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Borgo diffuso di Bossico

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L’ECO DI BERGAMO
GIOVEDÌ 21 AGOSTO 2014
Provincia
Contro le vacanze di massa
la formula dello slow tourism
Il nuovo concetto di «slow tourism», turismo
lento, risponde a una nuova filosofia del viaggiare che privilegia la qualità dell’offerta e l’accoglienza in contrapposizione al turismo di massa.
[email protected]
www.ecodibergamo.it/cronaca/section/
L’accoglienza
che vince la crisi
A Bossico il borgo
turistico diffuso
Il progetto punta su cultura, ambiente e tradizioni
La regia a un’associazione di cittadini e operatori
Il vicesindaco: niente cemento, ma valorizzazione
Bossico
GIUSEPPE ARRIGHETTI
Solo una comunità che riscopre la propria storia culturale,
sociale, economica e architettonica, e che la trasforma in un
motivo di appartenenza e di
orgoglio identitario, essendo
questa storia unica e irripetibile, può trasmettere al turista e
al visitatore emozioni e sensazioni che non trova da nessun’altra parte al mondo. E siccome il viaggiatore di oggi cerca
prima di tutto di fare esperienza di luoghi, saperi, cibi e tradizioni, le località che sanno trasmettergli il proprio dna sono
quelle che hanno maggior fortuna anche dal punto di vista
economico.
Una regia territoriale
Partendo da questi presupposti, a Bossico l’amministrazione comunale ha spinto un
gruppo di cittadini e operatori
privati a dar vita all’associazione «Bossico Borgo Turistico
Diffuso» che ambisce ad essere
la cabina di regia territoriale,
in modo che l’offerta turistica
non sia più individuale e lasciata al singolo operatore ma diventi un gioco di squadra.
L’obiettivo a cui ambiscono albergatori, aziende agricole,
sportivi, proprietari di appar-
Marinella Cocchetti
tamenti da affittare è che i turisti, a Bossico, si sentano «ospiti».
«Sono convinta che il nostro
paese – esordisce Marinella
Cocchetti, ex sindaco di Bossico, attuale numero due in municipio, che ha spinto fortemente per la nascita del Borgo
e che ancora oggi lo segue da
vicino – abbia grandi potenzialità in questo ambito e noi amministratori abbiamo il dovere
di provare a creare posti di lavoro con il turismo, offrendo
occupazione e soddisfazioni lavorative ai giovani e alle donne
di Bossico».
No a nuove costruzioni
«Questo progetto – aggiunge il
vicesindaco – non prevede la
costruzione di nuovi edifici o
di nuove strutture, perché al
contrario ci fa capire che abbiamo già tutto ciò di cui abbiamo bisogno: si tratta solo di
valorizzarlo, iniziando ad apprezzarlo a partire da noi stessi».
Una bella dose di iniezione
di fiducia è arrivata da Roberto
Seppi, ex direttore dell’Apt di
Bolzano, nato proprio a Bossico e consulente della provincia
di Bergamo. È stato lui per primo, ormai cinque anni fa, ad
avviare il processo di riscoperta delle attrattive del paese dell’alto Sebino ed è stato ancora
Seppi a fornire lo schema del
progetto del borgo turistico
diffuso agli operatori privati di
Bossico.
Accoglienza personalizzata
«Oggi si parla di slow tourism
– spiega Seppi - che è una nuova
e precisa filosofia di fare vacanza e di viaggiare in crescita sia
numericamente che culturalmente a livello nazionale che
internazionale». Con lo slow
tourism «si predilige la selezione qualitativa dell’offerta alla
quantità e al qualunquismo
dell’offerta; la cura e la cultura
dell’accoglienza «personalizzata» dell’ospite rispetto alla
standardizzazione dell’accoglienza di massa; la ricerca del-
A Bossico le feste e le
tradizioni locali sono
motivo di attrazione: una
carta in più per avviare il
progetto del borgo diffuso
L’iniziativa
verrà illustrata
sabato in un
incontro pubblico
le autenticità, delle originalità
e delle unicità di interesse turistico di un territorio all’imitazione e l’importazione di mode, di servizi e di eventi non
attinenti alla propria tradizione».
La presentazione
Le feste dedicate
a pane e formaggio
sono motivo
di richiamo
Sabato sera il progetto del Borgo Turistico Diffuso verrà presentato ufficialmente alla popolazione di Bossico nel corso
di un incontro pubblico in
piazza Cavour (dove ha sede
l’associazione) durante la quale la presidente Paola Sterni
insieme a tutti i componenti
del direttivo illustreranno lo
spirito che anima l’associazione e i fronti su cui intende
muoversi.
Pronto anche lo slogan: l’altopiano del lago d’Iseo
Disteso al sole. Ecco come appare Bossico a chi risale la
statale 42 e imbocca il rettilineo
tra Piangaiano e Sovere. Lassù
c’è un paese, dominato dal monte Colombina (sulle carte indicato come monte Valtero, 1.459
metri di quota), illuminato dal
sole anche quando i paesi del
fondovalle sono ancora al buio
o già in ombra.
Grazie alla sua posizione,
Bossico può contare su un paesaggio mozzafiato che comprende tutto il lago di Iseo, la Val
Cavallina, la Valle Seriana e la
Valle Camonica e su un territo-
rio ancora incontaminato. Appena fuori dal centro abitato, le
pinete e i boschi comunali sono
attraversati da una miriade di
sentieri alla portata di tutti, anziani e bambini compresi. Nei
mesi scorsi la Pro loco e la Commissione turismo hanno realizzato un percorso che accompagna i visitatori alla scoperta delle ville ottocentesche e predisposto tre itinerari specifici per
le mountain bike.
Girando in paese invece si incontrano ancora testimonianze
architettoniche che raccontano
come le case venivano costruite
e abitate cento anni fa e, nelle
varie aziende agricole attive, acquistare formaggi, yogurt, salumi e miele. La ventina di soci del
Borgo Turistico Diffuso ha mappato tutti questi tesori ma intende approfondire anzitutto il clima di Bossico, peculiarità che
deriva dalla sua altitudine, 860
metri sul livello del mare, e che
secondo Roberto Seppi, consulente per il turismo della Provincia di Bergamo, ha pochi eguali
nel territorio orobico per clima,
geomorfologia e flora.
Proprio Seppi, per Bossico, ha
coniato lo slogan «L’altopiano
Una veduta di Bossico, l’abitato in una grande distesa di verde
Feste di pane e formaggio
Il modo di fare turismo oggi
comporta soggiorni brevi ma
frequenti, caratterizzati dal
desiderio di entrare in contatto
diretto con la realtà locale e la
natura: se si conquistano questi turisti, ne giovano anche il
commercio, l’agroalimentare e
l’artigianato. Ne è la prova la
festa del pane che si svolge da
una decina d’anni la prima domenica di Bossico e il successo
ottenuto dalla festa del formaggio bossichese che l’anno
scorso si è svolta per la prima
volta e che verrà riproposta la
prossima quarta domenica di
settembre, in occasione della
festa in onore di Santa Eurosia. 1
©RIPRODUZIONE RISERVATA
del lago di Iseo» e in un’ottica
sovracomunale lo Iat di Lovere
svolgerà un ruolo essenziale
nella promozione del borgo turistico diffuso: «Chi entra nel
nostro ufficio – spiega Andrea
Zandonai – è alla ricerca di un
turismo lento, rispettoso e responsabile, non cerca la massa
ma iniziative di nicchia che non
modificano il territorio recuperando l’esistente. L’alto Sebino
presenta il giusto equilibrio tra
natura e artefatto, con un paesaggio molto vario, e i turisti che
vengono a Bossico per restarvi
una notte sola decidono quasi
sempre di allungare la loro vacanza. Quando accade, direi che
abbiamo raggiunto l’obiettivo». 1
G. Ar.
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Le fondatrici della coop Donne di montagna
È da un piccolo gruppo di otto donne che ha preso le mosse l’esperienza
dell’albergo diffuso a Ornica. Un progetto innovativo in un borgo di
circa 200 abitanti che oggi viene riconosciuto a livello regionale e
studiato come esempio per rilanciare altre realtà di montagna
Il coraggio di Ornica
che ha fatto scuola
L’esperienza della coop Donne di montagna
funziona dal 2009: il bilancio è positivo
Ornica
Passeggiate nel verde, paesaggi di quiete in un ambiente ancora
integro e la riscoperta delle tradizioni sono i cardini della proposta
L’appuntamento
Pranzo con sapori tipici
e stornelli popolari
Una domenica di ritorno al passato,
tra natura, paesaggi mozzafiato e eccellenze golose. Tutto ciò a Ornica ove
r il 24 agosto si terrà un pranzo d’altri
tempi. Regina della tavola, la polenta,
in tutte le sue vesti: con formaggio e
salame, taragna, Schiscöl, con fiurì o
con dolce cioccolato. Ogni palato avrà
il suo gusto, ogni tradizione la sua rievocazione. E ad accompagnare la degustazione, gli stornelli popolari del
gruppo folk: gli Alegher di Dossena.
L’iniziativa, pensata nell’ambito della
manifestazione Parco Vivo 2014, nasce con l’intento di regalare un’esperienza unica ai visitatori, ricreando
per loro una giornata in perfetto stile
montano.«Solostandoacontattocon
il territorio – sottolinea Yvan Caccia,
presidentedelParcodelleOrobieBergamasche –, con i suoi luoghi più remoti eppure bellissimi, è possibile
comprendere la necessità di tutelarlo
e valorizzarlo, mettendo in campo
piccole, grandi attenzioni quotidiane.
Perquesto,siamocontentidelsucces-
L’esperto di via Tasso
«Turismo vuol dire
vivere il territorio»
«Da noi il turista diventa un ospite, perché di fatto entra a far parte della nostra comunità». Così si è espressa Graziana Regazzoni, rappresentante
della cooperativa «Donne di
montagna» che gestisce l’albergo diffuso di Ornica, per riassumere lo spirito della loro iniziativa a quanti a Bossico hanno
avviato l’associazione del borgo
turistico diffuso, un passo in
avanti rispetto all’esperimento,
riuscito, dell’albergo diffuso in
Valle Brembana. E quelle parole
sono arrivate come musica alle
orecchie di Roberto Seppi, ex
direttore dell’Apt di Bolzano e
oggi consulente della Provincia
di Bergamo, che è convinto che
soedell’interesseche,ancoraunavolta, la rassegna di Parco Vivo ha fatto
registrare. È un impegno importante
per noi, ma soprattutto per il nostro
bel parco». Per chi parteciperà alla
«polentata» ci sarà la possibilità di
visitare: la mostra dell’artigianato locale nella sala comunale, Eco Museo
di Ornica, la chiesa parrocchiale di
Sant’Ambrogio vescovo con gli affreschi quattrocenteschi di Angelo Baschenis, il Polittico della scuola di CimadaConeglianoeilseicentescoSantuario della Madonna del Frassino, ai
piedi della Valle d’Inferno. Per informazioni e prenotazioni: Donne di
Montagna - Cell. 345 4108538 e-mail:
[email protected] www.albergodiffusoornica.com
a Bossico ci siano tutte le condizioni necessarie in ambito turistico che possano replicare il
successo della forma di accoglienza diffusa.
«Bisogna volare alti»
«Penso – ha spiegato Seppi nell’incontro pubblico di Bossico che quel che è accaduto a Ornica
dimostri che nel turismo non ci
si può improvvisare: imprenditori del mattone che pensavano
di fare affari con i vacanzieri
sono rimasti delusi. Vivere di
turismo è un’altra cosa: vuol dire
stare in un territorio, sentirlo
dentro di sé, viverlo, apprezzarlo
e, raggiunta tale consapevolezza, trasmetterne il fascino e le
bellezze a chi arriva da fuori.
Ecco perché bisogna lavorare 24
Preziosi consigli e spunti ai promotori dell’associazione Bossico
Borgo Turistico Diffuso sono arrivati dalla cooperativa «Donne
di montagna» che gestisce l’albergo diffuso di Ornica, comune che
da luogo di passaggio, dove gli
escursionisti che salivano al rifugio Benigni o al Pizzo dei Tre Signori neanche si accorgevano del
paese e delle persone che incrociavano, è diventato un «case history» per chiunque si occupa di
turismo. Qui, in questo borgo
brembano di neanche duecento
anime, nel giugno del 2009 è nato
infatti il primo albergo diffuso
della Lombardia e a cinque anni
di distanza il bilancio è estremamente positivo. «Positivo per noi
– spiega il sindaco Gino Quarteroni – perché sono nati, dal niente,
nuovi posti di lavoro e perché l’intero nostro territorio sta godendo
di una generale riscoperta e valorizzazione. Ma positivo anche per
tutta la Valle Brembana perché
sappiamo che oggi fare turismo
significa innanzitutto mettersi in
rete con i territori vicini».
Quarteroni è stato a Bossico
per presentare l’albergo diffuso
del suo comune agli operatori turistici che nel paese dell’alto Sebino intendono replicarne l’esperienza. Per raccontare come è nato e come si è sviluppato, con lui
c’era Graziana Regazzoni, rappresentante della cooperativa «Donne di montagna» nata per volontà
di sedici donne e dell’amministrazione comunale con l’intento di
gestire il primo albergo diffuso
della Lombardia. «Abbiamo aperto un ufficio turistico che funziona sia come pro loco che come
reception – ha spiegato la Regazzoni – e poi abbiamo trovato dieci
appartamenti in cui accogliere i
nostri ospiti. Li teniamo in ordi-
ore su 24 e chi vive già dentro un
borgo turistico diffuso è avvantaggiato». Ampliando l’orizzonte di analisi, Seppi ha aggiunto:
«Io credo che la provincia di
Bergamo abbia un patrimonio
unico al mondo già attuale e presente e una immensa opportunità per il futuro: San Giovanni
XXIII e l’Expo 2015. Se gli enti
pubblici e gli operatori privati
sapranno formarsi, studiare e
aggregarsi, questi due momenti
potrebbero riservare grandi opportunità anche economiche.
Nel turismo bisogna avere delle
visioni, e per avere una visione
bisogna volare alti; per volare
alti occorre essere coscienti delle proprie forze, mentre normalmente si tende a diminuirle e ad
aumentare i difetti. Invece per
Le donne della coop di montagna
Visitatori da Sicilia
e Polonia. Il nostro
segreto? Iniziative
ogni mese
ne, dando un contributo ai loro
proprietari, e in più organizziamo
nel corso dell’anno le manifestazioni che permettono a Ornica di
essere conosciuta in tutta la Lombardia».
I primi passi però non sono
stati semplici: «La prima volta che
abbiamo sentito parlare di albergo diffuso e di turismo a Ornica –
ha raccontato ancora Graziana
Regazzoni – ci siamo guardati in
faccia e ci siamo detti: cosa mai ci
sarà da fare e da vedere qui nel
nostro paese? Neppure noi vedevamo le nostre potenzialità: eppure è bastato metterci in gioco
per renderci conto che sono proprio le peculiarità uniche e irripetibili di Ornica a piacere e a renderlo interessante agli occhi dei
visitatori». E così per la prima
volta nella storia di Ornica otto
donne lavorano in paese gestendo
questo albergo diffuso e inven-
tando, ogni giorno che passa, nuove occasioni di richiamo: «Prepariamo marmellate, biscotti e tisane e soprattutto anche noi siamo
cambiate: oggi siamo orgogliose
davvero della nostra storia e delle
nostre tradizioni, e per di più ci
accorgiamo che possono essere
un volano per la nostra economia.
Abbiamo riscoperto gli appuntamenti che una volta segnavano le
varie stagioni dell’anno, come la
festa di primavera, la fienagione
e il rito della macellazione del
maiale, e le abbiamo trasformate
in manifestazioni turistiche». E
chi partecipa a questi appuntamenti? «Principalmente famiglie
con bambini, che magari si stupiscono di andare a raccogliere l’uovo nel pollaio con le galline che gli
gironzolano attorno, e poi tantissimi turisti provenienti dalla provincia di Milano. Ma ci sono anche scolaresche che scelgono di
venire a Ornica per le loro gite di
istruzione: da noi anche la fattoria
didattica è “diffusa” e così in
un’azienda agricola possono salire in groppa all’asino, in un’altra
seguire la lavorazione del formaggio e così via. Ma abbiamo avuto
visitatori anche dalla Sicilia, dalla
Francia e dalla Polonia».
L’albergo diffuso di Ornica è
riuscito anche ad abbattere i rigidi confini del turismo limitato ai
tre mesi estivi: «Abbiamo visitatori tutto l’anno, non solo nei tre
mesi canonici di giugno, luglio e
agosto. Un segreto che sveliamo
volentieri agli amici di Bossico è
di organizzare una manifestazione o un appuntamento importante ogni mese dell’anno: io penso
che nell’alto Sebino ci sia una tradizione di accoglienza turistica
già sviluppata, basta solo avere il
coraggio di lanciarsi e soprattutto
di iniziare ad apprezzare ciò che
si ha già». 1
©RIPRODUZIONE RISERVATA
avere successo nel turismo bisogna collaborare, condividere e
mettere in rete tutti coloro che
possono essere attori di questo
settore turismo, non solo ristoratori e albergatori, ma anche
coloro che lavorano per migliorare l’accoglienza dell’ospite».
Turismo e culture
Infine Seppi ha spiegato così il
modo di fare vacanza di oggi: «Il
turista quando torna a casa vuole tornare arricchito, vuole aver
speso bene i propri soldi attraverso la conoscenza delle persone, delle usanze, delle tradizioni
e delle culture. L’area dell’alto
Sebino dovrebbe valorizzare
questi aspetti, essenziali per il
turismo rurale». 1
La fienagione a Ornica
G. Ar.
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