Dirigenti Scolastici - Istituto Comprensivo 6

Dirigenti Scolastici
NOTIZIARIO NAZIONALE
050/ 2014 – 04 Ottobre 2014
REDAZIONE : R. Ciuffreda - Coordinamento Nazionale STRUTTURA COMPARTO NAZIONALE DIRIGENTI SCOLASTICI FLC
IN PRIMO PIANO
DIRIGENTI SCOLASTICI
01. On – line la petizione dei Dirigenti scolastici per
sbloccare i contratti: FIRMA ANCHE TU
02. Richiesta unitaria al MIUR di incontro sulla situazione
dei dirigenti scolastici
SINDACATO - POLITICA SCOLASTICA
03. Piano del Governo sulla “buona scuola” e “cantiere
scuola” della FLC CGIL: proposte a confronto
NORME : SPAZIO FAQ E GIURISPRUDENZA
04. Congedo per assistenza disabili in situazione di gravità:
chiarimenti sulla fruizione del congedo da parte dei genitori
del disabile in presenza di convivente del disabile
05. Controlli prenatali della lavoratrice
gravidanza: ne malattia ne visita specialistica
scuola
in
ISTRUZIONE ADULTI - CPIA
06. Istruzione degli Adulti: CPIA, avvio nel caos. I sindacati
chiedono un incontro urgente al Ministero
07. Istruzione degli Adulti: pronti i codici dei CPIA
ITS–IFTS –IEFP – FORMAZIONE PROFESSIONALE- ALTERNANZA
08. Alternanza scuola lavoro nella secondaria superiore: le
proposte della FLC CGIL
09. Istruzione e Formazione Tecnica Superiore: aggiornata
la mappa digitale con l’Accordo sul sistema di monitoraggio
ORDINAMENTI – RIFORME
10. Geografia generale ed economica
11. Riordino secondo ciclo: aggiornata la mappa digitale
con le ultime novità normative
OPINIONI A CONFRONTO : LA VALUTAZIONE DELLE SCUOLE
12. Valutare, decidere, governare, valutare…. di Franco De
Anna
SCUOLA: NAVIGANDO IN RETE
13. Tullio De Mauro: “La scuola di Renzi è un passo nel vuoto”
ALLEGATI

#sbloccacontratto dirigenti scolastici petizione on - line

la buona scuola e il cantiere scuola piano del governo e proposte della flc cgil a
confronto

2014 09 15 MLPS INTERPELLO 23- congedo assistenza disabili gravi per genitori
in presenza di convivente del disabile

attribuiti ufficialmente i codici meccanografici ai CPIA

nota prot. 11391 AOODGPER Dotazioni organiche regionali dirigenti scolastici e
direttori dei servizi generali ed amministrativi dei C.P.I.A anno scolastico
2014/2015

contributo flc cgil alternanza scuola lavoro settembre 2014

mappa digitale sistema nazionale di istruzione e formazione tecnica superiore

D.M. del 5 settembre 2014 (versione doc) Geografia generale ed economica in
tecnici e professionali

D.M. del 5 settembre 2014 (versione pdf) Geografia generale ed economica in
tecnici e professionali

mappa digitale riordino secondo ciclo del sistema educativo
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IN PRIMO PIANO
DIRIGENTI SCOLASTICI
01. On – line la petizione dei Dirigenti scolastici per sbloccare i contratti:
FIRMA ANCHE TU
I dirigenti scolastici di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS CONFSAL invitano tutti
i colleghi a partecipare alla mobilitazione dei lavoratori pubblici e della scuola a difesa del
diritto al contratto e a sottoscrivere la

#sbloccacontratto dirigenti scolastici petizione on - line
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02. Richiesta unitaria al MIUR di incontro sulla situazione dei dirigenti
scolastici
Così non si può andare avanti:
tutte le scuole debbono avere il
loro dirigente; i suoi diritti
contrattuali debbono essere
rispettati.
I responsabili nazionali della dirigenza scolastica di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS
CONFSAL, che insieme rappresentano la maggioranza dei lavoratori dell’Area V, hanno chiesto
ai responsabili del MIUR un incontro urgente sulle principali problematiche della categoria.
Perché, fra le tante cose che vengono chieste ai lavoratori e ai cittadini, non si chiede anche se
per far funzionare bene tutte scuole non sia indispensabile che ognuna di esse abbia il suo
dirigente (e magari anche il suo direttore dei servizi) e se i suoi diritti contrattuali debbono essere
rispettati?
_________________
Roma, 24 settembre 2014
Dott. Alessandro Fusacchia
Capo Gabinetto MIUR
Dott.ssa Sabrina Bono
Capo Dipartimento per la programmazione
Dott. Luciano Chiappetta
Capo Dipartimento per il Sistema educativo
di istruzione e formazione
Dott.ssa Maddalena Novelli
Direttore Generale Personale della Scuola
Dott. Jacopo Greco
Al Direttore Generale per le Risorse umane
e finanziarie
Dott. Giacomo Molitierno
Dirigente responsabile dell’Area V
LL. SS.
Oggetto: Area V della dirigenza. Richiesta incontro urgente su assunzioni e situazione
contrattuale dei dirigenti scolastici
Le scriventi Organizzazioni Sindacali FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA e SNALS CONFSAL,
rappresentative della maggioranza dei dirigenti scolastici, segnalano il forte disagio della
categoria colpita dal blocco del rinnovo del contratto, come tutti gli altri lavoratori pubblici, dalla
riduzione del numero dei dirigenti che governano scuole autonome diventate più grandi e più
complesse, dall’aumento dei carichi di lavoro e delle responsabilità, da una iniqua diminuzione
della retribuzione media, dalla mancata applicazione dei contratti integrativi regionali
regolarmente sottoscritti nel 2012/13,
RITENGONO
indispensabile che si dia seguito alle numerose richieste di incontro già presentate al MIUR nei
mesi scorsi.
Chiedono pertanto un incontro urgente sui seguenti argomenti:
1) Assunzioni dei dirigenti scolastici 2014/15 al fine di assicurare il completo utilizzo dei 620
posti autorizzati dal MEF e ripartiti nelle diverse regioni dal MIUR. Situazione complessiva dei
posti vacanti e delle reggenze assegnate nelle diverse regioni sia sulle scuole “dimensionate”
che “sottodimensionate”. Stato delle assunzioni in Campania nella quale i ritardi nella
pubblicazione della graduatoria definitiva del concorso stanno determinando gravi difficoltà in
oltre 100 scuole.
2) Situazione retributiva dei dirigenti scolastici: applicazione dei contratti integrativi
regionali sottoscritti nel 2012/13, fondi nazionali per la retribuzione di posizione e di risultato
2013/14 e 2014/15. A tal fine si rinnova la richiesta già presentata il 6 giugno 2014 di acquisire
formalmente i dati relativi al pagamento delle retribuzioni di posizione, di risultato e delle
reggenze negli anni 2012/13 e 2013/14.
Con l’occasione si richiama l’urgenza di dare seguito a quanto previsto dalla legge per il nuovo
concorso per dirigenti scolastici, indispensabile per assicurare a tutte le scuole autonome una
dirigenza stabile e selezionata attraverso un concorso pubblico, che deve essere bandito entro
dicembre 2014. Per la definizione del bando, che dovrà prevedere anche la quota riservata alle
categorie previste dal Decreto Legge 58/2014, dovrà essere effettuata l’informazione preventiva
prevista dal vigente CCNL dell’Area V.
In attesa di cortese sollecito riscontro, si inviano distinti saluti.
FLC CGIL - CISL SCUOLA - UIL SCUOLA - SNALS CONFSAL
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SINDACATO - POLITICA SCOLASTICA
03. Piano del Governo sulla “buona scuola” e “cantiere scuola” della FLC
CGIL: proposte a confronto
I punti fermi e il nostro giudizio
sulle proposte del Governo.
Un’importante
campagna
di
mobilitazione per condividere
con il mondo della scuola
protesta e proposta. Una griglia
di analisi.
Pubblichiamo, in allegato, le “linee di orientamento” predisposte dalla FLC CGIL per il dibattito
sul documento del Governo “La Buona Scuola” presentato il 3 settembre 2014.
La FLC CGIL ha discusso le proposte del Governo, ha condiviso nei suoi organismi dirigenti il
giudizio, lo ha reso pubblico e ha predisposto una campagna per condividere l’analisi e la
protesta. Questi sono i punti fermi della nostra federazione: analisi, protesta, proposta e
mobilitazione.
Il documento che pubblichiamo oggi vuole essere un ulteriore strumento di analisi e
valutazioni a disposizione delle scuole e di tutti coloro che sono interessati a partecipare alla
discussione nelle scuole, e non solo, e a partecipare alla consultazione indetta dal Governo sul
suo piano scuola. La griglia prende in esame 15 voci e riporta, su ogni argomento, la posizione
del Governo, il nostro commento e le nostre proposte.
Le nostre proposte riportano, in sintesi, le elaborazioni della FLC CGIL contenute nei seguenti
documenti: “La scuola vince in quattro mosse” del giugno 2013; “Proposta della FLC per il
reclutamento e formazione iniziale dei docenti” del gennaio 2014; dossier consegnato alla
Ministra Giannini nell’aprile 2014 e, infine, il documento “Il cantiere scuola della FLC CGIL”,
presentato alla stampa nel luglio 2014.
Da queste elaborazioni sono peraltro scaturiti gli specifici testi pubblicati sul “giornale della
effelleci” relativi alla professionalità docente e Ata. Siamo in attesa di pubblicazione di un
analogo elaborato per la dirigenza scolastica.
Non lasceremo che la consultazione sia un’operazione demagogica e di facciata, con un formato
fuorviante, anche perché siamo forti di proposte interessanti e utili alla scuola e ai lavoratori.
Ricordiamo che, nei giorni scorsi, è stata lanciata, con un’ampia unità dei sindacati scuola, la
campagna di raccolta di firme #sbloccacontratto a sostegno della richiesta di apertura delle
trattative contrattuali. Tale iniziativa va di pari passo e si integra con la campagna di
assemblee e di confronto in tutte le sedi possibili sul documento del Governo. Per la FLC CGIL
ogni sede di confronto e dibattito, così come ogni occasione di incontro coi lavoratori, va utilizzata
per incrementare il numero delle firme a difesa del contratto della scuola e per costruire il più
ampio consenso ed adesione alla manifestazione nazionale di tutti i settori pubblici indetta a
Roma per sabato 8 novembre 2014.
ALLEGATI

la buona scuola e il cantiere scuola piano del governo e proposte della flc cgil a
confronto
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NORME : SPAZIO FAQ E GIURISPRUDENZA
04. Congedo per assistenza disabili in situazione di gravità: chiarimenti
sulla fruizione del congedo da parte dei genitori del disabile in presenza
di convivente del disabile
Il
Ministero
del
Lavoro,
con
Interpello n. 23 del 15 settembre
2014, ha precisato che il convivente
more
uxorio
non
è
soggetto
legittimato a fruire del congedo per
assistenza disabili in situazione di
gravità ai sensi dell'art. 42 del D.Lgs.
n. 151 del 2001.
Risposta all’istanza di interpello avanzata dall’ANCI al fine di conoscere la corretta
interpretazione dell'art. 42, D.Lgs. n. 151/2001, concernente la disciplina del congedo per
assistenza disabili in situazione di gravità ed in particolare se fosse possibile concedere la
fruizione del congedo straordinario di 2 anni al genitore del disabile pur in presenza di convivente
non coniugato di quest'ultimo.
In risposta al quesito avanzato, il Ministero del lavoro ha ritenuto che, nell'ipotesi in cui il disabile
non risulti coniugato o non conviva con il coniuge, ovvero quest'ultimo abbia effettuato espressa
rinuncia nei termini sopra indicati, l'art. 42, comma 5, D.Lgs. n. 151/2001 consenta al genitore
non convivente di beneficiare del periodo di congedo, anche laddove possa essere garantita
idonea assistenza da parte di un convivente more uxorio, non essendo tale soggetto legittimato
a fruire del diritto.
ALLEGATI

2014 09 15 MLPS INTERPELLO 23- congedo assistenza disabili gravi per genitori
in presenza di convivente del disabile
Per approfondire la materia
Diritti e tutele dei disabili nella scuola
Guida alla Legge 104/1992
pp. 148
e-book:
€ 5,00
È acquistabile dal sito della casa editrice
http://www.edizioniconoscenza.it/pro
dotto/diritti-e-tutele-dei-disabili-nellascuola-giuda-alla-legge-10492/
a 5 euro in ebook (formato pdf) ..
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05. Controlli prenatali della lavoratrice scuola in gravidanza: ne malattia
ne visita specialistica
Controlli prenatali non sono assenza
per malattia né visita specialistica ma
semplicemente permessi retribuiti
previsti da specifiche disposizioni di
legga
VEDIAMO IN PROPOSITO ALCUNI ORIENTAMENTIAPPLICATIVI ARAN PRESENTI SUL
SITO DELL’ARAN
29/04/2010 Che cosa si deve intendere con “altri permessi retribuiti previsti da
specifiche disposizioni di legge”?
SCU_017_Orientamenti applicativi
“Pare utile precisare che la disposizione dell’ art. 15, comma 7,del CCNL 2006/2009 conferma
la vigenza di tutte le norme di leggi che prevedono casi di permesso retribuito - oltre a
quelli indicati nel corpo dell’articolo stesso”
Ad altro quesito l’ARAN risponde così:
Come devono essere considerati gli esami prenatali di cui all'art. 14 del D.Lgs. n.
151/2001 per il personale del comparto?
I permessi per esami prenatali, di cui all'art.14 del D.Lgs.n.151/2001, debbono essere ricompresi
nella categoria dei "permessi retribuiti" previsti da specifiche disposizioni legislative di cui
all'art. 15, comma 7, del CCNL 2007
Ultimo e definitivo orientamento applicativo ARAN in merito - RAL935_Orientamenti
Applicativi
Permessi retribuiti per accertamenti prenatali previsti dall’art. 14 del D. Lgs.
n.151/2001 spettano alle lavoratrici anche se il CCNL non li ha richiamati
espressamente ?
“Crediamo che non possa esservi alcun dubbio sul diritto della lavoratrice ai permessi retribuiti
previsti dall’art. 14 del D. Lgs. 151/2001; come pure è evidente che le relative ore di assenza
dal lavoro non devono essere recuperate.
Quanto al fatto che tali permessi non troverebbero riscontro nei vigenti CCNL, premesso che
trattandosi di disciplina applicabile a tutti i lavoratori, pubblici e privati, non v’è alcun bisogno di
una specifica clausola contrattuale, essendo sufficiente la generale previsione dell’art.2, comma
2, del D. Lgs. n.165/2001, si sottolinea, comunque, che l’art. 19, comma 9 del CCNL del 6.7.1995
stabilisce, con rinvio mobile, il diritto del dipendente a tutti i permessi retribuiti previsti da
specifiche disposizioni di legge.
Quindi
Se la lavoratrice in gravidanza ha la necessità di esami prenatali, visite medici, controlli che
debbano essere svolti necessariamente durante l'orario di lavoro, ha diritto ai permessi previsi
dall’art.15 comma 7 ossia quelli previsti SPECIFICHE DISPOSIZIONI DI LEGGE ed i permessi
per controllo parentale lo sono.
I permessi per controlli prenatali sono disciplinati dall’art. 7, del D. Lgs. n. 645/1996; art. 15,
legge n. 53/2000; INPDAP, circolare n. 24/2000; art. 14, D. Lgs. n. 151/2001; INPS, circolare
n. 139/2002.
In particolare l’art. 14 del D. Lgs. n. 151/2001 prevede il diritto delle lavoratrici gestanti a
permessi retribuiti, non soggetti a recupero, per l’effettuazione di esami prenatali, accertamenti
clinici e visite mediche specialistiche, nel caso in cui debbano essere svolti necessariamente
durante l’orario di lavoro.
Il Contratto Scuola al comma 14 dell’art. 19 dispone l’equiparazione delle categorie di personale
dipendente a tempo determinato e indeterminato rispetto alla fruizione dei benefici disposti dal
D.Lgs. 151/2001.
Tali permessi quindi hanno una loro specificità e non possono essere equiparati ne a malattia ne
a visite specialistiche generiche rientranti nelle previsioni della CM 2 del 17 febbraio 2014.
Per approfondimenti poi in merito poi alla ns posizione in relazione al trattamento visite
specialistiche si vedano gli articoli e gli allegati pubblicati sul ns notiziario
07. Assenze per visite, terapie,
prestazioni
specialistiche
ed
esami diagnostici. Inaccettabili
019 - 2014 05 Aprile
2014
NOTIZIARIO
NAZIONALE DIRIGENTI
SCOLASTICI FLC

circolare ministeriale 2 del 17
febbraio 2014 assenze per visite
terapie prestazioni ed esami
indicazioni del dipartimento della
Funzione Pubblica
06. Assenze per prestazioni
specialistiche
ed
esami
diagnostici: chiesto un incontro
alla Ministra Madia
025 - 2014 13 Maggio
2014
NOTIZIARIO
NAZIONALE DIRIGENTI
SCOLASTICI FLC
01. Visite specialistiche ed esami
diagnostici: il MIUR batte un
colpo e ci dà ragione
029 - 2014 30 Maggio
2014
NOTIZIARIO
NAZIONALE DIRIGENTI
SCOLASTICI FLC
04. Assenze per prestazioni
specialistiche
ed
esami
diagnostici: la FLC CGIL impugna
la
circolare
della
Funzione
Pubblica
030 - 2014 05 Giugno
2014
NOTIZIARIO
NAZIONALE DIRIGENTI
SCOLASTICI FLC

circolare ministeriale 2 del 17
febbraio 2014 assenze per visite
terapie prestazioni ed esami

avviso del 29 maggio 2014
assenze dipendenti pubblici
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ISTRUZIONE ADULTI - CPIA
06. Istruzione degli Adulti: CPIA, avvio nel caos. I sindacati chiedono un
incontro urgente al Ministero
Gravi problemi di inizio d’anno per
l’avvio dei CPIA
La FLC CGIL insieme a CISL e UIL ha chiesto un incontro urgente al MIUR per sollecitare
risposte in merito al caotico avvio dei CPIA che hanno avuto l’autorizzazione al funzionamento,
in ottemperanza della circolare 36/014.
La mancata attribuzione dei codici alle istituzioni autonome dei CPIA ha determinato nella
fase iniziale dell’anno una serie di problemi che potranno impedire anche l’attività didattica.
Parliamo dell’impossibilità di attivare un conto corrente che consenta l’accredito dei fondi
spettanti al CPIA, di fare un contratto ai neo immessi in ruolo, di sbloccare i finanziamenti dei
progetti che garantiscono ad esempio i corsi di lingua italiana.
In molti casi non è chiara l’assegnazione della sede autonoma del CPIA e comunque nel caso di
cogestione degli spazi con la cosiddetta scuola del mattino è necessario normarne l’utilizzo,
anche per motivi di sicurezza.
La FLC CGIL aveva avvertito da tempo l’Amministrazione che l’avvio dei CPIA avrebbe avuto
bisogno di una cura particolare, essendo troppo farraginosa la normativa discesa dal
Regolamento. Infatti, sono troppi i problemi irrisolti che rischiano di compromettere per queste
nuove scuole un positivo avvio dell’anno scolastico sia per l’efficacia della loro azione formativa
che per tutto il personale in esse impegnato.
La FLC CGIL esprime preoccupazione sullo scenario che si palesa dietro le politiche ministeriali
sull’Istruzione degli adulti, un settore della scuola che risulta strategico vista la situazione socio
economica del Paese che causa aumento della dispersione scolastica e dei bisogni di
apprendimento permanente.
___________________
Roma, 23 settembre 2014
Al Dott. Luciano Chiappetta
Dipartimento per l’Istruzione
Alla Dott.ssa Maria Maddalena Novelli
Direttore Generale per il personale scolastico
MIUR
Oggetto: Richiesta di incontro urgente su istruzione adulti.
Le scriventi OO.SS sono venute a conoscenza delle perduranti difficoltà che stanno affrontando
i Cpia e i corsi serali a causa di un avvio del nuovo sistema dell'istruzione degli adulti, che al di
là delle pastoie burocratiche (codici) si sta rilevando privo di chiarezza normativa.
Poichè le scriventi hanno condiviso con l'amministrazione la funzione strategica che l'istruzione
degli adulti ha per il Paese nella fase attuale, siamo certe che si voglia condividere un percorso
che dia gambe alle norme attuative del Regolamento.
A tal fine le scriventi OO.SS chiedono un incontro urgente con le Signorie Loro per valutare gli
opportuni interventi.
Distinti saluti.
FLC CGIL - CISL SCUOLA - UIL SCUOLA
*********
07. Istruzione degli Adulti: pronti i codici dei CPIA
A seguito dell’incontro per le economie
del MOF, il MIUR ha informato i
sindacati in merito all’attivazione dei
codici meccanografici dei CPIA.
Il 2 ottobre 2014, alla fine dell’incontro di sottoscrizione dell’Intesa sulle economie del MOF a.s.
2013/2014, su nostro sollecito, il Ministero ha fornito un aggiornamento sui CPIA:
Comunicazione codici CPIA
Finalmente oggi sono stati attribuiti ufficialmente i codici meccanografici ai CPIA, come
era stato annunciato qualche giorno fa.
Avevamo, in proposito, già chiesto un incontro urgente al Ministero, proprio per sollecitare delle
risposte al riguardo.
Siamo soddisfatti che questo problema si sia risolto positivamente e che i Centri per l’Istruzione
degli Adulti potranno cominciare a operare anche se il Ministero sta ancora proseguendo nelle
procedure per il transito del personale in organico e dei CTP associati in rete ai CPIA. Il MIUR
si è impegnato, dietro nostra pressante richiesta, a completare le operazioni sul personale entro
domattina.
Non appena il MEF rilascerà il codice Iban sulla Tesoreria Speciale presso la Banca d’Italia, sarà
consentito ai CPIA di operare tramite il Conto Corrente bancario per il riversamento giornaliero
delle somme, mentre la Direzione del Bilancio potrà procedere con le relative erogazioni di
somme per le supplenze e i compensi accessori, consentendo, in tal modo, la gestione finanziaria
di queste nuove strutture.
Resta alta, comunque, la nostra attenzione in attesa di “linee guida sul funzionamento
dei CPIA” da parte del Ministero.
ALLEGATI

nota prot. 11391 AOODGPER Dotazioni organiche regionali dirigenti scolastici e
direttori dei servizi generali ed amministrativi dei C.P.I.A anno scolastico
2014/2015

attribuiti ufficialmente i codici meccanografici ai CPIA
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ITS–IFTS –IEFP – FORMAZIONE PROFESSIONALE- ALTERNANZA
08. Alternanza scuola lavoro nella secondaria superiore: le proposte
della FLC CGIL
Anche su questo versante ribadiamo il
giudizio negativo sul Piano scuola del
Governo.
Continuano in questi giorni le prese di posizione sul tema del rapporto tra istruzione e lavoro.
La FLC oltre a ribadire un giudizio pesantemente negativo sulle finalità e sulle tipologie di
intervento previste su questa tematica nel Piano scuola del Governo, interviene con un proprio
documento sullo specifico tema dell’alternanza scuola lavoro nella secondaria di secondo
grado.
Successivamente saranno presentati contributi su ruolo e funzione dell’istruzione tecnica e
professionale, Istituti Tecnici Superiori e Poli Tecnico professionali.
ALLEGATI

contributo flc cgil alternanza scuola lavoro settembre 2014
**********
09. Istruzione e Formazione Tecnica Superiore: aggiornata la mappa
digitale con l’Accordo sul sistema di monitoraggio
Presente sul sito anche una raccolta
delle norme di settore in vigore.
L’art. 69 della Legge 144/99 ha dato l’avvio al complesso processo di costruzione del sistema
nazionale di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore, finalizzato ad istituire percorsi “non
accademici” nell’alta formazione che coniugassero in maniera feconda formazione con il mondo
del lavoro.
Il comma 631 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 ha previsto la riorganizzazione del sistema
dell'istruzione e formazione tecnica superiore. L’art. 13 della legge 2 aprile 2007, n. 40, nel
ripristinare gli istituti tecnici e professionali nella secondaria di II grado, soppressi dalla Riforma
Moratti, peraltro mai entrata concretamente in vigore, ha successivamente previsto
l’istituzione degli Istituti Tecnici Superiori nell’ambito della predetta riorganizzazione.
Questo complesso processo di trasformazione veniva recepito in maniera compiuta nel Decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 Gennaio 2008. Tale atto normativo prevedeva tre
tipologie di interventi:

offerta formativa e i programmi di attività realizzati dagli Istituti Tecnici Superiori
(ITS)

offerta formativa riguardante i percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore
(IFTS)

la costituzione e lo sviluppo dei Poli tecnico-professionali.
In base all’art. 11 del DPCM 25/01/2008 tali interventi possono essere attivati solo se adottati
nei piani territoriali triennali di esclusiva competenza delle Regioni.
Per diventare operativo il nuovo sistema di formazione tecnica superiore necessitava di una serie
di atti normativi applicativi che con lentezza e molte contraddizioni sono stati parzialmente
emanati in questi anni.
Per comprendere le relazioni e i rapporti tra le norme di settore sin qui emanate, la FLC mette
a disposizione due strumenti informatici:

una mappa digitale del sistema nazionale di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore
che permette di avere un quadro d’insieme di questo segmento del sistema formativo

la raccolta delle norme in vigore con i nostri approfondimenti.
ATTENZIONE: sia nella mappa che nella raccolta sono presenti esclusivamente le norme
effettivamente in vigore.
I due strumenti saranno continuamente e tempestivamente aggiornati con l'emanazione
di ulteriori disposizioni
Consigli per l'utilizzo della mappa digitale
La mappa è un documento che consente di poter "navigare" e osservare i rapporti tra le norme
in maniera molto libera e senza schemi precostituiti.
Tuttavia richiede una fase di studio preliminare che possiamo così riassumere:
1. seguire i percorsi indicati dai differenti colori delle frecce che uniscono le caselle di testo
senza cliccare sui link ivi presenti
2. scegliere un percorso a piacere cliccando sui vari link
3. dopo aver completato la lettura dei contenuti ripercorrere il percorso "senza clic"
4. ripetere le operazione di cui ai punti 2) e 3) per gli altri percorsi
5. provare a dare una lettura "complessiva" di tutta la mappa
Al termine di queste operazioni, che consentiranno al lettore di impadronirsi dei contenuti della
mappa, sarà possibile una lettura libera finalizzata all'individuazione di ulteriori percorsi o
rimandi non previsti.
Buona navigazione!
ALLEGATI

mappa digitale sistema nazionale di istruzione e formazione tecnica superiore
**********
ORDINAMENTI – RIFORME
10. Geografia generale ed economica
Arriva l'ora di "Geografia generale ed
economica" nei piani di studio degli
indirizzi
degli
istituti
tecnici
e
professionali, le Linee guida
ALLEGATI

D.M. del 5 settembre 2014 (versione doc) Geografia generale ed economica in
tecnici e professionali

D.M. del 5 settembre 2014 (versione pdf) Geografia generale ed economica in
tecnici e professionali
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11. Riordino secondo ciclo: aggiornata la mappa digitale con le ultime
novità normative
Uno strumento utile dove sono
raccolte esclusivamente le norme
in vigore.
Segnaliamo ai navigatori del sito che la mappa digitale e la raccolta delle norme in vigore sul
secondo ciclo educativo sono state aggiornate con alcune norme relative agli istituti tecnici, agli
istituti professionali e al sistema nazionale di IeFP.
Consigli per l'utilizzo della mappa digitale
La mappa è un documento che consente di poter "navigare" e osservare i rapporti tra le norme in
maniera molto libera e senza schemi precostituiti.
Tuttavia richiede una fase di studio preliminare che possiamo così riassumere:
1. seguire i percorsi indicati dai differenti colori delle frecce che uniscono le caselle di testo
senza cliccare sui link ivi presenti
2. scegliere un percorso a piacere cliccando sui vari link
3. dopo aver completato la lettura dei contenuti ripercorrere il percorso "senza clic"
4. ripetere le operazione di cui ai punti 2) e 3) per gli altri percorsi
5. provare a dare una lettura "complessiva" di tutta la mappa.
Al termine di queste operazioni, che consentiranno al lettore di impadronirsi dei contenuti della
mappa, sarà possibile una lettura libera finalizzata all'individuazione di ulteriori percorsi o rimandi
non previsti.
Buona navigazione!
ALLEGATI

mappa digitale riordino secondo ciclo del sistema educativo
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OPINIONI A CONFRONTO : LA VALUTAZIONE DELLE SCUOLE
12. Valutare, decidere, governare, valutare…. di Franco De Anna
(la “direttiva” del Ministro sul sistema
nazionale di valutazione)
Premessa (di cui mi scuso)
La “direttiva” di un Ministro è un documento di estrema importanza: la nostra Costituzione
afferma che i “Ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei Ministri, e
individualmente degli atti dei loro dicasteri” (art. 95).
Dunque il Ministro declina congiuntamente la dimensione della politica e quella
dell’amministrazione che guida. Sicchè una sua “direttiva” è da un lato “traduzione” che investe
un oggetto specifico (nel caso il sistema di Valutazione) delle scelte politiche del Governo.
Dall’altro è impegnativa circa l’operatività concreta della amministrazione, a partire dai suoi
dirigenti e dal lavoro degli uffici che da loro dipendono.
Su entrambe si misura la sua responsabilità. Di tale estensione dovr-(à)-(ebbe) dare conto agli
elettori e ai cittadini.
Invecchiando mi trovo sempre più sensibile ai particolari (il vecchio saggio ed il vecchio stolto
sono entrambi topoi abilitati in letteratura..), e leggendo il documento in questione mi chiedevo
(per l’ennesima volta) che senso avesse il fatto che una “direttiva” (con il valore ricordato più
sopra) sia preceduta da tre pagine di premesse “visto…visto…visto…”) che non possono che
essere sconosciute e indifferenti al lettore “cittadino” e che, per altro, sembrano far dipendere
la volontà del Ministro da “altro e altrove deciso, e in altro tempo”. Quasi a suggerire una sorta
di allontanamento dalla responsabilità diretta.
Naturalmente si tratta di una domanda retorica… proprio la citata età mi da(rebbe) modo di
inanellare risposte e analisi.
Mi basta qui ricordare come tutto ciò sia il segno di una questione che dovremmo tutti porre
come permanentemente all’ordine del giorno e che riguarda il ruolo e il funzionamento della
Pubblica Amministrazione.
Mi si dirà: un atto amministrativo “perfetto” non può che essere corredato da tutti quei “visto…”.
Bisogna rassegnarsi… Come si impara studiando i diversi sistemi organizzativi, vi sono
inefficienze dovute a regole di legge, che non sono aggirabili economicamente; mentre ve ne
sono dovute a procedure ripetute nell’uso e consolidate come “regole”. Su queste si può e si
deve agire e cambiare, in attesa che cambino le leggi, ovviamente con altri strumenti e
protagonisti.
Suggerisco: se un Ministro si presentasse a cittadini, elettori e apparato di cui è responsabile
finale con una “dichiarazione programmatica” estesa e esauriente, e ne ricavasse, per esempio
a cadenza annuale, una altrettanto esauriente “Determinazione” (stiamo all’interno del Diritto
Amministrativo, non fuori..) gli atti conseguenti a quella “determina” potrebbero agevolmente
semplificare la pagine di “visto…visto..” e recare un solo riferimento alla “determina” stessa.
Cittadini, utenti, dipendenti ai quali si affidano le realizzazioni, avrebbero più chiare non solo le
idee, ma i quadri di responsabilità… (..ma forse proprio questo è il problema..).
Potrebbe essere una sensata “mediazione” tra una comunicazione squisitamente politica che ha
tardivamente e disinvoltamente scoperto PowerPoint, e una comunicazione amministrativa, in
teoria impegnativa del “fare” coerente alla prima, ma che continua a proporsi con questa fatica
di lettura.
Le conferme
La struttura del Sistema Nazionale di Valutazione è sostanzialmente confermata in questa
direttiva (né potrebbe essere altrimenti, con tutti quei “visto”…). I punti fermi sono in sintesi:

Autovalutazione delle scuole che compilano un proprio rapporto

Finalizzazione della valutazione al miglioramento con obiettivi /progetti individuati
attraverso l’autovalutazione

Valutazione esterna da parte di nuclei di valutazione coordinati dagli Ispettori

Valutazione dei dirigenti scolastici connessa al processo di valutazione delle scuole in
particolare gli impegni e realizzazioni del miglioramento

Rilevazioni nazionali su base censuaria dei livelli di apprendimento, con restituzione dei
rapporti alle singole scuole ed al “sistema”.
I soggetti del sistema, insieme al Ministro, sono i due Istituti Nazionali (INVALSI e INDIRE) in
funzione tecnico scientifica (protocolli di valutazione, assistenza e consulenza alle scuole per il
miglioramento, per la formazione e la documentazione) e una Conferenza di coordinamento per
il Sistema Nazionale di Valutazione in funzione di governance.
La tempistica e gli impegni
La direttiva indica gli impegni che coinvolgono i protagonisti
A partire da Ottobre 2014 INVALSI predispone il format omogeneo del rapporto di valutazione
che dovrà essere compilato dalle scuole. Su tale base le scuole avvieranno il processo di
autovalutazione.
In parallelo il MIUR avvierà attività di formazione per gli operatori delle scuole coinvolti (a partire
dai Dirigenti Scolastici e dei referenti per la valutazione)
Dicembre 2014 INVALSI definisce gli indicatori per la valutazione dei Dirigenti Scolastici, che
saranno oggetto di confronto in sede di relazioni sindacali e con associazioni.
Gennaio/Giugno 2015 apertura di una piattaforma nazionale curata dal sistema informativo
del MIUR, e disponibilità dei dati per il confronto e la comparabilità dei rapporti di autovalutazione
Luglio 2015 Pubblicazione dei rapporti di autovalutazione sul sito delle scuole e su ”scuola in
chiaro”.
Ottobre 2015 L’INVALSI compilerà un “rapporto sul sistema scolastico italiano” che avrà poi
cadenza annuale, tenendo conto e collegando l’insieme delle attività di valutazione (dalle
rilevazioni degli apprendimenti all’autovalutazione e valutazione esterna delle scuole, nonché
della valutazione dei Dirigenti Scolastici, quando a regime). Impegno interessante e positivo.
Nel frattempo… Invalsi provvederà a definire i nuclei di valutazione esterna delle scuole
(ispettori, valutatori..) a selezionarli e formarli
Anno scolastico 2015/2016 le scuole implementeranno i piani di miglioramento definiti nei
rapporti di autovalutazione.
Anno scolastico 2015/16 avvio della attività di valutazione esterna della scuole affidata ai
nuclei di valutazione coordinati dagli Ispettori.
Termine anno scolastico 2016/2017 le scuole formuleranno il primo rapporto di
rendicontazione sociale con gli esiti dei piani di miglioramento.
Lungo il Triennio considerato, l’INVALSI proseguirà con la rilevazione dei livelli di
apprendimento e avrà cura di migliorare gli strumenti di restituzione dei risultati alle singole
scuole e supporterà l’analisi differenziata dei propri dati da parte delle stesse.
Naturalmente si tenga conto che il circuito “valutare-decidere-governare” è circolare e va
percorso e ripercorso ad anello, perché la valutazione abbia senso progressivo…
Le conferme problematiche
Come risulta chiaro da quanto precede, la conferma sostanziale della architettura del SNV, con
l’indicazione della tempistica degli impegni per il triennio, lasciano però aperto il campo a molti
degli interrogativi che hanno animato il dibattito politico e scientifico in questi mesi.
Ne indico di seguito alcuni.
Strumenti e protocolli. La Direttiva fa riferimento alla predisposizione, in particolare da parte
dell’INVALSI, degli strumenti tecnico-scientifici necessari per affrontare i compiti indicati. Ma non
anticipa criteri o orientamenti.
In particolare sono di grande problematicità tecnica e di delicatezza politica
- La definizione del format per l‘autovalutazione e, ovviamente, della batteria degli indicatori che
saranno definiti per la costruzione del rapporto stesso - La definizione del set di indicatori per la
valutazione dei dirigenti scolastici (e il vincolo normativo e contrattuale che comunque dovrà
essere esplorato
Autovalutazione delle scuole. Personalmente ritengo che l’autovalutazione, come impegno
che sfida l’autonomia della singola organizzazione costituisca una sorta di indicatore della
propensione al miglioramento. (si veda un mio contributo sul sito “Lo specchio senza Narciso”).
Ma per assumere tale valore deve corrispondere ad un impegno che si radica, sia pure
progressivamente, entro la cultura organizzativa della singola scuole e entro il lavoro concreto
dei docenti, del dirigente, di tutti gli operatori.
Questa è la storia di molte delle sperimentazioni di modelli “autocostruiti” (vedere per tutti
www.aumi.it) che in questi anni si sono sviluppati. Il grande impegno di fondo è quello di reperire
e assemblare i dati necessari al calcolo ed all’apprezzamento degli indicatori individuati per
“misurare” la qualità del servizio offerto e dunque di “autovalutarsi”.
Si comprende che, dando vita alla dimensione di “sistema” occorra “standardizzare” modelli,
indicatori, scale di valutazione, in modo che i criteri e gli esiti valutativi siano confrontabili e
consentano di ricostruire una panoramica sistemica.
Occorre però tenere in debito conto il fatto che la standardizzazione dei modelli, pure necessaria,
non può sostituire quell’impegno a reperire dati e a connetterli in indicatori “di sé”.
L’autovalutazione non può ridursi alla “compilazione di un report”, pena il rischio di
“conformizzare” (più o meno opportunisticamente) un adempimento. Il medesimo rischio corre
la definizione dei progetti di miglioramento, quando siano slegati dall’impegno effettivo di
autoanalisi.
A rinforzare tale rischio contribuisce anche la “centralizzazione” relativa delle fonti di dati.
(“Scuole in chiaro” per esempio). Occorre distinguere tra l’agevolare la definizione di indicatori
(di efficacia, di efficienza, di input, di contesto..) e fornire alle scuole il dato già determinato,
esentando proprio dall’impegno autoanalitico. Tanto più che la gran parte dei dati, su cui lavora
“Scuola in chiaro” e che ripropone spesso con problematica significatività (si vedano per esempio
le analisi dei bilanci), provengono, in definitiva, dalla “fonte scuola”.
Direi dunque: definiamo la batteria degli indicatori. Diamo alla scuola l’impegno di calcolarli con
i dati (i suoi) prelevati sul campo…Il valore dell’autoanalisi, prima ancora dei suoi esiti, sta
proprio in quell’impegno. Forniamo i dati di sistema per il confronto e il benchmark, ma non
sostituiamo l’impegno autoanalitico.
Essere consapevoli di tali rischi significa adottare le misure opportune, per esempio nei dispositivi
di “controllo della coerenza interna” che possono essere inseriti nei modelli di report; oppure
l’attenzione posta nella formazione dei Dirigenti Scolastici e dei referenti per la valutazione.
Indicatori per la valutazione dei dirigenti. L’INVALSI dovrà definirli tenendo conto di un
doppio riferimento: i risultati raggiunti nei progetti di miglioramento definiti con l’autovalutazione
e la loro parametrizzazione rispetto alle “aree” di responsabilità organizzativa e gestionale
riconducibili ai compiti specifici del Dirigente Scolastico come indicate nel Decreto Legislativo
165/2001 (e modificazioni). Ricordo che tali aree sono così definite: 1) promozione della qualità
dei processi formativi, 2) Direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse umane 3)
Relazioni esterne e collaborazioni con le risorse culturali, professionali, sociali ed economiche del
territorio. 4) Organizzazione e gestione delle risorse finanziarie e strumentali e controllo di
gestione.
Del resto, a partire dal dettato del decreto legislativo 165 si sono state a suo tempo (lontano)
definite disposizioni di tipo contrattuale.
La delicatezza “politica” del compito di definire tali indicatori è evidente; ma anche dal punto di
vista scientifico vi sono avvertenze fondamentali. La valutazione obiettivi/risultati, così semplice
dal punto di vista concettuale e per la definizione di strumenti (mai perfetti comunque), è
coerente con una organizzazione (e con figure professionali) definite sulla base di modelli MBO
(Management By Objective). Organizzazioni (e profili di ruolo) costruiti sul paradigma obiettivirisultati e dunque valutabili attraverso quel modello. Ma la Pubblica Amministrazione, il Diritto
Amministrativo, e la Scuola che è tributaria di entrambi i modelli, non sono riconducibili a
gestione per obiettivi. Nella PA (e nella scuola) il peso delle “procedure” rispetto agli obiettivi è
(ancora?!) determinante.
Occorrono modelli valutativi più complessi se si vuole controllare il rischio di rendere il modello
nulla di più di una cosmesi e di una ”conformizzazione” più o meno opportunistica. Si veda il
funzionamento concreto dei modelli di valutazione obiettivi-risultati applicati alla dirigenza
amministrativa….
Per approfondire più di quanto si possa fare qui la problematica del diverso modello di valutazione
tra organizzazioni a parametri variabili (obiettivi risultati) e organizzazioni a parametri costanti
(procedure) posso autocitarmi (Franco De Anna, “Valutare i Dirigenti della scuola, strumenti,
metodologie, sfide culturali”, Casa Editrice Spaggiari).
La rendicontazione sociale che nella direttiva dovrebbe (come da regolamento…) “coronare”
l’impegno valutativo (autovalutazione, miglioramento, valutazione esterna…) in realtà è la
semplice citazione di un impegno collocato a fine triennio. Nulla si dice né dei modelli possibili di
rendicontazione sociale, né chi e come procederà a consolidarli con preoccupazioni comparative
analoghe a quelle che suggeriscono la standardizzazione del format di autovalutazione.
L’affermazione che il rapporto di rendicontazione sociale sarà pubblicato su “Scuola in Chiaro”
alla fine del triennio e terrà conto dei progetti di miglioramento e del loro risultati, fa pensare ad
una concezione di “rendicontazione sociale” di portata assai ridotta.
Il Bilancio Sociale è prima di tutto una “filosofia” e poi un “modello di report”. Ma è filosofia così
lontana da quella della PA, che si comprende la limitatezza del riferimento. (anche qui mi
autocito. Franco De Anna, ”Autonomia scolastica e rendicontazione sociale”, Franco Angeli
Editore.
Il già fatto ed il da farsi
Difficile rielaborare una valutazione complessiva di una direttiva con tali caratteristiche di
conferma di architetture e di rimando a impegni temporali serrati, ma con silenzi importanti circa
criteri e direttive per la costruzione degli strumenti operativi.
Costruire un Sistema Nazionale di Valutazione è una impresa scientifica e politica complessa.
Necessita di impegno temporale, pazienza, attenzione falsificante, disponibilità a verificare
sempre strumenti e criteri, e modificarli quando la esperienza sul campo lo richieda.
Da scongiurarsi due atteggiamenti: che si possa “partire” solo quando gli strumenti siano “quelli
giusti” (in realtà la dimensione della “ricerca” è ineliminabile: l’attesa della perfezione dei prodotti
è semplicemente incentivo all’immobilità); e che si debba “ricominciare daccapo” ad ogni svolta
politica o mutamento di responsabilità amministrativa e/o di Governo.
Personalmente ho partecipato “sul campo”, come valutatore, a tutti i progetti di valutazione delle
scuole che si sono sviluppati in questi anni. Dalle valutazioni legate ai progetti PON europei, alle
esperienze di VALES e Valutazione Miglioramento. Con qualche puntata a Valutazione e Merito…
Per tacere della valutazione dei Dirigenti che ho seguito in tutti i tentativi di sperimentazione
(SIVADIS) a partire dalla istituzione dell’autonomia.
Per ciascuna esperienza ho presente il quadro critico di miglioramenti possibili, di modificazione
di protocolli e strumenti, di problematiche relative all’osservazione sul campo e ai caratteri
professionali degli “osservatori”. Considero il “ricominciare daccapo” un vero e proprio spreco di
risorse umane, culturali, economiche, sacrificate sull’altare dell’immagine “veramente
innovativa” che ogni nuovo decisore politico vuole proporre.
Per stare all’oggi: si è chiusa la sperimentazione VALES e Valutazione Miglioramento: vi sarebbe
da procedere al riesame critico serrato e approfondito su almeno due aspetti: i protocolli, gli
strumenti, gli indicatori, che necessitano di razionalizzazione, approfondimento da un lato e
probabile semplificazione dall’altro.
Il secondo aspetto è quello legato agli osservatori/valutatori e del loro lavoro sul campo. Occorre
approfondire reclutamento, selezione, formazione, per un lavoro che ha un contenuto di forte
professionalità. (Per inciso: a partire proprio dagli ispettori. La qualifica ispettiva è tutt’altro che
automaticamente legata a competenze di assessor.. Se ragioni totalmente “Amministrative”
pongono come inevitabile tale presenza sulla base di un astratto “profilo di ruolo”, sarà tanto più
necessario l’impegno a costruire realmente il contenuto professionale necessario di chi assume
ruolo di coordinamento dei nuclei di valutazione).
Finora tutto ciò è stato fatto in fretta e pure ha dato modo di rilevare elementi di interesse, come
per esempio quelli legati alla composizione mista dei nuclei di valutazione: giovani ricercatori
“nuovi” di scuola e esperti e provati professionisti della scuola stessa.
Occorrerebbe che tale impegno critico dell’esperienza condotta fosse “cosa pubblica”. Un modo
anche per “disattivare” le pregiudiziali negative, le distanze e le asimmetrie che ogni
“valutazione” comporta, e dunque per esplorare il dialogo necessario per la continuità e la
“legittimazione” sociale.
Nulla di tutto ciò, di tale necessario impegno di revisione critica della sperimentazione condotta
compare nella direttiva. (non c’è neppure nei “visto…visto…” iniziali). Ciò non significa che non
si faccia: ma che non se ne parli preoccupa. Come preoccupa il fatto che la valutazione esterna,
che si lega a tali esperienze appena condotte (VALES e Valutazione Miglioramento) sia di fatto
rinviata al 2015/16, con un anno di intervallo rispetto alla possibile continuità nei confronti della
sperimentazione stessa.
Ultime osservazioni in forma di domande: la valutazione del sistema di istruzione e formazione
professionale è riportata, nella direttiva, al confronto con la Conferenza Unificata e con il
Ministero del Lavoro. Ovvio, viste le competenze delle Regioni nella Formazione Professionale.
Ma la “il sistema educativo di educazione” e la sua valutazione, con le priorità che sono
positivamente elencate nella Direttiva (lotta alla dispersione scolastica, riduzione delle differenze
geografiche e tra scuole; valorizzazione degli esiti degli studenti con attenzione all’Università e
al lavoro..) non “incrociano” il ruolo della governance della Conferenza Unificata”? La
“valutazione del sistema” è una partita che si gioca tra Ministero, scuole, INVALSI e INDIRE? E
gli Istituti della ricerca educativa (e la loro affermata autonomia tecnico scientifica) non
troverebbero presidio rinforzante proprio superando la stretta dipendenza dal Ministero e
dilatando la loro prospettiva come “tecnostrutture” del sistema misto di governance? C’è un
pezzo di Costituzione coinvolto (sia pure bisognoso di modifiche come il Titolo I).
E a proposito di valore costituzionale: le scuole autonome portatrici di un valore
costituzionale, sono solamente soggetti passivi nella governance del sistema di valutazione
nazionale? Che forme dare ad una loro eventuale rappresentanza?
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SCUOLA : NAVIGANDO IN RETE
13. Tullio De Mauro: “La scuola di Renzi è un passo nel vuoto”
Scuola, inglese, riforme, parole. Intervista a Tullio De Mauro, linguista ed ex
ministro della Pubblica Istruzione
«In Francia è stata fatta una consultazione sulla scuola, ma vennero prima formulate le
domande. È stato un metodo serio. La consultazione di di Renzi non mi sembra seria».
di Carmelo Caruso
Si abusa delle parole? «Si abusa spesso, ma è impossibile sanzionare l’abuso di parola». E’ la
parola “scuola” la nostra parola abusata? «L’abuso è largo, ampio». Matteo Renzi abusa della
parola scuola come abusa dell’inglese? «Il primo abuso è la parola riforma. Ormai si usa per il
più banale provvedimento». Le piace la “Buona scuola” del governo? «Mi sembra vaga. Quali
risorse? Quali tempi? Ho l’impressione che sia un passo nel vuoto».
Nel suo appartamento romano, anzi romanesco, direbbe lo storico che ha nobilitato sillabe e
dialetti, Tullio De Mauro sorveglia gli innesti dell’idioma, i guasti della lingua che ha contribuito
a elevare a scienza sfidando perfino le raccomandazioni del patriota Niccolò Tommaseo che
considerava la linguistica la disciplina dei barbari. «Sono e rimango un linguista». Ministro per
responsabilità? «In realtà da un bottone ho fatto un cappotto». De Mauro è il più integro dei
ministri restituitoci da Trastevere, un ministero che ha flagellato carriere di storici, rettori,
politici, il vero cimitero delle buone intenzioni italiane. E infatti il professore, restituito al diletto
e al divagare, è un indulgente uomo di lettere di 82 anni vestito come un preside tutto sintassi
e disciplina, un brevilineo che si controlla a tavola, tradito da orecchie alate che gli tolgono
severità accademica.
Renzi riuscirà a riformare la scuola? «C’è sicuramente più comprensione rispetto al passato, ma
si deve capire dove e come riformare. Antonio Ruberti, ex ministro della Pubblica Istruzione,
usava la formula “suscitare attese”, annunciare cose che non si possono realizzare. Ho questa
stessa impressione leggendo la “Buona Scuola”. Sono buoni annunci, ma vengono ignorati i
meccanismi di realizzazione». Si possono assumere 148 mila precari in un anno? «No, è fuori
dalla realtà per ragioni finanziarie. Non si sa dove possano essere recuperati nel bilancio del
2015».
De Mauro si protegge dalla conversazione inutile resistendo al telefonino che si ostina a non
acquistare e dice che così tesaurizzi tempo, «se lo avessi le sollecitazioni alla conversazione
sarebbero tante», un capitale munifico di ore che rendiconta e spartisce, insomma esaurisce. Ed
esaurimento è la parola che utilizza la scuola per indicare i supplenti che sono appunto a (rischio)
esaurimento, daex haurire: dissolti, consumati e dissipati. È giusto assumere in blocco i precari
delle graduatorie ad esaurimento? «Anche questo aspetto mi sembra discutibile. Si dice:
assumiamo tutti. In realtà, molti precari sono bravi, molti no. Hanno insegnato con mille
difficoltà. E’ stato impossibile per loro aggiornarsi». Si possono lasciare fuori gli insegnanti che
si sono abilitati negli ultimi anni e gli idonei dell’ultimo concorso? «Comprendo le loro proteste.
Hanno ragione. Sono i sopravvissuti che vengono così lasciati ancora nell’indeterminatezza.
Servivano concorsi con cadenza biennale, come del resto era previsto dalla legge». Basta un
riconoscimento di 60 euro per motivare i nostri professori? «Da ministro feci avere un aumento
di 100 euro. L’Ocse dice che c’è una relazione tra retribuzione economica e produttività. Il
deprezzamento finanziario attrae solo santi missionari». La convince il sistema di valutazione
degli insegnanti? «Mi lascia perplesso così come la parte che riguarda i presidi».
La biografia di De Mauro, che ha accettato di pubblicare per il Mulino, forno nazionale di idee, è
un esempio di scrittura parca dal titolo gozzaniano Parole di giorni un po’ meno lontani, un
incrocio di vocali e atenei, la vita piena e militante dello studioso di sinistra. La sinistra ha
rallentato l’evoluzione della scuola? «La sinistra è stata riottosa di fronte allo sviluppo della
scuola. Ha dominato l’idea paritaria, promossa dai sindacati, che i dipendenti pubblici siano tutti
uguali. Anche uno studioso vicino al Pci come Concetto Marchesi non voleva l’innalzamento
dell’obbligo scolastico».
L’inglese della “Buona scuola” sarà sempre quello di Nando Mericoni, americano che parla come
i sonetti del Belli? «Nel piano del governo si dice che bisogna studiare più lingue straniere, ma
gli insegnanti alle elementari non ci sono. Manca la competenza. Si è provato a formare docenti
d’inglese con 50 ore, purtroppo non è così che si impara a insegnare». L’inglese di Renzi è l’ultima
polverosità della politica? «Utilizzato in quel modo è inutile, ma ci fa sentire più sicuri, ci veste
di internazionalità a buon mercato. Non è altro che il latino usato dall’Azzeccagarbugli con Renzo.
Chi sa parlare davvero l’inglese ha imbarazzo a parlarlo».
Nella “Buona scuola”, che De Mauro ha letto, c’è il diluvio dell’inglese, l’alluvione dello slang
manageriale: comfort zone,problem solving, design challenge, digital divide, gamification,
nudging, digital makers, hackathon, la nuova antilingua che imbroglia ma non spiega. I
neologismi illuminano o oscurano? «Credo che il nostro premier ricorra ai neologismi perché gli
mancano le parole o non vuole usare le parole giuste». È la supplentitela sciagura della scuola?
«La sciagura non sono i supplenti, ma i vecchi programmi, l’aggiornamento, i bassi stipendi, la
confusione amministrativa».
E deve essere proprio il disordine l’avversario di De Mauro. La sua casa rispetta la grammatica
dell’uomo di tempra solida, la rigidità morale dei filosofi campani, l’etica di Croce e l’empirismo
di Vico. E c’è la stessa essenzialità nelle sovrane maniere, nell’arredamento delle sue stanze che
divide con la moglie anch’essa studiosa della lingua, nella libreria che è una composizione
immune da bizzarrie che invece di riempirsi si svuota di libri, «li dono. Gli ultimi che ho regalato
sono testi dialettali».
Perché la scuola è irriformabile? «Non si è mai riuscita a riformare perché la classe politica,
imprenditoriale ha sempre nutrito una diffidenza verso l’istruzione. Queste classi non amano la
crescita del livello d’istruzione. Norvegia e Finlandia erano paesi poveri ma hanno puntato
sull’istruzione a partire dalla bellezza degli edifici. Qui gli unici edifici di valore sono quelli di
Reggio Emilia e Ferrara». Non sono le stesse parole di Renzi? «Giuseppe Bottai che era un
razzista, ma un grande ministro, per i primi sei mesi preferì ispezionare le scuole senza nessun
preavviso. Questo significa andare a vedere seriamente le scuole». Il primo giorno di scuola con
i ministri è stato solo passerella? «No. E anche se fosse, meglio questa passerella che Porta a
Porta». Le riforme si condividono? «In Francia è stata fatta una consultazione sulla scuola, ma
vennero prima formulate le domande. È stato un metodo serio. La consultazione di Renzi non mi
sembra seria». Detesta la velocità? «La politica deve essere veloce, ma la velocità è diversa dalla
fretta. C’è la voglia di accelerare di affrettarsi per poter spendere eventualmente questi
provvedimenti in una competizione elettorale». Ha smesso di insegnare? «Da quattro anni». Le
manca? «Mi manca e tornerei. Negli Usa non c’è un limite di età. Tuttavia è giusto lasciare il
passo». È un parruccone, un “professionista della tartina” come dice il premier? «Mi sembra aria
fritta questa polemica». Si stanca a volte di leggere? «Di leggere no, di leggere scemenze sì. Per
i buoni libri ho ancora tempo».
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