Programma Lista Ordinevoluzione

ORDINEVOLUZIONE
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Premessa al Programma della lista Ordinevoluzione
L’Ordine dei Medici è un’Istituzione al servizio del medico e dei cittadini e ha il dovere di
vigilare sulla corretta applicazione del codice deontologico. L’OMCeO rappresenta TUTTI i
propri iscritti, prende in carico e fa proprie le istanze della collettività e le presenta alle
Istituzioni. La lista “Ordinevoluzione” ha il compito di adoperarsi affinché l’Ordine diventi un
interlocutore prioritario ai tavoli tecnici sulla programmazione sanitaria della Regione, delle
Aziende Sanitarie Locali e delle Aziende Ospedaliere.
Programma della lista Ordinevoluzione
1. Politiche ordinistiche e rapporti con le istituzioni
L’Ordine non ha il compito di legiferare ma, come sottolineato nelle premesse, può e deve
vigilare, collaborare, sollecitare le Istituzioni (Regione, ASL, AO) e lavorare in maniera
sinergica sulle diverse problematiche che angosciano la sanità casertana. Le principali
tematiche da portare sui “tavoli istituzionali” sono: la riorganizzazione della rete Territoriale e
Ospedaliera; la migrazione sanitaria extra provinciale ed extra-regionale, la “fuga dei cervelli”,
la formazione pre e post lauream, lo stato di avanzamento del Policlinico di Caserta, ecc.
Tra i punti programmatici del gruppo di professionisti che aderisce al progetto
“Ordinevoluzione” c’è anche la tutela del giovane medico e del medico pensionato per i quali si
valuterà la possibilità di un’iscrizione ordinistica a tariffa agevolata.
2. Il Territorio: MMG, specialistica ambulatoriale, continuità assistenziale, emergenza
Il sistema Sanità funziona se al centro del territorio si pone il binomio MMG – Assistito. Il
MMG è il primo riferimento del cittadino con il quale esso ha un rapporto continuativo, proiettato
nel tempo e con possibilità di frequenti consultazioni.
La rimodulazione dell’offerta di servizi e prestazioni consente di adottare appieno il concetto di
continuità assistenziale e colmare il vuoto esistente fra l’ospedalizzazione (gestione dell’evento
acuto) e il domicilio del paziente, per meglio rispondere ai nuovi bisogni di salute dei cittadini
(incremento delle patologie croniche, aumento dell’aspettativa di vita media).
I prossimi anni rappresentano per la medicina generale un importante momento di
cambiamento: Aggregazioni Funzionali Territoriali – AFT, Unità Complesse di Cure Primarie –
UCCP, medicina d’iniziativa, presa in carico del paziente, riduzione della spesa sanitaria, reti
integrate di professionisti, cartella elettronica. L’obiettivo di questi cambiamenti rivoluzionari è il
contenimento della spesa sanitaria ottenuto soprattutto attraverso lo sviluppo della Medicina del
Territorio e la conseguente riduzione degli accessi nei Presidi Ospedalieri, delle chiamate al 118 e/o
alla guardia medica.
Ai MMG vanno forniti, quindi, gli strumenti per gestire in maniera efficace ed efficiente il
paziente e le sue problematiche. L’Ordine dei Medici si colloca al fianco dei colleghi in questo
percorso evolutivo che necessita di un cambiamento culturale e professionale.
3. Ospedali
Le problematiche degli ospedali sono legate a vari fattori:
 attività territoriali non ben organizzate;
 carenza di posti letto;
 carenza di personale.
La carente organizzazione territoriale ha portato a considerare l’ospedalizzazione quale unica
risposta al bisogno in tema di salute con conseguente sovraffollamento dei Pronto Soccorso. Molto
spesso le richieste di intervento di pronto soccorso Ospedaliero sono improprie (circa l’80% degli
accessi) e questo sottrae l’attenzione e le migliori risorse ai casi più gravi e bisognevoli di
trattamento.
Gli ospedali della provincia di Caserta hanno perso negli ultimi anni oltre 970 posti letto,
raggiungendo un rapporto per 1000 abitanti di 2.8 posti letto, ben al di sotto della media
europea e di quella regionale della Campania; l’erronea distribuzione dei posti letto è legata al fatto
che sono stati considerati anche i circa 500 posti del costruendo Policlinico.
Questi aspetti, associati alla ormai cronica carenza di personale sanitario, rendono difficile
la vita lavorativa dei medici ospedalieri della Provincia di Caserta.
L’Ordine dei Medici ha il dovere di battersi per garantire ai Dirigenti Medici condizioni di
lavoro favorevoli allo scopo di assicurare ai cittadini i Livelli Essenziali di Assistenza - LEA
che non possono prescindere, fra l’altro, da un rafforzamento del personale sanitario.
4. Formazione pre e post lauream in Medicina e Chirurgia (a cura dell’Associazione
Italiana Giovani Medici – SIGM):
- Laurea abilitante con incremento delle attività professionalizzanti durante il CdL.
- Utilizzo dei Fondi Europei (FSE-POR) per implementare i contratti di formazione
specialistica e di medicina generale; criteri scientifici e valutazione epidemiologica del
fabbisogno di medici per singola specialità, accessi alla formazione proporzionati al reale
fabbisogno territoriale del mondo del lavoro; implementazione delle convenzioni tra le strutture
territoriali e per acuti della Provincia e gli Atenei campani; vigilanza da parte dell’Osservatorio
Regionale - ORFMS sui requisiti standard delle strutture sanitarie aderenti alla rete formativa.
- Equiparazione qualitativa e retributiva del corso di medicina generale a quelli per la
formazione specialistica.
- Per gli specializzandi, abolizione della gestione previdenziale separata (INPS ed
ENPAM) a favore della contribuzione presso un unico ente (ENPAM).
5. I Giovani Medici e la professione (a cura dell’Associazione Italiana Giovani Medici
–SIGM) :
- Sblocco del turn-over, mobilità intra ed extra-regionale, graduatorie dedicate agli attuali
precari in servizio presso le strutture del SSN.
- Proporre concorsi regionali per singola specialità e per numero di assunzioni congrue
alle esigenze delle ASL e delle A.O.
- Catalizzare parte dei Fondi Europei (FSE-POR) per lo start-up libero professionale dei
Giovani Medici, con incentivi per le aggregazioni interprofessionali; semplificare il processo
autorizzativo per l’apertura di ambulatori medici e chirurgici privati.
- Rivedere il sistema di gestione degli incarichi di reperibilità per la Continuità
Assistenziale (ex Guardia Medica): garantire l’attribuzione dei turni mediante criteri scientifici
e meritocratici, abolendo logiche personalistiche e clientelari.
6. Sanità privata
L’ospedalità privata, sebbene fornisca un valido supporto alle attività del sistema sanitario
pubblico, a tutto vantaggio dell’utenza rappresentata dai pazienti, non offre, invece, ai medici
quelle garanzie in termini di conservazione del posto di lavoro e di equivalenza delle carriere,
garantite dal posto pubblico. Alla chiusura di una struttura privata, infatti, la più difficile
ricollocazione è proprio quella dei medici, che nel frattempo, pur lavorando nell’ambito dello stesso
campo di attività e con le medesime responsabilità dei colleghi dell’ospedale pubblico, hanno
conseguito un punteggio/annuo, valido quale titolo di concorso, che è quasi un quarto rispetto ai
colleghi.
Altro aspetto sfavorevole per i colleghi che lavorano nella sanità privata è la malpractice,
affidata a compagnie assicuratrici (2-3 società internazionali) che con la clausola “di rivalsa”
scaricano, più che sugli imprenditori, sugli stessi medici l’onere del danno. Le compagnie, inoltre, a
un incremento del 25% circa ai premi assicurativi nei confronti delle aziende sanitarie hanno
applicato tariffe del 200% circa in più per la copertura del rischio del singolo professionista.
Infine, la recente applicazione dei criteri di budget alla spesa sanitaria e il contemporaneo
incremento delle tariffe sono ricaduti sulle aziende sanitarie private sotto forma di assenza di
copertura finanziaria per i mesi di fine anno, mentre sui medici dell’ospedalità privata o come
“cassa integrazione”, per i contratti già in essere, o impossibilità a definire rapporti di lavoro de
novo, che non siano altro che duro precariato, per gli altri.
In questo scenario Ordinevoluzione si propone come catalizzatore di quei rapporti istituzionali
tesi a difendere i diritti sociali dei medici, a creare un osservatorio istituzionale dei bisogni
formativi generali e specialistici allo scopo di promuoverne la diffusione anche a domicilio con
l’introduzione di FAD, stipulare convenzioni con le principali compagnie assicurative per la
responsabilità professionale, far valere la posizione dei medici anche rispetto alle sigle sindacali
dell’ospedalità privata.
7. Interessarsi in maniera attiva della problematica degli screening
Premesso che l’Ordine dei Medici è un’Istituzione al servizio del medico e dei cittadini, non si
può non affrontare la problematica della prevenzione.
Nel rispetto del nostro ruolo tutti quanti dovremmo sollecitare le istituzioni e/o promuovere
direttamente campagne di prevenzione primaria (ad esempio con corsi nelle scuole) e di
prevenzione secondaria (divulgazione programmi di screening).
A tale proposito riportiamo il triste dato della scarsa adesione dei cittadini della nostra
provincia al programma di screening del carcinoma del colon retto che nella nostra ASL è iniziato
nel gennaio 2014.
Le motivazioni ipotizzate sono varie: scarsa sensibilizzazione del cittadino alla prevenzione,
comunicazione iniziata in ritardo e non efficiente, scarsa partecipazione del MMG all’iniziativa
(probabilmente perché coinvolto troppo tardivamente e non dalla fase progettuale), percorso da
seguire non facile .
Lo screening non è un progetto ma un LEA e, come tale, noi tutti abbiamo il dovere
deontologico, quotidianamente, di supportare queste iniziative. Non dovremmo aspettare che
l’istituzione ce le proponga, ma dovremmo in maniera spontanea provvedere a sensibilizzare i nostri
pazienti e l’Ordine dei Medici, in tal senso, ha il dovere di rendersi il principale promotore e
sostenitore di tutte le iniziative finalizzate alla prevenzione.
8. Formazione professionale
- Promuovere un aggiornamento professionale (ECM) qualificato, professionalizzante,
libero, gratuito e indipendente da sponsorizzazioni commerciali.
- Favorire corsi in videoconferenza, istituire una biblioteca consultabile anche on-line
attraverso il portale dell’Ordine.
9. L’Ordine e le associazioni di volontariato
Nel nostro territorio ci sono moltissime associazioni di volontariato composte da medici e
non medici molto impegnate nell’assistenza di ammalati e/o persone bisognose. Queste
associazioni, nate dalla buona volontà del singolo che cerca di sopperire alla crisi economica
(difficoltà del cittadino a sottoporsi a visite per il ticket oneroso) e alle carenze del
territorio/ospedali (es. lunghe liste di attesa) lavorano in maniera incessante ma non sempre
coordinata.
L’OMCeO deve sostenere tali iniziative, ma ha il compito fondamentale di riorganizzare
su tutto il territorio queste attività e di regolamentarle evitando che, per qualcuno, rappresenti
solo una vetrina pubblicitaria.
10.
Previdenza:
- Vigilare sull'operato della dirigenza dell'ENPAM al fine di tutelare le pensioni dei
Colleghi.
- Promuovere iniziative per la previdenza complementare, fornire chiare informazioni
circa il “Fondo Sanità” attivo presso l’ENPAM e valutare prodotti alternativi sul mercato.
11.
Tutela medico legale ed etica deontologica:
- Istituzione presso l’Ordine dei Medici di uno “sportello di consulenza medico-legale”,
rivolto ai colleghi, in ambito di responsabilità professionale.
- Incaricare la Commissione Medico-Legale OMCeO alla produzione di un “Manuale
della responsabilità professionale”.
- Incaricare la Commissione Medico-Legale OMCeO alla produzione di una tabella di
orientamento relativa agli onorari e agli standard minimi di qualità per le prestazioni
specialistiche.
- Difendere la categoria in ambito di responsabilità professionale e contenzioso legale a
scopo risarcitorio.
- Salvaguardare la dignità dell’Atto Medico, anche dal punto di vista economico, e
parallelamente, combattere lo svilimento della professione determinato da chi cerca di
trasformarla in mero atto commerciale.
- Lottare contro l’abusivismo in tutti gli ambiti della professione medica per garantire la
legalità della pratica professionale, nell’interesse dei colleghi e dei cittadini.