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Corriere della sera - 15.08.2014

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VENERDÌ 15 AGOSTO 2014 ANNO 139 - N. 193
www.corriere.it
Milano, Via Solferino 28 - Tel. 02 62821
Roma, Piazza Venezia 5 - Tel. 06 688281
Lo chef pluristellato
Bottura, stregato dalle donne
«A mamma, moglie e cuoche devo tutto»
di Angela Frenda a pagina 29
Domenica il magazine in edicola
con il Corriere della Sera
La Bce: «Niente ripresa senza cambiamenti strutturali». La Francia: meno vincoli europei
ALLA RICERCA
DELLA FIDUCIA
Ora tutta l’Europa è in frenata
di BEPPE SEVERGNINI
Si ferma anche la Germania. Renzi: non c’è solo un caso Italia
Matteo Renzi è determinato. Ha costretto il Senato
elettivo ad abolire se stesso, ed è come convincere i
pesci rossi a togliere il tappo dell’acquario: non facile. Perché non anticipa,
come suggerito sul Corriere da Ferrera, Giavazzi e
Alesina, la riforma sul lavoro? Introducendo un
contratto a tutele crescenti
dimostrerebbe al mondo
che facciamo sul serio. Le
preoccupazioni, nelle istituzioni internazionali e sui
mercati, ci sono: è infantile nasconderselo. Mario
Draghi ha chiesto «un segnale importante a settembre»? Bene: noi mandiamolo prima.
Gli italiani che oggi si
riuniscono a pranzo vogliono essere ottimisti. Il
nostro vocabolario del disagio è ridotto, rispetto a
quello di inglesi, tedeschi
o francesi (niente gloom,
nessuna Angst, poco malaise). Siamo una nazione
reattiva. Siamo stati troppo poveri per sentirci depressi. Abbiamo resilienza, fantasia e coraggio.
Ma non possiamo accettare che chi sta al governo
dica va tutto bene! e chi
sta all’opposizione risponda va tutto male!
(salvo scambiarsi i ruoli
alla prima occasione).
Non è giusto costringere
gli italiani a scegliere tra
trionfalismo e disfattismo.
Molti di noi sono pronti a
investire, a provare, ad assumere: ma occorrono
norme e garanzie, non polemiche e promesse. La fiducia non si pretende, si
conquista. Matteo Renzi
deve capirlo.
Ferragosto è un ottimo
momento per ripartire. Tre
splendidi racconti di Cesare Pavese sono riuniti sotto
il titolo La bella estate. Siamo ancora in tempo. Con
qualche dichiarazione in
meno e un po’ di concretezza in più, potrebbe diventare la stagione della riscossa.
@beppesevergnini
L’economia tedesca è calata nel secondo
trimestre dello 0,2%, contro il -0,1% delle
stime. La Francia è in stagnazione, il Pil dell’eurozona è a zero su base trimestrale. Parigi chiede all’Ue di adattare le sue decisioni
alla situazione. E Renzi sottolinea: «Non c’è
un caso Italia, l’intera eurozona è in crisi».
Il foglietto nella tasca
di Angela Merkel
di ANDREA GARIBALDI
ALLE PAGINE 8 e 9
Il lavoro e i tagli,
il piano del governo
per il «segnale forte»
di DANILO TAINO
D
al 2010 l’Europa ha vissuto nell’emergenza, con l’obiettivo di non fare crollare l’euro. Ma i suoi vecchi mali, la famosa
eurosclerosi, restano: oggi è l’unica importante economia del pianeta a non crescere.
di ENRICO MARRO
A PAGINA 5
A PAGINA 3
Figlia di corridori, allevata da un francescano ad Assisi
tornerà in edicola
domenica 17 agosto.
Il nostro sito
funzionerà invece
regolarmente.
Alle lettrici e ai lettori,
buon Ferragosto
A
ntonio Conte è il nuovo
allenatore della Nazionale: esordirà il 4 settembre
nell’amichevole di Bari con
l’Olanda. L’ex tecnico della
Juventus sarà anche coordinatore delle squadre giovanili. Il compenso, in base
all’accordo che coinvolge
un pool di sponsor, si aggirerà attorno ai 4 milioni.
ALLE PAGINE 50 E 51 Bonsignore
Costa, Pasini, Perrone
L’intervista
L’
Italia non è il solo
Paese che sta
attraversando una fase
di contrazione: la
crescita del Prodotto
interno lordo nel
secondo trimestre è
risultata negativa
anche in Francia e in
Germania; il Pil
dell’area dell’euro nel
suo insieme — con una
crescita dello 0,05
rispetto ai tre mesi
precedenti — è
praticamente piatto e
stride con lo 0,97 degli
Stati Uniti e lo 0,8 del
Regno Unito.
CONTINUA A PAGINA 47
Il segretario Nunzio Galantino
La Cei chiede riforme
«Le lobby ostili
bloccano il Paese»
di PAOLO CONTI
«L
Piccola, albina
U
E fa sognare
il mondo del trotto
di LUIGI FERRARELLA
n Calimero al contrario. Negli ippodromi corrono soltanto cavalli
scuri e lei è una trottatrice tutta bianca, albina con sottocute
rosa. È nata ad Assisi all’ombra della basilica di San Francesco
nell’allevamento di un frate francescano. Ora si spera che diventi
vincente: essendo figlia di corridori, non è impossibile.
A PAGINA 24
Conte è il nuovo ct (con sponsor)
Domani i quotidiani
non usciranno. Il
In primo piano
Alfano: agire subito
su Fisco e imprese
Non ci sarà rimpasto
DA PAGINA 2 A PAGINA 5
© RIPRODUZIONE RISERVATA
di ALESSANDRO BOCCI
e MARIO SCONCERTI
LA DEBOLEZZA
È DELL’UNIONE:
C’È UN VUOTO
DA COLMARE
di LUCREZIA REICHLIN
Giannelli
Calcio L’ex della Juve guiderà la Nazionale. L’ingaggio sarà di 4 milioni l’anno
Ai lettori
Emergenza e inerzie
Lo scrittore
Conrad, i misteri del mare
di PIETRO CITATI
J
oseph Conrad perse
la madre a 7 anni e il
padre a 11. A 16 anni,
fu travolto dal desiderio
di diventare capitano di
mare: ne parlava tanto
da passare per folle.
ALLE PAGINE 44 E 45
e riforme spesso si
bloccano per l’ostilità
di singole lobby. Urge, per
esempio, quella della Pubblica
amministrazione e della burocrazia. E va riformata la burocrazia della mente e del cuore».
Monsignor Nunzio Galantino, segretario della Conferenza
episcopale italiana, risponde al
Corriere sui temi di attualità:
dal Medio Oriente («C’è un tipo di fondamentalismo anche
in Occidente che vorrebbe cogliere l’occasione per distruggere ogni dialogo col mondo
musulmano») alla fecondazione eterologa e al caso dei gemelli contesi da due coppie:
«Come si fa a non tenere conto
che tra la donna e il figlio che
ha in grembo si creano emozioni comuni, empatie non solo fisiche?».
A PAGINA 6
Funerali a Pitigliano
Il cordoglio
per il reporter
ucciso a Gaza
REUTERS
erragosto è una festività romana, cristiana, italiana. Il riposo di Augusto
(feriae Augustii) è diventato, per tradizione, quello
di tutti noi. Un riposo che
dovrebbe essere sereno.
Quest’anno la meteorologia, l’economia e le armi
l’hanno reso, invece, ansioso. Ansia comprensibile: basta che non diventi
rassegnazione.
Matteo Renzi, al governo
da sei mesi, appare preoccupato. L’insistenza con cui
chiede ottimismo inizia a
somigliare a quella dei predecessori. Alcuni scatti denotano nervosismo. Non
ne ha motivo. Non si cambia l’Italia in sei mesi (né
l’economia, né l’umore).
Occorre procedere per gradi: spiegando, semplificando, rassicurando. L’ottimismo a comando non esiste.
Ha ragione, il giovane
presidente del Consiglio, a
ricordare che non siamo
soli a faticare. Ieri è stato
diffuso il dato della crescita
del Pil per l’eurozona: solo
0,7% su base annua. Fa altrettanto bene, Renzi, a ricordare che siamo un grande Paese — la terza economia del continente, la seconda industria dopo la
Germania — e abbiamo
motivi d’essere orgogliosi.
Fa meno bene a derubricare la preoccupazione come
rassegnazione, e a liquidare i critici come «gufi».
Sono frasi buone per
Twitter o per la campagna
elettorale. Ma col primo
non si governa, e la seconda
appare esclusa (proprio da
lui). Forse il premier dovrebbe limitare gli obiettivi
e, già che c’è, le dichiarazioni, le celebrazioni e le inaugurazioni, che costringono
a essere enfatici e un po’ generici. Qualcuno l’ha fatto
notare: se quel paragone tra
la ripresa e l’estate l’avesse
tirato fuori Silvio Berlusconi («Non è arrivata quando
volevamo, magari non è
bella come volevamo, arriva
un po’ in ritardo, ma arriva») sarebbe stato deriso.
CHIARA DATTOLA
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liberi
40 8 1 5>
In Italia (con “Sette”) EURO 1,90
Un aereo della presidenza
del Consiglio lo ha
riportato in Italia. Ad
accompagnare e accogliere
il reporter Simone Camilli,
morto a Gaza, la famiglia e
la ministra Mogherini.
A PAGINA 12 Frignani
2
Primo Piano
Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
L’Unione europea La frenata
L’Europa si ferma con la Germania
Parigi (a crescita zero): meno vincoli Ue
Il Pil tedesco cala dello 0,2%. Eurozona in stagnazione, ridotte le stime 2014
Sapin: quest’anno il deficit francese oltre il 4%. Btp e Bund ai minimi storici
Roma, il declino
dell’impero
e il paragone
di «Le Point»
quadro misto» e i dati «vanno considerati nel contesto economico di medio termine». Bruxelles ha sempre
insistito sulla «natura fragile» della
ripresa e data la situazione «ribadisce
l’importanza dell’attuazione delle riforme». I Paesi che le hanno portate a
termine hanno registrato «una crescita più marcata rispetto a quelli che
non le hanno realizzate». La Commissione cita Spagna e Portogallo, che
nel secondo trimestre sono cresciuti
dello 0,6%. Ma non sono gli unici Paesi a riportare dati positivi. In recupero c’è l’Olanda e addirittura la Grecia,
che è ancora sotto programma di salvataggio. Quanto alla Germania, ha
risentito del calo del settore delle costruzioni dopo il più che positivo an-
DALLA NOSTRA INVIATA
Il settimanale
BRUXELLES — Peggio delle attese:
l’economia della Germania, la locomotiva d’Europa, è calata nel secondo trimestre dello 0,2% a fronte del
-0,1% delle stime. La Francia si è confermata in stagnazione. E dopo un
anno dall’uscita dalla recessione, il
Pil dell’Eurozona ha subito un nuovo
stop: crescita zero su base trimestrale
e +0,7% su base annua (questo in linea con le attese). Meglio per l’Europa a 28 Paesi, che nel secondo trimestre ha messo a segno una crescita
dello 0,2%. Mentre dell’Italia in recessione lo si sa ormai da una settimana.
È cauta la Commissione europea
nei suoi commenti. Si tratta di «un
2,5
La crescita in Europa
damento invernale dovuto alle buone
condizioni metereologiche, degli investimenti deboli e della frenata delle
esportazioni che ha già registrato un
primo impatto delle tensioni geopolitiche, in particolare della crisi ucraina. Tuttavia la domanda interna è
leggermente cresciuta rispetto al primo trimestre. A Berlino sono attenti
ma non preoccupati. Il ministro dell’Economia tedesco Sigmar Gabriel
ha detto che il Pil tornerà a crescere
nel resto dell’anno malgrado «i rischi
dall’estero siano senza dubbio aumentati». La Germania gode ancora
della fiducia dei mercati. Tanto che
ieri, appena resi noti i dati del Pil tedesco e dell’eurozona, i tassi dei
Bund decennali sono scesi per la pri-
Variazione del Pil rispetto al trimestre precedente
ma volta nella loro storia sotto l’1%,
svolgendo in pieno un ruolo di bene
rifugio per gli investitori.
Se la Francia sperava in un atteggiamento più dialogante della Germania dato il quadro economico generale, è rimasta delusa. Il presidente
della Bundesbank, Jens Weidmann,
ha ribadito nei giorni scorsi che «la
crescita deve venire dall’interno: non
Weidmann (Bundesbank)
«La crescita deve venire
dall’interno: non è
responsabilità della Bce,
ma di ciascun governo»
2,7
IL PIL NEGLI STATI UNITI
Primo trimestre
Secondo trimestre
Alessandra Muglia
© RIPRODUZIONE RISERVATA
1
0,0 0,0
-0,2
1,0
1,0
0,6
0,5
0,5
Belgio
Austria
Francia
Germania
-1,0
-0,4
Spagna
-0,5
0
0,1
Olanda
0
0,6
0,5
0,4
-0,1
-0,6
-1
-0,2
-2
-3
ITALIA
0,1 0,2
Irlanda
0,6
0,4
Portogallo
0,8 0,8
0,7
Gran Bretagna
PARIGI — E se l’Europa in
stagnazione, lacerata da una
guerra che oppone Est e
Ovest, fosse su un crinale
irreversibile come quello
che portò alla caduta
dell’Impero Romano
d’Occidente oltre 1.500 anni
fa? Il parallelismo, soltanto
accennato dall’ultimo
numero del settimanale
francese Le Point (che
dedica la copertina alla
«Caduta di Roma») fa
discutere. Un dossier storico
che però ha la pretesa di
diventare d’attualità perché
«il declino dell’Impero
Romano parla ancora ai
nostri tempi», sostiene la
testata. All’origine della
caduta c’è «un problema
strutturale», si legge: forze
centrifughe che prevalgono
su quelle aggreganti fino ad
arrivare alla scissione tra Est
e Ovest e all’indebolimento
di Roma. Viene da pensare a
un’Europa oggi divisa da
troppi interessi nazionali
contrastanti. A lacerare
l’Europa c’è poi il conflitto in
Ucraina che ha riportato il
continente ai tempi della
Guerra fredda, a 25 anni
dallo smantellamento della
cortina di ferro. Altro motivo
all’origine della decadenza
di Roma la crisi economica,
con un’aristocrazia agiata
incapace di produrre lavoro
e ricchezza e il popolo
ridotto alla fame. L’Europa
di oggi si dibatte tra
stagnazione e recessione,
con la disoccupazione in
aumento, mentre la forbice
tra ricchi e poveri si allarga.
Infine l’altro grande male
che ha affossato l’Impero, la
corruzione. E dire che
all’epoca non c’era la pletora
di burocrati che c’è oggi in
Europa, dagli uffici di
Bruxelles fino ai mille enti
locali.
0,5
+4%
2
1,5
1,0
Fr. Bas.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
3
2,0
DALLA NOSTRA INVIATA
è responsabilità né dei governi vicini,
né della Bce, ma di ciascun governo
che deve creare uno scenario favorevole all’occupazione e all’innovazione» e che la politica monetaria della
zona euro non dovrebbe puntare a
indebolire la moneta unica.
Ciononostante ieri il ministro delle
Finanze francese, Michel Sapin, ha
chiesto all’Unione Europea che agisca
«con fermezza e chiarezza adattando
le sue decisioni alle circostanze profondamente particolari ed eccezionali», e in particolare di «adattare il ritmo di riduzione del disavanzo pubblico all’attuale situazione economica». Mentre ha domandato alla Bce
un intervento più deciso per far fronte al rischio di deflazione e per riportare il cambio dell’euro a «un livello
più favorevole». La Francia, che ha
annunciato un ulteriore taglio della
spesa pubblica per 50 miliardi, difficilmente riuscirà a rispettare la tempistica per il rientro del deficit che gli
era stata accordata dalla Commissione. La crescita bassa e la frenata dell’inflazione porteranno già quest’anno il livello del deficit oltre il 4% del
Pil, ben oltre il vincolo europeo del
3%.
2005
3
0,8
0,9
0,7 0,6
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
IL PIL NELL’AREA EURO
2
0,1
0
1
0
-0,2
0
Slovenia
Slovacchia
-1
Malta
Lettonia
-0,9
Grecia
-0,7
-0,3
Lussemburgo
-0,3
Finlandia
-0,6
Cipro
-1,0
-0,3
Estonia
-0,5
-2
-3
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
L’intervista Il presidente del consiglio economico della Cdu, il partito della Cancelliera: dobbiamo fare le riforme
«Più soldi in tasca ai tedeschi, Berlino tagli le tasse»
Lauk: il nostro welfare troppo ricco
toglie risorse agli investimenti
«La contrazione dello 0,2% del Pil
tedesco nel secondo trimestre è una
sorpresa che pochi si aspettavano,
ma è il prezzo che paghiamo per
cattive politiche economiche. Facciamo l’opposto di quello che predichiamo ai Paesi del Sud Europa: a
loro diciamo di bere acqua e noi beviamo vino», afferma Kurt Lauk, 68
anni, presidente del Consiglio economico della Cdu e advisor della
cancelliera Angela Merkel, ma anche uomo d’affari, co-fondatore di
Globe Cp, un fondo di private equity.
Dottor Lauk, perché la Germania si è fermata?
«Abbiamo introdotto il salario
minimo, che entrerà in vigore dal
prossimo primo gennaio; abbiamo
abbassato l’età pensionabile da 65 a
63 anni invece di alzarla a 67 anni;
abbiamo esteso la rendita per le madri anche alle donne che hanno
avuto figli prima del 1992, una novità che ci costerà 7-8 miliardi all’anno. La Grosse Koalition ha aumentato in modo significativo i costi per il welfare. Ma ci sono altre ragioni per il declino».
Quali?
«Le sanzioni alla Russia ci costeranno 25 mila posti di lavoro in meno, soprattutto nelle piccole e medie imprese. E questo crea ulteriore
incertezza. Ma c’è anche un problema di investimenti. L’energia tedesca costa troppo perciò le imprese
preferiscono fare nuovi investimenti altrove, soprattutto negli Stati
Uniti e in Cina. Succede in molti settori ad alta intensità energetica, dall’acciaio alla chimica alla carta. I nostri investimenti netti sono troppo
bassi da un decennio. Da mesi vediamo scendere l’Indice Ifo, il più
importante indicatore dell’umore
delle imprese tedesche: cade perché
2014
Kurt Lauk, 68 anni, presidente del
Consiglio economico della Cdu e advisor di Angela Merkel con lui nella foto
la nostra politica non è orientata alla crescita e agli investimenti».
Quale strada suggerisce per invertire il trend?
«L’Europa deve aprire il mercato
dei servizi, che porterebbe benefici
non solo alla Germania ma anche a
quei Paesi che hanno un vantaggio
competitivo in questo settore, come
Spagna e Portogallo. Poi abbiamo
bisogno di negoziare con successo
la Partnership Transatlantica (Ttip)
con gli Usa, un accordo che farebbe
crescere di 120 miliardi di euro all’anno il Pil europeo».
E Berlino cosa può fare?
«Abbiamo bisogno di riformare il
nostro sistema fiscale, per mettere
più soldi nelle tasche dei tedeschi.
Se aumentiamo i salari, dobbiamo
appiattire il prelievo, realizzando
quella che io chiamo progressione
fredda. La nostra aliquota più alta è
del 45%, ma se si aggiunge la tassa
sulla Chiesa e la tassa di solidarietà
introdotta per la riunificazione della Germania (1,2%) si arriva a una
pressione un po’ sopra il 50%. Troppo, così si portano via risorse desti-
nate ai consumi. Invece dobbiamo
assolutamente far crescere la domanda domestica e creare un po’ di
inflazione».
Chi ferma la riforma del fisco?
«Sia la cancelliera Merkel che il
ministro delle Finanze Wolfgang
Schäuble sono contrari, perché farebbe saltare il pareggio del bilancio. Perciò vogliono rinviare la riforma alla prossima legislazione».
Che cosa prevede per la Germania per il resto dell’anno?
«Restiamo l’economia più forte
in Europa, ma abbiamo raggiunto il
picco: il declino è già cominciato,
anche se sarà graduale. Il terzo tri-

Bruxelles
L’Europa deve aprire
il mercato dei servizi
e stringere la
partnership con gli Usa
2014
Primo Piano
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
3
Le ultime misure
Depositi negativi
presso l’Eurotower
1
Il 5 luglio, con il taglio
del tasso di interesse
allo 0,15%, per la prima
volta la Bce ha dato il via
libera ai tassi negativi
delle banche presso
l’Eurotower (-0,10%)
Tltro, i fondi
agevolati alle banche
2
Bce accelera sulle misure straordinarie
Francoforte: interventi per rianimare l’economia se l’inflazione resta bassa
DALLA NOSTRA INVIATA
La Bce ha lanciato Tltro,
un nuovo round di
prestiti a lungo termine a
tasso agevolato alle
banche, ma con il vincolo
di fare prestiti a famiglie
(non per i mutui) e a
imprese non finanziarie,
pena la restituzione
Abs, il quantitative
easing europeo
3
La banca centrale Il rischio deflazione e le richieste ai governi per nuove politiche di crescita. I fondi alle banche per le imprese
Se l’economia
peggiorerà, la Bce è
pronta a misure
anticonvenzionali, con
l’acquisto di Abs (Asset
backed securities), cioè
titoli cartolarizzati
garantiti da prestiti,
mutui o obbligazioni
BRUXELLES — La debole ripresa dell’eurozona non è minacciata
solo dalla frenata della crescita del
secondo trimestre. A chiudere
due settimane di indici contrastanti, è arrivato anche il dato dell’inflazione. Eurostat ha certificato che la media dei prezzi al consumo nei Paesi che hanno adottato la moneta unica è allo 0,4% in
luglio su base annua, in arretramento dal +0,5% di giugno, il livello più basso dall’ottobre 2009.
Anche la Bce, nel suo bollettino
mensile, ha rivisto al ribasso le
stime per il 2014 e il 2015, portandole allo 0,7% e all’1,2% (da rispettivamente 0,9% e 1,3%), mentre ha
lasciato invariate all’1,5% quelle
per il 2016. Cifre comunque al di
sotto della soglia del 2% fissata da
Francoforte. Il timore diffuso è
quello che l’Europa scivoli in deflazione. Ieri la Francia ha chiesto
-0,29
Francoforte
+0,29
Acquisti di titoli
La Bce sarebbe pronta
all’acquisto di titoli
cartolarizzati garantiti
da prestiti, mutui e bond
I RENDIMENTI DEI TITOLI DI STATO
LE BORSE IERI (dati in %)
Milano
apertamente un intervento più
deciso da parte della Bce, ma già
nel suo discorso di giovedì scorso
Mario Draghi aveva spiegato l’intenzione di valutare prima i risultati delle operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine
(Tltro) annunciate a giugno: prestiti erogati alle banche dell’area
euro — in due tranche, la prima a
settembre — a tasso agevolato e
condizionati alla concessione di
prestiti a imprese e famiglie. Ci
vorrà del tempo perché si vedano
gli effetti, la catena di trasmissione è lunga. La Bce ha però ribadito
il suo impegno a ricorrere a stru-
Parigi
(dati in %)
Londra
+0,25
Btp (Italia)
2,674
Bund (Germania)
0,998
Oat (Francia)
1,383
+0,43
IL CAMBIO EURO DOLLARO
1,38
1,36
1,34
1,32
1,30
1,28
IERI
1,337
1,26
1,24
ott
2012
dic
feb
apr
giu
2013
ago
ott
dic
feb
apr
giu
ago
2014
CORRIERE DELLA SERA
mestre potrebbe essere migliore del
secondo, ma non credo che invertirà la tendenza. Le stime della Bundesbank, che prevede un Pil in salita
dell’1,9-2%, sono molto ottimistiche. Per il 2014 mi aspetto una crescita minima, tra lo 0 e l’1%».
Il rallentamento tedesco alleggerirà la pressione di Berlino sugli
altri Paesi dell’Eurozona?
«Non cambierà nulla. I veri problemi nell’area euro in questo momento sono prima la Francia e poi
l’Italia. La Spagna è tornata a crescere, il Portogallo è migliorato, e anche la Grecia sta meglio».
Vuol dire che i tedeschi non ce
l’hanno più tanto con l’Italia?
«L’Italia ha bisogno di riforme vere, come la Francia. Renzi vorrebbe
imporre una nuova interpretazione
del Patto di stabilità e di crescita: sta

Roma
Renzi? Parla bene di
riforme, ma poi non le
fa, mi sembra avviato
sulla strada di Monti
cercando di allentare i vincoli di bilancio, chiedendo di dedurre certi
investimenti dal budget. È sempre
la vecchia strada, che fa accumulare
debito in nome della crescita».
Com’è visto il premier Renzi in
Germania?
«Finora abbiamo sentito tante
parole giuste, ma visto pochi fatti:
Renzi parla di riforme, però non le
implementa. Mi sembra avviato
sulla stessa strada di Monti, che è
stato un’enorme delusione».
Crede che servano misure anticonvenzionali da parte della Bce
per contrastare il rischio di deflazione a stimolare la crescita nell’eurozona?
«La Bce sta comprando tempo
per i politici, che però non fanno le
riforme, Germania inclusa. Finora
la liquidità immessa dalla Bce nel
sistema bancario non ha spinto le
banche a prestare di più per l’incertezza della situazione economica,
anche in Germania. Ma Draghi deve
stare attento a tenere i tassi di interesse bassi troppo a lungo, perché
creano distorsioni. Per i tedeschi
che risparmiano è un’ulteriore pressione a consumare meno».
Giuliana Ferraino
@16febbraio
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Chi è
Teologo con l’Mba
a Stanford
Kurt Lauk, 68 anni, è
nato a Stoccarda.
Laurea in storia e
teologia a Monaco,
Mba a Stanford e
PhD in Scienze
politiche
all’Università di Kiel,
ha iniziato la carriera
al Boston Consulting
Group. Dall’89 al ‘92
è stato vice Ceo e
Chief financial
officer di Audi. Nel
2000 ha co-fondato
il fondo di private
equity Globe Cp. Dal
2004 al 2009 è
stato deputato
all’Europarlamento e
membro del
Comitato Affari
economici e
monetari
menti straordinari e ha confermato che il consiglio direttivo ha «intensificato i lavori preparatori»
per acquisti definitivi nel mercato
di titoli cartolarizzati garantiti da
prestiti, mutui, obbligazioni o
crediti commerciali (gli Abs, Asset
backed securities), con l’obiettivo
di migliorare il funzionamento
del meccanismo di trasmissione
della politica monetaria. Il quantitative easing, da molti richiesto
con insistenza sul modello della
Fed, non è però così facile da attuare in Europa e comporta anche
delle complicazioni istituzionali,
a cominciare ad esempio dalla decisione della scelta di quali titoli di
Stato acquistare.
La Bce ha avvertito che le azioni
di politica monetaria sono inefficaci se gli Stati non fanno la loro
parte, attuando le riforme strutturali indispensabili per promuovere gli investimenti privati e la creazione di posti di lavoro. Riforme
Quale competitività
da mettere in campo nel rispetto
dei vincoli di bilancio stabiliti dall’Europa. Linea ribadita da Jens
Weidmann, presidente della Bundesbank. Ma anche dalla Commissione europea ieri e la scorsa
settimana, in occasione della pubblicazione dei dati del Pil dell’Italia. I Paesi devono procedere nell’attuazione delle riforme strutturali come indicato nelle raccomandazioni di giugno. Bruxelles
si dà tempo fino all’autunno per
interpretare i dati macroeconomici usciti in queste settimane, che
destano qualche preoccupazione
al di là della cautela ufficiale. E lo
farà sulla base delle sue nuove stime di novembre e in relazione alle
leggi finanziarie che i Paesi dovranno presentare entro la metà
di ottobre. In quella occasione per
gli Stati, soprattutto per i «ripetenti», sarà difficile mentire.
Francesca Basso
Al vertice Il presidente della Bce Mario Draghi
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Corrono solo le economie dei Paesi emergenti e degli Stati Uniti
I numeri dell’eurosclerosi
Se il 7% della popolazione
«brucia» il 50% del welfare
Da anni, Angela Merkel tiene in tasca
un foglietto con tre statistiche che cita
in continuazione. Le permettono di inquadrare la posizione dell’Europa nel
mondo: il continente ha il 7% della popolazione, il 25% del Prodotto lordo, il
50% delle spese per Welfare State. Ieri,
forse, la cancelliera ha dato un’altra occhiata ai tre numeri, quando ha saputo
che nel secondo trimestre dell’anno
l’economia dell’Eurozona è tornata a
essere stagnante. A differenza di altre
volte, però, le conseguenze dovrà almeno in parte trarle non solo per i
partner europei ma per la stessa Germania, il cui Pil si è ristretto dello 0,2%.
È che, dal 2008 e ancora di più dal
2010, l’Europa ha vissuto nell’emergenza, è passata da interventi di salvataggio a nuovi vincoli di bilancio senza
soluzione di continuità, con l’obiettivo
di non fare crollare la moneta unica.
Inevitabile: ma i vecchi mali di cui si
discuteva prima, la famosa eurosclerosi, sono scivolati in secondo o in terzo
piano. Restano però ancora lì: in buona
parte anche in Germania, che è un’economia forte, competitiva ma che non si
può definire dinamica e sicura del futuro in tutti i settori. Il dato di fatto è
che quella del Vecchio Continente è
oggi l’unica importante economia del
pianeta (forse assieme a quella giapponese) a non crescere: immagine di
un’area in perdita continua di peso di
fronte alla potente e dinamica economia americana e a quelle emergenti.
La fotografia della stagnazione resa
pubblica ieri da Eurostat ha già fatto
dire a molti che alla sua origine ci sono
le politiche di austerità volute da Berlino e Bruxelles negli anni della crisi.
Ma, dal momento che molto difficilmente il «Fiscal Compact» europeo sarà rimesso in discussione, è forse meglio focalizzare l’attenzione proprio
sull’eurosclerosi persistente, sulla storia raccontata dalle tre percentuali di
Frau Merkel. La situazione si può riassumere così: la popolazione europea
tende ad avere un peso sempre minore
rispetto a quella mondiale perché gli
europei fanno decisamente pochi figli
(Germania e Italia sono i casi più acuti); la stagnazione farà diminuire, dal
25% di oggi, anche la quota di Pil pro-
dotto; e, chiaramente, la generosità
inefficiente del Welfare State europeo
(il 50% delle spese mondiali per il 7%
della popolazione) non può essere sostenuta ed è un elemento che pesa sulla competitività (i Paesi emergenti tendono ad aumentare la spesa per la sicurezza sociale, ma non illudiamoci
che lo facciano a scapito della loro capacità concorrenziale). Un circolo vizioso.
Nel 2000, Bruxelles lanciò l’Agenda
di Lisbona: interventi per fare della Ue
«l’economia della conoscenza più
competitiva e dinamica del mondo»
entro il 2010. Un fallimento. Ora la
questione si ripropone in termini pro-

Ma è boom di richieste
per i jet privati
Soprattutto grandi
di FABIO SAVELLI
S
embrerebbe l’empirica conferma di una
delle teorie macro-economiche più in
voga, secondo la quale le disuguaglianze
sociali uccidono la crescita perché
diminuiscono gli investimenti delle
imprese a tutto vantaggio della rendita.
Così mentre l’Europa naviga
controcorrente tra recessione e deflazione
il mercato dei jet privati vive una seconda
rinascita dopo cinque anni
sull’ottovolante. Rileva il «Financial
Times» che questo particolare mercato
è accreditato di una crescita del 3% per
quest’anno polverizzando la soglia di 23
miliardi di dollari di giro d’affari. Di più: le
stime degli analisti prevedono un aumento
del 10% anche nel 2015 trainato soprattutto
dal boom dei jet più grandi, quelli con un
valore compreso tra i 26 e i 400 milioni.
Richiesti soprattutto dai super-ricchi
russi. A ben vedere un mercato che dieci
anni fa non esisteva nemmeno.
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babilmente meno ambiziosi ma più
urgenti. Cosa si tratta di fare è noto.
L’Ocse ha elaborato riforme finalizzate
a migliorare la competitività di ogni
Paese. E, fatto interessante, l’Europa ha
in casa i modelli di riforma più di successo, quelli applicati dai Paesi nordici
che nei decenni scorsi sono usciti da
una profonda apatia. Con scelte coraggiose che hanno abbassato le tasse e ridotto la spesa pubblica senza massacrare, anzi spesso migliorandola, la
politica sociale. La Svezia, per dire, nel
1993 aveva una spesa pubblica pari al
67% del Pil: da allora l’ha ridotta di
quasi venti punti ma mantiene un sistema di protezione elevato perché ha
fatto riforme serie, per esempio nell’istruzione ha introdotto il sistema dei
voucher universali che ha messo in
concorrenza scuole pubbliche e private. La flexsecurity del mercato del lavoro danese è diventata un esempio. Non
che i Nordici siano necessariamente
modelli esportabili: dicono però che le
riforme strutturali si possono fare.
Vale anche per la Germania. Il presidente della Banca centrale europea
Mario Draghi ha differenziato le difficoltà di crescita tedesche, «tecniche»
dovute per esempio alla crisi in Ucraina, da quelle «strutturali» di Italia e
Francia. Ed è vero che Berlino ha riformato il mercato del lavoro e ha una
struttura dei salari che si adatta bene al
ciclo economico. È però anche vero che
ha un settore dei servizi ancora fortemente regolato, dagli orari dei negozi
alle professioni. E che il governo di
Grosse Koalition sta rimangiandosi alcune riforme, ad esempio con l’abbassamento (parziale) dell’età pensionabile. I tre numeri del foglietto di Frau
Merkel, invece, dicono che, per prosperare, oggi occorre essere dinamici,
flessibili, capaci di creare quella fiducia
nel futuro senza la quale la gente fa pochi figli e si accontenta di un Welfare
State che sarà sempre più difficile finanziare. Altrimenti è la vecchia eurosclerosi, che ieri si è ripresentata con la
faccia della stagnazione, senza risparmiare nessuno.
Danilo Taino
@danilotaino
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4
Primo Piano
Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
#
Il governo Le scelte
Un giorno al Sud per Renzi
«Non c’è un caso Italia»
Il viaggio da Napoli alla Sicilia: i fondi Ue vanno spesi bene
«Lo Statuto? Le garanzie cambieranno, non saranno tolte»
DAL NOSTRO INVIATO
Gli incontri
TERMINI IMERESE — Un
toscano che parla romanesco in
Sicilia è una delle versioni di
Renzi, che a fine giornata, mentre promette che lui e l’intero governo faranno di tutto per riaprire lo stabilimento della Fiat, che i
cinesi potrebbero essere interessati, ma «che decideranno loro»,
alla fine si ferma un attimo e a
proposito di Sud, di fondi europei non spesi, dei soliti problemi
di mancata programmazione,
dice a degli attoniti e divertiti
politici isolani: «Pensate che verrete salvati dall’Europa?». Un attimo di silenzio, il tono della voce più alto, «ma de che....!!!!».
È la conclusione di una giornata iniziata a in Campania e
conclusa fra Gela e Termini, una
vigilia di Ferragosto in cui il premier fa il ping pong fra piste di
atterraggio, aerei, elicotteri, sale
comunali, autorità locali, fischi,
qualche contestazione, molte
promesse e tanta voglia di infondere fiducia. Il filo conduttore è
l’economia e una situazione di
crisi che non è solo italiana:
«Non c’è una situazione di crisi
dell’Italia rispetto all’Eurozona
che viaggia a velocità doppia:
questo è accaduto in passato, ora
la situazione è cambiata, l’ intera
eurozona vive una fase di stagnazione, ma non vale il principio mal comune mezzo gaudio».
A proposito di crisi rende noto
che ha chiesto all’Istat, per il
prossimo futuro, di diffondere i
dati del prodotto interno nello
stesso giorno della principali
Il regalo Renzi scherza con il governatore campano Stefano
Caldoro dopo aver ricevuto un corno napoletano in regalo
Con il sindaco Il premier a Reggio Calabria si intrattiene
con il sindaco di Messina Renato Accorinti (alla sua destra)
economie europee, non una settimana prima.
«Siamo stati gli unici a consegnare i nostri dati sull’economia
con una settimana di anticipo.
Ora ho chiesto di dare i dati insieme agli altri. Se dobbiamo
stare una settimana a sentirci dire che siamo in crisi per poi scoprire che siamo come gli altri...».
Al suo arrivo alla Città della
Scienza, a Napoli, il premier viene accolto da qualche fischio,
una breve contestazione del Comitato Terra dei fuochi. All’interno dello Science center, distrutto
da un incendio nel marzo 2013,
ci sono le massime autorità locali, bisogna firmare l’accordo per
la ricostruzione del centro bruciato dalla criminalità, in ballo
30 milioni di euro di fondi comunitari, su Bagnoli invece arriva l’annuncio che le norme per il
risanamento saranno incluse nel
decreto Sblocca Italia. E sulla riforma dello Statuto dei lavoratori spiega che servirà «a cambiare
le garanzie, non a toglierle».
Fra Napoli, Reggio e la Sicilia
il presidente del Consiglio annuncia che ogni tre mesi sarà di
nuovo in visita, nei capoluoghi
di Regione, per fare il punto sui
fondi europei. Sia a Reggio che
in Campania, sia a Gela che a
Termini, fa i conti in tasca agli
amministratori locali, il numero
dei progetti partiti con risorse
che arrivano da Bruxelles, «il
prossimo appuntamento è per il
7, dovete fare di più, anche se
state migliorando», è il filo rosso
di ogni tappa.
A Gela Renzi promette che gli
impianti del petrolchimico saranno oggetto di ogni sforzo del
governo teso a riaprirli, lo stesso
dice a Termini rivelando che
«un’impresa cinese vuole aprire
uno stabilimento in Italia, ma
non ha ancora deciso dove», ne
discuterà con il premier di Pechino quando verrà in visita a
Roma. Ma esiste in tutti i casi
«un problema di cornice, riguarda come il pubblico spende i soldi, compresi i fondi europei.
Quando hai 40 miliardi da spen-
dere e non li spendi è inutile cercare alibi. Ecco perché il problema è prioritario e lo abbiamo inserito nel provvedimento Sblocca Italia».
Gli investimenti che una corretta programmazione potrà
sbloccare, almeno in Sicilia, «riguarderanno alcune infrastrutture ferroviarie a Palermo, Catania, Messina, anche stradali,
Agrigento, Caltanissetta e altre
province — ha aggiunto — Il nostro obiettivo è semplificare gli
interventi. In Italia si è pensato
che per evitare problemi di illegalità si dovessero complicare le
procedure. Così chi è abituato a
violare legalità e procedure continua a farlo. Paradossalmente, il
complicare le procedure è stato
un freno a chi fa le cose per bene». A Reggio invece i finanziamenti più immediati saranno
per il Tribunale e lo stabilimento
Omeca.
Marco Galluzzo
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Quattro anni difficili
DALLO SPREAD AL PIL: IL FERRAGOSTO È SEMPRE BOLLENTE
di MARIO SENSINI
ROMA — Di nuovo agosto, e di
nuovo davanti a un bivio. Sempre
questa dannata crescita che tradisce
le speranze, la solita ed unica sferzata di freddo che colpisce le vacanze degli italiani. Meno 0,2% dice il
termometro del prodotto interno
lordo, quest’estate. Il preambolo del
dibattito sugli aggiustamenti di bilancio, sulla manovra bis e la Finanziaria dell’anno prossimo, che
oggi si chiama Legge di Stabilità,
ma che agli occhi dei cittadini suona sempre come lacrime e sangue.
Da quel mese di agosto del 2011,
quando lo spread sui titoli di Stato
prese a salire vorticosamente segnalando i rischi di un’avvitamento
pericolosissimo, e la Bce sollecitò il
governo ad agire, di manovre ne sono state varate parecchie. E per im-
Il confronto
Pil*
spread
disoccupazione** disoccupazione debito
giovanile
pubblico***
deficit debito/Pil
Pil****
peso cumulato delle
manovre nette
di bilancio decise
dal 2011 a oggi (Mld)
2011
0,3
270
8
27,8
1901,9
3,7
120,1
2,9
2012
-0,7
433
10,8
34,3
1972,9
3
127
49,5
2013
-0,2
235
12,1
39,1
2075,1
3
132,6
72,7
2014
-0,2
163
12,3
43,7
2168,4
2,7
136,4
78
* dato del secondo trimestre rispetto al primo **giugno *** dati di giugno in miliardi di euro **** dati sull'intero anno, per il 2014 previsione Moody's
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porti enormi, senza precedenti: le
correzioni nette dei conti dal 2011 a
oggi, cumulate, pesano sul bilancio
pubblico di quest’anno per la cifra
quasi incredibile di 78 miliardi di
euro.
I sacrifici, o i compiti, li abbiamo
fatti. Eppure, mentre la crisi si trasferiva dalla finanza all’economia
reale, il prodotto ha continuato a
scendere, e la disoccupazione, che
in Italia aveva faticosamente raggiunto l’agognata media europea, a
salire, mietendo vittime soprattutto tra i giovani che cercano lavoro.
Nel 2011 era uno su quattro a non
trovarlo, oggi uno su due, e in pratica il loro numero è raddoppiato.
Di pari passo, è stato necessario
stanziare sempre più soldi pubblici
per la cassa integrazione in deroga,
che nel 2011 non copriva un milione di ore di lavoro, e l’anno scorso
ne ha finanziate 1,2 milioni.
Con la cura da cavallo il deficit è
stato spuntato, riportato sotto il fatidico tetto del 3% del prodotto interno lordo, ma con l’ennesima gelata sulla crescita, la tenuta di quel
rapporto, indispensabile, quest’anno torna a rischio. Il debito nel frattempo ha continuato ad aumentare,
anche per l’enorme spesa sugli interessi, solo ora in flessione grazie
alla discesa dello spread. Tra l’estate
del 2011 e quest’anno il debito è aumentato di 266 miliardi di euro, più
del 10%. Era, è e resterà ancora il
nodo da risolvere più grosso che
abbiamo, insieme a quello di
un’economia che non riesce a crescere al ritmo del suo potenziale.
Due problemi che aspettano soluzione da ben prima di quell’agosto
del 2011.
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La tiratura di giovedì 14 agosto è stata di 491.870 copie
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Primo Piano
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
5
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La strategia L’obiettivo è ridurre le tasse, ma prima va diminuita la spesa pubblica: di 17 miliardi nel 2015 e 32 nel 2016
Lavoro, tagli e debito: piano in tre mosse
Il governo e il «segnale forte a settembre» chiesto da Draghi. Spending review, si accelera
ROMA — Forse, a questo punto, il «segnale forte a settembre», chiesto da Mario
Draghi a Matteo Renzi nell’incontro di martedì, dovrà darlo la stessa Banca centrale europea, più che il governo italiano. I dati di ieri
sul calo del prodotto interno lordo in Germania e sulla stagnazione in Francia e nella media dei 18 Paesi dell’euro, accompagnati da
uno scenario tendente alla deflazione, rendono infatti più urgente l’uso di tutti gli strumenti a disposizione della Bce per una politica monetaria espansiva che spinga da un lato
la crescita e dall’altro i prezzi. La prossima riunione del board della Banca centrale è fissata
per giovedì 4 settembre a Francoforte ma già
da qualche giorno è partito, e ora si rafforzerà,
La giornata
La bonifica di Bagnoli
e il blitz per gli elicotteri
1
La prima tappa della giornata di Matteo
Renzi è stata Napoli. Nella città campana
il premier ha siglato con le istituzioni
un accordo per la bonifica del sito
di Bagnoli e ha visitato un’azienda che
produce elicotteri a Ponticelli (foto)
Calabria, la data delle Regionali
e la rassicurazione ai lavoratori
2
A Reggio Calabria Renzi ha confermato
come data per le Regionali il 12 ottobre
e ha riferito di un suo colloquio con il
presidente di Finmeccanica Mauro Moretti
per rassicurare i dipendenti delle officine
Omeca: «Commesse fino al 2017»
L’incontro con Crocetta
e le infrastrutture future
3
A Gela il presidente del Consiglio ha
incontrato il governatore siciliano
Rosario Crocetta e ha parlato degli
investimenti, che riguarderanno «alcune
infrastrutture ferroviarie a Palermo,
Catania, Messina, e anche stradali, ad
Agrigento, Caltanissetta e altre province»
La visita a Termini Imerese
e gli investitori cinesi
4
Ultima tappa della visita, Termini
Imerese, storica sede degli stabilimenti
Fiat. Anche qui si parla di lavoro
e di ipotesi di sviluppo («non
necessariamente su Termini»): «Il
gruppo automobilistico cinese Brilliance
ha espresso interesse a operare in Italia»
Le contestazioni
tappa per tappa
5
Tutte le tappe della giornata del
presidente del Consiglio sono state
segnate anche da contestazioni di
diversi gruppi: da lavoratori (in ogni città
toccata) ai rappresentanti dei comitati
della Terra dei fuochi, ai «No Muos»
il pressing affinché la Bce anticipi gli interventi annunciati dallo stesso Draghi a luglio.
La brusca frenata dell’economia certificata
ieri da Eurostat può apparire consolatoria per
l’Italia che, come la Germania, ha fatto segnare una diminuzione del Pil dello 0,2% nel secondo trimestre del 2014. In realtà essa non fa
che peggiorare la prospettiva anche per il nostro Paese, visto che la Germania è di gran
lunga il primo partner commerciale dell’Italia. Un ulteriore indebolimento dell’export intraeuropeo non può che allontanare le prospettive di ripresa, a meno che la domanda
interna non cominci finalmente a riprendersi.
In questa situazione, e in attesa di buone notizie da Francoforte, il governo italiano non ha
altra possibilità che accelerare le riforme e
impostare una manovra economica credibile.
Le sfide principali si giocano su tre fronti: il
mercato del lavoro, la revisione della spesa
pubblica e il debito pubblico. Sul primo punto, le settimane clou saranno quelle tra la fine
di questo mese e settembre. Il Nuovo centrodestra di Angelino Alfano, quale partito della
maggioranza, ha posto a Renzi la questione di
abolire subito l’articolo 18 per i nuovi assunti
col decreto legge Sblocca Italia che sarà discusso dal consiglio dei ministri venerdì 29
agosto. Il presidente del Consiglio tende invece a voler lasciare la questione nell’ambito del
disegno di legge delega (Jobs act) in discus-
Le proteste
Il sit-in di un gruppo di lavoratori
in mobilità e cassa integrazione ieri
davanti alla Prefettura di Reggio
Calabria, in attesa dell’arrivo del
presidente del Consiglio Matteo
Renzi. Un’altra contestazione è stata
organizzata in piazza del Duomo
a Termini Imerese, in provincia
di Palermo, altra tappa del capo del
governo al Sud. Ma qui, un gruppo
di Proletari comunisti, insieme ad
esponenti dello Slai Cobas, si è visto
strappare le bandiere da alcuni
dei presenti nella piazza. Le forze
dell’ordine sono intervenute
a placare gli animi. Qualche
contestazione anche a Bagnoli,
presso la Città della Scienza
sione in Senato. Il problema è che senza un
pronunciamento chiaro del governo si rischia
una guerra parlamentare, con buona parte del
Pd contraria ad ogni indebolimento della
normativa a tutela dei licenziamenti. L’opposto insomma del segnale univoco che servirebbe.
Sulla spending review la sfida riguarda il
cuore della politica economica del governo.
Che si può riassumere così: tagliare le tasse
per rilanciare la crescita. Ma il taglio delle tasse si finanzia col taglio della spesa pubblica,
afferma il governo, che ha in programma una
riduzione delle uscite di 17 miliardi nel 2015 e
di 32 miliardi nel 2016. Il commissario per la
spending review, Carlo Cottarelli, fin dallo
scorso marzo ha fornito l’elenco dettagliato
delle voci dove intervenire, ma le decisioni
ovviamente spettano al governo, e allora difficilmente alcune proposte di Cottarelli saranno prese in considerazione. Basti pensare
ai 2 miliardi e mezzo di tagli suggeriti sulla
spesa previdenziale e sanitaria del 2015
(stretta sulle indicizzazioni, sulle reversibilità, sulle indennità di accompagnamento,
contributo sulle pensioni più alte, costi standard nella sanità) che diventerebbero addirittura 8,5 nel 2016. Meno ostacoli politici incontrano invece le proposte che mirano a tagliare l’anno prossimo di 2,2 miliardi (3 miliardi nel 2016) i trasferimenti alle imprese da
parte dello Stato e delle Regioni e di 1,8 miliardi (3,5 nel 2016) quelli alle società locali
partecipate e al trasporto ferroviario. Ma si
tratta di tagli che nessun governo è mai riuscito a fare.
Sul debito, il governo dovrebbe come minimo ridare slancio a privatizzazioni e dismissioni immobiliari per confermare
l’obiettivo di un incasso di 11 miliardi di euro
(0,7% del Pil) all’anno, dal 2014. Ma forse non
basta. Di qui il fiorire di ipotesi tecniche su
operazioni choc di abbattimento del debito
attraverso la costituzione di un fondo patrimoniale dello Stato che emetterebbe obbligazioni. Finora Palazzo Chigi ha smentito. Così
anche il Tesoro, dove si sottolineano i problemi tecnici (individuazione dei beni da conferire e cambiamento della destinazione d’uso
per una parte degli stessi) e di mercato. Ma se
la situazione dovesse peggiorare, nulla si può
escludere.
Enrico Marro
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La crescita
Da Vienna a Lisbona
Dove l’economia
va controcorrente
DALLA NOSTRA INVIATA
BRUXELLES — Mentre la crescita
dell’eurozona nel secondo trimestre rimane
stabile e quella delle maggiori economie —
Germania, Italia e Francia — registra una
battuta d’arresto, il Pil di alcuni Paesi
periferici è riuscito ad aumentare, benché
moderatamente. Lo aveva detto il presidente
della Banca centrale europea, Mario Draghi,
nel suo discorso di giovedì scorso: la ripresa
è «debole, fragile e disomogenea». Spagna e
Portogallo sono andati
in controtendenza: il
Pil dei due Paesi è
I dati
salito dello 0,6% tanto
da essere citati come
esempi dalla
Commissione europea,
che nel commentare i
risultati del Pil del
secondo trimestre
pubblicati ieri da
Eurostat, ha
sottolineato come «gli
Stati che hanno
insistito sulle riforme,
Il Pil austriaco
hanno registrato una
nel secondo
crescita più forte
trimestre 2014
rispetto a quelli che
hanno intrapreso un
cammino più lento». È
pur vero che gli effetti
del rallentamento della
Germania, che da sola
vale un quarto
dell’eurozona, o
dell’Italia che pesa per
il 20%, ha un impatto
maggiore
Il Pil finlandese:
sull’andamento
era negativo
generale. Ma è
nei primi 3 mesi
importante il segnale
positivo che arriva
dalla periferia. Anche
la Grecia, che è ancora
nel programma di
salvataggio, sembra
aver invertito la rotta:
le cifre sono ancora
negative ma inferiori
alle attese. Il Prodotto
interno lordo nel
Il Pil portoghese
secondo trimestre è
nel secondo
stato dello 0,2%,
trimestre 2014
inferiore al -0,5%
previsto dagli analisti.
In miglioramento
anche l’Olanda, che ha
registrato un +0,5%
rispetto al -0,4% del
primo trimestre, e la
Finlandia che spera di
essere riuscita da un
periodo di recessione:
dopo due trimestri con
Il Pil
crescita negativa dello
ungherese, uno
0,3% ha raggiunto un
dei dati più alti
+0,1%. L’Austria
incassa un +0,2%
mentre l’Ungheria tiene: +0,8%, anche se nel
primo trimestre il Pil era al +1,1%. La strada è
ancora in salita. Le tensioni geopolitiche
acuiscono per i Paesi fragili le difficoltà di
ripresa e avranno degli effetti anche sui più
forti come la Germania. Le sanzioni
economiche contro la Russia in seguito
all’escalation della crisi ucraina stanno già
presentando il conto, appesantito dalle
ritorsioni di Mosca, che ha bandito una serie
di prodotti Ue a cominciare da quelli agricoli.
+0,2%
+0,1%
+0,6%
+0,8%
Fr. Bas.
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6
Primo Piano
Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
Il governo Gli scenari
Berlusconi e il governo: non cerco poltrone
L’ex Cavaliere pessimista: tempesta a ottobre. Renzi da solo non ce la farà
ROMA — «Renzi è un ragazzo
scaltro e in gamba. Ma il peggio
per lui arriverà a ottobre. Se ci
sarà la tempesta dello spread, da
solo non ce la farà a restare in
sella». Difficile da stabilire se
dietro quel «da solo», infilato ieri in una frase su Renzi che Silvio Berlusconi pronuncia al telefono con alcuni della cerchia
ristretta, si nasconda quel «salvacondotto» sull’economia che
l’ex Cavaliere è pronto a offrire a
Palazzo Chigi. Com’è difficile,
ormai, stabilire che gradazioni
di grigio — tra il nero dell’opposizione dura e pura, e il bianco
dell’appoggio pieno alla maggioranza — assumerà dopo
l’estate il rapporto tra Forza Italia e il presidente del Consiglio.
Sta di fatto che Berlusconi,
L’intervista
che oggi potrebbe decidere di
passare il Ferragosto concedendosi un giro in barca sul Lago di
Como insieme a Francesca Pascale, è ormai sicuro di aver
riacquistato «de facto» l’agibilità politica che andava cercando.
Così com’è sicuro che, «dalla fine di settembre all’inizio di ottobre», il governo guidato da
Renzi si troverà a «gestire delle
emergenze che fino a poche settimane fa non aveva messo in
considerazione».
Perché non c’è soltanto il generico «rischio 2011», ossia il
remake del film andato in scena
quando lui stesso fu costretto a
dimettersi, nei pensieri berlusconiani. L’ex Cavaliere, nelle
conversazioni riservate, lo dice
ostentando il massimo della si-
curezza. «A ottobre arriverà il
momento peggiore. L’Italia rischia di rimanere incastrata tra
le mire degli speculatori da un
lato e l’incubo del commissariamento della troika dall’altro».
Una situazione di fronte alla
quale, è l’adagio più in voga ad
Arcore, Forza Italia «farebbe la
sua parte» per respingere l’assalto dei primi e per scongiurare
il secondo.
Già, ma a che prezzo? Basta
che Renzi peschi a piene mani
da quell’«agenda Berlusconi»
sull’economia che l’ex premier
sta mettendo a punto in questi
giorni di vacanza, mutuando ricette ora dalla Gran Bretagna di
Cameron (spending review) ora
dalla Spagna di Rajoy (riforma
del lavoro)? O c’è di più? La verità sta in mezzo. Come dimostrano alcuni dettagli di quello che è
L’ex parlamentare del Msi è scomparso a 93 anni
L’addio a Franco Servello
È scomparso a 93 anni Franco Servello, uno degli uomini simbolo della
destra italiana. Eletto deputato per la prima volta nel 1958, Servello è
stato tra l’altro il presidente dell’ultimo congresso di An, quello che sancì
la confluenza nel Pdl, peraltro da lui non particolarmente apprezzata.
Amministratore del Secolo d’Italia, fondatore di Radio University, è stata
una delle personalità di maggior spicco del Msi nel Nord Italia.
successo, sull’asse Arcore-Roma, nelle ultime quarantott’ore.
Ai berlusconiani, infatti, risultano ben due contatti telefonici tra Denis Verdini e Palazzo
Chigi (Renzi? O qualcun altro?)
nella giornata di mercoledì. Uno
prima del faccia a faccia tra il
premier e il capo dello Stato. E
uno subito dopo l’incontro di
Castelporziano. Difficile dire se
sul piatto della bilancia ci fosse
«la garanzia del sostegno di Forza Italia alle riforme condivise,
giustizia compresa» che Renzi
avrebbe potuto spendere sia nel
colloquio con Draghi che in
quello con Napolitano. Sta di
fatto che, da Arcore, il «capo»
del centrodestra è pronto a fare
tutto il possibile per «impedire
il tracollo dell’Italia». Togliendo
tra l’altro dal bouquet di possibili scambi la richiesta di un
rimpasto.
«Ma davvero qualcuno crede
che siamo in cerca di poltrone
ministeriali?», ha sorriso Berlusconi negli ultimi giorni quando
qualcuno dei suoi gli ha sottoposto l’interrogativo. Di certo,
l’ex premier aspetta che sia Renzi a fare la prima mossa. «Matteo
deve stare attento. Ora ha i poteri forti contro. E tra l’altro, si sta
esponendo troppo», ragionava
ieri l’ex Cavaliere al telefono con
alcuni dei suoi. «Più fa dichiarazioni, più si attira le critiche.
Dovrebbe stare più coperto». Altre parole che danno la conferma di come una tela importante
— tra Arcore e Roma — sta per
essere tessuta. Questione di settimane. E lo dimostra il fatto che
l’ex premier avverta dentro di sé
che il tempo del «relax forzato»
sia ormai agli sgoccioli.
Tommaso Labate
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il segretario della Cei: le questioni più avvertite dalla popolazione riguardano lavoro, giustizia, edilizia scolastica. Non si guardi soltanto agli orizzonti più alti
«Le lobby bloccano tutto
È urgente intervenire
su burocrazia e imprese»
soffocare l’economia pulita, radicare nella
popolazione il motto di mafia e 'ndrangheta: costringere il cittadino a chiedere per favore ciò che invece gli spetta per diritto».
Arriviamo alla fecondazione eterologa. A suo avviso di chi sono figli i due gemellini: dei genitori “naturali” o della
coppia che ha portato a termine la gestazione?
«Impressiona che si sia dovuti arrivare a
questo incidente, probabilmente non il primo, per vedere i rischi che si corrono quando si riduce un uomo a una macchina e
quando si scambia il legittimo desiderio di
avere un figlio per un diritto assoluto. Mi
auguro che questi figli non si debbano mai
trovare nella condizione di dover loro stessi
scegliere con chi stare. Qui non c’è legge o
tribunale che tengano: c’è in gioco la persona umana. E c’è anche una questione
squisitamente antropologica. Come si fa a
non tenere conto che tra la donna che porta
a termine una gestazione, e il figlio che ha
in grembo, si creano emozioni comuni,
empatie non solo fisiche ...?».
Ha fatto bene il ministro Lorenzin a
frenare la fecondazione eterologa nei
centri pubblici?
«Fa bene soprattutto ad aprire un tavolo
di confronto serio e non falsato da ideolo-
Monsignor Galantino: piccole e medie aziende disperate
Scandalosi i debiti non saldati dalla Pubblica amministrazione
Monsignor Nunzio Galantino, segretario della Conferenza episcopale italiana.
Un Ferragosto difficile per l’Italia e per il
mondo. Oggi la Chiesa chiama i fedeli a
pregare per i cristiani perseguitati nel
mondo, e quindi anche per la tragedia
irachena. Come la vive l’opinione pubblica?
«C’è un dolore partecipato. E un forte disagio: il disappunto perché la condanna di
certe atroci violenze è arrivata tardi, si è fatta attendere. La gente ora si interroga sul
perché di tanto silenzio. Ci sono le esortazioni alla preghiera. Ma evidentemente
non bastano. Occorre agire concretamente».
Cosa pensa della posizione del governo
italiano: no all’intervento militare ma sostegno al Kurdistan iracheno?
«Il governo italiano sta cercando di posizionarsi tra tante opzioni. Quella di chi dimentica l’insegnamento della storia e preme per combattere una nuova guerra contro il cosiddetto Califfato dell’Isis: ma la democrazia non si esporta con le armi, e
bisogna vedere se quel nostro concetto
coincide con le aspirazioni locali. C’è la
scelta degli Stati Uniti con i bombardamenti selettivi. C’è un tipo di fondamentalismo,
ahimè, anche qui in Occidente che vorrebbe cogliere l’occasione per distruggere ogni
dialogo col mondo musulmano, quasi che
la convivenza fosse impossibile, paventando addirittura un’Europa già conquistata. E
c’è chi spinge per un sostegno a Israele, ritenuto l’unico contrappeso nell’area, dimenticando le ragioni palestinesi. Ma se
non si sostiene il governo iracheno e l’unità
dell’Iraq, se si lascia spazio alla sua frammentazione in tre Stati, davvero i cristiani
saranno condannati a sparire dall’area. Invece hanno il diritto di restare dove sono
nati e vissuti per secoli».
Ed eccoci all’Italia. Come vede la stagione delle riforme?
«Le riforme sono l’incontro tra i principi
costituzionali e le nuove esigenze della società. Se si prescinde da qui, le riforme si riducono ad accontentare le lobby di turno.
La riforma del Senato arriva dopo un dibattito durato trent’anni e indubbiamente riguarda il principio di sussidiarietà verticale. In quanto alla legge elettorale sono in
gioco i principi di rappresentanza e partecipazione che devono potersi coniugare
con molti elementi di impatto sulla gente:
garantire la governabilità allo schieramen-
Chi è
Il ruolo
Monsignor Nunzio
Galantino, 66 anni
domani, è
segretario della
Conferenza
episcopale italiana
ad quinquennium
dal 25 marzo scorso
(è stato nominato
da papa Francesco).
Ha avuto lo stesso
incarico ad interim
da dicembre. «Una
nomina — aveva
commentato —
che sicuramente
aumenta il mio
impegno nella
Chiesa e soprattutto
aumenta
il mio servizio
nell’accompagnare
le singole diocesi
nelle problematiche
che attengono alla
Cei».
Il percorso
Ha ricevuto gli ordini
sacerdotali il 23
dicembre 1972.
Da dicembre 2011
Galatino è vescovo
di Cassano allo Ionio
(nominato da
Benedetto XVI).
Riceve la
consacrazione
episcopale il 25
febbraio 2012
nella cattedrale
di Cerignola
dal cardinale
Angelo Bagnasco
to vincente, favorire la riduzione dei partiti
e insieme garantire le minoranze, ridurre il
numero dei parlamentari. Ma le riforme
più avvertite dalla popolazione riguardano
il lavoro, l’edilizia scolastica, la stessa giustizia, lo scandalo dei mancati pagamenti
dei debiti della Pubblica amministrazione:
non so se i politici e i governanti si rendano
davvero conto del livello di assoluta disperazione di tanti piccoli e medi imprenditori
che danno lavoro e pagano le tasse ma non
ottengono il denaro al quale hanno diritto.
Oltre che guardare agli orizzonti più alti,
occorre pensare urgentemente a queste, di
riforme».
Vi impensierisce un’economia di fatto
in recessione?
«Urge una riforma del terzo settore, una
svolta culturale oltre che politica. La produzione di beni a destinazione pubblica supera il paradigma economico rivelatosi inadeguato con questa crisi e genera occupazione, ma al servizio dell’uomo. Ripartire di
qui sarebbe una sorta di “nuovo battesimo
sociale” capace di generare speranza nel Paese».
Avete maturato un primo giudizio sul
governo Renzi?
«Non spetta a noi valutare governi o
consacrare formule. A noi, come ad ogni
cittadino, spetta porre questioni, chiedere
responsabilità, trasparenza, onestà. Ho incontrato esponenti del governo e con amarezza constato che troppe riforme si bloccano per l’ostilità, come ho già detto, di singole lobby. Invece urge, per esempio, una
riforma della Pubblica amministrazione e
della burocrazia che non sia solo di carta.
Bisogna riformare anche la burocrazia della
mente e del cuore. Piegarsi acriticamente
all’attuale sistema significa nutrire le mafie, l’usura, il riciclaggio, le attività illecite,

La famiglia
Anche sulla famiglia pesano
i gruppi di potere, una con
padre, madre e due figli
è descritta come un luogo
dove avvengono disastri
Vescovo Monsignor Nunzio Galantino regge la diocesi di Cassano allo Ionio (Ansa)
Nel caso dei due gemellini impressiona che si sia
dovuti arrivare a questo incidente per vedere i rischi
che si corrono quando si riduce l’uomo a una macchina

gismi per chiarire i capisaldi di una legge
che si basi su fondamenti antropologici,
non riducendo tutto a un meccanismo.
Quando l’individualismo diventa l’unico
criterio della storia, allora tutto diventa
possibile e soprattutto si finisce per giustificare tutto. Anche qui, senza invocare
fuorvianti complottismi, ci sono in gioco
gruppi di potere. Faccio un esempio: oggi
una famiglia composta da padre, madre e
figli deve quasi chiedere scusa di esistere e
viene descritta dai media come l’unico luogo dove avvengono solo guai e disastri. Con
tutto il rispetto per chi compie quelle scelte, di contro, la rappresentazione delle famiglie omosessuali offre solo felicità. Uno
strano ideologico modo di comunicare, mi
sembra».
Si percepisce oggi un episcopato poco
“interventista” rispetto al passato in materia politica e sociale...
«Non c’è alcuna contrapposizione rispetto al passato. Semplicemente cambiano le condizioni sociali e politiche, nella
stessa Chiesa stessa cresce una consapevolezza nuova della sua missione: il bello della Chiesa è che non va avanti per schemi
ma, appunto, per crescita».
Paolo Conti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
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7
8
Primo Piano
Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
Il governo L’intervista
«Ora bisogna semplificare il Fisco
L’articolo 18? Noi apriamo i varchi»
ROMA — Chiediamo al ministro Alfano com’è la temperatura nel governo.
«Temperatura giusta per produrre risultati».
Pochi giorni fa avete posto quasi un
ultimatum per la cancellazione dell’articolo 18.
«Nessun ultimatum, anzi occorre rallentare le polemiche e accelerare le soluzioni. Renzi ha proposto, primo leader
della sinistra, la riscrittura generale dello
Statuto dei lavoratori. Il nostro obiettivo
è creare più occupazione. Esempio semplice: l’articolo 18 oggi scatta nelle imprese con minimo 15 dipendenti, quindi
chi ha 14 dipendenti tende a non assumere. Gli imprenditori devono sentirsi
liberi da vincoli».
Quindi niente crisi di governo se non
si deciderà la cancellazione dell’articolo 18 nel consiglio dei ministri del 29
agosto?
«Macché... Il giochino di minacciare la
crisi per ottenere di più puzza di naftalina, ricorda pagine buie da Prima Repub-
Alfano: diamo
a Renzi la spinta
per superare
le resistenze
della sinistra
Se non si fa il 29
non casca il mondo
Non ci sarà
alcun rimpasto
blica, non è nel nostro stile. Non casca il
mondo in quella data. Anche perché il 2
settembre la commissione Lavoro, presieduta da Sacconi, comincerà appunto a
lavorare sul nuovo Statuto dei lavoratori.
Noi apriamo a Renzi i varchi, gli diamo la
spinta per inserire la sua capacità innovativa e superare le resistenze di parte
della sinistra, del suo mondo».
La segretaria Cgil, Camusso, ha spiegato sul Corriere come riscriverebbe lo
Statuto dei lavoratori, senza toccare
l’articolo 18 e ha chiesto l’applicazione
degli articoli della Costituzione sulle
regole sindacali e la partecipazione dei
lavoratori alla gestione delle aziende.
«Conoscendo il modo di ragionare del
vecchio sindacalismo, non vorrei che la
“partecipazione dei lavoratori alla gestione” significhi qualche poltrona per i
sindacalisti nei consigli di amministrazione».
Il Nuovo centro destra ha l’esigenza
di segnare il proprio contributo al governo: cosa c’è oltre alla cancellazione
dell’articolo 18?
«Ci battiamo per il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione: 15
miliardi da immettere nell’economia.
Per la semplificazione fiscale, soprattutto a beneficio dei piccoli imprenditori:
pagamento in base agli incassi e non alla
fatturazione. Per la contrattazione aziendale anziché quella collettiva: abiti su
misura delle imprese e non tutti uguali
dalle Alpi alle Pelagie».
Nessuna ombra sulla maggioranza,
neanche sulla riforma elettorale?
«Portiamo le idee del centro destra in
un governo guidato dal leader della sinistra. Nei 1000 giorni puntiamo a superare il bicameralismo, semplificare lavoro
e pubblica amministrazione, liberare il
sistema delle infrastrutture, Patto sulla
Salute, sciogliere i nodi sulla giustizia:
avremo cambiato l’Italia e dato agli italiani un centro destra che fa le cose».
E la riforma elettorale?
«Mi pare che su preferenze e soglie
minime per entrare in Parlamento sia
La visita
Il ministro
dell’Interno
Angelino Alfano
ieri a Lampedusa
per incontrare
e ringraziare
le forze dello Stato
impegnate sul fronte
immigrazione.
Nella foto, mentre
parla con il sindaco
del comune siciliano,
Giuseppina Maria
Nicolini, in carica
dal 2012 (Ansa)
stata presa la strada corretta per non incrinare la forza della maggioranza».
Si è parlato di un rimpasto di governo in autunno.
«È un governo nato da poco, non vedo
alcuna esigenza di rimpasto».
Renzi ha molta più visibilità di voi...
«Il governo non è un monocolore Pd e
non mi pare che Renzi lo gestisca come
tale. Né ho mai percepito tentativi di
oscurare le nostre ragioni».
E’ d’accordo con Renzi sulla posizione d’orgoglio nazionale che tiene nei
confronti dell’Europa?
«Anche chi riteneva di essere locomotiva, come la Germania, in questi tempi
di recessione può diventare vagone. Noi
non prendiamo lezioni dall’Europa. Anzi, vorremmo maggiori poteri di intervento per il governatore Bce, Draghi.
Vorremmo una Bce che somigli di più alla Federal Reserve statunitense, che pos-
Spending review All’assemblea regionale
Per evitare i tagli
fuga verso la pensione
dei dirigenti siciliani
PALERMO — Hanno sperato
fino all’ultimo che il taglio a 240
mila euro l’anno di stipendi in
qualche caso oltre quota 300
mila fosse graduale, come sperano i funzionari del Senato. Ma
all’Assemblea regionale siciliana, disposto il provvedimento
poche settimane fa per decisione del presidente Giovanni Ardizzone, il taglio risulta immediato, a cominciare dalle buste
paga di fine agosto. Un primato
da panico per sei consiglieri
parlamentari che alla vigilia di
Ferragosto si sono affrettati a
presentare la domanda di pensione anticipata. Mantenendo
così un appannaggio annuale
Tagliola da fine agosto
Ridotti a 240 mila euro annui
stipendi oltre quota 300 mila
Aperta una finestra «extra»
per uscire evitando la scure
da 320 a 360 mila euro lordi
l’anno.
Opportunità offerta dallo
stesso consiglio di presidenza
di Palazzo dei Normanni che,
oltre a fissare il limite delle retribuzioni, ha aperto una finestra di pensionamenti «extra»,
non prevista. Appunto, una via
d’uscita possibile solo per chi
avrebbe 40 anni di servizio. E in
qualche caso, cumulando riscatto laurea e servizio militare,
bastano anche 53 anni per mollare il lavoro, incassare una liquidazione non decurtata e
continuare a ricevere l’assegno
di sempre.
Sarebbero più di 10 su una
quarantina i funzionari che
avrebbero voluto approfittare
della finestra «extra», ma non
tutti possono per gli anni di servizio e qualcuno non vuole, offeso da provvedimenti che innestano comunque una aspra
competizione interna all’amministrazione. Con funzionari di
fresca nomina che colgono l’opportunità di carriera davanti a
tante caselle liberate di botto.
Oltre ai sei super pre-pensionati, hanno chiesto di andare
via anche tre segretari che arrivavano a 210, 220 mila euro e
infine 6 assistenti che rientrano
nella fascia tra i 120 e i 130 mila
euro l’anno. Per tutti l’obiettivo
è di non subire tagli nei conteggi del rapporto di fine lavoro e
nella pensione mensile che
continua a gravare sulle casse
dell’Assemblea, sotto questo
aspetto autonoma, finanziata
con una legge aggiornata proprio questo mese fissando una
priorità assoluta per appannaggi e stipendi di deputati e funzionari su ogni altra voce di
spesa della Regione, compresi
appalti e forniture.
Il palazzo di re e viceré di Sicilia i privilegi li ha sempre avuti, ma il 2014 sarà ricordato come l’anno di svolta visto che è
stato «costretto» alle dimissioni
un segretario generale come Sebastiano Di Bella, bersaglio preferito anche del governatore
Rosario Crocetta che in Tv gli
contestava lo stipendio «da 600
mila euro». Pressing recepito da
Ardizzone che ha praticato il taglio chirurgico. Battendo sul
tempo Camera e Senato.
Felice Cavallaro
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Primo Piano
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
9
La riforma Rafforzato il potere di iniziativa del premier
sa difendere meglio l’euro e rendere
l’Europa più competitiva. Finora la paura
tedesca è stata quella dell’inflazione, ma
qui i temi sono stagnazione e deflazione».
Secondo alcuni retroscena, Berlusconi sostiene che i «poteri forti» hanno preso a muoversi contro il governo
Renzi, come nell’estate 2011 si mossero
per far cadere il suo governo.
«Il paragone non regge. Nel 2011 ogni
ipotesi di ostilità esterna trovava terreno
nella fragilità della maggioranza, di cui
facevo parte, e nell’aggressione giudiziaria a Berlusconi. Oggi mi pare che il governo sia ancora in luna di miele, dopo il
successo di Renzi e anche il nostro, con
tutti contro e senza finanziamenti pubblici, alle elezioni europee».
Berlusconi lancia dei segnali perché
torniate a stare assieme.
«Un giorno arriva l’appello a tutti i
Il sindaco M5S
Pizzarotti e la festa del Pd:
l’invito diventa un caso
Prima l’annuncio, poi la smentita: la
presenza di Federico Pizzarotti alla Festa
dell’Unità diventa un caso. I democratici
mercoledì avevano reso nota la presenza
del sindaco, che ieri però su Facebook ha
precisato: «Non andrò alla festa dell’Unità
di Bologna, e non comprendo come mai
abbiano inserito il mio nome quando non
ho mai confermato la mia presenza.
Questo lo ritengo un problema di
professionalità degli organizzatori». Il Pd
replica evocando possibili pressioni su
Pizzarotti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
moderati e il giorno dopo, sui giornali di
area, usano il manganello per intimidirci. Un giorno puntano all’unità e un altro
provano fallimentari campagne d’acquisto ai nostri danni. Siamo noi la start up
per un nuovo centro destra, quello vecchio non c’è più».
Qual è il progetto?
«A settembre si manifesterà un’area di
oltre 80 parlamentari che sosterrà la riforma costituzionale e il governo e guarderà al Partito popolare europeo. Un’area
con Ncd, Udc e la parte di Scelta Civica
che non vuole legarsi al Pd. Un’area alternativa alla sinistra, che si costruisca
identità e forza per collaborare con la sinistra non comunista nei momenti di
emergenza, come quello presente».
Aperta anche a Forza Italia?
«Il nostro obiettivo, adesso, è unire
quelli che sostengono il governo e le riforme. Dentro Forza Italia vedo solo leggerissime torsioni sul busto. Non succede e non succederà nulla da quelle parti».
Oggi userebbe un’altra espressione
per dire «vu cumpra’»?
«La polemica dopo il mio annuncio
sulla lotta alla contraffazione è una tempesta in un bicchiere di ipocrisia. Volevano che dicessi “venditori abusivi irregolari prevalentemente extracomunitari
presso le nostre spiagge”? Ma dai... Ho
avviato una campagna di difesa del made
in Italy, in difesa dei commercianti e dei
posti di lavoro e grazie alle mie parole
questo tema è esploso di fronte agli occhi
degli italiani».
Ridirebbe «vu cumprà»?
«Ho già risposto. La penso come gli
italiani: basta guardare il sondaggio sul
sito del Corriere della Sera».
Andrea Garibaldi
[email protected]
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Giustizia, giro di vite
sull’azione disciplinare
contro le toghe del Tar
ROMA — Matteo Renzi, dopo aver affrontato l’argomento con il capo dello Stato a Castelporziano, assicura che l’agenda del governo non subirà variazioni: «La riforma della giustizia ha un percorso già iniziato che
avrà il suo compimento nel consiglio dei ministri del 29 agosto». Resta da vedere, però,
come il governo sarà capace di formulare per
fine mese proposte «non divisive sulla giustizia», come non si stanca di suggerire Giorgio Napolitano, soprattutto sui temi caldi
delle intercettazioni telefoniche e della loro
pubblicazione, del calcolo della prescrizione
Il confronto
Al Guardasigilli oltre 5 mila mail
di pareri sui 12 punti del piano. Molti
favorevoli al divorzio senza giudice
dei reati, della riforma del Csm. A fine mese,
dunque, il consiglio dei ministri ratificherà il
lavoro di raccordo svolto dal ministro Andrea
Orlando con la maggioranza ma anche con
Forza Italia che, però, ha già manifestato un
certo freddo.
«Le consultazioni stanno andando molto
bene», insiste Renzi, ma è quasi certo che per
il 29 agosto saranno pronti solo i testi dei disegni di legge sul processo civile (in questo
caso ci sarà anche un decreto), sulla responsabilità civile dei magistrati, sulla riforma del
Csm (sistema elettorale per arginare il peso
delle correnti), sul nuovo processo discipli-
nare per i magistrati ordinari, amministrativi
contabili. Seguiranno i testi sul processo penale che muovono i macigni riguardanti i limiti alla pubblicazione delle intercettazioni
(Renzi aveva ipotizzato un confronto con i
direttori di giornali) e la prescrizione dei reati.
Entro i 20-21 agosto, il ministro Orlando
(che martedì ha fatto il punto con il presidente del Consiglio) avrà scoperto le sue carte sui
12 punti della riforma. Ieri è arrivata la nona
scheda con il giro di vite sull’azione disciplinare a carico dei magistrati amministrativi
(Tar e Consiglio di Stato) e delle toghe contabili (Corte dei Conti) che oggi è molto blanda
rispetto a quella imposta dal 2006 ai giudici e
ai pm della magistratura ordinaria. Il governo, che intende rendere effettivo il potere di
iniziativa disciplinare riservato al presidente
del Consiglio per le toghe amministrative,
istituirà un’apposita sezione disciplinare per
separare la funzione di chi formula il capo di
incolpazione da quella di chi giudica il magistrato. Al ministero, intanto, sono giunte oltre 5000 e-mail sui 12 punti della riforma.
Molto apprezzati aspetti apparentemente
minori tra cui il divorzio tra coniugi consenzienti senza figli minorenni certificato in assenza del giudice. Franca Alessio (Associazione italiana avvocati di famiglia) ha comunque manifestato la sua contrarietà di affidare un procedimento delicato come un
divorzio, oltre che a un avvocato, anche all’ufficiale dello stato civile.
Dino Martirano
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10
Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
#
Esteri
N
Il rifugio
Il monte Sinjar sul quale si sono nascosti migliaia di yazidi
INE
Sinjar
Sinuni
IRAQ
km
NF
CO
40
SIRIA
Cir
ca
Khana Sor
Kursi
Cir
ca 2
Strada controllata dall’Isis
1k
m
Bara
Bajet
Kandala
IRAQ
Jaddala
MONTE SINJAR
1.356 m
Sukainiya
4.000
Gli yazidi rimasti
sulla montagna
47
CDS
DAL NOSTRO INVIATO
Sei voli
Parte
missione
umanitaria
italiana
ROMA — Due voli
domani, altri quattro dal 17
al 20 agosto, uno al giorno.
È pronta la missione
italiana a sostegno alle
popolazioni del Nord
dell’Iraq. I ministri degli
Esteri, Federica Mogherini,
e della Difesa, Roberta
Pinotti, hanno dato il via
libera al ponte aereo, con 6
voli totali, per la
distribuzione attraverso
l’Unicef di 36 tonnellate di
acqua, 14 tonnellate di
biscotti proteici, 200 tende
da campo e 400 sacchi a
pelo. In una nota la
Farnesina riferisce che il
ministero della Difesa ha
messo a disposizione un
C130J dell’Aeronautica
Militare, con equipaggio e
specialisti dell’Esercito.
«L’aereo, che è già in zona,
sarà impiegato per far
arrivare aiuti umanitari
della Cooperazione Italiana
agli sfollati e ai profughi
minacciati dallo Stato
islamico e che hanno
trovato rifugio nei campi
delle Nazioni Unite nel
Nord dell’Iraq — hanno
spiegato le due ministre —.
Saranno distribuite 50
tonnellate di acqua e generi
alimentari provenienti dal
deposito di materiale
italiano nella base del
Programma Alimentare
Mondiale a Dubai». Il piano
prevede due voli il 16
agosto per la consegna a
Erbil di 20 tonnellate di
acqua e 8 di biscotti, un
volo il 17 agosto (10
tonnellate di acqua e 4 di
biscotti), uno il 18 (6
tonnellate di acqua e 2 di
biscotti), uno il 19 (100
tende e 200 sacchi a pelo) e
l’ultimo il 20 (100 tende e
200 sacchi a pelo). L’Italia
ha stanziato finora per aiuti
di emergenza 980 mila euro
a Oms, Pam e Unicef e un
milione di euro per attività
organizzate sul posto da
Ong italiane in accordo con
l’ambasciata italiana a
Bagdad. «La nostra
preoccupazione, che ci
sembra condivisa da tutte
le forze politiche, è
soccorrere i civili e
proteggere le comunità
cristiane e yazide — hanno
detto Mogherini e Pinotti
—. L’auspicio è che dal
Consiglio Affari esteri di
domani a Bruxelles esca la
decisione di un’azione
forte, condivisa e congiunta
di tutta l’Unione Europea».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
CAMPO ONU BAJET KANDALA — «Si
sono presi la mia vita. Ti prego vienimi a liberare, vienimi a vendicare», dice per telefono Bushra al marito Dakhill. Lui scoppia
a piangere, seduto con le gambe incrociate
sul materasso impolverato nella tenda appena eretta dai funzionari delle Nazioni
Unite, non riesce a trattenere i singulti. La
ragazzina diciassettenne che aveva sposato
meno di un mese fa gli ha appena comunicato in pochi secondi di frasi spezzate che è
stata violentata. Vicino a lei sta l’uomo che
la violerà ancora. Non sappiamo perché le
permetta di telefonare. Forse per pietà, oppure per renderla più «cooperativa», più
docile, o ancora per continuare a terrorizzare gli yazidi in fuga. «Dove sei?», le chiede lui. Ma subito si rende conto che lei non
potrà mai dirlo. Allora aggiunge rapido:
«Dimmi di sì, se menziono il villaggio giusto, Jazeera, Sinjar, Zumani, Tall Afar, Al
Bi’aj...». Lei lo interrompe sull’ultimo.
«Questo», sussurra. Ma poi la linea viene
interrotta. Dakhill guarda sulla mappa, Al
Bi’aj dista una ventina di chilometri dalla
loro casa che hanno dovuto abbandonare
nel villaggetto di Qatania la notte tra il 3 e 4
agosto sotto l’incalzare della soldataglia del
cosiddetto Califfato. Ma sono quasi cento
chilometri da qui e in mezzo ci sono le maledette montagne di Sinjar. Soprattutto ci
sono i fanatici che vogliono convertire ogni
minoranza all’Islam, c’è il riproporsi di una
storia di violenze antichissima, eppure assurdamente attuale. Un capo delle milizie
ha confermato il rapimento di cento tra
donne e bambini: «Li porteremo a Mosul e
li convertiremo». Dakhill non trattiene le
lacrime, esce dalla tenda per non farsi vedere dai bambini, scoppia in un lamento
ancestrale che fa pensare al Ratto delle Sabine, ai racconti remoti delle donne prese
come bottino, alle torri di avvistamento
sulle coste cristiane del Mediterraneo contro le razzie delle navi saracene. «Io vorrei
che il mondo sapesse... Non vedo mia moglie da due settimane... me l’hanno portata
via. E non so cosa fare. Ora avrà figli di altri.
Non la vedrò più...».
E’ il momento più intenso del lungo incontro avuto ieri con gli sfollati yazidi raccolti nel campo in via di costruzione nell’Iraq settentrionale, presso la città curda di
Dohuq, a meno di cinque chilometri dal
confine con la Siria. Gli Usa proclamano
che la fase più acuta dell’emergenza è finita. Si calcola che all’inizio fossero oltre 40
Il reportage Tra i sopravvissuti ai piedi del Sinjar. Cancellato il progetto di ponte aereo
Bushra e le donne rubate
«Si sono presi la mia vita»
mila i disperati assetati e affamati sulle sue
sommità aride, bruciate dal sole. Ma gli
americani hanno trovato solo 4.500 persone, di cui meno della metà sfollati. Di questi una piccola parte sono vecchi e infermi.
Gli altri intendono restare a combattere.
Cancellato il progetto di ponte aereo e via
terra per l’evacuazione. Ieri dal canale di
fuga attraverso le regioni curde in Siria erano arrivati in Iraq meno di 1.500 civili, contro le medie quotidiane di oltre 15 mila dei
giorni precedenti. «Tuttavia l’operazione
umanitaria resta in piedi. Stiamo costruendo nuovi campi di accoglienza», ci dice
Marzio Babille, responsabile delle operazioni Onu in Iraq. Ufficiosamente la stima
dei morti tra gli yazidi in fuga varia tra 2
mila e 4 mila persone. Sconosciuta è la cifra
delle vittime assassinate nei villaggi, dei
giovani obbligati a convertirsi, delle donne
prese per servire da «schiave sessuali».
Il dramma del 24enne Dakhill Mahlo è
indicativo. Quando chiedo se c’è qualcuno
con una storia da raccontare, un suo cugino incontrato per caso mi porta da lui. Ha
l’aspetto emaciato, la barba sfatta, le labbra
screpolate. «Alle due di notte del 4 agosto le
Nel campo Onu
degli sfollati yazidi
Il racconto della fuga
e la ricerca dei rapiti
L’Isis conferma:
abbiamo in ostaggio
100 tra adulti e bambini
14 famiglie che compongono il nostro clan,
106 persone in tutto, si sono messe assieme per fuggire verso le montagne. Ma gli
islamici ci stavano alle calcagna. Tanti tra
loro sono sunniti del nostro villaggio e del
circondario. Conoscono benissimo le piste
che conducono alle pendici di Sinjar evitando le strade asfaltate. Allora abbiamo
abbandonato le nostre auto e proseguito a
piedi. Io sono giovane, corro forte. Mio padre, mia madre e gli altri anziani con i bambini rallentavano la fuga. Già prima dell’alba erano stanchi, avevano sete. Ma i criminali del Califfato controllavano le sorgenti
basse e dicevano che chi voleva bere doveva convertirsi. Abbiamo trovato un capanno. Allora mio padre mi ha detto: corri sulle
cime, prendi cibo e soprattutto acqua. Noi
ti aspettiamo qui e poi riprendiamo a salire
assieme. Così ho fatto. Ma, sulla via del ritorno, dall’alto ho visto che gli arabi avevano circondato la catapecchia. Facevano
uscire gli uomini, i miei fratelli, gli zii, i cugini, e uno a uno li obbligavano a stare in
ginocchio, puntavano il mitra alla tempia,
li obbligavano a offendere il nostro credo e
promettere che sarebbero diventati buoni
Gli altri Sinjar
Le montagne
estremo rifugio:
dalla resistenza
degli armeni
alle colline tutsi
Si potrebbe scrivere una guida alle
montagne che sono state rifugio estremo
di popolazioni stremate: dal Sinjar alle
colline dei Nuba bombardate dai caccia
sudanesi, fino alle Baba Mountains dove i
talebani braccarono gli Hazara dell’Afghanistan. Teatri elevati di fughe, resistenze, assedi, traversate: abbiamo imparato a riconoscere le rocce aspre e gli orizzonti polverosi del Sinjar, con la marea
umana degli yazidi che hanno cercato
salvezza oltre le rare balze coltivate a tabacco. Mille metri di altezza, migliaia di
poveri piedi in marcia.
Un incubo improvviso per gli abitanti
della cittadina che dà nome al monte, dove furono girate tra l’altro le prime scene
del film «L’Esorcista». Altri incubi più reali hanno spinto comunità intere a scappare in alto: la tragedia del Sinjar richiama l’epopea (geograficamente non lontana) degli armeni sul Mussa Dagh, la resistenza degli abitanti di sette villaggi che
nell’estate 1915 si opposero vittoriosamente ai piani di deportazione e genocidio (un milione di morti) messi in atto
dall’Impero Ottomano. Ormai sfiniti, con
vecchie armi e pochi viveri, i sopravvis-
suti della Montagna di Mosè (sulla costa
turca a sud dell’attuale Iskenderun) riuscirono a richiamare l’attenzione di una
nave francese che diede l’allarme: cinque
unità Alleate portarono in salvo (in un
campo profughi in Egitto) quattromila
armeni tra cui donne e bambini. All’inizio
del bestseller «I quaranta giorni del Mussa Dagh» di Franz Werfel, pubblicato nel
1933, il pastore Aràm Tomàsian sprona il
popolo macilento dei deportati: «Forza,
domani saremo a Marash». E’ importante, spiega, perché «solo ciò che non ha
meta è insopportabile».
Per i fuggiaschi le montagne sono
sempre state una meta per arroccarsi e resistere (come sul Mussa Dagh) oppure
valichi di passaggio, come accade agli
yazidi più fortunati che attraverso il
Esodo
Curdi, Maya, Hazara, Nuba,
in Africa e in Asia: i popoli
braccati hanno spesso cercato
la salvezza sui monti
Sinjar raggiungono il confine con la Siria
e da lì il Kurdistan. Possono essere rivoli e
flussi costanti, emergenze umanitarie a
bassa intensità: come le migliaia di tibetani (Dalai Lama compreso) che negli ultimi decenni hanno attraversato a piedi
l’Himalaya verso il Nepal e la sicurezza in
India. Oppure sono fiumi umani in piena:
nel 1991 ben 1,5 milioni di curdi inseguiti
dai cannoni di Saddam Hussein prendono la via dei monti Zagros verso il sogno
dell’esilio in Iran. In gran parte a piedi,
molti a dorso di asino, i più ricchi in auto:
un serpente lungo 60 chilometri verso la
frontiera di Hai Omran. A cercare i profughi non sono gli aiuti internazionali ma
elicotteri con mitragliatrici. Cicatrici simili inducono fughe preventive: nel
2003, alla vigilia dell’attacco Usa all’Iraq,
migliaia di curdi tornano sui monti. Molti si rifugiano nelle caverne tra antichi
villaggi yazidi distrutti in vecchie guerre.
Il monte Yudi e l’Ararat, la catena degli
Zagros: rifugi riutilizzati per secoli (nella
loro mitologia i curdi sono «il popolo che
fugge in montagna»). Altrove le cime diventano improvvisati ricoveri per una sola stagione: a Biserero nel Nord-Ovest del
Esteri 11
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
#
Sopravvissuti
Sopra, Dakhill
mostra la foto
della moglie
Bushra rapita
dai miliziani. A
sinistra, sfollati
yazidi fuggiti da
Sinjar sotto un
ponte a Dahuk,
in Kurdistan,
430 chilometri
a nord di Bagdad (Ap/Khalid
Mohammed)
La strategia americana
La Casa Bianca esclude
truppe sul terreno
Maliki cede e si ritira
musulmani. Tre o quattro volte li hanno
fatti entrare e uscire. Poi li hanno caricati
sugli automezzi appena abbandonati dalla
nostra gente e portati via. E’ stata l’ultima
volta che ho visto mia moglie». Rovista nel
portafoglio ed estrae un foglio spiegazzato:
è la tessera da studentessa di Bushra Mojo,
17 anni, con la sua foto su sfondo azzurro
che la fa sembrare quasi una bambina.
Da allora si parlano per sms e con telefonate brevissime. Tanti tra gli sfollati yazidi
in qualche modo mantengono rari contatti
più o meno diretti con i loro cari. Qualcuno
parla con il vicino di casa che li vede ancora, magari prigionieri nella moschea o nella scuola locale. Persino parlano con i loro
aguzzini. Sono sprazzi di una società sconvolta che preserva segmenti di umanità.
Così Bushra ha raccontato al marito il calvario delle donne prigioniere. In un primo
contatto già il pomeriggio del 4 agosto gli
ha detto che si trovava nella stazione di polizia del villaggio di Jazeera assieme a centinaia di altre, per lo più ragazze giovani.
Cime stremate
In alto, profughi
yazidi sul monte
Sinjar. Al centro,
un’immagine che
ritrae la vicenda
degli armeni asserragliati sul Mussa Dagh nell’estate
1915, poi salvati
dalla minaccia turca grazie anche all’intervento internazionale. Sotto, la
Collina della Resistenza in Ruanda
«Vogliono che diventiamo tutte musulmane, dobbiamo indossare vestiti tradizionali
arabi», ha aggiunto. Il giorno dopo era nel
commissariato di Tall Afar. Ha specificato
che le più carine erano state selezionate.
Alle quattro della mattina un gruppo di uomini armati era venuto a cercare una certa
Nazeh, pare che fosse particolarmente bella. E hanno picchiato qualcuna con i calci
dei fucili perché sostenevano che non li
aiutava a trovare Nazeh. Il quarto giorno
dopo la cattura Bushra comunica di essere
stata rinchiusa a Badush, il carcere maggiore di Mosul che le milizie del Califfato da
metà giugno utilizzano come quartiere generale. Qui avviene la separazione: «Le vergini da una parte, le sposate dall’altra». Le
prime, da quanto lei lascia capire, sarebbero state violentate e poi fatte partire, forse
per la Siria. Tra gli yazidi dicono che alcune
sarebbero vendute per 1.000 dollari al
«mercato delle donne di Mosul», ma non ci
sono conferme. Lei viene invece condotta
in un altro luogo e qui data a un uomo.
«Continuava a dirmi che l’avrebbero violentata. E penso sia avvenuto il 9 agosto»,
dice Dakhill. Cercando di smorzare la tensione domando se ha qualche notizia dei
suoi fratelli. «Jamal ha 26 anni. Kamaj 21.
So che sono rinchiusi nella moschea di Tall
Afar», risponde e prova a comporre il loro
numero. Risponde in diretta un miliziano
del Califfato. «Stanno pregando con noi,
chi sei?», chiede questi. «Sono loro fratello», risponde Dakhill. «Cane infedele, convertiti e solo allora potrai parlarmi», replica
l’altro interrompendo la comunicazione.
Pochi minuti dopo arriva la chiamata di
Bushra: «Si sono presi la mia vita...».
Lorenzo Cremonesi
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Ruanda, tra le pinete a duemila metri di
quota, c’è una collina che dopo il genocidio è stata battezzata «The Hill of Resistance». E’ il luogo dove nel 1994 i tutsi
opposero una singolare resistenza agli
aguzzini hutu. Dai villaggi in decine di
migliaia si accamparono sulla sommità
della collina perché c’erano molte pietre:
con quelle armi riuscirono a respingere
per giorni gli attacchi dei manovali del
terrore e i loro machete, prima che arrivassero i soldati e i miliziani con i mitra.
Se non la salvezza, ogni tanto sui monti
dei fuggiaschi arriva (anni dopo) la giustizia. Nel 2013 l’ex dittatore Ríos Montt è
stato condannato in Guatemala per il genocidio dei Maya Ixil: all’inizio degli Anni
80 gli Indios braccati dall’esercito si rifugiarono e furono decimati nelle zone più
impervie dei Monti Cuchumatán. Vallate
rigogliose che non assomigliano affatto
all’Iraq. Chi ha cacciato gli yazidi a morire
sul Sinjar speriamo abbia la sorte dei carnefici sui monti del Guatemala.
Michele Farina
mikele_farina
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DAL NOSTRO INVIATO
NEW YORK — Per il ministro della Difesa di Obama, Chuck Hagel,
l’Isis, il gruppo terrorista che ha preso
il controllo di una larga parte dell’Iraq
centrale, rappresenta «una minaccia
per tutto il mondo civilizzato» mentre
l’influente senatrice democratica Dianne Feinstein, presidente della Commissione parlamentare che sorveglia i
servizi segreti, ha detto senza mezzi
termini che quello dell’Isis «è un
esercito terrorista che va sconfitto».
Ma il presidente americano — anche
lui convinto dell’enorme pericolosità
di queste bande e dei gruppi terroristi
che aspirano a diventare Stato, il «Califfato» che stanno cercando di instaurare a cavallo tra Siria e Iraq —
non si esprime con altrettanta determinazione.
Ieri è intervenuto di nuovo sulla
crisi irachena, ma lo ha fatto essenzialmente per rivendicare un primo,
iniziale, successo sull’intervento
umanitario per evitare il genocidio
della minoranza religiosa degli yazidi.
E, avuta conferma dai «berretti verdi»
andati in missione esplorativa sul
monte Sinjar, che lì la situazione è
sotto controllo e l’assedio è stato
spezzato, Obama ha detto che a questo punto non è più necessaria la missione di soccorso via terra che era stata pensata nei giorni scorsi. Continuano i bombardamenti, certo, ma limitati e finalizzati all’obiettivo di
proteggere gli americani che risiedono a Erbil, la capitale del Kurdistan
iracheno, minacciato dall’esercito
dell’Isis.
Insomma, Obama non accenna a
modificare il suo atteggiamento: una
settimana fa ha autorizzato con molta
riluttanza i bombardamenti, ma continua a sostenere che le operazioni saranno molto limitate: le sue espressioni sono molto più caute di quelle
del capo del Pentagono o della Feinstein. E mentre l’Onu dichiara un’altra emergenza umanitaria, stavolta
alle porte di Bagdad, nella zona di Falluja, il presidente promette che, sì, gli
americani cercheranno di attivare altri interventi umanitari in altre regioni dell’Iraq, se e quando sarà necessario, ma cercheranno per questo la cooperazione internazionale di un buon
numero di partner. E, comunque, ribadisce che gli Usa, pur avendo mandato altri 130 consiglieri militari nel
Paese che avevano invaso 11 anni fa,
stavolta non metteranno truppe.
Gli strateghi della Casa Bianca sono alle prese con un problema formidabile: come contenere e possibilmente sconfiggere l’Isis — un esercito
bene armato, ormai autofinanziato
coi proventi del petrolio e con
un’agenda politica ben più ambiziosa
di quella di Al Qaeda che voleva solo
distruggere — senza farsi coinvolgere
8 agosto

La crisi
Gli Stati Uniti
non devono
intervenire
ogni volta che
c’è una crisi
Non
permetterò
che veniamo
trascinati in un
altro conflitto
in Iraq
14 agosto

I raid
Siamo riusciti
a rompere
l’assedio
contro gli
yazidi. Ma
continueremo
con i raid
in Iraq per
proteggere
i civili e il
personale
americano
nella battaglia. Obama spera di riuscirci più che con l’attuale, blanda,
azione di contenimento, con la pressione politica per la nascita di un
nuovo governo realmente rappresentativo delle diverse comunità del Paese. Appoggiando fin dalla prima ora il
nuovo premier incaricato Abadi, il
presidente americano investe fortemente in un cambio di regime per recuperare i sunniti moderati che, esasperati dal governo settario di al Maliki che aveva affidato tutte le posizioni di responsabilità agli sciiti, si sono
schierati con un «Califfato» del quale,
pure, non sono di certo entusiasti.
Ci sarà davvero il cambio di regime? E basterà per capovolgere le sorti
della guerra civile irachena? Gli analisti sono molto perplessi e lo stesso
Obama si è detto tutt’altro che ottimista sulla possibilità di estirpare l’Isis
in tempi brevi.
Ma ieri la Casa
Bianca ha segnato un punto a suo favore
quando al Maliki, che aveva
a lungo rifiutato di dimettersi e aveva accusato il presidente Fuad
Masum di aver
violato la Costituzione affidando ad un
altro l’incarico
di formare il
nuovo governo, ha preso
atto di essere
rimasto isolato
ed ha accettato
di ritirarsi riconoscendo la
legittimità del tentativo di Abadi.
Sciita anche lui, ma consapevole
che il Paese può essere salvato solo
con un vero governo di unità nazionale, il premier incaricato adesso dovrà mettere insieme un gabinetto
davvero capace di ricreare un clima di
collaborazione tra le diverse etnie
dell’Iraq. Anche se Abadi riuscirà a recuperare i sunniti moderati, non per
questo l’Isis, che magari perderà una
parte dei consensi popolari, deporrà
le armi. Ricostruire l’esercito iracheno non sarà facile e, comunque, richiederà tempo. Rimane l’azione di
contenimento che gli americani possono fare dal cielo. Obama aveva detto chiaramente di non voler trasformare la Us Air Force nell’aviazione di
al Maliki. Ma, detronizzato il leader
settario, potrebbe diventare la copertura aerea di un governo più rappresentativo, apertamente sostenuto da
Washington.
Massimo Gaggi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
12 Esteri
Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
Ma il regime del Nord lancia tre razzi nel Mar del Giappone
Il Papa in Corea: il mondo è stanco della guerra
DAL NOSTRO INVIATO
SEUL — Sarà pure «la terra del
calmo mattino», come ricorda
Francesco, ma da queste parti la
calma è relativa e ad inquadrare
il clima ci pensano i tre missili a
«corta» gittata che a Nord il
regime di Pyongyang lancia per
220 chilometri, dalla costa
orientale e nel mare del
Giappone, trentacinque minuti
prima che sul versante
occidentale atterri in Corea del
Sud, alle 10,16, l’aereo del Papa.
Cielo livido, pioggia sottile. La
notizia arriva da fonti militari del
Sud. Un altro paio di razzi
saranno lanciati più tardi, più o
meno mentre Francesco,
rivolgendosi nella Blue House di
Seul alla presidente Park Geunhye, legge in inglese (è la prima
volta, in pubblico) un testo che
aveva già preparato ma si adatta
perfettamente alla situazione:
«La ricerca della pace da parte
della Corea è una causa che ci sta
particolarmente a cuore perché
influenza la stabilita dell’intera
area e del mondo intero, stanco
della guerra» sospira, invocando
«la speranza di giustizia, pace e
unità e l’arte e la pazienza della
diplomazia» di contro alle
«dimostrazioni di forza».
L’ultimo lancio di Pyongyang
risaliva a fine luglio. Nel seguito
papale la cosa si è saputa quando
Francesco, su un’utilitaria, era
già arrivato in nunziatura per il
pranzo. «Nessuno si è
preoccupato di nulla, a
cominciare dal Papa», spiega
sereno padre Federico Lombardi:
«Abbiamo chiesto ai sudcoreani
e dicono che ci sono abituati, che
La causa
«La ricerca della pace
da parte della Corea
è una causa che ci sta
particolarmente a cuore»
quest’anno è la diciassettesima
volta, da parte nostra non ci sono
preoccupazioni particolari». Il
Vaticano non ha rapporti ufficiali
con la Corea del Nord ma non
vuole farne un caso. Del resto alla
«pace e riconciliazione»
Francesco dedicherà lunedì
l’ultima messa a Seul. La
presidente parla di «più di 70
mila famiglie divise» e gli dice
che «dobbiamo bloccare lo
sviluppo delle armi nucleari nel
Nord». Francesco incoraggia «gli
sforzi in favore della
riconciliazione e della stabilita
nella penisola coreana, unica
strada sicura per una pace
duratura». Ma le sue parole
vanno oltre, si rivolgono all’Asia
e al pianeta. Il Papa parla ai
«leader politici e civili» di un
mondo «sempre più
globalizzato», indica «la ricerca
della pace» come una «sfida» per
coloro che in particolare «hanno
il compito di perseguire il bene
comune della famiglia umana
Seul Francesco accolto dai fedeli
attraverso il paziente lavoro della
diplomazia», e scandisce: «Si
tratta della perenne sfida di
abbattere i muri della diffidenza
e dell’odio promuovendo una
cultura di riconciliazione e di
solidarietà. La diplomazia, come
arte del possibile, è basata sulla
ferma e perseverante
convinzione che la pace può
essere raggiunta mediante il
dialogo e l’ascolto attento e
discreto, piuttosto che attraverso
reciproche recriminazioni,
critiche inutili e dimostrazioni di
forza». Nel volo verso Seul
Francesco ha pregato in silenzio,
con i giornalisti, per il reporter
Simone Camilli, morto a Gaza,
«queste sono le conseguenze
della guerra». Un volo storico: la
prima volta di un Papa che
attraversa lo spazio aereo della
Cina, il telegramma al presidente
Xi Jinping con Francesco che
invoca con «le benedizioni
divine di pace e benessere sulla
nazione». Segnali di dialogo —
da Pechino potrebbe arrivare un
messaggio di risposta — tra
tante difficoltà: ieri si diceva che
la metà di un centinaio di ragazzi
cinesi è stata trattenuta e non
potrà partecipare alla giornata
asiatica della gioventù. Ma la
linea del pontefice è chiara: «La
pace non è semplicemente
assenza di guerra, ma opera della
giustizia. E la giustizia fa appello
alla tenacia della pazienza: essa
non ci chiede di dimenticare le
ingiustizie del passato, ma di
superarle attraverso il perdono,
la tolleranza e la cooperazione».
Qui sta l’arte della diplomazia:
«La volontà di discernere e
raggiungere obiettivi
reciprocamente vantaggiosi,
costruendo le fondamenta del
mutuo rispetto, della
comprensione e della
riconciliazione». Alla vigilia
dell’Assunta, Francesco ha
scritto su Twitter: «Maria,
Regina della Pace, aiutaci a
sradicare l’odio e a vivere in
armonia».
Gian Guido Vecchi
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Gaza Applausi e commozione all’arrivo a Ciampino. I funerali previsti per oggi a Pitigliano
Divisioni
L’ultimo volo di Simone verso casa
Un reporter e il cordoglio dell’Italia
E Barack
bloccò
la vendita
di armi
a Israele
La salma a Roma con la famiglia. Le parole di Napolitano
ROMA — L’ultimo saluto degli amici e dei colleghi a Gerusalemme, poi il ritorno in Italia su
un volo della presidenza del
Consiglio, con il padre Pierluigi,
la madre Maria Daniela e la sorella Benedetta. Lacrime e ricordi per Simone Camilli, il videoreporter romano dell’Associated
Press ucciso mercoledì mattina
a nord di Gaza dall’esplosione di
un ordigno israeliano. Lacrime
che ieri sera hanno accompagnato anche l’arrivo della salma
del giornalista all’aeroporto di
Ciampino. Ad accoglierla, vicino alla palazzina che ospita il
31° Stormo dell’Aeronautica, la
moglie Ylva e l’altra sorella
Chiara, insieme con il ministro
degli Esteri Federica Mogherini
che si è intrattenuto per qualche
minuto con i familiari del giovane che aveva fatto della Striscia
la sua seconda patria, raccon-
Il saluto La moglie Ylva (seconda da sinistra) con la sorella (Benedetta) e la mamma di Simone (sotto, a Gaza)
A pochi mesi dall’uccisione in
Ucraina di Andrea Rocchelli,
l’Italia si trova di nuovo a piangere la scomparsa di un suo giovane cittadino e operatore dell’informazione, partito per svolgere un servizio all’opinione
pubblica testimoniando le atrocità della guerra».
Un conflitto in un territorio
che Simone conosceva benissimo perché ha ripetutamente lavorato a Gaza dal 2006, dopo
aver lasciato Roma per andare a
lavorare per l’Ap. «L’ho conosciuto proprio in quell’anno —
racconta commosso un giornalista palestinese, Ibrahim Hussein — era all’inizio della sua
carriera e siamo diventati subito
amici: era una brava persona,
schiva, gentile». Un collega dell’Ap, Rauhi Razem, rivela: «L’ultima volta che ci siamo sentiti
mi disse che gli sarebbe piaciuto
fare una storia con me sul Ramadan. Ma poi decise di andare
Gaza». Dall’ospedale di Saint Jo-
seph (Gerusalemme) la salma
del videoreporter è partita per
l’aeroporto di Tel Aviv e quindi
per Roma. Oggi alle 18 — «salvo
altre impreviste disposizioni
delle autorità competenti»,
spiegano dalla diocesi di Pitigliano — monsignor Guglielmo
Borghetti, vescovo di Pitigliano,
Sovana e Orbetello, celebrerà i
funerali nella cattedrale dei Santi Pietro e Paolo nella cittadina
in provincia di Grosseto dove il
sindaco è proprio il padre di Camilli e dove ieri sera c’è stata
una veglia di preghiera. Negozi
chiusi per lutto, sospese tutte le
iniziative per Ferragosto. Vietate, con ordinanza comunale, foto e riprese audiovideo delle
esequie e del corteo funebre,
tranne quelle dell’Ap.
Rinaldo Frignani
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
Il presidente
La morte di Simone
sia un ulteriore
monito per una
definitiva cessazione
delle ostilità
tando i drammi e le sofferenze
della guerra fino all’ultimo
istante della sua vita. Un applauso commosso ha salutato la
partenza del carro funebre per il
Policlinico Gemelli dove, su ordine della procura di Roma —
che ha aperto un’inchiesta sulla
morte di Camilli —, stamattina
saranno svolti gli accertamenti
autoptici.
Alla famiglia del giornalista è
giunto, fra i tanti messaggi di
cordoglio, anche quello del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: «La morte di Simone, come quella delle altre
vittime dell’esplosione e dei numerosi civili di ogni età e nazionalità quotidianamente coinvolti dalla violenza bellica in
Medio Oriente — scrive il presidente —, deve costituire un ulteriore monito alle parti in conflitto e a tutti noi affinché ci si
impegni per un’immediata e definitiva cessazione delle ostilità.
La cronologia del conflitto
Margine di protezione
I razzi da Gaza, l’uccisione di tre
ragazzi israeliani rapiti a Hebron
e di un minorenne palestinese
innescano la spirale che l’8
luglio porta Israele a lanciare
l’operazione militare «Margine
di protezione»
L’appello dell’Onu
Il 17 luglio parte l’offensiva di
terra che secondo Israele ha
l’obiettivo di distruggere i
tunnel di Hamas. Il 22 luglio il
segretario Onu Ban Ki-moon
invita le parti al dialogo.
Falliscono i tentativi di tregua
Scuola bombardata
Il 25 luglio gli israeliani
colpiscono una scuola a Beit
Hanoun che accoglie palestinesi
sfollati: 17 i morti. Il bilancio del
conflitto registra circa duemila
vittime palestinesi (in gran parte
civili) e oltre 60 morti israeliani
Il reporter ucciso
Mentre al Cairo si tratta per una
tregua, il 13 agosto Simone
Camilli, 35 anni, videoreporter
Ap, muore a Gaza: stava
riprendendo gli artificieri
palestinesi che disinnescavano
un proiettile israeliano
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
GERUSALEMME — Yair
Lapid, il ministro delle
Finanze, legge il Wall Street
Journal per raccogliere
informazioni sull’economia
globale. Questa volta ha
trovato una notizia locale —
con implicazioni
internazionali — che
Benjamin Netanyahu non
gli aveva annunciato nelle
riunioni del consiglio di
sicurezza. La telefonata di
mercoledì con Barack
Obama è stata dedicata poco
al cessate il fuoco nei
combattimenti con Hamas e
molto — svela il quotidiano
— alla mancata tregua tra il
presidente americano e il
premier israeliano. Durante
il mese di conflitto, lo Stato
Maggiore israeliano è
riuscito a ottenere
rifornimenti di armi dal
Pentagono senza che la Casa
Bianca ne fosse informata.
Così il presidente ha deciso
di esercitare un maggiore
controllo sulle forniture e
ha bloccato la consegna di
missili Hellfire, montati
sugli elicotteri Apache
impegnati nell’operazione a
Gaza. Lapid ha cercato in
queste settimane di fare da
mediatore con gli Stati
Uniti. Ha parlato con John
Kerry e gli ha ripetuto che la
«relazione strategica con
Washington è
fondamentale», mentre i
consiglieri di Netanyahu
lasciavano trapelare i
commenti poco benevoli del
premier verso il segretario
di Stato. Alle presidenziali
americane del 2012
Netanyahu ha sostenuto
Mitt Romney, l’avversario di
Obama. Adesso i
parlamentari della destra
contano già sul calendario i
giorni mancanti alla fine del
mandato. «In due anni e
mezzo — commenta Danny
Danon, tra gli oltranzisti del
Likud — non siederà più
alla Casa Bianca, noi
resteremo ad affrontare le
stesse minacce».
Davide Frattini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Esteri 13
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
#
Il caso Appello del presidente «alla pace e alla calma». Il governatore: cambi ai vertici delle forze dell’ordine
Convoglio oltreconfine
Missouri, rivolta per il ragazzo nero ucciso
Obama critica la polizia: non ci sono scuse
Scontri e arresti. Gli hacker danno la caccia all’agente su Internet
La vicenda
La sparatoria
Michael Brown
(nella foto, alle
spalle del padre),
18 anni, viene
ucciso mercoledì
8 agosto da un
poliziotto.
Secondo le forze
dell’ordine l’agente
ha sparato per
legittima difesa
perché il giovane
di colore avrebbe
cercato di
disarmarlo
Le due verità
Alcuni testimoni
raccontano
un’altra verità:
Michael,
per reagire
a un arresto
ingiustificato,
si sarebbe liberato
del poliziotto
e allontanato.
All’ordine di
fermarsi si
sarebbe girato
alzando le mani,
ma il poliziotto
avrebbe sparato,
uccidendolo.
La polizia si è
rifiutata di fornire
il nome
dell’agente.
La vicenda ha
scatenato una
rivolta a Ferguson
e l’intervento
del presidente
Barack Obama
DAL NOSTRO INVIATO
NEW YORK — È dovuto intervenire per la seconda volta Barack
Obama, con un appello alla «pace e
alla calma» in diretta tv dalla residenza estiva di Martha’s Vineyard,
per cercare di riportare alla normalità nel sobborgo di Ferguson, vicino a St. Louis, in Missouri, i 21 mila abitanti, due terzi dei quali afroamericani, dopo cinque giorni tesissimi di proteste e scontri con la
polizia — che ha anche fatto ricorso a gas lacrimogeni e proiettili di gomma, arrestato
una decina di
persone e fermato due
giornalisti —
in seguito all’uccisione del
18enne di colore Michael
Brown, disarmato, da parte
di un poliziotto durante un banale controllo.
«Non ci sono scuse», ha detto
Obama, «per un uso eccessivo di
forza da parte della polizia contro
manifestanti pacifici e per mettere
in carcere chi protesta esercitando
legalmente il Primo Emendamento (quello sulla libertà di espressione). Negli Stati Uniti la polizia
non dovrebbe usare prepotenza o
arrestare giornalisti che stanno
cercando di fare il proprio lavoro»,
riferendosi ai due cronisti del
Washington Post e dell’Huffington
Post, fermati dalla polizia dentro
un McDonald’s senza un apparente motivo e poi rilasciati. E ha chiesto senza mezzi termini un’inchiesta «aperta e trasparente». Inchiesta che evidentemente non può essere lasciata nelle mani della
polizia locale — 53 agenti quasi
tutti bianchi —, che si è mostrata
palesemente inadeguata a gestire il
caso. Obama ha detto di aver chiesto al Dipartimento della Giustizia
e all’Fbi di indagare sull’uccisione
del ragazzo, che potrebbe avere
avuto anche un risvolto razziale.
Ma ha anche difeso il governatore
del Missouri, il democratico Jay
Nixon, criticato per non essere riuscito a contenere gli animi: «uno
bravo, un governatore attento».
Nixon ha anche preannunciato
cambi al vertice della polizia locale.
La situazione in città rischia di
sfuggire di mano. Mercoledì notte
St. Louis Una
manifestante
nelle strade
di Ferguson,
il sobborgo di
St.Louis dove
sono in corso
disordini
da 5 giorni
Frontiera Blindato russo ieri (Shaun Walker)
gli agenti hanno utilizzato lacrimogeni e sparato proiettili di gomma per disperdere le migliaia di
persone esasperate per il fatto che
la polizia — cinque giorni dopo
l’uccisione di Brown — non avesse
ancora rivelato il nome del poliziotto che aveva sparato, secondo i
responsabili locali per la necessità
di proteggerlo dalle minacce di
morte. Almeno due persone sono
rimaste ferite da colpi di arma da
fuoco sparati da agenti. La polizia
si è giustificata affermando che i
manifestanti avevano lanciato molotov. Ma sono proprio i metodi
duri utilizzati nei controlli e ancora di più nel reprimere le proteste
degli afro-americani ad alimentare
le maggiori critiche. In particolare
ha destato impressione l’eccessiva
militarizzazione delle polizie locali, armate fino ai denti con armi da
guerra come fucili mitragliatori
M16 e corazzati Humvee, anche se
spesso prive della cultura e della
preparazione necessaria per farne
uso, specialmente in situazioni di
gestione dell’ordine pubblico. Ieri
il ministro della Giustizia, Eric
Holder, si è detto preoccupato per
un uso di equipaggiamenti militari
che manda «un messaggio ambiguo». E un secondo caso di questi
giorni negli Stati Uniti, l’uccisione
di un altro ragazzo nero da parte
della polizia a Los Angeles, non fa
che gettare benzina sul fuoco.
Intanto ad alimentare le tensioni ci ha pensato il gruppo di hacker
Anonymus, diffondendo via Twitter — l’account è stato subito sospeso — l’identità di un agente che
ritengono sia il responsabile dell’uccisione di Brown. Ma la polizia
ha detto che il nome diffuso dal
gruppo non è di un agente di Ferguson.
Fabrizio Massaro
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Gli Usa evacuano il personale diplomatico dalla Sierra Leone
L’Oms sull’Ebola:
«Pochi rischi,
non cancellate
i voli aerei»
Sono praticamente inesistenti i rischi di contrarre il
virus Ebola per chi viaggia in aereo. La
rassicurazione arriva da Isabelle Nuttall, a capo del
Dipartimento Global Capacity Alert and Response
dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità.
La dichiarazione arriva dopo che diverse
compagnie aeree avevano annunciato lo stop dei
voli per i Paesi colpiti da Ebola. «A differenza di
altre malattie come tubercolosi e influenza —
spiega l’esperta — Ebola non si trasmette per via
respiratoria. Si può essere contagiati solo per
contatto diretto con i fluidi corporei di una persona
che ha i sintomi del virus». Nell’eventualità che a
bordo di un aereo ci sia un malato di Ebola,
continua la nota, la probabilità che l’equipaggio o i
passeggeri vengano contagiati è estremamente
bassa. «Proprio perché il rischio è così ridotto —
conclude Nuttall — l’Oms non considera i nodi del
trasporto aereo ad alto rischio di diffusione del
contagio». Intanto Kent Brantley, il medico
statunitense trentatreenne infettato dal virus in
Africa e ricoverato ad Atlanta, dove è stato
sottoposto a un trattamento sperimentale, continua
a migliorare e potrebbe essere presto dimesso.
Infine è stato annunciato che le famiglie del
personale diplomatico americano saranno evacuate
da Freetown, la capitale della Sierra Leone, uno dei
Paesi più colpiti dall’epidemia. Lo ha reso noto il
Dipartimento di Stato specificando che si tratta di
«precauzione».
Ucraina, entrano
i blindati russi
Guerra nell’Est
MOSCA — Si tratta ancora sul convoglio umanitario russo fermo alla frontiera
con l’Ucraina mentre sul terreno le forze
regolari annunciano di aver circondato la
roccaforte ribelle di Luhansk dopo intensi
combattimenti che hanno provocato nuove
vittime civili. I tre capi dei separatisti si
sono dimessi dopo che uno di loro, il «ministro della Difesa» Igor Strelkov, era stato
dato per gravemente ferito. Quest’ultima
notizia è stata smentita dagli stessi separatisti che però nell’annunciare ieri le dimissioni di Strelkov, un ex colonnello russo,
hanno affermato che ora «con cuore leggero può uscire dalla Repubblica popolare del
Donbass»; quasi un necrologio.
La Croce Rossa Internazionale (Icrc) ha
preso contatto con il convoglio che ha
raggiunto la regione di Rostov, pronto,
apparentemente, a entrare nella zona controllata dai ribelli. Camion fermi, blindati
in movimento: l’inviato del Guardian ha
raccontato di una colonna di 23 automezzi
militari che ieri notte ha attraversato la
frontiera vicino alla russa Donetsk (a 200
km dall’omonima città ucraina). Se non è
la testa di un’invasione, è la prova della
presenza di forze russe oltreconfine. Intanto l’Icrc non ha verificato il contenuto dei
camion, ma secondo un’agenzia russa ci
sarebbe l’accordo per un inventario completo. Mosca continua a insistere sulla
presenza dei suoi uomini alla guida, cosa
che Kiev non vuole. Con l’avanzata di ieri
le truppe regolari sembrano controllare il
varco tra la Russia e Luhansk; quindi non
sarebbe più possibile un passaggio diretto
del carico umanitario in questa zona. Mosca potrebbe dirottarlo verso Donetsk.
Kiev ha fatto arrivare nella regione di
Luhansk un altro convoglio di aiuti, ma
sarà difficile che questi camion riescano a
passare i blocchi degli indipendentisti.
In Crimea, di fronte ai deputati, Vladimir
Putin ha usato toni concilianti, sostenendo
che la Russia non vuole il confronto con
l’Occidente. «Dobbiamo rafforzare il nostro
Paese, non tagliarlo fuori dal resto del
mondo; dobbiamo consolidarci e mobilitarci, ma non per la guerra o per qualche
genere di duro confronto». Ma Europa, Usa
e Nato rimangono guardinghi. Il Segretario
generale dell’Alleanza, Rasmussen, ha detto che la dichiarazione è benvenuta se sincera. Ma in passato, ha ammonito, Putin
più volte ha usato simili toni, ma poi non
ha messo in pratica «misure concrete».
Quei movimenti di blindati all’interno
dell’Ucraina sono un’ulteriore prova?
Fabrizio Dragosei
Drago6
© RIPRODUZIONE RISERVATA
14
Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
Esteri 15
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
Tendenze
L’incontro delle élite tenuto segreto, ma molto è trapelato, dagli ospiti ai temi. Per esempio, l’auto: tutti la guideranno ma nessuno la possiederà
I protagonisti
Elon Musk, il geniale imprenditore delle auto elettriche Tesla e
delle astronavi private SpaceX, illustra il suo progetto: portare
l’uomo su Marte e creare lì una
colonia stabile. Una via di fuga
per l’umanità qualora le cose si
mettessero male sulla Terra. «Sei
sudafricano, perché anziché a
trasferirci su Marte, non pensi ad
aiutare quelli che nel nostro continente non riescono a sopravvivere?» Alla domanda che, al
«camp» di Google in Sicilia, gli
viene rivolta dal premio Nobel
per la Pace Leymah Gbowee, l’attivista che col suo movimento ha
dato un contributo decisivo alla
fine della guerra civile in Liberia,
Musk risponde che a spingerlo
verso Marte non è un intento filantropico, ma il bisogno di scoprire cose nuove che lo ha sempre animato.
Scambio interessante, ma i
progetti marziani di Mr. Tesla
non sono una novità. Così come
non è nuova l’idea del fondatore
di Google, Larry Page (se ne è
parlato durante gli incontri, lasciando perplessi i manager delle
telecomunicazioni presenti) di
coprire l’Africa con una rete di
palloni aerostatici capace di garantire il collegamento wi-fi in
tutto il Continente.
Agli ospiti – imprenditori, banchieri, scienziati, esponenti della
società civile, artisti e anche alcuni giornalisti anglosassoni –
invitati da Google, insieme alle
loro famiglie, al Verdura Golf Resort di Sciacca a passare qualche
giorno di relax e di conversazioni
sugli scenari del futuro, è stato
chiesto di mantenere un silenzio
totale sul contenuto degli incontri.
A prima vista tanta riserbo
sembra fuori luogo: il meeting siciliano è stato presentato come
una piccola Davos, ma al forum
economico svizzero gli eventi sono in gran parte pubblici e anche
di quelli riservati si può dare
conto se i relatori, come accade
abbastanza di frequente, sciolgono i giornalisti ammessi alle sessioni dal vincolo della riservatezza. In fondo, stando ai tanti spifferi che circolano, nei meeting al
Verdura sono state fatte analisi
Google
Larry Page, 41 anni,
cofondatore di Google
Al tempio Tony Hawk, il più noto skateboarder Usa, in un’immagine pubblicata su Twitter posa davanti al tempio di Selinunte durante un’escursione notturna organizzata da Google
Africa e coloni su Marte
Il futuro secondo Google
(che ora vuole la privacy)
Le idee discusse dalla tecno-aristocrazia in Sicilia
interessanti, ma nessuno ha rivelato segreti: il top manager di una
casa farmaceutica si è detto convinto che entro dieci anni avremo cure efficaci contro il cancro,
Fareed Zakaria, commentatore
della Cnn, ha tenuto una lezione
Silenzio
A ospiti, scienziati, banchieri e
imprenditori intervenuti al meeting
è stato chiesto di mantenere la
massima riservatezza sull’incontro
sul declino americano e un’altra
sul ruolo della politica nello sviluppo dei mercati dei Paesi emergenti. Il capo di un grande gruppo tedesco ha parlato con una
certa preoccupazione del futuro
dell’Europa. L’amministratore
delegato di Vodafone, Vittorio
Colao, ha discusso di nuove formule finanziarie per aiutare chi
ha accumulato abbastanza capitale umano ad uscire dalla povertà e di accesso digitale alla sanità
n e i P a es i p i ù a r re t r a t i co n
Muhammad Yunus, l’economista
e premio Nobel ideatore del mo-
derno microcredito.
Un brivido lungo la schiena al
presidente di Fiat-Chrysler, John
Elkann, l’ha fatto correre Travis
Kalanick, fondatore di Uber,
quando ha sostenuto che l’auto
diventerà come l’acqua corrente:
non è tua, ma scorre dal rubinetto quando ce n’è bisogno. Lo
stesso per le quattro ruote: ce ne
sarà una pronta quando serve,
comprarla non avrà più molto
senso. Poi ci si è messo pure Larry Page: ha detto che anche la sua
azienda, Google, entrerà in qualche modo nel business dell’auto
ora che ha sviluppato – e ormai
quasi perfezionati dopo diversi
anni di collaudi - la vettura che si
guida da sola. Ma anche questo
l’avevano già capito in tanti.
Perché allora questi silenzi più
da Bildenberg che da Davos? Verrebbe da criticare un’aristocrazia
intellettuale e tecnologica che discute in segreto del futuro di tutti
noi. Invece no: in fondo il fatto
che Google abbia scelto questa
formula è una buona notizia.
L’azienda che, come Facebook e
molte altre imprese del digitale,
tenta da molto tempo di liberarsi
dai vincoli della «privacy», adesso riscopre le virtù della discrezione. Eric Schmidt, che anni fa
provò a liquidare i difensori del
diritto alla riservatezza con una
frase divenuta celebre («se non
vuoi che quello che hai fatto diventi pubblico forse non avresti
dovuto farlo»), oggi è il presidente dell’azienda che impone il
silenzio ai suoi ospiti. Forse anche in Silicon Valley stanno comprendendo che il ricorso alla
«privacy» non è una scelta di retroguardia né una manifestazione di oscurantismo, ma un esercizio di libertà.
Massimo Gaggi
Tesla
Elon Musk, 43 anni, cofondatore di Tesla Motors
Nobel
Muhammad Yunus, 74 anni,
economista e Premio Nobel
Uber
Travis Kalanick, 38 anni,
fondatore di Uber
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Il commento
AMAZON-HACHETTE, LA CONTESA SU UN’ARTE MILLENARIA
Editori tradizionali contro i retailer online:
i contendenti hanno i loro difetti, ma anche
due diverse pretese di diffondere il sapere
di GIAN ARTURO FERRARI
I
l conflitto divampato tra Amazon, il maggior retailer on line di
libri al mondo, e Hachette, quarto o quinto editore negli Usa ma secondo nel mondo considerando
anche le operazioni in Francia e in
Gran Bretagna, è a prima vista un
normale contrasto commerciale,
una guerra di interessi. Amazon
vuole vendere tutti i libri, compresi
quelli di Hachette, a 9,99 dollari, argomentando che negli ebook la differenza di prezzo, legata prevalentemente alla dimensione, non ha
senso. Hachette vuole mantenere
una scala di prezzi da 12,99 a 19,99
appellandosi alla diversità intrinseca dei libri e del relativo marketing.
Nella realtà dei fatti Amazon vuole
prezzi bassi e uniformi per allargare
al massimo il numero dei propri
clienti (cui in prospettiva vendere
ogni sorta di cose) mentre Hachette
vuole prezzi più alti e differenziati.
In primo luogo per difendere i pro-
pri margini di profitto, che sono
comunque una percentuale del
prezzo, e in secondo luogo per non
svantaggiare troppo i libri di carta
— a prezzo comunque alto — che
restano il business principale. Fin
qui tutto regolare. Le cose sono
cambiate quando Amazon, con una
mossa da padrone delle ferriere, ha
cercato di piegare Hachette ostacolando e rallentando in vari modi la
vendita dei suoi ebook sul proprio
canale. Mossa sulla cui validità legale si esprimeranno gli esperti, ma
che per certo non rientra nel concetto di fair play. Hachette da parte
sua ha reagito atteggiandosi, con
molto relativa credibilità, a paladina dei supremi valori e inducendo
909 scrittori, alcune decine dei
quali di qualche notorietà, a firmare una lettera in difesa della cultura
(e di Hachette, naturalmente). E a
pubblicarla comprandosi una pagina sul New York Times al costo di
104.000 dollari, cento dollari a testa, se l’hanno pagata loro. James
La vicenda
Boicottaggio
Il 23 maggio diverse
testate Usa
segnalano che
Amazon ha reso
difficoltose le
vendite dei libri
dell’editore Hachette
La tesi
Secondo Hachette,
Amazon sta
disincentivando le
vendite dei libri
perché il gruppo
francese ha rifiutato
il prezzo imposto di
9,99 dollari per tutti
gli eBook
L’appello
909 scrittori firmano
una lettera a difesa
della cultura
(e di Hachette)
sulle pagine del
«New York Times»
Patterson, che non è Marcel Proust,
si è detto preoccupato per le sorti di
quella che definisce «letteratura seria». In realtà gli scrittori non fanno
che difendere i propri interessi, dato che anche i loro proventi sono
una percentuale del prezzo. A inasprire gli animi, i medesimi scrittori (alias Hachette) hanno invitato i
difensori della buona causa a scrivere direttamente a Jeff Bezos, supremo boss di Amazon di cui hanno pubblicato l’indirizzo email, per
esternargli la loro preoccupazione.
A sua volta Amazon ha invitato i comuni lettori a ribellarsi alle trame
degli editori e dei grandi autori, loro scherani, scrivendo all’indirizzo
email - parimenti pubblicato - di
Michael Pietsch, mite e gentile signore, già direttore editoriale e ora
amministratore delegato di Little
Brown, che è appunto la branca
americana di Hachette. In effetti,
siccome la storia non procede al
suono delle fanfare, ma si fa strada
attraverso le meschinità, se non le
turpitudini dell’avida natura umana, questo conflitto di interessi
condotto a suon di gomitate nascoste rivela uno sconvolgimento profondo. La posizione egemonica nel
business dei libri ce l’ha chi stabilisce i prezzi, ossia, da quando l’editoria ha assunto forma industriale,
l’editore. Prima a dominare era
l’autore, di cui il libro era una sorta
di estensione o di appendice. Oggi
l’egemonia dell’editore è messa in
discussione dal retailer on line dei
libri in formato elettronico, che,
controllando un mercato capillare e
totale, vuole avere a disposizione
un assortimento parimenti totale.
Alle proprie condizioni. E ai propri
prezzi. Entrambi i contendenti
hanno — e accuratamente nascondono — le loro debolezze. L’editoria industriale nasconde il fatto di
avere, proprio lei, sempre abbassato i prezzi. Ma in questo modo ha
l’immenso merito storico di aver
Prezzi
Hachette vuole mantenere
una scala di prezzi a seconda
delle opere. Amazon vuole un
prezzo unico per tutti i libri
Autori
Oltre 900 autori hanno firmato
e pubblicato un appello sul
«New York Times» in difesa di
Hachette e dei libri di qualità
allargato la base di lettura, di aver
creato un mercato, di aver dato ai
ceti medi la letteratura di intrattenimento e di evasione che loro desideravano. Tuttavia oggi quella
forza propulsiva pare molto indebolita, se non in via di esaurimento.
I lettori non crescono, anzi in diversi paesi, tra cui segnatamente l’Italia, calano. La ricerca di nuovi generi si è tradotta in un proliferare di
«libroidi» che del libro vero e proprio hanno ben poco. La pressione
verso profitti irrealistici ha profondamente distorto un business con
una fisiologia e con limiti ben evidenti. Sull’altro fronte l’illusione di
totalità (il delirio di onnipotenza?)
di Amazon — ogni cosa in ogni
momento in ogni luogo e, bisogna
aggiungere, scritta da chiunque —
si fonda sul postulato di una specie
di efflorescenza spontanea dei libri.
Siamo tutti lettori perché, almeno
potenzialmente, siamo tutti autori.
Il successo e l’insuccesso saranno
determinati dalla rete, con democratica imparzialità. Non è così.
L’editoria nella sua essenza, nel suo
portare alla luce un libro, è un arte.
Un’arte sottile, delicata, sofisticata.
Uno dei prodotti più complessi di
una tradizione millenaria. Semplicemente della nostra cultura.
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Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
#
Cronache
Vittima e omicida Da sinistra Antonietta Romeo e Salvatore Iemma
La Spezia La lite, poi tre colpi di pistola
La vicenda
Uccisa a Sarzana,
l’ex marito si arrende
dopo un giorno in fuga
L’omicidio al culmine
di una discussione
Antonietta Romeo, 40
anni, di origini calabresi, è
stata uccisa a colpi di
pistola mercoledì sera a
Sarzana (La Spezia) dopo
una discussione con l’ex
marito Salvatore Iemma,
47 anni. La coppia era
separata da oltre un anno
e aveva quattro figli, che
non erano in casa al
momento dell’omicidio
I vicini di casa: una tragedia annunciata
La fuga è durata quasi ventiquattr’ore. Accerchiato per tutta
la giornata di ieri dai carabinieri,
alla fine Salvatore Iemma, accusato di aver ucciso sua moglie,
s’è arreso. Si è presentato in serata al Comando Provinciale
della Spezia dove gli è stato notificato un ordine di custodia
cautelare nel carcere di Massa
Carrara.
È stato lui a sparare i tre colpi,
quello mortale dritto al petto,
che mercoledì sera hanno ucciso Antonietta Romeo nella villetta a due piani di via Turrì a
Sarzana che lei aveva trasformato in centro di accoglienza per
anziani. Quella sera Salvatore
Iemma, 47 anni, muratore che
lavorava in proprio, aveva avuto
con l’ex moglie una discussione
telefonica accesa, poi, secondo
le ricostruzione dei carabinieri,
ha preso la pistola, è andato fino
all’abitazione della ex moglie e
ha fatto fuoco.
L’impressione è che avesse
preparato tutto nei minimi dettagli. Anche la fuga, avvenuta a
bordo di una Mazda di colore
scuro. Braccato da carabinieri e
polizia in tutta la Val Magra e
nella vicina provincia di Massa e
Carrara, Iemma è sempre rimasto nella zona del luogo del delitto. «È armato e pericoloso, ma
crediamo non sia più lontano di
un raggio di 100 chilometri»
avevano dichiarato i carabinieri.
Difficile al momento stabilire
il movente. Pare che i due litigassero in continuazione, probabilmente su questioni legate
alla cura dei quattro figli avuti in
22 anni di matrimonio. Antonietta viene descritta da chi la
conosceva come una donna alla
Il litigio preceduto
da una telefonata
Il personaggio
Il fuggiasco, di origini
calabresi, è descritto
come uno spaccone.
Aveva il porto d’armi
mano e affabile. A Sarzana, nel
quartiere Grisei, la sua abitazione era diventata la «Casa famiglia Insieme». Accudiva gli anziani: «Vorrei poter aiutare tante
persone sole — scriveva alcuni
mesi fa sulla sua pagina di Facebook —. Riuscire a fare qualcosa
di buono in questa vita». Tentativo di cambiare prospettiva e
chiudere con il passato. Redi-
mersi, dice chi l’ha frequentata
negli ultimi tempi. Forse anche
dalle azioni del suo ex. Uomo
conosciuto molto bene dalle
forze dell’ordine. Calabrese, come Antonietta, entrambi originari di Roghudi (Reggio Calabria), Salvatore Iemma fa parte
della chiusa e compatta comunità calabrese di Sarzana. Per gli
inquirenti sarebbe «contiguo»
alla cosca Romeo, comandata
dai fratelli Antonio e Carmelo
(parenti alla lontana di Antonietta).
Salvatore era stato da poco
rinviato a giudizio per sfruttamento della prostituzione ed
estorsione. Tutto avveniva in un
locale spezzino, il Morgana
Club, chiuso tre anni fa e che costò la galera a Carmelo Romeo. Il
cognato di Salvatore Iemma è
Biagio Tramonte, condannato al
416 bis per appartenenza alla
‘ndrangheta (processo Crimine). E Iemma era uscito indenne
da accuse per traffico di stupefacenti nel 1987.
C’è chi lo descrive come un
violento, pronto a usare le mani,
ma alle forze dell’ordine non risulta nessuna denuncia in tal
senso: la pistola con la quale
avrebbe commesso l’uxoricidio
era regolare. Se avesse sgarrato
in questi anni gli avrebbero ritirato il porto d’armi (nella sua
abitazione sono stati ritrovati
fucili da caccia regolarmente detenuti). Più che violento era conosciuto come uno spaccone, di
quelli che quando entra in un
bar le spara grosse.
La cura dei figli sarebbe stata
alla base delle liti con la moglie:
i tre minori vanno a scuola, il
più grande è sposato e ha lasciato Sarzana. Per i vicini l’omicidio era un tragedia annunciata:
«Litigavano in continuazione».
Ieri sera l’associazione Vittoria,
con la collaborazione del Comune, ha organizzato una fiaccolata per ricordare Antonietta.
Il litigio sfociato
nell’uccisione della
donna sarebbe stato
preceduto da una
discussione telefonica
dai toni concitati tra i
due, avvenuta qualche
decina di minuti prima
che Salvatore Iemma, a
bordo della sua auto,
una Mazda 3, si
presentasse a Sarzana,
nella casa dove viveva
l’ex moglie
Una fiaccolata
per ricordare la donna
Ieri sera a Sarzana
l’associazione
«Vittoria» e
l’amministrazione
comunale hanno
promosso una
fiaccolata per ricordare
Antonietta Romeo. «La
comunità sarzanese si
stringe attorno alla sua
famiglia», ha detto il
sindaco Alessio Cavarra
Si costituisce
l’ex marito della donna
Salvatore Iemma si è
costituito nella serata di
ieri. L’uomo si è
presentato ai
carabinieri di La Spezia
e da qui condotto nel
carcere di Massa.
Iemma, tra l’altro, era
da poco stato rinviato a
giudizio per estorsione
e sfruttamento della
prostituzione
Agostino Gramigna
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Tivoli
Sequestrata e violentata
fa arrestare i suoi aguzzini
Da giorni era tormentata da un gruppo di romeni. Prima con
molestie, poi con avances esplicite. La situazione è precipitata
nel momento in cui è stata rapita, portata in un appartamento e
violentata per ore. La vittima è una donna etiope di 47 anni di
Tivoli, alle porte di Roma. L’ultimo episodio risale a domenica
scorsa quando la donna, al culmine di una serie di violenze
avvenute nei giorni precedenti, è stata bloccata in strada e con
la forza costretta a seguire i suoi aguzzini in un luogo
appartato. Lì è stata stuprata a turno dai componenti del
gruppo. Dopo essere rimasta per ore in balia degli uomini che
forse, secondo gli inquirenti, avevano come fine ultimo avviare
quella donna alla prostituzione, è riuscita a fuggire e a
raggiungere l’ospedale più vicino. I controlli hanno confermato
che è stata realmente violentata. La polizia, dopo aver raccolto
la sua testimonianza, è riuscita a individuare e bloccare tre
cittadini romeni, rispettivamente di 37, 38 e 41 anni, che sono
stati arrestati con l’accusa di violenza sessuale di gruppo,
sequestro di persona e lesioni. Ma le indagini non sono ancora
terminate, perché la donna ha raccontato anche di altre
persone che avrebbero partecipato allo stupro.
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Cronache 17
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
La storia
Eleonora De Nardis
Avrebbero stordito la giovane vittima con il Ghb. Su Whatsapp trovati indizi di altri incontri a sfondo sessuale
Quelle tracce di droga dello stupro
nel festino hard a bordo piscina
Pontedera, arrestati due ventenni. Il sospetto delle violenze seriali
DALLA NOSTRA INVIATA
PONTEDERA (Pisa) — Vent’anni a
testa o poco più. In tasca biglietti da
cento euro e carte di credito, in testa
l’idea fissa del sesso e abbastanza
prepotenza per ottenere con l’inganno un sì alle loro avances sessuali.
Con la droga, per la precisione.
Stiamo parlando dei due ragazzi
arrestati una settimana fa dal giudice delle indagini preliminari di Pisa.
Accuse: violenza sessuale di gruppo
e cessione di sostanze stupefacenti.
Perché hanno offerto da bere a una
ragazza, anche lei ventenne, aggiungendo nel suo bicchiere una buona
dose di Ghb, più nota ai tossicologi
come «droga dello stupro» poiché
capace praticamente di annullare i
freni inibitori della vittima. Il tutto è
successo nella villa di uno dei ragazzi, Mattia Rizza, la sera del 4 luglio
scorso a Pontedera (Pisa). Figlio di
Gianna Meliani, nota stilista di scarpe del Pisano, Mattia quella sera era
con il suo amico Edoardo Nieri, anche lui rampollo di una delle famiglie più conosciute della zona: i proprietari della Pasticceria Roxy Bar di
Ponsacco, sempre in provincia di Pisa.
Gli uomini del vice questore aggiunto di Pontedera, Luigi Fezza,
hanno messo assieme un fascicolo
dal quale sembrano evidenti gli «indizi gravi e concordanti» sull’episo-
dio del 4 luglio, appunto. Ma la domanda adesso è un’altra: è stato un
caso isolato oppure i due indagati
hanno usato lo stesso metodo più
volte? Per dirla con gli inquirenti:
esiste «una certa serialità di comportamenti»? Sono ipotizzabili «altre vittime»?
Il dubbio che siano violentatori
seriali viene dalle parole e dalle immagini che i due si sono scambiati
fra loro attraverso whatsapp, sistema di messaggistica istantanea che
va per la maggiore fra i giovanissimi
perché consente, gratis, anche lo
scambio di immagini e video.
L’indizio
I resti dello stupefacente
sono stati trovati
su bottiglie e bicchieri
in casa di uno
dei giovani indagati
La difesa
I giovani sostengono che si
è trattato di un incontro
consenziente, ma la ragazza
dice che di quella serata
non ricorda più niente
Finora niente più di un sospetto.
Quanto basta, comunque, per tenere
aperto il caso cercando di risalire all’identità delle ragazze che si vedono
nelle fotografie trovate sui cellulari
degli arrestati. Anzi: su quello di uno
soltanto di loro, perché l’altro ha
cancellato tutto quando i quotidiani
locali hanno pubblicato notizia di
due giovani della zona inquisiti per
violenza sessuale. «Hai visto che dice il giornale?» chiede preoccupato
uno dei due all’altro. La risposta è:
«Non ti preoccupare». Quasi una
certezza di impunità. Come dire che
tanto nessuno potrà mai provare che
il rapporto non fosse consenziente.
E invece qualcosa nel piano non
ha funzionato. Con i due ragazzi e
con la vittima quella sera c’era anche
un’amica di lei che non ama i superalcolici e detesta la schweppes. Dettagli non secondari visto che proprio una bottiglia della bibita e una
di vodka sono state poi sequestrate
nella villa con piscina del festino
hard e sono diventate il punto-chiave dell’inchiesta. Perché in quel che
era rimasto da bere i consulenti del
pubblico ministero hanno scovato,
guarda caso, tracce di Ghb.
L’amica della ragazza violentata
aveva rifiutato di bere e di partecipare al crescendo di proposte sessuali
dei due ragazzi. Aveva anche provato
a interrompere quella specie di festino hard e a convincere l’altra a tor-
La sostanza
Ghb
‘‘
Il gammaidrossibutirrato, che
viene identificato più
comunemente con l’acronimo
Ghb, è la cosiddetta «droga
dello stupro» e ha effetti
molto simili a quelli prodotti
dall’alcol facendo perdere i
freni inibitori e soprattutto
provocando una vera e
propria amnesia relativa alle
ore successive
all’assunzione. In Italia
questa sostanza (con il nome
commerciale di Alcover) è
stata approvata per l’utilizzo
nella terapia dell’alcolismo.
Il Ghb è stato anche
utilizzato per trattare la
depressione clinica e
l’insonnia. La sostanza
provoca dipendenza fisica
con crisi di astinenza della
durata di 3-15 giorni
caratterizzate da ansia,
tremori, crampi muscolari e
insonnia. Il Ghb si può
rintracciare nelle urine con
un esame eseguito entro 24
ore dall’assunzione
nare a casa ma si era sentita dire «lasciami stare, mi sto divertendo». La
stessa voce che ha negato tutto il
giorno dopo: «Non è possibile, non
posso aver fatto questo, non posso
aver detto così» ha ripetuto incredula la vittima della violenza ascoltando il resoconto di una notte vissuta
senza rendersene conto. Non ricordava nulla, nemmeno un dettaglio.
Soltanto una sorta di effetto-sbornia
svegliandosi il mattino dopo a casa
dell’amica che è diventata poi la testimone delle richieste pornografiche dei due accusati. Confusa, stordita, incapace di ricostruire anche
un solo passaggio della nottata, la
ragazza ha raccontato tutto a sua
madre , poi alle operatrici del «codice rosa» dell’ospedale di Pontedera e
infine alla polizia.
Quando gli agenti hanno perquisito le ville dei due ragazzi non osavano sperare di trovare indizi utili
alle indagini. Troppo facile disfarsi
di eventuali prove per l’inchiesta. E
invece c’erano le bottiglie con i resti
«contaminati».
Loro negano di aver mai utilizzato
Ghb: si è trattato semmai di sesso
consenziente fra persone adulte,
giurano ai loro avvocati e alle loro
famiglie, mentre davanti al giudice
hanno preferito non dare nessuna
risposta. Anna Francini difende
Edoardo Nieri: «L’ho visto molto
provato» dice, specificando che il
suo assistito «non ammette niente e
non sa assolutamente nulla di Ghb»,
anticipo di una difesa che potrebbe
rompere l’amicizia dei due. Le bottiglie incriminate erano a casa dell’altro. Niente di più probabile che alla
fine si arrivi ad accusarsi a vicenda.
Accoltella
il compagno:
in arresto
giornalista tv
Piero Lorusso, 46 anni,
avvocato che conta
numerose apparizioni in
televisione, è finito in
ospedale con ferite
giudicate guaribili in venti
giorni. A colpirlo è stata
Eleonora De Nardis (nella
foto), 36 anni, giornalista
che ha collaborato in
passato con qualche
trasmissione delle reti Rai.
Ora la donna si trova agli
arresti domiciliari con
l’accusa di lesioni
personali gravi. I poliziotti
hanno trovato l’arma
usata, un coltello, su uno
scaffale della cucina. Il
ferimento è avvenuto verso
l’una della notte tra
mercoledì e ieri. A Ostuni
la movida riempiva i vicoli,
i locali erano ancora tutti
aperti, con i tavolini
Giusi Fasano
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La foto
Etna e Stromboli
uno spettacolo
dall’alto del cielo
I vulcani Etna e Stromboli in
eruzione visti dallo spazio:
sono le straordinarie
immagini, pubblicate su
Twitter, dagli astronauti Reid
Wiseman e Alexander Gerst,
che le hanno scattate dalla
Stazione spaziale
internazionale. Nell’immagine
, all’interno dei cerchi rossi, si
può vedere distintamente la
grande colonna di fumo che si
alza dal cratere dell’Etna.
Meno imponente, ma visibile
anche dallo spazio, la fumata
sull’isola di Stromboli, dove
comunque centinaia di turisti
ammirano da giorni lo
spettacolo della lava che si
riversa in mare.
sistemati sugli scalini del
borgo antico. Da una
finestra si sono sentite
urla, poi una voce di donna
più forte, infine il gemito
di un uomo. Dopo qualche
minuto Lorusso è sceso in
strada con il braccio e la
gamba insanguinati,
chiedendo aiuto. Qualcuno
ha chiamato il 118, altri la
polizia. In casa è rimasta la
donna, e lì si sono recati gli
agenti per cercare di capire
come l’avvocato, poi
condotto all’ospedale di
Ostuni, si fosse ferito. Una
ricostruzione più completa
dei fatti è stata fatta dopo
che, nella tarda mattinata
di ieri, sono stati ascoltati
coloro che avevano in
qualche modo assistito alla
scena. La giornalista è stata
interrogata lasciando il
commissariato in stato di
arresto. La sua versione dei
fatti non ha convinto gli
investigatori che ritengono
sia lei la responsabile delle
lesioni.
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Il funerale Il vescovo nell’omelia ricorda il «calvario di sospetti e di accuse» che ha accompagnato la vita del sacerdote. In chiesa Giovanardi e Gasparri
L’addio a don Gelmini: «Nessuno può essere giudice»
DALLA NOSTRA INVIATA
AMELIA (Terni) — Sulla
tomba ci sarà scolpita quella frase che lui stesso aveva
scelto per essere ricordato:
«Vi ho amati tenerissimamente». Nella memoria di
congiunti, collaboratori,
amici potenti e sconosciuti
e di centinaia di ex tossicodipendenti, resteranno per
sempre quelle parole scelte
dal vescovo di Terni, Giuseppe Piemontese, che ha
officiato il suo funerale:
«Solo Dio giudica».
L’ultimo addio a Don
Pierino Gelmini, «figura
complessa e controversa»,
come è stato definito, si è
svolto ieri mattina a Molino Silla, sede della comu-
nità «Incontro», dove l’ex
sacerdote verrà tumulato
non appena sarà pronto il
mausoleo a lui dedicato.
Alleluja e bandiere e la
commozione dei suoi «figli» per quello che il vescovo ha definito il «calvario»
di don Pierino, ricordando
che «in un contesto di sospetti e accuse, nessun uomo può ergersi a giudice, e
men che meno pronunciare condanne».
Da Gerusalemme
Tra i presenti alla
cerimonia anche l’ex
vescovo di Gerusalemme,
Hilarion Capucci
Un’allusione alle terribili
accuse di aver molestato
sessualmente una decina
di ospiti della comunità,
per le quali don Gelmini
era sotto processo a Terni,
che avevano causato la sua
riduzione allo stato laicale,
come lui stesso aveva chiesto accadesse, per potersi
difendere adeguatamente.
Il processo era stato sospeso temporaneamente il primo luglio scorso perché il
giudice aveva accolto una
perizia che lo descriveva
non in grado di «partecipare coscientemente» al processo. Ma «un sacerdote resta tale per sempre» ha rimarcato ieri il vescovo. E «a
muovere don Pierino — ha
aggiunto — è stata la fede
Funerali Da destra sono riconoscibili il cantante Amedeo
Minghi, l’ex sottosegretario
Carlo Giovanardi e il vicepresidente del Senato Maurizio
Gasparri, che era molto legato a don Pierino Gelmini
in Dio» e il rispetto di tre
condizioni: «La ricerca del
senso di noi stessi, del
mondo circostante; la vita
che viene vissuta nella responsabilità della condivisione dell’umanità; una vi-
ta vissuta nella testimonianza della carità, l’accoglienza nel servizio
compassionevole».
Parole che hanno fatto
annuire, con gli occhi lucidi, tanti giovani e meno
giovani, passati attraverso
la tossicodipendenza e recuperati alla vita nella comunità. Tra questo fiume
di gente lo scambio di abbracci e ricordi è andato
avanti a lungo, in molti sono arrivati con un inusuale
(per loro) abito scuro e cravatta, c’erano anche le
mamme, e c’erano ex tossicodipendenti divenuti
operatori sanitari.
Tutto era iniziato con le
preghiere della lunga veglia che aveva chiamato a
raccolta il popolo di don
Gelmini nel palazzetto dello sport di Molino di Silla,
dove, sull’altare consacrato, era stata esposta la salma. Al termine della funzione, invece, un caloroso
applauso e uno sventolio di
bandiere.
Presenti alla cerimonia
anche monsignor Hilarion
Ben Bashir Capucci il sacerdote 92enne, già vescovo
ausiliare presso l’Arcieparchia di Gerusalemme dei
Melchiti, e il sindaco Riccardo Maraga che ha assicurato il suo impegno per
la costruzione di un mausoleo in onore di don Gelmini.
Virginia Piccolillo
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Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
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Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
Cronache 21
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
Sanità Nessuna deroga nel privato, nel pubblico le strutture possono accantonare un fondo risarcimenti. I chirurghi: «Pesanti conseguenze per i pazienti»
Oggi parte l’obbligo di assicurazione. Caos e dubbi tra i medici
La malasanità costa al servizio sanitario milioni in risarcimenti, ma
ancora di più la medicina difensiva
(test inutili, interventi chirurgici effettuati solo con la massima sicurezza, ricoveri al pronto soccorso anche
se non servono), degenze prolungate:
ben 13 miliardi di euro all’anno. La situazione rischia di peggiorare ora per
nuove norme che riguardano l’obbligo di assicurazione. Perché le regole
non sono uguali per tutti.
Da oggi (15 agosto) partono le
nuove norme: assicurazione obbligatoria per i professionisti della sanità e
per le strutture private. Circa 200 mila
medici dovranno essere coperti per la
responsabilità civile sanitaria, pena
una sanzione disciplinare. Quelli delle strutture pubbliche (115 mila), invece, non saranno interessati. Devono solo stipulare una polizza che li
protegga nei soli casi in cui si verifichi
la «colpa grave», per un valore intorno ai 400-500 euro all’anno.
L’obbligo di assicurazione per il
pubblico non è poi proprio un obbligo. Aziende ospedaliere, Asl, Regioni
possono adottare anche l’autoassicurazione. Cioè non pagare polizze, ma
accantonare un fondo per eventuali
risarcimenti. Se la responsabilità è
della struttura. Se la responsabilità è
del medico, non è chiaro chi paga
quando la colpa non è grave.
Forte la preoccupazione degli specialisti più esposti. I ginecologi su
tutti, per i quali i premi assicurativi
potrebbero arrivare anche a 20 mila
euro annui. E i giovani che non hanno
certo entrate tali da poter pagare polizze molto care. Per tutelare queste
figure, entro fine anno il ministero
della Salute dovrebbe istituire un
«fondo di solidarietà».
Duri i chirurghi. Diego Piazza, presidente dell’Associazione dei chirurghi ospedalieri italiani (Acoi), attacca:
«I medici saranno costretti ad assicurarsi in proprio, ma le Asl, di fatto,
non avranno l’obbligo di assicurarsi
perché potranno scegliere forme di
autoassicurazione. Con pesanti conseguenze per i pazienti». In Italia, pe-
raltro, la malasanità è un’emergenza
secondo una ricerca comparata su 18
sistemi europei svolta dall’università
di Goteborg: l’Italia è nella parte bassa
della classifica. E ogni anno un milione e 200 mila italiani migrano all’estero per farsi curare.
Interviene Giampiero Maruggi, direttore dell’azienda ospedaliera San
Carlo di Potenza e vicepresidente vi-
mila i medici nel settore privato
che da oggi dovranno essere coperti per la responsabilità civile sanitaria. I 115 mila medici di ospedali e Asl devono invece stipulare
una polizza per «colpa grave»
miliardi l’anno, il costo della cosiddetta «medicina difensiva»:
ovvero test inutili, interventi chirurgici effettuati solo con la massima sicurezza, ricoveri al pronto
soccorso anche se non servono
200 13
cario della Federazione italiane delle
aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso). «Noi in Molise abbiamo scelto
l’autoassicurazione. I pazienti devono
stare tranquilli perché i medici sono
comunque coperti. Certo pero che se
la colpa è solo loro e la struttura non
c’entra...».
Al momento il mercato polizze è
per due quarti appannaggio di compagnie estere (a volte con capitali di
copertura irrisori) che agiscono in Libera prestazione di servizi (Lps). Un
altro quarto è il «fai da te» di Regioni
o ospedali. In allerta Cittadinanza attiva, voce dei pazienti. Spiega il segretario generale Antonio Gaudioso:
«Bene l’obbligo, ma c’è ora il pericolo
di una disomogeneità delle effettive
coperture con il rischio che siano poi i
cittadini a pagarne il conto».
E i famosi uffici legali a caccia di
episodi di malasanità? Roberto Simioni, presidente di Obiettivo risarcimento (Or), interviene: «Noi siamo
una società (composta di medici, legali e tecnici) che si occupa di tutoring dei danni alla persona finalizzata
all’ottenimento di un giusto risarcimento anche dopo un danno da malpractice. Selezioniamo attentamente i
casi da seguire, approfondendo solo il
10% delle 8.000 richieste che arrivano
ogni anno (dati 2013). Purtroppo,
l’assenza di riferimenti certi in tema
di malasanità ha reso di fatto impraticabile una corretta funzione assicurativa perché mancano dati accertabili e
verificabili».
Come negli Stati Uniti dove si applica una sorta di bonus e malus, con
sconti per i più bravi.
Mario Pappagallo
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La rivoluzione Per i dipendenti anche un corso di meteorologia. «Nessuna riduzione dello stipendio»
Immigrazione
Niente lavoro quando piove
La gelateria che cambia le regole
Da maggio
arrestati
539 scafisti
Accordo Grom-sindacati: le ore recuperate con il sole
MILANO — Uno scorcio alle
carte del tempo tra vortici depressionari, temperature e immagini satellitari. Poi, via, a
destreggiarsi tra ordinazioni,
vaschette e coni. E se piove?
Niente, si sta a casa. In attesa
del sole.
L’intesa è stata firmata da
poco. Mette d’accordo, senza
aver richiesto lunghe contrattazioni, azienda e sindacati.
Introduce, forse involontariamente, la figura del «gelataiometeorologo». E stabilisce un
principio di certo innovativo:
se il tempo promette soltanto
nuvoloni e acqua il negozio resta chiuso, i dipendenti non
lavorano, risparmiano ore e
possono recuperare soprattutto il fine settimana, quando —
ci si augura — dovrebbe tornare il sereno.
A stabilirlo è un contratto
integrativo aziendale tra Grom
— la catena di gelaterie con
750 dipendenti, 63 punti vendita (compresi Malibu, New
York, Osaka, Parigi, Tokyo) —
e i sindacati. Un accordo «figlio» di quello dell’agosto
2012, accolto, ai tempi, da parole entusiasmanti dagli esponenti di Filcams-Cgil. «Da allora abbiamo cercato di privilegiare i rapporti di impiego a
tempo indeterminato, pur in
tempi difficili», ricorda Guido
Martinetti, fondatore del marchio insieme con Federico
Grom. Che però, come tutti gli
altri, deve fare i conti con l’andazzo del mercato.
«C’è sempre più l’esigenza
di gestire il personale al meglio, soprattutto in un periodo
come questo dove i consumi
calano tra il 10 e il 30 per cento
nel settore della ristorazione e
in un’estate che, al Centro e al
Nord, è stata tutto tranne che
calda e soleggiata».
La decisione se tenere chiuso il negozio o aprirlo — chiarisce Martinetti — è del direttore del punto vendita stesso.
La società
«L’esigenza è gestire
il personale al meglio,
soprattutto con la crisi»
«Non c’è nulla di centralizzato,
sono proprio loro, i singoli responsabili, i migliori osservatori del meteo locale, soprattutto in questa stagione dove il
tempo cambia spesso nel giro
di poche ore».
Una decisione, però, che
non arriva dal nulla o dal-
In Cina
L’azienda
Catena
Grom è una
catena di
gelaterie fondata
a Torino nel 2003
da Federico Grom
e Guido
Martinetti (sopra
nella foto,
rispettivamente a
sinistra e a destra).
Il marchio si è
diffuso in 34 città
italiane e in 5
all’estero (New
York, Parigi,
Tokyo, Osaka e
Malibu). Sono 63
in totale
Il successo
Nata da un
investimento
iniziale di 32.500
euro per socio,
prestiti a fondo
perduto dai
genitori ed un
prestito bancario
di 60 mila euro. Il
prodotto nasce
usando come
ingredienti
prodotti di
stagione
In fuga dallo «tsunami» nel fiume
È uno spettacolo che si verifica in queste proporzioni una volta all’anno, suggestivo e pericoloso
per chi si avvicina troppo. Il fiume Qiantang, nella provincia cinese dello Zhejiang, è uno dei pochi
corsi d’acqua al mondo dove si producono onde di marea, ossia le onde provenienti dal mare che
risalgono la foce convergendo e alzandosi per diversi chilometri (foto Xu Kangping/Epa).
Produzione
Dal laboratorio di
Torino le miscele
liquide vengono
distribuite alle
gelaterie dove
vengono
mantecate
fresche ogni
giorno
l’umore del gestore. Perché il
mese scorso tutti i direttori dei
negozi Grom hanno imparato i
rudimenti della meteorologia.
«Tre ore di corso, tenute dal
professor Freppaz dell’Università di Torino», ricorda Martinetti. «Abbiamo cercato di dare le informazioni di base sul
tempo: dalla capacità di lettura
dei dati satellitari fino ad arrivare a capire come evolverà il
tempo cercando di calcolare
l’attendibilità delle previsioni
fornite dai diversi siti web».
L’accordo integrativo non
riguarda soltanto il periodo
estivo, ma dura tutto l’anno ed
è legato a ogni tipo di contratto, dall’indeterminato fino a
quello a termine. Soprattutto,
«non intacca le entrate mensili
di ogni dipendente», assicurano dall’ufficio del personale:
«Alla fine del mese — maltem-
La validità
L’intesa non riguarda
solo il periodo estivo, ed
è legata a ogni contratto
po o non — ognuno di loro
non si ritroverà meno soldi in
busta paga perché in caso di
improvvisi cali di attività si
“pesca” dalla cosiddetta “banca delle ore”».
Insomma: secondo i vertici
di Grom non serve maledire il
brutto tempo. Anzi. Gli orari
sono flessibili, l’azienda ottimizza i costi e non si rischiano, alla fine né conti di gestione con segno meno né, di conseguenza, posti di lavoro. «Se
poi qualcuno dei nostri direttori decide di voler far altro
nella vita — scherza Martinetti
— potrà, grazie a noi, riciclarsi
pure come meteorologo».
Leonard Berberi
@leonard_berberi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il metodo controverso
Stamina, il Tribunale dell’Aquila interviene ancora: Noemi va curata
Noemi Sciarretta, la bimba di Guardiagrele (Chieti)
affetta da Sma1, Atrofia muscolare spinale, dovrà
essere trattata con il «metodo Stamina» presso gli
Spedali Civili di Brescia. Lo ha deciso il Tribunale
dell’Aquila che ieri ha dato via libera alla cura con
l’infusione di cellule staminali. L’ordinanza giunge
dopo l’istanza di ricusazione degli Spedali Civili di
Brescia e la nomina ad ausiliare del giudice per la
dottoressa Erica Molino, biologa dallo staff di Stamina,
già nominata nell’ordinanza del tribunale dell’Aquila.
Non solo. Ci sarà anche un’inchiesta «sul mancato
adempimento» da parte degli Spedali Civili di Brescia
di quanto disposto nell’ordinanza del Tribunale
dell’Aquila (per cure immediate entro il 25 luglio
scorso a Noemi con il metodo stamina). I giudici
Inventore
Il professore
Davide Vannoni
aquilani hanno denunciato per la seconda volta le
mancate cure a Noemi. Ma gli Spedali di Brescia hanno
da parte loro ribadito «quanto già più volte segnalato
all’opinione pubblica e cioè di aver sempre
puntualmente dato esecuzione agli ordini predetti».
«Laddove è risultato necessario — afferma il direttore
generale Enzo Belleri — l’Azienda si è limitata a
richiedere ai giudici di indicare in modo preciso le
modalità di esecuzione delle ordinanze stesse».
«Il Tribunale dell’Aquila ribadisce e rafforza quanto già
espresso. Non c’è peggior sordo di chi non vuole
sentire», così il presidente di Stamina Foundation,
Davide Vannoni, ha commentato su Twitter la nuova
ordinanza del tribunale aquilano. «Speriamo di poter
effettuare a metà della prossima settimana le infusioni
secondo il metodo Stamina alle piccole Celeste e
Noemi, entrambe affette da Sma1» dichiara da parte
sua Marino Andolina, vicepresidente di Stamina
Foundation. «Stiamo cercando di organizzarci dal
punto di vista tecnico e dal punto di vista degli impegni
personali per farle nella stessa data, anche per motivi di
convenienza economica — spiega Andolina —. Ricordo
che è tutto a nostro carico e dei volontari». Il comitato
scientifico sulla sperimentazione del metodo nominato
dal ministero della Salute «darà un responso definitivo
verso settembre od ottobre», ha detto oggi il ministro
della Salute Beatrice Lorenzin, a Uno Mattina. Intanto il
papà di Noemi dice: «Siamo sereni, aspettiamo
l’infusione e che la giustizia faccia il suo corso».
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Un record: 100 mila arrivi. Dati
forniti dal ministro dell’Interno
Angelino Alfano che a Lampedusa,
dove è andato ieri per ringraziare le
forze dello Stato impegnate
nell’emergenza immigrazione, ha
voluto lanciare l’ennesimo
ultimatum all’Europa: «O subentra
all’Italia nell’operazione Mare
Nostrum, o il governo sarà presto
costretto a prendere decisioni. Non
molliamo sull’idea che sia l’Europa a
dover presidiare la frontiera del
Mediterraneo: l’obiettivo è che
l’agenzia Frontex prenda per intero
su di sé il compito di pattugliare
questa zona marina ed è un obiettivo
che siamo sicuri di centrare». Il
prossimo 18 ottobre l’operazione
compirà un anno e, dice Alfano,
«non ci potrà essere un secondo
anniversario; se l’Europa non
dimostrerà subito la capacità di
prendere in mano la missione, l’Italia
dovrà assumere le proprie decisioni
ed io ho una mia idea a riguardo che
sono pronto a portare all’attenzione
del governo». Dopo le parole, i
numeri. Il ministro ha sottolineato i
risultati del contrasto al traffico di
uomini, che ha portato all’arresto di
539 scafisti nel periodo 1 maggio
2013-13 agosto 2014. Quest’anno,
inoltre, sono stati rimpatriati quasi
10 mila migranti, mentre sono oltre
53 mila quelli attualmente presenti
nelle strutture di accoglienza: il 28%
in Sicilia, la regione che sopporta il
peso maggiore. «Non c’è equilibrio
territoriale tra le varie regioni per
quanto riguarda l’accoglienza», ha
sottolineato Alfano. Secondo i dati, le
regioni di primo arrivo dei migranti
nel periodo 1° agosto 2013 - 31
luglio 2014 sono innanzitutto la
Sicilia, con 97.038 persone pari
all’81%, poi la Puglia con 9.339
migranti pari all’8%, e la Calabria con
7.257, il 6%. Nello stesso periodo
sono stati arrestati i 539 scafisti
mentre i migranti soccorsi dai mezzi
di Mare nostrum sono stati 70.305.
Le domande di asilo esaminate sono
state 35.424, di cui 24.435 con esito
positivo mentre 9.691 sono state
respinte. Gli stranieri regolari al 31
luglio sono 3.931.162. Le nazionalità
prevalenti: Marocco (527.403),
Albania (504.785) e Cina (327.980).
«Alfano ha deciso di provare a
ricostruirsi una credibilità sparando
sul governo come se non ne facesse
parte», ha attaccato il capogruppo
alla Camera di FdI, Fabio Rampelli.
Mentre il segretario della Lega Nord,
Matteo Salvini, ha addirittura
indirizzato pubblicamente un
«vaffa...» al ministro Alfano per i 100
mila migranti arrivati in un anno.
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22
Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
Cronache 23
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
Ricerca Prototipo dell’Istituto di tecnologia di Genova. Il materiale flessibile fa gola a Nokia e Samsung
La super-batteria italiana al grafene
che farà correre auto e telefonini
Dura il 25% in più e può ricaricare rapidamente le macchine elettriche
L’impiego
La racchetta da tennis
La Head ha usato il grafene
per alleggerire il manico
delle sue racchette: sono
usate da Novak Djokovic
(foto) e Maria Sharapova
La chiave di tutto è il grafene:
un foglio a due dimensioni dello
spessore di un atomo di carbonio, scoperto nel 2004 da due ricercatori russi che nel 2010 hanno vinto il premio Nobel. Ha caratteristiche uniche: è flessibile,
impermeabile e, soprattutto per
quanto riguarda i ricercatori italiani dell’Istituto di tecnologia, è
un conduttore elettrico. Ebbene,
lavorando sulla base di queste
premesse a Genova hanno messo a punto un prototipo unico al
mondo: una batteria che grazie
ad un anodo trattato con il grafene garantisce un’efficienza superiore del 25% rispetto a una
tradizionale batteria al litio. Un
quarto in più di corrente insomma, che può essere utilizzata per
alimentare auto elettriche o i vari dispositivi elettronici che utilizzano batterie, dagli smartphone ai tablet ai personal
computer. Una tecnologia tutta
italiana (con il team genovese di
Vittorio Pellegrini e Bruno Scrosati hanno lavorato il Cnr e la Sapienza di Roma), pronta per lo
sviluppo industriale e che sta
già raccogliendo l’interesse di
produttori dell’automotive e di
gruppi elettrici, come la Bluecar
del gruppo Bollorè e l’Enel.
La notizia «ufficiale» della
batteria italiana al grafene sarà
diffusa tra pochi giorni da «Nano Letters», una delle bibbie
mondiali delle nanotecnologie e
dell’elettrochimica. Ciò che i ricercatori italiani hanno fatto è
sostituire con procedimenti
speciali il grafene alla normale
Applicazioni
Lo scienziato
Pellegrini: per i veicoli
rifornimento in
minuti invece che ore
La parola
Grafene
‘‘
Il grafene è un materiale costituito da uno
strato monoatomico di atomi di carbonio (ha
cioè uno spessore equivalente alle dimensioni di un
solo atomo) ed è molto duro. Viene ottenuto in
laboratorio dalla grafite, che è un minerale. Le
scoperte su questo elemento e le sue applicazioni
sono valse il premio Nobel per la fisica 2010 ai due
fisici Andre Geim e Konstantin Novoselov
dell’Università di Manchester
grafite utilizzata per l’anodo di
una comune batteria al litio, con
il risultato che gli ioni di litio si
sono «attaccati» assai più copiosamente al nuovo materiale.
Il grafene, detto per inciso, ha
tra le sue caratteristiche quella
di avere il più elevato rapporto
tra superficie e peso: con un solo
grammo si possono ricoprire
2.600 metri quadrati. All’Iit hanno trovato il modo di trattarlo in
una soluzione, ottenendo una
sorta di «inchiostro» che viene
poi spalmato sull’elettrodo della
batteria. In più, la sua flessibilità
e robustezza sono uniche, tanto
che colossi come Nokia e Samsung si sono già mossi. Il gruppo coreano ha da tempo messo il
suo timbro su touchscreen flessibili per i telefonini. Ora si aprirebbe la prospettiva di estendere la flessibilità anche alle batterie dei cellulari, che potrebbero
così essere ripiegati e messi in
tasca dopo l’uso. E visto che il
grafene non perde le sue proprietà anche con torsioni del
40%, a mettere gli occhi sul materiale è stata anche la Head, che
La sentenza
ha chiesto a un’azienda coreana
di fornirle il grafene per alleggerire il manico delle sue racchette
da tennis e renderle più potenti.
Quegli attrezzi sono ora nelle
mani di campioni come Novak
Djokovic e Maria Sharapova.
Una delle prospettive più interessanti agli occhi europei e
italiani, tuttavia, riguarda l’annoso problema di come «immagazzinare» energia in modo efficiente. La diffusione dell’auto
elettrica, ad esempio, è frenata
dalla scarsa autonomia garantita fino a oggi dalle batterie, e
dalla lunghezza dei tempi di ricarica, che vanno dalle 6 alle 8
ore. Il prototipo italiano, dice
Pellegrini, «in prospettiva apre
la strada allo sviluppo di batterie che si potrebbero ricaricare
nell’arco di minuti, non ore».
Più energia e tempi ridotti,
quindi. Ma quanto costa il grafene, e chi lo produce? A Genova,
oggi, i ricercatori dell’Iit si autoproducono un paio di litri al
mese di «inchiostro», e un contenitore da un centinaio di millilitri costa tra i 3 e i 400 euro. Diverso sarebbe lavorare su scala
industriale: a Como lo fa la Directa Plus, maggior produttore
europeo con 30 tonnellate l’anno, che ha stretto accordi con
l’Iit. Per una volta un’accoppiata
italiana ricerca-industria potrebbe rivelarsi vincente.
Stefano Agnoli
@stefanoagnoli
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Cina
Il telefono flessibile
Samsung sta lavorando a
touchscreen flessibili: ora
si potrebbe rendere tale
anche la batteria e quindi
pieghevole tutto il cellulare
Addio camerieri,
al ristorante
servono i robot
Alcuni addetti di un ristorante a
Kunshan, in Cina, caricano il
cibo sui carrelli di alcuni robot
che hanno sostituito i camerieri.
L’esperimento ha consentito al
locale di diventare una vera e
propria attrazione e di
ottimizzare i costi. Nel ristorante
sono già entrati in servizio una
dozzina di «automi» in grado di
servire ai tavoli. Alcuni di loro,
presto, saranno addestrati ad
eseguire anche alcune operazioni
in cucina. Le macchine di ultima
generazione stanno
progressivamente sostituendo
l’uomo in una serie di mansioni
in uno scenario che sembrava
appartenere alla fantascienza.
L’auto elettrica
Il grafene potrebbe
essere impiegato nelle
auto elettriche: le batterie
si ricaricherebbero nel
giro di minuti e non ore
Stop alimenti
per la figlia
che non studia
all’università
Una coppia divorziata. Lui è
un artigiano alle prese come
molti con la crisi economica
e versa il contributo mensile
per il mantenimento della
figlia, che a 29 anni è ancora
all’università. Il padre
chiede ma non riesce a
ottenere alcuna
informazione su quanti e
quali esami ha sostenuto la
ragazza, forse anche a causa
dei problemi di
comunicazione con
quest’ultima e con l’ex
moglie. Così si rivolge al
tribunale che, dopo aver
verificato che la studentessa
ha superato solo sette esami
alla facoltà di Lettere,
praticamente meno di un
esame all’anno, gli dà
ragione. I giudici del
tribunale di Genova, come
raccontato dal Secolo XIX,
hanno accolto il ricorso del
padre e dichiarato lo «stop»
agli alimenti. L’artigiano, un
falegname finito in cassa
integrazione, si era deciso a
ricorrere alle vie legali
perché voleva che fosse
rispettato quello che, da
genitore, ha sempre
considerato un diritto: poter
essere aggiornato sul
percorso e sui risultati dei
figli all’università. Il
collegio giudicante
presieduto da Alberto Haupt
ha valutato l’iter
accademico della ragazza e
verificato che la figlia già
due anni fa aveva
«archiviato ogni ambizione
di terminare gli studi». Pur
non lavorando, infatti, non
si è mai iscritta al Centro
per l’impiego come
disoccupata. In ogni caso gli
scarsi risultati di lei
all’università, secondo il
tribunale, non le danno più
diritto al mantenimento. Se
è vero che «non è possibile
fissare un termine
all’obbligo di
mantenimento dei
genitori», è stato il verdetto,
«è indiscutibile che esso
non possa protrarsi oltre un
limite ragionevole».
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Il personaggio Le rivelazioni raccolte dal suo biografo e pubblicate da «Vanity Fair». La donna, due volte in carcere, adesso ha 91 anni e vive a Nizza
JFK, Branco e Chagall, le memorie di una maitresse
DAL NOSTRO INVIATO
PARIGI — Cos’hanno in comune Jfk, Chagall, Gheddafi e
Marlon Brando? Erano tutti
clienti di Madame Claude, la più
famosa maîtresse del dopoguerra che ha «servito» fino alla fine
degli anni 70 il jet-set dell’epoca: al 18 Rue de Marignan, dietro
gli Champs-Élysées, si recavano
ambasciatori, presidenti, duchi,
lord e sceicchi ma anche stelle di
Hollywood e magnati dell’industria. Finché il fisco non venne a
battere cassa, dopo l’arrivo all’Eliseo nel 1974 di Valery Giscard d’Estaing, non più disposto a tollerare quell’intreccio di
uomini di Stato e squillo. Madame Claude finì in carcere, ma
dopo quattro mesi, grazie alle
sue protezioni altolocate, fuggì a
Los Angeles, dove incontrò William Stadiem, scrittore e giornalista di Vanity Fair, che la con-
vinse a diventare il suo biografo.
È lui che nell’ultimo numero
della rivista americana svela
aneddoti sconosciuti, raccolti
anche attraverso testimonianze
di amici ed ex clienti. Compare
nientemeno che Marc Chagall: il
pittore avrebbe frequentato la
«maison» con la scusa di dipingere dei nudi. Riguardo alle visite di JFK emerge che l’ex presidente americano esigeva sempre ragazze simili a Jackie, ma
«più calde». Povera Jackie. E
pensare che anche l’uomo che
sarebbe stato il suo secondo
marito, Aristotele Onassis, era
un habitué di Madame. L’armatore greco, quando stava ancora
con Maria Callas, approfittava
della dipendenza affettiva della
cantante per farsi accompagnare da lei in questo luogo di perdizione e pare facesse richieste
così sorprendenti da far impallidire persino la navigata Claude.
Stadiem racconta che frequentavano le sue ragazze anche attori del calibro di Marlon
Brando, imprenditori come
Henry Ford, il banchiere Elie de
Rothschild, il colonnello Gheddafi e lo scià di Persia: Reza Pahlavi «pagava in gioielli» e «ogni
venerdì voleva un gruppo di ragazze con lui sul volo per Teheran». C’erano poi Jane Fonda e
l’allora marito Roger Vadim. Ri-
I personaggi
Il racconto di Madame Claude:
Onassis veniva qui con Maria Callas
velazioni da prendere con le
pinze, poiché Madame era
un’inguaribile bugiarda, arrivata a inventarsi una vita immaginaria e a farsi tatuare un numero
da deportata per sostenere di essere stata in un campo di concentramento. Al secolo Fernande Grudet, nata 91 anni fa ad
Angers, nella regione della Loira, accampa origini alto borghesi mentre i ben informati dicono
che suo padre vendeva snack alla stazione ferroviaria. Dice di
aver avuto due fratelli che hanno studiato dai gesuiti di cui però non c’è traccia all’anagrafe.
Sostiene anche di non aver mai
fatto la prostituta. Una cosa è
certa, la convinzione che l’ha
portata a Parigi agli inizi degli
anni sessanta: «Due cose funzioneranno sempre: cibo e sesso. E io non so cucinare» diceva.
Il presidente
Secondo i
racconti di
Madame
Claude anche
John Fitzgerald Kennedy
era tra i frequentatori
della sua casa chiusa a
due passi dagli ChampsÉlysées:
chiedeva ragazze simili
a Jackie, ma
«più calde»
Attirava i clienti di livello garantendo discrezione. La sua è
stata tra le prime case chiuse a
prendere richieste per telefono
(da qui il termine «call girls»).
Ragazze avvenenti ed eleganti.
«Cigni», le chiamava Claude
quando passavano la sua rigorosa selezione. Che iniziava da
un test di cultura generale (con
domande del tipo «Qual è la formula chimica dell’acqua?») e fiL’artista
Il pittore Marc
Chagall, nato
in Bielorussia
nel 1887 e vissuto in Francia
dal 1910, andava nella casa di Rue de
Marignan ufficialmente per
dipingere dei
nudi femminili:
è una della
tante personalità di cui
parla l’anziana
maîtresse
niva con la prova dell’alcova.
Delle venti candidate che si presentavano ogni mese, di solito
ne veniva «arruolata» solo una.
E poi iniziava una sorta di training, con lezioni di arte e filosofia, e viaggi all’estero per apprezzare altre lingue e culture.
La maîtresse le vestiva da capo a
piedi, scegliendo per loro abiti,
biancheria, calze. Ad alcune la
chirurgia plastica e defalcava le
spese dal loro stipendio. La sua
figura ha ispirato autori e registi. Dal primo libro nel ‘74 di Elizabeth Antébi e Anne Florentin,
al film «Il telefono rosa» di
Édouard Molinaro, seguito da
«Madame Claude» di Just Jaeckin (‘77) e «Madame Claude 2»
di François Mimet (‘81).
Quando nel 1982 tornò in
Francia aveva sessant’anni ma
alla pensione non ci pensava. La
sua vita era nelle alcove. Tornò
in cella per 4 anni prima di dire
addio alla professione. Ora vive
nell’anonimato a Nizza, con
l’unica preoccupazione di ricucire il rapporto con la figlia. Ma i
fantasmi del passato ogni tanto
tornano a bussare alla sua porta.
Alessandra Muglia
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24 Cronache
Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera

La storia È venuta al mondo nell’allevamento animato da un francescano che negli anni 80 faceva il bancario a Milano
La rarità del manto
la rende preziosa
Come i destrieri dei re
di DANILO MAINARDI
S
Unica
La cavalla
bianca
al galoppo,
unica
macchia
chiara
nel branco
di sauri
e bai
dell’allevamento
di cavalli
da corsa
in cui è venuta
al mondo
cinque mesi fa:
sullo sfondo,
dietro
gli alberi,
la cupola
di Santa Maria
degli Angeli,
ad Assisi
La cavallina nata ad Assisi
sarà la prima trottatrice bianca
Negli ippodromi solo animali scuri. Ma lei è figlia di corridori
È come Calimero, ma all’incontrario: nel mondo dei
cavalli da corsa, dove ogni
trottatore nasce o baio (marrone scuro) o sauro (marrone
chiaro) o morello (nero), lei è
nata tutta bianca. Non grigia,
colore nel quale è già raro che
incanutisca nei primi mesi il
mantello di cavalli comunque
nati con i colori del sauro o
del baio o del morello (come
testimonia la pelle scura sotto il pelo): è invece proprio
albina e ha la sottocute rosa
questa cavallina nata in aprile
ad Assisi all’ombra della Basilica del Santo, in un allevamento di trotto animato da
un frate francescano che
quando faceva il bancario a
Milano negli anni 80 era un
declamatore di genealogie e
una presenza fissa del rimpianto (perché chiuso ormai
da due anni) ippodromo di
San Siro.
Una trottatrice tutta bianca: mai successo prima in Italia, e parrebbe mai prima registrato nemmeno in Europa,
almeno a scartabellare gli alberi genealogici delle principali nazioni del trotto continentale, punto di partenza
delle ricerche che sui geni
della cavalla sta ora conducendo all’Università di Perugia il professor Maurizio Silvestrelli, direttore del Centro
di studio del Cavallo Sportivo
presso la facoltà di medicina
veterinaria.
I prodigi, a ben vedere, erano del resto iniziati già prima.
E non solo perché la bisnonna neozelandese Petit Evander era una nanerottola di appena 144 centimetri di altezza, tuttavia talmente combat-
tiva negli anni 70 da piazzarsi
due volte a New York nell’«International Trot». E
nemmeno solo perché la carriera di papà Gruccione Jet,
morello come la pece e laureato del «Premio Presidente
della Repubblica» con la regia
di Giancarlo e Lorenzo Baldi,
fu non poco condizionata da
problemi fisici e ombrosità
caratteriali culminati infine
nel ritiro nel 2007 dopo aver
clamorosamente gettato al
vento la vittoria proprio sul
traguardo del classico «Premio Tino Triossi» all’ippodromo romano di Tor di Valle. Ma soprattutto perché è
già un mezzo miracolo che la
cavallina bianca sia venuta al
mondo: sua madre Melodiass, infatti, dopo aver racimolato in carriera appena
12.000 euro di premi vinti,
una volta pensionata era diventata troppo costosa da
mantenere per il suo proprie-
La madre
Si chiama
Petit Evander,
è alta 144
centimetri ma
coraggiosa
Appello prima del Palio di Siena
«Stop al fantino squalificato ad Asti»
«Stop a Jonatan Bartoletti». Ci sono un esposto e una
diffida per impedire al fantino, conosciuto come
«Scompiglio», di correre domani al Palio di Siena. A
presentarli, come spiega in una nota, l’Associazione
italiana difesa animali e ambiente, ricordando che il
fantino è stato indagato per la morte di un cavallo nel
2013 al Palio di Asti, manifestazione per la quale non
potrà gareggiare per 10 anni in seguito a squalifica. In
particolare l’Aidaa afferma di aver inviato la diffida a
prefetto e sindaco di Siena perché non permettano la
partecipazione di Bartoletti, che per il Palio di sabato
dovrebbe correre per la contrada della Chiocciola.
L’incidente La caduta e la morte del cavallo al Palio di Asti
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tario, che così nella dura crisi
del settore ippico, un momento prima di liberarsene
vendendola e rischiando di
avviarla al macello, la offrì a
Sergio Carfagna: cioè a un ristoratore di Assisi che nel
corso degli anni al proprio
agriturismo aveva affiancato
un allevamento di cavalli cresciuto di livello di pari passo
con la passione ippica dell’amico frate Danilo Riverberi, e illustrato in corsa in particolare dalla femmina Irina
(«Gran Premio Freccia d’Europa») e dal maschio Iglesias,
balzato alle cronache per cinque Gran Premi vinti e suo
malgrado più ancora per la
romanzesca storia del suo rapimento a lieto fine nel 2010.
Se la cavallina bianca — il
cui nome verrà annunciato
l’8 settembre ad Assisi alla
presentazione di un libro di
Giorgio Galvani e Vinicio
Guasticchi su «La scuderia
dei miracoli» — sia destinata
a trottare veloce si saprà non
prima del 2016, visto che ha
solo cinque mesi e i cavalli da
corsa come lei entrano in allenamento intorno ai diciotto
mesi, per poi debuttare in pista a due anni (se precoci) o a
tre anni (se tardivi). Nel frattempo l’hanno già portata a
fare il suo «ballo» in società:
il primo giro di pista, per la
gioia dei bambini la sera di
martedì scorso all’ippodromo di Cesena.
ono rarissimi gli albini e la nascita
in una popolazione di un
individuo dal manto bianco è sempre
qualcosa di magico, di fantastico. Fa
correre la mente ai mitici leoni
bianchi in Africa, a tigri ed elefanti
albini in Asia, per non parlare del
bianco leviatano di Melville o della
colomba della pace di Picasso. Mi
accadde, anni fa, di scoprire un
capriolo albino, al galoppo mentre in
un bosco attraversava una radura
verde e la sua apparizione fu un
incanto indimenticabile. D’altronde,
se il gene dell’albinismo è presente in
una popolazione, prima o poi qualche
individuo albino non può che
comparire. È un gene recessivo quello
dell’albinismo, presente in
mammiferi e uccelli, che in stato di
purezza genotipica nasconde il colore
proprio della specie, qualunque esso
sia, anche il più sgargiante. I
rarissimi albini spiegano bene come
funziona la natura e perché, non a
caso, sono rari. Se in uno stormo di
colombe bigie a una, per sua
disgrazia, capita di nascer bianca,
sarà lei ad attrarre l’attenzione d’un
falco pellegrino o di un lanario. E
sarà, fatalmente, sua facile preda.
Guai, in natura, a non aderire
perfettamente al modello ottimale per
la sopravvivenza. Modello messo a
punto, generazione dopo
generazione, dalla selezione naturale.
Ma agli allevatori piacciono le
varianti. Piace all’allevatore il
cosiddetto «scherzo di natura»: se
appena può ne trae una razza. La
grande varietà delle razze domestiche
del resto ha all’origine questa umana
preferenza per le devianze dal
modello ottimale. Il cavallo bianco
poi, porta con sé un alone di
leggenda. È protagonista di favole e di
miti. È cavalcato da principi azzurri.
È il cavallo dell’uomo di potere. Nelle
parate è sempre il duce, il re,
l’imperatore, colui che cavalca il
simbolico cavallo bianco. La
cavalleria lo segue montando sauri o
roani o morelli, ma bianchi mai, è
proibito. Nei dipinti che raffigurano
lo storico incontro di Teano
(splendido l’affresco nella sala del
palazzo pubblico di Siena) è
Garibaldi, non a caso, a cavalcare un
cavallo bianco. Perché solo chi è raro è
prezioso per la mente umana. Anche
la puledra albina di Assisi (siamo in
attesa del nome…) gode già di una
sua specialissima attenzione.
Quando sarà fatta correre in gare
tutti gli occhi saranno per lei.
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Luigi Ferrarella
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La stampa tedesca e il controverso Monumento alla Vittoria
L’«ANELLO AL NASO» CHE FA BENE A BOLZANO (E ALLA STORIA)
di MARCO DEL CORONA
A
nche un «anello al naso» fa bene alla storia, soprattutto alla
convivenza fra le diverse comunità dell’Alto Adige/Sudtirolo. La constatazione, ruvida ma efficace, è della
Taz, quotidiano berlinese che ha scritto del Monumento alla Vittoria, forse il
lascito architettonico più controverso
del regime fascista nella provincia.
Costruito alla fine degli anni Venti
su progetto dell’architetto Marcello
Piacentini, il Monumento doveva celebrare la vittoria italiana del 1918 ma
si è trasformato con il tempo, per la
popolazione di lingua tedesca, nel
simbolo dell’italianizzazione forzata
imposta da Mussolini. Simmetricamente, per i settori più nazionalisti
della popolazione di lingua italiana il
Monumento ha rappresentato invece
un baluardo dell’identità. Ebbene, dal
luglio scorso la struttura ospita un
percorso espositivo concepito proprio
per contestualizzarne storicamente
presenza e percezione, testimonianza
di decenni drammatici. Il titolo della
mostra permanente da solo dice già
quasi tutto: «BZ ‘18-’45. Un monumento, una città, due dittature» abbraccia l’arco di tempo che va dall’ingresso dell’Alto Adige/Sudtirolo (e del
Trentino) nel Regno d’Italia, al fascismo (la cui altra eredità che ancora divide è l’italianizzazione della toponomastica attuata da Ettore Tolomei) fino all’amministrazione diretta del
Reich nazista.
Come ha riportato il Corriere dell’Alto Adige (lo storico Andrea Di Michele, commentatore della testata, ha
fatto parte del gruppo di lavoro per
l’iniziativa), l’«anello al naso, grazie al
quale il Monumento viene trascinato
fuori dalla stalla della Storia e portato
Ieri e oggi
A sinistra il Monumento della Vittoria con il led
Sopra la celebrazione del 4 novembre nel 1976
alla riflessione contemporanea» cui si
riferisce la Taz è l’anello a led che annuncia il titolo dell’esposizione. La
quale, inaugurata dal ministro Dario
Franceschini, ha già fatto registrare
una buona affluenza di pubblico.
L’operazione di «depotenziamento
etnico», com’è stata definita, è dunque
un esempio, con buona pace degli irredentisti di Eva Klotz e dei fascisti di
CasaPound, cui l’iniziativa non piace
per opposti motivi. Un buon esempio:
un gesto che plasma un presente più
civile. Sul Corriere lo ha scritto l’8 agosto Giovanni Belardelli: l’esposizione,
«ottimamente curata», indica «l’unico
modo serio di porsi di fronte alle esperienze, anche le più controverse e divisive, del proprio passato». Un passato che in Alto Adige/Sudtirolo troppo a
lungo è sembrato non passare.
@marcodelcorona
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Cronache 25
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
Il rapporto La campagna di Goletta Verde. Legambiente contro il portale del ministero della Salute
Stati Uniti
«Mare inquinato ogni 51 chilometri»
Molise in coda, Sardegna la migliore
Analizzati punti a rischio alla foce di fiumi e scarichi di depuratori
ROMA — Due mesi in mare per vedere
da vicino se e dove è inquinato. Per raccogliere campioni di quell’acqua del Mediterraneo che avvolge quasi 7 mila e 500
chilometri di costa e fare le analisi. La storica campagna della Goletta Verde di Legambiente ha consegnato anche quest’anno un rapporto dettagliato e in chiaroscuro. Perché se è vero che «il bilancio
è ancora quello di un mare che gode di
buona salute, con una balneazione garantita in gran parte delle coste», dice il responsabile scientifico nazionale di Legambiente Giorgio Zampetti, è altrettanto vero che «su 264 campioni analizzati,
in maggioranza in punti a rischio come le
foci dei fiumi, sono stati rilevati valori eccessivi di batteri fecali nel 55 per cento dei
casi, praticamente un punto inquinato
ogni 51 chilometri di costa».
Goletta Verde è andata a prelevare
campioni di acqua soprattutto nei punti
critici, lì dove arrivano in mare scarichi
non depurati che minacciano la qualità
delle acque costiere. Sono i circoli di Legambiente e le segnalazioni dei cittadini
ad aver fatto individuare agli esperti i
punti dove fare le analisi. E il verdetto negativo riguarda 124 campioni prelevati
presso foci di fiumi, canali e scarichi so-
spetti mentre sono 22 quelli relativi a
spiagge affollate di turisti. La più alta percentuale di punti critici si trova in Molise:
tre prelievi, tutti fuori norma. E poi in
Abruzzo e nelle Marche, con l’89 e l’83 per
cento dei prelievi risultati inquinati, anche se Legambiente ha tenuto a sottolineare che le due regioni sono state penalizzate dalle forti piogge dei giorni precedenti al campionamento e dall’elevato
numero di corsi d’acqua e canali che sfociano in mare. A seguire Calabria e Lazio,
rispettivamente con il 79 e 75 per cento. Il
risultato migliore è quello della Sardegna,
solo il 10 per cento di punti inquinati.
La disinformazione poi, danno che si
aggiunge alla beffa, regna sovrana. «Il
Portale delle Acque del ministero della
Salute — denuncia la responsabile di Goletta Verde Serena Carpentieri — è poco
chiaro. Sui dati c’è il caos. Spesso i campionamenti sono fatti
lontano dai punti critici, in altri
casi si dice che il mare è balneabile per tutto il tratto di spiaggia
tranne che nel punto esatto in cui
c’è lo scarico, come se fosse possibile circoscrivere l’inquinamento».
Legambiente ha scoperto che il
43 per cento dei punti che per Golet-
La mappa
I punti monitorati,
soprattutto in aree
a rischio come foci
di fiumi e scarichi,
che hanno superato
i limiti consentiti
55,3%
I campioni d’acqua,
risultati fuori legge
per i parametri
microbiologici
ta Verde sono inquinati, risultano invece
balneabili sul sito del ministero, mentre il
47 per cento dei punti inquinati secondo
Goletta non esiste campionamento sul sito del ministero. Infine, continua Carpentieri, «nei pochi casi in cui anche il ministero dichiara la non balneabilità delle acque, quando siamo andati a verificare se
esistessero, sul posto, cartelli di divieto
adeguati che avvisino i bagnanti, li abbiamo trovati solo nel 7 per cento dei casi».
Qualche esempio: in alcuni tratti di
mare come Fano, Alba Adriatica, Nicotera, Portopalo di Capo Passero e Sanremo
sul sito del ministero c’è un bollino rosso
e sopra una striscia verde. Il bagno si può
fare o no? I dati e la grafica si contraddico-
l
Foce de
no tra loro oppure sono discordanti con
quelli rilasciati dalle Arpa, le Agenzie regionali protezione ambientale. A Cuma
davanti al canale di sbocco del depuratore
le analisi di Goletta Verde indicano un
forte inquinamento, il ministero dice che
il luogo è balneabile, l’Arpa Campania sostiene che l’area non è «sufficientemente
campionata». A Ladispoli, la foce dello
Statua per Goletta Verde è inquinata, per
il Portale delle Acque è balneabile ma non
per l’Arpa Lazio. A Reggio Calabria, il lido
comunale, per il ministero non balneabile, presenta invece un servizio di salvataggio e nessun cartello di divieto. Lì la
gente fa tranquillamente il bagno.
«Il vero killer delle acque italiane è ancora una volta la mancata depurazione —
ha detto il vicepresidente di Legambiente
Stefano Ciafani —. Dopo due sentenze di
condanna nel 2012 e nel 2014, la Commissione europea ha avviato la terza procedura d’infrazione per il mancato rispetto della direttiva sulle depurazioni degli
scarichi civili. Il procedimento riguarda
880 città e paesi in tutta Italia, il 28 per
cento del totale, in pratica un italiano su
tre».
Mariolina Iossa
rizia)
ado (Go
DAL NOSTRO INVIATO
45,5%
FRIULI VENEZIA
GIULIA
EMILIA
ROMAGNA
VENETO
85%
La quota
di inquinamento
che si registra presso
foci di fiumi, canali
e scarichi sospetti
12 milioni
Cavallino Treporti (Venezia)
43,5%
LIGURIA
83,3% 88,9%
33,3%
TOSCANA
MARCHE
Gli italiani che vivono
senza depuratori
ABRUZZO
75%
67,7%
LAZIO
CAMPANIA
E Zuckerberg sfida Gates:
un secchio d’acqua gelida
per la ricerca sulla Sla
© RIPRODUZIONE RISERVATA
r
onzo, G
fiume Is
37,5%
63,6%
Il fenomeno
Il fondatore
di Facebook
Mark Zuckerberg (sopra)
e il cantante
Justin Timberlake (a destra)
sono due
delle tante
personalità
che hanno
aderito alla
raccolta fondi
100%
MOLISE
10,3%
SARDEGNA
61,5%
75%
79,2%
SICILIA
BASILICATA
CALABRIA
45,2%
PUGLIA
Spiaggia Li Cossi Oristano
NEW YORK — In due settimane l’associazione Usa per la lotta
alla sclerosi laterale amiotrofica (Als association), ha raccolto 5,7
milioni di dollari grazie alle secchiate di acqua gelata che vip,
personaggi tv, politici e imprenditori si sono tirati addosso per
scommessa, davanti a un obiettivo digitale buono per Facebook o
Youtube. Il gioco sta coinvolgendo ai piu alti livelli grandi
personaggi, non solo dello spettacolo come Justin Timberlake.
Ad auto-infliggersi il gavettone di beneficienza è stato, da ultimo,
Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, che a sua volta ha
lanciato il guanto (forse, in questo caso, il secchio) di sfida a tre
illustri colleghi della silicon valley: Bill Gates, fondatore di
Microsoft; Sheryl Sandberg, direttore generale di Facebook, e
Reed Hastings, numero uno di Netflix. Il ceo di Microsoft, Satya
Nadella, ha accettato anche lui la sfida e l’ha lanciata a sua volta ai
fondatori di Amazon, Jeff Bezos, e di Google, Larry Page. Non si è
ancora pronunciato il ceo di Apple, Tim Cook, sfidato da un altro
top manager della Mela. È una scommessa vera e propria: chi
viene sfidato a tirarsi addosso
un secchio di acqua gelata a
Il gioco e i filmati online sua volta nomina tre persone
che entro 24 ore devono fare
Chi si fa il bagno davanti
altrettanto, se non vogliono
alle telecamere nomina
pagare una penitenza sotto
tre persone: o lo imitano forma di 100 dollari di
o donano 100 dollari
donazione alla Als
Association. La viralità dei
video diffusi sui social
network con l’hashtag #IceBucketChallenge per provare di aver
vinto la sfida e lanciarne un’altra ha letteralmente «inondato»
l’America, ha detto la presidente dell’associazione, Barbara
Newhouse. E ha contribuito ad accendere i riflettori su una
malattia ancora al 100% mortale e per la quale esiste un solo
farmaco approvato, che però aiuta solo ad allungare la
sopravvivenza del malato. «Non abbiamo mai visto niente di
simile nella storia della malattia», ha aggiunto Newhouse, «non
potremmo essere più emozionati per il livello di solidarietà,
generosità e ironia mostrata dalle persone che si sono esibite». Il
risultato sembra centrato, visto che dal 29 luglio, quando il gioco
è partito, ci sono stati 110 mila nuovi donatori, mentre l’anno
scorso, senza campagna virale, erano stati raccolti solo 1,2
milioni di dollari. Chi ha scelto di donare 100 dollari sfilandosi
dal gioco è stato il presidente Obama. Era stato sfidato da Ethel
Kennedy, vedova di Bob Kennedy, immortalata a 86 anni mentre
si getta addosso la secchiata con altri 20 familiari.
Fabrizio Massaro
@fabriziomassar0
Spiaggia di Rio Vivo,
Termoli (Campobasso)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Lettere e interventi
SCHETTINO ALL’UNIVERSITÀ
Nessuna lezione
killer, i pedofili, i terroristi, gli
stupratori, lavorano sulla
scena del crimine, studiano le
vittime anche e soprattutto
nell’ottica della prevenzione
del crimine; Lombroso portava
a lezione i criminali e la prima
Cattedra italiana della allora
Antropologia criminale
svolgeva le sue lezioni nel
carcere di Rebibbia,
esaminando sia condannati
che imputati di ogni sorta di
reato. Non ci occupiamo di
criceti o di molecole ma di
criminali o presunti tali, di
vittimologia e di prevenzione.
E impedirci questo sarebbe
come privare il medico legale
in formazione della sua
pratica autoptica».
Vincenzo Mastronardi, Roma
Il professor Mastronardi invita il comandante Schettino a
offrire il suo contributo nell’ambito di un master di cui è
direttore. La notizia deflagra
su tutti media, la riprovazione
è unanime, i commenti sono
indignati. Il rettore de La Sapienza Luigi Frati prende le distanze dal grave episodio, lo
condanna fermamente e definisce «patetiche» le scuse di
Mastronardi. In un comunica-
to ufficiale si legge: «La libertà
accademica di cui godono i docenti universitari per dettato
costituzionale impone anche
di essere responsabili, proprio
perché si è in una comunità
educante. La Sapienza prende
le distanze dal così grave episodio, lo condanna fermamente, e deferisce immediatamente il prof. Mastronardi al Comitato Etico, perché ne valuti i
profili, anche ai fini disciplinari». Sulla vicenda interviene
anche il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini: «Trovo
che l’intervento di Schettino
nel corso di un seminario or-
ganizzato da un docente dell’Università La Sapienza di Roma sia un fatto sconcertante.
L’autonomia universitaria non
può essere declinata in spregio
alle famiglie delle vittime della
tragedia della Concordia che
rappresenta ancora una ferita
aperta per questo Paese». E poi
sarei io quello che scrive articoli «dall’altissimo contenuto
diffamatorio»? (a.g.)

In riferimento all’articolo di
Aldo Grasso del 10 agosto,
preciso quanto segue. L’autore
nulla sa né può sapere
dell’intervento di Schettino e
dei sui avvocati (che non era
ospitato dall’Università La
Sapienza), richiesto da questi
ultimi. E ancora, che ne sa del
contenuto e delle modalità,
visto che non era presente?
Questi interrogativi portano a
sollevare non pochi dubbi sulle
motivazioni che hanno spinto
Grasso a scrivere un articolo
dall’altissimo contenuto
diffamatorio. Non accetto,
dopo oltre 40 anni di
insegnamento e di
professione, lezioni di
deontologia. Le regole che
valgono per tutti, inclusi i
criminologi, sono il rispetto
per il diritto di difesa e il
rispetto per la persona
dell’imputato, innocente fino
a sentenza definitiva di
condanna. Come scrivono
alcuni miei allievi in una
lettera aperta al Ministro
dell’Università e al Rettore
della Sapienza, «i criminologi
studiano gli assassini, i serial
LA FOTO DI CAMILLI
Errata corrige
La persona nella foto sulla
prima pagina del Corriere di
ieri non è Simone Camilli, il videoreporter italiano morto a
Gaza, la cui immagine è stata
invece riportata correttamente
a pagina 11. Ci scusiamo con la
famiglia e con Andrea Vignali,
raffigurato in quello scatto.
Le lettere vanno indirizzate al Corriere della Sera,
via Solferino 28, 20121 Milano. Fax: 02.6282.7579
E-mail: [email protected], oppure al sito
www.corriere.it. La rubrica di Sergio Romano
riprenderà lunedì 1 settembre.
26
Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
Cronache 27
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
Riti e piaceri Le memorie
di uno scrittore e le abitudini
di tante generazioni nel giorno
che segna (inevitabilmente)
il culmine dell’estate
E
ssì, il Ferragosto una volta
era assai importante. Tanto
più che nel primo che ricordo si decise il mio destino.
Ferragosto Anni 60. Gli azzurri
Alburni in lontananza. Una lunga
tavolata e sotto il pergolato, tutta la
mia grande grossa e ancora non
grassa famiglia meridionale. Siamo
un bel numero. Una parte stanziale,
eppoi i «turist», come si chiamavano quelli arrivati dalle città del
Nord che tornavano al paese d’origine ad Agosto, per partecipare all’irrinunciabile rito. Prima di iniziare ad abboffarci — che, in questo, il
rito consiste — ci siamo,
come usava allora, fatti
gli auguri. Il pranzo, tra
pasticcio, ziti al ragù, minestra maritata, riproduce in piccolo gli immensi
banchetti nuziali. Ma
adesso arriva il momento
gastronomicamente cruciale. Viene servita l’anguria, da noi detta melone.
Il prezioso frutto sta attendendo da ore il compiersi del suo fato sotto una fontanella per essere appena
fresco — quindi, secondo i
nostri odierni standard quasi immangiabile. Allora, invece, aveva la stessa importanza del finale in una sinfonia. Fui dunque molto orgoglioso quando mio padre mi
affidò l’ambito incarico di andare a prelevarlo. Mi ci precipitai gonfiando il petto e al ritorno, ahimè, lo precipitai nella polvere divenendo da quel
giorno «quello che rompe il
melone» ovvero l’inaffidabile, il distratto, il maldestro, lo Schlemihl
come elegantemente viene definito
in yiddish, lo sceem come si dice,
con meno grazia ma forse più efficacia, da noi.
Ferragosto hippy
Visto che da Schlemihl non so
giocare al pallone, sono timido con
le donne, non capisco di motori,
oh, io mi metto a fare l’hippy. E che
c’è di meglio per un vero hippy che
misurarsi col famoso viaggio in autostop? Certo farlo ad agosto è da
pazzi, ma che aspettarsi da un
«rompimeloni», pensa mio padre
mentre, costernato, mi saluta. «Ma
povero te» penso io, quando vedo le
strade piene di hippy come me e il
mio amico Nicola. E sarà perché si
vede che siamo hippy «della domenica» e le macchine superando la
coda di quelli autentici, piuttosto
puzzolenti invero, si fermano davanti a noi per caricarci che arriviamo, dopo un terrificante viaggio di
«appena» una settimana, a Christiana il paradiso, appunto, degli
hippy, proprio a Ferragosto anche
se adesso, inutile dirlo, Ferragosto
ci sembra una delle cose proprio da
dimenticare. E invece, una sera nel
capanno che occupiamo, un tizio di
Modena tira fuori una stagnola e
dice: «Questo è pakistano blu: ehi, è
Musica al Lido
e gita sul Duomo
A destra, una giovane
donna, circondata da
musicisti, balla su una
spiaggia del Lido Di
Venezia (1920 circa,
foto Archivio Alinari).
Sotto, gita di Ferragosto tra le guglie del
Duomo di Milano (illustrazione di Achille
Beltrame per la
Domenica
del Corriere del 31
agosto 1934)
Ferragosto
Mare o montagna, pranzi in famiglia o autostop
Quando il 15 era una festa per tutti gli italiani
Ferragosto dobbiamo pur festeggiare!».
Ferragosto Glam New Age
Ah, i favolosi anni 80! Nel frattempo mi sono sposato. Lo Schlemihl può trovare una donna tanto
romantica da apprezzarlo, essendo
il mondo vario; talmente vario che
Dall’Antica Roma
La festa
‘‘
Fu l’imperatore romano
Augusto nell’8 a.C. a
istituire le feriae Augusti
(riposo di Augusto), festività
che si aggiungeva alle
antichissime celebrazioni
cadenti nello stesso mese
dedicate ai raccolti nei campi
una coppia di amici in luna di miele
invece di starsene appartati, come
sarebbe naturale, si unisce a noi che
siamo in vacanza a Panarea, al Raja
Hotel. Ci svegliamo al suono del sitar, facciamo delle splendide colazioni con marmellate biologiche,
servite da giovani fanciulle in topless, passiamo le mattinate a bordo del caicco del figlio
del proprietario, pure lui
collega Schlemihl visto
che almeno un paio di
volte rischiamo di rovinare sugli scogli. Ma è la
cena che tutti aspettiamo. Candele dappertutto e musica sofisticata. È
allora che la vediamo.
Lei si chiama Margareth.
È alta bionda formosa
p r o r o m p e n te . P u r e
troppo, visto che comincia a far
sfacciatamente il filo al mio amico
in luna di miele che si prende una
cotta paurosa. Per rendersi più interessante lui si incorona con una
bandana, si attorciglia i pantaloni
sui polpacci e va in giro scalzo secondo la voga dell’isola. Così quando alla cena di Ferragosto — con cibi esclusivamente thay — dopo una
breve apparizione Margareth
scompare e il poveretto, con una
scusa qualsiasi, corre fuori. All’epoca, Panarea era priva di luce pubblica e piena di cani e nella totale
oscurità... insomma ne pesta una,
cade e: luna ingessata.
Giochi d’acqua
e partenze
Sopra, picnic all’Idroscalo di Milano nel 1989. A
lato, scherzo con
l’acqua in spiaggia
a Marina di Ravenna negli anni
Duemila (Ansa). A
sinistra, partenze
per il Ferragosto
del 1959 alla stazione centrale di
Milano (Olycom)
5
9
7 2
6 3
1
8 7
6
3 2
1
Ferragosto salutista
Adesso ho un figlio. «Ai bambini
fa bene l’aria di montagna», dice
mia moglie che nel frattempo è diventata più pratica e meno romantica. «Ma cara, ma noi viviamo in
montagna». «Sì, ma non è la stesso». In effetti Cortina è assai bella.
Ci sono montagne stupende e che
diletto passeggiarci sotto col pupo
in spalla — vabbe’, poi mi becco il
morso della strega ma per i figli. A
Ferragosto poi siamo tutti felici
mentre pranziamo in una baita su
un verde laghetto quando il cielo si
rompe e butta giù lampi e pioggia e
io, fissando il brodo dei canederli
agitarsi come il mare dello stretto
di Messina, dico mai più!
Ferragosto adesso
Là dove c’era il pergolato, ora c’è
il ristorante detto Panorama per via
di quello che degli Alburni si gode.
Il mio più giovane cugino, che intanto è diventato chef, ci cucina gli
stessi piatti d’una volta ma «rivisitati», come oggi si dice, e anche se il
Ferragosto non sarà più quello d’un
tempo, la famiglia, un po’ meno
grossa ma più grassa, è lì che si riunisce. Io peccato che ho già preso
un impegno... ma il prossimo anno.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Giochi e pronostici
Sudoku Difficile
5 Puzzles by Pappocom
di GAETANO CAPPELLI
Come si gioca
Bisogna riempire la
griglia in modo che ogni
riga, colonna e riquadro
contengano una sola
volta i numeri da 1 a 9
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LA SOLUZIONE DI IERI
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Altri giochi su www.corriere.it
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10eLotto I numeri vincenti
Lotto
Estrazioni di giovedì 14 agosto 2014
BARI
CAGLIARI
FIRENZE
GENOVA
MILANO
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PALERMO
ROMA
TORINO
VENEZIA
NAZIONALE
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58 Numero Oro
Superenalotto
Combinazione vincente
4 R
12 R
24 R
61 R
73 R
75
R
56 Numero Jolly
9
Numero SuperStar
Jackpot indicativo prossimo concorso: 21.700.000,00
Ai 6:
- Ai 5 stella:
27.370,00
Ai 5+:
- Ai 4 stella:
Ai 3 stella:
1.520,00
Ai 5:
28.470,26
Ai 2 stella:
100,00
Ai 4:
273,70 Agli 1 stella:
10,00
Ai 3:
15,20 Agli 0 stella:
5,00
www.corriere.it/giochiepronostici
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Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
29
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
Tempiliberi
Viaggi
Benessere
Food
Moda
Impossibile staccare la spina
Dicono che le vacanze sono un momento per stare con famiglia,
partner, parenti, amici (99,4%), per riposare mente ( 92,8%)
e corpo (71,5%). Vorrebbero pure cercare emozioni oltre
la routine (62,7). In verità i manager in vacanza ci vanno
con il corpo. E poco con la mente. Rispetto al solito sono
Sempre raggiungibili
Meno connessi
2,1%
Più connessi
3,6%
Sconnessi totali
Design
Tecnologia
92,8%
83,1%
Fonte: AstraRicerche/ per Manageritalia
Famiglia
Una vita ai fornelli L’educazione sentimentale dello chef con tre
stelle Michelin. «Senza palato mentale non si va da nessuna parte»
Massimo
Bottura
di ANGELA FRENDA
«Le donne in cucina? Mi
sono ricreduto. Lo strappo
con un padre-padrone e la
fragilità di mio figlio, che
fa passare ogni sbornia»
«S
ulle donne in cucina mi sono ricreduto. Da quando lavorano con me, non c’è mai
stata così tanta dolcezza nei
miei piatti». Nella cantina
dell’Osteria Francescana la voce di Massimo
Bottura arriva ipnotica. Nel corso di un’intervista di 4 ore lo chef più famoso d’Italia
farà due cose: gesticolare e dondolarsi sulla
sedia rischiando spesso di cadere. È quella
che lui chiama «la mia sinestesia»: il modo
in cui pensa a voce alta. Molto alta, come
sanno bene i suoi amici. «Senti questa!», grida. E chi lo conosce capisce che «Massimo
sta pensando». Come quando crea un piatto
mixando le emozioni di un disco di Lou Reed con un quadro di Basquiat. Black on
Black. Camouflage. Oh my dear. I nomi delle
sue ricette sono così... Cinquantadue anni il
prossimo 30 settembre, risata potente e immaginazione in moto perpetuo, mentre si
dondola («non riesco a stare fermo») incrocia i piedi che calzano le sue solite sneakers.
E sembra di rivedere il ragazzo ricco e scanzonato, più attratto dai club Harley-Davidson (ne ha aperto uno nel 1989) e dai dischi
(ne ha 12 mila) che dal futuro lavorativo.
Lo strappo
Massimo Bottura poteva diventare petroliere come il papà, e invece
nel 1986 ha deciso di appendere laurea e ricchezza
al chiodo e rilevare a Nonantola, bassa modenese,
un’osteria per camionisti: la
Trattoria del Campazzo.
Una scelta che è stato l’inizio della sua carriera da
cuoco stellato, ma che gli è
costata cara: «Avevo 24 anni. Mio papà Alfio era un
padre-padrone, non me
l’ha perdonata e non abbiamo mai più ricucito questo
strappo». Mamma Luisa invece... «È stata la
mia più grande sponsor. Al Campazzo veniva a darmi una mano anche di nascosto. Faceva i tortellini, la pasta fresca, il pane... Fino
a poco tempo fa (è scomparsa a gennaio
scorso ad 89 anni), se le chiedevi: “Chi cucina meglio tra lei e Massimo?”, rispondeva di
getto: “Mio figlio è bravo, ma io sono meglio”». Dopo Campazzo sono successe tante
cose. Nel marzo 1995 Bottura ha aperto
l’Osteria Francescana in via Stella 22, una
stradina nel centro di Modena. E in poco
tempo ha ottenuto le tre stelle Michelin.
«Era il mio destino. Ultimo di 5 fratelli, la cucina era il luogo dove mi rifugiavo, magari
sotto il tavolo. L’unico posto dove anche oggi mi sento sicuro. Mi chiudo lì e curo le ferite». E proprio dalla cucina, mentre parliamo,
arrivano le voci della sua brigata: 35 persone
per 28 coperti. Il suo numero due è un giapponese di 34 anni, Taka Kondo, dallo sguardo severo, «infallibile compratore di pesce.
Al mercato non ne sbaglia una». A cucinare
Massimo Bottura ha imparato da solo, invitando gli amici a casa dopo la discoteca. Ha
avuto poi però tre grandi maestri: Ferran
Adrià, Alain Ducasse e George Cogny: «Rappresentano genialità, tecnica e passione. Anche se penso spesso che senza palato mentale non sarei mai andato da nessuna parte. Se
non ce l’hai, lo dico sempre ai ragazzi che arrivano qui, non sarai mai un grande chef».
La collega
Nadia Santini del
ristorante Dal
Pescatore di
Canneto sull’Oglio
(Mn) è lo chef che
Bottura ama di
più. «I suoi tortelli
di zucca ci
emozionano da
trent’ anni»
La moglie
Massimo Bottura ha
sposato nel ‘94 Lara
Gilmore, americana
(con lui, foto World’s
Best 50 Restaurants).
È lei a curare
arredamento e fiori
dell’Osteria.
Hanno due figli
Dimenticarsi tutto per creare
Mentre parla lo guardi e pensi che no, non
te l’aspettavi così. Che dietro quell’aspetto
distaccato nascondesse una passione irrefrenabile. Accompagnata da una sottile inquietudine che gli leggi negli occhi. «Gestire
questo ristorante è come guidare una Ferrari: forti emozioni che cerchi di replicare ogni
giorno». Una grande certezza: «Non farò mai
tv: è troppo effimera e superficiale». Massimo Bottura più che altro cerca la perfezione
nell’imperfezione. Il risultato è che la sua cucina, per alcuni troppo concettuale, in realtà
sa di busta di farina appena aperta. Di risate
dei bambini e dita immerse nella crema di
cioccolato. Di tortellini rubati. Di stupore
davanti a una torta. Di profumi del ragù tenuto su tutta la notte. Il riso cacio e pepe. La
lasagna. Il bollito non bollito. L’ossobuco ricostruito. Se la assaggi senza pregiudizi scopri che (forse) l’Osteria Francescana ha una
delle cucine più tradizionali che ci sia. «Pensa che mi hanno accusato del contrario... Ma
si sa, in Italia non puoi toccare 4 cose: il papa, la mamma, il calcio e la cucina. Però da
cuoco contemporaneo mi pongo delle domande. Voglio evolvere senza perdere la poesia della tradizione. Bisogna conoscere tutto e poi, per creare, dimenticarsi di tutto».
Lara, Luisa e Nadia
La frase che l’ha spinto a sperimentare è di
sua moglie Lara Gilmore, americana: «Non
lasciare che la tradizione ti leghi. Lascia che
ti renda libero». Si sono conosciuti nel 1993
a New York, quando lui, ancora inquieto, lavorava al Caffè di Nonna a Soho. La sposa nel
1994, dopo che lei lo molla all’ennesima risposta vaga sul loro futuro. Da allora sono
inseparabili. Lei ha arredato l’Osteria. Lei
sceglie i fiori. Lei lo introduce all’avanguardia artistica e a «un modo di pensare più
profondo, più concettuale». È la famiglia di
Lara che lo sostiene quando a un certo punto
il ristorante ha problemi economici. E quando vanno a vivere insieme, Lara però va da
mamma Luisa per imparare a fare il ragù
battuto al coltello, «come piace a Massimo».
Super-chef
Massimo Bottura
(foto Claudia Ferri) è
nato a Modena il 30
settembre 1962.
Suo padre lo voleva
petroliere come lui;
ma nel 1986
Massimo lasciò
gli studi di Giurisprudenza e l’azienda di famiglia, creando una rottura
con il «padre-padrone» mai più
ricucita. La madre
Luisa, invece, è
stata la sua prima
sponsor, fin da
quando Massimo
rilevò la Trattoria del
Campazzo. Dal 1995
è proprietario e chef
dell’Osteria francescana, per la quale
ha oggi 3 stelle
Michelin e il titolo
di migliore chef
italiano nel mondo

Curarsi le ferite
«Ultimo di 5 fratelli, la cucina
era il luogo in cui mi rifugiavo,
magari sotto il tavolo. Oggi mi
chiudo lì e curo le ferite»

In Ferrari
«Gestire questo ristorante è
come guidare una Ferrari:
forti emozioni che cerchi di
replicare ogni giorno»

Mia moglie
«Quando è morto il padre, ho
comprato a Lara una casa da
ristrutturare, per impedirle
di sprofondare nel dolore»
«Senza di lei non saremmo qui adesso», dice
Bottura a voce (insolitamente) bassa. Parla
di Lara e sembra scattargli un istinto protettivo ancestrale. Come quando racconta che
le comprò una casa da ristrutturare alla
morte di suo padre: «Capii che dovevo darle
subito qualcosa da fare per impedirle di
sprofondare nel dolore». Le donne rappresentano un capitolo importante, nella sua
vita. Dalla mamma Luisa («la mia vera scuola») a Lidia Cristoni, la sfoglina che lavorava
con lui al Campazzo. Poi Lara. E poi, ancora,
quelle della sua brigata: «Ora sono tante e
devo dire che non abbiamo mai cucinato così bene all’Osteria Francescana come negli
ultimi 2 mesi. E se mi chiedi: chi è lo chef che
ami di più? Io ti rispondo: Nadia Santini.
Non molla mai. Trent’anni che vai da lei,
mangi un tortello di zucca, e ti emozioni».
I pancakes e l’ubriacatura
Con Lara hanno due figli. Alexa ha 17 anni
ed è «la regina dei pancakes. Penso che abbia
ereditato il mio stesso palato». Charlie invece ha 13 anni, e «ha una sindrome genetica
dalla nascita. Prima mi chiedevi se mi sento
importante e famoso. A volte sì. Ma poi mi
basta portarlo a riabilitazione, stare un po’ lì
con gli altri bambini... E l’ubriacatura mi
passa subito. Sai come diceva Bob Dylan?
Faccio solo del mio meglio per essere quel
che voglio»
@angelafrenda
© RIPRODUZIONE RISERVATA
30 Tempi liberi
Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
Viaggi le destinazioni
Entroterra / 5 Da Melpignano, con il suo celebre festival musicale, nel cuore
storico della Puglia. Tra frantoi ipogei e masserie di charme
Grico e taranta
Il Salento antico
che non vive di mare
Il libro
Da Vittorini
a Camilleri
La «Scicli felice»
di Montalbano
È una città barocca a lungo
ignorata dai viaggiatori che
puntavano a Sud Est della
Sicilia. Altre erano le mete:
Siracusa, Noto, Modica, Ragusa
Ibla. Adagiata in una conca tra
le rocce forate da grotte, Scicli
invece stava fuori dai circuiti
nazionali e internazionali.
Eppure i suoi palazzi, le sue
chiese e perfino l’atmosfera
retrò di cittadina appena
sfiorata dal turismo erano un
vanto. Elio Vittorini l’ha
celebrata come «la più bella
città del mondo». Culla dei
pittori del Gruppo di Scicli (Piero
Guccione, il più famoso), per gli
amanti dell’arte. Poi, viene il
tempo della scoperta. Alcuni
pionieri del Nord vi mettono
radici acquistando le vecchie
case del centro storico. Dimore
di vacanza, ma anche
occasione di incontri e scambi
con la comunità locale. Quando
irrompe sulla scena il
commissario Montalbano e
Scicli diventa uno dei set della
fiction di successo ispirata ai
romanzi di Camilleri, è il
momento della fama. Ora
consacrata con il volume del
fotografo Armando Rotoletti,
siciliano di nascita, che racconta
per immagini bellezze e fascino:
«Scicli città felice» («Scicli, city
of joy», Grafiche Favia). La
prefazione è di Luca Zingaretti
che narra con parole
commoventi come ne fu
sedotto. I testi del libro sono
curati dai «nuovi sciclitani» e
dai residenti. Il 19 agosto (ore
20.30), a Scicli, sul sagrato della
Chiesa della Consolazione
(nella foto di copertina, in alto),
la presentazione del volume.
Oltre a Rotoletti e ad altri ospiti,
interverrà lo scrittore
Pietrangelo Buttafuoco a
moderare il dibattito.
M. Fu.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L
a «terra del rimorso» non è
lontana dal mare. Pochi chilometri fra masserie, muri a
secco e distese di ulivi e dalle
coste dell’estremo sud pugliese si arriva nel cuore del
Salento storico, il mondo rurale descritto nel saggio La
terra del rimorso dallo studioso napoletano Ernesto de
Martino. Qui era custodito uno degli ultimi riti
di esorcismo della Penisola, il tarantismo, fenomeno fra sacro e profano sopravvissuto fino agli
anni Sessanta. Melpignano, Calimera, Sternatia
e Zollino sono piccoli gioielli sparsi nella campagna salentina, per secoli centri agricoli dove il
barocco leccese fu declinato in una dimensione
più raccolta ma non per questo di minor bellezza rispetto a quello del capoluogo. Lasciando
anche per una sola giornata il mare di Porto Cesareo, Otranto o Leuca, i paesi dell’entroterra
sono un punto di vista diverso sul Salento, dove
si ritrovano le tradizioni e le architetture del
passato nelle masserie convertite in b&b di
charme e nei percorsi di degustazione, dove i
produttori d’olio lanciano blog e al tempo stesso
guidano i visitatori nella scoperta di frantoi ipogei risalenti al medioevo.
Barocco e ritmi della pizzica
Il revival della «taranta», il ragno delle credenze contadine il cui morso aveva come unici
antidoti danze e musica, è stato un fattore determinante, insieme ai tanti film girati negli ultimi
anni sui set salentini, per la riscoperta turistica
di una zona a una manciata di chilometri dallo
Ionio e dall’Adriatico. A partire dal 1998, «La
Notte della Taranta» (alla diciassettesima edizione, www.lanottedellataranta.it, tutti i concerti gratuiti) ha attirato nel suo quartier generale di Melpignano decine di migliaia di appassionati, e la sua Orchestra popolare di recente si
è esibita a Kuwait City, interpretando la pizzica
davanti a una platea araba. Da quest’anno è stato
anche creato un festival itinerante: «È un laboratorio di idee fra artisti locali e gruppi folk internazionali — dice uno dei direttori artistici,
Sandro Cappelletto —. Un momento di dialogo
fra il Salento e le culture musicali di ogni parte
del mondo e, ovviamente, uno strumento per
far conoscere il nostro territorio». Da Melpigna-
Itinerari alle spalle di Porto
Cesareo, Otranto o Leuca
Il revival di un «piccolo mondo»
diventato grande
no a Calimera, la rassegna ricorda i violinistibarbieri e i fisarmonicisti contadini di un tempo, invitando sui palchi ensemble tradizionali
turchi e marocchini.
I borghi della Grecìa salentina
A sud-est di Lecce nove centri sono accomunati dall’origine ellenica e da una lingua-dialetto risalente all’epoca della Magna Grecia, il grico, parlato da circa 10mila persone, studiato
nelle università e riconosciuto come minoranza
linguistica dallo Stato. Da Castrignano dei Greci
Sfide Rinasce Pineda, non lontano da Riomaggiore: solo un sentiero rapidissimo lo collega alla strada panoramica
L’ultima ricostruzione (la più folle) delle Cinque Terre
L’
ultimo borgo sperduto delle Cinque Terre è una sfida audace alla
montagna che scivola sul mare. Lo
era per i contadini che secoli fa caricavano sulle spalle pietre di scoglio per costruire le loro cantine; lo è oggi per cinque
famiglie che hanno deciso di farlo vivere di
nuovo. E così è risorta Pineda, un grappolo
di casette per gente dalle gambe buone, tanta pazienza e una vocazione forte all’eremitaggio. Perché essere disturbati qui è davvero difficile. Per arrivare al borgo c’è solo un
sentiero ripidissimo. Dopo aver parcheggiato sulla strada panoramica delle Cinque Terre, non lontano da Riomaggiore, ci vogliono
venti minuti a scendere (e molto di più a risalire). Vietate le vertigini: davanti agli occhi
c’è solo il mar Ligure, attorno sottobosco e
soprattutto frane. Quel che resta delle mitiche terrazze di vitigni costruite nell’antichità con i muretti a secco, oggi perduti a causa
dell’abbandono e della geologia fragile di
queste terre. Le vigne di Riomaggiore erano
così impervie, che si vendemmiava con i
gozzi, dal mare.
Pierluigi Capra, un piacentino caparbio, è
stato il primo a infilarsi nell’impresa e a credere alla possibilità di far rinascere Pineda.
Ha chiuso la sua ditta di costruzioni in pia-
Vertigini
Solo mare, frane
e sottobosco
nura e si è messo a lavorare alle vecchie cantine in pietra. Oggi è una specie di «sindaco» del borgo. Dopo la sua, ha ricostruito le
case dei quattro vicini, sfidando le durissime leggi di protezione del Parco nazionale.
Il carrugio (vicolo ligure) del borgo è una
Ex cantine
L’intervento di recupero ha richiesto due anni, dopo i tre per ottenere le concessioni edilizie. Un progetto a cui
ha creduto per primo
Pierluigi Capra, piacentino che ha chiuso la
sua ditta di costruzioni
per lavorare alle vecchie cantine in pietra
specie di veranda condivisa dalla piccola comunità. L’altro protagonista è Bernardo Carro dell’Immobiliare 5 Terre. È stato lui a convincere gli ultimi contadini o i loro eredi a
cedere ai «foresti» quel che era rimasto delle
cantine di appoggio alle vigne. Rustico è il
solito eufemismo delle agenzie, in realtà
erano ammassi di pietre: negli annunci sul
giornale l’avvertenza «solo per veri amatori». «Tutti hanno fatto un buon affare. Ma
nulla è paragonabile all’orgoglio di aver ridato vita a un pezzo di storia delle Cinque
Terre», dice Carro, che è nato qui.
Lungo il sentiero d’accesso corrono i tubi
dell’acqua e i cavi elettrici, uniche concessioni alla civiltà. I materiali per la ricostruzione sono arrivati in elicottero. Per i carichi
pesanti si usa il trenino a cremagliera che
serviva le vigne, anch’esso rimesso a nuovo.
E il mare, la spiaggia? Un’altra discesa vertiginosa dal borgo verso gli scogli. Si chiamano «piscine di Pineda», pozze di mare calmo
create nel tempo dai contadini che qui pre-
Tempi liberi 31
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
Asia Minore La spedizione dell’Università Cattolica di Milano
Nella Turchia di Alessandro
riscoperta da mister Bean
ILLUSTRAZIONE DI ANTONIO MONTEVERDI
Licia e Panfilia, sulle tracce dell’archeologo inglese
a Corigliano d’Otranto e Soleto, i sindaci hanno
costituito un consorzio (a cui si sono aggiunti
altri comuni, www.greciasalentina.gov.it) per la
tutela del grico (molto simile al greco moderno)
come bene immateriale che ha ritrovato visibilità grazie all’uso che ne fanno i gruppi di musica
popolare. All’ingresso di ogni paese il cartello
della località porta anche la dicitura «Kalòs Irtate» (benvenuti in grico) divenuto un motto per
la Grecìa Salentina, comprensorio di cultura e
d’accoglienza sia per il festival sia per il circuito
delle masserie convertite in hotel rurali o b&b. È
levavano il materiale per costruire. Nessuna
delle cinque famiglie di Pineda è residente,
ma nemmeno è gente da banale weekend in
riviera. C’è sempre qualcosa da fare tutto
l’anno e lo sforzo per arrivarci merita lunghe
permanenze. Per far rinascere il borgo c’è
voluto molto tempo. Tre anni per avere le
concessioni edilizie, altri due per la ricostruzione: le esigenze paesaggistiche e la burocrazia partoriscono aneddoti vari, dal colore
del muretto alla forma delle tegole di ardesia. Ora che è finita, e le diatribe con i tecnici
e i geometri sono un ricordo, forte è l’orgoglio di avercela fatta rispettando tutte le leggi, anche le più astruse. Come quella che ha
permesso la costruzione di un bagno in casa
in cambio della coltivazione di un appezzamento di vigna. Oggi sventolano al libeccio i
panni stesi al sole degli eremiti, fioriscono
mimose fuori stagione e tutto è talmente ripido da offrire allo sguardo solo cielo e mare, mentre si sorseggia un caffè nel carrugio.
Pineda è l’ultima ricostruzione di un borgo
antico delle Cinque Terre, la più folle. Chi ce
l’ha fatta si merita il suo paradiso.
Rocco Cotroneo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
il caso delle masserie Saittole (www.masseriasaittole.com, doppia 100/130 euro) e Giamarra
(www.masseriagiamarra.it) nella zona di Carpignano, ristrutturate nel rispetto delle architetture originarie del Settecento.
Olio e storia
Anche l’olio in Salento si incrocia con la storia, a cominciare dagli antichi frantoi ipogei
sfruttati per secoli: a Sternatia quello di Porta Filia è visitabile nel sottosuolo del giardino del
palazzo Granafei. Per l’acquisto di prodotti tipici
in zona, a Cutrofiano, l’azienda Piccapane
(www.piccapane.com) ha una vocazione per i
prodotti biologici, mentre la Cooperativa agricola Nuova Generazione (Località Borgagne tel.
0836.57.14.97) ha lanciato sul proprio sito un
blog (www.nuova-generazione.it/blog) ed è
impegnata nella creazione di prodotti come i
paté vegetali.
Appuntamento finale a Melpignano
Fra Martano e Soleto, il Relais Capasa è una
struttura di charme ricavata da una masseria costruita alla metà del ‘700 (www.relaismasseriacapasa.it) dove i piatti tipici pugliesi sono riletti
in chiave contemporanea. E a Martano si assiste
alla serata finale dei concerti itineranti della
«Notte della Taranta» con la pianista jazz Rita
Marcotulli (il 20 agosto alle ore 21.30) che si esibisce con il gruppo italo-balcanico Illiria. Per il
gran finale del festival, la scena si sposta a Melpignano (piazzale dell’ex Convento degli Agostiniani) dove il maestro concertatore della serata
di sabato 23 agosto sarà per il secondo anno il
violoncellista Giovanni Sollima. A lui il compito
di dirigere l’Orchestra Popolare nell’accompagnamento di big come Roberto Vecchioni e Antonella Ruggiero (fra gli ospiti stranieri il nigerino Bombino, l’israeliano Avi Avital e l’americano Glen Velez) che presteranno le loro voci e i
loro virtuosismi strumentali ai classici della Pizzica salentina.
Fabrizio Guglielmini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
P
er scoprire i segreti dell’Asia Minore non è necessario essere come Indiana Jones. Va benissimo
anche mister Bean. Lui la
conosceva bene. Ci aveva
camminato sopra e si era
scottato al sole. Forse era
persino inciampato su
qualche sasso. Possibile
per un uomo come lui alto quasi due metri e
con (inevitabilmente) la testa fra le nuvole.
George Ewart Bean faceva l’archeologo,
uno dei più famosi del secolo scorso, ma giocava anche a tennis (neanche così male visto
che arrivò al terzo turno al torneo di Wimbledon). Ma soprattutto scarpinava su e giù per
la Turchia. In verità, più giù che su, nella parte meridionale: Licia, Panfilia, Pisidia. Ci ha
lasciato libri e la voglia di prendere e partire.
Negli anni Trenta aveva anche creato una
summer school in quei luoghi. Del resto «per
il viaggiatore che si diletta a rintracciare vestigia di arte greca e della civiltà in mezzo alla
barbarie moderna non c’è nessun paese che
offre terreno così fertile come l’Asia Minore»
scriveva nel XIX secolo un altro grande archeologo britannico, Charles Fellows. E «raccogliere materiale» per lui non era solo un modo di dire. Infatti fece venire una nave da
guerra dall’Inghilterra per riempirla di reperti che possiamo ammirare al British Museum
di Londra. La «spedizione» di docenti (giuristi, filologi, archeologi) e studenti dell’Università Cattolica di Milano, guidati dalla professoressa Lauretta Maganzani che, questa
estate, ha provato a seguire le orme dell’archeologo britannico, è venuta senza navi al
seguito, ma ha guardato, studiato ed apprezzato il regalo che ci hanno fatto i nostri lontani antenati.
La Licia assomiglia a quelle persone che
per incontrarle devi girarci un po’ intorno.
Con quell’aria un po’ selvaggia che non sai se
è per il brutto carattere o lo spirito ribelle. Le
sue coste frastagliate, le strade impervie, i boschi e, infine, il mare. Facile capire che attraversarla è come farsi un corso accelerato di
storia antica. Ci sono passati greci, macedoni,
persiani, romani, ottomani. Per fondare una
delle sue città, Telmessos, dicono si sia scomodato addirittura uno dei figli del dio Apollo. Forse anche per questo gli è venuta piuttosto bene. Oggi la città si chiama Fethiye ed è
un intrico di vicoli e bazaar. Di kebab, scialli
di seta e tè alla mela. Alessandro Magno, anche se non era così in confidenza con Zeus,
non ci ha messo molto per farsi notare in
questi luoghi. E benvolere. A Xanthos, per
esempio, l’antica capitale della Licia, era riuscito a rilanciare l’economia cancellando tasse e gabelle del satrapo persiano che l’aveva
Lo studioso
governata prima di lui. Un condottiero, Alessandro, che capiva anche di finanza.
Da queste parti incutono sempre interesse
(degli archeologi) e ammirazione (dei turisti)
le tombe rupestri (nella foto) scavate sui fianchi delle montagne. Che viene sempre da
chiedersi come abbiano fatto a costruirle. Di
altri sarcofagi è disseminata tutta questa zona
con dietro l’alone di mistero per un popolo
del quale non si conosce ancora tutto.
Storia ma anche natura. E allora basta
svoltare sulla strada per Saklikent per finire
dentro le tavole di un fumetto di Tex. Niente
cow boy, però. Solo un canyon di quelli che
puoi vedere anche in Colorado o in Arizona.
Solo che qui ci metti di meno a venirci. Ci sono anche le rapide per sentirsi davvero Indiana Jones e buttarsi giù per fare rafting.
Roba da raccontare nei bar quando si torna
in città per far vedere che siamo gente coraggiosa. Che per riprendersi dai brividi del pe-
Chi era
Figlio di un botanico,
George Ewart Bean
(nella foto) è stato un
archeologo e scrittore
inglese (1903-1977).
Laureatosi in Greco
antico nel 1923 alla
St Paul’s School
di Londra, si specializzò
negli studi della Turchia
classica, e contribuì a
creare il dipartimento
di Archeologia
dell’università
di Istanbul.
Tra il 1943 e il 1971
compì molti viaggi
nella Turchia rurale. Sui
reperti archeologici di
quella regione
scrisse quattro guide.
In alto le tombe
rupestri di Kaunos (foto
Chiara Salina, mappa di
Antonio Monteverdi)
ricolo l’unica è uscire in barca, magari un
caicco, e puntare verso Simena. Qui l’acqua
non ha ancora deciso cosa mettersi: meglio
l’azzurro o il blu? O piuttosto il turchese? Però anche il verde non è male. Così, nel dubbio questo specchio di mare ha pensato di indossare tutti i colori. Così, giusto per finire
«travolto da un insolito destino nell’azzurro
(e non solo) mare di agosto».
I romani, in Panfilia, ci hanno lasciato il
bellissimo anfiteatro di Side, conservato come fosse stato costruito l’altro ieri. Oggi in un
posto vicino Demre, l’antica Myra, ci trovi,
invece, un sacco di russi. C’è la chiesa bizantina di San Nicola e dentro è tutto uno sfolgorio
di foulard multicolori, candele da proteggere
la fiammella con la mano e occhi chiari a
guardare gli affreschi. Roba da restare abbagliati per una vita.
Carlo Baroni
© RIPRODUZIONE RISERVATA
32 Tempi liberi
Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
Viaggi la formula
Pausa pranzo Dalla
Centrale di Milano a
Roma Termini . Con
un illustre precedente:
quello di Cesena
Stazioni gourmet
Nascite
I più grandi pesano circa 2 kg e
sono già disponibili agli sguardi
dei visitatori. Gli altri due,
gemelli, sono ancora in nido
con mamma e papà. Lieti arrivi
all’Acquario di Genova: quattro
pinguini di Magellano nati nella
vasca subantartica. I bambini
dovranno aspettare qualche
giorno per fare amicizia con i
gemellini. Potranno intanto
osservare il piumaggio grigio, i
primi passi e le prime pappe
degli altri due pulcini
(www.acquariodigenova.it).
C.R.d’A.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
M
angiare in stazione. In
attesa del treno per la
meta delle vacanze, tra
una coincidenza e l’altra. Sosta veloce che
talvolta si allunga, purtroppo. Per calmare la fame, per ingannare il tempo,
le esigenze del viaggiatore vanno
soddisfatte. Ma come? Fino a poco
tempo fa, gli scali ferroviari italiani
non brillavano per le offerte alimentari. Quanti panini sfatti (e stantii)
abbiamo visto sotto i banconi dei
punti di ristoro? Quante pizze surgelate miseramente rinvenute a commestibili sono state servite? Eppur
qualcosa si muove.
La centralità contemporanea del
buon cibo ha segnato anche le nostre
stazioni. Certo, è solo il principio delle Tappe de Gusto, ma vale la pena di
indicare le proposte più interessanti:
il Bistrot Autogrill della Centrale di
Milano, la catena Vyta Santa Margherita a Milano, Roma Termini, Torino
Porta Nuova, Venezia Santa Lucia (dove c’è anche il ristorante F30) e prossimamente a Bologna e Firenze. Altre
se ne aggiungeranno, c’è da scommetterlo. E qui vogliamo ricordare un
leggendario precedente che anticipò
la via ferroviaria all’offerta gastronomica di qualità. Occorre avere una età
decisamente avanzata, oppure disporre di un padre o di un nonno in
grado di raccontare la squisitezza dei
Il Bistrot
Autogrill
in Centrale
a Milano
Una volta, lungo i binari,
si trovavano solo panini
e pizzette. Il salto di
qualità dei nuovi bistrot
cestini da viaggio Casali serviti alla
stazione di Cesena (Forlì), lungo la linea ferroviaria Adriatica. Quella, per
intenderci, che porta a Rimini e ad
Ancona. Treno delle vacanze, nei mesi di luglio e agosto. Senza dilungarci
nella storia iniziata nell’800 con Marsilio Casali che apre a Cesena il primo
buffet della stazione, ecco l’idea geniale del figlio Aldo che lancia il cestino da viaggio. Un cesto di paglia di Firenze contenente un bicchiere di cristallo, tovagliolo, posate e un pasto
caldo. Cibi generosi del territorio: lasagne, tortellini, tagliatelle, pollo e
patatine, frutta di stagione, una piccola bottiglia di Albana. Ed anche una
rosa dedicata alle signore. L’amarcord
tramanda che, per ottenere i minuti
in più di sosta del treno necessari a
vendere numerosi cestini (ai tempi
d’oro fino a 400), Casali ne offriva
uno al macchinista. E così sia.
Ma veniamo all’oggi. Cominciando
dall’Autogrill Bistrot di Milano Centrale. Il marchio è affermato e ben conosciuto da chi viaggia in auto dove la
catena food&drink è capillare sulla
rete autostradale. Il punto ristorovendita della Centrale compie il salto
di qualità. Basti dire che è stato realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, soprattutto per la selezione dei produttori locali, con un
occhio alla stagionalità e al km zero.
In un ambiente che richiama i mercati
coperti metropolitani, si stendono i
vari banchi dove il viaggiatore (e
non) può attingere. Dal Forno (che
produce varietà di pane fatto con il
lievito madre e di pizze) alla Caffetteria (dove è possibile degustare anche
un autentico caffè napoletano), al
Frutteto. Le altre aree propongono
Cucine di strada (cartocci per ogni
gusto), la Gastronomia-Salumeria, il
Wine bar-beer bar. Rete Wi-Fi libera,
schermi con gli orari dei treni in tempo reale. Infine, l’«acqua del sindaco», cioè un corner dove viene eroga-
Da scoprire
A Napoli
Un po’ di tempo in più in
attesa del prossimo
treno ed è ora di
pranzo? Se vi trovate a
Napoli, alla Stazione di
piazza Garibaldi,
approfittate per scoprire
lo storico ristorante
«Mimì alla Ferrovia»
(mimiallaferrovia.com),
alle spalle dello scalo
ferroviario. È un locale
storico che continua a
celebrare la cucina
napoletana di tradizione
(da 30 a 60 euro)
Nella foto un cestino da
viaggio d‘inizio ‘900
A Firenze
Il Mercato Centrale, di
recente rinnovato, si
trova a 5 minuti a piedi
dalla Stazione di Santa
Maria Novella
(mercatocentrale.it) ed è
aperto dalle 10 a
mezzanotte: street food
di qualità e area
ristorante
ta gratuitamente acqua potabile. A
proposito di acqua e bevande fresche,
alla Centrale di Milano è attivo in
questi mesi (fino a ottobre) il temporary store Acqua minerale San Benedetto, che punta sul beverage analcolico. Tra cui, il t-surf, tè dissetante
gluten free, senza coloranti e conservanti.
I punti Vyta Santa Margherita si
snodano lungo le principali stazioni
ferroviarie della Penisola. Il format si
ripete e l’idea è quella di ricreare
un’oasi all’interno della stazione. Ricercatezza architettonica, design elegante, conciliano il gusto, la prelibatezza dei prodotti, scelti ed elaborati
puntando sul made in Italy. «Il meglio
dell’alimentare italiano per la genuinità, la freschezza, la sostenibilità»,
sottolinea Nicolò Marzotto, a capo di
Retail Food srl, la società cui Vyta fa capo. Il nuovo partner
Santa Margherita
(Gruppo Vinicolo) si
occupa del buon bere dei clienti. Con
una selezione di etichette (dal Prosecco
ai bianchi e rossi fino ai vini da dessert), le proposte
mirate per gli abbinamenti. È confortante poter scegliere al banco di un ristoro ferroviario la
bottiglia giusta per il cibo scelto. L’ultimo nato dei punti Vyta si trova a Venezia Santa Lucia (poi, toccherà a Bologna e Firenze) dove c’è un’altra novità da segnalare. Nel complesso ferroviario del centro storico lagunare,
ha aperto il ristorante-pizzeria F 30.
Dalle sei a mezzanotte, ci si può fermare, comodamente seduti ai tavoli
(vista sul Canal Grande) per un caffè,
una bibita, una pizza, e, a pranzo e cena, per un pasto completo, alla carta.
Selezione di 100 etichette di vino.
Marisa Fumagalli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Arte a St. Moritz
È l’Engadina ma sembra Nuova Delhi
L’
arte contemporanea indiana in
Engadina. Da venerdì prossimo, 22
agosto, a domenica 31 oltre 30 location
del territorio svizzero ospiteranno esposizioni,
installazioni e proiezioni, con un focus
sull’India (al centro la scultura di Leiko
Ikemura «Usagi Kannon» foto von Matt). La
settima edizione di St.Moritz Art Masters,
ideato da Monty Shadow e curato da Reiner
Opoku, è infatti dedicata all’India, che
metterà i suoi artisti davanti ai contrasti
di una società in rapida trasformazione.
È il tema della mostra «India: Maximum
City» curata da Birgid Uccia ( Chesa
Planta a Zuoz). Per la prima volta, sarà
presentata una collettiva della Stellar
International Art Foundation, con opere di M.F.
Husain, Paresh Maity e Jayasri Burman. Torna
l’appuntamento con il Walk of Art, itinerante
tra chiese, case e gallerie. Al Paracelsus
un’installazione video dello svizzero Matthias
Brunner che celebrerà The Music Room
(1958) del regista bengalese Satyajit Ray. Si
inaugura così il ciclo di proiezioni dei
migliori film indiani degli ultimi 50 anni
(Kino Sala, in lingua originale sottotitolata
in francese e tedesco). Programma sul
sito www.stmoritzartmasters.com.
Caterina Ruggi d’Aragona
© RIPRODUZIONE RISERVATA
FOTOGRAFIA DI SETTIMIO BENEDUSI
Baby pinguini:
due gemelli
all’Acquario
di Genova
Tempi liberi 33
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
Abitare Nella Rete
Turismo e relazioni È l’anno di «Airbnb»: così gli italiani hanno scoperto il piacere di affittare il proprio appartamento
ILLUSTRAZIONE DI GUIDO ROSA
Il fenomeno
Un milione
di ospiti al mese
L’età media
da noi è 36 anni
Nato a San Francisco
nell’agosto 2008, Airbnb è
un sito di affitti turistici
diffuso in 190 Paesi del
mondo. Sul sito si possono
trovare oltre 800.000
alloggi, fra cui 17.000 ville,
640 castelli, 1.400 barche e
300 case sugli alberi. In tutto
il pianeta oltre 17 milioni di
persone hanno viaggiato
grazie al sito californiano,
che durante il 2014 ha avuto
una media di 1 milione di
ospiti al mese a livello
globale. In Italia, il
viaggiatore Airbnb ha un’età
media di 36 anni, il 58 per
cento del totale ha più di 30
anni e il 56 per cento è
composto da donne. L’età
media dei padroni di casa è
invece di 42 anni, oltre l’80
per cento ha più di trent’anni
e il 56 per cento sono
donne.
I problemi legali
Airbnb incassa il 10 per
cento sulle transazioni. È un
business in continua
crescita, che nell’ultimo
anno ha avuto problemi
fiscali con amministrazioni
locali di tutto il mondo, da
New York a Barcellona. «In
Italia l’affitto a breve
termine è legale in tutte le
regioni», ha spiegato al
Corriere Matteo Stifanelli,
country manager italiano.
«È responsabilità del
padrone di casa informarsi e
rispettare la legge, come
ricordiamo all’iscrizione con
un apposito manuale. Basta
prendere le ricevute e
pagare le tasse. In questo
momento stiamo avviando
dialoghi con le istituzioni per
rendere ancora più semplice
il rispetto della legge».
Le alternative
Aibnb è il sito di affitti
turistici più conosciuto e
diffuso al mondo, ma le
alternative non mancano. La
piattaforma più nota è
Wimdu, molto simile al sito
californiano sia nella grafica
che nelle funzionalità.
Fondata a Berlino nel marzo
2011, oggi raggiunge oltre
100 Paesi, ha 300.000
annunci e 100.000 utenti. In
Italia esiste Temporary
House, un sito dedicato agli
affitti temporanei nella zona
di Milano e dei laghi: offre
anche un servizio di
concierge per la
prenotazione di ristoranti o
spettacoli, oltre che per
consigli sulla città. Sempre
in Italia, lo scorso anno è
nato Bnb Genius, sito con
oltre 5.000 annunci fra bed
& breakfast, privati e piccoli
agriturismi sparsi in tutta la
penisola.
A.Ma.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Metti uno sconosciuto in casa
La fiducia viaggia sui «social»
L
o scorso marzo Giulia
Zeetti, attrice di teatro di
32 anni, è partita in
tournée con il suo spettacolo «L’uccello di fuoco». Prima di mettersi in
viaggio, per risparmiare
sulle spese, ha cercato su
Airbnb un alloggio che
potesse ospitare i quattro membri della compagnia durante le tappe. «A Napoli ci avevano consigliato un albergo in periferia, ma la zona non ci piaceva»,
racconta al Corriere tenendo in braccio Dario,
il figlio di sei mesi che spesso la accompagna
in tournée. «Su Airbnb abbiamo trovato invece un appartamento in centro, abbastanza
grande da ospitarci tutti. La padrona di casa
era una ballerina e amava il teatro. Abbiamo
scoperto conoscenze comuni, ci siamo scambiate consigli ed è anche venuta allo spettacolo. Mi piace trovare un’accoglienza calda:
sembra di tornare al tempo delle compagnie
di giro che venivano ospitate nelle case».
Sulla piattaforma Giulia mette anche in affitto la propria casa di Perugia per arrotondare. «Quando ero incinta ho ospitato per un
mese Mark, un ragazzo di Berlino che non
parlava italiano. Siamo diventati amici e ora,
di tanto in tanto, ci sentiamo e mi chiede di
Dario», ricorda Giulia. «Su Airbnb incontri
persone educate, abituate a viaggiare e a relazionarsi con gli altri. Prima non lasciavo nulla
in casa, adesso invece chi viene può sfogliare
un mio libro o usare le mie cose. Il sito gioca
sulle recensioni e sulla condivisione di interessi comuni: sono quelli che ti fanno aprire
verso gli sconosciuti».
Giulia Zeetti fa parte del milione di viaggiatori che dal 2008 a oggi ha soggiornato in
Italia grazie ad Airbnb, sito di affitti turistici
fondato a San Francisco nell’agosto di quell’anno e divenuto molto popolare nel nostro
Paese. In Italia ci sono quasi 80.000 alloggi disponibili – un decimo del totale, terzo Paese
al mondo dopo Stati Uniti e Francia – e ogni
notte, lungo la penisola, circa 12.000 persone
trovano un posto dove dormire grazie alla
piattaforma. In Italia, Airbnb è riuscito ad abbattere l’istintiva diffidenza verso gli sconosciuti, ma soprattutto ha contribuito a cambiare il rapporto con la propria casa: se una
volta era vista e vissuta come un luogo sacro,
oggi sono sempre di più le persone che la
aprono, per motivi economici ma anche per
incontrare persone di tutto il mondo senza
spostarsi. È quello che succede a Emilio Lenzi, art director ventottenne originario della
provincia di Matera, che ha deciso di affittare
la dimora dei nonni in Basilicata perché continuasse a «vivere» dopo la loro morte. «Apro
casa agli estranei, perché mi permette di conoscere storie ed esperienze. Ho sempre apprezzato gli sconosciuti, Airbnb mi ha semplicemente permesso di incontrarne di più».
A maggio, la rivista americana Wired ha
scritto che i principali siti della sharing economy, l’economia della condivisione basata
su Internet, hanno cambiato il modo di interagire con gli altri, insegnando a fidarsi degli
sconosciuti: entriamo nelle macchine di persone che non conosciamo grazie a Uber, affidiamo loro i nostri cani con DogVacay e mangiamo nei loro salotti tramite Feastly. Soprattutto apriamo le porte di casa, affittando una
stanza libera o un divano in salotto grazie ad
Airbnb. «Ciò che è convincente nella sharing
economy è la varietà di scelte. Possiedo
L’attrice
Incontri persone
educate,
abituate a
viaggiare. Il sito
si basa anche
sugli interessi
comuni
Ogni giorno
12.000 persone
trovano
alloggio con la
piattaforma.
Siamo terzi
dopo Usa e
Giappone
Rivoluzioni
È cambiato il
rapporto con la
casa. Prima era
inviolabile, ora
si apre, e non
solo per motivi
economici
Abitudine
Nicola
Ricciardi, 29
anni: «In tre
anni sono stato
ospite di 100
case. Allena la
fiducia»
In futuro
Gli italiani
usano il sito
per viaggiare
all’estero o per
ospitare. Ora si
punta ai viaggi
nazionali
un’auto ma ne posso guidare venti diverse»,
ha dichiarato al New Yorker Arun Sundararajan, professore di Stern, la business school
della New York University. «Questo amplierà
il consumo, invece di ridimensionarlo».
Si tratta di un cambiamento non solo economico, ma anche culturale. «Ho iniziato a
usarlo tre anni fa. Da allora sono stato ospite
di circa cento case, dagli Usa al Giappone.
Quando la mia famiglia ha dovuto gestire un
appartamento vuoto a Milano ho pensato a
Airbnb per ricambiare l’ospitalità avuta da
tante persone», spiega Nicola Ricciardi, curatore d’arte milanese di 29 anni. «Un ottimo
esercizio per allenare la fiducia. C’è una reci-
procità implicita, che rafforza il contratto sociale». Insieme a un letto, Airbnb offre l’esperienza: non basta mettere a disposizione una
camera, bisogna essere socievoli e ospitali.
«L’albergo spesso è triste e poco intimo. Una
casa invece è vissuta, quindi interessante. Oltre a un tetto cerco la scoperta, la possibilità
di immergermi nella vita di un’altra persona
e guardare dalla sua finestra bevendo un the
caldo», spiega Laura Sauchelli, grafica milanese di ventotto anni che da due usa Airbnb.
«È un po’ come vivere nella vita di qualcun altro e insieme vedere la città con gli occhi del
residente». In Italia gli spazi disponibili sono
principalmente a Roma, Milano, Firenze e
Venezia. Si trovano abitazioni di ogni tipo: dal
trullo in Puglia al loft milanese, al castello in
Toscana. Ma i mercati di maggior interesse
sono quelli vacanzieri: Sardegna, Sicilia e Liguria. «Prima gli italiani usavano il servizio
per affittare casa propria o per soggiornare
all’estero, nel futuro vorremmo incoraggiarli
a utilizzare Airbnb anche per viaggiare in Italia. Il potenziale è enorme: l’80 % degli italiani
fa le vacanze in Italia», afferma Matteo Stifanelli, 28 anni, responsabile per l’Italia di Airbnb dal 2012, anno del debutto italiano del
sito in cui gli annunci aumentarono del
650%.
È a Imperia per incontrare i padroni di casa
liguri «per rinsaldare i rapporti con la community locale», spiega. «L’Italia è una sorpresa. C’erano molti dubbi, dall’uso della carta di
credito alla scarsa alfabetizzazione digitale
ma questi numeri dimostrano che quando ci
sentiamo forti, come nell’ospitalità, siamo
capaci di innovare prima degli altri». E non si
tratta solo di innovazione: «Airbnb – conclude – ha messo ordine nel sistema già esistente di Bed & Breakfast, affittacamere e case vacanze».
Andrea Marinelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
34 Tempi liberi
Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
Sapori & la sfida della sostenibilità
La tendenza Una zuppa di cavolo non vale meno di un arrosto
I «cauti carnivori»
e la riabilitazione chic
delle verdure
Fare la spesa
Le barrette
superfood
e i 6 must della
dispensa bio
«Fa’ che il cibo sia la tua
medicina e la medicina il tuo
cibo». Sono parole di
Ippocrate tornate oggi di
gran moda tra i fanatici del
bio, sempre più numerosi: «Il
biologico, che di per sé è una
modalità di produrre senza
conservanti, ha determinato
un’attenzione verso nuove
abitudini alimentari e la
clientela si è allargata»,
spiega Carlo Bormetti,
proprietario della catena di
negozi biologici Superpolo.
Dal gomasio al kefir, ecco
alcuni tra i prodotti più
gettonati del momento.
L’ultima tendenza è quella
delle barrette superfood, una
sorta di integratori naturali, a
base di semi o bacche ad
altissimo valore nutrizionale,
aggregati dalla frutta. Nello
scaffale delle spezie, invece,
fa capolino il gomasio,
composto di sesamo tostato
e sale marino. Considerato la
più valida alternativa al sale,
questo prodotto è un sano
condimento per le minestre e
le insalate e c’è anche chi lo
mette sulla pasta, in
sostituzione del parmigiano.
Ha una valenza salutistica
anche il reishi, noto come il
fungo dell’immortalità.
Rimedio naturale dalle mille
virtù, questo fungo orientale,
che si può assumere in
capsule, rafforza le difese
immunitarie dell’organismo,
riduce lo stress e l’ansia e
rende molto più vitali.
Ancora. Originario del
Caucaso, la sua parola in
turco significa benessere: si
tratta del kefir, bevanda
disintossicante ottenuta
tramite la fermentazione del
latte. Infine, i semi, che fanno
contenti tutti, crudisti, vegani,
onnivori. Vanno a ruba quelli
di canapa, che hanno il più
alto contenuto di omega 3 e
omega 6. Ma molto gettonati
sono anche i semi di chia,
originari del Perù, dalle
proprietà antinfiammatorie.
Francesca Di Maio
© RIPRODUZIONE RISERVATA
A
rrivano su un vassoio d’argento.
Serviti con orgoglio dal capocameriere del Plaza
Athénée, 3 stelle
Michelin a Parigi.
Ma quando si
rompe la crosta di
sale che le protegge, le verdure sembrano guardarti con soddisfazione. Perché dopo anni di apartheid
tocca loro l’attesa riabilitazione, fatta per
mano di Alain Ducasse, chef degli chef. Che
su di loro ha appena scritto anche un libro:
Nature (Ippocampo edizioni).
La prova, questa, che la nuova vita dei vegetali è arrivata. E a decretarlo non è la variegata famiglia dei vegetariani, ma i cuochi
stellati. Che hanno recepito il cambiamento
in atto: le verdure non sono più solo cibo
per chi non vuole mangiare carne. Ma un
grande (e fruttuoso) mercato per chi appartiene alle molte terre di mezzo delle tribù
alimentari. Per chi, ad esempio, si ritiene un
«cauto carnivoro». Come Jane Kramer, giornalista del New Yorker, che ha raccontato in
un saggio la tendenza ad adottare un’alimentazione vegetale. Partendo da un’esperienza di vita vissuta: ai suoi barbecue-party la ciotola della pasta col pesto finiva sempre prima di ogni altra cosa. Perché a mangiarla non erano solo i vegetariani, ma
anche i presunti onnivori, attratti da tutto
quello che è vegetale. Insomma, Il dilemma
dell’onnivoro di Michael Pollan e qualche
migliaio di video degli ambientalisti, degli
effetti li avranno pur ottenuti, no? Si mangia
verde perché si ha sempre più attenzione
per se stessi. E così anche gli chef nei loro
libri raccontano oramai una zuppa di cavolfiore con lo stesso entusiasmo di un arrosto
alla senape.
Prendete Deborah Madison, cuoca celebrata
negli Usa, formatasi da Alice Waters. Già negli anni ‘80, nel suo Greens, non dovevi per
forza essere vegetariano per prenotare un
tavolo. E nei sui testi culto, come The Greens Cookbook o Vegetable literacy, propone
una cucina con le verdure rivolta a tutti. Infatti anche gli acquirenti di libri vegetariani
e vegani sono aumentati. Merito (o colpa)
dell’«effetto Ottolenghi». Dall’apparizione
nel 2010 di Plenty (il bestseller del cuoco inglese di origine israeliana) è stato cancellato il concetto di «la verdura ti fa bene» per
un più attraente «amare le verdure è bello».
Un messaggio chiaro per gli chef di tutto il
mondo ad attrezzarsi alla nuova ondata di
Racconti di cucina
I raviolini
ricotta e limone
di Carmela
Con la colatura
di alici
Per anni relegate al ruolo
di contorno, ora sono
portate in tavola su piatti
d’argento. È l’«effetto
Ottolenghi», lo chef di culto
che, insieme a Ducasse, sta
guidando la crociata verde
Il libro
«A Simple Feast» è il libro scritto dalla creativa e food writer Diana
Yen per raccontare il
suo anno di ricette organiche e rigorosamente biologiche. Fotografate con la sua
agenzia «The Jewels of
New York». Dalla cioccolata alla nocciola al
cocktail di pere al Prosecco. Tutte le ricette
hanno uno stile inconfondibile e molto attento alla cucina consapevole
foodie verdi. Un pioniere è stato Denis Cotter del Café Paradiso a Cork, in Irlanda, nominato nel 2010 Cuoco dell’anno, che gestisce uno dei migliori ristoranti vegetariani
del mondo frequentato anche da carnivori.
E poi Tal Ronnen (Le Cordon Bleu, St.
Louis), Alain Passard (L’Arpège, Parigi),
Pietro Leemann (Joia, Milano), Thomas
Keller (The French Laundry a Yountville) e
Charlie Trotter (ex Charlie Trotter’s a Chicago). Fino ad arrivare a Renè Redzepi e ai
suoi epigoni. Perché lo chef del Noma, dell’autoproduzione di verdure ha fatto una
fissazione. Il momento clou del MAD (il
convegno che organizza per i suoi colleghi
stellati ogni anno ad agosto a Copenaghen)?
Quando li porta tutti in giro per campi a raccogliere carote organiche e barbabietole.
Ma quel che è sempre più forte è l’assunto: mangiare verde è affascinante e (anche)
molto di moda. Lo testimoniano gli autori
di The Green Kitchen. Marito e moglie, David e Luise Frenkiel, che hanno dato vita a
un blog e a un libro di successo. Stessa filosofia per The Forest Feast, altro blog vegetale. Fino ad arrivare a fenomeni come The
Jewels of New York: studio creativo fondato
nel 2009, a Ny, da un gruppo di grafici/foodie gastrohypster capitanati da Diane Yen.
La filosofia? Combinare bellezza con amore
per la cucina verde. Verdure organiche,
dunque, ma molto molto stylish. Come il
loro libro omonimo. Dove i pomodori gratinati con zuppa d’aglio competono con il risotto al tartufo. Da non crederci.
Torta fiorita
di asparagi e cipollotti
INGREDIENTI
per 4 persone
1 rotolo di pasta sfoglia
1 uovo mixato con
1 cucchiaino di acqua
1/2 tazza di formaggio
Groviera grattugiato
1/2 tazza di Fontina
a pezzetti
8 cipollotti tagliati
a pezzetti sottilissimi
olio evo qb
sale e pepe qb
fiori commestibili
8 asparagi interi
PREPARAZIONE
1
Stendere la pasta sfoglia
su un ripiano infarinato
e ricavare un rettangolo adatto
per la teglia da forno rivestita
di carta forno.
2
Definire il bordo, alzandolo
leggermente, e spennellarlo
con l’uovo sbattuto.
Usando una forchetta bucherellare
la base dal centro alle estremità.
3
Trasferire nel frigo e lasciarlo
per 15 minuti circa.
Intanto preriscaldare il forno
a 200 gradi.
4
Lasciare fuori dal frigo la pasta
per una decina di minuti.
5
Sistemare i formaggi sul piano,
lasciando ben pulito il bordo.
6
Disporre gli asparagi e i cipollotti
molto vicini, alternandoli.
Condire con l’olio, sale e pepe
macinato fresco.
7
Rispennellare con l’uovo, mettere in forno
e lasciare circa 20 minuti, fino a quando la crosta
non è dorata e le verdure sono ben cotte.
8
La torta può essere servita tiepida
o a temperatura ambiente.
9
Decorare con i fiori commestibili.
Angela Frenda
@angelafrenda
© RIPRODUZIONE RISERVATA
A sinistra,
i raviolini
ricotta e
limone
con la colatura di
alici. A
destra, la
signora
Carmela
mentre
stende la
sfoglia
dei ravioli
di Angela Frenda
A
nnamaria Serra è una
signora minuta, che parla
sottovoce e si fa chiamare
Carmela. Autodidatta, ha
lavorato in ristoranti del Cilento.
Fino a quando non è approdata al
Lido Conchiglia, storico
stabilimento di Capaccio
(Paestum) diretto da Attilio
Senatore e dalla figlia Daniela. Che
a un certo punto hanno deciso di
trasformare quella che era una
pizzeria da spiaggia in qualcosa di
più: un ristorante. Impresa non
facile, realizzata grazie a Carmela.
Che da quella cucina fa uscire
piatti difficili da raccontare.
Leggeri e sofisticati al tempo
stesso. Complice anche la
fornitura di latticini del marito di
Daniela, Enzo. Che di cognome fa
Barlotti: azienda casearia che
produce mozzarelle e ricotte usate
(anche) da Massimo Bottura. Ed è
La ricetta
proprio con la sua ricotta fresca
che Carmela ha dato vita al piatto
che vi svelo oggi in Racconti di
Cucina: i raviolini ricotta di bufala
e limone con la colatura di alici.
Una ricetta che Carmela, con una
giustificata ritrosia, mi ha
raccontato mentre la faceva.
Per il ripieno: 400 gr di ricotta di
bufala da mescolare con la buccia
di 2/3 limoni non trattati. Se serve
allungare con un pizzico di latte.
Aggiungere del parmigiano, sale e
pepe. Mescolare fino a creare una
crema che servirà da ripieno. Per
la pasta dei ravioli: 1/5 chilo di
farina semola. 4 uova, acqua qb.
Preparazione: sistemare a
fontana la farina. Mettere le uova
al centro e versare l’acqua tiepida.
Lavorare con le mani e formare un
impasto compatto. Farne un palla
e lasciarla riposare un’oretta in
frigo. Poi si stende molto sottile e
si ottiene una striscia che si divide
a metà dove sistemare dei
mucchietti di ripieno. Coprire con
l’altra metà e sigillare i bordi. Con
l’aiuto di uno stampo si ricavano i
raviolini. Farli riposare 10 minuti.
Per il condimento: aglio in
camicia, peperoncino, pepe e sale
qb, pomodorini, basilico, origano.
Colatura di alici mezzo
cucchiaino. Mettere aglio,
peperoncino, olio e pomodorini a
pezzetti in una padella. Far
appassire e poi condire con la
colatura, pepe e sale. Versare i
ravioli e saltarli 3 minuti
mantecandoli. Aggiungere
basilico fresco e dell’origano. E
servire subito.
@angelafrenda
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cucina.corriere.it
Tempi liberi 35
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
La variante
Alain Ducasse
Chef pluristellato francese, ha introdotto nel menu
del suo ristorante stellato del Plaza Athénée a Parigi le «Verdure in
crosta di sale», piatto apprezzatissimo dai clienti. E ha da poco dedicato
un libro, Nature (Ippocampo editore), al mondo gourmet delle verdure
Ritorni
Chi è
Diana Yen
Designer e grande
appassionata di cibo,
nel 2009 ha fondato
con dei soci The Jewels
of New York, studio
di progettazione grafica
e fotografica per prodotti
alimentari organici
ma anche eventi improntati,
sempre, al mangiare
ecologico. È da poco uscito
il suo libro A simple Feast
(Roost Books), da cui sono
tratte le foto del grafico
e la ricetta della torta
Foto tratte da A simple Feast (Roost Books) e Nature di Alain Ducasse (Ippocampo edizioni)
Dopo l’arrivo della certificazione
Vini vegan, un sistema di «bandierine» per comprarli online
C
osa beve chi ha fatto una
scelta vegana? Viene dal
Trentino, dalla Cantina di
Aldeno, cooperativa con 408
soci e una produzione annua di
40.000 quintali d’uva, il primo vino
italiano certificato «vegan». Per la
sua produzione non è stata usata
nessuna sostanza di origine
animale. Lo garantisce l’ente di
certificazione Icea di Bologna che,
dopo un lungo iter, ha definito per
la prima volta un disciplinare
preciso per la vinificazione
rispettosa della scelta vegana in
tutte le fasi della filiera. Niente
albumina, né gelatine utilizzate per
chiarificare, niente colla di pesce, o
chitina, o sangue di bue. Nessuno
sfruttamento degli animali per la
coltivazione (al contrario di quanto
propongono i produttori
biodinamici: il ritorno all’utilizzo
dei cavalli abbandonando i
trattori), etichette «depurate»
da ogni riferimento ai piatti a
base di carne e pesce
nell’indicazione degli
abbinamenti. Una
produzione di nicchia, 15mila
bottiglie di vino vegano,
esaurita in tempi record.
«Speriamo di poterli inserire
nel catalogo del 2016»,
confida Aaron Jacopo Perelli,
uno dei titolari dell’ Emporio
Ecologico, piattaforma di
vendite online dedicata ai
prodotti (alimentari, i più
Nessun derivato animale nella filiera dei vini vegani
richiesti, ma anche di
dermocosmesi e per la casa)
introdotto — dice Perelli — un
rigorosamente biologici, ecologici e
sistema di “bandierine” che
naturali. «Aspettiamo la diffusione
contraddistinguono i prodotti
della nuova certificazione Icea. Nel
vegan». Attualmente sono sei le
frattempo, per agevolare la scelta
cantine «cruelty free» nel catalogo
degli acquirenti vegani, abbiamo
dell’Emporio ecologico.
«Individuarle non è per
niente facile in assenza di
certificazione, perché bisogna
ricostruire la storia della
cantina. E ancora in pochi
hanno aderito al
Regolamento Europeo
(1169/11 art. 36 b) che dà ai
produttori la possibilità di
inserire, volontariamente,
informazioni relative
all’idoneità del loro alimento
per vegetariani e vegani. Per
orientarsi, l’Emporio
ecologico si è alleato con
Gusto Nudo, associazione di
produttori biologici e
biodinamici indipendenti. «Le
bandierine sono un’agevolazione
che consente agli acquirenti italiani,
ancora piuttosto restii agli acquisti
alimentari online, di orientarsi
facilmente — sottolinea Perelli —
ottimizzando i tempi della spesa».
Prodotti di nicchia, difficilmente
rintracciabili nel retail tradizionale,
sono quelli preferiti dai circa 30mila
iscritti all’Emporio ecologico
(www.emporioecologico.it), che
fattura attualmente 2 milioni di
euro. «Siamo cresciuti molto negli
ultimi anni, e continueremo a
crescere — confida Perelli — grazie
all’ingresso nella compagine
azionaria (con la maggioranza) di
NaturaSì che, oltre al finanziamento,
ci consentirà di rafforzare la platea».
Presto, potrebbe essere possibile
anche acquistare online e ritirare in
negozio: un’opzione interessante
per chi cerca vini (e non solo)
assenti dagli scaffali reali ma vuole
toccare con mano le bottiglie prima
di portarle a casa.
Caterina Ruggi d’Aragona
© RIPRODUZIONE RISERVATA
E la Sardegna
rilancia
la mozzarella
di pecora
Fermentazione naturale e
mozzatura a mano. Mozzarella,
prodotta come tradizione
vuole. Ma con latte di pecora.
Una novità che arriva dalla
Sardegna, dalle campagne di
Sant’Andrea Frius (40 km da
Cagliari) riprendendo una
tradizione dell’antica Roma e,
in particolare, una ricetta di
Apicio. Il caseificio Pab’è is
tèllasa ha presentato la
mozzarella di pecora l’anno
scorso agli Oscar Green, con cui
Coldiretti premia le giovani
imprese agricole. «Mediamente
— riferisce la titolare, Maria
Atzeni — produciamo ora circa
20 chili di mozzarelle al giorno,
che vanno a ruba in poche
ore». Pasta compatta e
morbida, colore bianco lucido
brillante, pelle sottile, la
mozzarella di pecora ha il
sapore dei pascoli autoctoni
della macchia mediterranea:
erbe aromatiche di montagna,
corbezzolo, lentischio, ghiande,
mirto, more... e poi trifoglio,
avena, orzo... Per la sua
produzione, infatti, il caseificio,
nonché azienda agricola Pab’è
is tèllasa, utilizza solamente il
latte del suo gregge: 500
pecore per 150 litri di latte usati
ogni giorno. «Questo ci
permette di controllare la filiera
della materia prima (il latte) a
partire dall’allevamento,
avendo la massima sicurezza
— sottolinea Maria Atzeni —
che provenga da animali sani,
nutriti in modo naturale e
sopratutto privi di trattamenti
durante tutto il periodo
produttivo». Latte genuino,
ricco di aromi e di cultura.
Quella delle aziende familiari
che innovano restando nella
tradizione artigianale. Con la
mozzarella ma anche,
naturalmente, con i formaggi
tipici sardi a latte crudo:
pecorini freschi e stagionati,
ricotte fresche e salate, provole
ovine «pirittas», caciotte a
crosta fiorita, callau axedu,
casu de fitta, gioddu, casada e
creme spalmabili.
C.R.d’A.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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là...dove volano
le Aquile...
Campionessa mondiale di pattinaggio artistico,
medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici 2014 a Sochi.
LavelliADV.it
Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
Tempi liberi 37
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
Sapori & amori
Scorribande A Salina nel ristorante Capofaro. Fiori di zucca dorati ripieni di ricotta, linguine con alici e coniglio in scapece
Il Laboratorio in mezzo al mare
dove il cappero fa pranzo e cena
di ROBERTO PERRONE
Il ritorno
del chinotto,
il gusto
dell’infanzia
Non si possono cancellare
dalla memoria gustativa certi
sapori incisi come su pietra.
Chinotto, orzata, latte e
menta, spuma. Così oggi un
esercito invisibile si muove
per impedire che questi
ricordi papillari vengano
rimossi. A cominciare dal
chinotto, uno dei gusti più
insistenti della nostra
infanzia: nell’area verde di
San Pietro in Carpignano (nel
savonese) sono state messe
a dimora 80 piante del frutto
dal quale si ricava la bevanda
autarchica per eccellenza,
quel sapore dolceamaro che
per molti di noi (quelli più
eterodossi) era l’alternativa
alla Fanta. Quelle bevande
colorate, dolciastre, molto
reclamizzate, finiranno poi
nel tritacarne dei dietisti
e della pubblicità aggressiva,
quella che ci fece convertire
alla Coca Cola e ad altre
bibite d’importazione. Ma
l’epoca che viviamo, intrisa
di memoria e nostalgia,
recupera l’autarchia nel
bicchiere. È notizia di questi
giorni che il chinotto Neri,
prodotto a Buccino, in
Campania, avrà un proprio
spazio di vendita nella sede
di Eataly Puglia, a Bari. Non
solo: chef stellati come
Francesco Apreda
recuperano l’orzata con le
granite; ci sono le gassose ai
limoni mediterranei, le
aranciate agli agrumi rossi di
Sicilia, i tamarindi da
sorseggiare mangiando
biscottini alle mandorle; nel
centro di Salò ha aperto uno
Shop & Drink Tassoni, nome
della cedrata per eccellenza.
E si fa un passo avanti: i
classici menta, amarena e
limone vengono sorpassati
da sambuco e melissa:
determinante l’influenza
delle tisane rilassanti anni
Novanta. Siamo figli dei
nostri anni migliori e lo
sappiamo benissimo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
S
Dalla terra
I raccoglitori rivendicano la
superiorità, la compattezza, il
profumo, l’uniformità di questi
frutti. «Durano così per sei mesi»
dei capperi, presenti nell’area mediterranea da sempre. Lo testimoniano, con accenni alla loro natura alimentare ma anche medicinale, la Bibbia, Ippocrate, Aristotele e Plinio il Vecchio. Negli anni Salina si è affermata come centro della
produzione italiana di qualità. I raccoglitori, spesso famiglie che hanno un orto di
proprietà da una vita, da fine maggio a
tutto agosto, ogni 8, 10 giorni, si alzano
prestissimo, prima delle cinque del mattino per evitare le ore più calde. I capperi
vengono sistemati su teli di juta. Quindi
si procede con la salatura. Dopo circa un
mese sono pronti per il consumo insieme
con i frutti, gli straordinari «cucunci».
Si possono acquistare curiosando per
le stradine di Santa Maria Salina o negli
altri borghi. Una scritta sul cancello di un
piccolo giardino privato apre un mondo
di gentilezza e prelibatezza. Una coppia
non solo vende i capperi di Salina, ma
spiega, racconta, rivendicando la superiorità, la compattezza, profumo e l’uniformità di questi prodotti. Attorno piante
di limoni e cespi di pomodorini appesi al
portico. «Questi durano così per sei mesi» dicono. I capperi vengono usati nella
cucina siciliana (ma non solo) «per dare
mordente»: esaltano un semplice sugo di
La nostra scelta
1) Spazio Ristorante
Laboratorio
e Capofaro Resort
Via Faro, 3
98050 Salina (Me)
Tel. 090-9844330/1
(nella foto la chef Gaia Giordano)
2) Hotel Ristorante Signum
Via Scalo, 15 Malfa Salina (Me)
Tel. 090-9844222
3) Ristorante Nni Lausta
Via Risorgimento, 188
S. Maria Salina (Me)
Tel. 090-9843486
4) Ristorante Portobello
Via Lungomare, 2
S. Maria Salina (Me)
Tel. 090-9843125
5) Alfredo in Cucina
Via V. Alfieri, 11
Lingua Salina (Me)
Tel. 090-9843307
6) La Salina
borgo di Mare hotel
Via A. Manzoni
Lingua Salina (Me)
Tel. 090-9843441
7) Rapa Nui Resort
Via Barone, 1
Santa Marina Salina (Me)
Tel. 090-9843546
8) Bar Ristorante Seaside
Via Rotabile 12
Rinella Salina (Me)
Tel. 090-9809139
9) Hotel Punta Scario
Via Scalo, 8
Malfa Salina (Me)
Tel. 090-9844139
10) Pa.Pe.Rò
Via S. Gaetano, 60
Rinella Salina (Me)
Tel. 090-9809161
ILLUSTRAZIONE DI MICHELE TRANQUILLINI
di Roberta
Scorranese
alina in moto un giorno
di sole. Forse il modo
più giusto per scoprire
quest’isola (la seconda
dopo Lipari) dell’arcipelago delle Eolie. Le
moto le affittano un po’
dovunque, danno l’impressione di arrancare,
fanno un rumore infernale, ma invece tengono benissimo la
strada e arrivano dappertutto. Da Santa
Maria Salina a Lingua, dal Malfa a Rinella
e poi giù a Pollara il posto migliore dell’isola per osservare il tramonto. E infatti
è qui che si trova la bellissima casa dove
Philippe Noiret e Massimo Troisi conversavano nel «Postino», l’ultimo film interpretato dall’attore/regista napoletano. In
quella casa, sotto il portico probabilmente c’erano dei rami di pomodorini e dei
capperi sotto sale che attendevano, pigramente, il loro destino. Salina è l’isola
pomodoro e basilico, la caponata, i piatti
di pesce. Li ritrovo nel pane cunzato di
Alfredo, a Lingua, che fa pranzo e cena.
Qui è famosa la granita con cui si fa anche
colazione, come mi ha insegnato il grande Pino Cuttaia.
Il cappero lo ritrovo un po’ dovunque,
nell’isola, ma soprattutto nei piatti nel ristorante dello splendido Capofaro Resort
di Tasca d’Almerita. Da quest’estate qui si
è insediato il progetto Spazio Laboratorio
di Formazione di Niko Romito in collaborazione con la famiglia Tasca. I ragazzi
che sono cresciuti a Rivisondoli nel ristorante aperto dov’era il Reale prima del
trasferimento a Castel di Sangro, ora sono qui con la chef Gaia Giordano come
responsabile di cucina mentre in sala c’è
Roberto Scamarcio. Questo è un luogo
magico, anche per la luce del faro che, di
notte, manda lampi di luce sulle vigne
che circondano le costruzioni bianche.
La ricetta
Cappelletti con distillato di pomodoro
di Gaia Giordano*
Ingredienti per 4 persone:
400 g di farina “00”
4 uova (per la pasta)
200 g di concentrato di pomodoro
8 pomodori ramati, basilico, sale.
Preparazione (tempo 30 minuti):
Tirate la sfoglia molto sottile e formate dei quadrati di circa 2cm per lato.
Disponete al centro mezzo cucchiaio di concentrato e chiudete formando
i cappelletti. Mettete in frigorifero cospargendo sopra un po’ di farina.
Preparate il distillato centrifugando i pomodori e filtrando il succo con un
panno di lino. Condite il brodo ottenuto con sale e basilico.
Intanto cuocete i cappelletti in abbondante acqua salata, scolate e versate
nei piatti fondi. Coprite con il distillato a temperatura ambiente e
aggiungete qualche piccola foglia di basilico
* Spazio Niko Romito Ristorante Capofaro Resort
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Dalla terrazza, al calar della sera, quando
le isole vicine diventano, nelle notti con
poca luna solo vaghi contorni, si riconosce Stromboli per il rosso della lava che
scende dal vulcano. Anche a Salina un
tempo c’erano due vulcani gemelli, da
cui il nome antico dell’isola, Didyme (gemelli). E Dydime è anche il nome del
Malvasia (ottimo) che viene da questi vigneti e che ritroviamo sulle tavole del ristorante.
La filosofia: «Otto ragazzi, 40 coperti.
La cucina di Capofaro diventa così un Laboratorio Gastronomico aperto non solo
agli ospiti del resort ma a tutti i curiosi
che intendono riscoprire, con leggerezza,
creatività e tecnica i sapori della tradizione e del territorio siciliano. La parola
d’ordine è semplicità sia nei piatti che
fuori». Un progetto interessate. L’età media, in cucina e in sala, non supera i trent’anni. Una palestra di cui si fa parte volentieri anche perché non si fatica. L’unico sacrificio è quello di scegliere solo
qualche piatto e non tutto il menu in cui
si riconoscono i sapori dell’isola: fiore di
zucca dorato ripieno di ricotta, salsa di
acciughe; zuppa di merluzzo, pomodoro,
pane e capperi; linguine con alici, finocchietto e capperi; gnocchi di ricotta, peperoni, capperi e olive; cappelletti di pomodoro con distillato di pomodoro; polpo affogato e arrostito con crema di patate; coniglio in scapece con insalata
aromatica. Come vedete ci sono anche
proposte senza capperi perché non solo
di cappero vive l’uomo. Magari da domani.
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Nel bicchiere
Il bianco salvato dall’estinzione e gli «under 15» di Ferragosto
di LUCIANO FERRARO
P
rendetevi una vacanza dai
grandi vini. Lasciate in
cantina i blasonati. Cambiate.
Cercate la semplicità dell’estate.
Come suggerisce il neuroscienziato
David J. Levitin (che tipo strano,
scrive best seller di psicologia e
suona la chitarra con David Byrne)
sul New York Times: «State in
guardia dalle false vacanze,
bisogna staccare veramente per
tirare fuori il meglio dal nostro
meraviglioso cervello». Cominciate
dalla tavola, a Ferragosto invece di
cercare bottiglie costose per stupire
ai brindisi di rito, tuffatevi nel mare
vasto dei piccoli grandi vini d’Italia,
che non ha rivali quanto a varietà
di vitigni (377 ne ha censiti Jancis
Robinson, mentre i francesi, con
207, sono costretti a guardarci dal
basso sul podio come con Nibali al
Tour). In questi mesi di deflazione,
anche le feste sono sobrie,
ricordano i consigli che Miguel de
Cervantes trasmette da Don
Chisciotte a Sancho Panza: «Sia il
tuo desinare parco, e più parca
ancora la tua cena... Sii temperato
anche nel bere, considerando che
l’uso eccedente del vino fa violare i
segreti e mancare di fede». Ecco
allora un’anteprima dell’anteprima,
una selezione di 10 vini sotto i 15
euro dai degustatori della guida
Slow Wine 2015, che sarà
presentata il 26 ottobre a Torino.
Giancarlo Gariglio, Fabio
Giavedoni e 200 collaboratori da
febbraio hanno girato per le vigne
d’Italia: ora sono agli ultimi assaggi
degli 8.000 vini della guida. Hanno
scelto 4 bianchi, 3 rosati e 3 rossi
per la fascia under 15. Dato
Rosati
Prezzi democratici
14 € Timorasso
Bianchi
Nostalgie
8€
Derthona 2012
La Colombera
di Tortona (AL)
11 € Riviera Ligure
di ponente
Vermentino 2013
Luigi Bianchi Carenzo
di Diano San Pietro (Im) 10 €
10 € Greco di Tufo 2013
Torricino di Tufo (Av)
14 € Collio Malvasia 2013
Fonte: Slow Food
Vosca di Cormons (Go)
comune: il rispetto dell’ambiente
da parte dei vignaioli. Si parte con
il Timorasso Derthona 2012 di
Colombera, autoctono del Sud del
Piemonte, salvato dall’estinzione
da Walter Massa negli anni 80,
diventato uno dei bianchi più
Girofle
10 €
2013
Severino
Garofano
di Gravina
di Puglia (Ba)
Fass
8€
N. 9 2013
Girlan
di Appiano/
Eppan (Bz)
Cerasuolo
d'Abruzzo
2013
Cataldi
Madonna
di Ofena (Aq)
Rossi
Terre
8€
di Matraia
2011
Fattoria Colle
Verde di
Capannori
(Lucca)
Kerasos
14 €
Nero
d'Avola
2012
Valdibella
di Camporeale
Aglianico del
Vulture Serra
del Prete
Musto
Carmelitano di
Maschito (Pz)
D’ARCO
interessanti d’Italia. È agrumato e
ricco in questa versione di Pier
Carlo Semino e della figlia Elisa. Poi
in Liguria, il Vermentino 2013 di
Luigi Bianchi Carenzo; in Campania
il Greco di Tufo 2013 di Torricino; e
sul Collio friulano la Malvasia 2013
di Francesco Vosca, a due passi da
Cormons.
Tra i rosati, la lista compilata da
Slow Wine comprende una delle
bottiglie che tiene alta la nuova
fama dei vini pugliesi, il Girofle
2013 di Severino Garofano, un bel
color corallo e una notevole
freschezza, made in Copertino
(Lecce). Gli altri rosati sono il Fass
N. 9 2013 di Girlan, una
cooperativa altoatesina (Appiano)
di 200 soci e il Cerasuolo
abbruzzese 2013 di Cataldi
Madonna, di Ofena. Infine i rossi: il
Kerasos Nero d’Avola 2012 di
Valdibella, dalla Sicilia; l’Aglianico
del Vulture Serra del Prete, di
Musto Carmelitano, dalla Basilicata
e il Terre di Matraia 2011 di Fattoria
Colle Verde, dalla Toscana. Piccoli
grandi vini d’Italia.
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38 Tempi liberi
Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
Tecnologie raccontate
Imbarco,
controllo
documenti,
bagagli: tutto
passerà dalla
tecnologia
Vita Digitale
di Federico
Cella
«Share play»,
i videogiochi
escono
dall’isolamento
Condividi il gioco. «Share
Play» è una nuova
caratteristica di Playstation 4
presentata da Sony alla
Gamescom di Colonia, la più
importante fiera di
videogiochi in Europa.
L’idea dei giapponesi, che
festeggiano i 10 milioni di
console venduti in nove mesi
dal lancio, è di un «divano
virtuale»: mentre stiamo
giocando a casa nostra,
possiamo invitare un amico
a condividere le nostre
avventure digitali entrando —
ovunque si trovi, tramite cloud
— nel nostro gioco. E questo
anche se non possiede un
copia del gioco.
In attesa di una prova sul
campo, il progetto in sé
appare rivoluzionario. Perché
rompe lo schema, da sempre
criticato, proprio dei
videogiochi stessi:
l’isolamento davanti a uno
schermo, quasi mai rotto dal
multiplayer visto finora.
Solitamente di stampo
«competitivo». Ora si parla
invece di gioco «cooperativo»,
il cosiddetto «co-op» che di
fatto sembra essere la nuova
frontiera di tutto il
Movimento. Da «Destiny»
ad «Assassin’s Creed Unity»
passando per l’atteso «The
Division» oppure «Far Cry 4»,
sono in arrivo diversi titoli
«tripla A» (le megaproduzioni)
che basano buona parte del
proprio gameplay proprio
sulla necessità di una
strategia collaborativa tra due
o più giocatori. Da un lato la
novità viene vista come una
gradita evoluzione, dall’altro si
pone però un dubbio. Molti
giocatori forse non nutrono il
desiderio di uscire dallo
«splendido isolamento» dei
momenti di gioco.
@VitaDigitale
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C
onsegna bagagli,
controllo documenti,
imbarco. Niente di
più, attività collaterali (come shopping,
pasti, meditazione
yoga) a parte. Negli
aeroporti del futuro
le operazioni legate
al viaggio saranno ridotte all’osso, e di fatto passeranno tutte
attraverso la tecnologia. Il check-in, per
esempio, si farà tramite le applicazioni
dello smartphone, e sempre tramite app si
sceglierà il posto e si riceveranno le informazioni sul volo, eventuali ritardi e gate di
partenza compresi. Il personale di terra gestirà gli imbarchi con i tablet in mano e accoglierà i passeggeri con i Google Glass.
Mentre i parcheggi degli hub saranno coordinati da robot, ai quali verranno affidate le automobili per essere riconsegnate
alla fine del viaggio. «L’obiettivo è semplificare il più possibile le operazioni, in modo da migliorare i servizi per i passeggeri»,
spiega Francesco Violante, amministratore delegato italiano di Sita, la società internazionale di telecomunicazioni per il settore del trasporto aereo. Per sapere chi sono i passeggeri di oggi, basta incrociare i
dati diffusi durante il convegno internazionale «Air Transport IT Summit», organizzato da Sita a Bruxelles nel giugno scorso. Si scopre così che sono sì tecnologici (7
su 10 hanno almeno uno smartphone) ma
della tecnologia si fidano poco (solo il
4,6% fa il check-in da mobile) e malgrado
siano abituati a volare restano ansiosi: il
60% arriva in aeroporto in anticipo perché
ha paura di perdere il volo. Per questo oggi
coesistono più sistemi per venire incontro
alle diverse tipologie di passeggero: negli
aeroporti ci sono il check-in tradizionale
con hostess e i chioschi elettronici dove fare tutto da soli, mentre chi preferisce far
tutto a distanza può affidarsi al check-in
online da fare tramite pc o a quello mobile
da effettuare via smartphone o tablet.
iBeacon e braccialetti biometrici
«Di progetti da sviluppare ce ne sono
molti, ma non tutte le idee che abbiamo
oggi matureranno: bisognerà vedere come
verranno accolte in fase di test, se saranno
o meno apprezzate dai passeggeri. E magari nel frattempo sarà la tecnologia stessa
a cambiare», sottolinea Violante. Che, però, qualche previsione la azzarda: presto
nei nostri aeroporti sbarcheranno iBeacon
(tecnologia Apple basata su localizzazione
che invia agli smartphone dei passeggeri
informazioni sul loro volo) e braccialetti
biometrici (che saranno al contempo documenti di viaggio e ticket). Poi arriverà
anche l’internet delle cose, mentre aeroporti e compagnie inizieranno a raccogliere (e scambiarsi) i data dei passeggeri.
L’innovazione è ormai un passaggio obbligato: entro il 2017, il 90% delle compagnie
aeree di tutto il mondo userà la tecnologia,
soprattutto mobile, per migliorare i servizi. Anche in Italia? «Anche in Italia — conferma Violante — da noi i fattori inibitori
sono cultura e mentalità, ma i costi sempre più bassi della tecnologia faranno sì
che sarà adottata sempre più in fretta. Non
dimentichiamoci poi che gli italiani lo
smartphone lo usano parecchio e quindi
rappresentano potenzialmente un mercato adatto a questo tipo di innovazione».
Prima del viaggio
Le agenzie di viaggio tradizionali, ormai, le usano in pochi. Ma anche quelle
online sono (quasi) acqua passata: l’ultima frontiera degli acquisti passa attraverso i metasearch, cioè gli aggregatori di diversi motori di ricerca che mettono insie-
COSÌ SI VIAGGERÀ NEL FUTURO PROSSIMO
PRIMA DEL VOLO
1
Scegliere il volo
Prepararsi al viaggio
Recupero bagagli
Non più con agenzie,
ma con aggregatori
di diversi siti
e portali internet
Apposite app
ricorderanno scadenze
e diranno se c’è bisogno
di visti, vaccinazioni.
Tramite app si sceglierà
anche il posto in aereo
Grazie alle app notifiche per avvertire in
quale momento esatto il bagaglio è in arrivo
3
ALL’AEROPORTO
ALL’ARRIVO
2
Parcheggiare l’automobile
Check-in
Girare per l’aeroporto
Accoglienza al gate
Lo faranno i robot,
così ci sarà
bisogno di meno spazio
tra un’auto e l’altra
Con braccialetti
biometrici da usare
al posto del biglietto
iBeacon, tecnologia basata
su localizzazione che invia agli
smartphone dei passeggeri informazioni
sul volo, su come raggiungere il gate
e sui documenti
Google Glass per riconoscere
passeggeri e fornire loro indicazioni
su meta e viaggio, tablet per
coordinamento della crew
Bracciali biometrici
e robot ai parcheggi
L’aeroporto cambia
me i risultati in arrivo da più piattaforme.
Il settore è in piena espansione e i big sono
già corsi ai ripari: negli ultimi due anni le
principali agenzie di viaggi online hanno
acquisito i metasearch più interessanti, da
Trivago (comprato da Expedia) a Kayak
(ora nel bouquet di Priceline). Resta fuori
Skyscanner, che è anche quello più promettente con un fatturato che l’anno scorso ha raggiunto 108 milioni. Una volta
comprato il volo, sarà la compagnia stessa
a gestire tutto tramite i dispositivi mobili.
Per il Paese scelto serve un visto, bisogna
fare delle vaccinazioni? Saranno le app a
ricordarcelo tramite le notifiche, e sempre
tramite notifiche ci informeranno se il volo avrà un ritardo o ci saranno cambiamenti per quanto riguarda il gate di partenza. Grazie alle app, inoltre, sceglieremo
il posto in cui sederci, cambieremo il volo
Nuove idee
Un personal coach per la «tintarella consapevole»
C
i sono due tipi di esseri
umani: quelli che cercano
il sole come lucertole e
quelli che lo fuggono come vampiri. Il primo genere, a sua volta, si divide in due
categorie: quelli che si abbrustoliscono con criterio e quelli che lo
fanno in maniera sconsiderata,
non badando, cioè, alla più elementare regola dell’abbronzatura
sicura, spalmarsi la crema.
È per questo secondo gruppo
che è pensato June, l’ultimo arrivato nella sempre più vasta famiglia della tecnologia da indossare,
creato dall’azienda francese Netatmo e firmato dalla designer Camille Toupet. Ma è più probabile che
siano gli adepti della tintarella
consapevole a farsi incuriosire da
questo bracciale sensibile ai raggi
Uv e Uvb che, attraverso una app
scaricabile da iPhone, funziona
come un personal coach dell’abbronzatura e, una volta connesso
tramite bluetooth, invia una serie
di notifiche su come e quanto proteggersi dal sole.
Su June non ci sono sensori, lucine, bottoni. La «pietra» che contiene il dispositivo si allaccia a un
bracciale sottile, di pelle o gomma.
Si indossa anche come spilla: attenzione a non farlo scivolare via,
perché è molto leggero. Chiamarlo
gioiello è eccessivo, ma si tratta di
un accessorio discreto, adatto a
donne di tutte le età. Donne, certo.
Immaginarlo al polso di un uomo
è difficile. Eppure, anche gli uomini si scottano.
L’app (ora disponibile anche in
italiano) è piuttosto intuitiva, in
una sola schermata misura l’indice
Che cos’è
June è un braccialetto
sensibile ai raggi Uv, che
invia notifiche su come
proteggersi dal sole
Le informazioni
Dice quando spalmarsi di
nuovo la crema, quando
indossare il cappello e quando
è meglio ritirarsi all’ombra
degli Uv, indica il fattore di protezione più adatto, avvisa quando è
necessario indossare occhiali e
cappello e persino quando è il momento di cercare l’ombra. Le notifiche specificano quando ri-applicare la crema; sono disponibili le
previsioni per i giorni successivi e
uno storico delle esposizioni. Al
primo download si risponde a una
serie di semplici domande: June
determina così il fototipo dell’utente e si auto-regola: pelle
chiara, protezione 30, anche in città; pelle scura, concessa la 15, ma
attenzione a quanto tempo passate
all’aperto. La Netatmo avverte che
il bracciale resiste alle gocce, agli
schizzi e al sudore, ma non è waterproof. Non una gran pecca: nessuno si tuffa con l’iPhone in mano.
Tempi liberi 39
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
Innovazione Oltre il wi-fi
I PASSEGGERI OGGI
Tecnologici
Ansiosi
Social addicted
Tradizionalisti
70%
60%
62%
4,6%
Hanno almeno
uno smartphone
Arrivano in aeroporto
in anticipo perché hanno
paura di perdere il volo
Si fanno influenzare
dai social quando
pianificano un viaggio
E il treno si adegua
Un tablet sul sedile
per il film o il caffè
A Berlino il progetto italiano
I tre ostacoli ancora da superare
La foto
TrainPad è il
progetto che
l’azienda brianzola
Dot System
presenterà a fine
settembre
all’Innotrans, fiera
di settore che si
terrà a Berlino.
Oggi il 40% del
fatturato
dell’azienda arriva
dall’estero
Fanno il check-in
da mobile
75%
2014
2015
Test Google Glass
(già fatto)
(o annulleremo il ticket) e registreremo il
bagaglio. Bagaglio che, sempre grazie alle
app, non avremo più necessità di aspettare: le notifiche ci avvertiranno anche dove
e quando andare a recuperarlo, senza inutili attese accanto a nastri trasportatori
vuoti.
L’arrivo in aeroporto
I parcheggi non li vedremo neanche. Saranno i robot a prendere in carico le automobili, a parcheggiarle e a riconsegnarle al
ritorno. Una comodità per i passeggeri, ma
a guadagnarci saranno gli aeroporti stessi
dato che potranno ridurre lo spazio previsto per ogni auto non dovendo più calcolare l’apertura della portiera, aumentando
così il numero dei parcheggi. Se adesso
possiamo, grazie al check-in mobile, limitarci a mostrare lo schermo dello smar-
Al via test iBeacon
2016
Il 75% delle compagnie
userà i tablet per i servizi
di hostess
tphone e i documenti d’identità per passare i controlli, in futuro basterà un braccialetto biometrico. Un sistema che è già in
fase di sviluppo avanzato e che presto potrebbe sbarcare negli aeroporti per un progetto di test. In grado di registrare il nostro
battito cardiaco, che essendo diverso per
ognuno funge da riconoscimento d’identità, servirà sia come documento che come
ticket di viaggio. In pratica, una volta arrivati in aeroporto, non dovremo far altro
che consegnare il bagaglio.
All’ultimo minuto
Forse impareremo a essere meno ansiosi, e arriveremo sempre più all’ultimo minuto. Grazie agli iBeacon potremo farlo
senza rischiare di perderci tra corridoi e
duty free shop: la tecnologia sviluppata da
Apple e basata sulla localizzazione funzio-
Braccialetto
June si può
acquistare su
netatmo.com,
il sito dell’azienda
francese che lo
produce, e negli
Apple Store.
È formato dal
design Camille
Toupet ed è
disponibile in
molte versioni
Il bluetooth, però, si sconnette abbastanza facilmente, basta che il
telefono sia in borsa. Bisogna ricordarsi di controllarlo. June è disponibile solo per iPhone, presto
lo sarà per Android. Un regalo (o
uno sfizio) che costa 95 euro.
Troppo? Il prezzo è in linea con al-
tri braccialetti smart. A voi decidere se siete già esperti di tintarella
responsabile e questa estate dovrete spendere solo per le creme, o
se avete bisogno di entrambi: l’assistente e la protezione.
Francesca Gambarini
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90%
2017
Il 90% delle compagnie userà
la tecnologia per migliorare
i servizi, soprattutto mobile
na tramite bluetooh e invia agli smartphone dei passeggeri notifiche di vario tipo. Si
va dall’apertura del gate alle informazioni
su come raggiungerlo, indicando anche i
tempi di percorrenza verso il luogo dell’imbarco. Privacy permettendo: per accedere ai servizi bisognerà accettare il trattamento dei dati personali. La prima ad utilizzare gli iBeacon sarà l’American Airlines, la fase di test partirà a inizio 2015. Il
sistema è già disponibile sugli iPhone con
iOS 7, ma verrà potenziato a breve con il rilascio del prossimo sistema operativo. Alla
Sita si aspettano ottimi risultati: «Avrà
grande successo, e presto arriverà anche in
Italia», sottolinea Violante.
Opportunità e dubbi
Sorridere e guardare il cliente negli occhi. Riconoscendolo e avendo già le risposte pronte alle sue domande, dai dettagli
sul volo al tempo che troverà all’arrivo.
Queste saranno le prerogative degli hostess di terra, e non è fantascienza: si tratta
di servizi possibili grazie all’utilizzo dei
Google Glass. Il plusvalore degli occhiali a
realtà aumentata, secondo il presidente
europeo Sita Dave Bakker, è proprio questo: «Grazie al mobile il personale ha sempre accesso alle informazioni, ma con i
Glass può continuare a comunicare con i
clienti guardandoli negli occhi». Al momento, però, l’adozione dell’ultimo gioiellino di Mountain View negli aeroporti è
ancora lontana. La fase di test (che all’inizio dell’anno ha coinvolto il personale della compagnia Virgin Atlantic a London Heathrow e poi, a giugno, anche lo staff dell’aeroporto di Copenaghen) ha evidenziato infatti due problemi da risolvere prima
di pensare ad un utilizzo di massa dei
Glass: la batteria ha ancora una durata limitata e se usati in maniera costante gli
occhiali a realtà aumentata diventano anche troppo «caldi» per essere indossati.
Per il momento, insomma, si guarda agli
smartwatch ed ai più tradizionali tablet,
che entro pochi anni si prevede saranno
utilizzati da gran parte delle compagnie
per gestire il coordinamento della varie fasi di imbarco.
Greta Sclaunich
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Corriere della Sera / Mirco Tangherlini su dati Sita
PROSSIMI PASSI
I numeri
Il telefonino
E i passeggeri,
di fronte alla
tecnologia?
Se il 70 per cento,
secondo le stime
Sita, possiede uno
smartphone non
tutti lo sanno
padroneggiare.
Così, stando ad
un sondaggio
realizzato dalla
società, si scopre
che il 31 per
cento dei
passeggeri che
utilizzano il
telefonino in
viaggio teme
che questo non
funzioni, il 24 ha
paura che non sia
compatibile con le
tecnologie che
potrebbero
servirgli, il 13 per
cento non è
sicuro di saper
usare le
applicazioni
In volo
Ma gran parte
dei viaggiatori
vorrebbe poterlo
utilizzare anche
durante il volo:
l’85 per cento per
svago (giochi,
musica, film),
il 73 per accedere
alle email,
il 70 per ricevere
informazioni sul
viaggio stesso
e il 63 per cento
per effettuare
chiamate
telefoniche
S
ali in treno e ti ritrovi un tablet, fornito dalla compagnia
ferroviaria, come compagno
di viaggio. Grazie al quale
puoi guardare film e documentari, ascoltare musica, leggere
libri e sfogliare i quotidiani del giorno. Ma anche controllare gli orari dei
musei della città di destinazione,
prenotare un hotel o un taxi, comprare un prodotto locale. E pure ordinare il caffè alla carrozza ristorante
e farlo portare direttamente al tuo
posto. Per tutto questo (e molto altro
ancora) è stato pensato TrainPad. Il
prodotto, sviluppato dall’azienda
brianzola Dot System, sarà presentato all’Innotrans, fiera di settore che
si terrà a Berlino a fine settembre.
L’amministratore delegato Luciano
Scaccabarozzi la presenta in anteprima al Corriere della Sera: «Si tratta di
un sistema personalizzato basato su
tablet e declinato sul mondo ferroviario. Quindi con una serie di caratteristiche — batteria a lunga durata,
alta resistenza agli scossoni — pensate proprio per utilizzarlo in treno».
TrainPad «sarà un grosso miglioramento rispetto agli strumenti in
uso oggi. In particolare sui treni a
lunga percorrenza, che offrono servizi piuttosto carenti se paragonati a
quello che la tecnologia potrebbe
fornire», spiega Scaccabarozzi. Il
cuore del sistema starà in un locale
tecnico centralizzato presente in
ogni carrozza, mentre ogni passeggero avrà a disposizione un display
individuale che funzionerà con il sistema del touch screen. Insomma,
nell’aspetto e nelle funzionalità sarà
identico ad un tablet con tanto di applicazioni per i diversi servizi. Al
momento alla Dot System ne hanno
preparato una decina, ognuno gestibile con la rispettiva applicazione,
ma in futuro potranno essere implementati. L’innovazione, più che nell’interfaccia, riguarda l’obiettivo dietro l’adozione di una piattaforma del
genere: «Con TrainPad l’ambiente
pubblico potrà aprirsi a servizi che
daranno un ritorno economico al
fornitore. Ora, carrozze cinema a
parte, in Italia non ci sono: per noi si
tratta di un concetto nuovo», sottolinea l’ad. Per incentivare l’utilizzo degli strumenti offerti dal tablet (dalla
prenotazione di un albergo all’acquisto di un panino al bar del vagone
ristorante) sono previsti sconti per il
passeggero e provvigioni per l’ope-
ratore.
Se un servizio di questo tipo sarà
considerato un must per avere i primi tablet a disposizione sui treni italiani potrebbe volerci circa un anno.
Gli ostacoli principali, per ora, sono
tre. Per sviluppare il progetto
TrainPad alla Dot System hanno deciso di mettere da parte il wi-fi, secondo loro insufficiente ed inadeguato a supportare una domanda di
traffico dati molto elevata all’interno
del treno. Il sistema, quindi, si appoggia su specifici cavi di terra. Che
adesso non ci sono e andrebbero
quindi installati dalle compagnie
che scelgono di utilizzare il prodotto. Poi c’è la gestione dell’offerta: se
la possibilità di prenotare degli hotel
Come funziona
Tablet per guardare film,
scaricare libri, prenotare il
taxi. Batteria a lunga durata e
alta resistenza agli scossoni
può arrivare in un secondo momento, i cataloghi digitali di libri e film
vanno implementati e aggiornati da
subito. Servono quindi accordi con
le società di distribuzione, così come
servono contratti con gli editori per
la diffusione dei quotidiani. Infine
c’è lo spazio all’interno dei vagoni,
che andrebbe ripensato da capo: come spiega Scaccabarozzi «si tratta di
un sistema invasivo che implica un
ripensamento dell’arredamento interno. La sua collocazione naturale è
su treni di nuova progettazione. Certo si può installare anche su treni già
esistenti, ma servono fondi importanti».
In attesa di capire come sarà accolto in Italia, la Dot System guarda
anche all’estero. Già l’anno scorso
una buona fetta del fatturato dell’azienda, il 40% su un totale di 8 milioni di euro, arrivava dalle attività
oltre confine. TrainPad potrebbe essere la chiave per entrare nei mercati
dei paesi emergenti. «Pensiamo che
possa essere un prodotto interessante anche per il Medio Oriente, la Cina, il Sudafrica, gli Usa e anche la
Russia. Tutti paesi dove si stanno facendo grandi investimenti nel settore ferroviario».
Gr. Sclau.
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40
Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
Economia
Indici delle Borse
FTSE MIB
Dati di New York aggiornati alle ore 20.00
19.480,96
-0,29%
Londra
6.685,26
0,43%
FTSE It.All Share 20.665,22
-0,25%
Francoforte
9.225,10
0,29%
FTSE It.Star
17.115,13
-0,56%
Parigi (Cac40)
4.205,43
0,25%
Dow Jones
16.700,90
0,29%
Hong Kong
24.801,36 -0,36%
4.446,78
0,29%
Tokio (Nikkei)
15.314,57
FTSE MIB
Nasdaq
S&P 500
1.953,62
0,35%
La lente
ORO: CINA E INDIA
NON COMPRANO PIÙ
I CLIENTI PIÙ FEDELI?
LE BANCHE CENTRALI
E
ra il bene rifugio per
eccellenza, poi il
crollo del 2013 (con le
quotazioni a -28%) e
una schiera di ribassisti
in aumento costante
che ora commenteranno
i dati con un laconico
“l’avevamo detto”.
Nel secondo trimestre di
quest’anno la domanda
mondiale di monete e
lingotti è scesa del 56%
a 275 tonnellate. Quella
di oro globale è calata
del 16% annuo secondo
il World Gold Council.
Perché, a sorpresa,
neanche l’India e la
Cina, tradizionalmente
grandi estimatori del
metallo giallo,
sembrano credere più al
potere del caro vecchio
bene rifugio. Oppure,
puntualizzano gli
esperti di Wgc,
cominciano a scontare
un effetto saturazione
dopo gli acquisti record
dello scorso anno
favoriti dal già citato
calo delle quotazioni.
Fatto sta che la
flessione della domanda
mondiale è una
sostanziale
conseguenza diretta del
calo di due terzi delle
richieste di Cina e in
India, che coprono il
56% della domanda
globale. Giù pure gli
investimenti finanziari,
scesi di 39,9 tonnellate
così come pesante è
stata la contrazione del
capitolo gioielli, con i
consumi che tra aprile e
giugno sono diminuiti
del 30% a sole 509,6
tonnellate.
Chi invece continua a
comprare il metallo
giallo sono le Banche
centrali risultate ancora
una volta - per il
14esimo trimestre di
seguito - acquirenti
nette: 117,8 tonnellate,
il 28% in più rispetto al
2013. A fare la parte del
leone la Russia che, tra
aprile e giugno, ha
comprato 54 tonnellate.
Corinna De Cesare
corinnadecesare
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Madrid
Cambi
La settimana
1 euro
19480,96
(-0,29%)
0,66%
10.294,80 -0,09%
V
L
M
M
G
Azimut
1,3373 dollari
Titolo
0,09%
1 euro 136,9900 yen
0,07%
1 euro
0,8016 sterline
0,23%
1 euro
1,2124 fr. sv.
1 euro
9,1842 cor.sve. -0,04%
1 euro
Titoli di Stato
La settimana
17,42
-0,09%
1,4565 dol.can. -0,19%
V
L
M
M
G
Ced.
Quot. Rend. eff.
14-08
netto %
Titolo
Ced.
Quot. Rend. eff.
14-08
netto %
Btp 04-01/02/15 4,250% 101,84
-
Btp 96-01/11/26 7,250% 143,75
2,24
Btp 10-15/04/15 3,000% 101,83
-
Btp 11-15/09/26 3,100% 113,52
1,71
Btp 11-15/04/16 3,750% 105,63
-
Btp 03-01/08/34 5,000% 120,44
3,02
Btp 06-15/09/17 2,100% 105,15
-
Btp 13-15/09/18 1,700% 104,76
Btp 09-01/03/20 4,250% 114,96
0,49
0,94
Btp 05-01/02/37 4,000% 106,45
Btp 07-01/08/39 5,000% 120,18
Cct 07-01/12/14 0,420% 100,20
3,12
3,22
-
Btp 11-01/09/21 4,750% 118,51
Btp 11-01/03/22 5,000% 120,12
Btp 13-01/03/24 4,500% 116,29
1,39
1,53
2,06
Cct 08-01/09/15 0,380% 100,31
Cct 09-01/07/16 0,300% 100,23
Cct 11-15/04/18 0,726% 101,51
0,07
0,25
0,71
L’alleanza Il titolo sotto pressione (-1,5%) per i timori di ricapitalizzazione. Il rebus della partecipazione Telefonica
Telecom-Vivendi, un piano per Telco 2
No all’aumento, spunta l’ipotesi di un veicolo per l’ingresso dei francesi
MILANO — Telecom-Vivendi, spunta un piano per una
«Telco 2» (ça va sans dire, senza
gli spagnoli di Telefonica). Come ha comunicato ieri la stessa
Telecom Italia «nessuna offerta
è stata a oggi finalizzata e
l’eventuale decisione di procedere con l’operazione è soggetta
ad approvazione degli organi
sociali di Telecom Italia e TimPart (la società brasiliana che
controlla le quote di Tim Brasil,
Ndr), che peraltro non sono stati convocati». Ma molti elementi strutturali del piano presentato mercoledì a Parigi al primo
azionista e presidente di Vivendi, Vincent Bolloré, dall’amministratore delegato, Marco Patuano, e dal numero uno di Mediobanca, Alberto Nagel, iniziano a prendere forma. Non ci
sarà in questa fase, prima di tutto, un aumento di capitale per
fare entrare i francesi nel capitale del gruppo telefonico. Tra le
ipotesi allo studio c’è, difatti,
quella di un nuovo veicolo ad
hoc dove convergeranno le future azioni Telecom di Vivendi
ma anche eventuali quote residue dei soci italiani di Telco,
Mediobanca, Intesa Sanpaolo e
Generali, per ricreare un nocciolo duro di controllo. Per ora
l’unica cosa che si può esclude-
D’ARCO
Il gruppo a Piazza Affari
ieri -1,58%
a 0,81 euro
0,895
0,876
0,856
0,837
0,818
0,798
16 lug.
22 lug.
Vincent Bolloré
Marco Patuano
28 lug.
3 ago
re è che questo veicolo possa
chiamarsi Telco, perlomeno per
scaramanzia, vista l’ingloriosa
fine che ha fatto. Tra sì e no, forse e incertezze, gli azionisti a
Piazza Affari hanno venduto e
ieri il titolo ha ceduto l’1,58%
chiudendo una giornata tutta in
negativo più che altro sui timori
che si potesse pensare di procedere con una ricapitalizzazione
e una conseguente diluizione
delle quote azionarie.
A questo punto, al netto dei
passaggi tecnici e delle scelte su
come procedere, le grosse incognite sono due: 1) quando si arriverà a un’offerta formale da
parte del fronte Telecom Italia?
7 ago
14 ago
2) Strettamente collegata alla
prima: cosa faranno gli spagnoli di Telefonica che il 5 agosto
avevano già presentato un’offerta per Gvt? Rilancio o ritirata?
Per gli spagnoli si tratta di una
bella grana: non avevano fatto
mistero di volersi liberare delle
azioni Telecom (al netto dei
bond convertibili gli rimarreb-
Il progetto
Prevista l’integrazione
tra le linee mobili
di Tim Brasil e quelle
broadband fisse di Gvt
be comunque oltre l’8% del
gruppo valorizzato a un euro,
sopra il valore di Borsa attuale).
Anche per Telecom la «salvezza» non sarebbe indolore: il
piano anti-spagnolo prevede
l’integrazione in un veicolo ad
hoc brasiliano di Tim Brasil e di
Global Village Telecom (industrialmente ha senso perché
Tim Brasil opera sul mobile,
Gvt è invece un operatore di telefonia fissa di nuova generazione che offre broadband, in
stile Fastweb per intendersi)
ma è evidente che Bolloré potrà
fare pressioni per controllare il
più possibile di questa società
e, dunque, in parte di Tim Brasil. Peraltro, dopo il terremoto
di solo un anno fa, per il gruppo
telefonico italiano che rimane,
nonostante tutto, strategico sarebbe l’ennesimo passaggio
sotto controllo straniero. E,
dunque, bisognerà anche capire come vorrà muoversi il governo Renzi. Il 28 agosto il board di Vivendi dovrà valutare
l’offerta su Gvt pervenuta da Telefonica. Il 3 settembre essa scadrà. Di certo c’è chi non si sogna
nemmeno di fermarsi per il
week end di Ferragosto.
Massimo Sideri
[email protected]
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Galassia del Nordest La finanziaria rileva con Vei Capital il controllo della griffe Eleventy
Palladio, Meneguzzo cede le quote al figlio
Da Vicenza a Trieste il nodo del riassetto
MILANO – Roberto Meneguzzo, compie il secondo passo indietro, dopo che a giugno si è
autosospeso a tempo indeterminato dall’esercizio dei poteri
di amministratore delegato di
Palladio Finanziaria. Una decisione presa in seguito all’arresto
a giugno nell’ambito dell’inchiesta sulle tangenti legate ai
lavori del Mose di Venezia. Pochi giorni, fa la seconda mossa.
A inizio agosto Meneguzzo ha
infatti passato il pacchetto di
controllo della finanziaria al figlio Jacopo, come si è appreso
ieri da comunicazioni Consob
sulle partecipazioni rilevanti,
dove si mette in evidenza che
ora è il suo unico erede a detenere il 6,97% del fondo quotato
Mid Industry attraverso, appunto, Palladio. Jacopo Meneguzzo,
27 anni, vive a New York, ha già
lavorato in Deloitte e in Citigroup e adesso segue un master
alla Columbia University. Vicenza e il suo network di relazioni e
affari devono apparirgli davvero
lontane. Eppure ha appena ricevuto dal padre le quote di controllo di Palladio detenute attraverso le holding Sparta e Kite. Il
che significa la responsabilità di
una galassia di interessi, snodo
cruciale per affari e relazioni che
valicano la provincia vicentina.
Ne terrà le redini per sempre
nell’ambito di un passaggio generazionale? Per il finanziere,
oggi agli arresti domiciliari, la
decisione nasce dalla volontà di
prendere le distanze, in attesa
che la magistratura completi il
suo lavoro e dimostri la sua
estraneità ai fatti.
Ma è anche possibile che il
passaggio di testimone sia il primo passo destinato inevitabilmente ad aprire altri scenari.
Non è detto infatti — sostengono fonti vicentine — che il fondatore della «Mediobanca del
Nord Est» abbia davvero voglia
di un eventuale ritorno al timone. Ha trascorso 30 a costruire il
network Palladio ed è stato l’artefice del tentativo, poi fallito, di
sfilare insieme a Matteo Arpe la
Fondiaria Sai a Unipol. Nella ric-
50,45
per cento
è la quota ceduta
da Roberto Meneguzzo
al figlio Jacopo della
Palladio Finanziaria
ca e articolata galassia è ipotizzabile che a medio termine
emerga qualche novità, visto il
peso degli attori sul palco, fin
qui sempre nel ruolo di soci e
coinvestitori. Palladio Finanziaria è il baricentro di delicati
equilibri, costruiti nel tempo tra
Vicenza, Milano (Intesa Sanpaolo ha il 9%) e Trieste (Generali ha
il 36% di Vei capital) e che chiamano in campo storiche famiglie di imprenditori tra cui Ricci,
Spillere, Bocchi e Bernardi.
Per intuire gli scenari futuri
occorre ricostruire la struttura
di controllo di Palladio. Basta
mettere in fila i soci: sebbene il
51% faccia capo a Meneguzzo,
primo azionista della finanziaria
Sparta che è l’ultima società della catena, nella holding siedono
anche Veneto Banca (9,90%),
l’amministratore delegato di
Palladio Giorgio Drago (4,37%),
un passato in Mediobanca, solida guida della Finanziaria, oggi
più che mai. Questa finanziaria
controlla Pfh1, a sua volta al comando di Palladio con il 50,5%.
Proprio qui, nell’azionariato di
Palladio, emergono poi Veneto
Banca e Banco Popolare con
quote sotto il 10%, Intesa Sanpaolo con il 9%, Mps con uno 0,5%
e lo stesso gruppo di soci indu-
Chi è
Roberto
Meneguzzo, 58
anni, vicentino,
è il fondatore di
Palladio
Finanziaria,
soprannominata la
«Mediobanca del
Nordest» ,
di cui è stato
amministratore
delegato fino a fine
giugno. Il 4 giugno,
è stato arrestato
dalla Guardia di
Finanza nell’ambito
dell’inchiesta
Mose-ConsorzioMantovani, con
l’accusa di concorso
in corruzione.
Attualmente è agli
arresti domiciliari
striali che siede ai piani alti controlla un altro 21%. Completano
il quadro figure di spicco, dagli
Zoppas alla Finint di Enrico
Marchi. Con Veneto Banca, Zoppas e Amenduni, la finanziaria
ha poi dato vita a Ferak, il veicolo utilizzato per entrare nelle
Generali di cui possiede direttamente l’1% e il 2,15% tramite Effeti, la joint venture stretta con
la Fondazione Crt.
Il punto più sensibile da superare a breve è proprio l’avvio
dello smontaggio di Effeti-Ferak
che ridisegnerà parte del capitale Generali. Forse già a settembre. Quello che fin qui è stato un
ragionamento potrebbe diventare tra poco un’ operazione grazie alla ripresa del titolo del Leone che si sta avvicinando al valore di carico (18 euro). Prima
verrà la scissione (sembra la via
prescelta) di Effeti, poi si ragionerà su Ferak. E’ più che probabile che si chiuda entro l’anno.
Per il riassetto ai piani alti di Palladio c’è meno fretta. Drago, uomo di business, gestisce una realtà florida con oltre 200 milioni
di disponibilità attraverso Vei
capital, un patrimonio netto di
500 milioni e asset gestiti per oltre un miliardo. E continua a investire. Proprio Vei (c’è Generali) sta chiudendo una nuova
operazione. Investirà fino al 51%
della società di abbigliamento
Eleventy di Milano a fianco delle
famiglie Baldassarri, Zuntini e
Scuderi per portarla da 12 (60%
all’estero) a 50 milioni di ricavi.
Daniela Polizzi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La scalata
Club Med,
resta solo Bonomi
Ardian e Fosun
ritirano l’offerta
Andrea Bonomi e i suoi alleati
raggruppati nel consorzio Global
resorts restano per ora senza
concorrenti nella scalata ai
villaggi Club Med. Il tandem
franco - cinese battezzato
Gallion e costituito da Fosun più
il fondo Ardian ha deciso di
gettare la spugna e ritirare la
propria offerta concorrente. La
decisione è stata comunicata ieri
mattina, dopo che l’Autorité des
marchés financiers (Amf), la
Consob di Parigi, aveva dato il
via libera all’offerta più generosa
(21 euro per azione contro i 17
dei contendenti) di Global
resorts la cui Opa partirà lunedì.
La cordata Gallion aveva tempo
fino al 22 agosto per ritirare
l’offerta lanciata oltre un anno fa
ma più volte incagliatasi per le
schermaglie tra soci Club Med.
Adesso avrà la possibilità di
rilanciare fino al 12 settembre.
Cosa che, secondo il mercato,
21
euro per azione
il prezzo dell’offerta
pubblica di acquisto per
Club Med da parte del
consorzio Global Resorts
appare difficile. Ardian è un
professionista del private equity
il cui primo obiettivo è il ritorno
sull’investimento. E con in mano
un pacchetto di azioni comprato
sotto i 17 euro non esiterà a
portare le sue azioni all’offerta di
Bonomi portando a casa una
ricca plusvalenza. Diverso il
discorso per Guo Guangchang, il
miliardario cinese a capo di
Fosun che i villaggi con il
Tridente li voleva davvero, non
come investimento finanziario.
Sarà difficile per Guo trovare
nuovi alleati disposti a mette in
gioco cifre da capogiro. Più
probabile è che l’imprenditore
provi a bussare alla porta della
futura proprietà Club Med
(Serge Trigano sarà il presidente
non esecutivo) per stringere un
accordo commerciale per
esportare i villaggi in Cina. Ma
adesso tocca a Bonomi che ha già
in portafoglio il 9,92% del Club.
D.Pol.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Economia 41
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
Consumi
Sos Tariffe: cresce del 4,7% la richiesta di prestiti per le spese mediche. Per avere 18 mila euro se ne pagano quasi 3 mila
Ora si fanno debiti per il dentista
Ma il costo può arrivare fino al 16%
E ogni famiglia è già esposta per circa 20 mila euro
MILANO — Ecco un indicatore
del periodo di difficoltà delle famiglie italiane: salgono le richieste di
prestiti per le spese mediche, esempio il dentista; scendono quelle per
acquistare l’auto, nuova o usata.
Nei cinque mesi tra febbraio e giugno, le prime sono aumentate quasi
del 5% (+4,76%) e le seconde calate
di oltre il 2% (-2,26% e -2,03%).
Malgrado i costi. Può infatti sfiorare i tremila euro la spesa per un finanziamento di 18 mila euro per
curarsi, da restituire in tre anni. Il
tasso annuo effettivo globale (Taeg)
è in media, nel caso analizzato, del
10,5%, ma il costo finale del prestito
– quanto si paga in più, in percentuale, sull’importo finanziato – è
del 16,4%. Significa che per 18 mila
euro ne vanno rimborsati 20.952:
esborso aggiuntivo di 2.952 euro.
Ma sono cresciute anche le domande di prestiti per viaggi, vacanze (+1,75%) e hobby (+1,05%),
mentre sono scese quelle per Pc
(-1,37%), moto usate (-0,81%), formazione e università (-0,14%).
I calcoli sono dell’Osservatorio
prestiti di Sos Tariffe.it (www.sostariffe.it/prestiti), comparatore
online di servizi. È una start up indipendente milanese del 2010 con
tre soci, Giuliano Messina (24 anni,
laurea in ingegneria gestionale),
Alberto Mazzetti (30 anni, economia), e Umberto Lentini (29 anni,
informatica). L’analisi, pubblica a
giorni, è stata condotta fra una
Le richieste di prestiti
Quanto costa indebitarsi
Variazione % nel febbraio-giugno 2014
+4,76
Spese mediche
+1,45
+1,05
Viaggi e vacanze
Hobby e tempo libero
+0,54
+0,24
+0,20
+0,13
+0,07
Impianti per la casa
Moto nuova
Elettrodomestici
Matrimonio e cerimonie
Arredamento
-0,14
Formazione e università
Estetica e benessere
Ristrutturazione casa
Moto usata
Informatica e Pc
Auto usata
Auto nuova
Simulazioni di tre casi di prestito personale
-0,50
-0,64
-0,81
-1,37
-2,03
-2,26
Importo finanziato
Viaggio 10.000 euro in 60 mesi
10.000
%
27,47
2.747,07
Taeg* medio
Costo rata mensile
10,24%
210,87
Importo tot dovuto
12.747,07
Spese sanitaria 18.000 euro in 36 mesi
18.000
%
16,40
2.952,45
Taeg* medio
Costo rata mensile
10,48%
579,23
Importo tot dovuto
20.952.45
Ristrutturazione casa 30.000 euro in 84 mesi
30.000
%
37,61
11.282,60
Taeg* medio
Costo rata mensile
10,06%
490,18
Importo tot dovuto
41.282,60
*tasso annuo effettivo globale
Caso di una persona residente a Milano con un lavoro a tempo indeterminato e dell’età
di 30 anni (prestito per viaggi), 35 (spese mediche) e 40 (ristrutturazione)
Fonte: Osservatorio Prestiti Sos Tariffe.it (rilevazione su 13 mila domande di prestiti arrivate tra febbraio e giugno scorso al portale)
Meno auto e computer
Scende la domanda di
finanziamenti per acquistare
l’auto, il computer e anche
per andare all’università
Costo prestito
quindicina di banche e finanziarie
in Italia e su 13 mila domande di
prestiti arrivate tra febbraio e giugno al portale, che dichiara un milione di visitatori al mese.
Il tema è caldo. Secondo un’analisi della Cgia di Mestre diffusa ieri,
ogni famiglia italiana ha debiti in
media per 20 mila euro (19.251). In
testa c’è la provincia di Monza-
D’ARCO
Brianza (27.544), in coda Enna
(8.371). Dal 2007 al 2013 il debito
medio nazionale delle famiglie
consumatrici con le banche è cresciuto del 35,1% a 496,5 miliardi,
dice l’analisi, ma dal 2011 è in calo.
Sul totale dei prestiti richiesti
online, nel panel di Sos Tariffe,
quelli per le spese mediche incidono ormai per una discreta fetta, il
7,6%: sono al quinto posto fra le
motivazioni. La quota maggiore, un
terzo (31,3%), resta coperta dai prestiti per la ristrutturazione della casa, che però cedono quota (-0,64%).
«I dati riflettono anche la stagione
— dice Mazzetti — . A ridosso dell’estate è normale siano saliti i viaggi e diminuite le spese per la casa».
Ma è un fatto che ormai si ricorre
al prestito anche per uscite che prima si coprivano con i risparmi, come il dentista. Eppure il costo dei
prestiti personali è alto, malgrado i
tassi in calo. Se si chiedono 10 mila
euro per un viaggio, dicono le simulazioni di Sos Tariffe, e si rimborsano in cinque anni a 210,87 euro al mese (Taeg 10,24%), alla fine
ne andranno restituiti 12.747. Spesa effettiva 2.747 euro, il 27,5%, oltre un quarto della somma ricevuta.
Per le vacanze
Se si chiedono 10 mila
euro per i viaggi, da
restituire in 5 anni, la
spesa tocca i 2.750 euro
E allungando la durata l’onere sale.
Per 30 mila euro destinati a ristrutturare casa, in sette anni al 10,06%
con rate da 490,18 euro, il costo finale sarà di 11.282 euro, il 38% della
cifra. Forte lo scarto fra la migliore e
la peggiore offerta online: 1.207 euro nel caso del viaggio, 1.584 per la
sanità, 3.956 per ristrutturare casa.
Nel primo semestre l’erogazione
di prestiti alle famiglie è scesa del
6,9% rispetto al gennaio-giugno
2013, dice il Barometro AssofinCrif-Prometeia. Era il -2% nel primo
semestre 2013. E le prospettive sono di ripresa.
Alessandra Puato
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La classifica Milano Finanza
I più ricchi in Borsa?
Del Vecchio primo,
poi i fratelli Rocca
e Prada-Bertelli
Silvio Berlusconi scivola dal sesto al nono
posto, mentre il più ricco di Piazza Affari
è ancora lui, Leonardo Del Vecchio, che
guida la classifica «Borsa 2014» (stabilita
in base ai valori del 6 agosto) pubblicata
oggi da MF-Milano Finanza. In virtù delle
partecipazioni in società quali, tra le altre,
Foncières des Regions, Generali,
Luxottica, Space e Unicredit Del Vecchio
raggiunge i 15,165 miliardi di euro e
precede i fratelli della Tenaris Gianfelice e
Paolo Rocca (11,425 miliardi) e la coppia
di Prada Miuccia Prada e Patrizio Bertelli
(10,487 miliardi). Rispetto al 2013 c’è
stata un’inversione tra la seconda e la
terza posizione a causa del calo
maggiormente accentuato di Prada (27,89%) rispetto a Tenaris (-4,33%).
Confermati in quarta posizione i fratelli
Benetton, che grazie alle partecipazioni in
Atlantia, Autogrill, Caltagirone Editore,
Mediobanca, Pirelli e World Duty Free
(+7,71% complessivamente) arrivano a
8,814 miliardi. Quinto il francese
Emmanuel Besnier grazie alla quota in
Parmalat che vale 3,809 miliardi. Al sesto
posto le famiglie Agnelli\Nasi che tramite
la crescita in valore di Exor (+7,13% 3,456
miliardi) guadagnano una posizione. Due
new entry al settimo e all’ottavo: Stefano
Pessina (Walgreens, 3,395 miliardi) e
People’s Bank of China (3,116 miliardi).
E’ la prima volta che una società cinese
entra a far parte della graduatoria e lo fa
grazie alle quote detenute in Enel, Eni,
Fiat, Generali, Prysmian e Telecom Italia.
Scivola al nono posto dal sesto Silvio
Berlusconi (Mediaset, Mediobanca,
Mediolanum, MalMed, Mondadori) con
3,057 miliardi. Al decimo le famiglie
Boroli e Drago (Antena 3, Dea Capital ,
Generali Ass, Greenitaly 1, Gtech) con
3,026 miliardi.
Fausta Chiesa
© RIPRODUZIONE RISERVATA
42
Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
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61,700
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62,610
61,250
57,060
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64,870
62,940
59,300
45,990
50,140
61,590
59,030
62,630
60,730
62,500
61,090
57,030
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45,710
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11,456
42,460
10,546
13,027
11,862
49,130
32,590
3155,000
17,250
15,570
11,580
18,860
13,620
14,250
13,550
10,828
9,822
13,990
11,806
10,568
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30,860
16,872
12,757
10,993
5,768
5,794
60,270
15,180
11,426
42,160
10,524
13,014
11,850
49,110
32,120
3135,000
17,210
15,530
11,560
18,810
13,580
14,180
13,480
10,824
9,831
13,950
11,776
10,541
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EUR 771435,023 762273,652
EUR 621201,142 622586,663
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KIS - America P
KIS - America X
KIS - Bond A-USD
KIS - Bond D
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KIS - Bond Plus D
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KIS - Selection D
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KIS - Target 2014 X
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126,380
131,290
133,520
174,640
121,560
123,890
131,730
129,840
118,220
120,540
121,200
103,180
103,840
107,430
128,540
128,730
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139,420
152,770
112,210
115,140
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122,900
125,060
125,010
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100,300
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6,818
10,207
275,400
193,680
195,070
172,940
123,550
127,880
126,390
131,290
133,520
174,820
121,710
124,040
131,330
129,440
117,000
119,290
119,940
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103,850
107,440
128,130
128,400
135,850
138,760
152,710
112,160
115,090
116,060
122,500
124,650
124,680
95,750
100,490
100,310
La lista completa dei comparti Invesco autorizzati in Italia
è disponibile sul sito www.invesco.it
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Num tel: 178 311 01 00
www.compamfund.com - [email protected]
13/08 USD
1518,874
1515,310
Active Dollar Bond A
13/08 EUR
1655,838
1652,275
Active Emerging Credit A
13/08 EUR
1592,317
1588,907
Active Emerging Credit B
13/08 EUR
1449,435
1448,404
Active European Credit A
13/08 EUR
1386,816
1385,846
Active European Credit B
13/08 EUR
1388,364
1384,988
Active European Equity A
Asia Balanced A
Asia Balanced A-Dis
Asia Consumer Demand A
Asia Consumer Demand A-Dis
Asia Infrastructure A
Asian Bond A-Dis M
Balanced-Risk Allocation A
Em. Loc. Cur. Debt A
Em. Loc. Cur. Debt A-Dis.M
Em. Mkt Corp Bd A
14/08
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14/08
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14/08
USD
USD
USD
USD
USD
USD
EUR
USD
USD
USD
25,850
16,860
15,040
14,660
14,920
10,410
15,310
15,176
9,549
12,622
25,810
16,830
15,020
14,640
14,820
10,372
15,250
15,124
9,516
12,589
ASIAN OPP CAP RET EUR
ADWISE L/S CAP RET EUR
FLEX QUANTITATIVE HR6 A EUR
HIGH GROWTH CAP RET EUR
ITALY CAP RET A EUR
SELECTED BOND DIS RET EUR
SELECTED BOND CAP RET EUR
VALUE OPP CAP RET EUR
13/08
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13/08
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EUR
EUR
EUR
EUR
EUR
EUR
EUR
EUR
12,883
109,624
113,307
109,081
24,152
5,730
119,967
9215,768
RICHIESTE SPECIALI
Data Fissa: +50%
Data successiva fissa: +20%
Per tutte le rubriche tranne la 21,
22 e 24:
Neretto: +20%
Capolettera: +20%
Neretto riquadrato: +40%
Neretto riquadrato negativo: +40%
Colore evidenziato giallo: +75%
In evidenza: +75%
Prima fila: +100%
Tablet: + € 100
Rubrica 4 “Avvisi Legali”:
1 modulo: € 400
2 moduli: € 800
Rubriche Compravendite immobiliari
Nel testo dell’inserzione è obbligatorio indicare la classe energetica di
appartenenza dell’immobile e il relativo indice di prestazione energetica
espresso in kWh/mqa o kWh/mca a
seconda della destinazione d’uso dell’edificio. Nel caso di immobili esenti
dall’indicazione, riportare la dicitura
“Immobile non soggetto all’obbligo di
certificazione energetica”.
[email protected]
Quota/pre.
TARIFFE PER PAROLA IVA ESCLUSA
Rubriche in abbinata obbligatoria:
Corriere della Sera - Gazzetta
dello Sport: n. 0: € 4,00; n. 1: €
2,08; n. 2, 3, 14: € 7,92; n. 5, 6, 7,
8, 9, 12, 20: € 4,67; n. 10: € 2,92;
n. 1: € 3,25; n. 13: € 9,17; n. 15: €
4,17; n. 17: € 4,58; n. 18, 19: €
3,33; n. 21: € 5,00; n. 24: € 5,42.
Rubriche in abbinata facoltativa:
n. 4: Corriere della Sera € 4,42;
Gazzetta dello Sport € 1,67; abbinata € 5,00.
n. 16: Corriere della Sera € 1,67;
Gazzetta dello Sport € 0,83; abbinata € 2,08.
n. 22: Corriere della Sera € 4,08;
Gazzetta dello Sport € 2,92; abbinata € 4,67.
n. 23: Corriere della Sera € 4,08;
Gazzetta dello Sport € 2,92; abbinata € 5,00.
•ORO USATO: Euro 18,75/gr.
•ARGENTO USATO :
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sti. 348.
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dello Sport con le edizioni stampa e
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Nigeria
+234.80.20.77.20.67
12,884
109,616
113,180
108,605
24,118
5,722
119,799
9213,095
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101,730
101,530
13/08 EUR
103,750
103,440
13/08 EUR
152,080
149,260
13/08 EUR
1552,120
1523,640
Orazio Conservative A
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WM Biotech A
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13/08 EUR
191,200
190,990
NM Augustum Corp Bd A
13/08 EUR
146,720
146,670
NM Augustum High Qual Bd A
13/08 EUR
135,960
135,800
NM Balanced World Cons A
13/08 EUR
139,190
139,180
NM Euro Bonds Short Term A
13/08 EUR
46,500
46,090
NM Euro Equities A
13/08 EUR
73,340
72,910
NM Global Equities EUR hdg A
105,720
105,720
NM Inflation Linked Bond Europe A 13/08 EUR
13/08 EUR
111,870
111,700
NM Italian Diversified Bond A
13/08 EUR
114,440
114,260
NM Italian Diversified Bond I
13/08 EUR
137,000
136,870
NM Large Europe Corp A
13/08 EUR
104,610
104,500
NM Market Timing A
13/08 EUR
105,650
105,540
NM Market Timing I
13/08 EUR
61,910
61,730
NM Q7 Active Eq. Int. A
08/08 EUR
105,320
105,650
NM Q7 Globalflex A
08/08 EUR
120,900
121,260
NM Total Return Flexible A
13/08 EUR
102,820
102,230
NM VolActive A
13/08 EUR
103,480
102,880
NM VolActive I
AUGUSTUM EQUITY EUROPE I
AUGUSTUM G.A.M.E.S. A
AUGUSTUM G.A.M.E.S. I
13/08 EUR
13/08 EUR
13/08 EUR
106,200
112,590
149,860
105,720
112,190
149,330
Numero verde 800 124811
[email protected]
13/08 EUR
6,942
Nextam Bilanciato
13/08 EUR
7,565
Nextam Obblig. Misto
13/08 EUR
6,167
BInver International A
13/08 EUR
5,560
Cap. Int. Abs. Inc. Grower D
13/08 EUR
5,823
CITIC Securities China Fd A
13/08 EUR
5,349
Fidela A
13/08 EUR
5,759
Income A
13/08 EUR
7,191
International Equity A
13/08 EUR
6,380
Italian Selection A
13/08 EUR
5,340
Liquidity A
13/08 EUR
4,977
Multimanager American Eq.A
13/08 EUR
4,784
Multimanager Asia Pacific Eq.A
13/08 EUR
4,504
Multimanager Emerg.Mkts Eq.A
13/08 EUR
4,426
Multimanager European Eq.A
13/08 EUR
5,262
Strategic A
13/08 EUR
6,071
Usa Value Fund A
13/08 EUR
5,541
Ver Capital Credit Fd A
Tel: 0041916403780
www.pharusfunds.com [email protected]
13/08 EUR
113,190
PS - Absolute Return A
13/08 EUR
119,500
PS - Absolute Return B
13/08 EUR
108,050
PS - Algo Flex A
13/08 EUR
103,300
PS - Algo Flex B
13/08 EUR
86,030
PS - BeFlexible A
13/08 USD
84,610
PS - BeFlexible C
12/08 EUR
101,600
PS - Best Global Managers A
12/08 EUR
105,610
PS - Best Global Managers B
13/08 EUR
108,930
PS - Best Gl Managers Flex Eq A
13/08 EUR
163,200
PS - Bond Opportunities A
13/08 EUR
121,790
PS - Bond Opportunities B
13/08 USD
101,770
PS - Bond Opportunities C
12/08 EUR
119,550
PS - EOS A
6,939
7,553
6,169
5,550
5,848
5,360
5,756
7,160
6,364
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4,766
4,489
4,426
5,259
6,064
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85,890
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106,120
108,420
163,000
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101,650
122,550
Nome
Data Valuta
PS - Equilibrium A
PS - Fixed Inc Absolute Return A
PS - Global Dynamic Opp A
PS - Global Dynamic Opp B
PS - Inter. Equity Quant A
PS - Inter. Equity Quant B
PS - Liquidity A
PS - Liquidity B
PS - Opportunistic Growth A
PS - Opportunistic Growth B
PS - Prestige A
PS - Quintessenza A
PS - Quintessenza B
PS - Target A
PS - Target B
PS - Target C
PS - Titan Aggressive A
PS - Total Return A
PS - Total Return B
PS - Valeur Income A
PS - Value A
PS - Value B
PS - Value C
13/08
13/08
13/08
13/08
13/08
13/08
13/08
13/08
13/08
13/08
12/08
12/08
03/06
12/08
12/08
12/08
12/08
13/08
13/08
13/08
12/08
12/08
12/08
EUR
EUR
EUR
EUR
EUR
EUR
EUR
USD
EUR
EUR
EUR
EUR
EUR
EUR
EUR
USD
EUR
EUR
EUR
EUR
EUR
EUR
USD
Quota/od.
Quota/pre.
99,500
99,280
98,130
98,620
111,970
114,390
125,020
100,350
97,540
103,180
96,970
103,140
107,170
107,620
107,730
103,840
106,930
101,930
95,750
111,570
104,330
106,600
102,160
99,880
99,150
98,110
98,600
112,060
114,480
125,010
100,350
97,270
102,890
98,860
103,710
106,870
108,240
108,350
104,430
107,210
101,740
95,570
111,460
104,560
106,830
102,370
www.pegasocapitalsicav.com
13/08
13/08
13/08
13/08
13/08
13/08
Strategic Bond Inst. C
Strategic Bond Inst. C hdg
Strategic Bond Retail C
Strategic Bond Retail C hdg
Strategic Trend Inst. C
Strategic Trend Retail C
EUR
USD
EUR
USD
EUR
EUR
107,070
107,230
105,540
105,660
101,900
99,680
106,970
107,130
105,440
105,560
101,740
99,530
www.sorgentegroup.com
Fondo Donatello-Michelangelo Due
Fondo Donatello-Tulipano
Fondo Donatello-Margherita
Fondo Donatello-David
Fondo Tiziano Comparto Venere
Caravaggio di Sorgente SGR
31/12
31/12
31/12
31/12
31/12
31/12
EUR 51470,165 52927,939
EUR 46691,916 47475,755
EUR 27926,454 27116,197
EUR 58259,864 57863,932
EUR 468728,464 477314,036
2451,889
2506,583
EUR
www.vitruviussicav.com
13/08 EUR
Asian Equity B
13/08 USD
Asian Equity B
13/08 USD
Emerg Mkts Equity
13/08 EUR
Emerg Mkts Equity Hdg
13/08 EUR
European Equity
13/08 USD
European Equity B
13/08 EUR
Greater China Equity B
13/08 USD
Greater China Equity B
13/08 USD
Growth Opportunities
13/08 EUR
Growth Opportunities Hdg
13/08 JPY
Japanese Equity
13/08 USD
Japanese Equity B
13/08 EUR
Japanese Equity Hdg
13/08 CHF
Swiss Equity
13/08 EUR
Swiss Equity Hdg
13/08 USD
US Equity
13/08 EUR
US Equity Hdg
8a+ Eiger
8a+ Gran Paradiso
8a+ Latemar
8a+ Matterhorn
98,910
138,800
456,330
445,900
271,360
335,140
117,800
167,660
76,440
83,730
132,580
131,540
172,400
130,800
99,350
174,360
192,020
98,850
138,720
456,360
445,940
270,690
334,290
116,640
166,000
75,480
82,690
132,090
131,040
171,760
129,650
98,480
172,890
190,410
Tel 0332 251411
www.ottoapiu.it
13/08 EUR
5,915
5,861
13/08 EUR
5,216
5,221
13/08 EUR
5,779
5,763
08/08 EUR 751560,335 784168,257
Legenda: Quota/pre. = Quota precedente;
Quota/od. = Quota odierna
13353EB
Economia/Mercati Finanziari 43
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
Sussurri & Grida
Piazza Affari
VENDITE SUI TITOLI BANCARI
GIÙ UBI E POPOLARE MILANO
di GIACOMO FERRARI
Seduta all’insegna dei contrasti
per le Borse europee e per Piazza
Affari. Dopo un avvio debole a
causa dei dati del Pil di Germania
e Francia, gli indici hanno
cambiato direzione a metà
giornata, riportandosi di poco
sopra la parità. Nel pomeriggio, poi, mentre nel resto
del Vecchio Continente il clima è rimasto positivo
(grazie alle aperture di Putin per una soluzione alla
crisi ucraina), a Milano l’indice Ftse-Mib è ridisceso,
chiudendo a -0,29%. Hanno pesato le vendite sui titoli
bancari, con Ubi Banca in calo del 2,96%, seguita da
Popolare Milano (-2,67%), Banco Popolare (-2,36%),
Monte Paschi (-2,06%) e Unicredit (-1,85%). Nel
comparto è terminata in rialzo soltanto Mediobanca
(+1,4%). Quanto alle variazioni positive, Gtech ha
registrato il terzo passo avanti consecutivo (+3,91%)
sulla scia dell’acquisto negli Usa di Igt. Buzzi-Unicem
(+2,97%) ha beneficiato invece del report positivo di
Morgan Stanley, che ha portato il target-price da 12,9
a 13,75 euro. Costante anche il recupero di Fiat (ieri
+2,23%) mentre si avvicinano i termini per l’esercizio
del diritto di recesso. Bene, infine, World Duty Free
(+1,54%) e Cnh Industrial (+1,51%).
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Borsa Italiana
Nome Titolo
Tel.
ThyssenKrupp prepara l’addio a Terni
(f.ch.) Sono appena ritornati e se ne vogliono già andare. Il colosso tedesco dell’acciaio ThyssenKrupp pensa ancora di cedere nel lungo termine il suo stabilimento italiano di Terni e la divisione di produzione di leghe di metalli
speciali Vdm. «In un periodo medio lungo non pensiamo
che resteranno nel portafoglio di ThyssenKrupp» ha detto
il direttore finanziario Guido Kerkhoff nel corso della
conference call dopo la diffusione dei risultati del trimestre. Il Cfo non ha risposto a chi ha chiesto se ThyssenKrupp avesse fatto concretamente qualcosa per poter
trovare un compratore. Incaricata di gestire la cessione di
Vdm sarebbe Deutsche Bank.
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Socimi, Tangentopoli e l’avviso ai
creditori 22 anni dopo
(m. ger.) L’onda lunghissima di Tangentopoli 1992
plana su tre pagine della Gazzetta Ufficiale dove vengono
«chiamati» a farsi rintracciare 605 creditori di un’azienda
che pagava mazzette e che ora, 22 anni dopo, è ancora in
concordato. Si tratta della Socimi-Società Costruzioni Industriali Milano, capofila di un gruppo di cui faceva parte
anche Officine Padane, finita in un’analoga procedura.
Socimi realizzava automezzi (tram, autobus e metropolitane) per il trasporto pubblico. L’amministratore delegato confessò a Di Pietro & C. il pagamento di tangenti per
decine di miliardi di lire. Ma come si arriva a oggi e alla
lista dei 605 creditori irreperibili? La procedura (ammini-
Nome Titolo
Tel.
Prezzo Var.
Var.
Min Max Capitaliz
Rif.
Rif. 02-01-2014 Anno Anno (in milioni
(euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
A A.S. Roma .....................(ASR)
0,752 +1,14 +10,45
0,469
0,851
297,2
Class Editori ..........................(CLE)
0,199
-0,30 +10,69
0,177
0,362
55,9
A2A .......................................(A2A)
0,756
0,737
1,029
2375,7
CNH Industrial......................(CNHI)
6,390 +1,51 -21,98
6,240
8,800
8566,7
Acea......................................(ACE)
9,935 +0,05 +19,84
7,995 11,200
2109,9
Cofide ...................................(COF)
0,499 +2,25
-9,85
0,462
0,571
-1,36 -30,85 13,810 23,160
57,8
Cogeme Set ..........................(COG)
—
—
—
-0,20 -50,62
Acotel Group * ......................(ACO) 13,810
-9,63
Acque Potabili .......................(ACP)
1,100
— +45,50
0,749
1,439
39,6
Conafi Prestito' .....................(CNP)
0,301
Acsm-Agam ..........................(ACS)
1,090 +3,42 +3,81
1,050
1,375
83,5
Cred. Artigiano ......................(CRA)
—
AdF-Aerop.Firenze ..................(AFI) 11,290 +3,67 +17,24
9,595 13,680
99,1
Cred. Emiliano .........................(CE)
6,550
Aedes * ...................................(AE)
0,024
0,057
28,0
Cred. Valtellinese .................(CVAL)
—
—
—
—
Crespi ...................................(CRE)
1,361 +1,64 +70,13
0,701
1,480
142,1
Csp .......................................(CSP)
Aedes 14w *.....................(WAE14)
Aeffe *...................................(AEF)
0,026 +2,77 -35,00
—
—
Ferragosto record per Buffett: titolo a
200mila dollari
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(f. sav.) Ha appena archiviato un secondo trimestre da
far impallidire gli utili dei colossi hi-tech: 6,4 miliardi di
dollari di profitti per la finanziaria Berkshire Hathaway
(+41% su anno). Warren Buffett si dimostra ancora una
volta il re dei derivati perché il contributo decisivo è arrivato dai titoli finanziari strutturati che hanno beneficiato
indirettamente della cessione del «Washington Post» a
Jeff Bezos. Ecco perché la soglia psicologica dei 200mila
dollari per azione raggiunta ieri per la prima volta dai titoli quotati della sua cassaforte sono l’onda lunga di un successo senza precedenti, peraltro già segnalato dagli analisti di Nomura che giorni fa ritoccavano al rialzo (208mila
dollari) il prezzo obiettivo dell’azione Berkshire con un
utile per titolo stimato a 10,77 dollari per il 2015. Ovvio
che la raccomandazione sia ancora «buy» per gli investitori, attratti dalle azioni di classe A della conglomerata finanziaria che nei primi sei mesi dell’anno ha fatto registrare profitti minori solo rispetto a Exxon e ad Apple.
D’altronde secondo Fortune Berkshire Hathaway sarebbe
la quarta azienda Usa per fatturato con i suoi 182 miliardi
di dollari di ricavi e i 19 miliardi di utili (2013). Dall’inizio
dello stesso anno il titolo è stato protagonista di un rally a
Wall Street, essendo cresciuto del 18,2%, anche se la percentuale è inferiore alla crescita dell’indice S&Poor 500.
Quotazioni in diretta sul telefonino: invia QUOTA <sigla titolo>, ad esempio: QUOTA ACE al numero 482242. Costo 0,5 Euro per SMS ricevuto. Info su www.corriere.it/economia
Prezzo Var.
Var.
Min Max Capitaliz
Rif.
Rif. 02-01-2014 Anno Anno (in milioni
(euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
-0,98
strazione straordinaria prima e liquidazione coatta poi)
nasce proprio nel 1992 dalla dichiarazione di insolvenza
pronunciata dal Tribunale di Milano. Passano gli anni
finché i tre commissari liquidatori insediatisi nel 2007
decidono di avviare la pratica di ricerca di terzi assuntori.
Ovvero la figura professionale di chi si accolla l’obbligo di
adempiere al concordato. Arriva così una società creata
appositamente da un professionista milanese, Stefano
Rosetti Zannoni, e la Varde Partners, un’investment company americana. Depositano la proposta di concordato,
con l’ok dei commissari liquidatori, alla cancelleria del
tribunale Fallimentare di Milano. Al passivo ci sono 136
milioni, di cui 119 milioni solo dei creditori chirografari.
All’attivo 13 milioni. La società che si è assunta il concordato offre di pagare solo tutti i crediti in prededuzione e
una piccola parte dei privilegiati. I chirografi restano a
bocca asciutta. Ma la procedura prevede che si debbano
contattare tutti i creditori che si sono insinuati nel passivo. Il tempo trascorso dall’avvio dell’amministrazione
straordinaria è quasi un quarto di secolo. E molte raccomandate tornano indietro: destinatario «sconosciuto»,
«trasferito», «irreperibile». Quindi il 30 luglio scorso il
tribunale fallimentare dà il via libera alla procedura per
pubblici proclami. E la Gazzetta Ufficiale stampa il lungo
elenco di centinaia di privati e aziende che nella gran parte dei casi non vedranno nemmeno le briciole. Ma almeno sono stati avvisati, dopo 22 anni.
—
Nome Titolo
Tel.
H Hera...............................(HER)
Prezzo Var.
Var.
Min Max Capitaliz
Rif.
Rif. 02-01-2014 Anno Anno (in milioni
(euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
1,630
2,172
2828,9
Piaggio ...................................(PIA)
2,202
-8,48
2,110
2,978
804,2
0,562
-5,47 +47,78
0,380
0,860
25,6
Pierrel ...................................(PRL)
0,722 +1,19 +39,65
0,504
0,813
34,2
352,3
IGD *......................................(IGD)
1,041
-0,19 +21,05
0,860
1,455
376,3
Pierrel 12w.....................(WPRL12)
—
—
—
—
—
—
—
—
Il Sole 24 Ore ........................(S24)
0,735 +0,41 +20,59
0,603
1,340
31,6
Pininfarina ............................(PINF)
3,092
-1,53
-4,39
3,060
5,330
94,6
Ima * .....................................(IMA) 29,000 +1,05 +1,75 26,150 39,220
1068,8
Piquadro .................................(PQ)
1,732
-0,52
-3,78
1,732
2,358
87,4
Pirelli & C. ...............................(PC) 11,040 +0,73 -11,47 10,910 12,930
5227,6
0,648
13,8
—
—
—
-0,76 +13,22
5,660
7,780
2180,5
0,760 +0,07 -18,22
0,704
1,209
849,2
0,477
—
—
—
—
1,565 +1,36 +19,47
1,310
2,048
—
Prezzo Var.
Var.
Min Max Capitaliz
Rif.
Rif. 02-01-2014 Anno Anno (in milioni
(euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
1,911 +1,11 +17,24
0,301
—
Tel.
I Grandi Viaggi .................(IGV)
I
—
—
Nome Titolo
Immsi ....................................(IMS)
-0,27
0,568
-2,07 +22,63
0,463
0,790
194,2
Indesit....................................(IND) 10,810
-0,18 +8,81
9,390 11,260
1235,2
Pirelli & C. rnc .......................(PCP) 10,420 +0,77 +9,11
8,800 10,930
Industria e Inn. ........................(IIN)
-0,27 -28,24
0,451
1,020
11,0
Poligr. S.Faustino *.................(PSF)
6,700 +0,83 +10,29
5,900
8,375
Intek Group ............................(IKG)
0,393 +1,32 +22,00
0,315
0,485
135,3
Poligrafici Editoriale...............(POL)
0,270
-8,47
0,262
0,453
35,1
51,2
Intek Group rnc ....................(IKGR)
0,618
-0,64 +49,96
0,408
0,664
30,1
Prelios...................................(PRS)
0,419 +0,36 -26,95
0,400
0,764
211,4
1069,8
Premuda .................................(PR)
0,320 +2,01 +11,46
0,284
-0,92
125,5
57,6
Aiòn Renewables....................(AIN)
—
—
—
—
—
D D'Amico * .......................(DIS)
0,431
-1,06 -32,80
0,429
0,734
184,1
Interpump * ..............................(IP)
9,770
-1,41 +11,40
8,720 11,230
0,407
58,4
Alerion ..................................(ARN)
2,886
-1,50 -13,59
2,886
3,958
127,2
D'Amico 16 warr *...........(WDIS16)
0,075
-6,13 -27,54
0,075
0,128
—
Intesa Sanpaolo......................(ISP)
2,116
-1,21 +18,68
1,783
2,612 32931,9
Prima Industrie * ....................(PRI) 11,000
-2,91 +17,58
9,250 15,690
116,8
Ambienthesis.........................(ATH)
0,500 +1,42 +0,79
0,470
0,685
45,6
Dada * ....................................(DA)
3,070 +1,39 -10,76
3,028
4,200
51,1
Intesa Sanpaolo rnc..............(ISPR)
1,877
-1,78 +28,83
1,457
2,236
1761,6
Prysmian ...............................(PRY) 15,020
-0,27 -19,29 14,910 19,540
3227,5
Amplifon...............................(AMP)
4,338
3,996
4,890
972,3
Damiani *.............................(DMN)
1,270
1,230
1,800
103,2
Invest e Sviluppo ....................(IES)
0,490 +2,08 -27,02
0,478
0,830
3,2
R R. De Medici * ..................(RM)
0,280
— +4,28
0,264
0,365
Anima Holding .............................()
3,980
—
—
3,700
4,598
1196,7
Danieli ..................................(DAN) 20,960 +2,75 -15,72 20,090 26,830
859,6
Irce *......................................(IRC)
1,987
-0,40 +18,27
1,675
2,340
55,9
Ratti ......................................(RAT)
2,430 +1,25 +10,76
2,194
2,608
66,4
Ansaldo Sts *.........................(STS)
7,225
— +3,52
6,525
7,668
1448,1
Danieli rnc ..........................(DANR) 15,110 +2,16
-6,03 14,790 18,070
614,7
Iren ........................................(IRE)
0,940
-1,57 -14,39
0,938
1,340
1120,2
RCS Mediagroup ...................(RCS)
1,167 +3,27
1,096
1,806
597,8
Arena ....................................(ARE)
—
—
—
—
—
Datalogic * ............................(DAL)
-3,61
7,700 10,000
465,7
Isagro * ..................................(ISG)
1,768 +1,43 +2,88
1,618
2,400
43,3
Recordati *............................(REC) 11,660 +1,04 +12,88 10,330 13,330
2437,6
Ascopiave *...........................(ASC)
1,807
-0,61 +1,46
1,708
2,326
425,9
De'Longhi .............................(DLG) 15,500 +1,84 +30,14 11,860 17,000
2301,8
Isagro Azioni Sviluppo * ...............()
1,363
-0,15
1,256
1,860
19,3
Reply * ..................................(REY) 56,950 +0,09
Astaldi * ................................(AST)
6,665 +0,83 -13,05
6,450
8,380
—
-1,36 +6,58
—
8,000
— +2,50
-0,74
—
-9,53
-2,82 49,440 66,150
105,7
529,0
658,3
Dea Capital *.........................(DEA)
1,372 +0,07 +10,20
1,207
1,529
420,9
IT WAY * ................................(ITW)
1,660
-0,66 +11,48
1,489
2,110
13,1
Retelit.....................................(LIT)
0,495
-0,28 -10,57
0,485
0,775
81,0
Atlantia ..................................(ATL) 18,000
-0,55 +8,96 16,310 21,310 14867,4
Delclima................................(DLC)
1,221 +0,08
1,180
1,590
183,8
Italcementi................................(IT)
5,260
-0,38
5,050
8,514
1833,7
Risanamento...........................(RN)
0,151
-0,98 -28,82
0,151
0,238
271,8
Autogrill ................................(AGL)
-0,09
Diasorin *...............................(DIA) 29,620 +1,44 -15,40 28,680 35,690
1653,2
Italmobiliare...........................(ITM) 27,660
-1,71 +10,20 24,550 34,980
616,8
Rosss....................................(ROS)
1,350
— +1,58
1,278
1,659
15,5
38,5
Italmobiliare rnc...................(ITMR) 17,150
-0,75 +16,83 14,460 22,900
280,4
S Sabaf S.p.a. *..................(SAB) 11,400 +1,15 -11,15 11,270 15,500
131,5
103,8
7,675
1487,2
-9,30 10,120 12,950
911,6
Digital Bros *..........................(DIB)
2,726
-2,15 +23,35
2,180
3,802
Autostrade Mer. ................(AUTME) 15,220 +1,00
-3,67 14,950 17,330
66,1
Dmail Group * ......................(DMA)
2,766 +3,60 -30,15
2,572
4,690
4,1
IVS Group ...............................(IVS)
8,850
7,230
9,360
344,7
Saes *.....................................(SG)
7,090 +1,29 +1,29
6,880
8,850
Azimut..................................(AZM) 17,420 +0,64
-9,31 17,130 25,848
2481,2
DMT *.....................................(EIT) 38,400
1092,1
IVS Group 16 warr ...............(WIVS)
—
—
—
—
—
—
Saes rnc *.............................(SGR)
5,925
5,925
7,805
44,3
8,640
64,5
E Edison r........................(EDNR)
-2,04 +12,64 33,450 44,000
0,876
97,5
0,220
—
-1,87
0,215
0,254
221,3
Safilo Group...........................(SFL) 15,500 +5,44 -12,82 14,100 19,030
955,3
EEMS..................................(EEMS)
7676,9
5,850
—
-4,17
-9,86
5,740
-4,36
Autostrada To-Mi .....................(AT) 10,430 +0,48
B B&C Speakers *.............(BEC)
5,865
-3,86
5,710
-1,18 -10,29
0,875
1,053
0,220 +14,11 -28,39
0,160
0,534
9,0
J Juventus FC..................(JUVE)
K K.R.Energy......................(KRE)
El.En. * ..................................(ELN) 22,250 +3,01 +39,67 15,710 25,150
105,4
Kinexia..................................(KNX)
Banca Generali .....................(BGN) 20,130
-2,23 -11,56 19,200 25,110
2332,8
Banca Ifis *...............................(IF) 14,030
-1,20 +9,95 11,570 16,350
757,2
Banca Pop. Emilia R. .............(BPE)
5,830
-1,52
-6,39
5,065
8,762
2810,5
Elica * ...................................(ELC)
1,598
-1,05
-5,39
1,598
2,040
99,6
Banca Pop. Sondrio.............(BPSO)
3,174
-1,49
-7,53
3,096
4,465
1453,4
Emak * ...................................(EM)
0,727
-1,29 -11,66
0,717
1,054
8,972 15,780
4127,4
Enel.....................................(ENEL)
3,896
-0,05 +24,31
3,134
Banco Popolare .......................(BP) 11,170
Banco Popolare w10.........(WBP10)
-2,36 +7,76
—
—
—
Basicnet................................(BAN)
2,160
-0,37
-6,82
Bastogi......................................(B)
2,098 +2,34+154,92
—
1,100
— +22,07
-1,58 -11,96
-1,79 -41,89
1,070
1,910
36,8
Saipem.................................(SPM) 17,490 +0,69 +13,28 15,430 20,850
1,786 +0,90 -17,39
1,647
2,528
39,1
Saipem risp........................(SPMR)
L La Doria * .........................(LD)
5,350
-0,65 +36,34
3,896
6,790
166,3
Salini Impregilo .....................(SAL)
120,3
Landi Renzo *..........................(LR)
1,116
-0,36 -11,57
1,098
1,574
125,2
4,460 36787,0
Lazio .....................................(SSL)
0,546 +0,46 +11,97
0,487
0,640
37,3
—
—
—
—
—
3,036 +0,20 -37,01
2,834
4,980
1501,0
Salini Impregilo rnc .............(SALR) 10,840
-0,46 -14,24 10,250 13,140
17,2
Saras ....................................(SRS)
-1,50
0,786
—
1,300
754,1
— +11,01 10,800 14,220
118,3
Save....................................(SAVE) 12,750
-0,31 +3,24 11,870 13,750
707,9
Screen Service......................(SSB)
0,035
-0,57 -42,15
0,031
0,178
4,8
Seat PG...................................(PG)
0,001
-6,67 -22,22
0,001
0,002
22,5
—
—
Sat ........................................(SAT) 12,000
2,100
2,546
131,9
0,823
3,870
37,0
BB Biotech *............................(BB) 134,200 +0,98 +16,19 109,100 147,400
—
-5,65
0,786
Bca Carige ............................(CRG)
0,110
-2,04 -40,08
0,109
0,274
1135,7
Seat PG r ..............................(PGR)
1,295
— +40,76
0,480
1,295
0,9
Bca Carige r........................(CRGR)
1,090 +0,65 +10,66
0,901
1,994
2,8
Servizi Italia * .........................(SRI)
4,424 +0,18 +8,43
3,982
5,650
121,5
Bca Finnat * ..........................(BFE)
0,430 +0,28 +7,57
0,317
0,599
158,9
Servizi Italia 15 warr *.....(WSRI15)
0,385
0,235
0,528
—
Bca Intermobiliare .................(BIM)
3,476
3,098
3,690
543,6
Sesa......................................(SES) 12,610
-1,71 +6,06 11,380 14,150
186,1
-0,11 +11,70
— +57,14
Bca Pop.Etruria e Lazio * .......(PEL)
0,696
-2,66 +36,47
0,510
1,040
152,3
SIAS .......................................(SIS)
8,200 +0,49 +13,10
7,215
9,770
Bca Pop.Milano......................(PMI)
0,548
-2,67 +37,46
0,384
0,727
2435,9
Sintesi .....................................(SII)
0,096 +0,52 -11,11
0,087
0,131
4,1
Bca Pop.Spoleto ....................(SPO)
—
—
—
—
Snai ......................................(SNA)
1,640
-3,47 +20,68
1,359
2,272
192,5
4,516 14321,9
—
—
1863,2
Bca Profilo ............................(PRO)
0,302
-1,63 +50,10
0,199
0,476
203,6
Snam Gas .............................(SRG)
4,256 +0,52 +5,24
3,974
Bco Desio-Brianza ................(BDB)
2,626
-2,74 +19,36
2,194
3,398
312,7
Sogefi *...................................(SO)
2,806
-0,43 -34,41
2,700
4,980
330,4
Bco Desio-Brianza rnc ........(BDBR)
2,560 +4,92 +25,61
2,038
3,154
33,5
Sol ........................................(SOL)
6,250
-1,26 +8,98
5,630
7,180
568,7
Bco Santander ....................(SANT)
7,295
-0,07 +13,10
6,245
1,941 +0,94
Bco Sardegna rnc ...............(BSRP) 10,930
— +10,74
7,870
—
Sorin.....................................(SRN)
9,530 11,780
72,1
Space....................................(SPA)
-9,30
1,900
2,306
931,9
—
—
—
—
—
—
—
—
—
—
—
—
0,322 +2,39 -11,81
0,310
0,462
27,2
—
Bee Team *............................(BET)
0,417 +0,70 +59,43
0,259
0,642
55,4
Space warr.........................(WSPA)
Beghelli ...................................(BE)
0,391
0,387
0,654
78,7
Stefanel * ............................(STEF)
Beni Stabili ...........................(BNS)
0,599 +1,44 +20,60
0,490
0,693
1139,5
Stefanel risp * ...................(STEFR)
Best Union Co......................(BEST)
2,000
— +34,32
1,489
2,236
18,7
STMicroelectr. ......................(STM)
Bialetti Industrie *...................(BIA)
0,524 -10,04+133,72
0,224
0,930
40,7
T Tamburi ...........................(TIP)
Biancamano *.......................(BCM)
0,526 +1,84 +5,52
0,495
0,845
17,5
Tamburi 13w ...................(WTIP15)
—
—
—
—
—
—
Biesse * ................................(BSS)
7,510
-2,34 +38,69
5,130
9,595
207,1
TAS .......................................(TAS)
0,470
-2,08
-4,06
0,470
0,650
19,4
Bioera.....................................(BIE)
0,305
-1,74 -19,52
0,300
0,450
11,1
1,003 10833,8
-9,81 +7,10 20,000 23,750
93,0
Enel Green Pw....................(EGPW)
1,971 +0,20 +6,83
1,831
2,176
9811,7
4,130
79,8
Enervit ..................................(ENV)
3,500
3,140
5,940
63,0
Lventure Group ....................(LVEN)
0,632 +3,18 +54,47
0,403
1,472
11,0
-1,84 -15,72 28,000 38,980
169,9
— -14,35 37,600 54,050
466,7
M Maire Tecnimont ...............(MT)
1,810
-0,22 +9,04
1,485
2,870
555,6
0,119
-0,50 -24,79
0,118
0,169
54,9
-1,73 11,620 14,380
794,1
Boero Bart.............................(BOE) 21,420
Bolzoni *................................(BLZ)
-1,79
3,098
Bon.Ferraresi...........................(BF) 29,800
-8,29
— +5,02
Borgosesia..............................(BO)
0,792
Borgosesia rnc......................(BOR)
0,929 +3,22
— -11,90
2,870
0,763
0,934
29,3
0,900
1,170
0,8
Brembo * ..............................(BRE) 25,460
-0,74 +25,54 18,880 29,660
Brioschi..................................(BRI)
-0,11 +20,90
-3,13
— +8,76
Engineering * ........................(ENG) 37,600
Luxottica ...............................(LUX) 40,260 +0,17 +3,18 37,410 43,200 19291,2
Eni .........................................(ENI) 18,380 +0,77 +6,12 16,250 20,410 66496,8
Management e C. .................(MEC)
Erg........................................(ERG) 10,430
-2,71 +9,73
MARR * ..............................(MARR) 11,900
-0,58
9,319 12,020
1579,6
1707,2
Ergy Capital...........................(ECA)
0,112
-0,09 -35,57
0,111
0,188
18,5
Mediacontech ......................(MCH)
1,016
-0,29 -38,79
1,010
2,300
18,6
0,147
74,2
Ergy Capital 16w ............(WECA16)
0,019
— -28,03
0,017
0,031
—
Mediaset ................................(MS)
2,908
-1,42 -16,05
2,800
4,332
3459,1
-0,24 -36,38 15,820 26,250
1142,6
Esprinet * ..............................(PRT)
6,690
-1,69 +27,07
5,265
8,765
351,3
Mediobanca............................(MB)
6,175 +1,40
5,915
8,410
5290,1
Buzzi Unicem ........................(BZU) 11,080 +2,97 -15,48 10,600 15,150
1822,4
Eukedos ................................(EUK)
1,000 +6,21 +58,10
0,619
1,150
17,7
Mediolanum .........................(MED)
5,230
-0,19 -17,05
5,210
7,145
3845,4
276,6
Eurotech * .............................(ETH)
1,706
-1,33
-7,48
1,706
2,642
60,8
Meridie ...................................(ME)
0,126
-9,06 +60,00
0,077
0,188
6,6
-7,42 27,040 33,090
0,094
Brunello Cucinelli *..................(BC) 16,700
Buzzi Unicem rnc ................(BZUR)
6,885 +1,85
-3,57
0,076
6,690
8,050
-2,14
C Cad It * ..........................(CAD)
3,982
-0,55 -14,55
3,850
5,300
35,8
Exor ......................................(EXO) 27,960
-0,50
6880,3
Mid Industry Cap ...................(MIC)
—
—
—
—
—
Cairo Comm. *........................(CAI)
5,430
-0,82
-7,97
5,320
7,720
427,5
Exprivia *...............................(XPR)
0,706
-0,56 -15,65
0,706
0,995
36,6
Mittel.....................................(MIT)
1,493
-1,71 -11,55
1,490
1,821
132,0
Caleffi....................................(CLF)
1,426
-1,59
-0,21
1,392
1,670
17,3
1,079
-0,92 -19,24
1,079
1,490
312,6
Moleskine * ..........................(MSK)
1,161
-0,34 -26,10
1,140
1,738
247,8
Caltagirone ..........................(CALT)
2,334 +0,60 +14,86
1,995
3,000
280,0
F Falck Renewables * .........(FKR)
Ferragamo...........................(SFER) 19,940
3374,6
MolMed ...............................(MLM)
0,502 +1,35 -32,35
0,490
0,849
114,9
Caltagirone Ed.......................(CED)
1,020 +0,79
-2,86
1,012
1,348
127,5
Fiat............................................(F)
7,330 +2,23 +5,92
5,945
9,070
9032,7
Moncler .............................(MONC) 12,100 +0,92 -24,94 11,150 16,350
3037,3
Campari ................................(CPR)
5,690 +1,25
-6,18
5,615
6,420
3287,1
Fidia * ...................................(FDA)
2,984
2,360
3,570
15,3
Mondadori..............................(MN)
0,838
-1,35 -39,71
0,834
1,539
221,0
Cape Live ................................(CL)
2,210
— +23,33
1,760
2,797
22,4
Fiera Milano * .........................(FM)
5,975 +1,27 -17,59
5,430
8,560
250,6
Mondo Tv * ...........................(MTV)
1,635
-0,55+223,44
0,502
2,254
43,4
Carraro ...............................(CARR)
2,190
-0,90 -29,81
2,100
3,332
102,1
Fincantieri ...................................()
0,675
-3,23
—
0,638
0,780
1148,6
Monrif..................................(MON)
0,285 +2,52 -35,40
0,276
0,616
42,0
Cattolica As.........................(CASS) 15,890 +0,95 -18,35 14,770 19,680
856,4
FinecoBank .................................()
3,808
-0,47
—
3,808
4,170
2312,4
Monte Paschi Si. ................(BMPS)
1,044
-4,80
1,030
2,562
5406,3
—
Finmeccanica........................(FNC)
6,655 +1,29 +22,22
5,445
7,355
3829,6
Moviemax............................(MMG)
0,048 +3,26 -24,60
0,032
0,100
3,7
0,573 +0,35 +17,27
Cell Therap...........................(CTIC)
1,895 +1,17 +28,91
1,337
3,110
Cembre * .............................(CMB) 10,130
-0,10 +12,74
8,600 12,240
172,2
FNM .....................................(FNM)
Cementir *............................(CEM)
4,790
-1,20 +12,71
4,162
7,440
764,9
Fullsix....................................(FUL)
Cent. Latte Torino * ................(CLT)
2,830 +0,43 +63,39
1,726
5,935
28,4
Ceram. Ricchetti.....................(RIC)
0,282 +1,88 +51,94
0,184
0,381
Cerved..................................(CDC)
4,500 +0,54
—
4,450
CHL.......................................(CHL)
0,041 +1,24
-7,27
0,037
-1,43 -27,81 19,420 27,680
— +23,31
—
-2,06
0,482
0,688
248,3
Mutuionline *........................(MOL)
4,796
-0,08 +16,63
4,010
5,315
189,2
—
—
—
—
N Nice *............................(NICE)
2,878
-0,42 +4,50
2,726
3,566
336,1
1,018 +0,59 -42,01
0,950
2,175
44,7
Noemalife .............................(NOE)
5,000
-1,86 +39,04
3,464
6,060
38,2
22,9
G Gabetti Pro.S..................(GAB)
Gas Plus................................(GSP)
4,170
-0,71 -10,97
4,162
5,025
186,2
Noemalife 15 warr .........(WNOE15)
—
—
—
—
5,000
877,2
Gefran * ..................................(GE)
3,638
-0,11 +29,93
2,762
4,336
51,8
Novare ....................................(NR)
—
—
—
—
—
—
0,061
9,8
-0,98 -10,28 15,020 17,430 23582,0
O Olidata ............................(OLI)
0,365
-1,38
-7,39
0,362
0,532
12,4
1,285
-1,91
—
Generali ....................................(G) 15,180
—
CIA .........................................(CIA)
0,249
-0,20
-2,24
0,230
0,310
22,5
Geox .....................................(GEO)
2,474 +0,90
Ciccolella ................................(CC)
0,275
-1,86
-8,76
0,270
0,415
49,9
Gruppo Edit. L'Espresso...........(ES)
1,050
Cir..........................................(CIR)
0,981 +4,31 -14,14
0,940
1,220
761,4
—
—
-8,84
2,452
3,486
643,4
-1,91
1,221
1,600
58,4
-0,10 -22,39
1,050
1,952
429,4
Parmalat ................................(PLT)
2,508 +0,24 +1,29
2,460
2,554
4588,8
Gtech ....................................(GTK) 17,810 +3,91 -19,99 15,430 23,980 30576,1
Parmalat 15w ................(WPLT15)
1,510 +1,00 +2,72
1,416
1,502
—
P Panariagroup * ...............(PAN)
—
—
—
6,015 +1,18 +5,07
—
5,470
7,360
—
2,288
2,174
2,810
332,2
B.O.T.
Telecom IT ..............................(TIT)
0,810
-1,58 +14,33
0,709
1,169 +0,17 -31,73
1,160
2,057
Telecom IT Media rnc .........(TMER)
0,595
—+213,32
0,171
0,921
3,3
Telecom IT rnc......................(TITR)
0,660
-0,90 +16,93
0,564
0,789
3965,2
Tenaris ..................................(TEN) 16,120 +0,25 +2,48 14,800 17,650
Terna ....................................(TRN)
12.09.14
14.10.14
14.11.14
12.12.14
14.01.15
13.02.15
24
56
87
115
148
178
99,996
99,990
99,981
99,973
99,781
99,928
0,45
0,06
Scadenza Giorni Pr.Netto
13.03.15
14.04.15
14.05.15
12.06.15
14.07.15
14.08.15
206
238
268
297
329
360
99,916
99,884
99,855
99,830
99,794
99,647
120,5
—
3,764 +0,59 +4,09
3,560
4,114
7551,8
61,7
TerniEnergia *........................(TER)
1,636
-1,45 -25,30
1,636
2,364
Tesmec * ...............................(TES)
0,630 +4,05 -20,27
0,599
0,920
66,7
Tiscali.....................................(TIS)
0,048
-0,21 +12,03
0,042
0,080
88,2
Tiscali 14w ......................(WTIS14)
0,000
— -25,00
0,000
0,001
—
-0,31 -33,21 79,200 120,100
2433,2
Tod's.....................................(TOD) 79,750
Trevi Fin.Ind. ...........................(TFI)
5,240 +0,38 -16,16
5,115
TXT e-solution *.....................(TXT)
7,800 +0,52 -14,24
7,560 11,910
5,410
-2,96 +11,78
4,840
7,520
U UBI Banca .......................(UBI)
8,480
368,5
91,9
4912,1
Unicredit ...............................(UCG)
5,585
-1,85 +3,71
5,360
6,870 32925,3
Unicredit risp ......................(UCGR)
7,790
-0,76
-0,83
7,790
9,500
19,1
Unipol ....................................(UNI)
3,748 +1,02 -13,84
3,710
5,740
1657,1
Unipol prv ............................(UNIP)
3,342 +0,36
-8,89
3,330
5,070
910,9
UnipolSai.................................(US)
2,204 +1,10
-3,97
2,061
2,697
4968,1
UnipolSai risp......................(USRA) 206,500 +0,78 +13,53 173,097 280,233
261,5
UnipolSai risp B ..................(USRB)
2,641
788,0
V Valsoia ...........................(VLS) 13,420 -2,61 +25,42 10,060 15,790
141,4
2,072 +0,10 +4,20
Vianini Industria......................(VIN)
1,220
— +1,67
Vianini Lavori.........................(VLA)
4,750
-1,04
Vittoria Ass. *.........................(VAS)
9,470
-2,27 +8,60
-8,03
1,907
1,192
1,524
36,9
4,550
6,470
207,2
8,580 10,750
638,8
W World Duty Free .............(WDF) 7,935 +1,54 -14,68 7,675 10,830 1993,1
Y Yoox *...........................(YOOX) 18,060 -1,53 -46,38 17,300 34,750 1071,7
Z Zignago Vetro * .................(ZV) 5,045 +1,51 +0,30 4,920 6,315 443,6
Zucchi...................................(ZUC)
0,061
-3,97 -16,32
0,053
0,145
Zucchi 14 warr...............(WZUC14)
0,001 -30,77 -72,73
0,001
0,008
—
Zucchi rnc...........................(ZUCR)
0,202
0,185
0,308
0,7
-1,46 +9,19
24,4
* Titolo appartenente al segmento Star.
Valuta al 19-08-14
Rend.
-2,47 +1,60
Telecom IT Media .................(TME)
Dati a cura dell’agenzia giornalistica Radiocor. Monete Auree: ConFinvest F.L. Milano
Scadenza Giorni Pr.Netto
—
Rend.
0,07
0,10
0,12
0,15
0,18
0,32
Euribor
Periodo
1 sett.
1 mese
2 mesi
3 mesi
4 mesi
5 mesi
Monete auree
Oro
T. 360
T. 365
Periodo
T.360
T.365
14 ago
14 ago
0,037
0,089
0,149
0,198
-
0,038
0,090
0,151
0,201
-
6 mesi
7 mesi
8 mesi
9 mesi
10 mesi
11 mesi
12 mesi
0,298
0,389
0,478
0,302
0,394
0,485
Sterlina (v.c)
Sterlina (n.c)
Sterlina (post.74)
Krugerrand
Marengo Italiano
Marengo Svizzero
Marengo Francese
Denaro Lettera
217,32 238,25
223,85 241,24
223,85 241,24
931,68 1.017,46
177,43 197,81
175,77 196,42
175,02 196,02
Tassi
Mattino Sera
Oro Milano (Euro/gr.)
—
Oro Londra (usd/oncia) 1.315,00 1.315,50
Argento Milano (Euro/kg.)
—
Platino Milano (Euro/gr.)
—
Palladio Milano (Euro/gr.)
—
Italia
Euro17
Canada
Danimarca
Finlandia
Sconto
Interv
0,15
0,15
0,15
1
0
0,5
0,15
0,999
0
0,15
Francia
Germania
Giappone
G.B.
USA
Svezia
Sconto
Interv
0,15
0,15
0,3
--0,25
0,25
0,15
0,15
0,1
0,5
0,25
0,25
Borse Estere
A New York valori espressi in dollari, a Londra
in pence, a Zurigo in franchi svizzeri. Dati di
New York e Toronto aggiornati alle ore 20.00
indici
MERCATI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14-08
Amsterdam (Aex) . . . . . . . . . . . . . 395,84
Brent Index . . . . . . . . . . . . . . . . . 103,38
Bruxelles-Bel 20 . . . . . . . . . . . . 3109,83
DJ Stoxx Euro . . . . . . . . . . . . . . . 308,20
DJ Stoxx Euro50 . . . . . . . . . . . . 3058,16
DJ Stoxx UE . . . . . . . . . . . . . . . . 331,04
DJ Stoxx UE50. . . . . . . . . . . . . . 2943,43
FTSE Eurotr.100. . . . . . . . . . . . . 2692,64
Hong Kong HS . . . . . . . . . . . . . 24801,36
Johannesburg . . . . . . . . . . . . . 46631,90
Londra (FTSE100) . . . . . . . . . . . 6685,26
Madrid Ibex35 . . . . . . . . . . . . . 10294,80
Oslo Top 25. . . . . . . . . . . . . . . . . 545,37
Singapore ST. . . . . . . . . . . . . . . 3294,83
Sydney (All Ords) . . . . . . . . . . . . 5542,85
Toronto (300Comp) . . . . . . . . . 15273,66
Vienna (Atx). . . . . . . . . . . . . . . . 2270,30
Zurigo (SMI) . . . . . . . . . . . . . . . 8430,10
var.%
+0,14
+1,75
+0,22
+0,19
+0,07
+0,31
+0,33
+0,27
-0,36
-0,02
+0,43
-0,09
+0,41
-0,20
+0,64
+0,07
-0,01
+0,49
selezione
FRANCOFORTE. . . . . . . . . . . . . . . 14-08
Adidas . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 59,70
Allianz . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 126,75
Bayer Ag. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 97,69
Beiersdorf . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 66,57
Bmw . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 88,28
Commerzbank Ag . . . . . . . . . . . . . 10,73
Deutsche Bank n . . . . . . . . . . . . . . 24,67
Deutsche Post . . . . . . . . . . . . . . . . 23,70
Deutsche Telekom n . . . . . . . . . . . 11,24
Dt Lufthansa Ag. . . . . . . . . . . . . . . 12,67
Hugo Boss Ag . . . . . . . . . . . . . . . 104,70
Metro Ag. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25,70
Siemens n . . . . . . . . . . . . . . . . . . 91,63
Volkswagen Ag . . . . . . . . . . . . . . 167,90
var.%
+2,28
+0,76
+0,51
+0,83
+0,51
-0,51
-0,54
+0,04
-0,79
-0,43
-1,09
+1,56
+0,78
-
PARIGI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14-08
Air Liquide . . . . . . . . . . . . . . . . . . 94,89
Alstom . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26,60
Axa SA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18,23
Bnp . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48,56
Cap Gemini . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51,90
Carrefour . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26,06
Casino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 89,02
Crédit Agricole. . . . . . . . . . . . . . . . 10,61
Danone. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 53,24
Havas . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5,83
L'Oréal . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 125,60
Michelin . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 81,06
Peugeot S.A. . . . . . . . . . . . . . . . . . 10,37
Renault. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 58,53
Saint-Gobain . . . . . . . . . . . . . . . . . 36,15
Sanofi-Synthelab . . . . . . . . . . . . . . 78,53
Société Générale . . . . . . . . . . . . . . 35,92
Sodexho Alliance . . . . . . . . . . . . . . 72,99
Total . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47,89
var.%
-0,28
+0,36
+0,50
-0,36
+1,15
+0,21
+0,96
+0,38
+0,43
+0,02
+0,60
+1,46
+0,48
+1,14
-0,67
+0,42
-0,68
-0,01
-0,35
NEW YORK. . . . . . . . . . . . . . . . . . 14-08
Amazon Com. . . . . . . . . . . . . . . . 331,38
American Express . . . . . . . . . . . . . 87,37
Apple Comp Inc. . . . . . . . . . . . . . . 97,43
At&T. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34,90
Bank of America . . . . . . . . . . . . . . 15,31
Boeing . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 124,41
Carnival . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37,25
Caterpillar Inc . . . . . . . . . . . . . . . 105,76
Cisco Systems. . . . . . . . . . . . . . . . 24,60
Citigroup Inc . . . . . . . . . . . . . . . . . 49,08
Coca-Cola Co . . . . . . . . . . . . . . . . 40,11
Colgate Palmolive . . . . . . . . . . . . . 64,19
Dow Chemical. . . . . . . . . . . . . . . . 52,22
DuPont . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 65,17
Exxon Mobil . . . . . . . . . . . . . . . . . 98,77
Ford Motor . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17,36
General Electric . . . . . . . . . . . . . . . 25,78
General Motors . . . . . . . . . . . . . . . 33,71
Goldman Sachs . . . . . . . . . . . . . . 172,47
Hewlett-Packard . . . . . . . . . . . . . . 35,31
Honeywell . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 94,55
Ibm . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 187,83
Industrie Natuzzi Sp. . . . . . . . . . . . . 2,34
Intel Corp . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33,94
Johnson & Johnson . . . . . . . . . . . 101,90
JP Morgan . . . . . . . . . . . . . . . . . . 56,88
Lockheed Martin . . . . . . . . . . . . . 170,10
Luxottica Grp Spa . . . . . . . . . . . . . 53,68
McDonald's. . . . . . . . . . . . . . . . . . 93,42
Merck & Co. . . . . . . . . . . . . . . . . . 58,53
Microsoft . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44,25
Monsanto Co. . . . . . . . . . . . . . . . 116,99
Morgan Stanley . . . . . . . . . . . . . . . 32,14
Nike Inc. Cl. B . . . . . . . . . . . . . . . . 77,08
Occidental Pet . . . . . . . . . . . . . . . 100,32
Pfizer . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28,67
Philip Morris . . . . . . . . . . . . . . . . . 84,96
Procter & Gamble . . . . . . . . . . . . . 81,89
Unilever NV . . . . . . . . . . . . . . . . . 40,93
Walt Disney. . . . . . . . . . . . . . . . . . 88,62
Whirlpool . . . . . . . . . . . . . . . . . . 149,24
Xerox . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13,47
Yahoo Inc . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36,30
var.%
+1,56
-0,03
+0,20
+0,59
+0,36
+1,99
+0,62
+0,57
-2,40
+0,68
+0,43
-0,30
-0,53
+0,09
-0,32
-0,34
-0,21
-0,72
+0,06
+0,02
+0,30
-0,06
+0,43
-0,47
+0,16
+0,28
+0,60
+0,15
-0,57
+1,18
+0,39
+0,10
+0,37
-0,23
+0,33
+1,63
+0,58
+0,50
+0,52
+1,16
+2,46
-0,81
+0,28
LONDRA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14-08
3i Group . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 370,70
Anglo American . . . . . . . . . . . . . 1583,29
AstraZeneca . . . . . . . . . . . . . . . 4100,21
B Sky B . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 854,00
Barclays Plc . . . . . . . . . . . . . . . . 218,00
BP . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 473,19
British Telecom . . . . . . . . . . . . . . 367,92
Burberry Group . . . . . . . . . . . . . 1445,53
Glaxosmithkline . . . . . . . . . . . . . 1395,00
Marks & Spencer. . . . . . . . . . . . . 428,00
Pearson Plc . . . . . . . . . . . . . . . . 1104,98
Prudential . . . . . . . . . . . . . . . . . 1417,50
Rolls Royce . . . . . . . . . . . . . . . . 1047,00
Royal & Sun All . . . . . . . . . . . . . . 437,60
Royal Bk of Scot . . . . . . . . . . . . . 348,25
Schroders Plc . . . . . . . . . . . . . . 2291,00
Unilever Plc . . . . . . . . . . . . . . . . 2592,00
Vodafone Group. . . . . . . . . . . . . . 197,40
var.%
-0,16
+0,48
-0,13
-0,41
-0,62
+0,37
-0,19
-0,62
+0,43
+0,14
+1,36
+0,96
+0,77
+1,23
+0,23
-0,17
+0,31
-0,46
ZURIGO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14-08
Nestlé. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 69,45
Novartis . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 79,00
Ubs . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16,02
var.%
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Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
Cultura
Stati Uniti, team di musei per Warhol
Una collaborazione tra il Moma (Museum of Modern Art di
New York) e l’Andy Warhol Museum di Pittsburgh per dare il
via alla digitalizzazione di 500 film di Warhol (foto) realizzati
tra il 1963 e il ’72 dall’artista e custoditi al Moma. Condotto con
lo studio creativo Mpc per gli effetti visivi, il progetto coinvolge
entrambi i musei: inizierà questo mese e richiederà alcuni anni.
Don Chisciotte Da mozzo a capitano realizzò 1857-1924 Di origine polacca, scelse l’inglese
il sogno di un’esistenza liquida e letteraria
per scrivere i suoi libri: un’autobiografia nautica
Conrad
Vita misteriosa e folle
di un marinaio fedele
di PIETRO CITATI
Q
uando la madre morì di tubercolosi nell’aprile del 1865, Józef Teodor Konrad Korzeniowski, che più tardi diventò Joseph Conrad, aveva sette anni. Il padre, Apollo, le dedicò
un culto quasi mistico, come a una Madonna o a una Grande Madre, culto che il figlio non condivise. Il figlio cercò di ripetere
ed imitare il modello del padre, non quello della madre, che non ha
alcuna parte di rilievo nella sua vita, nella sua mitologia e nella sua
letteratura.
Il padre — scrisse Conrad — era un uomo sensibilissimo, un temperamento esaltato e sognante, cupo ed ironico: aveva una conversazione affascinante; e il suo viso, fosco e cupo quando era calmo, si
illuminava completamente quando rideva o sorrideva. Amava la letteratura: tradusse Shakespeare; il figlio ricordò che la sua prima introduzione alla letteratura inglese era stato I due gentiluomini di Verona, tradotto da Apollo. Il sogno, nascosto nell’amore del padre per
la letteratura, era la Polonia cattolica: libera e indipendente dall’odiosa e mostruosa tirannia della Russia. Come scrisse il padre nel
1868: «Joseph ed io siamo due esiliati e vagabondi: abbiamo bisogno
l’uno dell’altro; lui ha bisogno del misero guardiano che io sono per
lui, ed io di quello che lui è per me, la sola forza che mi tenga in vita».
Il figlio avrebbe potuto scrivere le stesse parole, sebbene in tutti i
suoi libri avvolgesse la figura del padre in un’aura di fallimento.
Apollo morì a Cracovia nel maggio 1869, quando il figlio aveva undici anni. Conrad passò gli ultimi mesi della vita del padre in un’abitazione silenziosissima, posseduta dalla morte, dove le suore infermiere sussurravano, muovendo appena le labbra. Molto tardi, di sera, era autorizzato ad entrare nella camera del moribondo: salutava il
padre disteso sul letto, il quale spesso non riusciva nemmeno ad accorgersi della sua presenza. La notte Conrad si addormentava di un
profondo sonno solo a forza di piangere: pensava con terrore alla
morte inevitabile che stava per assalirlo. Quando era insieme agli altri, non versava una lacrima; e così veniva giudicato un piccolo miserabile indurito dalla sorte.
Dopo la morte del padre, Conrad visse sotto la tutela del fratello
della madre, Tadeusz Bobrowski: lo zio l’amò moltissimo, lo consigliò, lo comprese (ne conserviamo settanta lettere, scritte tra il 1876 e
il 1893: Bobrowski, Lettere a Conrad, Sellerio, a cura di Maria Cristina
Bragone). In quasi tutte le lettere lo zio criticava l’influenza romantica del padre sul figlio, al quale raccomandava risparmio, volontà e
tenacia. Di rado Conrad gli ubbidì: continuava a sognare e a sprecare
denaro; sapeva che lo zio aveva ragione, ma non poteva rinunciare
alla propria inesauribile immaginazione e al proprio destino. Quando lo zio morì, Conrad scrisse che era stato per lui un «nobile e inesauribile tesoro di chiarezza di pensieri e calore di sentimenti».
Attorno ai sedici anni, Conrad fu travolto dal desiderio di diventare capitano di mare. E cominciò a parlarne in modo così insistente da
passare per folle. Lo zio gli rispose che era un «incorreggibile e disperato Don Chisciotte»: gli amici e i parenti lo deridevano. Più tardi,
Conrad ammise che la sua vocazione marina era misteriosa e inesplicabile. «Credo che io fossi l’unico caso di un ragazzo della mia nazionalità e con le mie ascendenze che faceva, per così dire, un salto a piè
pari fuori dal suo ambiente e dai suoi vincoli nazionali». Il suo desiderio affondava, come Conrad ci racconta, nell’immenso amore infantile per i libri di viaggio e le carte geografiche: lo stesso che aveva
trascinato Baudelaire «a cullare il nostro infinito nel finito dei mari».
***
Alla fine Tadeusz Bobrowski comprese e accolse le aspirazioni del
nipote. Il 15 ottobre 1874 Conrad partì per Marsiglia, dove rimase fino
all’aprile 1878, affidato alla custodia di un polacco che lavorava nella
marina mercantile francese. Frequentò una famiglia di armatori, i
Delestang; e un gruppo di scrittori e di bohémiens che conobbe nei
caffè di Marsiglia. Nel 1875 fece due viaggi alla Martinica, ascoltando
per la prima volta «il canto del vento sugli alberi di una nave»: quel
canto era destinato «a penetrare nell’intimo del suo cuore, a passare
nel sangue e nelle ossa», accompagnando per vent’anni i suoi pensieri e le sue azioni. Madame Delestang gli disse: «Bisogna, in primo
luogo, fare attenzione a non rovinare la propria vita». Proprio questo
rischiò Conrad, di rovinare per sempre la sua vita, lasciandosi trascinare dall’avventura, dal romanzesco, dal losco e dall’equivoco. Quasi
tutto resta incerto sul contrabbando d’armi con la Spagna carlista, al
quale Conrad partecipò sulla nave Tremolino. Non abbiamo notizie
precise nemmeno sul suo tentativo di suicidio: si sparò una pallottola nel petto, e lo zio giunse a Marsiglia e lo trovò a letto ferito. Tadeu-
In Martinica per la prima
volta sentì cantare il vento
sugli alberi di una nave

sz perse la pazienza e lo accusò, seppure amorosamente, di pigrizia,
incertezza, mancanza di indipendenza, fallimento, coscienza del fallimento, perdita di energia. Ma forse il tentativo di suicidio fu la salvezza di Conrad: egli affondò nel paese della morte, e di lì risorse come se la profonda accettazione della morte portasse con sé la resurrezione.
Subito dopo questo periodo, Conrad cominciò la sua vita di mare.
Per vent’anni, come mozzo, secondo ufficiale e capitano, il mare fu la
sua passione e il suo desiderio: dietro alla linea dell’orizzonte il mondo terrestre per lui non esisteva, come non esiste per l’eremita che si
rifugia sulla cima dei monti; e i suoi giovani occhi guardavano sulla
vasta superficie marina un luccichio di speranze che era soltanto il
riflesso dei suoi sguardi pieni di fiamma. Contemplò spettacoli di
ogni sorta: trionfali bagliori di mezzogiorno e tenerezze serali, il catastrofico splendore delle tempeste e la tortura delle lunghe bonacce, quando nemmeno una bava di vento increspava le onde immobili
come uno stagno: mari alla Byron, alla Turner, alla Poe, alla Melville,
alla Hugo, alla Baudelaire — vaghi presentimenti del mare di Conrad.
«Nulla è misterioso per un uomo di mare — scrisse Conrad — se
non il mare stesso». Via via che passavano gli anni, diffidava sempre
più di questo mistero: il mare non era mai stato amico dell’uomo;
tutt’al più era stato complice della sua irrequietezza. Non aveva mai
sposato le sue cause migliori: ignorava completamente compassione, fede, legge, memoria; era indifferente al bene e al male, alla più
bassa avidità e al più nobile eroismo. Se non amava il mare, o vedeva
in esso il pericolo, Conrad amò sempre, con tutto il cuore, le navi, dal
battello ai grandi velieri. Soltanto le navi risvegliarono in lui le qualità che egli amava: soprattutto la fiducia, che riassumeva in sé la competenza, il coraggio, la partecipazione, la fedeltà a un’idea e ai compagni. «Non so se sia stato un buon marinaio — disse Conrad — ma
so di essere stato un marinaio molto fedele».
La scoperta del mare e delle navi coincise, per Conrad, con quella
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Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
IN PAGINA
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L’amarezza di un antifascista
di ANTONIO CARIOTI
Perseguitato dai fascisti, negletto dagli antifascisti. Fu un
destino molto amaro quello del medico Giuseppe Mario Germani
(1896-1978), nato nel Polesine e amico fraterno di Giacomo
Matteotti. Venne picchiato dagli squadristi e condannato dal
tribunale speciale, subì il carcere e il confino, poi nel 1945 la
detenzione nel lager nazista di Mauthausen. Dopo la guerra,
come ricorda Gabriele Antonioli nell’appassionante e ben
documentata biografia Giuseppe Mario Germani (Minelliana,
pagine 269, e 19), dovette soffrire anche la freddezza degli ex
compagni del movimento Giustizia e Libertà, dai quali, come
nota Fabio Rugge nella prefazione del libro, lo dividevano la
rigorosa scelta nonviolenta, la fede religiosa e anche una minore
intransigenza verso il regime littorio. In compenso Germani fu
stimato e benvoluto da Benedetto Croce e soprattutto dallo
scrittore austriaco Stefan Zweig, il cui intervento presso
Mussolini fu decisivo per farlo liberare in anticipo dalla prigione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
ILLUSTRAZIONE DI CHIARA DATTOLA
della lingua inglese. Per la prima volta aveva ascoltato le sue sillabe
sulla bocca di alcuni ingegneri che lavoravano alla galleria del San
Gottardo: nel golfo di Marsiglia, qualcuno ripeté le stesse parole da
bordo di una nave di Sua Maestà; infine egli cominciò a imparare, sui
libri e sui manuali, la lingua dei marinai. Decise che, se fosse diventato marinaio, sarebbe stato un marinaio inglese. Per la lingua di
Shakespeare e di Dickens, nutriva una immensa venerazione: era la
lingua della sua scelta segreta, del suo avvenire, delle lunghe amicizie, degli affetti profondi, delle ore di lavoro e di riposo, delle ore solitarie, dei libri letti, dei pensieri continuati, delle energie ricordate
— e persino dei sogni.
A vent’anni, nel settembre 1878, Conrad andò a Londra, per cercare di imbarcarsi. Penetrò nella grande città dickensiana, con qualcosa del viaggiatore che penetra in un vasto e inesplorato deserto. Nessun esploratore avrebbe potuto essere più solitario. Non conosceva
anima viva tra tutti i milioni di uomini, che intorno a lui popolavano
le misteriose lontananze delle strade. Era gonfio d’orgoglio. Stava realizzando una meta chiara: fare di sé stesso, in primo luogo, un marinaio degno del servizio, abbastanza provetto per lavorare a fianco degli altri marinai, e, in secondo luogo, giustificare la sua esistenza ai
propri occhi, assolvendo un silenzioso impegno morale.
Il 24 aprile 1878, partì col Mavis, un vapore di settecentocinquanta
tonnellate, con un carico di carbone diretto a Costantinopoli. Avrebbe passato quindici anni su velieri inglesi, raggiungendo Bangkok,
Singapore, Madras, Calcutta, Giava, Sydney, Porto-Adelaide, Port
Louis, diversi porti sconosciuti del Borneo. Intanto, scrupolosamente e coscienziosamente, faceva gli esami: fu promosso a luogotenente nel dicembre 1884 e a capitano il 10 novembre 1886. Molti anni dopo, in un libro di ricordi, commentò: «Adesso ero senza discussione
un capitano di lungo corso britannico. Questo fatto, soddisfacente
ed oscuro in sé, rivestiva per me un certo significato ideale»; era la
risposta allo scetticismo e alle chiacchere poco amabili che erano
state tenute sulla sua vita.
Nel novembre 1891, gli offrirono un posto di secondo ufficiale sul
Torrens, che doveva partire per Porto-Adelaide, in Australia. Era un
bellissimo veliero, che trasportava passeggeri, e deteneva il record di
velocità tra Plymouth e Porto-Adelaide. «La mia esperienza sul Torrens — scrisse Conrad — fu felicissima…». Nel viaggio di ritorno conobbe il futuro romanziere John Galsworthy, che lesse il suo primo
romanzo. Galsworthy disse di lui: «Mi parve un essere di un’altra razza… Il potere di fascino era uno degli aspetti dominanti di Conrad:
fascino di un’animazione espressiva e piena di slancio; del suo cuore
profondamente affettuoso, del suo spirito sottilissimo e dagli interessi così diversi… Aveva uno straordinario potere di osservare e di
sentire». Purtroppo vi erano lunghi, insopportabili mesi, a volte anni, che Conrad passava senza far nulla, a Londra, o nei porti orientali.
Aveva l’angoscia di restare inattivo, incapace di vivere nel presente,
sempre proiettato nel futuro o nel passato.
Allora venne soccorso dalla letteratura — ammesso che la letteratura soccorra qualcuno. Quando, nell’autunno del 1889, cominciò a
scrivere il suo primo romanzo, La follia di Almayer, non obbediva a
nessuna vocazione. La necessità che lo mosse era nascosta e oscura,
un fenomeno mascherato e inesplicabile. Era una giornata autunnale, dall’atmosfera opalina, con una luce velata, semiopaca; e gli alberi
della vicina piazzetta di Londra sembravano tracciati ad inchiostro di
china su un foglio di carta velina. «Rimasi a lungo a guardare dalla
finestra, dopo che la figlia del proprietario aveva portato via le tazze
della prima colazione… Mi sentivo tutto intero impregnato dall’indolenza dei marinai lontani dal mare, questo luogo di incessante fatica e di dovere interminabile. Io assaporavo a fondo la mia irresponsabilità assoluta. Mi sembra che non pensassi assolutamente a nulla».
Quasi senza rendersene conto, Conrad continuò: lentamente,
molto lentamente. Qualche anno dopo, scrisse alla zia: «Rimpiango
ogni momento che passo lontano dalla carta. Non dico dalla penna
perché ho scritto molto poco, ma l’ispirazione mi viene guardando la
L’autore
Vita
Joseph Conrad
(Józef Teodor Konrad
Korzeniowski, foto)
nacque a Berdyciv
in Polonia nel 1857
e morì in Inghilterra
il 3 agosto 1924.
Polacco naturalizzato
britannico,
orfano precocemente,
fece vita di mare
dal 1874, mentre
nel 1895 iniziò
la carriera di scrittore
Opere
Dopo l’esordio
con La follia di Almayer
(1895), seguiranno
Un reietto delle isole
(1896), Il negro
del Narcissus (1897);
i temi del mare
(e l’abisso umano)
sono al centro anche
di Cuore di tenebra
(1899), Lord Jim
(1900), Tifone (1902)
e La linea d’ombra
(1917); di ambiente
militaresco Il duello
(1908). Le Lettere
a Conrad di Tadeusz
Bobrowski
sono edite da Sellerio
(a cura di Maria
Cristina Bragone).
A settembre uscirà
per Nutrimenti il
romanzo Il salvataggio
(pp. 320, e 18)
carta. Il pensiero va vagando in grandi spazi riempiti da forme vaghe.
Tutto è ancora caos, ma — lentamente — gli spettri si trasformano
in carne viva, in vapore ondeggiante, si solidificano e chi sa? Forse
qualcosa nascerà nello scontro tra le idee indistinte». Soprattutto,
nei primi anni di letteratura, insisteva sul fatto che il suo lavoro avveniva nell’inconscio. Egli non calcolava, non costruiva, non correggeva, non interveniva: lasciava soltanto che la tenebrosa forza di scrivere erompesse dagli abissi. «Sono troppo pigro per cambiare i miei
pensieri, le mie parole, le mie immagini e i miei sogni. La pigrizia è
una cosa sacra».
La fatica era immensa: lo sforzo incalcolabile. Doveva spremere da
sé stesso ogni sensazione, pensiero, immagine — spietatamente,
senza riserve e senza rimorsi: doveva esplorare i più oscuri angoli del
suo cuore, i più remoti recessi del suo cervello — esplorare alla ricerca del mot juste, che non riusciva mai a trovare. Alla fine del suo lavoro quotidiano si sentiva esausto, svuotato di ogni sensazione e pensiero, con la mente vuota e il cuore dolorante, con la consapevolezza
che in lui non era rimasto niente. «A me sembra — commentava —
che questo sia l’unico modo per raggiungere la vera grandezza, o avvicinarsi a lei. Lo sforzo sincero di andare avanti fino alle ultime forze, senza lasciarsi abbattere dai dubbi, dalla stanchezza e dalle critiche, è l’unica vera giustificazione di chi scrive in prosa». Ma questo
sforzo era terribile. La pagina restava bianca: l’ispirazione una nebbia. Gli pareva che nella sua testa fosse entrata una bruma fosca.
L’oppressione era come quella di chi doppia, d’inverno, il Capo
Horn. Pagine manoscritte giacevano sopra e sotto il tavolo: intorno a
lui vi erano pagine viventi, segnate e martoriate; pagine morte, che
sarebbero state bruciate al cadere del giorno, — relitti di un lungo
conflitto. Era disperato. «Talvolta ci vuole tutta la mia determinazione e il mio dominio su me stesso, per trattenermi dallo sbattere la
testa contro il muro».
Poi finalmente un giorno (che a Conrad sembrava sempre lontanissimo), il libro era compiuto. Gli sembrava di aver commesso un
assassinio. Quando finì La follia di Almayer, il 24 aprile 1894, scrisse
allo zio. «Ho il dolore di farti conoscere la morte di Kaspar Almayer,
che ha avuto luogo questa mattina alle tre. Dopo che mi sono risvegliato questa mattina, mi sembra di aver sepolto una parte di me
stesso. E tuttavia sono contento — un poco». Il 17 settembre 1895,
quando concluse un Un reietto delle isole, scrisse a Edward Garnett.
«È mio penoso dovere informarti della triste morte del signor Peter
Willems di Rotterdam e di Macassar, che è stato assassinato il sedici
del corrente mese alle due pomeridiane, mentre il sole splendeva
gioiosamente e l’organetto suonava sul marciapiede l’abominevole
intermezzo della Cavalleria».
***
Conrad era un uomo piccolo, grazioso, dagli occhi neri brillanti, ora socchiusi e acuti, ora dolci e
caldi. I suoi modi erano insieme bruschi e carezzevoli, le parole cortesi, contenute e dure: le mani, i
piedi o le ginocchia o le labbra, qualcosa in lui era
agitato da un movimento continuo. «Non ho mai
veduto un uomo — scrisse un amico — così rigorosamente virile, eppure di una sensibilità tanto
femminile». Bertrand Russell era affascinato dalla
sua conversazione: «Parlammo con un’intimità
sempre crescente. Mi sembrava di sprofondare al
di là di ogni strato di superficialità, finché gradualmente entrambi raggiungemmo il fuoco centrale.
Era un’esperienza diversa da qualsiasi altra avessi
mai avuta. Ci guardavamo negli occhi, mezzo sbigottiti e mezzo intossicati per il fatto di trovarci insieme in una simile regione. Era un’emozione intensa come un amore appassionato, e abbracciava
tutto, allo stesso modo».
Col passare degli anni la nevrastenia di Conrad, che nella giovinezza era stata mascherata dalle pose di cavalleresco dandy del mare, crebbe a dismisura. Cadeva in preda a crisi di malinconia e di depressione: si abbandonava a una querula autodenigrazione, quasi
che dalle sue mani di eroe sconfitto non potessero uscire che fallimenti. L’immaginazione gli faceva vedere pericoli e insidie da ogni
parte. Tortuoso, capriccioso, complimentoso, con qualcosa di profondamente aggressivo, ora stringeva al petto ora allontanava gli
amici che lo visitavano. Se l’umore era lieto, accoglieva gli amici con
un’allegria deliziosa e assurda, con un amabile scoppio di trovate infantili, abbandonandosi al suo estro di «impostore sincero e ispirato». Ma era un’allegria inquietante. Qualche volta si avvertiva in lui
un’atroce indifferenza, e sembrava che fingesse i gesti della passione
solo per tenerla definitivamente lontana da sé. Poche parole lasciate
cadere nella conversazione facevano intuire che quest’uomo doveva
disporre di «notizie confidenziali sul proprio conto», tali da assillargli l’animo sino alla fine dei giorni. I suoi libri lasciavano intendere
che egli provava una sottile complicità per tutti i peccati commessi
dagli uomini; e che in fondo al suo spirito si celava — mai alla luce,
sempre avvolto nei misteri e di ombre, mai in coperta — quel «compagno segreto», quel «passeggero clandestino», che sta rinchiuso
nel cuore di molti di noi, e compie le azioni che noi non osiamo
commettere.
Nemmeno il «passeggero clandestino» possedeva l’ultimo segreto di Conrad. Quando egli cercava di raggiungere, ancora più in fon-
Diceva che nulla ha segreti
per un uomo di mare,
se non il mare stesso

do, ancora più indietro, la prima sorgente della propria persona, incontrava una presenza minacciosa e indistinta. Nulla di preciso e di
limitato: né istinti né sensazioni né complessi né archetipi: ma una
specie di nebbia bianca o grigia, simile a quella che la mattina vapora
mollemente dalle terre tropicali: un’oscura suggestione melodica;
qualcosa di così vago e profondo da mancare di orizzonte e di profondità. In questa nebbia e in questa musica, senza un solo punto di
appoggio o un solo confine, Conrad temeva disperatamente di perdersi.
***
Nel 1896, l’anno dopo la pubblicazione della Follia di Almayer,
Conrad scrisse Un avamposto del progresso, che Adelphi stampa insieme alla Laguna (nella Piccola Biblioteca Adelphi, a cura di Matteo
Codignola). Era uno dei racconti che più amava: non tanto, forse,
perché vi aveva espresso l’esperienza del viaggio nel Congo, avvenuto
nel 1890, ma perché aveva omesso e abolito una parte fondamentale
di questa esperienza, dalla quale sarebbe nato Cuore di tenebra
(1898-99). I due bianchi, che ora stanno nel cuore del Congo, sono
abituati a vivere tra le folle dell’Occidente; e credono alla forza insostituibile delle istituzioni e della morale. In Africa, conoscono la più
totale solitudine. Non sanno nulla, non vedono nulla, salvo ombre di
negri e zanne di elefanti: hanno l’impressione di non essersi mai visti. Alla fine uno dei due uccide l’altro e si impicca ad una croce.
In Cuore di tenebra appare Marlow nella funzione di secondo narratore: come l’avevamo già incontrato in Lord Jim. La sua voce è sarcastica e ironica, profondamente diversa da quella delle sue altre incarnazioni. Sembra un Buddha, «con le guance incavate, le braccia
pendenti e le palme aperte all’infinito, come un idolo». Marlow non
nasconde la figura di Conrad: dice cose che egli solo poteva dire, e
attraverso le sue parole dobbiamo leggere tutto il racconto e forse
tutti i libri di Conrad. «No, è impossibile, è impossibile comunicare
ad altri la sensazione viva di un momento qualsiasi della nostra esistenza, quel che ne costituisce la verità, il significato; la sua sottile e
penetrante essenza».
Quando il racconto inizia, siamo a Londra, quasi di notte, sulle rive del Tamigi, in quel punto e in quell’ora che Dickens amava e che
Conrad imparò ad amare sulle pagine di Dickens. «Una caligine posava sulle rive basse che correvano piatte a perdersi nel mare. L’aria
era fosca al di sopra di Gravesend, e più lontano appariva addensato
un tenebrore funereo, incombente senza moto sulla più vasta e popolata città della terra… Sui tratti superiori del fiume, il luogo della
mostruosa città era sinistramente segnato nel cielo; un tenebrore
greve alla luce del sole, un vasto bagliore livido sotto le stelle». Lì, nel
cuore della tenebra, Marlow evocò un’altra tenebra: quella delle terre
attorno al fiume Congo; un fiume enorme, che somigliava straordinariamente, sulla carta, a un immenso serpente con la testa nel mare, il corpo riposato, disteso in una curva lontanante entro una vastissima regione. La prima tenebra cerca di conquistare, attraverso le
esplorazioni, la rapina e la schiavitù, la seconda tenebra. Ma tutto è
vano: l’assalto della prima tenebra non fa che approfondire la seconda. Non c’è altro che tenebra, quella della civiltà, quella della natura
originale, quella della natura esplorata. Non c’è nemmeno una traccia di luce: o la luce di una candela illumina soltanto un corpo che
muore. Tutto è male: nient’altro che male.
Marlow racconta ai suoi quattro ascoltatori l’esperienza che ha
avuto (e che Conrad aveva, in parte, avuto) nel cuore del Congo.
L’Africa, che entrambi avevano sognato fin da bambini, quando la
cercavano sulle carte geografiche, era terrificante. L’acqua era ridotta
a melma. Il sole accecava. La muraglia vegetale, esuberante e intricata massa di tronchi, di rami, di foglie, di frasche, di tralci immobili
nella luce, faceva pensare a una tumultuosa invasione di vita muta. I
boschi erano immoti come maschere: massicci come le porte sbarrate di una prigione. Tutto era solitudine: silenzio, che penetrava sino
in fondo al cuore; immobilità, stagnazione, morte, male. Non c’era
nessuna speranza di salvezza, come indicavano i neri ridotti schiavi,
con il collare di ferro attorno al collo.
Invece che luce, l’Occidente aveva portato soltanto rovine. I suoi
segni erano i vagoncini di ferro con le ruote mancanti, simili a carcasse di animali: macchinari in rovina, cataste di rottami arrugginiti,
tubi di conduttura abbandonati; — non c’erano nemmeno i bulloni
per aggiustare una nave malata. I bianchi, che girovagavano senza
scopo qua e là sotto il sole, erano dominati da «una rapacità imbecille», così idiota da sembrare irreale. In questa irrealtà c’era solo una
persona viva e reale, così raccontavano a Marlow, Mister Kurtz, un
misterioso colonizzatore, che si era spinto sino nel cuore del Congo e
inviava zanne di elefante alla possente compagnia di Bruxelles. Marlow risalì il fiume per vederlo ed ascoltarlo: perché Kurtz era sopratutto una voce; «tra i suoi doni, quella che fra tutti dominava era la
sua facoltà di parola; emanazione dal profondo di una tenebra imperscrutabile».
Quando la leggenda si chiarì, Mr. Kurtz apparve sopratutto come
un razziatore, che aveva assoggettato i neri; e dai neri si era fatto consacrare, in danze notturne, dio o semidio. Kurtz era gravemente malato: ascoltata da vicino, la sua voce era profonda e vibrante. Dietro i
suoi discorsi, c’era la suggestione di parole udite in sogno, di frasi
pronunciate nell’incubo. Completamente solo in quella solitudine
selvaggia, Kurtz aveva guardato dentro di sé ed era impazzito. Vedeva
fantasmi e gridava: «Quale orrore! Quale orrore!»: quale orrore dunque l’Europa, l’Africa, lui stesso, la realtà, il sogno, la sua folle impresa, l’inutile impresa di Marlow, che cercava in fondo a tutte le cose.
Lui solo aveva compreso questa verità centrale: l’orrore della tenebra,
sia nella civiltà sia nella natura; l’onnipresenza del male.
Marlow e Conrad non avevano compreso. Avevano soltanto ascoltato: il frastuono incessante, il fragore ininterrotto, uniforme e precipitoso, o il tremolio, che a tratti si diffondeva, interrompendo la fosca tranquillità del paesaggio. Oppure avevano inteso un grido, un
altissimo grido di illimitata desolazione, che trafiggeva l’aria immota
come una freccia acuminata; un grido che era la voce stessa dell’Africa. Conrad non poteva trasformare questo frastuono o questo grido
in un discorso logico. Poteva fare una sola cosa: abbandonarsi all’eloquenza funerea della propria prosa che avviluppava il racconto come
la foschia generata dal caldo, o «come uno di quegli aloni nebulosi
resi visibili dalla spettrale illuminazione della luna».
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La bellissima notizia dell’assegnazione del Premio Fiele — equivalente del Nobel — a Maryam Mirzakhani,
rappresenta la smentita definitiva della corrente di pensiero che per secoli ha sostenuta
l’inferiorità della mente femminile nelle
scienze esatte. Soltanto pochi anni fa il rettore di Harvard Laurence Summers fece la
sconcertante dichiarazione che le donne
non sono adatte alle scienze perché non
hanno la capacità innata per il calcolo matematico. È vero che le donne matematiche
nella storia sono poche, ma la ragione non è
certo biologica. La realtà è che fino agli inizi
del secolo scorso, le donne sostanzialmente
non avevano accesso agli studi universitari.
Per esempio Princeton, dove Maryam ha ottenuto una cattedra grazie alla sua tesi di
dottorato, ha aperto al mondo femminile
solo nel 1968.
Eppure, malgrado questa pesante discriminazione culturale, l’amore delle donne
per la scienza ha fatto sì che alcune di loro
rompessero la cortina di ferro del maschilismo per entrare nella storia della matematica. La prima di cui abbiamo notizia è Ipazia
di Alessandria d’Egitto, che fu una grande
astronoma e matematica nel IV secolo dopo
Cristo. Per questo fu perseguitata dai cristiani. Ancora giovanissima, fu barbaramente
uccisa e la maggior parte della sua opera andò perduta nell’incendio della biblioteca di
Alessandria. L’episodio fu uno dei primi se-
gnali di come la scienza non sia amata né
dalla politica né dalle religioni perché è
troppo indipendente. Se poi la portavoce
della scienza è donna, l’odio e la paura si
moltiplicano.
Nei secoli più recenti, molti sono stati i
geni matematici femminili, per lo più sconosciuti e ignorati dai libri di storia. Nel ‘900
l’esempio più eclatante di genio femminile
dimenticato, anzi oscurato, è Rosalind
Franklin, la Dark Lady del Dna. Rosalind
scoprì per prima alcune caratteristiche della
doppia elica che valsero il Nobel ai suoi colleghi Watson, Crick e Wilson. Eppure, quando nel 1953 uscì la storica pubblicazione su
Nature che descriveva la molecola del Dna,
il suo nome non apparve. Quando poi il Nobel fu conferito, Rosalind era morta, nell’oblio.
Il cervello femminile è stato fino ad oggi
sottovalutato anche se i segnali contrari sono evidenti: le donne sono più colte, più
brave a scuola e più brillanti all’università. Io
sostengo che la mente femminile potrebbe
essere addirittura superiore a quella maschile, se opportunamente coltivata e sviluppata. Ciò che è certo è che la predominanza maschile ha impedito al mondo femminile di esprimersi al meglio. Per questo
sono convinto che il futuro delle ragazze sarà roseo in ogni senso. Il domani è donna.
Umberto Veronesi
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SE SATELLITI E INTELLIGENCE NON BASTANO
A DIRCI QUANTI SONO DAVVERO I PROFUGHI

Cento sortite aeree al giorno. Qualche satellite spia puntato sul Kurdistan. Gli informatori. Poi l’intelligence militare e la Cia. I centri di coordinamento —
uno a Erbil e l’altro a Bagdad — per raccogliere e «ruminare» dati sensibili. Magari
anche l’Nsa che capta le comunicazioni.
Questo formidabile apparato non avrebbe capito che sulle alture del
Sinjar c’erano «solo» 3-5
mila profughi yazidi e non la
marea umana, esposta a
possibili incursioni degli
islamisti, con pochi viveri e
acqua. Mercoledì notte si respirava l’aria del grande intervento. Scenari di ponte
aereo, intervento armato di
marines e unità speciali.
Sembrava che tutto fosse possibile. I generali avevano presentato le opzioni alla Casa
Bianca, sarebbe toccato a Barack Obama decidere. Poche ore dopo i piani sono cambiati: «Non c’è più bisogno di un’azione massiccia», hanno spiegato le fonti Usa. Questo
perché una pattuglia di una ventina di militari ha fatto il punto dopo aver raggiunto la
zona di Sinjak.
È un po’ dura da credere detta in questo
modo. Possiamo fare solo delle ipotesi. 1)
L’errore: le spie hanno sbagliato l’analisi. 2)
Il trucco: è stato usato il dramma umanitario
per «svegliare» gli Usa spingendoli ad agire.
3) La breccia: i raid (peraltro ridotti) e gli attacchi dei peshmerga hanno rotto l’assedio
dei militanti e liberato i civili. 4) La tecnologia: è uno strumento formidabile ma ha dei
buchi. Dunque gli occhi elettronici si sono
rivelati meno acuti. Lo si è
visto anche con la caccia ai
tunnel di Gaza. Sensori, robot, droni hanno parato solo in parte la minaccia. 5) Gli
ostacoli: gli 007 hanno ammesso di avere difficoltà nel
seguire le mosse dell’Isis.
In una situazione complessa come quella irachena
è possibile trovare un tassello di ognuno dei punti citati. Che però si aggiungono ad un altro. La ricognizione dei
commando è stata «provvidenziale», ha tolto di impaccio Obama, per nulla convinto di
rischiare altre vite di soldati in Iraq. Il problema è che la partita non si ferma al Sinjar.
E alla Casa Bianca servirà una buona intelligence per stoppare i piani del Califfo.
Guido Olimpio
guidoolimpio
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COSTI DA TAGLIARE E FURBI IMPUNITI
(SPERIAMO CHE NON PAGHINO GLI ONESTI)

Con Ferragosto finiscono le vacanze e ritornando alla vita quotidiana
gli italiani si chiederanno cosa debbono attendersi dalla querelle tra Roma e Bruxelles
in tema fiscale. A tutti, o quasi, è chiara la
strategia italiana di rivendicare il diritto alla
gestione delle proprie risorse, rispetto ad
una Ue sempre più attenta e aggressiva. A
pochi, forse, è altrettanto chiara la modalità
con la quale questa strategia verrà realizzata,
ma soprattutto chi saranno i destinatari degli inevitabili sacrifici.
La politica vuole apparire come la moglie
di Cesare, con le vesti, alias i suoi conti, più a
posto di quelli dei contribuenti; è questa la
ragione più forte delle priorità riformatrici
che il governo ha imposto: far credere agli
italiani — prima ancora che all’Ue — che la
politica sa tagliare i suoi costi. Ma è davvero
così? Da una rapida analisi della diatriba tra
il commissario alla spending review, Carlo
Cottarelli, e il governo, sembra proprio di
no. Il fabbisogno della politica per rispondere anche solo alle domande del Paese più
dolorante — quello che ancora si lecca le fe-
rite degli errori del governo Monti-Fornero
— si aggira su un ammontare miliardario da
capogiro. Come analogo appare il fabbisogno per dare continuità al bonus degli 80
euro. Cottarelli, forse, sarebbe pronto, ma il
governo? Discute, e ancora discute. Perché?
La risposta sta nell’amletico imbarazzo rispetto alla platea dei contribuenti, anzi dei
non contribuenti. Venti e forse più miliardi
di risorse sarebbe possibile estrarli, anche
con un piano pluriennale, dalle tasche di
quell’Italia di furboni, più spesso di malfattori, che da sempre ha evaso la gran parte
delle tasse. È l’Italia di chi porta illegittimamente i capitali all’estero, di chi disloca la
propria produzione in Paesi senza controlli
e senza regole, di quanti — tra tangentisti e
corrotti — hanno evaso il Fisco, ma peggio
hanno derubato il contribuente onesto.
Quanto scommettiamo che alla fine saranno ancora questi ultimi a pagare il conto?
L’Italia che lavora e che produce ne è quasi
sicura, anche se non ne può davvero più.
Giovanni Puglisi
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Coordinare politiche monetarie e fiscali
Per l’Unione (debole) è l’ora della svolta
di LUCREZIA REICHLIN
SEGUE DALLA PRIMA
La doccia fredda di questo secondo trimestre
era annunciata: è da marzo che i numeri della
produzione industriale, le indagini sui sentimenti dei produttori e dei consumatori, i dati di
import ed export danno segnali negativi.
Dalla grande crisi, l’eurozona è uscita con una
ripresa nel 2009-2010 per poi ripiombare in una
seconda recessione nel terzo trimestre del 2011.
Nonostante qualche segnale positivo nel 2013,
da questa seconda recessione non ci siamo veramente mai ripresi: il Pil continua a oscillare
intorno allo zero e l’occupazione è stagnante.
Nonostante la recessione del 2008 abbia avuto
caratteristiche simili a quella degli Stati Uniti —
per tempi, durata, profondità — dal 2011 l’andamento ciclico dell’area euro è stato molto diverso. Questo scollamento è un fatto unico dal Dopoguerra. Ed è questo che deve farci riflettere,
non solo il dato sul Pil del secondo trimestre.
La mancanza di riforme strutturali non può
spiegare il fatto inedito e recente di uno scollamento dell’andamento ciclico tra noi e gli Stati
Uniti, come non può spiegare la debolezza diffusa dell’Unione che tocca anche il Paese che ne
è motore: la Germania. Questo non significa negare l’importanza delle riforme, ma suggerisce
che un difetto su questo fronte non può essere
la causa di tutti i nostri mali.
La fondamentale differenza tra noi e gli Stati
Uniti sta nelle politiche monetarie, fiscali e finanziarie messe in atto dal 2008 in poi. Le caratteristiche di quelle Usa sono state tre: tempestiva e massiccia espansione fiscale; tempestiva e
massiccia politica di acquisto di titoli finanziari
e pubblici da parte della Banca centrale (quantitative easing); tempestiva azione di ricapitalizzazione delle banche. Al contrario, nella zona
euro la risposta fiscale è stata nel suo insieme
restrittiva: si è enfatizzato il problema del consolidamento del debito invece che concentrarsi
sullo stimolo alla domanda. La politica monetaria, inizialmente tempestiva ed efficace per affrontare la crisi di liquidità delle banche, ha poi
rallentato lo stimolo: da due anni il bilancio delle Banche centrali dell’euro-sistema è in contrazione e si esita a usare lo strumento del quantitative easing nonostante l’inflazione — il cui
dato più recente è un tasso annuale dello 0,4%
— sia in ribasso dal 2011. Il terzo elemento è il
ritardo, sei anni dalla crisi per la precisione, con
cui abbiamo affrontato il problema della ricapi-
CONC
SECOLI DI ESCLUSIONE FINO A MARYAM
MA LA SCIENZA È DONNA DA SEMPRE
talizzazione delle banche. Il risultato è stato non
solo la debolezza persistente dell’economia reale, ma, paradossalmente, un aumento del rapporto tra debito totale (privato e pubblico) e Pil
invece della sua auspicata diminuzione.
Ci sono molte ragioni che spiegano questa
inerzia. Per la politica fiscale, il problema è la
differenza del livello del debito pubblico tra diversi Paesi dell’Unione, differenza che preoccupa i Paesi creditori perché non vogliono esserne
gli impliciti garanti. Una simile preoccupazione
spiega anche l’avversione della Bce a politiche
monetarie che possano suggerire un implicito
finanziamento al debito pubblico di alcuni Paesi. Per l’azione di ricapitalizzazione delle ban-

Serve un’azione
tempestiva che faccia
ripartire l’economia.
Con prudenza, ma
anche con coraggio
che, l’inerzia è spiegata da risorse nazionali limitate in una zona economica integrata in cui i
bilanci delle banche sono tipicamente molto
grandi rispetto a quelli dei Paesi in cui risiedono legalmente.
I problemi sono complessi e le preoccupazioni motivate. Ma è arrivato il momento per i governi dei Paesi dell’Unione e per le nostre istituzioni federali di dirsi che questa complessità
non può più frenare un’azione coraggiosa e rapida che faccia ripartire l’economia. Il problema
da affrontare non è quello della convivenza tra
una Germania forte e una «periferia» europea
debole, ma la debolezza dell’Unione nel suo insieme.
Va dichiarata l’emergenza e va disegnato un
piano di azione che coordini politiche monetarie e fiscali. Il percorso è difficile perché comporta il coordinamento tra un’autorità federale
indipendente, la Bce, e diverse autorità nazionali di bilancio, i governi. Tutto questo in un contesto in cui il Trattato stabilisce regole per garantire la stabilità, ma non ne prevede per
l’emergenza e per un’azione atipica di rilancio
dell’economia. C’è dunque un vuoto che va colmato, con prudenza, ma anche coraggio.
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LA CRISI POLITICO-UMANITARIA E LE INIZIATIVE NECESSARIE
Sull’Iraq serve anche un segnale italiano
di ANDREA RICCARDI
N
ella Piana di Ninive, in Iraq, si gioca
una vicenda decisiva. Una tragica
questione umanitaria, attorno a
cui se ne annodano altre fondamentali. Che sia in atto un dramma
umanitario lo si vede tra i profughi cristiani in
Kurdistan. Tra gli yazidi alla ricerca disperata
d’una via d’uscita dalla catena rocciosa del
Sinjar. È un dramma la sorte di tante donne di
questo popolo dimenticato. Purtroppo il rapimento delle donne appartenenti alle minoranze è stato una pratica frequente in questa parte
del mondo. Uno dei motivi per cui le famiglie
cristiane emigravano — dalla Turchia orientale o dall’Iraq — era difendere le figlie dai curdi
o da altri. Ora la pressione di un esercito coeso
e ben armato distrugge quanti non si omologano (o convertono) all’islamismo totalitario.
Anche i sunniti d’altro sentire o gli sciiti.
Questo è totalitarismo. Qui viene la seconda
grande questione, dopo quella umanitaria: da
dove arriva questo «mostro» sorto nel laboratorio del Medio Oriente? Non bastano le immagini di un cosiddetto califfo, per individuarne la «testa» o i supporter. La loro forza
militare è notevole. Se ne sono accorti i peshmerga curdi, schierati sulla piana di Ninive,
ma presto ritiratisi perché militarmente impari. Chi si combatte? Non bastano le spiegazioni
generiche sulla natura «aggressiva» dell’islam. C’è il dovere di sapere chi c’è dietro al
«califfato», se lo si vuole fermare: Paesi arabi o
gruppi privati facoltosi di questo mondo? Di
quale strategia è espressione? Nel passato i
gruppi sauditi (e non solo) hanno «giocato»
con il radicalismo: in Afghanistan contro i sovietici o in altre parti del mondo. Svelare i sup-
porter è individuare le dimensioni di un «fenomeno», che crea uno Stato e si pone come
soggetto globale nell’islam. Resta una questione decisiva, ma non chiarita.
Siamo nel cuore di una guerra tra sunniti e
sciiti, in cui sono intrappolate le minoranze.
Le truppe del califfato colpiscono gli sciiti sul
versante iracheno. Su quello siriano, i radicali
lottano contro il potere alawita di Assad (laico), appoggiato dagli sciiti. La siriana Aleppo,
città della convivenza, rischia in breve di divenire una nuova Mosul. Non tutti i sunniti si ritrovano nella battaglia del califfato. Cominciano a levarsi tra loro voci autorevoli che ne negano la legittimità. È un processo in corso che
va capito. Intanto gli Stati arabi della regione
sono a pezzi. Tremano la Giordania, piena di
profughi, e il Libano senza presidente per le
discordie tra gruppi religiosi. La forte Turchia
di Erdogan, vittorioso alle elezioni presidenziali, guarda preoccupata l’entità radicale alle
sue frontiere e teme infiltrazioni.
Nell’impotenza politica del governo di Bagdad s’è visto il fallimento dell’esportazione
della democrazia con la forza, realizzata nel
2003 da Bush e Blair con qualche alleato occidentale. Era l’idea della guerra come lavacro rigeneratore dalla dittatura, che affascinava anche taluni europei. Il neonato Iraq democratico, una specie di grande Libano fondato su alchimie etnico-religiose (ma senza la levigata
sapienza mediterranea di quel Paese) s’è infranto nell’incapacità di agire. Resta la grande
questione della democrazia nel mondo arabo,
dopo il fallimento di tante «primavere». Ma
oggi è soprattutto l’ora di fronteggiare l’emergenza. Papa Francesco ne ha scritto in modo
non formale al segretario dell’Onu. Ha posto la
questione di Ninive nell’agenda dell’opinione
pubblica, chiedendo la difesa delle minoranze
e non solo dei cristiani. Gli Stati Uniti di Obama hanno reagito, tenendo presente che anche il Kurdistan corre rischi. Francia e Gran
Bretagna hanno marcato più di qualche posizione. L’Italia purtroppo non ha ancora segnato una forte posizione. Fortunatamente è stata
accolta la richiesta del ministro Mogherini per
un vertice europeo che si terrà a Ferragosto. Un
precedente: dopo lo scoppio della crisi georgiana all’inizio di agosto 2008, già il 13 di quel
mese i ministri europei si riunirono a Bruxelles (il giorno successivo all’efficace visita a Mosca del presidente di turno dell’Ue, Sarkozy).
Gli americani non possono restare soli. Non
si possono escludere altri, come l’influente
Iran o la Russia, un player importante nella regione. Possibilità di agire ci sono, purché la
comunità internazionale esca dall’impotenza e
dai veti incrociati, eredità del passato. Guardando le immagini dei profughi cristiani, privati di tutto ma dignitosi, quelle degli yazidi e
delle loro donne, la sensibilità della gente comune ha avuto un sussulto di solidarietà. Non
è così distratta e concentrata su di sé, com’è
stata descritta in questi tempi di crisi. Il disinteresse purtroppo cresce anche per l’impotenza della politica. Non bastano i riti fumosi. La
dignità della democrazia si gioca sugli scenari
del mondo. Sarà poco alla moda, ma credo che
sia una fonte di legittimazione di Paesi come il
nostro. Il dramma di Ninive è anche una grande questione morale di credibilità di fronte al
mondo e a noi stessi.
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48
Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
Spettacoli
Il più venduto
L’album di Giorgia al comando dell’hit parade
Da 40 settimane in classifica con il
suo album «Senza paura», con un
balzo Giorgia passa dalla sesta
posizione di una settimana fa in testa
L’intervista
Dopo 70 episodi,
David Suchet ed il suo
personaggio escono
di scena. La svolta
nell’episodio
«Sipario» in onda
su Diva Universal
Sornione
A sinistra David
Suchet, 68 anni,
nei panni di
Hercules Poirot
(che interpreta
dal 1989). A
destra, mentre
si fa truccare
sul set di un
documentario
dedicato
al detective
A
h, quei baffi… Neri, impomatati, impeccabili. Folti
al centro, sottili sulle punte arricciate all’insù. Autorevoli e ironici, magnifica sintesi
del carattere del loro proprietario,
Hercule Poirot, il più celebre detective di ogni schermo, grande e piccolo. «Espressione di perfetta bellezza», li definisce lui, che quei
moustaches cura con devozione,
consapevole del loro potere di seduzione, del saper vibrare in sintonia con quelle «celluline grigie»
determinanti per risolvere ogni
crimine. «Per 25 anni quei baffi sono stati la mia magnifica ossessione», assicura David Suchet, il Poirot dei Poirot televisivi, protagonista della serie britannica che ha
conquistato 700 milioni di spettatori in cento Paesi.
«Nei suoi 50 racconti e 33 romanzi dedicati a lui, Agatha Christie ha descritto quei leggendari
baffetti in 12 modi diversi — prosegue l’attore —. Un piccolo margine
per l’inventiva personale: in 70 episodi ne ho indossati 30 tipi diversi.
Variando la foggia a seconda dei
cambiamenti dell’anima di Hercule. E anche della mia».
Così, serie dopo serie, fino a
quest’ultima, la tredicesima. Numero infausto
perché stavolta Poirot
muore. «Sipario», come
annuncia il titolo in onda domenica 17 su Diva
Universal (canale Sky
133). «Accadrà a Styles
Court, l’imponente dimora dove si svolse la
prima indagine di Hercule. Dame Agatha lo fa
tornare lì dopo tanti anni per chiudere il cerchio. E compiere il suo
delitto perfetto, da gran signora
dal giallo».
Omicidio a lungo premeditato.
Stanca di Poirot, che ormai definiva «un pesante fardello», mrs Christie scrisse il racconto fatale nel
1942 ma fu pubblicato solo nel
1975. «Lo scalpore fu tale che il
alla top ten degli album più venduti.
Perdono la vetta i Dear Jack, al terzo
posto ci sono i Coldplay, quarta
posizione per Biagio Antonacci.
L’ultima indagine di Poirot in tv
«Mi mancheranno i suoi baffi»
Nella nuova serie muore il detective creato da Agatha Christie
L’autrice
Agatha Christie, al secolo Agatha
Mary Clarissa Miller (1891-1976),
scrisse 66 gialli, di cui 38 con
protagonista Poirot. Le fruttarono,
in vita, 20 milioni di sterline
New York Times gli dedicò un necrologio molto realistico. L’anno
dopo moriva anche Dame Agatha».
E con le scene di quell’ultimo set
si apre il documentario «Being
Poirot» (sempre su Diva Universal
il 24 agosto), viaggio nella storia
del detective e del suo doppio Suchet, che ne racconta segreti, tic,
manie. «In 25 anni ho imparato a
conoscerlo. È diventato il mio amico invisibile, il più intimo e caro.
Dirgli addio è stato un dolore profondo». Ormai anziano e malandato, Hercule conduce la sua ultima
indagine su una sedia a rotelle
scortato dal devoto capitano Hestings (Hugh Fraser). Quando se ne
andrà, le ultime parole saranno per
lui: «Il caso è chiuso, mon ami».
«C’era grande commozione
mentre si girava la puntata, nella
tenuta di mrs. Christe, nel Devon.
Un luogo straordinario dove far finire una splendida avventura.
Quella scena l’avevo immaginata
tante volte eppure, al momento
non ho potuto trattenere le lacrime».
Ma per essere Poirot bisogna diventarlo. «Prima di affrontarlo avevo stilato una lista di 93 note. Tra le
prime: è molto snob, molto ricercato, molto vanitoso. E poi, è un

L’attore
Dirgli addio è stato un
dolore, sul set ho pianto
cervello che cammina. Quindi dovevo inventare una camminata
speciale. Mi sono ricordato di
Lawrence Olivier. Un’andatura perfetta per Poirot». Poi c’era il problema della voce. «Un belga che parla
inglese con l’accento francese. I
baffi mi son venuti in aiuto, hanno
condizionato l’emissione del suono e la mimica del volto».
Altre nevrosi: il gusto per la simmetria, l’ossessione per l’ordine di
Poirot. A incarnare quest’ultima ci
pensa mrs. Lemon (Pauline Moran) sacerdotessa dell’archivio del
detective. «Manie che condivido
— confessa —. Anche se non arrivo agli eccessi di Poirot che non
esce mai di casa senza cappello, il
tè lo beve solo con quattro zollette
di zucchero e pretende le uova al
piatto della stessa dimensione».
A completare la trasformazione,
abiti di alta sartoria, colli inamidati, gilet fantasiosi, ghette color tortora. «E sul risvolto della giacca
una spilla dove infila sempre un
fiorellino. Il dono di una donna di
cui si era perdutamente innamorato». Scapolo, un po’ misogino, Poirot ha spesso sfiorato l’amore ma
alla fine è rimasto con il rimpianto
per le rose che non colse. Di rose
non metaforiche invece è un esperto, tanto che una, molto rara, porta
il suo nome per la gioia del suo
ego.
«La sua altezzosità è compensata da una gentilezza straordinaria,
soprattutto verso i più umili. Da vero signore, si cava il cappello davanti a una portinaia mentre lo tiene in testa difronte a certi ricchi arroganti. È bizzarro, anticonformista, divertente». Buffo, mai
buffonesco. «E’ un avvertimento
che mi ha dato Rosalind, la figlia di
Dame Agatha: la gente deve sorridere con Poirot, mai ridere di lui».
Tradizionalista ad oltranza, abita una casa Art Déco dove ogni dettaglio è curato al massimo. Un
«gioiello» della tv che ha richiamato come guest star quali Elliott
Gould, Michael Fassbender, Tim
Curry, Elizabeth MacGovern, Jessica Chastain.
Oltre al successo a Poirot Suchet
deve il titolo di sir. «La sua umanità
mi resterà dentro per sempre. Staccarmi da lui non sarà facile». Ma
prima di appendere i baffetti al
chiodo, farebbe meglio ad aspettare. L’8 settembre la Harper Collins
darà alle stampe The Monogram
Murders, sequel autorizzato a firma della giallista Sophie Hannah.
Dove l’omino belga miracolosamente rivivrà. Come, nessuno lo sa
ancora. Ma l’autrice assicura: «Spero di riuscire a sorprendere il lettore e lo stesso Poirot».
Giuseppina Manin
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La confessione Schneider ha rivelato che «i primi sintomi stavano peggiorando la sua depressione. Robin aveva smesso di bere e quando si è tolto la vita era sobrio»
La moglie di Williams: mio marito aveva il Parkinson
D
a ieri c’è forse un motivo
in più per provare a spiegare il suicidio di Robin
Williams. Sta tra le righe di una
nota, consegnata ai media americani, con cui la terza moglie
dell’attore, Susan Schneider, 63
anni, ha deciso di rompere il silenzio. «Mio marito era affetto
da un principio di morbo di
Parkinson: i primi sintomi stavano peggiorando lo stato della
sua depressione».
Secondo la ricostruzione della moglie, l’attore non aveva ancora maturato il coraggio di parlare pubblicamente della malattia, come invece aveva fatto in
passato rivelando la sua dipendenza da alcol e droghe. «Robin
aveva smesso di bere e al momento in cui si è tolto la vita era
completamento sobrio», ha
spiegato nel suo comunicato.
Intanto emergono le prime
notizie riguardo i funerali, che
potrebbero svolgersi nei prossimi giorni in forma privata a San
Francisco. La moglie, delusa dall’abuso di dettagli che la polizia
ha fornito riguardo la morte del
marito, avrebbe intenzione di
organizzare una cerimonia sobria nella baia della città californiana, invitando a partecipare
soltanto familiari e amici più
stretti.
Alcuni parenti, tra cui il figlio
trentunenne Zak, si sarebbero
già spostati a San Francisco per
pensare all’organizzazione della
cerimonia. Poi, per tenere vivo
lo spirito leggero dell’attore, nelle settimane successive alle esequie, verrà organizzato anche
uno spettacolo di cabaret a sco-
Insieme
Robin Williams,
morto suicida
lunedì a 63 anni,
abbraccia la
terza moglie
Susan
Schneider (63),
alla prima di
«Happy Feet»,
a Hollywood
nel 2011
po benefico. Secondo le prime
voci, la serata si svolgerà al Teatro Throckmorton di Mill Valley,
in California. «Robin ha trascorso la maggior parte della sua vita
ad aiutare gli altri, sia quando
stava sul palco, in tv o al cinema;
quando stava all’estero con le
truppe o a confortare un bambino malato: voleva che ridessimo
e che avessimo meno paura», dice Schneider.
Continuano intanto gli attestati di affetto del mondo del cinema nel ricordo dell’attore. Dopo la copertina commemorativa
con cui Time esce oggi nelle edicole, anche Broadway, dove l’attore spesso aveva recitato, ha reso omaggio a Williams mercoledì, spegnendo le luci del teatro
per un lunghissimo minuto davanti a numerosi fan. Ieri sera
anche il Festival di Locarno ha
reso il suo omaggio, trasmettendo in Piazza Grande One Hour
Photo di cui l’attore fu protagonista e che nel 2002 fu in concorso alla rassegna. L’attore sarà ricordato anche alla 66esima edizione degli Emmy che si terrà a
Los Angeles il prossimo 25 agosto.
Ora che il sentimento intorno
alla morte è forte, la moglie si
augura che sulla scia della scomparsa del marito qualcosa si
La cerimonia
I funerali dell’attore
potrebbero svolgersi nei
prossimi giorni a San
Francisco in forma privata
muova nella lotta al morbo di
Parkinson. «Oggi diventa la nostra grande speranza, che altri
trovino la forza di cercare la cura
e il sostegno di cui hanno bisogno per affrontare le battaglie
che si trovano di fronte, in modo
che possano avere meno paura».
E la mente torna al grande
schermo. Quando nel 1990, proprio Robin Williams indossò il
camice bianco per vestire i panni
del dottor Malcom Sayer nel film
Risvegli: storia di uno psichiatra
che scopre nuovi effetti di un
farmaco contro la malattia. «Ma
che senso ha dare la vita per poi
ritoglierla?» si chiedeva nel film.
Forse per un attimo quel pensiero gli è ripassato per la testa lunedì, nella sua casa di Tiburon.
Oscurando anche i pensieri sui
debiti economici che gli stavano
mangiando la vita.
S. Lan.
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Spettacoli 49
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
Il fenomeno «Radioactive» brano dell’anno. «La nostra regola? Scrivere testi veri»
Imagine Dragons, il rock buono
che scala le classifiche mondiali
ragazzi cambiamo prospettiva»
racconta Dan, settimo di nove
figli, ora in famiglia per qualche
giorno di pausa dal tour europeo, al riparo dall’eco delle (loro) voci che echeggiano tra radio e tv di tutto il mondo. In sottofondo, un leggero pianto della (sua) bambina. Per ora non
passeranno dall’Italia, bastano i
ricordi. L’ultimo
Energici
concerto, a dicembre scorso a
A sinistra, Dan
Padova, fu esauriReynolds, 27
to. «Un’atmosfera
anni,
familiare, gente
frontman
genuina, di orecdella band,
chie buone. Ripicchia sulla
cordo anche un
grancassa
paio di cene: avescatenando
te i migliori intutta l’energia
gredienti al mondegli Imagine
do, impazzisco
Dragons. Sul
per il vostro olio».
palco, con lui,
Dan, che su
il chitarrista
YouTube ha un
Wayne
canale in cui pubSermon (28
blica canzoni fatanni). Sotto, la
te in casa con la
band al
moglie Aja, raccompleto: da
conta la genesi
sinistra, Ben
dei pezzi. «Sono
McKee (basso
diari: la nostra
e tastiere),
unica regola è
Dan
scrivere qualcosa
Reynolds,
di vero. Tutto naWayne
sce da appunti soSermon e
nori su cui insieDaniel
me lavoriamo».
Platzman
Un taglia e cuci
(batteria)
piuttosto generoso. «Scriviamo un
no nel resto del mondo con 7 centinaio di canzoni per volta,
milioni di copie, la nuova «On ovunque, spesso su aerei, bus o
Top of the World» (già 2 milioni in hotel». Nel disco ci sono candi singoli) e la partecipazione zoni da stadio, altre intime. Alla
alla colonna sonora di Tran- base di tutto, lo sforzo biblico di
sformers 4.
sfatare eventuali cliché. «In una
Il rock buono degli Imagine carriera purtroppo è possibile
Dragons passa anche dal loro fare solo un album di debutto:
istinto benefico. Tutto nasce io non leggo i giornali e non vodalla morte di un giovane fan, a glio sapere come ci hanno eticui è stata dedicata «Demons», chettato. La nostra forza è essee un’associazione che lotta con- re eclettici, viviamo di influenze
tro il cancro minorile. Dan, che multiformi».
«Radioactive» (211 milioni di viha fatto volontariato come misLa vita degli Imagine Drasualizzazioni in Rete) singolo Il leader
sionario mormone per due anni gons è cambiata come la dirock dell’anno. Che questo sia «La nostra attenzione
in Nebraska, suona con la band mensione dei palchi su cui si
l’anno dei Draghi lo dicono i nunegli ospedali di bambini mala- esibiscono. «Abbiamo iniziato
meri: si mettono in tasca un pa- non è mai stata per le
ti terminali. «Ormai sembra a Las Vegas, tra mazzi di carte,
io di Grammy grazie a Night Vi- ragazze o per le feste»
normale che i musicisti siano fiumi di soldi, slot machine e
sion, multiplatino in Usa e platiegocentrici: noi grazie a questi cameriere seminude: abbiamo
imparato a farci ascoltare» racconta Dan trasudando l’orgoglio di essere cresciuti come
La popstar nega
band nella città che non dorme
mai, come i The Killers (il fratello maggiore di Dan è anche il loro manager) e dove oggi sta
esplodendo una clamorosa sceLa polizia inglese indaga su Cliff Richard per
completamente false. Sono pronto a cooperare na dance. «Io non vado a ballaun caso di pedofilia. Gli investigatori hanno
con la polizia se vorrà sentirmi», ha detto il
re..». Sul tour bus della band si
perquisito la casa della popstar nel Berkshire in 73enne. Cliff Richard, vero nome Harry Webb
dice che i dischi più suonati siarelazione a un caso di un presunto abuso su un esplose nell’era del rock and roll pre-Beatles:
no hip hop: Kendrick Lamar e
minore. I fatti risalirebbero al 1985. Richard,
ha venduto 250 milioni di dischi in carriera e
2Pac. «Ma io sul palco sarei a
che si trova in vacanza in Portogallo, ha negato assieme a Elvis è l’unico artista ad avere avuto
mio agio con Bruce Springsteen
il suo coinvolgimento. «Le accuse, che da
almeno un singolo al numero 1 nelle
da una parte e Beyoncé dall’altempo giravano su internet e cui non avevo
classifiche inglesi in ciascun decennio dal 1950 tra».
dato risposta per non dare loro fiato, sono
al 2009.
Stefano Landi
Prosecco Zonin
Insieme a chi ami.
«Cantiamo i disagi interiori e aiutiamo i bambini malati»
N
ell’estate ormai irrimediabilmente orfana di
tormentone, c’è un
gruppo americano in
grado di sparare tre fuochi d’artificio in quota. Gli Imagine
Dragons sono la band dall’indole meno estiva possibile.
Mormoni, fanno colazione e
non il brunch, niente groupies
ma diversi figli cadauno. Poco
gossip e molti diplomi sonori
alla Berklee College of Music di
Boston. Non parlano di sole,
cuore e amore per muovere la
hit parade. Ma di imperfezioni
umane e demoni interiori. «La
nostra attenzione non è mai stata su ragazze e feste: eravamo
nerd, anche oggi nessuno di noi
è particolarmente attraente» dice Dan Reynolds, 27 anni, frontman del gruppo.
Con lui il chitarrista Wayne
Sermon, il bassista Ben McKee e
il percussionista Daniel Platzman collezionano sei anni di ordinaria storia musicale, poi un
anno e mezzo suonando una sera sì e una no da instancabile
macchina del rock. Tour mondiale e porte aperte ai grandi
show televisivi. Quattro chiacchiere con Jay Leno, Jimmy Fallon e David Letterman. Billboard li elegge gruppo emergente
dell’anno, Rolling Stone completa il quadretto nominando
Accuse di pedofilia, si indaga su Cliff Richard
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Il caso L’attore: non l’ho mai cercato per recitare con me e non c’è alcun progetto di un «Allenatore nel pallone 3»
Banfi smentisce il senatore Razzi: nessun nuovo Canà
«C
In panchina Lino
Banfi, 78 anni, in
una scena del film
«L’allenatore nel
pallone» (1984). A
sinistra, il senatore
Antonio Razzi
he posso dire? Faccio come
Totò, prendo gli schiaffi per
vedere come va a finire. Magari finisce che lo facciamo davvero il terzo
Canà. Ma per ora è tutto falso: non
conosco questo Razzi, che comunque mi ispira molta simpatia, non
l’ho mai cercato per recitare e soprattutto finora non c’è alcun progetto di un Allenatore nel pallone 3».
Smentita totale di Lino Banfi,
quindi, al tweet di mercoledì del senatore di Forza Italia Antonio Razzi,
che scriveva: «Sarò al fianco di Lino
Banfi nell’Allenatore nel pallone 3!».
«In spiaggia ieri tutti mi chiedevano di lui», ride l’attore pugliese, 78
anni, ora in vacanza a Cannes con la
famiglia. «Io cado dalle nuvole. In
tanti mi chiedono di rifare Oronzo
Canà. Anzi, l’Associazione degli Allenatori di Calcio mi ha dato un tesserino ad honorem a giugno, volen-
do potrei pure fare l’allenatore vero.
Ancelotti e Lippi se li incontro mi
chiamano mister. Loro a me».
Un seguito della mitologica commedia girata proprio 30 anni fa, in
cui Banfi è un allenatore con manie
di grandezza truffato da due procuratori (Gigi e Andrea), si fece anche.
Nel 2008: fu un flop e Banfi si scusò
«con chi mi vuol bene, L’allenatore
2 è una miseria».
«Ma ora è diverso. La politica può
rilanciare il film. Razzi mi contatti e
ne parliamo: lo metto a fare il presidente della Longobarda (la squadra
Stupore
«Sono caduto dalle nuvole,
in spiaggia tutti mi
chiedevano di lui e del film»
allenata da Banfi-Canà, ndr). Berlusconi fa se stesso: ho già la gag in cui
voglio vendergli Dodò, della Roma,
ma lui dice che ha già Dudù». Altri?
«A Renzi una particina dobbiamo
darla... l’arbitro. Gesticola sempre,
sembra dirigere il traffico: potrebbe
essere un ex vigile urbano che la
Longobarda chiama ad arbitrare un
match, perché ha già il fischietto» e
poi, al posto di Socrates che giocava
davvero nel primo film, «Totti e Buffon. Sono certo che avremmo anche
la benedizione di Tavecchio, il nuovo presidente Fgci: è l’uomo giusto
perché è uno pratico, come me».
Bufala sì, insomma, ma nessun
incidente diplomatico: «Bravo questo Razzi che è affezionato a Canà.
Sono solo arrabbièto perché ha tanti
capelli e io no...».
Irene Soave
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50
Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
Sport

L'analisi
CON LUI
BALOTELLI
DOVRA’
CAMBIARE
di MARIO SCONCERTI
C
onte è nettamente la
miglior soluzione possibile.
Il suo carisma, l’aver vinto
molto e averlo anzi appena
finito di fare, gli darà una forza
sui giocatori che nessun altro
c.t. ha mai avuto. Questo peso
costruirà presto un’atmosfera
da clan, l’Italia si trasformerà
in una squadra di club molto
esclusiva. Questa solitudine è
il tratto essenziale di Conte, la
sua prima volontà sarà far
capire ai suoi la diversità di
giocare in Nazionale, un
privilegio diventato ormai un
po’ troppo mestiere. Sarà un
c.t. stressante perché inventerà
nemici, alzerà le mura intorno
alla sua tribù e cercherà di
trovare un appuntamento con
la storia dietro ogni partita.
Un po’ di fanatismo in questo
momento di niente non
guasterà. Nel costruire l’Italia
come una nuova squadra
speciale, sarà aiutato dal
numero esiguo di giocatori a
disposizione. Non ne avrà più
di una trentina tra vecchi e
nuovi. Credo si possano
indicare anche i nomi in
generale. Sfogliando da ogni
squadra i vari e gli eventuali,
sono Bonaventura, Paloschi,
Rossi, Aquilani, Sturaro,
Paletta, De Rossi, Florenzi,
Regini, Gabbiadini, Ranocchia,
Pirlo, Bonucci, Chiellini,
Marchisio, Osvaldo, Poli, De
Sciglio, Balotelli, El Shaarawy,
Rigoni, Berardi, Zaza,
Darmian, Cerci, Candreva,
Parolo, Insigne, più Barzagli e
Montolivo ora infortunati, più
Motta, Verratti, Santon,
Immobile che giocano
all’estero. Infine qualche
sorpresa che scoprirà strada
facendo. D’altra parte, nelle
possibili formazioni delle venti
squadre in campionato, gli
italiani titolari, esclusi i
portieri, sono 80. Nove sono
del Sassuolo, 7 del Torino, 7 del
Parma. Insieme le prime
cinque dello scorso anno non
arrivano a 10 italiani. Questo è
il vero problema. L’altro è
quanta strada dare ai vecchi,
Pirlo prima di tutto, poi De
Rossi e Barzagli. Dovrà
cambiare molto Balotelli,
dovranno essere trovati altri
difensori. Due gli schemi
possibili: il 3-5-2 degli ultimi
tre anni alla Juve o il 4-3-3 che
avrebbe voluto in questa
stagione. Più probabile il
primo che permette una
miglior utilizzazione di Rossi
in attacco. Se gioca Pirlo,
Verratti farà il Pogba e
Marchisio il Vidal. Quello più
vicino a un buon esterno è
Parolo, oppure Marchisio con
De Rossi in mezzo. Immobile il
centravanti. Poli e Sturaro
saranno le sorprese, Berardi
l’ultimo gioiello. Ma il valore
aggiunto sarà tutto sulle spalle
di Conte, disabituato peraltro
alle discipline mediatiche di un
c.t. Non sarà la Nazionale di
tutti, sarà quella di Conte.
Avrà presto critiche e non sarà
preparato. Dovrà trasformare
in politica gran parte della sua
permalosità. Buona fortuna.
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Suarez, niente sconti per il morso
Il Tas di Losanna ha respinto il ricorso di Suarez: per il giocatore uruguaiano,
reo di avere morso Chiellini nella partita del Mondiale, confermata la squalifica
di 4 mesi più 9 turni di stop con la nazionale. Una decisione legata soprattutto
alla recidività. Suarez dovrà quindi stare fermo fino al 26 ottobre ma i giudici
gli hanno dato il permesso di allenarsi con i nuovi compagni del Barcellona.
Come giocherà
Il nuovo c.t. La
firma
fino al 2016: un
contratto
articolato che dà
pieni poteri all’ex
tecnico juventino
che governerà
anche sul settore
giovanile. È
l’uomo del rilancio
MILANO — Antonio Conte è il
nuovo allenatore della nazionale. Il più bravo e anche il più pagato (in Italia). Prende il posto di
Cesare Prandelli e diventerà il
coordinatore delle squadre giovanili, ruolo lasciato vacante da
Arrigo Sacchi. L’accordo definitivo è stato trovato all’ora di
pranzo attraverso la seconda telefonata con Carlo Tavecchio
(dopo quella di martedì). Pochi
minuti per il sì, suggellato dal
comunicato della Federcalcio arrivato all’ora di cena: «C.t. e presidente condividono sia il progetto di rilancio della nazionale
sia quello della formazione dei
nuovi calciatori azzurri attraverso i centri di formazione federale». L’ex bianconero arriverà
nella capitale domenica sera, al
massimo lunedì mattina e martedì alle 11.30 sarà presentato
all'Hotel Parco dei Principi. Ma
già oggi, nonostante il Ferragosto, si metterà in contatto con
Mauro Vladovich, il segretario
generale, per confrontare il programma di lavoro in vista del raduno del 1° settembre (a Coverciano?) e del debutto, tre giorni
dopo, a Bari contro l’Olanda.
Nelle prossime ore sarà definito
anche il suo staff, lo stesso che
aveva alla Juventus: Angelo Alessio (vice), Massimo Carrera (collaboratore tecnico), Paolo Bertelli (preparatore atletico). Della
vecchia gestione resterà il professor Enrico Castellacci, responsabile medico sin dai tempi
di Marcello Lippi. Nel gruppo
Buffon
Ranocchia
Candreva
Chiellini
Bonucci
De Rossi
Pirlo
Rossi
Marchisio
Darmian
Immobile
(Balotelli)
3-5-2
Il Conte
azzurro
Tavecchio convince Antonio
L’Italia è sua: guadagnerà
4 milioni grazie allo sponsor
entrerà, come team manager, un
vecchio capitano azzurro: Fabio
Cannavaro o Paolo Maldini, anche se Conte vorrebbe pure
Giorgio Perinetti, d.s. abile nella
gestione degli uomini.
Il nuovo allenatore guadagnerà intorno ai quattro milioni di
euro netti a stagione, una cifra
variabile, condizionata da speciali bonus legati ai risultati che
dovrebbe raggiungere nella sua
nuova vita azzurra. Conte ha
detto sì a Tavecchio dopo che la
Puma, main sponsor della nazionale, ha detto sì alla Federcalcio. Si tratta di un’operazione
unica nel suo genere. Il nuovo
tecnico firmerà due contratti.
Uno con la Federazione, così articolato: un milione e 700 mila
euro netti, la cifra che la precedente gestione federale investiva
su Prandelli, più 300 mila per il
lavoro di coordinatore. Ma per
colmare la differenza e permettere a Conte di guadagnare
quanto alla Juventus, in via Allegri si sono inventati un escamotage e hanno chiesto aiuto alle
aziende che accompagnano gli
azzurri nel loro viaggio. La Puma
è già scesa in campo, investendo
Ingaggio e polemiche
L’ingaggio prevede dei
bonus e solleva
polemiche. Il dubbio: con
lui Cannavaro o Maldini
due milioni netti. Anche altri
sponsor sono pronti a sostenere
il piano federale e di tutto questo
si è occupata Giulia Mancini,
esperta di marketing, che ha
rappresentato Conte nella trattativa parallela.
Ma nel complesso accordo
dell’allenatore sono previsti anche una serie di bonus. Il primo,
da un milione di euro, è quasi
una voce dello stipendio in
quanto legato alla facile qualificazione alla fase finale dell’Europeo dove andranno 23 squadre
(più la Francia padrona di casa)
tra le 53 federazioni partecipanti. Gli altri due, da 500 mila euro
ciascuno, Conte li intascherà se
riuscirà a migliorare di cinque
posizioni l’attuale ranking (ora
La scheda
Carriera
Antonio Conte, 45 anni,
è stato centrocampista
di Lecce e (dal ‘91 al
2004) Juve (vincendo
5 scudetti). Nel 2005 è
passato in panchina
(vice a Siena), poi ha
allenato Arezzo, Bari,
Atalanta, Siena e Juve.
Vittorie
In bianconero ha vinto
tre scudetti di fila,
prima di dimettersi il
15 luglio
siamo al 14esimo posto) e se
centrerà la finale di Euro 2016.
Conte è il primo colpo della
gestione Tavecchio. Il giorno
delle dimissioni di Abete era stato drastico: «Non spenderò due
milioni per l’allenatore». Invece
ne investe quasi quattro, senza
contare il sostegno dello sponsor che fa del neoazzurro l’allenatore più ricco d’Italia (se la
gioca con Mazzarri) e tra i primi
tre nella classifica dei c.t. Una cifra importante, che magari accenderà nuove polemiche, come
era stato per Prandelli. Conte però ha le spalle larghe. Quanto a
Tavecchio ha cambiato strategia
dopo essere finito nell’occhio
del ciclone per via delle infelici
battute sui giocatori di colore e
La sfida Come Arrigo, il nuovo c.t. proverà a smentire chi lo ritiene solo un «allenatore da club»
Passione e rigore, sulle orme di Sacchi
A fargli superare gli ultimi dubbi
sono stati la passione e la famiglia.
Quella passione sfrenata che è come un coltello dalla lama affilata e
stare in equilibrio è una faccenda
da fachiri. Quella famiglia che, paradossalmente, non vuole che passi
troppo tempo a casa. Lo vogliono
libero e felice con una panchina vera e non compresso e malinconico
con quella componibile Ikea-style
che la signora Elisabetta gli regalò
durante quei mesi terribili (agostodicembre 2012) della squalifica,
quando ne era stato privato e viveva le partite in un box.
Di quella immaginaria panchina,
Conte raccontò via Twitter e la
spiegazione vale anche ora per capire questa nuova, veloce discesa in
campo: «Quanto mi manca la panchina? Me ne sono fatta costruire
una a casa da mia moglie per litiga-
re comunque con qualcuno». Potrà
farlo ogni settimana anche ora, un
c.t. viene sempre tirato in causa. È
vero, però, è un ruolo diverso. A
questo proposito, al di là di polemiche o moralismi, se vuoi l’allenato-
re più vincente degli ultimi anni,
reduce da tre scudetti consecutivi,
gli devi dare quello che vuole: carta
bianca e carta stampata dalla zecca
statale. Ma al di là di questo, Conte
ha votato Antonio perché non sa
stare senza calcio.
In Nazionale si lavora con le risorse umane/tecniche a disposizione, non avrà lo stress della campagna acquisti. In Nazionale, è questo
è un lato positivo, Conte si troverà
Presentato il dossier per ospitare la manifestazione
Valentini: «Roma merita gli Europei 2020»
«Roma merita gli Europei 2020 e ha tutte le carte in regola per
essere tra le 13 sedi previste, abbiamo grande fiducia per la
decisione Uefa del 19 settembre» ha affermato il direttore
generale della Figc Antonello Valentini. La Figc e l’Italia sono
in corsa per ospitare all’Olimpico 3 partite di un girone più
un ottavo o un quarto di finale dell’edizione itinerante voluta
dal presidente Platini per celebrare la 60ª edizione dei
Campionati Europei. «Abbiamo presentato un dossier di alto
livello che si apre con una testimonianza del regista Paolo
Sorrentino — aggiunge Valentini — un mix di immagini di
grande impatto emozionale: quelle sportive, dalle Olimpiadi
del ’60, con l’impresa di Abebe Bikila, alle due finali degli
Europei, alle 5 delle Coppe per club e alla finale Mondiale del
’90 giocate all’Olimpico; e quelle delle bellezze storiche,
architettoniche e ambientali di una città unica al mondo».
Non resta che aspettare il 19 settembre, la parola all’Uefa.
come alla Juventus tre anni fa. All’anno zero. Ricostruire è la sua forza. E l’obbiezione sul fatto di non
poter lavorare ogni giorno sui giocatori tiene (forse) conto del fatto
tecnico, ma non del fattore umanomotivazionale, che nel metodo
Conte è ancora più importante.
Conte è bravo sul campo, ma fa la
differenza entrando dentro i giocatori, creando una mentalità. Bastano due giorni ogni tanto per entrare in sintonia. Oppure no e scendere alla prima fermata.
Conte non fa sconti, ma senza
codici etici. Magari li ha, ma li applica senza pubblicarli precedentemente. Del suo lavoro filtra pochissimo. Coverciano non sarà più un
porto di mare con gente che va e
gente che viene. Dal cibo alla corsa,
nulla verrà lasciato al caso. Orari e
test andranno rispettati. O dentro o
fuori. Un’allegra fazenda come
quella di Mangaritiba nel futuro
non ci sarà più. Piuttosto gli hotel
di periferia, come quello dove la Juve ha festeggiato il terzo scudetto.
Sport 51
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
Cipollini investito, dovrà essere operato
MotoGp, la caccia a Marquez riparte a Brno
Sospetta lesione del tendine rotuleo del ginocchio sinistro per Mario Cipollini, investito ieri da
un’auto vicino a Lucca mentre si allenava in bicicletta. L’ex campione del mondo, 47 anni, ha riportato un profondo taglio sotto il ginocchio già operato alcuni anni fa .
VOLLEY — Nel World Gran Prix oggi a Kaliningrad si gioca Italia-Russia (ore 18.10, diretta
RaiSport2). Le azzurre di Bonitta cercano i punti necessari per la Final Six di Tokyo (20-24 agosto).
Oggi a Brno prime prove libere del Gp della Repubblica Ceca, undicesima prova del Motomondiale. In MotoGp, ricomincia la caccia a Marquez, leader del campionato con 10 vittorie su 10.
«Non penso all’undicesima: il mio obiettivo principale è conquistare il titolo», ha detto Marquez,
mentre Rossi, che a Brno vinse la prima gara della carriera nel 1996, ha spiegato: «Più vince e più
Marc prende fiducia, può prendere rischi e alla fine vincerle tutte». Diretta su Sky dalle 9.
La novità Mai prima d’ora un contratto con l’istituzione Figc
Gli affetti
Una scelta
condivisa
con la famiglia
le banane. La sua prima scelta
doveva essere forte, così come
suggerito dal Coni. E così è stato.
Ma al di là dei discorsi economici, il primo uomo del Sud alla
guida della nazionale è quanto
di meglio potessimo aspettarci.
Conte è già in fibrillazione e non
vede l’ora di cominciare. Ripartirà dal gruppo storico della Juventus e chiederà a Pirlo di tornare in nazionale, rilancerà Ranocchia e valorizzerà Darmian e
Verratti. In attacco, almeno all’inizio, la coppia potrebbe essere Rossi-Immobile, considerando che Balotelli (al pari di Marchisio) il 9 settembre a Oslo contro la Norvegia sarà squalificato.
C’è l’ambizione di sedere sulla
panchina più affascinante, dopo
aver toccato il massimo tra i club
con la sua Juve. C’è la volontà di
riportare dove merita la nazionale
azzurra, uscita con le ossa rotte dal
Mondiale. C’è la voglia di rimettersi
subito in gioco dopo l’epilogo
inatteso della storia in bianconero.
Tante cose hanno portato Antonio
Conte a dire sì alla proposta della
Federcalcio e a diventare il nuovo c.
t. dell’Italia. Ma c’è un aspetto più
profondo, forse ancora più
importante di tutti gli altri perché
intimo, privato, che è risultato
decisivo. È la spinta venuta dalla
famiglia che ha incoraggiato fin dal
primo momento Antonio a
raccogliere la nuova sfida. Da papà
Cosimino (anche lui allenatore
tempo fa) e mamma Ada, ai fratelli
Daniele e Gianluca, cui è molto
legato. Alle sue donne, la moglie
Elisabetta (nella foto lo scorso anno
il giorno delle nozze) e la piccola
Vittoria. È la famiglia che Conte ha
sempre ringraziato dopo i trionfi,
ricordando il tempo sottratto agli
affetti per inseguire il suo unico
obiettivo, la vittoria. Come non
ricordare la commozione della
signora Elisabetta, nel maggio
scorso, dopo la passerella allo
Stadium con i 102 punti e il terzo
scudetto consecutivo appena
conquistati. Ed è proprio con la
famiglia, durante una vacanza in
barca in Croazia, che Conte ha
condiviso i momenti decisivi per la
scelta della nuova avventura
professionale. Adesso inizia un
altro capitolo. Antonio sarà un c.t. a
360 gradi; come da sua abitudine
interpreterà il ruolo in maniera
totale, senza risparmiarsi. Ma chi
gli è stato vicino in questi giorni lo
descrive soddisfatto e contento
anche perché il nuovo incarico gli
permetterà di stare un po’ di più a
casa.
Filippo Bonsignore
Alessandro Bocci
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Il gol dello sponsor
Quando il calcio imita
motomondiale e F1
«Pensiamo a Conte come a un marchio»
«Ormai, quando si parla di contratti dei grandi personaggi dello
sport, l’intervento degli sponsor è
una consuetudine. La vera novità è
che per la prima volta avviene una
collaborazione fra sponsor e istituzione».
Giulia Mancini, che cura l’immagine di Antonio Conte e che ha
lavorato con il tecnico per raggiungere l’accordo con la Figc, non può
entrare nei dettagli della vicenda
ma, da esperta di marketing e management sportivo, ne può illustrare la ratio: «Pensiamo a Conte
come un marchio: lui è il testimonial che piace alla Puma e alla Federazione. La Figc è stata brava a
capire l’opportunità e Antonio, un
testimonial non inflazionato, ha
ceduto i diritti di immagine». Aggiungiamo la necessità del nuovo
Gp come Andrea Dovizioso e Alvaro Bautista —. Non solo lo sponsor
paga, ma quando un team ingaggia
un pilota si confronta prima con
lui e si valutano gli interessi comuni. È normale, in una logica di
mercato, capire se una scelta tecnica può fare l’interesse di un marchio, così come è normale, al contrario, che sia l’azienda a proporre
un suo nome alla Casa». Una cosa
però è chiara: «Lo sponsor non ha
mai contatti diretti con l’atleta —
spiega Carlo Pernat, ex manager di
Valentino Rossi e Max Biaggi, oggi
con Andrea Iannone —. Le fasi sono due: prima la Casa si accorda
con lo sponsor, poi la Casa paga il
pilota in base al budget ottenuto».
Fuori restano gli elementi di negoziazione «a parte» come i diritti di
immagine o gli «accessori» (bibite
energetiche e
spazi su moto
e tuta).
Lo sponsor
per cento su 4 milioni
è fondamentala partecipazione della
le nei team
Puma al salario di Conte
piccoli, ma
serve anche in
governo Tavecchio di trovare i sol- quelli grandi: quando la Ducati
di in più per esaudire le richieste pensò di ingaggiare Valentino
del tecnico e il puzzle è risolto.
Rossi, la Philip Morris, suo storico
Chi frequenta gli altri sport si sponsor, stanziò un extra budget
chiede però dove sia la novità. per consentire l’operazione. Non
Mancini fa l’esempio della pattina- chiedete mai, però, chi mette
trice Carolina Kostner, una sua as- quanto. Come in Formula 1, l’argosistita: «Senza il sostegno degli mento è top secret.
sponsor non avrebbe potuto alleLa sorpresa sull’affaire Conte,
narsi in un certo modo e, di conse- casomai, può avere un fondamenguenza, ottenere i risultati che ha to etico: «Nei nostri sport si parla
ottenuto». Così va per esempio nel di relazioni fra sponsor e società
golf, nel tennis e, in maniera pre- private, con una Federazione forse
potente, nel motorsport, dove ne- è diverso — osserva Battistella —.
gli stipendi di piloti è spesso im- Fermo restando il valore di mercapossibile distinguere — come in- to di Conte, forse un ruolo come il
vece nel caso di Conte — la quota c.t. della nazionale non dovrebbe
della Casa e quella dello sponsor, ammettere negoziazioni salariali».
che spesso si accolla la parte pre- Ma la modernità non consente riponderante dello stipendio.
pensamenti, anche perché, am«La relazione sponsor/squadra mette Battistella, «vista lato del
è costante, diretta, indispensabile manager questa è un’operazione
— racconta Simone Battistella, perfetta».
manager con esperienza internaAlessandro Pasini
zionale, che assiste piloti di Moto© RIPRODUZIONE RISERVATA
I c.t. nababbi
9 milioni
Capello
C.t. Russia
50
4,5
Hodgson
C.t. Inghilterra
4
Conte
C.t. Italia

La Nazionale di Conte potrà essere
simpatica oppure no, ma questo
non sarà all’ordine del giorno. Non
disdegnerà la possibilità di avere
un buon rapporto con la stampa,
ma andrà diretta anche senza. E dei
suggerimenti non si curerà. Se sarà
utile percorrerà la strada del senso
di accerchiamento di Bearzot e Lippi. Dalle convocazioni scomparirà
la geopolitica, dalle formazioni i
giocatori incapaci di inserirsi in un
sistema.
La Nazionale di Conte recupererà
la disciplina perduta. Conte non
ama sedersi tra le brigate dei buontemponi. Sul lavoro non sopporta
la goliardia, gli scherzi, le battute.
Non è freddo, tutt’altro, ama divertirsi e mangiare bene (è un’ottima
forchetta). Ma quando è il momento. Può farcela. E chi sostiene il
contrario ricordi quello che fu
scritto di Arrigo Sacchi. Neanche lui
poteva allenare la Nazionale. Arrivò
a un rigore dalla Coppa del Mondo.
Roberto Perrone
© RIPRODUZIONE RISERVATA
È un numero 1, ma i miracoli li fanno i giocatori
di ALBERTO COSTA
N
on v’è dubbio che, al netto di qualche legittima
perplessità, la scelta di Antonio Conte quale
successore di Cesare Prandelli obbedisca a evidenti
criteri di qualità. Tre scudetti consecutivi alla guida
della Juventus, la capacità di stare sul pezzo con una
intensità al limite dell’autodistruzione, fanno del tecnico
leccese la punta di diamante delle nostre panchine, di
quella scuola italiana famosa per la sua capacità di
esportare allenatori ovunque. Se dunque l’alto profilo
professionale del nuovo c.t. è fuori discussione,
altrettanto non si può dire del percorso, bruciante, che lo
ha portato ad essere la stella cometa azzurra. Conte, non
lo scordiamo, ha abbandonato la Juventus dopo il primo
giorno di lavoro di una stagione che lui stesso aveva
contribuito a programmare nei dettagli: tutto questo in
presenza di un contratto liberamente sottoscritto.
Dicono si trattasse di stress, pare che le precedenti tre
annate con l’acceleratore sempre schiacciato a tavoletta
lo avessero prosciugato dentro. Ma, al di là di ogni
motivazione possibile, è comunque singolare che chi di
fatto ha rinnegato un accordo vincolante venga poi
premiato a stretto giro di posta con una promozione
azzurra. E la scelta della Federcalcio di Tavecchio, che
per aggirare i propri paletti economici ha premuto su uno
degli sponsor della nazionale così da garantire al c.t. uno
stipendio da nababbo, dimostra quanto si sia equivocato
anche sulle qualità dell’ex conducator bianconero,
incontrovertibili ma in sostanza scambiate per capacità
miracolistiche, mentre è notorio che, soprattutto a livello
di squadre nazionali, con l’impossibilità di incidere
quotidianamente sul campo, il ruolo dell’allenatore sia
decisamente più marginale rispetto alla realtà dei club:
la differenza vera la fanno infatti i giocatori. Stringi
stringi è stata soprattutto l’evidente debolezza del nuovo
presidente federale, bisognoso di un robusto e
rassicurante paracadute, a spalancare le porte della
repubblica azzurra ad Antonio Conte con un
appannaggio in controtendenza rispetto alla recessione
dilagante e sul quale, almeno a giudicare dai risultati in
campo internazionale ottenuti alla guida della Juve, si
potrebbe anche eccepire.
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2,8
Löw
C.t. Germania
2,5
Dunga
C.t. Brasile
Strategie
In rotta
Ezequiel
Lavezzi, 29
anni:
l’allenatore
del Psg
Laurent Blanc
ha ammesso
che potrebbe
partire
Il Pocho piace
al Milan e
alla Juventus
(Getty
Images)
Milan, tesoretto
di dieci milioni
per l’ultimo colpo
MILANO — Surplace: «tecnica che permette di
rimanere fermi in equilibrio sulla bicicletta in
attesa del momento migliore per sorprendere
l’avversario». È questa l’immagine che fotografa la
strategia del Milan sul mercato dopo l’incontro di
Arcore tra Silvio Berlusconi, Adriano Galliani e
Filippo Inzaghi. Si sta fermi, in attesa
dell’occasione da cogliere al volo. «Vigili e attenti»
viene scritto in una nota sul sito del Milan, «pronti
a concretizzare le giuste opportunità, come è
appena avvenuto nel caso del portiere proveniente
dal Real Madrid, Diego Lopez» e che i blancos
hanno deciso di far partire perché il dualismo con
Casillas creava troppi problemi in spogliatoio. Un
caso emblematico: al Milan sono convinti che,
negli ultimi giorni di mercato, le richieste si
abbasseranno, le posizioni si faranno più
concilianti e molte squadre avranno necessità di
liberarsi di giocatori in esubero, o che desiderano
fortemente partire. E il Milan, a quel punto,
proverà ad approfittarne. Il pensiero corre a Parigi
e alla situazione di Lavezzi, per esempio, in rotta
col Psg. Ieri anche il tecnico Blanc ha ammesso che
l’uscita del Pocho è possibile: «Se la squadra
restasse così com’è io sarei molto felice — la
risposta di Blanc a domanda precisa —. Ma il
mercato è ancora aperto e può succedere qualcosa
fino all’ultimo. Nessuno ci ha chiesto in rosa di
essere venduto o di andare via. Ma con il mercato
aperto può succedere ancora qualcosa». Come si
sa, in corsa c’è però anche la Juventus.
Dalla cena di Arcore è emerso che il Milan un
tesoretto da investire in un altro acquisto ce l’ha,
diciamo una decina di milioni di euro. Non di più,
quindi bisogna
aspettare che le richieste
L’attesa
calino. Il brasiliano dello
Shakhtar Douglas Costa
Cerci, Lavezzi
è il giocatore preferito
e Douglas Costa:
da Galliani, per qualità,
Galliani aspetta che colpi, età (23 anni), ma
le pretese calino
è anche il più caro (25
milioni): può arrivare
solo con un pagamento
a rate. I venti milioni richiesti dal Torino per
Alessio Cerci sono invece considerati decisamente
troppi: per l’ala granata (27 anni) il Milan
potrebbe spingersi a offrirne 11. La pista Taarabt è
sempre lì, ma per ora è considerata un piano B. I
prossimi saranno, quindi, giorni di attesa: è ormai
abitudine, d’altronde, che Galliani piazzi un colpo
nelle ultimissime ore di mercato. Prima, partirà un
difensore centrale: il nome in uscita dovrebbe
essere quello di Zaccardo. Tornando agli
attaccanti, Galliani anche ieri ha blindato Mario
Balotelli, pur con una percentuale in leggero calo:
«Posso dire che resta al 99,8% periodico. Non più
al 99,9% perché i matematici mi hanno detto che è
sbagliato». Una battuta che nasconde una certezza:
offerte concrete al Milan non ne sono arrivate.
Nella partitella disputata ieri a Milanello contro la
Pro Piacenza Mario è stato l’unico degli attaccanti
a non segnare (è finita 5-1 con gol di Muntari,
Honda, Niang, Pazzini e El Shaarawy, rete di Mella
per gli avversari), ma lo spirito sembra quello
giusto: su Instagram Balo ha postato un messaggio
con quattro regole base. «Fai il tuo lavoro; lavora
duramente; stai attento e concentrato; metti
sempre la squadra al primo posto». Buone
intenzioni per la nuova stagione. Dopo la giornata
di riposo di oggi, domani doppio allenamento
(quello del pomeriggio sul campo esterno, visibile
per i tifosi), in vista dell’amichevole di domenica
sera a Valencia, con il probabile debutto di Diego
Lopez e Armero, le ultime due opportunità colte.
In attesa dell’ultimo scatto.
Arianna Ravelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
Sport 53
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
Noia e nessun gol nell’ amichevole con il Paok Salonicco
L’Inter trova Osvaldo, non il gioco: il cantiere resta aperto
Zero gol, zero emozioni, tanti sbadigli e
pure tanto caldo (35 gradi e due time out).
L’amichevole di Salonicco lascia più di una
perplessità sul conto dell’Inter. Unico
aspetto davvero positivo è che prima
Handanovic, poi nel finale Carrizo, si sono
limitati all’ordinaria amministrazione e
hanno mantenuto la porta inviolata.
Proprio come i greci del Paok, col portiere
Glikos che ha rischiato di addormentarsi
visto che in oltre 90 minuti la squadra di
Mazzarri (nella foto) è andata al tiro solo
una volta (Hernanes, 38’ primo tempo).
«Sono contento perché siamo stati più
attenti in difesa rispetto a Francoforte — ha
commentato Walter Mazzarri —. Obiettivo
di questa amichevole era far salire il
minutaggio di quelli come Kovacic e M’ Vila
per portarli in forma. Poche occasioni?
Abbiamo spesso sbagliato l’ultimo
passaggio». Il tecnico interista non ha
rischiato Osvaldo dal primo minuto e,
avendo solo Icardi a disposizione, ha
schierato un attaccante e chiesto a
Hernanes di giocare in appoggio
all’argentino. In mezzo i soliti cinque
centrocampisti: D’Ambrosio, Jonathan,
M’Vila, Kovacic e Nagatomo e in difesa
Ranocchia, Vidic, Juan Jesus. Discreta la fase
difensiva con Vidic sempre concentrato,
inesistente quella offensiva visto che
nessuno dei centrocampisti, a parte
Kovacic, ha mai provato a saltare un uomo e
a verticalizzare per Icardi, poco e male
Atletica Europeo di Zurigo sotto tono per gli azzurri
Delusione
Fabrizio
Donato, 38
anni compiuti
ieri, solo 7°
nel salto
triplo (Action)
Donato, salto triplo
nella delusione
Appesi alla Grenot
Il campione in carica solo settimo
DALLA NOSTRA INVIATA
Risultati
Le finali di ieri
V Triplo U 1. Compaorè
(Fra) 17,46; 2. Adams
(Rus) 17,09; 3. Fydorov
(Rus) 17,04 V 110 hs U
1. Shubenkov (Rus)
13’’19; 2. Sharman (Gbr)
13’’27; 3. Martinot-Lagard
(Fra) 13’’29 V 3.000 siepi
U 1. Kowal (Fra) 8’26”66;
2. Zalewski (Pol) 8’27”11;
3. Mullera (Spa) 8’29’’16
V 20 km D 1. Alembekova
(Rus) 1.27’56’’; V Asta D
1. Sidorova (Rus) 4,65;
V Giavellotto D
1. Spotakova (Cec) 64,41
Le finali di oggi
Ore 9.10 50 km m. U
(Caporaso, De Luca,
Nkoulukidi); 18.50 400 U;
19.10 400 D (Grenot);
19.25 1500 D (Del
Buono); 19.46 Alto
(Fassinotti, Tamberi);
19.55 800 U; 20.25 200
D; 20.40 Martello D; 20.52
400 hs U; 21:49 200 U
(Marani). Tv: RaiSport e
Eurosport
ZURIGO — I piedi sordi, i
muscoli vuoti, gli occhi rotondi
di impotenza. Nel terzo giorno di
un Europeo fin qui quaresimale
(come pronostico, oltre pronostico), l’Italia ha le orecchie a
sventola e il naso triste di Fabrizio Donato, il campione continentale in carica del salto triplo
che per il 38esimo compleanno
avrebbe voluto regalarsi l’ennesimo hurrà di una vita da canguro de noantri e invece, dopo il
magico bronzo di Londra 2012,
chiude settimo («con tanto amaro in bocca: la mia stagione finisce qui») sulla pedana che aveva
mandato pessimi segnali da subito, da quando Daniele Greco
era andato in pezzi deprimendo
un ambiente che non si è risollevato.
L’Europa corre, salta, lancia.
L’Italia invece galleggia nell’attesa di Libania Grenot (oggi nei
400; in finale anche la Del Buono
nei 1500, Fassinotti e Tamberi
nell’alto e l’ottimo Marani nei
200, avanti in 20’’36, terzo tempo
italiano di sempre dopo Mennea
e Howe: giù il cappello) chiedendosi cosa non vada in un’organizzazione che appare scollata
dalla realtà del resto del mondo,
cambiano i presidenti e i ds però
non i risultati, perplessi come
noi. Il triplo del riscatto, con cui
Donato (Schembri è solo una
pallida comparsa) sognava di
darci ossigeno, è ucciso dal primo salto del francese Benjamin
Compaoré, maritino dell’indimenticata Christine Arron, che
mette i piedi sull’oro (17.46) inseguito solo dai russi Adams (nero, 17.09) e Fyodorov (bianco,
17.04). L’azzurro non entra mai
in gara: 16.53, poi 16.66 scuotendo la testa verso l’angolo dei coach, due nulli, una rinuncia e ultimo salto abortito, a mesta chiosa
di una prova spenta e venata di
pessimismo, servirebbe un guizzo da fuoriclasse però i miracoli
sono finiti, i senatori su cui puntellarsi cadono come birilli, la ricostruzione del nuovo corso non
manda lampi abbaglianti, solo
promesse già al bivio: o ci si fida
ciecamente, oppure no.
Mentre Lemaitre e l’olandese
Schippers scivolano eleganti e
leggeri nella finale dei 200, la piccola Italia perde altri pezzi per
strada. Deludono le azzurre della
20 km di marcia che sul balordo
percorso cittadino, tra rotaie del
tram, curvette nervose e turisti
assistito da Hernanes, ancora lontano da
una discreta condizione fisica. Non bene
neppure sulle corsie esterne: D’ Ambrosio e
Jonathan hanno spinto poco e sbagliato
tanto sulla destra, mentre Nagatomo ha
navigato a vista dall’altra parte. L’ Inter ha
combinato ben poco, ma ha pure rischiato
poco più di niente anche se i greci del Paok
sono stati un po’ più intraprendenti nel
primo tempo: in ogni caso Handanovic ha
dovuto fare una sola parata degna di tale
nome su un diagonale di Salpingidis, dopo
una fulminea ripartenza favorita da un
errore di un lento e poco dinamico M’ Vila.
Dopo 10 minuti del secondo tempo
Mazzarri ha inserito Osvaldo, arretrato
Hernanes e dirottato Jonathan al posto di
D’Ambrosio, varando un 3-4-1-2. L’ex
juventino — che ha scelto il numero 7,
proprio come il numero delle squadre
italiane in cui ha giocato — si è dato da fare
entrando subito in partita anche se ha nelle
gambe solo pochi giorni di preparazione. E
infatti, dopo qualche spunto iniziale, ha
finito per spegnersi e si è adeguato al clima
della partita che di bollente ha avuto solo la
temperatura esterna. A cinque giorni dal
debutto dell’Inter in Europa League non c’è
da preoccuparsi solo perché gli islandesi
del Stjarnan sono poca cosa. Mazzarri,
comunque, non si fida: «Giocare in trasferta
non è mai facile: dobbiamo stare attenti».
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Salto con l’asta
Gibilisco fuori
La sua storia
finisce sulla soglia
dei 5 metri e 40
niranno quinta e settima e vacill a , s o t to i l p es o s p e c i f i co
pazzesco del bronzo della Drahotova, ancora junior con i suoi 19
anni appena compiuti, uno degli
alibi di questa spedizione senza
proporzione, fin qui, tra quantità
(81 atleti) e qualità anche se il ds
Magnani parla di «percorso di
crescita per il futuro». Il continente sfreccia, noi seminiamo.
Nonno Vizzoni che a 41 anni si
qualifica nel martello per la
12esima finale internazionale e il
totem Gibilisco, ultimo oro iridato azzurro (Parigi 2003), che esce
malinconicamente dall’asta con
tre nulli a 5.40 m (misura d’entrata) candidandosi a un ruolo da
tecnico a Formia («È il momento
di dire basta») sono lo specchio
di uno sport che non è per vecchi
e forse nemmeno — è amaro
constatarlo mentre Gran Bretagna, Germania e Francia dilagano senza pudore nel medagliere
— per i nostri giovani.
ZURIGO — Un salto appena abbozzato,
poi due tentativi, anche sfortunati, a
quota 5,40 m, misura d’entrata, con
l’asticella che lo beffa nella fase di
svincolo. La storia atletica di Giuseppe
Gibilisco, finisce a Zurigo con poca gloria
all’ora dell’aperitivo. In pedana Giuseppe
è sembrato rassegnato, senza quel sacro
fuoco che fra il 2003 ed il 2004 gli aveva
fatto prima vincere il titolo mondiale a
Parigi e poi il bronzo olimpico ad Atene.
Talento puro fin da allievo quando stabilì
il primato nazionale con 5 metri 5 cm, a
17 anni, Gibilisco si era poi trasferito da
Siracusa a Formia per essere seguito da
Vitaly Petrov, l’ex tecnico di Bubka. Lo
spartiacque della sua carriera sta forse nel
controverso caso di doping che gli costò
una squalifica, poi ridotta dal Tas a 6
mesi, devastante sotto l’aspetto
psicologico come testimoniano i risultati
dell’ultimo quadriennio. Adesso, a 35
anni, l’astista siciliano guarda al futuro
sperando in un incarico dirigenziale per
rimanere nell’ambiente. Si vedrà.
Preferiamo ricordarlo sfrecciare con la
moto di Valentino Rossi sulla pista dello
stadio olimpico al termine del Golden
Gala dopo aver realizzato il primato
italiano. Era il luglio del 2003. A breve lo
attende la sua Sicilia, che Giuseppe
vorrebbe raggiungere in deltaplano,
partendo dall’aeroporto di Ciampino.
Ancora una volta in cielo per vivere una
emozione forte come quando, una decina
di anni fa, appendendosi ad un’asta di
fibra vetrosa, sognava di volare oltre i 6
metri.
Gaia Piccardi
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seduti ai tavolini dei bar, partono
forte, restano aggrappate al
gruppo di testa e poi patiscono
l’affondo mortale dell’Europa
dell’est (russa, ucraina e ceca) al
km 16, quando il volto di Eleonora Giorgi, bocconiana doc già
tornata a Milano a preparare la
tesi, diventa una maschera di fatica e i fiori nei capelli di Antonella Palmisano da Mottola (Taranto) appassiscono di colpo. Fi-
Franco Fiocchini
Vittoria e squalifica
Il francese Mahiedine Mekhissi ha perso l’oro
dei 3000 siepi perché sul traguardo si è
sfilato la maglia ed è stato squalificato: ha vinto l’altro francese,
Yoann Kowal.
Giorgio Rondelli
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Nuoto La Pellegrini alle prese con gli allenamenti finali a Ostia prima di partire per gli Europei di Berlino: obiettivo 200 sl, ma farà anche i 400 e i 200 dorso
Federica, l’ultima diva lavora per nuovi kolossal
DAL NOSTRO INVIATO
BERLINO — Dov’è Federica? A
Ostia, sta terminando gli allenamenti prima degli Europei di
Berlino (il nuoto comincia lunedì) agli ordini di Philippe Lucas,
meno malleabile di Matteo Giunta, quasi un parente. E poi sulle
copertine di Chi, con il matrimonio con Filippo dopo Rio de Janeiro smentito successivamente via
Twitter, e dell’Équipe Magazine
che l’ha definita «La dernière dive». L’ultima diva, una specie di
Lauren Bacall del nuoto. Di sicuro, almeno a livello europeo, Federica ha visto scorrere via, seduta sul bordo della piscina, tutte le
sue rivali storiche, come stelle di
San Lorenzo più o meno brillanti,
ma di sicuro cadenti.
Laure Manaudou se n’è andata
da tempo, con le gioie, ma soprattutto gli impegni della maternità, prioritari rispetto a quelli
del nuoto. Camille Muffat, oro
olimpico dei 400 sl a Londra
Le gare
10 km uomini
Si sono fermati ai piedi del
podio Federico Vanelli e Matteo
Furlan, piazzatisi al 4° e 5° posto
nella 10 chilometri nuotata al
«Regattastrecke Granau». Ha
vinto Ferry Weertman (Olanda)
in 1h49’56”2; argento il tedesco
Thomas Lurz (1h49’59”0);
bronzo il russo Evgenii Drattcev
(1h 50’00”).
5 km donne
Rachele Bruni è finita 5ª nella
gara sui 5 km, toccando il
traguardo in 58’56”3. L’oro è
andato alla tedesca Isabelle
Harle, unica sotto i 58 minuti in
57’55”7 davanti all’olandese
Sharon Van Rouwendaal e alla
spagnola Mireia Belmonte
Garcia.
Star
Federica Pellegrini, 26
anni, ha vinto
l’oro nei 200
sl ai Giochi
olimpici di
Pechino 2008
(Epa)
2012, si è ritirata un mese fa per
divergenze con il suo allenatore
Fabrice Pellerin. Anche Rebecca
Adlington, che approfittò della
crisi di Fede sui 400 sl a Pechino
2008, ha chiuso con il nuoto dopo
il fallimento di Londra dove non
è riuscita a ripetere il doppio oro
(400/800) dell’Olimpiade cinese.
Si sta per sposare con il collega
Henry Needs che l’ha fotografata
con il nuovo look: capelli biondi
lunghi, magra e fasciata da un
abito blu elettrico modello Kate
Middleton.
Rivali che Federica ha battuto e
che l’hanno battuta, con cui ha
duellato in piscina, ma non fuori,
come ha tenuto a precisare anche
all’Équipe: «Mai avuto un motivo
di contendere fuori dall’acqua.
Neanche con Laure. Ai tempi, la
mia storia con Luca Marin cominciò dopo la fine della sua».
Rivali che non ci sono più, mentre Federica, la dernière dive è
ancora dentro il suo film. Non si
preoccupa della durezza di Lucas,
Tennis
Fognini nei quarti di finale di Cincinnati
Ci sono voluti 18 anni per rivedere, dopo Renzo Furlan, un azzurro nei quarti di
finale dell’Atp Masters 1000 di Cincinnati: è Fabio Fognini, 27enne di Arma di
Taggia, numero 21 Apt, che sul cemento dell’Ohio batte in rimonta (3-6, 6-3, 63), in un’ora e tre quarti, il cinese Yen-Hsun Lu, 30 anni, numero 43 Apt.
Impresa impossibile per Flavia Pennetta, battuta (6-2, 6-2) da Serena Williams.
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non ha paura del lavoro. Mai avuta. Una macchina da piscina. «Sono una professionista, molto determinata, non ho mai messo una
serata mondana davanti a un allenamento».
È la sua forza. Gioca con le copertine, con il gossip, ma in piscina non perde tempo. Ha due punti fermi, la sua famiglia e il nuoto.
Per il resto sa che anche le certezze più granitiche possono sfaldarsi. A Berlino arriva domani,
con la squadra di nuoto. In questi
giorni si è allenata e si è occupata
di critica cinematografica sconsigliando la visione di Hercules
(«Orrendo») e di rispetto delle
tradizioni, come quella dell’iniziazione delle matricole scatenata
dal caso D’Arrigo, arrivato (stiamo sereni, bitte) anche al centro
nazionale antibullismo. Una Federica in forma, in tutti i sensi,
pronta alla sfida sui 200 sl, la sua
gara, e iscritta anche nei 200 dorso e nei 400 sl. Lucas vuole che li
faccia. Vedremo. Un eventuale capriccio all’ultima diva, parbleu,
bisogna pur concederlo.
Roberto Perrone
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Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
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Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
Mary e Stefano abbracciano con affetto Valeria
e Stefania nel ricordo della mamma
Circondata dall’amore dei suoi cari è mancata
serenamente
Gabriella
Gabriella Rizzini Medetti
- Formentera, 14 agosto 2014.
Ne danno l’annuncio il marito Angelo, le figlie
Valeria con Francesca e Alice, Stefania con Luca
Marco e Edoardo.- Si ringraziano per le cure e
l’amorevole assistenza il personale di Vidas.- Per
i funerali contattare il n. 02.32867.
- Milano, 14 agosto 2014.
Cara
Renata Prada Fraizzoli è vicina alla carissima
Donatella nella scomparsa del marito
Senatore
Franco Servello
Valentina e Willy si stringono con grande affetto ad Angelo, Valeria, Francesca, Alice, Stefania e Luca, ricordando caramente
ti voglio bene.- La tua Vale.
- Milano, 14 agosto 2014.
- Milano, 14 agosto 2014.
Gabriella
Partecipa al lutto:
– Liliana Fraizzoli Caglioni.
Gabriella
Con grande dolore Luigi Colombo e la moglie
Rina sono vicini alla carissima Donatella nel decesso del marito
- Milano, 14 agosto 2014.
mamma
la grazia di una persona gentile.- Così la ricorderemo.- Alberto e Fiorella Sacchi.
- Milano, 14 agosto 2014.
un vuoto che non si colmerà, un ricordo e un
amore indissolubile nella mia vita.- Stefi.
- Milano, 14 agosto 2014.
Cara
Partecipa al lutto:
– Lucia Palvarini.
Partecipano al lutto:
– Franco, Francesca De Angelis.
mamma
Ciao
Gabriella
nel ricordo di tanti indimenticabili anni passati
insieme abbracciamo Angelo, Stefania, Valeria
con infinito affetto.- Luigi e Giuliana.
- Santa Margherita Ligure, 14 agosto 2014.
Partecipano al lutto:
– Ernestina, Emanuela, Laura Locati.
– Gabriella Pettinaroli Dedé con Alessandra.
– Gigi e Franca Medaglia.
– Elda Coccini, Gigi e Marco con Charly.
Ciao
Franco Servello
Il punto di riferimento ed equilibrio che credevamo eterno non c’è più.- Lo "zione" ci ha lasciati
alla fine da soli, con l’esempio della sua vita di
impegno, rettitudine e generosità.- Alla compagna di tutta la vita zia Donatella il nostro abbraccio.- Franco, Michela, Giovanni, Giacomo e Gaia
D’Alfonso. - Milano, 14 agosto 2014.
Senatore
Franco Servello
nonnina
Partecipa al lutto:
– Studio Medico Colombo di via Nirore 11.
Gabriella
ci chiamavi amore, cuore, sole, gioia.- Ci mancherà tanto il tuo dolcissimo sorriso.- Franci, Ali,
Marco, Dudu. - Milano, 14 agosto 2014.
- Santa Margherita Ligure, 14 agosto 2014.
Nel ricordo della dolcezza di
Ciao
Gabriella
ci stringiamo a Stefania Angelo e Valeria con tutto il nostro affetto.- Marco e Graziella Ravano con
Alessandro. - Milano, 14 agosto 2014.
Franco Servello
esempio di grande determinazione e coerenza
nell’impegno umano e politico.- In questo ultimo
abbraccio lo ringrazia per l’amicizia e l’appoggio
politico che ha sempre dimostrato a tutta la sua
famiglia sin dai tempi del Meridiano d’Italia.
- Cesenatico, 14 agosto 2014.
Gabri
Quanti bei ricordi...- Che la terra ti sia lieve...Angelo, Stefania e Valeria vi stringo in un abbraccio senza fine.- Emanuela con Guia.
- Milano, 14 agosto 2014.
Lorenzo e Benedetta con Luca e Matteo si stringono forte a Stefania e famiglia ricordando con
tanto affetto
Luciano Garibaldi è accanto a Donatella Servello nel momento di grande dolore per la dipartita di
Partecipa al lutto:
– Paolo Ripamonti.
Gabriella
Dopo aver letto necrologi ogni giorno per tutta
la vita
Marcella Rizzo di Salle
finalmente ne ha uno tutto suo.- Si comunica a
tutti quelli che l’hanno conosciuta e amata che il
telefono resterà muto e non verranno distribuiti
ulteriori consigli per vivere meglio.- Da oggi in
poi, qualunque cosa farete sarà merito vostro.Ma non dimenticate quello che vi ha insegnato.I funerali si terranno sabato 16 agosto alle ore
14.45 presso la parrocchia del Santissimo Redentore in via Pierluigi da Palestrina 5 a Milano.Enrico, Ago, Betto e Mari con Fosca, Piero e Anna. - Milano, 14 agosto 2014.
Franco Servello
Jolanda Palianti
dott. ssa Marcella Rizzo
Addio dottoressa
Massimo e Francesca abbracciano Stefi, Luca,
Marco e Dudu nel ricordo di
da Andrea Pinketts. - Milano, 14 agosto 2014.
Mario, Mariapia, Claudia, Mimma e Nicola sono vicini ad Angelo, Valeria e Stefania ricordando
con affetto
- Carloforte, 14 agosto 2014.
Gabriella
Mirella Marabese Pinketts abbraccia Donatella
nella memoria di tante battaglie.
- Milano, 14 agosto 2014.
Stefano e Laura con Brando e Asia sono vicini
ad Angelo, Valeria e Stefania per la scomparsa
della loro amata
Aldo e Renata Masella apprendono con dolore
la scomparsa dell’indimenticabile
Marco, Alessandra, Kevin, Anna e i loro figli si
stringono forte a Stefania e alla sua famiglia per
la perdita della sua cara mamma
Gabriella
Gabriella
- Paros, 14 agosto 2014.
- Cape Town, 14 agosto 2014.
Francesca, Angela, Simona e Marco, Roberta e
Gustavo abbracciano con tanto affetto Valeria e
Stefania in questo triste momento per la scomparsa della cara mamma
La nostra cara e dolce
Gabriella
- Milano, 14 agosto 2014.
Umberto e Alessandra sono affettuosamente
vicini a Stefania e famiglia per la perdita della
cara mamma
Cara
sei stata un esempio per tutte noi e resterai sempre nei nostri cuori.- Le amiche del Circolo C.C.C.
- Milano, 14 agosto 2014.
Come allora e per sempre il tuo ricordo sarà
vivo in noi cara
I soci, i collaboratori ed il personale tutto dello
Studio De Berti Jacchia Franchini Forlani partecipano affettuosamente al grave lutto che ha colpito l’Avvocato Armando Ambrosio ed i suoi famigliari per la morte del padre
- Milano, 14 agosto 2014.
Gabriella
Vicini e partecipi in questo doloroso momento ad
Angelo, Valeria, Stefania e famiglia.- Ettore e
Mariuccia. - Milano, 14 agosto 2014.
Daniela Bertazzoni, Alissia, Sara e Olivia porgono sentite ed affettuose condoglianze alla famiglia Comi per la somparsa dell’Ingegner
Senatore
Il Presidente Basilio Rizzo e il Consiglio Comunale di Milano partecipano con profondo cordoglio al lutto per la scomparsa del
cara e indimenticabile amica.
- Montecarlo - New York, 14 agosto 2014.
- Milano, 14 agosto 2014.
Franco Servello
Consigliere Comunale di Milano dal 1951 al
1963. - Milano, 14 agosto 2014.
La comunità milanese di Fratelli d’Italia - Alleanza Nazionale si stringe alla sua amata Donatella nel commosso ricordo di
Franco Servello
E’ mancato all’affetto dei suoi cari
bandiera della destra italiana.- Ignazio La Russa,
Carlo Fidanza, Marco Osnato, Massimo Corsaro,
Riccardo De Corato, Paola Frassinetti, Romano
La Russa, Massimo Turci, Giovanni De Nicola,
Giovanni Stornaiuolo, Roberta Capotosti, Umberto Maerna, Alfredo Mantica, Maurizio Gussoni. - Milano, 14 agosto 2014.
Dino Locatelli
Sissi e Lavinia si stringono in un forte abbraccio
a Stefania nel ricordo di
Ne danno il doloroso annuncio il fratello, la sorella, i nipoti e parenti tutti.- I funerali avranno
luogo sabato 16 agosto alle ore 14.30 nella chiesa di "Dio Padre" di Milano Due.
- Segrate, 14 agosto 2014.
Gabriella
mamma speciale.
- Santa Margherita Ligure, 14 agosto 2014.
Il Tempo
la cognata Maria Luisa Bini con i figli Carlo, Paolo
e famiglia, i cugini Portalupi, il genero Gabriele
Travaglia, la consuocera Graziana Pozzoni con
Elio, Anna, Costanza, Margherita, Isa, Luigi, Alessandro, Paolo e famiglie e i tanti amici che l’hanno accompagnata in questi anni.
- Milano, 14 agosto 2014.
- Milano, 11 agosto 2014.
Servizio fatturazione necrologie:
tel. 02 25846632 mercoledì 9/12.30 - giovedì/venerdì 14/17.30
fax 02 25886632 - e-mail: [email protected]
Giorgio
Roberto, Stefano, Laura, Federico, Elena Conti
si stringono a Achille e a tutta la famiglia nel dolore per la tragica scomparsa di
Giorgio
- Carloforte, 14 agosto 2014.
avvenuta il 13 agosto confortata nella fede e dalla vicinanza di tutti i suoi cari.- I funerali avranno
luogo nella chiesa di Zambla Bassa il 16 agosto
alle 11. - Oltre il Colle (BG), 14 agosto 2014.
amico carissimo. - Roma, 14 agosto 2014.
Carlo Desinano
- Morimondo, 14 agosto 2014.
Marco Taddei
Ci ha lasciato un grande uomo
Luigi Muzzini
nonna Elvira
Dott. Marco Ferrari
Al lutto dei famigliari si unisce tutto Albiqual.
- Milano, 14 agosto 2014.
16 agosto 2008 - 16 agosto 2014
Eduardo (Dado) Giliberti
Mi manchi ogni giorno.- Cristina.- Una Santa
Messa verrà celebrata il 16 agosto alle ore 8,30
a Villasimius, Cagliari, nella chiesa San Raffaele
Arcangelo. - Piacenza, 15 agosto 2014.
1982 - 2014
Dott. Ing. Luigi Comi
- Milano, 14 agosto 2014.
Marco Guastalla
Con amore, ti penso, sempre, ovunque.- Martine
con Luca, Céline, Maeli, Diana.
- Brugherio, 15 agosto 2014.
collega di valore da tutti stimato.
- Milano, 14 agosto 2014.
Sice Previt SpA partecipa al dolore dei famigliari per la scomparsa del
L’accettazione delle adesioni è subordinata
al pagamento con carta di credito
sarai sempre qui con noi.- Tommaso, Giacomo,
Giulia, Dede e Ludovico.
- Milano, 13 agosto 2014.
I colleghi della Compliance di Unicredit SpA si
stringono ai familiari per la scomparsa del
Ing. Luigi Comi
Diritto di trasmissione:
pagamento anticipato € 1,67 - pagamento differito € 5,00
Affranta si stringe nel dolore di Roberta, Achille
e Carolina, la famiglia Politi.
- Formentera, 14 agosto 2014.
Alberto e Gabriella con Chiara ed Andrea, vicini al dolore di Andreina e Lavinia, piangono la
prematura scomparsa di
I tuoi amici, colleghi e collaboratori dello Studio
Ichino-Brugnatelli. - Milano, 14 agosto 2014.
- Milano, 14 agosto 2014.
A MODULO:
Isa con Eugenio, Giovanni con Maria, Paolo
con Martine, Anna con Enzo e tutti i nipoti comunicano la serena morte della mamma
Marco
Il Presidente, i Consiglieri e tutti i soci di Golf
Milano partecipano al lutto della famiglia Comi
per la grave perdita dell’
Gazzetta dello Sport
Necrologie: € 1,90
Adesioni al lutto: € 3,70
Solo anniversari,
trigesimi e ringraziamenti:
€ 258,00
PER PAROLA:
Giorgio Canevari
Ciao
Corriere della Sera
Necrologie: € 5,00
Adesioni al lutto: € 10,00
Solo anniversari,
trigesimi e ringraziamenti:
€ 540,00
A MODULO:
Luisa Fuoco Bini
Tutti gli amici cacciatori dell’Associazione Faunistica "Morimondo" partecipano commossi al lutto della famiglia per la scomparsa di
Carissima Benedetta, ci stringiamo a te e ai tuoi
figli in questo momento così doloroso per la
scomparsa di
Ing. Luigi Comi
TARIFFE BASE IVA ESCLUSA:
PER PAROLA:
Simone Camilli
mi mancherai tanto!- Sarai sempre nel mio cuore!- Tua nipote Stefania.
- Oltre il Colle, 14 agosto 2014.
Antonio Cailotto e tutto il personale di Grand
Hotel et de Milan sono vicini alla signora Comi e
famiglia, ricordando l’
SI ACCETTANO RICHIESTE VIA WEB, E-MAIL E CHIAMATE DA
CELLULARI SOLO DIETRO PAGAMENTO CON CARTA DI CREDITO
L’INVIO DI UN FAX DEVE ESSERE ACCOMPAGNATO
DA COPIA DI UN DOCUMENTO DI IDENTITA’
I condomini e l’amministratore del condominio
di via Mercalli 16 Milano, partecipano con profonda commozione al lutto della famiglia per la
scomparsa della signora
A te Matilde piccolo angelo, giovane fanciulla, da
chi non conoscendoti ti ha voluto bene, tu che hai
pregato per noi dimenticando te stessa.- Sei volata in cielo un giorno di agosto di questo triste
anno.- Pregheremo per te, la tua luce non si spegnerà mai.- Marilinda e Giovanni con Federica e
Beatrice. - Deiva Marina, 14 agosto 2014.
Cara
per la sua grande professionalità.
- Milano, 14 agosto 2014.
Franco Servello
Consigliere Comunale di Milano dal 1951 al
1963. - Milano, 14 agosto 2014.
Giuseppe Ambrosio
Gabriella Medetti
Luigi Comi
CON SUPPLEMENTO 20% SULLA TARIFFA BASE
Tel. 02 50984519 - Fax 02 25846003
www.necrologi.corriere.it
e-mail: [email protected]
- Roma, 14 agosto 2014.
Elvira Ceppi ved. Belloni
di cui conservano un ricordo di grande stima.
- Milano, 14 agosto 2014.
Il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia e la Giunta Comunale sono vicini alla famiglia per la
scomparsa del
- Milano, 14 agosto 2014.
I colleghi ed amici dello Studio Legale Associato - NCTM esprimono profondo cordoglio al collega Armando per la perdita del papà
Marcella Rizzo
Mario e Magda Bianchi sono affettuosamente
vicini a Donatella e partecipano al lutto per la
morte del
Senatore
David e Anna Gol, Ishaia e Jane Gol con le loro
famiglie sono vicini con l’amicizia e l’affetto di
una vita ad Angelo, Valeria, Stefania e le loro
famiglie nel dolore per la perdita di
Ricorderemo sempre
A Donatella con affettuoso cordoglio.
- Milano, 14 agosto 2014.
indimenticabile amico e grande italiano.
- Courmayeur, 14 agosto 2014.
Giuseppe Ambrosio
e sono vicini a Enrico, Agostino, Benedetto e Marianna. - Milano, 14 agosto 2014.
amica e psichiatra di profonda umanità e dedizione.- Abbracciamo Enrico Agostino Benedetto
Marianna Fosca e i bambini.- Gabriella Giovanna Tiziana. - Milano, 14 agosto 2014.
Franco Maria Servello
Gabriella
Gabriella
Marcella
Franco Servello
Senatore
ci ha lasciati.- Gli amici del Circolo C.C.C. si stringono in un commosso abbraccio al marito Angelo e alle figlie Valeria e Stefania.
- Milano, 14 agosto 2014.
Gabriella
ATTIVO DA LUNEDI A DOMENICA 13.30-19.30
Assunta Ciaccio Augugliaro e il figlio Giuseppe
partecipano al dolore di Pierluigi e Daniela per
la prematura scomparsa del figlio
Matilde Sponga
Carla, Claudia e Gianmaria sentiranno sempre
viva la personalità e lo spirito di
Senatore
Franco Servello
Chiara e Gerardo. - Milano, 14 agosto 2014.
- Milano, 14 agosto 2014.
Partecipano al lutto:
– Luca Giorgetti e famiglia.
– Daniele Giavini.
– Marco Paini.
ammirato esempio, aiuto e sostegno di una intera vita. - Porto Cervo, 14 agosto 2014.
Un uomo coraggioso ha preso commiato
Gabriella
- Milano, 14 agosto 2014.
Jolanda
Marcella
Franco Servello
Care Stefania e Valeria vi siamo vicini nel ricordo della cara mamma
I Consigli di Amministrazione, i Collegi Sindacali, i dirigenti e tutti i dipendenti della società
del gruppo IdB Holding sono vicini al signor Giuseppe Palianti per la scomparsa della moglie
Marcella Rizzo
- Courmayeur, 14 agosto 2014.
Gabriella Rizzini Medetti
Il Presidente, il Consiglio di Amministrazione e
tutto il personale di Scharper SpA partecipano al
lutto, subito da Giuseppe Palianti, per la grave
perdita dell’amatissima moglie.
- Milano, 14 agosto 2014.
esprimono alla famiglia le loro più sentite condoglianze. - Milano, 14 agosto 2014.
Paolo de Sanctis con Max partecipa al dolore
della famiglia per la scomparsa di
Gabriella
Jolanda Palianti
Natalia e Maurizio ricordando con affetto e
commozione la
La "fiamma" non si spegne.- Illumina anche altrove
Senatore
Lino e Gisella Cartolari partecipano con grande
dolore alla perdita, subita dal caro amico Giuseppe, dell’adorata moglie.
- Colfosco, 14 agosto 2014.
Marcellina
SERVIZIO
ACQUISIZIONE NECROLOGIE
Partecipano al lutto di Luigi e Giulia per la
scomparsa della cara
Jolanda Palianti Cagnacci
ci mancherai.- Francesco, Sandra, Ippolita e Massimo. - Milano, 14 agosto 2014.
RCS MediaGroup S.p.A. - Via Rizzoli,8 - 20132 Milano
dott.ssa Luisa Fuoco Bini
A funerali avvenuti, ne danno la triste notizia il
marito Luigi e la figlia Giulia.
- Milano, 14 agosto 2014.
- Milano, 14 agosto 2014.
Gabriella
Chicca e Susanna. - Milano, 14 agosto 2014.
Luigi e Maria Pia Della Beffa con i figli Federico, Benedetto e Biagio con Margherita prendono
viva parte al lutto del loro collaboratore Giuseppe Palianti e della famiglia tutta per la scomparsa
della moglie
nonna Mare
Ciao
Jolanda
siamo sereni perché finalmente il tuo calvario si
è concluso e ora sei tra le braccia dei tuoi amatissimi genitori.- Guglielmo, Marisa e Lucia con
le loro famiglie sono vicini a Beppe e alle nipoti
Mitzi e Lele. - Milano, 14 agosto 2014.
Marcella
donna meravigliosa, non la dimenticheremo
mai.- Nicoletta de Vecchi e Silvia.
- Samedan, 14 agosto 2014.
Lidia, Alberto, Maria Grazia, Andrea e Laura si
stringono con affetto ad Angelo, Valeria e Stefania nel dolore per la scomparsa della cara
Carissima
Il giorno 9 agosto 2014 si è spenta la
dott.ssa Luisa Fuoco Bini
Partecipano al lutto:
– Valeria Tanzini.
– Tina, Paolo, Anna, Antonio.
certamente starai girando per qualche mercatino
in cielo a cercare un paio d’ali d’epoca.- Se le
trovi prendile anche per noi.- E tratta sul prezzo.Angela e MariaPia. - Milano, 14 agosto 2014.
maestro di vita, di giornalismo e esempio di onestà politica. - Genova, 14 agosto 2014.
Cara Stefania siamo vicine a te e alla tua famiglia con tutto il nostro affetto per la perdita
della tua cara mamma
- Cape Town, 14 agosto 2014.
che è salita al cielo per unirsi agli angeli del Signore.- Un sentito ringraziamento a Iwona, Maria, Ludmila e Anna Maria che negli anni l’hanno
assistita e curata con perizia e affetto.
- Arenzano, 14 agosto 2014.
I Mirtilli. - Milano, 14 agosto 2014.
Carlo Borsani, con i figli Benedetta, Francesco
e Giovanni, si unisce al dolore di Donatella per
la perdita di
Partecipa al lutto:
– La famiglia Messa.
Jolanda Palianti Cagnacci
Partecipano al lutto:
– Luigi, Marialuisa, Monica Dalfonso.
Ciao
- Milano, 14 agosto 2014.
Nicoletta con Alessandra e Andrea si unisce al
grande dolore di Stefania e famiglia per la perdita dell’adorata mamma
Il marito Giuseppe Palianti, le figlie Mitzi con
Maurizio e Marcella, e i nipoti Beatrice e Marco
piangono la loro cara
Franco Servello
16 agosto 2003 - 16 agosto 2014
Irene e Carlo con Tatjana annunciano che la
cara mamma
La moglie Lucia, con grande nostalgia, e gli amici della
Fondazione Giancarlo Quarta Onlus ricordano
Gianna Sacchi ved. Merli
si è spenta serenamente.- Un ringraziamento a
Marisol. - Milano, 14 agosto 2014.
GIANCARLO QUARTA
Partecipa al lutto:
– La sorella Ida con Renzo e i nipoti Franco e
Giancarlo.
a coloro che l’hanno conosciuto e pensano a lui con affetto.
Milano, 15 agosto 2014
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IL SOLE
OGGI
LE PREVISIONI
PREV
PRE
VISIONI
Bari
Sorge alle
T
Tramonta
alle
Palermo Bologna Firenze
6:01
19:51
6:20
19:59
6:16
20:19
6:18
20:18
Torino
6:30
20:35
Napoli
6:12
20:00
Roma
Milano
6:17
6:23
20:30
20:10
Genova
DOMANI
Trento
Aosta
Venezia
6:26
20:29
LA LUNA
6:11
20:18
DOMENICA
Nuova
Primo quarto
Piena
Ultimo quarto
27 lug.
3 ago.
11 ago.
18 ago.
MARTEDÌ
LUNEDÌ
Trieste
Venezia
Milano
Torino
Bologna
Genova
Firenze
Ancona
Perugia
Ferragosto con ancora instabilità diffusa sui settori centro-orientali del Nord, localmente sul Levante Ligure e sull'Emilia Romagna. Meglio al Nord Ovest e
bel tempo al Centro Sud ma meno caldo. Domani, correnti più fresche da Nord portano un po' di rovesci al Nord Est e sul medio Adriatico, localmente su
Toscana, bello altrove ma più mite ovunque. Alta pressione tra domenica e lunedì con sole prevalente, torna a peggiorare al Nord martedì.
L’Aquila
ROMA
Campobasso
IN EUROPA
Bari
Potenza
Napoli
Catanzaro
Cagliari
LE TEMPERATURE
ERAT
ERA
ATURE DI OGGI
21 Aosta
23 Torino
26 Genova
24 Bologna
29 Roma
25 Campobasso
33 R. Calab
Calabria
a
32 Catania
Catania
23
22
23
23
26
25
28
24
29
31
24
29
31
28
29
29
Milano
Trento
Venezia
Trieste
Fire
r nze
re
Firenze
Perugia
Ancona
L
L’A
quila
L’Aquila
Napoli
Bari
Potenza
Catan
Palermo
Palerm
Paler
mo
Palermo
Alghero
ro
Alghero
Cagliari
Cagliar
a cura di
Olbi
VENTO
Sole
Nuvolo
Coperto
Pioggia
Rovesci Temporali
Neve
Moderato
Forte
Molto forte
Calmo
LE TEMPERATURE DI IERI IN ITALIA
min
max
Ancona
Aosta
Bari
Bologna
Bolzano
Brescia
Cagliari
22
13
23
19
19
17
22
28
23
36
28
23
24
30
S = Sereno
P = Pioggia
N
S
S
S
R
R
S
min
max
18
24
24
16
20
20
20
28
35
36
23
27
27
28
Campobasso
Catania
Crotone
Cuneo
Firenze
Genova
Imperia
N = Nuvoloso
N
S
S
N
N
N
N
L’Aquila
Lecce
Messina
Milano
Napoli
Olbia
Palermo
T = Temporale
min
max
17
22
24
17
23
22
26
26
36
35
25
31
29
32
C = Coperto
Alta
Pressione
21
Helsinki
Oslo
Copenaghen
Edimburgo
18
17
Berlino
Amsterdam
18
Londra
19
Kiev
19 Varsavia
22
Milano
Vienna
22 Belgrado
23
31
Lisbona
29
Bucarest
Tirana
Fronte
Freddo
30
Atene
39
Tunisi
Algeri
Ankara
33
25
Roma
Barcellona
26
Fronte
Caldo
21
23
Madrid
29
Praga
15
Parigi
Bassa
Pressione
20
20
16
Dublino
L
Stoccolma
19
32
30
Fronte
Occluso
MARE
Debole
Nebbia
H
L'Europa
centro-settentrionale
continua a essere
interessata da correnti
instabili nordatlantiche le
quali danno luogo a
rovesci e temporali
diffusi, più intensi sulle
regioni alpine orientali,
localmente su Nord
Germania, Nord Est
Francia e sul Sud della
Scandinavia. Qualche
rovescio o temporale,
specie pomeridiano,
anche sulle regioni
danubiane settentrionali,
bel tempo e caldo
altrove.
N
S
S
N
S
S
S
Parma
Perugia
Pescara
Pisa
Potenza
R. Calabria
Rimini
V = Neve
min
max
18
19
21
20
18
25
23
26
25
30
25
29
36
30
R = Rovesci
R
R
S
N
S
S
N
Roma
Torino
Trento
Trieste
Udine
Venezia
Verona
B = Nebbia
min
max
24
14
19
21
20
18
17
30
25
25
25
22
23
24
Mosso
Agitato
31
S
N
P
S
21
30
Bogotà
30
Caracas
25
19
Seul
Delhi Shanghai
Bangkok
SUD AMERICA
28
Pechino
N
R
NORD AMERICA
ASIA AUSTRALIA
Tokyo
28
Giacarta
30
N
15 Sydney
23
San Francisco 24
Los Angeles
26
20
Chicago
Santiago
New York
20
Città del Messico
23
21
20
16
Casablanca
Il Cairo
27
Lima
Vancouver 24
AFRICA
40
25
Rio
de Janeiro
Buenos Aires
Nairobi
Lagos
21
Luanda
30
18 Città del Capo
56
Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
Tv in chiaro - Oggi
Film e programmi
I viaggi su Marte
di Schwarzenegger
Jonny Lee Miller
Sherlock a New York
2084, Douglas Quaid (Arnold
Schwarzenegger, foto) è un
operaio ossessionato dal sogno
di vedere Marte. Si rivolge a
un’agenzia di «viaggi mentali»,
la Rekall, ma qualcosa va storto.
Atto di forza
Rete4, ore 21.15
«Un fatto storico» e «La
gestione del rischio» sono i
due episodi in onda stasera
della serie che riadatta a New
York le indagini di Sherlock
Holmes (Jonny Lee Miller, foto).
Elementary
Rai2, ore 21.10
Villaggio rimette
gli abiti di Fantozzi
Crozza imita
il premier Renzi
Respinto alle porte del Paradiso,
il ragionier Ugo Fantozzi (Paolo
Villaggio, foto) ottiene una
licenza a tempo indeterminato e
torna tra i vivi, coinvolto in
catastrofiche disavventure.
Fantozzi - Il ritorno
Italia1, ore 21.10
Humour, musica e grandi ospiti
fanno da contorno alla carrellata
di personaggi interpretati dal
comico genovese: da Matteo
Renzi (foto) a Paolo Conte e
Roberto Maroni.
Crozza a colori
La7, ore 21.10
Rai1
Rai2
Rai3
Rete4
Canale5
Italia1
La7
MTv
rai.it
rai.it
rai.it
mediaset.it/rete4
mediaset.it/canale5
mediaset.it/italia1
la7.it
9.00 SANTA MESSA
DALLA CHIESA S.
MARIA ASSUNTA IN
MAROSTICA. Relig.
9.55 A SUA IMMAGINE.
Attualità
10.25 INCONTRO DI PAPA
FRANCESCO CON I
GIOVANI DELL’ASIA
PRESSO IL
SANTUARIO SOLMOE.
Religione
12.20 DON MATTEO 6.
Telefilm
13.30 TELEGIORNALE.
14.00 TG 1 ECONOMIA. Att.
14.05 LEGAMI. Soap Opera
15.00 CAPRI 3. Telefilm
16.40 CINA, LA MURAGLIA
IGNORATA. Docum.
17.00 TG 1.
17.15 FILM UNA STELLA IN
CUCINA.
18.50 REAZIONE A CATENA.
Varietà
20.00 TELEGIORNALE.
20.30 TECHETECHETÉ - VIVE
LA GENTE. Videofram.
SERA
21.20 FILM LE DUE
EREDITÀ. (Dramm.,
Germania, 2013).
Regia di Sebastian
Grobler. Con Julia
Hartmann,
Johannes Zirner,
Ursela Monn.
Nel programma:
Tg1 60 secondi
7.35 HEARTLAND. Telefilm
8.20 LE SORELLE
MCLEOD. Telefilm
9.45 PASION PROHIBIDA.
Telefilm
10.30 TG2 INSIEME
ESTATE. Attualità
11.20 IL NOSTRO AMICO
CHARLY. Telefilm
12.10 LA NOSTRA AMICA
ROBBIE. Telefilm
13.00 TG 2 GIORNO.
13.30 TG2 EAT PARADE. Att.
13.50 TG 2 SÌ, VIAGGIARE.
Attualità
14.00 FILM MEMORIE
SEGRETE.
15.40 SENZA TRACCIA.
Telefilm
16.20 GUARDIA COSTIERA.
Telefilm
17.55 TG 2 FLASH L.I.S.
18.00 RAI TG SPORT.
18.15 TG 2. METEO 2.
18.45 IL COMMISSARIO
REX. Telefilm
20.30 TG 2 20.30.
21.00 LOL :-). Serie
6.00 RAI NEWS MORNING
NEWS. Attualità
8.00 AI CONFINI
DELL’ARIZONA.
Telefilm
8.45 FILM STASERA MI
BUTTO.
10.20 FILM SIAMO UOMINI
O CAPORALI?
12.00 TG 3. METEO 3.
12.15 RITRATTI. Documenti
12.55 TGR - IL CONCERTO
DI FERRAGOSTO.
Musica
14.00 TG REGIONE. METEO.
14.20 TG 3. METEO 3.
14.50 TG 3 L.I.S.
14.55 TERRA NOSTRA 2.
Telefilm
15.45 FILM MANAGEMENT.
17.10 GEO MAGAZINE
2014. Documentario
18.55 METEO 3.
19.00 TG 3.
19.30 TG REGIONE. METEO.
20.00 BLOB. Attualità
20.20 HOTEL 6 STELLE.
Telefilm
7.20 MIAMI VICE. Telefilm
8.15 DISTRETTO DI
POLIZIA. Telefilm
10.45 RICETTE
ALL’ITALIANA. Att.
11.30 TG 4.
12.00 RENEGADE. Telefilm
12.50 I DELITTI DEL CUOCO.
Telefilm
13.45 IL GIUDICE
MASTRANGELO.
Miniserie
15.30 LE CANZONI
DELL’ESTATE. Varietà
16.00 FILM IL BAMBINO E
IL POLIZIOTTO.
(Commedia, Italia,
1989). Regia di
Carlo Verdone.
Con Carlo Verdone,
Barbara Cupisti
18.55 TG 4.
19.35 IERI E OGGI IN TV .
Varietà
19.55 TEMPESTA D’AMORE.
Soap Opera
20.30 IL SEGRETO.
Telenovela
6.00 TG 5 PRIMA PAGINA.
Attualità
8.00 TG 5 MATTINA.
8.45 MIRACOLI DEGLI
ANIMALI. Docum.
9.05 FRATELLI
BENVENUTI. Telefilm
11.00 FORUM. Attualità
13.00 TG 5.
13.40 BEAUTIFUL.
Soap Opera
14.45 FILM FINALMENTE A
CASA. (Commedia,
Italia, 2008). Regia
di Gianfrancesco
Lazotti. Con Gerry
Scotti, Maria Amelia
Monti
16.45 FILM GLI ANGELI DI
LISA. (Commedia,
Germania, 2008).
Regia di Sophie
Allet-Coche. Con
Mira Bartuschek
18.30 CUORE RIBELLE.
Telenovela
19.10 IL SEGRETO.
Telenovela
6.05 FRIENDS. Serie
6.45 XENA, PRINCIPESSA
GUERRIERA. Telefilm
7.35 SUPERCAR. Telefilm
9.30 A-TEAM. Telefilm
11.25 HUMAN TARGET.
Telefilm. Con Mark
Valley, Chi McBride,
Jackie Earle Haley
12.25 STUDIO APERTO
13.05 SPORT MEDIASET.
14.05 I SIMPSON.
Cartoni
14.35 FUTURAMA.
Cartoni
15.00 PRETTY LITTLE
LIARS. Telefilm
16.35 DAWSON’S CREEK.
Serie
18.20 VECCHI BASTARDI.
Varietà. Conduce
Paolo Ruffini
18.30 STUDIO APERTO
19.00 VECCHI BASTARDI.
Varietà. Conduce
Paolo Ruffini
19.20 C.S.I - SCENA DEL
CRIMINE. Telefilm
6.00 TG LA7
6.55 MOVIE FLASH. Att.
7.00 OMNIBUS RASSEGNA STAMPA.
Attualità
7.30 TG LA7.
7.50 FILM JANE DOE BATTUTA DI PESCA.
9.35 STARSKY & HUTCH.
Telefilm
11.35 LE STRADE DI SAN
FRANCISCO. Telefilm
13.30 TG LA7.
14.00 FOOD MANIAC.
Attualità
14.15 JACK FROST.
Telefilm
16.15 STARSKY & HUTCH.
Telefilm
18.10 AGENTE SPECIALE
SUE THOMAS.
Telefilm. Con
Deanne Bray,
Yannick Bisson,
Rick Peters
20.00 TG LA7.
20.30 OTTO E MEZZO.
Attualità
21.10 ELEMENTARY.
Telefilm. Con Jonny
Lee Miller, Lucy Liu,
Aidan Quinn
22.50 BLUE BLOODS.
Telefilm. Con
Donnie Wahlberg,
Tom Selleck,
Bridget Moynahan
23.35 TG 2.
21.05 LA GRANDE STORIA.
Attualità.
Conduce Paolo
Mieli
23.45 TG REGIONE.
23.50 TG 3.
23.55 METEO 3.
0.00 SFIDE. Attualità.
Conduce Alex
Zanardi
21.15 FILM ATTO DI FORZA.
(Fantascienza,
Usa, 1990). Regia
di Paul Verhoeven.
Con Arnold
Schwarzenegger,
Sharon Stone,
Rachel Ticotin.
Nel programma:
Tgcom; Meteo.it
20.00 TG 5.
20.40 PAPERISSIMA
SPRINT. Varietà
21.10 FILM LETTERS TO
JULIET. (Commedia,
Usa, 2010). Regia di
Gary Winick. Con
Amanda Seyfried,
Gael García Bernal,
Vanessa Redgrave
21.10 FILM FANTOZZI
IL RITORNO.
(Commedia, Italia,
1996). Regia di Neri
Parenti. Con Paolo
Villaggio, Milena
Vukotic, Anna
Mazzamauro.
Nel programma:
Tgcom; Meteo.it
21.10 CROZZA A COLORI.
Varietà. Conduce
Maurizio Crozza
22.40 FILM IL FEDERALE.
(Commedia,
Francia/italia,
1961). Regia di
Luciano Salce.
Con Ugo Tognazzi,
Georges Wilson.
23.00 CARI AMICI VICINI E
LONTANI... Varietà
00.55 TG1 NOTTE.
1.25 CHE TEMPO FA.
1.30 CINEMATOGRAFO
ESTASTE. Attualità
23.50 OBIETTIVO PIANETA.
Attualità
0.30 HAWAII FIVE-0.
Telefilm
2.10 APPUNTAMENTO AL
CINEMA. Attualità
1.00 APPUNTAMENTO AL
CINEMA. Attualità
1.10 MAGAZZINI
EINSTEIN. Attualità
1.40 FUORI ORARIO. COSE
(MAI) VISTE.
23.40 FILM ACTION
JACKSON. (Azione,
Usa, 1988). Regia di
Craig R. Baxley.
Con Carl Weathers,
Craig T. Nelson
23.30 FILM IL SEME DELLA
DISCORDIA. (Comm.,
Italia, 2008). Regia
di Pappi Corsicato.
Con Caterina
Murino
23.15 FILM FANTOZZI 2000
- LA CLONAZIONE.
(Commedia, Italia,
1999). Regia di
Domenico Saverni.
Con Paolo Villaggio.
Rai4
Rai5
Rai
Gulp
Real
Time
Class
Tv
0.30 TG LA7.
0.45 MOVIE FLASH. Att.
0.50 FILM IL MIO AMICO
ERIC. (Commedia,
2009). Regia di Ken
Loach
mtv.it
13.20 TEEN CRIBS. Varietà
14.15 GINNASTE - VITE
PARALLELE. Varietà
15.10 CATFISH: FALSE
IDENTITA’ Serie
16.00 16 ANNI E INCINTA.
Varietà
17.20 TEEN MOM. Varietà
17.50 TEEN CRIBS. Varietà
18.50 TEENAGER IN CRISI
DI PESO. Varietà
19.50 FRIENDZONE: AMICI
O FIDANZATI?
Varietà
20.15 16 ANNI E INCINTA.
Varietà
21.10 CATFISH: FALSE
IDENTITA’ Serie
23.00 HOUSE OF FOOD PRINCIPIANTI IN
CUCINA. Varietà
Deejay TV
17.00
18.00
18.55
19.00
19.30
20.00
20.30
20.45
21.15
21.30
22.00
DEEJAY HITS. Mus.
FELICITY. Telefilm
DEEJAY TG.
TACCO 12... SI
NASCE. Varietà
VIA MASSENA 2.
Serie
THE FLOW. Musicale
LOREM IPSUM.
Musicale
FUORI FRIGO. Varietà
MICROONDE. Varietà
PASCALISTAN 2.
DocuReality
FINO ALLA FINE
DEL MONDO.
Documentario
DATI DI PROGRAMMAZIONE
FORNITI DA COMPUTIME
Amanda Seyfried
Albino Luciani
messaggera d’amore il Papa del sorriso
Sophie (Amanda Seyfried,
foto) è in viaggio a Verona col
fidanzato. Sotto casa di
Giulietta trova un’antica lettera
d’amore, e si mette sulle tracce
della donna che la scrisse.
Letters to Juliet
Canale5, ore 21.10
Il film-documento «Giovanni
Paolo I. Il Papa del sorriso»
racconta la storia di Albino
Luciani (foto). Eletto Papa nel
1978, morì improvvisamente
dopo 33 giorni di Pontificato.
La grande storia
Rai3, ore 21.05
Sfida all’impossibile: La gioventù rubata
le imprese di Bonatti secondo Truffaut
La puntata è dedicata alla
leggenda dell’alpinismo Walter
Bonatti, ricordato attraverso le
testimonianze delle persone a
lui più vicine come la compagna
Rossana Podestà e Messner.
Sfide
Rai3, ore 00.05
Parigi, fine anni 50. Un 12enne
solo e incompreso (Jean-Pierre
Léaud) ruba una macchina da
scrivere per pagarsi una gita.
Verrà scoperto e... La regia è di
François Truffaut.
I 400 colpi
LaEffe, ore 21.10
rai.it
rai.it
8.30 WAREHOUSE 13.
Serie
9.15 HAVEN. Serie
10.00 RUSH. Telefilm
10.45 FLASHPOINT. Serie
11.30 STREGHE. Serie
13.00 HAVEN. Serie
13.50 STARGATE ATLANTIS.
Telefilm
14.35 DOCTOR WHO. Serie
15.45 ONE TREE HILL. Serie
16.35 STREGHE. Serie
18.05 RAI NEWS - GIORNO.
18.10 WAREHOUSE 13.
Serie
18.55 THE LOST WORLD.
Serie
19.40 DOCTOR WHO. Serie
20.25 STARGATE ATLANTIS.
Telefilm
21.10 FILM STAR TREK L’INSURREZIONE.
(Fantascienza).
Regia di J. Frakes.
22.50 WONDERLAND.
Attualità
23.05 FILM THE
HEARTSTOPPER - IL
POTERE DEL MALE.
(Horror)
18.30 VIVALDI, CORELLI,
ROSSINI. Musica
19.15 VIVALDI. Musica
20.05 VIVALDI, BACH.
Musica
20.40 PASSEPARTOUT. Att.
21.15 FILM THE QUEEN AND
I. (Documentario)
22.55 SCARAMOUCHE
SCARAMOUCHE.
Cortometraggio
Rai
Storia
Rai
Rai
Premiumrai.it Movie
17.45 TOPAZIO. Telenovela
19.15 IL RITORNO DEL
SANTO. Serie
20.10 IL COMMISSARIO
MANARA. Serie
21.10 MA TU MI VUOI
BENE? Miniserie
22.55 FICTION MAGAZINE.
Attualità
23.25 FILM LA CULLA
VUOTA.
rai.it
19.30 ENCICLOPEDIA DEL
MARE. Documenti
20.25 IL GIORNO E LA
STORIA. Documenti
20.45 IL TEMPO E LA
STORIA. Documenti
21.25 DIARI GRANDE
GUERRA P.8 LE
ROVINE. Documenti
22.15 ANTEPRIMA.
Documenti
rai.it
15.40 FILM AL BAR DELLO
SPORT.
17.30 RAI NEWS - GIORNO.
17.35 FILM GREASE 2.
19.35 FILM TUTTI AL
MARE.
21.15 FILM BLIND MAN.
22.55 FILM SCENT OF A
WOMAN - PROFUMO
DI DONNA.
1.30 RAI NEWS - NOTTE.
rai.it
realtimetv.it
DMax
La7d
dmax.it
class.it
la7.it
17.55 WINX CLUB. Cartoni
18.20 GULP GIRL
2013/2014.
Attualità
18.45 LE SORELLE
FANTASMA. Telefilm
19.35 VIOLETTA. Telefilm
20.25 HOUSE OF ANUBIS.
Telefilm
21.15 KUNG FU PANDA.
Cartoni
18.35 IL BOSS DELLE
TORTE. Attualità
19.30 LA BOTTEGA DEI
CUPCAKE. Attualità
20.20 CUCINE DA INCUBO
USA. Attualità
21.10 RANDY: SOS
MATRIMONIO.
Attualità
22.05 WEDDING ISLAND.
Attualità
10.20 I CESARONI. Serie
12.20 LAW&ORDER. Serie
14.10 DISTRETTO DI
POLIZIA. Serie
16.00 TG GIORNO.
Attualità
16.30 TG SPORT. Attualità
18.00 LAW&ORDER. Serie
20.40 I CESARONI. Serie
22.30 LAW&ORDER. Serie
23.30 LOCK UP. Serie
14.20 MAN VS FOOD.
Varietà
15.10 CI SEI O CI FAI?
Documentario
16.00 TEXAS TARZAN.
Attualità
21.10 UNTI E BISUNTI.
Attualità
22.00 DYNAMO: MAGIE
IMPOSSIBILI.
Varietà
14.20 THE DR. OZ SHOW.
Varietà
16.55 S.O.S. TATA. Reality
18.55 TG LA7.
19.00 FOOD MANIAC. Att.
19.10 CUOCHI E FIAMME.
Attualità
21.10 FILM MOTEL
WOODSTOCK.
23.15 THE DR. OZ SHOW.
Varietà
Rai
YoYo
Iris
Cielo
La5
Tv
2000
rai.it
18.30 LA PIMPA. Cartoni
18.50 MOFY. Cartoni
19.00 TRENO DEI
DINOSAURI. Cartoni
19.30 LA CASA DI
TOPOLINO. Cartoni
19.50 I CARTONI DELLO
ZECCHINO D’ORO.
Cartoni
20.10 PEPPA PIG. Cartoni
21.20 OLIVIA. Cartoni
iris.mediaset.it
15.32 FILM INTRIGO A LOS
ANGELES.
17.13 FILM LA SECONDA
MOGLIE.
19.13 MAGNUM P.I.
Telefilm
20.06 HAZZARD. Telefilm
21.00 FILM THE WHITE
RIVER KID.
23.06 FILM TRAFFICO DI
DIAMANTI.
cielotv.it
18.40 IL BOSS DEL FAI DA
TE. Varietà
19.00 AFFARI AL BUIO TEXAS. Docum.
20.20 AFFARI DI FAMIGLIA
- LOUISIANA.
Documentario
21.10 MASTERCHEF
SPAGNA. Varietà
22.55 HOTEL INSPECTOR.
Varietà
mediaset.it
19.25 GOSSIP GIRL.
Telefilm
20.15 ROYAL PAINS.
Telefilm
21.10 FILM IL CASO
DELL’INFEDELE
KLARA.
22.55 FILM SHOPGIRL.
0.50 PRINCIPE$$E.
Documentario
1.50 ANICA FLASH.
tv2000.it
20.00 ROSARIO DA
LOURDES - IN
DIFFERITA. Religione
20.30 TG TG.
21.00 PRIMI DUE GIORNI DI
VIAGGIO DEL PAPA IN
COREA. Religione
22.05 FRANCESCO, UN
ANNO DI
PONTIFICATO.
Religione
57
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
Tv in chiaro - Domani
Rai1
Rai2
Rai3
Rete4
Canale5
Italia1
La7
rai.it
rai.it
rai.it
mediaset.it/rete4
mediaset.it/canale5
mediaset.it/italia1
9.00 TG 1.
9.05 DREAMS ROAD 2013.
Documentario
9.55 TG 1 L.I.S.
10.00 MIXITALIA . Attualità
10.30 DOPOTUTTO NON È
BRUTTO. Attualità
11.30 LINEA VERDE
ORIZZONTI ESTATE.
Attualità
12.25 FOOD MARKET’S:
PROFUMI E SAPORI
A KM Ø. Docum.
13.30 TELEGIORNALE.
14.00 LINEA BLU. Attualità
15.25 LEGAMI. Soap Opera
16.15 LA CASA DEL
GUARDABOSCHI.
Telefilm
17.00 TG 1.
17.15 A SUA IMMAGINE. Att.
17.45 PASSAGGIO A NORDOVEST. Attualità
18.50 REAZIONE A CATENA.
Varietà
20.00 TELEGIORNALE.
20.30 RAI TG SPORT.
Rubrica sportiva
SERA
20.35 TECHETECHETÉ VIVE LA GENTE.
Videoframmenti
21.20 FILM P.S. I LOVE YOU.
(Comm., Usa, 2007).
Regia di Richard
Lagravenese. Con
Hilary Swank,
Gerard Butler,
Lisa Kudrow
9.00 SULLA VIA DI
DAMASCO. Attualità
9.30 BUONA FORTUNA
CHARLIE. Telefilm
10.00 FILM LA NAVE DEI
SOGNI - VIAGGIO DI
NOZZE A LAS VEGAS.
11.20 IL NOSTRO AMICO
CHARLY. Telefilm
12.10 LA NOSTRA AMICA
ROBBIE. Telefilm
13.00 TG 2 GIORNO.
13.30 SERENO VARIABILE
ESTATE. Attualità
14.00 FILM MARIE BRAND
E IL MOMENTO
DELLA MORTE.
15.40 SQUADRA SPECIALE
COLONIA. Telefilm
16.30 SQUADRA SPECIALE
STOCCARDA. Telefilm
17.15 SQUADRA SPECIALE
LIPSIA. Telefilm
18.00 TG 2 FLASH L.I.S.
18.05 IL PALIO DI SIENA:
16 AGOSTO 2014.
Evento
20.00 LOL :-). Serie
7.15 ITALIA IN 4D. Att.
8.10 UNA GIORNATA
PARTICOLARE. Att.
9.05 FILM VIVERE IN
PACE.
10.35 FILM CUORI SENZA
FRONTIERE.
12.00 TG 3. METEO 3.
12.15 TGR IL
SETTIMANALE.
Rotocalco
12.45 LA SIGNORA DEL
WEST . Telefilm
13.35 TIMBUCTU: I VIAGGI
DI DAVIDE. Docum.
14.00 TG REGIONE. METEO.
14.20 TG 3. METEO 3.
14.50 TG3 L.I.S.
14.55 FILM UNA GITA
SCOLASTICA.
16.20 FILM IL CUORE
ALTROVE.
18.10 I MISTERI DI
MURDOCH. Telefilm
18.55 METEO 3.
19.00 TG 3.
19.30 TG REGIONE. METEO.
20.00 BLOB. Attualità
6.30 TG 4 NIGHT NEWS.
7.40 MIAMI VICE. Telefilm
8.40 DISTRETTO DI
POLIZIA. Telefilm
10.45 RICETTE
ALL’ITALIANA.
Attualità
11.30 TG 4 .
Nel programma:
Meteo.it
12.00 RENEGADE. Telefilm
12.50 I DELITTI DEL CUOCO.
Telefilm
13.45 FILM VACANZE A
ISCHIA.
16.00 IERI E OGGI IN TV
SPECIALE. Varietà
16.25 POIROT. Telefilm.
Con David Suchet,
Hugh Fraser, Philip
Jackson
18.55 TG 4.
Nel programma:
Meteo.it
19.35 IERI E OGGI IN TV.
Varietà
19.55 TEMPESTA D’AMORE.
Soap Opera
6.00 TG 5 PRIMA PAGINA.
Attualità
8.00 TG 5 MATTINA.
9.10 FINALMENTE SOLI.
Serie
9.50 MELAVERDE.
Attualità
11.00 FORUM. Attualità
13.00 TG 5.
Nel programma:
Meteo.it
13.40 DALLAS. Telefilm
14.45 FILM FINALMENTE
UNA FAVOLA.
(Comm., Italia,
2008). Regia di
Gianfrancesco
Lazotti. Con Gerry
Scotti
17.00 FILM GENERAZIONI A
CONFRONTO.
(Dramm., Usa,
2008). Regia di Bill
L. Norton. Con Alex
Black, Edward
Asner
19.00 IL SEGRETO.
Telenovela
7.20 PROVACI ANCORA
GARY. Serie
8.00 DANCE ACADEMY.
Telefilm
8.50 FILM ROXY HUNTER
E IL FANTASMA DEL
MISTERO.
(Comm., Usa, 2007)
10.35 FILM ROXY HUNTER
E IL SEGRETO DELLO
STREGONE.
(Comm., Usa, 2008)
12.25 STUDIO APERTO.
13.05 SPORT MEDIASET.
14.05 FILM DOC
HOLLYWOOD DOTTORE IN
CARRIERA.
(Comm., Usa, 1991)
15.55 FILM WILLIAM &
KATE - UN AMORE DA
FAVOLA. (Dramm.,
Usa, 2011)
17.35 VECCHI BASTARDI.
Varietà
18.30 STUDIO APERTO
19.00 FILM 2 CAVALIERI A
LONDRA.
20.30 TG 2 20.30.
21.05 FILM SHADOW OF
JUSTICE - L’OMBRA
DELLA GIUSTIZIA .
(Thriller, Germania,
2009). Regia di
Hans-Günther
Bücking. Con
Yvonne Catterfeld.
22.45 LUTHER. Telefilm
20.15 UN CASO PER DUE.
Telefilm
21.05 FILM THERE BE
DRAGONS.
(Drammatico,
Spagna/Usa, 2011).
Regia di Roland
Joffé. Con Charlie
Cox, Wes Bentley,
Dougray Scott.
20.30 IL SEGRETO.
Telenovela. Con
Megan Gracia
Montaner, Alex
Gadea
21.30 THE MENTALIST.
Telefilm. Con Simon
Baker, Robin Tunney
24.00 RIVERWORLD.
Miniserie
20.00 TG 5.
20.40 PAPERISSIMA
SPRINT. Varietà
21.10 FILM AL MOMENTO
GIUSTO. (Comm.,
Italia, 2000).
Regia di Giorgio
Panariello. Con
Giorgio Panariello,
Kasia Smutniak
21.10 FILM ROCKY III.
(Drammatico,
Usa, 1982).
Regia di Sylvester
Stallone. Con
Sylvester Stallone,
Talia Shire, Burgess
Meredith.
Nel programma:
Tgcom; Meteo.it
21.10 IL COMMISSARIO
MAIGRET. Telefilm.
Con Bruno Cremer
23.00 TG LA7.
23.15 IL COMMISSARIO
MAIGRET.
Telefilm. Con Bruno
Cremer
1.05 MOVIE FLASH.
Attualità
23.35 MISS FISHER DELITTI E MISTERI.
Telefilm
1.15 TG1 NOTTE.
1.30 FILM PRANZO DI
FERRAGOSTO.
23.40 TG 2.
23.55 TG2 DOSSIER. Att.
0.40 TG 2 STORIE. I
RACCONTI DELLA
SETTIMANA.
Attualità
22.50 TG 3.
23.05 TG REGIONE.
23.10 STELLE NERE.
Attualità. Conduce
Marco Marra
0.10 TG 3.
1.45 TG 4 NIGHT NEWS.
2.05 RIDIAMOCI SOPRA
1982.
Varietà
4.00 FILM DUE MAFIOSI
NEL FAR WEST.
23.30 FILM OMICIDIO SU
MISURA. (Thriller,
Italia, 2012). Regia
di Lamberto Bava.
Con Rob Estes,
Paolo Seganti
23.30 FILM TENTACOLI DI
PAURA. (Horror,
Canada, 2007).
Regia di Gary Yates.
Con James Van Der
Beek.
1.10 FILM BREVI AMORI A
PALMA DI MAJORCA.
(Comm., Italia/
Spagna, 1959).
Regia di Giorgio
Bianchi.
Rai4
Rai5
Rai
Storia
Real
Time
Class
Tv
rai.it
6.50 SABRINA VITA DA
STREGA. Serie
7.35 SANCTUARY. Serie
9.05 RUSH. Telefilm
9.50 FLASHPOINT. Serie
10.35 DOCTOR WHO. Serie
12.35 FILM AVALON.
14.25 FILM STAR TREK L’INSURREZIONE.
16.05 FUMETTOLOGY II GIPI PARTE 1.
Documentario
16.35 ALPHAS. Serie
18.05 RAI NEWS - GIORNO.
18.10 BROTHERS &
SISTERS “UNA
SORPRENDENTE
FESTA A SORPRESA”
Telefilm
18.55 BROTHERS &
SISTERS. Telefilm
19.40 C’ERA UNA VOLTA.
Serie
21.10 GHOST WHISPERER.
Serie
22.40 FILM JUNCTURE.
(Thriller). Regia di
James Seale.
0.25 FILM KILLER IN
VIAGGIO.
rai.it
18.20 PETRUSKA
PRESENTA. Docum.
18.25 LA BOHÈME. Opera
20.35 ACHILLE BONITO
OLIVA. Docum.
21.15 TI VUOI METTERE
CON ME? Teatro
22.45 BOLZANO DANZA
HIGH TECH. Danza
23.20 DAVID LETTERMAN
SHOW. Talk show
Rai
Rai
Premiumrai.it Movie
17.30 RAI NEWS
GIORNO.
17.35 LE RAGAZZE DI
PIAZZA DI SPAGNA.
Miniserie
19.25 FILM CORNETTI
AL MIELE.
21.10 MA TU MI VUOI
BENE? Miniserie
22.55 CADFAEL. Serie
0.25 RAI NEWS - NOTTE.
rai.it
20.30 IL GIORNO E LA
STORIA. Documenti
20.50 IL TEMPO E LA
STORIA. Documenti
21.35 ECO DELLA STORIA.
Documenti
22.30 CRASH-CONTATTO
IMPATTO
CONVIVENZA LA
SENTI QUESTA VOCE?
Documenti
rai.it
17.40 RAI NEWS - GIORNO.
17.45 FILM L’AEREO PIÙ
PAZZO DEL MONDO...
SEMPRE PIÙ PAZZO.
19.15 FILM LA CITTÀ
PROIBITA.
21.15 FILM RUBA AL
PROSSIMO TUO.
23.15 HELL ON WHEELS.
Serie
0.45 RAI NEWS - NOTTE.
Rai
Gulp
rai.it
realtimetv.it
A fil di rete
MTv
la7.it
6.00
7.25
7.30
7.50
9.45
11.45
13.30
14.00
16.10
18.10
20.00
20.30
TG LA7.
MOVIE FLASH. Att.
TG LA7.
FILM TOTÒ CERCA
MOGLIE. (Comm.,
Italia, 1950)
FILM PROFESSOR
KRANZ TEDESCO DI
GERMANIA. (Comm.,
Brasile/Italia, 1978)
FILM BELLEZZE
SULLA SPIAGGIA.
(Comm., Italia, 1961)
TG LA7.
FILM BACIAMI
STUPIDO.
(Comm., Usa, 1964)
FILM CAT BALLOU.
(Western, Usa,
1965)
L’ISPETTORE
BARNABY.
Telefilm
TG LA7.
OTTO E MEZZO SABATO. Attualità.
Conduce Lilli
Gruber
DMax
mtv.it
14.30 PLAIN JANE: LA
NUOVA ME. Varietà
15.30 TIME’S UP - COPPIE
CONTRO IL TEMPO.
Varietà
16.20 TEEN MOM 2.
Varietà
18.10 16 ANNI E INCINTA.
Varietà
19.10 TIME’S UP - COPPIE
CONTRO IL TEMPO.
Varietà
20.10 CATFISH: FALSE
IDENTITA’ Serie
21.10 PRANKED. Varietà
22.30 RIDICULOUSNESS:
VERI AMERICAN
IDIOTS. Varietà
23.30 FILM NIGHTMARE DAL PROFONDO
DELLA NOTTE.
Deejay TV
15.30 DEEJAY SUMMER
HITS. Musicale
16.55 DEEJAY TG.
17.00 DEEJAY HITS.
Musicale
18.00 FELICITY. Telefilm
18.55 DEEJAY TG.
19.00 LOREM IPSUM BEST
OF . Musicale
19.30 MICROONDE BEST OF
. Varietà
20.00 LE STRADE DI MAX
2. Serie. Con Max
Pezzali
21.00 DIRTY SEXY MONEY.
Telefilm
23.00 ALIAS. Telefilm
DATI DI PROGRAMMAZIONE
FORNITI DA COMPUTIME
La7d
dmax.it
class.it
la7.it
18.20 GULP MUSIC. Spett.
18.45 LE SORELLE
FANTASMA. Telefilm
19.35 FILM WINX CLUB - IL
SEGRETO DEL REGNO
PERDUTO.
21.10 KUNG FU PANDA.
Cartoni
21.55 FILM WINX CLUB - IL
SEGRETO DEL REGNO
PERDUTO.
18.35 PAINT ON THE ROAD.
Attualità
19.30 SOS HOME
MAKEOVER. Attualità
20.20 CUCINE DA INCUBO
USA. Attualità
21.10 IL MIO GROSSO
GRASSO MATRIMONIO
GIPSY US. Attualità
22.05 PAZZI PER IL BALLO.
Attualità
15.40 FILM GIOVANI,
CARINI E
DISOCCUPATI.
19.00 LAW&ORDER.
Telefilm
20.40 IL BELLO DELLE
DONNE. Serie
22.15 MY TECH LAB.
Attualità
22.30 RIDE & DRIVE.
Attualità
18.40 I RISTORANTI PIÙ
PAZZI DEL MONDO.
Attualità
19.30 UNTI E BISUNTI.
Attualità
20.20 BANCO DEI PUGNI.
Documentario
21.10 MATTO DA PESCARE
Pesca
22.00 SWORDS: PESCA IN
ALTO MARE Pesca
15.30 I MENÙ DI
BENEDETTA. Attualità
17.50 LE INTERVISTE
BARBARICHE.
Talk show
18.55 TG LA7.
19.00 FOOD MANIAC. Att.
19.40 CUOCHI E FIAMME.
Attualità
21.30 FILM GILDA.
23.30 FILM IL SELVAGGIO.
Rai
YoYo
Iris
Cielo
La5
Tv
2000
rai.it
18.00 IL PICCOLO
PRINCIPE. Cartoni
18.50 L’ARTE CON MATÌ E
DADÀ. Cartoni
19.05 TRENO DEI
DINOSAURI. Cartoni
19.35 LA CASA DI
TOPOLINO. Cartoni
19.55 I CARTONI DELLO
ZECCHINO D’ORO.
Cartoni
iris.mediaset.it
15.05 FILM THE WHITE
RIVER KID.
17.01 FILM PASSION
OF MIND.
18.57 FILM CACCIATORE
BIANCO, CUORE
NERO.
21.00 FILM NESTORE L’ULTIMA CORSA.
23.11 FILM POLVERE
DI STELLE.
cielotv.it
19.00 CUCINE DA INCUBO.
Varietà
20.00 AFFARI DI FAMIGLIA
- LOUISIANA.
Documentario
21.00 FILM LA STRANA
STORIA DI OLGA ‘O’
(Dramm., 1995).
23.15 LADYBOY:
IL TERZO SESSO.
Documentario
mediaset.it
17.25 FIND MY FAMILY FINALMENTE
INSIEME. Varietà
18.15 EXTREME
MAKEOVER HOME
EDITION. Docum.
20.10 NON DITELO ALLA
SPOSA. Docum.
21.10 FILM IL MIO CANE
SKIP.
22.00 TG COM.
tv2000.it
19.55 STORIE DA LOURDES.
Attualità
20.00 ROSARIO DA
LOURDES DIFFERITA. Religione
20.30 TG TG.
21.00 PRIMI DUE GIORNI DI
PAPA FRANCESCO IN
COREA. Religione
22.05 LA CANZONE DI NOI
LA GARA. Varietà
di Aldo Grasso
«Mad Men» salvata
dalla tv on demand
L’
attesa è finita, e una serie-capolavoro come Mad
Men può finalmente tornare in tv (o qualcosa del genere). Negli ultimi anni si sono perse le tracce di
quel tassello fondante di certa «quality television»:
la serie scritta da Matthew Weiner, centrata sull’infinita caduta di Don Draper, valente pubblicitario degli anni
Vincitori e vinti
Sessanta.
Scordata, svanita: dopo una
marcia — a dire il vero non proHenning
priamente trionfale — nella proBaum
grammazione di Cult e poi di FX,
Lo sbirro
reti ormai defunte di Sky (con la
tedesco
pay-tv ferma quindi alla quarta
sconfigge i
stagione), e nonostante la resimostri italiani.
stenza in chiaro della sempre
Prime time di Raiuno
meritoria Rai4 (che, sola, ha tracon Last Cop
smesso anche la quinta), la sesta
e il protagonista
annata della serie (trasmessa neHenning Baum:
gli Usa più di un anno fa, nella
per 2.573.000
primavera 2013) non era finora
spettatori, 14,1%
arrivata in Italia. Stavolta, però, a
di share.
colmare il divario non è più una
tv tradizionale, ma un servizio
on demand, un alfiere del non liSabrina
neare: da un paio di mesi, infatti,
Ferilli
TIMvision — in precedenza nota
I mostri
come Cubovision, di proprietà
italiani
di Telecom Italia — si è aggiudisuperati dallo
cata in esclusiva la sesta stagiosbirro tedesco. Prime
ne, e mette inoltre a disposiziotime di Canale 5
ne (su smart tv, tablet e pc) tutte
I mostri oggi
le puntate delle precedenti.
(idealmente il seguito
TIMvision, ma anche Infinity
dei Mostri di Dino Risi,
e Sky Online, in attesa di Netflix,
1963) con Sabrina
smuovono così il mercato e inFerilli: 1.854.000
sieme arricchiscono la nostra
spettatori,
esperienza di spettatori. Quando
11,3% di share.
bastano pochi click, la scorpacciata di puntate — gli americani
lo chiamano «binge watching» — è un piacere che ci possiamo
permettere. Sempre che questo nuovo rito prosegua anche per
la settima, e ahinoi ultima, stagione della serie.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Forum «Televisioni»: www.corriere.it/grasso
Videorubrica «Televisioni»: www.corriere.tv
Film e programmi
La vedova Swank
Giorgio Panariello
prova a ricominciare reporter d’assalto
Una giovane vedova (Hilary
Swank) scopre che il suo
ultimo marito (Gerald Butler)
le ha lasciato dieci messaggi
per aiutarla ad alleviare il
dolore e a ricominciare...
P.S. I Love You
Rai1, ore 21.20
Un giornalista di una piccola
tv toscana (Giorgio Panariello)
ottiene un contratto da inviato
per un network nazionale. Ma,
se vuole tenere il posto, entro
un anno deve fare uno scoop.
Al momento giusto
Canale5, ore 21.10
58
Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
59
Corriere della Sera Venerdì 15 Agosto 2014
Pay Tv
Sky
Cinema
Documentari
9.00 ATLETICA: 4A GIORNATA
Campionato Europeo. Diretta
Eurosport
10.05 CALCIO: REAL MADRID - SIVIGLIA
Supercoppa Europea
Sky Sport 1 HD
12.00 CALCIO: PAOK SALONICCO INTER Incontro Amichevole
Sky Sport 1 HD
13.05 TENNIS: S. MARINO OPEN 2A
SEMIFINALE RaiSport 1
13.45 CALCIO: INTER - JUVENTUS Serie
A 2013/14 Sky Sport 1 HD
14.00 BEACH SOCCER: ITALIA BEACH
SOCCER TOUR: OSTIA. 1A PARTE
Sky Sport 1 HD
14.45 CICLISMO: 5A TAPPA Eneco Tour.
Diretta Eurosport
15.00 BEACH SOCCER: ITALIA BEACH
SOCCER TOUR: OSTIA. 2A PARTE
Sky Sport 1 HD
16.45 ATLETICA: 3A GIORNATA
Campionato Europeo Eurosport
17.00 TENNIS: QUARTI DI FINALE 1-3.
SESSIONE DIURNA ATP World Tour
Masters 1000 Cincinnati. Diretta
Sky Sport 1 HD
18.15 ATLETICA LEGGERA: CAMPIONATI
EUROPEI 2014 4° GIORNATA
RaiSport 1
19.00 WRESTLING: WWE NXT
Sky Sport 2 HD
20.00 WRESTLING: WWE SUPERSTARS
Sky Sport 2 HD
21.00 WRESTLING: WWE DOMESTIC
SMACKDOWN! Sky Sport 2 HD
22.15 CHAMPIONS LEAGUE Strongest
Man. Differita Eurosport
22.45 RUGBY: WARATAHS - CRUSADERS
Super 15 Sky Sport 2 HD
23.00 TENNIS: QUARTI DI FINALE 1-3.
SESSIONE DIURNA ATP World Tour
Masters 1000 Cincinnati
Sky Sport 1 HD
23.15 ATLETICA: 4A GIORNATA
Campionato Europeo Eurosport
0.15 ATLETICA LEGGERA: CAMPIONATI
EUROPEI 2014 4° GIORNATA
RaiSport 1
14.00 I MAGHI DEL GARAGE
MATTINA
National Geographic
10.25 AGENTE 007 - SOLO PER I TUOI
14.40 MALATTIE MISTERIOSE
OCCHI James Bond (R. Moore) e la
Discovery Science
figlia (C. Bouquet) di un archeologo
15.20 TOP GEAR Discovery Channel HD
assassinato, devono recuperare un
15.45 CACCIATORI D’ORO
sonar. Pellicola numero dodici.
National Geographic
Sky Cinema Max HD
16.05 I SETTE PECCATI CAPITALI
History Channel
11.55 LE AVVENTURE DI SHARKBOY E
16.10 COME È FATTO Discovery Science
LAVAGIRL IN 3-D Robert Rodriguez
PER TUTTO L’ORO DEL MONDO
dirige e scrive una commedia per
National Geographic
POMERIGGIO
16.55 MOUNTAIN MEN: GLI ULTIMI
PIONIERI History Channel
13.40 UN WEEKEND DA BAMBOCCIONI 2
17.00 MEGAFABBRICHE - PORSCHE 911
Lenny ha deciso di trasferirsi con la
National Geographic
sua famiglia in una piccola cittadina
17.55 CLIMA DEL TERZO TIPO
dove sia lui che i suoi amici sono
cresciuti ma... Sky Cinema 1 HD
Discovery Science
14.50 THE BEACH D. Boyle - regista di
18.10 LA FEBBRE DELL’ORO
“Trainspotting” - dirige L. DiCaprio
Discovery Channel HD
in Thailandia, alla ricerca di un’isola
18.25 VIAGGI NELLO SPAZIO
incontaminata. Sky Cinema Cult
Discovery Science
15.35 IL MATRIMONIO CHE VORREI Kay
18.45 CACCIATORI D’ORO
e Arnold, sposati da 31 anni, volano
National Geographic
nel Maine per partecipare a un
19.05 FAST N’ LOUD
corso di terapia di coppia e
Discovery Channel HD
ritrovare la vecchia intesa. Sky
19.25 AFFARI DI FAMIGLIA
Cinema Passion HD
History Channel
20.00 MUOVITI O MUORI
SERA
National Geographic
21.00 L’UOMO CHE AMAVA LE DONNE
20.10 AFFARI AL BUIO - NEW YORK
F. Truffaut descrive il suo punto di
History Channel
vista sulle donne, con leggerezza e
20.55 DUBAI. IL MEGA AEROPORTO
ironia. “Le gambe delle donne sono
National Geographic
i compassi che misurano il mondo”.
21.00 ACQUARI DI FAMIGLIA
Sky Cinema Classics
Discovery Channel HD
FRANKENWEENIE Dopo aver
PIRAMIDI: LA VALLE MALEDETTA
perso il suo fedele cane Sparky, il
History Channel
giovane Victor sfrutta il potere della
21.10 SEGNALI DAL FUTURO CON
scienza per riportare in vita il suo
JAMES WOODS Discovery
amico. Sky Cinema Cult
Science
IL GRANDE E POTENTE OZ Oscar
21.35 IL REGNO DEI DINOSAURI K2
Diggs, un illusionista ciarlatano,
21.45 L’IMPERO DELLA DROGA
viene trasportato nel fantastico
National Geographic
Regno di Oz. Prequel del celebre
22.00 RIVER RENEGADES: I RIBELLI DEL
film del 1939. Sky Cinema Family
FIUME Discovery Channel HD
007 - LA MORTE PUÒ
STEVIE WONDER History Channel
ATTENDERE James Bond (P.
MALATTIE MISTERIOSE LEI
22.05 MEGA NAVI Discovery Science
Brosnan) è a capo di un’operazione
Sport e News
Documentari
10.05 BEACH SOCCER: ITALIA BEACH
SOCCER TOUR: OSTIA. 1A PARTE
Sky Sport 1 HD
11.55 CALCIO: SINGAPORE SELECTION JUVENTUS Incontro Amichevole.
Diretta Sky Sport 1 HD
13.05 TENNIS: S. MARINO OPEN FINALE
RaiSport 1
13.15 ATLETICA: 4A GIORNATA
Campionato Europeo Eurosport
14.55 ATLETICA LEGGERA: CAMPIONATI
EUROPEI 2014 5° GIORNATA
RaiSport 1
15.45 CALCIO: NAPOLI - MILAN Serie A
2013/14 Sky Sport 1 HD
16.30 CALCIO: REAL MADRID ATLETICO MADRID UEFA
Champions League 2013/14 Sky
Sport 1 HD
16.55 RUGBY: SUDAFRICA - ARGENTINA
The Rugby Championship. Diretta
Sky Sport 2 HD
17.00 CALCIO: REAL MADRID - SIVIGLIA
Supercoppa Europea Sky Sport 1
HD
18.55 CALCIO: SINGAPORE SELECTION JUVENTUS Incontro Amichevole Sky
Sport 1 HD
19.00 RUGBY: AUSTRALIA - ALL BLACKS
The Rugby Championship Sky Sport
2 HD
20.30 TENNIS: S. MARINO OPEN 2A
SEMIFINALE RaiSport 1
20.40 CALCIO: REAL MADRID FIORENTINA Incontro Amichevole.
Diretta Sky Sport 1 HD
21.00 TENNIS: 1A SEMIFINALE ATP World
Tour Masters 1000 Cincinnati. Diretta
Sky Sport 2 HD
22.00 CALCIO: BRASILE - GERMANIA
Coppa del Mondo Femminile U20
Eurosport
22.45 CALCIO: UNA PARTITA Coppa del
Mondo Femminile U20. Diretta
Eurosport
14.40 NASA X-FILES Discovery Science MATTINA
14.51 AFFARI DI FAMIGLIA History
11.50 L’UOMO CHE AMAVA LE DONNE F.
Channel
15.15 PROVACI ANCORA BOB!
Truffaut descrive il suo punto di
History Channel
vista sulle donne, con leggerezza e
15.20 AIRPLANE REPO: OPERAZIONE
ironia. “Le gambe delle donne sono i
RECUPERO Discovery Channel HD
compassi che misurano il mondo”.
15.38 PROVACI ANCORA BOB!
History Channel
Sky Cinema Classics
15.40 NASA X-FILES Discovery Science
POMERIGGIO
16.00 UNA NOTTE AL MUSEO
History Channel
13.55 FRANKENSTEIN JUNIOR M.
16.15 GAME OF STONES: A CACCIA DI
Brooks, specialista in parodie,
GEMME Discovery Channel HD
raggiunge qui il suo risultato più
17.05 PER TUTTO L’ORO DEL MONDO
riuscito. Capolavoro della
National Geographic
commedia, con G. Wilder e M.
17.20 LA SECONDA CASA NON SI
Feldman. Sky Cinema Cult
SCORDA MAI LEI
14.50 ALEXANDER Le gesta di Alessandro
17.30 NASA X-FILES Discovery Science
III di Macedonia (356-323 a.C.). Il
17.40 MISSIONE RESTAURO
ruolo del condottiero è affidato a C.
History Channel
18.00 ACCESS 360 PRAGA
National Geographic
18.25 A CACCIA DI TESORI
History Channel
19.00 MEGAEXPERIENCE: EUROFIGHTER
National Geographic
19.10 MUOVITI O MUORI National
Geographic
20.00 AFFARI AL BUIO - NEW YORK
History Channel
20.05 ESPERIMENTI ESPLOSIVI
National Geographic
20.55 TESTIMONI DEL DISASTRO
National Geographic
21.00 MOONSHINERS Discovery
SERA
Channel HD
21.00 TOTÒ CONTRO IL PIRATA NERO Film
21.10 MALATTIE MISTERIOSE
girato utilizzando scenografie, costumi
Discovery Science
21.35 AUSTIN STEVENS: ANIMALI
e sequenze provenienti dalla “Regina
PERICOLOSI K2
dei pirati”. Totò è diretto da F. Cerchio.
21.40 SWAMP PEOPLE History Channel
Sky Cinema Classics
21.45 TERRA. UN PIANETA DA
LA FOLLIA DI HENRY Simon, giovane
AGGIUSTARE National Geographic
emarginato, incontra Henry, convinto di
22.00 MOONSHINERS
essere un poeta. Questo scatena in
Discovery Channel HD
DOMANI
OGGI
Sport e News
Australia, anni 70. I fratelli Kelly (Sam
Worthington e Xavier Samuel, foto)
hanno una sola grande passione:
cavalcare onde enormi. Lotteranno
contro tutti per realizzare i loro sogni
e trasformare il surf nella moderna
industria che conosciamo oggi.
Drift - Cavalca l’onda
Sky Cinema 1, oggi ore 21.10
Hawke pilota automobilistico
agli ordini del cattivo Voight
Per liberare la moglie dalle mani di
un sequestratore, un pilota (Ethan
Hawke, foto) deve seguire gli ordini
impartiti da una voce misteriosa (Jon
Voight) che segue ogni sua mossa
attraverso delle piccole telecamere
installate nell’auto che sta guidando.
Getaway - Senza via di fuga
Premium Cinema, oggi ore 21.15
mittente anima gli abitanti del tranquillo
paesino di Loblolly. Helen è decisa a
indagare. Sky Cinema Hits HD
12.35 AGENTE 007 - VENDETTA PRIVATA
Sesto film della serie Bond prodotta
da Albert R. Broccoli, quinto diretto
da J. Glen e secondo con T. Dalton.
Ottenne poco successo.
Sky Cinema Max HD
16.50 MANHATTAN Imperdibile classico
diretto e interpretato da Woody Allen
con Diane Keaton. Sky Cinema Cult
17.05 IRON MAN 3 Per salvare il suo
paese e i suoi cari Tony Stark / Iron
Man deve vedersela col
pericolosissimo Mandarino, leader
terrorista. Sky Cinema 1 HD
18.30 LINCOLN Premio Oscar per Daniel
Day-Lewis nei panni del Presidente
Abraham Lincoln alle prese con
l’abolizione della schiavitù.
Sky Cinema Cult
19.05 AGENTE 007 - MISSIONE
GOLDFINGER La scena in cui S.
Connery esce dall’acqua, si toglie la
muta e indossa un abito da sera con
fiore all’occhiello è da antologia
bondiana. Sky Cinema Max HD
19.20 UNA NOTTE DA LEONI 3 Alan fugge
dall’ospedale psichiatrico in cui è
stato rinchiuso e i suoi amici tentano
di riacciuffarlo prima che sia troppo
tardi. Sky Cinema 1 HD
19.25 SAMMY 2 - LA GRANDE FUGA Le
due tartarughe marine Sammy e Ray
vengono catturate e trasportate in un
parco acquatico di Dubai. Qui
organizzerannola fuga!
Sky Cinema Family
segreta nella Corea del Nord, ma
nulla va come preventivato. Con H.
Berry. Sky Cinema Max HD
TI VA DI BALLARE? Un ballerino
professionista (A. Banderas) per
volontariato insegna danza in una
scuola con teen-ager socialmente
disadattati.
Sky Cinema Passion HD
21.10 DRIFT - CAVALCA L’ONDA
Ambientato negli anni 70 in
Australia, il film racconta le
avventure dei fratelli Kelly, che
hanno una sola passione: cavalcare
onde enormi. Sky Cinema 1 HD
22.30 FRANKENSTEIN JUNIOR M.
Brooks, specialista in parodie,
raggiunge qui il suo risultato più
riuscito. Capolavoro della
commedia, con G. Wilder e M.
Feldman. Sky Cinema Cult
23.00 SPARA CHE TI PASSA Ana (F. Neri),
splendida cavallerizza di un circo,
viene violentata da tre giovani. Si
vendica senza pietà. Dirige C. Saura.
Sky Cinema Passion HD
23.05 GLI ANNI IN TASCA F. Truffaut
descrive, con la sua tipica
leggerezza, il passaggio dall’infanzia
all’adolescenza di alcuni ragazzini.
Sky Cinema Classics
23.10 ASTERIX E OBELIX: AL SERVIZIO
DI SUA MAESTÀ Cesare nel 50
a.C. decide di invadere la Britannia.
La regina del luogo manda un suo
ufficiale a chiedere aiuto a un
piccolo villaggio.
Sky Cinema Family
Cinema
Satellite & digitale terrestre
Il sogno di due fratelli australiani:
fare del surf un business
ragazzi, da vedere in 3-D.
Sky Cinema Family
12.05 GLORIA Appena uscita di prigione,
Gloria si ritrova a badare a un
ragazzino portoricano in possesso di
un dischetto compromettente.
Sky Cinema Passion HD
12.15 LA LETTERA D’AMORE Una
misteriosa lettera d’amore priva di
12.20 007 - LA MORTE PUÒ
ATTENDERE James Bond (P.
Brosnan) è a capo di un’operazione
segreta nella Corea del Nord, ma
nulla va come preventivato. Con H.
Berry. Sky Cinema Max HD
12.35 ASTERIX E OBELIX: AL SERVIZIO
DI SUA MAESTÀ Cesare nel 50
a.C. decide di invadere la Britannia.
La regina del luogo manda un suo
ufficiale a chiedere aiuto a un
piccolo villaggio.
Sky Cinema Family
Farrell, per la regia di O. Stone. Sky
Cinema 1 HD
16.30 RITORNO DAL PARADISO Il comico
Lance arriva troppo presto in
paradiso e bisogna trovare subito un
corpo attraverso cui rispedirlo sulla
Terra. Sky Cinema Hits HD
18.05 FREERUNNER - CORRI O MUORI
Ryan ha un sogno: vincere
abbastanza soldi con le gare di
freerunnig per portare tutti i suoi
cari fuori dalle baraccopoli di Metro
City. Sky Cinema Hits HD
19.00 L’ANGELO CON LA PISTOLA Una
giovane cameriera vendicatrice e un
commissario di polizia sfiduciato
uniscono le forze contro la
criminalità. Sky Cinema Classics
Simon una libertà creativa che lo
fortifica. Sky Cinema Cult
LE 5 LEGGENDE Il film racconta la
storia di un gruppo di eroi conosciuti ai
bambini: Babbo Natale, Il Coniglio
Pasquale, La Fatina dei Denti...
Sky Cinema Family
CASINO ROYALE Primo James Bond
interpretato da D. Craig. Nel cast
internazionale anche G. Giannini.
Sky Cinema Max HD
PRIMA O POI MI SPOSO Lei
organizza matrimoni. Lui è un bel
medico che sta per sposarsi e tra i due
scocca la scintilla...
Sky Cinema Passion HD
Intrattenimento
Ragazzi
10.35 TALHOTBLOND Sky Cinema
Passion HD
11.35 PROJECT RUNWAY USA 10
Fox Life
11.40 INTOUR Disney Channel
11.50 TUTTO CUCCIOLI Sky Uno
12.35 MASTERCHEF AUSTRALIA
Sky Uno
13.30 CHI VESTE LA SPOSA-MAMMA
CONTRO SUOCERA LEI
13.35 HELL’S KITCHEN USA Sky Uno
14.40 BARBIE PRESENTA POLLICINA
DeAkids
15.10 DINNER DATE - AMORE IN
CUCINA Sky Uno
16.05 MASTERCHEF AUSTRALIA
Sky Uno
16.45 PROJECT RUNWAY USA 10
Fox Life
17.00 MASTERCHEF AUSTRALIA
Sky Uno
17.55 FRATELLI IN AFFARI Sky Uno
18.20 BARBIE E LE 12 PRINCIPESSE
DANZANTI DeAkids
18.40 INTOUR Disney Channel
18.45 FRATELLI IN AFFARI Sky Uno
19.15 CODE: 9 Disney Channel
19.30 IL BOSS DELLA CASA Sky Uno
20.20 GOT TO DANCE - NATI PER
BALLARE UK Sky Uno
21.00 PROJECT RUNWAY ALL STARS 3
Fox Life
21.10 GOT TO DANCE - NATI PER
BALLARE UK Sky Uno
21.15 TAKESHI’S CASTLE
Cartoon Network
21.30 CASE DA INCUBO LEI
21.40 TAKESHI’S CASTLE
Cartoon Network
21.45 CUCINE DA INCUBO 2 Fox Life
22.00 GOT TO DANCE - NATI PER
BALLARE UK Sky Uno
22.25 INTOUR Disney Channel
22.35 CUCINE DA INCUBO 2 Fox Life
22.50 STRADE DA INCUBO Sky Uno
23.00 LE IDEE ESPLOSIVE DI NATHAN
FLOMM Sky Cinema 1 HD
23.35 NAKED VEGAS - NUDI E DIPINTI
Sky Uno
14.35
15.00
15.20
15.25
Intrattenimento
Ragazzi
10.35 I BOSS DELLA SABBIA Sky Uno
11.40 INTOUR Disney Channel
11.45 NAKED VEGAS - NUDI E DIPINTI
Sky Uno
12.30 STRADE DA INCUBO Sky Uno
14.05 PROJECT RUNWAY ALL STARS 3
Fox Life
14.30 BRITAIN’S GOT TALENT Sky Uno
14.55 CUCINE DA INCUBO 2 Fox Life
HELL’S KITCHEN USA Sky Uno
15.30 CHI VESTE LA SPOSA-MAMMA
CONTRO SUOCERA LEI
15.40 HELL’S KITCHEN USA Sky Uno
15.45 CUCINE DA INCUBO 2 Fox Life
16.30 STRADE DA INCUBO Sky Uno
17.15 BAR DA INCUBO Sky Uno
17.45 LE IDEE ESPLOSIVE DI NATHAN
FLOMM Sky Cinema 1 HD
18.05 E POI C’È CATTELAN Sky Uno
18.55 NAKED VEGAS - NUDI E DIPINTI
Sky Uno
19.30 RICORDAMI ANCORA
Sky Cinema Hits HD
19.40 I BOSS DELLA SABBIA Sky Uno
19.45 DISNEY’S KIM POSSIBLE: LA
SFIDA FINALE Sky Cinema Family
20.00 I BOSS DELLA SABBIA Sky Uno
20.05 QUATTRO MATRIMONI IN ITALIA
Fox Life
20.25 I BOSS DELLA SABBIA Sky Uno
20.45 BARBIE E LO SCHIACCIANOCI
DeAkids
BRITAIN’S GOT TALENT Sky Uno
21.00 CHI VESTE LA SPOSA-MAMMA
CONTRO SUOCERA LEI
21.10 BRITAIN’S GOT TALENT Sky Uno
22.25 INTOUR Disney Channel
22.40 MEAN GIRLS 2
Sky Cinema Family
E POI C’È CATTELAN Sky Uno
23.30 BAR DA INCUBO Sky Uno
0.15 PROJECT RUNWAY ALL STARS 3
Fox Life
0.20 ADRENALINA PURA Sky Uno
1.00 HELP KITCHEN - GUAI IN PADELLA
DeAkids
14.30 NEW TOM & JERRY SHOW
Boomerang
14.55 MY LITTLE PONY: L’AMICIZIA È
MAGICA Boomerang
15.00 SPONGEBOB Nickelodeon
15.45 ZIG & SHARKO Boomerang
15.50 DUE FANTAGENITORI Nickelodeon
16.00 STEVEN UNIVERSE
Cartoon Network
16.05 DISNEY TOPOLINO
Disney Channel
16.45 DORAEMON Boomerang
17.00 ROCKET MONKEYS K2
17.10 THE LOONEY TUNES SHOW
Boomerang
17.25 YIN YANG YO K2
18.10 LEONE IL CANE FIFONE
Cartoon Network
18.15 I DALTON DeAkids
18.20 NEW TOM & JERRY SHOW
Boomerang
18.25 I DALTON DeAkids
18.35 LEONE IL CANE FIFONE
Cartoon Network
19.00 BRUTTI E CATTIVI
Cartoon Network
19.20 SPONGEBOB Nickelodeon
19.50 ADVENTURE TIME
Cartoon Network
19.55 LE NUOVE AVVENTURE DI PETER
PAN DeAkids
20.10 SPONGEBOB Nickelodeon
20.15 LO STRAORDINARIO MONDO DI
GUMBALL Cartoon Network
20.20 ROBIN HOOD ALLA CONQUISTA DI
SHERWOOD DeAkids
I DALTON K2
20.25 SPONGEBOB Nickelodeon
20.30 ROBIN HOOD ALLA CONQUISTA DI
SHERWOOD DeAkids
20.40 REGULAR SHOW Cartoon Network
20.45 I DALTON K2
21.05 NEW TOM & JERRY SHOW
Boomerang
REGULAR SHOW Cartoon Network
21.10 I DALTON K2
15.45
15.50
16.15
16.20
16.35
16.40
16.45
17.00
17.05
17.30
17.50
17.55
18.15
18.20
18.40
18.45
19.05
19.10
19.25
19.30
19.50
20.05
20.15
20.40
20.50
21.00
21.10
REGULAR SHOW Cartoon Network
REGULAR SHOW Cartoon Network
I PUFFI Boomerang
TEEN TITANS GO!
Cartoon Network
TOM & JERRY TALES Boomerang
I DALTON K2
KUNG FU PANDA Rai Gulp
ADVENTURE TIME
Cartoon Network
KUNG FU PANDA Rai Gulp
OGGY E I MALEDETTI
SCARAFAGGI DeAkids
THE LOONEY TUNES SHOW
Boomerang
SPACE GOOFS K2
ADVENTURE TIME
Cartoon Network
OGGY E I MALEDETTI
SCARAFAGGI DeAkids
MY LITTLE PONY: L’AMICIZIA È
MAGICA Boomerang
WINX CLUB DeAkids
TEENAGE MUTANT NINJA
TURTLES Nickelodeon
YU-GI-OH! ZEXAL K2
UNCLE GRANDPA
Cartoon Network
I DALTON K2
DORAEMON Boomerang
HUBERT E TAKAKO K2
THE LOONEY TUNES SHOW
Boomerang
I DALTON K2
REGULAR SHOW Cartoon Network
OGGY E I MALEDETTI
SCARAFAGGI Boomerang
SPONGEBOB Nickelodeon
NEW TOM & JERRY SHOW
Boomerang
OGGY E I MALEDETTI
SCARAFAGGI DeAkids
I DALTON DeAkids
MY LITTLE PONY: L’AMICIZIA È
MAGICA Boomerang
I DALTON DeAkids
LE NUOVE AVVENTURE DI PETER
PAN DeAkids
I DALTON K2
Mediaset Premium
Craig agente 007 sfida a poker
un banchiere legato ai terroristi
James Bond (Daniel Craig, foto)
deve fermare e smantellare la rete
terroristica mondiale collegata al
losco banchiere Le Chiffre (Mads
Mikkelsen). La missione di 007 è di
batterlo in un torneo di poker
milionario al Casino Royale.
Casino Royale
Sky Cinema Max, domani ore 21
Da pizzaiolo a ricco ereditiere
ma non sono solo rose per Sandler
Longfellow Deeds (Adam Sandler,
foto) è un pizzaiolo, aspirante poeta.
La sua vita cambia radicalmente
grazie all’ingente eredità lasciatagli
da un lontano parente. Su di lui si
avventano presto avvoltoi e
giornalisti in cerca di scoop.
Mr. Deeds
Studio Universal, domani ore 21.15
OGGI
14.42 DR. HOUSE - MEDICAL DIVISION.
Telefilm JOI
14.44 ER-MEDICI IN PRIMA LINEA.
Telefilm MYA
15.14 21 GRAMMI - IL PESO
DELL’ANIMA. Film Premium
Cinema
15.15 IL CLUB DEGLI IMPERATORI.
Film Studio Universal
15.29 DR. HOUSE - MEDICAL DIVISION.
Telefilm JOI
15.34 THE VAMPIRE DIARIES.
Telefilm MYA
16.20 UNA MAMMA PER AMICA.
Telefilm MYA
17.03 THE MIDDLE. Telefilm JOI
17.10 UN DIVORZIO DA CANI. Film Tv MYA
17.10 10 COSE DI NOI. Film Studio
Universal
17.16 SHE’S SO LOVELY - COSÌ CARINA.
Film Premium Cinema
17.28 PARKS AND RECREATION.
Telefilm JOI
17.49 SPECIALI JOI. Rubrica JOI
18.35 IL FAVOLOSO ANDERSEN.
Film Studio Universal
18.48 THE VAMPIRE DIARIES.
Telefilm MYA
DOMANI
19.02 GHOST - FANTASMA.
Film Premium Cinema
19.15 HUSTLE - I SIGNORI DELLA
TRUFFA. Telefilm JOI
19.35 ONE TREE HILL. Telefilm MYA
20.14 HUSTLE - I SIGNORI DELLA
TRUFFA. Telefilm JOI
20.24 ONE TREE HILL. Telefilm MYA
20.40 A NOI PIACE CORTO.
Show Studio Universal
21.15 GETAWAY - VIA DI FUGA.
Film Premium Cinema
21.15 THE ORIGINALS. Telefilm MYA
21.15 WOODSTOCK - TRE GIORNI DI
PACE, AMORE E MUSICA.
Film Studio Universal
22.02 THE ORIGINALS.
Telefilm MYA
22.27 PARKS AND RECREATION.
Telefilm JOI
22.46 UN ALIBI PERFETTO. Film
Premium Cinema
22.51 NIP’N TUCK. Telefilm MYA
22.53 PARKS AND RECREATION.
Telefilm JOI
23.43 DRACULA. Telefilm MYA
0.29 PLUS. Show Premium Cinema
0.32 DRACULA. Telefilm MYA
11.40
11.50
12.20
12.26
12.29
13.12
13.40
13.53
13.59
14.01
14.25
14.46
15.31
15.40
16.02
16.05
16.19
16.35
16.49
HELLCATS. Telefilm MYA
GERONIMO. Film Studio Universal
ZOOM. Show Premium Cinema
GOSSIP GIRL. Telefilm MYA
GETAWAY - VIA DI FUGA.
Film Premium Cinema
GOSSIP GIRL. Telefilm MYA
CHROMOPHOBIA.
Film Studio Universal
LA MADRE. Film Premium Cinema
GOSSIP GIRL. Telefilm MYA
PARKS AND RECREATION.
Telefilm JOI
PARKS AND RECREATION.
Telefilm JOI
THE CARRIE DIARIES.
Telefilm MYA
HART OF DIXIE. Telefilm MYA
GHOST - FANTASMA.
Film Premium Cinema
PSYCH. Telefilm JOI
CLOSE UP.
Documentario Studio Universal
DALLAS. Telefilm MYA
TUTTI GLI UOMINI DEL
PRESIDENTE - LA VERA STORIA.
Documentario Studio Universal
PSYCH. Telefilm JOI
17.05 DALLAS. Telefilm MYA
17.36 PSYCH. Telefilm JOI
17.44 TRAVOLTI DAL DESTINO.
Film Premium Cinema
17.56 THE ORIGINALS. Telefilm MYA
18.15 TUTTI GLI UOMINI DEL
PRESIDENTE.
Film Studio Universal
18.44 THE ORIGINALS. Telefilm MYA
19.25 LA RIVOLTA DELLE EX.
Film Premium Cinema
19.32 DRACULA. Telefilm MYA
19.36 DR. HOUSE - MEDICAL DIVISION.
Telefilm JOI
20.22 DRACULA. Telefilm MYA
20.25 DR. HOUSE - MEDICAL DIVISION.
Telefilm JOI
20.45 CHI TI CREDI DI ESSERE?.
Documentario Studio Universal
21.15 VOICES. Film Premium Cinema
21.15 DRACULA. Telefilm MYA
21.15 MR. DEEDS. Film Studio Universal
22.04 DRACULA. Telefilm MYA
22.06 THE MIDDLE. Telefilm JOI
22.30 THE MIDDLE. Telefilm JOI
22.55 THE VAMPIRE DIARIES.
Telefilm MYA
22.55 FOCUS. Show Studio Universal
60
Venerdì 15 Agosto 2014 Corriere della Sera
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