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All.A) MIX SOCIALE - Comune di Bologna

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COMUNE di BOLOGNA
SETTORE SERVIZI per l'ABITARE
Piazza Liber Paradisus, 10/A – 40129 Bologna
Tel. 051 2194332 - Fax 051 2193740
e-mail: [email protected]
PROGETTO DI MiX SOCIALE NEL COMPARTO DI EDILIZIA RESIDENZIALE
PUBBLICA IN VIA RIMESSE 21-23-25-27
NELL'AMBITO DEL PROGETTO “BUILD-SEE” (SEE/D/0320/4,1/X), FINANZIATO
DAL PROGRAMMA DI COOPERAZIONE TERRITORIALE EUROPEA
SOUTH EAST EUROPE
1. PREMESSA
All'interno
del
progetto
“BUILD-SEE”,
finanziato
dal
programma
di
Cooperazione
Territoriale europea South East Europe, il Comune di Bologna ha proposto come “caso di
studio” un'azione sperimentale che mira ad un nuovo modello di assegnazione degli alloggi
ERP, secondo i criteri di mix sociale, così come previsto dal nuovo regolamento di
partecipazione alla graduatoria e di assegnazione di alloggi ERP (P. G. n° 269923/2012).
Per MIX SOCIALE si intende la possibilità di ottenere una composizione variegata degli
abitanti di un comparto abitativo, in termini sociali, culturali, economici, demografici e di
provenienza.
2. DESCRIZIONE
Per la realizzazione di tale azione sperimentale è stato individuato il comparto di via
Rimesse, ai civici 21 – 23 - 25 e 27 dove a partire da settembre 2014 saranno inseriti 55
nuclei familiari per assegnazione diretta e/o mobilità da altro alloggio ERP.
Tale assegnazione avverrà secondo la seguente suddivisione:
a) n° 28 alloggi per nuove assegnazioni da bando ERP;
b) n° 27 alloggi per assegnazioni da graduatoria mobilità da altro alloggio ERP
Il progetto avrà una durata indicativa di 8 mesi e verrà svolto nel periodo Settembre 2014
– Aprile 2015.
Il Settore Servizi per l'Abitare – Comune di Bologna, in attuazione della determinazione
dirigenziale P. G. 328002/2013 ha proceduto alla selezione di un soggetto giuridico
(associazione o cooperativa sociale) a cui affidare, mediante procedura aperta, il servizio
di mediazione sociale da realizzarsi in tale comparto.
All'interno del progetto europeo si è costituito un gruppo di lavoro sulla coesione sociale,
coordinato da due docenti della facoltà di Sociologia della Università di Bologna, che hanno
proposto un modello di mix sociale da testare sul campo al fine di valutarne la efficacia e
replicabilità in altri contesti analoghi nel territorio comunale o nell'area metropolitana.
L'obiettivo del progetto di MIX-SOCIALE è quello di valutare la efficacia del modello
applicato e di costruire un percorso di accompagnamento dei nuovi assegnatari, finalizzato
a facilitare il loro inserimento, in collegamento con i servizi sociali territoriali e l'Ente
gestore.
3. OBIETTIVI GENERALI
Oltre alla sperimentazione del
modello del mix sociale finalizzato alla verifica della sua
efficacia e replicabilità, il servizio di mediazione sociale che è stato previsto dovrà
perseguire i seguenti obiettivi:

sostenere un percorso di accompagnamento all'ingresso in alloggi di nuova
ristrutturazione di nuovi utenti e/o utenti in mobilità da altri alloggi ERP, facilitando
il loro inserimento nel comparto in oggetto;

favorire buone relazioni di vicinato;

aumentare il senso di comunità e la mutua collaborazione tra gli abitanti;

sostenere la coesione sociale ed l'interazione culturale tra gli abitanti;

educare i nuovi inquilini alla corretta gestione degli impianti/dispositivi tecnologici
presenti negli alloggi;

promuove la conoscenza e il rispetto dei regolamenti condominiali;

promuovere la corretta autogestione degli spazi comuni;

promuovere lo sviluppo della cultura del rispetto per l'ambiente e la cosa pubblica.
IL MODELLO DEL MIX SOCIALE
Il modello proposto costituisce una ipotesi di lavoro che coinvolge attivamente Comune di
Bologna, ACER e gruppo di ricerca esterno, e per una sua replicabilità in altri contesti di
edilizia residenziale pubblica necessita di essere integrato con i dati disponibili relativi ai
profili
socio-demografici
e
socio-economici
degli
assegnatari
nonché
i
dati
sulle
controversie registrate da ACER con un supplemento di indagine prevalentemente
qualitativo volto a cogliere eventuali situazioni conflittuali già esistenti o latenti e più in
generale il clima sociale presente all’interno del comparto in cui si interviene.
Per quanto riguarda il presente comparto di Via Rimesse ci si è riferiti ai dati qualiquantitativi che è stato possibile raccogliere con la collaborazione di ACER e dei Servizi
Sociali Territoriali del Quartiere San Vitale che hanno contribuito alla fase di indagine
conoscitiva.
L’ipotesi di mix sociale proposta risponde a 3 requisiti:
1) favorire un mix sociale all’interno del comparto;
2) replicabilità in altri contesti cittadini;
3) integrazione nel quadro delle risposte complessive al disagio abitativo presente in città,
in modo da evitare la formazione di comparti “d’élite” e altri inevitabilmente segnati da
una elevata concentrazione di casi socialmente molto svantaggiati.
Tutto ciò premesso, con riferimento al comparto e sulla base della documentazione
raccolta, sia con riferimento al comparto sia all’area statistica denominata “Cirenaica” in
cui il comparto si colloca, si segnala in primo luogo che tra gli attuali nuclei assegnatari, e
i relativi componenti, si registra un significativo grado di mix sociale testimoniato da uno
scostamento complessivo non particolarmente rilevante dalla popolazione nelle zone
adiacenti. Il numero contenuto delle violazioni del Regolamento segnalato da ACER, pur
con tutti i limiti precedentemente evidenziati, può costituire una conferma di una
situazione esistente non particolarmente problematica che può essere correlata al grado
di mix sociale esistente.
Pertanto con riferimento ai nuovi assegnatari si suggerisce di integrare la riflessione sul
mix sociale con un’attenzione particolare ai gruppi sociali che possono essere considerati
potenziali attivatori di comunità.
In questo senso si ritiene che possano essere considerati potenziali attivatori di comunità:
1) famiglie con minori 0-14 anni;
2) anziani 65-79 anni.
Parallelamente si dovrebbe intervenire sulla presenza all’interno del gruppo dei nuovi
assegnatari di soggetti deboli, nella gran parte dei casi già conosciuti dai servizi.
Sulla base di queste premesse, ragionando in termini di numeri di componenti ed
ipotizzando, data la tipologia degli alloggi da assegnare, un numero oscillante tra 130 e
180, si suggerisce:
1) di portare al 20% la quota di minori 0-14 anni (di cui almeno un 50% in fascia 0-6 anni
e un 50% di origine straniera). Nella individuazione di questo target non devono rientrare
casi sociali già conosciuti;
2) di portare almeno al 25% la fascia 65-79 anni (con una percentuale del 50% compresa
tra i 65 e 70 anni). Anche in questo target non devono rientrare casi sociali già conosciuti;
3) in considerazione della attuale presenza percentuale di casi sociali nel comparto, si
suggerisce di mantenerla intorno al 20%.
Ovviamente, in linea tendenziale, il mix sociale proposto dovrebbe realizzarsi all’interno di
ogni singolo numero civico.
La ipotesi di modello di mix sociale è stato redatta da:

prof. Marco Castrignanò (professore associato presso il Dipartimento di Sociologia e
Diritto dell’economia dell’Università di Bologna, insegna Metodologia e tecnica della
ricerca sociale sul territorio, Sociologia urbana e Sviluppo territorio e ricerca
sociale. Svolge la sua ricerca principalmente sui temi dell’esclusione sociale e delle
recenti trasformazioni urbane.)

prof. Maurizio Bergamaschi
(professore associato presso il Dipartimento di
Sociologia e Diritto dell’economia dell’Università di Bologna, insegna Sociologia dei
servizi sociali di territorio e Sociologia delle migrazioni. Svolge attività di ricerca in
particolare sui processi di esclusione sociale e di impoverimento in ambiente
urbano)
in qualità di consulenti scientifici della Fondazione Alma Mater per il progetto europeo
BUILD SEE, con il contributo del gruppo di lavoro costituitosi per il progetto composto da
Inti Bertocchi (Settore Servizi per l'Abitare), Roland Jace (Settore Servizi per l'Abitare),
Viviana Verzieri (Istituzione per l'Inclusione Sociale), Gina Simoni (Quartiere San Vitale),
Piergiacomo Braga (Acer Bologna), Angela Santangelo (Università di Bologna), Stefania
Proli (Università di Bologna).
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