“Chiude un Dea”:voci e smentite

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LA STAMPA
SABATO 8 NOVEMBRE 2014
POLEMICA. IL SINDACO DI OMEGNA HA INCONTRATO GIOVEDÌ LA RAPPRESENTANZA
.
VCO .45
VALLE STRONA
“Chiude un Dea”: voci e smentite
Dopo la frana
si lavora
per riaprire
Il Vco perderebbe uno dei due reparti, Domo o Verbania. Mellano: “Solo illazioni” la provinciale
VINCENZO AMATO
OMEGNA
«Un Dea nel Vco sarà chiuso,
resta solo da decidere quale,
se a Verbania o Domodossola». La notizia al momento si
basa su indiscrezioni di corridoi, sulle voci dei «ben informati»: nessuna delle fonti
ufficiali al momento la conferma. Ma nell’arco di poche
ore nel Vco è scoppiato il consueto «panico da sanità».
Le paure sono emerse dopo che, un po’ a sorpresa, l’altra sera il sindaco di Omegna
Maria Adelaide Mellano,
presidente della conferenza
dei primi cittadini dell’Asl
Vco, ha convocato i colleghi
della rappresentanza per
parlare dell’incontro avuto
con l’assessore regionale alla
Sanità Antonino Saitta.
«Con i sindaci è stato un colloquio assolutamente informale - dice Mellano - ma ho
ritenuto doveroso informarli
di quanto ci eravamo detti
con Saitta». Incontro informale visto che si è svolto non
nella sede dell’Asl, ma nell’ufficio del sindaco, ma gli argomenti devono essere stati decisamente importanti.
«In questo momento tutte
le ipotesi sono pure illazioni prosegue il sindaco di Omegna -, Saitta ha presentato
un quadro economico da incubo e la Regione deve rientrare altrimenti rischia il default. Ai colleghi ho spiegato,
a grandi linee, come la Regione, nell’applicazione del Patto nazionale per la salute, intende riorganizzare la rete
ospedaliera in Piemonte. Recepite queste direttive dobbiamo capire in che modo
verranno applicate per il nostro territorio».
Proprio questo quadro fa
salire la tensione fra gli amministratori locali. Che la situazione sia pesante lo conferma il fatto che lunedì sera
alle 21 è stata convocata la
conferenza dei sindaci dell’Asl, con la presenza di tutti i
dirigenti dell’Azienda sanitaria: in questa sede l’assessore Saitta, insieme al vice presidente della giunta regionale Aldo Reschigna, illustrerà
il piano riorganizzativo della
sanità. Il timore, nemmeno
troppo celato, è subito per i
Dea. Uno dei due rischia di
sparire.
Uno dei due dipartimenti potrebbe avere le ore contate
84
Comuni
Il territorio dell’Asl Vco
compre 170 mila abitanti
e si estende anche
nel Novarese
«I numeri sono tutti contro
di noi ed è inutile nascondersi
dietro un dito - conclude Mellano -, patiamo il fatto di essere
una zona con bassa incidenza
di popolazione e questo ci pe-
nalizza. Siamo però anche una
provincia con specificità montana e speriamo di avere un
margine di manovra per non
essere eccessivamente penalizzati. La mia personale spe-
L’assessore regionale
ranza e che la Regione su questo territorio faccia delle deroghe a quanto previsto dai piani
di salute».
Duro il commento dell’ex
presidente del Consiglio regio-
nale Valerio Cattaneo: «Se
chiudono uno dei due Dea fanno un danno serissimo. Spero
non sia vero, noi con il sistema
“plurisede” avevamo salvato
sia Domo sia Pallanza».
Le reazioni politiche
“Non faccio anticipazioni “Ipotesi improponibile
Lunedì spiegherò tutto” Anche il Pd si opponga”
Assessore Antonio
Saitta, dopo l’incontro dell’altro giorno
con la presidente della
rappresentanza dei sindaci
dell’Asl Vco è già data per
certa la chiusura di uno dei
due Dea: resta solo da stabiliresequellodiVerbaniaodi
Domodossola. Può sciogliere definitivamente il dubbio?
«Al momento non dico assolutamente nulla. Mi sembrerebbe un atteggiamento ben
poco corretto nei confronti
delle persone che sono state
convocate all’assemblea di
lunedì a Omegna. Chi vuole
sapere quello che devo dire
venga direttamente, così potrà ascoltarlo».
Lei arriva lunedì, ma nel Vco
è già partita l’ora delle bat-
VERBANIA. A PALLANZA E INTRA
Carabinieri, potenziato
il servizio “di quartiere”
Potenziato il servizio del «carabiniere di quartiere» a Verbania. Questa specifica attività è gestita dalla stazione
con la collaborazione della
Compagnia. Non solo è aumentata la presenza dei militari a piedi nelle vie del centro storico, ma il pattugliamento è anche stato rinforzato. In precedenza il carabiniere di quartiere si muoveva
da solo, adesso sono in coppia, con la possibilità di un intervento immediato più efficace in caso di necessità.
La presenza dei militari
nelle strade pedonali è anche
un modo per raccogliere le
esigenze dei cittadini e dei
Il «San Biagio» di Domodossola
Il «Castelli» di Verbania
Aumentati i pattugliamenti
Rassegna del 08 novembre.pdf
Antonio
Saitta
L’assessore
regionale
alla Sanità
lunedì sarà
a Omegna
taglie a suon di comunicati di
partiti e comitati, ognuno a
difendere il «suo» ospedale.
Un suo intervento non servirebbe a fare chiarezza, evitando quindi timori che poi
potrebbero essere infondati?
«Tutti hanno la libertà in questi
giorni di interpretare frasi che
non ho mai detto. Ripeto, verrò
nel Vco lunedì e poi allora si potranno commentare, a ragione,
le mie parole. Abbiate pazienza
ancora alcuni giorni».
[L. BIL.]
commercianti, che così hanno
un filo diretto per dialogare
con le forze dell’ordine.
Sono 6 i carabinieri della
stazione dedicati a questo servizio che si alternano tra Pallanza e Intra. Tra loro c’è anche una donna, la prima in servizio nella caserma del comando provinciale di Verbania: si
tratta di Antonella Crocco, 30
anni, arrivata nel Vco dalla
Compagnia di Enna.
L’altro giorno proprio la
presenza del carabiniere di
quartiere nella zona di viale
Azari a Pallanza ha permesso
di bloccare un tossicodipendente che percorreva le strade
intorno al centro commerciale
con un trattorino. A bordo aveva alcune dosi probabilmente
da destinare allo spaccio. È
stato denunciato per guida
sotto effetto di stupefacenti e
per ricettazione in quanto non
ha saputo dimostrare di essere
venuto in possesso del metadone in modo lecito.
Sconcerto e indignazione da
parte delle forze politiche
per la ventilata chiusura di
uno dei Dea del Vco. Tra i primi a esprimersi il Nuovo centrodestra e la lista civica Comunità.Vb che hanno già presentato un ordine del giorno,
da votare nel prossimo Consiglio di Verbania, per impegnare sindaco e giunta a «difendere in ogni sede il Dea di
Verbania e quello di Domo» e
a «non derogare per motivi
politici alla tutela del diritto
alla salute dei cittadini».
Chiaro il messaggio a tutto il
centrosinistra. «Che il primo
atto della nuova giunta regionale per il Vco equivalga alla
chiusura di un Dea è un fatto
grave che segna la morte del
Castelli. Imbarazzante per il
Pd e il vice presidente della
Regione, Aldo Reschigna, che
fino a poco tempo fa sulla sanità attaccavano il centrodestra». Per Forza Italia è un’ipotesi improponibile: «A maggior ragione - sottolinea il capogruppo Mirella Cristina - se
si tratta del Dea che è una
struttura portante. Marchionini dimentichi di essere del
Pd a batta i pugni sul tavolo».
La Lega si dice sconcertata:
«L’ipotesi fu presa in considerazione anche dall’allora assessore Paolo Monferino commenta il segretario di Verbania Roberto De Magistris ma con la pressione dei nostri
consiglieri regionali riuscimmo a fargli cambiare idea».
Oggi a Domo si incontreranno i
sindaci dell’Ossola per definire
una strategia in vista del vertice con l’assessore Saitta. [F.RU.]
Da ieri grazie anche alla bella
giornata di sole è stato aperto il cantiere in località Sasso
Gambello dove era franato
un lungo tratto di strada impedendo così l’accesso alla
Valle Strona. A seguire i lavori, nella duplice veste di consigliere comunale di Germagno e della Provincia, è Rino
Porini, tecnico e dirigente di
un’azienda che opera in campo edile. «All’impresa che ha
vinto l’appalto per il ripristino della strada franata - spiega Porini - abbiamo chiesto di
valutare la possibilità di mettere in sicurezza almeno la
parte della carreggiata rimasta integra e consentire così
il transito a senso unico alternato. Se così fosse magari
già oggi o domani la strada
potrebbe essere riaperta evitando agli automobilisti di
passare da Gattugno. Inoltre
abbiamo chiesto di accelerare al massimo i lavori perché
La richiesta
degli amministratori
«Interventi veloci
per aiutare gli abitanti»
la valle è fortemente penalizzata dalla chiusura».
I lavori comunque non
semplici. Nel corso dell’incontro di alcuni giorni fa con
il prefetto del Vco Francesco
Russo sono state valutate diverse ipotesi. «Innanzitutto è
stato sistemato il tombino e
la parte di tubazione ostruita
affinché in caso di ulteriori
piogge possa esserci un regolare deflusso delle acque prosegue Porini -. L’azienda
procederà all’inserimento di
micro pali nella roccia per
mettere in sicurezza la parte
di carreggiata non franata».
Sul fronte politico l’europarlamentare Alberto Cirio,
anche a seguito del sopralluogo compiuto la scorsa settimana, ha inviato al coordinatore della struttura di missione contro il dissesto idrogeologico alla presidenza del
Consiglio dei ministri una nota sulla situazione in valle
Strona e nel Vco. Intanto gli
uffici della Regione stanno
predisponendo un elenco urgente delle criticità degli ultimi giorni.
[V. A.]
TRIBUNALE
DI VERBANIA
Fallimento n. 3/2014
Vende farmacia in Villadossola (VB).
Per informazioni: Studio Albertinazzi
Prone Vitalone tel. 0322 835820 e-mail
[email protected]
Per la pubblicità su:
SULLE CAUSE INDAGANO I CARABINIERI
Piedimulera, a fuoco una casa disabitata
1 Incendio nella notte tra giovedì e venerdì in una casa disabitata
di due piani in via Braille a Piedimulera. Attorno alle 3 le fiamme si
sono propagate nel piano superiore: sul posto sono arrivati i vigili
del fuoco di Domodossola che hanno evitato che il fuoco distruggesse tutto l’edificio. Sull’accaduto stanno indagando i carabinieri
di Verbania e Premosello. Al momento la ricostruzione più attendibile e che i ladri (che hanno asportato piccoli attrezzi) abbiano appiccato il fuoco come segno di spregio per il magro bottino.
pagina 53
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Sanità Socio-Assistenziale
Le Asl compiono vent’anni
E la festa parte per la tangente
Pubblicato Venerdì 07 Novembre 2014, ore 11,30
Al convegno per celebrare l'anniversario delle aziende sanitarie viene
inserito come relatore Odasso, ovvero "mister 10%", condannato per un
giro di mazzette alle Molinette. Scoppia la polemica e l'invito viene
ritirato, mandando al macero le locandine
Si sa, purtroppo a volte ritornano. Ma se lo fanno addirittura invitati, beh allora la faccenda cambia. Ed è
una faccenda che si stenterebbe a credere vera se non ci fossero conferme inequivocabili quella che riesuma
una delle ombre più cupe della tangentopoli sanitaria piemontese ammantandola, per giunta, delle luci della
ribalta. Federsanità-Anci Piemonte e la Città della Salute di Torino organizzano per venerdì 14 e
sabato 15 novembre prossimi una kermesse per celebrare i vent’anni delle aziende sanitarie in Italia, con il
solito parterre de rois di politici, camici bianchi, manager trombati e rampanti, insomma la consueta
compagnia di giro, tartine e poltrone. E fin qui nulla di nuovo sotto il sole, si dirà pur nella regione dove il
cielo sui conti della sanità è più grigio che in sognando California. Ma il coup de théâtre sta lì, nella tavola
rotonda in programma alle dieci della mattina di venerdì, l’overture dell’inno alle Asl. Tra i relatori del
dibattito coordinato del direttore generale delle Molinette, l’uomo in Lebole della sanità (“chi può dirgli di
no?” ) Gianpaolo Zanetta, chi ti spunta? nientemeno che il dottor Luigi Odasso. Massì proprio lui,
Luigino per gli amici. E ne aveva tanti quando stava proprio al posto di Zanetta, al vertice delle Molinette,
fornitori, imprenditori, soprattutto.
Amici generosi quanto discreti, una busta e via. Tante buste e via. Fino a quel 19 dicembre del 2010. La
solita busta e via. No quella volta la porta si aprì e nell’ufficio del direttore generale entrarono i finanzieri
che se lo portarono via, lui sì. La telecamerina nascosta nottetempo all’interno del televisore aveva
registrato le dazioni, come si sarebbero chiamate poi le tangenti, e pure un Odasso sospettoso che cercava
tracce di microspie nel suo ufficio, come chi si sente il fiato sul collo. Il processo, tre mesi di carcere, una
condanna tutto sommato mite, l’uscita di scena, il passato con quelle buste ma anche quei troppi e spesso
ambigui contatti con un milieu politico in cui Odasso confidava per le sue mire smisurate: sottosegretario o
addirittura ministro.
È stata la Tangentopoli in camice bianco, dieci anni dopo quella del mariuolo meneghino Mario Chiesa. Le
Molinette dovettero sopportare il peso del marchio infamante della corruzione in sanità. “Era il tempo…
delle Asl” il titolo che, visto il relatore, sembra voler ammantare di innocenza adolescenziale anche quel
periodo, ma non erano mele quelle che riceveva Odasso nel suo ufficio. Ma tant’è nella locandina che ha
preso a circolare pure su facebook per reclamizzare la due giorni celebrativa, con il ministro Beatrice
Lorenzin a premiare i manager che hanno occupato la poltrona per almeno tre lustri e a cui
parteciperanno Sergio Chiamparino, l’assessore Antonio Saitta, il numero uno di corso Regina Fulvio
Moirano, stuolo di direttori generali vecchi e nuovi in una grande rimpatriata, c’è pure il nome del medico
che da Nizza Monferrato avrebbe voluto arrivare a Roma. Anzi c’era. Già, perché, ad un certo punto
qualcuno ha fatto notare che quel programma, già vistato pure dai vertici delle Molinette stesse, non era
cosa. Tra i primi a strepitare il dirigente di Anaao Gabriele Gallone. Un rincorrersi di telefonate tra
Federsanità e Città della Salute, l’ordine alla tipografia di ristampare inviti e locandine e una rabberciata
spiegazione che vorrebbe Odasso raggiunto da un ulteriore invito, questa volta a non partecipare. L’ex
comandante della corazzata sanitaria piemontese invitato a discutere di Asl, come uno Schettino a tenere
lezione sulla sicurezza in mare? Ci è mancato poco. Non è che, adesso, qualcuno farà la fine del capitano De
Falco? (sr)
Guarda qua la prima versione dell'invito
Guarda la seconda versione
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LA STAMPA
DOMENICA 9 NOVEMBRE 2014
Reportage
Biella e provincia .41
.
Hanno
detto
FRANCESCA FOSSATI
BIELLA
F
ino a poco tempo fa il nuovo
ospedale era nascosto e
raggiungibile solo dagli addetti ai lavori, mentre ieri si
è mostrato in tutta la sua Mi hanno colpito
Qui dentro è tutto Presto sarò mamma Ci sarà una sala
Grande l’attenzione
imponenza ai biellesi che dal mercato,
l’ambiente
all’avanguardia
e
mi
farò
fare
qui
per
fare
i
raggi
al comfort dei malati
in corso 53° Fanteria, hanno proseguito dritto e parcheggiato davanti al- molto luminoso
Abbiamo quasi
la prossima ecografia direttamente
Forse l’unico difetto
l’edificio, senza fare quattro giri del- e la vista bellissima
raggiunto
i
livelli
L’atmosfera
al
Pronto
soccorso
è il rivestimento
l’isolato per trovare un posto auto.
delle strutture Usa è assai meno cupa
È un bel passo avanti esterno in legno
Una bella novità, ma mettendo piede sulle montagne
per la prima volta nel nuovo ospedale
le sorprese sono molte altre. Lo hanno Massimo Balducci
Graziella Cantono
Alessia Guglielmi
Raffaella Marcone
Silviana Barbera
constatato i visitatori che hanno seguito il percorso indicato tra i piani
dell’edificio. «Sono rimasto colpito dagli spazi luminosi e dalla meravigliosa
vista sulle montagne - dice Massimo
Balducci, di Pralungo, mentre attende
di visitare il blocco operatorio -. Ancor
più mi ha sorpreso il fatto che al Pronto soccorso si possano fare tutti gli
esami senza più vagare tra i reparti: è
una grande miglioria». Graziella Cantono, di Ronco, ha apprezzato un particolare che ha visto solo una volta, poco tempo fa, al Cto di Torino: il «passamalati» nel blocco operatorio, ovvero
una sorta di nastro
trasportatore che
sarà usato per trasferire i pazienti
dal proprio letto a
quello operatorio
senza passaggi intermedi, spesso
complicati e faticosi. «Ma tutto qui è
all’avanguardia, in
primis la tecnologia - aggiunge Cantono -. Abbiamo
raggiunto i livelli
degli ospedali americani». Le sale
parto e la possibilità di partorire in
acqua sono piaciute ad Alessia Guglielmi,
futura
mamma di Vigliano: «La prossima
ecografia la farò
qui, nel nuovo ospedale, dove l’atmosfera è meno cupa e
FOTO CORRADO MICHELETTI
triste rispetto al
vecchio Degli infermi. Le stanze, dop- tempi d’oro. Mi stupiscono la tecnolo- zienti. «E ci sarà anche una sala per fapie o singole, con il bagno privato, i let- gia, le sale operatorie, le camere e la re i raggi direttamente al “Pronto” in
ti elettrici e i tavolini multifunzionali comodità del parcheggio. Una volta i ogni momento», aggiunge, quasi incresono molto più confortevoli di quelle biellesi andavano a curarsi fuori pro- dula, Raffaella Marcone di Graglia.
attuali. L’unico difetto è che l’edificio è vincia, ora verranno qui i pazienti del- «Questo è un bel salto di qualità rispetmolto grande e dile altre province. to al vecchio ospedale - conclude Silspersivo, per ora è
RIVOLUZIONE-SANITÀ Spero che il Pron- viana Barbera, che abita a 300 metri in
difficile orientar- Piacciono gli spazi pieni di luce to soccorso miglio- linea d’aria dal nuovo edificio -. Mi hansi». La segnaletica,
ri davvero, quello no impressionato la sala operatoria,
e le camere con bagno privato di adesso è un davvero all’avanguardia, e l’attenzione
in effetti, deve ancora essere posizio- «Ma orientarsi non sarà facile» dramma per i tem- ai dettagli e al comfort dei pazienti.
A sinistra alcuni dei mille partecipanti al tour di ieri osservano una delle
nata, ma sarà fatto
pi di attesa». A Esteticamente non mi piace il rivestinuove sale del blocco operatorio, dotate di tecnologie di ultima
a breve. «Finalmente c’è qualcosa di onor del vero è stato fatto molto per mento esterno in legno, ma mi è stato
generazione. In alto il passaggio del tour guidato nel reparto di Ostetricia
bello a Biella - ha commentato Gerar- migliorarlo: dalla grande sala del tria- detto che serve a impedire che gli ucdove sarà possibile partorire anche in acqua. Molte stanze del nuovo
do -, anche se in ritardo perché ora è ge, dove si assegnano i codici, alle nic- celli durante la migrazione siano disoospedale hanno il bagno privato in camera
Biella a non esserci più, con la fine dei chie attrezzate per stabilizzare i pa- rientati dalle grandi vetrate».
Promosso l’ospedale a cinque stelle
“E’ hi-tech come quelli americani”
In tour fra i reparti con i mille biellesi che hanno partecipato all’Open Day
In visita alla vigilia del trasloco
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LA STAMPA
DOMENICA 9 NOVEMBRE 2014
.
VCO .47
SANITÀ. L’IDEA SARÀ PRESENTATA ALL’ASSESSORE REGIONALE SAITTA
VERBANIA. FORZA ITALIA: «NON È LA PRIORITÀ»
Proposta dei sindaci ossolani
“Nuovo ospedale unico nel Vco”
Parcheggio del teatro
Duello sul progetto
tra Immovilli e Lo Duca
Domani
l’incontro
RENATO BALDUCCI
DOMODOSSOLA
«Non solo il mantenimento
del Dea e dei relativi reparti,
ma anche il potenziamento
dell’area materno infantile».
È quanto chiederanno i sindaci dell’Ossola domani sera
all’assessore regionale alla
Sanità Antonio Saitta che
nell’incontro nella sede dell’Asl Vco a Omegna dovrebbe
annunciare i tagli previsti
per il Vco. Non solo: i sindaci
daranno la disponibilità alla
realizzazione di un ospedale
nuovo provinciale, unico, ritenuta a questo punto «la sola soluzione che potrebbe migliorare l’efficienza e l’economicità dei servizi erogati».
La compattezza degli amministratori esce dalla riunione di ieri a Domodossola.
Posizione che sarà difesa domani sera «perché - si legge
nel documento - la situazione
orografica dei Comuni non
permette alla popolazione di
raggiungere in sicurezza altre strutture sanitarie fuori
Ossola». La scelta è avvenuta
a porte chiuse, comunicata
quando ormai anche i comitati spontanei, da anni in
campo per difendere il San
Biagio, se n’erano andati, mugugnando, ma promettendo
che dall’Ossola potrebbero
Alle 21
nella sede
dell’Asl
a Omegna
si svolgerà
l’assemblea
dei sindaci
con
l’assessore
regionale
alla Sanità
Antonio
Saitta
scendere a Omegna alcune delegazioni per dimostrare all’assessore Saitta la compattezza del territorio.
Il sindaco di Domodossola
Mariano Cattrini ha ribadito
che la battaglia dell’Ossola non
sarà «contro» Verbania. Spiega il primo cittadino del capoluogo ossolano: «Non vogliamo
neppure sentir parlare di compensazioni con il potenziamento del servizi territoriali,
parole che sono sempre rimaste lettera morta». Poi il sindaco lancia una frecciata al presi-
dente della Regione Sergio
Chiamparino che aveva detto
che non è più possibile pretendere di avere ospedali sotto casa: «Dai dati forniti da parte
dei medici pediatri, vedo che i
servizi erogati sotto casa sono
soprattutto a Torino e che con
i tagli si colpiscono sempre le
province».
Il riferimento è al documento fatto pervenire dalla Federazione medici pediatri che,
numeri alla mano, evidenzia
come «Torino e provincia abbiano 14 punti nascita e tutto il
resto del Piemonte 15. Il solo
punto nascita distante 100 chilometri da un presidio ospedaliero di secondo livello è Domodossola: la via più veloce per
Novara è di 117 chilometri».
Squilibrata per i medici anche la distribuzione dei Dea:
«Tra primo e secondo livello a
Torino e provincia ce ne sono
17, come in tutto il resto del
Piemonte. Se vogliamo parlare
di razionalizzazione, non può
essere proposta alle zone di
montagna, già costrette al disagio della marginalità».
VALLE STRONA. OBIETTIVO: CONSENTIRE IL TRAFFICO DA METÀ SETTIMANA
Strada franata, al lavoro senza sosta
per aprire a senso unico alternato
C’è un certo ottimismo tra gli
amministratori della Valle
Strona che sperano entro i
primi giorni della prossima
settimana di poter avere la
strada provinciale riaperta
al traffico almeno a senso
unico alternato. Tenendo fede alla promessa fatta giovedì la ditta incaricata della ricostruzione della carreggiata franata a Sasso Gambello
sta lavorando nel fine settimana pur di accorciare i tempi. L’intervento è difficile e
complesso perché il tratto di
carreggiata che ha ceduto è
lungo una ventina di metri e le
opere sono delicate.
Intanto chi deve salire o
scendere dalla valle è costretto a utilizzare la strada che collega Omegna con Gattugno e
da qui all’alpe Colla e poi a Germagno. Una strada interpoderale realizzata nel corso di una
trentina di anni da privati e da
cittadini di Germagno che diedero vita a un consorzio, composto da volontari, e che oggi
ha permesso alla Valle Strona
di non essere isolata. «I primi
lavori iniziarono nel 1965 per
volontà della gente di Germa-
gno e dell’allora sindaco Remo
Ruschetti - ricorda l’attuale
primo cittadino Sebastiano
Pizzi -. Si voleva collegare il nostro Comune con Gattugno attraverso l’alpe Colla. Venne costituito un apposito consorzio
e un po’ alla volta, nel tempo libero e nei fine settimana con
l’aiuto di volontari provenienti
da Loreglia e da Crusinallo,
venne costruita una strada interpoderale».
I lavori proseguirono fino a
raggiungere anche l’alpe
Quaggione e nel 1972 si proseguì con un altro gruppo di per-
Il cantiere è attivo anche oggi
sone diretti da Romano Grandi. La strada, una pista per
fuoristrada per la verità lunga
circa due chilometri, era fatta,
ma alla gente di Germagno come ai volontari di Crusinallo
del Gec, gruppo escursionisti
L’amministrazione comunale di Verbania scommette
sulla possibilità di portare a
casa i finanziamenti per il
parcheggio del Cem, ma non
mancano le polemiche. A rilanciarle è il consigliere comunale di Forza Italia Michael Immovilli che si è
espresso contro il via libera
alla progettazione dell’opera
varato in Consiglio. «Il Comune - spiega Immovilli - si
impegna in una spesa di progettazione senza avere la
certezza che la struttura
possa essere realizzata».
L’area di sosta dovrebbe
sorgere nello spazio occupato fino a poco tempo fa dalla
Padana Gas. Per l’intervento
è prevista una spesa di circa
1,5 milioni di euro, somma
che in buona parte potrebbe
arrivare dal Pisu, i fondi europei per lo sviluppo urbano,
somme non utilizzate in altre
province del Piemonte e
quindi rimesse a disposizione dalla Regione. Spiega il
sindaco Silvia Marchionini:
«Per poter accedere ai finanziamenti dobbiamo presentare un progetto. E’ vero che
ci costerà circa 125 mila euro
senza la certezza che venga
accolto dalla Regione, ma è
un rischio che dobbiamo correre se non vogliamo lasciar-
crusinallesi diretti da Gianluigi Dago, non bastava più. Si
pensò quindi di allargarla e di
asfaltarla. «Noi della valle siamo abituati alle sfide - aggiunge Sandro Ruschetti figlio dell’ex-sindaco Remo che decise
di raccogliere il testimone lasciato dal padre -. Abbiamo costituito un “comitato strada”,
allargando la carreggiata sino
a portarla a cinque metri e
asfaltandola. Il tutto sempre a
costo zero, salvo un piccolo
contributo dell’allora comunità montana per l’acquisto dei
materiali, mettendo delle barriere nei punti pericolosi».
Due volte l’anno, in primavera e autunno, i volontari armati di rastrelli e decespugliatori tengono pulita e efficiente
la strada. E’ grazie a loro che in
questi giorni di frane e smottamenti la valle Strona non è rimasta isolata.
[V. A.]
ci sfuggire l’occasione di avere
altri fondi. Senza il parcheggio, è impensabile il pieno utilizzo del Cem».
Per Immovilli queste argomentazioni non giustificano la
decisione presa: «Si tace sul
fatto che le risorse potevano
essere utilizzate per la manutenzione delle strade; oppure
per la riqualificazione di piazza Mercato o, ancora, per la
passerella che avrebbe dovuto
unire il Cem con i parcheggi
del nuovo imbarcadero. C’è
anche da dire che attualmente
la struttura ex Padana Gas
ospita parte dei servizi sociali.
L’amministrazione non ha voluto confrontarsi in commissione Lavori pubblici».
Ferma la risposta di Davide
Lo Duca, capogruppo del Pd:
«Continua la litania della richiesta di chiarimenti sul Cem
da parte di Immovilli. Mi pare
che l’assessore Cinzia Vallone
abbia argomentato ampiamente sulla questione». Lo Duca critica la parte dell’opposizione (Lega Nord, Movimento
5 stelle, Cittadini con voi e Sinistra&Ambiente) che si è
astenuta alla variazione di bilancio che ha dato il via libera
alla progettazione del parcheggio perché nel pacchetto
«è prevista un’azione che darà
lavoro a sei persone».
[F. RU.]
Verbania
«Nonfumobbing»
AssoltalaProvincia
1 Non ci fu mobbing. Il
giudice del lavoro di Verbania ha respinto il ricorso di
Romeo Ciglia nei confronti
della Provincia. L’ex dirigente, ora in pensione,
aveva presentato ricorso a
gennaio 2012 chiedendo
di annullare l’atto di valutazione delle sue prestazioni lavorative del 2010 ritenute basse, lamentando
condotte di mobbing e
chiedendo 75 mila euro di
danni. Richieste respinte
dal giudice Maria Serena
Riccobono, che ha imposto
a Ciglia il pagamento delle
spese legali della Provincia
[L. ZIR.]
per 10 mila euro.
12
40 .Vercelli città
STAMPA
.LA
DOMENICA 9 NOVEMBRE 2014
In breve
SVILUPPO URBANO. DA DOMANI IL PARCHEGGIONE CHIUSO PER IL MAXI CANTIERE
Così cambierà l’ex ospedale
Un anno di lavori per ricavare spazi per giovani e turismo. Resta il parking da 150 posti
ROBERTO MAGGIO
VERCELLI
Anticipata da un’ordinanza
della polizia municipale che
chiude il parcheggione da
domani per più di un anno, e
attesa fin dal 2011, quando
l’allora governatore del Piemonte Roberto Cota aveva
presentato i lavori, arriva finalmente la partenza del Pisu. Il Progetto integrato di
sviluppo urbano cambierà il
volto di tutta l’area compresa tra via Galileo Ferraris,
viale Garibaldi e via Viotti,
dove una volta sorgeva
l’ospedale Maggiore: 13 milioni di euro serviranno per
restaurare l’ex Macello, l’ex
monastero di San Pietro
martire, l’ex Farmacia e l’ex
Padiglione 18. Conditio sine
qua non per ottenere i finanziamenti milionari dall’Europa, terminare i lavori entro il
31 dicembre 2015.
La chiusura di tutto il parcheggione è stata necessaria, quindi, per permettere
alle ditte di procedere con rapidità. Ma cosa sorgerà
quando gli interventi saranno terminati? L’ex Macello di
Ruspe
al lavoro
Il cantiere
nel l’area
dell’ex
ospedale
Da domani
sarà chiuso
per un anno
l’intero
parcheggione
via Laviny, dopo la ristrutturazione e l’adeguamento impiantistico, ospiterà gli uffici dell’Informagiovani, piccoli spazi
destinati a gruppi teatrali e
culturali, e laboratori musicali. Diversificata la destinazione finale dell’ex San Pietro
Martire: al piano terra sorgeranno laboratori artigianali
per l’avvio di nuove piccolemedie imprese. Al primo piano
sono previsti laboratori e uffici
per le attività di formazione; il
progetto prevede anche la creazione di uno spazio di 300 mq
che ospiterà la centrale operativa/call center dell’intervento
«Secomeus». In pratica sarà
un servizio di spostamento e
PERSONAGGIO. LA RICETTA DEL VICE COMMISSARIO
Bonato abbiamo ideato e sperimentato “Il ravielli”, ossia il raviolo con la panissa tradizionale
di Vercelli».
Da allora questo piatto, unico nel suo genere, è stato protagonista di diverse serate a tema, soddisfacendo il palato di
numerosi commensali.
Lo stesso Gabotti svela i preparativi. La ricetta de «Il ravielli» è molto semplice ancorché
sia necessaria una buona tecnica. Una volta preparata la panissa e lasciatala raffreddare ovvero riutilizzandone gli avanzi - , utilizzarla come ripieno di
un raviolone fatto canonicamente con una sfoglia di pasta
all’uovo. E’ un raviolone perché
- per poter gustare la pasta e la
panissa insieme - deve essere
grosso e mono porzione. Viene
solitamente servito adagiato su
un letto di crema di borlotti con
una cialda di grana e con gocce
di ristretto di vino.
Ieri sera oltre un centinaio di
persone hanno potuto apprezzare il ravielli di Gabotti al ristorante «Il convento» di Trino
Vercellese.
[F. SIM.]
Gabotti, il vigile-chef
inventore del “ravielli”
I più lo conoscono per la sua
professione. Appartenente alla polizia municipale di Vercelli dal 1979, oggi vice commissario, il cinquantasettenne Agostino Gabotti nell’ultimo periodo ha scoperto di coltivare un’altra passione: la cucina. Voilà, coniata la nuova
etichetta di «vigile-chef». Personaggio poliedrico (delegato
della Federazione italiana
tennis da 12 anni, tesoriere
Panathlon e nel direttivo dell’Associazione Arma Aeronautica oltre che tifoso doc di
Pro Vercelli e Torino), Agostino Gabotti si è dato ai fornelli
affinando la propria tecnica
frequentando i corsi di Casa
Verdi.
«Anno dopo anno - racconta Gabotti - mi sono fatto sem-
Agostino Gabotti
pre più attirare dalla cucina.
Per non apprezzare soltanto i
buoni piatti di altri, però, ho voluto fare un passo in più. Insieme con il rinomato chef Davide
consegna delle merci nel centro cittadino sostenibile ed
ecocompatibile. All’esterno
dell’area ci sarà un nuovo punto di bike-sharing del servizio
«Bicincittà», simile a quelli
esistenti in altri punti di Vercelli.
Al posto della vecchia Farmacia del Maggiore, e in parte
nella ex Manica delle donne,
verrà realizzata una ludoteca,
cioè una biblioteca dei ragazzi
aperta di sera e nei fine settimana, allestita in un ambiente
protetto e stimolante. All’ex
Diciotto verranno ricavati
spazi destinati a vetrina dell’eccellenza agricola, industriale e artigianale del territorio, sia alimentare che non.
Il piano terra ospiterà un ristorante con i prodotti tipici;
al piano superiore troverà sede l’Atl, Agenzia di promozione turistica Vercelli-Valsesia,
attualmente posizionata su
viale Garibaldi. Secondo i progetti del Comune, «la vetrina
del territorio» permetterà di
attivare una filiera a corto raggio che faciliti l’integrazione
tra produttori agricoli e i consumatori finali, oltre a valorizzare e potenziare circuiti turistici tematici (culturale, storico, enogastronomico e naturalistico). Infine il Pisu prevede
la creazione di una piazza e di
almeno 150 parcheggi a raso
con ingresso da via Viotti. Il
plastico del progetto in tre dimensioni è visibile in Municipio a Vercelli.
Saluggia
Centro storico
Appaltati i lavori
1 Sono stati appaltati i la-
vori del primo lotto del rifacimento del centro storico di
Saluggia, che interesseranno via Don Carra. L’opera è
stata assegnata all’Impresa
Gugliotta di Vigliano Biellese, che con un ribasso del
6,51% ha portato l’importo
dei lavori a circa 354 mila euro.
Cigliano
Presentazione libro
sulla vita di Meroni
1 Venerdì
14 appuntamento a Cigliano con la presentazione del libro «Gigi
Meroni, una vita a tutto
campo». La serata, tenuta
dall'autore Pierluigi Comerio, si terrà a partire dalle 21
al centro Incontri di piazza
don Lorenzetti.
Gattinara
Visite oncologiche
Le prenotazioni
1 Mercoledì
19 e 26, all’ospedale di Gattinara, si
terranno le visite di prevenzione oncologica gratuita
del Fondo Edo Tempia, dedicate al controllo nei. È necessaria la prenotazione, telefonando al numero 016351820.
SOLIDARIETÀ. DOPO IL TORNEO DI CALCIO UNO SPETTACOLO
I ragazzi di Scampia a Vercelli
per gli amici delle Scuole Cristiane
La testimonianza più toccante è di Sergio Nogaj, capitano
della Juniores delle Scuole
Cristiane Calcio di Vercelli.
«Abbiamo consegnato i nostri
gagliardetti alla famiglia di
Antonio Landieri, vittima innocente ucciso dalla camorra
nel 2004. Abbiamo conosciuto un mondo diverso: sono
stati tutti favolosi, del tutto diversi da come li dipingono».
La delegazione vercellese,
rientrata venerdì sera dalla
tre giorni del torneo di calcio
a Scampia, conserva ricordi
emozionanti. Ha partecipato
a un concerto commemorativo a Fuorigrotta e alla piantagione di un ciliegio, sempre in
memoria di Landieri.
L’interscambio proseguirà
a fine mese, come sottolinea
La Juniores delle Scuole Cristiane al torneo di Scampia
Gabriele Cortella dell’associazione vercellese Itaca che ha
portato avanti il progetto. «Dal
27 al 29 novembre i ragazzi di
Scampia ci renderanno la visi-
ta: il 28 alle 21 porteranno in
scena, al teatro Barbieri, il loro
spettacolo, il giorno successivo
saremo tutti con loro a Santhià».
[F. SIM.]
12 14 15 67 89 94 A6 A8
LA STAMPA
LUNEDÌ 10 NOVEMBRE 2014
Tagli agli ospedali
Saitta incontra
i sindaci del Vco
Si ipotizza la chiusura direpartia Domoe Verbania
L’assessore regionaleper ora non conferma nulla
LUCA BILARDO
OMEGNA
Si schianta con la Polo
Giovane ferito
1 Per
cause ancora da accertare un giovane di Valdengo, 19 anni, l’altra notte ha
perso il controllo della sua Polo finendo per schiantarsi
contro il muro di un’abitazione. Oltre alla sua auto ne ha
danneggiato pesantemente
una seconda parcheggiata.
Soccorso è stato portato all’ospedale di Biella dove è stato tenuto in osservazione per
un trauma cranico.
Vinti 53.903 euro
al SuperEnalotto
Bra
Refurtiva in auto
Tre denunciati
1 Tre
albanesi, residenti a
Bra, alla vista della pattuglia
di carabinieri che li volevano
fermare, sono fuggiti. Dopo
averli inseguiti e bloccati, i militari hanno trovato nella loro
auto attrezzi da scasso e refurtiva, frutto di un furto in alloggio. I tre sono stati denunciati alla Procura di Asti per
«possesso di attrezzi per lo
scasso e ricettazione». [V. M.]
Casale Monferrato
A rischio chiusura uno dei due Dea presenti nel Vco
sessorato si dice che la visita
nel Vco sia un gesto di amicizia
nei confronti del collega Aldo
Reschigna. L’attuale vice presidente a differenza delle battaglie di oltre una decina di anni fa, quando era sindaco di
Verbania, oggi si trova dall’«altra parte», quella dove si devono spiegare scelte, spesso legate più a questioni di bilancio
che sanitarie e nient’affatto digerite dalla popolazione. Sabato i sindaci ossolani si sono trovati per mettere a punto la
strategia per oggi: i Dea del
Vco non si toccano e il polo materno infantile è da potenziare.
Anche a Verbania è già scattata la mobilitazione dei partiti. Dall’opposizione Nuovo cen-
GIANLUCA FORNO
ASTI
a mia vita sta cambiando: o meglio il mio sogno di fare atletica leggera sta diventando realtà». Alina
Alexandra ha 27 anni, è di origine
romena, da sette vive in Italia e ormai è novarese di adozione: quando aveva appena 11 mesi le venne
diagnosticata una malformazione
congenita a un piede che poco dopo le venne amputato: «Era il 1987,
in Romania le tecnologie mediche
non erano avanzate: probabilmente esistevano altre terapie, ma la
decisione fu quella» racconta oggi
con un mezzo sorriso.
Una decisione che le cambiò
tutte le prospettive. Ma lei non si è
persa d’animo e, da sportiva appassionata (ha anche praticato il
nuoto), ha continuato a coltivare
un progetto ambizioso, quello di
poter gareggiare nell’atletica.
Adesso questa speranza è diventata realtà: Alina ha contattato l’associazione milanese «Youable», una onlus che si occupa di
trodestra e lista civica Comunità.vb hanno presentato un
ordine del giorno che impegna
il sindaco Silvia Marchionini
(del Pd) «a difendere la salute
prima della politica». Posizione che lo stesso primo cittadino di Verbania ha dichiarato di
sostenere: «Per difendere il
Castelli siamo pronti a fare
battaglia». Stefania Minore
(consigliere comunale dei 5
stelle) rimarca la difesa del
Dea di Verbania: «Declassando il Castelli a poco più di un
poliambulatorio si declassa
metà provincia. Non risulta,
peraltro, esservi altro capoluogo in Piemonte sprovvisto di
una struttura ospedaliera degna di questo nome».
È morto a 92 anni
il decano dei barellieri
E’ morto il decano dei
barellieri dell’Oftal di Casale.
E’ Pilade Picco, 92 anni, di
Zenevreto di Mombello, con
alle spalle oltre 25 pellegrinaggi a Lourdes, l’ultimo in
servizio quattro anni fa. Alpino, ha gestito la sua azienda
vitivinicola. Il rosario stasera
alle 20,30 a Zenevreto, funerale domani alle 15 nella parrocchiale di Ilengo.
[R. SA.]
1
FOTO MICHELETTI
Alcuni visitatori durante l’Open day dell’ospedale
BIELLA. STOP A RICOVERI E OPERAZIONI
Brossasco
SuperEnalotto bacia
Brossasco, nel Cuneese, con
una vincita con punti 5 da
53.903,59 euro registrata nel
punto vendita Sisal Bar del
Peso, in via Roma, 64. Al momento non si conosce chi sia il
fortunato.
[R. S.]
La storia
«L
Biella
1 Il
Erano stati (anche) i referendum ad affossare una decina
di anni fa il progetto - ambizioso - di costruire un ospedale unico per il Vco, una
struttura che sarebbe dovuta sorgere nel comune ossolano di Piedimulera, in una
posizione baricentrica fra le
tre «anime» della provincia:
Verbano, Ossola e Cusio.
Avrebbe avuto 400 posti letto e sarebbe costato oltre 100
milioni di euro. Ora dai sindaci dell’Ossola la proposta torna in auge. E’ il punto finale
di un elenco di richieste che
stasera alle 21 sottoporranno
all’assessore regionale alla
Sanità Antonio Saitta che,
ufficialmente, arriva nella sede dell’Asl Vco a Omegna per
spiegare agli amministratori
della provincia più a Nord del
Piemonte la riorganizzazione e i tagli della rete ospedaliera. Riorganizzazione che
molti nel Vco sostengono
equivalga col dire anche che
verrà chiuso uno dei due Dea
presenti in provincia, da decidere se quello di Verbania o
quello di Domodossola. «Non
anticipo nulla di quanto dirò
a Omegna, ora tutti sono liberi di commentare frasi che
non ho detto» sosteneva venerdì Saitta, dopo che nei
giorni scorsi la tensione di
partiti e comitati di cittadini
era già salita alle stelle. In as-
Piemonte e Valle d'Aosta .41
In breve
OMEGNA. STASERA ALLE 21 NELLA SEDE ASL
Torna la proposta
di una struttura unica
per tutta la provincia
bocciata dieci anni fa
.
Via al lungo trasloco
Da oggi inizia l’era
del nuovo Degli infermi
Parte oggi il conto alla rovescia verso l’apertura del nuovo ospedale Degli infermi di
Biella: fino al 5 dicembre l’Asl
sospende i ricoveri, le operazioni chirurgiche, le visite e
gli esami ambulatoriali non
urgenti. Il trasloco dei reparti inizia in queste ore con la
preparazione degli scatoloni
per trasferire gradualmente
oggetti, documenti e strumenti di lavoro nella nuova
sede. Il culmine si raggiungerà dal 23 al 28 novembre con
il delicato trasferimento dei
pazienti ricoverati: per quei
giorni sono stati individuati
due percorsi dedicati alle
ambulanze (uno lungo le vie
Torino e Macallé e un altro
lungo le vie La Marmora e
Galimberti) e pattugliati da
vigili e da volontari della protezione civile in costante collegamento radio con l’Asl.
Dopodiché dal 1o dicembre il
nuovo ospedale sarà completamente operativo.
La cerimonia di inaugurazione sarà tra l’8 e il 23 dicembre; la direzione dell’Asl
pensava di decidere la data
in base alla disponibilità della ministra Beatrice Lorenzin che però potrà venire a
Biella solo a gennaio. «Decideremo intanto la data
d’inaugurazione in modo che
possano essere presenti il
presidente della Regione
Sergio Chiamparino e l’assessore alla Sanità Antonino
S’avvera il sogno di Alina
“Finalmente posso correre”
Alina Alexandra 27 anni sulla pista dello Scientifico di Asti
Saitta (che tra l’altro sarà a
Biella giovedì per visitare per
la prima volta il nuovo ospedale, accompagnato dai consiglieri regionali biellesi Vittorio
Barazzotto e Gilberto Pichetto, ndr) - dice Gianfranco Zulian, direttore generale dell’Asl
-. Per gennaio inviteremo anche Matteo Renzi, speriamo
venga insieme al ministro».
Sabato intanto più di mille
biellesi hanno partecipato all’Open day (venerdì toccherà
ad altri 600 tra dipendenti e loro famigliari, enti e associazioni) rendendosi conto di quanto
Documenti e strumenti
lasciano la vecchia
struttura: i pazienti
trasferiti a fine mese
sia all’avanguardia il nuovo
ospedale. In particolare sono
stati apprezzati il comfort delle camere di degenza, la tecnologia delle sale operatorie, la
completezza del Pronto soccorso comprensivo di Radiologia e di nicchie attrezzate per
stabilizzare i pazienti.
Da oggi al 5 dicembre l’Asl
garantisce solo le urgenze e le
prestazioni indifferibili (post
dimissione e post intervento)
o le visite prenotate da tempo.
Per gli esami e le visite di priorità B (breve) ci si dovrà rivolgere agli altri ospedali del
quadrante.
[F. FO.]
La creazione della protesi è stata
complessa, ma i tempi non sono
stati lunghissimi: un paio di settimane: «Per chiarire, è diversa da
quelle utilizzate da Oscar Pistorius, tanto per fare un paragone
con un nome molto noto».
E sabato Alina ha finalmente testato la «creatura» al Liceo Scientifico astigiano «Vercelli», che è docercare fondi per donare protesi a tato di una piccola pista di atletica
persone con disabilità. «E noi - rac- leggera: «Da quest’anno abbiamo
conta Elena Bonacini, una delle re- una specifica sezione a indirizzo
sponsabili dell’associazione - abbia- sportivo, siamo gli unici della promo cercato in Piemonte un’azienda vincia - chiariscono il preside Anche potesse aiutarci».
gelo Barruscotto e la docente di
Alla fine l’hanno trovata ad Asti: educazione fisica Silvana Bruno - e
è la Loa (Laboratorio ortopedico siamo felici di aver potuto dare il
astigiano) di Diego Benotto specia- nostro contributo. Lo sport non è
lizzata nella creasolo agonismo, ma
zione di ausili orNUOVA PROTESI ha anche una vatopedici per la
sociale
Realizzata ad Asti lenza
mobilità e riabilienorme e ci piaceSenza un piede rebbe collaborare
tazione che lavoda quando aveva 11 mesi in futuro ad altre
ra da tanti anni
nel settore.
iniziative di que«Per noi - spiega il titolare - è sta- sto genere».
ta una sfida appassionante. LavoIntanto, Alina si è tesserata per
riamo a protesi classiche, ma una di la società «Ashd Novara» e adesso
questo genere, da utilizzare per ga- è pronta a scendere in pista: «Voreggiare, ad Asti non era mai stata glio correre i 100 e i 200 metri e cirealizzata. I costi? Una “base” di mentarmi nel salto in lungo. Ma
circa 6 mila euro per le varie parti e quello che conta ancora di più è che
poi la manodopera che può variare ora non mi sento più disabile. Si, la
da 800 a 1800 euro».
mia vita sta davvero cambiando».
118, maggioranza spaccata sul riordino
Pubblicato Lunedì 10 Novembre 2014, ore 7,40
Si allarga il fronte che contesta il piano di riorganizzazione del servizio di
emergenza messo a punto dalla Giunta. Medici, operatori e il principale
sindacato (Fimmg) attaccano: “Scelte scellerate” e denunciano il
fallimento del progetto “Ortivus”
A pochi giorni dall’inizio della discussione della nuova organizzazione ospedaliera il cui approdo in IV
commissione di Palazzo Lascaris è previsto per mercoledì, rimane sempre più aperto il fronte sulla riforma
del servizio di emergenza 118. Dopo la mozione presentata da Alfredo Monaco di Scelta Civica, ma
sottoscritta anche da un nutrito drappello di consiglieri democratici (Andrea Appiano, Paolo
Allemano, Enrica Baricco, Nino Boeti, Valentina Caputo, Angela Motta, Valter Ottria e
Domenico Rossi) e dal vendoliano Marco Grimaldi, ora a scendere in campo proprio in appoggio di
coloro che, di fatto, contraddicono la linea impostata in corso Regina, è uno dei maggiori sindacati dei
camici bianchi. La Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) settore Emergenza Sanitaria
Territoriale in una nota sostiene apertamente di “condividere lo spirito della mozione presentata e
ribadisce la sua proposta sulla riorganizzazione del sistema: strutturare il 118 mantenendo territorialità del
servizio, legandolo alle aziende sanitarie locali”.
A detta del sindacato questo sistema comporterebbe “un servizio più integrabile con il territorio e con la
rete di medicina primaria”. Secco il no “alla creazione di nuovi centri di potere con la moltiplicazione di
burocrazia dovuta all’azienda mirata per il 118 e slegata dalla territorialità del servizio”. Il segretario
regionale della Fimmg Roberto Venesia (foto) e il responsabile del settore Emergenza Sanitaria
Territoriale dello stesso sindacato, Giancarlo Del Gaudio, non nascondono i timori che il documento dei
consiglieri di maggioranza “dissenzienti”, in evidente contrasto con le linee definite dall’assessore Antonio
Saitta con il direttore generale Fulvio Moirano e il responsabile del 118 regionale Danilo Bono, venga
in qualche modo messa da parte: “Sembrerebbe di nuovo ferma allo start la mozione presentata in questi
giorni da alcuni consiglieri della maggioranza di Chiamparino per bloccare la scellerata riorganizzazione
del sistema 118”, scrivono i sindacalisti che auspicano “si eviti questa volta situazione analoga a quella
verificatasi il 15 ottobre 2013, quando una mozione di maggioranza dell’allora giunta Cota (mozione che
prevedeva la modifica della Dgr 25-5148 del 28/12/2012 concernente la riorganizzazione del sistema 118),
nonostante avesse avuto in aula la dichiarata approvazione di gran parte della maggioranza e
dell’opposizione, non fu messa ai voti. In quella mozione – ricordano - era recepita la proposta Fimmg e si
realizzava quindi convergenza di vedute tra parte regionale e organizzazioni mediche”.
Apertura e anzi richiesta di dialogo rivolta all’assessore - “completa disponibilità per un confronto sul
futuro del 118, fondamentale per la riorganizzazione dell’intero sistema delle cure territoriali, vero snodo
per una sanità efficiente ed efficace” – ma la posizione di Fimmg sulla necessità di non dividere il servizio di
emergenza dalla rete ospedaliera appare non derogabile, così come è palese la bocciatura del sistema
dell’emergenza nel modo in cui è stato gestito fino ad oggi. “Chiediamo alla Regione una rivalutazione degli
incarichi ai dirigenti del sistema 118 Piemonte; la gestione del sistema in questi anni è stata tutt'altro che
positiva, palese ad esempio il fallimento dirigenziale nel naufragato “progetto Ortivus”: un impianto nato
per contribuire allo sviluppo e potenziamento della rete infarto, ma infine mai decollato e palesemente
fallito; costato diversi milioni di euro è stato voluto, sponsorizzato e sostenuto tenacemente dai dirigenti
del sistema 118” è il duro atto d’accusa del sindacato dei camici bianchi che, sommato alla mozione di una
parte dei consiglieri di maggioranza, segna ancora più profonda la spaccatura con le linee guida
dell’assessorato e dunque della giunta di Sergio Chiamparino.
12 14 15 67 89 94 A6 A8
LA STAMPA
LUNEDÌ 10 NOVEMBRE 2014
Tagli agli ospedali
Saitta incontra
i sindaci del Vco
Si ipotizza la chiusura direpartia Domoe Verbania
L’assessore regionaleper ora non conferma nulla
LUCA BILARDO
OMEGNA
Si schianta con la Polo
Giovane ferito
1 Per
cause ancora da accertare un giovane di Valdengo, 19 anni, l’altra notte ha
perso il controllo della sua Polo finendo per schiantarsi
contro il muro di un’abitazione. Oltre alla sua auto ne ha
danneggiato pesantemente
una seconda parcheggiata.
Soccorso è stato portato all’ospedale di Biella dove è stato tenuto in osservazione per
un trauma cranico.
Vinti 53.903 euro
al SuperEnalotto
Bra
Refurtiva in auto
Tre denunciati
1 Tre
albanesi, residenti a
Bra, alla vista della pattuglia
di carabinieri che li volevano
fermare, sono fuggiti. Dopo
averli inseguiti e bloccati, i militari hanno trovato nella loro
auto attrezzi da scasso e refurtiva, frutto di un furto in alloggio. I tre sono stati denunciati alla Procura di Asti per
«possesso di attrezzi per lo
scasso e ricettazione». [V. M.]
Casale Monferrato
A rischio chiusura uno dei due Dea presenti nel Vco
sessorato si dice che la visita
nel Vco sia un gesto di amicizia
nei confronti del collega Aldo
Reschigna. L’attuale vice presidente a differenza delle battaglie di oltre una decina di anni fa, quando era sindaco di
Verbania, oggi si trova dall’«altra parte», quella dove si devono spiegare scelte, spesso legate più a questioni di bilancio
che sanitarie e nient’affatto digerite dalla popolazione. Sabato i sindaci ossolani si sono trovati per mettere a punto la
strategia per oggi: i Dea del
Vco non si toccano e il polo materno infantile è da potenziare.
Anche a Verbania è già scattata la mobilitazione dei partiti. Dall’opposizione Nuovo cen-
GIANLUCA FORNO
ASTI
a mia vita sta cambiando: o meglio il mio sogno di fare atletica leggera sta diventando realtà». Alina
Alexandra ha 27 anni, è di origine
romena, da sette vive in Italia e ormai è novarese di adozione: quando aveva appena 11 mesi le venne
diagnosticata una malformazione
congenita a un piede che poco dopo le venne amputato: «Era il 1987,
in Romania le tecnologie mediche
non erano avanzate: probabilmente esistevano altre terapie, ma la
decisione fu quella» racconta oggi
con un mezzo sorriso.
Una decisione che le cambiò
tutte le prospettive. Ma lei non si è
persa d’animo e, da sportiva appassionata (ha anche praticato il
nuoto), ha continuato a coltivare
un progetto ambizioso, quello di
poter gareggiare nell’atletica.
Adesso questa speranza è diventata realtà: Alina ha contattato l’associazione milanese «Youable», una onlus che si occupa di
trodestra e lista civica Comunità.vb hanno presentato un
ordine del giorno che impegna
il sindaco Silvia Marchionini
(del Pd) «a difendere la salute
prima della politica». Posizione che lo stesso primo cittadino di Verbania ha dichiarato di
sostenere: «Per difendere il
Castelli siamo pronti a fare
battaglia». Stefania Minore
(consigliere comunale dei 5
stelle) rimarca la difesa del
Dea di Verbania: «Declassando il Castelli a poco più di un
poliambulatorio si declassa
metà provincia. Non risulta,
peraltro, esservi altro capoluogo in Piemonte sprovvisto di
una struttura ospedaliera degna di questo nome».
È morto a 92 anni
il decano dei barellieri
E’ morto il decano dei
barellieri dell’Oftal di Casale.
E’ Pilade Picco, 92 anni, di
Zenevreto di Mombello, con
alle spalle oltre 25 pellegrinaggi a Lourdes, l’ultimo in
servizio quattro anni fa. Alpino, ha gestito la sua azienda
vitivinicola. Il rosario stasera
alle 20,30 a Zenevreto, funerale domani alle 15 nella parrocchiale di Ilengo.
[R. SA.]
1
FOTO MICHELETTI
Alcuni visitatori durante l’Open day dell’ospedale
BIELLA. STOP A RICOVERI E OPERAZIONI
Brossasco
SuperEnalotto bacia
Brossasco, nel Cuneese, con
una vincita con punti 5 da
53.903,59 euro registrata nel
punto vendita Sisal Bar del
Peso, in via Roma, 64. Al momento non si conosce chi sia il
fortunato.
[R. S.]
La storia
«L
Biella
1 Il
Erano stati (anche) i referendum ad affossare una decina
di anni fa il progetto - ambizioso - di costruire un ospedale unico per il Vco, una
struttura che sarebbe dovuta sorgere nel comune ossolano di Piedimulera, in una
posizione baricentrica fra le
tre «anime» della provincia:
Verbano, Ossola e Cusio.
Avrebbe avuto 400 posti letto e sarebbe costato oltre 100
milioni di euro. Ora dai sindaci dell’Ossola la proposta torna in auge. E’ il punto finale
di un elenco di richieste che
stasera alle 21 sottoporranno
all’assessore regionale alla
Sanità Antonio Saitta che,
ufficialmente, arriva nella sede dell’Asl Vco a Omegna per
spiegare agli amministratori
della provincia più a Nord del
Piemonte la riorganizzazione e i tagli della rete ospedaliera. Riorganizzazione che
molti nel Vco sostengono
equivalga col dire anche che
verrà chiuso uno dei due Dea
presenti in provincia, da decidere se quello di Verbania o
quello di Domodossola. «Non
anticipo nulla di quanto dirò
a Omegna, ora tutti sono liberi di commentare frasi che
non ho detto» sosteneva venerdì Saitta, dopo che nei
giorni scorsi la tensione di
partiti e comitati di cittadini
era già salita alle stelle. In as-
Piemonte e Valle d'Aosta .41
In breve
OMEGNA. STASERA ALLE 21 NELLA SEDE ASL
Torna la proposta
di una struttura unica
per tutta la provincia
bocciata dieci anni fa
.
Via al lungo trasloco
Da oggi inizia l’era
del nuovo Degli infermi
Parte oggi il conto alla rovescia verso l’apertura del nuovo ospedale Degli infermi di
Biella: fino al 5 dicembre l’Asl
sospende i ricoveri, le operazioni chirurgiche, le visite e
gli esami ambulatoriali non
urgenti. Il trasloco dei reparti inizia in queste ore con la
preparazione degli scatoloni
per trasferire gradualmente
oggetti, documenti e strumenti di lavoro nella nuova
sede. Il culmine si raggiungerà dal 23 al 28 novembre con
il delicato trasferimento dei
pazienti ricoverati: per quei
giorni sono stati individuati
due percorsi dedicati alle
ambulanze (uno lungo le vie
Torino e Macallé e un altro
lungo le vie La Marmora e
Galimberti) e pattugliati da
vigili e da volontari della protezione civile in costante collegamento radio con l’Asl.
Dopodiché dal 1o dicembre il
nuovo ospedale sarà completamente operativo.
La cerimonia di inaugurazione sarà tra l’8 e il 23 dicembre; la direzione dell’Asl
pensava di decidere la data
in base alla disponibilità della ministra Beatrice Lorenzin che però potrà venire a
Biella solo a gennaio. «Decideremo intanto la data
d’inaugurazione in modo che
possano essere presenti il
presidente della Regione
Sergio Chiamparino e l’assessore alla Sanità Antonino
S’avvera il sogno di Alina
“Finalmente posso correre”
Alina Alexandra 27 anni sulla pista dello Scientifico di Asti
Saitta (che tra l’altro sarà a
Biella giovedì per visitare per
la prima volta il nuovo ospedale, accompagnato dai consiglieri regionali biellesi Vittorio
Barazzotto e Gilberto Pichetto, ndr) - dice Gianfranco Zulian, direttore generale dell’Asl
-. Per gennaio inviteremo anche Matteo Renzi, speriamo
venga insieme al ministro».
Sabato intanto più di mille
biellesi hanno partecipato all’Open day (venerdì toccherà
ad altri 600 tra dipendenti e loro famigliari, enti e associazioni) rendendosi conto di quanto
Documenti e strumenti
lasciano la vecchia
struttura: i pazienti
trasferiti a fine mese
sia all’avanguardia il nuovo
ospedale. In particolare sono
stati apprezzati il comfort delle camere di degenza, la tecnologia delle sale operatorie, la
completezza del Pronto soccorso comprensivo di Radiologia e di nicchie attrezzate per
stabilizzare i pazienti.
Da oggi al 5 dicembre l’Asl
garantisce solo le urgenze e le
prestazioni indifferibili (post
dimissione e post intervento)
o le visite prenotate da tempo.
Per gli esami e le visite di priorità B (breve) ci si dovrà rivolgere agli altri ospedali del
quadrante.
[F. FO.]
La creazione della protesi è stata
complessa, ma i tempi non sono
stati lunghissimi: un paio di settimane: «Per chiarire, è diversa da
quelle utilizzate da Oscar Pistorius, tanto per fare un paragone
con un nome molto noto».
E sabato Alina ha finalmente testato la «creatura» al Liceo Scientifico astigiano «Vercelli», che è docercare fondi per donare protesi a tato di una piccola pista di atletica
persone con disabilità. «E noi - rac- leggera: «Da quest’anno abbiamo
conta Elena Bonacini, una delle re- una specifica sezione a indirizzo
sponsabili dell’associazione - abbia- sportivo, siamo gli unici della promo cercato in Piemonte un’azienda vincia - chiariscono il preside Anche potesse aiutarci».
gelo Barruscotto e la docente di
Alla fine l’hanno trovata ad Asti: educazione fisica Silvana Bruno - e
è la Loa (Laboratorio ortopedico siamo felici di aver potuto dare il
astigiano) di Diego Benotto specia- nostro contributo. Lo sport non è
lizzata nella creasolo agonismo, ma
zione di ausili orNUOVA PROTESI ha anche una vatopedici per la
sociale
Realizzata ad Asti lenza
mobilità e riabilienorme e ci piaceSenza un piede rebbe collaborare
tazione che lavoda quando aveva 11 mesi in futuro ad altre
ra da tanti anni
nel settore.
iniziative di que«Per noi - spiega il titolare - è sta- sto genere».
ta una sfida appassionante. LavoIntanto, Alina si è tesserata per
riamo a protesi classiche, ma una di la società «Ashd Novara» e adesso
questo genere, da utilizzare per ga- è pronta a scendere in pista: «Voreggiare, ad Asti non era mai stata glio correre i 100 e i 200 metri e cirealizzata. I costi? Una “base” di mentarmi nel salto in lungo. Ma
circa 6 mila euro per le varie parti e quello che conta ancora di più è che
poi la manodopera che può variare ora non mi sento più disabile. Si, la
da 800 a 1800 euro».
mia vita sta davvero cambiando».