incontrare un artista
universale”, curata da Elena Capretti e Sergio risaliti. in occasione del 450° anniversario della
morte di Michelangelo Buonarroti,
avvenuta a roma il 18 febbraio
1564, l’esposizione ne ripercorre
la vita e l’opera. Scultura, pittura,
architettura e poesia, le quattro arti
in cui si espresse il genio di Michelangelo, sono raccontate in
nove sezioni espositive, focalizzando così i temi cruciali della sua
poetica. la Madonna della Scala,
la Leda, il Crocifisso del Bargello,
il Bruto e il Cristo Risorto di Bassano romano, sono solo alcuni
dei capolavori michelangioleschi ospitati ai Musei Capitolini.
Musei Capitolini
P.za del Campidoglio 1 – roma
“1564-2014, Michelangelo
incontrare un artista universale”
Fino al 14 settembre
info: 06 0608 / 06 83600145
www.museicapitolini.org
lo sguardo di Sarmento
l
Alla GAM di Torino
a GaM di Torino dedica un
particolare tributo all’artista portoghese Julião Sarmento, con
l’allestimento di un’eccezionale mostra
che inaugura il terzo capitolo di Dialoghi, il progetto espositivo che punta a
instaurare un dialogo tra artisti affermati
sulla scena contemporanea internazionale e opere scelte delle collezioni permanenti. allestita negli spazi del GaM
Underground Project, l’evento costituisce un importante riconoscimento del
lavoro dell’artista, ad oltre 15 anni dalla
sua prima ed unica esposizione in uno
J. Sarmento, “Estoril Yellow Plants”, 2013 © C.Guerra spazio museale in italia, a Bologna. al centro dell’allestimento il
confronto con i due maestri è testimoniato dal grande trittico
White Veil, realizzato appositamente per la mostra alla GaM,
posto in dialogo con Complex
Form #52 di Sol lewitt e, sulla
parete di fronte, con una selezione di 12 opere di Giorgio Morandi – delicate e intense pagine
ad acquerello e a matita – e a una
coppia di Nature morte dipinte.
l
a più grande
retrospettiva
mai dedicata in
italia a Marc Chagall.
oltre 220 opere, prevalentemente dipinti,
guideranno i visitatori
da Le petit salon
(1908), suo primo
quadro, fino alle ultime monumentali
opere degli anni ’80
del Novecento. il percorso espositivo accosterà spesso per la
prima volta opere ancora nelle collezioni
degli eredi e talvolta inedite a capolavori provenienti dai maggiori Musei
del mondo. il tema dell’esposizione è
centrato su una nuova interpretazione
del linguaggio di Chagall, la cui vena
poetica si è andata costruendo nel
corso del Novecento attraverso la
commistione delle maggiori tradizioni
occidentali europee: dall’ originaria
GAM - Galleria Civica d’Arte
Moderna e Contemporanea
Via Magenta 31 – Torino
Julião Sarmento
“Lo sguardo selettivo”
Fino al 31 agosto
info: 011 4429518 - www.gamtorino.it
cultura ebraica a quella russa, fino all’incontro con la pittura francese delle
avanguardie. la mostra si articolerà
in sezioni: le prime opere realizzate
in russia, il primo soggiorno francese e il successivo rientro in russia fino al 1921, il secondo periodo
del suo esilio, prima in Francia e
poi, negli anni ’40, in america.
Palazzo Reale
P.za del Duomo 12 – Milano
“Marc Chagall
Una retrospettiva, 1908-1985”
Dal settembre 2014
al 18 gennaio 2015
info: www.comune.milano.it
Primavera carica di iniziative
Approvato il Decreto Legge per Turismo e Cultura
Chiara Gallo
M
aggio è stato un mese decisivo per l’Europa, per le regioni e per alcuni comuni. Nuove
prospettive si delineano anche per
quanto riguarda il nostro patrimonio
artistico. Il 21 maggio scorso infatti
è stato approvato dal Consiglio dei
Ministri il nuovo Decreto Legge
Turismo e Beni Culturali. I punti più
attesi ovviamente riguardano le di-
rettive sull’assegnazione dei bandi
per il ripristino di Pompei e gli incentivi fiscali per i privati. A questi
poi si aggiungono altri utilissimi elementi di collaborazione settori che
andranno a beneficio di associazioni, enti di restauro, iniziative
culturali e di nuovi posti di lavoro.
Ma torniamo alla scottante questione Pompei. Il decreto prevede
“l’aggiudicazione
dell’appalto
continua a pag. 2
I.P.
2
CORRIEREdell’ARTE
Pagina
6 Giugno 2014
COURRIER DES ARTS
alla conquista di primati qualitativi assoluti
Per il prossimo cartellone 2014-2015 del Teatro Regio di Torino
buona gestione, in una italia che vede i teatri
d’opera naufragare fra debiti e mille problematiche,
mentre a Torino tutto sembrerebbe funzionare
come in ben poche altre realtà operistiche italiane.
U
Gianandrea Noseda, Piero Fassino e Walter Vergnano
durante la presentazione della Stagione 2014-2015
del Regio, foto © Gianluca Platania, per gentile concessione
alESSaNDro MorMilE
na colomba che vola con una nota nel
becco. Come a voler significare, seguendo
immagine e slogan scelti per il prossimo
cartellone 2014-2015 del regio di Torino, che
l’opera lirica è libera: libera di volare verso quel
modello fortemente voluto dal sovrintendente Walter Vergnano e dal direttore musicale Gianandrea
Noseda, che da un lato punta alla internazionalizzazione, resa possibile anche da una sempre maggiore qualità delle masse artistiche, dall’altro è
frutto di una gestione oculata delle risorse, che sono
diminuite senza che la qualità e la quantità produttiva calassero. insomma, un vero miracolo di
segue dalla prima pagina
Primavera carica di iniziative
anche se l’aggiudicatarionon avrà fornito la prova del possesso dei requisiti
dichiarati, se tuttavia verranno dimostrate delle irregolarità, la commissione potrà sollevare dal ruola la ditta
incaricata e passare alla successiva”.
In buona sostanza prima si concede e
poi si toglie. Una perdita di tempo all’italiana? C’è da sperare che si tratti
di un semplice escamotage per portare
avanti i lavori tanto attesi ed evitare
che società francesi o americane si
prendano la briga di venirci a salvare.
Per quanto riguarda il cosiddetto Art
Bonus, ovvero la detrazione fiscale per
imprenditori e privati cittadini, le direttive sembrano ottime. Coloro i quali
decideranno infatti di investire nei beni
culturali, potranno beneficiare di un
credito di imposta del 65% per l’anno
E così Torino, che poco per volta perde pezzi importanti della sua vocazione industriale, si rinnova
nella cultura, anche operistica; si apre alla piazza e
al ben volere del pubblico, con abbonati in continua crescita. ora bisogna proseguire il cammino
così ben consolidato. il cartellone del prossimo
anno sembra confermarlo: diciassette titoli, tredici
opere, di cui sette nuovi allestimenti, e la grande
danza con il Ballet de Cuba e con roberto Bolle e
le più grandi étoile della danza internazionale. Ben
quattro le opere (La bohème, Il barbiere di Siviglia,
La traviata e Norma) che si alterneranno nel mese
di luglio nell’ambito di Expo To, quando Torino
vivrà di luce riflessa sull’onda degli eventi del-
2014/2015 e del 50% per l’anno
2015/2016, riparito in tre quote annuali del medesimo importo. Sembrerebbe davvero una svolta importante
per il nostro circuito artistico, in questo
modo si creerebbero delle figure di
menecenati dell’arte in grado di rendere l’Italia un polo turistico e culturale. Un’ultima novità si presenta per il
settore manageriale che dovrebbe sostituire la figura pubblica all’interno dei
musei. In questo modo si darà la possibilità a realtà come la Reggia di
Caserta di creare una soprintendenza
autonoma ed un amministratore unico,
senza pesare sulle finanze dello stato.
Il nuovo decreto darà quindi spazio all’interazione con il settore privato, ponendo la cultura al centro di un sistema
imprenditoriale, che, ci auguriamo, dia
più stimoli e nuove prospettive per il
grande patrimonio UNESCO italiano.
tel. 091 6190928
l’Expo di Milano. inaugurazione di stagione a ottobre, all’insegna della nuova messa in scena di
Otello di Verdi (protagonista il tenore Gregory
Kunde) diretto da Gianandrea Noseda, che salirà
sul podio della sua orchestra anche per Faust di
Gounod nel nuovo allestimento di Stefano Poda.
Due le importanti prime Torinesi: Giulio Cesare
di händel, con un cast di barocchisti e la direzione di alessandro De Marchi, insuperabale in
questo repertorio, e la prima rappresentazione di
Goyescas di Granados in accoppiata con Suor
Angelica di Puccini. Poi Le nozze di Figaro di
Mozart, Il turco in Italia di rossini, I puritani di
Bellini con un cast stellare, tutti proposti in nuovi
allestimenti, e Hänsel e Gretel di humperdinck.
insomma una stagione che conferma nel regio,
come nella Fenice di Venezia, il teatro d’opera più
sano d’italia (Scala a parte ovviamente), pronto
con orgoglio a guardare al futuro con nuove sfide.
Speriamo che la festa continui, ed in armonia
gestionale, come sembra chiedere la colomba
bianca di pace che simboleggia la stagione.
l’estetica di olga Maggiora
o
Associazione Mutabilis – Torino
ElENa PiaCENTiNi
lga Maggiora presenta presso
l’associazione Mutabilis la Personale Quadratum. intrigano le sculture incorniciate e sospese, stupisce il
confronto tra la severità ordinata evocata dal quadrato, per antonomasia
simbolo del rigore e, il moto generato
dall’immagine mutevole. Significativo il vigore immutato nel tempo e
sempre in continua evoluzione dell’esperienza estetica dell’artista - intesa
come ricerca mai completamente appagata. Gli intrecci lucenti sono attraversati dalla luce, che danno origine ad
un moto vibrante. i materiali sono
composti e assemblati dall’artista ora
con sottile rete metallica ora con ma-
“Quadratum”, 54x54x20 cm. © aut./ML
teriale cartaceo opalino.alcune opere
sono già state esposte nel 2012 alla
Galleria Malzfabrik di Berlino; altre,
più recenti, sono inedite, scelte appositamente per questa mostra; singolare il preciso collegamento con la
linea espositiva del laboratorio Mutabilis; il sostantivo indica infatti la
valorizzazione di varie forme artistiche con un unico comune denominatore, la mutevolezza, contrapposta
alla Stasi. l’argenteo ritorno sulla
scena artistica torinese dell’artista,
indica una forte volontà, insita negli
operatori della Comunicazione profonda, di perpetuare un pensiero artistico che si innalzi sulla mera e
superficiale coltre intellettuale,
colma di input mediali insignificanti.
Associazione Mutabilis
Via dei Mille 25/c – Torino
“Quadratum” di Olga Maggiora
Fino al 7 giugno
www.mutabilislab.com
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CORRIEREdell’ARTE
INTERVISTA a Floriano De Santi
la mostra di Giacometti a Castellamonte
6 Giugno 2014
Pagina
COURRIER DES ARTS
e la Cappella Mastroianni del San Giovanni di Torino
Di
VirGiNia ColaCiNo
L’attuale mostra su Giacometti, al Centro Ceramico Museo La Fornace Pagliero di Spineto Castellamonte, in cartello fino al 20
giugno, si avvale della sua curatela e sta riscuotendo un ottimo successo, quanto e
quale impegno ha dedicato a questo evento?
Direi che per la mostra alberto Giacometti e
l’arte africana ho lavorato intensamente per più
di un anno. Difficile è stato convincere i collezionisti privati a prestarci i bronzi monumentali
Donna che cammina del 1932-34 e Nudo in
piedi del 1956, il pastello colorato su carta Buste
del 1958, la raccolta completa di litografie stampate nel mitico studio parigino di Aimé Maeght,
tra cui spiccano i fogli l’ambiente di lavoro del
1951, objets, Mobiles et Muets del 1952 (si tratta
di sette disegni ideati e pubblicati nel 1931 nella
rivista le Surréalisme au service de la révolution), il disordine ordinato della Natura del 1954
e Nel fondo dell’anima del 1961. Accompagnata
da un catalogo edito per i tipi dell’Archivio Umberto Mastroianni di Brescia, con due saggi critici
del sottoscritto e interventi di Giorgio Soavi e di
Gian Luigi Nicola, l’esposizione, che ha inteso
indagare per la prima volta i rapporti di Giacometti con l’art nègre, presenta anche una dozzina di antiche sculture in legno provenienti
dal Congo, dalla Tanzania e dalla Nigeria.
Sovente sul nostro territorio avvengono casi incomprensibili,
da noi sempre segnalati e seguiti, di decisioni tese più ad
abbattere che a conservare,
atteggiamenti tanto più gravi
in quanto provengono da realtà istituzionali dalle quali ci
si aspetta maggiore rispetto e
competenza. Nello specifico
mi riferisco alla Cappella
Mastroianni dell’Ospedale Altare della Cappella Mastroianni all’Ospedale San Giovanni Bosco
San Giovanni Bosco di To- di Torino; a sinista, “Nudo in piedi”, 1956, di Giacometti, foto © aut./FP
rino. Sappiamo che Lei si sta
opponendo fortemente a tale decisione di- Rossi)” non vi sia alcuna relazione. Come ho instruttiva. Ci fa il punto della situazione? controvertibilmente dimostrato, è vero invece che
Malgrado il parere contrario dei Soprinten- la Cappella Mastroianni, un gioiello dell’arte condenti Luca Rinaldi (Beni Architettonici) ed temporanea, fu congiuntamente ideata e realizzata
Edith Gabrielli (Beni Artistici), il Direttore re- da Rossi e da Mastroianni, tanto che uno studioso
gionale Mario Turetta, senza competenze spe- del calibro di Giulio Carlo Argan scrisse nel 1964
cifiche perché laureato in Sociologia e non in che essa “è un raro esempio di lavoro interdisciStoria dell’Arte o in Architettura, come sa- plinare tra architettura, scultura e maestranze torebbe logico supporre, motiva la sua determi- rinesi”. Ora, dopo l’ispezione dell’8 aprile scorso
nazione di “rottamare” la Cappella predisposta dal Ministro dei Beni e delle Attività
Mastroianni da un presupposto privo di fon- Culturali, speriamo che idee bislacche e turpi
damento: quello di ritenere erronea- come quelle di Turetta non possano essere in futuro
mente che “tra il contenuto (l’altare, neppure avanzate e tantomeno prese in consideral’ambone, l’acquasantiera e la balau- zione, per un minimo senso di civiltà. Altrimenti,
stra di Umberto Mastroianni) e il con- in caso contrario, sarebbero il patrimonio cultenitore (l’architettura di Ettore turale e la società a doverne pagare le spese.
Nuova vita per il palazzo di alessandro Manzoni
Casa del Romanzo, quella che fu la dimora milanese dell’autore dei “Promessi Sposi”
S
roBErTo roVEDa
i trova in pieno centro a Milano, a due passi dal Duomo e da via Montenapoleone, con la sua bella facciata in stile neorinascimentale affacciata sull’elegante e riparata piazzetta Belgioioso. Parliamo di
quella che per tutti i milanesi è semplicemente la “Casa del Manzoni”, cioè
il palazzo dove il grande romanziere visse tra il 1814 e il 1873 (anno della
sua morte) e scrisse i suoi capolavori, tra cui, naturalmente, I promessi sposi.
al suo interno, dove è allestito un museo, molto è ancora rimasto come ai
tempi in cui il Manzoni vi abitava: è intatta la scrivania dove lo scrittore lavorava, nello studio in cui ricevette Garibaldi nel 1862 e Verdi nel 1868 e
nel palazzo si conservano molti degli arredi dell’epoca oltre ai manoscritti
e alle edizioni originali delle opere manzoniane. E ancora è possibile ammirare ritratti, stampe, cimeli, custoditi e donati da storici e collezionisti.
la casa è inoltre sede della Società Storica lombarda, di cui raccoglie 40000
volumi, e del Centro Nazionale di Studi Manzoniani. Casa Manzoni è insomma il classico piccolo gioiello, un gioiellino poco conosciuto e che negli
ultimi anni ha avuto qualche problema legato alla cronica mancanza di fondi
che affligge la cultura italiana. Così si sono avute infiltrazioni d’acqua e
danneggiamenti all’edificio ed è mancata ogni politica di valorizzazione del
luogo, mentre l’edificio necessità di restauri e di ammodernamenti. Qualcosa però sembra muoversi in vista di Expo e grazie all’interessamento del
ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini e all’aiuto del Touring Club.
l’obbiettivo è realizzare rapidamente e in tempo per Expo 2015, grazie alle
sinergia pubblico e privato, un museo rinnovato all’interno del palazzo, un
Milano, la facciata della Casa del Manzoni, a far da sfondo alla piazzetta Belgioioso, foto © aut.
museo al passo con i tempi, magari con un’area interattiva e multimediale
capace di rendere più accattivanti gli spazi e la figura del Manzoni. allo
stesso tempo si vogliono trasformare i locali del piano terra in una “Casa
del romanzo”, uno spazio dedicato al romanzo tout court non solo a
quello ottocentesco affidato alle cure degli scrittori antonio Scurati e
alessandro Bertante. l’obbiettivo è quindi di dare nuova linfa a un luogo
importante della cultura meneghina e italiana tutta, rendendolo più moderno e interessante, ma anche più facilmente visitabile rispetto a quanto
sia oggi (l’apertura al pubblico è solo dal martedì al venerdì - non festivi
– dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 16! Giusto per le scolaresche quindi…)
grazie a orari di apertura flessibili e aperture straordinarie, garantiti dai
volontari del Touring Club. Queste le intenzioni, ora attendiamo i fatti.
4
CORRIEREdell’ARTE
incontro tra fotografia, pittura
il bonsai, dal classico e teatro di figura
Pagina
6 Giugno 2014
BONSAI-DO
COURRIER DES ARTS
esperienza e conoscenza
a CUra Di
MaSSiMo BaNDEra
al contemporaneo
S
e dovessimo identificare il
bonsai in modo artistico
potremmo dire che si tratta di
un albero, in vaso, vivo, miniaturizzato e costruito secondo
l’estetica zen. Ma anche questa
definizione sta stretta a tutto il
percorso storico, infatti ci sono
in realtà tre modi storici di concepire il bonsai: abbiamo il
Penjing cinese su base taoista,
il bonsai classico giapponese
che non è un’arte ma una via
sulla base della vera bellezza
giapponese, ed il bonsai contemporaneo che nel novecento
ha dato una interpretazione artistica con l’autore creativo e
non tramite. Tra le grandi differenze culturali tra l’occidente ed il Giappone, in verità
numerosissime, ne abbiamo
anche di metodo. Molto affascinante è ad esempio vedere
come l’apprendistato giapponese mette a prova il metodo
accademico tipico del nostro
modo di studiare: è un dialogo
impossibile tra una mentalità
feudale ed una democratica
moderna. le differenze sono
grandi, ma entrambi i metodi
sono strabilianti esperienze
umane e didattiche, tuttavia il
Kuden porta la pratica in un
pragmatismo tipicamente giapponese e l’esperienza diventa
estetico-morale. Per l’allievo
non è certo facile capire che
cosa intendesse Kimura sensei
per “spirituale”, ma nella
KaTa quotidiana, cioè nel ripetere i lavori di stagione in
giardino,ci si rende conto di
quanto sia importante in questo
metodo d’insegnamento annullare le certezze dell’allievo,
per permettergli di ricevere
l’informazione corretta. Ecco
dunque che il sistema gerarchico degli allievi ed il Maestro
funzionano in un modo incomprensibile per noi: il maestro
disorienta, ti mette alla prova
con inganni, ti punisce, ti fa far
brutta figura, ti da compiti impossibili, ti racconta cose false,
ti umilia. Se leggiamo una regola medievale monastica troveremo molta analogia. la
capacità evocativa è un ideale
poetico dove si deve evocare
senza esplicitamente esprimere, è il valore estetico. il
vuoto per esercitare la sua funzione non va riempito, ma accettato come tale: il principio
daoista evince il valore di un
vaso che non risiede tanto nella
sua forma quanto nella sua capacità di contenere, ossia nel
suo vuoto. la teoria dell’insufficienza, imperfezione, incompletezza da enfasi allo yoojoo,
è il piacere della rinuncia. Una
delle grandi differenze bonsai
le vediamo nella chioma e nei
rami, movimentati e radi nel
penjing, fitti ed imperfetti nel
bonsai classico e precisissimi
e fittissimi nel bonsai contemporaneo. il maestro Susumu
Sudoo dice: “Non deve essere
l’imperfezione prima di raggiungere la perfezione, ma è
una imperfezione che supera
la perfezione della forma”
l’estetica giapponese prevede
l’artista cme un tramite, in cui
trascorrono il sentimento e
l’espressione, più che un creatore ex-nihilo. Nel bonsai contemporaneo il tema della
bellezza è qualificante per un
discorso sull’arte. il rapporto
tra buono e bello suscita riflessioni stimolanti. la bellezza
è in un certo senso l’espressione visibile del bene,
come il bene è la condizione
metafisica della bellezza.
Villa Boriglione, Parco Culturale ‘Le Serre’ – Grugliasco (To)
V
Maria EUGENia NEGro
iviamo tempi di
smemoratezza e
sempre più i saperi del passato tendono a
essere dimenticati. Sarebbe bene conservare
una specifica memoria
storica che avvalori il nostro presente e ci proietti
nel futuro. Un piccolo,
ma prezioso tassello in
questa direzione è rappresentato dalla mostra appena conclusa Figure allo
specchio, Incontro tra fotografia, pittura e teatro
di figura: un tuffo alla riscoperta di quello che
può essere considerato il
più diffuso tra i linguaggi
del teatro popolare, ovvero lo spettacolo con le
marionette e con i burattini. l’idea di questa
esposizione nasce dall’incontro tra due artisti di
arti figurative affini:
alessandra Volpi, fotografa e alfredo Negro,
pittore e incisore. in momenti diversi del loro
percorso artistico-professionale sono entrati in
contatto con l’istituto per
i Beni Marionettistici e il
Teatro Popolare e con le
preziose collezioni storiche che custodisce, tra le
più importanti d’italia. il
fascino emanato da quegli antichi strumenti di
teatro, i volti sospesi nel
tempo di marionette e burattini, hanno colpito l’attenzione dei due artisti,
Juniperus scopularum, foto © M. Bandera
Foto di Alessandra Volpi © Parsley Fotografia e Comunicazione
sollecitandoli a reinterpretarli secondo il proprio gusto e la propria
ricerca artistica. Per anni
alessandra Volpi ha condotto un lavoro di documentazione fotografica
sul patrimonio dell’istituto per i Beni Marionettistici
producendo
centinaia di scatti. Quelle
immagini sono diventate
il punto di partenza per
alfredo Negro, per i suoi
allievi e per i suoi numerosi amici pittori che si
sono lasciati catturare dal
particolarissimo soggetto
fotografico per poi reinventarlo attraverso la propria immaginazione e il
proprio estro artistico. il
risultato finale è un curioso gioco di specchi, di
doppi, di rimandi, che
viene ludicamente a costituire un’imprevedibile
quanto intrigante galleria
di ritratti di innegabile
teatralità. la mostra Figure allo specchio si è
svolta nella suggestiva
Villa Boriglione, settecentesca dimora storica
immersa in un parco secolare oggi trasformato in
eccellente polo culturale
di Grugliasco. Si tratta di
una scelta non casuale,
perché la villa, oltre a essere la sede dell’istituto
per i Beni Marionettistici
e Teatro Popolare, ospita
anche l’annesso Museo
Gianduja, inaugurato nel
2011, in concomitanza
con i festeggiamenti per i
centocinquant’anni
dell’Unità d’italia e concepito da Giovanni Mo-
retti e alfonso Cipolla,
tra i massimi studiosi del
teatro di figura. alla mostra Figure allo specchio,
organizzata dall’istituto
per i Beni Marionettistici
e il Teatro Popolare in
collaborazione con i Comuni di Beinasco e di
Grugliasco, hanno partecipato: Alessandra Volpi
(fotografie);
Antonio
Angi, Domenico Beninati, Alfonso Bruno,
Elda Caratti, Barbara
Caricchi, Vainer Cavazzoni, Enzo Cortese, Sergio Devecchi, Rosa
maria Fasano, Marco
Ferrero, Antonio Garzino, Alice Genone,
Bruna Giarlotto, Caterina Giubilei, Marisa
Manis, Gabriella Marinsek, Delio Meinardi,
Alfredo Negro, Elena
Ninni, Elena Pusanti,
Giovanni Reale, Walter
Tesio, Beniamino Spadafora, Barbara Fruci,
Silvia Tagliante, Maresa
Pagura, Brunella Viscardi (opere pittoriche).
Istituto
per i Beni Marionettistici
e il Teatro Popolare
‘Le Serre’
Parco Culturale
Villa Boriglione
Via lanza 31
Grugliasco (To)
“Figure allo specchio
Incontro tra fotografia,
pittura e teatro di figura”
Collettiva
Conclusa
info: 011 785573
www.leserre.org
rossella Gilli, granelli di grattacielo
5
CORRIEREdell’ARTE
Spazio Thetis, Arsenale Novissimo – Venezia
l
Chiara PiTTaViNo
o Spazio Thetis in occasione della Biennale
di architettura di Venezia presenta l’importante mostra Terra, Luce, Architettura. Il
viaggio di un granello di sabbia. Rossella Gilli, a
cura di Fortunato D’amico, con numerose opere
su tela di notevole coinvolgimento, un affascinante
video artistico e alcuni splendidi vasi in vetro di
Murano. i soggetti di rossella Gilli spaziano dalla
sabbia del deserto, alle rocce e alle architetture, da
quelle antiche di Marrakech, che per l’artista rappresentano la dimensione estrema della terra, ai
grattacieli. Tra le opere in mostra, visitabile dal 7
giugno al 7 settembre, si ammirano le tele di grandi
e medie dimensioni, quali Mare di sabbia, Mare
alchemico, Cattedrale di rocce, La Moschea dei
Librai (Kutubiya) di Marrakech, Il Pilastro
della Stazione Centrale e Il Grattacielo Pirelli
di Giò Ponti a Milano, circondato dalle architetture di ultima generazione. Si ammirano inoltre alcuni inediti creati appositamente per
l’occasione. le tematiche su cui da anni indaga
rossella Gilli sono affini a quelle della 14ma
Biennale, dal titolo Fundamentals, diretta da rem
Koolhaas, infatti l’artista nei suoi quadri si è sempre
ispirata all’architettura del passato e a quella del
presente evocando una sorta di evoluzione del progresso umano e sociale. in questa bella personale
risalta il processo di trasformazione dalla natura
all’architettura, in cui la luce riveste una valenza
fondamentale nell’accompagnare il viaggio di un
granello di sabbia dalla formazione di rocce fino
alla creazione di edifici. la luce, presente nei lavori
di rossella Gilli soprattutto nella rappresentazione
del mare e del cielo, si riflette sulla terra e sulle architetture e ne costituisce un’incantevole connessione. l’opera Il Marchese di Gresy, in cui l’uomo
esce dalla terra e viene alla luce, ne evoca la nascita,
e simboleggia per l’artista le origini umane legate
alla natura: l’uomo viene al mondo, erige strutture
Sopra
“Il Marchese di Gresy”, 1997
olio su tela, 126x111 cm.;
a sinistra, “Pilastro della Stazione Centrale”, 2011
olio su tela, 150x130 cm.;
sotto
“Grattacielo Pirelli di Giò Ponti, Milano”, 2012
tecnica mista su tela, 130x150 cm.;
a destra, “Archi a ferro di cavallo
Moschea dei Librai (Kutubiya) di Marrakech”, 2012
tecnica mista su tela, 150x130 cm.
© l’artista / SpazioThetis
architettoniche e si proietta in una civiltà in continua
evoluzione verso il futuro. l’allestimento suddiviso
in tre ottagoni - dedicati rispettivamente alla Terra,
alla luce e all’architettura - crea un dialogo con
l’opera di Michelangelo Pistoletto Terzo Paradiso,
Coltivare la città, situata nel grande giardino e costituita da tre cerchi che richiamano il segno matematico dell’infinito. l’installazione rimanda al
percorso evolutivo della società umana: nel primo
paradiso gli uomini erano integrati alla natura; nel
secondo vivevano in un paradiso artificiale, sviluppato dalla loro intelligenza proiettato verso la globalizzazione; il “Terzo Paradiso” unisce i due
precedenti in una dimensione naturale, tecnologica
ed etica in cui si creerà un nuovo livello di civiltà
planetaria. il simbolo del “Terzo Paradiso” si ritrova
nelle tele storiche e nei recenti vasi in vetro di Mu-
6 Giugno 2014
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COURRIER DES ARTS
rano di rossella Gilli in cui l’artista, in sintonia con
il pensiero di Pistoletto, vede da sempre l’energia
positiva rigeneratrice agire sull’individuo e sul
mondo. in mostra si ammira video artistico girato
da rossella Gilli in Marocco dal titolo Katalysis,
sul tema delle “Visioni di Terra” in cui scorrono
splendide immagini in movimento sulla natura in
perfetta sintonia con il coinvolgente sonoro. accompagna l’esposizione un approfondito catalogo,
edito da Skira, con testo critico di Fortunato
D’amico. rossella Gilli, pittrice, scultrice e incisore milanese si è laureata in Storia dell’arte
all’Università degli Studi di Milano con Pier luigi
De Vecchi e ha conseguito il dottorato di ricerca
all’Università di Firenze con Mina Gregori. ha
basato la sua ricerca sul disegno che l’ha condotta
ad aprire una Galleria a Milano, in Via del Gesù,
dedicata alle incisioni e ai disegni antichi; l’attività ha riscosso un notevole successo culturale
ed è stata abitualmente frequentata da diversi
luminari quali Federico Zeri, Dennis Mahon.
Da molti anni vive e lavora tra Parigi Milano
e Marrakech, dedicandosi completamente alla
pittura, alla scultura, all’incisione e alla
creazione di oggetti e gioielli artistici. ha esposto
in spazi pubblici e privati fra cui la 54° Biennale
di Venezia, nel Padiglione italia, e ha realizzato
per la nuova sede della regione lombardia a Milano una grande tela alta 5 metri dal titolo Guglia
del Duomo, per una colonna del Nucleo Presidenziale. le opere di rossella Gilli fanno parte
di importanti collezioni private e pubbliche.
Spazio Thetis
arsenale Novissimo - Fermata Bacini – Venezia
Rossella Gilli
“Terra, Luce, Architettura
Il viaggio di un granello di sabbia”
Mostra personale a cura di Fortunato D’amico
Dal 7 giugno al 7 settembre (chiuso 9-17 agosto)
info: [email protected] - www.spaziothetis.com
6
CORRIEREdell’ARTE
Una mostra omaggia L’Africa
i vincitori del Concorso di Silvana Alasia
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6 Giugno 2014
COURRIER DES ARTS
ACA - Premio “Biennale Città di Torino”
N
ella sede dell’associazione Culturale
arte Città amica di
via rubiana 15, si svolgerà
sabato 8 giugno, alle ore, 18
la prima mostra dedicata ai
vincitori del Premio “Biennale Città di Torino”, Concorso di arti figurative che ha
visto la premiazione di tutti
i partecipanti presso la
GaM di Torino. in questa
prima esposizione sono presenti il vincitore della Sezione Pittura, Stefano agostini, il secondo
premiato della Sezione Grafica,
luigi lotito, e il terzo della medesima sezione, Silvio Bertonati.
Arte per Voi – Avigliana (To)
i
Luigi Lotito, “Tango”
2° Premio Sezione Grafica © aut./ACA
finata che ci riporta agli splendori
della pittura antica, una natura
morta dalla originale ed insolita
veduta aerea, una esecuzione
perfetta dagli smaglianti colori, e
il fascino di un’opera che
coinvolge per le sue qualità
estetiche ed esecutive.
Luigi Lotito, al secondo
posto nella Sezione Grafica,
presenta un acquerello di
grande formato, ove l’abilità tecnica - in tale difficile
disciplina - s’impone prepotentemente, raffigurando
con notevole forza espressiva un passo di tango (che
è anche il titolo dell’opera),
ricreando un momento magico di questa danza senStefano Agostini (Paul De Haan), “Plastic bag”
suale e coinvolgente.
1° Premio Sezione Pittura © aut./ACA
Silvio Bertonati, terzo clasStefano Agostini (Paul De sificato nella stessa sezione, preHaan), romano, è pittore di so- senta una elaborazione fotografica
lida formazione, autodidatta e ul- nella quale, come nella visione di
timamente cultore di una pittura un sogno raffigura surreali visioni
classica figurativa tendente al- dell’isola di alcatraz, dove alla inl’iperrealismo, autore di opere , dubbia abilità tecnica della manicome quella vincitrice, Plastic polazione fotografica, si abbina
bag, eseguita con una tecnica raf- una fantasia notevole ed originale,
che ha prodotto una personalissima
Silvio Bertonati, “Alcatraz - Torino
opera, interessante e pregevole.
3° Premio Sezione Grafica © aut./ACA
Arte Città Amica
Centro Artistico Culturale
Via rubiana 15 – Torino
Mostre Personali
di Stefano Agostini
Luigi Lotito
Silvio Bertonati
Vincitori del Concorso
Internazionale di Pittura
Disegno e Grafica
Premio
“Biennale Città di Torino”
V edizione
Fino al 17 giugno
info: 011 7717471
naugura il 31 maggio presso le sale
della Galleria arte per Voi - piazza
Conte rosso 3 ad avigliana - la mostra Frammenti d’Africa, progetto di
incontro-confronto tra operatori estetici contemporanei e manifestazioni
artistiche di altre epoche e culture visive. È questa la volta della pittrice
Silvana alasia, che nei mesi scorsi si
è misurata con le suggestioni provenienti dalla splendida collezione di
“opere d’arte” africana, che Ettore
Brezzo è andato raccogliendo pazientemente e attentamente nel corso
di decennali ricerche.“Ora, Silvana Silvana Alasia, “Il sovrano”, 2013
Alasia – scrive Paolo Nesta nel testo olio su tela, 80x40 cm.
introduttivo alla mostra - ce ne offre, congolese della dea creatrice Eboattraverso una selezione di dipinti in- tita, ad esempio, oppure la figura di
antenato Ekpu, del
tensamente parpopolo Oron, nel
tecipati, la sua
sud-est della Nigeinterpretazione,
ria) e di essere
in chiave strettafunzionali a dispamente artistica.
rate funzioni riPerché questo è
tuali specifiche.
il punto, il nodo
Non
nascono,
intorno a cui
cioè, con le finalità
ruota la mostra.
estetiche proprie
Infatti, da una
dell’arte moderna
parte e anzi, voe soprattutto conlutamente metemporanea, tipica
scolate ai quadri,
del mondo occinegli spazi di
Arte per Voi Maschera Nwana-Pwo, Collezione Brezzo © dentale; ma già, in
stanno le “opere d’arte” africana (e questo caso, vale la pena annotare
le virgolette si rendono necessarie e qualche perplessità; infatti, se è vero
diremo perché) e, dall’altra, concet- che la disciplina del bello, l’estetica,
tualmente, i dipinti di Silvana, che, è creazione, anche per noi, sostanpur in tutta la loro specificità e va- zialmente recente, della seconda
lenza, non possono che collocarsi e metà del XVIII secolo, ciò potrebbe
richiamarsi - con grande responsa- rimettere in discussione, almeno
bilità dell’artista, ammirevolmente parzialmente, il giudizio corrente
assolta - ad una impegnativa tradi- che implica un valore strettamente
zione di esperienze figurative che la artistico, ma solo modernamente
cultura occidentale ha appreso a de- conferito a tanti secoli, precedenti,
dicare a quel mondo (come, per altro di produzione artistica di imall’esotismo nel tardo Ottocento), al- pronta religiosa e mitico-storica”.
meno fin dall’inizio del secolo scorso.
Quelle africane provengono per lo Galleria
più dalla Costa d’Avorio, dallo Arte per Voi
Zambia, da diverse regioni del Associazione Culturale
Congo, dal Camerun, dal Mali e dal P.za Conte rosso 3
Ruanda, dal Gabon e dai popoli avigliana (To)
della Nigeria, ma anche del Benin e “Frammenti d’Africa”
del Togo; la loro natura di ma- Dipinti di Silvana Alasia
schere, feticci, marionette, immagini Esposizione
di dee e figure di antenati denuncia, di oggetti d’Arte Africana
prima di tutto, il loro indissolubile della Collezione Ettore Brezzo
legame con la volontà di tradurre in Fino al 29 giugno
immagini il sostrato mitico di cui info: 011 9369179
sono espressione concreta (la statua www.artepervoi.it
Segni per la pelle
La storia del tatuaggio al Musée du Quai Branly – Parigi
C
MaSSiMo CENTiNi
on Tatoueurs, Tatoués, il
Musée du Quai Branly
(fino al 18 ottobre) presenta
un percorso di circa trecento opere
per raccontare la storia del tatuaggio: un’espressione della cultura
che potrebbe avere il suo archetipo
in Ötzi, l’uomo rinvenuto sul
ghiacciaio del Similaun, a 3210
metri di altitudine e vissuto tra il
3300 e il 3200 a.C. Scrivere sulla
pelle costituisce un’espressione
della comunicazione effettuata attraverso codici condivisi dalla comunità, che di fatto possono essere
considerati il retaggio della tradizione tribale che è alla base della
pratica del tatuaggio. il termine deriverebbe dalla parola polinesiana
“ta-tau”, che indica ornamenti e disegni realizzati appunto sulla pelle
mediante l’introduzione di sostanze colorate nello strato profondo. Come detto, l’uso del
tatuaggio è comunque documentato già nel passato remoto: alcuni
riscontri diretti sono reperibili nelle
a
mummie egizie e in quelle peruviane. Tra i più antichi esempi di
tatuaggio attualmente noti, vi è
quello rinvenuto sul corpo di una
sacerdotessa di hator della Xi dinastia egizia e databile intorno al
2200 a.C. indicativo il caso delle
mummie di Pazyryk, sui monti
altai (Siberia), rinvenute in un
gruppo di tombe riportate alla luce
nel 1920. Da questi sepolcri, una
modo Modotti: modella,
musa, attrice, esule,
sovversiva, forse
spia sovietica, compagna e allieva del
mentore Edward
Weston; celiando
magari smodatamente sul cognome, s’intende
evidenziare uno
stile inconfondibile. Di nascita friulana, assunta
adelaide detta Tina - compresa ed apprezzata con
ritardo dall’intellighenzia contemporanea - segnò la
sua epoca con un’ottica decisa, netta quanto originale, dagli esordi astratto-formalisti desunti dal purismo del maestro, in California negli anni ’20, alle
coraggiose missioni dai fronti “caldi” dei conflitti dei
popoli, cioè delle masse sottomesse, in insurrezione
contro il dominio degli oppressori, accadimenti storico-sociali colti con angolazione umanamente empatica, anzi combattente, soprattutto durante le due
avventure messicane (1921, 1939) e le varie fortunose vicende nel girovagare per il Mondo (dal Sudamerica all’Europa, Francia, Spagna e russia,
ovunque soffiassero venti di rivoluzione). Un ossimoro: reporter obbiettiva però militante e insieme
creativa poetessa dell’immagine, quasi suo malgrado. Proprio lei che affermò: “Quando si usano le
espressioni ‘arte’ o ‘artista’ in relazione ai miei lavori,
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CORRIEREdell’ARTE
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COURRIER DES ARTS
senso, le composizioni
tatuate hanno quando
anche il compito di
mediare i rapporti con
gli altri. Questo è
forse l’aspetto più interessante: il tatuaggio
si fa supporto per una
comunicazione indotta, praticata attraverso un sistema
dialettico che sublima
gli altri linguaggi. Di
fatto il tatuaggio
“dice”, con forte capacità di sintesi, molte
Nelle immagini: marinai in franchigia ad Amburgo, 1966
cose sul tatuato, senza
© Herbert Hoffmann / Galerie Gebr. Lehmann;
aver
bisogno di ricorvolto completamente tatuato
rere a ulteriori interfoto © aut. / Musée du Quai Branly
venti nel processo di
quarantina e risalenti al iV se- comunicazione. le implicazioni
colo a.C., sono stati recuperati psicologiche del segno hanno così
corpi imbalsamati in buono stato modo di eseguire le loro alchimie,
di conservazione e ricoperti di ta- dilatando le strutture simboliche
tuaggi. Non c’è cultura che non primitive e lasciando al gioco
abbia fatto uso del tatuaggio: in al- della fantasia la libertà di colmare
cuni casi con specificità di ordine gli spazi bianchi della realtà.
eminentemente estetico, in altri con
ruoli rituali. Globalmente l’arcai- Musée du Quai Branly
smo del tatuaggio rivela la sua ra- Quai Branly 37 – Parigi
dice nelle pulsioni primigenie, in “Tatoueurs, Tatoués”
cui l’espressione fisica occupa il Fino al 18 ottobre
ruolo principale nella comunica- info: 0034 01 56617000
zione interpersonale. in questo www.quaibranly.fr
La donna senza bandiera?
A Palazzo Madama – Torino
retrospettiva dedicata a Tina Modotti, fotografa militante
avverto una sensazione sgradevole dovuta senza
dubbio al cattivo impiego che si fa di tali termini: mi
considero una fotografa; e nient’altro.” (Sobre la Fotografía, in Mexican Folkways, 1929). le rudi mani
di un campesino sul badile parlano da sole. la mostra, organizzata grazie a CinemaZero e allo stesso
archivio Modotti, con stampe dei suoi scatti (ma
gli esemplari vintage sarebbero sempre preferibili),
nonché interessanti materiali documentali, testimonia l’intera parabola di una vita eccezionale. a Palazzo Madama una donna, giustappunto. Pur così
impegnata nella lotta politica, più che le impostazioni ovvero imposizioni ideologiche ortodosse del
Comunismo, lungo la sua rocambolesca esistenza,
fino alla scomparsa, nel 1942, in circostanze sospette, ella seguì invece la sua istintiva propensione
alla libertà, non l’attaccamento sterile al vessillo di
partito, cui era iscritta con convinzione, bensì al
pensiero ultimo che quella famosa icona di bandiera in bianco-e-nero, che ci figuriamo rossa,
simboleggia. “riposa dolcemente, sorella”, si
conclude l’epitaffio dedicatole da Neruda. E mo’?
Nel riquadro accanto al titolo, un anonimo fotoritratto
con dedica di Tina Modotti, San Francisco, 1920 circa;
a destra, la celebre donna con bandiera, Messico, 1928
© Archivio Fotografico Cinemazero / Fondo T. Modotti
Palazzo Madama - Corte medievale
P.za Castello – Torino
Tina Modotti
“Perché non muore il fuoco”
Retrospettiva
Fino al 5 ottobre - info: 011 4429523
www.palazzomadamatorino.it
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Artisti scelti dal
CORRIEREdell’ARTE
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D
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COURRIER DES ARTS
Note critiche
icono gli slogan
pubblicitari che la
devastante crisi che dal
2008 ha inflitto le sue
spietate regole ai mercati
internazionali, sia giunta
alla fine. Dicono anche
che il nostro amato Paese
abbia delle possibilità di
poter crescere e garantire
un futuro ai suoi cittadini.
Dal crollo delle Torri Gemelle ad oggi sono cambiate drasticamente le
abitudini delle società
tradizionali, sino all’adattamento del singolo individuo che interagisce nel
contesto di riferimento,
determinando il proprio
Ego attraverso il gusto e
l’arte. l’arte è un modo
di vivere. l’arte è un
modo di essere. E per
l’arte la crisi non esiste.
il grande pubblico non è
generalmente interessato
all’arte contemporanea,
ancor meno a quella attuale, che è viva, pulsante
o tendenzialmente sperimentale o alla ricerca di
nuove forme di linguaggio. Ma l’arte, la vera
arte - con la ‘a’ maiuscola - è pura filosofia
materializzata. È lo strumento ideale per vedere i
nostri sogni divenire realtà. Per l’arte non esiste
crisi e la crisi dell’arte è
solo la fine di un ciclo.
Maurizio ODDENINO (Mauri)
cell. 300 0000000
Made in Japan n.1 di Maurizio oddenino (in arte Mauri) risale al 2011 ed
è stata realizzata a smalto su tela, con applicazioni materiche e collage:
come ci segnala l’autore, è l’opera con la quale egli ha iniziato una serie
dedicata appunto al Giappone, in cui è evidente lo stretto richiamo agli ideogrammi della scrittura del Paese del Sol levante o agli origami. la risultante
è la sintesi di questi riferimenti orientali ad una tradizione occidentale informale, che dal Secondo Dopoguerra ad oggi continua imperterrita nel
suo cammino. Emergono flussi materici inseriti gestualmente in composizioni scritturali determinate dalla centralità del segno, quale sviluppo
concettuale di una vi"Made in Japan n°1", 2011, smalto su tela e collage, 104 cm
sione trascendente. il
gioco di equilibri
plastici
ottenuti
dall’esperienza assemblativa, o di pregnanza strutturale,
determinata dal rigore
esecutivo,
esprime una convergenza spaziale rivolta a rappresentare
la volontà di potenza dell’ordine
sulla sconcertante
alchimia del caos.
P.za Zara, 3 - 10133 Torino
Tel. 011 6312666 / fax 011 6317243
Graziella CACCIA
cell. 347 4617007
Alchimia è il
titolo dell’olio su tela
di Gabriella
Caccia, in
cui
assistiamo al
momento
estatico di
una musa
che sulle rive
di un mare
burrascoso
suona con
grazia l’arpa.
“Alchimia”, olio su tela, 50x70 cm.
la musica
diviene la sublimazione assoluta dal Creato, trasformando la realtà circostante
in armoniose architetture sonore. Pervade un senso di profonda purificazione,
quasi come se la forza della natura potesse essere domata dalla logica matematica
di una partitura celestiale di cui la giovane donna ne è la portatrice mistica. le
sue mani infatti, agiscono rapide mentre lo sguardo è perso attraverso le cose.
Gli occhi chiusi divengono il corrispettivo simbolico d’una Natura cieca che agisce inconsapevolmente generando il miracolo della vita stessa. a questo punto
scocca il discorso alchemico, atto alla trasformazione del piombo in oro: la mente,
attraverso la divina arte musicale ricrea il mondo materiale elevandolo in spirito.
Carla PERONA
cell. 338 7128055
il soggetto
dell’acrilico
di Carla Perona Cascatelle rinsalda
la relazione
dell’individuo con la
natura, dipingendo un
ambiente in
cui proprio
la
figura
umana viene
sacrificata.
“Cascatelle”, 2012, acrilico su tela, 40x50 cm.
Giochi d’acqua - le cascate, appunto - spiccano in un paesaggio verdeggiante, nel quale le
rocce evocano un senso “cavernoso,” quasi a rinviare simbolicamente all’interiorità delle cose e al loro graduale “venire a galla”. in tal senso si può leggere il
parallelismo tra Natura e Uomo, anche se non viene rappresentato direttamente
ma citato in maniera implicita: ciò che la Perona celebra non è l’apparenza dell’esperienza, bensì ciò che esiste in profondità e che emergerà fuori dalla superficie del’esistenza, così come quell’acqua limpida di sorgente, che sgorga dagli
antri bui, nutre le piante e alimenta fiumi e mari, in un ciclo costante. Dentro di
noi si cela uno spirito che prende forma ed agisce nel tempo. oltre il tempo.
CORRIEREd
Il Corriere dell’Arte è su facebook con più di 7.000 contatti d
Corriere dell’Arte
Beny GIANSIRACUSA
tel. 011 3179507
6 Giugno 2014
a CUra Di
Pagina
COURRIER DES ARTS
ANDREA DOMENICO TARICCO
Clara MARCHITELLI ROSA CLOT
tel. 011 9352907
ancora una volta Beny Giansiracusa ci propone un’opera di straordinaria efficacia: Pac-Man ci cala nuovamente nel mondo dei videogiochi, resi arte dalla
capacità di trasmettere in chiave pop echi di una civiltà novecentesca in declino
tanto da contorcersi in sé stessa
"Pac-Man", serigrafia, 70x50 cm.
sino ad una nuova esplosione
culturale. l’aspetto ludico si integra con quello ipertecnologico di un occidente che cerca
l’oriente; l’artista in questo
modo affronta attraverso serigrafie il discorso legato a flipper, juke-box, slot-machine o a
elementi di un progresso forsennato. Proprio la serialità di
queste esperienze testimonia
una profondità di stile ottenuto
dal profondo lavoro e dedizione all’arte. la resa stilistica
non è dettata dall’uniformità
dei contenitori formali, ma si
basa sulla ricerca cromatica dei
toni che compongono una sinfonia visiva al limite del reale.
Una sorta di alchimista contemporaneo post-novecentista.
l’acrilico su tela di Clara Marchitelli, realizzato nel 2008, si
intitola Dimmi tu se questo è
amore ed ha per oggetto un incontro metafisico tra una figura
femminile ed un manichino
visto di profilo. lo sguardo triste e consapevole della donna
svela forse il paradosso di un
amore non corrisposto. Viene
così toccata la sfera dei sentimenti intimi. Costrutti di una
realtà ordinaria fondata su labili
concetti destinati a disperdersi
col trascorrere del tempo. i sentimenti stessi divengono il
ponte necessario tra isole lontane, garantendo un significato
ultimo agli sforzi della nostra
esistenza. Nello sguardo della
fanciulla echeggiano tali verità,
anche se fisicamente ella si
ostina ad animizzare gli arti dell’essere artificiale. l’artista critica le trasposizioni
culturali di una contemporaneità che ha messo in discussione i valori della
tradizione, e così la sublima in un simbolismo pittorico di assoluta modernità.
cell. 338 1388357
tel. 0824 21519
Rosella PORRATI
Un velo di trasecolata tristezza attraversa il volto della donna rappresentata da
rosella Porrati in un momento estatico che la coglie quasi di sorpresa, spingendola a sollevare lo sguardo e scrutare in lontananza. Un albero spoglio s’erge alle
sue spalle creando una griglia tra il cielo monocromo in cui sorge un astro plumbeo e la struttura architettonica
"Albero e radici", 2014, acrilico
sottostante animata da opachi
fiorellini rossi. il tutto diviene
una sorta di prigione mentale,
obliata sulla destra da uno
squarcio ideale che determina
una scappatoia da tale dimensione senza vie d’uscita.
l’istante estatico di cui sopra si
rivela fugace: ella era immersa
nella sua solitudine al limite del
dolore e agiva come per inerzia,
tirando su una calza. l’autunno
delllo spirito ha così scosso
quell’anima travagliata, destandola dal sonno e la reazione
è stata quella di alzarsi e reagire
di scatto. Forse è quello che noi
tutti dobbiamo fare: non perdere la fiducia nei nostri simili
e cercare di tornare ad essere.
dell’ARTE
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CORRIEREdell’ARTE
Marco TOMA
laureato in lingue, con Dottorato in Filologia Camito-Semitica afroasiatica, Marco Toma ha partecipato a numerose rassegne pittoriche, ottenendo
considerevoli riconoscimenti. Si scorge in quest’opera, Tatanka Tatanka, il
significato degli elementi esposti sinora: un volto stilizzato viene rappresentato in maniera diretta, senza filtri, quasi come un totem d’altri tempi,
“Tatanka Tatanka”
mentre in un’aquila, animale
sacro, s’incarna lo spirito arcano che spicca il volo. il
quadro ci riporta negli universi arcaici di un mondo perduto in cui i discendenti
nipponici delle terre amerinde
dominavano ciò che il Vecchio Continente spazzò via
nelle guerre imperialistiche.
Tornano gli echi della Natura,
evocata attraverso riti iniziatici o pratiche sciamaniche
ormai obliate da una civiltà
dedita solamente al profitto e
alla speculazione. Tornano
gli echi di esseri puri che percorrevano l’Eden senza che
niente appartenesse a nessuno e dove tutto era di tutti.
da tutto il mondo e on line con oltre 500 visitatori al giorno
[email protected]
www.corrieredellarte.it
T
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CORRIEREdell’ARTE
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6 Giugno 2014
COURRIER DES ARTS
lorENZo rEGGiaNi
alla rohwacher il Gran Premio della Giuria
I vincitori del 67° Festival di Cannes
utti contenti. È stato un palmarès “ecumenico” quello del 67°
in Adieu au langage Godard si miFestival di Cannes. hanno
sura con le potenzialità del 3D in un
vinto in tanti, soprattutto l’italia. Un
modo personalissimo,s ci invita a torfilm in concorso, un premio, il Gran
nare a una dimensione percettiva tipo
Premio della Giuria, che equivale a
quella di roxy, il suo cane, il vero
una Palma d’argento, conquistato da
protagonista, ci inonda di citazioni;
Le meraviglie di alice rohrwacher,
in fondo ci fa uno scherzo miraboun’altra “grande bellezza” nostrana
lante, da accettare o rifiutare, senza
dopo quella di Sorrentino che si era
mezzi termini. in Mommy Dolan prepresa l’oscar. alice ha fatto letteralsenta una straziante saga familiare
mente piangere come un bambino la
che può rivelarsi ripetitiva e addiritpresidente della giuria Jane Campion:
tura infastidire, ma che trasmette una
“ha creato un mondo così reale- ha
rara vitalità. inattaccabili gli altri
detto- che mi ci sono sentita dentro.
premi: per la miglior regia a Bennett
Per il modo in cui ha raccontato la stoMiller autore di Foxcatcher; per la
ria, per il lavoro fatto coi bambini.
migliore sceneggiatura al russo LeUn’opera moderna, sofisticata e al
viathan; per i migliori attori a Jutempo forte e profonda, come un ricordo personale”. Tutt’altro film il vin- Alice Rohrwacher riceve il premio da Sophia Loren, foto © A. Pizzoli / AFP / Festival de Cannes lianne Moore e Timothy Spall,
superbi interpreti di Maps to the Stars
citore della Palma d’oro, Winter Sleep
del turco Nuri Bilge Ceylan, tre ore e un quarto di non è un buon motivo), o come Jimmy’s Hall di di Cronenberg e Mr Turner di leigh. ineccepibile
dialoghi ossessivi immersi nel silenzio e nella neve Ken loach, che non abbiamo trovato fiacco ri- l’omaggio a Sergio leone (*), con la proiezione
dell’anatolia. Un classico “film da festival”. a spetto ai suoi elogiati precedenti. Ma è stato con il di Per un pugno di dollari come film di chiusura.
Cannes speravamo nella premiazione di una pelli- Premio della giuria che il festival di quest’anno ha
Del resto, l’edizione di quest’anno del Festival riservava giucola di non minore qualità ma più “attraente”, stupito: un ex aequo per il più giovane e il più vec- (*)
stappunto un omaggio al cinema italiano già nell’immagine-simcome Deux jours, une nuit dei fratelli Dardenne, chio dei concorrenti, il venticinquenne canadese bolo del logo: il fotogramma del volto sornione ed enigmatico di
evidentemente già troppo premiati in passato (ma Xavier Dolan e l’ottantatreenne Jean luc Godard. Marcello Mastroianni in una scena di 8½ (1963) di Fellini (ndr).
Giovanni Sangalli, astrazione e figurazione
D
aNDrEa D. TariCCo
iverse le considerazioni per l’artista
milanese Giovanni
Sangalli, perchè diverse
sono le esperienze di vita
che lo hanno condotto nel
mondo dell’arte. Nato il 20
gennaio 1930 da una famiglia poverissima, sappiamo
che all’età di otto anni,
dopo la morte del padre carabiniere, la madre, per
mancanza di mezzi, lo dette
alle cure dell’istituto dei
Piccoli Derelitti di Padre
Beccaio di Milano. Da qui
il suo calvario in diversi
istituti sino allo spostamento a Varese dove ha frequentato l’istituto Tecnico
industriale, mentre la
mamma veniva deportata in
Germania. Ma la sorte li
fece ritrovare e vivere insieme nuovamente a Milano, dove, nonostante altre
peripezie, egli studiò presso
l’accademia delle Belle
arti. Tutti questi disegni
della sorte sono stati sempre
documentati dal disegno e
dalla pittura: una sorta di
diario di viaggio intriso di
passione, di verosimiglianza ed angoscia. la luce
psicologica è centrale. la
realtà sembra costantemente avvolta dalla nebbia
dell’anima, ma la luce divina taglia i piani diagonalmente portando tutto in
superficie. astrazione e fi-
gurazione dialogano così
tra loro compensando i
vuoti e le paure più profonde di un artista che ricerca l’equilibrio attraverso
i contrasti formali. Modalità
che gli consentono di indagare ciò che si annida attraverso le cose e colmare lo
spazio che separa tutte le
cose del creato. la sua luce
appunto reinterpreta le superfici e colma il vuoto, la
paura, l’instabilità. la sua
ricerca artistica è finalizzata
a dare al caso un fine ultimo
e la vita prende corpo attraverso ogni pennellata che
mette tutto in relazione secondo le leggi dell’armonia. Forse le paure di quel
bambino abbandonato a sé
stesso ora, grazie all’arte,
sono state trasformate in
una consapevolezza sconsiderata. la luce è vita e
riempie il vuoto cosmico
che si insidia tra le cose.
Giovanni Sangalli
Montefiore Conca (rn)
Tel. 0541 980115
NEWYORK NEWYORK
Caccia al tesoro dell’arte
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CORRIEREdell’ARTE
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COURRIER DES ARTS
Un’originale festa mobile della cultura italiana nel cuore della Grande Mela
foto © aut.
Dal NoSTro CorriSPoNDENTE
MaUro lUCENTiNi
Quando il 2013 è stato proclamato
anno della Cultura iitaliana negli Stati
Uniti, l’italia ha provato con discreto
successo ad usare la sua arte come
promotrice di buona volontà nelle relazioni internazionali. Quest’anno, per
la prima volta, sta cercando di usarla
come promotrice dello spirito
nazionale oltreoceano. È una trovata,
che a me sembra anche molto originale, della diplomazia italiana e consiste nell’aver accoppiato le cerimonie
e manifestazioni ufficiali, paludate o
meno, per la ricorrenza della nostra
Festa della repubblica, a New York,
con una “caccia al tesoro” ad uso appunto della comunità italiana, o di chiunque altro, turista oppure residente, si
voglia divertire. il “tesoro” di cui si
parla consiste innanzitutto nella nostra
arte e nella nostra storia, che in una
città multiculturale e cosmopolita
come questa hanno lasciato non poche
impronte. Ma chi lo trova vince anche
un premio sotto forma di un scintillante motorscooter “Vespa”, offerto
dalla Casa produttrice di Pontedera;
vince, inoltre e soprattutto, una rammemorazione del suo grande passato
di civiltà e cultura, nonché un segreto
monito a non dimenticarlo, né qui né
in patria, in quest’era di globalizzazione. Quali siano le tappe da percorrere per arrivare vittoriosi al
traguardo non è stato rivelato sino all’ultimo, naturalmente, perché fa parte
della serie di sciarade che i ricercatori,
riuniti in piccoli gruppi, devono risolvere via via. Ma si tratta in realtà delle
testimonianze storiche, artistiche o architettoniche – nel nucleo originario di
New York, cioè l’isola di Manhattan –
del genio e del lavoro italiano attraverso la Storia. insomma, per fare
degli esempi, dalle centinaia di capolavori che gremiscono le gallerie del Met
al monumento di Garibaldi in uno dei
parchi cittadini. o magari le palline
colorate create da Massimo e lella Vignelli per distinguere le linee della
metropolitana, diventate col tempo
uno dei simboli di New York? o della
nuova sede del Whitney, che renzo
Piano sta costruendo nel quartiere di
Chelsea? o delle grandi opere pubbliche a cui parteciparono migliaia di
manovali italiani e di cui caddero vittime a centinaia, quali il Ponte di
Brooklyn e l’Empire State Building?
Operai sull’Empire State Building in costruzione, 1930, fotografia di Lewis Hine; monumento a Garibaldi al Washington Square Park © aut.
o dei designer di uno dei molti negozi
italiani extralusso di suprema eleganza
che costellano l’Upper East Side? io
non so. Non lo sa nessuno. Come ho
detto, rimarrà segreto sino al 2 giugno.
Ma si può capire fin d’ora che questa
caccia è molto più divertente delle
manifestazioni di circostanza per il
compleanno della repubblica italiana.
l’idea risale personalmente alla brillante Natalia Quintavalle, Console
Generale a New York, ad interim
anche Capo dell’istituto italiano di
Cultura. È pure interessante che l’esperimento si stia svolgendo durante
una visita a New York di un altro personaggio dedito al salvataggio delle
memorie italiane all’estero, il collega
giornalista Niccolò d’aquino. a parte
il fatto di essere un discendente di San
Tommaso, questi è anche autore di diversi libri, l’ultimo dei quali, La rete
italica (Edizioni ide, roma) già dal
titolo dice qualcosa del suo contenuto.
È infatti la raccolta commentata di una
serie di saggi di d’aquino e altri autori
sull’idea (risalente all’ex Presidente
della regione lombardia Piero Bassetti) che si possa creare una sorta di
Commonwealth spirituale degli italiani sparsi per tutto il Mondo. Se fosse
possibile, si potrebbe al tempo stesso
impedire che anche in noi italiani, per
non parlare degli altri globalizzati, si
diluiscano lentamente - e lo dico senza
paura di riuscire declamatorio - i valori
d’italianità e di latinità e a cui risale
tanta parte della civiltà comune. Negli
stessi giorni, i problemi di Venezia e
della difesa del suo patrimonio artistico sono stati discussi per la prima
volta in sede di oNU: in un convegno
dedicato anche alla città di Dubrovnik
(l’antica ragusa) e presenziato dal delegato italiano, ambasciatore Sebastiano Cardi, si è trattato soprattutto
dell’avanzato stato di completamento
delle porte mobili contro le acque alte
e del contenimento delle masse turistiche. Nessuno ha ancora affrontato
tuttavia la questione bruciante del
transito delle immense navi da crociera nella città lagunare e tanto meno
l’oscura minaccia di un innalzamento delle acque in tutto il Pianeta,
a causa del deterioramento del clima.
X-Men contro Godzilla
CINEMA
Box Office USA, nel weekend del Memorial Day
Nonostante la pubblicità negativa
guadagnata dal regista Bryan Sanger,
denunciato il mese scorso per aver
drogato e stuprato un minorenne (lui
si afferma innocente), il suo ultimo
film, X-Men: Days of Future Past,
della 20th Century Fox, con hugh
Jackman, ha trionfato durante il
lungo week-end del Memorial Day,
la commemorazione nazionale dei
Caduti in Guerra. Durante quei tre
giorni nella seconda decade di maggio il film, che testimonia della inesauribile attrazione dei soggetti con
“superuomini,” ha rastrellato quasi
91 milioni di dollari nelle sole sale
americane, piazzandosi primo nella
classifica rentrak, mentre i contratti
esteri sono ammontati ad altri 171
milioni; il tutto contro una spesa di
produzione di circa 200 milioni. la
cifra include le proiezioni in 3D e in
grande formato, ma non quelle nelle
sale con il formato gigante imax, che
hanno significativamente continuato
a proiettare il rifacimento del mostro
Godzilla (Warner Brothers e legendary Pictures), al secondo posto con
quasi 150 milioni in due settimane.
Terzo è arrivato, con deludente risultato rispetto alle previsioni, Blended della Warner, prodotto da adam
Sandler, con Drew Barrymore
come protagonista, che ha incassato
in america 14 milioni, contro
una spesa di produzione di 45.
[i dati sugli incassi sono forniti dalla agenzia rentrak ©]
“Godzilla”
e “X-Men”
campioni
d’incassi
foto © aut./20thCenturyFox//WarnerBros/Legendary
12
CORRIEREdell’ARTE
CO
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Tradizione e internazionalità
Pagina
6 Giugno 2014
Presentata la stagione dello Stabile torinese
S
Elio raBBioNE
l’inizio della prosa è fissato per il 14
ottobre con la prima delle produzioni
dello Stabile (8 tutte nuove, più le riproposte del Riccardo III con Gassmann e degli Innamorati, che va a
Pechino con lo scombussolato giovane
regista Marco lorenzi a respirare aria
tutta cinese nell’ambito del Beijing
Fringe Festival: una parte del progetto
internazionale che vede arrivare a noi
dalla Cina Rhinoceros in love per la
regia di Meng Jinghui, Ubu roi dell’inglese Donnellan e King Size dello svizzero Christoph Marthaler), là dove
Giuseppe Battiston, scaricatosi quaranta chili di dosso, affronterà con
l’adattamento e la regia di andrea De
rosa Falstaff, favoloso personaggio
caro alla sovrana e ritrovato corposamente in quattro testi del Bardo, su su
sino all’ottocentesco Boito per la musica di Verdi. Jurij Ferrini proporrà un
Cyrano di Bergerac che gioiosamente
annuncia “tradizionalissimo” (e gloria
gliene venga) mentre laura Curino,
con la compagnia anagoor, festeggerà
a modo suo i duecento anni della na-
crescere sempre più grazie alla defiscalizzazione dovuta al decreto Francee nei corridori di piazza Castello schini, con quell’aumento di
si respira un’aria di incruente predisposizione che spinge ad aprire i
pugnalate e di divorzi per la cop- portafogli a chi ci mette i quattrini: il
pia Vergnano/Noseda, aspirando il se- tutto pronto a sfociare nel riconosazcicondo a panorami più ampiamente mento - dovutissimo - da parte del Gointernazionali e nel terrore di dover es- verno a Teatro Nazionale. Una
sere costretto per il futuro “a fare tour- stagione ricca (46 spettacoli tra produnées a San Mauro o a Gassino”, nella zioni e ospitalità), estremamente lunga,
conferenza stampa di presentazione come credo forse mai si sia vista negli
della prossima stagione dello Stabile anni, iniziando a settembre con Torino
torinese, che s’appresta a festeggiare il Danza ed allungandosi sino al 19 lusuo 60° compleanno nel ricordo di uno glio 2015, in piena epoca Expo, con un
dei suoi registi/direttori più geniali, carico di turisti da soddisfare con mille
Mario Missiroli, la coppia Christil- proposte, con il coinvolgimento del
lin/Martone la vince di gran lunga, in cortile del Museo Egizio (eccoli i primi
un clima di contagiosa allegria con un risultati della doppia presidenza della
fiorire interminabile di sorrisi e di otti- sempre più vulcanica Christillin!),
mismo, di risate e di progetti da con- dove i neodiplomati del triennio della
durre in modo compatto, di bilanci e di Scuola del TST capitanati da Valter
dati che conclamano un ottimo stato di Malosti si divideranno tra agatha
salute, di abbonati che crescono, di “un Christie (Akhenaton, testo dedicato
equilibrio perfetto tra contributi pub- dalla giallista e moglie dell’arblici e altri ricavi, un consuntivo in pa- cheologo Mallowan al faraone
reggio a euro 13,7 milioni”. E ancora pacifista ed eretico) ed il shakenella visione di investimenti pronti a speariano Antonio e Cleopatra.
iù che una recensione, il nostro resoconto sul recital che ha segnato il ri“Medea” al Teatro Carignano di Torino
torno alla Scala del celebre soprano
angela Gheorghiu è la sintesi di una serata completamente fuori dai comuni cliredo proprio che, dopo aver visto questa Medea al Carignano, ci si ché scaligeri per i concerti di canto. la
debba con serietà interrogare perché certi registi – che si fanno al con- Gheorghiu, si sa, è una diva, e si comporta
tempo sfacciatamente autori – si scervellino a contemporaneizzare le loro come tale. aSale sul palcoscenico scaliesili creature. “Épater le bourgeois” diceva quel tale, ma se poi questo gusto gero con un ritardo poco superiore ai cinper lo sbalordimento a buon mercato va ad imbattersi con la volontà di sna- que minuti, che subito viene sottolineato
turare, di ripensare con estrema indifferenza, di politicizzare a tutti i costi, di dal pubblico con un applauso di impariproporre a proprio piacimento e a forza una verità banalmente diversa, al- zienza. Finalmente le luci scendono sulla
lora pur nella povertà ormai consolidata dei tempi anche il povero bourgeois sala del Piermarini e la grande cantante fa
sobbalza sulla poltrona. ammirando la confessione, come da programma, il suo ingresso fra mormorii di stupore. E
che ci troviamo dinanzi ad ”uno dei testi cardine della storia del teatro”, sì, perchè la Gheorghiu appare bella, anzi
siamo pronti ad azzardare che la contaminazione dovrebbe arrivarci in tra- bellissima ed elegante come non mai. il
sparenza attraverso le parole notturne e sanguinolente di Seneca (lasciamo suo magnifico abito color crema, scollail più frequentato Euripide, allontaniamo la Wolf, Grillparzer, il vecchio Cor- tissimo, affascina il pubblico; si muove
neille o il rupestre alvaro, dimentichiamo Pasolini, consideriamo quanto di sul palco come fosse in una recita d’opera
maggiormente macabro possa esistere nell’antico) e non farsi spicciola so- e fa strusciare fascinosamente lo scialle
vrapposizione per ancorare delle frange, attraverso la bocca di un coro che del vestito posandolo sulle spalle o sulle
qui è un unicum modernissimo con tanto di occhialini neri e voglia di ballare, braccia; sospira fra un brano e l’altro per
che con tanta immediatezza si sciolgono. la rabbia verso il mondo attuale attirare il consenso del pubblico. infatto di violenza, di prigioni di Guantanamo, di aeroplani e di bombe, che somma fa di tutto per piacere! addirittura
sembra voler soverchiare quella personale, pronta a scivolare nell’ira ultima si cambia altri tre abiti, uno dei quali è un
e nell’omicidio di Medea donna e maga e vendicatrice, è dovuta all’adatta- costume tipico rumeno, usato quando la
mento di Francesca Manieri e l’affondo registico a Pierpaolo Sepe, che nella cantante esegue, nella seconda parte della
tragicità di questo carnevale (circoscritto entro pareti scrostate, da dove oc- serata, pagine vocali da camera legate al
chieggiano finestre e vetri rotti, mentre un grumo centrale raccoglie un altare, folklore e al sentire della sua terra. il pubun irraggiungibile luogo di pace?) annega le parole della protagonista in blico scaligero sembra un po’ spiazzato,
suoni di una radio che rende incomprensibile il tutto, sfodera un Creonte ma non si indispone dinanzi a questo savociante con cappellaccio che nemmeno l’ultimo eroe del vecchio West, in- lotto musicale un poco artefatto. Perché
fantilizza con tanto di minigonna una insopportabile Creusa a corto di me- la Gheorghiu, piaccia o meno, resta una
stiere, disegna un Giasone pronto a correre a nuove e più tranquille nozze; personalità fra le più in vista del teatro
e banalizza ahimé una Maria Paiato che rimane schiacciata da questa d’opera contemporaneo. Certo la serata,
“altra cosa” che incombe e che in altre occasioni ci era parsa di gran sul piano puramente vocale, non inizia
lunga più convinta (e convincente) di quel che stava recitando. (e. rb.) tanto bene. la voce della Gheorghiu pare
Spettacoli
scita di Don Bosco con Santa Impresa.
Mario Martone dirigerà Carmen, rivisitato tra Mermée e la musica di Bizet
dalla sempre intelligente scrittura di
Enzo Moscato, con le musiche elaborate di Mario Tronco e dalla sua orchestra di Piazza Vittorio, uno
spettacolo di aria napoletana, tra malavita cittadina e di importazione, nel
solco variopinto della zarzuela spagnola e di Viviani, musica e parole che
avranno l’interprete appropriata in iaia
Forte. Molta attesa per 6Bianca,
un’idea nata in collaborazione con la
Scuola holden, un appuntamento seriale suddiviso in varie tappe (da febbraio a maggio al Gobetti), dovuto alla
penna di Stephen amidon, l’autore del
Capitale umano portato sullo schermo
da Virzì, ed alla regia di Serena Sinigaglia. Un programma solido, capace
di attingere alle culture e alle lingue
più diverse, attualissimo, che contribuisce con passione e coerenza a far
respirare alla nostra città ancor più
quell’aria di moderna capitale della
Cultura che giustamente le spetta.
angela Gheorghiu, una diva alla Scala
Che ne sapeva Seneca di Guantanamo?
C
P
non essere al top
della forma. la
grande cantante
rumena è quasi
guardinga, anche
se non c’è momento in cui la
classe la abbandoni. il dominio dei fiati,
davvero ammirevole, la bellezza intatta
della voce, cremosa e morbida, e il senso
dello stile trionfano in Tristesse éternelle
di Chopin, il vertice esecutivo, davvero
sublime, dell’intera serata. Una pagina
scritta per la cantante Félia litvinne, allieva di Pauline Viardot, che dal repertorio
di Verdi e Meyerbeer passò a quello wagneriano: fu la prima isolde a Parigi nel
1899 e poi Brünnhilde alla Scala nel Crepuscolo degli Dei del 1907, diretto da Toscanini. la soffusa cantabilità lirica del
brano, arrangiato sul celebre tema
dello Studio op. 10 n. 3 in mi maggiore, acquista, grazie alla voce della
Gheorghiu, il sapore di un canto estatico, di intima e soave tristezza, dinanzi
allo sfiorire delle cose al momento in
cui l’inverno avanza inesorabile. Di lì
in poi, sempre mirabilmente accompagnata al piano dal bravissimo Jeff
Cohen, che si esibisce anche nel noto
Notturno n. 20 in do diesis minore di
Chopin, la serata prende quota fino alla
conclusione, all’insegna del successo
pieno, con bene sette bis, due dei quali
operistici: “io son l’umile ancella” da
Adriana Lecouvreur e “o mio babbino
caro” da Gianni Schicchi. (al. mo.)
CORRIERE dell’ARTE
Segnalazioni
TORINO e PIEMONTE
In augur azi o ne
d i n u ov o sp az i o e sp osi t i vo
BU.G
Bur ning Giraffe
Ar t Galler y
Via Bava 8/a – Torino
Info: 347 7975704
http://bugartgallery.com
Ha inaugurato i giorni scorsi a
Torino, la Burning Giraffe Art
Gallery (BU.G), un nuovo spazio
espositivo votato alla promozione
dei giovani artisti attraverso una
serie di mostre ed eventi dalle
tematiche fortemente attuali.
BU.G nasce dal desiderio di mettere in mostra - letteralmente - le
doti e la creatività di un gruppo di
artisti giovani e di enorme talento
che, per motivi che esulano dalle
loro capacità tecniche e dal loro
spessore concettuale, non sono
ancora riusciti a ritagliarsi lo spazio
che meritano nel mondo dell’arte
contemporanea e nel mercato a
esso connesso. Lo spazio espositivo
di Via Eusebio Bava 8/a, si sviluppa in due ampie sale per un totale
di circa 90 mq di superficie espositiva. Le grandi pareti bianche e
gli alti soffitti fanno della galleria
un luogo ideale per portare
avanti un discorso teorico che
trova il suo focus nel ritorno alla
centralità dell’oggetto artistico
tangibile, sia esso pittorico, fotografico, scultoreo o filmico, senza
però prescindere da un’impronta
concettuale importante e attuale.
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Fino al 30 luglio
Info: 011 4369917
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Castellamonte (To)
Fino al 29 giugno
Info: 0124 582642
www.fornacepagliero.it.
Isabella Corni espone al Centro
Ceramico ‘La Fornace’ di Spineto
di Castellamonte (To) fino al 29
giugno. Le sue sculture lignee si
inseriscono perfettamente nell’antica cornice della storica fabbrica della ceramica. Dotata di
notevole polivalenza, la Corni ha
realizzato progetti architettonici
e strutturali, decorato teatri, eseguito affreschi e collaborato con
le scuole. Tra le sue opere scultoree pubbliche ricordiamo, per
esempio, il monumento bronzeo
ai caduti del Comune di San
Benigno Canavese. Dopo molti
viaggi formativi e numerosi simposi internazionali, ha maturato
una esperienza che nasce anche
dal confronto di stili e culture
diverse vincendo numerosi
premi di scultura. Pur essendo
un architetto e un ingegnere le
sue opere non sono fortemente
progettate e strutturate. Isabella
Corni si rivela straordinariamente fantasiosa sia nella rappresentazione delle sue immagini
sia nell’uso dei materiali. (c.s.)
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COURRIER
6 Giugno 2014
Vernissage
Venerdì 6 giugno - ore 18,00
Galleria
Rinascenza Contemporanea
Associazione Culturale
Via Palermo 140 – Pescara
“Parnassos. Le cantiche spirituali”
con Patrizia Borrelli e Oria Strobino
Sabato 7 giugno - ore 18,00
Galleria Arte Città Amica
Centro Artistico Culturale
Via Rubiana 15 – Torino
Mostre personali
di Stefano Agostini
Luigi Lotito
Silvio Bertonati
Vincintori
del Concorso Internazionale
di Pittura, Disegno e Grafica
“Biennale Città di Torino” 2014
Romano Canavese (To)
7 – 8 giugno
Secondo Fine-settimana d’Ar te
La Mostra “Farfalle, Dalla Natura alla
Rappresentazione Artistica nel ’900”, proposta dalla Fondazione Arte Nova, proseguirà
fino al 12 luglio. L’allestimento è visitabile
dal mercoledì alla domenica dalle 15 alle 19.
Per informazioni telefonare al nr. 0125 711 298.
Sabato 7 giugno, Conferenza Il giardino
naturalistico, fiori e farfalle; relatori
Marco Devecchi, Paola Gullino.
Domenica 8 giugno, Giornata d’Arte La scultura in legno, con Isabella Corni, vincitrice di
prestigiosi premi internazionali. Nell’ ambito
della scultura l’artista spazia dal legno al marmo
e bronzo. Le Conferenze e le Giornate d’Arte
sono eventi correlati alla mostra Farfalle, organizzati dalla Fondazione Arte Nova, in collaborazione con il Comune di Romano C.se.
CORRIEREdell’ARTE
COURRIER DES ARTS
Direttore Editoriale
Pietro Panacci
Direttore Responsabile
Virginia Colacino
Assistente di Direzione
Chiara Pittavino
Comitato Editoriale
Giorgio Barberis, Rolando Bellini,
Massimo Boccaletti, Franco Caresio,
Angelo Caroli, Claudia Cassio,
Massimo Centini, Fernanda De Bernardi,
Marilina Di Cataldo,
Gian Giorgio Massara,
Alessandro Mormile, Massimo Olivetti,
Enzo Papa, Lorenzo Reggiani,
Gianfranco Schialvino,
Maria Luisa Tibone
Corrispondente da New York
Mauro Lucentini
[email protected]
Corrispondente da Berlino
Sabatino Cersosimo
Hanno collaborato
M. Bandera, C. Gallo, E.S. Laterza,
M.E. Negro, E. Piacentini,
C. Pittavino, E. Rabbione, R. Roveda,
A.D. Taricco, D. Tauro
Realizzazione grafica interna
a cura di E.S. Laterza
Fotografo uf ficiale
Antonio Attini
Redazi oni distaccate
Milano Rosa Carnevale
Tel. 339 1746312
Roma e Napoli Fabrizio Florian
Tel. 388 9426443
Palermo Caterina Randazzo
Tel. 334 1022647
Concessionaria di Pubblicità interna
Stampa e di stri buzione
EditService S.r.l.
Str. Piossasco 43/U – Volvera (To)
Editore Corriere dell’Arte
Associazione Culturale Arte Giovani
Torino
P.IVA 06956300013
DES ARTS
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13
in ITALIA
“U rbi s e c on ta mi n az i on i ”
P er s o n al e fo to gr afi c a
d i P a t r i zi a Ca le g a r i
Statuto13
Galleria d’Ar te
Contemporanea
Via Statuto 13 – Milano
Fino al 10 giugno
Info: 347 2265227
Il mondo di Patrizia Calegari è
ricco di spunti onirico-surreali,
ricordi di viaggio e di angoli
urbani, che ci raccontano delle
nostre vite frenetiche, delle
nostre paure e delle interazioni che tra cittadini del Mondo.
Silhouettes di natura magrittiana si accompagnano a scatti di
architetture urbane - Urbis,
appunto -, che sono “contaminate” da oggetti in movimento
e non, sculture e palazzi colorati. L’artista tratta il lato
emotivo e osservativo di una
donna, di un’artista che
vuole raccontare, condividere col fruitore attento, di
fronte ai suoi originali scatti
dipinti, pittografati. (c.s./e.l.)
M a ri a M ul a s
“ R i t r a t t i e a rc h i t e t t u re ”
Galleria Francesco Zanuso
C.o P.ta Vigentina 26 – Milano
In corso
Info: 335 6379291
L’importante mostra fotografica
apre alla Galleria Zanuso, in
contemporanea
con
il
Photofestival di Milano, ove l’artista è presente, e si collega alla
Biennale di Venezia 2014, dedicata al tema dell’Architettura,
ponendo in risalto i temi più
cari nella carriera di Maria
Mulas: i ritratti e le architetture, appunto. (c.s./e.l.)
Abbonamenti
Annuale (22 nn.):
euro 50,00 per l’Italia
euro 120,00 per l’estero
Arretrati: euro 4,00
To m P a r i s
Chiostr o della Chiesa
della Madonna dell’Or to
Cannaregio 3523 – Venezia
Dal 12 giugno al 31 agosto
Info: 349 4332873
Il pittore americano Tom Parish
torna per la terza volta a Venezia
con una mostra antologica che
riassume gli anni più recenti della
sua carriera, quasi interamente
dedicati alla rappresentazione
della città lagunare. La sede del
Chiostro della Chiesa della
Madonna dell’Orto ospita l’esposizione Venezia, con una selezione
di opere che interpretano la bellezza e il fascino di una città alla
quale l’artista è particolarmente
legato. La mostra si compone di
lavori di grandi dimensioni e il percorso viene idealmente completato
nella sede del Ristorante Antica
Sacrestia di Venezia, che ospiterà
per tutta la durata dell’esposizione
altre opere di Parish. (c.s./c.p.)
M a r i c a M o ro
“G en esis Seco nd Da y ”
Spazio Thetis
Arsenale Novissimo – Venezia
Dal 7 giugno al 23 novembre
Lo Spazio Thetis, in occasione della
Biennale di Architettura di
Venezia, ospita la Personale di
Marica Moro, a cura di Fortunato
D’Amico, sul tema della rigenerazione tra Natura, uomo e
Architettura. La giovane artista
per questa occasione ha realizzato la scultura monumentale
Genesis 2, il cui soggetto è un individuo che emerge da un vaso da
giardino, a evocare la nascita dell’uomo dal grembo della Terra
Madre e quindi il suo legame
indissolubile con essa. (c.s./d.t.)
c.c. postale n. 45958055
intestato a Corriere dell’Arte
Associazione Culturale Arte Giovani
Aut. Tribunale di Torino
n. 4818 del 28/07/1995
ABBÒNATI
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COURRIER
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14
DES ARTS
6 Giugno 2014
ACCADEMIA Galleria
Via Accademia Albertina 3/e – Torino
Tel. 011 885408
Email: [email protected]
www.galleriaaccademia.it
Orario: 10,00-12,30/16,00-19,30; chiuso lunedì
Mostra Collettiva
ARTE CITTÀ AMICA Centro Artistico Culturale
Via Rubiana 15 – Torino
Tel. 011 7717471 - Fax 011 7768845
Email: [email protected]
www.artecittaamica.it
Orario: lun. - sab.16,00-19,00; dom. chiuso
Dal 7 al 17/6 Mostre personali
di Stefano Agostini, Luigi Lotito, Silvio Bertonati
Vincitori del Concorso Internazionale
di Pittura, Disegno e Grafica
“Biennale Città di Torino” 2014
ARTE PER VOI Associazione Culturale
P.za Conte Rosso 3 – Avigliana (To)
Luigi Castagna - Tel. 011 9369179
Cell. 339 2523791
Email: [email protected]
www.artepervoi.it
Paolo Nesta - Tel. 011 9328447
Cell. 333 8710636
Email: [email protected]
Orario: sab. - dom. 15,00-19,00
Fino al 29/6 “Frammenti d’Africa”
Collezione di Opere ispirate all’Arte africana
Personale di Silvana Alasia
e, a complemento della mostra,
Esposizine di oggetti d’arte africana
della Collezione “Ettore Brezzo”
CIRCOLO DEGLI ARTISTI DI TORINO
Palazzo Graneri della Roccia
Via Bogino 9 – Torino
scala B destra - 1° piano (digitare 4444+ )
Tel./fax 011 8128718
Email: [email protected]
www.circolodegliartistitorino.it
Orario: lun. - ven. 15,30-19,30
Fino al 15/6 “Maggio Felliniano”
LA LANTERNA Galleria
di Maristella SANDANO
Direttore Artistico: Livio Pezzato
Via S. Croce 7/c – Moncalieri (To)
Tel. 011 644480 - Fax 011 6892962
Email: [email protected]
www.lalanternaarte.com
Orario: mart. - sab. 15,30-18,30
A. Arcidiacono, V. Cavalleri, A. Ciocca,
E. Colombotto Rosso, D. De Agostini, Gigli,
E. Gribaudo, W. Jervolino, Sky Lake, E. Longo,
F. Maiolo, E. Maneglia, S. Manfredi, D. Pasquero,
G. Peiretti, G. Pezzato, L. Pezzato, C. Pirotti,
G. Righini, T. Russo, G. Valerioti
inoltre pittori ucraini, naïf croati
grafica nazionale ed internazionale
LA LUNA Art Gallery
Via Roma 92 – Borgo San Dalmazzo (Cn)
Cell. 339 7108501
Email: [email protected]
www.artgallerylaluna.com
Orario: ven. 16,00-19,00;
sab. 10,30-13,00/16,00-19,00;
dom. 10,30-12,00
LUNA ART COLLECTION Spazio espositivo
Via Nazionale 73/1 – Cambiano (To)
Tel./Fax 011 9492688
Email: [email protected]
www.luna-art-collection.com
Orario: lun. - ven. 8,30-17,30; sab. 8,30-17.30
(previa telefonata)
In permanenza serigrafie d’arte a tiratura limitata
di Coco Cano, Francesco Casorati,
Isidoro Cottino, Theo Gallino, Franco Negro,
Ugo Nespolo, Ernesto Oldenburg, John Picking,
Marco Puerari, Giorgio Ramella, Maurizio Rivetti,
Francesco Tabusso, Silvio Vigliaturo
RINASCENZA CONTEMPORANEA
Associazione Culturale
Via Palermo 140 – Pescara
Cell. 328 6979208
Email: [email protected]
www.rinascenzacontemporanea.jimdo.com
Orario: mar. - sab. (su appuntamento)
Fino al 9/7 “Helios. L’Essenzialismo creativo”
Collettiva
Dal 6/6 al 6/7 “Parnassos. Le cantiche spirituali”
con Patrizia Borrelli e Oria Strobino
SENESI Arte
Via S. Andrea 44 – Savigliano (Cn)
Orario: mar. - sab.9,30-12,30 /15,30-19,30
Tel. 0172 712922
Email: [email protected]
www.senesiarte.it
SILVY BASSANESE Arte Contemporanea
Via Galileo Galilei 45 – Biella
Tel./Fax 015 355414
Email: [email protected]
www.silvybassanese.it
Orario: mart. - ven. 16,30-19,30;
sab. e festivi su appuntamento
STORELLO Galleria d’Arte
Via del Pino 54 – Pinerolo (To)
Tel. 0121 76235
Orario: mart. - sab. 9,00-12,15/15,30-19,00;
lun. e dom. chiuso
In permanenza Opere di Avataneo, Carena,
Coco Cano, Faccincani, Fresu, Garis, Luzzati,
Massucco, Musante
TEART Associazione Artistico-culturale
Via Giotto 14 – Torino
Tel. 011 6966422
Email: [email protected]
Orario: mart. - sab.17,00-19,00
TINBER Art Gallery @ Pragelato
Via Albergian 20 - Souchères Hautes
Pragelato (To)
Tel. 0122 78461
Email: [email protected]
www.tinberartgallery.it
Orario: sab. e dom. 10,00-12,30/15,30-19,00
Opere di Tino Aime, Jean-François Béné,
Andrea Berlinghieri, Gianni Bertola,
Fulvio Borgogno, Flaviana Chiarotto,
Enrico Challier, Dino Damiani,
Pierflavio Gallina, Lia Laterza,
Claudio Malacarne, Vinicio Perugia,
Elena Piacentini, Mariangela Redolfini,
Sergio Saccomandi, Luciano Spessot
M.ro Raul VIGLIONE
Studio - Galleria - Mostra Culturale
Via Servais 56 – Torino
Tel. 011 798238 - Cell. 335 5707705
Email: [email protected]
www.raulviglione.it
Gallerie
A.L.P.G.A.M.C.
Associazione Ligure e Piemontese Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea
BIASUTTI & BIASUTTI Galleria d’Arte
Via Bonafous 7/1 – Torino
Tel. 011 8173511
www.biasuttiebiasutti.com
Orario: mart. - sab.10,00-12,30/15,30-19,30
LA TESORIERA Centro Arte
C.so Francia 268 – Torino
Tel. 011 7792147
www.tesoriera.com
Orario: mart. - sab. 10,00-13,00/16,00-20,00;
lunedì e festivi chiuso (o su appuntamento)
Mostra di pittura dall’Ottocento al Novecento
Arte Antica
AVERSA Galleria
Dipinti dell’800 e del Primo ’900
Via Cavour 13 (int. cortile) – Torino
Tel. 011 532662
Email: [email protected]
www.aversa-galleria.it
Orario: mart. - sab. 10,00-12,15/15,30-19,00
“Dall’Alpe al Mare”
Mostra di Primavera
DELLA ROCCA Casa d’Aste
Via della Rocca 33 – Torino
Tel. 011 8123070/888226 - Fax 011 836244
Email: [email protected]
www.dellarocca.net
LUIGI CARETTO Galleria
dal 1911 Dipinti Antichi
Via Maria Vittoria 10 – Torino
Tel. 011 537274
Email: [email protected]
www.galleriacaretto.com
Orario: mart. - sab. 9,45-12,30/15,45-19,30
Miscellanea di Pittura Fiamminga e Olandese
SANT’AGOSTINO Casa d’Aste
a Torino dal 1969
C.so Tassoni 56 – Torino
Tel. 011 4377770 - Fax 011 4377577
www.santagostinoaste.it
Orario: mart. - sab. 9,30-12,30/15,30-19,30
“Venezia, uno sguardo in maschera”
La nota acquerellista torinese Anna Borgarelli
ha da tempo varcato i confini territoriali e nazionali attraverso numerose mostre e riconoscimenti. Tra questi ultimi citiamo il Premio “Leone
d’Oro” (Moleca 2014) assegnatole a Venezia
per la sua attività artistica. L’eco di questo premio è stato raccolto da numerosi giornali di settore e anche dal
Corriere
della
Sera che, dedicando un’intera
pagina
all’evento, di lei
scrive: “(...) Due
acquerelli
su
carta di singolare finezza dove
le Maschere del
Carnevale Veneziano e La
Gondola sono
rappresentate
con delicatezza
CORRIEREdell’ARTE - 6 Giugno 2014
Anna Borgarelli
premiata a Venezia
cromatica in uno scenario di luce tra velature
e raffinati contrasti; ne escono opere realizzate
con grande afflato poetico ed immediata capacità di affascinare chi le osserva (...)”. All’estero ricordiamo che Anna Borgarelli si è
fatta conoscere ed apprezzare, oltre che,
come si è detto, con numerose mostre, anche
per la sua monografia – a
cura di Giovanni
Cordero e Paolo
Levi – edita da
Mondadori
e
tradotta in quattro lingue, consultabile
pure
presso la Biblioteca del Metropolitan Museum
di New York.
Info:
+39 329 3276323
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