Insight ETFs Smart Beta - Maggio 2014.pub

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Speciale finanza & merca
Strumenti finanziari “intelligenti”: gli
ETF Smart Beta
G
li ETFs (Exchange Traded Funds)
sono strumenti finanziari simili ai
fondi comuni indicizzati e cercano di
replicare le performance degli indici
sui quali sono costruiti, come ad esempio il NASDAQ-100 Index, lo S&P
500 Index, il Dow Jones Index, ed altri
esistenti sul mercato.
Quando si compra un ETF è come se si
acquistassero direttamente delle azioni
in modo da costituire un portafoglio
titoli che segue le variazioni dell’indice
di riferimento.
La differenza principale tra gli ETFs ed
i Fondi comuni indicizzati è che gli
ETFs non cercano di ottenere una over
performance rispetto al loro indice
corrispondente come avviene per i
Fondi, ma tendono semplicemente a
replicare le prestazioni dell’indice stesso. In altre parole non cercano di battere il mercato ma di essere il mercato.
Gli ETFs sono stati lanciati fin dai primi anni ’80, ma si sono diffusi mag-
giormente negli ultimi dieci anni, offrendo agli investitori l’opportunità di
coniugare i vantaggi di un portafoglio
diversificato con la semplicità di fare
trading come se fossero dei singoli
titoli. Gli investitori possono acquistare
ETFs per aprire posizioni long o short,
in base alle loro previsioni sull’andamento del mercato.
Possiamo indentificare due fondamentali tipologie di ETFs, quelli sintetici e
quelli fisici.
Gli ETFs Sintetici cercano di replicare
un indice con l'utilizzo di strumenti
derivati, introducendo nel contempo il
cosiddetto rischio di controparte, cioè il
rischio di solvibilità di chi acquisisce
contrattualmente l’obbligo di corrispondere un determinato rendimento
prestabilito dell’indice di riferimento.
Gli ETFs Fisici tendono invece a replicare, mediante una gestione passiva, le
performance dell’indice di riferimento
attraverso l'acquisto diretto dei titoli
sottostanti.
Francesco
Filacchioni
Partner
Consultant
Actuary
PAS
Consulting
Entrambe le forme di ETFs hanno la
caratteristica di ridurre notevolmente i
costi di gestione rispetto ad un fondo
comune, utilizzando metodologie di
investimento estremamente diversificate, semplici e trasparenti.
Ma gli ETFs non si sono fermati qui. A
seguito del mercato orso iniziato nel
2007 e del crescente interesse degli
investitori di trovare nuove soluzione
di investimento, si sono evolute delle
particolari categorie di ETFs definite
“Intelligenti”, strumenti finanziari che
mirano ad ottenere delle over performance rispetto all’indice di riferimento
utilizzando degli specifici algoritmi di
selezione dei titoli sottostanti, evitando
così il ricorso alla semplice ponderazione sulla capitalizzazione di mercato
tipica degli ETFs tradizionali.
Negli ultimi quattro anni gli asset europei investiti in strumenti finanziari
‘’Intelligenti’’, gli ETPs (Exchange
Trade Products che comprendono gli
ETFs, gli ETCs e ETNs) sono aumentati del 900% (vedi grafico successivo),
e rappresentano ad oggi circa il 3% del
patrimonio totale mobiliare.
Un trend che potrebbe ulteriormente
continuare nei prossimi anni in base al
crescente interesse degli investitori
verso forme di investimento più sofisticate e al diverso approccio che potrebbero avere gli intermediari finanziari
verso i loro clienti.
C’è pero una certa confusione tra le
diverse categorie di investitori su questa tipologia di prodotti “Intelligenti” e
spesso vengono utilizzate impropriamente diverse terminologie per identi-
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stanti che sono selezionati in base a
delle specifiche misure finanziarie
fondamentali indipendenti dal prezzo
di borsa, come ad esempio i Ricavi, i
Dividendi, il Book Value e il Cash
Flow di una società. Questa strategia
cerca di neutralizzare gli effetti che
possono crearsi dal sovrappesare
titoli sopravvalutati e sottopesare
titoli sottovalutati, riducendo gli effetti generati da bolle di mercato.
ficarli. Proviamo a fare un po’ di chiarezza.
Si sente spesso parlare, continuando ad
usare la terminologia inglese, di strategie di indicizzazione ‘’Smart Beta’’,
oppure di ‘’Strategic Beta’’, ed infine
di ‘’Alternative Indexing’’. Analizziamole singolarmente.
Quando parliamo di strategie o prodotti
‘’Smart Beta’’, anche se non c’è ancora una definizione univoca che contraddistingue questo temine, si indicano tutti quei prodotti che cercano di
fornire una over performance rispetto
all’indice di riferimento, superando la
tradizionale composizione basata sulla
capitalizzazione di mercato. Sono prodotti che, anche se con differenze sensibili in base alla sofisticazione del loro
funzionamento, si collocano come via
di mezzo tra le gestioni puramente
passive e quelle attive.
essere costantemente ribilanciato per
mantenere uguali le posizioni su ogni
titolo. Questo meccanismo di costruzione dell’indice riduce la volatilità,
anche se i continui ribilanciamenti
effettuati aumentano i costi di transazione.
• Low Volatility: questi indici mirano
ad ottimizzare il portafoglio in termini di volatilità e allo stesso tempo
consentono un’ampia esposizione al
mercato azionario. Si basano su dati
storici relativi alla volatilità dei titoli
e alla correlazione tra loro. Questa è
una metodologia particolarmente
indicata per chi vuole ridurre i picchi
di mercato e perseguire una stabilità
del portafoglio.
• Fundamental weighted: in questi
indici vengono utilizzati dei sotto-
• Dividend weighted: questi indici
selezionano i titoli sottostanti esclusivamente in base alla politica di stacco dei dividendi. Vengono incluse
solo società consolidate, stabili, con
lunghi periodi di incremento di pagamento dei dividendi agli azionisti. Da
notare che questi meccanismi, altamente sofisticati, escludono quelle
aziende che fanno dei dividendi una
loro politica, in quanto sono relativamente brevi le loro storie economiche sul mercato.
• Momentum: sono indici che utilizzano un sottoinsieme di titoli che hanno
mostrato un maggior rendimento in
un predeterminato periodo di tempo
ed ai quali viene assegnato un punteggio di forza, il “momentum”.
Anche qui l’allocazione viene rivista
regolarmente per includere i titoli che
evidenziano una maggiore forza,
escludendo quelli che mostrano un
andamento laterale.
Quando si parla di prodotti ‘’Strategic
Beta’’ ci riferiamo a strumenti gestiti
più attivamente che cercano di realizzare delle performance nel medio e lungo
Nel cercare di superare la ponderazione basata sulla capitalizzazione di mercato (capital weighted), sono stati elaborati diversi meccanismi di costruzione degli indici, tutti facenti parte della
famiglia ‘’Smart Beta’’. Vediamo le
principali categorie:
• Equal weighted: in questi indici tutti
i titoli hanno lo stesso peso indipendentemente dalla loro capitalizzazione di mercato o dimensione economica. Tutte le società sono considerate sullo stesso piano e il contributo
di ciascuna di esse, piccola o grande
che sia, è paritetico. A causa delle
oscillazioni dei prezzi dei titoli all'interno dell'indice, il portafoglio deve
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periodo mantenendo un'esposizione,
per l’appunto “strategica”, ai titoli
appartenenti a diversi segmenti di
mercato. Ne sono un esempio gli ETFs
strategici che investono nel segmento
delle Small Cap oppure Large Cap di
determinati paesi e con caratteristiche
di investimento specifiche. Questi
ETFs utilizzano dei criteri di selezione
dei titoli elaborata dall’emittente in
modo da posizionarsi in maniera strategica su diversi mercati internazionali
a bassa o alta capitalizzazione, su titoli
che presentano determinate caratteristiche di investimento quantitative,
come le società ad alta redditività e
appartenenti a diversi settori economici come le imprese che producono
beni di consumo, imprese industriali e
finanziarie.
Infine le strategie ‘’Alternative Indexing’’ hanno l’obiettivo di creare
una diversificazione del portafoglio di
un investitore con classi di attività
alternative. Ne sono un esempio gli
‘’Alternative ETFs’’ che consentono
agli investitori di posizionarsi su valute o commodities, oppure utilizzare
strategie short per sfruttare fasi di ribasso dei mercati.
Come abbiamo visto il mondo degli
ETFs è piuttosto vario ed è rappresentato da strumenti finanziari ideali per
realizzare delle strategie di asset allocation, con prodotti semplici, trasparenti e soprattutto liquidi. Gli ETFs
Smart Beta possono essere considerati
un’evoluzione degli ETFs Tradizionali
con i quali attuare però strategie decorrelate rispetto agli indici di riferimento.
Gli ETFs Smart Beta sono piuttosto
conosciuti tra gli operatori istituzionali
ma molto meno dalla clientela retail,
fatta eccezione per i singoli investitori
più esperti con buona cultura finanzia-
ria che effettuano autonomamente le
proprie scelte di investimento. Questa minor conoscenza e questo certo
grado di confusione che c’è sui prodotti Smart Beta dipende anche dal
fatto che sono poco proposti dagli
intermediari finanziari in quanto non
forniscono commissioni per la loro
remunerazione.
Ma le cose potrebbero cambiare in
un prossimo futuro. Importante è
stata la svolta decisiva avvenuta lo
scorso febbraio a Bruxelles sulla
politica di incentivazione nei servizi
di consulenza indipendente. Il Consiglio della Ue ha pubblicato l’atteso
testo di compromesso sulla MiFID
II e MiFID II Regulation (MiFIR),
su cui si era già raggiunto un accordo lo scorso 15 gennaio tra Parlamento, Consiglio e Commissione
Ue.
Il possibile sviluppo della figura del
Consulente Finanziario Indipendente, la cui remunerazione è concordata a priori con il cliente, potrebbe
contribuire ad incrementare notevolmente la diffusione degli ETFs
Smart Beta.
Una cosa è evidente, affinché i singoli risparmiatori possano attuare
delle efficaci strategie di investimenti è necessario che i prodotti
‘’Smart Beta’’ siano maggiormente
pubblicizzati verso l’area retail e
siano ben chiariti dagli emittenti le
modalità e i meccanismi di selezione
dei sottostanti dell’indice di riferimento e soprattutto ci sia una adeguata formazione degli intermediari
finanziari che supportano molto spesso le decisioni e le scelte di investimento dei clienti.
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