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IL
PUNTO COLDIRETTI
QUALITÀ
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Il Ministero della Salute promuove a pieni voti lo strumento per le imprese
Ecco il Manuale Coldiretti per la vendita diretta
Il Ministero della Salute promuove a pieni voti il "Manuale di corretta prassi operativa per la vendita diretta
di alimenti delle imprese agricole" di Coldiretti. L’iter
di validazione ha richiesto tempi lunghi, oltre un anno,
per la complessità della materia e le necessità di approfondimento della Commissione ministeriale deputata alla
validazione. Con questo manuale Coldiretti vuole fornire alle imprese agricole
uno strumento operativo completo, utile a
implementare le procedure previste dalle
disposizioni europee e nazionali in materia di igiene nell’attività di vendita e per il
commercio al dettaglio dei prodotti alimentari, ivi comprese tutte le forme previste dal decreto 228/2001 e successive
integrazioni e modifiche.Il testo offre quindi suggerimenti pratici per redigere le procedure di autocontrollo
dell’igiene, per le attività della rintracciabilità e la documentazione correlata e per quelle del ritiro/richiamo
del prodotto non conforme, secondo quanto stabilito
dal Reg. 178/2002; ma intende anche essere di supporto per coloro che saranno chiamati a controllare
l'applicazione del Regolamento stesso, in particolare
gli esperti per la consulenza tecnica di Coldiretti e per
IL CASO
le autorità preposte ai controlli. Il manuale comprende
le fasi di ingresso del prodotto, stoccaggio/conservazione, manipolazione per la vendita (porzionatura, taglio ecc…) fino al commercio al dettaglio di prodotti
alimentari, inclusa la vendita diretta tramite internet.Il documento adotta la struttura basata sulle “Linee Guida del
Ministero della Salute per l’elaborazione
e lo sviluppo dei manuali di corretta
prassi operativa ed in linea con l’altro
Manuale Coldiretti di “Corretta Prassi
Operativa per la Rintracciabilità e
l’Igiene dei Prodotti alimentari e dei
Mangimi, approvato dal Ministero della
Salute nel 2009, che si occupa dell’igiene
nella produzione primaria e nelle attività
connesse, compresa la somministrazione (agriturismo), del quale rappresenta quindi il naturale completamento.Con questi due testi le imprese di Coldiretti
hanno ora strumenti di riferimento completi in materia
di igiene, dalla produzione, alla trasformazione, alla
vendita, disponendo di indicazioni utili per evitare duplicazioni burocratiche e per individuare la documentazione di supporto che le imprese agricole devono
possedere.
Il nuovo allarme sanitario ha portato all’arresto di 110 persone
scandalo maiali cinesi, in Italia no import
L’Italia non ha importato carni di maiale fresche,
refrigerate, congelate e neanche salami o frattaglie dalla Cina che si conferma essere il Paese con
maggiori rischi per la sicurezza alimentare. E’
quanto emerge da un analisi della Coldiretti sulla
base dei dati Istat relativi all’ultimo anno, in riferimento all’ultimo scandalo alimentare in Cina
che ha portato ad oltre 110 arresti per a vendita di
carne di maiale contaminata proveniente da animali morti per malattia. La spinta verso la crescita
Notizie in breve
dell’economia cinese ha determinato conseguenze sul piano della sicurezza alimentare ed
ambientale i cui effetti si fanno sentire. Lo scandalo della carne di maiale che segue di qualche
anno quello della presenza di melamina nel latte
che ha portato morti per avvelenamento e paura
nei diversi continenti, è la conseguenza di una politica di contenimento esasperato dei costi, legittimati sull’altare di un libero mercato senza
regole.
ministro ha annunciato l’elaborazione di un piano
nazionale di settore collegato alle misure previste
dai Piani di Sviluppo Rurale per il periodo 20142020.
STAMPA ESTERA
L'Impero dei maiali, la suinicoltura in Cina
La situazione della suinicoltura cinese e il suo
impatto sull'agricoltura mondiale al centro di
uno speciale del prestigioso periodico inglese
The Economist.
ENERGIA
Rinnovabili, ci sono ancora 410 mln
Ancora un calo per il costo degli incentivi per
le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico. E
mancano 410 milioni al raggiungimento del
tetto massimo di 5,8 miliardi di euro.
AMBIENTE
Un piano per sostenere l'apicoltura
Coldiretti è intervenuta all’incontro organizzato
dal viceministro Andrea Olivero delle Politiche
Agricole in merito al coordinamento degli interventi previsti a sostegno dell’apicoltura. Il vice-
Costi Gse, pagheranno gli operatori
I costi operativi del Gse, il Gestore dei Servizi Energetici, saranno sostenuti dagli Operatori Elettrici che
beneficiano dei suoi servizi. Il nuovo provvedimento di attuazione delle disposizioni “tagliabol-
Mud rifiuti 2015,
ok al modello
per la scadenza
di aprile
Pubblicato il decreto che disciplina la presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale 2015, da inviare entro il
30 aprile 2015, con riferimento ai dati relativi all’anno 2014. Il D.P.C.M. 17 dicembre
2014 (pubblicato sul Supplemento Ordinario alla G.U. del 27 dicembre 2014) prevede
l’articolazione del modello in 6 Comunicazioni, tra cui, per quanto di interesse, la Comunicazione Rifiuti, per la presentazione
della quale sono obbligate le imprese agricole che producono rifiuti pericolosi con un
volume di affari annuo superiore a 8.000
euro. Rispetto al 2014 rimangono sostanzialmente immutate le modalità di presentazione, i diritti di segreteria e i soggetti
obbligati. Si ricorda che i produttori iniziali,
che nella propria unità locale producono
non più di 7 rifiuti e che per ogni rifiuti utilizzano non più di 3 trasportatori e non più
di 3 destinatari finali, possono compilare, in
alternativa alla comunicazione ordinaria,
una comunicazione semplificata, che può
essere trasmessa via posta su modulistica
cartacea. La presentazione alla Camera di
Commercio deve essere fatta via telematica, esclusivamente tramite il sito
http://www.mudtelematico.it/. Fatta salva
l’ipotesi di comunicazione semplificata,
non è più possibile la spedizione postale o
la consegna diretta di un supporto magnetico.
lette” del decreto-legge Competitività 91/2014 è
stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
Incentivi, Tar respinge sospensiva
Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di sospensiva dello spalma incentivi per il fotovoltaico per impianti di potenza superiore a
200kW presentata da un gruppo di aziende coordinate da Assorinnovabili.
L’INIZIATIVA
Boom di ascolti per gli addobbi Fai
Il Concerto di Natale nella Basilica Superiore di San
Francesco ad Assisi è stato seguito da 2.716.000
spettatori, con un ottimo share del 23,22 per cento.
Un grande palcoscenico per un magnifico evento
che è stato impreziosito dagli addobbi floreali Firmati dagli Agricoltori Italiani (FAI) di Coldiretti.
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SETTIMANALE DI INFORMAZIONE PER LE IMPRESE DEL SISTEMA AGROALIMENTARE
Registrato presso il Tribunale Civile di Roma, Sezione per la Stampa e l'Informazione al n. 367/2008 del Registro della Stampa. Direttore Responsabile: Paolo Falcioni
Via libera finale alla direttativa che consentirà agli Stati di vietare le coltivazioni transgeniche
L’Europarlamento conferma lo stop agli Ogm
Moncalvo: “E’ un’ottima chiusura del semestre di presidenza italiana della Ue”
Via libera finale dell'Europarlamento alla direttiva
che consentirà ai Paesi
membri dell'Ue di limitare
o proibire la coltivazione di
organismi geneticamente
modificati (Ogm) sul territorio nazionale, anche se
questi sono autorizzati a livello
europeo. Dopo
quattro anni di
difficili negoziati,
il compromesso
finale fra Commissione europea,
Consiglio Ue e
Europarlamento è
stato raggiunto
durante il semestre di presidenza
italiana dell'Ue.
"La libertà di non
coltivare Ogm come ha
fatto fino ad ora l’Italia e
come chiedono quasi 8 cittadini su 10 (76 per cento)
che si oppongono al biotech nei campi è una ottima
chiusura del semestre di
presidenza italiano dell’Unione" ha commentato
il presidente della Coldi-
retti Roberto Moncalvo -.
Siamo di fronte ad un importante e atteso riconoscimento della sovranità degli
Stati di fronte al pressing e
alle ripetute provocazioni
delle multinazionali del
biotech. L’Europa da un
lato, le Alpi e il mare dall’altro, renderanno l’Italia precisa Moncalvo - finalmente sicura da ogni contaminazione da Ogm a tutela
della straordinaria biodiversità e del patrimonio di
distintività del Made in
Italy. Per l’Italia gli organismi geneticamente modifi-
cati (Ogm) in agricoltura continua Moncalvo - non
pongono solo seri problemi
di sicurezza ambientale, ma
soprattutto perseguono un
modello di sviluppo che è il
grande alleato dell'omologazione e il grande nemico
del Made in Italy".
Secondo una analisi della Coldiretti
nell’Unione Europea
nonostante
l’azione delle lobbies che producono
Ogm, nel 2013
sono rimasti solo
cinque, su ventotto, i paesi a coltivare
Ogm
(Spagna,
Portogallo, Repubblica
Ceca, Slovacchia e
Romania), con appena
148mila ettari di mais transgenico MON810 piantati
nel 2013, la quasi totalità in
Spagna (136.962 ettari). Si
tratta quindi di fatto di un
unico Paese (la Spagna)
dove si coltiva un unico
prodotto
(il
mais
MON810).
ECONOMIA L’aumento è determinato dal boom delle quotazioni dell’olio
In ripresa i prezzi agricoli all’origine
Prezzi agricoli in ripresa per effetto del boom
delle quotazioni dell’olio d’oliva e del buon andamento delle colture vegetali. Dopo mesi di
calo costante, il listino Ismea di novembre evidenzia così un aumento dell’1,5 per cento nel
confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente. Le coltivazioni incassano un incremento
generale del 10,4 per cento, con punte del 74,4
per cento per l'olio di oliva, per effetto del crollo
della produzione che ha interessato un po’ tutto
il territorio nazionale. Rincari su base annua si
registrano anche per cereali (+9,6 per cento),
frutta (+9,6 per cento) e ortaggi (+7,8 per cento).
Al contrario resta negativa la dinamica tendenziale dei semi oleosi (-21,4 per cento) e dei vini
(-10,8 per cento). Male anche il tabacco. Fa segnare un complessivo calo pure il comparto zootecnico, che nel confronto con dodici mesi perde
il 7,5 per cento. Scendono, in particolare, i prezzi
dei lattiero caseari, con un -9,2 per cento, e delle
uova (-8 per cento). In ribasso del 5,7 per cento
i prezzi del bestiame vivo, con segno negativo
per tutti i tipi di animali da allevamento.
ECONOMIA
Osservatorio
criminalità,
si presenta
il rapporto 2015
sulle agromafie
Il terzo rapporto
“Agromafie” sui crimini agroalimentari
in Italia elaborato da
Eurispes, Coldiretti
e Osservatorio sulla
criminalità nell’agricoltura e sul sistema
agroalimentare sarà
presentato giovedì
15 gennaio 2015, alle ore 9.30, a Roma nella
sede della Coldiretti di Palazzo Rospigliosi in
Via XXIV Maggio, 43 da Roberto Moncalvo,
Presidente Coldiretti, Gian Carlo Caselli, Presidente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio, Gian Maria Fara, Presidente
dell’Eurispes.L’agroalimentare rappresenta
un terreno privilegiato di investimento della
malavita in tempi di crisi come dimostrano le
indagini piu’ recenti che sono per la prima
volta oggetto del Rapporto. La stesura del
Rapporto è stata resa possibile anche grazie
al contributo documentale proveniente dalle
Forze dell’ordine, dalla Magistratura, dalle
Istituzioni e dagli Enti che operano sul territorio a salvaguardia del comparto agroalimentare
che
saranno
presenti
all’appuntamento con il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, il Ministro delle politiche Agricole Maurizio Martina, il presidente
della Commissione Parlamentare Antimafia
Rosy Bindi, il vice presidente del Csm Giovanni Legnini, il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti e il procuratore della
Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone.
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ECONOMIA Dalle autorizzazioni ai diritti, le novità che interesseranno il settore con il nuovo sistema
ECONOMIA Le quotazioni hanno superato quelle del parmigiano spinte dal boom delle esportazioni
Impianti vigneti, cosa cambia dopo il 2015
Volano al massimo i prezzi del pecorino romano
Come noto il sistema dei diritti di
reimpianto dei vigneti terminerà il
31 dicembre 2015. Dal 1° gennaio
2016, data di entrata in vigore del
nuovo sistema comunitario di gestione del potenziale produttivo
basato sulle autorizzazioni agli
impianti e ai reimpianti, i diritti
detenuti dai produttori potranno
solamente essere convertiti in autorizzazioni e non potranno più essere ceduti a terzi a titolo oneroso.
Sebbene il quadro normativo comunitario sull’argomento non sia
ancora del tutto completo (siamo
in attesa di un regolamento comprendente gli atti delegati e quelli
di esecuzione per la fine di marzo)
alcuni aspetti sembrano ormai assodati. La Commissione ha chiaramente detto che non sarà
possibile continuare a trasferire i
diritti di reimpianto a partire dal
2016 e che, venendo meno il sistema, non ci saranno più né riserve regionali né eventuali diritti
in esse giacenti. Sul fronte delle riserve regionali quasi tutte le Re-
ECONOMIA Circolare
gioni hanno provveduto o stanno
provvedendo con uno o più bandi
ad assegnare i diritti da riserva
entro quest’anno. In Italia ci sarebbero però circa 40.000 ettari di diritti di reimpianto “dormienti”,
ovvero detenuti da produttori da
più di 4 anni che presumibilmente
non avrebbero intenzione di impiantare e che se non ceduti potrebbero andare persi. Per altri
versi si rileva un sostanziale interesse ad aumentare le superfici vitate in talune zone d’Italia (in
particolare in Veneto e Friuli V.G.)
dove tra l’altro c’è difficoltà a reperire diritti di reimpianto. Per facilitare
la
possibilità
di
trasferimento di questi diritti il Mipaaf ha proposto un decreto che
eliminasse il divieto di trasferimento fuori regione, ma questo
decreto più volte bloccato in Conferenza Stato Regioni è in attesa di
adozione con la procedura di approvazione in seno al Consiglio
dei Ministri. Attualmente i diritti
di reimpianto acquistati sono uti-
lizzati anche ai fini dell’aiuto per
riconversione vigneti ma un
aspetto che sta destando qualche
preoccupazione è legato alla effettiva durata degli stessi. Infatti
molte Regioni a prescindere dalla
data in cui è avvenuto l’espianto
del vigneto che lo ha generato attribuiscono come data di scadenza
il 31 dicembre 2015. Questo
aspetto sta creando incertezze e
fenomeni speculativi sulla cessione degli stessi oltre che disincentivando
ulteriormente
i
possibili trasferimenti. Su questo
punto Coldiretti ha sostenuto e
continua a chiedere al Mipaaf la
necessità di fissare con decreto nazionale (poteva essere lo stesso
che è oggi in CdM, ma purtroppo
non sarà così) la durata dei diritti
in almeno otto campagne dalla
data di avvenuto espianto a prescindere dalla data oggi riportata
sul diritto stesso. Infine occorre
soffermarsi sulla sostanziale differenza tra le future autorizzazione
e gli attuali diritti di reimpianto rispetto alla possibilità di accedere
alla contributo per ristrutturazione
e riconversione dei vigneti. I servizi della Commissione infatti
hanno fatto notare che le nuove
autorizzazioni agli impianti, che
saranno rilasciate dagli stati membri a partire dal 2016 fino all’1%
della superfice vitata nazionale, si
configurano come incremento del
potenziale produttivo e non potranno essere oggetto di aiuto
mancando il presupposto della ristrutturazione o della riconversione di un vigneto esistente.
del Ministero delle Politiche agricole, il luogo di produzione potrà apparire “in chiaro”
Vino, fatta chiarezza sulle etichette di Dop e Igp
Finalmente è stata fatta chiarezza
sull’uso dei nomi geografici dei vini
semplificando in tal modo il lavoro
delle aziende vitivinicole e tutelando i
consumatori che adesso potranno
avere informazioni più chiare e complete nella scelta del vino. E’ quanto afferma Coldiretti nel rilevare che, grazie
ad una circolare esplicativa del Ministero delle Politiche agricole, fortemente sollecitata dall’Organizzazione,
la regione o la provincia di produzione
di un vino Dop o Igp ora potranno apparire ''in chiaro'' sull'etichetta. La circolare del 31-12-2014 prevede che i
disciplinari di produzione dei vini a
Dop e Igp possano stabilire a priori con
lista positiva le condizioni per l’impiego di nomi geografici più ampi, ma
stabilisce da subito che in assenza di
queste indicazioni puntuali, minimizzando i caratteri di stampa, ed evitando
forme ingannevoli o descrittive enfatiche o evocative, si possa comunque
aggiungere il territorio la provincia o
la regione di appartenenza. La circolare va così a colmare un vuoto normativo che in taluni casi aveva già portato
gli organismi di controllo a elevare non
conformità a carico dei produttori per
etichette ritenute irregolari per il semplice fatto di specificare meglio la zona
di produzione senza tuttavia pregiudicare la necessaria tutela delle denominazioni di origine e indicazioni
geografiche.
Energia, ok ai sistemi di accumulo sugli impianti incentivati
A partire dal 1° gennaio 2015, è possibile installare sistemi di accumulo su impianti incentivati e/o che beneficiano dei prezzi minimi
garantiti, fatto salvo il caso di impianti fotovoltaici fino a 20 kW in scambio sul posto che accedono agli incentivi di cui ai decreti
interministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio
2006 per i quali l’installazione di sistemi di accumulo, non è operativamente compatibile con
l’erogazione degli incentivi di cui ai medesimi
decreti interministeriali. Lo ha reso noto il Gse,
il Gestore dei servizi energetici, che ha comunicato i criteri generali in attuazione della deliberazione
574/2014/R/EEL
recante
disposizioni relative all’integrazione dei sistemi di accumulo di energia elettrica nel sistema elettrico nazionale, e nelle more della
definizione da parte del Gse stesso delle regole
tecniche. In generale i sistemi di accumulo dovranno essere integrati nel sistema elettrico nel
rispetto delle disposizioni inerenti l’erogazione
del servizio di connessione, trasmissione, distribuzione, misura e dispacciamento dell’energia elettrica previste nella succitata delibera,
nonché nel rispetto delle norme CEI di riferimento, ai sensi della deliberazione
642/2014/R/EEL.
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ECONOMIA
Euro-dollaro
ai minimi, cresce
export negli Usa
La caduta del tasso di cambio dell’euro
nei confronti del dollaro spinge le esportazioni italiane fuori dall’Europa con un
aumento del 10 per cento delle spedizioni
in Usa. E’ quanto emerge da una analisi
della Coldiretti sugli effetti del nuovo rapporto euro/dollaro sulla base dei dati Istat
relativi ai primi undici mesi del 2014.Il
tasso di cambio favorevole è dunque una
opportunità per sostenere la ripresa economica nell’attuale fase di stagnazione dei
consumi interni. Un sostegno importante
anche per il settore agroalimentare che
realizza fuori dall’Unione Europea circa
un terzo del valore delle esportazioni. Tra
i prodotti della tavola che beneficeranno
maggiormente del nuovo tasso di cambio
favorevole si segnala il vino Made in Italy
le cui esportazioni solo negli Stati Uniti
hanno superato 1,1 miliardi di euro nel
2014.
ECONOMIA Le
Volano ai massimi i prezzi del
pecorino spinti dall’aumento
del valore delle esportazioni
del 10 per cento, la migliore
performance tra tutti i prodotti
agroalimentari Made in Italy,
in netta controtendenza alla crisi generale dell’economia. E’
quanto emerge da una
analisi della Coldiretti dalla quale si
evidenzia che le quotazioni all’ingrosso
del Pecorino romano
stanno per sfondare i
9 euro al chilo, un valore addirittura superiore per la prima
volta nella storia a
quelle del Parmigiano Reggiano, il più apprezzato e imitato formaggio di latte vaccino
del mondo. Una tendenza destinata a consolidarsi anche nel
2015 per effetto del tasso di
cambio euro/dollaro che favorisce le esportazioni negli Usa
dove è diretta quasi un terzo
della produzione nazionale di
pecorino romano Dop e l’aumento del valore dell’export è
stato addirittura del 22 per
cento. Una domanda che ha favorito una progressiva escalation del prezzo che è
praticamente raddoppiato negli
ultimi tre anni, a partire dal
2011 quando era fissato a 4.8
euro al chilo. Un cambiamento
significativo per l’Italia dove
ci sono 6,2 milioni di pecore
allevati e circa 700mila capre,
che pascolano soprattutto in
Sardegna dove si allevano 3,2
milioni di pecore, in Sicilia
(770mila), nel Lazio (630.000)
e Toscana (420.000) anche se
allevamenti sono presenti
lungo tutta la penisola. La produzione di latte ovino in Italia
e di 400mila tonnellate
(28mila quello caprino) mentre quella di
formaggi di pecora è
di 67mila tonnellate
all’anno. Solo per il
Pecorino Romano Dop
la produzione è stata
di 24.700 tonnellate
nel 2013 durante il
quale oltre un terzo
della produzione per
un totale di 10mila
tonnellate è stata
esportata negli Usa e
5200 tonnellate nell’Unione
Europea. Secondo le analisi
condotte dalla Coldiretti se il
prezzo del latte seguisse il
trend del Pecorino dovrebbe
essere pagato ai pastori a non
meno di 1,15 euro al litro nel
2015, che consentirebbero almeno di coprire i costi di produzione in continuo aumento.
domande vanno presentate entro il 2 marzo 2015, l’obiettivo è promuovere le filiere agricole
Bando per le reti di imprese agricole condotte da giovani
E’ stato pubblicato un nuovo bando per i giovani
imprenditori agricoli che intendono aggregarsi tramite lo strumento del contratto di rete. L’ iniziativa
viene dall’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea) e le domande di partecipazione vanno presentate entro il 2 marzo 2015.
Il bando (pubblicato sulla GURI V Serie Speciale
n. 146 del 22.12.2014) è finalizzato a promuovere
e sostenere i processi di integrazione tra le imprese, in particolare le imprese agricole condotte
da giovani agricoltori, attraverso lo strumento
delle reti di impresa e con l'obiettivo di supportare
i processi di riorganizzazione della filiera agricola,
migliorare la specializzazione e la qualificazione
del comparto e accrescere la capacità competitiva
e innovativa dell'imprenditorialità agricola nazionale, in particolare sui mercati esteri. Le reti di imprese devono avere almeno cinque componenti e
la maggioranza devono essere condotte da giovani
imprenditori. Tali imprese possono essere costituite sia sotto la forma della ditta individuale sia
della società agricola con legale rappresentate
unico. Inoltre, per presentare domanda di ammissione al beneficio ogni aderente alla rete deve possedere una serie di requisiti tra cui: essere una Pmi
in base alla normativa comunitaria e nazionale essere iscritta al registro delle imprese ed essere attiva essere in regola con i versamenti
previdenziali, con la normativa relativa alla sicurezza e salute sui posti di lavoro, con gli adempimenti previsti dalla contrattazione collettiva essere
autonome tra di loro non aver rimborsato aiuti di
stato che lo Stato è stato costretto a recuperare.
Rifiuti, nuova proroga e vecchi adempimenti per il Sistri
Ancora proroga per il Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti. Lo slittamento dei termini, sollecitato
anche dall’on. Realacci in un’apposita interrogazione, è stato disposto con l’articolo 9 del decreto
legge cosiddetto “milleproroghe” (decreto legge 31
dicembre 2014 n. 192) che proroga fino al 31 dicembre 2015 il cosiddetto “doppio regime”, vale a
dire l’obbligo di rispettare le previsioni in materia
di registro di carico e scarico, formulario di trasporto e invio della comunicazione annuale al catasto dei rifiuti (Mud), come disciplinati dalle norme
antecedenti alle modifiche apportate al codice ambientale con il decreto legislativo 3 dicembre 2010,
n. 205. tessa data del 31 dicembre 2015, la non applicazione delle sanzioni relative al Sistri. In merito,
però, alla decorrenza delle sanzioni previste dall’ar-
ticolo 260 bis, commi 1 e 2, del codice ambientale,
riferite alla omessa iscrizione ed all’omesso versamento del contributo, la proroga è disposta solo fino
al 1° febbraio 2015. Sulla base delle norme approvate, quindi, ai soggetti obbligati che non provvedano all’iscrizione, a partire dal 1° febbraio 2015
potrebbero essere contestate le sanzioni per la mancata iscrizione.
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