Call for Papers 2014/2015: 1) Open content: OER, OEP. Quali

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Call for Papers 2014/2015:
1) Open content: OER, OEP. Quali scenari per l’educazione?
scadenza presentazione contenuti 15 febbraio 2014 (uscita del numero marzo 2014)
2) Lesson study, microteaching e videoeducazione: nuovi scenari nella formazione degli
insegnanti
scadenza presentazione contenuti 15 maggio 2014 (uscita del numero giugno 2014)
3) Instructional design e Game-based learning
scadenza presentazione contenuti 15 agosto 2014 (uscita del numero settembre 2014)
4) Valutazione e miglioramento degli apprendimenti. Come rendere la scuola più efficace?
scadenza presentazione contenuti 15 novembre 2014 (uscita del numero dicembre 2014)
5) Lettura e scrittura dei testi digitali: lo stato dell'arte della ricerca
scadenza presentazione contenuti 15 febbraio 2015 (uscita del numero marzo 2015)
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È possibile inviare contributi delle seguenti tipologie:
- articoli di ricerca (circa 30.000 caratteri, spazi inclusi);
- resoconti di esperienze e riflessioni (circa 15.000 caratteri, spazi inclusi).
Le proposte dovranno essere conformi con le norme per la pubblicazione indicate.
Sul sito della rivista: http://www.fupress.com/formare/ è possibile scaricare le istruzioni per gli autori e il
template da usare per la redazione dei contributi. I contributi dovranno essere inviati utilizzando il sistema di
“submission” presente sul sito.
Gli articoli di ricerca inviati verranno sottoposti al giudizio di due revisori, con modalità “double blind” (ossia
nel rispetto dell’anonimato di revisori e autori). I resoconti di esperienze e riflessioni saranno invece valutati
dalla Redazione.
Di seguito sono descritte le prime tre call.
Call n. 1/2014 - Open content: OER, OEP. Quali scenari per l’educazione?
scadenza presentazione contenuti 15 febbraio 2014 (uscita del numero marzo 2014)
Nell’ambito dell’Open Education recenti sviluppi stanno modificando gli scenari dell’e-learning offrendo
anche nuove opportunità all’impiego di risorse educative aperte nella scuola.
Se da una parte a livello della formazione superiore si stanno imponendo sul piano internazionale soluzioni
come i Massive Open Online Courses (MOOC) che, nelle loro varie tipologie, consentono ad un numero
pressoché illimitato di studenti di partecipare agli ‘eventi’ formativi da ogni parte del mondo, dall’altro il più
vasto ed articolato movimento delle OER e OEP tende a suggerire nuovi modelli didattici, nuove forme di
blended learning e a favorire nuove comunità di educatori che condividono la costruzione e utilizzo di tali
modelli adattandoli agli specifici contesti.
L’Italia è praticamente esclusa da questo processo mentre anche dall’OCSE viene una raccomandazione di
avvalersi maggiormente di OER all’interno dei progetti di l’innovazione tecnologica nella scuola
In questo quadro di fondamentale importanza rimane il problema di formare negli insegnanti adeguate
competenze all’uso, selezione, adattamento di risorse, ed infine di riprogettazione, di percorsi in contesto
Open Content.
Il numero di Form@re pone al centro i seguenti interrogativi:
Data l’imponente trasformazione in atto a livello internazionale, in quali forme possibili l’Università
italiana potrebbe avvalersi o comunque entrare a far parte, di tale processo? Quali iniziative o ipotesi
in atto nel nostro Paese?
Di quali tipologie di OER le scuole italiane dovrebbero in primo luogo avvalersi? Come potrebbe
essere impostata una politica per le OER per la scuola?
In che modo va impostata la formazione degli insegnanti per renderli capaci di avvalersi delle OER e,
in senso più lato, in che modo può essere favorita una cultura dell’Open Content nella scuola
italiana?
Il numero raccoglie lavori concernenti le seguenti tematiche relative sia al contesto italiano che
internazionale:
-
Open Content, Open Educational Resources, Open Educational Practices; reti internazionali,
comunità educative
MOOC; modelli, orientamenti, risultanze sperimentali
Università e istituzioni educative italiane dinanzi alle OER: iniziative, modelli
La formazione degli educatori alla cultura OER
Sperimentazioni e prodotti didattici
Call n. 2/2014 - Lesson study, microteaching e videoeducazione: nuovi scenari nella formazione
degli insegnanti
scadenza presentazione contenuti 15 maggio 2014 (uscita del numero giugno 2014)
È ormai motivo di consenso tra gli esperti dell’educazione il riconoscere che il ruolo dell’insegnante è uno dei
fattori che maggiormente fanno la differenza nel successo di un sistema scolastico.
All’interno delle metodologie per la formazione delle nuove generazioni di educatori di maggiore efficacia
risultano metodi che focalizzano l’attenzione sulla qualità dell’interazione in classe, che consentono agli
insegnanti di beneficiare di suggerimenti da parte di insegnanti più esperti, calati nel concreto della
esperienza diretta (lesson study), con la possibilità eventuale di riflettere e revisionare il comportamento
didattico attuato (microteaching).
In questo contesto un altro elemento più ampio, capace di migliorare la qualità della formazione, viene ad
aggiungersi: la grande diffusione della videoeducazione su Internet permette ormai a istituzioni e scuole di
ogni paese di rendere visibili le strategie ritenute più efficaci e sull’altro versante, di avere una grande
disponibilità di dimostrazioni e modelli a cui rifarsi.
Lesson study, microteching e cultura videoeducativa rappresentano dunque un trinomio significativo per
rinnovare la qualità della formazione degli insegnanti e gli apprendimenti scolastici da cui i futuri modelli
formativi non dovrebbero prescindere.
In un contesto, come quello italiano, in cui la classe e le sue attività interne sono percepite in un’ottica
prevalente di privatezza, il numero di Form@re intende favorire l’introduzione di una cultura della
trasparenza, messa in discussione, riflessività connessa alle strategie didattiche.
Il numero raccoglie lavori concernenti le seguenti tematiche:
-
Lesson study; origine e varianti della metodologia; sperimentazioni ed esperienze internazionali e/o
nazionali
Videoeducazione (sviluppi in Internet; quadro storico, mappatura di risorse documentarie
significative)
Microteaching: storia e modelli di applicazione nella formazione degli insegnanti
Formazione degli insegnanti: cambiamenti di paradigma e indicazioni fondamentali per i decisori
politici e capi d’istituto. Proposte e nuovi progetti sperimentali per la formazione degli insegnanti
Call n. 3/2014 - Instructional design e Game-based learning
scadenza presentazione contenuti 15 agosto 2014 (uscita del numero settembre 2014)
Il gioco, fenomeno complesso che interessa le persone di tutte le età, è stato a lungo studiato dalla
psicologia e dalla pedagogia nei decenni scorsi. Insigni studiosi a partire da Piaget, Vygotskij e Bruner hanno
indagato sull’importanza del gioco nello sviluppo cognitivo dei bambini cercando di comprenderne le sottili
dinamiche che permettono, attraverso il gioco, di rendere naturale e divertente l’apprendimento. Oggi, il
successo dei videogiochi e l’importanza dell’impiego di alcune dinamiche presenti nei processi video ludici in
settori quali quelli del marketing e della comunicazione, hanno rilanciato l’interesse per lo studio delle
strutture del gioco in prospettiva didattica. Nonostante ci sia ancora una radicata tendenza a considerare il
gioco come antagonista dell'apprendimento si stanno facendo strada proposte volte alla riscoperta delle
potenzialità delle ludodidattiche. L’instructional design, settore della ricerca educativa impegnato nello
studio dei criteri per la progettazione di interventi didattici efficaci, si sta interrogando su quali possano
essere le strade da percorrere per applicare in maniera adeguata i nuovi strumenti tecnologici e, soprattutto,
le nuove conoscenze che stanno maturando in questo ambito.
Il numero raccoglie lavori concernenti le seguenti tematiche:
-
Game based learning
Ludodidattiche in presenza e a distanza
Criteri progettuali e modelli di valutazione di interventi di educazione ludica
Edutainment: lo stato dell’arte
Software didattici interattivi: strumenti per giocare, strumenti per apprendere
Apprendere giocando
Il gioco e la didattica nei casi di disabilità e disturbi dell’apprendimento
Evidenze di efficacia dell’uso del game-based learning