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13, 14 e 15 dicembre

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Rassegna Stampa di
sab.13, dom.14 e lun.15 dicembre 2014
SNALS / CONFSAL
Il Mattino - Ed. Caserta
Corriere del Veneto - Venezia
il Gazzettino
Il Messaggero - Ed. Abruzzo
La Sicilia - Ed. Agrigento
La Sicilia - Ed. Caltanissetta
14/12/2014
13/12/2014
13/12/2014
15/12/2014
13/12/2014
13/12/2014
PENSIONI, IN CALO LE DOMANDE LE ISTANZE ENTRO IL 15 GENNAIO
SCUOLA, "GUERRA" DEI PRECARI PRONTE 1.400 ASSUNZIONI
SNALS, ADUNATA DEI PRECARI PER CAPIRE CHI VUOLE IL POSTO
VIGILI DEL FUOCO TERRITORIO SGUARNITO
ASSEMBLEA CONFSAL SULLA TELEMATICA
"IL RISCHIO RIMANE ELEVATO"
Scuola, Formazione, Università, Ricerca
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Corriere della Sera
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LA BUONA SCUOLA CHE VERRA' (C.Tucci)
LA RINASCITA DELLA SCUOLA NEL PAESE DEL TERREMOTO S
RENZI DAL PAPA, CONFRONTO SU CRISI E GIOVANI (G.Vecchi)
LA "BUONA SCUOLA" RIMANDATA A FEBBRAIO (V.Santarpia)
NIENTE RINCARI NEL 2015 PERTASI, IMU E CANONE TV UN MILIARDO ALLE
REGIONI (R.Petrini)
L'EDILIZIA SCOLASTICA ESCLUSA DAL PATTO DI STABILITA'
"AI DISABILI INSEGNO A SALVARE GLI ANIMALI E A NON UCCIDERE LE FIABE"
"CHIEDO AI RAGAZZI DI INVENTARSI UNA STARTUP SUL WEB. COSI' LI
STIMOLO" (N.Zancan)
SCONTO IRAP SU MISURA A PICCOLE AZIENDE E AUTONOMI
SANITA' E SCUOLE CATTOLICHE RENZI AL PAPA: SOLDI FINITI
IL SOTTOSEGRETARIO TROPPO "SOTTO" ALL'ISTRUZIONE - LETTERA
SCUOLA, PER LA RIFORMA IL PREMIER VUOLE UNA "CARICA DEI MILLE"
SCUOLE CHIAMATE A FARE RETE MA IL GENDER E' UNA PRIORITA'?
SCUOLA NON ESISTONO RIFORME MAGICHE (E.Lenzi)
LICEO RIPETTA OCCUPATO. OPERE D'ARTE SOTTO SCORTA
E' MEGLIO ABOLIRE LA SCRITTURA IN CORSIVO ALLE ELEMENTARI?
NELLA SCUOLA TIROLESE C'E' L'AULA DEI SOGNI (F.Chiamulera)
"SCUOLA AMICA" STAMANE CON L'UNICEF
PAZZI PER LA SCUOLA: SE IL PROF PERDE LA TESTA (G.Candido)
DOTTORATI IN CATTEDRA (C.Giunta)
LA RECITA DI NATALE A PORTE CHIUSE: GENITORI IN RIVOLTA
POSATE IN MATER-BI PER SERVIZIO RISTORAZIONE SCUOLE BOLOGNESI
CONTROMANOVRA: ENTRATE E USCITE (Don.coc.)
COPIARE E' UNO SPORT NAZIONALE CHE FORMA ADULTI POCO VIRTUOSI
CORSI ONLINE, LA BOCCONI SALE SULLA PIATTAFORMA (P.Caruso)
"STIPENDI A PARTE SIETE MOLTO MEGLIO DI COME VI RACCONTANO"
PIU' STIPENDIO AI PROF PIU' VOTATI (G.Ponziano)
ITALIANISTICA, STOP A SAARBRUCKEN (R.Giardina)
CAMPUS DELL'UNIVERSITA' ADDIO (G.Filippi)
LA "FOGLIA" BIOMETRICA (S.Coyaud/G.Zaccaria)
MEDICINA, MI IMPEGNO A TEST VERI E CREDIBILI (S.Giannini)
ERZELLI, L'UNIVERSITA' DEVE DIRE SE VUOLE TRASFERIRSI OPPURE NO
CINQUANT'ANNI D'ITALIA NELLO SPAZIO (F.Giacobbe)
L'ITALIA E LO SPAZIO, I NOSTRI PRIMI 50 ANNI
VIOLANO I REGISTRI PER ALZARSI I VOTI
SANITA', NO AL MAXI TAGLIO IL PIANO DI ROSSI BLOCCATO DAL GOVERNO
"I FONDI PER L'AUDITORIUM OPPURE MI DIMETTERO'"
Economia, Lavoro, Previdenza
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14/12/2014
15/12/2014
L'ESPERTO - PRINCIPALI PROVVEDIMENTI E I CHIARIMENTI AL 3 DICEMBRE
INVESTIMENTI, SERVE UN BALZO DEL 25% (C.Bussi)
LAVORO, IL CAROSELLO DEGLI INCENTIVI (V.Melis/A.Rota porta)
RICERCATORI ASSUNTI NEL 2012: IL BONUS SI PRENOTA ADESSO
ENTRO FINE ANNO I NUOVI REQUISITI PER IL RITIRO DAL 2016
PENSIONI, RIVALUTAZIONI CON TAGLIO (M.Prioschi/F.Venanzi)
DISOCCUPAZIONE GIOVANILE E CRISI ECONOMICA NELL'INCONTRO PAPARENZI (C.Marroni)
Int. a T.Treu: "GLI 80 EURO? L'ANNO PROSSIMO ANCHE AI PENSIONATI"
JOBS ACT, TRA I NODI L'INDENNIZZO MINIMO (D.Colombo/C.Tucci)
LA MARCIA DEL JOBS ACT. SI COMINCIA CON TRE DECRETI
LA PROVA DELLO SCIOPERO. IL GOVERNO: AVANTI (F.Di frischia)
LA PINACOTECA DI BRERA TESORO DI MILANO SBARRATO AI TURISTI
Int. a S.Cofferati: "HO VISTO MOLTA SOFFERENZA LA POLITICA NON C'ENTRA IL
GOVERNO DEVE ASCOLTARE" (A.Cuzzocrea)
NAPOLITANO: SCIOPERO SEGNO DI TENSIONE D'ALEMA CONTESTATO,
FISCHI E INSULTI (L.Parise/U.Rosso)
Int. a R.Sabelli: "MA QUESTO E' SOLO UN ANTIPASTO SUBITO GLI STRUMENTI
DELL'ANTIMAFIA" (L.mi.)
Int. a M.Giustiniani: "JOBS ACT, ATTENZIONE DI DECRETI DELEGATI"
MERIDIANA, IL FUTURO E' LOW COST (N.Pinna)
IL PROFESSORE CHE HA FORMATO I LEADER SINDACALI (W.p.)
POCHI VANTAGGI, TANTA BUROCRAZIA L'APPRENDISTATO RISCHIA DI
SPARIRE (W.p.)
Int. a P.Padoan: "IL SINDACATO NON CI FA PAURA" (A.Barbera)
Int. a A.Borner: "GIUSTIZIA, DIRITTO DEL LAVORO E SINDACATI ECCO PERCHE'
NON INVESTIAMO IN ITALIA" (T.Mastrobuoni)
MORTI PER L'AMIANTO: ECCO LA FIRMA CHE INGUAIA. DE BENEDETTI
ECCO LE SOCIETA' PARTECIPATE (DAI PARENTI)
"CARRIERA PIU0' VELOCE PER SINDACALISTI E PARENTI"
CHE REGALO DI NATALE: 44 MILIARDI DI TASSE (F.Caleri)
PRIMA TAPPA, LA STABILITA': DA OGGI RUSH FINALE AL SENATO
BAGNOLI, NELLA MANOVRA 60 MILIONI PER LA BONIFICA
FONDI ANCHE PER L'ISOCHIMICA AD AVELLINO RITORNA LA SPERANZA
LA MAZZATA FINALE SARANNO I RISARCIMENTI (P.Gargano)
LA METAMORFOSI DEL PROFESSIONISTA (R.Manzocco)
NIENTE LOCAL TAX, PROROGATE IMU E TASI (G.Trovati)
BATTAGLIA PD, SENZA LO STRAPPO (A.Trocino)
CARO-TASSE SULLA CASA CONGELATO (S.Tamburello)
CORRUZIONE, COSI' AUMENTA LA PENA (V.Piccolillo)
IL PRESSING DI BERLUSCONI "SE NON C'E' IL QUIRINALE IL PATTO NON HA
PIU' SENSO" (C.Lo papa)
"IL NUOVO PRESIDENTE NEL PATTO" (A.La mattina)
TASSE SULLA CASA E CANONE RAI IL GOVERNO CONGELA GLI AUMENTI
SALVATAGGIO AL FOTOFINISH PER TERMINI (P.Bonora)
Quotidiano
n.~MATTINO
ILitMATTlNO
Caserta
Foglio
Pensioni, in calo le domande
Le istanze entro ilIS gennaio
L'anno scorso furono solo 400
contro una media di 700
registrata negli anni precedenti
Diamante MaroHa
Il Miur con il decreto prot. 886
dell'l! 12/20 14, ha fissato al 15 gennaio 2015 il tennine per la presentazione, da parte del personale docente,
educativo, amministrativo, tecnico e
ausiliario della scuola, impiegato
con rapporto di lavoro a tempo indetenninato, delle domande di cessazione per raggiungimento del limite
massimo di servizio, di dimissioni volontarie, di trattenimento in servizio
per il raggiungimento del minimo
contributivo, con effetti dalI settembre 2015. Entro il medesimo tennine
del 15 gennaio, i soggetti che hanno
già presentato le domande di cessazione per raggiungimento del limite
massimo di servizio, di dimissioni volontarie, di trattenimento in servizio
Data
Pagina
per il raggiungimento del minimo
contributivo, possono presentare la
relativa domanda di revoca. L'accertamento del diritto al trattamento
pensionistico da parte dell'Ufficio
scolastico provinciale sarà effettuato
entro le scadenze previste con successiva circolare ministeriale, conia quale saranno individuate specifiche indicazioni operative. Possono presentare la domanda coloro che hanno 65
anni o 40 anni di contribuzione. Per
le sole donne resta in vigore fmo al31
dicembre 2015 la norma prevista
dall' art. 1 comma 9 della Legge
243/2004, che consente l'accesso alla
pensione con 57 anni e 3 mesi di età
anagrafica e 35 anni di anzianità con-
Il blocco
ç3resini~
E l'effetto delle
restrizioni, si va
ben oltre i 60 anni
14-12-2014
31
1
tributiva. Il pensionamento è consentito dalI settembre 2015 a condizione che ilrequisito di età e contribuzione sia stato maturato entro il 31 dicembre 2014 e che venga esercitata
l'opzione per il calcolo della pensione col sistema contributivo. Negli ultimi anni si è registrato in provincia di
Caserta una diminuzione del numero di pensionamenti nella scuola.
L'anno scorso per esempio sono andati in pensione 400 persone tra docenti e personale ata. Numeri ben
lontani dal passato quando nella nostra provincia andavano mediamente in pensione ogni anno 700 persone. Comunque anche se il trend è negativo i pensionamenti faranno piacere ai tanti precari che aspettano di
entrare inruolo. «Il numero di pensionamenti si riduce anno dopo anno
nella scuola - sottolinea il segretario
provinciale dello ~ Francesco
Gresini - per effetto delle restrizioni
nonnative che continuano a pregiudicare i diritti dei lavoratori che, ormai ben oltre la sessantina, sono costretti a trascinarsi nelle scuole tra
programmazioni, sedi distaccate e
plessi, alunni vivaci e classi superaffollate, circolari, mobilità d'ufficio e
contenziosi. Ecco perché il sindacato
chiede da tempo provvedimenti volti
ad incoraggiare i migliori talenti con
migliori condizioni di servizio e un
adeguato avanzamento di carriera».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
fullclhti-;:"si tenta di fennare i licenziamenti
Codice abbonamento:
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lJ'CI",alatLUOlOucallOrlllclt'CglOo,,-",pcr,JUadOCUlddlalooUollccpcr,lUOdcJIJJldolill
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SNALS
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Quotidiano
Data
Pagina
Foglio
13-12-2014
15
1
Scuola, «guerra» dei precari
pronte 1.400 assunzioni
C'è non insegna più dal 2000. «Senza lavoro i trentenni aggiornati»
Sono 1.398 e verranno
assunti tutti. E' questo il calcolo
a spanne dell'immissione in
ruolo dei precari della scuola
veneziani sulla base del procedimento contenuto nella legge
di stabilità 2015 e nella «Buona
scuola» del premier Matteo
Renzi. Sono 1.398 docenti, ora
inseriti nelle Gae (graduatorie
ad esaurimento) che dal prossimo anno faranno invece parte dell'organico stabile delle
scuole veneziane. A fare i conti
è Giovanni Giordano dello
~ «Questi sono i numeri di
Venezia, calcolati sulla base
delle graduatorie pubblicate ad
agosto alle quali abbiamo tolto
le immissioni in ruolo giàavvenute - dice - il problema sarà
però capire cosa verrà chiesto
ai docenti». Sul piatto della bilancia pesano infatti delle incertezze. La prima riguarda la
mobilità geografica e professionale. Ovvero la disponibilità
MESTRE
che i docenti dovranno dare a
spostarsi in altre regioni e a coprire altri ruoli (ad esempio un
insegnante di italiano e latino
nei licei, classe 051, deve accettare di insegnare italiano e storia negli istituti tecnici, classe
043). E questo significa, guardando l'altra faccia della medaglia, che se ci saranno posti liberi a Venezia, non saranno
chiamati i precari veneziani
che non appartengono alla
Gae, ma si attingerà dalle graduatorie di altre province e altre regioni. «In questo modo
nelle scuole si formerà un organico funzionale - dice Giordano - circa una quindicina di
persone che rimarranno a disposizione per supplenze brevi, corsi integrativi per la propria scuola e una rete di scuole
vicine». Un passo avanti che
potrebbe anche essere positivo
se non fosse che iscritti alle
Gae ci sono anche persone che
hanno passato l'ultimo concorso nel 2000 e da 14 anni fanno
altri lavori. E che verranno nominati anche a copertura delle
supplenze brevi tagliando fuori
di fatto un'intera generazione
di trentenni, trentacinquenni
plurispecializzati (che hanno
frequentato la Siss o addirittura il Tfa passando selezioni
stringenti e pagando più di
duemila euro). Un controsenso, già segnalato da tempo dai
presidi: <<Da una parte c'è l'esigenza di eliminare le Gae, dall'altra credo che sia necessario
che le immissioni in ruolo siano precedute da una formazione - spiega Rachele Scandella
preside del Musatti -non possiamo assumere tutti. Non tutti
quelli delle Gae hanno esperienza o titoli. Sarebbe questa
la buona scuola?». Sulla questione interviene, pur ridimensionando l'allarme, anche Daniela Beltrame, direttore del-
l'ufficio scolastico regionale:
«Penso che il problema sia meno grave del previsto ma va affrontato - dice - considerando
entrambi i fronti, anche quello
dei precari». «Renzi pensa solo
ai docenti iscritti nella Gae dice Sandra Biolo della Cisl ma ci sono precari abilitati che
lavorano da anni, non presenti
nella Gae. Lui parla di quelli
della Gae perché c'è una sentenza europea che dice che lo
Stato non può assumere per
più di tre anni consecutivi le
persone senza assumerle a
tempo indeterminato. Ma con
la Gae non avrebbe risolto i
problemi». «Ci saranno ricorsi
su ricorsi - dice anche Carlo
Forte della Cgil - non è giusto
lasciar surclassare chi attende
da anni ma non può essere
ignorato chi ha seguito le procedure per l'abilitazione».
Alice D'Este
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La vicenda
Codice abbonamento:
068391
• L'Europa
obbliga l'Italia
ad assumere
150 mila
precari. Sono i
prof delle
Graduatorie ad
esaurimento,
molti non
insegnano da
anni.
Copriranno
tutti i buchi
nelle scuole,
«togliendo» le
supplenze ai
giovani
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Quotidiano
IL GAZZETTINO
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XI
1
SCUOLA In vista di 1500 assunzioni lo !#i.Mlra convoca un'assemblea al liceo "Giordano Bruno"
Snals, adunata dei precari
per capire chi vuole ti posto
l'v'IelodyFusi3ro ..
MESTRE
Circa 1500 docenti delle Graduatorie ad esaurimento, e
1500 che dovrebbero trovare
posto nelle 98 scuole della provincia. Se si trattasse solo di
numeri, il sistema scolastico
veneziano sarebbe in perfetta
autosufficienza. Il piano straordinario del Governo per l'assunzione dei docenti precari, secondo ~ Venezia, è un buon
sistema che però avrebbe bisogno di qualche aggiustamento.
Partiamo dai dati: la situazione
della graduatoria provinciale
di inserimento, a dicembre
2014 (e dopo le ultime 190
immissioni a ruolo) vede in
tutto 665 docenti per le scuole
primarie e dell'infanzia, e 1098
per le secondarie. Di questi,
circa il 20% sono, con molta
probabilità, presenti in più gra-
duatorie. «Secondo questi calcoli - spiega Giovanni Giordano,
segretario provinciale di ~
c ad approfittare del Piano straordinario del Governo a settembre 2015 saranno quindi 1398
persone». Queste assunzioni,
inoltre, prevedono in ogni scuola un «esubero» (rispetto alle
cattedre) di circa 15 docenti
che andranno a formare un
«organico funzionale», per coprire supplenze brevi e per
ruoli organizzativi. .ml per
chiarire la situazione, ha convocato per mercoledì prossimo
alle 15,30, un'assemblea sindacale sul precariato al liceo Bruno: «Ogni insegnante in graduatoria - aggiunge Giordano sarà contattato e dovrà rispondere a due domande: se è
ancora interessato al posto e se
è disponibile a un trasferimento fuori provincia o fuori regione». E con un «no» si resta
automaticamente fuori dai giochi. Ma se i docenti veneziani
potrebbero riuscire a trovare
posto nelle nostre scuole, il
problema è per i giovani che
non hanno ancora avuto accesso alle graduatorie. Per eventuali altri posti, infatti, si andrà
a pescare dagli esuberi delle
graduatorie di qualsiasi provincia italiana. «C'è un posto libero
per matematica? - spiega Giordano -. Potrebbe quindi arrivare un docente proveniente
dall'altra parte del Paese». Il
rischio, poi, è che a scavalcare
questi giovani precari che non
sono ancora riusciti a entrare
nelle Gae siano anche persone
entrate in graduatoria vent'anni fa che magari non insegnano
da anni e si occupano di tutt'altro. Ultimo aspetto critico, è
che a pagare potrebbero essere
di nuovo i bambini che hanno
bisogno di docenti di sostegno:
«La graduatoria specifica è già
esaurita, potrebbe quindi accadere che vadano a pescare
dall'organico funzionale, utilizzando insegnanti non specializzati».
068391
lE NOMINE
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I precari
nella palestra
dell'istituto Gritti
lo scorso
settembre
del
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Quotidiano
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Data
Pagina
Foglio
14-12-2014
22
1
t
La buona scuola che verrà
A inizio anno il provvedimento che dovrebbe cambiare il settore
di Claudio Tucci
Staremo a vedere.
La consultazione pubblica online, secondo quanto si apprende dal Miur, ha
fatto registrare, alla chiusura del 15 novembre, oltre 1,3 milioni di accessi,
197mila persone attivate sul sito, smila
proposte concrete, Ismila commenti e
più di 1.900 dibattiti organizzati sui territori. Il solo Pd, ha ricordato Francesca
Puglisi, ha promosso 500 incontri in tutt'Italia. Dal dialogo «sono emerse richieste di aggiunte alla proposta del Governo
- ha detto il ministro Stefania Giannini come, per esempio, sul tema dell'integrazione linguistica e culturale degli
alunni stranieri, che merita un'attenzione particolare a partire dalla rivisitazione delle classi di concorso».
Il sottosegretario, Davide Faraone, ha
poi annunciato lo sblocco, da parte dell'Esecutivo, di 64,1 milioni di euro per il
pagamento di circa zomila supplenze
brevi, effettuate da settembre a novembre zo14. Questi soldi arrivano da economie del Miur, che però all'inizio erano
destinate al potenziamento dei laboratori delle scuole (ancora una volta si spendono risorse per il personale e non per gli
alunni). Faraone ha detto, ancora, che ci
sarà una riforma del sostegno (<<servono
docenti formati») e che la maxi-stabilizzazione dei precari «non toccherà la lezione tradizionale, ma aiuterà scuole, e
reti di scuole, a programmare di più e meglio 1'offerta formativa».
Nei provvedimenti attuativi de «La
Buona Scuola» dovrà «rientrare anche il
tema scuola-lavoro», ha aggiunto il sottosegretario, Gabriele Toccafondi: «Dobbiamo puntare -ha spiegato - su un orientamento vero che coinvolga le imprese,
una formazione dei professori anche dentro le aziende, e su un piano diinvestirnenti sui Centri di istruzione per gli adulti per
favorire il recupero dei ragazzi che hanno
lasciato i percorsi di studio».
Codice abbonamento:
068391
afforzare le competenze degli
studenti, con più inglese e informatica già a partire dalla scuola
primaria. Istituti trasparenti, e
valutati secondo parametri standard, per
consentire a famiglie e ragazzi di poter
scegliere, con consapevolezza, la struttura migliore. Orientamento obbligatorio
già alle medie (per evitare che il4G% dei
diplomati si dichiari pentito della scelta
fatta a 14 anni); un vero collegamento con
il mondo dellavoro (oggi solo il 10,7% del
totale degli alunni delle superiori pratica
t'alternanza - e i fondi sono in costante calo). Professori stabili, formati e retribuiti
secondo il merito.
Saranno anche queste le "priorità" che i
due milioni di cittadini, citati ieri dal ministro Giannini che hanno partecipato alla
consultazione online su «La Buona Scuo~
la», sperano di trovare nel provvedimento legislativo annunciato da Palazzo Chigi
peri primi mesi delzo15che dovrà cambiare l'istruzione e dovrebbe dare il via al maxi-piano distabilizzazione di oltre 148mila
precari? Per scoprirlo, bisognerà aspettare domani quando il ministero dell'Istruzione farà il punto sulle prossime mosse
presentando i risultati della consultazionepubblicadiduemesi,dall5settembreal
15novembre, voluta dal premier Renzi, sul
documento di riforma della scuola presentato all'inizio di settembre.
Una prima anticipazione degli intendimenti dell'Esecutivo l'ha fornita ieri direttamente il presidente del Consiglio, concludendo, nella sede del Pd, a Roma, la
giornata sulla scuola organizzata dalla responsabile Istruzione del partito, la senatrice Francesca Puglisi.
Renzihaannunciato periI prossimo zz
febbraio (un anno esatto dal giuramento
del Governo) una nuova giornata dedicata «a raccontare le belle esperienze
che ci sono negli istituti»; e ha chiesto,
per la fase z, «quella in cui si dovrà finalizzare con i provvedimenti di legge» il
coinvolgimento di «mille persone che
vogliono bene alla scuola e che sono
pronte ad aiutare l'Esecutivo a varare, insieme, la riforma dell'istruzione», considerata dal premier «un tassello centrale» e da collegare anche ad altri interventi su settori limitrofi come «cultura,
sport, educazione alimentare».
Matteo Renzi ha confermato il piano di
assunzione dei precari per il quale nella
Legge di Stabilità viene istituto un fondo
ad hoc di un miliardo perilz015, e di tre miliardi a regime. Nel documento iniziale
dell'Esecutivo (<<La Buona Scuola») è indicata la cifra di 148.100 docenti da assumere (140.600 precari storici iscritti nelle
graduatorie a esaurimento, 1.ZOO vincitori
del concorso Profumo del Z01Z, e 6.300
idonei della medesima selezione). In questigiorniilMiurstaprocedendoall'individuazione esatta del contingente da stabilizzare a settembre zo15; e il numero complessivo potrebbe anche essere inferiore
visto che molti dei vincitori e idonei dell'ultimo concorsone sono iscritti nelle
graduatorie a esaurimento (non potranno
pertanto essere assunti due volte); e inoltre qualche precario "storico" inattesa del
ruolo,inmolticasianchedalo-zoanni,potrebbe essersi nel frattempo occupato (e
quindi non più interessato alla stabilizzazione come docente).
Il premier ha confermato, poi, l'impegno sul fronte dell'edilizia scolastica; ma
ha detto pure che qualche proposta contenuta ne «La Buona Scuola» potrebbe essere rivista: ha citato espressamente l'ipotizzato nuovo sistema di scatti meritocratici(cheprevedeaumentiognitreannisolo ai due terzi, il 66%, degli insegnanti).
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Scuola: testate nazionali
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non
riproducibile.
Pag. 10
Quotidiano
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14-12-2014
11
Foglio
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Data
COBBIEBE DELLA SEBA
Remi dal Papa, confronto su crisi e giovani
Mezz' ora di faccia a faccia. Sulle scuole caltoliche il premier spiega a Parolin le difficoltà per le risorse
Matteo Renzi attraversa la Loggia di Raffaello con la famiglia, la moglie
Agnese e i due ragazzi un passo indietro e la piccola Ester in
posizione privilegiata tra il padre e l'arcivescovo Ganswein a
guidare la «processione laica», scherza il premier, fino
alla porta della Biblioteca:
<<Adesso io e il tuo papà andiamo da soli dal Santo Padre e
poi tomo», le sorride infine
monsignor Georg. Sono le
10.59 quando la porta si chiude lasciando Renzi con Francesco, la prima visita ufficiale
dopo !'incontro «strettamente
privato» del 4 aprile, a Santa
Marta. Mezz'ora di colloquio
«in un clima sereno e cordiale» nel quale Bergoglio riprende il filo di ciò che ha detto il
25 novembre al Parlamento di
Strasburgo, l'ultima volta in
cui aveva incontrato il presidente del Consiglio.
La nota ufficiale parla di una
«attenzione» particolare alCITIÀ DEL VATICANO
I temi
• AI centro del
colloquio tra il
premier Matteo
Renzi e papa
Francesco,
svoltosi in un
«clima sereno
e cordiale», la
crisi economica
e in particolare
il problema
della
disoccupazione,specie
quella giovanile
l' «attuale contesto segnato da
persistenti difficoltà di natura
economica e sociale, con conseguenze negative soprattutto
per l'occupazione dei giovani», e aggiunge: «Si è convenuto sull'importanza dell'educazione per promuovere il futuro delle nuove generazioni».
Tema che comprende la questione delle scuole paritarie
cattoliche in difficoltà, sul
quale dall'incontro successivo
tra Renzi e il Segretario di Stato Pietro Parolin trapela una
replica del premier: in tempi
di crisi, per la scuola come per
la sanità, non ci sono altri soldi oltre a quelli già dati.
Della crisi aveva parlato il
Papa a Strasburgo, «favorire le
politiche di occupazione»,
«ridare dignità al lavoro», la
disoccupazione giovanile come «ipoteca per il futuro» di
una società che sta «scartando» una generazione. Francesco esorta a trovare «nuovi
modi per coniugare la flessibilità del mercato con le necessi-
tà di stabilità e certezza delle
prospettive lavorative».
Non è nel suo stile entrare
nelle scelte legislative dei singoli Paesi, l'attenzione è ai temi di fondo. Se manca lavoro i
giovani non mettono su famiglia. È ciò di cui Francesco parla anche a Renzi: di recente il
Papa ha invocato «una straordinaria e coraggiosa strategia
in favore delle famiglie» perché «da qui può iniziare anche
un rilancio economico per il
Paese».
Renzi, prima e dopo l'incontro, cerca di stemperare
l'emozione con le battute.
«Sono mortificato quando
non mi riesce bene il protocollo», esordisce (<<Quando andranno via i giornalisti le racconto una battuta sul protocollo che mi ha detto appena
rieletto il presidente Napolitano»), poi ricorda a Francesco
che l'altra volta gli portò un disegno della figlia con il pontefice vestito di azzurro, «sicché
i fratelli le hanno detto: ma
sembra il Grande Puffo più
che il Papa!, e allora stavolta
niente disegni». Quando gli
presenta Delrio e consorte,
«hanno nove figli», Bergoglio
sorride: «Avete vinto il campionato!».
Signore in scuro ma senza
velo, clima disteso. E poi
un'ora di colloquio con il cardinale Parolin, specie sui temi
internazionali già affrontati
con Francesco: l'Europa <<impaurita e ripiegata su se stessa», la «grave preoccupazione
per il progressivo peggioramento dei conflitti nell'area
mediorientale», la Libia. Si
parla anche di «mutua cooperazione per risolvere alcune
problematiche di natura bilaterale»: oltre alle scuole, dossier come lo status dei cappellani militari, che da tempo si
dice rinunceranno ai gradi (e
relativi stipendi) per mantenere solo «l'assistenza spirituale».
Gian Guido Vecchi
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• Il confronto
si è spostato
sull' educazione, anche qui
con attenzione
alle giovani
generazioni. e
su alcuni temi
di pOlitica
internazionale:
comune è stata
la preoccupazione perii
«progressivo
peggioramento
dei conflitti
nell'area
mediorientale
L'incontro
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Il presidente
del Consiglio
Matteo Renzi
con la famiglia
(moglieetre
figli) è stato
ricevuto da'
papa
Francesco per
la sua prima
visita privata
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Quotidiano
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La «buona scuola» rimandata a febbraio
Poche risposte ai questionari in Rete, Renzi ora chiede suggerimenti a mille rappresentanti del settore
Se non è un'ammissione
di colpevolezza, poco ci manca.
TI presidente del Consiglio Matteo Renzi interviene alla giornata dedicata dal Pd alle buone
pratiche della scuola, e la prima cosa che fa è scusarsi: «Non
sono riuscito a raccontare come questa riforma sia la ragione di speranza del nostro Paese, come si giochi qui la scommessa sul futuro dell'Italia,
quanto la qualità degli studenti
e degli insegnanti italiani regga
il confronto con l'Europa e con
il mondo».
E quindi, la riforma deve ancora aspettare, almeno fino al
22 febbraio del 2015 quando, in
occasione del primo anniversario del governo Renzi, il premier incontrerà «mille» rappresentanti del mondo scolastico che «avvertano questa
battaglia come una battaglia
propria, che entrino nel merito
dei provvedimenti e che dicano: questa cosa mi riguarda
troppo, non posso lasciarla al
presidente del Consiglio o al
sottosegretario». TI messaggio
ROMA
suona forte e chiaro alla platea
di insegnanti, presidi e studenti che lo ascoltano in silenzio in
attesa di poter scattare qualche
selfie in sua compagnia: «La riforma non la fa solo il governo,
ma si fa con l'opinione pubblica, perché questa è la riforma
delle persone». Di conseguenza, anche se il governo a gennaio metterà mano ai decreti sulla stabilizzazione dei precari «che non sono solo posti di lavoro, ma servizi in più per tutti
i cittadini», come ricorda il sottosegretario Davide Faraone sarà solo dopo il coinvolgimento attivo di mille «buoni praticanti» della scuola che potrà
nascere il vero progetto.
«Anche se dobbiamo metterci un anno, non molliamo»,
sostiene Renzi, che promette di
mettersi .«pancia a terra» perché la scuola sia il motore di
tutti i cambiamenti. Alla luce
dei risultati non proprio entusiasmanti della consultazione
online, con 100 mila questionari compilati e 3 mila idee messe
sul piatto a fronte di 7,8 milioni
di studenti e 800 mila prof, il
presidente del Consiglio fa un
balzo in avanti anche rispetto al
suo staff e decide di invertire il
processo: non più la «buona
scuola» come progetto calato
dall'alto, su cui chiedere pareri
e consigli, ma gli esempi virtuosi, sparsi in tutta Italia, da
«istituzionalizzare» perché
non siano più «fuorilegge», ovvero troppo sperimentali e innovativi rispetto agli standard.
Anche se il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini
rivendica che finora la consultazione ha coinvolto «due milioni di persone», c'è bisogno
di una nuova carica, secondo
Renzi: la carica dei mille appunto, che superi !'idea «macchiettisticID> della scuola italiana, che difenda chi dall'interno
la bombarda, che travolga la
«stanchezza e la frustrazione»
di alcuni docenti. I «mille» che
vuole Renzi sono quelli come
Daniela Boscolo, una delle due
insegnanti candidate al Golden
teacher prize, che si è inventata
il supermercato nel magazzino
della scuola per far imparare
un mestiere ai disabili; o come
Daniele Manno (l'altro concorrente al premio internazionale)
che da lO anni ha messo su un
incubatore di startup per gli
studenti; o come Paola Petruzzelli, dirigente dell'istituto
Majorana di Bari, che in un bene confiscato alla mafia è riuscita a creare una dimora per
ricevimenti dove lavorano gli
studenti e i cui proventi vanno
alla formazione. Persone costruttive e positive, che con la
loro energia potrebbero .allargare il consenso intorno alla riforma. TI solito ottimismo alla
Renzi? «Non neghiamo -i problemi - replica il premier -,
quelli ci sono e vanno affrontati. Né genericamente sperare
che le cose vadano meglio. Ma
dobbiamo essere positivi nel
modo in cui intendeva Dietrich
Bonhoeffer: ottimismo è non
lasciare il futuro ai nostri avversari ma rivendicare a sé il futuro con coraggio».
Valentlna Santarpia
\[email protected]
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17,8
I questionari
perla
consultazione
sulla riforma
della scuola
compilati
online da prof
e ragazzi
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Mila
Gli studenti che
frequentano le
scuole italiane
I professori, la
cui età media
è 51 anni, sono
invece 800
mila
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100
Milioni
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UNMJ.UARDO AUEREGlONl, TEITO PERIMU E'iASI
Tasse, la frenata del governo
"Niente rincari su casa e Rai"
ROMA Nessun aumento delle
Niente rincari nel201S
perTasi, Imu e canone tv
Un miliardo alle Regioni
tasse sulla casa. È congelato anche il canone Rai per il 2015. Sono oltre sessanta gli emendamentipresentatiieridalgoverno
alla legge di Stabilità. Chiusa la
partita con le Regioni: confermato un miliardo per l'allentamento del patto di stabilità interno e
via libera del presidente della
Conferenza delle Regioni Sergio
Chiamparino.
Il governo presenta oltre 60 emendamenti alla Legge di Stabilità
Dai giochi 730 milioni. Fondi atrasporti, disabili, farmaci eperiferie
ROMA Congelamento dei possibili aumenti della Tasi e del
canone Rai per il 2015. Chiusa
la partita con le Regioni: confermato 1 miliardo per l'allentamento del patto di stabilità
interno e via libera del presidente della Conferenza delle
Regioni Sergio Chiamparino.
Sciolto il nodo delle tasse sulle
slot machine nel mirino di
Bruxelles e della Ragioneria: si
rinuncia all' aumento delle tasse sul Jfatturato che avrebbe dato un gettito incerto ma si riduce raggio ai concessionari;
inoltre per far cassa si anticipa
di un anno, al2015, la gara per
rassegnazione della concessione del gioco del Lotto. In tutto si incassano circa 730 milioni.
La legge di Stabilità, il cui
piatto forte restano la proroga
del bonus da 80 euro, il taglio
dell'Irap e la decontribuzione
per i neo assunti, si avvia al rushfinaleal Senato: ieri sono stati presentati i 60 emendamènti del governo e per mercoledi è
prevista la chiusura dell'esame in Commissione Bilancio di
Palazzo Madama. «Un intervento a tutto campo per il rilancio dell'economia e per far
fronte alle situazioni di emergenza», ha commentato ieri il
sottosegretario all'Economia
Pier Paolo Baretta. L'obiettivo
è chi approvare il provvedimento prima di Natale con il
via libera definitivo di Montecitorio.
Aniva un intervento del governo anche sul nuovo «ravvedimento» con il fisco previsto
dalla "Stabilità", che prevede
con termini più ampi e diventa
possibile fin dai primi momenti (accesso, ispezione e verifi-
ca): il «pentimento» si potrà,
secondo l'emendamento presentato ieri, anche se le indaginisonoandateunpo' oltre,cioè
fino al momento della compilazionedel verbale da parte della
Guardia di Finanza con !'istituto della «definizione dei verbali» con un costo maggiorato rispetto alle prime fasi. Niente
più possibilità di ravvedersi
tuttavia se è scattato l'accertamento da parte dell'Agenzia
delle entrate.
Siavviaasoluzione, anche se
la questione delle risorse va ancora definita, laricoIlocazione
dei 20 mila dipendenti delle
Provinceche,sostanzialmente
«abolite», vanno a perdere
molte funzioni: un emendamento del governo stabilisce
che i 20 mila esuberi saranno
collocati in parte (circa 8.000)
nei servizi per l'impiego del ministero del Lavoro e altri 12 mila andranno nei ranghi delle
Regioni che erediteranno una
serie di funzioni oggi «provinciali».
Necessario l'intervento
blocca-Tasi: la legge istitutiva
del tributo prevedeva che dal
2015 il tetto massimo dell'aliquota potesse salire fino al 6
per mille dall'attuale 2,5 per
mille lasciano ai sindaci mano
libera per l'aumento. Il blocco,
in attesa del varo della riforma
complessiva delle tasse sulla
casa, lacosiddettalocal tax, vale anche per l'addizionale mobile dello 0,8 per mille condizionata all'introduzione delle
detrazioni familiari. Resta in
vigore anche il tetto dell'Imu
già previsto al 10,6 per mille
che vale sulle seconde case.
Confermato anche il rinvio del
pagamento dell'Imu agricola e
l'esenzione dall'imponibile dei
cosiddetti macchinari ~irnbul-
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lonati".
Non vengono risolti invece
alcuni temi posti in Parlamento dal Pd: la riduzione della tassazione del Tfr e dei fondi pensione e la limitazione degli
sconti contributivi solo agli imprenditori che fanno occupazione aggiuntiva. Su entrambi
il governo ha detto «no», come
pure non arrivano i 400 milioni
in più per gli ammortizzatori
sociali da aggiungere ai 2 miliardi già stanziati. «Allo scontro prevalga la ricerca di un accordo», ha detto ieri inviando
segnali distensivi sul voto Cesare Damiano della minoranza
delPd.
Arrivano invece una serie di
interventi dell'ultima ora, alcuni «a pioggia». Necessari i
100 milioni in due anni per redilizia scolastica e altrettanti
per i nuovi farmaci contro repatite C; nel pacchetto ci sono
tuttavia anche i fondi per l'autotrasporto che si aggiudica 1
miliardo in quattro anni e l'aerospazio che ottiene 200 milioni. Interventi di varia natura
per situazioni di disagio o s0ciali: 50 milioni peril servizio civile, 20 per i disabili, 200milioni per le periferie. In compenso
aumentano le tasse sul pelletdi
legno per il riscàldamento: 1'1va passa da lO al22 per cento.
I dipendenti delle
province abolite
saranno reimpegnati
negli uffici pubblièi
IntelVenti a pioggia
dall' aerospaziale
all' edilizia scolastica
e autotrasporto
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ROBERTO PETRINI
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2/2
FONTE:Ocse
REVVEDIMENTO
TASI-RAI
Si ampliano i
tempi per poter
iedere il
le Province da
ricollocare: 8.000
andranno al
ministero del
Lavoro e 12 mila
alle Regioni
sui
giochi.
Anticipo al
2015 della
gara per il Lotto
,operoso al fisco:
si potrà fare fino
all'arrivo del
verbale della Gdf
a costi più alti
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Bloccato per il
201 5 l'aumento
del canone Rai
e della Tasi che
potuto
crescere fino al6
per mille. In
attesa dell'arrivo
della local tax
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LA STAMPA
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Thdilizia scolastica esclusa
dal patto di stabilità
Le altre novità: scatta la mobilità per i dipendenti delle Province
Arrivano 75 milioni per le bonifiche e i lavoratori dell'amianto
T
antissime le novità introdotte dal governo
ieri con il nuovo pacchetto di emendamenti. A
parte casa e Rai, vediamole
in sintesi.
Più tasse sui giochi
Nel 2015 si punta a fare cassa
per 730 milioni. Si va dall'anticipazione della gara del lotto ai
tagli all'aggio. C'è una sanatoria per i centri scommesse non
autorizzati, e un versamento
annuo di 500 milioni di euro da
parte dei concessionari.
Debiti Ra e Iva
Le maggiori entrate Iva sui pagamenti dei debiti della p.~ si
fermano a quota 240 milioni
nel 2014; ma l'aumento dellè
accise non scatterà.
Election Day
730
milioni
L'incasso
dalla stretta
sul mondo
dei giochi
La maggior
parte arriva
dalle slot
50
Arriva l'election day per le elezioni amministrative e regionali del prossimo anno.
Comuni con i bilanci in ordine
per le spese che riguardano investimenti. Sì anche alla rinegoziazione dei mutui.
Fondazioni
Pagheranno tasse su una quota Scuola
maggiore di dividendi, ma arri- Esclusione delle spese per
va un credito d'imposta dal 2016. l'edilizia scolastica dal patto di
stabilità interno per le ProvinPiù Iva sul pellet
ce e le Città metropolitane. 130
Sale dallO al 22% l'Iva applica· milioni per il personale addetta sul combustibile ricavato d~ to alle pulizie delle scuole e 64
segatura, con incassi per lO( per le supplenze brevi di domilioni.
centienon.
Trivellazioni
Epatite C
Più caro il canone annuo per i C'è l miliardo in due anni per la
permessi di prospezione e ricer- cura dell'epatite C con il nuovo
ca per le concessioni di coltiva- superfarmaco.
zione degli idrocarburi.
Esuberi nelle Province
Scatta la mobilità per i dipenRegioni
denti in esubero, che dovranArriva I miliardo per l'allentano essere ricollocati prioritamento del Patto di stabilità, che
riamente in Regioni e Comule Regioni potranno girare ai
ni. Arrivano anche 60 milioni
per mantenere i servizi per
l'impiego nelle ProVince in
crisi finanziaria, ed attuare il
programma «Garanzia Giovani».
Aerospazio
TI progetto aerospaziale sarà finanziato con 200 milioni attraverso la riduzione del taglio alla
Difesa.
Servizio Civile
Confermato l'incremento dei
fondi: in arrivo 50 milioni nel
2015.
Etihad e A1italia
Per le compagnie di volo straniere sarà più facile fare scalo in
Italia. Una norma che favorisce
Etihad.
Amianto
Arrivano 75 milioni per le bonifiche e per i lavoratori col[ROB. GIO.)
piti.
In classe
Nella manovra arrivano
130 milioni
per il personale addetto
alle pulizie
delle scuole
e64milioni
per coprire
le supplenze
brevi
dei docenti
milioni
La cifra
destinata
ad aumentare
i fondi
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AU' &te Colombo di Porto Viro
'1\1. disabili insegno
a salvare gli animali
e a non uccidere le fiabe"
D
zione di due market locali, si riempie di
prodotti. «Ho pensato a ricreare un luogo di lavoro ricettivo per la disabilità
che fosse anche un esercizio utile all'autonomia dei ragazzi», spiega. «Grazie
alle convenzioni abbiamo portato gli
studenti in stage e uno di loro è stato
preso in tirocinio». Nel 2013 arriva «Masterchef» grazie all'accordo con il ristorante Zafferano.
Il ricettario prezioso
Dopo mesi a contatto con cuochi professionisti, nasce un ricettario stampato in
200 copie e omaggiato con una cena di
gala che ha fruttato 500 euro alle casse
dell'istituto. «La scuola non ha soldi neanche per i pennarelli. Sono denari preziosi», spiega Daniela.
Nel 2014 è stata invece siglata una
partnership con l'azienda alimentare
Dinon. «Non c'è stato bisogno di chiedere, la gente è disponibile per i ragazzi»,
rivela Daniela che per dare visibilità ai
progetti ha creato con i colleghi Mara
Tosetto, Genny Ruzza, Paolo Bernardi,
Stefano Billo e Ilaria Umilio, il sito scuolainclusiva.jimdo.com. Ostacoli? «Pochi
- risponde - mi arrabbio solo quando la
burocrazia si mette contro (come con il
taglio delle certificazioni sanitarie o le
carte da compilare) o se qualcuno mi dice: che dovrei lavorare solo 18 ore».
Daniela, invece, rischia (<<Alcuni ragazzi li ho portati in stage in auto perché la scuola non poteva pagare il
bus») e ammette: «Non ho giorni liberi». Tra le più grandi sfide? Aver riscritto la Divina Commedia per uno
studente autistico. «Purtroppo noi insegnanti siamo lasciati soli».
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aniela Boscolo è una «prof» moderna: jeans aderenti, tacchi a
rocchetto, capelli scuri e vaporosi, bijoux stile berbero e smalto alla moda, oro e nero. Nata a Cavarzere, in quel
lembo di terra dove Adige e Po scivolano verso il mare, Daniela segue i ritmi
concitati del suo tran tran come se nulla
fosse. Da giorni le troupe televisive
l'aspettano nell'atrio dell'Itc Colombo di
Porto Viro -l'istituto tecnico dove insegna dal 2007 - perché potrebbe essere
lei la «prof. più brava del mondo». «Non
l'ho ancora realizzato - ammette -. So
solo che a febbraio sarà resa pubblica la
short list da cui poi si deciderà il vincitore». Il concorso della Varkey Gems
Foundation funziona su segnalazione;
ma, confessa: «Non so chi possa aver
fatto il mio nome. Credo gli studenti universitari di Padova». Già, perché Daniela, oltre a essere insegnante per disabili
a Porto Viro, ha anche un contratto da
esterna con l~teneo patavino per la formazione degli specializzandi che vogliono seguire la sua strada.
L'insegnamento è sempre stato il suo
sogno, ma il percorso non è stato facile.
Dopo la laurea in Lingue, nel 1990, ci so-
no voluti lO anni per l'abilitazione alI' inglese. Nel frattempo, Daniela ha lavorato come tour operator, organizzando
viaggi in Inghilterra. Nel 1998 le prime
supplenze. Nel 2000, il concorso e la cattedra d'inglese all'Ipsia di Cavarzere
(Venezia). E' qui che si verifica il primo
incontro-scontro con la disabilità. La
scuola ospita 26 studenti diversamente
abili su 500. «Dal 1977 quando sono state abolite le classi differenziate abbiamo
notato una gran lacuna in questo campo. Ho visto molta inesperienza e tanti
genitori che ritiravano i figli disabili da
scuola», ammette. Così, la scelta di tornare all'Università, ricominciare da capo e specializzarsi nella didattica di sostegno. Nel 2007 Daniela è di ruolo all'Itc Colombo e con l'appoggio del preside Alfredo Paiola, oggi in pensione, inizia «a sperimentare» nella nuova veste.
Paiola le mette a disposizione un'aula
vuota per farne un laboratorio. Dan~ela
bussa alla porta del Rotary Club che acquista scrivanie, pc e strumenti. <<Volevo rendere i ragazzi autonomi socialmente e pronti al lavoro -dice - E' fondamentale per le relazioni e l'identità dell'individuo». Poi, aggiunge: «Anche loro,
come gli altri, avevano diritto all'alternanza scuola-lavoro». Il primo step è
una campagna-poster contro l'abbahdono degli animali: «Non uccidete le nostre favole».
Il secondo progetto è la fiaba «I quattro Beniamino» istoriata per il circuito
Opam, per la promozione dell'alfabetizzazione del mondo. Nel 2009, sempre il
Rotary, allestisce nella scuola un supermercato a scaffali che, con la collabora-
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"Chiedo ai ragazzi
di inventarsi una startup
sul web. Così li stimolo"
si svegliano». Fare il pazzo, per il professor Manni, consiste in questo: «Dividerli in gruppi. Chiedere ad ogni gruppo di inventarsi una startup. Una piccola idea da gestire sul web a costo zero».
Quante idee boccia? «Quasi il 90%. Ma
quelle buone camminano, guadagnano,
trovano riscontro». Tre esempi di startup dell'ultimo anno. 1) Un portale per
distinguere i Bed&Breakfast di qualità
da quelli normali. 2) Trasformare concettualmente l'olio extravergine pugliese in un prodotto di salute e rivenderlo come tale. 3) Capovolgere il senso
dellogo I love New York in Salento Loves You. E da qui commerciare magliette... «Spesso le idee nascono mettendo
in discussione le cose assodate - spiega
il professor Manni - da un ribaltamento
della realtà». Come si combatte la crisi? «Muovendosi. Il male assoluto è non
fare niente. Se un ragazzo domanda la
mia opinione su un anno in Inghilterra
da cameriere, io gli rispondo: vai... Perché credo che muoversi porti occasioni, idee. E lo so che farò incazzare i sindacati, ma penso che piuttosto che stare a casa, sia persino meglio lavorare
sei mesi gratis».
La promessa di Michelle
Con i suoi studenti, ha fondato la cooperativa «ArlaNoa». Hanno dedicato un
ulivo secolare a Michelle Obama, la quale ha risposto su lettera intestata della
Casa Bianca: «Verrò a trovarvi». «La
mia idea è la piccola imprenditorialità.
Costruire cose, cambiarle, fino a vederle funzionare». Colleziona sottobicchieri di birra. Il suo film preferito è «L'attimo fuggente». Essendo connesso più di
dieci ore al giorno, in tasca ha un telefono da 30 euro: «Perché ho bisogno di
isolarmi completamente». Resta l'ultima domanda, cosa farebbe con il milione di dollari in palio? «Vivrei più tranquillo, ho una figlia all'Università. Acquisterei una casa, perché sono in affitto. Investirei in qualche idea dei miei allievi che era buona, ma costava. E poi ho
un sogno, riassunto nell'acronimo
N2Y4. Never too young foro Ovvero: non
si è mai troppo giovani per musica,
sport, inclusione, rispetto, scienza, lingue, cultura estera. Si tratterebbe di
aprire le scuole al pomeriggio, metterle
a disposizione dei ragazzi. Perché le usino, senza professori. Cosa c'è di più bello di un diciassettenne che insegna chitarra a un compagno più piccolo?».
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aglioncino rosso, bicicletta in
cortile. Il candidato italiano al
premio di professore più bravo
del mondo si presenta cosÌ: «Sono imbarazzato. Dovreste intervistare gli
studenti, non me». Si chiama Daniele
Manni, è nato a Toronto, Canada. Il padre lavorava come caporeparto in una
piccola azienda di mobili «Italian style». Ma lui, a dieci anni, è tornato in Puglia da solo, per frequentare le scuole
medie a Lecce. Dormiva in convitto, sognava di diventare un ingegnere. «Perché uno zio mi aveva impressionato con
questa frase: con una firma l'ingegnere
guadagna un milione».
Daniele Manni cambiò idea al momento di iscriversi all'Università: «Ero
venuto a Torino, a vedere il Politecnico.
Grande scuola, molto dura. Con un amico convenimmo che non eravamo proprio degli scienziati dello studio. In
mensa, mi raccontarono di una nuova
facoltà. Si chiamava Informatica. Con
stravolgimento dei miei genitori, mi
iscrissi». Questo per dire che il professor Manni non è mai stato folgorato su
nessuna strada. Non è stato neppure il
primo della classe. Si è laureato con 98.
E per spiegare i tempi - era il 1984 - sentite cosa accadde il giorno della laurea:
«Ricevetti 16 telegrammi. Tutte proposte di lavoro. Oliv<etti. Ibm. Hp... Ma le
snobbai. Non ero attratto dalla prospettiva di fare il programmatore in un gabbiotto». Per ritrovarsi di nuovo a Lecce,
dopo il servizio militare. Ad ordinare i
primi 22 computer per una scuola, di
cui diventò professore di informatica. Il
lavoro che fa ancora adesso, a 56 anni.
L'Istituto Galilei-Costa è in centro.
Un edificio nobile, un po' in disgrazia.
Le classi del professor Manni non lo sono affatto. «All'inizio i ragazzi sembrano poco ricettivi. Iperbombardati da
stimoli digitali, entrano a scuola e la
trovano di una noia mortale. L'istruzione italiana è fantastica, ma i modi vanno rivisti. Servono scossoni. Appena mi
vedono fare un po' il pazzo, i miei allievi
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Le novità
Epatite C, l miliardo
per il superfarmaco
Sarà in totale di un
miliardo in due anni il
fondo per la cura
dell'epatite C con il
nuovo superfarmaco
"Sofosbuvir". Come prevede un
emendamento del governo alla
legge di Stabilità 100 milioni
nel 2015 arrivano dallo Stato,
mentre 900 milioni (400 nel
2015 e 500 nel 2016) dalle
risorse del Fondo sanitario.
O
Autotrasporto, dietrofront
sulle accise: sgravi al 100%
Il ministro Poletti
Le agevolazioni per il
settore
dell'autotrasporto
vengono confermate
anche nei prossimi 4
anni, con una spesa di 270
milioni l'anno per un totale di
oltre 1 miliardo di euro. Un
emendamento del governo
ripristina così al 100% le
agevolazioni sulle accise, che
dal primo gennaio del 2015
sarebbero scese all'85%.
f)
Istruzione, stanziati
64 milioni per le supplenze
Arrivano 64 milioni di
euro per il
2014 per «fare fronte
al pagamento delle
supplenze brevi del
personale docente e Ata'). Lo
prevede un emendamento del
governo alla legge di Stabilità,
che introduce inoltre un
monitoraggio trimestrale
da parte del ministero
dell'Istruzione in
collaborazione con il Tesoro.
8
Il ministro dell'Economia, Padoan
Disabili, salvi gli incentivi
per assumere nel 2015
Gli incentivi
all'assunzione dei
disabili, previsti dalla
legge 68 del 1999,
saranno a~sicurati anche per il
prossimo anno. Con un
emendamento del governo alla
legge di stabilità è previsto
infatti lo stanziamento di 20
milioni, per finanziare le
misure che promuovono
l'inserimento nel mondo del
lavoro dei disabili.
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UdicI17a privata con la famiglia in Vaticano
'~.
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Sanità e scuole cattoliche
Renzi al Papa: soldi finiti
~L'udienza
privata con la famiglia ammorbidisce appena la freddezza dell'incontro. Vaticano
preoccupato. Una commissione Italia-S.5ede riscriverà anche lo status dei cappellani militari
avveniva in passato, nella Chiesa
un alleato affidabile sui "valori
non negoziabili" o che perlo meno mostrava una certa stabilità
nella gestione dei fascicoli aperti, una certa consuetudine nella
Sanità e scuola cattolica
Renzi al Papa: soldi finiti
Alberto Gentili
e Franca Giansoldati
prassi e una ricorrente generosità. «I soldi a disposizione sono
stati messi, il momento è difficile
per tutti e non si può fare di più»,
ha fatto sapere Renzi, lapidario,
al cardinale Parolin. I tagli prevh
sti colpiranno come una mannaia le scuole cattoliche e pure la
sanità cattolica, con prevedibili
chiusure di tanti istituti.
Ma la complessità da affrontare include anche temi bilaterali
di natura pattizia. In ballo le questioni incorniciate dall'articolo
11 del Concordato. «Serve una
mutua cooperazione», ha insistito il Vaticano. Due le grandi questioni sul tappeto, la prima riguarda l'Ordinariato militare.
Presto ci sarà una commissione
mista per studiare un ridimensionamento dei cappellani militari e dei loro compensi. L'altro
capitolo, invece, attiene alla disparità di trattamento tra cardinali di curia e di diocesi in caso
di deposizioni.
La giornata è iniziata con la
rottura del rigido protocollo. La
piccola Ester Renzi si è ritrovata
a camminare qualchè passo davanti a suo padre, il presidente
del Consiglio, mentre tutta la delegazione attraversava in fila
a musica è cambiata non tanto perché il protocollo è finito
in soffitta diverse volte, piuttosto perché l'udienza a Matteo
Renzi segna la fine di un periodo.
Come se avesse tracciato un solco.
L
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II.
CITTÀ DEL VATICAND La musica è
cambiata non tanto perché il
protocollo è finito in soffitta diverse volte, piuttosto perché
l'udienza a Matteo Renzi segna
la fine di un periodo. Come se
avesse tracciato un solco. Un prima e un dopo. Le distanze tra le
due rive del Tevere non si sono
misurate tanto in superficie, all'
arrivo della delegazione italiana,
dove largheggiavano i sorrisi reciproci, le photo opportunity, le
strette di mano calorose e la
scioltezza dei gesti rendeva il clima «sereno e cordiale», come ha
evidenziato un comunicato. Le
distanze tra il Presidente del
Consiglio e il Vaticano stavolta
hanno riguardato questioni concrete, molto concrete. Segnali ritenuti preoccupanti a Oltretevere, mescolati a timori profondi.
Prima trenta minuti di colloquio
a porte chiuse tra Papa Francesco e Renzi, entrambi seduti sotto il quadro della Resurrezione
nella biblioteca, poi con il Segretario di Stato, il cardinale Parolin, incontrato in compagnia del
ministro degli Esteri Paolo GentiRitaglio
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composta le sale dell'appartamento pontificio per raggiungere la biblioteca dove stava attendendo il Papa. Il Prefetto della
Casa Pontificia, don Georg faceva da Cicerone, mostrando a
Renzi i tesori custoditi nel palazzo apostolico, tenendo la mano
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sulla testa della bambina che, incuriosita, si guardava attorno.
Dietro di lei i genitori, la mamma
Agnese vestita di nero, elegante
e sorridente, e i due fratelli.
Ester, poco dopo, è stata al centro di un altro episodio simpatico, uno scambio di battute tra
Bergoglio e Renzi per un suo disegno consegnato al Papa quando la famiglia Renzi fu ricevuta
privatamente a Santa Marta a
maggio. Il pontefice era stato colorato dalla bimba di blu e non di
bianco. «Sicché i fratelli le dissero: ma perché azzurro? Sembra
il grande purfo più che il Papa.
Perciò questa volta non abbiamo
portato disegni...».
GAFFE ERITARDI
Informalità, scioltezza, battute.
Un po' insolito persino il regalo
scelto dal governo italiano per
Bergoglio, visto che il pontefice è
notoriamente astemio: alcune
bottiglie di vin santo «per la messa e non solo», ha specificato
Renzi, facendo però storcere il
. naso ai monsignori presenti. E
alcune bottiglie di «vino toscano» e di olio extravergine. Il Pontefice ha contraccambiato con la
consueta medaglia dell'Angelo
della pace: «Perché lei lavora per
la pace», ha commentato Bergoglio. Renzi ha rassicurato: «La lasciamo sulla scrivania». Più tardi un altro capitolo spiritoso.
«Santità questo ministro ha nove
figli». Il Papa sorridendo a Del
Rio: «Avete vinto il campionato». Di rimando il premier: «Anche la Champions league».
Renzi ha dimostrato una certa
allergia all'etichetta: «Il Papa anche l'altra volta mi ha autorizzato a sbagliare sul protocollo», ha
confessato ridendo davanti ai fotografi. Ancora: «Magari la cito
senza citare la fonte». E anche
questa volta nasi arricciati tra i
monsignori per l'irritualità della
battuta.
Singolare persino la tempistica dell'udienza, richiesta dal premier solo 9 mesi e mezzo dopo il
suo insediamento, una specie di
record in negativo. Mai accaduto
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Ioni e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano
Del Rio: ma il feeling non deve
essere scoccato nemmeno con
lui.
Ormai nel Palazzo Apostolico
appare chiara una cosa: a Palazzo Chigi non c'è più un presidente del Consiglio che cerca, come
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.~
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in passato. Record che al di là del
Tevere è stato recepito come un
segnale non certo positivo. E nei
Sacri Palazzi nessuno nasconde
il timore di una svolta e di una
evoluzione laici sta da parte del
nuovo premier, naturalmente al
di là dei buoni rapporti istituzionali finora avuti.
«Si tratta ancora di capire», ha
rivelato una fonte vaticana, «se
con Renzi si può cominciare un
dialogo proficuo, al momento
siamo in una fase preliminare e
di incertezza».
Difficile fare previsioni, anche
se sul tappeto gli argomenti spinosi, i contenziosi aperti, le divergenze di opinioni non sono
mancate. Ad ogni modo la visita
di Renzi è stata una specie di
spartiacque rispetto la tradizione, un appuntamento molto diverso, da quelli avvenuti negli
anni scorsi tra i presidenti del
Consiglio e i pontefici.
Secondo le fonti ufficiali, durante l'incontro «l'attenzione si è
soffermata, tra l'altro, sull'attuale contesto segnato da persistenti difficoltà di natura economica
e. sociale, con conseguenze negative soprattutto per l'occupazione dei giovani». Poi, ancora: «Si è
condivisa la grave preoccupazione specialmente per il progressivo peggioramento dei conflitti
nell' area mediorientale».
Renzi, diversamente dai suoi
predecessori, non ha voluto concedere interviste alla Radio vaticana. Uscendo però ha scherzato
di nuovo: «E' una processione laica la nostra», lasciando il Vaticano due ore dopo l'arrivo, attorno
alle 13.
Alberto Gentili
Franca Giansoldati
te curiosità
Ilvinsanto
Il regalo scelto dal governo
Renzi per Francesco consiste
in una cassetta di tre bottiglie
di vinsanto proveniente dalla
zona del Chianti ed una
bottiglia di olio
La medaglia
Francesco ha contraccambiato
consegnando all'ospite una
copia della esortazione
apostolica Evangelii Gaudium
e la medaglia in bronzo
dell'Angelo della pace
Il tablet
Renzi ha presentato il suo
portavoce. "Santità stiamo
sempre assieme". Filippo Sensi
mentre dava la mano al Papa
teneva nascosto dietro la
schiena l'inseparabile tablet
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il Giornale
Il sottosegretario
troppo «sotto»
all'Istruzione
Caro Granzotto, dibattito a
Unomattina sulle occupazioni della scuola da parte
degli studenti. Quelle auspicate dal sottosegretario Faraone: «Sono formative», dice. Timperi chiede a Cavallo
del Movimento «Actiom> di
rispondere con un semplice
«sÌ» o «no» se riteneva giusto che, in una scuola, otto
studenti impedissero l'ingresso ad altri 1200 allievi.
Eh, no! Troppo semplice:
«Bisogna ragionare in un
contesto più ampio ... », «dovete recepire ... », «nella misura in cui ... ». Da queste occupazioni qualcuna usciva
incinta, ricordava giustamente Timperi. Il risultato
di quelle e queste in terminabili assemblee? Una Scuola
classificata tra le ultime del
mondo!
Giordano Citterio
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si dirigenti del domani». Vada
cioè, lui sottosegretario diStato all'Istruzione, predicando
la supremazia anche didattica dei sabba okkupazionali
sull'insegnamento e apprendimento scolastico. Avendo
la spavalderia di aggiungere
di saper bene che le occupazioni sono illegali (gli ha giocato di sponda Cavallo, ridendosela: macché, non sono illegali e infatti mai nessun occupante è stato denunciato e
processato). ERenzinon dico
unametaforica pedata sul deretano, ma nemmeno un cicchetto. Andiamo male.
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Grossissima l'ha fatta, stavolta, Matteo Renzi. Rottamatore dei miei stivali. Dice che la
scuolaèincimaaisuipensieri
perché la scuola è tutto (e qui
ha ragione ), perché è la scuola cheformaunasocietàanarchico-magnacciona o con il
senso dello Stato edelsuo servizio, perché è a scuola che si
dovrebbeimpararearispettare le regole, il principio di autorità, il sentimento nazionale che ti porta a non derubarla, a non saccheggiarla la nazione. Consapevole di ciò lasciacheimpunementeunsottosegretario alla Pubblica
Istruzione, il «sincero democratico» Davide Faraone, vada dicendo che le occupazioni sono «più formative delle
orepassateinclasse», occasioni per la «selezione per le classtampa
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Sruola, per la riforma il premier vuole una «carica dei mille»
Roma. Matteo Renzi e il governo rilanciano sulla scuo- che nei prossimi mesi dedichino un po' di tempo alla
la. Dopo che il Consiglio dei ministri ha approvato ve- riforma. Non sarà facile ma entusiasmante». Il ministro
nerdì lo stanziamento di 64 milioni per il pagamento Giannini ha anticipato alcuni dati, che saranno predelle supplenze brevi, ieri il ministro Stefania Gianni - sentati domani al Miur. «Dal confronto sono emerse alni ha anticipato che la consultazione sulla «Buona Scuo- cune richieste, come ad esempio sul tema dell'intela» ha coinvolto in due mesi «2 milioni di persone». Par- grazione linguistica e culturale degli alunni stranieri: elando allo stesso incontro, tenuto dal Pd per la conelu - ra rimasto un po' in ombra ma merita un' attenzione
sione dell'iniziativa, il premier ha annunciato un «gran-particolare». Si è trattato di un lavoro «congiunto e conde evento» sull'istruzione e una «carica dei mille» per diviso - ha sottolineato Giannini -. Abbiamo dedicato
entrare nel merito della riforma. Forte, quindi, l'atten- tutte le energie necessarie perché il paese si mettesse
zione dell' esecutivo, con Renzi che spiega: «Il 22 feb- a ripensare al modello educativo dei ragazzi». Le linee
braio, a un anno dal giuramento del governo, vorrei tra-guida, ha aggiunto, «sono un punto di partenza di granscorrere la giornata con voi, con un grande appunta-de responsabilità, che ora va tradotto, e già lo stiamo
mento del Pd sulla scuola». Che colma un rammarico: facendo, in un prowedimento legislativo». Ora «siamo
«In questi primi mesi non sono riuscito a raccontare be- a metà percorso». Tra le «parole chiave» ci sono «la rine come la riforma della scuola sialo strumento, ilmo- soluzione di una magagna storica, cioè il precariato»,
tivo di speranza per il futuro del Paese». Per questo, ha «formazione per tutti gli insegnanti» e «un sistema di
aggiunto Renzi, «vorremmo coinvolgere mille persone, valutazione comparabile a livello internazionale».
Renzi interviene al
convegno del Pd su una
«Buona scuola» eannuncia
un grande evento
Il ministro Giannini: nella
consultazione coinvolte 2
milioni di persone in 2 mesi
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Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini
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Scuole chiaIllate a fare rete
Ma il gender è una priorità?
trasto delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere'; forse per brevità indicata semplicemente nel bando come "Strategia nazionaleLgbt': Una contrazione rivelatrice della vera natura di quel documento, redatto dall'Unar con il coinvolgimento esclusivo di 29 associazioni Lgbt e senza ascoltare alcuna voce diversa. Una strategia a
senso unico, quindi, su cui, ancora una
volta, ilMiur fonda un intervento da realizzare nelle scuole di tutti. Chiamate a
<{are rete» intorno a un progetto a cui sarà
data «grande visibilità», anche a livello internazionale.
<<Di fronte ad una crisi strutturale del sistema scolastico e con la disoccupazione
giovanile quasi il cinquanta per cento commenta il presidente del Giuristi per la
vita, Gianfranco Amato - forse la preoccupazione principale della politica dovrebbe essere quella di investire nel collegamento tra scuola e lavoro. Alla luce di
queste considerazioni ci permettiamo
sommessamente di chiedere: ma davvero
il gender rappresenta una priorità per !'istruzione del nostro Paese?». Appunto.
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successo di nuovo e adesso nessuno potrà dire di non sapere,
nessuno potrà chiamarsi fuori.
partire dal ministero dell'Istruzione, che quando scoppiò il caso degli opuscoli "Educare alla diversità a scuola" - testi apertamente ispirati all'ideologia gender -dichiarò di essere all'oscuro di
tutto scaricando la responsabilità sull'Unar. Adesso, accanto allogo dell'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali c'è
anche quello del Miur; che, nonosta~te i
gravi imbarazzi e le tante polemiche procurate dalla precedente esperienza, ha comunque deciso di mantenere la collaborazione con l'Unar; con cui ha recentemente promosso la Settimana nazionale
contro la violenza e la discriminazione. Evento che, ancor prima del suo inizio, ha
provocato la reazione preoccupata delle
famiglie, molte delle quali si sono attrezzate per tempo, inviando ai dirigenti scolastici richieste di chiarimenti circa le iniziative nelle classi, annunciando !'inten-
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Più autonomia per i singoli istituti, corsi di studio che avvicinino al mondo
del lavoro, nuove logiche di assunzione dei docenti. Parla Paolo Sestito, già presidente Invalsi
di governo
del sistema
scolastico,
può grandemente aiutarlo a migliorarsi. Il Regolamento sulla valutazione definito dal governo Monti e che ora si
cerca di far partire va in questa direzione. L'autovalutazione delle scuole
ne è un tassello importante, ma vanno
evitate derive adempimentali e di autoreferenzialità: serve prestare attenzione a quel che pensano tutte le componenti del microcosmo di ogni scuola (innescando una dialettica interna
a ciascuna scuola) e serve accrescere
la disponibilità di indicatori esterni con
dati veramente comparabili. L'invito
ad autovalutarsi a tappeto inoltre non
basta: occorre valutare (dall' esterno) i
dirigenti scolastici, rimuovendo se necessario chi non rispetti certi standard,
e fornire supporto e risorse alle scuole
che operano in condizioni di contesto
particolarmente difficili».
Perché la definizione di "scuola imperfetta" senza punto di domanda?
«Cose positive ce ne sono e tante nel
nostro sistema educativo, che va avanti
grazie a migliaia di docenti che, pur privi di riconoscimenti economici e professionali, vi operano con entusiasmo
e dedizione; la tesi del libro è del resto
che occorre valorizzare l'autonomia responsabile delle singole scuole per andare avanti. Alquanto naturalmente, il
libro esprime però il necessario "pessimismo dell'intelligenza"; l'altrettanto necessario "ottimismo della volontà" spetta ad altri e non a chi, come
me, ha un profilo più analitico».
Un capitolo del libro parla della centralità dell'insegnamento e degli insegnanti, e illustra alcune possibili soluzioni. Le sembra che la recente consultazione fatta sulla buona scuola vada nella direzione illustrata?
«È un bene superare il precariato enPaolo Sestito
ENRICO LENZI
alo rizzare
l'autonomia
responsabile
delle singole scuole», consapevoli, comunque, che «non esistono
formule magiche» per riformare la
scuola in Italia. Paolo Sestito, respon sabile del Servizio struttura economica della Banca d'Italia, sintetizza così
il contenuto di La scuola imperfetta,
(edito da Il Mulino, 178 pagine, 14 eu ro), libro che ha scritto partendo dalla sua esperienza di presidente dell'Invalsi, l'Istituto di valutazione del
sistema scolastico. «Una serie di con siderazioni personali che partono proprio da questo impegno -precisal'autore - e che non coinvolgono il mio at tuale incarico in Bankitalia».
In queste settimane è partita la fase
relativa all'autovalutazione delle scuole. Come giudica questo passaggio alla luce della sua esperienza?
«Il libro ha un'ambizione un po' più
ampia: parlare del circolo vizioso in cui
si ritrova l'Italia. Le competenze "prodotte" dal nostro sistema educativo sono basse nel confronto internazionale
e vengono poco valorizzate nel nostro
mercato dellavoro. La valutazione delle scuole di cui lei mi chiede è solo un
capitolo del
libro ed è
trattata in
quanto strumento che,
se ben dis e gnato e ben
inserito nei
meccanismi
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del
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demico: il fatto che ogni anno più di
centomila docenti abbiano un incarico annuale, non sapendo se resteranno o meno nella scuola ove operano e
nemmeno se riavranno o meno un
nuovo incarico, è mortificante per gli
interessati e ha effetti perversi sulla didattica e sugli apprendimenti degli alunni. Francamente non capisco però
perché dimensionare l'aumento nelle
posizioni di ruolo non ai fabbisogni effettivi ma al numero di "aventi diritto"
e, soprattutto, perché non usare l'occasione di un forte aumento del numero dei docenti di ruolo per mettere
a punto un nuovo sistema di reclutamento, fortemente selettivo e che tenga anche conto della performance effettiva dei docenti, da mettere in prova per un periodo di tempo sufficientemente lungo, tramite un vero e proprio meccanismo di tenure track (un
percorso lavorativo finalizzato al raggiungimento di una posizione lavorativa a tempo indeterminato, ndr)>>.
Il rapporto scuola e lavoro sempre di
più sembra assumere importanza. Eppure ancora oggi in molti sono contrari a una scuola che prepari al lavoro, ma che punti più a una preparazione di carattere teorico. Coma valuta questo passaggio?
«Non credo che la scuola debba preparare a un lavoro, inteso come uno
specifico posto di lavoro in una specifica azienda. La scuola deve però
preparare alla vita adulta e il lavoro
ne è parte essenziale. Acq uisire, q uando si è ancora a scuola, una maggiore dimestichezza col mondo del lavoro, incluse le sue asperità, aiuterebbe
quando poi si dovrà cercare un lavoro: ciò può aiutare a prevenire la disoccupazione giovanile che è in Italia
elevatissima».
Quale scuola serve all'Italia per invertire la rotta e abbandonare la definizione di imperfetta?
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«Non esistono
riforme magiche»
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«Non esistono formule magiche. Sebbene io sia per certi versi un nostalgico della riforma dei cicli a suo tempo
immaginata dal ministro Luigi Berlinguer, non è su queste questioni di grande ridisegno complessivo degli ordinamenti che gli spunti e i suggerimenti presentati nel libro si soffermano. Rifuggendo da tali tentazioni, si discute
di come insegnanti meglio selezionati
e meglio pagati possano essere più ef-
ficaci; di come l'autonomia responsabile delle singole scuole possa indurre
queste a migliorarsi e di come, dando
loro risorse commisurate ai loro bisogni effettivi (quindi parametrate alle eventuali difficoltà del contesto sociale
ove operano) esse possano e debbano
farsi carico di una didattica meno tradizionalmente trasmissiva e nozionistica e più flessibile e articolata, a supporto di chi rimane indietro, degli or-
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mai tanti extracomunitari con maggiori difficoltà linguistiche, ma anche
a stimolo delle cosiddette eccellenze.
Come dicevo all'inizio, il libro non discute solo di politiche educative: spezzare un circolo vizioso (con un mercato del lavoro che esprime una bassa domanda di "capitale umano" e un sistema educativo che ne garantisce una
poco qualificata offerta) richiede infatti di operare su più fronti».
INSEGNARE, IMPARARE ... A CHE SERVE?
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È la scuola il tema dell'ultimo numero della rivista /I Mulino.
Sotto il titolo «Insegnare e imparare», vengono raccolti interventi di diversi esperti del mondo della formazione, che affrontano l'argomento anche con domande che possono apparire «provocatorie». E così Edoardo Lombardi Vallauri, linguista all'università di Roma Tre, si domanda «a che cosa
serve andare a scuola?» giungendo alla conclusione che forse è meglio insegnare meno cose, ma insegnarle inducendo
a fare esperienza concreta di ciò che si enuncia. Ma «la
scuola italiana è peggiorata?» si domanda Norberto Bottani,
per oltre 20 anni ricercatore del Centro internazionale di ricerche sull'educazione, giungendo alla conclusione che «la
scuola di un secolo fa era tutt'altra cosa rispetto a quella
contemporanea», che comunque esce con le ossa rotte dal
confronto con altri Paesi. Non solo. «La scuola stenta a trovare un equilibrio - sostiene Mariangela Caprara, docente di
latino e greco in un liceo di Firenze - tra la pressione della
realtà esterna e il suo compito di sviluppare l'intelligenza della persona». E il confronto passa anche attraverso le riflessioni di Daniele Checchi, docente alla Statale di Milano
«<Tante scuole diverse: troppo diverse?) e di Mauro Piras,
docente di storia e filosofia in un liceo di Torino «<Diseguaglianza sociale e politica scolastica), fino al contributo di Luciano Benadusi, direttore di «Scuola Democratica», che si
domanda «Perché mai dovrei diventare insegnante?». Una
domanda quanto mai attuale. (E.Le.)
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Caos scuola Preside pronta achiedere lo sgombero. Ealtolà ai vandali: sporgerò denuncia
Uceo RipeHa occupato. Opere d'arie solo scoria
• Occupato ieri mattina dagli
studenti aRomailliceo artistico "Via di Ripetta". Ed è subito
scattata la corsa per mettere in
sicurezza la scuola, considerando che al suo interno sono
presenti opere d'arte, anche
seascopo didattico. Conirelativi altolà per evitare danneggiamenti.
L'intenzione di voler occupare l'edificio, «anziché optare per una civile e democratica
assemblea straordinaria di istituto e successiva settimana
dello studente autogestita debitamente autorizzate», spie-
ga il dirigente scolastico Loredana Cascelli, è arrivata a docenti e preside ieri mattina alle
10.40 da <<un folto gruppo di
studenti iscritti e frequentanti
il plesso scolastico».
La preside fa sapere che
nell'istituto, di proprietà del
Demanio in gestione alla Provincia di Roma, «sono custodite opere d'arte di carattere artistico-didattico di una certa entità e di valore storico, attrezzature informatiche e di laboratorio importanti oltre che documentazione amministrativo-contabile tutelata da pri-
vacye secreraZlOne».
La dirigente scolastica e i
suoi collaboratori hanno predisposto «la messa in sicurezza cautelativa degli spazi e degli uffici di presidenza, vicepresidcnza, magazzini, laboratori, ascensori e contatori di
energia elettrica al fine di evitare qualsiasi eventuale danno o
utilizzo improprio dei beni immobili e dei servizi pubblici
della scuola». La preside fa sapere inoltre di riservarsi di
«esporre regolare denuncia e
richiesta di sgombero da parte
degli organi competenti per
danno all'erario, interruzione
di pubblico servizio, occupazione illecita di pubblico edificio e lesione del diritto allo studio di tutti gli studenti che non
condividono la scelta dell'occupazione illegale della scuola». E intanto per tutti gli altri
studenti frequentanti i due
plessidelliceo artistico <<un' organizzazione scolastica straordinaria» sarà predisposta presso l'edificio succursale di viale
del Pinturicchio «fino al normale ripristino delle attività
educativo-didattiche e amministrative nella sede centrale
di via di Ripetta».
I «dissidenti» sui banchi
Per chi non fa autogestione
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lezioni nella sede succursale
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Settimanale
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Domande
e risposte
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Risponde
ALESSANDRO
Il>RiSCIlANDARO
presidente della
Associazion@
pedagogisti Italiani
Negli Stati Uniti vi hanno già
rìl'll.lndato iii in Finlandia non si
insegnerà più dal 2016. Ma è una
buona scelta per l'educaIione El la
formazione culturale dei bimbi?
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Non lo è affatto. Anche in Italia se
ne parla, perché ormai nella scuola
regna una logica semplificativa,
deleteria per l'apprendimento.
Qualsiasi difficoltà diventa un disturbo, che non viene affrontato,
ma aggirato con una dispensa.
Nelle scuo!e cresce il ruolo degli
psicologi, che catalogano ogni pro-'
blema educativo come materia di
cure. Se un alunno fa fatica il leggere è dislessico, se sì concentra
poco è discalcolico, e così via. Anziché superare l'ostacolo con "insegnamento, adoperando tutta la
pazienza necessaria, lo si aggira
infilando il bambino in una categoria protetta ed esonerandolo dai
suoi obblighi. Così però non impara, perché non viene messo alla
prova. Togliere dall'istruzione elementare ii corsivo, poiché scrivere
in stampatello è più pratico e più
veloce, è sbagliato. L'alunno deve
poter esprimere la propria personalità scrivendo, anche se il corsivo
è più difficile, invece di omologarsi
il tutti gli altri bambini con una
scrittura standard come lo stampatello. Si deve valorizzare la manualità, mentre oggi tutti scrivono
al computer pigiando su un tasto o
muovendo il dito su uno schermo.
Alle elementari io proibirei questo.
GEIm 23
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Reminiscenze asburgiche ~ Nelle elementari di Monguelfo si realizza l'istituto praticamente perfetto. Un'utopia che si fa
realtà, di legno e di vetro. Cento piccoli scolari per tre piani di giochi, materiali, libri. TI modello regionale si basa su vantaggi
fiscali (il federalismo assoluto) con qualche burocrazia di troppo. Un'isola di civiltà alpina che si tiene stretti i privilegi
Insegnare in Alto Adige
Nella
tirolese
c'è l'aula dei sogni
P
Scuola: testate nazionali
L'IMPERO ASBURGICO SOPRAWIVE nelle
piccole cose. "Siamo riusciti a ristrutturare le
scuole medie senza mai chiudere la scuola. La
burocrazia? Sì, è cresciuta. Ma non bisogna
mai abbandonare il buon senso, unico antidoto", conferma il sindaco Guido Bocher.
Come si costruisce in Alto Adige? "I bandi per
l'edilizia pubblica sono aperti a tutti, però se a
vincerli è una ditta locale le cose spesso funzionano meglio, soprattutto per la manutenzione", ragiona un docente. "Grazie a un po'
di legittima mora! suasion: se quel soffitto si
crepa, come lo vai a spiegare ai tuoi compaesani che non hai ancora provveduto a sistemare la scuola dei loro figli?".
Stephan Oberrauch, preside della media di
Dobbiaco: "Sì, da queste parti è stato costruito
molto negli ultimi anni. Stiamo facendo lavorare gli alunni in modo sempre più autonomo, e per questo servono cambiamenti
strutturali alla scuola. Non basta più il solo
insegnamento frontale, i ragazzi devono poter usare nuovi spazi per il lavoro in gruppo".
Camminiamo in un grande atrio dal pavimento verde brillante, pulitissimo. "Ecco, vede, qui purtroppo mancano i computer". Non
avete computer?, chiediamo, quasi felici di
aver trovato una crepa nella perfezione del
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rofumo di trucioli e di legno fresco. "Wil/kommen! Posso mostrarvi
il nostro atelier linguistico?" Quattro bidelle lavorano al piano secondo della Grundschule di Monguelfo, Val
Pusteria, alle 18 di un giovedì qualsiasi. Stanno dando gli ultimi ritocchi. Accolgono i visitatori con un sorriso. Al pianterreno, come
tutti i pomeriggi, il preside incontra il collegio docenti. Domani qui verrà una delegazione di quindici insegnanti dalla Toscana,
per imparare e, forse, provare a copiare.
Non è un caso che quando gli italiani si riferiscono a un luogo dedicato esclusivamente
ai bambini utilizzino un termine tedesco, Kinderheim. In un'Italia in cui nel Duemila l'edilizia scolastica sembra essersi quasi fermata,
in cui spesso le lezioni trascorrono al freddo
e all'umido, c'è un posto dove si continua a
costruire e a ristrutturare. Alto Adige - Siidtirol, 5.500 docenti per 44mila studenti nelle
sole scuole di lingua tedesca (!'istruzione qui
è ripartita nei tre corpi
linguistici, ci sono anche italiani e ladini),
472 Euro spesi all'anno
per ogni alunno. Ma i
numeri, forse, non dicono abbastanza.
A Dobbiaco-Toblach,
tremila anime in mezzo alla Val Pusteria, un
luogo incantevole dove
passava le sue estati
Mahler e dove la Belle
Époque mitteleuropea
produsse uno dei suoi
microcosmi fiabeschi,
l' asilo-nido e l'asilo
trovano posto insieme
alla biblioteca comunale, in una struttura di
legno laminato inaugurata nel 2011 e costruita, neanche a dirlo, in tempi record,
meno di due anni. So-
no le quindici, i bambini stanno per uscire,
sul prato di fronte
all' ingresso c'è una piccola folla. "I genitori
devono restare fuori.
Perché è la casa dei bambini. E poi perché
così si abbattono i costi di pulizia: qui c'è
freddo otto mesi all'anno ... ", spiega un inserviente. La biblioteca al piano superiore rigorosamente in due lingue - è dedicata a
Max Glauber, cittadino illustre e pioniere
della tecnologia radiofonica. Di famiglia
ebraica. Sul tetto, un giardino pensile che
funziona anche come isolante termico. "Tutto è concepito come una sorta di abbraccio
associativo", conferma il consigliere comunale Christian Furtschegger, mentre nella
piazza pedonale del paese, silenziosa, salgono
le note dei fiati della banda locale, che fa le
prove direttamente nella scuola.
Codice abbonamento:
di Francesco Chiamulera
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Quotidiano
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sistema. "Sì, certo che ce li abbiamo. Nell'aula
di informatica. Intendevo: mancano i computer, in questa sala".
San Candido-Innichen è l'ultimo paese italiano prima dell'Austria. Ma già ci scorre la Drava, affluente del Danubio: siamo nel bacino
del Mar Nero, l'Italia è lontana. Qualche chilometro a est c'è Lienz, capoluogo dell'asttirol, luogo molto meno opulento e dolce del
sudtirolo italiano: di là casermoni stile Germania Est e mercerie con certe vetrine che
sarebbero state considerate retrò negli anni
Sessanta; di qua, in Alto Adige, sale da tè e
centri wellness. Segno che - oltre all'impeccabile organizzazione - la provincia autonoma ha anche una certa, diciamo così, dotazione economica. Ma i soldi sono soprattutto
usati bene. Il professor Hans Mairhofer negli
anni Sessanta seguì la costruzione della nuova
scuola: "Rispetto al progetto iniziale, a lavori
ultimati avanzava un milione di lire di allora",
ricorda. Una bella somma. "Andammo in crisi. Non sapevamo come spenderle".
Nelle elementari di
Monguelfo si realizza la scuola praticamente perfetta.
Un'utopia che si fa
realtà, di legno e di
vetro. Cento piccoli scolari per tre
piani di giochi, materiali, libri. Anche
a trenta chilometri
di
distanza,
nell"'italiana" San
Vito di Cadore, c'è
un asilo nuovo e
bello, ma questa
A ti--itali
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ad
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in grado, in questi anni, di forgiare l'esperimento multi culturale sudtirolese, dove il
bilinguismo e il rispetto tra minoranze sono indiscussi. Il dominus è stato, per oltre
vent'anni, Luis Durnwalder, equivalente
altoatesino di un Helmut Kohl, carismatico
e moderato, straordinaria figura di consenso e insieme di mediazione. Ma anche il
mandato di Durnwalder doveva prima o
poi finire. Alle provinciali dell'anno scorso
la Svp ha eletto diciassette consiglieri su
trentacinque, con il nuovo presidente Arno
Kompatscher, e si è fermata al 45%: poco, a
fronte delle storiche percentuali oscillanti
intorno al 60. La stella polare, dal punto di
vista ideologico, per le formazioni della
nuova "destra" altoatesina, sono i partiti
austriaci "della libertà" di Jéirg Haider prima e di Heinz-Christian Strache ora.
Codice abbonamento:
un voto su quattro. E in alcune vallate interne, come in Val Passiria e a Campo Tures, sono oltre al 40%. Cresce a doppia velocità in Alto Adige il voto per le formazioni estreme e populiste. La somma dei
voti di Freiheitliche e Siidtiroler Freiheit, le
due liste autonomiste radicali scaturite dal
consenso personale rispettivamente di Pius
Leitner ed Eva Klotz, ha fatto segnare un
record storico alle provinciali 2013, e comincia a preoccupare il partito che è stato
per sessant' anni il grande collettore di voto
"etnico" germanofono, la centrista Siidtiroler Volkspartei. Una sorta di balena bianca che soffre, com'era forse inevitabile, della decennale mancanza di alternanza alla
guida della provincia, ma che è stata anche
Scuola: testate nazionali
scuola è imbattibile. All'ingresso il
"laboratorio manifatturiero", un lungo tavolo dove si
seccano le stelline
natalizie di pane e
sale, mentre un lato
è occupato da un
piccolo forno (vero), lavandino e
bancone. Tutto ad
altezza ottanta centimetri, per i cuochi di domani. Al
piano superiore un mosaico di quadri colorati
sotto la scritta Malen Wie Kandinsky, dipingere
come Kandinsky, su un tavolo tanti dinosauri
di plastica, "potete leggere e curiosare, ma
non portare via niente!", avverte un cartello.
Qui l'insegnamento frontale è quasi abolito:
le aule per le lezioni (banchi larghi e componibili) sono poche rispetto ai laboratori,
non ci sono cattedre, la maestra fa lezione da
una piccola scrivania in un angolo. "Spesso
diamo i compiti da fare ai ragazzi e poi li
mandiamo in giro per la scuola a cercare i
materiali che servono". Cos'è quella sala dietro alla vetrata, con i pouf rossi? "L'aula di
fuga. È adibita ai sogni", spiega molto germanicamente. Si fa tardi nel piccolo paradiso
scolastico sudtirolese. "State già andando?
Non volete vedere la scuola media, con il laboratorio di falegnameria? E la sala di matematica? E le sale degli esperimenti?". Poco
importa che il modello Alto Adige si sostanzi,
anche, di un oggettivo privilegio fiscale (il
federalismo assoluto). In questa isola di civiltà alpina, si finisce per fare il tifo per i
privilegi.
a tutta forza
anno fatto dell'anti-italianismo la
H
propria bandiera. Alle provinciali del
2013 hanno raccolto, complessivamente,
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Quotidiano
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BOLZANO LA CAPITALE
Il Sud-Tirolo, Alto Adige, è una sotto
regione con capolouogo Bolzano. Ci
vivono 500 mila persone in una superficie di 7400 chilometri quadrati.
DALL'IMPERO ALL'ITALIA
Con la fine della Prima Guerra Mondiale l'Alto Adige passa dall'impero
Asburgico all'Italia. Dopo la politica
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fascista di italianizzazione l'Alto Adige ha ottenuto uno statuto di autonomia.
DIVISI IN TRE GRUPPI
Gli abitanti sono suddivisi in tre gruppi linguistici: il 70% della popolazione
appartiene al gruppo linguistico tedesco, il 25% a quello italiano e il 5% a
quello ladino.
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Legno c luee per aule e palestre modello, tra Dobbiae<:J c Monguelfo
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Giranttsta
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14-12-2014
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Pazzi per la scuola:
se il prof perde la testa
di Giuseppe Candido
insegnare si diventa
matti? Oppure, solo i
matti fanno gli insegnanti? Per Vittorio Lodolo D'Oria,
medico specialista che si occupa
del "disagio mentale professionale" del corpo docente dal
1998, e al quale molti docenti
hanno rivolto questa domanda,
"sono vere entrambe le cose".
Ma il problema, aggiunge, è che
"entrambe le cose non sono note". Pazzi per la scuola, il burnout degli insegnanti a 360°:
Prevenzi one gestione in 125
casi, è il titolo completo di una
delle sue "fatiche editoriali" (AIpes ed., 2010, pag.356, Isbn
9788865310021) nella quale
spiega come, quella del docente
sia, in realtà, una "professione
usurante" tanto da poter "far impazzire anche i più sani". Come
lo stesso autore ha spiegato a
una nutrita platea di docenti intervenuti al convegno a Lamezia
Terme organizzato dalla Gilda di
Catanzaro lo scorso anno scolastico, si tratta di «Una raccolta di
storie, esperienze e testimonianze di professori stakanovisti, di
docenti scoppiati, di insegnanti
ammalati, che si aggirano nelle
aule come zombie, senza che
nessuno li aiuti, e al contempo
protegga la giovane utenza».
siderazione sociale ed economica, può risultare usurante. Incurante di tutto ciò oltreché del fatto che gli stipendi dei docenti
italiani sono tra i più poveri
d'Europa (cosa che influisce non
poco sulla tranquillità e sulla
psiche), il Governo del rottamatore, con la proposta di riforma
della scuola, paradossalmente titolata "La buona scuola", anziché valorizzare vuole peggiorare
la dignità e il ruolo stesso degli
insegnanti, bloccando loro gli
scatti, un minimo di aumento salariale che oggi hanno, e condannandoli al salario d'ingresso.
Anziché riconoscere loro quanto
già fanno con i loro stipendi assai inferiori a quelli dei colleghi
europei; anziché stabilizzare i
precari come chiede la Giustizia
europea, per "la buona scuola" si
pensa a racimolare il gruzzolo
necessario a fare l'assunzione di
150mila precari, bloccando loro
e a tutti i docenti gli scatti fino al
2018, e istituendo la banca delle
ore da recuperare per non pagare
più supplenze. Siamo pazzi?
Pazzi per la scuola? Macché: qui
è la politica italiana che è diventata pazzesca, ubriaca dalle prebende, dalle tangenti e da malaffare, oltreché immemore del fatto che, solo investendo sulla
scuola, sui saperi di base e sulla
ricerca universitaria, si può davvero sperare di invertire la rotta
di un paese che non cresce più.
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A
Il libro non esamina tutte e tre le
diverse "popolazioni" di docenti che il titolo riesce, invece, come evidente intenzione dell'autore, ad evocare: quella degli
"insegnanti eroici", fortemente
appassionati alla loro professione alla quale dedicano "anima e
corpo" tanto da risultare folli
agli occhi dei più; quella dei
"docenti stressati, logorati, se
non addirittura impazziti", a
causa di 1000 problemi non solo
scolastici; e quella dei docenti
che, invece, sono risultati "affetti da una vera e propria psicopatologia": 2,4% psicosi e 12% con
disturbi depressivi, secondo le
fonti europee, del 2008 utilizzate dall'autore.
In pratica significa che, su un milione di insegnanti italiani, mediamente, 24mila sono psicotici
e 120mila depressi. Per l'autore che si concentra su quest'ultima
- non c'è dubbio che, quella del
docente sia un professione "particolarmente esposta ad usura
psicofisica", tanto da farne uno
di quelle professioni che chiama
"helping profession", per le quali la vigente normativa per la sicurezza (D. Leg.vo 81/2008,
art.28) prevede che siano «individuati e contrastati i rischi specifici della professione e lo stress
da lavoro correlato». Non ci sono
solo i disturbi vocali, quindi. Insegnare, anche per la scarsa con-
del
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mi
Settimanale
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I
PROPOSTA PER LA SCUOLA
di Claudio Giunta
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a ventottenneG. è una studiosa eccellente: si è addottorata
quest'anno col massimo dei
.
voti,.«dà una mano in università», ma senza alcuna prospettiva di assunzione o di
contratto (troppo giovane, non ha potuto fare il concorso che - un grato pensiero ai dirigenti del Miur, se mi stanno leggendo - ha
saturato l'università per il decennio avenire), e per il resto lavora come cameriera, soprattutto d'estate e durante le feste di Natale. Le piacerebbe insegnare a scuola, qualsiasi scuola, dalle elementari ai licei, ma non
può, perché - troppo impegnata col dottorato' che se preso sul serio è molto gravoso non ha fatto il concorso per l'abilitazione
(Tfa) bandito due anni fa, né ha potuto accedere al Percorso abilitante speciale (Pas) riservato a coloro che avevano un' esperienza
d'insegnamento di almeno tre anni (troppo
giovane, di nuovo), né potrà iscriversi al
"percorso abilitante" biennale che il Ministero e le università stanno organizzando
per i prossimi anni.
È un grosso errore, e un grosso spreco.
Dovremmo agire in modo tale da permettere alla ventottenne G. di andare, subito, a
insegnare: lei e quelli come lei, gli addottorati d'Italia, dovrebbero avere la possibilità
di entrare immediatamente nelle scuole,
senza ulteriori corsi, prove, concorsi. Nel
dossier ministeriale intitolato La buona
scuola, che consta di 136 pagine, le parole
dottorato e dottorandi neanche ci sono: co-
L
Sarebbe anche un modo sensato, spiccio,
per nulla dispendioso, di ridare un senso
all'istituto del dottorato. Perché temo che,
se continua così, i concorsi di dottorato cominceranno ad andare deserti: se un laureato in filosofia sa che, conseguito il dottorato, avrà scarse possibilità ditare carriera accademica (perché così stanno le cose) e nessuna possibilità di insegnare (perché avrebbe dovuto frequentare il biennio abilitante),illaureatoinfilosofiacipenseràduevolte prima di fare un dottorato. Quanto agli
scienziati, non tutti (e non tutte, in ispecie)
sono disposti a fare un dottorato in fisica,
se sono quasi certi di dover poi andare
all'estero per lavorare: sapere di poter almeno insegnare a scuola, in Italia, potrebbe
convincere i dubbiosi a tentare la strada della specializzazione, con beneficio per loro,
per i loro studenti e per la collettività.
La collettività, appunto. Tendiamo infatti a dimenticare che il dottorato.costa molti
soldi alle università, cioè soprattutto allo
Stato, ma allo Stato apporta un beneficio
miserrimo, dato che soprattutto nelle discipline umanistiche è molto esiguo il numero
degli addottorati che fa carriera universitaria o che può spendere quel titolo in un'altra professione (almeno in Italia: all'estero
le cose stanno diversamente, la sigla Ph.D.
fa il suo effetto, e anche per questo tanti dottori di ricerca formati a nostre spese lasciano il Paese): dal momento che investiamo
in questi giovani, pagandoli per tre anni,
non si vede perché non si debba, poi, farli
lavorare per lo Stato, se hanno voglia di farlo. Questi insegnanti addottorati toglierebbero il posto agli aspiranti insegnanti che
sono iscritti nelle graduatorie, o agli abilitati? sì, toglierebbero qualche posto, ma non
molti. In Italia gli addottorati sono, ogni anno, circa diecimila, ma per gran parte costoro non ci pensano nemmeno, ad andare a
insegnare a scuola, sicché alla fine si tratterebbe probabilmente di alcune centinaia di
persone, più che di alcune migliaia, concentrate soprattutto nei settori delle cosiddette
scienze speculative.
La cosa non dovrebbe essere troppo difficHe: immagino cioè che rientri tra i provvedimenti che un ministro - e il Ministro
attuale sa, per fortuna, cos'è la formazione dottorale - può prendere senza dover
riscrivere i principi fondamentali della
Costituzione.
RIPRODl1ZIONE RISERVATA
(t;
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Codice abbonamento:
Bisognerebbe
permettere
a questi giovani
di insegnare
senza ulteriori
esami e concorsi
me se quei giovani studiosi non avessero alcun rapporto con la scuola, come se fossero
incamminati verso un futuro che non può e
non deve avere alcun rapporto con l'insegnamento scolastico. Ed è così, infatti, ma ripeto - è un errore.
Tra loro ci sono persone che non sono veramente tagliate per l'insegnamento medio o superiore? È possibile, anzi è sicuro.
Ma da un lato è anche probabile che - per la
coscienza di sé che si ha a ventott'anni, e
che non sempre si haa ventitrè - questi dottori di ricerca sappiano di essere negati
all'insegnamento, e decidano di percorrere
altre strade: che si eliminino da soli, insomma. Dall'altro, possibilità di insegnare a
scuola non significa diritto incondizionato
a farlo, e si possono pensare facilmente degli strumenti di verifica e selezione. Un colloquio approfondito con il dirigente scolastico è la cosa più ovvia: non assumono così, le aziende? Ma poi bisogna ricordare che
ogni dottore di ricerca è stato seguito per
tre anni da un tutor scelto tra i suoi docenti
universitari, un tutor che si sarà fatto
un'idea sulle sue chances di essere un buon
insegnante: al tutor, dunque, potrà essere
chiesto un parere motivato in questo senso.
Tra i dottori di ricerca ci sono persone
che hanno passato anni a glossare NOlillO
di Panopoli ma non conoscono neppure i
rudimenti della pedagogia? Sicuro anche
questo. Ma sono tutte persone che conoscono bene le discipline che insegnano, e che
con un po' d'esperienza, qualche buona
conversazione con dei pedagogisti intelligenti, all'università (o con colleghi più anziani, nella scuola) e un po' di letture impareranno anche a essere dei buoni insegnanti. Per essere ancora più chiari: sono persone abbastanza mature da non aver bisogno, dopo ventun anni di studi, di un altro
anno di lezione sul brainstonning e il cooperative leaming, così come non hanno bisogno di altre lezioni (mie, per ipotesi) di letteratura italiana, o di storia, o di matematica
(se ne hanno bisogno vuoI dire che non dovevano essere ammesse al dottorato, e che
l'errore è stato fatto prima). Buone letture
integrative, specie su questioni di didattica
che non hanno approfondito a scuola, buone conversazioni con specialisti di pedagogia, tirocinio semestrale in classe: e basta.
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Dottorati in cattedra
Quotidiano
IL ,,"~MATTINO
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La recita di Natale a porte chiuse: genitori in rivolta
Cristina Cennamo
Genitori esclusi dalla tradizionale recita difine anno dei propri figli. Accade a Napoli, nell'accorsata scuola
comunale dell'infanzia Agazzi" di
via Orazio, dove a sorpresa mamme
epapà si sono visti vietare l'ingresso
all' evento tanto atteso. La scuola infatti, spiegano i genitori in preda
all'ira, non consentirà neanche ad
un solo genitore per alunno di assistere alla recita di Natale dei bambini perché, gli è stato detto, «una maestra lo scorso anno si è sentita male
per colpa della troppa folla presente
in aula durante la recita ed ha fatto
causa al Comune di Napoli» spiega
in rappresentanza dei genitori Gaetano Trapanese.
Insomma: dopo il saccheggio,
misero le porte di ferro. Peccato che
qui non si parli di un monastero con
AII'Agazzi
di via Orazio
piccoli attori
inscena
senza pubblico
«per evitare
sovraffollamento»
dai racconti dei bambini, una cattiveria che trovo assurda, incomprensibile' inhriustificabile. Spero vivamente che si cambi idea quanto prima».
La scuola in questione, commentano ancora i genitori, è dotata di
spazi molto grandi, ed in ogni caso
si sarebbe potuto optare per un calendario di recite a rotazione classe
per classe mentre la recita sarà fatta
dai soli bambini a porte chiuse. Presi dallo sconforto, quindi, mamme e
papà hanno comunicato il tutto al
sindaco di Napoli Luigi de Magistris, il quale a sua volta ha posto il
problema all'assessore alla scuola
Annamaria Palmieri la quale ha così
risposto a Trapanese: «Ho già provveduto a chiedere delucidazioni al
dirigente di municipalità competente. Appena avrò ricevuto una risposta, gliela trasmetterò sperando che
sia risolutiva». Un primo harlume di
speranza per le famiglie dell'Agazzi.
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U
oggetti preziosi da tenere al sicuro
ma semplicemente del desiderio legittimo di tanti nonni, genitori e zii
che hanno voglia di emozionarsi davanti ai primi passi nel mondo dello
spettacolo dei loro hahy attori.
«Quando in ufficio i miei colleghi
hanno iniziato a chiedere ore di permesso per assistere alle recite di Natale dei!oro figli - racconta Trapanese - ho realizzato che a pochi giorni
dalla chiusura natalizia delle scuole
non sapevo ancora nulla della recita
della mia. Ho chiesto, quindi, lumi
alle sue maestre e mi è stato risposto
che la direzione della scuola non
aveva autorizzato la presenza dei genitori allo spettacolo dei bambini
per via dell' eccessiva affluenza registratal'annoscorso.Mache, comunque/lo spettacolo avrehbe avuto luogo ma a porte chiuse, cioè con la presenza solo di bambini e maestre.
Inutile ogni tentativo di proporre soluzioni alternative anticaos: lo spettacolo potremo soLo immaginarlo
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Settimanale
laDiscussione
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Foglio
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Data
e in cui non cisano
prodotti di scarto ma
le ponendo al centro la <:ncr.:,....ihiljl-ò
ambi4:mtale, sociale
econo~
Per questo Ci occupiamo
I GIochi di tecnologie e soluzioni che
aiutino a risolvere il problema
di riferimento
del "fine vita" di tanti prodotti
per abbattere l'impatto
di utilizzo quotidiano; le biopla-
,.,
ambientale
stiche garantiscono prestazioni
te.cnicamente p.aragohabili ai
di
dell'intera
manifestazione. la fami-
materiali tradizionali ma possono
glia Mater~Bi di bioplastiche biodegradabili e
compostabili prodotte da
Novamont, si sta imponendo com€ uno dei madi rìferlmentoper
ìl packaging alimentare
e
la ristorazione in
virtù delle
stiche di
.N·
..
.
ter- ovamont.
mica, biodegradabilità e com068391
postabilità,c~e
un vero e
valore aggiunto
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Codice abbonamento:
nel caso dì prodotti contaminati
da avanzi di cibo e il cui riGido
estremamente com,
plesso e scarsamentee.fficiente
ecònomicamente e· a.rnbiei1t,Ustampa
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Settimanale
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CONTROMANOVRA:
E
Tagli alle spese militari e alle scuole private, patrimoniale, tasse sui beni finanziari.
Ecco come trovare le risorse per il reddito minimo, il trasporto pubblico, la
stabilizzazione del personale precario nella sanità e la lotta alla dispersione scolastica
na manovra da 27 miliardi che
chiude in pareggio. Ecco alcune delle scelte di Sbilanciamoci
per <<un esercizio di democrazia dal basso». Le entrate arrivano dal fisco e dalla
finanza: manovra Irpef, tassazione di patrimoni e capitali scudati, aholizione della cedolare secca ma anche del condono
per i concessionari di video giochi. E ancora: tagli alle spese militari (+3,6 miliardi rispetto al 2014 e +3,5 miliardi rispetto
al 2015). Nei dettagli: riduzione del per-
sonale delle Forze armate (entro il 2017
e non il 2026) a 150mila unità (+1,5 miliardi), taglio degli F;35 e dei sommergibili U212 (+710 milioni). Al contrario spese per 200 milioni per riconvertire l'industria militare, cosÌ come 10 servitù militari in progetti di sviluppo locali (25 milioni). Per il Servizio civile previsti 200
milioni (invece dei 65 della Finanziaria).
Un altro settore importante è l'istmzione. Tra le entrate, sostituire l'ora di religione con storia delle religioni o con in-
Dalla tassazione dei patrimoni finanziari Sbilanciamoci calcola che si possano ottenere entrate per4 miliardi. E dalla riduzione della franchigia sulla tassa di successione 0,9 miliardi. Nei dettagli la patrimoniale consiste in questi punti: a)
introduzione di un'imposta complessiva sul patrimonio (immobiliare e mobiliare) ad aliquote progressive. In particolare, quando si tratta di immobili prevede una redistribuzione
a parità di gettito (esentando i ceti bassi e incidendo di più sui
grandi patrimoni). Nelcaso invece della componente finanziaria, le entrate previste di 4 miliardi sono equamente divise tra beni di famiglie e di imprese. Altri introiti dalla tassa sui
capitali scudati e sui capitali che rientrano dall'estero. Secondo la Banca d'Italia i capitali detenuti all'estero non dichiarati vanno dai 124 ai 200 miliardi. Sbilanciamoci propone di applicare un'aliquota una tantum del10% sul capitale scudato. L'entrata prevista, secondo l'ipotesi che solo 50
miliardi dei beni scudati siano ancora presenti nelle
società fiduciarie, è pari a 5 miliardi.
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La manovra sull'lrpef, ipotizzata da Sbilanciamoci, nel suo
insieme produrrebbe un risparmio di 1,6 miliardi. Ecco come: a) riduzione di 1 punto delle aliquote sull e Il scaglione
di reddito Irpef. b) aumento dell'aliquota sullV scaglione
(da 50.001 a 75.000 euro) dal41% al44% e dell'aliquota sul V scaglione (oltre 75.000 euro) dal41% al47% fino a
100mila euro e al50% oltre i 100mila, con creazione di un
VI scaglione. c) abolizione della cedolare secca sugli affitti
a canone libero e rientro nella base imponibile Irpef.
d) abolizione dell'attuale regime di tassazione separata al
26% per le rendite finanziarie (esclusi i titoli di Stato) da far
confluire nella base imponibile Irpef, con conseguente assoggettamento ad aliquote progressive.
I primi due punti (a e b) porterebbero meno entrate
(-1,7 miliardi), ma dall'abolizione della cedolare
secca arriverebbero 800 milioni e altri 2,4 miliardi dall'assoggettamento all'lrpef delle rendite finanziarie.
segnamenti alternativi significa un risparmio di 1,5 miliardi di euro, altri 471
milioni arrivano dai tagli alle scuole paritarie private. Più risorse per diritto allo
studio, edilizia scolastica e l'offerta formativa, mentre 200 milioni dovrebbero
andare per stage, altenlanza scuola lavoro e didattica. Tra le entrate, 1,5 miliardi
dai tagli alle grandi opere, mentre oltre 2
miliardi vengono destinati in più ai fondi
delle politiche sociali e all'abbassamento del ticket.
clon.coc
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IU~I)I)I'I'() l\(lIl~Il\(I()
4I.VUI.IlUU)I
13-12-2014
24/25
2/2
l'IA1~() 1)I~1.I.A\,()Im ~1l\(lII.IlUU)I
Contro la visione del neoliberismo che considera «il lavoro
pubblico una spesa "sterile"», Sbilanciamoci propone invece
"un piano per il lavoro e peril benessere". Il costo complessivo è di 4 miliardi di euro. Quattro i settori su cui concentrare le risorse. Il primo è la riqualificazione del trasporto publico
su rotaia. Con 10 milioni di euro per chilometro si possono realizzare, investend03 miliardi l'anno, 300 chilometri di linee
ferroviarie a due binari.Aumentando l'efficienza della mobilità pubblica si ottengono: più competitività per le imprese,
maggiori risparmi peri cittadini e più tutela ambientale. Un altro settore è la revisione della politica sanitaria con la sta bilizzazione del personale paramedico precario. Così come è
prevista l'assunzione di figure professionali stabili nelle scuole anche come deterrente contro la dispersione
scolastica. L'ultimo investimento in grado di produrre
lavoro e benessere è la messa in sicurezza del territorio dal punto di vista idrogeologico, oltre alla tutela
del patrimonio culturale e paesaggistico.
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Per Sbilanciamoci l'introduzione del reddito minimo garantito non si può più rimandare. «Il nostro sistema di welfare è,
per frammentarietà e categorialità dell'intervento, del tutto
insufficiente nell'offrire tutele adeguate ai soggetti più esposti ai rischi di esclusione sociale», scrivono gli economisti. Il
reddito di cittadinanza e il reddito minimo garantito (500 euro mensili) vengono considerati gli strumenti adatti per contrastare la povertà e per ridurre le diseguaglianze redistribuendo la ricchezza. Sbilanciamoci prevede un primo intervento rivolto ai cittadini in stato di povertà assoluta: per circa
764mila persone la spesa sarebbe di 4 miliardi. Vengono individuate anche le risorse. Si ottengono 1,5 miliardi attraverso
un'imposta addizionale su 3 milioni di imprese attive «che
non impiegano lavoro dipendente, così da distribuire anche sulle imprese il carico del finanziamento del welfare oggi concentrato solo su lavoratori e pensionati».
Una tassa ulteriore una tantum sui capitali scudati
garantirebbe altri 2,5 miliardi.
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31
1 /3
copiare è uno sport nazionale
che forma adulti poco virtuosi
Ricerca ISbirciano due liceali su tre, al Sud cinque volte di più che al Nord.
La consultazione pubblica La
Buona Scuola, attraverso un sito internet dai font argentati e comunicativi, ha stimolato un dibattito su
molti aspetti della proposta di riforma dell'Istruzione del ministro
Giannini. Non ha affrontato però la
questione del comportamento in
classe dei ragazzi.
A prima vista sembra corretto
che i punti prioritari siano altri, ovvero quelli evidenziati dalla stampa: la performance accademica dei
nostri istituti secondari è sotto la
media Ocse; sono precari ben 460
mila supplenti; l'infrastruttura delle scuole è fatiscente e pericolante.
Che saranno in confronto degli 8 in
condotta?
Proviamo a cambiare paradigma: e se negli aspetti comportamentali risiedesse una leva per migliorare non solo la performance
accademica dei nostri ragazzi ma
anche il Paese? Possiamo capirci di
più grazie a uno studio prodotto dai
Global Shapers e Quattrogatti.info,
che tratta il tema del cheating: l'imbroglio scolastico degli studenti (e
talvolta degli insegnanti) - in parole povere: il copiare.
Hai copiato?
Nelle nostre scuole la disonestà è
dilagante. Chi si è seduto dietro a
una cattedra lo sa per esperienza
vissuta. Lo conferma anche un'indagine demoscopica del 2012 svolta da Marcello Dei (Università di
Urbino) che ha stimato che 2 liceali
italiani su 3 copia in classe. Molti
ancora si limitano al lasciar copiaII1II
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ad
re. Altri non avranno voluto ammettere la propria disonestà ai sondaggi.
Ogni anno, l'Invalsi somministra
test standardizzati (Snv) a centinaia
di migliaia di studenti di quasi tutti
gli istituti primari e secondari italiani. E ogni anno, molti studenti e docenti si mobilitano per boicottare e
sabotare i quiz. Oltre a pubblicare i
risultati aggregati, l'Invalsi ha dunque iniziato ad approssimare un indice di cheating che stima la severità
di questi comportamenti. L'Invalsi
usa questo dato per derivare i punteggi ai test al netto degli imbrogli.
Analizzando questi dati, lo studio evidenzia che il cheating, oltre
a essere complessivamente molto
radicato, varia di intensità a secondo dell'area geografica. Negli
ultimi 3 anni, di media, nelle 20
provincie (tutte nel Meridione) in
cui è stato misurato l'indice di
cheating maggiore, questo parametro è stato cinque volte più alto
che nelle 20 provincie più virtuose
(tutte al Nord). Ad Avellino si copia lO volte più di quanto lo si faccia a Bolzano. E stando ai risultati
della ricerca, il cheating avviene
maggiormente laddove i risultati
accademici dei ragazzi sono carenti e il benessere socio-economico è
meno diffuso.
Ma questo spiega solo in parte un
divario così vasto. Una ricerca della
Banca d'Italia ha ipotizzato che le
dinamiche così diverse tra provincie del Nord e del Sud possono essere dovute a differenti livelli di capitale sociale: la maggiore coesione
sociale e il rispetto per le regole del
Nord si manifesterebbero dunque
anche in classe.
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Pedagogia e società
Per la maggior parte della popolazione adulta italiana che ha trascorso almeno una dozzina d'anni
dietro i banchi di scuola, questi tavolini di compensato rappresentano più di un mero strumento di apprendimento. Sono stati piste di atterraggio per aeroplanini di carta e
tavole su cui incidere dichiarazioni
d'amore (nel mio liceo talvolta i tuboIari di acciaio venivano usati come arma da combattimento).
Questa cognizione nostalgica ed
emotiva, seppur a prima vista poco
irrilevante ai fini del dibattito sulla
Riforma, coglie in pieno una dimensione centrale della nostra
esperienza formativa: quella sociale. Come ricordano le migliori tradizioni della filosofia pedagogica,
in particolare Dewey, la scuola è sì
un luogo dove i ragazzi si formano
su determinate materie, ma è soprattutto la prima esperienza del
vivere in società.
Le abitudini che acquisiamo a
scuola diventano componenti della
nostra bussola morale da adulti.
Guardando le mappe di questa pagina, notiamo che le province in cui
i ragazzi copiano di più alle prove
Snv sono quelle con il più alto tasso
di evasione fiscale. Vale la pena
chiedersi se, diffondendo una cultura di rispetto delle regole già nelle
scuole, si possano ottenere comportamenti più virtuosi tra gli adulti.
La scuola migliore
Le attitudini sociali apprese a
scuola, oltre a essere importanti di
per sé, possono avere un impatto
indirettamente sui risultati accade-.
mici e professionali dei ragazzi. Dinon
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LORENZO NIEWMAN
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E i dati coincidono con quelli dell'evasionefiscale. Unjènomeno legato
alla minore coesione sociale. Eppure la riforma Giannini non nefa cenno
•
Settimanale
pagma
99
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versi studi pedagogici statunitensi
stanno evidenziando come quanto
più i ragazzi sono abituati a fallire
accademicamente per poi riabilitarsi, tanto più sono motivati a mi-
gliorarsi. Combattere l'attitudine a
copiare significa dare loro questa
occasione. Abituare a test più affidabili e rigorosi consente di infondere una cultura del merito già in
13-12-2014
31
2/3
tenera età.
Appare dunque una lacuna non
trascurabile il fatto che tra i 12 punti programmatici della Riforma
Giannini, non vi sia neppure un accenno alla formazione sociale dei
ragazzi.
le abitudini che acquisiamo
a scuola diventano
componenti della nostra
bussola morale da grandi
III> I DATI
Cheatlng e Indice di benessere socio-economico
Cheating in percentill
media test analisi 2011-2013
Indice di cheating
0.3
0.3
0.2
0.1
0F-------------~--.---------~
-0.1
u
-0.2
W
~
§
-0.3
098
0.96
0.94
0.92
Cheating e voto in pagella
77
0.9
0.88
0.86
0.84
media test Invaisi 2011-2013
Ind (e di cheatlr.g
7.6
7.5
74
7.3
7.2
I
71
I~
~9
a
I~
6E
6.71....-----------------1·
~
o
0.96
0.94
0.92
0.9
0.88
0.86
0.84
40
60
80
100
La distribuzione geografica del cheatrng alle prove SNV 2013
dove 20 è il valore massimo e 100 il valore minimo
dati INVALSI. elaborazione Quattrogatti - Global Shapers
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98
20
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Corrie.onomia
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Foglio
1
Corsi online, la Bocconi
sale sulla piattaforma
glese, come tutti gli altri percorsi formativi di via Sarfatti, il
programma si chiama «Bachelor of international politics and
government», sintetizzato in
«Big».
«Risponde agli standard internazionali - precisa Vincenzo Galasso, direttore del corso
in scienze politiche - con un
contenuto maggiore di analisi
dei dati, perché chi studia questa disciplina deve saper ma-
•
•
.
neggiare database per poter
fare valutazioni economicopolitiche». AI momento, il corso
· triennale è destinato a una
classe di circa 60 persone (la
metà di una classe normale). E'
in fase di studio la possibilità di
aggiungere il biennio di specializzazione in collaborazione con
la London School of Economics.
Sui banchi: circa il 40% di italiani e il 60% di stranieri. «Un
• carattere distintivo del corso è
· che al terzo anno tutti gli alunni
studieranno per un semestre
all'estero, grazie agli scambi
con altre università. Mentre,
per gli altri programmi il semestre all'estero è opzionale, in
questo corso è previsto per tutti
i ragazzi», conclude Galasso.
PAOLA CARUSO
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a Bocconi spinge sulla
formazione online. Ad
arricchire l'offerta' formativa dell'ateneo per il 2015 è
l'aumento dei Mooc (Massive
open online courses) corsi su
Internet, gratuiti e in inglese. I
primi due hanno avuto oltre 50
mila iscritti. Il terzo corso sul
web, previsto a febbraio (per 6
settimane) in «International
leadership and organization
behavior», dovrebbe interessare circa 20 mila candidati. Si
tratta per lo più di laureati tra i
25 e i 35 anni, secondo le prime
analisi del target, desiderosi di
incrementare le loro competenze (i Mooc non c'entrano con
i normali corsi di laurea). «Soltanto il 4% degli italiani si è
iscritto ai primi due Mooc precisa Luigi Proserpio, delegato del rettore per !'innovazione della didattica in Bocconi
-. Il resto degli studenti si trovava in 180 Paesi. con in testa
Stati Uniti, India e Regno Unito».
Oltre al corso online di febbraio, l'Università Bocconi, sta
progettando altre due proposte
formative su piattaforma per i
prossimi 12 mesi. «L'idea è di
sperimentare questo modello
didattico online per capire se in
futuro si può pensare di organizzare percorsi universitari di
laurea che prevedano una parte di lavoro a distanza» sottolinea Proserpio.
Tutto in aula è invece il primo corso triennale in scienze
politiche internazionali della
Bocconi, attivo dall'anno accademico 2015/2016 (con sele-'
zioni da febbraio-marzo). In in,-
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Quotidiano
LA STAMPA
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13-12-2014
9
1
Dalla Baviera a Torino
"Stipendi a parte
siete molto meglio
di come vi raccontate"
La docente: troppo pochi1200 euro
-=-
-=-
-
~~
~-~~~~ ~~i~~;:;~~=-=2-_~tt~~~1
In Italia i docenti, sono più
àperti, c'è meno il senso
della gerarchia, è tutto
basato sulla fiducia, la sala
docenti non è un tabù
Elisabeth Eberl
Docente di tedesco
in Italia dal 2002
lisabeth Eberl ha trentotto anni, è nata in Baviera ma vive in
Italia dal 2002. Un concorso la
porta a insegnare a Bassano del
Grappa, l'anno dopo è a Torino al Goethe Institut. «Gli italiani sono decisamente migliori di come vengono
raccontati e di come loro :;;tessi si raccontano», spiega. L'Italia forse no.
«Ho sempre lavorato nell'ambito
dell'insegnamento, e nel vostro Paese mi sono trovata particolarmente
bene. Corsi molto seri, colleghe aperte, fin dai primi giorni. Lo so che sembra strano, visto che siamo abituati a
sostenere il contrario, ma in Italia
E
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Universita'
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funziona anche l'Università: sono
stata assunta'neI2008, dopo ùna trafila molto professionale. Durante
questi anni non ho mai visto concorsi
truccati e scorciatoie del genere».
I problemi iriiziano quando, a fine
mese, si butta l'occhio sulla busta
paga. Ecco, in quel momento, racconta Elisabeth, la nostalgia per la
Germania si fa sentire. «È frustante:
al di .là delle Alpi un professore di
trent'anni guadagna rumeno 20002300 eUro al mese. Qui bisogna faticare per arrivare alla metà. Inoltre,
nell'ultimo periodo, gli atenei sono
stati costretti a tagliare su contratti
e personale. Le vittime sono gli studenti». Perché? «Perché il vostro
Paese investe poco nella scuola e
nella formazione professionale - dice -. Eppure i ragazzi sono in gamba,
interessati, e i professori anche. In
Italia i docenti sono più aperti, c'è
meno il senso della gerarchia, è tutto basato sulla fiducia. Un esempio:
da voi la sala insegnanti è accessibile, in Germania, invece, è un tabù».
A sentire i trenta-quarantenni, iI
tempo !,legli stereQtipi è finito. «Prenda un italiano medio e un tedesco medio: iI primo è sicuramente più interessato alla cultura, all'arte», spiega
la Eberl. Torino, poi, è un'isola felice.
«L'ho scelta perché si respira cultura
ovunque: in strada, ·nei 'musei, .trà i
palazzi. L'offerta, da questo punto di
vista, è· straordinaria». Il cinema, 51
teatro, i concerti. Mà non sonci fantasmi della Dolce Vita, passatempi per
studiosi paludati. Tra lè passioni di
Elisabeth, infatti, Mozart si incastra
tra i Coldplay e Robyn, sorta di musa
per chi ascolta musica elettronica.
Elisabeth ha vissuto l'Italia anche nei cinque anni della. grande
crisi. «L'ho vista, soprattutto tra i
ragazzi. I miei studenti fanno fatica
a trovare lavo retti, anche pensare
ad una gita all'estero ormai è diventato complicato. Da voi l'unico cuscinetto rimasto è la famiglia».
.-
ad
uso esclusivo
del
"luello che serVIrebbe, al Paese che
l'ha adottata, è uno scatto d'orgoglio. «lo la xenofobia di cui si parla
sui giornali e in televisione non la
vedo - dice -. La violenza neppure.
Le persone non pensano in bianco e
nero. Ribadisco: vi raccontate male,
la realtà è molto diversa».
[G. B.)
(\ ...
................
"
l°
Fedez
mila
Il rapperè
l'autore della
canzone più
ascoltata
in Italia negli
scorsi giorni:
Magnifico
I giovani
tedeschi
che nel 2013
hanno
visitato
l'Italia
(" .._....,.,"-)
\ ......................../
..........................
(,._..•....•./)
30
Juventus
In Italia
la prima
in classifica
ha 35 punti,
al secondo
posto c'è
la Romaa32
anni
L'età media
in cui
si diventa
genitori
in Italia
068391
_'" ;C-"":-~~~-~-~liii~'=::~o~
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-
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_~_~
.
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Quotidiano
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13-12-2014
8
1
Università di Bologna:
aumenti ai prof. meritevoli
Ponziano a pago 8
Il nuovo corso meritocratico è stato voluto dal rettore Ivano Dionigi che è unfilosolo
Più stipendio ai prof più votati
, università dà i voti.
Ai professori. E solo
i più bravi avranno
l'aumento di stipendio. Bologna ci prova. Il
rettore è un filosofo, Ivano
Dionigi. Si è armato di quella pazienza e di quella testardaggine che contraddistingue
i filosofi, ha messo al lavoro
una commissione che ha stabilito i criteri di valutazione
e adesso ha deciso di procedere: ogni professore avrà la
sua scheda col giudizio sulla
qualità dell'insegnamento e
del lavoro in facoltà.
Un nuovo corso delle
università italiane fondato
sul mento? Il buon proposito
venne avanzato dall'ultimo
governo Berlusconi, che nel
2011 approvò due schemi di
regolamento per la valutazione dei professori universitari, sulla base dei quali la
progressione economica dei
docenti è prevista secondo
esclusivi criteri meritocratici. Il ministro dell'Istruzione, Mariàstella Gelmini,
commentò: «Prosegue l'iter
di attuazione della riforma
dell'università. Finalmente
i docenti saranno valutati e
premiati sulla base di criteri
meritocratici. L'anzianità di
servizio, infatti, non poteva
restare il criterio determinante per l'avanzamento di
carriera».
TI provvedimento divise
i professOri in due schieramenti, favorevoli e contrari.
Chiosò il rettore della Sapienza di Roma, Luigi Frati:' <<I
livelli stipendiali restano i
più bassi d'Europa e questo
è grave. Mi piace, invece, che
l'avanzamento non sia automatico, ma su base meritocratica. Insieme con l'università
di Bologna stiamo costruendo
lo schema degli indicatori oggettivi nei settori umanistici
che sono più difficili da valutare rispetto alle discipline
scientifiche».
Adesso Bologna salta il
fosso. Un mosca cocchiera
poiché da quel commeIito del
ministro Gelmini quasi nulla è stato fatto per collegare
l'avanzamento economico e
di carriera a una seria analisi del merito di ciascun docente. Nell'ateneo bolognese
la quota una tantum decisa
dal governo che sostituisce gli
scatti stipendiali (cinque milioni di euro per tutte le università) sarà distribuita solo
tra i docenti che supereranno
l'»esame».
I criteri di valutazione
sono: le ore di didattica svolte dal docente, le pubblicazioni, il risultato delle ricerche, i
brevetti. Si è discusso a lungo
se inserire anche il giudizio
degli studenti. Alla fine si è
optato per il no. Troppo alto il
timore che i professori più rigidi nei voti venissero bocciati da studenti svogliati. Nella
decisione ha influito anche la
polemica per una pagina Facebook del collettivo universitario Robo con possibilità
per gli studenti di segnalare
quei docenti che, a loro giudizio, abusano del loro potere
o tengono lezioni «inaccettabili». L'iniziativa ha attirato
le attenzioni delle Procura,
preoccupata che la pagina
Facebook possa trasformarsi
in una vera e propria lista
di proscrizione. In ogni caso,
almeno per ora, gli studenti
rimarranno fuori dalla porta
del mix di valutazioni previsto per il premio ai docenti.
Si tratta davvero di una
«rivoluziòne» in grado di
rimettere sul trampolino di
lancio i nostri atenei, che
organismi internazionali
bacchettano per l'eccessivo
decentramento e la mancanza di controlli sulla qualità?
Dice il rettore, Ivano Dionigi:
«Come rettore, ma, in primis,
come professore, so. che questa università pubblica, laica
e aperta dà il meglio della
formazione che può dare. Ma
so anche, come cittadino, che
questo Paese chiede molto in
cambio».
Quindi lo sforzo è elevare la
qualità, allargando la rotta-.
mazione dalla politica all'università: meno dOJ:enti non
all'altezza e meno burocrazia.
I lacci e lacciuoli sono infatti,
per Dionigi, un freno a mano
tirato sul rinnovamento degli
atenei. Spiega: «C'è un livello
ministeriale soffocante: vincoli di spesa nell'Ffo (Fondo
finanziamento ordinario), bilancio unico, contabilità economico-patrimoniale, tutela
del ministero dell'Economia
su ogni iniziativa finanziaria,
revisori che non ci danno tregua, norme sulla trasparenza
che dissuadono ogni persona
responsabile dal dare una
mano all'università, requisiti Anvur (valutazione del sistema universitario) rigidi e
astratti per l'accreditamento
di corsi di ogni ordine e grado, senza dire della quotidia~
na resa di fronte ai tribunali
amministrativi (penso solo
alla riammissione a Medicina
di centinaia di ricorrenti, che
ci creano problemi immani).
Qualche colpo, talvolta, si riesce anche a pararlo, ma che
fatica».
Un rettore. sulle barriéate. Che adesso deve fronteggiare anche i professori che
non sono stati considerati
idonei a percepire l'aumento
di stipendio, uI).a una-tantum
che può arrivare a mille euro.
Commenta il suo braccio destro in questa operazione, il
professor Enrico Sangiorgi: «Nessuna bocciatura, ma
quando si premiano i migliori
si definiscono quelli che non
lo sono. Dobbiamo essere in
grado di sostenere le proteste
di chi non prende il premio».
D'altra parte se si pretende il merito dagli studenti è
giusto richiederlo anche agli
insegnanti: c'è una stretta relazione tra le due situazioni.
Quindi, a Bologna, nell'uni-
versità più vecchia del mondo, oltre al voto nel libretto
degli studenti per guadagnarsi la laurea, il voto in pagella
per i professori. Emissari di
altri atenei stanno arrivando
per studiarne l'esperienza. Ai
blocchi di partenza ci sono
anche, tra gli altri, Torino e
Padova.
Quello di monitorare la
qualità dell'insegnamento e
della ricerca è una questione
che tutte le università dovranno affrontare (come già
avviene all'estero). C 'è chi
preferisce prendere tempo
ma i nodi verranno al pettine.
Scontato è il fronte comune
di molti professori contro il
cambiamento. Ma tutto si gioca sulla: trasparenza e quindi
sull'indipendenza dei giudizi
(la valutazione, a Bologna,
viene effettuata da apposite
commissioni). Se prevalessero camarille e giochi di corrente, l'università italiana
perderà un'altra occasione di
rilancio.
È singolare il fatto che
di questa «rivoluzione» che
finirà per riguardare tutti gli
atenei i media finora non se
ne siano occupati nonostante
negli ambienti universitari la discussione sia accesa.
Tra l'altro il meccanismo
proposto a Bologna potrebbe
in. qualche modo affrontare
anche la delicata questione
dei professori double face,
quelli che oltre alla cattedra
svolgono un'altra professione,
dagli avvocati agli economisti, dai medici agli ingegnec
ri. Dedicando meno ore alla
didattica, essi avranno uno
stipendio inferiore. Non solo.
Sarà considerato meritorio
chi promuoverà all'interno
dell'università le ricerche finanziate dalle aziende, ÌlOn
tanto per i fondi che giungono in questo modo agli atenei
ma soprattutto per quella collaborazione tra università e
industria spesso evocata ma
assai raramente realizzata.
Twitter: @gponziano
--©RiproduzwTUJ
Universita'
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DI GIORGIO PONZIANO
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L'aumento retributivo non puo dipendere solo dall'età
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15-12-2014
17
1
FINISCE IN ARCHIVIO IL PROGETTO DA 100 MILIONI DI EURO CHE PREVEDEVA ALLOGGI PER STUDENTI
Campus dell'Vniversità addio
Il nuovo rettore boccia la cittadella nell'ex Albergo dei poveri: «Abbiamo altre priorità»
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Universita'
trattativa con il commissario straordinario del Brignole Enzo Sorvino per rinnovare il contratto d'affitto - in scadenza tra oltre ven t' anni - del palazzo dell'Albergo dei poveri dove ora ci sono quasi tutte le
aule di Scienze politiche, ma che
entro l'anno prossimo ospiterà anche gli uffici, le biblioteche e gli
studi dei docenti che ora sono a largo Zecca.
La linea dettata da Comanducci
è chiara e sconfessa i piani del suo
predecessore: l'Università resterà
inquilina del Brignole, ma non rinnoverà in larghissimo anticipo il
contratto di affitto (circa 18 milioni di euro per 50 anni) perché il
progetto della cittadella non è più
in calendario per esigenze di bilancio e quindi non è necessario allungare l'intesa.
. «L'idea è affascinante - rimarca
Comanducci - ma
adesso non se ne
parla nemmeno
anche perché abbiamo altre urgenze da affrontare:
dobbiamo trovare
spazi e aule per gli
studenti». Ai primi posti c'è il caso
della sede di Farmacia, a Sturla,
che è ad alto rl-
stampa
ad
uso esclusivo
del
schio alluvione e
viene chiusa ad
ogni allerta 1.
Progetto in archivio, a cinque
mesi dall'ultimo
vertice, organizzato
dall'allora
rettore Giacomo
Deferrari, a cui oltre ai rappresentanti del Comune,
della Regione e del
Brignole, aveva partecipato una
società con grande esperienza nella progettazione di residenze universitarie. Una riunione all'insegna dell'ottimismo,in cui sembrava fosse già stata identificata una
soluzione per finanziare la mega
operazione: «Ci sono alcuni privati
che hanno già dimostrato grande
interesse e che sono pronti a investire. Noi non abbiamo mai pensato di potercela fare da soli», aveva
assicurato l'ex rettore, lasciando
intendere che la strada era in discesa e che l'accordo era vicino.
L'entusiasmo di mezza estate
aveva contagiato anche il vicesindaco Stefano Bernini che si era sbilanciato: «C'è già uno studio di fattibilità e l'obiettivo è, a settembre,
siglare un'intesa tra Università,
Regione, Comune e la società di
progettazione per realizzare questa importante operazione».
Nessuno, però, aveva fatto i conti con Comanducci che si è insediato ad inizio novembre e, nel giro di
un mese, ha cambiato le carte in tavolae smontato il campus all'exAlbergo dei poveri.
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lA RETROMARCIA
Gli OBIETTIVI
Comanducci:
«Non è il momento
di fare
un investimento
,
COSI oneroso»
L'ex rettore
Deferrari puntava
sull'intervento
di alcuni
partner privati
destinatario,
068391
NE HANNO PARLATO per dieci
anni e qualcuno, appassionato di
voli pindarici, si era sbilanciato:
«Anche l'Università di Genova
avrà la sua Bicocca come Milano,
all'ex Albergo dei poveri». Ora non
ne parlerà più nessuno per almeno
quattro-cinque anni, poi forse verrà ripescato il progetto di un campus nella storica sede dell'istituto
Brignole, che una volta era la casa
di riposo più amata dai vecchi genovesi.
Il progetto, presentato almeno
tre volte - la prima nel 2009 - in
pompamagnacontantodibenedizione da parte della Regione e del
Comune, è naufragato qualche settimana fa. Lo ha affondato il nuovo
rettore Paolo Comanducci che, a
meno di un mese dal suo insediamento, si è confrontato con il direttore generale
Rosa Gatti e il suo
staff e ha messo
una pietra sopra,
probabilmente
definitiva, al campus universitario.
Un'operazione
complessa e ambiziosa: residenze
in grado di ospitare almeno 400
studenti provenienti da altre città e dall'estero,
aule, biblioteche,
ma anche aree destinate ai privati e
un' oasi verde: un
patrimonio di 48
mila metri quadrati da recuperare e restituire alla
città, grazie all'intervento di partner privati.
L'ultimo studio era stato realizzato da un team dell' Università coordinato dal direttore della scuola
di specializzazione in Beni architettonici e del paesaggio Francesco Musso e rappresentava un
grosso passo avanti rispetto a
quanto già realizzato dal 2009 a
oggi con il recupero dell'area in cui
sono stati trasferiti i corsi di Scienze politiche (e i dipartimenti).
Addio dunque al progetto faraonico che prevedeva investimenti
pubblici ma soprattutto privati di
almeno cento milioni di euro, e sogni di gloria. Non si farà niente per
un motivo molto semplice: l'Università non ha fondi da destinare a
un'operazione del genere e il rettore non ha intenzione di guidare
l'ateneo verso rischiosi salti nel
buio. «I finanziamenti nazionali
per l'edilizia sono bloccati - spiega
- e le risorse per l'Università sono
sempre meno. Nonè il momento di
fare un investimento del genere e
comunque ora abbiamo altre priorità».
Non è un caso che, dopo il passaggio di consegne con Deferrari si
sia immediatamente bloccata la
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GUIDO FILIPPI
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SCIENZA 5' MERAVIGLIA
di Sylvie Coyaud
ra le tappe d'obbligo in ogni
Grand Tour di nobili, letterati e sapienti dai tempi di Goethe che se ne innamorò, c'è
l'orto botanico di Padova, il
primo creato da un'universitànel Cinquecento e dal 1997 iscritto al patrimonio mondiale dell'Unesco. Unaminiatura, se si pensa ai 150 ettari dell'orto botanico di Saint Louis, nel Missouri, è una rappresentazione serena, geometrica del cosmo,
della Terra e dei suoi frutti in file ordinate,
destinati all'uomo, centro e fulcro del creato. Alla fine del secolo scorso portava male i
suoi anni gloriosi, ora i restauri sono quasi
terminati, manca solo la serra a torretta che
sarà pronta entro maggio e gli si è affiancato il Giardino della biodiversità progettato
dall'architetto Giorgio Strappazzon dello
studio VS Associati. Separato da uno specchio d'acqua dall'hortus cintus, ne è l'opposto e il riflesso. Un edificio sereno, trasparente, lungo cento metri e alto 18, in mezzo
a grandi prati geometrici, mette la flora del
mondo al centro della vita urbana e chiede
anch'esso di essere guardato con attenzione: è una pianta molto esotica.
«Una foglia», dice Stappazzon e sembra
assurdo per una struttura di vetro così vasta e ben ancorata alla collina. Eppure si
comporta proprio da foglia. All'università
che l'ha commissionata otto anni fae ha trovato i 20 milioni di euro per finanziarla, tutti dicono che "respira". Vive d'acqua, d'aria
e di sole. Pannelli fotovoltaici, vasca di raccolta delle acque piovane che ne alimentano le cascate interne ed esterne, pozzo artesiano sotto le fondamenta dal quale viene
l'acqua a 24 gradi per mantenere la temperatura ambiente, finestre che diventano visibili quando si aprono come pori per traspirare umidità, catturare il caldo o il fre-
T
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Universita'
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sco. Come la chioma degli alberi, fa respirare meglio tutti diminuendo lo smog. Le pareti opache sono rivestite dentro e fuori da
una pellicolafotocatalitica: con i raggi ultravioletti del sole, hbera l'ossigeno dalle molecole inquinanti. E sulle parti coperte del tetto -lieve e curvo come una felce, è fatto in
prevalenza di cuscini d'aria - cresce una vegetazione che diventerà alta circa 4 centi-
I La nuova
struttura del Giardino della Biodiversità
INVESTIMENTO AZZECCATO
metri e già assorbe la sua dose quotidiana
di anidride carbonica e ossidi d'azoto.
Ognuna delle soluzioni adottate è "biomimetica": applica le conoscenze attuali
sull'efficienza energetica e idrica che caratterizzano le piante rare, strane, modeste o
maestose custodite nelle serre, in una successione di ecosistemi che vanno dai tropici ai deserti. Ogni ecosistema è sovrastato
da balconate per osservarne l'insieme o godere della vista sulla città. Qui sono in mostra permanente o prestati da musei, fossili, libri, veleni, cosmetici, strumenti. Li acad
uso esclusivo
del
destinatario,
compagnano spiegazioni semplici, buffe a
volte, suffragate da articoli scientifici, condite da citazioni raffinate o popolari. Poco
a poco, saranno messe sul web, dice il professor Telmo Pievani, il coordinatore
scientifico e filosofo delle scienze biologiche dalle molte curiosità e dalle letture
eclettiche. Lo si nota anche nei corridoi tra
un ecosistema e l'altro, tappezzati di video, immagini e racconti, che si possono
scaricare sullo smart phone o il tablet con
un'app, quando si acquista il biglietto sul
sito www.ortobotanicopd.it .
L'università ha dovuto rinunciare alla sezione sull'Antartide, un continente in più
non ci stava proprio. I materiali erano sovrabbondati, ma domani saranno trapiantati nel Giardino virtuale on-line, promette
Pievani. Insieme a Luigi Luca Cavalli Sforza, aveva curato la mostra «Homo sapiens», è noto per gli studi su Darwin, compreso il figlio botanico di fama, e il nonno
Erasmus autore di un poemetto sulla vita
amorosa delle piante. Per filo conduttore,
ha scelto l'addomesticamento reciproco di
umani, altri animali e piante durante l'evoluzione una e multipla: della varietà strabiliante di forme, dimensioni e colori nel regno vegetale (<<un orribile rompicapo» per
Darwin), delle formiche, lombrichi, api, ucceHi e mammiferi che se ne nutrono, lo
sfruttano, lo fecondano, ne trasportano semi e messaggi; dell'Homo sapiens e della
sua cultura, cibo, riparo, vesti, medicina, ebbrezza, corone d'alloro e di spine ... Pievani
ha raccolto le usanze e il pensiero di popoli
distanti nel tempo o nello spazio, miti, tecniche, politica, scienze, arti e religioni, senza un confine. La "foglia" è unpot-pourridi
erudizione e di folklore, così riserva sorprese per tutti. Ne citiamo una sola, sperando
di rovinarla a pochi. Anni fa in Israele, ci fu
una disputa tra chimici e rabbini, racconta
il chimico Roald Hoffrnann in Old Wine,
New Flasks, Reflections on science and Jewish
tradition. Sulla via della terra promessa, il
popolo eletto stava per morire di sete quando Yaveh diede a Mosè un ramo da gettare
nelle acque salmastre del lago Marah, che
d'incanto divennero fresche e dolci. Occorre andare alla ricerca della pianta e studiarne le proprietà, dicevano gli uni. No, dicevano gli altri, il Signore ha compiuto un miracolo, quella pianta non esiste. sì invece, e si
trova nel Giardino.
(ç,
non
RIPRom 'ZIONE RISERVA T A
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Costato 20 milioni di euro e con oltre 40mila
visitatori nei primi mesi, il progetto
del Giardino della Biodiversità unisce
la competenza alla capacità di stupire
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La «foglia»
biomimetica
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ALL' AVANGUARDIA
Orto e Giardino, due scommesse vincenti
investigatione, si possa perfettamente et
con facilità acquistar tale scientia, per
universal benefficio delli hominh). Molti
secoli prima dell'istituzione dell'Agenzia
Italiana del Farmaco, la solenne delibera
dello Stato veneziano oltre a enumerare i
vantaggi che si sarebbero determinati
per la didattica, sottolineava gli «infiniti
errori et fraude che si commettono nelle
spiciarie, ove si componeno le medicine
con cose false e guaste a destrutione della vita delli huomini».
Non ci potrebbero essere parole più sintetiche ed efficaci per esprimere la lungimiranza della Serenissima, che mentre
perseguiva l'obiettivo di controllare laqualità dei farmaci diffusi nelle spezierie dello
Stato veneziano, forniva anche una tempestiva risposta alle pressanti richieste del
mondo accademico padovano. Quelle di
creare un orto medicinale legato all'Università per fame luogo di didattica, di ricerca e raccolta degli esemplari, addestrando
gli studenti a riconoscere le varie piante
utilizzate nella pratica medica e nelle sperimentazioni scientifiche collegate agli insegnamenti di medicina. È questa una straordinaria novità epistemologica, che ponendo in discussione i metodi di apprendimento e di trasmissione del sapere consolidati da secoli denuncia l'insufficienza di
un sistema fondato sulla sola lettura e
commento dei testi e rivendica la necessità di un luogo di indagine scientifica essenziale, di un laboratorio per la ricerca sperimentale. E non è un caso che proprio nel
Cinquecento, nel secolo in cui l'Università
di Padova divenne grazie alla sua Scuola
Medica e a nomi come quelli di Vesalio e
Harvey il centro più importante per la diffusione delle nuove metodologie d'indagine anatomica e clinica, si verifichino altre
due eccezionali novità scientifiche: la costruzione nel palazzo del Bo del primo Teatro Anatomico stabile, che ebbe enorme influenza sugli sviluppi dell'anatomia e fu
poi imitato a Leida, Copenhagen, Uppsala
e Amsterdam, e il passaggio dalla medicina studiata sui testi all'insegnamento clinico praticato alletto del malato nell'Ospedale Grande di San Francesco.
Nei secoli l'Orto medicinale anche graRitaglio
Universita'
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ad
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del
destinatario,
Dai primi dati disponibili, a tre mesi
dall'apertura al pubblico, pare che la scommessa di fare dell'Orto botanico di Padova
un luogo vivo e capace di rinnovarsi, un
luogo di ricerca ma anche di incontro di
persone tra loro assai diverse e con interessi molteplici, un luogo storico capace di
produrre anche oggi valore culturale ma
anche economico, sia vinta: oltre quarantamila visitatori si sono avvicinati con curiosità ed entusiasmo al tema della biodiversità dei viventi, della necessità di valorizzarla, comprendendone i valori anche economici, e di preservarla.
Con la stessa logica, che attinge alle radici storiche del nostro inestimabile patrimonio culturale per valorizzarle con un'ampia fruizione da parte di un largo pubblico,
opereremo anche nei prossimi mesi per
"aprire" ancor più ai visitatori lo stràordinario complesso del palazzo del Bo, che
dalla.fine del :rrecento è sede certrale ~ello
StUdlO. P~t~V1~O, ma anche scngno dI numerosi glOlelll, dal teatro Anatomico alla
cattedra di Galilei, che qui insegnò per i «diciotto mi?liori ~nnh~ dell~ sua vita,. all'A~l~
Magna, ncca dI stona e dI memone. QUl e
passata la storia.
E non solo del pensiero scientifico, anche la storia del Paese, dal Risorgimento di
Ippolito ~ievo alla Resistenza di Concetto
MarchesI, e la storia dell'arte, da Campigli
a Severini, da Arturo Martini a De Pisis, a
Giò Ponti. Un obiettivo entusiasmante,
quello di aprire luoghi di cui l'Università è
orgogliosa e gelosa custode a un pubblico
capace di riconoscere che le radici più vive
e feconde dell'Italia sono anche le più produttive di futuro.
Rettore dell'Università di Padova
c RIPRODeZIONERISERVATA
GIARDINO PERFETTO I Uno scorcio
dell'Orto Botanico di Pado~a
non
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I
131 luglio 1545 il Senato veneziano
con propria delibera stabiliva la fondazione in Padova di un Orto dei
semplici a uso dell'Università: «Un
luogo idoneo nel qual si possa comodamente piantar, disponer et conservar li
semplici acciò che con il senso et con la
zie allo splendido disegno del suo impianto, concepito dal patrizio veneziano Daniele Barbaro per alludere all'armonia del cosmo, e caratterizzato da una forma circolare con un quadrato inscritto scandito in
quattro quadrati minori da due assi viari
rivolti verso i quattro punti cardinali, divenne un modello sintetico capace di racchiudere i contenuti rinascimentali, ma anche di arricchirsi con altri linguaggi. Così
acquistò una fama estesa ben al di là dei
confini nazionali, ponendosi al centro di
una fitta rete di relazioni internazionali e
diventando un modello per gli scienziati,
ma anche per i letterati e gli uomini di cultura, da Linneo a Goethe. Cosicchè l'inseri mento dell'Orto da parte dell'Une sco nella
lista del Patrimonio Mondiale dell'Umani tà, sancendone lo status di bene culturale
da preservare perché «all'origine di tutti
gli orti botanici del mondo», da Leida a
Montpellier, da Kew Garden a Coimbra,
prende atto di come esso costituisca un' altissima testimonianza della cultura scientifica dell'età moderna.
Ma allora perché a quasi cinquecento anni dalla sua creazione abbiamo deciso di
affiancare all'antico orto botanico unanuovissima struttura un edificio innovativo e
supertecnologico', il Giardino della Biodiversità? Riprogettando con una prospettiva inedita spazi e vedute monumentali centrali nel tessuto cittadino di Padova con
una sfida che è anzitutto culturale abbiamo riscritto un sito storico e abbiamo voluto riaffermare che un bene culturale così
unico non va inteso come qualcosa di passato da tenere in cassaforte, ma come un
bene che per essere trasmesso nella sua
straordinarietà deve essere arricchito per
il presente e per il futuro. Si è trattato di
un'operazione coraggiosa non solo per il
costo dell'opera (oltre venti milioni di euro
investiti), ma anche perché vuole rendere
immediatamente visibile il patrimonio di
biodiversità che ogni angolo della terra custodisce, dal più ricco al più povero, dal più
protetto al più minacciato. Percorrere la sequenza delle nuove serre, una grande teca
di vetro lunga 100 metri e larga 18, autosufficiente dal punto di vista idrico e studiata
per ridurre i consumi di energia e ottimizzare le risorse disponibili attraverso l'utilizzo di fonti, equivale a compiere un viaggio attraverso i cinque continenti per visita re i principali ecosistemi del globo.
Lo stile espositivo adottato è quello dei
progetti museologici più avanzati a livello
internazionale: un mix di diversi linguaggi, in grado di parlare a un pubblico che
spazi a dai bambini agli studenti, agli intellettuali, alla gente comune e agli specialisti, per un' esperienza che vuoI essere insieme emotiva e intellettuale.
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di Giuseppe Zaccaria
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l,A PROSSIMA MOSTRA
di Guido Barbujani
,.. olti animali si annusano. per riconoscersi;
noi ci guardiamo, e ci
guardiamo in faccia.
Alla faccia umana, e
~ quindi alle nostre differenze, dedica una mostra l'università di
Padova, molto attiva in questi mesi nell'offrire al pubblico i suoi gioielli (del bellissimo ampliamento del suo Orto Botanico
avevamo parlato su queste pagine il 14 settembre scorso); apre il 14 febbraio al Centro di Ateneo per i Musei.
La supervisione scientifica è di Telmo
Pievani, ma l'idea è stata di Nicola Carrara,
il Conservatore del Museo padovano di Antropologia. Non cercatelo su Trip Advisor,
questo museo: è da decenni che non si può
visitarlo. Ma le sue collezioni comprendono reperti di valore, raccolti dalla metà
dell'Ottocento, fino a poco fa dispersiin varie sedi, e oggi finalmente sul punto di riunirsi. Partendo dai pezzi del museo, e da
altri di cui si sono ottenuti prestiti o copie,
esperti di criminologia e di grafica al computer, radiologi e antropologi, hanno ricostruito tante facce del passato: di nostri lontani antenati, di criminali e anche di qualche celebrità, riportate in vita con le tecniche forensi più moderne.
Si parte da lontano. La prima sezione
della mostra comprende crani e calchi di
cranio di forme umane estinte: non solo
l'indispensabile Neandertal, ma anche creature meno note le cui relazioni con noi
ancora ci sfuggono: Ardipithecus, Australopithecus sediba; e il piccolo, misterioso
uomo di Flores, altrimenti noto come hobbit, che 18 mila anni fa,mentre nelle caverne d'Europa si dipingevano i grandi cicli
pittorici di Lascaux e Altamira, se la cavava
con un cervello grande un quarto del nostro. Da Dmanisi in Georgia vengono i primi nostri parenti usciti dall' Africa, datati a
poco meno di due milioni di anni fa, di cui,
in anteprima mondiale, saranno esposte
quando si mette la pelle, è inevitabile aiutarsi con un po' di fantasia. Ma ne abbiamo
tenuto conto, e proprio per questo offriamo, fianco a fianco, il reperto originale e
gli ologrammi interattivi. CosÌ i visitatori
potranno farsi da soli un'idea, scoprendo
in quanti modi diversi si possa procedere.
Però non brancoliamo nel buio. Le polizie
di tutto il mondo usano queste tecniche
perrisalire da resti anonimi ai volti diindividui scomparsi». Dimenticavo di dire che
Pievani sembra in tutto e per tutto un normale essere umano, ma non mi risulta che
dorma, dal che gli deriva una capacità disumana di portare avanti svariati progetti, ultimo (ma la situazione si evolve di settimana in settimana) un libro con Federico Taddia (Il maschio è inutile. Un saggio quasi filosofico, Rizzoli).
CosÌ la ricostruzione antropologica si lega alla criminologia, con materiale proveniente dal Museo Lombroso di Torino grazie agli uffici del suo direttore, Giacomo
Giacobini. Oggi le teorie di Cesare Lombroso, medico alienista e sostenitore della tendenza congenita alla criminalità, sono state abbandonate dalla scienza e riemergono solo nelle pieghe di invettive razziste.
Però non si resta insensibili davanti ai preparati anatomici e alle maschere di cera,
raccolti e conservati da Lombroso con solerzia degna forse di miglior causa. E, a proposito di scienza e pregiudizi, un'altra sezione della mostra è dedicata allo studio
della razza: maschere in gesso, crani in cartapesta: testimonianze degli anni in cui gli
antropologi si affannavano a compilare
(con nessun successo, come sappiamo) il
catalogo delle razze umane.
Con tutto questo, la sezione della mostra che attrarrà di più i visitatori è probabilmente quella dedicata a personaggi famosi: Petrarca, sant'Antonio, Gianbattista Morgagni. Qui, dice Pievani, sarà interessante vedere come l'immagine idealizzata di questi personaggi si scontrerà con
quanto la scienza forense riesce a produrre. c'è stata un'avvisaglia a giugno quando, nell'anteprima della mostra, i padovani hanno potuto scoprire la faccia di
sant'Antonio, un po' gonfia perché lo studio dei resti aveva dimostrato che il santo
soffriva di rifenzione idrica. Non tutti, dice Pievani, l'hanno apprezzata; e pazienza. Ma qual è il suo pezzo preferito?, gli
chiedo. Pie vani non ha dubbi: l'ultima
parte della mostra, le maschere, le bellissime maschere dell'Asia, dell'Africa,
dell'Oceania: «LÌ,» mi dice, «si esce dalla
biologia in senso stretto e cambia tutto:
sotto la pressione della diversità culturale il volto si libera e diventa un'altra cosa,
un territorio simbolico».
, RIPROm'ZIONERISERVATA
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le ricostruzioni facciali, frutto di tecniche
di realtà aumentata. I crani sono stati riprese da telecamere sotto angoli diversi, spiega Pievani, e quindi digitalizzati in 3 dimensioni; su queste immagini si sono aggiunte un po' alla volta le masse muscolari, e infine la cute e altri dettagli, fino ad
arrivare all'ologramma completo. Chi vuole può accontentarsi del risultato finale,
chi non si fida può seguire la ricostruzione
passo passo, sullo schermo.
Già. Ma quanto plausibili sono poi queste facce ricostruite? c'è un famoso scheletro di 7000 anni fa, l'uomo di Kennewick,
trovato nel 1996 nel nordovest degli Stati
Uniti. Sulle sue caratteristiche, il che poi
significa sulle sue origini e quindi sulle origini dei primi abitanti delle Americhe, si
sono accapigliati paleontologi e attivisti
delle Nazioni Indiane, questi ultimi decisi
a riseppellire i resti senza che mano di
scienziato potesse toccarli. Oggi l'uomo di
Kennewick è tenuto sotto chiave all'Università di Washington, ma prima che venisse tolto dalla circolazione qualcuno si era
cimentato appunto con queste ricostruzioni facciali. Ne ricordo due; in una sembrava il Grande Capo di Qualcuno volò sul nido
del cuculo, nell'altra un vichingo: barba, capelli e colore della pelle, tutte cose che nel
fossile non si conservano, giocavano un
ruolo decisivo nel suggerire un'origine o
l'altra. Telmo Pievani ride quando gli racconto questa storia. «Beh sÌ, non tutte le
fasi della ricostruzione hanno la stessa attendibilità scientifica. Abbiamo un'idea
precisa delle masse muscolari, perché le ossa del cranio portano traccia delle loro inserzioni, ma nel passaggio successivo,
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Metterei
la faccia
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IL SANTO
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I Ricostruzione facciale forense
di Sant'Antonio
Rl'rRA'rl'I CONTEMPOR.t\NE!
a contemplazione di un viso è
già di per sé un mistero. A ogni
occhiata esso ci si mostra differente, non basta avere cognizione dei particolari che lo compongono, ma la percezione del
volto richiede da parte di chi guarda lo sforzo
di una configurazione generale che muta col
mutare delle intenzioni e delle emozioni della persona osservata. Nell'eseguire il ritratto
di un volto, poi, il mistero si infittisce ancora
di più. Perché ci aspettiamo che l'arte estragga dalla persona un quid che a occhio nudo
non eravamo stati capaci di cogliere. Tuttavia, se eseguissimo il ritratto della stessa persona tante volte, ci accorgeremmo che ogni
volta questo quid muterebbe. Il ritratto è per
eccellenzailluogo dell'ostensione del mistero che è la percezione dell'altro - inteso come
l'altro essere umano ma, in senso più generale, come il mondo che ci circonda La parola
filosofica di Jean-Luc Nancy è indispensabile per mettere a fuoco la problematicità di
una questione estetica che cela in sé pure
questioni ontologiche e metafisiche. L'altro
ritratto è un saggio di immensa profondità e
sublime eleganza, che ci mette a confronto
L
Ritaglio
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ad
con il tema della rappresentazione del volto
nella storia dell'arte e in particolare di quella
contemporanea, e con la ricerca di un senso
che non è più accessibile da nessuna parte. Il
termine «ritrattO) rinvia all'etimologia latina re-trahere, owero il "trarre fuori" dal modello gli elementi caratteristici. Ma «ritratto»
è anche participio passato di ritrarsi: è il modello stesso della rappresentazione che «si ritrae» allo sguardo che lo cerca. Nancy pone
l'accento su questa seconda accezione di
un'espressione presentata in modo volutamente ambiguo: «l'altro ritratto» è l'immagine sfuggente che l'arte ci restituisce di qualcuno il quale, nell'esporsi alla raffigurazione
al contempo vi si sottrae. Pertanto il ritratto
ha a che fare con l'assenza o, per usare un
ossimoro, con la «presenza di un'assenza»:
già la storia di questo genere pittorico era legata al tema antico dell'imago, l'immagine
dell'antenato estinto la cui presenza era evocatamagicamente dal volto dipinto. Dasempre, il ritratto ha perseguito una doppia ambizione: quella di restituire una quasi perfetta
somiglianza al modello; ma anche quella di
carpire mimeticamente l'intimo segreto della sua interiorità. Lapretesadel ritratto dassico - da Antonello da Messina a Tiziano a Goya - è sempre stata quella di confrontarsi
con la grande questione dell'identità del soggetto, quella che Nancy definisce la «stessità» del modello: un'identità che muta conti-
uso esclusivo
del
destinatario,
<' RIPRO:\l:7.10:-;ERISERVATA
Jean-Luc Nancy, L'altro ritratto. a cura
di Daniela Calabrò e Massimo Villani,
trad. di M. Villani, Castelvecchi, Roma,
pagg.124, € 14,00.
non
riproducibile.
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068391
di Anna Li Vigni
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Cosa racconta il viso
nuamente in ogni nuova raffigurazione della stessa persona, come accade negli autoritratti di Rembrandt, sicché dipingere un volto altro non è che interpretarne il mistero.
L'arte contemporanea, che si pone al di là delle grandi crisi filosofiche, - in primis la crisi
del soggetto - e che ha a che fare con la cosiddetta "astrazione" o "non-figurazione", continua tuttavia a misurarsi col ritratto: in esso
cerca il senso profondo di una rappresentazione dell'irrappresentabile. Il ritratto contemporaneo, dunque, come nel dipinto di
Duchamp Yvonne et Magdelaine déchiquetées
(dilaniate), è la rappresentazione di un'assenza, di una ritirata completa del soggetto
che non ha un'interiorità da esibire. È un ritratto senza modello, è la traccia di una relazione tralo sguardo che cerca e l'infinito arretramento di ciò che viene cercato, è larappresentazione dell'eccedenza dell'enigma di cui
consiste il volto dell'altro; è, infine, larestituzione dell'esperienza, insieme esaltante e inquietante, dell'incrociarsi degli sguardi a partire dai quali si costituiscono le interiorità
singolari, sebbene questa costituzione sia negata e rinviata a un interminabile gioco di
specchi. «L'altro, di cui abbiamo detto che
era stato il divino figurato nella mimesis del
corpo-volto umano, adesso si fa conoscere
(se è possibile pensare questa parola) simultaneamente come sfornito dei caratteri di un
essere essenziale e come portatore di un mistero ancora più misterioso».
Settimanale
Data
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I
D
al 14 febbraio al 14
giugno 2015 la mostra
speciale «Facce. I molti
volti della storia
umana» a Padova nelle Sale
espositive del Centro di Ateneo per i
Musei presso l'Orto Botanico.
I visi sono la relazione tra noi e il
mondo: riconosciamo, veniamo
riconosciuti, ci riconosciamo grazie
ad essi. I visi, molto spesso, dicono
chi siamo, da dove veniamo e come
stiamo. I visi sono come pagine di
libro che raccontano storie. Oggi,
grazie alle ricostruzioni facciali
forensi di ultima generazione e alle
tecniche di m0110metria, è possibile
riportare in vita i volti del passato
con grande precisione e
immediatezza. I visi - umani e dei
nostri antenati - sono i protagonisti
e, al tempo stesso, il filo conduttore
della mostra. Essi diventano
l'occasione per presentare al
pubblico, in un allestimento
apposito, alcuni dei reperti più
significativi del Museo di
Antropologia dell'Università degli
Studi di Padova.
La Mostra; divisa in cinque
sezioni, punta sulla semplicità
dell'idea e sulla sua possibilità di
essere condivisa da un pubblico
ampio, giovane e adulto. I reperti
esposti sono prevalentemente, ma
non esclusivamente, provenienti
dal Museo di Antropologia. In
alcune sezioni, particolari reperti
di grande valore richiesti in prestito
ad altri musei o istituzioni
andranno a completare e
impreziosire il percorso.
L'esposizione è rivolta al
pubblico generale delle grandi
Mostre scientifiche, sia scolastico
che adulto. Data la
multidisciplinarietà delle
tematiche, gli studenti di ogni
ordine e grado possono trovare
spunti di interesse per la mostra,
anche in relazione ai programmi
ministeriali. Inoltre, per le scuole,
sono previsti laboratori didattici
che approfondiscono alcune
tematiche specifiche (evoluzione
umana, inesistenza biologica delle
razze umane, l'espressività del viso
umano.Nel periodo di permanenza
della Mostra sarà organizzato un
ciclo di incontri su temi
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ad
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del
L'Erbario dell'Orto Botanico
dell'Università di Padova conseroa
oltre 700.000 campioni di piante
secche raccolte a partire dalla fine del
settecento. Fra queste il nucleo
originale di esemplari di proprietà
del Prefetto G. A. Bonato (1753-1836)
da lui donati nel 1835. Da quel
momento le raccolte si sono
arricchite di migliaia di campioni che
hanno reso l'Herbarium Patavinum
un centro d'interesse internazionale.
Nel 1928, per volere dell'allora
Prefetto G. Gola, tutte le raccolte
vennero fuse in due grossi gruppi:
Herbarium Venetum, in cui si
trovano tutte le piante provenienti da
Veneto, Friuli Venezia Giulia,
Trentino Alto Adige e Istria, ed
Herbarium Generale. Questo secondo
gruppo comprende prevalentemente
materiale italiano, ma anche piante
dell'Europa centro-meridionale, delle
ex colonie italiane in Africa, di alcuni
Paesi americani e asiatici.
L'interoento del Prefetto Gola,
operato per rendere più fruibile
l'Erbario, non ha interessato alcune
collezioni quali la «Flora Dalmatica»
di Roberto de Visiani, la collezione
micologica personale di Pier Andrea
Saccardo, il ricco algario di Achille
Forti (1878-1937) e la cecidoteca di
Alessandro Trotter (1874-1967).
Quindi, queste ultime collezioni
hanno potuto mantenere la
composizione originaria voluta dai
loro creatori.
Una delle collezioni più importanti è
la raccolta di funghi di Andrea
Saccardo che l'Orto acquistò dalla
famiglia nel 1922 insieme alla sua
biblioteca mìcologica e al ricco
carteggio tenuto con gli studiosi del
tempo. La collezione è formata dalle
raccolte personali fatte dal Saccardo
nel trevìgiana e nel padovano, ma è
stata notevolmente arricchita col
materiale inviatogli da tutta Italia,
con scambi e con l'apporto di
collezioni micologiche edite da
studiosi di tutto il mondo, nonchlcon
i campioni speditigli per controllo e
con gli exiccata di provenienza
esotica che lo impegnarono negli
ultimi anni. La collezione comprende
un totale di circa 69.000 esemplari
fra i quali ci sono 4150 typi.
Importante è anche la collezione
algologica diA Forti, botanico
veronese noto per le sue conoscenze
in campo algologico. La sua
collezione di macroalghe è arricchita
dagli esemplari inviati da
numerosissimi algologi e
raccoglitori, anche stranieri. Forti si
dedicò anche alle diatomee mettendo
con una raccolta di otto mila vetrini.
Le raccolte sono importanti perché ci
permettono di fare interessanti
raffronti con la situazione attuale.
destinatario,
non
068391
I volti della
nostra storia
L'ERBARIO
Codice abbonamento:
DA FEBBRAIO A GIUGNO
antropologici connessi
all'esposizione, con relatori italiani
e internazionalì.
Il progetto allestitivo e i
laboratori
La Mostra è arricchita in ogni
sezione da exhibit interattivi che
hanno il compito di avvicinare
attivamente il visitatore al percorso
espositivo, rendendo unica e
personalizzata la visita.
L'obbiettivo è quello di creare, dove
possibile, exhibit multi-utente, sia
per agevolare l'accesso a Più
persone contemporaneamente, ma
anche per favorire l'interazione tra
più visitatori (come gruppi o
scolaresche). Un 'ulteriore
peculìarità della Mostra è quella di
essere "Open Source" (una delle
prime a livello mondiale): il
materiale prodotto potrà essere
rilasciato liberamente con licenze
aperte (ad esempio Creative
Commons o Science Commons). In
questo modo la Mostra potrebbe
essere anche ripresa e integrata da
altre istituzioni infuturo, citando i
"credits" relativi. Questa scelta,
oltre ad avere potenzialmente
ottime ricadute in termini di
pubblìcità, stimolerebbe la
circolazione dell'esposizione in
ambiti internazionali e il
progredire della divulgazione di
queste tematiche.
Ideazione e cura: Nicola Carrara
Supervisione scientifica: Telmo
Foglio
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I
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Settimanale
ta
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--~._-~----
RITRATTI
Fisiognomica bizantina
,
di Isacco Porfirogenito
opportuno precisare che anche
io, dopo altri autori, ho raccolto
le caratteristiche degli uomini
scelti dalla schiera greca e da
quella troiana, e che inoltre riferisco complessivamente ai lettori alcune peculiarità relative al carattere e al corpo di questi,
affinché anche da questi piccoli elementi
essi traggano aiuto per comprendere i fatti narrati nei poemi omerici.
Aggiungiamo, infatti, le cose piccole alle grandi, come quei bambini che costruiscono con particolare cura un muro finto
di cinta della città e adattano piccole pietre a massi già esistenti intorno all'intero
muro. Il re Agamennone era grosso di corporatura, pallido in viso, dal bel naso, fol-
E
ta barba, nero di capelli, occhi grandi, intrepido, nobile di stirpe, magnanimo. Menelao, suo fratello, basso, dal bel torace,
rubicondo, vigoroso, folta barba, bel naso, bello in viso. Achille, dal bel torace,
grande e massiccio di corporatura, gambe lunghe, barba rada, biondo, bel volto,
occhi color vino e ardenti, capellone, naso lungo, piedi veloci e abile nei balzi,
combattente tremendo, affascinante nei
modi, amante dei piaceri, magnanimo,
dalla bella voce.
Queste le sue peculiarità e alcune sono
segno della sua forza ed energia fisica,
altre della prontezza della sua indole naturale e della sua acutezza nelle scelte.
Poi, il suo amico ardimentoso, Patroclo,
massiccio di corporatura e forte, coetaneo, biondastro, rosso chiaro di carnagione, bello in viso, begli occhi, nobile di stir-
pe, combattente nel pieno del vigore, ma
pacato nei modi, dalla bella barba. Odisseo, di media altezza, bianco di carnagione, capelli lisci, barba curata, dall'incarnato delicato, brizzolato, sopracciglia
unite, naso delicato, magnanimo, combattente possente, panciuto, giusto, comunicatore (efficace). Diomede, nel vigore dell'età, forte, biondo, portamento elegante, colorito di miele, bel volto e un po'
camuso, barba bionda, occhi color vino,
saggio e dal collo corto. Nestore, il vecchio e gran consigliere dei Greci per la
sua capacità di giudizio, grande d'età, naso aquilino, rossastro di carnagione, capelli grigi, occhi cerulei, barba grigia, viso allungato, buon consigliere, saggio.
Protesilao, capelli lisci, biondastro, con
un accenno di barba, alto, ben piantato,
combattente audace.
Palamede, alto, magro, bianco di carnagione, viso allungato, bel naso, capelli
lisci e neri, dagli occhi piccoli e color vino, dalla gola irruente, saggio, colto, molto assennato, magnanimo. Costui per
primo inventò la tavola per giocare a
scacchi, cioè a dadi. In base al movimento dei sette pianeti nel cielo, che, come si
dice, danno gioie e dolori agli uomini,
secondo il destino stabilito, inventò la
scacchiera, ovvero la tavola da gioco Merione era basso, robusto, bianco di carnagione' bella barba, occhi grandi, nere pupille' molti capelli ricci, naso adunco,
combattente instancabile, magnanimo.
Idomeneo, semialto, pelle scura, begli occhi, ben piantato, forte, bel naso, folta
barba, testa dalla bella conformazione,
capelli fulvi, combattente dissennato. Filottete, di buona statura, dalla pastura
eretta, pelle scura, sopracciglia unite, co-
raggioso, begli occhi, capelli neri, pupille nere, saggio, bella barba, capellone, arciere di buona mira, magnanimo. Aiace
locrese, forte, colorito di miele, bel naso,
strabico, capelli ricci e neri, folta barba,
viso allungato, combattente audace, magnanimo, donnaiolo.
Pirro, o anche Neottolemo, giovane,
magro, dal bel torace, bianco di carnagione, bel naso, capelli rossi e ricci, occhi cerulei, magnanimo, sopracciglia bionde,
con un accenno di barba bionda, occhi rotondi, impulsivo, coraggioso, veloce,
combattente spietato. Questi era figlio di
Achille e di indole simile al padre, amaro
combattente; era figlio di Deidamia, a sua
volta figlia di Licomede. Dopo la morte di
Achille fu mandato da Teti e Peleo, suo
nonno paterno, su richiesta degli Achei,
poiché Achille era stato ucciso da Paride
Alessandro con l'inganno, a vendicare il
sangue del padre. Con le armi si mosse
verso Troia salpando con ventidue navi
mandate da Peleo e con un esercito personale di Mirmidoni di 1.690 unità. Giunto a
Troia trovò presso le tende di suo padre,
come sentinella, Ippodamia, la celebre
Briseide di tutte le gesta di Achille. Giunto lì, accolse la donna e la tenne in grande
onore, pregando la di fare da sentinella
anche alle sue cose nella tenda paterna.
Poco tempo dopo si ammalò e morì. Calcante, l'indovino, pallido di carnagione,
minuto, capelluto con folto pizzo, il miglior indovino e interprete di sogni.
Questi erano i migliori tra i Greci insieme ad Aiace Telamonio, le cui caratteristiche, insieme alle altre degli eroi non le troviamo incluse nell'elenco antico precedente, quello di Ditti Cretese. Per questo
anche io non li cito.
(traduzione a cura di D. Cianci)
'RIPRon::ZIOSE RISERVATA
Isacco Porfirogenito ha una biografia ancora
incerta. Probabilmente nacque il 1093, morì dopo
il 1152 efu il terzo figlio dell'imperatore bizantino
Alessio I, il più giovane fratello della storica Anna
Comnena. Sotto il suo nome circolavano una serie
di opere: da un piccolo epigramma di
dodecasillabi alla Vergine Maria a una parafrasi
sulla lettera di Aristea; estratti di lavori su Proclo,
ma di dubbia attribuzione. Qui si riporta uno
stralcio di una traduzione finora inedita
dell'opera sulle peculiarità e sui caratteri fisici
dei Greci e dei Troiani a Troia ntesto ècostituito
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IL TESTO
068391
da una serie di carte di identità molto originali; la
sua analisi non è di certo agevolata dall'antiquata
edizione Hinck (1873), a cui inevitabilmente si fa
riferimento. nlavoro di Isacco potrebbe
aggiungersi alla storia della fisiognomica, come
uno dei casi bizantini più particolari, in quanto,
servendosi dell'antonomasia degli eroi omerici,
torna a riproporre le principali regole
manualistiche della fisiognomica di scuola
peripatetica, andando ad aggiungersi alla
raccolta degli Scriptores Physionomonici Graeci
et Latini. Le fonti di Isacco sono Giovanni Malala,
Giorgio Cedreno, Giovanni Tzetze, Giuseppe
Iscano ed altri intellettuali, che hanno come fonte
comune Ditti di Creta. (DorellaCiand)
riproducibile.
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Quotidiano
IL ,,"~MATTINO
Data
Pagina
Foglio
Stefania Giannini *
aro Direttore,
la sfida a lungo termine delle
C
università italiane è duplice: pro-
Medicina
mi impegno a test
veri e credibili
muovere l'eccellenza del sistema,
rendendola economicamente sostenibile e competitiva a livello internazionale. Quindi, selezione e merito.
Ma senza trascurare uno degli obiettivi primari dell'intera società euro-
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1
1
pea: l'innalzamento del livello medio di istruzione (il 18% di laureati
contro una media Ocse de123% parla da solo) della popolazione italiana. Quindi condizioni di accesso reale all'istruzione superiore (articolo
34 della nostra Costituzione) e una
politica strutturale del diritto allo
studio, sempre invocata e mai interamente praticata.
>Seguea pago 54
Medicina, mi impegno a test veri e credibili
Stefania Giannini*
inizialmente più aperto, che permetta di monitorare tutti gli aspiranti medici lungo tutto il
primo ~no di. corso (oppure di un semestre),
peryo! selezIOnare secondo il fabbisogno
(qwndi fermo restando il sacrosanto principio di un necessario e ineliminabile numero
programmato) dopo 12mesi, tramite una prova conclusiva nazionale. CosÌ farmo i francesi
garantendo a chi non rientra nella quota pro~
grammata passerelle adeguate su altri corsi di
laurea. Ma si tratta di un eventuale obiettivo a
regime, quando la domanda di studio in Medicina sarà rientrata nei limiti della normalità
(non lo è con i 100.000 potenziali iscritti che
renderebbero ingestibile e bloccato il processo formativo nelle nostre università). Quindi
si deve subito prowedere alla presentazione
di un setting credibile e strutturato di prove di
accesso, meglio sarebbe se preceduto da
un'attività propedeutica organizzata dagli atenei italiani.
Terzo: garantire a tutti i laureati in MedicinaIa borsa di studio per l'accesso alle scuole di
specializzazione. È un diritto dei laureati che
harmo affrontato con successo un percorso
formativo impegnativo e costoso, è un diritto
dello Stato, che non può permettersi il lusso di
lasciare questo percorso a metà. Due diritti
farmo un dovere. La prova di accesso alle Scuole di specializzazione in questo caso dovrà essere semplificata e garantire che gli studenti
migliori possano scegliere la Scuola e la sede
dove iscriversi e frequentare.
La soluzione a problemi complessi come
quelli che abbiamo per sommi capi descritto è
per definizione complessa, ma non impossibi le. Ogni misura puntuale, che non tenesse
conto dell'interdipendenza di tutte le «stanze» del sistema medicina, non farebbe che aggravare lo squilibro del sistema. Nelle prossime settimane il Governo eilMinistero, qui come~trove, ofl!irarmoalPaeseunarispostaorgaruca e defiruta per tutte le varie fasi descritte
sopra.
• Ministro dell 'Istruzione
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Competizione e cooperazione. Su queste due
parole chiave, e sulla loro compatibilità semantica e politica, si è chiuso il Consiglio Ministeriale su Ricerca e Innovazione la settimana
scorsa. Sulla traduzione di questi due principi
nelle politiche educative nazionali si giocherà
gran parte del futuro dell'Europa nei prossimi
anni.
Il corso di laurea in medicina è un esempio
lampante della difficoltà di affrontare questa
duplice sfida.
I fatti recenti hanno mostrato chiaramente
l~ d~bol~zz~ del si~t~ma: da un lato la valanga
di ncorsI sw test di mgresso (accolti sinora in
massa dai Tar di mezza Italia), dall'altro l'allarme ~ociale sull' accesso alle scuole di specializ~one, esploso nella sua gravità con l'episodio delle domande invertite al concorso nazionale dello scorso ottobre, nonostante il lieto
fine e la piena regolarità dell' esito finale.
Si tratta, è evidente, di una debolezza strutturale che riguarda tutta la filiera formativa dei
futuri medici: dall'accesso al corso di studi
all'ingresso in corsia. Ma chi governa ha il dovere di non limitarsi a tappare le falle
dell' emergenza, aggiustando le modalità di
un esame o correggendo in corsa errori materiali. Chi governa ha il dovere di una diagnosi
ampia e di una revisione organica del processo che seleziona, forma, specializza e manda
in corsia i nostri medici.
Stiamo lavorando a questo obiettivo, con
determinazione.
Partiamo dai numeri e dal primo gradino
della formazione medica: quest'anno si sono
presentati ai test di Medicina 63.000 studenti
dalle scuole superiori. I posti disponibili erano 10.500, corrispondenti al fabbisogno annuale rilevato dal Ministero della Salute in accordo con le Regioni.
Sempre quest' anno harmo partecipato alle prove di accesso alle Scuole di specializzazione medica oltre 12.000 laureati. Il numero
delle borse di studio (e quindi di medici laureati che harmo reale accesso alla specializzazione) inizialmente era di 3.300. Lo sforzo congiunto all'interno del governo Renzi (su budget Miur e Met) ha incrementato la quota a
5.500.
La conclusione è quasi ovvia: ogni anno selezioniamo un numero limitato di giovani con
una prova circoscritta e non preparata strutturalmente' li facciamo formare in un percorso
lungo, complesso e costoso, che esclude di fatto ogni altro sbocco lavorativo al di fuori della
carriera medica. E dopo oltre sei/ sette armi diciamo alla metà di questi laureati che per loro
non c'è posto.
Inaccettabile.
Serve quindi ripensare il percorso formativo nella sua globalità.
Direi in tre mosse.
Primo: un'efficace e diffusa attività di orientamento negli ultimi anni di scuola superiore.
Chi vuoI fare il medico deve potersi mettere in
gioco sulla base di una seria valutazione delle
sue attitudini e del suo talento specifico, per
avere maggiori garanzie di successo e per non
sprecare tempo ed energie (diritto individuale
di ogni studente e di ogni famiglia) e per non
caricare il sistema formativo nazionale di costi
in~tili e ins?stenibili. Ciò avviene in alcuni paeSI europeI con successo da armi (la Germania, per esempio). Ciò potrà awenire anche in
Italia a partire dal corrente armo scolastico.
Secondo: la completa rivisitazione delle
modalità di accesso al corso di studi. Siamo
onesti, l'accesso al corso di laurea non può esser~ ~ <~tlash -~ob» di sessanta minuti prima
dell mIZIO dell anno accademico senza alcuna preparazione specifica. Ne abbiamo già visti i risultati in questi anni: si distraggono gli
studenti dall'esame di maturità, si costringono le famiglie a spese ingenti di preparazione
presso enti privati. E, soprattutto, non si coglie
la profondità delle attitudini e delle motivazioni dei candidati.
Non ho mai nascosto la mia personale opinione in merito, meglio sarebbe un sistema
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Quotidiano
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14-12-2014
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Foglio
1
Data
Gazzetta del Sud
13 ragazzi denunciati
Violano i registri
per alzarsi i voti
Sono riusciti
ad "hackerare" le
password dei docenti
Tommaso Romanin
.BOLOGNA
per accedere agli account personali. Sono stati notati diversi accessi non riferibilì agli insegnanti. In particolare cinque
ragazzi, di cui un maggiorenne, sono stati ritenuti responsabili, con la collaborazione di
altri otto, a vario titolo.
Ferma condanna per questo
tipo di azioni illecite é venuta
anche dal ministro dell'Istruzione Giannini. "L'informatica è una scienza importante,
ma va usata bene». Nei giorni
scorsi si sono svolti gli interrogatori dei giovani, assistiti da
avvocati. Le indagini non sono
lontane dalla conclusione: i
giovani rispondono di frode
informatica aggravata e falso
commesso da privato in atto
pubblico. Nei loro confronti la
scuola ha anche preso provvedimenti disciplinari con voti
bassi in condotta e abbassando tutte le valutazioni su cui
c'erano dubbi: alcuni, alla fine
dell'anno scolastico, sono stati
bocciati, altri rimandati. <I
Ritaglio
Stefania Giannini
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Con programmi scaricati dal
web e installati sui pc di una
scuola superiore di Bologna
sono riusciti ad "hackerare" le
password del registro informatico, si sono intrufolati nel
sistema, alzando i voti per loro
e per gli amici in modo da migliorare le medie finali. La
"furbata", una volta scoperta
dalla scuola, è costata denunce a 13 ragazzi, tra cui unmaggiorenne. Della vicenda si è occupata la Polizia postale con il
coordinamento della Procura
per i Minori.
I voti erano stati modificati
in modo da non creare sospetti, venivano aggiunte frazioni
di punto, agevolando così gli
studenti per la media finale. La
cosa è stata scoperta al termine dello scorso anno scolastico, grazie ad un paio di insegnanti che avevano tenuto I giovani rispondono
una "doppia contabilità" tra di frode informatica
carta e onIine, e hanno notato aggravata e falso
incongruenze tra quello che si
erano appuntati e i voti pre- commesso da privato
senti sul registro elettronico. Il in atto pubblico
preside, informato dai docenti, ha fatto denuncia.
È emerso anche un caso in
cui una ragazza aveva un voto
particolarmente basso che
non aveva preso, ma gli investigatori non hanno potuto
chiarire con certezza se fosse
stato abbassato dai compagni
o se si è trattato di un errore di
trascrizione.
Le indagini della Postale
hanno accertato il meccanismo: sui computer di alcune
aule erano stati installati software di tipo "keylogger", che
consentivano di carpire le pas- Registro elettronico. I ragazzi
sword utilizzate dai docenti bolognesi l'hanno violato
riproducibile.
Pag. 64
Data
15-12-2014
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4
Foglio
1 /2
(La precedente puntata sulle novità
previdenziali è stata pubblicata _
sul Sole 24 Ore dellO dicembre)
PREVIDENZA
al pensionamentoa decorrere dal
lOgennai02011ecomunque,
entro il periodo di fruizione delle
prestazioni di tutela del reddito.
L'Inps èautorizzata a erogare il
prolungamento, posto a carico del
Fondo sociale per occupazione e
formazione, nonin maniera
automatica, ma ai lavoratori che
presenteranno apposita domanda
e comunque limitatamente alle
mensilità 2014.
Aziende in Cig
e contratto
di solidarietà
Gauetta ufficiale-4 dicembre 2014, n. 282
Ministero Lavoro, Dm 17 ottobre
2014, n.176
Ministero lavoro, Dm 10 ottobre
2014, n. 85145
Contratto di solidarietà. Il
Ministero del lavoro ha
pubblicato un decretoin
materia di contratto di
solidarietà per aziende soggette
alla Cigs (di modifica del
precedente'Om 46448/2009).
La modifica consente di
superare il limite massimo di
durata del trattamento
straordinario di integrazione
salariale (36 mesi nel
quinquennio), nelle singole
unità produttive, qualora il
ricorso a lcontratto di
solidarietà sia alternativo alla
procedura per la dichiarazione
di mobilità o qualora i lavoratori
non si oppongano alla
collocazione in mobilità.
Il!
Gauetta Ufficiale -27 novem bre 2014, n. 276
Ministeri Lavoro - Economia,
Decreto interministeriale 24 ottobre
2014, n. 85708
II< Interventi a sostegno. È
stato pubblicato il decreto
interministeriale con cui è stato
concesso il prolungamento degli
interventi a sostegno del reddito.
Ad eccezione della contribuzione
figurativa, è stato prolungatoil
termine degli interventi a tutela
del reddito in favore dei lavoratori
peri quali il prolungamento
stesso abbia inizio in periodo
compreso tra ilIo gennaioeil31
dicembre 2014 e che non
rientrano nel contingente delle
10.000 unità in mobilità previsto
dal Dl7 48/2010, ancorché
maturino i requisiti perl'accesso
Ritaglio
Lavoro e previdenza
Lavoro autonomo o di
microimpresa. Il ministero
dell'Economia e delle Finanze ha
pubblicato il decreto con la
disciplina del microcredito (in
attuazione dell'articolo 111,
comma 5, Dlgs lsettembre 1993,
n. 385). In particolare, il decreto
regola menta le attività di
finanziamento finalizzate a
sostenere l'avvio o losviluppo di
un'attività di lavoro autonomo o
di microimpresa, organizzata in
forma individuale, di
associazione, di società di
persone, di società a
responsabilità limitata
semplificata o di società
cooperativa, owero a
promuovere l'inserimento di
persone fisiche nel mercato del
lavoro. Sono esclusi i
finanziamenti ai seguenti
soggetti: lavoratori autonomi o
imprese titolari di partita Iva da
più di cinque anni; lavoratori
autonomi oimprese individuali
con un numero di dipendenti
superiore alle 5 unità; società di
persone, società a responsabilità
limitata semplificata, osocietà
cooperative con un numero di
dipendenti non soci superiore
alle lO unità; imprese che al
momento della richiesta
presentino, anche
disgiuntamente, requisiti
dimensionali superiori a quelli
previsti dall'articolo 1, secondo
comma, lettera a) e b), Rd 16
marzo 1942, n.267,come
aggiornati ai sensi del terzo
comma della stessa disposizione
ed un livello di indebita mento
superiore a 100.000 euro.
Gauetla Ufficiale· 1o dicembre 2014, n. 279
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uso esclusivo
Ministero Lavoro, interpello 2
dicembre 2014, n. 29
Sostituzione di lavoratori. Il
Ministero del lavoro ha risposto a
un interpello in meritoal
riconoscimento delle
agevolazioni peri datori di lavoro
che assumano, con contratto a
tempoindeterminato,
disoccupati da almeno
ventiquattro mesi osospesi dal
lavoro o beneficiari di
integrazione salariale, quando
tali assunzioni non siano
effettuate in sostituzione di
lavoratori dipendenti dalle stesse
imprese per qualsiasi causa
licenziati osospesi (di cui
all'articolo 8, comma 9, legge
407/1990). In particolare,si
chiede quale sia la corretta
interpretazione della locuzione
"in sostituzione" contenuta nella
norma, ponendo anche la
questione sull'applicabilità di
quest'ultima nelle ipotesi di
dimissioni del lavoratore e di
risoluzione consensuale (ex
articolo 7, legge 604/1966, modo
dall'articolo 1, comma 40, legge
92/20U). Il Ministero ritiene che
la violazione del sopraindicato
diritto di precedenza e la
conseguente esclusione dal
beneficio contributivo (ex articolo
8, comma 9) possano essere fatte
valere solo con riferimento alle
assunzioni effettuate per la stessa
qualifica e per mansioni
sostanzialmente analoghe e non
invece per qualifiche o mansioni
diverse, in quanto solo nel primo
caso si realizza un'effettiva
"sostituzione" del lavoratore.
Quantoalsecondo quesito, sulle
ipotesi di dimissioni del
lavoratore e di risoluzione
consensuale, il Ministero ritiene
possi bile frui re di ta li
IHIJ
agevolazioni contributive nelle
ipotesi di dimissioni del
lavoratore, nonché di risoluzione
consensuale del rapporto, anche
qualora queste ultime siano così
definite a seguito della procedura
ex articolo 7, legge 604/1966
(licenziamento per gi ustificato
motivo oggettivo).
Ministero Lavoro, interpello 2
dicembre 2014, n. 30
del
destinatario,
non
ACURA DI Arturo Rossi e Monica Vicario
111 Derogabilità limiti
quantitativi. Il ministero del
Lavoro, con la risposta a un
interpello, ha chiarito che i
limiti di contingentamento
all'utilizzo dei contratti a tempo
determinato stabiliti dalla legge
o dalla contrattazione collettiva
nazionale non possono essere
rimossi del tutto dalla
contrattazione di prossimità
(articolo 8 del DI 138/2011), ma
esclusivamente prevederne una
diversa modulazione.
Ministero Lavoro, interpello2
dicembre 2014, n. 31
Deposito cauzionale. Èstato
posto un interpello al ministero
del Lavoro, in merito alla
corretta interpretazione della
norma concernente il deposito
cauzionale previsto a carico
delle agenzie di
somministrazione di lavoro a
garanzia dei crediti dei
lavoratori impiegati e dei
corrispondenti crediti degli Enti
previdenziali (articolo 5,
comma 2 lettera c), Dlgs
276/2003). In particolare,
l'istante chiede se una agenzia
di somministrazione di lavoro,
già iscritta e/o autorizzata in
base alla legislazione vigente in
un altro Stato membro
(Slovenia), sia o meno tenuta a
effettuare il menzionato
deposito cauzionale qualora
intenda richiedere l'iscrizione
presso l'apposito Albo del
Ministero del lavoro italiano. Il
Ministero ritiene che l'agenzia
di somministrazione in
possesso di prowedimento
autorizzatorio di altro Stato
membro, equivalente a quello
rilasciato dall'Amministrazione
italiana (cfr. ministero Lavoro,
circolare 7/2005), proprio in
forza di tale prowedimento
risulta tenuta a presentare una
mera richiesta di iscrizione
presso l'apposito Albo del
ministero del Lavoro italiano e
non anche una nuova richiesta
di autorizzazione allo
svolgimento dell'attività di
somministrazione. La
medesima agenzia sarà inoltre
tenuta a stipulare una specifica
garanzia fideiussoria, qualora
non abbia assolto a "obblighi
riproducibile.
Pag. 67
068391
mmrn
Codice abbonamento:
nSole9]{l
Quotidiano
Quotidiano
nSole9]{l mmrn
I
~,
Perequazione automatica. Il
ministero del Lavoro di concerto
con il ministero dell'Economia
ha pubblicato il decreto con la
perequazione automatica delle
pensioni per l'anno 2014 e il
valore definitivo per l'anno
2013. La percentuale di
variazione peril calcolo della
perequazione delle pensioni per
l'anno 2013 è determinata in
misura pari a +1,1 %, dallo
gennaio 2014. La percentuale di
variazione peril calcolo della
perequazione delle pensioni per
l'anno 2014 è determinata in
misura pari a +0,3 % dal1 o
gennaio 2015, salvo conguaglio
da effettuarsi in sede di
perequazione per l'anno
successivo.
Gazzetta ufficiale· 2 dicembre 2014. n. 280
Novità
per «l'opzione
donna»
chiesto espresso parere al
ministero del Lavoro.
Messaggio 9305 del3 dicembre 2014
Messaggio n. 9231 del28 novembre
2014 e 9304 del2 dicembre 2014
~ Opzione donna: la richiesta
all'atto del pensionamento e
possibilità di opzione entro il
31 dicembre 2015. Le donne
che vogliono optare per la
liquidazione della pensione, di
cui al cosiddetto Progetto
donna, non dovevano esercitare
alcuna opzione entro il mese di
novembre 2014; inoltre, le
domande presentate entro il31
dicembre 2015 non devono
essere respinte ma tenute in
apposita evidenza. Questo, in
sintesi, quanto precisato
dall'Inps con me~saggi 9231 e
9304. L'articolo 1, comma 9,
della legge 243/2004, prevede
che in via sperimentale, fino al
31 dicembre 2015, è possibile
conseguire il diritto alla
pensione di anzianità, in
presenza di un'anzianità
contributiva pari o superiore a
35 anni e di un'età pari o
superiore a 57 anni per le
lavoratrici dipendenti e a 58
anni per le lavoratrici
autonome, nei confronti delle
Ritaglio
Lavoro e previdenza
Importanti chiarimenti
pensionati salvaguardati.
Coloro che avevano presentato
richiesta di accesso alla
salvaguardia alla Dtl di cui alla
legge 124/2013, ed hanno un
provvedimento di accoglimento
ma non sono rientrati nel
contingente numerico, possono
rientrarein quella di cui alla
legge 147/2014, possono non
presentare una nuova domanda
per la c.d. sesta salvaguardia di
cui alla legge 147 citata. Lo
precisa l'Inps con messaggio
9305/2014. Invece, coloro non
hanno presentato domanda di
accesso alla cosiddetta quarta
salvaguardia, legge 124/2013,
alla competente Dtl ovvero che
pur avendo presentato
'
domanda, non hanno ricevuto
un provvedimento di
accoglimento, devono
presentare domanda di accesso
alla cosiddetta sesta
salvaguardia alla competente
Dtl entro il5 gennaio 2015.
L'Inps, precisa anche che
verificata la sussistenza dei
requisiti e delle condizioni
previste dalle singole norme di
salvaguardia dall'applicazione
li<
stampa
ad
uso esclusivo
del Dl201 del 2011, invia agli
interessati una lettera che
certifica il diritto ad accedere
ala pensione con le regole
vigenti prima dell'entrata in
vigore del predetto DI,
specificando, sulla base delle
norme che regolano le
cosidd ette "finestre di
accesso", la prima decorrenza
utile per ottenere la pensione. I
soggetti in possesso della
lettera certificativa, possono
presentare la domanda di
pensionein salvaguardia in
qualsiasi momento successivo
all'apertura della finestra al pari
di tutti gli altri assicurati; però,
se alla data di presentazione
della domanda di pensione in
salvaguardia risulti raggiunta la
copertura finanziaria prevista
dalla legge perciascuna
categoria di lavoratori
salvaguardati, la domanda
stessa dovrà essere respinta.
Foglio
2/2
tramite i soggetti che sulla base
della normativa vigente
possono essere incaricati dal
datore di lavoro a svolgere gli
adempimenti in materia di
lavoro, previdenza ed
assistenza sociale dei lavoratori
occupati (dipendente
dell'impresa, professionisti
mandatari del datore di lavoro
individuati dalla legge n.
12/1979, eccetera).
Circolare 153 del2 dicembre 2014
Sgravio contributivo per i
contratti di solidarietà. L'lnps
fa presente che il 0134/2014, ha
parzialmente modificato
l'impianto a sostegno degli
incentivi connessi ai contratti di
solidarietà (CdS) difensivi
accompagnati da Cigs,
apportando rilevanti modifiche
alla precedente disciplina dettata
dall'articoI06, del 01510/96
(legge 608/96). La riduzione
contributiva, precedentemente
Circ~/are 154 del 3 dicembre 2014
articolata in modo differente in
relazione alla percentuale di
Integrazione delle
contrazione dell'orario di lavoro
dichiarazioni contributive ex
stabilita nell'accordo e
Enpals in Uniemens. Con la
ali 'u bicazione territoria le
circolare in argomento, l'lnps
dell' azienda, è stata uniformata in
informa che in relazione al
misura pari aI35%. L'ammissione
completamento del processo di
integrazione dell'assicurazione alla riduzione contributiva in
contro l'invalidità, la vecchiaia e favore dei CdS è subordinata
oltre che al rigoroso rispetto dei
i superstiti dei lavoratori dello
limiti di spesa, anche ai criteri di
spettacolo e dello sport
ammissione, la cui
professionistico (gestioni ex
individuazione viene affidata ad
Enpals),allo scopo di agevolare
un decretointerministeriale che
l'assolvimento degli obblighi
è stato emanato, 7 luglio 20i4, n.
contri butivi da pa rte dei datori
83312, attuando la previsione
di lavoro, ha integrato nella
legislativa e disciplinato modalità
sezione PosContributiva del
e regole di accesso all'incentivo.
flusso Uniemens, dedicato alle
Successivamente, il ministero del
aziende con dipendenti, gli
Lavoro e delle Politiche sociali,
elementi informativi di natura
con
la circolare n. 23del26
retributiva e contributiva dei
settembre 2014 ha riepilogato
lavoratori iscritti al Fondo
l'impianto normativo a supporto
pensioni lavoratori dello
della materia e fornito, altresì, le
spettacolo (Fpls) e al Fondo
pensioni sportivi professionisti istruzioni chei datori di lavoro
(Fpsp). Di conseguenza, i datori devono seguire per richiedere le
riduzioni contributive previste
di lavoro del settore
dalla legge. Completata la fase di
dichiareranno, nell'ambito della istruttoria delle istanze
trasmesse, l'lnps chiamato, tra
medesima sezione, sia gli
l'altro, a stimare l'incidenza della
elementi informativi utili periI
misura agevolata, ha comunicato
corretto calcolo delle
i risultati della valutazione degli
contribuzioni assistenziali
(cosiddetti "contributi minori") oneri al Ministero che, a sua volta,
sia quelli relativi al calcolo della ha provveduto a emanarei
decreti direttoriali di ammissione
contribuzione Ivs. L'Istituto di
all'incentivo contributivo. Con la
previdenza, fa presente che le
circolare vengono fornite le
nuove modalità di
indicazioni e le modalità chei
presentazione della denuncia
datori di lavoro,destinatari dei
contributiva decorrono dallo
provvedimenti ministeriali di
gennaio 2015. Come per la
ammissione, dovranno seguire
generalità delle aziende, la
per fruire del beneficio
trasmissione della denuncia
contributivo riferito all'anno 2014.
potrà avvenire direttamente Q
!Il
;fj
del
destinatario,
non
riproducibile.
Pag. 68
068391
Ministeri Lavoro - Economia, Decreto
interministeriale 20 novembre 2014
lavoratrici che optano per una
liquidazione del trattamento
medesimo secondo le regole di
calcolo del sistema
contributivo. Con la legge
214/2011, che ha previsto
l'esclusione dalle nuove regole
introdotte per accedere alla
pensione per le donne optanti,
le circolari dell'lnps 35 e 37 del
14 marzo 2012, hanno dato
un'interpretazione restrittiva
disponendo che l'opzione puÒ
essere fatta, a condizione che la
decorrenza del trattamento
pensionistico si collochi entro il
31 dicembre 2015. Le domande
di pensione di anzianità in
regime sperimentale presentate
dalle lavoratrici che
perfezionano i requisiti
anagrafici e contributivi entro il
31 dicembre 2015, anche se la
decorrenza della pensione si
collochi oltre la medesima data
non devono essere respinte ma'
tenute in apposita evidenza. Lo
ha precisato l'Inps con
messaggio 9304/2014. Si
evidenzia, che l'intervento
dell'Istituto ha natura
cautelativa, in quanto è stato
15-12-2014
4
Codice abbonamento:
analoghi" nel rispetto della
normativa dello Stato membro
di origine.
Data
Pagina
Quotidiano
nSole9]{l mmrn
Data
Pagina
I
.
Foglio
15-12-2014
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1 /2
I «gap» negli investimenti dei maggiori Paesi Ue
Risorse per la ripresa:
all'Italia serve un +25%
Un balzo degli investimenti
de125% per avvicinarci al tasso di
disoccupazione del 6%, anticameradiunaripresasolidaeduratura. t: il divario da colmare per
l'Italia secondo uno studio di
Luigi Campiglio, docente di politica economica dell'Università
Cattolica, che ha calcolato l'«investment gap» per i tre big europei in difficoltà. Un indicatore
che mostra il destino incrociato
tra l'aumento degli investimenti
e la creazione di lavoro. In Spagna la ricetta per ridare slancio
alla crescita consiste in un aumento degliinvestimentiancora
più ampio: tra il 35 e il 50 per cento. Uno sforzo che consentirebbe di abbattere la quota dei senza
lavoro al 16 per cento. Alla Francia servono invece investimenti
in crescita del 22% per tornare a
una disoccupazione compatibile con la crescita.
[}'/I[HH.U;
La virtuosa Germania
è già in piena occupazione,
ma secondo Ue e Fmi
deve spendere di più
nelle infrastrutture
Bussi , Pilgìrm
Investimenti, serve un balzo del 25%
Dall'inizio della crisi gliinvestimenti in Italia sono crollati del
25 per cento. Eliminare quel fossato consentirebbe di abbattere
il tasso di disoccupazione del 6%,
con un milione cii posti di lavoro
in più, per avvicinarsi alla soglia
del 6%, anticamera per una ripresa solida e duratura. In Spagna, dove la situazione è ancora
più drammatica, con quasi un
quarto della popolazione attiva
senza lavoro (24%), un aumento
degli investimenti compreso tra
i135 e il 50% farebbe scendere la
disoccupazione del 16%, con circa 3 milioni di nuovi occupati,
raggiungendo un livello compatibile con il ritorno della crescita.
In Francia, nuovo malato dell'Eurozona, un impulso agliinvestimenti del 22% ridurrebbe la disoccupazione del 3,5%, con un
milione di occupati in più. Non è
un esercizio di fantaeconomia,
ma il risultato di uno studio in via
di pubblicazione di Luigi Campiglio, professore ordinario di politica economica presso l'Università Cattolica di Milano, sulla
relazione indissolubile tra gli investimenti e la capacità di creare
lavoro. Un viaggio tra logaritmi e
formule matematiche alla scoperta del cosiddetto «investment gap» proprio mentre
l'Unione europea è alle prese con
il piano Juncker da 315 miliardi in
tre anni che giovedì e venerdì approderà sul tavolo dei leader Ue
Ritaglio
Lavoro e previdenza
per l'approvazione formale.
Campiglio ha battezzato l'indicatore «Gife>~, acronimo della
versione inglese di «gap di investimento compatibile con la piena occupazione». L'attenzione
dell'opinione pubblica, spiega
l'economista, «è oggi concentrata sull'output gap, la differenza
tra il PiI potenziale e quello effettivo, che è la base per calcolare il
saldo strutturale di finanza pubblica e le eventuali manovre aggiuntive». In realtà, precisa
Campiglio, «il divario piùimportante è quello degli investimenti,
vero motore della crescita».
L'investment gap può essere
calcolato in modo trasparente
sulla base della relazione tra la
variazione della disoccupazione
o dell' occupazione e la differenza percentuale degli investimenti su base trimestrale a confronto con lo stesso trimestre
dell'anno precedente. Per individuare la soglia di disoccupazione compatibile con la crescita viene preso come riferimento
il tasso di disoccupazione più
basso degli ultimi dieci almi: il
6% circa appunto per l'Italiaraggiunto nel 2007, circa il 7% della
Francia (registrato nel 20(8) e
circa 1'8% per la Spagna, unlivello che risale al 2007. «l risultatichiarisce Campiglio - non sono
uno slogan, ma opportunità concrete e a portata di mano».
Ripercorrendo la storia della
crisi di trimestre in trimestre i
stampa
ad
uso esclusivo
destini incrociati tra investimenti e mercato de11avoro balzano subito all'occhio.
In Italia, per esempio, il top degli inv<:1stimenti è stato raggiunto
nei primi tre mesi del 2007, con
un incremento del 2,7% rispetto
allo stesso periodo di un anno
prima. Nello stesso periodo il
tasso di disoccupazione ha registrato hl suo calo più significativo: 1,4 punti in meno. Al contrario il secondo trimestre del 2009
è stato il momento più buio con
investimenti sprofondati del
13,6%, s~guiti da altri trimestri
con segno negativo. Da quel momento il numero dei senza lavoro è aumentato progressivamentefinoalquartotrimestre2009·Il
record di aumento del tasso di disoccupazione (+2,rlo) è stato invece raggiunto nel secondo trimestre 2012, mentre gli investimenti avevano imboccato dacirca un anno il segno negativo.
Il copione siripeteancheper la
Spagna. Anche qui gli investimenti hanno avuto una nuova
linfa nel primo trimestre di sette
anni fa con un balzo del 5,9% rispetto allo stesso periodo di un
anno prima. E proprio in quel
momento il tasso di "desempleo"
ha iniziato ad attenuarsi. A Madrid il taglio degli investimenti è
cominciato nel secondo trimestre 2008, con una discesa agli inferi fino al -21,3% dall'aprile al
giugno 2009. Proprio in quel periodo la disoccupazione ha ini-
ziato la risalita. In Francia gli investimenti hanno registrato ìl
crollo maggiore nel secondo trimestre 2009 (ben dieci punti
percentuali) innescando un rialzo della disoccupazione.
«Questi dati - spiega Campiglio - mostrano che solo con una
strategia di investimenti è possibile ritrovare la via della crescita,
spostando il focus dal pareggio
di bilancio alle politiche di rilancio. A fare da volàno dovranno
essere gli investimenti pubblici
per riattivare anche quelli privati. In questo contesto il piano Juncker, seppur migliorabile,
può essere un buon inizio. Anche
la possibilità di non calcolare i
contributi al nuovo Fondo Efsi ai
fini di una procedura di infrazione sarebbe una breccia importante». Accanto all'iniziativa europea, prosegue l'economista,
«serve però una strategia nazionale per individuare i settori
chiave su cui puntare per ripartire. Occorre agire in fretta».
E la Germania? Come sempre
Berlino viaggia controcorrente,
perché di fatto si trova già in una
situazione di piena occupazione,
con un tasso di senza lavoro al
4,8%, il più basso tra i Ventotto,
ma un andamento a due facce tra
l'Ovest virtuoso e l'Est ancora in
affanno. Anche Berlino, però, ha
il suo tallone d'Achille: gli investimentiininfrastrutture. Unpo'
di nuova linfa non farebbe male
neanche a loro.
~) R!PP.ODlIZIONE RISERVATA
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destinatario,
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Codice abbonamento:
Chiara Bussi
068391
È il divario da colmare per l'Italia: così si porta la disoccupazione al 6% e si rilancia la crescita
nSole9]{l
Quotidiano
mmrn
Data
Pagina
Foglio
, [,(1 ~tlldio
Le vie della ripresa
L'analisi mostra la correlazione diretta
tra l'investment gap e la creazione di lavoro
15-12-2014
9
2/2
Cii alo; big
Per la Francia il «Gife» è pari al 2296
mentre per la Spagna è più ampio: 35-5096
Destini incrociati
La variazione percentuale degli investimenti e del tasso di disoccupazione su basetendenziale dal primo
trimestre 2007 al secondo trimestre 2014
Inyestimenti
I !Il
ITALIA
"~Disoccupazione
------' - -
- --1 l'
I
Il
I
ll
-
- --- -I
, O Il top. Nel I Irimestre 2007 gli
, , O Il ['0110. Nel Il trimestre 2009 gli
investimenti hanno segnato la maggiore
investimenti hanno registrato!a
variazione al rialzo nell'arco di 7 anni. l maggiore diminuzione degli ultimi
Contemporaneamente
7 ilnni. seguiti da altri trimestri negativi.
la diso([upa~ione ha imboccato
Nello stesso periodo è iniziata una
I
la via della dIscesa
I I risalita de! tasso di disoccupazione
I
L
__ __
__
__ _._ _ _ _ _ _ _ _ .-
Èilgap di investimenti compatibili
con la piena occupazione (Gap
investment compatiblewith full
employment). Può essere calcolato
in modo trasparente sulla base della
relazione tra variazione della
disoccupazione e variazione
percentuale degli investimenti
(trimestre contro trimestre
dell'anno precedente) oppure in
modo in parte equivalente come
variazione percentuale
dell'occupazione e variazione degli
investimenti. Negli ultimi dieci anni
il tasso di piena occupazione per
l'Italia corrisponde a un livello di
senza lavoro pari aI6%, per la
Francia a17% e per la Spagna all'8
per cento
-13,6
-'6
2007
2008
2010
2009
2011
2012
2013
2014
Il
I onma~gio, rialzo. Nel J trim~s~lle1l~alo Nel second~-trime~re~~~ I
, 2007 gli investimenti francesi hanno -II' gli investimenti hanno segnato la
FRANCIA I messo a segno il maggior rialzo in 7
maggiore diminuzione trimestrale,
anni su base tendenziale, Da allora il
I tasso dei senza lavoro ha iniziato a
diminuire progressivamente
L - -v-~ -~
.. _. - _ ...-
: Contemporaneamente il tasso di
disoccupazione ha iniziato a crescere
per tre trimestri consecutivi
----
- - ... _ - -
---
Il divario per l'Italia
Èl'investmentgap italiano,
mentre il livello ottimale di
disoccupazione compatibile per
la crescita è di circa 6 per cento.
Un aumento degli investimenti
in questo ordine di grandezza
consentirebbe un ritorno alla
normalità ai livelli del2007
-10,1
,'2
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2014
Il divario per la Spagna
Èl'aumento degli investimenti
necessario in Spagna per
raggiungere un tasso di
disoccupazione compatibile per
la ripresa, Pari all'8 per cento
circa. Unsimile rialzo degli
investimenti porterebbe a una
riduzione del tasso di senza
lavoro del 16% rispetto
all'attuale 24 per cento
I O La ripre,a. Nel secondo trìme;~re--I· O Di5(~;;-libe-;'-;;-;alo degli
, 2014 gli investimenti spagnoli hanno
i nvesti menti è iniziato nel secondo
il trend con un rialzo
Il trimestre 2008 per arrivare allìveUo I
l invertito
tendenziale dell'1,2%.
I minimo un anno dopo, Nello stesso
, Contemporaneamente la
periodo il tasso di disoccupazione ha
l disoccupazione ha imboccato la discesa J i iniziato a crescere
.
~
I
-v-
--~-------- ~_.~
'------v~-
----------
-24
-21,3
-32
2007
2008
2009
2010
Ritaglio
Lavoro e previdenza
2011
2012
stampa
ad
2013
2014
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del
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Codice abbonamento:
Il divario deRa Franda
Èl'investment gap francese, che
porterebbe la disoccupazione al
livello ottimale di circa il 7%
compatibile con la ripresa. Un
balzo degli investimenti di
questa entità ridurrebbe la
disoccupazione de13,5 per
cento
-16
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Quotidiano
nSole9]{l mmrn
Data
Pagina
Foglio
15-12-2014
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1 /2
lAVORO
Bonus assunzioni,
scadenze variabili
Ilsuper-bonus contributivo peri
neoassunti previsto dalDdl
stabilità premiale aziende che
inseriscono i lavoratori entro
dicembre 2015. L'agevolazione
riservata ai giovani da18 a29 anni
si può chiedere solo fmo al
prossimo giugno. E con quest'anno, esce di scenal'aiuto per
assumere disoccupati dilungo
periodo, molto conveniente per
le imprese artigiane. Come
orientarsi nel carosello di vecchie e nuove misure.
Dal Jobs act e dalla legge di stabilità una serie di correzioni e di innovazioni per le misure di sostegno alle assunzioni
Lavoro, il carosello degli incentivi
Valentina Melis
Alessandro Rota Porta
Uno sgravio contributivo
pesante ai nastri di partenza,
ma solo per chi assume entro
dicembre 2015. Sei mesi di tempo in meno (fino a giugno) per
usufruire del bonus «Letta»,
che premia l'inserimento in
azienda di giovani under 29. Infine, due incentivi verso l'uscita di scena: quello per disoccupatidilungo periodo, che andrà
in soffitta, dopo 24 anni, a fine
2014, e quello per assumere lavoratori in mobilità, che cesserà invece con il 2016.
È il quadro delle agevolazioni
che si presenta oggi davanti all'impresa in cerca di aiuti per
ampliare il suo organico. Incentivi che si sono stratificati e
spesso sovrapposti perplatea di
beneficiari e che il Jobs Act, peraltro, punta a riordinare, come
si legge nella legge delega approvata dal Parlamento.
Chi intende usare il nuovo
sconto sui contributi fino a
8.060 euro all'anno previsto dal
Ddl di stabilità 2015, deve tenere
presenti due elementi importanti. Primo: l'assunzione è agevolata per tre anni, ma deve avvenire ne12015 e deve riguardare
persone che non abbiano lavorato con un contratto a tempo
indeterminato nei sei mesi precedenti. Secondo: la fruizione
del nuovo bonus, al netto delle
interpretazioni future della legge, sembra escludere la comulabilità con altri incentivi. Ed è
esplicitamente esclusa dalla
fruizione del nuovo bonus l'assunzione di apprendisti.
L'assunzione in apprendistato, che comporta una serie di
oneri sul piano formativo, resta
comunque molto conveniente
dal punto di vista economico,
perché oltre allo sconto sui contributi (che dura un anno in più)
consente di risparmiare anche
sulla retribuzione.
La legge di stabilità 2015 concederà alle aziende anche uno
sconto sull'Irap: diventa deducibile dall'imposta, infatti, il costo del lavoro. Il benctìcio, però,
anche se scatta dal prossimo anno d'imposta, si farà sentire solo
nelle dichiarazioni e nei versamenti del 2016.
Chi vuole invece assumere
una persona disoccupata o in
cassa integrazione da almeno 24
mesi, con il bonus della legge
407/1990, ha ancora pochi giorni di tempo. Salvo modifiche, infatti, la legge di stabilità eliminerà questo incentivo, che è particolarmente appetibile per le imprese artigiane e del Sud.
«Non ci preoccupa particolarmente l'abolizione del vecchio bonus», spiega Stefano Di
Niola, responsabile relazioni
sindacali della Cna. «Piuttosto,
ci auguriamo che il nuovo sgravio contributivo previsto dalla
legge di stabilità 2015 non resti
limitato alle assunzioni del
prossimo anno».
Peraltro i senza lavoro da oltre 12 mesi, che sono i lavoratori
più difficili da ricollocare, sono
ormai il 62,3% dei 3 milioni di disoccupati registrati dall'Istat
nel terzo trimestre di quest'anno. Nel 2009 la loro incidenza
sui senza lavoro si fermava al
44,1 % per cento.
Il rischio è che questa categoria di soggetti "svantaggiati"
non sia più appetibile per i datori: ne120l6, con la definitiva uscita di scena delle liste di mobilità
e della relativa indennità, scomparirà anche l'incentivo per chi
assume questi lavoratori.
L'attuazione del contratto a
tutele crescenti, invece, affidata
a un decreto legislativo che
il Governo intende approvare
in tempi brevi (ma serviranno
comunque 30 giorni per i pareri
delle commissioni parlamentari), avrà più impatto sulla flessibilità in uscita dei lavoratori assunti con la nuova formula.
Ritaglio
Lavoro e previdenza
Codice abbonamento:
Il su per bonus
al debutto da gennaio
vale per tre anni
ma si applica solo
agli inserimenti del2015
068391
Sgravi contributivi e sull'Irap per i nuovi assunti - Restano attivi gli aiuti agli over 50
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Quotidiano
nSole9]{l mmrn
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Foglio
15-12-2014
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I bonus per rilanciare il lavoro
Gli incentivi già esistenti, quelli previsti dal2015 e quelli che escono di scena
LA SCADENZA
CHE COSA PREVEDE
L'INCENTIVO
Risparmioda650euroalmese
Sconto di unterzo della retribuzione mensile lorda, con un tetto di 650 euro, per
assumere giovani da 18a 29anni,senzaimpiegoda almeno sei mesi osenza
diploma di scuola superiore. Vale18 mesi per leassunzioni atempoindeterminatoe12 mesi perlestabilizzazioni di contratti atermine
Agevolatoilpercorsoformativo
Contributi azzerati nelleaziendefinoa 9addetti nei primi tre anni (finoaI2016)e
riduzionedel30%circaa regime perquellecon organico superiore. La retribuzione può essere più bassa rispetto agli.altri addetti: gli apprendisti si possono
inquadrare fino adue livelli inferiori rispetto alla qualifica da conseguire
Nessuna modifica in vista
Dopo il Dl34/2014, l'apprendistato non ha su bito ritocchi
Senza contributi pertre anni
Esonero dal versamento dei contributi pertreanni per le assunzioni atempo
indeterminato, finoa 8.060 euro all'anno. Gli assunti non devono essere stati
occupati nei 6 mesi precedenti con un contrattoatempoindeterminato presso un
qualsiasi datore. Bonus non cumulabile con altri esoneri oriduzioni di aliquote
Costo del lavoro dedudbiledaU'imposta
Ritaglio
Lavoro e previdenza
Ma lo sconto si usa dal2016
Il risparmio fiscale previsto dalla legge
di stabilità arriverà dopo un anno
Bonusinsoffittadopo24anni
Sconto del 50% dei contributi previdenziali eassistenziali per36 mesi a chi
assume stabilmente lavoratori disoccupati, sospesi oin Cigda almeno 24 mesi.
Se ad assumere sono imprese delle zone svantaggi ate del Mezzogiorno, o
impreseartigiane, lo sgravio raggiungeil100% dei contributi acarico del datore
L'ultima data utile
Saranno ancora agevolate le
assunzioni fatte entro quest'anno
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Codice abbonamento:
068391
Dall'anno di imposta 2015 si applicherà la deduzione integrale dalla base
imponibile Irap del costo del lavoro dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato. Con la nuova deducibilità è prevista la soppressione della riduzione
delle aliq uote fissata dall'articol02 del Dl66/2014,già dal 2015
Quotidiano
nSole9]{l mmrn
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Foglio
15-12-2014
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Sconto fiscale del35% del costo aziendale fino a 200mila euro per impresa
Ricercatori assunti ne120U:
il bonus si prenota adesso
PAGINA ACURA DI
Alessandro Rota Porta
Ultimi giorni per presentare
le domande di accesso al credito
d'imposta per le assunzioni dei
«ricercatori» effettuate nella seconda metà delz01z: c'è tempo fino al 31 dicembre, infatti, per inviare al ministero dello Sviluppo
economico le istanze riferite ai
contratti di lavoro sottoscritti
dalz6 giugno al31 dicembre Z01Z.
Si tratta del bonus fiscale destinato al settore ricerca e sviluppo, introdotto dal DI 83/Z012
(convertito dalla legge 134/z012)
e reso operativo dal decreto ministeriale emanato dal Mise ilZ3
ottobre Z013. A dettare le regole
operative è stato, invece, il decreto direttoriale del z8 luglio
z014. Diverse scadenze sono poi
state fissate per consentire l'invio delle domande riferite agli
anni successivi (si veda lo schema a lato). Peraltro, il disegno di
legge di stabilità per ilz015, prevede l'abrogazione di questo incentivo e la sua sostituzione con
un altro bonus.
Quando scatta il bonus
I datori di lavoro ammessi a fmire dell'agevolazione sono tutti i
soggetti, sia persone fisiche, sia
persone giuridiche, titolari di
reddito d'impresa.
L'incentivo consiste in un contributo sotto forma di credito
d'imposta pari al 35 per cento dei
costi aziendali, nel limite massimo (per ciascun anno) di zoo mi-
Ritaglio
Lavoro e previdenza
Iter troppo lento
per le aziende
l'invio delle domande
Le istanze possono essere inoltrate esclusivamente in via telematica, attraverso la piattaforma dedicata sul sito web del
Mise, seguendo le maschere
applicative.
Dopo essersi registrati al portale, vanno inseriti: i dati id entificativi dell'impresa richiedente; quelli del lavoratore, la cui
assunzione ha fatto scattare l'in-
stampa
ad
uso esclusivo
Infine, i termini delle istanze
sono stati rivisti con unDm del
10 ottobre scorso.
Il risultato è stato lo stallo di
questa misura e la confusione
con cui hanno dovuto convivere
i datori di lavoro e gli operatori:
un'incertezza data dal fatto che
non era possibile sapere a priori
se una determinata condotta
avrebbe potuto garantire il
godimento del bonus.
centivo (con indicazione degli
estremi del titolo di studio, rientrante tra quelli richiesti dalla
norma per ottenere il bonus); il
costo aziendale sostenuto per il
quale viene richiesto il credito
d'imposta. Quest'ultimo dato è
inteso come somma della retribuzione lorda prima delle imposte, dei contributi obbligatori
(quali gli oneri previdenziali) e
dei contributi assistenziali dovuti per legge (ad esempio, gli
assegni familiari), per un peri 0do non superiore a 1Z mesi dalla
data di assunzione.
Una particolare attenzione
deve essere rivolta anche ai
profùi lavoristici: è agevolabile
infatti il costo aziendale sostenuto dai datori di lavoro relativo alle assunzioni a tempo indeterminato - anche in caso di trasformazione di contratti a termine in contratti a tempo
indeterminato - per un periodo
non superiore a dodici mesi dalla data di assunzione.
All'istanza deve essere allegata la certificazione contabile dei
costi sostenuti, firmata digitalmente dal presidente del collegio sindacale dell'impresa richiedente o, per le imprese non
soggette a revisione contabile
del bilancio, da un professionista
iscritto nel registro dei revisori
dei conti. Un iter più snello èprevisto per le start-up innovative e
per gli incubatori certificati, la
cui documentazione contabile
può essere sottoscritta dal legale
rappresentante.
Il sistema informatico è impostato su tre sezioni distinte: una
generale e due dedicate a queste
fattispecie specifiche, proprio
perché, insieme alle imprese con
sede o unità nei territori colpiti
dal sisma delzo e z9 magio Z01Z,
hanno un canale «facilitato».
'\, Hlf'IìODUDI1NE R!SERVATA
del
destinatario,
non
r,
rilF'R:J[Jll?JlJNt Rl':E.RVA;A.
riproducibile.
Pag. 74
Codice abbonamento:
Domande entro
il 31 dicembre
per ottenere
i crediti d'imposta
068391
~
la euro, indipendentemente dal
numero delle assunzioni a tempo
indeterminato di personale con
le caratteristiche richieste.
Proprio suilavoratori che possono far scattare l'incentivo, il
dmSviluppo-Economiade123ottobre Z013 (sulla scorta di quanto
disciplinato dal Dl83!z01Z) ha ribadito che si tratta del personale
nche l'agevolazione per i
altamente qualificato, individuaricercatori ha scontato la
to in due categorie di soggetti:
lentezza burocratica che
.I!!l in possesso di un dottorato di
ricerca universitario conseguito contraddistingue il panorama
presso una università italiana o dei bonus sulle assunzioni: sono
estera, se riconosciuto equipol- passati oltre due anni dalla
lente in base alla legislazione vi- norma istitutiva e l'iter per
assegnare i benefici non è
gente in materia;
ancora concluso. Non c'è quindi
iIW inpossessodilaureamagistrale nelle discipline in ambito tec- da stupirsi quando si rileva che
nico o scientifico, elencate nel- questi strumenti hanno poco
appeal in termini
l'allegato Zdel Dl83!zOlZ.
In questa seconda ipotesi, i la- occupazionali.
Nel caso del credito
voratori devono essere impiegati nelle attività elencate al com- d'imposta per le assunzioni in
ma 3 dell'articolo Z4, tipiche del ricerca e sviluppo il decreto
settore della R&S: lavori speri- interministeriale di regolazione
mentali o teorici, aventi come fi- avrebbe dovuto essere emanato
nalità principale l'acquisizione entro 60 giorni dall'entrata in
di nuove conoscenze; ricerca vigore del DI 83/2012 (il 26
pianificata o indagini critiche giugno 2012). Ma questo è
miranti ad acquisire nuove cono- avvenuto solo il23 ottobre 2013 a
scenze; acquisizione, combina- opera del Mise (il decreto è
zio ne, stmtturazione e utilizzo stato pubblicato sulla
delle conoscenze e capacità esi- «Gazzetta Ufficiale» il 21
stenti di natura scientifica, tec- gennaio 2014). Il decreto
nologica e commerciale per pro- direttoriale sulle procedure
per le domande è stato
durre piani, progetti, processi o
licenziato solo il28 luglio 2014.
servizi nuovi o migliorati.
nSole9]{l
Quotidiano
mmrn
Data
Pagina
Foglio
L'identikit
-
-
-
--- -
-~
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2/2
--------------
COSTO AlI E!>iDA1E
• Èuncredito d'imposta de135%
del costo aziendale, con un
limite massimo di 200mila
euro annui a impresa
• All'indirizzo
https:/Icipaq.mise.gov.itè
possibile verificare le risorse
economiche ancora disponibili,
prima di inviare l'istanza
• Assunzioni a tempo
indeterminato, anche in caso di
stabilizzazione di contratti a
termi ne, per un periodo massimo
di 12 mesi dall'assunzioneo
trasformazione
• Èvalida anche la trasformazione di
un contratto di apprendistato in
contratto a tempo indeterminato
Èil costo salariale che
corrisponde all'importo totale
effettivamente sostenuto
dall'impresa per i contratti di
lavoro citati, comprendente la
retribuzione lorda (ante imposte)
e i contributi obbligatori, come gli
oneri previdenziali e i contributi
assistenziali
(AliSEO]
• Entroil31dicembre2014vanno
presentate le domande per le
assunzioni awenute dal26 giugno
2012al31dicembre2012
• Dal12gennai02015al31dicembre
2015: domande per assunzioni del
2013
• Dall'l1gennai02016al31
dicembre2016:domandeper
assunzioni del2014
• Mancataconservazionedelpostodi
lavoro per un minimoditreanni
(dueperle Pmi)
• delocalizzazione successiva all'l1
agost02012in un paese extra Ue
con riduzione dell'attività in Italia
• accertamento definitivo di
violazioni fiscali o contributive per
le qua li sono state irrogate sa nzioni
di almeno 5mila euro
Il costo aziendale
Il costo sostenuto dall'azienda
per il lavoratore è da calcolare
come segue:
• 25mila euro + contributi Inps
(25mila x 29,86%, la
percentuale di contribuzione
Inps a carico dell'azienda =
7.465 eu ro) . Il costo tota le
ammonta dunquea 32.465 euro
Il credito d'imposta
Il credito di imposta a cui ha
diritto l'azienda in base al DI
83/2012 ammonta a 32.465 euro
x35% =11.362,75 euro
Codice abbonamento:
068391
• Sono stati stanziati 25 milioni di
euro per il 2012 e 50 milioni dal
2013. All'interno di queste quote,
2 milioni per il 2012 e 3 milioni per
il 2013 sono riservati alle
domande presentate da soggetti
con sede o unità nei territori colpiti
dal terremoto del20 e del 29
maggio 2012. Altri 2 milioni sono
riservati alle start-up innovative
L'assunzione
Una Snc dell'industria
metalmeccanica ha assunto a
tempo indeterminato un
lavoratore che ha un dottorato di
ricerca universitario
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Lavoro e previdenza
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Pag. 75
Quotidiano
nSole9]{l mmrn
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14-12-2014
5
1
Decreto sull'aspettativa di vita
Entro fine anno
i nuovi requisiti
per il ritiro dal 2016
e sei mesi) ma con meno di 62 anni di età. La norma attualmente
prevede un taglio della prestazionedell'l%perognunodeiprimi due anni di anticipo e del 2%
per ognuno degli ulteriori anni.
Però un emendamento presentato da alcuni senatori del Pd
chiede che l'abbuono valga solo
per gli assegni di importo inferiore a sette volte il minimo
(3-506,16 euro).
Sempre sul fronte delle penalizzazione per gli importi più
NElLA ltGGE DI
Untetto agli assegni
se si ha il sistema misto
Niente penalizzazioni
per i «contributivi»
con meno di 62 anni
068391
elevati si attende la sentenza
della Corte costituzionale sul
contributo di solidarietà che taglia le pensioni di importo superiore ad almeno 14 volte il minimo.Unprovvedimentoanalogo
è già stato bocciato dai giudici.
Infme entro fmc mese, infine,
dovrebbe e~sere pubblicato il
decreto ministeriale che adegua
all'aspettativa di vita i requisiti
lninirni per accedere alla pensione che si applicheranno nel
triennio 2016-2018. Inutile farsi
illusioni: per legge l'aggiornamento non può essere negativo,
ben che vada i requisiti non saranno incrementati.
,'ERIPRODillIONERISfRVATA
Codice abbonamento:
Tetto agli assegni liquidati
con il sistema lnisto retributivocontributivopost20neannullamento della penalizzazione per
chi va in pensione prima dei 62
anni se non percepisce più di
3-500 euro mensili lordi. Sono alcune delle novità previdenziali
che potrebbero entrare in vigore l'anno prossimo quale effetto
della legge di stabilità 2015.
Per contenere la spesa degli
assegni più elevati e al contempo contribuire all' equilibrio dei
conti in favore dei redditi più
bassi, nel disegno di legge di stabilità che sarà licenziato entro fine anno sono state previste alcune correzioni alla riforma Monti-Fornero del2011. Quale effetto
dell'applicazione del sistema
contributivo ai versamenti effettuati dal 2012, può accadere
che i lavoratori soggetti al sistema retributivo (chi aveva almeno 18 anni di contributi al 1995)
maturino un assegno diimporto
superiore a quello determinato
dal già generoso sistema retributivo. La legge di stabilità prevede quindi che le anzianità
contributive successive a dicembre 2011 non possano determinare un importo superiore
della pensione a quello determinato con l'applicazione del sistema retributivo integrale.
Un' altra modifica alla MontiFornero inserita nella bozza della legge di stabilità comporta invece l'eliminazione della penalizzazione per chi va in pensione, entro il 2017, con i requisiti
contributivi (almeno42 o41anni
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Quotidiano
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1 /2
Pensioni: la rivalutazione si traduce in taglio
Matteo Prioschi, Fabio Venanzl
~
Pensioni, rivalutazioni con taglio
Solo 6,50 euro per chi ha la «minima» - Diminuiscono gli assegni oltre 3.000 euro
PAGINAA CURA DI
Matteo Prio5chi
Fabio Venanzi
Nelz015le pensioni saranno rivalutate dello 0,3 per cento. Però
una persona che oggi ha un assegno di 1.000 euro lordi, l'anno
prossimo non incasserà 1.003 ma
1.002,01 euro, come se l'aumento
fosse dello 0,2 per cento. CosÌ il già
basso tasso dirivalutazione fissato
dall'Economia all'atto pratico
sembrerà ancora più contenuto,
ma le sorprese non sono finite qui.
Il doppio tasso
La spiegazione di quello che a prima vi~ta può apparire un errore va
cercata nel complesso meccanismo che regola l'adeguamento
delle pensioni all'inflazione. Ver, so fine novembre di ogni anno il
ministero dell'Economia pubblica
un decreto con il valore provvisorio per la rivalutazione degli assegni nell'anno successivo e quello
definitivo per l'anno in corso. A fine 2m3, quindi, è stata data indicazione di rivalutare le pensioni del1'1,2% dal 2014- (tasso provvisorio).
Lo scorso 20 novembre, invece, è
stato comunicato il tasso defmitivo, che è pari all'l,l% e contestualmente è stato indicato quello
provvisorio per il 2015 00 0,3%).
Ebbene, il tasso dello 0,30/0 per
l'anno prossimo non va applicato
all'importo pagato fmora sulla base dell'adeguamento provvisorio,
, ma sul valore definitivo, che è più
i basso, perché il tasso da utilizzare
è dell'l,l invece dell'l,2 per cento.
CosÌ chi oggi incassa 1.000 euro
lordi ogni mese, non deve applicare lo 0,30/0 a tale importo, ma ritornare indietro di un anno e calcolare quanto avrebbe dovuto prende-
Conguaglio negativo
L'aggiustamento retroattivo degli
importi stavolta comporta anche
un altro effetto spiacevole per i
pensionati. Poiché nel 2014- il valore provvisorio dell' assegno è stato
più generoso di quello definitivo, a
inizio 20151'Inps provvederà a recuperare la differenza, pari allo 0,1
per cento. In altre parole,l'ipotetico assegno di 1.000 euro lordi pagato fmora sarebbe dovuto essere
di 999,01 euro. Quindi a gennaio si
dovranno restituire 12,87 euro
(perché sicontaanchela tredicesima). Diconseguenzailnostro ipotetico pensionato l'anno prossimo
percepirà 26,13 euro in più rispetto
aoggi(da1.000a1.002,01euro),ma
subirà un cont,'1laglio negativo riferito al 2014- di 12,87 euro e quindi
l'incremento annuale "netto"
(cioè i soldi in più che effettivamente metterà in tasca) sarà disoli
13,26 euro. Le modalitàdirecupero
e gli importi esatti saranno comunicati dall'lnps nelle prossime settimane con una circolare.
Doppio aggiustamento
Ma quest'anno c'è anche un'altra
particolarità da considerare, che
riguarda chi incassa una pensione
di importo compreso fra tre e
quattro volte il minimo o superiore a sei volte il minimo. La legge di
stabilità dell'anno scorso Oa
14-7113) ha introdotto un nuovo
meccanismo di rivalutazione, in
base al quale il tasso diriferimel1to
si applica in misura proporzionalmente inferiore con l'aumentare
degli importi pensionistici. Queste modalità, già presenti nelle
versioni non definitive del disegno dilegge di stabilità, sono state
modificate in occasione dell'approvazione definitiva della norma. In particolare l'indicizzazione
per lepensionifra tre e quattro volteilminimoèpassatadal90al95%,
mentre per quelle sopra sei volte è
scesa dal 50 a140 per cento. L'Inps,
però, per tutto l'anno ha fatto riferimento alla versione provvisoria
della legge di stabilità e quindi ha
pagato importi che ora devono essere rettificati sia nel tasso di rivalutazione (dall'l,2 all'l,l %), sia nell'aliquota di indicizzazione (per
esempio non si applica il 90% del1'1,2% ma il 95% dell'l,l per cento).
In portafoglio
Il risultato di questi assestamenti è
che l'aumento annuale delle pensioni, al netto del conguaglio, sarà
risicato e per gli assegni più ricchi
addirittura in negativo, come
esemplificato nella tabella. Chi
percepisce solo la pensione minima dovrà accontentarsi di 6,5 euro
inpiù,e stiamo parlando sempre di
importi lordi. Chiricevetrevolte il
minimo (importoa cuisihalamassima rivalutazione) avrà 19,89 euro. Vaunpo'meglioachisicolloca
nella fascia tra 3 e4 volte il minimo
(per esempio 1.600 euro), perché
gli sarà riconosciuta l'indicizzazione al 95% invece del 90% applicata temporaneamente fmora.
Brutte notizie, infme, per chi percepisce oltre 3mila euro perché
avrà un saldo fmale negativo.
{c,RiPRODUZJONFR:SfRVATf1.
Codice abbonamento:
068391
I
re.Poichénelz013 incassava 988,14euro, applicando il tasso dell'l,l%
quest'anno avrebbe dovuto prendere 999,01 euro. L'aumento dello
0,30/0 si riferisce a quest'ultimo valoreequindil'annoprossimoilsuo
assegno sarà di 1.002,01 euro.
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I
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5
Foglio
2/2
Vaggiustamento retroattivo
Le somme versate in più dall'Inps nel 2014
dovranno essere recuperate il prossimo anno
La diminuzione dell'importo è dovuta
al passaggio dal tasso provvisorio al definitivo
Trattamenti a confronto
~~~~~~~~----------------~~----~~~~~~------------
Esempi di importi mensili di pensioni pagate quest'anno (prowisorio 2014) e relativo importo liquidato l'anno
prossimo (prowisorio 2015), nonché conguaglio annuale dovuto per il 2014 e saldo tra aumento e conguaglio.
Valori lordi in euro
-- - -
500,88
495,431
501,38
---------------r---:------------
-6,50
-,
1.000,00
1
1.504,13
------------
502,38
---~--_.-
999,01
- U,87
1.502,64
-- -~
1.616,72,
-19,37
-- -
-----------------~---------
13
-
6,50
L002,01
26,13
13,26
1.507,15
----- --------7,28
1.621,33
39,26
19,89
52,65
45,37
41,47
21,06
35,36
17,81
-----+-------
1.486,29 I
1.600,00
1.617,28
2.100,00
2.118,90
2.117,~~1 ___ -=~,~~ 1-_~.~2,09
2.700,00
2.716,20 I
2.714,851
3.100,00
4.100,00
5.500,00
--
Aumento
Aumento
Definitivo
Provvisorio
annuale annuale al netto
__ 2014: CongucmLig ______ 20jS,+---"2",0""1,,-S--,,2,,,,0-",,14'4--,d.,,e,-,--1c",o,-"n,..g-",ua""gC!li~o
Importo i
definitivo! Provvisorio
20131
2014
988,141
-
----t-~~~--'---
~--~--I--~~~-+~~~~-
I
-17,55
2.718,92
-
-7,28 ________~~,1?_
_-=?1,88
3.117,28 _ _
-61,88
4.118,63
-51,61
10,27
---61-'-,8-8+'---_-5.-52-0-'-,~-_2+__- __ -_-_--_~:
__
--_-___
----2-7,'--~4l34,84
_ 3.11],841 _ _ 3.~~3'08jI
4.117,84
4.113,08
_~5p,84!
5.513,08
--
i Fonte: elaborazione Sole 24 Ore
Gli adeguamenti
cioè 1.502,64 euro e nel 2015
avrà una rivalutazione dello
0,300 per cento
• La seconda fascia va da oltre
1.502,64 a 2.003,52 euro e
avrà una rivalutazione dello
0,285 per cento
• La terza fascia va da oltre
2.003,52 eu ro fi no a 2.504,40
euro, a cui sarà applicato un
tasso dello 0,225%
• La quarta fascia va da oltre
2.504,40 euro fino a 3.005,28
eu ro, con un tasso dello 0,150
per cento
• La sesta fascia include le
pensioni di importo su periore
a 3.005,28 euro, a cui si
applica un tasso dello 0,135
per cento
021 CONTRIBUTO DI
SOLIDARIETÀ
Alle fasce di pensione oltre
7.012,32 euroefinoa 10.017,60
euro si applicherà il prelievo del
6 per cento; per quelle oltre
10.017,60 euro efinoa
15.026,40 euro il contributo sale
al12 per cento; gli importi
superiori sono gravati da un
prelievo del18 per cento
Codice abbonamento:
068391
011 LEFASCE
L'applicazione del valore
definitivo del tasso di
rivalutazione delle pensioni per
il 2014 determina anche i nuovi
"margini" delle fasce. In base a
quanto stabilito dalla legge
147/13, l'indicizzazione del
tasso di rivalutazione della
pensione cambia in relazione
all'importo lordo della stessa.
Quindi èimportante sapere in
chefascia si colloca l'assegno
percepito.
• La prima fascia comprende
importi fino a 3 volte il minimo,
Ritaglio
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14-12-2014
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Foglio
1
Data
Premier ricevuto con la famiglia
Disoccupazione giovanile
• •
•
e crISI economIca
nell'incontro Papa-Renzi
Carlo Marroni
Sono rare ormai in Vaticano le visite "ufficiali", che prevedono un protocollo solenne,l'arrivonelCortileSanDamaso accolto dal picchetto
della Guardie Svizzere e una
lento corteo dentro il palazzo
Apostolico fmo allo studio del
Papa. Al presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi è
stato riservato questo onore,
come lo fu per Giorgio Napolitano e Barack Obama, anche
se ormai senza più l'abbigliamento fatto di frac, fasce e
placche. La Santa Sede ha uno
speciale legame con l'Italia, e
il Papa è il Primate del paese.
Qy.indi è naturale che l'inquilino di turno di Palazzo Chigi
varchi il Tevere: anzi, in questo caso è avvenuta a dieci
mesi dal giuramento del premier, mentre in genere il tempo era più breve. Ma questo
non cambia la sostanza. Bergoglio e Renzi era la quarta
volta che si incontravano, e
l'occasione di ieri è stata la
conferma che al pontefice argentino, prossimo ormai ai 78
anni, il giovane premier "audace" piace molto, apprezza il
suo parlare chiaro e la solidità
della formazione di cattolico
di base, una rarità ormai nel
panorama politico. Battute,
atmosfera cordiale, ma soprattutto temi molto seri come la crisi economica, la disoccupazione giovanile, la
crisi in Medio Oriente e presumibilmente l'emergenza
immigrazione hanno caratterizzato l'udienza ufficiale di
circa mezz'ora tra il Papa e
Renzi, che appena seduto alla
grande scrivania ha detto al
Pontefice «le devo dire una
cosa sul presidente N apolitano, ma appena escono i giornalisti» è stato riferito dal po01 della stampa ammesso nella grande sala. Con ogni probabilità anche altri temi
saranno stati affrontati dal
premier, concentrato sul
fronte delle riforme e su una
difficile partita dentro il suo
partito, con il Pontefice, ancheluiimpegnatoinunariforma colossale della Curia, che
incontra resistenze dentro i
Sacri Palazzi, certo non di-
chiarate come quelle della politica italiana. Poi a seguire
l'incontro di Renzi con il Segretario di Stato, cardinale
Pietro Parolin, il "primo ministro" del Papa: in quel contesto «si è rinnovato l'impegno
delle parti a proseguire nella
mutua cooperazione per risolvere alcune problematiche di natura bilaterale» dice
la nota ufficiale. Molti i temi
bilaterali potenzialmente impegnativi,alcunideiqualierano messi in agenda, come la
scuola paritaria e la crisi di
grosse fette della sanità cattolica, e con ogni probabilità anche temi sensibili, come la famiglia. Ma i tempi sono cambiati e non c'è più quel fIlo diretto di condizionamento
della politica italiana, che si
lasciava volentieri condizionare, in chiave elettorale. Con
papa Francesco tutto il tema
dei «valori non negoziabili» è
stato di fatto spazzato via, almeno nei termini noti di
"scambio di favori", e anche
Renzi palesemente non cerca
Il
una spondané Oltretevere né
tentomeno nella Cei. Il primo
ministro nella visita era accompagnato dalla moglie
Agnese e i tre figli Francesco,
Emanuele ed Ester (la famiglia era andata in udienza privata già il4 aprile scorso): nella delegazione italiana il sottosegretario alla presidenza
Graziano Delrio ( «ha nove figlia» ha detto Renzi al Papa
presentandolo), il ministro
degli Esteri, Paolo Gentiloni,
gli ambasciatori Francesco
Maria Greco e Armando Varicchio e il portavoce Filippo
Sensi. Il Pontefice ha regalato
a Renzi la sua esortazione
apostolica Evangelii Gaudium e una medaglia dell' Angelo della pace mentre il premier una cassa di vin santo
della valle del Chianti: «Tutto
il vino d'Italia è buono, per carità, ma le abbiamo portato
quello toscano ... per la messa
e non solo». Un regalo in linea
con quello di Obama, che portò nel Palazzo Apostolico i
prodotti biologici dell'orto
della Casa Bianca.
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TEMI
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Nel dialogo di 30 minuti
anche Medio Oriente
e immigrazione. Poi
il bilaterale con il segretario
di Stato Parolin
Quarta udienza. M~tteo Renzi ricevuto ieri da Papa Francesco
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Quotidiano
la Repubblica
Data
Pagina
Foglio
13-12-2014
9
1
"Ho visto molta sofferenza
la politica non c'entra
il governo deve ascoltare"
ANNALISA CUZZOCREA
ROMA «Non ho visto niente di politico. Ho visto invece grande sofferenza, e molta povertà». L'ex segretario della Cgil Sergio Cofferati, europarlamentare pd e candidato alle primarie
in Liguria, respinge le critiche allo sciopero.
La minoranza pd sta usando il lavoro come un'arma contro
Renzi?
«Faccio. parte di quella minoranza, ma vorrei che per un attimo sottraessimo questa vicenda alla dialettica del Pd e la
guardassimo con rispetto per quello che è: la segnalazione di .
un pesantissimo disagio e di una pesantissima sofferenza da
parte di persone che rinunciano a una parte significativa del
loro stipendio per dire che stanno male. Ho visto molte manifestazioni, ma raramente ho visto il disagio di queste ore».
n governo lo sottovaluta?
«La maggioranza sa benissimo che questa è la priorità assoluta, mi aspetterei che pensasse a un nuovo modo di affrontare il tema. Quel che serve non è cambiare le regole del
mercato del lavoro, ma un piano di investimenti di tipo keynesiano in settori strategici che possano avere effetti moltiplicatori. Su questo serve dialogo con le forze sociali».
Renzi ha detto no alla concertazione.
«Non si tratta di questo, ma di un dialogo "preventivo". Prima delle decisioni importanti si ascoltino lepartisociali, si dia
un tempo determinato alla discussione, si valutino alternative e suggerimenti. Poi, quando c'è cqnvergenza bene, altrimenti - a quel punto -il governo. ha non solo il diritto, ma il do- .
vere di procedere. llconfronto portaoggettivamentearafforzare ilrispettocuihagiustamente invitato il capo dello Stato»
Sergio Cofferati
exleaderCgil
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Napolitano:scioperosegnoditensione
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D'Alema contE51ato, firli einsulti
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1 /2
Napolitano: sciopero segno di tensione
D'Alema contestato, fischi einsulti
Il capo dello Stato aveva mediato
giovedì tra Camlli.'5O e Renzi sul
caso dei ferrovieri precettati da Lupi
~
ABari alcuni manifestanti gridano
"buffone" ali'ex premier. Lasua
reazione: "Rabbia comprensibile"
LELLO-;;:PA-;-;R~IS;;;;EC-----~-----
--
UMBERTO ROSSO
MENTRE il capo dello Stato da Torino sottolinea la necessità che sindacati e governo superino la «grande tensione» di
cuilo sciopero generale è segno, a mille
chilometri di distanza alcuni manifestanti inveiscono contro Massimo D'Alema. L'ex premier era a Bari per un'iniziativa della sua fondazione Italianieuropei. Gli insulti gli piovono addosso all'improvviso: «Buffone», «venduto», <<vattene via», «siete dei porci», «la
tua pensione dalla a noi». D'Alema non
fa una piega, continua a camminare in
silenzio, ma il volto è teso. Sono cinque
minuti di paura. Qualcuno tra i manifestanti gli lancia del terriccio,raccoltoda
un'aiuola di corso Vittorio Emanuele.
L'ex premier, una volta allontanatosi
dai contestatori, commenta così l'episodio: «L'Italia vive una drammatica
crisi economica e sociale, sono sette annicheregrediscein termini diPil. Siamo
andati parecchio indietro. Ecco perché
è comprensibile il sentimento di rabbia
verso i partiti e, in generale, verso la politica. D'altro canto lo abbiamo visto alle recenti elezioni regionali, il crollo della partecipazione è il segnale del distacco profondo dalla vita politica». L'aggressione? «Misonoinfilatoinmezzoall'UgI e ... «. L'UgI è il sindacato della destra. Maèil capo diAlternativacòmunista, Michele Rizzi, a rivendicare l'assedio all' ex premier: «Siamo stati noi a
contestare D'Alema, alleato dibanchieri e multinazionali». I democratici minimizzano: «Gli oppositori erano pochi e
premeditati». E il segretario cittadino
della Cgil, Pino Gesmundo, si affretta a
precisare: «E' un brutto episodio. Questi
metodi nonci appartengono, tuttaviala
politica rifletta sul disagio della gente».
Napolitano lascia Torino mentre in
piazia Castello Susanna Camussotiene
il comizio finale davanti ai lavoratori in
sciopero. Il capo dello Stato e la leader
della Cgil, ancorché attraverso canali
informali, sieranoparlati parecchiogiovedi. E dalla triangolazione nella quale
successivamente il presidente della Repubblica aveva coinvolto MatteoRenzi,
era nata la retromarcia del ministro Lupisulla precettazionedeiferrovieri. C'era voluta dunque !'intercessione del
presidente della Repubblica, conrelativa tiratina d'orecchie a Palazzo Chigi
per il metodo troppo sbrigativo nel tentativo di bloccare lo sciopero dei trasporti, perché le relazioni tra Cgil e capo dell'esecutivo non rischiassero lo
strappo insanabile. Come apertamente
ha spiegato ieri Napolitano, sottolineando la «notevole tensione tra sindacato e governo». Invece-raccomanda
il capo dello Stato-serve rispetto reciproco, «senza esasperazioni». Augurandosi, alla fine, che «si possano discutere pacatamente decisioni già prese,
come la riforma del lavoro, e soprattutto quelle da prendere per il rilancio dell'economia». Insomma, non a scatola
chiusa: ma il braccio di ferro deve essere evitato.
"
NONIUDaROMEn.'O
Non entro nel
merito nelle ragioni
degli uni o degli
altri. Mi auguro che
si trovi la via di una
discussione pacata
~
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Lo sciopero è segnc
di grande tensione
sindacati-govemo.
L'esasperazione
però non fa
bene al Paese
GIORGIO NAPOLITANO
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1
"Ma questo èsolo un antipasto
subito gli strumenti dell' antimafia"
approvata, non si potrà applicare ai processi in corso. Ma, negli ambienti del governo, si dice che si potrà contestare il
nuovo reato di autoriciclaggio e questo,
già di per sé, allungherebbe la prescrizione. Sarà proprio cosi?
«Non sarà esattamente così. 1'autoriciclaggio non incide sui termini di prescrizione della
corruzione, ma 1'eventuale reato avrà termini
di prescrizione diversi perché la data di commissione sarà successiva a quella della corruzione. Ma di certo l' autoriciclaggio non ci potrà
essere in tutti i casi di corruzione».
TI nuovo patteggiamento potrà dare dei
frutti?
Rodolfo SabeUi
presidente Anm
ftato non pnò
~re ioseopo
deD.'imputato
"
«In astratto è giusto che chi patteggia restituisca il prezzo della corruzione, anche se questo potrebbe scoraggiare gli stessi patteggiamenti. Perciò occorre assicurare la certezza del
processo. Quindi servono regole più semplici e
il personale necessario».
Renzi fa un appello ai giudici a fare i pr0cessi, anche quelli dell'inchiestadiRoma,
in fretta È possibile con gli attuali strumenti?
«I magistrati farar.'llola loro parte. Ma siamo
noi a fare un appello a Renzi perché ci dia le leggielerisorse per fare i processi in tempi veloci».
In concreto cosa chiede?
«Innanzitutto i cancellieri, per evitare che
nei tribunali i processi si debbano per forza coneludere alle 3 di pomeriggiocomeaccadeaSanta Maria Capua Vetere».
(l.Irii.)
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ROMA, TI suo giudizio? «Siamo solo all'antipasto». Si aspettava di più? «Spero ancora che terranno conto delle nostre proposte». Dica la verità, è deluso? «Leggerò il testo. Ma dalle prime
dichiarazioni direi di sì, sono deluso». Il presidente dell' Anm Rodolfo Maria Sabelli non riesce a nascondere le sue perplessità sulla manovra del governo.
Giudica questo intervento un po' minimalista?
«È senz'altro meno di quello che serve per
realizzare lo shock dell' efficienza nella lotta alla corruzione che tutti ci attendiamo».
La pena più alta per la corruzione sarà un
deterrente?
«La mossa più efficace sarebbe introdurre
strumenti in grado di rompere il patto corruttivo, cioè l'accordo che lega corrotto e corruttorenell'interessecomunedinoncollaborarecon
la giustizia. Per questo abbiamo chiesto di
estendere alla corruzione gli strumenti che si
utilizzano per la lotta alla mafia».
Proprio questa via è stata stoppata da
Ncd, tant'è che non ci sarà la doppia prescrizione. Ma sarà sufficiente bloccarla
dopo la condanna di primo grado?
«Questa soluzione è insufficiente. La nostra
proposta è di interrompere definitivamente la
prescrizione con 1'esercizio dell' azione penale
o tutt' al più conIa sentenza di primo grado. Solo allora estinguere il reato non potrà più essere per l'imputato un obiettivo del processo».
Quindi la strada intrapresa è sbagliata?
«Sicuramente non basta».
Questa nuova prescrizione, quando sarà
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[L'INTERVISTA]
"Jobs Act, attenzione
di decreti delegati"
PARIA MARCELLO GIUSTINIANI, RESPONSABILE
DEL DIPARTIMENTO DI DIRITTO DEL LAVORO
DELLO STUDIO BONELU EREDEPAPPALARDO:
"L'ABOLIZIONE DELL'ART. 18 NON È TUTTO MA
PERLE IMPRESE ESTERE ERA UN TOTEM DA
ABBATTERE. ADESSO ALTRI INTERVENTI"
ì, certo, è vero, non tutto ruotaintomo all'arti-
«Scolo 18. All'estero, però, questo viene vissuto
Qui sopra,
Marcello
Giustinianl,
responsabile
del
dipartimento
di diritto del
lavoro dello
studio legale
Bonelli Erede
Pappalardo
come un totem da abbattere, un segnale che, unito ad
altri, può cambiare la percezione dell'Italia». Marcello
Giustiniani, responsabile del dipartimento di diritto
del lavoro dello studio legale Bonelli Erede Pappalardo spezza unalanciaafavore delJ obsAct malanciaanche un avvertimento: «C'è bisogno di linearità: speriamo che i decreti delegati non complichino lo scenario
per quanto riguardo il licenziamento disciplinare».
Scusi ma, onestamente, davvero un investitore
straniero dà coslimportanza all'articolo 18?
«Il modo di ragionare degli investitori stranieri è
molto semplice: devono scegliere tra diversi Paesi dove poter metter su nuove attività e utilizzano una sorta
di foglio Excel con varie colonne. Una di queste colonne è l'Italia. Ogni colonna viene compilata da studi
professionali di stanza nei vari paesi che indicano come funzionano determinati istituti chiave a casa loro.
Poi chi decide compara: l'articolo 18, o meglio il regime dellicenziamento, rappresenta uno di questi punti decisivi per le decisioni di investimento».
Ma non è che il sistema italiano non funziona per
molti altri motivi? La burocrazia che frena, la lentezza dei processi, la mancanza di investimenti.•.
«Indubbiamente sì: proprio questi sono gli altri
punti che gli investitori indagano nel loro foglio di Excei. La storia dimostra che l'imprenditore va dove gli
conviene, e se gli conviene chiude la fabbrica italiana,
con o senza l'articolo 18 e la fa altrove».
I sindacati dicono che conilJobsActi lavoratori rinunciano a qualcosa senza avere certezze sulle assunzioni.
«Li capisco. Per evitare di danneggiare i lavoratori
senza favorire la ripresa dell' occupazione, il messaggio deU obsActdaunlato deve essere integrato nel quadro delle riforme ulteriori: le altre caselle del foglio di
Excel. Ma dall' altro deve essere forte e chiaro: illicenziamento disciplinare non deve avere la possibilità di
reintegrazione se non in casi davvero eccezionali e
straordinari». (a. han.)
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1
IL NUMERO UNO: CON UN ACCORDO CON I SINDACATI SARÀ POSSIBILE SALVARE MOLTI POSTI DI LAVORO
Meridiana, il futuro è low cost
Lad (jreagh ai dipendenti: dobbiamo competere con Ryanair e Easyjet
NICOLA PINNA
OLBIA
Le strategie per la salvezza
sono due: "aggressività sul
mercato" e "costi bassi".
Detto senza troppi giri di parole, Meridiana punta a trasformarsi in poco tempo in
una compagnia aerea low
costo Il nuovo amministratore delegato Richard Creagh
lo fa capire con chiarezza
quando prende Ryanair e
EasyJet come esempi da seguire per salvare l'azienda:
«Queste due compagnie
stanno assumendo una posizione dominante nel mercato aereo italiano - scrive l'ad
irlandese in una lettera inviata ai dipendenti in rivolta
- lo conosco molto bene l'attenzione di Ryanair verso i
costi. E noi dobbiamo avere
la stessa capacità e la stessa
aggressività mercato. Noi
non non sopravvivere mo, a
meno che non ridurremo i
costi e aumenteremo la produttività. Non c'è spazio nel
settore per le compagnie aeree con i costi a questo livello.
Il mio progetto è quello di sviluppare Meridiana come compagnia aerea dinamica, produttiva e competitiva capace
di affrontare le forti low cost».
Nella sua paginetta inviata
Meridiana e tenta di ricucire il
rapporto con i dipendenti. Lo
stratto sembra insanabile: in
ballo ci sono sempre 1634 licenziamenti e gli incontri preliminari tra azienda e sindacati non sono bastati a trovare alcun accordo. Ora la trattativa
si sposta di nuovo a Roma e
per questo Richard Creagh
tenta di seminare un po' di pace. E annuncia: «Con un accordo sarà possibile salvare molti
posti di lavoro». L'appello è per
fermare la lotta dei lavoratori
e siglare un accordo sugli esuberi: «È grave che non abbiaalle Rsa, l'amministratore de- mo ancora raggiunto un accorlegato della compagnia del- do sul piano di ristrutturaziol'Aga Khan immagina la nuova ne. Questo danneggia le pro-
spettive per il futuro. Con
un'intesa siamo in grado di salvare la compagnia e molti posti di lavoro. Ma non tutti. Questo è triste e molto frustrante.
Non c'è alternativa».
Ma i rappresentanti dei lavoratori ribadiscono le loro
condizioni per riaprire le trattative: «Prima di tutto sospendere la procedura di mobilità
già aperta, anche alla luce dell'inchiesta per truffa ai danni
dello Stato avviata dalla Procura di Tempio. Per la prima
volta l'azienda parla di futuro
immaginando di trasformare
Meridiana in una low cost: se
questa è l'idea ci sarà da cambiare completamente il modello industriale. Non solo per il
personale, ma anche per il management».
Roma
GU
_
L'lstat pubblica i dati su fato"
turato e ordinativi dell'industria in
ottobre e sulle retribuzioni contrattuali
Trattativa
Lunedì
Meridiana ha
in corso da
tempo un
braccio di
ferro con i
dipendenti e i
sindacati:
in ballo
ci sono 1634
licenziamenti
Roma
_
Esce il Supplemento al Bollettino Statistico
di Bankitalia. Nel
pomeriggio audizione di Ignazio
Visco in Commissione finanze alla
Camera
Giovedì
ECONOlVrA
F1N,\l\Z,\
&-_
Bruxelles
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_
Inizia il Consiglio europeo
che avrà per oggetto il piano Juncker per gli investimenti e la ripresa in Europa
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1
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L
TI professore che ha formato i leader sindacali
portare un giovane
apprendista a diven,L,
tare uno dei principali sociologi del lavoro, autorità indiscussa e ascoltata
da esperti e da leader sindacali, in particolare della Cisl,
è l'amore per il lavoro e per
le persone che lavorano.
Guido Baglioni, classe 1928,
professore emerito dell'Università di Milano Bicocca,
ha sempre creduto nell'azione del sindacato per il miglioramento della società.
Attivissimo studioso, autore
di una serie interminabile di
libri e articoli, non ha mai disdegnato di partecipare direttamente agli avvenimenti sindacali che ne hanno
scandito la storia.
Sedicenne, partecipa in collegamento con i movimenti
partigiani alla Liberazione,
prima della quale lavora come
apprendista alla Pietro Beretta, fabbrica di armi a Gardone
Valtrompia, sua città natale. Il
padre era incisore alla Beretta. Nel 1953 si laurea in materie letterarie all'Università
Cattolica di Milano. Dal 1955
inizia la sua collaborazione
con il sindacato nella formazione e nella ricerca sul lavoro.
E' assistente di sociologia all'Università Cattolica nei primi anni sessanta. Nel frattempo si era avvicinato a Dossetti,
che conobbe personalmente.
Insegna in Cattolica, a Trento,
a Parma, poi ancora a Milano
alla Statale e poi alla Bicocca.
Per cinque anni diventa direttore del Centro studi nazionale della Cisl di Firenze,
la scuola dove si sono formati
i leader sindacali più importanti. Baglioni li ha conosciuti
tutti: da Storti a Carniti, Marini, D'Antoni, Pezzotta. Di
tutti è stato consigliere ma
anche sparring partner
quando c'erano disaccordi.
Nel suo ultimo libro ("Un racconto del lavoro salariato"
appena uscito dal Mulino)
Baglioni sintetizza in 250 pagine il suo pensiero al servizio del lavoro.
Se i suoi primi fondamenti
ideali stanno nella dottrina
sociale della chiesa e nella
Rerum novarum di Leone XIII, il giovane professore è affascinato dalle teorie e dalle
pratiche del sindacalismo anglosassone. Memorabile il
suo libro "Il problema del lavoro operaio", scritto nel 1967
con Bruno Manghi, uno dei
suoi pupilli e allievi insieme a
Gianprimo Cella e Tiziano
Treu, nel quale fa conoscere
le principali teorie del conflitto industriale e dell'esperienza sindacale, tra cui il tradeunionismo americano, che
mette al bando il bagaglio ideologico che rischia di diventare zavorra.
La cultura marxista per
Baglioni si pone in antagonismo verso le strutture e l'economia capitalistica; la sua
concezione è invece favorire
le condizioni di dignità dei lavoratori mediante cambiamenti graduali. Il dualismo
assilla Baglioni, che fa una
scelta di campo: anziché lottare contro il modello di lavoro
subordinato, Baglioni propone di migliorare le condizioni
di lavoro mediante la contrattazione e la negoziazione. Nel
suo racconto del lavoro salariato finisce nel riconoscere
che il lavoro è migliorato ma è
anche cambiato. L'identità del
lavoro non è più così forte. Oltre al lavoro ci sono altre sfide: la povertà, l'immigrazione, la disoccupazione.
C'è meno fiducia, ma l'azione sindacale, senza nostalgie
del passato, con i piedi per
terra, smentendo nella pratica di essere il braccio di una
grande corporazione anti-innovativa, avendo rapporti sobri con la politica, ha ancora
un senso.
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Il professor Guido Baglioni
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1
Pochi vantaggi, tanta burocrazia
Lapprendistato rischia di sparire
Schiacciato da contratti più convenienti, è al palo per laureati e ricercatori
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, .stra
a sessant'anni e li dimotutti. L'apprendista.
to, che trae le origini della sua attuale sistemazione normativa nella legge 25 del 1955, è
l'unica forma di contratto di lavoro a fini formativi. Nato nelle
botteghe artigiane rinascimentali, l'istituto ha subito diverse
modifiche nel tempo, per arrivare al Testo unico del 2011, che
così lo definisce: un contratto di
lavoro a tempo indeterminato
finalizzato alla formazione ed
all'occupazione dei giovani.
L'apprendistato è un contratto
a causa mista, nel quale accanto
alla causa di scambio (lavoro
contro retribuzione), tipica del
contratto di lavoro dipendente,
si aggiunge la finalità formativa
(D.Lgs. 14 settembre 2011, n.
167). L'ultima modifica è il Decreto Poletti (D.l. 20 marzo
2014, n. 34, convertito in Legge
16 maggio 2014, n. 78).
Negli ultimi anni il contratto
di apprendistato è stato definito
il canale privilegiato per l'ingresso dei giovani nel mercato
del lavoro, ma il suo successo nel
frattempo è colato a picco. Negli
anni d'oro è arrivato a superare
una media di oltre 600mila contratti l'anno. Tra il 2010 e il 2012
è passato da 528.183 contratti a
469.855, per crollare subito dopo l'entrata in vigore del Testo
unico ai suoi minimi: nel 2013 ci
sono stati 240mila contratti di
apprendistato, nel 2014 meno di
200 mila nei primi nove mesi,
che dovrebbero portare il numero finale di quest'anno sotto
quota 300 mila.
Come mai questo dimezzamento di contratti mentre la
normativa e la politiche del lavoro tendono a sostenerlo? Ci
sono tante ragioni. La presenza di un pacchetto di ore di formazione ha sempre ottenuto
tiepidi consensi da parte delle
imprese, quando non vere opposizioni: il decreto Poletti di
quest'anno ha alleggerito il
problema, ma non basta. I vantaggi economici per le imprese
sono tanti: decontribuzione totale per tre anni per le imprese
sotto i nove dipendenti; al 10%
per le altre. Anche il vincolo di
stabilizzazione è stato abbassato dal decreto Poletti: la quota di stabilizzazioni prima di
assumere altri apprendisti è
passata dal 50% al 20%. Ma anche questo evidentemente non
è sufficiente. Nelle ultime settimane sembra poi che le aziende intenzionate ad assumere
giovani si siano fermate, in attesa dei nuovi provvedimenti
previsti dal Job Act.
Una delle ragioni del rovinoso cammino del contratto di apprendistato consiste proprio
nella concorrenza spietata che
altre formule di assunzione gli
fanno, essendo ritenute più
convenienti da parte delle
aziende (contratto a termine, in
primis). Infine, l'attesa dell'arrivo del nuovo contratto a tutele
crescenti ha eroso ulteriore fascino all'apprendistato, e assomiglia a un'eutanasia: strano un
contratto a tempo indeterminato che può avere una scadenza,
come è l'apprendistato. Non si
può escludere che le complessità burocratiche abbiano giocato in ruolo. E forse anche la
scarsa conoscenza, per non dire confusione, sulle tre tipologie: apprendistato per la qualifica, professionalizzante o di
mestiere, in alta formazione e
ricerca. A cui se ne aggiunge
una quarta, destinata ai lavoratori in mobilità. E' soprattutto
la terza tipologia a soffrire:
sembra proprio che usare uno
stesso nome (apprendistato)
per riunire garzoni di officina,
impiegati di banca e laureati,
masterizzati o dottori di ricerca
non sia molto efficace; anche se
per realizzare il miracolo di una
nuova vita dell'apprendistato
non basterà certo un semplice
[W. P.I
cambio di nome.
AIJa~cerca jJ Ui!9 O_~oy~ ~1agi<2.ne
Numero di rapporti di apprendistato in Italia
2010
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Fonte: INP$ - Archwl delle denunce relributlve mensili (fmpl1s) SFOL, XlV Rapporto di momtoragglO, dicembre 2013
In crisi
Negli ultimi
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l'apprendistato è
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il canale
privilegiato
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dei giovani
nel mercato
del lavoro, ma
il suo
successo nel
frattempo è
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C9il e Uil: un milione e mezzo di persone in piazza. Camusso: il governo cambi verso, noi tireremo dritto
"TI sindacato non ci fa paura"
Intervista con il ministro Padoan: "La riforma del lavoro serve a includere i giovani"
Sciop~ro generale e manifestazioni in 54 città: scontri e fermi a Milano, Roma e Thrino
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«Lo:::~rO?ReaziOniChenOn'
on a lamo paura e a pIazza
ALESSANDRO BARBERA
Sulle r~~orme
andremo a"') l'antl-"
il
mi sorprendono. Una parte dei
sindacati
percepisce
stavolta
la riforma
cambieràche
veramènte il mercato del lavoro». In fondo «la storia delle riforme è fatta
anche di conflitti». I sei mesi al
timone europeo sono finiti.
V~
~
Padoan: nell'eill'ozona crescita insufficiente, non c'è molto tempo
CONTINUA A PAGINA 3
A
a interrompere l'intervista.
Sul tavolo ci sono due computer accesi, uno manda in tempo reale lo spread fra Bund,
Btp e Bonos spagnoli.
Ministro Padoan, il semestre di
presidenza dell'Unione si chiude fra nuovi timori sulla tenuta
della Grecia. Siamo al secondo
tempo di un film già visto?
«In Grecia c'è un momento di
instabilità politica legato al rischio di elezioni. Non mi stupisce che i mercati reagiscano
con nervosismo. La situazione
è delicata, ma è molto diversa
da quella del 2011 o del 2012».
Alexis Tsipras, probabile vincitOre delle elezioni, chiede una
ristrutturazione del debito.
Che ne pensa?
«Non intervengo nelle valutazioni di altri
governi, ma l'esperienza mi dice che
una ristrutturazione
ordinata del debito
sia m()lto difficile da
fare, e dunque che
sia un grosso errore
ipotizzarla».
Ciò che sta accadendo
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punti
lospread
tra Btp
ebund
è tornato
sopra i 140
Un aumento
che non
allarma
il ministro
Padoan
1,
5
luroftdollaro
Ieri la moneta
unica
ha guadagnatoterreno
rispetto
al biglietto
verde
,
206
, perclnto
E il rendimentodel Btp
decennale
italiano,
rimasto
stabile
rispetto
a giovedì
Quello
spagnolo ieri
si è attestato
a11'1 ,87%
068391
mmette che la navigazione della grande nave è complicata e lenta.
Per ora gli basta vedere la rotta. Seduto nel piccolo tavolo al
centro della sua stanza al Tesoro, Pier Carlo Padoan manda messaggi in tutte le direzioni. Non tradisce emozioni.
Si innervosisce solo quamto
riceve un sms che lo costringe
tuzionale, scarsa fiducia reciproca. A queste condizioni è
difficile avere una politica economica condivisa».
Il semestre è stato ispirato c(a tre
parole: riforme, investimenti, occupazione. l'opinione pubblica
però fatica a percepire questo
nesso. In Italia c'è appena stato
uno sciopero generale.
«Le resistenze non ci sorprendono. A mio avviso una parte
del sindacato percepisce che
questa volta la riforma cambierà veramente il mercato del
lavoro. La storia delle riforme
è anche una storia di conflitti - ,
ovviamente democratici - perché le riforme cambiano gli incentivi, le convenienze, le posizioni di privilegio. Accanto alla reazione di chi ha privilegi
c'è poi quella legata a una dimensione simbolica: l'articolo
18 è associato a un malinteso
senso di protezione».
Il governo ha bisogno di riforme,
ma anche di consenso alla sua sinistra. Non teme le resistenze?
«li governo non ha paura. Quegoverni. La presidenza italiana è sta riforma serve ad in,cludere
iniziata da qui, e noto con soddi- nel mercato del lavoro chi ne è
sfazione che i temi della crescita
sono più centrali di quanto non lo stato escluso. li dramma italiano
è il gigantesco tasso di disoccufossero sei mesi fa».
La sensazione è che i tempi delle pazione giovanile. I decreti atdecisioni in Europa siano trop- tuativi del Jobs Act sono quasi
po lunghi rispetto a quelli del- pronti e realizzeranno la riforma
in modo efficace».
l'economia.
«È vero, non c'è molto tempo. Il La polemica fra l'Italia e la canceldivario sempre più ampio di liera Merkel non contribuiscono a
crescita con gli Stati Uniti sta lì minare la fiducia reciproca?
a dimostrarlo. UEuropa è a un «Nei giorni scorsi è stata estrabivio: una strada porta alla sta- polata dal contesto di una intergnazione, l'altra alla crescita. vista una sua frase. Leggendola
Oggi in Europa si sommano re- per intero era evidente che non
cessione, frammentazione isti- ci fossero finalità offensive».
in Grecia potrebbe
contagiare l'Italia?
«No, perché allora il
contagio fu conseguenza di una debolezza diffusa. La tenuta degli spread
italiano e spagnolo dimostra
che oggi le conseguenze di
crisi specifiche sono circoscritte».
In Europa non ci sono ancora
troppe voci a sovrapporsi?
«La zona euro ha fatto grandi
passi avanti per stabilizzarsi:
sia sul lato dei conti pubblici,
sia rafforzando il sistema bancario. Abbiamo fatto gli stress
test e completato l'Unione bancaria, anche grazie ad un'ultima spinta italiana».
Che bilancio fa del semestre? Il
vostro slogan era «cambiare
verso anche all'Europa)).
«Nell'area della moneta unica
la crescita è insoddisfacente,
peggiore di quella dell'Europa
nel suo complesso. Dopo la presentazione del piano Juncker
occorre una spinta da parte dei
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Quotidiano
I LA STAMPA
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Pagina
I
Eppure qualche problema coi tedeschi c'è. Non è dalla Bundesbank che stanno arrivando le
maggiori resistenze al piano di
espansione monetaria della Bee?
«Capisco che in Germania si
possa avvertire meno la necessità di una politica espansiva,
perChé l'economia va meglio.
Ma è normale che in un consesso di diciotto persone ci siano
punti di vista diversi, e che alla
fine le decisioni si adottino a
,maggioranza: è quel che avviene anche alla Fed. Quando le
differenze di vedute fra singoli
si amplificano a livello europeo,
divengono divergenze fra Stati
e si alimenta la diffidenza. Per
questo bisogna andare oltre la
dimensione nazionale».
Secondo lei alla fine il piano di
Draghi passerà?
«Credo che si arriverà ad un
quantitative easing, necessario
a scongiurare il rischio oggi
molto alto di finire nella pericolosa trappola della deflazione.
Anche se sarà meno efficace
che negli Stati Uniti, dove il
mercato è davvero unico».
La lettera a Moscovici da parte
di Italia, Francia e Germania è
una presa di distanze dallo
scandalo Luxleaks?
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2/3
ne ad accelerare i lavori per
serve a stabilire che una parte
l'adozione entro il 2015 di una didella spesa è migliore di altre, e
rettiva che permetta di superare
che per questo merita di essere
il paradosso per il quale, pur re- - incentivata. Ci sono progetti di
stando nella legalità, un'impresa
investimento che costituiscono
riesca a non pagare o quasi le
uno spreco, e spesa corrente che
tasse in Europa».
migliora l'istruzione, produce inLa strada decisa dall'Inghilterra,
novazione, crea occupazione, coche introdurrà una sorta di Goome ad esempio quella che utilizgle tax,. è percorribile?
zeremo per' finanziare il Jobs
«Non so se arriveremo ad un esiAct. Dòvremmo passare dalla
to di quel tipo, la discussione è
valutazione di intere categorie di
più indietro di così. Durante quespesa a singoli progetti di rilesto semestre ci siamo resi conto
vanza europea».
che l'armonizzazione fiscale è
A proposito di ostacoli agli inveuna delle cose più difficili da reastimenti. La vicenda di Roma non
lizzare. In ogni caso quella deciè scoraggiante per lei?
sione va interpretata come un
«Queste notizie fanno male, ma
segnale importante».
sono anche uno stimolo a reagiIl piano Juncker promette di essere. Avevamo già istituito un'autore operativo solo a giugno.
rità anticorruzione, questo caso
«Sì, giugno è lontano. Mentre
ci spinge ad una reàzione ancora
aspettiamo che il fondo sia opepiù rabbiosa».
.
rativo, la Banca europea per gli
C'è chi sostiene la seguente tesi:
investimenti ~a progetti e risorla corruzione in Italia non è suse che possono essere mobilitaperiore a quella di altri Paesi, ma
te subito. Gli chiediamo di essein Italia c'è un atteggiamento
re disposta ad assumersi qualautolesionista che spinge a ingiche rischio in più».
,
gantire singoli casi.
Una delle richieste più decise
«Non so se in Italia ci sia più cordell'Italia, e non da ieri, è di inruzione o meno che altrove, ma è
trodurre una regola d'oro per vero che nel dibattito pubblico
scorporare gli investimenti dal c'è un gusto quasi sadico nel trovare gli aspetti più maliziosi, e
patto di Stabilità. Siamo ancora
lontani dàll'ottenere questo ri- questo può alimentare la cosiddetta corruzione percepita».
sultato. O no?
[email protected]
«Il principio della golden rule
«Non c'è nesso fra le due cose. La
lettera è l'invito alla Commissio-
Non vedo più un pericolo
di contagio, le conseguenze
di una trisi specifica
resterebbero circoscritte
!lli,~ Pier Carlo Padoan
~/ll%P;~~;
Ministro dell'Economia
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068391
La Grecia? Situazione
delicata ma diversa dal
2011. Ma è un errore
ipotizzare una
ristrutturazione ordinata
del debito come
proposto dalla sinistra
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13-12-2014
8
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"Giustizia, diritto del lavoro e sindacati
Ecco perché non investiamo in Italia"
Anton Borner, leader degli esportatori all'ingrosso tedeschi
"Si respira diffidenza e la politica non fa il suo lavoro: mediare"
le, quando deve fare un business pIan».
Si parla anche spesso della buroarliamo in italiano o in craziacomefattoreinibitorio.
tedesco?» Anton Bor«lo direi piuttosto che quello
ner ha una moglie tede- che blocca tutto sono gli atti
sca, un fIglio che va a scuola a amministrativi. Nel settore in
Roma e coltiva con passione particolare dell'edilizia succeun'azienda vinicola nei pressi dono cose francamente incredidi Velletri. Imprenditore tede- bili. Com'è noto, in quel settore
sco di lungo corso, dirige oggi gli investimenti hanno a che fal'associazione del commercio re quasi sempre con permessi,
all'ingrosso e dell'export Bga ma il problema nasce quando
e dopo anni di esperienze in neanche un :via libera amminiItalia ha un'idea IQolto lucida strativo ti garantisce più nulla.
dei problemi per chi voglia in- Faccio un esempio, ma ispirato
vestire nel nostro Paese. A a fatti reali. Se un magistrato
margine dell'ltalian German mette in discussione q.uel perHigh Level Dialogue, ha accet- messo e apre una procedura petato di spiegarcela.
nale contro il funzionario che
Borner, cosa frena le aziende te- l'ha concesso, accusandolo di
desche o straniere ad investire in "abuso d'ufficio", le conseguenItalia?
ze sono il sequestro e il blocco e,
«Un insieme di fattori. Il ancora più. assurdo, l'accusa di
primo è l'incertezza del di- concorso per l'imprenditore. In
ritto. Quello è un ostacolo gi- Germania, se hai un permesso,
gantesco. I tempi dei proces- ce l'hai e basta».
si sono insopportabilmente In queste settimane si parla molto
lunghi: non è possibile dover della riforma del lavoro. lei che ne
aspettare anni per una sen- pensa?
tenza. Per un'azienda è un
«lo preferirei concentrarmi
fattore di incertezza micidia- piuttosto sul diritto del lavoro.
TONIA MASTROBUONI
TORINO
P
Ipunti
aitid
sono leggi locali che contraddicono leggi nazionali, leggi
che cambiano ogni anno, leggi
che si azzerano le une con le
altre. Anche questo è un fattore che rende più complicato
fare impresa. Vorrei anche far
notare che da Monti in poi,
tutti i governi italiani hanno
promesso un'accelerazione
sui processi amministrativi: io
non ne vedo».
Durante la tavola rotonda torinese
lei ha accennato a un problema generaledi diffidenza. Che intende?
«Credo che il problema in
Italia sia quello di una grande
diffidenza generale. I sindacati,
i lavoratori, gli imprenditori, i
funzionari pubblici, i magistrati, i politici: ognuno diffida dell'altro. La politica dovrebbe mediare, invece, creare un clima
più positivo per gli investimenti, anzitutto mediando tra diversi gruppi di interessi. L'ex
presidente tedesco Herzog parlò negli anni 90 del bisogno di
una "scossa" per la Germania: è
la stessa cosa di .cui avrebbe bisogno l'Italia ora. Ma gli italiani
dovrebbero smettere di puntarsi tutti il dito contro».
Incertezza del diritto
«In Italia i tempi dei processi sono insopportabilmente lunghi: non è possibile
dover aspettare anni per una sentenza» .
•
Carticolo 18
Atti amministrativi
•
«Se un investitore viene in Italia è difficile
che voglia fondare un'azienda piccola. E la
rigidità sui licenziamenti è un freno forte»
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<di via libera amministrativo, in settori
chiave come quello edilizio, purtroppo
non ti garantisce più nulla»
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•
Anzitutto, nei tribunali del lavoro italiani si dà sempre ragione
al lavoratore. Più in generale, se
devo mettermi nei panni di un
imprenditore, c'è il deterrente
dell'articolo 18. Il fatto è che se
un investitore viene in Italia, è
diffIcile che voglia fondare
un'azienda piccola, ha bisogno
di una medio-grande. E la rigidità sui licenziamenti è un freno
forte. Vediamo come andrà la
riforma. Ma fInora questo è stato un altro fattore di freno. E poi
ci sono i vostri sindacati divisi».
Cosa intende per divisi?
«Hanno e rappresentano interessi diversi, vanno in direzioni
diverse,manca un dialogo costruttivo. Soprattutto, il loro
rapporto con i datori di lavoro è
segnato ancora da un'ideologia
da lotta di classe, ci si guarda
come nemici. Ma il mondo che
cambia necessita anche di un
cambio di mentalità, da patte
del sindacato».
AI forum italo-tedesco è emerso
spesso il tema della certezza delle
leggi. anche questo è un fattore
negativo?
«Assolutamente. In Italia ci
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il Giornale
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Foglio
domani della chiusura delle indagini, è affidata all' augurio che «possano essere chiariti i singoli ruoli e le
specifiche funzioni svolte all'interno
dell'articolato assetto aziendale della Olivetti». Come dire: ero troppo in
alto,diquestecosenonmioccupavo.
Ma sul contatto diretto tra il vertice
dell' azienda e chi si occupava materialmente di sicurezza degli impianti
pesano i documenti sequestrati presso i' Archivio storico Olivetti, esoprattutto la voluminosa consulenza con
cui il perito della Procura, i' avvocato
Giancarlo Guarini, ha ricostruito i
percorsi decisionali interni all' Olivetti. C'è una nota del 1972, che risale a
prima dell' arrivo diDe Benedetti, ma
che nonrisultamodificatain seguito,
secondo cui la «Direzione generale
servizi urbanistici costruzioni e impianti opera alle dirette dipendenze
del presidente e dell' amministratore
delegato». Nel 1982, una nota aziendale colloca all'interno di questa direzioneancheilservizioEcologiaeprocessi, affidato a Maria Luisa Ravera
che oggi è tra i principali indagati del
processo.
In che punto si interromp eva il flusso
di informazioni che dai reparti avvelenati dall' amianto doveva arrivare
al vertice aziendale? Come è possibile che una situazione allarmante come quella che emerge dalle note riservate non fosse nota ai massimi esponenti della Olivetti? A dimostrare la
continuità del flusso ,e la consapevolezza dei vertici, secondo la procura
diIvrea è un dato inoppugnabile: i soldi. Follow the money, segui i soldi, si
legge spesso nei manuali per investigatori. E la regola vale anche in questo caso. Perché le bonifiche avevano
un costo assai rilevante. E chi doveva
occuparsene direttamente non ave-
15-12-2014
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2/3
va autonomia di spesa. Nella consulenza Guarini sono riportati una serie di provvedimenti con cui De Benedetti a partire dall'inizio degli anni
'80 nomina i responsabili della sicurezza del lavoro, tra cui diversi dei
suoi coimputati di oggi. Per tutti, nella consulenza Guarini, silegge: «Poteri di spesa non indicati». E se non erano loro ad avere le chiavi della cassa,
come potevano essere loro a decidere se e dove realizzare le bonifiche?
Non sarà un processo facile, quello
che la Procura di Ivrea si appresta a
chiedere per i capi dell'Olivetti. Su
tutto - dalle perizie mediche, allequestionidi diritto -uno stuolo diavvocati di grido si prepara a dare battaglia.
Il procuratore Ferrando lo sa bene:
«Maunacosaèsicura: davantiaquello che è emerso nel corso delle nostre
indagini, non avremmo potuto innessun modo chiedere i' archiviazione
delle accuse».
13
I morti, di cui dieci contestati a
De Benedetti per il periodo dal
1918 al 1996 in cui fu alla
guida del gruppo di Ivrea. Ma
almeno altri sei morti
compaiono nell'inchiesta-bis
ancora aperta
2
persaperne
di più
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Gli indagati a vario titolo per
non avere rimosso il pericolo
dagli uffici e dai reparti
Olivetti. Sotto accusa una
lunga serie di manager e di
amministratori: tra questi,
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Gli ammalati di mesotelioma
che sono sopravvissuti ma che
hanno dovuto affrontare cure
pesanti. Per questi casi a De
Benedetti e agli altri indagati
la Procura contesta il reato di
lesioni personali gravi e
aggravate
La malattia
Le fibre d'amianto,
penetrando nei polmoni perché volatili, hanno un'azione cancerogena sul rivestimento
della cavità toracica (il
mesotelio), sfociando
in mesotelioma pleurico. Gli strumenti per rilevare il pericolo di
amianto in unambiente ci sono e, di conseguenza, anche la possibilitàdi tutelare lasalute. Mancano, invece, terapie efficaci: il mesotelioma è incurabile.
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14-12-2014
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Foglio
1
Ecco le società partecipate (dai parenti)
Acqua, rifiuti, trasporti: in tutta Italia esiste un universo di aziende a partecipazione pubblica dove si scambiano favori
Paolo Bracalini
Mariateresa Conti
• Sonopartecipate,eloro-iparenti - partecipano, eccome se
partecipano. Ifamigliarièpiùfacile imbucarli lì, in qualche società partecipata, doveI' omonimia magari sinotameno. Ed infatti la tentazione si trasforma
volentieri in prassi. Il caso da
manuale va cercato a Roma
(strano eh?), nell'Ama (rifiuti)
di quel Franco Panzironi arrestato nella retata di Mafia Capitale. Lo scorso Natale, mentre
Roma trabocca di spazzatura
conimaialiapascolaretraicassonetti, l'Ama (7800 dipendenti) chiama otto persone, mai vista prime, per un bel contrattino di assunzione. Tra di loro,
guarda caso, il cognato dello
stesso Panzironi, oltre a tre raccomandati da un sindacalista
Dgl. Ma non è da meno l'altro
carrozzone romano, l'Atac, la
peggiore società partecipata
d'Italia, dove hanno trovato un
posto dilavoro -indagalaProcura - un'incredibile pattuglia di
parenti. Nell' ordine il nipote, la
nuora, il marito dellafigliaepure la segretaria dell' ex ammini-
stratore delegato. Poi le mogli:
quella di un assessore, quella di
un deputato, quella di un segretario regionale sindacale, che
già che c' eraha piazzato pure la
figlia. E finiamo qui con Ama e
Atac solo per ragioni di spazio.
Non è che altrove la storia sia
molto diversa. LaProcura diPotenza nel 20 13 indaga su undici
assunzioni sospette all' Acquedotto Lucano, partecipata della Regione Basilicata e 119 Comuni lucani. Contratti a «chiamata diretta», senza concorsi,
concuisarebberoentratiilnipote di un consigliere regionale
delPd, il marito di una dirigente
di Acquedotto Lucano ed altri
«figli d'arte». Eunagrandefamiglia, nel senso che i parenti abbondano, sono anche lepartecipate del Comune di Venezia.
Nella Actv, la società che gestiscei vaporetti, si è scoperto - dopo un esposto - che lavorano
mogli, figli, cugini, nipoti. Sull'asse privilegiato Cgil-Pd, ma
non solo ovviamente, tutti tengono famiglia.
In Toscananon vogliono sentir parlare di parentopoli (minacciarono Di Pietro di querela) i coniugi Regini. Lei, Laura
Cantini, è senatrice del Pd, ex
presidente della Provincia di Firenze. Lui, Paolo Regini, ex sindaco di Empoli, è presidente
dellasocietàdigestionedeirifiuti Publiambiente (gruppo Publiservizi, multiutility proprietà di 35 comuni toscani).
In Sicilia la parentopolihaassunto dimensioni talmente ma stodontiche che qualche mese
fa si è deciso di varare una legge
ad hocper arginare il malcostume. Delresto, da Sicilia e-Servizi, la società ora guidata dall' ex
pmAntonio Ingroia, allo stesso
recentissimo Piano giovani del
governatore Crocetta (è venuto
fuori che in un consorzio legato
allasocietàEtt, affidataria del click dayflop, aveva lavorato lafiglia della dirigente regionale responsabile del servizio ), i (cattivi) esempi non mancano. Due
per tutti: il caso di Girgenti Acque, gestore del servizio idrico
nell' Agrigentino in cui qualche
anno fa è stato assunto Giuseppe D'Orsi, proprio nel periodo
in cui il padre, l'ex presidente
della Provincia Eugenio D'Orsi,
era alla guida dell'Ato idrico.
Dall' acquaall18. Nella Seus, la
società che gestisce il servizio,
MONNEZZA
MONAMOUR
Ama Spa
è il più grande
operatore
in Italia
di servizi
ambientali.
Con 1.800
dipendenti
l'azienda
serve
lavorano, guarda la coincidenza, parenti di dirigenti dell' assessorato regionale alla Sanità,
compresi quelli di qualche sindacalista.
Parentopoli anche a Napoli.
È emersa un anno fa, quando è
scoppiato il caso Napoli Servizi
spa, società interamente partecipata dal Comune di Napoli.
Qui, piùcheinomi, valgono le cifre calcolate dalle Fiamme gialle: 433mila euro di danno erariale per le assunzioni di favore fatte senza concorsi tra il 2007 e il
2008. Mentre aBaril' opposizione in Comune ha inscenato una
protesta, con manifesti funebri
per la «morte della trasparenza» dopo che la maggioranza
del sindaco Pd, Antonio Decaro, ha bocciatounemendamento che vietava l'assunzione di
parenti nelle partecipate comunali( «Tutto trasparente, garantisco io»).
Parentopoli nelle partecipate
anche a Verona, dove sono stati
rinviati a giudizio undici dirigenti di ben nove collegate. Il
motivo? Assunzioni e incarichi
affidati a sorelle o mogli dipolitici, a figli di consiglieri o disindacalisti.Comelamoglieelasorella di un assessore, o il fratello di
un consigliere provinciale.
Sorelle e mogli di politici
o figli di sindacalisti
con il posto assicurato
L'TT4LT4 DEGLT spnECTTT Il crac municìpalizzate
2.889.305
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Ha un unico
socio:
il Comune
di Roma
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-ILILL'TlE~M!
~ \ ,/ \~'
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_
II
I/d
.1
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Foglio
15-12-2014
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1
Ospedale Sant'Andrea La denuncia della sigla Flp: «Così funzionari vicini a Cgil, Cisl e Uil hanno fatto il pieno di posti»
ccCarriera più veloce per sindacalisti e parenti~~
Vincenzo Bisbiglia
• Fare il sindacalista o esserne
parente porta attitudini professionali e un arricchimento del
curriculum che aiuta a fare carriera nella sanità. Una coincidenza che potrebbe trovare riscontro nella realtà ospedalieradel Sant'Andrea diRoma. Sulle 23 posizioni organizzative
(ruoli intermedi fra i semplici
funzionari e i dirigenti) messe a
selezione lo scorso anno, ben
13 infatti sono state vinte darappresentanti sindacali, mogli di
sindacalisti e parenti di alti dirigenti. Tra i 13 vincitori ci sono
ben 8 persone che partecipano,
o hanno partecipato, ai tavoli
delle trattative. Le sigle diappartenenza sono tre: Cgil, Cisl e
Uil.Altre trevincitrici sono mo-
gli di rappresentanti sindacali,
una per sigla. Andando ad analizzare nel dettaglio, fra i 13 vincitori ci sono anche le sorelle
del dirigente Filippo Zanutti e
del dg dell'ospedale, Egisto
Bianconi. Il resto dei posti è andato alla Cgil (4, di cui uno è anche coordinatore Rsu), Cisl (3
posti) e Uil (4 posti). La pubblicazione delle tre determine per
l'assegnazione dei posti è avvenuta la vigilia di Ferragosto.
«Si tratta di procedure avviate dalla precedente gestione afferma l'attuale dg Bianconi,
che in precedenza ricopriva il
ruolo di direttore amministrativo - Confermo anche la partecipazione di mia sorella, che è dipendente dell'ospedale e aveva
i requisiti, ma non ho scritto io i
bandi né nominato i membri
delle commissionÌ» .
Spiegazione che non è bastata al sindacato Flp, che ha organizzato un volantinaggio nella
struttura, facendo l'elenco dei
vincitori e associando il nome
alle sigle di appartenenza. Aindispettire ancora di piùilavoratori è il fatto che Cgil, Cis l e Uil
siano state le uniche sigle avotare, il30 luglio 2013, l'incremento del fondo a disposizione per
le posizioni organizzative, portandolo da 123mila a 164mila
euro, consentendo di aumentare il numero dei posti, andando
però aintaccare il fondo produttività di tutti i lavoratori. Addirit turala procedura per l'ufficio di
Energy Management sarebbe
stata assegnata (pur nella rego-
larità formale della procedura)
in maniera diretta a un rappresentante Uil. L'aumento di stipendio per i vincitori può arrivare fino a circa 1000 euro lordi
mensili (da 1700 a 2700).
Nel frattempo, fioccano i ricorsi. Chiha perso denuncia di sparità nella valutazione del titolo di studio (in alcuni casi determinante, in altri surrogato
dall'anzianità d'ufficio), maanche lo spostamento in extremis
della scadenza di presentazione delle domande (dal
25.11.2013 al 5.12.2013).
«Siamo sbigottiti - dice Antonino Nasone, responsabile confederale Cse-Flp - Quanto accaduto potrebbe far sorgere il sospetto che alcuni sindacati insieme all'amministrazione abbiano voluto autogestire questa partita. Non escludiamo di
rivolgerci alla magistratura».
Tredici su ventitrè
Le posizione lavorative andate
agli «amici» della Triplice
Blitz No Tav alla stazione Ostiense
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Cillqll'1Tltap~l-''''l~ 11.lllTlO,,,,,,,lt,t()11 Il t'ilO ,h lt.11"Tlt'r ~11iall()
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14-12-2014
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Scadenze Iconti della Cgia di Mestre per il salasso di fine anno: dall'lmu all'lva passando per la Tari, bottino ricco per l'Erario
Che regalo di Natale: 44 miliardi di tasse
Italiani come un bancomat: il 16 dicembre ultimo appuntamento fiscale, E sarà salato
Filippo Caleri
[email protected]
• Ecco il bancomat Italia, il
piùgrossotrasferimentodiricchezza dai cittadini allo Stato
èfissatopermartedìprossimo
quando gli italiani verseranno
al fisco 44 miliardi di euro.
Dentro c'è di tutto: dal versamento dell'Iva, alle ritenuteIrpefperi lavoratori dipendenti,
ma soprattutto la regina delle
imposte, e cioè la seconda rata
della Tasi e dell'Imu. Insomma il 16 dicembre - hasegnalato il segretario della Cgiadi Mestre Giuseppe Bortolussi - è tradizionalmente una scadenza
fiscale da far tremare i polsÌ».
Tra i vari balzelli per i quali
gli italiani saranno chiamati alla cassa ci sono infatti anche le
ritenute Irpef degli autonomi,
l'imposta sostitutiva legata alla rivalutazione del Tfr, le ritenute sui bonifici riconducibili
Buonuscita
Previste entrate
anche dalla nuova
aliquota sul Tfr
alle detrazioni Irpef e, in mol- parte affluirà nelle casse dei
sindaci, costerà agli italiani
10,6 miliardi di euro.
La Tasi, presente per la priLa parte del leone
ma volta da quest'anno, conLa farà l'imposta
sentirà ai Municipi di incassare 2,3 miliardi.
sui consumi: pari
Dalla Tari, il nuovo tributo
a cl'rca 16 ml'll'ardl'
sull' asporto rifiuti, l'ultimarata di quest' anno assicurerà un
gettito di quasi 1,9 miliardi,
tissime località, anche dell 'ul- mentre dal versamento dell'Irtimarata della Tari. «L'erario e pef dei lavoratori autonomi ari Comuni fanno cassa a scapi- riverà 1 miliardo. Infine,
to della tenuta dei bilanci delle dall'imposta sostitutiva sulla
famiglie e delle imprese» ha ag- rivalutazione del Tfr e dalle rigiunto Bortolussi.
tenute sui bonifici per le detraPer Stato e Comuni sarà un zioni Irpefl' erario incasseràribottino ricco. La Cgiaha, infat- spettivamente 231 e 72 milioti, stimato il gettito che ciascu- ni di euro.
na scadenza assicurerà. Il ver«Una pioggia di scadenze samento dell'Iva garantirà prosegue Bortolussi - che pol'importo più cospicuo, pari a trebbemetterein seriadifficol16 miliardi di euro; dalle rite- tà molte famiglie e altrettante
nuteIrpef dei lavoratori dipen- piccole imprese a causa della
denti l'erario incasserà altri 12 cronica mancanza di liquidimiliardi, mentre l'ultima rata tà. Un periodo, quello di fine
dell'Imu, che in grandissima d'anno, molto delicato soprat-
tutto per le aziende: oltre
all'impegno conilfisco, inquesti giorni devono corrispondere anche le tredicesime ai propri dipendenti. E con il perdurare della crisi, questo impegno economico rischia di diventare per molti imprenditori un vero e proprio stress
test».
La Cgiaharicordato che, nel
2014, la pressione fiscale inItalia è prevista al 43,3 per cento.
Un livello trai più elevati d'Europa. «Ma la pressione fiscale
reale - conclude Bortolussi -,
vale a dire quella che grava sui
contribuenti onesti, che si misura togliendo dal Pil nominale il peso dell' economia non
osservata, si colloca appena
sotto il 50 per cento, attestandosi, secondo una nostra stima, al 49,5 per cento: oltre 6
punti percentuali in più del dato ufficiale. Un carico fiscale
spaventoso».
Insomma il regalo di Natale
più grosso arriverà al Fisco italiano. Per gli italiani resterà solo il carbone.
Immobili
La Tasi al «debutto»
garantirà ai Municipi
oltre due miliardi
Troppe scadenze
Aziende in ginocchio
«Questa pioggia di scadenze - spiega Bortolussi potrebbe mettere in seria difficoltà le piccole imprese,
che oltre alle tasse dovran no far fronte anche al
pagamento delle tredicesime ai lavoratori»
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Pressione fiscale
Verso il 50%
Secondo Bortolussi della Cgia la pressione fiscale
«reale» in Italia si colloca appena sotto iI50%, oltre
sei punti in più del dato ufficiale che colloca comunque l'Italia ai vertici europei di questa classifica
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Quotidiano
-ILILL'TlE~M!
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1
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14-12-2014
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Foglio
Le principali imposte da versare entro martedì
Importi in milioni di euro
•
GETTITO
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43,3 °/0
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La pressione fiscale
prevista in Italia
per il 2014
Le stime della CGIA
sulla pressione
fiscale reale
200
miliardi di euro l'anno
il giro d'affari dell'economia
sommersa
1.000
Iva
Ritenute I rpef
dipendenti
e collaboratori
lmu
Tasi
Tari
Ritenute l rpef
Lavoratori
autonomi
231
72
Imposta
sostitutiva
rival utazione
Ritenute
bonifici
detrazioni
Irpef
Tfr
Fonte: Elaborazione Ufficio Studi CelA su dati Ministerodell'Economia e delle Finanze e Istat
L'Ego Editore
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Ansia
Matteo Renzi
preoccupato
per l'effetto
dell'ingorgo
fiscale
sul consenso
del governo
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Foglio
1
Prima tappa, la stabilità: da oggi rush finale al Senato
Restano da definire i nodi relativi
a Tfr e tassa sui fondi pensione
Forte pressing sulle partecipate
Sarà l' ok alla legge di stabilità, come
lo stesso Renzi ha detto ieri, il primo
obiettivo dei provvedimenti annunciati prima di Natale dal governo e
che comprendono anche il decreto
per l'Ilva e le misure per la lotta
all'amianto (ne parliamo in altra pagina). Dunque cantiere al rush finale
per la manovra che si avvia al rush
finale in Senato. Sarà questa, infatti,
la settimana clou per portare a casa
nuove modifiche rispetto alle correzioni già introdotte alla Camera, perchè al terzo passaggio a Montecitorio
(si punta a farlo prima di Natale, forse già entro domenica) non ci saran-
nopiùmarginiperulterioriinterventi. E tra misure spuntate in emergenza e decine di micro-finanziamenti,
contenuti nel pacchetto di circa ottanta emendamenti presentati dallo
stesso esecutivo, la coperta rischia di
essere troppo corta pervenire incontro alla modifica più attesa a Palazzo
Madama, la riduzione delle tasse sui
fondi pensione. L'intervento non fa
parte del pacchetto governo, anche
perchè più volte si è sottolineata l'intenzione di sfruttare gli emendamenti parlamentari il più possibile. E i senatori hanno presentato la richiesta
dicontenerel'aggraviofiscalesuirendimenti dei fondi della previdenza integrativa, che con la legge di Stabilità
al momento passano dall'Il al 20%.
Si era ipotizzato di scendere al 17%
(ma ci sarebbe un pressing per scendereancora)macisarebberoancora
divergenzetragovernoeParlamento
sul tema, nonostante l'apertura a rivedere la tassazione che l'esecutivo
aveva fatto già alla Camera. Il nodo
resta quello delle risorse, visto che
ogni riduzione di un punto costa
all'incirca 38 milioni di euro. Una decisione definitiva comunque, ancora
non sarebbe stata presa e potrebbe
arrivare domani, prima della ripresa
dei lavori della commissione Bilancio. Al vaglio dei senatori, dopo la
scrematura tra inammissibilità e segnalazioni da parte dei gruppi, restano circa 6-700 dei 3800 emendamenti iniziali, molti dei quali sugli stessi
temi, come il regime dei minimi o
dell'Irap per piccolissime imprese e
autonomi, cosÌ come sulridimensionamento del taglio ai patronati. temi
su cui appunto il governo vorrebbe
intervenire attraverso le proposte
parlamentari. Un altro capitolo su
cui c'è un pressing di Scelta Civica e
Ncd, è quello delle partecipate locali.
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InAula Inizia oggi
il secondo esame
della manovra
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Foglio
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Bagnoli, nella manovra
60 milioni per la bonifica
Il governo: ecco le risorse. Caldoro: bene, ma c'erano già
missari possibili, senza che si cambi stanno facendo a palazzo Chigi,
la norma, non riuscirebbe mai a non c' è bisogno di particolari caratsciogliere.
teristiche: non è insomma un ruolo
INVIATO
Ma il governo ci riprova immet- da tecnico ma
ROMA In totale sono circa 60 milioni te.ndo fondi.. Atn:av~rso la pr~se.nta- uno simile ad un
per la bonifica di Bagnoli. Soldi fre- ZI?ne,.d ue ~orni f a m commISSIOne dna istituzionale.
schi messi in bilancio dal governo e BIlancIO, dI un suo emendamento Quasi un sindaco Slitta al2015
attesi da anni all'ombra del Vesu- allaleggediStabilità.Emendamen- diunpezzodicit- la scelta
vio. Matteo Renzi l'annuncia nell'as- to blindato se, quasi naturale, la set- tà».Maindividuare un politico si- del nuovo
semblea nazionale pd in un passag- timana prossima su tutto il pacch et- gnifica anche inagio veloce. Tra una durissima repri- to stabilità verrà posta la fiducia. «Al sprire lo scontro commissario
menda sui fatti romani che hanno fine di proseguire le bonifiche dei si - scatenato dal sin- che dovrà
investito il suo partito e le bordate ti di interesse nazionale contamina - daco de Magi- coordinare
alla minoranza interna che ha fatto ti dall'amianto sono stanziati 45 mi - stris. Benzina sul gli interventi
finire sotto il governo. «In settimana lioni di euro per ciascuno degli anni fuoco che non si
prossima tratteremo temi importan- 2015,2016,2017, di cui 25 milioni an-vuole mettere.
Infine il caso Isochimica, sempre
ti per la sofferenza di donne e uomi- nui in favore dei comuni di Casale
ni di questo Paese» dice il premier Monferrato e Napoli-Bagnoli. Con citato da Renzi, in cui il governo ha
nel suo intervento come a far notare decreto del ministero dell'Ambien - fatto suo un emendamento dei due
che si scende, ci si sporca anche le te da emanare entro il 15 febbraio», deputatidemocratirpiniLuigiFamimani, con cose che non finiscono recita il testo presentato dal gover- glietti e Valentina Paris. Una ciamsuigiornalienonsonomotivodipo- no.
bella di salvataggio per i vecchi dilemi~a.media~ca tra ~ democrat o
Appena tre righe che consegna- pendenti della fabbrica di Avellino
con. I smd~c~~. E a~gIunge: «Sono no circa 60 milioni a Bagnoli. Ed è che non potevano usufruire né dei
stati stan~Iati I fo~dI J?er Tara~to e un modo per tentare di uscire benefici dei lavoratori a contatto
pe~ la.bon~ca d~ll anu~nto del~ Iso- dall'impasse napoletano. Almeno con l'amianto, né del prepensionachill1lca dI Avellmo e dI BagnolI».
per ora e in attesa del commissario. ~ento. A ca~sa .degli apJ?ena 8 anni
Una boccata d'ossigeno per Ba- «Non possiamo permetterci di sba _ ~Ilavoro nell aZIenda pnma che falgnoli che, da punta di diamante del gliare», aveva spiegato infatti Renzi IIsse. Ma .ora la norma pre~ed~ una
newdeal renziano come annuncia- appenail 28 novembre scorso quan- deroga SIa alla legge sull anuanto
to da lui stesso a Napoli a giugno, do gli era stato chiesto il motivo di che alla Fornero.
rischia di finire in un cul de sac. 0, questo ritardo per la nomina. Ma
©RIPRODUZIONERISERVATA
comunque, in un pericoloso testaco- non è all' orizzonte nemmeno per fida. Naturale se ad oggi palazzo Chi- ne anno a sentire chi ha discusso
gidopol'okallo«SbloccaItalia»non con lui di questa vicenda. E anzi il
riesceancoraadindividuarequalcu- premier ha fatto sapere che ci si
no che voglia sobbarcarsi l'onere muoverà solo con un quadro certo
del ruolo di commissario per l'area in cui rilanciare davvero Bagnoli.
«Certamente è una bella notizia
dell'ex Italsider. Solo no da almeno
un paio di alti burocrati statali timo- lo sblocco di questi finanziamenti»,
rosi del pericoloso corto circuito in - commenta ieri sera il governatore
nescatosi. In mezzo una legge che della Campania Stefano Caldoro.
deve essere modificata. Anzitutto il Ma, aggiunge, «sono fondi che eraproblema della perimetrazione fat - no già stati previsti negli anni scorsi:
ta non sui suoli di Bagnolifutura ma appostati ma mai messi davvero bisu una superficie quasi venti volte lancio». Soldi che, più volte ed a più
superiore. Fattore che mette a ri- riprese, sono stati reclamati da Naschio il governo di ricorsi da parte di poli da vari esponenti politici. Bene,
palazzo San Giacomo. E poi proprio benissimo ma i soldi non sbloccano
la bonifica. Non attuata per i magi-il caso commissario. Sempre da indi strati che indagano, e tengono sotto viduare. Anche per questo il goversequestro i suoli, portata a termine natore della Campania avrebbe sugper ministero dell'Ambiente e Istitu- gerito nei giorni scorsi al sottosegreto superiore della Sanità. Un para- tarioDelriodiindividuareunpolitidosso che anche il migliore dei com- co. Perchè, ed è il ragionamento che
Adolfo Pappa lardo
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I numeri
i mesi
Sono passati 5 mesi,
owero dal14 agosto,
dal primo annuncio
di Matteo Renzi sulla
volontà mettere
mano al risanamento
di Bagnoli
i milioni
Sono 75 i milioni,
(150 miliardi di
vecchie lire) che lo
Stato ha erogato
circa 10 anni fa per
una bonifica mai
effettuata
gli anni
L'ultimo altoforno
dell'lIva di Bagnoli
viene spento nel
1992,lacrisiègià
scoppiata da anni.
È l'atto finale
dell'area industriale
la data
Corre l'anno 1998 e il
perimetro ex ltalsider
entra nel novero dei
«Siti di interesse
nazionale»: da 18
anni lo Stato non
effettua le bonifiche
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Quotidiano
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La governance
COMMISSARIO
Nominato dal governo sentito
il presidente della Regione
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-
Coordinamento e vigilanza sull'attuazione
degli interventi infrastrutturali
SOGGETTO ATTUATORE
Nominato con decreto
del presidente del Consiglio
Elaborazione e attuazione del programma
di risanamento e riqualificazione
SOCIETÀ PER AZIONI
m71Tt.~
Il soggetto attuatore
il compito di costituire
una Spa
Il capitale azionario potrà essere aperto
ad altri soggetti che conferiranno ulteriori
aree ed immobili limitrofi al comprensorio
di Bagnoli-Coroglio meritevoli di salvaguardia
e riqualificazione
CONFERENZA DEI SERVIZI
Esamina il progetto di bonifica,
il crono programma
e l'impatto ambientale
+:.e.ntime.tri
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Viene convocata
dal commissario e può
durare al massimo 30 giorni
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Quotidiano
IL ,,"~MATTINO
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15-12-2014
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1
Fondi anche per l'Isochimica
Ad Avellino ritorna la speranza
Quindici operai morti in 30 anni
ma 150 con patologie specifiche
Si indaga per disastro ambientale
AVELLINO, Trenta anni dopo, un tempo
infinito di dolore riempito da 20mila
quintali di amianto, 15 operai morti e
29 avvisi di garanzia per disastro ambientale, le parole pronunciate da Matteo Renzi all' assemblea nazionale del
Pd assumono il valore di un risarcimento tardivo, forse addirittura postumo, ma comunque atteso e sperato.
«Non si può riscrivere la storia, ma gli
ex lavoratori Isochimica meritano l' attenzione della comunità civile del Paese», aveva detto il 28 novembre
all'Ema di Morra De Sanctis durante
l'incontro con due di quei lavoratori,
Nicola Abrate e Tonino Olivieri, andati fin lì per rivendicare il diritto al prepensionamento per potersi di curarsi.
Ieri Renzi ha annunciato: «Nella Legge di Stabilità ci sono interventi come i
denari necessari a Casale Monferrato
e a Bagnoli contaminati dall'amianto
e i soldi necessari per i lavoratori
dell'Isochimica di Avellino, per dare risposte alle ferite di uomini e donne
che patiscono oltre il dolore della ma1attia un'ingiustizia profonda». Bene.
Gli operai di Borgo Ferrovia hanno imparato a pesare promesse e impegni,
anche la segreteria provinciale del Pd
in una nota awerte di aver incrociato
le dita, però questa volta pare proprio
che un primo risultato sia stato ottenuto.
È arrivato qualche settimana dopo
la decisione del Comune di Avellino di
stanziare 50mila euro per acquisire
l'area dello stabilimento che, resa cosÌ
La promessa
Renzi l'aveva detto
a due ex lavoratori
a Morra De Sanctis
«Ce ne occuperemo»
Ieri la conferma
La chiusura
La fabbrica cessò
defin itivamente
l'attività nel 1992
quando la legge vietò
l'uso dell'amianto
pubblica, potrebbe rientrare nell' elenco dei siti da bonificare. Il resto lo sta
facendo la Procura della Repubblica,
che ha irrobustito la sua inchiesta con
altri indagati portando a 29 il numero
complessivo, tra il proprietario dello
stabilimento dove si scrostava l' amianto a mani nude, Elio Graziano, funzionari delle Ferrovie dello Stato, dirigenti degli enti di controllo, amministratori comunali.
Disastro ambientale è il principale
reato contestato, maturato in cinque
tragici anni di attività, dal 1983 al 1988,
durante i quali furono scoibentate circa tremila locomotrici e carrozze per
20mila quintali di amianto liberato
nell'aria e nei polmoni, in pieno centro abitato. Quindici le vittime tra i lavoratori' oltre 150 gli ex operai colpiti
da gravissime patologie asbesto correlate e - sottolinea la Procura - «un numero indefinito di persone esposte al
pericolo». Furono sotterrati quintali di
crocidolite, il cosiddetto amianto blu,
mischiato a cemento e solidificato in
467 cubi. Nel dicembre 1988 la fabbrica venne chiusa dal pretore di Firenze,
Beniamino Deidda, che indagava sulla morte di alcuni operai delle Grandi
Officine di Prato, da cui partivano le
carrozze per Avellino. Nel 1990 Graziano la riaprì con il nome, El.Sid. srl, per
ultimare la scoibentazione delle carrozze nei capannoni. Fino al 1992,
quando la legge 257 bandì l'utilizzo
dell' amianto e l'azienda chiuse definitivamente battenti. Furono 333 gli operai assunti da Graziano, ex patron
dell' Avellino Calcio, tutti giovanissimi
e per la maggior parte provenienti dalle province di Avellino e Salerno, alcuni dal napoletano. Oggi, per molti di
loro, il nome è scritto nella Spoon River dei caduti per amianto.
g.p.
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di Pietro Gargano
La mazzata finale
saranno i risarcimenti
Andrea Bucci
TORINO
un momento in cui questi non si vendono ma SI
svendono, quasi regalano, per poter sopravvivere.
Quindi arriverà la volta del riconoscimento del genocidio del ceto medio e dei lavoratori autonomi,
massacrati da una imposizione che, in quanto superiore al 70 per cento, sconfina nel campo dell'illegittimità. Con conseguente diluvio di risarcimenti
riconosciuti a chi è stato costretto alla bancarotta.
Con ripetute potenziali bordate di questo tipo, e
chissà di quante altre simili, omesse o scordate, il
default nazionale potrebbe diventare imminente.
i capiscono i motivi dell' amarezza del lettore
a sentenza che arriva dall'Europa ordina di
L
assumere i precari della scuola e con questa Spiemontese. Ma è paradossale dare la colpa
decisione arriva una bella stangata che si tradur- di un eventuale crac del Paese al riconoscimenti
dei giusti diritti dei precari e degli esodati,
magari un domani del ceto medio
supertartassato. Risarcirli è un dovere
sacrosanto. I buchi dei conti pubblici non sono
stati aperti dai lavoratori, bensÌ dai burocrati
dello spreco, dai politici corrotti o inefficienti, da
errori dei governanti nostri, dalla ristrettezze
talvolta assurde pretese dalla stessa Europa.
Sono loro i destinatari giusti delle imprecazioni,
sono loro quelli da punire.
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rà in un buco nei conti pubblici da tappare indovina con cosa... con una nuova addizionale sulle
accise dei carburanti. Da sempre ultima spiaggia
per chi non sa più dove sbattere la testa. Poi sarà la
volta degli esodati. Arriverà la sentenza-bis che dice che tutti gli anni di mancata pensione, e di non
lavoro, di chi è stato fregato dalla signora Fomero
dovranno essere pagati con tanto di risarcimento
del danno a chi è anche arrivato a mettere mano
al patrimonio personale, magari immobiliare in
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