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BIELLA I dipendenti pubblici, stop ai tagli agli statali

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12
40 .Biella città
STAMPA
.LA
SABATO 1 NOVEMBRE 2014
OROPA. IL PRESIDENTE D’ADAMO: «NON GETTIAMO LA SPUGNA PROPRIO ORA»
Funivie, un’altra fumata nera
Comune e Fondazione ancora a caccia di soldi per salvare l’impianto: nuovo summit il 10
PAOLA GUABELLO
BIELLA
Rischio
chiusura
Oltre due ore di discussione
per venire a capo del salvataggio della Fondazione Funivie di Oropa, in ginocchio
a causa della stagione infausta, delle spese straordinarie da affrontare per mantenere gli impianti in efficienza e sicurezza, e delle fatture da saldare. Ieri a Palazzo
Oropa, l’amministrazione si
è confrontata con il presidente dell’ente Gianni
D’Adamo su un terreno non
Se l’impianto
si dovesse
fermare
per sempre
si dovrebbe
provvedere
allo smantellamento
e le due
strutture
a monte
e a valle
recentemente
restaurate
rimarrebbero
inutilizzate
In Regione mancano
i fondi con cui pagare
le ditte che hanno
eseguito i lavori
facile. Ed è stata fissata una
nuova data per il verdetto
finale: il 10 novembre.
In gioco una ristrutturazione avviata con un protocollo d’intesa siglato da Regione, Comune e Provincia
da un milione e 700 mila euro per la ristrutturazione degli immobili che la stessa Regione non è in grado di saldare per la sua parte (circa 700
mila euro) mentre la ristrutturazione si sta terminando
in questi giorni. Dall’altra la
scadenza del 2020 dell’im-
pianto che dal Santuario sale
al lago del Mucrone, che ora
non rappresenterebbe più un
problema, come già anticipato
dal deputato Roberto Simonetti: nel decreto Sblocca Italia si è infatti provveduto ad
aggiornare la norma relativa
alle tempistiche per la vita
tecnica degli impianti a fune e
finalmente in aula alla Camera
è approdato un testo di legge
che consente una variazione
PROMOZIONE. IN HOTEL E AGLI EXPO
Serralunga e Astoria
Alleanza fra eccellenze
In un’ottica di valorizzazione
delle aziende locali, quelle
che rappresentano le «eccellenze del territorio», l’hotel
Astoria, in città, ha stretto
alleanza con Serralunga per
promuovere la conoscenza
della produzione «made in
Biella» fra i suoi clienti (di cui
ormai il 50% è straniero), utilizzando i propri spazi come
vetrina e come mezzo di comunicazione. La storica
struttura ricettiva a 4 stelle,
in viale Roma, ha infatti deciso di rivedere il look dell’ingresso, della hall e della galle-
L'Hotel Astoria a Biella
dei termini relativi alla scadenza, previa verifica di idoneità ai fini della sicurezza
dell’esercizio da parte dei
competenti uffici ministeriali.
«Rinunciare ora sarebbe
davvero una assurdità - spiega Gianni D’Adamo - Tutto
quanto è stato fatto finora,
compreso il fatto che finalmente siamo in grado di arrivare a pareggio di bilancio se
le condizioni meteo ce lo con-
ria interna, che porta verso la
sala colazioni. Il restyling ha
così sposato l’azienda alle porte della città, conosciuta in tutto il mondo per il design e la
versatilità dei suoi prodotti.
In partenza per gli Stati
Uniti dove farà presenza, con i
suoi complementi di arredo
firmati da professionisti internazionali, alla quinta edizione
dell’expo Boutique Design
New York, Serralunga si trasferirà poi a Parigi, all’Equip’Hotel salone biennale che
conta circa 1.500 espositori e
prevede l’arrivo di 100 mila visitatori. Per la prima volta all’evento francese, fra i più importanti a livello europeo per il
settore Horeca (hotel, restaurant e cafè) l’azienda rappresenterà il Made in Italy durante i 5 giorni di esposizione riservati agli operatori dell’ospitalità e della ristorazione.
sentono, andrebbe in fumo.
Senza considerare, inoltre,
che se fermassimo l’impianto
avremmo l’obbligo di smantellarlo. E questo comporterebbe comunque dei costi. Mi
auguro che tutti insieme si arrivi a pianificare una programmazione triennale in
grado di consentirci di lavorare. Ci aggiorneremo lunedì 10:
in quell’incontro si deciderà il
destino delle funivie».
MONTE CAMINO
La cestovia
in funzione
fino ad aprile
L’Ustif (l’Ufficio speciale trasporti e impianti fissi) a luglio aveva dato il via libera per il proseguimento dell’attività
della cestovia, l’impianto che dal lago del Mucrone sale al Camino. La
proroga consentirà alle
cabine di trasportare turisti e sportivi in quota
fino al prossimo aprile.
Poi tutto sarà rimesso in
discussione. Occorrerebbero un milione e
250 mila euro per ristrutturare tutto l’impianto, ma se nel frattempo entrerà in vigore
l’articolo 31 bis Sblocca
Italia, riferito agli impianti la cui vita tecnica,
compresa l’eventuale
proroga, non è scaduta,
la cestovia potrà godere
di nuovo ossigeno per un
anno, previa verifica
dell’idoneità, e proseguire la sua attività.
1
SINDACATO. SI PREPARA IL CORTEO DI ROMA
I dipendenti pubblici
“Stop ai tagli statali”
Anche Biella parteciperà alla
manifestazione nazionale dei
lavoratori e dei dipendenti
pubblici l'8 novembre in piazza del Popolo a Roma, organizzata da Cgil, Cisl e Uil. Il
rinnovo del contratto dei pubblici dipendenti, la situazione
della Provincia di Biella e delle altre amministrazioni pubbliche, la riforma del lavoro e
la legge di stabilità sono i motivi che spingeranno a scendere in piazza i lavoratori biellesi. Tra questi i dipendenti della Provincia Raffaele Gaudelli
della Uil e Antonio Salamone
della Cgil; per la Cisl Santo Capolino del'Asl e Mariano Zillo
dell'Agenzia delle entrate e Maria Monteleone della Camera di
Commercio (Uil). «Molte persone ci etichettano come fannulloni - afferma Gaudelli - e sono arrabbiate con noi, ma non
siamo tutti così. Dobbiamo
prendere le distanze da chi effettivamente lo è e denunciare
queste persone». «Protestiamo
- dichiara Capolino - perché la
classe dirigente non ci ascolta.
L'inefficienza dei servizi non è
dovuta all'incapacità dei dipendenti, ma ai tagli dello Stato».
Alberto Pollo
SCELTI I 5 CANDIDATI
Rossi favorito
al Comando
dei vigili
Escluso Pollo
Si sono conclusi i colloqui per
arruolare il nuovo comandante dei vigili urbani. E la
commissione esaminatrice
ha selezionato i cinque «finalisti», tra i quali il sindaco
Marco Cavicchioli dovrà scegliere il vincitore. Nella «rosa» non rientrano né l’attuale
sub-comandante Alberto
Pollo né Maurizio Cianciotta,
che fu nominato comandante
dalla giunta Gentile e che poi
si trasferì a Bergamo per ricoprire lo stesso incarico.
Esclusa anche la donna-vigile
di Casoria. Resta invece ancora il lista l’ex ufficiale della
Guardia di finanza Mario
Rossi, che è stato capo dei vigili urbani di Biella fino al
2009 con la giunta Barazzotto e che alla vigilia era considerato uno dei favoriti. Insieme a lui Fabio Sebastiano
Germanà Ballarino, Ernesto
Grippo, Massimo Migliorini e
Piero Romualdo Vergante.
La commissione composta
dal segretario di Palazzo Oropa Gianfranco Cotugno, e dai
comandanti della polizia municipale di Cuneo e di Vercelli, ha espresso il suo verdetto
ieri. Su 33 aspiranti che avevano risposto al bando, sono
stati ammessi al colloquio 26
candidati. Di questi, una parte erano stati esaminate venerdì 24, gli altri mertedì. La
convocazione dei cinque dal
sindaco per la nomina, con
molta probabilità, avverrà a
metà della prossima settimana. Sette candidati erano stati scartati subito per mancanza di alcuni requisiti: fra
loro il comandante dei vigili
di Gaglianico Mauro Casotto
e il giudice di pace onorario
Pietro Brovarone.
[S. ZO.]
12 45
LA STAMPA
SABATO 1 NOVEMBRE 2014
.
Novara città .41
In breve
AL «MAGGIORE». COINVOLTE CINQUE ASSOCIAZIONI
“Con noi un ospedale più facile”
Dal lunedì al venerdì venti volontari si alterneranno nel punto di accoglienza
MARIA PAOLA ARBEIA
NOVARA
Pronti
ad aiutare
Venti volontari dal lunedì al
venerdì al fianco dei pazienti:
«Nel labirinto - lo chiamano
così anche i manager della
salute - della burocrazia per
esami e visite. Per esempio,
aiuteranno i pazienti a trovare lo sportello giusto, ad avere più informazioni, a pagare
i ticket alle macchinette e a
indicare i vari reparti o laboratori. Saranno vicini in particolare agli anziani». In realtà il Cup riorganizzato e il
Da sinistra
Vittorio
Pernechele
Mario
Minola
Fabio
Leonardi
e dietro
Daniele
Giaime
con alcuni
volontari
al Cup
il centro
unico
prenotazioni
Igor Gorgonzola
è lo sponsor: collabora
anche in una ricerca
su erborinato e salute
NEL REPARTO DI GALLIATE
nuovo punto accoglienza al
Maggiore (70 posti a sedere,
monitor ben leggibili, ampie
finestre) tutto ricordano oggi
fuorché un labirinto.
Per gestire il nuovo servizio al Cup è sancita l’alleanza
tra Maggiore, Avo (Volontari
ospedalieri), Volontari della
notte, Abio (Bambini in ospedale), Ugi (Unione genitori),
Auser-Filo d’argento, e «Igor
Gorgonzola» con patron Fabio Leonardi e famiglia. «Chi
arriva al Cup - ricorda Mario
Minola, direttore del Mag-
Chirurgia dell’occhio: c’è il nuovo strumento
Si investe anche in altri
reparti. L’Oculistica del
Maggiore ha un’arma in più
per interventi di cataratta,
retina e chirurgia maculare:
è l’apparecchiatura «Faco
Vitrectomo», di recente
messa a disposizione nel reparto di Galliate, diretto dal
dottor Stefano De Cillà. Lo
strumento permette inter-
1
venti di chirurgia vitreo-retrinica con procedure micro
invasive. Si procede con operazioni che non richiedono
punti di sutura, garantiscono un più veloce recupero
per la riduzione delle conseguenze infiammatore e sono
possibili gli interventi retinici (pucker maculari, foro
maculari, disturbi della reti-
na) eseguiti in day-hospital.
La direzione del Maggiore
sottolinea: «L’oculistica di
Galliate è all’avanguardia a
livello regionale e oltre, per
offrire ai pazienti la possibilità di prestazioni di altissimo livello e, di conseguenza,
porre anche un freno alla
mobilità sanitaria verso la
Lombardia».
[M. P. A.]
giore - ha già preoccupazioni
per la salute. Non può trovare
un “muro” di difficoltà. Ecco la
bella idea, dell’amico Edoardo
Ferlito che è un decano tra i volontari, ora realtà grazie a
Igor». All’industria casearia a
Cameri, di «muri» - sportivi se ne intendono: sono sponsor
e primi tifosi del volley femminile. Leonardi ricorda anche le
sue origini a Mezzomerico:
«Aiutiamo dove possiamo. Io, i
fratelli Maurizio e Lara, e
mamma Ivana Magistretti, ci
crediamo. Dell’architetto Donatella Testa è il progetto del
punto accoglienza». Igor collabora in ospedale anche in una
ricerca sul rapporto erborinato e prevenzione della salute.
Vittorio Pernechele, Avo:
«Siamo una forza che integra
gli staff sanitari». Daniele Giaime, presidente del Centro servizi volontariato: «L’umanità,
prima dote richiesta a tutti
noi. Poi la preparazione. Troverete persone capaci e pronte
ad aiutare tutti». La benedizione di suor Giovanna Saporiti,
presidente di Igor Gorgonzola
Volley: «Il campionato è alle
porte. Le ragazze si sono preparate con impegno. Encomiabile l’impegno oggi anche qui.
Certe partite si vincono tutti
assieme o non si cominciano
nemmeno. Buon campionato a
noi, buon lavoro ai volontari».
Oleggio
Tentano furto di gioielli
Arrestati e condannati
1 Entrano nel negozio, uno
distrae la commessa mentre
il complice afferra il «rotolo»
di gioielli che era stato loro
mostrato. L’altro addetto alle
vendite nota la scena e lancia
l’allarme. Nicoleta e Florin
Molocea, romeni di 35 e 41
anni, senza fissa dimora, sono stati arrestati giovedì per
tentato furto ai danni della
gioielleria «Negrato» in piazza Martiri. Una volta sorpresi, hanno restituito il maltolto, del valore di 5 mila euro.
Nel frattempo sono arrivati i
carabinieri. Ieri il processo:
sono stati condannati a 4 mesi e rimessi in libertà. [M. BEN.]
Novara
Era ubriaco al volante
Cinese denunciato
1 Una
automobilista di 46
anni, di nazionalità cinese e
residente a Novara, è stato
fermato dai carabinieri in
provincia di Varese. Era arrivata una segnalazione: vettura che procede a zig zag in
strada. Sottoposto all’alcol
test, il conducente aveva un
tasso tre volte superiore ai limiti. Per lui è scattata una
denuncia: guida in stato di
ebbrezza. Dai controlli è
emerso che mancava la revisione dell’auto, sottoposta
pertanto al fermo amministrativo per 90 giorni. [M. BEN.]
Mortara
Arrestato in stazione
Deve scontare tre mesi
1 Un
marocchino domiciliato a Novara, Ahmed Radi,
di 51 anni, è stato rintracciato
e arrestato dai carabinieri vicino alla stazione ferroviaria
di Mortara. Deve scontare in
carcere una pena di 3 mesi in
seguito a una condanna per
violazione degli obblighi di
assistenza familiare. I fattisono avvenuti nel 2008 tra
Vigevano e Mortara.
[C. B.]
Diventano attori per gli studenti
“Ecco come affrontiamo la cecità”
La storia
BARBARA COTTAVOZ
NOVARA
ogliamo far capire che in fondo ci
manca solo la vista»: è questo,
semplicemente, l’obiettivo del video girato da un gruppo di non vedenti
diventati attori per raccontare la loro
vita. Prima ai ragazzi della scuola, poi
agli imprenditori: l’handicap si può superare e molti strumenti consentono di
affrontare le incombenze quotidiane.
V
L’idea è venuta al giovane presidente dell’Unione ciechi novarese, Pasquale Gallo, 29 anni, di Borgo Ticino.
Un giorno sul treno si è seduto vicino a
un gruppo di bambini molto stupiti di
scoprire che un ipovedente potesse
viaggiare da solo: «Ho raccontato tutto
quello che riesco a fare e alla fine una
bimba mi ha detto “Sai, ho capito che
anche se non si vede, si può vivere e
andare avanti”. Era un messaggio che
valeva la pena di diffondere».
Così insieme con altri quattro soci
dell’Uic ha girato un video-documentario di venti minuti in cui si spiega come
un non vedente affronta le diverse situazioni: leggere un libro, prelevare al bancomat o cucinare. Il novarese Claudio
Fachin, centralinista di 48 anni, Elisabetta Rosina, quarantenne di Trecate,
anche lei centralinista, e Gilberto Zanetta, 69 anni, pensionato di Fontaneto,
raccontano la loro storia davanti alla telecamera del regista Enrico Omodeo
Salè. Pasquale Gallo e il fratello Flavio,
22 anni, come lui ipovedente per una retinopatia congenita, invece mostrano
l’uso di strumenti che consentono di superare gli ostacoli e, ad esempio, leggere
una bolletta o attraversare la strada.
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il Provveditorato e il video sarà proiettato nelle scuole: «Chiederemo poi ai ragazzi di disegnare un
fumetto e raccogliere le loro domande
che trasformeremo in un libro per il Sa-
Pella
Scontro fra auto e Tir
Gasolio allaga la strada
Pasquale Gallo
A sinistra il presidente Unione ciechi
lone della prossima primavera - conclude Gallo -. Vogliamo far capire ai bambini ma anche agli imprenditori che spesso hanno in azienda un disabile che esistono molti strumenti in grado di limitare l’handicap. Purtroppo pochi lo sanno
e molti pregiudizi sono alimentati solo
dalla mancata conoscenza».
1 Lo
scontro tra un’auto e
un Tir sulla provinciale 46
del lago d’Orta, a Ventraggia,
ha causato ieri la rottura del
serbatoio del mezzo pesante
e la fuoriuscita di decine di litri di gasolio. La strada è rimasta chiusa per la rimozione del carburante. Ferito in
modo non grave il conducente dell’auto. È intervenuta la
polizia stradale.
[M. G.]
2/11/2014
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Torino
La lobby degli scienziati e i contatti in Regione
IL CASO
OTTAVIA GIUSTETTI
FU LA lobby della comunità scientifica torinese, quella del centro di biotecnologie di via Nizza, a mettere gli ostacoli
sulla strada di Davide Vannoni in Piemonte. È un po’ sempre la stessa storia, e lo ha detto lui stesso diverse volte nella
sua deposizione. In grande e in piccolo al guru di Stamina succede sempre la stessa cosa: gli scienziati «istituzionali»
fanno muro contro di lui. «È accaduto in Piemonte come al ministero, nessuno vuole davvero provare se il nostro
metodo funziona» ha detto Vannoni. «Fu Anna Paschero a spiegarmelo — ha detto ieri mentre lo interrogava il pm
Avenati Bassi in aula — lei era il braccio destro di Mercedes Bresso ed era la persona con cui avevo il rapporto più
assiduo. Quando la Regione fece marcia indietro sul finanziamento che avrebbe dovuto concedermi nessuno mi
comunicò nulla, fu lei a scrivermi in una email il perché: si era creato un fronte contro di noi, mi disse, e il professore
Lorenzo Silengo (allora direttore del Centro di ricerca di Medicina rigenerativa in Via Nizza, ndr) e il suo gruppo di
ricercatori avevano fatto pressione in assessorato per fare fuori il nostro progetto ». Vannoni ha poi prodotto una copia
di quella email, ritrovata in un vecchio archivio e l’ha fatta mettere agli atti del processo che si sta celebrando contro
di lui e nel quale ieri ha fatto il suo debutto. «È possibile che gli abbia scritto una email di questo tenore, nel dettaglio
però non me la ricordo — dice Anna Paschero un po’ più tardi, raggiunta per telefono — di certo so che avevo tenuto
io i contatti con Vannoni, non mi era parso affatto un truffatore o uno stregone come dicono, né che volesse raggirare
i politici, era venuto a proporci il suo studio non come se fosse miracoloso ma perché gli sembrava che contenesse una
idea innovativa e voleva svilupparlo accreditandosi presso le strutture mediche del territorio. Lessi quel che scrisse
Silengo sul suo progetto, non fu certo tenero». Il figlio di Anna Paschero, che è stata braccio destro della presidente
Bresso sui temi di contabilità in Regione, ha fatto uno stage nella società Cognition di via Giolitti di Vannoni nel
2007. Il guru di Stamina sorvola su questo dettaglio, dice: «Sì, ha lavorato un po’ presso i nostri call center dopo la
laurea». Aggiunge che erano proprio i mesi caldi della «trattativa» per il finanziamento del laboratorio. Ma Paschero
smentisce: «Mio figlio ha lavorato per lui mesi prima (da marzo a maggio) e senza mai avere a che fare con il tema
delle staminali, altrimenti non mi sarei mai occupata personalmente della sua pratica, mi sarei astenuta».
Sia Paschero che Silengo sono stati già ascoltati come testimoni nel processo. Ma le parole di Vannoni di ieri offrono
nuovi spunti di riflessione anche per il fondatore del centro sperimentale di via Nizza. «Io lo prendo come un segnale
positivo che la comunità scientifica abbia fatto muro in quella occasione — dice Silengo — questo è un Paese di
creduloni, in cui è più facile farsi credere raccontando bene una sciocchezza che raccontando con serietà una cosa
grande, ma abbiamo dimostrato di avere gli anticorpi per questa faciloneria alla fine, e se tocca a me fare la parte del
cattivo non mi dispiace affatto».
Silengo, Vittorio Demicheli, direttore della Sanità, Eleonora Artesio, l’assessore. Tutti fecero muro a un certo punto.
Non solo per bloccare i 500 mila euro di finanziamento ma anche per evitare che affidassero a Vannoni, come era
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2/11/2014
Stampa Articolo
stato scritto in una delibera di giunta, il centro antidoping di Orbassano. Mille metri quadri adatti semi abbandonati
dopo le olimpiadi che la giunta aveva già destinato a «Regenera » l’associazione creata ad hoc da Vannoni per lo
sviluppo delle staminali. «A un certo punto capì che gli unici a credere nel progetto, almeno in quel momento, erano
Bresso e l’assessore Peveraro — ha detto ieri Vannoni — per il resto ci siamo trovati davanti a un muro di gomma».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
“Il figlio del braccio destro di Bresso lavorava con me” Paschero smentisce
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44 .Cronaca di Torino
STAMPA
.LA
SABATO 1 NOVEMBRE 2014
Prevenzione
il caso
Il Piemonte
sostituisce
il pap-test
con il Dna
ELENA LISA
«G
entile
E z i o
Ghigo,
sono il
rappresentante delle matricole di
Medicina, mi chiamo Simone
Carlone e ho superato il test di
ammissione con un buon punteggio, ho pagato le tasse e nonostante sia uno studente regolare ho potuto partecipare
alla lezione solo seduto sugli
scalini». Oppure «Sono iscritto al primo anno e oggi, per ragioni di sicurezza, il docente
ha ritenuto giusto invitare gli
ultimi arrivati a uscire. L’aula
era sovraffollata. Alcuni di noi
erano seduti davanti alle uscite di sicurezza. Non ho assistito alla lezione di Biologia».
MARCO ACCOSSATO
L’effetto
Era chiaro. L’effetto della decisione del Tar del Lazio non si
sarebbe fatto attendere: la protesta dei 440 studenti «regolari» contro la carica dei 220 «ricorsisti» sarebbe arrivata. Difficile da prevedere così presto,
però. Oltretutto con lettere forLA FORMAZIONE
«Questo sovraffollamento
metterà a rischio
la preparazione di tutti»
mali spedite al direttore del dipartimento di Medicina. I «regolari» sono gli ammessi al primo anno all’Università di Torino. I «ricorsisti», circa la metà
(e non è poco), sono nuove matricole che non erano previste.
Molte non hanno nemmeno superato il test, ma sono potute
entrare nell’Ateneo di preferenza per decisione del Tar del Lazio. A presentare ricorso contro le procedure di ammissione
circa duemila aspiranti medici
di tutta Italia. Una sorta di class
action depositata al tribunale di
Roma perché il concorso, per
decisione del ministero dell’Istruzione, da quest’anno ha
valore nazionale. E i duecentoventi che avevano scelto Torino
sono stati accontentati.
«Capiterà ciò che più temevamo – dice Claudio Brasso,
rappresentante degli studenti
di Medicina per “Studenti Indipendenti” – il sovraffollamento dei corsi metterà a rischio la formazione di tutti gli
iscritti. Non ci sarà spazio a
sufficienza nelle aule. Le ore
di tirocini, le più preziose perché a contatto con i malati,
non basteranno per gli stu-
Le prove di aprile
Sono stati moltissimi gli studenti che hanno partecipato al test di ingresso a Medicina. Molti hanno dovuto
cambiare città per poter frequentare i corsi. Ora il Tar del Lazio ha riammesso , soltanto a Torino, oltre 200 «bocciati»
Partito, in Piemonte, lo
screening del tumore al collo dell’utero con il test Hpv,
che manderà in pensione il
pap test. Quattro dipartimenti piemontesi di screening dei tumori (Torino,
Moncalieri, Ivrea ed Orbassano-Val di Susa) hanno avviato l’utilizzo del nuovo
test ed altri quattro (Novara, Vercelli-Biella, Asti e
Alessandria) inizieranno
entro la fine dell’anno.
Il nuovo test è in grado
di rilevare l’eventuale presenza del Dna dei ceppi del
papilloma-virus, il virus incriminato che porta ad un
alto rischio per lo sviluppo
del tumore del collo dell’utero. Così il test permetterà di ridurre del 60-70%
l’incidenza dei tumori in-
Ressa nelle aule di Medicina
“Tutta colpa dei ricorsisti”
Tensione dopo la riammissione di alcuni studenti bocciati al test
440
220
vincitori
riammessi
Sono le matricole ammesse
al primo anno
dopo aver superato
le prove di selezione
Possono iscriversi
a Torino dopo che
il Tar del Lazio ha
accolto il loro ricorso
denti. La nostra preparazione
sarà più teorica che pratica. Il
Miur, che ha mal pensato la burocrazia delle procedure fino a
giustificare un ricorso per violazione della privacy, avrebbe
dovuto trovare un rimedio alla
falla anziché scaricare l’errore
sull’Università». Anche perché,
a dirla tutta, i «regolari» nulla
avrebbero contro i nuovi arrivati se non fosse per altre nor-
me imposte dal Ministero, doverose ci mancherebbe, tra le
quali la capienza massima consentita per aula. Ai quali si aggiungono i limiti del dipartimento di Medicina a Torino.
Al San Luigi di Orbassano
I ricorsisti neoimmatricolati finiranno nel polo didattico del San
Luigi di Orbassano, ma la maggior parte, circa in 160, è destina-
ta a quello delle Molinette in deficit di spazio già da tempo. Gli studenti, oggi, per seguire le lezioni
sono obbligati a una transumanza tra l’ospedale, Torino Esposizioni e l’area di via Michelangelo.
Compresi i fuoricorso, qui,
gli studenti di Medicina sono
circa 2.500. Dei 220 «ricorsisti», però, non tutti potrebbero
aver voglia di iscriversi. «Onestamente ne dubito – dice Ezio
Ghigo, direttore del dipartimento di Medicina –: si sono
spinti fino al Tar, ne avevano diritto, difficilmente rinunceranno all’immatricolazione. Certo,
mi metto nei panni di un genitore che deve mantenere un figlio
a Bari o a Catanzaro dov’è finito
perché le graduatorie sono diventate nazionali. E al posto
suo, a Torino, è subentrato un
coetaneo passato invece per un
cavillo». Se il paradosso del ri-
La Grappa
dal 1977
www.marolo.com
corso vincola le Università ad
arruolare i vincitori negli atenei
di preferenza è anche vero che
l’ok decisivo lo dà solo il consiglio di amministrazione perché
l’arrivo massiccio di studenti
non previsti impone cambiamenti nel Dipartimento. Per
Medicina dovranno essere valutati spazi in più, l’aumento di
ore dei ricercatori, docenti, lezioni in streaming. E supporti
legali. Già, i pochi giorni d’attesa necessari al Rettore Gianmaria Ajani per trovare l’accordo e consentire l’accesso agli
studenti che si sono rivolti al
Tar, sono bastati a uno di loro
per andare da un avvocato. Con
una mail ingiuntiva obbligava
l’Ateneo a iscrivere il ricorsista.
E’ arrivata prima la decisione
del Cda ma l’episodio la dice
lunga sugli animi di chi già c’è, e
di chi ancora deve iniziare.
Esami in laboratorio
vasivi del collo dell’utero
rispetto allo screening eseguito con il Pap test. Il passaggio al test Hpv avverrà
nell’arco di cinque anni. Riguarderà tutte le donne residenti in Piemonte di età
compresa tra i 30 e i 64 anni. I tumori dell’utero, sono
al sesto posto tra i tumori
più diagnosticati alle donne (4% di tutte le diagnosi
di tumore) con 7.700 nuovi
casi all’anno in Italia.
«Nelle donne più giovani,
fra i 25 e i 29 anni - spiegano
gli specialisti - il test Hpv
rileva infatti molte lesioni
destinate a regredire spontaneamente, con un elevato
rischio di esami e trattamenti inutili». Per questa
ragione chi ha meno di 30
anni continuerà a essere
sottoposta a Pap test.
2/11/2014
http://quotidiano.repubblica.it/edizionerepubblica/pw/flipperweb/print.php
Stampa Articolo
1/1
2/11/2014
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LA STAMPA
SABATO 1 NOVEMBRE 2014
.
Cronaca di Torino .45
La storia
Ha
detto
MASSIMILIANO PEGGIO
a comunità scientifica italiana, nella
visione di Davide
Vannoni, aiutato
dalle cure staminali a ridurre gli effetti invalidanti di una paresi al volto, è
un «muro di gomma» che respinge le innovazioni rivoluzionarie. «Sono una vittima
dell’ostracismo scientifico»
dice uscendo dal Tribunale
dopo sei ore trascorse a rispondere alle domande del
pm Giancarlo Avenati Bassi,
cercando di convincere il giudice Roberto Arata di non essere truffatore, né un ciarlatano come sostiene il ministro
della Salute Beatrice Lorenzin. «Se io sono un mago, il ministro Lorenzin sembra un
prestigiatore delle tre carte
che fa sparire l’asso di cuori
quando le pare».
L
I nemici
«Il progetto di ricerca
sulle staminali
fu ostacolato
dal centro
di biotecnologie
delle Molinette»
Le polemiche
La ricerca sui ratti
Davide Vannoni, laurea in lettere, professore associato in
un’università privata a Roma,
è accusato di tentata truffa alla Regione, per aver chiesto
nel 2007 un finanziamento di
500 mila euro per sviluppare
la ricerca sulle cellule staminali. Secondo la Procura
avrebbe presentato un «progetto privo di contenuto
scientifico», millantando «la
collaborazione di scienziati e
luminari internazionali». Ieri
il pm, interrogandolo in aula,
lo ha messo di fronte a due documenti depositati allora in
L’INTERROGATORIO
In aula ha risposto
per sei ore alle domande
del pm Avenati Bassi
Regione, a nome dell’Associazione di Medicina Rigenerativa, con sede in via Giolitti.
In un documento, scritto in
italiano, si fa riferimento ad
applicazioni cliniche sui pazienti. In un altro, scritto in inglese, redatto dei professori
ucraini Vyacheslav Klimenko
ed Elena Schegleskaya, si rappresentano sperimentazioni
sui ratti. I due scienziati, portati in Italia da Vannoni come
luminari delle staminali, a suo
dire sarebbero capaci di curare malattie degenerative in
pochi giorni. I due documenti,
secondo il pm, sono contraddittori: se le terapie staminali
erano già collaudate in Ucraina e potevano essere esportate in Italia per «rivoluziona-
ANSA
Al contrattacco in tribunale
Davide Vannoni, 47 anni, torinese, laurea in lettere, è professore associato in un’università privata a Roma. È accusato di tentata
truffa alla Regione per aver chiesto nel 2007 un finanziamento di 500 mila euro per sviluppare la ricerca sulle cellule staminali
Vannoni: sono una vittima
dell’odio degli scienziati
L’inventore di Stamina: un muro di gomma contro le mie ricerche
Sulla «Stampa»
Sul giornale dello scorso 7 ottobre le importanti
dichiarazioni al processo
dell’ex socio e dell’ex fidanzata di Davide Vannoni, a
giudizio per tentata truffa.
1
re» il panorama scientifico, perché chiedere un finanziamento
per la ricerca sui ratti?
Di più: gli uffici di via Giolitti, in quei mesi, in attesa del via
libera dei finanziamenti, diventano un indirizzo della speranza. In due anni, dice Vannoni,
passano circa 40 persone. Tutte in cerca di miracoli. Per l’accusa, questi fatti e le discordanze emerse negli atti del
progetto,
rafforzerebbero
l’ipotesi di tentata truffa, realizzata nel tentativo di indurre
la giunta guidata da Mercedes
Bresso a modificare la legge di
bilancio, assicurando così all’associazione un contributo
per finanziare l’acquisto di
macchinari e attrezzatura. «Se
il trattamento con le staminali
- ha detto ironizzando il pm - gante. «Ho fatto tutto questo
permetteva davvero di guarire perché ero soltanto un pazienil Parkinson in otto giorni, i due te entusiasta. Volevo che altri
biologi ucraini che lavoravano condividessero le cure che mi
per lei meritavano il premio hanno restituito il 30 per cento
Nobel. Altro che venire a Tori- della funzionalità dei muscoli
no con la valigia di cartone».
facciali. E dire che prima avevo
Ancora oggi, nonostante gli provato qualsiasi cosa, anche
strali del miniun intervento
stro Lorenzin e
I CONSULENTI chirurgico».
le contestazioni
L’ironia del Pm Le pressioni
del pm, Vannoni,
«sono arrivati con A fermarlo, maldifeso dagli avvocati Pasquale la valigia di cartone» grado l’iniziale fiScrivo e Liborio
ducia ottenuta
Cataliotti, dice di essere «con- da parte della giunta, sono le
vinto della validità del metodo «pressioni ostili della comunità
nella maniera più totale». Il suo scientifica» che Vannoni identisogno, fin dall’inizio, da quando fica in Lorenzo Silengo, del Diè stato curato in Ucraina con le partimento Biotecnologie Mostaminali, è di aiutare la ricer- lecolari delle Molinette. «Sono
ca italiana a fare passi da gi- finiti lì i soldi della Regione». E
«Se io sono un mago
allora il ministro
Lorenzin
sembra
un prestigiatore
delle tre carte»
La fiducia
«Sono un paziente
entusiasta, convinto
della validità
del metodo
nella maniera
più totale»
Davide Vannoni
così svanisce il sogno di Vannoni di creare in Piemonte un centro di riferimento per le staminali nel centro antidoping di Orbassano. Una sconfitta amara,
per lui, nonostante le «alleanze» mediche, come quella di
Antonio Amoruso, del centro
trapianti del Piemonte. All’inizio, Amoruso è al suo fianco, poi
si defila. È in quel momento che
Vannoni capisce che il suo progetto è fallito: così rinuncia ad
inseguire il finanziamento di
500 mila euro. Ma per lui si
apre subito una nuova strada:
San Marino, dove trova terreno
fertile e opportunità scientifiche per le cure staminali.
Guarda il video su
www.lastampa.it/torino
CAOS E RITARDI IERI SERA
Venivano a “Movement”
senza biglietto: bloccati a Novara
I controllori
li hanno fatti
scendere
dal treno
ELISABETTA FAGNOLA
Sono saliti a Magenta, li hanno fermati a Novara, appena
il regionale per Torino intorno alle 20 è entrati in stazione: un centinaio di ragazzi,
trucco, maschere da Halloween, zainetti e qualche
bottiglia, ma senza biglietto,
diretti al «Movement music
festival» di Lingotto. Il caos
ieri sera in stazione a Novara
è partito da qui ed è sfociato
in una protesta generale che
ha occupato il binario 3 fino
alle 22.03 quando è arrivato,
finalmente, il nulla osta a lasciarli ripartire.
L’ordine di fermare il treno
e far scendere chi non aveva il
biglietto è arrivato direttamente dalla sede romana dell’azienda di trasporti. A discapito dei pendolari: erano circa
400 le persone a bordo, un
centinaio senza biglietto, gli
altri, la maggior parte, semplici lavoratori in attesa di rientrare. «Vogliamo soltanto tornarcene a casa, abbiamo ap-
pena finito di lavorare, stiamo
perdendo tutte le coincidenze» raccontavano con i volti
tesi fermi sui binari. I più fortunati, e i più vicini a casa,
hanno esaurito i taxi a disposizione fuori dalla stazione, altri
sono saliti su un treno partito
pochi attimi prima. La maggior parte è rimasto in attesa
lungo il binario, cellulari alla
mano. «Sapevano da mesi che
c’era questa festa in programma, potevano prevederlo e organizzarsi, controllare prima»
dicono alcuni, «dovevano fare
treni speciali» sbottano ridendo alcuni dei ragazzi lasciati a
terra, «non ci garantiscono neanche i trasporti». Dai pendo-
Il caos a Novara
Centinaia di ragazzi e anche di passeggeri hanno
dovuto lasciare il treno, i primi perchè senza
biglietto gli altri perchè il treno era bloccato
lari stipati lungo il binario 3
sono partite anche telefonate
alla polizia, sono arrivati rinforzi per aiutare gli agenti della Polizia ferroviaria a mantenere l'ordine, mentre il perso-
nale di Trenitalia stretto tra la
folla provava a dare informazioni e a controllare i biglietti
di chi ha scelto, alla fine, di fare la coda alle macchinette per
mettersi in regola e prosegui-
re il viaggio. Dopo due ore d’attesa e di tensione, cori contro
le forze dell’ordine, qualche
provocazione non raccolta, intorno alle dieci di sera il regionale è potuto ripartire.
12
DOMENICA 2 NOVEMBRE 2014
Tortona e Valle Scrivia .45
.
SANITÀ. AMMINISTRATORI, MEDICI E CITTADINI ALL’INCONTRO PER CREARE UN COMITATO CIVICO
“Tutti in campo per l’ospedale”
Si teme che Pediatria vada a Novi, ma ora si scopre a rischio anche la Rianimazione
MARIA TERESA MARCHESE
TORTONA
Grande partecipazione all’incontro in municipio, organizzato dal sindaco Gianluca
Bardone, per raccogliere le
adesioni per promuovere un
Comitato civico a difesa dell’ospedale di Tortona. C’erano
anche amministratori locali,
medici, rappresentanti dell’imprenditoria e dell’associazionismo, già impegnati nel
difendere l’ospedale, oltre a
un altro comitato costituitosi
da un paio di settimane.
Però, la situazione si complica: una prima bozza di revisione del piano sanitario regionale prevederebbe il declassamento del Dea tortonese (Dipartimento di emergenza e area critica), con l’eliminazione della Rianimazione,
oltre al (sempre più probabile) trasferimento della Pediatria a Novi, conseguenza della
chiusura del Punto nascite.
Per ridurre il «buco» della sanità piemontese, circa 2 miliardi di euro, le direttive regionali indicano un Dea ogni
160 mila abitanti e nella zona
tra Ovada, Tortona e Novi
Davide Fara
TORTONA
“Il Comune
vigilerà
sulla centrale
idroelettrica”
Preoccupati
Dall’alto
Gianni
Tagliani,
vice sindaco
di
Castelnuovo
Scrivia,
e Gianluca
Bardone,
sindaco
di Tortona
I primari domani
proporranno un piano
alternativo all’Asl
e alla Regione
quest’ultimo sarebbe baricentrico per cui è facile prevedere la soppressione del Dea
tortonese con il conseguente
inizio della fine dell’ospedale,
com’è accaduto a quello di Valenza che ha seguito lo stesso
iter. Sono i timori espressi dal
sindaco Gianluca Bardone
che ha chiamato a raccolta
tutti i cittadini con lo scopo di
mettere in atto una serie di
iniziative in grado di bloccare
questo disegno e di mantenere in vita l’ospedale.
«Per quanto riguarda la
politica - ha detto Bardone noi faremo la nostra parte.
Chiederò un incontro alla
Regione invitando l’assessore alla Sanità a vedere il nostro ospedale nel quale la
Fondazione Cassa di risparmio ha investito più di 6 milioni di euro. Vorrei che la Regione capisse che non è depauperando l’ospedale di
Tortona che si risolve il buco
AVVIATO IL TRASLOCO
Centro di salute mentale e Serd
trasferiti all’ex Passalacqua
Entro venerdì, a Tortona sarà completato il trasloco del Centro di salute
mentale (Csm) e del Servizio dipendenze patologiche
(Serd) dalla palazzina di
corso Romita ai nuovi locali
nella sede del Distretto in
via Milazzo (ex caserma
Passalacqua). Le attività
amministrative e ambulatoriali riprenderanno a regime nella nuova sede nella
giornata di lunedì 10 novembre. Tutti i numeri telefonici dei due servizi rimarranno invariati. La
nuova collocazione punta a
migliorare l’offerta di servi-
1
zi sanitari per il cittadino
con una maggiore integrazione anche logistica, con
ambienti più confortevoli e
più idonei. La nuova sede è
sempre in centro città, consentendo alle categorie più
deboli un accesso facilitato.
Per limitare i disagi agli
utenti dovuti al trasloco gli
operatori stanno prendendo contatto con gli utenti
per anticipare l’erogazione
delle prestazioni prenotate
fino al 5 novembre. Il Centro di salute mentale garantirà comunque le urgenze sia mediche sia infermieristiche.
[M. T. M.]
della sanità, e l’esempio lo abbiamo col trasferimento del
Punto nascite a Novi, un errore che la Regione sta pagando
in termini di mobilità passiva
verso la Lombardia».
Fra le proposte emerse durante l’incontro, quella del vice
sindaco di Castelnuovo Scrivia
Gianni Tagliani, secondo il quale servirebbe un tavolo tecnico
formato da un gruppo di persone competenti dal punto di vista medico e statistico che possano leggere i report scientifici
e le carte sulle quali il Consiglio
regionale dovrà decidere, e capire se vi sono riportati dati che
non corrispondono a verità.
Secondo Bardone è necessario costituire un comitato civico che coinvolga tutto il Tortonese, che raccolga firme e
proponga iniziative a tutti i livelli. Insomma una mobilitazione di massa alla quale prenderanno parte tutti, a prescindere dal colore politico. «Po-
trebbe chiamarsi “Nati a Tortona” - ha detto il sindaco - perché noi lo siamo, ma ormai a
Tortona non si nasce più».
Domani alla riunione della
commissione consiliare Sanità
presieduta da Antonello Santoro uscirà un documento elaborato dai primari dell’ospedale con una proposta organica complementare con Novi
che prevede il mantenimento
dell’ospedale unico su due sedi
con una suddivisione che valorizzi entrambe le strutture. Il
documento sarà inviato all’Asl
e alla Regione. Presente anche
l’ex sindaco Berutti, oggi consigliere regionale di FI, che ha
già pronta un’interrogazione
sul Dea. «L’ospedale di Tortona - ha concluso Bardone - è
una struttura all’avanguardia
e tecnologicamente di gran
lunga superiore rispetto a
quella di Novi. Non bisogna lasciare che tutto venga vanificato da scelte insulse».
«Vigileremo affinché la centralina venga attuata nel rispetto dell’ambiente e delle
normative». Così dice l’assessore all’Ambiente, Davide Fara, sulla realizzazione,
che sarà autorizzata tra una
quindicina di giorni dalla
Provincia, della mini centrale idroelettrica sul torrente
Scrivia. Anche il sindaco
Bardone esprime preoccupazione per l’impatto dell’opera che ricadrebbe all’interno del Parco dello
Scrivia, area protetta.
«L’amministrazione comunale non era presente in
Conferenza dei servizi - spiega Fara -, in quanto aveva già
espresso chiaramente la posizione di contrarietà al progetto, realizzabile solo dopo
una variante al piano regolatore, per la quale però non
era stato ravvisato l’interesse generale». Tuttavia, rifacendosi al parere positivo
della Commissione locale per
il paesaggio del 29 gennaio,
durante l’amministrazione
Berutti, e al parere favorevole della Soprintendenza per
quanto concerne l’aspetto
paesaggistico, sarà la stessa
Provincia ad autorizzare l’intervento. «Se questa risulterà la decisione finale assunta
dalla Provincia - dice l’assessore all’Ambiente - non potrò
che prenderne atto, con rammarico. L’amministrazione
comunale, in tal caso, vigilerà con la massima attenzione
affinchè l’intervento venga
attuato nel rispetto dell’ambiente e delle normative». Un
atto della giunta precedente,
quindi, vanifica il parere negativo dell’attuale amministrazione.
[M. T. M.]
12
40 .Asti
STAMPA
.LA
DOMENICA 2 NOVEMBRE 2014
Tartufi
ASTI. LA RSU CGIL SUL PIANO DI RIORGANIZZAZIONE ANNUNCIATO DALLA DIREZIONE GENERALE
Oggi
il centro
di San
Damiano
ospiterà
la Fiera
regionale
del tartufo
Domani
replica
quella
dei Santi
Possibili tagli ai laboratori Arpa
“A rischio l’analisi delle acque”
Considerato
un’eccellenza
occupa 10
dei 51 dipendenti
Personale
Sono
in tutto
51 lavoratori
impiegati
all’Arpa
di Asti
FRANCO CAVAGNINO
ASTI
Prima le voci di possibili tagli
di sedi periferiche, ora un
piano di riorganizzazione annunciato dalla direzione generale dell’Arpa (Agenzia regionale per l’ambiente) che
sta destando preoccupazione ed interrogativi nel sindacato e tra i dipendenti. Anche Asti è nel mirino di questa «manovra», figlia del tentativo , così pare, di tagliare
sui costi. Roberto Riggio della Rsu-Cgil di Arpa Piemonte definisce il piano «come
l’ennesimo e fallimentare
progetto di riduzione dell’attività analitica dei laboratori». E fornisce una serie di
dati che dimostrerebbero
come l’Agenzia abbia già
sopportato una cura dimagrante in termini di peso sul
bilancio regionale. Per esempio il costo annuo delle locazioni, in tutta la Regione, è
pari a 180 mila euro «tenendo presente - precisa l’espo-
nente della Rsu - che molte sedi sono in comodato d’uso gratuito e in altri casi si è proceduto ad una riduzione degli affitti e degli uffici distaccati».
Nel 2008 Arpa Piemonte incideva sul bilancio regionale per
79 milioni di euro, oggi per poco più di 65 e per il 2015 sono in
previsione 63 milioni. Nel
2009 la spesa per il personale
era di 58 milioni di euro, scesa
nell’anno in corso a 50,8 milioni. «In dieci anni - sottolinea
Riggio - si sono persi 200 posti di lavoro: nel 2004 i lavoratori erano 1320, oggi sono
BANDO. PROGETTO PUBBLICA UTILITA’ PER DISOCCUPATI
1056. I costi di formazione del
personale - aggiunge - sono
stati dimezzati, così come le
missioni e il parco auto e il numero di dipendenti ha subito
una forte riduzione, applicando un sostanziale blocco del
turn over. Arpa, inoltre, garantisce il pagamento dei fornitori a 90 giorni».
Il caso Asti a giudizio del
sindacato e del personale, è
emblematico. «Una situazione
assurda - precisa il sindacalista - Potrebbe infatti venir
chiuso il laboratorio per le
analisi delle acque superficiali
e sotterranee». Occupa dieci
tecnici sui 51 lavoratori impiegati all’Arpa di Asti, ed è considerato un’eccellenza. È infatti l’unico in Piemonte a coprire questo servizio, pronto
ad intervenire in qualsiasi
parte delle regione dove si
renda necessario effettuare
analisi sull’acqua. Le domande ricorrenti in queste settimane sono: verrà smantellato? Sarà portato su altri laboratori Arpa del Piemonte? Il
personale dovrà trasferirsi?
Sindacato e personale attendono risposte dalla Regione.
COMMERCIO. OGGI E DOMANI
San Damiano vive
due giorni di fiera
Due giorni di festa a San Damiano con la Fiera regionale
del Tartufo e la tradizionale
Fiera dei Santi.
Il ricco programma si
apre con la Fiera regionale
del Tartufo: oggi aprirà alle
9,30; dalle 10,30 tartufi in
esposizione e premiazioni a
mezzogiorno. Sono previsti
riconoscimenti per il miglior
piatto, per il miglior esemplare di tartufo e per il «trifulau» sandamianese più
giovane. Dalle 12,30, degustazioni di tartufi; chiusura
alle 17. I ristoranti serviranno menù al tartufo su prenotazione: An gatabuja
(0141/982.208), Osteria Madama
La
Barbera
(0141/971.842),
Reale
(0141/982.203), Ristorante
La Bocciofila (0141/982.595),
Eataly in campagna
SANITA’. LA PROTESTA INDETTA PER DOMANI
Si cercano sei esperti
Manca personale e turni massacranti
per riqualificare il Tanaro Scioperano gli infermieri del Nursind
Parte ufficialmente il primo
dei due Ppu, Progetto di pubblica utilità. Pomossi dalla Regione attraverso l’Agenzia
Piemonte lavoro e l’utilizzo
del Fondo sociale europeo,
puntano a contrastare la disoccupazione di lunga durata
con assunzioni a tempo determinato. In questo caso si cercano sei progettisti per la riqualificazione ambientale della sponda sinistra del Tanaro,
dal ponte della tangenziale al
territorio di Azzano, con la valorizzazione socioeconomica
del parco Lungotanaro
La durata del contratto è di
6 mesi con un orario con 40 ore
settimanali (Terziario distribuzione servizi, quinto livello
contrattuale). Con precedenza
ai residenti nel Comune di
Asti, possono partecipare giovani tra i 30 e 35 anni e donne
disoccupati da almeno 12 mesi
e fino ad un massimo di 18,
iscritti da almeno un anno al
Centro per l’Impiego di Asti oltre ad over 50 che hanno perso
il lavoro. Le domande si esaminano da domani a giovedì 6 al
Centro per l’Impiego di Asti in
corso Dante 31.
Dalla cronica carenza di personale che incide sulla qualità
del lavoro fino al mancato rinnovo del contratto nazionale,
passando per il blocco del
trattamento economico.
Sono alcuni degli aspetti
che hanno portato allo sciopero del Nursind, il sindacato
delle professioni infermieristiche, in programma domani. Alla protesta, indetta a livello nazionale, partecipano
anche gli iscritti astigiani
(non aderiscono Cgil, Cisl e
Uil). Non verrà garantita du
l’esecuzione di esami diagno-
stici di routine non urgenti, l’assistenza e la predisposizione di
interventi chirurgici programmabili, rinviabili non urgenti,
ed altre prestazioni da parte
del personale infermieristico.
Sotto accusa i tagli al Servizio sanitario Nazionale che, tra
gli effetti più evidenti, ha inciso
non poco sugli organici a causa
delle mancate assunzioni. Sia a
livello nazionale che astigiano,
i neolaureati non trovano collocazione. «In Italia sono circa
30 mila infermieri non occupati - afferma il Nursind - con un
sovraccarico di lavoro per il
Sciopero infermieri Nursind
(0141/17.45.121).
La Fiera regionale del Tartufo sposa la due giorni altrettanto ricca della Fiera dei
Santi. Oggi e domani sarà
l’occasione per scoprire le eccellenze enologiche, visitare
l’esposizione delle macchine
agricole e la mostra mercato
di animali d’affezione e da
cortile. Si potrà passeggiare
per il paese curiosando tra le
300 bancarelle della Fiera,
una delle manifestazioni più
vive e frequentate di tutta la
provincia. In programma anche Luna Park, esibizione del
gruppo sbandieratori e stand
gastronomico del Comitato
Palio. Per l’occasione, è stata
riaperta la mostra fotografica «Ricordo San Damiano
quando…» a palazzo Carlevaris, Galleria «Luigi Ferrero»
con oltre 400 immagini.
perdurare del blocco del turn
over, il mancato ricambio generazionale per la riforma
pensionistica, l’invecchiamento e l’usura del personale». Ad
Asti, dal 2013 abbiamo sono
stati 70 neolaureati in infermieristica ma si contano sulle
dita di una manno quelli hanno
trovato un posto a tempo indeterminato. Tanto che nei mesi
scorsi sono stati in 2400 a presentarsi al concorso per un posto da infermiere
Una situazione che finisce
con il determinare un boom
dei carichi di lavoro: non sono
rari i casi di addetti con 400
ore di straordinari non pagati
negli ultimi due anni.
Il Nursind stima in 40/50 gli
infermieri e operatori sanitari
in più che sarebbero necessari
ad Asti per poter garantire
servizi ed il funzionamento dei
vari reparti.
[R.GON.]
12
40 .Asti
STAMPA
.LA
DOMENICA 2 NOVEMBRE 2014
Tartufi
ASTI. LA RSU CGIL SUL PIANO DI RIORGANIZZAZIONE ANNUNCIATO DALLA DIREZIONE GENERALE
Oggi
il centro
di San
Damiano
ospiterà
la Fiera
regionale
del tartufo
Domani
replica
quella
dei Santi
Possibili tagli ai laboratori Arpa
“A rischio l’analisi delle acque”
Considerato
un’eccellenza
occupa 10
dei 51 dipendenti
Personale
Sono
in tutto
51 lavoratori
impiegati
all’Arpa
di Asti
FRANCO CAVAGNINO
ASTI
Prima le voci di possibili tagli
di sedi periferiche, ora un
piano di riorganizzazione annunciato dalla direzione generale dell’Arpa (Agenzia regionale per l’ambiente) che
sta destando preoccupazione ed interrogativi nel sindacato e tra i dipendenti. Anche Asti è nel mirino di questa «manovra», figlia del tentativo , così pare, di tagliare
sui costi. Roberto Riggio della Rsu-Cgil di Arpa Piemonte definisce il piano «come
l’ennesimo e fallimentare
progetto di riduzione dell’attività analitica dei laboratori». E fornisce una serie di
dati che dimostrerebbero
come l’Agenzia abbia già
sopportato una cura dimagrante in termini di peso sul
bilancio regionale. Per esempio il costo annuo delle locazioni, in tutta la Regione, è
pari a 180 mila euro «tenendo presente - precisa l’espo-
nente della Rsu - che molte sedi sono in comodato d’uso gratuito e in altri casi si è proceduto ad una riduzione degli affitti e degli uffici distaccati».
Nel 2008 Arpa Piemonte incideva sul bilancio regionale per
79 milioni di euro, oggi per poco più di 65 e per il 2015 sono in
previsione 63 milioni. Nel
2009 la spesa per il personale
era di 58 milioni di euro, scesa
nell’anno in corso a 50,8 milioni. «In dieci anni - sottolinea
Riggio - si sono persi 200 posti di lavoro: nel 2004 i lavoratori erano 1320, oggi sono
BANDO. PROGETTO PUBBLICA UTILITA’ PER DISOCCUPATI
1056. I costi di formazione del
personale - aggiunge - sono
stati dimezzati, così come le
missioni e il parco auto e il numero di dipendenti ha subito
una forte riduzione, applicando un sostanziale blocco del
turn over. Arpa, inoltre, garantisce il pagamento dei fornitori a 90 giorni».
Il caso Asti a giudizio del
sindacato e del personale, è
emblematico. «Una situazione
assurda - precisa il sindacalista - Potrebbe infatti venir
chiuso il laboratorio per le
analisi delle acque superficiali
e sotterranee». Occupa dieci
tecnici sui 51 lavoratori impiegati all’Arpa di Asti, ed è considerato un’eccellenza. È infatti l’unico in Piemonte a coprire questo servizio, pronto
ad intervenire in qualsiasi
parte delle regione dove si
renda necessario effettuare
analisi sull’acqua. Le domande ricorrenti in queste settimane sono: verrà smantellato? Sarà portato su altri laboratori Arpa del Piemonte? Il
personale dovrà trasferirsi?
Sindacato e personale attendono risposte dalla Regione.
COMMERCIO. OGGI E DOMANI
San Damiano vive
due giorni di fiera
Due giorni di festa a San Damiano con la Fiera regionale
del Tartufo e la tradizionale
Fiera dei Santi.
Il ricco programma si
apre con la Fiera regionale
del Tartufo: oggi aprirà alle
9,30; dalle 10,30 tartufi in
esposizione e premiazioni a
mezzogiorno. Sono previsti
riconoscimenti per il miglior
piatto, per il miglior esemplare di tartufo e per il «trifulau» sandamianese più
giovane. Dalle 12,30, degustazioni di tartufi; chiusura
alle 17. I ristoranti serviranno menù al tartufo su prenotazione: An gatabuja
(0141/982.208), Osteria Madama
La
Barbera
(0141/971.842),
Reale
(0141/982.203), Ristorante
La Bocciofila (0141/982.595),
Eataly in campagna
SANITA’. LA PROTESTA INDETTA PER DOMANI
Si cercano sei esperti
Manca personale e turni massacranti
per riqualificare il Tanaro Scioperano gli infermieri del Nursind
Parte ufficialmente il primo
dei due Ppu, Progetto di pubblica utilità. Pomossi dalla Regione attraverso l’Agenzia
Piemonte lavoro e l’utilizzo
del Fondo sociale europeo,
puntano a contrastare la disoccupazione di lunga durata
con assunzioni a tempo determinato. In questo caso si cercano sei progettisti per la riqualificazione ambientale della sponda sinistra del Tanaro,
dal ponte della tangenziale al
territorio di Azzano, con la valorizzazione socioeconomica
del parco Lungotanaro
La durata del contratto è di
6 mesi con un orario con 40 ore
settimanali (Terziario distribuzione servizi, quinto livello
contrattuale). Con precedenza
ai residenti nel Comune di
Asti, possono partecipare giovani tra i 30 e 35 anni e donne
disoccupati da almeno 12 mesi
e fino ad un massimo di 18,
iscritti da almeno un anno al
Centro per l’Impiego di Asti oltre ad over 50 che hanno perso
il lavoro. Le domande si esaminano da domani a giovedì 6 al
Centro per l’Impiego di Asti in
corso Dante 31.
Dalla cronica carenza di personale che incide sulla qualità
del lavoro fino al mancato rinnovo del contratto nazionale,
passando per il blocco del
trattamento economico.
Sono alcuni degli aspetti
che hanno portato allo sciopero del Nursind, il sindacato
delle professioni infermieristiche, in programma domani. Alla protesta, indetta a livello nazionale, partecipano
anche gli iscritti astigiani
(non aderiscono Cgil, Cisl e
Uil). Non verrà garantita du
l’esecuzione di esami diagno-
stici di routine non urgenti, l’assistenza e la predisposizione di
interventi chirurgici programmabili, rinviabili non urgenti,
ed altre prestazioni da parte
del personale infermieristico.
Sotto accusa i tagli al Servizio sanitario Nazionale che, tra
gli effetti più evidenti, ha inciso
non poco sugli organici a causa
delle mancate assunzioni. Sia a
livello nazionale che astigiano,
i neolaureati non trovano collocazione. «In Italia sono circa
30 mila infermieri non occupati - afferma il Nursind - con un
sovraccarico di lavoro per il
Sciopero infermieri Nursind
(0141/17.45.121).
La Fiera regionale del Tartufo sposa la due giorni altrettanto ricca della Fiera dei
Santi. Oggi e domani sarà
l’occasione per scoprire le eccellenze enologiche, visitare
l’esposizione delle macchine
agricole e la mostra mercato
di animali d’affezione e da
cortile. Si potrà passeggiare
per il paese curiosando tra le
300 bancarelle della Fiera,
una delle manifestazioni più
vive e frequentate di tutta la
provincia. In programma anche Luna Park, esibizione del
gruppo sbandieratori e stand
gastronomico del Comitato
Palio. Per l’occasione, è stata
riaperta la mostra fotografica «Ricordo San Damiano
quando…» a palazzo Carlevaris, Galleria «Luigi Ferrero»
con oltre 400 immagini.
perdurare del blocco del turn
over, il mancato ricambio generazionale per la riforma
pensionistica, l’invecchiamento e l’usura del personale». Ad
Asti, dal 2013 abbiamo sono
stati 70 neolaureati in infermieristica ma si contano sulle
dita di una manno quelli hanno
trovato un posto a tempo indeterminato. Tanto che nei mesi
scorsi sono stati in 2400 a presentarsi al concorso per un posto da infermiere
Una situazione che finisce
con il determinare un boom
dei carichi di lavoro: non sono
rari i casi di addetti con 400
ore di straordinari non pagati
negli ultimi due anni.
Il Nursind stima in 40/50 gli
infermieri e operatori sanitari
in più che sarebbero necessari
ad Asti per poter garantire
servizi ed il funzionamento dei
vari reparti.
[R.GON.]
34
*
IL METEO
Sole
Poco
Nuvoloso
nuvoloso
Il tempo: ultimo giorno di sole, domani nubi in aumento e da martedì piogge anche forti
OGGI Temperature ˚C
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BIELLA
DOMENICA 2 NOVEMBRE 2014
REDAZIONE VIA XX SETTEMBRE 17
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All’interno
E PROVINCIA
SANITÀ. SCATTA ANCHE LA MESSA IN SICUREZZA DEL «BUNKER» PER LA RADIOTERAPIA
AMBIENTE
Pirogassificatore
chiesto l’ok
alla Provincia
Servizio
A PAGINA 40
Un ospedale da smantellare
Letti, armadi e computer: 27 mila oggetti non verranno più utilizzati
STEFANO ZAVAGLI
BIELLA
IL CASO
il GRANDE LIBRO dei CANI
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Il lento avanzamento di un vasto
sistema depressionario tende
a fare cessare l’influenza
dell’alta pressione continentale,
ancora presente oggi. Da domani
il flusso umido meridionale che
precede la perturbazione farà
aumentare le nubi al NordOvest, ma il peggioramento
prenderà vigore tra martedì
e mercoledì quando sono attese
forti piogge soprattutto
sul nord Piemonte e sulla
Liguria.
A cura di www.nimbus.it
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SVIZZERA
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Super-canile a rischio
dopo la rivoluzione
degli enti locali
Servizio
A PAGINA 41
COSSATO
Caso Movicentro
Il Comune ci riprova
col secondo bando
Servizio
A PAGINA 43
BASKET
Angelico in campo
Al Forum arriva
Casalpusterlengo
Servizio
A PAGINA 53
Ventisettemila oggetti, dai
letti dei pazienti ai computer
dei medici, dal semplice comodino fino agli armadi a
quattro ante, sono in cerca di
nuova casa e ricollocazione.
L’epocale rivoluzione sanitaria laniera guarda al futuro,
ma dovrà fare i conti col passato. Se la priorità è il trasloco e l’entrata in funzione del
nuovo ospedale, presto Asl e
istituzioni si troveranno a fare i conti con una storia centenaria da smaltire che solo
in un secondo tempo riguarderà la rivalutazione immobiliare dell’attuale nosocomio.
Una partita, nella partita,
della quale si è detto troppo
poco. Eppure c’è ancora tantissimo da chiarire. La direzione sanitaria si porrà concretamente il problema nella
giornata di domani, quando
ci sarà un summit per affrontare il delicato tema della
messa in sicurezza del degli
Infermi.
Traslocheranno medici e
pazienti, ma il vecchio monoblocco in centro città nell’immediato futuro resterà intatto: dei 30mila oggetti presenti oggi al suo interno solo 3
mila saranno trasportati a
Ponderano. E degli attuali reparti che ne sarà? La domanda dovrà ricevere risposta da
una «commissione fuori uso»
ad hoc interna, che dovrà valutare quanto materiale mandare al macero e quanto si potrà recuperare. Ma a favore
di chi? E con quali tempistiche? Interrogativi che neces-
siteranno per mesi di interrotto lavoro, dato che un piano
preciso è ancora da attuare.
Proprio per questi motivi al degli Infermi l’Asl dovrà garantire lo stesso livello di sorveglianza attuale, se non superiore, con addetti e guardie giurate. Accessi presidiati, alcune
entrate sigillate sin dall’immediato: «Dovremo proteggere gli
esterni dalla struttura e la
struttura dagli esterni», spiega
il direttore amministrativo Eugenio Zamperone. E non può
essere altrimenti: dato che per
questo tema si dovrà mobilitare anche la direzione medica,
visto che alcuni reparti come il
bunker dove si effettuano le radioterapie ha elementi di radioattività e il locale caldaie aree
pericolose alle quali nessun
estraneo si dovrà avvicinare.
Particolare attenzione per i locali della radioterapia
Tutto esaurito
Millevisitatorisiprenotano
perl’OpenDaydisabato
Sabato prossimo nel nuovo
ospedale ci sarà l’open-day: in
soli quattro giorni di apertura
delle iscrizioni sul sito https://
opendayospedalebiella.eventbrite.it i biglietti sono andati a
ruba ed è già «tutto esaurito».
Ai circa 1000 cittadini che sono riusciti a iscriversi, l’Asl
aprirà le porte dalle 10 alle 13 e
dalle 14,30 alle 18,30 (ultimo
ingresso): ogni dieci minuti
partirà un gruppo. Il tour tra i
piani, i reparti, gli ambulatori,
l’area chirurgica e le tecnologie all’avanguardia dell’ospedale durerà 40 minuti e a guidare i visitatori ci sarà il personale dell’Azienda sanitaria
supportato dai volontari delle
tante associazioni che hanno
dato la propria disponibilità a
collaborare all’evento.
Il boom di iscritti è segno
Il direttore Gianfranco Zulian
che i biellesi sono curiosi di visitare l’ospedale dove tra un
mese esatto dovranno recarsi
per visite, esami, nascite e
operazioni chirurgiche.
«Il nuovo ospedale si sta
animando di giorno in giorno,
Blindato il degli Infermi, che
ufficialmente è un patrimonio
immobiliare dell’Asl e che per
legge dovrà avviare il processo
per la vendita della struttura, il
secondo passo sarà smaltire
tutto ciò che resta al suo interno. Con l’entrata nel nuovo, si
recupererà molto poco dell’attuale, i medici avranno computer nuovi, come strumenti all’avanguardia per gli esami.
L’attuale Tac del degli Infermi,
per fare un esempio pratico, a
inizio 2015 sarà ceduta all’ospedale di Novara. E dei 27 mila
oggetti che ne sarà? «Si valuterà di cederli ad associazioni bisognose a livello caritatevole conclude Zamperone -, mentre
sarà difficile una donazione
verso i paesi definiti del Terzo
mondo, per via degli alti costi
di trasporto».
grazie agli allestimenti degli
spazi che fino a pochi mesi fa
erano vuoti - dice Gianfranco
Zulian, direttore dell’Asl -. È
giunto il momento di far conoscere la struttura anche ai cittadini affinché si rendano conto di che cosa si stia facendo
per renderla operativa nei
tempi stabiliti e di quanto sia
confortevole per ampiezza dei
locali e per le dotazioni di cui
dispone».
L’Asl ricorda che per entrare bisognerà presentarsi
con il biglietto all’ingresso
(via Ippocrate, Ponderano)
dove ci saranno le postazioni
informative dell’Asl e dell’Associazione amici del nuovo ospedale.
[F. FOS.]
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LA STAMPA
DOMENICA 2 NOVEMBRE 2014
.
Cronaca di Torino .47
Dal Cto all’Africa contro il terrore Ebola
Missione di due medici torinesi in Sierra Leone: addestrano personale sanitario per evitare il contagio
Colloquio
Ha
detto
MARCO ACCOSSATO
al Cto alla Sierra
Leone per combattere la paura
Ebola. È partita
ieri pomeriggio
dall’aeroporto di Malpensa la
missione umanitaria del dottor Paolo Narcisi, anestesista-rianimatore del Centro
Traumatologico di via Zuretti e presidente di Rainbow for
Africa, associazione torinese
di cooperazione internazionale in ambito sanitario. Con
lui, da Torino, viaggia la dottoressa Renata Gili, dell’Istituto di Igiene e Sanità, e si
unirà (da Roma) Francesco
Fornesi, direttore dell’Engim, l’ente di formazione che
fa parte dell’Associazione
delle Ong italiane di cooperazione allo sviluppo. Obiettivo: fermare - più che il virus la paura del contagio che anche in questo Stato dell’Africa Occidentale rischia di
mietere più vittime della diffusione della malattia.
D
«Insieme al virus
bisogna fermare
il timore diffuso
che tiene lontane
le popolazioni
dagli ospedali»
«La paura miete più vittime dell’epidemia»
Paolo Narcisi
Rainbow for Africa
In Sierra Leone, dove la media era di un medico ogni 100 mila abitanti, 80 dei 250 dottori sono morti,
quasi tutti all’inizio dell’epidemia. Numerose anche le vittime tra gli infermieri: fra la popolazione cresce la paura
tutti all’inizio dell’epidemia.
Numerose anche le vittime
tra gli infermieri. Manca quinPanico da contagio
di innanzitutto personale, e
«I pochi operatori sanitari ri- poi personale addestrato. «Il
masti - spienostro compiga il dottor
STRUMENTI to - spiega coNarcisi - hanil dottor
«Dall’Italia porteremo sì
no paura, coNarcisi - è forgli strumenti per mare, da un
me anche la
stragrande proteggersi dai contagi» punto di vista
maggioranza
sia organizzadelle persone che pur avendo tivo sia di conoscenza delle
bisogno di cure teme ormai di possibili precauzioni, lo staff
avvicinarsi agli ospedali».
sanitario degli ospedali di
In Sierra Leone, dove la Lunsar e Makeni, nei distretti
media era di un medico ogni di Port Loko e di Bombali».
100 mila abitanti, 80 dei 250
Paralizzata dal terrore, la
dottori sono morti, quasi Sanità in Sierra Leone è allo
stremo di forze e risorse. Un
esempio: «Fino allo scorso agosto, a Makeni, si contavano 200
parti al mese, con una quarantina di cesarei. Negli ultimi mesi
nessuna donna è andata in
ospedale per far nascere il proprio figlio, con conseguenze che
si possono facilmente immaginare». E se l’andamento del numero dei contagi è ovunque sotto controllo, impossibile sapere
quali e quante complicanze, e
quante vittime abbia invece fatto finora la paura di rivolgersi a
un centro medico.
Missione internazionale
I due medici torinesi, nella loro
missione lunga dieci giorni, non comunque mai nel periodo di
saranno a contatto con i malati. incubazione». La paura è inarIl compito sarà per diversi restabile come l’epidemia.
aspetti più importante: «Prima
La missione torinese dei meancora dell’epidemia - osserva dici di Rainbow for Africa ed
il dottor NarciEngim è stata
si - soltanto il 6
ADDESTRAMENTO possibile graper cento della
al sostegno
«Soltanto un sistema zie
popolazione
della Tavola
sanitario organizzato Valdese, deldel luogo arriva a una sala può fermare l’epidemia» l’Università di
operatoria, in
Torino e del
caso d’emergenza. Anche per Consiglio di Sanità Pubblica.
l’assenza di chirurghi». Ebola
ha ulteriormente ridotto la spe- L’epidemia si può fermare
ranza, «anche se è ormai dimo- In Sierra Leone i medici inconstrato che il contagio avviene treranno i ministri della Salute e
quando la malattia è conclama- della Cultura: «Se in questi Paesi
ta, solo in presenza di sintomi, e ci fosse stato un sistema sanita-
rio organizzato - è la drammatica
verità - l’epidemia non sarebbe
mai esplosa e non avrebbe comunque avuto una diffusione di
così vaste proporzioni», spiega il
dottor Narcisi. Negli ospedali religiosi St. John e Holy Spirit la
missione Torino-Africa insegnerà al personale sanitario a selezionare all’ingresso i pazienti da
inviare immediatamente ai centri-Ebola: «Addestreremo medici e infermieri e consegneremo
loro strumenti anti-contagio di
alto livello che d’ora in poi potranno e dovranno utilizzare».
Guarda le foto su
www.lstampa.it/torino
In carcere
Varanasi
Tomaso con la mamma
Marina ed Elisabetta
in carcere a Varanasi
Un film per non dimenticare
Elisabetta e Tomaso
da 4 anni in carcere in India
Lei è di Torino
lui di Albenga
Sono in cella
a Varanasi
FRANCESCA ROSSO
Una vicenda incredibile, una
storia di calcio e di amicizia, e
tra poco un film dal titolo «Più
libero di prima» sulla vicenda
di Tomaso Bruno in carcere in
India da oltre 1600 giorni insieme alla torinese Elisabetta
Boncompagni. «Hanno rinchiuso il mio corpo in carcere,
ma la mia mente è libera e il
mio cuore vola con lei». Scrive
in una lettera da Varanasi Tomaso. Lui di Albenga, e lei di
Torino, sono condannati all’ergastolo senza prove per la
morte del compagno di lei,
Francesco, 4 anni fa. In attesa
di una sentenza della Corte Suprema dopo viaggi, avvocati, ricorsi e rincorse. Ora il regista
Adriano Sforzi, classe 1978, vincitore del David di Donatello con
il corto «Jodi delle giostre», sta
girando un film. Per non dimenticare una storia che può capitare a chiunque di noi. Si chiama
«Più libero di prima». Per realizzarlo ha chiesto appoggio a due
produttori: Stefano Perlo di Ouvert a Torino e Ivan Olgiati di
Articolture a Bologna e ha lanciato un crowdfunding. Obiettivo raggiunto: sono stati raccolti
oltre 12.000 euro per una nuova
spedizione in India e raccontare
i giorni prima della sentenza definitiva. «Conosco Tomaso - racconta Sforzi - da quando eravamo bambini. Albenga è la città di
mia mamma anche se io sono un
circense da 8 generazioni e ho
sempre girato. All’inizio pensavo fosse uno scherzo, poi la vicenda è diventata troppo grande. Non sapevo come affrontar-
Sulla «Stampa»
il caso
ANGELO FRESIA
ALBENGA
P
essimismo e preoccupazione. Sono l’altra conseguenza del braccio di
ferro ingaggiato dal ministero
degli Esteri con le autorità indiane sul caso dei due marò
Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Per scoprire questi due sentimenti basta parlare coi familiari di Tomaso
Bruno, il trentenne di Albenga, in provincia di Savona, rinchiuso dal febbraio 2010 nel
carcere indiano di Varanasi
insieme all’amica torinese Elisabetta Boncompagni con
l’accusa di avere ucciso Francesco Montis, loro compagno
di stanza all’hotel Buddha nella città sacra dell’induismo.
In primo e secondo grado, i
giudici del paese asiatico hanno condannato i due turisti italiani all’ergastolo, rigettando
la richiesta di condanna a
morte presentata dal pubblico
ministero. Bruno e Boncompagni sostengono di essere in-
la. Leggendo le sue lettere ho
trovato la chiave per il film. Era
già tutto lì. Come canta Vasco
«le canzoni sono come i fiori, basta coglierle. Io faccio solo da
tramite». Il film è un romanzo di
formazione: racconta di un ragazzo anticonformista, perennemente insoddisfatto che entra
in carcere e diventa un uomo
senza odio e rancore, in pace con
se stesso, capace di tranquillizzare genitori e amici.
Una comunità
«Non è un film di inchiesta o denuncia – prosegue il regista - ma la
trasformazione di una persona.
Intornoaluiigenitori,l’associazione “Alziamo la voce” che ha fatto
magliette, concerti, raccolte fondi
e Albenga che è diventata una comunità». Tomaso ed Elisabetta
sono in carcere da più di 4 anni, da
aprile a ottobre la temperatura
sfiora i 50 gradi e a volte manca la
corrente. Non hanno accesso al telefono o a Internet, possono solo
E in una cella indiana
Elisabetta e Tomaso
ora temono ritorsioni
In prigione a Varanasi da 3 anni
Tomaso Bruno e Elisabetta Boncompagni sono accusati
dell’omicidio di un amico, Francesco Montis. I familiari temono
che la decisione sui marò possa avere ripercussioni
questa decisione rischia di ave-
al quale chiederemo delucida-
La storia di Elisabetta e
Tomaso si è spesso incrociata con quella dei marò.
1
comunicare tramite lettere.
La Gazzetta dello Sport
C’è da chiedersi cosa tiene Tomaso ancorato alla realtà? «Il calcio
– il tono di Sforzi si scalda -. I genitori comprano tutti i giorni la
Gazzetta dello Sport e ne spediscono pacchi da 150. Tomaso legge e commenta con 3 mesi di ritardo, come se fossimo al baretto
la domenica pomeriggio. Lui è interista, io sampdoriano. Ero il suo
allenatore di calcio all’oratorio.
Ora la realtà è ribaltata, è lui che
educa me a resistere». Marina, la
madre di Tomaso è una donna
straordinaria. Da quattro anni vive mezza vita in Liguria e mezza a
Varanasi. Una nuova strana vita.
È fiduciosa e aspetta la sentenza
fissata per l’11 novembre dopo i
recenti slittamenti dovuti al compleanno di Gandhi e alla festa di
Diwali e a un fascicolo che scivola
sempre troppo in fondo alla pila
dei casi. «Vado a trovarlo 3 volte la
settimana – racconta Marina - e
gli porto le notizie. Lui non sa nulla. Sta bene, è sereno e positivo e
dice “è inutile arrabbiarsi, ci facciamo solo del male”». La Farnesina e l’ambasciatore stanno facendo il possibile, ma il film è
un’occasione per aiutarci a tenere
viva l’attenzione sul caso». Quando uscirà il film? Per Sforzi non ci
sono dubbi: «Quando Tomaso ed
Elisabetta saranno a casa».
segui la storia su
live.lastampa.it/Event/Bollywood_Party
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