Istituto Tecnico Industriale Statale "Giulio Ciampini" La Prima Prova dell'Esame di Stato: suggerimenti, esempi di prove svolte e consigli utili per affrontarla e superarla nel modo migliore. 1 Premessa: alcuni semplici suggerimenti per svolgere un compito scritto di italiano Le verifiche scritte di italiano possono essere di vario tipo, perseguire diversi scopi, essere soggettive o oggettive ma sono tutte riconducibili a finalità comuni che possono essere così riassunte: • sintetizzare e analizzare gli aspetti fondamentali di un fatto, di una notizia, di una frase, di un argomento; • riflettere sull'argomento oggetto del nostro lavoro per trarne i dovuti insegnamenti anche attraverso confronti con altre situazioni o esperienze sia analoghe sia differenti. L'esercizio dello scrivere, quindi, ci permette di meglio puntualizzare un fatto, un argomento che può o meno toccarci da vicino, riflettendo in modo più lento e meditato, dunque più approfondito, pesando con attenzione le parole che devono essere chiare e precise affinché chi legge, in assenza dell'autore dello scritto, non sia portato a travisarne il significato. In questo senso è necessario far tesoro del proverbio latino Verba volant, scripta manent (Le parole volano, gli scritti rimangono) per evitare spiacevoli sorprese. Oltre a queste importanti finalità, migliorare le proprie capacità di analisi-sintesi e comunicare con chiarezza, a distanza, il tema, il commento, la relazione, il saggio breve, l'articolo, l'analisi testuale devono spingere chi fa questo esercizio a sapersi misurare con varie tematiche, del tutto diverse tra loro, per avere sempre qualcosa da dire e non essere mai a corto di argomenti. Per fare ciò lo studente deve essere attento a tutto quanto gli accade intorno durante la giornata, imparando e immagazzinando dati, che naturalmente potranno essergli utili non solo in ambito scolastico, dalla TV, dai quotidiani, dai giornali in genere, dai libri, dai film, dalla musica, dai contatti con le altre persone etc. Di seguito vengono elencati alcuni punti da seguire per svolgere un compito scritto di italiano (di qualsiasi genere). • Leggere e rileggere il titolo del tema o della relazione o le domande del questionario o il testo da commentare. • Stendere una scaletta, frutto delle nostre prime riflessioni, basata sulle regole che vogliamo (dobbiamo) darci per svolgere il compito: è la bozza del progetto-componimento. La scaletta ci serve per organizzare quanto sappiamo in funzione del titolo e per verificare le nostre conoscenze dell'argomento da analizzare. • Lo svolgimento deve di norma partire da una spiegazione oggettiva dell'enunciato per giungere ad una riflessione basata anche su giudizi personali arricchiti dalle nostre conoscenze culturali in senso lato (esperienze vissute, letture, canzoni, film, poesie, brani a cui più sopra si faceva riferimento) durante lo svolgimento la scaletta va seguita per dare ordine alle nostre argomentazioni, rileggendo spesso quanto scritto. La conclusione non deve essere eccessivamente brusca ma si consiglia di evitare chiuse banali o ripetitive. • Ogni lavoro va riletto accuratamente per migliorare e/o semplificare la forma, per controllare e correggere l'ortografia e la punteggiatura. E' necessario, infine, l'uso del dizionario, che va portato a scuola in occasione dei compiti in classe di italiano, non solo per controllare l'ortografia ma anche per scegliere le parole più appropriate ampliando e rendendo più preciso il lessico. Nelle pagine che seguono verranno presi in considerazione e presentati allo studente i diversi tipi di prove che sono state introdotti dalla riforma dell'Esame di Stato a partire dal 1999 e che si suddividono in tipologie: la tipologia A corrisponde all'analisi e commento di un testo letterario o non letterario, in prosa o in poesia; la tipologia B allo sviluppo di un argomento scelto dal candidato tra quelli proposti all'interno di grandi ambiti di riferimento storicopolitico, socio-economico, artistico-letterario, tecnico-scientifico da svolgersi sotto forma di saggio breve, relazione, articolo di giornale, intervista, lettera; la tipologia C allo sviluppo di un argomento di carattere storico, coerente con i programmi svolti nell'ultimo anno di corso; la tipologia D alla trattazione di un tema su un argomento di ordine generale, attinto al corrente dibattito culturale, per il quale possono essere fornite indicazioni di svolgimento. Avvertenza: i capitoli che seguono, benché dedicati a diverse tipologie di prova, vanno letti in modo "trasversale", cogliendo aspetti comuni relativi al metodo di lavoro qui di seguito esposto e sfruttando suggerimenti relativi a prove diverse: per esempio, il confronto tra autori utile per svolgere l'analisi di un testo letterario può dimostrarsi opportuno anche nella realizzazione di un saggio o nello svolgimento di un tema. 2 L'analisi testuale L'analisi testuale comprende l'analisi propriamente detta e il commento di un testo letterario o non letterario, in prosa o in poesia. Benché il procedimento sia analogo, è bene individuare alcune linee da seguire per analizzare le tre tipologie citate a partire dall'analisi e dal commento di un testo letterario in prosa. Dopo aver compreso a fondo il brano da analizzare bisognerà interpretarne i messaggi, approfondirne i temi, esprimere opinioni ed enunciare giudizi critici, seguendo il questionario che accompagna il testo proposto ai candidati all'Esame di Stato e che presenta tre aree di lavoro: Comprensione complessiva; Analisi del testo; Inquadramento storico-letterario, approfondimenti e riflessioni. Le risposte ai quesiti proposti dovranno seguire criteri di pertinenza, di completezza, di precisione, di validità argomentativa. Si propone di seguito un tracciato da seguire per ottemperare alle richieste di un elaborato d'esame. Inizialmente può essere utile dividere il brano in sequenze, sintetizzarle brevemente e definirne la funzione (descrittiva, espositiva, lirica, dialogica ecc.); quindi vanno individuati il tema e il messaggio, attingendo alle proprie capacità di giudizio, alle proprie conoscenze relative al contesto storico culturale in cui l'opera è maturata, individuando le parole-chiave, i termini, cioè, che delimitano e descrivono meglio il tema e il messaggio, vale a dire l'insegnamento, l'invito alla riflessione, che l'autore ha voluto trasmettere. Seguendo sempre un ordine logico, la via più facile, sebbene poco originale, è quella tracciata dal testo d'Esame, vanno quindi considerati il periodo storico in cui la vicenda narrata si svolge, se l'autore ha deciso di non lasciarlo indeterminato, e i luoghi, che possono avere una funzione simbolica e che non sono frutto di scelta casuale, ma rivestono un ruolo nella storia. Di particolare importanza avrà quindi l'analisi dei personaggi, di cui vanno individuati ruoli, funzioni, caratteristiche fisiche e psicologiche, ideali: è principalmente attraverso i personaggi che l'autore "parla", esprimendo le proprie idee o le proprie avversioni. Successivamente lo studente dovrebbe far tesoro delle lezioni propedeutiche del biennio e dell'esercizio svolto durante il triennio per analizzare il tipo di narrazione, individuando se il punto di vista è interno o esterno, se ci si trova di fronte a un esempio di "io narrante", se è stata applicata la tecnica dello straniamento, se la narrazione è oggettiva, come quella adottata da Giovanni Verga nei Malavoglia, con l'eclissi dell'autore, se la narrazione segue la successione logico-cronologica degli eventi, la cosiddetta fabula, o se viceversa l'intreccio è particolarmente complesso e presenta, ad esempio, dei flash back, se l'autore ha fatto ricorso al discorso indiretto o diretto, al monologo, se il registro, cioè la modalità espressiva, è solenne, elaborato, medio, colloquiale, ispirato al parlato, se sono presenti figure retoriche. Per sviluppare l'ultima parte dell'analisi lo studente dovrà far ricorso alla propria preparazione e alle capacità sviluppate nel corso del quinquennio, inserendo l'autore nella corrente letteraria di appartenenza, nel periodo storico in cui è vissuto e ha operato, operando dei confronti con altri autori, analizzando ideologie che siano in relazione con l'opera o anche opposte a quelle seguite dall'autore. Si opererà un confronto tra personaggi, tra la vicenda narrata e altri eventi reali o inventati, si commenterà il tutto con giudizi sempre motivati e documentati: altrimenti sarà meglio rinunciare a quest'ultima parte di approfondimento. Per quanto concerne l'analisi e il commento di un testo letterario in poesia, il procedimento sarà simile a quello appena esposto relativo a testi prosastici, ma richiederà una maggiore attenzione per la maggiore specificità del linguaggio poetico. Prerequisito indispensabile è un corredo di conoscenze relative all'autore del testo da considerare, al movimento letterario di appartenenza, al periodo storico in cui egli ha vissuto e la capacità di articolare giudizi critici motivati che ovviamente non dovranno essere banali riferimenti alla grandezza dell'autore, ma considerazioni basate sullo stile, sul tema trattato, sul messaggio, sulle riflessioni a cui questo spinge. La specificità del linguaggio poetico cui si faceva riferimento poc'anzi deriva principalmente dal legame forte tra "significato" e "significante", cioè tra contenuto e forma, tra il concetto espresso e la parola, come insieme di suono e di lettere, che lo esprimono; tale specificità è rafforzata dall'ampio ricorso alle figure retoriche tipico dei poeti. Perciò una valida analisi si baserà su una trattazione relativa all'argomento della poesia e sulle caratteristiche del significato (figure retoriche di significato; tema; messaggio) e del significante (fonetica, ritmo, lessico e sintassi, stile, metrica). Il lavoro partirà da una lettura attenta volta a cogliere appieno l'argomento trattato, che sarà seguita da una parafrasi, mentale o scritta, per realizzare la quale sarà utile, anzi indispensabile il ricorso a un buon dizionario. Un suggerimento: fare attenzione a tutte le componenti della poesia, a partire dal titolo, dall'aspetto grafico, da eventuali annotazioni o date (pensiamo, ad esempio, alle poesie di Giuseppe Ungaretti ambientate al fronte). In questa fase si individueranno e si "tradurranno" le figure retoriche di significato, in particolare metafore, similitudini, analogie. [Ricorda sempre che la metafora è una similitudine senza il 3 "COME"]Sarà inoltre opportuno, quando non addirittura richiesto dall'enunciato, riconoscere le parole-chiave che consentono di meglio circoscrivere il tema e il messaggio. L'analisi del testo prenderà in considerazione il significante, cioè le parole e le tecniche usate dall'autore; in questa fase si individueranno il tipo di strofa, le rime, le assonanze e le consonanze, le allitterazioni, le onomatopee, gli enjambements e le figure retoriche di suono. Si procederà quindi con l'analisi del linguaggio usato dal poeta quindi alla contestualizzazione storico-letteraria, all'approfondimento e alle riflessioni secondo i criteri già esposti più sopra con una particolare attenzione alle sensazioni personali evocate dalla lettura del testo poetico e da nuove chiavi di lettura eventualmente trovate dallo studente, come al solito corredate da motivazioni. Nel caso in cui lo studente si debba misurare con un testo non letterario, si troverà ad analizzare e commentare un testo espositivo (che presenta informazioni e spiegazioni chiare ed esaurienti su fatti, esperienze, ecc. e che ha lo scopo di informare in modo prevalentemente oggettivo) o argomentativo (che presenta un problema generale sul quale chi scrive ha un'opinione personale, sostiene tesi, che difende con argomentazioni e dimostrazioni). Per svolgere con successo tale analisi occorrerà leggere, come al solito, attentamente il brano per comprenderne a fondo caratteristiche, argomento, tema, messaggio, senza escludere la divisione in sequenze come strumento semplificatore. Nel caso del testo argomentativo andranno riconosciute la tesi sostenuta dall'autore, le eventuali tesi sostenute da altri, gli argomenti a sostegno delle citate tesi, le eventuali antitesi. Lo studente dovrà fornire spiegazioni su quanto letto, che andranno esposte in forma chiara, perseguendo l'obiettivo di dimostrare di aver compreso compiutamente i contenuti del brano analizzato. Anche in questo caso la conclusione corrisponderà a un motivato commento personale impreziosito, se possibile, da citazioni, confronti con altri testi, riflessioni. [Un consiglio: spesso lo studente è portato a scartare a priori l'analisi testuale per timore che si riveli eccessivamente complessa. L'invito è invece a considerarla, soprattutto quando l'autore del testo da analizzare, l'argomento o il movimento letterario di appartenenza dello scrittore, conosciuti o comunque considerati nel corso dell'anno, offrano la possibilità di uno svolgimento che, benché guidato dalla traccia, possa risultare migliore e addirittura più originale di un tema d'attualità che generalmente, e spesso a torto, appare più facilmente abbordabile.] Un esempio di analisi di testo poetico dall'Osservatorio Nazionale sugli Esami di Stato (tipologia A) presentato IL GELSOMINO NOTTURNO E s’aprono i fiori notturni, nell’ora che penso a’ miei cari. Sono apparse in mezzo ai viburni le farfalle crepuscolari. Un’ape tardiva sussurra trovando già prese le celle. La Chioccetta per l’aia azzurra va col suo pigolio di stelle. Da un pezzo si tacquero i gridi: là sola una casa bisbiglia. Sotto l’ali dormono i nidi, come gli occhi sotto le ciglia. Per tutta la notte s’esala l’odore che passa col vento. Passa il lume su per la scala; brilla al primo piano: s’è spento... Dai calici aperti si esala l’odore di fragole rosse. Splende un lume là nella sala. Nasce l’erba sopra le fosse. È l’alba: si chiudono i petali un poco gualciti; si cova, dentro l’urna molle e segreta, non so che felicità nuova. G. Pascoli, I canti di Castelvecchio Comprensione complessiva Qual è il tema fondamentale della lirica, scritta in occasione del matrimonio di un amico? Quali sensazioni e impressioni vuole suggerire? Ci sono metafore significative? Di che tipo? E cosa stanno a significare? C'è ricorso al simbolismo? Con quale funzione? 4 Analisi del testo Esaminate il testo a livello metrico-ritmico, il tipo di versi, le rime e gli eventuali enjambements; a livello fonico, evidenziando il rapporto fra suono e sensazioni evocate; a livello lessicale, individuando parole chiave, figure retoriche e registro linguistico; a livello sintattico, evidenziando il rapporto fra struttura sintattica e significato. In particolare Quale rapporto esiste fra i primi due versi e gli altri di ogni strofa? La lirica comincia con una congiunzione "e". Quale funzione assume, a tuo avviso, la congiunzione? Cosa suggerisce il verbo "bisbiglia" riferito a "una casa"? Evidenziate le sinestesie presenti nella lirica. "Sotto l'ali dormono i nidi": che valore assume il termine "nido"? Può essere contrapposto a "casa"? E perché? Quali aspetti della sensorialità vengono evidenziati nella lirica? Approfondimenti Riflettete sul significato del "nido" nella poesia del Pascoli, con precisi riferimenti ad altre opere lette dell'autore. Contestualizzate il testo, in rapporto con la cultura del Decadentismo. Prima operazione da fare: leggere e rileggere attentamente la poesia, soprattutto se si è attratti dal tipo di prova perché si conosce l'autore, ma non si conosce il testo. Lo studente, anche se si trova in queste condizioni, si ritiene possa ugualmente cimentarsi in tale tipologia di verifica, soprattutto se le altre non sono considerate fattibili; nel fare ciò dovrà ovviamente dare fondo alle proprie conoscenze, come al solito peraltro, principalmente a quelle relative all'autore in questione, al periodo storico in cui egli è vissuto, al movimento letterario cui è appartenuto, per compensare eventuali aspetti sui quali si sente poco sicuro: tali conoscenze sono comunque richieste dal questionario presentato dalla prova. Scelta successiva importante consisterà nell'impostazione da dare allo svolgimento del questionario che deve essere effettuato in modo discorsivo e, se possibile, personale, benché non si escluda una trattazione più scolastica e schematica, senza peraltro presentare le risposte in forma di risposte a un'interrogazione scritta: si dovrà perseguire l'obiettivo di dimostrare capacità di comprensione e analisi del testo, ma anche di chiarezza e correttezza espressiva, oltre che di una certa precisione lessicale. Nell'analisi di un testo letterario, soprattutto se poetico, risulta di fondamentale utilità il DIZIONARIO Il tema fondamentale della lirica pascoliana è il nido*, mito caratteristico dell'opera del poeta romagnolo, con al centro il concepimento di una vita; questa scelta è certamente coerente con l'occasione per la quale la poesia è stata ideata. L'atmosfera all'interno della quale è descritto un paesaggio agreste e si muovono i protagonisti, la cui figura è appena accennata, intravista dall'esterno e da lontano, è raccolta e misteriosa al tempo stesso e se da un lato esprime sensazioni di calore e di quiete, dall'altro sembra sottintendere un'esclusione, relativa al poeta, figura che sta ai margini della scena e che da essa sembra essere lasciato fuori, proprio lui che pare essere il punto di vista di tale descrizione. Dal punto di vista delle figure retoriche di significato* la poesia, coerentemente coi canoni del Decadentismo* cui l'autore aderisce, è ricca di metafore e di simboli e in questo potrebbe essere paragonata a Corrispondenze del poeta francese simbolista Charles Baudelaire*, secondo il quale il mondo stesso, la realtà che ci circonda è "una foresta di simboli". La metafora più importante è presentata già dal titolo del componimento: Il gelsomino notturno, fiore che si schiude e fiorisce solo nelle ore notturne, durante le quali avviene il concepimento di una nuova vita, racchiusa all'interno del fiore notturno, metafora esplicita del grembo femminile, che consentirebbe ulteriori paragoni con le pagine bibliche* che descrivono la verginità di Maria come "hortus conclusus". A tal proposito, si inserisce un'altra metafora, rappresentata dai petali gualciti del fiore, al mattino, che sembra alludere a uno degli aspetti più complessi della psicologia di Pascoli, secondo il quale il sesso rappresenta sempre anche un'offesa alla carne; gli spunti psicologici e psicanalitici offerti dall'opera pascoliana sono effettivamente numerosi e interessanti sia per capire la poetica dell'autore, sia per collocarlo in un'epoca che vede l'affermazione delle idee di Sigmund Freud che consentirebbero di instaurare un confronto tra Pascoli e l'altro grande autore del Decadentismo italiano influenzato dalla psicanalisi: Italo Svevo, al quale confronto peraltro allude il saggio del Salinari* dall'eloquente titolo Miti e coscienze del Decadentismo italiano. Un'altra importante metafora presente nella poesia è quella che fa riferimento all'erba che cresce sopra le fosse, che allude al tempo che scorre e alla morte, tematica ricorrente nell'opera pascoliana, messa spesso in relazione con la vita e la nascita di una nuova vita. 5 Elementi simbolici sono anche l'ape tardiva (immagine del poeta escluso dalla situazione che descrive?), la Chioccetta, metafora della costellazione delle Pleiadi, l'aspetto gualcito dei petali al mattino. [* Citazioni appropriate, derivate dalle proprie conoscenze, arricchiscono la trattazione e testimoniano la disinvoltura nell'affrontare l'argomento. A tal fine esse sono presenti in queste prove svolte, non costituendo sfoggio di erudizione di chi le ha preparate, ma semmai esempio di ricerca da applicare all'interno della preparazione di cui ciascuno, su differenti livelli, dispone.] Il testo è costituito da sei strofe di quattro novenari ciascuna, a rima alternata, tranne l'ultima; sono inoltre presenti numerosi enjambements tra i versi tre e quattro, nove e dieci, tredici e quattordici, quindici e sedici, diciassette e diciotto, ventuno e ventidue. La scelta delle parole e la loro sonorità è importantissimo nelle liriche di Pascoli, grande innovatore della poesia italiana anche attraverso l'introduzione di onomatopee e altri termini evocativi: Il gelsomino notturno non sfugge a questa regola e presenta suoni e onomatopee quali gridi, bisbiglia, sussurra, pigolio che creano un'atmosfera notturna d'attesa di un evento, ma anche intima, in virtù della scelta di termini che evocano rumori ovattati, appena accennati, che sembrano corrispondere ad ammiccamenti fatti con lo sguardo. A questo proposito vanno evidenziate le sinestesie presenti nel testo, figure retoriche che mescolano sensazioni diverse: "Dai calici aperti si esala/ l'odore di fragole rosse"; "La Chioccetta per l'aia azzurra/ va col suo pigolio di stelle". Molti aspetti solo apparentemente secondari contribuiscono a creare la particolare atmosfera d'attesa cui si faceva in precedenza cenno: la similitudine "Sotto l'ali dormono i nidi,/ come gli occhi sotto le ciglia", doppiamente importante per la presenza della parola chiave "nido" e per l'accostamento del nido all'essere umano e alla famiglia, accostamento descritto anche in X agosto, oppure i puntini di sospensione con cui si chiude il verso venti. Il nido è in effetti la casa, il focolare domestico, quel mondo di affetti e di serenità che un giorno una fucilata ha distrutto per sempre nella vita di Pascoli. Anche le strofe sono state pensate per contribuire a creare un'atmosfera particolare, caratterizzata da tensioni segrete che si contrappongono a un'apparente armonia, desumibile dal fatto che le prime cinque sono costituite da due frasi, divise da un punto, che raffigurano due immagini che si contrappongono e concorrono a creare una situazione di attesa; l'ultima strofa, al contrario, non presenta questa speculare divisione, proprio perché rappresenta la conclusione, con lo scioglimento della tensione precedentemente creata. La lirica sfrutta la sensibilità del suo autore che sa padroneggiare ogni mezzo espressivo letterario, come viene confermato dalle descrizioni sensoriali legate soprattutto ai sensi dell'udito e dell'olfatto, oltre che della vista e dal ricorso a un linguaggio e a un'ambientazione colloquiale, introdotta fin dall'apertura da quella congiunzione "E", che sembra far continuare un discorso già in corso. [A questo punto allargamento del discorso, con approfondimenti desunti dalle lezioni ascoltate in classe e dalla propria personale preparazione.] Il gelsomino notturno è uno dei componimenti poetici che meglio si prestano a spiegare la poetica pascoliana e la sensibilità decadente. Per quanto concerne la poetica di Pascoli vanno ricordati i due miti che la caratterizzano e che sono strettamente legati tra loro, nel decadentismo simbolico e misterioso che li unisce: il fanciullino e il nido. Il nido è lo specchio dei sentimenti dell'autore e deriva dall'esperienza biografica, non sempre felice, come si sa, di Giovanni Pascoli; a questo proposito può essere utile un paragone con la già citata poesia X agosto, che descrive gli ultimi istanti di vita del padre del poeta, paragonato a una rondine che tornando a casa viene abbattuta da un cacciatore; in questa poesia è significativo l'"incrocio" dei termini nido e casa, il primo riferito all'uomo, il secondo alla rondine. Tale avvenimento ha profondamente segnato l'esistenza successiva del poeta, che è rimasto ossessionato dalla necessità non tanto di costruire un suo nido, nuovo, frutto della costituzione di una nuova famiglia, ma di ricostruire "quel" nido originale, spezzato dall'omicidio del padre, causato dal male del mondo, con gli elementi superstiti, in particolare con la sorella a lui più devota. Tale nido è effettivamente stato realizzato, dopo attenti risparmi del poeta, che ha inseguito per tutta la vita "un poderuccio piccino piccino" dal quale guardare il mondo "da un cantuccio d'ombra" che lo proteggesse dal male che pervade, secondo Pascoli, il pianeta ed è visitabile a Barga, in provincia di Lucca. Tale mito rispetta i canoni decadenti, resi più forti, nella poesia di Pascoli, dalle radici simboliste, e lo mette in relazione con gli altri autori decadenti, diversissimi tra di loro dal punto di vista della personalità, ma collegati strettamente dalla visione del mondo, insoddisfacente per i più diversi motivi secondo Pascoli, D'Annunzio, Svevo, Pirandello. Il saggio breve Definizione Il saggio breve è un testo scritto consistente nella trattazione di un problema o evento o personaggio, su cui si sia svolta un’indagine o su cui si siano raccolte informazioni, e su cui l’autore abbia elaborato una 6 personale interpretazione. Esso è strutturato in forme predeterminate, come risposta a quesiti forniti come traccia per l’organizzazione del discorso. La tipologia testuale del saggio è dunque, a seconda dei quesiti a cui risponde, di tipo argomentativo, descrittivo e informativo. Il saggio breve viene effettuato sulla base di un tema, cui seguono l’indicazione precisa delle questioni che si propongono allo studente, la predeterminazione degli spazi, la consegna del tempo massimo. La lunghezza in genere richiesta dalle consegne fornite con le tracce dell'Esame di Stato per un saggio breve è complessivamente di quattro cinque colonne di metà foglio protocollo. Pianificazione del lavoro Di fronte a qualsiasi testo da scrivere, ma in particolare di fronte a un saggio, è molto importante imparare a programmare le fasi e i tempi del proprio lavoro. Indichiamo 3 fasi: (è opportuno che ci si abitui ad assegnare preventivamente un tempo ad ognuna di queste operazioni). 1) analisi del titolo e dei quesiti, raccolta e organizzazione della documentazione, scelta della tesi e degli argomenti, elaborazione di scaletta Potendo scegliere tra più argomenti, il criterio è quello della conoscenza soggettiva, quindi dell'interesse e dell'inclinazione dello studente verso di esso. Qualunque sia il saggio breve da svolgere, è fondamentale che si possieda una sufficiente informazione su di esso. Questa deriva dalle letture e dallo studio compiuto al riguardo e può essere incrementata da ricerche e studi specificamente finalizzati. Dopo aver scelto il titolo può essere utile scrivere una vera e propria lista dei dati informativi che vengono in mente. Mentre si raccolgono e si ordinano le informazioni ed insieme ad esse si formulano le prime idee, è bene che l'allievo definisca a se stesso la sua tesi, quella che vorrà dimostrare nel corso dello svolgimento. Quando insieme al titolo di saggio breve sono forniti dei quesiti, è opportuno che su ciascuno di essi si elabori una scaletta. Se invece è stato assegnato soltanto il titolo, la scaletta dovrà riguardare tutti gli argomenti relativi al tema in questione articolando il testo in tre parti: introduzione, svolgimento , conclusione. Lo svolgimento dovrà essere a sua volta articolato in punti. Graficamente i singoli punti della scaletta vanno disposti verticalmente e contrassegnati con lettere o numeri, che stanno ad indicare i paragrafi in cui sarà organizzata la stesura del testo 2) stesura dello svolgimento La stesura consiste nello sviluppo di ciascuna delle parti della scaletta, oltre che dell’introduzione e della conclusione. Si consiglia di non incominciare la stesura dall’introduzione, che conviene sempre aggiungere alla fine, ma dal corpo centrale, che è il più impegnativo. L’introduzione del saggio ha in genere la funzione di presentare in modo globale l’argomento, anticipando il contenuto dello svolgimento e delimitandone al contempo i confini e collocandolo in un contesto. E’ opportuno che essa non sia troppo ampia, anzi il più possibile stringata e chiara. Lo svolgimento consiste nello sviluppo dei punti della scaletta e deve comprendere i seguenti elementi: presentazione dell’argomento, ovvero enunciazione del concetto, oppure descrizione del fatto; argomentazione, attraverso ragionamenti logici, informazioni essenziali, esempi, confronti, riferimenti a dati oggettivi. La conclusione di un saggio breve ha il compito di congedare l’autore dal lettore, riassumendo il contenuto e gli scopi essenziali del saggio. Al termine della stesura del saggio, è opportuno che lo studente rifletta sul lavoro svolto e si chieda: “Che cosa ho voluto dimostrare? Sono stato convincente?" 3) rilettura e correzione, copiatura e presentazione grafica, rilettura conclusiva L’operazione di rilettura del saggio breve va compiuta mettendosi nei panni del lettore, cioè del destinatario del testo, per verificare se le sue aspettative siano state rispettate. In genere i criteri in base ai quali viene valutato un saggio breve sono i seguenti: aderenza all’argomento proposto, correttezza e completezza d’informazioni, loro organicità, 7 formulazione di una tesi interpretativa e sua argomentazione, organicità di strutturazione del discorso, correttezza formale. Si suggerisce in particolare di controllare che: tutti gli argomenti richiesti dal titolo e dai quesiti siano sviluppati la tesi interpretativa sia chiaramente riconoscibile l’ordine della scaletta sia rispettato le proporzioni tra introduzione, svolgimento, conclusione siano equilibrate ogni affermazione sia suffragata da informazione e argomentazione i connettivi, soprattutto all’inizio dei paragrafi, siano corretti Inoltre vanno controllati attentamente l’ortografia la punteggiatura la sintassi, in particolare che vi sia concordanza tra soggetto e predicato; che non vi siano periodi in sospeso: che i modi e i tempi verbali rispettino le regole della concordanza; il lessico: si evitino parole generiche e si cerchi per ogni concetto la parola di significato più specifico. Se il compito è scritto a mano, è ovvia la raccomandazione di una grafia chiara e comprensibile. L'articolo di giornale Per essere subito chiari: qualsiasi pubblicazione lo contenga, l'articolo ha la funzione di informare il lettore relativamente a un fatto accaduto di recente; esistono comunque anche articoli relativi a settori specifici (scienza, arte, storia, cultura, ecc.) che trattano e approfondiscono argomenti di settori ben precisi. Ne consegue che l'impostazione, lo stile, il linguaggio derivano necessariamente dai contenuti: le caratteristiche appena elencate sono perciò ovviamente diverse a seconda che il "pezzo" parli di un evento di cronaca nera, di una recente scoperta scientifica, di un film di argomento storico, dell'interpretazione della realtà da parte di un importante artista. Più che articoli di cronaca, comunque, le tracce degli Esami di Stato dal 1999 al 2003 hanno richiesto trattazioni basate sulla riflessione originata da documenti legati agli ambiti di riferimento più sopra citati. Al di là di questo, il linguaggio usato per la stesura deve avere caratteristiche di chiarezza, linearità, facilità di lettura; gli articoli dovrebbero anche essere obiettivi, risultato peraltro non semplice da raggiungere vista la tipologia dei documenti e gli argomenti offerti dalle tracce di tipo "B". Particolarmente da curare sarà il lessico specifico richiesto dai diversi ambiti. Nella stesura devono essere ritenute valide molte delle indicazioni sopra riportate nel capitolo dedicato al saggio breve, con il quale l'articolo di giornale condivide alcune caratteristiche. Tipiche dell'articolo sono alcune regole comuni quale quella delle cinque "W", del resto da non applicare rigidamente. Tradizionalmente l'articolo deve soddisfare cinque domande abbreviate ciascuna da un W: WHO?: CHI? WHERE?: DOVE? WHEN?: QUANDO? WHAT?: CHE COSA? WHY?: PERCHÉ? Inoltre l'articolo deve essere corredato di titolo che deve risultare efficace, sintetico, immediato nell'indicare il contenuto del testo. Il titolo di un articolo è tipicamente composto dall'occhiello, introduzione disposta sopra al titolo vero e proprio, dal titolo, che deve richiamare l'attenzione del lettore, dal sommario, che sintetizza il contenuto dello scritto. [Ricorda bene: Sull'elaborato scolastico, prima di scrivere il titolo è inoltre richiesto dalle consegne il destinatario del "pezzo", quotidiano, rivista divulgativa, giornale scolastico, altro e la tipologia di trattazione scelta, visto che, come si potrà desumere dall'esempio riportato più avanti, i documenti consegnati al candidato all'Esame di Stato saranno comuni per la 8 tipologia "B" e sarà lo studente a scegliere se esporre le proprie considerazioni sotto forma di articolo o di saggio.] Un articolo giornalistico è caratterizzato da una "sua" struttura che presenta un'apertura, o attacco, che persegue l'obiettivo di attirare l'attenzione del lettore con la sintesi della notizia stessa. Questa viene poi ripresa, ripetuta, approfondita, arricchita di particolari, anche con la citazione di pareri di esperti, fino a giungere alla conclusione dell'articolo, con una chiusa breve e non banalmente retorica. Gli articoli possono essere inoltre delle "cronache" o dei "commenti". Nel primo caso è necessario utilizzare un lessico chiaro, scrivere periodi brevi, usare con proprietà gli aggettivi; nel secondo caso, contraddistinto da giudizi di specialisti fondati comunque sempre su notizie, l'espressione deve avvalersi di un lessico specifico, specialistico, che dia origine a un'esposizione sempre chiara, ma di stile "più alto" rispetto a quello della cronaca. Un esempio di articolo di giornale (tipologia B) di Ambito tecnico - scientifico Argomento: La scienza: dubbi e paure dello scienziato. (Traccia di Tipologia "B", assegnata all'Esame di Stato, Sessione ordinaria 2001) CONSEGNE Sviluppa l'argomento scelto o in forma di "saggio breve" o di "articolo di giornale", utilizzando i documenti e i dati che lo corredano. Se scegli la forma del "saggio breve", interpreta e confronta i documenti e i dati forniti e su questa base svolgi, argomentandola, la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio. Da' al saggio un titolo coerente con la tua trattazione e ipotizzane una destinazione editoriale (rivista specialistica, fascicolo scolastico di ricerca e documentazione, rassegna di argomento culturale, altro). Se lo ritieni, organizza la trattazione suddividendola in paragrafi cui potrai dare eventualmente uno specifico titolo. Se scegli la forma dell'"articolo di giornale", individua nei documenti e nei dati forniti uno o più elementi che ti sembrano rilevanti e costruisci su di essi il tuo "pezzo". Da' all'articolo un titolo appropriato ed indica il tipo di giornale sul quale ne ipotizzi la pubblicazione (quotidiano, rivista divulgativa, giornale scolastico, altro). Per attualizzare l'argomento, puoi riferirti a circostanze immaginarie o reali (mostre, anniversari, convegni o eventi di rilievo). Per entrambe le forme di scrittura non superare le quattro o cinque colonne di metà di foglio protocollo. DOCUMENTI "Il supremo passo della ragione sta nel riconoscere che c'è un'infinità di cose che la sorpassano. È ben debole, se non giunge a riconoscerlo. Se le cose naturali la trascendono, che dire di quelle soprannaturali?" (B. Pascal, Pensieri, n. 139, trad. Di P. Serini, Torino, 1962) "E tuttavia il ventesimo secolo non si trova a sua agio con la scienza che è il suo risultato più straordinario e da cui esso dipende. Il progresso delle scienze naturali è avvenuto sullo sfondo di un bagliore di sospetti e paure, che di quando in quando si è acceso in vampate di odio e di rifiuto della ragione e di tutti i suoi prodotti. [...] I sospetti e la paura verso la scienza sono stati alimentati da quattro sentimenti: che la scienza è incomprensibile; che le sue conseguenze pratiche e morali sono imprevedibili e forse catastrofiche; che essa sottolinea la debolezza dell'individuo e mina l'autorità. Né infine dobbiamo trascurare il sentimento che, nella misura in cui la scienza interferisce con l'ordine naturale delle cose, essa risulta intrinsecamente pericolosa." (E. Hobsbawm, Il secolo breve, trad. It. Milano 1995) "Mi ricordo un colloquio che ebbi dopo la guerra con Enrico Fermi, poco prima che venisse sperimentata la prima guerra all'idrogeno nel Pacifico. Discutemmo di questo progetto, ed io lasciai capire che, considerate le conseguenze biologiche e politiche, si doveva abbandonare un simile esperimento. Fermi replicò: "Eppure è un così bello esperimento". Questo è probabilmente il motivo più profondo che sta alla base dell'interesse per l'applicazione pratica della scienza; lo scienziato ha bisogno di sentirsi confermare da un giudice imparziale, dalla natura stessa, di aver compreso la struttura. E vorrebbe verificare direttamente l'effetto dei suoi sforzi." (W. Heisenberg, La tradizione nella scienza, trad. It. Milano 1982) "La politicizzazione della scienza toccò il suo culmine nella seconda guerra mondiale [...]. Tragicamente la stessa guerra nucleare fu figlia dell'antifascismo. Una normale guerra fra diversi stati nazionali non avrebbe quasi certamente spinto i fisici d'avanguardia, per lo più profughi dai paesi fascisti, a premere sui governi inglese e americano perché costruissero una bomba atomica. E proprio l'orrore di questi scienziati dinanzi al risultato ottenuto, i loro sforzi disperati all'ultimo minuto per impedire ai politici e ai generali di usare effettivamente la bomba, e in seguito i loro sforzi per opporsi alla costruzione della bomba all'idrogeno testimoniano della forza delle passioni politiche." E. Hobsawm, Il secolo breve, trad. It. Milano 1995) "Galileo: Se gli uomini di scienza non reagiscono all'intimidazione dei potenti egoisti e si limitano ad accumulare sapere per sapere, la scienza può rimanere fiaccata per sempre, ed ogni nuova macchina non sarà fonte di nuovi triboli per l'uomo. [...] Per alcuni anni ebbi la forza di una pubblica autorità; e misi la mia 9 sapienza a disposizione dei sapienti perché la usassero, o non la usassero, o ne abusassero, a seconda dei loro fini. Ho tradito la mia professione; e quando un uomo ha fatto ciò che ho fatto io, la sua presenza non può essere tollerata nei ranghi della scienza." (B. Brecht, Vita di Galileo, Torino 1961.) "Ho speso tutta la mia vita per la libertà della scienza e non posso accettare che vengano messi dei chiavistelli al cervello: l'ingegno e la libertà di ricerca è quello che distingue l'Homo Sapiens da tutte le altre specie... Solo in tempi bui la scienza è stata bloccata. Oggi più che mai bisogna affermare il principio che gli scienziati hanno il diritto di partecipare alle decisioni politiche piuttosto che essere vittime di movimenti oscurantisti ed antiscientisti." (R. Levi Montalcini, dal Discorso tenuto il 13 febbraio 2001 nella sala della biblioteca di Montecitorio.) Svolgo la traccia sotto forma di articolo per un quotidiano. SCIENZA, ETICA E LIBERTÀ RESOCONTO DALL'ANNUALE CONVEGNO SCIENTIFICO ORGANIZZATO DALL'UNIVERSITÀ AVOGADRO [Titolo costruito come quello di un articolo di quotidiano, con breve sommario sottostante; spunto da circostanza immaginaria, ma realistica, come consentito, o addirittura suggerito, dalle consegne.] Alessandria. ricchi di se la commistione scienza stessa Nello scorso fine conseguenze. con quest'ultima anche attraverso il settimana si sono Dagli peraltro può portare ricorso a una svolti i lavori interventi di alcuni a risultati spaventosi, maggiore dell'ormai consueto dei partecipanti al quali quelli che i trasparenza e congresso scientifico convegno si può filmati storici delle compartecipazione organizzato chiaramente bombe nucleari nei confronti dall'Università dal desumere la sganciate su dell'attività e dei Piemonte Orientale. necessità che la Hiroshima e risultati raggiunti Quest'anno il tema scienza resti pura, Nagasaki hanno dalla ricerca. trattato è stato: La libera, affinché mostrato al mondo Lo scienza: dubbi e svolga il ruolo di intero. scienziato dovrebbe, paure dello strumento di una Tutto questo anche facendo forza ricerca che non deve e altri aspetti ancora a se stesso, scienziato*. Gli essere mortificata da fanno sì che i partecipare interventi sono stati limiti oscurantisti, comuni cittadini si maggiormente alla numerosi e che umilierebbero, allontanino dalla realtà quotidiana, prestigiosi per la come ha sostenuto ricerca scientifica, "uscendo" più chiara fama dei recentemente Rita provando verso di spesso dal suo partecipanti alla due Levi Montalcini nel essa un misto di laboratorio, trovando giorni di dibattiti; da Discorso tenuto nella speranza, rispetto, comunque un essi sono affiorate biblioteca di apprensione, dubbio, approccio equilibrato riflessioni di notevole Montecitorio il 13 come d'altra parte con aspetti quali la interesse sugli aveva già politica, l'etica, la febbraio 2001*, la obiettivi che la chiaramente filosofia, evitando di scienza deve stessa essenza affermato E. divenire uno perseguire sulla umana dell'Homo strumento nelle mani Hobsawm* nel suo condizione nella sapiens, per il quale di quei "potenti quale lo scienziato l'intelligenza e la saggio Il secolo egoisti", come li deve operare e sugli conseguente breve. definiva Galileo*, eventuali limiti cui applicazione di Quali allora egli deve sottoporsi. questa alla scienza l'iniziatore del le vie d'uscita Il secolo sono gli elementi che moderno metodo di indicate dal appena concluso lo differenziano dalle ricerca scientifica, convegno? può certamente altre specie. pronti a sfruttarne Gli oratori si essere definito il D'altra parte l'operato per finalità sono trovati secolo della scienza, a molti dei convenuti non certamente d'accordo sulla per i progressi non è parsa vantaggiose per necessità di enormi che questa percorribile la strada l'umanità. avvicinare i cittadini ha compiuto nel di uno scienziato Quest'ultimo alla scienza, Novecento; i decenni operante all'interno punto può senza ovviamente con le futuri sicuramente di una campana di meno essere dovute cautele, offriranno lo scenario vetro, del tutto considerato creando un clima di a sviluppi ancor più avulso dalla realtà, l'obiettivo principale maggiore tranquillità rapidi e profondi, anche politica, anche della scienza, che e fiducia nella 10 dev'essere al servizio dell'uomo e non fine a se stessa. In quest'ottica cadrebbero anche i dubbi e le paure dello scienziato di fronte al proprio operato, sentimenti causati spesso dal suo stesso isolamento, più o meno consapevolmente cercato, poiché il ricercatore, più di quanto non si creda, ha la necessità di sentir confermare i propri sforzi da un giudice imparziale, che è poi la natura stessa. In questo ambito riveste infine un ruolo fondamentale l'etica, sotto forma di autoregolamentazion e dello scienziato o di codice frutto di apporti anche diversi, che consenta da un lato la massima libertà d'azione alla ricerca, ma che dall'altro lato rassicuri i cittadini in relazione all'uso che dei risultati scientifici può essere fatto. Il binomio scienza politica ha infatti portato in passato e tuttora a utilizzi bellici delle leggi chimiche, fisiche, matematiche: il riferimento non è solo alle due guerre mondiali, ma anche ai conflitti dei secoli precedenti che hanno visto l'impiego del "fuoco greco" per incendiare le navi nemiche, delle catapulte, della polvere da sparo, per citare solo alcuni esempi. Oggi però la preoccupazione riguarda anche i rischi connessi con certi impieghi civili della scienza in campo biomedico e soprattutto nella genetica. Alla conclusione del convegno, pur con il mantenimento da parte dei convenuti delle proprie posizioni, è stata comunque opinione condivisa da tutti quella relativa alla necessità di mantenere libera la ricerca, suggerendo un utilizzo meditato dei risultati raggiunti, anche se non è facilmente ravvisabile un accordo che permetta un controllo di tale utilizzo. A tale proposito rimangono attuali le riflessioni di Blaise Pascal* in merito, laddove, nei Pensieri, afferma che "Il supremo passo della ragione sta nel riconoscere che c'è un'infinità di cose che la sorpassano. È ben debole, se non giunge a riconoscerlo. Se le cose naturali la trascendono, che dire di quelle soprannaturali?" [* Riferimenti tratti dai documenti a disposizione dell'allievo.] Il tema TEMI DI ARGOMENTO STORICO Si può procedere seguendo i seguenti punti: 1) Leggere attentamente il titolo; 2) Preparare una scaletta per organizzare quanto sappiamo in funzione del titolo e per verificare le nostre conoscenze in merito (eventualmente cambiando idea se ci accorgiamo, in tutta onestà, di non aver studiato sufficientemente l'argomento e di non disporre quindi delle necessaria preparazione pregressa); 3) Seguire la scaletta facendo riferimenti e/o eventuali citazioni, ma solo se sicuri, ad autori, opere etc. calzanti per spiegare quanto affermato dando così concretezza ai contenuti; 4) Se si è in grado, dare giudizi personali, inseriti nel testo, assolutamente non del tipo "mi piace-non mi piace", con possibili riferimenti ad altri testi, poesie, elementi di cultura personale (film, attualità, letture, sensazioni) ricordando sempre che il carattere personale di un tema di questo tipo è dato dal taglio, dalle scelte operate all'interno della propria preparazione che è, ovviamente, necessaria, dal modo di esporre le proprie considerazioni che deve discordarsi da quello tipico dell'interrogazione scritta; 5) Concludere "tirando le somme", ma senza "pensierini finali": quando abbiamo detto tutto stacchiamo la penna dal foglio! Ogni tema deve essere sottoposto a una revisione consistente in almeno una rilettura, ma se ne consigliano altre, al fine di migliorare e/o semplificare la forma, correggere l'ortografia, verificare l'efficacia della punteggiatura. Un esempio di tema di argomento storico (tipologia C) Tra gli eventi tragici del XX secolo emerge in particolare l'Olocausto degli Ebrei. 11 Spiegane le possibili cause, ripercorrendone le fasi e gli eventi, ricordandone gli esiti e aggiungendo riflessioni personali, scaturite dall'eventuale racconto di testimoni, da letture, da film o documentari. (Traccia di Tipologia "C", assegnata all'Esame di Stato, Sessione ordinaria 2000) Svolgimento Nell'iniziare la trattazione di un argomento così delicato e importante, importante perché deve restare nella memoria di ogni uomo e ogni donna, soprattutto di chi è nato e vive in una democrazia, come esempio della follia umana e della necessità di non ripetere mai più un'esperienza analoga, deve essere effettuata una breve riflessione sulla stessa definizione di quel terribile avvenimento. Il termine più adatto a descriverlo, dagli stessi Ebrei, è individuato in un altro sostantivo, più realistico e soprattutto privo dell'aura sacra che ammanta la parola Olocausto: ciò che è successo non ha nulla del sacrificio religioso di una vittima cui fa riferimento il termine Olocausto, meglio quindi utilizzare la parola ebraica Shoah', il cui significato corrisponde all'italiano "distruzione", "catastrofe", "calamità". [Introduzione, con riferimento desumibile dal testo di Storia in adozione1] Tale vocabolo, se vogliamo, potrebbe adattarsi a tutta la seconda guerra mondiale, compreso il suo prologo rappresentato dalla guerra civile spagnola, vera prova generale del secondo conflitto mondiale; di tale tragedia storica, però, lo sterminio del popolo ebraico costituisce l'aspetto peggiore, il più abietto e meschino nella sua scientifica organizzazione ed esecuzione. L'origine della Shoah' presenta molteplici aspetti; risale alla lontana sicuramente anche all'antisemitismo che serpeggiava da secoli in Europa e che aveva portato a emarginare e periodicamente a perseguitare il popolo ebraico in Europa, non impedendogli peraltro di contribuire fortemente ed efficacemente alla formazione della cultura europea e segnatamente a quella germanica. Ma la Shoah' risale più direttamente e recentemente all'impostazione razziale del Terzo Reich hitleriano, che nell'indicare le modalità per preservare la purezza della razza ariana individuava anche la minaccia principale per tale purezza nella presenza ebraica e nei complotti che tale popolo avrebbe ordito, secondo deviate convinzioni, ai danni della Germania e del mondo intero. [Segue "allargamento della trattazione" con citazione di eventi storici.] L'origine definitiva della tragedia ebraica può quindi essere identificata nelle leggi di Norimberga del 1935, che privavano gli ebrei tedeschi della cittadinanza, riducendoli a "soggetti", completando un processo che era iniziato già nel 1933 con l'emarginazione sociale dei cittadini di religione semita e gettando le fondamenta per un evento emblematico quale la devastante "notte dei cristalli" dell'8 novembre 1938. Questo anno 1938 è negativamente importante per gli ebrei e anche per il nostro Paese, poiché è l'anno in cui l'Italia fascista, opportunisticamente ormai sempre più compromessa nei confronti dell'alleato tedesco, rende legge dello Stato l'antisemitismo con l'entrata in vigore delle leggi razziali che aggraveranno, all'interno di quella temperie storica, le responsabilità del regime fascista e della Corona, che tali leggi sottoscrisse. La causa più subdola della persecuzione antisemita, al di là degli interessi economici che potevano spingere il regime nazista ad appropriarsi dei beni posseduti dai cittadini ebraici, potrebbe risiedere nell'impostazione paganeggiante e misticheggiante di tale regime, ma soprattutto nel bisogno di individuare un responsabile facilmente riconoscibile della crisi economica e sociale attraversata dalla Germania dopo la prima guerra mondiale e di riconoscere un nemico da odiare, utilizzando tale sentimento come collante sociale per unificare una società secondo principi primitivi ma efficaci, una società uniforme, consapevole delle proprie tradizioni e della propria forza, al cui culmine si trova la guida rappresentativa e indiscussa del Führer. La persecuzione aumenterà la propria macabra efficacia con l'inizio del conflitto e soprattutto con la prosecuzione di esso, raggiungendo l'acme quando la Germania entrerà in crisi sotto gli attacchi delle forze alleate e sentirà sempre più il bisogno di disporre di una forza lavoro rappresentata da schiavi da sfruttare fino alla morte, utilizzando perfino il loro corpo per produrre, ad esempio, tessuti con i capelli dei prigionieri. Gli esiti furono tipici della catastrofe alla quale allude il termine ebraico e a essi contribuì purtroppo anche il regime fascista, in origine non antisemita, soprattutto durante il periodo della Repubblica di Salò il cui governo era completamente asservito al dittatore nazista. A testimonianza di quella disumana, insensata, sciagurata collaborazione, che ha portato circa ottomila ebrei italiani nei lager dai quali tornarono poco più di seicento uomini e donne, resta la Risiera di San Sabba, a Trieste. Una visita a questo monumento è certamente auspicabile, soprattutto per le sensazioni che essa determina anche grazie al lavoro di restauro e di "interpretazione" fatto dagli architetti, che hanno saputo trasmettere al visitatore l'angoscia provata dagli infelici che vi fecero ingresso per essere lì ferocemente uccisi o, come più di frequente accadeva, per essere "smistati" verso i campi di sterminio dell'Europa centrale. [Utilizzo di conoscenze desumibili da eventuali viaggi d'istruzione effettuati durante gli anni scolastici.] 1 Cfr. C. Cartiglia, Storia e ricerca, vol. 3, Il Novecento, Torino, Loescher, 2002, pag. 223. 12 L'esperienza del lager, come ci viene descritta da voci a volte sempre più fievoli, ma che non devono mai essere messe a tacere, rappresenta forse il momento di massima bestialità raggiunta dall'uomo nei suoi rapporti con i suoi simili, che va ben oltre il concetto espresso dal commediografo latino Plauto 2 dell'homo homini lupus, che non ha certamente bisogno di essere tradotto nella sua fulminante eloquenza. La tragedia che si è compiuta e che ha causato la morte di milioni di Ebrei è stata documentata da fotografie crude, che opportunamente sono state inserite in alcuni testi scolastici di Storia senza censure di sorta, perché uno dei sistemi per non dimenticare è proprio quello di colpire visivamente lo studente, cittadino di domani. Il grande regista britannico Alfred Hitchcock si rese subito conto dell'importanza della documentazione di tale abominio e della maligna eventualità che un giorno qualcuno avrebbe negato l'enormità dell'accaduto; egli consigliò perciò agli operatori militari che entravano nei campi di sterminio, le cui condizioni di non vita erano rimaste sconosciute ai cittadini europei fino all'ingresso degli eserciti alleati in essi, di effettuare riprese senza interruzioni e di ricorrere il più possibile al "campo lungo" per evitare che qualcuno in seguito potesse sostenere che tali immagini fossero frutto di montaggi appositi e di manomissioni. La documentazione diretta dei testimoni e delle immagini e quella "indiretta" dei testi, saggi o romanzi, sull'accaduto è fondamentale, e va nella direzione indicata da Primo Levi nei versi che fanno da introduzione a Se questo è un uomo*: "Meditate che questo è stato..." L'opera di Levi è probabilmente il più alto documento storico e letterario della Shoah', per ciò che descrive, per ciò che analizza all'interno della mentalità del prigioniero e, per quanto possibile, dell'aguzzino, ed è capitale per riflettere sulla natura umana e su quanto la cultura sia importante per salvare l'uomo spiritualmente, aspetto questo comprovato dall'episodio in cui Levi ripensa alle sue letture dantesche, effettuate in ambito scolastico. Per cercare di capire la situazione in Germania è utile leggere i romanzi di Helga Schneider Il rogo di Berlino*, ma soprattutto Lasciami andare, madre* la cui autrice, una bimba durante la seconda guerra mondiale, è stata segnata dal fatto di essere stata abbandonata, insieme al padre e al fratello minore, dalla madre che volle servire la follia nazista prestando la propria opera all'interno di un lager. La cinematografia è senz'altro uno strumento utile per venire a sapere, ricordare, riflettere, soprattutto perché è un media che consente di raggiungere un grande numero di persone; a questo proposito vanno ricordati i due film, entrambi recenti e giustamente premiati, di Steven Spielberg e di Roberto Benigni La lista di Schindler* e La vita è bella*, oltre al meno conosciuto Train de vie*. Queste opere cinematografiche trattano con strumenti diversi, la tragicità più esplicita e realistica il primo, una leggerezza rispettosa tipica della commedia, benché amara, il secondo, l'ironia Yiddish3 il terzo, l'atrocità della Shoah' e risultano senz'altro validi nell'avvicinare a tale evento anche un pubblico giovanile. [Solito utilizzo di memorie di letture o di film.] La conclusione è per me un atto di riconoscenza per un'esperienza di tanti anni fa, ma indimenticabile e si riferisce all'importanza di ascoltare e saper ascoltare chi, ancora tramite la sua voce e la sua presenza, ci può testimoniare l'esperienza del campo di sterminio. Non riporterò qui quanto ho ascoltato dalla viva voce di un testimone, di un uomo che fu catturato perché partigiano e che scampò alle minacce del lager per farsi strumento di memoria per tutti quelli meno fortunati di lui che non tornarono e ai quali chiedeva di rivolgere un pensiero e un applauso al termine del suo racconto, per rompere il silenzio sospeso che le sue parole creavano. Mi basta ricordarne il nome, significativo e predestinante, di Angelo, le cui parole restano vive in coloro ai quali un destino fortunato ha offerto la straordinaria opportunità di incontrarlo e ascoltarlo. TEMI DI ORDINE GENERALE (EVENTUALMENTE BASATI SUL COMMENTO DI UNA FRASE) Innanzi tutto si legge e si rilegge la frase per assimilarne bene il contenuto e soprattutto il messaggio, la si spiega rapidamente facendo riferimento all'autore, ma solo se sufficientemente conosciuto, e, seguendo una scaletta frutto delle nostre prime riflessioni e basata sulle regole che vogliamo darci per stendere il tema (corrisponde alla bozza del progetto-componimento), la si commenta seguendo riflessioni personali, facendo riferimento alle nostre conoscenze culturali in senso lato (esperienze vissute, letture di libri e/o giornali, canzoni, film, altri autori, poesie etc. conosciuti in ambito non solamente scolastico). E' comunque SEMPRE necessario partire dalla frase o "arrivarci" considerandola il punto finale della nostra riflessione anche riprendendola, eventualmente, alla conclusione. 2 Cfr. Plauto, Asinaria, II, 4, 88. Il termine indica la lingua, la letteratura, la cultura popolari tipiche degli ebrei ashkenaziti, cioè di origine tedesca 3 13 Appare superfluo ricordare che il contenuto della frase ci può trovare sia d'accordo sia contrari: alla luce di ciò è utile sviluppare il tema secondo le personali impressioni e non tentando di dare l'interpretazione che sembrerebbe all'allievo essere condivisa dall'insegnante che correggerà l'elaborato. Un esempio di tema di ordine generale (tipologia D) Alla luce degli ultimi avvenimenti mondiali e del riesplodere di fenomeni di sopraffazione e di terrorismo, che hanno investito le più diverse nazioni, l'allievo sviluppi le sue riflessioni a proposito di questa affermazione di Goya: "Il sonno della ragione genera mostri" (dai Commentari ai Capricci n. 43). Si ritiene che ulteriore motivo di riflessione possa essere l'attualità di tale traccia, assegnata all'Esame di Maturità del 1979. Svolgimento [Introduzione, partendo dal riferimento storico contenuto dal titolo, attingendo alle conoscenze in proprio possesso e cogliendo lo spunto di riflessione suggerito sempre dalla traccia.] Il 1979 è nella memoria uno di quegli anni duri, anni di piombo, come sono stati chiamati in seguito con una definizione felicemente triste, durante i quali sembrava che la ragione fosse stata dimenticata da uomini che volevano destabilizzare la società democratica attraverso il ricorso alla violenza. Il 1979 è un anno caratterizzato da attentati, da ferimenti, da agguati: è l'anno che segue il 1978, che ha portato cambiamenti significativi in Italia e nel mondo con l'elezione a Presidente della Repubblica Italiana di Sandro Pertini, il Presidente che ha riconciliato i cittadini con le istituzioni, e con l'elevazione al Soglio di Pietro di Giovanni Paolo II, preludio di tanti avvenimenti nell'Europa orientale, ma che ha anche portato il rapimento e l'assassinio di Aldo Moro. Nel 1979 la commissione preposta alla scelta dei temi da assegnare ai maturandi indicò questa famosa frase di Goya come spunto di una delle tracce, affinché gli studenti di allora, oggi ormai più che quarantenni, potessero riflettere sulle cause delle violenze che imperversavano in quegli anni, preparandosi alla vita, a una vita sperabilmente migliore, non caratterizzata da violenza e sopraffazione. Si trovano oggi di fronte a quella stessa frase i figli dei maturandi di allora e scoprono quanto i concetti espressi in così poche parole siano ancora di drammatica attualità. Costoro si trovano a vivere in un paese (e in un mondo) certamente diverso da quello di venticinque anni prima, dove peraltro il terrorismo, debellato da tempo, è tornato a colpire, uccidendo intellettuali quali il Dott. D'Antona e il Prof. Biagi, un paese che ancora piange le sue vittime del terrorismo islamico. Il paese in cui essi vivono fa parte di un mondo dove gli attentati terroristici si sono verificati con effetti devastanti e dove la minaccia di gesti analoghi è costante. [Serie di domande retoriche, provocazioni, riferimenti attinti alle conoscenze personali, spiegazione del contenuto della frase in modo originale.] E allora, quella frase scelta per far riflettere, ma anche per educare, secondo una interpretazione dell'Esame di Maturità formativo e non solo tappa finale e formale di un ciclo di studi, non ha insegnato nulla? O meglio, venticinque anni di storia e tutti i millenni che li hanno preceduti non hanno insegnato nulla? Non sono serviti a nulla? O ancora che fine ha fatto il magistero della storia, tradizionalmente definita magistra vitae? Evidentemente i mostri, esseri umani dimentichi del verso di Dante "fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza", dimentichi in altre parole della loro ragione, che come dicevano gli illuministi è causa dell'uguaglianza di tutti gli esseri umani, sono stati sostituiti da altri mostri, che vestono altre divise, che servono altre bandiere, che sono uniti dalla stessa volontà di distruzione. La frase di Goya è veramente illuminante nell'indicare la causa di ogni violenza, privata o pubblica che sia, nell'irrazionalità, nella bestialità di un istinto contro natura, che distrugge invece di costruire, che annienta il dialogo, che esaspera gli animi all'interno della società o della famiglia che ne è risultata vittima. [Interpretazione personale della frase, sempre con riferimenti attinti alle proprie conoscenze personali: NON SI INVENTA NULLA, MA SI SFRUTTA AL MEGLIO CIÒ DI CUI SI DISPONE] I mostri cui fa riferimento Goya sono il risultato della appannamento della ragione, dinanzi a uno scenario dove la civiltà, la cultura, il rispetto reciproco tramontano sostituiti dal frutto di un uso distorto delle capacità di discernimento di cui ogni uomo è dotato che portano alla sete di guadagno e alla volontà di vendetta, all'egoismo e alla ricerca del potere da esercitare ad ogni costo pur di prevalere sul nemico o su chi è presunto tale. Il sonno della ragione genera mostri conosciuti, che gravano minacciosi su tutta la comunità occhieggiando sinistramente dai telegiornali e dalle foto dei quotidiani e delle riviste, ma che prendono anche le sembianze dei "piccoli" criminali, degli sciagurati che avvelenano la nostra quotidianità, autori di reati minori, che ci rovinano una giornata, ma anche di atrocità inenarrabili, quali il matricidio o l'infanticidio. 14 Il sonno della ragione genera mostri che cambiano nel tempo, che prendono sembianze diverse che però sembrano manifestazioni più efferate della medesima natura che orribilmente forse fa parte della stessa specie umana, come hanno voluto dimostrare Stevenson, narrando le vicende di Jekill e Hyde, e Calvino, con le avventure del Visconte dimezzato. Il sonno della ragione fa emergere la faccia oscura e irrazionale, ma consapevolmente malvagia, che evidentemente si nasconde nei meandri della psiche umana e che emerge ogni qual volta la ragione viene messa da parte. [Conclusione con spunto finale ottimista.] Allora l'equilibrio tra bene e male appare veramente come l'emblema della precarietà, come una corsa sul filo di una lama [Si attinge anche indirettamente al proprio bagaglio culturale, inserendo un riferimento al titolo di un film per conferire maggiore efficacia e spessore culturale alle proprie affermazioni], nella quale devono sempre prevalere la ragione, la ponderatezza, la volontà di non rinunciare mai e poi mai al confronto, al dialogo, alla comprensione di chi la pensa diversamente, perché solo da questo atteggiamento, solo dal contatto con culture diverse, anche solo con idee diverse, può nascere il progresso. Solo così sui mostri che prendono via via le sembianze dei più spietati dittatori del Novecento, dei terroristi sanguinari, delle belve distruttive che hanno causato milioni di vittime con l'esplosivo, con i gas, con le armi nucleari, con la tortura fisica, con il condizionamento psicologico, prevarranno le immagini buone, positive, rassicuranti della faccia chiara e solare dell'umanità, quella che ama, aiuta, produce, dialoga, ragiona. PRIMA APPENDICE: IL CURRICULUM VITAE Benché il curriculum vitae non sia, almeno per il momento, previsto come tipologia da svolgere all'Esame di Stato, si fornisce qui di seguito un prontuario con istruzioni per approntare un tipo di scritto che potrà servire allo studente negli anni successivi al conseguimento del Diploma come strumento per presentare una domanda di lavoro. Il curriculum è un esempio di scrittura professionale, che serve a presentare se stessi in ambito lavorativo e che deve perciò essere scritto in modo chiaro, sintetico, utilizzando un linguaggio di registro formale che non consenta fraintendimenti dei contenuti. Esso deve riportare i dati anagrafici, col cognome rigorosamente preceduto dal nome, accompagnati dalla posizione nei riguardi dell'obbligo militare per i nati fino al 1985. Devono seguire i dati relativi alla formazione scolastica e alla cultura professionale in generale (corsi di specializzazione, conseguimento di PET o di Patente ECDL, stage, grado di conoscenza di lingue straniere), le esperienze lavorative e altre indicazioni utili quali il possesso della patente automobilistica o la disponibilità a frequenti spostamenti. Talvolta può risultare utile aggiungere informazioni relative ai traguardi professionali che il candidato si prefigge o a attività extra lavorative. La stesura del curriculum richiede attenzione particolare visto che riguarda un aspetto importantissimo come quello lavorativo; esso deve presentare in modo favorevole l'aspirante all'occupazione, affinché la richiesta venga accolta dal destinatario, ma non deve presentare esagerazioni di nessun tipo, né informazioni non veritiere. Anche la forma grafica deve essere curata particolarmente: si suggerisce di utilizzare un foglio bianco, di formato A 4, e di stendere il curriculum impiegando un sistema di videoscrittura, a meno che non venga richiesta espressamente la scrittura a mano. In quest'ultimo caso la grafia deve essere il più chiara possibile e, ovviamente, deve appartenere al firmatario del curriculum, anche se questi ritiene la propria calligrafia poco ordinata. Altrettanto ovvia è l'attenzione da porre nel controllo ortografico e sintattico; nella stesura si può ricorrere alla prima come alla terza persona, stando però attenti a non confonderle nel corso dello scritto. Per rendere di migliore impatto visivo il curriculum si possono distinguere le sue diverse parti, distanziandole. Il curriculum, che non va mai firmato, deve essere sempre inviato insieme a una lettera di accompagnamento, breve, per consentirne una rapida lettura, e curata nello stile che deve essere lineare e corretto, rivestendo essa quasi il ruolo di biglietto da visita dello scrivente. 15 UN ESEMPIO DI CURRICULUM CON LETTERA DI ACCOMPAGNAMENTO CURRICULUM VITAE GIORGIO BIANCHI nato a Novi Ligure (AL) il 21 gennaio 1982 residente a Novi Ligure in via D'Annunzio, 2 tel. 0143/123456 celibe servizio militare assolto in qualità di graduato di truppa, con l'incarico di radio telegrafista Formazione e studi * Diploma di Perito Industriale, indirizzo Elettronica e Telecomunicazioni, conseguito nel 2001 presso l'Istituto Tecnico Industriale "Giulio Ciampini" di Novi Ligure con la votazione di 90/100 * Conseguimento della Patente Europea di Informatica ECDL * Conoscenza scolastica della lingua inglese * Effettuazione di stage aziendale presso la ditta "ABC Computer" di Basaluzzo (AL) durante la frequenza della classe Quarta dell'I.T.I.S. * Corso di specializzazione in Tecnologie Informatiche di 120 ore conseguito in data 15 giugno 2003, certificato da Diploma finale rilasciato dalla Regione Piemonte Esperienze professionali Da gennaio 2003 a ottobre 2003: contratto a tempo determinato di tecnico apprendista presso la Impianti" di Viguzzolo (AL). ditta "DEF Obiettivi professionali Interessato a svolgere attività di tecnico in società del ramo informatico. Altre informazioni In possesso di patente di guida di tipo B; disponibile a spostamenti in ambito sia nazionale sia internazionale, senza escludere i Paesi extra europei. Hobby Viaggiare, trekking, calcio praticato a livello amatoriale. Giorgio Bianchi via D'Annunzio, 2 15067 Novi Ligure (AL) tel. 0143/123456 Spettabile GK Telecomunicazioni Srl Viale dei Tigli, 245 15100 Alessandria c. a. Ing. Rossi Novi Ligure, 15 maggio 2004 Egregio Ingegner Rossi, allegato alla presente Le invio il mio curriculum vitae. Da esso si possono desumere la mia formazione scolastica e altre informazioni relative alle mie esperienze professionali e alle mie attitudini. Tali esperienze, benché ancora non particolarmente ampie sono sostenute da iniziative di aggiornamento volte alla crescita della mia professionalità. Avendo saputo che la Sua società sta cercando personale da inserire nel proprio organico in qualità di tecnico, mi permetto di sottoporre alla Sua attenzione la mia candidatura, nella speranza che Lei possa trovare nel mio Curriculum i requisiti necessari per rivestire il suddetto incarico. Resto quindi a Sua disposizione per ogni eventuale chiarimento in merito alla mia richiesta di assunzione e, ringraziandoLa per l'attenzione che ha voluto prestarmi, Le rivolgo distinti saluti. Giorgio Bianchi 16 SECONDA APPENDICE: SCHEDE PER L'ANALISI DI UN TESTO POETICO E DI UN TESTO IN PROSA Per svolgere l'analisi di un testo poetico può essere utile seguire, in modo non schematico, una traccia che guidi il lavoro dello studente seguendo un criterio di ordine e organicità. A tal fine si propone la seguente scheda, da adattare a seconda dei casi e delle necessità. Struttura metrica Numero e tipo dei versi : bisillabo, trisillabo... Numero e tipo delle strofe : distico, terzina... Schema metrico : ABBA, ABAB... Lo schema metrico è libero o ben regolato? Genere poetico : lirica, epica... Figure foniche e di significazione Onomatopee : Allitterazioni : Enjambement : Anafore : Metafore : Similitudini : Analogie : Assonanze : Consonanze : Rime interne : Contenuti Luoghi indicati nel testo : Tempo indicato nel testo : Azioni : Personaggi : Reminiscenze da altre poesie o da altri testi che conosci : Versione in prosa -sul foglio-. Il linguaggio è semplice? Hai notato parole oggi non più in uso? Quali parole-chiave esprimono meglio il pensiero del poeta? L’argomento della poesia è unico oppure il poeta descrive più cose? Il testo è autobiografico oppure narrativo descrittivo? Analogamente si può procedere per un testo in prosa, che può essere proposto ai candidati dell'Esame di Stato, come finora accaduto negli anni scolastici 2000/2001 (brano tratto dal romanzo La luna e i falò di Cesare Pavese) e 2002/2003 (testo tratto dalla commedia Il piacere dell'onestà di Luigi Pirandello) e che deve essere affrontato con modalità analoghe a quelle del testo poetico, individuando però le evidenti differenze tra i due diversi metodi espressivi. Struttura Test di tipo: letterario/non letterario Genere al quale il testo dal quale il brano è stato tratto appartiene: novella, romanzo, saggio, commedia, dramma, tragedia ecc. Fabula e intreccio: la narrazione segue la fabula? Eventuale ricostruzione della fabula; motivazione della scelta dell'autore al riguardo. 17 Figure foniche e di significazione Onomatopee : Metafore : Similitudini : Ellissi : Contenuti Tipologia della narrazione (narratore interno o esterno, punto di vista, ricorso alla tecnica dello straniamento, ecc.): Luoghi indicati nel testo : Tempo indicato nel testo : Azioni : Personaggi : Frasi e concetti principali: Reminiscenze da altri testi, anche poetici, che conosci : Trama o riassunto: Il linguaggio è semplice? Hai notato parole oggi non più in uso? TERZA APPENDICE: GLOSSARIO MINIMO DI TERMINI UTILI ALL'ANALISI DEI TESTI Allitterazione: si verifica quando una stessa vocale o consonante o sillaba vengono ripetute all'inizio o all'interno di parole contigue e legate dal senso, in genere nello stesso verso. Produce particolari effetti musicali, anche con intento onomatopeico. Es. " Tanto gentile e tanto onesta pare" (Dante Alighieri) Anafora: consiste nella ripetizione di una parola o di un gruppo di parole all'inizio di più versi o frasi successive, allo scopo di enfatizzare, evidenziare, un determinato elemento. Come esempio si possono citare i "Piove" e l'imperativo "Taci" più volte ripetuti de La pioggia nel pineto di G. D'Annunzio. Analogia: tecnica espressiva, tipica della poesia moderna, che consiste nello stabilire rapporti inediti tra immagini diverse e prive di qualsiasi apparente legame logico. Es. "[...] tra il nero un casolare:/ un'ala di gabbiano." (G. Pascoli, Temporale) Assonanza: somiglianza di suono tra le ultime sillabe di due parole, che presentano uguali le vocali, ma diverse le consonanti. Es.: "[...] sì che par tu pianga/ ma di piacere; non bianca [...]". (G. D'Annunzio, La pioggia nel pineto) Consonanza: somiglianza di suono tra le ultime sillabe di due parole, che presentano uguali le consonanti, ma diverse le vocali. Es.: vento-canto. Enjambement: si ha quando la fine di un verso non coincide con la fine di una frase e la frase continua nel verso seguente (separando il soggetto dal proprio verbo, l'aggettivo dal nome cui si riferisce, dividendo con l'"andare a capo" una parola ecc.). Il poeta vi ricorre per dare maggior rilievo a singoli elementi dei versi o per creare una più intensa fluidità ritmica che modifichi la rigida scansione dei versi. Es. " Ma sedendo e mirando, interminati/ spazi di là da quella, e sovrumani/ silenzi [...]" (G. Leopardi, L'infinito) Metafora: indica la sostituzione di un termine con un altro che col primo intrattenga un rapporto di somiglianza. Viene definita una similitudine abbreviata di cui risulti taciuto l'avverbio di paragone: Achille è un leone corrisponde alla condensazione della similitudine Achille è forte come un leone. Onomatopea: vocabolo che riproduce o suggerisce il suono o il rumore della cosa o dell'animale cui si vuole fare riferimento. Es. " Un bubbolio lontano [...]"(G. Pascoli, Temporale) Ossimoro: figura retorica che consiste nell'accostare, in una medesima locuzione, elementi che si contraddicono a vicenda. Es. "Ghiaccio bollente". Similitudine: cioè somiglianza. È una figura retorica che istituisce un paragone tra immagini, cose, persone e situazioni, attraverso la mediazione di avverbi di paragone. Es. "Furbo come una volpe". Sinestesia: associazione, all'interno di un'unica immagine, di sostantivi e aggettivi appartenenti a sfere sensoriali diverse, che danno vita a un'immagine nuova. Es. " Dai calici aperti si esala/ l’odore di fragole rosse." (G. Pascoli, Il gelsomino notturno) Testo letterario: persegue uno scopo estetico, utilizza un linguaggio polisemico, cioè con più significati, esplica una funzione poetica, rappresenta un mondo fantastico. Esempi: poesie, novelle, romanzi. Testo non letterario: persegue uno scopo pratico, utilizza un linguaggio univoco, oggettivo, rappresenta un mondo reale. Esempi: articoli giornalistici, guide, libri d'istruzione. 18 Bibliografia S. Nicola G. Castellano, Dossier Prima Prova, Torino, Petrini Editore, 2001 P. Allasia, Fare con le parole, Garzanti Scuola, 2002 M. Carlà R. Merlante, Itinerari e linguaggi, Palermo, Palumbo Editore, 2000 F. Roncoroni M. Sboarina, I modelli testuali, Milano, A. Mondadori Scuola, 1992 A. Mariotti M. C. Sclafani A. Stancanelli, Nuovo Libro Giallo, Firenze, D'Anna, 2003 C. Cartiglia, Storia e ricerca, Il Novecento, Torino, Loescher, 2002 Idea e coordinamento: Prof.ssa Patrizia Patri Testi: Prof. Guido Rosso Opuscolo finalizzato ad un uso interno all'Istituto, del quale si diffida la diffusione non autorizzata. Nota: il presente lavoro, frutto della personale esperienza professionale e delle riflessioni dei curatori, persegue l'unico scopo di fornire un ausilio agli studenti dell'I.T.I.S. "G. Ciampini" attraverso un testo, con finalità pratiche, il più semplice possibile per prepararsi ad affrontare in modo più sereno e consapevole la Prima prova scritta dell'esame di Stato. Indice Premessa.........................................................................................................................................pag. 2 L'analisi testuale.............................................................................................................................. pag. 3 Un esempio di analisi di testo poetico (tipologia A)...........................................................................pag. 4 Il saggio breve................................................................................................................................pag. 7 L'articolo di giornale........................................................................................................................pag. 8 Un esempio di articolo di giornale (tipologia B) di Ambito tecnico - scientifico..................................pag. 9 Il tema............................................................................................................................................pag. 11 Temi di argomento storico..............................................................................................................pag. 11 Un esempio di tema di argomento storico (tipologia C)...................................................................pag. 12 Temi di ordine generale..................................................................................................................pag. 14 Un esempio di tema di ordine generale (tipologia D)......................................................................pag. 14 Prima appendice: il curriculum vitae...............................................................................................pag. 15 Seconda appendice: scheda per l'analisi di un testo poetico...........................................................pag. 17 Terza appendice: glossario minimo di termini utili per l'analisi dei testi...........................................pag. 18 Bibliografia.....................................................................................................................................pag. 19 19
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