mercoledì 26 novembre

mercoledì 2 6 novembre
XXXIV settimana del tempo ordinario - II settimana del salterio
la preghiera
Introduzione
O Dio vieni a salvarmi, Signore vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo, a Dio che è che era e che
viene, per i secoli dei secoli, amen. Alleluia.
Inno ( C F C )
Nel nuovo giorno che sorge
noi siamo innanzi a te,
lodando il tuo nome o Padre,
la nostra alba si volge
alla fonte nascosta
della tua luce.
Nel pieno giorno che splende
noi siamo innanzi a te,
o sole che ci avvolgi;
l’universo ti canta
e lo spirito in noi
continua l’inno.
Se su noi l’ombra discende
noi siamo innanzi a te,
viventi al tuo silenzio;
ma in noi il canto
rinasce in risposta d’amor
alla tua presenza.
Salmo c f. S a l 9 3 ( 9 4 )
Quando dicevo:
«Il mio piede vacilla»,
la tua fedeltà, Signore,
mi ha sostenuto.
Nel mio intimo,
fra molte preoccupazioni,
il tuo conforto mi ha allietato.
Può essere tuo alleato
un tribunale iniquo,
che in nome della legge
provoca oppressioni?
Si avventano
contro la vita del giusto
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e condannano
il sangue innocente.
Ma il Signore è il mio baluardo,
roccia del mio rifugio
è il mio Dio.
Su di loro farà ricadere
la loro malizia,
li annienterà
per la loro perfidia,
li annienterà il Signore,
nostro Dio.
Ripresa della Parola di Dio del giorno
«Grandi e mirabili sono le tue opere, Signore Dio onnipotente; giuste
e vere le tue vie, Re delle genti!» (Ap 15,3).
Cantico di Zaccaria o di Maria o di Simeone (vedi bandella)
Lode e intercessione
Rit.: Tu sei Signore della vita.
n Ti glorifichiamo ogni volta che sappiamo vivere i conflitti come
occasione di crescita e conversione.
n Ti glorifichiamo ogni volta che operiamo e parliamo nella fiducia
che tu abiti la nostra vita.
n Ti glorifichiamo ogni volta che ci relazioniamo con i fratelli
spogliandoci dalla paura del giudizio e dai bisogni di consenso.
Padre nostro
Orazione (vedi Colletta)
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la messa
antifona d’ingresso
Sal 84 (85),9
Il Signore parla di pace
al suo popolo, e ai suoi fedeli
e a quanti ritornano a lui con tutto il cuore.
c o l l e t ta
Ridesta, Signore, la volontà dei tuoi fedeli perché, collaborando
con impegno alla tua opera di salvezza, ottengano in misura
sempre più abbondante i doni della tua misericordia. Per il
nostro Signore Gesù Cristo...
p r i m a l e t t u r a Ap 15,1-4
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Io, Giovanni, 1vidi nel cielo un altro segno, grande e meraviglioso: sette angeli che avevano sette flagelli; gli ultimi,
poiché con essi è compiuta l’ira di Dio.
2
Vidi pure come un mare di cristallo misto a fuoco; coloro
che avevano vinto la bestia, la sua immagine e il numero
del suo nome, stavano in piedi sul mare di cristallo. Hanno
cetre divine e 3cantano il canto di Mosè, il servo di Dio, e il
canto dell’Agnello: «Grandi e mirabili sono le tue opere,
Signore Dio onnipotente; giuste e vere le tue vie, Re delle
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genti! 4O Signore, chi non temerà e non darà gloria al tuo
nome? Poiché tu solo sei santo, e tutte le genti verranno e
si prostreranno davanti a te, perché i tuoi giudizi furono
manifestati». – Parola di Dio.
s a l m o r e s p o n s o r i a l e 97 (98)
Rit. Grandi e mirabili sono le tue opere,
Signore Dio onnipotente.
oppure: Mirabili sono le opere del Signore.
1
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo. Rit.
2
Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
3
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele. Rit.
7
Risuoni il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.
8
I fiumi battano le mani,
esultino insieme le montagne. Rit.
9
Davanti al Signore
che viene a giudicare la terra:
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giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine. Rit.
c a n t o a l va n g e lo A p 2 , 1 0 c
Alleluia, alleluia.
Sii fedele fino alla morte, dice il Signore,
e ti darò la corona della vita.
Alleluia, alleluia.
va n g e lo L c 2 1 , 1 2 - 1 9
X Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 12«Metteranno
le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle
sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e
governatori, a causa del mio nome. 13Avrete allora occasione di dare testimonianza.
14
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la
vostra difesa; 15io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i
vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
16
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti
e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; 17sarete odiati da
tutti a causa del mio nome. 18Ma nemmeno un capello del
vostro capo andrà perduto.
19
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».
– Parola del Signore.
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preghiera sulle offerte
Accogli, Signore, questi santi doni che ci hai comandato di offrire in
tuo onore, perché, obbedienti alla tua parola, diventiamo anche noi
un’offerta a te gradita. Per Cristo nostro Signore.
a n t i f o n a a l l a c o m u n i o n e Sal
116 (117),1.2
Popoli tutti, lodate il Signore,
perché grande è il suo amore per noi.
preghiera dopo la comunione
O Dio, che in questi santi misteri ci hai dato la gioia di unirci alla
tua stessa vita, non permettere che ci separiamo mai da te, fonte di
ogni bene. Per Cristo nostro Signore.
per la riflessione
Cetra
L’Apocalisse ci porta sempre più in profondità e ci aiuta a intravedere non tanto la fine, ma il fine della storia. La storia si
compie attraverso le piccolissime storie che sono la vita di ogni
creatura visibile e invisibile, animale, vegetale e minerale, di
cui l’uomo – ciascuno di noi – rappresenta il simbolo più eloquente e comprensivo anche se non unico. Così nel cielo si
vede un altro «segno, grande e meraviglioso» (Ap 15,1), ma il
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veggente, dopo aver parlato di «sette angeli», subito aggiunge: «Vidi pure come un mare di cristallo misto a fuoco; coloro
che avevano vinto la bestia, la sua immagine e il numero del
suo nome, stavano in piedi sul mare di cristallo» (15,2). Agli
angeli che popolano il cielo corrispondono sulla terra gli uomini che vincono le suggestioni del male, poiché non accettano
di piegarsi. Costoro continuamente e sempre stanno «in piedi»
per imitare l’Agnello-Pastore che sta «in piedi» (14,1) davanti al
Padre e al cospetto della storia che da lui – nella sua oblazione pasquale – riceve il senso che altrimenti rischierebbe di non
avere o almeno di non trovare.
Si potrebbe dire che la sfida principale, che attraversa pure la
vita di ciascuno di noi, è quella, appunto, di rimanere ritti, retti,
eretti senza mai cedere alla facilità di acconsentire alla tendenza di piegarci come bestie verso la terra. Siamo chiamati a
vivere e – in caso ci fosse richiesto – a morire andando a testa
alta, non perché ci si creda alcunché, ma perché consci di come
in verità la nostra «cittadinanza infatti è nei cieli» (Fil 3,20).
Anche per noi vale il discernimento a cui furono assoggettati i
soldati di Gedeone: «Quanti lambiranno l’acqua con la lingua,
come la lambisce il cane, li porrai da una parte» (Gdc 7,5), per
essere chiaramente e senza scrupolo esclusi dalle battaglie del
Signore. Anche per noi vale la duplice parola del Signore Gesù:
«Sarete odiati da tutti» (Lc 21,17), ma «con la vostra perseveranza salverete la vostra vita» (21,19).
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Perseverare significa tenere teso l’arco dell’amore anche quando l’odio diventa palpabile e asfissiante. Perseverare significa
respirare sempre dal più profondo della nostra più remota interiorità senza lasciarci – in nessun modo – contaminare dalla
paura, cosicché la persecuzione diventerà – suo malgrado –
«occasione di dare testimonianza» (21,13). Quella che il Signore ci richiede è una testimonianza piena, senza tentennamenti
e senza cedimenti. Non basta rimanere «in piedi» (Ap 15,2),
bisogna pure cantare accompagnando il canto con le «cetre
divine». Forse – soprattutto nel nostro tempo così bisognoso
di speranza – ciò che rischia di mancare più d’ogni altra cosa
a noi che ci diciamo «cristiani» è proprio una cetra… qualcosa
che stemperi le paure e accompagni la marcia dell’umanità
tutta verso la gioia. Per tutto ciò bisogna avere cuore! Lasciamoci toccare da questa parola di Agostino: «Ciascuno consideri se il suo cuore non sia troppo stretto». E qualora fosse così,
non ci resta che dilatarlo attraverso la musica dell’amore, che
sa pizzicare tutte le corde di ogni cuore e che sa portare a compimento ogni desiderio di bene.
Signore Gesù, vogliamo camminare nella vita non in modo
altezzoso, ma in modo dignitoso. Donaci di pizzicare le corde del
nostro cuore come fosse una cetra capace di diffondere una
melodia dolce e al contempo corroborante, perché la marcia
quotidiana sia un vero pellegrinaggio verso il Regno che viene.
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Cattolici
Silvestro, abate (1267).
Ortodossi
Memoria dei nostri santi padri Alipio lo Stilita (sotto Eraclio, 610-641) e Nicone il
Metanoìte-fate penitenza (intorno alla fine del X sec.).
Copti
Giovanni Crisostomo (407).
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