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ALL.N.E_REV.01 - Comune di Casalnuovo Monterotaro

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Firmato digitalmente da DI PIERNO NICOLA
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NICOLA,
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givenName=NICOLA, sn=DI PIERNO,
dnQualifier=0369777, title=INGEGNERE
Data: 2014.06.24 09:27:04 +02'00'
Raggruppamento Temporaneo di Professionisti
Studio tecnico
Ing. Nicola DI PIERNO
via G. Mazzini,160
71036 LUCERA (FG)
Studio tecnico
Ing. Emanuele ZICCARDI
via Scarano,69
71036 LUCERA (FG)
Studio tecnico
Arch. Andrea ZICCARDI
via Canosa,6
71036 LUCERA (FG)
Studio tecnico
Dott. Agr. Giovanni Grasso
via A. C. Carelli, 28/A
71100 Foggia (FG)
SOMMARIO
RELAZIONE PAESAGGISTICA...................................................................................................................................2
1.
PREMESSA................................................................................................................................................. 2
2.
DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO ......................................................................................................... 3
3.
CRITERI PER LA REDAZIONE DELLA RELAZIONE PAESAGGISTICA................................................. 3
4.
ANALISI CRITICITÀ E RISCHIO PAESAGGISTICO STATO ATTUALE................................................... 4
4.1
CRITERI ADOTTATI PER L’ANALISI DELLO STATO ATTUALE........................................................ 4
5.
INDICAZIONE E ANALISI DEI LIVELLI DI TUTELA.................................................................................. 6
5.1
PERICOLOSITÀ DELLA ZONA PIANO STRAORDINARIO DEGLI INTERVENTI URGENTI PER IL
CONTENIMENTO DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO ...................................................................................... 6
5.2
PIANO URBANISTICO TERRITORIALE TEMATICO............................................................................ 6
5.3
CARTOGRAFIE P.U.T.T./P ED INDICAZIONE DEGLI AMBITI ............................................................ 7
5.4
Piani Urbanistici Comunali - PRG....................................................................................................... 9
5.5
COERENZA DEL PROGETTO CON I VINCOLI DETERMINATI DAL P.U.T.T./P ................................ 9
5.6
SITI D’IMPORTANZA COMUNITARIA (SIC) E ZONE DI PROTEZIONE SPECIALE (ZPS) .............. 10
5.7
COERENZA DEL PROGETTO CON I VINCOLI RELATIVI ALLE AREE SIC E ZPS ......................... 11
5.8
PPTR Piano Territoriale Paesaggistico Regionale........................................................................... 11
6.
PREVISIONI DEGLI EFFETTI SULL’AMBIENTE .................................................................................... 13
7.
OPERE DI MITIGAZIONE - INSERIMENTO E COMPATIBILITÀ............................................................ 13
8.
MISURE DI COMPENSAZIONE AMBIENTALE....................................................................................... 13
9.
AMMINISTRAZIONI COINVOLTE NEL PROCEDIMENTO ..................................................................... 13
Relazione Paesaggistica
1
RELAZIONE PAESAGGISTICA
(D.P.C.M. 12/12/2005 di cui al D.lgs 22/01/2004 n. 42)
1. PREMESSA
La relazione paesaggistica costituisce per l'amministrazione competente la base di
riferimento essenziale per le valutazioni previste dall'art. 146, comma 5 del predetto Codice,
con riferimento alle peculiarità dei valori paesaggistici da tutelare. Le regioni possono
integrare i contenuti della relazione paesaggistica e, previo accordo con la direzione regionale
del Ministero territorialmente competente, possono introdurre semplificazioni ai criteri di
redazione e ai contenuti della relazione paesaggistica per le diverse tipologie di intervento.
Il Decreto del Presidente dei Ministri del 12/12/2005 definisce le finalità, i criteri di
redazione ed i contenuti della relazione paesaggistica che correda, congiuntamente al
progetto dell'intervento che si propone di realizzare ed alla relazione di progetto, l'istanza di
autorizzazione paesaggistica, ai sensi degli articolo 159,comma 1 e 146, comma 2, del
decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio”.
I contenuti della relazione paesaggistica qui definiti costituiscono per l'Amministrazione
competente la base di riferimento essenziale per la verifica della compatibilità paesaggistica
degli interventi, pertanto essa include tutti gli elementi necessari alla verifica della
compatibilità paesaggistica dell'intervento, con riferimento ai contenuti alle indicazioni del
piano paesaggistico ovvero del piano urbanistico-territoriale con specifica considerazione dei
valori paesaggistici.
Il progetto definitivo è stato redatto sulla base delle impostazioni tecniche della
progettazione preliminare riguardante gli interventi da eseguire nell'ambito della Procedura
negoziale per l’attuazione delle azioni previste dal Piano di Gestione dei SIC/ZPS del fiume
Fortore e per la conservazione e valorizzazione dell’area, nell'ambito del P.O. FESR Puglia
2007/2013, linea 4.4, azione 4.4.3.
Il Piano di Gestione dei SIC/ZPS del fiume Fortore è stato approvato con DGR n.
1084/2010. I comuni interessati dell'area del Fortore hanno sottoscritto un protocollo d'intesa
per l'attuazione degli interventi individuando il comune di Casalnuovo Monterotaro come
comune capofila e stazione appaltante.
Il sottoscritto R.T.P. ha redatto il seguente studio paesaggistico secondo le linee
indicate nel D.P.C.M. 12/12/2005 di cui al D.lgs 22/01/2004 n. 42 e il PPtR Regione Puglia
adottato con DGR n° 1435 del 02/08/2013.
L'intervento è localizzato nell'area perifluviale in sponda destra idrografica del fiume
Fortore in località "Ponte Fortore" - "Taverna del Ponte" in agro del comune di San Paolo di
Civitate.
Relazione Paesaggistica
2
2. DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO
L'intervento prevede la realizzazione di due sentieri contornati dalle essenze tipiche del
bosco in esame, uno che attraversa il bosco e l’altro che dalla chiesetta, porta al fiume
“Fortore”. I sentieri, di lunghezza complessiva circa 1000 m, si articolano lungo le curve di
livello e seguono il naturale degradare del terreno. Il ripristino dei sentieri li renderà meglio
praticabili con un adeguato fondo battuto e stabilizzato. Lungo i lati dei sentieri, saranno
installate idonee staccionate in legno di castagno, per rendere più agevole il transito
pedonale. Tutti gli elementi introdotti, sono armonicamente legati all’ambiente attraverso la
continuità dell’uso dei materiali (essenzialmente pietre e legno).
Il percorso sarà caratterizzato da un tracciato generico usato per la mobilità lenta,
assimilabile ad una mulattiera (percorso formatosi per effetto del passaggio esclusivo o
prevalente di pedoni e animali di soma, avente larghezza tale da permettere il passaggio di
una fila di animali da soma a pieno carico in uno solo dei due sensi di marcia (larghezza
inferiore ai 2,5 m.) e una pendenza non superiore al 25%) con fondo naturale.
Il percorso avrà caratteristiche tali da poter essere percorribile senza particolari
difficoltà, per un breve tratto sarà garantita la fruibilità a persone disabili o non autosufficienti.
Saranno previsti spazi per la sosta legati alle caratteristiche del sito.
Per dare maggiore stabilità ai percorsi e per evitare eccessivo carico d’acqua, il fondo
sarà integrato realizzando, ove necessario, uno strato di fondazione di 5-10 cm (sabbia
ghiaiosa e pietrisco).
Lungo il tracciato sarà installata idonea segnaletica, nel rispetto di quanto previsto dal
RR 23/2007 (Regolamento per l’attuazione della Rete Escursionistica Pugliese) e delle “Linee
guida per la realizzazione dei sentieri della rete escursionistica pugliese” per la corretta
fruibilità del percorso ed integrazione nella sentieristica regionale.
3. CRITERI PER LA REDAZIONE DELLA RELAZIONE PAESAGGISTICA
La presente relazione mediante opportuna documentazione, deve dar conto sia dello
stato dei luoghi (contesto paesaggistico e area di intervento) prima dell'esecuzione delle
opere previste, sia delle caratteristiche progettuali dell'intervento, nonché rappresentare nel
modo più chiaro ed esaustivo possibile lo stato dei luoghi dopo l'intervento.
A tal fine, ai sensi dell'art. 146, commi 4 e 5 del Codice la documentazione contenuta
nella domanda di autorizzazione paesaggistica indica:
−
lo stato attuale del bene paesaggistico interessato, stato attuale e descrizione
dell’intervento;
−
gli elementi di valore paesaggistico in esso presenti, nonché le eventuali presenze
di beni culturali tutelati dalla parte II del Codice;
Relazione Paesaggistica
3
−
gli eventuali impatti sul paesaggio delle trasformazioni proposte;
−
gli elementi di mitigazione e compensazione necessari;
Deve contenere anche tutti gli elementi utili all'Amministrazione competente per
effettuare la verifica di conformità dell'intervento alle prescrizioni contenute nei piani
paesaggistici urbanistici e territoriali ed accertare:
−
la compatibilità rispetto ai valori paesaggistici riconosciuti dal vincolo;
−
la congruità con i criteri di gestione dell'immobile o dell'area;
−
la coerenza con gli obiettivi di qualità paesaggistica.
4.
ANALISI CRITICITÀ E RISCHIO PAESAGGISTICO STATO ATTUALE
4.1 CRITERI ADOTTATI PER L’ANALISI DELLO STATO ATTUALE
Per l’analisi delle criticità e qualità dello stato attuale si è provveduto all’individuazione di
due tipi di parametri di lettura:
4.1.1
−
Parametri di qualità e criticità paesaggistica, quali:
diversità: riconoscimento di caratteri/elementi peculiari e distintivi, naturali e
antropici, storici, culturali, simbolici, ecc.;
−
integrità: permanenza dei caratteri distintivi di sistemi naturali e di sistemi
antropici storici (relazioni funzionali, visive, spaziali, simboliche, ecc. tra gli
elementi costitutivi);
−
qualità visiva: presenza di particolari qualità sceniche, panoramiche, ecc.,
−
rarità: presenza di elementi caratteristici, esistenti in numero ridotto e/o
concentrati in alcuni siti o aree particolari;
−
degrado: perdita, deturpazione di risorse naturali e di caratteri culturali, storici,
visivi, morfologici, testimoniali;
4.1.2
−
Parametri del rischio paesaggistico, antropico e ambientale, quali:
sensibilità: capacità dei luoghi di accogliere i cambiamenti, entro certi limiti,
senza effetti di alterazione o diminuzione dei caratteri connotativi o degrado della
qualità complessiva;
−
vulnerabilità/fragilità: condizione di facile alterazione o distruzione dei caratteri
connotativi;
Relazione Paesaggistica
4
−
capacità di assorbimento visuale: attitudine ad assorbire visivamente le
modificazioni, senza diminuzione sostanziale della qualità;
−
stabilità: capacità di mantenimento dell'efficienza funzionale dei sistemi ecologici
o situazioni di assetti antropici consolidate
−
instabilità: situazioni di instabilità delle componenti fisiche e biologiche o degli
assetti antropici.
4.2 ANALISI STATO ATTUALE
Il presente progetto proseguendo con i criteri delle scelte progettuali precedenti ha
come obiettivo principale la realizzazione di un sentiero escursionistico in area perifluviale di
categoria T (turistica) con partenza dal Tratturo Regio, e itinerario che toccherà la chiesetta
restaurata (dalla quale sarà possibile vedere la Taverna del Ponte), attraverserà un'area con
vegetazione naturale per ritornare al punto di partenza seguendo la sponda destra idrografica
del fiume Fortore.
Il progetto ricade in zone SIC, ma non sono presenti o vengono interessati beni culturali
tutelati dalla parte III del Codice dei Beni Culturali e de Paesaggio.
Dunque si può desumere che per quanto riguarda i parametri di lettura di qualità e criticità
paesaggistica non vi è la presenza di elementi di particolare qualità scenica e panoramica ne
tanto meno di elementi caratteristici perciò la realizzazione dell’intervento non può provocare
nessun tipo di degrado o deturpazione di risorse naturali e di carattere storicotestimoniale.
Invece, in merito ai parametri di lettura del rischio paesaggistico, antropico e ambientale,
anche in previsione del tipo di opere da realizzarsi non si prevedono alterazioni sostanziali o
diminuzione/distruzione dei caratteri connotativi del paesaggio e la capacità di assorbimento
visuale sarà totale trattandosi di opere di rimboschimento e tutela delle piante gia presenti;
inoltre per tale motivo la stabilità, intesa come capacità di mantenimento dell’efficacia
funzionale dei sistemi ecologici e delle situazioni di assetti antropici sarà ottimale.
L'intervento individua come punto di partenza del percorso escursionistico proposto
l'area del tratturo regio nei pressi della Taverna di Civitate; la scelta non è casuale ma
scaturisce dalla considerazione della strategicità del sito anche in termini di collegamenti con
le altre reti di mobilità in quanto tangente all'area suddetta vi è la viabilità carrabile locale
costituita dalla SP142 (ex SS 16 Adriatica) che consente di raggiungere il sito agevolmente.
Attualmente nell'area oltre ad essere presente una porzione della carrareccia
appartenente al Tratturo Regio "L'Aquila-Foggia" sono presenti vestigia di piste realizzate in
passato per attività agricole, per interventi di sistemazione idraulica del fiume Fortore e per
raggiungere dalla SP la chiesetta e la Taverna del Ponte. Tale situazione necessita di azioni
Relazione Paesaggistica
5
per realizzare la funzionalità del sentiero ed ottimizzare le potenzialità escursionistiche anche
in considerazione dell'elevato valore dell'area, non solo dal punto di vista naturalistico
(presenza di habitat e specie di rilevanza inserite negli allegati delle direttive CE Habitat e
Uccelli), ma anche dal punto di vista storico e culturale per la compresenza di elementi di
rilevanza architettonica (Taverna del Ponte) e culturale (Tratturo Regio).
5. INDICAZIONE E ANALISI DEI LIVELLI DI TUTELA
5.1 PERICOLOSITÀ DELLA ZONA PIANO STRAORDINARIO DEGLI INTERVENTI
URGENTI PER IL CONTENIMENTO DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO
La zona di intervento rientra nella zona rientra nel bacino fiumi Trigno, Biferno e Minori,
Saccione e Fortore.
La zona di intervento rientra nell'area del piano stralcio di bacino per l’assetto
idrogeologico di cui alla legge 183/89 per i Fiumi Trigno, Biferno e Minori, Saccione e Fortore
adottato con deliberazione n.102 del 29/09/2006 da parte del Comitato Istituzionale
dell’Autorità di Bacino Interregionale si può far riferimento alla perimetrazione del rischio
idrogeologico ed alla pericolosità in esso contenuti.L’intervento proposto, in questo caso,
ricade in una piccolissima zona perimetrata a Media pericolosità da inondazione MP ed area a
rischio R1
Come previsto dall’ art. 6 delle NTA del PAI, il presente progetto verrà sottoposto al
parere vincolante dell’Autorità di Bacino fiumi Trigno, Biferno e Minori, Saccione e Fortore.
Pertanto la compatibilità verrà verificata per il tramite del predetto parere vincolante.
5.2 PIANO URBANISTICO TERRITORIALE TEMATICO
Il Piano Urbanistico Territoriale Tematico “Paesaggio” (PUTT/P), in adempimento di
quanto disposto dall’art.149 del D.vo n. 490 del 29/10/99 e dalla legge regionale n.56 del
31/05/80, disciplina i processi di trasformazione fisica e l’uso del territorio, allo scopo di
tutelare l’identità storica e culturale, rendere compatibili la qualità del paesaggio, delle sue
componenti strutturali e promuovere la salvaguardia e valorizzazione delle risorse naturali.
Il Piano viene attuato mediante:
autorizzazione paesaggistica (art. 5.1)
parere paesaggistico (art. 5.3)
attestazione di compatibilità paesaggistica (art. 5.4)
L’intervento proposto, per quanto individuabile sulle cartografie a disposizione del
Comune di San Paolo di Civitate, ricade nel PUTT/P (TAV. O-Vincoli P.U.T.T. - P.A.I. - Aree
Relazione Paesaggistica
6
Protette) di cui alla Provincia di Foggia nelle aree definite come ambiti territoriali estesi e
distinti come di seguito elencati e descritti.
Le aree e gli immobili compresi negli Ambiti Territoriali Estesi di valore eccezionale,
rilevante, distinguibile e relativo, sono sottoposti a tutela diretta dal Piano. Per questi valgono i
seguenti obiettivi di tutela:
non possono essere oggetto di lavori comportanti modificazioni del loro stato
fisico o del loro aspetto esteriore senza che per tali lavori sia stata rilasciata
l'autorizzazione paesaggistica di cui all'art. 5.01;
non possono essere oggetto di trasformazione (intervento) per effetto di
pianificazione in assenza del parere paesaggistico di cui all'art. 5.03;
non possono essere oggetto di interventi di rilevante trasformazione, così
come definiti nell'art. 4.01, senza che per gli stessi sia stata rilasciata la
attestazione di compatibilità paesaggistica di cui all'art. 5.04.
5.3 CARTOGRAFIE P.U.T.T./P ED INDICAZIONE DEGLI AMBITI
Nelle cartografie in allegate in coda alla presente relazione sono indicati sono indicati i
vincoli determinati dal P.U.T.T. /p e la localizzazione degli interventi da attuarsi rispetto ad
essi.
In tali elaborati si evidenziano le seguenti caratterizzazioni e vincoli:
1)
Ambiti territoriali estesi – di valore paesaggistico –
1.
valore rilevante ("B"), laddove sussistano condizioni di compresenza di più beni
costitutivi con o senza prescrizioni vincolistiche preesistenti;
Pertanto l’intervento dovrà dotarsi di autorizzazione paesaggistica con i contenuti di cui
al punto 5.01 di cui al PUTT.
Indirizzi di tutela
Gli indirizzi di tutele per le aree cartograficamente delimitate con cui interferisce
l’intervento sono
2.
per il valore rilevante “B” conservazionee valorizzazione dell’assetto attuale,
recupero delle situazioni compromesse attraverso eliminazione dei detrattori e/o mitigazione
degli effetti negativi; massima cautela nella trasformazione del territorio;
2) Ambiti territoriali distinti interferenti con estesi
1) Geomorfologiche-idrogeologiche
- 2)Botanico Vegetazionale
- 3)Stratificazione
storica dell'organizzazione insediativa
Ambiti territoriali distinti – Indirizzi e tutela
Relazione Paesaggistica
7
Ambito Distinto _ Corsi D'Acqua _ Nel seguito si riportano degli stralci dei “Regimi di tutela” e
le “Prescrizioni di base” riportate nelle Norme Tecniche di Attuazione (N.T.A.) del P.U.T.T./p
funzionali alla valutazione della fattibilità delle opere di progetto:Ai fini della tutela dei corsi
d'acqua e della applicazione delle prescrizioni di base, il Piano -per le aree esterne ai "territori
edificati", così come definiti nel punto 5 dell'art.1.03- individua due differenti regimi di
salvaguardia individuati per due distinte aree:
a. "Area di Pertinenza",comprensiva: nel caso dei fiumi e dei torrenti,dell'alveo e delle sponde
o degli argini fino al piede esterno; nel caso delle gravine e delle lame, dell'alveo (ancorchè
asciutto), e delle scarpate/versanti fino al ciglio più elevato; essa viene indicata, con le
articolazioni delle aste appartenenti alle varie classi,in sede di formazione dei
Sottopiani e degli strumenti urbanistici generali; in loro assenza si assume la indicazione di
Piano riportata sulla cartografia dello strumento urbanistico generale;
b. "Area Annessa", a ciascuno dei due perimetri dell'area di pertinenza, dimensionata per
ciascuna asta appartenente alle varie classi, in modo non necessariamente simmetrico in
rapporto alla stessa classe di appartenenza ed alle caratteristiche geografiche e
geomorfologiche del sito; essa viene perimetrata in sede di formazione dei Sottopiani e degli
strumenti urbanistici generali; in loro assenza, l'area annessa si ritiene formata, per ciascuno
dei due perimetri,da una fascia della profondità (costante per tutta la lunghezza del tratto di
ciascuna "classe" del corso d'acqua),riportata sulla cartografia dello strumento urbanistico,
pari a:
-classe 1.1: metri 75 ; classe 1.2: metri 100;
-classe 2.1: metri 125 ; classe 2.2: metri 150.
PRESCRIZIONI DI BASE
Nell'"Area di pertinenza", si applicano gli indirizzi di tutela di cui al punto 1.1 dell'art.2.02 e le
direttive di tutela di cui al punto 2.1 dell'art.3.05; a loro integrazione, si applicano le seguenti
prescrizioni di base di cui all’art. 3.08, comma 3.08.4, punto 4.1:
b. sono autorizzabili piani e/o progetti e interventi che, sulla base di specificazioni di dettaglio
che evidenzino particolare considerazione dell'assetto paesistico-ambientale dei luoghi,
comportino le sole trasformazioni:
- 3. infrastrutture a rete non completamente interrate e quelle di attraversamento aereo in
trasversale, se le caratteristiche geologiche del sito escludano opere nel subalveo e purchè la
posizione, nonchè la disposizione planimetrica del tracciato, non contrastino con la morfologia
dei luoghi e con l'andamento del profilo trasversale.
Ambito Distinto _ Aree protette_ Nel seguito si riportano degli stralci dei “Regimi di tutela” e le
“Prescrizioni di base” riportate nelle Norme Tecniche di Attuazione (N.T.A.) del P.U.T.T./P
funzionali alla valutazione della fattibilità delle opere di progetto:Ai fini della tutela delle aree
Relazione Paesaggistica
8
Protette e della applicazione delle prescrizioni di base, il Piano -per le aree esterne ai "territori
costruiti", così come definiti nel punto 5 dell'art.1.03- individua un reggime di tutela ai sensi
dell'art. 2.02 punto 1.3 e direttive di cui al punto 3.3 art. 3.05 ed in particolare : salvaguardia
e valorizzazione dell'assetto Attuale se qualificato, trasfrmazionedell'assetto attuale se
compromesso ed ripristino ed ulteriore qualifica; trasformazione dell'assetto attuale se
compatibile
con
la
qualificazione
paesaggistica.
Per gli indirizzi di tutela tutti gli interventi di trasformazione fisicadel territorio e/o insediativi
vanno resi compatibili con la conservazione degli elementi caratterizzanti il sistema
botanico/vegetazionale e la conservazione del suolo. Ad integrazione di tali indirizzi di tutela
non sono autorizzabili progetti ed interventi comportanti turbamento della fauna selvatica e
modificazioni significative per l'ambiente ad eccezione del recupero di situazioi degradate;
movimenti terra che alterino sostanzialmente e/o stabilmente la morfologia del territorio ad
eccezione per le opere di difesa idrogeologica e relativi interventi di mitigazione degli impatti
ambientali da queste introdotti; discariche rifiuti
1.
"Ambiti territoriali distinti"
- Beni Architettonici extra Urbani -
( Segnalazioni
Architettoniche - Tratturi ) - Ai sensi del punto 3 dell'art. 3.15 delle NTA Putt si individuano
due differenti reggimi di salvaguardia Area di Pertinenza ed Area Annessa. Nell'area di
Pertinenza si applicano gli indirizzi e le prescrizioni base di cui cui al punto 4,1 dell'art. 3,15.
Nell'area Annessa si applicano gli indirizzi e le prescrizioni base di cui cui al punto 4,2 dell'art.
3,15
5.4 Piani Urbanistici Comunali - PRG
Il comune di San Paolo di Civitate è dotato di PRG. La destinazione dell’area su cui si
interviene è:
-
Verde Agricolo
Per quanto riportato nelle norme di attuazione del Piano Regolatore Generale e nel Piano
urbanistico territoriale, si rileva che l’intervento in oggetto è compatibile con gli strumenti di
pianificazione territoriale in quanto le opere previste in progetto non alterano sostanzialmente
lo stato attuale dei luoghi.
5.5 COERENZA DEL PROGETTO CON I VINCOLI DETERMINATI DAL P.U.T.T./P
In riferimento a quanto sopra detto, va premesso che l’opera in oggetto
Ai sensi dell’art. 5.02 - “Interventi esentati dall’Autorizzazione Paesaggistica“ delle
N.T.A. del P.U.T.T., non va richiesta l’Autorizzazione Paesaggistica nel caso di:
Relazione Paesaggistica
9
1.03- per gli interventi selvicolturali di: a) tagli di utilizzazione con riserve di matricine dei
boschi cedui; b) tagli di avviamento dei boschi cedui al governo di alto fusto; c) tagli di
utilizzazione saltuari, da dirado nonchè quelli periodici (tagli intercalari) dei boschi di alto fusto;
d) tagli colturali fitosanitari, di espurgo, di ripulitura, di sfollamento e dalle piante danneggiate
dal fuoco, nonchè tutte le altre attività selvicolturali previste e autorizzate dalle leggi e
regolamenti forestali vigenti; e) difesa antincendio, comprese le piste tagliafuoco; f) difesa
forestale e quelli connessi di regimazione superficiale dell'acqua;
Inoltre, in riferimento a quanto sopra detto, va premesso che le opere sono altresì
compatibili in quanto:
ai sensi dell'art. 2.02 punto 1.2 ed in base alle direttive di cui al punto 3 art. 3.05 tra gli
interventi consentiti vi sono quelli legati alla realizzazione di sentiero natura con protezione e
conservazione di ogni ambiente di particolare interesse biologico-vegetazionale
ai sensi dell'art. 2.02 punto 1.2 ed in base alle direttive di cui al punto 3 art. 3.05 tra gli
interventi consentiti vi sono quelli legati alla realizzazione di sentiero natura con protezione e
conservazione di ogni ambiente di particolare interesse biologico-vegetazionale
ai sensi dell'art. 2.02 punto 1.2 ed in base alle direttive di cui al punto 4 art. 3.05 nonchè ai
sensi dell'art. 3.16 punto 3 (tutela beni architettonici extraurbani) l'intervento essendo mirato
alla realizzazione di un sentiero natura non interferisce e quindi garantisce la tutela dei beni
storico-culturali con salvaguardia/ripristino del contesto in cui sono inseriti
5.6 SITI D’IMPORTANZA COMUNITARIA (SIC) E ZONE DI PROTEZIONE
SPECIALE (ZPS)
La Direttiva 79/409/CEE, detta “Direttiva Uccelli Selvatici” e volta alla conservazione
degli uccelli selvatici, fissa che gli Stati membri, compatibilmente con le loro esigenze
economiche, mantengano in un adeguato livello di conservazione le popolazioni delle specie
ornitiche. L’art. 4, in particolare, disciplina la designazione di Zone di Protezione Speciale
(ZPS) da parte degli Stati Membri, ovvero dei territori più idonei, in numero e in superficie, alla
conservazione delle suddette specie.
L'acronimo I.B.A. - Important Birds Areas - identifica i luoghi strategicamente importanti
per la conservazione delle oltre 9.000 specie di uccelli ed è attribuito da BirdLife International,
l'associazione internazionale che riunisce oltre 100 associazioni ambientaliste e protezioniste.
Nate dalla necessità di individuare le aree da proteggere attraverso la Direttiva Uccelli
n.409/79, che già prevedeva l'individuazione delle suddettei "Zone di Protezione Speciali per
la Fauna", le aree I.B.A rivestono oggi grande importanza per lo sviluppo e la tutela delle
popolazioni di uccelli che vi risiedono stanzialmente o stagionalmente.
Relazione Paesaggistica
10
Complementare alla “Direttiva Uccelli Selvatici” è la Direttiva 92/43/CEE, cosiddetta
“Direttiva Habitat” relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora
e della fauna. Tale direttiva, adottata nello stesso anno del vertice di Rio de Janeiro
sull'ambiente e lo sviluppo, rappresenta il principale atto legislativo comunitario a favore della
conservazione della biodiversità sul territorio europeo.
La direttiva, infatti, disciplina le procedure per la realizzazione del progetto di rete Natura
2000, i cui aspetti innovativi sono la definizione e la realizzazione di strategie comuni per la
tutela dei Siti costituenti la rete (ossia i pSIC e le ZPS). Inoltre agli articoli 6 e 7 stabilisce che
qualsiasi piano o progetto, che possa avere incidenze sui Siti Natura 2000, sia sottoposto ad
opportuna Valutazione delle possibili Incidenze rispetto agli obiettivi di conservazione del sito.
Lo stato italiano ha recepito la “Direttiva Habitat” con il D.P.R. n. 357 del 08.09.1997. In
seguito a tale atto le Regioni hanno designato le Zone di Protezione Speciale e hanno
proposto come Siti di Importanza Comunitaria i siti individuati nel loro territorio sulla scorta
degli Allegati A e B dello stesso D.P.R..
La Rete Natura 2000 in Puglia è costituita dai proposti Siti di Importanza Comunitaria
(pSIC) e dalle Zone di Protezione Speciale (ZPS), individuati dalla Regione con D.G.R. del 23
luglio 1996, n. 3310. Successivamente con la D.G.R. del 8 agosto 2002, n. 1157 la Regione
Puglia ha preso atto della revisione tecnica delle delimitazioni, dei pSIC e ZPS designate,
eseguita sulla base di supporti cartografici e numerici più aggiornati.
I siti interessati sono :
SIC IT9110002- Valle Fortore, Lago di Occhitto
5.7 COERENZA DEL PROGETTO CON I VINCOLI RELATIVI ALLE AREE SIC E
ZPS
Come evidenziato negli stralci planimetrici annessi (ALLEGATO 7) l’area oggetto
d’intervento interessa la zona SIC IT9110002- Valle Fortore, Lago di Occhito e pertanto ai
sensi del PUTT si applicano i regimi di tutela minimi innanzi già citati; si specifica solo che
l'intervento riguardante la realizzazione di un sentiero escursionistico in area perifluviale che
attraverserà una zona con vegetazione naturale non interferirà sulle componenti faunistiche.
5.8 PPTR Piano Territoriale Paesaggistico Regionale
Con delibera n. 1435 del 2 agosto 2013, pubblicata sul BURP n. 108 del 06.08.2013, la
Giunta Regionale ha adottato il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale della Puglia. Come
riportato nel PPTR le aree di intervento ricadono nell’ambito dei Monti Dauni (ambito 2) , che
sono rappresentati prevalentemente dalla dominante geomorfologica costituita dalla catena
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montuosa che racchiude la piana del Tavoliere e dalla dominante ambientale costituita dalle
estese superfici boscate che ne ricoprono i rilievi.
La catena montuosa degrada nelle colline dell’Alto Tavoliere senza bruschi dislivelli,
quindi la delimitazione dell’ambito è stata considerata con una fascia altimetrica intorno ai 400
m slm lungo la quale è rilevabile un significativo aumento delle pendenze. Questa fascia
rappresenta la linea di demarcazione tra i Monti Dauni e l’ambito limitrofo del Tavoliere sia da
un punto di vista litologico (tra le argille dell’Alto Tavoliere e le Formazioni appenniniche), sia
di uso del suolo (tra il seminativo prevalente della piana e il mosaico bosco/pascolo
appenninico). A nord la delimitazione si spinge a quote più basse per comprendere la valle del
Fortore che presenta caratteristiche tipicamente appenniniche. Il perimetro che delimita
l’ambito segue, pertanto, a Nord, la linea di costa, ad Ovest, il confine regionale, a Sud la
viabilità interpoderale lungo l’Ofanto e, ad Est, la viabilità secondaria che si sviluppa lungo il
versante appenninico all’altezza di 400 m slm
All’interno dell’ambito 2 - Monti Dauni le aree di intervento ricadono nella
sottocategoria 2.2 La Media Valle del Fortore e la diga di Occhito
Dalla verifica di inserimento su cartografia delle aree interessate dall’intervento (Vedi
allegati 1-2-3-4-5-6) si rileva che le opere in progetto insistono in un’area sottoposta ai
seguenti vincoli:
1. Componenti Geomorfologiche
Versanti
Geositi
2. Componenti Idrogeologiche
Territori contermini ai Laghi
Acque Pubbliche
Reticolo idrografico Idrografico di connessione della RER
Vincolo Idreogiologico
3. Componenti Botanico-Vegetazionali
Boschi
Aree Rispetto Boschi
Formazioni Arbustive in evoluzione naturale
4. Componenti delle aree protette e dei siti naturalistiche
SIC
Le norme di attuazione del PPTR prevedono, per ogni vincolo individuato, delle opere
ammissibili ed altre non ammissibili. Vista la natura delle lavorazioni da effettuare quali la
realizzazione di un sentiero escursionistico in area perifluviale, tutte le opere risultano
Relazione Paesaggistica
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compatibili ed effettuabili con la sola prescrizione che i terreni oggetto di intervento
rimangano permeabili.
6.
PREVISIONI DEGLI EFFETTI SULL’AMBIENTE
Gli effetti che l’intervento proposto potrebbe provocare sull’ambiente, possono
ritenersi, anche in considerazione della soluzione prescelta, assolutamente irrilevanti.
7.
OPERE DI MITIGAZIONE - INSERIMENTO E COMPATIBILITÀ
In base a quanto descritto innanzi ed in base alle indicazioni fornite nella parte
iniziale della presente relazione le opere proposte non producono fenomeni tali da
pregiudicare il paesaggio.
L’intervento non necessita di particolare studio ambientale non essendo incluso in
alcuno degli elenchi di cui alla L.R. 11/01, se non la verifica di assoggettabilità ai sensi
dell’art. 16 della citata legge Regionale in quanto interessa una zona SIC.
In conclusione, l’effetto risultante dell’azione d’intervento sarà quello di valorizzare
tutta la zona consentendo una migliore fruizione dei valori ambientali.
8.
MISURE DI COMPENSAZIONE AMBIENTALE
Per la natura e la consistenza delle opere di per se non servono misure di
compensazione ambientale, in quanto le stesse sono già opere di per se migliorative. In
ogni caso, al fine di mitigare l’effetto delle opere provvisorie per realizzare l’intervento e le
piste di accesso al cantiere (se tale mitigazione si rendesse necessaria per sopravvenute
prescrizioni), si provvederà a prevedere nelle successive fasi progettuali.
Per quanto riguarda la salvaguardia della componente ambientale vegetazionale, si
può affermare che da una analisi in loco, i percorsi studiati per raggiungere l’area in
oggetto, sono quelli minimi ottenibili senza abbattimento di essenze arboree o alberi.
Dal punto di vista dell’ecosistema, si può affermare che questo è caratterizzato da
comunità tipiche delle colline preappenniche con fauna e flora, che risultano abbastanza
diffuse sul territorio nord Pugliese.
9.
AMMINISTRAZIONI COINVOLTE NEL PROCEDIMENTO
Le Amministrazioni coinvolte nel Procedimento sono pertanto:
-
Amministrazione Comunale di San Paolo di Civitate;
-
Amministrazione Provinciale di Foggia Settore Assetto del Territorio (Autorizzazione
Paesaggistica);
-
Amministrazione Regionale Puglia – Ufficio Coordinamento strutture tecniche
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provinciali Bari/Foggia (Ufficio periferico di Foggia Ex Genio Civile);
-
Amministrazione Regionale Puglia Area Politiche per lo Sviluppo Rurale Servizio
Foreste Sezione Provinciale di Foggia;
-
Autorità di Bacino Interregionale dei fiumi Trigno, Biferno e Minori, Saccione e
Fortore;
-
Consorzio per la Bonifica della Capitanata - Foggia.
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