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Vol.12 – N.2 - HS+E Magazine

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THE
OCCUPATIONAL
HEALTH & SAFETY +
ENVIRONMENTAL
QUARTERLY
MAGAZINE
Apr-Jun 2014
VOL.12 - N.2
VALUTAZIONE DEL RISCHIO
STRESS LAVOROCORRELATO
Tra buon senso e adempimento normativo

Sistemi di Gestione secondo le norme :
UNI EN ISO 9001:2008
UNI EN ISO 14001:2004
OHSAS 18001:2007
UNI EN ISO 3834 (Settore Costruzioni Saldate)

Sistemi di Gestione della Responsabilità sociale secondo
SA 8000 Corporate Social Responsibility.

Certificazione di Personale e Processi di Saldatura
Certificazione di Saldatori ed Operatori di saldatura industriale
(Norme EN-ASME-AWS-API ecc.)
Certificazione processi speciali di saldatura
(Norme EN-ASME-AWS-API ecc.)

Certificazione di Saldatori Polietilene (Norme UNI 9737)
Elaborazione
documentazione
relativa
all'implementazione
della
certificazione secondo Reg. CE 761/2001-EMAS
Elaborazione del fascicolo tecnico secondo direttiva 97/23/CE “PED”
Elaborazione documentazione per certificazione di prodotto in regime
cogente e volontario
Elaborazione documentazione per certificazione degli aggreganti direttiva
89/106
Progettazione e realizzazione di corsi di formazione per:





Qualità, Ambiente, Etica, Security, Sicurezza, Agroalimentare;
Controlli non distruttivi (RINA ASTN ed UNI EN) tramite centri d’esame partner
Saldatori ed operatori di saldatura metallici e polietilene
 Servizio di expediting, ispezioni, collaudi e qualifica fornitori per
conto terzi
Technical Partner
RINA
E.QU.A. S.r.l. Via Pirano, 5 – 48122 Ravenna
Azienda con sistema qualità certificato CSQ N°9175
Tel. 0544 591981 Fax 0544 591374
E-Mail info@equasrlra.it - Web: www.equasrlra.it
HS+E MAGAZINE
Apr-Jun 2014 / VOL. XII - N. 2
OWNER
Techno Srl
Via Pirano, 7 - 48122 Ravenna (I)
ph. +39 0544 591393
info@hse-mag.com
EDITOR IN CHIEF
Roberto Nicolucci
EDITING AND GRAPHIC DESIGN
Graziela Duarte
editor@hse-mag.com
CONTRIBUTORS
Valentina Trotta
Mario Melotti
Giuseppe Semeraro
Claudio Mattalia
Carlo Papale
Chiara Padovani
HS+E MAGAZINE è pubblicato
trimestralmente. Tutti i diritti sono
riservati. Nessuna parte della
pubblicazione può essere riprodotta
o trasmessa in alcuna forma e con
alcun mezzo, elettronico o meccanico,
inclusa la fotocopia, senza il preventivo
consenso scritto dell’Editore. I punti
di vista e le opinioni espresse dagli
Autori all’interno della rivista non
necessariamente coincidono con quelli
del Proprietario, dell’Editore e del
Direttore responsabile.
The HS+E MAGAZINE is published
quarterly. All rights reserved. No part
of this publication may be reproduced
or transmitted in any form or by any
means, electronic or mechanical,
including photocopying, without prior
written consent of the publisher. The
views and opinions expressed elsewhere
in the magazine are not necessarily
those of the owner, publisher or Editor
in Chief.
INTHISISSUE
04
VALUTAZIONE DEL RISCHIO
STRESS LAVORO-CORRELATO
Tra buon senso e adempimento normativo
08
BOOKSHOP
Handbook of Rigging
09
PRESS REVIEW
How work can give cancer
10
LA “NUOVA” ISO 9001:2015
E IL RISK MANAGEMENT
Aenor Informa
14
TOP GEAR
Workplace Kits di TESTO
15
EVENTS CALENDAR
I prossimi eventi del settore
16
ASSOLVERE AL RUOLO DI CSE NEL
MIGLIORE DEI MODI - 2a Parte
CSEPlanner
20
23
24
NORMATIVA INTERNAZIONALE
di Roncucci&Partners
26
SITE MAP
The Institute of Risk Management
INTERVENTO DI BONIFICA DEL SOTTOSUOLO
Il contributo si articola in senso cronologico partendo da una
ricostruzione storica dell’accaduto - 1a Parte
TECHNO NEWS
Le ultime notizie del mondo HSE
VALUTAZIONE DEL
RISCHIO STRESS
LAVORO-CORRELATO
Tra buon senso e adempimento normativo

Valentina Trotta
“L’attivazione del sistema dello stress è
un meccanismo adattativo fisiologico,
limitato nel tempo e volto ad aumentare
le opportunità di sopravvivenza
dell’individuo”,
meccanismo senza il quale probabilmente ci saremmo
estinti ai tempi delle caverne.
Quindi non è sempre un male.
E allora perché nell’ultimo decennio si parla di stress facendo
riferimento a un rischio e soprattutto contestualizzato al
mondo del lavoro?
Senza correre il rischio di scadere in semplici banalità, negli
ultimi decenni abbiamo vissuto (o subíto) importanti
fenomeni che hanno radicalmente modificato l’approccio
al lavoro. Basti pensare alla globalizzazione dei mercati, allo
sviluppo tecnologico, alle richieste del mercato (prestazioni,
orientamento al business, flessibilità), all’aumento
della forza lavoro femminile, al più recente fenomeno
dell’invecchiamento della popolazione lavorativa.
»» Nel 2002 il costo economico dello stress legato all’attività
lavorativa nell’UE a 15 stati è stato di circa 20.000 milioni di
euro;
»» Il numero di persone che soffrono di stress legato all’attività
lavorativa è destinato ad aumentare
A questo punto l’invito dell’Europa: nel 2004 gli Stati Membri
siglano l’Accordo Quadro sullo Stress nei luoghi di Lavoro
definendone alcuni aspetti importanti nell’orientamento
delle attività di valutazione e gestione del fenomeno:
 “Lo stress potenzialmente può colpire in qualunque
luogo di lavoro e qualunque lavoratore, a prescindere
dalle dimensioni dell’azienda, dal campo di attività, dal
tipo di contratto o di rapporto di lavoro. In pratica non
tutti i luoghi di lavoro e non tutti i lavoratori ne sono
necessariamente interessati”, non è quindi legato alla
presenza di specifiche fonti di rischio e necessita quindi
di valutazione;
È cambiato il mondo del lavoro nel suo significato di
intenderlo, lì dove la professione ha conquistato una parte
importante dell’identità delle persone. Da un piccolo e
domestico esperimento sociale, chiedendo alle persone di
cosa si occupano nella vita, in larga parte rispondono “sono un
medico, sono un insegnante,
sono un ingegnere, sono un
impiegato … sono, e non
“… Considerare il problema dello stress sul
faccio”.
lavoro può voler dire una maggiore efficienza
 “Il presente Accordo
non riguarda né la
violenza sul lavoro, né
la sopraffazione, né il
mobbing”;
È possibile immaginare come
e un deciso miglioramento delle condizioni di
a fronte di tali cambiamenti,
salute e sicurezza sul lavoro, con conseguenti
la condizione di attivazione
del meccanismo dello stress
 “Nel considerare
benefici economici e sociali per le aziende, i
abbia un po’ perso la sua
lo stress da lavoro
lavoratori e la società nel suo insieme …”
funzionale caratteristica di
è essenziale tener
essere limitato nel tempo
conto delle diversità
- Accordo Europeo sullo stress sul lavoro, Bruxelles, 8 ottobre 2004
e una condizione di stress
che caratterizzano i
cronico può esporre la
lavoratori”, viene
persona all’insorgenza non
qui identificata la
solo di disagio psicologico, ma anche di patologie importanti:
caratteristica che rende più complessa ma allo stesso
ad esempio è stata provata una correlazione positiva tra una
tempo affascinante, la valutazione e la gestione di
condizione di stress cronico e la vulnerabilità allo sviluppo di
questo rischio: la soggettività e, come riferito di seguito,
patologie cardio-vascolari e all’infarto del miocardio.
una soggettività che può modificarsi in relazione alle
diverse fasi della vita;
L’interesse all’argomento è anche rafforzato da studi europei
che hanno dimostrato che:
 “Una stessa persona può in momenti diversi della propria
vita, reagire in maniera diversa a situazioni simili”;
»» Lo stress è il secondo problema di salute legato all’attività
lavorativa riferito più frequentemente;
 “Tutte le manifestazioni di stress sul lavoro non vanno
considerate causate dal lavoro stesso” : è necessario,
»» Lo stress interessa quasi un lavoratore europeo su quattro;
quindi, utilizzare strumenti di valutazione che, pur non
indagando la dimensione personale del lavoratore
»» Una percentuale compresa tra il 50% e il 60% di tutte le
siano in grado di discriminare le fonti di rischio a fronte
giornate lavorative perse è riconducibile a una condizione
di una manifestazione di disagio.
di stress;

apr-jun 2014 HS+E Magazine 5
La risposta dell’Italia: in un’ottica di sicurezza basata sulla
prevenzione e di salute intesa come uno “stato di completo
benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in
un’assenza di malattia o d’infermità” (art.2, comma1), il D.Lgs
81 del 2008 recepisce l’Accordo ampliando ulteriormente
l’attenzione al lavoratore e l’importanza per il fattore umano.
Infatti l’art.28 del suddetto Decreto, precisa che:
“ La valutazione … deve riguardare tutti i rischi per la
sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli
riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari,
tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato,
secondo i contenuti dell’ accordo europeo dell’8
ottobre 2004, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato
di gravidanza, nonché quelli connessi alle differenze
di genere, all’età, alla provenienza da altri Paesi quelli
connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso
cui viene resa la prestazione di lavoro … “
Un’interessante definizione di ciò che si richiede di valutare,
lo stress lavoro correlato (SLC), è stata fornita nell’ambito del
progetto inglese PRIMA-EF, secondo cui lo stress è “un insieme
di reazioni emotive, cognitive, comportamentali e fisiologiche
ad aspetti avversi e dannosi del contenuto della mansione,
dell’organizzazione e dell’ambiente di lavoro”.
Tale definizione poco aiuta soprattutto i non addetti ai lavori
alla comprensione del costrutto ma fornisce la misura della
complessità del fenomeno.
La Commissione Consultiva Permanente per la Salute
e Sicurezza sul Lavoro ha successivamente definito un
metodo di valutazione del rischio stress e ne ha individuato
i principi generali:
»» la valutazione è promossa e gestita dal datore del lavoro
e/o dal top management;
»» l’oggetto della valutazione è l’organizzazione del lavoro:
gli elementi che possono costituire fattori di stress lavorocorrelato e la loro percezione da parte dei lavoratori;
»» il processo è orientato alle soluzioni, soprattutto di tipo
collettivo, a forte valenza preventiva;
»» la valutazione si impernia sulla partecipazione effettiva dei
lavoratori attraverso un processo di coinvolgimento dei
lavoratori e/o dei loro rappresentanti;
»» va garantita sempre e comunque la centralità degli attori
interni della prevenzione (RSPP, Medico competente, RLS);
»» la valutazione deve integrarsi nel processo complessivo di
valutazione dei rischi e nel relativo documento ed inserirsi
nel programma generale di prevenzione e protezione
aziendale con il relativo piano attuativo.
»» per le organizzazioni definite a rischio noto l’assenza
di rischio stress deve essere documentata mediante la
descrizione delle azioni di prevenzione precedentemente
attuate al fine di “giustificare” l’esito della valutazione.

Lo schema di seguito riportato vuole essere una modesta, e per certi aspetti enfatizzata, esemplificazione delle differenze che
caratterizzano i rischi cosiddetti “tradizionali”, che da più tempo popolano le normative in materia di salute e sicurezza,
e il rischio stress lavoro correlato:
RISCHI “TRADIZIONALI”
 Individuazioni delle fonti di pericolo (ambiente, macchine,
sostanze che possono arrecare un danno);
RISCHI STRESS LAVORO-CORRELATO
``
``
 Misurazione del fenomeno con strumenti condivisi;
 Interventi diretti per l’eliminazione o riduzione del
rischio;
``
 Risultati evidenti anche a breve termine.
``
6 HS+E Magazine apr-jun 2014
Non esiste una lista esaustiva di fonti di rischio;
Manca di una relazione di causa-effetto diretta: la
valutazione fa riferimento alle valutazioni soggettive,
cognitive ed emotive che ogni persona esperisce sul lavoro;
Gli interventi spesso implicano i diversi aspetti
dell’organizzazione;
I risultati sono evidenti solo a lungo termine.
Il metodo prevede che vengano valutate preliminarmente 3
diverse dimensioni.
I
Eventi Sentinella
II
Contenuto del
Lavoro
III
Contesto del
Lavoro
Infortuni
Ambiente e
attrezzature di lavoro
Funzione e cultura
organizzativa
Assenze per malattia
Pianificazione dei
compiti
Ruolo
nell’organizzazione
Assenze dal lavoro
Carico /ritmo di lavoro
Evoluzione della
carriera
Ferie non godute
Orario di lavoro
Rotazione del
personale
Rapporti
interpersonali
Turnover
Procedimenti/
sanzioni disciplinari
Richieste visite
straordinarie
Autonomia
decisionale e
controllo del lavoro
Interfaccia casalavoro
Conciliazione vita/
lavoro
Segnalazioni SLC
Istanze giudiziarie
Premessa indispensabile è che il percorso metodologico
indicato dalla Commissione Consultiva rappresenta il livello
minimo di attuazione dell’obbligo di valutazione del rischio
da stress lavoro-correlato per tutti i Datori di Lavoro e che le
modalità di coinvolgimento dei lavoratori sono demandate
al Datore di Lavoro.
A questo punto, avendo in mente le caratteristiche
peculiari di questo rischio appare di determinante
importanza condurre un’approfondita e preliminare analisi
organizzativa per definire il livello di coinvolgimento dei
lavoratori e le dimensioni (possibili fonti di rischio) che
caratterizzano l’attività: un esempio può essere il riferimento
alla dimensione del rapporto con l’utente/cliente per
le professioni di front-office o di esposizione a rischio
aggressione per le professione a gestione diretta di danaro.
In un’ottica non solo di adempimento normativo, ma
anche di sviluppo e miglioramento continuo, una buona
valutazione consente in tutte le aziende di individuare le
criticità potenzialmente causa di stress lavoro-correlato,
ma anche di evidenziare i punti di forza da preservare e
potenziare.
E’ sulla base di tali conoscenze che è possibile progettare
un piano di interventi che preveda il miglioramento
dell’organizzazione e la promozione del benessere, in
un’ottica indispensabile di integrazione al Sistema di
Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro.
Una buona valutazione e un’efficace gestione dello stress
risultano ancora più importanti se si pensa che lo stress può
essere definito come un rischio trasversale: fattori legati al
lavoro possono causare uno stato di disagio occupazionale
ma è anche vero che una condizione di stress della persona
può negativamente influenzare la gestione del lavoro, della
sicurezza e la percezione del livello di rischio a cui il lavoratore
si espone e/o espone i colleghi.
In uno studio ormai non più recente ma confermato da
studi successivi, W.H. Heinrich ha evidenziato come il 90%
delle cause radice di incidenti sul lavoro sia riconducibile a
errore umano. Immaginando una dimensione di intervento
efficace e risolutivo, l’errore umano può essere ricondotto alla
mancanza di informazione e formazione o a una “scelta ” della
persona … ed è su questo secondo aspetto che in modo
multidisciplinare e partecipativo è necessario, complesso e
interessante lavorare. 
VALENTINA TROTTA, psicologa del lavoro, esperta di comunicazione HSE e gestione delle emergenze; è docente alla
ILO, trainer aziendale e inoltre collabora regolarmente con l’Università di Torino.
apr-jun 2014 HS+E Magazine 7
BOOKSHOP
La pubblicazione riveduta e ampliata di questo classico manuale americano, oramai
giunto alla sua 5a edizione, contiene una nuova sezione dedicata ai programmi
di training e agli obblighi in termini di sicurezza ed igiene del lavoro dei rigging
contractors. Anche in questo caso vengono presi come riferimento i Regolamenti OSHA
ma si tratta di suggerimenti di buona pratica comunque adottabili anche nei Paesi ove
non vi siano norme specifiche in materia.
Joseph MacDonald potendo contare su oltre 40 anni di esperienza in materia di
sollevamenti e movimentazioni meccaniche dei carichi fornisce con questo corposo
manuale preziosissime informazioni per tutto ciò che riguarda la materia: partendo da
una panoramica di tutte le possibili attrezzature di sollevamento e relativi accessori,
passando per le corrette modalità di impiego e manutenzione, fino ad arrivare ad una
completissima bibliografia grazie alla quale è possibile approfondire ulteriormente la
materia.
Il manuale fornisce una incomparabile base per realizzare procedure, istruzioni di lavoro
o predisporre materiale per la formazione e l’addestramento di operatori, supervisori,
responsabili della sicurezza e dirigenti.
HANDBOOK OF RIGGING
di Joseph A. MacDonald, W.E.
Rossnagel e Lindley R. Higgins
Ed.: McGraw-Hill
ISBN: 978-0-071-49301-7
©2009 - pp. 792 - $ 99.95
SICUREZZA in EDILIZIA
Ambienti Confinati
Pianificazione e gestione del lavoro
in ambito civile ed industriale
di Nicolucci Roberto
pagg. 400,  50,00 - Codice: 00141429
Gli ambienti confinati sono particolarmente pericolosi e infatti gli incidenti che vi accadono sono spesso mortali. Il motivo che trasforma un incidente all'interno di un ambiente confinato in un infortunio mortale è spesso riconducibile alla scarsa percezione
della rischiosità di questi luoghi.
Il volume unisce la teoria e la pratica delle attività lavorative svolte negli ambienti
confinati e affronta i principali aspetti delle operazioni condotte in ambiente confinati,
fornendo una serie di informazioni al tecnico per avvicinarsi alla materia per affrontare
con maggiore consapevolezza una delle problematiche riconosciute per essere tra le
più subdole e complesse all'interno della sicurezza occupazionale.
APPROFITTA DELL’OFFERTA!!!
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8 HS+E Magazine apr-jun 2014
PRESSREVIEW
How work can
give you cancer
S
i stima che in Nuova Zelanda ogni
anno muoiano tra le 200 e le 400
persone per tumori di origine
lavorativa. Dei 113 prodotti attualmente
classificati cancerogeni dalla IARC si stima
che oltre 50 siano ancora attualmente
impiegati nel Paese in ambito lavorativo;
un altro centinaio di prodotti – utilizzati
altrettanto diffusamente - sono classificati
come sospetti cancerogeni. Si tratta
di dati in continua evoluzione sia per
quanto riguarda l’utilizzo di una data
sostanza a seguito di variazioni nel
processo tecnologico (che in alcuni
casi può comportare anche una totale
cessazione di impiego) che per quanto
riguarda la riclassificazione operata dalla
IARC stessa a seguito di nuove evidenze
epidemiologiche (è il caso ad esempio
dei fumi di scarico dei motori diesel). In
tutti i casi la situazione necessita di essere
monitorata in modo approfondito.
Ad esempio, sia nel settore dell’agricoltura
che delle costruzioni più di qualche
preoccupazione nasce proprio dalla
esposizione ai fumi di scarico dei
motori delle macchine operatrici e
dall’irraggiamento solare; in agricoltura
inoltre non pochi anticrittogamici
potrebbero essere potenzialmente
cancerogeni mentre nel mondo della
cantieristica la presenza di amianto nelle
attività di demolizione non è ancora
pienamente sotto controllo.
Altre preoccupazioni derivano dalla
manipolazione nel settore sanitario
di medicinali antitumorali, essi stessi
riconosciuti cancerogeni. Anche
l’utilizzo - in diversi comparti produttivi
- di composti clorati o l’esposizione
alla polvere del legno non sono
adeguatamente percepiti dalla
popolazione lavorativa neozelandese
come potenzialmente pericolosi.
Articolo di Andrea’t Mannetje pubblicato per
apr-jun 2014 HS+E Magazine 9
†informa
Fervono i lavori in seno al Comitato Tecnico ISO/TC 176 alle prese con l’atteso aggiornamento della
norma ISO 9001. Di seguito una prima anticipazione delle novità che si delineano, grazie al contributo di
AENOR, che, in qualità di ente di normazione, partecipa direttamente ai lavori.
LA “NUOVA” ISO 9001:2015
E IL RISK MANAGEMENT
 Mario Melotti, Ingegnere
La nuova versione della ISO 9001, con prevista emissione a
settembre 2015, sta alimentando molte ambiziose aspettative
in quanto da più parti ci si augura una svolta significativa in
ottica di concretezza e di maggior coerenza con una realtà
industriale sempre più complessa, dinamica, competitiva e
globale.
incertezza, complessità e introdotto molti rischi nel modo di
operare delle organizzazioni.
Pur premettendo che l’attuale draft della norma potrebbe
ancora riservare qualche cambiamento e modifiche, si
possono comunque già delineare con chiarezza una serie di
punti fermi, di forte impatto innovativo, fra cui i più significativi
risultano essere:
Oggi nelle grandi organizzazioni il Risk Management sta
gradualmente allargando il suo raggio d’azione, affiancando
alle tradizionali aree di gestione assicurativa e finanziaria,
anche ambiti di rischio di prodotto, sostenibilità ambientale ,
sicurezza informatica e protezione del Know-how.
»» Identificazione di rischi e opportunità nel contesto
dell’organizzazione, con conseguente loro gestione
Nel project management altresì la valutazione dei rischi è
ritenuta essenziale per la buona riuscita di progetti grandi e
complessi.
»» Maggiore integrazione dei requisiti del Sistema di Gestione
qualità nei processi di business dell’organizzazione
»» Gestione del rischio in tutti i processi aziendali
»» Dimensionamento del Sistema Qualità (documenti,
indicatori, monitoraggio,…) in funzione principalmente di
rischi e opportunità
All’interno di questo contesto la presenza del Risk
Management assume una connotazione estremamente
centrale e tangibile.
La globalizzazione, la riduzione dei margini il ricorso crescente
all’outsourcing e lo sviluppo tecnologico hanno aggiunto
10 HS+E Magazine apr-jun 2014
I grandi gruppi economici e industriali considerano ormai il
Risk Management alla base dell’analisi degli scenari e della
definizione delle strategie competitive.
Diversi settori industriali inoltre, specie nel Food e nell’ambito
farmaceutico, stanno focalizzando la loro attenzione sulla
Business Continuity, mentre l’automotive, l’aerospaziale e
l’industria impiantistica hanno sviluppato nuovi modelli di
gestione basati su un massiccio ricorso dell’outsourcing,
specie presso paesi emergenti, aprendo così scenari di rischio
oltre che su qualità e sicurezza dei prodotti, anche su aspetti
etici e sociali.
Da rimarcare anche la necessità delle aziende di dotarsi di un
solido un Modello organizzativo per la prevenzione dei rischi
di reato (in Italia secondo ex Dlgs 231 : 2001); anche Internet
AENOR Informa
ha accelerato la necessità di adottare un efficace sistema di Risk Management in quanto il “passa-parola” mediatico dei reclami
clienti si sta rapidamente diffondendo sul Web.
Ecco perché la valutazione dei rischi va ad integrare lo schema
della analisi dei processi così come riportato nella figura 1.
Il Risk Management è diventata così una naturale estensione
delle attività di audit e di compliance, e i principi del Risk
Management stanno diventando il motore principale del
miglioramento continuo dell’organizzazione.
Il Risk Management , così come concepito nel draft della
ISO 9001:2015, non è pertanto un ulteriore SISTEMA DI GESTIONE
ma una struttura di riferimento (“Framework”) che permea
tutti i processi di un’organizzazione e che risulta essere uno
strumento per un governo efficace, efficiente e responsabile
dell’organizzazione stessa.
“REGOLE”
(Procedure)
INPUT
INDICATORI
OUTPUT
ATTIVITÀ
ATTIVITÀ
CONTROLLI
RISCHI
“OWNER”
(Respons.)
I processi di Risk Management, così come descritto nella norma ISO 31000 : 2010 (più volte richiamata nella ISO 9001 : 2015)
prevedono un tipico approccio PDCA (Fig. 2 ) basato su:
1. Stabilire il contesto
2. Identificare i rischi
3. Analizzare i rischi (Misurare)
4. Valutare i rischi (Ponderare)
5. Trattare e gestire i rischi
6. Monitorare e controllare i rischi
7. Comunicare e consultare
Definire il contesto
Identificare i rischi
Misurare i rischi
Ponderazione dei rischi
Risk evaluation
Valutarne la significatività
Pianificare il trattamento
Attuare il trattamento

apr-jun 2014 HS+E Magazine 11
AENOR Informa
nell’ottica di garantire la protezione dell’organizzazione dagli
eventi sfavorevoli ragionevolmente prevedibili e dai loro
effetti.
Coerentemente con questa esigenza di forte integrazione e
sinergia fra “nuovi” Sistemi Qualità e Risk Management, alle
aziende sarà richiesto di effettuare attività di Risk Assessment
sui key processes al fine di :
»» valutare i rischi più significativi presenti e relative
opportunità di miglioramento
»» orientare le proprie risorse secondo le effettive priorità e in
base ai rischi.
Sulla base dell’assessment condotto, l’azienda può
disporre così di efficaci ed obiettivi elementi su cui
orientare il proprio Sistema Qualità per renderlo
conforme alla norma di prossima uscita e nel contempo
anche efficace per conseguire i propri obiettivi di
business.
Tenendo conto altresì della naturale transizione
temporale concessa alle aziende per allinearsi al nuovo
standard (9/2015 – 9/2018), si prospetta una interessante
opportunità per le aziende certificate ISO 9001 di
utilizzare questo periodo per un graduale “tuning”della
propria organizzazione. 
AENORitalia propone inoltre sempre su questo tema servizi di:
•
Formazione su strumenti e metodologie di Risk Management e Risk Assessment
•
Percorsi strutturati di qualifica per Risk Assessor
•
Validazione di Risk Assessment condotti autonomamente dall’azienda.
12 HS+E Magazine apr-jun 2014
INSPECTA s.r.l.
International Inspection Agency
I spezioni ed E xpediting
Supporto per attività di
verniciatura, avvalendosi di
di manuali della qualità e
personale qualificato NACE e
procedure di fabbricazione di
Frosio di I, II e III livello
elementi costruttivi per
pianificazione e supervisione ai
l’ottenimento della certificazione in
collaudi intermedi e finali dei vari
accordo alle norme ISO 9001,
cicli produttivi
Gestione del piano ispezioni e
collaudi relativo a singola fornitura
o di un intero progetto, impiegando
personale qualificato e di
L aborat orio
ISO 1090, ISO 3834, EN 15085,
Realizzazione di prove
direttiva PED 97/23/CE
tecnologiche per la verifica delle
avvalendosi di personale con
caratteristiche meccaniche di
ventennale esperienza nel settore
materiali e giunti saldati
delle costruzioni.
compresa la validazione di
processi di saldatura, saldatori
comprovata esperienza per
interventi puntuali e/o continuativi
Desk expediting ed expediting su
forniture di materiali, macchinari,
Studio e messa a punto di
ed operatori di saldatura,
processi di saldatura ed
avvalendosi dell’avanguardia
addestramento di personale
tecnologica di macchinari di
addetto alla saldatura,
ultima generazione.
avvalendosi di tecnici certificati
impianti e relativi componenti,
IWE, IWT, IWI
avvalendosi di personale
certificato CICPND di III livello
Studio e redazione di procedure di
controlli distruttivi per i vari
C onsulenza T ecnica
metodi, impiegando ispettori
Consulenza di gestione progetto e
controllo qualità nell’ambito delle
costruzioni nel settore navale,
industriale, chimico, petrolchimico
e Oil & Gas
Consulenza relativa all’emissione
certificati secondo la norma ISO
9712 e SNT TC-1A di II e III livello
Studio, redazione ed
approvazione di procedure
F ormazione
Organizzazione di corsi di
formazione del personale di
controlli non distruttivi per i
metodi VT-PT-MT-UT-RT in
accordo alla norma ISO 9712, di
ispettori di saldatura, coordinatori
di saldatura
relative a rivestimenti e
He a d of f ic e : v i a Rav e gn a na , 3 79 / A - 4 71 2 2 F or l ì ( F C ) - It a ly
☎ + 3 9 05 4 3 8 06 1 28 - fax +3 9 0 5 43 7 2 43 6 6 - m o b. +3 9 3 93 93 7 40 1 3
i nf o @i ns p ec t as r l.c o m - w ww .i ns p ec t as r l.c o m
TOPGEAR
produce effetti anche sul morale del personale,
aumentando il benessere e di conseguenza la
sua efficienza. Esso include anche un sensore
per la misurazione della CO2 istantanea
e media, un rilevatore di lux per la misura
dell’illuminamento, un termometro per
ambiente e infine un rilevatore di rumore di
facilissimo utilizzo.
L’”Advanced Kit” include anche una unità
multifunzione con sonde per la qualità dell’aria
interna e la concentrazione del CO.
I “Workplace Kits” sono prodotti e testati in
accordo a vari standard e calibrati direttamente
dal Servizio di Calibrazione di TESTO.
www.testolimited.com
I
“Workplace Kits” di TESTO sono in grado di fornire un
monitoraggio continuo dei principali parametri che
caratterizzano l’ambiente di lavoro. Nello specifico
i principali parametri sono: un’adeguata ventilazione
(ottenibile attraverso un ricambio di aria fresca e
pulita dall’esterno), una temperatura confortevole
per il lavoro (generalmente compresa fra i 16° e 20°)
e un’opportuna illuminazione in funzione del tipo di
lavoro che si sta effettuando.
Secondo l’azienda, lo “Standard Kit”, garantendo un
facile utilizzo direttamente da parte dei lavoratori,
14 HS+E Magazine apr-jun 2014

EVENTSCALENDAR
17-19
GIU
IFSEC AND SECURITY SOLUTIONS
Salone internazionale della sicurezza
Birmingham - UK
17-19
GIU
05-08
NOV
10-13
NOV
02-05
DIC
10-13
DIC
SAFETY & HEALTH EXPO
Salone internazionale della sicurezza e della salute
London - UK
ECOMONDO
Salone internazionale della sicurezza e della salute
Rimini - Italia
ADIPEC
Fiera del settore petrolifero
Abu Dhabi - Emirati Arabi
POLLUTEC
Salone internazionale degli equipaggiamenti, delle tecnologie e dei servizi
sull’ambiente
Lione - Francia
ENERGAIA
Fiera internazionale del recupero dei materiali, dell’energia e dello sviluppo
sostenibile
Montpellier - Francia
Le date indicate potrebbero subire variazioni o alcune manifestazioni potrebbero venire annullate.
Prima di recarsi alle manifestazioni si consiglia di verificare con gli organizzatori dei singoli eventi la
correttezza delle date indicate.
apr-jun 2014 HS+E Magazine 15
2 Parte
a

Giuseppe Semeraro, Ingegnere
ASSOLVERE AL RUOLO DI CSE
NEL MIGLIORE DEI MODI
Strumenti del coordinatore per
l’esecuzione
La questione che viene ora affronta
è di tipo metodologica e consiste
nell’individuare gli strumenti che il
coordinatore deve mettere in atto al
fine di adempiere positivamente ai
suoi compiti in precedenza elencati,
evitando le conseguenze derivanti dalla
presenza di non conformità alle norme
antinfortunistiche in cantiere.
Molti pongono la questione della
sussistenza giuridica o meno dell’obbligo
del verbale scritto del CSE ad ogni
suo sopralluogo in cantiere. L’bbligo
sicuramente è fondato per quelle
contestazioni delle violazioni che
richiedono, previa contestazione scritta,
la comunicazione al committente o, se
designato, al responsabile dei lavori. Anche
la sospensione diretta delle lavorazioni
da parte del CSE per pericolo grave ed
imminente è impensabile che possa
avvenire senza un ordine di servizio scritto.
Non è obbligatorio, invece, contestare per
iscritto le violazioni non rientranti nelle
precedenti casistiche e di conseguenza
non sembra essere ragionevole pretendere
dal CSE in tali circostanze la redazione
di apposito verbale di sopralluogo.
Analogamente, è ancora più pretestuoso
richiedere un verbale scritto a semplice
dimostrazione della correttezza nell’azione
di controllo e coordinamento da parte
del CSE qualora, situazione alquanto rara
per la verità, non vi sia nulla da contestare,
poiché non sono rilevabili non conformità
in cantiere.
16 HS+E Magazine apr-jun 2014
Tuttavia, anche nei casi in cui la
legge non ne preveda l’obbligo, la
registrazione dell’azione di controllo
e coordinamento da parte del CSE è
opportuno che avvenga, soprattutto
nell’interesse dello stesso coordinatore.
Ciò consente, infatti, di lasciare agli atti
l’evidenza scritta della propria attività
che, pur in assenza di contestazioni nei
confronti degli esecutori, costituisce
prova della conformità del cantiere alle
norme. Elemento quest’ultimo utile al
CSE per declinare ogni responsabilità
nel caso in cui, a causa dell’estrema
variabilità delle condizioni del cantiere,
si verificassero situazioni di non
conformità, pur nel permanere delle
stesse fasi lavorative precedentemente
accertate.
Pertanto lo strumento principale del
CSE è il verbale di sopralluogo, nel
quale annotare tutte le informazioni
tese a fornire una fotografia integrale
del cantiere, in un dato momento,
sullo stato di attuazione delle misure di
prevenzione e protezione previste dalla
legge e dai documenti della sicurezza.
Allo scopo nel verbale saranno indicate
almeno le informazioni riportate nella
tabella seguente.
VERBALE DI SOPRALLUOGO
»» dati generali (cantiere, committente/responsabile dei lavori, CSE, assistente del CSE, imprese
affidatarie, …);
»» soggetti presenti e loro ruolo;
»» fasi lavorative in corso di esecuzione ed esecutori;
»» conformità e non conformità con l’indicazione della loro gravità;
»» in relazione alle non conformità e alla loro gravità, gli atti conseguenti (semplice contestazione scritta
con indicazioni dei termini per la loro eliminazione, segnalazione al committente, segnalazione
all’organo di vigilanza, sospensione diretta delle lavorazioni interessate);
»» le azioni attuate per l’organizzazione della cooperazione e il coordinamento;
»» le misure di prevenzione e protezione integrative al PSC;
»» i firmatari.
Il punto critico è rappresentato dalla capacità di indagine del
CSE, tesa ad individuare tutte le non conformità presenti in
cantiere e l’attribuzione della corretta gravità.
Relativamente al primo aspetto è opportuno che il sistema
d’indagine messo in atto dal CSE sia pianificato a monte,
attraverso la preparazione di liste di controllo in relazione alle
lavorazioni in atto nel cantiere.
GRAVI VIOLAZIONI AI FINI DELL’ADOZIONE DEL
PROVVEDIMENTO DI SOSPENSIONE DELL’ATTIVITÀ
IMPRENDITORIALE
Violazioni che espongono a rischi di carattere generale
»» Mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi;
»» Mancata elaborazione del Piano di Emergenza ed Evacuazione;
Al contrario, qualora si abbia a disposizione
un’applicazione specifica - per esempio il software
CSEplanner (www.cseplanner.it) - installata su un tablet,
allora è possibile selezionare sul campo i punti di controllo in
relazione alle lavorazioni in atto nel cantiere.
»» Mancata formazione ed addestramento;
Relativamente alla gravità delle non conformità, è possibile,
in relazione alle conseguenze che queste determinano,
classificarle in tre tipologie:
Violazioni che espongono al rischio di caduta dall’alto
»» Mancata costituzione del servizio di prevenzione e protezione e nomina
del relativo responsabile;
»» Mancata elaborazione piano operativo di sicurezza (POS);
»» Mancata fornitura del dispositivo di protezione individuale contro le
cadute dall’alto;
G1 = “non conformità” non rientrante nelle gravità G2 e G3;
»» Mancanza di protezioni verso il vuoto.
G2 = “non conformità” che, previa contestazione scritta,
Violazioni che espongono al rischio di seppellimento
richiede da parte del CSE la comunicazione al committente
ai fini della sospensione delle lavorazioni interessate e, in
seguito ad inerzia del committente, la comunicazione agli
organi di vigilanza;
»» Mancata applicazione delle armature di sostegno, fatte salve le
prescrizioni desumibili dalla relazione tecnica di consistenza del terreno.
G3 = “non conformità” che richiede da parte del CSE la
»» Lavori in prossimità di linee elettriche in assenza di disposizioni
organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai
conseguenti rischi;
sospensione diretta delle singole lavorazioni interessate per
pericolo grave ed imminente.
Le non conformità di livello con pericolo grave ed imminente
sono quelle che destano più perplessità poiché non sono
declinate dalla legislazione e possono essere oggetto
di valutazioni soggettive, a volte non condivisibili, con
esposizione a conseguenze che investono anche la sfera dei
patti contrattuali tra il committente e l’appaltatore.
Nella ricerca delle situazioni di non conformità con pericolo
grave ed imminente, può tornare utile l’allegato I al D.Lgs.
81/2008, che riporta l’elenco delle gravi violazioni ai fini
dell’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività
imprenditoriale da parte degli organi di vigilanza, ai sensi e
secondo le modalità dell’art. 14 del medesimo decreto (vedi
tabella seguente).
Violazioni che espongono al rischio di elettrocuzione
»» Presenza di conduttori nudi in tensione in assenza di disposizioni
organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai
conseguenti rischi;
»» Mancanza protezione contro i contatti diretti ed indiretti (impianto di
terra, interruttore magnetotermico, interruttore differenziale).
Violazioni che espongono al rischio d’amianto
»» Mancata notifica all’organo di vigilanza prima dell’inizio dei lavori che
possono comportare il rischio di esposizione ad amianto.
Altro strumento utile al CSE per evidenziare nella sua
completezza tutte le azioni mese in atto nel tempo per il
controllo e il coordinamento del cantiere ai fini della tutela
prevenzionistica dei lavoratori è il registro di cantiere.

apr-jun 2014 HS+E Magazine 17
CSEPlanner
Si tratta di un documento dinamico non obbligatorio per legge, ma
valido per dare una visione complessiva della molteplicità dell’azione di
coordinamento e controllo e coordinamento attuati dal CSE.
Nel registro è opportuno che siano annotati tutti i fatti (nel software
CSEplanner definiti Eventi) che hanno rilievo in materia di tutela della
salute e della sicurezza dei lavoratori in cantiere che sono stati adottati a
qualsiasi titolo dai vari soggetti interessati all’esecuzione dei lavoro, ma
soprattutto da parte del coordinatore per l’esecuzione.
REGISTRO DI COORDINAMENTO
REGISTRO CANTIERE
Cantiere: di:
Committente/Responsabile dei lavori:
Coordinatore per l’esecuzione:
Data
03-09-2012
Ora
11:00
Descrizione (soggetto)
Consegna POS appaltatore (Appaltatore)
04‑09‑2012
05-09-2012
16:30
10:00
Verifica POS appaltatore(CSE)
Incontro preliminare (CSE)
24‑09‑2012
24‑09‑2012
25-09-2012
14:00
15:00
12:00
…
Sopral uogo (CSE)
Proposta di sospensione lavorazioni (CSE)
Sospensione delle lavorazioni (Committente)
Conclusioni
In conclusione, le modalità di attuazione del
ruolo di CSE, idonee a dimostrare l’efficacia della
sua azione ai fini prevenzionistici, consistono
principalmente nella pianificazione ed attuazione
di tutti i controlli necessari a verificare la conformità
esecutiva di ogni singola fase lavorativa. Gli
strumenti principali per attuare tale procedura
sono il planning (o registro di cantiere) dove
pianificare e attuare ogni atto prevenzionistico,
incluso il sopralluogo. Quest’ultimo deve essere
attuato con metodo, in modo da consentire al
CSE di confrontare, in tempi reali, l’andamento del
cantiere con le disposizioni delle leggi in materia
di tutela della salute e della sicurezza nel lavoro
e delle regole stabilite dai vari documenti della
sicurezza. La complessità crescente del cantiere
o il numero dei cantieri nei quali si svolge il ruolo
di coordinatore per l’esecuzione, determina la
necessità di utilizzo di strumenti che possono
governare gli innumerevoli eventi che hanno
rilievo sotto il profilo prevenzionistico. CSEplanner
è un’applicazione, basata sul planning del CSE, che
risponde a questa esigenza e ad altre esigenze, di
cui si parlerà in un prossimo articolo.
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CSEplanner
Software innovativo per la sicurezza nei cantieri,
dedicato al Coordinatore per l ’esecuzione (CSE)
e ai sui Assistenti, al Committente o Responsabile
dei lavori e alle Imprese
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per sistemi Windows®
XP SP3, Vista, 7 e 8
TEAM
Controlla il livello di sicurezza nel cantiere
pianificando ed effettuando i sopralluoghi
e gli altri eventi significativi incidenti sulla
salute e sulla sicurezza del cantiere.
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18 HS+E Magazine apr-jun 2014
per sistemi Windows®
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Normativa
INTERNAZIONALE
SOUTH AFRICA
»» Changes to the National Air
Quality Framework adopted 29Nov-2013
»» Facilities conducting listed waste
management activities must
obtain waste management
licenses 29-Nov-2013
»» Facilities intending to construct
facilities for treating effluent
or wastewater must obtain
environmental authorisations 29Nov-2013
»» Facilities with dust emissions to
undertake dustfall monitoring
programmes 01-Nov-2013
»» List of activities requiring
atmospheric emission licenses
amended 22-Nov-2013
»» National standards aimed at
controlling the extraction, flaring
or recovery of landfill gas adopted
29-Nov-2013
20 HS+E Magazine apr-jun 2014
»» Operators of small boilers must
now meet additional emission
restrictions and submit emission
reports 01-Nov-2013
»» Vehicle scrapping and recovery
facilities must not be constructed
in environmentally sensitive areas
29-Nov-2013
UNITED ARAB EMIRATES
»» Abu Dhabi: Companies should
expect a code for groundwater
extraction 30-Oct-2013
RUSSIA
»» Adopted criteria for the
classification of hydrotechnical
installations 02-Nov-2013
»» Adopted Rules for the Technical
Inspection of Certain Types of
Vehicles 13-Nov-2013
»» Water protection legislation
amended 21-Oct-2013
SERBIA
»» Additional substances subject to
limitations and bans regarding
their manufacturing trade and use
14-Oct-2013
»» Export and import of dual-use
equipment harmonised with the
EU framework 31-Oct-2013
TURKEY
»» Accredited establishments are
now required to be involved
in Environmental Impact
Assessment procedure 03-Oct2013
»» Administrative procedure
related to registration of
greenhouse gas emission
reduction projects simplified
09-Oct-2013
»» Companies are not required
to have an environmental
expert/consultancy if they
are exempted from the
environmental licence provision
21-Nov-2013
»» Minimum working hours of
occupational safety experts in
certain facilities reduced 11-Oct2013
»» Scope of health and safety
requirements for construction
sites extended 05-Oct-2013
»» Strict employment restrictions
related to young workers above
16 years of age have been
relaxed 25-Oct-2013
»» Transport of waste oil to be reregulated 05-Nov-2013
»» Turkey applies ADR 2013 as of 1
January 2014 24-Oct-2013
»» Turkey signed the ILO
convention on Promotional
Framework for Occupational
Safety and Health 08-Oct-2013
»» Workers’ exposure to dust regulated
more strictly 05-Nov-2013
BRAZIL
»» Contingency plan for oil and gas
installations adopted 23-Oct2013
»» Copper sulfate and hydrogen
peroxide based pesticides for
emergency use by the SABESP
can benefit from simplified
registration 01-Nov-2013
»» GOIÁS: Amendments to the
State Fire Safety Code 13-Feb2014
»» Less strict rules for the renewal
of license registrations for the
extraction and exploration of
sands, gravels, clay and related
mineral substances 03-Oct-2013
»» MINAS GERAIS: Companies
supporting sport activities
can use label to promote their
services and products 30-Nov2013
»» Registration waiver for the import
of pesticides containing emamectic
benzoate 07-Nov-2013
»» RIO DE JANEIRO: Facilities
subject to environmental
licensing must pay
environmental compensation
01-Nov-2013
»» RIO DE JANEIRO: New
requirements and procedures
for environmental authorization
to drill water wells 08-Oct-2013
»» SÃO PAULO: Activities involving
native Brazilian flora species in
the Mata Atlântica biome are
subject to specific procedures
and requirements 24-Oct-2013
»» SÃO PAULO: Analysis of physical,
chemical and biological tests
on environmental matters to be
done by accredited laboratories
only 22-Oct-2013
»» SÃO PAULO: Specific
environmental licensing rules
for nautical support structures
and installations adopted 25Oct-2013
»» Temporary reduction of import
tariffs for pesticides 26-Nov2013

apr-jun 2014 HS+E Magazine 21
SERENISSIMA
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abbiamo detto
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dell’Emilia-Romagna
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www.saluter.it/trapianti
The Institute of Risk Management (IRM) è un istituto
internazionale indipendente e no-profit che promuove la
disciplina del risk management applicata a qualsiasi tipologia
di business e organizzazione; sebbene lo scopo primario
del risk management come inteso da IRM miri a determinare
tutti i possibili rischi di carattere imprenditoriale-economicofinanziario (quindi non strettamente correlati all’ambito HSE),
l’approccio filosofico è per molti versi condivisibile anche
da altri settori, non in ultimo proprio il mondo dell’HSE. IRM
opera in oltre un centinaio di Paesi promuovendo la ricerca,
l’aggiornamento continuo dei propri associati attraverso
training specifico ed eventi e proponendo schemi di qualifica
e certificazione dei professionisti che operano nel settore. Il
sito web dell’istituto non è particolarmente ricco di materiale
scaricabile, tuttavia accedendo direttamente dal banner
della home page alla pagina “Publication”, alla sezione “IRM
Guidance Documents” si possono trovare alcuni documenti
interessanti anche per chi si occupa di sistemi di gestione
HSE, non in ultimo anche per le implicazioni incrociate che le
due macro problematiche possono avere; molto interessante
il documento che illustra l’approccio ai “rischi emergenti”
presenti in qualsiasi ambito economico, sociale e lavorativo;
alcuni documenti sono disponibili non solo in inglese ma
anche in numerose altre lingue.
SITEMAP

www.theirm.org
www.roncucciandpartners.com
International Business Consulting • International Sales Development • Green Economy • International Finance
RONCUCCI&PARTNERS GROUP
ITALY • SERBIA • INDIA • BRAZIL • TUNISIA • SOUTH AFRICA
HEADQUARTERS
Via Cesare Battisti 25 - 40123 Bologna - ITALIA • Tel. +39 051 255 676 • Fax +39 051 421 0803
apr-jun 2014 HS+E Magazine 23
1a Parte
Professionalità ed operatività integrate in un
intervento di
bonifica del
sottosuolo
Dalla messa in sicurezza d’emergenza alla relazione di fine lavori, attraverso indagini, progettazione,
monitoraggi e bonifica applicando diverse tecnologie.

Claudio Mattalia
I
l presente contributo illustra un piccolo intervento di
bonifica del sottosuolo eseguito da Enviars S.r.l. che, grazie
alla professionalità e all’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori
Ambientali per la Categoria 9, ha integrato le diverse fasi
di messa in sicurezza d’emergenza, indagini, monitoraggi,
progettazione e bonifica di un sito contaminato da gasolio, a
causa di un fenomeno di overfilling di un serbatoio.
Il contributo si articola in senso cronologico partendo da
una ricostruzione storica dell’accaduto, illustrando i diversi
interventi di messa in sicurezza d’emergenza, le indagini di
caratterizzazione, il monitoraggio della falda acquifera, la
bonifica dei terreni attraverso la rimozione di una porzione e
l’applicazione del Soil vapor Extraction, fino al collaudo finale
in contraddittorio con l’ARPA competente.
RICOSTRUZIONE STORICA
Il 10 novembre 2008, un fenomeno di overfilling di gasolio
per riscaldamento da un serbatoio interrato ha provocato
la contaminazione da idrocarburi e composti aromatici
del suolo e delle acque sotterranee di un’area collinare.
Dall’osservazione di dettaglio del sito, il gasolio è percolato
ai lati e sotto il serbatoio, infiltrandosi nel sottosuolo a tergo
di un muro di contenimento di un terrapieno; in parte il
gasolio è fuoriuscito dalle fessure del muro ed in buona
parte ha raggiunto una cantina ed il pozzo per acqua al
centro del cortile sottostante
(Figura 1).
Immediatamente è stata
predisposta ed inviata agli enti
competenti la comunicazione
prevista ai sensi dell’art.
242 del D.Lgs. 152/06, ed è
stata incaricata Enviars S.r.l.
di provvedere alla messa in
sicurezza d’emergenza del sito,
al fine di contenere la diffusione
del gasolio e a rimuoverlo dal
serbatoio interrato.
Il 14 novembre 2008 si è provveduto a scavare e rimuovere
il terreno della cantina interessato dal passaggio del
gasolio, e ad accumularlo in big-bags.
Il 13 novembre 2008 nel pozzo con presenza di fase libera
(12 cm) è stato installato un sistema di recupero costituito
da uno skimmer, una pompa pneumatica di rilancio, fusti di
stoccaggio del gasolio ed un compressore.
Il sistema di recupero ha funzionato per 20 giorni, per
14 ore al giorno (dalle 8 alle 22 per evitare che il rumore
del compressore potesse
disturbare la popolazione)
e ha recuperato circa 220
litri di gasolio ed in minima
parte acqua. Il 3 dicembre
lo spessore di fase libera,
misurato con la sonda
interfase, ha raggiunto i 2
millimetri.
Dal 18 novembre 2008
è iniziata l’attività di
demolizione del locale
serbatoio il quale era
alloggiato tra due muri in
parte in c.a. ed in parte in
MESSA IN SICUREZZA
muratura con una copertura
D’EMERGENZA
in lastre di Eternit. Prima
di tutto sono state rimosse
Il gasolio contenuto nel serbatoio
la copertura in lastre in
(quasi 14.000 litri) è stato travasato
cemento-amianto (620
in tre serbatoi dotati di vasca
kg) di Eternit da parte di
di contenimento con capacità
una ditta specializzata
complessiva pari a circa 9.300 litri,
e autorizzata. Quindi, il
messi al servizio della centrale
19 novembre 2008 si è
termica; i residui 4.500 litri sono
proceduto alla bonifica del
stati aspirati da un auto spurgo
serbatoio mediante lavaggio
e smaltiti come rifiuto in un
con getto a pressione
impianto autorizzato.
e aspirazione dei reflui
Figura 1
prodotti mediante auto spurgo.
Il 12-13 novembre 2008 si è
Dopo la demolizione della soletta in c.a. sovrastante il
provveduto ad effettuare la scarifica, fino al substrato
serbatoio, questo è stato tagliato in lastre metalliche per
roccioso, del terreno impattato dal gasolio presente sul
la rimozione. Infine, il locale serbatoio è stato ripulito
gradone inferiore. L’intervento è stato eseguito mediante
un miniescavatore sollevato sul gradone mediante una gru. mediante aspirazione dei reflui stagnanti all’interno,
rimozione delle macerie derivanti dalle demolizioni.
Complessivamente, sono stati rimossi 10.720 kg di terreno.
Quindi, è stato verificato il fondo scavo mediante il prelievo Tutti i rifiuti sono stati trasportati e smaltiti da ditte
autorizzate.
di due campioni compositi di terreno.

apr-jun 2014 HS+E Magazine 25
CARATTERIZZAZIONE DEL SITO
Inquadramento generale
In seguito allo sversamento e all’infiltrazione di gasolio nel
sottosuolo verso la falda acquifera superficiale, è stato attivato
un monitoraggio dei pozzi per acqua presenti nell’intorno del
sito.
Il sito è costituito da terrazzamenti, realizzati mediante una
serie di muri di sostegno, con altezza variabile tra 3-8 m circa,
e successivo riempimento a tergo degli stessi. I 3 terrazzi di
interesse sono stati denominati “gradone superiore”, “gradone
intermedio” e “gradone inferiore” (Figura 1). Il serbatoio era
alloggiato in una camera interrata realizzata in corrispondenza
del gradone intermedio.
26 HS+E Magazine apr-jun 2014
»» Gradone intermedio: il gasolio ha interessato il terreno
immediatamente circostante e sottostante il serbatoio.
»» Gradone inferiore: il gasolio ha interessato il muro di
sostegno tra il gradone inferiore e quello intermedio ed il
terreno a tergo dello stesso, nonché il terreno del gradone
inferiore.
»» Cortile: il gasolio ha interessato il sottosuolo del cortile,
senza avere presenza in superficie, e la cantina (quota circa
-3 m rispetto al piano del cortile) ed il pozzo (caratterizzato
da una soggiacenza da p.c. pari a circa 10 m).
L’area del sito è caratterizzata da una
morfologia collinare. In particolare,
circa 100 m ad ovest dell’area del sito
risulta presente un rilievo collinare
roccioso, con altezza media pari a
circa 500 m s.l.m., allineato lungo
una direttrice nord-sud; ad ovest,
un altro rilievo collinare morenico.
Tra i due rilievi è presente un’area
sub-pianeggiante, di origine fluviale,
moderatamente pendente verso sud.
In mezzo è presente un rilievo isolato,
alto circa 20 m rispetto al fondo valle,
su cui sorge la struttura servita dal
serbatoio in oggetto.
Dal punto di vista geologico, l’area del
sito è caratterizzata da tre principali
tipologie litologiche:
``
``
``
materiali
litoidi, costituiti
prevalentemente da
peridotiti, caratterizzate
localmente da presenza
di magnesite, ubicati ad
ovest;
materiali morenici che
rappresentano il rilievo
collinare ad est,.
sedimenti alluvionali
terrazzati che formano
l’area sub-pianeggiante.
Dal punto di vista idrogeologico,
si rileva la presenza di un orizzonte
acquifero impostato nei sedimenti
fluviali, come testimoniato dal
numero di vecchi pozzi a servizio
delle varie abitazioni. In prossimità
del sito è verosimile l’esistenza di una
circolazione idrica impostata nelle
fratture del mezzo roccioso.
In base ai rilievi piezometrici effettuati,
nell’area del sito la falda ha una
soggiacenza variabile da circa 6
m e circa 11 m, con una direzione
prevalente di deflusso NS.
In base al P.R.G.C. vigente la
destinazione d’uso del sito è quella
di “Residenziale – Complessi di Pregio
Storico, Artistico e/o Ambientale”.
Pertanto, le Concentrazioni Soglia
di Contaminazione (CSC, riportate
nella Tabella 1, Allegato 4, Parte
Quarte, Titolo V, D.Lgs 152/06) di
riferimento per il sito in esame sono
quelle della Colonna A per le aree con
destinazione d’uso residenziale.
Le indagini preliminari, eseguite
durante la fase di messa in sicurezza
d’emergenza, hanno evidenziato che
la scarifica del terreno del Gradone
inferiore ha dato esito favorevole
verso monte (valori < CSC-RES), ma
ha lasciato ancora una potenziale
contaminazione verso valle, dove si
registrano superamenti delle CSC-RES
per gli Idrocarburi leggeri e pesanti,
Xilene, composti aromatici, e Benzo(a)
pirene.
La valutazione del panneggio
piezometrico dell’acquifero in
corrispondenza del sito in esame è
stata effettuata utilizzando 7 pozzi
(Figura 2). Si rileva la presenza di un
acquifero, la cui direzione di deflusso
prevalente è NS, con effetti di
ricarica da parte dei due rilievi
collinari che bordano l’area pseudopianeggiante.
I risultati dei 3 campioni di acqua
sotterranea prelevati il 12/11/2008
da altrettanti pozzi circostanti il sito
mediante campionatore bailer, non
hanno evidenziato alcun superamento
delle CSC.
Indagini
Le indagini di caratterizzazione hanno
compreso indagini indirette, quali un
rilievo dei vapori nell’aria interstiziale e
un rilievo sismico, ed indagini dirette,
quali sondaggi e pozzetti esplorativi, il
monitoraggio della falda acquifera.
Al fine di individuare in modo
più preciso l’effettivo percorso di
migrazione del gasolio e poter ubicare
al meglio le successive indagini di tipo
diretto, è stata eseguita una campagna
di rilievo dei vapori nell’aria
interstiziale (Soil Gas Survey)
mediante fotoionizzatore portatile
(PID).
L’indagine ha indagato il sottosuolo
immediatamente sottostante la base
del locale interrato in cui era collocato
il serbatoio, il materiale di riporto
a tergo del muro di sostegno tra il
gradone intermedio e quello inferiore
(alla base dello stesso), il terreno del
gradone inferiore, il terreno a tergo
tra il muro di sostegno tra il gradone
inferiore ed il cortile ed il sottosuolo
del cortile stesso.
Il rilievo è stato eseguito mediante
perforazioni di diametro 20-25 mm,
orizzontali e verticali, spinte fino a una
profondità pari a circa 1 m (in funzione
anche del rinvenimento del substrato
roccioso o di materiali lapidei); le
misure della concentrazione di VOC
sono state eseguite mediante un foto
ionizzatore portatile (PID).

apr-jun 2014 HS+E Magazine 27
I risultati del rilievo, espressi in parti per milione (ppm),
sono stati restituiti graficamente (Figura 3, dalla quale si
osserva che le concentrazioni significative di VOC (fino a
180 ppm) sono state riscontrate esclusivamente a tergo del
muro tra il gradone intermedio e quello inferiore.
In particolare, la concentrazione massima è stata rilevata in
corrispondenza dell’arca mediana del muro, ovvero nella
porzione di terreno immediatamente sottostante la vasca
in cui era alloggiato il serbatoio, ora rimosso.L’andamento
nel sottosuolo del substrato roccioso a partire dal fianco
del rilievo risulta un fattore influente sia sulle modalità di
migrazione del gasolio nel sottosuolo, sia sulla circolazione
idrica sotterranea e quindi anche su un futuro intervento di
bonifica. Al fine di verificare tale andamento, la profondità
e lo spessore della copertura di materiale grossolano, nel
mese di marzo 2009 sono stati eseguiti 3 profili con la
tecnica della sismica a rifrazione (Figura 2).
28 HS+E Magazine apr-jun 2014
La lunghezza dei 3 stendimenti (L1-L3) è risultata,
rispettivamente, pari a 27 m, 39 m e 50 m, in funzione dei
limiti logistici in campo (spazio utile per gli stendimenti). I
risultati dell’indagine sismica a rifrazione effettuata hanno
fornito le seguenti indicazioni:
``
il contatto tra i depositi di
copertura ed il substrato lapideo
compatto è posizionabile alla
isotaca (curva di ugual velocità di
propagazione delle onde sismiche)
1000 m/s; tale valore è stato
ottenuto con la calibrazione
effettuata sulla base delle
stratigrafie dei sondaggi;
``
l’andamento del substrato lapideo
è lievemente inclinato e immerge da
est verso ovest; le quote alle quali si
individua sono comprese tra 386 e
394 m s.l.m., ovvero a profondità
dal p.c. comprese tra 9 e 13 m;
``
il substrato lapideo presenta un
primo cappellaccio di alterazione,
con velocità di propagazione delle
onde di compressione comprese
tra 1000 m/s e 2500 m/s,
mediamente di spessore compreso
tra 2 m e 6 m.
Al fine di caratterizzare il sottosuolo del sito, è stata
effettuata una serie di sondaggi ambientali (Figura
4) finalizzati alla determinazione della stratigrafia, al
prelievo di campioni di terreno ed all’installazione di
tubazioni fessurate, in vista di un
eventuale futuro intervento di
Soil Vapor Extraction. I sondaggi
sono stati ubicati in funzione
delle indagini indirette eseguite
precedentemente:
`` 4 sondaggi verticali (S1÷S4)
in corrispondenza del cortile;
`` 2 sondaggi orizzontali
(SH1÷SH2) intestati
nel muro di sostegno tra il
cortile ed il gradone inferiore,
interessanti pertanto il terreno
sottostante il gradone inferiore;
`` 3 sondaggi orizzontali
(SH3÷SH5) intestati nel
muro di sostegno tra il gradone
inferiore e quello intermedio,
interessanti pertanto il
terreno sottostante il gradone
intermedio;
`` 2 sondaggi verticali (S5,
S6) in corrispondenza della
vasca in cui era alloggiato il
serbatoio;
Il sottosuolo indagato è caratterizzato
da un orizzonte di materiale di riporto
e di terreni di origine alluvionale, con
granulometria prevalente sabbiosa/
ghiaiosa e con frammenti di laterizi. Nei
sedimenti alluvionali del sottosuolo del
cortile sono state rinvenute porzioni
di terreno a tessitura più fine, con limo
argilloso e limo sabbioso. Sotto tale
materiale, è presente un orizzonte
di alterazione del substrato roccioso
profondità comprese tra 2,25 m e 4,75
m. Infine, si trova il substrato roccioso.
`` 2 pozzetti superficiali in
corrispondenza del gradone
inferiore.
I campioni di terreno prelevati nell’area
sottostante la vasca, in cui era alloggiato
il serbatoio (sondaggi verticali S5 e
S6, sondaggi orizzontali SH3, SH4 e
SH5), evidenziano svariati superamenti

apr-jun 2014 HS+E Magazine 29
delle CSC-RES, relative ai parametri:
Idrocarburi leggeri C<12, Idrocarburi
pesanti C>12, Xilene e sommatoria
Idrocarburi Policiclici Aromatici.
Altri superamenti delle CSC-RES per gli
Idrocarburi leggeri C<12 e pesanti C>12
sono stati registrati in corrispondenza
dei sondaggi S1 e S3 (cortile) e in
corrispondenza dei due pozzetti
esplorativi PE1 e PE2.
Ai fini dell’applicazione dell’analisi di
rischio sito specifica, in corrispondenza
di 3 campioni caratterizzati dall’assenza
di superamenti delle CSC-RES è stata
effettuata la determinazione della
Frazione di Carbonio Organico,
risultata compresa tra 0,74 e 2,0%
Come richiesto dal manuale “Criteri
metodologici per l’applicazione
dell’analisi assoluta di rischio ai siti
contaminati”, rev. 2, APAT (2008), 2
campioni di terreno rappresentativi
sono stati sottoposti ad analisi di
speciazione degli idrocarburi. Le
miscele idrocarburiche analizzate
sono caratterizzate da una netta
preponderanza delle frazioni alifatiche
(90-97%) e di Idrocarburi pesanti (7381%), come prevedibile in funzione
della tipologia di carburante sversato
(gasolio per riscaldamento).Al fine
di poter stimare le caratteristiche
tessiturali del terreno, necessarie
per l’implementazione dell’analisi di
rischio (porosità totale, contenuto
volumetrico d’aria ed acqua), 3 campioni
di terreno sono stati sottoposti ad
analisi granulometriche e per
la determinazione dei Limiti di
Atterberg. Le classi granulometriche
risultanti, secondo la classificazione
USCS, sono SM (2) e SC.
L’indice di fratturazione del
substrato roccioso, necessario per
l’analisi di rischio, è stata stimato in base
a una serie di rilievi, in corrispondenza
di alcuni modesti affioramenti rocciosi
30 HS+E Magazine apr-jun 2014
nell’area circostante il sito. L’indice areale
di fratturazione è risultato variabile tra
0,02 e 0,045; ai fini dell’analisi di rischio,
è stato ritenuto rappresentativo il valore
inferiore, ovvero 0,02.
Il monitoraggio della falda acquifera,
attivato immediatamente dopo lo
sversamento, anche in considerazione
della presenza di gasolio in fase libera
surnatante l’acqua del pozzo del cortile,
ha interessato una decina di pozzi, con
numerosi rilievi piezometrici, consentendo
di determinare il panneggio piezometrico
dell’acquifero e le sue evoluzioni
temporali. Inoltre, a partire dal 18 giugno
2009 è stato effettuato un monitoraggio
in continuo della quota piezometrica nei
pozzi P1 e P8, mediante due trasduttori
di pressione. Infine, tutte le misure
piezometriche sono state riferite a punti
topografici in modo da rendere assoluti i
livelli.
Le campagne di prelievo delle acque
sotterranee sono state sette. I campioni
d’acqua sono stati sottoposti a
determinazioni analitiche per la ricerca
dei seguenti parametri: Idrocarburi totali
espressi come n-esano, BTEX.
In aggiunta a tali analisi, al fine di
ricavare dati relativi al chimismo delle
acque sotterranee e utili alla definizione
delle modalità di circolazione idrica
sotterranea, sono stati prelevati
alcuni campioni sottoposti ad analisi
idrogeochimiche per la determinazione
degli ioni principali (Ca, Mg, Na, K, HCO3,
Cl, NO3, SO4), in corrispondenza di alcuni
pozzi significativi ed in corrispondenza
del rio a monte flusso rispetto all’abitato
(campione di acqua superficiale). I
risultati sono stati elaborati mediante
il Diagrammi di Piper e il diagramma
rapporto Mg2+/Ca2+, con i quali è
stato possibile individuare 3 gruppi
geochimici, denominati G1, G2 e G3.
Sulla base di tali dati, unitamente alle
informazioni derivanti dall’indagine
geofisica e dalle stratigrafie dei sondaggi
realizzati, nell’area in esame sono
stati individuati due diversi circuiti di
circolazione idrica nel sottosuolo.
Il primo circuito idraulico è impostato
nei sedimenti alluvionali della piana. Tale
circuito idraulico risulta interessato da
tutti i pozzi riscontrati presso il sito, ad
eccezione dei PM1 e PM8. In base alla
carte piezometriche elaborate, nell’area
in esame l’acquifero impostato nei
sedimenti alluvionali è caratterizzato
da una direzione di flusso prevalente
NS, con una forte ricarica dal cordone
morenico posto immediatamente ad est
e un modesto effetto di ricarica anche
in prossimità del margine dell’altura
ovest. Il gradiente idraulico dell’acquifero
risulta pari a circa 2,5%, ma aumenta
notevolmente, fino a 7,5, più a sud. Tale
fenomeno è correlabile all’“effetto diga”
effettuato dall’altura ovest, nei confronti
dell’acqua proveniente dal fianco del
cordone morenico.
Il secondo circuito idrico, invece, è
imposto nelle fratture del substrato
roccioso; i pozzi afferenti a tale circuito
risultano il P1 (pozzo Morello) ed il P8.
Tale acquifero è caratterizzato da livelli
piezometrici inferiori rispetto a quelli
relativi all’acquifero nei sedimenti
alluvionali. Grazie al monitoraggio in
continuo dei livelli piezometrici nei 2
pozzi, è stato possibile verificare che
nell’area in esame l’alimentazione di
tale circuito idraulico è da ricercarsi
nell’apporto derivante dall’acquifero
dei sedimenti alluvionali (in funzione
della differenza di quota piezometrica)
e, soprattutto, nell’apporto meteorico
insistente sul versante est dell’altura,
che influenza fortemente il livello
piezometrico (Figura 2) e devia la
direzione di deflusso SN.
Dal punto di vista geochimico, sono
stati eseguiti numerosi prelievi mediante
campionatore bailer trasparente
(per verificare l’assenza di fase libera
surnatante) e analisi chimiche in
laboratorio.
L’acqua di tutti i pozzi è sempre risultata
non contaminata, ad eccezione del
primo campione del pozzo P1 (cortile)
successivo alla conclusione della
fase di recupero prodotto e spurgo.
Tale campione ha fatto registrare
un superamento della CSC per gli
Idrocarburi totali pari a
360 µg/l rispetto alla CSC 350 µg/l.
In seguito a notevoli precipitazioni
meteoriche, è stata rilevata una venuta
d’acqua inquinata da Idrocarburi totali
(1200 µg/l , CSC 350 µg/l) nella cantina.
Al fine di stimare la conducibilità
idraulica dell’acquifero interessato dal
pozzo P1 (unico pozzo che era stato
raggiunto dalla contaminazione in
seguito allo sversamento del gasolio), è
stata effettuata una prova di pompaggio
con portata di emungimento pari a
0,6 l/s per un tempo pari a 130 minuti
e una risalita del livello piezometrico
di 30 minuti, monitorando i livelli con
trasduttore di pressione collegato
ad acquisitore dati. I dati sono stati
interpretati mediante il Software
b.i.t.
energie
rinnovabili &
efficienza
energetica
Aqtesolv, utilizzando il metodo
di Neuman, valido per acquiferi a
superficie libera; la trasmissività idraulica,
in particolare, è risultata pari a 1,3·10-5
m2/s. In corrispondenza del pozzo P1,
in funzione della quota piezometrica
media e della profondità in cui il rilievo
sismico effettuato individua il substrato
roccioso compatto (circa 391-392 m
s.l.m.), la potenza satura dell’acquifero
è stata considerata pari a circa 2,5 m;
la conducibilità idraulica dell’acquifero
risulta pari a circa 5,3·10-6 m/s.

Continua nel prossimo numero.
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apr-jun 2014 HS+E Magazine 31
TECHNONEWS
SICUREZZA ED IGIENE INDUSTRIALE
RISPOSTE DALL’INTERPELLO: FORMAZIONE DI
RSPP/ASPP ESAUSTIVA COME FORMAZIONE
PER LAVORATORI
Perseguendo gli obiettivi delle recenti modifiche
del Decreto del Fare-Legge al Decreto legislativo
81/2008, si cominciano ad osservare le prime
conseguenze in merito alla possibilità di non
ripetere percorsi formativi tra loro sovrapponibili.
Infatti l’Interpello n. 18/2013 del 19 dicembre 2013,
pubblicato dalla Commissione per gli interpelli
(art. 12, comma 2, DLgs. 81/2008), fornisce alcune
risposte ribadendo che – con riferimento all’art.
32 comma 5 bis e art. 37 comma 14 bis (introdotti
nel Testo Unico dalla Legge n. 98/2013) – un
RSPP/ASPP, in possesso dei requisiti necessari per
svolgere tali funzioni, ha ricevuto una “formazione
sufficiente e adeguata” relativamente alla
formazione per i lavoratori e i preposti ove opera.
E dunque non ha l’obbligo di frequentare i normali
corsi di formazione ex art. 37 del D. Lgs. 81/2008.
LAVORO OCCASIONALE ACCESSORIO, DA
DOMANI COMUNICAZIONI A INPS
Inail ricorda che dal 15 gennaio 2014 le
comunicazioni di inizio attività per il lavoro
accessorio andranno effettuate esclusivamente
verso Inps e tramite una nuova procedura online
sul sito www.inps.it.
Inps ha pubblicato le nuove istruzioni in merito
alle modalità di invio della comunicazione
32 HS+E Magazine apr-jun 2014
obbligatoria di inizio attività nella circolare n. 177
del 19 dicembre 2013.
Inoltre Inps ed Inail mettono a disposizione
un nuovo numero dove è possibile richiedere
ulteriori informazioni: Contact Center INPS-INAIL
n: 803164 (gratuito da telefono fisso) oppure n.
06164164 (da telefono cellulare, con tariffazione
a carico dell’utente).
CIRCOLAZIONE SU STRADA DI CARRELLI
ELEVATORI PER SPOSTAMENTI BREVI E
SALTUARI
Il Ministero dei Trasporti ha pubblicato alcuni
chiarimenti in merito al “Decreto della Direzione
generale per la motorizzazione del 14.01.2014, di
attuazione della disposizione prevista dal comma
2 bis dell’art. 114 del nuovo codice della strada,
riguardante l’immissione in circolazione su strada
di carrelli per brevi e santuari spostamenti a
vuoto o a carico” con la Circolare del 14 gennaio
2014 n. 753, la quale fornisce indicazioni utili per
l’immissione in circolazione dei carrelli e abroga le
disposizioni impartite con la Circolare prot. n. 14906
del 10.06.2013 e con la Circolare 26363/DIV3/C del
25.10.2013.
All’art. 4 della Circolare del 14 gennaio 2014 n. 753
si specifica che la domanda per l’autorizzazione
deve essere inoltrata all’Ufficio motorizzazione
civile competente per territorio e che tale
autorizzazione avrà validità massima di un anno
(comunque prorogabile).
CONSEGUENZE DEL MANCATO
AGGIORNAMENTO DEI DATORI
DI LAVORO-RSPP ENTRO 11
GENNAIO 2014
Come indicato dall’articolo 34 del
D.Lgs. 81/2008, i datori di lavoro che
ricoprono anche il ruolo di RSPP
sono tenuti a frequentare dei corsi
di aggiornamento che sono stati
successivamente definiti dall’Accordo
Stato-Regioni del 21 dicembre 2011.
Tale accordo prevede per i datori
di lavoro-RSPP precedentemente
esonerati dalla frequenza dei corsi
in base all’art. 95 dell’ex D.Lgs.
626/94, la frequentazione di corsi
di aggiornamento entro l’11
gennaio 2014 (in base ai punti 7 e
9 dell’Accordo Stato-Regioni del 21
dicembre 2011).
In caso di mancato aggiornato il
datore di lavoro può veder decaduta
la sua funzione di RSPP e può
incorrere nelle sanzioni per mancata
nomina del RSPP.
VALVOLE ED EQUIPAGGIAMENTI
DI SERVIZIO SU CISTERNE
DESTINATE AL TRASPORTO DI
MERCI PERICOLOSE
Il Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti ha pubblicato la Circolare
n. 1738 del 27 gennaio 2014 recante
“Approvazione di valvole ed altri
equipaggiamenti di servizio, da
utilizzare per le cisterne destinate
al trasporto di merci pericolose (ad
esclusione dei prodotti della classe
2 dell’ADR), per i quali nella tabella
del punto 6.8.2.6.1 dell’ADR, è
indicata una norma di riferimento”.
Il Ministero delle Infrastrutture
e dei Trasporti ha inteso dare
risposta a numerose richieste di
chiarimenti in merito alla modalità
di assegnazione del numero di
approvazione delle valvole ed
altri equipaggiamento di servizio
per i quali nella tabella del punto
6.8.2.6.1 dell’ADR è indicata una
norma di riferimento.
Richiamando il quadro generale
per le approvazioni delle cisterne
di cui trattasi, come delineato dal
DM 19 settembre 2005, il Ministero
conferma che le valvole ed gli altri
equipaggiamento di servizio per
i quali è richiesta una specifica
approvazione sono da considerarsi
quali componenti.
Pertanto il numero di omologazione
da attribuire è determinato con
riferimento all’allegato IV del DM
del 2 maggio 2001, n. 277 come
modificato con DM 13 agosto 2004.
Nello specifico si fa riferimento alla
lettera D: componenti ed entità
tecnica.
Il rilascio dell’approvazione è
subordinato alla verifica del
sistema di controllo di conformità
del processo produttivo e della
conformità del prodotto al
tipo omologato con l’evidenza
dell’attuazione, da parte del
costruttore, delle prove di
produzione previste dalle norme di
riferimento.
Si ricorda inoltre che la
certificazione rilasciata
deve contenere, oltre che
le caratteristiche essenziali
delle valvole o degli altri
equipaggiamenti, i dati e il facsimile in scala appropriata della
marcatura apposta sulle valvole o
sugli equipaggiamento di servizio
dal costruttore.
La scheda tecnica della cisterna, da
esibire a richiesta anche in sede di
controlli e prove, deve contenere
oltre ai dati identificativi degli
equipaggiamenti anche gli estremi
della loro approvazione comprensivo
dell’identificazione del CPA.
In considerazione che al momento,
per i componenti di cui trattasi,
non sono state ancora rilasciate
approvazioni, si consente sino al
30 giugno 2015 di procedere alle
approvazioni dwelle cisterne di cui
al DM 19 settembre 2005 secondo
le procedure e le modalità in uso.
Le disposizioni della Circolare
si applicano al rilascio di nuove
approvazioni di cisterne o rinnovi
di approvazioni che comportano
modifiche degli equipaggiamenti di
cui trattasi, a far data dal 01 luglio
2015 salvo, ovviamente, richiesta di
applicazione anticipata da parte del
costruttore.

apr-jun 2014 HS+E Magazine 33

Techno News
AMBIENTE
NUOVE PROCEDURE PER
INCENTIVAZIONE DI IMPIANTI A
FONTI RINNOVABILI DIVERSE DAL
FOTOVOLTAICO
Il GSE, in data 13 gennaio 2013, ha aggiornato
le “Procedure applicative del D.M. 6 luglio
2012 contenenti i regolamenti operativi per
le procedure d’asta e per le procedure di
iscrizione ai registri (ai sensi dell’art. 24, comma
1 del D.M. 6 luglio 2012)”.
Il documento riguarda l’incentivazione della
produzione di energia elettrica da impianti a
fonti rinnovabili diversi dai fotovoltaici, descrive
le fasi di accesso agli incentivi e della relativa
gestione e contiene:
»» i regolamenti per l’iscrizione ai Registri,
alle Procedure d’Asta e ai Registri per i
rifacimenti;
»» la richiesta di accesso agli incentivi;
»» le modalità di calcolo e di erogazione
degli incentivi, ivi incluse le modalità di
riconoscimento dei premi;
»» le modalità di svolgimento dei controlli e
delle verifiche sugli impianti.
SCADENZA 30 APRILE PER
PRESENTAZIONE MUD
Il Ministero dell’Ambiente ricorda che,
ai sensi del decreto del presidente del
Consiglio dei ministri del 12 dicembre
2013, è fissato al 30 aprile il termine di
presentazione del MUD (Modello unico di
dichiarazione ambientale).
34 HS+E Magazine apr-jun 2014
Sono tenuti a presentare il MUD:
»» i produttori iniziali di rifiuti pericolosi e non
pericolosi con più di 10 dipendenti;
»» imprese ed enti che effettuano operazioni di
recupero e di smaltimento dei rifiuti;
»» i soggetti che effettuano a titolo
professionale attività di raccolta e trasporto
di rifiuti, compreso il trasporto di rifiuti
pericolosi prodotti dal dichiarante;
»» commercianti ed intermediari di rifiuti senza
detenzione.
»» Il nuovo modello unico sostituisce
il precedente ed è costituito da sei
comunicazioni:
»» La Comunicazione Rifiuti;
»» la Comunicazione Veicoli fuori uso;
»» la Comunicazione Imballaggi, sia sezione
Consorzi che sezione Gestori rifiuti di
imballaggio;
»» la Comunicazione Rifiuti da apparecchiature
elettriche ed elettroniche.
MODIFICATO IL DECRETO CHE
DEFINISCE IL RICONOSCIMENTO DEI
PRODOTTI IMPIEGATI IN ATTIVITÀ DI
BONIFICA
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, n. 41
del 19 febbraio 2014, il decreto del 3 febbraio
2014 recante “Modifica al decreto 25 febbraio
2011, recante definizione delle procedure
per il riconoscimento di idoneità dei prodotti
assorbenti e disperdenti da impiegare in
mare per la bonifica dalla contaminazione da
idrocarburi petroliferi”.
PREVENZIONE INCENDI
Nella lettera circolare uscita recentemente vengono dati alcuni chiarimenti sul quadro normativo
oggi disponibile per la certificazione dei controsoffitti (alla luce della lettera circolare del Ministero
dell’Interno n. DCPST/A5/283/FR del 16 gennaio 2004) in una tabella che riassume le diverse tipologie
di controsoffitto, le Norme di prova, indicazioni sulla Classificazione/valutazione di resistenza al fuoco.
Sono in particolare evidenziate le distinzioni, in base alle modalità di prova tra:
a. controsoffitti privi di resistenza al fuoco intrinseca;
b. controsoffitti con resistenza al fuoco intrinseca (“controsoffitti a membrana”);
c. membrane protettive orizzontali.
Si riporta di seguito una tabella riepilogativa di quanto
previsto dalla Circolare:
Tipologia di
controsoffitto
Norma di
Prova
Classificazione/
valutazione di
resistenza al fuoco
Documento di
classificazione
Controsoffitti
privi di
resistenza
al fuoco
intrinseca
EN 1365-2
Controsoffitti
con resistenza
al fuoco
intrinseca (a
membrana)
EI (a->b); EI (b->a);
EI (a<->b) con
Rapporto di
rif. alla direzione
EN 1364-2
di provenienza
classificazione
dell’attacco termico sul
controsoffitto
Membrane
protettive
R/RE/REI
CEN/TS
13381-1
(riferito all’insieme
struttura protetta/
controsoffitto)
Rapporto di
classificazione
- Tempo di
superamento di una
temperatura limite
Rapporto di
- Curve di
valutazione
riscaldamento
dell’elemento protetto

apr-jun 2014 HS+E Magazine 35
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1999 and began by assisting a handful of clients in our hometown.
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