EGI II parte

Capitolo VI
Le strategie competitive
I rapporti di interdipendenza tra le scelte strategiche
La scelta di inserirsi in un determinato ambito di attività (Area
Strategica di Affari) dipende dalla preventiva valutazione della
possibilità di competere con successo in quella determinata
porzione di mercato, sulla base delle risorse possedute (o
acquisibili)
STRATEGIA
COMPLESSIVA
(strategia corporate)
STRATEGIE COMPETITIVE
(strategie d’area d’affari)
Area
A
Area
B
Area
C
STRATEGIE FUNZIONALI
La scelta delle A.S.A. in cui
operare è dunque funzione della
possibilità di attuare una
strategia competitiva vincente
Il rapporto tra impresa e ambiente
S-C-P
PARADIGMA STRUTTURALISTA
(Struttura-Condotta-Performance)
La struttura del mercato incide sul
comportamento delle imprese e
questo, a sua volta, influenza il
risultato (performance) della
gestione aziendale
C-S- P
PARADIGMA COMPORTAMENTISTA
(Condotta-Struttura-Performance)
È il comportamento delle imprese
che influenza la struttura del settore.
Le trasformazioni ambientali si
determinano (anche) per effetto dei
comportamenti innovativi promossi
dalle imprese
Il rapporto tra impresa e ambiente
R- C - P
PARADIGMA FONDATO SULLE RISORSE
(Risorse-Condotta-Performance)
Sono le risorse specifiche possedute
dall’impresa che sostengono le
condotte suscettibili di generare
cambiamenti settoriali che,
modificando le regole del gioco,
migliorano le probabilità di successo
competitivo
K-C- P
PARADIGMA FONDATO SULLA CONOSCENZA
(Conoscenza-Capacità-Performance)
Sono le conoscenze (prodotte
dall’interazione sociale) che si
accumulano nell’impresa a produrre
capacità in grado di ispirare condotte
suscettibili di generare successo
competitivo
Il modello della concorrenza allargata di Porter
Potere dal lato dell’offerta
Minacciadidinuove
nuove
Minaccia
entrate
entrate
• Economie di scala
• Vantaggi di costo
assoluto
• Fabbisogno di
capitale
• Differenziazione del
prodotto
• Canali di accesso
alla distribuzione
• Barriere governative
e legali
• Rappresaglia tra i
produttori consolidati
Concorrenza a livello
di settore
• Concentrazione
• Differenziazione del
prodotto
• Capacità in eccesso
• Rapporto costi fissi,
variabili
• Aumento della domanda
• Fluttuazioni cicliche
della domanda
• Barriere all’entrata
Minaccia di surrogati
• Propensione degli
acquirenti nei
confronti dei prodotti
sostitutivi
• Caratteristiche
andamento dei prezzi
dei prodotti sostitutivi
Potere dal lato della domanda
Sensibilità al prezzo:
• Costo degli acquisti
rispetto ai costi totali
• Redditività degli acquirenti
• Importanza del prodotto rispetto
alla qualità del prodotto dell’acquirente
Potere contrattuale:
• Dimensioni e concentrazione acquirenti rispetto ai fornitori
• Costi di spostamento per gli acquirenti
• Informazioni degli acquirenti
• Capacità degli acquirenti di integrazione a monte
Il modello della concorrenza allargata di Porter
Per valutare l’intensità della concorrenza in un
determinato settore (e, dunque, il suo grado di
attrattività) non basta considerare i concorrenti
attualmente presenti, ma occorre estendere l’analisi
anche alla concorrenza potenziale (diretta e indiretta) e
valutare il potere contrattuale di fornitori e clienti
Le cinque forze determinano il livello di intensità
competitiva e condizionano le possibilità di
profitto, che in un’ottica di medio lungo termine, le
imprese del settore possono conseguire
Barriere
Barriere all’entrata
«Un costo che dev’essere sopportato da un’impresa che volesse
entrare in un certo settore industriale, ma che non è sopportato dalle
imprese già operanti all’interno di tale settore» (Stigler)
1. Economie di scala, di apprendimento, di scopo e di relazioni
2. Disponibilità di brevetti/know-how,
3. Controllo di fattori produttivi essenziali (possesso di risorse non
appropriabili)
4. Differenziazione dei prodotti
Barriere all’uscita
Difficoltà del disinvestimento
Ostacoli al fallimento o liquidazione
Barriere e RBT
Nella prospettive della Resource Based Theory, le barriere all’entrata non
sono soltanto un dato oggettivo ma dipendono anche dalle condizioni
soggettive e dalla specifica dotazione di risorse dell’impresa
Sono le risorse specifiche di cui l’impresa è dotata che possono consentire
di annullare o attenuare la forza delle barriere
Risorse aziendali = Tutte le attività, le capacità, le competenze, i
processi organizzativi, le caratteristiche aziendali, le informazioni, le
conoscenze, e così via che sono controllate dall’azienda e che le
permettono di formulare e implementare strategie che ne migliorano
l’efficacia e l’efficienza
La forza di un’impresa sarà tanto maggiore quanto più potrà mettere in campo
delle “competenze distintive” ossia attributi e condizioni non in possesso di
altre imprese concorrenti.
Il modello tridimensionale di Abell
Bisogni che si
intendono
soddisfare
Funzioni d’uso
Target
Business
Tecnologie
alternative
Gruppi
di
clienti
Modalità
alternative di
soddisfacimento
dei bisogni
Il modello definisce l’Area Strategica di Affari (ASA), ossia il business, la porzione
di mercato in cui l’azienda intende operare
ATTIVITA’ INFRASTRUTTURALI
GESTIONE DELLE RISORSE UMANE
RG
MA
SVILUPPO DELLA TECNOLOGIA
APPROVVIGIONAMENTO
LOGISTICA
LOGISTICA MARKETING
ATTIVITA’
E
IN
IN
OPERATIVE
VENDITE
ENTRATA
USCITA
SERVIZI
MA
RG
INE
INE
Attività primarie Attività di supporto
La catena del valore di Porter
L’impresa, con la sua attività, crea un valore per il cliente, che è misurato dal
prezzo che questi paga o sarebbe disposto a pagare per ottenere il prodotto.
Il margine è il valore che residua all’azienda dopo aver coperto i costi
associati allo svolgimento di tutte le attività necessarie per progettare,
produrre, promuovere e commercializzare il prodotto
Scelta di materiali meno costosi
(fare il costo sui prezzi),
riduzione della frequenza di
variazione dei modelli
Economie di scala e di
apprendimento, efficienza
economica degli impianti
Lay-out, riduzione delle scorte,
outsourcing dei servizi logistici
Partnership con fornitori,
eliminazione clienti marginali,
vendita a pacchetti standard,
gamma ristretta
PROGETTAZIONE DEL
PRODOTTO
PRODUZIONE
LOGISTICA
MARKETING DI ACQUISTO
E DI VENDITA
Riduzione dei servizi al cliente
SERVIZI AL CLIENTE
Delocalizzazione produttiva
verso aree con bassi costi del
lavoro
GESTIONE DELLE RISORSE
UMANE E TECNOLOGICHE
Sistema di direzione
Scelte di design, stile, materiali
particolari, soluzioni progettuali
innovative, rapido sviluppo di
nuovi prodotti
Innovazione di processo, livelli
qualitativi elevati
Logistica per il cliente (consegna
rapida, efficienza nella gestione
degli ordini)
Ricerca fornitori di qualità,
soluzioni di vendita
personalizzate, sviluppo del
brand, gamma ampia
Offerta di servizi al cliente
(finanziari, di assistenza,
informativi)
Formazione delle risorse umane,
tecnologia all’avanguardia
Differenziazione
Leadership di costo
I segmenti della catena del valore
La differenziazione
La differenziazione è generata dalla possibilità di conferire al prodotto
caratteristiche e qualità tali da renderlo «differente» e, dunque,
preferibile rispetto ai prodotti della concorrenza.
Può essere conseguita modificando le caratteristiche fisiche, tecniche,
estetiche o semplicemente psicologiche (es. immagine della marca)
associate al prodotto
L’ESISTENZA DI PRODOTTI DIFFERENZIATI
COMPORTA IL FRAZIONAMENTO DEL MERCATO
IN TANTI SUB-MERCATI CIASCUNO DEI QUALI E’, ENTRO
CERTI LIMITI, SEPARATO DAGLI ALTRI
Le strategie competitive
Secondo Porter l’impresa può conseguire un vantaggio competitivo
se è in grado di:
• realizzare le attività descritte dalla catena del valore ad un costo
complessivamente inferiore rispetto a quello sostenuto dalla
concorrenza (leadership di costo);
• differenziare l’offerta rispetto a quella dei competitor, così da
giustificare un ricarico sul prezzo (premium price)
Leadership di costo
Differenziazione
Focalizzazione
Il vantaggio è ricercato nello
sfruttamento di minori costi
Il vantaggio è ricercato nella
capacità di conferire al prodotto
caratteristiche di “unicità”, reali o
percepite
Si ricerca l’uno o l’altro vantaggio,
puntando su specifici segmenti di
mercato
VRIO Analysis
RISORSE O CAPACITA’
Di
valore
Rare
Difficili
da
imitare
Messe a frutto
nell’organizza
zione
(durevolezza)
Conseguenze
competitive
Risultati
NO
---
---
NO
Svantaggio
competitivo
Al di sotto
della media
SI
NO
---
Parità
competitiva
In media
SI
SI
NO
Vantaggio
temporaneo
Al di sopra
della media
Vantaggio
durevole
Al di sopra
della media
SI
SI
SI
SI
SWOT Analysis
FATTORI DI
ORIGINE
INTERNA
FATTORI DI
ORIGINE
ESTERNA
POSITIVI
NEGATIVI
Strenght
Punti di forza
Weakness
Punti di debolezza
Opportunity
Opportunità
Threat
Minacce
Relazione tra domanda e offerta
Domanda superiore all’offerta
Mercato del venditore
Il venditore può stabilire le condizioni di
contrattazione dei beni e, senza
preoccuparsi della vendibilità, può
concentrare i suoi sforzi sulla
gestione tecnico -finanziaria
Offerta superiore alla domanda
Mercato del compratore
Il venditore deve attuare una gestione
in chiave di marketing per fronteggiare
In modo adeguato i bisogni ed i gusti
dei consumatori
L’ipotesi di mercato del compratore è la più diffusa, dato che il progresso tecnologico e
l’evoluzione dei sistemi di produzione portano a creare risorse potenziali quasi sempre
esuberanti rispetto alle capacità di assorbimento della domanda
Capitolo VII
La strategia complessiva e i
percorsi di sviluppo aziendale
Le scelte strategiche quali sistemi di opzioni
LA GESTIONE DELL’IMPRESA SI SVILUPPA SECONDO UN
CONTINUO SISTEMA DI SCELTE TRA OPZIONI POSSIBILI
IN ORDINE ALL’ALLOCAZIONE DI RISORSE SCARSE
Le strategie vanno scelte in base alle risorse specifiche (firm
specific) di cui l’impresa è dotata, con lo scopo di sfruttarle al meglio.
Sono le capacità distintive, intese come gli elementi propri di ciascuna
impresa, che ne determinano l’eccellenza e, quindi, il successo
Risorse, competenze e dynamic capabilities
RISORSE
Materiali (fabbricati,
impianti, ecc.) ed
immateriali
(immagine, fiducia
reputazione, cultura
gestionale, ecc.)
COMPETENZE
Attitudini a svolgere
determinate
funzioni (es.
innovazioni di
prodotto)
CAPACITA’
Intese in senso
dinamico (dynamic
capabilities) come
abilità a creare nuove
combinazioni dei
fattori di produzione
(generando
innovazione)
IN UN’OTTICA DI LUNGO PERIODO ANCHE LE RISORSE
POSSONO RITENERSI UNA VARIABILE E NON UN VINCOLO
Le strategie di sviluppo dimensionale
SVILUPPO
DIMENSIONALE
STRATEGIA
COMPLESSIVA
(strategia corporate)
STRATEGIE COMPETITIVE
(strategie d’area d’affari)
Area
A
Area
B
Area
C
STRATEGIE FUNZIONALI
È il percorso generalmente
scelto dall’impresa, quando
siano rispettati i tre
fondamentali equilibri di
gestione, economico,
patrimoniale e finanziario
Sviluppo e crescita
SVILUPPO
CRESCITA
“Movimento verso il meglio”
Processo qualitativo di evoluzione
dei rapporti tra l’impresa e
l’ambiente che può determinare
o meno un ampliamento della
struttura organizzativa
Aumento della dimensione aziendale con mutamento dell’assetto
organizzativo, dello stile di direzione e degli stessi comportamenti
imprenditoriali
L’aspirazione allo sviluppo dimensionale è un fenomeno generalizzabile,
anche se non generale
Gli effetti positivi dello sviluppo dimensionale
GLI EFFETTI DELLA CRESCITA:
Permette di acquisire un maggiore peso nel mercato sfruttando l’incremento
della domanda globale e sottraendo affari alla concorrenza;
Rende possibile sfruttare la curva di apprendimento e le economie di scala,
che si collegano non solo al momento tecnico-produttivo ma anche alla fase
distributiva, al campo finanziario, alla ricerca, etc.
Conferisce all’impresa un più ampio potere nei riguardi delle varie componenti
dell’ambiente
Contribuisce ad aumentare potere e prestigio di chi governa l’impresa
Purché il processo di crescita sia correttamente concepito
ed efficacemente attuato!
Effetti, limiti e cause dello sviluppo dimensionale
Vantaggi
EFFETTI
Aumento dei ricavi:
- maggiori volumi
- prezzi più favorevoli
Riduzione dei costi:
- economie di scala
- economie di apprendimento
Interni
Diseconomie di scala
Rigidità organizzativa
Perdita di controllo
Visibilità di mercato
LIMIITI
Risorse manageriali
Struttura organizzativa
Capacità finanziaria
Interne
Risorse aziendali
parzialmente sfruttate
Svantaggi
Esterni
Sviluppo domanda
Pressione concorrenza
CAUSE
Esterne
Occasioni favorevoli di
business
Le alternative di fondo
AMPIEZZA
OBIETTIVI
CONCENTRAZIONE
Espansione nei
business esistenti
OPPORTUNITA’
DI CRESCITA
SFRUTTABILI
DIRETTRICI
DI
SVILUPPO
TIPOLOGIA
RISORSE
DISPONIBILI
MODIFICA
GRADO DI
RISCHIO
DIVERSIFICAZIONE
Espansione in nuovi
ambiti di attività
Le strategie di sviluppo
Prodotti e mercati esistenti:
- espansione geografica
Mutamenti
nell’ampiezza
prodotto-mercato e
nell’estensione
geografica
(nazionale, internazionale);
- penetrazione nel mercato
Prodotti esistenti in nuovi mercati:
- incrementi di usi e applicazioni
Nuovi prodotti in mercati esistenti:
- ampliamento delle linee di prodotti
ESPANSIONE
NEI BUSINESS
ESISTENTI
Integrazione
verticale
(espansione lungo
la filiera)
A valle: avvicinamento ai clienti
A monte: avvicinamento ai fornitori
Le strategie di sviluppo
Tecnologia di prodotto
Tecnologia di processo
Approvvigionamento
Materie prime
Materiali fabbricati o lavorati
Correlata
Componenti fabbricati
Prodotti assemblati
Collaudo
Distribuzione
Marketing e vendite
DIVERSIFICAZIONE
IN NUOVI
BUSINESS
Vendita al dettaglio
Servizi
Non correlata
(conglomerazione)
Le strategie di sviluppo dimensionale
Tipo di sviluppo
1. Monosettoriale
Strategie adottate
1.1. Integrazione orizzontale
1.2. Integrazione verticale
ascendente
discendente
2.1. Diversificazione laterale
2. Polisettoriale
2.2. Diversificazione conglomerale
3. Internazionale
3.1. Sviluppo internazionale del mercato
3.2. Sviluppo multinazionale della gestione
Integrazione orizzontale
COMPLETAMENTO GAMMA DEI PRODOTTI
OBIETTIVO
AUMENTO DELLA QUOTA DI MERCATO
AMPLIAMENTO NUMERO DEI SEGMENTI DI
MERCATO
ALLARGAMENTO AREA GEOGRAFICA DI
VENDITA
TEMPI: RELATIVAMENTE PIU’ BREVI
MODALITA’ DI ATTUAZIONE: INTERNE O ESTERNE (FUSIONI E ACQUISIZIONI)
VANTAGGI
ECONOMIE DI COSTO
ECONOMIE DI DIMENSIONE (O DI SCALA)
ECONOMIE DI ESPANSIONE
Integrazione verticale
Integrazione a valle
MERCATO DI
APPROVVIGIONAMENTO DEI
FATTORI PRODUTTIVI
IMPRESE FORNITRICI
MERCATO DI RIFERIMENTO
DELL’ATTIVITA’ DELL’ IMPRESA
MERCATO DI SBOCCO DEI
PRODOTTI DELL’IMPRESA
IMPRESE CLIENTI
FILIERA
Integrazione a monte
L’espansione riguarda uno stadio di attività diverso, ma adiacente a quello già
presidiato dall’impresa, che può espandersi «a monte» dello stadio occupato
(integrazione verticale ascendente) o «a valle» (integrazione discendente).
Integrazione verticale
SUBOBIETTIVI:
OBIETTIVO
AUMENTO DEL VALORE AGGIUNTO
AMPLIAMENTO GAMMA DI PRODUZIONI INTERMEDIE
COMPRESE NELLO STESSO CICLO TECNICOECONOMICO
MINORI RISCHI:
AUMENTO DEL PROFITTO?
AUMENTO DEL CONTROLLO SUI COSTI
DI PRODUZIONE
- Integrazione a monte: continuità dei
processi di approvvigionamento
- Integrazione a valle: controllo dei
mercati di sbocco
MODALITA’ DI ATTUAZIONE: PIU’ SPESSO ESTERNA
VANTAGGI:
RIDUZIONE COSTI DI TRANSAZIONE
MAGGIORE FORZA CONTRATTUALE
INNALZAMENTO DI BARRIERE ALL’ENTRATA
SVANTAGGI: INNALZAMENTO DI BARRIERE
ALL’USCITA
Il valore aggiunto si
calcola sottraendo dal
valore del prodotto
finito (ricavi) tutti i costi
di acquisizione di beni
e servizi
Integrazione verticale e costi di transazione
Nel tentativo di spiegare i fattori che inducono l’impresa a orientarsi verso
l’internalizzazione (make) o l’esternalizzazione (buy) di determinate attività, la
dottrina economica ha sviluppato la teoria dei costi di transazione
Il costo del bene scambiato è uguale non soltanto al prezzo
pagato per il suo acquisto, ma anche allo sforzo sostenuto
dall’acquirente e dallo stesso venditore per ricercare le
informazioni utili a perfezionare la contrattazione
I costi di transazione comprendono, quindi, tutti i costi
necessari per progettare, negoziare e tutelare un accordo
di scambio. Rappresentano, dunque, i costi d’uso del mercato
Integrazione verticale e costi di transazione
La definizione del “confine efficiente” dell’organizzazione, ossia delle
attività da svolgere all’interno per ottenere il massimo livello di efficienza
operativa, dipende da due tipologie di valutazioni:
ECONOMICITA’
si ottiene comparando i costi d’uso del
mercato con quelli da sostenere all’interno
dell’organizzazione di impresa (e svolgendo
all’interno le attività che sarebbero
più costose se delegate all’esterno)
RISCHIOSITA’ DELLA TRANSAZIONE
Il controllo delle condizioni d’acquisizione di beni
o servizi è maggiore nell’ipotesi di produzione
interna rispetto a quelle di un rapporto
contrattuale di scambio
Sulla base di questo duplice aspetto si è ipotizzato che il ricorso al mercato
divenga meno conveniente al crescere della complessità della transazione
sulla quale influiscono
Ricorrenza
Incertezza
Specificità degli atti d’acquisizione da compiere all’esterno
Diversificazione
Con questa strategia l’azienda si espande in mercati nuovi, compresi in settori o
comparti produttivi differenti da quelli in cui già opera. La diversificazione si
definisce laterale, se sussiste un collegamento, in termini tecnologici oppure di
marketing, tra produzioni vecchie e nuove; è invece definita conglomerale, nel caso
in cui non sussista alcun tipo di legame tra attività preesistenti e nuove.
E’ SPESSO ATTUATA PER L’IMPOSSIBILITA’ DI ESPANDERSI SODDISFACENTEMENTE IN UN
SETTORE ORMAI RITENUTO SATURO
VANTAGGI:
STABILIZZAZIONE DEI REDDITI
RIDUZIONE DEL RISCHIO GLOBALE DI GESTIONE
MODALITA’ DI ATTUAZIONE: PIU’ PROBABILMENTE INTERNA PER LA DIVERSIFICAZIONE
LATERALE, ESTERNA PER LA CONGLOMERALE
Sviluppo internazionale
Tappa
Modalità di realizzazione
Esportazione
Vendita sistematica dei prodotti
all’estero
Produzione indiretta
Concessione di licenze di
fabbricazione a produttori esteri
Vendita diretta
Creazione di reti di vendita
all’estero
Produzione e vendita diretta
Allestimento di impianti di
produzione all’estero
Costituzione di un’impresa all’estero
Fondazione di una società all’estero
Organizzazione multinazionale
Coordinamento della gestione
sul piano multinazionale