DISOBBEDIENZA FISCALE

DISOBBEDIENZA FISCALE
MERCOLEDI 12 MARZO 2014
TEATRO SAN MARCO
VICENZA
“…la VITA e la LIBERTA’ vengono prima
delle TASSE e dello stato…”
“La vita e la libertà' vengono prima delle tasse e dello stato”.
IN COLLABORAZIONE TRA:
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TEA PARTY VENETO nasce dall'esperienza e dall'esempio del Tea Party Movement Statunitense
che riunisce, sotto le bandiere della lotta al big government e alla socializzazione della società,
milioni di persone ogni anno.
L.I.F.E., i Liberi Imprenditori Federalisti Europei, sigla che da oltre 20 anni difende gli interessi sul
territorio di piccoli imprenditori e partite iva veneti, mai tutelati e difesi dalle associazioni di
categoria nel momento dell'aggressione del Fisco, della Guardia di Finanza e di Equitalia. Il L.I.F.E
è pioniere dello sciopero e della resistenza fiscale finalizzata all'abbattimento del sistema
centralista italiano e parla regolarmente di queste tematiche sin dalla fine degli anni '90.
9 DICEMBRE VICENZA - movimento a-partitico spontaneo di cittadini che lottano per il
cambiamento dell'attuale sistema Italia, paese ormai ridotto sul lastrico e alle soglie della povertà
Proponiamo in Veneto, la DISUBBIDIENZA FISCALE in ogni città per manifestare contro l'eccessiva
tassazione e promuovere la libertà di mercato. Siamo un movimento apartitico ma aperto anche a tutti quei
rappresentanti delle istituzioni, locali e nazionali, che vogliano dimostrare pubblicamente, con la loro adesione,
un impegno concreto nel promuovere le nostre idee e nel lottare a favore delle istanze di cui la protesta si fa
carico.
La Riunione, rivolta a tutti i commercianti, artigiani, imprenditori, possessori di partita IVA e ai singoli interessati,
ha lo scopo di INFORMARE su come attuare una DISOBBEDIENZA FISCALE e alle conseguenze giuridiche ed
esattoriali di questo, anche e SOPRATTUTTO in virtù del fatto che in questo momento molte Aziende si trovano
in difficoltà alla solvibilità dei contributi ed imposte che il nostro Stato ci impone.
Intervengono:
- Dott. Carlo Sandrin: Laureato in economia e finanza a Ca' Foscari, ora master in Economic Integral
Development alla Catholic Univeristy of America. Leader dei Tea Party Veneti
- Avv. Luca Azzano Cantarutti: Avvocato di Adria, leader indipendentista Veneto e promotore della legge 342
sull'indizione del referendum sull'indipendenza del Veneto.
- Don Marino Ruggero parroco di Laverda di Lusiana e Mure di Molvena nel Padovano “paladino contro il fisco”
nel suo bollettino parrocchiale.
- Dott.Gabriele Perucca : presidente della LIFE di Vicenza, responsabile Movimento 9 Dicembre della città di
Vicenza
- Leonardo Facco: caporedattore del quotidiano L’Indipendenza, autore, editore e positivo "estremista" del
pensiero libertario.
- Andrea Polese : imprenditore di Gattinara (VC), città ove tutti i paesani stanno attuando lo Sciopero Fiscale.
Tema serata "DISOBBEDIENZA FISCALE"
1) Non rubare-stato ladro
2) Disobbedienza fiscale, metodi e modi
3) Le tasse e lo Stato possono aspettare, viene prima la vita e la libertà
4) varie ed eventuali
Non c’è NESSUN OBBLIGO, se non la LIBERTA’ di partecipare ad una RIUNIONE informativa. Precisiamo
inoltre che l’iniziativa è completamente priva di ogni azione politica e/o sindacale e/o associativa e priva di ogni
corrente partitica.
"Sciopero e Resistenza Fiscale" un pò di Storia
La RESISTENZA FISCALE o PROTESTA FISCALE è un gesto di ribellione consistente nel rifiuto di pagare le tasse allo
Stato. Tale gesto è spesso dovuto ad una forte opposizione a determinate politiche del governo, sia da un punto di vista
civile che economico, oppure un'opposizione allo Stato in quanto istituzione in sé (gesto spesso attuato da movimenti
anarchici). Molti resistenti fiscali storici sono stati dei pacifisti, oppure particolari movimenti religiosi, come i quaccheri.
Questa "tecnica" è stata spesso usata anche da movimenti e personaggi nonviolenti, come ad esempio Mahatma Gandhi e
Martin Luther King.
Qualora praticata da un esteso numero di cittadini simultaneamente, ha l’effetto dirompente di colpire al cuore i VERI
interessi di quei politicanti che operano secondo logiche del favoritismo personale e lobbistico, mettendo al tappeto in un
sol colpo l’apparato statale di riscossione delle imposte, incapace di gestire un numero incalcolabile di pratiche di
insolvenza.
STORIA
Il primo caso riconosciuto di resistenza fiscale avvenne nel I secolo a.C., quando degli zeloti residenti in Giudea si
rifiutarono di pagare le tasse imposte dall'impero romano. I fomentatori di questa protesta fiscale vennero torturati ed
uccisi, come testimoniato dalla stessa Bibbia.
Guerra civile inglese
Tra il 1646 e il 1648 i cittadini di Londra si rifiutarono di pagare le tasse per opporsi all'occupazione del New Model Army.
Rivoluzione americana
La protesta fiscale forse più famosa della storia è quella che causò lo scoppio della rivoluzione americana e la successiva
nascita degli Stati Uniti d'America. I coloni si rifiutarono in ogni modo di pagare le tasse alla Gran Bretagna (vedi Boston
Tea Party). Proprio durante queste proteste nacque il celeberrimo motto No Taxiation Without Representation. Molte
proteste fiscali continuarono anche ad indipendenza ottenuta. Per esempio, nel 1781 nello Stato del Connecticut erano
previste entrate tributarie per $ 288.233, ma, a causa della resistenza fiscale, le entrate furono solamente $ 40.000.
Rivoluzione francese
Durante la rivoluzione francese vi fu una diffusa protesta fiscale, sia nei confronti della monarchia che del governo ad essa
succeduto.
Protesta contro Carlo X di Francia
Quando Carlo X di Francia, nel 1829, aumentò le imposte aggirando il Parlamento, i liberali francesi (tra i quali Frédéric
Bastiat) organizzarono la cosiddetta Breton Association, attraverso la quale praticarono e pubblicizzarono la resistenza
fiscale in tutta Francia, soprattutto a Parigi.
Protesta contro la guerra messicano-statunitense
Una delle resistenze fiscali più famose fu quella compiuta dal famoso filosofo americano Henry David Thoreau che, nel
1846, si rifiutò di pagare le tasse come protesta nei confronti del Fugitive Slave Law e della guerra messicano-statunitense.
"Se mille uomini non pagassero quest'anno le tasse, ciò non sarebbe una misura tanto violenta e sanguinaria quanto lo
sarebbe pagarle." (H.D.Thoreau)
Prima guerra mondiale
Durante la prima guerra mondiale in tutte le nazioni partecipanti, e in special modo negli Stati Uniti, ci fu un forte
sentimento contrario alla guerra, tale da portare molti ad evadere le tasse per non finanziare le spese belliche.
Samoa americane
Nel 1927, il Committee of the Samoan League organizzò una resistenza fiscale di massa per protestare contro la
colonizzazione statunitense delle isole Samoa.
Indipendenza indiana
La campagna del Mahatma Gandhi per l'indipendenza dell'India ebbe uno dei suoi punti chiavi in una protesta fiscale nei
confronti degli occupanti britannici. Tale resistenza ebbe il suo culmine nel 1930, con la famosa marcia attraverso l'India di
Gandhi."Rifiutarsi di pagare le tasse è uno dei metodi più rapidi per sconfiggere un governo"(M.Ghandi)
Grande depressione
Durante tutti gli anni trenta, negli Stati Uniti, si formarono varie associazioni di contribuenti aventi come scopo la protesta
fiscale nei confronti delle elevate tasse imposte sulla proprietà. La più famosa di queste associazioni fu l'Association of
Real Estate Taxpayers.
Seconda guerra mondiale
Un po' come successe per la prima, anche durante la seconda guerra mondiale ci fu una diffusa protesta fiscale scaturita
dalla contrarietà per la guerra in atto. In particolar modo tale protesta venne molto attuata dai cosiddetti cristiani anarchici.
Guerra del Vietnam
Negli inizi del 1968, 448 editori e giornalisti scrissero una lettera sul New York Post dove esprimevano il loro aperto
dissenso alla guerra in Vietnam e annunciavano la loro protesta fiscale.Nel 1970 cinque docenti della Harvard University e
nove membri del Massachusetts Institute of Technology, tra i quali i Nobel Salvador Luria e George Wald, annunciarono la
loro protesta fiscale.Nel 1972 fu invece il senatore democratico Philip Hart ad iniziare uno sciopero fiscale contro la guerra
vietnamita.
Beit Sahour
Tra il 1988 e il 1989, durante la prima Intifada, i palestinesi della città di Beit Sahour fecero una protesta fiscale nei
confronti di Israele. Il risultato di tale protesta fu un assedio che durò per 45 giorni.
ARGOMENTI PRO RESISTENZE FISCALE
I resistenti fiscali hanno utilizzato diversi argomenti a favore della propria lotta, tra i quali:
1.Il governo esercita un'oppressione fiscale tale da rendere schiavi i contribuenti.
2.Il governo attua politiche ritenute immorali, se non criminali, come guerre o pena di morte.
3.Il governo non è legittimato.
4.Il governo attua un regime di corruzione e malaffare.
5.Il governo è inefficiente e malfunzionante.
6.Contrarietà verso la natura coercitiva dello Stato.
7.Mancanza di rappresentanza (no taxation without representation).
Relativamente all’attuale emergente situazione italiana, non possiamo fare a meno di rilevare che TUTTE queste
condizioni sono purtroppo contemporaneamente verificate. Più in dettaglio:
• la condizione 1. è notoriamente vera, essendo l’Italia un paese tristemente famoso in Europa per la sua pressione fiscale
da record (www.ilsole24ore.com/pressione-fiscale-italia-record ) che sta trasformando il lavoro da diritto a schiavitù;
• la condizione 2. giustifica una sorta di “obiezione di coscienza fiscale”: se parte delle finanze pubbliche viene dilapidata in
guerre inutili (come quella in Afghanistan, vedi www.alessandrodibattista.it/27-ragioni-per-tornare-dallafghanistan/), allora
partecipare alla spesa pubblica significa anche contribuire in parte alla guerra, indipendentemente dalla propria posizione
morale in merito: sottrarre fondi alla guerra dovrebbe essere pertanto ammesso dallo Stato come diritto inalienabile, tanto
quanto il già riconosciuto rifiuto di prestare il servizio di leva militare;
• le condizioni 3. e 6. sono oggi protagoniste della cronaca, dopo che la recente sentenza della Corte Costituzionale
(www.ilfattoquotidiano.it/porcellum-bocciato-dalla-consulta/) ha sancito di fatto che l’attuale composizione del Parlamento
non rispecchia l’esito elettorale e pertanto, nè lo stesso Parlamento nè gli organi istituzionali da esso eletti e/o nominati (il
Governo e il Presidente della Repubblica) possono essere considerati legittimi delegati ad agire in nome e per conto del
sovrano Popolo Italiano;
• alla condizione 4. è stato tolto di recente il velo all’interno della stessa aula parlamentare (tv.ilfattoquotidiano.it/ecconome-del-lobbista-che-vi-controlla/): il caso del lobbista Tivelli è solo l’ultimo in ordine cronologico, dopo le pressioni di
Ligresti sul Ministro Cancellieri o quella dell’ENI su Alfano riguardo al caso Shalabayeva; in aggiunta, vanno altresì
considerati gli ancor più gravi rapporti d’appartenenza, filiazione e favoritismo verso le società segrete e i vari club d’élite
(Bilderberg, Aspen Institute, ecc.);
• la condizione 5. è stata dettagliatamente denunciata in questo intervento della senatrice Paola Taverna che dipinge
egregiamente la palese inefficenza del governo Letta nei primi 7 mesi del suo operato: www.youtube.com/taverna-unminuto-di-vergogna/.
Vista e dimostrata la gravità della situazione, mai come ora il popolo italiano è chiamato a far sentire la propria
voce sovrana per ripristinare la legittimità della pretesa fiscale dello Stato. Parafrasando il presidente Thomas
Jefferson, le vere rivoluzioni non possono attuarsi se non quando i concetti di legalità, giustizia e legittimità
vengano rielaborati, ridefiniti e ricollocati dalla nuova coscienza collettiva in un quadro di VERA e REALE equità.
Equitalia e le Sue Cartelle : cosa sono e quando sono Valide ?
La CARTELLA ESATTORIALE (o “cartella di pagamento”, come indicato in tutte le leggi della Repubblica Italiana), in diritto tributario, è
uno strumento attraverso il quale la pubblica amministrazione attiva un procedimento di riscossione coatta di credito vantato nei confronti
del contribuente.
Cos’è una cartella esattoriale?
A seguito del mancato pagamento di somme dovute a titolo di tasse, tributi, imposte o sanzioni amministrative, l’ente creditore iscrive il
contribuente a ruolo (elenco dei suoi debitori), trasmesso periodicamente all’agente di riscossione (Equitalia) affinché agisca, anche
coattivamente, per ottenere il pagamento di quanto dovuto.
La procedura di riscossione ha inizio con la notifica della cartella esattoriale che ha lo scopo di invitare bonariamente il debitore a
corrispondere il dovuto comprensivo di sanzioni, spese e interessi di mora. In assenza di riscontro, l’Agente di riscossione attiva
procedure esecutive: fermo amministrativo, pignoramento mobiliare, ipoteca immobiliare, ecc..
Il contribuente deve proporre ricorso entro 60 giorni dalla notifica, il termine è perentorio.
Il contribuente è tenuto a conservare per 10 anni le ricevute di pagamento, termine di prescrizione dei crediti relativi a tasse e imposte.
L'amministrazione potrebbe ad esempio notificare cartelle esattoriali a fronte di pagamenti correttamente effettuati; se il contribuente non
possiede più tali ricevute, deve pagare una seconda volta.
Come si legge la cartella esattoriale?
L’attuale modello di cartella esattoriale – obbligatorio per tutte le richieste effettuate a decorrere dal 30 settembre 2010 – non si
differenzia sostanzialmente dal precedente.
In apertura, il modello offre un quadro sintetico del debito del contribuente, riepilogando in un prospetto le somme da versare, con un
elenco degli enti creditori e delle modalità di pagamento e indicando espressamente il termine entro cui si deve corrispondere il debito
(60 giorni dalla notifica della cartella).
La seconda pagina riporta nome e indirizzo dell’Ente che ha emesso il ruolo e la sezione “Dettaglio degli importi dovuti” descrive ogni
singola iscrizione nell’area addebiti. Ampio spazio è dedicato alle avvertenze, differenziate di volta in volta in base alla natura delle
somme iscritte a ruolo.
La notifica della cartella
Notificare significa portare a conoscenza del destinatario la cartella esattoriale, seguendo una determinata procedura. In particolare,
l’Ufficiale Giudiziario esegue la notifica mediante consegna della copia della cartella nelle mani del destinatario (art. 139 c.p.c.), ovunque
lo trovi.
Se il destinatario rifiuta di ricevere detta copia, l’Ufficiale Giudiziario ne dà atto nella relata di notifica, che però si intende comunque
perfezionata: in altre parole, la cartella esattoriale viene considerata notificata e da quel momento decorrono i sessanta giorni per il
pagamento della somma di danaro o per il ricorso al Giudice).
Se la consegna a mano non è possibile, la notifica deve essere fatta nel Comune di residenza del destinatario, ricercandolo nella sua
abitazione o sede di lavoro (art. 139 c.p.c.).
Se il destinatario non viene trovato in uno dei luoghi indicati, l’Ufficiale Giudiziario consegna copia dell’atto ad una persona di famiglia o
addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda (ad esempio, un collega di lavoro), purché non minore di quattordici anni o palesemente
incapace: la notifica si perfeziona al momento della consegna dell’atto al destinatario o ad una delle persone indicate.
In mancanza di tali soggetti, la cartella è consegnata al portiere o vicino di casa che accetti di riceverla, sottoscrivendo una ricevuta:
l’Ufficiale giudiziario dà notizia al destinatario dell’avvenuta notifica mediante raccomandata.
Se non è possibile eseguire la notifica secondo le modalità appena rappresentate – poiché l’Ufficiale Giudiziario non ha trovato nessuno
(non solo il destinatario ma neppure un collega, vicino o portiere o per incapacità o rifiuto delle persone indicate in precedenza –
l’incaricato deposita la copia della cartella esattoriale presso il Comune dove la notifica deve avvenire (di norma i Comuni più grandi
hanno Uffici preposti, mentre in quelli più piccoli tale deposito viene effettuato all’Ufficio protocollo). L’Agente avvisa del deposito il
debitore, mediante busta chiusa e sigillata via posta tradizionale e tramite raccomandata con ricevuta di ritorno (art. 140 c.p.c.). In questo
caso, la notifica si perfeziona trascorsi 10 giorni dalla data di invio della raccomandata, ovvero dalla data di ritiro, presso la Casa
comunale, dell’atto se il ritiro avviene prima che siano trascorsi i 10 giorni dalla data di spedizione della raccomandata.
Tutte queste attività devono avere sintetico riscontro nella relata di notifica; in caso contrario la notifica è nulla e conseguentemente lo è
anche la cartella esattoriale
Accanto a questa modalità di notifica, la legge prevede anche la notifica via posta ma solo se a farlo è un soggetto autorizzato:
l’incaricato compila la relata di notifica, si reca presso l’ufficio postale ed invia tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, la cartella
esattoriale al contribuente, presso il domicilio fiscale del debitore o la sede legale dell’impresa.
Se al momento della consegna materiale della busta nessuno sia presente, il postino lascia un avviso ed invia, sempre mediante
raccomandata con ricevuta di ritorno, ulteriore avviso nel quale informa che l’atto si trova a disposizione del destinatario presso l’Ufficio
postale. Anche in questo caso, la notifica si perfeziona trascorsi 10 giorni dalla data di invio della raccomandata, ovvero dalla data di
ritiro dell’atto presso l’Ufficio postale, se il ritiro avviene prima che siano trascorsi i 10 giorni dalla data di spedizione della raccomandata.
Chi può notificare la cartella esattoriale?
Il procedimento di notifica è in genere effettuato dall’Ufficiale Giudiziario o Messo comunale, anche in caso di notifica via posta.
Negli ultimi anni Equitalia ha introdotto la prassi secondo cui la notifica via posta (l’ipotesi più diffusa) viene svolta da propri dipendenti,
senza ricorrere ad agenti autorizzati! Tale prassi è stata aspramente criticata dalla Giurisprudenza tributaria che ha sanzionato con
l’inesistenza la cartella esattoriale notificata a mezzo posta dai dipendenti di Equitalia, senza l’ausilio dei soggetti individuati dalla legge:
Ufficiali della riscossione; Agenti della Polizia Municipale; Messi Comunali, previa convenzione tra Comune e Concessionario; altri
soggetti abilitati dal Concessionario nelle forme previste dalla legge.
L’art. 26, comma 1, d.p.r. 29 settembre 1973, n. 62 prevede la possibilità per gli Agenti di riscossione di notificare i propri atti per posta,
mediante raccomandata con avviso di ricevimento: tuttavia, condiziona espressamente tale possibilità all’utilizzo dei soggetti notificatori
sopra indicati.
La legge, pertanto, ritiene sempre necessaria la compilazione della relata di notifica da parte dell’agente notificatore abilitato, anche
quando la notifica avvenga a mezzo posta: la sua mancanza, unitamente all’utilizzo di un soggetto non autorizzato, non può es sere
ritenuta una mera irregolarità ma, secondo le Commissioni tributarie che si sono pronunciate, una ipotesi di inesistenza della cartella
esattoriale.
Differenze tra cartella nulla e cartella inesistente
•Cartella nulla: è una cartella gravemente viziata ma che “esiste” giuridicamente.
•Cartella inesistente: è una cartella che non esiste e quindi è incapace di produrre alcun effetto giuridico nei confronti del destinatario,
compreso il decorrere del termine di 60 giorni per proporre ricorso innanzi all’Autorità giudiziaria.
Cartella esattoriale notificata via posta: come fare ricorso
Come confermato dalla Commissione Tributaria (Provinciale di Lecce e Regionale di Milano), la notifica per posta della cartella
esattoriale è inesistente: Equitalia ha piuttosto il dovere di notificare le cartelle tramite intermediari o soggetti individuati dalla legge,
ragion per cui le cartelle notificate in maniera irregolare non si devono pagare.
Chi avesse pagato una cartella notificata a mezzo posta poco può ormai fare, ma chi invece avesse ricevuto la famigerata lettera di
Equitalia può ancora presentare ricorso.
Come? In diversi modi a seconda dei casi. Per le sanzioni amministrative, anche rivolgendosi al Giudice di Pace competente per la zona
territoriale in cui si è ricevuta la notifica.
Importante sottolineare che le cartelle notificate a mezzo posta non sono nulle ma addirittura inesistenti, in quanto prive dei requisiti
fondamentali per rendere la comunicazione una vera e propria cartella esattoriale ad effetti di legge.
Non un vizio di forma (che comprometterebbe la cartella ma potrebbe in certi limiti mantenerla valevole), dunque, ma un presupposto di
inesistenza, che ha valore sempre e pertanto non richiede di rispettare i classici 30 giorni di tempo per fare ricorso.
Certo, c’è anche da dire che una sentenza del giudice tributario come quelle sopra citate dovrebbe trovare parere favorevole di quello di
pace cui si si rivolge, ma non è un fatto scontato.
Ricordiamo che la cartella esattoriale è impugnabile anche in casi differenti dalla “inesistenza”: come già detto, i vizi di forma o le
irregolarità possono essere tante: oltre alla irregolare notifica del verbale, per esempio, si può fare ricorso anche se la cartella si riferisce
(in caso di multa) a un verbale notificato più di 5 anni prima, oppure se si può dimostrare di aver già pagato o che l’intestatario della
trasgressione è deceduto o non è più in possesso del veicolo al momento della commessa violazione (sempre in caso si multa). (Fonte
PMI.IT )
Riassumendo, quando Vi arriva una cartella esattoriale, invece di cadere in depressione, accertate questi punti:
1)
La cartella Vi è arrivata con Raccomandata postale o, tanto meglio, con posta ordinaria? E’ soggetta a nullità per vizio di notifica.
Attenzione a quello che fate: non recatevi negli Uffici di Equitalia con le cartelle ricevute per chiedere notizie perché ciò costituirebbe un
Vostro riconoscimento ufficiale delle cartelle stesse. Affidatevi ad un legale fidato e smaliziato.
2)
Dovete accertare che gli atti emessi dall’Agenzia delle Entrate da cui nascono le cartelle esattoriali non siano stati firmati da uno
dei 765 funzionari fasulli (dirigenti dell’Agenzia delle entrate perché la loro nomina è stata effettuata senza regolare concorso e senza
tenere in alcuna considerazione le graduatorie di precedenti concorsi.) ma per scoprirlo dovrete per forza affidarVi ad un legale fidato e
smaliziato. Se gli atti risultano firmati da uno dei 765 funzionari fasulli, sono soggetti a nullità
3)
Manca la motivazione oppure la stessa è carente o generica? Anche qui avrete bisogno di un legale con le stesse caratteristiche
di quelli sopra, segnalategli l’ordinanza 15/188 del 18 giugno 2013 e la sentenza 20211 depositata il 30 agosto 2013, entrambi atti della
Cassazione. Ci penserà l’avvocato a chiedere la nullità delle cartelle.
4)
Le sanzioni varie che Equitalia ha applicato superano i 10.000 euro? Allora Vi conviene certamente fare analizzare la cartella
esattoriale ad un’azienda specializzata in analisi (se non ne trovate contattateci). La certificazione di usura potrebbe rendere nulle le
cartelle stesse.
(Fonte LIFE.IT)
GDF - 10 Regole per lasciarli FUORI dalla Porta ( di L.Chiavegato)
Quello che ho deciso di condividere con i lettori è un semplice promemoria che ho stilato con i soci ai tempi
d’oro della LIFE (liberi imprenditori federalisti europei), quando combattevamo lo strapotere del fisco e i soprusi
compiuti dal suo braccio armato.
Strapotere che oggi è, purtroppo, tornato di moda. Più di un insieme di regole, il decalogo che segue serve
anzitutto per motivare i “contribuenti” raggiunti da una visita della Guardia di Finanza. Per educarli al
cambiamento, ad abbandonare la sottomissione canonica con cui spesso si comportano in caso di
accertamenti.
L’atteggiamento nei confronti dello Stato e di chi opera in suo favore, a danno del lavoro, non può essere
condiscendente o prono. Nessuna paura, nessuna vergogna: come dice l’amico Andrea Zucchi “bisogna
guardare la bestia negli occhi”. Ecco, fatelo anche voi. Vedrete che presto sarà la bestia a cominciare a
temervi. Perché senza di noi, senza i nostri soldi, la bestia muore.
1 Non fate entrare nessuno se non dopo aver chiesto a tutti gli ispettori il tesserino! Loro lo esibiscono e se lo
tengono in mano. Noi ricopiamo i dati su un foglio. Chiedete anche un documento valido, carta identità o
patente da confrontare.
2 Nel caso si rifiutino chiamare subito, sempre senza aprire, il 112 o 113, denunciando che ci sono delle
persone che vogliono entrare e si rifiutano di identificarsi. Potrebbero anche essere truffatori o ladri.
3 Richiedete la “Carta o Foglio di Servizio”. Fotocopiatela. E’ questo il documento basilare di tutte le ispezioni;
su questo devono essere indicate tutte le cose che gli ispettori possono o non possono fare. Essi devono
attenersi esclusivamente a quanto indicato sul foglio. Lo hanno sempre.
4 Sul “Foglio di servizio” sono elencati i nomi degli Ispettori. Se i nomi non corrispondono rifiutate l’ispezione.
5 Chiamate subito almeno due testimoni. Vanno bene comunque familiari e dipendenti. I testimoni non devono
mai parlare.
6 Procuratevi sempre una macchina fotografica o una videocamera. Non possono toccarvi la macchina: lo
strumento di prova non può essere pignorato. A casa vostra potete fare quello che volete.
7 Se avete da fare, non interrompetevi. Esiste anche la “Turbativa di Lavoro”. Esempio del ristoratore che viene
visitato durante l’ora di pranzo. Dite che siete indaffarati e non avete tempo. Fateli aspettare e non offrite alcun
ristoro se non a pagamento!
8 Non firmate mai alcun verbale. Se vi dicono che “dovete firmare” filmate tutto, registrate, questo li metterà nei
guai. Firmare vuol dire accettare tutto quello che hanno scritto. Fatevi un po’ furbi.
9 Ricordate: possono ispezionarvi soltanto durante l’orario di lavoro.
10 L’ispezione può durare al massimo 30 giorni lavorativi.
Queste sono regole elementari di diritto. Smettetela di essere accoglienti, simpatici, accondiscendenti con
questa marmaglia. Non siamo delinquenti, siamo contribuenti. Il loro stipendio lo pagate voi, ricordateglielo ogni
tanto. La videocamera puntatela a un metro filmate tutto, quello che fanno, quello che dicono. A casa vostra
potete farlo. Se vi dicono di smetterla non vi impaurite, perché sono loro che hanno paura. Mettete pressione su
di loro. Non offrite nessun ristoro, caffè acqua ecc. hanno bisogno di un tavolo e di una sedia? Se la portino da
casa. E sappiate che anche uno spicchio d’aglio masticato è un valido deterrente per parlare con i vostri
aguzzini.
(da L'indipendenza - Quotidiano on-line 31.05.12 )
DISDETTIAMO il Canone Televisivo – RAI
Il Canone Televisivo in Italia è un' abbonamento (imposizione di legge, quindi non è una TASSA che viene versata a
seguito di un servizio offerto da un Ente Pubblico ) sulla detenzione di apparecchi atti o adattabili alla ricezione di
radioaudizioni televisive nel territorio italiano.
"Chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del
canone di abbonamento, giusta le norme di cui al presente decreto" (R.D.L. 21 febbraio 1938, n. 246)
Il Canone va pagato entro 31 gennaio (per il 2014 corrisponde a 113,50 Euro ) per tutti coloro che possiedono un
apparecchio atto a ricevere un segnale radio e televisivo.
Il tributo è nominale e il soggetto obbligato è il detentore degli apparecchi televisivi. Il canone è unico e copre tutti gli
apparecchi televisivi detenuti dal titolare nella propria residenza o in abitazioni secondarie, o da altri membri del nucleo
familiare anagrafico (cioè quello risultante dallo stato di famiglia)
ESENZIONI
Sono esenti dal pagamento dell'imposta:
◾I militari delle Forze Armate Italiane
◾ Gli agenti diplomatici e consolari dei Paesi
◾ Rivenditori e riparatori TV
◾ Le imbarcazioni da diporto private
◾ Le radio collocate esclusivamente presso abitazioni private
◾ Le autoradio non sono causa di soggezione alla norma
◾ Gli anziani con età pari o superiore a 75 anni, con reddito proprio e del coniuge non superiore complessivamente a
6713,98 euro annuali, senza conviventi, e detenzione di apparecchi televisivi solo nel luogo di residenza
L'esenzione garantita agli invalidi, fu abrogata
CESSAZIONE
« In mancanza di regolare disdetta l’abbonamento si intende tacitamente rinnovato»
Il pagamento dell'imposta cessa al verificarsi di almeno uno dei seguenti eventi, previa comunicazione tramite
raccomandata con avviso di ricevimento all'Agenzia delle Entrate:
◾Il contribuente cede tutti gli apparecchi che detiene
◾ Il contribuente dichiara di non detenere più alcun apparecchio fornendone adeguata comunicazione (ad es. per furto o
incendio)
◾Il contribuente intende disdettare l’abbonamento senza cedere ad altri gli apparecchi
◾ Il contribuente se si trasferisce in casa di riposo deve cedere l'apparecchio all'istituto
◾ Se avviene il decesso del contribuente l'abbonamento viene trasferito agli eredi
PREMESSO TUTTO CIO'
Ricordiamo che si tratta di un contributo obbligatorio, dovuto da ciascun cittadino all' Agenzia delle Entrate, il canone va
pagato indipendentemente dall'uso che si fa del televisore, dal fatto che lo stesso risulti non funzionante oppure dal fatto
che abbiate deciso di non vedere i canali Rai.
Pertanto se non volete che vi venga notificata dall'Agenzia delle Entrate una cartella esattoriale per omesso pagamento del
tributo, DISDETTATELO !!!!!
Ricordate che se volete essere dispensati dal pagamento del canone dal 1 gennaio, dovete comunicarne la disdetta entro il
31 dicembre dell'anno precedente.
Per non pagare il canone Rai legalmente è sufficiente effettuare la disdetta al servizio, che sarà possibile in caso di
rottamazione o suggellamento del televisore.
Non pagare il canone Rai per rottamazione: è necessario essere in possesso di atto notorio del televisore da inviarsi, in
allegato alla disdetta
Non pagare il canone Rai per suggellamento: il suggellamento consiste nel rendere inutilizzabili i televisori attraverso
l'opera della Guardia di Finanza
QUINDI
La disdetta con richiesta di suggellamento degli apparecchi, se presentata entro il 31 Dicembre, dispensa dal pagamento
del canone dal primo gennaio dell’anno successivo.
Per richiedere il suggellamento del proprio televisore occorre innanzitutto effettuare un vaglia a favore dell’Agenzia delle
Entrate - S.A.T. Sportello Abbonamenti TV - Ufficio Torino 1 - c.p. 22 – 10121 Torino Vaglia e Risparmi, indicando nella
causale "diritti per spese chiusura apparecchio televisivo, ruolo n. ………..", versando la somma di € 5,16
Dopo aver effettuato il vaglia:
spedire il modulo che vedete sotto mediante raccomandata A.R., all' indirizzo: Agenzia delle Entrate – Direzione
Provinciale I di Torino – Ufficio territoriale di Torino 1 Sportello S.A.T. Casella postale 22 – 10121 Torino (To).
Conservare sempre una fotocopia fronte/retro della lettera di disdetta, più la ricevuta del vaglia per l’utente
A seguito della richiesta di suggellamento un dipendente dell'Agenzia delle Entrate SAT o un funzionario della Guardia di
Finanza si recherà dall’abbonato, il quale dovrà mettere a disposizione dell'ispettore il suo apparecchio, che così verrà
posto in un apposito involucro per renderlo inutilizzabile ( e dovrà avvisarvi del suo arrivo, nessuno è autorizzato ad entrare
in casa vostra senza preavviso e vostro consenso)
COMUNQUE PER ORA NON ABBIAMO TESTIMONIANZE DI SUGGELAMENTO.... non esce nessuno a casa vostra !!!
Presso il Presidio di Vicenza in viale del Sole sono a disposizione moduli e verranno date tutte le info .
PRESIDIO CITTA’ di VICENZA
- Informazioni - Condivisioni - Solidarietà- Lotta-
APPUNTAMENTI
SABATO 15 - 29 Marzo ore 15.30
“VENETI, Ieri Oggi e Domani”
Conferenze su :
Storia, Economia, Giustizia, Società,
Lingua, Etica, ed Istituzioni
del POPOLO VENETO
relatore : FRANCO ROCCHETTA
Pioniere del federalismo e del dialogo e
della cooperazione paritaria tra i popoli.
MARTEDI’ 25 Marzo ore 21.00
"ALLUVIONI - Piccoli Bacini, Grandi Delusioni"
Conferenza su :
“Caldogno: piccolo bacino, tanto denaro,
grande delusione, immensa palude.”
relatore : Giovanni Baldisserotto
Presidente Comitato Civico contro le Alluvioni di Vicenza, ex
ufficiale di polizia idraulica, promotore della realtà problematica di
bacini, fiumi e relative possibili alluvioni .
PRESIDIO CITTA’ di VICENZA
- Informazioni - Condivisioni - Solidarietà- LottaPresso la nostra tensostruttura in viale del Sole
OGNI LUNEDI
CONSULENZA GRATUITA
 Dalle 11.00 alle 15.30 su appuntamento
USURA BANCARIA E ANATOCISMO
E CARTELLE EQUITALIA
 Dalle 10.30 alle 12.30 su appuntamento
COMMERCIALISTA a disposizione
Per CONSULENZE GRATUITE

Dalle 10.30 alle 13.00 ( II e IV lunedì del mese)
UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI
PER BOLLETTE
CONTRATTI e GARANZIE
CLAUSULE VESSATORIE
ABBATTIAMO il SISTEMA !!!!!
[email protected]
cell 342.5155301
ww.facebook.com/9dicembreVicenza
www.vicenza9dicembre.com
PRESIDIO CITTA’ di VICENZA
- Informazioni - Condivisioni - Solidarietà- Lotta-
SEGGIO PLEBISCITO.EU
Dal 16 marzo alle ore 10.00 al 21 marzo alle ore 18.00.
REFERENDUM DI INDIPENDENZA DEL VENETO
Con questa azione Presidio Città di Vicenza si mette al servizio di una causa che ben si sposa con i princìpi del
Movimento 9 Dicembre.
L'autonomia regionale è contemplata nella Costituzione (Art.5) ma la mala politica e interessi privati hanno
preferito tradire le ambizioni dei Padri Fondatori. Decenni di sviste che hanno maturato nell'animo di ognuno di
noi spiriti apparentemente rivoluzionari, ma che in realtà hanno riacceso ideali scenari futuri che ad oggi sono
ben lontani sia mantenendo un'identità Nazionale coesa che frammentata Costituzionalmente, almeno finché
saremo governati dalla classe attuale.
Ecco perché abbiamo deciso di tornare virtualmente in strada con Plebiscito.eu, non tanto per un risultato
"favorevole" che poco o nulla cambierebbe (anche se..), ma soprattutto per ritrovarci ancora una volta insieme,
uniti nelle nostre diverse ideologie, ma stretti e compatti nel perseguire un obbiettivo comune e cioè
STACCARCI DAL SISTEMA CENTRALISTA definito ITALIA.
Ringraziamo
TUTTI per la
VOSTRA PARTECIPAZIONE
Sperando di esser stati GRADITI e avervi SODDISFATTO.
Ricordiamo che le nostre INIZIATIVE sono
A-POLITICHE e A-SINDACALI,
Quindi senza nessun supporto ECONOMICO
da parte di organizzazioni
che hanno solo fatto DANNI in questo Stato !!!
Esprimiamo tutta la NOSTRA GRATITUDINE
per chi volesse CONTRIBUIRE
con un supporto REALE ed ECONOMICAMENTE
la nostra attività nel territorio !!!
GRAZIE !!!