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15 maggio 2014 V F - "G.Deledda" Trieste

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ISTITUTO TECNICO STATALE
“Grazia Deledda” - Trieste
AD INDIRIZZO SCIENTIFICO BIOLOGICO SANITARIO
ESAME DI STATO
conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore
istituito con Legge 10. 12. 1997, n° 425
DOCUMENTO DEL CONSIGLIO DI CLASSE
a. s. 2013/2014
Classe quinta
Sezione F
Redatto il 15 maggio 2014
affisso all'albo il _______________
Docente coordinatore della classe: Prof.ssa Giovannina Ritacco
Composizione del Consiglio di Classe
DOCENTE
MATERIA INSEGNATA
Valentina Baldas
Francesca Sartori
Francesca Sartori
Isabella Hohl
Religione
Italiano
Storia ed Educazione Civica
Lingua straniera Inglese
Giovannina Ritacco
Antonio Spadavecchia
Psicologia e Pedagogia
Elementi di Diritto, Economia e
Sociologia
Igiene e Puericultura
Contabilità e Statistica
Economia domestica e Tecnica
organizzativa
Musica e canto corale
Educazione fisica
Ec. Dom. e Tec. Org.
Esercitazioni e Tirocinio
Giovannina Ritacco
Roberto Bussani
Giovannina Ritacco
Marina Masiero
Gianfranco Benfatto
Tiziana Scaggiante
FIRMA DEL
DOCENTE
IL DIRIGENTE SCOLASTICO
PRESENTAZIONE
L'Istituto "Grazia Deledda" realizza da un ventennio una maxi-sperimentazione
autonoma a indirizzo biologico-sanitario rilasciando un titolo di maturità scientifica, pur
distinguendosi dal Liceo Scientifico, orientato prevalentemente sulle scienze
matematiche, per il particolare approfondimento delle scienze sociali e chimicobiologiche.Con il Decreto Ministeriale 7.10.1998 n° 383 il "Grazia Deledda" è diventato
un Istituto Tecnico, ma ha mantenuto quella identità che ne ha garantito il successo
presso l'utenza scolastica, fornendo agli allievi una preparazione che li rende idonei
all'accesso a tutti i corsi Universitari e, in particolare, a quelli medici e paramedici, e a
numerosi corsi professionali di specializzazione.
PROFILO FORMATIVO DELL'INDIRIZZO DI STUDIO
CONOSCENZE: cultura generale in ambito umanistico e scientifico con approfondimento
delle discipline socio-sanitarie.
- Condizioni del processo educativo e miglioramento delle sue variabili;
- Fattori che comportano un’influenza positiva sulle persone, compresi i linguaggi non
verbali;
- Strutture di accoglimento e di istituzione sul territorio;
- Strumenti tecnologici per ridurre gli svantaggi;
- Elementi di psicologia generale, sociale e della pedagogia.
COMPETENZE: operatività nella ricerca, raccolta ed elaborazione di informazioni e dati,
nel lavoro di laboratorio, in interventi assistenziali e sociali.
- Organizzare e gestire gli interventi concreti diretti a conseguire l’evoluzione delle
capacità e delle attitudini degli ospiti della comunità e del singolo soggetto in
difficoltà;
- Incrementare condizioni ambientali favorevoli allo sviluppo delle capacità dei
soggetti e rispondenti ai loro bisogni, a quelli dell’individuo e del gruppo;
- Stimolare nel minore, nell’adulto e nell’anziano reazioni attive che abbiano valore per
la sua integrazione nel tessuto sociale e comunitario;
- Effettuare azioni di mediazione tra la vita di comunità e i vari soggetti presenti nel
territorio;
CAPACITÀ: acquisizione del metodo scientifico come modalità di approccio critico alle
diverse problematiche e di abilità comunicative attraverso strumenti appropriati.
- Contribuire, avvalendosi anche dell’aiuto di esperti, ad eliminare o attenuare le
cause che influiscono negativamente nel processo formativo, rieducativo e nei
rapporti interpersonali;
- Potenziare e valorizzare i fattori che comportano un’influenza positiva sui destinatari
degli interventi;
- Acquisire competenze all’utilizzo di software per la gestione di una comunità;
- Svolgere attività legate alla capacità di condurre lavori di gruppo e di coinvolgere
nell’attività gli operatori e i membri della comunità;
- Sostenere e promuovere iniziative di aggregazione.
- Saper negoziare l’intervento, organizzare lo stesso ed il proprio lavoro, valutando
possibili problematiche.
PRESENTAZIONE DELLA CLASSE E SUO EXCURSUS STORICO
La classe, iniziamente costituita da 37 unità, nel corso dell'anno scolastico ha subito una
riduzione numerica dovuta al superamento delle assenze e, di conseguenza, alla
mancata valutazione e/o al profitto negativo in quasi o tutte le discipline scolastiche.
Una alunna si è ritirata per problemi di salute e si presenterà agli esami di stato come
candidata esterna. Alla fine del primo quadrimestre è pervenuta una richiesta di
un'allieva DSA e, in data 24 marzo è stato presentato un Piano Didattico
Individualizzato concordato con l'alunna, maggiorenne; il consiglio di classe ha
deliberato misure compensative tra cui tempi più lunghi per l'esecuzione delle prove,
tener conto del contenuto delle stesse e non della forma, e infine, all'occorrenza,
l'utilizzo del computer.
La classe si è dimostrata fin dall’inizio eterogenea e con una preparazione soddisfacente
dimostrando un impegno costante e una discreta partecipazione in aula, anche se i
risultati raggiunti, per alcuni corsisti, non sempre sono stati positivi. Nel gruppo classe
vanno evidenziati diversi studenti che hanno dimostrato maggiore costanza e
collaborazione tali da conseguire risultati eccellenti.
Nel corso dell'anno scolastico, l'insegnamento della lingua inglese è stato svolto sino al
07/04/2014 dall'insegnante nominata ad inizio di anno e dal 08/04/2014 sino a
conclusione delle lezioni da un insegnante supplente.
I docenti della classe si sono periodicamente confrontati tra di loro, sia in via formale
che informale, per tenere la situazione sotto controllo e per studiare le opportune
strategie didattiche nei momenti più significativi. A conferma dell’atteggiamento
positivo, collaborativo e rispettoso degli obblighi scolastici, della gran parte della classe,
i risultati conseguiti sono da considerarsi positivi.
Numero complessivo degli studenti
20
Numero di studenti regolari
Numero di ripetenti nel triennio
Numero di ripetenti di quinta
Numero di studenti provenienti da altre Scuole
Situazione in ingresso con riferimento ai risultati dello scrutinio del penultimo anno di
corso ed ai debiti formativi attribuiti agli studenti
media voti (M)
M=6
6<M≤7
7<M≤8
8 < M ≤ 10
CONTINUITA' DIDATTICA
numero studenti
%
Nel corrente anno scolastico il Consiglio di Classe è composto da 9 docenti dei quali 4
non in servizio presso questo Istituto in precedenza.
SINTESI DEL PERCORSO FORMATIVO
(ALLA DATA DELLA STESURA DEL DOCUMENTO)
Tempi scolastici
Materie
Ore previste
Ore svolte
Ore da svolgere
(ore settimanali x 33)
Religione
33
22
3
Italiano
99
91
9
Storia
66
53
8
Esercitazioni tec. org.
66
57
6
Economia. domestica e
99
75
9
Tecnica organizzativa
Lingua e letteratura inglese
99
83
9
Contabilità e statistica
66
59
6
El.diritto, economia e
66
47
6
sociologia
Psicologia e pedagogia
165
149
15
Igiene e puericultura
165
124
15
Educazione musicale
66
52
6
Tirocinio di psicologia e
99
72
9
pedagogia
Educazione Fisica
33
28
3
ore totali
1122
*
*
* le eventuali ore mancanti sono state impegnate per uscite didattiche e progetti esterni
(vedi Esperienze progettuale realizzate)
Tipologie delle attività svolte
Lezione frontale
X
Tirocinio
X
Lavoro di gruppo
X
Audiovisivi
X
Laboratorio
X
Multimedialità
X
INTERESSE
STUDENTI
E
IMPEGNO
NELLA
PARTECIPAZIONE
DEGLI
Gli studenti hanno seguito le lezioni con interesse e partecipazione anche per le attività
extracurricolari proposte con produzione ed elaborazione di materiale autonomo.
STRATEGIE MESSE IN ATTO DALLA COMPONENTE DOCENTI PER
TENERE SOTTO CONTROLLO IL PROCESSO EDUCATIVO
PROGRAMMATO (CONS. DI CLASSE, RIUNIONI DIPARTIMENTALI,
CORSI DI AGGIORNAMENTO, ECC.)
I docenti si sono incontrati periodicamente, per tutta la durata dell'anno scolastico, per
confrontarsi vicendevolmente sugli sviluppi didattici e disciplinari della classe. Sono stati
attivati, al bisogno, all’interno dei singoli ambiti disciplinari, momenti di rinforzo della
formazione per garantire il conseguimento degli obiettivi curricolari e attività di tutoring
nei moduli di recupero e nel periodo dal 10/02 al 14/02/2014.
Si sono tenute sei riunioni del Consiglio di Classe, di cui due per la sola componente
docenti, anche allo scopo di risolvere problemi posti dai rappresentanti degli studenti
nelle loro assemblee, nei margini di decisionalità consentiti dai regolamenti scolastici
nazionali.
ESPERIENZE PROGETTUALI REALIZZATE
Nel corrente anno scolastico sono state attivate le seguenti esperienze progettuali:
1. Partecipazione ad un ciclo di incontri organizzato nell’Istituto con tematiche
afferenti :
2. Conferenza: Giovani e Volontariato
3. Progetto ragazzi stagione sinfonica patrocinato dal Teatro Verdi con la
partecipazione a due spettacoli
4. Percorso trasversale fra Religione, Italiano e Storia che ha previsto due uscite
didattiche sul territorio, con visita alla Sinagoga di Trieste e alla Risiera di S.
Sabba
DISCIPLINE COINVOLTE
Psicologia e pedagogia, Igiene e puericultura, Economia domestica e tecniche
organizzative, Musica e canto corale, Tirocinio.
DOCENTI COINVOLTI
Tutti quelli riferiti alle discipline di cui sopra.
MODALITÀ DI REALIZZAZIONE
Attività interne all’istituto, con presenza di esperti invitati;
uscite per assistere ad eventi programmati, nell’ambito di iniziative pubbliche.
VALUTAZIONE DEL CONSIGLIO DI CLASSE "SUGLI EFFETTI DI
RITORNO" DELLE INIZIATIVE INTER-EXTRA-PARASCOLASTICHE
NEL PROCESSO EDUCATIVO (VIAGGI DI ISTRUZIONE, VISITE
GUIDATE, CORSI EXTRACURRICOLARI, TEATRO, ECC.)
Il Consiglio di Classe ritiene che le iniziative programmate siano state pienamente
conformi all’indirizzo di studio del corso, abbiano arricchito il bagaglio culturale degli
studenti e che vadano quindi valutate come assolutamente positive, stante anche il
gradimento e l’interesse manifestato dagli allievi per tali iniziative.
ATTIVITA’ PROGRAMMATE NEL PERIODO COMPRESO TRA LA
STESURA DEL DOCUMENTO FINALE E L'INIZIO DELL'ESAME
Tutti i docenti utilizzeranno il restante periodo dell’anno:
A. per completare i rispettivi programmi;
B. per ripetizioni, collegamenti, esercitazioni, simulazioni, approfondimenti, valutazioni,
e preparazione immediata alle prove d’esame, con particolare riferimento al
colloquio e alla terza prova scritta.
CONSIDERAZIONI PARTICOLARI DEL CONSIGLIO DI CLASSE
•
Iniziative realizzate nell'Istituto per il nuovo esame di Stato
1. Informazioni agli studenti sulle modalità del nuovo Esame di Stato
2. esercitazioni nelle singole materie secondo le tipologie di terza prova proposte
nelle simulazioni
3. adozione delle diverse tipologie indicate dal Ministero per la prima e seconda
prove scritte.
Sono state effettuate due simulazioni della terza prova, afferenti a gruppi di materie:
1. 26/03/201
Igiene
Musica
Storia
Educazione fisica
2. 14/04/2014
Psicopedagogia
Contabilità e Statistica
Elementi di diritto ed economia
Esercitazioni di Tec. Organizzativa
Economia domestica e tecnica organizzat
Una simulazione di prima prova (Italiano) 14/03/2014 e una simulazione di seconda
prova (Inglese) 18/03/2014
•
Tipologia della terza prova scritta indicata alla Commissione d'esame
La tipologia delle prove somministrate è stata:
1. tipologia B: quesiti a risposta singola;
2. tipologia C: quesiti a risposta multipla.
ALLEGATI:
1. Programmi dettagliati per materia
2. Esempi di terza prova con griglia di valutazione
Discliplina:
I.R.C.
Docente:
prof.ssa Valentina Baldas
TESTI IN ADOZIONE
Non è stato adottato alcun testo.
SITUAZIONE E PROFITTO DELLA CLASSE
Gli alunni che hanno scelto di avvalersi dell’I.R.C. erano 14, nel corso dell’anno
scolastico 2 persone si sono ritirate. Il gruppo classe, composto da 12 persone è molto
eterogeneo per età ed anche per provenienza scolastica pregressa. Questo ha
condizionato in maniera significativa il dialogo educativo che comunque nel complesso
ha portato a risultati del tutto sufficienti per l’intera classe. Solo alcuni studenti hanno
dimostrato una buona capacità di approfondimento ed una discreta capacità di
rielaborazione personale dei contenuti anche in un’ottica interdisciplinare.
OBIETTIVI
Le competenze che si sono volute sviluppare:
- sviluppare un maturo senso critico e un personale progetto di vita, riflettendo sulla
propria identità nel confronto con il messaggio cristiano, aperto all’esercizio della
giustizia e della solidarietà in un contesto multiculturale;
- cogliere la presenza e l’incidenza del cristianesimo nella storia e nella cultura per una
lettura critica del mondo contemporaneo.
Conoscenze specifiche.
Lo studente:
- studia il rapporto della Chiesa con il mondo contemporaneo, con riferimento ai
totalitarismi del Novecento, ai nuovi scenari religiosi, alla globalizzazione e migrazione
dei popoli, alle nuove forme di comunicazione;
- conosce le linee di fondo della Dottrina Sociale della Chiesa.
Abilità.
Lo studente:
- si confronta con gli aspetti principali delle messaggio cristiano e ne verifica gli effetti
nei vari ambiti della società e della cultura;
- individua, sul piano etico-religioso, le potenzialità e i rischi legati allo sviluppo
economico e sociale, alla globalizzazione e alla multiculturalità, alle nuove tecnologie e
modalità di accesso al sapere.
METODOLOGIA DIDATTICA
le lezioni sono state:
-
Frontali Con l’utilizzo delle T.I.C., soprattutto per l’analisi di opere d’arte,
musica, filmati, immagini.
Interattive, brainstorming, focus group.
VERIFICA E VALUTAZIONE
La valutazione avviene attraverso il dialogo educativo.
PROGRAMMA DETTAGLIATO
Lo sviluppo della dottrina sociale della Chiesa: Rerum Novarum e Caritas in Veritate.
Homo oeconomicus e la creazione di valore condiviso.
“Il dott. Niù” dal testo di Stefano Benni.
Decent Work e la centralità dell’uomo nella prospettiva dell’etica economica.
Il linguaggio e la comunicazione.
Il linguaggio simbolico e le comunità cristiane dei primi secoli.
Il linguaggio religioso.
Comunicazione del religioso nel mondo contemporaneo: nella pubblicità, nella musica e
nei media in generale.
Dal sacro alla secolarizzazione, la perdita di significato del linguaggio religioso.
Dal 15 maggio si intende fare:
I modelli culturali dall’inizio del novecento ad oggi, come si evolve la percezione della
religione e della spiritualità nell’ultimo secolo.
Nelle ultime lezioni dal 15 maggio a fine anno scolastico si intende svolgere i seguenti
argomenti:
La nascita di nuove forme di religiosità: dalla New Age al sincretismo religioso.
La teorizzazione dell’ateismo dal punto di vista filosofico.
Pillole di filosofia:
Freud
Nietzsche, Aforisma n° 125 da “La Gaia Scienza”.
Marx.
SIMULAZIONE DI PROVA SCRITTA
I.R.C. non è inserita nelle simulazioni di terza prova.Trieste, 15 maggio 2014
L’ insegnante
Valentina Baldas
Discliplina:
ITALIANO
Docente:
prof.ssa Francesca Sartori
TESTI IN ADOZIONE
M. Magri, V. Vittorini, Il nuovo fare letteratura, Paravia, Milano 2009, volumi 3A e 3B
S. Guglielmino, Guida al Novecento, Principato, Milano 2009
SITUAZIONE E PROFITTO DELLA CLASSE
La classe VF si è dimostrata fin dall’inizio una classe molto variegata e con una
preparazione nella maggior parte dei casi scarsa. Un cospicuo numero di studenti si è
ritirato nel corso dell’anno a causa delle numerose assenze e, di conseguenza, della
mancata valutazione e/o del profitto negativo in quasi o tutte le discipline scolastiche.
La restante parte dei frequentanti ha dimostrato un impegno costante e una discreta
partecipazione in classe, anche se i risultati raggiunti non sempre risultano positivi;
soprattutto per quanto riguarda la produzione scritta si denotano alcune difficoltà legate
all’uso dell’Italiano scritto, mentre nell’esposizione orale molti allievi hanno incontrato
difficoltà legate alla padronanza della lingua e all’utilizzo di una terminologia più
specifica. Nel gruppo classe vanno evidenziati alcuni studenti che hanno dimostrato un
impegno costante conseguendo risultati più che positivi e, in un caso, brillanti.
In generale la motivazione verso l’attività scolastica è stata costante durante l’anno
scolastico, anche se nell’ultimo periodo del secondo quadrimestre si è verificato un calo
dell’attenzione e un impegno discontinuo verso la disciplina oggetto di studio.
Le carenze di base riscontrate all’inizio dell’anno scolastico e le difficoltà evidenziate
dagli studenti sia nella produzione di testi scritti sia nell’esposizione orale non hanno
impedito, tuttavia, il normale svolgimento del programma.
I rapporti con l’insegnante sono stati improntati al rispetto reciproco, anche se in un
caso si è verificato un episodio spiacevole a proposito della simulazione della Prima
prova d’Esame.
OBIETTIVI
- rafforzare la motivazione allo studio e la consapevolezza del valore educativo e
formativo della scuola
- sviluppare le potenzialità degli allievi rafforzando le loro capacità di auto –
orientamento
- sviluppare l’attenzione alla complessità, il rispetto della diversità e la disponibilità alle
relazioni sociali
- favorire la conoscenza di sé e l’acquisizione di fiducia nelle proprie capacità
- favorire la partecipazione attiva alla vita della scuola, la collaborazione nelle attività di
gruppo e il rispetto delle diverse opinioni
- favorire la capacità di dare risposte idonee a problemi più complessi e articolati
- favorire la conoscenza e il rispetto dei diritti e dei doveri delle varie componenti
scolastiche
- favorire lo sviluppo di un comportamento responsabile e corretto nella vita sociale e
professionale
- promuovere e incentivare la conoscenza della Storia della letteratura italiana ed
europea
METODOLOGIA DIDATTICA
Si è scelto di privilegiare lo svolgimento di lezioni frontali e interattive accompagnate da
approfondimenti da vari libri di testo, da monografie e da materiale didattico vario,
nonché dalla visione di filmati d’epoca sui principali autori del Novecento, tratti dagli
archivi del sito di rai educational.
VERIFICA E VALUTAZIONE
In Italiano sono state effettuate due verifiche scritte e due orali per quadrimestre,
utilizzando tipologie diverse per facilitare il processo di apprendimento, in vista delle
diverse prove d’esame.
La valutazione delle singole prove ha tenuto conto dei risultati conseguiti in relazione
agli specifici obiettivi prefissati e ha riguardato sia l’acquisizione di contenuti e la loro
rielaborazione sia la correttezza dell’esposizione, sul piano lessicale e linguistico, sulla
base di criteri specifici e condivisi.
La valutazione finale ha tenuto in considerazione il miglioramento rispetto alla
situazione iniziale, sia nel profitto che nell’attenzione, l’interesse e la partecipazione,
misurati attraverso gli interventi in classe, la puntualità nell’esecuzione dei compiti e la
collaborazione con l’insegnante e con i compagni.
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
Mancanza assoluta di conoscenze
Conoscenze quasi assenti. Mancanza di organizzazione dei contenuti ed
esposizione gravemente stentata e scorretta.
Conoscenze frammentarie, espressione disorganica, gravi errori di
comprensione e di applicazione delle conoscenze. Difficoltà di organizzazione
dei contenuti. Esposizione stentata e scorretta.
Conoscenze superficiali o mnemoniche. Qualche errore nella comprensione e
nella applicazione. Carenze espositive che comunque non oscurano il
significato del discorso.
Conoscenze indispensabili anche se non approfondite e settoriali. Corretta
esecuzione di compiti semplici, applicazione e rielaborazione guidata delle
conoscenze. Esposizione sostanzialmente corretta, a tratti imprecisa.
Conoscenze complete anche se non approfondite. Applicazione e
rielaborazione corrette e coerenti delle conoscenze. Esposizione chiara e
corretta.
Conoscenze complete e approfondite. Comprensione ed applicazione logiche,
corrette e precise. Rielaborazione e sintesi autonome. Esposizione
appropriata, organica e fluida.
1-2
3
4
5
6
7
8
Conoscenze ampie, complete e coordinate. Applicazione e organizzazione
autonoma delle conoscenze e delle procedure acquisite. Esposizione propria
fluida, disinvolta, personale nello stile.
9-10
PROGRAMMA DETTAGLIATO
Programma svolto fino al 15 maggio:
La poetica naturalista.
Il Verismo: caratteristiche generali.
G. Verga: vita, opere e poetica.
Il ciclo dei “vinti”.
Lettura integrale della novella “Rosso Malpelo”.
“I Malavoglia”: lettura, analisi e commento di alcuni passi.
C. Baudelaire e la poetica simbolista. Lettura e analisi della poesia “Corrispondenze”
tratta dai “Fiori del male”
G. Carducci: vita, opere e poetica.
“Il pianto antico”: lettura e analisi.
Il Decadentismo: caratteristiche generali.
G. Pascoli: vita, opere e poetica.
“Myricae”- Lettura e analisi di “Lavandare” e “Novembre”.
G. D’Annunzio: vita, opere e poetica.
Il superuomo dannunziano e la figura del poeta-vate.
“Alcyone” – “La pioggia nel pineto”: lettura e analisi.
La poesia delle avanguardie: i crepuscolari e i futuristi.
G. Gozzano: la vita e la poetica.
Lettura e analisi della poesia “La signorina Felicita, ovvero la Felicità”.
F. T. Marinetti e “Il manifesto dei futuristi”.
I “Vociani” e il panorama culturale italiano dei primi del Novecento.
S. Slataper e “Il mio Carso”. Lettura dell’incipit.
L. Pirandello: vita, opere e poetica.
I romanzi, le novelle e le opere teatrali.
“Il fu Mattia Pascal”: cenni generali.
I. Svevo: vita, opere e poetica.
“La coscienza di Zeno”: lettura, analisi e commento di alcuni passi dell’opera.
La poetica dell’Ermetismo.
G. Ungaretti: vita, opere e poetica.
Le poesie dal fronte: lettura, analisi e commento di alcune poesie tratte dal “Porto
sepolto” (“In memoria”; “Veglia”; “Sono una creatura”; “San Martino del Carso”;
“Fratelli”).
U. Saba. Vita, opere e poetica.
Lettura e analisi di alcune poesie dal “Canzoniere”: “A mia moglie”; “La capra”; “Il
torrente”; “Città vecchia”; “Trieste”.
E. Montale: vita, opere e poetica.
Lettura e analisi di alcune poesie da “Ossi di seppia” e “Le occasioni”: “I limoni”; “Non
chiederci la parola”; “Meriggiare pallido e assorto”; “Spesso il male di vivere”; “Cigola la
carrucola del pozzo”; “Forse un mattino andando in un’aria di vetro”.
P. Levi e la Shoah. Letture da “Se questo è un uomo”.
Programma che si intende svolgere dopo il 15 maggio:
C. Levi, “Cristo si è fermato a Eboli”.
Il neorealismo fra cinema e letteratura.
La letteratura della Resistenza: C. Pavese e B. Fenoglio.
P. Paolo Pasolini: la vita, le opere, la poetica.
I. Calvino: vita, opere e poetica.
IL caso Gadda.
SIMULAZIONE DI PRIMA PROVA SCRITTA
Svolgi la prova, scegliendo una delle quattro tipologie qui proposte
TIPOLOGIA A
Analisi del testo
E. MONTALE, Casa sul mare
Il viaggio finisce qui: nelle cure
meschine che dividono l'anima che
non sa più dare un grido. Ora i minuti
5 sono uguali e fissi come i giri di ruota20
della pompa. Un giro: un salir d'acqua
che rimbomba. Un altro, altr'acqua, a
tratti un cigolio.
Il viaggio finisce a questa spiaggia
che tentano gli assidui e lenti flussi.
Nulla disvela se non pigri fumi la
marina che tramano di conche i soffi
10
25
leni: ed è raro che appaia nella
bonaccia muta tra l'isole dell'aria
migrabonde la Corsica dorsuta o la
Capraia.
Vorrei dirti che no, che ti s'appressa
l'ora che passerai di là dal tempo;
forse solo chi vuole s'infinita, e
questo tu potrai, chissà, non io.
Penso che per i più non sia salvezza,
ma taluno sovverta ogni disegno,
passi il varco, qual volle si ritrovi.
Vorrei prima di cedere segnarti
codesta via di fuga labile come nei
sommossi campi
del mare spuma o ruga. Ti dono
anche l'avara mia speranza. A. nuovi
tra l'isole dell'aria migrabonde la
15
30 giorni, stanco, non so crescerla:
Corsica dorsuta o la Capraia.
l'offro in pegno al tuo fato, che ti
scampi.
Tu chiedi se così tutto vanisce in
Il cammino finisce a queste prode che
questa poca nebbia di memorie; se
rode la marea col moto alterno. Il tuo
35
nell'ora che torpe o nel sospiro del
cuore vicino che non m’ode salpa già
frangente si compie ogni destino.
forse per l'eterno.
Eugenio Montale (Genova, 1896. Milano, 1981) è il maggiore esponente della
poesia italiana del pieno Novecento. Le sue varie raccolte sono apparse tra il 1925
(Ossi di seppia) e il ‘77. Nel 1975 ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura.
Nella sua poesia è molto presente il paesaggio della costa ligure. Già nelle prime
liriche Montale esprime il suo forte pessimismo e al contempo la sua tensione
all'assoluto, l'ansia di una salvezza, che di solito è affidata all'opera di una donna,
con la quale il poeta dialoga intensamente. l'impianto delle sue liriche è spesso
narrativo ed evoca luoghi, persone, eventi e oggetti della vita quotidiana, perfino
congegni meccanici, che si caricano di significati metaforici e simbolici.
1. Comprensione del testo. Dopo una o più letture dell'intero testo, esponi (in non
più di quindici righe) il contenuto informativo della lirica: con quale scena questa si
apre, quali scene o situazioni si susseguono strofa per strofa, quale tema è svolto
nel dialogo tra il poeta e la persona (una donna) che gli sta accanto.
2. Analisi del testo
2.1. Molte parole indicano il viaggio (o il movimento) e il tempo (o l'immobilità, la
fine): sono come due fili che s'intrecciano per esprimere il tema di fondo della
lirica. Cerca (e sottolinea in modo diverso) le parole dell'uno e quelle dell'altro filo
e commenta il contrasto che ne deriva.
2.2. Qual è l'elemento dominante del paesaggio? Raccogli e commenta
brevemente i vocaboli che si riferiscono a questo elemento. C’è anche un secondo
elemento che lo accompagna? Questo secondo elemento ha anche un significato
metaforico?
2.3. Che effetto produce, in questo scenario così ampio, l'immagine della pompa
idraulica con il suo monotono ritmo? E il riferimento così preciso dato dal titolo?
2.4. Nella terza e nella quarta strofa si svolge un fitto dialogo con l'altra persona:
sottolinea tutti gli elementi linguistici (pronomi, aggettivi possessivi, forme verbali)
che indicano il .tu e l' io e interpreta il significato di questo confronto tra due
destini.
2.5. Spiegazioni puntuali del testo. Che cosa sono le conche del v. 11 e le isole
dell'aria migrabonde del v. 14. Che cosa significano le espressioni: l'ora che torpe
del v. 18; prima di cedere del v.27; solo chi vuole s'infinita del v. 22; ‘l'avara mia
speranza. A nuovi giorni, stanco, non so crescerla dei vv. 31-32.
2.6. I versi sono quasi tutti di una stessa misura: quale? Ce ne sono di sdruccioli?
Riconosci degli enjambement? Segnala le vere e proprie rime e le assonanze o
consonanze.
3. Interpretazione complessiva e approfondimenti
Esponi il significato complessivo della lirica montaliana, rifacendoti ad altri testi
dell'Autore, se ti sono noti, alle caratteristiche della situazione generale, sociale e
politica, dell'Italia dell'epoca, alle tendenze che si manifestavano allora nella
letteratura italiana e, se possibile, in quella europea.
TIPOLOGIA B
Redazione di un saggio breve o di un articolo di giornale
(puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti)
CONSEGNE
Sviluppa l'argomento scelto o in forma di "saggio breve" o di "articolo di giornale",
utilizzando i documenti e i dati che lo corredano. Se scegli la forma del "saggio
breve", interpreta e confronta i documenti e i dati forniti e su questa base svolgi,
argomentandola, la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue
conoscenze ed esperienze di studio.
Da' al saggio un titolo coerente con la tua trattazione e ipotizzane una destinazione
editoriale (rivista specialistica, fascicolo scolastico di ricerca e documentazione,
rassegna di argomento culturale, altro).
Se lo ritieni, organizza la trattazione suddividendola in paragrafi cui potrai dare
eventualmente uno specifico titolo.
Se scegli la forma dell' "articolo di giornale", individua nei documenti e nei dati
forniti uno o più elementi che ti sembrano rilevanti e costruisci su di essi il tuo
'pezzo'. Da' all'articolo un titolo appropriato ed indica il tipo di giornale sul quale ne
ipotizzi la pubblicazione (quotidiano, rivista divulgativa, giornale scolastico, altro).
Per attualizzare l'argomento, puoi riferirti a circostanze immaginarie o reali
(mostre, anniversari, convegni o eventi di rilievo).
Per entrambe le forme di scrittura non superare le quattro o cinque colonne di
metà di foglio protocollo.
1. Ambito artistico letterario
Argomento: L'amicizia, tema di riflessione e motivo di ispirazione poetica nella
letteratura e nell'arte
1. AMBITO ARTISTICO - LETTERARIO
ARGOMENTO: l'amicizia, tema di riflessione e motivo di ispirazione poetica nella
letteratura e nell'arte
DOCUMENTI
Tutti sanno che la vita non è vita Guido, i. vorrei che tu e Lapo ed io
senza amicizia, se, almeno in parte, si fossimo presi per incantamento e
vuole vivere da uomini liberi. [.] Allora messi in un vasel, ch.ad ogni vento
è vero quanto ripeteva, se non erro, per mare andasse al voler nostro e
Architta di Taranto [.] .Se un uomo mio; sì che fortuna od altro tempo
non
ci
potesse
dare
salisse in cielo e contemplasse la rio
anzi,
vivendo
natura dell'universo e la bellezza degli impedimento,
astri, la meraviglia di tale visione non sempre in un talento, di stare
gli darebbe la gioia più intensa, come insieme crescesse ‘l disio. E monna
dovrebbe, ma quasi un dispiacere, Vanna e monna Lagia poi con
perché non avrebbe nessuno a cui quella ch’è sul numer de le trenta
comunicarla.. Così la natura non ama con noi ponesse il buono
affatto l'isolamento e cerca sempre di incantatore: e quivi ragionar
appoggiarsi, per così dire, a un sempre d'amore, e ciascuna di lor
sostegno, che è tanto più dolce quanto fosse contenta, sì come i. credo
saremmo
noi.
DANTE
più è caro l'amico. CICERONE, De che
ALIGHIERI, Le Rime
amicitia
‘Renzo!’ disse quello, esclamando insieme e interrogando. ‘Proprio’, disse Renzo; e
si corsero incontro. ‘Sei proprio tu’ disse l'amico, quando furon vicini: oh che gusto
ho di vederti! Chi l'avrebbe pensato?’ [.] E, dopo un’assenza di forse due anni, si
trovarono a un tratto molto più amici di quello che avesser mai saputo d'essere nel
tempo che si vedevano quasi ogni giorno; perché all'uno e all'altro eran toccate di
quelle cose che fanno conoscere che balsamo sia all'animo la benevolenza; tanto
quella che si sente, quanto quella che si trova negli altri. Raccontò anche lui
all'amico le sue vicende, e n’ebbe in contraccambio cento storie, del passaggio
dell'esercito, della peste, d'untori, di prodigi. ‘Son cose brutte,’ disse l'amico,
accompagnando Renzo in una camera che il contagio aveva resa disabitata; ‘cose
che non si sarebbe mai creduto di vedere; cose da levarvi l'allegria per tutta la
vita; ma però, a parlarne tra amici, è un sollievo.
A. MANZONI, I Promessi Sposi, cap. XXXIII, 1827
Per un raffinamento di malignità sembrava aver preso a proteggere un povero
ragazzetto, venuto a lavorare da poco tempo nella cava, il quale per una caduta da
un ponte s'era lussato il femore, e non poteva far più il manovale. [.] Intanto
Ranocchio non guariva, e seguitava a sputar sangue, e ad aver la febbre tutti i
giorni. Allora Malpelo prese dei soldi della paga della settimana, per comperargli
del vino e della minestra calda, e gli diede i suoi calzoni quasi nuovi, che lo
coprivano meglio. Ma Ranocchio tossiva sempre, e alcune volte sembrava
soffocasse; la sera poi non c’era modo di vincere il ribrezzo della febbre, né con
sacchi, né coprendolo di paglia, né mettendolo dinanzi alla fiammata. Malpelo se
ne stava zitto ed immobile, chino su di lui, colle mani sui ginocchi, fissandolo con
quei
suoi
occhiacci
spalancati,
quasi
volesse
fargli
il
ritratto.
G. VERGA, Rosso Malpelo. Vita dei campi, 1880
‘Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?’ E’ una cosa da molto
dimenticata. Vuol dire creare dei legami...’. ‘Creare dei legami?’ ‘Certo’, disse la
volpe. ‘Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila
ragazzini. E non ho bisogno di te. Io non sono per te che una volpe uguale a
centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata.
Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi
fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E
poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il
grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste!
Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai
addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del
vento nel grano.’
A. de SAINT EXUPERY, Il piccolo principe, 1943
‘A me piace parlare con Nuto; adesso siamo uomini e ci conosciamo; ma prima, ai
tempi della Mora, del lavoro in cascina, lui che ha tre anni più di me sapeva già
fischiare e suonare la chitarra, era cercato e ascoltato, ragionava coi grandi, con
noi ragazzi, strizzava l'occhio alle donne. Già allora gli andavo dietro e alle volte
scappavo dai beni per correre con lui nella riva o dentro il Belbo, a caccia di nidi.
Lui mi diceva come fare per essere rispettato alla Mora; poi la sera veniva in cortile
a vegliare con noi della cascina.’
C. PAVESE, La luna e i falò, 1950
‘Non ricordo esattamente quando decisi che Konradin avrebbe dovuto diventare
mio amico, ma non ebbi dubbi sul fatto che, prima o poi, lo sarebbe diventato.
Fino al giorno del suo arrivo io non avevo avuto amici. Nella mia classe non c’era
nessuno che potesse rispondere all'idea romantica che avevo dell'amicizia, nessuno
che ammirassi davvero o che fosse in grado di comprendere il mio bisogno di
fiducia, di lealtà e di abnegazione, nessuno per cui avrei dato volentieri la vita. [.]
Ho esitato un po’ prima di scrivere che avrei dato volentieri la vita per un amico,
ma anche ora, a trent’anni di distanza, sono convinto che non si trattasse di
un’esagerazione e che non solo sarei stato pronto a morire per un amico, ma
l'avrei fatto quasi con gioia.’
F.UHLMAN, l'amico ritrovato, 1971
Mio vecchio amico di giorni e pensieri da quanto tempo che ci conosciamo,
venticinque anni son tanti e diciamo un po’ retorici che sembra ieri.
Invece io so che è diverso e tu sai quello che il tempo ci ha preso e ci ha dato: io
appena giovane sono invecchiato tu forse giovane non sei stato mai.
Ma d'illusioni non ne abbiamo avute o forse sì, ma nemmeno ricordo, tutte parole
che si son perdute con la realtà incontrata ogni giorno.
..............
Quei giorni spesi a parlare di niente sdraiati al sole inseguendo la vita, come
l'avessimo sempre capita, come qualcosa capito per sempre. ............
F. GUCCINI, Canzone per Piero, da Stanze di vita quotidiana, 1974
E’ notevole l'effetto di immediatezza con cui l'artista coinvolge lo spettatore nel suo
personale dialogo con l'amico che Raffaello sembra rassicurare con la sua serafica
espressione del volto e con la mano appoggiata sulla sua spalla.
RAFFAELLO, I capolavori, a cura di N. Baldini, Rizzoli 2003
RAFFAELLO, Autoritratto con un amico, 1518-1519, Museo del Louvre, Parigi
2. Ambito socio-economico
Argomento: La riscoperta della necessità di «pensare».
DOCUMENTI
«A che serve la filosofia? A niente, e a nessuno. Non serve, anzitutto perché non
ha uno scopo cui essere asservita. E non serve a nessuno, dal momento che se ha
una storia e una tradizione è perché non conosce autorità. Ovunque e in nessun
luogo la filosofia si dispiega come libero esercizio del pensiero, che si sottrae a
qualunque rigida norma o definizione. Se incontra un qualche confine è solo per
oltrepassarlo, come hanno compreso molti tra quelli che invadono in questi giorni
Modena in occasione del «Festival Filosofia». Parecchi sono rimasti sorpresi dal
successo di una simile iniziativa, in un tempo, il nostro, che sembrerebbe sempre
più quello dell'indifferenza... Eppure, anche là dove pare sia nata, cioè nell’antica
Grecia, la ricerca filosofica aveva i propri «festival», come ci hanno mostrato
magnificamente i dialoghi platonici. Non era (come non è neanche oggi) una pura
e semplice celebrazione: il Socrate raccontato da Platone sapeva fin troppo bene
come chi infrange gli stereotipi del sacro e del profano, del giusto e dell’ingiusto
(noi diremmo di quello che è o non è politicamente corretto), rischi persino la vita,
poiché è con questa che alla fine il filosofo è costretto a fare i conti. Mi ha colpito a
Modena soprattutto la diffusa consapevolezza del carattere pubblico della filosofia,
della sua necessità di tradursi in un dialogo in cui qualunque «io» ha bisogno di un
«tu» per essere tale, in un dialogo che può portare anche (e forse deve) allo
scontro tra diverse ragioni - una sorta di lotta che si legittima nella capacità di
ciascuno di argomentare le proprie tesi, senza alcuna pretesa di disporre di una
qualche soluzione definitiva e che si concreta in un prender partito che impone
decisioni, anche radicali, senza per questo misconoscere il diritto di quelle altrui.»
G. GIORELLO, Filosofia in piazza. Cercando il dialogo fuori dalle accademie, IL
CORRIERE DELLA SERA, 21/9/2003
« Tra le tendenze culturali positive del 2003 dobbiamo registrare quella che
chiameremo la «filosofomania». Non saremo ai milioni di persone che costituiscono
l'audience dei giochi a quiz o dei varietà televisivi; ma - udite udite - stiamo
assistendo a una ripresa d'interesse generalizzata per la disciplina descritta dai
detrattori come quella «con la quale e senza la quale si rimane tale e quale». È
solo una moda passeggera o c’è di più? «Direi che dopo la caduta delle ideologie
classiche, la filosofia da una parte si è affrancata dal vassallaggio nei confronti
della politica, dall'altra ha trovato nuovi canali di espressione nei mezzi di
comunicazione di massa (televisione, giornali). Questo processo si è poi incontrato
con una spinta proveniente dal basso. Dopo la crisi delle grandi chiese ideologiche,
vere e proprie agenzie donatrici di senso (in primis il Partito), e dopo un breve ma
stancante periodo di fast food intellettuale procacciato dalle televisioni, cioè di
consumo rapido e commerciale di idee e stili di vita, emerge con chiarezza che,
come esseri umani, non possiamo fare a meno di un bisogno personale di
orientamento. La filosofia deve restare una disciplina rigorosa, non una collazione
di idee o citazioni edificanti. Ferma restando questa esigenza, è molto positivo che
la filosofia torni nell'agorà e si esplichi nel dialogo e attraverso l'oratoria e la
persuasione. È un ritorno a Socrate. La filosofia è spirito critico. In questo senso
essa può dare molto alla società. Non però nel senso che i filosofi abbiano una
voce privilegiata nel dibattito pubblico, ma in quello che la funzione filosofica, che
può essere svolta da chiunque, è un lievito straordinario per la vita in comune. In
questo
senso
la
filosofia
è
profondamente
democratica».
Intervista a Remo Bodei, in Corrado OCONE, Prendiamola con filosofia, IL
MATTINO, 30/12/2003
«Nulla e nessuno è mai completamente al riparo dal luogo comune, dal fanatismo,
dalla stupidità. Anche la filosofia è in grado di provocare, e ha certamente
provocato, disastri, non diversamente dalla scienza. Ciò accade soprattutto quando
si combini con saperi più o meno occulti ed esoterici, tradizionalisti o apocalittici.
Ma, in generale, possiamo affermare che, proprio come la scienza, la filosofia nel
suo insieme non è certo priva di ambiguità. Eppure, ne abbiamo sempre più
bisogno, la voglia di filosofia cresce, e forse paradossalmente cresce proprio in
Italia, il paese più «ricco» di cattedre e istituzioni. La filosofia può scendere dal
piedestallo specialistico e avvicinarsi ai problemi delle persone. Il suo campo
d’azione si dilata alle «zone calde» della nostra cultura: le neuroscienze, le scienze
sociali, l’etica economica, per non parlare della bioetica.»
Mario BAUDINO, Ricca e vestita vai, filosofia, LA STAMPA, 29/4/2003
«La filosofia richiede una meditazione solitaria, ma ha anche l'esigenza di
comunicare, discutere e mettere alla prova le idee in uno spazio pubblico. In
termini provocatori, si occupa di luoghi comuni. Simili alle piazze o ai punti di
incontro in cui gli uomini scambiano i loro prodotti ed elaborano i loro vissuti, essi
non sono da confondere con le banalità. Si tratta piuttosto di zone di estrema
condensazione e sedimentazione di esperienze e di interrogativi, virtualmente
condivisi da tutti perché toccano esperienze inaggirabili, sebbene poco esprimibili
in discorsi che non risultino superficiali (la vita, la morte, la verità, la bellezza, la
condotta morale, l'amore). La maggior parte di noi, in questi casi, è come quei cani
ai quali, si dice, manca solo la parola. La grande filosofia al pari della grande arte
dà loro voce in forma perspicua, articolata e premiante. Ognuno di noi, nascendo,
trova un mondo già fatto, ma in costante trasformazione, a causa del succedersi
nel tempo delle generazioni e del mescolarsi nello spazio geografico di popoli e
civiltà. Ognuno comincia una nuova storia, al cui centro inevitabilmente si pone.
Nel corso della vita cerca così di dare senso agli avvenimenti in cui è impiegato,
alle idee che gli attraversano la mente, alle passioni che lo impregnano e ai
progetti che lo guidano. Di quali basi e criteri affidabili può disporre? ... Per
comprendere la funzione e la rilevanza della filosofia contro quanti ritengono che
non giunga alle certezze della scienza, alle consolazioni della fede o al fascino delle
arti, compiamo un esperimento mentale, proviamo ad immaginare come sarebbe il
nostro mondo senza di essa».
Remo BODEI, Perché c’è fame di filosofia, IL MESSAGGERO, 19/9/2003
«Il filosofo si riconosce dal fatto che egli ha, inseparabilmente, il gusto
dell'evidenza e il senso dell'ambiguità. Ciò che del filosofo è caratteristico è il
movimento incessante che dal sapere riconduce all'ignoranza e dall'ignoranza al
sapere. La debolezza del filosofo è la sua virtù. Il mistero è in tutti come è in lui.
Che cosa dice il filosofo dei rapporti dell'anima col corpo se non ciò che ne sanno
tutti gli uomini? Che cosa insegna sulla morte, se non che è nascosta nella vita,
come il corpo nell'anima? Il filosofo è l'uomo che si risveglia e che parla, e l'uomo
ha in sé, silenziosamente, i paradossi della filosofia, perché, per essere davvero
uomo, bisogna essere un po’ di più e un po’ di meno che uomo».
M. MERLEAU-PONTY, Elogio della filosofia, 1953
3. Ambito storico-politico
Argomento: Una Costituzione democratica per una Federazione Europea
DOCUMENTI
1.- Scheda: I 15 Capi di Stato e di Governo, riuniti a Laeken nel dicembre 2001,
hanno istituito una Convenzione (quasi una Costituente) di 105 membri titolari (di
cui 12 italiani), un centinaio di supplenti e 13 osservatori per redigere una bozza di
Carta costituzionale europea. Iniziata il 28 febbraio 2002, la Carta è stata
sottoposta alla discussione della Conferenza intergovernativa (Cig) nell'ottobre
2003, senza ottenerne l'approvazione per divergenze di vedute sul sistema di voto,
sul ruolo del presidente del Consiglio europeo e del ministro degli esteri, sulla
difesa, sulla composizione della Commissione (cons' dei ministri dell'UE), sul
governo dell'economia. Le oltre 60 domande poste alla Convenzione si possono
riassumere in quattro macro-questioni: 1. Ripartizione delle competenze tra UE e
gli Stati membri; 2. Semplificazione dei Trattati; 3. Statuto della Carta dei Diritti
fondamentali; 4. Ruolo dei Parlamenti nazionali all'interno della Federazione
Europea.
Opinioni critiche a confronto:
Il contesto politico in cui si sono svolti i lavori della Convenzione, la freddezza della
maggioranza dei governi degli Stati membri verso il progetto europeista; gelosia
dei paesi candidati per la riacquistata sovranità; diffidenze derivanti dalle
confliggenti posizioni sull'Iraq - non ha certamente favorito l'elaborazione di
soluzioni inequivocabilmente favorevoli al progresso e all'approfondimento
dell'integrazione. Non deve dunque stupire, alla luce della temperie del momento,
che la limitazione delle competenze dell'Unione sia una delle preoccupazioni
principali
cui
il
progetto
di
Costituzione
risulta
informato.
V. RANDAZZO, Quali indicazioni dal progetto di Costituzione? in ‘Il Pensiero
Mazziniano’, n. 4, 2003
Si profila, allora, una Costituzione «vera»? Con le sue istituzioni intrecciate con
quelle degli Stati Nazionali; con un sistema di diritti e di loro garanzie, a fruizione
comune (e duale) dei cittadini europei; con un sistema di legittimazioni
interdipendenti dall'ultimo comune delle Gallie alla Roma-Bruxelles del SenatoParlamento europeo; con una Corte di giustizia che esercita giurisdizione da «Stato
costituzionale»? Si può dire che sia Costituzione vera nel senso che l'Unione
Europea, superando i sogni dei federalisti, non partecipa del fenomeno «unione di
Stati» ma di quello, ben più invasivo, di unione di Costituzioni che si comunicano
reciprocamente legittimità, attraverso il diritto e attraverso canali differenziati ma
interdipendenti con i popoli europei. C’è, anzi, qualcosa di più: la possibile
configurazione delle istituzioni dell'Unione come istituzioni di garanzia reciproca fra
le costituzioni europee (quelle di ciascuno Stato membro e quella dell'Unione). Non
vi può essere, infatti, solitudine per la Costituzione europea in gestazione. Essa
nascerà già inserita in un blocco di costituzionalità che comprende le Costituzioni
nazionali degli Stati membri.-----------------------------------------------------------------A. MANZELLA, Dalla Convenzione alla Costituzione, in Il Mulino n. 409, 5/2003
Il merito della Convenzione fu di navigare abilmente controcorrente. Il progetto
attribuisce all'Europa una personalità giuridica, rafforza il concetto di cittadinanza
europea, estende i poteri del Parlamento, prolunga il mandato del presidente di
turno, crea un ministro degli Esteri, restringe il diritto di veto dei Paesi membri,
introduce il criterio democratico della doppia maggioranza (Stati e popolazione),
suggerisce l'itinerario per ulteriori progressi. Ma il salto di qualità federale non c’è
stato. Per alcune questioni fondamentali (esteri, difesa, fisco) vale ancora il
principio dell'unanimità, sinonimo d'impotenza. Vi è spazio per qualche decisivo
miglioramento? La risposta, purtroppo, è no.
S. ROMANO, l'Italia tra ambizioni e realismo, in CORRIERE DELLA SERA,
3/10/2003.
Preambolo della Costituzione EU: La nostra Costituzione si chiama democrazia
perché il potere non è nelle mani dei pochi, ma dei più. Eliminando il riferimento al
primato della ragione e alla tradizione illuministica, parimenti non si è voluto
inserire un esplicito riferimento alle radici cristiane. dell'Europa, come avrebbe
voluto il Papa Giovanni Paolo. L'Europa o è cristiana o non è Europa, in
considerazione delle diverse culture religiose europee. A questo proposito è stato
scritto che tale richiesta ..non si presenta infatti come un voler privilegiare la
religione cristiana a discapito di altre religioni oggi presenti nel territorio europeo,
ma [come un voler far] lievitare quell'umanesimo europeo formatosi tramite
l'inculturazione cristiana dell'Europa, che fu fenomeno di massa dei popoli insediati
su tale territorio.[.] l'inserimento nella Nuova Costituzione Europea del riferimento
alle radici cristiane significherebbe, ancora una volta, tener conto della gente, di
tutta la gente e non soltanto di una nuova classe di élites intellettuali..
V. GROSSI, Il riferimento alle radici cristiane., in l'OSSERVATORE ROMANO,
2/10/2003.
Nella bozza costituzionale, da un lato è cruciale il principio di un’economia di
mercato aperta e in libera concorrenza in un’ottica che è sempre stata
essenzialmente presente nell'Unione fin dal suo esordio nel Trattato di Roma del
1957, istitutivo della CEE, dall'altro lato è centrale il valore della solidarietà, solo
recentemente assurto nell'Unione allo stesso, massimo, grado di importanza della
libertà, l'uguaglianza, la tolleranza o la giustizia, cui è perfino dedicato l'intero
Titolo IV della Carta dei Diritti Fondamentali.[.] La bozza costituzionale definisce i
limiti e i modi dell'azione pubblica nel sistema economico, ispirandosi al principio,
introdotto con il Trattato di Maastricht, di sussidiarietà., oltre che di
.proporzionalità.[.]: in presenza di fallimenti del mercato, laddove quelli della
Pubblica Amministrazione non siano ancora maggiori, questa deve intervenire per
correggerli [.] o per contrastarli.[.] E palesemente debole la coerenza interna della
bozza costituzionale, laddove pone le politiche dell'occupazione fra quelle di mero
coordinamento attraverso indirizzi di massima da parte dell'Unione.
F. KOSTORIS PADOA SCHIOPPA, Efficienza e solidarietà, in IL SOLE 24 ORE,
5/10/2003.
4. Ambito tecnico-scientifico
Argomento: Il tempo della natura, i tempi della storia e quelli della poesia, il tempo
dell'animo: variazioni sul mistero del tempo
DOCUMENTI
«Il tempo è un dono prezioso, datoci affinché in esso diventiamo migliori, più
saggi, più maturi, più perfetti».
Th. MANN, Romanzo d'un romanzo, Milano, Mondadori, 1952
«Il Tempo con la «t» maiuscola è faccenda complicata assai, tale da sbatterci la
testa e rompersela... Perché, tanto per fare un esempio, la prima domanda che
viene spontaneamente è: il Tempo c’è stato sempre o è venuto fuori a un certo
punto? Pigliamo per buona la risposta di sant’Agostino: il Tempo non c’era, non
esisteva prima che Dio creasse il mondo, comincia ad esserci
contemporaneamente all'esistenza dell'universo. Ci sarebbe dunque una specie di
inizio del Tempo, tanto è vero che un fisico come Werner Heisenberg può scrivere
che «rispetto al tempo sembra esserci qualche cosa di simile a un principio. Molte
osservazioni ci parlano d'un inizio dell'universo quattro miliardi di anni or sono...»
Per amor del cielo, fermiamoci qua e non cadiamo in domande-trappola tipo: allora
che faceva Dio prima di creare il mondo? Ci meriteremmo la risposta: Dio stava
preparando l'inferno per quelli che fanno domande così cretine. Ma possono
esserci domande assai meno stupide, tipo: quando finirà il tempo? Se accettiamo
l'ipotesi sveviana di un mondo privo di uomini e di malattie che continua a rotolare
come una palla liscia di bigliardo nell'universo, dove è andato a finire il Tempo?
Sant’Agostino tagliava corto affermando che il tempo scorre solo per noi e forse
aveva ragione. Il Tempo finirà, come scrive Savater, quando «verrà il giorno che
metterà fine ai giorni, l'ora finale, l'istante oltre il quale termineranno le
vicissitudini, l'incerta sequela dei fatti, e non accadrà più nulla, mai».
A. CAMILLERI, Il Tempo, LA STAMPA, 24/5/2003
«Solo a livello macroscopico il tempo va sempre dal passato al futuro. A livello
microscopico, invece, le particelle di materia possono invertire il cammino e
tornare dal futuro al passato, diventando antiparticelle di antimateria. In tal modo,
le particelle che coincidono con le proprie antiparticelle, come ad esempio i fotoni
di cui è composta la luce, devono essere ferme nel tempo. E la distruzione
prodotta dall'incontro tra una particella e una sua antiparticella non è che
l'apparenza sotto la quale ci si presenta la sostanza, cioè il cambio di direzione di
una particella nel suo viaggio temporale».
P. ODIFREDDI, Feynman genio e buffone, LA REPUBBLICA, 5/12/2003
«La storia comincia esattamente laddove finisce il tempo naturale, il tempo ciclico
del ritorno degli eventi cosmici e naturali. Essa incarna invece il tempo dell'uomo in
relazione con altri, che si racconta, che inizia a organizzare la memoria del suo
passato sociale, a dare fondamento culturale e valore al suo potere.»
P. BEVILACQUA, Sull'utilità della storia, Roma, 1997
«La Storia, almeno come noi la concepiamo, è la narrazione di una serie di
avvenimenti situati nel Tempo. E se da esso Tempo si prescinde, il problema non
appartiene più al compito dello storico, appartiene eventualmente al mistico, al
teologo, al profeta, allo stregone. La Storia sta nel tempo, ma non è il Tempo. La
Storia è racconto. E il racconto (con l'avvenimento che esso racconta) sta nel
Tempo. Ma cos'è il Tempo? Di questa creatura misteriosa conosciamo alcune
abitudini: la non reversibilità (che però non è certa), i suoi commerci con lo spazio,
la sua relatività. E soprattutto abbiamo imparato a prendergli le misure, almeno
alcune, tipo sarti che si adattano ai capricci corporei del cliente: il tempo delle
stagioni, il tempo dei vari calendari che abbiamo escogitato o il tempo
astronomico, fatto di anni percorsi dalla luce. Di questo nostro coinquilino
esistenziale, che non sappiamo se stiamo attraversando o se sia lui che ci
attraversa, non conosciamo il volto. Non sappiamo che aspetto abbia. Tutto nel
Tempo. Tutta la nostra vita dentro il Tempo... Ma ci sono degli avvenimenti del
corso del Tempo che si prestano a equivoco. Essi, per loro rilevanza (.) inducono a
identificare le nostre storie e la Storia col Tempo. Il contenuto diventa cioè il
contenente... Questi avvenimenti, cioè, sembrano non essere creature nel Tempo,
ma creature che hanno il potere di comandare il Tempo, di dirigerlo, di
appropriarsene, di farlo loro. È come se con loro (o per loro) il Tempo si fosse
rotto, e fosse necessario dunque rimetterlo in movimento, caricare di nuovo
l'orologio.
»
A. TABUCCHI, Dopo il muro, LA REPUBBLICA, 2/10/2003
«C.è una storia quasi immobile, quella dell'uomo nei suoi rapporti con l'ambiente
che lo circonda; una storia che scorre e si trasforma lentamente, fatta molto
spesso di ritorni ricorrenti, di cicli sempre ricominciati. Al di sopra di questa storia
immobile, una storia lentamente ritmata: si direbbe senz’altro, se il senso
dell'espressione non fosse stato distorto, una storia sociale, quella dei gruppi e dei
raggruppamenti. C’è infine, la storia tradizionale, o se si vuole la storia in rapporto
non già all'uomo, ma all'individuo. Una storia dalle oscillazioni brevi, rapide,
nervose, la più appassionante, la più ricca di umanità, e anche la più pericolosa.
Siamo così arrivati a una scomposizione della storia su più piani, ovvero, se si
vuole, alla distinzione nel tempo della storia, d'un tempo geografico, d'un tempo
sociale e d'un tempo individuale. O ancora, se si preferisce, alla scomposizione
dell'uomo in una serie di personaggi.»
F. BRAUDEL, Civiltà e imperi del Mediterraneo nell'età di Filippo II, 1949,
Prefazione
«Il problema dell’uomo d’oggi? È senza dubbio quello di "sospendere il tempo". Per
capirsi meglio. E per capire anche ciò che di più tragico accade nella quotidianità».
Nasos Vaghenàs usa la poesia per farsi condurre fuori del tempo. «Lei scrive in
poesia per cercare, come è solito affermare, di "sospendere il tempo". Le riesce?
Da dove scaturisce questa necessità? » «L’uomo desidera trascendere se stesso. È
un’esperienza vitale che conduce tutte le nostre azioni. La poesia è una delle forme
superiori per fare questa esperienza. L’altra è sicuramente la religione; anzi,
questa è una forma ancora superiore - e lo riconosce uno che non è molto
religioso - perché ci porta al divino, a Dio stesso. D’altra parte, ritornando alla
poesia il tema del tempo è una costante. Anzi, diciamo pure che al fondo di ogni
opera d’arte c’è questo desiderio di superare i limiti umani che si materializzano,
appunto, dentro lo spazio temporale».-----------------------------------------------------F. DAL MAS , Con Ulisse al tempo dei kamikaze - Intervista al poeta greco
Vaghenàs, L’AVVENIRE, 18/1/2004
«Com’erano lunghi, senza fine, i giorni dell'infanzia! Un’ora era un universo,
un’epoca intera, che un semplice gioco riempiva, come dieci dinastie. La storia era
ferma, stagnava in quel gioco eterno. Quel tempo era davvero lunghissimo, fermo,
pieno di cose, di ogni cosa del mondo, e, in un certo modo, quasi eterno, come
quello del Paradiso Terrestre, che è insieme un mito dell'infanzia e dell'eternità. Ma
poi il tempo si accorcia, lentamente dapprima, negli anni della giovinezza, poi
sempre più in fretta, una volta passato quel capo dei trent’anni che chiude il vasto
oceano senza rive dell'età matura. Le azioni incalzano, i giorni fuggono, uno dopo
l'altro, e non c’è tempo di guardarli, di numerarli, di vederli quasi, che sono già
svaniti, lasciando nelle nostre mani un pugno di cenere. Chi ci ha cacciati dal
nostro paradiso? Quale peccato e quale angelo? Chi ci ha costretti a correre così,
senza riposo, come gli affaccendati passanti di un marciapiede di Manhattan? O
forse è proprio il tempo oggettivo, che, seguendo una sua curva matematica, si
accorcia progressivamente, fino a ridursi a nulla, nel giorno della morte? Quando ci
fermiamo del tutto, e viene la morte, il tempo diventa così infinitamente veloce che
è come se fosse di nuovo immobile, e ritorniamo in un’altra eternità, che forse è
quella stessa da cui eravamo partiti, o che forse è il nulla».
C. LEVI, l'Orologio, 1950
TIPOLOGIA C
Tema di argomento storico
I due volti del Novecento.
Da un lato esso è secolo di grandi conquiste civili, economiche, sociali, scientifiche,
tecniche; dall'altro è secolo di grandi tragedie storiche.--------------------------------Rifletti su tale ambivalenza del ventesimo secolo, illustrandone i fatti più
significativi.
TIPOLOGIA D
Tema di ordine generale
Il principio della legalità, valore universalmente condiviso, è spesso oggetto di
violazioni che generano disagio sociale e inquietudine soprattutto nei giovani.
Sviluppa l'argomento, discutendo sulle forme in cui i vari organismi sociali possono
promuovere la cultura della legalità, per formare cittadini consapevoli e aiutare i
giovani a scegliere un percorso di vita ispirato ai valori della solidarietà e della
giustizia.
GRIGLIE DI VALUTAZIONE
TIPOLOGIA A: ANALISI DEL TESTO LETTERARIO
Criteri
Punteggi
1
0.75
0.50
0.25
0
Comprensio
ne
complessiva
Pertinente
e rigorosa
Pertinente
ma
generica
Sommaria
Incomplet
a
Del tutto
errata
Analisi
Del testo
In modo
esauriente
Parziale
ma
corretta
Discreta
Con alcune
lacune
In modo
incompleto
Non del
tutto
riconoscibile
Poco
riconoscibil
e
Contestualiz
za- zione
accettabile
Lacunosa
Interpretazi
Piena
one del
individuazio
ne della
testo/origina
lità nelle
valenza
opinioni
espressiva
delle scelte
dell’autore/
eccellente
originalità
Approfondi Contestuali
mento
zzazione
completa
del testo
Parziale
In modo
gravemente
incompleto
Non esprime
una tesi
interpretativa
Completamen
te assente
P
Sintassi
Corretta
Lessico
Appropriat
o
Ortografia
Corretta
Semplicisti
ca
talvolta
involuta
Talvolta
generico
Qualche
errore
Molti errori
Scorretta
Elementare Trascurato
Improprio
Qualche
errore
Vari errori
Scorretta
Molto
scorretta
P : 7= x : 15
TIPOLOGIA B : ARTICOLO DI GIORNALE
Criteri
Punteggi
1
0,75
0,50
REGOLE
GIORNALISTICHE
STRUTTURA
DEL
DISCORSO
Pienamente Parzialmente Rispettate
rispettate
rispettata
superficialmente
Ordinata e Schematica Qualche
coerente
incongruenza
LINGUAG-GIO
GIORNALISTICO
SINTASSI
Efficace
Corretta
0,25
0
P
Scarsamente Non
rispettate
rispettat
e
Spesso
Disordina
incoerente
ta \
incoerent
e
Abbastanza Poco efficace Poco
Non
efficace
“giornalistico “giornalis
“
tico “
Semplicistica Qualche
Molti errori Scorretta
\ contorta
errore
LESSICO
Appropriata Talvolta
generico
Elementare
Trascurato
Impropri
o
ORTOGRAFIA
Corretta
Vari errori
Scorretta
Molto
scorretta
Qualche
errore
Il punteggio totale sarà trasformato in voto attraverso la seguente proporzione
P:6=x:15
Quindi x risulterà come voto assegnato al compito in questione.
TIPOLOGIA B : SAGGIO BREVE
Criteri
Punteggi
1
Aderenza
traccia /
informazione
Completa /
esauriente
0,75
Parziale /
corretta
0,50
0,25
Superficiale / Scarsa /
incompleta
molte
imprecisioni
0
Fuori
tema /
scorretta
P
Regole
giornalistiche
Pienamente
rispettate
Parzialmente
rispettate
Individuazione
tesi
Evidente
Per lo più
riconoscibile
Argomentazione Articolata e
sempre
presente
Soddisfacente
ma non
sempre
presente
Semplicistica
\ contorta
Rispettate
superficialmente
Poco
riconoscibile
Scarsamente Non
rispettate
rispettate
Appena
accennata
Non
espressa
Non bene
articolata
Spesso
assente
Assente
Qualche
errore
Molti errori
Scorretta
Sintassi
Corretta
Lessico
Appropriata
Talvolta
generico
Elementare
Trascurato
Improprio
Ortografia
Corretta
Qualche
errore
Vari errori
Scorretta
Molto
scorretta
Punteggiatura
Efficace
Accurata
Corretta ma Imprecisa
poco efficace
Scorretta
Il punteggio totale sarà trasformato in voto attraverso la seguente proporzione
P:8=x:15
Quindi x risulterà come voto assegnato al compito in questione.
TIPOLOGIA C-D : tema storico o di ordine generale
Criteri
Punteggi
1
Conoscenza dei
contenuti
Completa /
esauriente
0,75
Parziale /
corretta
Adeguatezza del
Pienamente
registro linguistico rispettata
Parzialmente
rispettata
Individuazione tesi Evidente
Per lo più
riconoscibile
Argomentazione
Articolata e
sempre
presente
0,50
0,25
0
Superficiale
/
incompleta
Rispettata
superficialmente
Poco
riconoscibile
Scarsa /
molte
imprecisioni
Scarsamente
rispettata
Fuori
tema /
scorretta
Non
rispettata
Appena
accennata
Non
espressa
Spesso
assente
Assente
Accettabile
Nullo
Molti errori
Scorretta
Soddisfacente Non bene
ma non
articolata
sempre
presente
Approfondimen-to Ottimo/eccel- Discreto
Qualche
e originalità nelle lente
spunto di
opinioni espresse originalità
originalità
Sintassi
Corretta
Semplicistica Qualche
\ contorta
errore
P
Lessico
Appropriata
Talvolta
generico
Elementare
Trascurato
Improprio
Ortografia
Corretta
Qualche
errore
Vari errori
Scorretta
Molto
scorretta
Il punteggio totale sarà trasformato in voto attraverso la seguente proporzione
P:8=x:15
Quindi x risulterà come voto assegnato al compito in questione
Trieste, 15 maggio 2014
L’insegnante
Francesca Sartori
Discliplina:
STORIA
Docente:
prof.ssa Francesca Sartori
TESTI IN ADOZIONE
M. Fossati, G. Luppi, E. Zanette, Passato presente 2 e 3, Mondadori, Milano 2006
R. Villari, Storia contemporanea, Laterza, Bari 2004
SITUAZIONE E PROFITTO DELLA CLASSE
La classe VF si è dimostrata fin dall’inizio una classe molto variegata e con una
preparazione nella maggior parte dei casi scarsa. Un cospicuo numero di studenti si è
ritirato nel corso dell’anno a causa delle numerose assenze e, di conseguenza, della
mancata valutazione e/o del profitto negativo in quasi o tutte le discipline scolastiche.
La restante parte dei frequentanti ha dimostrato un impegno costante e una discreta
partecipazione in classe, anche se i risultati raggiunti non sempre risultano positivi;
nell’esposizione orale, infatti, molti allievi hanno incontrato difficoltà legate alla
padronanza dei contenuti e all’utilizzo di una terminologia specifica. Nel gruppo classe
vanno evidenziati alcuni studenti che hanno dimostrato un impegno costante
conseguendo risultati più che positivi e, in un caso, brillanti. In generale la motivazione
verso l’attività scolastica è stata costante durante l’anno scolastico, anche se nell’ultimo
periodo del secondo quadrimestre si è verificato un calo dell’attenzione e un impegno
discontinuo verso la disciplina oggetto di studio. Le carenze di base riscontrate all’inizio
dell’anno scolastico e le difficoltà evidenziate da molti studenti nell’esposizione orale
non hanno impedito, tuttavia, il normale svolgimento del programma. I rapporti con
l’insegnante sono stati improntati al rispetto reciproco, anche se in un caso si è
verificato un episodio spiacevole a proposito della simulazione della Prima prova
d’Esame.
OBIETTIVI
-
rafforzare la motivazione allo studio e la consapevolezza del valore educativo e
formativo della scuola
sviluppare le potenzialità degli allievi rafforzando le loro capacità di auto orientamento
sviluppare l’attenzione alla complessità, il rispetto della diversità e la disponibilità alle
relazioni sociali
favorire la conoscenza di sé e l’acquisizione di fiducia nelle proprie capacità
favorire la partecipazione attiva alla vita della scuola, la collaborazione nelle attività di
gruppo e il rispetto delle diverse opinioni
favorire la capacità di dare risposte idonee a problemi più complessi e articolati
favorire la conoscenza e il rispetto dei diritti e dei doveri delle varie componenti
scolastiche
favorire lo sviluppo di un comportamento responsabile e corretto nella vita sociale e
-
professionale
promuovere e incentivare la conoscenza della Storia italiana, europea e mondiale
dalla fine dell’Ottocento al Novecento
-
METODOLOGIA DIDATTICA
Si è scelto di privilegiare lo svolgimento di lezioni frontali e interattive accompagnate da
approfondimenti da vari libri di testo, da monografie e da materiale didattico vario; è
stata fatta una visita guidata alla Risiera di San Sabba di Trieste per approfondire la
storia del nostro territorio durante la seconda guerra mondiale.
VERIFICA E VALUTAZIONE
Sono state effettuate due verifiche orali per quadrimestre, utilizzando tipologie diverse
per facilitare il processo di apprendimento, in vista delle diverse prove d’esame.
La valutazione delle singole prove ha tenuto conto dei risultati conseguiti in relazione
agli specifici obiettivi prefissati e ha riguardato sia l’acquisizione di contenuti e la loro
rielaborazione sia la correttezza dell’esposizione, sul piano lessicale e linguistico, sulla
base di criteri specifici e condivisi.
La valutazione finale ha tenuto in considerazione il miglioramento rispetto alla
situazione iniziale, sia nel profitto che nell’attenzione, l’interesse e la partecipazione,
misurati attraverso gli interventi in classe, la puntualità nell’esecuzione dei compiti e la
collaborazione con l’insegnante e con i compagni.
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
6<V< 7≤V 8≤V<
9≤
4≤V< 5≤V<
V=6
VOTO
V<4
5
6
7
<8
9
V ≤ 10
Graveme
Discret
Più che
Buono
Del tutto
nte
Insufficie
o
GIUDIZIO
Sufficiente sufficient
Molto
Ottimo
Soddisf
insufficiente insufficie
nte
e
buono
nte
acente
Lo studente
Lo
Lo
Lo
Lo
Lo
Lo
Lo studente
non
studente studente studente studente student studente
ha
risponde o non ha
ha
ha
ha
e ha
ha
compreso
dà prova di compres compreso compreso compres compre compreso in modo
so gli in modo approfondit
non avere
o gli gli aspetti gli aspetti o gli
CONOSCER
compreso aspetti fondamen fondament aspetti aspetti approfond o gli aspetti
E
per nulla gli fondame tali della ali della fondame fondam ito gli fondament
Conoscenz
aspetti
ntali questione questione ntali entali e aspetti
ali e
ae
della specifici fondamen specifici
fondamenta della
in modo
comprensi
question della
tali e
li della question parziale e
della
one dei
questione
e
framment
e e fa questio specifici questione e
contenuti
ario
cenni
ne
della
crea
agli
questione collegamen
aspetti
ti in modo
più
autonomo
specifici
ESPORRE Lo studente
Lo
Lo
Lo
Lo
Lo
Lo
Lo studente
Esposizion
non
studente studente studente studente student studente espone in
e chiara e risponde o
consequen
non
ziale con formula un
utilizzo del discorso
lessico
coerente
specifico
espone espone in espone in espone
e
espone in
modo
coerente,
in modo modo
modo in modo espone modo
confuso parziale e coerente e coerente
in
coerente, chiaro,
e senza framment con una
e con modo chiaro, ordinato e
proprietà ario, con
certa proprietà coerent ordinato e
con
di
una
proprietà
di
e,
con
proprietà di
linguaggi scarsa
di
linguaggi chiaro, proprietà linguaggio,
o
proprietà linguaggio
o
ordinat
di
mostrando
di
o e con linguaggio
di
linguaggi
propriet
,
conoscere il
o
à di mostrand lessico
linguag
o di
specifico e
gio conoscere di sapere
il lessico interpretare
specifico i termini
METTERE Lo studente Lo
Lo
Lo
Lo
Lo
Lo
Lo studente
IN
non
studente studente studente studente student studente crea un
RELAZION risponde o non sa individua individua individua e
crea un quadro
individua relazioni le relazioni le
E
non sa
completo e
individu quadro
Individuazi individuare re
in modo fondament relazioni a le
completo ordinato
relazioni di relazioni parziale e ali
one
fondame relazion e ordinato delle
dell’interaz alcun
relazioni in
framment
ntali e fa i
delle
ione dei genere
ario
cenni a fondam relazioni questione,
soggetti
e propone
questioni entali e in
politici,
specifich quelle questione collegamen
ti in modo
culturali e
e
second
sociali
autonomo
arie
nello
sviluppo
delle
vicende
storiche
Lo studente Lo
Lo
Lo
Lo
Lo
Lo
Lo studente
non
studente studente studente studente student studente propone
risponde o non
propone analizza il analizza e
propone un’analisi
ANALIZZA
analizza gli propone analisi e fenomeno il
propon un’analisi ordinata e
RE E
ordinata e approfondit
argomenti analisi e valutazion storico in fenomen e
VALUTARE
in modo
valutazio e critica modo
o storico un’anali approfond a e una
Capacità di
confuso e ne
parziali e ordinato in modo si
ita e una valutazione
analisi e di
ordinato ordinat valutazion critica
incoerente critica framment
valutazione
arie
e fa
a e una e critica approfondit
critica dei
cenni ad valutazi approfond a; crea
processi
ita
una
one
quadri
storici
valutazio critica
interpretati
ne critica
vi in modo
autonomo
PROGRAMMA DETTAGLIATO
Programma svolto fino al 15 maggio:
L’Italia industriale e l’età giolittiana
Sviluppi e squilibri fra il Nord e il Sud
Questione sociale ed emigrazione
Classe operaia e sindacalizzazione
Il riformismo liberale di Giolitti
L’imperialismo
La guerra franco-prussiana e la politica bismarckiana
La spartizione dell’Asia e dell’Africa
La prima guerra mondiale:
- Conflitti egemonici e crisi degli equilibri
- L’aggressività della Germania guglielmina
- Luglio 1914: lo scoppio del conflitto
- Dalla “guerra lampo” alla guerra di logoramento
- La situazione sui due fronti
- L’intervento italiano
- Le battaglie dell’Isonzo
- 1917: un anno cruciale
- 1918: La fine della guerra e i trattati di pace
La rivoluzione russa e la nascita dell’URSS:
Il crollo dello zarismo
I diversi orientamenti nel fronte rivoluzionario
La rivoluzione di febbraio e la rivoluzione d’ottobre
La dittatura rivoluzionaria
La nascita dell’URSS
Il difficile dopoguerra europeo
La radicalizzazione della lotta politica
La Repubblica di Weimar
L’avvento del Fascismo:
la marcia su Roma
la transizione verso la dittatura
le “leggi fascistissime” del 1925-26
i patti lateranensi
la conquista dell’Etiopia
il totalitarismo fascista
le leggi razziali
La crisi del 1929:
Il crollo della borsa di Wall Street
La recessione dell’economia
La dimensione internazionale della crisi
Il “New Deal” americano
I riflessi della crisi del 1929 sulla Germania
Il nazismo:
la formazione del partito nazionalsocialista
l’ideologia nazionalsocialista
le radici dell’ideologia hitleriana: razzismo, antisemitismo, antibolscevismo
La crisi di Weimar
L’ascesa elettorale di Hitler e la conquista del potere
Lo stalinismo
L’alternativa democratica: Gran Bretagna e Francia
Il medio Oriente
La guerra civile spagnola
Programma che si intende svolgere dopo il 15 maggio:
La Seconda Guerra Mondiale
La Resistenza in Europa e in Italia
Bipolarismo e decolonizzazione
SIMULAZIONE DI TERZA PROVA SCRITTA
Domande a risposta chiusa: scegli la soluzione corretta fra quelle proposte.
L’industrializzazione italiana
a. risolse il divario tra nord e sud del paese
b. rese ancora più profondo il divario tra nord e sud
c. diede impulso allo sviluppo delle regioni centro-settentrionali
d. creò il problema del dualismo economico
Dopo la guerra, le condizioni di pace imposte alla Germania
• avevano l’obiettivo di piegare economicamente il paese e di smembrarne il
territorio
• furono decise dal presidente americano Wilson in seno alla Società delle nazioni
• avevano l’obiettivo di occuparne militarmente il territorio
• furono decise dalle potenze vincitrici che si spartirono il territorio tedesco
•
•
•
•
Nel dopoguerra in numerosi paesi europei entrò in crisi
lo stato democratico
lo stato socialista
lo stato liberale
lo stato autoritario
•
•
•
•
Agli inizi degli anni venti, le squadre d’azione fasciste
erano comandate dalle alte gerarchie militari dell’esercito italiano
colpirono soprattutto i piccoli e medi agricoltori nelle campagne
erano finanziate dallo stato
colpirono soprattutto il movimento operaio e le sue organizzazioni
Domande a risposta aperta (max 5 righe).
Perché fallirono nell’Italia del dopoguerra le lotte sociali del cosiddetto “biennio
rosso”?
……………………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………………
Quali furono, negli anni Venti, i fattori della permanente crisi economica e
dell’incertezza per il futuro della giovane democrazia tedesca?
……………………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………………
Trieste 15 maggio 2014
L’insegnante
Francesca Sartori
Discliplina:
INGLESE
DISCIPLINA
Inglese
DOCENTE
Isabella Hohl
TESTI IN ADOZIONE
D. Bellomari, L. Valgiusti, Caring for People, Zanichelli
Altri testi di riferimento:
A.Gallagher, F. Galuzzi, Activating Grammar Multilevel, Pearson-Longman
SITUAZIONE E PROFITTO DELLA CLASSE
Trattandosi di studenti adulti con i più svariati background scolastici e professionali alle
spalle, sono presenti diversi livelli di conoscenza della lingua inglese, con alcune
persone che presentano lacune pregresse non sanabili in un anno di corso terminale, e
per di più serale. Vi sono anche alunni che hanno riportato nell’insieme degli oggettivi
miglioramenti rispetto ai livelli di partenza. Il profitto conseguito è nel complesso
sufficiente per quanto riguarda lo sviluppo delle capacità di interazione in contesti
diversi, l’acquisizione di un metodo di studio e utilizzo strategie e uso del lessico
specifico dell’indirizzo socio-psicologico. Con riferimento alle abilità linguistiche
specifiche è stato raggiunto il livello A2 (Common European Framework) nelle abilità
ricettive e produttive. Da rilevare inoltre che la classe ha cambiato docente in aprile; .,
dal08.04.2014 sino al termine delle lezioni, la prof. I Hohl sostituisce la prof. L. Leonzini,
che aveva seguito la classe da inizio a.s.
OBIETTIVI
La classe, sia pure a livelli diversi, conosce gli argomenti e i testi scientifici svolti
durante l’anno e il relativo lessico della microlingua nonché le fondamentali strutture
grammaticali e sintattiche dell’inglese. Gli alunni hanno potenziato la competenza
linguistica, sviluppando le quattro abilità (reading, writing, listening, speaking); sono
altresì in grado di esporre nozioni e idee nella lingua straniera in modo abbastanza
corretto. Complessivamente il gruppo-classe ha sviluppato la comprensione e
produzione sia orale che scritta ed è in grado di comprendere informazioni in lingua
inglese, anche con l’uso ragionato del dizionario, e di interagire con interlocutori che
utilizzino l’inglese anche su argomenti tecnico-sociali.
METODOLOGIA DIDATTICA
Constatate le lacune pregresse, per alcuni studenti anche molto gravi, nel primo
quadrimestre si è preferito dare più spazio alla revisione e al recupero grammaticale,
focalizzando l’attenzione sulle strutture grammaticali portanti della lingua straniera. A tal
scopo si è suggerito agli studenti l’acquisto di un compendio grammaticale completo (v.
“Libri di testo”) che permettesse loro di rafforzare quanto fatto in classe. Il secondo
quadrimestre è stato dedicato alla tematica dell’invecchiamento in tutte le sue
sfaccettature, avvalendosi del testo in adozione, ricco di spiegazioni chiare, esercizi
mirati e lessico specialistico. In ausilio sono stati utilizzati anche supporti audio e video.
Si è fatto uso del dizionario mono-bilingue, anche in vista della seconda prova scritta
alla maturità. E’ stato utilizzato prevalentemente il metodo comunicativo, volto a
sviluppare le abilità linguistiche e produttive. A conclusione della lezione frontale,
proposta in fase di presentazione delle unità di apprendimento, gli studenti sono stati
coinvolti e guidati in discussioni con la docente. La docente non ha trascurato, anzi ha
cercato di sensibilizzare la classe all’importanza della scuola come luogo di
comunicazione e condivisione delle conoscenze, capacità e competenze, invitando alla
cooperazione.
VERIFICA E VALUTAZIONE
Verifiche scritte e orali inerenti il programma svolto. Considerato che la lingua straniera
sarà oggetto di seconda prova scritta all’esame di maturità, le verifiche scritte ricalcano
gli argomenti dei temi dati nelle precedenti sessioni dell’esame di stato, onde
permettere agli studenti di prendere confidenza con la composition. E’ stata effettuata
inoltre la simulazione della seconda prova. Relativamente alle verifiche orali ci si è
avvalsi di colloqui individuali, in coppia e di gruppo, e di discussioni corali. Nella
valutazione si è data priorità a pertinenza all’enunciato, coerenza e coesione
dell’elaborato scritto e/o dell’esposizione orale, completezza delle informazioni richieste;
secondarie nella valutazione sono stati ricchezza lessicale, accuratezza e pronuncia (per
l’orale).
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
INDICATORI VERIFICA SCRITTA E/O ORALE
VALUTAZIONE ORALE (per totale 10/10)
Comprensione orale: rilevare elementi fonici presenti nel testo e collegati con la
veicolarità del messaggio;
Produzione orale: correttezza formale e di pronuncia; adeguatezza e ricchezza del
lessico; fluidità della verbalizzazione; ampiezza della risposta; completezza, pertinenza
ed organizzazione dei livelli di informazione, sempre rapportati ai testi trattati e secondo
una gerarchia di importanza; capacità di appropriazione personale, di
contestualizzazione e di collegamento anche interdisciplinare.
VALUTAZIONE SCRITTA (per totale 10/10)
Comprensione scritta: comprensione globale del messaggio e dei dati testuali specifici;
comprensione dei tratti connotativi e stilistici con cui il messaggio viene trasmesso;
riconoscimento e interpretazione dei dati non espliciti all’interno del testo;
interpretazione e organizzazione dei dati specifici e loro collegamento con il contesto
filtrato anche attraverso l’esperienza personale dello studente
Produzione scritta: correttezza formale, adeguatezza del registro, ricchezza lessico,
ampiezza del messaggio; completezza e pertinenza dei livelli di informazione, rapportati
ai testi trattati e organizzati secondo una graduatoria di importanza; capacità di offrire
giudizi autonomi e originali dentro schemi di coerenza logica e di collegamenti anche
interdisciplinari.
PROGRAMMA DETTAGLIATO
Argomenti svolti sino al 15 maggio 2014 (dal testo in adozione):
Module B – Care for the Elderly
Unit 5 – Care Facilities: Nursing Home (The description of a nursing home; Daily
Activities; Equipment; Staff)
Unit 6 - Facilities and Services (Social Centres and Day Care Centres; Residential
Facilities)
Unit 7 - Health and Old Age (Body Parts; Heart diseases; Stroke; Alzheimer’s Disease;
Parkinson’s Disease; Arthrosis; Osteoporosis; Diabetes; Healthy Eating;
Physical Activities; Staff).
Grammar focus
Tenses and verbs (irregular verbs, the past, present, future tenses, the
conditionals)
- Relative clauses (defining, non-defining)
- The passive
- Modal verbs – expressing ability, obligation, possibility and necessity
- Noun formation, plurals, irregulars nouns
- Countable and uncountable nouns
- Adjectives – order of adjective, comparatives and superlatives
- Pronouns – subject and object pronouns, relative pronouns etc.
- Quantifiers
- Definite and indefinite articles
- Prepositions of place and time
Argomenti che si intende svolgere dopo il 15 maggio 14:
Unit 6 – Home Care Services in Italy.
Unit 8 – Growing Old: a Psychological Approach (Elderly People Living Alone and in Care
Settings; Keeping your Brain Young).
SIMULAZIONE DI PROVA SCRITTA
Come simulazione di seconda prova scritta gli studenti dovevano scegliere una delle
seguenti tracce, da svolgere con l’ausilio del dizionario mono- e/o bilingue:
I
“Affinchè la vecchiaia non sia una comica parodia della nostra esistenza precedente,
non v’è che una soluzione, e cioè continuare a perseguire dei fini che diano un senso
alla nostra vita: dedizione ad altre persone, a una collettività, a una qualche causa, al
lavoro sociale, o politico, o intellettuale, o creativo. Contrariamente a ciò che consigliano
i moralisti, bisogna voler conservare in tarda età delle passioni abbastanza forti perché
ci evitino di ripiegarci su noi stessi. La vita conserva un valore finchè si dà valore a
quella degli altri, attraverso l’amore, l’amicizia, l’indignazione, la compassione.
Rimangono allora delle ragioni per agire e per parlare.”
Simone de Beauvoir, La terza età, Torino 1971
Il candidato, prendendo spunto dal testo sopra riportato, si soffermi sui seguenti
argomenti:
·
anziani e sistema sociale;
·
l’immagine degli anziani nel mondo contemporaneo;
·
i “diritti” degli anziani;
·
le reti di aiuto per gli anziani.
II
“Infine, va sottolineato il dato di crescita proprio dell’utenza del web, che nel 2011
supera finalmente la fatidica soglia del 50% della popolazione italiana, attestandosi per
l’esattezza al 53,1% (+6,1% rispetto al 2009). Il dato complessivo si fraziona tra
l’87,4% dei giovani e il 15,1% degli anziani (65-80 anni), tra il 72,2% dei soggetti più
istruiti e il 37,7% di quelli meno scolarizzati.”
Censis- Rapporto sulla situazione del Paese-02/12/2011
Il candidato, prendendo spunto dal testo sopra riportato e facendo riferimento alle sue
conoscenze disciplinari, si soffermi sui seguenti punti:
anziani e nuove tecnologie;
- i bisogni degli anziani nella società contemporanea;
- anziani e mutamenti sociali;
- iniziative per combattere l’isolamento e la solitudine degli anziani.
Trieste, 15 maggio 2014
L’ insegnante
Luisella Leonzini
Isabella Hohl
Discliplina:
ELEMENTI DI DIRITTO E SOCIOLOGIA
Docente:
prof. Antonio Spadavecchia
TESTI IN ADOZIONE
Martignago-Mistroni “Elementi di diritto del lavoro”
Il docente ha sistematicamente somministrato agli studenti, durante le lezioni, schemi
riassuntivi, appunti esplicativi e di approfondimento dei vari argomenti spiegati.
SITUAZIONE E PROFITTO DELLA CLASSE
La classe si è mostrata nel complesso attenta e motivata all’apprendimento dei diversi
contenuti disciplinari esposti dal docente raggiungendo globalmente un rendimento
soddisfacente.
OBIETTIVI
In relazione agli obiettivi di competenze raggiunti: gli studenti hanno saputo attuare i
giusti collegamenti e raccordi, anche interdisciplinari, tra le diverse tematiche giuridiche
apprese; altresì hanno dimostrato di saper sintetizzare adeguatamente i vari contenuti
disciplinari recepiti in funzione delle verifiche orali e scritte.
In relazione agli obiettivi di conoscenze centrati: gli allievi hanno denotato una
apprezzabile esposizione orale e scritta dei molteplici argomenti di progamma esposti
dal docente.
METODOLOGIA DIDATTICA
I metodi didattici sono stati le lezioni frontali e nei casi necessari anche le lezioni
individualizzate, su richiesta degli allievi. Il docente ha poi creato situazioni di dialogo
sugli argomenti trattati, al termine delle spiegazioni, al fine di ottenere dagli alunni una
efficace partecipazione all’attività didattica.
VERIFICA E VALUTAZIONE
Le verifiche orali sono state calendarizzate dagli studenti, a seconda dei loro impegni
lavorativi, e sono consistite in domande a risposta aperta che hanno consentito di
appurarne i diversi livelli di apprendimento e capacità espositiva in relazione alla totale
comprensione della richiesta in esse contenuta, alle conoscenze disciplinari dimostrate e
all’uso della terminologia tecnico-giuridica appropriata.
La classe ha svolto nel secondo quadrimestre la simulazione della terza prova scritta per
l’esame di Stato, che ha elencato domande a risposta aperta e chiusa inerenti gli
argomenti di programma fino a quel momento sviluppati dal docente. L’insegnante ha
sempre stimolato gli interventi degli alunni su tematiche oggetto delle precedenti lezioni
svolte ed ha costantemente comunicato e motivato i voti assegnati al termine delle
interrogazioni sulla base dei criteri di valutazione stabiliti dal P.O.F. di istituto. La
valutazione compiuta è stata di carattere globale, così come la normativa scolastica ed il
P.O.F. richiedono. Pertanto il docente ha considerato ogni momento del processo di
apprendimento, ovvero anche l’applicazione e l’impegno in classe e a casa, l’abilità
acquisita gradualmente nella materia durante l’anno scolastico, il senso critico e di
osservazione evidenziati su argomenti giuridici di notevole attualità, la partecipazione
all’attività didattica, l’interesse sistematico dimostrato nel corso delle spiegazioni.
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
VOTI
1-3
INDICATORI
Prestazione gravemente carente, lacunosa, errata
4
Prestazione insicura, difficoltosa, errori abbastanza rilevanti
5
Prestazione prossima agli obiettivi minimi, incertezze e
qualche lieve lacuna
Conoscenze e competenze sufficientemente adeguate, non
approfondite e talvolta superficiali; errori non gravi
6
7
Conoscenze e competenze adeguate ; linguaggio
adeguato, parziale capacità di analisi dei problemi proposti.
8
Conoscenze e competenze che permettono di orientarsi
agevolmente nella risoluzione dei problemi proposti; buona
capacità di analisi; qualche spunto critico
Ottime conoscenze e competenze, linguaggio fluido, vivo
interesse, capacità di analisi e sintesi dei problemi,
partecipazione attiva con spunti critici di buon livello.
9-10
PROGRAMMA DETTAGLIATO SVOLTO SINO AL 15 MAGGIO
La natura e struttura del contatto collettivo nazionale di lavoro.
La riforma della contrattazione collettiva avvenuta nel 2009: contenuto, obiettivo
fondamentale perseguito e non raggiunto.
La mancata attuazione dell’articolo 39 della Costituzione ad opera dei sindacati italiani.
Le confederazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale e le
associazioni sindacali minori: diversità di prerogative e funzioni.
Il diritto di sciopero e i limiti al suo esercizio fissati dalla legge del 1990 sullo sciopero
nei servizi pubblici essenziali.
Gli obblighi fondamentali del lavoratore subordinato: obbligo di mansione e obbligo di
fedeltà.
Articolo 2103 del codice civile: assegnazione di mansione superiore in modo definitivo al
lavoratore.
Le tipologie di retribuzione dei lavoratori pubblici e privati.
Le dimissioni per giusta causa comunicate dal lavoratore, secondo la legge.
Articoli 2118 e 2119 del codice civile: recesso dal contratto di lavoro a tempo
determinato e a tempo indeterminato.
Il know-how aziendale.
I diversi comportamenti che costituiscono il reato di mobbing, secondo l’elencazione
effettuata dall’INAIL.
La conclusione del contratto di lavoro a tempo determinato e a tempo indeterminato,
secondo il codice civile: momento e differenti modalità. La stipulazione del contratto di
lavoro in triplice copia.
Il tfr: natura, casi in cui deve essere pagato dal datore di lavoro privato o dallo Stato,
sistema di calcolo ai sensi dell’articolo 2120 del codice civile, scelte di accantonamento
di esso per previdenza ordinaria o integrativa.
I principali contratti atipici di lavoro: contratto a chiamata, contratto a progetto,
contratto di lavoro interinale.
Il contratto di lavoro part-time: natura, tipologie, trasformazione in contratto full-time e
viceversa.
Vecchie e nuove norme di legge che regolano i contratti di lavoro a termine ( a tempo
determinato ).
La sociologia: caratteri tipici, cenni storici, metodi qualitativi e metodi quantitativi
utilizzati dai sociologi moderni, microstrutture e macrostrutture analizzate dagli stessi.
PROGRAMMA DA SVOLGERE DOPO IL 15 MAGGIO
Il sistema previdenziale italiano attuale: caratteri tipici, aspetti riformati.
SIMULAZIONE DI TERZA PROVA SCRITTA
· Descrivi gli ambienti lavorativi in cui viene più spesso firmato il contratto di lavoro a
progetto, quale contratto esso ha sostituito e che sanzione la legge-Biagi ha stabilito
per una delle parti dopo che esso viene stipulato.
Quali sono i metodi e gli strumenti di indagine che i sociologi moderni utilizzano per le
analisi che compiono e altresì quali sono i loro campi di indagine?
Il lavoratore a chiamata, in caso di nessuna convocazione telefonica da parte del datore
di lavoro, ha diritto a ricevere da quest’ultimo, secondo la legge-Biagi,una indennità
1.
pari al 30% della paga-base stabilita dall’accordo Stato-Regioni del 2003
2.
pari al 20% della paga-base fissata dal contratto collettivo nazionale nel quale
rientra
3.
pari al 40% delle retribuzione media mensile calcolata dall’ISTAT in quel dato
comparto lavorativo e riferita all’anno di stipulazione del contratto a chiamata
4.
pari al 15% dell’indennità di disoccupazione ordinaria mensile pagata dall’INPS
Secondo i dati rilevati dall’ISTAT, i contratti atipici di lavoro, regolati dalla legge-Biagi
del 2003, hanno determinato in Italia un notevole numero di assunzioni
Secondo i dati rilevati dall’ISTAT, i contratti atipici di lavoro, regolati dalla legge-Biagi
del 2003, hanno determinato in Italia un notevole numero di assunzioni
5.
6.
7.
8.
dal
dal
dal
dal
2003
2003
2003
2003
al
al
al
al
2007
2010
2012
2008
Un contratto di lavoro è atipico in quanto è disciplinato
dal codice civile e da una legge speciale
9.
10.
11.
12.
dai regolamenti emanati dall’Unione europea
da una legge speciale approvata dal Parlamento
da direttive emanate dall’Unione europea
Il numero totale di ferie richiedibili dal lavoratore in un dato comparto è
indicato
dal contratto aziendale decentrato
13.
14.
dal contratto individuale di lavoro
15.
da un apposito decreto legislativo elaborato dal Governo
16.
dal contratto collettivo nazionale al quale il lavoratore appartiene
Trieste, 15 maggio 201
L’ insegnante
Antonio Spadavecchia
DISCLIPLINA:
STATISTICA
Docente:
prof. Roberto Bussani
TESTI IN ADOZIONE
Bergamini-Trifone-Barozzi: “Manuale blu di matematica – 3 - Modulo beta – statistica
descrittiva”, ed. Zanichelli
SITUAZIONE E PROFITTO DELLA CLASSE
La diversa “storia” dei componenti del gruppo (dato comune in realtà all’insieme
allargato degli studenti, comprendendo anche l’altra classe “parallela”) ha fatto
emergere sin dalle prime verifiche non formali e preliminari una certa disomogeneità di
preparazione di base. Il lavoro quindi si è incentrato sui “fondamenti” della materia,
anche richiamando alcune conoscenze guida di tipo matematico.
La scarsa consuetudine ad affrontare lo studio con un approccio di tipo logicomatematico ha creato in qualche modo un ostacolo ad un apprendimento fluido, ma la
partecipazione assidua, limitata peraltro ad una parte della classe, ha consentito per un
certo numero di studenti il raggiungimento di livelli di profitto senz’altro buoni.
OBIETTIVI
Il lavoro impostato è stato improntato al conseguimento dei seguenti obiettivi:
Conoscenze: introduzione dei principali fondamenti della statistica.
Competenze e capacità: stimolo di risoluzione di applicazioni pratiche delle conoscenze
via via acquisite, affrontando problemi di modesta e media difficoltà; potenziamento
delle capacità critiche individuali.
I risultati ottenuti sono stati estremamente diversificati, stante che una parte del gruppo
ha dimostrato una partecipazione quantitativa e qualitativa del tutto discontinua.
Per motivi di tempo non è stato possibile sviluppare, se non per cenni ed elementi
fondamentali – l’ultima parte del programma relativo a “nozioni di statistica demografica
e sanitaria”.
METODOLOGIA DIDATTICA
Stante il numero di ore a disposizione per la materia, si è utilizzata quasi
esclusivamente la tecnica della lezione frontale, cercando peraltro di sviluppare il più
possibile le capacità di intervento e partecipazione personale degli studenti; in qualche
caso si è fatto ricorso, utilizzando il supporto dell’aula multimediale, ad alcune slide,
anche per introdurre tale metodologia, nell’ottica di dare un riferimento allo studente
che vorrà avvalersi della possibilità di supportare il lavoro della tesina in sede di esame
finale con strumenti analoghi.
VERIFICA E VALUTAZIONE
Durante l’intero anno scolastico la verifica è la valutazione – al fine di stimolare negli
studenti una consuetudine con la tipologia di prova che dovranno sostenere in sede di
esame di stato - si sono basate su test la cui struttura richiamava quella utilizzata per la
terza prova (quindi quattro quesiti a risposta multipla e due domande aperte con
risposta breve) e colloqui orali vertenti sulla materia svolta.
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
I punteggi sono stati assegnati in decimi, secondo una scala così strutturata:
VOTI
INDICATORI
1-3
Nulla o quasi – assoluta carenza di conoscenze e
competenze
Gravemente insufficiente- soluzione parziale degli esercizi o
risposte scarsamente adeguate – gravi lacune
Insufficiente – presenza di errori non gravi e di procedure
applicate quasi corrette, o non gravemente scorrette
Conoscenze e competenze sufficientemente adeguate, non
approfondite e talvolta superficiali; errori non gravi e
procedure sostanzialmente corrette
Conoscenze e competenze adeguate ; linguaggio adeguato,
calcoli sostanzialmente corretti, capacità di analisi anche
parziale dei problemi proposti.
Conoscenze e competenze che permettono di orientarsi
agevolmente nella risoluzione dei problemi proposti; buona
capacità di analisi; qualche spunto critico
Ottime conoscenze e competenze, linguaggio fluido, vivo
interesse, capacità di analisi e sintesi dei problemi,
partecipazione attiva con spunti critici di buon livello.
4
5
6
7
8
9-10
PROGRAMMA DETTAGLIATO
MODULO 1: Il metodo statistico
Unità
didattiche
UD 1
Nozioni generali
sulla statistica
UD 2
L’estensione
della
rilevazione; il
campionamento
UD 3
La
classificazione
dei dati
UD 4
L’esposizione
dei dati
Conoscenze
Introduzione: il concetto di statistica
Le fasi di un’indagine statistica
Statistica descrittiva ed inferenziale
La differenza tra le rilevazioni complete e quelle parziali: vantaggi
ed opportunità delle diverse scelte
Il campionamento ed i diversi metodi utilizzabili
Le distribuzioni di frequenza (le frequenze assolute, relative,
percentuali e cumulate)
Le classi di intervallo e le serie statistiche
Le tabelle singole e a doppia entrata
La rappresentazione grafica dei dati statistici – le diverse tecniche
MODULO 2: L’elaborazione dei dati
Unità
didattiche
UD 1
Le medie di
calcolo e di
posizione
UD 2
I rapporti
statistici ed i
numeri
indice
Conoscenze
Il concetto di “valore medio”
Le medie di calcolo: la media aritmetica,
la media geometrica, la media armonica e
la media quadratica.
Le medie di posizione: la mediana e la moda
I principali tipi di rapporti statistici (di composizione, di derivazione, di
coesistenza)
Le diverse tipologie di numeri indici a base fissa e base mobile
UD 3
Gli indici di Il campo di variazione; lo scarto semplice medio e quello quadratico
variabilità
medio;
la distribuzione gaussiana;
il coefficiente di variazione e la concentrazione
MODULO 3: L’interpretazione dei dati
Unità
didattiche
UD 1
Le principali
metodologie
Conoscenze
L’interpolazione matematica e quella statistica;
Il metodo dei minimi quadrati: la condizione di accostamento, l’indice
quadratico relativo, le funzioni interpolanti di tipo lineare,
l’estrapolazione della serie storica;
La regressione e la correlazione
MODULO 4: Nozioni di statistica demografica e sanitaria
Unità
didattiche
UD 1
La statistica
demografica
Conoscenze
La demografia
Cenni sui principali strumenti utilizzabili in termini di osservazione della
popolazione e dello sviluppo della medesima
UD 2
I dati sanitari
La statistica Cenni sui metodi statistici per l’analisi di dati sanitari
sanitaria
SIMULAZIONE DI PROVA SCRITTA
·
Quali delle seguenti definizioni è errata?
1.
2.
3.
La moda è l’unica media di posizione applicabile anche a fenomeni misurati su
scala nominale;
L’estrapolazione della serie storica presenta un dato certo se e solo se la
funzione interpolante presenta un indice I minore di 0,1 ;
Lo scarto quadratico medio si ottiene eseguendo la radice quadrata della
4.
varianza;
La frequenza relativa di una modalità è il rapporto fra la frequenza della
modalità ed il numero totale delle unità statistiche
·
Si è rilevato che nel 2002 un’industria chimica ha acquistato materie prime
all’estero per 320.414 euro su un totale di acquisti di 420.312 euro. Quale delle
seguenti affermazioni è corretta?
1.
2.
3.
4.
·
1.
2.
3.
4.
l’indice di concentrazione è pari a 0,23;
il rapporto di composizione è 76,23%;
il rapporto di coesistenza è 23,77%;
il numero indice è 1,34
L’indice quadratico relativo I:
serve, in un diagramma a dispersione, per stabilire il tipo di funzione
interpolante da utilizzare;
serve per valutare la bontà dell’accostamento di una funzione ai punti di un
diagramma a dispersione;
è sempre un numero negativo;
è sempre un numero intero.
·
Quale di queste affermazioni pertinente l’angolo fra le rette di regressione è
falsa?
1. se l’angolo è retto, non c’è dipendenza lineare tra le due variabili;
2. se l’angolo è nullo, la regressione è perfetta ed in questo caso le coppie di valori dei
dati appartengono tutte alla retta;
3. se il coefficiente di regressione è positivo, l’angolo assume valori particolarmente
piccoli;
4. più l’angolo è piccolo, migliore è il grado di approssimazione dei dati da parte delle
due rette.
·
Si vuole eseguire una indagine statistica (i cui esiti verranno poi presentati
mediante una tabella a doppia entrata) avente le seguenti caratteristiche:
la popolazione statistica è molto ampia per cui si sceglie per la rilevazione una tecnica
campionaria;
il primo carattere deve essere qualitativo ordinale, suddiviso in un massimo di 5
modalità;
il secondo carattere deve essere invece di tipo quantitativo continuo e deve essere
rilevato utilizzando la metodologia delle classi di intervallo (massimo 5 di ampiezza
omogenea).
Dopo aver chiarito la differenza esistente tra carattere di tipo “qualitativo” e
“quantitativo”, si ipotizzi liberamente - con dati a piacere - quale potrebbe essere una
rilevazione di questo tipo (individuando popolazione “tipo”, spiegando nel dettaglio le
tipologie di carattere scelte e motivando la modalità di tecnica di rilevazione
campionaria ritenuta allo scopo più idonea).
·
L’interpolazione e la regressione: dopo avere introdotto in quali contesti si
utilizzano queste due metodologie, si illustrino in dettaglio le informazioni che si
possono ricavare dall’applicazione delle medesime.
Trieste, 15 maggio 2014
L’ insegnante
(prof. Roberto Bussani)
Discliplina:
PSICOPEDAGOGIA
Docente:
prof.ssa Giovannina Ritacco
TESTI IN ADOZIONE
U. Avalle-- M. Maranzana – "Pensare ed educare" volumi 2 e 3, edizione Paravia
M.Bernardi – A. Condolf - “Psicologia” – ed. Clitt
Renzo Tassi – Itinerari pedagogici 2° e 3° volume, editore Zanichelli 2009
SITUAZIONE E PROFITTO DELLA CLASSE
La classe 5F era inizialmente composta da 37 allievi, di cui uno dislessico; nel corso
dell'anno scolastico se ne sono ritirati in tanti, quindi ora la classe consta di 20 unità;
quasi tutti gli alunni sono lavoratori, costretti a compiere turni per esigenze di servizio,
oltre ai loro molteplici impegni nella vita privata e familiare che talvolta hanno impedito
la loro presenza in classe specialmente nelle prime ore di lezione. Tutti gli allievi
provengono da percorsi scolastici diversi con idoneità alla quinta classe acquisita in
precedenza. L'interesse per la disciplina è stato soddisfacente, sia per l'impegno che per
il rispetto di scadenze programmate. Non ci sono situazioni critiche da segnalare e, nel
complesso, tutti gli studenti hanno raggiunto gli obiettivi prefissati. Il comportamento
tenuto dal gruppo classe è stato adeguato e costruttivo, sia in termini di frequenza che
di coinvolgimento e motivazione.
OBIETTIVI
CONOSCENZE:
• il percorso storico della pedagogia, dal 1700 ai nostri giorni;
• un esame critico dei problemi educativo-formativi e della scuola d’oggi.
• definire il concetto di comunicazione e distinguere le caratteristiche della
comunicazione circolare
• elencare i processi mentali di codifica e decodifica durante una comunicazione
• indicare le funzioni del gruppo dei pari nell’adolescenza
• elencare i fattori che determinano un buon invecchiamento
• indicare i cambiamenti fisici, psichici e sociali nell’anziano
• descrivere le più comuni patologie psichiatriche dell’anziano
• indicare le funzioni cognitive compromesse nella demenza e gli effetti sul
comportamento
COMPETENZE:
• analizzare situazioni pedagogico-educative;
• saper utilizzare il lessico generalmente appropriato nell’esposizione dei contenuti;
saper esemplificare in modo pertinente il discorso teorico;
• saper analizzare fatti, fenomeni, problemi della realtà sociale;
• saper utilizzare le conoscenze acquisite nell’analisi di fatti, fenomeni, problemi
CAPACITA’:
• saper esporre le conoscenze in forma sostanzialmente chiara, pertinente, e
coerente;
• saper elaborare i contenuti in forma critica;
• gestire un discorso pluridisciplinare.
METODOLOGIA DIDATTICA
Le lezioni sono state di tipo frontale e sempre interattive. Ho cercato di stimolare gli
alunni al dialogo e alla riflessione. Talvolta ho utilizzato il mezzo filmico, come punto di
partenza per suscitare la motivazione all’argomento da trattare o alla fine di un
percorso per raccogliere le conoscenze.
Ho fatto uso di schemi, mappe di semplificazioni del testo per facilitare lo studio agli
allievi.
Sono state proposte conferenze per approfondire le tematiche svolte in classe, in
particolare contro le dipendenze e sul valore del volontariato.
Durante il periodo dei recuperi all’insegnamento individualizzato è stato abbinato il
metodo del mutuo insegnamento ed il lavoro a coppie.
Nel mese di aprile è stata effettuata una simulazione di terza prova , come prevede la
normativa.
Il programma è stato svolto utilizzando le seguenti metodologie: lezione frontale,
lezione dialogica, adattamento del testo, semplificazione del testo, lavoro a coppie e
lavoro di gruppo, schemi a mappe, interventi usando il film.
VERIFICA E VALUTAZIONE
Nel primo e secondo quadrimestre sono state adottate prove scritte che hanno
privilegiato lo sviluppo di tracce di psicopedagogia, come prevede la terza prova
d’esame. Ciascuna prova faceva riferimento ad una precisa griglia di misurazione con i
relativi criteri di valutazione. (vedi allegati). Le prove scritte effettuate sono state due
per quadrimestre. Ciascun alunno ha sostenuto due prove orali per quadrimestre, in
cui veniva richiesta capacità di esposizione e di collegamento.
Tutte le prove di verifica sono state somministrate con cadenza regolare al fine di
sondare il raggiungimento degli obiettivi intermedi e finali della disciplina.
La valutazione sommativa ha preso in considerazione i seguenti aspetti:
1) Conoscenza e grado di comprensione di contenuti;
2) Capacità espressive e uso della terminologia specifica della disciplina;
3) Capacità logiche, critiche e di collegamento;
4) Capacità di approfondimento autonomo e di rielaborazione;
5) Costanza nell'impegno;
6) Partecipazione attiva alle attività proposte e pertinenza degli interventi
Le attivita’ di recupero per gli alunni con carenze al primo quadrimestre sono state
effettuate in itinere con uno studio individuale dell’alunno e su richiesta con un
intervento individualizzato.
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
I punteggi sono stati assegnati assegnati in decimi, secondo una scala così strutturata:
VOTI
1-3
INDICATORI
Prestazione gravemente carente, lacunosa, errata
4
Prestazione insicura, difficoltosa, errori abbastanza rilevanti
5
Prestazione prossima agli obiettivi minimi, incertezze e
qualche lieve lacuna
Conoscenze e competenze sufficientemente adeguate, non
approfondite e talvolta superficiali; errori non gravi
6
7
Conoscenze e competenze adeguate ; linguaggio
adeguato, parziale capacità di analisi dei problemi proposti.
8
Conoscenze e competenze che permettono di orientarsi
agevolmente nella risoluzione dei problemi proposti; buona
capacità di analisi; qualche spunto critico
Ottime conoscenze e competenze, linguaggio fluido, vivo
interesse, capacità di analisi e sintesi dei problemi,
partecipazione attiva con spunti critici di buon livello.
9-10
PROGRAMMA DETTAGLIATO DI PSICOPEDAGOGIA
SVOLTO FINO AL 15 MAGGIO:
PEDAGOGIA
Jean Jacques Rousseau: integrazione tra pedagogia e politica; il suo pensiero
pedagogico (Emilio); prefazione: psicologia evolutiva e puericentrismo; libro primo: il
"gran principio" e l'educazione; libro secondo: la seconda età educativa, la formazione
intelligente dei sensi, la libera attività; libro terzo: la terza età educativa, l'istruzione e
l'utilità; libro quarto: "la seconda nascita" e l'educazione alle passioni; libro quinto: Sofia
e l'educazione femminile.
Il suo pensiero sociale (Contratto Sociale)
Johann Heinrich Pestalozzi: l'apostolo dell'educazione popolare; pedagogia e società:
educazione e sviluppo del genere umano; dalla retorica illuministica all’azione
riformatrice di Neuhof attraverso il ‘fango del mondo’; il romanzo pedagogico-popolare
‘Leonardo e Geltrude’: l'impegno sociale per l'educazione degli umili; l'evoluzione del
metodo elementare a Burgdorf; Yverdon: apogeo e crisi del sistema educativo
pestalozziano; la fortuna delle pedagogie di Pestalozzi
Friedrich Froebel: la scoperta dell'infanzia; l'educazione dell'uomo e la continuità
educativa; la figura e i compiti dell'educatore: la madre e la "maestra giardiniera";
i luoghi e gli ambienti dell'educazione; il metodo educativo tra linguaggio e gioco;
l'aspetto più caratteristico del "metodo Froebel": i doni; la fortuna del suo metodo
Raffaello Lambruschini: teorizzazione e sperimentazione; le agenzie educative: chiesa,
famiglia e scuola; San Cerbone; Della Educazione: Il problema dell'educazione morale;
Dell'Istruzione
Aristide Gabelli: il metodo dell’insegnamento e la necessità di una nuova scuola
Sorelle Agazzi e l’educazione infantile materna; l'applicazione del metodo: le attività di
vita pratica; il gioco e l'educazione estetica; l'educazione sensoriale: dal colore alla
materia, dalla materia alla forma
Esperienze ed attivismo pedagogico: John Dewey; il pensiero filosofico, centralità
dell'esperienza; il ruolo ed il significato dell'educazione; democrazia ed educazione,
l'analisi del rapporto tra società e processo formativo; le fonti di una scienza
dell'educazione, il significato del sapere pedagogico; la didattica e l'esperimento di
Chicago; il metodo; esperienza ed educazione: una revisione critica; il dibattito
sull'educazione progressiva
Interesse ed ambiente: Decroly; programmi e bisogni; il metodo; "centri di interesse" e
ambiente; la globalizzazione
Maria Montessori e la "casa dei bambini"; l'ambiente educativa; il materiale scientifico; il
metodo; la maestra "direttrice"; le critiche alla didattica montessoriana
Don Milani e l’esperienza di Barbiana, i principi pedagogici; la lettera ad una
professoressa; dal trasmettere al comunicare: "Dolci"
PSICOLOGIA
La comunicazione
La dinamica del processo di comunicazione, il potere dei nuovi media,
le conseguenze dell'evoluzione dei mezzi di informazione, la comunicazione tra
esseri umani, le modalità della comunicazione verbale, lo stile nella comunicazione,
la comunicazione non verbale o analogica, il linguaggio del corpo, il contesto nel
quale si svolge la comunicazione, lo spazio e la "bolla d'aria"
Caratteristiche delle comunicazioni di massa
Le relazioni interpersonali: bisogni e motivazioni
L’età anziana
Gli aspetti demografici della vecchiaia
Cambiamenti fisici, cognitivi e sociali
L’affettività e la personalità dell’anziano
Assistenza domiciliare: integrata, ospedalizzazione a domicilio, day hospital
geriatrico, centro diurno per anziani, struttura residenziale, case albergo, RSA e
residenze protette o strutture protette per non auto-sufficienti
Le psicoterapie
Terapia comportamentale
Terapia umanistico- esistenziale
Terapia cognitiva e della famiglia
Valutazione e controllo delle psicoterapie
L’invecchiamento cerebrale patologico: le demenze
La demenza di Alzheimer
Morbo di Parkinson
La depressione
Disturbi bipolari
SIMULAZIONE DI PSICOPEDAGOGIA
1) Secondo Dewey il lavoro:
a)deve essere a pieno diritto nella scuola
b)nella scuola non va considerato
c)ha una funzione subalterna allo studio
d)nessuna delle risposte precedenti
2) Le Agazzi preferiscono che il bambino:
a)giochi con materiale strutturato
b)giochi con materiale occasionale
c)giochi con quanto gli dà la maestra
d)giochi con materiale scientifico
3) Secondo Gabelli, l'educazione deve:
a)colmare il divario tra cittadini e istituzioni
b)rivolgersi a pochi
c)essere riservata ai capaci ed ai meritevoli
d)rivolgersi a tutti
4) Quali sono i due sintomi rivelatori della depressione maggiore:
a)insonnia o ipersonnia e agitazione psicomotoria
b)affaticamento e perdita di energia
c)diminuita capacità di pensiero e insonnia
d)diminuito interesse per le attività e umore depresso
5) Individua affinità e differenze tra la scuola materna agazziana ed il Kindergarten di
Froebel
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
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6) Parla dell'assistenza domiciliare e degli obiettivi che tale servizio si pone
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Trieste, 15 maggio 2014
L'insegnante
Giovanna Ritacco
DISCLIPLINA:
IGIENE E PUERICULTURA
DOCENTE:
prof.ssa Giovannina Ritacco
TESTI IN ADOZIONE
R. Tortora, “Competenze di cultura medico-sanitaria”, vol. 2, CLITT Ed. 2000
Testo consigliato: G. Donegani, G. Menaggia“Nutrizione e salute oggi”, CLITT Ed. 2000
SITUAZIONE E PROFITTO DELLA CLASSE
La classe 5F era inizialmente composta da 37 allievi, di cui uno dislessico; nel corso
dell'anno scolastico se ne sono ritirati parecchi, quindi ora la classe consta di 20 unità;
quasi tutti gli alunni sono lavoratori, costretti a compiere turni per esigenze di servizio,
oltre ai loro molteplici impegni nella vita privata e familiare che talvolta hanno impedito
la loro presenza in classe specialmente nelle prime ore di lezione. Tutti gli allievi
provengono da percorsi scolastici diversi con idoneità alla quinta classe acquisita in
precedenza. L'interesse per la disciplina è stato soddisfacente, sia per l'impegno che per
il rispetto di scadenze programmate. Non ci sono situazioni critiche da segnalare e, nel
complesso, tutti gli studenti hanno raggiunto gli obiettivi prefissati. Il comportamento
tenuto dal gruppo classe è stato adeguato e costruttivo, sia in termini di frequenza che
di coinvolgimento e motivazione.
OBIETTIVI
CONOSCENZE:
• Per quanto concerne le conoscenze acquisite, si rimanda al programma
effettivamente svolto, che si allega al Documento.
COMPETENZE:
• Essere in grado di curare e tutelare il bambino e l'anziano, predisponendo una
dieta alimentare adeguata alle diverse fasce d'età, sia qualitativamente che
quantitativamente.
• Competenze osservative delle trasformazioni fisiologiche e patologiche
dell'invecchiamento.
• Semplici competenze relative al monitoraggio del livello di evoluzione della
demenza.
• Competenze di tipo osservativo e riabilitativo.
• Essere in grado di indicare ai pazienti ed alle loro famiglie le strutture sociosanitarie di base più consone alle loro esigenze ed aspettative.
CAPACITA’:
• Analisi e confronto dei dati.
• Ricerca, nell'ambito delle proprie conoscenze, delle possibili cause di una
patologia.
• Assistenza, dal punto di vista sanitario, del bambino e dell'anziano nei vari
momenti della giornata.
• Affiancamento dei sanitari e dei familiari nell'assistenza del bambino e
dell'anziano.
• Saper predisporre una dieta alimentare adeguata sia dal punto di vista qualitativo
che quantitativo.
•
METODOLOGIA DIDATTICA
Lezione frontale informativa.
Collegamenti tra l’intervento didattico ed il vissuto quotidiano.
Proposta di discussione collettiva per coinvolgere e far partecipare attivamente gli
studenti al dialogo educativo.
Lettura di articoli, testi, riviste specifiche (potenziamento delle capacità di comprensione
e lessicali).
Proposta di commento di articoli, testi, riviste del settore (attivazione delle capacità
d’integrazione e rielaborazione delle conoscenze).
Visione e discussione di film attinenti agli argomenti in programma.
Proposta di risoluzione di quesiti (potenziamento e rielaborazione delle conoscenze e
delle competenze).
Libro di testo, libri attinenti alla materia specifica, articoli di riviste scientifiche, materiale
multimediale, materiale audiovisivo, dispense personali del docente, sia cartacee che su
supporto informatico.
VERIFICA E VALUTAZIONE
Da quanto concordato nella riunione per Dipartimento all’inizio del corrente a.s., sono
state effettuate almeno due verifiche per ciascun quadrimestre
E’ stata effettuata una simulazione della terza prova dell’esame di Stato.
Nei test strutturati sono state valutate le conoscenze e le capacità logiche, le analisi, le
capacità di sintesi, di osservazione, di estrapolazione, ecc., attribuendo un punteggio
calibrato in base alla difficoltà della richiesta.
Nelle verifiche orali, oltre alle capacità espositive-lessicali, sono stati valutati i contenuti
espressi, le capacità di analisi/sintesi, di rielaborazione delle conoscenze, il grado di
acquisizione dellecompetenze attraverso un colloquio, a volte anche interdisciplinare.
Nella valutazione sommativa si è tenuto conto del profitto raggiunto, dell’impegno
individuale profuso, della partecipazione all’attività didattica ed al colloquio educativo.
Per la traduzione di tutte le valutazioni in voto si è fatto riferimento a quanto stabilito
nel P.O.F. dell’a.s. in corso.
La valutazione sommativa ha preso in considerazione i seguenti aspetti:
7) Conoscenza e grado di comprensione di contenuti;
8) Capacità espressive e uso della terminologia specifica della disciplina;
9) Capacità logiche, critiche e di collegamento;
10)Capacità di approfondimento autonomo e di rielaborazione;
11)Costanza nell'impegno;
12)Partecipazione attiva alle attività proposte e pertinenza degli interventi
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
I punteggi sono stati assegnati assegnati in decimi, secondo una scala così strutturata:
VOTI
INDICATORI
1-3
Prestazione gravemente carente, lacunosa, errata
4
Prestazione insicura, difficoltosa, errori abbastanza rilevanti
5
Prestazione prossima agli obiettivi minimi, incertezze e
qualche lieve lacuna
Conoscenze e competenze sufficientemente adeguate, non
approfondite e talvolta superficiali; errori non gravi
6
7
Conoscenze e competenze adeguate; linguaggio adeguato,
parziale capacità di analisi dei problemi proposti.
8
Conoscenze e competenze che permettono di orientarsi
agevolmente nella risoluzione dei problemi proposti; buona
capacità di analisi; qualche spunto critico
Ottime conoscenze e competenze, linguaggio fluido, vivo
interesse, capacità di analisi e sintesi dei problemi,
partecipazione attiva con spunti critici di buon livello.
9-10
Le attivita’ di recupero per gli alunni con carenze al primo quadrimestre sono state
effettuate in itinere con uno studio individuale dell’alunno e su richiesta con un
intervento individualizzato. Un gruppo di corsisti ha avuto la capacità di cogliere i temi
loro proposti con particolare competenza critica e spesso è intervenuto attivamente alla
lezione citando esperienze personali e ponendo domande, mostrando un notevole
impegno, efficace partecipazione all'attività didattica, raggiungendo livelli eccellenti nel
profitto.
PROGRAMMA
DETTAGLIATO
SVOLTO FINO AL 15 MAGGIO:
DI
IGIENE E PUERICULTURA
La senescenza:
Aspetti biologici e demografici dell’invecchiamento
Le teorie dell’invecchiamento
Le principali trasformazioni anatomo-patologiche
Modificazioni di organi ed apparati
Caratteristiche specifiche di alcune malattie
Funzione respiratorie: bronchite cronica, polmonite, tubercolosi.
Funzione cardiocircolatoria: infarto del miocardio e sue complicanze
Alimentazione del cardiopatico
Prevenzione speciale delle malattie di grande rilevanza sociale: diabete e sue
complicanze,
i vari tipi di diabete, prevenzione e cura del piede diabetico,
alimentazione del diabetico
L'artrosi senile, l'incontinenza urinario e piaghe da decubito
L’invecchiamento cerebrale patologico: le demenze
La demenza di Alzheimer
Morbo di Parkinson
La depressione
I disturbi bipolari
Strutture socio-sanitarie di base
Il servizio sanitario nazionale
I servizi socio-sanitari per anziani
RSA
SRR
Centro diurno
Assistenza domiciliare
Alimenti ed alimentazione
Concetto di alimento complesso
Bioenergetica, metabolismo basale ed energetico, peso teorico, indice di massa
corporea
Bisogni nutritivi, bisogni energetici e materiali: criteri generali di valutazione
La funzione degli alimenti complessi e dei nutrienti in una dieta equilibrata
Alimentazione nella prima infanzia, allattamento materno
Alimentazione in gravidanza
Il divezzamento
L’alimentazione nel bambino dopo il divezzamento
Disturbi nella nutrizione
L’alimentazione nella seconda infanzia, terza infanzia, adolescenza e nell’età adulta
Alimentazione nelle persone anziane
LARN linee guida per una sana alimentazione
Piramide alimentare
Le diete individualizzate(in relazione alla costituzione, all’età, al sesso, all’età lavorativa,
alle malattie, etc)
La dieta mediterranea
SIMULAZIONE DI IGIENE
ALUNNO:
CLASSE:
1) Parla delle alterazioni caratteristiche del cervello nella Demenza di Alzheimer
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
__________________________________________________________________
2) Quali sono le cause più frequenti nel diabete di tipo 1?
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
__________________________________________________________________
3) Quale tra le seguenti non è un’alterazione macroscopica che si verifica a livello renale nell’anziano?
a)aumento del grasso peritoneale
b)aumento della capsula di Bowman
c)diminuzione della capsula di Bowman
d)riduzione di peso
4)L’anabolismo indica:
a)i processi di trasformazione degli alimenti
b)i processi di biosintesi dei nutrienti
c)processi di scissione dei nutrienti
d)nessuna delle risposte precedenti
5)Conoscere la superficie corporea di un individio serve per calcolare:
a)il metabolismo basale
b)il metabolismo energetico
c)l'indice di massa corporea
d)il peso teorico relativo
6)Quali sono i sintomi caratteristici della tubercolosi?
a)tosse, febbre, pleurite
b)pleurite, enterite, meningite
c)febbre, tosse, formazione di caverne polmonari
d)enterite, pericardite, tosse, meningite
Trieste, 3 maggio 2014
L'insegnante
Giovannina Ritacco
DISCLIPLINA:
ES. TEC. ORGANIZZATIVA
DOCENTE:
prof.ssa Tiziana Scaggiante
TESTI IN ADOZIONE
Dispense elaborate dal docente
SITUAZIONE E PROFITTO DELLA CLASSE
La classe inizialmente molto numerosa si è gradualmente ridotta nel numero dei
frequentanti.Risulta formata da allievi ammessi all'ultimo anno di corso a seguito di
idoneità conseguita presso la nostra scuola o presso altro istituto, ciò ha determinato
una disomogeneità nel cluster degli allievi sopratutto per quanto riguarda le
conoscenze/competenze indispensabili per affrontare i contenuti disciplinari dell'ultimo
anno. Con questa premessa si è reso indispensabile affrontare un periodo iniziale di
recupero e rinforzo delle abilità pregresse con particolare attenzione al linguaggio
disciplinare. La classe ha seguito con interesse, partecipazione e frequenza mediamente
più che soddisfacente il percorso didattico e ciò ha consentito di raggiungere,a quasi
tutti gli allievi, gli obbiettivi disciplinari,anche se con differenze significative nel profitto.
Il programma è stato svolto in modo approfondito con riferimenti anche a situazioni
professionali.
OBIETTIVI
Gli studenti hanno sviluppato più che sufficienti competenze tecnico-gestionali rispetto
alla gestione delle informazioni finalizzate all'erogazione della prestazione sociale in una
comunità e nel rapporto con gli stakeholders, con particolare attenzione alle relazioni
comunicative e allo stile della leadership.
METODOLOGIA DIDATTICA
Si sono utilizzate lezioni frontali con esempi di brainstorming, problem solving,flexible
mind.
VERIFICA E VALUTAZIONE
Verifiche programmate su obiettivi goals, con l'utilizzo di domande a risposta aperta
condizionata a cinque righe di estensione allo scopo di sviluppare la capacità di sintesi
dell'allievo.
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
Griglia per la correzione della prova di Es.tec,org.
Allievo______________data___________classe________voto___
Aderen
Correttezza,
pertinenza dei
za alla
contenuti,
traccia
contestualizzazi
one
Organizzazi
one
coerenza
argomentati
va,
organicità
0-2 nullo
o quasi
3-4
gravemen
te
insufficie
nte
5
insufficie
nte
6
sufficient
e
7-8
buono
9-10
ottimo
PROGRAMMA DETTAGLIATO
Es.tec.org.
La costituzione della comunità:
-concetto di mercato dinamico
-plant-layout
-ubicazione del sistema
-identificazione dell’obiettivo
-progettazione della prestazione:
-analisi del bisogno del cliente
-benchmarking
-reperimento capitali: il business-plan
-il concetto di strategia
-i fattori interni-esterni che influenzano la strategia
Organizazione aziendale
-divisione del lavoro
-grouping
-gerarchia
Proprietà
lessicale,
adeguatez
za
del
registro
linguistico
Anali
si e
sinte
si
Punteggiat
ura
ortografia,
morfosinta
ssi
-coordinamento
-delega,decentramento
-schemi di macrostruttura: elementare,polifunzionale
-meccanismi operativi
-stile della leadership
-problem solving
Definizione di SGQ
Requisiti generali di SGQ
La documentazione in SGQ
L'approccio al progetto in SGQ
Il concetto di controllo
Il compito della direzione
Programma da svolgere dopo il 15 maggio
I tempi della valutazione:
-valutazione ex ante
-valutazione intermedia
-valutazione ex post
-il prolem-solving
Le tecniche di raccolta dati.
-il monitoraggio
-l’osservazione
-il focus-group
-il questionario
SIMULAZIONE DI PROVA SCRITTA
Simulazione Terza Prova – Quesiti di Es. Tec. Organizzativa anno scol.2013/2014
Allievo______________________________________Classe_____________________
1. In un business plan, cosa rappresentano le immobilizzazioni nette ?
A ) le attività dell’impresa destinate all’utilizzo pluriennale
B ) le eccedenze di capitale proprio rispetto a quello impegnato nelle
immobilizzazioni
C ) le modifiche delle fonti di finanziamento
D ) gli strumenti destinati al miglioramento della prestazione
2. Nell'approccio ad un problem solving corretto cosa indica la fase di
identificazione del problema ?
A ) la focalizzazione degli aspetti che lo rappresentano
B ) la considerazione delle eventuali alternative di soluzione
C ) la valutazione delle conseguenze della scelta risolutiva
D ) la selezione dell'azione risolutiva
3. Nell'individuazione di una corretta strategia,quale è il ruolo dell'outsourcing ?
A)
B)
C)
D)
di risorsa esterna al sistema che può essere una minaccia o una opportunità
di risorsa esterna al sistema che esprime le aspettative dell'ambiente sociale
di risorsa esterna al sistema che controlla la prestazione erogabile
di risorsa interna controllata dalla direzione
4. Cosa consente di conoscere l’operazione di benchmarking ?
A) di conoscere i dati relativi ai nuovi clienti/utenti
B) di conoscere i dati relativi alle competenze degli operatori che lavorano nella
comunità
C) di raccogliere informazioni sull’azienda che, operante nel nostro stesso
segmento di mercato, si qualifica come le migliore
D) di individuare tecnologie e conoscenze teoriche finalizzate all’erogazione di una
prestazione
• Nelle teorie di politica sociale Amartya Sen introduce l'approccio per
capability,spiega la sua teoria
____________________________________________________________________
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• L'elaborazione di un business plan ha una duplice funzione, spiega perchè
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Trieste, 15 maggio 2014
L’ insegnante
Tiziana Scaggiante
DISCLIPLINA:
TIROCINIO
DOCENTE:
prof.ssa Tiziana Scaggiante
TESTI IN ADOZIONE
Dispense elaborate dal docente
SITUAZIONE E PROFITTO DELLA CLASSE
La classe inizialmente molto numerosa si è gradualmente ridotta nel numero dei
frequentanti.Risulta formata da allievi ammessi all'ultimo anno di corso a seguito di
idoneità conseguita presso la nostra scuola o presso altro istituto, ciò ha determinato
una disomogeneità nel cluster degli allievi sopratutto per quanto riguarda le
conoscenze/competenze indispensabili per affrontare i contenuti disciplinari dell'ultimo
anno e una iniziale difficoltà a riconoscersi nel gruppo classe. Con questa premessa si è
reso indispensabile affrontare un periodo iniziale di recupero e rinforzo delle abilità
pregresse con particolare attenzione al linguaggio disciplinare e all'azione di tutoring per
quegli studenti con maggiori difficoltà, anche relazionali. La classe ha mantenuto uno
stile collaborativo e positivo, ad eccezione di alcuni studenti.Il programma è stato svolto
in modo approfondito con riferimenti anche a casi professionali.
Gli studenti hanno sviluppato semplici competenze organizzative in rapporto al lavoro
dell'operatore sociale, con particolare attenzione ai bisogni dell'utente e al rapporto
comunicativo interpersonale.
METODOLOGIA DIDATTICA
Si sono utilizzate lezioni frontali con esempi di brainstorming, problem solving,flexible
mind.
VERIFICA E VALUTAZIONE
Verifiche programmate su obiettivi intermedi, con l'utilizzo di domande a risposta aperta
condizionata a cinque righe di estensione allo scopo di sviluppare la capacità di sintesi
dell'allievo
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
Griglia per la correzione della prova di Tirocinio
Allievo____________data_______________classe____voto___
Correttezza,
pertinenza dei
contenuti,
Aderen
za alla
traccia
Organizzazio Proprietà Anali
ne coerenza lessicale,
si e
argomentati adeguatez sinte
Punteggiat
ura
ortografia,
contestualizzazi
one
va,
organicità
za del
registro
linguistico
si
morfosintas
si
0-2 nullo
o quasi
3-4
gravemen
te
insufficien
te
5
insufficien
te
6
sufficient
e
7-8
buono
9-10
ottimo
PROGRAMMA DETTAGLIATO
Tirocinio
La comunicazione
-ruolo dell’emittente
-ruolo della ricevente
-i piani della relazione comunicativa:
-pubblico
-sociale
-personale
-intimo
La gestione del gruppo di lavoro
-costituzione del team
-organizzazione del team: avvio,analisi dei bisogni,identificazione dell'obiettivo
-gestione del team: motivazione,imprinting,gateking,brainstorming,taskboarding
-la teoria del goal setting
I modelli decisionali nella relazione di lavoro
-E.S.
-U.A
Il Welfare State e le strutture socio-sanitarie a disposizione del cittadino
anziano
-L'approccio categoriale alla prestazione sociale
-la teoria di Rose
-la teoria di Sen
-Residenza Sanitaria Assistenziale
-Struttura Riabilitativa Residenziale
-Casa Protetta
-Gruppo Appartamento
-Centro Diurno
-Assistenza Domiciliare
-Assistenza Domiciliare integrata
-Casa di riposo
Programma da svolgere dopo il 15 maggio
La comunicazione con l'anziano patologico
-come affrontare agitazione e nervosismo
-come affrontare ansia e paura
-come affrontare allucinazioni e deliri
-simulazioni di potenziamento della comunicazione in pubblico.
Trieste, 15 maggio 2014
L’ insegnante
Tiziana Scaggiante
DISCLIPLINA:
MUSICA E CANTO CORALE
DOCENTE:
prof.ssa Marina Masiero
TESTI IN ADOZIONE
Giovanni Duci, Ora di Musica, ed. Loescher, vol.A, ascoltare la musica.
Altri testi di riferimento:
- G. Cremaschi Trovesi, Musicoterapia, arte della comunicazione, ed Magi Educazione
- M. Mila, Breve storia della musica, ed. Einaudi
- M. Baroni, E. Fubini, P. Petazzi, P. Santi, G. Vinay, Storia della musica, ed. Einaudi
- R. Allorto, Storia della musica, ed Ricordi
- G. Macchi, Richard Wagner, ed. FME
- M. Mariani, Verdi, ed. Giunti Lisciani
- P. Gossett, Dive e maestri, L’Opera Italiana messa in scena, ed. Il Saggiatore
-
SITUAZIONE E PROFITTO DELLA CLASSE
La classe 5F è frequentata da 20 alunni. La sua eterogeneità può essere vista come un
elemento positivo in ambito didattico in quanto permette al docente di proporre le
tematiche inerenti al programma da svolgere spaziando sui contenuti in modo sempre
diversificato grazie ai diversi interventi. La materia è apprezzata e seguita con interesse
pur venendo svolta nelle ultime ore. Tenendo presente che il corso serale è formato per
lo più da persone spesso già impegnate in ambito lavorativo o con particolari esigenze
in ambiti familiari, quindi con scarsa disponibilità di tempo per lo studio domestico, il
profitto della classe può considerarsi positivo nel complesso e vi sono due casi di
eccellenza.
OBIETTIVI
Conoscenza buona dei periodi trattati
Conoscenza delle specificità dei compositori considerati
Capacità di collocare temporalmente e geograficamente i principali periodi trattati
Sa rilevare affinità e differenze di compositori messi a confronto
Sa riconoscere all’ascolto gli strumenti musicali
METODOLOGIA DIDATTICA
Le lezioni si sono svolte sempre in mediateca per poter lavorare con gli strumenti
multimediali messi a disposizione dalla scuola. Ciò ha reso possibile presentare il
programma in modo coinvolgente e partecipativo.
VERIFICA E VALUTAZIONE
Le prime verifiche si sono basate su lavori di gruppo valutati individualmente,
successivamente sono state per lo più simulazioni d’esame.
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
1
2
3
Nessuna
Gravemente errate
Grosse lacune ed errori
4
Conoscenze
frammentarie con errori
e lacune
5
Conoscenze superficiali,
improprietà di linguaggio
Conoscenze piane e non
mnemoniche, con
imperfezioni,
esposizione imprecisa
5/6
6
6/7
7
8
9e
10
Conoscenze piane e non
mnemoniche, ma non
approfondite,
esposizione semplice ma
sostanzialmente corretta
Conoscenze quasi
complete, poco
approfondite,
esposizione corretta
Conoscenze complete,
guidato sa approfondire,
esposizione corretta con
proprietà linguistica
Conoscenze complete,
qualche
approfondimento,
esposizione corretta con
proprietà linguistica
Conoscenze complete,
approfondite e ampliate,
esposizione fluida, con
utilizzo di un lessico
ricco e appropriato
Nessuna
Non sa cosa fare
Pur guidato non riesce ad
applicare le minime
conoscenze
Applica le conoscenze minime
con errori anche se guidato
Nessuna
Non si orienta
Non riesce ad
analizzare
(non capisce)
Compie analisi
lacunose, sintesi
incoerenti,
commette errori
Applica le conoscenze minime Analisi parziali, sintesi
con errori
imprecise
Applica le conoscenze minime Imprecisioni, analisi
con imperfezioni
corrette, difficoltà di
gestire
autonomamente la
sintesi
Applica correttamente le
Coglie il significato,
conoscenze minime
esatta interpretazione
di semplici
informazioni, analisi
corretta.
Applica autonomamente le
Esatta interpretazione
conoscenze anche a problemi del testo, sa definire
più complessi, con errori
un concetto
Applica autonomamente le
conoscenze anche a problemi
più complessi con
imperfezioni
Applica autonomamente le
conoscenze anche a problemi
più complessi in modo
corretto
Coglie le implicazioni,
compie analisi
complete e coerenti
Applica in modo autonomo e
corretto le conoscenze anche
a problemi più complessi,
trova da solo le soluzioni
migliori.
Sa rielaborare
correttamente e
approfondire in modo
autonomo e critico
situazioni complesse.
Coglie le implicazioni,
compie correlazioni
con imprecisioni,
rielaborazione corretta
PROGRAMMA DETTAGLIATO
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
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•
•
•
•
•
•
•
Gli Strumenti musicali: panoramica generale sulla loro classificazione;
approfondimento analitico delle specie (aerofoni, cordofoni, membranofoni, idiofoni)
attraverso lezioni video con ascolti e riferimenti estrapolati dal testo di adozione.
Gli accordi maggiore e minore, le cadenze perfetta e sospesa, cadenza composta.
I suoni armonici.
L’orchestra sinfonica: visione del Bolero di M. Ravel (aspetto strutturale).
Classificazione delle voci, compresi i castrati.
Il Romanticismo musicale tedesco: inquadramento storico-geografico-temporale.
La figura del compositore romantico: interessi, stile, valori.
I luoghi della musica romantica: sale da concerto, salotti borghesi, teatri, chiese.
Virtuosismo e nuovi strumenti musicali: celesta, basso tuba, perfezionamento
meccanico degli strumenti musicali già esistenti, in particolare arpa e pianoforte.
Musica pura e musica a programma.
I principali compositori del romanticismo, panoramica su: F. Schubert, R. Schumann,
J. Brahms, F. Chopin, P. I. Tchaikovskij.
Cenni su F. Chopin e ascolti: Polacca n. 6 op.53, Notturni, Valzer.
Cenni su F. Schubert e ascolti: lieder Erlköning, scelta dal Wintereise e Die Forelle
(più quintetto solo gli accenni dei tempi).
Cenni su R. Schumann e ascolti: parte del 1° tempo Concerto in la min. op. 54 per
pianoforte e orchestra, Träumerei da Kinderzenen, inizio 1° tempo sinfonia n°3.
Cenni su J. Brahms e ascolti: inizio primi tempi delle sinfonie Prima e Quarta e
confronto con le Sinfonie Prima e Quinta di L. van Beethoven.
Consultazioni e indicazioni per ricerche musicali sui siti internet di RAI3, anche per il
servizio di podcast per le Lezioni Di Musica.
Prolusione del Requiem di Verdi.
Prolusione dell’opera Un ballo in Maschera di G. Verdi.
Visione in home theatre a scuola dell’opera Un ballo in Maschera di G. Verdi.
La struttura dell’opera lirica: atti, scene, numeri musicali: ouverture, aria (cavatina,
cabaletta, romanza), duetto etc., recitativo (secco e accompagnato), arioso,
concertato, finale, tempo di mezzo, intermezzo; le voci e il coro.
L’Opera dell’800 letture da Dive e Maestri: Disporre la scena l’Opera nella società
italiana
Panoramica sui principali operisti: G. Rossini, V. Bellini, G. Doninzetti, G. Verdi.
G. Rossini: approfondimenti su stile e caratteristiche, ascolti Sinfonia e arie dal
Barbiere di Siviglia.
V. Bellini: vita e stile, opere principali, ascolti da Norma: Casta Diva, e da La
Sonnambula: Ah, non credea mirarti.
G. Doninzetti: vita e stile, concetto di orchestrazione, opere principali, ascolti da:
Lucia di Lammermoor: La scena della pazzia
G. Verdi: Verdi e l’Italia, letture da Mila e Mariani, panoramica stilistica: i tre macro
periodi compositivi (Allorto) e opere principali. Ascolti: Nabucco, Macbeth, Traviata,
Falstaff.
Programma ancora da svolgere
♦ Il teatro d’opera tedesco e R. Wagner: riforme e innovazioni
♦ La giovane scuola e G. Puccini: caratteristiche e stile.
♦ La musicoterapia: arte della comunicazione
Uscite didattiche al Teatro Verdi: 1° 17/12/13, G. Verdi, Messa di Requiem per soli,
orchestra e coro; 2° 2/5/14, R. Schumann Concerto in la min. op. 54 per pianoforte e
orchestra, J. Brahms, Gesang der Parzen op. 89 per coro e orchestra, J. Brahms Terza
Sinfonia op. 90.
SIMULAZIONE DI PROVA SCRITTA
Terza Prova
MUSICA E CANTO CORALE
•
•
•
•
-
Che tipo d’aria è la CABALETTA?
-
Di chiusura di scena
Di presentazione del personaggio
Aria col « da capo »
Romanza
-
Quale di questi compositori NON ha scritto Opere liriche?
-
H. Berlioz
J. Brahms
G. Verdi
R. Wagner
-
Quale di questi strumenti è ad ancia doppia?
-
Violino
Celesta
Pianoforte
Oboe
-
Quale di queste forme musicali NON è considerata Musica a
programma?
Lied
Poema sinfonico
Balletto
Notturno
- Presentare la figura del compositore romantico: interessi, stile, valori.
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-
Durante il Romanticismo molti furono i luoghi utilizzati per le
esecuzioni, in particolare si prediligevano i salotti e le sale da concerto.
Perché?
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Trieste, 15 maggio 2014
L’insegnante
prof.ssa Marina Masiero
DISCLIPLINA:
TECNICA ORGANIZZATIVA
DOCENTE:
prof.ssa Giovannina Ritacco
TESTI IN ADOZIONE
G. Donegani, G. Menaggia“Nutrizione e salute oggi”, CLITT Ed. 2000
SITUAZIONE E PROFITTO DELLA CLASSE
La classe 5F era inizialmente composta da 37 allievi, di cui uno dislessico; nel corso
dell'anno scolastico se ne sono ritirati in tanti, quindi ora la classe consta di 20 unità;
quasi tutti gli alunni sono lavoratori, costretti a compiere turni per esigenze di servizio,
oltre ai loro molteplici impegni nella vita privata e familiare che talvolta hanno impedito
la loro presenza in classe specialmente nelle prime ore di lezione. Tutti gli allievi
provengono da percorsi scolastici diversi con idoneità alla quinta classe acquisita in
precedenza. L'interesse per la disciplina è stato soddisfacente, sia per l'impegno che per
il rispetto di scadenze programmate. Non ci sono situazioni critiche da segnalare e, nel
complesso, tutti gli studenti hanno raggiunto gli obiettivi prefissati. Il comportamento
tenuto dal gruppo classe è stato adeguato e costruttivo, sia in termini di frequenza che
di coinvolgimento e motivazione.
OBIETTIVI
CONOSCENZE:
• Per quanto concerne le conoscenze acquisite, si rimanda al programma
effettivamente svolto, che si allega al Documento.
COMPETENZE:
• Essere in grado di curare e tutelare il bambino e l'anziano, predisponendo una
dieta alimentare adeguata alle diverse fasce d'età, sia qualitativamente che
quantitativamente.
• Saper utilizzare correttamente il linguaggio specifico.
• Saper utilizzare formule e tabelle per calcolare correttamente il fabbisogno
energetico ed il peso corporeo teorico di un individuo.
• Saper leggere e interpretare i dati LARN.
• Saper suddividere la ripartizione equilibrata dei macronutrienti in funzione del
fabbisogno energetico di un individuo.
• Saper indicare un metodo di conservazione adeguato per tipo merceologico di
alimento.
CAPACITA’:
• Analisi e confronto dei dati.
• Valutare attraverso l'uso delle tabelle, la composizione dei principi nutritivi di un
alimento
• Calcolo del valore energetico di un alimento conoscendone la composizione
chimica
• Saper utilizzare le indicazioni della piramide alimentare
• Saper predisporre una dieta alimentare adeguata sia dal punto di vista qualitativo
che quantitativo.
METODOLOGIA DIDATTICA
Lezione frontale informativa.
Collegamenti tra l’intervento didattico ed il vissuto quotidiano.
Proposta di discussione collettiva per coinvolgere e far partecipare attivamente gli
studenti al dialogo educativo.
Lettura di articoli, testi, riviste specifiche (potenziamento delle capacità di comprensione
e lessicali).
Proposta di commento di articoli, testi, riviste del settore (attivazione delle capacità
d’integrazione e rielaborazione delle conoscenze).
Visione e discussione di film attinenti agli argomenti in programma.
Proposta di risoluzione di quesiti (potenziamento e rielaborazione delle conoscenze e
delle competenze).
Libro di testo, libri attinenti alla materia specifica, articoli di riviste scientifiche, materiale
multimediale, materiale audiovisivo, dispense personali del docente, sia cartacee che su
supporto informatico.
VERIFICA E VALUTAZIONE
Da quanto concordato nella riunione per Dipartimento all’inizio del corrente a.s., sono
state effettuate almeno due verifiche per ciascun quadrimestre
E’ stata effettuata una simulazione della terza prova dell’esame di Stato.
Nei test strutturati sono state valutate le conoscenze e le capacità logiche, le analisi, le
capacità di sintesi, di osservazione, di estrapolazione, ecc., attribuendo un punteggio
calibrato in base alla difficoltà della richiesta.
Nelle verifiche orali, oltre alle capacità espositive-lessicali, sono stati valutati i contenuti
espressi, le capacità di analisi/sintesi, di rielaborazione delle conoscenze, il grado di
acquisizione dellecompetenze attraverso un colloquio, a volte anche interdisciplinare.
Nella valutazione sommativa si è tenuto conto del profitto raggiunto, dell’impegno
individuale profuso, della partecipazione all’attività didattica ed al colloquio educativo.
Per la traduzione di tutte le valutazioni in voto si è fatto riferimento a quanto stabilito
nel P.O.F. dell’a.s. in corso.
La valutazione sommativa ha preso in considerazione i seguenti aspetti:
13)Conoscenza e grado di comprensione di contenuti;
14)Capacità espressive e uso della terminologia specifica della disciplina;
15)Capacità logiche, critiche e di collegamento;
16)Capacità di approfondimento autonomo e di rielaborazione;
17)Costanza nell'impegno;
18)Partecipazione attiva alle attività proposte e pertinenza degli interventi
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
I punteggi sono stati assegnati assegnati in decimi, secondo una scala così strutturata:
VOTI
1-3
INDICATORI
Prestazione gravemente carente, lacunosa, errata
4
Prestazione insicura, difficoltosa, errori abbastanza rilevanti
5
Prestazione prossima agli obiettivi minimi, incertezze e qualche
lieve lacuna
Conoscenze e competenze sufficientemente adeguate, non
approfondite e talvolta superficiali; errori non gravi
6
7
Conoscenze e competenze adeguate ; linguaggio adeguato,
parziale capacità di analisi dei problemi proposti.
8
Conoscenze e competenze che permettono di orientarsi
agevolmente nella risoluzione dei problemi proposti; buona
capacità di analisi; qualche spunto critico
Ottime conoscenze e competenze, linguaggio fluido, vivo
interesse, capacità di analisi e sintesi dei problemi, partecipazione
attiva con spunti critici di buon livello.
9-10
Le attivita’ di recupero per gli alunni con carenze al primo quadrimestre sono state
effettuate in itinere con uno studio individuale dell’alunno e su richiesta con un
intervento individualizzato. Un gruppo di corsisti ha avuto la capacità di cogliere i temi
loro proposti con particolare competenza critica e spesso è intervenuto attivamente alla
lezione citando esperienze personali e ponendo domande, mostrando un notevole
impegno, efficace partecipazione all'attività didattica, raggiungendo livelli eccellenti nel
profitto.
PROGRAMMA
DETTAGLIATO
SVOLTO FINO AL 15 MAGGIO:
DI
TECNICA ORGANIZZATIVA
I sette gruppi fondamentali di alimenti.
Alimenti di origine animale:carne, prodotti ittici, latte e derivati e uova.
Alimenti di origine vegetale:cereali e derivati, legumi, frutta, ortaggi.
Olii e grassi da condimento.
Criteri di scelta e di acquisto degli alimenti.
Coefficienti di rifiuto.
Bisogni di energia e nutrienti.
Concetto di metabolismo.
Metabolismo basale ed energetico.
Indice di massa corporea.
Peso ideale o desiderabile.
Criteri per la distribuzione dei nutrienti nelle diverse diete.
La conservazione degli alimenti: i metodi fisici, chimici e biologici.
Approfondimento del concetto di razione alimentare ed uso degli alimenti nella dieta
giornaliera.
Alimentazione nelle varie condizioni fisiologiche (infanzia, adolescenza, età adulta,
gravidanza, allattamento, terza età, attività sportiva).
Dieta mediterranea.
Piramide alimentare della dieta mediterranea.
Alimentazione nelle comunità (ristorazione collettiva).
Rapporti con le famiglie, con le autorità e con gli enti.
SIMULAZIONE DI TECNICA ORGANIZZATIVA
ALUNNO:
CLASSE:
1) L'albume dell'uovo contiene una sostanza anivitaminica detta:
a) lisozima
b) avidina
c) colina
d) colesterolo
2) La liofilizzazione degli alimenti consente la loro:
a) disidratazione a basse temperature
b) disidratazione ad alte temperature
c) essiccazione con metodi naturali
d) conservazione con radiazioni ionizzanti
3) Il fabbisogno energetico giornaliero supplementare nella dieta della nutrice è di
circa:
1. 50 kilocal
2. 150 kilocal
3. 500 kilocal
4. 800 kilocal
4) Il trattamento UHT si effettua a:
a) 120 gradi per 10 minuti
b) 140-150 gradi per pochi secondi
c) 100 gradi per 30 secondi
d) 75-85 gradi per pochi secondi
5) Come deve essere l'alimentazione equilibrata di un adulto che svolge un'attività fisica
moderata?
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
6) Parla della surgelazione e della catena del freddo
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Trieste, 15 maggio 2014
L' insegnante
Ritacco Giovannina
Discliplina: EDUCAZIONE FISICA
Docente: prof. Gianfranco BENFATTO
TESTI IN ADOZIONE
Dispense
SITUAZIONE E PROFITTO DELLA CLASSE
La classe è dotata di più che sufficienti conoscenze e capacità che hanno permesso di
raggiungere gli obbiettivi prefissati all’inizio dell’anno. La maggior parte della classe ha
partecipato con interesse sia al dialogo educativo che all’attività motoria proposta. Il
comportamento della classe è sempre stato corretto e basato su reciproca fiducia
OBIETTIVI
Coscienza di sé e del proprio corpo; il significato del movimento e le sue implicazioni; le
competenze specifiche nel campo di alcune specialità sportive, con capacità di
autoanalisi.
Gli allievi, quando possibile, hanno praticato consapevolmente le attività motorie
proposte, in modo appropriato, sviluppando il confronto e l’adattamento nel rispetto
degli altri. Anche a livello teorico sono state acquisite nozioni basilari sull’allenamento,
crampo muscolare, contrattura, distorsione, sudorazione, lavoro aerobico, anaerobico,
lattacido, alattacido, la resistenza, la velocità, la mobilità articolare, stretching, l’ A.T.P.
METODOLOGIA DIDATTICA
Si sono svolte esercitazioni individuali e di gruppo, proporzionate ai soggetti, volte a
sollecitare la plasticità e le modulazioni delle risposte motorie, finalizzate a motivare gli
alunni verso il lavoro proposto, affinché raggiungessero una collaborazione reciproca.
Si è seguito sempre il concetto di gradualità e ripetitività per l’acquisizione di
automatismi, indispensabili nell’apprendimento delle varie tecniche, con interventi
individualizzati per il recupero di carenze quando riscontrate.
VERIFICA E VALUTAZIONE
Attraverso prove pratiche e strutturate, si sono svolte verifiche per la percezione del
miglioramento conseguito, tenendo presente: la prestazione motoria, le conoscenze, i
comportamenti motori relazionari, la presenza, l’impegno e la partecipazione al dialogo
costruttivo.
Per l’osservazione valutativa delle prove pratiche e teoriche, sono state utilizzate scale a
vari valori.
Le valutazioni finali sono sono state ottenute, in linea di massima, attraverso una media
tra le prove pratiche e teoriche, considerando anche l’assiduità della presenza e
partecipazione.
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
Insuff. Non raggiunge gli obbiettivi minimi per scarsa partecipazione
•
Partecipazione accettabile, interesse minimo all’attività motoria, sufficienti
capacità motorie
•
Continuità nell’impegno, discrete capacità motorie sviluppate
•
Continuità nell’impegno, buone capacità motorie, collaborazione con compagni e
insegnante
•
Continuità nell’impegno, capacità motorie molto buone, collaborazione con compagni
e insegnante, capacità organizzative
•
Continuità nell’impegno, capacità motorie molto buone, capacità collaborative e
organizzative, partecipazione o contributo all’attività sportiva scolastica
PROGRAMMA DETTAGLIATO
Agli alunni sono state proposte le seguenti attività motorie:
° esercizi di allungamento muscolare a corpo libero
° esercitazioni di pallavolo e Basket
° test di valutazione delle capacità motorie.
Le lezioni pratiche sono state integrate da informazioni teoriche sui seguenti argomenti:
° l’allenamento: principi della specificità, sovraccarico, progressione, individualità,
mantenimento
° le articolazioni: la contrattura muscolare, crampo, distorsione.
° la sudorazione
° la resistenza
° la velocità
° la mobilità articolare
° Stretching
° lavoro aerobico, anaerobico, lattacido, alattacido
° da completare: il sistema muscolare (fibre bianche-fibre rosse), massimo consumo
di ossigeno.
Ore svolte al 15 maggio 2014: 24
TERZA PROVA-EDUCAZIONE FISICA
Alunno/a_____________________________
•
Quali caratteristiche ritieni utili per un atleta che si prepara alla velocità?
°
°
°
°
Forza veloce
Coordinazione oculo manuale
Forza
Capacità di trasformazione
2) Da quale fattore dipende la velocità?
°
°
°
°
Presenza di un buon numero di fibre rosse.
Conoscenza dello schema corporeo.
Simmetrizzazione del gesto tecnico.
Presenza di un buon numero di fibre bianche.
3) Qualè il fattore da cui dipende la capacità di resistere?
° Maggiore presenza di fibre bianche.
° Efficienza del sistema cardio respiratorio.
° Ridotta capillarizzazione.
° Capacità di ricostruire molecole di APT previa anaerobica alattacida.
- Per allenare la resistenza esistono varie metodiche. Con quali di queste è
opportuno iniziare?
°
°
°
°
Metodo dei ritmi di gara.
Metodo ad intervalli.
Interval Training.
Marathon Training.
- Il principio del sovraccarico nell’allenamento
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
- La contrattura ed il crampo
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
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Trieste, 15 maggio 2014
L’insegnante
Prof. Gianfranco BENFATTO
Discliplina:
ES. TEC. ORGANIZZATIVA
Docente:
prof.ssa Tiziana Scaggiante
TESTI IN ADOZIONE
Dispense elaborate dal docente
SITUAZIONE E PROFITTO DELLA CLASSE
La classe inizialmente molto numerosa si è gradualmente ridotta nel
numero dei frequentanti.Risulta formata da allievi ammessi all'ultimo anno di corso a
seguito di idoneità conseguita presso la nostra scuola o presso altro istituto, ciò ha
determinato una disomogeneità nel cluster degli allievi sopratutto per quanto riguarda
le conoscenze/competenze indispensabili per affrontare i contenuti disciplinari
dell'ultimo anno. Con questa premessa si è reso indispensabile affrontare un periodo
iniziale di recupero e rinforzo delle abilità pregresse con particolare attenzione al
linguaggio disciplinare. La classe ha seguito con interesse, partecipazione e frequenza
mediamente più che soddisfacente il percorso didattico e ciò ha consentito di
raggiungere,a quasi tutti gli allievi, gli obbiettivi disciplinari,anche se con differenze
significative nel profitto. Il programma è stato svolto in modo approfondito con
riferimenti anche a situazioni professionali.
OBIETTIVI
Gli studenti hanno sviluppato più che sufficienti competenze tecnico-gestionali rispetto
alla gestione delle informazioni finalizzate all'erogazione della prestazione sociale in una
comunità e nel rapporto con gli stakeholders, con particolare attenzione alle relazioni
comunicative e allo stile della leadership.
METODOLOGIA DIDATTICA
Si sono utilizzate lezioni frontali con esempi di brainstorming, problem solving,flexible
mind.
VERIFICA E VALUTZIONE
Verifiche programmate su obiettivi goals, con l'utilizzo di domande a risposta aperta
condizionata a cinque righe di estensione allo scopo di sviluppare la capacità di sintesi
dell'allievo.
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
Griglia per la correzione della prova di Es.tec.org.
Allievo______________data___________classe________voto___
Correttezza,
pertinenza dei
contenuti,
contestualizzazi
one
Aderen
za
alla
traccia
Organizzazio
ne
coerenza
argomentati
va,
organicità
0-2 nullo
o quasi
3-4
gravemen
te
insufficien
te
5
insufficien
te
6
sufficient
e
7-8
buono
9-10
ottimo
PROGRAMMA DETTAGLIATO
Es.tec.org.
La costituzione della comunità:
-concetto di mercato dinamico
-plant-layout
-ubicazione del sistema
-identificazione dell’obiettivo
-progettazione della prestazione:
-analisi del bisogno del cliente
-benchmarking
- reperimento capitali: il business-plan
-il concetto di strategia
-i fattori interni- esterni che influenzano la strategia
Organizazione aziendale
-divisione del lavoro
Proprietà
lessicale,
adeguatez
za
del
registro
linguistico
Anali
si e
sinte
si
Punteggiat
ura
ortografia,
morfosintas
si
-grouping
-gerarchia
-coordinamento
-delega,decentramento
-schemi di macrostruttura: elementare,polifunzionale
-meccanismi operativi
-stile della leadership
-problem solving
Definizione di SGQ
Requisiti generali di SGQ
La documentazione in SGQ
L'approccio al progetto in SGQ
Il concetto di controllo
Il compito della direzione
Programma da svolgere dopo il 15 maggio
I tempi della valutazione:
-valutazione ex ante
-valutazione intermedia
-valutazione ex post
-il prolem-solving
Le tecniche di raccolta dati.
-il monitoraggio
-l’osservazione
-il focus-group
-il questionario
SIMULAZIONE DI PROVA SCRITTA
Simulazione Terza Prova – Quesiti di Es. Tec. Organizzativa anno scol.2013/2014
Allievo______________________________________Classe_____________________
- 1. In un business plan, cosa rappresentano le immobilizzazioni nette ?
A)
B)
C)
D)
le attività dell’impresa destinate all’utilizzo pluriennale
le eccedenze di capitale proprio rispetto a quello impegnato nelle
immobilizzazioni
le modifiche delle fonti di finanziamento
gli strumenti destinati al miglioramento della prestazione
- 2. Nell'approccio ad un problem solving corretto cosa indica la fase di
identificazione del problema ?
A)
B)
la focalizzazione degli aspetti che lo rappresentano
la considerazione delle eventuali alternative di soluzione
C)
D)
la valutazione delle conseguenze della scelta risolutiva
la selezione dell'azione risolutiva
- 3. Nell'individuazione di una corretta strategia,quale è il ruolo dell'outsourcing ?
A)
B)
C)
D)
di risorsa esterna al sistema che può essere una minaccia o una opportunità
di risorsa esterna al sistema che esprime le aspettative dell'ambiente sociale
di risorsa esterna al sistema che controlla la prestazione erogabile
di risorsa interna controllata dalla direzione
- 4. Cosa consente di conoscere l’operazione di benchmarking ?
A) di conoscere i dati relativi ai nuovi clienti/utenti
B) di conoscere i dati relativi alle competenze degli operatori che lavorano nella
comunità
C) di raccogliere informazioni sull’azienda che, operante nel nostro stesso
segmento di mercato, si qualifica come le migliore
D) di individuare tecnologie e conoscenze teoriche finalizzate all’erogazione di una
prestazione
• Nelle teorie di politica sociale Amartya Sen introduce l'approccio per capability,
spiega la sua teoria
____________________________________________________________________
____________________________________________________________________
____________________________________________________________________
____________________________________________________________________
____________________________________________________________________
• L'elaborazione di un business plan ha una duplice funzione, spiega perchè
____________________________________________________________________
____________________________________________________________________
____________________________________________________________________
____________________________________________________________________
____________________________________________________________________
Griglia per la valutazione della Terza prova scritta
·
·
Tipologia B: punti 1,5 per ciascuna risposta corretta
Tipologia C: punti da 1 a 4,5 per ciascuna delle risposte alle domanda aperte
(max 5 righe) secondo la seguente griglia
Descrittori
1 gravemente
insufficiente
2 insufficiente
3 sufficiente
Non comprende la richiesta. Mostra conoscenze lacunose.
Non risponde
Comprende la richiesta ma mostra una conoscenza
frammentaria dei contenuti
Comprende la richiesta e mostra di conoscere i contenuti
essenziali
4 buono
4,5 ottimo
Comprende la richiesta e mostra una conoscenza sicura dei
contenuti fondamentali
Comprende la richiesta,risponde in modo approfondito ed
esauriente
Trieste, 15 maggio 2014
L’ insegnante
Tiziana Scaggiante
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