Storia di un`anima

Anno 7, Numero 2 - Giugno 2014
Manufatti artistici creati durante le ore di laboratorio di ceramica alla secondaria “Vivaldi”
In questo numero
Editoriale
Cosa dicono di te…
Flash di un anno
Un arcobaleno di sensazioni
Ricifò che musica
Potenziamento dell’educazione
fisica
Progetto promozione lettura
Classi prime Don Bosco
Mangiare bene da piccoli
Classi terze alla Butterfly Arc
Conosciamo i cereali
Progetto Etra
Kids creative lab
Flash book mob
Tutti artisti
Tra riti, profumi e amuleti
Uno più uno uguale due..
Navigando in quel di Padova
Native english speaker...what is it?!
L’orto a scuola
Genitori in cucina
Filastrocche
Dante
Escursione al “Roccolo Bonato”
La 3B si improvvisa giornalista
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Biblioteca scolastica multimediale
Incontri della stagione culturale
Recensione sullo spettacolo
Faceless
Michele Maran professione video
reporter
Per conoscerci meglio
La memoria, le radici del ricordo
Impressioni e emozioni tra neve
e Asiago
Ripensando alla settimana bianca
Visita a Possagno
Una caccia al tesoro alla
scoperta guidata di Villa Vescovi
Diario di una gita..ecosostenibile!
Gita a Salisburgo
Concorso AVIS 2014
Confindustria
Due ore da sordi
Viaggio tra bisogni, emozioni..
Cosa faremo senza il Web
Crescere o non crescere?
Il carcere entra a scuola
AsQuolaconnoi
Affettività
Soddisfazioni degli ex-alunni
Redazione:
Istituto Comprensivo Statale di Montegrotto Terme
via Claudiana, 5 - tel. 049793487 - 0498911673, fax 049793420
e-mail: [email protected]
Direttore responsabile: Federica Silvoni; Coordinamento: Ennio Pepato
Realizzazione grafica, impaginazione e revisione testi: prof.sse Lucia Bergamo e Chiara Ievolella
In copertina:
“foto lavori in ceramica” a cura di Nausica Scarparo
Punto e a capo
è distribuito gratuitamente alle famiglie,
al personale scolastico, agli enti e alle agenzie educative del territorio.
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Editoriale
ni di Montegrotto e Torreglia per la collaborazione sempre aperta e franca: è
lavorando assieme che cerchiamo di
dare più risposte alle esigenze dei cittadini e ai nostri alunni.
Carissimi bambini, ragazzi e famiglie,
siamo al termine di quest’anno scolastico ricco, ancora una volta di esperienze meravigliose che verranno illustrate in questo notiziario.
E’ bello vedere l’entusiasmo, l’impegno
e la motivazione ad imparare nei vostri
momenti quotidiani e al tempo stesso
straordinari. E’ sempre illuminante ritrovare un Piano dell’Offerta formativa
analizzato sui documenti divenire vivo
e intenso perché unico per ogni singolo
alunno che ne usufruisce.
E come vedete dalla pagina a
fianco un grazie speciale va al nostro
SuperEnnio
è uomo dalla grande sensibilità, dalla
dedizione impagabile, dall’energia instancabile, con un senso profondo della Scuola, quella vera dell’attenzione
all’altro e della volontà di non lasciare
indietro nessuno, e dello Stato, dello
Stato al servizio del cittadino.
Non preoccupatevi, sarà con noi per arbitrare ancora qualche partita e per
molte passeggiate con il suo amore per
i ragazzi, un po’ più libero dalle carte
dell’Ufficio.
Desidero ringraziare per questo
tutto il personale docente, i collaboratori scolastici, il personale amministrativo perché è proprio grazie alla loro
grande dedizione e alla professionalità
che questi risultati sono possibili.
Vi auguro una buona estate, ricca di momenti di pienezza con la famiglia, con voi stessi e del tempo speciale
del rallentare l’impegno scolastico.
Un grazie di cuore a tutti i genitori, ai Comitati formati e a quelli che
collaborano nel silenzio ma con molta
solerzia: questa scuola è un bene di
tutti anche grazie a voi.
Un caro saluto dalla Dirigente scolastica.
Federica Silvoni
Grazie anche alle AmministrazioPunto e a capo
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Scuola dell’Infanzia ARCOBALENO
COSA DICONO DI TE...
I PENSIERI DEI BAMBINI
Quando giunge inaspettatamente alla scuola dell’infanzia, travolge i
bambini in un coinvolgimento tale che
tutti, acclamandolo a gran voce, si lasciano trascinare da un entusiasmo irrefrenabile.
Il motivo è che il maestro Ennio tra i
bambini ci sta proprio bene e non esita
a scherzare e giocare con loro.
“Che bei momenti!”. . . . direbbe qualcuno; la parte più piacevole rimane alle
insegnanti che a malincuore, si fa per
dire, devono placare gli animi “accesi”.
Non c’è problema, ci sono abituate.
• Mi piacerebbe che il maestro Ennio
lavorasse qua, gli voglio tanto bene.
• Ci fa fare tante capriole.
• Gli voglio bene perché ci abbraccia.
• Lui mi viene sempre a salutare nella
sezione gialla.
• Mi fa volare in alto e mi fa fare le capriole.
• E’ buono, gentile e simpatico.
• Viene a farci visita perché viene a dire
una cosa importante alle maestre.
• Deve lavorare tanto in ufficio.
• Lavora con il computer e stampa i fogli.
Grazie Ennio!
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Punto e a capo
Scuola dell’Infanzia ARCOBALENO
FLASH DI UN ANNO
Ripercorriamo insieme, con un pizzico di nostalgia, i momenti più significativi di quest’anno scolastico, giunto ormai quasi al termine.
Festa di Natale (Dicembre 2013)
Attraverso il racconto “Sogno di neve”
abbiamo privilegiato il personaggio di
Babbo Natale magistralmente interpretato dal maestro Ennio, accompagnato
dai nostri “coreografici” bambini.
Festa di Carnevale - Spettacolo genitori
attori (Febbraio 2014)
Mamma e papà ai tempi dell’asilo. . .
monelli ancor più di noi.
Stagione culturale - “Storie dolci…storie
piccine” (Marzo 2014)
C’era una volta il raccontastorie. . . . un
allegro girotondo di racconti brevi, divertenti filastrocche, fiabe e leggende,
con l’utilizzo di diverse tecniche teatrali.
Punto e a capo
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Scuola dell’Infanzia ARCOBALENO
Uscita didattica - Passeggiata a Villa
Draghi (Aprile 2014)
Conoscenza del territorio . . . accompagnati dal nonno Giancarlo
andando alla scoperta della flora, risvegliata dalla primavera.
Uscita alla Biblioteca civica di Montegrotto (Aprile)
Letture animate per affrontare con coraggio la paura e un laboratorio per la
realizzazione del barometro delle emo-
E ancora . . . . . .
▪ Progetto trasportACI sicuri (Maggio)
▪ Intervento didattico presso la scuola della Dottoressa Zurlo
promosso dall’A.C.I.
▪ Fattoria didattica Giarin - Cartura (Maggio)
▪ Intervento dell’educatrici presso la scuola e successiva visita alla fattoria con i
bambini.
▪ Continuità con i piccoli del nido e i grandi della scuola primaria (Giugno)
▪ Saggio di attività motoria e saluto ai grandi (Giugno)
Insegnante Rosanna Celli,
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Punto e a capo
Scuola dell’Infanzia ARCOBALENO
UN ARCOBALENO DI SENSAZIONI
Il tema centrale della progettazione del II quadrimestre sono stati i
cinque sensi e le relative percezioni gustative, olfattive, tattili, uditive e visive
che hanno attribuito una connotazione
più organizzata e scientifica ad esperienze abitualmente proposte a questa
età.
Per sostituire la definizione generica di
cibi buoni/non buoni, i bambini hanno
provato a differenziare i vari sapori,
chiedendo il bis durante l’assaggio di
dolci e salatini, rifiutando invece e facendo smorfie con limone e bevande
amare. Oltre alla sempre gradita pizza,
abbiamo apprezzato alcuni cibi tipici
(datteri, uva passa cilena, chapati, pane
tradizionale indiano) offerti da genitori
originari di altri paesi. Con i fiori di vaniglia e di zafferano che arricchiscono le
pietanze di colore, profumo e gusto ci
siamo soffermati ad annusare spezie,
fiori, erbe aromatiche; puzze d’aglio e
cipolla comprese! Ispirati dal delicato
profumo di una pianta che fiorisce a primavera i bambini di cinque anni hanno
preparato un alberello bonsai di glicine,
simbolo dell’amicizia, da regalare agli
altri compagni.
Per stimolare l’osservazione delle caratteristiche tattili dell’ambiente circostante, tutti i bambini sono stati coinvolti in divertenti percorsi finalizzati a
sperimentare con le mani, con i piedi,
ad occhi chiusi, le varie sensazioni di
Punto e a capo
morbidezza, temperatura, ruvidezza …
toccando numerosi materiali.
I piccoli di tre anni in particolare si sono
immersi nel mondo sonoro, usando
semplici strumenti (campanelli, sonagli,
nacchere, tamburelli) che sono i personaggi del racconto popolare “La topolina civettuola“, in cui la protagonista è
una campanella ingentilita da un grazioso nastrino azzurro. Grazie alla collaborazione della famiglia di un’alunna, abbiamo seguito una coloratissima e suggestiva festa indiana: una girandola di
costumi cangianti, danze insolite, musiche originali e trascinanti; i grandi hanno poi rappresentato con la pittura le
immagini e i suoni del video. E per riservare un po’ di spazio a situazioni di tranquillità e silenzio, momenti del tutto eccezionali nelle nostre sezioni, è stata
presentata anche una melodia lenta,
calma e rilassante che i bambini (e gli
adulti) sembrano aver accolto molto
volentieri!
Annamaria Reginato
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Scuola dell’Infanzia ARCOBALENO
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Punto e a capo
Scuola Primaria DON BOSCO
RICIFÒ: CHE MUSICA!!!
Anche quest’anno, la scuola Don
Bosco ha inoltrato varie richieste,
nell’ambito del Progetto Attivamente,
promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, e ancora
una volta siamo stati selezionati per
un’attività davvero particolare: lo
spettacolo “ Ricifò”.
L’obiettivo era quello di sensibilizzare i
bambini alle tematiche del riuso e del
riciclo.
Ecco allora che, lunedì 17 febbraio, tre
valorosi artisti, presso il Teatro “La Perla” di Torreglia, hanno cercato di stimolare la creatività degli alunni e di educare alla Musica in modo diverso e divertente, attraverso il coordinamento di
movimenti corporei e suoni.
Il Laboratorio-spettacolo è stato davvero entusiasmante, ricco di fantasia e ritmo.
Nella performance, durata poco più di
un’ora e alla quale hanno assistito tutte
le classi della “Don Bosco” e le classi prime e seconde di tutte le altre Scuole
Punto e a capo
Primarie dell’Istituto Comprensivo, sono stati suonati strumenti costruiti con
materiale di riciclo: tubi rossi di plastica,
bottiglie, piastrelle da rivestimento, taniche, secchi… assemblati anche con
l’aiuto dei bambini.
In questo modo, questi ultimi, sono entrati a far parte dello spettacolo nel ruolo di “musicisti-ospiti” utilizzando anche
il proprio corpo come strumento per
fare musica.
L’iniziativa mirava alla Responsabilità
Ambientale.
Una volta tornati in aula, i bambini hanno continuato a cantare e a usare il corpo per creare ritmi semplici ma pieni di
gioia ed espressività.
Caterina Golluccio
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Scuola Primaria DON BOSCO
POTENZIAMENTO DELL'EDUCAZIONE FISICA NELLA
SCUOLA PRIMARIA: PROGETTO “PIÙ SPORT A
SCUOLA”
Anche quest'anno, seppur in ritardo e nonostante i "tagli", ha avuto inizio il
progetto nazionale di "Potenziamento dell'educazione fisica nella scuola primaria",
finanziato dal CONI e dal MIUR.
Con gioia, tutti gli alunni del plesso Don Bosco hanno la possibilità di svolgere, guidati dal nostro ormai affezionato esperto Davide, un'ora settimanale aggiuntiva di
educazione motoria.
È un'esperienza che a Torreglia viviamo già da alcuni anni e che mira ad offrire agli
alunni un bagaglio di esperienze motorie sempre più vasto.
L'obiettivo è quello di favorire l'acquisizione di corretti stili di vita e di una sana e
permanente educazione sportiva, nella consapevolezza che l'educazione motoria
riveste una grande importanza ai
fini della formazione integrale
della persona.
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Punto e a capo
Scuola Primaria DON BOSCO
PROGETTO PROMOZIONE LETTURA
Sfidando la pioggia, il giorno 28
aprile, i piccoli lettori in erba, si sono
avviati verso la Biblioteca Comunale di
Torreglia, dove ad attenderli hanno trovato la maestra Simonetta, la bibliotecaria Fiorella e la creativa Debora, per
svolgere l’attività di Promozione Lettura.
Accattivante la storia di Lupo Cattivo, il
quale con l’allegra banda dei suoi amici,
ci ha accompagnati alla scoperta di
qualità inaspettate: lupo cattivo in
realtà è buono, biscia velenosa che
è benefica, porcello puzzolente che
profuma di dopobarba, coniglio
pauroso che è animato da un coraggio da leone e gazza ladra che,
invece, restituisce la refurtiva.
Dopo l’ascolto attento e coinvolgente della storia, raccontata abilmente dalla maestra Simonetta, i
piccoli, guidati da Debora, che ha
messo a disposizione la sua eccelPunto e a capo
lente abilità creativa, sono stati invitati
a costruire le loro casette, personalizzandole con le proprie qualità.
Il risultato è stato davvero sorprendente!
Stimolati da questa storia interessante, i lettori in erba saranno sicuramente invogliati a frequentare più assiduamente la Biblioteca e potranno diventare lettori sempre più esperti.
Grazie a Simonetta, a Debora e so-
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RA
Scuola Primaria DON BOSCO
CLASSI PRIME “Don Bosco”
prattutto alla Bibliotecaria Fiorella
sempre attenta e disponibile.
Grazie anche all’Amministrazione
Comunale che continua a finanziare
le attività del Progetto Promozione
Lettura; infatti, anche tutte le altre
classi della scuola “Don Bosco”, nei
primi giorni di maggio, porteranno
a termine i loro percorsi, che culmineranno nella Festa della Biblioteca
prevista per l’11 maggio, durante
la quale saranno esposti i prodotti finali ed è prevista anche
una performance delle classi
quinte.
Classi prime
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Punto e a capo
Scuola Primaria DON BOSCO
MANGIARE BENE DA PICCOLI...
Nella scuola Primaria “Don Bosco” l’attenzione all’Educazione Alimentare è oramai un percorso consolidato.
Negli anni si è cercato di porre sempre
maggiore attenzione al problema, considerato una delle emergenze sociali cui
far fronte, nel tentativo di EDUCARE i
nostri bambini ad un’ALIMENTAZIONE
SANA e CORRETTA.
Lo abbiamo fatto attraverso le seguenti
iniziative:
LA SETTIMANA DELLA MERENDA CONSAPEVOLE
che si avvale del contributo della
Despar.
Nella settimana dal 24 al 29 marzo ai bambini è stata offerta la merenda, proponendo, nei vari giorni e alternandoli: frutta, pane e marmellata,
pane con uvetta e pane con olive. Alcuni genitori, come ogni anno, sono
Punto e a capo
stati parte attiva dell’iniziativa, collaborando nella distribuzione delle merende. Un particolare ringraziamento va
all’insostituibile vicario Ennio Pepato
per il coordinamento efficientissimo e al
suo braccio destro Gianni.
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..
Scuola Primaria DON BOSCO
... PER STARE MEGLIO DA GRANDI
IL PROGRAMMA “FRUTTA NELLE SCUOLE,
realizzato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari in sinergia
con Regioni e Province Autonome e nella piena condivisione con i Ministeri
dell’Istruzione, della Salute e delle Politiche Sociali.
Tra le varie finalità che si propone il
Programma, ricordiamo quelle di:
• incentivare il consumo di frutta e verdura tra i bambini compresi tra i sei e gli
undici anni di età;
• offrire ai bambini occasioni per conoscere e “verificare concretamente” prodotti naturali diversi, quali opzioni di
scelta alternativa, per potersi orientare
fra le continue pressioni della pubblicità
e sviluppare una capacità di scelta consapevole.
Seppur in notevole ritardo rispetto agli
anni precedenti, finalmente, anche quest’anno è partito il Progetto.
Con una novità: al programma hanno
aderito, oltre alla Don Bosco, anche altri
due plessi dell'istituto, le scuole prima-
rie Nievo e Don Milani.
A completamento dell’iniziativa, che
prevede distribuzione di frutta nei plessi
aderenti all’iniziativa, vengono offerte
anche uscite didattiche presso una
Fattoria, nel nostro caso, presso LA
CORTE di AUGUSTO SALVAN, fattoria
didattica che si trova a Villa
Estense.
E allora…
BUONA FRUTTA A TUTTI!! E ricordate di mangiare sano!!
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Punto e a capo
Scuola Primaria DON BOSCO
Classi terze alla Butterfly Arc
Lunedì 14 aprile noi ragazzi delle
classi terze della Scuola Primaria “Don
Bosco” di Torreglia abbiamo visitato la
Butterfly Arc, cioè la Casa delle Farfalle,
a Montegrotto Terme.
E’ una visita d’istruzione che rientra nel
progetto “Conosci il tuo territorio”.
Siamo subito stati accolti da due simpatiche caprette: una nera, più tranquilla,
e una bianca più agitata, che si metteva
in mostra davanti al pubblico degli scolari. Si alzava addirittura su due zampe
per afferrare le foglie degli alberi e fare
colazione!
All’interno della serra sembravamo tutti
“impazziti” dall’entusiasmo nel seguire
Punto e a capo
il volo delle farfalle
tropicali e molti di
noi venivano scambiati per fiori: infatti
le farfalle si appoggiavano sulle mani o sulle teste….
Abbiamo visto vari insetti e rettili tra i
quali un’iguana, lontana discendente
dei famosi dinosauri.
Infine abbiamo svolto un laboratorio
per costruire una maschera da insetto:
ci riconoscete in questa foto?
E’ stato bello per una volta entrare in
questo micro-mega-mondo animale!
Le classi terze
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Scuola Primaria DON MILANI
Conosciamo i cereali
Giovedì 6 marzo noi alunni di
classe IV abbiamo partecipo a un labo-
Ecco alcune associazioni che abbiamo
fatto:
avena pappamolla (perché si usa
ratorio riguardante alla conoscenza, le
per il porridge)
proprietà e l’utilizzo dei cereali. L’attività è stata condotta da un’esperta di no-
miglio forzuto
me Chiara. All’inizio ci ha disposti in cer-
orzo rinfrescante
chio e abbiamo parlato del significato
quinoa altissima
dei nostri nomi. Poi abbiamo ricevuto
segale ostinata
dei cartellini che rappresentavano i vari
mais duro
tipi di cereali e quattro jolly (piramide,
kamut antico
cereali integrali, cereali raffinati, fibre).
grano saraceno montanaro…
Ad ogni cereale abbiamo abbinato un
Alla fine abbiamo giocato a
aggettivo riferito al suo nome e alle sue
caratteristiche.
“memory del sorriso” e abbiamo conosciuto alcuni tipi di riso (riso nero, riso
rosso, riso integrale, riso parboiled, riso
Vialone nano, riso di Vercelli). Questa
attività ci ha permesso di conoscere in
modo divertente nuovi alimenti e di inserirli nella nostra dieta.
Classe IV
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Punto e a capo
Scuola Primaria DON MILANI
PROGETTO ETRA RECUPERIAMO IL RISPETTO
Quest'anno noi alunni della scuola Don Milani di Turri a Montegrotto abbiamo cercato di impegnarci per sensibilizzare ancora di più noi e gli altri ed
avere un comportamento ecologicamente rispettoso nei confronti delle risorse naturali, del territorio e dell'ecosistema tutto.
In particolar modo, per imparare a rispettare l'ambiente, abbiamo aderito al
progetto ETRA, che riguarda il riciclaggio dei rifiuti. Abbiamo visitato la discarica di Campodarsego, partecipato a dei
laboratori imparando a riutilizzare e riciclare la carta, abbiamo anche svolto
attività ludiche in palestra riferite alla
raccolta differenziata.
Come conclusione di questo percorso
abbiamo aderito ad un concorso che
prevedeva la realizzazione di un poster
e di un plastico. La classe quinta ne ha
realizzato uno con un grande orologio. Il
quadrante rappresentava la Terra all'interno del quale vi era scritto "È ORA,
RICICLO NON RIFIUTO".
Punto e a capo
La classe quarta con la collaborazione di
un genitore che, insieme alle insegnanti, ci ha guidato nell'attività, ha costruito
un plastico utilizzando materiale di recupero. In esso abbiamo realizzato un
territorio suddiviso in due realtà:
SPLENDIDOPOLI che è un quartiere in
cui gli abitanti amano il nostro pianeta,
aderiscono alla raccolta differenziata ed
utilizzano mezzi di trasporto ecologici
oppure fonti energetiche che rispettano
le aree verdi del quartiere; SPORCOLANDIA invece è un quartiere in cui gli
abitanti non pensano al futuro del pianeta e lo inquinano, dove abbandonano
i rifiuti nelle strade o non utilizzano correttamente
i
cassonetti
"MULTIMATERIALE", usano esclusivamente mezzi di trasporto inquinanti o
cementificano l'intero territorio.
L'invito che vogliamo fare a tutti con il
nostro lavoro è quello di porsi la domanda: "Da quale parte voglio vivere?".
Scuola primaria “Don Milani”
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Scuola Primaria DON MILANI
...VERSO L’AMBIENTE
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Punto e a capo
Scuola Primaria DON MILANI
KIDS CREATIVE LAB: Noi, piccoli....grandi... artisti al museo
Noi alunni della scuola primaria
Don Milani abbiamo vissuto un'esperienza molto speciale.
Abbiamo realizzato dei mosaici che sono stati assemblati insieme a quelli di
altri bambini italiani per costituire un'unica, grande installazione collettiva che
è stata esposta alla COLLEZIONE PEGGY
GUGGENHEIM di Venezia.
1800 scuole, 12000 classi e 300000
bambini!!!!!
Tutti insieme, da tutte le regioni d'Italia,
da Nord a Sud!
E' stata davvero una giornata
fantastica … le nostre opere esposte
accanto a quelle di artisti come Picasso,
Chagalle, Magritte, Kandinsky, Mirò,
Punto e a capo
Dalì... Non ci sembrava vero!
Scuola primaria “Don Milani”
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Scuola Primaria NIEVO
FLASH BOOK MOB
Anche quest'anno gli alunni e gli insegnanti della scuola
Nievo il 23 aprile (giornata mondiale del libro) hanno partecipato
al FLASH BOOK MOB portando in
piazza Municipio il loro libro preferito e leggendolo ad alta voce
per tre minuti.
Durante la passeggiata per arrivare al Municipio i bambini hanno
consegnato ai passanti dei bigliettini colorati su cui avevano
scritto lo slogan della manifestazione: "I LIBRI SONO COME LA
MENTE, FUNZIONANO SOLO SE LI
APRI."
Insegnante Erica Ferasin,
.
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Punto e a capo
Scuola Primaria Nievo
TUTTI ARTISTI!!!
Noi alunni delle classi
4^A e 4^B della scuola Nievo,
abbiamo partecipato alla seconda edizione del progetto educativo “Kids Creative Lab” proposto da Collezione Peggy Guggenheim, Trend Group e OVS.
Abbiamo realizzato due grandi
mosaici, formati da tessere prodotte con vetro riciclato.
Pensate che a questa edizione
hanno partecipato la bellezza di 300.000
bambini italiani - 12.000 classi - 2000
scuole!
Il Kit d’artista è stato assegnato alle varie regioni d’Italia in base alle tonalità
degli elementi naturali e paesaggistici
che le caratterizzano; noi abbiamo lavorato con tessere azzurre e blu.
I nostri capolavori ora fanno parte di
una grande installazione collettiva esposta dal 25 aprile al 4 maggio 2014 pres-
Punto e a capo
so la Collezione Peggy Guggenheim di
Venezia, uno dei più importanti musei
in Italia.
Andate a visitarlo!!! Oppure collegatevi
al sito kidscreativelab.ovs.it per vedere
l’opera finale e tutte le sue fasi di attuazione. Qui vedete noi al lavoro.
Classi quarte A e B
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Scuola Primaria Nievo
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Punto e a capo
Scuola Primaria NIEVO
TRA RITI, PROFUNI E AMULETI...IL MONDO
DELL’ANTICO EGITTO
Gli alunni delle classi 4^A e 4^B
della scuola Nievo hanno partecipato
alle iniziative proposte dal Comune di
Padova nel Progetto “Impara il Museo”.
Hanno scelto di seguire l’itinerario di
ca di significati. Un’esperienza che difficilmente dimenticheranno.
Classi quarte
archeologia “Il mondo dell’antico
Egitto” e oltre alla tradizionale visita alle
sale egizie, dove hanno potuto arricchire le loro conoscenze storiche, hanno
seguito il laboratorio “La mummia e i
suoi segreti”. Tra fasce, unguenti e
amuleti, si sono trasformati per un giorno in sacerdoti, dei, imbalsamatori. Ciò
ha permesso ai ragazzi di fare un’esperienza emozionante, coinvolgente e ricPunto e a capo
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Scuola Primaria NIEVO
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Punto e a capo
Scuola Primaria RUZZANTE
UNO PIU' UNO UGUALE DUE...OPPURE TRE?? PICCOLI
EINSTEIN CRESCONO......
Nell'ormai lontano Novembre
2013, anche le classi quarte e quinte
della scuola Ruzzante sono state invitate a partecipare ai “Giochi matematici
d'Autunno” organizzati dall'associazione
Pristem dell’Università Bocconi di Milano e coordinati, per il nostro Istituto,
dalle professoresse Ievolella Chiara e
Stefani Carla, alle quali va il nostro sincero grazie per il lavoro svolto.
Un nutrito gruppo di ragazzi e ragazze
delle quattro classi della nostra scuola
hanno aderito alla richiesta e si è cimentato nelle prove. All'inizio chiedevano spesso se si conoscevano i risultati
della gara, poi,man mano che il tempo
passava, le richieste si facevano casuali
e quasi quasi se ne stavano dimenticando quando...ecco la tanto attesa notizia:
martedì 29 Aprile avremmo avuto la visita della professoressa Ievolella che
avrebbe annunciato l'ordine d'arrivo!!!
I ragazzi eravamo tutti impazienti e
Premiati scuola Nievo
Punto e a capo
Premiati scuola Ruzzante
quando finalmente si sono seduti nell'atrio nuovo della scuola, l'emozione e la
suspense erano alle stelle!!! Abbiamo
saputo che su 141 iscritti dell'Istituto,
ben 58 adesioni erano della Ruzzante,
dato che indica come l'iniziativa riscontri successo e poi sono iniziate le premiazioni: ad ogni nome un urlo di gioia
si alzava dal folto gruppo e tutti applaudivano, amici di classe e compagni di
classi diverse, premiati ed esclusi dal
podio: questo è e deve essere lo spirito
di tali competizioni!!!
Un SUPER BRAVI a tutti coloro che si sono così ben piazzati, ma anche a quanti
hanno partecipato, perché il provare, il
mettersi in gioco è già una vittoria e il
prossimo anno vi vogliamo ancora lì,
agguerriti e pronti ad una nuova sfida!!!
BRAVISSIMI RAGAZZI, CONTINUATE COSI'!!!!
Classi quarte e quinte
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Scuola Primaria RUZZANTE
NAVIGANDO IN QUEL DI PADOVA....
Per tutti, o quasi, le vacanze pasquali sono terminate lunedì 21 Aprile,
ma non per noi, ragazzi e ragazze delle
classi quinte della scuola Ruzzante!! Infatti martedì 22 siamo partiti alla volta
di Padova per una gita per noi un po'
insolita: visitare la città non a piedi, ma
in barca. Il viaggio è stato inserito nel
programma del progetto “Conosci il tuo
territorio” ed ha sostituito la visita agli
scavi romani del nostro paese, inagibili
causa alluvione. L'occasione per far
qualcosa di diverso era ghiotta e così
abbiamo aderito alla proposta.
Viaggio in pullman, arrivo a Porta Portello. Ad attenderci abbiamo trovato
due gentili guide dell'associazione ALICORNO e un signore con un cappello
bianco che si è presentato come il capitano dell'imbarcazione che ci avrebbe
portati lungo il Piovego. La nostra barca
era la tipica “Péota” chiamata così perché viaggia a pelo d'acqua, non teme le
basse profondità ed è maneggevole. E' stato un percorso
entusiasmante! Abbiamo visto
i bastioni da un punto di vista
diverso rispetto a chi li vede
camminando per le vie della
città, ne abbiamo visitato uno
al suo interno, abbiamo osservato stemmi scolpiti sulle mura, visto un leone alato di Venezia con il muso girato dalla
parte opposta rispetto al soli-
to. La guida ci illustrava tutto e le sue
spiegazioni erano integrate da quelle
del bravo capitano Maurizio. Abbiamo
visto l'antico porto sotto Ponte Ognissanti, Ponte Molino, le case e i palazzi
che si affacciano lungo il Piovego. Navigando abbiamo incontrato anatre, aironi cenerini,oche... Infine siamo sbarcati
alle Porte Contarine, in centro città.
Un viaggio interessante, una gita diversa dalle solite che consigliamo a tutti !!
Classi quinte
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Punto e a capo
Scuola Primaria RUZZANTE
NATIVE ENGLISH SPEAKER.... WHAT IS IT?!
Qualche anno fa è nato nel nostro Istituto il progetto madrelingua,
rivolto agli alunni delle classi quinte della scuola Primaria e agli alunni della
scuola Secondaria. Per quanto riguarda
la Primaria, il progetto prevede per ciascuna classe quinta l'intervento di una
lettrice madrelingua inglese per un totale di dieci ore.
Quest'anno abbiamo avuto il piacere di
avere con noi per la prima volta la
teacher Barbara Ann Latini.
Primo approccio: Hello everyone! How
are you? I'm....
Botta e risposta fra Mrs. Latini
(americana nativa di Sacramento – California – USA) ed i nostri ragazzi, i quali
tra loro commentavano: “Wow, in fondo non è poi così difficile capire e farsi
capire!” Man mano che la conversazione continuava però, più di qualche viso
esprimeva una certa perplessità e dai
banchi si udiva qualche mormorio...”Ma
che dice? I don't understand! Boh...”
Alcuni cercavano di capire dall'espres-
Punto e a capo
sione facciale o
gestuale della
teacher,
altri
provavano
a
rispondere cercando di ricordare termini,
regole e frasi
apprese ma...
piano
piano,
grazie anche ai
modi gentili e
rassicuranti della teacher Barbara, anche i più disorientati si sono lasciati coinvolgere sciogliendo ogni timore.
Perfetto, avevamo raggiunto il nostro
scopo: mettersi in gioco e stimolare la
voglia di capire e farsi capire per poter
dialogare!
Dopo
le
prime
lezioni
di
“riscaldamento”, di conoscenza reciproca e di American Culture, è giunto il momento di proporre il lavoro che avrebbe
caratterizzato le lezioni successive: rappresentare una sintesi del Mago
di Oz (The Wizard of Oz), in English, of course! Ecco così che i
personaggi principali hanno preso vita: Dorothy, lo spaventapasseri, l'uomo di latta, il leone
codardo, la strega cattiva, la
strega buona… e naturalmente il
mago. Divisi in 4 gruppi, ogni
alunno doveva recitare la pro26
Scuola Primaria RUZZANTE
pria parte in inglese, aggiungendo espressività e
doti artistiche.
In occasione dell’ultimo
incontro i ragazzi del nostro plesso si sono esibiti
davanti ad una giuria di 6
docenti che ha valutato
ogni esibizione assegnando
un punteggio ad ogni personaggio rappresentato. Al
termine tutti gli alunni hanno ricevuto l’attestato di
partecipazione al progetto
e sono stati acclamati i migliori
attori per ogni personaggio; la vittoria ha garantito a questi ultimi il mitico Extra Point, utile per raggiungere l'ambito traguardo di fine anno:
The Golden Dragon Prize!
Well done guys!!!
Classi 5^A e 5^B
27
Punto e a capo
Scuola Primaria RUZZANTE
L'ORTO A SCUOLA
Quest’anno l’esperienza della semina nell’orto della scuola è fatta dagli
alunni delle classi seconde.
L’attività è inserita nel progetto di Educazione Alimentare che si propone di far
acquisire corrette abitudini alimentari e di far conoscere i valori nutrizionali degli alimenti.
La preparazione del terreno, il trapianto e la semina sono stati fatti con
la preziosa collaborazione di alcuni
genitori e di nonno Bruno Masiero.
Ogni giorno gli alunni seguono la crescita delle piantine dando l’acqua e
togliendo le erbe infestanti.
Ecco alcune riflessioni degli alunni:
"Giovedi' 03/04 alle ore 14.00 è venuto
a scuola il signor Bruno, nonno della
mia compagna di classe Elena, per aiutarci a sistemare l'orto della scuola. Ci
ha spiegato tante cose e ci ha fatto vede-
Punto e a capo
re come si piantano alcune verdure e
delle fragoline. Questa attività è stata
molto bella e interessante. La parte che
mi è piaciuta di più è stata quando abbiamo vangato e, dal terreno sono venuti
fuori alcuni animali, ho capito che il terreno è "vivo" ed è la casa di alcuni esseri viventi."
"Grazie a nonno Bruno ho capito come
si fa a piantare e a seminare.Quando andrò a casa pianterò dell'insalata anche
nel mio orto,v isto che la mamma non ci
è riuscita. Ora potrò insegnarglielo io."
"Le ore con nonno Bruno nell'orto sono
volate, è stato bellissimo seminare l'insalata, io ho seminato l'insalata gentilina
e poi l'ho innaffiata. Non vedo l'ora che
cresca!"
"Quando il signor Bruno ha vangato la
terra, ho capito che la terra sotto era calda e scura, quella sopra era dura e chiara."
"E' stata una bellissima esperienza, non
vedo l'ora di assaggiare le insalate che
ho seminato assieme ai miei compagni,
con l'aiuto di nonno Bruno".
Classi seconde
28
Scuola Primaria RUZZANTE
GENITORI IN CUCINA
Anche quest’anno l’Amministrazione del Comune di Montegrotto Terme, in collaborazione con la
Commissione Mensa dell’Istituto Comprensivo e la ditta Sodexo, ha organizzato i laboratori di cucina rivolti ai genitori dei bambini che frequentano la mensa
della scuola. I genitori, sempre molto
interessati e partecipi, hanno seguito le
varie fasi di preparazione dei piatti che
la nostra bravissima cuoca Stefania
Mion ha allestito nei due incontri. Sono
stati preparati alcuni piatti presi dal menù che i bambini mangiano a scuola, come il condimento per la pasta ”al pesto
nostro” e la lonza di maiale che per questa occasione é stata arricchita con le
erbe aromatiche, per far gustare ai genitori preparazioni semplici, ma saporite,
e poter offrire spunti da riproporre anche
a casa. Il tutto “condito” con informazioni nutrizionali e consigli per una corretta educazione alimentare utili per i
bambini, ma anche per gli adulti, forniti
da me e dalla collega dietista Lorenza
Fasiol della ditta Sodexo.
Tra le indicazioni nutrizionali, da mantenere come buone abitudini alimentari,
l’importanza di una masticazione adeguata (non frettolosa e distratta), l’uso
delle erbe aromatiche per ridurre il consumo di sale, un maggior utilizzo delle
verdure. Proposte da provare anche a
casa per stimolare i bambini ad assaggiare preparazioni invitanti, colorate e
nello stesso tempo contenenti quegli alimenti che spesso rifiutano, ma che sono
preziosi perché fonti di vitamine, sali
minerali ed antiossidanti. Questo, tra gli
altri, è uno degli scopi del menù scolastico.
Si è pensato di proporre anche modi diversi per preparare il pesce, altro alimento “critico”, ma altrettanto prezioso
per il suo contenuto nutrizionale; le cialdine aromatiche con mousse di merluzzo e le crostatine ripiene di pesce e verdure sono state degustate con soddisfazione da tutti i partecipanti, oltre agli
altri piatti gustosi e saporiti come il tortino di miglio con lenticchie e ceci con
crema di formaggio e croccante di grana
padano: una vera delizia del palato.
Ci auguriamo che questi incontri continuino ad essere uno stimolo per ampliare le conoscenze e le scelte alimentari
aiutando così ad arricchire qualitativamente l’alimentazione di tutta la famiglia per coniugare il piacere della buona
tavola con i principi di sana e corretta
alimentazione.
Dott.ssa Sonia Zannoni, Dietista
29
Punto e a capo
Scuola Secondaria FACCIOLATI
FILASTROCCHE...
Filastrocca
Ciao io sono Pino e sono ancora
piccinino.
Abito in un cortile
vicino ad un grande e antico fienile.
Il mio padrone: Gioele,
ha un figlio di nome Lele.
Lele gioca all’aperto tutti i giorni
e invita i bambini dei dintorni.
Questa e’ la mia storia
che non devi studiare a memoria.
Spero che vi piaccia e che non vi
annoi
cosi’ ne scrivero’ altre per voi.
Garon Martina
La nuvola
Gira, gira per il mondo lenta, lenta.
ci sorvola tutto il giorno
e ci ammira da lontano.
La nuvola e’ libera e candida
di un bianco puro
e poi...
scompare.
Buoso Mattia
Primavera gioconda
e’ l’ alba :
si illumina il cielo
i raggi del sole
riscaldano
nei prati
le ultime viole.
l’ erba e’ bagnata
ma dalla rugiada
e’ presto asciugata.
si sveglia la gente e piu’ nulla tace
in giro si avverte che e’ un giorno
di pace.
poi mille campane
squillando
annunciano al mondo
che oggi sia
ognuno
giocondo !!!!!
Dianin Eleonora
La foglia
ondeggia leggera la foglia rinsecchita,
spinta dal vento
pian piano si adagia
dolcemente sulla terra
soffice e dormente.
Pagan Lorenzo
Classe 1 B Facciolati
Punto e a capo
30
Scuola Secondaria FACCIOLATI
DANTE
Domenica 6 maggio, durante
l’annuale festa della biblioteca a Torreglia, la classe seconda A della scuola
Facciolati ha proposto una piccola rappresentazione teatrale ispirata al primo
canto dell’Inferno, sicuramente il più
famoso dell’intera opera. Gli studenti,
dopo avere recitato le prime quattro
terzine dell’incipit hanno messo in scena l’incontro di Dante con le tre fiere.
La classe 2A
31
Punto e a capo
Scuola Secondaria FACCIOLATI
ESCURSIONE al ”ROCCOLO BONATO” di Torreglia
In una calda e soleggiata giornata
di maggio iniziamo la nostra uscita alla
scoperta del territorio che circonda la
nostra scuola alla guida di un grande
conoscitore dei nostri colli ed esperto
naturalista: il prof. Antonio Mazzetti.
Prima tappa: le Cantine Bernardi.
Dopo essere partiti dalla nostra scuola
sono bastati pochi passi per ritrovarci
davanti alle Cantine Bernardi, dalle quali si può ammirare il Castelletto e la
Chiesa di San Sabino, che la nostra guida ci ha fatto subito osservare. Entrando abbiamo trovato una gentilissima
signora che ci ha raccontato la storia di
quel luogo. Ci ha fatto vedere le botti
che contenevano 700 litri di vino e le
piccole botti ,provenienti dall’Ungheria
per produrre il vino barricato. Inoltre ci
ha fatto vedere i vecchi attrezzi che si
usavano per coltivare, tra cui c’era il
giogo, strumento che veniva attaccato
al collo degli animali per guidarli nei lavori dei campi. Qui si trova ancora una
vecchia colombaia utilizzata nel Medioevo per l’allevamento dei colombi.
Punto e a capo
Abbiamo poi proseguito in un sentiero
sterrato e siamo entrati nel bosco ai
piedi del Monte Rua.
Qui il prof. Mazzetti ci ha fatto conoscere e osservare numerose piante.
Una lezione sul campo davvero interessante !!!
Ecco gli alberi di castagno colpiti da una
malattia provocata da una piccola mosca proveniente dal Giappone.
Nel sottobosco l'odore pungente dell'aglio selvatico: aglio orsino.
Il luppolo selvatico chiamato nel
nostro dialetto “bruscandolo” che si
usa per fare risotti e frittate. Le
infiorescenze
femminili della
pianta vengono
utilizzate per fare
la birra.
32
Scuola Secondaria FACCIOLATI
Il delicato profumo dei fiori di sambuco
utilizzati per fare sciroppi e marmellate
Le cavallette che da qualche anno stanno infestando i nostri colli.
Le piante infestanti dei nostri colli:la robinia e l'ailanto
Le tracce lasciate dal passaggio dei cinghiali...
Finalmente il bosco si apre: siamo arrivati al ROCCOLO BONATO. Il Roccolo
Bonato è una vecchia torre presso la
valle del Pianzio che aveva lo scopo di
catturare gli uccelli che migravano in
Africa in autunno e che si dirigevano
verso i passi sulle Alpi in primavera.
Gli uccelli venivano attirati dal richiamo
di altri volatili tenuti in gabbie e posizionati sugli alberi. Intorno all’area erano
posizionate e nascoste più reti. Una volta che gli uccelli si appoggiavano sui rami degli alberi, dalla torre del Roccolo
veniva lanciato un bastone che col suo
rumore spaventava gli uccelli poiché
simulava il volo del falco e quindi tentavano la fuga con un volo basso verso la
luce che intravedevano
tra gli alberi, andando ad
infilarsi all’interno delle
reti.
I ragazzi della nostra età
raccoglievano gli uccelli
morti, li mettevano in cestoni e si faceva grande
festa, mentre quelli vivi
venivano messi in gabbia
e venduti al mercato di
Padova.
Raggiunto il Colle della Mira e la Chiesa
di S.Sabino, dopo una breve sosta,scendiamo per via Mondonego sino
a scuola.
Classe I B
33
Punto e a capo
Scuola Secondaria FACCIOLATI
LA 3B SI IMPROVVISA GIORNALISTA...
Punto e a capo
34
Scuola Secondaria FACCIOLATI
...ecco alcuni articoli...
Si comincia da giovanissimi
Sembrare adulti, senza esserlo
di Greta Agnolon e Nicole Bianco
Le industrie di tabacco sono molto
attente alla clientela giovane. I ragazzi
sperimentano la prima sigaretta per dimostrare a se stessi e agli altri di essere
diventati adulti. E come si comincia?
All’inizio sono poche sigarette, poi si
continua a fumare sempre più. Così,
senza accorgersene, si diventa dipendenti. Alcuni lo fanno per curiosità, altri
per darsi importanza, altri ancora per
seguire una moda. La sigaretta elettronica, invece di diminuire il numero dei
fumatori, è diventata un incoraggiamento maggiore per chi vuole iniziare.
La moda di oggi negli adolescenti
Uno stile diverso, casual ma non troppo
Si diffonde in tutta Europa
di Marika Longordo
Molti giovani hanno uno stile diverso
nel vestire rispetto ai genitori, perché
seguono attentamente le mode. Sono
molto scrupolosi nei vari abbinamenti:
per le ragazze, pantaloni stretti con maglie larghe e scarpe Vans o Nike Air,
bracciali colorati e lunghe collane, cappelli e borse possibilmente coordinati.
Per ragazzi il discorso è più semplice:
pantaloni stretti e alla caviglia con maglietta larga e giacca, o pantaloni modello tuta con t-shirt e scarpe da ginnastica. Sembra poco, ma vi assicuro che
ci vuole tempo e fantasia, ma anche pazienza, per il fatto che per i “grandi”
questo tipo di abbigliamento è ripetitivo
o poco originale. Ci sono infatti certi
Vignetta di Lisa Desiderato
35
Punto e a capo
Scuola Secondaria FACCIOLATI
giovani che non seguono il proprio stile
ma seguono quello degli altri solo per
essere parte del gruppo o essere
‘popolari’.
Scuola media di Torreglia, il Cineforum
La storia attraverso i film
Il progetto è stato accolto con favore
di Silvia Fabris
Il 13 marzo 2014, presso la scuola media J. Facciolati è iniziato il Cineforum
rivolto alle classi terze. Serve per approfondire le conoscenze sulla storia passata.
Guardare i film è un modo diverso di
approfondire quanto studiato e imparare non solo sui libri e sui manuali ma
anche attraverso le immagini. Gli studenti, terminate le lezioni del mattino
hanno mezz’ora per consumare un
pranzo veloce perché alle 13.30 bisogna
tornare a scuola per andare in aula video dove viene proiettato il film. Mentre si prende posto, viene consegnata la
scheda che contiene la sintesi della trama e alcune indicazioni tecniche oltre
ad approfondimenti. (…)
Punto e a capo
Un film che parla di guerra ma invita
alla pace
di Alice Francescato
Mercoledì 13 marzo i ragazzi della terza
B si sono fermati a scuola per vedere un
film sulla seconda guerra mondiale: “Il
grande dittatore” di Charlie Chaplin del
1940. Questo film è di genere fiction e
riprende in chiave satirica i fatti storici
prendendo in giro Hitler e le camicie
brune. Chaplin fa il verso al Fuhrer vestendo il ruolo di uno spietato dittatore
e alla fine pronuncia un memorabile discorso che mai fu pronunciato nella
realtà. E’ un invito alla pace e alla tolleranza universale: ”Smettiamo di odiarci
e di giudicare gli altri dal colore della
loro pelle o dalla loro religione, uniamoci per fare del mondo un posto migliore…”.
Divertente ma denso di significati, solo
alla fine questo film diventa serio e
dall’inizio alla fine ti tiene incollato allo
schermo.
36
Scuola Secondaria FACCIOLATI
19 marzo 2014, finalmente in gita
Venezia, il tour
I ragazzi della J. Facciolati di Torreglia
sono andati in visita nel capoluogo veneto
di Alice Francescato
Dalla stazione di Montegrotto Terme
circa cinquanta ragazzi di terza media
sono partiti alle ore 8:35 per andare a
visitare la sede del Gazzettino a Mestre.
Arrivati in redazione gli studenti hanno
scoperto alcuni segreti del giornale. Ecco alcune frasi dei partecipanti: ”E’ stato interessante. Quello che mi è piaciuto di più è stato osservare i macchinari
che usavano”. “Bello, utile, non pensavo che ci fossero così tante cose da sapere”. Poi gli studenti si sono recati a
Venezia per fare uno spuntino e in seguito una passeggiata passando per il
‘ghetto’, il quartiere ebraico, fino a piazza San Marco e infine allo Squero. Quest’ultimo è il tipico cantiere per imbar-
(Vignetta)
Acqua alta a Venezia…
“Ho sempre desiderato avere una piscina, ma credo che questo non sia il
momento…”
di Alessandra
cazioni a remi della città di Venezia. L'etimologia del nome potrebbe essere legata alla parola dialettale squara, ossia
la squadra, strumento di lavoro per i
maestri d'ascia. In quest’area vengono
costruite e ristrutturate le gondole; precisamente, in inverno se
ne costruiscono almeno
due e per ognuna ci vogliono due mesi, mentre
in primavera e in estate
si ristrutturano. Alla fine
i ragazzi sono tornati a
casa stanchi per la camminata ma felici per aver
passato l’intera giornata
all’aria aperta con gli
amici
La classe 3B
37
Punto e a capo
Scuola Secondaria VIVALDI
BIBLIOTECA SCOLASTICA MULTIMEDIALE
….. riflessioni, omaggi, ricordi , nuovi progetti...
Siamo oramai giunti anche quest’anno alla fine della stagione culturale
2013-2014, con tante soddisfazioni, curiosità, opinioni maturate negli incontri,
illusioni attese e disattese e….nuovi progetti per il futuro anno 2014-2015. La
grinta e lo stimolo non ci mancano, per
vivacizzare la nostra biblioteca, con proposte che ci giungono da studenti e insegnanti che passando di lì scambiano
idee con la storica bibliotecaria Nella.
Ma chi è Nella? Me lo son chiesta fin
dall’inizio, da quando ho ricevuto l’attribuzione di incarico nella gestione della
biblioteca. L’ho capito solo ora, dopo
due anni di servizio. E’ una persona
“speciale” che presiede la biblioteca
con l’autorevolezza e la simpatia di chi,
da anni, sa e conosce tutto e tutti. Detiene la conoscenza del patrimonio librario e, in generale, multimediale, sia
della “Nievo” che della ”Vivaldi” (se tu
chiedi, lei a memoria ti risponde); rappresenta un significativo e confidenziale
Punto e a capo
interlocutore per i ragazzi (con lei molti
arrivano a confidarsi, lamentarsi, fare
“quattro chiacchiere”, commentare e
discutere su un libro appena letto) nonché per gli insegnanti che, sostanzialmente, si comportano come i ragazzi (si
confidano, fanno “quattro chiacchiere”,
commentano e discutono). Un particolare che ho notato in biblioteca ultimamente è l’affollamento del sabato: nelle
ultime ore c’è un girovagare di alunni
che popolano l’aula, così c’è un corteo
di insegnanti dell’ultima ora che passa
per scambiarsi con Nella l’augurio del
“buon fine settimana”. Che dire? La nostra biblioteca è viva, pullula di libri,
persone, cose, proposte, idee….è il luogo scelto per le riunioni importanti, gli
incontri ufficiali, i laboratori interattivi,
le “tavole rotonde”, gli appuntamenti
più o meno segreti di alunni di classi diverse (e Nella mantiene i segreti…). Lì
dentro si respira qualcosa di
“magico”…. Che sia il fascino della sapienza, dei vecchi libri polverosi, dei
nuovi libri di futura adozione che lì consultiamo? Fatto sta che appena entri,
non puoi che sentirti bene, viaggiare
con idee e curiosità che si appoggiano
su questo o quel libro… e i minuti scorrono velocemente senza che tu te ne
accorga. Una sensazione che provano
tutti i nostri ragazzi che hanno la grande
fortuna di potersi permettere così tanto
di cultura e conoscenza…
38
Scuola Secondaria VIVALDI
Dopo tali riflessioni, passiamo
ai ricordi…
Come è andato lo spettacolo teatrale
Faceless sul bullismo del 22 gennaio
2014? Sofia V. (I D): “E’ stato uno spettacolo istruttivo… mi son piaciute le tecniche
sceniche... abbiamo poi potuto esprimere
le nostre idee e fare domande.”; Fabrizio B.
(I D) “…gli attori sono stati fantastici, verosimili, erano giovani e coinvolgenti”; Gaia S.
(I D) “mi ha trasmesso un messaggio importante: il bullo è una persona sfortunata, si
sfoga su un’altra persona, perché ha dei
problemi. Non mi è piaciuta la mancanza di
un finale.”; Marta B. (I D)“…istruttivo perché mi ha fatto capire il vero significato di
bullismo, stimolante perché sentendo dire
le parolacce da altre persone ho capito che
dirle è volgare e molto maleducato”; Valeria S. (I D)”..ho capito che il più debole è il
bullo e non la vittima e questo secondo me
è la cosa più importante.”; Giulia B. (I D) “…
per fermare il bullismo bisogna parlarne
con i genitori e chiamare il n°800 669 696
E che dire dell’incontro con l’autore
Luigi Dal Cin? Scrittore ferrarese, Luigi Dal
Cin pubblica racconti e romanzi per ragazzi,
usando un linguaggio semplice e poetico,
pulito e scevro di “inestetismi retorici”. I
commenti dei ragazzi della I D: Gaia S.
“Non mi aspettavo fosse così simpatico…
mi aspettavo un uomo un po’ più riservato.
Mi è piaciuta questa esperienza, e di sicuro
la rifarei”; Giulia B. “Ho capito che un libro
non è fatto solo per essere letto, deve essere anche interpretato”, “Non so spiegarlo
ma, in quell’incontro, eravamo amici, un
tranquillo gruppo di amici, che si incontrava per parlarsi”; Sofia V. “All’inizio sembra-
va un tipo serio, un secchione, ma quando
ha iniziato mi è sembrato simpaticissimo e,
in passato, non tanto bravo a scuola”; Fabrizio B. “Mi è piaciuto perché ci ha fatto
sentire a nostro agio”.
Incontriamo un reporter… questo appuntamento ha concluso, il 29 aprile, le
attività della stagione culturale di quest’anno, coinvolgendo le classi terze. Un’esperienza insolita, che ha permesso ai ragazzi
di capire e incuriosirsi del lavoro e delle
emozioni che si nascondono dietro un reportage televisivo. Una lezione interattiva,
fatto di reportage sportivi, culturali, interviste, che hanno nutrito di nuove conoscenze
alcuni, stimolato le curiosità di altri, in particolare di chi ha scelto un orientamento
grafico-pubblicitario, nella futura scuola
superiore.
I progetti futuri? Aperti agli stimoli e
alle nuove emergenze educative, stiamo pensando di lavorare anche sul concetto di “legalità”.
Dico “anche”, perché siamo convinti
che l’aspetto educativo passi non solo
impartendo una serie di regole, ma stimolando un “brainstorming emotivo”
che solo la magia dell’arte, nelle sue
mille espressioni, può dare.
È un “viaggio infinito” quello che noi
insegnanti proponiamo ai nostri ragazzi,
è un viaggio che non conosce limiti di
tempo e di spazio… E il viaggio - come
autorevolmente dichiara lo scrittore
B.C. Chatwin- non soltanto allarga la
mente, le dà forma.
Prof.ssa Zamborlin Michela
39
Punto e a capo
Scuola Secondaria VIVALDI
INCONTRI DALLA STAGIONE CULTURALE
Anche gli alunni sanno essere critici dalle parole molto affilate e apprezzano o
meno
libri,
autori,
incontri...
Ecco cosa ne pensa una di loro.
HO INCONTRATO UNO SCRITTORE!
Devo dire che non pensavo che gli
scrittori fossero così! Luigi Dal Cin, lo
scrittore di libri per ragazzi, aveva un
aspetto e un carattere alquanto buffi.
Era simpaticissimo ed aveva sempre la
battuta pronta e sono sicura che se fosse andato a fare il comico, avrebbe avuto successo.
I suoi libri, a parer mio, non sono un
granché. Ne ho letti due ed erano
piuttosto noiosi e complessi, anche se
molto profondi... ma troppo!
Non avrei mai immaginato che un tipo
simpatico e scherzoso come lui potesse
scrivere libri profondi.
Era biondo scuro di capelli, con un paio
di occhialoni alla moda, la bocca sottile
come la lamina di un foglio e vestiti un
po' sciatti. Il libro che abbiamo letto in
classe mi annoiava e non risultava molto interessante e, se è veramente un
bravo scrittore, non posso dire che il
Punto e a capo
libro “La pietra di luce” sia quello venutogli meglio: quando il prof. lo leggeva
non riuscivo neanche a stargli dietro.
Dal suo baule tirava fuori cose impensabili come, per esempio, il kit da pirata:
sembrava la borsa di Mary Poppins!
Raccontava di quando era piccolo e della sua infanzia: all'inizio non era bravo a
scrivere e alla lettura non ci pensava
neanche. Un giorno sua mamma, per
consiglio della maestra, gli fece leggere
un libro e da lì tutto ebbe inizio!
Si immaginava di essere dentro la storia, in un contesto nel quale lui era un
pirata e col suo pappagallo, in cima alla
sua barca, cavalcavano le onde.
L'incontro è finito con un saluto all'autore, che però si era già dileguato;
scomparso nel nulla.
Incomincio a pensare che fosse veramente Mary Poppins!
Marta Magrin, classe 1^C
40
Scuola Secondaria VIVALDI
RECENSIONE SULLO SPETTACOLO “FACELESS”
Mercoledì 22 gennaio tutti i ragazzi
delle
scuole
“Vivaldi”
e
“Facciolati” hanno potuto partecipare
ad
uno
spettacolo intitolato “Faceless”,
che si è svolto al palazzetto del turismo
di Montegrotto Terme. Il tema principale era il bullismo, ma si parlava in particolare della figura del cyberbullo: una
persona che crede di essere anonima e
questo gli dà sicurezza. Il suo scopo è
insultare, minacciare, terrorizzare, deridere e così genera angoscia e porta alla
depressione le sue vittime.
Faceless racconta la storia di una ragazza di nome Eli, la quale viene minacciata
da un cyberbullo, che con i suoi messaggi la insulta e la emargina dalle sue amiche. Lei si sente sola e si vergogna di
raccontare ciò che le sta succedendo.
Ella è convinta che nessuno la potrà mai
capire, fino a che non si confida con Nico, uno dei suoi amici più stretti. Lui la
aiuta a superare questo momento così
difficile.
Consiglio a tutti, adulti e ragazzi, di andare a vedere questo spettacolo, perché con un linguaggio attuale riesce a
far riflettere sul problema del bullismo,
che tra noi giovani sembra prendere
piede. Lo spettacolo è molto avvincen-
te, perché racconta storie veramente
accadute e fa capire a noi giovani quale
sia la realtà in cui viviamo e i gravi problemi che possiamo incontrare navigando su internet, scrivendo e magari confidandoci con persone che non conosciamo.
Mi sembra che lo spettacolo abbia incuriosito tutti i presenti, ma, per me, si è
fatto molto interessante quando ci sono
stati i 30 minuti di discussione. Molti
ragazzi sono intervenuti facendo domande, ma anche raccontando le proprie esperienze.
Aprire gli occhi a noi giovani con questo
tipo di spettacoli a mio parere è molto
costruttivo e ci fa conoscere la realtà
così che possiamo essere pronti ad
affrontarla nei migliori dei modi.
Veronica Violatto, 3C
41
Punto e a capo
Scuola Secondaria VIVALDI
MICHELE MARAN, professione video reporter
Stagione culturale dei ragazzi, 29 aprile 2014, classi terze scuola Vivaldi
Ma che lavoro è, quello del videoreporter? Molti non lo sanno, o almeno pensano che sia un lavoro in solitaria. E invece no. Il prodotto di tale mestiere ci permette di guardare la vita
reale comodamente seduti sul divano a
sgranocchiare qualcosa, mentre in tele-
Punto e a capo
visione scorrono veloci e colorate le immagini di un moto GP, di una partita di
calcio, di un servizio del telegiornale, o
di un interessante documentario.
Filma le immagini, che, combinate assieme, in un mix di suoni e colori, danno
vita al programma che stiamo guardando. Un lavoro decisamente artistico. Bisogna avere almeno una leggera propensione verso l’arte, bellezza e la finezza, altrimenti si rischia solamente di
far addormentare lo spettatore. Bisogna
saper giocare con le immagini e i suoni,
per produrre un vero capolavoro. Bisogna saper attirare l’attenzione del pubblico.
Ma non è solo questo. È anche fatica,
lavoro duro. Lavoro di gruppo. Per un
42
Scuola Secondaria VIVALDI
moto GP, solo per una gara, devono lavorare oltre alle duecentocinquanta
persone. Tecnici, fonici, regista e collaboratori, addetti alle immagini, videoreporter… Per otto-nove giorni! Certo,
perché si deve tenere conto di tutte le
attrezzature. Bisogna montare e smontare ogni macchinario, dalle postazioni
per le telecamere ai super computer
che aiutano gli addetti a controllare le
immagini, quelli con miriadi di pulsanti
che il regista e i collaboratori usano per
montare le immagini, all’enorme macchinario che permette di mostrare le
immagini in tutto il mondo. Il tutto condito da chilometri di cavi che si snodano
per tutto il percorso… Non è certo un
lavoro leggero, questo!
Ma si tratta di un’occupazione anche
varia. Oltre ai super eventi, ci sono anche i servizi del telegiornale, decisamente più tranquilli. Si passa, infatti, dal
caos di duecento e passa persone alla
tranquillità dell’essere in pochi: il videoreporter e il reporter (il giornalista che
non prende in mano la macchina da
presa, ma che prende appunti e fa le
interviste).
Lavoro, quindi, vario. Citando proprio lo
stesso Michele Maran: “diverso nella
sua omogeneità”.
Devo dire che mi ha molto interessato
questo argomento, perché, diverse volte, in passato, avevo già pensato a
quante persone lavorassero dietro lo
schermo della nostra televisione. Ma
mai avevo pensato a numeri così elevati! Mi ha parecchio scioccato, e credo
che d’ora in poi vedrò la televisione non
solo come svago, come diversivo dalla
noia, ma anche come una piccola magia, fatta da persone comuni, molto
spesso di nazioni differenti, che collaborano insieme, come una famiglia, per
far godere a noi, ignari telespettatori
che crediamo nella fata della televisione
che, schioccando le dita, confeziona
programmi di ore, quelle trasmissioni
che loro producono con tanta fatica.
E allora, evviva il lavoro del videoreporter!
Chiara Scenini, 3^B
43
Punto e a capo
Scuola Secondaria VIVALDI
LA MEMORIA, LE RADICI DEL RICORDO: ...
ESODO GIULIANO
DALMATA, DRAMMA DELLE FOIBE e
SHOAH
La memoria, la parte del
cervello che contiene
tutti i ricordi, che siano
belli come un giorno in
montagna oppure tristi come un giorno di
punizione, i ricordi sono impressi in noi e
non potremmo mai eliminarli, almeno non
del tutto.
E allora siamo costretti a convivere con le
nostre paure e con gli orrori che abbiamo
vissuto, e mi chiedo come possano reprimere tutto le persone che hanno vissuto la
guerra perdendo amici e parenti e come
continuino a raccontare alla televisione le
loro storie dovendo ricordare trattenendosi
dentro le lacrime per sembrare forti.
Come la signora Laura Calci che ci ha raccontato dell’ esodo Giuliano-Dalmata, narrando le paure che ha vissuto e come è riuscita a superarle, come quando una notte
del 1945, appena finita la guerra, le persone più importanti di Fiume come il sindaco,
gli insegnanti scomparvero e mai più furono ritrovati, molto probabilmente infoibati.
E da allora Laura deve vivere con il ricordo
delle persone che conosceva che sono state uccise e gettate nelle grotte carsiche verticali.
Anche la testimonianza di Arturo Fortis,
figlio di ebrei discriminati durante il fascismo, è stata molto dura poiché ha dovuto
correre pericoli, come quando gli spalloni
(contrabbandieri che si offrivano di portare
Punto e a capo
la gente che scappava dalla guerra in Svizzera per ingenti somme di denaro) hanno
lasciato da sola la sua famiglia e sono scappati con i soldi, o come quando un ragazzo
che viveva nella stessa casa dove alloggiavano i Fortis dopo l’esodo da Venezia andò
a denunciare ai tedeschi la vera religione
che professava la famiglia.
E così, correndo pericoli e riuscendo sempre a scamparla i Fortis sopravvissero fino
all’ arrivo degli alleati americani ed oggi
Arturo è ancora qui a raccontare ai ragazzi
la sua vita di pericolo e paura.
Anche la storia del sopravvissuto del documentario sull’ esodo Giuliano-Dalmata, “Le
radici del ricordo” che la prof. ci ha fatto
vedere in aula LIM è stato molto pesante
da ascoltare ma anche toccante quando l’
intervistato si è messo a piangere ripensando a quando dovette torturare i suoi compagni prigionieri nel campo di concentramento di Goli Otok in cambio di qualche
vestito, di cibo oppure medicazioni.
Quindi la Memoria serve a non commettere gli stessi errori che hanno portato alla
disfatta di una razza, quella umana, perché
ci furono persone che vollero controllare
tutto e tutti e tutta la gente li seguiva per
non morire.
Io, devo essere sincero, avrei combattuto
fino ad un certo punto, ma non fino a morire, e poi avrei seguito l’ idea predominante
perché non voglio morire per una convinzione in cui credo fino ad un certo punto,
piuttosto mi sacrificherei per una buona
causa come la pace nel mondo o cose che
possano far vivere bene tante persone.
Riccardo Simionato, 3^B
44
Scuola Secondaria VIVALDI
Per conoscerci meglio . . .
L'adolescenza è un momento
davvero difficile. Molte volte ho il desiderio di sentirmi grande perché vorrei
più libertà: uscire con gli amici, fare tardi la sera… Ma poi vorrei essere piccola
perché da piccoli non si hanno tante responsabilità, per ogni cosa puoi contare
sull'aiuto dei genitori, prendi tutto come un gioco, come un'avventura.
Penso comunque che l'adolescenza bisogna godersela ed è esattamente quello che farò io!
Provo impazienza, voglio avere
più libertà, vorrei prendere il treno e
viaggiare ovunque...
Vorrei bruciare tutte le tappe dell'adolescenza e trovarmi già grande, fare
tutto quello che desidero. Però so che,
come tutti hanno fatto e come tutti devono fare, è meglio aspettare!
Cerco di vivere con responsabilità, ma mi piace essere libero e indipendente, quando esco con i miei amici faccio quello che voglio perché condividiamo le stesse passioni. Non si è grandi
perché si fuma o si bevono alcolici, ma
perché si hanno le chiavi di casa.
Accetto volentirei i consigli che mi arrivano dai miei genitori, dai miei insegnanti, dal mio allenatore: sono convinto che mi aiutano a crescere. I miei genitori mi lasciano abbastanza libertà,
sapere comunque che loro mi controllano, anche se a distanza, mi dà molta sicurezza.
Sto
cominciando ad uscire dalla bolla in cui ero
chiuso, sto cominciando ad avere
nuovi amici, nuove
conoscenze, nuovo
entusiasmo per tante cose...
Certe volte mi immagino come
sarebbe la mia vita se rimanessi per
sempre adolescente... come mi piacerebbe essere piccolo e giocare per sempre, ma vorrei essere già grande per
guidare la macchina...
Provo spesso questa sensazione:
vorrei crescere ed essere già grande per
avere più autonomia e fare quello che
mi va; ma per essere grandi bisogna essere maturi e responsabili perché gli altri si fidino di te.
Quando riesco a risolvere le situazioni da sola senza l'aiuto di nessuno
o quando mi faccio coraggio e affronto
le mie paure, allora mi sento grande!In
queste situazioni mi sento completa,
soddisfatta e fiera di me e delle mie
azioni. Voglio la libertà di essere triste,
di essere arrabbiata con il mondo, di
stare da sola per riflettere, per i miei
amici.
Alcune riflessioni di Benedetta, Angelica, Gianmaria, Riccardo, Leonardo,
Annamaria e Francesca (classe terza A)
sulla gioia e sulla fatica di crescere
45
Punto e a capo
Scuola Secondaria VIVALDI
IMPRESSIONI ED EMOZIONI TRA NEVE E ASIAGO
Ormai gennaio è quasi lontano nel tempo...
sta già finendo il primo anno di scuola media per la 1^C. Ma i ricordi delle due mitiche giornate trascorse ad Asiago con gli sci
da fondo ai piedi non si sono certo sciolti
insieme alla neve!
L’otto gennaio è stato un giorno pieno di
avventure: ma se avessi saputo cosa mi
aspettava non avrei mai e poi mai aderito
a questa attività scolastica per la salvezza
del mio “di dietro”!
Daniele
L’emozione di partire. La mattina appena
sveglia non avevo neanche voglia di mangiare perché ero così eccitata di partire
che non vedevo l’ora di rivedere la mia
amica Sara. Ma amara sorpresa, Sara era
ammalata; per fortuna c’erano Susanna,
Giada e Giorgia che mi hanno tirato su di
morale.
Martina
Il giorno in cui mi sono svegliato ero un sacco emozionato. Ero scattante a fare la colazione e a cambiarmi, a mettere occhiali e
scarpe. Mi sono calmato quando è arrivato
lo scuolabus a prendermi.
Ludovico
Lo aspettavo tantissimo questo giorno!
Non mi sembravano nemmeno due ore di
pullman, siamo saliti su a più di 1000 metri
e appena ho visto la neve bianca mi si è
aperto un abbaglio di luce e anche gli occhi
mi si aperti contemporaneamente come un
falco in preda.
Giada
Appena saliti nel pullman io, Liam, Patrick e
Zaccaria siamo riusciti a sederci attorno al
tavolino, siamo rimasti a parlare e ad ascoltare musica per due ore.
Arrivati in autostrada per divertirci in po’ ci
siamo inventati un gioco: ogni volta che
Punto e a capo
superavamo un camion facevamo delle
scommesse su quanto fosse vecchio il camionista.
Jacopo
Era pieno di neve e mi sono detto tra me e
me: “Qui non ce la posso fare!”. Era un inferno bianco e freddo!
Luca
Appena scesi dal bus ho subito visto che
stava nevicando e in quel momento sono
esploso di gioia, ma in quell'istante mi é
anche sorta una domanda: come avrei
fatto a sciare?
Enrico
E’ stato fantastico ma anche terribile. Appena sono uscita dal pullman mi sono sentita un po’ agitata. Il noleggio degli sci era
grandissimo. “Mamma mia che lunghi, riuscirò a sciare?”
Sara
Al noleggio dovevamo provare le scarpe e
quasi nessuno di noi sapeva mettersele e i
prof. hanno dovuto allacciarne minimo un
centinaio a testa, ma finalmente ecco che
si parte. Sci, scarponi, racchette e…via!
Sono state due giornate di scuola originali,
speciali, fantastiche, meravigliose e allo
stesso tempo paurose; sono due giorni che
non mi dimenticherò mai, soprattutto l’immagine della faccia di Aurora piantata sulla
neve.
Matilde M.
Dopo essermi equipaggiato e messo gli sci,
mi sentivo un pesce fuori dall’acqua, perché non avevo mai sciato in vita mia! Mentre stavo pensando a come tornare a casa
senza niente di rotto, un uomo ci chiamava, anche lui equipaggiato: quell’uomo sarebbe stato il nostro maestro di sci di fondo. Guardavo il paesaggio che mi incantava, da mozzare il fiato.
Liam
Arrivati ad Asiago riuscii a respirare un’aria
fresca e molto più pulita in confronto a
46
Scuola Secondaria VIVALDI
quella di città.
Una vista stupenda: tra gli alberi filtravano
alcuni raggi di sole che riscaldavano l’aria
circostante. Andando avanti vidi una maestosa discesa; ebbi un po’ di paura ma la
feci!
Riccardo B.
Mi sono divertita tanto quanto è grande
l’universo! Avvolta nei miei pensieri ho
pensato a che insegnante mi sarebbe capitato: infatti mi è capitata un’insegnante
molto, molto brava.
Con i primi esercizi ho fatto tante, tante
cadute, ma da morirci dal ridere!!!
Greta
Nel mentre in cui scendevo la brezza mi
faceva sentire libera come un’aquila a 1000
metri di altezza, libera da quei brontoloni
dei maestri. Quando sono entrata nel mio
letto, a casa, avevo ancora l’impulso di
muovere i piedi e mi sembrava di essere
ancora ad Asiago.
Marta
Messi gli sci partiamo e mi rendo conto che
è come pattinare sul ghiaccio. Mi sento
bravissimo tanto che prendo velocità e mi
“spiaccico” a terra: un male al sedere che
quasi non sento per lo stupore di essere
caduto. Quella è la prima di una serie lunghissima di cadute e risate a crepapelle. È
bello sciare in compagnia.
Quando tocca a me decido di farla tutta
veloce e poi esco dai binari, ho il cuore a
mille e l’istinto mi fa buttare sulla neve e
“morire” là.
Riccardo R.
Dopo un paio di minuti il punteggio di cadute è di 4 a 3 per lei. Ed ecco la mia compagna davanti che cade, io cerco di frenare
però decido di divertirmi e mi butto a terra
e inizio a ridere.
Andrea
La parte più divertente è stata quando Ti-
ziano è sceso giù da una discesa, è uscito
fuori dai binari ed è caduto in un cumulo di
neve alto circa 80 centimetri ed è stato là
per un quarto d’ora.
Patrick
La prima volta che siamo andati a sciare
sono caduta un’infinità di volta, le ho anche contate: ben 25!
Aurora
La seconda volta è stato più divertente perché siamo andati in mezzo al bosco; ad un
certo punto Greta è caduta e Martina e Susanna le sono andate addosso e gli altri
erano già andati avanti! A Greta le si è tolto
lo scarpone (è stata la ciliegina sulla torta
perché io sprofondassi dal ridere).
Giorgia
Ad un certo punto siamo andati nel bosco
… con l’istruttrice, e non c’era la pista, ma
per fortuna l’ha fatta lei anche se non è
stato molto utile perché io e le mie amiche siamo cadute a catena ed è stato bellissimo e divertentissimo allo stesso tempo!
Susanna
Quando stavo per risalire sul pullman, ho
avuto una strana emozione: sia di tristezza,
sia di felicità. I miei amici non mi hanno
visto, ma io, quando ero già al mio posto,
ho sussurrato al paesaggio dicendogli un
addio come se fosse stato un grande amico, e intanto eravamo sulla strada del ritorno. Accipicchia, che viaggio emozionante!
Matilde P.
Ridendo e scherzando con i compagni siamo arrivati a scuola. Io ho chiamato mio
papà e sono andato a casa stanco morto,
ma avevo ancora una marea di compiti da
fare. Così per colpa dei compiti la bella
giornata trascorsa ad Asiago è diventata la
più brutta.
Nevzat
La classe 1C
47
Punto e a capo
Scuola Secondaria VIVALDI
Ripensando alla SETTIMANA BIANCA
Il giorno lunedì 27 gennaio siamo
partiti per la tanto attesa settimana
bianca, il momento che ognuno di noi
stava aspettando da secoli. Il capo della
spedizione era il prof. Nalin seguito dalla prof. Michelon: i nostri insegnanti di
motoria. La partenza, lunga e estenuante, si è tenuta a scuola dove ci aspettava il nostro pullman. Giunti a destinazione abbiamo lasciato il pullman e in quel
momento ci aspettava la prova più difficile: riuscire a prendere il proprio bagaglio rimanendo "intatti", perché si accalcavano tutti nel bagagliaio per prendere
la propria valigia. Dopo aver sistemato il
necessario nella stanza siamo andati
alle piste. All'inizio avevo un po' di paura perché era da tanto che non sciavo
ma poi ci ho preso la mano. Le prime
due ore bisognava sciare con il maestro
mentre dopo aver mangiato si poteva
sciare liberamente. A me piaceva fare
sempre la solita pista poiché l'altra era
troppo lunga e noiosa. Alcuni miei compagni erano molto bravi a sciare e a me
piaceva vederli scendere per le piste più
difficili o fare i fuori pista, altri invece
riuscivano a cadere anche sulle piste più
semplici. Di sera all'albergo accendevano la discoteca che però, era più luogo
per femmine in quanto noi stavamo a
giocare a carte al bar. La notte prima di
dormire ci divertivamo a scherzare tra
di noi, ma a volte i prof. ci beccavano al
momento giusto.
Punto e a capo
E' stata un'esperienza veramente molto
divertente in quanto siamo stati in posti
molto belli dal punto di vista naturalistico, abbiamo imparato a sciare,abbiamo
trascorso cinque giorni lontani da casa e
abbiamo dormito e giocato con i nostri
compagni e amici!
Marco Bagheri, classe 2^E
Caro diario,
la “settimana bianca” sono stati
giorni
davvero
stupendi!
Rifarei tutto; li ripeterei subito; partirei
adesso
in
questo
momento!
Sono stati giorni indimenticabili, per i
bei momenti passati insieme ai miei
amici, per le belle sciate in compagnia,
per il tempo passato in seggiovia a parlare di cose anche inutili, per le serate a
chiacchierare a bassa voce in attesa di
sentire i passi dei proff venire in direzione della nostra camera, per poi scattare
sotto le coperte, spegnere le luci e far
finta di dormire.
Sono stati giorni, anche stancanti: le
mattine non ci reggevamo in piedi, le
sere ci promettevamo di restare sveglie,
per poi crollare in un sonno profondo.
E’ stata una settimana magnifica per le
prime giornate di sole e per le stupende
piste che abbiamo trovato, ma ci sono
stati anche giorni brutti per il tempo
non sempre stabile.
Sicuramente però, tra pregi e difetti vincono i pregi perché questi giorni sono
48
Scuola Secondaria VIVALDI
stati divertentissimi!
Il divertimento non mancava mai, la
battuta c’era sempre, la risata era all’ordine del giorno, anzi del minuto. La
compagnia si trovava sempre!   
Questa settimana bianca che tanto desideravamo è passata velocemente, ma
certamente rimarrà per sempre un ricordo indelebile nel nostro cuore, anche a distanza di tempo.
Credevo, prima di partire, che questa
settimana sarebbe stata un po’ più bella
delle altre, ma non di molto; invece mi
sono ricreduta!
Durante la settimana ho provato
moltissime emozioni: felicità nell’essere
lì; soddisfazione nel riuscire a fare piste
che non avrei mai creduto di fare; tristezza; paura; allegria nel stare con i
miei compagni…
Una cosa che mi ha colpito fin da subito
è stato il paesaggio che sembrava incantato: tutto intorno a me sembrava
fatato, l’atmosfera racchiudeva un che
di magia delle favole che leggevamo da
bambini.
Le case erano coperte da uno strato
soffice, simile a panna montata, le strade sembravano una distesa bianca in
cui l’occhio si perdeva, i rami degli alberi spinti dall’enorme peso della neve
toccavano il suolo. Inoltre, tutto era impreziosito dal continuo cadere leggero
di piccoli fiocchi di neve.
Quest’esperienza è stata fantastica e
più che positiva, e mi è piaciuta moltissimo per il forte legame di amicizia che
si è formato tra noi.
Francesca Puntel, II E
49
Punto e a capo
Scuola Secondaria VIVALDI
Caro diario,
sono stati giorni davvero belli,
imparando cose nuove. Quando si cadeva sulla neve fresca, si provava una sensazione di freschezza e tranquillità;
quando con gli sci andavi velocemente
e sentivi il terreno come se si alzasse e
si abbassasse.
Grazie a questa esperienza, ho imparato a stare meglio con gli altri ed è una
cosa veramente bella condividere degli
spazi con gli altri, soprattutto la camera.
Il momento della cena, invece, nonostante fosse noioso era allo stesso tempo bello, perché si parlava di quello che
si era fatto durante il giorno. Il giorno
più bello è stato giovedì perché, nonostante le piste fossero piene di neve fresca e ci fosse la bufera, noi sciavamo lo
stesso anche se alla fine eravamo solo
in otto. Il bello è stato tornare a piedi e
giocare con la neve per la strada. Fortunatamente tutti i prof. erano abbastanza tranquilli e rilassati, non come in
classe che molte volte si arrabbiano.
Punto e a capo
Beh forse erano tranquilli, perché anche
noi lo eravamo! È stato bello vedere i
pini verdi con delle sfumature bianche,
la neve era bellissima. E’ stato bello ed
emozionante andare sulle seggiovie e
vedere il paesaggio con degli omini,
cioè noi che sciavamo. La doccia invece
come la neve fredda, però dopo essersela fatta si stava bene e rilassati.
Alessandro Lupi IIE
Montegrotto Terme 5/02/2014
Cari prof,
con questa esperienza ho potuto
conoscervi meglio e ho capito che non
siete severi come a scuola. Ogni vostro
comportamento nei miei confronti, e
anche verso i miei compagni, mi ha lasciato una traccia indelebile. Mi ricordo
come la professoressa Soloni ha curato
e assistito Maddalena quando è stata
male. Si è presa cura di lei come se fos-
50
Scuola Secondaria VIVALDI
se sua madre, portandole le medicine, assicurandosi che lei le prendesse, la borsa dell’acqua calda,
un tè dei giochi con cui lei poteva svagarsi un po’. Poi ricordo anche la prof
Bergamo, che nei primi giorni di lezione
con il maestro di sci ha aiutato Jennifer
a frenare. Lei le andava sempre addosso
come se volesse farla cadere, ma la prof
con molta pazienza l’ha aiutata a rimettersi in piedi, e così Jennifer è diventata un’ottima sciatrice. Poi, sempre la
prof Bergamo, dopo che i principianti
avevano mangiato, ne prendeva un
gruppetto e li portava a sciare. Non bisogna dimenticare il prof. Nalin che ci
portava a sciare e, quando avevamo un
problema, era sempre disponibile. Molto importanti erano anche: il prof Donà
e la professoressa Zanotto che in caso di
mal di pancia o altri dolori venivano ad
aiutarci, offrendoci un tè o qualcosa di
caldo per riscaldarci. Mi ricordo che la
prof.ssa Zanotto ci ha aiutato ad apparecchiare la tavola da pranzo dell’hotel;
mentre il prof. Donà si divertiva a farci
foto in ogni momento della giornata.
Poi c’era la prof.ssa Fiocco che ha fatto
il corso di sci con me, Francesca, Maddalena e sono indescrivibili le risate che
ci siamo fatte! Come ultima, ma non
meno importante, rivedo la prof.ssa Michelon che con le sue urla e le sue parolacce, dette in modo ironico, ci ha riempito le giornate di allegria. Un’altra cosa
che mi ha colpito è stata la pazienza di
tutti i prof. nel mettere a tutti gli scarponi da sci! Voglio ringraziare tutti i
prof. per la magnifica esperienza vissuta, non la dimenticherò mai.
Grazie tante!
51
Punto e a capo
Scuola Secondaria VIVALDI
VISITA A POSSAGNO CON CLASSI 3B E 3C
Le Grazie. Canova. Uff, roba sorpassata. Il Milleottocento, che secolo
antico e noioso. Invece no.
Accompagnare i ragazzi di terza alla
Gypsoteca (raccolta di gessi preparatori
per la successiva esecuzione in marmo)
pare ogni anno una sfida. Anche questa
volta ne siamo rimasti stupiti. Nel bene.
Perché di fronte alla bellezza, quella vera, quella che fa spalancare la bocca e ti
chiedi: ma come faceva?, tutti concordano.
Che uomo, Antonio Canova (17571822): fin da bambino rivela capacità
artistiche notevoli. Se ne accorge per
primo il nonno, che di mestiere fa lo
scalpellino. La pietra la sanno lavorare
bene, a Possagno. E la creta ancor meglio. Qui ci sono ancora oggi le più celebri aziende produttrici di coppi. Esportati per robustezza e stile in tutto il mondo. Bene. Immaginiamo il piccolo Antonio a modellare bozzetti e statuine con
la terra umida. È così capace che, da
adolescente, scolpisce un gruppo marmoreo di due figure, Icaro e Dedalo, e i
veneziani per premio, lo lasciano per
mesi in Piazza San Marco perché chiunPunto e a capo
que ne ammiri la proporzione, la splendida combinazione delle espressioni del
volto, la grazia nei movimenti.
Regnanti di mezza Europa desiderano
avere almeno un’opera del maestro trevigiano, che nel frattempo si è spostato
nella città eterna, Roma: da qui è più
comodo andare a Carrara, in Toscana, a
scegliere il marmo più bianco, più puro.
Antonio diventa celebre (e ovviamente
ricchissimo) e a Possagno torna solo per
rilassarsi, non di certo per oziare. Dipinge, si dedica allo studio di un tema che
diventerà la personificazione della sua
Arte: le Grazie. Donne che mitologicamente incarnano la Bellezza, l’Amicizia,
l’Abbondanza. A Roma ne farà il gesso,
poi due statue commissionate da due nobili. Nella sua casa, ora museo, fino al
22 giugno, si potrà ammirare un calco
delle Grazie completamente restaurato:
il candore del gesso, le forme così lisce
e perfette, la posizione fra due specchi
che ne amplificano la visione lasciano in
testa un sapore così buono che ti fa dire:
questa è la vera Bellezza!
Prof.ssa Nausica Scarparo
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Scuola Secondaria VIVALDI
Una “caccia al tesoro” alla scoperta
“guidata” di VILLA VESCOVI
Il 9 aprile, noi, classe II E, ci siamo
recati a Villa Vescovi di Luvigliano per
partecipare a una visita un po' speciale,
insieme ai nostri compagni della sezione A. Luvigliano è un paesino stupendo
tra i Colli, molto colorato dalla vegetazione e anche Villa Vescovi è apparsa
subito molto affascinante. La costruzione della villa risale al Duecento anche
se poi nel corso della sua storia ha subito notevoli ampliamenti e ristrutturazioni varie. La visita ha avuto inizio quando
abbiamo conosciuto le guide. Loro ci
hanno, prima di tutto, spiegato il programma della mattinata, poi ci hanno
diviso in vari gruppi. Ci hanno poi spiegato l'attività che avremmo svolto, ed è
stata una novità per tutti. Di solito
quando si parla di fare una visita didattica si pensa sempre a una noiosissima
visita guidata. Questa volta non è stato
così, perché la prima parte della visita
era una sorta di gioco: divisi in gruppi,
ogni membro doveva avere un ruolo
diverso: uno aveva il ruolo del mappista
che doveva, attraverso una bussola, aiutare e orientare la propria squadra
all'interno della villa; un altro invece era
responsabile della lettura degli approfondimenti; un altro, da leader, doveva
coordinare le mosse del gruppo; infine
c'era anche chi doveva compilare il questionario rispondendo alle domande.
Ogni gruppo aveva un argomento diver-
so dagli altri: un gruppo si occupava
dell'aspetto pittorico e simbolico della
villa, un altro si doveva occupare dell'architettura o della storia.Tutti i gruppi,
sviluppando argomenti diversi, avevano
la libertà di spostarsi in modo autonomo nella villa.
Al termine dell'attività abbiamo tutti
consegnato i questionari compilati alle
guide. Abbiamo avuto tutti così un po'
di tempo di svago o per mangiare qualcosa. Il giardino della villa era strepitoso: grande e fiorito. E' stato veramente
bello anche perché era la giornata ideale, calda e soleggiata. La visita è proseguita con la presentazione del lavoro di
ogni gruppo. Abbiamo fatto il giro di
tutta la villa e ognuno, aiutato dalla guida, poteva dire la sua su quello che aveva scoperto con l'attività precedente.
Posso dire di aver scoperto un sacco di
cose nuove e interessanti e questa
esperienza è stata divertente. Per dirla
tutta posso anche dire di essere colpito.
Verso la fine della mattinata si è conclusa così la visita e ci siamo riavviati per
far ritorno a scuola, contenti e soddisfatti.
Nicola Rango, classe 2^E
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Punto e a capo
Scuola Secondaria VIVALDI
DIARIO DI UNA GITA... ECOSOSTENIBILE!!!
...dal diario di Emily e Giorgia
16 Maggio 2014
Caro diario,
questa settimana è stata la più
bella di tutto il mio anno scolastico. Io
e la mia classe siamo andati in gita da
lunedì 12 a giovedì 15. Nel primo albergo tutte noi ragazze siamo state in
camera insieme e alla sera ci siamo
divertite moltissimo, ci siamo raccontate molte cose e soprattutto abbiamo
fatto molti selfie. Portate le valigie in
camera siamo subito scesi, abbiamo
montato le ruote alle bici e siamo partiti
a tutta velocità per raggiungere il Lago
di Garda, dove abbiamo sostato per circa mezz'ora facendo foto, parlando del
tragitto pieno di salite e ridendo moltissimo e poi siamo ritornati. Arrivati all'albergo, ci siamo cambiati alla svelta e
incamminati per andare al Museo della
Grande Guerra di Rovereto. Qui abbiamo parlato di come, i soldati, vivevano
nelle trincee durante la Prima Guerra
Punto e a capo
Mondiale. Finita la visita siamo andati
tutti a prendere il primo di una lunga
serie di gelati!
Giorgia
Dopo il gelato siamo andati a cenare in albergo e abbiamo giocato: chi a
Uno, chi a Monopoli, chi a ping pong.
Alle 22.30 eravamo tutti nelle nostre
camere. Pensi che eravamo già a dormire? Ti rispondo io: no! Noi ragazze abbiamo chiacchierato oppure stavamo al
telefono con i ragazzi delle altre camere
perché potevamo chiamare a vicenda le
altre stanze. La mattina seguente
avremmo dovuto svegliarci alle 7.30 e
fare colazione alle 8 invece, dei nostri
amici, ci hanno svegliate mezz’ora prima... però abbiamo avuto più tempo
per litigare con la valigia che non si
chiudeva, perché in mattinata avremmo dovuto cambiare albergo. Alle 9
eravamo pronti con i caschetti in testa,
in sella alla bici, guantini e occhiali,
pronti per la seconda tappa. Abbiamo
54
Scuola Secondaria VIVALDI
...la 3^C in bici!!!
percorso 30 chilometri e siamo arrivati a Trento in anticipo, infatti i nostri bagagli non erano ancora arrivati.
Emily
Finito il pranzo, dato che non c'era
tempo per ritornare all'albergo abbiamo raggiunto il Muse, museo di
scienze di Trento. Questo museo è
quello che mi è piaciuto di più soprattutto la parte in cui la guida
proiettava delle immagini riguardanti
delle statistiche su una specie di mappamondo; inoltre mi è piaciuto quando
tutti insieme siamo andati a provare degli esperimenti e anche quando siamo
entrati nella serra tropicale.
Dopo la cena ci siamo fermati nella hall
dell'albergo per giocare agli obblighi
con il prof. Currao, ci siamo divertiti un
mondo facendo "obblighi" stranissimi.
Giorgia
Alle 15 abbiamo preso il treno per Caldonazzo... siamo andati a camminare e
siamo arrivati in un posto spettacolare!
Siamo arrivati in un fiume con dei sassi,
ci siamo tolti le scarpe e abbiamo iniziato a camminare nell’acqua. Noi ragazze
ci siamo distese a prendere il sole mentre i ragazzi hanno costruito una diga
con i tronchi che trovavano. È stato il
momento che mi è piaciuto di più della
gita! Peccato che non avevo la macchinetta fotografica con me, avrei potuto
fare delle foto, ma lo ricorderò sempre
anche senza le foto.
La cosa che mi rattristava di più in quel
momento era che il giorno dopo sarei
tornata a casa e non avrei più passato
del tempo insieme ai miei amici, a ridere, a scherzare ma, la cosa più importante, a divertirsi!
Emily
Caro diario, tutto ciò è stato possibile
perché il prof. Currao e il prof. Nalin si
sono impegnati ad accompagnarci in
questa splendida gita, sfidando il nostro
comportamento, a volte non sempre
corretto nel corso dell'anno. Creando
così un momento magico che resterà
indelebile nei nostri cuori!
Baci❤
Giorgia
Devo dire che a differenza delle altre
due tappe, dove arrivati ero stanchissima, questa volta non lo ero, tanto che
quando siamo arrivati al pullman ho
detto: ”Già arrivati?”.
55
Punto e a capo
Scuola Secondaria VIVALDI
Sì, 50 chilometri
sono tanti ma, se
passati con i tuoi
amici in mezzo a
paesaggi bellissimi, immersi nel
verde della natura,
non ti accorgi del
tempo che passa e
vorresti solo che
quel momento
non finisse mai!
Non ringrazierò mai abbastanza i miei
amici, compagni di classe dalla prima
media, diventati compagni di un’avventura fantastica!
Emily
...dal diario del prof.
14 maggio 2014
Giornata senza bici. Giornata di imprevisti risolti. Giornata di sole e vento.
Mattinata dedicata al Museo dell'aviazione ma soprattutto a un uomo, Giovanni Caproni, che ha dimostrato a questi ragazzi che è possibile trasformare la passione e i sogni in realtà.
Tuttavia, forse, di tutti questi musei
non serberanno molti ricordi fra un
bel po' di anni, ma la sensazione
dei piedi a bagno nell'acqua fredda
del torrente Sarca, i sassi lanciati
nel tentativo di farli rimbalzare sul
pelo dell'acqua, la diga costruita
con grandi massi e legni con la collaborazione del prof. Nalin... le
emozioni, la fisicità di tutto questo,
Punto e a capo
non potrà non rimanere come tatuaggio
indelebile sulla pelle dei loro ricordi.
15 maggio 2014
E ormai si torna...
50 chilometri lungo la valle del Brenta
per arrivare al pullman che ci riporterà
a casa.
Ci sospingono ancora il vento e il sole.
Si scorre veloci lungo la ciclovia, nonostante un paio di camere d'aria da sostituire che il mitico prof. risolve velocemente.
Gli occhi sono sereni, i sorrisi veri (come
le cavolate che non si stancano di sparare): non sembra nemmeno che siano
sopravvissuti per quasi quattro giorni
senza cellulare... o che sia proprio per
questo?
Quando scendiamo dal pullman scivolano via sorridenti ma veloci tra i saluti e
le domande dei genitori, quasi a voler
trattenere e non perdere tutto ciò che è
stato.
La classe 3C
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Scuola Secondaria VIVALDI
GITA A SALISBURGO
“Il mondo è un libro e chi non viaggia
ne conosce solo una pagina”
Questa frase di Sant’Agostino,
paragona il nostro mondo ad un lungo
libro d’avventura in cui entrare per avere maggiori conoscenze. Se le persone
non viaggiano, non hanno sete di conoscere tutto ciò che è presente nel nostro
pianeta, ne leggono solo una pagina, dato che vedranno sempre le stesse cose
senza sapere cosa c’è al di fuori del posto in cui vivono.
L’esperienza a Salisburgo mi ha aiutato
a comprendere meglio il significato di
questa frase. La gita mi è piaciuta mol-
tissimo e ho potuto visitare luoghi che
probabilmente non rivedrò più. Non ero
mai stato in una miniera di sale, come
quella di Berchtesgaden in Baviera; sono entrato nella casa natale di Mozart,
ho ammirato il fiume Salzach e il centro
tutto di Salisburgo, cose che avevo visto
solo in fotografia. Nel campo di concentramento di Mauthausen ho compreso
l’enormità del lager, oltre alla crudeltà
che là dentro è stata inflitta ai deportati.
L’Ars Electronica Center di Linz (dove
abbiamo assistito ad una proiezione in
tre dimensioni del nostro universo) è un
luogo stupendo, ricco di oggetti tecnologici a disposizione di tutti i visitatori che
finalmente possono toccarli senza dover
osservare il divieto presente in tutti i
musei.
In futuro, sentendo parlare di questi luoghi, potremo dire: “Io ci sono stato”, e
avremo le foto da noi scattate in Austria,
le prove della nostra visita, che con il
tempo diventeranno bellissimi ricordi.
Nicolas Gomez Brucks, 3^B
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Punto e a capo
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CONCORSO AVIS 2014
Come consuetudine da anni, Avis
torna a sensibilizzare i ragazzi della
scuola secondaria sull’utilità della donazione di sangue e lo fa con una modalità
social sperimentando la divulgazione su
Facebook. Dopo i messaggi sms, le presentazioni animate, i cortometraggi, in
questa edizione vincerà il prodotto mul-
www.facebook.com/
Avis.Montegrotto sono raccolti i messaggi e le opere dei ragazzi delle classi
seconde della “Vivaldi” di Montegrotto
Terme.
Scopo del concorso è di raggiungere con
il proprio messaggio di solidarietà, gratuità, disponibilità il maggior numero di
timediale che avrà ricevuto il maggior
numero di “like”.
Leggiamo dal profilo Facebook le modalità per partecipare:
“La scuola è lo specchio di quella che
sarà la società del futuro; per questo
AVIS di Montegrotto Terme, ritiene
fondamentale investire nella scuola per
avere un domani migliore fatto di persone responsabili ed altruiste. In questo
album, al link https://
“mi piace” e di condivisioni.
Si possono votare i lavori dei ragazzi
solo fino al 2 giugno 2014 quindi che
aspettate? POLLICI IN SU PER I NOSTRI RAGAZZI!
Con Avis fai buon uso dei social network: ricerca e condividi solo sani e autentici principi, genera anche tu un’epidemia di solidarietà.”
Prof.ssa Nausica Scarparo
Punto e a capo
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CONFINDUSTRIA: relazione sulle attività svolte
nell’ambito del progetto
Tutto è iniziato nell’autunno
2013 quando l’imprenditrice Sig.ra Viel
è venuta a scuola a presentare ai ragazzi il progetto. A seguire c’è stata la visita
alla ditta Berto’s all’interno della quale
siamo stati accolti con disponibilità da
parte del responsabile il Dott. Berto
che, oltre ad illustrare le parti fondamentali
della
sua
azienda,
(dall’amministrazione alla produzione)
ci ha dispensato alcune perle di saggezza e spunti interessanti nell’opera di
orientamento precoce dei ragazzi e d’identificazione delle loro attitudini. Tra
le altre “ Partecipare è bello, ma vincere
lo è ancora di più”.
I ragazzi, ricevuto il kit e divisi in ambiti
di preferenza, si sono impegnati nella
realizzazione di quella che per noi è diventata la “casetta”. In realtà, si tratta
di un modellino che riprende il soggetto
della ditta Berto’s. C’è chi si è occu-
pato della parte legnosa, chi di quella
elettrica, chi di quella decorativa. Le insegnanti hanno raccolto le fotografie
scattate in azienda e composto un power point all’interno del quale abbiamo
ragionato sul concetto di “scrittura di
una relazione”.
Recentemente abbiamo sperimentato
la corposa attività di Music Factory nel
corso della quale i ragazzi, divisi per
gruppi, hanno lavorato sul disegno, la
musica e la recitazione.
Un grazie a Confindustria che ci ha dato
l’opportunità di portare a compimento
un’attività completa e seria. Grazie a chi
ci ha guidati con pazienza, mettendo a
disposizione tempo prezioso. Senza
dubbio un grande apprezzamento va
all’opera di segreteria compiuta in questi mesi da Confindustria.
Classe 2^ D
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Punto e a capo
Scuola Secondaria VIVALDI
DUE ORE DA “SORDI”
Nel mese di aprile alcune classi
della nostra scuola hanno avuto l’opportunità di incontrare dei ragazzi non
udenti dell’ Istituto Statale Specializzato
per Sordi “A. Magarotto” con una loro
insegnante, la prof.ssa Monica Stecca.
Durante la mattina del 30 aprile sono
venuti nella mia classe, la II E, per due
ore nelle quali ci hanno insegnato ad
usare il linguaggio dei segni. Io e i miei
compagni abbiamo imparato l’alfabeto
dattilologico, numeri, mesi, giorni della
settimana, colori e nomi di cibi e bevande nel linguaggio dei segni. I quattro
simpaticissimi ragazzi si chiamavano
Diana, Giorgia, Katerina e Mario. Questa, secondo me, è stata un’esperienza
interessante e divertente, ma soprattutto molto educativa. Mi è piaciuto
molto conoscere questi ragazzi, perché
se avessi un’amica sorda l’aiuterei sem-
pre. Ringrazio le insegnanti per aver organizzato e i ragazzi per essersi messi a
disposizione. In queste due ore non ho
imparato solo ad usare un po’ il linguaggio dei segni, ma soprattutto ho capito
che una persona sorda riesce a trasmettere più emozioni e più sentimenti
di una persona udente perché tutto ciò
lo intuisci della loro espressione, dal loro volto e dai loro occhi! La loro insegnante, Monica, poi ci ha chiesto di
diffondere un importante messaggio:
molte persone udenti credono che i sordi siano muti, ma non è così, perché i
sordi riescono a parlare e a trasmettere
emozioni, in alcuni casi come un udente
non riuscirebbe mai a far percepire! Le
persone sorde possono guardare, annusare, camminare, parlare e udire attraverso la vista, che in loro è molto sviluppata, in particolare guardando le tue
labbra possono capire tutto ciò che tu
vuoi comunicargli!
Noemi Baraldo, 2^E
Le prime due ore di
mercoledì 30 aprile,
sono state le più curiose e le più belle di
tutto l’anno scolastico[…] La cosa che mi
ha colpito e che mi è
piaciuta di più è stato
rendermi conto che
Punto e a capo
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Scuola Secondaria VIVALDI
quei ragazzi, come tutte le persone del
mondo che non sentono, sono uguali in
tutto e per tutto a noi, solo hanno una
piccola difficoltà, quella di non sentire,
e ciò nonostante non sono persone che
si arrendono facilmente come molte
altre e riescono a fare tutto lo stesso
come facciamo noi.
Federica Toniolo, 2^E
E’ stata una magnifica esperienza
stare con Katerina, Diana, Mario, Giorgia e la loro professoressa.
Ognuno di loro con una storia
diversa, ma non si sono abbattuti e sono andati avanti con il sorriso sempre
pronto e senza mai scoraggiarsi […]
Questa è stata un’esperienza
molto bella e commovente, per quanto
mi riguarda, perché ho capito che questi ragazzi pur essendo sordi ascoltano
con gli occhi e capiscono lo stato d'animo di una persona anche solo guardandola, capiscono e percepiscono più di
quanto noi possiamo capire, colgono
ogni singolo particolare, quello che noi non
facciamo spesso. Questi ragazzi non sentono, ma ascoltano con
gli occhi e questo è
importante perché noi
invece non riusciamo
a farlo, perché noi
sentiamo il più delle
volte e non diamo il
giusto peso alle cose. I
ragazzi sordi sono uguali a noi e possono fare tutto ciò che facciamo noi, l’unica cosa che non possono fare è udire.
Un’ esperienza memorabile da farti venire la pelle d’ oca.
Dajana Daka, 2^E
Puoi dire che sono sordi, ma no...
non puoi dire che sono muti... loro si
esprimono, comunicano, parlano.
Loro sono forti, più di noi, e non
si sono mai buttati giù, sono sempre andati avanti, e nonostante non sentano,
trasmettono emozioni, ti commuovono
raccontando le loro storie, e ti fanno
venire voglia di vivere, da come con
gioia ci hanno insegnato il loro linguaggio dei segni, da come ci hanno sorriso
quando sbagliavamo o non capivamo,
da come ci hanno resi partecipi e da come sono riusciti, mentre eravamo con
loro, a farci dimenticare ogni diversità.
Lunia Claudio e Maddalena Marchioro,
2^E
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Punto e a capo
Scuola Secondaria VIVALDI
“Viaggio” tra bisogni, emozioni, empatia ed etica…
zione con altre, oppure che nascono
dall’osservazione di un aspetto della
realtà. Abbiamo poi cercato di dare un
nome corretto alle emozioni che noi
proviamo quotidianamente, dividendole in emozioni piacevoli e non piacevoli
e le abbiamo inserite nelle loro classi di
appartenenza: collera, tristezza, paura,
felicità, disgusto, vergogna.
Quest’anno abbiamo svolto varie
attività didattiche che ci hanno permesso di crescere e di ragionare su molti
aspetti. Una di queste attività è stato il
“viaggio” nelle emozioni, nei bisogni,
nei diritti e nei doveri di ognuno, passando per l’etica e i cinque principi per
la vita, su cui abbiamo lavorato in classe
con la nostra insegnante di Lettere, la
professoressa Soloni.
Siamo partiti analizzando la Teoria dei bisogni di Maslow, e
dimostrando che ogni nostra
necessità o nostro desiderio
rientra in una della cinque categorie di bisogni individuate
dal psicologo statunitense.
Successivamente, abbiamo affrontato un lavoro
sulle emozioni. Tale attività, ci
ha permesso di definirle come
stati d’animo piacevoli o non
piacevoli che le persone provano quando entrano in relaPunto e a capo
Nel riflettere sui rapporti tra persone ci siamo esercitati “a metterci nei
panni di...”, provando a capire attraverso un gesto, uno sguardo, una espressione ciò che l’altro prova. Abbiamo capito che cosa è l’EMPATIA: la capacità di
comprendere e ascoltare gli altri, immedesimandosi in loro anche in situazione
non familiari, di mettersi nei panni di un
altro e cercare di capire il suo pensiero
e come ci si potrebbe sentire al suo posto.
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Scuola Secondaria VIVALDI
Utilizzando delle immagini, ci siamo esercitati a cercare di capire le varie
emozioni e sensazioni che riusciamo a
provare o a percepire in altri in determinate occasioni; per poi cercare di “fare
esercizio” anche nella vita reale, tentando di “metterci nei panni di..” chi ci vive
accanto. Approfondendo questo ragionamento siamo giunti a dare un nome
alla forza che porta ognuno di noi a cercare di raggiungere i propri sogni, idee e
desideri con il massimo impegno, tenacia e disponibilità a mettersi in gioco: la
“MOTIVAZIONE”.
Attraverso la lettura di un testo,
abbiamo definito il significato della parola “ETICA”. Ogni nostro gesto, azione
o parola provoca un effetto o una reazione sugli altri. L’etica è lo studio e la
pratica di fare la cosa giusta, cercando
di trovare il giusto equilibrio tra aiutare
“il prossimo” e aver cura di se stessi.
Abbiamo inoltre riflettuto sui cinque “principi per la vita”, che sono
affermazioni di carattere generale che
riguardano una grande varietà di circostanze, una sorta di “linee guida” per
effettuare scelte giuste e per vivere in
modo corretto le nostre vite.
Eccoli:
Non fare del male a nessuno: è il principio più importante: spiega di non far
male a te stesso e a agli altri, né con
danno fisico né con danno emotivo.
Lascia il mondo un po’ meglio di come
l’hai trovato: questo principio rappre-
senta il luogo dove l’etica si separa dalla
legge. E’ importante non soltanto rispettare delle norme di comportamento, ma anche fare il bene per aiutare gli
altri. Quando aggiungiamo qualcosa alla
vita degli altri, facciamo del bene anche
a
noi
stessi.
Il concetto di questo principio è che
ogni azione che tu fai a favore di un'altra persona aumenta il valore di questa
persona e contemporaneamente il tuo,
migliorando la condizione di entrambi.
Rispetta il prossimo: significa trattare le
persone come loro desiderano essere
trattate.
Sii giusto: distribuisci saggiamente le
risorse quando sono scarse, punisci chi
lo merita in modo appropriato, trasforma una situazione ingiusta in una giusta.
Sii amorevole: questo ultimo principio ci
insegna a trattare gli altri e noi stessi
con attenzione.
A conclusione di questo lavoro di gruppo, possiamo dire di aver imparato delle cose importanti che cercheremo di
mettere in pratica per migliorare i rapporti con i nostri amici e tutte le altre
persone con le quali entreremo in relazione.
Martina Pinamonti - Francesca Puntel,
classe 2^E
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Punto e a capo
Scuola Secondaria VIVALDI
COSA FAREMMO SENZA IL WEB?
L’avvento del web ed in particolare dei social network ha portato tanti
aspetti positivi, per cui ci tengono compagnia, ci informano, ci intrattengono e
ci connettono al mondo. Grazie a loro
inoltre, si condividono idee, foto, si partecipa a community, si creano legami.
Ma questa vita virtuale, parallela a quella reale, se non regolata può aumentare i
rischi connessi con l’uso della rete e diventare pericolosa. Perciò è lecito chiedersi se il piatto della bilancia pende
dalla parte degli aspetti positivi o di
quelli negativi e quindi… oggi riusciremmo a vivere senza il web?
In questi ultimi mesi abbiamo riflettuto su questi aspetti e abbiamo capito che è importante fare un uso consapevole e corretto del cellulare e della rete:
non si devono mandare foto o messaggi
che possono offendere la dignità e la stima che si ha delle persone. Tutto quello
che viene immesso nel web può essere
manomesso/ritoccato da ogni persona e
se anche poi viene cancellato ne rimane
sempre la traccia. Per questo si deve fare
molta attenzione alle informazioni che
vengono trasmesse, per essere corretti e
soprattutto non esporsi a rischi.
Ecco alcuni consigli:
Non mettere in rete dati personali tuoi o
di altre persone che conosci.
Se sei iscritto a un social network, non
accettare tra gli amici chi non conosci.
Non scattare foto a “persone” senza il
loro consenso, violando la loro privacy,
diffondendo informazioni offensive su
Punto e a capo
di loro.
Il cellulare è una
fonte
elettronica che se
usata correttamente, ti può aiutare a
rintracciare
la
gente, restare in contatto anche con le
persone più lontane.
La rete ti permette di studiare senza libri, di cercare informazioni interessanti,
può aiutarti a fare i compiti...
Con la rete puoi mandare immagini ai
tuoi parenti anche dall’altra parte del
mondo.
Con il cellulare puoi ascoltare la musica
mentre corri o fai una passeggiata, oppure effettuare filmati per ricordare
compleanni o vacanze.
Se sei piccolo e ti hanno diffamato dillo
hai tuoi genitori … loro penseranno a
denunciare il fatto.
Tieni al sicuro password e codici di accesso, senza divulgarli.
Non lasciare “aperto” a tutti il tuo profilo Facebook.
Sii riservato e consapevole: sappi che
sei responsabile di tutto ciò che dici,
scrivi o pubblichi in rete.
Pensa prima di fare qualche sciocchezza!
Non stare sempre in rete: hai una vita
vera che ti aspetta!!!
Edoardo Molinari - Daria Zoncapè,
2^E
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Scuola Secondaria VIVALDI
CRESCERE O NON CRESCERE?
Crescere o non crescere? Questo
è il dilemma. Una sola risposta… quale
sarà la nostra scelta? Non si sa, siamo
troppo indecisi.
Tutti gli umani del mondo devono
affrontare questa domanda prima o poi
e il vero problema sta nello scegliere e
si va in panico.
Ci sono i lati belli e brutti in ogni scelta.
Se cresci maturerai col tempo, vivrai la
tua prima storia d’amore con una persona. proverai la gioia di vedere nascere
il tuo primo figlio e piangerai. Osserverai e accompagnerai i tuoi bambini verso l’età adulta senza rimpianti. E finirai
per avere dei nipotini che saltano di qua
e di la.
Quali sono i lati negativi? Comincerai ad
avere rughe nel viso e macchie in tutto
il corpo. La tua bellezza svanirà a poco a
poco, con molta calma, e al suo posto
comparirà il mal di schiena e una dentiera.
E se rimanesse sempre giovani? Beh,
sarebbe una vera fortuna! Poter correre
e giocare spensierati insieme agli amici.
Senza preoccupazioni per la vita futura.
Ma rimanere piccoli vuol dire anche
non maturare a livello mentale.
E allora cosa decidere? Sapienza o ignoranza? Rughe o pelle liscia? Amore o
amicizia?
Io personalmente sceglierei di diventare
adulta con il tempo perché non sopporterei di essere ignorante per sempre.
Essere bambini è bello ma non realizza
la tua mente a imparare nuove cose.
E allora perché restare piccoli se poi
non ti realizzi?
Io voglio crescere, affrontare tutte le
sfide che la vita mi dà con coraggio. E
soprattutto voglio vivere le gioie che
hanno vissuto i miei nonni vedendo crescere i propri figli e nipoti.
Mi piacerebbe accompagnare i miei futuri figli nel cammino che anche io ho
fatto con immensa gioia.
Questo per me significa diventare degli
adulti responsabili e felici.
Benedetta Aduso, 3^B
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Punto e a capo
Scuola Secondaria VIVALDI
IL CARCERE ENTRA A SCUOLA...
In previsione dell’incontro con gli
ex detenuti del Due Palazzi di Padova
per il progetto “Il carcere entra a scuola,
la scuola entra in carcere,” inserito nel
programma didattico alla voce legalità,
ecco la riflessione di un alunno di terza
dopo un ciclo di discussioni in classe su
reati e pene inflitte. Nell’immagine la
sintesi prodotta dagli alunni.
Sinceramente alla mia età il carcere non dovrebbe essere argomento di
discussione con gli amici o in famiglia.
Purtroppo, con quello che sentiamo
ogni giorno nelle notizie in televisione e
nei giornali, se ne parla eccome. Anche
a scuola ne abbiamo parlato, visto che il
cyberbullismo o gesti aggressivi ad
esempio, possono degenerare in un
reato. Gesti sconsiderati e dalle conseguenze drammatiche, compiuti anche
da ragazzi poco più grandi di me, efferati omicidi contro la propria moglie, il vi-
Punto e a capo
cino di casa, il negoziante della zona,
quasi tutti i giorni queste gesta ci bombardano
la
mente.
Il carcere è un luogo di detenzione, di
reclusione,
infatti
chi
vi
è
“imprigionato”, è un detenuto. Anche le
parole che riguardano questa questione
sono brutte, drammatiche, sembrano
esprimere il grigiore di ciò che indicano.
Essere prigioniero, vivere in “gabbia”
come un uccellino o legato alla catena
come un cane o chiuso in un recinto come una pecora, non è piacevole e loro
in carcere da persone, sono trattate allo
stesso
modo.
La libertà è un dono troppo grande e
tutti ne sono degni, solo che in certi casi
si ritiene di toglierla a qualcuno, per punirlo, per farlo ragionare su quanto ha
commesso e magari pentirsene. Anche
a noi persone “libere” la vita in generale, da delle punizioni, dalla famiglia, dagli insegnanti, dal lavoro, quando poi le
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Scuola Secondaria VIVALDI
...LA SCUOLA ENTRA IN CARCERE
infligge lo Stato, la società, allora si finisce rinchiusi nelle case di reclusione. Lo
chiamo così! Carcere, prigione, galera
anche se sono sinonimi, non mi piacciono, preferisco casa, anche se loro non
hanno
scelto
di
viverci.
Sbagliare è umano e io non giudico chi
ha compiuto gesti insensati. Penso che
chiunque di noi possa compiere un gesto sconsiderato. Le situazioni che vivi a
volte possono essere talmente drammatiche da farti perdere il senso dell’equilibrio mentale, su ciò che è bene e
ciò che è male. Il sottile filo della coscienza, del senso del dovere, del rispetto, si spezza e vai in tilt! Non sempre chi compie una rapina, un omicidio,
una truffa ne è consapevole. Molti gesti
possono essere spinti dalla disperazione, dallo sconforto, dalla solitudine e
quindi non devono avere secondo me,
la stessa pena. Sono consapevole che
nel caso di un omicidio, ai parenti della
vittima, poco importa del perché l’assassino abbia compiuto un simile gesto,
anche in tv gridano che vogliono giustizia, una pena certa ma a loro nessuno
ridarà il familiare, è morto comunque,
indipendentemente da quanto l’assassino
rimanga
detenuto.
Rimanere senza libertà, senza i propri
affetti, le proprie abitudini, la propria
casa, già questa per loro è una pena.
Quando io torno a casa dopo giorni
ospite in un’altra casa, un’altra città,
con altre persone, sono felicissimo del
rivivere la mia quotidianità, quella che
alcuni di loro, non vivranno mai. In televisione molto spesso non ne parlano ma
tra i detenuti ci sono molti casi di suicidio. Per alcuni, è pesante sopportare di
vivere in tanti in un buco di cella, subire
perquisizioni, violenze dai compagni o
dagli agenti della polizia penitenziaria.
In molti servizi ho visto e sentito testimonianze drammatiche, addirittura con
percosse quotidiane con gli asciugamani
bagnati arrotolati per non lasciare lividi
visibili.
Non credo che la pena del carcere debba essere distinta nel tempo, per certe
persone la consapevolezza di aver sbagliato, il voler tornare indietro, la sicurezza nel dire “non lo faccio più”, può
avvenire dopo minuti, ore. Ci sono però,
anche i casi opposti, in cui dopo
vent’anni di reclusione, un soggetto
esce e compie una rapina oppure in un
uscita premio, compie l’ennesimo omicidio. Persone che con volontà e determinazione compiono gesti che benché
sbagliati, per loro vanno fatti, sono giusti. Senza rimorsi, sensi di colpa, anzi,
con orgoglio. Ecco, queste persone dovrebbero imparare a seguire la “retta
via” con l’aiuto di operatori, medici, sacerdoti, persone insomma. L’essere rinchiuso non è utile. Utili sono i gesti, le
parole, non le barriere di ferro.
Daniele D’Auria, 3^B
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Punto e a capo
Scuola Secondaria VIVALDI
“AsQuolaconnoi”: ...
Si tratta della scuola pubblica.
Per una scuola è una scelta o un dovere essere accoglienti? Qualcuno può
rispondere che deve essere una scelta
della scuola, altri invece possono dire
che è un dovere. Le scuole sono tante e
ognuna ha un modo diverso di insegnare.
Per esempio, ci sono le scuole private e quelle pubbliche.
Per le prime può essere una scelta
quella di essere accogliente: infatti non
sempre sono aperte a tutti i ragazzi e
possono decidere di accettare solo persone credenti, oppure solo ragazzi italiani.
Ma, per fortuna, non ci sono solo
scuole private. C’è un altro tipo di scuola che è adatto a tutti i ragazzi e che non
guarda la razza, il sesso, la religione, le
condizioni personali e sociali perché è
aperta a tutti.
Punto e a capo
E' di 'proprietà' dello Stato, e
questo è già un primo vantaggio,
perché siamo noi cittadini lo Stato.
La sua vera salvezza però è la Costituzione. Essa contiene vari articoli, uno dei quali riguarda l’uguaglianza. L’Articolo 3, infatti,
dice quanto importante la Costituzione consideri l’uguaglianza.:
“Tutti i cittadini sono uguali davanti alla
legge, senza distinzione di sesso, razza,
lingua, religione, opinioni politiche, condizioni sociali e personali.”
Quindi, se la legge dice che tutti i
ragazzi hanno il diritto allo studio, tutti i
ragazzi hanno il diritto di andare nelle
scuole che vogliono senza aver paura di
essere rifiutati perché per esempio di
religioni diverse.
I dati dell’ISTAT dicono che sono
oltre quattro milioni gli stranieri residenti in Italia. Già da questo primo dato
possiamo capire, in modo approssimativo, quanti siano i ragazzi stranieri che
frequentano le scuole in questo Paese.
La nostra scuola, la secondaria di primo
grado Vivaldi, ospita molti alunni stranieri: Rumeni, Marocchini, Moldovi e
anche Cinesi e riteniamo giusto fare
qualcosa che potesse aiutarli a inserirsi
tra noi.
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Scuola Secondaria VIVALDI
...un'esperienza di accoglienza
Proprio per questo motivo, io e la
mia classe, la 3^E, abbiamo creato un
sito per tutti i ragazzi stranieri che negli
anni futuri si iscriveranno in questa
scuola.
Il sito è diviso in diverse parti. Una
prima parte riguarda la presentazione
generale del gruppo che ha creato il sito. In questa sezione sono spiegate le
varie fasi di elaborazione del sito. Noi
ragazzi, infatti, siamo stati divisi in piccoli gruppi, composti da tre o quattro
persone al massimo, ognuna delle quali
aveva un compito ben preciso: c’era un
leader, che diceva quello che bisognava
fare; un segretario con il compito di redigere il verbale delle attività di confronto nel gruppo; l'osservatore, incaricato di osservare se il lavoro veniva
svolto in modo adeguato e se tutti si
comportavano bene, e infine il custode
dei tempi.
Ogni gruppo doveva decidere un
argomento e descriverlo. I temi erano:
le regole della scuola, i luoghi frequentati dai ragazzi, le aule, le attività extrascolastiche che si fanno, alcuni negozi o
centri di ritrovo a Montegrotto e, per
finire, una parte in cui ognuno ha scritto
dei consigli ai ragazzi che arriveranno
per la prima volta in questa scuola o che
sono già qui, in modo che possano inserirsi facilmente e fare subito nuove amicizie.
Poi abbiamo scritto un commento al fi-
ne di spiegare il senso di questo progetto.
La fase più “semplice” è stata
quella di inserire i documenti nel sito.
Ora stiamo affrontando la parte più
difficile: convincere la preside a mettere
il link del nostro sito in quello della
scuola, in modo che tutti possano visitarlo e vedere quello che abbiamo prodotto.
Secondo me, dovrebbe darci il consenso
perché ci siamo impegnati molto per
produrre questo, e quindi sarebbe anche un modo per ricompensarci. Questi
sono solo i motivi più banali per i quali
dovrebbe mettere il link del nostro sito,
ma quelli veri sono motivi che riguardano la funzione del sito: noi non vogliamo che la preside veda questo come un
lavoretto dei bambini in cui bisogna decidere se appenderli o no nelle aule, ma
come il frutto di un duro lavoro e costante impegno di ragazzi che pensano
anche alle altre persone presenti in
questa scuola e alle persone che verranno qui, perché grazie al nostro sito (se
verrà pubblicato), molti ragazzi non
avranno paura di venire a scuola e grazie ai nostri consigli sapranno inserirsi
nel modo migliore e fare nuove amicizie.
Margherita Ruzzante, 3^E
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Punto e a capo
Scuola Secondaria VIVALDI
AFFETTIVITA’
In questi ultimi giorni c’è stato il primo
incontro legato all’educazione affettiva. L’occasione è opportuna per scrivere quali potrebbero essere le caratteristiche estetiche e soprattutto interiori
di una persona (maschile/femminile) in
grado di destare la tua simpatia.
“L’uomo e la donna sono le due
metà della stessa mela, solo che nella
metà dell’uomo c’è il verme, ecco, diciamo le cose come stanno. Noi donne
non abbiamo proprio le idee chiarissime
sul tipo di uomo ideale, perché per noi
l’uomo deve essere protettivo ma rude,
intelligente ma leggero, virile ma sensibile, che ci faccia piangere ma anche
ridere. Praticamente uno psicopatico.”
Cit.
Bè, diciamoci la verità, tutte le
donne, nessuna esclusa, vorrebbero un
uomo come questo. Solo che, semplicemente, non esiste. Forse dopo un lavaggio del cervello, ma mi pare alquanto
improbabile.
In pratica dobbiamo imparare ad accontentarci.
Certo che ogni donna ha il suo
ideale di uomo. Biondo, castano, alto,
basso…
A me, sinceramente, che sia
biondo con gli occhi azzurri o castano
con gli occhi marroni (tanto per dirne
un paio), non è che faccia tanta differenza. Bello deve essere bello, e qui non
Punto e a capo
ci piove. E io ho canoni di bellezza abbastanza elevati. E con un bel fisico da
modello di Abercrombie, mi andrebbe
più che bene.
Voglio un ragazzo capace di farmi
innamorare… ok, sto diventando troppo
sentimentale.
Non deve essere un ragazzo
troppo dolce e sensibile, o uno che ti
regala la scatola di cioccolatini a forma
di cuore a San Valentino. Non sopporto
questo genere e poi, ora che ci penso,
quel tipo di ragazzi esiste solo nelle serie tv del tipo “Un posto al sole”.
Non deve essere possessivo, uno
di quelli fatti con lo stesso stampo dei
padri di una volta. Uno di quei ragazzi
che se gli dici “ciao io esco” comincia a
farti il terzo grado per cui “con chi?”,
“dove?”, “quando torni?”, “cosa ci vai a
fare fuori a quest’ora di sera?” e di solito quando ricevi quest’ultima domanda
sono più o meno le quattro di pomeriggio.
Voglio quel genere di ragazzo che ti fa
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Scuola Secondaria VIVALDI
capire che non sei mai stata così felice
prima.
Voglio un ragazzo che mi sappia
ascoltare e non che faccia finta di ascoltare.
Però non voglio che mi faccia
troppi complimenti. O che mi mandi così tanti messaggi dolci e sdolcinati pieni
di cuori da farmi impallare il telefono.
Dio, non riuscirei a sopportarlo.
Un ragazzo che non si fermi all’apparenza.
Uno che non dica di amarmi se
non è vero. Perché molti pensano all’amore come le cotte passeggere tipiche
adolescenziali. Non dico che uno non si
possa innamorare fino al matrimonio,
ma quando sento ragazzine di undici
anni dire di amare alla follia un ragazzo,
sento un nodo alla bocca dello stomaco
perché è impossibile che una di quell’età ami qualcuno. Non credo di essermi
mai innamorata. Certo, me ne sono piaciuti di ragazzi, ma non mi ricordo di
aver mai provato qualcosa di talmente
forte da poter essere chiamato
“amore”.
Beh, c’è anche da dire che ognuno di noi ha una concezione diversa di
questo sentimento.
Certe persone sostengono che
anche se dici “che bel ragazzo” riferendoti a uno che hai visto passare per
strada, significa che tu ne sia automaticamente innamorata. E io queste persone non riesco a capirle.
Altre, invece, concepiscono l’amore come qualcosa di stupendo. No,
davvero. L’amore non è né bello, né
meraviglioso, né stupendo e né fantastico come dicono. Queste persone pensano che le relazioni reali siano come
quelle che si vedono in TV: perfette,
tutte rose e fiori dove tutti e due sono
innamorati alla follia. Ma per favore …!
E poi è impossibile perché se ti piace, tu
non gli piaci, se tu gli piaci , lui non ti
piace e se vi piacete tutti e due c’è sempre un problema successivo.
Io vorrei una relazione da film
(che sono molto diverse da quelle delle
serie TV). E non mi riferisco alle pellicole in cui si vedono i party folli organizzati dalle confraternite dei college americani. Penso, piuttosto, a quelle in cui il
protagonista incontra una ragazza brillante, che indossa un sacco di maglioni
e beve cioccolata.
Voglio una relazione contorta,
complicata, indecifrabile, voglio che la
gente quando ci vede per strada pensi
“Diamine, come fanno a stare ancora
insieme?”.
Non voglio una storia banale. Ma
so che è praticamente impossibile.
Una giovane autrice della 3^D
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Punto e a capo
Scuola Secondaria VIVALDI
Soddisfazioni dagli ex-alunni
Una delle maggiori gratificazioni
Un’altra ex-alunna che si è distin-
per un docente è quando gli ex-alunni
ta è Beatrice Ferrari, già campionessa di
vengono a trovarlo, gli raccontano delle
giochi matematici (nel 2012, quando
loro conquiste e dei loro piccoli/grandi
frequentava la terza media alla Vivaldi
successi e gli dicono che anche grazie ai
era stata selezionata per disputare le
suoi insegnamenti si sono appassionati
fasi nazionali dei Campionati Internazio-
a quella materia e/o hanno raggiunto
nali dei Giochi Matematici e l’anno scor-
determinati risultati.
so ha vinto la fase di istituto dei Giochi
Rebecca Chillon, una ex-alunna della
di Archimede), ha rappresentato il liceo
scuola “A. Vivaldi” ha fatto commuove-
Concetto Marchesi di Padova alla terza
re e riempire di orgoglio la professores-
edizione dei Ludi Canoviani (gara di tra-
sa Soloni dedicandole il suo primo libro
duzioni dal latino).
“Verso il nulla”.
Ricordiamo inoltre, fra i tanti,
Francesco Smaniotto (anche lui ora frequenta il Liceo Classico Concetto Marchesi) che l’anno scorso ha ottenuto un
brillante risultato nelle Olimpiadi di Lingua Italiana e Mirko Vanzan che nel
2011 e nel 2012 si è distinto a livello regionale nelle Olimpiadi della Chimica.
BRAVI RAGAZZI!!
Rebecca Chillon
Punto e a capo
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