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332. Liturgia del 2 febbraio italiano

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di matrimonio, poi era rimasta vedova e ora aveva
ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio e
rendeva culto a Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.
Sopraggiunta in quel momento, rendeva anche lei grazie a Dio
e parlava del bambino a tutti quelli che aspettavano la
redenzione di Israele. Quando ebbero compiuto tutto secondo
la Legge del Signore, ritornarono in Galilea, alla loro città di
Nazaret.
Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la
grazia di Dio era sopra di lui.
LA PAROLA DEL SIGNORE
Patriarcato Ecumenico- Sacra Arcidiocesi Ortodossa di Italia e Malta
Vicariato arcivescovile della Campania
Chiesa dei SS. Pietro e Paolo- Napoli
2 febbraio- Incontro del Signore, Dio e Salvatore
Nostro Gesù Cristo
nel Mattutino
Vangelo (Lc 2, 25-32)
In quel tempo, c’era in Gerusalemme un uomo chiamato
Simeone; quest’uomo era giusto e pio e aspettava la
consolazione di Israele. Lo Spirito santo era su di lui e gli
aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte prima
d’avere visto il Cristo Signore. Mosso dallo Spirito venne nel
tempio e mentre i genitori facevano entrare il bambino Gesù
per compiere a suo riguardo quanto ordinava la Legge, egli lo
prese tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: “Ora lascia, o
Sovrano, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola;
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, che hai
preparato davanti a tutti i popoli, luce di rivelazione per le
genti e gloria del tuo popolo Israele”.
nella Liturgia
Apostolo (Eb 7, 7- 17᾿)
L'anima mia magnifica il Signore e ha esultato il mio spirito in Dio mio
salvatore.
Perché ha chinato lo sguardo sulla piccolezza della sua serva. (Lc 1, 4648)
Fratelli, senza dubbio l’inferiore viene benedetto dal superiore.
Qui riscuotono le decime uomini mortali, là invece colui di cui
si attesta che vive. Anzi, per così dire, anche Levi –che pur
riscuote le decime- ha versato la sua decima in Abramo,
perché egli si trovava ancora nei lombi del suo antenato
quando gli venne incontro Melchisedek. Se dunque la
perfezione fosse stata possibile per mezzo del sacerdozio
levitico –sotto di esso infatti il popolo ha ricevuto la Leggeche bisogno c’era che sorgesse un altro sacerdote secondo l’ordine
di Melchisedek, e non fosse detto, invece, secondo l’ordine di
Aronne? Infatti, se viene cambiato il sacerdozio,
necessariamente avviene anche un cambiamento della legge.
Colui del quale si dicono queste cose, ha fatto parte di un’altra
tribù, della quale nessuno mai fu addetto all’altare. È noto
infatti che il Signore nostro è germogliato da Giuda, e di tale
tribù Mosè non disse nulla riguardo al sacerdozio. Ciò risulta
ancora più evidente dal momento che sorge un altro sacerdote
a somiglianza di Melchisedek, costituito tale non secondo la
legge di un ordine carnale, ma per una forza di vita
indistruttibile. Gli è stata resa infatti questa testimonianza: Tu
sei sacerdote per l’eternità, secondo l’ordine di Melchisedek (Salmo 109).
Ora, o Sovrano, congedi il tuo servo, secondo la tua parola, in pace,
perché i miei occhi hanno visto il tuo Salvatore,
Luce di rivelazione per le genti e gloria del tuo popolo Israele. (Lc 2,
29-30. 32)
Vangelo (Lc 2, 22- 40)
In quel tempo, i genitori portarono il bambino Gesù a
Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella
Legge di Mosè: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore, e per
offrire in sacrificio, come prescrive la Legge del Signore, una
coppia di tortore o di giovani colombi. Ed ecco, c’era in
Gerusalemme un uomo di nome Simeone; quest’uomo era
giusto e pio e aspettava la consolazione di Israele. Lo Spirito
santo era su di lui e gli aveva preannunziato che non avrebbe
visto la morte prima d’avere visto il Cristo del Signore. Mosso
dunque dallo Spirito si recò al tempio, e mentre i genitori vi
portavano il bambino Gesù per compiere a suo riguardo
quanto ordinava la Legge, egli lo prese tra le braccia e
benedisse Dio, dicendo: “Ora lascia, o Sovrano, che il tuo
servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi
hanno visto la tua salvezza, che hai preparato davanti a tutti i
popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo
Israele”. Suo padre e sua madre rimasero meravigliati di
quanto era stato detto di lui. Simeone li benedisse e disse a
Maria, sua madre: “Ecco, egli è posto per la rovina e la
risurrezione di molti in Israele, e come segno di
contraddizione, affinché i pensieri di molti cuori siano svelati.
E anche a te una spada trafiggerà l’anima”. C’era anche una
profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era
molto avanti negli anni, aveva vissuto con il marito sette anni
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