Rivoluzione dal medico: nello studio entrano il pediatra e l`infermiere

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LA STAMPA
MARTEDÌ 14 APRILE 2015
Il nuovo sistema
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Aggregazioni
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Funzionalii Ter
Territoriali
(AFT)
I nuovi distretti
Il grafico sulla nuova «filiera
della salute» e i numeri sui ricoveri impropri, che si propone di
archiviare offrendo ai cittadini
alternative variabili ma comunque credibili a seconda
della sintomatologia, spiegano
molto ma non tutto. La premessa sarà il rilancio dei distretti:
avranno valenza socio-sanitaria e socio-assistenziale (permettendo alle Asl e ai Comuni
di lavorare in sinergia), coincideranno con gli ambiti dei Consorzi, saranno sedi di confronto
tra i sindaci, verranno dimensionati su un bacino compreso
tra 80 e 150 mila abitanti (lo
stesso dei pronto soccorso),
scenderanno di numero (da 56
a 30-35). Un ruolo «forte», che
passa dalla formazione, da una
certa autonomia gestionale e
da un budget sicuro riconosciuto ai capi-distretto, sottoposti
ai direttori delle Asl.
Sanità e assistenza
Come precisa l’assessore, «il
distretto viene individuato co-
1
Assistenza 24 ore
con Guardia Medica
Passaggi ogni anno
nei Pronto Soccorso
piemontesi
Dopo il ricovero
segue un percorso di
assistenza domiciliare
Composte da 15-20 medici
supportati da infermieri
e assistenti sociali
OBIETTIVO
Presa in carico globale
dei pazienti e smistamento
Sono codici
bianchi e verdi
90,54%
Usufruisce
dell’ospedaizzazione
a domicilio
0,19%
Viene ricoverato
nelle Rsa
In urgenza
54,2%
Viene destinato
al percorso
d riabilitazione
di
7,3%
2
U
Unità
Complesse
di Cure Primarie
(UCCP)
Assistenza 24 ore
con Guardia Medica
2 per distretto sanitario
Composte da medici,
specialisti, pediatri
e medici
di medicina generale
Ogni distretto raccoglierà tra gli
80 e i 150.000 abitanti e
coinciderà con l’ambito territoriale
dei consorzi socio-assistenziali
a seconda dei sintomi
3
Assistenza domiciliare o inserimento
iin strutture di lungo degenza
La Regione presenta il piano
Sanità, nuove regole
contro i ricoveri inutili
Pool di medici di base e poliambulatori in alternativa all’ospedale
Dipendenza
Approvatalalegge
controilgiocod’azzardo
1 La giunta regionale ha
approvato, su proposta degli assessori Saitta e Pentenero, il disegno di legge per il
contrasto al gioco d’azzardo
patologico. «In Piemonte –
spiega Saitta - la raccolta ha
raggiunto 5,1 miliardi nel
2012, per stabilizzarsi a 5 miliardi nel 2013. A questi costi
vanno associati quelli sociali legati all’impatto sulle famiglie e gli interessi economici da parte delle criminalità». Sempre di dipendenza, e delle nuove problematiche che la psicologia dovrà affrontare in futuro, si
parlerà oggi insieme a esperti internazionali, dalle 15
alle 18 nell’Open Day dell’Istituto Watson (corso Vinzaglio 12bis), centro di riferimento per la Terapia Cognitivo Comportamentale.
laga. Confermato il divieto di
caccia per la pernice bianca e
la lepre variabile. Regole più
severe per cacciare la tipica
fauna alpina: da questo anno la
caccia è possibile in un solo
comprensorio alpino scelto dal
cacciatore, e non su più comprensori come in passato. Eliminato invece il costo minimo
per capo del capriolo, specie in
forte soprannumero.
Non è tutto. Da domani sarà
possibile la caccia di selezione
del cinghiale. «Di fronte ai problemi di sicurezza provocati
dall’abnorme proliferazione
dei cinghiali in Piemonte e alle
frequenti lamentele da parte
degli agricoltori e dei sindaci
per i danni alle colture provo-
6
domande
a
Guido Giustetto
Ordine dei medici
«Stiamo parlando di un modello, bisogna vedere come
sarà declinato a livello operativo: ma l’impianto annunciato è molto interessante». È la
prima valutazione di Guido
Giustetto, presidente dell’Ordine dei medici.
Cosa la convince?
su tre canali
- LA STAMPA
«È una buona
partenza,
ora apriamo
il confronto»
0,73%
47,19%
me braccio operativo delle Asl,
responsabile per il governo della rete territoriale che comprende le cure primarie, intermedie, la rete socio sanitaria dei
servizi domiciliari, residenziali
e semiresidenziali gestita in sinergia con il sistema dei servizi
sociali». Sanità e assistenza:
due settori che finora hanno sostanzialmente marciato per
conto proprio.
Fondamentale il potenziamento
della medicina di gruppo. Vale a
dire le aggregazioni tra medici
di base, già previste dal «decreto Balduzzi», necessarie per dare gambe alle Aft: il primo approdo del cittadino. Nelle Aft avverrà la presa in carico del paziente, in quella sede saranno
decisi i percorsi di trattamento
più idonei a livello sanitario e assistenziale: ospedale, Unità
complesse di cure primarie o
«Case della Salute», diagnosti-
Da oggi sarà
possibile la
caccia di
selezione del
cinghiale,
una specie
che continua
a proliferare
causando
danni alle
colture e
continui
problemi di
sicurezza
cati dagli animali - aggiunge
l’assessore -, abbiamo deciso
di autorizzare la caccia di selezione al cinghiale: caccia che
non si fa con i battitori e i cani,
ma viene praticata individualmente con la carabina». E ancora: «Purtroppo dei 38 tra
Ambiti territoriali di caccia e
comprensori alpini solo sette
hanno dato la disponibilità a
ricorrere alla caccia di selezio-
ca/assistenza domiciliare, inserimento nelle Rsa sul territorio.
Un sistema che, tra le altre cose, potrebbe decidere l’impiego di
alcuni presidi sanitari attualmente sottoutilizzati o inutilizzati - dal
Maria Adelaide al contenitore del
Valdese - e la cui offerta, in termini di continuità, è imprescindibile
dalla disponibilità della guardia
medica per garantire assistenza
h. 24 (prevista l’istituzione di un
«call center» unico).
Il ruolo dei medici di base
Ora tocca
ai cinghiali
Caccia, regole più severe
Si spara dal 4 ottobre
Quest’anno la caccia si aprirà
una settimana dopo rispetto
al 2014, cioè la prima domenica di ottobre, cioè il 4.
La giunta regionale, infatti, ha approvato ieri - su proposta dell’assessore Giorgio
Ferrero -, il nuovo calendario
venatorio «stilato in piena
sintonia con l’Ispra»: il che,
secondo Ferrero, «dovrebbe
«limitare i ricorsi al Tar a cui
abbiamo assistito nelle passate stagioni di caccia».
Tutelate le specie «sensibili». Non ci sarà la pre-apertura della caccia a settembre
per la tortora. Non si potrà
sparare al fischione e alla fo-
Pazienti ricoverati
fra i 70 e i 90 anni
Ricoveri ordinari
in un anno
in Piemonte
Tutelata la fauna alpina
MAURIZIO TROPEANO
1.768.800
492.399
1 ogni 30.000 abitanti
Il piano
Sono gli obiettivi del piano di assistenza territoriale complementare al riordino della rete
ospedaliera, già approvato, presentato in giunta dall’assessore
regionale alla Sanità Antonio
Saitta e da oggi discusso con le
categorie interessate in vista
dell’approvazione definitiva,
prevista per giugno: disegno
ambizioso, che si ispira a modelli sperimentati in Emilia e
Toscana. I primi risultati si vedranno a fine anno. «Circa l’80
dei pazienti anziani, compresi
tra i 70 e i 90 anni, dopo il ricovero fa ritorno a casa - spiega
Saitta -: significa che persone
molto anziane vengono sempre
più spesso ospedalizzate, mentre un’efficace e diversa azione
mirata di prevenzione e cura
domiciliare potrebbe avere
grande efficacia per loro e per le
loro famiglie, ma farebbe anche
registrare un beneficio per le
casse della Sanità piemontese».
193.605
1
6
1.601.335
Una rete di supporto - con
strutture, personale e funzioni
specifiche - per rendere concreta l’integrazione tra ospedale e territorio, contrastare i
ricoveri impropri, garantire la
continuità assistenziale in tutte le fasi. Non ultimo: ridurre i
costi e liberare risorse, umane
ed economiche.
Cronaca di Torino .45
Ospedali
D CUI
DI
ALESSANDRO MONDO
.
ne. Una situazione che rischia
di rendere inefficace un provvedimento che intende invece
proprio intervenire su un tema
“caldo” riguardo sia alla sicurezza personale, sia ai danni
all’agricoltura». Non a caso,
l’assessore ha scritto agli Atc e
ai comprensori alpini chiedendo attenzione per questo strumento di controllo della popolazione dei cinghiali.
Riordino delle Asl
Previsto il ridisegno della struttura amministrativa delle Asl.
Oggi ci sono 543 «strutture complesse», cioè direzioni, tra amministrative (257) e sanitarie
(286): l’obiettivo è ridurle a non
più di 318, abbattendo i costi e
recuperando personale per potenziare l’assistenza territoriale. Stesso discorso per i dipartimenti: saranno mantenuti solo
prevenzione, salute mentale,
servizi materno-infantili.
«Innanzitutto la sinergia,
fondamentale, tra servizi sanitari e sociali. Nel mio lavoro ho sperimentato che in caso di problemi di salute
l’aspetto del sostegno sociale
può fare la
differenza».
Non dovrebbe già
essere così?
«Un conto è
la teoria, altra cosa la
pratica: in
realtà scontiamo una sofferenza, una
mancanza di collegamenti nei
rapporti con i servizi sociali».
Come valuta le aggregazioni
tra medici di base?
«E’ un altro degli aspetti del
piano che mi convincono. In
una certa misura oggi le Aft,
le aggregazioni funzionali territoriali, esistono già sotto
forma di équipe territoriali
che lavorano sulla progettazione più che sull’assistenza».
In che senso?
«Discutono l’uniformità dei
comportamenti da tenere,
valutano le implicazioni di
nuovi farmaci... cose così.
Le Aft sono pensate per un
ruolo operativo. Semmai, il
problema sarà garantire un
certo equilibrio».
Di che genere?
«Servirà equilibrio tra la necessità di aggregarsi, di lavorare insieme, senza rinunciare alla distribuzione capillare degli studi medici. Inoltre,
nel nuovo quadro manca il
personale di segreteria: questa è una lacuna».
Perché?
«E’ una figura professionale
indispensabile per il lavoro
amministrativo. Quanto alle
Asl, giusto ridurre le strutture complesse. Insomma: molto dipenderà dalla capacità di
ascolto dell’assessore nei nostri confronti, ma l’inizio è
promettente».
[ALE.MON.]
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