Tecnologia Meccanica Proff. Luigi Carrino – Antonio Formisano Tenacità e resilienza Tecnologia Meccanica Proff. Luigi Carrino – Antonio Formisano COMPORTAMENTO DUTTILE E FRAGILE Comportamento a trazione di un materiale fragile (Brittle) e di uno duttile (Ductile) Tecnologia Meccanica Proff. Luigi Carrino – Antonio Formisano FRATTURA DUTTILE Alta deformazione plastica e lenta propagazione della cricca a) Inizio della strizione b) Coalescenza delle cavità ed inizio della rottura c) Propagazione della frattura interna d) Estensione della frattura alla sezione resistente e) Rottura (per coppa e cono) Tecnologia Meccanica Proff. Luigi Carrino – Antonio Formisano FRATTURA DUTTILE La rottura avviene dopo una deformazione plastica Il cedimento che mette fine al comportamento elastico è causato dallo scorrimento di piani cristallini, che si verifica su piani inclinati di circa 45° rispetto alla direzione di applicazione della forza dove le tensioni tangenziali sono massime Tecnologia Meccanica Proff. Luigi Carrino – Antonio Formisano FRATTURA FRAGILE Rottura che avviene dopo una piccola (o in assenza di) deformazione plastica Il cedimento consiste nella perdita di coesione fra gli atomi, fenomeno che porta al distacco frontale del materiale Tipica dei ceramici e di alcuni metalli Un materiale fragile è un materiale che si rompe dopo un allungamento percentuale di circa il 5% Tecnologia Meccanica Proff. Luigi Carrino – Antonio Formisano FRATTURA FRAGILE Le fratture fragili nei metalli sono dovute a difetti come: •pieghe •porosità •strappi e cricche •danni da corrosione •infragilimento da idrogeno Tecnologia Meccanica Proff. Luigi Carrino – Antonio Formisano FRATTURA FRAGILE Il comportamento a rottura di un materiale dipende da molti fattori. In particolare, contribuiscono alla rottura fragile: •Stato di tensione triassiale (es: in prossimità di un intaglio) •Bassa temperatura •Alta velocità di deformazione (un materiale che si rompe duttilmente in una prova di trazione può rompersi fragilmente in una prova di impatto) Tecnologia Meccanica Proff. Luigi Carrino – Antonio Formisano FRATTURA DUTTILE E FRAGILE Frattura duttile Frattura fragile Tecnologia Meccanica Proff. Luigi Carrino – Antonio Formisano TENACITÀ E RESILIENZA La tenacità è una misura della quantità di energia che un materiale è in grado di assorbire prima di giungere a rottura Si definisce resilienza la capacità che ha un materiale di resistere alla rottura a flessione per urto L’inverso della resilienza fornisce indicazioni sulla fragilità del materiale: quanto più grande è la resilienza, tanto più piccola risulta la fragilità Tecnologia Meccanica Proff. Luigi Carrino – Antonio Formisano PROVA DI RESILIENZA (UNI 4431 / UNI EN 10045) La macchina per eseguire la prova di resilienza è nota con il nome di Pendolo di Charpy. Il pendolo di Charpy consiste in una pesante mazza che scende per gravità dall’alto, incontra sulla sua traiettoria pendolare una provetta unificata, la rompe e continua la sua corsa oltre la provetta risalendo fino ad una certa quota. Tecnologia Meccanica Proff. Luigi Carrino – Antonio Formisano PROVA DI RESILIENZA (UNI 4431 / UNI EN 10045) La macchina è tarata per dare immediatamente su un quadrante il valore dell’energia assorbita dalla provetta. Oltre alla provetta, anche gli appoggi della macchina e la testa della mazza che colpisce la provetta devono possedere forma e dimensioni unificate per garantire alla prova valori attendibili, confrontabili e ripetibili. Tecnologia Meccanica Proff. Luigi Carrino – Antonio Formisano PROVA DI RESILIENZA (UNI 4431 / UNI EN 10045) Il lavoro assorbito dalla provetta nell’urto è dato dalla differenza fra l’energia posseduta dal pendolo all’inizio della sua corsa e l’energia posseduta nella posizione finale, quando è risalito oltre la provetta. Tecnologia Meccanica Proff. Luigi Carrino – Antonio Formisano PROVA DI RESILIENZA (UNI 4431 / UNI EN 10045) L’energia disponibile prima della caduta è data dal peso P del pendolo moltiplicato per l’altezza di caduta H. L’energia posseduta dal pendolo quando risale è dato dal peso P moltiplicato per l’altezza h di risalita. Tecnologia Meccanica Proff. Luigi Carrino – Antonio Formisano PROVA DI RESILIENZA (UNI 4431 / UNI EN 10045) Quindi il lavoro per rompere la provetta è dato da: L = (P H) – (P h) Dividendo L per la sezione S0 della provetta in corrispondenza del taglio, si ottiene l’indice di resilienza: K = L/S0 Tecnologia Meccanica Proff. Luigi Carrino – Antonio Formisano PROVA DI RESILIENZA (UNI 4431 / UNI EN 10045) PROVETTE UNIFICATE Per rendere attendibile la prova di resilienza è necessario utilizzare provette unificate aventi precise caratteristiche dimensionali e di forma Le provette normali hanno sezione quadrata con lato 10 mm e lunghezza di 55 mm; durante il prelievo si deve evitare ogni riscaldamento o raffreddamento che potrebbe alterare le proprietà del materiale Le provette hanno un intaglio a “U” e a “buco di chiave” profondi 5 mm, oppure a “V” profondo 2 mm Per i materiali non ferrosi si può usare la provetta Mesnager con intaglio a “V” profondo 2 mm A secondo del tipo di provetta usata varia il simbolo della resilienza Tecnologia Meccanica Proff. Luigi Carrino – Antonio Formisano PROVA DI RESILIENZA (UNI 4431 / UNI EN 10045) Le norme prescrivono che la macchina deve rendere disponibile un’energia nominale di 300±10 J e che la velocità di impatto deve risultare compresa nell’intervallo 5÷5.5 m/s La superficie della provetta dopo la rottura si presenterà poco riflettente e di aspetto fibroso se la rottura è stata di tipo duttile, cioè preceduta da una notevole deformazione plastica Nel caso di frattura fragile la superficie di rottura si presenterà riflettente; la deformazione plastica è praticamente nulla I risultati vengono espressi con la seguente simbologia: KU nel caso di provino con intaglio a U KV nel caso di provino con intaglio a V Se le condizioni di prova non sono quelle normali è necessario completare il simbolo con altre indicazioni: energia disponibile della macchina e le dimensioni della provetta Tecnologia Meccanica Proff. Luigi Carrino – Antonio Formisano PROVA DI RESILIENZA (UNI 4431 / UNI EN 10045) La temperatura normale di prova è 23±5°C Per prove a temperature differenti, la provetta deve essere immersa nel mezzo di raffreddamento o riscaldamento per un tempo sufficiente a far raggiungere all’intera provetta la temperatura prescritta e non devono trascorrere più di 5s tra il prelevamento a temperatura controllata e la fine della prova I valori di resilienza possono variare sensibilmente; infatti a basse temperature la resilienza assume valori decisamente inferiori a quelli ottenuti a temperatura superiore Inoltre, si evidenzia un campo di temperature in cui i valori di resilienza subiscono una brusca variazione Tecnologia Meccanica Proff. Luigi Carrino – Antonio Formisano PROVA DI RESILIENZA (UNI 4431 / UNI EN 10045) TRANSIZIONE DUTTILE-FRAGILE Tecnologia Meccanica Proff. Luigi Carrino – Antonio Formisano PROVA DI RESILIENZA (UNI 4431 / UNI EN 10045) TRANSIZIONE DUTTILE-FRAGILE Tecnologia Meccanica Proff. Luigi Carrino – Antonio Formisano PROVA DI RESILIENZA (UNI 4431 / UNI EN 10045) TRANSIZIONE DUTTILE-FRAGILE Influenza del tenore di carbonio Tecnologia Meccanica Proff. Luigi Carrino – Antonio Formisano CURIOSITÀ Affondamento del Titanic: il Titanic era costruito con acciaio con temperatura di transizione duttile-fragile a 32°C. Il giorno dell’affondamento, la temperatura del mare era -2°C; ciò rese la struttura molto fragile e suscettibile al danneggiamento.
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