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all. a - relazione tecnica generale

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COMUNE DI BOTRUGNO
PROVINCIA DI LECCE
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 17 aprile 2014, n. 729
P.O. FESR 2007-2013 - PPA dell’Asse II - Linea di intervento 2.5 Azione 2.5.1: “Potenziamento e ammodernamento delle
strutture dedicate alla raccolta differenziata”. Realizzazione di centri comunale e/o intercomunali per la raccolta
differenziata di rifiuti urbani ed assimilati (cd CCR) e per la realizzazione di sistemi innovativi di raccolta degli RSU
PROGETTO DEFINITIVO CENTRO COMUNALE PER LA RACCOLTA DI
RIFIUTI URBANI ED ASSIMILABILI
IMPORTO PROGETTO € 250.000,00
PROGETTAZIONE:
UFFICIO TECNICO COMUNALE
RELAZIONE TECNICA GENERALE
SCALA:
ALLEGATO A
DATA:GIUGNO 2014
IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO
Considerazioni di base del progetto
Premessa
Il presente progetto prevede la costruzione di un “Ecocentro Multifunzionale” che ha come obiettivo quello di
offrire, al territorio comunale, un’area adeguatamente attrezzata per il conferimento temporaneo di rifiuti
urbani o loro frazioni, senza prevedere l’installazione di strutture tecnologiche o processi di trattamento. Il
centro comunale di raccolta di rifiuti solidi urbani ed assimilati sarà funzionale ad incrementare la gamma di
servizi a disposizione delle utenze domestiche e commerciali/produttive e potrà così agevolare il
conferimento, in maniera differenziata, di diverse categorie di rifiuti di tipo pericoloso e recuperabile.
La struttura in oggetto sarà ubicata nel Comune di Botrugno, nei pressi dello svincolo con la SS 275.
Nel dettaglio l’Ecocentro, così come evidenziato anche nell’elaborato grafico Tav. 1, sarà realizzato nel
territorio del Comune di Botrugno,
Il PRG vigente zonizza l’area in cui ricade il progetto dell’ecocentro come zona D – Zona PIP, così come
confrontabile anche dagli elaborati grafici.
Il contesto territoriale in cui l’Ecocentro si inserisce è un contesto urbano, non densamente urbanizzato ed è
raggiungibile imboccando la SS 275 che collega Maglie a S. M. di Leuca. Attualmente il sito è rappresentato
da un terreno incolto, non presenta recinzione e, ad eccezione di una fascia di rispetto nei confronti
dell’adiacente strada, la restante parte verrà interamente utilizzata per ospitare l’ecocentro.
L'intervento impiantistico di tipo elettrico ed ausiliari si evince dagli allegati progetti grafici.
Il presente progetto illustra gli interventi volti ad implementare, sul territorio comunale di Botrugno,
significativi sistemi di abbattimento della produzione di rifiuti da avviare al trattamento/smaltimento finale.
Tale progetto rappresenta un valido supporto per l’Amministrazione Comunale impegnata nella completa
implementazione dei sistemi di raccolta domiciliari dei rifiuti solidi urbani. Dall’analisi dello stato di fatto, come
è possibile riscontrare dai dati del portale ambientale della Regione Puglia, emerge una percentuale di
raccolta differenziata pari a circa l’18% con importanti produzioni unitarie di rifiuti. I progetti d’ambito, in
accordo con il Decreto Commissario Delegato n.° 187/’05, prevedono l’implementazione di un sistema di
raccolta differenziata integrata spinta (porta a porta), su tutto il territorio.
A supporto di tale sistema di raccolta sono stati previsti degli “ecocentro”, così come per altro suggerito dalla
letteratura tecnica, dalla normativa nazionale (D.M.A. 08/04/2008) e dalla normativa regionale (Del. G. R. 23
aprile 2009, n. 645 “Linee guida per la realizzazione di centri comunali di raccolta”), ritenuti complementari ai
servizi di igiene urbana diffusi nel territorio, e quindi essenziale supporto ai conferimenti delle utenze del
territorio.
Il piano d’ambito, così come il presente progetto, incideranno sensibilmente sulle quote di rifiuti da avviare al
sistema di trattamento/smaltimento dei RSU, consentendo risparmi sullo smaltimento e guadagni provenienti
dal recupero di materia, e ciò in linea con quanto previsto dal D.Lgs. 152/06 e la Legge Finanziaria 2007 (L.
n. 298 del 27/12/2006).
Riferimenti Normativi
I riferimenti normativi possono essere sinteticamente riassunti come segue:
Del. G.R. 645 del 23/04/09
D.M.A. 08/04/2008 e ss.mm.ii.
L. 298 del 27/12/2006;
D.Lgs. 152 del 03/04/2006;
Decreto Commissariale n.187 del 09.12.2005 recante “Piano di Gestione dei Rifiuti e delle Bonifiche
delle aree inquinate”;
L. 14 del 3/2/2003, DMA del 3/8/2005;
D.L. 452 del 28/12/2001;
Piano Emergenza Ambientale O.P.C.M. n°2985/99; Ordinanza del Ministero dell’Interno n.3045 del
03.03.2000; Ordinanza del Ministero dell’Interno n.3077 del 04.08.2000;
Decreto Commissariale Delegato 296 del 30 settembre del 2002, 308 del 30 settembre 2002 e
successivi,
Ordinanza del Prefetto di Bari (Commissario delegato) 2.maggio.2000;
LL.RR. n°30/86 - 17/93 - 13/96 - 26/2001;
Delibera Comitato interministeriale del 27 luglio 1984;
L. 241/90 – L. 142/90 – L.265/99 – L.724/94;
C.C.N.L. –2.Agosto.95 - L. 407/90 - L. 223/9;
ACCORDO QUADRO ANCI-CONAI, D.M. 4.agosto.1999 e s.m.i,
D.M.Ambiente 27.gennaio.2000;
Ordinanza Ministero degli Interni 4.agosto.2000, n.3077;
L. 178 del 8 agosto 2002
L.179 del 31 luglio 2002;
D.P.R. 254 del 15 luglio 2003;
D.Lgs. 36 del 13 gennaio 2003;
D.Lgs. 182 del 24 giugno 2003;
D.Lgs. 209 del 24 giugno 2003
Ogni altra indicazione normativa comunitaria, nazionale, regionale o disciplina regolamentare e/o
pianificatoria.
Per quanto concerne la sicurezza strutturale, l’intervento in oggetto prevede la costruzione di modeste opere
in elevato in “zona sismica 4” ex OPCM 3274/2003 e s.m.i., precedentemente “non classificata” nelle 3
categorie previste dal DM 16/01/96, in aderenza alle disposizioni legislative e regolamentari contenute nel
D.P.R. 380/2001 (Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia) pubbl. sul
Suppl. Ord. G.U.20/10/01 n.245.
L’ulteriore normativa presa a riferimento (in questo periodo di transizione) è la seguente:
•
DM 14/09/2005 (ex “Testo Unico” delle Norme Tecniche per le Costruzioni) pubbl. in G.U. 23/09/05
n.222 (in vigore dal 24/10/05), in coerenza con l’Atto di Indirizzo Tecnico del 21/10/05 fornito dal
Ministro Lunardi
ed emanato per regolamentare ed allineare il periodo transitorio alla OPCM
3274/03;
•
DM 16/01/96
•
Del. di G.R. della Puglia 02/03/2004 n.153 pubbl. sul BURP n.33 del 18/03/04 e s.m.i..
•
Determinazione scaturita dall’Adunanza n.264 del 13/12/05 del Consiglio Superiore dei LL.PP.,
Prima Sezione, <Applicazione del DM 14/09/05, recante “Norme Tecniche per le Costruzioni”>…gli
ambiti territoriali attualmente classificati come “zona 4” sono da considerare, unitamente alla “zona
3”, zone a “bassa sismicità”. Si osserva che, in particolare per la “zona 4”, al di là delle verifiche
formali, è sufficiente adottare cautele costruttive idonee a garantire la necessaria robustezza
2
strutturale.
Per alcuni aspetti di dettaglio, il Progettista potrà fare utile riferimento alla Circolare
Ministeriale n.65 del 10 aprile 1997…
…in caso di utilizzo del DM 16/01/96 per le “ zone 4”, prima non classificate, si
assume
S=4…(corrisponde all’assunzione di ag=2%g nell’applicazione dell’ OPCM 3274/03).
•
Gli impianti elettrici verranno realizzati nel rispetto della L.46/90.
Obiettivi
Gli obiettivi di riferimento, a cui è ispirato il presente progetto, sono contenuti nella normativa di cui al
paragrafo precedente.
In particolare, il Decreto Commissario Delegato per l’Emergenza ambientale in Puglia n.° 187/05 stabilisce:
-
il contenimento della produzione complessiva dei rifiuti, oltre alla riduzione della loro pericolosità;
-
l’incremento della raccolta differenziata fino al 60% entro il 2015.
La Legge Finanziaria 2007 (L. n. 298 del 27/12/2006), art. 1 comma 1108, stabilisce:
a) almeno il 40% entro il 31 dicembre 2007;
b) almeno il 50% entro il 31 dicembre 2009;
c) almeno il 60% entro il 31 dicembre 2011.
Gli obiettivi di sensibilizzazione che si vogliono conseguire con il presente progetto sono:
-
dimostrare all’utenza che il rifiuto è una risorsa e come tale va trattata;
-
educare i cittadini al recupero di materia. Infatti, secondo quanto disposto dalle direttive comunitarie
prima, dal D.Lgs. 152/06 e dal D.C.D. 187/’05, è proprio sul recupero di materia che occorre puntare
per un efficace risparmio di materia prima;
-
instaurare un rapporto collaborativo con l’utenza. Il sistema di raccolta domiciliare porta a porta,
previsto dai progetti d’Ambito, necessita di un sistema di supporto atto a garantire,
indipendentemente dai turni di raccolta integrata, una continuità di rapporto utenza/gestore,
finalizzato a garantire i picchi di conferimento dell’utenza stessa. Solo grazie a questa struttura, il
sistema di raccolta differenziata integrata spinta (porta a porta) può essere facilmente accettato dai
cittadini con importanti risultati.
Cos’è un Ecocentro o Centro di Raccolta Comunale
Secondo la letteratura tecnica, la normativa nazionale (D.M.A. 08/04/2008) e la normativa regionale (Del. G.
R. 23 aprile 2009, n. 645 “Linee guida per la realizzazione di centri comunali di raccolta”), un ecocentro o
centro di raccolta comunale dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato è un’area presidiata ed allestita
ove si svolge unicamente attività di raccolta, mediante raggruppamento per frazioni omogenee per il
trasporto agli impianti di recupero, trattamento e, per le frazioni non recuperabili, di smaltimento, dei rifiuti
urbani e assimilati, conferiti in maniera differenziata rispettivamente dalle utenze domestiche e non
domestiche, nonché dagli altri soggetti tenuti in base alle vigenti normative settoriali al ritiro di specifiche
tipologie di rifiuti dalle utenze domestiche.
L’ecocentro da un punto di vista funzionale risulta, quindi, complementare ai servizi di igiene urbana diffusi
nel territorio. Esso ha infatti la caratteristica di integrare e completare metodi di raccolta differenziata
integrata spinta, estendendo la fruizione del servizio in giorni diversi da quelli previsti in calendario. Gli utenti
3
trovano nell’ecocentro il giusto luogo per il conferimento delle diverse categorie di rifiuti valorizzabili, di rifiuti
urbani pericolosi (pile, batterie, oli motore), di rifiuti speciali assimilabili agli urbani e di rifiuti ingombranti.
In buona sostanza, presso l’ecocentro sarà possibile conferire le seguenti tipologie di rifiuto nei
corrispondenti contenitori:
Tipologia di rifiuti
Contenitori all’aperto
Carta/Cartone
Vetro
Plastica
Alluminio
Inerti (piccoli lavori domestici e sanitari)
Sfalci e potature
Grandi bianchi/ingombranti ferrosi
RAEE freddo e clima
Legno ed ingombranti (non RAEE)
Contenitori sotto tettoia
Contenitori “T/F”
Accumulatori al piombo (batterie auto)
Olii minerali
Olii vegetali e animali
Sorgenti luminose
Toner e cartucce esauste
Piccoli RAEE (IT e consumer
electronics)
TV monitor
Tipologia contenitore consigliato
Cassone scarrabile mc 8
Cassone scarrabile mc 8
Cassone scarrabile mc 8
Cassonetti lt. 8
Cassone scarrabile mc 25
Cassone scarrabile mc 25
Cassone scarrabile mc 25
Cassone scarrabile mc 25
Cassone scarrabile mc 8
Contenitore 100 litri
Contenitore a tenuta 550 litri
Piccola cisterna/serbatoio fuori terra
Piccola cisterna/serbatoio fuori terra
Contenitore RAEE 900 litri
Contenitore a tenuta 100 litri
Contenitore RAEE 850 litri
Contenitore RAEE 2 mc
Nell’area di che trattasi si prevede la presenza costante, nei momenti di apertura al pubblico, di uno o più
addetti al fine di controllare l’effettivo conferimento dei rifiuti e di permettere un più agevole e razionale
raggruppamento dei materiali prima che gli stessi vengano prelevati ed avviati a recupero o smaltimento.
L’area sarà dotata di attrezzature da installare dopo il completamento dei lavori a carico della società
gestore, per il ricevimento dei rifiuti speciali assimilabili e per gli ingombranti e sarà rivolta in particolare alle
ditte medio – piccole non servite o non servibili dal normale circuito di raccolta, e agli utenti in genere, per il
conferimento dei rifiuti ingombranti. La presenza di tale punto di riferimento all’interno della stazione
ecologica, oltre che doverosa come servizio di raccolta rifiuti, risulta sinergico per l’utilizzo proprio dell’area
raccolte differenziate.
L’intera area sarà recintata con rete elettrosaldata zincata di altezza 2 m; per l’ingresso degli autoveicoli un
ampio cancello scorrevole in rete elettrosaldata zincata.
Internamente all’ecocentro sarà realizzata una struttura metallica di copertura, pensilina, ed un prefabbricato
ad uso guardiania per il personale in servizio completo di WC e spogliatoio. La pensilina metallica che sarà
realizzata in lamiera in acciaio sagomato, servirà a riparare i contenitori per olii esausti, pile, batterie
esauste, ed in genere i rifiuti pericolosi dalle acque meteoriche. Gli eventuali fluidi provenienti dall’area di
stoccaggio dei rifiuti pericolosi sarà convogliata all’interno di una vasca di raccolta a tenuta stagna posta al di
sotto della pavimentazione.
Saranno, inoltre, realizzate delle pedane in acciaio per facilitare lo scarico da parte degli utenti all’interno dei
cassoni di raccolta.
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Internamente, così come previsto dalla Del. G. R. 23 aprile 2009, n. 645, sarà destinata un’area a parcheggi.
All’ingresso dell’area è prevista per gli automezzi pesanti, la realizzazione di una pesa delle dimensioni di 3m
x 9m.
La distribuzione delle attrezzature di raccolta permetterà una buona fruibilità ai mezzi e alle persone: i
cassoni scarrabili per la raccolta di plastica, vetro, ferro, carta, inerti, etc. saranno posti in modo tale da
facilitare al meglio le manovre di carico e scarico.
L’intera area sarà pavimentata con getto di calcestruzzo armato dello spessore di cm 15 e completata con
livello di pavimentazione liscia in cemento posata fresco su fresco.
In accordo con il Regolamento Regionale 26/2013 è prevista la realizzazione di una vasca di raccolta e
trattamento delle acque meteoriche completa di impianto di depurazione delle acque di prima pioggia e di
grigliatura, sedimentazione e disoleazione da cui le acque saranno recapitate verso una trincea di
subirrigazione della lunghezza di circa 40 completa di pozzetti di ispezione.
E’ previsto il collegamento alle reti pubbliche di fognatura ed acquedotto al fine di garantire
l’approvvigionamento idrico e lo smaltimento delle acque reflue per i servizi del servizio igienico e della
pilozza per l’utenza.
Infine, all’interno delle aiuole perimetrali sarà realizzata un’area per il compostaggio collettivo dove potranno
essere collocati da n. 3 a n. 6 composter, a seconda delle disponibilità di spazio.
Ubicazione delle aree di intervento
Il presente progetto contiene la localizzazione dell’ecocentro così come definiti dall’Amministrazione. In
termini generali si tratta di zone a servizio, a ridosso dei centri abitati (all’interno dei centri abitati non c’erano
soluzioni ottimali dal punto di vista della viabilità e della minimizzazione degli impatti), con terreni di proprietà
comunale, e quindi immediatamente disponibili e per i quali non necessitino lunghi procedimenti di esproprio.
L’ecocentro, quindi, è stato localizzato, dall’ente pubblico territoriale competente, strategicamente tra le aree
nella disponibilità comunale e, comunque, dotate di idonea e pertinente destinazione urbanistica, efficace ai
fini del collegamento alle reti di sottoservizi tecnologici. La posizione è coerente con l’esigenza di prossimità
al centro abitato.
1. Ubicazione
Si tratta di un’area comunale ubicata in zona PIP, in prossimità dello svincolo della S.S. n. 275, nei pressi
dell’incrocio di innesto alla viabilità locale. Tale proprietà sarà in parte trasformata in ecocentro in conformità
alle prescrizioni della normativa vigente. La nuova area ad ecocentro si innesterà su un terreno di proprietà
comunale attualmente inutilizzato.
L’area di che trattasi si trova in zona periferica del centro abitato, a sud, ed è raggiungibile dalla viabilità
della zona PIP sia dall’abitato di Botrugno, sia dall’area PIP stessa.
Urbanisticamente l’area ricade in zona artigianale/industriale (zona D).
Il terreno è distinto catastalmente al F° 4 P.lla 224 della Superficie di mq 2173.
5
2. Descrizione del sito
Si tratta di un’area comunale ubicata in zona D, in prossimità dell’a abitato e con accesso sulla strada della
zona PIP. Tale proprietà, consistente in un’area a parcheggio, sarà trasformata in parte ad ecocentro in
conformità alle prescrizioni della normativa vigente.
Distanza delle aree dai principali punti di approvvigionamento di acque destinate ad uso potabile.
Le aree interessate dagli interventi, sulla base della documentazione trasmessa dal comune, è distante dalla
rete di approvvigionamento di acque destinate ad uso potabile, e comunque non risultano interne alla zona
di rispetto di cui al comma 4, art. 94 del D.Lgs. 152/06.
Distanza delle aree dai principali Nuclei abitati e dai sistemi di comunicazione
La distanza è coerente con l’esigenza di prossimità al centro abitato. La viabilità di collegamento tra
l’ecocentro e l’area urbana servita è adeguata a sostenere la circolazione delle autovetture e degli automezzi
pubblici e privati che vi conferiscono direttamente i rifiuti, nonché dei mezzi pesanti che provvedono al carico
del materiale ed al successivo trasporto verso gli impianti di recupero e smaltimento. In particolare il sito
individuato è posta a circa 400 m dalla periferia dell’abitato e, quindi, facilmente raggiungibile dagli utenti.
Comunque il progetto prevede l’installazione di specifica segnaletica di indicazione del percorso necessario
al raggiungimento dell’impianto.
Descrizione della viabilità di accesso all’ecocentro e della stima dell’entità di traffico provocato dalla
presenza dell’ecocentro.
La stima media dell’entità del traffico provocato dalla presenza dell’ecocentro è di seguito riportata, mentre la
viabilità di accesso agli ecocentro sarà descritta caso per caso più avanti.
L’ecocentro, come detto, si configura come struttura di supporto al sistema di raccolta porta a porta integrato
spinto. Come tale, sarà importante in determinate situazioni (eccesso di produzione) sia per le utenze
domestiche che per le utenze non domestiche. Il traffico indotto sarà di due tipi: il traffico dovuto alle auto
delle utenze domestiche ed assimilate che trasportano i propri rifiuti presso l’ecocentro, ed il traffico dovuto
agli automezzi che prelevano i rifiuti stoccati presso l’ecocentro.
Nel primo caso si assume prudenzialmente che il 10% delle utenze presenti sul territorio si rechino
quotidianamente presso l’ecocentro.
Assumendo, per il comune interessato dal progetto, che ogni 3.000 abitanti siano presenti circa 500 utenze
tra domestiche e non domestiche, significa che circa 50 utenze al giorno si dirigono mediamente presso
l’ecocentro. Se l’ecocentro rimarrà aperto un turno lavorativo (6 ore) significa che vi sarà un traffico di indotto
di circa 8 auto l’ora. Come si può notare, l’impatto del traffico veicolare sulla zona interessata dalla struttura
è da ritenersi trascurabile ed inferiore all’impatto che può avere un supermercato.
Per quanto riguarda gli automezzi di raccolta e svuotamento essi saranno di diverso tipo:
•
Autocarri con sistema di scarramento per il prelievo e trasporto dei cassoni da 10 – 30 mc;
•
Autocarri e/o furgoni per il trasporto dei rifiuti urbani pericolosi (pile, batterie, etc.).
6
Nel primo caso, stando alle stime sopra riportate e considerando una media di 6 cassoni per ecocentro, è
lecito attendersi al massimo 16 - 24 viaggi settimanali (2-3 viaggi giornalieri) di un automezzo con sistema di
scarramento.
Per il secondo tipo di automezzi il numero di viaggi settimanali saranno approssimabili al massimo ad 1 o 2,
e, quindi, del tutto trascurabili.
Come si può notare il traffico indotto, sebbene stimato in via prudenziale per eccesso, è da intendersi non
significativo per i contesti in cui si andranno a realizzare gli ecocentro.
Per quanto riguarda la viabilità di accesso è garantita dalla SP 363.
Attività che danno luogo alle tipologie di rifiuti da smaltire
Le attività che danno luogo alle tipologie di rifiuti da smaltire sono di due tipi: attività umane di tipo domestico
ed attività umane di tipo commerciale, servizi ed artigianale assimilabili a quelle di tipo domestico. Da ciò
deriva che le tipologie di rifiuti che potranno essere conferite agli ecocentro saranno urbani e speciali
assimilabili.
Qualità e quantità dei rifiuti da stoccare
I rifiuti potenzialmente stoccabili presso ogni ecocentro sono di seguito elencati:
Codice CER di
Descrizione
identificazione
Quantità
presumibile
massima
(ton/settimana)
150101
imballaggi in carta e cartone
10
150102
imballaggi in plastica
2
150103
Imballaggi in legno
10
150104
Imballaggi metallici
5
150107
Imballaggi in vetro
5
150110*
Contenitori T/FC
0,1
200101
carta e cartone
10
200102
vetro
5
200108
frazione organica umida
5
200110
abbigliamento
1
200111
prodotti tessili
1
200121*
tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti mercurio
0,1
200123*
rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche
2
150111*
200302
200135*
200136
7
200125
olii e grassi commestibili
0,1
200126*
Oli e grassi diversi da quelli di cui al punto precedente, ad
0,5
esempio oli minerali esausti
200127*
Vernici, inchiostri
0,5
200131*
medicinali citotossici e citostatici
0,05
200132
medicinali diversi da quelli di cui alla voce 200131
0,05
200133*
batterie e accumulatori di cui alle voci 160601, 160602 e 160603
0,5
200128
nonché batterie e accumulatori non suddivisi contenenti tali
batterie
200134
batterie e accumulatori diversi da quelli di cui alla voce 200133
0,5
200137*
rifiuti legnosi
2
200139
plastica
2
200140
metallo
5
200201
sfalci e potature
5
200203
altri rifiuti non biodegradabili
5
200307
ingombranti
10
200399
cartucce toner esaurite
2
Rifiuti speciali assimilati ai rifiuti urbani sulla base dei regolamenti
10
200138
comunali, fermo restando il disposto di cui all’art. 195, comma 2,
lettera e), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e
successive modifiche
Nella tabella sopra sono riportati stessi tipi di rifiuti con codice CER diverso. Ciò dipende dal contesto da cui
essi si originano. E’ chiaro che il quantitativo totale di un tipo di rifiuto non è da intendersi come somma dei
quantitativi dei singoli codici CER.
Possiamo affermare che una stima credibile dei quantitativi possa essere la seguente:
•
Rifiuto umido: composter 300-600 lt = max 1-2 tonnellate/settimana
•
Plastica: cassone 20-30 mc = max 2 tonnellate/settimana (in 2 viaggi)
•
Vetro: cassone 10-15 mc = max 5 tonnellate/settimana (in 2 viaggi)
•
Ferrosi: cassonetti 1.700 lt = max 0,5 tonnellate/settimana (in 2 viaggi)
•
Carta/Cartone: cassone 20-30 mc = max 10 tonnelate/settimana (in 2-3 viaggi)
•
Inerti: cassone 10-15 mc = max 10-15 tonnellate/settimana (in 2-3 viaggi)
•
Sfalci e Potature: cassone 2-30 mc = max 10 tonnellate/settimana (in 2-3 viaggi)
•
Grandi Bianchi: cassone 20-30 mc = max 10 tonnellate/settimana (in 2 viaggi)
•
RAEE – Freddo e Clima: cassone 20-30 mc = max 2 tonnellate/settimana (in 2 viaggi)
•
Legno ed ingombranti: cassone 20-30 mc = max 10 tonnellate/settimana (in 2-3 viaggi)
8
L’apporto delle altre tipologie di rifiuti (Pile, batterie, farmaci, indumenti, etc.) è da intendersi non rilevante, e
quindi vale quanto contenuto in tabella.
Bacino di utenza
In particolare, l’attuale programmazione prevede per il progetto di interesse una popolazione di 3.000
abitanti a cui si aggiungono circa 1000 abitanti equivalenti provenienti dalle attività industriali e commerciali
presenti all’interno dell’area PIP in cui sorgerà il centro di raccolta.
Potenziali conferitori dei rifiuti in riferimento ai tipi e alle qualità
Come ormai più volte ribadito all’interno della presente relazione, l’ecocentro progettato è una struttura che
integrano il servizio di raccolta porta a porta spinto. In ragione di ciò, i potenziali con feritori possono essere:
•
Utenze domestiche residenti e non, che siano presenti nel territorio di riferimento
•
Utenze non domestiche: in questo caso i quantitativi conferibili presso l’ecocentro non sono infiniti
per qualità e quantità. Come rilevato nell’apposito paragrafo sopra riportato, solo alcune tipologie di
rifiuti sono conferibili, mentre per la quantità fa fede il regolamento di assimilazione di riferimento
dell’ATO.
In ogni caso, ogni conferitore dovrà essere registrato dall’addetto alla sorveglianza della piattaforma, in
modo da verificarne la provenienza rispetto al territorio dell’ATO e dell’ARO di riferimento.
Metodo di trattamento da adottare ed esposizione delle ragioni
In ossequio alla normativa vigente le attività compatibili (metodi di trattamento) con tali strutture saranno:
•
conferimento finalizzato alla raccolta separata in aree o contenitori specifici per le tipologie di
materiali ammessi;
•
semplice separazione e scomposizione manuale delle componenti solide e non pericolose delle
tipologie di materiali ammessi, finalizzate a facilitare o a rendere economicamente vantaggioso il loro
riutilizzo o riciclaggio, coerentemente con quanto previsto dal D.Lgs 152/06, purchè effettuate dal
gestore della piattaforma e nel rispetto di quanto previsto dal D.Lgs. 81/08.
Infrastrutture accessorie all’impianto (recinzione, edificio, etc.)
Il progetto è modulare nella sua essenza onde favorire successive ed eventuali riconfigurazioni.
L’area è da considerarsi, con buona approssimazione, pianeggiante e su terreni con caratteristiche
geotecniche
idonee
a
ricevere
i
carichi
indotti
dalla
opere
in
progetto
e,
comunque,
per
l’impermeabilizzazione dell’area, nonché dei contenitori utilizzati per il conferimento dei rifiuti e degli
automezzi pesanti circolanti per il loro allontanamento dallo ecocentro stesso.
Di seguito sono esposte le caratteristiche costruttive relative alla parte edile ed alla parte attrezzature.
Pavimentazione
La pavimentazione dell’area dell’ecocentro dedicata al conferimento dei rifiuti sarà realizzata in modo da
impedire qualsiasi contaminazione dell’ambiente esterno ed evitare fenomeni di inquinamento del suolo e
delle acque sotterranee a seguito di dispersioni accidentali di rifiuti liquidi o infiltrazione. Pertanto, si prevede
9
la realizzazione di una platea in calcestruzzo dello spessore 15 cm che, oltre a costituire un’adeguata
impermeabilizzazione dell’area, consentirà il convogliamento delle acque meteoriche di dilavamento
potenzialmente contaminate, nonché di eventuali spanti e colaticci, verso l’apposita griglia di raccolta. A tal
fine la citata pavimentazione dovrà essere realizzata con idonee pendenze anche per evitare la formazione
di eventuali ristagni d’acqua.
Contenitori ed aree adibite al conferimento dei rifiuti
L’area sarà attrezzata dal gestore con cassoni scarrabili, in alcuni casi coperti con telo impermeabile, che
limitano opportunamente la movimentazione dei rifiuti dopo il loro conferimento. Altre attrezzature saranno
dei cassonetti e contenitori di diversa volumetria per le diverse tipologie di rifiuti conferibili.
Una pensilina metallica, realizzata con struttura metallica ad elementi verticali tubolari, travi portanti
orizzontali, lamiera grecata di copertura, verrà predisposta al fine di riparare alcuni tipi di rifiuto dalle
precipitazioni, come ad esempio i contenitori per oli esausti, le pile e le batterie esauste, oltre che i frigoriferi
da bonificare.
Viabilità interna e recinzione perimetrale
Particolare cura sarà posta alla viabilità interna del centro di raccolta ed all’accesso da parte degli utenti ai
contenitori ed alla piazzola di deposito anche con la predisposizione di gradini che possano utilmente
agevolare le operazioni di conferimento.
L’intera area dell’ecocentro sarà illuminata e recintata con rete metallica zincata di altezza pari a 2.00 m.
Tra il terreno alla base e la recinzione stessa vi sarà soluzione di continuità, in modo da scongiurare
possibilità di intrusioni da parte di animali o persone.
L’accesso al centro sarà chiuso con apposito cancello ad apertura manuale, corredato da cartello riportante
gli orari di apertura del centro di raccolta. Il cancello sarà fissato a tubolari metallici portanti, di sezione
idonea al tipo di cancello stesso.
Struttura di fondazione della guardiania e della pensilina.
La fondazione dei fabbricati sarà costituita da una platea armata.
Lo scavo di sbancamento a sezione obbligata sarà realizzato con mezzi meccanici e saranno
opportunamente battentate le pareti dello scavo nelle zone di maggiore profondità.
La profondità di scavo è in funzione del dimensionamento della platea, che dipende dalla portanza del
terreno stesso.
La platea sarà dimensionata ed armata secondo opportuni calcoli e dovrà prevedere la posa di tirafondi per il
collegamento della struttura metallica della pensilina alla platea stessa. Nella platea di fondazione saranno
inoltre realizzate delle riservazioni per l’inserimento delle spine di fissaggio della struttura prefabbricata e per
la posa degli impianti.
10
Impianti di illuminazione, rete idrica di lavaggio e locali di servizio
L’ecocentro sarà dotato di un adeguato impianto di illuminazione su 3 pali e da plafoniere al di sotto della
tettoia, da lasciare in funzione anche durante le ore di chiusura dello stesso, per una sua più facile
sorveglianza e per scoraggiare l’accesso da parte di vandali o persone comunque non autorizzate.
Sarà inoltre dotato di estintori e di una rete idrica dedicata per le operazioni di lavaggio dei contenitori di
rifiuti, nonché delle superfici e dei piazzali del centro.
E’ prevista inoltre l’istallazione di un modulo prefabbricato, su platea in cemento armato, ad uso guardianiaufficio dotato di servizi igienici e spogliatoio. Esso avrà la funzione di contenere un piccolo magazzino per gli
attrezzi ed un piccolo ufficio o guardiola per il personale in servizio, sarà dotato di relativi servizi igienici così
come prescritto dalle vigenti normative igienico sanitarie. L’ingresso e la finestra dell’ufficio saranno collocati
in modo da avere una buona visibilità dell’intera area.
Modalità di eliminazione di eventuali rifiuti residuali
L’ecocentro, come appare ormai chiaro, si configura come centro di raccolta a supporto del sistema di
raccolta domiciliare. Abbiamo ampiamente specificato che è dotato di un ampio ventaglio di contenitori di
raccolta, ragion per cui gli unici rifiuti residuali che ci si può attendere sono quelli derivanti dalla periodica
pulizia delle aree di pertinenza. I rifiuti riciclabili troveranno collocazione negli appositi cassoni, i rifiuti non
riciclabili nei cassonetti a questi destinati.
Sistema di raccolta, stoccaggio e smaltimento delle acque meteoriche e di lavaggio
Le acque meteoriche provenienti dal dilavamento delle superfici del centro interessate dal deposito dei rifiuti
e potenzialmente contaminate dagli stessi, saranno convogliate con apposita rete di raccolta e potranno
essere scaricate o direttamente in pubblica fognatura, previa autorizzazione del soggetto gestore della rete
fognaria, o negli strati superficiali del sottosuolo tramite subirrigazione.
L’impianto di trattamento in loco delle acque di dilavamento, ove previsto, sarà caratterizzato dalle fasi di
depurazione e disoleazione. Le acque, così depurate, dovranno essere inviate all’apposito pozzetto di
ispezione di capacità adeguata.
Il sistema di depurazione delle acque meteoriche produce i seguenti rifiuti:
grigliato o vaglio, costituito da pezzetti di carta, plastica, legno, etc. classificabile ai sensi del vigente
D.Lgs. 152/06 con il codice CER 190801 (vaglio);
fanghi, costituiti prevalentemente da granelli di sabbia sedimentata, classificabile ai sensi del vigente
D.Lgs. 152/06 con il codice CER 190802 (rifiuti dell’eliminazione della sabbia).
Oli e grassi, costituiti prevalentemente da perdite di lubrificanti dagli automezzi, classificabili ai sensi
del vigente D.Lgs. 152/06 con il codice CER 190810* (miscele di oli e grassi prodotte dalla
separazione olio/acqua, diverse da quelle di cui alla voce 190809).
I rifiuti di che trattasi, essendo prodotti da un impianto di depurazione di acque meteoriche e, comunque, da
un’utenza non domestica, sono classificabili come rifiuti speciali. Inoltre, in base ai codici CER sopra riportati
tali rifiuti sono non pericolosi.
11
Il rifiuto con codice CER 190801 (vaglio), essendo prodotto, come detto, dal processo di depurazione delle
acque di prima pioggia, verrà raccolto in appositi contenitori ed avviato a smaltimento in impianti all’uopo
deputati
Il rifiuto con codice CER 190802 (rifiuti dell’eliminazione della sabbia), essendo costituito, come detto, da
fanghi di sabbia sedimentata è un rifiuto speciale non pericoloso ai fini dello smaltimento. In ragione di ciò,
verrà raccolto e trasportato da Ditta iscritta all’Albo Nazionale delle Imprese che effettuano la gestione dei
rifiuti nella categoria 4. Il recapito finale, essendo il rifiuto speciale, sarà una discarica del tipo 2B autorizzata
ai sensi della Deliberazione del Comitato Interministeriale di Smaltimento Rifiuti del 27/07/84 oppure una
nuova discarica per rifiuti non pericolosi autorizzata ai sensi del D.Lgs. 13/01/03, n. 36.
Il rifiuto con codice 190810* (miscele di oli e grassi prodotte dalla separazione olio/acqua, diverse da quelle
di cui alla voce 190809), essendo costituito, come detto, da oli e grassi separati è un rifiuto liquido speciale
pericoloso ai fini dello smaltimento. In ragione di ciò, verrà raccolto e trasportato da Ditta iscritta all’Albo
Nazionale delle Imprese che effettuano la gestione dei rifiuti nella categoria 5. Il recapito finale sarà un
centro convenzionato con il COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati), da dove prenderà la via del recupero.
Indicazione circa la bonifica e il recupero delle aree interessate dopo la chiusura dell’ecocentro
L’ecocentro non si configurano come impianti di smaltimento veri e propri, ma come dei semplici siti di
stoccaggio temporaneo. Inoltre bisogna fare le seguenti riflessioni:
•
i rifiuti stoccati saranno quasi esclusivamente di tipo secco e non pericoloso
•
non sarà prodotto alcun tipo di percolato
•
il terreno dell’area interessata sarà coperto da pavimentazione in conglomerato cementizio
impermeabile
•
i contenitori degli oli saranno dotati di doppio fondo ed adagiati su una piattaforma con vasca di
contenimento
•
in considerazione dell’attuale pianificazione e programmazione del settore, tale sistema intermedio
di stoccaggio sarà utile per molti anni a venire.
In base alle considerazioni sopra esposte, l’ecocentro avrà un tempo di esercizio molto lungo e senza
particolari problemi di inquinamento, quindi, avrà bisogno di periodici interventi di manutenzione ordinaria al
fine di evitarne il deterioramento così come previsto dal piano di manutenzione.
In ogni caso, qualora per sopravvenute normative dovesse rendersi non necessario il suo utilizzo per gli
scopi per i quali è stato progettato, l’ecocentro potrà subire un intervento di riconversione più che di bonifica.
Tale riconversione sarà finalizzato ad un utilizzo sempre a fini logistici nell’ambito dei servizi erogati dai
comuni interessati dagli interventi.
12
QUADRO ECONOMICO DEL PROGETTO
Quantità
A)
a,1
a.2
Importo
LAVORI
Oneri generali di sicurezza non soggetti a ribasso
SOMMANO
177.266,16
2.127,19
179.393,35
Importo
B)
b.1
SOMME A DISPOSIZIONE DELL'AMMINISTRAZIONE
Spese Generali (max 20 % di A)
Progettazione e coordinamento per la sicurezza in fase
b1.1 di progettazione
Direzione lavori, Contabilità, Coord. Sicurezza in fase di
esecuzione, misure e contabilità, certificato regolare
b1.2 esecuzione
b1.3 Studio geologico
b1.4 Spese commissioni giudicatrici
b1.5 Incentivi ex art 192 D.LGS 163 del 2006
max 20 %
35.878,67
11.200,00
2%
SOMMANO
b.2
b.3
b.4
b.5
b.6
b.7
b.8
Rilievi, accertamenti ed indagini
Oneri previdenziali professionali su spese generali
IVA (su spese generali e oneri previdenziali)
IVA sui lavori
Allacciamento ai pubblici servizi: Enel - AQP
Spese per pubblicità
Imprevisti
TOTALE SOMME A DISPOSIZIONE
TOTALE GENERALE
max 3 %
4%
22%
10%
18.000,00
2.000,00
1.000,00
3.587,87
35.787,87
4.300,00
1.288,00
9.102,69
17.939,34
1.000,00
1.000,00
188,75
70.606,64
250.000,00
13
INDICAZIONE DELLE ATTREZZATURE CHE DOVRANNO ESSERE FORNITE AL FINE DI RENDERE LA
STRUTTURA FUNZIONALE.
SPECIFICHE TECNICHE ATTREZZATURE MINIME IN DOTAZIONE ALL’ECOCENTRO.
Sul lato posto ad est dell’area adibita ad Ecocentro dovranno essere posizionati 4 cassoni scarrabili tipo
containers, la cui descrizione è riportata nella seguente
Tabella .
Tabella 1 Descrizione dei contenitori scarrabili tipo containers
Fornitura
N. 1 container per gli
ingombranti
N. 1 container per gli
sfalci e le potature
N. 1 container per gli
inerti
N. 1 container per gli
pneumatici
Caratteristiche
−
−
−
−
−
−
−
−
−
−
−
−
−
lunghezza totale esterna: 6.200 mm;
larghezza totale esterna: 2.500 mm;
altezza utile interna: 1.850 mm;
spessore lamiera fondo: 4 mm;
spessore lamiera pareti: 3 mm;
altezza gancio: 1.460 mm;
rinforzi obliqui sulle pareti;
traverse di rinforzo strutturali sotto la
lamiera del fondo e le slitte;
porte posteriori apribili in 2 ante con
maniglia centrale, complete di chiusura
di sicurezza azionata da maniglia
laterale con chiavistello di bloccaggio
orizzontale;
scaletta di accesso laterale;
ganci per telo copertura laterali;
Telo
di
copertura
scorrevole
impermeabile;
rulli
di
scorrimento
posteriori
intercambiabili.
Carico/Portata
± 25 m
3
Tutti i cassoni dovranno avere un’altezza di circa 2 metri ed essere dotati di porte posteriori apribili in due
ante e di copertura impermeabile scorrevole.
14
Sul lato posto a nord/est dell’area adibita ad Ecocentro dovranno essere posizionati 5 cassoni mini scarrabili
tipo containers, la cui descrizione è riportata nella seguente
Tabella
Tabella 2 Descrizione dei contenitori mini scarrabili tipo containers
Fornitura
N. 1 cassone per i metalli
N. 1 cassone per il vetro
N. 1 cassone per il legno
Caratteristiche
−
−
−
−
N. 1 cassone per la
plastica
−
N. 1 cassone per la carta
e il cartone
−
−
−
−
−
−
−
lunghezza totale esterna: 2920 mm;
larghezza totale esterna: 2000 mm;
altezza utile interna: 1600 mm;
lamiera fondo in acciaio: FE 510 B DA
50/10;
lamiera pareti in acciaio: FE 510 B DA
40/10
gancio di ancoraggio fissato su travi di
acciaio diametro 50 mm;
rinforzi obliqui sulle pareti;
porte posteriori apribili in 2 ante con
maniglia centrale, complete di chiusura
di sicurezza;
scaletta di accesso laterale;
ganci per telo copertura laterali;
Telo
di
copertura
scorrevole
impermeabile;
rulli
di
scorrimento
posteriori
intercambiabili.
Carico/Portata
±8m
3
15
Al di sotto della tettoia, adibita al ricovero temporaneo di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche
(R.A.E.E), dovranno essere alloggiati 3 containers e 2 contenitori la cui descrizione è riportata nella
seguente
Tabella .
Tabella 3 Descrizione dei contenitori alloggiati sotto la tettoia dei Rifiuti di
Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (R.A.E.E.)
Fornitura
N. 1 container per le
Apparecchiature
Elettriche
ed
Elettroniche “Freddo e
clima”
(frigoriferi,
congelatori, ecc.)
R.A.E.E. 1
Caratteristiche
−
−
−
−
−
−
−
−
−
−
−
−
Carico/Portata
lunghezza totale esterna: 6.200 mm;
larghezza totale esterna: 2.500 mm;
altezza utile interna: 1.850 mm;
spessore lamiera fondo: 4 mm;
spessore lamiera pareti: 3 mm;
altezza gancio: 1.460 mm;
rinforzi obliqui sulle pareti;
traverse di rinforzo strutturali sotto la
lamiera del fondo e le slitte;
porte posteriori apribili in 2 ante con
maniglia centrale, complete di chiusura
di sicurezza azionata da maniglia laterale
con chiavistello di bloccaggio orizzontale;
scaletta di accesso laterale;
ganci per telo copertura laterali;
rulli
di
scorrimento
posteriori
intercambiabili.
± 25 m
3
3
N. 1 container per le
Apparecchiature
Elettriche
ed
Elettroniche “Altri grandi
bianchi”
(lavatrici,
lavastoviglie, ecc.)
R.A.E.E. 2
−
−
−
−
−
−
−
−
lunghezza totale esterna: 6.200 mm;
larghezza totale esterna: 2.500 mm;
altezza utile interna: 1.250 mm;
spessore lamiera fondo: 4 mm;
spessore lamiera pareti: 3 mm;
altezza gancio: 1.460 mm;
rinforzi obliqui sulle pareti;
traverse di rinforzo strutturali sotto la
lamiera del fondo e le slitte;
− porte posteriori apribili in 2 ante con
maniglia centrale, complete di chiusura
di sicurezza azionata da maniglia
laterale con chiavistello di bloccaggio
orizzontale;
− ganci per telo copertura laterali;
− rulli
di
scorrimento
posteriori
intercambiabili.
± 25 m
N. 1 container per Tv e
monitor
R.A.E.E. 3
− misure esterne mm 2200 x 1500 x 1200
h;
− lamiera fondo in ferro FE 510 B da
20/10 in lastratura unica;
− lamiera pareti in ferro FE 510 B da
20/10 in lastratura unica;
− intelaiatura in tubolare ferro FE 510 B
±2m
3
16
−
−
−
−
−
−
da 60x40x30/10;
culla scarrabile realizzata con travi in
ferro FE 510 B INP da mm 120;
gancio di ancoraggio fissato su travi in
ferro FE 510 B, tondo pieno diam 30
mm in acciaio speciale;
porta con sistema di apertura a libro (2
ante) ancorate al cassone mediante 02
cerniere in ferro diam 35 mm;
doppia
chiusura
di
sicurezza
antinfortunistica, secondo la Legge
D.Lgs. 81/08 e s.m.i.. con leva laterale
per sblocco porta;
n. 2 rulli di scorrimento rinforzati in
acciaio FE 510 B diam. 168 mm;
ganci tendicorda e bloccaggio porta.
N. 1 contenitore per
apparecchiature
elettroniche di piccole
dimensioni
R.A.E.E. 4
− vasca di sicurezza esterna in acciaio;
− vasca
interna
in
polietilenee
rotostampato stabilizzato UV, che
conferisce
resistenza
chimica
(resistente ad acidi ed alcali, al contatto
con solventi e vernici e ad escursioni
termiche da –40 °C a + 60 °C).
− dimensioni esterne mm: 1320 x 1150 h
1040;
− dimensioni interne mm: 1130 x 960 h
690;
− dotato di portaforche antiribaltamento
per la movimentazione con trans-pallet
e/o muletti.
± 850 litri
N. 1 contenitore per
sorgenti luminose
R.A.E.E. 5
− contenitore in polietilene di colore giallo
idoneo allo stoccaggio di lampade
fluorescenti;
− dotato di bisaccione flessibile interno
richiudibile ed asportabile;
− pallettizzato;
− dimensioni mm: 1870 x 920 h 1060.
± 900 litri
I R.A.E.E. saranno depositati secondo i raggruppamenti di cui all’Allegato 1 del D.M. 185/2007.
17
Sempre al di sotto della tettoia dovranno essere alloggiati 7 contenitori la cui descrizione è riportata nella
seguente Tabella .
Tabella 4 Descrizione degli ulteriori contenitori alloggiati sotto la tettoia
Fornitura
Caratteristiche
Carico/Portata
N. 1 contenitore per oli
e grassi vegetali
− forma: cilindrica verticale;
− realizzato in polietilene antiacido antiurto
a tenuta stagna e con doppia parete;
− indicatore di livello a lancetta;
− cestello
scolafiltri
su
boccaporto
superiore apribile;
− dimensioni: Ø 960, h 1240 mm circa;
− colore: giallo;
− scritte d’uso, targa di collaudo e numero
seriale di matricola.
500 l
N. 1 contenitore per oli
minerali esausti
− forma: cilindrica verticale;
− realizzato in polietilene antiacido antiurto
a tenuta stagna e con doppia parete;
− indicatore di livello a lancetta;
− cestello
scolafiltri
su
boccaporto
superiore apribile;
− dimensioni: Ø 960, h 1240 mm circa;
− colore: nero;
− scritte d’uso, targa di collaudo e numero
seriale di matricola.
500 l
N. 1 contenitore per
accumulatori al piombo
− vasca di sicurezza esterna in acciaio,
protetta con vernice antiacido;
− vasca
interna
in
polietilene
e
rotostampato ad alto spessore atto a
isolare chimicamente ed elettricamente
gli accumulatori in esso contenuti dalla
struttura
autoportante
esterna.
Il
contenitore interno possiede un’elevata
resistenza chimica contro le eventuali
fuoriuscite dagli accumulatori di acido
solforico e contemporaneamente svolge
la funzione di isolante elettrico.
− dotato di portaforche antiribaltamento per
la movimentazione con muletti oppure
trans-pallet;
− dimensioni esterne mm: 1100 x 820 h
1040;
− dimensioni interne mm: 940 x 650 h 725;
550 l
− contenitore studiato e realizzato per il
trasporto e lo stoccaggio di batterie
esauste, in osservanza alle norme del
D.P.R.
N.
915
del
10/09/1982
ottemperante alle direttive vigenti in
materia di smaltimento rifiuti conforme
18
alla normativa COBAT dei cassonetti.
N. 1 contenitore per
cartucce
e
toner
esauriti
− forma: cilindrica verticale;
− realizzato in lamiera di acciaio con
smalto esterno antiruggine colore giallo;
− coperchio
superiore
apribile
con
serratura a chiave;
− bocchetta di introduzione antiprelievo;
− secchio interno per la raccolta delle
cartucce e dei toner esauriti;
− dimensioni: Ø 400 H 800 mm circa.
100 l
N. 1 contenitore per
prodotti
tossici
ed
infiammabili (T/F)
− forma: cilindrica verticale;
− realizzato in lamiera di acciaio con
smalto esterno antiruggine colore rosso;
− coperchio
superiore
apribile
con
serratura a chiave;
− bocchetta di introduzione antiprelievo;
− secchio interno per la raccolta T&/oF;
− dimensioni: Ø 400 H 800 mm circa.
100 l
N. 1 contenitore per
detergenti
− pianta quadrata, asse verticale;
− realizzato in lamiera di acciaio zincato
senza verniciatura;
− n. 4 piedi di appoggio a terra e sedi per
spostamento con muletto. Golfari per
sollevamento a vuoto.;
− predisposto per alloggiamento interno
con sacco big bag;
− dimensioni: 1000 x 700 x h tot. 700 mm
circa.
500 l
N. 1 contenitore per
solventi
19
Gli ambienti dell’area accettazione/ufficio dovranno essere arredati e dotati delle seguenti attrezzature:
N. 1 - PC Fisso, avente le seguenti caratteristiche:
− Processore almeno core i5
− Ram Almeno 4 GB
− HDD almeno 500 GB
− Scheda di rete
− Scheda video integrata/dedicata
− Monitor HD almeno 21’’
− Cavi di connessione, tastiera e mouse
N. 1 Scrivania rettangolare
La scrivania sarà provvista, sul piano, di un elemento di transito per i cavi, preferibilmente dotato di
una ribaltina, con cerniere a scomparsa e guarnizioni antipolvere, per consentire l’accesso dall’alto a
vaschette portacavi e portaprese posizionate sotto il piano.
La scrivania sarà altresì dotata di un supporto sottopiano per CPU; questo potrà essere un elemento
autonomo, su ruote, o costituito da un supporto appeso al piano o al montante scrivania,
posizionabile indifferentemente a destra o a sinistra.
Pannellatura frontale sottopiano di mascheratura (modesty panel), collocata in posizione arretrata
rispetto al bordo anteriore della scrivania, in modo da consentire l’inserimento delle sedute ospiti.
N.1 Cassettiera
Corpo e frontali cassetti in lamiera verniciata o in pannelli lignei, con ruote piroettanti.
A 3 cassetti o con 4° cassetto portacancelleria, con corpo interno metallico e guide metalliche con
cuscinetti di rotolamento in plastica.
Per la cassettiera a 3 cassetti, il primo cassetto deve comunque essere dotato di un contenitore
estraibile portacancelleria.
Chiusura centralizzata provvista di meccanismo antiribaltamento.
N. 1 Armadio contenitore alto
Armadio alto con ante a battente cieco, provviste di guarnizione antipolvere. Corpo in lamiera
verniciata o pannelli lignei. Ante in pannello ligneo coordinato alla finitura del piano scrivania,
completo di serratura con chiave. Attrezzatura interna: 5 ripiani regolabili in altezza.
N. 3 Sedute per ufficio da lavoro e visitatori
Le sedie o poltroncine devono essere stabili e devono permettere all’utilizzatore una certa libertà di
movimento e una posizione comoda. I meccanismi di elevazione e di inclinazione previsti devono
garantire una regolazione soggettiva della seduta in modo che questa sia adattabile alle diverse
esigenze operative, statura e posture degli utenti.
I sistemi di regolazione devono essere di facile uso, posti in modo da evitare azionamenti
accidentali. Le sedie o poltroncine, dotate di ruote, devono essere conformi alla norma UNI EN
1335-2 (resistenza al rotolamento)
Le dimensioni funzionali, di sicurezza e progettazione delle sedie o poltroncine per uso generale
devono essere conformi a quanto prescritto nelle norme UNI EN 1335-1e UNI EN 1335-2. Il
rivestimento potrà essere in fibra sintetica, tessuto lana, tessuto poliestere e pelle.
Come richiamato dal D.Lgsn° 626/94.
N.1 mobiletto per fax e stampante
Mobile di servizio multifunzione: per fax, stampante, fotocopiatrice, classificatori. Struttura in
truciolare ecocompatibile bilaminato melaminico spessore 18 classe E1. Top di almeno 600x560
mm. Vani sottostanti portaoggetti. Fornito di ruote. Produzione certificata conforme procedure UNI
EN ISO 9001
N. 1 stampante con fax e scanner
Funzione stampa: sì. Funzione copia: sì. Funzione fax: sì. Funzione scansione: sì. Sistema di
stampa: Tipologia di stampa: laser. Tecnologia di stampa: laser standard generica. Formato
massimo supportato: a4. Altri formati supportati: a5, b5,buste c5 (162 x 229 mm), buste c6 (114 x
162 mm). Qualità di stampa durata toner b/ n: 1.600 no pagine al 5%. Duty cycle mensile : 8.000 nr
pagine. Risoluzione di stampa: Soluzione stampa b/ n migliore orizzontale: 1.200 dpi. Risoluzione
stampa b/ n migliore verticale: 1.200 dpi.
N. 1 gruppo di continuità
Protezione avanzata per PC e sistemi Macintosh contro l'interruzione della corrente, curve anomale,
picchi e disturbi della linea elettrica. Sistema dotato di microprocessore incorporato in grado di
mantenere un livello di carica adeguato, fornendo una corrente in uscita consistente e aiutando a
20
prolungare la vita della batteria. Protezione di corrente da 220 Joules. La protezione dell'interruttore
deve permettere il ripristino rapido da eventi quali cortocircuito e sovraccarico. Garanzia a vita.
Impianto di videosorveglianza
La struttura dovrà essere dotata di un impianto di videosorveglianza con sistema di registrazione
diurna e notturna (in assenza di luce artificiale), monitor e sistema di backup dati in locale con Hard Disk da
almeno 250 Gb, con qualità di immagine in modalità digitale.
Detto impianto si rende necessario al fine di scongiurare depositi indiscriminati di rifiuti nelle aree adiacenti e
all’interno dell’ecocentro.
Il sistema di videosorveglianza sarà composto dalle seguenti minime dotazioni:
− N.01 Sistema di Network Video Recording centralizzato;
− N.01 Postazione di Regia per la visualizzazione delle immagini e la gestione del sistema
− N. 5 Postazioni di Ripresa;
Si dovranno fornire anche tutte le opere civili e non, necessarie alla posa in opera dell’intero sistema, fino
alla messa in esercizio dello stesso.
Tutte le telecamere dovranno essere ancorate su supporti (siano essi di nuova realizzazione o già presenti)
con adeguati kit di fissaggio che prevedano materiali plastico e/o acciaio inox (bulloneria,staffe, etc.).
Il posizionamento e la relativa inquadratura dovrà essere definita con l’ente che designerà per tale attività un
referente. Tale attività dovrà svolgersi con idonei mezzi e con adeguata console di monitoring per la
definizione dell’inquadratura.
Nel caso in cui risulti necessario, si dovrà prevedere la fornitura ed installazione di adeguati
sbracci/prolunghe sul palo o da parete per l’ancoraggio della videocamera con la migliore inquadratura. Tali
sbracci/prolunghe dovranno garantire la stabilità e la minor oscillazione delle videocamera.
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