Giugno 2014 - Associazione Pensionati Cariplo

Il Giornale dei Pensionati
della “Ca’ de Sass”
Anno 44°, numero 113, giugno 2014
Associazione Pensionati CARIPLO e Banca Intesa
Aderente alla FAP Credito
Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale – 70% DCB Milano
La sorpresa
Nei giorni a cavallo fra maggio e
giugno i nostri centralini sono stati
subissati di chiamate di nostri
iscritti che percepiscono la pensione
integrativa dal Fondo Pensioni, i
quali avevano scoperto che l’accredito relativo al mese di maggio era superiore a quello dei mesi precedenti.
Che cosa era successo?
Era successo che, dopo qualche anno,
è stata data applicazione all’art. 44
dello statuto del Fondo Pensioni.
Tale articolo, in presenza delle disponibilità di bilancio, prevede
un’erogazione una tantum nella
misura determinata dal Consiglio
di Amministrazione, il quale, il 16
maggio scorso, in sede di approvazione del bilancio dell’esercizio
2013, ha deciso in tal senso.
L’iter per giungere a tale positiva
decisione non è stato semplice e
nemmeno privo di contrasti, soprattutto con la componente aziendale
del Consiglio. Se si è giunti all’accordo lo si deve, da un lato, all’impegno, alla determinazione e alla
caparbietà dei nostri rappresentanti,
Rag. Giorgio Sacchi e Dr Aurelio
Pellegrini, ai quali va la nostra più
profonda gratitudine. Dall’altro lato, è stato determinante, per assolvere la condizione imposta dal Fondo,
il fatto che i pensionati che a suo
a pagina 2
Realismo e consapevolezza
Finalmente! Dopo aver assistito per
anni ad assemblee inquinate da disturbatori di scuole di pensiero diverse (ai quali, comunque, è sempre
stato riconosciuto il diritto di parola), il 22 maggio, in un clima sereno
ma non rassegnato, 138 soci (presenti per delega erano 181) hanno seguito con grande attenzione le relazioni del Presidente Catenaccio, del
Consigliere del Fondo Pensioni Sacchi e del Revisore dei conti Acerbi,
impeccabilmente coordinate dal Presidente dell’assemblea Pietro Locatelli. Gli interventi integrali sono nelle
pagine seguenti e quindi anche i non
presenti potranno notare come le relazioni fossero improntate a un
profondo realismo, che non lascia
dubbi sulla situazione dei pensionati
ex Cariplo, costretti a subire decisioni prese a loro danno dalle fonti istitutive. Decisioni che a turno hanno
riguardato le pensioni integrative e la
sempre più penalizzante normativa
del Fondo Sanitario Integrativo e
che hanno anche danneggiato la nostra Associazione sul piano operativo
IN QUESTO NUMERO:
Realismo e consapevolezza
La relazione del Presidente
Il Fondo Pensioni nel 2013
Gita sociale 2014
Notizie in breve
(vedi le motivazioni della ritardata e
faticosa riscossione delle quote). In
questo quadro desolante, l’unico dato positivo, dopo tanti anni, è la notizia della liquidazione di una cifra
una tantum sulle pensioni integrative, frutto di un accordo con il Fondo Pensioni che ha comportato la rinuncia all’ormai compromessa e annosa causa del VAP. Alla concretezza
delle relazioni ha fatto riscontro la
consapevolezza, da parte dell’uditorio,
che i loro rappresentanti hanno fatto
quanto era possibile – agendo purtroppo in evidenti condizioni di inferiorità giuridica - per contrapporsi
allo strapotere delle citate fonti istitutive. A tutti è parso chiaro che ci si
trova ormai di fronte a un muro invalicabile. L’unica possibilità, per il
futuro, è una unità di intenti da parte di tutte le associazioni dei pensionati provenienti dal settore creditizio; pensionati che per l’opinione
pubblica sono sempre considerati
dei privilegiati anche se, va detto, essi sono provvisti comunque di una
base economica a differenza di chi
invece ne è totalmente privo. In
ogni caso, solo facendo fronte comune per contrastare questo atteggiamento di preclusione, inaccettabile sia sul piano giuridico-legale sia
su quello della equità sociale, si potranno ottenere risultati apprezzabili.
BUONE VACANZE
A
Assemblea
anno 44°, numero 113, giugno 2014
Assemblea ordinaria 2014
La relazione del Presidente Catenaccio
Mi è oltremodo gradito dare inizio a questo incontro porgendo a
tutti voi, che anche quest’anno
avete voluto partecipare numerosi
al nostro consueto raduno annuale, il mio più cordiale saluto e
quello dell’intero Consiglio Direttivo della nostra Associazione.
Prima di discutere gli argomenti
all’ordine del giorno, in particolare quelli relativi al Fondo Pensioni e al Fondo Sanitario, vorrei affrontare le problematiche connesse agli aspetti di carattere economico-finanziario riguardanti l’Associazione, riassunti nel prospetto
di bilancio allegato all’avviso di
convocazione dell’odierna assemblea. Sotto tale profilo il 2013 è
stato un anno piuttosto travagliato, perché sulle sue risultanze ha
profondamente inciso il mutamento dei criteri di incasso delle
quote associative, soprattutto riguardo a quelle che, fino al 31 di-
cembre 2012, il Fondo tratteneva
a coloro ai quali erogava l’intera
pensione. Nonostante che il suo
Consiglio Direttivo avesse assunto
una delibera che perpetuava la
trattenuta per chi riceve la pensione integrativa, il Fondo è stato costretto dall’Azienda a non darvi
corso con motivazioni prive di
qualsiasi plausibile giustificazione
e frutto soltanto dell’arrogante, sistematico comportamento riconducibile al consueto detto “voglio,
comando, posso”. Ciò, con buona
pace di qualsiasi tipo di legalità e
rispetto per le decisioni di un ente
autonomo come è il Fondo Pensioni, che non fa parte del Gruppo Intesa Sanpaolo, e con la più
evidente mortificazione delle decisioni del Consiglio e dei suoi
componenti.
Il pregiudizio sofferto dall’Associazione è reso evidente dalle risultanze del bilancio, che presen-
Ulderico Acerbi legge la relazione dei Revisori dei conti.
tano un disavanzo di oltre
33.000 Euro, dovuto al fatto
che, come riportato nell’ultimo
numero del nostro Giornale, circa 1.300 aderenti non avevano
ancora sottoscritto e reso il modello SEPA per l’addebito in
conto del contributo associativo,
al quale siamo stati costretti a ricorrere per tutti gli iscritti e non
solo per quelli che hanno percepito il cosiddetto “zainetto”.
Questo innegabile pregiudizio
non ha tuttavia scalfito la stabilità
dell’Associazione sotto il profilo
economico-finanziario; infatti, il
Fondo di riserva, che alla fine del
2012 era di Euro 368.352,33, pur
leggermente ridotto, al termine
dello scorso esercizio, a Euro
357.198,55, ci consente di affrontare il futuro con una certa tranquillità, fatto presente che risultano ancora a bilancio Euro 32.698
a Fondo spese legali, che speriamo
di destinare presto, almeno in parte, ad incrementare le riserve. Altrettanto equilibrate possono ritenersi le spese, anche se su di esse
incidono in maniera molto rilevante gli oneri derivanti dal canone di locazione della sede, che ha
ormai superato i 38.000 Euro in
ragione d’anno. Una parte contenuta delle risorse, comunque, dovrà essere impiegata per l’adeguamento degli strumenti, informatici e no, ormai obsoleti rispetto alle esigenze dei nostro uffici.
segue da pagina 1
tempo avevano proposto ricorso per
Cassazione contro la sentenza della
Corte d’Appello di Brescia che li
aveva visti soccombenti per la terza
volta sulla questione VAP, hanno,
unitamente agli eredi dei ricorrenti
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nel frattempo deceduti, rinunciato a
portare avanti il ricorso, anche per
le assai scarse probabilità di successo.
Ci sarebbe piaciuto dare per tempo
la lieta novella agli interessati, ma
il brevissimo intervallo fra i due
eventi (delibera del CdA del Fondo
e accredito della pensione) non ha
permesso una tempestiva comunicazione agli interessati, che, riteniamo, avranno comunque gradito la
sorpresa.
anno 44°, numero 113, giugno 2014
Funzione, stato e attività dell’Associazione
Prima di addentrarmi nell’analisi
dell’attività svolta nello scorso
esercizio, voglio anche quest’anno
richiamare brevemente la vostra
attenzione in ordine alla situazione generale del Paese. La condizione critica, se non drammatica, in
cui versano migliaia di famiglie a
causa della persistente disoccupazione che, soprattutto a livello giovanile, ha raggiunto livelli intollerabili, tocca direttamente anche i
pensionati – e gli anziani in genere – inevitabilmente coinvolti dalla diffusa precarietà. Al riguardo
sorge spontanea una domanda, alla quale non è possibile non dare
risposta: la classe politica, gli esponenti dell’area economica e finanziaria e, in definitiva, chi governa
a vario titolo le sorti del Paese,
hanno consapevolezza dell’effettiva condizione dell’anziano e, in
generale, delle fasce deboli della
popolazione? Qualche dubbio sovviene. Eppure va rammentato che
in Italia i pensionati sono oltre 16
milioni, quasi un quarto della popolazione, dei quali il 70% è costituito da uomini e donne con età
superiore a 65 anni. Ovviamente,
con l’avvento della riforma Fornero, il numero tenderà, nel lungo
periodo, ad aumentare per effetto
dello slittamento dell’età pensionabile, con evidente incremento,
mantenendo questo trend, anche
delle problematiche connesse.
Accanto a questo dato, esclusivamente di carattere demografico,
ne va considerato un altro di ben
diversa e di più concreta composizione: secondo il dato ISTAT riferito al 2011 e, quindi, tendenzialmente destinato ad aumentare,
stante la condizione generale che
si è costretti a vivere, oltre il 40%
dei pensionati over 65 percepisce
meno di 1.000 Euro al mese di
pensione, senza tralasciare di ricordare che la forbice fra ricchi e poveri va sempre più allargandosi, al
punto che si può dire ormai superata la classificazione in “classe
media” di una certa parte della popolazione, alla quale, in linea di
massima, per il momento ancora,
appartengono i pensionati della
galassia credito. In ogni caso, la
categoria dei pensionati – in particolare la nostra – sempre più raramente viene presa in considerazione, dato che l’attenzione è rivolta
alle problematiche di chi è ritirato
dal lavoro o di chi, come gli esodati, è ancora fra color che sono
sospesi, non percependo tuttora
né l’assegno di solidarietà, né la
pensione. Nemmeno si può dire
che i provvedimenti legislativi succedutisi in questo anno abbiano
tenuto nel debito conto la condizione in cui versa la maggioranza
dei pensionati: l’ennesimo blocco
della perequazione, divenuto ormai una costante a dispetto della
pronuncia della Corte Costituzionale che lo aveva ritenuto legittimo solo in quanto non continuativo, ne è la prova evidente.
D’altro canto, nessun aiuto è venuto dalla parte sindacale, che
pretende di avere il diritto di tute-
A
Assemblea
la anche nei nostri confronti, nel
presupposto, per taluni aspetti
corretto, che comunque i pensionati sono provvisti di una base
economica a differenza di chi, invece, ne è totalmente privo o rischia di esserlo per una disoccupazione incombente; sulla base di tale assunto mette in secondo piano
i problemi, pur talvolta gravi, della
nostra categoria.
Sotto questo profilo, per restare
nel nostro ambito particolare, il
disagio e la necessità di una tutela
autonoma sono resi evidenti anche
dal fatto che con sempre maggiore
frequenza si è costretti a instaurare
veri e propri contenziosi per vedersi riconoscere non già le aspettative ma i diritti stessi, troppo
spesso lesi da atteggiamenti e decisioni arroganti e dispotici, e tanto
più odiosi perché rivenienti dal
corrente pensiero che ci si può fare
forti con i deboli o presunti tali.
In un siffatto contesto, appare
sempre più importante la funzione
della nostra Associazione, il cui fine mai come oggi assume fondamentale importanza per supportare le esigenze degli iscritti o per
coglierle e individuarle in via preventiva, offrendo agli aderenti
quella assistenza e quei servizi che
molto spesso si traducono anche
Un momento dell’assemblea.
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A
Assemblea
in vantaggio economico. È chiaro,
peraltro, che possiamo contare solo sulle nostre forze, costituite, da
un lato, dalla capacità di essere
propositivi e, dall’altro, dal numero degli aderenti. Al riguardo, la
nostra Associazione soffre l’impossibilità di farsi conoscere e apprezzare dai nuovi ritirati dal lavoro
anche per il persistente ostracismo
impostoci dall’Azienda, che rifiuta
ogni tipo di collaborazione, compresa quella, nel rispetto della privacy, di chiedere a chi va in esodo
o in pensione, l’autorizzazione a
fornirci il nominativo, condizione
indispensabile per stabilire un contatto, informarli della nostra esistenza, dell’attività che svolgiamo e
dei servizi che offriamo.
Allo stato, dunque, gli iscritti che
hanno versato la quota associativa
ammontano a circa 3.500, con un
decremento di circa 1.300 soci rispetto al 2012, decremento dovuto principalmente, come accennato all’inizio, all’atteggiamento dell’Azienda che ha imposto al Fondo
Pensioni di non trattenere la quota
sulla pensione integrativa, nonostante la decisione assunta dal
Consiglio del Fondo medesimo.
Eppure, l’utilità dell’Associazione
è dimostrata dal fatto che, durante
lo scorso anno, 624 nostri iscritti
si sono avvalsi dei servizi di assistenza e consulenza offerti e prestati gratuitamente, con un costante incremento rispetto agli anni precedenti (494 nel 2011, 566
nel 2012). A questo proposito, il
Consiglio Direttivo, nell’intento
di estendere le consulenze anche a
chi per vari motivi non frequenta
la sede, ha allo studio la possibilità
di utilizzare a tal fine il sito, con la
formulazione on line di domande
a cui sarà data risposta.
Un capitolo a parte merita l’assistenza di carattere fiscale, in parti-
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anno 44°, numero 113, giugno 2014
colare per la compilazione del modello 730, consulenza della quale,
nel 2013, si sono avvalsi 192 nostri aderenti. A decorrere dal 2014
la nostra Associazione ha stipulato, con un CAF avente sede a Roma (Tutela Fiscale S.r.l.), una
convenzione in base alla quale i
nostri collaboratori del settore
(siamo giunti a sette, ma non bastano), agendo per conto del citato
CAF, ne assumono attività e compiti, predisponendo le denuncie,
ovvero ricevendo quelle pre-compilate e provvedendo alla diretta
trasmissione agli Uffici del summenzionato CAF. In altri termini,
agiscono come un vero e proprio
CAF. Nella convenzione è stata
prevista anche una delega per la
verifica e la compilazione dei modelli ISEE e per la raccolta dei documenti ai fini della riscossione
della pensione per i nuovi ritirati
dal lavoro, documenti da inoltrare
al Patronato curato dal citato ente
di Roma. Inoltre, anche quest’anno è operativa la convenzione con
l’MCL di Pavia per la compilazione del mod. 730 per i nostri iscritti di quella provincia, grazie, ancora una volta, alla fattiva collaborazione di chi guida con impegno e
profitto quel Gruppo, assai numeroso e partecipativo. Infine, voglio
esprimere un particolare elogio a
chi svolge l’attività d’ufficio che,
oltre all’amministrazione corrente,
comprende anche la cura delle esigenze dei soci derivanti dal ricorso
alle prestazioni fornite dal Fondo
Sanitario: in proposito, nel corso
del 2013 è stata data evasione a
1.486 domande di rimborso mediante verifica e spedizione della
documentazione, nonché a circa
300 domande di consulenza telefonica e di presenza.
Ai signori Manara e Tiritiello va il
nostro ringraziamento per la soler-
te e competente attività prestata, e
al Segretario, signor Passaglia, la
gratitudine per la costante sequela
dell’attività di Segreteria. Un particolare ringraziamento e un elogio vanno riservati al consigliere
Ermanno Cavagnera per la grande
disponibilità e competenza che offre per la redazione del giornale e
la cura del sito internet dell’Associazione e al socio Alberto Locatelli per tutti i suoi interventi di grafica. Non mi addentro oltre nelle
altre attività e negli altri servizi resi
dai nostri consulenti, attività e servizi resi possibili grazie alla permanente collaborazione dei volontari,
la cui professionalità e competenza
sono costantemente sperimentate
ed apprezzate. Ricordo infine che
nel mese di novembre 2013 si sono svolte assemblee, con lusinghiera partecipazione, nelle province di Bergamo, Brescia, Como,
Cremona, Lecco, Lodi, Novara,
Pavia, Sondrio, Varese e Verbania.
Ai referenti delle citate province e
al Vice Presidente, Rag. Ardore,
che li coordina, va il nostro ringraziamento per la collaborazione ricevuta nell’organizzare le riunioni,
collaborazione che ha consentito
di avere un contatto diretto con la
cosiddetta periferia, con l’impegno
di perpetuare tale lusinghiera esperienza. Concludo, richiamando alla vostra memoria due persone che
hanno contribuito grandemente
alla crescita della nostra Associazione e che ci hanno lasciato nel corso
del 2013: Agostino Colace e Everardo Schiavi, i quali, chi per un
verso, chi per un altro, hanno lavorato con noi perché si accrescesse e
consolidasse sempre più la coesione fra chi persegue ed apprezza i
medesimi obiettivi di solidarietà e
di condivisione di comuni ideali
nei quali essi hanno creduto.
Giovanni F. Catenaccio
anno 44°, numero 113, giugno 2014
F
Fondo Pensioni
Il Fondo Pensioni nel 2013
Per il secondo anno consecutivo il
favorevole andamento dei mercati
finanziari ha consentito di ottenere risultati globalmente molto soddisfacenti; l’ulteriore restringimento dello spread e il positivo trend
dei mercati azionari hanno assicurato, anche in costanza di una rigorosa politica prudenziale, una
redditività elevata dell’intero patrimonio nonostante la perdurante
forte crisi del settore immobiliare,
i cui risultati, nell’anno in esame,
appaiono inconsistenti.
Sul settore immobiliare è opportuno fare alcune osservazioni: le vendite delle unità poste sul mercato
procedono molto lentamente e aumenta costantemente il livello dello sfitto, che oltre a non generare
reddito è fonte di costi inevitabili
(imposte e tasse, spese generali e
condominiali, manutenzioni ecc.).
Negli ultimi dieci anni, inoltre, si
è accumulata una serie di unità
piccole e grandi invendute che,
con la crisi degli ultimi anni, raggiunge ormai una sommatoria
che può diventare preoccupante.
Quali Consiglieri eletti dai pensionati abbiamo ripetutamente portato all’attenzione del CdA la necessità di analizzare in modo approfondito tutte le eventualità che
possano consentire la dismissione
dell’invenduto endemico, modificando, se necessario, i criteri a suo
tempo fissati per la dismissione
degli immobili; criteri che sono
senz’altro risultati validi per il passato, ma che non sembrano più
realistici permanendo la crisi del
settore. Sino a oggi abbiamo ottenuto solo vaghe promesse, ma non
si è ancora fatto nulla.
In merito teniamo a rimarcare che
non si può certo basarsi solo sui risultati estremamente favorevoli del
comparto finanziario che non potranno essere sempre positivi. Ricordiamo come gli immobili rappresentino circa il 40% del patrimonio del Fondo. Il passato abbastanza recente evidenzia fondi previdenziali che, pur in possesso di
un patrimonio immobiliare capiente, sono finiti in default per
mancanza di reddito e quindi dei
mezzi indispensabili per erogare le
prestazioni previdenziali. Non
vorremmo diffondere pericolosi
allarmismi in quanto la situazione
complessivamente è ancora molto
solida, ma il problema deve essere
affrontato.
Anche per il 2013 un qualificato
collegio di attuari, avvalendosi
delle specifiche competenze del
personale del Fondo, ha redatto il
bilancio tecnico utilizzando i consueti parametri largamente prudenziali e mantenendo invariato al
Punto 5 dell’ordine del giorno – Fondo Sanitario Integrativo
Trattando questo argomento, il Presidente, a proposito del rinnovo delle cariche elettive presso il Fondo Sanitario Integrativo e con riferimento al fatto che alcuni pensionati si presentano sotto l’egida di sigle sindacali, ha rammentato che proprio tali sigle, in unione con l’azienda e nelle loro qualità di “fonti istitutive”, sono
artefici di norme che penalizzano pesantemente i pensionati, alcune rivenienti dalle recenti modifiche del regolamento, altre derivate da previsioni statutarie.
A tale proposito ha ricordato che:
- la modifica dell’art. 9 dello statuto ha comportato che i superstiti intenzionati a rimanere iscritti al Fondo
Sanitario, fermo restando che devono farne espressa richiesta, sono tenuti a versare il contributo non già sulla pensione che percepiscono, ma su quella che veniva liquidata al loro dante causa;
- a seguito dell’aumento del contributo a carico degli aggregati, chi intendesse revocare l’iscrizione solo per
loro non può farlo, perché l’art. 7, comma 2, dello statuto prevede che l’iscrizione dell’aggregato viene meno
solo ove receda anche l’iscritto diretto;
- sempre a termini di statuto, in caso di morte dell’iscritto nel corso del mese, il contributo è addebitato per
l’intero mese. Tuttavia, poiché, sempre per statuto, a far tempo dalla data di morte viene meno automaticamente l’iscrizione, le prestazioni successive di cui gli aggregati dovessero avvalersi nello stesso mese non vengono riconosciute.
Sono vessazioni che, considerata la fonte, devono indurre a votare i nostri candidati per cercare almeno di
far sentire la nostra voce. In caso contrario, chi si presenta sponsorizzato dal sindacato, a questo dovrà sempre e comunque rispondere, con i risultati che conosciamo.
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F
Fondo Pensioni
4% il tasso di rendimento. Il patrimonio necessario emerso risulta
di 710 milioni di Euro contro una
risultanza di bilancio di 770 milioni. Appare evidente come il risultato sia ampiamente capiente in
quanto anche dopo aver accantonato una percentuale pari al 5%
circa del patrimonio prevista da
un Decreto Ministeriale (4%) e
dello statuto (1%) residuano in
eccesso circa 20 milioni di Euro.
Vogliamo ora segnalare un evento
che riteniamo per noi positivo:
nelle retribuzioni integrative del
mese di maggio troveremo un accredito pari a circa il 2,70% delle
retribuzioni riferentesi all’anno
2012 derivante dall’applicazione
dell’art. 44 dello statuto, che prevede come gli eventuali avanzi
economici in eccesso a quanto stabilito dagli attuari maggiorato dalle ulteriori riserve prudenziali previste, possano essere utilizzati per
compensare la mancata corresponsione da parte dell’AGO di quanto stabilito dall’Istat per l’indicizzazione delle pensioni (tale percentuale per il 2012 è stata fissata
al 2,70%), mentre un ulteriore
avanzo dovrà essere girato alla Sezione II. Nel caso specifico, mentre la somma che sarà accreditata
ai pensionati è di circa 4,9 milioni
di Euro, quella passata alla Sezione
degli attivi ammonta a circa 9,8
milioni di Euro, il tutto dopo avere accantonato a riserve oltre 35
milioni di Euro. Per l’anno 2012,
in accordo con i vertici della nostra Associazione, abbiamo ritenuto opportuno chiedere l’applicazione di quanto consentito dallo
anno 44°, numero 113, giugno 2014
statuto perché, a seguito del blocco pressoché totale dell’indicizzazione delle pensioni deciso dal governo, la somma a noi destinata risultava di un certo rilievo.
La cosa veramente incredibile sulla
quale intendiamo informarvi è
che, per ottenere l’accredito del
parziale recupero dell’inflazione,
utilizzando circa il 10% di fondi
nostri eccedenti le riserve matematiche stabilite, abbiamo dovuto superare un’opposizione incredibile
da parte dei rappresentanti dell’Azienda. Sono state necessarie cinque riunioni del CdA, di cui una
sospesa a causa del venir meno del
numero legale dopo l’abbandono
della seduta da parte di tre consiglieri nominati da Intesa Sanpaolo
e una seconda annullata per la defezione programmata dei medesimi. Alla fine, anche perché il protrarsi della rottura avrebbe potuto
avere ricadute non auspicabili per
l’intero Fondo, abbiamo faticosamente raggiunto un accordo con
cui si è stabilito che l’erogazione
sarebbe avvenuta solo dopo aver
constatato che anche le risultanze
del bilancio 2013 avessero confermato il trend positivo dei risultati.
Ovviamente, per consentire l’applicazione dell’art. 44 abbiamo
dovuto interrompere il corso dell’annosa causa sul VAP che ci aveva visto già perdenti per tre volte e
che ristagnava in Cassazione più
che altro per motivi formali con
possibilità di vittoria praticamente
inesistenti. In merito a detta causa
teniamo a evidenziare come essa
sia comunque servita a non applicare l’art. 44 dello statuto per
molti anni (anni in cui l’AGO riconosceva quasi interamente l’indicizzazione stabilita), impedendo
così il trasferimento di somme ingenti alla Sezione II. Quanto sopra conferma come diventi sempre
più arrogante il comportamento di
coloro che sono stati inseriti dall’Azienda nel CdA del Fondo con
la mission di fare quello che vogliono con i nostri soldi.
Anche il bilancio 2013, come anticipato, presenta un consistente
avanzo; l’indicizzazione prevista
dall’Istat per detto anno (circa il
3%), in caso di applicazione dell’art. 44 così come è stato redatto,
comporterebbe l’erogazione al nostro ceto di circa 5 milioni di euro
e il contestuale trasferimento alla
Sezione degli attivi di circa 15 milioni di Euro. La cosa, a nostro avviso, è improponibile: ci riserviamo comunque di verificare se esistano soluzioni più equilibrate.
Teniamo comunque a rassicurare
che, nonostante il sempre maggior
peso esercitato da persone che con
il nostro Fondo nulla hanno a che
vedere, la situazione economico-finanziaria appare ancora tranquillizzante. Spiace constatare come la
componente dei Consiglieri del
Fondo eletta tra gli attivi sia, ormai da parecchi mesi, dilaniata da
dissapori interni che non paiono
placarsi e che non giovano certamente a tutti gli iscritti.
Ancora una volta, infine, vogliamo
ricordare la professionalità e la dedizione dei Cariplini superstiti che
operano nel Fondo Pensioni.
Giorgio Sacchi – Aurelio Pellegrini
Hanno collaborato a questo numero:
Giovanni F. Catenaccio, Ermanno Cavagnera, Giorgio Cavallari, Gianfranco Chiappa,
Aurelio Pellegrini, Giorgio Sacchi. Foto: E. Cavagnera (p. 1 – veduta di Praga),
Giovanni Mazzamuto (pp. 2 e 3), Giorgio Cavallari (p. 9), Gianfranco Chiappa (p. 11)
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anno 44°, numero 113, giugno 2014
G
Gita sociale
Gita sociale 2014
La Rocca di Soragna e Busseto
Fra i complessi monumentali del Parmense merita
una particolare citazione la poderosa Rocca di Soragna, edificata nel 1385 dai marchesi Bonifacio e
Antonio Lupi. Col passare del tempo il castello subì
diverse trasformazioni fino a diventare, nel Seicento, una sfarzosa residenza principesca. La rocca, che
custodisce numerose opere d‘arte e preziose testimonianze del passato, è sempre rimasta di proprietà
della famiglia Meli Lupi. Dopo l‘intervallo per il
pranzo, che avrà luogo nelle vicinanze del castello,
la comitiva si trasferirà a Busseto, per una visita guidata nei luoghi verdiani. La partenza è prevista verso le 18, per poter rientrare alla base di Milano attorno alle 20.30.
La gita avrà luogo sabato 4 ottobre 2014. La Segreteria dell’Associazione fornirà agli interessati
il programma dettagliato della giornata e i moduli di iscrizione a partire dal 24 giugno.
L’elegante facciata della Rocca di Soragna (per gentile concessione della Proprietà).
Alla ricerca del … collega perduto
Lo scorso mese di febbraio Facebook, il social network (servizio di
rete sociale) più conosciuto e diffuso nel mondo, ha compiuto dieci anni di vita. Il sito, fondato a
Harvard da Mark Zuckerberg e da
alcuni suoi compagni di università, era inizialmente riservato agli
studenti di quell’ateneo, ma in
breve tempo fu esteso dapprima
ad altri ambienti scolastici poi a
chiunque dichiarasse di avere più
di tredici anni. Il nome “Facebook” prendeva spunto da un
elenco con nome e foto degli studenti che alcune università degli
Stati Uniti distribuiscono all’inizio
dell’anno accademico per favorire
la socializzazione dei nuovi iscritti.
Questo servizio di rete sociale si è
ben presto diffuso nel mondo, soprattutto al di fuori del mondo
della scuola, anche se i principali
utilizzatori sono ovviamente i giovani. Comunque, anche molti nostri iscritti, più o meno “giovani”,
hanno un loro profilo su facebook
e lo aggiornano quotidianamente.
Qualche tempo fa il socio Giorgio
Cruciani ci ha sottoposto un’idea
per il nostro Giornale, che rimane
per la gran parte degli iscritti il solo strumento per avere notizie
(spesso, purtroppo, non le migliori) di colleghi e amici di cui si era
persa traccia dopo il loro pensionamento. La proposta consiste nel
dedicare uno spazio del nostro periodico in cui riportare i dati di
coloro che avrebbero piacere di ristabilire un contatto con i colleghi
con cui hanno lavorato. Gli interessati dovranno comunicare alla
redazione nome e recapito di posta elettronica oltre a sintetiche
informazioni (due o tre righe al
massimo) sui loro luoghi di lavoro
(filiali o servizi); se lo ritengono,
possono anche comunicare indirizzo e numero di telefono.
La proposta ci è parsa condivisibile
e quindi ogni numero del Giornale,
se vi saranno segnalazioni, ospiterà
un elenco di “ricercatori”. Ovviamente l’Associazione si limiterà
esclusivamente alla pubblicazione
del nome e dei dati dei richiedenti e
non si assume alcuna responsabilità
per questioni che, a qualsiasi titolo,
in relazione agli annunci, dovessero
sorgere fra le parti interessate.
Giorgio Cruciani - Milano,
indirizzo e-mail: [email protected],
cell. 335 5459368, in servizio
dal 1963 al 1996 presso Cassa
Centrale, Servizo Fidi, Amministrazione Immobili e Ag. Bonola.
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C
Cariplo
anno 44°, numero 113, giugno 2014
Il contributo della Fondazione Cariplo
Come i nostri associati hanno avuto modo di constatare, l’esercizio 2013 ha prodotto un disavanzo di
oltre 33.000 Euro, le cui cause sono evidenziate nella relazione tenuta dal Presidente nel corso della
riunione assembleare del 22 maggio scorso, qui integralmente riportata.
Ciò ha indotto l’avv. Catenaccio a rivolgersi al Presidente della Fondazione Cariplo, avv. Guzzetti, al
quale, facendo presenti le ragioni della contingenza venutasi a creare, ha chiesto se fosse possibile ottenere un contributo della Fondazione medesima che consentisse di superare, almeno in parte, tale contingenza, onde permettere di continuare senza disagio e con la necessaria tranquillità, in attesa di assumere le decisioni opportune per il superamento della situazione in questione, l’apprezzata attività della
nostra Associazione.
La richiesta ha avuto un esito positivo e, proprio recentemente, è pervenuta la comunicazione della disponibilità della Fondazione Cariplo ad erogare un contributo a titolo di patrocinio dell’importo di
Euro 5.000.
Consapevoli che il Regolamento per le erogazioni vigente in Fondazione Cariplo non permette interventi di maggior rilievo, formuliamo all’avv. Guzzetti i nostri più sentiti ringraziamenti per l’interessamento e alla Fondazione Cariplo per aver aderito alle nostre istanze.
Cariplo 1973 – 1992
Ricordiamo che sono disponibili, fino a esaurimento delle giacenze, alcune decine di copie di Cariplo
1973–1992. Venti anni di una grande istituzione bancaria, di cui abbiamo dato notizia nei due precedenti
numeri del Giornale. Il costo è di 15 Euro per chi ritira il volume presso la nostra Segreteria e di 17 Euro (2
Euro di concorso spese di spedizione) per chi desidera riceverlo a casa.
Gli interessati sono invitati a segnalare il proprio nome per telefono o via mail e saranno successivamente
contattati per concordare le modalità di consegna. Segnaliamo comunque che il libro è stato pubblicato dalla casa editrice Morcelliana di Brescia e pertanto è reperibile presso tutte le librerie.
MERCATINO IMMOBILIARE
L’Associazione non assume alcuna responsabilità per le questioni che a qualsiasi titolo, in relazione agli annunci, dovessero sorgere fra le parti interessate.
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Vendesi in nucleo storico antico particolare porzione casa terra-tetto, 220 mq su tre piani + cortile interno
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M
Montagna
anno 44°, numero 113, giugno 2014
La Montagna chiama!
Quest'anno festeggiamo oltre un
terzo di secolo per frequenza estiva
a La Thuile in Valle d'Aosta. La
Thuile è dominata, sopra La Joux,
dal ghiacciaio del Rutor (3.500
metri la vetta): se ne vede solo la
metà, quella accostata alla piramide rocciosa del Grand Assaly, ma
in effetti è molto più vasto e, si dice, per superficie totale, il più esteso della valle.
Quella è montagna con la M
maiuscola. Quante escursioni a
rifugi in alta quota, quando le ginocchia erano buone. Adesso, logorate dal tempo, ci limitano
nelle scarpinate. Ma vorrei ora
tornare a un caro ricordo di parecchi anni fa. Erano gli anni che
con noi trascorreva un po' di vacanze Alessandro, un nostro nipote, allora tredicenne. Sentivamo lodare la bellezza di una
ascensione alla vetta e così contattammo una guida alpina, Gino Jacquemod, che conoscevamo
anche per le sue numerose salite
al Monte Bianco (all'attivo aveva
anche un paio di 8.000).
Pronti … via (avevamo già nelle
gambe due settimane di sentieri
impervi, e dire impervi è riduttivo): il pomeriggio precedente il
giorno del Rutor, Alex ed io alle
15 ci incamminammo per il rifugio Defeis (2.500 metri) dove arrivammo, tranquilli, dopo circa 2
ore. Alle ore 18 arrivò anche Gino
e insieme cenammo prima di coricarci per qualche ora di sonno. Ricordo che nella piccola camera del
rifugio con letti a castello da una
piccola finestra entrava la luce di
una luna piena che più piena non
si poteva. Il ghiacciaio ne era illuminato e Alex (il sonno non ci
prendeva forse anche per l'emo-
zione) mi disse: " … zio, ma noi
dobbiamo salire là in alto?".
Alzataccia alle 5, biscotti, miele,
caffelatte e poi fuori, con Gino
che ci precedeva sul sentiero. Le
marmotte a quell'ora dormivano
ancora nelle loro tane; ci accompagnarono con i loro acuti fischi
un’ora più tardi, quando noi non
eravamo ancora arrivati alla prima
neve. Il cammino procedeva abbastanza spedito, anche se un po' di
affanno nel respiro incominciava a
farsi sentire a causa della quota
sempre più alta. Ecco la neve: siamo sul ghiacciaio! Gino ci tranquillizza dicendo che non sono
necessari i ramponi: se lo dice lui.
Comunque, per maggior sicurezza, scioglie una grossa matassa di
corda d'arrampicata e ci lega come
salami. 4-5 metri di distanza tra
ciascuno di noi tre. Come appoggi, le piccozze ci danno maggior
sicurezza e in un tratto abbastanza
ripido Gino agevola la salita con
una scalinatura (la neve era compatta, dura e scivolosa). Fra le creste rocciose della corona che chiu-
de il bacino glaciale filtravano i
primi raggi di sole.
Dopo circa due ore ininterrotte di
cammino, Gino ci impone non
solo una breve pausa ma anche
una bevuta di alcuni sorsi di un
intruglio dolciastro dalla sua borraccia "Camp" che portava i segni
di un lungo uso su alte vette.
Chissà quali poteri miracolosi in
quella bevanda. Altre due ore ed
eccoci in vetta: una vigorosa stretta di mano complimentandoci a
vicenda e poi una breve preghiera
al cospetto di una piccola statua
della Madonna che, rivolta verso
Aosta (la si intravede lontana, là in
fondo), accoglie, protettrice, chi è
salito così in alto. "Zio, è stato veramente emozionante, quello che
ho visto oggi lo ricorderò per tutta
la vita", queste sono state le parole
di Alex, la sera, tornati a valle, ma
anche il sottoscritto ricorda con
un po' di nostalgia i momenti meravigliosi vissuti allora: la Montagna chiama!
Giorgio Cavallari
La Madonnina in vetta.
9
M
Milano
anno 44°, numero 113, giugno 2014
Personaggi e palazzi della
Milano risorgimentale
Spesso le nostre città vengono aggettivate in modo tale da focalizzarne la caratteristica storica più
significativa: si veda in proposito
“Brescia - la Leonessa” o “Bologna
- la Dotta”. Ora la distinzione fra
"Milano capitale economico-finanziaria" e "Milano capitale bancaria", suggerita da Arturo Colombo in un suo pezzo pubblicato
tempo addietro dal Corriere della
Sera, mi ha richiamato alla mente
un percorso che stavo intraprendendo per valutare quale fosse –
per Milano - l'importanza dell'ambiente della "Contrada" quando si affrancò l'idea di "Italia", ossia negli anni del nostro Risorgimento. Nel suo articolo Arturo
Colombo dice di aver puntato
l'attenzione sulla parte centrale
della nostra Milano e cioè sulle
vie che si irradiavano, pur rimanendo nei suoi dintorni, da piazza della Scala, e nelle quali sono
sorti i palazzi che ospitano o
hanno ospitato le sedi di grandi
banche, così da far veramente
pensare alla "capitale bancaria"
dell'Italia contemporanea.
Ovviamente il mio percorso negli
stessi luoghi ha un altro fine: sarà
vero che in questi luoghi sorgevano palazzi e luoghi di incontro
delle migliori menti letterarie, politiche e artistiche che portarono
all'affermarsi dell'idea di una Nazione Italia? Detto questo, non va
taciuto che, per quanto concerne
la connotazione di "Milano risorgimentale" o di "Milano patriottica", questa potrebbe essere localizzata negli stessi spazi toponomastici che Colombo evidenzia quali
indicatori della "Milano capitale
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bancaria". In questa ideale “passeggiata” la prima strada a richiamare il mio interesse è stata proprio la tranquilla via Monte di
Pietà – già Contrada dei tre Monasteri - e non solo perché qui sorge la nostra Ca' de Sass, ma perché
in essa pare possa trovarsi il sito
politicamente più vivo dell'indipendenza dal dominio austriaco.
Trova conforto in questa scelta il
fatto che in via Monte di Pietà, al
civico numero 1, vissero Andrea e
Clara Maffei, nella cui magione
prese forma (nel 1834) il celeberrimo "Salotto della contessa Maffei", cioè " ... il luogo dove le persone amano trovarsi per conversare piacevolmente" (Raffaello Barbiera, Il salotto della Contessa Maffei e la società milanese) e dibattere
su argomenti legati all'attualità
culturale, artistica e politica e che
per cinquant'anni fu il punto di
ritrovo di letterati, musicisti e artisti italiani e stranieri (Grossi e
D'Azeglio nonché Hayez, Verdi,
Balzac, Liszt, Cattaneo, Manara,
Cernuschi, Rossini). Fino al 1848
esso fu prevalentemente un salotto
letterario e artistico, ma è a partire
dal 1850, nella nuova sede di palazzo Olivazzi, in via Bigli 21, che
assunse invece connotazioni più
politiche e fu vivo focolaio dell'indipendenza italiana. In questo
luogo si vissero i momenti più fertili del Risorgimento milanese, di
cui Carlo Tenca fu per qualche
anno il vero animatore. Qualche
voce pettegola diceva che egli fosse
anche legato sentimentalmente alla contessa Maffei, ma di questo
non v'è prova alcuna. Fu lo stesso
Carlo Tenca, nel 1850, a dare alla
luce un altro foglio - “Il Crepuscolo. Rivista di scienze lettere arti e
commercio” – che si rivolgeva alle
classi più elevate con apparenze
letterarie, ma che svolgeva propaganda politica a favore dell’unità
d’Italia. Sempre in via Monte di
Pietà una vivace cultura patriottica
La contessa Clara Maffei.
risorgimentale animò altre due case di nobili milanesi: il palazzo del
conte Porro-Lambertenghi (ove fu
arrestato Silvio Pellico che era il
precettore dei suoi figli) e quello
del conte Federico Confalonieri:
“... Fra i nobili, c'è pure un Federico / Confalonieri, e i Porro, e i
Verri e i Bossi / che nel tedesco
vedono il nemico / e, da sogni di
gloria ancor sommossi, / van congiurando contro il dispotismo /
con il fervore del romanticismo ...
(Alberto Cavaliere, La storia di
Milano in sesta rima). E fu proprio
in queste dimore che videro la luce periodici liberali come "Il Conciliatore", fondato dal Porro-Lambertenghi e dal Confalonieri come
anno 44°, numero 113, giugno 2014
rivista letteraria ma che ebbe un
grande spessore politico (il primo
numero uscì il 3 settembre 1818,
l’ultimo il 17 ottobre 1819 per
l'intervento delle autorità austriache ) e al quale collaborarono, oltre a Silvio Pellico, che s'incaricò
della preparazione dei singoli numeri, personaggi quali Romagnosi, Ressi e Berchet, che lo resero
punto di riferimento per gli oppositori dell'egemonia austriaca.
Altri luoghi simbolici del Risorgimento sono le vie Montenapoleone e Bigli. Nella prima, a palazzo
Gavazzi, visse dal 1840 al 1848
Carlo Cattaneo, la vera guida e
mente politica delle Cinque Giornate oltre che fondatore de "Il Politecnico", foglio che acquisì rinomanza europea pari a quella de "Il
Caffè" di Pietro Verri. In palazzo
Vidiserti, invece, trovarono rifugio
i capi degli insorti; l’edificio ha un
altro ingresso in via Bigli (al
n°10), quasi di fronte al quale si
trova palazzo Taverna, dove nel
marzo del 1848 si insediò il Comitato Centrale dell’insurrezione,
che dette poi vita al Governo
Provvisorio. Usciamo da questa
M
Milano
via girando a
sinistra in via
Manzoni (già
contrada del
Giardino)
per tornare
verso piazza
della Scala,
dove Andrea
Maffei "...
dopo l'ufficio
La lapide sulla facciata di palazzo Taverna in via Bigli.
... accorreva
fra gli amici nei Caffè dove gli ele- zione privata di un gentiluomo e
gantoni, vestiti alla moda inglese o mecenate del secondo Ottocento e
francese, questionavano sulle nuo- oggi uno dei luoghi più prestigiosi
ve opere, sui balli, sulle cantanti e della cultura artistica milanese.
sulle ballerine delle quali volevano Poco più avanti, una stretta stradiconoscere ogni umano avveni- na sulla sinistra, via Morone, ci
mento, una visita misteriosa, il re- porta in piazzetta Belgioioso, dove
capito di una lettera con tanto di abitava Alessandro Manzoni (negli
corona, gli amori e gli starnuti " anni Trenta del Novecento la sua
(R. Barbiera, cit.). L’autore si rife- casa è stata donata dalla Cassa di
risce probabilmente al Caffè Mar- Risparmio delle Provincie Lomtini, all'angolo fra via Manzoni e barde al Comune di Milano perpiazza della Scala dove oggi sorge ché la trasformasse in un Centro
la sede della ex Banca Commercia- di studi manzoniani). Dal fondo
della piazzetta, verso corso Vittole Italiana.
In questo tragitto al numero 12 di rio Emanuele, si vede via San Paovia Manzoni incontriamo palazzo lo dove ha sede, a palazzo Spinola,
Pallavicini Porta che ospita il mu- la Società del Giardino, luogo di
seo Poldi Pezzoli, nato come colle- ritrovo e di feste della nobiltà liberale e dell'alta borghesia cittadina,
frequentata da non pochi esponenti del Risorgimento. Concludiamo questa passeggiata fra ricordi patriottici, letterari e artistici al
n. 10 di via Manzoni, dove è ubicato palazzo Anguissola, che ospita una sezione delle “Gallerie d’Italia”, illustre esempio di quel mecenatismo che da sempre caratterizza lo spirito culturale della nostra Milano e di quell'afflato - forse dimenticato nel tempo recente
– che deve rappresentare la linfa
vitale del nostro essere italiani veri
come i nostri eroi risorgimentali.
Gianfranco Chiappa
In fondo a sinistra la casa di Alessandro Manzoni.
[email protected]
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S
Segreteria
anno 44°, numero 113, giugno 2014
Notizie
NOTIZIE IN BREVE DALL’ASSOCIAZIONE
LA SEGRETERIA INFORMA
Nel mese di agosto gli uffici dell’Associazione Pensionati rimarranno chiusi dall’11 al 18 compresi.
I recapiti telefonici sono 02-866.497 e 02-877.253. Fax diretto: 02-86.99.36.24
CONSULENZE
• Rag. Giorgio ARDORE
- Coordinamento Consulta Provinciale
- Problemi di carattere assicurativo
• Rag. Piero BACCHETTA
- Assistenza investimenti finanziari e gestione risparmio
• Avv. Giovanni BARONI
- Problemi di carattere legale
• Rag. Giovanni BASSANO
- Problemi di carattere condominiale
• Sig. Roberto BORIOLI
- Assistenza nel campo dei mutui
(preferibilmente via e-mail: [email protected])
• Rag. Franco CAJA
- Assistenza in campo previdenziale
• Sig. Enzo CAPOLONGO
- Problemi di carattere fiscale
• Avv. Giovanni CATENACCIO - Problemi di carattere legale
• Dr Benito COVOLAN
- Assistenza investimenti finanziari e gestione risparmio
• Avv. Ferdinando DE PAOLA - Problemi di carattere legale
• Sig.ra Alida DE PIERI
- Dichiarazioni di successione
• Sig.ra Ornella GIULINI NERI - Dichiarazioni di successione e problemi di carattere fiscale
• Dr Giovanni MAZZAMUTO - Assistenza investimenti finanziari e gestione risparmio
• Geom. Enrico MONETA
- Problemi di carattere catastale e urbanistico,
dichiarazioni di successione, problemi di carattere fiscale
• Dr Aurelio PELLEGRINI
- Assistenza investimenti finanziari e gestione risparmio
• Sig. Roberto RAZZABONI
- Assistenza in campo previdenziale
• Sig. Luigi SERAFINI
- Problemi di carattere assistenziale (assistenza agli anziani,
case di riposo, iniziative di solidarietà)
In linea di massima le consulenze saranno sospese da metà luglio a metà settembre. Si ricorda
che il servizio viene prestato a titolo gratuito ed esclusivamente previo appuntamento da richiedere tramite la Segreteria dell’Associazione ai numeri telefonici 02-866.497 – 02-877.253 oppure all’indirizzo e-mail: [email protected]
visitate il nostro sito Web
per la nostra posta elettronica
www.pensionaticariplo.it e-mail: [email protected]
Direttore Responsabile: Giovanni F. Catenaccio - Redattore: Ermanno Cavagnera
Testata: Alberto Locatelli
Grafica e impaginazione: Roberto Colombo - Stampa: Galli Printing - Milano
Direzione, Redazione e Amministrazione: Via Torino, 51 - Milano
Registrazione: Tribunale di Milano n.127 del 18 Aprile 1975
(licenziato alle stampe il 11/06/2014 - tiratura 3.800 copie)
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