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17 febbraio 2014 - Unione dei Comuni della Bassa Romagna

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UNIONE DEI COMUNI BASSA ROMAGNA
Lunedì, 17 febbraio 2014
Lunedì, 17 febbraio 2014
Prime Pagine
17/02/2014 Prima Pagina
1
Il Sole 24 Ore
17/02/2014 Prima Pagina
2
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
17/02/2014 Prima Pagina
3
La Voce di Romagna
Enti locali
17/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 1
4
Serra: subito giù il cuneo fiscale e tassa sulle rendite finanziarie
17/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 1
6
Tre priorità per rilanciare la crescita
17/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 3
ROSSELLA BOCCIARELLI
«Attenti al cambio di passo, rischio di fermarsi»
17/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 3
BEDA ROMANO
L' Europa chiede più certezze sul calo del debito
17/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 3
17/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 4
ROBERTO TURNO
Per cinque decreti corsa contro il tempo e l' ostruzionismo
17/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 11
FRANCESCA BARBIERI
Campania, Sicilia, Lombardia prime in «Garanzia giovani»
17/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 14
15
17
20
L' arte di non riuscire a spendere
17/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 15
22
ABBASSARE L' AFFITTO È LA SCELTA PIÙ SAGGIA
17/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 19
23
Le spese con eCash superano i 15 miliardi
17/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 25
ELIO SILVA
Cooperazione a largo raggio
17/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 25
25
27
Sulle Ong l' incognita del Fisco
17/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 31
ALESSANDRO ROTA PORTA
Il Cud 2014 fa spazio ad agevolazioni e bonus produttività
17/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 32
29
31
LA PAROLA CHIAVE Sequestro conservativo
17/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 32
32
Niente sequestro conservativo sui beni «bloccati»
17/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 33
GIOVANNI PARENTE
Chiusure con Equitalia al rush finale
17/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 33
ALESSANDRO SACRESTANO
La compensazione con i crediti Pa fa un passo avanti
17/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 34
33
35
37
Le gare d' appalto non sono precluse
17/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 35
39
Contributi esclusi dalla rottamazione
17/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 38
40
Serve un documento contabile ad hoc e certificato
17/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 39
42
Il nodo delle varianti al Prg
17/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 40
44
Contributi agli autonomi solo se l' attività è sospesa
17/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 40
46
LE MASSIME
17/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 40
47
Spesometro al via con fatture cartacee
17/02/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 40
48
Tariffe Tari, obbligatori i criteri
17/02/2014 Italia Oggi Sette Pagina 2
50
La trasparenza della p.a.
17/02/2014 Italia Oggi Sette Pagina 3
PAGINE A CURA DI SIMONETTA SCARANE
Aste immobiliari con lo sconto Si compra anche a metà prezzo
17/02/2014 Italia Oggi Sette Pagina 5
51
53
Il trend: incarichi suddivisi e mobilità
17/02/2014 Italia Oggi Sette Pagina 5
PAGINA A CURA DI GABRIELE VENTURA
L' avvocato lo sceglie il software
17/02/2014 Italia Oggi Sette Pagina 6
PAGINE A CURA DI FRANCO RICCA
Compensazioni sopra soglia, conto alla rovescia per il via
Disclosure, a rischio i terzi
11
13
L' Italia alla Ue: 3 miliardi di tagli
17/02/2014 Italia Oggi Sette Pagina 11
9
PAGINA A CURA DI STEFANO LOCONTE ED ERNESTO SELLITTO
55
57
59
17/02/2014 Italia Oggi Sette Pagina 12
NICOLA FUOCO
Il circolo vela è extra­commerciale
17/02/2014 Italia Oggi Sette Pagina 14
PAGINA A CURA DI ANDREA MASCOLINI
Appalti, controlli da rafforzare
17/02/2014 Italia Oggi Sette Pagina 14
PAGINA A CURA DI BRUNO PAGAMICI
Alle Zfu una torta da 460 mln
17/02/2014 Italia Oggi Sette Pagina 18
PAGINA A CURA DI SIMONA D' ALESSIO
Edilizia sostenibile e anticrisi
17/02/2014 Italia Oggi Sette Pagina 19
PAGINA A CURA DI SIBILLA DI PALMA
Bollette, come darci un taglio
17/02/2014 Italia Oggi Sette Pagina 43
ROBERT HASSAN
Conti aziendali sotto controllo
17/02/2014 Italia Oggi Sette Pagina 51
17/02/2014 Italia Oggi Sette Pagina 202
73
75
81
Puntare su un vero modello formativo e abbattere i centri per l' impiego
Informatizzati insieme
69
77
Cooperativa sarda Sostegno ai confidi Titolare di minore reddito Diritto...
17/02/2014 Italia Oggi Sette Pagina 208
66
71
La Corte Ue: consegna dei rifiuti solo ad autorizzati
17/02/2014 Italia Oggi Sette Pagina 23
62
64
La ricetta: accrescere la trasparenza
17/02/2014 Italia Oggi Sette Pagina 16
61
MARZIA PAOLUCCI
83
Web
17/02/2014 Più Notizie
Bartolotti esalta il lavoro e attacca i politici di professione
17/02/2014 Più Notizie
Cultura e Spettacoli­ "Questo è il mio ricordo di Marco Pantani"
17/02/2014 Più Notizie
Cultura e Spettacoli­ Caffè letterario, serata dedicata a Oriana...
17/02/2014 Più Notizie
Fusignano, ultimo atto dell'Anno corelliano
17/02/2014 Più Notizie
Sport­ Lugo città di tappa del Giro d'Italia 2014
17/02/2014 Lugonotizie.it
Serata dedicata ad Oriana Fallaci al Caffè letterario di Lugo
17/02/2014 Lugonotizie.it
Dalla guerra alla pace al Museo Baracca di Lugo: si chiude con tre...
17/02/2014 PavaglioneLugo.net
Bassa, non ci piace
17/02/2014 PavaglioneLugo.net
I diritti dei cittadini
17/02/2014 PavaglioneLugo.net
Sicurezza e legalità al centro del dibattito promosso dalla Lista...
17/02/2014 PavaglioneLugo.net
Non è mai troppo tardi
17/02/2014 PavaglioneLugo.net
Precipitazioni intense. Strategie ed azioni concrete
17/02/2014 PavaglioneLugo.net
M'Illumino di Verde. La sostenibilità è già tra noi
17/02/2014 PavaglioneLugo.net
A Bagnacavallo m'illumino di meno...e di arte faccio il pieno
17/02/2014 PavaglioneLugo.net
Volontari della Protezione Civile
17/02/2014 PavaglioneLugo.net
Abbiamo perso uno della famiglia
17/02/2014 PavaglioneLugo.net
Un Paese. Raccontare il presente italiano
17/02/2014 PavaglioneLugo.net
Il Lions Club di Lugo insegna ai bimbi come diventare bravi soccorritori
17/02/2014 PavaglioneLugo.net
Zaccagnini: immagini e riflessioni per il futuro
17/02/2014 PavaglioneLugo.net
Dalla guerra alla pace
17/02/2014 PavaglioneLugo.net
In merito all'odg portato in Consiglio Comunale
17/02/2014 PavaglioneLugo.net
La Soffitta in Piazza
17/02/2014 PavaglioneLugo.net
Associazione Bambini dal Mondo
17/02/2014 PavaglioneLugo.net
Il mio ricordo di Marco Pantani
17/02/2014 PavaglioneLugo.net
Continua il campionato mondiale di cucina
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17/02/2014 PavaglioneLugo.net
115
I bocconi avvelenati
17/02/2014 PavaglioneLugo.net
117
La corretta alimentazione durante il periodo di allattamento
17/02/2014 PavaglioneLugo.net
118
Il programma degli eventi per il Giro d'Italia
17/02/2014 PavaglioneLugo.net
120
Una serata dedicata ad Oriana Fallaci
17/02/2014 PavaglioneLugo.net
121
Anno Corelliano ultimo atto
16/02/2014 Ravenna24Ore.it
R1
La Foris Index si riscatta contro il Venezia
16/02/2014 Ravenna24Ore.it
R1
L' Alfonsine dilaga, Ravenna battuto per 4 a 1
122
123
Il Resto del Carlino Ravenna
17/02/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 2
125
Da Garibaldi alle Olimpiadi: la fantasia hatrionfato
17/02/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 7
126
Cori razzisti e minacce, l' arbitro manda tutti negli spogliatoi
17/02/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 7
127
Verlicchi discute di sicurezza coi primi cittadini Tosi e Pighi
17/02/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 7
128
?Arcangelo chi?': anche gli studenti protagonisti dell' anno corelliano
17/02/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 7
129
Lugo, all' Ala d' Oro il Caffè letterario dedica la serata a...
17/02/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 8
Settimana ricca di mostre in provincia
RICCI ROSANNA
130
Corriere di Romagna Ravenna
17/02/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 46
Offese razziste all' arbitro, partita sospesa
17/02/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 46
Bocconi avvelenati, nuove misure
17/02/2014 Corriere di Romagna (Ravenna)
Consegnato il diploma di corso base ai volontari della protezione civile
17/02/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 46
LUGO
17/02/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 46
FUSIGNANO
17/02/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 46
LUGO
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La Voce di Romagna Ravenna
17/02/2014 La Voce di Romagna Pagina 1
LUGO Terza categoria Cori razzisti. contro l' arbitro: partita sospesa
17/02/2014 La Voce di Romagna (ed. Forlì) Pagina 10
Calcio marcio Insulti razzisti e minacce all' arbitro: gara sospesa
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Il Sole 24 Ore
Prima Pagina
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Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
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La Voce di Romagna
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
INTERVISTA|Parla il Ceo di Algebris Investment e consigliere di Renzi.
Serra: subito giù il cuneo fiscale e tassa sulle rendite
finanziarie
«Riforma del lavoro con maggiore flessibilità
dei contratti, riduzione del cuneo fiscale anche
prendendo le risorse in una maggiore
tassazione delle rendite finanziarie, riforme
istituzionali, lotta all' evasione fiscale e
semplificazione della macchina dello Stato e
della burocrazia. Ma soprattutto, rapidità e
velocità nell' esecuzione dei provvedimenti che
il governo deciderà di prendere». Sono queste
le novità che gli investitori internazionali si
attendono dal nuovo esecutivo che Matteo
Renzi si appresta a guidare. O almeno, è
questa la sintesi delle aspettative di mercato
che fa Davide Serra, fondatore e ceo di
Algebris Investments, investitore «vicino» a
Renzi fin dai tempi della Leopolda, quando l'
allora sindaco di Firenze progettava la scalata
ai vertici del Pd e del governo. Alessandro
Graziani Cosa si aspetta dal nuovo Governo
del suo "amico" Renzi?
In dieci mesi il Governo guidato da Enrico
Letta non è riuscito a dare risposte concrete
alle tre­quattro riforme che aveva condiviso
inizialmente con il Quirinale.
Gli investitori, sia che comprino azioni sia che
pensino a comprare aziende in Italia, sono
stanchi e stufi solo di analisi e chiedono fatti. Da Renzi, prima ancora delle varie riforme, ci si aspetta
una vera capacità di "execution". Poche chiacchiere e molti fatti. Questa sarebbe e, credo che sarà, la
prima vera svolta.
Nel concreto, quali riforme si attende nei primi cento giorni del Governo Renzi?
Conosco e stimo Renzi ma sia chiaro che non parlo a nome suo, ma solo mio. Credo che la priorità del
Paese sia ridare fiducia all' economia e creare nuovi posti di lavoro.
Renzi ha ben chiaro in testa che questo non si può fare con un allargamento della macchina dello Stato.
I posti di lavoro li creano le imprese. Per agevolarle, servono almeno tre grandi riforme: lavoro, fisco e
semplificazione della burocrazia.
Cosa dovrebbe essere fatto sul mercato del lavoro?
C' è bisogno di un intervento veloce. Un' idea potrebbe essere quella di replicare in Italia quanto fatto
dalla Spagna negli ultimi anni, con una riforma che ha dato grande flessibilità in entrata e in uscita. I
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
risultati già di vedono: si stanno creando nuovi posti di lavoro e, per fare solo un esempio recente,
grandi gruppi industriali come Nissan hanno deciso di trasferire in Spagna produzioni che finora
venivano fatte in Inghilterra.
I sindacati obiettano: non possiamo trasferire in Italia condizioni di lavoro che vanno bene nei Paesi dell'
est­Europa...
Io rispondo così: la Polonia e altri Paesi di quell' area stanno facendo concorrenza all' Italia. Non
possiamo scegliere i nostri concorrenti.
Dobbiamo rispondere a chi la sfida ce l' ha già lanciata da tempo.
E sul fronte fiscale cosa può fare Renzi? Alzerà la tassazione sulle rendite finanziarie?
Da investitore credo che sia necessario. E non è un paradosso. Se l' obiettivo è la crescita economica, è
inaccettabile che un Paese tassi al 20% le rendite finanziarie mentre il lavoro è tassato al 45% e le
imprese al 60%. E' urgente riequilibrare il peso del fisco a favore delle attività produttive. Ed è
indispensabile ridurre il cuneo fiscale. Bisogna essere determinati anche nella lotta all' evasione fiscale,
basta confrontare le dichiarazioni dei redditi degli ultimi anni con il livello di patrimonio di cui si dispone,
quando i conti non tornano si chiedono le opportune spiegazioni.
E le altre riforme?
Per riacquistare definitivamente credibilità all' estero servono anche le riforme istituzionali, a partire da
una nuova legge elettorale che dia certezze sulla capacità del sistema di gestire anche le fasi di crisi. E
una riforma della macchina dello Stato, che intacchi gli sprechi della burocrazia e che semplifichi i vari
livelli decisionali della pubblica amministrazione.
Le privatizzazioni appena «abbozzate» andranno avanti?
Le privatizzazioni in sè sono positive, se accompagnate da reali liberalizzazioni del mercato. Vanno
bene se lo Stato cede più del 50% e se non si fanno regali a singoli soggetti privati. Evitiamo che si
ripeta la vicenda Telecom Italia.
Sarebbe disponibile per un ruolo al governo?
Con le mie competenze posso aiutare di più l' Italia facendo il mio mestiere a Londra che il ministro a
Roma.
Continuerò sempre a dare il mio contributo da privato cittadino.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
AGENDA ITALIA.
Tre priorità per rilanciare la crescita
Alberto Quadrio Curzio Il nascente Governo Renzi dovrà
operare su due fronti istituzionali ed economici tanto noti
quanto difficili: quello interno e quello europeo.
L' obiettivo è tuttavia unico:quello di rilanciare la crescita e l'
occupazione italiana nel rispetto dei vincoli di finanza
pubblica secondo le "prescrizioni europee". Riflettiamo allora
su tre temi: la situazione di partenza;le riforme necessarie; la
posizione in Europa.
La situazione di partenza. È notizia recente che il Pil del
quarto trimestre 2013 è salito dello 0,1% sul precedente. Ne
siamo lieti ma non dimentichiamo che nei sei anni di crisi
(2008­2013) il nostro Pil è sceso quasi del 9% , che se
fossimo cresciuti al ritmo dei 10 anni pre­crisi saremmo ad un
Pil potenziale superiore del 12,6% di quello attuale,che la
disoccupazione è salita dal 6,7% del 2008 al 12,7% della fine
2013, che quella giovanile sotto i 25 anni è salita dal 21,3% al
41,6% della fine 2013, che siamo adesso al quarto governo
della crisi. Infatti, dopo quello Berlusconi, sfiduciato dai
mercati che avevano portato i tassi di interesse sui nostri BTp
a 570 punti base sopra quelli tedeschi, il Governo Monti ha
puntato tutto nel contrasto di questa deriva con dure manovre
d i finanza pubblica e con conseguente recessione che
sarebbe stata minore se avessimo chiesto, come la Spagna,
un prestito al Fondo europeo. Il Governo Letta ha riavviato le
politiche per crescita­occupazione essendo i vincoli europei
rispettati. Una partenza sbagliata con l' abolizione dell' Imu
sulla prima casa e una debole maggioranza, non ha però
consentito un' azione più incisiva che in soli nove mesi era
comunque difficile. Il rigore tecnocratico di Monti e la
equilibrata visione politica europeista di Letta ci hanno però
rafforzato in Europa.
Continua da u pagina 1 Le riforme necessarie. Il solo elenco
delle riforme per fare dell' Italia un Paese moderno ed
efficiente sarebbe troppo lungo e perciò faremo una
selezione rinviando ai nostri precedenti articoli con una
premessa. Se l' Italia con tutti gli handicap che la
caratterizzano continua a essere la terza economia dell'
Eurozona e la seconda per manifattura vuol dire che le sue
imprese e il suo lavoro sono di qualità e perciò una solida
base per il rilancio che trova un sostegno anche nel risparm
io degli italiani. Consideriamo tre riforme di un Governo forte che duri fino al 2018 e che, riprendendo
varie misure già a buon punto, attui un quarto di prog
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
ramma annualmente. Le riforme costituzionali e istituzionali devono riordinare il titolo V e il federalismo
chiarendo le competenze legislative tra Stato e Regioni e introducendo una clausola di supremazia
dello Stato per l' interesse nazionale. Connessa è la riforma del Senato. Non bisogna però smantellare il
federalismo per andare verso un vecchio centralismo o un nuovo municipalismo perché entrambi
sarebbero più costosi e contrari al principio di sussidiarietà che ha reso forte la Germania, anche per la
sua economia s
ociale di mercato. Le riforme d
i semplificazione. Tutte le graduatorie internazionali collocano l' Italia tra i paesi peggiori per
complicazioni burocratiche e normative, per l' incertezza delle norme e della loro applicazione. Un' opera di riforma qui non può essere che graduat
a purché costante. Si stima che al sistema produttivo il costo della complicazione sia di 30 miliardi all'
anno ai quali vanno associati i ben maggiori costi diretti della macchina burocratica. La Ue ha avviato un
processo di semplificazione (Refit)e di controllo degli effetti delle norme. In Italia il Governo Letta ha
presentato in luglio un disegno di legge che sta "navigando" tra le (troppe) commissioni del Parlamento.
B
isogna accelerare. Le due precedenti riforme avrebbero un effetto benefico sulla spesa pubblica sia per
una sua riduzione sia per una mig
liore allocazione. Sappiamo che è in corso la "spending review" e speriamo che in tempi brevi si possa
individuare ­ sui 672 miliardi di spesa corrente al netto degli interessi ­ un 5% (cioè 33,6 miliardi che
sono circa la somma ipotizzata in 3 anni) da girare alla riduzione d
el carico fiscale. La riforma fiscale. Anche qui tutte la graduatorie internazionali collocano l' Italia nelle
posizioni peggiori tra i Paesi sviluppati. Nel 2012 la pressione fiscale ha raggiunto il 44% del Pil e quella
effettiva (tolto dal Pil la parte sommersa) il 56,2%. Tenendo conto della tassazione (implicita) sul lavoro
e di quella sulle imprese (total tax rate) abbiamo il "primato" di tassazione della Uem. Siamo ai "vertici"
anche per un gettito fiscale evaso al 12,1% del Pil(circa 190 miliardi). Bisogna alleggerire il carico
fiscale sui fattori di produzione (energia compresa) con quanto recuperato dal taglio della spesa
pubblica e dall' evasione e non varando nuove tasse, ordinarie o straordinarie. Il vigore di Renzi, se
avrà le necessarie capacità di Governo e una buona maggioranza parlamentare, dovrà misurarsi e sarà
valutato su questi tre fronti. La posizione in Europa. L' Italia in Europa ha due valutazioni molto di
verse tra di loro. L' economia reale industriale e manifatturiera sono considerate molto forti, come
dimostrano i dati tra cui un surplus manifatturiero con l' estero che nel 2013 sfiorerà i 95 miliardi di euro.
Una fetta notevole dell' industria italiana ha realizzato quello sforzo di ristrutturazione e innovazione reso
necessario dalla competitività internazionale e dall' euro forte. Nella tecnologia medio­alta siamo degli
attori internazionali. Se con misure fiscali e finanziarie adeguate si generalizzasse sia il livello di tecno­
scienza sia gli accorpamenti tra imprese, l' Italia diverrebbe un concorrente temibile per la stessa
Germania che per altro superiamo già in alcuni settori. Se invece si continuerà così con pesante
burocrazia e fiscalità, la resistenza delle imprese verrà fiaccata e con lei la ripresa dell' Italia. Non
sprechiamo allora questi punti di forza e anche la collaborazione costruttiva stabilita nel 2013 tra
imprese e sindacati. In Italia bisogna cercare vie nuove di concertazione e di contrattazione, improntate
al liberalismo sociale, per l' occupazi
one e la crescita. La finanza pubblica è invece considerata molto fragile sia per un debito pubblico sul
Pil quasi al 133% con conseguenti interessi sia per indicatori di bilancio pubblico disallineati tra cui
spesa corrente alta e spesa per investimenti bassa. Tutto ciò è vero ma è anche vero che l' Italia ha
sempre pagato interessi e debito generando avanzi primari sul Pil record nella Eurozona. Se tuttavia
saremo costretti a seguire il percorso di rientro del debito come previsto dal "fiscal compact" la nostra
situazione diverrà assai difficile a meno che la crescita Europea riprenda molto vigorosamente e/o che
le prescrizioni di finanza pubblica vengano interpretate con flessiblità. Entrambe le ipotesi richiedono
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
una forte pressione sulla Germania sia per un rilancio della sua domanda interna che traini la Uem sia
per flessibilizzare il fiscal compact. A tal fine una strategia congiunta di Italia, Francia e Spagna sarebbe
necessaria anche per il bene dell' Eurozona. I cinque anni che si aprono con il semestre di presidenza
italiana della Ue saranno decisivi per una Ue e una Uem che crescono in linea con Europa 2020,
Horizon 2020, Industria 2020 o che declinano nella depressione. Il vigore di Renzi qui non basterà e per questo il bene dell' Italia suggerisce di
valorizzare i rapporti di personalità politiche, istituzionali e industriali italiane che godono di grande pr
estigio in Europa. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Pagina 3
Il Sole 24 Ore
Enti locali
Il ministro dell' Economia. Saccomanni: «La politica preferisce altro, questo è il ministero del
no». «Moody' s? la revisione dell' outlook sarebbe stata opportuna prima»
«Attenti al cambio di passo, rischio di fermarsi»
LE IMPRESE «Disappunto per le critiche di Squinzi. Bene chiedere meno tasse sul
lavoro, ma va detto cosa le imprese possono fare per superare gli squilibri»
Rossella Bocciarelli ROMA Il ministro dell'
Economia del governo Letta, Fabrizio
Saccomanni, rivendica fino in fondo i risultati
ottenuti dall' esecutivo e offre anche un
consiglio al suo successore: «Credo che la
continuazione delle cose fatte sia importante, e
si può cercare di accelerare il passo. Ma
stiamo attenti: quando si cambia il passo,
spesso si rischia di rimanere fermi, pensando
a quale passo si possa assumere». In una
intervista concessa ieri a Maria Latella per Sky
Tg 24, il ministro ha innanzitutto preso atto
della richiesta di cambiamento venuta dal
Paese, implicita nella staffetta Letta­Renzi: «C'
è una scelta politica che è stata fatta, il Paese
ha chiesto di accelerare il passo della politica
economica. E io lo capisco, perché l' economia
italiana viene da un periodo di grande
recessione, durata molto a lungo, viene da un
periodo che fino a che noi abbiamo preso il
governo era stato di forte incertezza politica».
Poi ha affermato, con amarezza: «Capisco,
dunque, l' esigenza di vedere dei risultati.
Capisco molto meno il non voler leggere che
certi risultati ci sono stati».
Saccomanni parla in primo luogo di
congiuntura: «Quando il governo Letta si è insediato, l' economia accusava una contrazione del 2 per
cento. Adesso, lasciamo al nuovo governo un' economia che cresce dello 0,1%: è poco ma è un
elemento significativo, in una una situazione dei mercati finanziari tornata positiva: oggi il Tesoro si
finanzia a un costo medio inferiore al due per cento e le agenzie di rating se ne sono finalmente
accorte». Peraltro, secondo Saccomanni, la decisione di Moody' s di rivedere in meglio l' outlook del
rating, stilata il 10 febbraio scorso, sarebbe stata opportuna già alla fine della scorsa estate: «A luglio­
agosto era già chiaro che la finanza pubblica era in ordine, che avevamo avuto il disco verde dell'
Unione europea e che non c' era più nessun rischio per i conti pubblici». L' arrivo della ripresa
economica in Italia si deve anche a una serie di misure di politica economica prese dal Governo, spiega
il ministro, ricordando misure espansive come i 22 miliardi di debiti della Pa restituiti ai creditori finali,
gli ecobonus che hanno fatto crescere le spese per ristrutturazioni da 16 a 25 miliardi, nonché le misure
di sostegno all' occupazione: «Abbiamo dato 2 miliardi e mezzo per la Cig in deroga e 2 miliardi per gli
esodati» elenca.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Quanto alle critiche delle imprese, Saccomanni esprime il proprio disappunto: «L' ho detto anche a
Squinzi». «Confindustria ­ ha aggiunto ­ ha tutto il diritto di chiedere, ma deve anche indicare cosa il
mondo delle imprese può fare per superare gli squilibri strutturali: dalla sottocapitalizzazione all'
incapacità di competere». Sul tema della "bad bank" e dei timori che a pagarla possano essere i
cittadini, Saccomanni rassicura: «Il Governo si è detto favorevole a che si creino strutture consortili per
togliere dai bilanci delle banche questi crediti sofferenti, per gestirle in modo più commerciale che
burocratico, però questo non deve richiedere interventi da parte dello Stato. Io credo che le banche in
Italia siano perfettamente in grado di farlo». Poi, afferma: «Noi abbiamo cercato di costruire. Sarebbe
stato onesto riconoscere che un paese con 60 milioni di abitanti, cinque milioni di imprese e 1.600
miliardi di Pil richiede un' azione di governo costante e coerente». Invece «nel Paese si è creata una
situazione di crescente impazienza, perché si vogliono risultati rapidi. Tutte esigenze che io condivido
pienamente, ma l' economia italiana è come una grande petroliera che non può girare in un momento: ci
vuole un lavoro costante, che sta producendo i risultati che volevamo e questo lavoro deve poter
continuare». Per questo, sottolinea «è importante che si facciano le cose che abbiamo già impostato,
sia per la crescita che per le riforme strutturali». Quanto alle polemiche sulla possibilità di superare il
tetto del 3%, per il ministro sono sterili.
Secondo Saccomanni «non esiste nessun paese che abbia obiettivamente proposto di cambiare il
Fiscal Compact, il quale è un trattato che l' Italia ha ratificato e che ha messo nella sua Costituzione».
«Diciamo tuttavia ­ ha aggiunto ­ che si può sempre provare, però la situazione di partenza non è molto
incoraggiante. Invece, bisogna insistere perché l' Europa adotti tutti gli strumenti che ha a disposizione,
sia col bilancio comunitario che con la Banca europea degli investimenti, per dare un segnale forte di
sostegno all' attività economica, tralasciando la sterile polemica sul tetto del 3%». Anche perché,
conclude, «l' Italia ha un alto debito e se noi sfondiamo il 3%, il debito tornerà a crescere, quanto più noi
creiamo disavanzo tanto più si porta su il debito».
Infine, a proposito del suo successore, il ministro ha dichiarato di aver sempre ritenuto che la politica
economica sia il cardine della politica. «E sono sorpreso ­ ha osservato ­ che negli anni questo
ministero sia stato affidato più spesso a tecnici o politici anormali.
L' ultimo politico in senso stretto forse è stato Emilio Colombo. Poi abbiamo avuto tecnici come Ciampi
o Padoa Schioppa, o politici anomali come lo stesso Tremonti. La politica vera preferisce fare altre
cose, perché questo è il ministero del No.
» © RIPRODUZIONE RISERVATA IL BILANCIO I risultati e le misure anti­crisi «Quando il governo Letta
si è insediato, l' economia accusava una contrazione del 2%. Adesso, lasciamo al nuovo governo un'
economia che cresce dello 0,1%»: lo ricorda Saccomanni che lega l' arrivo della ripresa economica
anche a una serie di misure prese dal Governo, come i 22 miliardi di debiti della Pa restituiti ai creditori
finali, gli ecobonus che hanno fatto crescere le spese per ristrutturazioni da 16 a 25 miliardi e le misure
di sostegno all' occupazione, Cig ed esodati Economia, «ministero del No» Saccomanni si dice
sorpreso per il fatto che negli anni questo ministero cruciale sia stato affidato più spesso a dei tecnici o
politici anormali: «La politica vera preferisce fare altre cose, perché questo è il ministero del "no"».
Quanto alle polemiche sulla possibilità di superare il tetto del 3% del deficit, per il ministro sono sterili:
«Non esiste nessun Paese che abbia obiettivamente proposto di cambiare il Fiscal compact, il quale è
un trattato che l' Italia ha ratificato e che ha messo nella sua Costituzione»
ROSSELLA BOCCIARELLI
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Il Sole 24 Ore
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La trattativa. In arrivo le previsioni della Ue.
L' Europa chiede più certezze sul calo del debito
TRATTATO DI BILANCIO Il portavoce di Olli Rehn: il 2015 è l' ultimo anno di transizione,
dal 2016 scatta la tagliola per la riduzione del debito SOTTO LA LENTE La
Commissione valuterà anche gli sviluppi del ciclo economico, i livelli di attivo primario e
le riforme economiche.
Beda Romano BRUXELLES. Dal nostro
corrispondente C' è evidente attesa a
Bruxelles (ma anche in Italia) per capire la
politica europea del premier in pectore Matteo
Renzi. Il passaggio di potere ha sorpreso non
pochi osservatori, anche perché l' ora è
delicata. La Commissione europea
pubblicherà a breve attese previsioni
economiche da cui dipenderanno in ultima
analisi la possibilità per l' Italia di detrarre
investimenti pubblici dal calcolo del disavanzo.
Dal 2016, poi, l' Italia dovrà sottostare a rigide
regole di riduzione del debito pubblico.
Negli ultimi giorni, i commenti della
Commissione sulla crisi politica italiana sono
stati di routine. Tuttavia, tra le righe, erano
evidenti i messaggi provenienti da Bruxelles.
«In generale ­ ha spiegato venerdì il
presidente dell' esecutivo comunitario José
Manuel Barroso ­ la posizione italiana è
sempre molto leale» rispetto al progetto
europeo. Esortazione? Speranza? La presa di
posizione è quella di un uomo politico che non
ha dimenticato le uscite controverse di Renzi.
Nell' aprile del 2012, il premier in pectore
aveva criticato esplicitamente il patto d i
stabilità italiano, strumentale al controllo dei conti pubblici nazionali in una ottica europea, definendolo
«un patto di stupidità». Qualche settimana fa, lo stesso Renzi, che in passato ha criticato il limite di
deficit del 3,0% del prodotto interno lordo, ha proposto investimenti nel settore scolastico per cinque
miliardi di euro, da escludere dal calcolo del disavanzo pubblico.
La Commissione si è detta pronta a concedere questa clausola nel 2014 purché ci fosse entro metà
febbraio un piano dettagliato e preciso per rimettere in carreggiata il debito. Il ministro dell' Economia
Fabrizio Saccomanni dovrebbe presentare oggi a Bruxelles in occasione di un Eurogruppo e di un
Ecofin nuovi impegni di riduzione della spesa pubblica da adottare nel 2014. Saranno sufficienti queste
promesse a convincere in extremis la Commissione a concedere la clausola degli investimenti?
Molti esponenti comunitari ricordano che l' Italia non può esimersi dal mettere mano alla stagnazione
economica e all' elevato debito. Recenti riforme del Patto di stabilità e di crescita, tra cui il Trattato di
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Il Sole 24 Ore
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Bilancio, prevedono che un paese con un debito superiore al 60% del prodotto interno lordo debba
ridurre il passivo di un ventesimo all' anno su una media di tre anni (il debito italiano supera il 130%). La
regola entra in vigore dopo tre anni dall' uscita dalla procedura di deficit eccessivo.
«Il 2015 è l' ultimo anno del periodo di transizione prima della piena applicazione della regola sul debito
­ spiegava ieri mattina Simon O' Connor, il portavoce del commissario agli affari economici Olli Rehn ­.
Dal 2016 in poi questa regola verrà pienamente applicata».
La regola è stringente e preoccupa l' establishment politico e amministrativo italiano, anche se in
occasione delle trattative che si svolsero nel 2011 e nel 2012 furono introdotte circostanze attenuanti.
Il regolamento comunitario, approvato alla fine del 2011 per modificare un testo del 1997, prevede che
la Commissione debba tenere conto di «tutti i fattori rilevanti». La lista è lunga e comprende, tra gli altri,
gli sviluppi del ciclo economico, i livelli di attivo primario, l' adozione di riforme economiche, la qualità
delle finanze statali, la struttura del debito pubblico.
«La Commissione ­ si legge inoltre nel documento ­ dovrà tenere conto di tutti i fattori considerati
rilevanti dal paese membro in questione».
«La vera domanda è se il nuovo premier in pectore accelererà veramente il ritmo delle riforme così
urgenti», afferma Daniele Antonucci, economista di Morgan Stanley. In questo senso, l' ennesima crisi
italiana, un paese che si appresta ad avere il quarto governo in due anni, rafforza la convinzione di chi ­
come la Germania ­ insiste per immaginare accordi contrattuali tra stato membro e istituzioni
comunitarie in modo da imporre le necessarie riforme economiche ai paesi più fragili.
«I tedeschi ­ spiega un alto responsabile europeo ­ hanno una grande sfiducia nei confronti della classe
politica italiana. Come non ammettere che la crisi a Roma non dia loro ragione e li rafforzi nella
convinzione che questi contratti sono necessari se vogliamo rafforzare l' integrazione della zona euro?».
In cuor suo, Bruxelles spera che Renzi seguirà le orme del presidente francese. Nel 2012 François
Hollande fece campagna chiedendo modifiche al Patto di stabilità, per poi assumere maggiore realismo
politico.
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BEDA ROMANO
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La crisi di governo I RAPPORTI CON L' EUROPA.
L' Italia alla Ue: 3 miliardi di tagli
Oggi Saccomanni a Bruxelles: si prova a evitare lo stop agli investimenti LE OBIEZIONI
EUROPEE Secondo la Commissione l' Italia non è in regola sul fronte dell'
aggiustamento di bilancio strutturale annuale e sulla riduzione del debito.
Dino Pesole ROMA Il ministro dell' Economia,
Fabrizio Saccomanni, vola oggi a Bruxelles,
nel giorno dell' incarico a Matteo Renzi, con in
tasca l' indicazione di massima dei risparmi
che sarà possibile conseguire già quest' anno
dalla «spending review». Circa 3 miliardi, che
dovrebbero affiancarsi agli incassi attesi dal
pacchetto di privatizzazioni (8­9 miliardi).
Risorse qualificate dallo stesso Saccomanni
come «stime provvisorie», per provare ad
aggredire il moloch del debito pubblico, che
secondo la Commissione europea quest' anno
toccherà la cifra record del 134% del Pil.
Quanto agli incassi attesi dal rientro dei
capitali esportati illegalmente (è il meccanismo
della «voluntary disclosure»), la prima stima
contenuta nel documento «Impegno Italia»
illustrato da Enrico Letta il 12 febbraio parla di
3 miliardi quest' anno e di 5 miliardi nel 2015.
Se questa è la "dote" aggiuntiva attesa da
Bruxelles per sbloccare la cosiddetta
«clausola per investimenti», la partita si
annuncia alquanto complessa e si potrebbe
riaprire solo tra qualche mese. Si tratta infatti
di stime, e non degli atti concreti attesi da
Bruxelles, con risultati già sostanzialmente
definiti. In particolare per la spending review, il timing è sostanzialmente questo: entro il 20 febbraio il
commissario straordinario Carlo Cottarelli acquisirà le indicazioni provenienti dalle 25 task force che
partecipano al piano di revisione strutturale della spesa. Input che lo stesso Cottarelli trasferirà in
proposte di intervento, da consegnare all' apposito Comitato interministeriale. Poi il nuovo governo
dovrà presentare in Parlamento i relativi provvedimenti, fermo restando l' obiettivo dei 32 miliardi da
conseguire nel triennio 2014­2016. Una previsione ottimistica induce a ritenere che i tagli potranno
diventare operativi non prima della tarda primavera, fuori tempo massimo dunque rispetto al timing di
Bruxelles.
Ma la questione rischia di essere tutto sommato marginale, e non a caso Saccomanni ha fatto sapere
che la clausola di flessibilità, così come concepita, «è di fatto priva di utilità per l' Italia in quanto
richiederebbe una manovra restrittiva di pari entità della flessibilità concessa, con effetti che sarebbero
neutri o negativi sulla crescita nel breve periodo».
La Commissione europea ha già fatto sapere che le stime del governo sulla crescita del 2014 sono
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Il Sole 24 Ore
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ottimistiche. In attesa del 25 febbraio, quando saranno diffuse le nuove stime macroeconomiche,
Bruxelles è ferma per ora a quota 0,7% (contro l' 1,1% della previsione governativa).
Ma soprattutto, secondo la Commissione l' Italia non rispetta la precondizione fondamentale per poter
fruire dei margini di flessibilità previsti dal cosiddetto «braccio preventivo» del Patto di stabilità: quella
di assicurare progressi "sufficienti" in direzione dell' obiettivo di medio termine, in sostanza il saldo di
bilancio strutturale, che per noi vale almeno lo 0,5% del Pil ogni anno. L' aggiustamento strutturale è di
0,12% punti contro gli 0,66 richiesti, e non caso Bruxelles fissa al 134% il target 2014 per il debito che l'
Italia fissa invece al 132,7 per cento. Diversa la valutazione del governo, che lo stesso Saccomanni
ribadirà oggi alla riunione dell' Eurogruppo: il deficit 2014, stimato al 2,5%, consente al debito una
sufficiente velocità di discesa.
Con queste premesse, il piano dei tagli che il governo invia di formazione si troverà a pilotare vede in
primo piano un nuovo intervento sul fronte delle forniture per beni e servizi delle pubbliche
amministrazioni. Operazione che quest' anno potrebbe consentire attraverso il «metodo Consip» di
conseguire risparmi per circa 1 miliardo (si veda il Sole 24 Ore del 13 febbraio). L' eventuale estensione
del blocco al 100% del turn over a tutto il perimetro della Pa potrebbe poi far risparmiare 7­800 milioni
nel biennio 2014­2015. Vi si aggiunga l' eventuale disboscamento delle società partecipate, la
razionalizzazione dell' utilizzo degli immobili delle amministrazioni centrali, la soppressione di un certo
numero di enti inutili, nonché l' estensione di costi e fabbisogni standard dalla sanità all' intera
amministrazione pubblica.
Indicazioni di intervento che dovranno ottenere il fondamentale placet in sede politica. Non a caso lo
stesso Cottarelli ha ribadito in più occasioni che l' operazione potrà avere successo solo se vi sarà un
convinto supporto politico: «I tecnici possono proporre ma poi non sono loro a decidere».
© RIPRODUZIONE RISERVATA SUL SOLE DI GIOVEDÌ L' anno scorso Consip, la centrale acquisti del
ministero dell' Economia, ha realizzato risparmi per 6,9 miliardi sulla spesa per beni e servizi (+12%
rispetto al 2012). Quest' anno potrebbe arrivare a 7,6 miliardi. Ma anche con la legislazione vigente il
potenziale è di 10 miliardi. Sul Sole 24Ore di giovedì 13 febbraio le riflessioni dell' ad di Consip,
Domenico Casalino GLI IMPEGNI DEL GOVERNO LETTA SULLA SPENDING REVIEW (in miliardi) 3
Risorse aggiuntive 2014 Il taglio supplementare rispetto alla legge di stabilità 3,6 Risparmi 2015 previsti
Quelli per il prossimo anno già in manovra 10 Risorse aggiuntive 2015 L' ulteriore taglio previsto oltre la
stabilità 16,6 Il bilancio 2014­2015 Totale della spending review nel biennio.
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Il Sole 24 Ore
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In Parlamento. I dl in scadenza entro fine mese.
Per cinque decreti corsa contro il tempo e l'
ostruzionismo
Roberto Turno ROMA Lo svuota­carceri e il
mini piano di rilancio del "destinazione Italia". I
soldi in meno (ma a rate) ai partiti, il
milleproroghe e il salva­Roma bis.
Neanche il tempo del passaggio ufficiale del
testimone tra Enrico e Matteo, che in
Parlamento sarà subito bagarre, con i grillini
pronti alle barricate e i leghisti in coda a
mostrare i muscoli (parlamentari) che gli
restano. Già da domani e almeno fino a
venerdì, c' è da giurarlo, il clima sarà rovente
nelle Camere. E sarà così già per i prossimi
cinque giorni, quando forse Matteo Renzi avrà
appena chiesto la fiducia.
Il tutto quasi in un vuoto quanto meno ufficioso
di maggioranza e di Governo, nel bel mezzo
del trapasso tra il Letta 1 e il Renzi 1.
Questione di decreti ­ otto quelli in vigore,
cinque che scadono già entro 11 giorni ­ che
incalzano, avviati rapidamente verso la
decadenza. Decreti, tra l' altro, che pesano per
la loro parte, sui quali anche il premier in
pectore dovrà metterci la faccia, se pure
probabilmente non tutti gli piacciono granché.
Anche se intanto a difenderli sarà il Governo
uscente come pratica corrente da sbrigare.
La patata bollente, anzi surriscaldata, è un' insidia mai capitata in tutti precedenti cambi di Governo. Si
raccoglie intanto in una manciata di cinque decreti che decadono tra venerdì prossimo 21 febbraio e il
successivo venerdì 28. Si comincia con quello che è stato ribattezzato "destinazione Italia" e con lo
svuota­carceri, entrambi al Senato dopo il primo sì della Camera ed entrambi in scadenza tra cinque
giorni: il primo un pallativo, o poco più, per il rilancio dell' economia, anche se al suo interno sono state
inserite ad esempio norme come la compensazione tra cartelle esattoriali e crediti verso la Pa; il
secondo, una risposta all' emergenza carceraria dopo le ripetute sollecitazioni del Quirinale. A Palazzo
Madama si comincia da martedì, e la sede sarà per così dire più "serena" per la possibilità di usare la
ghigliottina contro l' ostruzionismo. Ma senza la chance di usare la fiducia che certamente il Governo
uscente non potrà mettere come tappabuchi. Con quello nuovo di Renzi, poi, neppure ancora in carica.
Ma sarà soprattutto alla Camera ­ dove la tagliola dei tempi per i decreti non c' è per regolamento ­ che
si consumerà lo scontro al calor bianco. Da domani tocca ripartire in aula col milleproroghe (già varato
dal Senato), che scade mercoledì 26. Mentre appena due giorni dopo sempre a Montecitorio arriverà a
scadenza lo stop al finanziamento pubblico ai partiti, congegnato in un modo che al quasi ex sindaco
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
non piace più di tanto.
Che farà a quel punto la Boldrini davanti al prevedibile filibustering dei pentastellati? Imporrà d' autortà
la mannaia dei tempi? E il nuovo Governo, se appena insediato, chiederà subito un' altra fiducia? Una
via crucis che, sempre entro fine mese, riguarderà il decreto salva­Roma, altro terreno di facile vetrina
per i pentastellati e i leghisti. Un primo assaggio al veleno per Matteo Renzi, in attesa delle curve più
pericolose da affrontare nella giostra delle Camere con una maggioranza tutta da mettere alla prova.
© RIPRODUZIONE RISERVATA Novità rispetto alla settimana precedente.
ROBERTO TURNO
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Il Sole 24 Ore
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Lavoro LOTTA ALLA DISOCCUPAZIONE Ai nastri di partenza.
Campania, Sicilia, Lombardia prime in «Garanzia
giovani»
Alle tre Regioni il 40% delle risorse assegnate dalla Ue.
PAGINA A CURA DI Francesca Barbieri
Claudio Tucci Saranno Campania, Sicilia e
Lombardia a spartirsi la fetta più grande degli
1,5 miliardi di euro che arriveranno in dote all'
Italia per «Garanzia giovani», il programma
europeo che punta a offrire ai ragazzi fino a 25
anni un' opportunità di lavoro o di studio entro
quattro mesi dalla disoccupazione o dall'
uscita da scuola.
M i n i s t e r o d e l L a v o r o e Regioni h a n n o
concordato le linee guida di attuazione del
piano, e stilato una prima ripartizione del
"tesoretto", che comprende oltre ai fondi
europei anche una quota di cofinanziamento
nazionale e di risorse Fse regionali. Un budget
assegnato in base al peso dei disoccupati: alla
Campania dovrebbero toccare 215 milioni e a
Sicilia e Lombardia poco più di 200 a testa,
calamitando insieme il 40% del totale. Per
partire si è in attesa solo dello sblocco dei
soldi da Bruxelles (da utilizzare nel biennio
2014­15), che in alcune regioni sono stati già
in parte anticipati dai Governatori (si vedano le
schede a fianco).
Fibrillazioni politiche a parte, per la caduta del
governo Letta, l' obiettivo, spiegano dal
ministero del Lavoro, resta comunque quello di essere operativi entro marzo­aprile, anticipando le
risorse con fondi nazionali, per iniziare ad aggredire quanto prima un tasso di disoccupazione giovanile
che veleggia a livelli record superiori al 40 per cento. Il nuovo governo dovrà quindi correre.
Se alcune regioni sono già pronte, altre sono più in ritardo nella programmazione degli interventi da
mettere in campo, che comunque dovranno essere "personalizzati" in funzione dell' effettiva esigenza
del giovane in difficoltà e andranno a integrare le iniziative anti­disoccupazione già in campo nei
territori. In Lombardia, per esempio, è già attivo il sistema della «dote unica lavoro» per affrontare le
emergenze occupazionali, che in tre mesi (dal 21 ottobre 2013 al 21 gennaio scorso) ha preso in carico
13mila persone. La Toscana, con gli oltre 70 milioni in arrivo, rafforzerà il programma «Giovanisì», che
promuove stage rimborsati e prevede incentivi per le imprese che assumono.
La Puglia, con 126 milioni, potenzierà il progetto «Bollenti spiriti» aumentando la possibilità di
formazione, apprendistato e tirocini. «Un complesso di esperienze e di sperimentazioni ­ avverte l'
assessore regionale al lavoro, Leo Caroli ­ da salvaguardare, evitando interventi troppo rigidi che
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potrebbero complicare la gestione di un' opportunità preziosa come quella offerta dalla Youth
guarantee».
In un primo momento l' azione si concentrerà sui giovani sotto i 25 anni: in questa fascia di età i Neet
(ragazzi che non studiano e non lavorano) sono 1,3 milioni e di questi 900mila sono considerati target
prioritario. Ma non è esclusa la possibilità di innalzare la soglia fino a 29 anni per determinate misure,
come, per esempio, apprendistato, servizio civile o autoimprenditorialità.
In tutte le regioni, secondo gli indirizzi concordati dagli assessori al lavoro, coordinati da Gianfranco
Simoncini, il primo step di «Garanzia giovani» dovrà essere la registrazione del giovane presso un
servizio per l' impiego o al portale «Cliclavoro». Ogni regione dovrà però siglare un protocollo con il
ministero del Lavoro.
Una volta preso in carico si dovrà elaborare un percorso quanto più possibile su misura, valutando le
condizioni socio­occupazionali e, di conseguenza, l' intensità delle misure di politica attiva necessarie
per reinserirlo in un percorso di formazione o lavoro. Il tutto «dovrà avvenire anche con il contributo
della scuola», sottolinea il sottosegretario all' Istruzione, Gabriele Toccafondi.
In più, il ministero del Lavoro ha aperto alla possibilità di estendere «Garanzia giovani» anche ai ragazzi
del Trentino e di alcune province del Veneto, per ora esclusi, visto che registrano un tasso di
disoccupazione giovanile inferiore al 25% indicato da Bruxelles per partecipare al programma. Per
raggiungere l' obiettivo serve un accordo con la Commissione Ue che permetterà di assegnare fino al
10% dei fondi ai territori inizialmente esclusi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA I primi piani regionali avviati per dare attuazione al programma
Garanzia giovani PIEMONTE Stanziati circa 6 milioni di fondi Fse 2007­2013 per finanziare la creazione
del portale «Ggp», Garanzia giovani Piemonte. L' obiettivo è creare entro il 2014 mille occupati in più;
800 stage in Italia e in Europa, inserire 400 giovani in percorsi formativi mirati sulla domanda delle
imprese piemontesi; almeno 500 posti di lavoro in Europa; 50 giovani verso la creazione d' impresa. È
stata ideata una carta dei servizi per facilitare l' accesso ai servizi da parte dei giovani LOMBARDIA Già
attivo il sistema della «dote unica lavoro», che individua quattro distinte fasce d' intensità di aiuto, in
relazione alle difficoltà occupazionali, misurate in base alla distanza dal mercato del lavoro, all' età, al
titolo di studio e al genere. Entro il valore della propria dote, la persona sceglie da un paniere di servizi
quelli necessari per raggiungere i propri obiettivi occupazionali. Alla dote si accede attraverso operatori
accreditati, per avere servizi di accoglienza, orientamento e avvio al lavoro TRENTINO­ALTO ADIGE La
Giunta della provincia autonoma di Bolzano nel 2013 ha varato un pacchetto di misure: tirocini per i
giovani disoccupati da almeno quattro mesi; tirocini estivi per gli studenti; crediti per start up; più
informazioni sulle possibilità occupazionali negli Stati confinanti attraverso il servizio Eures; servizi di
consulenza e coaching per i giovani. Inoltre sono in corso progetti per migliorare la Borsa lavoro Alto
Adige sul sito web della Provincia, che include anche l' apprendistato e i tirocini FRIULI­VENEZIA
GIULIA Anticipando con proprie risorse l' avvio della Garanzia giovani, la Giunta regionale ha approvato
un piano che integra le competenze del sistema regionale pubblico con quello universitario e degli enti
di formazione professionali e dei soggetti accreditati.
«Progetto giovani» prevede un' architettura per fasi: registrazione; servizi di accoglienza; servizi post
accoglienza (orientamento specialistico, attività di carattere formativo, misure per l' inserimento
lavorativo) TOSCANA Sarà rafforzato il programma «Giovanisì» che promuove stage rimborsati (oltre
10mila tra il 2011 e il 2013), cofinanziando il rimborso e prevedendo incentivi per le imprese che
assumono lo stagista; esperienze di servizio civile; inserimento e reinserimento in percorsi di
formazione; incentivi alle start up. Tra i programmi in corso diretti ai Neet: 19 progetti finanziati dalla Ue
nelle province di Massa Carrara, Livorno e Prato per facilitarne l' ingresso sul mercato del lavoro e un
percorso di orientamento per i giovani under 30 LAZIO La Regione ha approvato, con delibera di Giunta
di fine 2013, lo schema di attuazione della Garanzia giovani. Tre i punti cardine: l' accredimento
regionale degli operatori, l' iter per beneficiare dei servizi (i giovani dovranno registrarsi al centro per l'
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impiego); il contratto di collocazione, che potrà prevedere il riconoscimento di un voucher da "spendere"
per avere i servizi. Il giovane dovrà impegnarsi a cercare un' occupazione e ad accettare offerte
consone alle proprie capacità, sotto la supervisione di un tutor CAMPANIA Con le risorse in arrivo di
Garanzia giovani si potenzierà il piano «Campania al lavoro», che prevede già misure ad hoc sul
microcredito, dottorati in azienda, alternanza scuola­lavoro. «Garanzia» interesserà in Campania circa
225mila Neet under 25. Per loro ci sarà una dote da spendere in servizi di politica attiva offerti da
operatori pubblici e privati autorizzati.
Ci sarà la presa in carico del ragazzo, e saranno messi a disposizione anche un set di incentivi all'
assunzione o per finanziare percorsi formativi PUGLIA I fondi in arrivo per l' attuazione della Garanzia
giovani saranno utilizzati per potenziare programmi già avviati: nell' ambito di «Bollenti spiriti» saranno
aumentate le possibilità di formazione, apprendistato e tirocini; sul fronte del Servizio volontario sta per
essere avviata una nuova iniziativa per coinvolgere i Neet in iniziative di volontariato con la creazione di
figure professionali specializzate nell' animazione sociale e culturale. In partenza, infine, servizi
sperimentali di orientamento.
FRANCESCA BARBIERI
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Il Sole 24 Ore
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BENI CULTURALI.
L' arte di non riuscire a spendere
A fine 2013 nei bilanci delle soprintendenze disponibili 600 milioni.
Antonello Cherchi Si sperava di trovare una
soluzione con la riorganizzazione del
ministero. Invece l' ennesima riforma dei Beni
culturali, fatta oggetto del fuoco incrociato di
critiche, è ora più che mai appesa a un filo. E
così l' annosa questione dei soldi non spesi
dalle soprintendenze e dagli altri istituti di
cultura resta lì, sintomo del male profondo di
un dicastero spesso sotto i riflettori
internazionali perché afflitto da inefficienze da
troppa burocrazia, dalle carenze di personale
tecnico e ­ non sembri un paradosso ­ dai
continui tagli ai finanziamenti.
Ed è proprio perché i bilanci sono sempre più
risicati che saltano agli occhi i 406 milioni di
euro che le soprintendenze non sono riuscite a
spendere a fine 2013. Importo che a fine dello
scorso mese si è assottigliato di 4 milioni di
euro.
Cifra a cui va aggiunta quella risultante dai
bilanci delle strutture dotate di autonomia
contabile ­ i poli museali e altri istituti ­, che a
fine dello scorso anno ammontava a 212
milioni (importo che a fine gennaio è sceso a
210 milioni).
Insomma, oltre 600 milioni di euro ancora da
spendere. I tecnicismi contabili impongono di fare una precisazione: non si tratta di risorse in cassa
pronte per essere investite, ma di soldi già impegnati.
Che però si trascinano di anno in anno per via, da una parte, della particolarità dei lavori che i Beni
culturali mettono in campo (si pensi ai restauri) che richiedono tempistiche dilatate (e le imprese
vengono saldate a cantiere chiuso), ma anche a causa delle lungaggini burocratiche a cui il ministero
non è in grado di far fronte. L' insieme dei due elementi fa sì che da anni i bilanci delle soprintendenze
chiudano con ingenti disponibilità finanziarie. Nell' anno appena passato i soldi "in cassa"
rappresentavano il 60,5% delle entrate: nelle soprintendenze ordinarie ­ ovvero quelle (e sono la
stragrande maggioranza) prive di autonomia finanziaria ­ a fronte di 671 milioni di risorse, le uscite sono
state poco più di 260 milioni. Lasciando, appunto, più di 400 milioni da scrivere in blu nei bilanci.
L' unica consolazione è che le disponibilità in questi anni si sono ridotte: agli inizi del Duemila avevano
raggiunto il miliardo di euro. Dopodiché si sono, seppure in maniera altalenante, via via ridimensionate.
Ma il dato non può essere letto solo come una recuperata efficienza dei Beni culturali. A voler essere
generosi, si può chiamare in causa anche tale elemento. La verità, però, sta nella drastica riduzione dei
soldi da spendere: negli ultimi cinque anni c' è stato un taglio del 60% delle risorse da dedicare alla
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Enti locali
tutela del patrimonio. Dunque, molti meno soldi in entrata e, di conseguenza, saldi di fine anno più
contenuti.
A conti fatti, pertanto, il problema dell' incapacità di spesa del ministero rimane tutto. Incapacità che ­ va
ribadito ­ deve essere riferita a soldi già impegnati.
«Alla base di tutto ci può essere il problema ­ spiega Enzo Feliciani, segretario nazionale della Uil­Beni
culturali ­ di soprintendenze poco organizzate od organizzate male. Ma è, in particolare, alla carenza di
personale tecnico che vanno imputati avanzi contabili milionari. Mancano alcune professionalità: quelle
tecniche, in grado di recarsi nei cantieri per farli procedere speditamente, e soprattutto quelle
amministrative, capaci di predisporre bandi di gara a prova di contenzioso e di seguire tutte le altri fasi
che un appalto pubblico comporta».
A lasciare in cassa molti denari sono soprattutto le soprintendenze regionali, con in cima quella dell'
Abruzzo (dove ci sono da spendere anche i soldi per la ricostruzione post­terremoto), che ha chiuso il
2013 con una disponibilità di oltre 62 milioni, ovvero il 73% delle entrate. A ridosso dell' Abruzzo c' è la
soprintendenza regionale del Lazio, che può contare su 58 milioni, cioè il 66% di quanto ricevuto l' anno
scorso. Staccate dalle prime due, ma pur sempre con somme consistenti ancora da spendere, risultano
la soprintendenza regionale della Campania e quella dell' Emilia Romagna, rispettivamente con 23 e
quasi 22 milioni, ovvero l' 84 e il 61% delle risorse incamerate nel 2013. Poco più sotto la
soprintendenza regionale del Veneto, con 17 milioni di euro non spesi (il 65% delle entrate).
Al top della classifica dei singoli istituti si colloca, invece, la soprintendenza per i beni paesaggistici di
Firenze, che a fine anno aveva in cassa 8,4 milioni, ovvero il 72% delle entrate. Poco sotto, la
soprintendenza per il paesaggio di Torino, con quasi 6,8 milioni (58% delle risorse ottenute) e di presso,
con 5 milioni non spesi (il 70% delle entrate), la soprintendenza paesaggistica di Potenza.
Se, invece, si mettono sotto la lente gli istituti dotati di autonomia contabile, l' 80% delle disponibilità
finanziarie è in capo a tre strutture: la soprintendenza archeologica di Roma, che a fine 2013 aveva
iscritto in bilancio più di 99 milioni di avanzi, la sopritendenza di Napoli e Pompei (i cui confini sono stati
di recente rivisti dalla legge Valore cultura) con 54 milioni ancora da spendere e il polo museale
fiorentino, che si è ritrovato una dote di 25 milioni.
C' è di che preoccuparsi. Soprattutto se si pensa che ci sono 105 milioni extra ­ in gran parte provenienti
dalla Ue ­ da spendere per Pompei entro dicembre 2015. Non sono concessi appelli: in caso di ritardo,
quei soldi si perdono. Per quanto sia stata creata una corsia preferenziale ­ ancora, però, in via di
realizzazione ­ con questo quadro è difficile indulgere all' ottimismo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA DOTE RICCA NELLE DIREZIONI REGIONALI Soldi non spesi nel
2013 da parte di soprintendenze e istituti. In migliaia di euro GESTIONE AUTONOMA Soldi non spesi
nel 2013 da parte di soprintendenze e istituti autonomi. In migliaia di euro.
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l' investitore saggio.
ABBASSARE L' AFFITTO È LA SCELTA PIÙ
SAGGIA
ABBASSARE L' AFFITTO È LA SCELTA PIÙ SAGGIA Quando girate in zone commercialmente
non troppo depresse delle città italiane (ma nemmeno troppo "calde", come via Montenapoleone o via
Condotti) e notate dei negozi sfitti da tempo, chiedetevi il perché. Le risposte possono essere varie (a
volte ci sono pure delle inagibilità che richiederebbero pesanti investimenti), ma spesso lo sfitto degli
immobili commerciali è dovuto banalmente alla mancanza di realismo dei proprietari. I conduttori
oppressi dalla crisi chiedono la rinegoziazione del canone? E loro gliela negano. Piuttosto tengono il
negozio vuoto, in attesa di illusori "tempi migliori". Eppure, il crescente carico fiscale sugli immobili di
investimento (Imu più Tasi da quest' anno) ha innalzato il costo opportunità dello sfitto. Capisco che per
i proprietari persone fisiche la locazione di immobili non abitativi non gode dell' opzione cedolare secca
(e quindi il 95% del canone è tassato ad aliquota Irpef piena). Ma, a parte l' impatto sul decoro urbano
(quanto sono più tristi le strade e le piazze con negozi vuoti?), l' ottusità di certi proprietari è
controproducente soprattutto per le loro tasche. Come mostrato in vari casi dai gestori di fondi
immobiliari (i cui rendiconti, nel caso dei veicoli quotati, sono disponibili sul web), occorre essere
disposti ad accordare non solo riduzioni dei canoni di locazione (anche fino al 50%), ma anche periodi
di free rent e contratti legati al fatturato del negozio. La perizia del fondo immobiliare quotato
specializzato nel retail, Olinda Fondo Shops, ha stimato per il solo il 2013 una svalutazione media del
portafoglio dell' 11%, al netto della manutenzione straordinaria (­16,8% il deprezzamento degli ultimi tre
anni). Solo i teorici del mercato perfetto possono sostenere che gli immobili a lungo sfitti (esclusi quelli
con problematiche particolari) rappresentino una situazione ottimale. Gli attori di un mercato largamente
imperfetto come quello immobiliare possono essere affetti da varie distorsioni cognitive e
comportamentali, che impediscono per periodi non brevi l' adeguamento delle pretese dell' offerta alle
disponibilità limitate della domanda. @LieraMarco © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Enti locali
Pagamenti. I dati 2013 e le stime al 2016 dell' Osservatorio del Politecnico sugli acquisti in
mobilità.
Le spese con eCash superano i 15 miliardi
LA DIFFUSIONE Oltre sei milioni di carte Nfc e 150mila Pos contactless negli esercizi
commerciali pronti per il via dell' offerta entro giugno.
Enrico Netti Ecommerce e pagamenti digitali
con lo smartphone lo scorso anno hanno
generato operazioni per un controvalore di
poco superiore ai 15 miliardi. Tra le
applicazioni chiave accanto all' ecommerce, in
posizione dominante, spicca l' ePayment (le
ricariche telefoniche oltre ai pagamenti di
bollette e verso la Pa) che vale 2 miliardi. Il
mobile commerce (l' acquisto di beni, servizi e
contenuti digitali) supera quota 1,1 miliardi,
con un aumento del 44% rispetto all' anno
precedente.
Nel 2012 lo scenario italiano ha registrato
transazioni per 10,4 miliardi, in gran parte
dovuti all' ecommerce (acquisto di beni, servizi
e contenuti digitali) o al mobile remote
payment (pagamento di parcheggi, biglietti del
treno o del bus, e ricariche varie). Nel 2016 lo
stock delle transazioni saldate con cash
digitale raggiungerà i 41 miliardi di euro.
Queste le stime e previsioni contenute nell'
Osservatorio Mobile payment & commerce che
la School of management del Politecnico di
Milano presenterà giovedi prossimo.
Nei prossimi anni saranno le varie forme di
pagamenti digitali, soprattutto con lo
smartphone, a far registrare le migliori performance e arriveranno a conquistare una quota, in valore,
pari al 40­45 per cento.
In questo percorso verso i nuovi strumenti di pagamento l' Italia è ben posizionata. «Siamo allineati con
gli altri Paesi europei e a breve banche e operatori di tlc saranno in grado di presentare le loro offerte
commerciali ­ spiega Alessandro Perego, responsabile scientifico dell' Osservatorio ­. Il 2013 è infatti
stato un anno in cui si è lavorato per creare gli elementi di standardizzazione, aggiornare i Pos, i mezzi
di pagamento e altri strumenti».
Sono circa 6 milioni, una su 15, le carte di credito contactless nelle tasche degli italiani, ma solo 350­
400mila sono attive. C' è anche stato, evidenzia l' Osservatorio, il balzo dei Pos abilitati ai pagamenti
contactless: quelli negli esercizi commerciali sono 150mila, quintuplicati rispetto al 2012.
«In una prima fase cresceranno gli acquisti e i pagamenti in mobilità, questo sarà il punto di partenza ­
sottolinea Perego ­, ma il vero fattore abilitante saranno i wallet, che oltre alle carte di pagamento
conterranno le carte fedeltà, i coupon, i badge aziendali e i buoni pasto dematerializzati».
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Tra banche e carrier si siglano accordi per le carte di nuova generazione. Tim, per esempio, offre una
carta co­branded con IntesaSanpaolo, e ha già firmato un accordo per inserire quelle di Mediolanum nel
proprio wallet. «Siamo in trattativa con altri due istituti e ad aprile avremo collegato la nostra rete all' hub
di Sia (dove transitano tutte le operazioni, ndr)» sottolinea Alfonso Mariconda, responsabile Sviluppo
progetti innovativi di Telecom Italia. Il wallet Tim ospiterà anche i biglietti del bus: «Siamo in contatto
con l' Atm di Milano e Trenord ­ aggiunge ­, mentre sono in corso test a Bologna, Reggio Emilia e
Napoli».
Anche in Vodafone Italia sono pronti per il lancio dell' eCash. «Prevediamo di avviare la fase
commerciale di Smartpass Nfc, oggi in fase di test, entro giugno ­ dice Vincenzo Scarlato, responsabile
Consumer services & innovation del carrier ­. Oltre ai pagamenti aggiungeremo via via una serie di altri
servizi da usare con lo smartphone». Vodafone punta anche sui buoni sconto della Gdo con la catena
Bennet, il mobile ticketing con accordi in essere con una decina di aziende di trasporto locale e il mobile
Pos pensato per il mercato business e degli artigiani.
Sul fronte dell' accettazione lavora CartaSi. «A fine anno ci saranno oltre 100mila Pos CartaSi, uno su
sei, in grado di accettare pagamenti contactless ­ afferma Gianluca de Cobelli, vice direttore generale
CartaSi ­. Stiamo anche lavorando sui mobile pos, che saranno tutti di ultima generazione».
Sul fronte delle tessere nel 2015 «ci saranno in circolazione 2 milioni di card Nfc di CartaSi e 4 milioni
dotate di tecnologia contactless».
Per tutti i player c' è una scadenza chiave: quella dell' Expo 2015, appuntamento a cui arrivare con un
sistema di eCash già rodato. «Non c' è dubbio sul fatto che l' Expo potrà fare da acceleratore ­
conferma de Cobelli ­ e al termine dell' Esposizione prevediamo che la quota di pagamenti in contanti
scenderà all' 80% dall' attuale 87%». Una prima sforbiciata a quei 10 miliardi di euro che il sistema
Paese spende, secondo l' Abi, ogni anno per gestire il contante.
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Il Sole 24 Ore
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Riforme. Forte interesse ma giudizi contrastanti nel mondo non profit dopo il varo del disegno di
legge governativo Non profit.
Cooperazione a largo raggio
Imprese e privato sociale potranno partecipare alle iniziative nei Pvs.
Elio Silva Le politiche pubbliche di
cooperazione internazionale hanno l'
occasione di una svolta storica, che le può
mettere al passo con i cambiamenti intervenuti
dall' ormai lontano 1987, anno in cui vide la
luce l' attuale disciplina nazionale. Il disegno di
legge di riforma approvato dal governo Letta a
fine gennaio e ai nastri di partenza in
Parlamento, però, non consente ancora alle
parti direttamente coinvolte (Ong, enti pubblici,
organizzazioni del privato sociale e imprese)
di esprimere un giudizio compiuto: i buoni
princìpi e le importanti enunciazioni contenuti
nel testo, infatti, sono tutti da confermare alla
prova dei fatti.
Questa, in sintesi, la valutazione che emerge
dai commenti fin qui espressi nelle diverse
sedi in cui il Ddl è stato presentato e discusso.
Ultimo in ordine di tempo un convegno svoltosi
venerdì scorso a Milano, nel corso del quale il
sindaco Giuliano Pisapia ha, tra l' altro,
candidato il capoluogo lombardo a sede della
futura Agenzia per la cooperazione, dato che
già oggi sono insediate a Milano un gran
numero di Ong, Onlus a vocazione
internazionale, centri di ricerca e fondazioni
impegnati in questo ambito.
Al di là delle questioni connesse alla nascita dell' Agenzia ­ che nelle intenzioni del legislatore dovrà
consentire, grazie all' autonomia funzionale, una gestione più efficiente, efficace e flessibile delle
iniziative ­ il tema su cui si va concentrando l' attenzione delle parti riguarda soprattutto i soggetti della
cooperazione allo sviluppo. Il Ddl governativo offre una definizione a largo raggio, che include non solo
le amministrazioni pubbliche, le università, gli enti locali, le organizzazioni della società civile e le Onlus,
ma anche «imprese commerciali e soggetti con finalità di lucro», purchè agiscano «con finalità
conformi» ai princìpi della stessa legge di riforma.
«È tempo di abbattere il muro fin qui esistito tra la cooperazione e il sistema per l'
internazionalizzazione delle imprese ­ spiega Lapo Pistelli, viceministro degli Esteri nel governo Letta,
che ha promosso il varo della nuova disciplina ­. Questa norma non sarà un cavallo di Troia per
consentire alle società commerciali di snaturare il significato e le politiche di aiuto ai Paesi in via di
sviluppo: al contrario, le aziende dovranno entrare nella logica della cooperazione e dimostrare di saper
contribuire efficacemente alla realizzazione dei programmi».
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Per Franco Vannini, consigliere delegato di Sodalitas, la fondazione per il non profit che opera nell'
ambito di Assolombarda, questa apertura rappresenta «una grande opportunità, non solo sul fronte
delle esportazioni per le nostre imprese, ma anche per incrementare un import più attento alla filiera dei
fornitori locali».
Sul fronte delle Ong, Claudio Ceravoli, presidente di Coopi, fa notare che «l' impianto della riforma è
interessante, ma restano irrisolti molti nodi, tra i quali anche quello dei rapporti tra la futura Agenzia e la
direzione generale degli Esteri competente in materia».
Prudenza ribadita anche da Marco De Ponte, segretario generale di Actionaid, per il quale l' obiettivo
fondamentale è che la cooperazione sia «meno frammentata, più trasparente e partecipata, e più vicina
agli obiettivi concordati a livello internazionale, che prevedono entro il 2017 un rapporto dello 0,31% tra
aiuti pubblici ai Pvs e Pil italiano».
© RIPRODUZIONE RISERVATA 246 Le Ong accreditate Le organizzazioni riconosciute dal ministero
degli Esteri 0,31% La quota di aiuti allo sviluppo È la percentuale rispetto al Pil da raggiungere entro il
2017.
ELIO SILVA
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Il Sole 24 Ore
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Che cosa cambia. Incerto il destino delle attuali norme di vantaggio.
Sulle Ong l' incognita del Fisco
IL RUOLO DELL' AGENZIA Ampio lo spettro d' azione della nuova struttura che dovrà
tenere l' elenco di tutti i soggetti giuridici ammessi a operare.
Carlo Mazzini Il disegno di legge governativo
sulla cooperazione internazionale manda in
soffitta la legge 49/87, con l' intento di recepire
i cambiamenti epocali verificatisi in quasi trent'
anni nell' aiuto internazionale. Il testo prevede,
in particolare, lo snellimento delle pratiche d i
collaborazione e intervento nei Paesi in via di
sviluppo, da concretizzarsi attraverso l'
attribuzione dei compiti strategici a un
Comitato interministeriale per la cooperazione
allo sviluppo, e degli aspetti gestionali e
operativi alla nuova Agenzia per la
cooperazione allo sviluppo.
L' Agenzia avrà un' ampia facoltà di azione, in
quanto dotata di autonoma personalità
giuridica pubblica, e con maggiore flessibilità,
anche grazie a un regolamento contabile più
snello, predisporrà i bandi, valuterà l' efficacia
degli interventi finanziati, gestirà la
rendicontazione delle spese.
Della nuova cooperazione saranno attori
primari gli enti pubblici (tra i quali anche le
università e gli enti locali), gli enti del privato
sociale e le aziende che promuovono interessi
generali quali pace e giustizia.
G l i enti pubblici p o t r a n n o , p e r t a n t o ,
collaborare con il ministero e l' Agenzia per attivare azioni di cooperazione decentrata e di partenariato
territoriale, ricevendo finanziamenti in linea con il documento triennale di programmazione e di indirizzo
della politica di cooperazione allo sviluppo.
Si amplia la schiera dei soggetti senza scopo di lucro, che ad oggi sono rappresentati dalle 246
organizzazioni non governative riconosciute dal ministero degli Affari esteri; a queste si aggiungeranno
infatti le Onlus finalizzate alla solidarietà internazionale, le organizzazioni di commercio equo e solidale,
della finanza etica e del microcredito, le organizzazioni di immigrati, le cooperative sociali e le imprese
sociali, i sindacati e gli altri enti del Terzo settore che prevedano statutariamente la cooperazione allo
sviluppo.
Tutti questi enti saranno inseriti in un elenco tenuto dall' Agenzia, una volta comprovata la competenza e
l' esperienza acquisite in materia. L' iscrizione all' elenco consentirà alle organizzazioni di ricevere
contributi o di partecipare alla realizzazione di iniziative promosse dall' Agenzia.
Quanto ai soggetti con scopi di lucro, sono riconosciuti a pieno titolo dal disegno di legge come attori
che possono partecipare alle procedure di evidenza pubblica dei contratti per la realizzazione delle
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
iniziative finanziate dalla cooperazione allo sviluppo.
Potranno essere riconosciuti crediti agevolati anche per la costituzione di imprese miste finalizzate allo
sviluppo economico e sociale nei Paesi partner.
Il disegno di legge non sembra dare continuità alle norme fiscali di vantaggio riconosciute alle Ong dalla
legge n.49/87, legge che verrà abrogata allo scadere dei sei mesi successivi all' entrata in vigore del
regolamento di approvazione dello statuto della futura Agenzia.
Pertanto le attuali Ong potrebbero perdere la qualifica di Onlus e i relativi vantaggi, oltre a rimetterci la
presunzione assoluta (Ires, Iva, Irap) di non commercialità per le attività di cooperazione internazionale
o le agevolazioni contenute nel Tuir che si riferiscono esplicitamente all' attuale legge sulla
cooperazione internazionale.
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17 febbraio 2014
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Dichiarazioni. Le novità nelle istruzioni di compilazione.
Il Cud 2014 fa spazio ad agevolazioni e bonus
produttività
Consegna ai dipendenti entro il 28 febbraio.
A CURA DI Ornella Lacqua Alessandro Rota
Porta Mancano ormai pochi giorni per la
consegna dei modelli Cud 2014: entro il 28
febbraio, il datore di lavoro, l' ente
pensionistico e i sostituti d' imposta in genere
devono attestare: ­ i redditi di lavoro
dipendente, assimilati e di pensione
corrisposti nel 2013; ­ le ritenute d' acconto
operate; ­ le detrazioni effettuate; ­ i dati
previdenziali e assistenziali relativi alla
contribuzione versata e/o dovuta all' Inps e al l'
ex Inpdap nonché l' importo dei contributi
previdenziali a carico del lavoratore.
Il modello 2014 ­ approvato dalle Entrate lo
scorso 15 gennaio ­ ha una nuova veste
grafica e istruzioni più semplici.
Continuano a trovare spazio alcune
agevolazioni, come l' abbattimento della base
imponibile dei redditi erogati ai ricercatori, alle
lavoratrici e ai lavoratori che rientrano in Italia
dopo aver effettuato esperienze culturali e
professionali maturate all' estero e l'
assoggettamento a imposta sostitutiva delle
somme erogate per l' incremento della
produttività.
Le principali novità, di cui i sostituti dovranno
tener conto nella compilazione, riguardano: ­ la sospensione dei versamenti tributari per i soggetti
residenti nei Comuni della Sardegna colpiti dall' alluvione; ­ la maggiore detraibilità, con l' introduzione
dell' aliquota al 24%, per le erogazioni liberali a favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale
(Onlus); ­ l' introduzione di un nuovo sconto d' imposta del 19% riferito alle somme versate al fondo per
l' ammortamento dei titoli di Stato.
Ma vediamo con ordine gli aspetti da tenere presenti.
Carichi di famiglia Approda nel Cud/2014 una nuova annotazione (codice AC) con la quale il sostituto
comunica al dipendente, con rapporto di lavoro inferiore all' anno solare, di aver applicato le detrazioni
per carichi di famiglia solo per il periodo nel quale si è svolto il rapporto di lavoro.
Previdenza complementare È stata ampliata la sezione dedicata, per evitare errori nella compilazione
del 730 o dell' Unico: in caso di contributi per la previdenza complementare certificati in più Cud non
conguagliati, è necessario verificare che non siano stati superati i limiti previsti dalla normativa.
A tal fine, il sostituto dovrà sempre compilare le annotazioni (codice CC), per permettere al contribuente
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Il Sole 24 Ore
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di effettuare questo controllo in sede di dichiarazione dei redditi.
Incremento produttività Nel Cud 2014 trova conferma l' agevolazione sulle somme erogate ai lavoratori
(del settore privato) per l' incremento della produttività.
Nei punti da 251 a 255 vanno indicati gli importi relativi alle componenti accessorie della retribuzione
corrisposti con questa finalità, che fruiscono del regime agevolato (prorogato per lo scorso periodo d'
imposta dal Dpcm del 22 gennaio 2013).
Il beneficio consiste nell' applicazione a queste somme ­ nel limite di 2.500 euro lordi ­ dell' imposta
sostitutiva dell' Irpef e delle addizionali pari al 10%, a condizione che tali importi siano erogati in
attuazione di quanto previsto da accordi o contratti collettivi territoriali o aziendali e che i lavoratori
dipendenti abbiano percepito, nel 2012, un reddito da lavoro dipendente non superiore al limite di
40mila euro.
Come per lo scorso anno, nelle annotazioni (codice BX) si certifica che l' importo inserito nel punto 251
è relativo alle somme erogate nel 2013, nel rispetto delle condizioni descritte: questa indicazione
assolve l' obbligo del rilascio di apposita dichiarazione, introdotto dalla circolare delle Entrate
47/E/2010.
Deduzioni In applicazione della legge di stabilità 2014, nel modello Cud deve essere indicato, al punto
130, il totale degli oneri sostenuti in base all' articolo 10, comma 1, lettera d­bis), del Tuir, che non è
stato dedotto dai redditi indicati ai punti 1 e 2 e per il quale è possibile la deduzione dal reddito
complessivo nei periodi d' imposta successivi. In alternativa, il sostituito può chiedere il rimborso dell'
imposta corrispondente all' importo non dedotto.
Il sostituto deve anche compilare l' annotazione (codice CG) precisando che il contribuente, per fruire
della quota non dedotta, può presentare la dichiarazione dei redditi oppure riportare tale onere negli
anni successivi o chiedere il rimborso dell' imposta corrispondente.
Acconti d' imposta Ai fini dell' eventuale compilazione della dichiarazione dei redditi da parte del
sostituito, nei punti da 21 a 27, vanno indicati gli importi del primo e secondo o unico acconto Irpef,
addizionali e cedolare secca trattenuti dal sostituto al lavoratore che si è avvalso dell' assistenza fiscale
nel 2013. Inoltre, il datore di lavoro che ha rideterminato l' importo del secondo o unico acconto ­ come
stabilito dal Dl 76/2013 ­ deve indicare l' ammontare della rata ricalcolata nelle annotazioni (codice BA).
© RIPRODUZIONE RISERVATA Gli esempi I FAMILIARI A CARICO 8Il lavoratore con familiari a carico
ha interrotto il rapporto di lavoro nel corso del 2013 8Il sostituto comunica di aver applicato le detrazioni
per carichi di famiglia compilando l' annotazione AC: «La detrazione per carichi di famiglia è stata
calcolata in relazione alla durata del rapporto di lavoro» L' INFORTUNIO SUL LAVORO 8 Il dipendente
ha chiesto al datore di lavoro di tener conto anche di quanto corrisposto dall' Inail per infortunio sul
lavoro 8 Il sostituto include al punto 1 l' indennità erogata dall' Inail indicandola anche separatamente nel
punto 204 8 Nell' annotazione (Cod. AI) si riporta: «Informazioni relative al reddito/i certificato/i:
lavoratore dipendente, rapporto a tempo indeterminato dall' 1/1/2013 al 31/12/2013, importo 29.774,52»
IL PREMIO DI PRODUTTIVITÀ 8Il datore di lavoro ha erogato somme a titolo di incremento per la
produttività in attuazione di un apposito accordo aziendale: compila i punti 251 e 252 e il codice BX
delle annotazioni, riportando: «Somme erogate del 2013 a titolo di incremento della produttività del
lavoro»
ALESSANDRO ROTA PORTA
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
LA PAROLA CHIAVE Sequestro conservativo
Sequestro conservativo È una misura
cautelare preventiva finalizzata a tutelare il
credito erariale mediante la creazione di un
vincolo sui beni patrimoniali (compresa l'
azienda) del contribuente verificato. Può
essere chiesto dal Fisco al presidente della
Commissione tributaria anche a conclusione di
una verifica fiscale e, dunque, prima ancora
dell' atto di accertamento, qualora emergano
circostanze che facciano ritenere fondati da un
lato i rilievi contestati dagli stessi verificatori
(fumus boni iuris) e dall' altro fondati i timori di
p e r d e r e l a g a r a n z i a d e l c r e d i t o erariale
(periculum in mora).
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Il Sole 24 Ore
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Ctp. No alla nuova misura cautelare.
Niente sequestro conservativo sui beni «bloccati»
Antonino Porracciolo No al sequestro
conservativo se i beni del contribuente sono
già gravati da un altro provvedimento
cautelare. Lo afferma la sentenza 248/1/2013
della Ctp di Genova.
L' Agenzia aveva chiesto al presidente della
Commissione ligure di essere autorizzata a
eseguire, in base all' articolo 22 del Dlgs
472/1997, il sequestro di beni di un soggetto a
cui erano stati notificati otto avvisi di
accertamento, alcuni dei quali non impugnati.
A fondamento dell' istanza, si affermava il
pericolo che i beni in questione potessero
essere alienati o sottratti. La domanda era
stata però rigettata, perché il patrimonio del
contribuente era già sottoposto a vincoli reali e
a un altro sequestro che ­ secondo il
provvedimento presidenziale ­ escludevano il
rischio di perdere la garanzia del credito.
Il Fisco, allora, ha proposto reclamo al
collegio, sostenendo che alcuni degli atti
impositivi erano divenuti definitivi per mancata
impugnazione, sicché il merito della
controversia era «ormai escluso dalla materia
(anche potenziale) del contendere». Ha,
inoltre, dedotto che i beni del contribuente
erano insufficienti a onorare il debito erariale, e comunque, trattandosi di autoveicoli, potevano essere
facilmente trasferiti in luoghi poi non individuabili.
Secondo la Ctp Genova, però, per la concessione del sequestro non basta il fumus boni iuris della
pretesa sostanziale, e cioè il fatto che alcuni accertamenti erano ormai definitivi. È necessario anche il
periculum in mora attuale e desumibile da dati oggettivi, come, per esempio, la «dismissione, da parte
del debitore, di beni facenti parte del suo patrimonio». Nella vicenda in esame, il collegio ribadisce che i
beni del contribuente erano già stati colpiti da altre misure, e dunque l' Agenzia non era esposta al
rischio di essere privata delle garanzie. Infine, i giudici osservano che, in ogni caso, la ricorrente non
aveva provato mutamenti nel patrimonio del contribuente «né tentativi di depauperamento».
La pronuncia si pone in linea con i precedenti di merito. La Ctp di Vicenza (sentenza 29/1/2007), infatti,
ha affermato che la sussistenza del periculum richiesta dall' articolo 22 del Dlgs 472/1997 «appare
fortemente dubbia» quando nessun elemento che induca il sospetto di compimento di atti di
disposizione patrimoniale risulti allegato dall' ufficio, che basi la richiesta sull' indice di solvibilità
ricavato da elementi del bilancio societario.
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Chiusure con Equitalia al rush finale
Versamento in un' unica soluzione entro il 28 febbraio ­ Lo sconto è limitato ai soli
interessi.
Rosanna Acierno Giovanni Parente Sanatoria
delle cartelle di Equitalia al rush finale.
Venerdì 28 febbraio si chiude, infatti, la chance
prevista dall' ultima legge di stabilità p e r
chiudere i conti in presenza di tasse non
pagate ma anche di multe stradali affidate all'
agente della riscossione entro lo scorso 31
ottobre. Un' opportunità che consente ai
contribuenti interessati di ottenere lo sconto
sugli interessi ma che, allo stesso tempo, li
chiama a versare tutto il dovuto in un' unica
soluzione.
Doppia valutazione Proprio su questo doppio
versante si gioca la convenienza dell'
operazione. Da un lato si tratta di capire
quanto pesa lo sgravio degli interessi sul
debito complessivo. La sanatoria consente,
infatti, di scomputare nel caso di imposte sia
gli interessi di mora (applicati sulle somme
contestate dalla data della notifica della
cartella e fino a quella del pagamento), sia
quelli da ritardati iscrizione a ruolo (calcolati
sulle imposte dovute in base a liquidazioni
delle dichiarazioni o ad accertamenti dal
giorno successivo a quello in cui sarebbe
dovuto avvenire il pagamento e fino alla data
della consegna del ruolo all' agente della riscossione). Il "peso specifico" è estremamente soggettivo
perché è collegato sia all' importo originariamente preteso (a cui si sono aggiunte anche sanzioni e poi l'
aggio della riscossione) sia al tempo trascorso rispetto alla scadenza originaria di pagamento. Dall'
altro lato, è necessario avere la liquidità sufficiente per pagare tutto in quanto non sono ammesse
dilazioni.
Certo, sull' appeal possono incidere anche altri fattori. È il caso dell' esclusione ­ precisata dal
comunicato di Equitalia del 23 gennaio scorso ­ dei contributi Inps e dei premi Inail dalla sanatoria. In
molti casi gli avvisi di accertamento che raggiungono titolari di reddito d' impresa o di lavoro tendono a
contestare oltre alle imposte (Irpef e addizionali o Ires, Iva e Irap) anche i contributi. Qualora la rettifica
sia già stata iscritta a ruolo (avvisi esecutivi o "vecchi" atti diventati cartelle), occorrerà isolare la voce
relativa ai contributi per aderire alla sanatoria.
Sulla componente esclusa dalla definizione agevolata o si paga tutto compresi gli interessi o si potrà
avviare una procedura per una rateizzazione del debito. A parziale bilanciamento di questa esclusione,
va ricordata la possibilità di rottamare anche le cartelle per entrate non erariali come il bollo dell' auto e
le multe per violazione al Codice della strada elevate da Comuni e prefetture: il vantaggio sarà
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Enti locali
rappresentato dallo sconto sugli interessi di mora.
I passaggi­chiave Per aderire alla sanatoria non occorre presentare un' istanza, ma basta pagare le
somme dovute direttamente presso gli sportelli dell' agente della riscossione o presso gli uffici postali
con la compilazione del bollettino postale denominato «modello F35».
Attenzione, però, a tre aspetti; non sarà considerato valido un versamento solo parziale degli importi; va
utilizzato un singolo F35 per ciascun atto che si vuole rottamare (cartella o atto esecutivo); occorrerà
scrivere la dicitura «Definizione Ruoli­ L.S.
2014» sulla parte frontale del bollettino nello spazio in cui è riportata la frase «eseguito da».
Solo così, infatti, il concessionario potrà individuare i pagamenti effettuati per la definizione dei ruoli e
predisporre, entro il prossimo 30 giugno, l' elenco dei debitori che hanno versato nei termini con i relativi
codici tributo. Un elenco in base al quale gli enti creditori (come, tra gli altri, l' agenzia delle Entrate)
elimineranno dalle proprie scritture patrimoniali gli importi corrispondenti alle somme che attendevano
di riscuotere, di cui Equitalia è automaticamente "sollevata" proprio a seguito del pagamento. Sempre
entro il 30 giugno, l' agente della riscossione comunicherà tramite posta ordinaria ai contribuenti che
avranno aderito alla rottamazione l' avvenuto inserimento nell' elenco e l' estinzione del debito. Fino al
15 marzo resta, comunque, sospesa la riscossione dei debiti interessati alla definizione agevolata.
Anche i contribuenti che hanno già un piano di rateazione con Equitalia possono definire in tutto o in
parte le somme ancora dovute. Per garantire la corretta estinzione o rimodulazione delle rate, il
pagamento potrà avvenire solo presso gli sportelli del concessionario e nel calcolo non sarà considerato
il carico residuo degli interessi di dilazione (oltre agli interessi di mora e da ritardata iscrizione a ruolo).
© RIPRODUZIONE RISERVATA L' iter per la sanatoria Si possono definire in modo agevolato solo i
carichi inclusi nei ruoli consegnati agli agenti della riscossione fino al 31 ottobre 2013 ed emessi da
uffici statali, agenzie fiscali, Regioni, Province e Comuni.
Sono compresi anche gli avvisi esecutivi affidati entro la stessa data 01 Gli atti rottamabili Anche le
entrate non erariali come il bollo auto e multe per violazione al Codice della strada elevate da Comuni e
Prefetture rientrano nella sanatoria. Il beneficio è limitato solo al risparmio degli interessi di mora ma
non alle altre maggiorazioni conseguenti all' irrogazione delle sanzioni amministrative 02 Le multe
stradali Niente definizione agevolata per i ruoli emessi da istituti previdenziali e assistenziali, come Inps
e Inail, relativi a contributi previdenziali e premi assicurativi dovuti e non pagati. In questi casi, il
contribuente può comunque chiedere la dilazione dell' importo dovuto, comprensivo di interessi di mora
e di iscrizione a ruolo 03 Esclusi i contributi I contribuenti dovranno individuare gli importi (anche
residui) ancora dovuti ­ tra cui figurano, per esempio, imposte, sanzioni e aggio della riscossione ­ in
base alla cartella di pagamento e/o all' avviso esecutivo da rottamare e sottrarre gli interessi di mora e
da ritardata iscrizione a ruolo 04 Gli importi da pagare Si può versare in tutti gli sportelli di Equitalia o
negli uffici postali tramite bollettino F35, indicando nel campo «Eseguito da» la dicitura «Definizione
Ruoli ­ L.S.
2014». Equitalia suggerisce di utilizzare un bollettino F35, completo di codice fiscale, per ognuna delle
cartelle/avvisi da pagare in forma agevolata 05 Le modalità di versamento Dopo il pagamento entro il 28
febbraio, i contribuenti che hanno aderito alla mini­sanatoria dovranno attendere l' invio, da parte dell'
agente della riscossione, di una comunicazione (tramite posta ordinaria) di avvenuta estinzione del
proprio debito entro il prossimo 30 giugno 06 L' attesa per l' esito.
GIOVANNI PARENTE
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Il Sole 24 Ore
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Le novità in arrivo. L' emendamento al Dl 145/2013.
La compensazione con i crediti Pa fa un passo
avanti
Alessandro Sacrestano Le imprese e i
professionisti titolari di crediti verso la Pa
potranno compensare tali poste direttamente
nel 2014 con i debiti iscritti a ruolo dal
concessionario delle riscossione, senza alcun
vincolo temporale di notifica del ruolo stesso.
È quanto si evince dall' emendamento
approvato nell' esame alla Camera del decreto
Destinazione Italia (Dl 145/2013) che dovrà
ottenere ora il via libera anche da parte del
Senato sempre che le fibrillazioni politiche
degli ultimi giorni non stoppino la corsa del
provvedimento (il termine di conversione
scade venerdì 21 febbraio).
Le condizioni In base alla formulazione attuale
la compensazione dei crediti coi ruoli
esattoriali è già consentita in forza delle
disposizioni vigenti. Tuttavia, tale prerogativa
è limitata alle sole cartelle notificate da
Equitalia entro lo scorso 31 dicembre 2012.
Con il provvedimento in discussione, invece,
tale limite temporale dovrebbe decadere.
Come potranno beneficiare delle nuove
disposizioni imprese e professionisti?
Innanzitutto, le modalità di compensazione
saranno rese note con un decreto
interministeriale dell' Economia e dello Sviluppo economico entro 90 giorni dalla data di entrata in
vigore delle legge di conversione del decreto. Però, come spiega l' emendamento, dovrà verificarsi il
preventivo rispetto degli equilibri di finanza pubblica.
Ciò che è certo, comunque, è che la norma in discussione limita il beneficio ai soli creditori per i quali
«la somma iscritta a ruolo sia inferiore o pari al credito vantato». A una prima lettura, chi deve all' erario
più di quanto vanti a credito sembrerebbe escluso dalla nuova procedura.
Quest' ultimo, probabilmente, sarà il primo aspetto su cui si concentrerà il provvedimento esplicativo
della disposizione, allo scopo di fornire ulteriori ragguagli sui suoi limiti applicativi.
Le somme per le quali è aperta la porta della compensazione sono le posizioni creditorie nei confronti
dello Stato, degli enti pubblici nazionali, delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano,
degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale. I crediti sono esclusivamente quelli derivanti
da somministrazioni, prestazioni professionali, forniture e appalti alla Pa.
L' avvio della procedura L' accesso alla compensazione vale per i soli titolari di crediti non prescritti,
certi, liquidi ed esigibili. La procedura, quindi, per i creditori, passa inevitabilmente per la preventiva
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richiesta della certificazione del credito.
Imprese e professionisti potranno richiedere l' attestazione del credito vantato accreditandosi sulla
piattaforma elettronica predisposta dal ministero dell' Economia, collegandosi all' indirizzo:
www.certificazionecrediti.mef.gov.it.
Dovrebbe, in ogni caso, essere possibile utilizzare anche le certificazioni rilasciate dalle amministrazioni
ancora non "agganciate" alla piattaforma elettronica. In tal caso, però, i possessori del documento
cartaceo dovranno convertirlo in formato telematico, attraverso la funzione disponibile sullo stesso sito.
Il credito certificato non deve essere già stato pagato dalla Pa, né impiegato per le altre finalità
consentite dalla legge. La certificazione, infine, deve riportare la data di pagamento del credito
certificato.
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ALESSANDRO SACRESTANO
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LE CONSEGUENZE I VANTAGGI.
Le gare d' appalto non sono precluse
I vantaggi derivanti dalla presentazione dell'
istanza di rateazione sono molteplici. Si va dal
blocco di tutte le attività di recupero delle
società di Equitalia fino all' opportunità di
guadagnare tempo in attesa della sospensione
giudiziale.
Non vanno infine trascurati la possibilità di
ottenere un documento di regolarità
contributiva allo scopo di partecipare a gare d'
appalto, lo sblocco dei pagamenti da parte
delle Pa e il superamento del divieto di
compensazione dei crediti d' imposta con il
modello F24.
Vediamo nel dettaglio.
La semplice presentazione di una domanda di
rateazione comporta in automatico la
sospensione di tutte le attività di riscossione
da parte di Equitalia. In pendenza della
procedura, l' agente della riscossione non
potrà disporre fermi amministrativi o iscrizioni
ipotecarie né potrà avviare o proseguire
attività di recupero coattivo (pignoramenti). L'
ipoteca già iscritta, però, non viene cancellata
neppure in costanza di rateazione, finché il
debito non viene estinto. Da qui la
convenienza ad anticipare per quanto
possibile il momento di presentazione della domanda.
Per questo la rateazione potrebbe rivelarsi utile anche in pendenza di contenzioso tributario. Se il
contribuente ha intenzione di chiedere la sospensione giudiziale alla Commissione tributaria e i tempi di
fissazione della udienza non sono brevi, la presentazione della domanda di dilazione potrebbe essere
opportuna, sotto un duplice profilo. In primo luogo, si evita che in attesa della fissazione dell' udienza l'
agente della riscossione adotti misure pregiudizievoli per il patrimonio del debitore.
Inoltre, qualora il giudice dovesse rigettare la sospensiva, si prevengono azioni aggressive del Fisco,
avvalendosi della dilazione già accordata per tempo.
Un altro vantaggio è rappresentato dalla possibilità di poter esibire un Durc per partecipare a procedure
a evidenza pubblica. Fino a quando la dilazione non decade, infatti, il debitore non è considerato
moroso nei riguardi dell' agente della riscossione. Va inoltre ricordato come, ai sensi dell' articolo 48­bis
del Dpr 602/1973, le Pa che effettuano pagamenti superiori a 10mila euro a qualsiasi titolo (forniture,
appalti, consulenza) siano tenute a interrogare il sistema di Equitalia in modo da verificare se il
beneficiario del pagamento sia moroso per un importo almeno pari a 10 mila euro. In caso positivo, l'
ente pubblico sospende il versamento sino a quando l' agente della riscossione, debitamente informato,
non notifica un pignoramento presso terzi. Anche in questa ipotesi, il creditore della Pa con debiti verso
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il Fisco oggetto di una procedura di rateazione, non può essere destinatario di alcun provvedimento di
blocco dei pagamenti.
Inoltre, tutti i soggetti che sono morosi nei confronti dell' agente della riscossione per importi superiori a
1.500 euro non possono compensare crediti d' imposta nel modello F24 (articolo 31 del Dl 78/2010). Se
lo fanno, si espongono al rischio dell' irrogazione di una sanzione del 50% dell' importo compensato. L'
inibitoria, tuttavia, non opera se è pendente una valida procedura di rateazione.
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L' AMBITO DI APPLICAZIONE LE CONTESTAZIONI INPS E INAIL.
Contributi esclusi dalla rottamazione
I contributi e i premi previdenziali e
assistenziali non rientrano nella rottamazione
delle cartelle esattoriali. L' Inps e l' Inail, infatti,
non possono essere considerati ­ secondo
quanto comunicato da Equitalia ­ uffici dell'
amministrazione statale in senso stretto. Per
questi ultimi, dunque, occorrerà pagare anche
gli interessi di mora e da ritardata iscrizione a
ruolo.
Possono essere, invece, oggetto di definizione
agevolata i carichi inclusi nei ruoli consegnati
all' agente della riscossione fino al 31 ottobre
2013, emessi da uffici statali, agenzie fiscali
(agenzia delle Entrate, agenzia del Demanio e
agenzia delle Dogane e dei Monopoli),
Regioni, Province e Comuni.
Inoltre, la definizione potrà riguardare anche i
carichi derivanti dagli accertamenti esecutivi
affidati sempre entro la stessa data.
La definizione parziale Anche il contribuente
con pendenze nei confronti di Inps o Inail
potrebbe comunque avere interesse a recarsi
personalmente presso lo sportello di Equitalia
per richiedere il proprio estratto di ruolo. Può
infatti accadere, ad esempio, che dall' estratto
di ruolo emerge che con la stessa cartella di
pagamento siano state magari portate a conoscenza del contribuente le iscrizioni a ruolo sia di maggiori
imposte (definibili) che di contributi previdenziali (non definibili). Il diretto interessato potrebbe
comunque optare per la definizione agevolata delle sole imposte iscritte a ruolo e, magari, chiedere e
ottenere per i contributi previdenziali ancora dovuti la dilazione.
I limiti ulteriori Bisogna poi ricordare che per espressa previsione normativa (legge 147/2013, articolo 1,
comma 619) «restano comunque dovute per intero le somme da riscuotere per effetto di sentenze di
condanna della Corte dei conti».
Ro. Ac.
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Il trattamento fiscale. Il contributo non entra nel reddito e nella base imponibile Irap.
Serve un documento contabile ad hoc e certificato
IL PROBLEMA Resta da chiarire se il beneficio riferito all' anno 2012 possa essere
indicato nel modello Unico 2014.
Matteo Balzanelli Il credito d' imposta per le
assunzioni o stabilizzazioni di personale
altamente qualificato deve essere usato in
compensazione e va indicato nella
dichiarazione dei redditi relativa al periodo di
imposta durante il quale è maturato il
beneficio.
Vediamo, dunque, qual è il trattamento del
«bonus ricerca» dal punto di vista fiscale.
L' agevolazione spetta a partire dal 26 giugno
2012; prevede l' attribuzione di un credito d'
imposta del 35 per cento dei costi aziendali,
ma comunque entro il limite delle risorse
disponibili, da usare in compensazione ed è
rivolta a tutte le imprese, indipendentemente
dalla forma giuridica, dal settore economico e
dal regime contabile adottato.
Posto che, a parere di chi scrive, il contributo
rientra tra i quelli in conto esercizio, esso
t r o v e r à s p a z i o n e l bilancio s e c o n d o
competenza ma a condizione che sia sorto con
certezza il diritto a percepirlo, che può essere
anche successivo all' esercizio al quale è
riferito.
È ammissibile, quindi, l' iscrizione dei
contributi "maturati" nel 2012 in esercizi
successivi se, per le istanze inviate e dichiarate ammissibili, sarà riconosciuta l' agevolazione.
I soggetti in contabilità ordinaria rileveranno: «credito Dl 83/12» (voce C.II.4­bis dello stato patrimoniale)
a «contributi in conto esercizio» (voce A.5 del conto economico).
Per le società di capitali è opportuno indicare in nota integrativa come è stato determinato l' importo del
credito d' imposta, se rilevante.
Si dovrà poi redigere una documentazione contabile ad hoc (le cui caratteristiche saranno individuate
con un decreto) da sottoporre alla certificazione di un revisore legale dei conti o di una società di
revisione legale o del collegio sindacale, indipendentemente dalla forma giuridica adottata. In base all'
articolo 2, comma 6, del decreto del 23 ottobre 2012, spetta un ulteriore contributo per le spese della
certificazione, per un limite massimo di 5mila euro, ma comunque entro il tetto massimo di 200mila
euro.
Il credito non rientra nell' ambito degli aiuti di Stato (de minimis), eccetto che per start­up innovative,
incubatori certificati e imprese situate nei comuni colpiti dal terremoto del 2012, salvo rinuncia alle
proprie prerogative.
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Il contributo non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile Irap. Sarà quindi
necessaria una variazione in diminuzione nelle rispettive dichiarazioni. Non rileva nemmeno per la della
determinazione degli interessi passivi deducibili per i soggetti Irpef (articolo 61 del Tuir) e della
deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi prevista dall' articolo 109, comma 5, del Tuir.
Condizione per l' utilizzo in compensazione del credito è la sua indicazione nella dichiarazione dei
redditi (quadro RU, con codice 86) relativa al periodo d' imposta nel quale il beneficio d' imposta è
maturato. Bisognerà chiarire se i crediti relativi alle assunzioni 2012 potranno essere indicati in Unico
2014 (soluzione preferibile) o se sia necessario presentare una dichiarazione integrativa.
Il credito d' imposta può essere usato esclusivamente in compensazione, presentando il modello F24
tramite i servizi telematici Entratel o Fisconline. Anche le compensazioni dovranno transitare per il
quadro RU, ricordando però che non trova applicazione il limite annuo di utilizzi di 250mila euro.
Resta da chiarire anche se il credito d' imposta non "consumato" dalle società trasparenti possa essere
trasferito ai soci, come precedentemente affermato dall' agenzia delle Entrate con la risoluzione
120/2002 in relazione al credito d' imposta per gli investimenti in aree svantaggiate.
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La procedura. Ogni decisione urbanistica viene presa dalla conferenza dei servizi.
Il nodo delle varianti al Prg
DUBBIO SULLE COMPETENZE Secondo l' attuale assetto costituzionale tocca alle
Regioni stabilire come si modificano le previsioni urbanistiche.
La prima ristrutturazione dello stadio di San
Siro fu realizzata negli anni 30 del secolo
scorso utilizzando la finanza che il Comune di
Milano mise a disposizione dopo aver
comprato l' impianto dalla famiglia Pirelli. I
tempi sono cambiati.
Il rilancio dell' impiantistica sportiva richiede
ora l' intervento dei capitali privati, il cui
impiego presuppone il raggiungimento dell'
equilibrio finanziario tra i costi di realizzazione
e gestione dell' impianto e i relativi proventi.
L' esperienza recente inoltre dimostra che la
remunerazione dei capitali impiegati nell'
edilizia sportiva non è garantita dal reddito
prodotto dalla vendita dei biglietti e dai diritti
correlati agli eventi sportivi, vale a dire i quelli
che con denominazione inglese vengono
definiti rights applicati su advertising
( i n s e r z i o n i pubblicitarie) , n a m i n g
(commercializzazione del nome dell' impianto
o suoi settori) e puring (esclusiva di
somministrazione alimenti e bevande).
Buona parte del reddito che ha permesso l'
ammodernamento degli stadi in tutto il mondo
deriva infatti dallo sviluppo sinergico di
destinazioni d' uso diverse da quella sportiva,
quali i servizi, il commercio, gli uffici e la residenza.
Questi principi sono finalmente riconosciuti anche in Italia attraverso le norme della legge di stabilità,
secondo cui lo studio di fattibilità dei nuovi stadi può prevedere anche altri tipi di intervento, purché
«strettamente funzionali alla fruibilità dell' impianto e al raggiungimento del complessivo equilibrio
economico­finanziario dell' iniziativa».
Per quanto la norma precisi che tra le nuove funzioni sia esclusa la residenza e richieda, in continuità
con le migliori pratiche internazionali, che gli usi correlati «concorrano alla valorizzazione del territorio in
termini sociali, occupazionali ed economici», è evidente che la nuova legge apre la via alla realizzazione
di una impiantistica moderna, multifunzionale, produttrice di reddito e di servizi per la comunità.
La possibilità di affiancare allo stadio altre destinazioni urbane pone ovviamente il problema di garantire
la conformità del progetto con le previsioni del piano regolatore comunale, che non sempre consentono
di affiancare agli stadi i servizi privati, il terziario e le funzioni retail.
È questo un tema che accompagna tutte le politiche di governo del territorio e che notoriamente è
complicato dal contrasto esistente in materia tra competenze regionali e statali.
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Il Sole 24 Ore
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Secondo il vigente assetto costituzionale, è esclusiva prerogativa delle Regioni dettare le regole
procedurali attraverso cui mutare le previsioni urbanistiche comunali. La Corte Costituzionale ha così
annullato le leggi statali che prevedevano meccanismi accelerati di variante urbanistica per favorire la
riqualificazione urbana (decisione n. 393/1992), la dismissione degli immobili pubblici (decisione n.
340/2009), il social housing (decisione n. 121/2010).
La legge stadi sul punto prevede un meccanismo estremamente veloce per cambiare le previsioni dei
piani regolatori che, per esempio, non consentano la realizzazione di un centro commerciale ai margini
dello stadio, stabilendo che «il provvedimento finale sostituisce ogni autorizzazione o permesso
comunque denominato» ivi compresa, quindi, la variante urbanistica.
Ora, è vero che in tal caso il provvedimento si forma attraverso una conferenza di servizi decisoria
indetta proprio dalla Regione, ma è altrettanto vero che la procedura di variante è dettata direttamente
dalla norma statale e prevede meccanismi sostitutori in capo alla presidenza del Consiglio dei ministri.
I dubbi di incostituzionalità che pendono sulla norma possono superarsi attraverso leggi regionali che
recepiscano le previsioni della disciplina nazionale anche in ambito urbanistico, oppure seguendo le
ordinarie procedure di variante previste in sede locale, anche utilizzando la disposizione del comma
304, per cui comunque «resta salvo il regime di maggiore semplificazione previsto dalla normativa
vigente».
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Personale. Le indicazioni di Corte conti sugli amministratori.
Contributi agli autonomi solo se l' attività è sospesa
IL BIVIO La sezione Basilicata chiede di equiparare i lavoratori dipendenti e indipendenti
ma Inps e Casse hanno una linea opposta.
Tiziano Grandelli Mirco Zamberlan Ancora
caos negli uffici personale di Comuni e
Province. A scatenarlo, questa volta, è il tema
dei contributi a carico dell' ente p e r g l i
amministratori che siano lavoratori autonomi.
Per la Corte dei Conti Basilicata (deliberazione
3/2014/Par) gli amministratori locali che siano
lavoratori autonomi hanno diritto al versamento
dei contributi a carico dell' ente presso il quale
svolgono il loro mandato solo se sospendono
la propria attività.
Ma andiamo con ordine. L' articolo 86 del Tuel
prevede l' obbligo, per gli enti locali, d i
provvedere al pagamento dei contributi
previdenziali per i sindaci, i presidenti di
provincia, i presidenti di comunità montane, di
unioni d i Comuni e di consorzi fra enti locali,
gli assessori provinciali e gli assessori dei
Comuni con popolazione superiore a 10mila
abitanti, i presidenti dei consigli d e i Comuni
con popolazione superiore a 50mila abitanti, i
presidenti dei consigli provinciali.
Il dettato normativo si diversifica qualora l'
amministratore sia un lavoratore dipendente
oppure un lavoratore autonomo. Se si tratta di
un dipendente, è chiaro che, per poter
usufruire del versamento dei contributi a carico dell' ente, deve richiedere l' aspettativa non retribuita
(articolo 86, comma 1 del Tuel): questo requisito, ovviamente, non viene richiesto per sindaci, presidenti
e assessori che siano lavoratori autonomi (liberi professionisti, artigiani, commercianti, eccetera). Il
comma 2 della norma in questione prevede solo che le amministrazioni provvedano al pagamento di
una cifra forfetaria annuale, mediante quote mensili, le cui modalità di versamento sono contenute nel
Dm 25 maggio 2001. Ad oggi, sia l' istituto di previdenza sia le varie casse professionali non hanno mai
posto ostacoli alla corresponsione dei contributi da parte degli enti locali per conto del proprio
amministratore.
La Corte dei Conti, ora, evidenzia che, come il lavoratore dipendente deve dedicare all' incarico «l'
esclusività del suo tempo e delle sue energie lavorative» per avere diritto al versamento dei contributi,
così anche per il libero professionista e gli altri lavoratori autonomi deve «subordinarsi la concessione
del beneficio alla espressa e concreta rinuncia all' espletamento dell' attività lavorativa svolta». In altre
parole, il lavoratore autonomo deve prima produrre all' ente una dichiarazione in cui manifesta la volontà
di sospendere la propria attività, poi concretizzare questa manifestazione. La sospensione reale dell'
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attività può essere certificata attraverso le comunicazioni obbligatorie che i lavoratori autonomi sono
tenuti a presentare.
In caso di mancata interruzione, dice la Corte, si riconosce ai lavoratori non dipendenti un beneficio
ingiustificato, creando disparità di trattamenti rispetto agli amministratori dipendenti.
Come spesso accade, gli enti sono lasciati tra l' incudine e il martello. Se versano i contributi, possono
essere chiamati dalla magistratura contabile a rispondere di danno erariale in quanto hanno speso
denaro pubblico indebitamente. Se non provvedono al versamento, subiranno le obiezioni di Inps e
casse professionali, contestando l' evasione contributiva e la mancata presentazione delle relative
denunce mensili, con l' applicazione delle pesanti sanzioni previste in materia.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
LE MASSIME
ORDINANZE URGENTI Tetto della Chiesa in
Eternit È illegittima l' ordinanza che ha imposto
al Parroco di rimuovere la copertura in Eternit,
senza precisare il metodo della rimozione.
(Tar Puglia ­ Lecce, Sez. I, 6 febbraio 2014, n.
337) ­ Il sindaco avrebbe dovuto indicare, in
base alla consistenza del materiale, il metodo
adatto per diminuire la concentrazione delle
fibre aerodisperse.
A C C E S S O T r a s p a r e n t e l a Tarsu d e l
concorrente È legittimo il diniego del Comune
alla richiesta di una società di avere la
documentazione dei pagamenti Tarsu, per un
eventuale ricorso al giudice tributario.
(Consiglio di Stato, Sez. V, 5 febbraio 2014, n.
556) ­ Se non è stato depositato il ricorso
tributario, non è possibile valutare l' interesse
concreto ed attuale per l' accesso.
APPALTI/1 Interesse all' impugnazione È
inammissibile il ricorso se il ricorrente non
prova che avrebbe ottenuto il primo posto in
graduatoria.
(Consiglio di Stato, Sez. III, 5 febbraio 2014, n.
571) ­ La sentenza ha precisato che non è
previsto l' annullamento della procedura al
solo fine della rinnovazione della gara.
APPALTI/2 Apertura delle buste in seduta segreta È illegittima l' aggiudicazione di un appalto se le
buste non sono state aperte in seduta pubblica.
(Tar Lazio ­ Roma, Sez. III ter, 3 febbraio 2014, n. 1314) ­ La verifica dell' integrità dei plichi deve
svolgersi in una seduta pubblica alla presenza dei rappresentanti delle ditte partecipanti.
PARCHEGGI Necessario ascoltare anche i privati È illegittima la decisione comunale di destinare un'
area a parcheggio, se non sono state valutate le osservazioni contrarie dei privati.
(Tar Sicilia ­ Catania, Sez. I, 1 febbraio 2014, n. 329)
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Adempimenti. I riflessi sugli enti.
Spesometro al via con fatture cartacee
Domenico Luddeni I chiarimenti forniti dall'
agenzia delle Entrate (risposte del 23 gennaio
2014) sullo spesometro hanno riflessi
importanti anche per quel che riguarda gli enti
locali.
L' Agenzia dispone che quando un ente non
commerciale riceve fatture passive che
documentano acquisti riferibili sia all' attività
commerciale sia a quella istituzionale, l'
obbligo di indicazione nello spesometro si
ritiene soddisfatto con l' invio degli importi
riguardanti i soli acquisti commerciali. Qualora
sussistano difficoltà a distinguere gli importi
commerciali rispetto a quelli istituzionali, è
possibile comunicare l' intero importo della
fattura.
Gli enti locali, ai fini Iva, sono considerati enti
non commerciali che svolgono attività
commerciale, esonerati dallo spesometro per
gli anni 2012 e 2013 con provvedimento delle
Entrate del 5 novembre 2013, ma soggetti all'
obbligo a partire dal 2014 per le operazioni
non documentate da fatture elettroniche
(articolo 1, commi da 209 a 214, della legge
244/2007). Con decreto interministeriale
55/2013 è stato emanato il regolamento in
materia di emissione, trasmissione e ricevimento della fattura elettronica, in cui si prevede che l' obbligo
della fatturazione elettronica decorre dal 6 giugno 2014 per ministeri, agenzie fiscali e enti nazionali di
previdenza, mentre per gli altri enti nazionali l' obbligo decorre dal 5 giugno 2015. Per gli enti locali la
decorrenza dell' obbligo sarà oggetto di un decreto ancora da emanare. Ad oggi, quindi, gli enti locali
ricevono fatture non elettroniche che dovranno quindi formare oggetto della comunicazione polivalente.
Nella realtà è situazione frequente per un ente locale ricevere fatture uniche per acquisti sia commerciali
sia istituzionali, come forniture di combustibile, affitti, servizi di pulizia, prestazioni non comprese nella
deroga prevista al paragrafo 4.1 del provvedimento delle Entrate del 2 agosto 2013, relativo a utenze
elettriche, gas, eccetera.
È prevedibile che nell' incertezza gli uffici decidano di inserire nello spesometro l' intero importo della
fattura promiscua, ma allo stesso tempo decidano di non registrarla ai fini Iva per non rischiare di
vedersi contestata la detrazione. Questo comporterà problemi evidenti di quadratura tra registri Iva e
comunicazione polivalente, che complicheranno ulteriormente il lavoro degli enti; una ragione in più per
ripensare all' utilità di questo obbligo nei confronti degli enti pubblici ed eventualmente renderlo
vincolante solo quando sarà a regime la fatturazione elettronica.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Tributi. Negli enti che non hanno deciso i parametri potranno verificarsi forti cambiamenti nella
distribuzione del prelievo.
Tariffe Tari, obbligatori i criteri
Possibile l' utilizzo dei coefficienti Tarsu per i Comuni che li hanno già fissati BASE
IMPONIBILE L' avvio effettivo dell' interscambio di dati con l' agenzia del Territorio rende
obbligatorio l' utilizzo della superficie catastale CORREZIONI EX POST L' obbligo di
dichiarazione al 30 giugno dell' anno successivo imporrà un numero enorme di rettifiche
e rimborsi.
01 | SUPERFICIE La legge di stabilità affronta
il tema della base imponibile con due norme
contraddittorie: il comma 647 spiega che le
procedure di interscambio di dati con l'
agenzia del Territorio per l' acquisizione delle
superfici catastali sono a regime, il comma
646 dà al Comune la possibilità di utilizzare
ancora il criterio dell' 80% della superficie
calpestabile 02 | TARIFFE Come per la Tares,
il «metodo normalizzato» (Dpr 158/1999)
dovrebbe rappresentare la regola nella
determinazione delle tariffe, ma sono possibili
diverse deroghe. In particolare, i Comuni
possono utilizzare i coefficienti che già
venivano impiegati nella Tarsu. Molti Comuni,
però, hanno applicato negli anni la Tarsu
senza fissare coefficienti ad hoc, e in questi
enti saranno possibili forti modificazioni del
carico tributario 03 | DICHIARAZIONI L'
obbligo di dichiarazione Tares è fissato al 30
giugno dell' anno successivo a quello di
riferimento. Questo rende impossibile
determinare correttamente il tributo nel caso di
nuove occupazioni variazioni in corso d' anno
Pasquale Mirto Dal 1° gennaio 2014 è entrata
in vigore la tassa sui rifiuti (Tari), uno dei tre
tributi di cui si compone la Iuc. La Tari ricalca quasi integralmente la disciplina della soppressa Tares, e
fa proprie alcune flessibilità introdotte dal Dl 102/2013, soprattutto per quanto attiene alle modalità di
determinazione delle tariffe. Le poche modifiche apportate però generano non pochi problemi
applicativi.
Superficie imponibile Il primo dilemma da risolvere è la modalità di computo della superficie imponibile.
Nella Tares, per gli immobili a destinazione ordinaria (gruppi catastali A, B e C), occorreva far
riferimento alla superficie calpestabile almeno fino all' attivazione delle procedure per l' allineamento tra
i dati catastali e la numerazione interna ed esterna di ciascun Comune, attuato il quale occorreva
procedere al l' assoggettamento in base al l' 80 per cento della superficie catastale, i cui criteri di
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
computo sono esplicitati nell' allegato C al Dpr 138/1998.
Nella Tari, invece, il comma 647 dà atto che le procedure di interscambio, tra i Comuni e l' agenzia delle
Entrate, dei dati dei fabbricati iscritti in catasto corredati di planimetria, sono quelle previste dal
provvedimento del direttore delle Entrate del 29 marzo 2013. Se poi si considera che la fruibilità di
questi dati da parte dei Comuni è stata attestata dal comunicato dell' Agenzia del 12 aprile 2013, se ne
ricava che nel caso in cui si conosca già la misura dell' 80 per cento della superficie catastale vi sia già
l' obbligo di utilizzo di questo criterio in sostituzione della superficie calpestabile.
Tuttavia, va anche rilevato che il comma 646 prevede ancora la "possibilità" di utilizzare la superficie
catastale in sede di accertamento. Questa previsione è all' evidenza incompatibile con l' obbligo
previsto dal comma 647. Peraltro, in tema di accertamento, mentre la disciplina Tares limitava l' utilizzo
della superficie catastale ai soli fabbricati a destinazione ordinaria, in Tari non esiste simile limitazione,
per cui all' apparenza si potrebbe usare questo criterio anche per gli immobili a destinazione speciale,
come i capannoni. In realtà si tratta di norma mal formulata, perché per i fabbricati a destinazione
speciale non è previsto il calcolo della superficie catastale. Tariffe Il Comune può determinare le tariffe
mediante l' utilizzo dei "metodo normalizzato" (Dpr 158/1999) oppure con i criteri ex Tarsu, facendo
riferimento a coefficienti di produttività quantitativa e qualitativa dei rifiuti, esattamente com' era previsto
per la vecchia tassa rifiuti (articolo 65 del Dlgs 507/1993).
Quest' ultimo criterio dovrebbe agevolare i Comuni ex Tarsu, che potrebbero così calcolare le tariffe
senza distinguere tra quota variabile e quota fissa e senza nemmeno computare per le utenze
domestiche il numero dei componenti. Naturalmente, l' applicazione di questo criterio presuppone che il
Comune avesse in passato individuato, con apposito studio, i coefficienti quantitativi e qualitativi: più
problemi si verificheranno nei tanti Comuni che non abbiano già fissato i coefficienti, perché la loro
individuazione e applicazione potrà cambiare profondamente la distribuzione del carico fiscale.
Riduzioni Con la Tari il Comune ha ampia possibilità di disporre riduzioni ed esenzioni, anche per casi
ulteriori rispetto a quelli tipizzati nella norma. In questo caso però, non si può eccedere il limite del 7%
del costo complessivo, con possibilità per il Comune o di scaricare l' onere su tutti gli altri contribuenti o
di farsene carico con il proprio bilancio.
Dichiarazione Mentre in Tares il termine di presentazione era fissato dal Comune, in Tari è fissato dalla
legge al 30 giugno dell' anno successivo alla data di inizio del possesso o detenzione. Questo
comporterà una mole di recuperi (nuove utenze) e di rimborsi (cessazioni nell' anno) del tutto insensato.
Si ritiene comunque che il Comune nell' esercizio della propria potestà regolamentare possa ridurre il
termine entro il quale presentare la dichiarazione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA Le istruzioni Sul Sole 24 Ore del 15 febbraio è stata data notizia della
circolare con cui il ministero dell' Ambiente specifica che per i rifiuti assimilati agli urbani e smaltiti
autonomamente dalle imprese non è corretto prevedere l' esenzione automatica, ma la possibilità da
parte dei Comuni di introdurre sconti e detrazioni, sulla linea di quanto avveniva con la disciplina di
Tarsu e Tares.
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17 febbraio 2014
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Italia Oggi Sette
Enti locali
moustique.
La trasparenza della p.a.
Q u a n d o s i p a r l a d i u n a pubblica
amministrazione e f f i c i e n t e e v i c i n a a l l e
esigenze del cittadino.
Avete mai provato a comunicare, in qualsiasi
modo, con un dirigente di un ministero? Non
riuscirete nell' impresa. Innanzitutto solo per
sperare di avere un contatto vi verrà richiesto
di inviare una e­mail.
Una cosa semplice e soprattutto rapida, si
penserà, che permette di raggiungere in
tempo reale l' interlocutore. Sì, forse per un
normale scambio tra privati cittadini, perché
nell' efficiente pubblica amministrazione la e­
mail, quando non viene cestinata, necessita
almeno di una settimana solo per essere
protocollata. Che poi, nell' era della
multimedialità più sfrenata, cosa significhi
protocollare una mail resta un arcano da
svelare. In questo contesto, è ovvio che
provare a parlare sempre con lo stesso
direttore generale sia pura utopia. Del resto,
come sapientemente risponde chi per lui
prende le chiamate, il direttore generale è, a
giorni alterni, «in missione», «in una riunione e
non può essere disturbato», o semplicemente
«fuori stanza, riprovi nel pomeriggio». E allora
si tenta di parlare con qualcun altro, un collega
di pari grado, o magari un suo sottoposto che
possa rispondere all' interrogativo sollevato sempre nella mail iniziale. Anche qui, dopo lunghe attese al
telefono in stile call center, la risposta laconica è sempre la stessa, «non riesco a passarle l' interno
perché non mi risponde nessuno». Chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto: verità eterne, che
però non valgono con la pubblica amministrazione italiana.
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Italia Oggi Sette
Enti locali
Da uno studio Confedilizia: aggiudicazioni con valori più bassi rispetto alle stime Omi.
Aste immobiliari con lo sconto Si compra anche a
metà prezzo
La convenienza c' è: 175 mila euro per un
appartamento ad Assago, nell' hinterland
milanese, comprato all' asta pagandolo 1.920
euro al metro quadrato, quando nella periferia
di Milano il prezzo minimo non scende sotto i
2.200 euro al mq. Ancora di più se un
immobile è da un paio d' anni sul mercato
senza che si riesca a venderlo. In questo caso
siamo ai «saldi» immobiliari, secondo
Confedilizia, tanto è lo «sconto», superiore al
30%, con il quale ci si può aggiudicare all' asta
una casa, un box, un terreno, un ufficio,
rispetto al suo valore indicato dall' Omi, l'
Osservatorio del mercato immobiliare che fa
capo all' Agenzia delle entrate.
Un esempio? A Genova un appartamento
valutato dall' Omi tra 84 mila e 124 mila euro è
stato aggiudicato a 61 mila euro. A Napoli, lo
sconto è stato più contenuto: a fronte di una
stima Omi che oscillava fra 295 mila a 450
mila euro, l' alloggio è stato venduto all' asta al
prezzo di 249 mila euro.
Ad Ancona, invece, lo «sconto» è arrivato
quasi al 50% con l' abitazione acquistata all'
incanto per 99.029 euro.
Alloggio che l' Omi aveva stimato più del
doppio, tra 220 mila a 308 mila euro.
Sono alcuni risultati dello studio che
Confedilizia, l' associazione della proprietà immobiliare, ha elaborato per mettere in evidenza la grande
distanza fra le quotazioni del Fisco e i prezzi di vendita degli immobili alle aste. Una forbice che l'
associazione presieduta da Corrado Sforza Fogliani ritiene troppo ampia. E per questo invita a una
riflessione in vista della riforma del catasto prevista nella delega fiscale.
«Il valore di aggiudicazione è una spia», ha sottolineato Giorgio Spaziani Testa, segretario generale di
Confedilizia, «e l' Omi dovrebbe prendere atto dei mutamenti del mercato che si stanno manifestando
anche nelle aste. Nella riforma», ha aggiunto, «si prevede che debbano essere rilevati i valori e i redditi
degli immobili e quindi, siccome lo farà l' Agenzia delle entrate, questo discorso dell' aggiornamento dei
valori degli immobili alla realtà del mercato, è valido anche per la futura riforma del catasto».
Nello studio di Confedilizia c' è un solo caso nel quale il prezzo di aggiudicazione supera la quotazione
Omi e si riferisce a un appartamento di Milano venduto all' asta a 198 mila euro, mentre l' Omi aveva
indicato una quotazione fra 148.200 e 187.200 euro. In questo caso si trattava di una casa di pregio.
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Italia Oggi Sette
Enti locali
Raramente si trovano immobili di lusso tra le offerte delle aste immobiliari e in genere hanno quotazioni
di base piuttosto alte che riducono alla partenza la platea dei potenziali acquirenti. E dunque l' asta
potrebbe concludersi con uno sconto risicato.
Sicuramente il ribasso è maggiore per immobili situati nelle periferie e nei comuni dell' hinterland
«perché stanno arrivando all' asta immobili acquistati tra il 2007 e il 2009, nel momento di massimo
picco delle quotazioni immobiliari con i mutui facili che finanziavano il 100% del costo dell' immobile.
Quelli che oggi risultano i più penalizzati perché vanno in aggiudicazione alla quarta, quinta gara.
E questo spiega lo «sconto» elevato, perché ad ogni tornata d' asta il valore di quello stesso immobile
viene ribassato, per legge, del 25%, ha spiegato Vincenzo Albanese, presidente della Fimaa
(Federazione italiana mediatori agenti d' affari) di Monza&Brianza.
Il fenomeno delle aste giudiziarie è in crescita esponenziale. E continua a ingrossarsi l' offerta di case,
uffici, capannoni, box, alberghi, palazzi, terreni in arrivo dai fallimenti di privati e imprese, complice una
crisi del settore mai così feroce dal dopoguerra. E che, di fatto, ha atterrato il comparto. Per avere un'
idea dell' enorme quantità di beni immobili messi all' incanto basta visitare i siti web dei singoli tribunali
e i portali nazionali: www.asteannunci.it; www.portaleaste.
com; www.asteimmobili.it ; www.astalegale.net; www.
astegiudiziarie.it ; Edicom Servizi Canale Aste; Ivas.
it che presenta gli immobili all' incanto provenienti dalle assicurazione fallite.
Senza contare le aste per la dismissione degli immobili del patrimonio pubblico e degli enti
previdenziali per i quali si deve consultare il sito dell' ente oppure quello del Consiglio nazionale del
notariato sul quale compaiono tutte le aste.
All' incanto si possono fare buoni affari, a patto di adottare le necessarie accortezze, come quella di
farsi seguire da un esperto per muoversi in un business che presenta ancora molti coni d' ombra.
L' informatizzazione e l' innovazione introdotta con le aste telematiche hanno portato maggiore
trasparenza, anche con la tracciabilità dell' acquirente negli atti di vendita che dovrebbe mettere al
riparo da eventuali riciclaggi di denaro sporco.
Chi partecipa all' asta deve disporre subito della liquidità necessaria per pagare la cauzione d' ingresso
pari al 10% del valore dell' immobile e poi saldare l' acquisto nei 30­60 giorni al massimo dall'
aggiudicazione.
Tuttavia, il sistema delle aste giudiziarie può presentare alcune falle e rischi di legalità dal momento che
ad oggi non esiste ancora una banca dati di tutte le aste dei tribunali, ma ogni asta viene registrata al
tribunale di competenza.
E che sono ancora poche le segnalazioni all' Uif (Unità di informazione finanziaria) della Banca d' Italia
di anomalie e sospette infiltrazioni criminali che dovrebbero arrivare, come vuole la norma, dai banditori
in presenza di scorrettezze.
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Italia Oggi Sette
Enti locali
Il trend: incarichi suddivisi e mobilità
Il rapporto tra avvocato e azienda si è ormai
spersonalizzato: gli incarichi sono suddivisi tra
più studi, per il singolo mandato vengono
chiamati specialisti con esperienze specifiche
e i responsabili delle direzioni legali sono
soggetti a una sempre maggiore mobilità. È il
parere di Michele Citarella, country head per l'
Italia di Simmons & Simmons, che a ItaliaOggi
Sette ha spiegato come si è evoluto, con la
crisi, il rapporto tra le imprese e gli studi legali.
Domanda. Come è cambiato con la crisi il
rapporto tra le direzioni legali interne ai
grandi gruppi e le law firm?
Risposta. Si sono consolidate negli ultimi anni
alcune tendenze tra loro concorrenti:
diminuzione dei costi, suddivisione degli
incarichi tra più studi legali, soprattutto da
parte delle aziende di maggiori dimensioni,
assegnazione degli incarichi a specialisti con
esperienze specifiche per il singolo mandato.
Tutto ciò comporta una sempre maggiore
spersonalizzazione del rapporto, favorita
anche dalla crescente mobilità dei responsabili
delle direzioni legali.
D. Che tipo di servizio richiedono oggi le
direzioni legali alle law firm?
R. Il panorama in tal senso è molto vario.
Si va dall' estrema parcellizzazione della domanda, laddove viene richiesta assistenza su specifiche e
ben delimitate problematiche legali, e questo è tipico delle direzioni legali notevolmente strutturate,
alcune delle quali hanno dimensioni paragonabili alle maggiori law firm; alla richiesta di un servizio
chiavi in mano rispetto a una singola operazione, che richiede la capacità di fornire assistenza su
diversi e numerosi settori del diritto.
D. Come stanno cambiando le esigenze delle grandi aziende per quanto riguarda la richiesta di
servizi legali?
R. I temi essenziali sono quelli dell' efficienza e della specializzazione.
La richiesta di efficienza consiste essenzialmente nella ricerca di un servizio che consenta di addivenire
in tempi estremamente rapidi alla definizione di singole problematiche a costi sempre più contenuti. Allo
stesso tempo, sempre più spesso, viene richiesta assistenza che coinvolge temi di diritto propri di
legislazioni diverse.
D. Quale strategia deve seguire la law firm per restare al passo con le richieste e le aspettative
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Enti locali
degli in­house counsel?
R. Credo che l' effettiva specializzazione a livello locale e integrazione a livello internazionale siano le
direttrici lungo le quali gli studi legali meglio debbano muoversi per intercettare le esigenze dei clienti.
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Italia Oggi Sette
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Ricognizione sull' evoluzione dei rapporti tra direzioni legali dei grandi gruppi e studi.
L' avvocato lo sceglie il software
Contano specializzazione, ranking e la tariffa più bassa.
C' era una volta il super avvocato factotum,
che nelle grandi aziende e nelle banche era di
casa. Qualsiasi problema, arrivava, toglieva le
castagne dal fuoco, e poi presentava il conto:
una altrettanto super parcella. Altri tempi,
prima della crisi. Oggi lo studio legale lo
sceglie il computer: in base alla
specializzazione sulla singola materia, al
ranking accumulato nelle esperienze
precedenti, e soprattutto alla tariffa. Che ormai
conta ben più del nome. Perché l' obiettivo
primario delle imprese è diventato il
contenimento dei costi dei servizi legali, in
particolare quando è necessario ricorrere alla
law firm. È quanto emerge da una ricognizione
effettuata da ItaliaOggi Sette sull' evoluzione
dei rapporti tra le direzioni legali dei grandi
gruppi societari e bancari e gli studi legali d'
affari, sempre più improntato all'
ottimizzazione delle risorse. Così, c' è chi ha
elaborato software ad hoc, dove, per ogni
pratica, in base a una serie di parametri,
vengono indicati i tre studi migliori, chiamati
poi alla gara finale dove solitamente vince chi
propone la tariffa più bassa. Ancora, c' è chi
ricorre a specifici accordi quadro «low cost»
con lo studio legale: se per esempio l'
operazione ha una durata prevedibile viene
stabilito un prezzo fisso comprensivo di più servizi, considerato conveniente rispetto a una fatturazione
su base oraria. Altrimenti, quando l' evoluzione è imprevedibile, si fa ricorso a un tetto sulla tariffa oraria
e a uno sconto da applicare all' intera operazione.
Il software di Eni. La tematica del rapporto tra direzioni legali e law firm, è stata al centro di un recente
seminario organizzato da Aigi (Associazione italiana giuristi d' impresa) e dallo studio legale
internazionale Orrick, dove Eni ha presentato la «nuova» direzione legale aziendale. La società, che ha
una struttura legale interna composta da 200 professionisti, ha elaborato il «Legal archives», un
software di gestione delle pratiche legali. Il sistema consiste in un elenco condiviso di law firm
accessibili dai componenti della direzione legale, a livello internazionale. Gli studi sono suddivisi in
base alle singole giurisdizioni e materie e a un ranking basato anche sulle eventuali esperienze
precedenti. Perché alla fine di ogni operazione, la direzione legale dà un voto all' assistenza ricevuta
dallo studio.
In questo modo, tutti i 200 legali interni hanno a disposizione l' elenco degli studi con i quali si può
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Italia Oggi Sette
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lavorare o hanno già lavorato, suddiviso per materie e paesi. Poi, per quanto riguarda la gestione dell'
iter autorizzativo ai fini della nomina della law firm, viene effettuata una «beauty parade» fra i tre migliori
studi. A questo punto, conta il contenuto delle offerte ricevute, si negoziano le tariffe e si prende in
considerazione l' ipotesi di siglare accordi quadro con la richiesta di più servizi a un prezzo fisso. Il
sistema di Eni, presentato da Pietro Galizzi, senior vice president dell' International downstream legal
assistence, si fonda anche sulla elaborazione di report periodici: bilancio, semestrale, hard closing,
gestione dei rischi.
«Quella del contenimento dei costi», ha spiegato Galizzi, «è diventata una priorità in questi ultimi anni
perché i budget degli uffici legali sono stati ridotti. Dagli studi legali esterni noi ci aspettiamo una
assistenza tempestiva e facilmente fruibile.
È importante per noi avere un chiaro riferimento all' interno dello studio, e soprattutto è necessario
ricercare il migliore studio per ogni singolo tema e non affidarsi a una sola struttura». Gli in­house
counsel chiedono anche una certificazione della correttezza delle operazioni: competenza sulla
particolare materia e giurisdizione e uno specifico parere. Per il contenimento dei costi, invece, Eni
punta sulle beauty parade, sui framework agreements e su tariffe negoziate.
La strategia Unicredit.
Anche Unicredit pone grande attenzione al tema dei costi e con gli studi di riferimento stringe accordi
finalizzati al loro contenimento. Nella scelta della law firm, per Unicredit conta «la competenza, la
reputazione, la qualità del servizio e la diffusione geografica». A fare la differenza, poi, è la qualità del
servizio, reattività e celerità, e la copertura 24 ore su 24 e sette giorni su sette.
«Il cambiamento principale», afferma Carlo Kostka, global head of Legal di Unicredit spa, «è legato all'
impatto della crisi sul modello di business. La crisi ha richiesto ai legali interni una notevole flessibilità al
fine di supportare il business nell' affrontare le esigenze contingenti.
I legali esperti di fusioni e acquisizioni si sono dedicati a disinvestimenti e ristrutturazioni; i legali esperti
di tecnologia hanno seguito le esternalizzazioni. Gli studi legali devono garantire il medesimo livello di
flessibilità. Un' ulteriore, ovvia, conseguenza della crisi consiste nella necessità di ottimizzare le risorse:
vale a dire contenere le spese non intaccando il livello del servizio.
Non si può poi trascurare», continua Kostka, «l' impatto che la crisi ha avuto in ambito regolatorio. L'
attività di supervisione di gruppi come il nostro avviene a livello consolidato e ciò ha determinato una
crescente globalizzazione dell' ambito regolatorio. Per questa ragione il dipartimento legale punta
anche su avvocati con una esperienza e expertise internazionali al fine di mettere il senior management
nella condizione di prevedere, ove possibile, identificare, e gestire sinergicamente i trend internazionali
che hanno un impatto sulle nostre attività.
In questo contesto il supporto richiesto agli studi legali non è mutato rispetto a prima, gli stessi devono
tuttavia essere ugualmente sinergici e internazionali».
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PAGINA A CURA DI GABRIELE VENTURA
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Italia Oggi Sette
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Da marzo parte il meccanismo applicato ai crediti Iva oltre l' importo di 5 mila euro.
Compensazioni sopra soglia, conto alla rovescia per
il via
Partiranno il mese prossimo le compensazioni
«sopra soglia» dei crediti Iva: chi avrà
presentato la dichiarazione annuale autonoma
entro febbraio, dal 16 marzo potrà spendere il
credito 2013 oltre il limite di 5 mila euro,
ricordando che se si intende superare il tetto di
15 mila euro è necessario che la dichiarazione
sia corredata del «visto di conformità». Ma non
sono solo questi i vincoli sulle compensazioni
orizzontali: non bisogna, infatti, dimenticare il
divieto per chi ha debiti erariali scaduti e il
massimale di 700 mila euro per anno solare.
Nessun vincolo sulle compensazioni
«verticali» o «interne». Ai sensi dell' art. 30 del
dpr n. 633/72, il contribuente che chiude il
periodo d' imposta con un' eccedenza d' Iva
detraibile ha diritto di riportare il credito al
periodo successivo o, qualora sussistano
determinati presupposti, di chiederne il
rimborso. Qualora si opti per il riporto a nuovo,
il credito è utilizzabile, fino a esaurimento, a
scomputo dell' Iva dovuta nei periodi
successivi. Tale forma di utilizzo, detta anche
compensazione «verticale» o «interna», non è
sottoposta ad alcun vincolo né limite
(eccettuata la preclusione per le società che
aderiscono per la prima volta alla procedura
Iva di gruppo) e può effettuarsi con due
diverse modalità alternative del tutto equivalenti: a) all' interno della liquidazione periodica o della
dichiarazione annuale dell' Iva; b) attraverso la delega di pagamento unificata, modello F24.
Nel primo caso, il credito viene inserito nella contabilità Iva e «assorbe» l' imposta dei periodi
successivi; per esempio, se il credito 2013 di 180 mila euro confluisce totalmente nella contabilità Iva
2014, si aggiunge all' Iva detraibile, per cui l' esito della liquidazione del mese di gennaio 2014 sarà
influenzato dal credito stesso: supponendo che in tale mese il contribuente abbia contabilizzato Iva
esigibile per 30 mila euro e Iva detraibile per 15 mila, il risultato della liquidazione sarà un credito di 165
mila euro.
Nel secondo caso, invece, il credito rimane al di fuori della contabilità Iva, per cui, riprendendo le cifre
dell' esempio, la liquidazione di gennaio 2014 evidenzia un debito Iva di 15 mila euro, che verrà saldato
utilizzando in compensazione, per il corrispondente importo, una parte del credito del 2013 accantonato
nel conto «credito compensabile»: il modello F24 riporterà nella colonna «importi pagati» Iva per 15
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mila euro (codice e periodo 6001/2014), e nella colonna «crediti compensati» Iva per 15 mila euro
(codice e periodo 6099/2013), per cui chiuderà «a saldo zero».
In entrambi i casi si tratta comunque si una compensazione «verticale» o «interna», come tale
effettuabile liberamente e non sottoposta, si ribadisce, ad alcuno dei vincoli e limiti suaccennati, meglio
descritti appresso. In proposito, con la circolare n. 1/2010, emanata per illustrare le disposizioni
introdotte con il dl n. 78/2009, anche l' Agenzia delle entrate ha puntualizzato che la nuova disciplina
sulla compensazione dei crediti Iva riguarda soltanto la compensazione «orizzontale» o «esterna»; non
riguarda, invece, la compensazione «verticale» o «interna», ossia la compensazione dei predetti crediti
con l' Iva dovuta a titolo di acconto, di saldo o di versamento periodico. Ciò in quanto l' eventuale
esposizione nel mod. F24 della compensazione «interna», come nel caso sub b), configura, di fatto,
solo una diversa modalità di esercitare la detrazione dell' eccedenza Iva a credito, ammessa senza
condizioni dall' art. 30 citato.
Si presti attenzione al fatto che non sempre la compensazione «Iva su Iva» è verticale (o interna). Come
chiarito anche dall' Agenzia nella circolare n.
29/2010, le compensazioni sono interne se e nella misura in cui la loro esposizione nel modello F24
rappresenti una mera modalità alternativa di esercitare la detrazione prevista dall' art.
30 del dpr 633/72, che può essere evidenziata all' interno della dichiarazione annuale. Sono tali, quindi,
esclusivamente le compensazioni di crediti utilizzati in pagamento di un debito della medesima imposta
relativo ad un periodo successivo rispetto a quello di maturazione del credito.
Al contrario, se il credito annuale Iva del 2013, codice 6099/2013, viene utilizzato nel modello F24 per
pagare il debito Iva del 2012, codice 6099/2012, tale compensazione si qualifica «orizzontale» o
«esterna, in quanto non potrebbe essere effettuata altrimenti che con il modello F24; in questo caso,
dunque, pur trattandosi del medesimo tributo a credito e a debito, la compensazione rileva ai fini delle
limitazioni e dei vincoli di cui appresso.
L' istituto della compensazione (poi definita «orizzontale» o «esterna») è stato introdotto dall' art. 17 del
dlgs n. 241/1997, il quale stabilisce che i contribuenti eseguono versamenti unitari delle imposte, dei
contributi dovuti all' Inps e delle altre somme a favore dello stato, delle regioni e degli enti previdenziali,
con eventuale compensazione dei crediti, dello stesso periodo, nei confronti dei medesimi soggetti,
risultanti dalle dichiarazioni e dalle denunce periodiche.
La compensazione deve essere effettuata entro la data di presentazione della dichiarazione successiva.
Ai sensi del dm 31 marzo 2000, le disposizioni in materia di versamento unitario con compensazione si
applicano, con riferimento ai tributi, ai contributi e ai premi elencati nell' art. 17, comma 2, anche alle
somme, comprese le sanzioni, dovute ai sensi: a) dell' art. 48 del dlgs n. 546/92 (conciliazione
giudiziale); b) del dlgs n. 218/97 (accertamento con adesione, rinuncia all' impugnativa, adesione agli
inviti a comparire, adesione ai processi verbali di constatazione); c) degli artt.
2, comma 2, e 3, comma 1, del dlgs n. 462/97 (somme dovute a seguito di liquidazione automatica o di
controllo formale delle dichiarazioni); d) degli artt. 13, 16 e 17 del dlgs n. 472/97 (ravvedimento
operoso, definizione agevolata delle sanzioni).
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Gli effetti, anche su eventuali controparti, della procedura di collaborazione volontaria.
Disclosure, a rischio i terzi
Senza anonimato gli altri soggetti coinvolti nell' emersione.
Pronto ad attivarsi il «grande occhio» del Fisco
grazie alle informazioni raccolte con la
voluntary disclosure.
La lettura delle bozze del modello di richiesta
di adesione alla disclosure (come noto si tratta
ancora di bozze «aperte») conferma quanto
già si era potuto intuire in precedenza dalle
prime analisi del provvedimento normativo che
ha introdotto la procedura di emersione e cioè
che non saranno garantiti quei benefici che
erano previsti dalla precedente procedura di
rientro dei capitali.
Soprattutto, non sarà garantito l' anonimato di
chi aderisce al programma di disclosure e
ancor più foriera di conseguenze gravose sarà
la connessa assenza di anonimato di quei
soggetti terzi che verranno comunque coinvolti
nella procedura di emersione.
Aspetto, quest' ultimo, che deve essere
analizzato in modo assai approfondito prima di
decidere se aderire o meno al programma di
emersione volontaria per poter valutare
compiutamente i costi e i benefici, le
opportunità e i rischi connessi all' adesione
alla voluntary disclosure anche perché le
dichiarazioni mendaci fornite nell' ambito della
procedura di collaborazione volontaria
saranno punite con la reclusione da un anno e
sei mesi a sei anni.
Chi aderisce alla disclosure dovrà, infatti, dichiarare le eventuali «controparti» che hanno, in qualsiasi
modo, contribuito alla creazione, al mantenimento e all' occultamento dei capitali all' estero.
La scheda A, da allegare alla istanza di adesione, lascia, infatti, pochi dubbi al riguardo (si veda la
tabella in pagina).
Cosa succede, per esempio, se il soggetto che attiva la procedura di disclosure è anche il socio (o l'
amministratore) della società di famiglia e dalle informazioni rese all' Erario dovesse emergere che le
disponibilità detenute all' estero dal soggetto richiedente derivano da operazioni non contabilizzate
eseguite dalla società di cui lo stesso soggetto è socio (o amministratore)? Il rischio «accertamento»,
quindi, si sposta pericolosamente dal soggetto aderente alla disclosure alla società che ha contribuito
alla formazione della provvista poi illecitamente detenuta all' estero. Assumerà, di conseguenza,
fondamentale importanza il valore, anche processuale, che potranno avere le informazioni fornite nella
fase di emersione.
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Il soggetto terzo, che non è parte del processo di emersione (forse sarebbe opportuno prevederne la
possibilità di partecipazione, quanto meno facoltativamente), potrebbe trovarsi coinvolto a «sua
insaputa» in una serie di indagine finanziarie attivate da dichiarazioni di un soggetto portatore di un
interesse (la regolarizzazione della propria posizione fiscale) che potrebbe essere totalmente in conflitto
con l' interesse di colui che viene coinvolto nella disclosure.
Appaiono, quindi, assolutamente indispensabili dei chiarimenti da parte dell' Amministrazione
finanziaria sul valore che intende attribuire alle informazioni e alle dichiarazioni rese nell' ambito della
procedura di emersione, il tutto nell' ottica di una sempre maggiore trasparenza nei rapporti tra Fisco e
contribuente sulla falsa riga di quanto già affermato in tema di «scudo fiscale» con la circolare numero
43/E del 10 ottobre 2009.
Ai tempi si precisò con chiarezza che alla adesione conseguiva il divieto di utilizzare «elementi a
sfavore del contribuente» non solo con riferimento ai procedimenti direttamente riferibili al contribuente,
ma anche a quelli concernenti soggetti riconducibili al contribuente stesso in qualità di dominus.
A maggior ragione, il timore di innescare «relazioni pericolose» e indesiderati effetti boomerang emerge
analizzando il rischio che la richiesta di «disclosure» si trasformi in una autodenuncia per eventuali altri
reati o una «emersione» di illeciti penali a carico di altri soggetti che non beneficiano degli effetti
premiali della procedura (per esempio l' imputazione per il reato di riciclaggio o di impiego di denaro,
beni o utilità di provenienza illecita in capo ai familiari, ai consulenti o agli intermediari finanziari).
Gli effetti indesiderati, purtroppo, non finiscono qui.
Si considerino, per esempio, due altre fattispecie e cioè la illecita detenzione al di fuori del territorio
dello Stato di beni e attività tramite un trust e la regolarizzazione di partecipazioni in società con sede al
di fuori del territorio italiano.
Il venir meno dell' anonimato sul trust estero (o sui beni detenuti dalla persona fisica tramite il trust non
residente) può creare una serie di problemi in capo sia al disponente del trust sia gli eventuali
beneficiari del trust stesso nel caso in cui l' Amministrazione finanziaria intenda procedere a indagini
fiscali nei confronti del trust finalizzate a dichiarare che lo stesso trust sia in realtà un semplice schermo
formale e che, quindi, la disponibilità dei beni che ne costituiscono il patrimonio sia da attribuire ad altri
soggetti, disponenti o beneficiari del trust.
Il disponente del trust potrebbe, infatti, decidere (alla luce, ovviamente, di una valutazione positiva circa
le conseguenze dell' emersione) di regolarizzare direttamente i beni detenuti all' estero tramite il trust da
lui stesso istituito ritenendo il trust fittiziamente interposto con il rischio di emersione di un evidente
contrasto tra il disponente stesso (che considera fittizio il trust) e, per esempio, il trustee che, al
contrario, avrà tutto l' interesse a dichiarare il trust reale (anche alla luce delle eventuali sanzioni che
potrebbero essergli comminate in relazione al suo ruolo e alle sue responsabilità).
Stesso discorso per quel che riguarda l' emersione di una partecipazione detenuta all' estero (sino a
oggi in violazione della normativa sul monitoraggio fiscale. In questo modo il contribuente non ha fatto
altro che svelare al Fisco l' esistenza di una società sinora sconosciuta rischiando che l'
Amministrazione finanziaria attivi su questa società tutta una serie di indagini che potrebbero condurre
a ritenere tale società «esterovestita» con le relative, e assai pesanti, conseguenze in tema di ripresa a
tassazione sia per quel che riguarda le imposte dirette che l' imposta sul valore aggiunto (oltre alle
conseguenze penali connesse alla predetta contestazione).
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Il circolo vela è extra­commerciale
L' attività di deposito e rimessaggio dei natanti,
effettuata da un circolo velico, non costituisce
esercizio di attività commerciale. Tali servizi
risultano correlati e indispensabili per il
conseguimento delle finalità istituzionali dell'
ente non profit, che mira alla promozione, alla
diffusione e alla pratica dello sport della vela.
Le somme corrisposte dai soci per il deposito
delle proprie imbarcazioni non possono quindi
essere ricondotte a tassazione né
assoggettate a Iva. È quanto si legge nella
sentenza n. 109/01/13 della Ctp di Lecco, che
ha accolto le doglianze sollevate da un circolo
vela di Bellano (Lc), destinatario di un avviso
di accertamento fiscale. In particolare, i
verificatori contestavano all' associazione l'
esercizio non dichiarato di un' attività
commerciale, relativamente all' attività di
rimessaggio e deposito delle imbarcazioni dei
soci, soggetta al pagamento di uno specifico
contributo. Tali somme venivano considerate
i m p o n i b i l i a i f i n i Irap e I r e s , n o n c h é
assoggettate a Iva. La decisione dei giudici
tributari di Lecco, ispirata ad alcune richiamate
pronunce di Cassazione, si basa
essenzialmente sull' analisi dello statuto dell'
ente, da cui si rileva che lo scopo istituzionale
sia appunto la promozione, la diffusione e la
pratica dello sport della vela, offrendo ai soci attrezzature adeguate, attività logistiche, di esercitazione e
ricreative connesse. Alla luce di ciò, osserva la Ctp, appare evidente che tra le attività da considerarsi
extra commerciali «rientra anche il deposito delle imbarcazioni dei soci («attività logistiche») in quanto
non sarebbe possibile lo svolgimento delle finalità istituzionali se i soci non potessero disporre dei
natanti di loro proprietà da utilizzare per i suddetti scopi».
NICOLA FUOCO
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Il report Ue: in Italia ricorso a procedure negoziate più frequente della media europea.
Appalti, controlli da rafforzare
Grandi opere: la corruzione fa lievitare i costi del 40%
In Italia l' uso della trattativa privata negli
appalti pubblici è più del doppio della media
europea; i costi diretti e indiretti della
corruzione nelle grandi opere pubbliche
determinano un aumento del 40% del costo
originario dell' appalto; necessario rafforzare i
controlli prima e dopo l' aggiudicazione del
contratto, aumentare il livello di trasparenza
sui contratti affidati; positive le norme sulla
tracciabilità dei flussi finanziari e la banca dati
sui contratti pubblici.
È quanto afferma il report della Commissione
europea sulla corruzione in Italia con
particolare riguardo agli appalti pubblici,
settore che rappresenta il 15,9% del Pil
italiano.
P e r l ' Unione europea, gli appalti pubblici
costituiscono un settore particolarmente
esposto al rischio di corruzione, dato che le
risorse in gioco sono cospicue e quindi il
rischio di corruzione e infiltrazioni criminali è
particolarmente elevato.
Un dato centrale è rappresentato dalla stretta
corrispondenza fra diffusione della corruzione
e tipologia della procedura di affidamento
utilizzata. Si legge infatti nel rapporto che in
Italia il ricorso a procedure negoziate
(soprattutto senza pubblicazione del bando) è
più frequente della media europea: nel 2010 rappresentava infatti il 14% del valore dei contratti, contro il
6% della media dell' Unione europea.
In realtà le cose vanno ancora peggio in alcune tipologie di contratti come, per esempio, gli appalti di
lavori: se si va a rileggere la relazione dell' Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici per il 2013, il
dato che emerge è che le procedure negoziate affidate senza preventiva pubblicazione di un bando di
gara rappresentano il 50% di tutti gli affidamenti. Ciò è anche frutto di modifiche normative che hanno
innalzato a un milione di euro il tetto entro il quale è possibile per le stazioni appaltanti procedere senza
gara, con una semplice indagine di mercato, sostanzialmente senza particolari vincoli. La corruzione si
annida sia a livello centrale (per il 70% degli intervistati, contro una media del 56% a livello Ue), sia a
livello locale (69% contro il 60% della media Ue).
Dal sondaggio che ha condotto la Commissione europea emergono anche quali siano i sistemi
maggiormente adottati per alterare le dinamiche di mercato: capitolati su misura per favorire
determinate imprese (per il 52% degli intervistati); abuso delle procedure negoziate (50%); conflitto di
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interesse nella valutazione delle offerte (54%); offerte concordate (45%); criteri di selezione o di
valutazione poco chiari (55%); partecipazione degli offerenti nella stesura del capitolato (52%); abuso
della motivazione d' urgenza per evitare gare competitive (53%); modifica dei termini contrattuali dopo
la stipula del contratto (38%).
Si tratta di fattispecie che anche l' Antitrust italiana ha segnalato nel vademecum «Antitrust sulla
prevenzione e il contrasto della collusione negli appalti» e di cui le nuove direttive Ue approvate a
gennaio in parte si occupano (per esempio, con le norme sui conflitti di interesse di chi ha svolto
consulenza per la stazione appaltante).
Nel rapporto si nota come in Italia la corruzione risulti particolarmente lucrativa nella fase successiva all'
aggiudicazione, soprattutto in sede di controlli della qualità o di completamento dei contratti di
opere/forniture/servizi.
Accade cioè che le procedure siano formalmente regolari e corrette ma «a valle» la qualità dei lavori
viene intenzionalmente compromessa nella fase di esecuzione. Ed è per questo che la Commissione
suggerisce di affidare alla Corte dei conti controlli «a campione», post aggiudicazione (anzi è proprio la
magistratura contabile a lamentare la carenza dei suoi poteri di controllo), fermo restando che in Italia
esiste anche una Authority di settore che potrebbe occuparsene a tempo pieno con la propria struttura
di vigilanza.
Particolarmente di rilievo è il costo della corruzione nelle grandi opere pubbliche: fra corruzione e
perdite indirette la media si attesta su un più 40% rispetto al costo complessivo dell' appalto.
Il report dà però anche atto all' Italia di avere approvato importanti leggi (tracciabilità dei flussi finanziari
degli appalti pubblici, legge anticorruzione n. 190/2012 , istituzione di Comitato di coordinamento per l'
alta sorveglianza delle grandi opere). Apprezzata anche la banca dati sugli appalti pubblici e l' obbligo
per i prefetti di istituire elenchi di operatori economici non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa
(white list).
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PAGINA A CURA DI ANDREA MASCOLINI
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La ricetta: accrescere la trasparenza
Agire sui controlli, prima e dopo l'
aggiudicazione; prevedere controlli «a
campione» da parte della Corte dei conti;
assicurare una maggiore trasparenza e
pubblicità degli affidamenti attuando le norme
della legge anticorruzione.
Sono questi alcuni dei suggerimenti che la
Commissione europea fornisce all' Italia per
superare le criticità individuate nel settore
degli appalti pubblici. Il report Ue insiste
soprattutto sulla necessità di rendere più
trasparenti gli appalti pubblici, prima e dopo l'
aggiudicazione dell' appalto.
Ad avviso dell' Unione europea la strada è
quella dell' aumento del livello di pubblicità,
per esempio, ponendo l' obbligo per tutte le
strutture amministrative di pubblicare online i
c o n t i e i bilanci a n n u a l i , i n s i e m e a l l a
ripartizione dei costi per i contratti pubblici di
opere, forniture e servizi, i n l i n e a c o n l a
normativa anticorruzione. Il problema riguarda
le amministrazioni pubbliche, ma certamente
non è estraneo anche agli operatori dei
«settori speciali» non tenuti alla post
informazione.
Un altro tema fondamentale sembra essere
sempre più quello dei controlli, fino a oggi
scarsi e di limitata efficacia.
A tale riguardo la Commissione europea afferma che si potrebbe considerare di conferire alla Corte dei
conti il potere di effettuare controlli senza preavviso, a campione. Dal punto di vista delle procedure va
poi segnalato come la critica all' Italia sull' uso eccessivo delle procedure negoziate mal si sposi con
quanto il legislatore (e quindi anche la Commissione europea, insieme al Parlamento europeo) ha di
recente disposto con le nuove direttive appalti pubblici. Se infatti è la Commissione europea a
individuare nell' abuso di procedure negoziate uno dei punti salienti dell' induzione alla corruzione nel
nostro paese, poco si comprende per quale ragione con le nuove direttive appalti approvate a metà
gennaio sia stata sostanzialmente liberalizzata la procedura negoziata senza bando di gara in caso di
contratti complementari.
Se la ratio legis dell' intervento di restyling delle direttive è questo (e se l' Italia lo recepirà nei prossimi
due anni) bisognerà ancora di più fare attenzione alla fase di controllo successiva all' aggiudicazione,
non soltanto sotto il profilo della corruzione, ma anche sotto il profilo dei maggiori costi per la finanza
pubblica.
Nella relazione 2013 l' Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici aveva evidenziato come nelle
procedure aperte si riscontrino in media valori di ribasso decisamente più elevati rispetto a quelli
presenti nelle procedure negoziate: la differenza, in termini di ribasso, si attesta in 7,5 punti percentuali
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negli affidamenti del settore ordinario e di 5,6 punti negli affidamenti nei settori speciali (acqua, energia
e trasporti).
L' Autorità evidenzia che, se si considera che tra il 2011 e il 2012 circa 24 miliardi di euro di contratti di
servizi e forniture sono stati affidati mediante procedure negoziate con il criterio del massimo ribasso,
applicando il ribasso medio registrato nelle procedure aperte alle procedure negoziate, si sarebbero
potuti registrare risparmi per oltre un miliardo di euro.
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Le agevolazioni fiscali e contributive per le aziende con sede nelle Zone franche urbane.
Alle Zfu una torta da 460 mln
Esenzioni Irpef, Ires, Irap, Imu e Inps per le imprese.
Esenzioni Irpef, Ires, Irap, Imu e Inps. Una torta
da 460 milioni di euro da consumarsi nelle
Zone franche urbane.
Sono le agevolazioni fiscali e contributive
riservate alle micro e piccole imprese
localizzate nelle aree e quartieri degradati dei
comuni del Sud Italia.
Per avere diritto agli aiuti le imprese dovranno
avere la sede nei territori delle Zfu delle
regioni Calabria, Campania e Sicilia e nei
comuni della provincia di Carbonia­Iglesias.
Dovranno essere attive al momento della
presentazione dell' istanza e non in
liquidazione volontaria o sottoposte a
procedure concorsuali. Tra i beneficiari anche
le società tra professionisti. Il definitivo via
libera per l' accesso agli aiuti (nei limiti del «de
minimis») è scattato con la pubblicazione i n
Gazzetta Ufficiale dei bandi approvati dal
Ministero dello sviluppo economico (si veda
tabella).
I bandi approvati dal Mise. Tra i bandi aperti
per l' accesso alle agevolazioni, il primo a
essere adottato è stato quello per l' attuazione
dell' intervento nel territorio dei comuni della
provincia di Carbonia­Iglesias.
Le risorse disponibili ammontato a oltre 124
milioni di euro, di cui una quota pari al 20%
riservata in favore di imprese di nuova o recente costituzione (micro e piccole imprese che, alla data di
presentazione dell' istanza di agevolazione, si trovano nei primi tre periodi di imposta dalla data di
costituzione dell' impresa). Le domande di accesso alle agevolazioni potranno essere presentate dal 7
gennaio 2014 e fino al 7 aprile 2014.
I bandi per le Zfu di Calabria e Campania (con due distinti decreti datati 13 gennaio 2014, in G.U. n. 21
del 27/1/2014 e n.
22 del 28/1/2014) hanno reso disponibili poco più di 152 milioni di euro complessivi (54,8 milioni di euro
per la Calabria e 98 milioni per la Campania).
Le domande potranno essere presentate dal 7 febbraio al 28 aprile 2014.
Il bando per le Zfu della Sicilia (decreto del 23 gennaio 2014, in G.U. n. 24 del 30/1/2014) ha reso
disponibili circa 182 milioni di euro (domande dal 5 marzo 2014 al 23 maggio 2014).
Le domande devono essere presentate solo via web, tramite la procedura informatica accessibile dalla
sezione «Zfu Convergenza e Carbonia Iglesias» del sito del Mise (www.
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mise.gov.it) entro i termini fissati dai bandi per le singole Zfu (si veda tabella).
Zone franche urbane.
Sono state istituite dalla legge finanziaria del 2007 (art.
1, commi 340­343, della legge 296/2006) con lo scopo di favorire lo sviluppo economico e sociale, in
particolari aree del Mezzogiorno, tramite interventi di recupero urbano. Tuttavia, solo con le disposizioni
attuative previste dal decreto 10 aprile 2013 (in G.U. n. 161 dell' 11/7/2013) del Mise e del Mef, sono
stati stabiliti limiti, condizioni, modalità e termini di decorrenza delle agevolazioni fiscali e contributive
per le Zfu. In base alle previsioni del decreto, possono accedere alle agevolazioni le imprese di micro e
piccola dimensione dislocate nelle 33 Zone franche appartenenti alle regioni Calabria, Campania, Sicilia
e, in via sperimentale, alla provincia di Carbonia­Iglesias.
Rimangono, invece, temporaneamente escluse, le Zfu della regione Puglia. L' impresa può usufruire dei
vantaggi dal periodo contabile in corso alla data di accettazione della domanda. Le agevolazioni sono
fruibili in compensazione mediante F24.
Irpef e Ires. L' esenzione è riconosciuta fino a 100 mila euro per ciascun periodo d' imposta, maggiorato
di 5 mila euro, ragguagliato ad anno, per ogni nuovo dipendente assunto a tempo indeterminato (pieno
o parziale), che lavora ed è residente nel territorio della Zfu ovvero nel territorio dei comuni della
provincia di Carbonia­Iglesias.
L' incremento di personale deve essere rapportato al numero di dipendenti, con lo stesso tipo di
contratto, occupati nell' azienda (e presso sue collegate) alla chiusura del periodo d' imposta
precedente. L' agevolazione si applica per 14 periodi d' imposta a partire da quello di accoglimento dell'
istanza ed è decrescente: 100% per i primi cinque periodi d' imposta; 60% per i periodi d' imposta
successivi fino al decimo; 40% per i periodi d' imposta undicesimo e dodicesimo; 20% per i periodi d'
imposta tredicesimo e quattordicesimo.
Partecipano alla formazione del reddito agevolabile solo i componenti positivi e negativi derivanti dallo
svolgimento dell' attività produttiva, mentre ne sono esclusi i componenti di natura straordinaria.
Occorrerà tenere contabilità separate nel caso in cui le imprese svolgano la loro attività anche al di fuori
delle Zfu.
Per quanto riguarda il diritto alle detrazioni previste dagli artt. 2 (comma 1), 13, 15 e 16 del Tuir, nel
reddito complessivo va incluso anche quello agevolato. Stesso principio per le prestazioni previdenziali
e assistenziali.
La somma concorre, inoltre, a determinare la base imponibile delle addizionali regionale e comunale all'
Irpef.
Irap. Per ciascuno dei primi cinque periodi di imposta, decorrenti dall' accoglimento dell' istanza, è
esentato il valore della produzione netta nel limite di 300 mila euro. Non rilevano minusvalenze e
plusvalenze realizzate, mentre concorrono alla determinazione della produzione netta detrazioni o
imposte riferite a periodi passati, ma rimandati secondo norma. Se l' azienda opera anche in altri
territori, per definire la produzione netta attribuibile alla Zfu, le regole sono quelle stabilite dall' articolo 1,
comma 2, del decreto istitutivo dell' Irap.
Imu. L' esenzione dura 4 anni e riguarda gli immobili situati nelle zone interessate, posseduti e utilizzati
per l' esercizio dell' attività d' impresa.
Contributi Inps. Per i contributi Inps sulle retribuzioni da lavoro dipendente, l' esonero riguarda i soli
contratti a tempo indeterminato o determinato con durata non inferiore ai 12 mesi e si applica a
condizione che almeno il 30% degli occupati risieda nel territorio della Zfu ovvero nel territorio dei
comuni della provincia di Carbonia­Iglesias.
L' esonero è pari al 100% per i primi cinque anni di attività, al 60% dal sesto al decimo, al 40% per gli
anni 11° e 12°, al 20% per 13° e 14°.
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PAGINA A CURA DI BRUNO PAGAMICI
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Enti locali
Buoni risultati per il comparto delle costruzioni verdi grazie al partenariato pubblico­privato.
Edilizia sostenibile e anticrisi
Nel 2013 si è verificato un balzo del 30% rispetto al 2012.
Splende il sole sulle costruzioni «verdi»: nel
2013, in Italia, infatti, sono germogliate 2.084
opere realizzate attraverso il Partenariato
pubblico­privato per un importo di 2,1 miliardi
di euro, con un balzo del 30% rispetto ai dodici
mesi precedenti. E se il cantiere dei fabbricati
all' insegna della tutela dell' ecosistema
attraversa una fase brillante, a finire
(pesantemente) nel cono d' ombra è il
comparto di vaste dimensioni, poiché subisce
in un solo anno il cedimento del 52%. Un
settore che viaggia palesemente a due
velocità, complice da un lato il (prezioso)
ricorso ad incentivi statali per effettuare i lavori
limitando l' impatto ambientale e, dall' altro,
una crisi finanziaria che porta con sé difficoltà
di accesso al credito e, in generale, tagli alla
spesa pubblica che incidono drasticamente
sulle infrastrutture di maggiore ampiezza. A
mettere in risalto la portata del divario è un
recente rapporto di Unioncamere e Cresme,
secondo cui il declino delle grandi opere, in
realtà, è iniziato ancora prima che la
congiuntura negativa globale arrivasse in
Italia: l' immissione di risorse scema a partire
dal 2005, poi la situazione peggiora nel
quinquennio successivo, arrivando nel 2012
(dati a consuntivo) a registrare una flessione
del 9,3%, mentre per il 2013 si prevede una discesa più contenuta (­5,8%), ma la tendenza non sembra
destinata ad invertirsi nell' anno in corso.
Quanto al triennio 2015­2017, il dossier scorge una generale ripresa, «trainata principalmente dagli
investimenti pubblici e privati per infrastrutture stradali e ferroviarie, per le telecomunicazioni, per la
produzione di rinnovabili e la riqualificazione energetica, nonché per la riconversione urbana e per la
messa in sicurezza del territorio». Il settore, viene sottolineato, sconta lo spostamento, negli ultimi anni,
dell' interesse governativo «dalle reti ai nodi» e, quindi, all' impiego di denaro per interconnettere reti,
porti, aeroporti, interporti e grandi sistemi urbani: a dimostrarlo, ad esempio, i cospicui stanziamenti
(pari a oltre 2 miliardi) inseriti nel cosiddetto «decreto del Fare» (legge 98/2013), per il completamento
delle infrastrutture in corso di esecuzione, il potenziamento dei corridoi europei sia ferroviari, sia
stradali, e il miglioramento della mobilità locale con il coinvolgimento degli enti territoriali nonché per
garantire, fra l' altro, la tempestiva realizzazione delle opere per l' Expo di Milano 2015.
Per quel che riguarda, invece, l' edilizia sostenibile (frutto di un approccio culturale fondato su tre
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pilastri: protezione degli spazi verdi circostanti, crescita economica e sviluppo sociale), l' esigenza di
ridurre i consumi energetici e, nel contempo, i danni ambientali viene avvertita dal legislatore in maniera
più intensa di recente: oltre all' introduzione degli ecobonus (si veda altro articolo nella pagina), si
scommette sul modello di social housing, portato a compimento mediante la riprogettazione di intere
porzioni di territorio a dimensione collettiva, seguendo criteri bio. E, così, fra il 2007 e il 2008 nasce il
Piano casa 1, messo a regime nel maggio del 2011, grazie all' accordo con le regioni: oggi molti fondi
immobiliari si stanno concretizzando, e una ventina è in fase operativa per un ammontare complessivo
superiore ai 3 miliardi, con una partecipazione massima di Fia (Fondo investimenti per l' abitare) di
circa 1,1 miliardi.
A dare, infine, un' ulteriore spinta al settore c' è un obbligo normativo contenuto nella legge 90/2013 con
cui l' esecutivo di Enrico Letta, oltre a recepire la direttiva comunitaria 2010/31/Ue sui requisiti energetici
degli edifici, disegna le fondamenta delle costruzioni che verranno: entro il 31 dicembre 2020, infatti, si
stabilisce che tutte le strutture di nuova fattura dovranno essere ad «energia quasi zero», mentre gli
stabili della pubblica amministrazione saranno tenuti a rispettare tali criteri un po' prima, a partire dal 31
dicembre 2018. E, in virtù di questa svolta «verde», un futuro (ancora più) roseo per l' edilizia
sostenibile è possibile.
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PAGINA A CURA DI SIMONA D' ALESSIO
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La Corte Ue: consegna dei rifiuti solo ad autorizzati
La responsabilità dell' impresa produttrice di
rifiuti per il loro corretto trattamento tecnico
cessa con il conferimento dei residui ad altro
soggetto di cui si sia preventivamente
verificata l' idoneità alla relativa gestione in
ossequio alle norme in materia di
autorizzazione. Questo il chiarimento offerto
dalla Corte Ue di giustizia con sentenza 3
ottobre 2013 n. C­113/12 in merito al rispetto
delle norme sulle operazioni di smaltimento o
recupero dei rifiuti lungo la filiera dei rifiuti.
Chiarimento relativo alle norme comunitarie
che deve, però, essere necessariamente letto
congiuntamente alle particolari regole
nazionali sul tracciamento dei rifiuti.
­ La posizione della Corte Ue. Quella della
Corte europea di giustizia è una lettura fondata
sulla direttiva madre in materia di rifiuti che
(con continuità normativa dalla versione
75/442 all' ultima del 2008, la n. 98) da un lato
pone in capo al «detentore» la responsabilità
della loro corretta gestione e dall' altro (al fine
di garantire la massima tutela dell' ambiente)
ne consente la cessione ad altro soggetto per
l' effettuazione delle operazioni necessarie a
patto che quest' ultimo sia in possesso dell'
abilitazione necessaria alle operazioni di
trattamento. Soddisfatta quest' ultima
condizione, sottolinea la Corte, al «cedente» che ha effettivamente controllato l' esistenza di tale
autorizzazione nessun rimprovero può muoversi per il mancato effettivo rispetto delle norme tecniche di
trattamento.
­ Le regole nazionali. Sul piano interno, a obbligare il «cedente» alla verifica dell' autorizzazione in capo
al soggetto privato cui i rifiuti sono conferiti sono gli articoli 178 e 188 del dlgs 152/2006 (laddove si
impongono sia il principio di precauzione che l' espressa prescrizione di controllo sul detentore, che
«consegna i rifiuti a un raccoglitore autorizzato»). A queste vanno però aggiunte le più particolari
disposizioni relative al tracciamento dello spostamento dei rifiuti, sia che avvenga tramite lo storico
regime cartaceo (formulario di trasporto dei rifiuti) che attraverso il nuovo sistema di controllo telematico
(il noto Sistri, già in vigore dallo scorso 1° ottobre 2013 per i gestori). In caso di utilizzo del primo
sistema, il detentore che consegna i rifiuti ad altro soggetto (autorizzato) è infatti esonerato da
responsabilità solo ove riceva il formulario controfirmato e datato in arrivo dal destinatario entro 3 mesi
dal conferimento dei rifiuti al trasportatore, ovvero ove alla scadenza del predetto termine abbia
provveduto a dare comunicazione alla Provincia della mancata ricezione del documento. In caso di
utilizzo del «Sistri» (dal prossimo 3 marzo 2014 obbligatorio anche per enti e imprese produttori iniziali
di rifiuti speciali pericolosi) la responsabilità del soggetto che li conferisce è invece esclusa solo con il
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ricevimento, tramite l' apposita casella di posta elettronica attribuitagli dal sistema, della comunicazione
di accettazione dei rifiuti da parte dell' impianto di trattamento o, in caso di mancato ricevimento della
stessa nei 30 giorni successivi al conferimento al trasportatore, di una relativa segnalazione fatta sia al
Sistri che alla provincia competente. Nel caso di tracciamento «ibrido», il soggetto conferente che non
opera in ambiente Sistri (come il produttore di rifiuti speciali non pericolosi, per il quale l' utilizzo del
sistema telematico è mera facoltà) che consegna i rifiuti a «soggetto Sistri» vede la sua responsabilità
venire meno solo con la ricezione, o denuncia dei mancata ricezione, della copia cartacea della
«scheda Sistri­Area Movimentazione» che il gestore dell' impianto di trattamento deve trasmettergli all'
atto dell' accettazione dei rifiuti.
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Dal cambio di operatore al confronto delle tariffe sul web: così si può spendere meno.
Bollette, come darci un taglio
Per luce e gas risparmi oltre i 110 e 200 euro all' anno.
Le bollette di luce e gas sono costate in media
lo scorso anno quasi 1.500 euro a famiglia
(dati del portale Facile.it).
Una spesa non di poco conto in tempi di crisi,
in cui sempre più persone sono costrette a
stringere la cinghia per far quadrare i conti a
fine mese.
La ricerca del risparmio diventa dunque
strategica e in questo senso un grosso aiuto
arriva dal web, grazie ai comparatori che
consentono di individuare la tariffa giusta per
le proprie esigenze, e dalla liberalizzazione
del mercato che permette al consumatore di
decidere da quale operatore e a quali
condizioni acquistare luce e gas. Un'
opportunità importante quest' ultima, che
consente un risparmio di oltre 110 euro all'
anno per la luce e di oltre 200 euro per il gas,
secondo il comparatore Sos Tariffe. In cui è
bene però non abbassare la guardia e seguire
piccoli accorgimenti per districarsi al meglio
tra le tante offerte ed evitare di incorrere in
contratti truffa.
Italiani propensi a cambiare operatore.
Secondo il comparatore Facile.it, nel 2013 la
spesa relativa al gas è stata quella che ha
avuto un maggior impatto sul budget familiare:
990 euro la media nazionale, a cui gli italiani
hanno cercato di far fronte cambiando operatore nel 4,5% dei casi. Le regioni che hanno dovuto pagare
di più sono quelle del Nord: in Valle d' Aosta sono stati spesi quasi 1.500 euro, mentre in Piemonte circa
1.250 e in Emilia Romagna 1.160 euro.
Fanalino di coda nella classifica delle spese per il gas le regioni del Sud Italia: in Sicilia e in Campania
si spendono mediamente 780 euro all' anno. Mentre tra le regioni che mostrano una maggior
propensione a scegliere un operatore diverso ci sono la Toscana, l' Umbria, l' Abruzzo e il Molise, tutte
attorno al 6%. Passando alla luce, invece, secondo il portale lo scorso anno le spese per l' energia
elettrica sono costate in media 500 euro a famiglia. La Sardegna è la regione che spende di più con 630
euro annui, seguita dalle Marche (540 euro annui) e dal Lazio (530 euro). Spendono meno, invece, la
Valle d' Aosta e il Trentino Alto Adige. Pur pesando inoltre questa voce in misura minore rispetto al gas,
le famiglie mostrano una maggiore volontà di risparmio: 6% è infatti la percentuale di quelle che hanno
scelto di cambiare operatore nel corso dell' anno.
Occhio ai contratti­truffa. Una delle vie possibili per risparmiare su luce e gas è dunque il cambio dell'
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operatore. Basti pensare che, secondo uno studio di SosTariffe, attivando le offerte del libero mercato è
possibile risparmiare oltre 110 euro all' anno sulla luce e oltre 200 euro per il gas.
Chi sceglie di affidarsi a questa strada deve però fare attenzione ad alcuni rischi, come quello di
incappare in contratti non richiesti, cioè sottoscritti senza il consenso consapevole dell' utente.
In aiuto degli utenti, l' Aeeg ha istituito lo Sportello per il consumatore di energia, gestito dall' Acquirente
Unico, che ha lo scopo di fornire informazioni, assistenza e tutela, rispondendo a reclami, istanze e
segnalazioni.
L' ente ha inoltre predisposto una black list dei venditori con maggior numero di contratti non richiesti e
il rafforzamento del Codice di condotta commerciale entrato in vigore nel 2011. Tutelarsi è comunque
possibile seguendo alcuni piccoli accorgimenti.
Per esempio, nel momento in cui si viene a contatto con un agente che intende proporre nuovi contratti
di luce e gas, è bene farsi chiarire quali sono i termini per il diritto di ripensamento e leggere in maniera
scrupolosa il nuovo contratto prima di firmarlo, facendo attenzione a tutte le clausole. Se poi quest'
ultimo viene attivato senza il consenso del consumatore è possibile inoltrare un reclamo alla società che
ha inviato la nuova bolletta. Trascorsi 40 giorni senza un riscontro, è possibile contattare lo Sportello per
il consumatore dell' Autorità per l' energia per ottenere l' annullamento del contratto.
Risparmiare con i comparatori online. Per contenere le spese della bolletta di luce e gas è poi possibile
fare ricorso al web e in particolare ai comparatori che permettono di mettere a confronto le tariffe dei
vari operatori, scegliendo più agevolmente quella più adatta alle proprie esigenze e al proprio profilo.
Tra questi, il portale MyBest.
it che permette di mettere a confronto servizi e prezzi delle principali utilities, ottenendo una stima di
quale sarà la spesa mensile e annuale per l' energia elettrica e il gas. Tra gli altri comparatori c' è Sos
Tariffe, che permette di confrontare centinaia di tariffe di servizi utilizzati tutti i giorni, tra cui energia
elettrica e gas.
Per iniziare la comparazione, basta selezionare dal menu il servizio di interesse e cliccare sulle
caratteristiche desiderate o indicare il proprio profilo di consumo. I prezzi indicati per ogni tariffa
tengono in considerazione anche eventuali costi di attivazione o di installazione obbligatori e le
promozioni in corso. Anche Supermoney consente di trovare la migliore tariffa di luce e gas di 21
operatori, visualizzando le combinazioni più vantaggiose, il costo annuo totale da pagare nelle bollette e
il possibile risparmio rispetto alla Tariffa di Maggior Tutela.
Stesso discorso per Facile.it e Segugio.it che consentono di confrontare le tariffe per luce e gas dei
principali operatori, individuando le offerte più indicate per il proprio profilo di consumatore.
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PAGINA A CURA DI SIBILLA DI PALMA
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Cresce il ricorso delle imprese (anche quelle più piccole) alla figura del credit manager.
Conti aziendali sotto controllo
Gestione del credito dall' analisi del rischio al recupero.
È una tra le posizioni più ricercate sul mercato:
si tratta del responsabile della gestione del
credito aziendale, un ruolo che prevede l'
implementazione di tutte le azioni necessarie
al contenimento e alla riduzione dell'
esposizione creditizia dell' azienda: dall'
analisi dell' ammontare dello scaduto ai piani
di rientro, dalla raccolta di informazioni sulla
solvibilità dei clienti ai controlli sulle ricevute
bancarie e sulle fatture. La sua attività
comporta quindi valutazioni e decisioni di
natura non solo finanziaria e amministrativa,
ma anche commerciale, giuridica e fiscale. Si
occupa dunque della prevenzione del rischio
del credito di un' azienda. L' importanza di
questo profilo si manifesta in qualsiasi società,
indipendentemente dalle sue dimensioni e dal
settore in cui opera. È certamente una delle
figure manageriali che ha visto cambiare
drasticamente i suoi contenuti e le sue finalità
nel corso degli ultimi anni. Nel passato, il
responsabile della gestione del credito,
prevalentemente legato alla funzione
amministrativa, era per certi versi parcellizzato
e abbastanza marginale: si tendeva infatti a
relegare la figura alla gestione a posteriori di
clienti problematici, con un approccio di tipo
reattivo e fortemente concentrato sul singolo
cliente.
«In ottica più ampia, questo tipo di approccio portava spesso a difficoltà nella previsione del dso (days
sales outstanding), il tempo medio di incasso, e di conseguenza del circolante e delle esigenze di
tesoreria», osserva Maurizio Quarta, amministratore delegato di Temporary Management & Capital
Advisors, società di temporary management. «I temi legati alla globalizzazione, ai criteri di Basilea II, a
una più ampia cultura di gestione del rischio, nonché alla crisi in cui si sono trovate molte società, hanno
richiesto a questo ruolo di operare sempre più in una logica di portafoglio. A partire da una visione
finanziaria complessiva dell' intero portafoglio clienti, e lavorando a stretto contatto con la funzione
commerciale, all' interno della quale deve far valere la sua autorevolezza per quanto concerne l'
applicazione concreta delle politiche di credito aziendali, deve ottimizzare il ciclo degli incassi e
minimizzare il rischio derivante da mancati pagamenti.
Questo significa diventare sempre più manager di processo, capace di inserirsi proattivamente nel ciclo
critico dell' Order to Cash, attraverso una certa capacità di ridisegno dei processi interni, frutto di una
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maggiore sensibilità analitica e di una più efficace gestione dell' informazione interna. Quindi, il risultato
è un processo di verifica del credito strutturato e pienamente integrato nel sistema Erp aziendale. In
termini più specifici, sarà importante segmentare il portafoglio clienti per valutare la distribuzione del
rischio, anticipare l' identificazione dei clienti a rischio e pianificare le azioni di rientro. Cruciale in tutto
ciò è il lavoro a stretto contatto con la funzione commerciale nell' intero processo di vendita: dalla fase
iniziale, per quanto concerne la valutazione di un potenziale cliente e le relative decisione in tema di
affidamento, fino al post vendita. Il processo di cambiamento del ruolo è tuttora in atto: avviato dalle
aziende più grandi, si sta ora muovendo verso realtà di taglia media e medio­piccola. In queste ultime
comincia a prendere piede la figura del temporary credit manager che ha l' obiettivo di introdurre in
azienda le nuove competenze di gestione del credito», aggiunge Maurizio Quarta.
Generalmente questo professionista ha una cultura giuridico­economica, con una solida preparazione in
analisi finanziaria e amministrativa e in tecnica commerciale. È un requisito necessario anche la
consolidata esperienza di utilizzo dei sistemi gestionali Erp e Sap. Sul fronte delle soft skills, per un
questa figura è fondamentale saper operare in autonomia e possedere ottime doti relazionali e
organizzative per far fronte a situazioni complesse e delicate.
«I dati in nostro possesso mostrano una netta maggioranza di ricerca di questa figura professionale in
province specifiche del nord e del centro Italia: Milano, Roma, Bologna e Torino, infatti, coprono da sole
il 43% delle ricerche totali a livello nazionale», spiega Anna Maria Mazzini, marketing manager di
InfoJobs.it, società di recruitment on­line.
«Dal punto di vista dell' esperienza, è interessante notare come in tutte le offerte per questa posizione è
richiesta un' esperienza arretrata nel campo di almeno cinque anni. Per quanto riguarda l' istruzione,
invece, il 20% delle possibilità implicano il possesso di una laurea, principalmente in discipline
economiche e giuridiche; un altro 40% presuppone invece il conseguimento del diploma di maturità,
preferibilmente in ragioneria. Analizzando questi elementi, si evince la forte specializzazione che questa
figura professionale richiede», conclude Anna Maria Mazzini.
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ROBERT HASSAN
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Cooperativa sarda Sostegno ai confidi Titolare di
minore reddito Diritto di superficie Il pagamento
rateale e definizione Agente della riscossione
Sospensione della riscossione Avviso di addebito
dall' Inps Cartella di pagamento per debiti Ente ...
Siamo un gruppo si lavoratori sardi espulsi dalla produzione
del settore e, rivolgendoci al sindacato, ci è stato suggerito di
costituire una cooperativa. Ci hanno fatto l' esempio dei
lavoratori in Argentina che, di fronte a una crisi profonda del
settore produttivo sotto la presidenza Menem, si erano costituiti
in cooperativa riuscendo a racimolare quantomeno stipendi
sufficienti a superare il periodo negativo. Potreste confermarci
quanto ci è stato suggerito e se ci sono opportunità qui,
piuttosto che emigrare nel continente e quindi lontano dalle
nostre famiglie? E.P. È notizia fondata quella che annuncia il
sostegno ai confidi tramite le Camere di commercio? In quanto
impresa affiliata a un consorzio di tale tipo mi piacerebbe
conoscere maggiori dettagli sull' argomento. U.G. Mio marito è
molto benestante, mentre io ho solo la casa dove viviamo, non
ho fonti di reddito. In vista di una separazione i nostri figli,
ormai maggiorenni, andrebbero a vivere con il padre che si
comprerebbe un appartamento in una città. Mio marito mi
darebbe un assegno di mantenimento e mi chiede di
contribuire al mantenimento dei ragazzi, ma io non so come
fare. M.D.F.
Poiché la legge di Stabilità ha riaperto i termini per rivalutare i
terreni delle persone fisiche, vorrei sapere se è possibile
rivalutare anche il diritto di superficie, che intendo costituire a
favore di un fondo di investimento immobiliare italiano per 20
anni e sul quale saranno installati impianti fotovoltaici per la
produzione di energia elettrica. I.O. Mi è stata notificata una
cartella di pagamento il 20/10/2013 per un importo consistente.
Ancora oggi non ho la disponibilità della somma per cui ho
chiesto di poter saldare il debito in forma rateale. Posso
beneficiare della definizione agevolata posto che la richiesta è
stata presentata il 10/1/2014?
T.A.
Avendo ricevuto una cartella di pagamento con ruolo affidato
all' agente della riscossione in data 22/10/2013 e volendo
beneficiare dell' agevolazione che permette di definire il debito
entro il 28/2/2014, chiedo cortesemente di conoscere quale sia
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la procedura prevista per determinare la somma dovuta e gli
obblighi di Equitalia.
G.O.
In data 11/1/220214 mi è stata notificata una cartella di pagamento per un ruolo emesso a settembre
dell' importo complessivo di 60 mila euro. Le mie attuali possibilità non mi consentono di eseguire il
pagamento entro il 28/2/22014 beneficiando del solo abbuono relativo agli interessi. Che cosa posso
fare?
L.V.
Mi è stato notificato un avviso di addebito emesso dall' Inps. Posso beneficiare della c.d.
«rottamazione» che scade il 28/2/2014?
A.Z.
Sono in possesso di una cartella di pagamento, ricevuta a dicembre 2012 e non ancora saldata, per
somme dovute a titolo di Irpef, Iva, Irap, contributi Inps interessi e sanzioni, correlate a un accertamento
fatto dall' Agenzia delle entrate. Posso beneficiare della definizione agevolata che scade il 28/2/2014?
Qualcuno dice di sì e secondo altri non è possibile.
C.L.
Vorrei sapere che cosa si intende per «uffici statali» in quanto il concetto non mi è chiaro.
D.T.
Ho chiesto allo sportello di Equitalia l' estratto di ruolo per verificare l' opportunità di sanare i miei debiti.
Tuttavia, ho delle perplessità operative per identificare le somme che devo pagare. Vorrei un
chiarimento.
G.R.
Siccome sono debitore per una somma consistente che ecced
e le mie attuali disponibilità finanziarie, posso effettuare il pagamento in forma rateale? R.V. Vorrei
avere un chiarimento sul conteggio da eseguire per determinare l' ammontare del
le so
mme dovute per definire la pretesa che risulta dalle cartelle di pagamento in mio possesso. M.S. Vorrei
sapere se le multe per infrazioni al codice della strada possono essere ogget
to de
lla definizione agevolata in scadenza il 28/2/2014. In merito ho avuto notizie discordanti. E.L. Ho
ricevuto, in data 3/10/2013, un avviso di liquidazione per tributi comunali, che n
on ho
pagato, emesso da un concessionario locale. Posso beneficiare della definizione agevolata? V.D. Ho
ricevuto un avviso bonario del mese di febbraio 20
13 che non ho pagato. Posso beneficiare della definizione agevolata che scade il 28/2/2014?
Z.H. L' esonero dalla presentazione della comunicazione dei dati dei beni concessi in godimento a soci
o familiari dell' imprenditore e dei finanziamenti e capitalizzazioni effettuati dai soci o familiari dell'
imprenditore nei confronti dell' impresa vale solo se l' impresa non ha un conto corrente dedicato all'
attività o anche per chi opera in regime di contabilità semplificata e se vi
rientrano anche le imprese che adottano i regimi di cui al dl n. 98/11 e alla legge n. 388/2000? F.T. L'
inquilino che sostiene la spesa per i lavori di ristrutturazione
ha d
iritto alla detrazione Irpef o questa spetta solo ai proprietari? Eventualmente se prima dei 10 anni
cambia casa perde il diritto alla
quot
e residue di detrazione? T.R. Per poter godere del bonus arredi le spese d' acquisto dei mobili deve
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essere successiva a quella di fine lavori di ristrutturazione? F.R. Una ditta (che non commercia
automobili) può vendere una propria auto
vettura a un privat
o (co
n le caratteristiche di disabile) applicando l' Iva al 4%? E se si tenendo in considerazione la percentuale
di Iva detratta in fase di acquisto dell' autoveicolo ? D.O. Studio medico: alle volte capita, dopo aver
effettuato la prestazione, che il cliente (paziente), si rifiuta di dare le proprie generalità (o le fornisce in
modo erroneo, volutamen
te) al fine di adempiere, da pa
rte d
el medico, agli obblighi fiscali (emissione fattura). È possibile, in tali ipotesi, emettere un documento
simile a un' autofattura? Oppure qualche altra soluzione. V.R. Vostro abbonato da diversi anni, con la
presente richiedo parere dei vostri esperti in merito all' obbligatorietà dell' emissione dello scontrino
fiscale per le vendite al minuto di agricoltori in regime ex art 34 dpr 633/72. In alcuni articoli ho letto che
è prescritto per le vend
ite a
i consumatori privati, in altri che sono sempre esclusi, in altri ancora che è da emettere solo per le
vendite relative ai beni acquistati da terzi e non prodotti. N.N. Un' agenzia viaggi ricev
e una fattura dalla Podium di San Marino per servizi 74 ter.
La registra quindi sui registro acqui
sti come costo 74 ter. A quali altri adem
pimen
ti è tenuta? Ai fini della Comunicazione polivalente, la fattura v
a dichiarata? D.O. A quali adempimenti contabili occo
rre a
dempiere per l' acquisto di beni da un soggetto non comunitario. Precisamente, occorre il reverse
charge? V.R. Il valore delle lavorazioni di merci in ambito Ue devono sempre essere
inse
rite negli Intrastat o solo se fatturate a parte? S.M. Vorrei sapere se in caso di stipula di un contratto di
locazione di un immobile abitativo occorre allegare l' Ap
e. Ho
letto che a fine anno gli adempimenti sono stati semplificati. K.N. Sono un lavoratore a domicilio con un
figlio malato gr
ave. La legge prevede per il lavoratore dei permessi retribuiti. Nel mio caso di quali benefici posso
usufruire? T.B. Sono figlio unico con un padre invalido al 100%. Vorrei sapere se esiste una norma che
preveda un obbligo per il datore di lavoro di concedere la trasformazione del contratto da full­time a part
­time
. M.B. Nel 2008 è venuto meno mio padre che gestiva un' attività commerciale che aveva chiuso nel
2006. Nel dicembre 2013 abbiamo ricevuto una lettera da parte dell' Inps che ci richiede la restituzione
di circa 3 mila euro quali somme indebitamente riscosse. È legittimo dopo tanti anni una richiesta del
genere? L.T. Una società di cap
itali
è risultata soccombente in un processo civile per una causa riguardante la propria attività commerciale
per presunte inadempienze contrattuali nei confronti di un possibile fornitore. Le somme dovute (penali,
spese legali, spese processuali) sono inerenti e,
dunq
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ue, pienamente deducibili dal reddito d' impresa? D.F. Le minusvalenze per l' eliminazione di cespiti
obsoleti rilevate contabilmente con semplice giro conto nel libro cespiti, sono deducibili fiscalmente dal
reddito d' impresa oppure devono considerarsi indeducibili in
quan
to assimilate a quelle da autoconsumo? V.C. Una società di consulenza nel settore finanziario intende
assumere un laureato magistrale e successivamente iscriverlo a un master negli Usa. I costi di
iscrizione al master e i relativi oneri accessori (vitto, alloggio, viaggio) sono deducibili dal reddito d'
impresa? A.F. Vorrei sapere come devono essere trattate le differenze di cassa riscontrate in contabilità
ai fini Ires e Irap. P.C.
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Francesco rotondi, Lablaw.
Puntare su un vero modello formativo e abbattere i
centri per l' impiego
C' è l' esigenza di «attivare un modello formativo degno di
questo nome» e non «mero acculturamento» e, seguendo tale
criterio, la proposta di un assegno universale vincolato all'
aggiornamento di chi lo percepisce è «interessante». È il
commento di Francesco Rotondi, founding partner di LabLaw
studio legale, che esaminando le indiscrezioni sul «Jobs Act»,
invita a considerare anche quella che dovrebbe essere la vera
natura delle misure per il sostegno al reddito: strumenti,
puntualizza, «per la gestione di un momento particolare e
delicato. Di transizione», mentre spesso vengono usati nell'
organizzazione d' impresa. Domanda. Complessivamente, la
convince o no l' idea di concedere l' assegno universale a chi
perde l' impiego? Risposta. L' idea in sé è nobile, ma la
fattibilità dipende da fattori completamente diversi: sostenibilità
finanziaria, occupabilità e offerta di lavoro. La questione è
come vengono effettivamente implementate queste formule,
perché parliamo di formazione, ma dobbiamo capire cosa si
intende, così come indichiamo l' obbligo, e dobbiamo capire le
modalità per venirne fuori. Mi spiego: la formazione deve
condurre all' occupazione, non al mero acculturamento. E,
sinceramente, non capisco perché una persona disoccupata
debba rifiutare anche solo una volta la possibilità di entrare, o
rientrare nel mercato: l' occupazione, a mio parere, è l'
occupazione. Perché dare dei «bonus» per accettare un'
occasione? D. Sulla revisione dei Centri per l' impiego qual è la
sua visione? R. Credo che il concetto stesso di riforma di tali
strutture sia errato, giacché dovremmo cancellare tutto. E
ricostruirle. La loro sorte non può non seguire quella dell'
organizzazione statale, se essa tende a un modello centrale, e
non più provinciale (le competenze sono finora in mano alle
province, ndr) credo che anche i Cpi dovranno avere una
qualche sistemazione diversa. Occorre passare attraverso la
realizzazione di piattaforme informatiche che attualmente non
sono all' altezza dei bisogni che dovrebbero andare a
soddisfare, e ritengo sia anacronistico pensare che questo
servizio debba essere erogato esclusivamente dallo stato. D.
Auspica, pertanto, una partnership pubblico­privata al
riguardo? R. Già nel piano europeo Garanzia Giovani si parlare
di una simile cooperazione, credo sia necessario e doveroso
anche perché nel nostro paese, purtroppo, lo stato non rappresenta l' eccellenza. I Cpi non funzionano
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più da decenni o, forse, non hanno mai funzionato. Addirittura dalle recenti analisi di mercato emerge
che in Italia l' approccio al lavoro avviene ancora, in prevalenza, tramite reti amicali. Questo ci dovrebbe
far riflettere. D. Matteo Renzi promette di «mettere a dieta» i contratti di lavoro. R. Una promessa che
sentiamo in ogni legislatura: è evidente che non ci sarebbero che effetti positivi nella riconduzione a
poche tipologie. E il contratto unico d' inserimento, basato sull' idea che un lavoratore entra nel mondo
del lavoro, e man mano guadagna le prerogative e le tutele dell' attuale formula del tempo determinato
è un' idea non nuova. Ma di certo pregevole.
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Coordinamento permanente nato da un protocollo appena siglato.
Informatizzati insieme
Le magistrature vogliono sistemi condivisi.
Osservatorio in materia di informatica
giuridica, condivisione delle infrastrutture
tecnologiche e di rete, procedure di disaster
recover, scambio di dati e documenti digitali
sui procedimenti di rispettiva competenza e
interoperabilità dei sistemi di pct previa
adozione di modelli e procedure standard.
Sono le voci portanti del nuovo coordinamento
permanente tra le magistrature in materia di
informatizzazione della giustizia ordinaria,
amministrativa, contabile e tributaria nato da
un protocollo di intesa siglato appena il 23
gennaio scorso.
È ancora tutto da iniziare, quindi, ma l' idea
che ha dato corpo all' intesa c' è ed è nata in
un anno e mezzo nel corso di riunioni informali
intermagistrature tra ministero dell' economia,
ministero della giustizia, Corte dei conti,
giustizia amministrativa, avvocatura dello
stato. La partnership consentirà alle
amministrazioni giudiziarie coinvolte di
condividere soluzioni omogenee alle
numerose questioni, non solo tecnologiche,
ma anche di tipo interpretativo che l'
informatizzazione del servizio giustizia pone.
Un' iniziativa che in tempi di spending review,
è sempre più sentita dagli operatori del diritto
alle prese con una giustizia sempre in
emergenza economica e organizzativa, intenzionata a offrire anche un supporto giuridico­informatico a
parlamento e governo per le rispettive iniziative legislative e regolamentari. A livello europeo, l' esempio
si chiama e­Justice, programma di collaborazione tra gli stati membri istituito dal Consiglio europeo per
lo sviluppo di progetti e iniziative comuni nella giustizia telematica. Il senso è infatti quello di
«razionalizzare, semplificare e rendere più efficienti i rapporti tra le magistrature ordinaria, contabile e
amministrativa del nostro stato», spiega a ItaliaOggi Massimiliano Minerva, il magistrato referente per i
sistemi informativi della Corte dei conti. «Si tratta di raccogliere delle sinergie in materia di giustizia e
servizi elettronici ai cittadini suddivisi tra le varie giurisdizioni», spiega il magistrato, «il primo esempio è
per i data center. In Italia ce ne sono migliaia, noi, per quanto ci riguarda, lavoriamo per la loro
integrazione. Abbiamo già integrato il nostro con quello del Cnel. Il passo successivo potrebbe essere l'
accorpamento anche con quelli dell' avvocatura e del consiglio di stato. Un altro aspetto importante»,
prosegue, «è quello del disaster recovery: la duplicazione strutturale del ced con un primario e un
secondario in grado di supplire al primo in caso di necessità. Sul pct lo sforzo è invece quello di
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stabilire formati e procedure standard. I finanziamenti delle varie linee di azione, undici in tutto, finirà nei
rispettivi capitoli di spesa delle amministrazioni coinvolte o in alternativa si cercheranno fonti europee di
finanziamento». Tra le fonti normative a cui si richiama il documento la più datata è la legge 241 del
1990 che dà la possibilità alle p.a. di concludere accordi per disciplinare lo svolgimento in
collaborazione di attività di interesse comune mentre la più recente è il decreto legislativo del 14 marzo
2013 sul riordino della disciplina sugli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni che
le p.a. hanno. E poi un nugolo di decreti ministeriali, regi decreti e leggi afferenti i singoli comparti che
girano tutti intorno a un unico concetto: l' adeguamento del processo alle tecnologie di informazione e
comunicazione. L' obiettivo ultimo è il miglioramento della funzionalità complessiva degli uffici giudiziari
per ridurne i costi e aumentare l' efficacia della loro azione attraverso la digitalizzazione e l'
interconnessione tra i vari plessi giurisdizionali.
©Riproduzione riservata.
MARZIA PAOLUCCI
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Bartolotti esalta il lavoro e attacca i politici di
professione
Il numero uno della Micoperi di Ravenna
ospite a un incontro pubblico a Ca' di Lugo con
il candidato sindaco Silvano Verlicchi Era
rivolto in particolare ai cittadini di Ascensione e
Ca' di Lugo l'incontro di giovedì 13 febbraio
con il candidato sindaco della Lista Civica Per
La Buona Politica presso le ex scuole
elementari di Ca' di Lugo. Questo lungo
l'itinerario che porterà Silvano Verlicchi in tutte
le frazioni di Lugo, oltre che nel capoluogo, per
parlare con il maggior numero possibile di
persone, alle cui domande è sempre dedicato
grande spazio durante le serate. Quelli nei
centri minori sono incontri importanti per
Verlicchi, perché nelle frazioni lughesi vivono
12.000 persone "con le quali è fondamentale
dialogare". Ma giovedì sera c'era un motivo di
interesse ulteriore per i partecipanti, la
presenza dell'imprenditore Silvio Bartolotti,
ormai celebre in tutto il mondo dopo che la sua
azienda, la Micoperi Srl, è riuscita a risollevare
la nave Costa Concordia dalle acque antistanti
l'isola del Giglio. Originario di Ca' di Lugo
anche se risiede da molto tempo a Ravenna,
Bartolotti si è schermito dicendosi quasi
stupito per il grande, positivo clamore
s u s c i t a t o d a l l a v i c e n d a . " I n f o n d o ha
minimizzato abbiamo soltanto creato una
buona squadra che ha fatto un buon lavoro. Così si procede nelle aziende che funzionano...". Quel che
però non pare proprio funzionare è per Bartolotti la politica. "Siamo ormai una mela marcia cui sarà
impossibile al momento ridare freschezza. Quello che possiamo fare è unire le forze pulite e con
impegno lavorare per rimediare ai guasti prodotti in tanti anni di cattiva politica per poi ripartire su basi
diverse". Il discorso vale per l'Italia ma anche per la nostra zona. "I politici di professione hanno rovinato
anche la mia città. Sono individui schiavi di un ristretto gruppo di persone che non hanno niente da dare
agli altri. E lo dico io che sono sempre stato di sinistra (a questo proposito Bartolotti ha raccontato di un
suo recente, positivo incontro con Matteo Renzi, ndr). Ma qui di sinistra non c'è ormai più nulla, ci sono
soltanto cose sinistre". La sua città, Lugo, stava però per tributare un doveroso omaggio a Bartolotti,
visto ciò che è riuscito a costruire in tanti anni da imprenditore. "Sì, e avevo anche anticipato che
nell'occasione dell'incontro pubblico, del quale avrei dovuto essere protagonista, mi sarebbe piaciuto
poter dire ai lughesi che progetti avevo per la città e cosa avrei voluto fare per loro. Ma il sindaco mi
disse che prima di parlarne pubblicamente di quelle cose avrei dovute parlare con lui, quindi
ovviamente non se n'è fatto più nulla". Bartolotti, il cui impegno personale è diretto anche nei confronti
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della scuola, ha lamentato poi come "anche l'insegnamento in Italia sia stato rovinato e reso schiavo
dalla politica". E ha naturalmente parlato di lavoro: "E' molto importante sacrificarsi, conoscere l'unità di
misura della fatica perché soltanto in questo modo si sa cosa si può chiedere agli altri oltre che a se
stessi". Silvano Verlicchi ha anticipato che Silvio Bartolotti sarà protagonista di un incontro incentrato
proprio su imprenditoria e lavoro fissato per ora al prossimo 6 marzo presso la Sala del Carmine di
Lugo. Il candidato sindaco Per la Buona Politica ha poi ribadito i punti cardine di quello che diventerà il
suo progetto di mandato ("vale a dire un progetto esecutivo, sulle cose importanti da fare, non un
programma fatto di parole vuote") e che verrà presentato in un secondo giro nel capoluogo e in tutte le
frazioni nei prossimi mesi. Progetto che metterà al centro il capitale umano, la valorizzazione delle
persone e il rilancio del territorio. Verlicchi ha infine anticipato che se eletto governerà per un solo
mandato, "perché il ricambio è un aspetto fondamentale per una buona politica".
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Cultura e Spettacoli­ "Questo è il mio ricordo di
Marco Pantani"
campione ma soprattutto un grande uomo.
Era, come il sottoscritto, testardo. Non
cambiava mai la propria idea e aveva un
pregio oramai raro: diceva sempre quello che
pensava. Ho trascorso tre mesi con lui per
poter scrive una piccola testimonianza della
sua vita. Quando lo conobbi non aveva ancora
vinto né Giro né Tour, e fisicamente non era
ancora pronto per le grandi imprese, reduce
da quella rovinosa caduta nella Milano Torino.
Con metodo, lavoro e carattere è poi divenuto
quello che pensavo, il numero uno in salita,
alla faccia di chi aveva dubbi. Scrissi il piccolo
volume "Un uomo venuto dal mare...che ama
molto le montagne" stampato in 2.000 copie.
Come Marco mi aveva chiesto il libro non è
mai stato ristampato, e non lo sarà mai più.
L'editore era il compianto Walter Berti. Il libro è
stato scritto nel 1996.
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Cultura e Spettacoli­ Caffè letterario, serata dedicata
a Oriana Fallaci
Appuntamento lunedì 17 febbraio alle 21 nella
sala conferenze dell'hotel Ala d'Oro Cristina
De Stefano Lunedì 17 febbraio alle 21, nella
sala conferenze dell'hotel Ala d'Oro, ci sarà il
quarto appuntamento del mese del Caffè
Letterario di Lugo. La serata sarà dedicata a
Oriana Fallaci, con la scrittrice Cristina De
Stefano, che presenterà il volume Oriana, una
donna, prima e unica biografia autorizzata
della grande giornalista fiorentina edita l'anno
scorso da Rizzoli. L'incontro sarà introdotto dal
curatore di Caffè Letterario Marco Sangiorgi e
si concluderà come sempre con il consueto
brindisi con vino e piadina offerto a tutti i
presenti. Idolo per molti, incubo per altri,
Oriana Fallaci a distanza di nove anni dalla
sua morte continua a far parlare di sé, ma
questa volta senza lasciare alcuna scia di
polemica, troppo spesso inutile. Il libro di
Cristina De Stefano fa emergere la personalità
di Oriana Fallaci, molto diversa da quella che
lei palesava. Mentre la stampa mondiale
osannava le sue impareggiabili doti di inviata e
apprezzava la giornalista italiana
profondamente legata agli Stati Uniti, Oriana
viveva intime e difficili storie d'amore,
dimostrandosi agli uomini che tanto ha amato
come una donna allegra, romantica, generosa.
Poi avvenne l'attentato alle Torri Gemelle, l'avversità nei confronti dell'Islam, gli attacchi e le critiche, i
battibecchi con l'indimenticabile Tiziano Terzani, infine la più drammatica esperienza con il male, ossia
l'arrivo dell'alieno, come lo chiamava lei, il maledetto cancro, che ne causò la morte. Cristina De Stefano
è giornalista e scrittrice. Vive e lavora a Parigi come scout letteraria per case editrici di vari Paesi del
mondo. I suoi libri, Belinda e il mostro, Vita segreta di Cristina Campo (Adelphi 2002) e Americane
avventurose (Adelphi 2007), sono stati tradotti in francese, tedesco, spagnolo e polacco. Per ulteriori
informazioni chiamare lo 0545.22388, email [email protected], opp
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17 febbraio 2014
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Fusignano, ultimo atto dell'Anno corelliano
Lunedì 17 febbraio alle 21 appuntamento al
teatro Moderno per Arcangelo chi? . Alfonso
Cuccurullo Lunedì 17 febbraio alle 21 al teatro
Moderno di Fusignano si terrà Arcangelo chi?,
l'evento conclusivo dell'Anno corelliano. La
serata prevede un concerto di musica antica e
classica, oltre alla presentazione delle attività
didattiche svolte dagli alunni delle classi terze
della scuola media dell'istituto comprensivo
Luigi Battaglia. Il programma generale è una
sorta di viaggio nel tempo di Corelli attraverso
musica, immagini e parole: il concerto prevede
un omaggio alle musiche di Corelli e in
particolare una rivisitazione della celebre
Follia, a cui parteciperanno oltre 60 musicisti
tra ragazzi e professionisti. Si potranno
ascoltare brani di altri grandi maestri del
periodo Barocco, come ad esempio Johann
Sebastian Bach, che tanto studiò il genio di
Corelli per apprenderne lo stile del concerto
grosso e Georg Friedrich Haendel, che
conobbe lo stesso Corelli durante il soggiorno
a Roma. Durante la serata, e per rimanere nel
clima giocoso dell'evento, sarà eseguita la
celebre Sinfonia dei Giocattoli di Leopold
Mozart, padre e didatta del genio di
Salisburgo. Saranno inoltre proiettate le
animazioni a fumetti della vita di Corelli,
realizzate da Daniele Panebarco, in cui si rivivranno diversi momenti della vita del musicista: la sua
nascita, i suoi studi a Bologna, la sua attività a Roma in compagnia del Bernini di Cristina di Svezia e
dei Cardinali Ottobini e Pamphilj, fino alla sua partecipazione all'Accademia dell'Arcadia e alla sua
sepoltura presso il Pantheon. Il coordinamento musicale è affidato alla scuola di musica Arcangelo
Corelli di Fusignano, diretta dal maestro di flauto Matteo Salerno, in collaborazione con i musicisti della
scuola di musica Malerbi di Lugo e gli allievi della media (indirizzo musicale) Guido Novello di
Ravenna. Ospite speciale sarà Alfonso Cuccurullo, attore professionista, cantastorie, docente di
Tecniche teatrali e formatore nazionale di Nati per Leggere; a Fusignano racconterà in modo teatrale la
vita di Corelli. L'iniziativa Arcangelo chi?, a ingresso libero, è organizzata dal Comune di Fusignano in
collaborazione con la scuola di musica Arcangelo Corelli, l'istituto comprensivo Luigi Battaglia, la
biblioteca Carlo Piancastelli, Pro Loco, Auser e la parrocchia di San Giovanni Battista, con il
fondamentale sostegno di IPM Lugo, della Regione Emilia Romagna e della Fondazione Cassa di
Risparmio di Ravenna. Per ulteriori informazioni, contattare l'URP del Comune di Fusignano al numero
0545 955653, oppure consultare il sito www.comune.fusignano.ra.it.
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17 febbraio 2014
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Sport­ Lugo città di tappa del Giro d'Italia 2014
Nel centenario dalla nascita, l'importante gara
ciclistica passa per la Bassa Romagna,
domenica 18 maggio. Quest'anno sarà
interamente dedicato alla rievocazione
dell'arrivo della tappa L'Aquila­Lugo il 5 giugno
1914 e la partenza il 7 giugno per l'ultima
tappa Lugo­Milano Da sinistra, Cortesi,
Magnani e Toschi Dopo gli incontri con Rcs, la
costituzione del Comitato d'onore e del
Comitato di tappa, ieri è stata presentata
ufficialmente la partenza a Lugo della nona
tappa del Giro d'Italia 2014 Lugo Sestola nella
ricorrenza del centenario del Giro d'Italia a
Lugo nel 1914. Questo anno solare,
interamente dedicato alla rievocazione
dell'arrivo nella nostra città della tappa
L'Aquila­Lugo il 5 giugno 1914 e la partenza il
7 giugno per l'ultima tappa Lugo­Milano, avrà il
suo centro domenica 18 maggio 2014, il giorno
della tappa. La partenza lughese avverrà in
Piazza Baracca, con alle spalle il monumento
a Francesco Baracca del quale sarà in tempo
utile ultimato il restauro, con il percorso
cittadino fino al km zero, dove comincerà la
corsa vera fino a Sestola. Ad arricchire questa
grande manifestazione sportiva, un ricco
calendario di eventi che coinvolgono l'intera
comunità lughese: associazioni economiche,
sportive, di volontariato, culturali, le scuole di ogni ordine e grado, che si svolgeranno durante l'intero
2014. Calendario inevitabilmente in progress, e che si integrerà via via di nuove iniziative. "Voglio
calorosamente ringraziare tutti gli sponsor dice il sindaco di Lugo Raffaele Cortesi che ci hanno
permesso di portare a Lugo un evento sportivo seguito dal mondo intero e che consentirà alla nostra
città di attingere a una visibilità straordinaria. Ringrazio inoltre l'intero tessuto associativo che
collaborerà all'organizzazione della partenza e al ricco calendario di iniziative collaterali che vogliamo
mettere in campo durante l'intero anno. E' grazie a tutti loro se, quella che possiamo considerare una
vera e propria festa non solo per Lugo ma per l'intero territorio della Bassa Romagna, rappresenterà un
ulteriore occasione di collaborazione e di coesione sociale e culturale. A rappresentare Sestola era
presente il vicesindaco e assessore al turismo Fabio Magnani, che ha portato i saluti del sindaco Marco
Bonucci, della giunta e della città intera.
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Serata dedicata ad Oriana Fallaci al Caffè letterario
di Lugo
Lunedì 17 febbraio alle 21 appuntamento con
la scrittrice Cristina De Stefano che presenterà
il suo "Oriana, una donna" Lunedì 17 febbraio
alle 21, nella sala conferenze dell'hotel Ala
d'Oro, ci sarà il quarto appuntamento del
mese del Caffè Letterario di Lugo. La serata
sarà dedicata a Oriana Fallaci, con la scrittrice
Cristina De Stefano che presenterà il volume
"Oriana, una donna", prima e unica biografia
autorizzata della grande giornalista fiorentina
edita l'anno scorso da Rizzoli. L'incontro sarà
introdotto dal curatore di Caffè Letterario
Marco Sangiorgi e si concluderà come sempre
con il consueto brindisi con vino e piadina
offerto a tutti i presenti
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17 febbraio 2014
Lugonotizie.it
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Dalla guerra alla pace al Museo Baracca di Lugo: si
chiude con tre importanti eventi
Finissage sabato 22 febbraio con due
proiezioni cinematografiche e il suono della
cornamusa Ultima settimana per la mostra
Dalla guerra alla pace allestita al Museo
Baracca di Lugo e che si conclude il 22
febbraio con un finissage in grande stile.
L'esposizione, a cura di Bruno Zama e Angelo
Nataloni, propone una raccolta di materiali
bellici della Grande Guerra trasformati in
oggetti e attrezzi di uso civile. L'esposizione
tematica comprende pezzi ormai divenuti unici
al mondo, a quasi cento anni dall'inizio della
prima guerra mondiale e anche una raccolta di
giornali, libri e riviste europee del periodo
1912­1922 prestata dal segretario nazionale di
Unaga Roberto Zalambani Sabato 22 febbraio,
in occasione della chiusura, il Museo Baracca
resterà aperto dalle 10.00 alle 22.00 con visite
guidate gratuite. Inoltre saranno proposto due
film: alle 11.00 "I recuperanti" di Ermanno Olmi
e alle 15.00 "La grande guerra" di Mario
Monicelli. Alle 17.30 si terrà poi un concerto
dal titolo Suoni di guerra e di pace con
cornamusa. Si termina alle 21.00 con un
brindisi d'onore.
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17 febbraio 2014
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Bassa, non ci piace
Cambiamo nome alla Bassa Romagna.... e se
lo propone lui, Silvano Verlicchi candidato a
Sindaco per la Lista Civica "Per la buona
Politica" che non è un mostro di altezza, è
davvero una proposta "intrigante". Cerchiamo
di tenere il sorriso sulle labbra in questa
campagna elettorale storicamente importante,
ma che deve essere "serena!. Ne avete avute
e ne avrete altre quindi, di battutacce, di basso
livello ovviamente.... La Bassa Romagna oggi
è un'Istituzione, un Unione dei Comuni, dopo
essere stata per anni un'Associazione dei
Comuni e per tanti anni ancora, un
Comprensorio. Nel mio redazionale di
mercoledì 12 febbraio tentavo di dire perchè
sia "utile" la Fusione dei Comuni. Ma il fatto
che il numero delle Fusioni sia in crescita, la
necessità di ridurre la Spesa Pubblica, un
riordino istituzionale che toglie funzioni di
gestione dei servizi alle Province e che non
può reggere con ben 340 Comuni in Regione,
fanno pensare che al Comune della Bassa
Romagna, presto o tardi, si arriverà. Le
procedure di legge nazionale e regionale,
vigenti da tempo, che normano la costituzione
delle Fusioni prevedono che nel referendum i
cittadini siano chiamati anche a decidere il
nome del nuovo Comune. Il vostro giornale
tempo fa, l'ha già fatto un referendum, quello per stabilire come si chiamano i cittadini del Comune della
Bassa Romagna: vinse romandioli. Diteci la vostra su come chiamare il nostro territorio, un territorio
omogeneo, da tempo abituato a ragionare in modo unitario. Ormai tutta la società civile, tutte le
associazioni, sono strutturate al livello della Bassa Romagna, ormai mancano solo i comuni. Poi chissà,
se emergerà un nome che si presti, siamo ovviamente aperti anche a cambiare il nome dei suoi
residenti, romandioli... Arrigo Antonellini
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17 febbraio 2014
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I diritti dei cittadini
Ieri Domenica 16 febbraio nelle chiese Il
settimanale "la Domenica" introduceva tra
l'altro anche così la liturgia di ieri: "Gesù
compie la Legge perchè ci ricorda il giusto
criterio per interpretarla: l'amore". Nella
preghiera dei fedeli si è pregato anche così:
"Per il responsabili della vita politica ed
economica, perchè nella loro opera rispettino
sempre i diritti e la coscienza del cittadini". Un
messaggio evidentemente di grande attualità
in queste settimane che precedono le elezioni
amministrative. ana
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17 febbraio 2014
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Sicurezza e legalità al centro del dibattito promosso
dalla Lista Per la Buona Politica con i sindaci Tosi
(Lega Nord) e Pighi (PD)
Nuova iniziativa della Lista Civica per la Buona
Politica che oggi lunedì 17 febbraio alle 20,30
presso la tensostruttura di Madonne delle
Stuoie (Maracanà) organizza un pubblico
incontro sul tema Gestione della sicurezza e
difesa della legalità al quale interverranno
Flavio Tosi, Sindaco leghista di Verona e
Giorgio Pighi Sindaco PD di Modena.
Vogliamo approfondire i problemi della
sicurezza della città e delle frazioni,
confrontarci sulla vivibilità urbana e sulla
legalità, nella consapevolezza che occorre
fornire risposte concrete al degrado, all'incuria
ed alla criminalità sempre più presenti sul
territorio ­ afferma Silvano Verlicchi, candidato
Sindaco per la Lista Civica Per la Buona
Politica. Per questo abbiamo invitato due
Sindaci che si sono spesi molto nelle rispettive
città su questi temi e che sono espressione di
posizioni politiche molto diverse proprio su
queste problematiche. La nostra intenzione è
cogliere gli spunti e le soluzioni migliori,
convinti che le idee valide non sono né di
destra né di sinistra, o sono buone e sono
cattive. Sicurezza e legalità sono alla base
della convivenza civile e costituiscono un
diritto inalienabile dei cittadini, e proprio per
questo ogni comunità, e quella lughese non fa
eccezione, deve essere maggiormente protetta rispetto ai sempre più frequenti furti (ai danni di
famiglie, negozi e attività produttive e sociali di ogni genere); rispetto alle situazioni di violenza che si
consumano anche nei luoghi pubblici; rispetto ad una microcriminalità diffusa che rende il cittadino
sempre più vulnerabile. Per fronteggiare questi problemi, la Lista Civica Per la Buona Politica ritiene
indispensabile agire su più fronti, coinvolgendo i cittadini e promuovendo con essi un'azione corale di
tutta la Comunità: ­serve una maggiore presenza dei vigili urbani nei quartieri e nelle frazioni sgravando
la Polizia Municipale da una serie di adempimenti burocratici e controlli amministrativi, attraverso una
riorganizzazione complessiva dei servizi comunali che liberi risorse per coprire funzioni che non siano
strettamente legate alla sicurezza; ­occorre agevolare un coordinamento tra Carabinieri, Guardia di
Finanza, Polizia di Stato e Vigili Urbani per una presenza più costante e continuativa a presidio del
territorio; ­è necessario prevedere un piano straordinario e pluriennale di investimenti in infrastrutture di
video sorveglianza per presidiare i punti sensibili del Centro, dei Quartieri ed i punti strategici sul
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territorio, come le vie d'accesso ai centri abitati delle frazioni, le zone artigianali, industriali e
commerciali ed ogni luogo di vita e di lavoro; ­occorre adottare misure di prevenzione atte ad impedire
l'intrusione di persone di dubbia provenienza; queste misure debbono coinvolgere in primo luogo le
Istituzioni Pubbliche applicando azioni di verifica e controllo da attuarsi di concerto con le Forze
dell'ordine preposte; ­le Istituzioni pubbliche devono adottare misure per coinvolgere famiglie e scuole
al fine di sensibilizzare ed educare alla sicurezza ed alla legalità. Attorno a questi ed altri aspetti del
tema si svilupperà questa sera un dibattito introdotto dall'Avvocato Gabriele Sangiorgi, e che sarà
condotto dal giornalista Carmelo Domini, mentre le conclusioni saranno affidate a Silvano Verlicchi.
Alessandra Raccagni Ufficio Stampa Silvano Verlicchi candidato Sindaco Lugo Lista Civica "Per la
Buona Politica"
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Non è mai troppo tardi
Riceviamo da Luciano Lama e pubblichiamo
Non è mai troppo tardi, così recitava una nota
trasmissione televisiva di alfabetizzazione
degli anni sessanta, condotta dal maestro
Alberto Manzi.Ora tutti quanti sappiamo
leggere e scrivere, oltre alla stampa abbiamo
uno strumento di informazione potente come
internet, nonostante ciò, nonostante sulla
questione del progetto Officina
dell'Ambiente/HERA di trattamento ceneri, a
Conselice, i giornali abbiano più volte riportato
i comunicati dei Verdi in merito, a partire già
dal 2011, nonostante che sul nostro sito se ne
parlasse da tempo, nessuno ne sapeva nulla.
Gli strumenti ci sono e l'informazione va
cercata là dove la si può trovare, in quanto per
la nostra amministrazione il diritto
all'informazione è solo merce elettorale od
occasione, una volta all'anno, di far demagogia
con la celebrazione del monumento alla
stampa clandestina. Ma la cosa che lascia più
perplessi è che non ne sapesse nulla, o che
non ne abbia capito la gravità, chi è stato
eletto dai cittadini a rappresentarli nei Consigli
Comunali, Provinciali e Regionali! Ora è
notizia di stampa che Bordoni, consigliere
comunale a Conselice, nonché consigliere
provinciale, di Rifondazione Comunista abbia
presentato a fine gennaio, dopo che il progetto era già stato autorizzato, interrogazione in merito in
Provincia. Ma Bordoni era presente in quel consiglio comunale di inizio settembre 2013 in cui il sindaco
Filippucci annunciò pomposamente che la Conferenza Regionale dei Servizi aveva dato parere
favorevole al progetto OdA/HERA. Pure la Donini, consigliera regionale sempre di Rifondazione ha
presentato da poco analoga interrogazione in Consiglio Regionale. Meglio tardi che mai, ma ci devono
spiegare perché Valgimigli, assessore provinciale del loro stesso partito, abbia a dicembre 2013,
assieme a tutti gli altri membri della giunta provinciale, compreso Ronchini dell'IDV, espresso parere
favorevole al progetto ceneri. Tutti quanti ora pronti a salire sul carro dei pompieri e a gridare al fuoco,
ma oramai il fuoco è spento e ci sono solo ceneri da trattare. Del tutto inappropriato il volantinaggio di
Coppola, candidato sindaco a Lugo per il Movimento 5 Stelle, alcuni giorni fa, all'esterno del
Kartodromo di Conselice mentre era in corso l'assemblea pubblica sul Progetto Ceneri. Se aveva
qualcosa da dire poteva intervenire a voce all'interno dell'assemblea. Non è la prima volta che accade,
era già successo anche con l'AUSL unica della Romagna, quando scivolò nel tentativo maldestro di
salire sul carro dei pompieri e cercò di insinuare che i Verdi avevano una posizione ambigua sull'AUSL
della Romagna, scordando che i Verdi erano stati e sono ancora l'unica forza politica che ha da tempo
espresso un parere chiaro e contrario sull'AUSL della Romagna e le conseguenti riorganizzazioni degli
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ospedali. Sarà che ci stiamo avvicinando alle elezioni e bisogna fare campagna elettorale? Non
sarebbe meglio che questi soggetti lavorassero sempre per la tutela dei cittadini che rappresentano o
vogliono rappresentare e non solo prima di chiedere il voto? Luciano Lama Portavoce provinciale
Verdi/Ecologisti e Civici
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Precipitazioni intense. Strategie ed azioni concrete
nterpellanza di Gianfranco Spadoni in
Provincia L'aumento delle precipitazioni con
piogge particolarmente intense, in buona parte
frutto di un forte cambiamento climatico, sta
generando un po' ovunque fenomeni di
dissesto e piene fluviali.Anche quest'anno le
abbondanti precipitazioni hanno determinato
un aggravamento dei fenomeni di dissesto
idrogeologico in pianura e soprattutto sulle
nostre zone collinari. Inoltre non sono mancati
smottamenti di terreno e casi di frane. Anche
l'agricoltura è stata aggredita dal
cambiamento meteorologico passando da
periodi di gravissima siccità caratterizzati da
punte massime sino ad ora mai raggiunte,
mentre in questi ultimi periodi ha dovuto
combattere con situazioni completamente
opposte. Si tratta di fenomeni che
probabilmente anche in futuro dovremo
affrontare proprio per la crescente variabilità e
il conseguente aumento degli eventi o delle
annate estreme, e proprio per questo occorre
individuare strategie atte a fronteggiare tali
trasformazioni come, appunto, la
tropicalizzazione delle piogge. Alla luce di
quanto sopra, si chiede quali interventi
concreti abbia individuato la Provincia per
affrontare il cambiamento climatico e le criticità
idrogeologiche del territorio; inoltre quali azioni siano state intraprese sul piano del monitoraggio e
dell'informazione tempestiva circa i possibili eventi meteo e idrogeologici nel tentativo di prevenire e
ridurre i rischi. Gianfranco Spadoni Consigliere provinciale Udc
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M'Illumino di Verde. La sostenibilità è già tra noi
"La nostra associazione sa essere critica ma
anche dare merito delle azioni positive svolte
dalle pubbliche amministrazioni e in questo
caso possiamo dire che in questo territorio si è
lavorato concretamente e si sono ottenuti
risultati importanti", così Pierpaolo Burioli,
presidente provinciale di CNA Ravenna ha
aperto la serata intitolata "M'illumino di verde:
la sostenibilità è già tra noi" svoltasi presso
l'auditorium Arcangelo Corelli di Fusignano
giovedì sera, 13 febbraio. "Un modo
interessante ma non pesante" come ha
sottolineato il Sindaco Mirco Bagnari "per
affrontare i temi del risparmio e della
riqualificazione energetica degli edifici". La
serata, coordinata da Monia Morandi
(responsabile CNA Industria Ravenna,
consulente Ecipar e "facilitatrice" del progetto
"Fusignano Green") e da Mario Baldini,
dell'associazione Primola di Cotignola, ha
consentito al nutrito pubblico presente
(composto da tecnici, imprenditori ma anche
da cittadini curiosi ed interessati al tema) di
conoscere interventi realizzati da aziende
artigiane del territorio e rendersi conto
concretamente di impegno, costi ma anche
vantaggi tangibili derivanti dalla qualificazione
energetica di edifici. Le ditte Celati Impianti,
Energy Casa di Faenza, GEF, NOVIMA, CIICAI, OCM Clima hanno illustrato esperienze di interventi che
hanno consentito di migliorare la classe energetica di edifici industriali e di civili abitazioni con
consistenti risparmi. A volte, come nel caso di alcuni interventi attuati su impianti e sistemi di
produzione, è bastato cambiare alcuni comportamenti e alcuni piccoli accorgimenti per ridurre i
consumi di energia risparmiando alcune migliaia di euro all'anno. Mario Baldini ha svolto il ruolo di
animatore ma anche di "cittadino non esperto" che, proprio in virtù di questa condizione, ha bisogno di
acquisire nozioni, informazioni e di "chiarirsi le idee". Per questo, come è emerso durante la serata, il
ruolo dei tecnici e dei professionisti è fondamentale per studiare le soluzioni "su misura" e più adatte
alla singola realtà, allo scopo di ottenere i risultati migliori. "Il risparmio energetico rappresenta una
grande opportunità per salvaguardare l'ambiente in cui viviamo e per fare impresa" ha concluso
Simonetta Zalambani, presidente di CNA industria di Ravenna e componente della direzione nazionale
di CNA ... il nostro futuro non dipende da altri: dipende solamente da noi, dalla nostra voglia e capacità
di metterci in gioco e di fare rete tra i soggetti di un territorio". Fonte/Ufficio Stampa Per Comune di
Fusignano www.studiotavalazzi.com
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A Bagnacavallo m'illumino di meno...e di arte faccio
il pieno
Le sale del Museo Civico delle Cappuccine
erano stracolme di bambini e ragazzi
accompagnati da genitori e insegnanti che
hanno partecipato alla manifestazione
"M'illumino di meno... e di arte faccio il pieno",
promossa dal Comune in occasione della
giornata nazionale del risparmio energetico
indetta dalla trasmissione radiofonica di Radio
2 "Caterpillar". La manifestazione è stata
organizzata in collaborazione con il Servizio
Ambiente dell'Unione della Bassa Romagna,
l'Istituto Comprensivo di Bagnacavallo, Radio
Sonora, la scuola comunale d'arte,
l'associazione Cercare la luna e il Gruppo
Bagnagas di Bagnacavallo. Hanno contribuito:
Bottega Matteotti, Gef (Fusignano), Gruppo
Hera, Edicola Tabaccheria La Meridiana e
Cartolibreria "La Romagnola". L'incontro ha
preso il via con i saluti del vice sindaco Matteo
Giacomoni e del dirigente scolastico Marisa
Tronconi che hanno ringraziato gli alunni e gli
insegnanti per la grande partecipazione alla
seconda edizione del concorso "M'illumino di
meno... e accendo la fantasia" e hanno
sottolineato l'importanza dell'impegno di tutti
per evitare gli sprechi e ridurre di
conseguenza i consumi energetici. «Desidero
prima di tutto rivolgere un caloroso
ringraziamento alla scuola, a tutti i ragazzi e ai loro insegnanti ha sottolineato il Vice sindaco ­ che
hanno realizzato lavori bellissimi, originali e creativi, rendendo particolarmente difficile il compito della
commissione giudicatrice.» Il Vice Sindaco ha poi spiegato che il Comune di Bagnacavallo sta
investendo risorse per cambiare gradualmente l'illuminazione pubblica. «Anche il Museo Civico è
coinvolto in questo progetto ­ ha detto Giacomoni ­ e l'attuale illuminazione sarà sostituita con impianti a
led, quindi a basso consumo e a lunga durata, consentendo un risparmio energetico e una migliore
conservazione delle opere esposte.» I ragazzi si sono poi divisi in gruppi per partecipare a una
suggestiva visita guidata alle sale espositive a lume di lanterna, a cura dello staff del Centro Culturale
"Le Cappuccine" e ad alcune letture animate eseguite da lettrici volontarie del progetto "Nati per
leggere". La serata è proseguita con la premiazione dei vincitori del 2° concorso "M'illumino di meno... e
accendo la fantasia" riservato agli alunni delle scuole primarie e secondarie di Bagnacavallo e
Villanova. Ai ragazzi era stato chiesto di prendere ad esempio un'opera d'arte a piacere e di raccontare
con disegni, poesie, rime, filastrocche e giochi linguistici perché quell'opera comunica loro energia. Le
32 classi coinvolte, per un totale di 677 studenti, hanno presentato oltre duecento lavori (molti disegni e
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in misura minore testi). Per le scuole primarie sono state premiate: la classe 2^ D con "Un violinista che
vola", la classe 1^ A con "Fuochi d'artificio", la classe 4^ B con "Mille luci in città" e la 5^ D con "Ruote
dentate" e "La ragazza con l'orecchino di perla". Per le scuole secondarie di primo grado sono state
premiate le classi 2^ A di Bagnacavallo per il miglior testo e 2^ E di Villanova con "Macchine di luce". Il
premio per il lavoro più originale è stato assegnato ex aequo alla classe 2^ A della primaria di
Bagnacavallo con "Cavalli rossi blu e gialli" e alla 3^ E secondaria di primo grado di Villanova con
"Radiografie di luce". Per aver realizzato il maggior numero di lavori è stata premiata la classe 1^ D
della primaria di Bagnacavallo. Sono stati segnalati quattro lavori della scuola primaria di Bagnacavallo:
"Mosaico" della 5^ B, "Il volo di Icaro" della 1^ B, "Energia pura" della 3^ D e "Caleidoscopio" della 4^ D.
I vincitori sono stati premiati con buoni spesa per l'acquisto di libri e materiale didattico. Alle classi che
hanno realizzato i lavori segnalati sono state consegnate sportine colorate per la raccolta differenziata
dei rifiuti. L'iniziativa si è conclusa con una merenda offerta da Bagnagas, gruppo di acquisto solidale di
Bagnacavallo. All'iniziativa "M'illumino di meno e di arte faccio il pieno!" hanno aderito anche i
partecipanti al corso di lingua italiana e cultura civica per stranieri organizzato dal Coordinamento per la
pace di Bagnacavallo e dal Ctp Faenza­Lugo, in collaborazione con il Comune di Bagnacavallo e con
altre associazioni del territorio, che hanno fatto lezione a lume di candela, riflettendo su arte e hip hop.
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Volontari della Protezione Civile
L'amministrazione comunale di Conselice ha
consegnato il diploma del Corso base di
volontario di Protezione civile a 19 componenti
del gruppo comunale "Volontari Protezione
Civile Conselice" , conseguito nel dicembre
2013, dopo aver frequentato il corso
organizzato dalla Provincia di Ravenna in
collaborazione con il Coordinamento
provinciale delle associazioni di volontariato di
Protezione Civile. Hanno conseguito il diploma
i seguenti volontari: Maria Adamska
Dobroslawa, Maria Baldassarri, Giovanni
Baldini, Giulio Bassani, Olindo Davalle,
Lorenzo Emiliani, Giacinto Ferlini, Annibale
Grasso, Giovanni Lacchini, Aldo Manzoni,
Domenico Marangoni, Vittorio Minghetti, Eliana
Panfiglio, Marco Passardi, Luigi Poggi, Ateo
Preti, Guido Tommasini, Gian Luigi Tubertini,
Egidio Zanotti.
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Abbiamo perso uno della famiglia
L'affetto della comunità di San Gabriele per
Luigione I sui funerali si sono svolto sabato
scorso, 15 febbraio. Non era sposato, non
aveva figli ma era circondato da tanto affetto,
tra i tanti, quello dei ragazzi e dei colleghi della
sua scuola, quello della Comunità Parrocchiale
di San Gabriele dove lascia un grande vuoto.
Era impossibile non volergli bene
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Un Paese. Raccontare il presente italiano
Conferenza stampa a Bagnacavallo, alle ore
11 di mercoledì 19 febbraio, presso la Sala
Giunta del Palazzo comunale Piazza della
Libertà, 12, per presentare: Un Paese.
Raccontare il presente italiano Dal 4 al 6 aprile
Bagnacavallo ospita gli scrittori che narrano
l'Italia. Interverranno: Laura Rossi, Sindaco del
Comune di Bagnacavallo Nello Ferrieri,
Assessore alla Cultura del Comune di
Bagnacavallo Christian Caliandro Storico
dell'arte, curatore di Un Paese. Raccontare il
presente italiano.
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Il Lions Club di Lugo insegna ai bimbi come
diventare bravi soccorritori
Continuano gli incontri organizzati dal L.C. di
Lugo nelle scuole per promuovere l'attenzione
alla salute ed alla sicurezza. Presso la Scuola
Primaria Paritaria S. Giuseppe di Lugo si sono
tenuti due corsi di formazione alle tecniche di
rianimazione di emergenza, respirazione
cardiopolmonare e disostruzione delle vie
respiratorie (manovra di Heimlich). I corsi,
rivolti agli alunni delle classi quarte e quinte, ai
genitori e agli insegnanti, sono gratuiti e messi
a disposizione dal L.C. L'iniziativa rientra nel
Service Viva Sofia, presentato ai ragazzi dal
Presidente L.C. di Lugo Antonio Baracca ed
illustrato da Timoty Monducci, volontario del
118. Obiettivo del corso è fornire conoscenze
e procedure utili a salvare la vita in attesa
dell'arrivo del personale del 118: il service
nasce da una felice intuizione del dott. Daniele
Donigaglia, medico del Pronto Soccorso di
Faenza, e socio del L.C. Faenza Valli
Faentine. E' dedicato a Sofia, una bimba
faentina di 10 anni, a cui la madre salvò la vita
nel novembre 2011 rimuovendo un corpo
estraneo alimentare dalle vie respiratorie dopo
aver applicato le manovre di disostruzione che
lei conosceva in quanto operatrice sanitaria.
Informato dell'accaduto, il dr. Donigaglia
propose alla stessa operatrice sanitaria di
trasmettere la sua esperienza con un corso di primo soccorso teorico pratico rivolto alla popolazione e
offerto dal L.C. Di qui l'iniziativa si è diffusa ad altri L.C. con corsi itineranti gratuiti tenuti da medici del
L.C. e operatori sanitari e nel maggio scorso il Service Viva Sofia è stato votato Service di Interesse
Distrettuale 2013­2014. Il corso inizia con l'illustrazione delle tecniche di primo soccorso di carattere
generale: fratture, ferite, emorragie, oggetti conficcati, ustioni, crisi epilettiche; successivamente viene
insegnato il massaggio cardiaco BLS (Basic Life Support) nell'adulto e nel bambino, con particolare
attenzione alle manovre di disostruzione di Heimlich: ogni anno in Italia muoiono circa 50 bambini
soffocati dal boccone di traverso, di cui 30 nel primo anno di vita. Infine vengono insegnate le manovre
pratiche, valendosi di appositi manichini utilizzati per la formazione professionale degli operatori
sanitari. Particolare attenzione hanno dimostrato i bimbi nella prova pratica: seduti in circolo sul palco
del Teatro del S. Giuseppe, si sono cimentati a turno con entusiasmo e passione nel massaggio
cardiaco sul manichino, stimolati da Timoty Monducci che ripeteva loro: Dovete insistere a lungo! Non
fate come nei films, dove fanno due­tre manovre al massimo, poi si arrendono!. E' stata sottolineata
inoltre l'importanza del fornire informazioni precise quando si telefona al 118: specificare bene l'indirizzo
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e la città, in quanto l'operatore del 118 non necessariamente abita vicino a noi, e precisare la dinamica
dell'evento, il numero degli infortunati, eventuali pericoli ambientali. La condotta del bravo soccorritore
deve essere improntata da calma e ragionamento, in linea con quanto affermato dal presidente del L.C.
Antonio Baracca, che introducendo il corso ha spiegato ai bambini Chi sono i Lions? Sono dei leoni, che
hanno il coraggio di aiutare gli altri! Emanuela Pinchiorri Addetto stampa Lions Club Lugo
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Zaccagnini: immagini e riflessioni per il futuro
Il libro è curato da Aldo Preda Venerdì 28
febbraio alle ore 17,30 presso la Sala Muratori
della Biblioteca Classense di via Baccarini n. 3
a Ravenna, dove verrà presentato il libro
"Zaccagnini: immagini e riflessioni per il futuro"
curato da Aldo Preda. Ne parleranno Nuccio
Fava insieme a Natalino Guerra, Matteo
Casadio, Franco Gabici, Cristina Mazzavillani,
Carlo Zaccagnini e Aldo Preda, con le
proiezioni di Giuseppe Matteucci. Previsto
anche un intervento di mons. Lorenzo
Ghizzoni. Coordina Livia Molducci e conclude
Pierluigi Castagnetti. L'evento è organizzato
dal Centro Sudi Donati di Ravenna e dal
Circolo Acli Zaccagnini con il patrocinio dal
Comune di Ravenna Presidenza Provinciale
Acli Contatti mail: [email protected]
Pagina Facebook: Acli Ravenna Pagina
twitter: @acliravenna Acli Ravenna News on
line: Acli Ravenna News Sito Acli:
www.acliravenna.it
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17 febbraio 2014
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Dalla guerra alla pace
Sabato prossimo 22 febbraio al museo
Baracca termina la Mostra "dalla guerra alla
pace".Sarebbe bello, per la nostra città che
tutti i lughesi venissero a visitare il Museo, che
è parte della nostra storia. Sabato prossimo
un'occasione unica, l'apertura gratuita dalle
10­22 ed i tre eventi sempre gratuiti (due
cinema e la musica della cornamusa). Inoltre
sono previste visite guidate sia al Museo che
alla Mostra "dalla guerra alla pace". Alla
Mostra hanno partecipato migliaia di persone
e, da un mese e mezzo previsto, la stessa è
durata quasi un anno intero!! Bruno Zama
Curatore mostra assieme ad Angelo Nataloni e
Roberto Zalambani
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In merito all'odg portato in Consiglio Comunale
Riceviamo da Giovanni Minguzzi e
pubblichiamo E' stato presentato un ordine del
giorno in favore della famiglia. La nostra città
deve decidere cosa considera indispensabile
porre a fondamento della nostra società. La
scelta che una donna e un uomo fanno di
assumere impegni per loro e per tutta la
società rivestono un carattere strutturale per la
società stessa di costruzione del presente e
sviluppo del futuro. Due persone che superano
l'individualismo e scelgono un percorso
condiviso sono tutt'altra cosa rispetto a chi
sceglie la convivenza o il nomadismo
sentimentale. La base della nostra società
deve essere formata da chi a Lugo vuole
mettere radici, impegnarsi, investire,
spendersi. La famiglia è per natura una piccola
cellula sociale che riassume al suo interno tutti
gli aspetti umani, nascita maturità morte, a
partire dal dono della vita, l'investimento
educativo, la trasmissione della cultura, la
corresponsabilità, la mutua solidarietà,
l'assistenza, la cura. Per tutti questi motivi la
famiglia necessita della massima attenzione
da parte delle istituzioni che altro non sono che
una emanazione dell'istituto famiglia. Ogni
altra para­unione basata su diritti individuali si
tradurrebbe, nel lungo periodo, in costo
sociale. Un esempio chiaro del danno sociale ed economico lo si può riscontrare nel dramma delle
famiglie spezzate. Le istituzioni, il nostro comune per primo, devono fare di tutto per sostenere la
virtuosità perché quello che viene propinato come modernità in realtà si tratta di ritorno ad un
lontanissimo passato che frutterà una società ancora più frammentata ed ancora più onerosa. Giovanni
Minguzzi
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La Soffitta in Piazza
Mercatino dell'antiquariato, del modernariato,
dell'arte e della natura a Villanova Il 2 marzo, 6
aprile e 4 maggio, appuntamento primaverile
con l'ormai tradizionale mercatino di Villanova
di Bagnacavallo che si pone come obiettivo
quello di dare una seconda vita alle cose,
evitandone lo smaltimento, con grande
soddisfazione di curiosi e ricercatori di
anticaglie. L'evento, organizzato dal Comune
di Bagnacavallo in collaborazione con l'Ass.
Culturale Civiltà delle Erbe Palustri, si svolge
la prima domenica di marzo, aprile e maggio
nelle vie e nelle piazze del paese, dall'alba al
tramonto. La manifestazione è dedicata a
collezionisti e appassionati di oggetti d'altri
tempi, ospitando numerosi espositori di
antiquariato e modernariato, sgombracantine e
robivecchi, cui si affianca un angolo di mercato
riservato a prodotti biologici, naturali ed
enogastronomici, creazioni artistiche, arti
manuali e laboratori di vecchie botteghe
artigiane. L'iniziativa offre l'occasione di
visitare il Nuovo Ecomuseo delle Erbe Palustri,
con la sua splendida raccolta di intrecci unica
al mondo e il laboratorio dimostrativo di
lavorazione e intreccio delle erbe di valle e del
salice da vimine. La sede dell'Ecomuseo offre,
inoltre, comode escursioni nelle zone più belle
del Parco del Delta del Po seduti comodamente davanti ad un megaschermo, un video introduttivo che
facilita la visita alle sezioni espositive, dislocate su quattro, e supportate da moderni strumenti
multimediali. La visita all'Etnoparco Villanova delle capanne offre la possibilità di ammirare e di entrare
nelle bellissime costruzioni rurali in canna palustre, arte dei maestri capannai del ravennate. Presso il
capanno sarà esposta la mostra fotografica Le belle figlie dell'Amone dedicate alle zone umide del
ravennate. A pranzo, all'Ustareia di sdëz nella bellissima sala convivile dell'Ecomuseo, l'esperienza di
azdore locali, proporrà un menu tipico romagnolo con ottimi primi piatti, secondi a base di carne e dolci
della nonna, accompagnati da vini locali. Presso la Sala Azzurra del Palazzone si alterneranno le
seguenti mostre: domenica 2 marzo Gli artisti del Lamone mostra d'arte domenica 6 aprile ­ Lamone
bene comune mostra fotografica domenica 4 maggio ­ Verdi spinose esposizione di piante grasse In
Largo Tre Giunchi, al centro del merctino, presso la vecchia sede museale, sarà visitabile il Museo della
Scuola. Certi di aver stimolato la Vostra curiosità e il Vostro appetito Vi aspettimo domenica 2 marzo a
Villanova di Bagnacavallo Info: Ecomuseo delle Erbe Palustre Tel 0545 47122 Email
[email protected]
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Associazione Bambini dal Mondo
l nuovo nome del Comitato Lughese Bambini
da Chernobyl Associazione Bambini dal
Mondo è il nuovo nome del Comitato Lughese
Bambini da Chernobyl, operante a Lugo e
dintorni dal 1996. Le motivazioni di questa
nuova denominazione stanno nell'orientamento
preso dai soci dell'associazione di aprire le
proprie case anche a bambini provenienti da
altre zone in difficoltà, qualora se ne
presentasse l'opportunità e la necessità. Si
parla di zone colpite da catastrofi ambientali,
in grande difficoltà socio economica o altre
problematiche che rendano necessari
soggiorni di risanamento o accoglienze
temporanee. Inoltre è stato tolto il termine
"Lughese" perché le famiglie ospitanti
risiedono in tutto il comprensorio e in alcuni
casi anche oltre. Tra le altre novità, anche un
cambio alla presidenza. Tutto il direttivo e la
nuova presidente, Elena Zannoni, ci tengono
infatti a sottolineare un caloroso
ringraziamento a Marilena Castrucci, che per 7
anni ha guidato l'associazione. E per il 2014?
E' previsto per giugno l'arrivo di circa 20
bambini bielorussi ospitati presso famiglie, ma
l'impegno maggiore sarà quello di reperire
nuove famiglie per le prossime ospitalità e
risorse per sostenere il progetto. Già da
Domenica 23 febbraio sarà possibile contribuire partecipando al pranzo di beneficenza che avrà luogo
alle 12,30 presso il Maracanà (via Madonna delle Stuoie) a Lugo. Per prenotarsi è possibile chiamare il
numero 340/5440384 o scrivere a [email protected] entro domani, martedì 18 febbraio.
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17 febbraio 2014
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Il mio ricordo di Marco Pantani
Marco Pantani era un grande campione ma
soprattutto un grande uomo. Era, come il
sottoscritto, testardo. Non cambiava mai la
propria idea e aveva un pregio oramai raro:
diceva sempre quello che pensava. Ho
trascorso tre mesi con lui per poter scrivere
una piccola testimonianza della sua vita.
Quando lo conobbi non aveva ancora vinto né
Giro né Tour e fisicamente non era ancora
pronto per le grandi imprese, reduce da quella
rovinosa caduta nella Milano Torino.. Con
metodo, lavoro e carattere è poi divenuto
quello che pensavo, il numero uno in salita,
alla faccia di chi aveva dubbi. Scrissi il piccolo
volume "Un uomo venuto dal mare...che ama
molto le montagne" stampato in 2.000 copie.
Come Marco mi aveva chiesto il libro non è
mai stato ristampato e non lo sarà mai più.
L'editore era il compianto Walter Berti. Il libro è
stato scritto nel 1996.
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17 febbraio 2014
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Continua il campionato mondiale di cucina
Dopo lo straordinario successo della prima
semifinale che ha visto il Marocco superare ai
supplementari il Brasile in zona Cesarini, per
venerdì 28 febbraio alle ore 20 è in
programma, ovviamente sempre con le
gambe sotto la tavola, la seconda semifinale
del campionato mondiale di cucina, che vedrà
l'Italia affrontare il Messico. Il campo di gara il
circolo della chiesa della Colleggiata di Lugo.
Arbitri, come in tutte le primarie, tutti, tutti gli
intervenuti al prezzo del biglietto di 15. il
ricavato dell'inizoiativa andrà a favore di tende
2013­2014 di AVSI, dell'asilo Sao Cherbel del
Brasile e dell'Ordine Adoratrici perpetue (Suon
Maria Gloria Riva). Prenotazioni entro 3 gg
prima a Sandra Raffellini 3922611051, Gianna
Babini 3473184362 Arrigo Antonellini
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17 febbraio 2014
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I bocconi avvelenati
Serata informativa a Fruges Domani, martedì
18 febbraio alle 20.30 al Centro di quartiere di
Fruges, in via E. Ricci, si terrà una serata
informativa aperta a tutta la cittadinanza sul
fenomeno dell'uso di bocconi avvelenati. Per
l'occasione interverranno Ferdinando Bassi,
vice sindaco del Comune di Massa Lombarda,
la dottoressa Diana Venturini, direttore
dell'Unità operativa sanitaria animale dell'ASL
della Romagna e Giovanni Naccarato,
comandante provinciale del Corpo Forestale
dello Stato. Il tema negli ultimi mesi è stato di
frequente alla ribalta delle cronache, visti i
numerosi reati avvenuti nel territorio di tutta la
Bassa Romagna e non solo. Nelle scorse
settimane è stata avviata la campagna
informativa Ucciso come un cane!, contro
l'avvelenamento degli animali. Nei centri sono
stati appesi manifesti per la sensibilizzazione
della cittadinanza, mentre presso gli Urp dei
nove Comuni sono reperibili volantini
informativi, contenenti tutti i numeri di
riferimento da utilizzare in caso di emergenza.
Oltre che un reato, avvelenare animali
domestici o selvatici è un gesto crudele che
provoca sofferenze ed è potenzialmente
pericoloso anche per le persone e per
l'ambiente. Sul territorio è attivo un sistema
per la raccolta tempestiva delle segnalazioni dei cittadini nel caso di ritrovamento di animali deceduti,
rinvenimento di esche e bocconi o altro materiale sospetto come lacci o trappole, nonché di casi
presunti o effettivi di intossicazioni e avvelenamenti di animali anche selvatici. In tutti questi casi è
possibile effettuare la segnalazione indistintamente alla Polizia municipale della Bassa Romagna
(numero verde 800 072 525), all'AUSL Servizio Veterinario di Bagnacavallo (0545 283082 oppure 0545
283083), alla Polizia provinciale di Ravenna (0544 258922) o al Corpo forestale dello Stato (Comando
di Ravenna 0544 212569, numero unico di emergenza 1515). I cittadini sono tutti invitati a collaborare
alla lotta contro questo fenomeno e a prendere alcune precauzioni, come l'utilizzo della museruola per
le passeggiate con il proprio animale da compagnia (soprattutto in campagna) e l'utilizzo di guanti per
raccogliere eventuali esche sospette. Ai primi sintomi sospetti di avvelenamento del proprio animale è
necessario rivolgersi tempestivamente al proprio veterinario di fiducia. Ogni anno si assiste a episodi di
avvelenamento di animali selvatici o domestici, in particolare in primavera. Le esche avvelenate si
ritrovano con maggior frequenza in campagna, ma in alcuni casi anche in cortili privati e parchi pubblici.
Uccidere animali selvatici o domestici con esche avvelenate è punito con il carcere da tre a diciotto
mesi. Il maltrattamento di un animale comporta la reclusione da tre mesi a un anno o la multa da tremila
a 15mila euro. L'articolo 674 del codice penale punisce inoltre chi getta sostanze tossiche nel suolo
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La corretta alimentazione durante il periodo di
allattamento
Promuove ASD LUGO RUGBY Terzo e ultimo
appuntamento al Salone Estense della Rocca
di Lugo alle ore 20,30 di oggi, lunedi' 17
febbraio del ciclo di incontri su "corretta
alimentazione e maternita'". Argomento della
serata sara' principalmente "la corretta
alimentazione durante il periodo di
allattamento" e di sicuro la dottoressa Arianna
Di Napoli (psicologa alimentare), il dottor Enzo
Esposito (ginecologo), il dott. Guido Porcellini
(nutrizione e integrazione) e il dott. Marco
Zucchini (pediatra) daranno preziosi consigli
per la salute del neonato e delle mamme. In
modo particolare il dott. Guido Porcellini,
consulente nutrizionista di societa' sportive e
atleti di fama internazionale (Basket Siena,
Giuliano Razzoli, Filippo Magnini e Federica
Pellegrini, per citarne alcuni), illustrera' alcuni
esempi e consigli di alimentazione per
permettere alle neomamme di ritornare in
forma. Il ciclo di incontri su "corretta
alimentazione e maternita'" rappresenta una
tappa del percorso, denominato "Oltre la
meta", intrapreso dalla societa' sportiva ASD
LUGO RUGBY per sensibilizzare sempre piu'
le famiglie sull'importanza della alimentazione
e della attivita' motoria per la salute di tutti, in
modo particolare dei bambini e dei giovanni,
sempre piu' a rischio di sovrappeso e conseguenti patologie gravi. Vincenzo Coletta Presidente ASD
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Il programma degli eventi per il Giro d'Italia
Realizzazione di un DVD promozionale del
territorio di Lugo e della Bassa Romagna sul
tema della bicicletta in Romagna.
Realizzazione di una pubblicazione dedicata
allo sport lughese, a cura di Ivan Rossi.
Ristampa del libro di Paolo Facchinetti, Giro
1914: il più duro di tutti, Edizioni Bradipo libri.
Progettazione di un logo dedicato al
centenario del Giro d'Italia : 1914­2014. 13
maggio, ore 21, Salone Estense, A cavàl dla
bicicléta viaggio tra letteratura e teatro: da
Alfredo Oriani a... Delmo d'Pacöt, spettacolo
con Gianni e Paolo Parmiani. 15 maggio, ore
21.00, Salone Estense, Pedalando e
Cantando, uno spettacolo di parole e musica
sulla bicicletta, con Gianluigi Tartaull e Pietro
Barberini. 17 maggio, ore 21.00, Salone
Estense, presentazione del libro di Beppe
C o n t i : M o s e r Saronni: duello infinito. 17
maggio, ore 23.00, Baccara Music Hall o
Giardino pensile della Rocca Estense
Girodance, serata danzante con la
partecipazione della carovana commerciale
del Giro d'Italia. 18 maggio, ore 21.00, Teatro
Rossini, Finisce per A, spettacolo teatrale su
Alfonsina Strada, a cura della compagnia
teatrale Lady Godiva. 7 dicembre, Teatro
Rossini, Giorno della Scorta, a cura
dell'associazione Progetti Scorta di Silvano Antonelli. Mostre 3­20 maggio, Pescherie della Rocca,
Mostra sulla bicicletta, a cura di Lugo Vision. 3­20 maggio, Torre del Soccorso, Mostra su Marco
Pantani, a cura di Girodiromagna.net. 3­20 maggio, luogo da definire, Mostra sui Professionisti di
Romagna, a cura della Federazione ciclistica. Raduni cicloturistici e iniziative di rievocazione storica 19
aprile, Orgoglio Pieghevole, cicloturistica con bici Graziella: Lugo­Campotto, a cura di UCF Baracca e
Girodellaromagna.net. 25 aprile, ore 15.00, Pedalata di Primavera, nell'ambito delle celebrazioni del 69°
anniversario della liberazione. 10 maggio, ore 21.00, Largo Baruzzi, Randonnée a cura di Cicloturistica
Baracca. 11 maggio, ore 6.30, Piazzale Veterani dello sport, Giro di Romagna, a cura della cicloturistica
Baracca. 25 maggio, ore 5.00, Pavaglione, Gran Fondo Città di Lugo, a cura del Pedale Bianconero. 24
agosto, raduno cicloturistico Terre di Romagna e dintorni, a cura di Velo Sport Conselice e
Girodellaromagna.net. 31 agosto, Piazza Baracca, Bassa Romagna, Storie antiche di uomini e
biciclette, Giro d'Italia d'Epoca, a cura di Girodellaromagna.net. Iniziative varie Vetrine del centro di
Lugo allestite sul tema del Giro d'Italia e del centenario del giro a Lugo, a cura delle associazioni di
categoria e di Animalugo. Menù del Giro d'Italia in tutti i ristoranti di Lugo, a cura delle associazioni di
categoria e di Animalugo. Scuola Partecipazione di tutte le scuole lughesi al concorso indetto da RCS
Bici­Scuola La patente per la bici: Corso di educazione stradale alla guida della bicicletta per la scuola
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primaria. Partecipazione delle scuole lughesi al concorso nazionale Pinocchio in bicicletta. Convegni
Liberi in bicicletta?, La regolamentazione della circolazione stradale urbana per le biciclette. Un
territorio ad alta qualità ciclabile: piste ciclabili, percorsi protetti in Bassa Romagna. Il punto sulle
infrastrutture per favorire l'uso della bicicletta per il lavoro e per il tempo libero. 7 dicembre, Teatro
Rossini, 23° edizione di Il Giorno della Scorta, dedicato ai temi della sicurezza nel ciclismo, a cura di fci
uisp acsi. Il 18 maggio 2014: la partenza 18 maggio, ore 11,00, Piazza Baracca, sfilata della
cicloturistica storica in costumi d'epoca 1910­1920. 18 maggio, ore 11,15, Piazza Baracca, sfilata in
costume dei quattro rioni lughesi. 18 maggio, ore 12.30, Piazza Baracca, partenza della nona tappa del
Giro d'Italia 2014: Lugo­Sestola. 18 maggio, ore 16.00, pedalate in Bassa Romagna per appassionati, a
cura di Ciclo Guide e degli Amici della Bici. Gare della Federazione Ciclistica Italiana 2014 organizzate
da Società Ciclistiche locali Domenica 23 febbraio San Bernardinese San Bernardino Dilettanti Dom. 02
Marzo S.C. Baracca Belricetto Dilettanti Dom. 16 Marzo S.C. Baracca San Severo Juniores Dom. 30
Marzo S.C. Baracca Ca' Di Lugo Allievi Dom. 27 Aprile S.C. Baracca Voltana Esordienti Giovedì 1
Maggio San Bernardinese San Bernardino Dilettanti Dom. 18 Maggio S.C. Cotignolese Cotignola
Allievi­Esord. Dom. 1 Giugno S.C. Cotignolese Barbiano Allievi­Esord. Dom. 22 Giugno S.C. Massese
Massalombarda Allievi Mercoledì 17 Settembre S.C. Baracca Tipo Pista Categ. Div. Dom. 5 ottobre
S.C. Baracca Lugo­San Marino Allievi
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17 febbraio 2014
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Una serata dedicata ad Oriana Fallaci
Oggi, lunedì 17 febbraio alle 21, nella sala
conferenze dell'hotel Ala d'Oro, ci sarà il
quarto appuntamento del mese del Caffè
Letterario di Lugo. La serata sarà dedicata a
Oriana Fallaci, con la scrittrice Cristina De
Stefano che presenterà il volume Oriana, una
donna, prima e unica biografia autorizzata
della grande giornalista fiorentina edita l'anno
scorso da Rizzoli. L'incontro sarà introdotto dal
curatore di Caffè Letterario Marco Sangiorgi e
si concluderà come sempre con il consueto
brindisi con vino e piadina offerto a tutti i
presenti. Idolo per molti, incubo per altri,
Oriana Fallaci a distanza di nove anni dalla
sua morte continua a far parlare di sé, ma
questa volta senza lasciare alcuna scia di
polemica, troppo spesso inutile. Il libro di
Cristina De Stefano fa emergere la personalità
di Oriana Fallaci, molto diversa da quella che
lei palesava. Mentre la stampa mondiale
osannava le sue impareggiabili doti di inviata e
apprezzava la giornalista italiana
profondamente legata agli Stati Uniti, Oriana
viveva intime e difficili storie d'amore,
dimostrandosi agli uomini che tanto ha amato
come una donna allegra, romantica, generosa.
Poi avvenne l'attentato alle Torri Gemelle,
l'avversità nei confronti dell'Islam, gli attacchi e
le critiche, i battibecchi con l'indimenticabile Tiziano Terzani, infine la più drammatica esperienza con il
male, ossia l'arrivo dell'alieno, come lo chiamava lei, il maledetto cancro, che ne causò la morte.
Cristina De Stefano è giornalista e scrittrice. Vive e lavora a Parigi come scout letteraria per case editrici
di vari Paesi del mondo. I suoi libri, Belinda e il mostro, Vita segreta di Cristina Campo (Adelphi 2002) e
Americane avventurose (Adelphi 2007), sono stati tradotti in francese, tedesco, spagnolo e polacco.
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17 febbraio 2014
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Anno Corelliano ultimo atto
Appuntamento al teatro Moderno per
Arcangelo chi? Lunedì 17 febbraio alle 21 al
teatro Moderno di Fusignano si terrà
Arcangelo chi?, l'evento conclusivo dell'Anno
corelliano. La serata prevede un concerto di
musica antica e classica, oltre alla
presentazione delle attività didattiche svolte
dagli alunni delle classi terze della scuola
media dell'istituto comprensivo Luigi Battaglia.
Il programma generale è una sorta di viaggio
nel tempo di Corelli attraverso musica,
immagini e parole: il concerto prevede un
omaggio alle musiche di Corelli e in
particolare una rivisitazione della celebre
Follia, a cui parteciperanno oltre 60 musicisti
tra ragazzi e professionisti. Si potranno
ascoltare brani di altri grandi maestri del
periodo Barocco, come ad esempio Johann
Sebastian Bach, che tanto studiò il genio di
Corelli per apprenderne lo stile del concerto
grosso e Georg Friedrich Haendel, che
conobbe lo stesso Corelli durante il soggiorno
a Roma. Durante la serata, e per rimanere nel
clima giocoso dell'evento, sarà eseguita la
celebre Sinfonia dei Giocattoli di Leopold
Mozart, padre e didatta del genio di
Salisburgo. Saranno inoltre proiettate le
animazioni a fumetti della vita di Corelli,
realizzate da Daniele Panebarco, in cui si rivivranno diversi momenti della vita del musicista: la sua
nascita, i suoi studi a Bologna, la sua attività a Roma in compagnia del Bernini di Cristina di Svezia e
dei Cardinali Ottobini e Pamphilj, fino alla sua partecipazione all'Accademia dell'Arcadia e alla sua
sepoltura presso il Pantheon. Il coordinamento musicale è affidato alla scuola di musica Arcangelo
Corelli di Fusignano, diretta dal maestro di flauto Matteo Salerno, in collaborazione con i musicisti della
scuola di musica Malerbi di Lugo e gli allievi della media (indirizzo musicale) Guido Novello di
Ravenna. Ospite speciale sarà Alfonso Cuccurullo, attore professionista, cantastorie, docente di
Tecniche teatrali e formatore nazionale di Nati per Leggere; a Fusignano racconterà in modo teatrale la
vita di Corelli. L'iniziativa Arcangelo chi?, a ingresso libero, è organizzata dal Comune di Fusignano in
collaborazione con la scuola di musica Arcangelo Corelli, l'istituto comprensivo Luigi Battaglia, la
biblioteca Carlo Piancastelli, Pro Loco, Auser e la parrocchia di San Giovanni Battista, con il
fondamentale sostegno di IPM Lugo, della Regione Emilia Romagna e della Fondazione Cassa di
Risparmio di Ravenna. Per ulteriori informazioni, contattare l'URP del Comune di Fusignano al numero
0545 955653, oppure consultare il sito www.comune.fusignano.ra.it.
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16 febbraio 2014
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La Foris Index si riscatta contro il Venezia
I romagnoli vincono per 3 set a 1.
La Foris Index Cm Glomex Conselice supera
3­1 il Venezia, si riscatta in casa e riprende la
marcia nelle zone alte della classifica. Si è
concessa solo una distrazione lunga un set la
squadra di Valli che però ha dominato il resto
dell' incontro vincendo senza troppi problemi
gli altri tre parziali. Il tecnico gialloblù
rivoluziona la squadra inserendo Saiani
opposto (un turno di riposo per Cerquetti) e
Sasdelli sempre più convincente in regia.
Partenza a razzo dfella squadra di Valli che
scatta avanti 16­8 e non permette ai rivali di
rientrare fino al 25­18 conclusivo. Nel secondo
set, dopo un avvio complicato (2­6), la Foris
Index Cm Glomex riprende in mano le redini
dell' incontro e approfittando della ricezione
traballante degli avversari, prende il largo
nella fase centrale (16­9) e vince senza
problemi (25­16). Nel terzo set Conselice s i
concede una pausa, commette qualche errore
di troppo, va sotto 12­16 e non recupera,
cedendo nettamente nel finale (17­25). Quarto
set senza storia con i romagnoli sempre avanti
che si impongono 25­19. Foris Index Cm
Glomex Conselice­Venezia 3­1 (25­18, 25­16,
17­25, 25­19) FORIS INDEX CM GLOMEX:
Sasdelli 3, Calarco 15, Rota 9, Andreatta 9,
Belloni 10, Saiani 13, Monti (libero), Mughetti
7, Bendandi, Marchini. N.e. Cirillo. All.: Valli. VENEZIA: Talpo 7, Mioli 16, Nigris 13, Pugiotto 8, Vicini 7,
Vaghesso 7, Disint 5, Fornasini (libero), Volpato, Prataviera. N.e. Semenzato. All.: Scaggiante.
ARBITRI: Cruccolini e Casacci.
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16 febbraio 2014
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L' Alfonsine dilaga, Ravenna battuto per 4 a 1
I giallorossi erano partiti bene, poi la sconfitta. Tripletta di Salomone.
L' Alfonsine fa il poker contro il Ravenna, che
si deve accontentare di una rete (4 a 1 il
finale). Il colpo dei bianco azzurri è andato a
segno in un Brigata Cremona con il "tutto
esaurito". Per i padroni di casa assenti il
titolare della difesa Ceroni e il centrocampista
Lucatini, in questo trionfo pagato a caro prezzo
in termini di infortuni. Il match. L' Alfonsine
mostra subito i denti: al 4' punizione di
Innocenti, Salomone spara di prima intenzione,
ma non riesce ad inquadrare la porta. All' 8'
splendida punizione di capitan Innocenti che
scavalca la barriera perfettamente, ma la palla
colpisce la traversa a portiere battuto. Il gol
sembra nell' aria per i padroni di casa.
Fontana crossa dalla sinistra, Alberani a
centro area riesce ad impattare di testa, ma la
palla esce senza impensierire Stella. All' 11'
invece si materializza la legge del gol perché è
il Ravenna a segnare: punizione di Rispoli,
colpisce di testa Valle, Fabbri si tuffa, ma la
palla colpisce il palo interno ed entra in rete. L'
Alfonsine accusa il colpo: dopo aver dominato
per i primi minuti, sembra aver perso lo smalto
iniziale. Al 18' il Ravenna cerca la replica:
Valle avanza sulla destra e tenta la botta sul
secondo palo da posizione non facile, ma la
palla finisce sul fondo. Al 21' altra punizione di
Innocenti, su cui si spera molto, ma il tiro viene respinto dalla barriera e termina in angolo. Al 23'
Gardenghi sorprende tutti, sfugge ai suoi marcatori, si allunga leggermente la palla, ma riesce a rubare
il tempo a Stella e ad appoggiare in rete per un gol da manuale. Al 25' ancora Ravenna, con Ambrogetti
che cerca la porta da fuori, ma il tiro finisce abbondantemente a lato. Al 26' Rispoli crossa in area, ma
Fabbri è rapido ad intercettare e bloccare. Ancora gli ospiti al 27', Ambrogetti sfugge a Fusconi e
Foschini, si trova da solo davanti a Fabbri, ma sbaglia la mira, e il suo tiro termina fuori. Al 28' brutta
momento per l' Alfonsine: Alberani si infortuna, trascinandosi poi fuori dal campo; il problema sembra
serio, e il giocatore viene portato fuori dal campo in barella. Al 32' Gardenghi sfugge alla difesa, entra in
area, ma viene steso da Stella, che l' arbitro espelle. Calcio di rigore per l' Alfonsine. Sul dischetto del
rigore lo specialista Salomone, che non lascia scampo al portiere di riserva Marendon con un potente
tiro alla sinistra del nuovo entrato: non c' è scampo. Al 36' Salomone batte il ferro finché è caldo, con gli
avversari rimasti in dieci: rapidissima discesa dell' attaccante, difesa ipnotizzata che lo lascia passare
senza difficoltà, poi il bomber sferra un rasoterra imprendibile sul palo lungo, dove Marendon non può
arrivare: è gol. Al 42' ancora Salomone, che prende palla all' interno dell' area, la controlla, ma il suo tiro
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16 febbraio 2014
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è lievemente deviato e colpisce la traversa sopra a Marendon. Al 45' del primo tempo mischia in area, la
palla arriva a Magari, che di testa colpisce la traversa. Brivido per i padroni di casa alla fine della prima
frazione. Nel secondo tempo entra Temporin al posto di Gardenghi, colpito duro nello scontro con
Stella. Al 53' Salomone viene lanciato, entra in area, è a tu per tu con Marendon, e lo batte
inesorabilmente. Tripletta per lo scatenatissimo capocannoniere della squadra. Al 54' calcio d' angolo
per il Ravenna, colpo di testa di Nchuchuwe, ma Fabbri blocca. Al 55' ancora Salomone, instancabile:
prende palla, ha davanti due difensori sulla trequarti, vede Marendon fuori dai pali, e cerca di batterlo
con un pallonetto di sinistro, che però supera la traversa. Il Ravenna sembra essersi arreso. Al 61'
ancora terrore per gli ospiti firmato Salomone: cerca di battere Marendon da breve distanza, ma il
portiere si distende bene e riesce a respingere. Al 63' bella azione dell' Alfonsine: cross di Innocenti di
destro, Troncossi impatta di testa e segna, ma il guardalinee segnala il fuorigioco, e il gol del difensore
viene annullato. Al 66' Fantinelli cerca di lasciare il segno anche lui, con un pallonetto dalla distanza, ma
il tiro è troppo alto. Al 73' ennesimo lancio per Salomone, che cerca di superare con un pallonetto
Marendon, ma il portiere alza le braccia e blocca in sicurezza. Il Ravenna non morde più, e i padroni di
casa ne approfittano. Al 75' Alfonsine in avanti, Fontana passa al centro, dove si trova anche Foschini,
palla ricevuta da Cacchi che spara a rete, ma Marendon è ben piazzato e respinge in angolo. Per il
resto della partita le due squadre cercano di non farsi male a vicenda, senza spingere troppo: il
Ravenna aspettando che l' incubo finisca, l' Alfonsine che inizino i festeggiamenti davanti ai propri tifosi.
ALFONSINE: Fabbri, Troncossi, Fontana, Fantinelli, Foschini, Fusconi, Cacchi (88' Versari), Alberani
(28' Ciappini), Salomone, Innocenti, Gardenghi (45's.t. Temporin). A disp: Tusoni, Bottini, Manaresi, Di
Loreto. All: Orecchia RAVENNA: Stella, Fiorini (77' Noschese), Magari, Nchuchuwe, Perelli,
Alessandrini, Manuzzi (45's.t. Cuttone), Guardigli, Valle, Rispoli, Ambrogetti (33' Marendon). A disp:
Mandorlini, Giorgini, Ricci Maccarini, Grazhdani. All: Benuzzi (squalificato) ARBITRO: Ballarini di
Bologna ASSISTENTI: Cristiano di Cesena e Loddo di Ferrara RETI: 11' Valle (R), 23' Gardenghi (A),
34' rig., 36', 53' Salomone (A), AMMONITI : 7' Fiorini (R), 30' Fantinelli (A) ESPULSI: 32' Stella (R)
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Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Il Resto del Carlino Ravenna
SANTERNO SUCCESSO OLTRE LE PIÙ ROSEE ASPETTATIVE PER LA SFILATA DEI
CARRI ALLEGORICI E DEI GRUPPI DI MASCHERE A PIEDI.
Da Garibaldi alle Olimpiadi: la fantasia hatrionfato
TANTA gente, in particolare famiglie con
bambini, per il Carnevale di Santerno che è
stato più ricco e pieno di novità del solito. E
già c' è chi parla della ventiquattresima
edizione, come di un evento storico, che non si
vedeva da anni, per l' alta affluenza e la
magnificenza dei carri allegorici. E chi temeva
per il brutto tempo ha avuto di che gioire
perché il bel sole e il caldo hanno certamente
favorito l' arrivo di curiosi, grandi e piccini, un
po' da tutti i paesi limitrofi. La manifestazione è
stata organizzata dal Comitato promotore
Santerno, con il patrocinio dell' assessorato
comunale al Decentramento. «È andato tutto
bene, al di sopra anche delle più rosee
aspettative ­ afferma il presidente del
Comitato, Mauro Perini ­ i carri sono stati tutti
molto apprezzati per originalità e cura dei
dettagli, ma anche per le grandi dimensioni.
Noi del comitato ne abbiamo realizzati quattro.
Il primo ispirato, come è nostra consuetudine,
al ?Viva la Romagna', terra in cui si mangia e
si beve bene, con i protagonisti del carro
pronti a offrire qualcosa da bere a tutti. Il
secondo è invece dedicato all' universo dei fumetti con alcuni degli eroi più apprezzati, mentre il terzo,
più di attualità, intitolato ?Verso le Olimpiadi', rappresenta diversi personaggi sia sul carro sia a piedi in
sfilata. L' ultimo invece è un carro per i più piccoli, ?Il re delle ranocchie', lungo 4 metri, con tanti
bambini in costume».
Hanno partecipato alla sfilata anche un carro faentino, intitolato ?L' Italia che vorrei', protagonista
Garibaldi a cavallo; due provenienti da Cotignola, ?Grace' e ?Peace & Love', lunghi 13 e 11 metri; uno
da Mordano che trae spunto dalle bellezze della Giamaica; un trenino da Bagnacavallo con tanto di
locomotiva, per caricare i bambini. Numerosi anche i gruppi a piedi: tra i più apprezzati quello,
realizzato dai ragazzini di quinta elementare di Sant' Alberto, sulle carte romagnole; e quello di
Formellino di Faenza sui segni zodiacali. La festa al centro del paese è proseguita anche con altre
sorprese: la musica e i balli di Giuseppe & Friends, gli sbandieratori del Rione Nero di Faenza, il
gruppo ballerini romagnoli alla Casadei con sciucaren e majorettes, il gruppo ravennate di pattinatori
Rinascita, il divertente Santerno touristic train e il mago Gedeone.
r.b.
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17 febbraio 2014
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Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Il Resto del Carlino Ravenna
LUGO GRAVE EPISODIO IERI POMERIGGIO DURANTE LA PARTITA DI TERZA
CATEGORIA TRA QUARTIERE STUOIE E GS ROMAGNA.
Cori razzisti e minacce, l' arbitro manda tutti negli
spogliatoi
A CAUSA degli insulti razzisti e delle minacce
piovutigli addosso dalla tifoseria ospite, un
arbitro di calcio ha sospeso la partita a un
quarto d' ora dalla fine del secondo tempo sul
risultato di 1­1.
E' accaduto ieri pomeriggio a Lugo, nel corso
del match di Terza Categoria valido per la
quarta giornata di ritorno tra la squadra locale
del Quartiere Stuoie e quelle della frazione
ravennate di Sant' Antonio, il Gs Romagna. Il
direttore di gara ­ di origini siciliane ma
residente con la famiglia a Ravenna ­ al 31'
della ripresa ha deciso che i cori razzisti e le
frasi di minacce contro di lui non erano più
compatibili con il proseguimento della partita.
«Una decisione ­ ha spiegato Fabio Alberani,
presidente della sezione Aia­Figc di Ravenna ­
presa perché rischiava la propria incolumità. L'
ho sentito al telefono, mi ha raccontato tutto:
davvero un brutto episodio. Ora stilerà il
referto e toccherà al giudice sportivo
pronunciarsi sul caso».
E' la prima volta che si registra un episodio del
genere in provincia di Ravenna, che è sempre
stata immune dal fenomeno dei cori razzistici che caratterizzano i campionati superiori.
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17 febbraio 2014
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Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Il Resto del Carlino Ravenna
LUGO ELEZIONI.
Verlicchi discute di sicurezza coi primi cittadini Tosi
e Pighi
IL SINDACO di Verona Flavio Tosi (Lega
Nord) e quello di Modena Giorgio Pighi (Pd)
sono attesi stasera a Lugo per una iniziativa su
?Sicurezza e legalità' organizzata dalla lista
civica ?Per la buona politica'. Appuntamento
alle 20.30 nella tensostruttura di via Madonna
delle Stuoie 1.
Partecipano anche l' avvocato Gabriele
Sangiorgi, dell' associazione ?Per la buona
politica', e Silvano Verlicchi, candidato sindaco
della lista civica. A coordinare il dibattito sarà il
giornalista Carmelo Domini.
«Vogliamo approfondire i problemi della
sicurezza della città e delle frazioni ­ spiega
Verlicchi ­ confrontarci sulla vivibilità urbana e
sulla legalità, nella consapevolezza che
occorra fornire risposte concrete al degrado,
all' incuria e alla criminalità sempre più
presenti sul territorio. Per questo abbiamo
invitato due sindaci che si sono spesi molto su
questi temi».
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17 febbraio 2014
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Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
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FUSIGNANO.
?Arcangelo chi?': anche gli studenti protagonisti dell'
anno corelliano
IL TEATRO Moderno di Fusignano ospita
stasera alle 21 ?Arcangelo chi?
', evento conclusivo dell' anno corelliano. La
manifestazione prevede un concerto di musica
antica e classica, oltre alla presentazione delle
attività didattiche svolte dagli alunni di terza
media dell' istituto comprensivo ?Luigi
Battaglia'. Il concerto prevede un omaggio alle
musiche di Corelli e in particolare una
rivisitazione della celebre ?Follia', cui
parteciperanno oltre 60 musicisti tra ragazzi e
professionisti. Si potranno ascoltare brani di
altri grandi maestri del periodo barocco, come
Johann Sebastian Bach e Georg Friedrich
Haendel. Inoltre, per rimanere nel clima
giocoso dell' evento, sarà eseguita la celebre ?
Sinfonia dei giocattoli' di Leopold Mozart,
padre del genio di Salisburgo. Saranno inoltre
proiettate le animazioni a fumetti della vita di
Arcangelo Corelli, realizzate da Daniele
Panebarco.
Il coordinamento musicale è affidato alla
scuola di musica Corelli di Fusignano, diretta
dal maestro di flauto Matteo Salerno, in
collaborazione con i musicisti della scuola di musica Malerbi di Lugo e gli allievi della media (indirizzo
musicale) ?Guido Novello' di Ravenna. Ospite speciale sarà Alfonso Cuccurullo, attore professionista,
cantastorie, docente di tecniche teatrali e formatore nazionale di ?Nati per leggere'; a Fusignano
racconterà in modo teatrale la vita di Corelli.
L' iniziativa ?Arcangelo chi?
', a ingresso libero, è organizzata dal Comune in collaborazione con la scuola di musica ?Corelli', l'
istituto comprensivo ?Battaglia', la biblioteca ?Piancastelli', la Pro loco, l' Auser e la parrocchia di San
Giovanni Battista, con il sostegno di IPM Lugo, Regione Emilia Romagna e Fondazione Cassa di
Risparmio di Ravenna.
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Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Il Resto del Carlino Ravenna
Lugo, all' Ala d' Oro il Caffè letterario dedica la
serata a Oriana Fallaci
IL Caffè letterario di Lugo dedica la serata di
oggi a Oriana Fallaci. Alle 21, nella sala
conferenze dell' Ala d' Oro, la scrittrice Cristina
De Stefano presenterà il volume ?Oriana, una
donna'. L' incontro sarà aperto dal curatore
della rassegna, Marco Sangiorgi.
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Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Il Resto del Carlino Ravenna
Settimana ricca di mostre in provincia
Fari puntati su ?L' incanto dell' affresco' al Mar. Tutti gli appuntamenti.
È MOLTO ricco il programma settimanale
delle mostre in provincia. Al Museo Nazionale
di Ravenna fino al 9 marzo ?Jorrit Tornquist e
la luce eterna del colore' (dal martedì alla
domenica 8.30­19.30; lunedì chiuso). Al Mar
fino al 15 giugno ?Capolavori strappati da
Pompei a Giotto, da Correggio a Tiepolo'. Fino
al 31 marzo: martedì­venerdì 9­18, sabato e
domenica 9­19; dall' 1 aprile al 15 giugno
martedì­giovedì 9­18, venerdì 9­21, sabato e
domenica 9­19.
Da Art Studio EM, via Mazzini 62, fino al 28
febbraio mostra di Giampiero Maldini,
Massimo Marchetti e Anny Wernert: martedì e
giovedì 10­12; tutti i giorni 17­19 tranne
giovedì e domenica.
Palazzo Rasponi, via D' Azeglio 2; fino al 22
febbraio ?L' artista che è in noi' promossa dal
Crald dell' Ausl Ravenna pro Associazione
diabetici Ravenna. Orario: lunedì­venerdì
14.30­18.30, sabato e domenica 9.30­12.30 e
14.30­ 18.30.
Passiamo a Faenza , dove al Museo
internazionale delle ceramiche prosegue fino
al 30 marzo ?Arturo Martini: armonie e figure tra mito e realtà'. Orario di visita: martedì­venerdì 10­
13.30, sabato e domenica 10­17.30, chiuso il lunedì. Pinacoteca comunale: fino al 1° maggio mostra
dedicata a Domenico Rambelli dal titolo ?Monumentale. Disegni e scultura nell' arte di Domenico
Rambelli': sabato e domenica dalle 10 alle 18. Ingresso libero. Alla sala Forum (viale delle Ceramiche
13) fino al 27 febbraio personale di Bruno Merendi dal titolo ?Opere d' autore'. Tutti i giorni 16­19;
sabato e domenica anche 10­12.30. Galleria d' arte Molinella: fino al 2 marzo ?Silenzio di fiaba', dipinti
di Renato Albonetti. Orario: mercoledì, giovedì e venerdì 16­19; sabato e domenica 10­12 e 16­19.
Bottega Bertaccini (corso Garibaldi 4): fino al 28 febbraio sono esposte le 12 foto finaliste del 4°
concorso fotografico Circolo Anspi Cappuccini. Orario: 9.30­12.30 e 15.30­19.30. Chiuso il lunedì
mattina.
A LUGO, Palazzo del Commercio­Sale Lino Longhi, via Acquacalda 29, fino al 9 marzo ?Esplanade in
bianco e nero. Big Bang di colore' di Ermes Bajoni: martedì­domenica 15.30­18.30. MA­SE,via Foro
Boario 83, fino al 22 febbraio mostra del monumento di Antonio Minieri ?Minotauro con Arianna'.
Pescheria della Rocca, fino al 23 febbraio ?Novecento Nuovi arrivi': giovedì e venerdì 15­18; sabato e
domenica 10­12 e 15­18. Il 22 febbraio è prevista l' inaugurazione di ?Patrimonio artistico culturale di
Lugo' in vari luoghi della città. A Bagnara , ex bar Roma, fino alla fine di marzo mostra di Mauro
Malafronte ed Enzo Dente dal titolo ?B / N Il non colore': lunedì­venerdì 8.30­13 e 14.30­17.30. A Russi ,
ex chiesa in Albis, fino al 23 febbraio collettiva di 30 artisti dal titolo Q2. Visite 18 febbraio 10­12; il 22 e
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Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Il Resto del Carlino Ravenna
23 febbraio 10­12 e 14­19.30. Al Museo Ugonia di Brisighella fino al 30 marzo mostra dello scultore
Aldo Rontini: festivi e prefestivi 10­12.30 e 15­18.30. Bagnacavallo , Bottega Matteotti: per la rassegna ?
Arte in vetrina', mostra di Stefano Tedioli ?Tempi moderni'. Visite fino al 23 febbraio in orario
coincidente con quello della Bottega. Al Museo delle Cappuccine fino al 23 febbraio ?L' incisione in Italia
oggi. Linguaggi, poetiche, tendenze': martedì­domenica 10­12 e 15­18, lunedì chiuso.
Sala delle colonne: fino al 27 febbraio collettiva dell' associazione ?Arti e dintorni' di scultura, pittura e
ceramica: feriali 15­18, festivi 10­12 e 14.30­18­30. A Cotignola ,Museo Varoli: fino al 23 febbraio mostra
di disegni e collages dal titolo ?Invera' di Antonella Piroli, Giuliano Guatta e Giovanni Lanzoni. Orario:
giovedì e venerdì 15.30­18.30; sabato e domenica 10­12 e 15­18.30.
Rosanna Ricci.
RICCI ROSANNA
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Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
Corriere di Romagna Ravenna
Lugo. Cori di discriminazione nella gara di Terza Categoria di Ravenna tra Quartiere Stuoie e
Gs Romagna. Allertate anche le forze dell' ordine.
Offese razziste all' arbitro, partita sospesa
Dagli spalti piovono insulti per via delle sue origini meridionali, e lui fischia la fine all' 80'
LUGO. I cori di discriminazione razziale sono
all' ordine del giorno negli stadi di serie A. Ieri
ne potrebbero essere volati anche nella partita
di Terza Categoria di Rav e n n a Quartiere
Stuoie ­Gs Romagna, tanto da far spingere l'
arbitro Davide Aurea della sezione Aia di
Ravenna a fischiare anzitempo la fine e a
chiamare le forze dell' ordine. L' incontro è
terminato all' 80' sul risultato di 1­1, ma sarà il
giudice sportivo a stabilire l' esito della sfida in
base al referto che presenterà il direttore di
gara. Aurea non è alle prime armi nella
direzione, è di origini siciliane ma vive e lavora
a Ravenna da moltissimi anni.
«Noi siamo andati in vantaggio nel recupero
del primo tempo (vedi tabellino a pagina 38) ­
racconta Gianluca Marchini, vicepresidente del
Gs Romagna che è in vetta alla classifica
insieme all' Atletico Lugo ­. Nella ripresa ci
sono stati alcuni falli fischiati dall' arbitro a
entrambe le parti, poi ha ritenuto che uno di
questi fosse da rigore e così gli avversari
hanno pareggiato e noi siamo rimasti in dieci
(espulsione di Angiolini al 58', ndr).
Dopo questo episodio le due squadre hanno
continuato a darsi battaglia, ma a circa un
quarto d' ora dalla fine l' arbitro ha fischiato la
fine perché ha dichiarato di aver sentito sugli
spalti una frase di terrorismo, io penso volesse dire razzismo, non ci ha detto però quale fosse lo sfottò.
Questo non è un nostro problema perché in squadra abbiamo tanti ragazzi che provengono dal sud e
anche sugli spalti i nostri tifosi non sono solo romagnoli. Abbiamo aspettato 20 minuti per vedere se
cambiava idea, eravamo tutti increduli e chiedevamo di riprendere a giocare. Ci alleniamo tutta la
settimana per arrivare alla partita e questa volta c' è stata tolta la possibilità di giocare. Domani (oggi,
ndr) andremo in Federazione per capire cosa dobbiamo fare e per vedere cosa ha scritto l' arbitro sul
referto».
Ecco invece quello che ha visto e sentito dal campo il presidente ­giocatore del Quartiere Stuoie, Enrico
Bosi: «La gara è stata maschia e il Gs Romagna si è innervosito quando l' arbitro ci ha dato il rigore, da
cui è scaturita anche un' espulsione. Da quel momento sono iniziate le offese all' arbitro sulle sue origini
meridionali, che sono arrivate dagli spalti. I giocatori in campo protestavano in maniera accesa ed erano
nervosi ma verbalmente non sono mai stati offensivi. L' arbitro ci ha detto che, sulla base delle norme
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Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
Corriere di Romagna Ravenna
sulla discriminazione razziale, concludeva la partita. Io ho portato via i miei giocatori per calmare i toni,
gli avversari hanno accerchiato l' arbitro ma non sono partiti colpi violenti. Le forze dell' ordine le avevo
chiamate anch' io 5 minuti prima vedendo che la situazione si stava scaldando».
La parola ora passa al giudice sportivo che, in base al referto, potrà decidere di ripetere la gara, dare il
3­0 a tavolino, comminare una sanzione o anche inibire il campo da gioco.
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Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
Corriere di Romagna Ravenna
Bocconi avvelenati, nuove misure
LUGO. Visti i numerosi reati avvenuti nel
territorio di tutta la Bassa Romagna, è stata
avviata la campagna informativa "Ucciso...
come un cane!", contro l' avvelenamento degli
animali. Nei centri cittadini sono stati appesi
manifesti per la sensibilizzazione della
cittadinanza, mentre presso gli Urp dei nove
Comuni sono reperibili volantini informativi,
contenenti tutti i numeri di riferimento da
utilizzare in caso di emergenza.
Oltre che un reato, avvelenare animali
domestici o selvatici è un gesto crudele che
provoca sofferenze ed è potenzialmente
pericoloso anche per le persone e per l'
ambiente.
Sul territorio è attivo un sistema per la raccolta
tempestiva delle segnalazioni dei cittadini nel
caso di ritrovamento di animali deceduti,
rinvenimento di esche e bocconi o altro
materiale sospetto come lacci o trappole,
nonché di casi presunti o effettivi di
intossicazioni e avvelenamenti di animali
anche selvatici. In tutti questi casi è possibile
effettuare la segnalazione indistintamente alla
polizia municipale della Bassa Romagna
(numero verde 800 072 525), all' Ausl servizio
Veterinario di Bagnacavallo (0545 283082
oppure 0545 283083), alla polizia provinciale
di Ravenna (0544 258922) o al corpo forestale dello Stato (comando di Ravenna 0544 212569, numero
unico di emergenza 1515).
I cittadini sono invitati a collaborare alla lotta contro questo fenomeno e a prendere alcune precauzioni,
come l' utilizzo della museruola per le passeggiate con il proprio animale da compagnia (soprattutto in
campagna) e l' utilizzo di guanti per raccogliere eventuali esche sospette. Ai primi sintomi sospetti di
avvelenamento del proprio animale è necessario rivolgersi tempestivamente al proprio veterinario di
fiducia.
Ogni anno si assiste a episodi di avvelenamento di animali selvatici o domestici, in particolare in
primavera. Le esche avvelenate si ritrovano con maggior frequenza in campagna, ma in alcuni casi
anche in cortili privati e parchi pubblici. Uccidere animali selvatici o domestici con esche avvelenate è
punito con il carcere da 3 a 18 mesi. Il maltrattamento di un animale comporta la reclusione da 3 mesi a
1 anno o la multa da 3mila a 15mila euro.
L' articolo 674 del codice penale punisce inoltre chi getta sostanze tossiche nel suolo pubblico.
Per parlare di questi temi è stata organizzata una serata informativa, domani alle 20.30 al Centro di
quartiere di Fruges (Massa Lombarda), in via E.
Ricci. Interverranno Ferdinando Bassi, vicesindaco di Massa Lombarda, Diana Venturini, direttore dell'
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Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
Corriere di Romagna Ravenna
Unità operativa sanitaria animale dell' Asl della Romagna, e Giovanni Naccarato, comandante
provinciale del corpo forestale dello Stato.
CONSELICE. Il Comune ha consegnato il diploma del corso base di volontario di protezione civile a 19
componenti del gruppo comunale di Pc, conseguito dopo aver frequentato il corso organizzato dalla
Provincia. Hanno conseguito il diploma Maria Adamska Dobroslawa, Maria Baldassarri, Giovanni
Baldini, Giulio Bassani, Olindo Davalle, Lorenzo Emiliani, Giacinto Ferlini, Annibale Grasso, Giovanni
Lacchini, Aldo Manzoni, Domenico Marangoni, Vittorio Minghetti, Eliana Panfiglio, Marco Passardi, Luigi
Poggi, Ateo Preti, Guido Tommasini, Gian Luigi Tubertini, Egidio Zanotti.
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Corriere di Romagna
(Ravenna)
Corriere di Romagna Ravenna
Consegnato il diploma di corso base ai volontari
della protezione civile
CONSELICE. Il Comune ha consegnato il
diploma del corso base di volontario di
protezione civile a 19 componenti del gruppo
comunale di Pc, conseguito dopo aver
frequentato il corso organizzato dalla
Provincia. Hanno conseguito il diploma Maria
Adamska Dobroslawa, Maria Baldassarri,
Giovanni Baldini, Giulio Bassani, Olindo
Davalle, Lorenzo Emiliani, Giacinto Ferlini,
Annibale Grasso, Giovanni Lacchini, Aldo
Manzoni, Domenico Marangoni, Vittorio
Minghetti, Eliana Panfiglio, Marco Passardi,
Luigi Poggi, Ateo Preti, Guido Tommasini,
Gian Luigi Tubertini, Egidio Zanotti.
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Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
Corriere di Romagna Ravenna
LUGO
L' Ascom ha convocato una riunione
straordinaria degli organi direttivi oggi alle 19,
poche ore prima della partenza per Roma per
la mobilitazione di martedì indetta da Rete
Imprese Italia, la sigla che raggruppa a livello
nazionale le organizzazioni del commercio e
dell' artigianato. Anche una delegazione di
A s c o m Lugo s i r e c h e r à a R o m a « p e r
denunciare la drammatica situazione in cui
versa la piccola e media impresa. Chi si
volesse aggiungere alla delegazione, tel. 0545
30111.
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Pagina 46
Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
Corriere di Romagna Ravenna
FUSIGNANO
Stasera alle 21 al teatro Moderno si terrà
"Arcangelo chi?", l' evento conclusivo dell'
Anno corelliano. La serata prevede un
concerto di musica antica e classica, oltre alla
presentazione delle attività didattiche svolte
dagli alunni delle classi terze della scuola
media dell' istituto comprensivo "Luigi
Battaglia". Ingresso libero. Info: tel. 0545
955653 oppure www.comune.fusignano.ra.it.
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Pagina 46
Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
Corriere di Romagna Ravenna
LUGO
Terzo appuntamento, al Salone Estense della
Rocca alle 20,30 di stasera, del ciclo di
incontri su "Corretta alimentazione e
maternità". Relazionano Arianna Di Napoli
(psicologa alimentare), Enzo Esposito
(ginecologo), Guido Porcellini (nutrizione e
integrazione) e Marco Zucchini (pediatra).
Organizza Lugo rugby.
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La Voce di Romagna
La Voce di Romagna Ravenna
LUGO Terza categoria Cori razzisti. contro l' arbitro:
partita sospesa
A causa degli insulti razzisti e delle minacce
piovutegli addosso dalla tifoseria ospite, ha
sospeso la partita a un quarto d' ora dalla fine
sul risultato di 1­1. E' accaduto a Lugo, nel
corso del match di terza categoria Ravenna
dove si giocava il match fra "Quartiere Stuoie"
e quelle della frazione ravennate di Sant'
Antonio, il "Gs Romagna". L' arbitro è di origini
siciliane ma residente con la famiglia a
Ravenna. A pag. 10.
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La Voce di Romagna
(ed. Forlì)
La Voce di Romagna Ravenna
LUGO.
Calcio marcio Insulti razzisti e minacce all' arbitro:
gara sospesa
A causa degli insulti razzisti e delle minacce
piovutigli addosso dalla tifoseria ospite, ha
sospeso la partita a un quarto d' ora dalla fine
del secondo tempo sul risultato di 1­1.
E' accaduto ieri pomeriggio al campo sportivo
"Enea Faccani" di Lugo nel corso della partita
del Campionato provinciale ravennate di Terza
categoria: si giocava la quarta giornata di
ritorno tra la squadra locale "Quartiere Stuoie
1982" e quella della frazione ravennate di Sant'
Antonio, il "Gruppo sportivo Romagna".
Il direttore di gara, di origini siciliane ma
residente con la famiglia a Ravenna, al
trentunesimo minuto ha deciso che i cori
razzisti e le frasi di minacce contro di lui non
erano più compatibili con il proseguimento
della gara.
"Una decisione ­ ha spiegato Fabio Alberani,
presidente della sezione ravennate dell'
Associazione italiana Arbitri ­ presa perché
rischiava la propria incolumità. L' ho sentito al
telefono, mi ha raccontato tutto: davvero un
brutto episodio.
Ora stilerà il referto e toccherà al giudice
sportivo pronunciarsi sul caso".
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