Resoconto della seduta consiliare del 25 febbraio 2014

Comune di Treviglio
Consiglio Comunale del 25 febbraio 2014
RESOCONTO DELLA SEDUTA
Adunanza ordinaria di 1^ Convocazione – seduta pubblica con inizio alle ore 17:30
Presiede la seduta il Presidente Avv. Gianluca PIGNATELLI
Partecipa il Segretario Generale Dr. Antonio Sebastiano PURCARO
All’appello risultano:
PEZZONI Giuseppe – Sindaco
COLOGNO Andrea – Consigliere
FUMAGALLI Giancarlo – Consigliere
MELLI Paolo – Consigliere
PIGNATELLI Gianluca – Consigliere
RISI Oreste
- Consigliere
SGHIRLANZONI Giuseppe – Consigliere
CIOCCA Alessandro – Consigliere
FERRI Giulio – Consigliere
GIUSSANI Francesco – Consigliere
PREMOLI Maurizio . Consigliere
BORGHI Ariella – Consigliere
BUSSINI Simona – Consigliere
LINGIARDI Francesco – Consigliere
CIOCCA Daniela – Consigliere
MERISI Federico – Consigliere
MINUTI Luigi – Consigliere
Presente
Presente
Presente
Presente
Presente
Presente
Presente
Presente
Presente
Presente
Presente
Presente
Presente
Presente
Presente
Presente
Presente
e con la partecipazione degli Assessori:
IMERI Juri Fabio – ViceSindaco
VAILATI Sabrina – Assessore
MANGANO Basilio Antonino - Assessore
ZOCCOLI in PRANDINA Giuseppina – Assessore
NISOLI Alessandro – Assessore
Presente
Presente
Presente
Presente
Presente
Constatata la presenza del numero legale, il Presidente dichiara aperta la seduta per la
trattazione dell’ordine del giorno.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Buonasera, iniziamo i lavori di questo Consiglio comunale del 25 febbraio 2014.
Procediamo, come da Regolamento, ad appello nominale a cura del Segretario generale, a cui
cedo la parola.
SEGRETARIO GENERALE:
Pezzoni, Pignatelli, Cologno, Sghirlanzoni non c’è, Melli, Risi non c’è, Fumagalli, Ciocca
Alessandro non c’è, Ferri Giulio, Giussani, Premoli, Borghi, Lingiardi, Ciocca Daniela, Minuti è
assente, Bussini non c’è, e Merisi.
Quindi sono 11 presenti e 6 assenti, la seduta è legale.
Per la Giunta: Vice Sindaco non c’è, Nisoli, Mangano, Vailati non c’è e Zoccoli in Prandina c’è.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie, signor Segretario. La seduta, quindi, è legalmente valida alle ore 17.40.
Prima di procedere con l’ordine del giorno, due comunicazioni. La prima, che proviene dal
Gruppo consiliare di Forza Italia, che riferisce della nomina del nuovo Capogruppo nella
persona del consigliere Paolo Melli. E la successiva comunicazione è del 24 febbraio 2014, dei
Consiglieri Andrea Cologno, Giancarlo Fumagalli e Giuseppe Sghirlanzoni, che annunciano di
essere receduti dal Gruppo consiliare di Forza Italia e aver dato vita al Gruppo consigliere
denominato “Io Treviglio”, di cui il consigliere Cologno è Capogruppo.
Dovrete, colleghi Capigruppo, comunicare i nominativi dei vostri rappresentanti nelle
Commissioni consiliari permanenti.
Ha chiesto la parola il consigliere Melli per una comunicazione. Prego.
CONSIGLIERE MELLI:
Grazie, Presidente. In merito alla nascita del nuovo Gruppo consiliare di Forza Italia volevo fare
una comunicazione.
Devo ringraziare i miei colleghi che hanno contribuito alla nascita del Gruppo consiliare di Forza
Italia e in particolare per la fiducia accordatami nel nominarmi Capogruppo. Per questo
cercherò, com’è mio solito, di impegnarmi con slancio a svolgere il mio incarico nel migliore dei
modi.
Ci si chiederà perché vi sia stata questa suddivisione all’interno del Gruppo consigliare di Forza
Italia. È e sarà una situazione costruttiva, dettata dall’esigenza di far emergere chiaramente
l’appartenenza politica, il che non vuol dire, almeno per noi, cambiare casacca, è la stessa di
partenza, dato che il PdL è tornato ad essere e a chiamarsi Forza Italia, ma semplicemente
manifestare l’esigenza di entrare profondamente nelle dinamiche decisioni del Gruppo di
maggioranza.
Il nuovo Gruppo di Forza Italia, del quale fanno parte Gianluca Pignatelli, Oreste Risi e il
sottoscritto come Capogruppo, è espressione di un’identità politica e da questo è derivata la
necessità di cambiamento di rotta. Ciò non tocca il programma di mandato, che fin dall’inizio è
stato condiviso dall’intero Gruppo e lo stesso lo sta portando avanti con impegno e
determinazione.
Ci attendiamo dei risultati sul programma, permettendoci di segnalare un’attenzione
particolare alla riduzione delle tasse locali e alla promozione delle attività capaci di portare
occupazione e, se occorre, il partito Forza Italia e il suo Gruppo consiliare sono pronti a dare il
loro contributo per realizzare un cambio di passo nell’azione amministrativa. Tutte le scelte al
di fuori del programma di mandato dovranno essere discusse e condivise, perché solo con
l’ascolto, l’apporto di professionalità e di idee e con la condivisione si potrà proseguire
speditamente nell’azione amministrativa per il bene della città e dei cittadini.
Non credo nei confronti muscolari, tutto si può risolvere con il dialogo e il rispetto reciproco di
idee e persone, e questo vale sia nei rapporti con la maggioranza che con quelli con la
minoranza consiliare.
La nascita del Gruppo di Forza Italia non vuole indebolire la maggioranza, ma essere di stimolo
ad essa e con lo scopo di rafforzarla, dando spazio all’apporto di idee e di proposte da parte del
partito, offrendo rappresentatività ai cittadini che in esso si riconoscono, inaugurando un
virtuoso e costruttivo dialogo tra partito, Gruppo consiliare ed Esecutivo.
Questa è anche la base di partenza per far nascere e radicare Forza Italia nella nostra città,
con l’intento di coinvolgere più persone possibili, che possono essere portatori di idee, ci
consentono di capire le loro esigenze e farci portatori delle loro istanze.
Devo ringraziare i rappresentanti politici nazionali e regionali, che hanno seguito e sostenuto
da vicino la fondazione di Forza Italia a Treviglio e contribuiscono al suo radicamento sul
territorio provinciale.
Rivolgo, infine, un saluto agli amici del Gruppo consiliare di Forza Italia che sono receduti e che
hanno deciso di costruire un loro percorso alternativo a quello del partito di Forza Italia. Grazie
a tutti.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Procediamo, quindi, col punto n. 1 all’ordine del giorno, avente ad oggetto:
“Interpellanza presentata dai Consiglieri comunali Borghi, Minuti, Merisi, Ciocca
Daniela, relativa alla proposta di integrazione del progetto Alta Velocità - Alta
Capacità Treviglio-Brescia”.
Gli interpellanti hanno presentato al Protocollo del Comune in data 21.1.14 il seguente atto
ispettivo: “Visti gli impegni assunti dall’Amministrazione in Consiglio comunale all’atto della
discussione della mozione datata 18.5.2012, delibera raccomandazione n. 54 del 27 giugno
2012, con la risposta a Protocollo 62083/2012-APLPB del 17.12.2012 all’interpellanza del 5
dicembre 2012 a proposito del tema in oggetto; rilevato che il dirigente Pierluigi Assolari in
data 25 giugno ’13 ha inviato, anche per le sollecitazioni rivolte dalla consigliera Borghi
all’Assessore alla partita, una richiesta di incontro ai dirigenti regionali Roberto Laffi e Massimo
Dell’Acqua per valutare la proposta tecnica di integrazione del progetto Alta Velocità - Alta
Capacità sulla tratta che riguarda Treviglio; che tale richiesta, a quanto si sa, non ha avuto
alcun riscontro; che il Gruppo PD della Commissione Trasporti regionali ha preparato un
documento che riassume le questioni principali sul tema e ha chiesto alla Giunta un incontro
senza avere risposta alcuna; preso atto del fatto che non c’è stata a nessun livello
quell’interlocuzione forte con tutti gli Enti direttamente interessati alla verifica in questione, di
cui ha parlato anche il Sindaco in Consiglio comunale e alla cui promozione avrebbero potuto
collaborare anche i proponenti della mozione, Consiglieri e pendolari; ritenuto che la nota RFI
24.1.2013, RFI-DCE-PFS-A0011P, come rappresentato all’assessore Mangano, non risponde
alle domande avanzate con la proposta di integrazione del progetto Alta Velocità – Alta
Capacità e si sta di fatto rinunciando alla possibilità di avere un sistema ferroviario meno
rigido, con un aumento significativo dell’offerta dei servizi specialmente sulla linea storica e
soprattutto per i pendolari, o un potenziamento del traffico merci, un servizio economicamente
più vantaggioso che, garantendo maggiori profitti, possa assicurare la qualità delle altre
condizioni di viaggio (pulizia, decoro, ospitalità degli scompartimenti, assistenza ai viaggiatori).
Precisato che il Gruppo consiliare PD è disponibile a presentare all’Assessorato e ai suoi tecnici
gli esiti dei propri approfondimenti tecnici; verificato che la Amministrazione comunale di
Treviglio dopo più di un anno e mezzo non si è ancora pronunciata circa la valutazione tecnica
proposta con spirito collaborativo dalla minoranza del progetto Alta Velocità - Alta Capacità;
considerato che i Consiglieri che hanno proposto la problematica in esame e i firmatari della
presente interpellanza ritengono che l’Amministrazione debba responsabilmente esprimersi
sull’argomento perché è in gioco un bene comune prezioso, il territorio, ed è corretto che i
cittadini sappiano se lo si è sperperato o lo si è messo a buon frutto, si chiede al Sindaco di
dichiarare se ha intenzione di compiere la verifica richiesta un anno e mezzo fa; se sì, di dire
quali sono le azioni e le sinergie che intende promuovere e realizzare; se sì, se intende
inoltrare richiesta di audizione alla Commissione Trasporti regionale per portare, suo tramite, il
tema all’attenzione del Consiglio regionale, oppure percorrere altre vie per poter avere un
confronto tecnico-politico con Regione Lombardia; se no, di mettere nero su bianco la sua
posizione e le ragioni di merito che la motivano”.
La parola all’Assessore ai Lavori Pubblici, prego.
ASSESSORE MANGANO:
Grazie, Presidente. Con lettera inviata il 4 giugno 2012 a RFI veniva richiesta la valutazione
della proposta di integrazione del progetto Alta Velocità della tratta Treviglio-Brescia al fine di
ottimizzare il trasporto pubblico ferroviario e, in particolare, rendere percorribile la tratta anche
ai treni pendolari, con indubbi vantaggi sull’offerta del trasporto ferroviario.
Successivamente gli Uffici del Settore Territorio hanno contattato telefonicamente i
responsabili della società RFI per ottenere un parere tecnico circa la fattibilità della proposta,
senza peraltro ottenere alcuna risposta. Questa Amministrazione si è schierata a fianco dei
pendolari per ottenere condizioni migliorative del trasporto ferroviario. Nella riunione svoltasi il
29.11.2012 al Tavolo territoriale del servizio ferroviario quadrante est, il Comitato viaggiatori
bacino nodo di Treviglio ha rappresentato, tra gli altri punti critici per il miglioramento del
servizio, anche quello relativo all’attrezzaggio del tratto di linea Alta Velocità - Alta Capacità
Treviglio-Brescia, con un sistema che consenta l’esercizio da parte di tutti quei treni viaggiatori
trainati da motrice a 24 kilowatt/volt, che svolgono normalmente servizio viaggiatori nei
principali centri di utenza, utilizzando criteri di programmazione e di gestione già validati per
altre tratte ferroviarie e in accordo con le indicazioni della Comunità Europea riguardo alla
realizzazione del Corridoio 5, che deve essere idoneo a circolazioni miste, con velocità di
esercizio concorrenziali e non esclusive dei soli sistemi ad Alta Velocità.
Con lettera inviate il 10.12.2012, Protocollo 60720, veniva inviato sollecito ad RFI per ottenere
risposta alla precedente richiesta del 5.12.2012, rimasta inevase in relazione alla valutazione
della proposta in argomento. In seguito RFI riscontrava il suddetto sollecito, con nota
pervenuta in data 28.1.2013, Protocollo 4624, e in sostanza escludeva la possibilità di
attrezzare diversamente dagli standard europei la progettata linea Alta Velocità - Alta
Capacità.
A seguito di interpellanza dei Gruppi consiliari PD e Ariella Borghi Sindaco, nel Consiglio
comunale del 18.12.2012 veniva data contezza delle azioni intraprese con tutti gli interlocutori
(RFI, Regione, Provincia e Comitato pendolari). Nella risposta scritta all’interpellanza non vi era
traccia della risposta di RFI in quanto pervenuta successivamente.
Nel corso del 2013, anche su suggerimento della consigliera comunale professoressa Borghi, si
è cercato un incontro a livello regionale con il dirigente delle strutture preposte, ma
infruttuosamente.
Tutto ciò premesso e considerato, al fine di ottenere una risposta definitiva sulla reale
possibilità che RFI proceda ad integrare il progetto Alta Velocità - Alta Capacità al fine di un
sistema ferroviario meno rigido e con un aumento significativo dell’offerta di servizi,
specialmente sulla linea storica, è stata inviata richiesta in tal senso a RFI in data 7 febbraio
2014, Protocollo generale n. 6978.
Allo stato attuale, seppure sono in corso verifiche e siamo in attesa di conferme da parte di
RFI, dobbiamo considerare che la posizione della struttura Direzione Centrale Esercizio Rete
delle Ferrovie ha precisato, con la nota del 28.1.2013, che non è previsto né possibile
attrezzare diversamente, per un uso promiscuo, la linea Alta Velocità - Alta Capacità in fase di
realizzazione.
Le ulteriori iniziative di sensibilizzazione sul tema del trasporto ferroviario, nodo di Treviglio,
vanno nella direzione auspicata di implementazione e miglioramento dei servizi offerti ai
pendolari mediante la partecipazione assidua ai tavoli regionali riguardanti il trasporto
pubblico.
Circa la richiesta di quale azione il Sindaco intende intraprendere, c’è in calendario una
richiesta per i primi di marzo con l’Assessore ai Trasporti, Del Tenno, dove il Sindaco andrà a
trattare sia di questo argomento, sia quello dei pendolari. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Ha chiesto la parola la consigliera Borghi, può dichiararsi soddisfatta o meno della risposta.
Prego.
CONSIGLIERE BORGHI:
Mi dichiaro molto insoddisfatta e spero, in cinque minuti, di dirne le ragioni. Circa due anni fa,
un anno e otto mesi fa abbiamo detto che l’offerta della linea AV così com’è è altamente
improduttiva, servirà sì e no 30-35 coppie di treni, lasciando congestionata la linea storica.
Abbiamo fatto proposte tecniche, che abbiamo chiesto all’Assessore alle grandi infrastrutture di
verificare, che è stato il cambio dell’attrezzaggio così da consentire a treni Freccia Bianca,
quelli che vanno a 250 all’ora, Intercity, Regionali Veloci, di spostarsi sulla linea Alta velocità
così da liberare la linea storica per i pendolari, che già soffrono di poche corse e di viaggi
sicuramente di grande disagio, ma anche per il treno merci, perché i treni merci non viaggiano
sull’alta velocità e quindi, se non si libera la linea storica, assolutamente non riduciamo il
trasporto su gomma.
Questa proposta avrebbe incrementato anche la redditività della linea AV, avrebbe garantito
agli stessi treni deviati in Alta Velocità livelli di esercizio più qualificanti e performanti,
consentito di incrementare la disponibilità della linea storica per nuovi merci e per nuovi servizi
viaggiatori. Parallelamente abbiamo sostenuto e vi abbiamo proposto di bloccare
l’interconnessione che compare disegnata nelle carte ferroviarie con la stazione di Treviglio.
Questa, almeno fin quando le cose non cambieranno e fin quando non sarà concluso il
Corridoio 5, non potrà colloquiare né con i treni viaggiatori AV, che non possono ovviamente
stare in relazione con la linea storica, né coi treni merci, quindi in questa fase potremmo
affermare con la quasi certezza che tale interconnessione non sarà funzionale per i traffici Alta
Velocità in quanto una fermata in stazione di Treviglio comporterà, tra Milano e Brescia, un
incremento di percorrenza non inferiore a dieci minuti.
Che cosa abbiamo fatto? Vi abbiamo chiesto di valutare questa situazione per rendere meno
rigido il sistema del nodo di Treviglio e tutta l’area ferroviaria di questa zona della Lombardia
con una mozione che è del giugno 2012, con un’interpellanza cui avete risposto che avreste
sensibilizzato la Regione Lombardia sul tema richiedendo un tavolo tecnico, che credo su
questo tema non ci sia mai stato.
La risposta di RFI è arrivata con notevole ritardo; i nostri tecnici, che sono due ingegneri
esperti di progettazione ferroviaria, ci hanno detto che questa risposta assolutamente non
dava elementi che potessero contrastare la nostra proposta, non l’abbiamo presentata ai
Consiglieri regionali, i quali da allora hanno continuato a chiedere incontri con le strutture
regionali. Contestualmente l’abbiamo trasmessa, abbiamo interloquito con l’Assessore
Mangano in un colloquio e con una mail mia il 25 giugno 2013 abbiamo detto all’Assessore
Mangano che occorreva spicciarsi, bisognava andare sicuramente ad un colloquio con la
Regione.
Assolari scrive in data giugno-luglio 2013 a Laffi e a Dell’Acqua. Purtroppo abbiamo saputo che
non sono gli Uffici competenti, forse l’Ufficio Tecnico doveva saperlo, perché si interessano
della gestione del servizio e non delle infrastrutture. Non abbiamo saputo assolutamente più
niente da allora, ma nel frattempo i Consiglieri PD in Regione sono andati avanti e l’altro
giorno, il 18 febbraio, la sottoscritta, i pendolari, questo ingegner Spada della Transplan, che
progetta appunto linee ferroviarie, e i Consiglieri regionali hanno avuto un incontro con
l’ingegner Arcesi dell’Assessorato di Del Tenno, ma anche con un collaboratore di Del Tenno
stesso, e hanno avuto costoro questa risposta molto interessante, fondata, perché è una
proposta che davvero rende meno rigida l’offerta formativa, dà vantaggi economici, differenzia
i servizi eccetera eccetera. Ci riserviamo di approfondirla e di darvi anche i nostri
approfondimenti tecnici, seppur informalmente, perché è un po’ tardi; sarebbe stato forse
anche tardi due anni fa, però forse muovendoci per tempo avremmo potuto convincere RFI che
stavamo facendo un’opera improduttiva, perché 30-35 treni, coppie di treni, sul 50 chilometri
per anni, perché chissà quando si conclude il Corridoio 5, sono proprio una scelta improduttiva.
Quindi abbiamo trovato noi, ottenuto noi le risposte che abbiamo chiesto all’Assessore alle
Grandi Infrastrutture, queste sono le risposte e questo vi diranno in Regione.
Concludo.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Concluda, Consigliera.
CONSIGLIERE BORGHI:
Secondo noi è grave che non si sia fatto tutto il possibile, anche le richieste a RFI sono sempre
partite dopo le nostre interpellanze, perché in questo modo non verrà potenziato minimamente
il trasporto merci, e quindi il trasporto resterà su gomma, il servizio per i pendolari continuerà
ad essere insufficiente e congestionato, non saranno garantiti quel maggiori profitti che
l’aumento della flessibilità dell’offerta dei servizi consentirebbe anche di assicurare la qualità
delle altre condizioni di viaggio: la pulizia, il decoro, l’ospitalità…
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Consigliera, concluda per cortesia.
CONSIGLIERE BORGHI:
…degli scompartimenti eccetera. Noi denunciamo l’inerzia della Giunta su questo tema, questa
Giunta secondo noi ha sottovalutato il problema, ha snobbato la collaborazione della
minoranza, noi ci siamo detti disposti a interloquire e a presentare i nostri documenti tecnici,
perché noi abbiamo documenti tecnici che questa Giunta non ha voluto vedere, e non ha agito
negli interessi dei suoi cittadini.
Qualsiasi fosse l’esito finale dell’intervento, la Giunta avrebbe dovuto tentare di tutelare il
nostro territorio, la nostra gente. C’è uno scempio del territorio, c’è un uso del territorio, senza
che ci siano conseguenti adeguati benefici. Secondo noi si è persa una grande occasione.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Consigliera, ha terminato? Grazie.
Passiamo al punto n. 2 all’ordine del giorno, avente ad oggetto: “Interpellanza
presentata dai consiglieri comunali Merisi, Lingiardi, Ciocca Daniela, Minuti e Bussini
per conoscere quali iniziative verranno intraprese dall’Amministrazione comunale in
merito all’evento mondiale Expo”.
Gli interpellanti hanno depositato in data 13.2.14 al Protocollo del Comune il seguente atto
ispettivo: “I sottoscritti Consiglieri comunali chiedono che all’ordine del giorno del prossimo
Consiglio comunale venga inserita la seguente interpellanza con risposta verbale scritta.
Premesso che: 1) l’evento mondiale Expo si sta avvicinando; 2) Treviglio avrà senz’altro
motivo di coinvolgimento negli eventi ad esso correlati; interpellano Sindaco e Giunta al fine di
conoscere quali iniziative verranno intraprese in quest’ultimo anno e a quali finanziamenti si
intende accedere”.
La parola al Sindaco per la risposta. Prego, signor Sindaco.
SINDACO PEZZONI:
Grazie, Presidente. Non esiste e non è esistito finora un fondo di Expo per iniziative locali. Ne
ha accennato alla possibilità dello stanziamento la settimana scorsa il Presidente di Regione
Lombardia, che fa un’operazione che probabilmente, quando è stata pensata Expo, si poteva
fare con le risorse che c’erano, e che invece in questo contesto, in questo scenario economico
non è possibile. Quindi tecnicamente fondi accessibili li vedremo, dovrebbe essere un plafond
da dieci milioni di euro che Regione Lombardia mette a disposizione delle Amministrazioni
locali, e non solo, per iniziative che sono correlate a Expo.
Per quanto ci riguarda, avevamo già accennato ad alcune linee di azione, che sono quelle da
concordare con soprattutto gli istituti scolastici, questa era la prima fase già attivata, che ma in
modo tale che Expo non sia soltanto un evento, ma che sia un’occasione di crescita, portando
alla riflessione di coloro che partecipano alle attività didattiche anche questi temi; e, dall’altra
parte, per quanto ci riguarda ci sarà la massima disponibilità a supportare le iniziative che da
parte delle associazioni, da parte del Distretto del Commercio, da parte dello IAT, da parte
della Proloco, da parte di Pianura da Scoprire, che poi sarà sentita in audizione, verranno
attivati.
Per quanto ci riguarda, l’Amministrazione intende far in modo tale che il pacchetto di offerta
culturale che viene portato all’attenzione della città, e non solo, durante il corso dell’anno 2015
possa essere caratterizzante una proposta che, in pratica, fa diventare Treviglio la porta ad est
di Expo.
Quindi che cosa succede dal punto di vista pratico? Diciamo che si “piegano” anche alcune
delle iniziative storiche alla programmazione o alla progettazione nell’ambito di un calendario
che mette Treviglio in relazione anche con le altre città della zona, penso soprattutto al turismo
di tipo religioso con Caravaggio, promuovendo quelle forme di interazione che non ci sono
ancora state, se non in maniera molto embrionale, finora. Dall’altra parte credo anche che
iniziative che si stanno avviando, penso ad esempio al progetto che si sta concordando per una
rassegna di slow jazz che partirà quest’anno e arriverà a regime nell’anno prossimo, così come
il discorso del Festival della Bicicletta, che porterà ancora attrattiva turistica, così come la
questione dello sviluppo delle Fiere all’interno del PalaFacchetti, le Fiere Mercato e poi
successivamente lo sviluppo dell’area Fiera, possano mettere Treviglio in questa disponibilità di
offerta per i cittadini.
Quindi no finanziamenti finora, a meno che ne arrivino, arrivi rapidamente il bando di Regione
Lombardia; la “piegatura” di molte delle iniziative, e l’invenzione di qualcuna di nuova con la
collaborazione di tutta la città, per quello che si ha intenzione di fare, tenendo conto di quelli
che sono i limiti che vengono imposti dall’azione amministrativa oggi. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Consigliere Merisi, interviene in repliche per dichiararsi soddisfatto o meno. Prego.
CONSIGLIERE MERISI:
Grazie, Presidente. Una breve replica. Mi dichiaro solo parzialmente soddisfatto. Il motivo è
molto semplice: mi sarei aspettato, da cittadino e da amministratore pubblico, ad oggi
qualcosa di più concreto. Mi fa molto piacere sentire che questa Amministrazione sosterrà tutti
i progetti che verranno proposti dai vari Enti. Avrei preferito sicuramente che ci fosse stato
qualcosa di più concreto, già qualcosa di programmato. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. Passiamo al punto n. 3 all’ordine del giorno, avente ad oggetto: “Interpellanza
presentata dai consiglieri comunali Lingiardi, Borghi e Ciocca Daniela, in merito alla
Cogeide S.p.A.”.
Gli interpellanti hanno depositato in data 14.2.14 il seguente atto ispettivo: “Nel Consiglio
comunale del 29.5.13 è stato votato un ordine del giorno ad integrazione del punto 11
riguardante l’approvazione del bilancio d’esercizio di Cogeide, nel quale si dava mandato al
Sindaco perché in Assemblea, a margine della votazione del bilancio, indirizzi l’attività del
costituendo Organo di gestione al perfezionamento degli accordi di ambito già sottoscritti,
valorizzando il patrimonio e il capitale tecnico-gestionale e il know-how di Cogeide
consolidatosi nel tempo.
Allora luce del fatto che nella recente causa promossa presso il TAR Lombardia da Cogeide
contro Uniacque il Comune di Treviglio non ha ritenuto di proporre ricorso ad adiuvandum,
diversamente da molti Comuni soci di Cogeide, e tenuto conto che il TAR Lombardia si è
pronunciato a favore di Cogeide riconoscendone il pieno diritto all’esistenza e all’operatività,
interpellano il Sindaco per conoscere le ragioni per le quali non ha proposto il ricorso ad
adiuvandum; per conoscere le motivazioni per cui non ha dato seguito integralmente al
mandato espresso dal Consiglio comunale con il citato ordine del giorno”.
La parola al Sindaco per la risposta. Prego, signor Sindaco.
SINDACO PEZZONI:
Grazie, Presidente. Vale la pena di dire una cosa: non esiste nessun ricorso di Cogeide contro
Uniacque, perché se mescoliamo le carte non si capisce che cosa sta capitando. Il ricorso l’ha
fatto Cogeide contro una delibera dell’ATO, non contro Uniacque. Uniacque è terza rispetto a
questo processo, quindi vale la pena di essere chiari, visto che il testo dell’interpellanza dice
cose che non funzionano.
Perché non ho fatto ricorso ad adiuvandum? L’ho scritto a novembre, l’ultima decade di
novembre, al Presidente del Consiglio di Amministrazione di Cogeide facendo presente una
cosa: che, nel momento in cui c’era stata l’Assemblea per il rinnovo del Consiglio di
Amministrazione, l’ordine del giorno che era stato votato dal Consiglio comunale diceva:
Sindaco, in Assemblea dì al nuovo Consiglio di Amministrazione che deve fare più di tutto per
valorizzare l’esperienza, la consistenza patrimoniale, il know-how e tutto questo che è storia di
Cogeide. Questo era il mandato del Consiglio comunale, questo l’ho fatto perché nel verbale
dell’Assemblea lo trovate, e il mandato è stato dato da me al Consiglio di Amministrazione e
sottoscritto anche da parte degli altri Comuni soci di Cogeide.
Credo però sia significativo ricordare un paio di cose. La prima: è da quando è stato entrata in
vigore la legge Galli, e siamo a vent’anni fa, che si parla di gestione per ambiti del Servizio
idrico. Gestione per ambiti vuol dire che, la legge diceva che ci doveva essere un gestore in
ciascun Ambito e convenzionalmente ogni Ambito è una Provincia, 1994, vent’anni in cui si dice
che il gestore dovrebbe essere un gestore d’Ambito; che sia unico o unitario è una questione
successiva.
Dopo il 1994 arriva la legge regionale 21 del ’98, la quale dice la stessa cosa e dice che le
Province si devono organizzare e devono fare partire le Autorità d’Ambito, cosa che la Provincia
di Bergamo fa nel 2001. Nel 2001, quando si costituisce l’Autorità d’Ambito, la titolarità
dell’affidamento della concessione del Servizio idrico integrato non è più di ciascuno dei
Comuni, ma è dell’Autorità d’Ambito, a cui il Comune partecipa e ha partecipato nel corso di
questi anni, pur avendo l’Autorità d’Ambito cambiato più spesso e più volte natura: prima era
un Ente all’interno della Provincia, poi è diventato un Consorzio, poi è diventata un’Agenzia
eccetera eccetera, adesso è un’azienda. La cosa importante, secondo me, però è questa: far
presente che il Comune di Treviglio si è sempre seduto nelle riunioni dell’Ambito territoriale
ottimale, che è quello che ha in mano, diciamo, le leve dalla politica per quel che riguarda tutto
il Servizio idrico integrato per la Provincia di Bergamo.
Il Comune di Treviglio nel 2002, ad Ambito già attivato, fa una convenzione con la società
Cogeide e dice: dal primo gennaio 2003, per ventinove anni ti affido la gestione del servizio.
Sul fatto che fosse possibile o meno, niente, perché diciamo che c’è stata una norma
transitoria che ha consentito di poter andare avanti. La cosa importante è che a oggi noi siamo
con una concessione che dura ventinove anni dal primo gennaio del 2003, in mano a Cogeide,
per l’affidamento del Servizio idrico integrato all’interno nel territorio del Comune di Treviglio.
Nel 2006, alla fine del 2006 l’Ambito, utilizzando una finestra temporale che ai tempi era
possibile, io questo penso che valga la pena di sottolinearlo, eravamo negli anni in cui si
andava verso la privatizzazione di gran parte dei servizi pubblici locali, l’unica eccezione
possibile era l’affidamento in house diretto, da parte in questo caso qui dell’Ambito, a una
società partecipata da soli Enti locali. Questa cosa è stata fatta ed è stata fatta da una parte
costituendo Uniacque, Provincia e tutti gli Enti locali della Provincia di Bergamo, tutti i Comuni
della Provincia di Bergamo, e da parte dell’Assemblea d’Ambito con l’affidamento della titolarità
delle concessioni a Uniacque. Siamo nel 2006 e in pratica, marzo 2006, l’Amministrazione
comunale di Treviglio, che allora era presieduta da Giorgio Zordan, nell’Assemblea dell’Ambito
vota la costituzione di Uniacque, vota anche l’affidamento del servizio a Uniacque.
Che cos’è che succede? Succede poi che alcuni dei gestori resistono, nel momento in cui
l’istruttoria prosegue, e mentre nel contratto di servizio all’articolo 7 era previsto che in
pratica, durante il corso degli anni di questa fase transitoria, le gestioni confluissero e
arrivassero a regime grazie a, come si dice, una trattativa piuttosto complessa, che si è
verificata in alcune casi e in altri no, tra cui quello di Cogeide, dicevo nel 2006-7-8 si prosegue
con, come si può dire, la relazione con le società esistenti che avevano in essere delle
concessioni, alcune affidate per gara (non è il caso di Cogeide), altre affidate direttamente, in
alcuni casi prima della costituzione dell’ATO, in altri dopo la costituzione dell’ATO, come il caso
del Comune di Treviglio, e la cosa importante è questa: arriviamo alla data del discrimine, cioè
quando l’Assemblea dell’Ambito, che, lo ricordo, è composta da tutti i Comuni della Provincia di
Bergamo più la Provincia di Bergamo, decide che cosa fare della richiesta di Cogeide di essere
salvaguardata, e cioè di poter andare avanti fino alla scadenza delle sue concessioni. Perché,
questo dev’essere chiaro, nel momento in cui scadono le concessioni di Cogeide il gestore è
quello unico, punto, quindi di qui a ventinove anni dal 2003, nel momento in cui la concessione
è, finita la titolarità passa al gestore unico perché questo è il disegno che fin dal 1994 (legge
Galli, con le successive modifiche) ci deve essere.
11 dicembre 2008, c’è l’Assemblea dell’Ambito territoriale ottimale in cui viene presa in
considerazione l’istanza di Cogeide di essere salvaguardata. Sono andato a cercare i verbali di
quella riunione. Alla proposta di salvaguardia…, scusate alla proposta di diniego di
salvaguardia, perché la proposta dell’ATO è: noi non vogliamo che Cogeide vada avanti, ma ci
dev’essere la confluenza all’interno, ci sono 3 voti contrari, 3 voti contrari: uno è il Comune di
Caravaggio, uno è il Comune di Mozzanica e il terzo non è il Comuni di Treviglio, ma è il
Comune di Castel Rozzone. In quella circostanza il Comune di Treviglio, quando poteva dire
“no, virgola salviamo Cogeide”, alla riunione non ha partecipato: in quella riunione lì non si è
fatto rappresentare per delega, non ha votato contro il diniego della salvaguardia.
Tecnicamente oggi, allora, in che situazione siamo? Siamo di fronte da una parte alla
prosecuzione dei rapporti che erano comunque previsti nel contratto di servizio e a un’idea,
che è quella del legislatore fin dal 1994, di arrivare a un gestore unico. La normativa ci ha
consentito, e io questo lo ritengo una vittoria per la Provincia di Bergamo, di bypassare il
periodo delle privatizzazioni forzate, che poi sono state anche confermate dal referendum, che
ha comunque portato fuori, diciamo, il privato, per quanto possibile, dalla gestione del Servizio
idrico, non riconoscendo neanche la remunerazione del capitale per quel che riguarda le reti.
Risultato finale, noi oggi abbiamo questa situazione in cui aspettiamo che cosa dice la sentenza
del TAR, verifichiamo come si muove la normativa sui servizi pubblici locali, perché è ancora in
fase di modifica, perché qui la concessione non è stata affidata per gara, e dall’altra parte
comunque chiediamo al Consiglio di Amministrazione di fare quello che ha continuato a fare, e
cioè la valorizzazione massima di Cogeide.
Ritengo, pertanto, da una parte di aver adempiuto a quello che era il mandato; dall’altra, di
essere in linea con le decisioni storiche del Consiglio comunale di Treviglio, che: a) ha votato,
da una parte, l’adesione a Uniacque, è diventato socio di Uniacque; b) nel momento in cui
c’era da votare contro il diniego della salvaguardia non si è neanche presentato all’Assemblea
dell’Ambito.
Ultima parentesi, e finisco: in questi giorni si è diffusa la notizia che era possibile pensare alla
costituzione di una società cooperativa all’interno della quale far conferire Cogeide e gli altri
gestori. Comunico che Regione Lombardia ha sentito l’Autorità garante della concorrenza e del
mercato e ha detto che quella non è una proposta percorribile: le concessioni devono rimanere
dentro una società, a diretto controllo degli Enti locali. Una società che mettesse insieme le
società, che era il progetto “bettoniano” acqua, quello con la K per chi se lo ricorda, non è
praticabile. Quindi oggi l’unico modo per tenere l’acqua in mano pubblica in Provincia di
Bergamo è Uniacque, più le società salvaguardate. Questo vuol dire costruire una relazione
positiva di tutto il sistema in maniera tale che uno spirito che secondo me è fondamentale della
legge, avere una gestione unica, possa da una parte arrivare a regime con la valorizzazione
delle esperienze che già ci sono state. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Ha chiesto la parola il consigliere Lingiardi, può dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
Prego.
CONSIGLIERE LINGIARDI:
Grazie. Leggerò bene il documento, perché è anche abbastanza corposo. Certo che per la
prima volta sento il Sindaco che è d’accordo con quello che ha fatto allora il Sindaco Borghi,
perché se l’ultima parte la interpreto così. Invece non è vero perché, signor Sindaco, il Comune
di Treviglio è sempre stato per la salvaguardia di Cogeide; se in quell’Ambito quella volta non
ha partecipato qualcuno, non è una questione globale. Per cinque anni c’è sempre stata l’idea
della salvaguardia.
Comunque, questa interrogazione era stata formulata più che altro perché in data 29 maggio
maggioranza e minoranza hanno votato insieme quell’ordine del giorno. Lei dice che l’ha
rispettato. Io non ritengo che lei abbia rispettato quell’ordine del giorno, perché mi chiedo per
quale motivo, allora, gli altri Comuni hanno presentato il ricorso ad adiuvandum per la
questione della delibera dell’ATO. È chiaro che era una questione di difesa di Cogeide, in primo
caso, e poi su tutta quella parte di attività che il costituendo Organo di gestione portava al
perfezionamento degli accordi di Ambito già sottoscritti, con la valorizzazione del patrimonio e
del capitale tecnico-gestionale e il know-how di Cogeide consolidatosi nel tempo. Sembra un
indirizzo chiaro, cioè fare tutto quanto possibile per valorizzare il patrimonio di Cogeide dalla
fusione in Uniacque, e noi eravamo sicuri che anche il ricorso ad adiuvandum al TAR fosse un
segnale importante per difendere il patrimonio di Cogeide dal tentativo di inglobare un
patrimonio di reti e di investimenti per circa cinquanta milioni di euro. Altri Comuni hanno
scelto questa via, che è risultata vincente, e meno male! Dobbiamo ringraziare Cogeide e gli
altri Comuni se anche la città di Treviglio ne trarrà vantaggio.
Non è solo una questione campanilistica, è una questione di buona gestione di risorse
accumulate negli anni, ma che sono state pagate dai cittadini della Bassa e di Treviglio. Non è
una questione di costi. Ora abbiamo anche un’Avvocatura civica e si poteva fare anche con
quella.
Io penso che affermare che in qualche modo è stata sottovalutata l’importanza di ricorrere al
TAR non sia il modo di governare e di dare risposta a quell’ordine del giorno che abbiamo
firmato maggioranza e opposizione. Per questo io mi riservo di leggere il documento, in questo
momento non mi ritengo soddisfatto. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Una breve replica del Sindaco.
SINDACO PEZZONI:
Una precisazione. La maggioranza pubblica del capitale di Cogeide non ha sottoscritto il ricorso
ad adiuvandum, perché tecnicamente non avrebbe spostato le carte, ma il ricorso si è fondato
su quello principale che era stato già presentato da Cogeide ai tempi.
Io ribadisco una cosa, per me la questione fondamentale è essere presenti nel momento in cui
si deve essere presenti: quell’Assemblea lì è stata l’unica dell’ATO, la Conferenza d’Ambito, è
stata l’unica in cui si è presa la decisione sulla sopravvivenza di Cogeide. Non esserci, dal mio
punto di vista, né Sindaco, né Vice Sindaco, né rappresentante alle partecipate, né nessun
altro, dal mio punto di vista significa aver fatto Pilato. Nella comunicazione che io ho mandato,
invece, ho detto le motivazioni per cui preferirei che le società evitassero di spendere in
avvocati e trovassero un accordo. Se Cogeide vale cento milioni di euro invece che cinquanta,
sono più contento anch’io perché la nostra partecipazione sicuramente vale di più e
peseremmo di più. Di svendita, da una parte, o di liquidazione di Cogeide nessuno ha mai
avuto il coraggio di parlare e chi ne parla penso che stia mentendo.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Possiamo passare adesso alle audizioni previste nell’ordine del giorno.
Consiglieri, iniziamo con il punto n. 5: “Audizione del Direttore Generale dell’Azienda
Ospedaliera di Caravaggio”, che è presente. Ringraziamo il dottor Cesare Ercole per essere
intervenuto. Dottore, prego, si si accomodi.
Dottore, le cedo subito la parola, ringraziandola a nome di tutto il Consiglio comunale per
essere venuto. L’audizione l’abbiamo strutturata con questi tempi, cioè una ventina di minuti
per il suo intervento e cinque minuti per ogni Gruppo consiliare per fare considerazioni o
svolgere domande a cui poi, se riterrà, potrà dare risposta. Ricordo anche ai Consiglieri
comunali i tempi che abbiamo convenuto nell’ultima Capigruppo.
Dottore, le lascio senz’altro la parola.
DOTT. ERCOLE:
Grazie. Signor Sindaco, signori Consiglieri, Assessori, un saluto caloroso da parte dell’Azienda
che rappresento e soprattutto un grazie per aver invitato l’Azienda in questa audizione, ormai
è passato un anno, un anno e qualche mese dall’ultima volta che ci siamo visti. Ho consegnato
un cartaceo a tutti voi, in modo che seguiate un po’ la fotografia dell’Azienda che ho voluto
fare, anche se pur in modo sommario, mentre nella vostra posta elettronica, di ciascuno di voi,
avete le slide in formato digitale, vi sono state spedite oggi pomeriggio.
Inizio facendo la fotografia della nostra Azienda, la chiamo la “nostra Azienda” perché è
l’Azienda ospedaliera di Treviglio-Caravaggio, ricordando che è composta dai quattro ospedali,
da Treviglio-Caravaggio con 440 posti letto, Romano di Lombardia 201, l’ospedale di San
Giovanni Bianco, ospedale di montagna, con 130 posti letto, e infine l’ospedale di Calcinate con
120 posti letto. Non ho, per ragioni di tempo, messo a visione i sette poliambulatori che sono
sparsi in tutto il territorio, questo lo sapete. Noi serviamo un’utenza all’incirca di 350.000
abitanti e durante il 2013 – i conti ormai sono pervenuti - abbiamo fatto qualcosa come 26.000
ricoveri, 580.000 prestazioni di pronto soccorso, 104.000 accessi al pronto soccorso, 1.868
parti, 25.000 trattamenti dialitici e 3 milioni e mezzo di prestazioni ambulatoriali. Ecco, tenete
presente che gli accessi al pronto soccorso solo nel Presidio ospedaliero di Treviglio arrivano a
25-30.000…
(Ndt, intervento fuori microfono)
Più di 50.000, benissimo, più di 50.000. Fatte queste considerazioni, poi nell’ultima parte di
questa presentazione vedrete cosa l’Azienda sta facendo strategicamente per il potenziamento
del pronto soccorso. La slide n. 4, vi ho fatto vedere quanti sono i dipendenti dell’Azienda, il
totale sono 2.020, ma sono molti di più, perché questi sono quelli, diciamo, a tempo
indeterminato, e quindi che gravano sul bilancio aziendale nelle voci del personale; ci sono
altre 150-180 persone, invece, che hanno un rapporto di tipo libero professionale con
l’Azienda, e quindi noi arriviamo nei nostri quattro ospedali a gestire una somma di dipendenti
all’incirca di 2.200 persone.
Ho voluto nella slide 5 mettere in evidenza gli investimenti che sono stati fatti durante il 2013.
Durante il 2013 l’Azienda ha ricevuto finanziamenti per le tecnologie pari a circa 2 milioni di
euro, 2 milioni di euro che sono andati in gran parte per l’ammodernamento dell’acceleratore
lineare, con delle nuove modalità di tipo tecnico che danno una garanzia sicuramente molto più
elevata rispetto alla macchina che avevamo prima, in termini di efficacia e soprattutto in
termini di radiazioni che vengono assorbite dal paziente. È una macchina che costa 1.200.000
euro, questa. La senologia aziendale, il problema delle donne, il problema dello screening lo
facciamo solo noi e durante il 2013 abbiamo voluto rimodernare tutta la tecnologia dei
mammografi sparsi nel territorio, e qui avete un’idea, San Giovanni, Calusco, Calcinate,
Romano di Lombardia, Caravaggio e Treviglio, dotandoli di mammografi di ultima generazione,
digitali, e in più vedete che ho messo anche Treviglio perché a Treviglio non c’era il
mammografo, non c’era: chi doveva fare lo screening andava direttamente nelle nostre sedi di
Caravaggio, di Romano o di Calusco. Invece abbiamo voluto metterlo anche a Treviglio, in più
questo è un mammografo ancora più perfezionato rispetto agli altri di Caravaggio e di Romano
di Lombardia, perché è un mammografo in grado di fare la stereotassi: in pratica, mentre il
paziente sta facendo l’esame, un ago guidato dal tecnico e dal medico va a fare direttamente
la biopsia sul seno della donna.
Gli stessi investimenti poi sono stati fatti all’ospedale di Romano di Lombardia, a San Giovanni
Bianco per quanto riguarda la diagnostica radiologica digitale, con il nuovo mammografo, a
Calcinate lo stesso. Quindi vedete che l’impegno sui quattro ospedali è stato, diciamo, coerente
con i soldi che ci hanno dato, ma soprattutto andando a potenziare quelle aree che erano a
maggior rischio e quindi non potevano soddisfare i bisogni del territorio. Altri investimenti poi
fatti sull’area medica, vedete, ve li ho elencati, dal monitoraggio ai letti della medicina, alla
ecotomografia per la ecocardiaca; nell’area materno-infantile, l’acquisizione di nuovi ecografi
donati dalla Banca di Treviglio, l’assunzione di due ginecologi specializzati in oncologia
ginecologica provenienti dall’IEO di Milano, l’attivazione del Bi-Test in gravidanza, che nel resto
della Provincia è solo privato. C’è un’idea di un forte hub, di un forte ospedale ad indirizzo
pubblico, e quindi cerchiamo di riuscire a dare tutte quelle prestazioni, anche di ultima
generazione, che magari i cittadini sono costretti ad andare verso il privato, invece noi
riusciamo a farle. Sul territorio abbiamo potenziato con cinque nuovi riuniti odontoiatrici i punti
dall’odontoiatria.
E poi arriviamo a pagina 12, scorrendo velocemente il tempo, quello che stiamo facendo per la
sorveglianza sanitaria sui lavoratori, in modo da tutelare la salute di ogni singolo. Vedete che
in un anno il nostro medico del lavoro fa qualcosa come 2.614 visite di idoneità, di cui 192
sono visite che danno limitazioni e prescrizioni al lavoratore. Non idonei non ne abbiamo, però,
vedete, 192 persone che sono costrette, a causa di guai fisici o anche psicologici, a ridurre la
loro presenza nei reparti e a dare l’apporto giusto all’Azienda, dobbiamo tante volte cercare di
correre ai ripari andando a supplire le mancanze dovute a queste limitazioni.
Le regole 2013/2014 hanno imposto una nuova visione delle gare che ogni Azienda fa. Non
facciamo più gare da soli, se non proprio costretti, ma cerchiamo di fare delle aggregazioni con
le Aziende vicine: c’è un consorzio che comprende le Aziende nel territorio provinciale di
Bergamo, nel territorio bresciano e anche nel territorio cremasco, e a seconda della tipologia
del bene che dobbiamo andare ad acquistare si va a collaborare con le altre Aziende in modo
da strappare prezzi inferiori. Tanto è vero che si è iniziato con questo tipo di gare con la
spending review, attraverso la revisione di tutti i contratti, e diciamo che le prime avvisaglie
che noi stiamo acquisendo attraverso queste gare sono un grosso, veramente grosso
risparmio.
Poi, sempre andando in questa direzione, troverete nelle slide quello che l’Azienda sta
organizzando e organizza per le aree di rischio per la sicurezza dei lavoratori: i rischi per la
salute, i rischi di tipo trasversale, i rischi chimici, cioè tutta una serie di servizi che l’Azienda è
obbligata a tenere in forte considerazione per la tutela di quei 2.200 dipendenti che operano
nell’Azienda.
Qui ho voluto fare anche una slide sulle attività di volontariato, molto molto importante per
l’Azienda, la presenza di questo volontariato è diciamo fondamentale per la buona riuscita dei
servizi che riusciamo a dare sul territorio, con l’elenco di tutti i servizi che vengono dati grazie
anche alla presenza di questi volontari.
Sulle risorse tecnologiche, abbiamo attuato delle misure di risparmio energetico
sull’illuminazione esterna ed interna, diminuendo quello che viene chiamato propriamente
l’inquinamento luminoso. Abbiamo cercato di risparmiare su quello che è il calore, con
l’acquisizione di due gruppi di cogenerazione, e nel 2013 l’Azienda ha risparmiato qualcosa
come 600.000 euro.
Gli interventi urgenti che stiamo mettendo in pratica nel 2013 e 2014, sempre grazie ad un
finanziamento regionale, quindi 2 milioni ce li hanno dati per l’ammodernamento tecnologico,
1.200.000 per gli interventi di tipo elettrico, per mettere a norma alcuni impianti, vedete che
qui vi ho fatto la lista di quel 1.200.000 euro, dove andiamo a spendere tutti questi soldi.
L’Azienda è accreditata, è accreditata. L’Azienda è certificata, volevo dire, scusate, è
certificata, l’ultimo certificato è del 26 ottobre 2009, ISO9001/2008, e nel corso del 2012 è
stata ottenuta la certificazione di strutture territoriali dal Dipartimento di Salute Mentale.
La qualità e l’accreditamento, che vi dicevo prima, nella gestione del paziente ci porta
sostanzialmente a dire che stiamo seguendo e realizzato i percorsi diagnostico-terapeutici
assistenziali del paziente affetto da queste malattie che voi vedete scritte: il K del colon retto,
la stroke, il percorso nascita fisiologica, l’inserimento del paziente in struttura residenziale, lo
scompenso, paziente diabetico, diabete gravidico e protesi d’anca. Sembra semplice enunciare
questi, ma i percorsi diagnostico terapeutici e assistenziali certificati e accreditati impongono
uno studio e veramente un impiego di risorse umane, umane, che devono costruire questo
processo, veramente impegnativo.
Qui ancora nella gestione del rischio, dove ci occupiamo su questi rischi fatti dal risk
management. È stata accreditata la nuova emodinamica, caratterizzata dal laboratorio di
diagnostica; l’abbiamo vista, l’abbiamo inaugurata l’anno scorso. Sul poliambulatorio di Zogno
andremo ad inaugurare la nuova sede nelle prossime settimane; in pratica a Zogno, che è
all’inizio della Val Brembana, avevamo la nostra Azienda che era distribuita su tre edifici.
Abbiamo cercato di concentrarla in un unico edificio, che è stato rimesso a nuovo, e lì andremo
a mettere dentro tutti i servizi ambulatoriali dalla medicina fisica.
Sul bilancio tralascio di leggervi queste note, eventualmente se ci sono domande sul bilancio
c’è il dottor Ciamponi, che è il Direttore amministrativo, che vi risponderà.
Sul pagamento dei fornitori siamo in regola, in linea con le linee guida regionali, noi paghiamo
tra i 72 e i 74 giorni, più o meno, i nostri fornitori.
L’Azienda durante il 2013 è stata impegnata in un percorso importante verso gli adempimenti
previsti dalla normativa. La bussola della trasparenza: noi abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi
che erano contenuti nella legge 190. E come non ricordare poi il nostro ospedale, che è stato
insignito dai due bollini rosa per i servizi che diamo alle signore. Il gruppo delle donne si è
impegnato tantissimo, presentando tutta la documentazione a chi di dovere, sono stati
premiati i Servizi di Diabetologia, Ginecologia e Ostetricia, Neonatologia, Neurologia,
Oncologia, Psichiatria, Senologia. Il gruppo della violenza sulle donne, ricordo che abbiamo
appena concluso un percorso, insieme all’Assessorato, dove abbiamo firmato un protocollo
d’intesa fra il Comune, il gruppo delle donne e l’Azienda ospedaliera per creare la possibilità
alla donna a cui viene fatto violenza di avere un trattamento adeguato al pronto soccorso e nel
reparto dove viene per caso ricoverata.
Il 9 marzo, l’abbiamo comunicato attraverso una conferenza stampa, sarà la grande giornata di
apertura del nostro ospedale a tutte le donne. In pratica tutte le donne gratuitamente
potranno essere sottoposte agli esami che vorranno fare, dalla visita ginecologica, alla visita
internistica, alla visita cardiologica, insomma tutto un insieme di visite che verranno fatte
gratuitamente. E qui devo ringraziare tutto il personale, permettetemi che lo faccia, perché si è
messo a disposizione, anch’esso gratuitamente, dal mattino alla sera a disposizione degli
utenti.
Ho voluto anche, nella slide 31, a pagina 31, affrontare con voi, ma solo così, ve li leggete,
quello che scientificamente la nostra Azienda sta portando avanti, tutti i progetti di
collaborazione scientifica delle nostre Unità, dall’Unità metabolica, all’Unità della chirurgia
oncologica, alle Unità di Neurologia, collaborazioni che stiamo avendo con Regioni e Nazioni
(soprattutto Nazioni) esterne all’Italia. Il progetto Parkinson.
Ecco, poi mi soffermo sulla pagina 34, dove vedete abbiamo messo le virtuosità, questo è un
dato uscito dalla Regione Lombardia quindici giorni fa, quindici giorni fa, e per questo siamo
anche un po’ orgogliosi di essere al terzo posto nella media del primo semestre del 2013.
Ormai sono due anni che terzo, quarto, terzo, noi siamo sempre posizionati nei primi posti
sulla virtuosità di tutte le Aziende ospedaliere. Mi dispiace che alcuni giornali non l’abbiano
ripreso, perché con molta probabilità ritengono di andare ad offendere qualcuno che magari è
in fondo alla classifica rispetto all’Azienda di Treviglio, che è ai primi posti.
Poi troverete tutta la parte legata a quello che sono le informazioni, le informazioni tra
l’Azienda, all’accoglienza, il pagamento del ticket, i referti e i reparti, attraverso l’accesso ad
internet; ormai qualsiasi persona, dopo che si è accreditata con la tessera CRS, può fare
qualsiasi cosa in Azienda; qualsiasi cosa no, ma comunque i suoi dati se li può andare a
vedere.
Ecco, poi se prendete pagina 42, come tempo come sono? Qui ho voluto mettere i casi totali di
ricovero a Treviglio 2012 e 2013, vedete che ci sono 1.599 ricoveri in meno; questo significa
che con le nuove regole, con le nuove regole queste 1.599 persone non è che siano state
perse, è che i ricoveri vengono trasformati in macro attività ambulatoriali complesse e ricadono
quindi sotto quella che è l’ambulatoriale e non il ricovero. Lo si vede meglio nella slide dopo.
L’attività ambulatoriale invece, al contrario, proprio per quel motivo che vi dicevo, da
3.407.000 prestazioni è passata e 3.565.000 prestazioni, per quel travaso di prestazioni.
Allora, adesso invece rubo ancora cinque minuti, cinque minuti perché questo è l’aspetto più
molto più importante che volevo presentarvi, e cioè cosa sta facendo l’Azienda, visto che la
scorsa settimana c’è stata la presentazione dalla BreBeMi, quindi cosa sta facendo l’Azienda
per prepararsi ad eventualità riguardo al passaggio di questa autostrada, anche se io l’ho già
detto anche in altre…, non penso che ci siano grossi sconquassi dovuti al passaggio di questa
autostrada, però è sempre meglio prendere le misure. Allora, noi andremo in due direzioni,
andremo in due direzioni: attualmente dalle 8 del mattino alle 8 di sera abbiamo l’OBI, che è
l’Osservazione Breve Intensiva, sono sei posti letto che funzionano dal mattino alla sera e
servono per il paziente che arriva al pronto soccorso, deve essere tenuto in osservazione, ci
rimane fino alle 6 di sera, alle 8 di sera, dopodiché viene dimesso o viene ricoverato. Cosa
abbiamo pensato? Abbiamo pensato, siccome il pronto soccorso dev’essere potenziato,
dev’essere messo in condizioni di lavorare e di soddisfare questi bisogni, abbiam detto: okay,
rinforziamo con medici il pronto soccorso e riusciamo a fare l’OBI non più di 12 ore, ma un’OBI
di 24 ore. Questo è un impegno perché significa prendere personale medico e soprattutto
personale infermieristico che mi coprano questi turni. E guardate che un’OBI H24 c’è l’ha
Bergamo, gli altri non ce l’hanno, anche ospedali più grossi del nostro.
Questo cosa significa per noi? Avere sei posti letto in più da poter gestire. Il paziente alle 6 di
sera o alle 7 di sera non dev’essere più ricoverato e mi va ad occupare un posto letto di cui
magari io ho bisogno per il vecchietto, per la persona che ha bisogno di essere ricoverata, ma
sta giù in osservazione altre 12 ore, e quindi riesco dal punto di vista organizzativo a dare una
risposta sicuramente certa al bisogno.
Fatte queste considerazioni, quindi con l’apertura H24, un medico dedicato al turno, due medici
di turno la notte in pronto soccorso, adesso attualmente ne abbiamo uno solo, da domani, per
dirvi, nel prossimo mese ce ne saranno due, quindi la conseguente possibilità di gestione
medica dei pazienti OBI anche di notte, ve lo dicevo prima, e gli infermieri dedicati H24 su tre
turni.
Fatte queste considerazioni, poi troverete le motivazioni che ci spingono ad andare in questa
direzione, dobbiamo anche fare un’altra considerazione, e mi riallaccio sempre su eventuali
finanziamenti. Alla fine dell’anno noi abbiamo chiesto, abbiamo fatto e redatto un progetto di
2.950.000 euro proprio per il potenziamento del pronto soccorso. Per dirvi, attualmente il
pronto soccorso… quanti metri sono, 400?
(Ndt, intervento fuori microfono: 660.)
660 metri quadri, andremo ad un totale per il pronto soccorso di circa 1000 metri. Tutta l’area,
non tutta, ma quasi tutta l’area dove adesso vedete il laboratorio per i prelievi, sarà destinata
al pronto soccorso, o parte di quell’area lì, con la sala gessi, aiutarmi…
(Ndt, intervento fuori microfono)
Ah, c’è scritto? Ecco, per il pronto soccorso di Treviglio sono stati previsti il potenziamento e la
realizzazione della dotazione impiantistica ai fini dell’ampliamento di un terzo degli spazi
attuali, quindi 670, andremo circa a 1000 metri. I nuovi spazi ricavati da ambienti attigui al
pronto soccorso saranno destinati al pronto soccorso pediatrico, al pronto soccorso ortopedico,
che adesso è su al piano, al pronto soccorso radiologico, è prevista dopo l’estate la guardia
attiva dei radiologi H24, e anche questo, se mi permettete, è un fiore all’occhiello della nostra
Azienda…
(Ndt, intervento fuori microfono. Siamo gli unici.)
Siamo gli unici. Un nuovo triage e nuove sale d’attesa dedicate. Quindi, vedete, ho voluto farvi,
anche se, capisco anch’io, molto velocemente, questa fotografia, ma dire alla città di Treviglio:
ci stiamo occupando in questa direzione, il pronto soccorso, la BreBeMi, ci prepariamo, l’OBI
sei posti letto, ingrandiamo il pronto soccorso. Non solo, perché poi ho tralasciato di ricordarvi
tutti gli altri investimenti che andremo a fare negli altri ospedali, a Romano di Lombardia e a
Calcinate. Il VI Programma Quadro ci dà la possibilità di spendere 2 milioni di euro su Romano
di Lombardia e altrettanti su Calcinate, quindi andremo a rivisitare, con quei 2 milioni di euro,
anche il pronto soccorso di Romano di Lombardia. I progetti devono essere consegnati entro
giugno, entro giugno, dopodiché riceveranno il placet dalla Regione e dallo Stato e io mi
auguro che ad ottobre si possa partire già con l’appalto, la messa in appalto di tutte le opere.
Grazie.
(Applausi)
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie, dottore. La parola adesso ai Gruppi consiliari. Vi ricordo, come abbiamo stabilito in
Conferenza dei Capigruppo, che avete cinque minuti per ogni Gruppo per interventi o
formulare domande.
È prenotato il consigliere Giussani; ha facoltà di intervenire. Prego, Consigliere.
CONSIGLIERE GIUSSANI:
Grazie, Presidente. No, io non userò cinque minuti perché me ne bastano molto meno per fare
i complimenti al Direttore, visto la mole di lavoro che ha fatto e che ha messo in cantiere per il
futuro.
Però volevo fare una domanda. Ho letto una notizia sui giornali ultimamente, che a Treviglio
probabilmente si allungheranno i tempi, si darà la possibilità anche fuori orario per certe visite,
che prima invece erano molto compresse durante la giornata. Volevo chiedere se questo è
vero, anche perché, se così fosse, saremmo i secondi, dopo il Veneto, a cercare di attuare un
servizio di questo tipo, che sicuramente per la gente che lavora, per chi ha degli impegni è un
servizio veramente positivo. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. Dottore, raccogliamo le domande e risponde a tutti al termine, preferisce fare così?
(Ndt, intervento fuori microfono del dott. Ercole: No, preferisco darle…)
Una per volta? Prego, allora.
DOTT. ERCOLE:
Grazie, Giussani. Mi dà l’opportunità, perché insieme al dottor Meroni ci siamo impegnati
tantissimo negli ultimi tre mesi dell’anno scorso, quando la Regione ha finanziato in parte un
abbattimento delle liste d’attesa, noi ci siamo impegnati a riorganizzare e ad aumentare la
possibilità di offerta ai cittadini là dove le liste d’attesa superavano le aspettative.
Cosa abbiamo visto? Abbiamo tirato le conclusioni e abbiamo visto che effettivamente quelle
3.500 e passa prestazioni effettuate hanno soddisfatto l’utenza, e allora ci siamo detti: okay, io
sono convinto che, e stamattina l’ho ribadito nella riunione sindacale, stamattina, scusate,
sono un po’ anche stanco, ma ho fatto sei ore di riunione sindacale stamattina, dove, fra tutte
le problematiche, è uscita anche questa richiesta che io ho lanciato. Io sono convinto, perché
lo sforzo che si è fatto negli ultimi tre mesi del 2013 grazie al personale e ai dirigenti, ma
soprattutto al personale, che si sono impegnati, che ci hanno seguito, non abbiamo imposto
nulla, abbiamo fatto insieme questo progetto e tutto il personale mi ha seguito e mi ha sempre
detto sì, non mi ha mai detto una volta di no. Certo, magari parte di queste prestazioni erano
fatte in istituzionale, anzi, la gran parte erano in istituzionale, l’altra era in area a pagamento,
ma veramente quisquiglie rispetto alle cifre che girano.
Allora mi son detto: se questo personale è pronto e mi segue anche in questo progetto del
sabato, della sera, anche perché le abitudini di vita sono cambiate, le persone lavorano fino a
tardi, dobbiamo riuscire a soddisfare le esigenze delle persone, degli artigiani, commercianti,
operai, che finiscono di lavorare il turno alle 7, alle 8, e devono perdere una giornata di lavoro,
e devono prendere la macchina. Se noi siamo presenti tre-quattro ore in più, e quindi fino alle
8, mi auguro fino alle 8, ma se riusciamo anche fino alle 10, daremo sicuramente un servizio in
più alla nostra gente. E ripeto, andrà sicuramente in porto, perché mi ci metto in prima
persona, ma una cosa che voglio evidenziare è che il personale mi sta seguendo in tutta
questa operazione, perché anche loro hanno capito l’umanità che c’è dentro a questo progetto
nell’andare incontro alle esigenze delle persone.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
È iscritto a parlare il consigliere Merisi; ne ha facoltà.
CONSIGLIERE MERISI:
Grazie, Presidente. Un ringraziamento anche da parte mia al dottor Ercole, al dottor Meroni e
al dottor Ciamponi per avere accettato la nostra richiesta di venire a raccontarci un po’ quello
che succede in ospedale. È evidente che per il cittadino e per il pubblico amministratore le cose
sono un po’ diverse, per ovvi motivi, rispetto alle vostre. Lei ha appena accennato all’umanità
del personale, che noi di qua vediamo sicuramente di meno.
Avevo qualche osservazione e due o tre domande, ma molto semplici. Allora, credo che il 2013
sia stato un anno un po’ tribolato da un punto di vista del personale, con i pensionamenti e con
la difficoltà, per lo meno iniziale, di ricoprire per i posti, e mi sembra di percepire che invece
poi le cose sono andate sempre più migliorando e la macchina ha ripreso a funzionare. Questo
mi sembra di leggere nelle slide e mi sembra di, anche in questo caso, percepire da quello che
si dice in giro.
C’era l’anno scorso il problema della sterilizzazione, che mi pare sia stato superato anche
questo. Devo dire che magari, da un mio punto di vista, tutti quei colori non piacciono, però è
solo un’impressione cromatica, evidentemente. L’importante è che questa centrale funzioni e
funzioni bene.
Mi fa piacere che siano diminuiti i ricoveri, perché da una parte vuol dire maggiore attenzione
alle regole, mettiamola così, e alla salute della gente. Le regole sono una cosa, però poi alla
fine è la salute che conta. È pur vero che noi abbiamo ancora il primato, in questa zona, il
primato di morti per tumore, ma non credo proprio che le cose siano dovute a una sanità,
all’ospedale che non funziona. È tutt’altro, e lo sappiamo benissimo.
È stata attivata la chirurgia oncologica, abbiamo letto sui giornali, e non credo sia solo
pubblicità quella che va a finire sui giornali, chirurgia oncologica che pare che funzioni anche
questa.
È chiaro che la sua esposizione è stata, mi permetta il termine, non me ne voglia, un po’
ragionieristica, ma è la serata che lo richiede. Mi fa piacere che l’Azienda ospedaliera sia la
prima per numero di dipendenti sul nostro territorio, 2.000 e passa, anche se evidentemente
questa è considerata, in questa logica, la sede legale, perché non sono tutti i 2.000 che
lavorano qua, però diciamo che il titolare, la titolarità è qui. Certo, mi pare di capire che siamo
comunque appena dietro la Same come numero di addetti a Treviglio.
(Ndt, intervento fuori microfono)
Prima della Same? Benissimo. Mi ha fatto molto piacere, ma questo per discorso
assolutamente personale, la sostituzione della radioterapia, che è stata ferma per un po’, poi
finalmente sono arrivati i finanziamenti e anche questa è ripartita, e sappiamo benissimo
come, con la nuova tecnica che lei ha accennato, le cose siano nettamente migliorate, non
tanto per la cura in sé e per sé, ma quanto per quello che sta attorno al problema singolo.
Poi sui mammografi e sui riuniti della odontoiatria, quelli avevano necessità, proprio erano
vecchi, erano obsoleti, e anche in questo caso si va a migliorare, a alleggerire la quota di
radiazioni ionizzanti che vanno a colpire il paziente.
Le domande sono abbastanza semplici. Uno è a quando la sistemazione del parcheggio. La
seconda è quali sarebbero, se ci sono a tutt’oggi, intenzioni future sul presidio dell’ex Inam,
questo in centro. La terza è come la vedete, dal vostro punto di vista, la concorrenza con i
poliambulatori che ci sono sul territorio, poliambulatori accreditati. E l’ultima, dottor Ciamponi,
i costi per il personale H24 di cui si accennava prima quanto influiscono in percentuale sul
costo generale. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie, Consigliere. Dottore, prego.
DOTT. ERCOLE:
Io non me le ricordo già più, comunque. Allora, giustamente il parcheggio mi sembra che sia…
(Ndt, intervento fuori microfono: La piscina.)
La piscina, esatto. Non le dico le condizioni delle strade che faccio io andando a casa, forse
anche peggio del mio parcheggio. Ma comunque è chiaro che è il biglietto da visita, è il
biglietto da visita per il cittadino che viene nel nostro ospedale, perché dentro è veramente
carino, dotato di tutto quello che si può immaginare in un ospedale, però il parcheggio lascia a
desiderare. È un impegno che devo prendere di fronte a voi, questo è un impegno mio
personale sull’illuminazione, anch’esso per la sicurezza, ci arriviamo ad aprile, mi hanno
assicurato che appena, stanno finendo tutta la sistemazione dell’illuminazione nei vari reparti,
andranno sul parcheggio, andranno sul parcheggio, quindi con la sostituzione delle lampade e
il rifacimento anche delle condotte.
Su, invece, il rifacimento del parcheggio, io non vi dico i tempi, non vi dico i tempi, però vi
garantisco che i soldi, i primi soldi, e questo chiedo anche l’aiuto vostro, del Comune di
Treviglio, l’ho già chiesto anche a Caravaggio, ho già avuto un incontro con il vostro Assessore,
se ci date una piccola mano sicuramente quello che rimane l’Azienda si impegna a reinvestirlo.
Perché non vi posso dire quando? Perché attualmente non abbiamo forme di investimento
nostre, perché la Regione ormai da diversi anni ha tagliato queste forme di investimento: o i
soldi ce li dà direttamente l’Azienda o dobbiamo trovarli noi negli anfratti del bilancio
attraverso delle economie.
Noi abbiamo in vendita un immobile, che andrà all’asta tra qualche tempo, che è quello di
Ponte San Pietro. Da lì io devo trovare le risorse per fare altri investimenti, più importanti e più
prioritari. Sul parcheggio i soldi li tiriamo fuori noi personalmente, senza aspettare né dalla
Regione, né dalla vendita di questo immobile.
Quindi il mio impegno personale è a giugno, anzi prima di giugno, prima di giugno, il prossimo
mese partire con il progetto, appalto e si rifà il parcheggio, in modo che l’estate dovrebbe
essere finito. Questo mi impegno io personalmente in Consiglio comunale, quindi, voglio dire,
c’è un impegno mica da ridere, ecco. Poi lo sapete benissimo che siamo gli unici che non fanno
pagare il parcheggio, quindi le alternative… Vedete, le alternative ci sarebbero: faccio un
appalto per la gestione, arriva Tizio, Caio e Sempronio, mi offrono tot lire, mettono a posto
tutto loro, però poi va a finire che paghi un euro e mezzo all’ora, o due euro all’ora. Questo io
non lo voglio. Allora mi impegno, il parcheggio è gratuito, deve rimanere gratuito, il parcheggio
dei dipendenti, che è dietro l’ospedale, rimarrà gratuito, e noi andiamo sempre in questa
direzione.
Sull’ex Inam, è una parte di quel piccolo gruzzoletto che dovrei, speriamo, incamerare dalla
vendita di Ponte San Pietro, lì vanno investiti. Cosa vogliamo farci? Inizialmente la mia idea era
quella di lasciare i poliambulatori al piano terra e di spostare la libera professione nei piani
superiori, e sono ancora di quell’idea, perché spostare le libere professioni dei medici, dei
primari che devono lavorare in intramoenia, ce lo ordina la legge questo, siamo obbligati come
Aziende a dargli veramente il posto dove fare la libera professione, e l’idea era quella di
sistemarli nel piano superiore dell’ambulatorio.
La concorrenza non la sentiamo. La concorrenza non la sentiamo, si è sentita forse l’anno
scorso nei primi momenti, quando c’è stata un attimino di crisi, ma non era una crisi vera e
propria, era forse un problema legato alla situazione politica, c’erano le elezioni regionali, il
nuovo Assessore, c’è stato un attimo di pausa. Ora stiamo andando dritti, ve l’avevo detto,
l’anno scorso mi ricordo benissimo che vi avevo parlato delle cosiddette “prestazioni low
coast”, dove si spende poco ma si ha anche poco come prodotto. Con questo non voglio
entrare nel merito di altri colleghi, però sinceramente con la prestazione, la qualità che noi
diamo nelle nostre prestazioni, sia tecnologiche, sia di risorse, di medici che noi impieghiamo,
non abbiamo paura sicuramente di questo.
Il costo del personale, me lo stava scrivendo il Direttore sanitario, sono circa 300.0000 euro di
investimento sul personale, il medico con gli infermieri, tutto questo.
(Ndt, intervento fuori microfono del dott. Ciamponi: Dovevo rispondere io, ma ha fatto prima
lui, è uguale.)
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. È iscritta a parlare la consigliera Bussini; ne ha facoltà.
CONSIGLIERE BUSSINI:
Grazie, Presidente. Saluto il Direttore generale e ringrazio per l’esposizione. Mi sono
soffermata in particolare sui casi dalle tabelle a pagina 42 e 44, il totale ricoverati, e volevo
magari delle spiegazioni ulteriori, perché la presentazione è stata, ecco, rapida, visto che gli
argomenti sono complessi.
Però su queste tre tabelle volevo chiedere, ho visto che la diminuzione dei ricoveri, è vero, può
essere positiva nel senso che ci si ammala di meno, e questo è l’augurio, però visti i dati
epidemiologici e anche il fatto che l’età aumenta, le malattie croniche e tutto ciò che è
collegato, una riflessione in più la volevo da questo punto di vista. In particolare, la slide 43 fa
vedere dalle diminuzioni in diverse specialità. Ecco, chiedevo innanzitutto se ad esempio una
diminuzione del 2 o del 3 per cento per voi è significativa oppure, diciamo, è fisiologica, però
quando le diminuzioni aumentano al 18, come nel caso della Chirurgia Generali 2, o meno 13,
ecco, al di sopra del 10 per cento, se invece…
Ecco, oppure l’Oculistica, avevo visto prima infatti, è diminuita del cinquanta per cento. Se è
anche una volontà oppure una… Sì concludo. Avevo sentito nella presentazione che parte dei
ricoveri erano transitati nella parte dei poliambulatori, però io vedo che i poliambulatori, che è
la slide 44, è vero che dal 2012 al 2013 il totale aumenta, però aumenta in modo significativo
la parte che riguarda i pronti soccorsi, più 2 per cento, mentre per quanto riguarda gli
ambulatori aumenta del 2 o dello 0,39, quindi non so quanto si possa dire che sono i ricoveri
che, diciamo, si spostano sui poliambulatori.
E poi anch’io ho la sensazione della concorrenza dei poliambulatori presenti sul territorio.
Magari è una sensazione o è un… Io ho avuto delle esperienze positivissime dal ricovero di
alcuni parenti, recenti, all’ospedale di Treviglio, e invece personalmente sono dovuta ricorrere
a un poliambulatorio diverso dall’ospedale di Treviglio perché la lista d’attesa era molto lunga,
mentre l’offerta nei poliambulatori presenti sul territorio, anche molto in centro, e molto
comodi anche per persone anziane che non hanno la macchina, ecco, lì in effetti le liste
d’attesa sono da una settimana all’altra e anche meno.
Ecco, quindi volevo sapere se, secondo voi, sono fisiologici oppure no, e sarebbe stato anche
bello avere magari un trend un pochino più lungo nel tempo, nel senso se è un trend che
continua, non so, da almeno cinque anni, oppure è una cosa che è dal 2012 al 2013, nel senso
che magari si poteva fare una riflessione più approfondita se si osservava magari un
quinquennio. E se, sempre analizzando questi dati, avete idea del grado di soddisfazione, non
so, se c’è preferenza rispetto ad una specialità o ad un’altra verso ospedali limitrofi, che
offrono magari qualcosa di diverso.
Comunque queste sono un pochino le mie osservazioni e le mie domande, se volete
rispondermi. Ringrazio, vedo anche che sono stati fatti degli investimenti positivi nella parte
della diagnostica e quindi, insomma, tutti ci teniamo alla nostra Azienda ospedaliera perché
della nostra città. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie, Consigliera. Dottore, prego.
DOTT. ERCOLE:
Vi rubo solo un minuto, perché nella veloce esposizione mi sono dimenticato, adesso me l’ha
ricordato, quanto si tiene alla propria Azienda. L’anno scorso sono uscite le classifiche delle
migliori dieci Aziende lombarde: noi eravamo nei primi dieci in queste patologie: nella cura
della bronchite cronica, nella cura dello scompenso cardiaco, nella cura del cancro al fegato,
nella cura del cancro al pancreas e nella cura del cancro alla tiroide. Eravamo, la nostra
Azienda era nella classifica delle prime dieci Aziende lombarde nella cura di questi cinque tipi di
patologia. È la nostra Azienda, è quella in cui crediamo, è quella in cui noi vogliamo fare
investimenti e portare le persone migliori a lavorare qua da noi, perché è quella, è la qualità
che ci porta avanti, e vi garantisco che essere messo tra le prime dieci Aziende, e lo ripeto
ancora, accanto a dei mostri sacri come il Niguarda o i Civili… i Civili di Bergamo era dietro a
noi in questa qua, i Riuniti di Bergamo era dietro a noi, se devo essere sincero, noi non le ho
fatte perché non volevo scatenare delle… Ma perché? Perché sono classifiche un po’ addetti ai
lavori, però sono pubbliche, voglio dire, sulle… del Ministero ci sono. E vedere in mostri sacri
vicino alla nostra piccola Azienda non fa che piacere.
Adesso, dottoressa, il Direttore sanitario le racconta bene, velocemente però.
DOTT. MERONI:
Allora, l’avevo anticipato prima il dottor Merisi per quanto riguarda la situazione dei ricoveri.
Per quanto riguarda il trend, le posso assicurare che è in continua diminuzione per quanto
riguarda i ricoveri, cioè io di nascita su un epidemiologo, quindi ho sempre gestito i numeri,
addirittura io mi ricordo che cinque-sei anni fa eravamo a 36.000, qui vediamo 26.000, però
queste sono tutte indicazioni regionali, nel senso che lei mi ha fatto l’esempio dell’Oculistica…,
comunque le indicazioni regionali dicono che tutti i ricoveri di 0/1 giorno e di day hospital li
devo trasferire in ambulatoriale. È un discorso puramente amministrativo per il calcolo dei
posti letto, in quanto io tutte queste attività, lei mi ha fatto l’esempio dell’Oculistica,
nell’Oculistica avevamo dieci posti letto, in questo momento ne abbiamo uno solo, proprio per
ricoveri che devono rimanere più giorni, perché facciamo tutto in ambulatoriale, nel senso che
uno entra al mattino ed esce alle 6 di sera. Quindi non li vediamo qui. Come l’Oncologia, noi
dobbiamo tendere a zero, qui ne abbiamo ancora 130, c’è una diminuzione del 50 per cento,
ma anche all’Oncologia noi dobbiamo tendere a questo. Molti ricoveri che noi facciamo in
Medicina, di allergologia o di ricordi di day hospital, noi li stiamo trasportando tutti in
ambulatoriale.
Per quanto riguarda la Chirurgia, che si parla anche lì di una diminuzione, che abbiamo visto
una diminuzione della chirurgia, è dovuto solamente al fatto che noi abbiamo ampliato la day
surgery, quindi tutti quei ricoveri che erano di 0/1 giorno e 0/2 giorni li facciamo in day
surgery e vede che l’aumento della day surgery è di oltre il 50 per cento. Quindi sono proprio
indicazioni regionali, che ci dicono tutto quello che può essere fatto a livello ambulatoriale,
quindi con il ricovero dal mattino alla sera, è chiaro che ci sta dietro tutta un’organizzazione.
La Regione quest’anno si è bloccata, nel senso che dovevamo avere tutti i ricoveri, molti dei
ricoveri chirurgici dovevamo passarli in ambulatoriale. Sono uscite tre norme di legge in cui
dicevano: rimandiamo al 2013, rimandiamo ad aprile, rimandiamo a settembre, rimandiamo al
primo di gennaio. Poi alla fine si è deciso di mantenere, quindi quelli che adesso vediamo
ancora che ci sono in day surgery o che, solo per il fatto che mandando in ambulatoriale il
paziente deve pagare il ticket, quindi dobbiamo tener presente, quindi per quest’anno la
Regione ha detto non c’è più questo passaggio, quindi abbiamo un freno per il 2014, che
potrebbe però ritornare, perché nel momento in cui si passa in ambulatoriale,
automaticamente il paziente… cioè è un modo per far pagare il ticket al ricovero. Ecco, è da
quel punto di vista.
Quindi noi dovremmo sempre più avere meno…, cioè noi siamo un ospedale per acuti, quindi
dovremmo lavorare per l’ospedale per acuti. Un altro fatto di diminuzione dei ricoveri per
esempio in Medicina, mentre l’ospedale di Treviglio è un ospedale dipartimento
emergenza/urgenza, quindi per norma non può avere questo tipo di ricovero che fra un po’ le
spiego, noi negli altri tre ospedali abbiamo aperto i subacuti, quindi il malato che non è più
acuto, ma che non può ancora andare in una RSA, non può essere gestito a casa, noi abbiamo
creato trenta posti letto negli ospedali limitrofi, di Calcinate e di Romano, in modo tale che
questi possano rimanere trenta, quaranta o cinquanta giorni in gestione. Quindi noi
trasferiamo tutti questi pazienti. Lo so che per un cittadino di Treviglio andare a Romano o a
Calcinate è un problema, però la Regione si dice che non può essere in ospedale per acuti
perché l’ospedale per acuti deve gestire l’acuto e, una volta che l’ha gestito, poi…
Quindi leggiamola anche in questa logica, quindi sono questi un po’ i passaggi, ma sono norme
regionali che stiamo applicando. Io ritengo che nei prossimi anni diminuiremo ancora sui
ricoveri, il che vuol dire che stiamo agendo molto sulla prevenzione e siamo in grado di
organizzare e risolvere i problemi in pochi giorni, quindi penso…
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. È iscritto a parlare il consigliere Fumagalli; ne ha facoltà.
CONSIGLIERE FUMAGALLI:
Buonasera. Dottor Ercole, dottor Moroni e dottor Ciamponi, ci conosciamo poco
personalmente; io e lei, dottor Ercole, via Facebook siamo anche amici. Mi presento come…,
partecipo a una lista nuova che è appena nata a Treviglio e che si chiama “Io Treviglio”,
composta da me, l’avvocato Cologno e il dottor Sghirlanzoni, a sostegno delle politiche del
Sindaco Pezzoni.
Una cosa che mi ha colpito particolarmente del suo intervento, io chiaramente volo più basso
del dottor Merisi perché non ho le sue competenze, ho tutt’altra competenza, la cosa che mi ha
fatto piacere del suo intervento, siccome io credo nel gruppo, è quando lei si è espresso in
modo forte sostenendo che, non avendo le stesse risorse da parte di Regione Lombardia di una
volta, ha puntato su un elemento importante: la condivisione del percorso e delle strategie
aziendali, in questo caso ospedaliere, con le persone con cui lei collabora. Ed effettivamente io
di questo le faccio onore perché, secondo me, in questi momenti dove il danaro manca, e
manca davvero per tutti, pensare alla salute del cittadino, perché è questo di cui lei si occupa,
non direttamente, chiaramente impegnandosi a far sì che le persone, piuttosto che farsi la
guerra fra di loro, creino un gruppo forte intorno a lei e ottengano la risposta e diano la
risposta migliore a chi siede o è sdraiato nei letti dell’ospedale, è la cosa migliore che mi
poteva dire a livello personale.
Un’altra cosa che mi ha fatto piacere sentire da lei, e ha fatto bene a puntualizzarlo, è che a
differenza - prendo un esempio che ritengo possa essere un’eccellenza - dell’ospedale di
Vimercate, dove tutto è perfetto, tutto è stratosferico, è tutto spaziale, i parcheggi magari
hanno qualche buca, ma chi parcheggia nel parcheggio dell’ospedale non paga assolutamente
niente. Grazie.
DOTT. ERCOLE:
Un minuto. Questa mattina, quando vi ho detto che ho fatto sei ore di riunioni sindacali, non vi
ho mentito: abbiamo iniziato alle 9 e abbiamo finito alle 2, o anche prima. Era per portare in
evidenza una cosa a cui io credo tantissimo: i sindacati o i rappresentanti dei lavoratori non
sono lì davanti a noi per creare dei conflitti, sono lì per collaborare con noi. Loro si occupano
della coscienza dei lavoratori, del loro lavoro, del lavoro dei lavoratori, della preparazione dei
lavoratori, io mi occupo di quello che è l’andamento dell’Azienda, e quindi mi confronto con
loro, però c’è un terzo attore, che è l’utente, che è la persona che ha bisogno.
Allora quando ci sediamo intorno a un tavolo a discutere quali sono le garanzie che io do al
lavoratore e loro quali sono le garanzie che danno all’Azienda, se non usiamo temi forti ma
usiamo il buonsenso, andiamo d’accordo e si risolvono i problemi, si risolvono i problemi. Vi
garantisco che, ripeto, con il buonsenso e con un pizzico, un pizzico di aiuto da parte da una
parte dei Sindacati, dall’altra parte dell’Azienda, si raggiunge sempre il bene comune, e ripeto,
non tralasciando l’utente, che è quello che ha bisogno.
Oggi l’ho detto, ve lo ripeto, io ho trovato i lavoratori dalla mia Azienda forti, dicono sempre di
sì, ve l’avevo ricordato forse l’ultima volta, che mi è rimasto impresso, perché io vengo da
un’altra Provincia che non è così: quel giorno che venne la nevicata qua a Treviglio io non
avevo una persona a casa; forse avevo i dirigenti, perché non riuscivano a salire la rampa del
garage, ma i lavoratori, gli infermieri, gli OSS, dal primo all’ultimo erano là presenti al lavoro.
È per questo che io ho sempre detto “grazie Bergamo”.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. Consigliera Ciocca, è iscritta a parlare. Prego.
CONSIGLIERE CIOCCA D.:
Grazie. Ringrazio anch’io il dottor Ercole per la sua illustrazione. Un po’ di cose le hanno già
chieste i miei colleghi, soprattutto quelle che si raccolgono dagli utenti dell’ospedale. Io
purtroppo, tra me e la mia famiglia, sono un frequentatrice abbastanza assiduamente della
struttura sanitaria trevigliese, quindi a parte il problema buche e illuminazione, che sarà presto
risolto, io avevo ancora qualche dubbio con la prenotazione di alcune visite. Adesso non mi
ricordo precisamente quando mi è capitato personalmente, però a volte ci si sente dire: no,
torni tra un mese o telefoni fra un mese o due perché non ho ancora ricevuto la disponibilità
dei medici. Ecco, questo secondo me dovrebbe essere una situazione da superare perché
diventa automatico il ricorrere a strutture private e, se uno si trova bene con i medici
dell’ospedale di Treviglio, non vedo perché dovrebbe essere in qualche modo costretto a
recarsi altrove.
Quindi, al di là di alcuni servizi meritevoli che adesso si possono fare online, tipo la
consultazione, però se uno non sa quando le prenotazioni sono aperte, neanche l’online può
risolvere questo problema.
La seconda cosa. Anch’io - certo, io raccolgo solo le voci che si possono raccogliere quando uno
passa mezz’ora in una sala d’attesa - non sono proprio sicura che la struttura non stia
perdendo clienti nei confronti di strutture private, perché si sente abbastanza spesso il fatto
che, per difficoltà di prenotazione o per i tempi lunghi, che adesso saranno accorciati da queste
innovazioni che avete introdotto, però non credo che possano essere eliminati, si rivolgono ad
altre strutture, seconda cosa.
La terza cosa: abbiamo la possibilità di conoscere come… adesso non so come chiamarlo, cioè
la situazione dal punto di vista delle malattie oncologiche nell’ambito dell’utenza dell’ospedale
di Treviglio, quindi sapere come sta andando loro lo sviluppo delle malattie, anche numerico e
tipologico, delle malattie oncologiche rispetto alla nostra popolazione? Non so se ci sono dati
aggiornati, fatti da qualche Ente esterno, ma sicuramente voi li avete, li avete.
Ultima cosa: la applicazione della legge 194. Ecco, va beh, in queste situazioni uno si augura
sempre che non ci sia bisogno della legge, però siccome è una legge dello Stato, io volevo
chiedere come attualmente è attrezzato il l’ospedale di Treviglio nel caso una donna chieda di
ricorrere a questa legge. Insomma, visto che è già una tragedia in sé, per lo meno non si
aggiunga l’ulteriore tragedia della peregrinazione. Grazie.
DOTT. MERONI:
Allora, per quanto riguarda le prenotazioni aperte sono d’accordo con lei, cioè io sono da poco
Direttore sanitario, però mi sto impegnando con il CUP di tenere aperte, in modo tale che si
sappia quand’è la lista d’attesa oppure no. Ci sono alcune realtà in cui si chiude, nel senso che
una volta che ci sono tre mesi chiudono per poi riaprire. La nostra intenzione è di fare delle
sedute aggiuntive per evitare tutto questo, ma in ogni caso io sono già intervenuto per quanto
riguarda tre specialità, dove erano chiuse, e deve rimanere aperta, quindi se è a sei mesi la
lista d’attesa, è giusto che il cittadino sappia che è a sei mesi la lista d’attesa e non debba
telefonare. Quindi questo è un impegno che mi prendo, non penso di riuscire a farlo in tutte le
specialità, ma dove è possibile aprire delle sedute aggiuntive. Quando si è parlato per esempio
del discorso del sabato, il sabato le abbiamo aperte, cioè c’erano sempre presenti tre
cardiologi, tutta la Cardiologia.
È chiaro che in questo caso queste sedute aggiuntive, cioè avevamo tempi d’attesa molto
lunghi, ma appena si aprivano, nel senso che non esistevano queste sedute, nel giro di 24 ore
erano già tutte ricoperte, quindi è chiaro che un’esperienza del genere noi la porteremo avanti.
Quindi, sul fatto della chiusura delle liste d’attesa sfonda una porta aperta, io porterò avanti
questo tipo di indicazione.
Mi sono segnato, sempre su questo, un esempio che porto sempre sull’allergologia, cioè noi
l’allergologia in questo momento siamo gli unici si può dire in Provincia di Bergamo, ma non
solo in Provincia di Bergamo, a dare delle risposte, nel senso che diamo le risposte a tutta la
Provincia di Bergamo e diamo risposte anche alle Province vicine. Noi dal 15 di marzo abbiamo
preso un’altra allergologa, ma non stiamo diminuendo i tempi d’attesa, perché pur
aumentando o raddoppiando l’attività le liste d’attesa non scendono, perché siamo proprio…
siamo gli unici a farlo, quindi porto sempre…
(Ndt, intervento fuori microfono)
Però poi ci scrivono dicendo ci sono sei mesi di lista d’attesa per l’allergologia, noi la stiamo
aprendo, l’abbiamo aperta anche a Brembate, l’abbiamo aperta a Romano, l’abbiamo aperto a
San Giovanni Bianco, la stiamo aprendo un po’ in tutte le sedi, però siamo gli unici ad aprirla.
Poi, sulla 194 aveva anche chiesto. Allora, sulla 194 la situazione che abbiamo noi adesso è
che la 194 facciamo solamente negli altri tre ospedali e non a Treviglio. Questo per una scelta
che ci siamo trovati in eredità, anche perché abbiamo tutti obiettori di coscienza, quindi o
troviamo, o dobbiamo prendere qualcuno dall’esterno, o far venire qualcuno dall’esterno, e la
scelta è sempre stata di farli a Calcinate, a Romano e a San Giovanni Bianco. Questa è una
eredità che ci siamo trovati, adesso abbiamo il nuovo primario di Ginecologia che dovrebbe
essere non obiettore di coscienza, quindi cercheremo di portare avanti questo tipo di discorso,
perché il vero problema non è tanto l’obiettore di coscienza… Crescini, sì, non è tanto del
ginecologo, ma dell’anestesista, perché anche tutti gli anestesisti sono obiettori di coscienza,
quindi noi abbiamo questo problema su Treviglio ed è stata fatta questa scelta.
Malattie oncologiche. Come ho detto, io sono un epidemiologo, trent’anni fa lavoravo in
Università ed ero ricercatore universitario, se lei va a vedere il primo Atlante dei Tumori in
Provincia di Bergamo e della Lombardia, c’è il mio nome, nel senso che l’avevamo fatto proprio
in questa zona perché era una zona a rischio, quindi conosco tutto benissimo e ho tutta la
storia. Il vero problema e con i dati di ospedale non possiamo dare nessuna indicazione, nel
senso che io posso dirle quanti tumori ho ricoverato, quanti tumori ho operato, però io devo
rapportarlo alla popolazione, perché se uno di Treviglio va a Milano, se uno di Treviglio va a
Bergamo, se uno di Treviglio va a Brescia, io non ho queste informazioni.
Quindi, per poter avere tutto questo, i miei studi erano sui certificati di morte, ma adesso con
tutte le banche dati si può benissimo lavorare per quanto riguarda i ricoveri, però questo è un
problema che può essere fatto solo con l’ASL o con la Banca Dati Regionale, perché noi non
abbiamo i dati, cioè noi abbiamo i dati dei presenti, tutti quelli che vengono a Treviglio io le
posso dire: è questa la situazione; ma non le posso dire qual è la situazione dai residenti di
Treviglio o dei residenti della Bassa bergamasca. Quindi non è un dato attendibile, possiamo
darlo, io ogni tanto faccio delle analisi per capire dove stiamo andando da un punto di vista di
ospedale, ma non riusciamo a dare l’interpretazione per quanto riguarda il territorio. È un
discorso più di ASL questo, che dev’essere fatto.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. Consigliere Borghi, ho visto che si è prenotata. Tenga conto che la consigliera Bussini
ha consumato 4 minuti e 54 secondi, per cui ha 6 secondi, se vuole intervenire, altrimenti
proseguiamo con l’ultimo intervento del consigliere Melli e abbiamo…
(Ndt, intervento fuori microfono della consigliere Borghi: Però potrei usare quelli.)
Però può usare sei secondi, se vuole.
(Ndt, intervento fuori microfono della consigliere Borghi: Avevo da riprendere quanto… Posso
usare sei secondi?)
Prego, Consigliera, sei secondi. Prego.
CONSIGLIERE BORGHI:
Direttore, qual’ è per i prossimi tre anni il progetto di eccellenza a cui mirate, che non si
organizzativo ma che vada sulle malattie e sulla ricerca?
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie, Consigliera. Prego, dottore.
DOTT. ERCOLE:
Con tutto il cuore, spero che mi finanzino la sistemazione del reparto di Ostetricia e
Ginecologia, con le sale parto nuove. Questo è veramente, grazie, perché è il progetto a cui io
tengo di più rispetto ad altri investimenti perché, e mi rifaccio a quello che diceva la
dottoressa, il calo delle nascite, il calo delle nascite che c’è stato, c’è stato dappertutto, ma noi
ne stiamo perdendo un po’ di più, ne stiamo perdendo un po’ di più perché lo sa benissimo che
la signora che partorisce ha bisogno anche di locali e dei comfort alberghieri che noi non siamo
in grado di dare, per il momento. Quindi penso che sia quello.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. Consigliere Melli, è iscritto a parlare, prego.
CONSIGLIERE MELLI:
Prima di tutto grazie per il vostro intervento. Volevo chiedere, il tutto è finalizzato anche
all’aumento dell’apertura dei poliambulatori. Mi chiedevo, per quanto riguarda il CUP, che il
sabato è chiuso, non si potrebbe vedere di aprilo, anche una mezza giornata? Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie, Consigliere. Prego.
DOTT. MERONI:
È possibile proprio aprirlo quando facciamo delle sedute aggiuntive di sabato, nel senso che
per quanto riguarda tutti gli esami di laboratorio, vedo qui il primario presente nel pubblico,
noi siamo aperti di sabato e mi sembra che abbia deciso di fare degli esperimenti anche di
domenica, quindi apriamo anche da quel punto di vista.
Il problema del CUP, noi lo possiamo aprire solo e esclusivamente se diamo anche dalle
prestazioni. Caso assurdo, noi il 9 di marzo, che è una domenica, per la Festa della Donna noi
garantiamo tutte le prime visite gratuitamente; se dobbiamo fare delle visite diagnostiche
aggiuntive, quindi da un punto di vista radiologico, pap-test o altro, noi abbiamo quel giorno
aperto il CUP, in cui dove è possibile, quindi ci sarà anche il medico che farà l’impegnativa al
momento, si andrà al CUP e si potrà fare l’esame al momento; dove non è possibile noi faremo
in modo tale che l’utenza di quel giorno abbia subito la prenotazione al CUP.
È chiaro che aprirlo per poi non erogare prestazione non ha senso, cioè potremmo aprirlo nel
momento in cui, in questa nuova strategia, quindi se apriamo una volta alla settimana dalle 17
alle 20 o, come diceva il Direttore generale, alle 22, o al sabato, in questo caso noi apriremo il
CUP, anche perché abbiamo lì le persone. Però aprirlo per poi non dare prestazioni non…
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. Non vi sono altri interventi, quindi la parola al Sindaco.
SINDACO PEZZONI:
Grazie, Presidente. Un sincero ringraziamento da parte mia al dottore Ercole, al dottor Meroni
e al dottor Ciamponi per la disponibilità che hanno manifestato per l’illustrazione dei progetti in
corso e quelli non soltanto sognati, come speriamo tutti, per quanto riguarda il discorso del
reparto di Ginecologia ed Ostetricia.
Una sottolineatura. Cerchiamo insieme, e ne parlavamo anche con l’assessore Mangano, una
strada grazie alla quale garantire che il parcheggio dell’ospedale possa rimanere un parcheggio
non a pagamento, anche una compartecipazione da parte dell’Amministrazione comunale di
Treviglio è comunque prevista in funzione appunto dell’utilità pubblica. Ci teniamo a mantenere
questa specificità e a fare in modo tale che sia possibile garantire, vista anche la localizzazione
dell’ospedale fuori, diciamo, dal centro, per cui chi va lì e chi posteggia nel parcheggio
dall’ospedale ci va perché ha la necessità di andare a fruire dei servizi ospedalieri, che possa
almeno in quel caso, dico, non avere oneri da pagare.
Sono particolarmente contento della scelta di “mancata privatizzazione” e mi fa
particolarmente piacere che in tempi brevi si riesca anche sistemare quella situazione. Grazie
molte e ringrazio ancora per quanto ci avete dato.
(Applausi)
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Consiglieri, proseguiamo oltre nelle audizioni, anche recuperando il tempo sul
cronoprogramma.
Passiamo al punto n. 4: “Audizione dell’azienda consortile Risorsa Sociale”. È presente
il Presidente dell’Assemblea dei soci, Dimitri Bugini, che invito ad accomodarsi.
Presidente, le do il benvenuto a nome di tutto il Consiglio comunale e le cedo immediatamente
la parola.
DOTT. BUGINI:
Grazie. Buonasera a tutti, vi ringrazio per l’opportunità data di raccontarvi qualcosa per quanto
riguarda Risorsa Sociale, che è un’azienda consortile creata dai diciotto Comuni che
compongono, come dire, l’ambito sociale, l’ambito socio-assistenziale del distretto di Treviglio
e Caravaggio (o Caravaggio e Treviglio, per non far torto a nessuno).
Come sapete, magari vi do qualche indicazione storica per quanto riguarda Risorsa Sociale,
l’azienda speciale consortile, perché magari non tutti conoscono l’iter che ha portato ad oggi la
realtà socio-assistenziale. Prima avete sentito parlare di socio-sanitario, ora si parla di socioassistenziale.
La legge 328 dell’anno 2000 ha imposto agli ambiti territoriali, agli ambiti socio-sanitari e
socio-assistenziali territoriali di, come dire, mettere in essere i cosiddetti “Piani di zona”. I Piani
di zona sono partiti inizialmente, per quanto riguarda l’aspetto Treviglio-Caravaggio, con il
Comune di Caravaggio che si è preso carico di fare l’ufficio, come dire, unico, questo per il
primo triennio 2001/2002/2003; dopodiché si è passati al secondo triennio, 2004/2005/2006.
Nel corso di questo secondo triennio, proprio per intervento anche dal Patto di stabilità, che in
qualche modo ha imbrigliato le carte dal punto di vista dei bilanci comunali, si è dovuto
necessariamente costituire un gruppo di studio all’interno dei diciotto Comuni che compongono
l’ambito per uscire, diciamo, dall’impasse di dover caricare, brutalmente, caricare addosso al
bilancio del Comune di Caravaggio tutte le varie incombenze, ma, come dire, una gestione
slegata da quello che era l’aspetto comunale, con una creazione di una entità a sé stante. La
ricerca è stata svariata, si era pensato, come dire, a costituire una S.r.l., come hanno fatto da
altre parti. Si è finiti per costituire un’azienda speciale consortile, un’azienda speciale consortile
di cui ovviamente ora, a distanza di tempo, posso dire senza grossi problemi che è stata una
scelta, come dire, fondamentalmente e sostanzialmente buona per il futuro del servizio, e che
ha anche portato dei valori aggiunti a livello di tutto il territorio. Ovviamente magari più, se
vogliamo essere un po’ più realisti del re, per i Comuni di piccole dimensioni, ma proprio lo
spirito dalla legge 328 andava nella logica di, come dire, fare un po’ di uguaglianza e
comunque sussidiarietà, se così posso usare questo termine, nei confronti dei piccoli Comuni
rispetto a quelli che magari già in pianta organica avevano una, due, tre, quattro, cinque
assistenti sociali. Il mio Comune per esempio, grazie, come dire, al Piano di zona, alla 328, ha
potuto avere inizialmente un’assistente sociale a 6 ore, che poi è passata a 12 e che ora è a
18, una cosa che fino a qualche tempo fa sarebbe stato abbastanza impensabile.
Per cui 2007, dicembre 2007 costituzione ufficiale di Risorsa Sociale, con l’atto costitutivo in
Comune di Caravaggio, dopodiché l’azienda ha cominciato a prendere piede. Inizialmente si
era ubicati a Caravaggio, dopodiché l’azienda si è trasferita nei locali messi a disposizione, nei
locali di via Dalmazia e via Crivelli, di proprietà della Cassa rurale, della Banca di credito
cooperativo. Il primo periodo l’Amministrazione comunale di Treviglio aveva offerto il
pagamento dell’affitto e di conseguenza abbiamo un po’ tutti goduto in termini di sussidiarietà
di questa struttura; oggi, come è giusto che sia, un po’ tutti i Comuni si fanno carico del loro
pezzettino del costo dell’affitto, proprio per proseguire questo tipo di servizi.
La scelta appunto, come vi dicevo prima, è stata suffragata anche da pareri diversi, non ultimo
quello di ANCI per quanto riguarda la bontà della scelta, e di conseguenza è una realtà che va
avanti.
L’anno 2013, per incominciare a entrare nel merito, diciamo, del tema della serata e di quanto
poi i Consiglieri comunali della città di Treviglio dovranno approvare, e cioè le variazioni
statutarie e il bilancio dell’azienda. Ecco, dobbiamo fare un distinguo per quanto riguarda il
2013 perché il 2013 è stato molto particolare rispetto agli anni precedenti: ha visto
sostanzialmente, per i ritardi che conosciamo tutti, non per colpa di questo piuttosto che
quello, ma di fatto sino ai primi di novembre, chi era presente all’Assemblea dei Sindaci ad
Albino ha potuto solo in quella sede capire ufficialmente che la Regione Lombardia aveva poi
diviso sul territorio quanto era possibile per quanto riguarda il Fondo non autosufficienza,
piuttosto che il Fondo nazionale per le politiche sociali, piuttosto che altre dotazioni, che alla
fine sono quelle che ci permettono, oltre a quanto si recupera pro-quota per ogni cittadino, ci
permettono poi di erogare i servizi.
Devo dirvi anche che l’azienda si struttura nella logica di recuperare dai cittadini pro-quota,
pro-capite, dell’ambito: inizialmente erano 5,55, oggi siamo a 6,55 euro pro abitante. Perché
5,55 e poi 6,55? 5,55 rappresenta la base sulla quale è possibile far funzionare tutta
l’organizzazione tecnico burocratica e di assistenza per quanto riguarda i progetti basilari e i
servizi fondamentali. L’euro in più che da due anni è stato aggiunto, è stato aggiunto per,
come dire, una sorta di Fondo di solidarietà tra i Comuni per quanto riguarda l’inserimento nei
CDD chiaramente di disabili, e di conseguenza un po’ tutti i Comuni ci siamo fatti carico, con
questo euro, di coprire quelli che sarebbero stati i maggiori costi per ogni Amministrazione,
spalmandoli socialmente sul territorio. Ecco il principio dalla sussidiarietà tra tutti i Comuni.
Vi, come dire, racconto ancora qualcosa per quanto riguarda Risorsa Sociale, e cioè che di fatto
l’attività non si esplica solo nel coordinamento ma di fatto, grazie anche a una visione un po’
più allargata di quello che è il sistema gestione del danaro o ricerca di finanziamenti, nell’anno
2012 si è riusciti a, come dire, ottenere un finanziamento Cariplo per quanto riguarda lo
Sportello Affidi, e di conseguenza è partita materialmente una task force composta da una
psicologa e una assistente sociale, che in pianta stabile presidiano il territorio e sono andate
materialmente su tutti i paesi dell’ambito a fare, non è corretto dire proselitismo, perché
stiamo parlando sempre di persone (inc.), ma a fare cassa di risonanza per, voglio dire,
incrementare questo esercizio sociale, che rappresenta, come dire, uno dei fiori all’occhiello
della nostra azienda, perché appunto grazie a Fondazione Cariplo, che ha finanziato l’idea,
ovviamente si è riusciti a dare una risposta a tutti quei ragazzi che hanno la necessità di
ritornare in una famiglia, che si chiami famiglia, per poter, come dire, vivere la loro vita futura
in un certo modo.
Ovviamente, ho parlato chiaramente del Servizio Affidi ma, come dire, esiste la Tutela Minori, il
Servizio Assistenza Domiciliare Minori (la ADM), il Nucleo Inserimento Lavorativo, che
quest’anno, parlo del 2013, ha svolto un importante servizio, e cioè quello di sfruttare il denaro
messo a disposizione dalla Provincia di Bergamo per quanto riguarda le borse lavoro. Sono
stati inseriti circa una quarantina di soggetti del nostro ambito in aziende che hanno accettato
di fare questa scommessa, ovviamente era una scommessa gratuita per quanto riguardava le
aziende, ma di fatto, per periodi che sono andati dai sei mesi ai quattro mesi, chi ha potuto
sfruttare tutto il periodo sono stati sei mesi, chi invece ha potuto sfruttare solo un periodo
minimo sono stati solo quattro o tre mesi, un posto di lavoro, ovviamente con una retribuzione
non a pieno, ma comunque ha dato la possibilità a quaranta cittadini dell’ambito di poter, come
dire, proporsi alle aziende per un reinserimento.
Non conosco ancora i dati ufficiali, ma nella fattispecie alcuni progetti sono anche continuati
dopo la scadenza del 30 di ottobre, e mi riferisco ad uno per esempio suggerito dalla mia
Amministrazione sulla G.Eco, società che di cui noi tutti, attraverso SABB, siamo soci, e cioè
G.Eco si è potuta avvalere di una professionalità gratuitamente, poi è proseguita per altri tre
mesi, sempre con utilizzo di fondi MIL.
Servizio Assistenza Domiciliare Disabili, il cosiddetto ADMH, il Servizio Assistenza Domiciliare
(SAD) e altri servizi, ricoveri di sollievo piuttosto che i vari servizi amministrativi, anche di
prossimità, perché spesso e volentieri si presentano ai Servizi sociali, e magari Comuni come
Caravaggio o come Treviglio non ne risentono, ma i piccoli Comuni risentono di queste
situazioni, anche perché, pur avendo in carico presente una figura, che è la figura
dell’assistente sociale; anche l’assistente sociale ha la necessità di fare le proprie ferie, ha
comunque dei problemi di natura familiare, per cui malattie piuttosto che altro, ma ci sono
anche i famosi discorsi di condivisione di progetti, per cui le assenze. Ecco, l’Ufficio di Piano
garantisce anche un’assistenza, nel momento in cui ci sono questi buchi diciamo
amministrativi, per seguire tutti quei cittadini in termini di segretariato sociale per poter
avviarli a, come dire, alla presentazione anche semplicemente della domanda di invalidità,
perché non sempre i cittadini sono svelti nell’andare a riferirsi ai CAF piuttosto che ad altre
realtà assistenziali. È più semplice rivolgersi, chiaramente, tante volte al Sindaco direttamente,
poi il Sindaco deve, ovviamente, smistare. Magari, ripeto, non sarà il caso di Comuni grandi,
ma vi garantisco che nei Comuni piccoli è ancora il Sindaco il riferimento di queste cose.
Posso darvi dei numeri in termine di consuntivo, ma vi dico solo una cosa legata…, consultivo
in termini di servizi. Vi dico solo una cosa importante che è stata inserita nel terzo piano di
zona, cioè quello che è andato dal 2007 al 2010: la figura dell’assistente… 2008/2010: la
figura dell’assistente sociale all’interno dell’ospedale, che ha fatto da trait d’union tra, come
dire, la dimissione protetta di un anziano, di una persona sola, piuttosto che di un disabile, nei
confronti, come dire, dalla propria famiglia piuttosto che dell’entità dove si andava a rivolgere.
C’è una soddisfazione, tant’è che i numeri sono notevolmente lievitati da questo punto di vista,
proprio perché la figura professionale svolge, una volta l’infermiera, la caposala, il medico di
base chiamava…, scusate, il medico dell’ospedale chiamava la famiglia, si metteva d’accordo e
la cosa finiva lì; oggi c’è un accompagnamento che, credetemi, in determinate situazioni e
circostanze è un accompagnamento molto importante per quelle persone che hanno delle
necessità.
La vita dell’azienda ha dovuto fare anche i conti con le funzioni, la gestione del servizio, la
funzione del servizio piuttosto che le nuove, come dire, normative che sono sempre lì pronte a
mettere non dico i bastoni tra le ruote, ma a creare la vita difficile a queste realtà associative.
Fortunatamente non abbiamo scelto l’idea del consorzio perché un anno dopo o due anni dopo
avremmo dovuto cambiare, come dire, immediatamente rotta.
Per cui a fine del 2011, con l’anno finanziario del 2011, il 20 di dicembre del 2011 abbiamo
posto in essere alcune, come dire, variazioni di Statuto che sono andate per lo più a certificare
la differenziazione tra quella che era la funzione del servizio e la gestione del servizio. Risorsa
Sociale non ha funzioni nei confronti dei Comuni, ma fa la gestione del servizio, che è una cosa
completamente diversa; oltre, chiaramente, ad adeguare tutto quanto è possibile.
Ecco, una nota importante da dire è che, al di là di chi ci lavora, ci mancherebbe altro, tutti i
membri del CdA e, come dire, l’Assemblea dei soci, non ha costo di gestione per Risorsa
Sociale in quanto viene fatto tutto e viene garantito tutto gratuitamente. Il CdA si trova
normalmente almeno due volte al mese, salvo ci siano cose particolari, chiaramente
probabilmente ad agosto non si trova due volte al mese, così come magari non lo si trova nel
mese di dicembre, ma magari lo si trova prima per preparare il bilancio di previsione piuttosto
che altro.
Per quanto riguarda, invece, il bilancio di previsione del 2014, io vado a braccio, poi magari se
c’è qualche domanda specifica, volentieri. Nel 2014 ovviamente, il fatto che nell’anno 2013 si
siano ricevuti i fondi praticamente all’inizio di novembre, pur non avendo fatto mancare i
servizi basilari, si è dovuto fino alla fine stare col bilancino in mano per definire dove andare a
mettere, ovviamente, questi denari, e parecchio, una parte di questi soldi sono poi finiti nei
residui, che non vengono restituiti ma vengono messi sul bilancio del 2014 per proseguire
l’attività, implementandola magari laddove serve e dove sarà necessario. Ovviamente poi le
varie riunioni e i vari bandi che Risorsa Sociale deciderà durante l’anno di mettere in essere
per aiutare ovviamente le necessità, le nuove povertà piuttosto che altre situazioni che
potrebbero essere anche suggerite dal territorio.
Ovviamente contiamo che, però in questo momento credo che sia una domanda da 100.000
dollari, se non addirittura una domanda con una risposta “boh!”, contiamo anche magari su
qualcosa che possa arrivare ancora a livello provinciale, perché è stato importante negli ultimi
due anni, 2012 e 2013, poter contare su questo contributo che è stato diviso a livello degli
ambiti provinciali, contributo che ha dato il la ovviamente il primo anno, magari con un po’ di
inesperienza, o magari per la necessità di intervenire immediatamente, magari anche perché
forse nel 2012 la situazione lavorativa non era così pressante o preminente, lo era ma magari
in maniera più marginale perché le mobilità erano ancora in essere, per cui l’entrata finanziaria
della famiglia c’era, la cassa integrazione era finanziata a un certo livello, per cui si è pensato
più a distribuire questo, come dire, questo tesoretto, uso questo termine, a livello di buoni
spesa piuttosto che borse lavoro.
Quest’anno il bando è stato fatto…, si sono ricevuti i soldi dalla Provincia, in tutto 87.000 euro
per tutto il territorio, non milioni di euro, ci mancherebbe altro, però, voglio dire, per quaranta
persone ha voluto dire quattro mesi, cinque mesi di stipendio, seppur ridotto, ma un
sostentamento importante alla famiglia, ma soprattutto facendoli lavorare e dare dignità alla
persona perché, al di là dell’aspetto economico, conta spesso quello che è il discorso di dignità
morale della persona.
Se volete poi entriamo nel merito dei numeri, sono qui pronto a rispondere ad eventuali
domande, osservazioni, dubbi, necessità, piuttosto che perplessità. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie, dottore. Per il loro intervento invito i Consiglieri, un intervento, abbiamo detto, di non
più di cinque minuti per Gruppo.
È iscritto a parlare il consigliere Lingiardi; ne ha facoltà.
CONSIGLIERE LINGIARDI:
Grazie, Presidente. Io, più che intervento, devo fare delle domande. Rientra comunque nei
cinque minuti?
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Certo.
CONSIGLIERE LINGIARDI:
Cercherò di essere veloce. È stata portata in Terza Commissione consiliare la modifica dello
Statuto di Risorse Sociale. Due domande, perché praticamente… Questo, comunque, è una
modifica ancora del 2011, però c’erano due questioni sulle quali ho chiesto appunto
delucidazioni all’Assessore, che però non mi ha dato risposta, e pensavo di vedere il Presidente
del CDA, invece è arrivato comunque il Presidente dell’Assemblea dei soci e quindi potrà darmi
risposta lei.
La prima è la questione dell’Ente capofila, cioè praticamente si toglie l’Ente capofila e si dice,
appunto: “L’azienda nella gestione di servizi e nell’attività persegue i suoi obiettivi”, e si toglie
il comma 1: “esercitare la funzione di Ente capofila”. Allora mi chiedo, chi fa Ente capofila, se
non lo fa Risorsa Sociale? Lo fa un Comune? Questa è la prima domanda.
La seconda riguarda, invece, gli accreditamenti e la gestione appunto del sistema di
accreditamenti di Enti pubblici e privati no profit, che viene tolto dall’articolo 5. Cioè Risorsa
Sociale non fa più la gestione del sistema degli accreditamenti di Enti pubblici e privati no
profit, e quindi quando ci sarà un voucher da assegnare come si potrà gestire la questione?
Pongo questa domanda.
Poi faccio un po’ un appunto sulla questione del bilancio, che approveremo poi più tardi,
approviamo sia la modifica che il bilancio. Abbiamo approvato in passato il bilancio del 2012,
abbiamo qui il bilancio di previsione 2014-15-16, però non abbiamo avuto niente sul 2013.
Magari, non in questa occasione, magari se in Terza Commissione si può portare il bilancio
preconsuntivo sul 2013.
L’ultimissima cosa, un po’ un dettaglio, non lo chiedo a lei in questo momento delle entrate,
perché vedo che sono aggregati in maniera importante. Era importante sapere qual era la
percentuale della compartecipazione dei Comuni rispetto alla compartecipazione complessiva,
questo è importante, cioè scusi, al Fondo nazionale delle politiche sociali, Fondo non
autosufficienza, alla Regione e al contributo della Provincia, questo Fondo crisi, solamente per
vedere qual è l’importo complessivo delle entrate rispetto al resto. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. Presidente, sentiamo tutti gli interventi e poi risponde insieme? Vi sono altri interventi?
Consigliere Minuti, prego.
CONSIGLIERE MINUTI:
Intervengo per dire come questo territorio abbia sempre saputo rispondere intelligentemente
alle emergenze e alle problematiche sorte anche al di fuori di esso, per esempio attraverso la
legislazione, per certi aspetti ostile, Patto di stabilità, esternalizzando dai bilanci comunali,
attraverso una propria azienda, quelle funzioni che continuano ad essere fatte, fatte con
criterio di maggiore efficienza e soprattutto di uguaglianza del trattamento dei cittadini tra
Comuni piccoli e Comuni grossi, senza danno dei Comuni grossi, perché il Comune di Treviglio
ha continuato a gestire Servizi sociali per un valore multiplo del bilancio di Risorsa, che si
riferisce invece a diciotto Comuni. È una risposta veramente efficiente e positiva, che perdura
nel tempo. Io non posso che fare i complimenti a coloro che sono deputati ad amministrare
questo organismo, lo fanno con intelligenza, lo fanno con pazienza, non perdendo proprio la
pazienza l’anno scorso, potendo così beneficiare di attribuzioni ulteriori, persino inaspettate,
che hanno consentito di non gravare i bilanci comunali di quell’ulteriore tariffa che era stata
ventilata di un ulteriore euro per abitante.
Insomma, qui non c’è che da fare i complimenti, anche prima per la verità c’era da fare i
complimenti a quelli dell’ospedale, però bisognava pur stringere con i tempi.
Voglio solo sottolineare quell’altro aspetto che lei ha sottolineato, signor Sindaco e Presidente,
quello della sussidiarietà. Che bella cosa che è stata realizzata proprio portando le assistenti
sociali laddove non c’erano e così via. Noi ne parliamo in grande, Giussani, e lamentiamo che
nella politica nazionale non si riesce a realizzare questa sussidiarietà. Questo territorio nel
piccolo, ma non è tanto piccola la gestione dei Servizi sociali, ha dimostrato che la sussidiarietà
può essere praticata efficacemente senza danneggiare nessuno.
L’ultima cosa. So che è impossibile, però quando si tratta di gestione dei Servizi sociali e si
deve fare un bilancio, e capisco che i bilanci sono quelli standard imposti dalla normativa, però
perché dobbiamo chiamare alcune spese “costi di produzione”, come se fosse un’azienda
industriale? Ma possiamo mitigare quella terminologia, adattandola alla specificità del servizio?
Per il resto, grazie ancora e distinti saluti.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie, Consigliere. Nessun altro Gruppo interviene? Dottore, prego.
DOTT. BUGINI:
Okay, grazie. Allora, parto dall’ultima solo per rispondere al consigliere Minuti per quanto
riguarda il discorso del tecnicismo di bilancio. Spesso, quando si ha a che fare con, come dire,
il Revisore dei conti, perché di fatto siamo a questo livello, anche a me suona strano parlare di
“costo di produzione” o, come dire, “fatturato”, perché qui non c’è proprio da usarli questi
termini, però purtroppo il tecnicismo spesso fa scivolare su questi termini. Però mi impegno,
perché è corretto anche dare un’immagine di sé, o meglio, dell’azienda, anche su queste cose,
che nel momento in cui il cittadino le va a leggere capisce la sottigliezza di aver, come dire,
usato un termine piuttosto che un altro, e la ringrazio da questo punto di vista.
Per quanto riguarda, e mi fa piacere che abbia rimarcato l’utilizzare da parte mia del discorso,
come dire, della parola “sussidiarietà”. Premetto anche che, come giustamente ha fatto
rilevare lei, non è che i Comuni grandi abbiano avuto, come dire, un appesantimento dei loro
costi se un Comune piccolo ha potuto dotarsi di un assistente sociale, ma sarebbe stato molto
difficile nel 2005, e ve lo dico per esperienza di vita vissuta direttamente sul campo, poter
portare a casa per 6 ore un’assistente sociale, sto parlando di Lurano, ma 6 ore le aveva Castel
Rozzone, 6 ore le aveva Pognano, 6 ore le aveva Pagazzano, 6 per 4, 24 ore; trovare una
figura avremmo dovuto fare una convenzione tra Comuni, chiedere a un Comune di
assumersela e di riflesso spalmarla - uso termini brutali, ma per dare l’idea -, quando invece
abbiamo avuto l’Ufficio di Piano che materialmente ha coordinato questa operazione
permettendoci di fare questo.
Oggi, per dirvi, quella figura professionale che serviva quattro Comuni non serve più quattro
Comuni: oggi abbiamo due assistenti sociali che servono i quattro Comuni, proprio perché le
esigenze sono man mano cresciute, ma è anche altrettanto vero che nel momento che si crea
una figura professionale addetta al mondo che cambia, perché bisogna anche dirla come è,
ovviamente si apre il mondo, e così è stato.
Ecco, prima di eventualmente cedere la parola all’assessore Prandina, mi permetto di fare un
ragionamento legato ai numeri di bilancio. Sinceramente non abbiamo mai fatto la distinzione,
percentualmente parlando, di quanto entra da un Ente, da un altro Ente piuttosto che da altro.
Vi posso dare solo questi numeri, che sono dovuti alla conoscenza diretta di quanto è avvenuto
in questi anni. Lo scorso anno noi abbiamo ricevuto 87.000 euro per quanto riguarda, 87.000
euro circa, 87.354, cosa di questo tipo, dalla Provincia di Bergamo per quel bando sulle nuove
povertà. Abbiamo poi ricevuto, ma sarà spalmato in tre esercizi distinti, i 100.000 euro dalla
Fondazione Cariplo, li riceveremo a rendicontazione effettuata. 6 euro e 50 moltiplicati per
108.000 euro è quanto sono stati i versamenti dei Comuni, dopodiché i Comuni, oltre a questi
6 euro e 50, si sono pagati i servizi, cioè l’assistente sociale del Comune di Lurano, che utilizza
il Comune di Lurano dall’ambito, da Risorsa Sociale, la paga il Comune, per cui sono entrate e
partite di giro da questo punto di vista. Per cui il bilancio è composto da tutte queste voci e
ovviamente, come sapete, potevamo contare su circa 3 milioni di contributi negli anni 2009 e
2010 che arrivavano dalla Regione; oggi arriviamo a malapena a 1.800.000 euro, per cui
siamo leggermente poco sopra la metà, perché ovviamente, come sapete tutti, l’andamento di
tutte queste cose è andato scemando.
Ecco, per quanto riguarda il bilancio 2013, entro la fine di marzo credo lo chiuderemo, per cui
saremo in grado di fornirvi, ma proprio per tutti i ritardi che ci sono stati, l’assessore Prandina
lo può confermare, fino a fine ottobre noi siamo stati lì per capire se dovevamo dirottare
determinati fondi per garantire la metà del pagamento del CDD ai Comuni, per cui sono tutti,
come dire, mi permetto di dire giochi di prestigio, anche se non abbiamo nascosto niente e non
abbiamo inventato niente, ma proprio per far quadrare le poste di bilancio.
Per quanto riguarda invece…
(Ndt, intervento fuori microfono dell’assessore Zoccoli in Prandina: Io poi ho il punto della
approvazione delle modifiche statutarie e risponderò a quello che mi ha chiesto in
Commissione, perché nell’audizione non è compreso l’intervento dell’Assessore)
Va bene.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. Dottore, ha terminato?
DOTT. BUGINI:
Sì.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
La parola al Sindaco. Vuoi consumare gli altri tre minuti del tuo Gruppo? Prego, consigliere
Lingiardi.
CONSIGLIERE LINGIARDI:
Grazie. Sì, però i tre minuti io li avevo presi perché, non avendo avuto risposta in
Commissione, mi hanno detto: arriverà il Presidente di Risorsa Sociale e darà le risposte,
quindi quei tre minuti lì dovrebbero andare poi dopo, nella discussione dello Statuto e del
bilancio.
No, va beh, è chiaro che Risorsa Sociale è un po’…, io l’ho vista nascere e quindi,
evidentemente, è una società a cui tengo molto. La questione che si diceva, appunto, sulla
sussidiarietà, era proprio lo spirito della legge 328, che naturalmente dava poi vantaggio, in
proporzione naturalmente, ai piccoli Comuni, e questo è stato, però anche il Comune di
Treviglio ha avuto dei vantaggi, ad esempio la ripartizione di alcune spese, come lo Sportello
Immigrati, che prima era una spesa complessiva del solo Comune di Treviglio e poi è stata una
spesa d’ambito, e quindi questo fa parte anche di quelle economie di scala che poi si possono
raggiungere anche rispetto ai Comuni grossi. È chiaro che le economie di scala vengono fatte
sui Comuni piccoli e i Comuni piccoli ne hanno un vantaggio, però anche i Comuni grossi
riescono in questo senso a sviluppare economie.
Ecco, io però volevo fare un’ultima domanda: qual è la prospettiva di Risorsa Sociale, cioè a
cosa andiamo incontro? Andiamo incontro a una continua diminuzione del Fondo nazionale
delle politiche sociali, sappiamo che è stato tagliato anche del 70 per cento in passato,
qualcosa sta ritornando, l’annullamento del Fondo per le non autosufficienze? Ecco, ma qual è
il futuro di Risorsa Sociale, cioè quello di vedere sempre diminuito questo apporto – poi è
chiaro che con le normative che cambiano tutti i giorni forse la risposta non sarà così puntuale
-, ma l’idea, e lo chiedo al Presidente dei soci, che poi va anche nell’ambito, nell’Assemblea dei
Sindaci, qual è l’idea dell’Assemblea dei Sindaci? Appunto è quella di continuare a mettere del
capitale proprio o la speranza è quella che si ritorni a finanziare come si finanziava forse
quattro, cinque anni fa? Se non è così, ha modo ancora di vivere Risorsa Sociale, la mission di
Risorsa Sociale è attuale? E questa è una domanda che le faccio, cercando di capire come sarà
lo sviluppo nel futuro dei Servizi sociali di ambito, sostanzialmente. Il Comune Treviglio sempre
ha l’opportunità, perché ha le risorse, storicamente ha anche strutturato i Servizi sociali, però
è giusto che anche l’ambito e alcune tipologie di servizi, che sono magari piccoli, che non ha
senso il bando lo faccia solo il Comune di Treviglio, possa essere appunto un’opportunità,
magari il bando lo fa Risorsa Sociale sui piccoli interventi, parlavamo di NIL, parlavamo di
assistenza domiciliare ai minori, proprio su queste nicchie di servizio Risorsa Sociale forse può
dare di più rispetto ai singoli Comuni. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie, Consigliere.
DOTT. BUGINI:
Allora, è evidente che, parlo a livello…, qualche volta mi capita di partecipare anche al
Consiglio di Amministrazione, pur non avendo, come dire, il diritto al 100 per cento di
partecipare, ma quando si parla di bilancio, proprio perché ha valenza poi sull’aspetto dei soci,
vengo invitato.
Al tempo stesso, occupandomi ovviamente direttamente, con la Elisa Marchesi, come dire, di
capire tutti i movimenti, posso dirvi che la sensazione è quella che Risorse Sociale non chiude i
battenti domani mattina, e per quanto mi riguarda non li chiuderà neanche tra un anno, due
anni, tre anni, nel senso che io non posso essere al corrente di quanto succederà per quanto
riguarda la divisione dei contributi o la ricaduta sul nostro territorio a livello dei contributi della
Regione Lombardia, perché a sua volta li riceve dal Fondo nazionale per il sociale, ovviamente.
Ho questa sensazione, ma è una mia sensazione: così come si è continuato a diminuire i
trasferimenti in questi ultimi tre, quattro anni, perché non è dal 2012 che i contributi stanno
diminuendo, si sono anche creati nei capitoli di spesa di Regione Lombardia, non so a livello
statale perché non lo posso conoscere, anche degli immensi residui, che credo che alla fine, se
sono residui per quelle funzioni o per la gestione dei Servizi sociali, molto probabilmente
dovranno essere poi ripartiti anche sul territorio. Noi abbiamo costruito un bilancio di
previsione nel 2014 sulla stessa base dei finanziamenti ricevuti nel 2013, perché contiamo di
ricevere questo denaro e abbiamo, per quanto ci è possibile sapere, anche notizie positive da
questo punto di vista, per cui non possiamo ipotecare il futuro perché non lo conosciamo, ci
mancherebbe altro, siamo anche alle porte di una possibile virata, anche dal punto di vista
politico, a livello nazionale, in termini di politica amministrativa ovviamente, per cui questo non
è possibile saperlo.
Certo è che se devo fare anch’io un bilancio, essendoci stato dalla creazione fino ad oggi in
Risorsa Sociale, di come siamo partiti e di come siamo oggi, pur nelle difficoltà, pur magari
anche in alcuni malintesi, qualche mal di pancia, soprattutto dei Comuni grandi rispetto ai
Comuni piccoli, devo dire che l’esperienza è stata sostanzialmente positiva ed è stata un
crescendo di esperienze positive, e non un fossilizzarsi solo sul fatto che a beneficiare di certe
cose ci fossero solo taluni è non tal altri. Per cui credo che l’esperienza di Risorsa Sociale possa
andare tranquillamente avanti con la stessa intensità con la quale sta andando avanti oggi,
soprattutto per quanto riguarda – e lei ha toccato un aspetto importante - quello che è
l’amministrazione, quello che è il coordinamento dei servizi, perché davvero il pensare, mi
riferisco anche semplicemente e solo a un servizio, che è il servizio di ascolto dei minori, quello
che qualcuno chiama “servizio Bigliardi”, ma solo perché fa riferimento allo psicologo
dell’Ufficio di Piano.
Io credo che il fatto stesso che, al di là di quanto l’ASL abbia dato in termini di risposte, e
anche risposte concrete, ci mancherebbe altro, con lo Sportello Giovani, con l’apertura dello
Sportello Giovani, questo è un servizio di cui, davvero, chi ne ha potuto utilizzare direttamente
ha solo potuto portare a casa dei valori aggiunti. Non parlo solo di questo, parlo anche
semplicemente del NIL, che sembra un’entità che non arrivi mai alla risoluzione del problema,
però vorrei mettermi nei panni di chi gira il territorio, bussa alla porta della tal azienda
piuttosto che la tal altra a chiedere lavoro, lavoro anche magari per chi è appena uscito dal
Sert. Non è semplice trovare questi equilibri e trovare queste risposte.
Ripeto, la mia Amministrazione, avendo sì un riferimento come assistente sociale e anche
come Assessore ai Servizi sociali, siamo abituati a gestire in pool queste cose, e vi posso
garantire che Risorsa Sociale ha dato una grande risposta in termine di professionalità e in
termine di presenza sul territorio per il coordinamento di queste situazioni. Poi sappiamo
benissimo che ciascun Comune deve fare la propria parte, la propria parte non solo
direttamente, ma anche insegnando a determinati cittadini che è un po’ finito il tempo di certe
cose e serve la compartecipazione a certi servizi, perché dobbiamo far passare anche questi
concetti. Poi sono concetti che è difficile far passare, senza fare casi specifici o emblematici per
non tediarvi, ma che comunque noi amministratori abbiamo il dovere di far passare, non
ragionare solo con slogan, che non hanno più il senso di esistere, ma ragionando dicendo alla
gente: cosa ti entra, cosa ti esce, questo è quanto l’Amministrazione comunale, Risorse Sociale
può fare, il Fondo nazionale non autosufficienza può fare, ma che cosa puoi fare tu. Ecco,
questo è un po’ il salto di qualità che dovremmo fare un po’ tutti da questo punto di vista.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. In conclusione, la parola al Sindaco.
SINDACO PEZZONI:
Ringrazio il Presidente, ringrazio il Presidente dell’Assemblea dei soci, Dimitri Bugini, Sindaco di
Lurano, per la relazione che ha fatto relativamente all’azienda.
Io penso che però siano da sottolineare un paio di cose. La prima: siamo di fronte a una
rinnovo elettorale significativo che comporterà, nei Comuni che sono della nostra zona, il
cambio di molte delle Amministrazioni e soprattutto, come ad esempio anche penso sia il caso
di Lurano, il fatto che il secondo mandato non venga poi a essere possibilmente seguito da un
terzo, quindi ci saranno molti Consiglieri comunali nuovi e molte Sindaci nuovi che arriveranno
su questo territorio e si troveranno le responsabilità, 2015-16-17, di disegnare il nuovo Piano
d’ambito. Quindi il problema è anche questo, noi stiamo andando ad esaurimento della
programmazione dell’Ufficio di Piano.
Perché questa cosa è particolarmente significativa? Perché vorrà dire sedersi, riaprire l’ambito
della programmazione, con una specificità che vale la pena di sottolineare: il fatto che nella
modifica statutaria a Risorsa Sociale vengano tolte le funzioni e si parli di gestione significa,
come si può dire, però toglierle una parte, che era quella diciamo di alta programmazione, che
era di competenza o poteva essere di competenza dell’azienda, che invece diventa un’azienda
speciale, ex, mi pare, articolo 31 del 267, di gestione dei servizi. Questo non è di poco conto,
per il semplice motivo che vuol dire, ed era un accenno di risposta a quello che chiedeva prima
il consigliere Lingiardi, il motivo per cui poi si pensa alla, come si può dire, invenzione o ritorno
nelle mani di un Comune del ruolo di capofila dell’Ufficio di Piano, in maniera tale da evitare la
sovrapposizione tra il capofilato dall’Ufficio di Piano e la gestione poi dei servizi che sono fatti
da Risorsa Sociale.
Per me questo sarà la riflessione su cui il Consiglio comunale di Treviglio, con tutti gli altri
Consigli comunali, dovrà fare nel corso dei prossimi sei mesi. Le esperienze di cui ci ha
relazionato il Sindaco di Lurano e Presidente dell’Assemblea dei soci penso che siano
significativi passi verso l’aiuto reciproco tra una zona che ha le necessità di rispondere in
maniera organica ai bisogni dei cittadini, per questo, dico, ringrazio per l’azione che è stata
fatta e per la presentazione, che ci aiuta anche nei successivi punti all’ordine del giorno, auguri
di buon lavoro.
Faccio presente, e finisco, che davvero il bilancio di Risorsa Sociale dell’anno scorso si è
“chiuso” con le determinazioni in entrata al termine dell’anno, eravamo intorno a novembre; è
praticamente impossibile pensare a una programmazione seria nel momento in cui le
incertezze sui trasferimenti, che sono la grande base del bilancio stesso, sono così grandi
perché la finanza pubblica non consente assolutamente nessuna certezza. Grazie.
(Applausi)
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. Andiamo in ordine e proseguiamo con il punto n. 6 all’ordine del giorno, avente a
oggetto: “Audizione Presidente Fondazione Anni Sereni”. È presente il Presidente del Consiglio
di Amministrazione, Augusto Baruffi, che invito ad accomodarsi.
Presidente, la ringrazio, a nome di tutto il Consiglio, per la sua presenza questa sera e le cedo
la parola.
DOTT. BARUFFI:
Beh, innanzitutto grazie veramente di cuore sia al Presidente che al Sindaco e a voi Consiglieri
e Assessori, che mi avete dato la possibilità di venire a incontrarvi. Io cercherò di essere il più
possibile sintetico e veloce, dando la possibilità poi a voi di farmi delle domande, perché
altrimenti non voglio tenervi più di quello che… L’ultima volta che ci siamo visti è stato, mi
sembra, due anni fa, e purtroppo avevamo un po’ di problemi.
Adesso i problemi li abbiamo un po’ risolti e vi volevo, così, elencare velocemente, come un
discorso della spesa, quello che abbiamo fatto, così per dare più possibilità veramente a voi di
fare delle domande.
In questi due anni e mezzo di mandato che io ho avuto, sia come Presidente che anche come
rappresentante del mio CdA e di chi poi con me collabora, siamo riusciti a risponde a dei
bisogni. Uno di quelli che erano i bisogni un po’, così, primari, sono stati i famosi appartamenti
protetti, quei sei appartamenti protetti che abbiamo fatto per le persone autosufficienti, che
però devono stare in un contesto di protezione. Questi appartamenti qui hanno avuto un
successo non indifferente, tanto è vero che adesso ne abbiamo rifatti altri due, che a poco
saranno pronti. Anche qui abbiamo fatto in modo di essere il più possibile vicino alla gente,
perché è troppo facile costruire delle cose e poi farle pagare alla gente, soprattutto a chi non
ne ha, e abbiamo cercato di fare questi appartamenti qui proprio in un affitto io direi sociale,
cioè tutto compreso vuol dire tutto, anche l’assistenza medica, a 1.150 euro. Mi sembra
veramente un costo che deve essere quel costo giusto di chi poi gestite dei servizi che sono
secondo me sociali e poi pubblici.
L’altro pezzo poi che ci ha gratificato è riuscire a finire il famoso “giardino dell’Alzheimer”. Voi
sapete che il giardino dall’Alzheimer, noi abbiamo questo grosso reparto di 24 posti che
consente di tenere le persone che hanno la patologia dall’Alzheimer. Ci sembrava giusto e
doveroso fare in modo che poi queste persone d’estate possano uscire. Abbiamo finito questo
giardino, che è veramente un giardino molto, molto bello, io penso che un po’ lo avete visto
anche voi.
L’altra cosa che ci ha gratificato, la famosa “sala formazione”, perché voi sapete che anche lì è
inutile continuare a parlare di formazione o parlare di dare dei posti concreti a chi poi deve fare
degli incontri se non c’è poi la sala. Anche lì siamo riusciti a fare in modo che avessimo una
sala dove i nostri dipendenti e chi viene poi a fare formazione, e poi vi parlerò dell’istituto,
dell’ospedale Sacco dell’Università di Milano, dove abbiamo fatto in modo che vengano a fare
questi corsi. Ve ne parlo dopo. Abbiamo riqualificato quello che era il porfido, la fontana che
noi abbiamo, perché anche lì se abbiamo la fontana il più possibile decente, vuol dire che
sentire un po’ di acqua che si muove per gli anziani penso che sia una cosa gradevole. Una
cazzata per noi che andiamo in macchina, però per tantissima gente che viene in bicicletta,
sono le nostre pensiline che abbiamo messo per chi viene in bicicletta; io che vado in macchina
dico: non ha senso mettere un posto per tenere le bici a tetto o altrimenti riparate dal sole, ma
se venite in bici… Cioè, tra tutte le cose, veramente quello che ha colpito tantissimo chi viene
da noi sono queste pensiline qui, che sono servite.
La cosa che ci ha riempito di gioia poi, va beh, è essere riusciti a portare a casa l’accredito in
Alzheimer. Voi sapete, sapevate o sapete e che noi prima avevamo un reparto Alzheimer che
la buona Fedeli era riuscita ad aprire, ma non essere poi a contatto, cioè era un reparto
Alzheimer dove chi veniva di fatto pagava qualcosettina in più e l’Ente ci metteva anche dei
soldi. Dopo parecchi incontri sia in Regione Lombardia, si con l’ASL, siamo riusciti a far sì che il
nostro reparto Alzheimer di 24 posti sia un reparto a tutti gli effetti a contratto. Questo ci ha
consentito di portarci a caso 90.000 euro all’anno, e questo non è poco, e ci ha consentito
anche di abbassare subito le rette di 50 euro al mese per chi era dentro nell’Alzheimer,
portando il reparto Alzheimer come se fosse un reparto normale, a 1.650 euro al mese, e
penso che sia anche qui un prezzo molto, molto, molto interessante.
Poi, come già vi avevo accennato, abbiamo fatto dei grossi interventi di formazione e di
territorio. Con l’ospedale nostro, di Treviglio, siamo diventati di fatto un piccolo reparto. In che
senso? Siamo riusciti a essere collegati con loro, con un loro sistema che si chiama “Concerto”,
dove possiamo vedere in tempo reale gli esami del sangue, cioè cosa vuol dire? Io faccio
l’esame del sangue a un mio anziano, va in ospedale, nel frattempo che il dottor Pesenti mette
nel computer gli esami del sangue, i miei dottori già sanno cos’ha il mio paziente. Vuol dire che
proprio, aumentiamo proprio la risposta. Idem vale anche per quello che riguarda, se ho un
anziano che è ricoverato i miei medici posso già vedere le terapie che stanno facendo in
ospedale. Questa cosa qua, secondo me, non è una cosa indifferente.
E poi l’altra cosa che secondo me è molto bella è riuscire a far sì che la casa di riposo sia il più
possibile anche sotto l’aspetto di formazione. L’anno scorso siamo riusciti a fare questo accordo
qui con l’ospedale Sacco, col professor Mariani, che è il primario dell’ospedale e poi docente
neurologico all’Università di Milano, dove ci viene a fare formazione. Mi sembra una cosa
molto, molto bella, perché se io ho, per far formazione, un docente universitario, che poi sul
territorio riesce anche a dire ai nostri dipendenti tutte le novità che stanno venendo avanti, mi
sembra veramente importante.
Non per ultimo, anche se è l’ultima cosa che abbiamo fatto, io sono convinto che in una
struttura come è una RSA l’alimentazione sia una delle cose basilari. Lì ci abbiamo messo un
po’ di soldi e anche di voglia: abbiamo fatto un accordo con un cuoco che sta lavorando sia per
l’Expo 2015, poi insegna in una scuola di alberghiera, di dirmi come può essere fatto questo
mangiare ai nostri anziani, sempre sotto il controllo dell’ASL, logicamente, usando i prodotti, e
qui dico verdura e dico anche frutta, a chilometro zero. Ci siamo trovati già con la cooperativa
che gestisce a Castel Cerreto questo servizio qui di alimentazione perché voglio che tutti i
nostri anziani possano mangiare il più possibile fresco, non delle cose surgelate, e il più
possibile poi a chilometro zero. Non è che perché l’anziano è lì deve mangiare da schifo;
secondo me, meglio mangia e meglio è.
L’altra cosa, come si diceva prima, ormai la Regione Lombardia sta cambiando un po’ il suo
sistema di visione, cioè la Regione dice ormai chiaramente che deve essere puntato tutto sulla
domiciliarità, facendo in modo che ci stia meno gente nelle RSA, meno gente negli ospedale e
più gente, invece, a casa. Dentro questa cosa qui abbiamo fatto in modo di potenziarlo come?
Cos’è che può fare? Noi siamo anche titolari di ADI, poi eventualmente ve ne parlo. Com’è che
possiamo fare in modo di andar vicino alla gente che è a casa? Molto semplice, aprendo la
nostra struttura. Aprendo la nostra struttura come? Abbia detto facendo un protocollo d’intesa
con la dottoressa Azzi, con la ASL e con la Regione. Se io devo fare dei bagni, cioè io devo fare
un bagno a mia mamma che è allettata, come faccio a farlo? Non posso farglielo a casa, a casa
posso spugnarla, per il semplice fatto che non posso alzarla. Invece da settembre facciamo in
modo che chi ha bisogno di venire da noi a fare dei bagni, il bagno vuol dire bagno, unghie,
tutta quella che è l’igiene personale di un utente che è a casa, può venirlo a fare a un costo di
18 euro. Anche qui mi sembra veramente una cosa importante, perché se dico che devo tenere
a casa, che devo tenere a casa l’anziano, va bene, tengo a casa l’anziano allettato, va bene,
ma poi dobbiamo anche fare in modo che l’anziano allettato, una volta ogni quindici giorni, una
volta al mese possa anche essere lavato, non soltanto spugnato.
La Regione Lombardia su questa cosa qui ha messo dei voucher proprio a favore di questo
passaggio qui. Vi faccio soltanto un piccolo accenno. Noi ormai con l’ASL, tutte le cose che
l’ASL sta portando avanti, che può essere il progetto Job o il Progetto Cadute, siamo partecipi e
siamo tra le case di riposo che più ci crediamo, perché meno gente cade, meno costi poi si
hanno di gestione del paziente.
L’altra cosa che è appena partita, che hanno fatto una stanza come progetto sperimentale dei
vegetativi, forse non sappiamo che abbiamo un sacco di gente di Treviglio, di Caravaggio, di
Fava, che sono in stato vegetativo in parecchie strutture. Anche lì, perché abbiamo fatto
questa cosa qui? Abbiamo detto, benissimo, col dottor Nicoli e con il dottor Bresciani abbiamo
detto: noi ti diamo la possibilità di darti una stanza, una stanza dove diventa, questa stanza
qui, una stanza vegetativa, per fare in modo che gente nostra, che ci viene mandata dall’ASL
poi, logicamente, sia il più vicino nel territorio. Qui devo dire grazie al Sindaco di Treviglio e
alla Prandina, all’Assessore Prandina e al Sindaco di Caravaggio, che hanno rinunciato
momentaneamente a due posti di RSA per fare questo progetto qua di vegetativo.
La sicurezza. Noi sulla sicurezza crediamo tanto, crediamo tanto, tanto è vero che abbiamo
preso tutte le certificazioni di questo mondo, sia certificazioni passive che attive, sia per i
dipendenti che anche la qualità delle procedure, tanto è vero che quest’anno ad agosto
abbiamo avuto una visita dei NAS a mezzanotte, dove ci hanno fatto questa visita giusta,
secondo me, perché poi se uno non ha niente da temere, una visita è più che… è gradita.
Grazie.
Son venuti, ci hanno controllato, hanno fatto una relazione, che poi ci hanno mandato dove
dicono che la casa di riposo di Treviglio ha tutti i requisiti, sia di assistenza, sia di qualità, e sia
poi di controllo dei farmaci, il più possibile aderenti alle loro normative.
Altra cosa che qui mi permetto di dirvi, che è bella perché poi infine voi sapete che un
dipendente di una RSA, che sono quelli poi, quelli che lavorano, non che i medici non lavoro, le
ASA e le OSS, che sono quelle poi più a contatto con gli anziani, hanno quel benedetto blocco
degli stipendi, non sapevo come fare a dare dei soldi in più. Allora ho convocato le ditte che
danno a noi sia quello che è tutta l’igiene personale, o altrimenti quelle che ci danno i
pannoloni o quelle che di danno gli alimenti, facendo in modo che quello che noi paghiamo a
loro vengono a pagare anche i nostri dipendenti. Noi diamo la lista ai nostri dipendenti, loro ci
fanno una lista di spesa, così abbiamo calcolato che hanno un risparmio annuo di 700/800
euro. Se noi andiamo a vedere su uno stipendio, se ci mettiamo dentro 70 euro al mese, forse
è meglio non avere un aumento di qualifica ma prendere…
(Ndt, intervento fuori microfono)
No, ma si può, perché lì praticamente…
(Ndt, intervento fuori microfono)
No, un pezzo sono giustamente, Francesco, un pezzo sono i pannoloni, invece l’altro pezzo
molto importante sono tutti quei prodotti dell’igiene personale, e c’è una lista, che io non me la
aspettavo, di prodotti, veramente, dagli shampoo, non so, a tutto, veramente tutto.
Poi l’altra cosa che abbiamo fatto, che per me mi dà grosse soddisfazioni, è questo accordo qui
con la comunità Aga di Pontirolo. Voi sapete che da due o tre anni abbiano questi ragazzi qui
della comunità Aga di Pontirolo, che sono in un percorso riabilitativo sulle dipendenze, che
vengo da noi e stanno con i nostri anziani. Io penso che sia veramente la soddisfazione più
bella che io ho avuto vedendo i nostri anziani che stanno con questi ragazzi qua della
comunità, perché è inutile che ce la raccontiamo: se io vedo un ragazzo drogato, diciamocela
com’è, che sta facendo anche un percorso riabilitativo, ho già davanti un pregiudizio, “questo
qui è drogato”, anche se non voglio. I nostri nonni, invece, vedono questo ragazzo qui come se
fosse un loro nipote, e questi ragazzi qui, che stanno facendo questo percorso qui riabilitativo,
lo sentono come se fosse veramente una cosa non falsa, perciò è bello. Non mi dilungo più di
tanto, però è la cosa più bella che ho fatto fino a adesso.
Altri accordi che abbiamo fatto, va beh, con quelle che sono le apertura con la scuola dei
parrucchieri o delle estetiste, vengo da noi questi ragazzi a fare manicure, pedicure o tagliare i
capelli, e chi più ne ha più ne metta.
Beh, gli accordi che stiamo portando avanti, sia con la Regione che anche con l’ASL, sono da
vedere. Per concludere, questo è un po’ quello che abbiamo fatto.
L’altra cosa, invece, che anche qui ci siamo messi un po’ in gioco, perché, secondo me,
dovevamo dare una risposta il più possibile concreta e vera perché il territorio ce lo chiama,
sono il famoso hospice e il famoso post-acuto.
Prima il dottor Ercole ha parlato dei subacuti. È vero, ormai la Regione Lombardia ti dà delle
diarie dell’ospedale, non puoi stare dentro, loro dicono l’ospedale è un acuto. Punto.
Dopodiché, tu esci o vai nei subacuti gestiti dall’ospedale o vai nei post-acuti, nel frattempo,
che poi devi trovare a casa, cioè non ve la faccio lunga, ecco.
Io pensavo che questa cosa qui sia veramente gratificante per un territorio di
duecentoquarantamila abitanti, come il nostro, che non abbiamo, cioè sotto (inc.), Francesco,
non abbiamo questo benedetto hospice. E vi posso già dire che ormai siamo abbastanza messi
bene, dovremmo presentarlo ai Sindaci, prima di tutti agli Assessori, e poi anche a voi i
progetti definitivi, che dovranno essere, penso, portati in Comune verso fine di marzo, inizio
aprile. Cioè io volevo, vogliamo, insomma, partire con lo scavo tarda primavera - inizio estate
di questo benedetto hospice post-acuti.
Tutto questo non andando a toccare le rette. Abbiamo fatto due anni senza toccare rette, che
sono 2013-2014, perché qui tanti mi dicono: ‘sì, tu fai su l’hospice, ma fai com’è’. Tenete
presente che l’hospice abbiamo già aperto delle linee di credito con delle banche del territorio,
dove andremo a pagare questo interesse con l’attivo che abbiamo fatto in questo anno;
quest’anno abbiamo fatto un attivo importante che ci consente di non far nessun tipo di
difficoltà a pagare il mutuo.
Ciò vuol dire che, nel momento che l’hospice sarà pronto, e sarà pronto anche il post-acuto,
non dobbiamo chiedere o farci dare dei soldi a nessuno, abbiamo risorse nostre.
Siamo partiti due anni fa ad avere un buco, o chiamiamolo come vogliamo noi, di 250.000
euro, che poi andava – così mi diceva il nostro revisore dei conti, il dottor Possenti – verso i
300.000 euro, adesso invece abbiamo un utile stimato, non è ancora il consuntivo, però nel
bilancio lo abbiamo messo, che gira sui 150.000 euro certificati anche dal revisore dei conti.
Ciò vuol dire che se dobbiamo pagare una retta di 130.000 euro, se ne abbiamo 150.000, ci
avanza ancora qualcosa, e non dobbiamo chiedere niente a nessuno.
Ecco, io, così, ho cercato di fare un po’ veloce per dare la possibilità a voi di fare delle
domande. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie, Presidente. La parola ora ai Gruppi consiliari.
È iscritta a parlare la consigliera Ciocca; ne ha facoltà.
CONSIGLIERE CIOCCA D.:
Ecco, io non posso che dire che ho ascoltato con grande attenzione e grande soddisfazione la
relazione del Presidente perché disegna una serie di servizi della Fondazione Anni Sereni, che
si pongono nella linea di continuità di un’amministrazione di questa struttura intercomunale,
che è sempre stata una struttura che ha risposto per come, per i finanziamenti che ha avuto e
per le capacità che ha avuto, alle richieste.
Ecco, io volevo semplicemente due informazioni più sull’hospice, informazioni di tipo... va beh,
ci ha già detto, ci ha già dato una buona notizia, e cioè che cominciano i lavori a breve, però
vorrei sapere con più precisione quanti posti letto ci sono, nel concetto di post-acuti chi ci sta
dentro perché per voi è un termine tecnico molto chiaro, per me un po’ meno, e quindi a quali
tipi di situazioni personali e anche familiari drammatiche viene incontro. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. Va bene, prego.
DOTT. BARUFFI:
Ecco, grazie della domanda. Io ho proprio lasciato questa cosa, che poi è quella più
importante. L’hospice ha fatto un hospice di otto posti, e anche qui, logicamente, non è che
abbiamo fatto così a idea, anche lì abbiamo fatto tutto quello che è una ricerca, sia con la
nostra Direzione Sanitaria sia poi con la ASL, dove ci hanno detto che questo “riciclo” –
passatemi il termine – di persone che ormai sono a fine percorso di vita è questo qui. Perciò
sarà un hospice di otto persone.
Il post-acuti, invece, saranno dieci persone perché questa cosa dei post-acuti la nostra idea
era di completare proprio tutto il nostro circolo di offerte. Noi partiamo con l’ADI, abbiamo poi
la possibilità di mettere la nostra gente negli appartamenti protetti, abbiamo poi,
eventualmente, la possibilità, nel momento che l’ospedale dimette delle persone, che non solo
ancora pronte per andare a casa, possono venire da noi, stare da noi due-tre mesi, quello che
poi è il tempo per fare in modo che queste persone si ristabiliscano un po’ e poi il parente
decide se portarla a casa, o altrimenti chiedere o cercare un’altra soluzione.
Il post-acuto non è una RSA, è un punto d’appoggio a quello che è all’ospedale, ma soprattutto
a quello che è la famiglia. Comunque i posti saranno otto posti di hospice, dieci posti di postacuti. Io non mi son permesso ancora di farvi vedere le slides perché non sono ancora pronte,
però appena saranno pronte farò venire sicuramente i nostri sindaci, che sono poi i padroni di
casa perché noi siamo un pezzo di Treviglio, di Caravaggio, di Fara. Ecco, anche lì, un’altra
cosa che mi piacerebbe dire, cioè quando tu lavori per il bene comune, il famoso “bene
comune”, che tutti ne parlano e poi, alla fine, non si va mai in cose concrete: sono tre
Amministrazioni di tre colori diversi, c’è poco da raccontarcela, però tutti e tre io non ho mai
avuto la possibilità di lavorare così bene con queste realtà qui, sia di Treviglio, sia di Fara, sia
di Caravaggio. Cioè se uno veramente ha degli obiettivi, alla fine, questi obiettivi qui li porta a
casa, c’è poco da fare. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. Vi sono altri interventi? È iscritto a parlare il consigliere Merisi; ne ha facoltà.
CONSIGLIERE MERISI:
Grazie, Presidente. Grazie anche all’assessore Baruffi, nonché Presidente della Fondazione Anni
Sereni. Io avevo un paio di considerazioni e qualche domanda tecnica ma piuttosto stringata.
Mi fa piacere che anche lei abbia accennato che la salute, sia del giovane che dell’anziano
(abbiamo visto prima il giovane e l’anziano come adesso), non abbia colore politico e questo
conforta per chi ha novantatré anni come me e deve lavorare fino ai cento, e poi dopo magari
verrò a prenotarmi, come si dice.
Un’altra nota di colore era: dopo di voi i NAS sono andati a Calvenzano alle tre di notte e anche
lì hanno trovato che andava tutto bene. Per cui da un punto di vista di bassa bergamasca,
mettiamola così, siamo “contenti”.
Ho letto sui giornali l’ultima novità della Fondazione, il bonus bebè, su cui magari poi, se ha
tempo, se ha la bontà di dirci due parole in più.
Le cose, invece, le domande che volevo fare sono: ho molto apprezzato il discorso del
chilometro zero, ma sarebbe possibile, con il cuoco, attuare anche magari un cambio di ricette
perché gli anziani mangiano sempre le stesse cose, vuoi per necessità fisiologiche del tipo ‘sto
leggero la sera, non mangio perché poi dopo vado incontro alla notte’, vuoi per difficoltà,
dentiera o quant’altro.
Poi la seconda domanda è: le estetiste e i parrucchieri, sarebbe possibile ampliare questi
servizi alla persona con l’integrazione delle discipline bionaturali, shiatsu e riflessologia
plantare o quant’altro? Io ho conoscenza nel campo, so che da qualche altra parte, a spot
evidentemente, vengono fatte.
A proposito dell’Alzheimer, c’è un’interfaccia con il centro diurno?
A proposito di formazione, se mi dà due parole, due indicazioni in più, penso che sia la
formazione non della sicurezza, non dell’81, sia la formazione proprio... ok.
Le liste d’attesa. Un aggiornamento sulle liste d’attesa.
Quante persone avete voi in organico part-time rispetto a quelle a tempo pieno.
E poi, a proposto dell’hospice, sul discorso dei subacuti si andrebbe nella direzione di quella
che Regione Lombardia tre o quattro anni fa, adesso non ricordo, con una DGR precisa, aveva
dato indicazioni per l’ospedale di comunità. Mi conforta...
(Intervento fuori microfono)
Se è quello il discorso, però, la logica è questa. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Presidente, prego.
DOTT. BARUFFI:
Allora, parto dall’ultima. Quello che è alimentazione, tu sai perché – ti do del tu, perché è
inutile che ci raccontiamo essendo... non serviva – cioè tu sai perfettamente che abbiamo
anche dei menu fatti un po’ anche dalla ASL, non è che possiamo fare in modo di... però
tenendo sempre anche questa esigenza che dobbiamo rispondere a qualcuno, quello di fare in
modo di farli mangiare meglio, questa qui è proprio la normalità.
Per quello che riguarda i famosi “ospedali di comunità”, io il primo ospedale di comunità che ho
visto, ho visto con il dottor Bocchi, che ha fatto poi a Brembate, no, a Brembate, a Osio Sotto,
abbiamo visto anche in Emilia Romagna a Reggio Emilia, ce ne vuole di tempo perché
dobbiamo convincere soprattutto i medici di medicina generale e lì è inutile che stiamo qua a
raccontarcela.
Quello che invece riguarda le nuove sperimentazioni, che possono essere oltre a quello che
sono le fisioterapie e altri progetti che tu dicevi, perché no? Basterebbe soltanto venire a
parlarcene.
La formazione del Sacco. È vero, io sono un po’ sbrigativo, ma è per una formazione su quello
che è il personale, sia il personale dei fisioterapisti, sia poi il personale infermieri e dottori. E
credetemi veramente: è un buon servizio.
L’altro pezzo, poi, che mi dici di quanta gente siamo. Noi abbiamo 151 posti, dei quali 24 in
Alzheimer, e dei quali 3 in sollievo. Abbiamo anche qui un’altra cosa che io continuo sempre a
dire che quando tu vai a premiare chi fa servizi non possiamo non premiare chi ha il personale
a tempo indeterminato. Cioè è troppo facile gestire una RSA o gestire un servizio con le
cooperative, non perché lavorano male, per l’amor di Dio, ma, secondo me, io devo dare
innanzitutto la qualità al mio ospite, ma dare anche una certezza di lavoro a chi è dipendente.
Noi prendiamo soltanto gente a tempo indeterminato. Ci avvaliamo anche adesso, però, di
infermieri che fanno le notti, sempre con degli accordi con l’ospedale, e in tutto abbiamo 130
dipendenti e abbiamo 20-25 dipendenti che vengono dalle cooperative, che fanno soprattutto
le notti. Però la nostra idea è sempre stata quella – la mia e poi di chi mi ha preceduto e quindi
ne devo dare atto – di apprendere e assumere sempre gente a tempo indeterminato. È facile
fare i bilanci con le cooperative, ma io non la vedo così. Innanzitutto qualità, la qualità, se ho
la certezza di essere a tempo indeterminato, mi capite che mi sento parte di qualcosa; se
invece lavoro a tempo come cooperativa o a tempo determinato, non faccio parte di niente.
Perciò io posso dirvi chiaramente che io ho dei collaboratori, che sono veramente stupendi, ma
perché? Perché fan parte di qualcosa. Questa cosa qua, secondo noi, gratifica tantissimo. Ci dà
forse anche più difficoltà perché il costo è diverso, cioè è inutile che ce la raccontiamo sempre,
un conto è che io prendo una cooperativa che faccio lavorare questo qui come... va bene, però
dobbiamo fare in modo che chi lavora sia a tempo indeterminato.
Altra domanda...
(Intervento fuori microfono)
Ecco, la lista d’attesa. Io non ho mai visto come... cioè io non faccio quasi più neanche
l’Assessore perché faccio questo a tempo pieno, l’amministratore di case di riposo.
Lista d’attesa del Caravaggio: abbiamo, mi sembra, cinque persone; a Fara mi sembra due
persone; e Treviglio mi sembra un po’ di più. Però anche lì c’è l’assessore Prandina che ne sa
più di me, adesso non ho sotto la lista. Però anche lì le liste d’attesa seguono, seguono molto
anche... cosa succede? Succede che uno si iscrive, poi quando viene chiamato fa scorrere la
graduatoria. Cioè la lista d’attesa dovrebbe essere quella: io ti chiamo e tu entri. È inutile che
io mi vado a inserire dentro in questa lista d’attesa, poi mi chiami e faccio scorrere cinque, sei
o sette. Questo vale per la nostra lista d’attesa e vale anche per le liste d’attesa della
Provincia.
Le liste d’attesa per la casa di riposo di Treviglio sono gestite così, cioè ogni Comune gestisce
la propria lista d’attesa e ogni Comune ha avuto posti riservati, cioè muore uno di Treviglio,
entra uno di Treviglio, muore uno di Caravaggio, uno di Caravaggio, Fara, Fara, poi
logicamente c’è l’urgenza, non è che si sta a guardare... Però, ecco, cioè questa qui è un po’ la
lista d’attesa.
Ma anche questa cosa è molto semplice da spiegare. Se io sono la signora Maria e sono a casa
dal lavoro e ho mio papà da accudire, non lo porto in casa di riposo, no? Cerco di accudirlo io.
Cioè tutto segue poi il percorso del... Ecco, l’altra cosa che veramente continuo sempre a dire
ai sindacati: nel 2023 saremo più anziani di adesso, bene, nel 2050 anche di più di adesso. Ma
le risorse le avremo per mantenere tutti?
La mia idea è di cominciare a fare in modo di l’inversione di mentalità, basta tornare, adesso,
tornare alla gente che viveva in cascina, cioè la solidarietà tra persone. Perché se pensiamo di
fare altre cinquanta, sessanta, settanta case di riposo, voi pensate veramente che riusciamo a
riempirle tutte? Chi paga?
Voi pensate veramente che la Regione Lombardia è stata chiara dove non mette più nessun
tipo di contratto? Cioè io apro una casa di riposo a tremila euro al mese, se non
tremilatrecento euro al mese? Benissimo, possiamo anche aprirla. A chi? Per i ricchi?
Facciamola, va bene, ma io sto parlando del pubblico.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. È iscritto a parlare il consigliere Minuti; ne ha facoltà.
CONSIGLIERE MINUTI:
Brevemente solo per esprimere la piena soddisfazione per l’ottima relazione del Presidente
Baruffi, che ha rivelato come questa Fondazione sia lo specchio della comunità così come si è
evoluta. Una volta c’era una casa-albergo fatta di autosufficienti e di non autosufficienti;
adesso c’è una istituzione quasi tutta, totalmente, di non autosufficienti e con i reparti di
Alzheimer, con gli appartamenti protetti, con i due nuovi che si sono aggiunti, con la
prospettiva di aggiornamento, con l’attenzione e addirittura l’ottica di prevenire. Vedo per la
prima volta che le liste di attesa sarebbero così brevi. Veramente sono colpito e vuol dire che
la Fondazione riesce a risolvere le problematiche, addirittura, prevedendo questa evoluzione
dei tempi.
Mi è piaciuta nell’esposizione l’attenzione contemporanea alle persone e alle cose. Si è
entusiasmato parlando del personale a tempo indeterminato, di quelli, i tossicodipendenti in
cura che vengono a collaborare, cioè alle persone, ma soprattutto gli ospiti, che io credo sono
sereni e felici di essere lì a fronte di una tariffa di 1.650 euro al mese, assolutamente
abbordabile rispetto alla media, che è il doppio appena varcato l’Adda.
Parlo da utente indiretto per esprimere la mia piena soddisfazione per l’andamento. Utente
indiretto nel senso che di colui che è ospite io sono il tutore, quindi non c’è un interesse
privato, ma veramente ho la possibilità di seguire il buon andamento. E per quanto riguarda
l’attenzione che è poliedrica per le cose e per le persone, ne aggiungo una collegandomi
all’audizione dell’amministratore dell’ospedale.
Vedete, la casa-albergo c’è uno specchio della sua efficienza che è l’ingresso, il giardino
dell’Alzheimer. Guardate come è tenuto il verde della casa di riposo, come è tenuto il contesto:
si arriva lì, si accede subito gradevolmente, e l’aspetto esteriore è quello che richiama la vista
di coloro che stanno sopra, anche di quelli che non possono vedere, ma a volte ambirebbero
sbirciare per godere dei fiori che fioriscono in tutte le stagioni proprio per la capacità di
mostrare il meglio in questa struttura.
Sono veramente soddisfatto e desidero fare i complimenti a Baruffi, a quelli che sono venuti
prima, e sono sicuro che quando le cose sono impostate bene è garanzia anche di continuità
per quelli che verranno dopo. Nota e caratterizzazione felice per la nostra comunità che gode
di queste strutture. Grazie, Baruffi.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie, Consigliere. È iscritta a parlare la consigliera Borghi; ne ha facoltà.
CONSIGLIERE BORGHI:
Sì, anch’io, a nome del Gruppo che rappresento, vorrei esprimere le nostre congratulazioni, ma
anche la nostra soddisfazione. Quando è iniziata quest’ultima Amministrazione,
l’amministrazione Pezzoni, abbiamo affrontato in quest’Aula problemi piuttosto gravi di
gestione di Anni Sereni, ma abbiamo stasera potuto costatare – ma già lo sapevamo – che c’è
stata una evoluzione decisamente positiva che ha rimesso non solo i conti a posto ma ha
aperto la struttura ad altre funzioni – ha ragione Minuti – c’è una differenziazione di risposte ai
bisogni, che è un po’ lo specchio di quello che oggi la nostra società chiede a questi livelli.
Risposte diversificate con personale professionalizzato e soprattutto la costruzione di una rete
sociale intorno alla casa-albergo, che la fa una struttura aperta, che la fa una struttura in cui
gli anziani non vengono più isolati, ma in cui gli anziani continuano ad avere le relazioni, anche
se di diverso tipo, che sono poi quello che anche per gli anziani è cibo per continuare ad avere
una qualità di vita positiva, insomma, buona.
Quindi ringraziamo davvero. Ci auguriamo che le cose possano procedere in questo modo. Mi
permetto un paio di domande che sono queste: gli otto posti Alzheimer... scusi, hospice, sì, ho
sbagliato, gli otto posti hospice hanno la possibilità di essere accreditati? Vi siete già mossi in
questo senso? E comunque, anche se ancora non avete delle risposte, è un’azione di grande
coraggio aver rischiato questa cosa.
E la seconda domanda è questa: le ho sentito dire che appunto sono state fatte delle indagini,
anche con l’aiuto della ASL eccetera, per individuare i bisogni che il territorio esprime in questo
particolare settore; ecco, volevo chiederle qualche cosa di più su questa indagine, quali
risultati vi ha dato questa indagine, e se Treviglio appunto con questo intervento può ritenersi
– almeno per ora se non per il futuro – sufficientemente al riparo da situazioni che non
possono trovare risposte a queste esigenze. Grazie, grazie ancora.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. Presidente, prego.
DOTT. BARUFFI:
Ecco, una domanda, mi ha fatto una domanda veramente molto bella perché poi il sugo di
tutto è quella domanda che la signora Borghi mi ha fatto.
Allora, quando abbiamo deciso di fare l’hospice. Chi vuole buttarsi in qualcosa deve vedere un
po’ se serve questo qualcosa; deve poi scontrarsi o confrontarsi con Regione Lombardia e con
l’ASL per vedere se poi si riesce a portare a casa questi benedetti contratti.
L’accredito è la cosa più semplice di questo mondo, cioè io faccio una struttura, a tutto quello
che è il requisito la Regione Lombardia mi accredita. Possiamo anche fare un ospedale domani
mattina noi, abbiamo i soldi, facciamo l’ospedale, ha i requisiti, siamo accreditati, perfetto. Il
contratto è un’altra cosa.
Il contratto vuol dire che io mi siedo con la Regione Lombardia, con l’ASL logicamente, e firmo
un contratto, un contratto dove dice chi ti entra dentro, e sono i famosi “malati terminali”, la
maggior parte sono quelli, dove ti riconosco 176 euro, 180 euro per paziente, e quasi 45-50
euro per il tuo parente che deve stare con te. Questa cosa qui, dopo aver fatto parecchi
incontri in Regione Lombardia e parecchi incontri poi anche in ASL, la cosa che ti dicono
sempre è: come faccio a darti un contratto che non hai hospice? Semplice, no?
La cosa, invece, che siamo riusciti – veramente qui devo dire grazie alla dottoressa Azzi e poi
anche alla dottoressa Cantù – la dottoressa Azzi ha fatto una cosa molto semplice: nella
programmazione 2014 ha messo dentro come costruzione dell’hospice Anni Sereni. Punto. Cioè
io, noi abbiamo a casa – e i miei consiglieri, c’è il consigliere Risi che l’ha vista – abbiamo a
casa una lettera mandata come programmazione dalla dottoressa Azzi in Regione Lombardia,
dove ti dice: nel territorio della bassa bergamasca, che confina con il milanese, c’è una grossa
carenza di posti hospice e individuiamo la Fondazione Anni Sereni come titolata a costruire
questo hospice, mettendo anche quello che è il pezzo del costo di mettere a bilancio della ASL.
Eh, bella domando ancora! Ma se adesso vi abbiamo detto che non c’è più nessun tipo di
contratto? Che la ASL, che la Regione Lombardia ha bloccato tutto? È vero. Ma c’è un altra
cosa da dire: lo sappiamo perfettamente che la Regione Lombardia non ha gli stessi parametri
di risposta sul territorio. La Provincia di Mantova e la Provincia di Cremona hanno più posti
hospice che neanche la Provincia di Bergamo. Allora la Regione Lombardia non è detto che non
vada a togliere posti, che non sono mica coperti in base popolazione, e non vengano poi
dati..., cioè questo ridimensionamento e revisione di contratti, questa cosa qui è quella che noi
portiamo avanti.
Chi verrà dopo di noi, allora, è inutile che stiamo qui sempre a pensare ‘se poi, se poi, se poi’,
o io, o io o noi, partiamo a costruire qualcosa, dopodiché tutti insieme, per cui alla fine diventa
anche un discorso di insieme. Io mi chiedo veramente anche – sia al Sindaco che gliel’ho già
chiesto, son certo che mi dà una mano, sia poi al Sindaco di Caravaggio, o di Fara, o ai Sindaci
del territorio, e anche a voi, Consiglieri o Assessori di Treviglio – di far sì che poi si riesca a
porta a casa i contratti.
Però è inutile che continuiamo sempre a girarci il can per l’aia. Io vado a chiederti il contratto,
lei mi dice: ma tu hai l’hospice? No, e come faccio a darti i contratti?
Questa fretta che ho messo al mio CdA e all’architetto Forcella, che è quello che sta costruendo
l’hospice, perché? Perché la fretta di costruire in autunno? Perché se è dentro la
programmazione del 2014, vuol dire che se io vado a ottobre in ASL, o in Regione Lombardia,
gli dico: gli scavi li ho fatti. Non ti sto parlando per progetti o parole perché altrimenti
rischiamo di non farlo più, no?
Ecco, questa cosa qua, secondo me, è quello che ci chiedono.
L’altra domanda che mi ha fatto il consigliere Borghi: io i dati che ho son quelli un po’ che mi
vengono dati sia dall’ASL che quelli che vediamo noi. Non c’è, secondo me, una grossa
richiesta di case di riposo, per due motivi: perché, secondo me, le risorse la Regione
Lombardia – ed è chiaro perché l’ha detto – vuole potenziare la domiciliarità, tanto è vero che
toglie i sosia, che sono le classi di quelle persone che camminano, sette, otto, la tolgono. Cioè
la casa di riposo per la Regione Lombardia è un posto per gente che è allettata. Punto.
Se io potenzio la domiciliarità mettendo dei soldi nell’ADI, nella fisioterapia domiciliare, devo
togliere in qualche altro posto, no? Allora, l’idea loro è di non dare più contratti a nessuno,
tanto è vero che c’è stata anche una... vi dico questo bell’aneddoto così almeno... questa bella
casa di riposo che è nata a Pontida, sarebbe bello andare a Pontida a vedere se riescono ad
andare avanti o se vanno indietro.
Leggevo sul giornale – io non conosco tanto questa cosa qua di Pontida - leggevo sul giornale
che hanno un po’ di difficoltà, forse il consigliere Merisi ne sa più di me; cioè hanno costruito
questa bella struttura, però costruirla un conto, poi gestirla è un altro. Comunque, secondo il
mio punti di vista, il mio modesto perché non sono mica un tuttologo che conosce tutto, però,
secondo me, non c’è bisogno di altre case di riposo. Se poi vengono fatte, io sono contento. Ce
n’è una appena fuori provincia che... non so, insomma.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. È iscritto a parlare il consigliere Risi; ne ha facoltà.
CONSIGLIERE RISI:
Caro Presidente, il mio intervento solo per ringraziarti di questi due anni e mezzo che abbiamo
vissuto assieme, o tre? Secondo me, tre, ha sbagliato prima.
Siamo partiti un po’ in sordina, forse, nei primi anni, ripresi, siamo stati massacrati in quella
famosa assemblea dei parenti, e io mi volevo nascondere!, quando abbiamo dovuto aumentare
obbligatoriamente le quote, però ci siamo rifatti in maniera oculata, lavorando in maniera
oculata, e per tre anni consecutivi non aumentando le quote. Speriamo che sia così anche per
il futuro.
Ovviamente, ci siamo presi un bell’impegno anche verso quelli che verranno dopo, quindi gli
diamo una bella fregatura!, gli diamo invece un bell’impegno a continuare la nostra opera.
L’unica cosa, giustamente, che mi diceva l’avvocato Melli, visto che abbiamo fatto... architetto,
ti ho promosso, visto che abbiamo fatto le pulci al direttore Ercole per la storia delle luci, in
effetti anche il parcheggio della casa della Fondazione è un po’ carente.
(Intervento fuori microfono)
È dell’ospedale, e quindi chiederemo all’ospedale, bravo! Non lo sapevo. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. È iscritto a parlare il consigliere Giussani, prego.
CONSIGLIERE GIUSSANI:
Grazie, Presidente. No, è solo per complimentarmi col Direttore. Soprattutto mi fa piacere
vedere che questa sera c’è un approccio completamente diverso in quest’Aula rispetto alla
prima volta che è venuto a illustrare l’estensione di Anni Sereni. Si sono susseguite tutta una
serie di interrogazioni, sembrava che foste una banda di incapaci, invece la dimostrazione è
che avete risanato il bilancio, non avete aumentato la retta, ma soprattutto avete messo le
basi per delle prospettive molto, molto positive. Io mi auguro che coloro che verranno dopo di
voi – perché tanto sappiamo che a breve andate a scadenza – facciano altrettanto e portino
avanti le vostre linee. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie, Consigliere. Non vi sono altri interventi, Concludiamo con l’intervento del Sindaco.
Prego.
SINDACO PEZZONI:
Grazie, Presidente. Ringrazio il Presidente Baruffi di Anni Sereni per la relazione che ha fatto,
molto dettagliata. La “lista della spesa” penso che sia una delle caratteristiche più belle per
guardare i particolari, sono convinto anch’io della bontà di un’elencazione, anche i 18 euro per
il bagno e unghie eccetera, che penso diano proprio l’idea della concretezza
dell’amministrazione.
Ricordava prima il consigliere Giussani – penso che sia da sottolineare invece – un inizio
piuttosto travagliato. Interpellanza il 4 di agosto, mozione il 4 di agosto, audizione il 29
settembre, mozione il 30 di novembre, mozione il 20 di dicembre, mozione il 30 di gennaio
2012, che ha caratterizzato l’avvio della presidenza del Presidente Baruffi all’interno della
Fondazione e che, onestamente, di colui che ha dipinto come una bellissima avventura, anche
con una relazione quasi idilliaca col sottoscritto, io, mi dispiace, devo smentirlo un attimo,
perché qualche screzio c’è stato e c’è.
Mi ricordo, ad esempio, non dico la lite furibonda ma quasi nel momento in cui siamo arrivati
alla rivisitazione del contratto per quanto riguarda la questione delle rette e la modalità nuova,
che penso abbia consentito, però, nonostante le vostre diffidenze iniziali, di aumentare i flussi
di cassa, e penso che questo abbia fatto bene anche ai conti della Fondazione; e, dall’altra
parte, alcune divergenze che penso davvero siano la possibilità di confrontarsi e nel confronto
di portare a casa poi un risultato positivo.
Quello che stiamo apprezzando tutti nel Bilancio che questo Consiglio di Amministrazione sta
chiudendo: rammento, a questo proposito, che per il Comune di Treviglio la nomina dei nuovi
consiglieri di amministrazione è fissata dopo l’11 di marzo, termine per la presentazione delle
candidature all’Ufficio della Segreteria. Attenzione! – e questa, secondo me, è una cosa su cui
vale la pena riflettere – alla nuova normativa relativa a incompatibilità e inconferibilità, che,
purtroppo, in alcuni casi, ci fa privare dell’esperienza di coloro che hanno già avviato processi
anche positivi di amministrazione.
Io ritengo che molto spesso le normative in Italia, quando vengono scritte per... come si può
dire? Per chiudere dei buoi che erano scappati dalla stalla, non consentano neanche più poi
invece di usufruire delle professionalità. Siamo in questa circostanza, purtroppo. Per cui mi
pare che sia importante che il Consiglio di Amministrazione consolidi le scelte strategiche che
ha effettuato, grazie alle quali si potrà dare una risposta nuova ai cittadini di Treviglio e di non
solo.
Quindi grazie ancora al Presidente Baruffi e a tutto il Consiglio di Amministrazione per quello
che avete fatto nel corso di questi anni.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Procediamo con il punto n. 7 all’ordine del giorno, avente oggetto: “Audizione
Presidente Associazione ‘Pianura da scoprire’”.
È presente il Presidente Bruno Brambilla, scortato, e invito ad accomodarvi.
Siamo pronti? No.
Presidente Brambilla, la ringrazio per la presenza questa sera in Consiglio comunale e le cedo
la parola per il suo intervento.
DOTT. BRAMBILLA:
Buonasera a tutti. Vi ringrazio dell’invito che ci dà l’occasione di presentare l’Associazione
“Pianura da scoprire”, che penso quasi tutti conosciate, ma che magari non in profondità.
Vicino a me c’è la dottoressa Salviti Federica, che è la nostra collaboratrice, diciamo, “colonna
portante”, e c’è l’architetto Eligio Gandossi, anch’egli collaboratore, ovviamente, volontario.
Abbiamo pensato di ‘sliderizzare’ questa breve presentazione proprio per rubarvi meno tempo
possibile e per magari rendere la più completa possibile, ovviamente, diciamo, negli elementi
più interessanti, fermo restando che, ovviamente, se avrete delle domande, siamo a
disposizione per darvi delle informazioni che ci chiederete. Così come vi dico subito che i
particolari e gli approfondimenti sono tutti reperibili comunque sul sito dell’associazione
“www.pianurascoprire.it”, al quale potete accedere quando volete.
Una brevissima premessa. Penso che quasi tutti, anche perché per me stasera è un po’ un
ritorno a casa dopo un po’ di anni, e c’è un po’ di gente con la quale abbiamo condiviso un po’
di avventure in questa sala. La premessa è questa: perché è nata “Pianura da scoprire”?
Pianura da scoprire è nata un po’ su una scommessa, che voleva vedere se nella pianura,
considerata un po’ la ‘Cenerentola’ da un punto di vista della valorizzazione turistica e con un
sistema turistico, “Bergamo, Isola e Pianura”, che era stato un po’ varato, ma soltanto
all’insegna di portare a casa dei finanziamenti, senza una impostazione gestionale; era
possibile trovare una soluzione diversa per vincere, o quantomeno verificare se questa
scommessa aveva delle basi interessanti.
Quindi adesso, andando avanti nell’esposizione, probabilmente, ci accorgiamo che la
scommessa, forse, l’abbiamo vinta, ma che comunque queste basi interessanti esistono, e
forse vale la pena di continuare a insistere.
Allora, il progetto è molto semplice, come tutti i progetti: c’è una strategia, ci sono degli
strumenti e ci sono dei prodotti. Diciamo che strategie e strumenti sono abbastanza precisi,
abbastanza pensati, i prodotti sono in via di completamento e quindi col tempo riteniamo di
presentare – speriamo in vista di Expo 2015 – una situazione completa.
Allora, le motivazioni e gli obiettivi sono un po’ la strategia, ovviamente, e vediamo, invece, il
partenariato che, con il tipo di evoluzione di incremento, a nostro modesto parere, è quello che
ci ha confermato la bontà dell’iniziativa e dell’avventura.
Allora, per quanto riguarda le motivazioni e obiettivi, abbiamo visto – e c’è comunque scritto
nello statuto dell’associazione - valorizzazione assetto turistico del territorio della Media
Pianura lombarda. Ecco, è bene sottolineare questo aspetto perché parliamo di Media Pianura
lombarda e non di Pianura bergamasca, o, peggio, di Bassa Pianura bergamasca, perché di
fatto già la partenza, diciamo, nella costituzione della associazione erano presenti i Comuni di
tre province, per cui la valutazione territoriale era quella appunto di livello interprovinciale. E
da qui è nato – devo dare atto al consigliere Minuti che ce l’ha un po’ ispirata – il termine della
Media Pianura lombarda, che poi era collegato al volume da lui pubblicato sui luoghi della fede.
Promozione della mobilità dolce con il coinvolgimento delle scuole perché, diciamo, il motivo
più importante, o il tipo di turismo, chiamiamo, più importante che si può svolgere in pianura
con una prospettiva di evoluzione e di sviluppo continuo è proprio la mobilità dolce e, in
particolare, la mobilità in bicicletta con la quale, evidentemente, abbiamo fatto un lavoro anche
di coinvolgimento delle scuole per sensibilizzare i ragazzi all’uso, appunto, di questo strumento
molto, molto bello, poco costoso e molto divertente.
Attenzione al territorio e all’ambiente come conseguenza logica. Ovviamente, poi, un discorso
di finanziamenti che è nato proprio perché in una situazione di partenariato, che aveva in
mente di fare investimenti ma con risorse limitate, abbiamo cercato di trovare dei canali e
siamo stati anche un po’ fortunati, li abbiamo trovati, e insisteremo per il futuro per trovarne
altri.
Infine il discorso del sistema turistico come, diciamo, epilogo finale, come conclusione di
questa avventura associativa, nel senso che si vorrebbe approdare ad un organismo in grado,
poi, di gestire, in termini anche di continuità, tutto quello che stiamo creando e quindi
garantire una prospettiva di gestione integrata per quanto riguarda la valorizzazione turistica
del territorio.
Dicevo, il partenariato. Il partenariato: siamo partiti – ricorderete tutti perché poi c’era allora il
Sindaco Borghi – con 16 Comuni, 7 enti privati e 5 soci aggregati, e quindi complessivamente
con 28 soci, e progressivamente, di anno in anno, proprio con una cadenza quasi, diciamo, non
progressiva ma comunque con un incremento, diciamo, standard, siamo arrivati alla fine del
2013 con 43 Comuni di tre Province, di cui 26 dalla Provincia di Bergamo, 10 dalla Provincia di
Cremona e 7 della Provincia di Milano, e con l’aggiunta dei tre parchi regionali, i due parchi
dell’Adda, Adda Sud e Adda Nord, e il Parco del Serio.
Abbiamo mantenuto il partenariato privato e, ovviamente, i soci aggregati, che sono un po’
quelli che ci danno una mano come volontari nella gestione dell’associazione.
Le attività e le iniziative le abbiamo suddivise per anno, quindi andiamo via veloci.
Il primo anno, 2009/2010, perché abbiamo costituito l’associazione il 16 ottobre del 2009, e
quindi il 2010 è il primo anno: l’atto costitutivo, il sito internet, elaborazione del Regolamento
associativo, l’ingresso dall’associazione alla cabina di regia del sistema turistico “Bergamo,
Isola e Pianura”, il convegno di Caravaggio su Media Pianura lombarda, identità culturale e
valorizzazione turistica, dove appunto è stato presentato il volume pubblicato da Luigi Minuti,
dallo storico, allora, in quella occasione, è stato definito, e dove era stato proprio anche dato in
omaggio a tutti gli intervenuti al convegno. Diciamo che questo convegno è stato un po’ il
battesimo ufficiale dell’inizio dell’attività dell’associazione. E infine l’iscrizione al Registro
provinciale dell’associazionismo, ai sensi della legge regionale 1/2008.
Nel 2011 abbiamo iniziato l’avventura della partecipazione ai bandi e, un po’ fortunati e un po’
anche perché siamo piuttosto testardi, ci abbiamo creduto, siamo riusciti ad avere, diciamo,
l’accoglimento della nostra candidatura del progetto “Alla scoperta dolce della Media Pianura
lombarda”, come progetto emblematico maggiore, alla Fondazione Cariplo, con una
integrazione di Regione Lombardia per un totale di 2 milioni e mezzo: 1 milione per quanto
riguarda Fondazione Cariplo, 1 milione e mezzo di integrazione da parte della Regione.
Poi, sempre nello stesso anno, quasi a ridosso di “Alla scoperta dolce della Media Pianura
lombarda”, avevamo integrato, abbiamo candidato un altro bando, che si chiamava “Gestione
integrata dei beni culturali della Media Pianura lombarda”, e anche questo è stato accreditato
di 880.000 euro a fronte di un progetto di 1.760.000, poi lo vediamo nel dettaglio.
Infine abbiamo candidato un altro bando alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, per il quale
però abbiamo ancora una situazione sospesa, nonostante alcuni interventi di richiesta di capire
dove è andato a finire, e non si sa bene dove. Speriamo che col tempo si riesca a trovare
questo bando.
Poi abbiamo fatto nell’anno l’Assemblea aperta di presentazione del progetto emblematico “Alla
scoperta dolce della Media Pianura lombarda”. E infine ottenuto dalla Società Expo
l’autorizzazione all’utilizzo del logo in quanto parecchi di questi progetti contenuti dei bandi
avevano comunque la finalità di valorizzazione del territorio, anche ai fini di Expo 2015.
Nel 2012, ovviamente, una piccola marcia indietro, nei bandi candidati c’erano anche dei
progetti per quanto riguarda le attività dell’associazione, e quindi il piano di marketing che
consisteva in meeting formativi nelle scuole, postazioni informative che abbiamo piazzato nei
Comuni, la brochure di presentazione, di cui poi vi forniremo una copia aggiornata, e poi
abbiamo fatto un po’ di, come si può dire, gadget con il marchio dell’associazione.
Poi abbiamo, ovviamente, cominciato ad attivare, diciamo, la gestione dei bandi, dove noi,
attraverso, diciamo, un protocollo d’intesa con il Comune capofila e con il partenariato,
abbiamo svolto un po’ l’attività di segreteria e di coordinamento. E quindi abbiamo affidato
l’incarico dello studio di fattibilità previsto espressamente da Regione Lombardia sulla fattibilità
dello sviluppo turistico nella zona, appunto, dell’associazione Media Pianura Lombarda.
Abbiamo, poi, portato a casa 5.000 euro per un bando provinciale su alcuni di questi progetti
e, ovviamente, svolta l’attività di segreteria del coordinamento per quanto riguarda la gestione
dei bandi, l’aggregazione del partenariato, i collegamenti eccetera.
Le altre attività. Abbiamo fatto un accordo di collaborazione con i Parchi regionali dell’Adda,
come abbiamo detto prima, e del Serio, che poi è sfociato con l’adesione di questi parchi
all’associazione, e contatti, diciamo, con il sistema turistico per vedere di recuperare un po’
l’attività del sistema turistico “Bergamo, Isola e Pianura”. Ma poi, visto che questa era un po’
un’impresa difficile, abbiamo cominciato a pensare di viaggiare verso la richiesta, l’istanza alla
Regione di un sistema turistico ad hoc per la Media Pianura Lombarda.
Nel 2013 abbiamo continuato, ovviamente, nella gestione dei bandi. Poi vi faremo vedere nelle
torte i livelli di gestione di questi bandi. Studio di fattibilità e gli interventi collegati. Abbiamo
istituito, diciamo, un evento emblematico per quanto riguarda l’associazione, che è l’unico
evento perché non vogliamo sovrapporci, evidentemente, alle altre associazioni che hanno il
compito di creare eventi, ma noi vogliamo fare un lavoro sul territorio di preparazione del
territorio e di sviluppo: il Festival Bike della Media Pianura Lombarda come idea per muovere i
cicloamatori e, evidentemente, poi far conoscere il territorio in modo dolce, com’è tipico quello
dell’uso della bicicletta.
Abbiamo fatto, a fine anno, esattamente l’11 novembre, il seminario “Expo 2015. Accoglienza
e ospitalità nella Media Pianura Lombarda”, in vista appunto di una verifica di quello che
potrebbe essere fatto in prospettiva per Expo, sapendo che comunque, se si riuscisse a
intercettare visitatori e turisti per quanto riguarda l’evento importante che ci sarà nel 2015,
ovviamente, sul territorio si porrà e si pone il problema dell’accoglienza e dell’ospitalità. Dal
seminario sono uscite alcune indicazioni, che poi vi dirò più avanti.
Parlando un attimo di conti, l’andamento economico-finanziario è evidentemente sotto
controllo perché l’associazione ha i suoi organi di controllo, oltre che il Consiglio direttivo, il
Collegio dei revisori, con il cassiere, un Comitato di gestione e quindi le spese sono sempre
state calibrate e gli investimenti con le entrate, ovviamente con piccoli margini di,
chiamiamolo, di utile ma di risultato positivo di bilancio, e con la possibilità anche in qualche
caso di accantonamento, diciamo, come riserve, proprio perché la gestione dei bandi non è
sempre certa. Anche perché potrebbero poi succedere dei ritiri, o robe di questo genere.
Quindi i calcoli sono fatti molto prudenzialmente, ma anche, diciamo, mantenendo anche un
po’ di riserve, laddove si riesce.
Ecco l’andamento. Molto velocemente, noi abbiamo avuto come proventi negli anni 2010 4748.000 euro circa e nel 2011 61.000 euro, nel 2012 142.000 e nel 2013 153.000.
Come sono stati ottenuti questi proventi: le quote associative sono, evidentemente, il primo...
i primi quattro, insomma, la prima voce, e vedete che c’è un crescendo, che ovviamente è
correlato, è corrispondente all’aumento del partenariato.
Il contributo dai bandi. Ovviamente, sono contributi che sono stati incassati dall’associazione
su investimenti fatti dalla associazione e non quelli che riguardano, invece, gli altri Comuni, e i
contributi del coordinamento invece sono un contributo di ritorno, che rappresenta un po’ la
remunerazione dell’impegno di coordinamento e di aggregazione che svolge l’associazione nella
gestione dei bandi, e stanno tornando man mano che vengono fatte le rendicontazioni per cui
c’è questo ritorno del 5% previsto dal Regolamento associativo.
Altri proventi sono vari: ci sono contributi raccolti da vari enti, magari specificamente riferiti a
degli eventi o a delle iniziative, come abbiamo visto prima.
Per quanto riguarda le spese, vi dicevo, sono sempre collegate alle entrate. C’è sempre stato
un piccolo utile, mai perdita, con anche qualche piccolo accantonamento: 2010 - 47.000 euro
circa, 2011 - 59.000, 2012 - 142.000, 2013 - 152.000.
Quindi vedete che più o meno le spese si equivalgono alle entrate divise come? Come spese
ordinarie di gestione, che sono praticamente le spese dei collaboratori, della collaboratrice, con
alle spese di affitto, la luce e tutte queste cose.
Le iniziative e i progetti. Vedete che c’è un picco, evidentemente, che si alza nel 2012-2013,
proprio in corrispondenza alle prime entrate dei contributi.
Per la gestione dei bandi sono spese che l’associazione devolve, evidentemente, alle spese di
consulenza perché anche noi, per gestire i bandi, non possiamo farlo solo da soli, ma anche
con l’aiuto di consulenti esterni.
E infine l’accantonamento riserve, diciamo, molto modesto.
Abbiamo voluto fare anche uno confronto, diciamo, per quanto riguarda la ripartizione delle
voci di spesa e, ovviamente, per il primo anno 2010, che è stato l’anno d’impianto, l’incidenza
delle spese ordinarie di gestione è molto elevata rispetto alle altre spese e man mano, poi dal
2011, andando avanti, la incidenza delle spese di gestione è molto modesta perché,
evidentemente, noi lavoriamo come volontari e abbiamo solo il costo della collaboratrice e delle
spese di gestione ordinarie, che sono affitto, telefono, luce eccetera.
Ecco, tornando un attimo al discorso della gestione dei bandi, abbiamo sui progetti
emblematici maggiori quello per il quale è stato ottenuto il contributo di 2,5 milioni come
capofila il Comune di Romano di Lombardia e la partecipazione di altri quindici Comuni, oltre
all’associazione naturalmente, tutti della Provincia di Bergamo perché gli emblematici maggiori
per il 2011 erano riferiti alla Provincia di Bergamo.
Vi posso anticipare che gli altri progetti che hanno avuto il contributo anche dalla Regione,
mentre il nostro è partito per il 50% (poi vediamo la slide) a fine 2013 sono ancora in alto
mare, quindi, forse, i contributi non so dove andranno a finire.
Comunque possiamo andare avanti. Ecco, per quanto riguarda la gestione dei bandi
emblematici maggiori, noi siamo riusciti a ottenere il primo acconto di 300.000 euro dalla
Regione Lombardia perché a fine 2013 siamo riusciti a far partire più del 50% dei 25 progetti
previsti, mentre, ovviamente, il restante dovrebbe partire nel 2014, con la possibilità di
proroga, poi, di sei mesi per il 2015.
In termini di valori c’è leggermente un valore inferiore in quanto alcuni progetti, che partiranno
nel 2014, sono quelli più importanti, più grossi e quindi il valore è leggermente scostato
rispetto al numero.
Per quanto riguarda, invece, la gestione integrata dei beni culturali, dove il capofila è il
Comune di Treviglio, anche qui abbiamo la partecipazione di diversi Comuni e anche di altre
realtà private, e qui già abbiamo, come si può dire, il carattere della interprovincialità, perché
nel partenariato abbiamo Comuni anche di altre Province.
Questo bando è, diciamo, un po’ più avanzato rispetto all’altro come realizzazione.
Praticamente abbiamo circa l’80% a fine 2013 dei progetti iniziati e una parte finiti, e grosso
modo il 75% come valore.
Vorrei fare una precisazione – e penso che lo sappiate, ma comunque ve lo dico – il Comune di
Treviglio, da questi due progetti, soprattutto dalla gestione integrata, porta a casa
complessivamente quasi 500.000 euro. Quindi sui progetti candidati dal Comune di Treviglio,
1,4 milioni per gli emblematici e 100.000 euro circa per la gestione integrata, consente di
avere un ritorno per quanto riguarda il Comune di Treviglio di circa 500.000 euro.
Non faccio anticipazione per altre ipotesi, che si stanno prospettando, ma speriamo che ci
siano altri soldi in arrivo.
Iniziative 2014. Velocissime perché noi abbiamo il 6 di marzo l’Assemblea di approvazione del
bilancio, e quindi anche di approvazione delle previsioni, e quindi direi anche per un discorso di
correttezza nei confronti dei partner, però vi dico quali sono le iniziative per il 2014: la
gestione dei bandi, ovviamente quelli finanziati; abbiamo, diciamo, una bozza di progetto
Expo, che si chiamerà “Expo 2015 a un passo da qui”, che prevede alcuni interventi e alcune
iniziative importanti. Una è quello del progetto di ospitalità diffusa, che stiamo vedendo con
l’Istituto ISIS di Treviglio, che potrebbe portare a casa, attraverso Regione Lombardia, la
modifica della normativa per consentire proprio per il, diciamo, l’evento straordinario di Expo la
possibilità di gestire una ospitalità diffusa con una normativa meno impegnata rispetto a quella
attuale.
Poi abbiamo il cantiere il Parco cicloturistico della Media Pianura Lombarda, di cui non vi parlo
perché è troppo impegnativo, lo imparerete col tempo.
Il Festival Bike della Media Pianura Lombarda. E questo ve lo dico perché per l’anno prossimo,
anzi per quest’anno sarà gestito, sarà articolato su sei o sette tappe, forse anche otto, non più
solo a Treviglio, ci sarà la tappa di Treviglio che è il 25 di maggio, ma articolata su itinerari di
altri Comuni proprio, e ovviamente in date successive o diverse, proprio per consentire la
partecipazione di più gente a questo evento e anche quindi visitare più territorio e più
attrattività, come si suol dire, nell’ambito della nostra pianura.
Il Festival Bike è organizzato sempre con la collaborazione delle associazioni amatoriali e
soprattutto di gruppi Fiab, che sono distribuiti sul territorio, abbiamo quello di Bergamo,
abbiamo quello di Milano, abbiamo quello di Cremona, ma anche della Fiab Lombardia.
Infine c’è una WebUp, che è fase anche questa di preparazione, che consentirà poi la
costruzione di un diario di viaggio. E poi delle iniziative promozionali particolari, che sono
appunto in fase di studio e di promozione.
Vorrei aggiungere una cosa importante per quanto riguarda il discorso Expo. Cioè preparare il
territorio per accogliere gente che arriverà, che dovrebbe arrivare per il grande evento, proprio
perché il nostro territorio è dotato di una rete di trasporti e di una capacità di accesso eccetera
importante (pensiamo solo al Passante, pensiamo adesso alla BreBeMi), ma comunque tutta
una serie di reti di trasporti collegati con Expo a un tiro di fucile. Non a caso abbiamo
chiamato, chiamiamo questo progetto “A un passo da qui”. Però è chiaro che noi potremmo
ospitare probabilmente gente che ha già in mente di passare da queste parti. La scommessa è
quella che aziende, enti, cioè tutti coloro che in un certo senso hanno un collegamento con le
tematiche di Expo riescono a organizzare eventi per attirare persone da fuori. Faccio un
esempio: la Same, se la Same, che ha i collegamenti con tutto il mondo e, evidentemente, la
possibilità di promuovere il territorio di tutto il mondo, se facesse qualche convegno, qualche
iniziativa, portare qua della gente, è chiaro che questa gente potrebbe restare sul territorio
nella misura in cui poi noi siamo in grado, ovviamente, di ospitarli e offrire loro un certo tipo.
Il discorso vale per la Same, ma vale, evidentemente, anche per altre iniziative. Questo
ragionamento vale per Treviglio, ma vale anche, secondo me, per tutti i Comuni della nostra
zona, che evidentemente possono avere degli asset, diciamo, sul loro territorio: penso al
distretto agricolo, per dire, di Spirano piuttosto che altre iniziative su Crema eccetera. E quindi
lo stiamo un po’ studiando proprio per far diventare il territorio un punto di riferimento per
poter accogliere e per poter ospitare il maggior numero possibile di persone, che poi
potrebbero, ovviamente, se il territorio sarà trovato in condizioni piacevoli e ospitali
potrebbero, ovviamente, ritornare e fare un po’ da cassa di risonanza per il futuro.
Tutto questo, ovviamente, anche a vantaggio del discorso occupazionale e del discorso,
diciamo, della bellezza del territorio e degli investimenti successivi che si possono fare.
Finisco col discorso ricerca di ulteriori finanziamenti perché avevamo fatto un ragionamento
anche sui finanziamenti comunitari collegati anche alla Carta europea dello sviluppo sostenibile
del turismo e della mobilità dolce. Ma abbiamo tolto europei perché, per esempio, già adesso si
stanno profilando altre possibilità di partecipazione ai bandi di Fondazione Cariplo sia per
quanto riguarda la progettazione di ciclabili collegate con il progetto VenTo Venezia-Torino e il
nostro Parco cicloturistico è collegato e sia per quanto riguarda altri bandi sulla gestione
integrata dei beni culturali, nei quali potremmo recuperare alcuni progetti che erano stati
bocciati nell’ultima progettazione.
Infine il discorso del sistema turistico lo completo per dire che, evidentemente, a parte che noi
abbiamo davanti ancora un paio d’anni, anzi, quasi tre anni di gestione, dove vorremmo
completare il tutto; però, diciamo, l’approdo più logico e più interessante di tutta questa
avventura dovrebbe essere quello, appunto, di riuscire a far riconosce dalla Regione questo
territorio come sistema turistico della Media Pianura Lombarda con tutti gli attributi necessari
per poter fare poi una gestione che garantisca la continuità nel territorio.
Io finirei qui, dopo, ovviamente, se avete delle domande. Qui abbiamo prospettato il territorio.
Questo è un lavoro dell’architetto Gandossi, che forse è stato scoperto dopo, ma forse quando
abbiamo fatto, c’era già un’intuizione, dove vediamo proprio la rete dei collegamenti della
Media Pianura Lombarda con Treviglio, diciamo, epicentro, dove abbiamo la ferrovia che
contorna tutto il territorio e che parte, diciamo, da Palazzolo sull’Oglio e fa il giro fino a Lodi;
abbiamo il crocevia ferroviario di Treviglio, Treviglio-Bergamo, Treviglio-Cremona, Milano e
Venezia; e sulla parte, diciamo, est abbiamo il Parco dell’Oglio, che è in procinto di aderire
all’associazione.
Quindi questa intuizione di territorio non è casuale, ma ha un fondamento anche nella cosa.
L’ultimo ragionamento, questo qui, va beh, ve lo facciamo vedere, ma è ancora una bozza: è la
Media Pianura Lombarda, e quindi il centro, il cerchio territoriale che fa vedere come siamo
vicini a Expo e con quali mezzi poi si potrà arrivare all’esposizione, partendo da Treviglio, o
comunque da tutti gli altri Comuni collegati o via ferrovia o con le strade, con l’autostrada
eccetera. “A un passo da qui”.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie per la relazione, Presidente Brambilla. Invito i Gruppi a iscriversi per gli eventuali
interventi.
È iscritto a parlare il consigliere Ciocca; ne ha facoltà.
CONSIGLIERE CIOCCA A.:
Sarò breve perché abbiamo prolungato un po’ gli interventi di quelli prima, quindi sono
velocissimo.
Più un suggerimento il mio, riguarda praticamente tre fattori fondamentali della vostra
associazione, di cui abbiamo appena parlato, che sono: il territorio d’azione la Media Pianura
Lombarda, e l’abbiamo capito; il mezzo di trasporto vostro è la biciclette, mobilità dolce; e
l’evento, cui si fa sempre riferimento, è l’Expo 2015.
Prima il Presidente Brambilla ha parlato di questo progetto VenTo, che praticamente, per chi
non lo sapesse, è un itinerario cicloturistico, che da Venezia porta a Torino, e lo sta studiando il
Politecnico di Milano, se non erro, dove sarà previsto su questo itinerario un peduncolo proprio
all’altezza di Milano, e quindi per l’Expo.
Il mio suggerimento è questo: è quello di poter collegare Treviglio a Cassano, e quindi poi da
Cassano si andrà a Milano. L’itinerario ciclabile da Cassano a Milano è già esistente per via del
Naviglio Martesana, se non erro. Mi piacerebbe collegare Treviglio a Cassano mediante una
rete ciclabile e magari passare per via del Bosco. Mi fermo qua perché sennò andiamo in
polemica. Il mio è solo un suggerimento. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. Sentiamo se vi sono altri interventi così facciamo una risposta unica. Vi sono altri
interventi, Consiglieri? Consigliera Ciocca, prego.
CONSIGLIERE CIOCCA D.:
Siccome non vorrei che la memoria mi ingannasse, ti chiedevo, Bruno, se potevi illustrare la
destinazione dei finanziamenti chiesti nel 2011, perché mi ricordo che erano destinati uno alla
Torre civica, ecco, e questo me lo ricordo, mentre non ho presente il progetto denominato con
quella dicitura strana che hai usato, non ricordo... ecco, emblematici, ecco, volevo delle
precisazioni su questi due progetti. Uno magari per vedere a che punto di fattibilità...,
fattibilità è chiaro che c’era anche prima, a che punto di realizzazione siamo, quindi se siamo
dentro nell’80% dei progetti realizzati, come tu hai detto prima, che su questo bando l’80% dei
progetti erano ok.
(Intervento fuori microfono)
Sì, ecco. E in particolare, informazione su quello precedente.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie, Consigliera. Vi sono altri interventi? Se nessuno chiede la parola, facciamo replicare il
Presidente Brambilla. Va bene, Presidente, prego.
DOTT. BRAMBILLA:
Grazie, ringrazio ‘il Ciocca’ (maschio) per la precisazione sul progetto VenTo. Ecco, vorrei
precisare anche che il bando, attualmente, recentemente emesso da Fondazione Cariplo per
questo progetto, che prevede anche la possibilità di finanziare dei progetti, diciamo, di
progettazione, voglio dire, lavori di progettazione non realizzazione, anche per altre iniziative,
purché collegate, diciamo, a questo progetto VenTo; noi lo vediamo proprio in funzione del
Parco cicloturistico che stiamo cercando di realizzare. E nella assemblea di mercoledì, di
giovedì prossimo, il 6 di marzo, avremo il professionista, che è Albano Marcarini – posso fare il
nome, è un personaggio molto conosciuto e anche molto bravo su questo tema – che
presenterà appunto l’idea del Parco cicloturistico e per il quale, almeno per la progettazione del
quale, vorremmo proprio partecipare a questo bando, che ha il 70%.
È chiaro che il discorso poi della realizzazione diventa un altro paio di maniche. Questo diventa
il momento di progettazione, che è importante perché quantomeno disegna la strategia, però
poi la realizzazione.. speriamo che BreBeMi... mi giro perché ho partecipato l’altro giorno
all’incontro con BreBeMi sul discorso della strada eccetera, per non innescare polemiche,
speriamo che si trovi una soluzione.
Però le posso dire questo, che proprio stamattina ero da Marcarini a Milano, parlavamo di un
progetto, che lui ha già... diciamo che adesso vuole rendere esecutivo con questo bando, che
parte da Gropello e arriva a Genivolta e passa da... adesso non ricordo se Treviglio o Cassano
eccetera eccetera, con dei percorsi non solo ciclabili, diciamo, intesi come piste ciclabili
costruite ad hoc, ma anche come dei percorsi secondari recuperati eccetera, e ovviamente che
deve essere rivisto proprio per proporlo in termini di finanziamento in base a quello che è
successo con l’attraversamento di BreBeMi e con la costruzione di tutte le strade collegate, la
TAV eccetera eccetera.
Quindi grazie, però la cosa è presente e vediamo.
Per quanto riguarda, invece, la domanda ‘della Ciocca’, Allora, Treviglio ha completato il
progetto del campanile per quanto riguarda la ristrutturazione interna e non è stato
rendicontato tutto perché c’è un problema di fatturazione in sospeso eccetera, ma comunque il
lavoro è completato.
Per quanto riguarda, invece, gli “emblematici”, sono 1.400.000 euro candidati, di cui: 800.000
la ciclabile di Brignano, che è finita, rendicontata solo in parte attraverso l’acconto, ma stiamo
attendendo appunto la fatturazione per rendicontare il resto; 500.000 sono candidati per la bici
stazione, per il quale però dovremmo chiedere la proroga probabilmente perché se non viene
realizzata quest’anno – parlo della bici stazione alla stazione centrale – sarà realizzata entro il
30 giugno dell’anno prossimo, almeno in termini di scadenze definite, poi esattamente non
sono in grado di precisarlo; ed infine poi c’è un pezzo di...
(Intervento fuori microfono)
...collegamento ciclopedonale tra via Caravaggio e via don Minzoni col sottopasso della Statale
11.
Ecco, questi due progetti non sono ancora stati realizzati, ma comunque il tempo di
realizzazione fino al 30 giugno 2015.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Il consigliere Melli ha chiesto la parola. Prego.
CONSIGLIERE MELLI:
Grazie, Presidente. Dall’esposizione ho notato che ci sono parecchi progetti in essere, ma per
raggiungere effettivamente lo scopo di “Pianura da scoprire” c’è un timing per realizzare
questo, cioè per vedere realizzato qualcosa di concreto a breve? Grazie.
DOTT. BRAMBILLA:
Una domanda da centomila dollari! No, ti ringrazio, Paolo. Qua il problema di “Pianura da
scoprire”, cioè dobbiamo... c’è qualcuno che alle volte pubblica anche su Facebook delle
battute per dire ‘ma avevate promesso di costruire piste ciclabili, ma piste ciclabili non ci sono’.
In realtà, il discorso vero è che noi stiamo cercando di valorizzare il territorio e di costruire dei
prodotti turistici sulla scorta, diciamo, di itinerari cicloturistici eccetera, ovviamente senza
perdere di vista le altre possibilità di valorizzazione turistica, perché il turismo religioso
piuttosto che il turismo d’affari eccetera continua ad esserci, e probabilmente con un territorio
più interessante potrebbe anche essere incrementato.
La realizzazione delle piste ciclabili non è che possiamo farla noi. Noi possiamo, come si può
dire?, provocare anche i Comuni o i Parchi o la Provincia o le Regioni per dire: costruiamo un
Parco cicloturistico con la possibilità di questi itinerari, che magari già in parte funzionano
perché non è che non abbiamo piste ciclabili, ne abbiamo tante, direi che a Treviglio ne
abbiamo tante, in altri posti un po’ meno, ma comunque piste ciclabili non ci sono, il problema
è quello dei collegamenti e quello di renderli fruibili da un punto di vista turistico. E quindi
come faccio io a stabilire un cronoprogramma o una cosa di questo tipo?
Cioè noi lavoriamo, diciamo, credendo un po’, stimolando un po’ anche i Comuni, i sedici, con i
quale abbiamo ottimi rapporti, con i quali, voglio dire, ho trovato delle accoglienze inaspettate.
Però, chiaramente, sappiamo i tempi che corrono, anche da un punto di vista delle risorse
eccetera, sappiamo che non tutto è così semplice, però bisogna crederci, secondo me, e quindi
lavorare sempre verso questo tipo di obiettivo. Non so se ti ho soddisfatto.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. La parola al Sindaco.
SINDACO PEZZONI:
Grazie, Presidente. Io ringrazio il Presidente Bruno Brambilla e i suoi collaboratori per
l’esposizione, da una parte, ma soprattutto per il lavoro che hanno fatto durante il corso di
questi anni.
Credere nel fundraising non è particolarmente semplice, soprattutto in un periodo così
complicato. Mi pare che alcune sfide siano state vinte, e siano state vinte proprio grazie alla
compartecipazione da parte dei Comuni, che hanno creduto, magari con un pochino di
diffidenza iniziale, e che poi invece hanno diritto nel momento in cui hanno avuto qualche
ritorno.
C’è da sottolineare – lo accennava giustamente prima il Presidente Brambilla – che non siamo
più nei tempi della finanza in cui tutto il contributo arrivava da qualche Ente – tra virgolette –
“superiore”, Regione Lombardia, Stato, Provincia, ma siamo sempre a finanza almeno
compartecipata, quando ci va bene, e che i progetti che sono stati inseriti nelle richieste di
finanziamento, in alcuni casi, si sono potuti realizzare nei tempi più stretti, in altri casi alcuni
Comuni anche stanno pensando a doverli purtroppo dismettere per i vincoli che sono connessi
al discorso del Patto di stabilità e alla sempre maggiore compressione delle spese pubbliche.
Ecco, per questo motivo io credo che in questo periodo valga la pena di sottolineare, da una
parte, il sostegno che “Pianura da scoprire” ha saputo dare, e, dall’altra, le difficoltà all’interno
delle quali tutti gli Enti che sono soci e associati dell’associazione fanno parte.
Io ringrazio anche per le altre iniziative di maggiore visibilità, quella tipo il Festival Bike, che
l’anno scorso è partito con il PalaFacchetti come centro e che quest’anno avrà questo modello
itinerante, che consentirà di scoprire al meglio il territorio della Media Pianura Lombarda.
Come accennavo prima nella risposta all’interrogazione del consigliere Merisi, su Expo e alle
porte dell’Expo, la collaborazione di “Pianura da scoprire” con la città di Treviglio penso che sia
fondamentale.
Quindi un ringraziamento e auguri di buon lavoro per il prosieguo nel 2014 e 2015. Grazie.
DOTT. BRAMBILLA:
Vi diamo una brochure dell’associazione che riepiloga un po’ i progetti e le iniziative che
abbiamo fatto in questi anni.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Arrivederci. Proseguiamo. Consiglieri, proseguiamo oltre nell’ordine del giorno.
Passiamo al punto n. 8, avente oggetto: “Conferimento in Anita S.r.l. delle reti e degli
impianti di proprietà comunale costituenti l’esercizio della distribuzione gas naturale
nel territorio comunale”.
Abbiamo presenti in Aula i rappresentanti di Unigas e di Anita, che invito ad accomodarsi nei
banchi della Giunta. Buonasera.
Buonasera. Ringraziamo il Presidente del CdA di Unigas, Antonio Pezzotta, e il Direttore
generale, geometra Giuseppe Manenti, e i rappresentanti di Anita, l’avvocato Rodeschini e la
dottoressa Pilenga. Vi ringrazio a nome del Consiglio comunale di essere presenti in questo
Consiglio comunale, dove andremo a deliberare in merito alla conferimento delle reti.
Cedo la parola al Sindaco per l’illustrazione del provvedimento.
SINDACO PEZZONI:
Grazie, Presidente. Ringrazio anch’io per la presenza tutti i componenti di Anita e di Unigas,
che sono qui in maniera tale che possano essere ulteriormente affinati i pareri ed eventuali
dubbi o perplessità, che in merito all’operazione possono essere sorte dopo la prima
presentazione che è stata fatta alla Commissione consiliare, sempre grazie alla presenza e
all’illustrazione – ricordiamo marcata – del Direttore generale.
Io sono convinto di una cosa. C’è un nesso tra questa delibera e quella relativa alla gestione
delle reti del servizio idrico, e cioè il fatto che il legislatore, un po’ alla volta, dice a tutti gli Enti
locali – quelli che hanno avuto la fortuna in questo caso di gestire il servizio di metanodotto –
di fare in modo tale che un servizio di ambito possa essere una garanzia di maggiore efficienza
e di maggiore efficacia per i cittadini, anche se questo comporta la concentrazione, che è il
processo che è stato avviato nel momento in cui tutti i servizi pubblici locali sono stati riformati
e, per quel che riguarda il gas, siamo passati dalle gestioni in economia alle gestioni societarie,
alla separazione poi tra vendita e distribuzione e ai processi di aggregazione, che adesso sono
messi in atto.
Io volevo fare due premesse e poi cedere la parola per un’illustrazione ancora più puntuale,
soprattutto delle conseguenze della delibera, che oggi stiamo facendo, stiamo assumendo. La
prima è che nel 2015, con un po’ di proroghe perché le ultime modifiche normative hanno fatto
slittare la scadenza di quattro mesi, questo Comune sarà il titolare della gara dell’ambito, per
cui con altri 31 Comuni metterà a gara per tutti i Comuni il servizio di distribuzione del gas
metano.
Questa cosa è uno degli obblighi che è previsto dalla normativa. Abbiamo già sottoscritto con
tutti i Comuni, meno uno, se non mi ricordo male, la convenzione. Per cui il Comune di
Treviglio come stazione appaltante sta iniziando a recuperare tutti i dati di tutti gli impianti,
che saranno messi a gara per quanto riguarda il servizio di distribuzione.
All’interno di questo processo, che poi vedrà l’individuazione del gestore, o, meglio,
dell’affidatario della distribuzione per i prossimi successivi dodici anni – questo il termine che è
previsto dalla normativa – si inserisce l’opportunità di cui oggi stiamo parlando, e cioè che
anche per gli Enti locali, che sono proprietari di reti, possa valere il principio che vale per tutte
le altre situazioni in cui, come è successo nella maggior parte dei Comuni italiani, le reti siano
di proprietà di società, quindi di privati, che hanno realizzato gli impianti durante il corso del
loro affidamento.
Che cosa capita? Che mentre il nuovo gestore, nel momento in cui dovesse vincere la gara per
l’ambito di Treviglio e dei Comuni che fanno parte di quest’ambito, avrebbe una situazione un
po’ particolare perché il Comune di Treviglio, come altri Comuni in questa zona, quelli hanno
fatto parte del processo di aggregazione delle loro società in Blue Meta prima e poi in Unigas,
dicevo, si troverebbe in una situazione di asimmetria rispetto a Comuni in cui, invece, i gestori
uscenti vengono liquidati per le reti che mettono a disposizione del gestore entrante.
Io sono convinto del fatto che quello che viene proposto oggi – un’operazione estremamente
complessa ma supportata dal parere legale dagli studi di consulenza che sono stati attivati, ma
così anche come dalla Corte dei Conti e da pareri di altri organi autorevoli – ci dia la possibilità
di fare una valorizzazione significativa di impianti che, altrimenti, non cogliendo questa finestra
di opportunità, non potrebbero essere valorizzati.
Quindi la proposta, che è stata illustrata anche durante il dibattito in Commissione, è quella di
un conferimento, giusta perizia di stima, che è allegata alla delibera, in acconto aumento di
capitale della Società Anita, grazie alla quale il processo successivo metterà anche il Comune di
Treviglio nella condizione di poter valorizzare tutti gli impianti, senza riflessi tariffari. E questo
è importante dirlo perché qui non stiamo parlando di un’operazione che ricade o che fa
ricadere poi i suoi affetti sui cittadini che il gas lo comprano.
Da questo punto di vista penso che sia importante sottolineare, allora, il passaggio che si apre
alla deliberazione del Consiglio comunale di Treviglio, come di tutti gli altri Comuni soci, che,
partecipando al progetto di Unigas, hanno costituito un’aggregazione significativa, che è stata
in grado di valorizzare le loro gestioni in economia e adesso anche i loro patrimoni.
Ecco, questo era il quadro complessivo della situazione. Esprimo – e finisco l’intervento iniziale
– il mio apprezzamento, da una parte, per chi ha pensato l’idea, cioè per chi ha fatto in modo
tale che questa opportunità potesse essere presa in considerazione da questo Consiglio
comunale, come degli altri Consigli comunali che saranno chiamati a deliberare sullo stesso
argomento. Perché è molto più semplice “gestire le cose”, tra virgolette, non guardando le
prospettive e le opportunità; tra virgolette, “tirando avanti”, arrivando alla gara, con la
situazione attuale, senza avere nessuna possibilità di valorizzazione di impianti, che sono
invece da mettere a servizio della comunità e da continuare a mettere a servizio della
comunità con però un loro valore diverso.
Dall’altra parte, oltre al discorso di coloro che hanno avuto l’idea, anche di coloro che la stanno
materialmente gestendo, quindi penso ad Anita, da una parte, e a Unigas, dall’altra, grazie ai
quali è partito tutto l’iter di valutazione delle reti, attività che ci serve comunque anche per la
gara, di cui parlavo precedentemente, quella del 2015, e che in questo momento invece ci
consentirebbe anche di entrare significativamente in aumento di capitale della nostra società
partecipata per mettere in condizione, da una parte, di valorizzare quanto ha e, dall’altra, di
avere le spalle sufficientemente larghe per poter partecipare poi alla gara per l’eventuale
aggiudicazione dell’ambito.
Non dimentichiamoci – e finisco – che non ci saranno più affidamenti diretti, quello a cui siamo
stati abituati nel corso degli anni precedenti, ci saranno sempre e solo affidamenti con gara. Se
le società hanno le spalle larghe per recuperare capitale per potere gareggiare, la situazione
diventa anche abbastanza gestibile, altrimenti saremo destinati a non avere nessuna titolarità
da questo punto di vista. Grazie e cedo la parola, non so, a chi la vuole chiedere.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Interviene lei, Presidente?
DOTT. PEZZOTTA:
Grazie e buonasera a tutti, e grazie della pazienza perché non sarete freschissimi e mi
complimento con voi.
Allora, noi siamo qui presenti e vi abbiamo illustrato in Commissione tutta l’operazione. Non
vorremmo ripartire a rispiegarvi tutto perché credo che..., ecco, qualcuno ha già alzato le mani
al cielo. Mi limiterei, se siete d’accordo, a raccogliere tutte le perplessità, tutte le domande e
tutte le obiezioni, o tutti i chiarimenti necessari per vedere di aprire un attimo il dialogo, il
confronto e per semplificare un attimino il processo, il confronto.
Perciò, se volete, passerei subito a voi la parola, se siete d’accordo, per aprire
immediatamente il dialogo.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Sì, va bene. A questo punto, apro la discussione sul punto all’ordine del giorno. Invito i
Consiglieri a iscriversi per la discussione. La discussione avverrà, ovviamente, con le norme
regolamentari che sono in vigore.
È iscritto a parlare il consigliere Lingiardi; ne ha facoltà.
CONSIGLIERE LINGIARDI:
Grazie, Presidente. Dopo l’incontro di settimana scorsa di Commissione consiliare, ho ritenuto
opportuno prendere in mano il famoso decreto ministeriale del 12.11.2011, n. 226, par capire
qualcosa perché non che voi non siate stati capaci di spiegare, ma bisognerà approfondirlo
anche rispetto a questo decreto, che viene sempre anche nella delibera citato.
Il decreto dice, fa i considerati, si legge che appunto “il presente provvedimento, contribuendo
ad accelerare il processo di ampliamento dell’area di gestione del servizio di distribuzione del
gas naturale rispetto alle attuali concessioni, è volto a rimuovere le barriere che ostacolano lo
sviluppo della concorrenza nel settore dalla vendita ed a favorire lo sviluppo efficiente del
servizio di distribuzione del gas naturale, promuovendo contemporaneamente l’incremento di
livelli di sicurezza, gli investimenti e la riduzione del costo del servizio a beneficio dei clienti
finali”.
Ecco, parto da questo concetto: riduzione del costo del servizio. Io spererei che non ci fossero
aumenti, ecco, già questo, però ne abbiamo parlato anche la volta scorsa perché poi, alla fine,
leggendo all’interno del decreto, si dice: “tenuto conto che si ritiene indispensabile, ai fini della
definizione dei criteri di gara e di valutazione dell’offerta, l’identificazione degli elementi
necessari per la determinazione del valore di rimborso”, quindi rispetto al gestore uscente, che
è Unigas, giusto?
“Inoltre, si ritiene che gli oneri dovuti dal distributore agli Enti locali concedenti e soggetti da
loro delegati debbano coprire costi effettivamente sostenuti e la remunerazione del capitale
investito”. E qui c’è un discorso importante: la remunerazione del capitale investito,
evidentemente, chi subentra deve cercare dei capitali importanti, sui capitali importanti dovrà
anche pagare gli interessi, che questi poi si rivarranno.
Ecco, mi chiedo, appunto, il Sindaco ne ha già accennato, però io vorrei avere, mi piacerebbe
avere la certezza su questo e mi chiedo, appunto, se può comportare un probabile aumento
delle tariffe ai cittadini ai fini di tutta questa operazione. Spero di no, ma là si parlava di
riduzione del costo. Io penso che sarebbe opportuno riuscire a quantomeno a tenere le tariffe
attuali. E questa è un po’ la prima questione, magari poi si può spiegare meglio.
L’altra questione è quella della proprietà degli impianti. Io faccio fatica ad avere un, diciamo, a
studiare un passaggio. All’articolo 7 si dice, all’articolo 7 sempre del decreto: nel caso in cui la
proprietà dell’impianto era già dell’Ente locale concedente o di una società immobiliare delle
reti – nel nostro caso Anita – il gestore uscente – nel nostro caso Unigas – cede la proprietà
della propria porzione di impianto al gestore subentrante. Però noi stiamo parlando di Unigas
nei confronti di un gestore subentrante e non di Anita. Io faccio fatica veramente a capire
questo passaggio. Qual è la logicità del fatto che?
Noi conferiamo le reti ad Anita, ma poi è tra gestore e gestore che si tratta la questione del
bando. Molto probabilmente sto sbagliando qualcosa, ma non ho avuto tantissimo tempo, però
leggendo il decreto... se sono due cose diverse, me lo spiegheranno, però, leggendo qui,
continuo a sentire parlare di gestori delle reti e subentranti. Quindi per me è Unigas, da una
parte, e quindi quello è il passaggio tra Anita e Unigas, e, dall’altra parte, quello che
subentrerà, se subentrerà, se poi sarà Unigas stesso ben venga.
L’ultima questione non la pongo a voi, ma la pongo, in questo caso, penso, al Segretario. Di
solito, quando ci sono queste delibere, abbiamo il parere del revisore dei conti, del Collegio dei
revisori dei conti, l’abbiamo avuto anche sulla questione ancora fusioni Anita - Abm Ict, e mi
chiedevo come mai non è stato portato rispetto a questa delibera, che mi sembra molto
importante anche per il futuro proprio, il passaggio di un patrimonio dal Comune di Treviglio
alla nostra società Anita. Ecco, anche perché leggendo i pareri obbligatori del revisore dei conti
nella normativa, nel Testo Unico degli Enti locali si parla di pareri sulle modalità stabilite dal
Regolamento in materia di modalità di gestione dei servizi e proposta di costituzione o di
partecipazione ad organismi esterni, quindi in questo caso sulle società partecipate. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie, Consigliere. Consigliere, prima di proseguire negli interventi, il Segretario voleva
svolgere una puntualizzazione.
SEGRETARIO GENERALE:
In breve. Il Testo unico prevede il parere del revisore dei conti obbligatoriamente in
partecipazione a società, e quindi o costituzione. Qua non si tratta né di partecipare a una
società di cui siamo soci né di costituire una ex novo né una forma assimilabile a quella della
fusione, come nel caso da lei ricordato. Non si tratta neanche di decidere come gestire un
servizio pubblico locale perché non è di quello che si tratta.
Ad ogni buon conto, il Collegio dei revisori è stato informato di questa operazione, ed è
verbalizzato nell’incontro fatto a fine gennaio, nel quale il Collegio preso atto di queste
operazioni in corso e nulla ha avuto da rilevare, e tanto risulta dal verbale di quella seduta.
Ad ogni buon conto, il parere non serviva in termini esattamente del Testo unico. Tuttavia,
visto che ha anche un rilievo sul patrimonio dell’Ente, in quanto si passa ad avere una
partecipazione da una mobilizzazione materiale, quali sono i tubi, ad avere una partecipazione
azionaria, pure essendo invariante quanto al patrimonio dell’Ente, abbiamo ritenuto di dover
informare il revisore dei conti. Il parere non era dovuto, su questo loro hanno convenuto,
tuttavia sono a conoscenza dell’operazione e, come si è detto prima, nulla hanno rilevato al
riguardo.
Tutti e tre erano presenti all’incontro, quindi l’informazione è passata.
(Intervento fuori microfono)
Certo. Chiediamo al dottor Cervadoro di fare avere a tutti quanti copia del verbale.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie, signor Segretario. Procediamo alla discussione. Invito i Consiglieri a iscriversi.
Consiglieri, non avete altri interventi da fare. Vi ricordo che dopo la replica intervengono solo i
Capigruppo.
Noi siamo in sede di discussione per cui ci sono gli interventi dei Consiglieri comunali. Dopo
che la Giunta o chi aiuta la Giunta nell’esplicazione della delibera, dato le repliche alla prima
fase del dibattito, in controrepliche intervengono soltanto i Capigruppo, quantomeno un
Consigliere per Gruppo. Questo è il nostro Regolamento, come sapete. Per cui i Consiglieri che
non sono Capogruppo, se devono intervenire, devono intervenire in questo momento. Lei,
Consigliere è già intervenuto. Nessun altro?
Procediamo, quindi, con le risposte. Interviene? Presidente, interviene lei, prego.
DOTT. PEZZOTTA:
Allora, per la questione tariffaria passo poi la parola a Manenti, che è tecnicamente più preciso
di me. E la seconda domanda è una domanda molto, molto precisa, è una domanda molto
importante perché è il punto di partenza di tutta l’operazione.
Quando abbiamo letto il decreto del 2011, l’articolo 7 e l’articolo 8, perché l’8 è quello che poi
va a dire che ai Comuni spettano solamente alle patrimoniali solo ed esclusivamente il canone.
Sapendo com’era calcolato il canone riferito alla RAB, come vi ho già detto altre volte, c’è stata
una fortissima arrabbiatura da parte del sottoscritto e di tutti noi. Arrabbiatura perché per
l’ennesima volta ci sentivamo maledettamente puniti. Era il 2011, voi contestualizzate il
momento, il parere del professor Caia è dell’aprile 2012.
Siamo partiti subito, siamo andati dal professor Caia, grazie al rapporto che il professore aveva
con l’ingegner Capra, credo che alcuni di voi l’abbiano conosciuto, che era il Presidente di ASM
e poi è andato in A2A, oggi pensionato, però membro del Collegio sindacale di Unigas.
Parlando con lui e vedendo la nostra arrabbiatura, lui mi fa: guarda, se posso darti un
consiglio, il migliore amministrativista in Italia in merito alle reti è il professor Caia. Riesci a?
Lui mi fa: assolutamente sì. Dopo qualche giorno ci ha ricevuto.
Ci siamo seduti e abbiamo cominciato ad affrontare il problema, partendo da questo punto. Lui
non sapeva la storia di Unigas, non sapeva la storia di Anita. Analizzando la questione, ha
detto: secondo me, è possibilissimo. Tant’è che poi, se voi guardate la bozza della delibera,
che poi è stata rielaborata dei segretari, nelle due premesse fa un riferimento alla costruzione
di Anita e al ruolo di Anita rispetto a Unigas, e cioè periodo transitorio di affidamento diretto, il
ruolo di Anita di controllo all’interno della gestione delle reti su Unigas. Si fa tutto il
ragionamento e soprattutto ci dà il parere, e non ancora la bozza della delibera, il parere recita
appunto il fatto che possano essere trasferite le reti e che non sono vincolate eccetera
eccetera, non son demaniali eccetera eccetera.
Consiglio che ci dà: fossi io voi, però, tenterei di arrivare ad avere il supporto dell’Autorità per
l’energia elettrica e il gas. Perché? Perché potrebbe succedere che, sì, il parere del legale,
seppur legale di peso, vale tanto quanto, anche se non c’è un parere pro veritate perché in
sede di gara, poi dopo, se l’Autorità si mette di traverso, perché non autorizza questa
operazione, la cosa si fa più complessa.
Fra l’altro, non vi nascondo che anche il nostro socio privato, nel contempo, poneva qualche
questione. Allora, ve la faccio breve. Con l’Autorità, sempre tramite il rapporto con l’ingegner
Capra, siamo riusciti ad avere un contatto, contatto che alla fine ha portato al Consiglio
formalizzate, fatte formalizzare, una richiesta possibilmente dall’Ente, che è l’Ente preposto per
far partire le gare d’ambito, che è l’Ente Provincia.
Sono andato personalmente dal Presidente della Provincia, gli abbia rappresentato la
questione, e a dicembre del 2012, dicembre – vi dico delle date – la Provincia ha formulato la
richiesta. E l’oggetto della richiesta era: è possibile per i Comuni portare di fatto in gara
alienando le proprie reti?
La risposta è arrivata il 29 di gennaio, ricordo il 29 gennaio perché è il giorno del mio
compleanno, di solito mi porta bene, meno con Cogeide, perché è stato il giorno in cui... però
mi ha portato bene su... scusate la battuta!
È arrivata la risposta da parte dell’Autorità e a quel punto vi garantisco che questa risposta ha
cominciato a fare il giro del mondo del gas perché è partita da lì, dalla Lombardia è andata in
mano ad altri, e da lì son partiti altri autorevoli pareri. Mi ricordo quello dello studio Onida,
altro studio molto importante. Ma poi dopo è sortito nell’ultimo parere della Corte dei Conti
Lombardia, dove il passaggio fondamentale dice che l’importante è che siano portate
congiuntamente al passaggio dalla gestione; cioè, in buona sostanza, è fondamentale che
l’operazione sia fatta insieme alla gara, nel momento in cui viene passata la gestione.
Vi garantisco – scusate la voce ma ho la gola un po’ arrossata – vi garantisco, tra l’altro, che
negli ultimi provvedimenti dell’Autorità viene ripetuto spesso e volentieri la facoltà in capo ai
Comuni di poter portare a gara le proprie reti. Tant’è che un ultimissimo documento di questi
giorni, che è l’approvazione definitiva del decreto... come si chiama? Destinazione Italia. Che
ha fatto confusione, questo decreto, su un punto sostanziale, che è come calcolare il VIR. Vi
risparmio tecnicamente le cose perché rischio di mettervi nel pallone.
Il Governo è stato impegnato, su consiglio dell’Autorità, a definire un esatto conteggio per il
VIR e ribadisce un passaggio fondamentale, dove dice legittimando gli Enti e le patrimoniali a
portare a gara le reti. Okay, non so se sono stato sufficiente nella costruzione.
Vi garantisco – ma ringrazio Lingiardi per la domanda – perché questo benedetto... me lo
ricordo bene, è 7,2... 8.3, sì, 7.2, mi ricordo bene il 7.2 perché quando lo abbiamo letto
abbiamo avuto una reazione isterica, vi garantisco, perché davvero ci siamo sentiti per
l’ennesima volta truffati, abbiamo reagito, abbiamo reagito e in questo modo vi ho raccontato
tutto il percorso.
Credo che oggi, in tutta sincerità, siamo tranquilli. Tenete presente che abbiamo un
grossissimo vantaggio – grossissimo vantaggio – che possiamo gestire la fase di consegna
delle reti, cosa che gli altri non possono fare. Vi ricordate quando vi dicevo Bergamo con A2A
questa operazione non sarà facile? Perché c’è un altro dubbio latente, ma arriva il nuovo
gestore e impugna e dice che ai sensi dall’8.3, col cavolo – col cavolo – non ti do le reti, e mi
dai gli assegni circolari perché ho partecipato a una gara, io sono legittimato – io ente – a
portare a gara le mie reti, le porto a gara contestualmente alla gestione, col cavolo!, io non ti
do le reti se non mi stacchi gli assegni. Sennò io vado avanti a gestirle e poi andiamo a
discutere.
Perciò la nostra forza, alla fine, è la costruzione – sarà stato un caso che l’abbiamo costruita
così – ma è avere comunque la gestione delle reti tramite Unigas e il controllo delle reti stesse,
in sede di assegnazione. È sufficiente?
Beppe, per cortesia, lascio a te la questione tariffe.
DOTT. MANENTI:
Ecco qua. Allora, sì, per quanto riguarda le tariffe, già anche l’altra volta avevate visto quella
torta, che avevamo visto sul discorso della bolletta, sulla spesa che i nostri utenti ricevono tutti
i mesi e quant’altro a casa dalla società di vendita, e avevate visto che la parte della
distribuzione era al 12%. Quindi ricordate che stiamo parlando del 12%.
Sapete tutti che la parte del leone la fa la materia prima. Sono dieci anni che l’Autorità tenta di
mettere le mani lì, ma è ovvio, sono talmente... e quindi la materia prima è destinata a quello
che sapete e che sentite ogni tre mesi sulla televisione.
L’altra parte grossa, che fa la parte del leone, sono le imposte. La piccola parte del
vettoriamento, il 12%, è quella di cui stiamo discutendo.
Allora, sicuramente, le gare d’ambito porteranno a una riduzione di questo 12%, che
probabilmente non vorrà dire una riduzione sul totale della bolletta, però la riduzione al 12%
noi lo sappiamo bene perché ormai sono dieci anni che gestiamo, siamo in grado di analizzare
e portare su tanti tavoli le nostre statistiche e quant’altro, non abbiamo nessun problema a
confrontarci con i mostri sacri; sappiamo benissimo che l’unico meccanismo – e lo sa anche
l’autorità – che può essere valido, che può servire per abbassare questa piccola parte di tariffa,
è gestita a livello, diciamo, di macro ambito, che è la logica degli ambiti territoriali.
Vi faccio alcuni esempi per farvi capire. Già nel primo e secondo periodo di regolazione
tariffario 2002-2008 (sono sette-otto anni) l’Autorità imponeva su questa prima parte di
regolazione tariffaria un pochettino approssimativa – vi ricordate che poi avevamo anche
parlato del discorso RAB, immobilizzazioni nette e quant’altro? – già lì ipotizzava tutti gli anni
una diminuzione dei costi operativi. Vi ricordate che sulla torta di tutta la parte del ricavo del
distributore il 52% rappresentava la remunerazione dei costi operativi.
Quindi già allora, in quei primi otto anni, c’era una riduzione di default, recupero di produttività
lo chiamava, e tutti gli anni si abbassava un attimino questo discorso.
Con il terzo periodo di regolazione tariffaria, se vi ricordate, l’altra volta ve ne ho parlato,
dell’adeguamento della RAB, dell’immobilizzazione netta, che serviva a calcolare poi la
remunerazione del capitale, con l’applicazione di un interesse, di un tasso di interesse, 6,9%,
vi ricordate, no? E già allora, se voi vi ricordate, abbiamo parlato di una parte iniziale di
immobilizzazione netta, che valeva circa 600 euro a utente, rapportato a utente, per effetto di
tutte le comunicazioni che i distributori avevano dato sugli investimenti fatti negli anni era
balzato a 800-850. E lì c’era stato un incremento di questa parte qui. Stiamo parlando della
metà del 12%, ok?
Su questo incremento qui, per contro, sempre nel terzo periodo della regolazione tariffaria
2009-2013, l’Autorità aveva provveduto ad abbassare dall’altra parte la remunerazione dei
costi operativi, nell’arco di quattro anni quasi 15% perché anche qui c’era un meccanismo di,
chiamiamo ancora, riduzione, diciamo, per effetto delle sinergie ottenibili e quant’altro; e
quindi sapeva perfettamente come fare a mitigare questa cosa qui.
La chicca l’ha fatta col quarto periodo di regolazione tariffaria perché – e l’altra volta ne
abbiamo parlato – sulla parte della remunerazione del capitale il tasso d’interesse dal 7,7 l’ha
abbassato al 6,9. Sapete che vuol dire, per esempio, per una società come Unigas, che
gestisce novantamila utenti, quasi ottocentomila euro di botto, che sopra vengono a mancare.
Ma non solo, sta già predisponendo un documento, che ormai è ufficiale, perché lei, quando
esce con i documenti, dice: la soluzione A, questa è la soluzione B, secondo me la soluzione C
è quella giusta, che va a finire in delibera, no?
Sappiamo già che dal primo giorno in cui parte la gara d’ambito sulla parte dei costi operativi,
quei famosi 42%, applicheranno di botto un 20% di riduzione. Si passerà mediamente da 4445 euro utente/anno per quella remunerazione a 37-36,5, per poi proseguire nel corso degli
anni. Anche il VAC, la remunerazione del capitale investito, diminuirà, se è 9, vale per i due
anni, 2014-2015, ma poi, probabilmente, scenderà.
In più, sta facendo un percorso – e lo realizzerà – dove, contrariamente a quanto è previsto
dal 226, non remunererà la differenza al distributore che subentra e che paga il VIR, quello che
esce, sui dodici anni della differenza VIR, ma applicherà come quota di ammortamento annuo
l’effettivo ammortamento del sistema VIR. Diciamo che un ammortamento medio di questo
discorso, se vi ricordate, io avevo ipotizzato un 2%, che è molto cautelativo, ma se non è il 2,
è il 3. Quindi passiamo da un 8,5 a 8,3, perché se facciamo i 12 anni diviso l’importo totale, è
un 3 e qualcosa.
Anzi, c’è un’altra cosa che mi stavo dimenticando. Non solo questo: prevede che dal 2015 in
avanti tutti gli investimenti che tu fai non vengono remunerati col conto, con la spesa, cioè io ti
dico quello che ho speso e ti remunero, come è successo fino adesso; no, dicono per una parte
dei costi di investimenti ci sarà un costo standard, se non sei capace, sta’ a casa, non lavorare.
Per un’altra parte, invece, ti spesiamo sul conto.
Quindi tutto questo meccanismo porterà sicuramente, noi lo sappiamo bene, abbiamo fatto,
dopo l’ingresso nel capitale sociale di Unigas nel 2001, all’inizio del 2011, il patto tecnologico
Ascopiave strategico proprio in preparazione della gara un percorso di organizzazione. Pensate
che nel 2011 avevamo i costi relativi ai servizi esterni, l’outsourcing (spero di averlo letto
bene, penso che sia giusto però non so), che era pari a quasi un milione e sei, erano servizi
fatti fuori; per esempio, il grosso equivaleva alla gestione per conto che davamo a Cogeide per
trentamila utenti sulla parte, diciamo, della bassa e per quindicimila sulla parte dell’isola.
Nel 2012 questo milione e sei è diventato un milione perché avevamo tolto questa parte di
decisione per conto all’isola, e anche avevamo internalizzato del core business, avevamo
portato dentro, abbiamo portato dentro la parte della progettazione, la cartografia, tutte
attività che dobbiamo avere internamente. Non è più concepibile che siano fuori per una
società che vuol vincere due ambiti e quindi deve avere anche delle capacità tecniche.
Nel 2012 questo milione qua sul 2013 è diventato 400.000 euro. È vero che abbiamo avuto
degli incrementi sulla parte del costo del personale perché, per esempio, per le gestioni per
conto abbiamo passato, abbiamo fatto il passaggio dei dipendenti, e per quanto riguarda,
invece, diciamo, tutte le altre attività che prima erano fuori (progettazione, cartografia
eccetera) abbiamo dovuto organizzare un ufficio cartografia e quant’altro.
Però di botto abbiamo fatto, diciamo, 600-700.000 euro di economie, che adesso non si
possono più fare perché l’azienda anche, tenete conto – questo mi pare che l’avevo detto
anche l’altra volta – siamo in 45, me compreso, 45 effettivi, tenete conto che gestiamo la
parte, diciamo, dell’isola e della bassa pianura con una unità operativa che è dislocata a
Brignano, sono 9 dipendenti, che fanno l’attività ordinaria servizio, quindi tutta l’attività dei
punti di consegna, contatori eccetera e gestiscono quarantacinquemila utenti, gli altri
cinquanta sulla parte alta gestiti da 10 dipendenti, sono idraulici.
E quindi potete pensare che tutto questo popò di roba lo gestiamo con venti operai, con venti
idraulici, che attualmente (inc.) uno sono io, che sono un unico dirigente, c’è un quadro, ci
sono due disabili perché abbiamo dovuto ottemperare a tutto quello che prevede il discorso
della legge, che adesso non mi ricordo più qual è, abbiamo due sostituzioni per maternità, che
per forza bisogna avere, e tutto il resto sono, diciamo, le attività impiegati di sede che servono
per fare la cartografia, la progettazione, la qualità, la sicurezza, l’amministrazione, il discorso
della parte tecnica e tutto quanto.
Abbiamo un rapporto di utenti gestiti per ogni dipendente pari a 2.300 utenti. Nessuno ce l’ha.
Il decreto tutela, che è all’interno del 226, è uno dei decreti più importanti, arriva fino a 1.500,
sotto i 1.500 non va bene, sopra, grazie a Dio, (inc.), no? I più grossi sono sotto i mille, se
parliamo di A2A, apriti cielo.
Quindi abbiamo una struttura che è pronta. Sicuramente le tariffe, per quella parte lì, verranno
abbassate. Ma è giusto. Noi siamo un libro aperto con l’Autorità su queste cose, la pensiamo
alla stessa maniera, ci conoscono bene, perfettamente, ci hanno seguiti passo per passo in
tutte le attività che abbiamo fatto, compresa la scelta del patto tecnologico, (inc.) e tutto
quanto.
Noi abbiamo come finalità – penso che anche l’altra volta avevo detto – il discorso della
gestione corretta, sicurezza, continuità, innovazione degli impianti, ok?, attenzione al cliente,
quindi siamo lì, Se poi spendiamo bene i soldi che prendiamo dalle tariffe amministrate, e se
l’Autorità le abbassa, le abbassa, perché lei sa tutto, bilanci, non bilanci, sa i margini, quando
poi ci saranno le gare d’ambito e ci sarà qualcuno che gestisce bene, avrà dei ricavi maggiori;
però l’Autorità, dopo, quando vede i bilanci in Italia, è giusto, no? E quindi, se noi spendiamo
bene, ricavi meno spese, se spendo bene, tutto quello che rimane è qui, sotto forma di... come
vi dicevo, spero, mi pare di aver detto l’altra volta, su sito internet abbiamo alcune pagine che
sono relative ai portatori di interesse di Unigas. Sapete in questi dieci anni quali sono stati i
portatori d’interessi: i Comuni che hanno ricevuto canoni, i Comuni che hanno ricevuto i
corrispettivi, i dividendi, le imprese che hanno lavorato, imprese del posto, per 4 milioni di
euro di investimenti all’anno, i dipendenti siamo noi. Allora i portatori d’interesse siamo tutti
noi.
Non so se è chiara la risposto oppure se c’è ancora qualche precisazione.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. Procediamo con le repliche. Vi sono interventi dei Capigruppo? Nessuno si prenota.
Dichiaro, quindi, chiusa la discussione. Invito i Consiglieri a iscriversi per dichiarazione di voto.
Per dichiarazione di voto è scritto il consigliere Giussani, prego.
CONSIGLIERE GIUSSANI:
Grazie, Presidente. Ma già in Commissione l’altra volta tutti i dubbi che avevamo erano stati
per noi chiariti. Eravamo consci anche stasera della bontà dell’operazione per cui non è che la
dobbiamo tirare lunga. Per quanto riguarda la Lega Nord, siamo convinti dell’operazione e
pertanto il nostro voto sarà favorevole. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Per dichiarazione di voto è iscritto il consigliere Lingiardi, prego.
CONSIGLIERE LINGIARDI:
Sì, grazie, Presidente. Credo che le informazioni che sono state date stasera a completamento
di quanto abbiamo visto in Commissione siano più che esaurienti. È importante, appunto,
questo, diciamo, parere dell’Autorità dell’energia elettrica, che vi ha seguito in tutto il percorso,
e magari anche un parere che poi viene ampliato anche in tutte le altre gare, sicuramente altri
che concorreranno lo adotteranno, altri Comuni e altre società di capitale. Poi abbiamo sentito
la questione, appunto, delle economie di scala che si fanno sul 12% da parte della
distribuzione, e quindi anche su questo abbiamo avuto giuste delucidazioni e anche
assicurazioni che non ci saranno poi aumenti importanti in bolletta.
Dico anche questo perché ultimamente stanno arrivando veramente delle fatture anche
piuttosto elevate e c’è un po’ di sommovimento anche da parte della gente, ecco. Magari
dovremmo essere noi un pochettino più consapevoli di fare la lettura per non vederci arrivare a
febbraio, magari, 600-700 euro in bolletta, e questo sta, purtroppo, succedendo, lo devo dire
perché ho sentito veramente molte, molte persone.
Con questo il nostro parere sarà positivo. Ci sono state date tutte le assicurazioni, che tutto
possa andare bene. Ringraziamo, da parte del Gruppo consiliare, voi che state lavorando così
alacremente e bene sul percorso, e quindi vi ringraziamo, ringraziate anche i dipendenti poi di
Unigas e di Anita. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
È iscritta a parlare, per dichiarazione di voto, la consigliera Ciocca; ne ha facoltà.
CONSIGLIERE CIOCCA D.:
Io assumo che, quindi in sintesi delle vostre risposte ai quesiti posti da Lingiardi, assumo che
l’operazione funziona perfettamente, non c’è nessun intralcio di tipo legale, non ci sarà
presumibilmente nessuna possibilità di ricorrere contro qualsiasi questione a assegnazione
effettuata, e soprattutto assumo le... diciamo, non mi viene la parola, scusate, sicurezze che ci
sono state date quanto all’aumento possibile delle tariffe. Perché anche se la distribuzione
incide in misura relativa rispetto al costo totale è una questione che sta diventando veramente
pesante. Anche un aumento poco consistente rischia di far saltare ancora di più la possibilità
per un bel po’ di gente di far fronte ai costi dell’energia.
Ovviamente, voterò a favore. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
È iscritto per dichiarazione di voto il consigliere Minuti; ne ha facoltà.
CONSIGLIERE MINUTI:
Quando è stata prospettata questa deliberazione, avevo in animo non pochi dubbi sulla sua
utilità. Il primo dubbio perché è stata prospettata quasi alla chetichella. Il Sindaco ne ha
parlato già un anno fa, ma era un accenno, dopo i sei mesi ne ha fatto una ulteriore. Le cose di
una certa importanza avrebbero richiesto che alle anticipazioni seguissero informazioni man
mano. Devo dire che Pezzotta, il Presidente Pezzotta adesso ha chiarito che c’è stata la
necessità di reagire alle provocazioni del legislatore, di acquisire le consultazioni e i pareri, e
quindi le informazioni sono arrivate al momento giusto.
Ero titubante perché nel nostro costume mi lamentavo con il nostro Presidente del Consiglio –
dico una cosa che si sa, ma una nostra comune debolezza del nostro Ente locale e di altri – che
riserva poca attenzione ai grandi problemi, alle grandi deliberazioni, quelle piccole si ammazza
dentro a parole. E quindi, dicevo, anche stavolta siamo fregati: la grossa deliberazione passerà
alla chetichella.
Devo dire che anche qui, grazie, credo, al Sindaco e alla vostra disponibilità, avete concorso a
smentire questo fatto. Oggi sono particolarmente lieto di come è andata questa seduta perché
non solo l’importanza è proporzionata degli interventi, delle attenzioni, le vostre relazioni, che
sono ripetute e di complemento a quelle già fatte la scorsa settimana, ci fanno dire che
arriviamo al dibattito con consapevolezza.
I dubbi tecnici poi erano due: uno è la ricaduta sulle tariffe, in parte permane, anche perché
questa materia non è nella nostra sovranità. Quindi vedremo se altri alzeranno la voce più di
noi e quelli che diventeranno concessionari, io mi auguro che sia Unigas il nostro
concessionario, per l’amor di Dio, mi auguro proprio, ma se fosse per caso un altro che vuole
poi ammortizzare i costi che affronta per risarcire Unigas e gli altri Enti per la proprietà delle
reti; insomma, non solo se deve ricorrere al credito per pagare gli 86 milioni di euro, ma anche
per recuperare quel valore lì, e alzerà la voce, e l’Autorità quanto di questo ammetterà a
ristorno nella tariffa? Non lo so.
Certo è che la realtà attuale – ma non c’entra niente con voi, con la conduzione delle reti – la
realtà attuale più d’attualità per i nostri amministrati è quello dell’arrivo di bollette
macroscopiche perché questa società, Aspogas, non fa mica le letture, arrivano forfettarie, così
alte, ed è vero che uno può fare l’autolettura, può comunicare il valore, i numeri e ottenere la
giusta fatturazione, oppure può anche ottenere la dilazione. Ma cinquemila vecchietti a
Treviglio non sono in grado di fare, di adempiere a questa cosa, ma è un altro scenario.
E c’era poi un’altra perplessità di natura tecnica, che era dovuta all’esperienza vissuta nei mesi
scorsi, forse l’anno scorso, nei rapporti, per esempio, con Anita. E vedi, Presidente, anzi, mi
rivolgo al nostro Presidente e al nostro Sindaco, quella politica sa anche fare delle buone
scelte, quando nomina nei consigli, nei collegi sindacali, una personalità come il Presidente
emerito della società bresciana, il professor Capra, no? Qua è vero? lo hai detto tu.
(Intervento fuori microfono)
Eh, sì. Sei stato tu? Il sindaco di Unigas, cavolo!, ma quello è un Collegio sindacale che si
rispetti. A volte, quando si fa il Collegio sindacale di Anita, non si rispettano queste regole, ma
è colpa della politica, mica colpa vostra, e io mi permetto di dire che si può fare bene e si può
fare meglio, ma si può anche fare male e qualche volta si è fatto male.
E quindi avevo qualche perplessità perché, dico, adesso rinforziamo il patrimonio di Anita e poi
questa ci ricasca. Nel senso che, essendo più forte, salva i catorci della Provincia, e il nostro
capitale va di nuovo a farsi... scusate il linguaggio. Era un dubbio, era un dubbio, per me
legittimo. Poi, però, siccome sono un uomo di una certa età e che ha percorso un certo tratto
di vita occupandomi di queste cose, di queste cose, mi sono detto: ma insomma, cosa stiamo
facendo? Stiamo facendo un giusto passaggio di un processo, che è iniziato tanto tempo fa per
iniziativa di un legislatore positivo – positivo – l’ha ricordato il Sindaco nella sua introduzione e
non mi ripeto, quando ha stabilito che i servizi pubblici di carattere industriale, metano e
acqua, non dovevano più essere gestiti nell’economia del Comune, che non sapeva nemmeno
cos’erano costi, ricavi, ammortamenti, se guadagnava, se perdeva; ma dovevano essere
scorporati, poi dovevano essere suddivisi per competenza, la distribuzione rispetto alla
vendita, poi gestiti in forma industriale, poi nel giusto ambito, e anche qui si parla di ambito.
È un processo che è in corso. L’intelligenza degli operatori, le persone giuste al posto giusto
che hanno operato – e mi rivolgo direttamente a voi – è stata quella di proporci al momento
giusto non dico la conclusione, che non è ancora la conclusione, ma un ennesimo passaggio
impositivo di un processo che ha cinque elementi di positività, che mi consentono di mettere
da parte le perplessità che ho enunciato prima con calore, ma perché io sono fatto così.
I cinque elementi positivi...
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Consigliere, concluda.
CONSIGLIERE MINUTI:
Però non ho fatto nemmeno l’intervento prima per riservarmi tre minuti di dichiarazione di
voto, Presidente. E non è una delibera del cavolo. Sono brevissimi cinque minuti.
E sono: il primo, la valorizzazione patrimoniale per il Comune, il passaggio dalla RAB alla VIR
vuol dire che il nostro, quella porzione di patrimonio non vale più 3,4 milioni ma ne vale 8,2;
secondo, la realizzazione economica in un’unica soluzione, anziché a un canone lunghissimo di
valore dimezzato; la terza, la invarianza economica, io mi auguro fortemente per i cittadini di
Treviglio in termini di tariffa; quarto, il consolidamento partecipato della società Anita,
simpatica, antipatica, la società Anita è una società del Comune di Treviglio, che ha il Comune
di Treviglio, primo socio di riferimento, più è forte Anita più è forte il Comune di Treviglio;
quinto, il riequilibrio – questo mi permetto di dirlo partigianamente come ex amministratore
della società Cogeide S.p.A. – il riequilibrio della partecipazione del Comune di Caravaggio, che
viene indennizzato della fregatura che ha avuto, quando voi sapete che il metano di
Caravaggio era gestito da Cogeide, la quale costituì Cogeide Energia, che poi si fuse con
Treviglio Gas ed altri per dar vita a Unigas. Quando i proventi dell’alienazione di Cogeide
Energia non sono stati dati al Comune di Caravaggio, che era il padrone delle reti, ma sono
state date pro quota e più di quel che ha ricevuto Caravaggio al Comune di Treviglio, in base
alla partecipazione dei Comuni al capitale di Cogeide.
Ora, il Comune di Caravaggio può conferire le sue reti capitalizzando 4 milioni, mi pare, 4
milioni e qualcosa, diventando, insomma, prendendo in corner qualche cosa in più di ciò che gli
spettava.
Per queste cinque sintetiche buone ragioni il mio voto sarà favorevole e i dubbi che ora ho
messo da parte spero che svaniscano del tutto in futuro. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. Nessun altro iscritto per dichiarazione di voto? Se nessun altro chiede la parola,
procediamo alla dichiarazione di voto del Sindaco.
SINDACO PEZZONI:
Sarò estremamente breve. Mi attacco agli ultimi tre minuti del consigliere Minuti. Penso che la
sintesi sia particolarmente efficace e che l’operazione che si sta per deliberare abbia molti
punti positivi, e poi l’unico eventuale dubbio, quello che si diceva, che però credo che sia nella
logica delle cose comunque lasciare ai provvedimenti dell’Autorità, che sono comunque di
progressiva riduzione dei margini di azione dei distributori in relazione alle tariffe.
Io sono convinto di quello che si sta operando. Per questo motivo, davvero, da una parte, mi
sento di ringraziare Antonio Pezzotta e il direttore Manenti, l’avvocato Rodeschini e la signora
Pilenga per il lavoro che stanno facendo perché davvero cogliere questa opportunità vuol dire
aprire la finestra della valorizzazione significativa per almeno 5 milioni di euro dei beni del
Comune di Treviglio. E credo che non sia poco in questo momento.
Poi il consigliere Minuti ricordava che nel PGS, che è uno strumento che a lui non piace
granché, questa operazione cominciava a essere ventilata circa un annetto e mezzo fa.
Metteremo la bandierina verde nel momento in cui sarà compiuta, ma credo davvero che sia
un’operazione strategica che fa ragionare il Comune di Treviglio sulle reti in una prospettiva di
estrema valorizzazione di quello che è.
Grazie ancora. E io voto favorevolmente.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. Procediamo. Dichiaro, quindi, chiuse le dichiarazioni di voto. Procediamo con la
votazione. Procederemo in forma palese con il sistema elettronico.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
17 voti a favore, nessun contrario, nessun astenuto.
Il Consiglio approva all’unanimità.
Il Presidente Pezzotta voleva fare una precisazione, gli consentiamo di farla a chiusura del
punto in discussione. Prego, Presidente.
DOTT. PEZZOTTA:
Al consigliere Minuti. Volevo dirti questo: allora, è vero che negli ultimi venti giorni c’è stato,
soprattutto nella zona della bassa, un attimo di panico perché sono arrivate segnalazioni dai
sindaci, perciò dal vostro Sindaco, dal Sindaco di Caravaggio, dai vari sindaci, a Blue Meta –
perché sapete che la società di vendita oggi in mano ad Ascopiave è Blue Meta e la maggior
parte dei clienti, gestiti a suo tempo, sono tuttora clienti di Blue Meta – non ultimo quindici
giorni fa, anche il Presidente della Provincia, una mattina, mi chiama veramente preoccupato
perché era successo che c’erano in giro, ci sono in giro bollette da 600 euro contro bollette,
mediamente, di 300 euro degli anni precedenti.
Abbiamo approfondito il tema perché ho chiamato il Presidente di Blue Meta, Domenico
Piazzini, che credo conosciate tutti perché Ascopiave ha voluto dare continuità a un
rappresentante di territorio e, fortunatamente, per avere direttamente contatto coi Sindaci. Ci
siamo trovati in Provincia, abbiamo riesaminato il problema e, praticamente, è successo che
cosa?
È successo che da fine 2013 a oggi Ascopiave ha passato dalla fatturazione mensile alla
fatturazione bimestrale, perciò prima usciva la fattura ottobre-novembre-dicembre-gennaio,
adesso esce la fattura bimestrale. Con un altro problemino: che la fattura bimestrale, una, è
fatta non su letture perché le letture annuali sono tre, ma su un presunto. Addirittura è
successo a qualcuno, che ha utilizzato la stufa a pellet eccetera eccetera, e gli è arrivata la
fattura pensando invece di avere la riduzione.
Si è convenuto con Ascopiave – e spero che questo avvenga nella prossima fatturazione –
comunque un’informativa, e comunque Piazzini ha avuto mandato pieno da parte del Direttore
generale di Ascopiave di tenere i contatti con i sindaci, e non so se è già arrivata una
comunicazione ai sindaci che partecipano al territorio, dimodoché possano raccogliere le
istanze anche di dilazione di pagamento. E nella prossima bolletta ci sarà comunque l’invito – e
qui il ragionamento di prima, l’autolettura – l’invito all’autolettura perché con l’autolettura uno
determina esattamente i propri consumi.
Abbiamo verificato anche se ci fosse stato un incremento tariffario. No, perché in questo
periodo la materia prima è diminuita, perciò non c’è stato nemmeno un incremento tariffario,
di pochi punti ma anche la materia prima è diminuita. Perciò tutto il problema è stato questo.
Ci siamo notevolmente arrabbiati con Ascopiave perché gli abbiamo detto che queste cose
andrebbero quanto meno preparate e comunicate a priori, perché davvero è successo
soprattutto sulla bassa, questa problematica. Questo per chiarimento così avete anche voi il
quadro.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie, Presidente.
Andiamo avanti. Consiglieri, proseguiamo i lavori del Consiglio comunale.
Passiamo al punto n. 9: “Approvazione modifiche statuto e convenzione costitutiva
Azienda sociale consortile Risorsa sociale della Gera d’Adda”.
Illustra il provvedimento l’Assessore ai Servizi sociali. Prego, Assessore.
ASSESSORE ZOCCOLI in PRANDINA:
Grazie, Presidente. Si chiede al Consiglio di approvare le modifiche allo statuto e alla
convenzione costitutiva dell’Azienda speciale consortile Risorsa sociale Gera d’Adda, che si è
costituita nel 2007, e le modifiche proposte cosa sono? Sono funzionali a meglio qualificare
l’ambito di intervento di Risorsa sociale quale, però, soggetto gestore di servizi e non invece
gestore di funzioni perché le funzioni, per una recente normativa, spettano solo agli Enti locali.
Infatti, se voi scorrete lo Statuto, laddove troveremo il sostantivo “funzione”, lo stesso dovrà
essere stralciato.
Se volete, analiticamente io vi dico che cosa si è stralciato e modificato. L’ho spiegato in
Commissione III e il consigliere Lingiardi ha chiesto dei chiarimenti per quanto riguarda
l’articolo 4, comma 2, dove si parla di Ente capofila, l’ha chiesto anche prima al Presidente
dell’Assemblea dei soci, e la risposta che non sono riuscita a dare semplicemente perché
queste sono state suggerite da un consulente, che ha seguito tutta la riformulazione dello
statuto, consulente che dice che la modifica di cui all’articolo 4, comma 2, non preclude la
possibilità all’azienda di esercitare il ruolo di Ente capofila, ruolo che viene assegnato
all’interno dell’accordo di programma triennale del Piano di Zona. In effetti, nell’articolo citato e
nei precedenti viene fatto riferimento alla gestione di servizi e interventi relativi al Piano di
Zona.
Per cui oggi è Risorsa sociale, domani può essere un Comune capofila, Ente capofila. Questo è
il chiarimento che chiedeva il consigliere Lingiardi.
Mentre l’altro era sull’accreditamento, il punto 5, se non vado errato, sì, il punto 5, comma 5,
era da stralciare completamente la dicitura “accreditamento di Enti pubblici e privati no profit”.
Questa è stata una semplificazione. Sempre qui il consulente che ha seguito la cosa ha
suggerito: la modifica dell’articolo 5, comma 2, è una semplificazione in quanto nella possibilità
di acquisire i servizi da terzi è implicita la possibilità dell’accreditamento, per cui di ricorrere
all’accreditamento come modalità operativa e affidamento a terzi. Questo è quello che il
consulente ci ha suggerito come risposta.
C’era poi un refuso che mi ha sottolineato, sempre il consigliere Lingiardi, ma al quale non ci
possiamo fare nulla perché questa modifica dello statuto è passata già in sedici Comuni. È
semplicemente un refuso sempre dell’articolo 4.2, dove non è stata stralciata la dicitura
“nell’esercizio delle funzioni” – ha ragione – però se questo un refuso nella presentazione dello
stralcio, è vero che, laddove andiamo avanti e c’è lo statuto modificato in toto, non c’è questo
stralcio, non è stato... cioè, scusa, è stato contemplato, ok.
Volete che analiticamente poi vado...? Benissimo. Sono state stralciate, laddove trovate
“funzioni”, è stato stralciato.
Se il consigliere Lingiardi è soddisfatto della risposta, io metterei... anzi, Presidente, ai voti.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Ha terminato, Assessore, grazie.
Dichiaro aperta la discussione. Invito i Consiglieri a iscriversi. Consigliere Lingiardi è iscritto a
parlare; ne ha facoltà.
CONSIGLIERE LINGIARDI:
Grazie. Quanto tempo ho, scusi, Presidente?
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Cinque minuti, Consigliere.
CONSIGLIERE LINGIARDI:
No, scherzavo! È sufficiente, adesso ho capito e ringrazio l’Assessore di avermi spiegato. Per la
verità, in Commissione aveva detto che l’avrebbe spiegato il Presidente di Risorsa, però va
bene. No, ho capito la proposta, il discorso dell’Ente capofila è chiaro che viene stralciato per
eventuali opportunità di far diventare capofila un Comune. Io credo che non succederà mai
perché il problema del Patto di Stabilità questo non lo permette. E comunque capisco, il
consulente...
(Intervento fuori microfono)
Non è così? Magari, poi, ne parleremo nella prossima Commissione approfondendo, però era
proprio stato tolto per quel motivo qui, adesso va bene, comunque il consulente ha dato
questa risposta e accetto la risposta.
Il discorso, invece, dell’acquisizione, appunto, dell’accreditamento mi sembra un po’
pleonastico nel senso bastava, si poteva lasciare, si può toglierlo perché è implicita la
possibilità, ma si poteva anche lasciare, non è una questione di vita o di morte in uno statuto
di questo tipo. Poi il refuso era solamente dalla parte propositiva, non dalla parte... e quindi
non aveva nessun... do dirittura anche la mia... faccio la dichiarazione di voto e sarà
sicuramente positiva. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. Vi sono altri Consiglieri che vogliono intervenire? Nessuno chiede la parola. Dichiaro
chiusa la discussione. Invito i Consiglieri a iscriversi per dichiarazione di voto. Nessuno chiede
la parola per dichiarazione di voto.
Pongo, quindi, in votazione il punto n. 9 all’ordine del giorno, avente oggetto: “Approvazione
modifiche statuto e convenzione costitutiva Azienda speciale consortile Risorsa sociale della
Gera d’Adda”. Procediamo con votazione in forma palese e con sistema elettronico.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
15 voti a favore, nessun contrario, nessun astenuto.
Il Consiglio approva all’unanimità.
Passiamo al punto n. 10 all’ordine del giorno, avente oggetto: “Approvazione Bilancio
di previsione 2014 e pluriennale 2014-2016 Azienda speciale consortile Risorsa
sociale della Gera d’Adda”.
Assessore, prego.
ASSESSORE ZOCCOLI in PRANDINA:
Grazie, Presidente. Andiamo ora ad approvare il Bilancio di previsione 2014 e il pluriennale
2014-2016, sempre dell’Azienda speciale consortile.
Il bilancio è stato presentato all’Assemblea dei Soci il 18 dicembre del 2013 e con un passaggio
consiliare deve passare in tutti i diciotto Comuni dell’ambito.
Ne abbiamo parlato in Commissione. Le cifre più sostanziose, più grosse di questo conto
economico sono: per i servizi 421.000 euro per il SAD dei Comuni piccoli; per quanto riguarda
l’assistenza domiciliare minori 140.000 euro; 133.000 euro l’ADH, assistenza domiciliare
disabili; 100.000 euro per buoni per famiglie, affidi azienda, affidi aziendali; e 70.000 euro per
disabili col fondo FNA, per la non autosufficienza.
Dico le cose più grosse: 737.000 euro dal Fondo sociale regionale, dove c’è tutto il servizio
SAD dei Comuni – dei Comuni piccoli perché noi lo gestiamo in proprio – gli asili nido, tutte le
comunità per i minori e gli affidi.
Vado poi al personale, dove ci sono per liberi professionisti e consulenti 155.000 euro; 34.000
euro sempre per il personale, per psicologa degli affidi e della tutela minori; e 355.000 euro
per il personale della sede, tempo indeterminato, e assistenti sociali dei Comuni deleganti, che
però poi c’è un’entrata di questi Comuni perché pagano a piè di lista.
Vado alla fine. Abbiamo questo Bilancio di previsione del 2014 di 2.696.418 euro, e invece il...
scusate, 2015, che grossomodo sono le stesse cifre, diminuiscono un po’ i costi del personale,
ma avremo nel 2014... scusate, vado a vedere, ecco qua, 2.614.715 e nel 2016 2.604.215,
una lieve diminuzione che è imputata al personale. Domande?
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie.
ASSESSORE ZOCCOLI in PRANDINA:
Ecco, il consigliere Lingiardi mi aveva chiesto il preconsuntivo del 2013. Indubbiamente potrà
fare un parametro con il consuntivo, invece, del 2013, che presenteremo il 30 di aprile. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie, Assessore. Dichiaro aperta la discussione. Invito i Consiglieri a iscriversi per il dibattito.
La parola al Sindaco, prego.
SINDACO PEZZONI:
Grazie, Presidente. Solo per sottolineare il fatto che, come era stato anche preventivamente
detto dal Presidente dell’Assemblea dei Sindaci di Risorsa sociale, sono molto da prendere con
beneficio di inventario le cifre dei bilanci 2015-2016, già il 2014 dipende da trasferimenti che
non sono certi, 2015 e 2016 al momento sono nella mente di Dio.
Trattandosi di un’azienda che funziona con la contabilità sul modello pubblico, la previsione è in
questo momento una sorta di esercizio contabile. Non guardiamo la progettualità,
approviamolo come strumento tecnico in funzione del fatto che poi, con il nuovo accordo di
programma, sarà possibile mettere dentro i numeri giusti e adeguare i bilanci alle previsioni
dell’azienda.
Quindi esprimo il mio parere favorevole e auguro che tutti possano condividerlo.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. È iscritto a parlare il consigliere Lingiardi; ne ha facoltà.
CONSIGLIERE LINGIARDI:
Grazie. Ringrazio l’Assessore che mi ha dato il dettaglio, anche qualche dettaglio... no, non ci
sono i dettagli dei ricavi, poi magari la prossima volta ne possiamo parlare in Commissione.
Comunque c’è il preconsuntivo 2013, poi lo voteremo più avanti, va bene. Naturalmente, do
addirittura il nostro parere, che sarà un parere positivo.
Questo, però, evidentemente, è una pianificazione molto saltuaria, anche perché poi dipende
da tutte queste... poi dipendono dai ricavi, poi, sostanzialmente. Parlava di costi, ma sono i
ricavi, se entrano, si spendono, e si cerca di spenderli bene, altrimenti non ci sono alternative.
Il nostro parere è naturalmente positivo anche su questo argomento. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Vi sono altri interventi? Nessun Consigliere chiede la parola. Dichiaro, quindi, chiusa la
discussione. Invito i Consiglieri a iscriversi per dichiarazione di voto. Nessuno chiede la parola
per dichiarazione di voto.
Quindi pongo in votazione il punto n. 10 all’ordine del giorno, avente oggetto: “Approvazione
Bilancio di previsione 2014 e pluriennale 2014-2016 Azienda speciale consortile Risorsa sociale
della Gera d’Adda”. Procediamo con votazione in forma palese e con sistema elettronico.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
15 voti a favore, nessun contrario, nessun astenuto.
Il Consiglio approva all’unanimità.
Passiamo al punto n. 11 all’ordine del giorno, avente oggetto: “Ordine del giorno
presentato dalle Consigliere comunali Bussini, Borghi, Ciocca Daniela per esprimere
solidarietà alla Presidente della Camera e alle Parlamentari, che a fine gennaio
hanno subito in Parlamento attacchi volgari, sessisti e antidemocratici”.
Illustra l’ordine del giorno la consigliera Bussini.
Vi ricordo che la discussione sugli ordini del giorno avviene ai sensi dell’articolo 70 del
Regolamento per cui dopo l’illustrazione un intervento per Gruppo. Prego, Consigliera.
CONSIGLIERE BUSSINI:
Sì, grazie, Presidente. Abbiamo già approfondito l’ordine del giorno in III Commissione e al
termine della Commissione abbiamo accolto un emendamento da parte dei consiglieri
Pignatelli, Melli e Risi. E quindi rileggo l’ordine del giorno con l’emendamento, che poi
consegnerò al Presidente del Consiglio.
L’emendamento riguarda la parte in cui si dice “esprime”, quindi...
(Intervento fuori microfono)
No, “esprime”, “condanna” non è variato, “esprime” invece lo emendiamo in questo modo:
“solidarietà a tutte le Parlamentari e alla Presidente della Camera, Laura Boldrini, che in questi
giorni hanno dovuto subire violenze fisiche, umiliazioni, insulti rivolti loro in quanto donne del
tutto estranee alle loro scelte e azioni politiche”.
Viene, invece, tolta tutta la seconda riga, cioè tolto “vicinanza, in particolare, alla Presidente
della Camera, Laura Boldrini, che di questo tipo di attacchi sessisti è stata particolarmente
oggetto”.
L’altra parte, invece, resta invariata.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Sì, se facciamo una fotocopia e la distribuiamo ai Consiglieri.
Ha terminato l’illustrazione la Consigliera. Il testo è stato distribuito ai Consiglieri, a tutti.
Dichiaro aperta la discussione. La parola al Sindaco. Prima la Giunta.
SINDACO PEZZONI:
Mi ha detto che tocca sempre prima a me, non lo sapevo.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Negli ordini del giorno, illustrata la proposta di delibera, la Giunta indica la sua posizione e poi
un Consigliere per ogni Gruppo per non più di cinque minuti. Signor Sindaco, prego.
SINDACO PEZZONI:
Grazie, Presidente. Sarò rapidissimo. Essendomi brevemente consultato con l’Assessore
Prandina, che ha delega anche alle Pari Opportunità, e che suggerisce due esplicitazioni, due
subemendamenti: uno, quello di non dedicare un passaggio specifico alla Presidente della
Camera, ma lasciarlo nei confronti – l’ordine del giorno più generico – di tutti coloro che
subiscono, tutte coloro che hanno subito violenza di vario tipo; e, dall’altra parte, evitare una
determinazione di ordine temporale “in questi ultimi giorni”, visto che comunque durante il
corso di questi anni abbiamo avuto molto spesso attacchi anche nei confronti di parlamentari,
molto spesso donne, e quindi indipendentemente dallo schieramento di appartenenza, anzi,
con una certa prevalenza, probabilmente, per appartenenti alla parte politica dell’ex
centrodestra.
Quindi, dal mio punto di vista, mi pare che i suggerimenti dell’Assessore, per parte mia,
possano essere accolti.
Esprimo da subito la mia disponibilità a votare l’ordine del giorno con queste modifiche,
altrimenti non lo voterò.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
È iscritto a parlare il consigliere Giussani; ne ha facoltà.
CONSIGLIERE GIUSSANI:
Grazie, Presidente. Non ho più niente da aggiungere perché il Sindaco ha detto pari pari quello
che volevo dire io.
Se lo emendate come ha detto il Sindaco, lo votiamo anche noi; diversamente, votiamo contro.
Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Consigliera Borghi, prego.
CONSIGLIERE BORGHI:
Allora già avevano sottolineato i Commissari di III Commissione che si trattava di problema
politico rispetto al quale l’Assessore Pari Opportunità può esprimere un parere, ma,
ovviamente, non può assolutamente imporre o dettare indirizzi.
Questo ordine del giorno è stato approvato dal Consiglio delle Donne. L’emendamento
proposto, che è girato in rete senza che ci fosse da parte del Consiglio delle Donne alcuna
disapprovazione, questo è e così resta. Anche perché riteniamo che un Assessore Pari
Opportunità che nei confronti della terza carica dello Stato – donna – che ha ricevuto insulti
davvero sessisti non possa assolutamente avere la coscienza a posto.
Io chiedo – io chiedo – che gli Assessori facciano gli Assessori e che parli il Sindaco e non
l’Assessore perché questo è un problema politico, in cui gli Assessori... insomma, è un
problema politico.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Consigliera Ciocca, prego.
CONSIGLIERE CIOCCA D.:
Non lo so, uno rimane senza parole di fronte a queste cose qui, perché forse non ci ricordiamo
quello che è successo.
Gli ordini del giorno si fanno su fatti, eventi che succedono, che toccano problemi molto grossi.
Allora qui nessuno dice che non ci si rivolge a tutte le donne, che hanno dovuto subire delle
umiliazioni di questo genere, ma non possiamo passare sotto silenzio, e difatti questo
emendamento mette sulla stessa riga, quindi sullo stesso piano, le Parlamentari e la Presidente
della Camera, citata con nome e cognome giustamente perché quello che è successo ha
raggiunto vertici inimmaginabili.
Normalmente, c’è una forma di rispetto per le cariche istituzionali. I parlamentari non sono
proprio un esempio di rispetto nei confronti degli altri, ma non si può non esprimere solidarietà
– non so se voi l’avete visto in trasmissione il giorno dopo che è successa questa ignobile
baraonda - con quale difficoltà personale, a stento veramente, trattenendo le sensazioni
bruttissime provate in quei momenti, la Presidente Boldrini ha espresso il suo parere.
Ora, si può anche non essere d’accordo sulle posizioni politiche di chi poi è diventato
Presidente della Camera, ma chiunque di noi, di fronte a un attacco di questo genere alle
parlamentari, perché abbiamo avuto parlamentari insultate di tutti gli schieramenti, una che ha
preso una sberla, e quelle altre che si sono sentite dire che sono arrivate dove sono arrivate
per via della solita strada...
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Non interrompete il Consigliere che sta intervenendo.
CONSIGLIERE CIOCCA D.:
Ha avuto la solidarietà anche di parlamentari del PdL – mi dispiace per te – ma tra le
parlamentari del PdL c’è anche una certa Mara Carfagna, che non ha mai fatto distinzioni di
questo genere. E io ti dico che se succedesse una roba di questo genere a una parlamentare,
che io personalmente non è che ami particolarmente, anche per i suoi modi di interagire e di
essere, per come si propone, tipo la parlamentare così cara al cuore del consigliere Melli; se
fosse oggetto di robe di questo genere, io ma noi tutti avremmo il dovere – avremmo il dovere
– di intervenire a questo proposito.
Comunque arriviamo al punto di non prendere le distanze per una impuntatura – per una
impuntatura – che riguarda il Presidente della Camera, non lo so, fatelo. Secondo me, è
avvilente, è avvilente. Poi, per cortesia, non veniamo l’8 marzo con ipocrisia nella Giornata
della Donna! Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Consigliere Fumagalli, prego.
CONSIGLIERE FUMAGALLI:
Grazie, Presidente. Io mi sento un arduo sostenitore della politica fatta sulle cose e non sulle
persone, l’ho già dimostrato in questo Consiglio comunale, chiedendo cortesemente di non
entrare più e consigliando ai vari Consiglieri di non entrare più nelle discussioni nei fattori
personali, onde evitare che poi le questioni trascendessero.
È chiaro che questo che è successo non è un fatto grave, è un fatto gravissimo. Il lato sessista
della situazione dimostra come ancora un certo tipo di uomini, nel momento disperato, usano
questi termini per denigrare le donne.
Mi piacerebbe davvero, per una volta, seguire la linea della consigliera Borghi per far sì che si
rifletta tutti assieme sul fatto che questo io lo ritengo un problema fortemente politico, perché?
Perché queste cose succedono in quanto la politica non si è mai mossa nel giusto modo per
punire queste situazioni. E in questo momento che cosa sta succedendo? Sta succedendo che
chi vuol portare avanti il messaggio politico, vuol portare avanti il messaggio politico sulle
donne, ma solo di uno schieramento.
L’obiettivo, secondo me, questa sera, visto che si sta avvicinando l’8 marzo, è quello di portare
avanti un gesto forte e riprovevole contro quelle persone che attaccano tutte le donne, non
solamente quelle delle Istituzioni, in tutti in momenti della giornata e dell’anno, non solo quelle
che hanno subito l’attacco di gennaio.
Quindi volentieri io griderò – indipendentemente dal vostro diktat – l’8 marzo: “Viva la donna!”
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Consigliere Sghirlanzoni, prego.
CONSIGLIERE SGHIRLANZONI:
C’è il fervore ormai, cioè, su questa cosa.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
In effetti, però, gli interventi, uno per Gruppo.
CONSIGLIERE SGHIRLANZONI:
Infatti, no, volevo semplicemente far notare alle Consigliere... non si può?
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Non si può, mi devo attenere strettamente al Regolamento.
CONSIGLIERE SGHIRLANZONI:
Il Regolamento sessista mi toglie la parola!
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Se non vi sono altri interventi... un intervento per Gruppo, articolo 70. Vi è l’intervento della
Giunta e poi un intervento per Gruppo, basta, non c’è dibattito, sostanzialmente, sugli ordini
del giorno.
(Intervento fuori microfono)
Per dichiarazione di voto sì.
Dichiaro chiusa la discussione. Per dichiarazione di voto invito i Consiglieri a iscriversi.
Consigliere Sghirlanzoni, per dichiarazione di voto.
CONSIGLIERE SGHIRLANZONI:
Allora rientro in gioco! No, era solo per sottolineare che ci mancherebbe... questo è il classico
ordine del giorno che uno che non lo vota di certo si è fuori dal consesso civile. E quindi siamo
tutti d’accordo che l’insulto eccetera... però dico sono vent’anni, vent’anni, negli ultimi dieci in
particolare, che tutta la politica italiana gira sul fatto se l’ex Presidente del Consiglio sia andato
o meno a letto con Tizio, Caio, Sempronio, è stato definito in tutti i modi possibili. Se ci si
facesse un elenco, altro che accuse sessiste! Tra l’altro, senza nessun rispetto delle persone
che sono state coinvolte, tra cui una minorenne, che è stata definita, ma come minimo, una
prostituta da tutti, e tutte le altre!
E poi, quando viene accusata la Boldrini, che invece è proprio l’esempio dalla classica, che lei si
scandalizza quando... bisogna.. come dire, corriamo tutti, facendo finta di non vedere che,
negli ultimi dieci anni, soprattutto una parte politica ha condotto interamente la battaglia
politica sul fatto che moralmente era riprovevole che un uomo vecchio, con i soldi, andasse a
donne, quando per trent’anni aveva fatto la politica sulla libertà sessuale, sul fatto che ognuno
faceva del proprio corpo, delle proprie scelte, dei propri soldi quel diavolo che ne aveva voglia!
Poi ci scopriamo improvvisamente che siamo diventati tutti bacchettoni e che se uno, durante
un eccesso della discussione, dice una parolaccia – fuori luogo ovviamente – viene giù il
mondo! Abbiamo predicato per trent’anni che col proprio corpo si faceva quello che se ne
aveva voglia, tranne uno, perché lui era vecchio, coi soldi, e votava la destra! Tutti gli altri... E
adesso viene giù la terra perché alla Boldrini è stato rivolto un... non so neanche cosa gli è
stato detto. Già il termine “sessista”... cioè chi ha coniato la cosa “sessista”... non si capisce
cosa voglia dire veramente!
Quindi chi è che può dire che è giusto insultare una persona per le sue cose? È una fesseria.
Trovarsi a dover votare questa roba qua è veramente, come dire, avvilente, sì, perché è
talmente evidente, è lapalissiano che non bisogna insultare le persone per questo e per
quest’altro. Però, dico, andiamo un po’ più a fondo di questa roba qua, no? Da dieci anni si
parla solo di quello, dieci anni!
Avete costruito una campagna... l’unico argomento che avevate era che questo qua andava a
donne!
(Intervento fuori microfono)
Appunto, certo che era vero, certe che era vero! Però è stato definito “puttaniere”, è stato
definito che va a prostitute... come no?! Su quello avete costruito vent’anni di campagna
elettorale. Adesso perché se la santità della Boldrini è stata insultata una volta, bisogna fare
quindici ordini del giorno a favore! A me questo veramente, questo tipo di ipocrisia, mi fa
venire voglia di votare contro, ma solo per quello perché io sono l’ultimo che sarebbe a favore
di darvi questo, a una donna... ma proprio robe che sono volgari, e quindi cosa ci interessa di
questa roba qua?
Ma è tale l’ipocrisia di questo atteggiamento che ti fa venir voglia di dire: piuttosto voto contro.
Almeno a me, dopo non so il Gruppo come vota.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Consigliera Ciocca, per dichiarazione di voto.
CONSIGLIERE CIOCCA D.:
Sì, volevo ribadire il concetto che noi personalmente, siccome siamo qui come persone e come
Consigliere, non rispondiamo di quello che scrivono i giornali, di quello che hanno scritto negli
ultimi vent’anni. Se qualcuno può dimostrare che noi, in questa sede, ci siamo comportati nella
maniera descritta, lo dimostri, sennò, per cortesia, la pianti.
Io continuo a dire che... sì, magari, gli aggettivi non saranno belli perché, insomma, lo
sappiamo, ce ne sono tanti, però cos’è il concetto? Dov’è che l’attacco, l’insulto diventa
veramente violenza? Diventa violenza quando non è affatto una persona che si chiami Boldrini,
che si chiami Santanchè, che si chiami Carfagna, che si chiami Bernini, che si chiami in un altro
modo, è un incapace nel ruolo che svolge. Dice delle cose che non stanno né in cielo né in
terra. No, l’attacco è sul fatto di essere donna e, come tale, l’obiettivo è l’umiliazione.
Basta andare a chiedere a gente che ha subito violenze morali, psicologiche, oltre che fisiche,
per avere l’idea della dimensione dell’umiliazione che prova una donna quando viene aggredita
in questa maniera.
Ora, uno si può anche attaccare sui vetri, camminare sui vetri, e fare tutte queste
considerazioni, ma qui non c’è ipocrisia. Io non sono mai stata... prima di tutto queste storie,
che adesso siccome nelle figurine Panini dell’educazione politica del consigliere Sghirlanzoni c’è
‘libero amore’ anni ’70, anni ‘75 e ‘il corpo è mio e lo gestisco io’, quell’altro con le mani giunte
modello che lo sappiamo tutti, e tutte queste robe qui; avviene automaticamente
l’identificazione di tre Consiglieri qui che hanno presentato un ordine del giorno con tutto
questo popò di roba. Cioè veramente siamo all’assurdo!
Non si può ragionare in termini di slogan. Questi qui son problemi grossi. Se non si danno
segnali di un cambiamento di una cultura di questo genere, non so fino a che punto riusciremo
ad avere una società vagamente civile. A me non interessa se personalmente mi si dice ‘non
capisci niente’, ‘non sai fare niente’; cioè se si contesta la mia operatività nel ruolo che svolgo,
ma mi interessa essere rispettata come persona. E quando l’insulto arriva ai livelli osceni che
abbiamo visto in Parlamento – e purtroppo in Parlamento, immaginiamoci che razza di esempi
possono uscire da lì – quando si arriva a questi livelli, è doveroso prendere le distanze. E
sarebbe anche ora di smetterla con questo gioco di non politicizzare, perché è giusto, il
concetto di “politica” è un concetto altro, ma partitizzare qualsiasi cosa. Sarebbe ora di finirla.
Qui sono in gioco cose un po’ più grosse.
Grazie. Voterò a favore, naturalmente.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Per dichiarazione di voto, consigliere Giussani.
CONSIGLIERE GIUSSANI:
Proprio non stiamo falsificando un bel niente, riteniamo questo ordine del giorno ipocrita e
strumentale, tanto per essere chiari, per rispondere alla consigliera Ciocca, alla quale vorrei
anche dire che se non l’ha detto in quest’Aula l’attacco a Berlusconi che era, che era, che era,
lo ha scritto anche in bacheca, quella bacheca sull’angolo, dove sono fuori altre...
Ma non è questo discorso della serata. Allora...
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Non parlate tra di voi.
CONSIGLIERE GIUSSANI:
Consigliera Ciocca, per cortesia, sia gentile! Si comporti da signora!
Sulla santità, poi, della Boldrini non condivido quello che ha detto Sghirlanzoni perché alla fine
poi si è difesa anche bene, ha detto che quei signori – giustamente perché ha risposto a tono –
sono degli “stupratori seriali”, è stata poi tranquillizzata sul fatto che non doveva preoccuparsi.
Noi voteremo contro. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Per dichiarazione di voto la consigliera Borghi, prego.
CONSIGLIERE BORGHI:
Credo che non si sia letto bene l’ordine del giorno perché votare contro significa avallare la
violenza che si è espressa in Parlamento in modo del tutto insopportabile rispetto alle donne.
Credere che in Parlamento sia normale sostituire alla critica e all’argomentazione politica
attacchi, comportamenti violenti, che sicuramente non hanno nulla di democratico.
Quindi votare contro questo ordine del giorno significa non condannare come inammissibili
questi tipi di violenza nell’Aula del Parlamento. E infatti solo alla fine, dicevo, forse non avete
letto, si dice: si esprime solidarietà a queste donne, e insieme a loro alla Presidente. Ma
l’ordine del giorno dice chiaro che non è più tollerabile assolutamente che comportamenti
violenti, che si pongono fuori dalla civiltà e dalla democrazia, possano essere avallati. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie. Se non vi sono altre dichiarazioni di voto, nessuno per dichiarazione di voto, quindi la
parola al Sindaco. Consigliere Minuti, non avevo visto, mi spiace, ha la parola.
CONSIGLIERE MINUTI:
Brevissimamente. Mi ricordo, quando ero giovane e studiavo diritto, che vi era nel nostro
sistema penale il cosiddetto delle “aggravanti” di pena per coloro che, nel commettere un
reato, rivestivano particolare carico di responsabilità, per esempio, un ministro del culto
riceveva una pena... ci sono ancora le aggravanti, come ci sono le attenuanti, ci sono le
aggravanti. Beh, io ritengo che un reato commesso da un membro del Parlamento debba
ricevere un’aggravante, se fosse soggetto a una sanzione penale, di certo un’aggravante nel
giudizio di censura che ogni cittadino normale deve fare a fronte di questo degrado della vita
parlamentare. A prescindere se l’offesa è fatta nei termini del genere femminile e del genere
maschile.
Davvero il nostro Parlamento ha toccato un punto di degrado, che è censurabile, ed è per
questo che io approvo la mozione, proprio a prescindere, l’approvo così com’è.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Per dichiarazione di voto il Sindaco, prego.
SINDACO PEZZONI:
Riprendo le parole del consigliere Minuti per dire che mi chiedo quando è l’ora che si stabilisca
la soglia del degrado perché c’è una dichiarazione di un onorevole, che dice: ‘vorrei fare una
cosetta a tre con la Carfagna, la Gelmini e la Prestigiacomo’, 11 luglio 2010, che questo
Consiglio ha bellamente fregato.
Quindi il problema di fondo, secondo me, questo, cioè vedere quali sono... io non ho interrotto
nessuno e vi ho ascoltato. Vedere quali sono le soglie e qual è il motivo e qual è il momento
per cui queste cose un onorevole le può dire, le può scrivere e poi magari cerca di cancellarle,
e qualcun altro no.
A me la cosa che dispiace è che nessuno mi dà la patente per poter andare o non poter andare
all’8 marzo perché voto o non voto questo ordine del giorno. Perché questo ordine del giorno
dice di una “solidarietà” limitata, in questo momento, a queste persone. Credo che mi pare più
limitante questo ordine del giorno rispetto a una condanna più generale nei confronti di tutti,
soprattutto per quello che vi dicevo prima. Perché il problema è che qui la morale si accende
soltanto quando fa comodo e la si tiene spenta quando fa comodo.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Dichiaro chiusa la discussione.
(Intervento fuori microfono)
Abbiamo terminato, consigliera Ciocca.
Pongo in votazione il punto n. 11 all’ordine del giorno, avente oggetto: “Ordine del giorno
presentato dalle Consigliere comunali Bussini, Borghi, Ciocca Daniela per esprimere solidarietà
alla Presidente della Camera e alle Parlamentari, che a fine gennaio hanno subito in
Parlamento attacchi volgari, sessisti e antidemocratici”. Procediamo con votazione in forma
palese e con sistema elettronico.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
7 voti a favore, 8 voti contrari, nessun astenuto.
Il Consiglio respinge. Hanno votato a favore i Consiglieri: Melli, Borghi, Lingiardi, Bussini,
Ciocca Daniela, Minuti e Pignatelli; contrari gli altri Consiglieri presenti in Aula.
Abbiamo superato l’ora prevista per la conclusione dei lavori. Vi propongo comunque di
affrontare il punto n. 12 all’ordine del giorno, che è l’ultimo argomento di questa seduta.
Vi sono opposizioni? Non vi sono opposizioni, quindi passiamo al punto n. 12 all’ordine del
giorno, avente oggetto: “Ordine del giorno presentato dai Consiglieri comunali
Borghi, Lingiardi, Bussini, Minuti, Merisi e Ciocca Daniela per esprimere solidarietà al
Capo dello Stato”.
Illustra la proposta la consigliera Borghi. Prego, Consigliera. Vi rammento che anche questo
ordine giorno verrà discusso e affrontato secondo l’articolo 70.
CONSIGLIERE BORGHI:
Sì, anche questo ordine del giorno porta “negli ultimi giorni”, ma era il 4 febbraio, oggi siamo
al 25 febbraio. Comunque è relativo all’escalation preoccupante di “attacchi e aggressioni
verbali al Presidente della Repubblica – lo leggo perché sono un po’ stanca – che offendono e
mortificano profondamente l’intera democrazia e rischiano di creare un caos istituzionale
pericoloso.
Nella giornata di giovedì 30 gennaio u.s., il Gruppo Movimento 5 Stelle ha depositato alle
Camere il procedimento di messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano per attentato alla Costituzione, che lascia sconcertati per l’infondatezza delle
motivazioni della denuncia.
Il Consiglio comunale di Treviglio – e qui subentra l’emendamento perché nel frattempo le cose
si sono modificate, perché sempre a margine della III Commissione si è concordato questo
emendamento con i consiglieri Pignatelli, Melli, Risi e Bussini, Minuti, Ciocca, Lingiardi e Merisi
non hanno avuto nulla in contrario su questo emendamento – il Consiglio Comunale di
Treviglio, – leggo direttamente l’emendamento – ritenendo oggi più che mai necessario
difendere le Istituzioni democratiche, esprime rispetto e vicinanza al Capo dello Stato;
condanna le espressioni eversive e insultanti espresse nei suoi confronti e prende atto che la
richiesta di messa in stato di accusa per attentato alla Costituzione formulata dai parlamentari
del Movimento 5 Stelle è stata giudicata manifestamente infondata e archiviata dal Comitato
parlamentare per la messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica”.
Quindi è cambiato il dispositivo. Credo che Pino possa darvi... io vi do la mia copia.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Grazie, Consigliera. Dichiaro aperta la discussione.
Ne diamo una copia al Sindaco prima, per cortesia?
Consigliera Ciocca, prego. Prego, Consigliera.
CONSIGLIERE CIOCCA D.:
Non deve parlare prima il Sindaco?
(Intervento fuori microfono)
Molto semplicemente, credo che la questione di fondo non sia molto diversa.
Il Presidente della Repubblica è una persona che esercita un ruolo e i suoi atti sono
perfettamente discutibili e criticabili. Abbiamo assistito a trasmissioni di approfondimento sulle
competenze più o meno, diciamo, radicalmente vissute da parte del Presidente della
Repubblica, e nessuno si è sognato di pensare che ciò non fosse consentito. Però, quando si
arriva al dileggio – perché questo è successo, poi ovviamente un signore come Giorgio
Napolitano sa prendere le distanze, non è questo il problema – quando si arriva al dileggio e a
una manifestazione assolutamente goliardica nei contenuti, perché non ha nessun tipo di
motivazione, l’han detto tutti, come la proposta di un impeachment; io credo che si
spettacolarizzi una posizione politica, che si poteva benissimo esprimere in tante altre forme, e
che soprattutto si metta in discussione un ruolo fondamentale, che in questi anni, molto
pesanti, molto brutti e molto pericolosi per il nostro Paese, è stato comunque un ruolo
fondamentale per la stabilità in senso lato dell’Italia.
Credo che una Assemblea fatta da rappresentanti di cittadini abbia il dovere di esprimere la
solidarietà a un Capo dello Stato, che è stato oggetto di queste cose qui. Ripeto, qualsiasi
discussione è lecita sull’operato di un Presidente della Repubblica, e ci mancherebbe questa,
sennò non sarebbe neanche una democrazia, non ci sarebbe neanche la libertà di stampa,
quella di parola e quella di riunione, quindi immaginiamoci; però si è andati troppo oltre. È
giusto dare un segnale che certi limiti non devono essere oltrepassati.
Le figure istituzionali sono figure istituzionali. Le persone che sono chiamate a quei ruoli sono
discutibili, commentabili, emendabili, attaccabili, ma il ruolo assolutamente non può essere
messo in discussione. Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Signor Sindaco, prego.
SINDACO PEZZONI:
Chiedo scusa per la pausa che mi sono preso. Sinceramente preferivo il testo che avete
emendato perché dire che non si ha stima nei confronti del Capo dello Stato lo vedo
difficoltoso, anche la storia dell’emendamento non è bella; dire che la vicinanza è soltanto
vicinanza e non è grande non è bello. Quindi siccome l’avete assunto come emendamento
vostro nella riformulazione e siccome, invece, c’è anche depositato quello che avevo letto, così
come formulato, non mi trova d’accordo.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Consigliere Giussani, prego.
CONSIGLIERE GIUSSANI:
Grazie, Presidente. Ma non solo non ci trova d’accordo, ma questo qua è molto più delicato
rispetto a quello di prima. Allora, c’è il passaggio che dice: “mortificano profondamente l’intera
democrazia”. Devo dire che il Presidente della Repubblica non ha il dogma dell’infallibilità. Lo
dimostra il caso Giovanni Leone, che è stato sfiduciato e mandato a casa per il suo operato.
Noi non insultiamo il Presidente della Repubblica, mentre qualcun altro lo ha fatto. Noi non lo
insultiamo, ma non condividiamo la sua operatività, che vuol dire: in democrazia chi vince
governa. La democrazia viene meno quando si eleggono Presidenti del Consiglio non eletti dal
popolo.
Il signor Napolitano ha messo lì un Governo tecnico, che è quello di Monti, e qualche mese
prima aveva parlato – ed è chiaro quello che ha detto Alan Friedman – già quattro-cinque mesi
prima parlava di togliere dai piedi il buon Berlusconi. A me Berlusconi non mi sta simpatico,
però...
Non contento, ci mette Letta, che ha fatto un grande lavoro, un grande lavoro che ha portato il
debito pubblico a duemila e passa miliardi, Letta che ha portato avanti il discorso dello Svuotacarceri, poi la sinistra dice “bye bye sicurezza a Treviglio”. Ma che bye bye! Ma non
prendiamoci in giro, signori!
Vi dico l’ultima. Questo è un articolo di questi giorni. Vi ricordate quei tre albanesi che hanno
arrestato nell’Adda un mese fa? Due dopo ventiquattro ore, presi in flagranza di reato, con
delle federe e cuscini pieni di merce, soprattutto gioielli e denaro, dopo due giorni erano in
giro. Ma ci prendiamo in giro, signori?! Dov’è la sicurezza?
Ma io mi ricordo una bella locandina degli anni Settanta di un bellissimo film: “la polizia
incrimina e la legge assolve”. Sono passati quarant’anni, ma siamo qui ancora, signori. E noi
dovremmo difendere chi ha messo in piedi governi di questo tipo?!
Non parliamo, poi, della Ministra della ‘disintegrazione’, che almeno questo il buon Renzi ha
tolto di mezzo, vuol dire che proprio di quel Ministro non c’era bisogno, di quel Ministero.
Se poi, invece, vogliamo parlare del discorso sicurezza, vogliamo parlare di questi discorsi, ma
sono tutte attività che il signor Presidente ha fatto sì che non andassero avanti. Perché
dovrebbero imparare – dovrebbero imparare – i signori Ministri della giustizia e dell’interno a
fare quello che avevano iniziato Castelli e Maroni: andare a Tunisi, andare a Bucarest, andare
ad Algeri, andare a Tirana, andare a Sofia a fare dei concordati bilaterali, dove chi viene preso
e condannato lo mandiamo a casa loro, gli paghiamo anche il soggiorno e risparmieremmo una
‘svalangata’ di soldi, ma non avremmo il problema del sovraffollamento delle carceri.
In Italia abbiamo... consigliera Ciocca, lei è una gran maleducata! Se mi lascia finire, per
cortesia, e poi farà la sua dichiarazione di voto.
Dicevo, abbiamo le carceri dove il 30% sono affollate di extracomunitari. Abbiamo certi reati
che adesso vengono depenalizzati, e poi ci venite a dire: Treviglio sicurezza bye bye?! Ma io
non vorrei trovarmi nei panni di un poliziotto o di un carabiniere, al suo posto mi girerei
dall’altra parte, perché li arresto in flagranza di reato e il giorno dopo vengono rilasciati! E cosa
volete ancora?!
(Intervento fuori microfono)
No, no, non le abbiamo fatte noi. Questa qua... consigliera Borghi, questo qua è uno Svuotacarceri messo in piedi dal signor Letta.
Andiamo avanti un attimo sul Presidente della Repubblica. Quella più bella l’ha fatta in questi
giorni. Ha messo lì un ragazzotto che quando sta zitto e va in bicicletta senza mani è anche
simpatico, è quando parla, quando parlo, oggi dice una cosa, passano quattro giorni e dice il
contrario.
Ricordate venti giorni fa, quando ha detto ‘ma chi ce lo fa fare di andare a governare?’. Guarda
caso, invece, dopo quattro giorni, ha cambiato completamente idea.
Cioè, voglio dire, dare la solidarietà a un Capo dello Stato, che sotto l’aspetto operativo porta a
questi risultati, cari signori, neanche se ne parla! Grazie.
PRESIDENTE PIGNATELLI:
Nessun altro chiede la parola per dichiarazione di voto, quindi dichiaro chiusa questa fase della
discussione. Procediamo con la votazione.
Pongo in votazione il punto n. 12 all’ordine del giorno, avente oggetto: “Ordine del giorno
presentato dai Consiglieri comunali Borghi, Lingiardi, Bussini, Minuti, Merisi e Ciocca Daniela
per esprimere solidarietà al Capo dello Stato”. Procediamo con votazione in forma palese e con
sistema elettronico.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
7 favorevoli, 7 contrari, 1 astenuto.
Il Consiglio respinge.
(Intervento fuori microfono)
È vero, non approva. Non approva. Hanno votato a favore i Consiglieri: Melli, Borghi, Lingiardi,
Bussini, Ciocca Daniela, Minuti, Pignatelli; astenuto il consigliere Pezzoni; contrari gli altri
Consiglieri presenti in Aula.
Esaurita la trattazione dell’ordine del giorno, dichiaro chiusa la seduta di questo Consiglio
comunale.
Il prossimo Consiglio sarà riconvocato a domicilio.
Vi auguro una buona serata!
ALLE ORE 24.00 TERMINA LA SEDUTA
IL PRESIDENTE
F.to Gianluca PIGNATELLI
IL SEGRETARIO GENERALE
F.to Antonio Sebastiano PURCARO)