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13_sintesi non tecnica AIA-Set. 2014

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Sintesi non tecnica
ECOGREEN PLANET S.r.l.
Indice
1.
Premessa ................................................................................................................ 2
2.
Inquadramento geografico-territoriale ....................................................................... 2
3.
Descrizione del sito e dell'attività ............................................................................... 3
4.
3.1.
Descrizione del sito ............................................................................................................... 3
3.2.
Descrizione del ciclo lavorativo e delle tipologie trattate ................................................ 4
3.2.1.
Rifiuti soggetti al solo stoccaggio ............................................................................... 6
3.2.2.
Rifiuti soggetti a stoccaggio e trattamento ............................................................... 6
3.2.3.
Linea di selezione carta, cartone, plastica, vetro, multimateriale (Linea 2)......... 7
3.2.4.
Linea di stoccaggio e trattamento RAEE (linea 3).................................................... 8
3.2.5.
Trattamento metalli ferrosi e non ferrosi e rifiuti misti (linea 4) ........................... 8
3.3.
Considerazioni di carattere generale .................................................................................. 9
3.4.
Consumi di risorse............................................................................................................... 10
Reti fognarie e scarichi idrici ................................................................................... 10
4.1.
Convogliamento, trattamento e scarico ........................................................................... 10
5.
Informazioni di cui alla L. 477/95 (zonizzazione acustica del territorio) ....................... 11
6.
Informazioni relative alle emissioni in atmosfera ....................................................... 11
7.
Valutazione integrata ambientale ............................................................................ 11
8.
Conclusioni ............................................................................................................ 13
Richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) – D.Lgs 152/2006 e s.m.i.
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Sintesi non tecnica
ECOGREEN PLANET S.r.l.
1. Premessa
La Società ECOGREEN PLANET S.r.l. con sede legale nel Comune di Palo del Colle (BA), alla
S.S. 96 Altamura-Bari km 113, ha intenzione di effettuare una richiesta di autorizzazione
all’esercizio di un impianto di stoccaggio e trattamento di rifiuti non pericolosi e stoccaggio
rifiuti pericolosi, ai sensi dell'art. 208 del D.Lgs 152/2006 e s.m.i.
Tale attività sarà svolta presso una struttura industriale già esistente che sarà adattata alle
specifiche lavorazioni, come sarà illustrato nel seguito della presente relazione tecnica; detta
struttura è localizzata in area industriale artigianale del Comune di Palo del Colle, in area
distante dal centro abitato.
L’iniziativa, va precisato, consiste nell’adeguamento di un impianto industriale già esistente,
alle specifiche lavorazioni, avendo cura di realizzare, parimenti, un impianto conforme per
standard di sicurezza e qualità del lavoro alle più recenti normative in merito.
Allo stato, insiste, su parte dell'area interessata dal progetto, l'attività già autorizzata in
procedura semplificata della medesima società; tale attività è relativa alla sola Linea 2 di
selezione dei rifiuti non pericolosi. La restante parte del capannone e, invece, allo stato in
disuso.
L’impianto, così come proposto, è soggetto alla normativa AIA, in quanto presente tra le
attività elencate nell’Allegato VIII alla parte II del D.Lgs 152/2006 e s.m.i., come modificato
dal D.Lgs 46/2014.
2. Inquadramento geografico-territoriale
Il complesso industriale di proprietà della ditta ECOGREENPLANET S.r.l. si estende per circa
5.000 m2 ed e riportato in catasto al Foglio 13, particella 31. Nel vigente PUC, l’area risulta
classificata come “Zone per attività secondarie di completamento: industriali,
artigianali D1/A ”.
Ecogreenplanet S.r.l.
Richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) – D.Lgs 152/2006 e s.m.i.
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Allo stato attuale, l’area in esame presenta una struttura, di forma pressoché a "L", per una
superficie coperta complessiva di circa 1.971 mq.; l'immobile è parte di un insediamento con
area di accesso condominiale, che sarà dedicata esclusivamente a viabilità e parcheggio, non
essendo interessata da svolgimento di attività.
L’area dell’impianto risulta, inoltre, esterna alla perimetrazione di zone umide, zone costiere,
Parchi Naturali e zone Protette, aree SIC - ZPS; il contesto di inserimento è rappresentato da
un'area a destinazione produttiva, con presenza di ulteriori manufatti in adiacenza.
L’area dell'impianto risulta collegata alla viabilità extraurbana grazie alla S.S. 96: tramite essa
l'impianto risulta collegato all'autostrada A14/E55 da cui è agevole raggiungere i principali
centri della Regione.
Lo stabilimento è facilmente raggiungibile senza necessità di attraversamento della viabilità
urbana dei comuni limitrofi e di quello di Palo del Colle.
L’area interna dello stabilimento, agli spazi dedicati, consente la movimentazione anche a
veicoli di grossa mole.
3. Descrizione del sito e dell'attività
3.1.
Descrizione del sito
In dettaglio, l'area di interesse presenta un'estensione di circa 5.000 mq. in cui è presente un
capannone industriale di superficie pari a ca. 1971 mq.; la restante area esterna è costituita
da piazzale ed aree verdi.
L'opificio è parte di un complesso industriale con cui condivide un piazzale di accesso
dedicato a viabilità/parcheggio.
Organizzazione dell'impianto
Le suddette aree dell'impianto saranno suddivise nei seguenti settori:
•
Settore 01: settore dedicato al conferimento dei rifiuti - le aree di conferimento
saranno separate dalle aree di stoccaggio e sono state suddivise per le diverse sezioni
dell'impianto:
Settore 01/a: conferimento rifiuti non pericolosi
Settore 01/b: conferimento rifiuti non pericolosi da avviare alla Linea 1
Settore 01/c: conferimento rifiuti pericolosi
Settore 01/d: conferimento RAEE
•
Settore 02: settore di stoccaggio rifiuti: le aree di stoccaggio dei rifiuti in ingresso
saranno organizzate in maniera razionale in funzione degli spazi disponibili e delle
diverse linee di trattamento a cui essi saranno dedicati.
o
Settore 02/a: stoccaggio rifiuti non pericolosi
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Sintesi non tecnica
•
•
•
o
Settore 02/b: stoccaggio rifiuti non pericolosi
o
Settore 02/c: stoccaggio rifiuti non pericolosi
o
Settore 02/d: stoccaggio rifiuti non pericolosi
o
Settore 02/e: stoccaggio rifiuti pericolosi
o
Settore 02/f: stoccaggio RAEE
o
Settore 02/g: stoccaggio rifiuti pericolosi
o
Settore 02/h: stoccaggio rifiuti non pericolosi
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Settore 03: settore di deposito dei prodotti finiti / MPS
o
Settore 03/a: deposito MPS
o
Settore 03/b: deposito prodotti finiti/MPS
o
Settore 03/c: deposito prodotti finiti/MPS
o
Settore 03/d: deposito prodotti finiti/MPS
Settore 04: settore di deposito temporaneo
o
Settore 04/a: deposito scarti di lavorazione
o
Settore 04/b: deposito scarti di lavorazione
Settore 05: area di cernita manuale
All'interno dell'area coperta troveremo le seguenti linee di lavorazione:
Linea 1: linea di riduzione volumetrica e raffinazione
Linea 2: linea di selezione
Linea 3: linea di disassemblaggio RAEE non pericolosi
Linea 4: linea di selezione ed eventuale cesoiatura rifiuti non pericolosi
3.2.
Descrizione del ciclo lavorativo e delle tipologie trattate
Il ciclo lavorativo si articolerà in due flussi principali, costituiti da:
→ rifiuti soggetti a solo stoccaggio
→ rifiuti soggetti a stoccaggio e trattamento
Di seguito si rappresenta uno schema a blocchi dell'intera attività, che sarà dettagliato nei
paragrafi successivi:
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Schema a blocchi complessivo dell'attività:
Rifiuti in ingresso
Conferimento/
accettazione
Stoccaggio
LINEA 1
CDR
(CSS)
MPS
scarti
Eventuale selezione
LINEA 2
Materiali
scarti
recuperati
(carta, plastiche
metalli ferrosi
metalli non ferrosi)
Avvio ad impianti
autorizzati
LINEA 3
componenti
componenti
MPS
recuperabili
non recuperabili
(carta
da raee/
(scarti)
plastica
MPS
vetro)
componenti
"ambientalmente
critiche"
(eventuali)
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LINEA 4
scarti MPS
(metalli ferrosi
met. non ferrosi
legno)
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3.2.1. Rifiuti soggetti al solo stoccaggio
Per i rifiuti soggetti al solo stoccaggio, terminate le procedure di conferimento/accettazione,
si provvederà all'avvio nel settore di stoccaggio dedicato, al fine di un successivo avvio
presso impianti autorizzati ad effettuarne il trattamento.
Lo stoccaggio dei rifiuti non pericolosi sarà effettuato in cassoni idonei chiusi superiormente
con teli impermeabili, al fine di evitare interazione con gli agenti atmosferici; lo stoccaggio
dell'umido, invece, sarà effettuato in cassone chiuso a tenuta, al fine di evitare rischi di
percolazione sulla pavimentazione e di generazione di cattivi odori, per un tempo massimo di
72 h.
Lo stoccaggio dei rifiuti pericolosi sarà effettuato in contenitori a tenuta, con caratteristiche
di resistenza idonee in relazione alle sostanze contenute; per i liquidi saranno adottati
contenitori dotati di bacini di contenimento con capacità di contenimento a norma.
Per i settori 02/f e 02/g sarà adottato l'impiego di una scaffalatura industriale in cui ciascun
rifiuti sarà stoccato separatamente, all'interno del suo specifico contenitore, senza possibilità
di interazione con altre tipologie di rifiuti.
Le tipologie introdotte all'interno dell'impianto saranno prevalentemente avviate al recupero.
3.2.2. Rifiuti soggetti a stoccaggio e trattamento
Per i rifiuti per i quali è previsto il trattamento, esso si articolerà attraverso la realizzazione di
n. 4 linee di trattamento, di seguito dettagliate.
3.2.2.1. Linea di selezione, riduzione volumetrica, raffinazione (Linea 1)
La linea 1 è costituita da una linea polifunzionale in cui potranno essere trattati i rifiuti
sopraelencati ai fini di una loro valorizzazione in funzione delle caratteristiche che essi
presentano, nonchè dello specifico destino a cui saranno avviati; in particolare:
→ I rifiuti di plastiche, legno, gomme saranno oggetto di selezione e, ove necessario,
triturazione al fine di un successivo avvio presso impianti autorizzati, ovvero avviati
alla commercializzazione come MPS di legno, plastica, gomma, qualora rispondenti
alle specifiche norme tecniche di riferimento.
→ I restanti rifiuti elencati in tabella 4 della Relazione tecnica, invece, oltre che alle
operazioni di cui alla tabella 3, potranno essere impiegati per la produzione di CDR,
secondo quanto indicato al punto 14 di cui al DM 05/02/98 e s.m.i.
Ove non recuperabili e compatibili tra loro, unicamente nel rispetto dell'art. 187 del D.Lgs
152/2006 e s.m.i. e, più in generale, nel rispetto delle normative ambientali e di tutela della
salute, i codici di cui alle tabelle precedente potranno essere raggruppati e sottoposti a
ricondizionamento volumetrico finalizzato all'ottenimento del codice CER 191212 in uscita da
avviare allo smaltimento presso siti regolarmente autorizzati.
La linea 1, pertanto potrà dare luogo ai seguenti prodotti in uscita:
rifiuti prodotti dalle operazioni di selezione, cernita ed eventuale adeguamento
volumetrico - da avviare presso impianti autorizzati;
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MPS - da avviare alla commercializzazione;
CDR - da avviare ad impianti autorizzati
Ciclo di produzione CDR (CSS)
Il ciclo
•
•
•
•
•
•
•
•
lavorativo che subiranno tali rifiuti sarà il seguente:
Selezione
Triturazione
Separazione magnetica
Vagliatura
Separazione aeraulica
Separazione Metalli non ferrosi
Lettore ottico
Raffinazione
Descrizione prodotto finito: combustibile da recupero derivato da rifiuti (CDR) conforme alle
norme tecniche UNI 9903-1, ottenuto attraverso cicli di lavorazione che ne garantiscono un
adeguato potere calorifico (Codice CER 191210), ora CSS (UNI 15359:2011).
Destinazione prodotto finito: Impianti terzi autorizzati al recupero energetico.
Materiali separati mediante il recupero di materia (ReMat): costituiti da plastiche, carta e
cartoni, metalli ferrosi e non, avviati alla commercializzazione qualora rispondenti alle
definizioni di MPS o EOW, ovvero al recupero di materia presso specifici impianti autorizzati.
Prodotti di scarto dalla linea di produzione CDR
frazione fine derivante da vagliatura del materiale in lavorazione: a seconda delle
caratteristiche, sarà avviato ad impianti di biostabilizzazione ovvero in discariche
autorizzate;
Metalli ferrosi e non destinati alla sezione dell'impianto di trattamento dei metalli
scarti della selezione - da avviare presso impianti autorizzati
Destinazione scarti: impianti di recupero/smaltimento autorizzati.
3.2.3. Linea di selezione carta, cartone, plastica, vetro, multimateriale (Linea 2)
All'interno di tale linea (attualmente già presente ed autorizzata con procedura semplificata
ex art. 216 D.Lgs 152/2006 e s.m.i.), saranno effettuate attività finalizzate al recupero di
materia delle seguenti tipologie di rifiuti:
• plastiche
• carta e cartone
• vetro
• multimateriale
Il materiale in ingresso verrà conferito da automezzi autorizzati; lo stesso verrà avviato al
settore di conferimento e successivamente ai settori di stoccaggio dedicati.
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Da qui sarà prelevato ad avviato alla linea di selezione; la linea consentirà la selezione ed
adeguamento volumetrico del materiale al fine della produzione di MPS da avviare alla
commercializzazione.
Il ciclo prevede le seguenti fasi:
→ Aprisacco
→ Vagliatura
→ Selezione in apposita cabina dedicata
→ Separazione magnetica
→ Pressatura
Destinazione scarti: avviati alla Linea 1
Destinazione MPS: avviati alla commercializzazione come MPS in prefissati cicli lavorativi.
3.2.4. Linea di stoccaggio e trattamento RAEE (linea 3)
Il trattamento avverrà esclusivamente per le tipologie non pericolose, attraverso una
selezione manuale e disassemblaggio dei componenti al fine di recuperare principalmente la
plastica, il metallo, il legno, la gomma; le restanti parti disassemblate saranno avviate presso
impianti di trattamento regolarmente autorizzati.
Le tipologie pericolose, viceversa, saranno gestite in modalità di solo stoccaggio.
Le modalità di gestione dei RAEE sono state progettate in riferimento alla normativa vigente
in materia, il D.Lgs 151 del 25 Luglio 2005. Per tale motivo, saranno previste le seguenti fasi
lavorative:
1. Conferimento ed accettazione;
2. Caratterizzazione e stoccaggio;
3. Messa in sicurezza;
4. Smontaggio pezzi riutilizzabili;
5. Triturazione delle carcasse;
6. Stoccaggio componenti ambientalmente critiche (eventuali);
7. Stoccaggio componenti e materiali recuperabili;
8. Stoccaggio rifiuti da avviare allo smaltimento.
Destinazione scarti: avviati alla Linea 1
Destinazione MPS: avviati alla commercializzazione come MPS in prefissati cicli lavorativi.
3.2.5. Trattamento metalli ferrosi e non ferrosi e rifiuti misti (linea 4)
Il trattamento dei metalli ferrosi e non ferrosi consisterà nella selezione ed adeguamento
volumetrico per la produzione di MPS.
I metalli in ingresso saranno sottoposti a controllo radiometrico, tramite dispositivo mobile, al
fine di accertare l'assenza di materiali radioattivi.
Per i metalli, il ciclo lavorativo sarà quello di selezione e cesoiatura al fine di ottenere MPS da
avviare alla commercializzazione nel rispetto delle norme tecniche di riferimento (UNI, CECA,
ecc.): i prodotti in uscita, pertanto, saranno avviati alla vendita quali materie prime
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secondarie, qualora rispondenti a tali specifiche norme tecniche che ne stabiliscono le
caratteristiche, ovvero avviati a processi di recupero autorizzati come rifiuti, qualora non
rispondenti alle specifiche dettate da suddette norme tecniche. Ove applicabile sarà posta in
essere la recente normativa sui rottami metallici relativa all'End of Waste (Regolamento UE
n. 333/2011).
Le MPS ottenute saranno avviate alle relative aree di deposito (03/a - 03/e),
preventivamente all'avvio alla commercializzazione.
Per i rifiuti misti (CER 160122-200138-200137) si prevederà una prima fase di selezione e
cernita delle varie componenti (legno, plastica, metalli, gomme, ecc.) che saranno avviate
ciascuna alle rispettive linee di trattamento descritte, al fine di ottenere MPS da avviare alla
commercializzazione.
Gli scarti non più recuperabili, viceversa, saranno avviati allo smaltimento presso impianti
autorizzati.
3.3.
Considerazioni di carattere generale
Arrivo dei materiali e procedure di accettazione
Le procedure di ricezione dei rifiuti tengono conto delle opportune precauzioni allo scopo di
evitare gli effetti negativi sull’ambiente, in particolare: inquinamento dell’aria, del suolo, delle
acque superficiali e sotterranee, nonché odori e rumori e rischi diretti per la salute umana.
Prima dell’accettazione dei rifiuti all’impianto verranno eseguiti i seguenti controlli:
Verifica della documentazione prescritta dalla normativa vigente.
Determinazione del peso dei rifiuti in ingresso
Acquisizione di informazioni sui rifiuti al fine di verificare l’osservanza dei requisiti
previsti dalla autorizzazione.
Eventuale prelevamento di campioni rappresentativi allo scopo di valutare l’idoneità al
trattamento nel rispetto della normativa vigente.
Approvvigionamento del materiale
I rifiuti in ingresso sono generati da provenienza urbana ovvero da lavorazioni industriali, da
attività agricole, artigianali e di servizi, e/o materiali provenienti da demolizioni, costruzioni e
scavi, macchinari ed attrezzature deteriorati ed obsoleti e residui dell’attività di trattamento
dei rifiuti.
Destinazione delle MPS e dei rifiuti
I prodotti che derivano dal ciclo di trattamento operato dall’azienda saranno principalmente
recuperabili; per tale motivazione sarà prediletta l'operazione R13 in fase di ricezione.
I rifiuti derivanti dai trattamenti verranno inviati ad impianti autorizzati che ne effettuino il
recupero e/o lo smaltimento, mentre le materie prime secondarie, verranno avviate alla
commercializzazione per il riutilizzo in prefissati cicli lavorativi.
Deposito temporaneo dei rifiuti
Il deposito temporaneo sarà gestito nel rispetto delle indicazioni di cui all'art. 183 del D.Lgs
152/2006 e s.m.i.
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In taluni casi i rifiuti prodotti potranno essere trattati dall’Azienda stessa qualora tali rifiuti
rientrino fra quelli elencati nel documento autorizzativo e secondo le fasi di gestione
autorizzate (come indicato in dettaglio in precedenza).
Il deposito temporaneo sarà organizzato per tipologie in aree all'uopo dedicate, indicate in
planimetria generale.
3.4.
Consumi di risorse
Le risorse impiegate sono costituite da acqua ed energia elettrica: per il consumo idrico esso
si limiterà esclusivamente agli usi igienico-sanitari e all'antincendio, non essendo previsto
impiego di acqua nel ciclo lavorativo; per l'energia elettrica, la fonte di approvvigionamento è
la rete elettrica a cui l'impianto sarà regolarmente allacciato.
Come descritto in dettaglio nella relazione geologica ed idrogeologica, sono adottati sistemi
di impiego di acqua di pioggia depurata per irrigazione onde ridurre il consumo di risorsa
idrica (vedi relazione geologica ed idrogeologica).
In merito all'energia elettrica, l'approvvigionamento sarà effettuato direttamente dalla rete a
cui l'impianto è regolarmente allacciato.
Il consumo energetico è relativo all'assorbimento di macchinari ed attrezzature presenti.
4. Reti fognarie e scarichi idrici
4.1.
Convogliamento, trattamento e scarico
Le linee fognarie che saranno realizzate all’interno dell’impianto della Soc. proponente, sono
3, dedicate ciascuna alla raccolta di una specifica tipologia di refluo:
• linea di convogliamento delle acque meteoriche: tramite la collocazione di pluviali che
convogliano le acque provenienti dai lastrici solari e di un pozzetto per le acque del
piazzale, tale linea convoglierà le acque di pioggia che, successivamente ad apposito
trattamento dedicato, saranno avviate allo scarico su suolo mediante sub-irrigazione;
per i dettagli del dimensionamento dei sistemi depurativi, si rimanda alla relazione
geologica ed idrogeologica e al dettaglio tecnico dell'impianto, entrambi allegati.
• Linea di convogliamento delle acque nere: raccoglie le acque nere provenienti dai
bagni: per esse sarà presente una fossa settica che sarà soggetta a svuotamento
periodico da ditte autorizzate, per l'avvio presso impianti autorizzati ad effettuarne lo
smaltimento.
• Linea di convogliamento delle acque interne al capannone (aree di stoccaggio e
lavorazione): la progettazione del sistema di convogliamento delle acque interne al
capannone è stata effettuata come misura mitigativa del rischio di fuoriuscita di
eventuali sversamenti accidentali,evitando che essi afferiscano al punto di scarico. Per
tale motivazione, nel reparto di stoccaggio dei rifiuti pericolosi e lavorazione RAEE è
stata prevista la presenza di n. 2 griglie di raccolta che recapiteranno in n. 2 vasche
interrate a tenuta, soggette a svuotamento periodico, per l'avvio presso impianti
autorizzati ad effettuarne lo smaltimento.
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5. Informazioni di cui alla L. 477/95 (zonizzazione acustica del territorio)
Il Regolamento edilizio del Comune di Palo del Colle approvato dal PUG rimanda alla
normativa acustica nazionale di cui al DPCM 01/03/1991 e al DPCM 14/11/1997, nonché alla
L. 447/95: in base a tale normativa, l'area dell'impianto rientra nella classe VI, con limite di
emissione diurno pari a 65 dB e notturno pari a 70 dB e limite assoluto di immissione diurno
e notturno pari a 70 dB.
I siti confinanti sono anch'essi di carattere produttivo; si rimanda alla valutazione
previsionale di impatto acustico allegata da cui emerge il rispetto dei limiti di zona.
6. Informazioni relative alle emissioni in atmosfera
I reparti di lavorazione che saranno soggetti al convogliamento delle emissioni sono
sostanzialmente due: il primo è quello in cui si effettua la lavorazione della linea 1 e il
secondo quello in cui si effettua la lavorazione della linea 2.
Entrambi i settori, come detto, saranno sottoposti a captazione delle emissioni prodotte
mediante aspirazioni localizzate, che recapiteranno ad un appositi impianti di trattamento
dedicati.
La linea 1 sarà presidiata da uno scrubber a umido; la linea 2 da un filtro a tessuto con
maniche filtranti, prima dell'espulsione in atmosfera (rendimenti attesi superiori al 95%).
Per il ciclo lavorativo saranno presenti, inoltre, le emissioni diffuse non convogliabili derivanti
dall'attività di cesoiatura dei metalli; per esse saranno presenti misure di
contenimento/prevenzione alla fonte e di monitoraggio.
In merito alla potenziale produzione di cattivi odori dallo stoccaggio dei rifiuti di provenienza
urbana sarà implementato un sistema di abbattimento di odori mediante nebulizzazione di
apposite sostanze enzimatiche.
7. Valutazione integrata ambientale
a-c) emissioni/sistemi mitigativi
Una valutazione complessiva delle emissioni atmosferiche, idriche, sonore è riportata nella
tabella seguente:
Emissioni in atmosfera
Punti di emissione
Parametri monitorati
Sistemi di abbattimento
Conc. prevista
E1
E2
polveri
Filtro a maniche
Scrubber
< 10 mg/Nm3
Flusso di massa previsionale
0,96 t/a
Frequenza monitoraggio
annuale
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Scarichi idrici
Punti di scarico
1
Recettore
Suolo e strati superficiali del sottosuolo
Sistemi di abbattimento
Impianto di trattamento acque meteoriche;
potenziamento sistema esistente mediante
integrazione fase chimico-fisica
Parametri monitorati
D.Lgs 152/2006
Frequenza monitoraggio
semestrale
Emissioni sonore
Classe acustica del complesso
VI
Classe acustica dei complessi adiacenti
VI
Sorgenti sonore
Linee di trattamento; movimentazione
Sorgenti sonore esterne
Viabilità; altri complessi produttivi
Valutazione previsionale di impatto acustico
SI
Esito
Rispetto dei limiti di zona
Misure mitigative/preventive
Frequenza monitoraggio
Presenza di pareti in cls e recinzioni murarie
in cls di adeguata altezza;
Impiego di macchinari di moderna
tecnologia, rispondenti alle norme sulle
emissioni sonore in ambiente di lavoro;
monitoraggio periodico.
Biennale o a seguito di varianti impiantistiche
sostanziali
c) sistemi mitigativi
emissioni:
utilizzo di aspirazioni localizzate nelle aree di lavorazione interne ai capannoni;
utilizzo di sistemi di abbattimento elencati tra le migliori tecnologie disponibili (BAT);
monitoraggio periodico delle emissioni per rispetto limiti emissivi;
utilizzo di tecniche di riduzione alla fonte di emissioni diffuse;
consumo idrico:
razionalizzazione dei consumi;
assenza di impiego di acqua nel processo di lavorazione;
riutilizzo delle acque di scarico (previo trattamento) per sub-irrigazione;
approvvigionamento di acqua potabile a mezzo ditte esterne;
ispezioni periodiche dello stato delle reti impiantistiche per valutazione di eventuali
perdite;
scarichi idrici:
impiego di impianto di trattamento dedicato;
potenziamento del sistema presente mediante aggiunta di una fase chimico-fisica (in
ottemperanza a quanto previsto dalle BAT);
monitoraggio periodico delle acque di scarico;
assenza di scarichi di acque di processo e acque nere;
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emissioni sonore:
Presenza di pareti in cls e recinzioni murarie in cls di adeguata altezza;
Impiego di macchinari di moderna tecnologia, rispondenti alle norme sulle emissioni
sonore in ambiente di lavoro;
monitoraggio periodico con eventuali tempestivi interventi in caso di superamento dei
limiti di zona;
d) previsto adozione di sistemi di qualità e qualità ambientale ISO;
e) prevista adozione delle BAT (migliori tecnologie disponibili).
8. Conclusioni
In conclusione, il progetto proposto dalla soc. ECOGREEN PLANET S.r.l. è relativo alla
richiesta di autorizzazione di un impianto di stoccaggio e trattamento di rifiuti non pericolosi
e stoccaggio rifiuti pericolosi, da realizzarsi presso una struttura industriale esistente che
dovrà soltanto essere adeguata alle specifiche lavorazioni.
L'area è localizzata in zona produttiva dello strumento urbanistico comunale vigente nel
Comune di Palo del Colle (BA), agevolmente raggiungibile dalla viabilità extraurbana, senza
necessità di attraversamento di centri urbani.
Allo stato, insiste su parte dell'area l'attività già autorizzata in procedura semplificata della
medesima società; tale attività è relativa alla sola Linea 2 di selezione dei rifiuti non
pericolosi. La restante parte del capannone e, invece, allo stato in disuso.
A seguito del progetto proposto, il ciclo lavorativo prevede misure mitigative dell'impatto
sulle diverse componenti ambientali interessate e, inoltre, fondamentale risulterà un'azione di
monitoraggio nel tempo, al fine di intervenire tempestivamente, qualora necessario,
potenziando tali misure.
Circa le potenzialità di trattamento, i macchinari installati consentono di arrivare ad un
quantitativo massimo giornaliero di 470 t/g, come descritto in dettaglio in precedenza; le
operazioni di trattamento saranno finalizzate principalmente al recupero di materia.
La superficie dell’impianto, per quanto visto in precedenza, è pari a circa 5.000 m2; in
relazione agli spazi effettivamente dedicati allo stoccaggio, le potenzialità massime di
stoccaggio contemporaneo saranno pari a ca. 1.200 t. suddivise nel seguente modo:
stoccaggio rifiuti pericolosi: 120 t
stoccaggio rifiuti non pericolosi: 1.080 t
In merito ai quantitativi annui, si avrà, per quanto visto in precedenza un valore pari a
170.000 t/a suddivisi nel seguente modo:
162.000 t/a
rifiuti non pericolosi
8.000 t/a
rifiuti pericolosi
I quantitativi saranno così ripartiti:
• Rifiuti non pericolosi (168.000 t/a):
27.000 t/a
rifiuti soggetti a solo stoccaggio
135.000 t/a
rifiuti soggetti a stoccaggio e trattamento
Richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) – D.Lgs 152/2006 e s.m.i.
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Sintesi non tecnica
ECOGREEN PLANET S.r.l.
•
Rifiuti pericolosi (8.000 t/a)
8.000 t/a
rifiuti soggetti a solo stoccaggio
L'attività rientra nel campo di applicazione delle norme VIA - AIA di cui al D.Lgs 152/2006 e
s.m.i.
L'attività non rientra nel campo delle attività a rischio di incidente rilevante.
Data Set. 2014
il tecnico
ing. Marco Raia
Richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) – D.Lgs 152/2006 e s.m.i.
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