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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA
NUCLEO DI VALUTAZIONE
Relazione tecnico-illustrativa sulla nuova istituzione
dei Corsi di Studio
per l’a.a. 2014/15
ai sensi dell’art.9 c.2 del D.M. 270/2004 e dell’art.8 c.4 del D.Lgs. 19/2012
Riunione Nucleo di Valutazione
20/01/2014
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA - NUCLEO DI VALUTAZIONE
Il Nucleo di Valutazione dell’Università degli Studi di Verona è così composto:
Prof. Emilio Bartezzaghi: Ordinario di Gestione Aziendale - Politecnico di Milano e
Vicepresidente della Fondazione Politecnico di Milano
Dott.ssa Rita Carisano: Direttore Confindustria Verona
Prof. Stefano Vitale: Ordinario di Fisica Sperimentale – Università di Trento
Prof. Roberto Segala: Ordinario di Informatica – Università di Verona
Dott. Giuseppe Tacconi – Ricercatore di Didattica e pedagogia speciale – Università di Verona
Sig. Omar Abd El Rahman: Studente
Per la sua attività, il Nucleo di Valutazione si avvale della collaborazione dell’Unità Operativa “Valutazione e qualità” con sede
presso via dell’Artigliere, 8 - 37129 Verona, tel. 045 802 8007/8063/8072 e fax. 045 8028630, nelle persone di:
− Dott.ssa Laura Mion
− Dott.ssa Annalisa Rebonato
− Sig.ra Ginetta Magno
L’Ufficio e fa parte dell’Area Contabilità Finanza e Sistemi di Controllo coordinata dal Dott. Stefano Fedeli, all’interno della Direzione
Finanza e Controllo il cui Dirigente è il Dott. Giuseppe Nifosì.
La Relazione è consultabile sul sito web www.univr.it/main?ent=verbali&id=419
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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA - NUCLEO DI VALUTAZIONE
Sommario
I.
Premessa metodologica ............................................................................................................................ 4
II. Analisi dei Corsi di Studio di nuova attivazione per l’a.a. 2014/15 ............................................................... 6
IIa. Indicatore I SEF di Ateneo........................................................................................................................ 6
IIb. Requisiti di docenza dell’offerta formativa a.a. 13/14 ............................................................................ 7
IIc. Analisi della proposta di attivazione del CdLM in “Organizzazione e governance della protezione
civile” ............................................................................................................................................................. 9
IId. Analisi della proposta di attivazione del CdLM in “Arte, musica e spettacolo” ...................................... 9
III. Corsi di Studio già attivi a cui l’Ateneo di Verona aderisce per la prima volta............................................. 9
IIIa. Analisi della proposta di adesione al CdLM in “Quaternario, preistoria e archeologia” ........................ 9
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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA - NUCLEO DI VALUTAZIONE
I. Premessa metodologica
Con l’introduzione del nuovo sistema integrato di valutazione predisposto dall’ANVUR, che si fonda
sulle fasi di Autovalutazione, Valutazione periodica e Accreditamento (AVA) ex DM 47/2013, i concetti di
“istituzione” e di “attivazione” dell’offerta formativa ex art.9 del DM 270/2004 assumono un nuovo
significato.
Con l’accreditamento iniziale e periodico dei Corsi di Studio, infatti, l’ANVUR prevede la verifica del
possesso dei requisiti necessari per il funzionamento dei singoli Corsi di Studio (di trasparenza, di un
numero adeguato di docenti, di limiti alla parcellizzazione della didattica, strutturali, di assicurazione della
qualità e di sostenibilità economico-finanziaria), nonché dei requisiti per il funzionamento delle singole sedi
(di trasparenza, di sostenibilità della didattica e di assicurazione della qualità).
La verifica della soddisfazione di tutti i predetti requisiti viene attribuita all’ANVUR (art.2 c.3 del DM
47/2013) e non più al Nucleo di Valutazione, come, invece, veniva previsto dal DM 17/2010 e dal
precedente DM 544/2007.
Inoltre, giova ricordare che in base alle disposizioni ministeriali vigenti i CdS che risultano istituiti, ma
non attivati, sono da ritenersi estinti (art. 9 c.1 lett. c) del DM 47/2003).
La verifica che spetta al Nucleo di Valutazione, nella fase di nuova istituzione di un CdS, viene
disciplinata dall’art.9 c.2 del D.M. 270/04 e dall’art. 8 c.4 del D.Lgs. 19/2012.
Il primo sancisce, infatti, che:
«Con apposite deliberazioni le università attivano i corsi di studio nel rispetto dei requisiti strutturali,
organizzativi e di qualificazione dei docenti dei corsi determinati con decreto del Ministro nell'osservanza
degli obiettivi e dei criteri della programmazione del sistema universitario, previa relazione favorevole del
Nucleo di valutazione dell'università.»
Il D.Lgs. 19/2012, inoltre, in termini di procedure di accreditamento di nuovi CdS, da ritenersi
concomitanti e coerenti con la procedura di istituzione dei corsi prevista dal DM 270/04, stabilisce, all’art. 8
c.4 che:
«Ai fini dell'accreditamento, il nucleo di valutazione interna dell'università verifica se l'istituendo
corso è in linea con gli indicatori di accreditamento iniziale definiti dall'ANVUR e, solo in caso di esito
positivo di tale verifica, redige una relazione tecnico-illustrativa, che l'università è tenuta a inserire, in
formato elettronico, nel sistema informativo e statistico del Ministero. »
Le finalità e i contenuti della verifica, vera e propria, del Nucleo di Valutazione in sede di nuova
istituzione non trovano, però, un preciso riferimento normativo, ma possono essere ricondotti ad una
prima verifica dei requisiti di accreditamento iniziale attualmente monitorabili.
In particolare, l’allegato A del DM 47/2013 e le modificazioni apportate allo stesso dal DM
1059/2013, prevede i seguenti requisiti di accreditamento dei Corsi di Studio:
a) Trasparenza: il requisito prevede la compilazione di una serie di informazioni da inserire nella
scheda SUA-CdS secondo la tempistica prevista annualmente dal MIUR; in particolare, per l’a.a.
2014/15 la NM 8/01/2014 prevede la compilazione delle sezioni della SUA dei CdS di nuova
istituzione entro il 5 febbraio (prima tranche) ed entro il 5 marzo (seconda tranche). In base a
tale tempistica, quindi, la verifica di tale requisito non è attualmente praticabile.
b) Requisiti di Docenza: in base alle diverse durate (triennali, magistrali e cicli unici) e tipologie di
corsi di studio (di nuova attivazione, già accreditati, telematici e professionalizzanti) è previsto un
numero minimo di Docenti di riferimento del CdS. Si intende, cioè, Docenti di ruolo – salvo
alcune eccezioni – che effettivamente svolgono didattica in tale CdS. A tale numero minimo di
Docenti vengono aggiunte ulteriori accezioni “qualificanti” che stabiliscono un minimo di
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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA - NUCLEO DI VALUTAZIONE
professori (ordinari e associati) e un limite minimo e massimo rispettivamente a docenti di
riferimento appartenenti a SSD di base e caratterizzanti e a docenti appartenenti a SSD affini.
Tale requisito può essere verificato tramite una dichiarazione preventiva delle strutture
didattiche rispetto ai docenti che saranno impegnati in tali nuovi progetti di CdS. Tale analisi
deve, però, essere accompagnata da un’analisi a livello di Ateneo dell’intera sostenibilità
dell’offerta formativa.
c) Limiti alla parcellizzazione delle attività didattiche e alla diversificazione dei corsi di studio: tale
requisito prevede che gli insegnamenti nelle attività di base e caratterizzanti, ovvero ciascun
modulo coordinato, non possono essere inferiori a 6 CFU o 5 CFU, previa delibera dell’organo
competente a livello di Ateneo. Gli insegnamenti nelle attività affini e integrativi possono
prevedere un numero di CFU inferiore a 6 ovvero 5 previa delibera motivata delle strutture
didattiche competenti.
Inoltre, nel caso di più CdS offerti nella medesima classe si prevede che debbano condividere le
stesse attività di base e caratterizzanti comuni per un minimo di 60 CFU. Allo stesso modo, le
relative attività formative devono differenziarsi per almeno 40 CFU (se CdL) ovvero 30 CFU (se
CdLM).
Tale requisito può essere attualmente verificato tramite l’analisi dei piani didattici presentati dai
nuovi CdS.
d) Risorse strutturali: le strutture messe a disposizione dei singoli Corsi di Studio (aule, laboratori,
ecc.) devono essere esplicitate nel momento in cui si presenta il CdS nella scheda SUA. L’effettiva
disponibilità di tali requisiti strutturali e la loro funzionalità verranno puntualmente verificate
durante le visite in loco svolte dalle Commissioni di Esperti per la Valutazione (CEV) dell’ANVUR.
Pertanto, tale requisito è attualmente verificabile solamente tramite la dichiarazione dei soggetti
proponenti il nuovo CdS, ma la relativa adeguatezza potrà essere verificata solamente a
posteriori.
e) Requisiti per l’Assicurazione di Qualità (AQ): riguardano la presenza documentata delle attività
di AQ per il CdS, l’attivazione delle rilevazione dell’opinione degli studenti, dei laureandi e dei
laureati, la compilazione della SUA-CdS e la redazione del rapporto di riesame.
Le attività richieste dal CdS, per tale requisito, vengono svolte a seguito dell’attivazione e
dell’inizio delle attività del CdS, pertanto attualmente non sono verificabili.
f) Sostenibilità economico-finanziaria (I SEF): l’attivazione di nuovi corsi di studio si basa sul
rispetto del seguente indicatore di ateneo determinato in base ai limiti di spesa di personale e
alle spese per indebitamento di cui al D.Lgs. 49/2012, calcolato sulla base dei dati risultanti al
31/12 dell’anno precedente a quello di attivazione del corso:
A
I SEF =
B
A = 0,82 x (FFO + Fondo programmazione triennale + Contribuzione netta studenti – Fitti passivi)
B = Spese di personale + Oneri ammortamento
Il requisito di sostenibilità economico-finanziaria è soddisfatto nel caso in cui il risultato sia
maggiore di 1; altrimenti, l’Ateneo può comunque procedere nell’attivazione di nuovi corsi
solamente nel caso in cui rispetti una delle seguenti condizioni:
I. non si determini un incremento dei corsi di studio attivati rispetto all’anno accademico
precedente;
II. qualora l’attivazione di un nuovo corso di studio comporti un aumento del numero
complessivo dei corsi di studio attivati nell’anno accademico precedente questo dovrà
comunque essere limitato al 2% (con arrotondamento all’intero superiore) e in tal caso dovrà
essere dimostrato il soddisfacimento dei requisiti di docenza a regime per tutti i corsi di
studio dell’Ateneo.
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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA - NUCLEO DI VALUTAZIONE
Tali disposizioni del DM 47/2013 sono state oggetto di integrazione, da parte del DM 1059/2013,
che prevede, altresì, che nel caso in cui l’I SEF risultasse superiore a 1 potrà essere presentata
domanda di accreditamento per nuovi CdS nel rispetto di una delle seguenti condizioni:
I.
incremento consentito entro il 2% (con arrotondamento all’intero superiore) rispetto al
numero di corsi di studio attivati nell’anno accademico precedente;
II. qualora l’attivazione di nuovi corsi di studio comporti un aumento del numero complessivo
dei corsi di studio attivati nell’anno accademico precedente superiore al 2% (con
arrotondamento all’intero superiore), dovranno essere soddisfatti i requisiti di docenza a
regime per tutti i corsi di studio dell’ateneo.
Tale requisito è attualmente verificabile, nonostante i dati non siano ancora definitivi, e risulta
essere l’indicatore fondamentale in sede di formulazione di un parere sui CdS di nuova
attivazione.
II. Analisi dei Corsi di Studio di nuova attivazione per l’a.a. 2014/15
Prima di affrontare la disamine delle singole proposte presentate dai Dipartimenti dell’Ateneo, risulta
fondamentale procedere alla disamina di quegli indicatori (sostenibilità della docenza e sostenibilità
economico-finanziaria) che comportano un livello di analisi di Ateneo.
IIa. Indicatore I SEF di Ateneo
In relazione al parametro in oggetto si precisa che i dati sono stati rilevati in ossequio all’art. 5 del
Decreto Legislativo 29 marzo 2012, n. 49, recante disposizioni relative alla “Disciplina per la
programmazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche di bilancio e di reclutamento degli atenei,
in attuazione della delega prevista dall'articolo 5, comma 1, della legge 30 dicembre 2010, n. 240 e per il
raggiungimento degli obiettivi previsti dal comma 1, lettere b) e c), secondo i principi normativi e i criteri
direttivi stabiliti al comma 4, lettere b), c), d), e) ed f) e al comma 5”.
Rispetto al precedente limite di incidenza complessiva delle spese per il personale, che veniva
calcolato considerando solo le spese per il personale di ruolo in rapporto al FFO, il nuovo limite di cui al Dlgs
49/2012 considera oltre alle spese per il personale di ruolo anche le spese per il personale a contratto, i
fondi per il trattamento accessorio del personale T/A e Dirigente, nonché le spese per le supplenze e
contratti di insegnamento in rapporto alle entrate degli Atenei (oltre al FFO considera anche la
contribuzione studentesca al netto dei rimborsi).
I dati certificati e ufficiali oggi disponibili sono desumibili dalle risultanze presenti in Banca Dati
PROPER che, però, non ha ancora reso disponibile, ad oggi, le spese di personale per l’anno 2013. Anche le
informazioni relative alla programmazione triennale e alla contribuzione netta non sono ancora definitivi,
pertanto si è proceduta a fare delle ipotesi di calcolo, in termini più o meno ottimistici.
Pertanto, l’indicatore di sostenibilità economico-finanziaria I SEF, viene così determinato :
Hp min
91.571.776
0
26.711.345
-600.000
Hp max
91.571.776
770.660
30.000.000
-600.000
A)
117.683.121
96.500.159
121.742.436
99.828.798
B)
90.291.473
794.400
91.085.873
90.291.473
794.400
91.085.873
FFO 2013
PROGRAMMAZIONE TRIENNALE
Contribuzione netta
Fitti passivi
Spese per il personale a carico Ateneo*
Oneri ammortamento
(X 0,82)
Hp min Hp max
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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA - NUCLEO DI VALUTAZIONE
I SEF =
A
--------B
96.500.159
---------------------- =
91.085.873
1,06
1,10
Dati aggiornati all’8 gennaio 2014.
* dato provvisorio
Come si vede, in entrambe le ipotesi (min e max) l’indicatore risulta maggiore di 1, pertanto
l’Ateneo di Verona può procedere con la domanda di accreditamento di 2 CdS (2% del numero totale di
CdS) ovvero di più di 2 CdS, salvo l’assolvimento dei requisiti di docenza a regime per tutti i CdS
dell’Ateneo.
IIb. Requisiti di docenza dell’offerta formativa a.a. 13/14
Il Presidio della Qualità dell’Ateneo di Verona ha svolto una Relazione sulla sostenibilità dell’offerta
formativa, presentata in occasione del SA del 22/10/2013 e del CdA 28/11/2013, in cui tramite una
proiezione triennale dei requisiti di docenza ha simulato l’andamento della sostenibilità dell’offerta
formativa fino in base ai requisiti ministeriali (DM 47/2013 modificato dal DM 1059/2013). L’analisi
effettuata raccoglie le proiezioni fornite dalle singole Unità Operative (UO) didattica della Direzione
Studenti rispetto all’individuazione dei docenti di riferimento per singolo CdS sulla base dei carichi didattici
relativi all’a.a. 2013/14.
In particolare, per i prossimi tre anni accademici vengono proposti il numero di docenti di riferimento
disponibili (ipotizzati in base al carico didattico a.a. 13/14 e considerando eventuali pensionamenti e le
aspettative in corso) e il numero di docenti richiesti in base alle regole di calcolo delle disposizioni
ministeriali, che considerano le diverse tipologie di CdS e la numerosità degli iscritti ai CdS (DM 1059/2013).
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N° docenti di
riferimento disponibili
N° docenti di
riferimento richiesti
let
ter
at Lettere, Arti e Servizi Sociali
ur
e
Giuridi
ca
CdS
L Economia aziendale (VR, VI)
L Economia commercio (VR, VI)
LM Banca e Finanza
LM Direzione aziendale
LM Economia delle imprese e dei mercati internazionali
LM Economia e Legislazione d'impresa
LM Economics
LM Marketing e comunicazione
L Filosofia
L Scienze della formazione nelle organizzazioni
L Scienze dell'educazione
LM Formazione e sviluppo delle risorse umane
LM Scienze filosofiche
LM Scienze pedagogiche
L Scienze dei Servizi Giuridici
LMCU Giurisprudenza
L Beni culturali
L Lettere
L Scienze del servizio sociale
L Scienze della comunicazione
LM Discipline artistiche
LM Editoria e giornalismo
LM Linguistica
LM Servizio sociale e politiche sociali
LM Tradizione e interpretazione dei testi letterari
L Lingue e culture per il turismo e il commercio internazionale
N° docenti di
riferimento disponibili
Formazione e
Filosofia
Economica
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N° docenti di
riferimento disponibili
N° docenti di
riferimento richiesti
Scienze
Motori
e
CdS
L Lingue e culture per l'editoria
L Lingue e letterature straniere
LM Lingue e letterature comparate europee ed extraeuropee
LM Lingue per la comunicazione turistica e commerciale
L Fisioterapia (VR, VI, Rovereto)
L Igiene dentale (VR, Ala)
L Infermieristica (VR, Legnago, VI, TN, BZ)
L Logopedia
L Ostetricia
L Tecnica della riabilitazione psichiatrica (VR, Ala)
L Tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro
L Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione card.
L Tecniche di laboratorio biomedico
L Tecniche di radiologia medica per immagini e radioterapia
LM Scienze infermieristiche ed ostetriche
LM Scienze riabilitative delle professioni sanitarie
LMCU Medicina e chirurgia
LMCU Odontoiatria e protesi dentaria
L Bioinformatica
L Biotecnologie
L Informatica
L Matematica applicata
L Scienze e tecnologie viticole ed enologiche
LM Bioinformatica e biotecnologie mediche
LM Biotecnologie agro-alimentari
LM Ingegneria e scienze informatiche
LM Matematica
L Scienze delle attività motorie e sportive
LM Scienze dello sport e della prestazione fisica
LM Scienze motorie preventive e adattate
Totale complessivo
N° docenti di
riferimento disponibili
Scienze e Ingegneria
Medicina e Chirurgia
Ambito
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12
-1
Occorre considerare, altresì, che il numero complessivo di docenti di riferimento riportato nella
suddetta tabella, rispetto all’organico dell’Ateneo, non conta un certo numero di docenti (tot. 122) che, per
i seguenti motivi non sono stati considerati in tale proiezione:
- 66 docenti sono impegnati in attività didattiche, ma non possono essere considerati in quanto impegnati in
attività diverse dall’insegnamento (es. corso elettivo, tutorial, attività pratiche e seminari) o SSD taf D o in
insegnamenti in SSD non coerenti con il proprio di afferenza o in CdS interateneo con sede amministrativa
diversa da Verona;
- 36 docenti non svolgono attività didattica, in quanto ricercatori universitari o ricercatori con contratto
specificatamente non rivolto alla didattica;
- 20 docenti svolgono attività didattica, ma non sono stati considerati come docenti di riferimento,
risultando, quindi, potenzialmente a disposizione.
Tale analisi è senz’altro utile per capire gli ambiti per i quali l’Ateneo di Verona risulta soddisfare o meno
i requisiti di docenza.
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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA - NUCLEO DI VALUTAZIONE
IIc. Analisi della proposta di attivazione del CdLM in “Organizzazione e governance
della protezione civile”
Proposta sospesa
IId. Analisi della proposta di attivazione del CdLM in “Arte, musica e spettacolo”
Proposta ritirata
III. Corsi di Studio già attivi a cui l’Ateneo di Verona aderisce per la prima volta
IIIa. Analisi della proposta di adesione al CdLM in “Quaternario, preistoria e
archeologia”
Presentazione della proposta (motivazioni dell’attivazione del CdS, analisi domanda di formazione, analisi
profili di competenza e risultati di apprendimento attesi, esperienza dello studente)
Con riferimento alla relazione di presentazione del CdS da parte del Dipartimento di Tempo, spazio,
immagine e società le motivazioni di attivazione del CdS consistono:
-
nel riaprire un corso che già esisteva nell’Università di Verona, prima come Laurea Specialistica in
Scienze dell’Antichità, poi come Laurea Magistrale interclasse in Discipline Artistiche e
Archeologiche (Classi LM89: Storia dell’Arte e LM 2: Archeologia), attivata dall’A.A 2008/09 e
successivamente trasformata, nel 2010, in una Laurea solamente in Storia dell’Arte. Tale chiusura
ha provocato dei danni al sistema didattico, perché un numero consistente di docenti, pari a quelli
richiesti per attivare una Laurea Magistrale, si trova impegnato in CdS non coerenti ovvero è
sottoutilizzato;
-
nell’adesione alla proposta dell’Università di Ferrara-Modena di aderire alla Laurea Magistrale
archeologica più quotata in Italia per l’ambito della Preistoria e Protostoria.
-
nella valorizzazione delle attività sul campo, da anni avviate e sviluppate a Verona dai docenti di
riferimento. Sia le attività di scavo che quelle di studio del territorio vedono i docenti di Verona da
anni collaborare con gli Enti locali. Si tratta di scavi in concessione ministeriale o di elaborazione di
carte archeologiche in collaborazione con Soprintendenze e Regioni, valutazioni dell’impatto
archeologico (richieste ormai dalle leggi vigenti). Per queste attività sono attivi vari cantieri di scavo
e il laboratorio di Archeologia, e il Dipartimento TeSIS ha introitato dall’esterno somme valutabili,
negli ultimi 5 anni, tra i 50.000 e gli 80.000 euro l’anno.
Il Corso di laurea fornisce l'avviamento necessario per chi intende intraprendere la carriera
dell'insegnamento, specialmente nell'ambito della storia dell'arte. Esso permette di accedere alle mansioni
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di assistente di scavo, segretario, archivista, bibliotecario, tecnico nei musei, nei parchi archeologici o
naturalistici, negli archivi o nelle biblioteche. Esso può dar modo di accedere a professioni nel campo del
turismo culturale, sia attraverso un concorso per guida turistica, che attraverso l'assunzione presso agenzie
ed altre organizzazioni che si occupano della fruizione turistica dei beni culturali. Il Corso di laurea può
permettere di lavorare nell'organizzazione di eventi culturali, quali mostre, convegni, incontri scientifici o
commerciali che hanno relazione con i beni culturali.
Analisi preliminare dei requisiti di accreditamento verificabili
a)
Requisiti di docenza
In base a quanto dichiarato dal Dipartimento di Tempo, spazio, immagine e società i docenti di
riferimento del nuovo progetto di CdS saranno
N°
SSD
COGNOME E NOME
Ateneo
1
Ruolo
L-ANT/01
Pedrotti Annaluisa
UNITN
PA
TAF del SSD di
afferenza (in base alla
declaratoria
della
classe LM-2)
b)
2
L-ANT/01
Cocchi Daniela Paola
UNIVR
PO
b)
3
L-ANT/10
Levi Sara Tiziana
UNIMORE
PA
b)
4
ING-IND/22
Gialanella
UNITN
PA
b)
5
L-ANT/07
Ortalli Jacopo
UNIFE
PA
b)
6
L-ANT/08
Saggioro Fabio
UNIVR
RU
b)
La proiezione di soddisfazione dei requisiti di docenza di tale CdS risulta così rappresentata
N° minimo docenti di
riferimento richiesti
N° minimo docenti di
riferimento messi a
disposizione
-
Di cui già considerati
nella proiezione di
sostenibilità dell’Off.F.
13/14 in altri CdS
I anno di attivazione
II anno
4 docenti, di cui:
6 docenti, di cui:
• almeno 2 Professori
• almeno 4 Professori
• almeno 2 docenti
• almeno 4 docenti appartenenti
appartenenti a ssd
a ssd caratterizzanti
caratterizzanti
• massimo 2 docenti appartenenti
• massimo 2 docenti
a ssd affini
appartenenti a ssd affini
6 docenti, di cui:
• 5 Professori
• 7 docenti appartenenti a ssd caratterizzanti
• 1 docenti appartenenti a ssd affini
2 docenti:
Cocchi (CdL Beni culturali)
Saggioro (CdLM Discipline artistiche – in dismissione)
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b) Limiti alla parcellizzazione delle attività didattiche e alla diversificazione dei corsi di studio
Il CDS presenta un piano didattico con insegnamenti non inferiori a 6 CFU. Non vi sono altri CdS della
stessa classe.
c) Requisiti strutturali
In base a quanto dichiarato dal Dipartimento proponente, la didattica svolta in tale CdS si baserà sulla
tecnologia della videoconferenza.
Nelle sedi di Ferrara e di Modena il server e le aule sono già allestite. Inoltre da quest’anno gli studenti,
su motivata richiesta, possono assistere alle lezioni in remoto con codice di accesso rilasciato dall’Università
di Ferrara.
Trento ha 18 aule dotate di sistema videoripresa utilizzabili per le dirette internet.
Non ha invece aule attrezzate per videoconferenza e ha quantificato il costo di allestimento per un’aula in
circa 6.000/7.000 euro, a seconda della qualità che si vuole attivare.
Qui si ricorda che, come da bozza di convenzione (art.9) gli oneri di attivazione e gestione delle attività
didattiche in videoconferenza e/o a distanza saranno sostenute da Ferrara e precisamente dal centro per la
teledidattica.
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