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19. rassegna stampa 1 dicembre 2014

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RASSEGNA
Stampa
1 dicembre 2014
SOMMARIO
GdS – Grasso: nei momenti di crisi la mafia trova terreno fertile
La Sicilia – “Dite no a corruzione ed evasione fisco”
La Sicilia – Sarà riqualificato l’ex ospedale militare
GdS – Occhipinti (Idv): “Troppe code per gli studenti”
GdS – Edilizia, energia e medicina. La Sicilia è terra di inventori
GdS – Quattro giornate sull’economia al Sud
Repubblica – Quei vecchi privilegi da togliere ai burocrati di Alessandro Bellavista
GdS – L’intervista. Raimondi: “Ma l’esposto non vale per tutti i dipendenti”
La Sicilia – Caso Maggio, l’Università si oppone
Ufficio Comunicazione Istituzionale - Responsabile per la Rassegna stampa Giusi Inzinna - [email protected]
Giornale di Sicilia
data
pag
Palermo
29/11/2014
35
STERI. Lectio magistralis del presidente del Senato
Grasso: nei momenti di crisi
la mafia trova terreno fertile
**e «La mafia, come diceva Falcone, non è solo un fenomeno criminale altrimenti l'avremmo già distrutta. Purtroppo si addentra nella società, nell'economia e nella politica e
questo rende difficile il contrasto».
Lo ha detto il presidente del Senato
Piero Grasso nel corso della sua lectio magistralis nella sede del rettorato universitario. «In un momento dì
crisi per il lavoro come quello attuale - ha aggiunto - bisogna stare in
guardia contro la mafia perché in
questi casi può trovare terreno fertile. La mafia non ha una ideologia,
non ha colore politico anche perché
spesso si è rivolta anche a partiti non
tradizionali».
Rivolgendosi agli studenti univer-
presidente del Senato li ha
esortati a «dire no alla corruzione, all'evasione fiscale, alle spartizioni, ai
finanziamenti illegali, alla compravendita degli appalti pubblici, allo
svuotamento delle aziende pubbliche e private, alle estorsioni, agli sfregi ambientali, allo sfruttamento degli immigrati». Grasso ha ripercorso
le tappe dei suoi studi e della sua carriera, ricordando le fasi del maxiprocesso e la guerra di mafia, citando
spesso Falcone e concludendo con
gli incoraggiamenti ad andare sempre avanti con coscienza che gli fece
Caponnetto. Secondo Grasso «in Italia c'è una grave crisi di legalità e nascere a Scampia o allo Zen può segnare il destino di una persona».
Il presidente del Senato Pietro Grasso ieri ha tenuto una lectio magistralis
Università degli studi di Palermo — Servizio Stampa
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LA SICILIA
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Palermo
29/11/2014
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«Dite no a corruzione ed evasione fisco»
LECTIO MAGISTRALIS. Il presidente del Senato, Pietro Grasso, si è così rivolto agli studenti in Rettorato
LEONE ZINGALES
Lectio magistralis molto seguita quella che,
ieri, ha visto protagonista il presidente del
Senato Pietro Grasso, che ha avuto luogo
nella sede del Rettorato a Palazzo Steri.
Rivolgendosi agli studenti universitari
Grasso li ha esortati a «dire no alla corruzione, all'evasione fiscale, alle spartizioni, ai finanziamenti illegali, alla compravendita degli appalti pubblici, allo svuotamento delle
aziende pubbliche e private, alle estorsioni,
agli sfregi ambientali, allo sfruttamento degli immigrati».
- Grasso ha ripercorso le tappe dei suoi
studi in giurisprudenza e della sua carriera
in magistratura, ricordando la stagione del
maxiprocesso e le varie fasi della guerra di
mafia. Grasso ha citato più volte Giovanni
Falcone e ha concluso con gli incoraggiamenti ad andare sempre avanti con coscienza che gli fece Antonio Caponnetto.
Secondo il presidente del Senato «in Italia
c'è una grave crisi di legalità e nascere alle
Vele di Scampia a Napoli o allo Zen di Palermo può segnare il destino di una persona».
Alla fine della lectio magistralis il presidente del Senato ha ricevuto dal rettore dell'Università di Palermo, Roberto Lagalla il sigillo d'argento.
«La mafia - ha detto Grasso - va combattuta con ogni mezzo, con quello militare, sociale ma soprattutto quello culturale. Siamo
abituati a combattere con la mafia che spa-
ra, che commette stragi ma non quando si
inabissa e tesse silenziosamente la sua ragnatela di interessi. Bisogna stare attenti
che non sia il risultato di un consenso perchè
il pericolo è proprio questo che anche senza
mafia il metodo mafioso sia considerato
vincente».
«La mafia - ha proseguito - la combattono
i magistrati e le forze di polizia ma devono
agire in sinergia con le istituzioni. Per vince- •
re la mafia - ha concluso Grasso- non basta
la repressione ma occorre anche l'apporto
della società. L'assenza di manifestazioni
esterne eclatanti da parte della mafia ha
fatto perdere la percezione della sua pericolosità. Bisogna stare in guardia quando la
mafia si inabissa per tessere la sua tela».
Università degli studi di Palermo —Servizio Stampa
LA SICILIA
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pag
Palermo
30/11/2014
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SANITA'. L'azienda Policlinico pronta ad acquisire la struttura per farne un centro polivalente
Sarà riqualificato l'ex ospedale militare
Da ex cittadella della "salute" militare a centro polivalente sempre però legato alla sanità cittadina. Potrebbe essere presto risolto il destino dell'ex ospedale militare di corso Calatafimi ormai da anni dismesso e che fa parte dei cosiddetti "beni demaniali" che
lo Stato vorrebbe alienare.
Già un primo passo sembra che il ministero della
Difesa lo abbia compiuto. Se non ci saranno intoppi
burocratici, presto l'ex ospedale militare passerà
sotto l'egida dell'azienda ospedaliera universitaria
Policlinico.
I passaggi per la consegna definitiva del bene - si
tratta di un ampia area tra parco e immobili di oltre
centomila metri quadrati tra superfici coperte e scoperte - sembrano ben avviati, così' come conferma-
ti da indiscrezioni che trapelano non solo dal ministero ma anche dallo stesso assessorato regionale
della Salute.
Sembra pure che ci sarebbe un progetto di massima che vedrebbe in prima linea l'azienda universitaria con la collaborazione dell'assessorato alla Salute.
Siamo pur sempre sul piano delle ipotesi anche
se, qualcuno, soprattutto da piazza Ottavio Ziino, ci
confermano di riunioni che si sono svolte nel tempo sia con la Regione che con il Policlinico e lo
stesso Comando della Regione Militare Sud. E' naturale pure che ci sia un forte interesse anche da
parte dell'Università.
Secondo i rumors, il centro polivalente, che potrebbe nascere all'interno dell'ex cittadella dalla salute
militare, potrebbe portare notevoli benefici alla già
difficile logistica dell'attuale Policlinico che, com'è
noto è in fase di ristrutturazione e i cui lavori si concluderanno non prima dei prossimi 2-3 anni.
Dai corridoi dell'assessorato assicurano che il progetto potrebbe nei prossimi mesi vedere l'attuazione. Nei padiglioni storici dell'ex ospedale militare
potrebbero essere allocati l'amministrazione del Policlinico - in atto l'azienda paga un congruo affitto a
dei privati - la farmacia centralizzata; una moderna
centrale di sterilizzazione; ma si parla pure di un
moderno polo per la riabilitazione, così come si potrebbero- anche trasferire le attività formative e didattiche dell'università.
Università degli studi di Palermo —Servizio Stampa
A. F.
Giornale di Sicilia
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Palermo
30/11/2014
23
• Università
Occhipinti (ldv):
«Troppe code
per gli studenti»
*e* «Non è possibile che l'Università costringa le matricole e in genere
gli studenti ad estenuanti e inutili file». Lo dice il capogruppo di Idv in
Consiglio comunale Filippo Occhipin ,
ti:«I n questi giorni le procedure di immatricolazione costringono tanti futuri studenti ad attese interminabili
e procedure farraginose, impensabili
in un'epoca informatizzata come la
nostra. Gli studenti, dopo la procedura on line, sono infatti costretti a tornare personalmente ìn segreteria».
Università degli studi di Palermo — Servizio Stampa
Giornale di Sicilia
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Palermo-tempo libero
1/12/2014
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Una giornata per premiare i «cervelli» di casa nostra. Riconoscimenti alle migliori idee e attività di impresa capaci di far conoscere un marchio lontano dai soliti stereotipi
Edilizia, energia e medicina
La Sicilia è terra di inventori
Anche le università sono pronte ad accaparrarsi i giovani talenti in crescita
Le prern'azioni nell'Innovation Makers Day, dove si celebra l'estro dell'Isola
Osvaldo Esposite
PALERMO
e visite lampo di Renzi nell'Isola saio state caratterizzate da ima volontà precisa in direzione di una visi°, ne più ampia dei nostri territori. La settimana scorsa a Catania il premier ha avuto un incontro con i giovani imprenditori
presso il Working Capita! Telecom Accelerami-, mentre qualche
mese fa, a Palermo, il meeting avvenne nei local della startup Mosaicoon, sotto i sole di Mondello.
Forse il vento sta cambiando e la
punta di diamante del Mezzogiorno d'Italia po:rebbe essere proprio la Sicilia, deputata già da tempo ad assumete un ruolo prioritario nello sviluppo di eccellenze riconosciute a livello mondiale in
campo tecnobgico. Negli ultimi
anni la valle dell'Etna è stata paragonata alla Silicon Valley d'Europa e sembra ,-.he tutte le startup
più originali abbiano sede in Sicilia, come dimostrano i risultati ottenuti da diversi giovani neoimprenditori impegnati in attività
creative ad alt tasso d'innovazione tecnologica.
I segnali atrivano da più parti,
con eventi, manifestazioni, convegni che stanne alimentando un circuito sempre più ampio, sostenuto da sponsor privati e da enti pubblici, con le università già pronte
ad affrontare un futuro di talenti
in crescita. Riconoscere le qualità
delle nostre eccellenze è un esercizio utile a divulgare e diffondere la
contaminazione delle idee per allargare il campo d'azione sul territorio, a seminare una cultura d'impresa che guardi oltre i confini dell'isola, in competizione con il
mondo intero. Ventisei eccellenze
siciliane che si sono distinte con
l'innovazione tecnologica saranno celebrate domani pomeriggio
in un inedito talent awards che
avrà luogo nei prestigiosi locali di
Castello Utveggio. Innovation
Makers Day è la rassegna, voluta
dal presidente del Cerisdi, Salvatore Parlagreco, riservata ai giovani
talenti che con il loro ingegno e la
loro abilità, hanno saputo evidenziare l'estro siciliano nel campo
scientifico e tecnologico. Una giornata nella quale verranno premiati i cervelli di casa nostra, secondo
Università degli studi di Palermo —Servizio Stampa
un modello cerimoniale tipico di
un'Academy awards. Un modo,
per o maggiare e diffondere il valore dello studio e del sacrificio applicato alla creatività. Ad essere
premiate le migliori idee e le attività di impresa capaci di far conoscere un "marchio Sicilia" lontano dagli stereotipi popolari.
Le premiazioni avverranno alla
presenza di Umberto La Commare, in rappresentanza dell'Univer-
data
Giornale di Sicilia
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Palermo-tempo libero
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1/12/2014
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Sopra Marco Sciuto, Carlo Sciutoe
d Pierluigi ByuFtteirt
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di «Park
Smart». A sinistra un'immagine eii pp
sità di Palermo, dell'assessore Purpura e dei membri di Confindustria, Albanese e Salerno. A fare gli
onori di casa il presidente del Cerisdi, che sottolinea «con questa prima edizione del premio all'eccellenza il Cerisdi intende proporre
all'attenzione generale il valore
scientifico e il marchio d'impresa
siciliano nel mondo. Un percorso
che si coniuga con l'attività improntata al management e all'in-
novazione che l'Istituto di Castello Utveggio ha nella propria rnission istituzionale. Siamo certi che
l'unico modo per rispondere al i
meglio al mercato e al valore scientifico della Ricerca sia innovare e
far conoscere soprattutto il valore
dell'innovazione. Lavorare per accrescere la competitività e essere ,
di supporto al miglioramento costante della conoscenza è un obiet- ,
tivo sociale irrinunciabile».
Università degli studi di Palermo —Servizio Stampa
Giornale di Sicilia
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Palermo
1/12/2014
17
O Università
Quattro giornate
sull'economia al Sud
se. «La Grande Bellezza per un nuovo Rinascimento» è il tema delle «Le
Giornate dell'Economia del Mezzogiorno», che si svolgeranno da oggi a giovedì organizzate da Diste Consulting e
Fondazione Curella. Cerimonia d'apertura e primo appuntamento oggi dalle
g, alla Scuola di Scienze Umane e del
Patrimonio Culturale, nell'aula magna
dell'Edificio 12 (viale delle Scienze). Intervengono Alessandro La Monica, Leoluca Orlando e Pietro Busetta.
Università degli studi di Palermo —Servizio Stampa
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LA REP UUBLICA
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Palermo prima pagina
29/11/2014
I
L'ANALISI
Quei vecchi privilegi
da togliere ai burocrati
ALESSANDRO BELUWISTA
, S uquesto giornale è statoriportato un dato: più di 300
dirigenti lavorano nei beni
culturali in Sicilia.
SEGUE A PAGINA XVII
Università degli studi di Palermo —Servizio Stampa
LA REPUBBLICA
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Commenti
29/11/2014
XVII
QUEI VECCHI PRIVILEGI
DA TOGLIERE AI BUROCRATI
ALESSANDRO BELLAVISTA
sé stessi; altri ancora sono collocati
in una sorta di cimitero degli elefanti rappresentato dall'adibizioENTRE nello Stato sonopoco più
di 190 In altri termini, la Si- ne a compiti di studio e di ricerca.
Queste promozioni di massa
cilia ha, in questa specifica
hanno avuto però la conseguenza
aerea, più dirigenti del ministero. A
di aumentare i trattamenti retticiò si aggiunge la cronica mancanbutivi dei nuovi dirigenti regionali:
za di fondi per il funzionamento dei
sia per distinguerli dalle altre catevari siti, perché ovviamente le rigorie di personale sia in virtù delsorse vanno primariamente destil'equiparazione ai dirigenti dello
nate al pagamento degli stipendi.
Stato, grazie all'illusione ottica geNon è certo nuova la notizia di un
nerata dalla legge del 2000. R tutto
eccesso di dirigenti ( ma anche di
ha avuto il suo peculiare condipersonale tout cotut ) nell'amminimento in salsa sicilianista: come ha
strazione regionale, ma ogni volta
piùvolte segnalato la Corte dei conche viene riproposta desta sconti, nei primi anni duemila, i diricerto. Basti segnalare che, in base
genti siciliani ( ma anche gli altri
all'ultima relazione della Corte dei
colleghi) hanno avuto incrementi
conti, in Siciliav'è "mediamente un
stipendialibenpiùfavorevoli delloclirigente per ogni otto dipendenti"
ro omologhi statali.
e che "tale dato non appare ragioOra i nodi sono venuti al pettine
nevole e si pone al di sopra della me- .
a causa della situazione di crisi fidia nazionale, poiché il rapporto
nanziaria, al limite del default, che
nelle regioni a statuto ordinario è di
affligge la Regione. Si tratta di adotun dirigente ogni sedici dipendentare provvedimenti drastici. Forti, e in quelle a statuto speciale di
me di mobilità obbligatoria presso
uno a diciannove".
Le origini del problema risalgo- gli uffici sguarniti di personale, anche degli enti locali e delle altre
no alla stessa nascita della regione
amministrazioni pubbliche non resiciliana la cui classe politica ha
gionali. Erogazione del salario acsempre praticato politiche clientecessorio strettamente legata a palari volte a riempire gli uffici di personale indipendentemente dalle rametri che misurino effettivi inreali esigenze organizzative. In crementi di produttività e la reale
soddisfazione dell'utenza-Valorizparticolare, l'attuale sovrabbondanza di dirigenti in Sicilia è frutto
di una legge bipartisan del 2000
che, nei recepire le importanti
riforme amministrative nazionali,
costituì l'occasione per reali77are
quello che, tra gli addetti ai lavori,
è denominato il "salto della quaglia". E cioè, più di duemila dirigenti della Regione vennero, ex lege, equiparati ai dirigenti dello Stato. Il che avvenne sebbene i primi
non svolgessero le funzioni dei secondi, a causa della ditiersità delle
strutture organizzative e delle norme di stato giuridico operanti nelle
rispettive amministrazioni. L'equiparazione ha prodotto effetti
perversi. L'enorme numero di dirigenti siciliani era di fatto inutilizzabile in un apparato non sufficientemente grande da potere assorbire tutti. Ciò ha determinato il risultato che molti dirigenti non svolgono compiti dirigenziali; altri non
hanno alcun ufficio di una minima
consistenza e si limitano a dirigere
SEGUE DALLA PRIMA DI CRONACA
M
zazione del merito e non della fidelizzazione politica nell'attribuzione degli incarichi. Eliminazione di
privilegi e dinorme di salvaguardia
del trattamento economico percepito che non hanno rapporto con il
valore delle funzioni esercitate.
Riorganizzazione completa della
macchina regionale improntata ai
principi di sobrietà e che determini
una generale riduzione di tutte le
indennità variabili. E così via.
Tuttavia, per fare ciò è necessario un governo regionale che si assuma pienamente la responsabilità politica di un progetto del ge- ‘i
nere per il bene dell'intera Sicilia. Il
che presuppone il possesso di una
grande maturità, perché, come dice Shakespeare, la maturità è tutto".
Università degli studi di Palermo —Servizio Stampa
0 RIPRODUZIONE RISERVATA
44.
Più di 300
dirigenti
lavorano nei
--- Beni
culturali
alla Regione
Assunzioni
e qualifiche
spesso frutto
di accordi
politici
bipartisan
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Giornale di Sicilia
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pag
Economia
L'INTERVISTA.
data
29/11/2014
15
I l docente di di ritto amministrativo: «Esclusi magistrati o militari. Lecito sperare in una pronunzia favorevole alla fine del blocco, ma non sono ottimista»
Raimondi:«Ma l'esposto non vale pertutti i dipendenti»
Filippo Passantino
«L'azione dei sindacati riguarda allo stato attuale solo il personale della pubblica amministrazione contrattualizzato, come ad esempio i dipendenti degli enti locali o quelli ministeriali e delle aziende sanitarie».
Lo spiega Salvatore Raimondi, già
ordinario di Diritto amministrativo
dell'Università di Palermo e presidente dell'Associazione Avvocati
amministrativisti della Sicilia, in merito al ricorso sul blocco dei contratti nella pubblica amministrazione
annunciato dalle parti sociali. Non
riguarda invece, secondo l'esperto,
categorie come magistrati, militari
e docenti universitari.
•c• Come giudica la decisione
dei sindacati?
«Con un decreto legge del maggio
2010 è stato disposto il blocco dei
contratti del pubblico impiego per
il triennio 2010 -2013. Per gli anni
2013 e 2014 è stata prevista invece la
contrattazione solo relativamente
alla parte normativa e senza possibilità di recupero per la parte economica. Al contempo è stato disposto
il blocco delle retribuzioni per il personale non contrattualizzato (magistrati, avvocati dello Stato, militari e
polizia, diplomatici, docenti universitari, ecc.) per gli anni 2011, 2012,
2013.11 blocco è stato prorogato per
il 2014. È più che comprensibile che
i sindacati promuovano l'azione
che è stata prearmunziata. Riguarda però, allo stato attuale, soltanto il
personale contrattualizzato, come
si desume dal fatto che si sono rivolti al giudice del lavoro di Roma».
mie Ci sono stati in passato altri
pronunciamenti della Consulta
In materia?
«Per il personale a rapporto di diritto pubblico, vale a dire non contrattualiz7ato, la Corte costituzionale
ha avuto occasione di pronunziarsi.
Soltanto relativamente ai magistrati la Corte con una sentenza del
2012 ha ritenuto la norma incostituzionale. Ha spiegato nella motivazione che si pronunziava per l'incostituzionalità, perché le norme che
prevedono gli incrementi delle retribuzioni per i magistrati hanno la finalità di mettere al riparo la magistratura da qualsiasi forma di interferenza che possa, sia pure potenzialmente, menomarne l'autonomia e l'indipendenza, sicchè vanno
mento dello stop alle assunzioni
da provvisorio diventi strutturale? Cioè che resti in vigore per lungo tempo?
«Non può diventare strutturale, ma
può essere prorogato ancora per an- ,
ni. Le ragioni del blocco dei contratti e delle retribuzioni, se guardiamo
la situazione dell'economia, di certo non sono venute meno, ma francamente dopo cinque anni riesce
difficile ritenere che ci si trovi ancora di fronte a misure temporaneamente limitate, sicché sarebbe lecito sperare in una pronunzia favorevole alla cessazione del blocco. Tuttavia personalmente non sono ottimista, nel senso che sembra difficile che la Corte costituzionale accolga la questione di costituzionalità».
Salvatore Raimondi
otto Quali indicazioni ha fornito
il governo Renzi su questo tema?
mantenute. Relativamente ad altre «Non mi risulta che il governo Renzi
categorie del pubblico impiego non abbia fornito chiare indicazioni al ricontrattualizzato, la Corte costitu- guardo». (FP*)
zionale ha costantemente ritenuto
infondata la questione di costituzionalità».
*•• Quali possibilità hanno i sindacati& riuscire a sbloccare i contratti nelle pubbliche amministrazioni?
«Rispondere a questa domanda è
davvero difficile. Va ricordato che la
Corte, nel fare salve le disposizioni
che hanno previsto il blocco delle retribuzioni, ha ravvisato «nel carattere eccezionale, transeunte, non arbitrario, nonché temporaneamente limitato» la «non irragionevolezza
della misura».
C'è il rischio che il provvedi-
Università degli studi di Palermo —Servizio Stampa
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LA SICILIA
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Catania
29/11/2014
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Caso Maggio, l'Università si oppone
Il rettore: «Interpretazioni creative, se non interessate, sulla vicenda»
Non è ancora stata detta l'ultima parola esisterebbe alcun braccio di ferro, si
sul "pasticciaccio" della revoca (prima) e tratterebbe (come al solito), di interdel reintegro (poi) dell'ex direttore gene- pretazioni creative dei giornalisti, cosa
che ha tenuto a precisare lo stesso retrale dell'Università Lucio Maggio.
Come si ricorderà, Maggio era stato tore Pignataro: «Dispiace rilevare ancoreintegrato dieci giorni fa nel suo ruolo, ra una volta - ha infatti dichiarato - che
dal giudice del Lavoro al quale si era ri- alcune letture, anche giornalistiche,
volto per contestare la revoca del suo abbiano negli ultimi giorni interpretamandato avvenuta sei mesi fa. Sembra- to in modo creativo (se non interessava tutto risolto e, invece, l'Università ha to) le vicende legate al ricorso del dott.
deciso di impugnare l'ordinanza del Tri- Maggio come una."fantasiosa" disputa
personale o tra singoli individui. Corre
bunale del lavoro.
Lo ha fatto sapere lo stesso Ateneo il l'obbligo di ricordare quanto è ovvio ed
quale in un comunicato ufficiale informa evidente ad uno sguardo minimamenche l'Avvocatura distrettuale dellaStato te disinteressato: ovvero che l'Ateneo,
(difesa tecnica dell'Università) «all'esito nella piena maggioranza dei suoi orgadi un attento vaglio dell'ordinanza che ni e delle sue strutture, ha inteso e inha disposto il reintegro del dott. Maggio, tende affermare quella che ritiene esravvisa la necessità, a tutela dei superio- sere una visione corretta del rapporto
ri interessi dell'Amministrazione uni- tra direttore generale e Organi di goversitaria, di presentare reclamo alla verno dell'Ateneo stesso (Consiglio di
medesima ordinanza. Essa, pertanto, ha Amminishizione in primis).
provveduto a depositare l'atto di reclaSe il dott. Maggio, col ricorso e la legitmo al Tribunale del lavoro, presentando, tima difesa della sua azione passata, ha
allo stesso tempo, istanza di sospensio- ribadito un'interpretazione, di certo inene dell'efficacia dell'ordinanza».
dita, del direttore generale quale organo
«L'Ateneo, come accade in ogni ipote- monocratico se non autocratico, l'Ateneo
si di contenzioso - ha spiegato il rettore afferma l'idea - corroborata anche da
Giacomo Pignataro - nel pieno rispetto passaggi importanti e sostanziali della
degli strumenti dell'ordinamento giuri- recente ordinanza, aldilà del suo esito dico, non può che operare per garantire che esista e debba esistere, nel pieno rila tutela degli interessi dell'Amministra- spetto delle funzioni e delle prerogative
zione, coerentemente con le valutazioni di ciascuno in un'organizzazione comgiuridiche fornite dai tecnici, in partico- plessa, un rapporto di subordinazione
lare quando si tratta di un organo istitu- funzionale e gerarchica tra Consiglio di
zionale quale è l'Avvocatura dello Stato. Amministrazione e direttore generale; e
Si attende, quindi, serenamente l'esito ciò unicamente ai fini del buon andadell'iter giudiziario, al quale l'Ateneo si mento del servizio universitario e a difeconformerà pienamente».
sa delle prerogative dell'istituzione stesLa battaglia tra Università e il suo ex sa. Va altresì rilevato che la stessa ordidirettore generale Maggio è, dunque,
tutta da giocare e, sulla questione, non
Continua la querelle a colpi di carta
bollata tra l'ex direttore generale e
l'Università. Reclamo dell'awocatura
dello Stato contro il reintegro
nanza ha ribadito la piena legittimità
delle procedure di eccezione e conte- i
stazione poste in essere dal Consiglio di
Amministrazione, sgombrando il campo
da qualsiasi supposta prevaricazione o
pregiudizio personale nei confronti di'
chicchessia. Nel contempo - afferma il
prof. Pignataro - prosegue il lavoro per il
quale l'Ateneo e la sua Amministrazione
sono chiamati ad operare. È necessario
se non urgente, infatti, rispondere oggi a
problemi annosi e che si sono negli ultimi anni fortemente inaspriti; è oggi ur- .
gente rilanciare le performance, talora
non soddisfacenti, dell'Ateneo a più livelli, dalla didattica (numero di abbandoni, studenti fuori corso...) all'internazionalizzazione della ricerca, dall'azione
di risparmio e razionalizzazione della
spesa nei servizi (anche esterni) alla trasformazione decisa della macchina amministrativa, affinché essa operi finalmente in modo trasparente e sinergico,
valorizzando competenze e professionalità reali e coniugando autonomia e
responsabilità dei corpi accademici e
amministrativi.
A tal fine, azioni e decisioni importanti sono state già messe in campo dagli
Organi di governo e, nelle prossime settimane, in incontri e conferenze programmatiche dedicati specificamente ai
temi della didattica, della ricerca e dell'organizzazione, il rettore, i suoi delegati e gli organi dell'Ateneo illustreranno
un crono-programma di obiettivi strategici e ulteriori azioni amministrative
d'indirizzo alle quali informare, nei prossimi mesi, un ineludibile e robusto processo di rilancio della nostra Università».
Il Tribunale del Lavoro aveva
accolto il ricorso del dirigente
"revocato" sei mesi fa
che era stato reintegrato dal giudice
Università degli studi di Palermo —Servizio Stampa
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