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6 dicembre 2014

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1 Primo piano
13 febbraio 2010
06 dicembre 2014
CORO DI NO CONTRO
L’AMPLIAMENTO DELLA CAVA
“DON PAOLO” DI CUTROFIANO
Alessandro Chizzini
pag. 9
1
Lecce
AL MUSEO SIGISMONDO
CASTROMEDIANO VISITE
“NON SOLO CON GLI OCCHI”
Gian Piero Personè
pag. 15
Periodico
d’informazione del Salento
Anno XIII n. 552
06.12.2014
Chiusura
fai-da-te
PRIMO PIANO
“Nasi elettronici” e app contro i
miasmi della discarica di Cavallino
Alessio Quarta
PRIMO PIANO
pag. 10
Vuoi diventare guida turistica a
Nardò? Ecco il bando “fatto in casa”
Stefano Manca
SPECIALE NATALE
A meno di un improvviso cambio di rotta, il 6 dicembre il Bricocenter di Cavallino chiuderà i battenti e per i 24 dipendenti
le possibilità sono due: il licenziamento o il trasferimento presso altri punti vendita in nord Italia. È il risultato della nuova
politica di marketing dell’azienda, complice anche la crisi e la concorrenza della “sorellastra” Bricoman, che
penalizzano ulteriormente un parco commerciale, quello di Cavallino, che da poco tempo ha perso Pc City e Unieuro
pag. 11
Alberi, ghirlande e menù da tutta
Italia per un Natale fuori dal comune
a cura di Diletta Pascali
pag. 35
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Editoriale
Mai più zone
avvelenate!
OPINIONI
Testimonial d’eccezione contro l’Aids
di Andrea Colella
Ho sempre pensato che la volontà, unita alla passione, può fare miracoli, può consentire agli uomini e alle donne di fare cose che in condizioni
normali non sarebbero in grado di fare. Volontà
e passione le ho riscontrate spesso documentando le proteste di membri di associazioni che
si battono per l’ambiente e la salute degli abitanti
del nostro Salento. Come i membri dell’associazione “Casa delle Agriculture Tullia e Gino” di
Castiglione d’Otranto, che proprio lunedì scorso
a Bari hanno consegnato a Nichi Vendola la petizione con oltre 2mila firme per far sì che la Regione Puglia impedire l’uso di fitofarmaci classificati come “tossici”, “molto tossici” e “nocivi”,
e di regolamentare in maniera restrittiva l’utilizzo di quelli “irritanti”, “non classificati” e dei fertilizzanti sintetici.
Non è la vittoria definitiva, ma è comunque una
un risultato importante nella direzione di un’agricoltura più consapevole e ecosostenibile, un’agricoltura da sempre vera risorsa del nostro territorio
che, in controtendenza ad altri settori dell’economia, sta vivendo un momento di espansione,
con un numero di addetti sempre più alto. Un risultato frutto della volontà e della passione di questi ragazzi che hanno imparato come seminare
e coltivare la terra con le proprie mani e che adesso intendono difenderla da una chimica troppo
spesso abusata che -ormai è un dato di fatto- fa
più danno che bene.
C’è da augurarsi adesso che il governatore Vendola (e il suo successore, chiunque sarà) mantengano l’impegno di portare avanti in Consiglio
regionale la battaglia dei ragazzi e delle ragazze
di Castiglione d’Otranto. Noi di Belpaese sicuramente lo faremo.
Belpaese
tornerà in distribuzione
il 13 dicembre 2014
Alla Villa Comunale di Lecce le statue degli illustri personaggi salentini hanno “indossato” il fiocco rosso, simbolo della lotta contro l’Aids, grazie ad un
protocollo d’intesa tra Palazzo Carafa e la sezione leccese della Lila.
(foto: Imovepuglia.tv)
Niente animali sotto l'albero di Natale
Arriva il Natale e molti bambini esprimono il desiderio di
ricevere in dono un animale ed
i genitori, spesso pronti ad
assecondarli senza pensare a
quali conseguenze possa portare un cucciolo in casa. Un
animale da compagnia richiede che gli si dedichi molto tempo e comporta diversi costi che
comunque incidono sul bilancio familiare. Prima di acquistarne uno, informatevi scrupolosamente sulle sue necessità e assicuratevi di essere davvero in grado di accudirlo.
Non di rado l'entusiasmo dei
bambini nei confronti del nuovo “giocattolo a quattro zampe” si affievolisce e la sua
cura finisce spesso per gravare completamente sui genitori. Inoltre, un bimbo non è in
grado di assumersi da solo la
responsabilità di un animale; la
persona che deve rispondere
del suo benessere, in ultima
istanza, è quella a cui è affidata
l'educazione del bambino.
Se comunque decidete di accogliere in famiglia un nuovo
animale, vi suggeriamo di
prendervi un po' di tempo per
sceglierlo. Forse sarebbe op-
portuno prima regalare semplicemente un libro dedicato
alla cura dell'animale che desidera. Dopo che il bambino
avrà letto il libro e si sarà fatto un'idea delle esigenze dell'animale, scegliete quello giusto in tutta tranquillità ricordando sempre che un animale non è un oggetto e non può
essere abbandonato o gettato
via quando non vogliamo o
non possiamo più permetterci di tenerlo in casa.
Giovanni D’Agata
Sportello dei diritti
La lucerna
a cura di
fra Roberto Francavilla
“Consolate, consolate il mio
popolo. Parlate al cuore di
Gerusalemme e gridatele
che la sua tribolazione è finita. Una voce grida:
nel deserto preparate la via al Signore, spianate nella steppa la strada per il nostro Dio”.
La seconda domenica dell’Avvento ascoltiamo il
Libro della Consolazione del profeta Isaia: quanto bisogno c’è di consolazione, a causa di tante
stragi e miserie riportate dalla cronaca quotidiana!
La Chiesa ha persino istituito il Ministero della
Consolazione, per situazioni di mali incurabili o
difficoltà insostenibili. Ci sono anche i Sacramenti
di guarigione, come la confessione dei peccati e
l’unzione degli infermi, per essere sostenuti dalla grazia del Signore e dalla sua misericordia.
Nel cammino dell’Avvento ci viene incontro la Vergine Immacolata, la cui festa celebriamo l’8 dicembre, esattamente nove mesi prima della sua
natività, proprio per indicare il mistero della vita
nel grembo di ogni donna che diventa madre. Nelle Litanie Lauretane invochiamo la Vergine Maria “consolatrice degli afflitti” ed è il corrispettivo femminile del nome che ha lo Spirito Santo
(chiamato in greco “paraclito”, ovvero “consolatore”). Allora, amici di Belpaese, impegno pratico per l’Avvento è essere consolazione per gli altri, privilegiando atteggiamenti che fanno ponte
e non muro, parlando al cuore delle persone e
spandendo una strada nella steppa con la gioia
di vedere fiorire il deserto, invece dello squallore e della solitudine.
Impariamo da Papa Francesco, pellegrino a Costantinopoli, dove ha pregato nella Moschea Blu
e ha chiesto la benedizione al Patriarca Bartolomeo. Solo l’umiltà e la solidarietà sono la via
sicura per la pace tra Oriente e Occidente, martoriati da recrudescenze che trovano sempre in
prima linea innocenti e incolpevoli. Nel viaggio di
ritorno Papa Francesco ha ribadito ai capi religiosi
e politici dell’Islam di prendere le distanze da qualsiasi forma di terrorismo, del quale siamo spettatori basiti per la crudeltà ed efferatezza dei suoi
risvolti.
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in copertina
Chiusura fai-da-te
A meno di un improvviso cambio di rotta, il 6 dicembre
il Bricocenter di Cavallino chiuderà i battenti e per i 24
dipendenti le possibilità sono due: il licenziamento o il
trasferimento presso altri punti vendita in nord Italia.
È il risultato della nuova politica di marketing
dell’azienda, complice anche la crisi e la concorrenza
della “sorellastra” Bricoman, che penalizzano
ulteriormente un parco commerciale, quello di
Cavallino, che da poco tempo ha perso Pc City e Unieuro
Chi si è recato nella Bricocenter di
Cavallino negli ultimi tempi avrà
certamente notato che qualcosa
non stava andando per il verso
giusto: l’assortimento non era il
solito (specie per quel che riguarda le luminarie e gli addobbi natalizi, fiore all’occhiello dell’azienda), ma era soprattutto il
personale che scarseggiava all’interno del capannone, cosa questa
che crea non poche difficoltà agli
acquirenti in un settore come
quello del bricolage in cui è fondamentale la consulenza di esperti. Così molta gente usciva un po’
delusa e, complice il passaparola
di amici e parenti, si recava a Castromediano, presso la Bricoman,
che offre non solo uno spazio e un
assortimento più ampio, ma anche
più addetti alla vendita.
Questi segnali trovano adesso
una spiegazione: se Bricocenter
non cambia idea in questi giorni,
il destino del punto vendita di Cavallino si compirà il 6 dicembre,
quando le saracinesche resteranno abbassate per sempre. Non è
una novità: da circa due anni
l’azienda leader nei settori bricolage, decorazione e giardinaggio in
tutta Italia sta chiudendo più
punti vendita di quanti ne stia
aprendo. Ma quando un fatto
del genere succede in un territorio
come il nostro, dove trovare un lavoro sembra essere diventato un
miraggio, fa ancora più male sapere che una multinazionale come
Bricocenter non è più interessata
ad investire.
Un regalo di Natale di fatto inaspettato per i 24 dipendenti della
sede di Cavallino, ai quali è stato
proposto il licenziamento o il ricollocamento presso altre sedi
del nord Italia (cosa questa più facile a dirsi che a farsi). Da tempo
la Uil Tucs di Lecce sta conducendo trattative con l’azienda per
trovare una soluzione che consenta il ricollocamento degli stessi nel nostro territorio, con il
coinvolgimento del Comune di
Cavallino e Provincia di Lecce e richiedendo l’intervento di una task
force della Regione Puglia, ma finora niente lascia presagire un
cambiamento di rotta da parte dell’azienda.
Il tutto sta avvenendo in un area,
quella del parco commerciale di
Cavallino, nata nel 2001 con il
proposito di diventare un polo
economico d’avanguardia e che
adesso invece sembra essere una
“zona di guerra”, con tanto di
morti e feriti. Ultime in ordine di
Bricocenter: un malessere nazionale
tempo le chiusure in ordine di tempo di Pc City e di Unieuro, azienda che recentemente ha rilevato il
punto vendita Marco Polo Expert
nella galleria Conad (ex Leclerc ed
ex Carrefour, ndr) creando proprio lì un nuovo punto Unieuro.
In questo passaggio di consegne
sono però andati persi 37 posti di
lavoro.
guentemente, in grado di garantire
un’assistenza al cliente più immediata.
Questa situazione ricalca quasi perfettamente quella verificatesi a Ferrara e, come nella città degli Estensi, anche a Cavallino il problema che
ci si pone ora riguarda il ricolloca-
mento dei 24 lavoratori. A Ferrara,
però, così come anche Mercogliano,
si era ipotizzato un trasferimento proprio nelle sedi Bricoman, peraltro mai
avvenuto. I lavoratori di Cavallino
hanno però solo due scelte: trasferirsi
al nord o restare senza lavoro.
Alessandro Chizzini
La chiusura della sede salentina è l’ultima in ordine di tempo dell’azienda italiana, che
deve fare i conti anche la emergente Bricoman
La quasi certa chiusura del Bricocenter di Cavallino è solo l’ultima
tappa della crisi che ha colpito la catena italiana specializzata soprattutto
nel bricolage, ma anche nella decorazione, nel giardinaggio e nell’idraulica. Nata nel 1983 a Venaria
(Torino), Bricocenter è da qualche
anno una controllata del gruppo
francese Adeo. Soprattutto, però, la
catena contava circa 112 punti vendita, un numero importante che ha
cominciato a perdere “pezzi” già due
anni fa e che ha nella sede di Cavallino l’ultima sua chiusura in ordine
di tempo.
La prima vittima fu il punto di Mugnano (Napoli) nel febbraio 2012,
ma i veri sintomi del malessere si palesarono nel 2013, quando a chiu-
dere i battenti furono i capannoni di
Legnano (Verona) e Molfetta (Bari)
ad aprile e quello di Misterbianco
(Catania) a dicembre.
È però proprio il 2014 l’anno nero
per Bricocenter, che ha visto abbassare le serrande a Marcianise (Caserta) lo scorso aprile, per poi proseguire ad agosto con Torrette di
Mercogliano (Avellino) e a ottobre
con Ferrara, Reggio Emilia e Roncadelle (Brescia). Un passivo importante il cui peso non viene certo
alleggerito dall’apertura del punto
vendita di Dalmine (Bergamo), inserito in una grandissima area commerciale con altri grossi stabilimenti.
A chiudere i battenti tocca adesso a
Cavallino, a causa di una strategia di
ristrutturazione commerciale che
sta coinvolgendo tutto il territorio nazionale. La decisione dell’azienda potrebbe però essere legata anche alla
concorrenza di Bricoman, altra catena di bricolage nata nel 2008, e che
di recente ha aperto un punto vendita alle porte di Castromediano.
Una sfida tra sorelle, visto che entrambe fanno parte del gruppo Adeo
e che sembra stia andando appannaggio della più giovane.
Secondo le testimonianze di alcuni
utenti da noi interpellati, sembra che
il negozio Bricoman abbia col tempo sottratto la clientela alla sorella
maggiore, potendo contare su una
gamma di articoli più accessibili
economicamente e su un organico del
personale più numeroso e, conse-
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in copertina
Uil Tucs: “I lavoratori devono essere
ricollocati nel nostro territorio”
La battaglia per il mantenimento dei posti di lavoro per i lavoratori del Bricocenter intrapresa dalla sindacalista Antonella Perrone
Con la chiusura dei battenti del
punto vendita Bricocenter di Cavallino, 24 lavoratori rischiano di
rimanere senza una occupazione,
a meno di non accettare il trasferimento nelle sedi del settentrione.
Si tratta di due alternative che i dipendenti non sono disposti ad accettare e hanno così intrapreso una
battaglia per il mantenimento del
proprio posto di lavoro, sostenuti da Antonella Perrone, segretaria della sezione leccese del sindacato Unione Italiana Lavoratori
Turismo Commercio e Servizi.
Dottoressa Perrone, perché sta
chiudendo il Bricocenter di Cavallino?
L’azienda ha deciso di adottare,
anche alla luce di nuovi investitori,
una strategia di riposizionamento
commerciale a livello nazionale,
tant’è vero che è già stata attuata
in diverse regioni nell’ultimo anno
e mezzo. Occorre però sottolineare
che gli azionisti compiono queste
scelte dopo aver posto attenzione
sui negozi che presentano difficoltà di fatturato, e la Briconcenter è un’azienda che a livello nazionale sta pagando la crisi. Ad
ogni modo, l’azienda ha scelto di
chiudere la sede di Cavallino e attivato la procedura di trasferimento di tutti i lavoratori in siti
del nord Italia.
Cosa avete proposto alla Bricocenter?
Abbiamo chiesto all’azienda di
trovare per i 21 lavoratori e i 3 caposettore una risoluzione valida
che punti alla loro ricollocazione
a livello regionale e provinciale su
quelle che possono essere le aziende del sistema Brico o del gruppo
Adeo. In questa fase di studio,
inoltre, abbiamo chiesto anche il
coinvolgimento, sotto l’aspetto
della responsabilità, del Comune
di Cavallino, cioè il soggetto che
detiene e rilascia le licenze commerciali. Si tratta di un discorso
che andrebbe rivolto a tutto il parco commerciale di Cavallino, non
nuovo a situazioni di chiusura di
attività commerciali. Infine, abbiamo proposto anche di coinvolgere una task force della Regione. L’importante è che si trovi
presto una soluzione, prima delle procedure degli ammortizzatori sociali e che si eviti il licenziamento dei lavoratori.
Quale è stata la reazione dell’azienda?
La Bricocenter si è riservata di riflettere e siamo in attesa di rispo-
ste. Si è trattato finora di incontri
interlocutori e non abbiamo voluto creare clamori affinché si
svolgessero in maniera serena. A
rischio ci sono i posti di lavori di
24 persone, un numero importante se correlato alla difficile situazione che sta vivendo la nostro
provincia. Ma siamo convinti che
si possano trovare delle soluzioni
che abbiano un minimo impatto
sociale.
Con quali argomentazioni avete
presentato la vostra proposta?
Abbiamo spiegato che la provincia di Lecce non può permettersi
il lusso di perdere dei posti di lavoro, perché secondo noi è il territorio che più di altri ha pagato
il prezzo più alto della crisi, essendo caratterizzato da un tessuto economico e industriale molto
fragile. Tutti abbiamo quindi l’obbligo di individuare le giuste soluzioni che possano annullare il rischio di licenziamento dei lavoratori. Venderemo cara la pelle per
salvarli.
(A.C.)
Saracinesche chiuse
anche per Unieuro
La crisi dell’area commerciale di Cavallino era già iniziata
con la chiusura del capannone dell’azienda di elettronica,
che adesso si è trasferita all’interno della galleria Conad
La chiusura di Bricocenter non
rappresenta solo l’ultima tappa
della crisi che ha colpito la catena
di negozi italiana, ma anche un
nuovo sintomo del malessere che
vive l’area commerciale posta sulla Strada Statale 16. Prima del
punto vendita di bricolage, era
toccato a quello di Unieuro, il cui
capannone ha già abbassato le saracinesche.
Tutto ha inizio un anno fa, quando la holding Italian Eletronics
acquisisce la Marcopolo Expert e,
appunto, la Unieuro Srl. Una operazione che lascia molto più che intravedere delle importanti prospettive di crescita: la holding puntava infatti a fatturare circa 1,4 miliardi di euro nel 2014, mantenendo aperti tutti i punti vendita
Unieuro. Se però i calcoli della com-
pagnia potevano avere attendibilità a livello globale, lo stesso non si
è potuto dire quando ci si è dovuti confrontare con le realtà locali.
All’interno dell’area commerciale di
Cavallino esistevano i negozi di elettronica Unieuro e Pc City, fusi poi
in un unico soggetto economico; in
seguito, all’interno del centro commerciale Conad-Leclerc, venne
aperto il punto vendita di un’altra
azienda del settore elettronico legata
alla Marcopolo Expert. La situazione che si creò fu quindi simile a
quello che ha interessato Bricocenter e Bricoman, e non solo a Cavallino: due aziende concorrenti,
ma appartenenti alla stessa holding.
La Italian Eletronics decise così di
puntare solo su una delle sue “figlie”, sacrificando Unieuro e legando la motivazione alla necessi-
Surbo vs. Cavallino: chi
sale e chi scende tra i
parchi commerciali
Era l’8 giugno del 2001 quando a Cavallino venne inaugurato il più grande
centro commerciale del Salento; una
superficie di 21mila mq all’interno
della zona Pip del comune salentino,
di ben 71mila mq. Nasceva così una
struttura che avrebbe dovuto rappresentare un volano di crescita economica
e occupazione della provincia di Lecce e col passar degli anni quell’area
crebbe, inglobando negozi e punti
vendita di diverse aziende, comprendendo anche marchi internazionali.
Un bellissimo sogno di sviluppo che
però non si è mai avverato del tutto e
che anzi si sta sgretolando. La prossima chiusura del Bricocenter (preceduta
da quelle di Pc City e Unieuro) rispecchiano perfettamente il malessere vissuto da quest’area, che ha già aveva visto chiudere il centro commerciale e
ipermercato Carrefour nel 2009, sostituito nello stesso anno dal ConadLeClerc. Una situazione difficile originata
soprattutto dalla crisi economica in atto
ormai da anni e i cui effetti stentano ad
accentuarsi.
È sicuramente questa la causa principale del difficile momento del parco
commerciale di Cavallino, ma non è il
solo: l’area in questione pecca anche
dell’assenza di altri elementi che possano funzionare come filtri di attrazione. Chi sembra resistere meglio alla crisi è infatti l’equivalente area commerciale di Surbo, che può ad esempio contare sul più grande Multisala del Salento, tra le mete preferite degli appassionati di cinema di tutta la provincia
e che anche per questo costituisce un
importante luogo di attrazione e aggregazione. Senza dimenticare il McDonald con il suo McDrive aperto fino tarA.C.)
da notte.
Unieuro chiuso
tà di sopperire agli alti costi di gestione, dovuti anche all’affitto dello stabile. Ad agosto, dopo una serie di incontri, la proprietà dell’edificio accettò una riduzione del
contratto di locazione del 33%, ma
non bastò a far cambiare idea alla
Italian Eletronics; come non bastò
la proposta di Gabellone di prolungare fino a due anni il contratto di locazione, senza vincoli, e così
come non bastarono gli appelli
dei sindacati e delle istituzioni.
L’Unieuro, in realtà, è ancora presente nel parco commerciale di
Cavallino e ha preso il posto proprio del negozio della Marco Polo
Expert, all’interno della galleria
del Conad-Leclerc (ora semplicemente Conad). Un cambio di marchio che non ha però comportato
un aumento del personale: i 37 la-
Unieuro aperto all’interno della galleria Conad
voratori del primo punto vendita
Unieuro di Cavallino restano vittime incolpevoli di questa strategia
aziendale, spediti nell’ingorgo della disoccupazione salentina senza
una proposta alternativa. (A.C.)
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primo piano
CORO DI NO ALL’AMPLIAMENTO DELLA CAVA DI CUTROFIANO
La maledizione di “Don Paolo”
Forum Amici del Territorio, Italia Nostra sez. Sud Salento, Consulta Ambiente Csv Salento e Forum Ambiente
e Salute si oppongono al progetto proposto dalla Colacem, peraltro già bocciato nel 2011
A cura di Alessandro Chizzini
L’ambiente salentino ancora minacciato dal
profitto economico: Questo è il parere di
quattro movimenti ambientalisti che attraverso un comunicato congiunto denunciano
la trattativa tra il Comune di Cutrofiano e la
Colacem Spa di Galatina per l’ampliamento della cava “Don Paolo”. Secondo quanto scrivono Forum Amici del Territorio,
Italia Nostra sez. Sud Salento, Consulta
Ambiente Csv Salento e Forum Ambiente e
Salute, si sta per concludere una convenzione quinquennale, del valore di 50mila l’an-
no, che prevede l’ampliamento di circa 5 ettari della cava di Cutrofiano, la quale raggiungerebbe una estensione totale di 27 ettari per una profondità di 30 metri; un’attiva a norma di legge, ma che i firmatari giudicano inquinante.
Gli ambientalisti ci vanno poi giù pesante
Italia Nostra: “Le Amministrazioni comunali alla mercé di Colacem”
Marcello Seclì, presidente della sezione Sud Salento del momento ambientalista, illustra le
conseguenze dell’ampliamento della cava e non risparmia critiche agli amministratori locali
Il progetto di ampliamento della cava “Don Paolo” di Cutrofiano è stata posta sotto i riflettori da un comunicato
stampa a firma di quattro movimenti ambientalisti, tra
cui la sezione Sud Salento di Italia Nostra. Sul caso abbiamo sentito il presidente Marcello Seclì (nella foto).
Seclì, quali sarebbero gli effetti dell’ampliamento della cava?
Parliamo di una convenzione che provocherebbe danni evidenti e irreversibili in un’area con una consistenza presenza di ulivi e già martoriata dalle cave. Gli effetti sarebbero numerosi: consumo del suolo, alterazione
del paesaggio, danni all’economia agricola, impoverimento della falda e conseguente rischio idrogeologi-
co.
L’attività della Colacem rispetta però i parametri di legge. Come valutare allora le conseguenze?
Serve una valutazione complessiva, perché ogni fase
di questa attività in sé non dà la dimensione esatta degli impatti cumulati sul territorio. L’estrazione, il trasporto,
la produzione, la commercializzazione, l’utilizzo, sono tutte fasi che producono effetti che si riverberano negativamente sull’ambiente, soprattutto sottoforma di
emissioni. Si tratta quindi di una attività già insalubre
di per sé e insostenibile nella sua complessità, soprattutto
in un territorio come quello di Cutrofiano, che possiede una serie di criticità legate alla salute, al paesaggio,
alla diminuzione del suolo.
Quali azioni state intraprendendo contro il progetto?
Abbiamo dato avvio ad una petizione che finora ha raccolto circa 600 firme e con la
quale chiediamo al Comune di non approvare il progetto e l’apertura di un confronto con cittadini e associazioni. Se poi l’Amministrazione dovesse dare un parere favorevole, auspichiamo che la stessa possa intraprendere una politica nei confronti della Colacem, affinché la sua attività impattante possa evolversi positivamente sul territorio, ad esempio con la riconversione,
se non addirittura la chiusura.
quando, per sottolineare lo scarso rispetto del
territorio da parte della Colacem, riportano
l’affermazione di uno dei rappresentanti del
cementificio galatinese, secondo il quale
“fino a quando ci sarà argilla a Cutrofiano,
Colacem scaverà per produrre il suo cemento”. Parole pesanti anche nei confronti
dell’Amministrazione Rolli, accusata di aver
tradito i suoi impegni elettorali, destinati anche all’attuazione di “una politica di controllo, di contenimento e, se necessario, di
contrasto nei confronti delle attività estrattive”.
I timori non comprendono però solo i potenziali effetti negativi nei confronti dell’ambiente, ma anche quelli sulla salute
umana. Il Registro Tumori segnala infatti a
Cutrofiano e nel suo comprensorio una
mortalità per neoplasie polmonari nettamente
superiore alle medie regionali e nazionali, con
scienziati e operatori sanitari che sempre più
vedono una correlazione con la qualità dell’aria e le emissioni industriali, come quelle
della Colacem, in passato già coinvolta in altre vicende legate a queste tematiche.
Non è però la prima volta che viene chiesto
l’allargamento della cava: il progetto di ampliamento interessa un’area, a ridosso del Parco dei Paduli e nella fascia di rispetto del Canale Colaturo (classificato tra le acque pubbliche), di elevato valore paesaggistico, ed è
stato già bocciato nel 2011 nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. I rappresentanti dei quattro movimenti ambientalisti si oppongono quindi al
piano della Colacem, chiedendo all’Amministrazione comunale di Cutrofiano di agire
in tre direzioni: non approvare la Convenzione con la Colacem, che pare preveda in
cambio un piccolo rimborso economico; aprire un ampio confronto con i cittadini e con
gli amministratori dei Comuni vicini per valutare la situazione ambientale ed economica connessa alle attività estrattive e quella del
cemento; dotarsi di una serie di Piani e Regolamenti finalizzati a tutelare il territorio, riqualificare le criticità esistenti e a individuare nuove prospettive economiche ed occupazionali sostenibili con l’ambiente”.
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primo piano
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“Nasi elettronici” e app
contro i miasmi da discarica
Presentato nei giorni scorsi il progetto S.E.D. che consentirà agli abitanti di san Cesario
di monitorare in tempo reale le emissioni odorigene dell’impianto di Cavallino
A cura di Alessio Quarta
La tecnologia al servizio dell’ambiente e dell’aria pulita.
Nasce sostanzialmente con
queste premesse il progetto
S.E.D., il Sistema Esperto di
Monitoraggio delle missioni
di sostanze odorigine da Discariche, che ha origine dall’esigenza del Comune di
San Cesario di Lecce di tenere sotto controllo le emissioni fastidiose che arrivano
dalla vicina discarica del Comune di Cavallino.
Presentato ufficialmente il
1° dicembre alle Officine
Cantelmo di Lecce, questo
progetto propone da un lato
la creazione di un’app per
smartphone e tablet completamente gratuita (“App
S.E.D.”), che permetterà ai
singoli cittadini di segnalare
le zone, i quartieri e i singoli punti dove più forte si avvertono i cattivi odori provocati dalla discarica di raccolta dei rifiuti; dall’altro,
come si legge sul sito
www.progettosed.it, “l’idea-
zione di una piattaforma
web per l’integrazione e la
fruizione dei dati, inclusi
quelli sulla biodiversità raccolti attraverso la scienza
dei cittadini”. Tutto questo
grazie alla presenza di numerosi sensori collocati sul
territorio e correlati alle differenti situazioni meteo che
permetteranno di aggiornare continuamente il portale.
L’intervento è realizzato grazie al cofinanziamento dell’Unione Europea e dei fondi FESR della Regione Puglia
2007-2013 all’interno del
Bando Apulian ICT Living
Labs - Supporto alla crescita e sviluppo di PMI specializzate nell’offerta di contenuti e servizi digitali e può
contare sulla collaborazione
tra diverse aziende del settore informatico che si sono
particolarmente contraddistinte negli ultimi anni per i
servizi alle pubbliche amministrazioni come la Virtech, vincitrice del Mob App
Award 2014 allo Smau di
Milano, l’Up Vision, la Sei
Consulting e la Wicity.
“Una discarica gestita in
modo scorretto -sottolinea il
primo cittadino di San Cesario, Andrea Romano- procura disagi ai cittadini la cui
entità e il cui effetto sulla salute sono ancora difficilmente quantificabili. È questo il motivo che ha spinto il
Comune di San Cesario a volersi dotare di un sistema di
monitoraggio della qualità
dell’aria che permettesse di
intervenire prontamente in
supporto dei cittadini e del
territorio. Per la nostra amministrazione questo è un
giorno importante. Con que-
Con living lab nuove soluzioni
alle esigenze del territorio
78 living lab attivi sulla base di
475 fabbisogni mappati, realizzati
attraverso il lavoro collaborativo di
279 attori inseriti nel catalogo dei
partner.
Sono questi numeri che danno
l’idea del successo del progetto
Apulian ICT Living Labs promosso dalla Regione Puglia e che ha
favorito la crescita e lo sviluppo
di tante piccole e medie imprese pugliesi specializzate nell’offerta
di applicazioni di Tecnologie dell’Informazione e Comunicazione
e di servizi e contenuti digitali
(PMI-Digitali), utilizzando l’approccio living lab. L’obiettivo è
quello di sviluppare e di valorizzare nuovi prodotti e servizi per le
aziende e le famiglie dell’intera regione, partendo da una partecipazione attiva dei singoli individui.
sto progetto potremo dare risposte concrete a un problema che da troppo tempo affligge il nostro territorio e
preoccupa i nostri concittadini”.
A sottolineare l’importanza
della tecnologia informatica
a disposizione dell’ambiente
arriva anche la voce del mondo accademico con il professor Alberto Basset, docente di Biologia ed Ecologia
delle Comunità all’Università del Salento, che afferma
come “l’eco-informatica costituisce attualmente uno
strumento importante per
avere accesso, catalogare e
rendere disponibili a tutti le
Lo ribadisce anche l’assessore regionale allo sviluppo economico,
Loredana Capone, secondo cui
“quello del S.E.D. è un ottimo progetto utilizzabile non solo per il Comune di San Cesario, ma per tutti gli altri Comuni vicini alle discariche. Un progetto che coinvolge università, imprese, cittadini e pubblica amministrazione impegnati insieme nello sviluppo e
nella sperimentazione di nuove soluzioni capaci di rispondere alle
esigenze del territorio. Un ‘ecosistema aperto’, alimentato da
idee e conoscenze, in cui gli
utenti finali, cioè i cittadini consumatori, sono coprotagonisti
nella progettazione di nuovi prodotti e servizi attraverso l’uso
delle tecnologie della comunicazione”.
conoscenze acquisite, raggiungendo con le tecnologie
mobile anche i singoli cittadini in qualsiasi momento
della loro vita quotidiana,
mettendoli in condizione di
rilevare e segnalare cambiamenti nelle caratteristiche
delle specie indice di fattori
di rischio in atto. Queste
potenzialità dell’eco-informatica mettono in contatto
ricercatori e cittadini sostenendo una scienza dei cittadini in cui ognuno di noi può
partecipare ad accrescere le
conoscenze collettive ed anche, in fasi più strutturate, a
indirizzare l’attenzione della
ricerca scientifica”.
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primo piano
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Vuoi diventare guida turistica a Nardò?
Ecco il bando “fatto in casa”
Un gruppo di associazioni pubblicizza un corso gratuito per ottenere l’iscrizione ad un “fantomatico”
albo comunale. Ma l’iter per diventare guida turistica è ben diverso: è necessario un esame abilitante, istituito
A cura di Stefano Manca
L’equivoco, se si può definire tale,
nasce visitando il sito dell’associazione neretina “Accademia del
Lauro”, che pubblica il bando di un
corso di guida turistica locale e
l’iscrizione ad un fantomatico albo
comunale. Un’iniziativa che viene
presentata da quello che viene definito “Centro di Formazione Culturale e Turistica”. Si tratta
di una sorta di un “consorzio” di associazioni del posto: la stessa “Accademia
del Lauro”, “Centro Turistico Giovanile”, “Amici
del Museo di Porta Falsa”,
“Gruppo Speleologico Neritino”, “Unitre”, “Associazione Pro Murales in
Santa Maria al Bagno”,
“Pro Loco di Santa Caterina”, “Messapiae”, “Studio
ambientale Avanguardie”
e “Cittadella dei Ragazzi”.
L’equivoco, dicevamo, non
è di poco conto. Per diventare guide turistiche è necessario un esame di abilitazione che viene organizzato esclusivamente dalle
Province su delega della
Regione Puglia e non da singole associazioni cittadine,
con prove e commissioni d’esame
“fatte in casa”. A stabilirlo, dal
2012, è una norma regionale che
demanda -alle Province, appuntotale compito. La commissione d’esame è composta da dirigenti e funzionari di Provincia, Regione, Mibact e da alcuni docenti. Superato
l’esame si ottiene l’iscrizione all’albo (ufficiale) delle guide turistiche.
“Le domande di partecipazione
agli esami di abilitazione sono
istruite -recita la delibera di Giunta regionale n. 1.069 del
27.05.2014- dal competente ufficio
provinciale sulla base di quanto autodichiarato dal candidato nella domanda di partecipazione; l’ammissione all’esame viene comunicata
mediante affissione all’Albo pretorio provinciale e pubblicazione sul
sito internet della Provincia”.
Il “bando in salsa neretina” invece
non fa alcun riferimento all’indispensabile esame da sostenere in
Provincia, tutt’altro. Recita infatti:
“Il Centro di Formazione Culturale e Turistica organizza il primo corso di guida turistica locale per cittadini residenti nel Comune di
Nardò”. Complessive 111 ore di lezioni che secondo gli organizzatori permetterebbero di diventare
“guida turistica”. Sontuoso
anche l’elenco dei docenti, i
quali dovrebbero tenere le
lezioni da gennaio a maggio
2015: oltre 60 professionisti neretini per soli 20 allievi, che saranno selezionati
nelle prossime settimane.
Naturalmente nessuno vieta ad una o più associazioni di organizzare corsi, lezioni e seminari per parlare
di turismo. Ma, vista la rigidità che ad oggi ruota attorno alla qualifica professionale di “guida turistica”, usare con leggerezza
tale espressione è stato
quantomeno imprudente.
Bastava dire: al termine del
corso vi verrà rilasciato un
attestato di partecipazione,
che -non si sa mai- fa sempre curriculum.
Foto: www.ilmediterraneo.it
Professioni
del turismo, ecco
l’iter da seguire
Come si diventa e che differenza passa tra guida turistica e accompagnatore
turistico? Partiamo da quest’ultimo interrogativo. Guida turistica è chi accompagna persone singole o gruppi per
illustrare attrattive storiche, artistiche, monumentali e paesaggistiche, nonché le
risorse produttive del territorio. L’accompagnatore turistico invece accompagna singole persone o gruppi durante
i viaggi per assicurare i necessari servizi di assistenza, fornendo informazioni di interesse turistico sulle zone di transito, con esclusione dell’ambito di
competenza della guida turistica.
Per accedere agli esami abilitativi per guida e accompagnatore sono necessari
cittadinanza italiana o comunitaria,
maggiore età, diploma e godimento dei
diritti civili e politici. L’ammissione all’esame è subordinata al preventivo pagamento di un contributo spese, che può
variare da regione a regione. L’esame
viene bandito dalla Provincia (a Lecce
dovrebbe tenersi tra pochi mesi) con cadenza almeno biennale e consiste nello svolgimento di due prove. La prova
scritta si articola in 60 quesiti a risposta multipla e verte su storia d’Italia e
della Puglia, archeologia, storia dell’arte, patrimonio storico-artistico regionale
e geografia economica, turistica e ambientale. La prova orale prevede invece nozioni di legislazione turistica europea, nazionale e regionale, tecnica professionale e simulazione di visita guidata.
Per quanto riguarda l’esame di accompagnatore turistico, invece, la prova orale verte sulle materie della prova
scritta e sulla valutazione di casi pratici sulla gestione dei gruppi.
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Collezioni cerimonia
TRICASE Piazza Cappuccini
GAGLIANO DEL CAPO via Crispi, 3
S. MARIA DI LEUCA via Tommaso Fuortes, 1
www.grsstore.it
Photo by
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lecce
Quando il riciclo diventa
intelligente (e conveniente)
Sono due gli eco compattatori attivi in città: ogni 10 bottiglie in Pet o lattine di alluminio
inserite daranno diritto, a seconda, ad un buono spesa o a ingressi omaggio in discoteca
Dall’Assessorato all’Ambiente del
Comune di Lecce guidato da Andrea Guido (nella foto) un’iniziativa all’insegna della sostenibilità
ambientale e del riciclo intelligente. Lunedì scorso presso l’area
parcheggio del supermercato “Di
Meglio” di via San Nicola (angolo via Sidoti) è stato inaugurato il
primo eco compattatore di packaging e imballi alimentari, mentre un secondo apparecchio dello
stesso tipo è stato inaugurato
mercoledì scorso presso l’Istituto
Tecnico Commerciale Informatico “Adriano Olivetti”. Ma non saranno gli unici in città: nei prossimi giorni altre cinque postazioni vedranno la luce in aree pubbliche del centro e delle periferie.
Questo il funzionamento: inserendo dieci bottiglie in Pet o lattine di alluminio si ha diritto ad un
eco-buono del valore di un euro
da utilizzare per ottenere uno
sconto equivalente sulla spesa nel
supermercato o ingressi omaggio
presso la discoteca Living di Maglie (per l’apparecchio installato
presso Istituto “Olivetti”). Gli
eco compattatori permettono una
riduzione fino all’80% del volume
dei rifiuti destinati al riciclaggio,
abbassando i costi per la raccolta differenziata, lo stoccaggio e il
trasporto e generando ampi margini di guadagno sulla vendita del
materiale generato dal riciclo di
plastica e alluminio.
“Si tratta di eco compattatori all’avanguardia -commenta l’assessore Guido-, che si presentano
come una sorta di contenitori per
la raccolta differenziata in grado
di compattare tappi di plastica,
bottiglie in Pet e lattine di alluminio riducendone il volume fino
all’80%. Questi eco compattatori, oltre a svolgere questa azione
fondamentale per trasformare una
semplice raccolta differenziata in
una raccolta testata e certificata di
qualità, rappresentano il fulcro di
vere e proprie attività di eco marketing ideate da una ditta specializzata e gestite attraverso una rete
di concessionari in tutta Italia. Attraverso gli eco compattatori i cittadini possono smaltire bottiglie in
Pet e lattine in alluminio in cambio di benefici come buoni scon-
to per fare la spesa, ingressi omaggio in discoteca e prezzi speciali per
talune sale cinematografiche della città. Grazie
agli strumenti di incentivazione ed eco marketing collegati all’installazione degli eco compattatori -conclude Guido-,
il Comune può aumentare la propria quota di
raccolta differenziata premiando i cittadini più
virtuosi con sconti o altre
forme di incentivazione”.
Fabio Antonio Grasso
Via Duca degli Abruzzi, arriva l’ordinanza anti-bivacco
Dopo l’ordinanza urgente emessa nel marzo scorso, arriva il provvedimento definitivo che definisce le regole
per la somministrazione e il consumo di alcolici e per il decoro urbano
Di nobile non le è rimasto che il nome, via Duca degli
Abruzzi; in quanto poi alla sua storia recente o meglio
a quella dello scorso inverno, il solo ricordare questa
importante arteria cittadina a ridosso del centro storico leccese genera ansie e preoccupazioni soprattutto
per chi in quella strada abita. Bisbocce notturne -giusto per usare un eufemismo-, ubriachezza molesta, schiamazzi: insomma, tutto il prontuario del perfetto disturbo della quiete pubblica.
Per arginare una situazione fuori controllo, dopo l’ordinanza contingibile e urgente emessa a marzo di quest’anno, nei giorni scorsi è stata infatti emessa una nuova ordinanza che vieta espressamente di consumare pubblicamente, in via Duca degli Abruzzi, bevande alcoliche di qualsiasi gradazione, fatta eccezione per il consumo all’interno dei locali e degli spazi concessi agli esercizi pubblici di somministrazione; di abbandonare in luogo pubblico, fuori dai cestini getta-carta, qualunque con-
tenitore vuoto di bevande e/o alimenti; di usare tali aree
pubbliche per soddisfare bisogni corporali; di bivaccare
o sistemare ogni tipo di giaciglio sugli spazi predetti anche non soggetti al pubblico transito e pertanto anche
davanti alle porte; di sedersi sulle scale o sui bordi della strada.
Dalle 20 alle 7, nello specifico, sarà vietato vendere e
somministrare bevande alcoliche di qualsiasi gradazione
e parcheggiare le auto in tale via con l’utilizzo di strumenti audio che si sentano all’esterno degli stessi veicoli. “Il provvedimento -si legge nell’ordinanza- è il risultato delle persistenti richieste di intervento avanzate da parte di residenti ai vari organi di polizia e agli uffici dell’Amministrazione comunale, in relazione a ricorrenti problematiche dovute a risse, ubriachezza molesta, deiezioni, rumori, schiamazzi ed altri comportamenti che creano nocumento alla sicurezza urbana”.
Fabio Antonio Grasso
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TORNA LA “GALLERIA
DEL GUSTO”
E IL “VILLAGGIO
DI BABBO NATALE”
Dal 5 all’8 dicembre, dalle 17 alle 21.30, la Galleria di Piazza Mazzini si trasforma nella “Galleria del Gusto”. Per il secondo anno
consecutivo l’associazione culturale Èlice presenta un evento che
abbina enogastronomia e artigianato d’eccellenza con un programma ricco di iniziative, tra esposizione, degustazioni, laboratori
in diretta Grande protagonista, quest’anno, sarà il cioccolato ar-
tigianale. Accanto all’area espositiva e ai laboratori artigianali, anche quest’anno non mancherà una grande area riservata al divertimento per i bambini con il “villaggio di Babbo Natale”: guidati da animatori professionisti, i più piccini potranno cimentarsi in tante attività ludiche, divertirsi sui gonfiabili e in compagnia
di simpatiche mascotte.
Il Museo Castromediano si
visita “Non solo con gli occhi”
Grazie al progetto ideato dalla storica dell’arte Chiara Pastore, i non vedenti possono usufruire di un
percorso sensoriale che consente loro di apprezzare libri e opere d’arte
Le opere d’arte ampliano le vedute di chi le contempla permettendo di vivere emozioni
uniche. Se l’opera d’arte è fruita
solo da chi ha il senso della vista
il numero delle persone coinvolte
si riduce notevolmente: la sfida
vera è permettere ai non vedenti di godere delle opere, attraverso tatto e udito. Questa sfida
è stata vinta proprio dal Museo
Provinciale “Sigismondo Castromediano” di Lecce con il progetto “Non solo con gli occhi”,
finanziato con risorse del Programma Operativo Interregionale “Attrattori culturali, naturali e turismo”, vincitore del
bando Discovering Salento di Puglia Promozione, e messo in atto
da Axa Cultura di Lecce.
L’idea nasce dalla storica dell’arte
Chiara Pastore nel corso di un classico tour con una scolaresca alla scoperta
di Lecce, “a seguito della quale una docente non vedente mi ha ringraziato per
il modo in cui ero riuscita a farle immaginare l’aspetto dei beni culturali descritti. Questo mi ha spinta a riflettere sul fatto che la mente e il cuore per-
mettono di ‘vedere’ e vivere un’esperienza estetica”.
Chiara Pastore, dopo aver partecipato
a due corsi organizzati dal Museo
Tattile Statale Omero di Ancona, ha
presentato il progetto a Giampiero
Corvaglia, amministratore di Axa Cultura, il quale ha sposato appieno la cau-
sa. Grazie alle risorse percepite
dalla vincita del bando è stata acquistata la strumentazione per
stampare un catalogo con testo
ed immagini in braille realizzato grazie alla collaborazione di
Tony Donno, vicepresidente dell’Istituto per ciechi di Lecce
“Anna Antonacci”. Inoltre, come
afferma Chiara, “i normodotati possono partecipare bendati
per sperimentare un modo diverso di entrare in contatto con
il patrimonio culturale”.
Questo tipo di esperienza “premia” chi conduce tali visite guidate, come conferma Pastore:
“La soddisfazione più grande è
stata il ringraziamento di Daniele, un ragazzo non vedente che
per la prima volta ha visitato un
museo”.
Ci si augura che “Non solo con gli occhi” si possa radicare nel territorio coinvolgendo quanti più musei e monumenti possibile.
Per prenotare le visite rivolgersi a
Chiara Pastore ([email protected],
cell. 328.8730129).
Gian Piero Personè
Ciao, Nina
18 anni di vita vissuta per le strade del centro storico di Lecce,
amata e coccolata da tutti, commercianti, residenti e turisti. Nina
(così era conosciuta) era un po’
il simbolo del centro della città,
quel “salotto buono” nel quale lei,
con la sua educazione e la sua
simpatia si era perfettamente integrata.
Era perché Nina non c’è più. Già
nei giorni scorsi su Facebook circolavano appelli di cittadini allarmati di non vedere più l’amata cagnolona passeggiare per le
vie del centro. Poi la conferma:
Nina è venuta a mancare nella
mattina di mercoledì 3 dicembre
nella casa di una ragazza che
l’aveva accolta in seguito al ri-
covero presso un veterinario che
le aveva somministrato degli antibiotici. Ma il suo fisico ormai debilitato dalla vecchiaia non ha retto e così ci ha lasciati.
Tra tutti i “cani di quartiere”, ovvero quei cani a cui “gruppi di persone, coordinate da un tutore responsabile, provvedono a fornirgli mantenimento, assistenza e
quanto altro necessario al suo benessere” (come recita il Regolamento comunale per la tutela ed
il benessere degli animali del Comune di Lecce) Nina era certamente la più amata. Ai leccesi e
a tutti coloro che hanno piacere
a fare due passi nel centro storico di sicuro mancherà tanto.
Andrea Colella
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maglie
Vita nuova per l’antica
chiesetta di San Donato
Avviate le procedure per il recupero del luogo di culto situato sulla “Via dell’olio”,
in attesa del vincolo monumentale da parte della Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici
Dopo le segnalazioni giunte alla sezione magliese del Partito Democratico nell’ambito dell’iniziativa “Dillo al Pd”, ha preso il via l’iter
che consentirà di ottenere il vincolo monumentale della Soprintendenza di Lecce per l’antica chiesetta di San Donato, posta sulla “Via
dell’olio”. La chiesa alle porte della città, infatti è già stata oggetto lo scorso 3 ottobre di
un intervento, durato circa due ore ed autorizzato dai proprietari dell’immobile, finalizzato all’estirpazione delle erbacce e alla posa
dei “chiamenti” (al fine di impedire infiltrazioni
di acqua), ma ora necessita di interventi urgenti
e mirati al suo consolidamento e recupero che
non possono essere rimandati. Per questo mo-
tivo è stato infatti siglato un accordo, con i proprietari dell’immobile, al fine dell’ottenimento del vincolo monumentale per il fabbricato.
Gli ingegneri Roberto Aloisio e Marco Selleri insieme all’architetto Gianluca Vella, iscritti del Partito Democratico, si sono messi a disposizione gratuitamente della proprietà, che
li ha incaricati di attivarsi con la Soprintendenza
di Lecce, anche mediante redazione di elaborati ed istanze, al fine dell’acquisizione del prezioso vincolo monumentale, vincolo che rappresenterebbe di fatto il prerequisito essenziale
per l’ottenimento di agevolazioni per procedere
al restauro di una delle più interessanti testimonianze del passato della città e della sua “Via
dell’olio”, un tempo crocevia di importanti traffici commerciali in Terra d’Otranto.
“Come Circolo di Maglie -spiega il segretario
cittadino, Matteo Colavero- ringraziamo innanzitutto la disponibilità dei proprietari della chiesetta per la sensibilità dimostrata, i nostri iscritti per la disponibilità e, infine, riteniamo che questo ulteriore passo sulla via del
risanamento rappresenti un tassello importantissimo della tanto decantata mobilitazione cognitiva. L’attività di partito infatti rappresenta il tramite ideale per la scoperta dei problemi della comunità, la loro analisi e l’emersione delle professionalità e delle idee migliori per la loro soluzione”.
calimera
Dal Museo di Storia Naturale una spedizione scientifica in Gabon
Sono ancora disponibili tre posti per la spedizione
scientifica in Gabon organizzata dal Museo di Storia naturale del Salento. Il viaggio è concepito come
una vera e propria spedizione scientifica, (niente villaggi turistici o alberghi lusso, dunque) per cui chi
intende partecipare deve essere innanzitutto animato
da una forte carica di passione e amore per la natura.
In particolare sarà la stazione di ricerca di Ipassa nel
Parco nazionale dell’Ivindo, il campo base della spedizione, un luogo abitato da gente pacifica con un
clima è caldo umido (ma non piove tutti i giorni); a
Makokou (a 12 Km di distanza) c’è un ospedale nuovissimo e funzionante.
Il Gabon, meta del viaggio, rappresenta il sogno che
tutti i naturalisti fanno da bambini: l’Africa delle grandi foreste pluviali con una ricchezza di specie impressionante.
Ma la bellezza del posto richiede in cambio qualche
piccolo sacrificio in termini di adattamento; in
cambio si potrà godere di uno degli spettacoli più
belli che ancora il pianeta possa offrire.
La spedizione è rivolta a tutti, ma in particolare a chi
ha interessi nella ricerca sistematica, ecologica, zoogeografica. In particolare il Museo di Storia Naturale
del Salento fornisce i partecipanti di permessi per
raccogliere materiale entomologico ed erpetologico.
Per informazioni è possibile contattare i numeri
320.6586555 (Antonio Durante - entomologia) e
320.6586551 (Piero Carlino - erpetologia).
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tricase
A Tricase Porto si ridisegna
il futuro della pesca
Ospiti internazionali di Magna Grecia Mare per il progetto europeo “Ready Med fish”, che
vede l’Italia protagonista insieme a Egitto, Libano e Tunisia
Le vie per la multifunzionalità
della pesca artigianale nel Mediterraneo partono dalla Puglia,
protagonista per l’Italia, del progetto europeo “Ready Med Fish”
(leader applicant Lega Pesca) cofinanziato dal Programma Europeo Enpi Cbc Med. L’incontro tenutosi nei giorni scorsi a Tricase
Porto presso la sede dell’associazione Magna Grecia Mare, ha
contato sulla presenza di un ospite d’eccezione quale Abdellah
Srour, segretario generale del Consiglio Generale per la Pesca nel
Mediterraneo (Gfcm) della Fao, assieme ad una rappresentanza del
Governo del Marocco, proprio
ad evidenziare il rilievo internazionale dell’incontro.
La prospettiva che i risultati del
progetto “Ready Med Fish” (attualmente in corso con la collaborazione di Egitto, Libano e Tunisia) possano essere oggetto di
una riflessione più ampia rappresenta una grande sfida su cui far
convergere l’interesse e la sensibilità del Gfcm/Fao nel perseguimento dei suoi obiettivi istituzionali di sviluppo sostenibile della fi-
liera ittica mediterranea. Oltre
agli interventi sulla formazione,
che interesseranno 80 operatori del
comparto ittico nei quattro Paesi,
il progetto “Ready Med Fish” intende contribuire alla definizione
di un moderno quadro normativo che consenta di superare gli
ostacoli ed i vincoli che attualmente frenano, nelle due sponde,
lo sviluppo della diversificazione
delle attività di pesca artigianale (pesca-turismo, ittiturismo, ristorazione, vendita diretta, etc.)
come occasione di nuova imprenditorialità e nuova occupazione.
In quest’ottica, un ruolo importante per il nostro territorio è
svolto dall’associazione Magna
Grecia Mare, da anni impegnata a
favorire la creazione di nuove
professionalità nell’ambito della
multifunzionalità del settore pesca,
creando occasioni per attirare giovani operatori, aumentare il loro
reddito e sostenere la crescita delle comunità interessate, garantendo sostenibilità al settore. Non si
dimentichi che merito dell’Associazione è anche aver promosso la
costituzione dell’Ecomuseo del
Porto di Tricase, interessante iniziativa di valorizzazione integrata
del patrimonio costiero.
Proprio per tali attività il partenariato internazionale ha scelto il
Porto di Tricase e la sede del suo
ecomuseo quale sede privilegiata
per l’incontro, chiedendo a Magna
Grecia Mare il supporto organizzativo.
M. Maddalena Bitonti
santa cesarea terme
Alla Fiera di Sant’Eligio sono protagonisti i prodotti tipici
Il Circolo Cittadino di Vitigliano
di Santa Cesarea Terme organizza tre appuntamenti imperdibili in occasione della
prima Edizione della Fiera di
S. Eligio. Il primo evento in linea con il 2014 Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare, propone un interessante convegno dal titolo “I legumi del territorio di Vitigliano a rischio di erosione ge-
netica - strategia di rilancio”. L’incontro previsto per venerdì 5 dicembre alle 18
presso il salone Parrocchiale
di Vitigliano, coordinato dal
presidente del Circolo Cittadino Luigi Martella, vedrà la
partecipazione dell’agronomo Giuseppe Bene, del professor Amedeo Maizza, preside Facoltà di Economia
dell’Università del Salento,
di Francesco Minonne, componente del Parco Regionale Otranto Santa Maria di
Leuca e dell’agronomo Antonio De Santis.
Il convegno fa parte di un programma più ampio: sabato 6
dicembre, per gli estimatori
dell’arte, ci sarà una mostra
fotografica presso Palazzo
Gargasole a Vitigliano, mentre domenica 7 alle 11 avrà
luogo la benedizione dei nostri amici animali (incluso il
controllo veterinario) e alle 17
stand golosi offriranno delle
sane degustazioni. La Fiera di
Sant’Eligio si concluderà alle
22 con uno spettacolo di
fuochi d’artificio allietato dalle note della banda musicale “Città di Santa Cesarea Terme”.
M. Maddalena Bitonti
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poggiardo
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Nuova maggioranza e linee
programmatiche di fine mandato
Approvato il programma amministrativo per gli ultimi mesi di attività del Consiglio
comunale, all’interno del quale sono cambiati gli schieramenti
A circa un anno mezzo dal termine del mandato, il Consiglio
comunale di Poggiardo ha una
nuova maggioranza. Non si è
trattato di un terremoto, perché
le prime avvisaglie si erano avute lo scorso ottobre, quando i
consiglieri Alessandro De Santis,
Antonio De Santis e Giacomo
Carluccio si erano riuniti nel
gruppo consiliare Cambiamento
comune, in aperto contrasto con
il sindaco, ma sempre all’interno
della maggioranza.
Il nuovo assetto è stato ufficializzato in seguito al Consiglio comunale del 29 novembre scorso
nel quale sono state approvate le
linee programmatiche di fine
mandato. I componenti di Cambiamento comune sono quindi
passati all’opposizione, mentre
Damiano Longo, Donato Rausa
e Luigi Zappatore hanno compiuto il percorso inverso.
Nelle dichiarazioni di voto, il sindaco Giuseppe Colafati (nella
foto) ha illustrato il nuovo programma amministrativo, con le li-
nee di fine mandato che si intersecano con quelle presentate nel
2011: “Si tratta di un patrimonio
legato all’impegno e al sacrificio
profusi in questi tre anni e mezzo e che sono contenuti sia nelle
linee programmatiche presentate nel giorno del nostro insediamento, sia in quelle che oggi andiamo ad intrecciare secondo un
cronoprogramma che nei prossimi giorni contiamo di ripre-
sentare al Consiglio con provvedimenti concreti”.
Positivo anche voto dei nuovi
membri della maggioranza che,
come affermato da Donato Rausa, “hanno espresso con convinzione un parere favorevole alle linee programmatiche di fine mandato, che cercheremo di portare
a termine con gli amministratori per quanto sarà possibile, tenendo presente che alla fine del
spongano
Da Jump In due corsi per
Tecnico del suono e Autocad
mandato mancano solo un anno
e mezzo”. Il gruppo Cambiamento comune si è invece astenuto e si è espresso per voce di
Alessandro De Santis: “Non capiamo perché alcune linee del
2011 non siano state presentate
oggi. Valuteremo l’attuazione
concreta di questo programma, fiduciosi che la nuova maggioranza
possa ancora avere il nostro favore. Il nostro è un voto di astensione, perché siamo favorevoli
alle linee del 2011, ma non a
quelle di fine mandato”.
Astensionismo anche per il Gruppo misto, altro schieramento della minoranza, per il quale ha parlato Oronzo Borgia: “Molte delle linee programmatiche del 2011
non sono state realizzate, ma
sono fiducioso che ciò posso accadere entro la fine del mandato.
Questo gruppo starà alla finestra,
attento a ciò che accadrà”. (A.C.)
L’associazione culturale Jump In, gestore dei Laboratori Urbani MADE, nell’ambito del progetto Bollenti
Spiriti e con il sostegno di Regione Puglia e Amministrazione comunale di Spongano propone due nuovi laboratori di formazione, rispettivamente per “Tecnico del suono e di registrazione” e “Autocad”.
Il primo corso è rivolto a giovani ed adulti, e propone
un percorso introduttivo nel vasto mondo della teoria e tecnica del suono. Vengono affrontati i diversi
ambiti in cui si declina la figura del tecnico del suono, attraverso esercitazioni individuali e di gruppo
che si terranno in laboratori attrezzati. Il secondo corso è aperto ai cittadini dai 14 anni in su ed è rivolto
a tutti coloro che desiderano avvicinarsi al mondo
del Cad e che vogliono accrescere le proprie competenze seguendo un percorso di formazione su prodotti di larghissima diffusione.
Entrambi i corsi prenderanno il via il 15 gennaio 2015
e si svolgeranno presso l’ex mercato coperto di Spongano, con una durata complessiva di 40 ore. Alla
fine degli stessi i corsisti riceveranno un attestato
di partecipazione. Costi: 80 euro per “Tecnico del suono e di registrazione” (la restante parte del costo sarà
cofinanziata dalla Regione Puglia attraverso il programma Bollenti Spiriti), 70 euro per “Autocad”. Per
informazioni: www.jumpinweb.eu, 348.0029069 (per
il corso “Tecnico del suono e di registrazione”) e
320.7848210 (per il corso “Autocad”).
castiglione d’otranto
Nelle mani di Vendola la prima petizione contro i pesticidi
L’istanza dal titolo “No alla chimica in agricoltura. Vietiamo i pesticidi nel Salento”, che contiene oltre 2mila
firme, è stata consegnata lunedì scorso al governatore di Puglia
Un traguardo importante per l’associazione Casa delle Agricolture “Tullia e Gino” di Castiglione d’Otranto (frazione di Andrano) che lunedì scorso a Bari, presso l’Ufficio di Presidenza della regione Puglia, hanno consegnato al governatore Nichi Vendola e all’assessore alle Risorse agroalimentari Fabrizio Nardoni la raccolta firme della petizione (prima in Italia di questo genere) dal titolo “No alla chimica in
agricoltura. Vietiamo i pesticidi nel Salento”.
Nel corso dell’incontro sono stati resi noti i dettagli dell’iniziativa: oltre 2mila firme raccolte in un arco
di tempo di 17 mesi, il doppio rispetto all’obiettivo
prefissato. La sottoscrizione, che a partire dal Capo
di Leuca ha coinvolto il resto della Puglia e non solo,
è stata lanciata il 9 giugno dello scorso anno dagli
attivisti dell’Associazione che si occupa di riconversione naturale di terre incolte, concesse in comodato d’uso gratuito dai privati, un nuovo modello di economia rurale e di coscienza collettiva.
“Meno chimica e più biologico fa bene all’ambiente e fa bene persino al portafoglio -ha dichiarato il
presidente Vendola-. Ci sono due ragioni per cui so-
steniamo questa battaglia: la prima è una ragione
di natura ambientale, poiché i pesticidi e l’abuso della chimica contribuiscono ad intensificare il processo
di desertificazione. I terreni hanno bisogno di respirare, cominciano a non respirare più. E c’è anche
una seconda ragione, perché oggi sui mercati
mondiali si cerca di leggere sempre di più l’etichetta
di un prodotto per comprenderne la qualità, la tracciabilità e anche come è stato coltivato quel prodotto.
Sta crescendo cioè -ha concluso Vendola- un pubblico sempre più colto ed esigente”.
Con la petizione, che nelle prossime settimane sarà
inviata anche al Ministero delle Politiche Agricole, alla
Provincia di Lecce e ai Comuni salentini, si chiede
di far un passo in avanti e di inibire l’uso di fitofarmaci chimici, in particolar modo di quelli classificati
come “tossici”, “molto tossici” e “nocivi”, e di regolamentare in maniera restrittiva l’utilizzo di quelli catalogati come “irritanti” e “non classificati” e dei fertilizzanti sintetici.
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casarano
“Al Ferrari e al Sacro Cuore l’utenza
per le Tac è doppia rispetto a Lecce”
L’oncologo Giuseppe Serravezza risponde così alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi da
Ottavio Narracci, direttore sanitario dell’Asl di Lecce
Far lavorare anche nel pomeriggio
le equipe mediche del “Vito Fazzi” per abbattere le liste d’attesa?
Eppure nei poli ospedalieri di Casarano e Gallipoli l’utenza è il doppio di quella di Lecce. Lo ricorda
a gran voce il dottor Giuseppe Serravezza (nella foto), presidente
della sezione provinciale della
Lega Italiana per la Lotta contro
i Tumori con sede a Casarano. La
querelle è nata nei giorni scorsi,
quando il sito “Salute Salento” ha
diffuso le dichiarazioni rilasciate da
Ottavio Narracci, direttore sanitario dell’Asl di Lecce. In quell’intervista Narracci ha sottolineato la necessità di organizzare
turni pomeridiani per effettuare
Tac a malati oncologici, evitando
così attese lunghe e faticose, vista
la critica situazione dell’ospedale
ugento
All’Istituto Alberghiero un corso
per la gestione della celiachia
Si terrà il 5 dicembre presso
l’Istituto Alberghiero “Bottazzi”
(nella foto) un corso gratuito di
formazione e aggiornamento
per il rilascio dell’attestato di formazione in materia di celiachia,
una patologia dell’intestino tenue che
porta all’intolleranza
permanente al glutine e colpisce un
italiano su cento. Le
lezioni sono rivolte a
ristoratori, albergatori
“Vito Fazzi”.
Da qui la reazione di Serravezza,
che bolla tale quadro della situazione come “menzognero, scorretto, distorto e fuorviante”. “Ci
preme sottolineare -ha dichiarato
Serravezza- che i dati di attività dei
Servizi Oncologici relativi all’anno 2013, resi noti dalla stessa
Asl, riguardanti il Polo di Lecce e
il Polo di Casarano-Gallipoli ren-
e, più in generale, a tutti gli operatori del settore alimentare: da
bar e caffetterie fino a catering,
bed and breakfast, panifici,
pizzerie, ristoranti, pub, ecc.
Ma non solo: il tema della celiachia lo affrontano ogni giorno anche addetti a servizi di ristorazione collettivo-assistenziale, come ad esempio gestori
di mense scolastiche pubbliche
e private, colonie, centri estivi
e comunità alloggio. Gli incontri,
che nei giorni scorsi si sono tenuti (oltre alla stessa Ugento,
lo scorso primo dicembre) an-
che ad Otranto e faranno poi
tappa a Santa Cesarea Terme,
sono organizzati dall’Asl di
Lecce.
I cittadini interessati al rilascio
o al rinnovo di tale attestato devono inoltrare una richiesta
presso il Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione dell’area sud dell’Asl, i cui uffici si
trovano a Tricase in Largo Codignola. In alternativa si può inviare una mail all’indirizzo [email protected] o utilizzare il recapito telefonico e fax
(S.M.)
0833.544053.
dicontano una realtà ben diversa:
l’affluenza dell’utenza oncologica
ai servizi dell’Area Sud (ospedali
“F. Ferrari” e “Sacro Cuore di
Gesù”, rispettivamente di Casarano e Gallipoli) è più del doppio
dell’utenza in carico al “Vito Fazzi” di Lecce. Sorprende che tali dati
vengano riportati dalla dirigenza
dell’Asl in maniera scorretta e del
tutto opposta alla realtà. Vogliamo
altresì rilevare che il servizio Tac
nell’Area Sud -ha spiegato il presidente della Lilt- è da sempre attivo 12 ore al giorno, proprio per
far fronte all’alta richiesta proveniente dall’utenza, oncologica e
non”.
Al di là delle possibili “incom-
prensioni”, diventa condivisibile
l’appello finale di Serravezza.
“Non si rende merito a chi coscientemente lavora, da sempre e
con continuità, per fornire prestazioni appropriate, efficaci ed efficienti, prendendo in carico i bisogni di cura e di assistenza dei pazienti. Di fronte alla malattia si dovrebbe essere tutti uguali e tutti poter accedere a servizi di eccellenza.
E lo stesso vale per gli operatori.
Pensiamo -ha concluso Serravezzache è tempo di dare voce ai malati e non solo ai dirigenti ed ai medici, se si vuole avere il quadro reale di quanto avviene nella sanità salentina”.
Stefano Manca
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galatina
Al via un bando per la gestione
dei canili comunali
Entro il 19 gennaio prossimo si potrà partecipare alla gara per la cura e il mantenimento
(assicurazione compresa) dei cani ospiti nelle strutture in contrada Piani, San Vito e Latronica
Gestione dei canili comunali per
porre freno al randagismo: c’è
tempo fino al 19 gennaio 2015 per
partecipare al bando di gara indetto dall’Amministrazione comunale. L’obiettivo è quello di affidare la cura e il mantenimento
dei cani ospitati nel canile sanitario in contrada Piani e nei canilirifugio di contrada San Vito e contrada Latronica. Quest’ultimo,
va ricordato, è sottoposto a sequestro sanitario e non può ospitare altri cani (anzi, verrà pian piano svuotata e gli animali che si trovano al proprio interno saranno
trasferiti in contrada San Vito).
Il bando prevede anche la manutenzione ordinaria delle strutture,
nonché le attività di controllo e assistenza sanitaria dei cani vaganti presenti sul territorio cittadino.
Interessante anche l’aspetto che riguarda la copertura assicurativa.
“Ogni responsabilità civile e penale -recita l’articolo 7 del bandoper danni che dovessero derivare
al Comune o a terzi, cose o persone, in relazione all’espletamento del servizio o a cause ad esso
connesse, s’intende a totale cari-
co della ditta aggiudicataria, sen- mento del maggior danno subito.
za riserve od eccezioni. La ditta ag- Per maggiori informazioni ci si
giudicataria dovrà pertanto di- può rivolgere presso il locale comostrare, prima della stipula del mando di polizia municipale.
contratto, di aver stipulato e/o di La relativa modulistica (bando di
avere in corso idonea copertura as- gara, capitolato e domanda di parsicurativa RCT contro i danni de- tecipazione) può essere invece
rivanti dalla propria attività o da scaricata dal sito istituzionale del
omissioni negli adempimenti con- Comune, www.comune.galatitrattuali, con un massimale non in- na.it.
Stefano Manca
feriore ad un milione di euro, per
danni a persone, e
non inferiore a
500mila euro, per
danni a cose. Il predetto contratto assicurativo deve prevedere la copertura dei
rischi da ogni altro
danno arrecato agli
È stata inaugurata giovedì 27 no- 2007-2013 Asse II “Occupabilità”,
utenti da parte della
vembre a Cutrofiano in via Genova è stato presentato il convegno
ditta aggiudicataria”.
n. 39/c il secondo “Gruppo Ap- “Nati due volte. L’Adolescenza si racRisulta pertanto chiapartamento”, ovvero servizio resi- conta”, al quale hanno partecipadenziale per adolescenti disagiati, to Francesca Perrini, direttore del
ro che se l’appaltatogestito dalla Cooperativa Sociale Centro Giustizia Minorile per la Pure non sarà in grado
“Mettere le Ali” Onlus. In occasio- glia e il professor Luigi Spedicato,
di provare in qualne dell’inaugurazione della resi- docente di Sociologia della Comusiasi momento la codenza, realizzata grazie al Fondo Mi- nicazione presso l’Università del Sapertura assicurativa, il
crocredito d’impresa Regione Puglia lento. Ospiti “speciali” i ragazzi delcontratto si risolverà
Programma Operativo Puglia FSE le terze medie dell’Istituto Comdi diritto, con tanto di
obbligo di risarci-
cutrofiano
Inaugurata la nuova residenza per adolescenti
disagiati della cooperativa “Mettere le Ali”
prensivo di Cutrofiano.
“Continuiamo a scommettere sull’educazione
-spiega Alessandro Rizzelli, coordinatore pedagogico della Cooperativa- costruendo un approccio educativo
fondato sulla relazione che scardina i ruoli e pone adulto ed adolescente in una nuova dimensione di
cammino fianco a fianco. Una re-
lazione di cura che ha come presupposto un atteggiamento empatico per entrare in contatto con
l’adolescente, scoprirne il mondo
personale, comprenderne e accettane il modo di essere”.
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nardò
Raccolta differenziata porta a
porta, superata la soglia del 25%
Dopo l’avvio del servizio
porta a porta, il sindaco Risi
è soddisfatto, ma aumentano
i rifiuti abbandonati nelle
campagne. E i grillini
rilanciano: “Via al
compostaggio collettivo”
galatone
tando i primi risultati dell’attività
di raccolta rifiuti. Il nuovo sistema
di raccolta domiciliare integrata dei
rifiuti è stato avviato a maggio
2014 dalla ditta Bianco Igiene
Ambientale e dall’Amministrazione comunale neretina. Tuttavia, va
ricordato, ad oggi sono ancora
escluse da questo servizio alcune
“I dati sono sempre più incorag- zone della città, come ad esempio
gianti. In soli cinque mesi la rac- marine e aree limitrofe. Si tratta di
colta differenziata nella città di località, abitate da alcune centinaia
Nardò ha superato la soglia del di famiglie per tutto l’anno, in cui
25%”. Esprime soddisfazione il sono ancora presenti i cassonetti
sindaco Marcello Risi commen- per strada, letteralmente presi
d’assalto da chi non
vuole rassegnarsi al
vecchio sistema di raccolta.
“Secondo i primi dati
-prosegue Risi- la difle, risale con molta probabilità alla
ferenziata è aumenprima metà del secolo XVI ed è partata del 60% rispetto
te integrante di una più vasta realal 2013, con un rità esistente nel territorio di Galatone,
sparmio mensile di
dove sin dal 1500 erano attestati
270 tonnellate di rinumerosi trappeti ipogei. “Contefiuti conferiti in distualmente -ha sottolineato il primo
scarica. I ricavi procittadino- si provvederà anche alla
venienti dalla comriqualificazione delle aree ad esso sizioni e potrà diventare un altro tasmercializzazione dei
circostanti. Il frantoio ipogeo una vol- sello importante nell’ambizioso
rifiuti valorizzabili
ta completato potrà essere fruito progetto di crescita e di sviluppo
sono a tutto vantaggio
pubblicamente ed utilizzato come complessivo Galatone Città del
spazio da adibire a mostre o espo- Galateo”.
(S.M.)
degli utenti, che
avranno detrazioni sui
Rinasce l’antico frantoio di largo San Sebastiano
Sono partiti da alcune settimane i
lavori per il restauro del frantoio ipogeo di Largo San Sebastiano, che
comprendono anche la riqualificazione dell’area circostante. “Dopo
anni di completo abbandono -ha dichiarato il sindaco Livio Nisi- verrà
restituito alla città uno dei segni distintivi dell’identità locale per le sue
connotazioni archeologiche, storiche,
culturali ed ambientali”.
L’intervento, finanziato nell’ambito
del progetto “Attrattori culturali, na-
turali e turismo” con il Decreto del
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo del 3 marzo scorso, prevede il restauro, il risanamento conservativo, la valorizzazione
e la fruizione del “trappeto” ipogeo
ubicato extra moenia, a ridosso del
nucleo antico di Galatone, fuori dalla Porta di San Sebastiano, anticamente denominata “Porta della
Grotta”.
La struttura, interamente scavata nel
banco roccioso calcarenitico loca-
costi del servizio”.
Tuttavia la “neonata” raccolta
porta a porta non ha certo sconfitto del tutto l’inciviltà, almeno per
adesso. In rete infatti da mesi vengono pubblicate foto che documentano l’abbandono dei rifiuti
nelle campagne neretine, una prassi che dopo la “scomparsa” dei
cassonetti sembra si sia fortemente consolidata. E il primo cittadino promette controlli e sanzioni:
“L’effetto positivo della raccolta
viene purtroppo compromesso da
comportamenti incivili di una parte della popolazione. I cassonetti rimasti nelle zone non ancora coperte dal servizio di raccolta, diventano teatro di veri e propri atti
vandalici a danno dell’intera collettività”.
Nel frattempo il Movimento Cinque Stelle propone un progetto di
compostaggio collettivo negli spazi verdi della città, destinato a chi
non ha siti privati o condominiali disponibili, all’interno di aree
idonee in corrispondenza di ville e
giardini pubblici dove allocare
compostiere collettive. “Per ogni
sito -scrivono i grillini- potrebbero essere coinvolti fino a 15 nuclei
familiari”.
Stefano Manca
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gallipoli
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Al Castello Angioino in mostra i
presepi in ceramica di Grottaglie
Dal 6 dicembre all’11 gennaio sarà possibile ammirare 15 presepi d’autore insieme all’istallazione dal titolo
“Praesepium” realizzata dai maestri di Bottega Vestita
Natale tempo di presepi. E quale occasione
migliore di celebrare il primo Natale del rinato Castello Angioino della “Città Bella”
con una originale mostra di presepi? Da sabato 6 dicembre a domenica 11 gennaio le
sale del Castello ospiteranno infatti la mostra “Presepi d’autore”, con 15 capolavori
provenienti del Museo della Ceramica di
Grottaglie. Si tratta di opere premiate nell’ambito della “Mostra del Presepe”, rassegna trentennale dedicata all’arte del presepe
in ceramica. Curata da Daniela De Vincentis, responsabile del Museo della Ceramica
di Grottaglie, la mostra è realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del
Comune di Grottaglie
La tradizione dei presepi in ceramica nasce
a Grottaglie nel corso dell’Ottocento. Si conoscono i nomi di alcuni maestri attivi tra la
fine del XIX secolo e gli inizi del XX fra cui
Petraroli, Manigrasso, Micera, Esposito e i
Peluso, illustri specialisti del presepe per diverse generazioni. I presepi selezionati per la
mostra di Gallipoli offrono una sintesi stilistica, concettuale e mistica della concezione
del presepe in ceramica, nella sua accezione
più ampia, maturata nella seconda metà del
XX secolo. Tra le molteplici forme interpretative dell’antica tradizione presepistica,
si possono apprezzare presepi monoblocco
o a figure mobili, complessi o di dimensioni ridotte, decorati su piatti o su pannelli, ma
anche elementi scultorei dal modellato plastico imponente e vigoroso, ricchi di personaggi descritti analiticamente in cui forme e
colori attestano la continua ricerca e la sperimentazione delle nuove tecniche ceramiche.
Oltre alla mostra, all’interno del Castello sarà
allestita “Praesepium”, installazione realiz-
zata dalla Bottega Vestita, storica bottega di
ceramisti sempre di Grottaglie. Ben 96 opere di terraccotta realizzate manualmente
alla “ruota”, e modellati e decorati a timbro
e a rotella come nell’antica tradizione della
ceramica di Grottaglie.
Il Castello e la mostra sono visitabili dalle 10
alle 13 e dalle 15 alle 17 (chiuso il lunedì tranne i festivi). Ingresso 5 euro, ridotto 3 euro.
Info: www.castellogallipoli.it.
campi salentina
Torna la Città del Libro, tra storie di navigatori, santi e poeti
Si prepara a tagliare il nastro dei venti anni la Rassegna Internazionale degli Autori e degli Editori nata a Campi Salentina nel
1995. Un traguardo prestigioso per la Città del Libro, che quest’anno accoglierà i visitatori dall’11 al 14 dicembre presso il
Quartiere Fieristico, e per la Fondazione onlus che organizza la
rassegna, guidata dal presidente
Fabio Sirsi.
Anche quest’anno tante le iniziative tra passato e futuro. Intensa
l’attività convegnistica e gli omaggi ai conterranei più illustri, come
Vittorio Bodini e Carmelo Bene
con presentazioni di libri, una mostra ed un’installazione con alcune
sue “Interviste impossibili”. Poi lo
spettacolo teatrale Dedicato a C.B.
di Marina Polla De Luca.
Tanti anche quest’anno gli ospiti illustri della quattro giorni di
Rassegna: da Paolo Mieli a Nicoletta Costa, il premio “Bancarella 2014” Michela Marzano ed il premio “Stresa 2014” Valentina
D’Urbano. Poi Mario Desiati e i ritorni di Mario Capanna e Franco Scaglia. Inoltre Khalil Al Toubat (console onorario Palestina
in Italia), Hassan Aboyoub (ambasciatore del Regno del Marocco in Italia) e l’ex ministro Cècile Kyenge. Infine continua,
dopo la bella esperienza dello
scorso anno, la collaborazione
con “Eco Festa Puglia” con occasioni di sensibilizzazione, utilizzando materiale riciclato o
eco compatibile.
Per il programma completo:
www.cittadellibro.net.
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A cura di
Diletta Pascali
FESTA DEL CIOCCOLATO
LECCE, 5-8 dicembre
A Lecce, nella splendida location di
piazza Sant'Oronzo, dal 5 al 8 dicembre 2014, arriva la "Festa del Cioccolato", la più gettonata kermesse sul
vero cioccolato artigianale italiano, a
cura dei maestri cioccolatieri dell'Associazione Nazionale Cioccolatieri
“Choco Amore”, con il patrocinio del
Comune di Lecce e la collaborazione
con il Cna di Lecce. L'interesse della
“Choco Amore”, capitanata dal maestro Antonio Schettini, è proprio quello di portare in piazza Sant'Oronzo la
cultura del cioccolato e valorizzare l'arte artigiana della lavorazione di questo nobile prodotto che da semplice
pianta diventa un gustosissimo alimento e non solo: è così che l'abilità
di questi artisti trasforma il cibo in arte.
Numerose sono le ricette e le creazioni
artistiche uniche al mondo presenti sui
banchi degli espositori del “Gusto” tutte rigorosamente in cioccolato: accessori moda e make up, strumenti
tecnologici, personaggi di Walt Disney
ed altri beniamini dei più piccoli come
Peppa Pig fino ai tradizionali attrezzi
dei mestieri.
La "Festa del Cioccolato” è nel suo insieme un gustoso contenitore dalla
formula innovativa e vincente con
un ricco programma di appuntamenti
dedicati a grandi e piccini, sono previsti momenti di intrattenimento ed
i bimbi più curiosi potranno partecipare ai laboratori didattici gratuiti
sul cioccolato che dalla narrazioni
sulla storia e le origini passano ai
percorsi tattili.
Inoltre, il format "Feste del Cioccolato Nazionali" incontra a Lecce la partecipazione di Party Planet, professionisti dell'intrattenimento per bambini che si occuperanno di colorare e
colorire la bellissima Piazza Sant'Oronzo con spettacoli, mascotte,
giochi, laboratori didattici per bambini
e tanto divertimento per chiunque voglia prendere parte.
Proprio perché la “Festa del Cioccolato”
di Lecce non si vuole far mancare nulla è prevista la partecipazione di validi artisti di strada che sapranno stupirvi con abilità e trucchi.
Orario di apertura degli stand al pubblico: da venerdì 5 fino a lunedì 8, con
orario continuato dalle 10:00 del mattino fino a tarda sera.
Ingresso gratuito.
Per informazioni: [email protected]
CANTINE APERTE A NATALE
COPERTINO, 7 dicembre
Appuntamento dionisiaco con grandi
Vini, Cultura e Pizzica, domenica 7 dicembre presso l’Antica Cantina Cupertinum nell’ambito di “Cantine aperte a Natale”, evento organizzato dal Movimento
Turismo del Vino Puglia.
Dalle ore 10 alle 13 presso la Cupertinum
appassionati e curiosi potranno degustare
i vini in esposizione; alle 16 il giornalista
e(t)nogastronomo Pino De Luca – assieme a Cosimo Lupo, assessore alla cultura ed editore – presenterà il suo libro Per
Canti e Cantine. Note di un viaggio enofo-
nico in Salento (edizioni
Kurumuny). Il libro raccoglie alcuni scritti di
Pino De Luca, rivisitati
ed arricchiti, pubblicati fra il 2011 e il 2012
nella rubrica del venerdì del Nuovo Quotidiano di Puglia. Un percorso fra le province di Brindisi, Lecce e Taranto, attraverso campagne e paesi, un
pellegrinaggio per una quarantina di
cantine, visitate spesso senza dichiararne
la ragione, arricchito da canzoni vecchie
e nuove alcune delle quali sembrano
scritte apposta per un vino.
Alle 17 tutti invitati al corso di pizzica (gratuito), a cura del maestro Antonio Ciurlia
de I Pizzicati. Per informazioni: Antica
Cantina Cupertinum - tel. 0832 932821.
FESTA DELL'IMMACOLATA
CASARANO, 8 dicembre
I festeggiamenti religiosi della Solennità
dell’Immacolata inizieranno lunedì 8 dicembre alle 8 con la Santa Messa; alle 10
la Santa Messa solenne con la partecipazione dell’Arciconfraternita dell'Immacolata di Casarano. Alle 17 prenderà il
via la solenne Processione in onore dell’Immacolata e alle 18 la Santa Messa solenne con panegirico tenuto da don Riccardo Personè, al termine del quale la Processione farà rientro nella chiesa dell’Immacolata. A seguire spettacolo di
fuochi d’artificio della ditta“Pirotecnica Napoletana” di Matino e il concerto bandistico “Città di Casarano”.
Le celebrazioni sono rese possibile grazie
all’impegno profuso negli anni dai membri dell’Arciconfraternita dell'Immacolata
di Casarano, la cui nascita risale al 1619.
Attualmente la Confraternita dell’Immacolata conta poco meno di 500 iscritti, suo
assistente spirituale è don Antonio Albano
mentre priore è Fabio Cavallo, coadiuvato da Giorgio Mazzeo (1° assistente), Clara Sergi (2° assistente) e dalle consigliere
Venere Pino e Angela Riccione.
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PUGLIA
Il Natale è il periodo dell’anno in cui si
concentrano le più belle festività, si sa: è,
quindi, in questi giorni che in Puglia la
gente si prepara a vivere a pieno le tradizioni che sono state tramandate dalle generazioni passate e fra
queste, occupano un
posto di straordinario rilievo quelle culinarie.
I pugliesi, infatti,
sono noti per essere un popolo di
buongustai.
Esiste nella memoria
di ognuno un “calendario della cucina”, uno
scadenzario, quasi un’agenda,
sulla quale sono idealmente segnati piatti tipici a seconda della ricorrenza.
Si tratta di pietanze che, nella tradizione
gastronomica delle comunità di appartenenza, costituiscono il “distinguo”, l’identità, il codice genetico della realtà.
Sulle tavole pugliesi a Natale non
possono mancare:
- lasagne al forno;
- baccalà in umido con
lambascioni (cipolline
dal gusto amarognolo che si trovano
sottoterra, allo stato selvatico);
- focaccia pugliese;
- agnello e salsiccia
alla griglia con cime
di rapa;
- come dolci: le “carteddate” (fritte a forma di
rosa e guarnite con miele o
mosto) e i “porcedduzzi” (gnocchetti disposti a piramide con miele e zuccherini colorati).
SARDEGNA
Nell’entroterra di una Sardegna nota ai più
per le sue incantevoli location estive, si tramandano anche tradizioni natalizie dense di antiche atmosfere e sapori
genuini. Gergei e Desulo ne
sono un grande esempio,
con gli appuntamenti e
gli eventi dedicati al
Natale. Vicoli, cantine e stalle del centro
storico si animano
per ospitare l’evento e fanno da sfondo alla Palestina di
duemila anni fa, qui
rappresentata dai personaggi in costume
d’epoca.
Tutto intorno si diffondono
gli odori caratteristici del Natale:
caldarroste, mandarini e piatti caldi tipici serviti ai viandanti.
Natale in tavola
Sulle tavole sarde a Natale non possono
mancare:
- salumi, salsicce e olive con finocchio selvatico;
- “culigones de casu” (ravioli
ripieni di pecorino fresco,
bietola, noce moscata e
zafferano), conditi con
sugo di pomodoro
e pecorino grattugiato;
- gnocchetti al ragù
d’agnello;
- agnello o capretto
arrosto con verdure;
- “gueffus” (panini lievitati con noci, pinoli e
cannella assieme a mosto
zuccherino) con patate;
- come dolce le “pabassinas”
(noci e mandorle tritate, uvetta, buccia
d'arancia, semi di anice e mosto cotto).
LIGURIA
In Liguria il Natale si celebra con concerti natalizi e mercatini, che si affiancano alle
più tradizionali fiere nostrane e rappresentano un appuntamento con
prodotti artigianali, gastronomia, spettacoli. Una
vera e propria peculiarità del levante resta invece quella del Natale subacqueo, che
accomuna La Spezia, Porto Venere,
Lerici e Tellaro con
processioni in acqua, spettacoli pirotecnici e giochi di luce,
nonché la nascita del
Bambino adagiato in una
conchiglia. A seguire, spuntino ristoratore a base di latte e castagne.
Sulle tavole liguri a Natale non possono
mancare:
- maccheroni in brodo;
- ravioli alla genovese (con ripieno di vitello, animelle, uova, erbe, pangrattato e parmigiano);
- stecchi fritti (spiedini di
rigaglie di pollo con
funghi freschi, besciamella e parmigiano);
- cappone lesso;
- salcicce e spinaci;
- faraona al forno
con carciofi;
- come dolce: il pandolce (impasto di farina, uvetta, zucca candita a pezzetti essenza di
fiori d’arancio i pinoli pistacchi semi di finocchio latte e marsala), canditi, torrone,
uva, fichi secchi e noci innaffiati da un buon
Rossese di Dolceaqua.
LOMBARDIA
In Lombardia, soprattutto a Milano, il Natale è sinonimo di Panettone, ma non bisogna dimenticarsi però anche la tradizione, più recente, dei mercatini e delle bancarelle che
animano le vie delle città lombarde per tutto il
mese di dicembre.
In particolare Le paste ripiene sono tra
i primi piatti canonici delle feste nella tradizione italiana: di magro per la
cena della Vigilia,
grasse e ricche per il
pranzo di Natale. In
Lombardia, tra Bergamo
e Brescia, si usano i casoncelli
(casoncei), mezzelune ripiene di
carne e pasta di salame cotte nel brodo di
cappone; tra Mantova e Cremona ci sono
invece i tortelli di zucca, conditi con
burro, salvia e parmigiano.
Anche a Milano è d’obbligo una pasta ripiena in brodo, ma presa a prestito dalla tradizione delle
città vicine.
Sulle tavole lombarde a
Natale non possono
mancare:
- consommé di cappone in gelatina;
Tortellini o casoncelli in brodo;
- cappone ripieno
(con tritato di uova
grana e mortadella)
accompagnato da mostarda di Cremona;
- stecchini (spiedini di pollo
e vitello) con insalata;
- come dolci: il torrone, il panettone o la
sbrisolona.
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Libri&Musica
A cura di
Francesca
Rinaldi
Tante idee per i vostri regali di Natale
Lettura e musica sono da sempre
protagoniste delle feste natalizie. A
chi non è mai capitato di ritrovarsi attorno all’albero di Natale per
intonare una canzone o per leggere un racconto.
Libri&Musica, specialista nel settore musicale ormai da più di dieci anni, ha riunito per questo Natale 2014 tutte le più importanti
novità nel campo della lettura e dell’ascolto di genere.
Una delle collane più interessanti è
stata pensata dalla SoulJam Records, che ha raccolto i più grandi interpreti jazz&soul, da Chet Baker, a B.B. King, a Etta James, in
cd di sole hit a prezzi davvero accessibili.
I famosi ritorni, invece, di questo
inverno, come Pink Floyd, David
Bowie, Vasco Rossi, quest’ultimo
Libri
Fiabe Rock
AA.VV. Martinelli
Festeggiamo il Natale
dei bambini con una
collana molto interessante, oltre che divertente. La lettura dei
classici delle fiabe
come Pinocchio, Cenerentola, Biancaneve,
Aladino, Cappuccetto
rosso, viene accompagnata da musiche appositamente pensate
per il racconto dai musicisti Marco Morandi e
Riccardo Dellocchio,
nella collana Fiabe
Rock della Lisciani. Un
approccio moderno che
stimola la lettura, e che
abbina allo snodarsi
della vicenda canzoni in
stile rock create per
caratterizzare ogni per-
campione di incassi, sono disponibili non solo sui supporti tradizionali come cd e deluxe edition,
ma anche in LP, per veri appassionati. Regalo certamente particolare quello pensato da Brisa, distributore internazionale che ha creato dei cofanetti di latta contenenti cd di musiche di diversi generi,
tra cui anche musiche per bambini e di genere etnico, accompagnate
queste ultime da curiosi libretti con
ricette tradizionali di specifiche
aree geografiche.
Per gli amanti della lettura, è stato appena pubblicato 1001 Album,
la versione aggiornata dell’elenco
dei capolavori della musica poprock internazionale: una vera e propria enciclopedia, anche illustrata,
composta da schede che riportano
gli elenchi completi dei brani di
La pioggia fa sul serio
Guccini/Macchiavelli
sonaggio. I disegni sono
d’autore, a testimonianza della cura che
l’editore riserva al racconto per bambini, nuovo e stimolante anche
nel riproporre racconti che ci accompagnano
da sempre. Con Cd.
È l’Appennino ToscoEmiliano l’ambientazione del giallo scritto
a quattro mai da Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli, La
pioggia fa sul serio. Il
protagonista, un geologo, scompare misteriosamente su quei
monti, scatenando ricerche che porteranno
a ritrovare preziosi affreschi e sassi con antichi segreti. Il noir si
presenta anche come
un romanzo da denuncia, non a caso il titolo
a detta dello stesso
Macchiavelli “I nostri
monti sono abbandonati e franano a valle”.
E così i luoghi diventa-
no i protagonisti del
racconto. Guccini non è
nuovo alla rievocazione
del passato, e qui dà
una voce ancora nuova
al personale desiderio
di non lasciar andare
ciò che ha ispirato la
sua arte.
Eventi
Domenica 7 dicembre dalle 18.30 RafQu, chitarrista brindisino, presenterà il
suo album d’esordio Homeless.
Il pubblico avrà
modo di ascoltare
direttamente dall’artista alcune delle sue composizioni, intercalate da
una piccola intervista a cura di Francesca Rinaldi.
Lunedì 8 dicembre
dalle 18 vi aspettiamo per augurarci
Buone Feste con il
Tè di Natale: un
momento di calde
coccole pensato
per tutti i nostri
clienti, con un grazioso omaggio anche per i più piccini.
ogni disco e i titoli più rappresentativi che hanno segnato la storia
della musica e le carriere delle
grandi star.
Di recentissima pubblicazione Le
Percussioni di Guido Facchin, Zecchini Editore: un libro in cui l’autore si propone di guidare, attraverso ogni secolo e latitudine geografica, il lettore professionista, lo
studioso o il semplice appassionato alla scoperta e alla conoscenza
delle percussioni non solo nella tradizione colta occidentale ma anche
in quella etnica, fino ai generi musicali più recenti quali il jazz e il
rock, inserendo anche informazioni relative all’origine di alcuni
strumenti scarsamente conosciuti.
L’8 dicembre dalle 18 Libri&Musica vi aspetta per scoprire queste
e tante altre novità.
Cd
Homeless
RafQu
È già molto apprezzato il chitarrista brindisino RafQu, che
sarà ospite presso il nostro spazio domenica 7 dicembre dalle
18.30. Imbracciando una chitarra acustica, l’artista esprime
la propria personalità attraverso il suono avvolgente delle sei
tracce inedite dell’album d’esordio, Homeless, completamente
strumentale. Le doti performative di RafQu ben si combinano
con l’estro compositivo e la cura
negli arrangiamenti. È il “fingerpicking” lo stile scelto come
emblema dell’intero processo
creativo, uno stile che si presta
agevolmente a racconti di storie
vissute al di là del giorno e della notte. Ogni brano, infatti, a
detta dei molti critici che si sono
già occupati di questo talento,
rende perfettamente le idee insite in ognuno dei titoli delle
composizioni di Homeless. E i
tecnicismi, seppur presenti, non
sono necessariamente importanti: è la storia personale,
l’espressione di sentimenti a
guidare le mani di RafQu sulla
chitarra.
MAGLIE
Via Indipendenza
Tel. 0836.485642
[email protected]
38
Ghirlande, che passione!
06 dicembre 2014
Un classico dell’addobbo natalizio, la ghirlanda realizzata con agrifoglio,
edera e rami intrecciati crea in casa un’atmosfera calda e colorata
La ghirlanda, intesa in
senso generale, ha la sua
origine nella tradizione
greco-romana. Nel mondo
classico si conferivano
ghirlande di alloro agli
atleti che vincevano le
Olimpiadi e ai dotti.
Questo simbolo celebrativo ha poi percorso i tempi e la storia conservando sempre il senso originario
di esaltazione di un individuo meritevole di
“gloria”. Nell’iconografia cristiana la ghirlanda venne poi utilizzata per identificare i
santi o i martiri in quanto
“vincitori” e guide per
l’umanità. Nella Bibbia,
infatti, si fa riferimento
sia all’atleta che alla “corona della vita” data da
Dio come premio a seguito delle prove superate.
Inoltre la ghirlanda essendo di forma circolare simboleggia l’eternità, proprio perché un cerchio
non ha né inizio né fine.
L’albero di Natale, in
quanto simbolo per eccellenza della festività cristiana, è dunque arricchito e decorato con ghirlande che rievocano la vittoria spirituale di Gesù sulla morte. A tutto ciò si è
giunti grazie anche alle
tradizioni provenienti dalle popolazioni nordiche e
germaniche le quali usavano addobbare gli alberi:
costume derivante comunque dall’occupazione
romana precedente alla
diffusione del cristianesimo e quindi del Natale.
Ad ogni modo la propagazione stessa della festi-
per
Albero di Natale?
Sì, ma con creatività
Chi lo ha detto che l’albero delle feste deve essere sempre il classico con
le palle appese? Ecco qualche idea per rendere originale il vostro Natale
vità e quindi l’adozione dei
simboli avvenne a partire
dal III-IV secolo d.C. in
poi, grazie all’espansione
che ebbe la religione cristiana, quando iniziò cioè
a strutturarsi accogliendo
usanze e tradizioni provenienti sia dal paganesimo
che dalle popolazioni nordeuropee.
In epoca medioevale le
ghirlande venivano realizzate con rosmarino o issopo, piante che simboleggiavano la purezza;
mentre dal 1400 in poi
erano ricolme di fiori e
frutta e le si ritrovano dipinte nelle pale d’altare
con la funzione di arricchire e raffigurare i simboli
cristiani.
Al giorno d’oggi le ghirlande sono ritenute semplici decorazioni e molte
sone non ne comprendono
il significato profondo.
Solitamente sono realizzate con agrifoglio, edera
e rami intrecciati e diffuse
soprattutto nei paesi anglofoni.
Secondo una superstizione
le piante pungenti allontanano dalla casa gli spiriti
maligni. In Italia, nonostante ci sia stata una diffusione negli ultimi anni,
non sono così diffuse, probabilmente perché ricordano vagamente le corone
comunemente utilizzate
per i funerali.
Certamente le ghirlande
natalizie creano un’atmosfera straordinaria e rappresentano allo stesso tempo un simbolo augurale di
vittoria sulle prove della
vita.
Gian Piero Personè
In tema di addobbi natalizi e di alberi di
Natale non si impara mai abbastanza.
Spesso e volentieri i designer più illustri
propongono idee innovative e particolari volte a far sposare la tradizione con la
creatività e l’ingegno. Certamente in un
sistema ambientale sempre più compromesso è preferibile non utilizzare abeti
veri, ma trovare idee simpatiche e varie
per non rinunciare alla magia del Natale senza provocare danni all’ecosistema.
Ecco che gli alberi di Natale si possono
realizzare con un po’ di lattine da buttare, oppure utilizzando 3.500 cartoni di tetrapak, come l’albero alto otto metri assemblato nel 2012 a Lima in Perù. Rimanendo sempre in tema di riciclo si possono utilizzare anche bottiglie di plastica, come è accaduto qualche anno fa nel
centro di Parigi, illuminati con luci Led
perché ecologiche. Addirittura si può realizzare un albero di Natale con i cartoni
dei rotoli di carta igienica o con le motoseghe, come è accaduto nelle Filippine.
Queste motoseghe sono state sequestrate dal governo poiché erano destinate al
disboscamento della foresta di Palawan.
Sostanzialmente l’immaginazione e la
creatività possono dare ottimi risultati,
poiché rispettando la tradizionale forma
piramidale di un abete e decorando il tut-
to con oggetti colorati quali libri, vecchi
giocattoli o vestiti si possono ottenere soluzioni alternative e divertenti. Pensate ad
esempio ad un albero di natale interamente realizzato con bottiglie di birra o
spumante: sicuramente sarà un albero benaugurale e in linea con il rispetto dell’ambiente. In tal caso fate solo attenzione
a non consumare appositamente tutto l’alcol.
Gian Piero Personè
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06 dicembre 2014
Presepi dal mondo
Togo Natività in corno di facocero
Mozambico
Bolivia
Nicaragua
Giappone
Turchia
Irlanda
Italia (corallo rosso)
Malta
Spagna Traitè
Ungheria
Australia
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06 dicembre 2014
arte
Arte e design
si incontrano
da Chateau d’Ax
Dal 7 al 21 dicembre lo show-room alle porte di Maglie
ospiterà la mostra del pittore salentino Fernando Pensa
Design e arte: negli ultimi anni, a
partire dalle grandi metropoli capofila dell’avanguardia artistica,
abbiamo assistito ad una vera e
propria diffusione a macchia
d’olio di questa mescolanza di generi, sicuramente molto amata,
che stuzzica il gusto e l’immaginazione degli spettatori. Un connubio ideale contemporaneo e
molto in voga, in cui i contrasti,
i colori, le linee pittoriche si mescolano al mood dell’arredamento per esaltare il messaggio e l’intenzione che si cela dietro ogni
creazione.
Questo l’intento che anima l’interessante iniziativa promossa dallo show-room Chateau d’Ax di
Maglie sulla Statale 16 al km
980, che si trasformerà in una sofisticata galleria d’arte per ospitare
la mostra di Fernando Pensa, talentuoso pittore salentino. L’inaugurazione della mostra avrà luogo domenica 7 dicembre alle 18,
con una presentazione dei quadri
esposti alla presenza dello stesso
artista.
Pensa nasce a Castrignano de’
Greci, il 21 aprile 1952 e consegue
il diploma di maturità presso il Li-
ceo Artistico di Lecce. Subito
dopo inizia la sua carriera di artista, fondata in particolar modo
sullo studio delle correnti pittoriche del 1800 europeo e sulla sperimentazione di nuove tecniche
espressive e pittoriche. Le opere
prodotte in questo periodo di ricerca e di indagine espressiva vengono esposte in una serie di mostre, presentate in diverse location
e gallerie d’arte del Salento. Abilitato in arte, immagine, disegno
e storia dell’arte si trasferisce in
provincia di Sondrio dove lavora
per 26 anni come insegnate nella
scuola secondaria di primo grado.
Nel 2001 ottiene il trasferimento
presso l’Istituto Comprensivo di
Gagliano del Capo, ritornando,
così, nella sua terra d’origine.
Successivamente prosegue con
l’attività didattica a Otranto, dove
tuttora insegna Arte e Immagine.
Le sue opere sono, inoltre, presenti
in collezioni private, in Italia e all’estero.
Assistere al vernissage e alla presentazione che l’artista terrà il giorno dell’inaugurazione della mostra, permetterà di comprendere
fino in fondo ogni singola opera
e di assorbire ogni sfumatura e
ogni dettaglio. Le opere contribuiranno a esaltare e valorizzare
ogni complemento d’arredo Chateau d’Ax, per permettere al visitatore di immergersi in un’atmosfera sofisticata e sviluppare una
visione d’insieme dell’intero quadro composito, in una produttiva
mescolanza di espressioni e linguaggi artistici differenti, ma profondamente attinenti tra loro. Per
allietare non solo la vista, ma anche il gusto e l’olfatto, verrà proposta, inoltre, una degustazione di
vini della cantina Schola Sarmenti di Nardò. Una splendida occasione per esaltare tutti i sensi,
quindi, e per trascorrere delle
piacevoli ore all’insegna del buon
design e del buon gusto.
La mostra continuerà sino al 21
dicembre prossimo e sarà visitabile
durante gli orari di apertura dello show room Chateau d’Ax.
Info: 0836.330001 o consultate il
profilo FB Chateau D’Ax MaglieFrancavilla Fontana-Monopoli.
Patrizia Miggiano
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06 dicembre 2014
cultura
Il fuoco sacro de “lu focalire”
Con l’approssimarsi del Natale accendere il camino in casa è un’abitudine consueta. Eppure in passato il fuoco non era solo fonte di calore
e di sostentamento ma era venerato, soprattutto nella terra dei Messapi, quasi come una divinità
L’importanza ancestrale del fuoco
nello sviluppo della civiltà umana rimane primaria ed appare scandire
i tempi ed i modi della vita degli uomini. Il dominio su questo elemento misterioso, del resto, ha da sempre costituito il discrimine tra lo stato civile e quello animale, tanto che,
nel mito, il fuoco è stato da sempre
associato alla conoscenza, perfino
alla ribellione all’ordine cosmico,
come nel caso della ribellione del titano Prometeo, punito da Giove per
aver rivelato agli uomini proprio il
segreto del fuoco. Il fuoco, il fuoco
che costituiva non solo la fonte di calore e di sostentamento per i nuclei
familiari dell’antichità, ma che era
circondato da un’aura quasi divina,
personificato nel mondo greco-romano da una divinità, Hestia, il cui
sacro fuoco era custodito in Roma
dalle sacerdotesse vestali, tutrici del
fuoco primigenio, da cui tutti gli altri fuochi, che scaldavano i focolari della case dei romani, derivavano.
E tale tradizione del fuoco che si rinnovella da un fuoco sacro originario sin è mantenuta a livello simbolico anche nella ritualità cristiana, laddove nella liturgia della notte di Pasqua, la più importante festività del mondo cristiano, si svol-
ge un vero e proprio rito del fuoco,
che ha evidentissimi richiami del mai
sopito mondo pagano, con cui dal
cero pasquale vengono accese tutte le candele dei fedeli, stando a significare non soltanto il fuoco divino, espressione dello Spirito Santo, ma anche la Luce da cui sarebbero derivate tutte le luci, quel Dio
di luce che attraverso la luce vince
la morte e testimonia al mondo la
Verità della sua divinità.
Il fuoco era sacro non solo ai pagani
romani, ma anche ai nostri più
prossimi antenati Messapi, che lo celebravano alla fine di ottobre con
una grande pira, al cui interno sacrificavano addirittura l’animale
sacro per eccellenza per il popolo
messapico, il cavallo. Gli studi ar-
cheologici ci insegnano che attorno
ai fuochi vennero costruite, tipologicamente strutturate in forma circolare, anche le prime abitazioni, le
prime capanne, che avevano nel focolare, posto per terra, al centro della stanza, il fulcro della propria ragion d’essere costruttiva. Con la copertura in pietra delle pajare, e con
la costruzione delle prime case ad
“imbrici”, mutarono anche le necessità costruttive dei focolari, mutuandole dalle case dei nobili, riscaldate dai camini.
Progressivamente ai focolari si sostituirono i “focaliri” che variavano da una grossa cappa sotto la quale avvenivano le principali attività
della vita domestica, ad una vera e
propria stanza nella casa, laddove ci
si sedeva su panconi, e ci si scaldava, si cucinava, si trasmettevano racconti e storie, e molto più spesso si
spettegolava sulle vicende più o
meno pepate della vita della comunità.
Il fuoco dei camini ricopriva nei tempi passati una tale importanza da individuarsi come unità di misura censoria, tanto che il numero di abitanti
delle comunità si calcolava con una
media dei “fuochi” presenti nelle
stesse. Fuochi presenti all’interno del-
le mura cittadine e fuochi sparsi nelle campagne, tra masserie e singole case rustiche, in cui il sigillo della presenza umana era costituita non
già dal mero ricovero, ma da un caminetto.
E dai fuochi dei caminetti, una volta esaurita la legna, venivano ricavate le braci per riscaldare, raccolte nei bracieri, le altre stanze della
casa, oppure utilizzate addirittura
per scaldare i letti, poste in una struttura chiamata “monica” o “trabiccolo”. E nemmeno il prodotto esausto delle braci veniva gettato, ricoprendo anzi un ruolo fondamentale nell’economia domestica della civiltà salentina antica. La cenere veniva utilizzata assieme alla lisciva, un
sapone a scaglie, e anche a gusci
d’uovo, per lavare la biancheria, e
si facevano le cosiddette “cofane” in
grosse giare di argilla.
Un ruolo sociale importantissimo ricopriva altresì il focolare familiare,
che fino a metà dello scorso secolo
riuniva le famiglie in un luogo di
confronto e di propagazione del sapere, della conoscenza e financo della spiritualità, dal momento che molto spesso ne venivano recitati di
fronte i sacri uffici.
Vincenzo Scarpello
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06 dicembre 2014
Informazione pubblicitaria
Disturbi alimentari, un tema
sempre più d’attualità
Allergie ed intolleranze: se ne parla molto, ma ancora poco si conosce a riguardo.
E negli ultimi anni è aumentato il numero di adulti e bambini con disturbi legati
agli alimenti ingeriti. La parola al dottore Luigi Licci, Direttore Sanitario dello
Studio Licci Analisi Cliniche
Aumentano le allergie e crescono
le intolleranze alimentari, anche
tra i bambini, già a partire dall’infanzia. È un dato di fatto. Ma
ancora non se ne sa molto, come
spiega il dottore Luigi Licci, Direttore Sanitario dello Studio di
Analisi Cliniche Licci di Maglie,
che afferma: “Le intolleranze alimentari risultano essere ai giorni
nostri un tema ancora poco conosciuto, nonché poco approfondito, nonostante sempre più
persone soffrano di questo disturbo, spesso senza saperlo”.
Dottor Licci, quale è la differenza tra allergia e intolleranza alimentare?
Le manifestazioni allergiche sono
reazioni immediate, compaiono di
solito nel giro di pochi minuti dall’assunzione della sostanza e sono
legate alla produzione di alcuni
elementi del nostro sistema immunitario chiamati immunoglobuline e mastociti; il meccanismo
d’azione di un’allergia alimentare è la liberazione, locale o diffusa, di istamina, cioè di un mediatore chimico responsabile di
manifestazioni prevalentemente a
carattere locale, come gonfiore,
rossore, prurito”.
Le reazioni naturalmente sono diverse a seconda della gravità del
disturbo…
La reazione è acuta, cioè immediata, dipende dalla dose di alimento ingerito, è specifica per un
unico alimento, ha un solo organo bersaglio. Per lo più l’allergia
alimentare è dovuta ad alimenti
assunti in modo sporadico, ad
esempio fragole, crostacei ed altri alimenti. In un’allergia non si
verifica il fenomeno della crossreazione, vale a dire che se un sog-
getto è allergico alle fragole non
lo sarà a tutti gli alimenti appartenenti alla famiglia biologica
delle fragole.
Le intolleranze, invece, come si
manifestano? È vero che si è riscontrato un loro aumento negli
ultimi anni?
Sì, queste sono in aumento e colpiscono un numero molto maggiore di soggetti rispetto alle normali allergie. Si tratta di reazioni
croniche lente e ritardate che
possono insorgere dopo ore o
giorni dall’assunzione dell’alimento, anche a 72 ore di distanza. Non scatenano, come le allergie, risposta immunitaria e,
cosa molto importante, la reazione non dipende dalla dose
dell’alimento ingerito. L’intolleranza alimentare è definita come
una patologia da accumulo o da
iperstimolazione, cioè è l’abuso di
un alimento, protratto nel tempo,
che può determinare tali fenomeni. Queste “reazioni avverse al
cibo”, che portano a un progressivo accumulo di ‘tossine’ nell’organismo , in molti casi si possono presentare in maniera “nascosta o mascherata” e spesso
sono gli alimenti più graditi a esserne responsabili. Ecco perché è
più facile una diagnosi di allergia,
in cui la reazione è immediata all’assunzione dell’alimento, mentre per l’intolleranza bisogna individuare quali di queste sostanza si è accumulata in maniera da
essere considerata tossica per
l’organismo.
L’ intolleranza alimentare può
provocare disturbi diffusi in tutto l’organismo…
Si, perché l’intolleranza alimentare può causare il fenomeno di
cross-reazione, a cui accennavamo prima. Ad esempio, chi è intollerante al pomodoro lo sarà anche a tutti i componenti della famiglia a cui il pomodoro appartiene.
Ma, dottor Licci, che cosa genera l’intolleranza alimentare? Quali le cause che la scatenano?
Ovviamente diverse situazioni
contribuiscono all’insorgenza di
intolleranze alimentari, come errato stile di vita alimentare, carenze di vitamine e minerali, diete a basso contenuto di fibra, consumo di alimenti industrialmente raffinati, ad esempio farina
bianca, oli estratti con solventi,
latte a lunga conservazione, nonché assunzione di farmaci e loro
conseguente abuso, stati di tensione o stress emotivi protratti nel
tempo che non solo alterano
l’equilibrio delle secrezioni di
stomaco e intestino, riducendo la
capacità digestiva, ma inducono
pure una conseguente alterazione
della barriera costituita dalla flora batterica intestinale, alla base
di problemi correlati alle intolleranze.
Bene, ci aiuta a capire meglio
come funzione a questo punto il
nostro intestino, poiché pare essere il maggiore imputato?
In una situazione di normale tolleranza agli alimenti, il rivestimento della parete intestinale e la
flora batterica residente permettono un normale processo di digestione e assorbimento degli alimenti. Alcune cellule presenti
nella mucosa intestinale hanno il
compito di riconoscere gli alimenti consumati abitualmente
così da imparare a tollerarli evitando di produrre a livello inte-
stinale anticorpi che farebbero
combattere il cibo come se fosse
una sostanza altamente tossica,
insomma un nemico.
Se invece la barriera batterica viene meno, il cibo e le eventuali sostanze chimiche estranee che lo
accompagnano entrano in contatto con la mucosa intestinale.
Da qui un’irritazione e uno stato
infiammatorio che rende la parete
intestinale più permeabile, tanto
da permettere il passaggio di
queste sostanze non completamente digerite.
Ecco spiegato poi l’innesco di reazioni immunitarie per inibire le sostanze “cattive” e lo sviluppo di
anticorpi per bloccare l’alimento
in questione. Una successiva introduzione dello stesso cibo provocherà un aggressione ad esso.
Se troppo intensa o troppo protratta nel tempo potrà essere in
grado di determinare una vera e
propria patologia.
La reazione coinvolge tutto l’organismo?
Si manifesta di solito con sintomi
che possono coinvolgere uno o
più organi, partendo da quello
che per ognuno di noi è il proprio
“punto debole” per costituzione.
In genere i sintomi ‘spia’ possono essere molteplici e interessare
tutto l’organismo, relativi all’apparato digerente, al metabolismo, ai muscoli e alle articolazioni, all’apparato genito-urinario, come pure a quelli cardio-circolatorio e respiratorio, oltre alla
pelle e al sistema nervoso.
Dottor Licci, a questo punto,
come si possono smascherare tali
intolleranze?
Il nostro centro esegue un test altamente efficace e dotato di elevata attendibilità, quello citotossico su sangue. È un’indagine in
vitro, tramite un semplice prelievo di sangue, ponendo a contatto il siero e i leucociti del paziente con estratti alimentari purificati
(allergeni alimentari). Vengono
analizzati 51 alimenti, con i loro
relativi collaterali, che corrispondono a quelli assunti più di
frequente nella dieta e che risultano essere responsabili in modo
particolare dell’intossicazione alimentare, in pratica dai cereali alle
carni e al pesce, dal latte al lievito e alle uova, dal caffè al cacao,
da alcuni tipi di frutta alle verdure
più utilizzate e ai legumi.
I risultati sono classificati secondo una scala dal 1° al 4° grado,
in base alla gravità della reazione…
Ai pazienti risultati positivi a
una o più sostanze si suggerisce di
eliminarle completamente dall’alimentazione per un periodo
che dipende dal grado di reazione riscontrato. L’obiettivo è di disintossicare l’organismo e, in particolare, di permettere la perdita
di memoria da parte delle cellule immunologiche verso quel particolare alimento risultato tossico per l’individuo.
Quali i tempi per questa “disintossicazione”?
Normalmente il problema tende
a risolversi o a migliorare nel giro
di 4-6 settimane. A differenza delle allergie alimentari le intolleranze non sono perenni poiché di
norma, dopo un periodo di astinenza che prevede uno smaltimento delle tossine accumulate,
gli alimenti risultati positivi al test
possono essere reintrodotti nella
dieta, naturalmente il tutto sotto
la supervisione costante del proprio medico di fiducia.
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06 dicembre 2014
Per segnalazioni:
[email protected]
a cura di
Claudia Mangione
spettacolo
iÉ åìçîÉ êáãÉ îÉäçÅá É ~ÑÑáä~íÉ Çá _äÉÉÇò
Il giovane rapper tarantino pubblica il suo nuovo lavoro,
lo street album Radio Squash vol. II
Bleedz torna sulle scene con
il nuovo album dal titolo
Radio Squash vol. II, pubblicato dall’etichetta discografica indipendente Taranto Massive Records. A quasi due
anni dal primo volume della
serie Radio Squash, il rapper
tarantino dà vita a quindici
nuove canzoni che rappresentano un’evoluzione e un
passo in avanti nella composizione della sua musica, caratterizzata da una maggiore
esperienza e maturità.
In Radio Squash vol. II emerge una personalità forte, forgiata da molti anni di gavetta e tanto studio della materia trattata: il rap. Fin dagli
esordi il 24enne ha forgiato
nel tempo una grande dimestichezza, esibizione dopo
esibizione, creando uno stile
proprio e ben definito. Aveva,
infatti, appena 13 anni Daniele Bortone, in arte Bleedz,
quando ha iniziato a com-
porre testi, dimostrando da
subito nel freestyle un talento naturale che col tempo ha
acquisito, in modo sempre più
concreto e serio, la forma in
rima di sentimenti e riflessioni, fino a portarlo a dividire
il palco con i maggiori esponenti della scena hip hop nazionale e non: Public Enemy,
Fabri Fibra, Marracash, Kaos
One, Fedez, Noyz Narcos,
Salmo, Emis Killa, Ensi, Dargen D’Amico, Fritz Da Cat,
Mistaman, Clementino, i
Club Dogo, che tra l’altro faranno tappa questo venerdì
12 dicembre con il loro “Non
Siamo Piu Quelli Di Mi Fist
Tour” al Livello 11/8 di Trepuzzi.
E adesso, dopo cinque album
non ufficiali, su cd e in free
download (Nero EP, Ancora
Nero, Tutto Nero, Radio
Squash vol. I, #SocialRap
EP), ne sforna un sesto, Radio Squash vol. II. Si tratta di
uno street album, cioè un lavoro a metà strada tra il format del mixtape e un disco ufficiale, molto curato nei minimi dettagli, dall’aspetto audio fino quello grafico; un lavoro in cui, una volta schiacciato il tasto “play”, si viaggia tra sonorità diverse, ma
omogenee, e tra rime affilate
rese facilmente accessibili da
un linguaggio semplice.
Testi e basi seguono un filone comune come se fossero
tasselli di un puzzle che si manifesta in toto man mano
che scorrono i minuti. Lo
scenario urban audio, visivo
e immaginario rispetta la tradizione hip hop, di quelle
che preferiscono il contenuto
specifico all’apparenza superficiale con tematiche e stili disparati: dal classico suono hip hop di Rappresento e
Itaca, alle influenze reggae di
Maschera a gas, uno dei brani più crudi, passando per
l’electro-funk di Attitudine e
L’ultima notte, senza tralasciare le sonorità contemporanee di Come No, Chuck
Norris e Tutti connessi, il
singolo che ha anticipato il di-
sco. Disponibile in due supporti, digitale e fisico, Radio
Squash vol. II è scaricabile
gratuitamente dal sito
www.tarantomassive.com oppure è acquistabile a soli 5
euro in alcuni store e ordinabile tramite mail all’indirizzo
[email protected]
Nel frattempo è partito il
“RSV2 Tour”, che alla presentazione dei brani che compongono il nuovo album,
unisce le canzoni degli altri cd,
più spazi dedicati al freestyle,
alla sperimentazione, speciali medley e strofe esclusive che
creano un mix di impatto in
bilico tra lo spirito del party
e quello della riflessione riguardo ai testi più impegnati. 8
La bellezza intramontabile
de Il Lago dei Cigni
in scena al Politeama
Sabato 6 dicembre (matinée
per le scuole ore 10.30, spettacolo ore 21) e domenica 7 dicembre (ore 18 unico
spettacolo) andrà in scena al
Teatro Politeama Greco di
Lecce il classico più amato dal
pubblico di tutto il mondo, il balletto in due atti Il Lago dei Cigni.
La delicatezza etera della storia
sarà animata dalle splendide
coreografie di Fredy Franzutti
per il Balletto del Sud, mentre
le musiche senza tempo del
grande Čajkovskij saranno eseguite dall’Orchestra “T. Schipa”,
diretta da Massimiliano Caldi.
Scrive Vittoria Ottolenghi, regina
della critica e dello spettacolo di
balletto in Italia, a proposito del
lavoro di Franzutti: “C’è qualcuno che ancora osa reinventare, a suo modo, uno dei
capolavori, per così dire, intoccabili: Il Lago dei Cigni. E lo fa
con 18 ballerini, di sorprendente qualità, con esito trionfale. Parliamo di Fredy Franzutti
e del Balletto del Sud”.
In un’esplosione di romanticismo per gli occhi, le orecchie e
il cuore, tra tutù e scarpette da
punta, il Politeama Greco farà
da poetica cornice all’eterna
storia d’amore tra Odette e il
principe Siegfried.
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06 dicembre 2014
EVENTI
GIOVEDÌ 11
Calici d’arte
LECCE, Patria Palace Hotel - ore 20.30
Sbarca a Lecce l’affascinante rassegna artistica tra
pittura, scultura e astrologia. Fil rouge della manifestazione sarà il connubio tra arte e vino attraverso
le opere di diversi artisti, che testimoniano i differenti
linguaggi contemporanei. Fino al 17 dicembre.
a cura di Claudia Mangione
MUSICA
DOMENICA 7
Tam Tam
Tambureddhu
Festival
ALEZIO, Tequila Bum Bum
ore 22
Proseguono gli appuntamenti del “Tam Tam. Tamburreddhu Festival”, rassegna nata
per valorizzare “lu tamburreddhu”, strumento principe
della tradizione salentina, e
confrontarlo con altri strumenti dell’area del Mediterraneo. Stasera spazio alla festa/concerto con Anna Cinzia
Villani (nella foto), Antonio
Amato, Claudio “Cavallo” Giagnotti e tanti altri.
ARTE
SABATO 6
Le forme dell’oltre
MAGLIE, Galleria “F. Capece” - ore 17/21
Una mostra interamente dedicata a Giuseppe Diso è quella
che si potrà visitare, sino a lunedì 8 dicembre, presso la Galleria d’arte “F. Capece”. Originario di Galatina, da un’iniziale
espressionismo figurativo, ispirato a problematiche esistenziali, l’artista è oggi approdato a un espressionismo astratto
denso di suggestioni materico-gestuali.
TEATRO
MERCOLEDÌ 10
Eros e Thanatos
LECCE, Teatro Paisiello - ore 21
Conferenza-spettacolo di Serena Sinigaglia (nella foto), direttrice
artistica del teatro Ringhiera ATIR di Milano, con Sax Nicosia,
Sandra Zoccolan e la stessa Sinigaglia. Tre attori sul palco per
far scoprire l’eterna attualità dei classici del teatro greco. “Eros
e Thanatos” è un atto d’amore nei confronti della classicità greca, di cui noi tutti siamo figli.
EVENTI
VENERDÌ 12
TEATRO
VENERDÌ 12
A cena con la
musica argentina
Sulle ali
di Domenico
Modugno
LECCE, All’ombra
del Barocco - ore 21
Una cena accompagnata da
brani della tradizione argentina con il duo “Saxaccordion”, composto da Fulvio
Palese (nella foto) ai saxofoni e Alessandro Gazza alla fisarmonica. Il dialogo e l’impasto di due strumenti dalle
grandi possibilità espressive
sono l’ambiente sonoro in
cui i due musicisti concretizzano il loro originale linguaggio musicale. Info e prenotazioni: 0832.245524.
MUSICA
VENERDÌ 12
Club Dogo in concerto
TREPUZZI, Livello 11/8 - ore 22
La Casa della Musica si trasforma per una sera nella casa dell'hip hop, ospitando il live esplosivo della band più graffiante della scena rap italiana: i Club Dogo. A due anni dall’ultimo lavoro, Jake La Furia, Gué Pequeno e Don Joe sono tornati conquistando subito la vetta delle classifiche con il nuovo album “Non siamo più quelli di Mi Fist”.
MURO LECCESE, La Bussola
ore 20.30
Per il secondo appuntamento
con la Rassegna Teatrale “Palcoscenico - stagione in prosa
2014-2015” lo spettacolo Penso che un sogno così - Sulle ali
di Domenico Modugno ci porta
nel cuore degli amori del cantautore. Un viaggio attraverso i
suoi desideri, il successo, la
musica, la bellezza, le donne.
Opera di Matteo Greco. Con
Mino Profico, Maria Meerovich,
Davide Sergi. Info: 340.2731537.
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06 dicembre 2014
io PROPRIO io
di Claudia Mangione - intervista liberamente ispirata al famoso gioco di società di Marcel Proust
Roberto
Esposito
Foto di Sandro Rizzo
Il tratto principale del tuo carattere.
La spontaneità.
Il tuo principale difetto.
L’irascibilità.
La qualità che preferisci in una
donna?
Determinazione e lucidità.
E in un uomo?
La capacità di prendere decisioni
nette e di ragionare in anticipo su tutto.
Cosa ci vuole per esserti amico?
Una jam session ben riuscita.
Cos’è la felicità?
Scoprire il proprio equilibrio tramite
scelte coraggiose.
L’ultima volta che hai pianto?
Di recente, mi emoziono spesso in
positivo e in negativo.
Di cosa hai paura?
La cattiveria degli esseri umani spesso mi spiazza.
Canzone che canti sotto la doccia?
Nessun dorma di Puccini.
Musicisti o cantanti preferiti?
I grandi interpreti del pianoforte
come Horowitz, Kapustin, Oscar Peterson e le grandi voci del jazz come
Ella Fitzgerald.
Poeti preferiti?
Dante Alighieri, Jorge Luis Borges.
Autori preferiti in prosa?
Shakespeare.
Libri preferiti.
Le favole di Esopo.
Attori e attrici preferiti.
Oliver Hardy, Stan Laurel, Buster
Keaton; in Italia Totò e Troisi.
Chi potrebbe interpretarti sul grande schermo?
Forse uno dei miei amici più cari. È
un gran “pagliaccio” lui…
Film preferiti.
Documentari in genere, di contenuto storico, naturalistico, astronomico.
I tuoi pittori preferiti.
Caravaggio, Canaletto, Van Gogh.
Il colore che preferisci.
Verde.
Se fossi un animale, saresti?
Un cane. È una creatura fantastica.
Cosa sognavi di fare da grande?
Il veterinario, anche il dentista in un
breve periodo. Oggi sogno di fare il
pianista da grande.
L’incontro che ti ha cambiato la vita?
L’incontro con il Jazz, avvenuto in
una fase di studio molto precoce; ricordo in particolare un disco di
Michel Petrucciani.
La persona a cui chiederesti consiglio in un momento difficile?
Chiederei a più persone a me vicine
per poi trarre una sintesi personale
dei vari consigli.
Direttore Responsabile
Andrea Colella
Gli articoli non firmati si intendono
a cura della redazione
Pianista e compositore, nasce a Tricase nel 1984. Si specializza in Repertorio
Pianistico sotto la guida di Roberto Cappello, laureandosi con 110 e Lode e il
plauso della commissione. Vincitore di concorsi sia in ambito classico sia jazzistico, svolge con regolarità attività concertistica. Collabora tra gli altri con
Fabrizio Bosso, Orchestra Fondazione Arturo Toscanini, Jazz Art Orchestra,
Joe Bastianich. Ha aperto i concerti di Dado Moroni, Enrico Rava. Grazie alla
sua ampia formazione, che spazia dagli schemi compositivi e formali classici,
al linguaggio jazzistico e improvvisativo, alla musica folkloristica del sud d’Italia, si dedica intensamente anche alla composizione. Il 3 giugno 2014 pubblica
The Decades, l’album in piano solo che segna il suo esordio da compositore nel
mondo della discografia: edito dall’etichetta Workin’ Label e distribuito da IRD,
è un lavoro che racchiude in sé “musica per orecchie, cuore e cervello”, come
ha detto Stefano Bollani.
Quel che detesti più di tutto.
Gli ambienti fatti di plastica (non riciclabile) che rendono le persone di
plastica (non riciclabile).
Quanto tempo dedichi alla cura del
tuo corpo?
Il minimo sindacabile per non andare in giro come uno yeti.
Piatto preferito.
Lasagne al forno.
Il profumo preferito.
Il profumo di finocchio, rosmarino,
terra rossa e ulivi delle campagne salentine.
Il fiore che ami.
Tutti i modestissimi ma splendidi
fiori di campo.
La tua stagione preferita?
Estate.
Il paese dove vorresti vivere?
Nord Europa per il livello di civiltà,
Stati Uniti per la musica, Italia per
la bellezza inimitabile dei luoghi.
In quale epoca ti sarebbe piaciuto vivere?
Tra la fine dell’800 e i primi del ‘900.
Sono molto curioso di capire cosa
avrei scritto o suonato.
Personaggi storici che ammiri di più.
Beethoven, Chopin, Louis Armstrong, Michel Petrucciani.
Personaggi storici detestati.
Hitler e i suoi seguaci.
Anno XI - n. 552
Reg. Trib. Lecce 778 del 18.01.2002
Cosa faresti per sostenere ciò in cui
credi?
Suonerei la mia musica in qualsiasi
angolo del globo. La musica è un linguaggio universale e tutti avrebbero un’idea chiara di quale sia il mio
messaggio.
Chi è il tuo eroe vivente?
I miei genitori.
Il tuo sogno ad occhi aperti?
Un’attività concertistica rilevante.
Ma anche una bella casa sul mare
con una piccola barca sempre pronta a salpare.
Il tuo rimpianto più grande?
Ne ho pochi, forse solo in un unico
momento della mia vita ho avuto
poco coraggio, perdendo un treno
importante. Ma doveva andare così.
Cos’è l’amore?
Necessità derivante da connessioni
sinaptiche e meccanismi interni al nostro corpo.
Stato attuale del tuo animo.
Grande soddisfazione per i risultati
positivi del mio lavoro in piano solo
The Decades.
Il tuo motto.
“Non fare oggi quello che puoi fare
domani”.
Come vorresti morire?
Al termine di un concerto memorabile nel teatro più bello del Pianeta.
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Stampa Periodica Italiana
Tessera n. 14594
06 dicembre 2014
Drink&Food
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INVOLTINI DI VERZA
ingredienti
Riso carnaroli
Scamorza bianca
Cavolo cappuccio liscio
Gorgonzola piccante
Latte
Per la bescia mella
Latte parzialmente scremato
Burro
Farina "00"
ricetta a cura di
preparazione
Lessare le foglie di cavolo in acqua salata per pochi minuti,
quindi scolarle e tenerle da parte. Nella stessa acqua mettere il
riso e lasciarlo cuocere x il tempo necessario alla sua cottura(
seguire indicazioni riportate sulla confezione). Nel frattempo
iniziamo a prepararci la besciamella, mettendo insieme i tre
ingredienti e far addensare a fiamma dolce, x poi salarla e
tenere da parte. In metà della besciamella ottenuta
aggiungere la scamorza precedentemente tritata e il
gorgonzola tagliato a piccoli pezzi. In una ciotola quindi
scoliamo il riso e mescoliamo il composto ottenuto. Iniziamo
quindi a riempire le nostre foglie con il ripieno ottenuto ed
adagiarle su una teglia fa forno leggermente imburrata. Finito
ciò, versiamo la restante besciamella su tutti i nostri involtini
ottenuti e inforniamo a 190 gradi circa x 10 minuti fino a
quando non si sarà formata una leggera crosticina.
www.ivizideglidei.com consiglia:
In abbinamento, "Oltremè" di Tenute Rubino, Brindisi.
vino armonico ed avvolgente, dalla trama elegante e persistente,
incanta per la sua armonia, per la persistenza e per eleganza.
Singolari e particolari legati alla unicità del vitigno.
Abbiamo pensato a Oltremè perchè Versatile e seducente, predilige i
piatti saporiti come le melanzane e i peperoni ripieni, orecchiette al pomodoro,
il risotto con i funghi porcini. Molto piacevole la combinazione con salumi,
formaggi non troppo stagionati, arrosti di carne misti e la possibilità di
apprezzarne le sue qualità in tanti piacevoli momenti.
A cura di
Diletta Pascali
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06 dicembre 2014
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