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Basilea 2 - Toyota Financial Services

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Toyota Financial Services
Terzo Pilastro di Basilea 2
Informativa al pubblico
Marzo 2014
Toyota Financial Services
Terzo Pilastro di Basilea 2 - Informativa al pubblico
Marzo 2014
Indice
Premessa
2
1
Adeguatezza Patrimoniale
4
1.1
1.2
1.2.1
1.2.2
Informativa qualitativa
Informativa quantitativa
Composizione del Patrimonio di Vigilanza
Requisiti Patrimoniali Regolamentari
4
5
5
6
2
Rischio di credito: informazioni generali
2.1
2.1.1
2.1.2
2.2
2.2.1
2.2.2
Informativa qualitativa
10
Definizione di esposizioni scadute e deteriorate a fini contabili
10
Metodologia adottata per la procedura di svalutazione crediti
10
Informativa quantitativa
12
Esposizioni creditizie lorde distinte per tipologie di prodotto e di controparte 12
Esposizioni creditizie lorde, distinte per tipologia di prodotto e per area
geografica
13
Esposizioni creditizie lorde, distinte per tipologia prodotto e per branca di
attività economica
14
Portafoglio Crediti - Classificazione per tipologia prodotto e vita residua
16
Esposizioni scadute e deteriorate per tipologia di prodotto
17
Esposizioni scadute e deteriorate per localizzazione geografica
18
2.2.3
2.2.4
2.2.5
2.2.6
3
3.1
3.1.1
3.1.2
3.1.3
3.2
Rischio di tasso di interesse sulle posizioni incluse nel
portafoglio immobilizzato
Informativa qualitativa
Natura del rischio tasso d’interesse
Ipotesi di fondo utilizzate nella misurazione e gestione del rischio Banking
Book
Frequenza di misurazione di questa tipologia di rischio
Informativa quantitativa
10
20
20
20
20
21
21
1
Toyota Financial Services
Terzo Pilastro di Basilea 2 - Informativa al pubblico
Marzo 2014
Premessa
In ottemperanza al recepimento nazionale del framework di Basilea II da parte1 di Banca
d’Italia, Toyota Financial Services Italy Branch (di seguito “TFSI” ovvero “Intermediario”,
“Finanziaria”), si è adeguata alla nuova disciplina prudenziale per gli intermediari finanziari
iscritti nell’elenco speciale di cui art.107 del TUB.
La nuova regolamentazione prudenziale si basa su “tre pilastri”, previsti dalla disciplina di
Basilea. In particolare:
•
Primo Pilastro - introduce un requisito patrimoniale per fronteggiare i rischi tipici
dell’attività finanziaria, ovvero rischio di credito, di controparte, di mercato, operativo.
•
Secondo Pilastro - richiede agli intermediari di dotarsi di un processo di controllo
dell’adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica rispetto ai rischi assunti, rimettendo
all’Autorità di Vigilanza il compito di verificare l’affidabilità e la coerenza dei relativi
risultati e di adottare, ove la situazione lo richieda, le opportune misure correttive.
•
Terzo Pilastro - introduce obblighi di informativa al pubblico riguardanti l’adeguatezza
patrimoniale, l’esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei relativi sistemi di
gestione e di controllo.
Tale suddivisione normativa permette agli intermediari finanziari di realizzare la vigilanza
“equivalente” a quella bancaria.
In tale contesto, il presente documento vuole rispondere all’obbligo di informativa al pubblico
richiesta dal Terzo Pilastro; TFSI garantisce la correttezza e la veridicità delle informazioni
pubblicate, nonché l’adeguatezza dei presidi organizzativi tesi a garantire l’affidabilità dei
processi di produzione ed elaborazione dei delle informazioni.
Informazioni da pubblicare
Le informazioni da pubblicare sono sia tipo qualitativo che quantitativo, e sono organizzate in
apposite tavole, di seguito presentate nel dettaglio, ciascuna inerente ad una particolare area
informativa.
La normativa prevede un elenco estensivo di informazioni da pubblicare; è in capo
all’intermediario, in relazione all’operatività svolta, l’individuazione delle informazioni
rilevanti, a cui gli stakeholders abbiano interesse. In tale ottica, TFSI ha scelto di pubblicare le
seguenti tavole informative:
•
Tavola 1, Adeguatezza Patrimoniale, relativa alla composizione del Patrimonio di
Vigilanza e dei Requisiti Patrimoniali.
•
Tavola 2, Rischio di credito – informazioni generali, relativa alla composizione del
portafoglio crediti in termini di: tipologia di controparti e relativa localizzazione geografica,
qualità del credito e metriche di determinazione delle svalutazioni.
•
Tavola 6, Rischio tasso di interesse sul portafoglio immobilizzato, inerente le metriche di
misurazione e gestione del rischio tasso di interesse sulle attività e passività diverse da
quelle di negoziazione.
1
Circolare n. 216 del 5 agosto 1996 di Banca d’Italia, “Istruzioni di Vigilanza per gli Intermediari Finanziari
iscritti nell’«Elenco Speciale»” (9° aggiornamento del 28 febbraio 2008).
2
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Terzo Pilastro di Basilea 2 - Informativa al pubblico
Marzo 2014
Per contro, in relazione alle propria operatività, TFSI attualmente non pubblica le seguenti
tavole informative:
•
Tavola 3, Rischio di credito- informazioni relative ai portafogli assoggettati al metodo
standardizzato, relativa alle modalità di impiego dei rating esterni nell’ambito della
determinazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito, poiché la
Finanziaria adotta il metodo Standard Semplificato, che non si avvale di rating esterni.
•
Tavola 4, Tecniche di attenuazione del rischio di credito, relativa all’impiego di garanzie
eleggibili ai sensi della normativa per la mitigazione del rischio di credito, non presenti
presso TFSI.
•
Tavola 5, Operazioni di cartolarizzazione, attualmente non presenti nell’operatività di
TFSI.
•
Tavola 7, Esposizioni in strumenti di capitale incluse nel portafoglio immobilizzato, da
compilarsi unicamente a cura delle merchant banking, cui TFSI non è riconducibile.
Al fine di rendere più agevole ed immediata la consultazione, informazioni già presenti in altri
documenti diffusi dall’intermediario (es. bilancio) per finalità diverse, saranno comunque
incluse nell’ambito della presente informativa.
Modalità e frequenza di pubblicazione
TFSI intende pubblicare la presente informativa sul proprio sito internet con periodicità
annuale; qualora occorressero avvenimenti tali da ritenere opportuna la tempestiva informazione
del pubblico, TFSI provvederà tempestivamente ad aggiornare la documentazione prodotta con
una frequenza maggiore.
La presente informativa si basa sui dati di bilancio relativi all’esercizio chiuso in data 31 Marzo
2014.
3
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Terzo Pilastro di Basilea 2 - Informativa al pubblico
Marzo 2014
1
Adeguatezza Patrimoniale
1.1
Informativa qualitativa
Toyota Financial Services Italy Branch (TFSI), in quanto Intermediario Finanziario iscritto
nell’Elenco Speciale (ex art. 107 del TUB) e non appartenente ad un Gruppo Bancario
Nazionale, determina il requisito patrimoniale su base individuale. Sebbene TFSI sia una
branch di Toyota Financial Services (UK) PLC, essa ha scelto di applicare la regolamentazione
prudenziale in modo estensivo, alla stregua di un’entità giuridica autonoma.
L’operatività principale della Finanziaria è basata sulla concessione di finanziamenti a soggetti
retail per l’acquisto di autoveicoli; ciò determina l’esposizione della società al rischio di credito,
al rischio tasso sul portafoglio immobilizzato, connesso alle diverse maturità delle fonti di
finanziamento e degli impieghi e al rischio operativo. Poiché l’attività core di TFSI è rivolta a
persone fisiche e piccole aziende, il portafoglio crediti risulta essere ben diversificato; non è
rilevabile, quindi alcuna concentrazione nei confronti di specifiche controparti.
Per quanto concerne il rischio di liquidità, allo stato attuale la gestione di tale rischio avviene
secondo le linee guida e nei limiti operativi dettati da parte della casa madre TFSUK all’interno
di una dettagliata Liquidity Policy.
TFSI, inoltre, ha individuato specifiche componenti di rischio strategico e reputazionale, cui
sono indirizzate connesse azioni di gestione e di contenimento.
In virtù del principio di proporzionalità, dal momento che TFSI appartiene agli Intermediari di
classe 32, ai fini calcolo della determinazione del capitale interno, ha utilizzato le metodologie di
calcolo dei requisiti patrimoniali regolamentari a fronte dei rischi compresi nel primo pilastro e
le metodologie di calcolo semplificate indicate nelle Istruzioni di Vigilanza per gli altri rischi
“misurabili” non compresi nel primo pilastro.
La tabella che segue declina le metodologie adottate da TFSI per ciascun rischio misurabile:
Metodologie di misurazione del rischio
Rischio
Rischio di credito
Rischio operativo
Rischio di tasso di interesse sul portafoglio bancario
Rischio di concentrazione
Approccio Metodologico
•
Metodologia standardizzata semplificata
•
Metodo di base (BIA – Basic Indicator Approach)
•
Metodologia regolamentare semplificata (Allegato M)
•
Metodologia regolamentare Herfindahl (Allegato L)
Ai fini della determinazione del capitale interno complessivo TFSI impiega il c.d. approccio
semplificato “building block”, che consiste nel sommare ai requisiti patrimoniali a fronte dei
rischi di primo pilastro (capitale regolamentare) l’eventuale capitale interno relativo agli altri
rischi rilevanti per i quali sono presenti metriche di misurazione.
2
Ai sensi della Circolare n°216, si definiscono di Classe 3 gli intermediari che non si avvalgono di sistemi interni
per la misurazione dei rischi di Primo Pilastro e il cui totale attivo è inferiore a 3.5 mld. di Euro.
4
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Terzo Pilastro di Basilea 2 - Informativa al pubblico
Marzo 2014
1.2
Informativa quantitativa
1.2.1
Composizione del Patrimonio di Vigilanza
La gestione del Patrimonio di Vigilanza riguarda l’insieme delle politiche e delle scelte
necessarie per definire la dimensione del patrimonio stesso, nonché la combinazione ottimale tra
i diversi strumenti alternativi di capitalizzazione, in modo da assicurare l’adeguatezza
patrimoniale rispetto ai rischi assunti.
Il Patrimonio di Vigilanza ed i coefficienti patrimoniali sono calcolati sulla base dei valori
patrimoniali e del risultato economico determinati con l’applicazione dei principi contabili
internazionali IAS/IFRS.
Il Patrimonio di Vigilanza viene calcolato come somma di componenti positive, nella piena
disponibilità della Finanziaria, e negative, in base alla loro qualità patrimoniale. Esso è
costituito dal Patrimonio di Base e dal Patrimonio Supplementare al netto di alcune deduzioni.
Si definiscono elementi di qualità primaria, e confluiscono nel Patrimonio di Base (Tier 1), il
capitale versato, i sovrapprezzi di emissione, le riserve di utili e di capitale, gli strumenti
finanziari assimilabili al Patrimonio (cd. strumenti innovativi e non innovativi di capitale,
computabili entro determinate soglie) e l’utile netto di periodo. Sono invece definiti come
elementi negativi del Patrimonio di Base e come tali sottratti dallo stesso, principalmente: le
azioni proprie in portafoglio, le attività immateriali compresi gli avviamenti e le perdite
dell’esercizio e di quelli precedenti.
Sono invece elementi di qualità secondaria, e concorrono alla formazione del Patrimonio
Supplementare (Tier 2), le poste di natura creditizia, quali, gli strumenti ibridi di
patrimonializzazione e le passività subordinate di secondo livello, nonché gli strumenti
finanziari innovativi e innovativi non computabili nel Patrimonio di Base perché eccedenti le
soglie previste.
Le norme di vigilanza prevedono dei correttivi alle voci di patrimonio netto finalizzati a
salvaguardare la qualità del Patrimonio di Vigilanza e a ridurne la potenziale volatilità indotta
dall’applicazione dei dei principi contabili internazionali IAS/IFRS. Tali correttivi rientrano nei
c.d. “filtri prudenziali” ed interessano sia il Patrimonio di Base, sia quello Supplementare.
Dal Patrimonio di Vigilanza si deduce, inoltre, indipendentemente dal portafoglio contabile di
allocazione, il valore libro delle interessenze azionarie in banche e società finanziarie, nonché
strumenti non innovativi e innovativi di capitale, strumenti ibridi di patrimonializzazione e
strumenti subordinati emessi dalle stesse. Analogo trattamento è previsto per il valore libro delle
partecipazioni in società di assicurazione nonché degli strumenti subordinati emessi da tali
società, qualora posseggano le caratteristiche per essere computati nel Patrimonio di Vigilanza
degli emittenti.
5
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Terzo Pilastro di Basilea 2 - Informativa al pubblico
Marzo 2014
Di seguito si presenta la composizione del Patrimonio di Vigilanza di TFSI con data di
riferimento 31 marzo 2014:
Patrimonio di Vigilanza
Elementi Patrimoniali
Ammontare al 31/03/14
Patrimonio di Base
Elementi positivi
Capitale sociale versato
55.000.000
Riserve
32.273.841
Utile del periodo
Tot elementi positivi PB
87.273.841
Elementi negativi
Altre immobilizzazioni immateriali
Perdita del periodo
Tot elementi negativi PB
Deduzioni
Totale Patrimonio di Base
1.625.997
1.625.997
0
85.647.844
Patrimonio Supplementare
Tot elementi positivi PS
0
Tot elementi negativi PS
0
Deduzioni
0
Totale Patrimonio Supplementare
0
Totale Patrimonio di Vigilanza
85.647.844
Il Patrimonio di Vigilanza di TFSI è interamente costituito da elementi di qualità primaria; esso
infatti coincide con il Patrimonio di Base. Le riserve sono interamente costituite da utili non
distribuiti (perdite accumulate) in esercizi precedenti. Nell’ambito delle componenti negative
del Patrimonio di Base figurano le immobilizzazioni immateriali diverse dall’avviamento,
riconducibili principalmente a software.
1.2.2
Requisiti Patrimoniali Regolamentari
TFSI, ai fini della determinazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito,
utilizza la metodologia standardizzata semplificata, la quale costituisce una semplificazione del
metodo Standard che non prevede il ricorso ai giudizi esterni delle agenzie di rating.
Le diverse esposizioni sono suddivise in diverse classi regolamentari a cui vengono applicati
coefficienti di ponderazione diversificati. Di seguito si fornisce una tabella riepilogativa con i
diversi portafogli regolamentari, i coefficienti di ponderazione, l’esposizione, il Risk Weight
Asset ed il relativo requisito regolamentare.
6
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Terzo Pilastro di Basilea 2 - Informativa al pubblico
Marzo 2014
Il requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito/controparte in data di riferimento 31
marzo 2014 è pari a €35.690.121; di seguito si riporta la relativa composizione per asset class
regolamentari.
Rischio di credito e di controparte - Metodologia Standardizzata Semplificata: attività di rischio
Descrizione
Ponderazione
Esposizione
RWA
Requisito
0%
21.760.190
-
-
Esposizioni vs intermediari vigilati (rischio
di credito)3
20% (durata < 3m)
2.384.956
476.991
28.619
Esposizioni vs intermediari vigilati (rischio
di controparte)
100%
0
0
0
Esposizioni verso enti del settore pubblico
non appartenenti alle amministrazioni
centrali
100%
-
-
-
0%
-
-
-
100%
12.157.972
12.157.972
729.478
75%
738.949.711
554.212.413
33.252.745
Esposizioni verso OICR
100%
-
-
-
Esposizioni verso OICR non soggetti a
limitazioni nell'utilizzo della leva
finanziaria (hedge funds)
150%
-
-
-
Esposizioni garantite da ipoteca o derivanti
da operazioni di leasing su immobili
residenziali
35%
-
-
-
Esposizioni garantite da ipoteca o derivanti
da operazioni di leasing su immobili non
residenziali
50%
-
-
-
Esposizioni scadute
150%
11.188.023
16.782.045
1.006.923
Altre esposizioni
100%
11.587.118
11.205.940
672.356
776.267.780
594.835.361
35.690.121
Esposizioni vs soggetti sovrani e banche
centrali
Esposizioni vs banche multilaterali di
sviluppo
Esposizioni vs imprese non finanziarie
Esposizioni al dettaglio (retail)
Totale
Il requisito patrimoniale a fronte del rischio operativo, calcolato con il metodo del Basic
Indicator Approach, in data di riferimento 31 marzo 2014 è pari a €5.302.244.
Secondo tale metodo il requisito patrimoniale è determinato applicando un coefficiente del 15%
alla media del Margine di Intermediazione relativo agli ultimi tre bilanci di esercizio.
3
Le esposizioni nei confronti di Intermediari Vigilati sono tutte riconducibili a depositi, classificati a vista
secondo il criterio della vita residua, quindi ponderati al 20%.
7
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Terzo Pilastro di Basilea 2 - Informativa al pubblico
Marzo 2014
Ai fini della determinazione dell’Indicatore Rilevante si considera il Margine di
Intermediazione relativo a Marzo 2014/2013/2012 poiché TFSI, in aderenza con quanto previsto
dal Gruppo Toyota, chiude bilancio al 31 Marzo.
Rischio Operativo - Margine di Intermediazione
Descrizione
Margine di Intermediazione 31.03.2014
37.226.325
Margine di Intermediazione 31.03.2013
34.654.745
Margine di Intermediazione 31.03.2012
34.163.801
Media triennale
35.348.290
Requisito Patrimoniale Rischio Operativo (15% Margine di Intermediazione medio)
5.302.244
La tabella che segue fornisce un quadro della situazione patrimoniale di TFSI con data di
riferimento 31 marzo 2014.
Adeguatezza Patrimoniale
Categorie/Valori
Requisito
Rischio di Credito e Controparte
Metodologia standardizzata semplificata
35.690.121
Rischio mercato
Rischio operativo
Metodo base Basic Indicator Approach
5.302.244
Requisiti patrimoniali totali
40.992.365
Posizione patrimoniale-eccedenza (PV-req tot)
44.655.479
Tier 1 Capital Ratio
14.4%
Total Capital Ratio
14.4%
8
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Terzo Pilastro di Basilea 2 - Informativa al pubblico
Marzo 2014
Requisiti totali – Rischi di Pillar I
La situazione patrimoniale di TFSI si attesta su livelli di piena solidità. Con riferimento ai ratio
patrimoniali il Core Tier I Ratio coincide con il Total Capital Ratio ed è pari al 14.4%, dal
momento che la Finanziaria non presenta componenti del Patrimonio Supplementare.
9
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Terzo Pilastro di Basilea 2 - Informativa al pubblico
Marzo 2014
2
Rischio di credito: informazioni generali
2.1
Informativa qualitativa
2.1.1
Definizione di esposizioni scadute e deteriorate a fini contabili
La definizione di attività scadute e deteriorate utilizzata a fini di bilancio è coerente con quanto
richiesto dalla normativa di riferimento4; in particolare, si definiscono:
1
Attività scadute: attività nei confronti di debitori, diversi da quelli segnalati a sofferenza,
incaglio e ristrutturato, che presentano posizioni scadute da oltre 90 giorni. Si indicano tra le
attività scadute il totale delle esposizioni nei confronti dei debitori indicati, se le attività
scadute da oltre 90 giorni rappresentano almeno il 5% del totale delle attività nei confronti
di tali debitori. Nel caso tale soglia non sia superata, si indicano unicamente le posizioni
scadute da oltre 90 giorni.
2
Attività deteriorate: somma di sofferenze, incagli, attività ristrutturate e scadute.
Lo status di sofferenza è associato a quei contratti che abbiano almeno 6 rate insolute o che
abbiano esaurito l’ordinaria fase di recupero extra-legale (Phone Collection, agenzie di recupero
esterne) o manifestato evidenti segni di insolvenza (fallimento, irreperibilità del cliente,
dichiarazione di impossibilità di proseguire con i pagamenti da parte del cliente).
Le posizioni non censite in sofferenza sono classificate in funzione del numero di rate non
pagate, variabile da 0 a 7; gestionalmente sono considerati performing i contratti che abbiano al
più una rata non pagata. A decorrere dalla seconda rata non pagata, a ciascuna classe di insoluto
corrisponde una diversa azione di recupero.
Allo stato TFSI non dispone di una definizione gestionale di incaglio.
2.1.2
Metodologia adottata per la procedura di svalutazione crediti
I crediti devono essere esposti nello Stato Patrimoniale in base al presumibile valore di realizzo.
Il punto di partenza per la determinazione del presumibile valore di realizzo è il valore nominale
al quale i crediti sono inizialmente iscritti in contabilità.
Un credito è considerato deteriorato quando si ritiene che, probabilmente, non si sarà in grado di
recuperarne l’intero ammontare, sulla base delle condizioni contrattuali originarie, o un valore
equivalente.
TFSI monitora il comportamento della propria clientela attraverso la produzione di un report in
cui, separatamente per credito al consumo, leasing e revolving, si presenta: il numero di rate non
pagate e l’eventuale assegnazione alla controparte dello status gestionale di sofferenza,
l’ammontare dell’eventuale scaduto, il debito residuo.
4
Banca d’Italia, Febbraio 2006, Istruzioni per la redazione dei bilanci degli Intermediari finanziari iscritti
nell’Elenco speciale, degli Istituti di moneta elettronica (IMEL), delle Società di gestione del risparmio (SGR) e
delle Società di intermediazione mobiliare (SIM).
10
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Terzo Pilastro di Basilea 2 - Informativa al pubblico
Marzo 2014
La determinazione delle provision avviene con periodicità mensile. La svalutazione iscritta a
conto economico nel mese di riferimento è pari all’eventuale differenza negativa tra il fondo
svalutazione crediti al mese precedente e la svalutazione da imputarsi alla pratica stessa.
Svalutazioni specifiche sono previste unicamente a fronte delle posizioni in sofferenza sono
previste svalutazioni specifiche; a fronte di posizioni non in status di sofferenza,
indipendentemente dall’eventuale classificazione di scaduto, sono determinate svalutazioni
collettive.
Le percentuali di svalutazione specifica sono determinate in base a valutazioni del reparto
Legal/Collection, basate sulla percentuale di successo dell’attività di recupero. Allo stato tali
percentuali variano dal 20% fino al 100%.
Le percentuali di svalutazioni collettive derivano dall’elaborazione di dati storici sulla positività
dell’attività di recupero, secondo la seguente metrica:
•
sono state osservate le pratiche a recupero in un orizzonte temporale di 12/18 mesi;
•
alla fine del periodo, per ogni singola pratica, si rapporta il totale recuperato con il totale
affidato;
•
il valore ottenuto viene aggregato per tutte le pratiche appartenenti alla medesima fascia di
rischio, ottenendo una percentuale media di recupero per ciascuna di esse; il complemento
ad uno di tale valore rappresenta la percentuale di non recupero su ogni fascia;
•
le percentuali di non recupero di ciascuna fascia sono moltiplicate per quelle delle fasce di
rischio successive; il prodotto ottenuto rappresenta la percentuale di svalutazione generica
associata alla fascia.
La tabella che segue mostra per ciascuna classe di insoluto, le azioni di recupero intraprese, le
relative probabilità di successo e di insuccesso e la percentuale di svalutazione generica
associata:
Azioni di recupero e svalutazioni generiche
Rate
impagate
Descrizione status
Azione di recupero
% recupero
% non
recupero
%
svalutazione
0-1
Il primo impagato viene
Inizio phone collection
rilevato dall'Ufficio
Collection. La rilevazione
del primo impagato è per
lo più assimilabile a
problemi di natura tecnica
legati alle modalità di
pagamento.
92%
8%
0.6%
2
Due rate non pagate; inizia Phone collection massiva ed
la vera e propria fase di
inizio affidamento ad
copertura del rischio.
agenzie di recupero crediti
esterne.
37%
62%
36.3%
3
Tre rate non pagate.
Ricorso massimo ai
recuperatori esterni.
16%
84%
57.6%
4
Quattro rate non pagate.
Affidamento a legale esterno
il quale invia una
6.8%
93.2%
68.9%
11
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Terzo Pilastro di Basilea 2 - Informativa al pubblico
Marzo 2014
Azioni di recupero e svalutazioni generiche
comunicazione scritta di
notifica al debitore.
5
Da 5 rate non pagate
6
Procedura concorsuale
scritta
>6
8%
82%
73.9%
5%
95%
80.5%
5%
90%
90%
A titolo esemplificativo, la percentuale di svalutazione generica relativa alla classe 3 è
determinata come di seguito:
2.2
Informativa quantitativa
2.2.1
Esposizioni creditizie lorde distinte per tipologie di prodotto e di controparte
Di seguito si presenta il portafoglio crediti Toyota al 31 Marzo 2014, suddiviso per le principali
tipologie di controparti (Privati, POE, Corporate5) e per prodotto (credito al consumo e leasing).
Crediti vs clientela-Classificazione per prodotto
Prodotto
Esposizione
%
Credito al Consumo
695.363.727
88,5%
90.268.792
11,5%
785.632.519
100,0%
Leasing
TOT prodotto
L’88% delle posizioni è ascrivibile a credito al consumo, l’12% a contratti di leasing.
5
Le controparti sono state riclassificate in settori e comparti di attività economica in base alla Circolare n.140
dell’11 febbraio 1991 (1° aggiornamento – agosto 1998) “Istruzioni relative alla classificazione della clientela
per settori e gruppi di attività economica”, emessa da Banca d’Italia. In particolare, nel settore Privati (Famiglie
consumatrici) sono censiti gli individui che non possono essere considerati imprenditori (operai, impiegati,
lavoratori dipendenti in genere, pensionati, redditieri), soggetti la cui principale attività economica in conto
proprio è il consumo. Nel sottosettore POE (Piccoli Operatori Economici, Famiglie Produttrici) sono compresi
gli artigiani e le società semplici, di fatto o imprese individuali con un numero di addetti non superiore a cinque
unità. Nel sottosettore Corporate (imprese non finanziarie) sono censiti soggetti che svolgano attività
imprenditoriale diversa da quella bancaria e finanziaria, oltre i limiti dimensionali indicati per i Piccoli Operatori
Economici.
12
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Terzo Pilastro di Basilea 2 - Informativa al pubblico
Marzo 2014
2.2.2
Esposizioni creditizie lorde, distinte per tipologia di prodotto e per area geografica
In questo paragrafo verrà presentato il Portafoglio Crediti Toyota suddiviso per tipologia
prodotto (Credito al Consumo, Leasing) e per area geografica. In particolare le aree geografiche
di riferimento sono rappresentate dalle regioni italiane e dalla classe “Europa”.
Di seguito si riporta la distribuzione delle esposizioni per regione di residenza della controparte
distinta per tipologia di prodotto:
Regione
Credito al consumo
esp
ABRUZZO
BASILICATA
CALABRIA
CAMPANIA
EMILIA ROMAGNA
EUROPA
FRIULI VENEZIA GIULIA
LAZIO
LIGURIA
LOMBARDIA
MARCHE
MOLISE
PIEMONTE
PUGLIA
SARDEGNA
SICILIA
TOSCANA
TRENTINO ALTO ADIGE
UMBRIA
VALLE D'AOSTA
TOT prodotto
% area
14.111.199 2,03%
1.467.108 0,21%
19.471.381 2,80%
23.000.608 3,31%
53.264.692 7,66%
264.936 0,04%
13.223.594 1,90%
115.183.120 16,56%
13.742.659 1,98%
167.369.468 24,07%
13.935.774
934.674
58.188.354
28.442.947
10.558.152
38.073.632
54.143.799
6.469.204
8.687.940
2,00%
0,13%
8,37%
4,09%
1,52%
5,48%
7,79%
0,93%
1,25%
3.140.704 0,45%
695.363.727
Leasing
esp
% area
1.994.902 2,21%
126.309 0,14%
2.429.849 2,69%
2.881.134 3,19%
6.988.279 7,74%
0 0,00%
1.012.482 1,12%
12.036.764 13,33%
1.966.766 2,18%
34.257.511 37,95%
1.663.018
284.183
4.591.927
1.362.066
955.831
4.255.515
5.592.640
578.456
708.497
1,84%
0,31%
5,09%
1,51%
1,06%
4,71%
6,20%
0,64%
0,78%
TOT area % area tot
16.106.101
1.593.417
21.901.230
25.881.742
60.252.971
264.936
14.236.077
127.219.884
15.709.426
201.626.979
2,05%
0,20%
2,79%
3,29%
7,67%
0,03%
1,81%
16,19%
2,00%
25,66%
15.598.792
1.218.856
62.780.281
29.805.013
11.513.982
42.329.147
59.736.439
7.047.660
9.396.437
1,99%
0,16%
7,99%
3,79%
1,47%
5,39%
7,60%
0,90%
1,20%
570.033 0,63%
3.710.737
0,47%
90.268.792
785.632.520 100,00%
Per quanto attiene i portafogli Credito al consumo e Leasing, la distribuzione delle esposizioni è
proporzionale al profilo dimensionale delle regioni; le regioni più densamente popolate, infatti,
presentano un’esposizione maggiore (Lombardia, Lazio, Piemonte).
13
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Terzo Pilastro di Basilea 2 - Informativa al pubblico
Marzo 2014
2.2.3
Esposizioni creditizie lorde, distinte per tipologia prodotto e per branca di attività
economica
Di seguito si riporta l’analisi del portafoglio crediti secondo la dimensione settoriale; ai fini
dell’aggregazione è stata utilizzata la direttrice della branca di attività economica, la cui
valorizzazione è prevista unicamente per le controparti Aziende (Corporate e POE), non
svolgendo i soggetti Privati alcuna attività economica in conto proprio.
L’analisi settoriale ha evidenziato la rilevanza di due sole branche di attività, come illustra la
tabella seguente:
Sezione ATECO
AGRICOLTURA,
SILVICOLTURA E PESCA
ALTRE ATTIVITÀ DI SERVIZI
ATTIVITÀ ARTISTICHE,
SPORTIVE, DI
INTRATTENIMENTO E
DIVERTIMENTO
ATTIVITÀ DEI SERVIZI DI
ALLOGGIO
E
DI
RISTORAZIONE
ATTIVITÀ DI FAMIGLIE E
CONVIVENZE
COME
DATORI DI LAVORO PER
PERSONALE
DOMESTICO;
PRODUZIONE DI BENI E
SERVIZI INDIFFERENZIATI
PER USO PROPRIO DA
PARTE DI FAMIGLIE E
CONVIVENZE
ATTIVITÀ FINANZIARIE E
ASSICURATIVE
ATTIVITA' IMMOBILIARI
ATTIVITÀ
MANIFATTURIERE
ATTIVITÀ PROFESSIONALI,
SCIENTIFICHE E TECNICHE
COMMERCIO ALL'INGROSSO
E
AL
DETTAGLIO;
RIPARAZIONE
DI
AUTOVEICOLI E MOTOCICLI
COSTRUZIONI
ESTRAZIONE DI MINERALI
DA CAVE E MINIERE
FORNITURA DI ACQUA;
RETI FOGNARIE, ATTIVITÀ
DI GESTIONE DEI RIFIUTI E
RISANAMENTO
FORNITURA DI ENERGIA
ELETTRICA, GAS, VAPORE E
ARIA CONDIZIONATA
Credito al consumo
Leasing
esp
%
branca
esp
%
branca
TOT
branca
%branca
tot
1.254.285
1%
1.086.898
1%
2.341.184
1%
5.518.060
6%
8.297.272
10%
13.815.332
8%
700.560
1%
608.318
1%
1.308.879
1%
2.637.439
3%
1.923.744
2%
4.561.182
3%
0
0%
15.142
0%
15.142
0%
36.014.174
37%
22.647.031
28%
58.661.204
33%
2.156.001
2%
1.658.172
2%
3.814.173
2%
6.789.896
7%
9.103.935
11%
15.893.830
9%
6.606.382
7%
5.967.244
7%
12.573.626
7%
16.429.119
17%
13.891.258
17%
30.320.377
17%
5.798.685
6%
6.166.586
8%
11.965.271
7%
122.991
0%
114.446
0%
237.437
0%
260.260
0%
491.859
1%
752.119
0%
207.357
0%
230.421
0%
437.778
0%
14
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Terzo Pilastro di Basilea 2 - Informativa al pubblico
Marzo 2014
Sezione ATECO
ISTRUZIONE
NOLEGGIO, AGENZIE DI
VIAGGIO,
SERVIZI
DI
SUPPORTO ALLE IMPRESE
SANITA'
E
ASSISTENZA
SOCIALE
SERVIZI DI INFORMAZIONE
E COMUNICAZIONE
TRASPORTO
E
MAGAZZINAGGIO
TOTALE
Credito al consumo
Leasing
esp
%
branca
esp
%
branca
TOT
branca
%branca
tot
487.808
1%
284.874
0%
772.682
0%
2.647.968
3%
1.863.587
2%
4.511.555
3%
2.369.643
2%
1.608.191
2%
3.977.835
2%
2.539.647
3%
2.439.234
3%
4.978.882
3%
4.117.176
4%
1.896.606
2%
6.013.782
3%
96.657.452
100%
80.294.817
100%
176.952.269
100%
Oltre il 63% delle esposizioni nei confronti di Piccoli Operatori Economici e Corporate sono
relative alla branca Servizi, Commercio, Recuperi e Riparazione ed Altri Servizi Disponibili alla
Vendita; il rimanente 10% non è concentrato su alcuna branca.
15
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Terzo Pilastro di Basilea 2 - Informativa al pubblico
Marzo 2014
2.2.4
Portafoglio Crediti - Classificazione per tipologia prodotto e vita residua
Il portafoglio crediti è classificato in 14 fasce temporali in funzione della relativa vita residua;
poiché tale portafoglio è costituito unicamente da esposizioni rateali a tasso fisso, ciascun
pagamento (rata) è collocato nella fascia temporale in cui diviene esigibile.
Di seguito si riporta la distribuzione del portafoglio crediti per fasce temporali, separatamente
per l’aggregato (crediti al consumo + revolving) e leasing6:
Fasce di vita
residua
Credito al consumo e altri finanz
Importo
%
%
Fascia Prodotto
Leasing
Importo
%
Fascia
%
Prodotto
Tot. Fascia
% Fascia
tot
A vista e revoca
12.009.968
2%
92%
1.022.507
1%
8%
13.032.475
2%
Fino a 1 m
25.010.454
3%
88%
3.472.023
4%
12%
28.482.475
4%
Oltre 1m a 3m
51.329.012
7%
91%
4.778.917
6%
9%
56.107.931
7%
Oltre 3m a 6m
71.255.122
10%
91%
6.933.011
8%
9%
78.188.133
10%
Oltre 6m a 12m
140.241.576
19%
91% 13.931.072
17%
9%
154.172.648
19%
Oltre 1y a 2y
186.410.514
26%
90% 21.037.563
26%
10%
207.448.076
26%
Oltre 2y a 3y
140.120.121
19%
90% 15.564.517
19%
10%
155.684.638
19%
Oltre 3y a 4y
74.846.815
10%
87% 11.670.001
14%
13%
86.516.816
11%
Oltre 4y a 5y
17.800.647
2%
85%
4%
15%
20.957.013
3%
Oltre 5y a 7y
8.239.913
1%
100%
0%
0%
8.239.913
1%
Oltre 7y a 10y
0%
0%
0%
0%
0
0%
Oltre 10y a 15y
0%
0%
0%
0%
0
0%
Oltre 15y a 20y
0%
0%
0%
0%
0
0%
Oltre 20y
0%
0%
0%
0%
0
0%
808.830.118
100%
TOT prodotto
727.264.141
3.156.366
81.565.977
Dall’analisi svolta emerge come oltre il 64% del Portafoglio Crediti TFSI si collochi nelle fasce
da 6 mesi a 3 anni. In particolare, nella fascia “da oltre 1 anno a due anni” si colloca il 26% del
portafoglio, nella fascia “da oltre due a tre anni” il 19%.
6
La partizione delle esposizioni in fasce temporale deriva dalla Base segnaletica 3, nella quale le esposizioni
identificate gestionalmente nelle categorie “credito al consumo”. Poiché la fonte in oggetto differisce dai
database gestionali sulla base dei quali sono state elaborate le tabelle precedenti e successive, sono rilevabili
leggere discrasie negli importi considerati.
16
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Terzo Pilastro di Basilea 2 - Informativa al pubblico
Marzo 2014
2.2.5
Esposizioni scadute e deteriorate per tipologia di prodotto
Come indicato nel paragrafo relativo all’informativa qualitativa della presente tavola, ai fini
contabili, si definiscono esposizioni scadute deteriorate le posizioni nei confronti di soggetti che
presentano crediti scaduti da oltre 90 giorni. Le esposizioni scadute non deteriorate sono
costituite da crediti scaduti non oltre i 90 giorni.
Le tabelle che seguono mostrano l’ammontare di esposizioni scadute e deteriorate distinte per
prodotto e per tipologia di controparte:
Prodotto
Credito al consumo
Exp. Scadute
Non
Deteriorate
Exp. Scadute
Deteriorate
Exp. totali
% scadute
% deteriorate
17.882.368
18.992.657
649.055.412
2,75%
2,78%
Leasing
2.731.935
6.752.968
80.783.890
3,31%
6,19%
Totale
20.614.303
25.745.624
729.839.302
2,82%
3,17%
Le posizioni deteriorate sono perlopiù riconducibili a sofferenze.
Il credito al consumo presenta una qualità del credito migliore rispetto al leasing.
17
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Terzo Pilastro di Basilea 2 - Informativa al pubblico
Marzo 2014
2.2.6
Esposizioni scadute e deteriorate per localizzazione geografica
Di seguito si fornisce la distribuzione delle esposizioni scadute e deteriorate per regione di
residenza della controparte e per aree geografiche rilevanti:
Regione di Residenza
ABRUZZO
Exp. Scadute
Non Deteriorate
Exp. Scadute
Deteriorate
Exp. Totale
% scadute
% deteriorate
555.983
1.126.570
16.106.101
3,45%
6,99%
61.851
59.409
1.593.417
3,88%
3,73%
CALABRIA
864.992
1.565.945
21.901.230
3,95%
7,15%
CAMPANIA
1.360.073
2.456.583
25.881.742
5,25%
9,49%
EMILIA ROMAGNA
1.313.938
1.100.655
60.252.971
2,18%
1,83%
27.330
33.898
264.936
10,32%
12,79%
143.836
314.842
14.236.077
1,01%
2,21%
2.705.419
3.727.217
127.219.884
2,13%
2,93%
481.094
413.910
15.709.426
3,06%
2,63%
4.593.154
4.696.088
201.626.979
2,28%
2,33%
418.026
549.077
15.598.792
2,68%
3,52%
BASILICATA
Europa
FRIULI
GIULIA
VENEZIA
LAZIO
LIGURIA
LOMBARDIA
MARCHE
MOLISE
37.512
92.727
1.218.856
3,08%
7,61%
PIEMONTE
1.896.876
1.811.622
62.780.281
3,02%
2,89%
PUGLIA
1.238.739
1.168.192
29.805.013
4,16%
3,92%
400.422
360.659
11.513.982
3,48%
3,13%
1.809.988
2.098.654
42.329.147
4,28%
4,96%
1.307.370
2.247.260
59.736.439
2,19%
3,76%
153.797
193.751
7.047.660
2,18%
2,75%
UMBRIA
230.615
359.735
9.396.437
2,45%
3,83%
VALLE D'AOSTA
145.664
97.422
3.710.737
3,93%
2,63%
VENETO
867.623
1.271.407
57.702.411
1,50%
2,20%
20.614.303
25.745.624
785.632.520
2,62%
3,28%
SARDEGNA
SICILIA
TOSCANA
TRENTINO
ADIGE
Totale
ALTO
18
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Marzo 2014
Area di residenza
Exp. Scadute
Exp. Deteriorate
Exp. Totale
% scadute
% deteriorate
Italia Nord Occidentale
7.116.788
7.019.043
283.827.423
2,51%
2,47%
Italia Nord Orientale
2.479.194
2.880.655
139.239.119
1,78%
2,07%
Italia Centrale
5.217.413
8.009.859
228.057.654
2,29%
3,51%
Italia Meridionale
3.563.167
5.342.856
80.400.258
4,43%
6,65%
Italia Insulare
2.210.411
2.459.313
53.843.129
4,11%
4,57%
Europa
27.330
33.898
264.936
10,32%
12,79%
Totale
20.614.303
25.745.624
785.632.520
2,62%
3,28%
L’Italia meridionale presenta un profilo di rischio peggiore rispetto alle altre aree geografiche,
riconducibile prevalentemente a Campania e Calabria; l’area geografica avente il miglior profilo
di rischio è l’Italia Nord-Occidentale, seguita da Italia Nord-Orientale e Centrale.
19
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Terzo Pilastro di Basilea 2 - Informativa al pubblico
Marzo 2014
3
Rischio di tasso di interesse sulle posizioni incluse nel
portafoglio immobilizzato
3.1
Informativa qualitativa
3.1.1
Natura del rischio tasso d’interesse
Il rischio tasso d’interesse derivante da attività diverse dalla negoziazione consiste nel rischio
che una variazione dei tassi d’interesse si rifletta negativamente sulla situazione economicofinanziaria della Società.
Il rischio di tasso d’interesse sul Banking Book si inquadra nell’ambito dei rischi misurabili di
Secondo Pilastro. Tale rischio ha come perimetro di riferimento tutte le poste appartenenti al
portafoglio immobilizzato sensibili a variazioni dei tassi di interesse e deriva dalla presenza di
mismatching nella struttura per scadenze (periodi di revisione dei rendimenti) delle componenti
attive e passive.
In presenza di tali differenze, fluttuazioni dei tassi di interesse determinano:
3.1.2
•
una variazione del margine d’interesse e quindi del profitto atteso di breve periodo (effetti di
breve periodo), con impatti sulla redditività della finanziaria;
•
una variazione del valore di mercato delle attività e delle passività, quindi del valore
economico del patrimonio netto (effetti di lungo periodo).
Ipotesi di fondo utilizzate nella misurazione e gestione del rischio Banking Book
Coerentemente al principio di proporzionalità dell’ICAAP, per la determinazione
dell’esposizione al rischio tasso Banking Book, TFSI ha scelto di avvalersi dell’approccio
semplificato di cui all’Allegato M della Circolare n°216. La logica di misurazione prevista dalla
Vigilanza valuta gli effetti di luogo periodo derivanti dalla variazione dei tassi di riferimento,
approssimando la variazione del valore attuale del patrimonio netto, in corrispondenza dello
shock di tasso individuato.
La metrica in oggetto prevede la collocazione delle attività e passività in 14 fasce temporali in
considerazione della relativa vita residua (operazioni a tasso fisso) o del periodo di successiva
revisione del tasso (operazioni a tasso variabile). Determinata la posizione netta per ciascuna
fascia (differenza tra attivo e passivo), essa è ponderata in funzione della duration modificata
normativamente prevista e dell’ampiezza shift che si intende simulare. La somma delle
esposizioni nette ponderate approssima la variazione di valore attuale del portafoglio
immobilizzato in corrispondenza dello shock individuato.
La normativa di vigilanza prevede il monitoraggio di un indicatore di rischiosità, calcolato
rapportando la sensitivity a 200 bps al Patrimonio di Vigilanza; la soglia di alert definita è del
20%.
Poiché le attività detenute da TFSI sono interamente a tasso fisso, al fine di mitigare la
componente di rischio tasso di interesse derivante dalla presenza di passività a tasso variabile,
TFSI ha contratto dei finanziamenti a medio-lungo termine al fine di adeguare la struttura
dell’indebitamento a quella dell’attivo finanziato.
20
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Terzo Pilastro di Basilea 2 - Informativa al pubblico
Marzo 2014
A livello di Gruppo, il rischio in oggetto è presidiato attraverso un sistema di Asset & Liability
Management, allo stato attuale in capo a TFSUK; in particolare, si impiega un modello di
simulazione del Value at Risk (VaR) del portafoglio immobilizzato con intervallo di confidenza
del 95% ed un orizzonte temporale di 30 giorni, coerente con la frequenza di monitoraggio del
rischio in oggetto.
3.1.3
Frequenza di misurazione di questa tipologia di rischio
L’analisi di monitoraggio gestionale del rischio tasso di interesse è svolta giornalmente
dall’Ufficio Treasury; essa si sostanzia in:
•
recepimento delle indicazioni della casamadre con riferimento ai tassi applicabili alle
operazioni di finanziamento sul mercato;
•
predisposizione di reportistica da inviare al CFO, al CEO e alla casamadre inerente le
posizioni nette giornaliere.
Trimestralmente, la Funzione Accounting monitora ex post l’indicatore di rischiosità secondo la
metrica regolamentare descritta in precedenza, sulla base di dati di fonte segnaletica. L’analisi
in oggetto è pertanto effettuata con date di riferimento di seguito allineate alle Segnalazioni di
Vigilanza: 31/03, 30/06, 30/09, 31/12.
3.2
Informativa quantitativa
Confluiscono nell’ambito della misurazione del rischio tasso le seguenti poste sensibili di attivo
e passivo7:
•
i crediti verso clientela: credito al consumo, leasing, secondo il criterio generale della vita
residua;
•
debiti verso banche ed altri enti finanziari;
•
depositi e conti correnti attivi verso banche;
•
conti correnti passivi verso banche.
Di seguito si riporta la struttura per scadenze del Portafoglio crediti con riferimento ai principali
macroaggregati collocati nelle singole fasce di scadenza, suddivisi per attivo e per passivo;
l’ultima colonna riporta la posizione netta per singola fascia.
7
Le tabelle successive seguono le stesse logiche di collocamento delle poste utilizzate nel paragrafo 2.2.4 relativo
alla struttura per scadenza del portafoglio crediti; il perimetro di applicazione è tuttavia diverso: in questa sede,
infatti, sono considerate, nell’ambito della attività, anche i depositi detenuti nei confronti di banche e le passività
sensibili, nell’ambito delle passività, le poste sensibili al rischio tasso di interesse.
21
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Terzo Pilastro di Basilea 2 - Informativa al pubblico
Marzo 2014
La fascia “fino ad un mese” presenta la maggiore esposizione netta liability sensitive; tale
posizione è imputabile alla componente residuale dei finanziamenti accesi da TFSI oltre il breve
termine più la normale provvista a breve; l’importo di tali debiti è pari a circa 92 mln.
La fascia “da sei a dodici mesi” e le due fasce successive rappresentano le maggiore
esposizione asset sensitive (51 mln.); ciò è dovuto essenzialmente al fatto che il nostro attivo
presenta una durata media di circa 42 mesi, così che le fasce mediane raccolgono la parte più
consistente dei crediti residui.
Da sottolineare come, rispetto all’anno passato, si sia allungata la vita residua del portafoglio
determinando un incremento della posizione netta asset sensitive nella fascia oltre i 5 anni (12
mln)
Sommando verticalmente le posizioni nette di fascia, si ottiene la posizione netta globale,
positiva e pari a circa 81 mln.; alla data di riferimento, pertanto TFSI ha una posizione
complessiva asset sensitive, è quindi esposta ad una variazione negativa dei tassi di interesse.
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Toyota Financial Services
Terzo Pilastro di Basilea 2 - Informativa al pubblico
Marzo 2014
Di seguito si riporta la struttura per scadenze di tale portafoglio con riferimento alle relative
componenti attive e passive, la posizione netta di fascia e la posizione ponderata, nell’ipotesi di
uno shift alla curva dei tassi di ampiezza 200 bps, la posizione netta globale e il relativo
indicatore di rischiosità:
COMPOSIZIONE PORTAFOGLIO PER SCADENZE
Fasce tem porali
A
P
(A-P)
Fatt pond
Im p ponderati
a vista e revoca
10
13.032.475,00
-5.327.932,00
7.704.543,00
0,00%
0,00
fino a 1 m
25
28.482.475,00
-32.000.000,00
-3.517.525,00
0,08%
-2.814,02
oltre 1m a 3m
41
56.107.931,00
-20.000.000,00
36.107.931,00
0,32%
115.545,38
oltre 3m a 6m
42
78.188.133,00
-85.000.000,00
-6.811.867,00
0,72%
-49.045,44
oltre 6m a 12m
43
154.172.648,00 -155.000.000,00
-827.352,00
1,43%
-11.831,13
oltre 1y a 2y
44
207.448.076,00 -197.000.000,00
10.448.076,00
2,77%
289.411,71
oltre 2y a 3y
50
155.684.638,00
-97.000.000,00
58.684.638,00
4,49%
2.634.940,25
oltre 3y a 4y
60
86.516.816,00
-65.000.000,00
21.516.816,00
6,14%
1.321.132,50
oltre 4y a 5y
70
20.957.013,00
-20.000.000,00
957.013,00
7,71%
73.785,70
oltre 5y a 7y
80
8.239.913,00
0,00
8.239.913,00
10,15%
836.351,17
oltre 7y a 10y
160
0,00
13,26%
0,00
oltre 10y a 15y
170
0,00
17,84%
0,00
oltre 15y a 20y
180
0,00
22,43%
0,00
oltre 20y
300
0,00
26,03%
0,00
Indeterminata
777
0,00
0,00%
0,00
0,00
∑
Patrimonio di Vigilanza
Indicatore Rischiosità
0,00
5.207.476,11
85.651.429
6,08%
La posizione netta ponderata globale che approssima la variazione del valore economico del
Portafoglio di Banking Book a fronte dello shift ipotizzato di 200 bps, è pari a circa 5.2 mln;
l’indicatore di rischiosità ottenuto rapportando tale sensitivity al Patrimonio di Vigilanza è pari a
6.08%, pienamente al di sotto della soglia regolamentare di alert.
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