guida degli studi 2013/2014

Politecnico di Bari
Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e
dell’Architettura
Guida ai corsi di Studio:
- CdL_L4 Disegno industriale (XII)
- CdLM_LM4 Architettura (XXIV)
- CdLM_LM4 Ingegneria Edile-Architettura (XI)
Guide to Degree Programs
- CdL_L4 Industrial Design (XII)
- CdLM_LM4 Architecture (XXIV)
- CdLM_LM4 Building EngineeringArchitecture (XI)
Anno Accademico 2013/2014
Politecnico di Bari
Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria civile e dell’Architettura (dICAR)
Anno Accademico 2013-2014
Guida ai corsi di Studio di Disegno Industriale, Architettura, Ingegneria
Edile-Architettura
Guide to degree programs in Industrial Design, Architecture, Building
Engineering-Architecture
a cura di
Claudio D’Amato Guerrieri
Progetto grafico
Nino Perrone
Redazione e impaginazione
- Michela Tangorra, Segreteria di redazione
- Rosanna Visaggi, Segreteria di redazione
- Maria Concetta Cariello, Studentessa
- Valentino Devanna, Studente
Composizione tipografica in Meta
(Erik Spiekermann, 1993)
ISBN
Stampato da
Arti Grafiche Favia
70026 Modugno (Bari)
©2014, Politecnico di Bari,
Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria civile e dell’Architettura (ICAR)
Giugno 2014
2
INDICE
Claudio D’Amato
Foreword/Presentazione, 5
1. Strutture didattiche e di ricerca
1.1. Il dipartimento ICAR (XIV), 8
1.1.1 Storia e carattere del Dipartimento ICAR, 8
1.1.2 SSD del Dipartimento ICAR, 8
1.1.3 I docenti afferenti al Dipartimento ICAR
nell’A.A. 2013/2014, 8
1.1.4 Il Personale Tecnico e Amministrativo, 9
1.1.5 Organi del Dipartimento:
Il Direttore del Dipartimento per il triennio
2012/2015
Il Consiglio di Dipartimento per l’A.A.
2013/2014
La Giunta di Dipartimento per il triennio 2012/2015, 9
1.1.6 Responsabile dei servizi amministrativi del Dipartimento, 12
1.1.7 Responsabile del Servizio Prevenzione e
Protezione, 12
1.2. Le strutture di servizio, 13
1.2.1 Il sistema dei servizi didattici e di ricerca
“a rete” del Dipartimento ICAR, 13
1.2.2 Organizzazione dei Laboratori didattici e di
ricerca, 13
1.2.3 Finanziamenti dei Laboratori di ricerca, 13
1.3. Le biblioteche, 13
1.3.1 La Biblioteca Marcus Vitruvius Pollio, 13
1.3.2 Il personale tecnico-amministrativo, 14
1.3.3 Regolamento della sala di lettura, 14
1.3.4 La biblioteca Mimar Sinan, 14
1.3.5 Carta dei servizi della Biblioteca Mimar Sinan
(biblioteca specialistica dell’area di progettazio
ne architettonica, ICAR 14-15-16), 15
1.3.6 Regolamento di consultazione per i laureandi
del DICAR, 15
2. Servizi agli studenti
2.1. Segreteria studenti, 18
2.2 Orientamento, 18
2.2.1 Orientamento in entrata, 18
2.3 Progetto Archinauti: e-learning system, 18
2.4 Strutture di servizio, 19
3. I Regolamenti didattici
3.1. Regolamento didattico del DICAR (XXIV), 22
3.1.1 Regolamenti didattici dei corsi di studio del
Dipartimento ICAR, 22
3.1.2 Titoli di studio rilasciati, 22
3.1.3 Durata dei corsi di studio, 22
3.1.4 Calendari delle attività didattiche, 22
3.1.5 Architettura didattica dei corsi di studio, 23
3.1.6 Architettura didattica dei singoli corsi di insegnamento, 23
3.1.7 Architettura didattica di altre attività formative (stage, tirocini, ecc…), 23
3.1.8 Status degli studenti, 23
3.1.9 Frequenza delle attività didattiche, 23
3.1.10 Trasferimenti e riconoscimento di crediti, 23
3.1.11 Riconoscimento di crediti acquisiti per attività formative pre-universitarie, 23
3.1.12 Riconoscimento di crediti extracurriculari, 24
3.1.13 Requisiti e condizioni per l’accesso ai corsi di
studio, 24
3.1.14 Tipologie dei corsi di insegnamento, 24
3.1.15 Esami di profitto, 24
3.1.16 Sessioni d’esame, 25
3.1.17 Commissioni d’esame, 25
3.1.18 Valutazioni d’esame, 25
3.1.19 Esame di laurea, 25
3.1.20 Revisione annuale del regolamento didattico, 26
3.2. Regolamento didattico del corso di laurea (CdL) in Disegno industriale (XII), 28
3.2.1 Laurea, 28
3.2.2 Accesso al Corso di Laurea CdL in Disegno
Industriale, 28
3.2.3 Durata degli studi, 28
3.2.4 Obiettivi formativi qualificanti, 28
3.2.5 Capacità professionali, 28
3.2.6 Sbocchi professionali, 29
3.2.7 Quadro generale dell’offerta formativa e sua articolazione, 29
3.2.8 Esame di laurea, 29
3.2.9 Crediti assegnati all’offerta formativa, 30
3.2.10 Organizzazione della didattica e acquisizione dei crediti, 30
3.2.11 Norme relative all’accesso, 31
3.2.12 Offerta erogata 1° anno, 32
3.2.13 Offerta erogata 2° anno, 33
3.2.14 Offerta erogata 3° anno, 34
3.2.15 Organizzazione delle attività didattiche
Aree disciplinari, insegnamenti e docenti, 35
3.2.16Insegnamenti e docenti per anni di corso
1° anno, 36
3.2.17Insegnamenti e docenti per anni di corso
2° anno, 36
3.2.18Insegnamenti e docenti per anni di corso
3° anno, 37
3.2.19Progetti didattici 1° anno, 38
3.2.20Progetti didattici 2° anno, 44
3.2.21Progetti didattici 3° anno, 49
3.3. Regolamento didattico del corso di laurea
in Architettura (XXIV), 56
3.3.1 Carattere del corso di laurea magistrale (CDLM)
in Architettura, 56
3.3.2 Numero strutturato e concorso di ammissione,
57
3.3.3 Durata degli studi e spendibilità della laurea
magistrale in Architettura, 57
3.3.4 Ambiti disciplinari e ripartizione del montecrediti, 57
3.3.5 Definizione degli ambiti disciplinari e discipline
inserite nel corso di laurea magistrale in
Architettura, 57
3.3.6. Organizzazione della didattica e corsi di insegnamento, 57
3.3.7. Articolazione dei curricula, 58
3.3.8 Norme Attuative per l’AA 2013/2014, 59
3.3.9 Organizzazione delle attività didattiche del
CdLM in Architettura, 66
3.3.10Progetti didattici del I ciclo, 74
3.3.11 Progetti didattici del II ciclo, 98
3.3.12 Progetti didattici del III ciclo, 128
3.4. Regolamento didattico del corso di laurea (CdLM) in Ingegneria Edile-Architettura (XI), 132
3.4.1 Obiettivi formativi specifici del corso e descri- zione del percorso formativo, 132
3.4.2 Numero strutturato e concorso di ammissione,
132
3.4.3 Durata degli studi e spendibilità della laurea
magistrale in Ingegneria Edile/Arcitettura, 132
3.4.4 Ambiti disciplinari e ripartizione del monteCrediti, 132
3.4.5 Definizione degli ambiti disciplinari e discipline
inserite nel corso di laurea magistrale in
Ingegneria Edile-Architettura, 133
3.4.6 Organizzazione didattica e corsi di
insegnamento, 133
3.4.7 Articolazione del curriculum studiorum, 133
3.4.8 Esame di laurea, 133
3.4.9 Norme Attuative per l’AA 2013-2014, 134
3.4.10 Offerta didattica erogata nel CdLM in
Ingegneria Edile-Architettura
(ex DM 270/2004), 135
3.4.11 Organizzazione delle attività didattiche del
CdLM in Ingegneria Edile-Architettura, 141
3.4.12 Progetti didattici del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura - 1° anno, 146
3.4.13 Progetti didattici del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura - 2° anno, 150
3.4.14 Progetti didattici del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura - 3° anno, 154
3.4.15 Progetti didattici del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura - 4° anno, 159
3.4.16 Progetti didattici del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura - 5° ann0, 164
4. 4.1 4.2 5. 5.1
Relazioni internazionali
Lifelong Learning Programme (LLP)/Erasmus, 168
Accordi internazionali, 169
Post Lauream
Scuola di Specializzazione, 172
5.1.1 Caratteri generali, 172
5.1.2 Finalità, 172
5.1.3 Spendibilità del titolo, 172
5.1.4 Regolamento didattico, 173
5.1.5 Manifesto degli studi - Curriculum in Storia e
Restauro dell’architettura antica - 1° anno, 176
5.1.6 Manifesto degli studi - Curriculum in Storia e
Restauro dell’architettura antica - 2° anno, 177
5.1.7 Manifesto degli studi - Curriculum in Restauro
dell’architettura in pietra - 1° anno, 178
5.1.8 Manifesto degli studi - Curriculum in Restauro
dell’architettura in pietra - 2° anno, 179
5.2 Dottorato di Ricerca in ARCHITETTURA: INNOVAZIONE E PATRIMONIO, 180
5.2.1 Atto istitutivo - Consorzio Argonauti, 180
5.2.2 Consorzio Argonauti - Regolamento “generale”
dei corsi di Dottorato di Ricerca, 182
5.2.3 Regolamento didattico e organizzativo del
corso DR - XXIX ciclo, AA 2013/2014, 190
5.2.4 Bando di Concorso per l’ammissione a corsi di
dottorato di ricerca - XXIX ciclo formativo, 199
5.3 Esami di Stato, 204
a.Appendici
a.1 Planimetria del campus e edifici del Dipartimento
ICAR, 208
a.2 Status accademico dei docenti del Dipartimento ICAR,
222
a.3 Indice dei nomi, 227
a.4 Calendario annuale delle attività didattiche, 230
a.5 Architettura didattica del Dipartimento ICAR
per l’Anno Accademico 2013/2014, 2324
a.1 Planimetria del campus e edifici del Dipartimento
ICAR
3
Presentazione
Foreword
4
The academic year just ended was full of news, but mostly it was
the year in which the recent institutional changes that have
affected the academic world, have begun to emerge with clarity
and evidence1 .
Firstly, some important institutional changes (determined by the
law 240/2014, like the disappearance of the Faculties), have
identified the Departments as the new hub of teaching and
research, at last combined into a single structure. In this way is
finished the institutional conflict between Deans (in charge of
the academic positions) and Directors of Departments (in charge
of finance for research and management of departmental
structures ). Moreover it has been possible the assignment of
Degree Programs to the Departments according to their dominant
disciplines.
In the Polytechnic of Bari the Faculties of Engineering and
Architecture are disappeared; and the Departments are now only
4, two for the Area 08 (Civil Engineering and Architecture); and
two for the Area 09 (Industrial and Information Engineering).
In DICAR now there are the Degree Programs in Industrial Design,
in Architecture and in Building Engineering / Architecture. The
last two belong to the class of Master of Science LM-4,
Architecture and Building Engineering / Architecture.
This renewal process already initiated under the previous Rector,
prof. Nicola Costantino, is going ahead with the new Rector, prof.
Eugenio Di Sciascio, elected on 1st October after the resignation
in mid-term of Rector Costantino
This is a completely new stage in the life of Italian universities:
now many institutional organizations (Presidium quality,
Evaluation Unit, strategic Commission, etc..) compete to ensure
those quality standards under which the universities themselves
are classified and funded in proportion to the results of their
teaching and research.
Today, the culture of evaluation is the hallmark of this new phase
of the Italian university life. Evaluation means first selfevaluation, fight against the scarcity of efficiency of teaching and
research and its practical effectiveness in terms of results.
Evaluation means promoting excellence through tangible signs of
recognition, such as e.g. priority in academic calls, or making
a.2 Status accademico
dei docenti
competitions
in those disciplines
where excellence has been
del Dipartimento ICAR
certified.
The protagonist of this season, positive and negative at the same
a.3 for
Indice
dei nomithat has attracted, has been ANVUR, the
time
the contrasts
National Agency for the Evaluation of the University System of
a.4 Calendario
annuale
delle
attività
didattiche
Research,
which has
promoted
two
assessment
procedures: the
ASN,
National Scientific Enabling, aimed to certify the
a.5 Architettura
didattica
del
Dipartimento
ICAR
requirements
for access
to the
upper
levels of teaching
per l’Anno
Accademico
2013/2014
(Associate
Professor
and Full Professor);
and VQR, Evaluation of
Research Quality of the recent years.
Our university has achieved poor results when compared to the
national level; and similarly the average of our Department is
located in a mid-range of results that we need to examine
carefully whether we want to improve our performances.
The current composition of Degree Programs that we provide
(Architecture, Building Construction and Industrial Design) has
set in motion from its very beginning a process of
homogenization that is not easy to manage, whose outcomes are
not easily predictable. The new didactic rules show how much
delicate is this phase, whose difficulties are also arising from the
attempt to maintain privileges (or simply bad habits), quite
contrary to the logic of merit and profit I mentioned.
I am confident that in the next Academic Year 14/15, we will gain
good results from the close comparison between Degree
Programs in Architecture and in Building Engineering; and we will
get success if everyone, teachers and students, will do their part
with a mind free from prejudice.
I want to mention here further positive results in teaching that
has seen our Department grow in positive terms.
It was established and enabled the School of Specialization in
Architecture and Landscape, seventh in Italy and second in its
South Regions, whose teaching offer is very different from that of
the other Italian schools. In fact, it is the only one to offer a
specialization in History and restoration of ancient architecture,
and one in the restoration of stone architecture.
Finally, our PhD course, starting from this Academic Year, is in a
consortium with the University of ROMA TRE, and is called
Architecture: Innovation and Heritage, with three curriculum:
Design the Building of Architecture, History and Restoration of
Architecture, Design in an Ancient country. Also this is a course
distinct from those offered by other Italian Schools, based on an
interdisciplinary offer of very high level.
Claudio D’Amato
Director of DICAR for the Academic Years 2012/2015
June 2014
1 Generally, the Guide to the Degree Programs comes out in late Spring, because
it provides an opportunity to evaluate the academic activities just ended (The
technical information are anyway insured on the web from the very beginning, in
October).
Presentazione
L’anno accademico appena trascorso è stato denso di novità, ma
soprattutto è stato l’anno in cui i recenti cambiamenti istituzionali
che hanno investito il mondo universitario, hanno iniziato a
manifestarsi con evidenza e chiarezza 1.
In primo luogo il nuovo assetto istituzionale determinato dalla
legge 240/2014 che, con la scomparsa delle Facoltà, ha identificato
i Dipartimenti come il nuovo fulcro dell’attività didattica e di ricerca,
finalmente unificate in un’unica struttura. Una novità importante e
strategica che da una parte ha posto fine al “conflitto” istituzionale
fra Presidi (responsabili del budget per le chiamate dei posti di
ruolo) e Direttori di Dipartimento (responsabili dei finanziamenti
per le attività di ricerca e di gestione delle strutture dipartimentali);
e dall’altra ha consentito di eliminare gli squilibri fra organismi
gestionali come erano alcuni Consigli di Facoltà, attraverso la
assegnazione dei Corsi di Studio ai differenti dipartimenti in
base alla loro dominante disciplinare (appartenenza alle aree
disciplinari).
Nel Politecnico di Bari ciò ha significato la fine della prima (Bari)
e della seconda (Taranto) Facoltà di Ingegneria, e della Facoltà di
Architettura; la riduzione del numero dei Dipartimenti da 9 a 4, due
per l’Area 08 (ingegneria Civile e Architettura), DICAR e DICATECH;
e due per l’Area 09 (Ingegneria Industriale e dell’Informazione),
DMMM E DIEI. Al DICAR fanno capo il CDL in Disegno industriale e i
due CDLM quinquennali a ciclo unico in Architettura e in Ingegneria
edile/Architettura, entrambi appartenenti alla classe delle lauree
magistrali LM- 4, Architettura e Ingegneria Edile/Architettura.
Questo processo di rinnovamento già avviato sotto il Rettorato
del prof. Nicola Costantino, sta andando avanti con il nuovo
Rettore, prof. Eugenio Di Sciascio, eletto dopo le dimissioni a
metà mandato di Costantino, ed entrato in carica dal 1° Ottobre
2013. Una fase questa completamente nuova nella vita del nostro
Ateneo e degli Atenei italiani in generale, che vede molteplici
organismi istituzionali concorrere (Presidio della Qualità, Nucleo
di Valutazione, Commissione strategica, ecc.) per assicurare quegli
standard di qualità in base ai quali gli Atenei stessi sono classificati
e finanziati proporzionalmente ai risultati delle loro attività
didattiche e di ricerca.
Ed è proprio la cultura della valutazione che può essere
individuata come il segno distintivo di questa nuova fase della vita
universitaria: valutazione vuol dire in primo luogo autovalutazione,
lotta alla scarsità di efficienza dell’azione didattica e di ricerca e
alla sua effettiva efficacia sul piano dei risultati; promozione del
merito attraverso tangibili segni di riconoscimento, come p. es. la
precedenza nelle chiamate su posti di ruolo, o la messa a concorsi
di posti nei SSD in cui l’eccellenza è stata certificata.
Protagonista di questa stagione, positivo e negativo al tempo
stesso per i contrasti che ha saputo suscitare, è stata l’ANVUR,
l’Agenzia Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario
della Ricerca, che ha promosso due procedure di valutazione:
l’ASN, Abilitazione Scientifica Nazionale, destinata ai docenti,
Ricercatori e Professori Associati, per certificare i requisiti necessari
per la partecipazione alle valutazioni comparative e accedere
ai livelli superiori (Professore Associato e Ordinario); e la VQR,
Valutazione della Qualità della Ricerca, con cui sono stati valutati i
prodotti scientifici degli ultimi anni.
Il nostro Ateneo ha conseguito, nel suo complesso, risultati
modesti se confrontati sul piano nazionale; e analogamente il
nostro Dipartimento mediamente si è collocato in una fascia
intermedia: risultati che dobbiamo analizzare con attenzione se
vogliamo migliorare le nostre performance. A partire dalla sua
composizione attuale e dai corsi di studio che eroghiamo, che
fanno capo agli studi di Architettura e Design. Nell’accogliere nel
DICAR nel 2011 alcuni docenti provenienti da altri Dipartimenti
più piccoli (DICA, DAU), e il CDLM in Edile/Architettura, abbiamo
messo in moto un processo di omogeneizzazione non facile da
gestire, e i cui esiti non sono scontati. Il nuovo regolamento
didattico approvato ha dimostrato quanto sia delicata questa fase,
le cui difficoltà sono da una parte culturali, ma derivanti anche dal
tentativo di mantenere privilegi acquisiti (o più semplicemente
cattive abitudini), del tutto contrari a quella logica del merito e del
profitto di cui ho detto.
Sono fiducioso che il prossimo AA 14/15, ci vedrà conquistare
buoni risultati, a partire da quella cartina di tornasole che sono le
tesi di laurea, e che stanno vedendo un confronto ravvicinato fra
architettura ed edile/architettura; un successo che ci sarà se tutti,
professori e allievi, faranno la loro parte con mente sgombra da
pregiudizi.
Voglio infine ricordare altre prove che il nostro Dipartimento
ha dovuto affrontare sul piano della didattica, e che ci ha visto
crescere in termini positivi.
E’ stata istituita e attivata la Scuola di Specializzazione in Beni
architettonici e del Paesaggio, settima in Italia e seconda nel
Meridione, la cui offerta didattica è molto diversa da quella delle
altre scuole italiane. Essa infatti è l’unica ad offrire un indirizzo
in Storia e restauro dell’architettura antica, e uno in Restauro
dell’architettura di pietra.
Infine il Dottorato di ricerca, giunto al suo XXIX ciclo (attivo
nel DICAR dal XV ciclo, 2000), è stato istituito ed attivato in
consorzio con l’Università di Roma Tre con un corso denominato
Architettura: innovazione e patrimonio, con tre curricula: Cultura
della costruzione, Il progetto filologico, Progettare in un paese
antico. Anche in questo caso si tratta di un corso distinto da
tutti quelli offerti dalle altre sedi, basato su una offerta tematica
interdisciplinare volta a creare alta formazione nei campi del saper
e saper fare.
Claudio D’Amato
Direttore DICAR per gli anni accademici 2012/2015
Giugno 2014
1 Generalmente la Guida degli Studi esce al termine delle lezioni dell’anno
accademico in corso, perché costituisce l’occasione per tentare un bilancio
dell’anno appena trascorso (l’informazione tecnica è comunque assicurata
dal Web).
5
1. Strutture didattiche e di ricerca
1.1. Il dipartimento ICAR (XIV)
1.1.1 Storia e carattere del Dipartimento ICAR
1.1.2 SSD del Dipartimento ICAR
1.1.3 I docenti afferenti al Dipartimento ICAR
nell’A.A. 2013/2014
1.1.4 Il Personale Tecnico e Amministrativo
1.1.5 Organi del Dipartimento:
Il Direttore del Dipartimento per il triennio
2012/2015
Il Consiglio di Dipartimento per l’A.A.
2013/2014
La Giunta di Dipartimento per il triennio 2012/2015
1.1.6 Responsabile dei servizi amministrativi del Dipartimento
1.1.7 Responsabile del Servizio Prevenzione e
Protezione
1.2. Le strutture di servizio
1.2.1 Il sistema dei servizi didattici e di ricerca
“a rete” del Dipartimento ICAR
1.2.2 Organizzazione dei Laboratori didattici e di
ricerca
1.2.3 Finanziamenti dei Laboratori di ricerca
1.3. Le biblioteche
1.3.1 La Biblioteca Marcus Vitruvius Pollio
1.3.2 Il personale tecnico-amministrativo
1.3.3 Regolamento della sala di lettura
1.3.4 La biblioteca Mimar Sinan
1.3.5 Carta dei servizi della Biblioteca Mimar Sinan
(biblioteca specialistica dell’area di progettazione architettonica, ICAR 14-15-16)
1.3.6 Regolamento di consultazione per i laureandi
del DICAR
2
1.1. Il dipartimento ICAR (XIV)
8
3 ICAR 08, Scienza delle costruzioni
4 ICAR 09, Tecnica delle costruzioni
5 ICAR 10, Architettura tecnica
6 ICAR 12, Tecnologia dell’architettura
7 ICAR 13, Disegno industriale
8 ICAR 14, Composizione architettonica e urbana
9 ICAR 15, Architettura del paesaggio
10 ICAR 16, Architettura degli interni e allestimento
11 ICAR 17, Disegno
12 ICAR 18, Storia dell’architettura
13 ICAR 19, Restauro
14 ICAR 20, Tecnica e pianificazione urbanistica
15 ICAR 21, Urbanistica
16 ICAR 22, Estimo
17 ING-IND 10, Fisica tecnica industriale
18 ING-IND 11, Fisica tecnica ambientale
19 IUS 10, Diritto amministrativo
20 L-Ant/07 Archeologia classica
21 SPS 10, Sociologia dell’ ambiente e territorio
ICAR 06, Topografia e cartografia (1)
4 Domenica Costantino / RuC
1.1.3 I docenti afferenti al Dipartimento
ICAR nell’A.A. 2013-2014
I docenti di ruolo afferenti al Dipartimento
ICAR, articolati per settori scientificodisciplinari (e quindi per fasce e per anzianità
accademica), sono nel corrente A.A., i seguenti:
ICAR 13, Disegno Industriale (1)
19 Annalisa Di Roma / Ru
1.1.2 SSD del Dipartimento ICAR
Nel dipartimento ICAR sono presenti i
seguenti settori scientifico-disciplinari:
GEO 05, Geologia applicata (1)
1 Vincenzo Simeone / Po
1 ICAR 02, Costruzioni idrauliche e marittime e idrologia
2 ICAR 06, Topografia e cartografia
ICAR 02, Costruzioni idrauliche e marittime
e idrologia (2)
2 Orazio Giustolisi / Po
3 Daniele Biagio Laucelli / RuC
ICAR 08, Scienza delle costruzioni (8)
5 Domenico De Tommasi / Po
6 Salvatore Marzano / Po
7 Mario Daniele Piccioni / Po
8 Francesco Trentadue / Pa
9 Pilade Foti / RuC
10 Aguinaldo Fraddosio / Ru
11 Luigi La Ragione / RuC
12 Giuseppe Puglisi / RuC
ICAR 09, Tecnica delle costruzioni (5)
13 Pietro Monaco / Po
14 Dora Foti / Pa
15 Mariella Diaferio /RuC
16 Giuseppe Carlo Marano / Pa
ICAR 10, Architettura tecnica (1)
17 Carla Antonia Chiarantoni / Ru
ICAR 12, Tecnologia dell’architettura (1)
18Vitangelo Ardito / RuC
ICAR 14, Composizione architettonica e
urbana (14)
20Claudio D’Amato Guerrieri/ Po
21Michele Beccu / Pa
22Carlo Moccia / Pa
23Anna Bruna Menghini / Pa
24Loredana Ficarelli / Po
25 Antonella Calderazzi / Pa
26 Mauro Scionti / Pa
27Michele Montemurro / RuC
28Francesco Defilippis / RuC
29Antonio Riondino / RuC
30Matteo Ieva / RuC
31Calogero Montalbano / RuC
32Giuseppe Fallacara / RuC
33 Nicola Parisi / Ru
ICAR 15, Architettura del paesaggio (1)
34 Giulia Annalinda Neglia / Ru
ICAR 16, Architettura degli interni e
allestimento (2)
35Rossana Carullo / RuC
36 Rosa Pagliarulo / Ru
Area Tecnica - Tec. Scient. - Elab. Dati
ICAR 22, Estimo (2)
52Pierluigi Morano / Po
53 Carmelo Maria Torre / RuC
ING-IND 10, Fisica tecnica industriale (1)
54 Ubaldo Ayr / Pa
ING-IND / 11, Fisica tecnica ambientale (4)
55 Francesco Ruggiero / Pa
56 Francesco Piccininni / Pa
57 Pietro Stefanizzi / Pa
58 Francesco Martellotta / Pa
ICAR 17, Disegno (4)
37Paolo Perfido / RuC
38Vincenzo De Simone / RuC
39 Lorenzo Netti / RuC
40 Gabriele Rossi/ RuC
41 Valentina Castagnolo/ Ru
IUS 10, Diritto amministrativo (1)
59 Giovanni Guzzardo / RuC
ICAR 18, Storia dell’architettura (3)
42 Giorgio Rocco / Po
43 Gian Paolo Consoli / Pa
44Monica Livadiotti / Ru
SPS 10, Sociologia dell’ ambiente e
territorio (1)
62Sergio Bisciglia / RuC
ICAR 19, Restauro (3)
45Rossella De Cadilhac / Pa
46Ignazio Carabellese / RuC
47 Giacomo Martines / Ru
ICAR 20, Tecnica e pianificazione
urbanistica (1)
48 Francesco Selicato / Po
1.1.4 Il Personale Tecnico e Amministrativo
Al Dipartimento è assegnato il personale
tecnico ed amministrativo dal Consiglio di
Amministrazione nell’ambito della
dotazione organica del Politecnico.
Per il corrente A.A. risulta attribuito al
Dipartimento ICAR il seguente personale
tecnico e amministrativo:
ICAR 21, Urbanistica (3)
49Nicola Martinelli / Pa
50Leonardo Rignanese / RuC
51Francesca Calace / RuC
Categoria EP
• Andrea Alviti
Area Amministrativa - Gestionale
• Giovanni Pimpinelli
L-ANT/ 07 Archeologia classica (1)
60 Roberta Belli / Pa
61 Luigi Maria Caliò / Rutd
Categoria D
• Angiolina Anzivino
Area Amministrativa - Ricerca
• Rita Biancofiore
Area Amministrativa - Didattica
• Michele D’Alba
Area Tecnica - Tec. Scient. - Elab. Dati
• Vito Giannelli
Area Tecnica - Tec. Scient. - Elab. Dati
• Francesco Paparella
Area Tecnica - Tec. Scient. - Elab. Dati
• Maria Romano
Area Tecnica - Tec. Scient. - Elab. Dati
Categoria C
• Annamaria Aloisio
Area Amministrativa - Segr. Dipartimento
• Vito Cascione
Area Tecnica - Tec. Scient. - Elab. Dati
• Francesca Cattedra
Area Amministrativa
• Francesco Colonna
Area Tecnica - Tec. Scient. - Elab. Dati
• Giovanni Cucci
Area Tecnica - Tec. Scient. - Elab. Dati
• Ennio Cusano
Area Tecnica - Tec. Scient. - Elab. Dati
• Stella Angela Desantis
Area Amministrativa
• Rosanna Devito
Area Amministrativa
• Antonio Imbimbo
Area Tecnica - Tec. Scient. - Elab. Dati
• Tiziana Mariani
Area Amministrativa
• Maria Martiradonna
Area Amministrativa - Contabile
• Silvana Milella
Area Tecnica - Tec. Scient. - Elab. Dati
• Mariapia Monno
Area Amministrativa - Contabile
• Giulia Ranieri
Area Biblioteche
• Michela Tangorra
Redazione Archinauti
Categoria B
• Nicoletta Valido
Area Amministrativa - Direz.Dipartimento
• Giuseppe Caldarola
Area Tecnica - Segr. Dipartimento
• Cosimo Latorre
Area Tecnica - Laboratorio
• Giuseppe Mineccia
Area Tecnica - Laboratorio
1
1.1 Il Dipartimento ICAR
1. Strutture didattiche e di ricerca
1
1.1.1 Storia e carattere del Dipartimento ICAR
L’Università di Bari istituì nel 1989 la
Facoltà di Architettura, e nel 1990 l’attivò.
L’anno successivo le facoltà di Architettura
e di Ingegneria si staccarono dall’Università
di Bari e diedero vita al Politecnico.
Fino al 2010 la Facoltà di Architettura ha
coinciso per tutti gli aspetti della ricerca
con il Dipartimento ICAR. Quindi la legge
240/2010 ha soppresso la Facoltà (cui
erano affidate esclusivamente le attività
didattiche), ed ha affidato al Dipartimento
l’azione congiunta di didattica e ricerca.
Il Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria
Civile e dell’Architettura (ICAR) fu istituito
ed attivato nel 2000, in conclusione del
primo processo di dipartimentazione
attivato dal Politecnico di Bari, all’atto della
sua nascita (1991).
Esso costituisce la principale struttura di
ricerca e di supporto alla ricerca del
Politecnico di Bari, per quel che attiene agli
studi di Architettura e Disegno industriale.
Il Dipartimento ICAR nasce dall’Istituto di
Progettazione, l’unico istituito e attivato
nella Facoltà di Architettura all’atto della
sua fondazione. A esso facevano capo tutte
le discipline dei settori non–bibliometrici
che avevano insegnamenti attivati nella
Facoltà di Architettura. Dopo il secondo
processo di dipartimentazione del 2011,
che ha ridotto a quattro i Dipartimenti del
Politecnico, sono entrati a far parte del
DICAR anche SSD bibliometrici (ICAR/0206-08-09, ING–IND/10-11).
Esso promuove e coordina le attività di
ricerca dei docenti ad esso afferenti, fermi
restando la loro autonomia ed il loro diritto
di accedere direttamente ai finanziamenti
per la ricerca; e garantisce a tutti gli
afferenti l’utilizzo delle risorse, secondo i
criteri fissati nel Regolamento di
Dipartimento.
Il Dipartimento ICAR concorre
all’organizzazione ed allo svolgimento delle
attività didattiche dei corsi erogati:
- Disegno Industriale
- Architettura
- Ingegneria edile/Architettura.
Il Dipartimento ICAR organizza e coordina il
supporto didattico, scientifico e logistico ai
corsi post lauream (Dottorato di ricerca,
Scuola di Specializzazione) nell’ambito
delle proprie attività.
Il Dipartimento ICAR è un centro di spesa
con autonomia finanziaria, amministrativa
e contabile dotato di personale tecnico amministrativo, spazi ed attrezzature,
adeguati alle attività istituzionali svolte.
Il Dipartimento ICAR, nel rispetto dei suoi
fini istituzionali, può stipulare contratti con
le Amministrazioni statali, con enti pubblici
e privati e può fornire prestazioni a terzi
secondo le modalità definite dal
Regolamento per l’Amministrazione, la
Finanza e la Contabilità.
Personale a contratto
• Rosanna Visaggi
Redazione Archinauti
1.1.5 Organi del Dipartimento
Sono organi del Dipartimento:
a) il Direttore di Dipartimento;
b) il Consiglio di Dipartimento;
c) la Giunta di Dipartimento;
d) la commissione paritetica, ai sensi
dell’art. 2, comma 2, lettera g), Legge 30
dicembre 2010, n. 240, denominata
Osservatorio della Didattica.
Il Direttore
Il Direttore di Dipartimento è eletto dal
Consiglio di Dipartimento tra i professori
ordinari: nel caso di indisponibilità
9
10
Per il triennio 2012- 2015 il Direttore è il
Prof. Claudio D’Amato Guerrieri.
Il Direttore:
a) convoca e presiede l’adunanza del
Consiglio e della Giunta e dà esecuzione
alle relative deliberazioni;
b) adotta, in caso di necessità e di
indifferibile urgenza, i provvedimenti
amministrativi di competenza del Consiglio
di Dipartimento, portandoli a ratifica
nell’adunanza del Consiglio
immediatamente successiva;
c) assicura l’osservanza delle leggi, dello
Statuto e dei regolamenti di Ateneo, e cura
i rapporti con gli organi accademici;
d) cura la gestione dei beni inventariati, in
qualità di loro consegnatario, dei locali e
dei servizi del Dipartimento in base a criteri
di funzionalità, efficienza ed economicità;
e) è responsabile della gestione delle
risorse finanziarie e strumentali assegnate
e, coadiuvato dal Responsabile dei servizi
amministrativi, è responsabile
dell’organizzazione del lavoro del
personale tecnico, amministrativo e
bibliotecario e ne assicura una corretta
gestione secondo principi di
professionalità, responsabilità e merito,
con le competenze attribuite dalle norme,
dallo Statuto e dai regolamenti di Ateneo;
f ) adotta, coadiuvato dal Responsabile dei
servizi amministrativi, tutti gli atti
amministrativi,finanziari e contabili del
Dipartimento;
g) autorizza preventivamente le missioni
dei docenti e del personale tecnico,
amministrativo e bibliotecario;
h) sottoscrive i contratti di diritto privato e
le richieste di finanziamento di propria
competenza;
i) esercita tutte le altre attribuzioni che gli
sono conferite dalle leggi, dallo Statuto e
dai regolamenti di Ateneo.
j) elabora la proposta di budget annuale e
pluriennale del Dipartimento;
k) predispone le richieste di assegnazione
del personale tecnico, amministrativo e
bibliotecario;
l) promuovere le azioni opportune per il
reperimento di risorse aggiuntive per le
attività del Dipartimento, anche attraverso
la stipula di convenzioni e contratti con
soggetti pubblici e privati.
Il Direttore designa il proprio Vicario tra i
professori afferenti al Dipartimento, che lo
sostituisce in caso di assenza o di
impedimento.
Il Direttore può delegare parte delle sue
funzioni a docenti afferenti al Dipartimento.
Cfr. art. 22 dello Statuto
Il Consiglio di Dipartimento (CdD)
Il Consiglio di Dipartimento è costituito dai
docenti afferenti al Dipartimento e dal
Responsabile dei servizi amministrativi.
Ai fini delle decisioni inerenti alla didattica,
e segnatamente sugli argomenti di
cui al comma 8, lettere t) – aa), il Consiglio
è integrato dai Direttori, o loro delegati,
degli altri Dipartimenti che erogano
insegnamenti nei Corsi di Studio di cui è
titolare il Dipartimento, nonché, su invito
dei predetti Direttori e con finalità
consultive, dai docenti dell’Ateneo
appartenenti ai Settori Scientifico
Disciplinari presenti nell’offerta formativa
dei suddetti Corsi
di Studio.
Fanno inoltre parte del Consiglio:
a) due rappresentanti eletti dal personale
tecnico, amministrativo e bibliotecario del
Dipartimento; qualora detto personale
superi le dieci unità, si aggiungerà un
rappresentante
per ogni cinque oltre i primi dieci;
b) due rappresentanti eletti dai dottorandi
e dai titolari di assegni di ricerca afferenti
al Dipartimento, riuniti in un unico corpo
elettorale;
c) una rappresentanza degli studenti non di
dottorato, nella misura del venti per cento
arrotondato per eccesso del totale dei
docenti afferenti al Dipartimento. Tale
rappresentanza è chiamata a deliberare
solo sugli argomenti di cui al comma 8,
lettere b), d), h), i), n), p), t), u), v), w), x),
y), z), aa) e q) – quest’ultima per gli aspetti
di interesse degli studenti – e al comma 9,
nonché su ogni altro argomento che
coinvolga direttamente gli studenti.
Per l’anno 2013-2014, il Consiglio di
Dipartimento è così composto:
Professori ordinari (11)
1 Simeone Vincenzo
Geo 05, Geologia applicata
2 Giustolisi Orazio
Icar 2, Costruzioni idrauliche e marittime e idrologia
3 Domenico De Tommasi
Icar 08, Scienza delle costruzioni
4 Marzano Salvatore
Icar 08, Scienza delle costruzioni
5 Piccioni Mario Daniele
Icar 08, Scienza delle costruzioni
6 Monaco Pietro
Icar 09, Tecnica delle costruzioni
7 D’Amato Guerrieri Claudio
Icar 14, Composizione architettonica e urbana
8 Ficarelli Loredana
Icar 14, Composizione architettonica
e urbana
9 Rocco Giorgio
Icar 18, Storia dell’architettura
10 Selicato Francesco
Icar 20, Tecniche e pianificazione Urbanistica
11 Morano Pierluigi
Icar 22, Estimo
Professori associati (17)
1 Trentadue Francesco
Icar 08, Scienza delle costruzioni
2 Foti Dora
Icar 09, Tecnica delle costruzioni
3 Marano Giuseppe Carlo
Icar 09, Tecnica delle costruzioni
4 Beccu Michele
Icar 14, Composizione architettonica
e urbana
5 Calderazzi Antonella
Icar 14, Composizione architettonica
e urbana
6 Menghini Anna Bruna
Icar 14, Composizione architettonica
e urbana
7 Moccia Carlo
Icar 14, Composizione architettonica
e urbana
8 Scionti Mauro
Icar 14, Composizione architettonica
e urbana
9 Consoli Gian Paolo
Icar 18, Storia dell’architettura
10 De Cadilhac Rossella Icar 19, Restauro
11 Martinelli Nicola
Icar 21, Urbanistica
12 Ayr Ubaldo
Ing-Ind 10, Fisica tecnica industriale
13 Martellotta Francesco
Ing-Ind 11, Fisica tecnica ambientale
14 Piccininni Francesco
Ing-Ind 11, Fisica tecnica ambientale
15 Ruggiero Francesco
Ing-Ind 11, Fisica tecnica ambientale
16 Stefanizzi Pietro
Ing-Ind 11, Fisica tecnica ambientale
17 Belli Roberta
L-Ant/07, Archeologia classica
Ricercatori (34)
1 Laucelli Daniele Biagio
Icar 02, Costruzioni idrauliche e marittime e idrologia
2 Costantino Domenica
Icar 06, Topografia e cartografia
3 Foti Pilade
Icar 08, Scienza delle costruzioni
4 Fraddosio Aguinaldo, RU
Icar 08, Scienza delle costruzioni
5 La Ragione Luigi
Icar 08, Scienza delle costruzioni
6 Puglisi Giuseppe
Icar 08, Scienza delle costruzioni
7 Diaferio Mariella
Icar 09, Tecnica delle costruzioni
8 Chiarantoni Carla Antonia
Icar 10, Architettura tecnica
9 Ardito Vitangelo
Icar 12, Tecnologia dell’architettura
10 Di Roma Annalisa
Icar 13, Disegno Industriale
11 Defilippis Francesco
Icar 14, Composizione architettonica
e urbana
12 Fallacara Giuseppe
Icar 14, Composizione architettonica
e urbana
13 Ieva Matteo
Icar 14, Composizione architettonica
e urbana
14 Montalbano Calogero
Icar 14, Composizione architettonica
e urbana
15 Montemurro Michele Icar 14, Composizione architettonica
e urbana
16 Parisi Nicola, RU
Icar 14, Composizione architettonica
e urbana
17 Riondino Antonio
Icar 14, Composizione architettonica
e urbana
18 Neglia Giulia Annalinda
Icar 15, Architettura del paesaggio
19 Carullo Rossana
Icar 16, Architettura degli interni e
allestimento
20 Pagliarulo Rosa
Icar 16, Architettura degli interni
e allestimento
21 De Simone Vincenzo Icar 17, Disegno
22 Netti Lorenzo
Icar 17, Disegno
23 Perfido Paolo
Icar 17, Disegno
24 Rossi Gabriele
Icar 17, Disegno
25 Castagnolo Valentina, RU
Icar 17, Disegno
26 Livadiotti Monica
IIcar 18, Storia dell’architettura
27 Carabellese Ignazio
Icar 19, Restauro
28 Martines Giacomo
Icar 19, Restauro
29 Calace Francesca Icar 21, Urbanistica
30 Rignanese Leonardo
Icar 21, Urbanistica
31 Torre Carmelo Maria
Icar 22, Estimo
32 Guzzardo Giovanni
Ius-10, Diritto amministrativo
33 Bisciglia Sergio Sps 10, Sociologia dell’ambiente e del
territorio
34 Caliò Luigi Maria, RTD
L-ant 07, Archeologia classica
Personale tecnico-amministrativo
• Segretario amministrativo:
Sig. Alviti Andrea
• Rappresentanti del personale tecnicoamministrativo:
Annamaria Aloisio, Vito Cascione, Giovanni
Cucci, Michele D’Alba, Rosanna Devito,
Enza Romano
• Rappresentanti dei dottorandi e borsisti:
Alessandra Fiore, Claudio Rubini
• Rappresentanti degli studenti:
Giuseppe Alicino, Alessandra Arborea,
Daniele Fiore, Francesca Fiore, Federica
Grandolfo, Davide Lapedota, Chiara
Maringiò, Beatrice Messa, Alessandro
Milella, Emanuele Pastore, Anna Perrini,
Luca Pontrelli, Nicola Sinisi, Roberta
Valenzano.
Il Consiglio di Dipartimento è l’organo di
indirizzo, di programmazione e di
coordinamento delle attività del
Dipartimento.
In particolare il Consiglio di Dipartimento:
a) promuove e coordina le attività di
ricerca, garantendo a tutti gli afferenti
l’utilizzo delle risorse disponibili;
b) propone, anche in collaborazione con
altri Dipartimenti o con altri atenei,
l’istituzione di corsi di dottorato di ricerca,
designando coordinatore e componenti del
Collegio dei Docenti, e fornendo loro
supporto didattico, scientifico e logistico;
c) programma e definisce l’utilizzazione
delle risorse disponibili, rendendo
possibile l’attività di ricerca e un’efficace
offerta didattica e formativa, con un
razionale ed equilibrato impiego dei
docenti;
d) assegna ai Docenti i carichi e i compiti
didattici;
e) avanza richiesta di nuovi posti in
organico di docenti e del personale tecnico,
amministrativo e bibliotecario, in coerenza
con la programmazione strategica
dell’Ateneo, con riferimento alle esigenze
didattiche e di ricerca di propria
competenza; ove docenti dello stesso
Settore Scientifico Disciplinare afferiscano
a diversi Dipartimenti, le richieste per il
Settore sono concordate tra tali
1
1.1 Il Dipartimento ICAR
1. Strutture didattiche e di ricerca
1
l’elettorato passivo è esteso ai professori
associati. Il Direttore resta in carica tre anni
accademici ed il suo mandato inizia il 1°
ottobre.
11
12
pluriennale, e verifica i risultati di
consuntivo;
r) approva le spese nei limiti fissati dal
Regolamento per l’Amministrazione e la
Contabilità;
s) approva gli atti negoziali e l’accettazione
di eventuali liberalità;
t) procede annualmente alla
programmazione didattica, proponendo gli
ordinamenti e i regolamenti dei Corsi di
Studio, sentita a fini di coordinamento la
Scuola interessata, qualora istituita, e in
particolare propone l’attivazione, modifica
o soppressione dei medesimi Corsi e dei
relativi insegnamenti;
u) delibera, nell’ambito della relativa
dotazione finanziaria assegnata,
l’attribuzione di incarichi di insegnamento
o per attività didattiche anche integrative;
v) approva i piani di studio individuali degli
studenti;
w) delibera e gestisce le attività didattiche
che attengono a cooperazioni nazionali e
internazionali anche nell’ambito di accordi
quadro, nonché convalida l’attività
didattica di studenti nell’ambito di
cooperazioni internazionali;
x) fissa gli obblighi degli studenti che
provengono da altra sede o da altro Corso
di Studio e convalida i titoli di studio
conseguiti all’estero;
y) organizza l’attività di tutorato degli
studenti;
z) propone agli organi competenti la
disciplina degli accessi ai Corsi di Studio;
aa) approva il calendario annuale delle
attività didattiche;
bb) esercita tutte le altre attribuzioni a esso
demandate dalle norme vigenti.
Cfr. art. 23 dello Statuto
La Giunta di Dipartimento per il triennio
2012-2015
La Giunta è composta dal Direttore( Prof.
Claudio D’amato Guerrieri), dal Vicario
(Prof.ssa Loredana Ficarelli) con voto
consultivo, da tre rappresentanti per ogni
fascia di docenza (Professori Ordinari:
Pierluigi Morano, Piccioni Mario Daniele,
Rocco Giorgio; Professori Associati:
Menghini Anna Bruna, Moccia Carlo,
Stefanizzi Pietro; Ricercatori: Calace
Francesca, Diaferio Mariella, Chiarantoni
Carla), da un rappresentante del personale
tecnico, amministrativo e bibliotecario
(Dott. Giovanni Cucci) , da due
rappresentanti degli studenti (Messa
Beatrice Marina Elvira, Pontrelli Luca), da
un rappresentante dei dottorandi e titolari
di assegni di ricerca (Rubini Claudio) e dal
Responsabile dei servizi amministrativi
(Sig. Andrea Alviti).
Il mandato della Giunta coincide con quello
del Direttore.
Cfr. art. 24 dello Statuto
1.1.6 Responsabile dei servizi
amministrativi del Dipartimento
Il Responsabile dei servizi amministrativi è
il Sig. Andrea Alviti; denominato Segretario
di Dipartimento, predispone tutti gli atti, ivi
compresi quelli a rilevanza esterna, e le
misure idonee ad assicurare l’esecuzione
delle deliberazioni assunte dagli organi del
Dipartimento.
Il Responsabile dei servizi amministrativi,
inoltre:
a) collabora con il Direttore del
Dipartimento nelle attività volte al miglior
funzionamento della struttura;
b) coadiuva il Direttore del Dipartimento
nell’elaborazione della proposta di budget
annuale e pluriennale del Dipartimento;
c) coordina, d’intesa con il Direttore del
Dipartimento, le attività amministrativocontabili assumendo in solido la
responsabilità dei conseguenti atti;
d) svolge ogni altro compito attribuitogli
dalle norme vigenti.
Cfr. art. 25 dello Statuto
1.1.7 Responsabile del Servizio
Prevenzione e Protezione
Il Responsabile del Servizio Prevenzione e
Protezione della Facoltà di Architettura e
del Dipartimento ICAR è l’Arch. Vito
Cascione.
I compiti principali a lui assegnati sono: a) individuare i fattori di rischio e le misure
di sicurezza, ai fini della stesura del
D.V.R.(documento di valutazione dei rischi),
nel rispetto delle normative vigenti; b) elaborare le misure preventive; c) elaborare le procedure di sicurezza; d) proporre programmi di informazione e
formazione del personale;
e) partecipare alle consultazioni in materia
di tutela della salute e sicurezza;
f ) fornire formazione e informazione ai
lavoratori.
Il Responsabile del Servizio di Prevenzione
e Protezione può proporre al Datore di
Lavoro (Preside e Direttore del
Dipartimento) di emanare normative
interne di esecuzione, regolamenti
specifici, procedure o altri provvedimenti
riguardanti la sicurezza e la salute sul
luogo di lavoro.
Tutte le informazioni utili per la sicurezza
sono reperibili al seguente indirizzo web:
http://architettura.poliba.it/sicurezza
1.2 Le strutture di servizio
1.2.1 Il sistema dei servizi didattici e di
ricerca “a rete” del Dipartimento ICAR
Il Dipartimento dispone di molteplici
laboratori didattici e di ricerca.
Responsabile della gestione tecnica di ogni
laboratorio è un coordinatore scientifico
designato dai docenti del settore stesso.
Attualmente i Laboratori attivati sono i
seguenti:
1. Laboratorio di “Progettazione
architettonica” articolato in due sezioni:
1.1 CAD/CAM & Rapid Processing
1.2 Arti Grafiche e Multimedia
Il Laboratorio per la modellazione cad/cam è
dedicato alla produzione virtuale di modelli
di architettura, in particolare stereotomica,
e di design, finalizzati al processo finale di
“stampa in 3d” del proprio prototipo in
materiale plastico (abs).
2. Laboratorio di “Rappresentazione, Storia
dell’Architettura e Restauro”;
3. Laboratorio di “Urbanistica”;
4. Laboratorio “Salvati”;
5. Laboratorio di “Fisica Tecnica”;
6. Laboratorio di “Fotogrammetria”.
1.2.2 Organizzazione dei Laboratori
didattici e di ricerca
I vari laboratori sono dotati di spazi
operativi assegnati in base alle reali
necessità e alle risorse disponibili.
Per quanto attiene alla gestione in senso
proprio, alla fine di ogni anno accademico
ogni laboratorio presenta due tipi di
rendicontazione: una a carattere contabile,
in cui sono riportati i risultati finanziari e
patrimoniali conseguiti al termine della
gestione annuale; e una a carattere
scientifico, in cui sono evidenziati i risultati
raggiunti, in rapporto agli obiettivi posti
all’inizio della gestione.
1.2.3 Finanziamenti dei Laboratori di ricerca
La attuale scarsità delle risorse
economiche messe centralmente a
disposizione del Dipartimento da parte del
Consiglio di Amministrazione, suggerisce
per ciascun laboratorio la formula (difficile,
ma non impossibile)
dell’autofinanziamento da conseguirsi in
primo luogo attraverso la partecipazione a
bandi di ricerca regionali (Ateneo),
nazionali (PRIN, FIRB, CNR) ed europei
(Programmi Quadro, ecc.), e
secondariamente attraverso finanziamenti
specifici erogati dall’Ateneo per il
potenziamento di laboratori didattici e di
ricerca su presentazione di progetti.
Vanno infine considerate le risorse che
possono ottenersi da partner privati per la
ricerca, attraverso convenzioni e
prestazioni conto terzi.
1.3. Le Biblioteche
1.3.1 La Biblioteca Marcus Vitruvius Pollio
La Biblioteca del Dipartimento è associata
al Coordinamento Nazionale Biblioteche di
Architettura; e fa parte del sistema
bibliotecario del Politecnico di Bari. Il
sistema informativo per la gestione
bibliotecaria del Politecnico di Bari è
l’insieme delle strutture di servizio cui
compete la gestione del patrimonio
bibliotecario dell’Ateneo e l’accesso alle
informazioni documentali.
Parti integranti del sistema sono le
biblioteche dipartimentali.
Finalità del sistema bibliotecario d’ateneo
è di assicurare in modo coordinato la
migliore fruizione, l’aggiornamento e la
conservazione del patrimonio bibliografico
del Politecnico di Bari e lo sviluppo dei
servizi bibliotecari e documentari a
supporto della didattica e della ricerca.
L’informatizzazione del sistema
bibliotecario è iniziata nel 1990 ma solo dal
2004 è stato possibile interrogare gli
archivi delle registrazioni catalografiche
attraverso un’interfaccia web, lavorando
alla creazione di un sistema di
catalogazione partecipativa con catalogo
unico, trasferendo in Aleph 500 i dati
archiviati negli anni passati in diversi
softwares, facendo in modo che Aleph 500
risulti l’unico software in uso per effettuare
ricerche sull’intero patrimonio bibliotecario.
Il patrimonio librario del sistema
bibliotecario comprende, oltre a testi
scientifici e tecnici, collezioni di periodici
ed anche collezioni storiche di libri.
Attualmente questi conta circa 100.000
1
1.2 Le strutture di servizio
1. Strutture didattiche e di ricerca
1
Dipartimenti e congiuntamente indirizzate
al Consiglio di Amministrazione;
f ) propone l’attivazione delle procedure
concorsuali dei professori di ruolo e dei
ricercatori, nell’ambito delle risorse
disponibili;
g) formula le proposte di chiamata dei
professori ordinari e associati;
h) esprime parere sulla richiesta dei
docenti afferenti a svolgere attività
didattiche o di ricerca presso altri atenei;
i) esprime parere in merito alla possibilità
per i docenti afferenti di svolgere attività
didattiche o di ricerca presso istituzioni di
ricerca straniere e di fruire di periodi di
esclusiva attività di ricerca;
j) programma l’utilizzazione dei fondi
assegnati per il perseguimento dei fini
istituzionali;
k) definisce e attua il programma
pluriennale della ricerca, e lo aggiorna
annualmente nel rispetto degli obiettivi
definiti dalla programmazione strategica di
Ateneo;
l) promuove rapporti con soggetti pubblici
e privati, autorizzando la stipulazione di
contratti e la partecipazione a bandi e
avvisi;
m) esprime parere sull’afferenza di nuovi
docenti, in coerenza con il progetto
culturale del Dipartimento;
n) propone e pone in essere attività
formative post lauream, anche in concorso
con altri Dipartimenti o atenei;
o) definisce la struttura organizzativa del
Dipartimento e delle sue eventuali sezioni;
p) propone, anche d’intesa con altri
Dipartimenti, la costituzione delle Scuole;
q) approva il budget preventivo annuale e
13
14
1.3.2 Il personale tecnico-amministrativo
Per il corrente A.A. risulta attribuito alla
Biblioteca di Dipartimento il seguente
personale tecnico-amministrativo:
Categoria EP
Francesco Mastrogiacomo
(Area Biblioteche)
Categoria C
Giuseppe Dalfino (Area Biblioteche)
Michele Passalacqua (Area Biblioteche)
Giuseppina Stea
con le seguenti competenze:
Direttore:
Sig. Francesco Mastrogiacomo.
Catalogazione e Sala lettura:
Sig. Michele Passalacqua.
Dott. Giuseppe Dalfino
Dott.ssa Giuseppina Stea
1.3.3 Regolamento della sala di lettura
Disposizioni generali
1. La biblioteca è un luogo deputato alla
lettura e allo studio individuale:
qualsiasi comportamento che rechi
disturbo a tali attività non può essere
consentito.
2. L’accesso alla biblioteca è consentito
agli studenti del Politecnico e
dell’Ateneo di Bari previa presentazione
del libretto universitario.
3. L’accesso alla biblioteca è limitato alla
disponibilità dei posti a sedere nella sala
lettura, esauriti i quali l’accesso sarà
interrotto sino al verificarsi di nuove
vacanze. All’atto dell’ingresso, è prevista
l’identificazione dello studente e la
consegna del libretto universitario.
4. E’ consentito introdurre nella sala lettura
solo quaderni per appunti ed
eventualmente computer portatili previa
autorizzazione del Preside (la borsa del
pc deve sempre essere depositata negli
armadietti metallici posti all’esterno.
Salvo per i posti adiacenti le apposite
prese elettriche, l’uso dei computer
portatili è limitato alle batterie).
5. L’uso della biblioteca è strettamente
riservato alla consultazione e allo studio
dei testi della struttura stessa; non è
permesso occupare i posti della sala
lettura per altro scopo, né tantomeno per
studiare materiali non appartenenti alla
biblioteca.
6. E’ vietato introdurre nella sala lettura
libri e stampati di proprietà personale o
di altra provenienza.
7. E’ vietato introdurre nella sala lettura
borse o zaini, che dovranno essere
depositati negli appositi armadietti
situati all’ingresso.
8. E’ vietato introdurre telefoni cellulari e
lettori CD nella sala lettura; in particolare
eventuali telefoni cellulari dovranno
essere depositati negli armadietti
all’ingresso.
9. E’ vietato parlare a voce alta nella sala
lettura; non è consentito lo studio di
gruppo.
10.E’ vietato introdurre nella sala lettura cibi
o bevande di qualsiasi genere.
Modalità di consultazione dei testi
1. Il personale della biblioteca non ha il
compito di fornire indicazioni inerenti la
ricerca bibliografica, che rientra tra i
compiti specifici dello studente.
2. La ricerca bibliografica deve essere
svolta autonomamente utilizzando lo
schedario elettronico sulle due
3.
4.
5.
6.
7.
postazioni messe a disposizione; si fa
presente che lo schedario elettronico è
anche accessibile in rete.
Gli utenti della biblioteca accedono
direttamente agli scaffali, prendono i
volumi prescelti, collocando al loro posto
le apposite schede, e si recano al proprio
posto dove consultano i testi; alla fine
della consultazione i volumi, non vanno
ricollocati, bensì lasciati negli appositi
carrelli posti presso la testata di ciascun
tavolo.
Il prestito dei volumi della biblioteca è
consentito previa autorizzazione del
Preside.
La consultazione dei volumi in grande
formato, nonché di vocabolari ed
enciclopedie, deve svolgersi presso gli
appositi banchi.
La consultazione è rigorosamente
limitata a 3 volumi, terminata la
consultazione dei quali l’utente dovrà
lasciare il suo posto ai colleghi in attesa.
Si raccomanda di trattare i libri con la
massima cura, evitando di lasciare segni
di qualsiasi genere, e di segnalare
tempestivamente al personale eventuali
danni riscontrati.
La mancata osservanza del regolamento
della biblioteca comporta l’adozione di
provvedimenti limitativi della frequenza
alla biblioteca stessa, proporzionali alla
gravità delle violazioni stesse.
1.3.4 La Biblioteca Mimar Sinan
E’ una biblioteca specialistica dell’area
della progettazione architettonica ed è
anche la biblioteca di riferimento del
Dottorato di Ricerca del Dipartimento.
Essa è lo strumento che assicura all’area
della progettazione architettonica la
continuità della ricerca e dei suoi principi
etici fra le generazioni di ricercatori,
docenti e dottorandi che si avvicendano nel
Dipartimento ICAR.
Essa assolve al compito fondamentale di
fornire il supporto bibliografico e
informativo necessario allo svolgimento
della ricerca nell’ambito della
progettazione arcchitettonica.
Sue finalità principali sono:
• aggiornamento dei suoi strumenti,
realizzato attraverso la costante opera
redazionale dei suoi ricercatori, capace di
mettere a disposizione dell’intera comunità
scientifica il lavoro di ricerca individuale;
• aggiornamento dei suoi mezzi, realizzato
attraverso una costante opera di
accrescimento del suo patrimonio librario e
telematico, cui contribuiscono il
bibliotecario, in primis, e tutti i suoi
membri in relazione alle loro possibilità e ai
loro fondi di ricerca;
• diffusione dei risultati della ricerca,
realizzata attraverso adeguate iniziative
editoriali, a stampa e telematiche.
1.3.5 Carta dei servizi della Biblioteca
Mimar Sinan (biblioteca specialistica
dell’area di progettazione architettonica,
ICAR 14-15-16)
Accesso
Hanno accesso alla biblioteca:
• i docenti del Dipartimento;
• i dottori di ricerca che abbiano
conseguito il titolo nel DR, i dottorandi del
DR, i titolari di borse di studio post lauream
e post dottorato ICAR 14, 15, 16 che
svolgano la loro ricerca nel Dipartimento,
gli assegnisti di ricerca ICAR 14, 15, 16 che
svolgano la loro ricerca nel Dipartimento;
• gli studenti in laboratorio tesi della
Facoltà di Architettura.
Per gli studenti in laboratorio tesi
l’accesso alla biblioteca avviene previa
autorizzazione del docente responsabile
del laboratorio di laurea.
Servizi
La biblioteca eroga i seguenti servizi:
• consultazione in sede e lettura del
materiale bibliografico;
• reference (informazione bibliografica e
documentaria);
• prestito limitato (24 ore) ai docenti
afferenti al dipartimento.
La biblioteca non istituisce un servizio di
fotoriproduzione. Solo in casi particolari
e per esclusivo uso interno, è permessa
la fotoriproduzione di articoli scientifici
destinati allo studio. Si precisa inoltre
che, in osservanza alla Legge che tutela il
diritto d’autore, non è possibile effettuare
fotoriproduzioni di interi documenti o di
parti rilevanti di essi ed invita gli utenti,
che usufruiscono del prestito, allo stesso
rispetto. E’ consentita esclusivamente
la riproduzione del materiale non
deteriorabile posseduto o reso disponibile
dalla Biblioteca.
Consultazione (servizio di prestito
giornaliero)
La biblioteca mette a disposizione
per questo servizio tutto il patrimonio
bibliografico inventariato e catalogato.
Hanno diritto al prestito giornaliero tutte
le categorie di utenti sopra indicate; la
riconsegna dei volumi deve avvenire nella
stessa giornata entro l’orario di chiusura
della biblioteca.
Reference (informazione)
Il personale della biblioteca fornisce
costante informazione bibliografica
e documentaria e assiste gli utenti
nell’utilizzo dei cataloghi informatizzati
(catalogo Mimar Sinan, catalogo unico
POLIBA).
Prestito
Tutti i volumi della biblioteca sono esclusi
dal prestito, tuttavia per ragioni che mirano
ad assicurare la continuità della ricerca è
stato attivato un prestito interno e limitato.
Hanno diritto al prestito interno:
• i docenti del Dipartimento,
• i dottori di ricerca, i dottorandi, i titolari
di borse di studio e gli assegnasti di ricerca
ICAR 14, 15, 16 che svolgano la loro ricerca
nel Dipartimento.
E’ possibile richiedere in prestito un
numero massimo di [2]volumi, per la durata
di [2] giorni.
Il prestito è personale, non può essere
trasferito ad altri e deve concludersi con la
restituzione entro il termine di scadenza.
Sono rigorosamente escluse dal prestito
le tesi di laurea, di dottorato, i dizionari,
i manuali e i trattati, i periodici. Le tesi di
laurea e di dottorato non possono altresì
essere fotocopiate, sono unicamente
consultabili.
Orario di apertura
La biblioteca osserverà il seguente orario di
apertura agli utenti:
lunedì
martedì
mercoledì
giovedì
venerdì
ore 9.00-13.00
ore 9.00-13.00
ore 9.00-13.00
ore 9.00-13.00
ore 9.00-13.00
1
1.3 Le biblioteche
1. Strutture didattiche e di ricerca
1
schede di monografie e circa 5.000 schede
di periodici, incluse anche le consistenze
della biblioteca centrale della ex II facoltà
di Ingegneria (Taranto).
La Biblioteca del DICAR fu fondata nel
1992, e il suo patrimonio documentale è di
circa 10.000 volumi.
La superficie totale della sala di lettura è di
528,44 mq di cui quella destinata agli
utenti è di 288 mq per 96 posti. I giorni di
apertura settimanale sono 5; le ore di
apertura settimanale al pubblico sono 32;
quelle settimanali di accessibilità completa
ai servizi sono 39; i metri lineari di
scaffalatura occupati dai materiali sono
490.
Le aree disciplinari presenti in essa sono:
• progettazione architettonica
• storia dell’architettura
• archeologia e storia antica
• storia dell’arte
• storia della città e del territorio
• restauro
• scienza delle costruzioni
• tecnologia
• fisica tecnica
• estimo
• urbanistica
• sociologia
• matematica
• disegno e rappresentazione
• dizionari e manuali
• enciclopedie
• cartografia
1.3.6 Regolamento di consultazione per i
laureandi del DICAR
• L’ammissione alla sala di consultazione è
individuale e non di gruppo;
• E’ vietato portare con sé borse, computer,
macchine fotografiche, telefoni cellulari
ecc…;
• E’ necessario esibire, ogni volta, il libretto
di iscrizione e la lettera di presentazione
del docente relatore, con l’indicazione del
titolo della tesi;
• E’ altresì necessario compilare la scheda
di consultazione con indicazione della
collocazione e titolo dei volumi o delle tesi
da consultare (fino ad un massimo di 5 per
volta).
15
2. Servizi agli studenti
1. Strutture didattiche e di ricerca
1
16
2.1. Segreteria studenti
2.2Orientamento
2.2.1 Orientamento in entrata
2.3 Progetto Archinauti: e-learning system
2.4 Strutture di servizio
3
2.1. Segreteria studenti
Segreteria studenti
Sig.ra Assunta Castellana
Tel.(+39) 080 5962556
Fax(+39) 080 5962560
e-mail: [email protected]
Sig. Giovanni Ventura
Tel.(+39) 080 5962123
e-mail: [email protected]
Servizi resi:
• iscrizioni alle prove di ammissione
(secondo le modalità previste dai Bandi di
Ammissione);
• immatricolazioni (secondo le modalità
previste dai Bandi di Ammissione);
• iscrizioni ad anni successivi al primo
(ottobre);
• certificazioni;
• aggiornamento carriere;
• trasferimenti dal Politecnico di Bari ad
altre Università (ottobre, salvo diverse
disposizioni dell’Università accettante);
• nulla osta per trasferimenti da altre
Università al Politecnico (secondo le
modalità previste dai Bandi di Ammissione);
• rinuncia al proseguimento agli studi;
• curricula studenti;
• esami di laurea.
18
2.2. Orientamento
2.2.1 Orientamento in entrata
La difficile scelta del corso di studi per lo
studente della scuola media superiore
comporta da una parte l’esigenza pratica di
trovare e raccogliere informazioni precise e
dettagliate sui programmi formativi e sulle
offerte relative ai singoli corsi di studio;
dall’altro la necessità di una un’attività di
orientamento che lo aiuti a scegliere il
proprio percorso di studio in maniera più
consapevole e motivata.
Il DICAR assolve a questo compito di
orientamento, sui corsi, sulle metodologie,
sui servizi, sulle strutture, sulle
attrezzature, sui test di ingresso, sugli
sbocchi occupazionali, con una serie di
attività diversificate.
1. Orientamento
Fornire agli studenti delle scuole medie
superiori gli strumenti per far emergere
eventuali interessi e attitudini verso gli
studi di architettura attraverso incontri
presso le sedi scolastiche del bacino di
utenza anche con sistemi telematici e via
Internet, stabilendo forme di collegamento
e di collaborazione con gli istituti scolastici
e gli enti locali.
In particolare le attività di orientamento in
entrata consistono:
• in incontri con le scuole interessate e un
operatore dell’informazione orientativa
(azione gestita dallo “sportello
Orientamento” del Politecnico di Bari);
• nella distribuzione di materiale
informativo distribuito dallo “sportello
Orientamento” del Politecnico di Bari;
• nella distribuzione di materiale
informativo relativo ai test e bibliografia
specifica;
• nell’adozione di una serie di strumenti
telematici attraverso la rete informatica per
agevolare le relazioni e lo scambio di
informazioni tra tutti i soggetti coinvolti;
• nella somministrazione di test on line con
risposta multipla sul sito della facoltà;
• nella gestione di un sito on line: Modulo
FAQ (Frequently Asked Questions) con
risposte alle domande poste dagli studenti,
forum on line per al discussione e per lo
scambio di informazioni.
L’azione di orientamento raccordandosi con
le diverse azioni del Politecnico si alterna
nel lavoro di front e back office con
particolare riguardo alle aree della
comunicazione.
2. Comunicazione
L’azione di comunicazione del Politecnico
ai fini dell’orientamento consiste:
• nella elaborazione di brochure
informative;
• nella creazione di campagne
pubblicitarie;
• nella distribuzione di depliant e brochure
alle scuole, contenenti informazioni e
numeri utili ai fini di una buona fruizione
del servizio.
3. Sportello on line
Le attività dello sportello sono finalizzate a:
• orientare gli studenti nella fase di
accesso
• collaborare alla valutazione d’ingresso
• orientare lo studente alla conoscenza dei
procedimenti elementari delle funzioni
svolte dal Politecnico (conoscenza delle
figure istituzionali e gerarchie funzionali,
uffici amministrativi, programmazione dei
corsi di studi, calendario delle
manifestazioni culturali e didattiche
integrative
• organizzare incontri con gli studenti
• realizzare un contatto con gli studenti
pre-iscritti con un servizio di mailing
• informare sui servizi extradidattici offerti
• informare sui servizi offerti dall’EDISU
(Ente per il diritto allo studio)
2.3 Progetto Archinauti
e-learning system
Il progetto “Archinauti”, finanziato con
fondi di miglioramento della didattica, ha
consentito di dotare la facoltà di una
infrastruttura informativa di supporto alla
didattica tradizionale.
Il progetto è stato pensato per
implementare il lavoro didattico svolto
direttamente dalla docenza in aula
attraverso il pieno sfruttamento delle
potenzialità dello strumento informatico in
un portale internet utilizzato come consolle
dinamica per il lavoro condiviso.
Dopo una serie di test iniziati nel novembre
2003 e condotti con varie piattaforme
(Elinux-Nuke, Spaghetti learning), nell’A.A.
2004/2005 è stato varato il portale
Archinauti - e-learning system su
piattaforma Moodle che ha dimostrato
maggiori requisiti di affidabilità.
Oggi il DICAR è l’unica struttura in Italia che
utilizza Moodle per tutta la sua offerta
didattica (Corsi di studio e di dottorato),
gestendo un enorme quantitativo di utenti
e di dati.
Mediante il portale Archinauti - e-learning
system è stato possibile offrire, con un
costo limitato, i contenuti di ciascun
insegnamento dei corsi di studio erogati
anche mediante la rete Internet,
consentendo a ciascun docente:
• la piena autonomia di gestione del
proprio spazio web;
• la possibilità di colloquiare con gli allievi
on line;
• la possibilità di sottoporre avvisi, materiale
didattico e prove di verifica on line;
• la possibilità di monitorare l’attività on
line degli allievi;
e offrendo allo studente:
• la possibilità di reperire facilmente
programmi, bibliografie, dispense e
contenuti didattici;
• la possibilità di conoscere
preventivamente la programmazione
didattica dei corsi e delle attività extra
moenia;
• la possibilità di incontrare virtualmente
(chat) il professore anche da casa propria;
• la possibilità di apprendere le tecniche di
comunicazione telematica mediante l’uso
di strumenti di comunicazione integrata
sincroni ed asincroni.
2.4 Strutture di servizio
Il DICAR mette a disposizione degli studenti
spazi attrezzati per lo svolgimento di
particolari attività didattiche che non
prevedono la presenza continuativa in
classe dei docenti.
Essi sono:
• laboratori di laurea: atelier dedicati alla
elaborazione sia del progetto di sintesi
finale che della tesi di ricerca per il CdLM in
Architettura;
• laboratori di dottorato: atelier dedicati
alla elaborazione della tesi di ricerca e allo
sviluppo delle attività didattiche e di
tirocinio previste dal curriculum.
Per quanto attiene alla prestazioni di
servizi gli studenti fanno riferimento ai
laboratori di ricerca di cui al punto 2.2.
Tali prestazioni di servizi riguardano:
• prestito attrezzature per laboratori di
laurea e per alcuni corsi di disegno
(portatili, distanziometri laser, aste
metriche, stazione totale laser, macchine
fotografiche digitali, ecc.);
• fotogrammetria e fotoraddrizzamento
digitale;
• scansioni (A0 a colori e bn, diapositive,
trasparenti, opache);
• stampe e plottaggi (A0 a colori e bn, laser
a colori fino all’A3, laser bn, getto
d’inchiostro);
• workstations e software per modelli 3d
digitali (modellazione solida e rendering);
• stampe 3d con macchina a prototipazione
rapida;
• modelli con tecniche cam e centro di
lavoro a CN;
• cartografia digitale;
• servizio web (e-learning, siti di facoltà e dip.);
• progettazione grafica (locandine e
pubblicazioni);
• diagnostica dei monumenti (restauro e
tecnica delle costruzioni); ecc.
2
2. Servizi agli studenti
2. Servizi agli studenti
2
La segreteria studenti del Dipartimento
ICAR (Via Amendola, 126/b - 70126 Bari)
fa capo alla Direzione Generale (Direttore
Generale: Antonio Romeo) e al Settore
Segreteria Studenti (Responsabile: dott.
Dimitri Patella).
Orari di ricevimento
Martedì, Mercoledì, Giovedì:
dalle ore 9,30 alle ore 12,30
Durante il periodo delle immatricolazioni e
delle iscrizioni si provvederà a pubblicare
un orario di ricevimento adeguato alle
scadenze della presentazione delle
domande.
Il servizio di distribuzione pergamene si
effettuerà nei giorni del lunedì pomeriggio
e del venerdì mattina, previo
appuntamento da concordare via e-mail
con il sig. Donato Castellano
([email protected])
o il sig. Giovanni Ventura
([email protected]).
19
3. I Regolamenti didattici
2. Servizi agli studenti
2
20
3.1. Regolamento didattico del DICAR (XXIV)
3.1.1 Regolamenti didattici dei corsi di studio del
Dipartimento ICAR
3.1.2 Titoli di studio rilasciati
3.1.3 Durata dei corsi di studio
3.1.4 Calendari delle attività didattiche
3.1.5 Architettura didattica dei corsi di studio
3.1.6 Architettura didattica dei singoli corsi di insegnamento
3.1.7 Architettura didattica di altre attività formative (stage, tirocini, ecc…)
3.1.8 Status degli studenti
3.1.9 Frequenza delle attività didattiche
3.1.10 Trasferimenti e riconoscimento di crediti
3.1.11 Riconoscimento di crediti acquisiti per attività formative pre-universitarie
3.1.12 Riconoscimento di crediti extracurriculari
3.1.13 Requisiti e condizioni per l’accesso ai corsi di
studio
3.1.14 Tipologie dei corsi di insegnamento
3.1.15 Esami di profitto
3.1.16 Sessioni d’esame
3.1.17 Commissioni d’esame
3.1.18 Valutazioni d’esame
3.1.19 Esame di laurea
3.1.20 Revisione annuale del regolamento didattico
3.2. Regolamento didattico del corso di laurea (CdL) in Disegno industriale (XII)
3.2.1 Laurea
3.2.2 Accesso al Corso di Laurea CdL in Disegno
Industriale
3.2.3 Durata degli studi
3.2.4 Obiettivi formativi qualificanti
3.2.5 Capacità professionali
3.2.6 Sbocchi professionali
3.2.7 Quadro generale dell’offerta formativa e sua articolazione
3.2.8 Esame di laurea
3.2.9 Crediti assegnati all’offerta formativa
3.2.10 Organizzazione della didattica e acquisizione dei crediti
3.2.11 Norme relative all’accesso
3.2.12 Offerta erogata 1° anno
3.2.13 Offerta erogata 2° anno
3.2.14 Offerta erogata 3° anno
3.2.15 Organizzazione delle attività didattiche
Aree disciplinari, insegnamenti e docenti
3.2.16Insegnamenti e docenti per anni di corso
1° anno
3.2.17Insegnamenti e docenti per anni di corso
2° anno
3.2.18Insegnamenti e docenti per anni di corso
3° anno
3.2.19Progetti didattici 1° anno
3.2.20Progetti didattici 2° anno
3.2.21Progetti didattici 3° anno
3.3. Regolamento didattico del corso di laurea
in Architettura (XXIV)
3.3.1 Carattere del corso di laurea magistrale (CDLM)
in Architettura
3.3.2 Numero strutturato e concorso di ammissione
3.3.3 Durata degli studi e spendibilità della laurea
magistrale in Architettura
3.3.4 Ambiti disciplinari e ripartizione del montecrediti
3.3.5 Definizione degli ambiti disciplinari e discipline
inserite nel corso di laurea magistrale in
Architettura
3.3.6. Organizzazione della didattica e corsi di insegnamento
3.3.7. Articolazione dei curricula
3.3.8 Norme Attuative per l’AA 2013/2014
3.3.9 Organizzazione delle attività didattiche del
CdLM in Architettura
3.3.10Progetti didattici del I ciclo
3.3.11 Progetti didattici del II ciclo
3.3.12 Progetti didattici del III ciclo
3.4. Regolamento didattico del corso di laurea (CdLM) in Ingegneria Edile-Architettura (XI)
3.4.1 Obiettivi formativi specifici del corso e descri- zione del percorso formativo
3.4.2 Numero strutturato e concorso di ammissione
3.4.3 Durata degli studi e spendibilità della laurea
magistrale in Ingegneria Edile/Arcitettura
3.4.4 Ambiti disciplinari e ripartizione del monteCrediti
3.4.5 Definizione degli ambiti disciplinari e discipline
inserite nel corso di laurea magistrale in
Ingegneria Edile-Architettura
3.4.6 Organizzazione didattica e corsi di
insegnamento
3.4.7 Articolazione del curriculum studiorum
3.4.8 Esame di laurea
3.4.9 Norme Attuative per l’AA 2013-2014
3.4.10 Offerta didattica erogata nel CdLM in
Ingegneria Edile-Architettura
(ex DM 270/2004)
3.4.11 Organizzazione delle attività didattiche del
CdLM in Ingegneria Edile-Architettura
3.4.12 Progetti didattici del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura - 1° anno
3.4.13 Progetti didattici del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura - 2° anno
3.4.14 Progetti didattici del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura - 3° anno
3.4.15 Progetti didattici del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura - 4° anno
3.4.16 Progetti didattici del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura - 5° anno
4
3.1. Regolamento didattico del
DICAR (XXIV)
22
3.1.2 Titoli di studio rilasciati
Per l’A.A. 2013/2014 il DICAR rilascia i
seguenti titoli di studio:
A. Laurea in Disegno Industriale (Classe n.
42 – D.M. 04.08.2000 e D.M. 03.11.1999, n.
509);
B. Laurea in Disegno Industriale ex DM
270/2004 dall’AA 2010/2011;
C. Laurea in Architettura ex DPR
09.09.1982 (Tabella XXX);
D. Laurea in Architettura ex DM 24.02.1993
(Tabella XXX);
E. Laurea specialistica, cinque anni a ciclo
unico, in Architettura (Classe n. 4/S - D.M.
28. 11.2000 e D.M. 03.11.1999, n. 509).
F. Laurea magistrale, cinque anni a ciclo
unico, in Architettura ex DM 270/2004
dall’AA 2013/2014.
G. Laurea specialistica, cinque anni a ciclo
unico, in Ingegneria edile/Architettura
(Classe n. 4/S - D.M. 28. 11.2000 e D.M.
03.11.1999, n. 509).
H. Laurea magistrale, cinque anni a ciclo
unico, in Ingegneria edile/Architettura ex
DM 270/2004 dall’AA 2013/2014.
3.1.3 Durata dei corsi di studio
A. Laurea (triennale) in Disegno industriale
(Classe n. 42 ex D.M. 04.08.2000 e D.M.
03.11.1999, n. 509: lo studente deve aver
acquisito almeno 180 crediti formativi
universitari (CFU), comprensivi di quelli
relativi alla conoscenza obbligatoria della
lingua inglese.
B. Laurea (triennale) in Disegno industriale
(Classe L-4 ex DM 270/2004): lo studente
deve aver acquisito almeno 180 crediti
formativi universitari (CFU), comprensivi di
quelli relativi alla conoscenza obbligatoria
della lingua inglese.
C. Laurea (quinquennale) ex DPR
09.09.1982 (Tabella XXX): lo studente deve
avere sostenuto 30 esami e avere
conseguito l’idoneità della lingua inglese;
D. Laurea (quinquennale) ex DM
24.02.1993 (Tabella XXX): per conseguire
questa laurea lo studente deve avere
sostenuto esami per 32 annualità e avere
conseguito l’idoneità della lingua inglese;
E. Laurea specialistica, cinque anni a ciclo
unico, in Architettura (Classe n. 4/S – D.M.
28.11.2000 e D.M. 03.11. 1999, n. 509): lo
studente deve avere sostenuto esami per
33 annualità pari a 300 crediti formativi
universitari (CFU), ed avere conseguito
l’idoneità della lingua inglese;
F. Laurea magistrale, cinque anni a ciclo
unico, in Architettura (Classe LM-4 ex DM
270/2004: lo studente deve avere
sostenuto 30 esami per 300 crediti
formativi universitari (CFU), ed avere
conseguito l’idoneità della lingua inglese.
G. Laurea specialistica, cinque anni a ciclo
unico, in Ingegneria Edile/Architettura
(Classe n. 4/S – D.M. 28.11.2000 e D.M.
03.11. 1999, n. 509): lo studente deve avere
sostenuto trenta esami per un numero
complessivo di 300 CFU, ed avere
conseguito l’idoneità della lingua inglese;
H. Laurea magistrale, cinque anni a ciclo
unico, in Ingegneria Edile/Architettura
(Classe LM-4 ex DM 270/2004: lo studente
deve avere sostenuto 30 esami per 300
crediti formativi universitari (CFU), ed avere
conseguito l’idoneità della lingua inglese.
3.1.4 Calendario delle attività didattiche
L’organizzazione temporale della didattica
dei singoli corsi di studio è curata dal
Direttore del Dipartimento d’intesa con i
Coordinatori dei corsi di studio. Essa è
relativa:
• al calendario annuale delle attività
didattiche;
• al calendario settimanale delle lezioni,
con l’indicazione dei professori ufficiali del
corso di insegnamento e delle aule ove si
svolgeranno le lezioni.
• al calendario degli esami
(contestualmente è pubblicata la
composizione delle Commissioni d’esame).
3.1.5 Architettura didattica dei corsi di
studio
3.1.5.1 Il CDL in Disegno Industriale è
organizzato su base annuale, e per cicli
didattici semestrali e/o annuali.
3.1.5.2 Il CDLM in Architettura è strutturato
su base annuale e per cicli didattici biennali
o annuali.
3.1.5.3 Il CDLM in Ingegneria Edile/
Architettura è strutturato su base
semestrale e per cicli didattici annuali.
3.1.6 Architettura didattica dei singoli
corsi di insegnamento
Per ciascun corso di insegnamento di
ciascun corso di studio attivato, il presente
Regolamento individua:
• l’appartenenza a un settore scientificodisciplinare e/o ad un ambito didattico,
allo scopo di assicurarne la corretta
copertura didattica;
• l’appartenenza ad un anno di corso o a
un ciclo didattico con cui condivide gli
obiettivi parziali (d’anno o di ciclo) definiti
dall’ordinamento didattico del corso di
studi;
• gli obiettivi formativi specifici ed i
contenuti disciplinari minimi in base ai
quali il professore ufficiale del corso
articolerà il suo progetto didattico;
• le tipologie didattiche previste,
nell’ambito di quelle individuate dal
presente Regolamento;
• le propedeuticità di esami richieste;
• le modalità di verifica del profitto,
necessaria per l’acquisizione dei relativi
crediti, nell’ambito di quelle individuate dal
presente Regolamento.
3.1.7 Architettura didattica di altre attività
formative (stage, tirocini, ecc.)
Per ciascun corso di studi attivato a norma
del presente Regolamento didattico, può
essere prevista, oltre ai corsi di
insegnamento ufficiali, l’attivazione di altre
attività formative previste dalle norme in
vigore, ritenute adeguate al conseguimento
degli obiettivi formativi. Esse sono:
• VIAGGI DI STUDIO E STAGE
– Tutti i viaggi di studio e gli stage si
svolgono obbligatoriamente in una
settimana compresa fra Pasqua e il 1°
maggio.
– Tale settimana è individuata all’inizio
dell’AA ed è riportata nel calendario
accademico delle attività didattiche del
DICAR.
– Solo per i laboratori di laurea del CDLM in
Architettura la loro programmazione è
autonoma.
– Nella settimana dedicata ai viaggi di
studio tutte le lezioni sono sospese.
• PROGRAMMAZIONE E MODALITÀ DI
PRESENTAZIONE DEI PROGETTI
La programmazione è annuale ed avviene
all’inizio dell’AA: ciascun docente
responsabile dell’iniziativa elabora un
progetto didattico che trasmette alla
Segreteria del Dipartimento (Dott.ssa
Tiziana Mariani) per l’inoltro alla Direzione
amministrativa ai fini dell’ottenimento dei
contributi previsti a favore degli studenti.
3.1.8 Status degli studenti
Le norme specifiche, fissate dal
regolamento d’Ateneo, attribuiscono a
ciascuno studente, all’inizio di ogni AA, lo
status di:
• studente iscritto in corso;
• studente iscritto fuori corso;
• studente ripetente d’anno (solo per gli
studenti trasferiti con debito formativo).
3.1.9 Frequenza delle attività didattiche
La regolare frequenza dei corsi di
insegnamento secondo le forme e i modi
previsti dalla docenza, volta
all’acquisizione del “sapere” e allo
svolgimento delle attività applicate relative
all’esercizio del “saper fare”, sono la
condizione indispensabile per essere
ammessi a sostenere gli esami di profitto
che, se superati, consentono l’acquisizione
dei crediti.
3.1.10 Trasferimenti e riconoscimento di
crediti
3.1.10.1 Gli studenti che abbiano acquisito
crediti presso altre istituzioni universitarie
nazionali e della Unione Europea potranno
richiederne il riconoscimento al CDD previa
presentazione di documentata
certificazione, anche sostituendo alcune
delle attività formative previste nel corso di
studio con altre svolte in precedenza e a
quelle affini.
3.1.10.2 La richiesta potrà essere accolta
(anche parzialmente) dal CDD, previa
verifica dell’equivalenza dei contenuti
culturali e degli obiettivi formativi fra le
attività svolte dallo studente e quelle per
cui si richiede la sostituzione.
3.1.10.3 Le norme che regolano i
trasferimenti o i passaggi da altri Corsi di
Studio di altri Dipartimenti del Politecnico o
di altro Ateneo sono riportate negli specifici
Regolamenti didattici di ciascun corso di
studi.
3.1.10.4 In mancanza di norme specifiche il
CDD valuterà l’eventuale riconoscimento
totale o parziale della carriera di studio fino
a quel momento seguita, con la convalida
di esami sostenuti e crediti acquisiti, e
indicherà l’anno di corso al quale lo
studente sarà iscritto e l’eventuale debito
formativo da assolvere.
1.10.5 Il riconoscimento da parte del CDD di
crediti acquisiti presso altre Università
italiane o estere (o ad esse assimilabili)
può essere determinato in forme
automatiche da apposite convenzioni
approvate dal Senato Accademico; tali
convenzioni potranno altresì prevedere la
sostituzione diretta, all’interno dei
curricula individuali, di attività formative
impartite dall’Ateneo e richieste dai
Regolamenti didattici dei Corsi di studio
con attività formative impartite presso altre
Università italiane o estere (o ad esse
assimilabili).
3.1.11 Riconoscimento di crediti acquisiti
per attività formative pre-universitarie
Potrà altresì essere richiesto il
riconoscimento di crediti acquisiti dallo
studente, previa documentata
certificazione, in attività formative di livello
post-secondario alla cui progettazione e
realizzazione abbia concorso questo
Ateneo, finalizzate all’acquisizione di
competenze e abilità professionali, nonché
di altre competenze e abilità maturate. In
tal caso, Il CDD potrà riconoscere le attività
formative svolte ai fini del raggiungimento
dei crediti necessari per conseguire il titolo
di studio.
3
3.1 Regolamento didattico del DICAR
3. I regolamenti didattici
3
3.1.1 Regolamenti didattici dei corsi di
studio del Dipartimento ICAR
• ORDINAMENTI DIDATTICI di Ateneo dei
corsi di studio in Disegno industriale,
Architettura, Ingegneria Edile/Architettura
di cui all’ art. 11 del DM 270/2004 e al DM
47/2013;
• ai REGOLAMENTI DIDATTICI dei corsi di
studio di cui all’art. 12 del DM 270/2004;
• al graduale passaggio dall’architettura
didattica ex DM 509 a quella ex DM
270/2004 attraverso la disattivazione
progressiva degli anni di corso a partire
dall’AA 2009/2010;
i seguenti regolamenti didattici specificano
gli aspetti organizzativi dei corsi di studio
in:
• DISEGNO INDUSTRIALE
• ARCHITETTURA
• INGEGNERIA EDILE/ARCHITETTURA
In particolare essi determinano:
a) l’elenco degli insegnamenti (con
l’indicazione dei settori scientificodisciplinari di riferimento), la loro
eventuale articolazione in moduli, ed
eventuali altre attività formative (stage
ecc.);
b) gli obiettivi formativi specifici, i crediti di
ciascun insegnamento e di ogni altra
attività formativa, e le eventuali
propedeuticità;
c) i piani di studio offerti agli studenti;
d) la tipologia delle forme didattiche, degli
esami, e delle altre verifiche del profitto
degli studenti;
e) le disposizioni sugli obblighi di
frequenza.
1.1.2 Tali disposizioni sono deliberate dal
Consiglio di Dipartimento (CDD) previo
parere favorevole della Commissione
didattica paritetica.
1.1.3 Il DICAR assicura la revisione annuale
dei regolamenti didattici dei corsi di studio,
in particolare per quanto riguarda il
numero dei crediti assegnati ad ogni
insegnamento o altra attività formativa.
1.1.4 Il Direttore provvede annualmente a
pubblicare i Regolamenti didattici dei corsi
di studio (e i relativi “manifesti” degli
studi), previo controllo di legittimità del
Senato Accademico e nei tempi da esso
stabiliti.
1.1.5 I percorsi formativi di ciascuno
studente sono regolati dal Regolamento
didattico del corso di studi scelto, in vigore
all’atto della sua iscrizione al 1° anno di
corso: pertanto, a seguito delle revisioni
annuali di tali Regolamenti non sono
previsti cambiamenti retroattivi delle
singole carriere.
23
24
d) il riconoscimento in termini di CFU delle
attività extra-curriculari, svolte sia intra
moenia che extra moenia, è soggetto alla
approvazione del CDD, che valuta ed
approva la quantità di CFU da assegnarsi
alle discipline interessate sulla base della
proposta presentata dal docente
responsabile, corredata da una descrizione
dell’attività svolta e da un piano orario
dell’impegno prestato;
e) l’attribuzione dei CFU, secondo la
ripartizione approvata dal CDD, avviene
mediante verbalizzazione da parte del
docente responsabile degli esami relativi al
corso integrativo o allo stage, fermo
restando che in quest’ultimo caso le
discipline interessate potrebbero essere
più di una;
f ) il CDD, nell’ambito delle attività
extracurriculari precedentemente descritte,
si riserva di rilasciare CFU sia agli studenti
e laureati dello stesso Dipartimento, sia a
studenti e laureati di altri Dipartimenti e di
altri Atenei che dovessero partecipare a tali
attività.
3.1.13 Requisiti e condizioni per l’accesso
ai corsi di studio
1. Tutti i corsi di studio erogati dal 3.DICAR,
sono a numero programmato: Architettura
ed Ingegneria Edile/Architettura a livello
nazionale; Disegno industriale a livello
locale.
2. Per i CDLM in Architettura e Ingegneria
Edile/Architettura tutte le norme e le
procedure relative al concorso per
l’iscrizione al 1° anno sono stabilite
annualmente dal MIUR con apposito
decreto.
3. Per il CDL in Disegno industriale il
numero di accessi è stabilito dal SA su
proposta del CDD. L’iscrizione al 1° anno di
corso avviene per concorso.
4. Tutti i concorsi di ammissione saranno
espletati anche se il numero delle domande
è inferiore al numero programmato dei
posti disponibili.
5. Sono titoli per l’iscrizione il Diploma
previsto dal DM 509/99 “Regolamento
recante norme concernenti l’autonomia
didattica degli Atenei” ed il collocamento in
posizione utile nella graduatoria
dell’esame di concorso.
3.1.14 Tipologia dei corsi di insegnamento
1. I corsi di insegnamento sono strutturati
secondo differenti tipologie in relazione
agli obiettivi didattici affidati a ciascuno di
essi nell’ambito dell’architettura didattica
generale del corso di studio cui
appartengono.
2. Tutta l’offerta didattica programmata dal
DICAR a partire dall’AA 2013/2014 è
strutturata in moduli di norma mono–
disciplinari da 6 o da 12 CFU.
3. Tutti i corsi di insegnamento sono
pertanto:
• Mono–disciplinari annuali = 12 CFU;
• Mono–disciplinari semestrali = 12 CFU,
oppure 6 CFU;
• Integrati annuali = 6+6 CFU, formati dal
coordinato apporto di due moduli didattici
semestrali (anche di diversi SSD) che
sommati sono corrispondenti a una
annualità. Il corso di insegnamento
integrato è costituito come un corso di
insegnamento mono–disciplinare, ma le
lezioni sono svolte da due professori
ufficiali che costituiscono la commissione
di esame (verbalizzazione unica);
• Laboratori = 12 CFU, ovvero 6+6 CFU.
Sono strutture didattiche destinate allo
svolgimento di attività teorico-pratiche
(comprensive di esercitazioni, attività
tecniche, visite guidate, prove di
accertamento, correzione e discussione di
elaborati, ecc…) che hanno per fine la
conoscenza, la cultura, la pratica e
l’esercizio del progetto di architettura. Alla
costituzione di un corso di laboratorio
possono concorrere due insegnamenti
dello stesso SSD, uno dei quali è
identificato come dominante. In questo
caso, responsabile del Laboratorio è il
professore ufficiale dell’insegnamento
dominante (verbalizzazione unica).
3.1.15 Esami di profitto
1. L’acquisizione dei crediti relativi a
ciascuna attività formativa è subordinata al
superamento di una verifica (esame di
profitto).
2. Per essere ammesso a sostenere la
verifica lo studente deve risultare
regolarmente iscritto: a) all’anno
accademico in corso; b) al corso di
insegnamento (tramite il portale e-learning
ARCHINAUTI), ed averne frequentato le
relative attività didattiche.
3. Gli esami di profitto sono rivolti ad
accertare la maturità e la preparazione
dello studente nella materia del corso di
insegnamento in relazione al percorso di
studio seguito.
4. Gli esami di profitto consistono in un
colloquio (esame orale pubblico), o in una
prova scritta. Le prove scritte sono in
genere svolgimenti di tracce o di esercizi di
cui sono rese note all’inizio dei corsi le
tipologie.
5. Per tutte le modalità scritte il candidato
ha il diritto di prendere visione dei propri
elaborati dopo la valutazione.
6. Altre modalità di verifica
dell’apprendimento saranno indicate,
laddove previste, sul portale e-learning
ARCHINAUTI e nella guida annuale degli
studi.
7. Il materiale prodotto dallo studente per
la valutazione del profitto, a qualsiasi titolo
e quale che sia la sua natura (cartacea,
informatica, ecc.) è protetto dal copyright
®.
3.1.16 Sessioni d’esame
1. Gli appelli d’esame hanno luogo
esclusivamente nelle sessioni di esame:
estiva (giugno-luglio), autunnale
(settembre) e invernale (febbraio), nei
giorni definiti dal calendario annuale delle
attività didattiche.
2. Essi hanno inizio alla data fissata.
Eventuali deroghe per gravi ed eccezionali
motivi, devono essere autorizzate dal
Direttore. In nessun caso la data d’inizio di
un appello può essere anticipata.
3. Gli appelli dei singoli corsi di
insegnamento sono soltanto due per ogni
sessione; e non possono essere articolati
in più di due sedute d’esame (comunque
tali sedute devono restare confinate nello
spazio temporale assegnato a ciascuno dei
due appelli).
3.1.17 Commissioni d’esame
1. Le Commissioni d’esame sono costituite
esclusivamente da professori del corso di
studi, e sono composte da almeno due
membri:
-il professore ufficiale dell’insegnamento,
con funzioni di Presidente;
-un docente dello stesso settore scientificodisciplinare o di settore affine, o comunque
esperto della disciplina.
2. Le Commissioni d’esame possono
comprendere, oltre ai componenti effettivi,
anche altri componenti, che possono
partecipare alle sedute di esame ad
integrazione della Commissione.
3. Le Commissioni sono nominate dal
Direttore per la durata di un anno
accademico, di intesa con i Coordinatori dei
corsi di studi.
4. In caso di impedimento del Presidente
della Commissione, il Direttore nomina un
suo sostituto.
3.1.18 Valutazioni d’esame
1. Gli esami sono tutti valutati in trentesimi,
quale che sia il numero di crediti loro
attribuiti.
2. La Commissione, per esprimere
collegialmente il proprio giudizio, dispone
di 30 punti interi. L’esame si intende
superato quando il voto conseguito è pari o
superiore a 18/30. Nel caso in cui la
votazione conseguita sia di 30/30 la
Commissione può concedere all’unanimità
la lode.
3. Non essendo uguale il numero dei crediti
per ogni insegnamento, la “media” degli
esami di profitto, necessaria ai fini della
ricostruzione della carriera, è “pesata” in
relazione ai crediti attribuiti a ciascun
insegnamento.
Esempio:
esame da 6 crediti con voto 24 esame da 12 crediti con voto 28
((24 x 6)+(28 x 12))/((6 x 12))=26,6=27
4. Gli esami sono verbalizzati sul portale
ESSE3, secondo le modalità previste dal
sistema informatico.
3.1.19 Esame di laurea
1. La prova finale prevede:
• la consegna di uno o più elaborati (di
norma uno grafico ed uno scritto) in genere
sviluppati attraverso l’apporto di almeno
due discipline;
• la discussione “a porte chiuse” degli
elaborati stessi da parte del laureando con
la Commissione esaminatrice, che al
termine esprime la propria valutazione;
• la presentazione pubblica del lavoro
svolto.
2. Gli elaborati della prova finale
consistono di norma in un progetto e in una
ricerca correlata al progetto, su argomenti
che rientrano fra gli obiettivi e le discipline
del singolo corso di studio.
3. L’attività di ricerca per la tesi è svolta
sotto la guida di un relatore e di eventuali
correlatori.
4. La valutazione conclusiva tiene conto
dell’intera carriera dello studente
all’interno del corso di studi e della prova
finale, nonché di ogni altro elemento
rilevante.
5. La Commissione giudicatrice può essere
di undici (11) membri o di sette (7) membri.
6. I membri della Commissione
esaminatrice sono docenti ufficiali del
Corso di studi.
7) Nel caso di undici (11) membri la
Commissione, per esprimere
collegialmente il proprio giudizio, dispone
di 110 punti interi, avendo a disposizione
ciascun commissario 10 punti interi a
propria disposizione. L’esame si intende
superato quando il voto finale conseguito è
pari o superiore a 66/110. Nel caso in cui la
votazione conseguita sia di 110/110 la
Commissione può concedere all’unanimità
la lode.
8) Nel caso di sette (7) membri la
Commissione, per esprimere
collegialmente il proprio giudizio, dispone
di 70 punti interi, avendo a disposizione
ciascun commissario 10 punti interi a
propria disposizione. L’esame si intende
superato quando il voto finale conseguito è
pari o superiore a 42/70. Nel caso in cui la
votazione conseguita sia di 70/70 la
Commissione può concedere all’unanimità
la lode. Il voto finale sarà comunque
espresso in cento/decimi, attraverso
opportuna riconversione proporzionale.
9) I Regolamenti didattici di ciascun corso
di studio riportano le norme particolari
relative alla presentazione e alla
elaborazione della tesi di laurea.
10) Le modalità di presentazione pubblica
saranno concordate di volta in volta con i
relatori; i candidati comunque possono
avvalersi di strumenti audiovisivi e/o
informatici disponibili presso l’Ateneo,
ovvero forniti dal candidato, compatibili
con l’organizzazione della seduta di laurea.
11) Possono essere ammessi a sostenere
l’esame di laurea solo gli studenti che
abbiano conseguito il numero minimo di
3
3.1 Regolamento didattico del DICAR
3. I regolamenti didattici
3
3.1.12 Riconoscimento di crediti
extracurriculari
(deliberazione Consiglio della Facoltà di
Architettura del 13 maggio 2010, verbale
11/389° dall’inizio)
Premesso che:
– per attività intra moenia si intendono tutti
quei corsi non finalizzati al conseguimento
della laurea, ma volti ad integrare le
conoscenze in specifici settori e che da
questo momento saranno indicati come
corsi integrativi;
– per attività extra moenia si intendono
attività operative ed eventuali lezioni
teoriche ad esse propedeutiche, svolte
nell’ambito di stage, non finalizzate al
conseguimento della laurea ma volte a
consolidare, attraverso esercitazioni di
ricerca applicata, le conoscenze teoriche
acquisite nell’ambito del corso di studi;
si riconosce che:
a) la partecipazione a corsi integrativi o a
stage di durata non inferiore alla settimana
comporta il riconoscimento di crediti
extracurriculari nelle specifiche discipline
attinenti l’attività svolta;
b) la quantificazione dei crediti per i corsi
integrativi è fissata in 1 CFU per ogni 8 ore
di lezioni frontali; le restanti 17 ore sono
riservate allo studio o ricerca individuale.
c) la quantificazione dei crediti per gli stage
è fissata in 1 CFU per ogni 20 ore di attività
svolta sul campo; le restanti 5 ore sono
riservate alla preparazione ed alla messa a
punto di quanto prodotto nelle esperienze
sul campo; mentre per le lezioni teoriche
svolte extra moenia la quantificazione dei
crediti è equiparata a quella dei corsi
integrativi;
25
crediti previsti nel presente regolamento
didattico e che siano in regola con il
pagamento delle tasse universitarie.
3. I regolamenti didattici
3
26
3.1.20 Revisione annuale del regolamento
didattico
1. Con riferimento al punto 1.1.3 i
regolamenti didattici dei corsi di studio
sono annualmente rivisitati nei tempi e nei
modi indicati dal Senato Accademico.
2. Il CDD definisce i piani di studi ufficiali
dei corsi di studio attivati, comprendenti le
denominazioni degli insegnamenti da
attivare.
3. In particolare il CDD:
a) delibera in merito al numero dei posti a
disposizione degli iscritti al 1° anno e
stabiliscono i criteri per le prove di
ammissione laddove non previste dal
MIUR;
b) stabilisce i corsi ufficiali di insegnamento
(mono–disciplinari, integrati, laboratori),
nel rispetto dei vincoli fissati dal presente
regolamento;
c) definisce (quando necessario) i moduli
didattici dei corsi integrati;
d) delibera in merito alle discipline
attraverso cui sono sviluppati i corsi di
studio, rispettando il contenuto
dell’ordinamento didattico;
e) delibera in merito all’organizzazione dei
corsi mono–disciplinari e/o integrati,
nonché dei laboratori, secondo percorsi
didattici coerenti di cui sono formalizzati i
criteri di impostazione e le finalità
formative, purché nel rispetto dei vincoli
fissati dagli ordinamenti didattici del
DICAR.
4. Per quanto riguarda il monte
complessivo dei crediti, i Regolamenti
didattici dei singoli corsi di studio
definiscono univocamente quanti e quali
crediti sono dedicati a ciascun tipo di corso
di insegnamento (mono–disciplinari,
integrati, laboratori), e quanti e quali
crediti sono dedicati a ciascun modulo
eventuale. Inoltre i Regolamenti didattici
devono specificare univocamente la
titolazione di ogni corso o modulo.
Il Corso di Laurea (CdL)
in Disegno industriale (XII)
Il Corso di Laurea (CdL)
in Disegno industriale (XII)
28
3.2.1 Laurea
Il Dipartimento ICAR conferisce la laurea in
Disegno industriale prevista
dall’ordinamento didattico del Politecnico
di Bari.
3.2.2 Accesso al Corso di Laurea (CdL) in
Disegno industriale
Costituiscono titoli di ammissione al corso
di laurea in Disegno industriale quelli
previsti dalle vigenti disposizioni di legge.
Il numero strutturato degli iscrivibili al
primo anno del Corso di Laurea in Disegno
industriale è stabilito annualmente dal
Senato Accademico su proposta del
Dipartimento, motivata sulla base delle
strutture e delle risorse disponibili, delle
previsioni del mercato del lavoro, degli
standards europei e secondo eventuali
criteri generali fissati dal Ministro
dell’Istruzione, dell’Università e della
Ricerca.
Il numero strutturato corrisponde a una
“unità didattica” di max 50 allievi, ovvero a
suoi multipli: ciò al fine di garantire
un’efficace attività didattica e di tirocinio,
in rapporto all’effettiva disponibilità di
risorse in docenti, spazi e attrezzature (per
“unità didattica” deve pertanto intendersi
un insieme strutturato di docenti e allievi,
di spazi e di attrezzature, capace di
garantire nei tempi stabiliti dall’architettura
didattica del CdL e per un numero massimo
di 50 studenti, il conseguimento degli
obiettivi didattici fissati per tutti gli
insegnamenti dell’anno di corso così come
definiti dall’ordine degli studi, sia in
relazione all’apprendimento del sapere,
che del saper fare).
Il Consiglio di Dipartimento stabilisce i
criteri di valutazione per l’ammissione dei
candidati.
3.2.3 Durata degli studi
La durata del Corso di laurea in Disegno
industriale è fissata in tre anni, per un
totale di 180 crediti (60 crediti l’anno), pari
a 20 esami.
Ciascun anno di corso comprende 28
settimane di attività didattica, articolate in
due semestri.
3.2.4 Obiettivi formativi qualificanti
Il CdL in Disegno industriale ha come
obiettivo la formazione di tecnici progettisti
del prodotto industriale, capaci di
comprendere criticamente (sapere) e
percorrere operativamente (saper fare)
l’intero processo di definizione del prodotto
industriale, dalla sua ideazione alla sua
realizzazione.
In particolare, per quanto attiene ai
prodotti industriali di natura
tridimensionale lo studente dovrà, al
conseguimento del diploma di laurea:
• saper eseguire la progettazione degli
oggetti industriali ricorrendo anche alle più
avanzate tecnologie cad di modellazione
matematica (geometrica);
• saper eseguire la derivata modellazione
cam degli stessi prodotti al fine di
ottenerne il prototipo in scala;
• saper eseguire il modello numerico del
prototipo stesso (post produzione) al fine
di procedere al controllo di qualità del
prodotto stesso.
E pertanto egli dovrà:
• possedere criticamente i fondamenti
teorici e pratici della cultura del progetto
del prodotto industriale;
• conoscere criticamente la storia delle
forme dei prodotti industriali;
• avere padronanza delle tecniche di
rappresentazione e in particolare quelle di
modellazione cad/cam;
• possedere i fondamenti teorico-pratici
della costruzione del prodotto industriale;
• possedere criticamente le nozioni di base
economiche, legislative e gestionali relative
all’intero processo di definizione del
prodotto industriale.
A tal fine la sua formazione dovrà garantire:
• che sia in grado di comunicare per via
multimediale l’esito delle sue ricerche;
• che sia capace di comunicare
efficacemente, in forma scritta e orale, oltre
che in italiano, in almeno un’altra lingua
dell’Unione Europea, preferibilmente
l’inglese.
3.2.5 Capacità professionali
Il Corso di studi ha come obiettivo quello di
fornire competenze dirette ad acquisire le
seguenti capacità professionali:
• saper sviluppare proposte di oggetti
d’uso innovativi tanto in rapporto ai
requisiti prestazionali, quanto in rapporto
alle tecnologie di produzione;
• saper predisporre progetti esecutivi per
la costruzione di prototipi o sistemi di
prodotti;
• saper sviluppare proposte di
comunicazione visiva (grafica di prodotti
editoriali, grafica per packaging e per
prodotti di immagine coordinate, immagini
di sintesi e animazione, interfacce iconiche
per l’uso di reti informatiche) controllando
con proprietà linguaggi, strumenti e
tecnologie necessarie e possibili;
• saper gestire i controlli di qualità di
singoli prodotti industriali, tanto in
rapporto alle prestazioni funzionali
(ottimizzazione, sicurezza, ecc.) quanto in
rapporto alla compatibilità ambientale in
tutto il suo ciclo di vita;
• saper svolgere funzioni di direzione
tecnica di aziende produttrici nel campo sia
dell’industrial design che dell’arredamento
nei processi produttivi, nella gestione della
distribuzione e del marketing dei prodotti;
• saper predisporre analisi e verifiche dei
requisiti ergonomici del prodotto di serie,
prove e controlli delle prestazioni tecniche
di materiali e dei componenti impiegate nel
prodotto di serie.
3.2.6 Sbocchi professionali
I laureati potranno operare direttamente e
collaborare alla produzione nei settori di
specifico interesse del corso di laurea, e
potranno svolgere attività professionali in
diversi ambiti, quali la libera professione, le
istituzioni e gli enti pubblici e privati, gli
studi e le società di progettazione, le
imprese e le aziende che operano nel campo
del disegno industriale, dell’arredamento e
delle comunicazioni visive e multimediali.
3.2.7 Quadro generale dell’offerta
formativa e sua articolazione
Al compimento degli studi si consegue il
titolo di Laureato in Disegno industriale.
Gli insegnamenti, le esercitazioni, la
sperimentazione di laboratorio, gli stage e
il complesso delle attività didattiche e di
ricerca programmate saranno strutturati,
per via teorica e applicata durante i tre anni
di corso, sincronicamente e secondo una
strategia di approccio dal semplice al
complesso basata:
• sul saper fare, cioè sull’esercizio del
progetto (conoscenza sintetica);
• sul sapere, ovvero sulla conoscenza
analitica di base della storia delle forme,
delle tecniche di rappresentazione di
produzione e di gestione dei processi dei
prodotti industriali.
E pertanto:
1° anno
Alla fine del primo anno lo studente:
per quanto attiene al saper fare dovrà
sapere scomporre e ricomporre un
artefatto nei suoi componenti per coglierne
la conformazione tecnica, e stilistica, le
componenti materiali e le caratteristiche
produttive, le forme d’impiego nel suo ciclo
di vita anche in relazione alle compatibilità
con le esigenze ambientali;
per quanto attiene al sapere, cioè alla
conoscenza analitica di base, dovrà
conoscere e comprendere:
• la scienza della rappresentazione, le
tecniche di comunicazione visiva, i
fondamenti del disegno automatico;
• l’analisi numerica;
• lo svolgimento dell’industria artistica
prima, e del design dopo (dalla rivoluzione
industriale ad oggi) cogliendone i principali
mutamenti di stile in relazione al progresso
scientifico, alle trasformazioni
tecnologiche, e ai contenuti della cultura
materiale.
dell’oggetto, e le compatibilità con le
esigenze ambientali.
• le caratteristiche fisico-tecniche dei
materiali naturali e artificiali, le tecnologie
che ne consentono la trasformazione e
l’impiego nella formazione dell’oggetto
d’uso;
• i rapporti tra la società e il mondo della
produzione dei beni.
2° anno
Alla fine del secondo anno lo studente
per quanto attiene al saper fare dovrà
sapere controllare i problemi del progetto
del prodotto industriale, a diverse scale, in
relazione all’impiego dei materiali, all’uso
delle tecniche ed al rinnovarsi dei modi di
produzione;
per quanto attiene al sapere, cioè alla
conoscenza analitica di base, dovrà
conoscere e comprendere:
• le potenzialità prestazionali dei nuovi
materiali e le tecnologie che ne consentono
l’impegno nei prodotti di serie;
• le nozioni fondamentali della statica, la
fenomenologia dei linguaggi artistici dalle
avanguardie all’odierna condizione
postmoderna, e i rapporti tra quei
linguaggi, e i metodi della progettazione, e
le proposte teoriche;
e dovrà comprendere:
• la struttura logica ed operativa dei metodi
di progettazione del design ai vari livelli di
complessità richiesti dai tipi di progetto e
di processo produttivo;
• il valore del contenuto comunicativo del
prodotto di serie;
• la natura e applicabilità delle componenti
materiali e delle caratteristiche produttive
3° anno
Alla fine del terzo anno, lo studente
per quanto attiene al saper fare, dovrà
sapere controllare gli specifici problemi di
un progetto specialistico di un prodotto
industriale nello specifico campo di
competenza prescelto;
per quanto attiene al sapere, cioè alla
conoscenza analitica di base, dovrà
conoscere e comprendere:
• il contesto culturale e figurativo esterno
per saper colloquiare con esso;
• il potenziale dell’innovazione tecnologica
in ordine al miglioramento della qualità dei
requisiti prestazionali dei prodotti, del loro
contenuto comunicativo, del loro impatto
sull’ambiente;
• le conoscenze di base del marketing
industriale;
• le principali tecnologie e sistemi di
lavorazione del prodotto industriale.
3.2.8 Esame di laurea
Per essere ammesso a sostenere l’esame di
laurea, lo studente dovrà:
• avere seguito con esito positivo tutti gli
esami previsti;
• presentare un portfolio dell’attività
3
3.2. Il Corso di Laurea (CdL) in Disegno industriale (XII)
3. I regolamenti didattici
3
3.2. Regolamento didattico del
Corso di Laurea (CdL) in Disegno
industriale (XII)
29
30
progetto;
• Si forniscono le conoscenze generali dei
fondamenti teorici e degli strumenti
operativi dell’arte contemporanea ivi
compresi i rapporti i mutamenti e le
principali tendenze delle società industriali
mature.
• Si forniscono infine i metodi d’indagine e
le conoscenze tecnologiche per il controllo
delle risorse in termini sia ambientali che
energetici, con particolare riferimento ai
problemi di impatto ambientale e di
integrazione dei sistemi di produzione e di
distribuzione dell’energia.
3.2.9 Crediti assegnati all’offerta
formativa
L’ordinamento didattico è formulato con
riferimento ad attività formative attraverso il
concorso di aree disciplinari intese come
insiemi di discipline raggruppate per
raggiungere obiettivi didattico-formativi, per
le quali è definito il numero minimo di crediti
didattici.
Le attività formative indispensabili sono
raggruppate nelle seguenti sei tipologie:
Conoscenze fornite dalle attività formative
caratterizzanti:
• Si forniscono i principi teorici e le tecniche
della progettazione, così come la tradizione
disciplinare li ha definiti nei metodi e negli
apparati strumentali;
• Si forniscono attraverso le attività
sperimentali svolte in un rapporto integrato
di altre discipline, i principi teorici e gli
strumenti per la progettazione di prodotti
controllati attraverso il disegno
particolareggiato fino alle scale esecutive,
nella fattibilità, nei requisiti tecnici, nelle
prestazioni d’uso, negli aspetti estetici e nei
significati comunicativi all’interno dei
contesti socio-economici e produttivi di
appartenenza;
• Si forniscono altresì competenze per
gestire le problematiche specifiche
dell’arredamento e dell’allestimento;
• Si forniscono, i principi teorici e gli
strumenti per comprendere le caratteristiche
chimiche e meccaniche dei materiali naturali
ed artificiali e per i controlli di qualità degli
oggetti tecnici e dei prodotti, per la verifica
delle prestazioni richieste al prodotto; per
comprendere le tecnologie ed i processi di
produzione degli oggetti, l’uso dei materiali
e delle risorse disponibili anche in relazione
agli altri settori produttivi; per la
sperimentazione di tecnologie di progetto;
Conoscenze fornite dalle attività formative
affini o integrative:
• Si forniscono le integrazioni relative alla
formazione in uno o più ambiti disciplinari
integrativi di quelli caratterizzanti, con
particolare riguardo alle culture di contesto e
alla formazione interdisciplinare e attraverso il
concorso della formazione nell’area scientifica
ingegneristica ed architettonica che
relativamente alle comunicazioni multimediali e
alle tecnologie informatiche fornisce, in un
rapporto integrato di altre discipline,
i metodi e le tecniche di gestione della
documentazione di prodotti, di modellazione
dei processi di sviluppo del prodotto, di
interazione con modelli virtuali, di modellazione
dei prodotti nel loro ciclo di vita, di sviluppo ed
ingegnerizzazione dei prodotti industriali.
Conoscenze fornite dalle attività formative
di base:
• Si forniscono le conoscenze dei concetti di
base, degli strumenti e dei metodi
matematici operativi dell’analisi
matematica, della geometria e dell’algebra
lineare; le conoscenze per costruire semplici
modelli matematici; gli strumenti per
comprendere il comportamento del prodotto
finito alle sollecitazioni esterne; infine
conoscenze di termodinamica applicata,
della trasmissione del calore, della
meccanica dei fluidi, dell’acustica e
dell’illuminazione
• Si forniscono le conoscenze delle tecniche
grafiche, al fine di raggiungere il pieno
controllo degli strumenti della
rappresentazione, sia applicandoli all’analisi
dei valori di uno specifico oggetto, sia al
3.2.10 Organizzazione della didattica e
acquisizione dei crediti
L’attività didattica del Corso di Laurea in
Disegno industriale si articola:
• in una parte formativa orientata
all’apprendimento e alla conoscenza di
teorie, metodi e discipline;
• in una parte teorico-pratica orientata
all’apprendimento e all’esercizio del “saper
fare” nel campo delle attività strumentali o
specifiche professionali.
L’attività didattica è organizzata sulla base
di annualità e di mezze annualità, costituite
da corsi ufficiali d’insegnamento: essa è
organizzata in moduli didattici
(corrispondenti a frazioni di annualità)
formati da lezioni ex cathedra, attività di
laboratorio progettuale (atelier), di
sperimentazione (costruzione di prototipi,
grafica, ecc..) e di tirocinio.
Un modulo didattico corrisponde ad 1
credito pari a 25 ore, da destinarsi
complessivamente allo svolgimento di:
• attività formative con lezioni e conferenze;
• seminari e workshop;
• apprendimento guidato;
• studio e ricerca individuali.
Il monte ore complessivo è articolato in:
• ore intra moenia dedicate a tutte le
attività svolte all’interno delle strutture del
Politecnico;
• ore extra moenia dedicate a tutte le
attività svolte all’esterno delle strutture del
Politecnico.
La didattica del Corso di Laurea si
organizza in corsi di insegnamento
articolati secondo diversi rapporti tra ore di
aula di laboratorio strumentale, di tirocinio
e ore destinate allo studio individuale o
guidato, e differenti modalità di frequenza
e valutazione.
Specificamente gli esami di profitto previsti
possono essere sostenuti su:
• Corsi monodisciplinari annuali (M = 12
crediti): corsi costituiti da insegnamenti di
uno specifico settore disciplinare, orientati
all’apprendimento e alla conoscenza di
teorie, metodi e strumenti disciplinari.
• Corsi monodisciplinari semestrali (M/2 =
6 crediti).
• Laboratori semestrali (L = 12 crediti):
corsi costituiti da due o più insegnamenti,
di norma appartenenti a diversi settori
disciplinari, con l’indicazione di quello che
svolge “funzione guida”. Sono condotti in
forma coordinata da più docenti e si
concludono con un esame basato anche
sull’esito di prove intermedie e finali.
Essi sono destinati sia all’esercizio del
progetto, che all’esercizio delle attività
operative necessarie alla formalizzazione del
progetto, alla prototipazione e alle loro
verifiche tecniche.
• Laboratori di sintesi finale (LSF = 27 crediti):
corsi di durata annuale. In essi lo studente è
guidato, in accordo al proprio piano di studi,
attraverso l’apporto di più discipline alla
matura e completa preparazione di un
progetto di prodotto industriale in uno dei
campi dell’applicazione professionale.
• Tirocinio e stage:
essi devono essere svolti presso qualificate
strutture pubbliche o private italiane o
straniere con le quali si siano stipulate
apposite convenzioni, e dovranno essere
certificati da specifici attestati.
• Lingua inglese
A conclusione dei primi due anni di corso lo
studente dovrà dimostrare, attraverso
specifiche prove di idoneità, la conoscenza
pratica e la comprensione della lingua inglese.
1° anno
Concorrono alla definizione degli
insegnamenti del 1° anno, discipline delle
aree didattiche I, II, III, IV, per un totale di dieci
insegnamenti, cinque nel primo semestre e
cinque nel secondo (Cfr. manifesto 1° anno,
punto 4.3.13).
Iscrizione al 2° anno di corso
Per iscriversi a ottobre nell’A.A. successivo
al 2° anno di corso, è necessario che lo
studente abbia sostenuto con esito
positivo almeno 4 esami per almeno 42
crediti, fra cui obbligatoriamente i due
laboratori; qualora risultasse in debito di
esami per complessivi 18 Cfu egli si
iscriverà “con riserva”, potendoli sostenere
nell’appello straordinario invernale (entro il
28 febbraio).
Se lo studente non supera tali esami
nell’appello straordinario invernale, egli
assume lo status di fuori-corso.
Trasferimenti al 2° anno di corso da altri
Atenei
È necessario aver superato esami per
almeno 42 crediti.
febbraio).
Se lo studente non supera tali esami
nell’appello straordinario invernale, egli
assume lo status di fuori-corso.
Inoltre lo studente per iscriversi ai
laboratori di sintesi finale dovrà avere
sostenuto tutti gli esami del 1° e del 2°
anno e del primo semestre del 3° anno.
Trasferimenti al 3° anno di corso da altri
atenei
È necessario aver superato tutti gli esami
relativi al 1° e al 2° anno di corso inseriti nel
regolamento didattico del corso di laurea in
Disegno industriale del Dipartimento ICAR
di Bari.
Gli studenti che intendono trasferirsi
dovranno presentare alla Segreteria
Studenti, al fine di ottenere il nulla osta del
Politecnico, il certificato di iscrizione nel
precedente A.A. con l’elenco degli esami
sostenuti.
2° anno
Concorrono alla definizione degli
insegnamenti del 2° anno, discipline delle
aree didattiche I, II, III, IV, V per un totale di
dieci insegnamenti, cinque nel primo
semestre e cinque nel secondo (Cfr.
manifesto 2° anno, punto 4.3.14).
3° anno
Concorrono alla definizione degli
insegnamenti del 3° anno, discipline delle
aree didattiche I, II, III, IV, V, per un totale di
sei insegnamenti per un totale di 60 Cfu
(Cfr. manifesto 3° anno, punto 4.3.15).
Iscrizione al 3° anno di corso
Per iscriversi a ottobre nell’A.A. successivo
al 3° anno di corso, è necessario che lo
studente abbia sostenuto con esito
positivo tutti gli esami del primo anno e del
secondo anno; qualora risultasse in debito
di solo tre esami(per un massimo
complessivo di 24 Cfu), egli si iscriverà con
riserva, potendoli sostenere nell’appello
straordinario invernale (entro il 28
3.2.11 Norme relative all’accesso
L’iscrizione al Corso di Laurea in Disegno
industriale è regolata in conformità alle
norme vigenti in materia di accesso agli
studi universitari. Le modalità della prova
di ammissione, compresi i criteri da
adottare per definire i relativi “debiti
formativi”, sono stabilite dal Senato
Accademico sentito il Consiglio di
Dipartimento, ed emanate con Decreto
Rettorale.
3
3.2. Il Corso di Laurea (CdL) in Disegno industriale (XII)
3. I regolamenti didattici
3
didattica svolta;
• dovrà inoltre avere la certificazione
dell’attività di tirocinio.
L’esame di laurea consiste nella
discussione del lavoro teorico e pratico
svolto nel laboratorio di sintesi finale.
31
3.2.12 Offerta erogata nel CDL in Disegno Industriale - 1° anno
Composizione
annualità
Totale
crediti
Insegnamenti
(annualità e moduli didattici concorrenti
alla definizione delle annualità)
1°
l
1
12
Laboratorio di Disegno industriale 1
- Disegno industriale 1
- Disegno del prodotto industriale 1
Laboratorio di Arredamento 1
- Progettazione del prodotto d’arredo
- Disegno del prodotto di arredo
Progettazione grafica 1
Disegno
Luce suono e clima
Calcolo numerico
Statica
Chimica
3. I regolamenti didattici
l
I
m
m
I
m
m
1
12
0,5
0,5
0,5
0,5
0,5
0,5
6
6
6
6
6
6
5
60
Settori
scientifico-disciplinari
Aree
disciplinari
Crediti per insegnamento
icar 13
icar 17
i
iii
6
6
icar 16
icar 16
icar 13
icar 17
ing-ind 11
mat 08
icar 08
Chim 07
i
iii
i
iii
iv
iv
i
iv
6
6
6
6
6
6
6
6
Anno di
corso
Tipo di
insegnamento
Composizione
annualità
Totale
crediti
Insegnamenti
(annualità e moduli didattici concorrenti
alla definizione delle annualità)
2°
l
1
12
Laboratorio di Disegno industriale 2
- Disegno industriale 2
- Realizzazione del prodotto industriale
Laboratorio di Arredamento 2
- Arredamento
- Disegno del prodotto di arredo
Laboratorio di Progettazione grafica 2
- Progettazione grafica 2
- Cultura tecnologica della progettazione grafica 2
Storia delle arti deorative e industriali
Simulazione e prototipazione virtuale
Economia ed organizzazione aziendale
Fondamenti di informatica
l
l
m
m
m
m
60
1
1
12
12
0,5
0,5
0,5
0,5
6
6
6
6
5,5
60
Monte crediti complessivo = 60 | Totale esami = 5 annualità
Monte crediti complessivo = 60 | Totale esami = 5,5 annualità
Note
1 Credito 25 ore
Note
1 Credito 25 ore
Legenda
lLaboratorio
m
Corso monodisciplinare
I
Corso integrato
Legenda
lLaboratorio.
m
Corso monodisciplinare
Settori
scientifico-disciplinari
Aree
disciplinari
Crediti per insegnamento
icar 13
icar 12
i
iv
9
3
icar 16
icar 17
icar 12
icar 13
icar 12
l-art 03
ing-ind 15
ing-ind 35
ing-inf 05
i
iii
i
i
iv
ii
iii
v
iii
9
3
9
3
6
6
6
6
60
3
3.2. Il Corso di Laurea (CdL) in Disegno industriale (XII)
Tipo di
insegnamento
3
32
3.2.13 Offerta erogata nel CDL in Disegno Industriale - 2° anno
Anno di
corso
33
3.2.14 Offerta erogata nel CDL in Disegno Industriale - 3° anno
Anno di
corso
3°
Curriculum
Disegno
Industriale
Totale
crediti
Insegnamenti
(annualità e moduli didattici concorrenti
alla definizione delle annualità)
l
2,25
27
Laboratorio di sintesi finale
- Prova finale
- Tirocinio
- Lingua inglese
- Disegno del prodotto industriale 2
- Realizzazione del prodotto industriale 2
Gestione dell’innovazione del prodotto
Marketing industriale
Progettazione meccanica
Sociologia del design
Tecnologie e tecniche del design
m
m
m
m
m
0,5
0,5
0,5
0,5
0,75
5
Monte crediti complessivo = 60 | Totale esami = 5 annualità
Note
1 Credito 25 ore
Legenda
lLaboratorio.
m
Corso monodisciplinare
6
6
6
6
9
60
Settori
scientificodisciplinari
Aree
disciplinari
icar 13/icar 16
icar 13/icar 16
icar 13/icar 16
ing-ind 35
ing-ind 35
ing-ind/14
sps/10
icar/12
i
iv
v
v
iv
iv
Crediti per
insegnamento
7
5
3
6
6
6
6
6
6
9
60
Insegnamenti
Area I: Progetto del prodotto industriale
01 Disegno industriale 1
02 Disegno industriale 2
03 Progettazione grafica 1
04 Progettazione grafica 2
05 Progettazione del prodotto d’arredo 1
06 Arredamento
07 Disegno del prodotto industriale 2
08 Tirocinio
Area II: Storia delle forme del prodotto industriale
01 Storia delle arti decorative e industriali
ssd
Crediti
Laboratorio di appartenenza
Docenti
icar/13
icar/13
icar/13
icar/13
icar/16
icar/16
icar/16
6
9
6
9
6
9
6
5
Laboratorio di Disegno industriale 1
Laboratorio di Disegno industriale 2
Laboratorio di Progettazione grafica 1
Laboratorio di Progettazione grafica 2
Laboratorio di Arredamento 1
Laboratorio di Arredamento 2
Laboratorio di sintesi finale
Laboratorio di sintesi finale
Rossana Carullo
Annalisa Di Roma
Michele Colonna
Nunzio Perrone
Rosa Pagliarulo
Rocco Mele
Francesco Fittipaldi
l-art/03
6
Area III: Tecniche di rappresentazione e modellazione del prodotto industriale
01 Disegno
icar/17
02 Disegno del prodotto industriale
icar/17
03 Disegno del prodotto d’arredo 1
icar/16
04 Disegno del prodotto d’arredo 2
icar/17
06 Simulazione e prototipazione virtuale
ing-ind/35
07 Fondamenti di informatica
ing-inf/05
Area IV: Realizzazione del prodotto industriale
01 Calcolo numerico
mat/08
02 Statica
icar/08
03 Realizzazione del prodotto industriale 1
icar/12
04 Realizzazione del prodotto industriale 2
icar/12
06 Cultura tecnologica della progettazione grafica 2
icar/12
07 Tecnologia e tecniche del design
icar/12
09 Luce suono e clima
ing-ind/11
10 Chimica
chim/07
11 Progettazione meccanica
ing-ind/14
Area V: Economia, legislazione e gestione del prodotto industriale
01 Economia ed organizzazione aziendale
ing-ind/35
02 Gestione dell’innovazione del prodotto
ing-ind/35
03 Marketing industriale
ing-ind/35
34
6
6
6
3
6
6
6
6
3
6
3
9
6
6
6
6
6
6
Francesco Moschini
Laboratorio di Disegno industriale 1
Laboratorio di Arredamento 1
Laboratorio di Arredamento 2
Laboratorio di Disegno industriale 2
Laboratorio di sintesi finale
Laboratorio di Progettazione grafica 2
Lorenzo Netti
Joanna Szymanska
Rossana Carullo
Giuseppe Lovino
Michele Fiorentino
Fabrizio Notarnicola
Tiziano Politi
Pilade Foti
Alessandra Scarcelli
Alessandra Scarcelli
Michele Colonna
Enrica Leonardis
Francesco Martellotta
Giuseppe Romanazzi
3
3.2. Il Corso di Laurea (CdL) in Disegno industriale (XII)
Composizione
annualità
3
3. I regolamenti didattici
3.2.15 Organizzazione delle attività didattiche - Aree disciplinari, insegnamenti e docenti
Tipo di
insegnamento
Marco Falagario
Michele Gorgoglione
Gabriele Zito
35
3.2.16 Insegnamenti e docenti per anni di corso - 1° anno
Insegnamenti
Docenti per corso
Docenti per corso
Crediti
Insegnamenti
Docenti per corso
Crediti
12
Laboratorio di Disegno industriale 2
12
Laboratorio di sintesi finale
6
- Disegno industriale 2
Annalisa Di Roma
9
- Disegno del prodotto industriale 2
Francesco Fittipaldi
6
- Disegno del prodotto industriale
Joanna Szymanska
6
- Realizzazione del prodotto industriale 1
Alessandra Scarcelli
3
- Realizzazione del prodotto industriale 2
Alessandra Scarcelli
6
12
Laboratorio di Arredamento 2
- Lingua inglese
Richard Lusardi
3
- Tirocinio
-
5
- Prova finale
Annalisa Di Roma
7
Marketing industriale
Michele Gorgoglione
6
Progettazione meccanica
Carmine Pappalettere
6
Tecnologie e tecniche del design
Enrica Leonardis
9
Gestione dell’innovazione del prodotto
Gabriele Zito
6
Sociologia del design
Sergio Bisciglia
6
12
-Progettazione del prodotto di arredo
Rosa Pagliarulo
6
- Arredamento
Rocco Mele
9
- Disegno del prodotto di arredo
Rossana Carullo
6
- Disegno del prodotto di arredo
Giuseppe Lovino
3
Progettazione grafica 1
Michele Colonna
6
Laboratorio di Progettazione grafica 2
Disegno
Lorenzo Netti
6
Luce suono e clima
Francesco Martellotta
Calcolo numerico
12
- Progettazione grafica 2
Nunzio Perrone
9
6
- Cultura tecnologica della progettazione grafica 2
Michele Colonna
3
Tiziano Politi
6
Storia delle arti decorative e industriali
Francesco Moschini
6
Statica
Pilade Foti
6
Marco Falagario
6
Chimica
Giuseppe Romanazzi
6
Economia ed organizzazione aziendale
Fondamenti di informatica
Fabrizio Notarnicola
6
Simulazione e prototipazione virtuale
Michele Fiorentino
6
27
3
3.2. Il Corso di Laurea (CdL) in Disegno industriale (XII)
3. I regolamenti didattici
Insegnamenti
Rossana Carullo
Laboratorio di Arredamento 1
36
Crediti
- Disegno industriale
Laboratorio di Disegno industriale 1
3
3.2.18 Insegnamenti e docenti per anni di corso - 3° anno
3.2.17 Insegnamenti e docenti per anni di corso - 2° anno
37
3.2.19 Progetti didattici del CdL in Disegno
industriale
1° anno
38
LDI 1- 12 cfu
1° anno
• Icar 13, Disegno industriale 1
• Icar 17, Disegno del prodotto industriale
Rossana Carullo
Disegno industriale 1 (Icar 13-6 cfu)
Joanna Szymanska
Disegno del prodotto industriale (Icar 17-6
cfu)
Finalità e contenuti disciplinari
Obiettivo principale del corso è avvicinare
lo studente ai processi progettuali di
oggetti di design semplici, ma già intesi
come organica relazione tra forma,tecnica,
materia e specificità d’uso.
Prima di ogni definizione di design lo
studente dovrà comprendere il senso
dell’oggetto d’uso come forma dell’utile, il
rapporto tra oggetto ed esperienza che se
ne compie.
Ciò risponde all’esigenza contemporanea
che vede negli oggetti “Supernormal”
l’espressione di una tensione etica di
sostenibilità che non riguardi solo i dati
tecnologico prestazionali degli oggetti, ma
in generale il loro senso e la necessità della
loro stessa esistenza.
Lo studente sarà guidato in questo
approccio da lezioni teoriche sui maestri
del design messi a confronto con oggetti
quotidiani, ed esemplificazioni pratiche.
Queste saranno legate ad operazioni
compositive e concettuali di controllo della
forma, e ad esempi di oggetti d’uso
anonimo e/o d’autore che abbiano preciso
riferimento con il tema d’anno. La lettura
degli esempi è finalizzata ad acuire il senso
critico dello studente ed a fornirgli le
necessarie categorie interpretative
finalizzate alla successiva applicazione
progettuale
L’apprendimento e l’uso degli strumenti
informatici di modellazione, la
rappresentazione e la gestione informatica
della fase costruttiva dei modelli (prototipi
virtuali)insieme alla sperimentazione con
materiali differenti per plastici concettuali
delle proprie proposte progettuali,
costituiranno il training di apprendimento
degli strumenti (saper fare).
Aims and contents
The main purpose of this course is to
introduce the students to the design
processes of simple and small objects, as
organic relationship between form,
technique, material and specificity of use.
Before any definition of design, students
must understand the meaning of the object
in its use and the relationship between
object and its experience.
This satisfies contemporary needs to
identify in objects “Supernormal” the
expression of an ethical tension of
sustainability aims not only to show
technical data of objects, but in general the
sense and the necessity of their existence.
Students will be guided to this approach by
studying on master designers works in
comparison with everyday objects and
practical examples. These will be connect
to compositional and conceptual
operations to control the form by examples
of anonymous objects used every day and/
or by authors studied during the year.
To read these examples allow to improve
the critical sense of the student and to
provide a necessary interpretative
categories aimed to planning applications.
At the end to better learn the training of the
tools (skills) we propose the use of
modeling tools by computer through the
representation of the construction phase of
the models (virtual prototypes) together
with different experimentation on materials
to build conceptual models for their project
proposals.
machines”, in fields of application of
human actions, small enough to be easily
used with hands.
All objects are chosen according to
different complexity: linear paper clips
(linear compositions), flat paper clips
(compositions of surfaces), clothes pegs
(volumes), and door handles as a final test
of greater complexity.
As regards the teaching of Drawing Product
Design 1 a re-design will be done through
the analysis of the geometries of different
objects and by using modeling software.
Tema d’anno
Il tema d’anno coerentemente agli obiettivi
proposti riguarderà la progettazione di
oggetti d’uso intesi come “macchine
minime”, come campi di applicazione
dell’azione umana, di dimensioni ridotte
tali da poter essere facilmente impugnati.
Gli utensili sono scelti secondo un diverso
grado di complessità formale e tecnica:
graffette lineari (linea), graffette piane
(superficie), mollette (volumi), per finire
con le maniglie come prova finale di
maggior complessità.
Per quanto attiene l’insegnamento di
Disegno del Prodotto Industriale 1/ il
ridisegno avverrà mediante l’analisi delle
geometrie costruttive dei diversi oggetti e
mediante l’esplicitazione del processo di
modellazione informatica.
Design problem
During a year students have to solve a
theme, in line with the objectives
proposed, that concerns the design of
everyday objects thought as “minimalist
Articolazione delle attività didattiche
I temi d’anno assegnati si svolgono in due
fasi: la prima consiste nel il ridisegno di
oggetti esistenti, la loro interpretazione
formale e funzionale, il confronto collettivo
delle varianti; la seconda fase consiste
nella redazione del proprio progetto.
Il corso prevede cicli di lezioni ed
esercitazioni in extempora per avvicinare
gradualmente lo studente al tema d’anno.
Le lezioni teoriche sono volte a cogliere i
nessi dei temi assegnati durante l’anno con
la storia del design e con le principali
tendenze contemporanee:
- Lo statuto dell’oggetto ed il mondo delle
cose
- Oggetto ed esperienza
- L’oggetto come utensile
- Oggetto anonimo e oggetto d’autore
- Macchine minime: reinterpretare il
quotidiano tra memoria e innovazione
- Il cucchiaio di Socrate: forma funzione e
processo produttivo
- Il significato del progetto
Articulation of the educational activities
The themes is carried out in two phases:
the first one consists in the re-design of
existing objects, an interpretation of their
form and function, and the collective
comparison between all the variants; the
second phase consists in a preparation of a
personal project.
The course focus is on lectures and
exercises in extempora, to bring the
student gradually to the design problem.
The lessons are aimed to highlight the
connections between the themes of the
year, design history and contemporary
trends.
- The status of the object and the world of
things
- Object and experience
- The object as a tool
- Anonymous object and authorship object
- Minimal Machines: reinterpreting the
everyday between memory and innovation
- The spoon of Socrates: form, function and
production process
- The meaning of the project
Iscrizione al corso
Le iscrizioni al corso avvengono
obbligatoriamente sulla piattaforma
e-learning, secondo le modalità che
saranno esplicate nel corso della
prima lezione.
Course registration
To attend the course is required an
application form available on the e-learning
platform, according to the manner that will
be esplicate during the first lesson.
Modalità d’esame
Gli studenti che avranno svolto nei tempi e
nei modi previsti le esercitazioni e le prove
extempora, conseguendo esito positivo,
saranno ammessi a sostenere l’esame
finale. L’esame consisterà nella valutazione
degli elaborati progettuali dai quali dovrà
emergere la comprensione delle
problematiche teoriche e pratiche che
regolano il rapporto di forma- tecnica e
materia nei sistemi progettati e da una
discussione critica sui temi esposti durante
le lezioni teorico-critiche.
Examination methods
All the students who have took part at the
exercises and extempora tests in the time
and manner prescribed, achieving positive
results, will be admitted to final exam. The
exam consists in an evaluation of the
design which will emerge from the
theoretical and practical understanding of
the issues that regulate the relationship
between form and material-technical
systems designed. At the end they will
discuss on the issues exposed during
theory lessons before expressed.
Laboratorio di Arredamento 1
Interior Design Studio 1
LA 1- 12 cfu
1° anno
• Icar 16, Architettura degli interni
• Icar 16, Architettura degli interni
Rosa Pagliarulo
Progettazione del prodotto di arredo 1
(Icar 16-6 cfu)
Rossana Carullo
Disegno del prodotto d’arredo (Icar 16-6
cfu)
Finalità e contenuti disciplinari
Obiettivo del laboratorio del primo anno è
far acquisire allo studente la
consapevolezza delle diverse forme e tipi
del legno nell’arredo e di introdurlo alla
teoria e alla pratica realizzativi del prodotto
d’arredo. Ciò avverrà da una parte
attraverso una rilettura critico-analitica di
oggetti significativi per quanto riguarda
l’evoluzione del rapporto tra forma/
tecnica/materia del prodotto d’arredo,
dall’altra attraverso la messa a punto di un
progetto esecutivo di una sedia e di un
tavolo.
Lo studio delle forme e dei tipi degli arredi
in legno secondo le varianti stilistiche e
tecnologiche sarà condotto attraverso il
ridisegno critico di tre tipi di sedie d’autore
(sedia ed elementi piani, sedia ad elementi
curvi e torniti, sedia ad elementi plastici) e
costituirà il momento della riflessione
analitica (sapere).
L’apprendimento e l’uso degli strumenti
informatici di modellazione, la
3
3.2.19 Progetti didattici 1° anno
3. I regolamenti didattici
3
• Laboratorio di Disegno industriale 1
• Laboratorio di Arredamento 1
• Calcolo numerico
• Statica
• Chimica
• Luce suono e clima
• Progettazione grafica 1
• Disegno
Laboratorio di Disegno industriale 1
Industrial Design Studio 1
39
rappresentazione e la gestione informatica
della fase costruttiva dei modelli (prototipi
virtuali) costituiranno il training di
apprendimento degli strumenti (saper
fare).
40
Articolazione delle attività didattiche
Il corso è organizzato in quattro moduli
didattici il cui oggetto corrisponde ai
diversi approcci formali, tecnici e
tecnologici, assunti quali caratteri di
riferimento per la comprensione degli
oggetti del tema d’anno.
Periodi didattici
- Modulo I
- Esercitazione (I): “Ridisegno di una
- Modulo III
- Esercitazione (III): “Ridisegno di una
sedia ad elementi plasticamente curvati”
- Modulo IV
- Esercitazione (IV): “Ridisegno di un
tavolo d’autore”.
- Modulo V
- Elaborato d’esame
Iscrizione al corso
Le iscrizioni al corso avvengono
obbligatoriamente sulla piattaforma
e-learning, secondo le modalità che
saranno esplicate nel corso della prima
lezione.
Modalità d’esame
Gli studenti che avranno svolto nei tempi e
nei modi previsti le quattro esercitazioni
(durante i primi quattro moduli didattici)
conseguendo esito positivo saranno
ammessi a sostenere l’esame finale.
L’esame consisterà nella valutazione
dell’elaborato grafico finale (oggetto del
quinto modulo didattico) dal quale dovrà
emergere la comprensione delle
problematiche teoriche e pratiche che
regolano il rapporto di forma- tecnica e
materia nel prodotto d’arredo in legno e da
una discussione critica sui temi esposti
durante le lezioni teorico-critiche.
Calcolo numerico
Numerical Analysis
Statica
Statics
Mat 08-6 cfu
1° anno / corso semestrale
Icar 08-6 cfu
1° anno / corso semestrale
Tiziano Politi
Pilade Foti
Finalità e contenuti disciplinari
I contenuti del corso abbracciano differenti
settori della matematica il cui obiettivo è
l’associazione fra concetti e forme
matematiche.
• teoria delle matrici;
• elementi di geometria analitica nel piano
e nello spazio;
• elementi di analisi matematica;
• trasformazioni geometriche nel piano e
nello spazio;
• curve nel piano e nello spazio;
• approssimazione di curve nel piano e
nello spazio.
Aims and contents
The contents of the course span different
sectors of mathematics and their target is
to associate concepts to mathematical
forms.
The following subjects are studied during
the course:
• theory of matrixes;
• elements of analytical geometry in plan
and in space;
• elements of mathematical analysis;
• geometric transformations in plan and in
space;
• curves in plan and in space;
• approximation of curves in plan and in
space.
Finalità e contenuti disciplinari
Il corso si propone di fornire una
introduzione alla statica dei solidi e delle
strutture. I metodi e gli strumenti sviluppati
da tali discipline rappresentano un
bagaglio di conoscenze indispensabile per
l’analisi e la progettazione degli oggetti di
interesse del disegno industriale.
L’argomento centrale del corso è costituito
dalla statica dei corpi rigidi. Nel corso viene
anche affrontato, in maniera
necessariamente semplificata, il problema
della modellazione degli oggetti reali, cioè
del passaggio dalla realtà fisica al modello
teorico di calcolo.
Aims and contents
The aim of the course is to provide an
introduction to the statics of solids and
structures. The methods and the tools
developed by these disciplines represent
an essential basis of knowledge for the
analysis and design of objects from an
industrial design perspective. The central
topic treated during the course is the
statics of rigid bodies. The problem of the
modelling real objects (that is to say, the
passage from physical reality to theoretical
model of calculation) is also dealt with,
even if in a simplified manner.
Articolazione delle attività didattiche
Nell’ambito del corso verranno affrontati i
seguenti argomenti.
• Vettori
• Cinematica dei corpi rigidi
• Statica dei corpi rigidi
• Resistenza dei materiali
Articulation of the educational activities
The main contents are:
• Vectors
• Kinematics of rigid bodies • Statics of rigid bodies
• Strength of materials
Applicazioni
Alla fine del corso l’allievo sarà in grado di
adoperare gli strumenti per la modellazione
meccanica di semplici oggetti di disegn. Per
questi ultimi egli sarà in grado di risolvere
significativi problemi di progettazione e
verifica. In particolare, attraverso alcune
esercitazioni guidate, gli allievi
analizzeranno dal punto di vista statico un
semplice oggetto di arredamento.
Application
At the end of the course, the student will be
able to use the tools for mechanical
modelling on simple objects of design. He
or she will be able to solve meaningful
problems of design and verification. In
particular, a simple furniture piece will be
analyzed from the static point of view.
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma e-learning entro i primi
dieci giorni dall’inizio dei corsi.
Modalità d’esame
L’esame consisterà nella discussione
del tema d’anno riguardante lo studio di
un oggetto di disegn e nella prova orale
riguardante i principali argomenti del
corso.
Chimica
Chemistry
Chim 07-6 cfu
1° anno / corso semestrale
Giuseppe Romanazzi
Obiettivi e finalità del corso
Il corso è volto a fornire agli studenti
un’adeguata conoscenza di base dei
fenomeni e dei principi fondamentali della
Chimica. È completato da esercitazioni
numeriche ed è inteso anche a sviluppare,
mediante descrizioni termodinamiche dei
fenomeni naturali, la capacità di prevedere
il comportamento della materia nelle
reazioni chimiche e nei materiali.
Teoria.
Definizioni di materia, sistema, fase, stato
di aggregazione, grandezze, elementi,
composti. Leggi fondamentali della chimica
e teoria molecolare. Numero atomico e
numero di massa. Isotopi. Peso atomico,
peso molecolare e peso formula. Mole.
Percentuale in peso di elementi in un
composto. Determinazione di formule
minime e molecolari. Teoria atomica,
modello di Thomson, radioattività,
esperimento di Rutherford, spettri di
emissione ed equazione di Rydberg. Atomo
di Bohr. Numeri quantici n, l ed m. Ipotesi
di De Broglie. Principio di indeterminazione
di Heisenberg. Teoria ondulatoria per
l’elettrone. Equazione di Schroedinger.
Funzione d’onda. Numeri quantici (n, l, m,
ms) significato probabilistico. Orbitali s, p,
d, f. Configurazione elettronica. Principio di
Pauli e regola di Hund. Tavola periodica e
proprietà periodiche. Legame chimico. Il
legame ionico e l’energia reticolare. Il
legame covalente. Teoria Valence Bond.
Strutture di Lewis. Ibridazione sp, sp2, sp3,
sp3d, sp3d2. Doppietti direzionati e
formule di struttura. Carica formale e
risonanza. Numero di ossidazione. Regole
per ricavare il numero di ossidazione.
Nomenclatura chimica. Carattere acidobase degli ossidi. Teoria acido-base di
Arrhenius. Proticità e formula di struttura.
Teoria dell’Orbitale Molecolare. Molecole
biatomiche omonucleari: H2, F2, O2.
Ordine di legame. Configurazione
elettronica. Legame metallico. Conduttori,
isolanti e semiconduttori intrinseci.
Drogaggio. Forze secondarie di legame.
Reazioni acido-base e relativo
bilanciamento. Reazioni di ossido-riduzione
e relativo bilanciamento. Bilanciamento di
reazioni redox non in soluzione acquosa.
Reazioni di disproporzione e
sinproporzione. Numero di equivalenza ed
equivalenti per riducenti ed ossidanti. Il
gas ideale. Leggi di Boyle, Charles e
Gay-Lussac. Equazione di stato dei gas
perfetti. Densità e peso molecolare.
Miscele di gas ideali: legge di Dalton e
legge di Amagat. Peso molare medio di un
miscuglio gassoso. Cenni sui gas reali: il
fattore di comprimibilità (Z); equazione di
van der Waals. Isoterme dei gas reali
(diagramma di Andrews): temperatura
critica. Lo stato liquido e la tensione di
vapore. Soluzioni ideali. Modi di esprimere
le concentrazioni. rapporti ponderali e
volumetrici nelle reazioni chimiche.
Introduzione alla termodinamica chimica.
3
3.2.19 Progetti didattici 1° anno
3. I regolamenti didattici
3
Tema d’anno
Il tema d’anno è l’analisi ed il progetto di
una sedia e di un tavolo in legno.
Per quanto attiene l’insegnamento di
Progettazione del prodotto d’arredo 1 ciò
avverrà mediante l’elaborazione del
modello costruttivo (prototipo virtuale) e di
un breve testo: dal primo devono risultare
individuati con esattezza geometrica e
coerenza formale i “nodi” costruttivi; dal
secondo devono risultare individuate con
chiarezza concettuale il tema del rapporto
tra forma, tecnica e materia.
Per quanto attiene l’insegnamento di
Disegno del Prodotto d’Arredo 1/ciò
avverrà mediante l’analisi delle geometrie
costruttive dalle diverse tipologie di sedie,
tavoli e mediante l’esplicitazione del
processo di modellazione informatica con
un breve testo per le diverse tipologie di
sedie e tavoli proposte nel corso delle 6
esercitazioni.
sedia con tutti gli elementi piani”.
- Modulo II
- Esercitazione (II): “Ridisegno di una
sedia con elementi curvi e/o torniti”.
41
42
potere ossidante. La pila Daniell ed il ponte
salino. Schematizzazione di una pila.
Misura del potenziale di elettrodo e forza
elettromotrice (f.e.m.). Potenziale standard
di riduzione E°. La serie elettrochimica.
L’equazione di Nernst. Le pile da un punto
di vista termodinamico. Elementi di chimica
organica: il ruolo del carbonio, gli alcani, gli
alcheni, gli alchini, idrocarburi aromatici,
alcoli, eteri, aldeidi, chetoni, acidi, esteri,
ammine, ammidi e polimeri. Introduzione ai
materiali e alle loro proprietà generali,
meccaniche, chimico-fisiche ed ottiche.
Breve descrizione dei materiali metallici,
ceramici e polimerici.
Esercitazioni
• Atomo, molecola, mole. Composizione
percentuale, formula minima e molecolare.
• Formule steriche: ibridazione e geometria
molecolare. Numero di Ossidazione.
Nomenclatura chimica.
• Bilanciamento delle reazioni acido-base.
Reagenti in quantità stechiometrica.
Reagente in eccesso e in difetto. Resa di
reazione.
• Bilanciamento delle reazioni di
ossidoriduzione. Equivalenti e peso
equivalente.
• Lo stato gassoso. I gas nell’equazioni
chimiche.
• Le soluzioni: modi di esprimere la
concentrazione. Diluizione e calcolo della
nuova concentrazione.
• Rapporti ponderali e volumetrici nelle
reazioni chimiche. Analisi volumetrica.
• Termochimica, entropia ed energia di
Gibbs.
Modalità di verifica.
L’esame consta di una prova scritta della
durata di almeno due ore e di una prova
orale.
Propedeuticità e frequenza.
L’esame è non propedeutico e la frequenza
non è obbligatoria.
Testi consigliati e materiale didattico.
• Franco Nobile e Piero Mastrorilli: La
chimica di base con esercizi Casa Editrice
Ambrosiana (Seconda Edizione: 2006)
oppure qualunque testo di Chimica per la
Facoltà di Scienze e/o Ingegneria purché
non sia di indirizzo biomedico.
• Alberto Cigada, Barbara Del Curto,
Roberto Frassine, Gabriele Fumagalli,
Marinella Levi, Claudia Marano, Maria Pia
Pedeferri, Marta Rink: Materiali per il
design. Introduzione ai materiali e alle loro
proprietà. Casa Editrice Ambrosiana (Prima
edizione 2008)
• 20 lezioni in formato Microsoft
PowerPoint (fornite dal docente).
• Appunti ed esercitazioni di lezione.
• Tavola periodica degli elementi chimici.
Luce suono e clima
Light sound and climate
Ing ind 11-6 cfu
1° anno / corso semestrale
Francesco Martellotta
Il corso ha come obiettivo il fornire agli
allievi gli strumenti per comprendere
qualitativamente ed analizzare
quantitativamente i fenomeni termici,
acustici ed illuminotecnici. Partendo
dall’esame degli aspetti teorici principali, si
passerà a considerare l’effetto di tali
fenomeni sull’uomo esaminando le
risposte fisiologiche e sensoriali. Il corso
sarà organizzato in moduli settimanali, al
termine di ciascuno dei quali gli allievi,
organizzati in piccoli gruppi, dovranno
compiere una analisi su prodotti e materiali
che, per la loro funzione o per il loro modo
di operare, siano in relazione con il tema
trattato. Il materiale raccolto fornirà spunti
per ulteriori approfondimenti, simulazioni e
verifiche, anche di natura strumentale e da
svolgersi, se possibile, in laboratorio.
Testi consigliati
Forcolini, Lighting, Hoepli editore
Cirillo, Acustica Applicata, Mc Graw-Hill
Cengel, Termodinamica e trasmissione del
calore, 4a ed, Mc Graw-Hill
Dispense del corso
Modalità di esame
L’esame si svolgerà in forma orale
individuale, partendo dalla discussione del
progetto di sintesi sviluppato in piccoli
gruppi.
Programma dettagliato
Clima
Fondamenti di energetica. Temperatura e
scale termometriche. Cenno sui principi
della termodinamica. Le modalità di
scambio termico: conduzione, convezione e
irraggiamento. Il benessere termico:
metabolismo, abbigliamento, microclima.
Cenno sui modelli previsionali.
Luce
Grandezze fotometriche: flusso luminoso,
intensità luminosa, luminanza e
illuminamento. Colorimetria. Fisiologia
della visione e benessere visivo. Le
lampade: definizione degli elementi
caratteristici ed analisi dell’evoluzione
storica da quelle ad incandescenza agli
OLED. Gli apparecchi luminosi: dalla luce
diretta alla luce diffusa, capire e progettare
le proprietà ottiche. Cenno
sull’illuminazione naturale.
Suono
Il fenomeno sonoro: pressione, frequenza,
livelli. Fisiologia dell’orecchio e cenni di
psicoacustica. L’interazione onda
superficie: fonoassorbimento e diffusione.
Caratterizzazione acustica dei materiali. La
propagazione del suono in ambienti aperti
e confinati e l’effetto dei materiali.
Progettazione grafica 1
Graphic design 1
Disegno
Design
Icar 13-6 cfu
1° anno / corso semestrale
Icar 17-6 cfu
1° anno / corso semestrale
Michele Colonna
Lorenzo Netti
Programma non inviato
Programma non inviato
3
3.2.19 Progetti didattici 1° anno
3. I regolamenti didattici
3
L’apparato matematico della
termodinamica classica. Temperatura:
Principio Zero della Termodinamica. I
termometri. Calore e lavoro. Il primo
principio della termodinamica(Principio
della conservazione dell’energia).
Termochimica e calori di reazione: La
funzione di stato entalpia (H). Lo stato
standard: Entalpia (calore) di formazione.
Entalpia (calore) di combustione. Legge di
Hess. Calcolo di entalpie senza l’ausilio del
ciclo di Hess. Cenni di calorimetria. Calori
specifici. Il calore latente: passaggi di
stato. Processi spontanei e disordine. Il
secondo principio delle termodinamica
(Principio della spontaneità dei processi).
Entropia. La variazione di entropia totale
(dell’universo). Entropia e passaggi di
stato. Disuguaglianza di Clausius. Il terzo
principio della termodinamica (entropia
assoluta). Entropie standard di Reazione.
Processi Spontanei e reazioni chimiche: la
funzione di stato G (energia di Gibbs).
G<0 come criterio di spontaneità a
temperatura e pressione costante.
Significato chimico-fisico di G: il lavoro
utile. G di reazione e formazione.
L’equilibrio chimico: la legge di azione di
massa. La costante (K) termodinamica di
equilibrio. Equilibri chimici omogenei in
fase gassosa: Cosa succede all’equilibrio
quando viene perturbato?: il principio
dell’equilibrio mobile di Le Chatelier. Cenni
sugli equilibri eterogenei. L’attività ed il
coefficiente di attività. Definizione di acidi e
basi secondo Arrhenius e Bronsted-Lowry.
Autoprotolisi di H2O e Kw. Definizione di pH
e pOH. Elettrochimica: trasformazione di
energia chimica in elettrica e viceversa. Il
43
3.2.20 Progetti didattici del CdL in
Disegno industriale
2° anno
44
LDI-12 cfu
2° anno
Annalisa Di Roma
Disegno industriale 2 (Icar 13-9 cfu)
Alessandra Scarcelli
Realizzazione del prodotto industriale (Icar
12-3 cfu)
Finalità e contenuti disciplinari
Obiettivo primario del corso è
l’approfondimento delle tematiche inerenti
la progettazione dell’oggetto industriale,
avviate nel Laboratorio del I anno: in
continuità con esso, il corso intende
completare e sperimentare le tecniche
progettuali rivolgendo l’attenzione ad
oggetti di maggior complessità, definita
dalla poli-matericità, da un alto grado di
tecnologia applicata, da un sistema
interdisciplinare di competenze, ecc…
Il corpo delle lezioni teoriche offrirà agli
studenti quegli strumenti critici atti ad
un’analisi sistematica delle problematiche
esigenziali esistenti e all’interpretazione
delle trasformazioni sociali, tecnologiche e
del mondo della produzione industriale,
nella storia e nel dibattito contemporaneo.
La risposta prestazionale all’analisi
esigenziale dell’oggetto si concreterà nel
processo di simulazione del progetto di
design, dall’ideazione formale alla
produzione materiale, attuato attraverso
l’approccio integrato dei sistemi di
modellazione e prototipazione mediante
tecnologie cad/cam/cae.
Articolazione delle attività didattiche
Il corso è organizzato in due moduli della
durata ciascuno di un semestre, entrambi
articolati in cicli di lezioni teoriche e pratiche
ed in esercitazioni tematiche rivolte a
verificare le conoscenze acquisite. Nel primo
modulo, ad una definizione generale del
programma esigenziale prestazionale,
dell’innovazione tecnologica e della
globalizzazione nelle dinamiche relative alla
distribuzione dei prodotti, seguiranno
lezioni più caratterizzanti il tema d’anno, il
progetto di un apparecchio illuminotecnico:
• L’illuminotecnica moderna nella storia
del design e stato dell’arte del progetto di
apparecchi illuminotecnici;
• Fondamenti di illuminotecnica, colore e
percezione visiva;
• Sorgenti di luce;
• Hardware del sistema luce: apparecchi,
sostegni, ottiche;
Le elaborazioni progettuali riferite al primo
modulo riguarderanno il ridisegno di una
lampada paradigmatica della storia del
design, la sua scomposizione in elementi/
componenti di un sistema matrice
complesso.
Nel secondo modulo lezioni specifiche
andranno a completare l’apparato teorico di
riferimento:
Fondamenti di impianti elettrici; Rendimento
energetico e sostenibilità ambientale;
Software per il calcolo illuminotecnico ed il
rendering; Norme tecniche, certificazioni e
sicurezza degli apparecchi.
L’elaborato finale d’esame riguarderà il
progetto illuminotecnico di uno spazio
urbano pubblico, concepito nel rapporto fra
luce e spazio, fra oggetto di design e
architettura.
Iscrizione al corso
Le iscrizioni al corso avvengono
obbligatoriamente sulla piattaforma
e-learning entro i primi dieci giorni
dall’inizio dei corsi.
Modalità d’esame
Per sostenere l’esame è necessario essersi
iscritti al corso all’inizio delle lezioni ed
averne frequentato le lezioni.
L’esame si baserà sulla valutazione del
grado di conoscenza raggiunto dallo
studente in merito ai temi trattati, e
documentati nella bibliografia e nei
materiali didattici forniti nel corso. Si
baserà inoltre sulla valutazione del grado
di interesse, di competenza e di
compiutezza riscontrati nelle esercitazioni
svolte durante il corso e nell’elaborato
progettuale finale.
Laboratorio di Arredamento 2
Interior Design Studio 2
LA2-12 cfu
2° anno
Rocco Mele
Arredamento (Icar 16-9 cfu)
Giuseppe Lovino
Disegno del prodotto d’arredo 2
(Icar 17-3 cfu)
Finalità e contenuti disciplinari
Il Laboratorio 2 di Arredamento è un
laboratorio di progettazione del prodotto
d’arredo costituito da due insegnamenti
coordinati:
- Arredamento (corso caratterizzante);
- Disegno del prodotto d’arredo (corso
integrativo)
Obiettivo del Laboratorio è far acquisire
allo studente attraverso l’analisi delle
forme e dei tipi del legno nell’arredo, delle
tecniche di lavorazione e delle sue
possibilità espressive (sapere) la
competenza sintetico-critica e gli strumenti
operativi necessari alla formalizzazione del
progetto di un prodotto d’arredo (saper
fare).
I riferimenti alla produzione teorica e
materiale storica e contemporanea,
costituiranno la base su cui sviluppare il
proprio pensiero critico e progettuale.
Articolazione dell’insegnamento
Si alterneranno i contenuti della disciplina
secondo la doppia modalità del sapere e
del saper fare.
Il sapere è inteso come momento di
acquisizione dei fondamenti teorici e
tecnici della disciplina e si articolerà in cicli
di lezioni teoriche anche coordinate tra i
due insegnamenti e in seminari su temi
specifici ritenuti utili o con contributi
scientifici di docenti esterni.
Il saper fare, è inteso come momento di
applicazione e verifica dell’acquisizione dei
fondamenti teorici e tecnici attraverso
esercitazioni ed attività progettuale in aula.
Programmazione delle attività del
laboratorio e modalità d’esame
Modulo di Arredamento
Lo studente dovrà progettare un
rivestimento ligneo partendo non
necessariamente da categorie tipologiche
ben definite (boiserie, pareti attrezzate,
pareti divisorie etc.), ma da riflessioni sui
modi dell’”abitare” contemporaneo come
dato “esperienziale”. Lo studente potrà
così interpretare il tema d’anno riflettendo
sul significato di rivestimento nella sua più
ampia accezione. Analizzerà, altresì, i
procedimenti/azioni più congruenti per la
sua realizzazione, individuando i nodi,
tecnico-formali in cui le relazioni tra forma,
materia si rivelano con maggior chiarezza.
La progettazione sarà orientata verso
processi produttivi di tipo artigianale.
Dovrà darne, quindi, coerente
rappresentazione predisponendo disegni
esecutivi e modelli tridimensionali
necessari ad una descrizione corretta del
prodotto ed alla sua costruzione.
Si prevede la possibilità di pensare a prime
ipotesi progettuali che in riferimento a
quanto appreso durante le esercitazioni
analitico conoscitive, introducano ad un
momento di maggiore sintesi.
Modulo di Disegno
Lo studente dovrà ridisegnare e scomporre
alcuni arredi in legno proposti dagli
insegnanti (delle stesse tipologie del
progetto) analizzandoli nei nodi tecnicoformali dandone rappresentazione
attraverso la modellazione informatica
tridimensionale.
Quest’utima sarà di supporto alla
progettazione del prodotto d’arredo e
indirizzata verso la fase produttiva e di
prototipazione attraverso le tecniche
cad-cam.
Svolgimento delle attività didattiche
L’attività del laboratorio sarà scandita in
due periodi,
Primo periodo: ottobre-gennaio 2013:
caratterizzato da lezioni teoriche,
esercitazioni di tipo analitico, la
progettazione, escursioni in luoghi di
produzione.
Secondo periodo: marzo-giugno 2014:
caratterizzato da seminari con correzioni
collettive finalizzate a rendere l’esperienza
individuale dello studente un patrimonio
collettivo, verifiche del progetto.
Eventuale mostra didattica finale dei lavori.
Programma in cicli di lezioni: percorsi
teorico-critici fondativi nella concezione del
prodotto d’arredo
Prolusione al corso: finalità e obiettivi
La materia: Il Legno
-Cenni sull’anatomia della pianta
-Proprietà tecnologiche del legno:
-Processi di lavorazione iniziali:
-Legnami indigeni e di importazione:
-essenze: tenere, dure, semidure.
-Componenti in legno massello:
-nodi di unione degli elementi.
-I lavorati:
-mdf, compensati, multistrati, paniforti,
lamellari.
Il prodotto d’arredo.
-Cenni storici sui sistemi costruttivi del
mobile in legno massello:
-il mobile placcato
-costruzioni di superfici in legno massello a
carena.
-Costruzione dei telai piani:
-struttura interna.
-Costruzione dei telai in curva:
-struttura interna.
-Costruzione degli elementi in curva:
-curvatura dei compensati.
-curvatura per mezzo del vapore
-I nodi di unione degli elementi: particolari
costruttivi e rapporto con i paramenti
murari
-Le Boiserie classiche
-Le strutture degli arredi “sostenitori”
-Le strutture degli arredi imbottiti.
-Le strutture degli arredi “contenitori”
-Finitura del prodotto d’arredo.
Elementi distintivi del progetto d’interni:
-definizioni ed ambiti
-elementi e loro interazioni
-atlante figurativo
I rivestimenti lignei:
- in rapporto con lo spazio:
-in relazione con i paramenti verticali;
-in relazione con i paramenti orizzontali;
- in rapporto alla costruzione:
-gli elementi e l’analisi tecnico-statica
-morfologia e tipologie
3
3.2.20 Progetti didattici 2° anno
3. I regolamenti didattici
3
• Laboratorio di Disegno industriale 2
• Laboratorio di Arredamento 2
• Laboratorio di Progettazione grafica 2
• Simulazione e prototipazione virtuale
• Fondamenti di informatica
• Storia delle arti decorative e industriali
• Economia ed organizzazione aziendale
Laboratorio di Disegno industriale 2
Industrial design studio 2
45
Il Prototipo:
-Il modello virtuale
-La costruzione del prototipo
Aspetti tecnico-formali delle concezione del
prodotto d’arredo che s’intendono
evidenziare durante le lezioni teoriche in
rapporto alle esercitazioni in aula
Caratteristiche tecniche e formali del
prodotto
Dimensionamento e tipi.
Dati antropometrici.
Matrici strutturali e componenti.
Il ruolo del giunto.
Materiali, finiture.
Produzione artigianale
Bibliografia
La bibliografia verrà fornita di volta in volta
in riferimento alle lezioni teoriche.
46
Esercitazioni di Laboratorio
Modulo di Arredamento
Le esercitazioni sono finalizzate a
sviluppare l’analisi analitico-conoscitiva dei
prodotti d’arredo scelti dalla docenza
attraverso processi di scomposizione e
ricomposizione degli stessi da attuarsi con
lo strumento principale del disegno
manuale e computerizzato, al fine di
individuare di volta in volta le categorie
progettuali che li costituiscono.
Laboratorio di Progettazione grafica 2
Graphic Design Studio 2
Modalità d’esame
L’esame riguarderà entrambi gli
insegnamenti del laboratorio e consisterà
nella discussione critica dei progetti, dei
riferimenti teorici, la loro rappresentazione
e la realizzazione ponendo attenzione alla
congruenza tra i diversi aspetti che
compongono l’unità dell’opera.
Michele Colonna
Cultura tecnologica della progettazione
grafica 2/II (Icar 12-3 cfu)
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma e-learning entro i primi
dieci giorni dall’inizio dei corsi.
LPG 2/II-12 cfu
2° anno
Nunzio Perrone
Progettazione grafica 2 (Icar 13-9 cfu)
Finalità e contenuti disciplinari
Tema del laboratorio sarà la progettazione
di un carattere tipografico.
Gli studenti realizzeranno una font
funzionante, installabile su computer,
completa del set alfanumerico e di una
serie di simboli integrati.
Si tratterà di un carattere per testi:
questo, a differenza di un generico
carattere per titolazione, dovrà prevedere
una cura particolare agli aspetti percettivi,
di visibilità e di leggibilità, in grado di
assicurarne la fruizione.
Gli aspetti di progettazione sistemica
saranno altrettanto importanti, perché il
sistema di segni costituito dal carattere
possa avere le appropriate qualità di
coerenza formale funzionali alla
leggibilità.
Aims and contents
The design problem is of a typographical
character.
The students will realize a real font, to be
installed on a computer, complete with an
alphanumeric set and of a series of
integrated symbols.
It will deal with a character for textswhich,
unlike a generic character for titles, paying
particular attention to the perceptive,
visibility and legibility aspects to assure its
fruition.
The aspects of systemic planning will be as
important, because the system of signs
constituted by the character could have a
appropriate formal coherence quality
functional to its legibility.
Articolazione delle attività didattiche
Il lavoro di laboratorio sarà integrato da
una serie di lezioni teoriche relative a
diversi aspetti della progettazione
tipografica, della sua storia e delle sue
applicazioni nella comunicazione:
• la tipografia a base calligrafica, in
particolare quella quattro-cinquecentesca;
• l’emancipazione dalla calligrafia e la
scientifizzazione della tipografia, in
particolare il caso del Romain du Roi;
• l’evoluzione dall’incisione manuale dei
punzoni a quella realizzata con il pantografo;
• usi editoriali della tipografia a piombo;
• i limiti della tipografia razionalista;
• la progettazione al computer;
• l’integrazione del carattere tipografico
nella grafica contemporanea;
• prospettive di scrittura non tipografica al
computer.
Articulation of the educational activities
Theoretical lessons will be related to
different aspects of the typographic design,
its history and its applications in
communication, as follows:
• typography with a handwriting base,
particularly that of the fifth to sixteenth-
century;
• the emancipation from calligraphy and
the science of typography, particularly the
case of the Romain du Roi;
• the evolution from manual incision with
punches to incision realized with the
pantograph;
• editing with lead typography;
• the limits of rationalist typography;
• computer graphic design;
• the integration of the typographical
character in contemporary graphics;
• perspectives of non typographical writing
for the computer
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma e-learning entro i primi
dieci giorni dall’inizio dei corsi.
Modalità d’esame
L’esame finale consisterà nella
presentazione di testi composti nel
carattere progettato, e nella loro
discussione e valutazione.
Simulazione e prototipazione virtuale
Simulation and virtual prototyping
Ing-Ind/15 - 6 cfu
2° anno / corso semestrale
Michele Fiorentino
Finalità e contenuti disciplinari
Il corso si prefigge di fornire i metodi per la
rappresentazione tecnica di oggetti di
design industriale con particolare
attenzione agli espetti estetici ed
ergonomici. Nella prima parte saranno
trattate le norme UNI e ISO per la messa su
tavola con tecniche tradizionali e CAD.
Nella seconda parte saranno descritti i
metodi e le tecniche per modellare e
simulare modelli CAD 3D parametrici e
feature based.
Aims and contents
This course provides technical methods for
representing industrial design objects with
a special interest to aesthetics and
ergonomics. The first part describes the
UNI and ISO standards for paper and digital
drawings. The second part delivers
methods and techniques to create virtual
simulations using parametric and feature
based 3D CAD models.
Articolazione della didattica
Storia ed evoluzione dei metodi di
rappresentazione tecnica: dal tecnigrafo,
CAD, digital mock-up. Classificazione e tipi
di disegni. norme UNI applicate ai Disegni
Tecnici: tipi di linee, spessori delle linee,
scale di disegno unificate, formati dei fogli
e cartigli. Rappresentazioni unificate di
viste e sezioni. Dimensionamento e
quotature. Cenni sulle funzionalità e
rappresentazione convenzionale di
elementi di macchine: filettature, ruote
dentate, cuscinetti di strisciamento e di
rotolamento, tenute. Tecniche di
modellazione solida parametrica feature
based: ambiente part, ambiente superfici,
messa su tavola, ergonomia.
Virtualizzazione di prodotto: simulazione
estetica con tecniche di rendering e
ergonomica con manichini virtuali.
Esercitazioni intermedie e finali.
Articulation of the educational activities
History and development of technical
drawings: drawing board, CAD systems and
digital mock-up. Classification and types of
drafts. Technical Drawings UNI and ISO
conventions: line types, line weights, scale
factors, sheet formats and title blocks.
Representation of technical views and
sections. Geometric dimensioning.
Functionality and conventional
representation of simple machine
elements: threads, gears, bearings and
seals. Parametric and feature based solid
modeling techniques: Part environment,
surfaces, drafting, ergonomics. Product
Virtualization: visual simulation with high
quality rendering techniques and
ergonomic simulation with virtual
mannequins. Intermediate and final
exercises.
Iscrizione al corso
Le iscrizioni al corso avvengono
obbligatoriamente sulla piattaforma
e-learning entro i primi dieci giorni
dall’inizio dei corsi.
Course registration
The course registration should take place
on the e-learning platform within the first
ten days at the beginning of the course.
Modalità d’esame
Per sostenere l’esame è necessario essersi
iscritti al corso all’inizio delle lezioni ed
averne frequentato le lezioni.
L’esame consiste in una prova di progetto e
una prova orale. La prova progettuale di
gruppo deve essere presentata insieme alle
esercitazioni individuali svolte durante il
corso sia in forma cartacea (tavole) che
digitale (modelli CAD, powerpoint, etc..).
L’esito positivo della prova di progetto
consente l’accesso alla prova orale, in cui
verranno valutate le conoscenze teoriche e
discusso il contributo individuale alle varie
attività del corso.
Registration for the course
To be admitted to the exam the student
must have enrolled in the course at the
beginning of lessons and having attended
the lectures.
The examination consists of a final project
and an oral interview. The group project
must be presented with the individual
exercises performed during the course both
in printed form (drafts) and digital (CAD
models, powerpoint, etc. ..).
The positive outcome of the test project
allows access to the final interview, in
which the theoretical knowledge and the
individual contribution to the course
activities of the candidate will be evaluated
and discussed.
3
3.2.20 Progetti didattici 2° anno
3. I regolamenti didattici
3
-la produzione semi-artigianale e tecniche
costruttive
Percorso teorico-critico nella concezione
del prodotto d’arredo in riferimento al
progetto d’anno:
-approccio metodologico alla progettazione
dei rivestimenti lignei:
-matrici fondative e riferimenti tipologici
-riferimenti storici.
-analisi di elementi ritenuti
concettualmente portanti dalla ricerca
contemporanea sulla qualità formale e
costruttiva dell’arredo in legno.
-il prodotto artigianale: l’arredo su misura.
47
Fondamenti di informatica
Basic computer science
Ing inf 05 - 6 cfu
2° anno / corso semestrale
Fabrizio Notarnicola
48
Rappresentazione dell’informazione nei
sistemi di calcolo digitale
I codici, Sviluppo storico, Notazione
posizionale, Sistema di numerazione
binario, Conversione Binario-Decimale e
viceversa per parte intera e decimale
Sistema di numerazione esadecimale e
ottale, Conversione Esadecimale-Decimale
e viceversa per parte intera
Conversione Esadecimale-Binario e
viceversa per parte intera
Conversione Esadecimale-Ottale-Binario e
viceversa per parte intera
Somma e differenza tra Numeri binari
Rappresentazione dei numeri negativi:
• Con bit del segno
• Con complemento ad 1
• Con complemento a 2
Rappresentazione del formato virgola fissa
Rappresentazione del formato virgola
mobile
La codifica ASCII, Rappresentazione di
informazioni multimediali, Definizione e
significato di campionamento e
quantizzazione, Architettura dei Calcolatori
Definizioni, Evoluzione dei sistemi di
calcolo automatico
Modello di un PC (secondo Von Neumann)
Il PC, i registri, le memorie e i dispositivi
esterni, CPU e Registri dedicati, Clock,
Unità di controllo, ALU, I bus (indirizzi, dati,
mouse
Interazione: ingresso dati da tastiera
Reti di Calcolatori e Comunicazione Digitale
Internet, il protocollo TCP/IP e il modello
client-server.
Basi di Reti e Topologie di Reti
Il web, il servizio di Internet per la
condivisione distribuita di informazioni
multimediali.
Linguaggi a marcatori: HTML.
I fogli di stile CSS.
Programmazione lato client con JavaScript:
lineamenti della sintassi JavaScript.
Storia delle arti decorative e industriali
History of decorative and industrial arts
L-art 03 - 6 cfu
2° anno / corso semestrale
Francesco Moschini
Programma non inviato
Economia e organizzazione aziendale
Economy and Business organization
Ing ind 35 - 6 cfu
2° anno / corso semestrale
Marco Falagario
3.2.21 Progetti didattici del CdL in Disegno
industriale
3° anno
• Laboratorio di sintesi finale in Disegno
industriale
• Progettazione meccanica
• Gestione dell’innovazione e del prodotto
• Marketing industriale
• Tecnologia e tecniche del design
• Sociologia del design
Laboratorio di sintesi finale
Final Synthesis Studio
LSF A-27 cfu
3° anno / corso annuale
Annalisa Di Roma
Prova finale
(Icar 13/16-7cfu)
Tirocinio
(5 cfu)
Richard Lusardi
Lingua inglese
(3 cfu)
Francesco Fittipaldi
Disegno del prodotto industriale 2
(Icar 16-6cfu)
Programma non inviato
Alessandra Scarcelli
Realizzazione del prodotto industriale 2
(Icar 13- 6 cfu)
Finalità e contenuti disciplinari
Il corso è per quegli studenti che hanno
deciso di laurearsi nell’indirizzo di
Arredamento. Esso si propone di condurre
lo studente ad una matura e completa
definizione del progetto del prodotto
d’arredo capace di confrontarsi con il
contesto culturale figurativo e produttivo
esterno.
Apprendendo la modellazione informatica
tridimensionale lo studente giungerà al
pieno controllo delle tecniche di gestione
digitale della fase produttiva (tecniche
cad-cam; rapid prototyping) e quindi alla
definizione del prototipo del proprio
progetto.
Come tema d’anno si propone da un lato
quello dell’ “imbottito” in quanto prodotto
d’arredo fortemente legato al contesto
produttivo del territorio pugliese; dall’altro
si propone quello del
“design navale”, relativamente agli interni.
Aims and contents
The course is for students who have
decided to graduate in “interior design”. It
leads them to a mature and complete
definition of the furnishing product project,
to be compared with the figurative and
cultural production context.
By learning three-dimensional computer
modelling, the students will reach full
control of the techniques of digital
management of the production phase
(technical cad-cam; rapid prototyping) and
therefore to the definition of the prototype
of their own projects.
The One of the design problems of the year
is an upholstered divan and armchair as a
furnishing product strongly connected to
the production context of Puglia and the
other is a “nautical design”, relative to the
interior of a boat.
Articolazione delle attività didattiche
Lezioni e seminari di carattere teorico e
applicativo sui caratteri formali, tecnologici
e produttivi dei due temi d’anno.
Esercizio del progetto, come momento di
applicazione e verifica dell’acquisizione dei
fondamenti teorici e tecnici
dell’arredamento.
Articulation of the educational activities
Lessons and seminars on the formal,
technological and production
characteristics of the two themes of the
year;
Development of the project, as a process of
application and verification of the
theoretical and technical basis of interior
design.
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma e-learning entro i primi
dieci giorni dall’inizio dei corsi.
Modalità d’esame
L’esame si baserà sulla valutazione del
grado di conoscenza raggiunto dallo
studente in merito ai temi trattati nel corso,
e sulla valutazione del grado di interesse,
di competenza e di compiutezza riscontrati
nelle esercitazioni svolte e nel progetto di
tesi.
3
3.2.21 Progetti didattici 3° anno
3. I regolamenti didattici
3
controllo) e la Comunicazione tra i
dispositivi, Interrupt e relativo
funzionamento, Ciclo di istruzione,
classificazione e livelli delle architetture di
calcolatore, Il Formato istruzione e i metodi
di indirizzamento, La Programmazione e le
Strutture Informative, Introduzione,
Definizione di algoritmo, Fasi di sviluppo di
un programma, Strutture di controllo base
(i/o dati; controllo; operazione; start/stop)
Costrutti della programmazione strutturata
• Sequenza
• Selezione
• Iterazione (ciclo while e repeat)
• Funzione ricorsiva
Definizione e scrittura di speudo-codice,
Complessità di un algoritmo, Flow Chart, Il
linguaggio Java, Caratteristiche del
linguaggio, Architecture neutral: la JVM
Java e Internet, Tipi primitivi
Costanti ed operatori, Tipi di dati
elementari, variabili, istruzione di
assegnamento. Stringhe, Array, Pubblico e
privato, Comandi per il controllo del flusso:
comandi if-then-else, while, for.,
Definizione e chiamata di metodi definiti
dall’utente, Elementi di programmazione
orientata agli oggetti, Classe e istanza
Oggetti, Dichiarare una classe
Dichiarare campi, Dichiarare metodi,
Costruttori, I package, L’ereditarietà, Le
interfacce, Classi astratte
Elementi di programmazione in Processing.
L’ambiente di programmazione Processing
Il livello di programmazione intermedio di
Processing: i sottoprogrammi e le
animazioni
Grafica 2D
Interazione: gestione degli eventi del
49
Progettazione meccanica
Mechanical design
Ing-Ind 14-6 cfu
3° anno / corso semestrale
Tensioni e direzioni principali. Concetto
di deformazione. Equazioni costitutive.
Modelli bidimensionali per l’elasticità:
plane stress e plane strain. Sforzo normale,
flessione, torsione, taglio. Esempi ed
esercizi. Criteri di resistenza.
Carmine Pappalettere
Obiettivi formativi
Il corso si propone di fornire agli studenti
gli strumenti necessari alla scelta dei
materiali, al calcolo delle sollecitazioni
e al dimensionamento meccanico di
prodotti industriali (industrial design and
development). Saranno approfondite
le nozioni relative al comportamento
meccanico dei materiali, con particolare
riguardo ai nuovi materiali di interesse
industriale (leghe leggere, materiali
sinterizzati, materiali polimerici e
biodegradabili, materiali compositi,
schiume, materiali ceramici), e al loro
utilizzo nel settore del Disegno Industriale.
Programma
1. STRUTTURE PIANE
Gradi di libertà di un corpo rigido nel piano
e nello spazio. Vincoli. Classificazione
di una struttura. Determinazione delle
reazioni vincolari: metodo analitico e
metodo grafico. Caratteristiche della
sollecitazione. Equazioni indefinite di
equilibrio per travature piane. Linea
elastica: estensionale, flessionale, di
scorrimento e torsionale. Esempi.
50
2. TENSIONI E DEFORMAZIONI
Sistemi di forze. Concetto e definizione
di tensione. Componenti di tensione.
4. COMPORTAMENTO MECCANICO DEI
MATERIALI
Comportamento a trazione e
compressione. Grandezze ottenibili dalle
curve stress-strain. Riferimenti normativi.
Comportamento elastico e plastico.
Incrudimento. Effetto Bauschinger. Effetto
della temperatura e della velocità di
deformazione sul comportamento del
materiale. Creep. Rottura duttile e fragile.
5. FATICA NEI MATERIALI
Sollecitazioni alterne e pulsanti. Curve di
Wohler. Diagramma di Haigh. Fattori che
influenzano la vita a fatica. Propagazione
dei difetti a fatica. Fatica con carichi ad
ampiezza variabile.
6. MECCANICA DELLA FRATTURA
Classificazione dei modi di frattura.
Meccanica della frattura lineare elastica.
7. INTRODUZIONE ALLA MECCANICA
SPERIMENTALE
Cenni sulle principali tecniche di analisi
sperimentale delle sollecitazioni. Cenni
sulle principali tecniche di controllo non
distruttivo per la verifica dell’integrità
strutturale.
8. ELEMENTI DI DESIGN
Specifica tecnica. Organizzazione
del progetto e della documentazione
relativa. Progetto economico-finanziario.
Progetto costruttivo. Progetto produttivo.
Dimensionamento di prodotto. Esempi.
Modalità specifiche della prova finale
L’esame consiste in un colloquio orale.
Materiale di consultazione
Appunti delle lezioni e specifici testi di
progettazione meccanica.
Gestione dell’innovazione del prodotto
Innovation and Product Management
Ing-Ind 35-6 cfu
3° anno / corso semestrale
Michele Gorgoglione
Finalità e contenuti disciplinari
I principali temi del corso sono i seguenti:
a) Introduzione al Project Management:
• Progetti di innovazione
• Contesto
• Processi
• Organizzazione
b) Tecniche di programmazione temporale
dei progetti:
• Diagramma di Gantt
• Tecniche reticolari: CPM e PERT
c) Tecniche di gestione economica dei
progetti:
• Budget di commessa
• Curve di costo
d)Cenni sul software “Microsoft Project”
e)Project work
Aims and contents
Principal themes of the course:
a)Introduction to Project Management:
• Innovation Projects
• Context
• Processes
• Organization b)Techniques of temporal planning of
projects:
• Diagram of Gantt
• Network techniques: CPM and PERT
c)Techniques of economic management of
projects:
• Budget of order
• Cost curves
d)Notes on the software “Microsoft
Project”
e)Project work.
Articolazione delle attività didattiche
Il corso prevede lezioni teoriche e la
discussione di casi di studio.
Articulation of the educational activities
Theoretical lessons and case study
discussions are planned.
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma entro i primi dieci giorni
dall’inizio dei corsi.
Modalità d’esame
L’esame consiste in una prova orale e si
baserà sulla valutazione del grado di
conoscenza raggiunto dallo studente in
merito ai temi trattati nel corso.
Marketing industriale
Industrial Marketing
Ing-Ind 35-6 cfu
3° anno / corso semestrale
Gabriele Zito
Finalità e contenuti disciplinari
Il corso tratta i principali temi relativi al
marketing. I principali argomenti trattati
sono i seguenti: l’analisi del
comportamento del consumatore, la
segmentazione, la definizione dei mercati
obiettivo, il posizionamento, le principali
decisioni di marketing (prodotto, prezzo e
comunicazione.) Il corso prevede lezioni
teoriche ed esercitazioni anche attraverso
l’uso di software di analisi.
Articolazione delle attività didattiche
Introduzione al marketing strategico:
- pianificazione strategica a livello
corporate
Analisi delle opportunità di marketing:
- il comportamento dei consumatori
Definizione dei mercati obiettivo:
- segmentazione
- tecniche di clustering
- targeting
- posizionamento
- factor analysis e rappresentazione del
posizionamento
Sviluppo di nuovi prodotti :
- generazione dell’idea: creatività e
marketing
- modello del ciclo di vita del prodotto.
Decisioni e attuazione delle strategie di
marketing:
- prezzo
- prodotto
- comunicazione.
Tecnologie e tecniche del design
Technologies and Techniques of Industrial
Design
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono
obbligatoriamente sulla piattaforma
entro i primi dieci giorni dall’inizio dei
corsi.
Icar 12 - 9 cfu
3° anno / corso semestrale
Modalità d’esame
L’esame finale consiste in due prove
d’esonero scritte o in alternativa una
prova orale sugli argomenti teorici
trattati nel corso. È possibile discutere
una esercitazione, da concordare con il
docente, elaborata in forma di slide.
Enrica Leonardis
Finalità e contenuti disciplinari
Obiettivo del corso è fornire allo studente
del terzo anno gli strumenti per affrontare
il progetto di design con consapevolezza
del ruolo dei materiali e delle tecnologie
nella definizione del processo di scelte
progettuali.
Il corso affronta i temi fondamentali del
progetto di design, mirando a offrire un
insieme di strumenti di conoscenza e di
metodi di progetto trasversali rispetto ai
molteplici settori di pertinenza del disegno
industriale. In particolare, si affrontano in
quest’ottica i seguenti argomenti:
3
3.2.21 Progetti didattici 3° anno
3. I regolamenti didattici
3
3.MATERIALI
Classificazione dei materiali di interesse
industriale. Richiami sulle proprietà
meccaniche dei materiali. Proprietà
elastiche. Dislocazioni. Deformazioni
plastiche. Materiali omogenei, isotropi,
anisotropi. Acciai e ghise. Leghe leggere.
Bronzi e ottoni. Materie plastiche. Vetro.
Materiali compositi. Materiali sinterizzati.
Schiume. Materiali ceramici.
Meccanica della frattura elasto-plastica.
Progetto a frattura. Legge di Paris. Prova di
impatto.
- CULTURA TECNOLOGICA DEL PROGETTO,
con riferimento all’individuazione delle
unità tecnologiche, all’analisi dei sistemi
componenti, al controllo delle gerarchie
tra le parti e alla rispondenza al quadro
esigenzial-prestazionale.
- MATERIALI, con riferimento alle proprietà
di lavorazione e trasformazione dei
materiali naturali, quali pietra e legno e
dei materiali artificiali propri dell’interior
design e dell’arredo urbano, quali il
cemento, i conglomerati e le ceramiche.
- PROCESSI PRODUTTIVI, con riferimento
51
alle tecniche e ai processi di lavorazione
dei materiali trattati, alla diffusione sul
territorio e alle prospettive di innovazione.
52
Il corso assume come tema d’anno
il rivestimento, nella sua accezione
di complemento decorativo allo
spazio interno ed esterno di dominio
dell’architettura, costituente la sua
interfaccia con l’uomo.
In continuità con la tradizione didattica e
di ricerca del Dipartimento ICAR di Bari, il
tema d’anno si incentra sui caratteri e sulle
potenzialità formali della pietra, materiale
tradizionale proprio dell’area organicomuraria in cui ricade la Puglia, rispetto
al suo impiego come rivestimento sia
parietale che pavimentale.
Attraverso attività seminariali da condurre
in sinergia con realtà produttive del
territorio pugliese e/o esperti del settore,
gli studenti potranno approfondire gli
aspetti tecnologici della lavorazione
della pietra, nonchè i gradi di libertà e le
interazioni tra il processo progettuale e il
processo produttivo.
Articolazione delle attività didattiche
L’insegnamento comprende una annualità
e prevede lezioni teoriche, esercitazioni
pratiche e una attività seminariale.
Oggetto dell’esame sono sia le conoscenze
teoriche raggiunte che la loro applicazione
Programma del corso
CULTURA TECNOLOGICA DEL PROGETTO
1. Tecnica e tecnologia: definizioni e nodi
teorici
2. L’analisi dei sistemi
3. Le unità tecnologiche dell’ambiente
architettonico e del prodotto industriale
4. Il quadro esigenzial-prestazionale
MATERIALI
5. La pietra naturale
6. Le pietre artificiali e i conglomerati
cementizi
7. La ceramica
8. Il legno
9. Le materie plastiche
PROCESSI PRODUTTIVI
10. Lavorazioni per sottrazione di materiale
11. Lavorazioni per aggiunta di materiale
12. Processi CAD/CAM/CNC
PROCESSO PROGETTUALE
13. Genesi e controllo del progetto:
tecniche infografiche nei processi CAD/
CAM/CNC
14. Sintesi dei paradigmi tecnologici del
processo progettuale
ATTIVITA’ SEMINARIALE
15. Pietra e pietra ricomposta: tecniche,
strumenti di lavorazione e processi
produttivi. Visita guidata a un laboratorio/
stabilimento produttivo e/o lezione di un
esperto del settore.
ESERCITAZIONI APPLICATIVE
I. Composizione e scomposizione di un
sistema.
II. Ricerca e analisi tecnologica di un
prodotto per rivestimento.
II. Elaborazione di un sistema di
rivestimento in pietra ricomposta.
Sociologia del design
Sociology of industrial design
Sps 10 - 6 cfu
3° anno / corso semestrale
Sergio Bisciglia
Finalità e contenuti disciplinari
Il corso intende condurre lo studente ad
una maggiore consapevolezza dei fattori
sociologici che rientrano nel sistema delle
azioni e dei comportamenti del consumo
individuale e sociale di oggetti in funzione
di una sollecitazione di processi di
progettazione riflessiva. In particolare, alla
luce dei nuovi approcci teorici relativi al
consumo, cercherà di orientare l’attenzione
sull’uso sociale degli oggetti piuttosto che
sulla loro acquisizione, sulla relazione tra
artefatti e pratiche sociali e sulle funzioni
simboliche che tali artefatti possono
attivare e soprattutto sull’idea di consumo
come esperienza. Cercherà inoltre di
mostrare come insiemi complessi di oggetti
e pratiche sociali possono co-evolversi.
Articolazione attività didattiche
Il corso si articola in tre moduli.
Il primo, dopo una breve definizione dei
concetti e dei paradigmi della sociologia,
illustrerà le fasi delle trasformazioni
economiche sociali e otto-novecentesche
in quanto contesto delle trasformazioni
culturali del consumo, in particolar modo
urbano. Tali trasformazioni culturali
saranno esplicitate attraverso la prolifica
riflessione teorica della sociologia sulla
funzione sociale degli oggetti e sul
fenomeno del consumo sviluppatasi a
partire dalla seconda metà dell’ottocento
- soprattutto declinata come teorie
sulla moda (Simmel), sul lusso (Veblen
e Sombart) e sul rapporto tra valore di
scambio e valore d’uso delle merci (Marx
ecc.) – . Tra le interpretazioni più recenti
del fenomeno particolare attenzione sarà
dedicata agli approcci socio-semiotici
(Baudrillard) e culturalisti nelle loro varie
espressioni (Bourdieu, Zukin).
Il secondo approfondirà gli aspetti
prettamente metodologici della disciplina,
applicata all’analisi dei fattori dell’azione
e del comportamento sociale ‘di consumo’.
Saranno illustrate: l’organizzazione in fasi,
le tipologie, gli elementi fondamentali,
gli strumenti di rilevazione ed elementari
modalità di elaborazione univariata
e bivariata dei dati delle ricerche
quantitative, nonché le caratteristiche delle
ricerche qualitative – in particolar modo
quelle che si basano sull’analisi visuale
e sull’osservazione di comportamenti e
oggetti nello spazio. Per tale modulo sono
previsti dei momenti di applicazione e di
pratica delle procedure metodologiche da
parte degli studenti.
Il terzo focalizzerà l’attenzione sulle
declinazioni del valore sociale degli oggetti,
sull’oggetto come possibilità di esperienza
e sulla differenza tra la sua funzione
operativa e la sua funzione comunicativa.
L’approccio teorico di riferimento sarà
quello ‘biografico’, orientato a rilevare tali
mutamenti di valore sociale attraverso
il ciclo di vita delle ‘cose’, degli oggetti,
culturalmente determinato - sia di quelli
‘banali’ e di uso quotidiano che dei prodotti
di design.
Iscrizione al corso
E’ prevista l’iscrizione all’inizio del corso
sul portale Archinauti.
Modalità d’esame
Sono previste delle attività di verifica alla
fine di ciascun modulo, valutabili ai fini del
superamento dell’esame, e dei colloqui
orali con il docente ad integrazione o in
alternativa alle prove non sostenute o non
superate.
3
3.2.21 Progetti didattici 3° anno
3. I regolamenti didattici
3
- PROCESSO PROGETTUALE, con
riferimento alle fasi di idea-progettocostruzione-prototipazione-produzione,
declinate rispetto ai diversi materiali e ai
diversi processi produttivi.
all’interno delle esercitazioni pratiche.
L’articolazione delle lezioni prevede due
parti:
PRIMA PARTE (18 settimane)
Lezioni teoriche di carattere generale
sulla cultura tecnologica del progetto, i
materiali, i processi produttivi e il processo
progettuale.
Esercitazione 1: Composizione e
scomposizione di un sistema costituito da
oggetti presenti in aula. L’analisi avviene
attraverso l’elaborazione di schemi logici
che esplicitano i livelli e le gerarchie degli
elementi e delle strutture all’interno del
sistema.
Esercitazione 2: Ricerca individuale su
un prodotto per rivestimento parietale o
pavimentale, selezionato con la docenza.
La ricerca riguarda l’analisi del prodotto
attraverso la definizione del quadro
socio-culturale di riferimento, l’analisi dei
materiali, dei processi produttivi e delle
tecnologie impiegate.
SECONDA PARTE (10 settimane)
Attività seminariale e/o visite guidate ai
luoghi della produzione
Esercitazione 3: Ricerca individuale
sul controllo tecnologico dei caratteri
espressivo-sensoriali degli elementi
di rivestimento in pietra ricomposta.
L’esercitazione prevede l’elaborazione di
“gradienti” tattili (finitura superficiale),
tattili-visivi (forma), e visivi (texture,
cromia), attraverso l’analisi dei materiali e
dei sistemi di lavorazione, la realizzazione
di modelli infografici tridimensionali e
la realizzazione di prototipi in gesso o
cemento.
53
Il Corso di laurea magistrale (CdLM)
in Architettura (XXIV)
3. I regolamenti didattici
3
54
Il Corso di laurea magistrale
(CdLM)
in Architettura (XXIV)
56
3.3.1 Carattere del corso di laurea
magistrale (CDLM) in Architettura
Il Dipartimento ICAR attiva per il corrente
AA il corso di laurea magistrale (CDLM) di
cinque anni a ciclo unico in Architettura in
conformità alle prescrizioni del DM
270/2004.
Questa laurea magistrale fa parte di quei
diplomi, certificati ed altri titoli di
formazione nel settore dell’architettura che
sono oggetto di reciproco riconoscimento
tra gli Stati membri dell’Unione Europea, e
come tale è stata pubblicata sulla
“Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea” C
294 (IT), del 4.12.2003 (pp. 2- 4).
Il corso di studi è di durata quinquennale a
ciclo unico, e prevede il rilascio del titolo di
“laureato magistrale in Architettura”.
Il CDLM in Architettura è dedicato alla
formazione specifica nel settore
dell’Architettura, cioè alla formazione per
lo svolgimento di quelle attività “esercitate
abitualmente con il titolo professionale di
architetto” (direttive n. 85/384/CEE, n.
85/14/CEE, n. 86/17/CEE), tesa ad
assicurare il raggiungimento:
1. della capacità di creare progetti
architettonici che soddisfino le esigenze
estetiche e tecniche;
2. di una adeguata conoscenza della storia
e delle teorie dell’architettura, nonché
delle arti, tecnologie e scienze umane ad
essa attinenti;
3. di una conoscenza delle belle arti in
quanto fattori che possono influire sulla
qualità della concezione architettonica;
4. di una adeguata conoscenza in materia
di urbanistica, pianificazione e tecniche
applicate nel processo di pianificazione;
5. della capacità di cogliere i rapporti tra
uomo e creazioni architettoniche e tra
creazioni architettoniche e il loro ambiente,
nonché la capacità di cogliere la necessità
di adeguare fra loro creazioni
architettoniche e spazi in funzione dei
bisogni e della misura dell’uomo;
6. della capacità di capire l’importanza
della professione e delle funzioni
dell’architetto nella società, in particolare
elaborando progetti che tengano conto dei
fattori sociali;
7. di una conoscenza dei metodi di
indagine e di preparazione del progetto di
costruzione;
8. della conoscenza dei problemi di
concezione strutturale, di costruzione e di
ingegneria civile connessi con la
progettazione degli edifici;
9. di una conoscenza adeguata dei
problemi fisici e delle tecnologie, nonché
della funzione degli edifici, in modo da
renderli intimamente confortevoli e
proteggerli dai fattori climatici;
10. di una capacità tecnica che consenta di
progettare edifici che rispondano alle
esigenze degli utenti nei limiti imposti dal
fattore costo e dai regolamenti in materia
di costruzione;
11. di una conoscenza adeguata delle
industrie, organizzazioni, regolamentazioni
e procedure necessarie per realizzare
progetti di edifici e per l’integrazione dei
piani nella pianificazione.
Il corso di studi prevede due indirizzi/piani
di studio: uno “generale” e uno “classico”.
Nel CDLM in Architettura, INDIRIZZO
GENERALE, tutti gli insegnamenti ruotano
intorno a un nucleo centrale costituito dalla
cultura della progettazione, cioè da quella
serie di metodologie di natura storica e
scientifica e di procedimenti di natura
tecnico-estetica necessari alla costruzione
dello spazio fisico. Essi,
conseguentemente, garantiscono il
conseguimento degli obiettivi indicati dalla
direttiva CEE 85/384 sull’architettura,
attraverso:
• l’attività di progettazione applicata al
campo dell’architettura, della città, del
restauro, dell’urbanistica, e dell’ambiente
costruito in senso lato;
• la preparazione specifica nel campo delle
tecniche di rappresentazione in quanto
strumento conoscitivo fondamentale per la
progettazione e il disegno dello spazio
fisico;
• la preparazione storica tesa:
all’acquisizione delle conoscenze
specifiche relative alle architetture
prodotte nel corso del tempo come base
indispensabile per una cosciente attività di
progettazione; e conseguentemente
all’acquisizione di metodologie finalizzate
alla comprensione critica del fare
architettura;
• la preparazione tecnica e tecnologica
applicata alla conoscenza delle tecniche di
trasformazione dei materiali e di
produzione dei manufatti edilizi, nonché
delle analisi esigenziali e di costo;
• la preparazione scientifica per quel che
riguarda la conoscenza delle matematiche,
degli strumenti e metodi di calcolo delle
strutture, delle tecniche di analisi dei
fenomeni attinenti all’uso dello spazio
fisico e alla sua trasformazione.
In aggiunta agli obiettivi strategici
dell’indirizzo “generale”, l’INDIRIZZO
CLASSICO è finalizzato a fornire
competenze specifiche nel settore dei beni
archeologici e monumentali del mondo
antico e medievale mediterraneo, al fine di
formare una figura professionale dotata di:
• adeguate cognizioni storiche nell’ambito
del contesto cronologico e geografico in cui
è chiamato ad intervenire;
• adeguate conoscenze delle
manifestazioni artistiche e più in generale
produttive del mondo mediterraneo tra
l’età del bronzo e la fine dell’età medievale,
nonché della capacità di classificazione,
comprensione e interpretazione dei
materiali archeologici, anche ai fini della
loro fruizione museale;
• idonee conoscenze dei fondamenti
metodologici basilari delle discipline
archeologiche, non escluse di quelle
metodiche di ricerca analitica che si
avvalgono del supporto di metodologie
scientifiche sussidiarie e dell’applicazione
delle nuove tecnologie;
• idonea padronanza delle metodologie del
rilievo manuale e strumentale ai diversi
livelli di scala, non escluse la
fotogrammetria digitale, le tecnologie
satellitari e di scansione digitale
tridimensionale.
Tali conoscenze sono volte ad assicurare a
tale figura professionale una specifica
capacità di intervento in quei contesti
specifici inerenti il patrimonio archeologico
e monumentale mediterraneo.
Saranno quindi suoi interlocutori le
autorità preposte alla tutela del patrimonio
e costituiranno ambiti peculiari di
intervento:
– il rilievo archeologico ai diversi livelli di
scala, dal particolare architettonico alla
documentazione topografica;
– il restauro archeologico, dal monitoraggio
alla manutenzione dell’esistente e fino
all’elaborazione di progetti di anastilosi;
– la progettazione e l’allestimento museale
nei loro diversi aspetti;
– la sistemazione d’area e la progettazione
di parchi archeologici, nella complessità
delle problematiche che discendono dalle
specifiche esigenze di conservazione e di
fruizione
3.3.2 Numero strutturato e concorso di
ammissione
Per l’A.A. 2013/2014 (XXIV) il numero
complessivo dei posti a disposizione per
l’iscrizione al primo anno è di 150, di cui
quello ammissibile per l’indirizzo “classico”
è fissato di norma in 25, integrati da
eventuali trasferimenti di studenti del
CDLM di anni superiori al 1°, sino ad un
numero massimo non superiore a 50.
Il concorso di ammissione è gestito
direttamente dal MIUR.
3.3.3 Durata degli studi e spendibilità
della laurea magistrale in Architettura
La durata del CDLM è di cinque anni per un
totale di 300 CFU, per un totale di 30
esami.
L’intero corso di studi è strutturato in tre
cicli didattici, ciascuno dotato di una sua
finalità specifica:
-il primo ciclo, destinato alla formazione di
base, corrisponde ai primi due anni di
corso;
-il secondo ciclo, destinato alla formazione
scientifico-tecnica e professionale,
corrisponde al terzo e al quarto anno;
-il terzo ciclo, infine, corrispondente al
quinto anno, è destinato a specifici
approfondimenti tematici e disciplinari e
alla elaborazione della tesi di laurea.
Ciascun anno di corso comprende 28
settimane di attività didattica, articolate in
due semestri.
Dopo il superamento di tutti gli esami, lo
studente è ammesso a sostenere l’esame
di laurea con il quale gli si conferisce il
titolo di “dottore magistrale in
Architettura”.
Questo titolo costituisce qualifica
esclusivamente accademica: esso consente
l’ammissione all’esame di Stato, che, se
sostenuto con successo, è certificato da un
altro diploma, rilasciato dal Ministero
dell’Università e della Ricerca, che abilita
all’esercizio indipendente della professione
di architetto (questa potrà essere
effettivamente praticata solo dopo
l’iscrizione all’albo professionale).
A ciascun ambito disciplinare è assegnato
un numero base di crediti derivante
dall’ordinamento didattico di Ateneo, così
come a sua volta derivato dal DM
270/2004: tale frazione di impegno orario
complessivo è in funzione degli obiettivi
specifici della formazione e dello
svolgimento delle attività formative
stabilite dal manifesto annuale degli studi.
3.3.4 Ambiti disciplinari e ripartizione del
monte-crediti
L’attività didattica dei tre cicli è organizzata
in corsi ufficiali di insegnamento, facenti
riferimento a differenti settori scientificodisciplinari (SSD), a loro volta organizzati in
ambiti disciplinari (di base, caratterizzanti,
affini, altre attività), così definiti a fini
esclusivamente didattici.
3.3.6 Organizzazione della didattica e
corsi di insegnamento
L’attività didattica del CDLM in Architettura
si articola in una parte formativa orientata
all’apprendimento del “sapere”
(conoscenza di teorie, metodi e discipline);
ed in una parte teorico-pratica orientata
all’apprendimento e all’esercizio del “saper
fare” nel campo delle attività strumentali o
3.3.5 Definizione degli ambiti disciplinari
e discipline inserite nel corso di laurea
magistrale in Architettura
Al fine di garantire agli studenti le
fondamentali conoscenze teoriche e la
pratica di attività di sperimentazione
applicata, i contributi didattici e formativi
di ciascuno degli ambiti disciplinari
assumono a loro fondamento:
– i settori scientifico-disciplinari contenuti
nell’allegato A al DM 4 ottobre 2000, di cui
già all’art. 1 del DM 23 dicembre 1999:
http://www.miur.it/UserFiles/115.htm;
– i contenuti minimi disciplinari così come
nella declaratoria dei settori scientificodisciplinari contenuta nell’allegato B al DM
4 ottobre 2000, di cui già all’art. 1 del DM
23 dicembre 1999: http://www.miur.it/
UserFiles/116.htm).
3
3.3 Il corso di laurea magistrale (CdLM) in Architettura (XXIV)
3. I regolamenti didattici
3
3.3. Regolamento didattico
del corso di laurea magistrale
in Architettura (XXIV)
57
58
(Restauro);
- Laboratorio di Progettazione urbanistica,
caratterizzato da discipline del SSD ICAR 21
(Urbanistica);
- Laboratorio di sintesi finale, caratterizzati
da discipline del SSD ICAR 14
(Composizione architettonica e urbana) e
da un’altra disciplina presa dai SSD: ICAR
09 (Tecnica delle costruzioni), ICAR12
(Tecnologia dell’architettura), ICAR 19
(Restauro), ICAR 21 (Urbanistica).
Nel laboratorio di sintesi finale lo studente
è guidato, in accordo al proprio piano di
studi, attraverso l’apporto di più discipline,
alla matura e completa preparazione di un
progetto d’architettura nei diversi campi
dell’applicazione professionale.
I laboratori di sintesi finale fanno parte dei
laboratori di laurea (cfr. 2.6.3), istituiti
all’inizio di ogni semestre dal Consiglio di
Facoltà, che ne definisce la correlazione
con la tesi di Laurea.
Il laboratorio di sintesi finale non prevede
un esame di profitto ma rilascia una
ammissione all’esame di laurea certificata
dai docenti che hanno condotto il
laboratorio frequentato dallo studente.
Alcuni segmenti dell’attività didattica
pratica (pari a 5 o 6 CFU) potranno essere
svolti anche presso qualificate strutture
degli istituti di ricerca scientifica nonché
dei reparti di ricerca e sviluppo di enti ed
imprese pubbliche o private operanti nel
settore dell’architettura, dell’ingegneria
civile e dell’urbanistica, previa stipula di
apposite convenzioni che possono
prevedere anche l’utilizzazione di esperti
appartenenti a tali strutture ed istituti, per
attività didattiche speciali (corsi intensivi,
seminari, stage).
Le spese per i viaggi e le permanenze fuori
sede sono a carico degli studenti salvo i
contributi previsti dal Politecnico di Bari e
la disponibilità di alloggi nelle sedi di
missione durante gli stage di scavo del II
ciclo (cfr art. 1.7).
3.3.7 Articolazione dei curricula
I tre cicli dell’attività didattica di cui al
punto 2.2 sono così definiti per finalità
didattiche:
Primo ciclo (1° e 2° anno):
è destinato alla formazione di base.
INDIRIZZO “ GENERALE”: alla fine del
primo ciclo lo studente deve dimostrare
attraverso le verifiche di profitto di avere
appreso gli elementi fondamentali della
logica dell’architettura, della sua
costruzione, della storia dei componenti
essenziali dello spazio dell’architettura,
nonché le tecniche fondamentali della
rappresentazione dell’architettura e le
discipline propedeutiche al controllo
tecnico del progetto; deve, altresì, saper
pervenire ad una prima sintesi di progetto
nei suoi aspetti estetici, tecnici e funzionali.
INDIRIZZO “CLASSICO”: inoltre per il
curriculum “classico” lo studente deve
dimostrare di avere appreso le tecniche
fondamentali del rilievo e della
rappresentazione manuale e digitale
dell’architettura; e deve inoltre dimostrare
di aver acquisto le conoscenze storiche,
archeologiche e architettoniche di base
relative al mondo antico.
Secondo ciclo (3° e 4° anno):
è destinato alla formazione scientificotecnica e professionale.
INDIRIZZO “GENERALE”: alla fine del
secondo ciclo lo studente deve dimostrare
attraverso le verifiche di profitto, di essere
in grado di pervenire a sintesi progettuali
esecutive nei campi della progettazione
architettonica e urbanistica, della
costruzione dell’architettura, del restauro
dei monumenti (lo strumento progettuale è
adesso il metodo specifico di conoscenza
degli allievi).
INDIRIZZO “CLASSICO”: alla fine del
secondo ciclo lo studente deve dimostrare,
attraverso le specifiche verifiche di profitto,
di aver acquisito gli elementi essenziali
della metodologia della ricerca
archeologica, di saper affrontare un rilievo
ai diversi livelli di scala, facendo ricorso
alle metodologie di volta in volta ritenute
più idonee, di aver acquisito le cognizioni
necessarie ad interpretare i resti
architettonici, di saper produrre elaborati
che restituiscano scientificamente le forme
originarie di un’architettura antica, nei
limiti consentiti dal sopravvissuto, nonché
di sapersi avvalere di tale prodotto ai fini
della comprensione storica dell’edificio
stesso e dell’elaborazione di eventuali
progetti di restauro. Lo studente deve
inoltre dimostrare di essere in grado di
pervenire a sintesi progettuali esecutive
nei campi della progettazione
architettonica e d’ambiente, della
costruzione dell’architettura, del restauro
dei monumenti (lo strumento progettuale è
adesso il metodo specifico di conoscenza
degli allievi).
Terzo ciclo (5° anno):
è destinato a specifici approfondimenti
tematici e disciplinari e all’elaborazione
dell’esame di laurea.
Qui lo studente, avendo ormai delineato i
propri specifici interessi, deve dimostrare
attraverso sue originali proposte, la
raggiunta capacità di operare sintesi
progettuali, pertinenti e verificabili
nell’ambito delle conoscenze e del dibattito
culturale sulla costruzione dello spazio in
ogni scala.
I piani di studio individuali sono strutturati
all’interno di particolari strutture didattiche
denominate “laboratori di laurea”, cui
fanno riferimento tutti i corsi di
insegnamento del 5° anno.
In particolare essi comprendono:
– il laboratorio di sintesi finale;
– lo stage;
– tre insegnamenti le cui ore sono tutte
dedicate allo svolgimento di attività di
ricerca finalizzate alla redazione della tesi (i
docenti ufficiali hanno il ruolo di tutor).
Acquisizione dei risultati e loro
pubblicazione
Al fine di non disperdere l’attività di ricerca
prodotta dai laboratori di laurea con
l’elaborazione delle tesi, il Dipartimento
può promuovere l’acquisizione dei risultati
in forma elettronica, garantendo comunque
il copyright agli autori.
3.3.8 Norme attuative per l’AA 2013/2014
CICLI DIDATTICI
Il CDLM in Architettura è strutturato su
base annuale e per cicli didattici biennali (I
e II) e annuali (III).
DUE SEMESTRI E 28 SETTIMANE DI LEZIONI
L’anno accademico è articolato in due
semestri per un totale di 28 settimane di
lezioni ed esercitazioni:
• I/semestre: Settembre–Febbraio. Lezioni
ed esercitazioni vanno da ottobre a
gennaio.
• II/semestre: Marzo–Agosto. Lezioni ed
esercitazioni vanno da marzo a giugno.
SESSIONI ED APPELLI D’ESAME
Le sessioni di esame sono tre, ciascuna con
due appelli:
• Estiva (giugno/luglio)
• Autunnale (settembre)
• Invernale (febbraio).
Per il 4° e il 5° anno sono previsti due
appelli straordinari (autunnale e invernale),
a dicembre e ad aprile.
SESSIONI DI LAUREA
Le sessioni di laurea sono tre:
• Estiva (giugno)
• Autunnale (settembre: solo tesi
individuali)
• Invernale (gennaio)
Iscrizione al 2° anno di corso
Per iscriversi nell’A.A. successivo al 2° anno
di corso, è necessario che lo studente
abbia sostenuto con esito positivo almeno
due annualità. In difetto, lo studente si
iscrive fuori corso.
Tuttavia è possibile iscriversi con riserva ai
corsi del II anno qualora lo studente
intenda sostenere l’esame, di cui si
richiede la propedeuticità, nella sessione
straordinaria di febbraio; nel caso l’esame
non venga superato l’iscrizione al corso
decade.
Propedeuticità d’esame del I ciclo
Non si può sostenere l’esame di:
• Laboratorio 2° di Progettazione
architettonica
Se non si è sostenuto l’esame di:
• Laboratorio 1° di Progettazione
architettonica
Non si può sostenere l’esame di:
• Storia dell’architettura medievale + Storia
dell’architettura moderna
Se non si è sostenuto l’esame di:
• Storia dell’architettura/I (1° semestre +2°
semestre)
Non si può sostenere l’esame di:
• Laboratorio 1° di Costruzione
dell’architettura
Se non si è sostenuto l’esame di:
• Materiali e progettazione di elementi
costruttivi
Non si può sostenere l’esame di:
• Statica
Se non si è sostenuto l’esame di:
• Istituzioni di geometria + Istituzioni di
matematica
Non si può sostenere l’esame di:
• Caratteri morfologici e tipologici
dell’architettura (INDIRIZZO GENERALE)
Se non si è sostenuto l’esame di:
• Teoria dell’architettura
Non si può sostenere l’esame di:
• Laboratorio 2 di Archeologia (romana)
(INDIRIZZO CLASSICO)
Se non si è sostenuto l’esame di:
• Laboratorio 1 di Archeologia (greca)
Trasferimenti al 2° anno di corso per i
provenienti da altri atenei
E’ necessario aver superato esami per
almeno 24 CFU, fra cui obbligatoriamente il
Laboratorio 1° di Progettazione
architettonica
Passaggio dal I al II ciclo (dal 2° al 3° anno)
Per iscriversi al 3° anno (II ciclo) è
necessario aver superato almeno i seguenti
10 esami:
1. Laboratorio/1 di Progettazione
architettonica (12 CFU)
2. Storia dell’architettura/I (12 CFU)
3. Istituzioni di geometria + Istituzioni di
matematica (12 CFU)
4. Disegno dell’architettura + Fondamenti e
applicazioni di geometria descrittiva (12
CFU)
5. Materiali e progettazione di elementi
costruttivi (6 CFU)
6. Laboratorio/2 di Progettazione
architettonica (12 CFU)
7. Storia medioevale + moderna (9 CFU)
8. Statica (9 CFU)
9. Laboratorio/1 di Costruzione
dell’architettura
10. Teoria dell’architettura (6 CFU),
INDIRIZZO GENERALE
10. Laboratorio 1 di Archeologia (greca),
3
3.3 Il corso di laurea magistrale (CdLM) in Architettura (XXIV)
3. I regolamenti didattici
3
specifiche della professione.
L’attività didattica è organizzata in base a
corsi ufficiali di insegnamento di durata
annuale o semestrale: tali corsi possono
strutturarsi in moduli didattici
corrispondenti a frazioni di annualità.
Tutta l’offerta didattica programmata dal
DICAR a partire dall’AA 2013/2014 è
strutturata in moduli di norma mono–
disciplinari da 6 o da 12 CFU.
Pertanto, con riferimento all’art. 1.14 delle
Norme generali, gli esami di profitto
possono essere sostenuti su:
- corsi di insegnamento mono–disciplinari
annuali (12 CFU);
- corsi di insegnamento mono–disciplinari
corrispondenti a mezza annualità (6 CFU);
- corsi di insegnamento integrati formati
dal coordinato apporto di due moduli
didattici;
- laboratori di progettazione. In essi, per
assicurare un’idonea assistenza didattica
anche secondo quanto previsto dalla
raccomandazione CEE n. 3, marzo 1990,
dovrebbero essere ammessi più di 50
allievi.
I laboratori di progettazione da attivarsi
sono:
- Laboratori 1– 2 – 3 – 4 di Progettazione
architettonica, caratterizzati da discipline
del SSD ICAR 14 (Composizione
architettonica e urbana);
- Laboratori 1– 2 di Costruzione
dell’architettura, caratterizzati
rispettivamente da discipline del SSD ICAR
12 (Tecnologia dell’architettura) e del SSD
ICAR 09 (Tecnica delle costruzioni);
- Laboratorio di Restauro architettonico,
caratterizzato da discipline del SSD ICAR 19
59
INDIRIZZO CLASSICO
Trasferimenti al 3° anno di corso per i
provenienti da altri atenei
E’ necessario aver superato i seguenti 9
esami:
1. Laboratorio/1 di Progettazione
architettonica (12 CFU)
2. Storia dell’architettura/I (12 CFU)
3. Istituzioni di geometria + Istituzioni di
matematica (12 CFU)
4. Disegno dell’architettura + Fondamenti e
applicazioni di geometria descrittiva (12
CFU)
5. Materiali e progettazione di elementi
costruttivi (6 CFU)
6. Laboratorio/2 di Progettazione
architettonica (12 CFU)
7. Storia medioevale + moderna (9 CFU)
8. Statica (9 CFU)
9. Laboratorio/1 di Costruzione
dell’architettura
60
Propedeuticità d’esame del II ciclo
Non si può sostenere l’esame di:
• Laboratorio/3 di Progettazione
architettonica
Se non si è sostenuto l’esame di:
• Storia dell’architettura moderna
Non si può sostenere l’esame di:
• Laboratorio di progettazione urbanistica
Se non si è sostenuto l’esame di:
• Laboratorio di urbanistica
Non si può sostenere l’esame di:
• Laboratorio/4 di Progettazione
architettonica
Se non si è sostenuto l’esame di:
• Laboratorio/3 di Progettazione
architettonica
• Scienza delle costruzioni
Non si può sostenere l’esame di:
• Laboratorio di Restauro
Se non si è sostenuto l’esame di:
• Laboratorio/3 di Progettazione
architettonica
• Scienza delle costruzioni
• Rilievo dell’architettura
Non si può sostenere l’esame di:
• Laboratorio/2 di Costruzione
dell’architettura
Se non si è sostenuto l’esame di:
• Scienza delle costruzioni
• Laboratorio/3 di Progettazione
architettonica
Non si può sostenere l’esame di:
• Metodi e tecniche di analisi ambientale/II
Se non si è sostenuto l’esame di:
• Metodi e tecniche di analisi ambientale/I
Iscrizione al 4° anno di corso
Per iscriversi al 4° anno di corso è
necessario che lo studente abbia superato
almeno due esami per complessivi 24 CFU,
entro la sessione invernale (28 febbraio). In
difetto lo studente s’iscrive fuori corso.
Trasferimenti al 4° anno di corso per i
provenienti da altri atenei
E’ necessario aver sostenuto tutti gli esami
del primo ciclo e inoltre aver superato
almeno i seguenti esami:
1. Laboratorio/3 di Progettazione
architettonica (12 CFU)
2. Scienza delle costruzioni (9 CFU)
3. Laboratorio di progettazione urbanistica
(12 CFU)
4. Rilievo dell’architettura (9 CFU)
5. Storia dell’architettura contemporanea
(9 CFU)
Passaggio dal II al III ciclo (dal 4° al 5° anno)
L’iscrizione al 5° anno (III ciclo) coincide con
l’entrata nei laboratori di laurea.
Per sostenere l’esame di laurea lo studente
deve:
• aver superato tutti gli esami del I e del II
ciclo.
• essere in possesso almeno del B1
(Threshold) Preliminary English Test (PET)
Conoscenza della lingua inglese
Inoltre per iscriversi al terzo ciclo lo studente
dovrà essere in possesso almeno del B1
(Thershold) Preliminary English Test (PET). Per
l’indirizzo classico è necessaria la conoscenza
di una seconda lingua straniera , da scegliersi
fra francese, tedesco e greco moderno.
I Laboratori di Laurea
Il laboratorio di laurea è una struttura
didattica cui fanno riferimento tutti i corsi di
insegnamento del 5° anno per un totale di 51
CFU nell’AA 2013/2014.
In particolare esso comprende:
– il laboratorio di sintesi finale: 18 CFU;
– lo stage: 6 CFU;
– tre insegnamenti (ciascuno di 9 CFU), le cui
ore sono tutte dedicate allo svolgimento di
attività di ricerca finalizzate alla redazione
della tesi (i docenti ufficiali hanno il ruolo di
tutor). Tali insegnamenti sono di durata
semestrale e si concludono con la verifica di
esame negli appelli straordinari di dicembre e
di aprile.
Programmazione e istituzione dei laboratori
di laurea
Al fine di favorire l’iscrizione ai laboratori di
laurea, sono istituiti per l’AA 2013/2014:
A) due serie di laboratori di laurea, ciascuno
della durata di dieci (10) mesi:
- la prima serie parte in settembre e si
conclude a giugno;
- la seconda serie parte a marzo e si conclude
a gennaio.
B) due appelli straordinari, ciascuno di una
settimana: uno a dicembre (come
prolungamento della sessione autunnale), e
uno ad aprile (come prolungamento della
sessione invernale), destinati unicamente agli
studenti del 4° anno fuori corso.
Composizione laboratori
Nei mesi di luglio/febbraio, al termine del 2°
appello delle sessioni estiva e invernale, il
CDD:
• Approva la composizione complessiva
(docenti e allievi) dei laboratori di laurea;
• Procede alla assegnazione di spazi e
attrezzature.
Attivazione dei laboratori
Sono attivati solo quei laboratori scelti da
almeno 4 studenti che avranno completati gli
esami entro luglio/febbraio.
Iscrizione ai laboratori di laurea
Condizioni necessarie per iscriversi ai
laboratori di laurea sono:
• Avere superato tutti gli esami del I e del II
ciclo.
• Essere in possesso della certificazione
della conoscenza obbligatoria della lingua
inglese
Struttura e composizione dei laboratori di
laurea
Ciascun laboratorio di laurea è costituito di
norma:
– da un Collegio di Docenti, in genere 3
docenti di ruolo della Facoltà, di cui uno con
funzione di coordinatore e responsabile del
laboratorio di sintesi finale (di norma un
docente non può far parte di più di due Collegi
nello stesso anno accademico). Il Collegio dei
docenti elabora il progetto didattico e di
ricerca necessario all’istituzione del
laboratorio stesso;
– da 6 laureandi, ciascuno dei quali è tenuto
ad elaborare individualmente, di intesa con il
Collegio e nell’ambito del progetto didattico e
di ricerca proposto dal Collegio stesso e in
collaborazione con gli altri laureandi, un
progetto di architettura e una ricerca il cui
obiettivo è la stesura di un capitolo di propria
competenza della tesi.
Il progetto di sintesi finale
Il progetto d’architettura elaborato dai
laureandi è in stretta correlazione con la tesi
di ricerca, che ne costituisce la base
scientifica.
La tesi di ricerca
La sua elaborazione serve a dimostrare
l’attitudine del laureando alla ricerca,
all’approfondimento critico, alla speculazione
teorica sui problemi di architettura. Si
configura generalmente costituita di tre parti:
– testo critico;
– documentazione: sono i materiali “inediti”
rintracciati durante il lavoro, materiale prima
del tutto sconosciuto alla comunità scientifica.
In questo caso si tratta in genere di materiali
cartacei provenienti da archivi o biblioteche:
libri, disegni esistenti, documenti ma anche
rilievi, foto, ecc.;
– apparati critici: bibliografia ragionata, nomi,
luoghi, elenco delle fonti, ecc.
Esami del laboratorio di laurea
Per ciascun esame dei laboratori di laurea è
istituita una Commissione costituita da
professori ufficiali del CDLM, appartenenti allo
stesso SSD. Gli insegnamenti di stessa
denominazione hanno la stessa
Commissione. Ciascuna Commissione
esamina gli studenti iscritti all’esame,
indipendentemente dal Laboratorio di
appartenenza.
Gli esami dei laboratori di laurea si svolgono
negli appelli straordinari autunnale
(dicembre) ed invernale (aprile).
I laboratori di sintesi rilasciano soltanto
un’idoneità che vale come ammissione
all’esame di laurea.
Altre modalità di programmazione e
assegnazione di tesi di laurea
Per gli studenti del IV anno che dovessero
completare tutti gli esami dei primi due cicli
didattici a settembre (al termine della
sessione autunnale, quindi dopo l’avvio della
prima serie dei laboratori di laurea: 1°
settembre–giugno) e che non volessero
attendere di entrare in tesi a febbraio, è
prevista la possibilità di richiedere
l’assegnazione di una tesi di laurea
individuale.
L’elaborazione della tesi individuale consiste
nello svolgimento di un’attività di ricerca e di
progetto, le cui verifiche sono demandate ad
esami di profitto, da sostenersi secondo il
calendario dell’ anno accademico corrente.
L’estensione temporale minima per
l’elaborazione della tesi individuale è quella
dell’AA di iscrizione (1° ottobre–settembre
successivo).
A tale fine lo studente dovrà compilare una
specifica richiesta, in cui indicherà:
• il proprio piano di studi (fra quelli consigliati
dal CdLM) ed i nomi dei docenti di ciascun
insegnamento;
• il docente relatore della tesi di ricerca, di cui
deve ricevere l’assenso (esso può coincidere
anche con uno dei docenti scelti per gli esami
da sostenere);
• il docente responsabile del laboratorio di
sintesi finale, di cui deve ricevere l’assenso.
Tale richiesta dovrà essere presentata al CDD
comunque non oltre il 30 ottobre.
Sia per quanto attiene agli esami di profitto
che al progetto di sintesi finale, la verifica
della attività di ricerca e di progettazione
avverrà secondo un calendario di incontri
stabiliti individualmente da ciascun docente.
Esame di laurea magistrale in Architettura
Per essere ammesso a sostenere l’esame di
laurea magistrale in Architettura è
necessario:
– avere ottenuto almeno 300 crediti per
attività didattiche e di ricerca al più tardi entro
l’appello straordinario d’esame (autunnale/
invernale) che precede la seduta di laurea;
-avere ricevuto l’idoneità rilasciata dal
laboratorio di sintesi finale.
L’esame di laurea consiste:
– nella discussione del progetto di sintesi
finale;
– nella discussione della tesi di ricerca.
La valutazione si riferisce al progetto di sintesi
e alla tesi di ricerca, e assume come base la
media pesata dei voti riportati negli esami di
profitto.
3
3.3 Il corso di laurea magistrale (CdLM) in Architettura (XXIV)
3. I regolamenti didattici
3
Coloro che allo scadere del 2° anno di
corso non abbiano superato tali annualità
entro l’appello straordinario invernale,
sono considerati studenti fuori-corso: tale
status permane fino a che non si superano
dette annualità.
Gli eventuali due esami mancanti del I ciclo
di cui al punto 4, dovranno essere sostenuti
prima di quelli di cui essi sono
propedeutici (Storia moderna prima di
Storia contemporanea; Urbanistica prima
del Laboratorio di progettazione
urbanistica; Statica prima di Scienza delle
costruzioni)
Mobilità studentesca: programmi Socrates
Al fine di favorire il processo di
internazionalizzazione e di integrazione fra
gli Stati membri della UE, a partire dal terzo
anno di corso è consentita la
partecipazione ai concorsi per
l’attribuzione di borse di studio Socrates
per la mobilità studentesca, bandite dal
Politecnico di Bari.
Condizioni essenziali per parteciparvi sono:
• avere concluso tutti gli esami del 1° ciclo;
• avere sostenuto almeno l’esame di
Laboratorio 3° di Progettazione
architettonica.
61
Criteri di valutazione
Il voto dell’esame di laurea deriva da:
– media pesata (v. punto 1.16. delle Norme
generali) degli esami di profitto espressa in
cento/decimi (a), cui va a sommarsi:
– la media delle valutazioni espressa in
decimi (b) dei singoli commissari relativa al
progetto di sintesi finale e alla tesi di ricerca.
Solo nel caso in cui a + b = (o maggiore) di 110
è possibile avanzare la proposta di lode.
Propedeuticità d’esame del I ciclo
CdLM in Architettura: offerta didattica del I ciclo, erogata nell’AA 2013/2014
Anno
Tipo di
Numero esami Totale Insegnamenti
Ciclo
crediti (annualità e moduli didattici concorrenti
didattico di corso insegnamento
alla definizione delle annualità)
i
1°
2°
l
1
m
m
m
m
m
1
1
1
1
1
m
1
7
1
l
12
12
6
12
12
6
3
6
69
12
I
1
9
m
l
1
1
9
12
m
m
i
1
1
1
7
9
9
9
69
Laboratorio 1° di Progettazione architettonica
- Composizione architettonica 1
- Progettazione architettonica 1
Storia dell’architettura I
Materiali e progettazione di elementi costruttivi
Istituzioni di geometria + Istituzioni di matematica
Disegno dell’architettura + Geometria descrittiva
Teoria dell’architettura
Verifica lingua inglese
Archeologia e storia dell’arte greca
Laboratorio 2° di Progettazione architettonica
- Composizione architettonica 2
- Caratteri dell’architettura
Storia dell’architettura medioevale + storia
dell’architettura moderna
Statica
Laboratorio 1° di Costruzione dell’architettura
- Progettazione di sistemi costruttivi
- Progettazione esecutiva dell’architettura
Laboratorio di Urbanistica
Caratteri morfologici e tipologici dell’architettura
Laboratorio 2° di archeologia (romana)
- Etruscologia ed antichità italiche
- Archeologia e storia dell’arte romana +
Archeologia delle province romane
Settori
scientificodisciplinari
Ambiti
disciplinari
Crediti per
insegnamento
icar 14
icar 14
i
i
6
6
icar 18
icar 12
mat 05
icar 17
icar 14
ii
v
x
xi
i
l-ant 07
xii
12
6
12
12
6
3
6
69
icar 14
icar 14
icar 18
i
i
ii
8
4
9
icar 08
iv
9
icar 12
icar 12
icar 21
icar 14
v
v
viii
i
9
3
9
9
l-ant 06
l-ant 07
xii
xii
3
6
Se non si è sostenuto
l’esame di:
Laboratorio 2°
di Progettazione
architettonica
- Laboratorio 1° di
Progettazione
architettonica
Storia dell’architettura - Storia
medioevale
dell’architettura 1
+
Storia dell’architettura
moderna
Laboratorio 1°
di Costruzione
dell’architettura
- Materiali e
progettazione di
elementi costruttivi
Statica
- Istituzioni di geometria +
Istituzioni di matematica
Caratteri morfologici
e tipologici
dell’architettura
(INDIRIZZO GENERALE)
- Teoria dell’architettura
Laboratorio 2 di
Archeologia (romana)
(INDIRIZZO CLASSICO)
- Laboratorio 1 di
Archeologia (greca)
3
69
Monte crediti complessivo = 138 | Totale esami = 14 esami
Legenda
l
m
i
62
Non si può sostenere
l’esame di:
3.3 Il corso di laurea magistrale (CdLM) in Architettura (XXIV)
3. I regolamenti didattici
3
Commissioni di laurea
Le Commissioni esaminatrici sono formate da
undici membri, tutti professori ufficiali del
CDLM in Architettura.
Le Commissioni sono nominate dal Direttore
del Dipartimento, una per ciascuna seduta
(mattina o pomeriggio). Fanno parte della
Commissione i membri del Collegio dei
laboratori che discutono la tesi.
Presidente della Commissione di norma è il
Direttore del Dipartimento o il Coordinatore
del corso di studi.
In apertura di seduta il Presidente dà la parola
al coordinatore del laboratorio di laurea.
Quindi la parola passa ai candidati che
espongono contestualmente sia il progetto di
sintesi finale, che la tesi di ricerca. La
Commissione ascolta i laureandi e li interroga
sugli elaborati, di cui ha già preso visione al
rilascio della attestazione di idoneità. Al
termine esprime la propria valutazione.
Il giorno successivo avviene la proclamazione
in seduta pubblica.
Laboratorio
Corso monodisciplinare
(una annualità)
Corso integrato
63
Propedeuticità d’esame del II ciclo
CdLM in Architettura: offerta didattica del II ciclo, erogata nell’AA 2013/2014
Anno
Tipo di
Numero esami Totale Insegnamenti
Ciclo
crediti (annualità e moduli didattici concorrenti alla
didattico di corso insegnamento
definizione delle annualità)
l
1
12
Laboratorio 3° di Progettazione architettonica
ii
3°
i
1
9
m
m
m
m
1
1
1
1
4
5
9
9
l
1
12
m
i
4°
l
m
l
l
m
m
1
1
9
1
1
1
1
1
1
1
7
4
9
73
12
4
12
12
9
8
8
65
Non si può sostenere
l’esame di:
Se non si è sostenuto
l’esame di:
- Progettazione architettonica
- Tecnica delle costruzioni
Laboratorio 3° di Archeologia
- Archeometria
- Metodologie della ricerca archeologica
Storia dell’architettura contemporanea (1°semestre)
Storia dell’architettura contemporanea (2°semestre)
Scienza delle costruzioni
Metodi e tecniche di analisi ambientale I
(fisica tecnica ambientale I)
Laboratorio di Progettazione urbanistica
- Progettazione urbanistica
- Gestione urbana
icar 14
icar 09
i
iv
9
3
Laboratorio 3°
di Progettazione
architettonica
- Storia dell’architettura
moderna
chim 12
l-ant 10
icar 18
icar 18
icar 08
ing-ind
11
xii
xii
ii
ii
iv
vi
4
5
4
5
9
9
Laboratorio 4°
di Progettazione
architettonica
- Laboratorio 3°
di Progettazione
architettonica
- Scienza delle costruzioni
Laboratorio
di Restauro
architettonico
icar 21
icar 21
viii
viii
9
3
- Laboratorio 3°
di Progettazione
architettonica
- Scienza delle
costruzioni
- Rilievo
dell’architettura
Architettura del paesaggio
Rilievo dell’architettura
icar 15
icar 17
xi
4
9
73
Laboratorio 4° di Progettazione architettonica
- Composizione e progettazione urbana
- Architettura del paesaggio o Museografia
Storia dell’architettura IV
Laboratorio di Restauro
- Restauro architettonico
- Teorie e tecniche costruttive nel loro sviluppo storico
Laboratorio 2° di Costruzione dell’architettura
- Progetto di strutture
- Teorie e tecniche della progettazione architettornica
Estimo
Metodi e tecniche di analisi ambientale II
- Fisica tecnica ambientale II
- Tecnologia dell’architettura
Sociologia urbana
icar 14
i
icar 15/16 i/xii
icar 18
ii
9
3
4
icar 19
icar 09
iii
iv
9
3
icar 09
icar 14
icar 22
iv
i
vii
9
3
9
ing-ind 11
icar 12
sps 10
vi
v
ix
4
4
8
65
Laboratorio 2°
di Costruzione
dell’architettura
- Scienza delle
costruzioni
- Laboratorio 3°
di Progettazione
architettonica
Metodi e tecniche di
analisi ambientale II
- Metodi e tecniche di
analisi ambientale I
Laboratorio di
progettazione
urbanistica
- Laboratorio di
Urbanistica
Anno
Tipo di
Numero
Ciclo
didattico di corso insegnamento esami
iii
5°
lsf
Totale Insegnamenti
crediti (annualità e moduli didattici concorrenti alla
definizione delle annualità)
18
Laboratorio di sintesi finale
- Progettazione architettonica 2
- Un insegnamento in alternativa fra
m
m
3
1
27
9
9
9
9
9
9
9
9
9
9
9
9
6
51
Monte crediti complessivo = 51 Totale = 4 esami
Settori
scientificodisciplinari
Ambiti
Crediti per
disciplinari insegnamento
icar 14
i
icar 09
icar 12
icar 14
icar 15
icar 16
icar 18
icar 19
icar 21
iv
v
i
i
i
ii
iii
viii
icar 09
icar 12
icar 14
icar 15
icar 16
icar 17
icar 18
icar 19
icar 21
ing-ind 11
sps 10
l-ant 07
iv
v
i
i
i
xi
ii
iii
viii
vi
ix
xii
18
9
9
3
27
Tre insegnamenti da scegliersi fra
Stage e verifica lingua inglese
Non ci si può iscrivere al laboratorio di Laurea
se non si sono superati tutti gli esami del I
e II ciclo
3.3 Il corso di laurea magistrale (CdLM) in Architettura (XXIV)
3. I regolamenti didattici
3
Settori
Ambiti
Crediti per
scientifico- disciplinari insegnamento
disciplinari
Propedeuticità d’esame del III ciclo
CdLM in Architettura: offerta didattica del III ciclo, erogata nell’AA 2013/2014
6
51
Legenda
l
m
i
Laboratorio
Corso monodisciplinare
(una annualità)
Corso integrato
Monte crediti complessivo = 138 | Totale esami = 16 esami
64
65
3.3.9 Organizzazione delle attività didattiche del CdLM in Architettura
Insegnamenti e docenti per aree disciplinari
Insegnamenti
Area I: Progettazione architettonica e urbana
01
Composizione architettonica 1/A
02
ssd
icar/14
Crediti
6
Composizione architettonica 1/B (c.s.)
03
Progettazione architettonica 1/A
04
Progettazione architettonica 1/B (c.s.)
05
Composizione architettonica 2/A
06
Composizione architettonica 2/B (c.s.)
07
Caratteri dell’architettura A
08
Caratteri dell’architettura B (c.s.)
icar/14
icar/14
icar/14 6
8
4
09
Teoria dell’architettura
icar/14
6
10
Progettazione architettonica 1/A
icar/14
9
11
Progettazione architettonica 1/B (c.s.)
12
Caratteri morfologici e tipologici dell’architettura
icar/14
9
13
Composizione e progettazione urbana A
icar/14
9
14
Composizione e progettazione urbana B (c.s.)
15
Composizione e progettazione urbana C (c.s.)
16
Architettura del paesaggio A
17
Architettura del paesaggio B (c.s.)
18
Teorie e tecniche della progettazione architettonica
Laboratorio di appartenenza
Laboratorio 1/A di Progettazione architettonica
Giuseppe Fallacara
Laboratorio 1/B di Progettazione architettonica
Nicola Parisi
icar/14
3
3
01
Restauro architettonico A
Laboratorio di Restauro architettonico A
Rossella De Cadilhac
02
Restauro architettonico B (c.s.)
Laboratorio di Restauro architettonico B
Ignazio Carabellese
03
Restauro architettonico C (c.s.)
Laboratorio di Restauro architettonico C
Giacomo Martines
icar/19
9
Area IV: Analisi e progettazione strutturale dell’architettura
Laboratorio 1/A di Progettazione architettonica
Marco Stigliano
Laboratorio 1/B di Progettazione architettonica
Francesco Scricco
01
Statica A
Laboratorio 2/A di Progettazione architettonica
Francesco Defilippis
02
Statica B (c.s.)
Laboratorio 2/B di Progettazione architettonica
Michele Montemurro
03
Scienza delle costruzioni A
icar/08
9
Pilade Foti
icar/08
9
Salvatore Marzano
Umberto Ricciuti
Laboratorio 2/A di Progettazione architettonica
Vito Antonio Riondino
04
Scienza delle costruzioni B
Laboratorio 2/B di Progettazione architettonica
Vito Antonio Riondino
05
Tecnica delle costruzioni ( A, B e C)
icar/09
3
Claudio D’Amato
06
Progetto di strutture A
icar/09
9
Laboratorio 3/A di Progettazione architettonica
Claudio D’Amato
07
Progetto di strutture B (c.s.)
Laboratorio 3/B di Progettazione architettonica
icar/15
Docenti
Francesco Trentadue
Laboratorio 3/A, 3/B e 3/C di Progettazione architettonica
Giuseppe Marano
Laboratorio 2/A di Costruzione dell’architettura
Dora Foti
Laboratorio 2/B di Costruzione dell’architettura
Giuseppe Marano
Michele Beccu
08
Teorie e tecniche costr. nel loro sviluppo storico A
Laboratorio di Restauro Architettonico A
Dora Foti
Matteo Ieva
09
Teorie e tecniche costr. nel loro sviluppo storico B (c.s.)
Laboratorio di Restauro Architettonico B
Mariella Diaferio
Teorie e tecniche costr. nel loro sviluppo storico C (c.s.)
Laboratorio di Restauro Architettonico C
Mariella Diaferio
Laboratorio 4/A di Progettazione architettonica
Loredana Ficarelli
10
Laboratorio 4/B di Progettazione architettonica
Anna Bruna Menghini
Area V: Discipline tecnologiche per l’architettura
Laboratorio 4/C di Progettazione architettonica
Carlo Moccia
Laboratorio 4/A di Progettazione architettonica
Loredana Ficarelli
Laboratorio 4/B di Progettazione architettonica
Anna Bruna Menghini
Laboratorio 2/A/B di Costruzione dell’architettura
Vincenzo Minenna
icar/09
3
01
Materiali e progettazione di elementi costruttivi
icar/12
6
02
03
Progettazione di sistemi costruttivi
Progettazione esecutiva dell’architettura
icar/12
icar/12
9
3
Laboratorio 1/A di Costruzione dell’architettura
Laboratorio 1 di Costruzione dell’architettura
Vitangelo Ardito
Vincenzo P. Bagnato
Paolo Capoccia
04
Tecnologia dell’architettura
icar/12
4
Metodi e tecniche di analisi ambientale II
Fiore Resta
Diego Cellie
Area VI: Discipline fisico-tecniche e impiantistiche per l’architettura
Area II: Discipline storiche per l’architettura e l’urbanistica
66
01
Storia dell’architettura I
02
Storia dell’architettura antica B (c.s.)
03
Storia dell’architettura medioevale
icar/18
6
Giorgio Rocco
icar/18
4,5
Giampaolo Consoli
Monica Livadiotti
04
Storia dell’architettura moderna
icar/18
4,5
Giampaolo Consoli
05
Storia dell’architettura contemporanea (I semestre)
icar/18
4
Claudio D’Amato
06
Storia dell’architettura contemporanea (II semestre)
icar/18
5
Daniela De Mattia
07
Storia dell’architettura IV: approfondimenti specialistici
icar/18
4
Giorgio Rocco
01
Fisica tecnica ambientale I A
ing-ind/11
9
Metodi e tecniche di analisi ambientale I
Francesco Ruggiero
02
03
04
Fisica tecnica ambientale I B
Fisica tecnica ambientale II A
Fisica tecnica ambientale II B
ing-ind/11
ing-ind/11
ing-ind/11
9
4
4
Metodi e tecniche di analisi ambientale I
Metodi e tecniche di analisi ambientale I
Metodi e tecniche di analisi ambientale II
Francesco Piccininni
Francesco Ruggiero
Francesco Piccininni
icar/22
9
icar/21
9
3
3.3.9 Organizzazione delle attività didattiche del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
Area III: Teorie e tecniche per il restauro architettonico
Area VII: Discipline estimative per l’architettura e l’urbanistica
01
Estimo
Pierluigi Morano
Area VIII: Progettazione urbanistica
01
Urbanistica A
Laboratorio di Urbanistica A
Nicola Martinelli
67
02
Urbanistica B
03
Progettazione urbanistica A
04
Progettazione urbanistica B (c.s.)
05
Gestione urbana A
06
Gestione urbana B (c.s.)
icar/21
icar/21
9
3
Laboratorio di Urbanistica B
Nicola Martinelli
Laboratorio di Progettazione Urbanistica A
Francesca Calace
Laboratorio di Progettazione Urbanistica B
Leonardo Rignanese
Laboratorio di Progettazione Urbanistica A
Adriano Spada
Laboratorio di Progettazione Urbanistica B
Annarita Marvulli
Area IX: Discipline sociali, economiche e giuridiche per l’architettura e l’urbanistica
01
Sociologia urbana
sps/10
Sergio Bisciglia
Area X: Scienze matematiche per l’architettura
01
Istituzioni di geometria
mat/05
6
Giannangelo Luisi
02
Istituzioni di matematica
mat/05
6
Giuseppe Devillanova
Area XI: Rappresentazione dell’architettura
01
Disegno dell’architettura A
icar/17
02
Disegno dell’architettura B (c.s.)
icar/17
03
Geometria descrittiva A
icar/17
6
Valentina Castagnolo
6
Vincenzo De Simone
Alessandro Iacovuzzi
04
Geometria descrittiva B
icar/17
6
Hilde Romanazzi
05
Rilievo dell’architettura A
icar/17
4,5
Paolo Perfido
06
Rilievo dell’architettura B
icar/17
4,5
Gabriele Rossi
Area XII: Discipline integrative di cultura umanistica
Archeologia e storia dell’arte greca
68
8
21/21
l-ant/07
6
Roberta Belli
Etruscologia e antichità italiche
l-ant/06
3
Laboratorio 2 di Archeologia
Chiara Bernardini
Archeologia e storia dell’arte romana + Archeologia delle province
Romane
l-ant/07
6
Laboratorio 2 di Archeologia
Roberta Belli
Metodologie e tecniche della ricerca archeologica
l-ant/07
5
Laboratorio 3 di Archeologia
Luigi Maria Caliò
Archeometria
chim/12
4
Laboratorio 3 di Archeologia
Annarosa Mangone
Museografia
icar/16
3
Laboratorio 4 di Progettazione Architettonica
Carlo Moccia
oggetti d’uso
• Stage ICAR 16
AMBITO DISCIPLINARE II:
Storia dell’Architettura
• Storia dell’architettura. 5
• Storia dell’architettura ellenistica. 5
• Storia dell’architettura islamica. 5
• Storia dell’architettura antica. 5
• Storia dell’architettura bizantina e
islamica
• Storia dell’architettura contemporanea. 5
• Storia dell’architettura greca. 5
• Storia dell’architettura medioevale in
pietra da taglio. 5
• Storia dell’architettura moderna in pietra
da taglio. 5
• Storia dell’architettura romana in pietra
da taglio. 5
• Storia della città e del territorio in pietra
da taglio
• Storia della critica e della letteratura
architettonica
• Storia e metodi di analisi dell’architettura
• Storia urbana della città
AMBITO DISCIPLINARE III:
Restauro architettonico
• Cantieri per il restauro architettonico
• Caratteri costruttivi dell’edilizia storica
• Conservazione dei materiali nell’edilizia
storica
• Consolidamento degli edifici storici
• Restauro architettonico. 5
• Restauro dei monumenti
• Restauro urbano
• Teoria e storia del restauro. 5
• Teorie e tecniche costruttive nel loro
sviluppo storico
• Stage ICAR 19
AMBITO DISCIPLINARE IV:
Scienza e Tecnica delle Costruzioni
• Costruzioni in zona sismica
• Progetto di strutture. 5
• Progetto di strutture antisismiche
• Scienza delle costruzioni. 5
• Sistemi statici e forme strutturali. 5
• Statica. 5
• Tecnica delle costruzioni. 5
• Teorie e tecniche costruttive nel loro
sviluppo storico. 5
• Stage ICAR 09
AMBITO DISCIPLINARE V:
Tecnologia dell’Architettura
• Cultura tecnologica della progettazione
• Materiali e progettazione di elementi
costruttivi. 5
• Progettazione ambientale
• Progettazione esecutiva dell’architettura. 5
• Progettazione di sistemi costruttivi. 5
• Progettazione esecutiva dell’architettura. 5
• Tecnologia dell’architettura. 5
• Tecnologie del recupero edilizio. 5
• Tecnologie dei sistemi impiantistici
• Tecnologie dei sistemi strutturali
• Tecnologie per l’igiene edilizia e
ambientale
• Stage ICAR 12
AMBITO DISCIPLINARE VI:
Fisica Tecnica Ambientale
• Acustica applicata
• Climatologia dell’ambiente costruito
• Fisica tecnica ambientale
• Gestione dei servizi energetici
• Gestione dei servizi energetici del
territorio
• Illuminotecnica
• Impianti tecnici
AMBITO DISCIPLINARE VIII:
Progettazione urbanistica
• Progettazione urbanistica. 5
• Recupero e riqualificazione ambientale,
urbana e territoriale
• Sistemi informativi territoriali e
telerilevamento. 5
• Tecniche di progettazione urbanistica
• Teorie e tecniche della progettazione
urbanistica. 5
• Urbanistica.5
• Stage ICAR 21
AMBITO DISCIPLINARE IX:
Socio-economica
• Sociologia urbana. 5
AMBITO DISCIPLINARE XI:
Disegno
• Applicazioni di geometria descrittiva
• Cartografia tematica per l’architettura e
l’urbanistica
• Disegno automatico
• Disegno dell’architettura. 5
• Percezione e comunicazione visiva
• Rappresentazione del territorio e
dell’ambiente
• Rilevamento fotogrammetrico
dell’architettura
• Rilievo dell’architettura. 5
• Rilievo urbano e ambientale
• Tecniche della rappresentazione
• Teorie e storia dei metodi di
rappresentazione
• Stage ICAR 17
3
3.3.9 Organizzazione delle attività didattiche del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
Insegnamenti attivabili al 5° anno
AMBITO DISCIPLINARE I:
Progettazione architettonica e urbana
• Analisi della morfologia urbana e delle
tipologie edilizie. 5
• Caratteri dell’architettura. 5
• Caratteri tipologici e morfologici
dell’architettura. 5
• Composizione architettonica. 5
• Composizione e progettazione urbana. 5
• Composizione elettronica della
progettazione architettonica. 5
• Elaborazione elettronica della
progettazione architettonica
• Progettazione architettonica 2a. annualità
• Progettazione architettonica esecutiva. 5
• Progettazione architettonica per il
recupero degli edifici
• Progettazione architettonica per il
recupero urbano
•Progettazione Stereotomica
• Teoria dell’architettura. 5
• Teorie e tecniche della progettazione
architettonica. 5
• Stage ICAR 14
• Arte dei giardini
• Progettazione del paesaggio
• Riqualificazione del paesaggio
• Teorie e storia della progettazione del
paesaggio
• Stage ICAR 15
• Allestimento
• Architettura degli interni
• Arredamento
• Arredamento di imbarcazioni
• Decorazione
• Museografia
• Progettazione del prodotto d’arredo
• Teorie e storia dell’arredamento e degli
69
Insegnamenti attivati e docenti per anni di corso e indirizzo
Anno
Insegnamenti
di corso (annualità e moduli didattici concorrenti
alla definizione delle annualità)
Laboratorio 1° di Progettazione architettonica
1°
2°
70
Docenti
Corso A
Corso B
generale e classico
Corso C
Estensione
temporale
Tipo di
insegnamento
Crediti
Annuale
L
12
- Composizione architettonica 1
Giuseppe Fallacara
Nicola Parisi
6
- Progettazione architettonica
Marco Stigliano
Francesco Scricco
6
6
Teoria dell’architettura
generale
Claudio D’Amato
Storia dell’architettura I (1° semestre)
Storia dell’architettura I (2° semestre)
Materiali e progettazione di elementi costruttivi
generale e classico Giorgio Rocco
generale e classico Monica Livadiotti
generale e classico Paolo Capoccia
Annuale
Annuale
M
6
6
6
Istituzioni di geometria
generale e classico Giannangelo Luisi
Annuale
M
6
Istituzioni di matematica
generale e classico Giuseppe Devillanova
Annuale
M
6
Disegno dell’architettura
generale e classico Valentina Castagnolo Alessandro Iacovuzzi
Semestrale
M
Geometria descrittiva
generale e classico Vincenzo De Simone
Semestrale
M
Archeologia e storia dell’arte greca
classico
Lingua Inglese
generale e classico Richard Lusardi
Semestrale
Laboratorio 2° di Progettazione architettonica
generale e classico
Annuale
Hilde Romanazzi
M
Roberta Belli
L
Statica
generale e classico PIlade Foti
generale e classico
- Progettazione di sistemi costruttivi
Vitangelo Ardito
- Progettazione esecutiva dell’architettura
Vincenzo P. Bagnato
Urbanistica
generale e classico Nicola Martinelli
Laboratorio 2° di archeologia
classico
Claudio D’Amato Guerrieri Michele Beccu
Calogero Montalbano
- Tecnica delle costruzioni
Giuseppe Marano
Giuseppe Marano
Giuseppe Marano
Annuale
L
12
9
3
Francesco Trentadue
Annuale
M
9
generale e classico Francesco Ruggiero
Francesco Piccininni
Annuale
M
9
6
Annuale
L
12
6
- Progettazione urbanistica
Francesca Calace
Leonardo Rignanese
6
- Gestione Urbana
Adriano Spada
Annarita Marvulli
3
Rilievo dell’architettura
generale e classico Paolo Perfido
12
Laboratorio 3° di archeologia
classico
- Archeometria
Annarosa Mangone
4
- Metodologie e tecniche della ricerca archeologica
Luigi Maria Caliò
5
9
Annuale
M
9
Annuale
L
12
9
Daniela De Mattia
generale e classico
Gabriele Rossi
M/2
4
generale e classico Salvatore Marzano
9
Umberto Ricciuti
generale e classico
- Progettazione architettonica
Metodi e tecniche di analisi ambientale I
(Fisica tecnica ambientale I)
Laboratorio di progettazione urbanistica
4
Laboratorio 1° di costruzione dell’architettura
Corso C
Scienza delle costruzioni
Vito A. Riondino
M
Corso B
Tipo di
Crediti
insegnamento
Semestrale
Michele Montemurro
Annuale
Corso A
Estensione
temporale
generale
Vito A. Riondino
generale e classico Giampaolo Consoli
Docentit
Storia dell’architettura contemporanea (2° semestre)
Francesco Defilippis
Storia dell’architettura medioevale +
Storia dell’architettura moderna
Docenti
Semestrale
- Caratteri dell’architettura
Matteo Ieva
Laboratorio 3° di Progettazione architettonica
Docenti
generale e classico Claudio D’Amato
- Composizione architettonica 2
generale
3°
Indirizzo
Storia dell’architettura contemporanea (1° semestre)
8
Caratteri morfologici e tipologici dell’architettura
Anno
Insegnamenti
di corso (annualità e moduli didattici concorrenti
alla definizione delle annualità)
3
5
9
3
Annuale
M
4,5
Annuale
L
9
3.3.9 Organizzazione delle attività didattiche del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
Insegnamenti attivati e docenti per anni di corso e indirizzo
Indirizzo
3
Nicola Martinelli
Annuale
L
9
Annuale
L
9
- Etruscologia ed antichità italiche
Chiara Bernardini
3
- Archeologia e storia dell’arte romana + Arch delle provincie
romane
Roberta Belli
6
71
Insegnamenti attivati e docenti per anni di corso e indirizzo
Anno Insegnamenti
di
(annualità e moduli didattici concorrenti
corso alla definizione delle annualità)
4°
Insegnamenti attivati e docenti per anni di corso e indirizzo
Docenti
Docenti
Docenti
Corso A
Corso B
Corso C
generale e classico
- Composizione e progettazione urbana
- Architettura del paesaggio
generale
- Museografia
classico
Storia dell’architettura IV(approfondimenti specialistici)
generale e classico
Laboratorio di Restauro architettonico
generale e classico
Loredana Ficarelli
Anna Bruna Menghini
Loredana Ficarelli
Anna Bruna Menghini
Composizione
annualità
Tipo di
Crediti
insegnamento
Annuale
L
9
Carlo Moccia
Carlo Moccia
Giorgio Rocco
12
Anno Insegnamenti
di
(annualità e moduli didattici concorrenti
corso alla definizione delle annualità)
5°
Laboratorio di sintesi finale
12
Un insegnamento a scelta tra:
- ICAR 09 - 12 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 21
- Teorie e tecniche costruttive nel loro sviluppo storico
Dora Foti
Mariella Diaferio
Mariella Diaferio
3
- ING-IND / 11
12
- SPS / 10
- Progetto di strutture
Dora Foti
Giuseppe Marano
9
- L - ANT / 07
- Teorie e tecniche della progettazione architettonica
Vincenzo Minenna
Claudio D’Amato
3
Un insegnamento a scelta tra:
M
8
- ICAR 09 - 12 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 21
M
M
- Fisica tecnica ambientale II
Francesco Ruggiero
Francesco Piccininni
4
- ING-IND / 11
- Tecnologia dell’architettura
Estimo
Sociologia urbana
Fiore Resta
Pierluigi Morano
Sergio Bisciglia
Diego Cellie
4
9
8
- SPS / 10
Annuale
Annuale
18
M
6
generale e classico
M
9
generale e classico
M
9
generale e classico
M
9
generale e classico
- L - ANT / 07
Un insegnamento a scelta tra:
- ICAR 09 - 12 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 21
- ING-IND / 11
- SPS / 10
- L - ANT / 07
72
LSF
Stage e verifica lingua inglese
4
L
9
generale e classico
generale e classico
Annuale
9
M/2
Annuale
Corso C
Crediti
- ICAR 09 - 12 - 14- 15 - 16 - 18 - 19 - 21
Giacomo Martines
generale e classico
Corso B
Tipo di
insegnamento
3
Ignazio Carabellese
Metodi e tecniche di analisi ambientale II
Corso A
Composizione
annualità
9
Annuale
L
Docenti
- Un insegnamento a scelta tra:
Semestrale
Annuale
Docenti
3
Rossella De Cadilhac
generale e classico
generale e classico
Docenti
- Progettazione architettonica
- Restauro architettonico
Laboratorio 2° di costruzione dell’architettura
Indirizzo
3
3.3.9 Organizzazione delle attività didattiche del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
Laboratorio 4° di Progettazione architettonica
Indirizzo
73
3.3.10 Progetti didattici
del I ciclo del CdLM in Architettura
1° ANNO
Laboratorio 1 di Progettazione
architettonica
Architectural Design Studio 1st year
L1PA - 12 cfu
1° anno / Corso annuale
Indirizzo ‘generale’ e ‘classico’
Area didattica I
Progettazione architettonica e urbana
Corso A
• Giuseppe Fallacara
Composizione architettonica 1 (Icar 14-6 cfu)
•• Marco Stigliano
Progettazione architettonica (Icar 14-6 cfu)
Tema d’anno
Progettazione di una residenza
monofamiliare da costruirsi in pietra da
taglio, in mattoni e in legno.
Design problem
A small house to be built in cut stone,
bricks and wood.
• Lezione 8: Gerarchie e distribuzione
Gennaio
• Lezione 9: Le coperture
• Lezione 10: Ornamento e tettonica in architettura
• Lezione 11: Le scale
• Lezione 12: L’ornato
Articolazione delle attività didattiche
Le attività didattiche previste sono di tre
tipi:
a) Lezioni teoriche (sapere).
b) Apprendimento di metodi e tecniche
informatiche di progettazione e costruzione
dell’architettura (saper fare).
c) Esercizio del progetto (saper fare).
Esse sono così articolate:
II semestre
Febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno
2° ANNO
- Laboratorio 2 di Progettazione
architettonica
- Storia dell’architettura medioevale +
Storia dell’architettura moderna
- Statica
- Laboratorio 1 di costruzione
dell’architettura
- Urbanistica
- Caratteri morfologici e tipologici
dell’architettura
- Laboratorio 2 di archeologia
74
Corso B
• Nicola Parisi
Composizione architettonica 1B (Icar 14-9
cfu)
•• Francesco Scricco
Progettazione architettonica (Icar 14-6 cfu)
Finalità e contenuti disciplinari
Nel Laboratorio 1 di Progettazione
architettonica gli allievi affrontano i
fondamenti della progettazione e della
composizione architettonica, a partire da
un semplice organismo architettonico
pensato per essere costruito in maniera
tradizionale.
Aims and contents
In the 1st year Architectural Design Studio
students face the basics of design and of
architectural composition, starting from a
simple architectural organism, to be built in
a traditional way.
I semestre
Ottobre
• Lezione 1: Introduzione al corso
• Lezione 2: il muro
• Esercitazione 1 (elaborazione elettronica): modellazione solida del muro.
Novembre
• Lezione 3: Tipo e genius loci;
• Lezione 4: Le discontinuità murarie;
• Esercitazione 2 (elaborazione elettronica): le discontinuità murarie.
• Lezione 5: La trasformazione della natura in architettura. Il paesaggio antropico pugliese
• Esercitazione 3: Le volte
Dicembre
• Lezione 6: Costruire con la pietra ed il legno
• Lezione 7: Solai lignei e volte piane
Storia dell’architettura I
History of Architecture I
Icar 18-12 cfu
1° anno / Corso annuale
Indirizzo ‘generale’ e ‘classico’
Area didattica II:
Discipline storiche per l’architettura
1° semestre
Giorgio Rocco
• Elaborazione del progetto
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma entro i primi dieci giorni
dall’inizio dei corsi.
Ammissione all’esame e sua modalità di
svolgimento
Per essere ammessi a sostenere l’esame
bisogna avere svolto nel primo semestre
tutte le esercitazioni previste, da farsi in
aula sotto la guida della docenza; e nel
secondo semestre avere sviluppato in aula
il tema d’anno.
L’esame consiste nella valutazione e
discussione delle tavole prodotte.
2° semestre
Monica Livadiotti
Finalità e contenuti disciplinari
Obiettivo primario del corso è fornire gli
strumenti metodologici necessari alla
lettura degli organismi architettonici nella
loro articolazione spaziale e costruttiva,
analizzati nel loro sviluppo diacronico e
nello specifico contesto ambientale. La
conoscenza degli eventi storici salienti
nell’ambito dell’età antica, insieme ad un
corretto inquadramento dei temi affrontati
nelle relative coordinate geografiche,
costituisce, di conseguenza, il presupposto
fondamentale di una corretta
interpretazione delle realizzazioni
architettoniche del periodo in esame.
L’apprendimento teorico è relativo alle fasi
principali della storia dell’architettura e
delle tecniche costruttive del mondo
antico, inquadrate nello specifico contesto
storico-geografico.
La componente applicativa riguarda sia
l’esercizio al ridisegno dell’architettura,
finalizzato ad una più compiuta
comprensione del linguaggio formale e
dell’articolazione strutturale
dell’architettura antica, sia lo studio e
l’attività di ricerca in biblioteca, volti ad
acquisire gli strumenti e le metodologie
fondamentali per la ricerca bibliografica.
Aims and contents
The primary objective of the course is
acquiring the necessary methodological
tools for reading architectural organisms in
their spatial and constructive articulation,
analyzed in their diachronic development
and in their specific environmental context.
The knowledge of the main historical
events in the ancient age, together with
correct organization of the themes faced in
the relative geographical coordinates,
constitutes the fundamental prerequisite
for correct interpretation the architecture of
the examined period.
The theoretical learning is related to the
principal phases of the history of
architecture and the construction
techniques of the ancient world, organized
in their specific historical-geographical
context.
The applications concern both the
redrawing of architecture, for more
complex understanding of the formal
language and the structural articulation of
ancient architecture, to acquire the tools
and fundamental methodologies of
bibliographical research.
Tema del corso
L’architettura del mondo antico dall’età del
bronzo alla caduta dell’impero romano
d’Occidente.
PARTE I (primo semestre) –
ARCHITETTURA GRECA
Lezioni:
– Le fonti per lo studio dell’architettura
antica. Il dato materiale. Il problema della
datazione. – Elementi di architettura
palaziale minoica e micenea. - La cultura
greca nella madrepatria e in oriente: la
nascita della polis. Influenze egiziane ed
orientali nella nascita dell’architettura
greca. - L’architettura dorica e ionica delle
origini: l’età geometrica, orientalizzante e
protoarcaica. - Architettura di età arcaica in
Grecia.
– Architettura di età arcaica nelle colonie
occidentali. – Architettura arcaica nelle
Cicladi. – Architettura arcaica in Asia
Minore. – Architettura di età classica in
Grecia. – Architettura di età classica in nelle
colonie occidentali. – Architettura
tardo-classica in Grecia. - Architettura
tardo-classica in Asia Minore. L’architettura dell’ellenismo in Grecia e in
Occidente. - L’architettura dell’ellenismo
nel Mediterraneo orientale.
Seminari:
– Generalità sugli ordini: l’ordine dorico. Generalità sugli ordini: l’ordine ionico. Tecniche costruttive di età greca. - Il
santuario: gli edifici per il culto. - Gli edifici
per gli agoni: teatri, odeia, stadi e
ippodromi. - L’agorà: stoai e organizzazione
dello spazio. - Gli edifici della politica:
ekklesiasteria, bouleteuria, pritaneia,
dikasteria. - Città spontanea e città
pianificata. La casa tipo.
Esercitazioni grafiche e scrittografiche.
PARTE II (secondo semestre; solo per
l’indirizzo generale) ARCHITETTURA ROMANA
Lezioni
– L’architettura etrusca ed italica. L’architettura romana di età repubblicana.
- L’architettura romana di età
tardorepubblicana. - Architettura romana di
età giulio-claudia. - Architettura delle
province romane in età giulio-claudia.
– Architettura romana dell’età medio
imperiale. - Architettura delle province
romane in età medio imperiale. –
Architettura romana dell’età tardo
imperiale. - Architettura delle province
romane in età tardo imperiale. –
L’architettura paleocristiana a Roma e nelle
province.
Seminari:
- Tecniche costruttive di età romana. - La
domus italica ed ellenistica. - Domus,
insulae e villae di età imperiale. - Palazzi e
residenze imperiali. – Gli edifici per lo
spettacolo: teatri, anfiteatri, circhi. Thermae e balnea. Architettura e
tecnologia degli edifici termali. - Leptis
Magna: Crescita e sviluppo di una grande
città tra mondo punico e romano.
Esercitazioni grafiche e scrittografiche.
Viaggi di studio.
Topics
The architecture of the ancient world from
the Bronze Age to the fall of Roman empire.
1st PART (1st semester) –
GREEK ARCHITECTURE
- The role of archeological, literary and
epigraphical source in the study of ancient
architecture. Archaeological evidence and
cronology. - Elements of Minoic and
Mycenean palatial architecture. - The greek
culture in the Mainland and in the east: the
birth of the polis. Egyptian influence in the
3
3.3.10 Progetti didattici del I ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
- Laboratorio 1 di Progettazione
architettonica
- Storia dell’architettura 1
- Materiali e progettazione di elementi
costruttivi
- Istituzioni di geometria + Istituzioni di
matematica
- Disegno dell’architettura
- Geometria descrittiva
- Teoria dell’architettura
- Archeologia e storia dell’arte greca
• 1° ANNO - 1st YEAR
75
76
the late empire. - Roman provincial
architecture of the late empire. –
Palaeochristian architecture in Rome and
its provinces.
Seminars
- Roman building techniques. - Italic and
hellenistic domus. - Domus, insulae and
villae during the empire. - Palaces and
imperial villas. – The entertainment
building: theatres, anphitheatres, circuses.
- Thermae e balnea. Architecture and
technology of the roman baths. - Leptis
Magna: a city between punic heritage and
roman development.
Written and graphic exercitations.
Instructing journeis.
Articolazione delle attività didattiche
L’attività didattica si articola in lezioni,
destinate ad affrontare la materia in forma
rigorosamente diacronica; seminari,
orientati ad analizzare in forma
prevalentemente tematica aspetti specifici
relativi agli argomenti affrontati;
esercitazioni bibliografiche; esercitazioni
grafiche, finalizzate ad una più compiuta
comprensione del linguaggio formale e
dell’articolazione strutturale
dell’architettura antica; viaggi di istruzione,
destinati ad integrare con l’esperienza
diretta le cognizioni teoriche acquisite
nell’ambito del corso.
Articulation of educational activities
Lessons in diachronic form; thematic
seminarson specific aspects of the subjects
studied; bibliographical exercises; directed
to acquire the tools and the methodology
necessary to conduct bibliographical
research, graphic exercisesfor more
complex understanding of the formal
language and the structural articulation of
the ancient architecture; educational trips,
destined to integrate the theoretical
knowledges with the directed experience.
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma entro i primi dieci giorni
dall’inizio dei corsi.
Materiali e progettazione di elementi
costruttivi
Materials and elements of building design
Icar 12-6 cfu
1° anno / Corso annuale
indirizzo ‘generale’
Area didattica V:
Discipline tecnologiche per l’architettura
Paolo Capoccia
Ammissione all’esame e sua modalità di
svolgimento
Per sostenere l’esame è necessaria la
frequenza del corso che consente
l’acquisizione dei crediti previsti: tale
frequenza verrà rilevata nei modi e nelle
forme che il docente riterrà più opportuni.
In sede di esame sarà valutata la
conoscenza e la capacità di valutazione
storico-critica della materia, attraverso un
colloquio integrato da semplici disegni
eseguiti a mano libera.
Finalità e contenuti disciplinari
Il percorso formativo (intra moenia + extra
moenia = 9,0 crediti) è teso a far acquisire
allo studente le prime conoscenze
di metodi e strumenti necessari alla
comprensione del processo di costruzione
attraverso l’individuazione degli elementi
logici e fisici, distinti ed organizzati,
che ne costituiscono la finalizzazione,
la formazione, l’evoluzione storica, la
complessità. La conoscenza dei materiali
dalla produzione all’applicazione,
delle tecniche costruttive tradizionali,
contemporanee e di quelle innovative
permetterà
di affrontare i principi costruttivi
dell’architettura e dell’edilizia. I materiali
vengono presentati in un inquadramento
che li propone nella loro evoluzione
applicativa storica e territoriale d’uso.
Verranno considerati, quindi, in funzione
delle loro modalità di produzione,
lavorazione, messa in opera in funzione
delle potenzialità intrinseche espressive
e prestazionali aventi come obiettivo
la realizzazione di un manufatto
architettonico (tra espressività e
matericità).
Particolare attenzione verrà posta
nell’analisi degli aspetti legati al loro
uso e trasformazione ai fini della
realizzazione di sistemi ed elementi
costruttivi, contemplandone la sostenibilità
ambientale. Eguale attenzione si porrà
alle pratiche operative che vanno a
definire la “perfetta regola d’arte” del
costruire. Progettare per costruire, infatti,
significa accettare fin dall’inizio difficoltà
e compromessi che la materia ed i
materiali offrono a chi intenda utilizzarne
le potenzialità nei modi e con le tecniche
opportune. In sostanza sapere per saper
fare.
In tal senso e con queste finalità gli
argomenti saranno affrontati avendo come
base formativa la consapevolezza che ogni
atto costruttivo è fondato sul rapporto
triplice tra materia-lavoro-cultura così da
conciliare l’arte e le conoscenze tecnicoscientifiche, le tradizioni costruttive e le
innovazioni, controllandone la sintesi, i
mezzi simbolici della composizione e quelli
oggettivi della concretizzazione dell’opera.
Argomenti del corso
Saranno affrontati i principi di base che
legano i processi di progettazione con
quelli di esecuzione così da avere una
visione generale delle problematiche
inerenti l’arte del costruire in particolare:
- la concezione dell’organismo costruttivo
derivato dal triplice rapporto materialavoro-cultura da collocare in uno specifico
contesto storico, geografico e sociale. Le
peculiarità del carattere dell’organismo
derivate da quelle della materia (e del suo
successivo riconoscimento), del materiale
e degli elementi che sono alla base della
definizione del significato dell’opera nei
suoi aspetti tecnico-funzionali ed esteticofigurativi;
- le necessità dei fruitori riferite ad un
approccio al progetto che costituisce la
risposta ad una domanda sociale in grado
di valutare le risorse materiali e tecniche
in termini di requisiti, corrispondenti alle
diverse esigenze ed alle relative prestazioni
fornite dalle soluzioni tecnologiche mai
scisse dal più ampio significato dell’opera;
- l’attuale progressiva complessità del
processo costruttivo che, attraverso la
collaborazione dei diversi operatori del
settore sempre più specializzati, conduce
all’elaborazione di soluzioni tecnologiche
avanzate del progetto nei diversi rapporti
con il contesto economico, produttivo e
culturale.
Saranno trattati argomenti relativi ai
materiali ed alle tecniche costruttive
della tradizione occidentale (remota
e recente) in diversi percorsi storici,
sociali e culturali, in relazione al modo
di costruire (techne), alla concezione
strutturale, spaziale e semantica dell’opera
architettonica ed edilizia. In questo senso
i cenni di storia di tecnologia costruttiva,
e gli approfondimenti dei nodi tettonici
che saranno trattati, potranno essere di
ausilio per una migliore comprensione
della genesi del rapporto inscindibile tra
prestazione del materiale, tecnologia
costruttiva (che deve rispondere prima di
tutto alle leggi della statica) e concezione
architettonica dell’opera. Per questo sono
previsti un primo approccio agli elementi di
statica ed approfondimenti sulle proprietà,
sulle prestazioni e sul comportamento dei
materiali.
Le tecniche costruttive trattate sono quelle
delle strutture anelastiche delle murature,
degli archi e delle volte, e quelle elastiche
del legno, del cemento armato, e dei
metalli. Ogni tecnica costruttiva, infine,
sarà affrontata attraverso l’analisi dei
materiali, delle diverse unità tecnologiche
dell’organismo costruttivo (fondazioni,
solai, scale, coperture ecc.), e delle
modalità esecutive previste nella fase di
cantiere.
Percorso didattico
Da intendersi come sequenza di contenuti
essenziali si articola nei seguenti 6 ambiti
di analisi.
1) Principali mateziali da costruzione
2) Ciclo di vita dei materiali. In riferimento a
tecniche di produzione, lavorazioni, posa in
opera, dal materiale all’elemento finito
3) Aspetti di statica
4) Proprietà dei materiali
5) Le unità tecnologiche dell’organismo
costruttivo. Carattere degli elementi
costruttivi determinato dai materiali
impiegati (elementi tecnici strutturali,
di partizione esterna ed interna, di
attrezzature ecc.)
6) Aspetti di organizzazione del cantiere
7) Progettazione sostenibile
Modalità didattica
Il corso annuale (n. 9 crediti) si articola
secondo il programma descritto al p.to 08.
che prevede lezioni teoriche, visite fuori
sede e verifiche didattiche consistenti in
esercitazioni in aula e in extra aula. Tali
esercitazioni avranno come argomento la
descrizione della produzione di materiali
e delle loro applicazioni con restituzione
grafica di dettagli tecnologici come
esperienza pratica progettuale relativa al
trasferimento dell’informazione tecnica dei
prodotti e all’analisi degli aspetti operativi
del cantiere.
Lo svolgimento delle esercitazioni verrà
istruita mediante specifiche regole e linee
guida fornite durante il corso sia attraverso
le lezioni teoriche, sia attraverso esaurienti
dispense articolate secondo il programma.
Le lezioni si svolgeranno provvisoriamente
nell’aula G2 (via Celso Ulpiani) il giovedì
dalle ore 12,30 alle ore 18,30; vi saranno
eccezioni per consentire visite fuori sede.
Frequenza del corso e modalità d’esame
Gli studenti sono tenuti a frequentare
il corso in modo da poter svolgere le
esercitazioni previste in aula.
In sede d’esame la valutazione della
preparazione e formazione dello studente
risulterà:
- dalla valutazione ottenuta dalle
valutazioni delle esercitazioni svolte
durante il corso;
- dalla valutazione complessiva risultante
da un colloquio finale relativo alla
presentazione delle esercitazioni e alla
relativa discussione degli argomenti teorici
e pratici ad esse connessi.
3
3.3.10 Progetti didattici del I ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
origins of greek architecture. - The origin of
doric and ionic architecture: the geometric,
orientalising and protoarcaic period. Archaic architecture in Greece. - Archaic
architecture in western colonies. - Archaic
architecture in the Cyclades. - Archaic
architecture in Asia Minor. - Classical
architecture in Greece. - Classical
architecture in Western Colonies. - Lateclassical architecture in Greece. - Lateclassical architecture in Asia Minor. - The
Hellenistic Architecture in Greece and in the
West. - The Hellenistic Architecture in the
East Mediterranean.
Seminary
- Generality on the architectural orders: the
doric order. - Generality on the architectural
orders: the ionic order. - Greek building
techniques. - The sanctuaries: the cult
buildings. - The building for the agones:
theatres, odeion, stadia, hyppodromes.
- The agora: stoai and planned space. - The
buildings of politic: ekklesiasteria,
bouleuteria, pritaneia, dikasteria. Spontaneous city and planned city. The
model house.
Written and graphic exercitations.
2nd PART (2nd semester; only for general
curriculum)–
ROMAN ARCHITECTURE
Lessons
- Etruscan and italic architecture. - Roman
architecture of Republican age. - Roman
architecture of Late Republican age. Roman architecture of the first empire. Roman provincial architecture of the first
empire. - Roman architecture of the second
empire. - Roman provincial architecture of
the second empire. - Roman architecture of
77
Istituzioni di geometria + Istituzioni di
matematica
Institutions of Geometry + Institutions of
Mathematics
78
Istituzioni di matematica (6 cfu)
Giuseppe De Villanova
Istituzioni di Geometria (6 cfu)
Giannangelo Luisi
Finalità e contenuti disciplinari
La prima parte del corso fornisce strumenti
idonei a:
-rappresentare oggetti tridimensionali sul
piano, con riferimento a diversi tipi di
proiezione
-ricostruire un oggetto tridimensionale
partendo da rappresentazioni piane di sue
parti.
La seconda parte del corso si occupa delle
idee fondamentali e concetti basilari del
Calcolo, finalizzati allo studio
dell’andamento di funzioni in una variabile
reale. Tali elementi costituiscono un primo
bagaglio per la comprensione di discipline
che, pur non rientrando nella matematica,
ne fanno un uso considerevole (es. tutti i
corsi relativi alla Meccanica Strutturale, a
partire dalla Statica).
Aims and contents
The first part of the course teaches
students:
Articolazione delle attività didattiche.
Il corso prevede lezioni ed esercitazioni.
Articulation of educational activities
The course consists of lessons and
exercises.
Temi del corso
Elementi di teoria degli insiemi. Relazioni di
equivalenza.
Relazioni funzionali e funzioni. Applicazioni
surgettive, ingettive e bigettive.
I numeri reali. I numeri complessi. Matrici e
determinanti. Sistemi lineari.
I vettori liberi ordinari. Spazi vettoriali.
Applicazioni lineari. Endomorfismi,
autovalori, autovettori ed autospazi.
Geometria analitica nel piano e nello spazio.
Il piano e lo spazio proiettivo complesso.
Le coniche e le quadriche. Prospettiva tra
rette. Birapporto di quattro punti allineati.
Proiettività ed omologia. Omografia.
Funzioni reali. Funzioni elementari.
Definizione di limite e relative operazioni.
Le successioni. Funzioni continue.
Definizione di derivata ed interpretazione
geometrica. Regole di derivazione. Derivate
delle funzioni elementari. Differenziale di
una funzione. Applicazione del calcolo
differenziale. Studio del grafico delle
funzioni reali.
Topics
Elements of theory of sets. Relationships of
equivalence.
Functional relationships and functions.
Surjective, injective and bijective
applications.
Real numbers. Complex numbers. Matrixes
and determinants. Linear systems.
Ordinary free vectors. Vectorial spaces.
Linear applications. Endomorphisms,
eigenvalues, eigenvectors and
eigenspaces. Analytical geometry on a
plane and in space. Projective plans and
projective spaces.
Conics and quadrics. Perspective among
straight lines. Ratios of four lined up
points. Perspective and homology.
Homography.
Real functions. Elementary functions.
Definition of limit and relative operations.
Successions. Continuous functions.
Definition of derived and geometric
interpretation. Rules of derivation.
Derivatives of elementary functions.
Differential of a function. Applications of
differential calculus. Study of the graph of
the real functions
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma entro i primi dieci giorni
dall’inizio dei corsi.
Modalità d’esame
Esame scritto ed orale.
Disegno dell’architettura
Architectural Drawing
Icar 17-6 cfu
1° anno / corso annuale
Indirizzo ‘generale’ e ‘classico’
Area didattica XI:
Rappresentazione dell’architettura e
dell’ambiente costruito
Corso A
Valentina Castagnolo
Corso B
Alessandro Iacovuzzi
Il corso di Disegno dell’ Architettura nel
primo anno mira a fornire allo studente la
capacità di entrare in possesso delle forme
appartenenti al reale spazio tridimensionale
ed eseguire una rappresentazione grafica di
queste forme su una superficie piana con
gli strumenti di rappresentazione grafica
tradizionale e con strumenti informatici .
L’obiettivo del corso è quello di imparare la
teoria e la pratica dell’architettura
attraverso il controllo mentale dello spazio
architettonico e l’acquisizione dei metodi di
rappresentazione . Essendo il design del
luogo in cui viene rivelato il significato
dell’architettura , nella fase iniziale del
corso sarà analizzato il linguaggio classico
dell’architettura e la sua reinterpretazione.
In particolare , gli studenti svilupperanno
alcuni disegni del trattato “ I Quattro Libri
dell’Architettura “, pubblicato nel 1570 da
Andrea Palladio che sarà accompagnato da
un’esperienza di vita disegno nella città
vecchia di Bari .
Saranno inoltre affrontati i seguenti concetti
formativi : studio generale delle basi di
rappresentazione grafica (metodo della
doppia proiezione ortogonale o metodo di
Gaspard Monge , metodo del assonometria
, Prospettiva o metodo di proiezione
centrale , teoria delle ombre ) ; basi di
rilievo architettonico ( metodi geometrici di
rilevazione ; concettuale disegno e misura
schizzo , note sulla rilevazione con tecniche
strumentali , metodi di indagine indiretta ,
software 123D cattura da Autodesk ); lo
studio di un edificio in relazione alla sua
rappresentazione grafica ( fondamentale
normativa UNI , scale di rappresentazione ,
dimensioni e sistemi di misura
internazionali, gli elementi caratteristici di
architettura, scale, coperture , chiusure ,
strutture e particolari costruttivi ) ; la
rappresentazione del progetto
architettonico ( tecniche di disegno , codici ,
presentazione di architettura , design del
progetto con tecniche tradizionali e con
strumenti CAD ; composizione dello spazio
carta per la rappresentazione del progetto
in conformità con le scale appropriate e
grafica codificata ) ; Note sulla
modellazione solida ( utilizzo del software
di rappresentazione tridimensionale
Rhinoceros , AutoCad , l’uso di
modellazione solida per la foto rendering
realistici in Artlantis , V- Ray ) .
Parte del corso , tuttavia , sarà diretto alla
individuazione delle componenti essenziali
del classico all’interno di alcune esperienze
fondamentali dell’arte moderna e
contemporanea.
The Architecture Design course in the first
year aims to provide the student the ability
to get hold of the forms belonging to the
real three-dimensional space and perform a
graphical representation of these shapes on
a flat surface with the tools of traditional
graphic representation and with computer
tools.
The aim of the course is to learn the theory
and practice of architecture design through
mental control of architectural space and
acquisition of the methods of
representation. Being the Design the place
where is revealed the meaning of the
architecture, in the initial phase of the
course it will analysed the classical
language of architecture and its later
reinterpretation. In detail, students will
develop some drawings of the Treaty “I
quattro libri dell’architettura” published in
1570 by Andrea Palladio who will be
accompanied by an experience of life
drawing in the old town of Bari.
It will also be dealt the following
educational concepts: general study of the
bases of graphic representation (method of
double orthogonal projection or method of
Gaspard Monge; method of the
axonometry; Perspective or method of
central projection; theory of the shadows);
basics of architectural survey (geometric
detection methods; conceptual sketch and
measurement sketch; notes on the survey
with instrumental techniques; indirect
survey methods, software 123D Catch by
Autodesk); the study of a building in
relation to its graphical representation
(fundamental normative UNI;
representation scales, dimensions and
international measurement systems; the
characteristic elements of architecture,
stairs, roofing, fasteners, structures and
construction details); the representation of
the architectural design (drawing
techniques; codes; presentation of the
architecture; design of the project with
traditional techniques and with CAD tools;
composition of paper space for the
representation of the project in accordance
with the appropriate scales and coded
graphic); notes on solid modeling (using
software of three-dimensional
representation Rhinoceros, AutoCad, use of
solid modeling for photo realistic
renderings in Artlantis, V-Ray) .
Part of the course, however, will be directed
to the identification of the essential
components of the classical within some
foundational experiences of modern and
contemporary art.
Geometria descrittiva
Descriptive Geometry
Icar 17-6 cfu
1° anno / Corso annuale
Indirizzo ‘generale’ e ‘classico’
Area didattica XI:
Rappresentazione dell’architettura e
dell’ambiente costruito
Corso A
Vincenzo De Simone
Corso B
Hilde Romanazzi
Finalità e contenuti disciplinari
Il corso di Fondamenti e Applicazioni di
Geometria Descrittiva contribuisce alla
formazione di un allievo sviluppandone
due competenze:
- la prima è la capacità di analizzare le
forme che appartengono allo spazio a tre
dimensioni con il fine di conoscerne le
principali proprietà geometriche;
- la seconda è la capacità di eseguire una
rappresentazione grafica di tali forme
geometriche su un superficie piana.
Nella prima fase del corso, dopo aver
ricordato alcuni tra gli elementi più
significativi della Geometria euclidea, sono
esposti i principi teorici sui quali si fondano
i procedimenti che permettono di
rappresentare su una superficie piana una
forma dello spazio a tre dimensioni, cioè
sono esposti alcuni tra i più importanti
principi della Geometria proiettiva
sintetica.
Le lezioni che seguono quelle dedicate alla
3
3.3.10 Progetti didattici del I ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
Mat 05 - 12 cfu
1° anno / Corso annuale
Indirizzo ‘generale’ e ‘classico’
Area didattica X:
Scienze matematiche per l’architettura
to represent three-dimensional objects on
a plan, with reference to different types of
projection;
to reconstruct a three-dimensional object
starting from representations of its parts
on a plan.
The second part of the course teaches
students basic concepts of calculus, aimed
at the study of the trend of functions in a
real variable. Such elements constitute a
first approach to for understanding
disciplines that, while not belonging to
mathematics, make considerable use of it
(e.g. other courses related to structural
mechanics).
79
80
Aims ad contents
The Fundamentals and Applications of
Descriptive Geometry course contributes to
the formation of a student by developing
two skills:
- the first is the ability to recognize the
main geometric properties of forms
belonging to three-dimensional space;
- the second is the ability to carry out
graphical representations of such
geometric forms on a flat sheet of paper.
After having recalled some of the most
significant elements of Euclidean geometry,
in the first phase of the course the teacher
will expose the theoretical principles on
which drawing methods are established.
The topics of the following lessons are the
methods of perspective, axonometry and
orthogonal projections (Monge method).
The properties of conic curves (ellipses,
parabolas and hyperbolas) are examined in
the latest lessons of this phase.
At the end of this phase, the student
should have acquired the skills to analyze
the geometric qualities of the simplest
forms of space and will also have acquired
the ability to apply the theoretical
principles of projective geometry in the
proceedings of the main methods of
representation.
The second phase of the course is devoted
to studying geometric properties of
polyhedra, vaults and domes, quadric
surfaces, ruled surfaces and minimal
surfaces. The relationships between
perspective method and photography will
also be exposed in second phase of the
course, as well as principles and tecnique
that allow generating perspective by mean
of computer graphic applications.
At the end of this second phase, not only
will the student be able to use compure
graphics applications, but will also have
acquired the skill to conceive and design
complex geometric architectural forms.
Argomenti delle lezioni
- Geometria proiettiva grafica
Enti e forme geometriche. Le proprietà
proiettive. Elementi impropri. Operazioni
fondamentali della geometria proiettiva nel
piano e nello spazio. Proiezione centrale e
proiezione cilindrica. Tracce, fughe, punti e
rette limiti. Condizioni di appartenenza, di
parallelismo e di perpendicolarità. Cenni
sull’affinità ortogonale.
- Prospettiva o metodo della proiezione
centrale
Generalità e prospettiva a quadro verticale
come caso particolare del metodo delle
proiezioni centrali. Sistema di riferimento
del metodo della prospettiva. Circonferenza
di distanza. Rappresentazione dei punti,
delle rette e dei piani. Tracce e fughe di
rette e di piani. Proprietà di appartenenza e
di parallelismo. Punti di misura e di
distanza. Perpendicolarità tra rette e piani.
Prospettiva di rette generiche. Cenni sui
principi geometrici comuni alla
rappresentazione prospettica, alla
rappresentazione fotografica e alla
percezione visiva come fenomeno
ottico-geometrico. Le variabili di una
prospettiva realizzata con strumenti
tradizionali e i parametri per la generazione
automatica di un’immagine prospettica.
Rappresentazioni prospettiche mediante
strumenti informatici.
- Metodo dell’assonometria
Generalità e sistema di riferimento
assonometrico. L’assonometria nella
normativa UNI. Il teorema di Pohlke.
Assonometria ortogonale e assonometria
isometrica come caso particolare di quella
ortogonale. Isometria teorica e isometria
pratica. Assonometria obliqua, cavaliera e
militare. Assonometria di elementi su un
piano generico. Rappresentazioni
assonometriche mediante strumenti
informatici.
- Metodo della doppia proiezione
ortogonale o metodo di Monge
Generalità e classificazione dei metodi di
rappresentazione. Il sistema di riferimento
del metodo di Monge. Rappresentazione di
punti, di rette e di piani. Condizioni di
appartenenza, parallelismo e
perpendicolarità. Cambiamento del
secondo piano di proiezione o piano di
proiezione ausiliario. Il problema della
misura nel metodo di Monge.
- Forme geometriche nello spazio a tre
dimensioni
Piramidi e prismi, coni e cilindri,
prallelepipedi, superfici di rotazione, sfera
ed ellissoide. Generatrice e direttrice.
Contorno apparente. Rappresentazione dei
solidi in generale e rappresentazione di
quelli di rotazione mediante sezioni piane
normali. Poliedri. Intersezione di solidi con
rette o con piani e intersezioni tra solidi.
Operazioni booleane tra solidi.
- Curve piane e sghembe
Le coniche come sezioni piane del cono;
ellisse, parabola e iperbole. Concetto di
curva; grado di una curva piana; altre
proprietà delle curve; tangenza a una
curva; curvatura di una curva; cerchio
osculatore. Grado di una curva sghemba.
- Superfici
Classificazione delle superfici. Grado di una
superficie. Grado delle curve di sezione di
una superficie. Normale alla superficie e
sezioni normali. Piano tangente a una
superficie. Quadriche e loro sezioni. Il toro
e le sue sezioni piane. Punti ellittici,
parabolici e iperbolici. Generatrici e
direttrici di una superficie. Superfici rigate
e non rigate. Superfici sviluppabili e non
sviluppabili. Cenni sulle superfici di
minima. Cenni sul metodo delle proiezioni
quotate.
- Geometria degli archi e delle volte
Nomenclatura delle parti strutturali degli
archi. Volte semplici e composte; volta
sferica; volta a botte; volta a schifo; volta a
botte lunettata; cupola su pennacchi; volta
a crociera, volta a padiglione.
- Applicazioni dei Metodi di
Rappresentazione con l’ausilio degli
strumenti informatici.
Topics
- Projective Geometry
Basics of projective geometry in the plane
and in space. Properties of central and
cylindrical projection.
- Perspective
Points, lines and planes representation.
Belonging and parallelism conditions.
Measuring and distance points.
Perpendicularity between a line and a
plane. Generatig perspective by means of
computer graphic applications.
- Axonometry
ISO and UNI recommendations. Pohlke-
Schwarz theorem. Orthographical isometric
axonometry (isometric axonometry).
Oblique axonometry.
- Double orthogonal projection method
Points, lines and planes representation.
Belonging, parallelism and perpendicularity
conditions. Auxiliary projection plane.
Measurement problem of in Monge
method.
- Three-dimensional geometric shapes
Pyramids and prisms, cones and cylinders,
prallelepipeds, revolving surfaces, the
sphere and the ellipsoid. Polyhedra.
Intersection between two three-dimesional
solids. Boolean operations between solids.
- Plain and skewed curves
Conical curves as plane sections of the
cone; ellipse, parabola and hyperbola.
Degree of a plane curve; other properties
of curves; tangent to a curve; curvature of a
curve; osculating circle. Degree of a
skewed curve.
- Surfaces
Surfaces classification. Degree of a surface.
Normal to the surface and normal sections.
Tangent plane to a surface. Quadrics and
their sections. The torus and its flat
sections. Elliptic, parabolic and hyperbolic
points in a surface. Developable and not
developable ruled surfaces.
- Geometry of the arches and vaults
Glossary of structural parts of arches.
Simple and compound vaults; spherical
dome, sail dome and dome with
pendentives; groin and cloister vaults.
Articolazione delle attività didattiche
Il corso prevede:
- lezioni ex cathedra;
- esercitazione intra mœnia ed extra
mœnia, consistenti nella realizzazione di
elaborati grafici da realizzare con gli
strumenti tradizionali del disegno;
- revisioni, durante le quali il docente è a
disposizione dell’allievo per correzioni,
chiarimenti ecc.
Articulation of educational activities
The course includes:
- Ex cathedra lectures;
- Intra and extra moenia drawing exercises;
- Revisions, during which the teacher is
available to the student for corrections and
clarifications.
Iscrizione al corso
Le iscrizioni devono essere effettuate entro
il primo mese dall’inizio delle lezioni
accedendo alla piattaforma di e-learning
archinauti.poliba.it del dipartimento ICAR
del Politecnico di Bari.
Modalità d’esame
All’inizio dell’anno accademico, a ciascuno
studente è attribuito il voto iniziale di
16/30. Per essere ammesso agli esami di
profitto dell’anno accademico 2011/2012,
lo studente deve rispettare i due obblighi
che seguono:
- deve aver eseguito in aula tutte le
esercitazioni assegnate dal docente;
- deve aver eseguito extra moeania le
esercitazioni assegnate dal docente e deve
consegnarle al docente prive di errori e in
forma definitiva almeno una settimana
prima dell’esame;
- deve aver raggiunto almeno il voto di
18/30 con i punteggi riportati per le
esercitazioni intra moenia ed extra moenia
eseguite durante l’anno.
La somma del voto iniziale (16/30) con i
punteggi positivi o negativi ottenuti per
effetto delle esercitazioni intra moenia o
extra moenia eseguite durante l’anno
forma il voto di ammissione all’esame di
profitto.
L’esame di profitto si svolge in due prove:
1. Una prova grafica, che consiste
nell’esecuzione a mano libera di tre
esercizi.
2. Un esame orale individuale.
Per ciascuno dei tre esercizi svolti in sede
d’esame e per il colloquio orale, lo
studente riceve una valutazione in
trentesimi, da sommare al voto di
ammissione all’esame al fine della
formulazione del voto di profitto.
3
3.3.10 Progetti didattici del I ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
proiettiva sintetica sono invece dedicate al
metodo della prospettiva, a quello
dell’assonometria e al metodo della doppia
proiezione ortogonale (metodo di Monge).
Sono inoltre esaminate le proprietà delle
curve coniche, cioè delle ellissi, parabole e
iperboli.
Alla conclusione di questa prima fase,
l’allievo dovrà aver acquisito le capacità di
analizzare le qualità geometriche delle più
semplici forme dello spazio e dovrà anche
aver acquisito la capacità di applicare i
principi teorici della geometria proiettiva ai
procedimenti dei principali metodi di
rappresentazione.
La seconda fase del corso è dedicata allo
studio delle proprietà di alcuni poliedri,
delle principali volte e di alcune superfici
come le quadriche, le superfici rigate, il
toro e le superfici di minima. Le ultime
lezioni del corso sono dedicate allo studio
dei rapporti tra il metodo della prospettiva,
la tecnica fotografica e della prospettiva
generata con procedimenti informatici.
Per l’esposizione degli argomenti trattati
nella seconda fase del corso e per le
relative esercitazioni si fa ricorso ai
programmi di modellazione di superfici.
Al termine di questa seconda fase del
corso, l’allievo non soltanto sarà in grado
di fare ricorso ai programmi di
modellazione di superfici per le proprie
esigenze di progettista, ma avrà anche
acquisito la capacità di conferire alle idee
una forma nella quale i problemi geometrici
sono posti con la consapevolezza e risolti
con la perizia che si richiedono a ogni buon
progettista.
81
Archeologia e storia dell’arte greca
Archaeology and History of Greek art
82
Roberta Belli
Finalità e contenuti disciplinari
Obiettivo primario del corso è fornire
gli strumenti metodologici necessari
all’inquadramento dell’evoluzione della
civiltà greca attraverso i dati forniti dalla
ricerca archeologica e tramite lo studio
delle principali forme artistiche.
La conoscenza degli eventi storici salienti
nell’ambito della civiltà greca, insieme
ad un corretto inquadramento dei temi
affrontati nelle relative coordinate
geografiche, costituisce, di conseguenza, il
presupposto fondamentale per una corretta
interpretazione delle manifestazioni
artistiche del periodo in esame.
L’apprendimento teorico è relativo
alle fasi e modalità di sviluppo delle
poleis in Grecia, Asia Minore, Italia
meridionale e Sicilia, alla conoscenza della
documentazione archeologica, infine alla
comprensione delle modalità con cui si
attua il fenomeno culturale greco.
La componente applicativa riguarda sia
l’esercizio alla lettura e interpretazione
della documentazione archeologica,
per una più compiuta comprensione del
linguaggio formale e dell’articolazione
Aims and contents
Primary target of the course is to supply
the necessary and methodological
instruments to comprehend the
organization and evolution of the Greek
civilization through the data supplied by
the archaeological research and through
the study of the main artistic forms.
The knowledge of the main historical
events of the Greek civilization along
with a correct topics organization with
their relative geographical coordinates
constitute the fundamental prerequisite
for a correct interpretation of the artistic
accomplishments of the examined period.
The theoretical learning concerns the
principal phases of the development
of the poleis in Greece, Asia Minor,
Italy and Sicily, the knowledge of the
archaeological documentation, as well as
the comprehension of the Greek cultural
phenomenon.
The applied component concerns
the reading and interpretation of the
archaeological documentation, for a
more complex understanding of the
formal language and of the articulation
of the Greek art, and exercises in library
to acquire the tools and fundamental
methodologies of bibliographical research.
Argomenti delle lezioni
Problematiche generali dell’archeologia
greca e della colonizzazione. Cronologia
di riferimento. La nascita dell’arte greca;
il periodo geometrico. Madre patria e
colonie: la colonizzazione in Occidente.
Il periodo arcaico: insediamenti urbani e
santuari; il caso di Atene. Le arti figurative:
la scultura in marmo e bronzo, la scultura
architettonica; la produzione vascolare.
La polis classica: struttura e caratteri.
Democrazia e arti figurative ad Atene
nel periodo classico. Caratteri generali
dell’Ellenismo in Grecia, Magna Grecia e
Grecia orientale; il fenomeno e la diffusione
del monumento funerario. Atene nel
periodo ellenistico. Arte e urbanistica nei
regni di età ellenistica.
In sede d’esame lo studente dovrà
dimostrare buona conoscenza e capacità
di valutazione storico-critica di tutta la
materia attraverso un colloquio e mediante
l’interpretazione di immagini di manufatti e
contesti proposte dagli esaminatori.
Topics
Discussion on general problems about
Greek archaeology and the colonization
phenomenon. Chronological frame. The
beginning of the Greek Art; the Geometric
period. Greek poleis and their colonies: the
Western colonization. The Archaic period:
Urban settlements and sanctuaries; the
case of Athens. Figurative arts: marble and
bronze sculpture; architectonic sculpture;
pottery. Structures and characters of the
polis in classical period. Democracy and
figurative arts in Athens in the Classical
period. General characters of Hellenismus
in Greece, Magna Grecia and Sicily and in
the oriental Greek World. Art and urban
planning in the Hellenistic reigns.
Articolazione delle attività didattiche
L’attività didattica si articolerà in lezioni,
destinate ad affrontare la materia in forma
rigorosamente diacronica, esercitazioni
bibliografiche, volte ad acquisire gli
strumenti e la metodologia necessari
a condurre ricerche bibliografiche, e
di lettura di un contesto archeologico
finalizzate ad una più compiuta
comprensione del linguaggio formale e
dell’articolazione dell’arte romana, viaggi
di istruzione, destinati ad integrare con
l’esperienza diretta le cognizioni teoriche
acquisite nell’ambito del corso.
Articulation of the educational activities
Lessons in diachronic form, interpreting
exercises of an archaeological context for a
more complex understanding of the formal
language and articulation of the Greek
art, bibliographical exercises to acquire
the tools and necessary methodology
to conduct bibliographical searches,
educational journeys, in order to integrate
the theoretical knowledge acquired in the
course with the firsthand experience.
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma entro i primi dieci giorni
del corso.
Modalità d’esame
È obbligatoria la frequenza ai fini del
superamento dell’esame. In sede d’esame
saranno tenute presenti la conoscenza e la
capacità di valutazione storico-critica della
materia attraverso un colloquio.
Teoria dell’architettura
Theory of Architecture
ICAR/14 -6 cfu
1° anno / Corso semestrale
Indirizzo ‘generale’
Area didattica I:
Progettazione architettonica e urbana
Claudio D’Amato
Finalità e contenuti disciplinari
Finalità primaria del corso è condurre
l’allievo–architetto alla riflessione sul
nesso che intercorre fra natura, qualità e
modo del ragionamento di architettura,
e il suo concretarsi prima in progetto
d’architettura, e poi in opera realizzata.
L’individuazione di un rapporto di necessità
fra pensiero–progetto–realizzazione,
che costituisce di per sé un approccio
tendenzioso alle questioni d’architettura
sarà esplorato nella concreta fragranza
del suo divenire storico, ripercorrendo
criticamente alcune tappe fondamentali del
pensiero architettonico occidentale.
Alla luce del nesso pensiero–progetto–
realizzazione, il corso si propone di
chiarificare le operazioni e i diversi gradi
dell’apprendistato dell’allievo nel primo
ciclo della sua formazione, e rendere conto
della specificità dell’operazione di sintesi
artistico–tecnico–scientifica dell’architetto
nella sua azione di trasformazione della
realtà fisica, a confronto con quelle di altre
figure professionali ad esclusivo carattere
tecnico che operano in questo settore.
The primary purpose of the course is
to lead the student to reflect on the
relationship that exists between the
nature, quality and way of thinking of
architecture, and its first materialize in
the architectural project, and then in built
work. The exploration of the necessary
relation between thought–design–building
will be explored in the actual fragrance
of its historical development, retracing
some critical milestones of the Western
architectural thought. In the light of the
nexus thought–design–building, the course
aims to clarify the operations and different
degrees of apprenticeship of the student in
the first cycle of its formation, and explain
the artistic–technical–scientific synthesis of
the architect in its efforts to transform the
physical reality, in comparison with those
of other professionals who work exclusively
in a technical area.
Lezioni
1. Temi e problemi della progettazione
architettonica fra teoria e pratica
2. Utilitas, firmitas e venustas nel mondo
greco, romano e bizantino
3. Il mondo medievale in Occidente
4. La prospettiva come forma simbolica
5. L’organismo urbano rinascimentale e
barocco
6. L’arte della stereotomia: Delorme,
Desargue, Guarini
7. Infinitamente grande, infinitamente
piccolo
8. La concezione analitica dello spazio e la
nascita della città moderna
9. Teorie dello spazio urbano per la città
contemporanea
Lectures
1. Issues and problems of architectural
theory and practice
2. Utilitas, firmitas and venustas in the
Greek, Roman and Byzantine world
3. The medieval world in the West
4. Perspective as symbolic form
5. The urban organism in the Renaissance
and Baroque
6. The art of stereotomy: Delorme,
Desargue, Guarini
7. Infinitely large, infinitely small
8. The analytical conception of space and
the birth of the modern city
9. Theories of urban space for the
contemporary city
• 2° ANNO - 2nd YEAR
Laboratorio 2 di Progettazione
Architettonica
Architectural Design Studio 2nd year
L2PA-12 cfu
2° anno / corso annuale
indirizzi ‘generale’ e ‘classico’
Area didattica I:
Progettazione architettonica e urbana
Corso A
Francesco Defilippis
Composizione architettonica 2 (Icar 14-8 cfu)
Vito Antonio Riondino
Caratteri dell’architettura (Icar 14-4 cfu)
Corso B
Michele Montemurro
Composizione architettonica 2 (Icar 14-9 cfu)
Vito Antonio Riondino
Caratteri dell’architettura (Icar 14-3 cfu)
Nel secondo anno lo studente di
architettura è chiamato ad acquisire la
fondamentale nozione di insieme
architettonico (inteso sia nel senso di
incremento scalare rispetto all’unità
edilizia, sia nel senso di incremento di
complessità per le relazioni che si
stabiliscono tra unità edilizie) e di quella,
conseguente e necessaria, di legame tipico
e processuale (tessuto) tra organismi edilizi
diversi.
Lo studente dovrà quindi apprendere i
principi fondamentali della logica
aggregativa tra unità edilizie (il formarsi,
trasformarsi, specializzarsi degli aggregati
3
3.3.10 Progetti didattici del I ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
L-ANT/07-6 cfu
1° anno / Corso semestrale integrato (II
semestre)
Indirizzo ‘classico’
Area didattica XII:
Discipline integrative di cultura umanistica
dell’arte greca, sia lo studio e l’attività
di ricerca in biblioteca, volti ad acquisire
strumenti e metodologie fondamentali per
la ricerca bibliografica.
83
secondo processi tipici) con il controllo,
alle diverse scale, del rapporto fra gli edifici
in uno specifico contesto di appartenenza.
84
Le attività didattiche del corso sono così
articolate:
Ottobre – Febbraio
• Introduzione al corso
• Organicità e frammentazione nella città
antica, moderna e contemporanea
• Studio della nozione di organismo edilizio
nei suoi aspetti spaziali, tettonici e
linguistici;
• Definizione ed evoluzione processuale di
tipi architettonici residenziali: la casa a
schiera;
• Esercitazione 1 (elaborazione elettronica):
Prototipo abitativo a schiera;
• Definizione ed evoluzione processuale di
tipi architettonici residenziali: la casa in
linea;
• Esercitazione 2 (elaborazione
elettronica): Prototipo abitativo in linea;
• Studio dell’organismo urbano e delle
leggi di aggregazione dei tessuti;
• Studio dello spazio urbano nel rapporto
di continuità tra le diverse scale edilizie e
tra diversi tipi;
• Esercitazione 3: analisi urbana della città
luogo dell’area scelta per l’esercizio
Le lezioni saranno costituite da tre cicli
coordinati:
- lo studio della nozione di organismo
edilizio nei suoi aspetti spaziali, tettonici e
linguistici;
- lo studio dell’organismo aggregativo;
- lo studio dello spazio urbano nel rapporto
di continuità tra le diverse scale edilizie e
tra diversi tipi (passaggio dall’unità
abitativa al tessuto e all’edilizia
specialistica);
Tema d’anno
Analisi urbana delle città, luogo delle aree
di progetto (corso A: Castellaneta, Mottola,
Palagianello; corso B; Putignano; corso C:
Manfredonia, Mattinata, Vieste; progetto di
un tessuto urbano residenziale in un’area
non risolta delle città, studiate attraverso
l’aggregazione di tipi abitativi a schiera,
linea, corte ed il ridisegno dello spazio di
relazione.
Iscrizioni al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma e-learning della Facoltà di
Architettura entro i primi dieci giorni
dall’inizio dei corsi.
Per iscriversi lo studente deve avere
sostenuto tutte le propedeuticità previste.
È ammessa l’iscrizione con riserva per
quegli studenti che sosterranno tutte le
propedeuticità previste entro la sessione
invernale.
La mancata verifica di questa condizione
implica a febbraio l’automatica decadenza
dell’iscrizione.
Storia dell’architettura medioevale +
Storia dell’architettura moderna
History of Medieval and Modern Architecture
Modalità d’esame
Per essere ammessi a sostenere l’esame, è
obbligatorio avere frequentato con profitto
tutte le attività didattiche previste dal
corso.
L’esame consisterà in un colloquio:
- sugli argomenti trattati a lezione;
- sugli elaborati progettuali propedeutici e
finali.
Storia dell’architettura medioevale
(primo semestre - 4,5 crediti)
Storia dell’architettura moderna
(secondo semestre - 4,5 crediti)
Icar 18-9 cfu
2° anno / corso annuale integrato
indirizzo ‘generale’ e ‘classico’
Area didattica II:
Discipline storiche per l’architettura
Gian Paolo Consoli
Finalità e contenuti disciplinari
Obiettivo primario del corso è di fornire
gli strumenti metodologici necessari
all’acquisizione di una conoscenza base
della storia dell’architettura, medievale
e moderna occidentale, con particolare
attenzione a quella italiana,nell’arco
temporale dal 300 al 1800, dal
paleocristiano fino alle soglie della
modernità.
Aims and Contents
Primary objective of the course is
to provide the methodological tools
necessary to acquire a basic knowledge
of the history of medieval and modern
Western Europe, with particular attention
to the Italian one, in the period from 300
to 1800, from the early Christian to the
begininning of Modernity.
Articolazione delle attività didattiche
Il corso si articolerà in lezioni, destinate ad
affrontare la materia in forma rigorosamente
diacronica, e seminari, orientati ad
analizzare in forma prevalentemente
tematica aspetti specifici relativi agli
argomenti affrontati; saranno effettuate
inoltre alcune esercitazioni bibliografiche e
grafiche volte ad acquisire gli strumenti e la
metodologia necessari a condurre ricerche
bibliografiche. Inoltre si ritiene
fondamentale imparare ad usare il disegno
come strumento di conoscenza, per questo
gli studenti sono invitati a disegnare su un
quaderno le architetture presentate a
lezione, in modo da comprenderne a fondo
la struttura.
Articulation of educational activities
The course will be articulated in lectures,
intended to display the matter in a
diacronical manner, and seminaries,
oriented to analyze in a thematic manner
specific aspects; the course includes also
exercises in library, necessary to acquire
instruments and methodology to carry out
bibliographical and graphics searches. It is
also considered important to learn to use
the drawing as a means of knowledge, so
students are encouraged to draw on a
notebook architectures presented in class,
in order to understand in depth the
structure.
Argomenti delle lezioni
Caratteri generali
1. Storia dell’architettura: significati e
metodi
2. Elementi del costruire: materiali strutture
verticali e orizzontali. pilastri, muri,
coperture
3. L’ordine architettonico: origine e
struttura
Periodi, stili, opere e protagonisti
1. Dal Paleocristiano al Carolingio
– S.Sofia – Cappella Palatina
2. Il Romanico in Europa. Abbazia di
Cluny
3. Il Romanico in Italia. Duomo di Modena
4. Il Gotico in Europa – Cattedrale di
Chartres
5. Il Gotico in Italia e gli ordini mendicanti:
Duomo di Orvieto e S.Croce
6. Architettura del 400 in Italia –
Brunelleschi e Alberti
7. Architettura del 500 in Italia –
Bramante e Palladio
8. Architettura del 600 in Italia – Bernini e
Borromini
9. Architettura del 700 in Italia – Juvarra e
Piranesi
10. Architettura del neoclassicismo in
Europa
11. Architettura dell’800 in Europa
Course topics
1. History of Architecture: meanings and
methods
2. Elements of building: materials vertical
and horizontal structures. columns, walls,
roofs
3. The architectural order: Origin and
Structure
Periods, styles, characters and works
4. From the Early Christian to the Carolingian
– S.Sofia
5. Medieval architecture in Europe:I:Il
Romanico – Duomo di Modena
6. Medieval architecture in Europe:II- The
Gothic – Chartres Cathedral
7. Architecture of the 15th century in Italy –
Brunelleschi and Alberti
8. Architecture of the 16th century in Italy –
Bramante and Palladio
9. Architecture of the 17th century in Italy –
Bernini and Borromini
10. Architecture of the 18th century in Italy –
Juvarra and Piranesi
11. Architecture of neoclassicism in Europe
12 Architecture of the 19th century in Europe
Modalità d’esame
La partecipazione alle attività didattiche è
indispensabile per poter usufruire della
possibilità di sostenere l’esame finale.
In sede di esame sarà valutata la
conoscenza e la capacità di valutazione
storico-critica della materia, attraverso un
colloquio con gli esaminatori e la
correzione del quaderno di appunti che,
revisionato durante l’anno, sarà parte
integrante dello svolgimento dell’esame.
Examination methods
Participation in educational activities is
essential to take advantage of the opportunity
to take the final exam.
In the examination will assess the knowledge
and ability to assess historical-critical
exegesis of the matter, through an interview
with the examiners and the correction of the
notebook that revised during the year, will be
an integral part of the examination.
Statica
Statics of structures
Icar 08-9 cfu
2° anno / corso annuale
Indirizzi ‘generale’ e ‘classico’
Area didattica IV:
Analisi e progettazione strutturale
dell’architettura
Corso A
Pilade Foti
Corso B
Umberto Ricciuti
Finalità e contenuti disciplinari
Il corso si propone principalmente di
realizzare una solida base propedeutica per
l’apprendimento delle discipline dell’area
strutturale. Prettamente propedeutici sono
i primi due argomenti, ossia la teoria dei
vettori applicati e la geometria delle masse.
I successivi hanno invece anche un diretto
interesse applicativo, in quanto, pur
trattando principi generali della statica,
sono già orientati alla posizione e alla
risoluzione di basilari problemi strutturali.
Tutti i temi del corso hanno carattere
direttamente applicativo. Tali sono ad
esempio l’analisi cinematica e statica della
trave piana o dei sistemi piani di travi, rigidi
od articolati, nonché la definizione e la
determinazione delle caratteristiche della
sollecitazione, tema quest’ultimo cui è
dedicato notevole spazio. Particolare
interesse applicativo presenta poi l’ultimo
tema ossia lo studio delle travature
reticolari piane, classici e sempre attuali
3
3.3.10 Progetti didattici del I ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
Articolazione delle attività didattiche
L’insegnamento prevede lezioni teoriche ed
esercitazioni applicative: il primo semestre
è dedicato prevalentemente alle lezioni,
alle esercitazioni propedeutiche al
progetto; il secondo semestre è
prevalentemente dedicato all’esercizio
progettuale.
progettuale;
Febbraio - Giugno
Elaborazione del progetto;
-lo spazio urbano come esito di un
processo di formazione, aggregazione e
sintesi formale di unità edilizie attraverso
gerarchizzazione e nodalità di percorsi;
-le scelte progettuali come individuazione
del rapporto tipico tra sistemi distributivi,
spaziali, costruttivi;
-articolazione dei nodi tettonici;
-introduzione al problema del linguaggio in
architettura.
85
86
Lezioni ed esercitazioni del 1° semestre
1
-Illustrazione e introduzione al corso.
Definizione di “vettore”. Somma di vettori e
prodotto di un vettore per un numero reale.
-Prodotto “interno”, prodotto “esterno” e
prodotto “misto” fra vettori. Proprietà delle
operazioni fra i vettori.
2
-Esercitazioni sulle operazioni con i vettori.
Doppio prodotto vettoriale.
Lezione
-Rappresentazione cartesiana dei vettori.
Operazioni con i vettori nella
rappresentazione cartesiana.
3
-Equazione parametrica della retta per un
punto e parallela ad un vettore. Equazione di
un piano per un punto e perpendicolare ad un
vettore. Spazi vettoriali.
-Applicazioni lineari. Proprietà delle
applicazioni lineari.
4
-Esercitazione sulle “applicazioni lineari”.
-Rotazioni. Rappresentazione di Eulero.
5
Esercizi vari sulle “Rotazioni”. Rotazioni
“infinitesime”. Determinante di una
“applicazione” lineare. Applicazione “inversa”
e applicazione “ortogonale”.
“Vettori applicati”. Risultante e momento
risultante di un sistema di vettori applicati.
Trasporto dei momenti. Sistemi di v.a.
“equilibrati”, “equivalenti” ed “equilibranti”.
Coppie di forze.
6
-Riduzione statica ad un punto. Invariante
scalare. Asse centrale. Risultante
“equivalente”. Sistemi a invariante scalare
nullo.
-Poligono funicolare. Esercitazioni sul
poligono funicolare. Normal poligono.
7
Scomposizione di una forza secondo due rette
concorrenti in un punto o parallele.
Scomposizione di una forza lungo tre rette
non incidenti in un punto. Composizione di
una forza e una coppia.
-Scomposizione di una coppia lungo tre rette
non incidenti in un punto. Determinazione
grafica dei momenti di forze piane.
Equilibranti di forze parallele secondo due
rette parallele.
8
-Cinematica. Sistemi materiali discreti. Sistemi
materiali continui. Deformazioni e
spostamenti rigidi. Corpo rigido.
Rototraslazione.
-Spostamenti rigidi piani. Spostamenti rigidi
infinitesimi. Spostamenti rigidi infinitesimi
piani. Esercitazione sugli spostamenti rigidi e
rigidi infinitesimi.
9
-Definizione di vincolo. Vincoli piani semplici,
doppi e tripli. Prestazioni cinematiche dei
vincoli piani.
10
-Analisi cinematica di un corpo rigido piano
vincolato. Matrice cinematica [C].
Esercitazione sull’analisi cinematica per via
analitica di un corpo rigido piano vincolato.
-Centri di rotazione assoluti di corpi rigidi
piani vincolati. Esempi di analisi cinematica
per via analitica e per via geometrica di corpi
rigidi piani vincolati. Labilità per insufficienza
o per inefficacia dei vincoli.
11
-Statica del corpo rigido. Forze di contatto e di
volume. Forze concentrate e distribuite.
Lavoro di una forza e di una coppia.
Prestazioni statiche dei vincoli piani lisci.
-Configurazione di equilibrio del corpo rigido.
Equazioni cardinali della Statica.
Determinazione delle reazioni dei vincoli
applicati a corpi rigidi in configurazione di
equilibrio.
12
-Analisi statica di un corpo rigido vincolato.
Matrice statica [S]. Esempi di analisi statica di
un corpo rigido vincolato.
-Teorema dei Lavori Virtuali. Esercizi vari,
risolti: con il teorema dei lavori virtuali, con le
equazioni cardinali della statica e
graficamente.
13
-Analisi statica di vari corpi rigidi labili in
equilibrio (labili sia per insufficienza che per
inefficacia dei vincoli).
-Definizione di “trave”. Travi rigide. Prestazioni
cinematiche e statiche dei vincoli. Definizione
delle caratteristiche di sollecitazione.
14
-Esempi di travi isostatiche semplici.
Risoluzione di travi isostatiche sia
analiticamente che graficamente. Diagrammi
delle caratteristiche della sollecitazione.
-Risoluzione analitica di alcune travi semplici
isostatiche e diagrammi delle caratteristiche
della sollecitazione.
15
-Esercitazione in aula relativa alla
determinazione delle reazione dei vincoli
applicati a corpi rigidi isostatici applicando il
teorema dei lavori virtuali.
-Determinazione per via analitica delle
caratteristiche di sollecitazione e disegno dei
diagrammi relativi per un portale isostatico.
Lezioni ed esercitazioni del 2° semestre
16
-Definizione delle caratteristiche di
sollecitazione dal punto di vista
dell’equilibrio.
-Risoluzione di portali isostatici sia
analiticamente che graficamente e disegno
dei diagrammi delle caratteristiche di
sollecitazione.
17
-Risoluzione di portali isostatici sia
analiticamente che graficamente.
Determinazione delle caratteristiche di
sollecitazione e disegno dei relativi
diagrammi.
- Risoluzione di portali isostatici sia per via
analitica che per via grafica. Determinazione
analitica delle caratteristiche di sollecitazione
e disegno dei relativi diagrammi.
18
-Definizione dei vincoli interni. Prestazioni
cinematiche e statiche dei vincoli interni.
-Analisi cinematica di sistemi di travi. Primo e
secondo teorema delle catene cinematiche.
19
-Esercitazione sull’analisi cinematica di
sistemi articolati di travi.
-Analisi statica di sistemi articolati di travi.
20
-Esercizi vari sull’analisi cinematica e statica di
sistemi articolati di travi. Determinazione
delle caratteristiche di sollecitazione.
-Risoluzione sia per via analitica che per via
grafica di sistemi articolati di travi. Diagrammi
delle caratteristiche di sollecitazione.
21
-Risoluzione di sistemi articolati di travi.
Determinazione delle caratteristiche di
sollecitazione. Equilibrio del nodo incastro.
-Risoluzione sia per via analitica che per via
grafica di sistemi articolati di travi. Diagrammi
delle caratteristiche di sollecitazione.
22
-Risoluzione di sistemi articolati di travi e
determinazione delle caratteristiche di
sollecitazione e relativi diagrammi. Nodo
incastro triplo.
-Risoluzione sia per via analitica che per via
grafica di sistemi articolati di travi.
Determinazione analitica e diagrammi delle
caratteristiche di sollecitazione.
23
-Equazioni indefinite di equilibrio per le travi.
-Esercizi vari sulle equazioni indefinite di
equilibrio per le travi.
24
-Telai a maglia chiusa. Risoluzione di alcuni
portali semplici isostatici a maglia chiusa.
Diagrammi delle caratteristiche di
sollecitazione.
-Esercizi vari relativi a portali semplici
isostatici a maglia chiusa con determinazione
e diagrammi delle caratteristiche di
sollecitazione.
25
-Travi Gerber. Risoluzione analitica e grafica di
alcune travi Gerber.
-Travature reticolari piane. Principali tipi di
travature reticolari. Analisi cinematica delle
travature reticolari.
26
-Metodo dell’equilibrio dei nodi per la
risoluzione delle travature reticolari piane.
Applicazione del metodo dell’equilibrio dei
nodi ad alcune travature reticolari piane.
-Metodo della sezione di Ritter per la
risoluzione delle travature reticolari piane.
Applicazione del metodo della sezione di
Ritter per la risoluzione di alcune travature
reticolari piane.
27
-Sistemi materiali discreti. Baricentro di un
sistema materiale discreto. Proprietà del
baricentro. Momento statico. Teorema di
Varignon. Cambiamento di coordinate.
-Sistemi materiali continui. Determinazione
analitica e grafica di baricentri di figure piane.
28
-Momento di inerzia e momento centrifugo di
sistemi materiali discreti e di sistemi materiali
continui. Teorema di Huyghens e teorema di
Steiner.
-Assi principali di inerzia e momenti principali
di inerzia. Determinazione dei momenti
principali di inerzia di alcune figure piane.
29
-Centro relativo ad un’asse. Assi coniugati.
Teorema di reciprocità. Polarità di inerzia.
Ellisse centrale di inerzia.
-Determinazione per via analitica dell’ellisse
centrale di inerzia di alcune “sezioni”
geometriche significative utilizzate per la
realizzazione degli elementi strutturali (travi e
pilastri).
30
-Nocciolo centrale di inerzia. Proprietà del
nocciolo centrale di inerzia. Determinazione
del nocciolo centrale di inerzia di alcune
sezioni significative.
-Esercitazione in aula sulla geometria delle
masse consistente nella determinazione per
via analitica del baricentro, degli assi
principali di inerzia, dei momenti principali di
inerzia, dell’ellisse centrale di inerzia e del
nocciolo centrale di inerzia di una figura piana
composta.
Lessons and teaching seminars of the 1st
semester
1
-Presentation of the course. Definition of
“vector”. Vectorial sum and multiplication
by a real number.
“Dot” product, “outer” or cross product
among vectors. Properties of vectorial
operations.
2
-Exercises on vector operations. Double
vectorial product.
-Vector components in Cartesian
coordinates. Vectorial operations in
Cartesian coordinates.
3
-Parametric equation of a line parallel to a
vector, passing for an assigned point.
Equation of a plane perpendicular to a
vector and passing for an assigned point.
Vector spaces.
-Linear applications. Properties of linear
applications.
4
-Exercise on linear applications.
-Rotations. Euler representation.
5
Exercises on “rotations”. Infinitesimal
rotations. Determinants. Inverse and
orthogonal applications.
“Applied vectors “. Resultants of a system
of applied vectors. Transportation
moments. Equivalent systems of applied
vectors, balanced systems of applied
vectors, balancing systems of applied
vectors. Couples of forces.
6
- Reduction of a Force and Couple System
to a point. Scalar invariant. Central axis.
Equivalent resultant. Systems having null
scalar invariant.
- Funicular polygon and related exercises.
Normal polygon.
7
Decomposition of a force along two parallel
or non parallel lines. Decomposition of a
force along three lines not belonging to the
same pencil. Composition of a force and a
couple.
Decomposition of a couple along two
parallel or non parallel lines. Graphic
determination of the moments of a system
of plane forces. Systems equilibrating
parallel forces along parallel lines.
8
3
3.3.10 Progetti didattici del I ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
tipi strutturali.
Aims and contents
The aim of the course is to provide a
preparatory basis for the learning of
structural subjects.
The first two sections are devoted to
vectorial theory applied to statics and
geometry of solids. Thereafter, attention is
focused on applications and the general
principles of statics are oriented to the
solution of basic structural problems.
The whole course has a practical
connotation: kinematical and static
analysis of plane beams, plane systems of
rigid or articulated beams; definition and
determination of internal actions are some
of the practical questions that will be
developed. Particular attention is reserved
to the study of plane trusses, a classical
but still relevant structural type, which
represents a very interesting applicationoriented issue.
87
88
bodies under equilibrium conditions.
-Beams. Rigid beams. Kinematical and
static characterization of constraints.
Internal forces.
14
-Simple examples of statically determinate
beams. Static and graphic solution.
Diagrams of internal forces.
-Analytical solution of simple statically
determinate beams and diagrams of
internal forces.
15
Classwork: determination of reactions for
statically determinate systems using the
virtual work principle.
Analytical determination of internal forces
for a statically determinate frame and
related diagrams.
Lessons and teaching seminars of the 2nd
semester
16, 17
-Definition of the equilibrium of internal
actions.
- Analytical and graphical solution of
statically determinate frames and related
diagrams.
18, 19, 20, 21, 22
-Internal constraints: kinematical and static
aspects.
-Kinematical and static analysis of beams.
First and second theorem of kinematical
chains.
-Exercises on Kinematical and Static
analysis of beams. Determination of
internal forces.
-Analytical and graphic solution of complex
systems of beams. Diagrams of internal
forces. Nodal equilibrium at fixed ends.
23
-Indefinite equilibrium equations for
beams.
-Exercises on indefinite equilibrium
equations for beams.
24
-Closed frames. Simple examples of
statically determinate closed frames and
related diagrams of internal forces.
-Exercises on simple statically determinate
closed frames and related diagrams of
internal forces.
25
-Gerber beams. Some examples of
analytical and graphic solution.
-Plane Trusses. Main types of grid
structures. Kinematical analysis of grid
structures.
26
-The method of nodal equilibrium for the
solution of plane trusses. Applications.
- Ritter’s method of sections for the
solution of plane trusses. Applications..
27
-Discrete material systems. Centre of
gravity for discrete systems. Properties of
the centre of gravity. First order moment.
Varignon’s Theorem. Transformation of
coordinates.
-Continuum material systems. Determining
the centre of gravity for plane bodies.
28
-Moments of inertia and centrifugal
moment of discrete and continuum
material systems. Huyghens’ Theorem and
Steiner’s Theorem.
- Principal inertia axis and principal
moments of inertia. Determination of the
principal moments of inertia for some plane
figures.
29
-Relative centre about an axis. Conjugated
axes. Reciprocity theorem. Inertia Polarity.
Central ellipse of inertia.
-Analytical determination of the central
ellipse of inertia for structural sections.
-Central core of inertia and properties.
Examples.
-Classwork on the geometry of masses:
analytical determination of the centre of
gravity; principal axis of inertia; principal
axes of inertia; principal moments of
inertia; central ellipse of inertia and central
core for plane figures.
Laboratorio 1 di Costruzione
dell’architettura
Building Design Studio 1
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma entro i primi dieci giorni
dall’inizio dei corsi.
Tema d’anno
Progetto di una casa a torre in muratura
Modalità d’esame
L’esame consta di una prova scritta
riguardante temi applicativi e di una prova
orale vertente principalmente sui principi
teorici.
L1CA-12 cfu
2° anno / corso annuale
indirizzo ‘generale’
Area didattica V:
Discipline tecnologiche per l’architettura
Vitangelo Ardito
Progettazione di sistemi costruttivi (Icar 12-9 cfu)
Vincenzo Bagnato
Progettazione esecutiva dell’architettura
(Icar 12-3 cfu)
Struttura del Laboratorio
1^parte: ottobre – dicembre
Nel corso della prima parte del laboratorio
bisognerà ridisegnare un progetto indicato
dal docente, tra i 16/18 progetti significativi
selezionati dai due Laboratori degli anni
precedenti. Il lavoro verrà svolto in gruppi
formati da 3 studenti. Il metodo suggerito è
la conoscenza del tema di progetto
attraverso il ridisegno di questi esempi
precedenti. Nel ridisegno bisogna curare
l’aspetto grafico e tecnico proprio del
disegno e uniformarlo per i diversi progetti.
1. Approfondire il tema del luogo, cioè del
rapporto col suolo. Fare un plastico dei
progetti ridisegnati (scala 100 con il
cartoncino sottile) per indicare la
condizione scelta nel rapporto con il suolo
(lo scavo e la cava).
2. Ridisegnare vuol dire riprogettare.
Nell’operazione del ridisegno controllare
l’aspetto della decorazione del progetto, le
proporzioni, la geometria, una
semplificazione razionale e non “etica”
dell’architettura.
Lezioni del Laboratorio
1^parte: ottobre – dicembre.
Lezione introduttiva su un edificio pensato
nel rapporto forma/costruzione.Cappella A.
Le lezioni saranno incentrate sul lavoro in
corso: spiegare i temi del progetto
attraverso la descrizione dei progetti, non
in termini teorici. Soprattutto i temi devono
essere “manualistici”: gli spazi minimi
(cucina, bagno, studiolo, camere ecc.), la
costruzione (costruzione del muro, degli
orizzontamenti cioè solai e copertura, nodi
tettonici importanti), il dettaglio (pannelli
interni e esterni in legno, infissi interni ed
esterni, pavimenti, camino).
Alcune lezioni serviranno a capire la
necessità/utilità della lettura di alcuni libri
(Tessenow, Loos, Rossi, ecc.) come lezioni
teoriche ma dette attraverso il commento
del pensiero altrui.
Struttura del Laboratorio
2^parte (premessa): gennaio
Nel corso della seconda parte del
laboratorio bisognerà iniziare il lavoro sul
nuovo progetto. Non è ancora deciso se il
luogo sarà lo stesso (la cava) o sarà diverso
(la cava sul mare). Nelle 3 settimane di
lavoro bisogna elaborare il progetto (scala:
100 o 50): uno schema significativo di
progetto.
2^parte: marzo – maggio.
Il progetto sarà sviluppato fino ad una
scala di dettaglio significativo (scala 25 o
20, forse 10). Il dettaglio deve essere
schematico e soprattutto deve individuare i
problemi. Il progetto in generale deve
essere dettagliato raggiungendo la scala
del 25. Bisogna produrre un plastico (scala
100) all’inizio di marzo con il progetto
elaborato a gennaio; poi un plastico
“costruttivo” in legno (scala 25) col
progetto sviluppato a maggio.
Lezioni del Laboratorio
2^parte: marzo – maggio
Saranno svolte lezioni che sono di
supporto al progetto, riferite ad esperienze
significative: le case del Deutscher
Werkbund, in particolare alcuni esempi di
H.Tessenow e P. Schmitthenner;
l’esperienza Viennese attraverso l’opera di
A. Loos; le case di un architetto greco, A.
Konstantinidis; alcune architetture di A.
Siza; esperienze significative italiane.
Ma anche lezioni che riguardano anche
edifici significati per la conoscenza del
rapporto forma/costruzione: la costruzione
del Municipio di Hechingen e del cimitero
di Bourdon S. di P. Schmitthenner; la
piscina municipale e la Neue Wache a
Berlino di Tessenow; le chiese di Klippan e
Stoccolma di Lewerentz; l’opera di Le
Corbusier a Ronchamp e a La Tourrette;
ecc.
Modalità di frequenza
La frequenza è obbligatoria.
La modalità di lavoro è il disegno in aula:
disegno informatico nella 1^parte, disegno
a matita nella 2^parte. Nel periodo
conclusivo della 2^parte il progetto sarà
ridisegnato al computer e studiato in
dettaglio con programmi di modellazione
per la realizzazione di 3D.
Saranno richiesti plastici alle due scale di
progetto (100 e 25) realizzati in cartoncino
e in legno: il primo deve studiare il
rapporto col suolo e col luogo, il secondo
gli aspetti costruttivi.
Elaborati e materiali da produrre per
l’esame
I disegni saranno in numero sufficiente per
la presentazione del progetto e in scale
appropriate: inserimento nel luogo (100),
progetto generale (50), progetto di
dettaglio (25/20).
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma entro i primi dieci giorni
dall’inizio dei corsi.
Per iscriversi lo studente deve avere
sostenuto tutte le propedeuticità previste.
È ammessa l’iscrizione con riserva per
quegli studenti che sosterranno tutte le
propedeuticità previste entro la sessione
invernale.
La mancata verifica di questa condizione
implica a febbraio l’automatica decadenza
della iscrizione.
3
3.3.10 Progetti didattici del I ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
-Kinematics. Discrete material systems.
Continuum material systems. Rigid
deformations and rigid displacements.
Rigid bodies. Rotations and translations.
-Rigid displacements in a plane.
Infinitesimal rigid displacements.
Infinitesimal rigid displacements in a plane.
Exercises on rigid displacements and
infinitesimal rigid displacements.
9
- Constraint. Plane constraints: simple,
double and triple constraints. Kinematical
properties of plane constraints.
10
-Kinematical analysis of constrained plane
rigid bodies. Kinematical matrix [C].
Exercises.
-Rotation centres of constrained plane rigid
bodies. Examples of analytical and
geometrical solution of constrained plane
rigid bodies. Ineffective or insufficient
constraint conditions.
11
-Statics of rigid bodies. Contact forces and
body forces. Singular loads, distributed
loads. Definition of work for forces and for
couples. Static characterization of plane
smooth constraints.
- Conditions for Rigid-Body Equilibrium.
Equations of Equilibrium. Reactions.
12
-Static analysis of a constrained rigid body.
Static matrix [S]. Exercises.
-Virtual work principle. Exercises solved
with different solution methods: virtual
work principle, equilibrium equations,
graphic solution.
13
-Static analysis for statically indeterminate
Modalità d’esame
L’esame è individuale e consiste nella
presentazione degli elaborati grafici
prodotti durante l’anno, nella loro
discussione e nella discussione degli
argomenti trattati nelle lezioni.
89
90
Il Laboratorio pone il progetto al centro
dell’attività didattica; pertanto l’insieme
delle attività di tipo teorico (sapere) e di
esercitazione progettuale (saper fare)
tenderà ad essere integrato e sincronico,
considerando l’opportunità di iniziare
l’esercitazione didattica parallelamente al
ciclo di comunicazioni teoriche, fin dal
primo semestre.
Le conoscenze inerenti il sapere
riguardano:
- I sistemi tettonici primari e complessi
(sistema trilitico, sistema voltato, telai,
strutture a gabbia, ecc.), chiarendo gli
aspetti concettuali e fisici, formali e
costruttivi in rapporto con l’attività di
progetto (costruzione/struttura, ossatura/
rivestimento, dettaglio architettonico/
particolare tecnologico, ecc.);
- I sistemi costruttivi, a partire dalle
caratteristiche tecniche dei materiali
(pietra, legno, cls, ferro) fino ai rispettivi
elementi e sistemi, in rapporto alle
tecnologie di impiego correnti e in rapporto
alla sostenibilità del progetto
contemporaneo.
Tali aspetti sono indagati anche attraverso
apposite visite di studio o a cantieri, edifici
o mostre rappresentative di questioni
architettoniche e costruttive.
Quest’anno:
-Cantiere Centro Congressi Eur, Roma
-Viaggio di Studio a Berlino: Casa Lemke,
Mies Van der Rohe
Articolazione dell’attività didattica
L’attività del Laboratorio è strutturata in tre
periodi. Ognuno di questi è caratterizzato
da uno specifico contenuto didattico che
trova la sua sintesi nella pratica del
progetto e nel suo risultato.
1a fase [ottobre/dicembre]: definizione
dell’impianto architettonico preliminare e
sua variazione in rapporto al sistema
costruttivo scelto. Modelli di base
2° fase [gennaio/aprile]:studio dei dettagli
architettonici di nodi tettonici in sistemi
costruttivi differenti.
3a fase [maggio/giugno]: Rielaborazione
del progetto esecutivo in 1 / 2 sistemi
costrutttivi di variante
Tema d’anno
Il tema dell’esercitazione progettuale è
una casa unifamiliare per vacanze a patio
in un lotto di dimensioni , forma,
orientamento e vincoli fornite dalla
docenza (8x12 m) compreso in un
complesso residenziale a schiera.
A partire dai vincoli forniti dalla docenza
(affacci, distacchi, patii, ecc) gli studenti,
in gruppi di due, redigono due versioni di
massima del progetto (elaborati in scala
1/100 - 1/50) utilizzando materiali e sistemi
costruttivi differenti, e comparano
successivamente gli esiti progettuali in
relazione alla congruenza tra materiale,
tecnica e forma, logica costruttiva e
linguaggio.
Partendo dalle specificità del contesto
geografico mediterraneo, particolare
attenzione viene posta in una corretta e
adeguata progettazione sotto il profilo
energetico/ambientale, attraverso verifiche
e simulazioni del comportamento
dell’edificio dal punto di vista morfologico
e delle soluzioni tecnologiche adottate.
4. PROGETTO DI COSTRUZIONE
Dal punto di vista costruttivo, lo studente
scompone, analizza e progetta l’edificio
nei suoi elementi e nodi tettonico-costuttivi
attraverso disegni e modelli fisici,
perseguendo l’obiettivo didattico di
considerare la relazione tra forma /
linguaggio e sistema costruttivo.
Tali elementi e nodi, analizzati in due
sistemi costruttivi differenti, portano all’
elaborazione di quattro disegni
rappresentativi di dettaglio costruttivo in
scala 1/10-1/1.
Lo studente ritorna sul progetto preliminare
riformulando le scelte già operate e
riprogettando l’edificio a partire dal
progetto di dettaglio. Il progetto definitivo
diventa così il risultato di una pratica
continua e inesauribile del progetto,
dall’insieme al dettaglio e dal dettaglio
all’insieme.
L’attività progettuale viene svolta
prevalentemente in aula, con verifiche
intermedie, prevalententemente attraverso
critiche collettive.
Elaborati e materiali da produrre per
l’esame
- 4 tavole A1 del progetto finale in 2
versioni, ognuna con 1 tavola di progetto
esecutivo ed 1 di dettaglio contenente una
sezione verticale significativa dal
basamento al coronamento nei due sistemi
costruttivi assegnati e una tranche di
facciata;
- 2 tavole sui nodi tettonici prodotte
- 2 modelli ( scala 1/50 e scala 1/20)
Urbanistica
Urban planning design studio
Icar 21- 9 cfu
2° anno / corso annuale
indirizzo ‘generale’ e ‘classico’
Area didattica VIII:
Progettazione urbanistica e pianificazione
territoriale
Nicola Martinelli
Finalità e contenuti disciplinari
Finalità del corso sono:
- dar conto delle problematiche di
trasformazione e progettazione dello
spazio, della storia e cultura della città e
dell’ambiente;
- far maturare la capacità degli allievi di
leggere e interpretare il contesto
(territoriale, paesistico, urbano) nel quale
ogni trasformazione si inserisce;
- indagare lo stato della strumentazione e
delle pratiche reali, mostrando proposte,
sperimentazioni, conflitti.
Il corso si svilupperà secondo due percorsi
paralleli:
- uno di carattere teorico riguarderà: le
tradizioni della disciplina; i significati e le
idee di città, le teorie del piano nel
passaggio dai modelli tradizionali alle
nuove forme di governo del territorio;
- l’altro più operativo sarà dedicato agli
strumenti disciplinari, e affronterà i
problemi di descrizione e interpretazione
del territorio, della città e delle sue parti
costitutive.
Aims and contents
- to give an account of the transformation
and design of space, of the history and
culture of the city and the environment;
- to develop the students’ ability to read
and interpret the context (territorial,
landscape, urban) in which every
transformation is inserted;
- to investigate the state of the
instrumentation and real practices,
showing proposals, experimentation and
conflicts.
The course develops with two parallel
strategies:
- one of theoretical character concerns the
traditions of the discipline, the significance
and the idea of a city, the theory planning
in the passage from traditional models to
new forms of territorial management;
- the other is devoted to the disciplinary
tools, and it deals with the problems of
description and interpretation of the
territory of the city and of its constituent
parts.
Tema d’anno
L’insegnamento assume come proprio
tema d’anno l’indagine sul territorio della
recentemente istituita provincia
policentrica BAT ed in particolare dei suoi
centri capoluogo (Barletta Andria e Trani).
Design Problem
The investigation of the territory of the
recently estabilished policentric District
BAT, and specifically of its chief towns
(Barletta, Andria and Trani).
Articolazione delle attività didattiche
Il corso prevede lezioni ed esercitazioni.
Le lezioni (sapere) saranno articolate come
segue:
1. Introduzione all’urbanistica: definizioni e
questioni di lessico disciplinare
2-3. Elementi di storia della città
4. I fondamenti dello statuto disciplinare: la
nascita della disciplina nel XIX secolo:
l’efficienza tecnica, la bellezza civica,
l’equità sociale.
5. Il significato di città: le soglie
dell’urbano,“grandi” e terribili città, le
metafore cosmica, meccanicista e organica
nelle teorie urbane
6-7-8-9. Il Piano: teoria e pratiche, livelli e
scale della pianificazione urbana e
territoriale in Italia
10-11. I materiali del progetto urbano: la
residenza; gli spazi aperti: strade, piazze
12-13. I materiali del progetto urbano: gli
spazi aperti: giardini e parchi.
14-15-16-17. Dal recupero edilizio alla
riqualificazione urbana e ambientale:
l’evoluzione della teoria del recupero
urbano in Italia, metodologie e pratiche di
recupero urbano, cenni sui cosiddetti
‘programmi complessi’.
18-19-20. La questione ambientale nella
pianificazione urbana e territoriale: dai
limiti dello sviluppo allo sviluppo
sostenibile, il sistema ambientale e lo
“statuto dei luoghi”.
21. Riflessioni conclusive.
Le esercitazioni (saper fare) saranno
dedicate all’acquisizione di quegli
strumenti di progettazione e tecnica
urbanistica necessari ad un approccio
pertinente alla pratica professionale.
Inoltre particolare rilievo viene dato all’uso
e all’interpretazione della cartografia
tradizionale e al GIS per la costruzione di
un Sistema Informativo Territoriale.
Articulation of educational activities
The course offers lessons and exercises.
The lessons will be arranged as follows:
1. Introduction to urban planning:
definitions and lexical issues
2-3. Elements of history of the city
4. basis of discipline statute: the origins of
urban planning in XIX century: technical
efficiency, urban beauty, social equity.
5. the meaning of City: urban limits, “big”
and terrible cities, the cosmic, the
mechanicalism, the organic metaphors in
urban theories
6-7-8-9. The plan: theories and practices,
levels and scales of urban and regional
planning in Italy.
10-11. “Materials” of urban projects:
Housing; open spaces: streets, squares
12-13. “Materials” of urban projects: open
spaces: parks and gardens.
14-15-16-17. From building recover to urban
and environmental renewal: the evolution
of urban renewal theory in Italy,
Methodologies e practice of urban renewal,
elements on so called ‘programmi
complessi’
18-19-20. Environmental issue in urban and
regional planning: from the limits of growth
to sustainable development, the
environmental system and the ‘statuto dei
luoghi’.
21. Final considerations.
The exercises (to know how to do) will be
devoted to get the urban planning design
tools and techniques needed for a
pertinent approach to professional
practice.
Moreover a particular importance will be
devoted to the use and interpretation of
3
3.3.10 Progetti didattici del I ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
Finalità e contenuti disciplinari
Obiettivo del corso è quello di fornire
strumenti e metodi per la progettazione
architettonica esecutiva e per il controllo
del processo di costruzione
dell’architettura.In tal senso sono ritenute
indispensabili le conoscenze delle regole
dell’arte del costruire, dell’interpretazione
critica delle tecnologie, dell’utilizzo dei
materiali e degli elementi e dei sistemi
costruttivi, dei requisiti tecnici e normativi
che li riguardano. A fianco a queste lo
studente dovrà comprendere il sistema di
relazioni che intercorrono tra la definizione
del programma esigenziale e
l’organizzazione del sistema edilizio.
All’approccio “esigenziale/prestazionale”
proprio di un’area culturale delle discipline
della tecnologia dell’architettura si affianca
pertanto, nel corso, un approccio in
continuità con quello “per categorie di
opere”, attento agli aspetti propriamente
legati alla costruzione, che metta in
condizione lo studente di comprendere le
relazioni tra elemento architettonico e
l’insieme della costruzione, tra la
correttezza tecnologica e l’istanza
espressiva delle scelte costruttive.
91
92
Laboratorio 2° di Archeologia
Archaeology Design Studio 2nd year
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma entro i primi dieci giorni
dall’inizio dei corsi.
Etruscologia e antichità italiche
Etruscology and antiquities Italic
Modalità d’esame
L’esame consisterà:
- nella esposizione individuale degli
argomenti trattati durante lo svolgimento
delle lezioni (sapere);
- nella verifica degli esiti dell’attività
applicata e degli esoneri (saper fare).
L-ANT/06 - 3 cfu
2° anno
indirizzo ‘classico’
Area didattica XII:
Discipline integrative di cultura umanistica
Chiara Bernardini
Finalità e contenuti disciplinari
Obiettivo primario del corso è fornire gli
strumenti metodologici necessari
all’inquadramento dei principali aspetti
della storia, della società e della cultura
artistica degli Etruschi.
La conoscenza degli eventi storici salienti
nell’ambito delle principali civiltà del bacino
del Mediterraneo nel corso del primo
millennio aC, insieme al corretto
inquadramento geografico di eventi e
luoghi, costituisce, quindi, il presupposto
fondamentale per la comprensione delle
realizzazioni artistiche del periodo in esame.
L’apprendimento teorico riguarda le fasi
principali della civiltà etrusca dalla prima
età del ferro alla romanizzazione, la
conoscenza della documentazione
archeologica, la comprensione dei legami
dell’arte etrusca con l’arte della Grecia e
del vicino Oriente.
La componente applicativa consiste nella
lettura ed interpretazione della
documentazione archeologica ed epigrafica
finalizzata alla comprensione del
linguaggio formale dell’arte etrusca e
all’apprendimento dei fondamenti della
lingua etrusca.
Aims and contents
Primary course objective is to supply the
necessary and methodological instruments
to comprehend the main themes of the
Etruscan history, society and artistic
culture.
The knowledge of the main historical
events in the Mediterranean area
throughout the first millennium, together
with a correct geographical location of
events and ancient sites, constitutes the
fundamental prerequisite for a correct
interpretation of the artistic realizations of
the examined period.
The theoretical learning concerns the
principal phases of the Etruscan history
from the Iron Age to the Roman conquest,
the knowledge of the archaeological
documentation, the comprehension of the
relationships between the Etruscan art and
the artistic tradition of Greek and Near
Eastern areas.
The applications concern the reading and
interpretation of archaeological
monuments and epigraphic documentation,
for a more complete understanding of the
Etruscan art and a basic knowledge of the
Etruscan language.
Argomenti delle lezioni
La storia e la documentazione archeologica
etrusca dall’età del ferro alla
romanizzazione.
La questione delle origini: fonti letterarie e
dati linguistici – La cultura villanoviana – Il
contatto con il mondo greco – Società e
cultura artistica in età orientalizzante – Il
periodo arcaico e la thalassocrazia etrusca:
relazioni commerciali e conflitti politici –
Urbanistica e architettura nei centri urbani
– La scultura e la pittura tombale – La ‘crisi’
del V secolo - L’Etruria costiera e l’Etruria
interna. – La recezione dell’arte classica.
– La ‘rinascita’ di IV secolo e le lotte con
Roma. – L’artigianato artistico
Il pensiero scientifico e religioso. – Le
divinità di culto – Il sistema cosmico e
l’organizzazione dello spazio - I santuari: le
strutture architettoniche, i programmi
decorativi e le pratiche cultuali nei santuari
etruschi tra arcaismo e primo ellenismo.
Topics
Etruscan history and archaeological
documentation from the Iron Age to the
Roman conquest.
The origins of the Etruscans: literary sources
and linguistic arguments - The Villanovians
and the origin of the city – The contacts with
the Greek world - Society frame and artistic
realizations in the Orientalizing period – The
Archaic period and the Etruscan rule over the
sea: commercial relationships and political
conflicts – Urban planning and architecture in
the Archaic cities – Sculpture and tomb
painting – The ‘Fifth Century crisis’ – The
Etruscan cities on the shore and the regions of
the interior – The contacts with the Greek
classical art – The fourth century revival and
the struggles against Rome – The Hellenistic
art and artistic craftsman.
The Etruscan scientific and religious thoughts.
The Etruscan Pantheon – Cosmography and
spatial organization – The sanctuaries: the
cult buildings, the architectural decoration
and the rituals, from the Archaic to the
Hellenistic period.
Articolazione delle attività didattiche
L’attività didattica si articolerà in lezioni,
destinate ad affrontare la materia in forma
rigorosamente diacronica; esercitazioni
bibliografiche, volte ad acquisire gli
strumenti e la metodologia necessari a
condurre ricerche bibliografiche, e di
lettura di un contesto archeologico
finalizzate ad una più compiuta
comprensione del linguaggio formale e
dell’articolazione dell’arte etrusca; visite di
istruzione, destinate ad integrare con
l’esperienza diretta le cognizioni teoriche
acquisite nell’ambito del corso.
Articulation of educational activity
The educational activities are articulated in
lectures in diachronic form, interpreting
exercises of an archaeological context for a
more complex understanding of the formal
language and articulation of the Etruscan
art, bibliographical exercises to acquire the
tools and necessary methodology to carry
out bibliographical searches, educational
journeys, intended to integrate with direct
experience the theoretical knowledge
acquired within the course.
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma entro i primi dieci giorni
dall’inizio dei corsi.
Modalità d’esame
Per sostenere l’esame è necessaria la
frequenza del corso che consente
l’acquisizione dei crediti previsti: tale
frequenza verrà rilevata nei modi e nelle
forme che il docente riterrà più opportuni.
In sede di esame sarà valutata la
conoscenza e la capacità di valutazione
storico-critica della materia, attraverso un
colloquio integrato da lettura e
interpretazione di immagini di materiali e
contesti archeologici.
Archeologia e Storia dell’Arte Romana +
Archeologia delle Province Romane
Archaeology and History of Roman Art +
Archaeology of Roman Provinces
L-ANT/07 - 6 cfu
2° anno / Corso annuale
indirizzo ‘classico’
Area didattica XII:
Discipline integrative di cultura umanistica
Roberta Belli
Finalità e contenuti disciplinari
Obiettivo primario del corso è fornire gli
strumenti metodologici necessari
all’inquadramento dell’evoluzione della
civiltà romana attraverso i dati forniti dalla
ricerca archeologica e tramite lo studio
delle principali forme artistiche.
La conoscenza degli eventi storici salienti
nell’ambito dell’età romana, insieme ad un
corretto inquadramento dei temi affrontati
nelle relative coordinate geografiche,
costituisce, di conseguenza, il presupposto
fondamentale per una corretta
interpretazione delle realizzazioni artistiche
del periodo in esame.
L’apprendimento teorico è relativo alle fasi
principali della storia dell’arte romana, alla
conoscenza della documentazione
archeologica, infine alla comprensione dei
legami tra l’arte romana e la tradizione
artistica italica, greca e delle singole
province romane.
La componente applicativa riguarda sia
l’esercizio alla lettura e interpretazione
della documentazione archeologica, per
una più compiuta comprensione del
linguaggio formale e dell’articolazione
dell’arte romana, sia lo studio e l’attività di
ricerca in biblioteca, volti ad acquisire
strumenti e metodologie fondamentali per
la ricerca bibliografica.
Aims and contents
Primary target of the course is to supply
the necessary and methodological
instruments to comprehend the Roman
civilization organization and evolution
through the data supplied by the
archaeological research and through the
study of the main artistic forms.
The knowledge of the main historical
events in the Roman age, along with a
correct topics organization with their
relative geographical coordinates,
constitute the fundamental prerequisite for
a correct interpretation of the artistic
accomplishment of the examined period.
The theoretical learning concerns the
principal phases of the Roman art history,
the knowledge of the archaeological
documentation, as well as the
comprehension of the relationships
between the Roman art and the Italic
artistic tradition, the Greek artistic tradition
and the local ones in the different Roman
provinces.
The applied component concerns the
reading and interpretation of the
archaeological documentation, for a more
complex understanding of the formal
language, the articulation of the Roman art,
and exercises in library, to acquire the tools
and fundamental methodologies of
bibliographical research.
Argomenti delle lezioni
La storia dell’arte e la documentazione
archeologica a Roma e nelle province
romane.
PARTE I (primo semestre) – Archeologia e
storia dell’arte romana: il contesto di
Roma.
Lezioni:
Problematiche generali dell’archeologia
romana – Cronologia di riferimento –
Caratteristiche generali e formazione
dell’arte romana – La conquista delle città
greche e l’incontro con la cultura artistica
greca – L’arte dell’età repubblicana – Il
classicismo e l’arte del primo impero: i
programmi urbani, i complessi
monumentali e l’arte dell’età di Augusto
– Le produzioni artistiche dell’età
giulio-claudia – Lo sviluppo della pittura
dell’età repubblicana e dell’età augustea
– L’età dei Flavii: i programmi urbani, i
ritratti, i rilievi – Lo sviluppo della pittura
romana nel I secolo d.C. – L’arte urbana del
medio impero: i monumenti e le arti
figurative nell’età di Traiano, nell’età di
Adriano, nell’età degli Antonini – I
sarcofagi: tipologie, luoghi della
produzione e del commercio - L’arte urbana
nell’età dei Severi – Gli sviluppi delle arti
figurative nel III secolo – L’arte urbana
3
3.3.10 Progetti didattici del I ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
traditional cartography and the GIS for the
construction of a Geographic Information
System.
93
nell’età della Tetrarchia – La scultura in
marmi colorati: tipologie, luoghi della
produzione e del commercio – Caratteri
delle arti figurative nell’età di Costantino
– Gli sviluppi della pittura romana e del
mosaico tra II e IV secolo d.C.
94
Parte II (secondo semestre) – La
documentazione archeologia nelle province
romane.
Lezioni:
Collocazione geografica e raggruppamenti
territoriali delle province romane –
modalità di formazione delle varie province
– topografia e urbanistica delle province
romane –– tradizioni culturali e artistiche
locali e la diffusione dell’arte romana – il
problema dell’arte provinciale – la
documentazione archeologica più
significativa delle singole province – esame
approfondito delle esperienze artistiche di
una provincia romana.
Esercitazioni: lettura e interpretazione di
immagini di contesti e documenti
archeologici di età romana, ricerche
bibliografiche.
Topics
Art history and archaeological
documentation in Rome and in the Roman
provinces.
1° PART (1° semester) – Archaeology and
history of Art in Rome.
Lessons:
Discussion on general problems about
Roman archaeology – Chronology frame
– General characters and formation of the
Roman art - The conquest of the Greek
cities and the meeting with the Greek
2° PART (2°semester) – Archaeology and
History of Roman art: the Roman provinces.
Lessons:
Geographical position and territorial
groupings of the Roman provinces – history
and formation of the Roman provinces topography and city planning in Roman
provinces - local cultural, artistic traditions
and phenomena of the Roman culture
diffusion - the problem of the provincial art
- the more meaningful archaeological
documentation of the single provinces –
deep examination of the artistic
experiences of a Roman province.
Exercises: reading and interpretation of
images regarding archaeological contexts
and documents of the Roman age,
bibliographical searches.
Articolazione delle attività didattiche
L’attività didattica si articolerà in lezioni,
destinate ad affrontare la materia in forma
rigorosamente diacronica, esercitazioni
bibliografiche, volte ad acquisire gli
strumenti e la metodologia necessari a
condurre ricerche bibliografiche, e di
lettura di un contesto archeologico
finalizzate ad una più compiuta
comprensione del linguaggio formale e
dell’articolazione dell’arte romana, viaggi
di istruzione, destinati ad integrare con
l’esperienza diretta le cognizioni teoriche
acquisite nell’ambito del corso.
Articulation of the educational activities
Lessons in diachronic form, interpreting
exercises of an archaeological context for a
more complex understanding of the formal
language and articulation of the Roman art,
bibliographical exercises to acquire the
tools and necessary methodology to
conduct bibliographical searches,
educational journeys, in order to integrate
the theoretical knowledge acquired in the
course with the firsthand experience.
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma entro i primi dieci giorni
dall’inizio dei corsi.
Modalità d’esame
Per sostenere l’esame è necessaria la
frequenza del corso che consente
l’acquisizione dei crediti previsti: tale
frequenza verrà rilevata nei modi e nelle
forme che il docente riterrà più opportuni.
In sede di esame sarà valutata la
conoscenza e la capacità di valutazione
storico-critica della materia, attraverso un
colloquio integrato da lettura e
interpretazione di immagini di materiali e
contesti archeologici.
Caratteri tipologici e morfologici
dell’architettura
Typological and morphological
architecture
Icar 14- 9 cfu
2° anno / corso annuale
indirizzo ‘generale’
Area didattica I:
Progettazione architettonica e urbana
Matteo Ieva
Contenuti disciplinari
Il corso si propone l’insegnamento di un
metodo di lettura dei caratteri comuni di
organismi architettonici e tessuti urbani,
considerati nelle loro individuazioni storicoprocessuali. Tale fine sarà perseguito,
in particolare, attraverso la nozione
fondamentale di tipo architettonico che,
pur nell’estrema varietà e complessità dei
possibili esiti edilizi, può essere riferito
a principi formativi unitari e continui in
ambiti temporali ed areali omogenei. La
nozione di tipo sarà soprattutto analizzata
quale portato di processi di formazione e
trasformazione storicamente individuati,
anche alla luce della crisi contemporanea,
di quella unità degli strumenti del progetto
che della nozione stessa di organismo è
stata il necessario presupposto.
Nel primo semestre, dopo un ciclo di lezioni
sul concetto di organismo architettonico,
la nozione di tipo sarà analizzata a partire
dalla lettura dell’edilizia di base e dei
tessuti edilizi (permanenze dell’organismo
architettonico nell’organismo urbano).
Il secondo semestre sarà incentrato allo
studio del processo evolutivo dell’edilizia
di base nei tipi specialistici ed il loro
passaggio alla condizione moderna e
contemporanea.
Scopo principale dello studio tipologico
proposto dal corso, contro le diffuse
tassonomie con le quali la disciplina viene
spesso confusa, è proprio l’individuazione
sintetica delle diversità qualitative, il
riconoscimento della processualità del loro
formarsi e trasformarsi, la relatività del loro
valore che consente una dialettica di estesi
scambi e integrazioni.
Il progetto di architettura può essere inteso
allora come sintesi, legame di termini
opposti e complementari che diviene, nella
sua traduzione reale attraverso il disegno,
aggregazione e nodo di elementi tettonici
concreti. Particolare attenzione sarà posta
al significato ed all’impiego dei termini,
insistendo sulla loro origine, anch’essa,
come per le mutazioni dei tipi edilizi,
processuale. Come per molte discipline
scientifiche, anche i termini impiegati
negli studi tipologici sono il prodotto di
un pensiero che si svolge per diadi, come
testimoniano:
- gli opposti caratteri dei materiali, elastico
ligneo e plastico murario;
- i diversi ruoli statici degli elementi,
suddivisibili in portanti e portati;
- i diversi ruoli distributivi degli spazi
gerarchizzati in serventi e serviti;
- gli opposti caratteri delle strutture,
riconoscibili in seriali ed organici;
- la diversa leggibilità dei riferimenti
geometrici riscontrabili nel costruito, come
assi accentranti e linee dividenti;
- le diverse forme tettoniche elementari,
integrate tra loro nelle individuazioni
edilizie di recinto e copertura;
- lo stesso ordinamento processuale
attribuito alla realtà costruita, distinta in
edilizia di base ed edilizia specialistica.
Ne risulta un sistema binario dove ogni
carattere acquista senso in quanto esiste
il suo contrario, opposto e complementare
al tempo stesso; sistema che diviene
più complesso (quaternario), quando
si considerano gli scambi reciproci dei
termini.
Nella convinzione che il progetto
costituisca l’ultima fase, in ordine
di tempo, della trasformazione del
panorama del costruito nel territorio, il
metodo di lettura proposto viene inteso
contemporaneamente come strumento per
la progettazione architettonica, in grado
di formare lo studente ad un pensiero
organico che si ponga in continuità e non
in opposizione con la cultura architettonica
ereditata dal passato e dei suoi principi
formativi. Uno dei dati fondativi del
progetto può essere costituito proprio dalla
conoscenza di questi principi attraverso
l’individuazione delle matrici dei tipi edilizi
e del loro processo di trasformazione.
Matrici la cui lettura, in una realtà costruita
dove non esiste più nulla di originario ed
immediato, va condotta pazientemente
attraverso la ricostruzione di processi di
trasformazione dei caratteri degli edifici
ancora in atto.
Il corso fornisce le nozioni generali sui
seguenti temi:
- nozione di organismo e componenti
scalari: sistemi, strutture, elementi;
- processo di trasformazione delle strutture
dell’organismo edilizio (trasformazioni
tettoniche), con particolare riguardo
al progressivo mutare del rapporto tra
l’organismo e l’elemento componente;
- processo edilizio e processo tipologico;
- organismi matrice e area culturale
(influenza sul tipo dei caratteri del luogo);
- carattere processuale (diacronia a
diatopia) della formazione dei tipi edilizi;
- esiti aggregativi dell’organismo edilizio
minimo (cellula base) e nozione di tessuto;
- interazioni tra tipi, di base e specialistici,
nell’edilizia contemporanea.
Strategie
Gli obiettivi del corso saranno perseguiti
attraverso lezioni teoriche ed esercitazioni
intra ed extra moenia. Scopo delle
esercitazioni è quello di sottoporre lo
studente alla riflessione critica dei temi
trattati a lezione ed in particolare del
processo formativo di alcuni tipi edilizi
e tessuti come prodotto di un processo
unitario che investe, alle diverse scale,
tanto il rapporto tra elementi, strutture,
sistemi ed organismo edilizio, quanto
quello tra edificio, percorsi e organismo
aggregativo.
La sequenza delle esercitazioni sarà
organizzata attraverso esemplificazioni di
lettura, correlate ai temi svolti, finalizzate
all’individuazione di strumenti anzitutto
progettuali. Va chiarito che l’esercitazione
intra moenia non è un progetto, ma la
graficizzazione di una riflessione sui
contenuti della lezione fatta con gli
strumenti propri dell’architetto.
Il lavoro extra moenia consisterà
nell’applicazione e nel riconoscimento delle
3
3.3.10 Progetti didattici del I ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
culture - Art of the Republican age Classicism and art of the first empire: urban
programs, monumental complexes and
figurative arts of the Augustan age –
Figurative arts of the age of Julio-Claudiis
– Paintings of the Republican and the
Augustan age - The age of the Flavii: urban
programs, portraits, reliefs – The
development of Roman paintings in the I
century a.D. – The urban art of the middle
empire: monuments and figurative arts in
Trajan age, in Adrian age and in Antonine
age - Roman sarcophagi: typologies, places
of the production and commerce - Urban
programs and figurative arts in the Severan
age - The development of the figurative arts
in the III century - Urban art in the age of
Tetrarchy - Sculpture in coloured marbles:
typologies, places of production and
commerce – General characters of the
figurative arts in Costantinian age–
Development of Roman paintings and
mosaic between II and IV century a.D.
95
96
Metodologia operativa
La sequenza delle lezioni sarà organizzata,
dunque, attraverso una successione di
comunicazioni che avranno lo scopo di
richiamare le nozioni teoriche di base
da verificare concretamente nella realtà
ereditata e costruita, allo scopo di far
acquisire agli studenti gli strumenti criticointerpretativi di analisi dei caratteri degli
organismi architettonici. Finalità che si
intendono raggiungere anche mediante
esercitazioni condotte sia intra moenia sia
extra moenia.
In particolare:
le lezioni teoriche forniranno gli strumenti
interpretativi propedeutici all’esame critico
delle “forme” (sintesi di tutti i caratteri
unitariamente riconosciuti) e delle strutture
degli organismi architettonici esistenti;
le esercitazioni intra moenia consisteranno
nella lettura e ridisegno di alcuni organismi
architettonici (o aggregativi) esemplari.
Tale operazione consentirà allo studente
di comprendere la relazione esteticospaziale, statico-strutturale e distributivofunzionale dell’organismo architettonico,
con particolare attenzione alla coerenza
tra materiale, struttura e sua traduzione
“formale-leggibile”. Saranno perciò presi
in considerazione i differenti aspetti relativi
al funzionamento dell’intero organismo:
sistemi statici, sistemi distributivi, ecc.
(compreso quelli derivanti da altre
discipline che concorrono alla definizione
del progetto architettonico). Tutto ciò
in accordo agli orientamenti stabiliti dal
Corso di Laurea che fissano relazioni
particolari tra i caratteri tipologici e quelli
costruttivi. Saranno inoltre effettuati
esercizi di parziale ri-progettazione al fine
di sperimentare forme di apprendimento
attive da parte dello studente;
le esercitazioni extra moenia invece
permetteranno, attraverso la lettura
dal vivo (con l’uso del rilievo quale
strumento di conoscenza critica della
realtà) di un organismo architettonico od
urbano, di riconoscere nel costruito le
relazioni esistenti tra le parti componenti
l’organismo. In particolare verrà richiesto
lo studio di un edificio attraverso l’analisi
dei suoi sistemi componenti sia in
relazione all’organismo sia in relazione al
tessuto, ovvero lo studio di un organismo
urbano in relazione alla scala superiore
di appartenenza (territorio) ed inferiore
(aggregato). Le esercitazioni extra moenia
riguarderanno quindi oggetti sia storici sia
contemporanei, scelti dal corpo docente,
sui quali verificare ed approfondire le
nozioni apprese dalle lezioni del corso.
Cicli delle lezioni ex cathedra:
A) L’ORGANISMO ARCHITETTONICO
Organismo e tipo
unità dell’organismo architettonico.
Definizione di organismo e suoi elementi
componenti. Rapporto tra organismo
architettonico – sistemi - strutture -
elementi componenti – linguaggio;
coscienza spontanea e coscienza critica.
Nozione di tipo come sintesi del rapporto
tra il luogo e l’innovazione (coscienza
critica e coscienza spontanea);
B) PROCESSO DI SPECIALIZZAZIONE
DELL’ORGANISMO ARCHITETTONICO
Edilizia di base
tipo, aggregazioni, tessuti. Caratteri dei tipi
edilizi di base a corte, a pseudoschiera, a
schiera e in linea;
processo tipologico dell’edilizia di base.
Rapporto tra tipo base e aggregato.
Concetto di derivazione e specializzazione.
Ordinamento logico-processuale dei tipi
edilizi individuabili nella realtà costruita
Edilizia specialistica
definizioni, concetti e caratteri generali.
Organismo specialistico e suo rapporto col
tessuto e con l’organismo urbano;
edilizia specialistica seriale. Strutture
specialistiche basate sulla nozione di
recinto: (conventi, monasteri, moschee,
medrese, palazzi, ecc.);
edilizia specialistica nodale e polare:
strutture specialistiche basate sulla
nozione di vano nodale o polare (chiese,
sinagoghe, templi, mausolei, ecc.).
C) Caratteri dell’organismo
sequenza delle trasformazioni tettoniche.
Il processo di sublimazione della materia
in materiale e il progressivo specializzarsi
delle strutture componenti l’organismo
(apparecchiatura della parete muraria,
specializzazione dei nodi tettonici, etc.);
strutture tettoniche elementari: recinto e
copertura. Gesti fondamentali del costruire:
recingere e coprire, relative strutture e loro
articolazioni a livello di tessuto edilizio.
D) LA SPECIALIZZAZIONE DEI TIPI
NELL’ARCHITETTURA MODERNA E
CONTEMPORANEA
Edilizia specialistica moderna e
contemporanea (esiti contemporanei e
matrici tipologiche): rapporti di continuità
col processo tipologico. Congruenza o
incongruenza del sistema strutturale e
distributivo con il carattere del materiale,
delle strutture, dei sistemi;
struttura e carattere dell’organismo
architettonico contemporaneo: uso elastico
o uso plastico del cemento armato.
Elenco delle lezioni
Prolusione al Corso
L’organismo architettonico pre-moderno e
moderno
Coscienza critica e coscienza spontanea
Il processo tipologico dalla cellula
elementare ai tipi dell’edilizia di base e
specialistica
Recinto e copertura: tipi basati sulla
struttura a recinto e tipi basati sulla
unificazione data dalla copertura
La processualità del tipo nell’aggregato
urbano: la casa a corte e a pseudoschiera
La processualità del tipo nell’aggregato
urbano: la casa a schiera e la casa in linea
La specializzazione degli organismi edilizi:
organismi seriali, nodali e polari
Edilizia specialistica seriale: il palazzo
ottenuto per rifusione dal tessuto
Edilizia specialistica seriale: il palazzo
come tipo consolidato in fase di coscienza
critica
Esiti moderni dell’edilizia specialistica
Edilizia specialistica nodale: la chiesa come
luogo di culto derivato dall’edilizia di base
e dall’edilizia specialistica civile (basilica)
La sequenza delle trasformazioni tettoniche
Leggibilità nei caratteri degli edifici
L’ordine leggibile negli organismi
architettonici
Argomenti delle esercitazioni intra moenia
Lettura di un organismo architettonico
esemplare: Basilica di S. Nicola di Bari
Lettura dell’organismo architettonico
moderno: Palazzo dei Congressi di Libera
all’EUR
Disegno di un organismo architettonico
elementare: la monocellula
Riprogettazione della formazione di un
aggregato elementare di case a schiera e
riprogettazione della casa in linea a corpo
doppio strutturale e triplo distributivo,
corpo triplo strutturale e triplo distributivo
Lettura delle fasi formative di un tessuto
storico: il Tridente di Piazza del Popolo a
Roma
Riprogettazione di un tessuto di edilizia
di base in tre differenti contesti urbani:
nucleo antico; quartiere di espansione
ottocentesca; periferia
Modalità d’esame
Per essere ammessi a sostenere l’esame è
obbligatoria la frequenza.
L’esame consisterà in:
- discussione del lavoro extra moenia su
tavole in formato A1;
- colloquio sugli argomenti trattati a
lezione.
Si precisa che la discussione dell’extra
moenia va fatta contemporaneamente da
tutti i componenti il gruppo pur potendo
ciascuno sostenere l’esame orale in appelli
diversi.
È inoltre obbligatorio consegnare il
materiale prodotto una settimana prima
dell’appello.
Tale materiale consisterà in: 1. un cd o dvd
contenente tutti gli elaborati in formato
dwg, dxf, jpg, psd, render e materiale
documentario e d’archivio nonché un
power point che illustri i contenuti
dell’extra moenia; 2. sintesi di tutto il
lavoro eseguito in formato A4.
Bibliografia generale di riferimento
G. Strappa, Unità dell’organismo
architettonico. Note sulla formazione e
trasformazione dei caratteri degli edifici,
Bari, 1995
G. Caniggia, G.L. Maffei, Composizione
architettonica e tipologia edilizia. 1 Lettura
dell’edilizia di base, Venezia 1979
G. Caniggia, G.L. Maffei, Composizione
architettonica e tipologia edilizia. 2
Progetto dell’edilizia di base, Venezia 1984
G. Strappa, M. Ieva, M.A. Dimatteo, La
città come organismo. Lettura di Trani alle
diverse scale, Bari 2003
M. Ieva, Caratteri dell’architettura nell’età
della globalizzazione. In: La ricerca. Bari,
2-6 maggio 2011, vol. 2, p. 745-754, BARI:
Polibapress 2010
Letture utili alla comprensione del metodo
proposto dal corso
G. Caniggia, Strutture dello spazio
antropico, Firenze 1974
G. Caniggia, La continuità con la tradizione
nell’edilizia romana del ‘900, in G. Strappa,
Innovazione e tradizione nell’architettura di
Roma capitale, Roma 1989.
M. Maretto, Il paesaggio delle differenze.
Architettura, città e territorio nella nuova
era globale, Pisa 2008
M. Ieva, Capitolo 2 - La formazione dei
tipi e l’evoluzione recente; Il processo
formativo della chiesa; Capitolo 3 - Lettura
e progetto delle chiese; L’assialità spaziale
delle chiese; gli impianti monoassiali,
pluriassiali e polari; Rapporti modulari e
proporzionali nei tipi della chiesa; Capitolo
4 - Gli elementi della composizione
architettonica; Capitolo 7 - L’itinerario
progettuale; Capitolo 13 - Casi di studio
ed esempi, in: G. Strappa (a cura di),
PROGETTARE - Metodi Tecniche Norme
Realizzazioni - EDILIZIA PER IL CULTO Chiese - Moschee - Sinagoghe - Strutture
cimiteriali, UTET Scienze tecniche, Torino
2005
M. Ieva, Studi per un’operante storia
urbana della città Pugliese. Bisceglie, Bari
2011
M. Ieva, Il progetto dello spazio sacro nella
didattica dell’architettura, Bari 2012
G. Rociola, Margherita di Savoia - Aigues
Mortes: Paesaggi salini. Le forme
dell’acqua e il palinsesto insediativo /
Margherita di Savoia - Aigues Mortes: Salt
landscapes. The shapes of water and the
settlement palimpsest. BARI: Polibapress,
Artigrafiche Favia 2012
G. Strappa, Lettura e progetto
dell’organismo urbano di La Valletta, Bari,
novembre 2006
3
3.3.10 Progetti didattici del I ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
nozioni teoriche riferite ad un organismo
architettonico e aggregativo individuato
nella realtà costruita. Tema generale
della ricerca sarà la lettura del processo
di formazione degli organismi edilizi e
la permanenza del processo tipologico
nell’edilizia di base e specialistica moderna
e contemporanea.
97
3.3.11 Progetti didattici del II ciclo del
CdLM in Architettura
3° ANNO
4° ANNO
- Laboratorio 4 di Progettazione
architettonica
- Storia dell’architettura 4
- Laboratorio di restauro architettonico
-Laboratorio 2 di costruzione
dell’architettura
- Estimo
- Metodi e tecniche di analisi ambientale 2
- Sociologia
98
Laboratorio 3 di Progettazione
Architettonica
Architectural Design Studio, 3rd year
L3PA-12 cfu
3° anno / corso annuale
Area didattica I:
Progettazione architettonica e urbana
• Progettazione architettonica (Icar 14-9 cfu)
•• Tecnica delle costruzioni A (Icar 14-3 cfu)
Corso A
• Claudio D’Amato Guerrieri
•• Giuseppe Marano
Corso B
• Michele Beccu
•• Giuseppe Marano
Corso C
• Calogero Montalbano
•• Giuseppe Marano
Finalità e contenuti disciplinari
Obiettivo del corso è portare gli allievi ad
un più alto e complesso grado di
comprensione delle problematiche proprie
di un organismo architettonico complesso
(specialistico).
Lo studente dovrà acquisire, mediante
l’apprendimento teorico e le applicazioni
progettuali, la capacità di lettura e
controllo del processo di definizione della
struttura formale assumendo come
atteggiamento fondativo la concezione
unitaria della forma architettonico-
strutturale. A tal fine dovrà produrre
modelli di studio che rendano evidente il
principio morfologico-strutturale e insieme
logico–formale da assumere a fondamento
dell’esercizio del progetto. Lo studente
dovrà eseguire lo sviluppo del progetto alle
diverse scale di approfondimento,
controllandone le implicazioni legate alla
concezione strutturale e alla coerente
logica impiantistica.
Aims and contents
The aim is to bring the students to an
higher and more complex understanding
degree of the intrinsic problems of a
complex architectural organism (specialist).
The student will have to acquire, through
theoretical and practical learning, the
ability to read and control the definition
process of the form structure by assuming
the unitary conception of the architectural/
structural form as a starting point.
For this end he will realize study-models
that could show the principle both
morphologic-structural and formal-logic to
assume as designing exercise base.
The student will develope the architectural
project at the different scales of search,
verifying its implications in order to its
structural conception and to coherent logic
of equipments.
Tema d’anno
Il tema d’anno è costituito dal progetto di
un organismo architettonico caratterizzato
dalla compresenza di spazi, scalarmente
differenziati, di cui il “centrale”, dominante
ed unitario.
La riflessione progettuale si concentrerà
soprattutto sul ruolo della struttura nella
definizione spaziale e sul significato e i
caratteri dei temi proposti: museo, chiesa,
palazzetto dello sport.
tNell’ambito dell’insegnamento di Tecnica
delle Costruzioni, gli studenti dovranno
realizzare elaborati che illustrino il modello
strutturale complessivo del progetto ed
il suo funzionamento statico.
Design problem
The year design problem is a multi space
architectural organism, differentiated by
scale and hierarchy, whose “central” space
is unitary and dominant.
Main attention will tribute to structure’s
role in characterizing the space, the
meaning and features of the different
buildings: archeaological museum, libraru,
bank agency.
In the module “Construction techniques”
the students will realize both the structural
and the static model.
Articolazione delle attività didattiche
Progettazione architettonica
Il corso prevede lo svolgimento di lezioni e
l’esercizio costante di una attività di
progettazione in aula sotto la guida della
docenza.
Le lezioni sono riferite alle questioni della
teoria che assumono, al terzo anno, un
ruolo centrale nella formazione. Saranno
affrontati i temi dell’organismo
architettonico (attraverso la trattazione dei
concetti di “struttura formale”, di “unità
formale-costruttiva”, di “serialitàorganicità”), dell’espressività della
costruzione (attraverso l’esame dei
“caratteri architettonici” della costruzione
muraria e della costruzione a scheletro),
della relazione evocativa che il linguaggio
stabilisce con la forma storica.
L’apprendimento del “saper fare” sarà
organizzato secondo tre fasi: la prima fase
(ottobre-dicembre) sarà dedicata alla
lettura critica di organismi architettonicostrutturali e alla definizione dei modelli
morfologico-strutturali e logico-formali. Gli
studenti approfondiranno, nella
successiva fase (gennaio-marzo), la
definizione dei principi di aggregazione tra
le parti dell’organismo architettonico e la
definizione dei principi statico-costruttivi
che caratterizzeranno l’”invenzione” della
morfologia strutturale. La terza fase
(marzo–giugno) sarà dedicata
all’affinamento delle scelte adottate. In
questo fase il problema formale del
linguaggio sarà costantemente ricondotto
al ruolo degli elementi nella costruzione.
Per questo grande attenzione si dedicherà
al “dettaglio” costruttivo.
Architectural design studio
The course consists of theoretical lectures
and constant exercise of designing activity
in classroom under the teacher’s
supervision.
Lectures will refer to theoretical questions
which have, at the third year of the school,
a central role for training. They will deal
with architectural organism subjects (by
treating arguments as: “the structure of
form”, “form-construction unity”,
“serial-organic characteristic”), with
construction expressiveness (by
considering architectural characteristics of
masonry and skeleton building), with
evocative relation between language and
historical forms.
The learning of “know how” will be
organized into three phases: first phase
(October-December) will be dedicated to
the critic reading of structural-architectural
organisms and to the settlement of
morphological-structural and logical-formal
models. In the second phase (JanuaryMarch) the students will deepen the
principles of the union among the parts of
the architectural organism and the
static-building principles that characterize
the “invention” of the structural
morphology. Third phase (March-June) will
be dedicated to the refinement of the
chosen solutions. Into this phase, the
formal problem of the language will be
constantly referred to the role of building
elements. So, a big care will be token to
“detail”.
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma entro i primi dieci giorni
dall’inizio delle lezioni. Possono iscriversi
al corso gli studenti che hanno sostenuto
tutte le propedeuticità previste. È ammessa
l’iscrizione con riserva per quegli studenti
che sosterranno tutte le propedeuticità
previste entro la sessione invernale. La
mancata verifica di questa condizione
implica a febbraio l’automatica decadenza
dalla iscrizione al corso.
Modalità d’esame
Per sostenere l’esame è necessario:
-avere sostenuto tutte le propedeuticità
previste;
-avere ottenuto l’ammissione al secondo
semestre;
-sviluppare individualmente con profitto il
tema progettuale, fino alla chiusura del
lavoro nel workshop conclusivo di giugno.
L’esame consisterà nella discussione critica
delle esercitazioni svolte e del progetto
d’anno, con particolare riferimento alle
scelte progettuali, alle metodologie
seguite, alla congruenza dei diversi aspetti
formali, costruttivi e impiantistici.
L’esposizione dei fondamenti teorici della
disciplina, trattati durante il corso, mirerà a
verificare il livello di conoscenza e il grado
di consapevolezza raggiunto dallo
studente.
Storia dell’architettura contemporanea
History of Contemporary Architecture
Icar 18- 9 cfu
3° anno / corso annuale
Area didattica II:
Discipline storiche per l’architettura
1° semestre (4 cfu): Claudio D’Amato
Indirizzo ‘generale’ e ‘classico’
2° semestre (5cfu): Daniela De Mattia
Indirizzo ‘generale’
1° Semestre
Finalità e contenuti disciplinari
Il corso è intimamente connesso con
il Laboratorio 3° di Progettazione
architettonica (Lab3/PA) di cui ne
costituisce una estensione concettuale:
infatti i suoi 7 cfu si saldano con gli
1,5 cfu del Lab3/PA dedicati alla storia
dell’architettura, e sono sviluppati insieme
in un unico corso.
Storia–progetto–costruzione sono i termini
principali della formazione degli allievi di
architettura: essi interagiscono fra loro,
e cogliere il senso della loro connessione
è una delle sfide più complesse
dell’insegnamento. Al terzo anno –cruciale
nella formazione degli allievi– questo
rapporto è indagato in forma integrata
assumendo come punto di vista privilegiato
quello “operativo” dell’architetto
progettista.
Se dunque l’obiettivo istituzionale del
corso è far acquisire una conoscenza
di base della storia dell’architettura
occidentale nel periodo compreso
3
3.3.11 Progetti didattici del II ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
- Laboratorio 3 di Progettazione
architettonica
- Storia dell’architettura contemporanea
- Metodi e tecniche di analisi ambientale 1
- Laboratorio di Progettazione Urbanistica
- Rilievo dell’architettura
- Laboratorio 3 di archeologia
- Architettura del paesaggio
- Scienza delle costruzioni
• 3° ANNO - 3rd YEAR
99
Il primo semestre è dedicato a lezioni di
carattere generale; il secondo semestre è
dedicato a lezioni monografiche.
Gli studenti iscritti all’indirizzo classico
sostengono l’esame solo sulle lezioni del
primo semestre.
Gli studenti iscritti all’indirizzo generale
sostengono l’esame su tutte le lezioni del
corso.
100
Articolazione delle attività didattiche
Le lezioni, tutte a carattere monografico e
spesso tenute da specialisti invitati nel
corso, saranno articolate in quattro sessioni
tematiche:
1. Origini dell’architettura e della città
contemporanea in Europa;
2. Il passaggio del secolo (dall’Ottocento al
Novecento in Europa): dissoluzione degli
ordini e ritorno alla natura Vs ritorno
all’ordine e classicismo.
3. L’architettura moderna negli Stati Uniti
4. Il cosiddetto Movimento Moderno e
l’international Style
5. Ritorno alla storia e postmodernità
6. L’architettura contemporanea
globalizzata.
Articulation of the educational activities
All lessons –all by specialist- are
monographic: they are articulated in four
thematic sessions.
1st session. Origins of contemporary
architecture: the ‘split’ between form and
structure.
2nd session. Origins of contemporary city:
the ‘split’ between techniques of building
architecture and techniques of building the
city.
3rd session. Modern architecture in the
United States.
4th session. The so called Modern
Movement and the International Style.
5. Come back to the history and
postmodernism.
6. Contemporary architecture and
globalization.
Iscrizione al corso
Le iscrizioni al corso avvengono
obbligatoriamente sulla piattaforma
e-learning entro i primi dieci giorni
dall’inizio dei corsi. Per frequentare il corso
e sostenere l’esame lo studente deve
essere regolarmente iscritto al terzo anno.
È ammessa l’iscrizione con riserva (e quindi
la possibilità di sostenere l’esame negli
appelli straordinari invernali) per quegli
studenti che sosterranno prima gli esami
mancanti del secondo anno.
del tema progettuale della sostenibilità
dell’architettura considerando centrale il
rapporto tra stile e sostenibilità.
Metodi e tecniche di analisi ambientale I
Methods and technics of environmental
analysis I
Modalità d’esame
Per sostenere l’esame è necessario essersi
iscritti al corso all’inizio delle lezioni ed
averne frequentato le lezioni.
L’esame consiste in una prova grafica e in
una prova scritta.
A) La prova grafica consiste nel disegno
quotato in scala a mano libera o con
squadrette (unicamente piante, prospetti,
sezioni) di 4 architetture (2 per l’indirizzo
classico) esaminate nel corso delle lezioni
e contenute in un elenco di 50 (25 per
l’indirizzo classico) architetture presente
sul portale e-learning con allegati esempi
di modalità esecutiva.
I disegni dovranno riportare i tracciati
geometrici della composizione.
L’esito positivo della prova grafica
consente l’accesso alla prova orale.
B) La prova scritta consiste nella risposta a
4 quesiti (2 per l’indirizzo classico) relativi
a temi e problemi della progettazione
architettonica contemporanea affrontati nel
corso delle lezioni.
The course is aimed at critical reading
of Contemporary Architecture in the
twentieth and twenty-first century through
the method of Bauforschung (design
knowledge) by investigating tectonic
relations between form and structure.
The lessons explain the masters and
significant projects in the history, theory
and construction of architecture, focusing
on the design theme of sustainability in
architecture and the relationship between
style and sustainability.
Ing-Ind 11-9 cfu
3° anno / corso semestrale (II semestre)
indirizzo ‘generale’
Area didattica VI:
Discipline fisico-tecniche e impiantistiche
per l’architettura
2° Semestre
Il corso affronta la lettura dell’architettura
contemporanea tra il XX ed il XXI secolo
attraverso il metodo della Bauforschung
(conoscenza progettuale), indagando le
relazioni tettoniche tra sistema formale e
sistema strutturale. Analizzando maestri
e progetti significativi per la storia, la
teoria e la costruzione dell’architettura,
si giunge alla disamina storico-critica
Iscrizione al corso
Sul portale e-learning durante la prima
settimana del mese di marzo.
Modalità d’esame
E’ prevista la produzione di elaborati
grafici di opere analizzate nel corso ed un
colloquio sugli argomenti trattati a lezione
e la bibliografia di riferimento consigliata.
Corso A
Francesco Ruggiero
Corso B
Francesco Piccininni
Finalità e contenuti disciplinari
Il corso si propone di fornire agli allievi le
conoscenze relative alla quantificazione ed
alla qualificazione degli scambi energetici.
Atal fine nella prima parte del corso
vengono sviluppati i fondamenti teorici
della termodinamica e della trasmissione
del calore. Successivamente vengono
trattati tutti gli aspetti legati alla
valutazione delle modalità di produzione,
approvvigionamento e utilizzo dell’energia.
Si passa poi allo studio dei metodi di
calcolo dei rendimenti e dei C.O.P. e dei
principali parametri di qualificazione
dell’energia. Le esercitazioni sono di
carattere numerico.
Nella seconda metà del corso l’attenzione è
rivolta all’applicazione dei concetti fisici
fondamentali e alla definizione dei modelli
di impianti a servizio degli edifici.
L’obiettivo è quello di consentire allo
studente di comprendere le diverse
esigenze di benessere termoigrometrico
negli ambienti confinati e di determinare e
dimensionare correttamente gli impianti ed
i luoghi ad essi necessari.
Articolazione delle attività didattiche
1. Sistemi di unità di misura. Grandezze
fisiche. Sistema Internazionale. Analisi
dimensionale.
2. Termodinamica. Sistema
termodinamico. Temperatura assoluta.
Energia interna. Principio zero della
termodinamica. Temperatura assoluta.
Primo principio. Entalpia. Ciclo di Carnot.
Rendimento di ciclo. Secondo principio.
Entropia.
3. Termodinamica applicata. Diagrammi
termodinamici. Cicli diretti a combustione
interna ed esterna. Cicli inversi a
compressione ed assorbimento. Pompe di
calore.
4. Trasmissione del calore. Conduzione.
Convezione. Irraggiamento. Coefficiente di
scambio globale.
5. Aria Umida. Trasformazioni dell’aria
umida. Psicrometro.
6. Condizioni di benessere
termoigrometrico: bilancio termoigrometrico del corpo umano; indici di
comfort (PMV); cause del discomfort;
strumentazione e metodi per la
determinazione delle grandezze fisiche.
7. La ventilazione delgi ambienti confinati:
l’inquinamento dell’aria negli ambienti
confinati; determinazione del carico di
inquinamento; de-terminazione della
qualità dell’aria interna ed esterna;
valutazione dell’efficienza di ventilazione;
determinazione della portata d’aria di
ventilazione.
8. Il bilancio energetico di un edificio: la
stima dei carichi termici: le dispersioni
termiche, gli apporti di calore, i carichi
interni e gli apporti gratuiti
9. Gli impianti tecnologici a servizio delle
costruzioni: considerazioni generali sulla
progettazione degli impianti tecnologici a
servizio delle costruzioni, gli impianti
termotecnici.
10. Impianti di condizionamento dell’aria:
la direttiva europea sul rendimento
energetico in edilizia, la legge n° 311/06 e il
decreto 59/09, elementi di impianti per la
produzione dei fluidi energetici nel
condizio-namento; calcolo termico degli
impianti di condizionamento dell’aria;
distribuzione dell’aria negli ambienti;
tipologie e caratteristiche degli im-pianti di
condizionamento dell’aria.
11. Principi e tecniche di progettazione
bioclimatica: il corretto approccio alla
progettazione bioclimatica, sistemi passivi
per lo sfrutta-mento della radiazione
solare, esempi di progetti bioclimatici.
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma entro i primi dieci giorni
dall’inizio dei corsi.
Modalità d’esame
L’esame è annuale e consiste in una prova
scritta con esercizi e domande orali. E’
possibile sostenere l’esame anche
attraverso due esoneri previsti a metà e a
fine corso.
Laboratorio di progettazione urbanistica
Urban Planning Studio
LU-12 cfu
3° anno / corso annuale
Area didattica VIII:
Progettazione urbanistica e pianificazione
territoriale
• Progettazione urbanistica - Icar 21 – 9
crediti
•• Gestione urbana - Icar 21 – 3 crediti
Corso A
• Francesca Calace
•• Adriano Spada
Corso B
• Leonardo Rignanese
•• Annarita Marvulli
Finalità e contenuti disciplinari
Obiettivo del corso è l’acquisizione da
parte degli studenti di conoscenze, di
capacità critico-interpretative e progettuali
applicate a un caso concreto di un ambito
urbano.
L’offerta didattica è finalizzata a riflettere
sulla costruzione della città e del territorio,
sul carattere dei luoghi, sulle condizioni di
vivibilità degli spazi. Il tema della qualità e
della forma dello spazio urbano è un
contenuto essenziale, qualificante e
caratterizzante dell’urbanistica; è essenza
stessa della disciplina, e non elemento o
contenuto secondario, accessorio o minore.
Questo percorso necessita di una parallela
riflessione su alcuni aspetti fondamentali
del modello di pianificazione in formazione
3
3.3.11 Progetti didattici del II ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
fra il 1800 e il 2000, con particolare
attenzione ai nodi critici intorno ai quali
si svilupparono la progettazione e la
costruzione dell’architettura e della città;
l’obiettivo culturale è invece introdurre
consapevolmente gli allievi a quell’intreccio
di temi e problemi progettuali che ebbero
come conseguenza la costruzione di alcune
architetture significative. Ciò con la finalità
di indurli a pensare “da architetti” al
progetto di architettura, con le sue proprie
categorie figurative, costruttive e tecniche.
Quindi un corso di storia fatto da architetti
per allievi-architetti che ha l’ambizione di
leggere le architetture ai fini di una fervida
riflessione utile al progettare oggi.
Un corso in cui le esercitazioni,
coerentemente con l’impostazione criticoteorica, saranno prevalentemente basate
su un uso critico del disegno.
101
3. I regolamenti didattici
102
Aims and educational contents
Course purposes are the acquisition by the
students of knowledge, critical and
planning skills applied to a concrete urban
area.
Courses are structured to think about the
construction of the city and territory, the
character of the places, the quality of urban
spaces.
The quality and form of urban space is a
qualifying, characteristic and summary
content of urbanism; the main essence of
the discipline, and not a secondary
element, content or accessory.
This path needs a parallel discussion on
some key aspects of the planning model
which is nowadays taking new shapes in
our region, to guide to practical application
and to avoid uncertain and unverifiable
applications.
The Studio will focus its attention on both
the scale of the urban structure and of the
3
executive urban planning applied to limited
and strategic parts of the city, in which are
required reorganization, upgrading and
redesign of the existing.
Proposals will be constantly evaluated in
terms of their environmental, landscape
and settlement implications; of their
inclusion in the local context; of their
physical configuration of public and private
spaces and of the quality of designed
spaces.
Articolazione delle attività didattiche
Il corso prevede sia attività teoriche che
applicate progettuali.
Lezioni e comunicazioni verteranno intorno
ad alcuni temi centrali inerenti gli strumenti
di piano, la progettazione urbanistica e il
disegno urbano.
L’attività di progettazione consisterà nella
produzione di elaborati grafici descrittivi,
interpretativi e progettuali riferiti all’ambito
di studio prescelto.
Il modulo di gestione urbana fornirà attività
di supporto alla attività di progettazione
attraverso un approfondimento sugli
strumenti di ausilio alla progettazione
urbanistica.
Articulation of educational activities
The course foresees both theoretical and
practical activities.
Lessons and other kind of communication
will focus attention on urban planning tools
as well as urban planning tout court.
The practical activity will consist in
production of graphic works related to the
study area such as descriptive,
interpretative sheets and projects.
The urban management module will
provide support to design activities
through a deepening on urban design
tools.
Tema d’anno
Il tema d’anno è riferito ad aree
problematiche che necessitano di profondi
interventi di rigenerazione urbana,
collocate in comuni medio-grandi. È
prevista anche la possibilità di un percorso
di costruzione di uno strumento urbanistico
generale per piccoli comuni.
Esso si articola su tre momenti distinti di
un unico processo progettuale: la
costruzione di un framework strategico che
contiene l’analisi del contesto, gli obiettivi,
le strategie, la visione; la costruzione di un
masterplan quale strumento tecnico per
definire una strategia per la trasformazione
fisica, sociale ed economica del luogo; la
costruzione delle regole (design guides)
per l’implementazione del masterplan e per
la sua attuazione.
Year’s Topics
Year’s Topic is related to problematic areas
that require a significant urban
regeneration process, areas located in
medium-sized towns.
It is also planned the opportunity to build a
general tool for small urban municipalities.
Divided into three distinct phases of a
single design process it foresees:
- the construction of a strategic framework
that contains context analysis, objectives,
strategies, vision; the construction of a
master plan as a technical tool to define a
physical, social and economic site
transformations; the construction of rules
(design guides) for the masterplan
implementation and realization.
Lezioni di Progettazione urbanistica
Modulo 1 - Il progetto della città moderna e
della città contemporanea
Città e progetto urbano
La formazione della città moderna
Le teorie e le tecniche dell’espansione
Modulo 2 – La città contemporanea e il
piano come strumento
Trasformazioni territoriali e trasformazioni
del piano in Italia
Lo statuto del piano oggi
Il modello di pianificazione in Puglia:
natura e contenuti del DRAG
Modulo 3 - Sul progetto urbanistico
I manuali di arte urbana
L’approccio percettivo al tema della forma
urbana
Lo spazio aperto e lo spazio pubblico
Rinnovo urbano e vicende urbanistiche
Il progetto urbano e il Town Design
L’Urban Design e le guideline
Modulo 4 - La costruzione del progetto
urbanistico
Schema direttore, progetto di suolo,
progetto normativo
Il progetto urbanistico nei Criteri PUE
La costruzione della qualità dell’ambiente
urbano
Aspetti estimativi e valutazioni di fattibilità
La costruzione sociale del progetto
Le regole per il disegno del progetto
urbanistico
Modulo 5 – Metodo del progetto
urbanistico
Esplorazione e sguardo sui luoghi: dal
sopralluogo alla mappa
Gli strumenti della pianificazione: area
vasta e piani sovraordinati
Tecniche della rappresentazione nel
progetto urbanistico (concept e schema
strutturale)
Materiali urbani
Tempi e attori per l’attuazione del progetto
urbanistico.
Topics of Urban planning
Module 1 – The contemporary city
- The contemporary city: images and
themes
- From the modern urban planning to the
contemporary city
- Figures of the urban expansion
- Urban transformation of the last 50 years
Module 2 – Tools and practices
- Territorial plans, strategic plans, structural
plans
- Project’s strategic value and relationships
among plan, politics and projects
- Experiences: Paris, Barcelona, Battery
Park City, Milan, Genoa
- Urban renewal, urban regeneration,
‘programmi complessi’
Module 3 – The Urban space
- Public space and open space
- Residential system
- Urban materials: the block, the square,
the street, the park
Module 4 – The construction of urban plan
- Master plan, soil project, normative
project
- Evaluation
- The rules for the urban planning drawing
SIT and remote sensing
- SIT and territorial planning
- SIT and local government
- Remote Sensing principles
10.La riqualificazione e la rigenerazione
urbana: alcuni casi studio
11. Gli strumenti attuativi: problematiche
ricorrenti nei contesti urbani pugliesi e
ipotesi di intervento
12.I tempi e gli attori per l’attuazione del
progetto urbanistico
Modulo di Gestione Urbana/A
Il modulo, che si affianca al Laboratorio di
Progettazione Urbanistica, fornisce un
supporto tecnico e metodologico alla
redazione del progetto urbanistico in tutte
le sue fasi: dalla costruzione del quadro
conoscitivo, alla elaborazione di obiettivi e
strategie di progetto, alla redazione del
progetto di suolo e alla definizione delle
regole attuative, tutto con particolari
approfondimenti dedicati a:
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma. Per iscriversi lo studente
deve avere sostenuto tutte le
propedeuticità previste. E’ ammessa
l’iscrizione con riserva per quegli studenti
che sosterranno tutte le propedeuticità
previste entro la sessione invernale.
1. La cartografia di base
2. Gli strumenti informatici per la
rappresentazione del progetto urbanistico
3. Il sistema delle conoscenze nella
pianificazione di area vasta e alla scala
comunale: alcuni casi pugliesi.
4. Il metodo del progetto urbanistico
5. Lo sguardo sui luoghi: il territorio “in
presa diretta”, l’esplorazione, il rilievo e la
costruzione dei quadri conoscitivi
6. Le tecniche della rappresentazione del
progetto urbanistico: dal rilievo al concept
7. I materiali urbani del progetto I: gli
spazi aperti piazze, viali, strade, lungomari
8. I materiali urbani del progetto II: i
tessuti residenziali, morfologie, densità,
mixitè
9. I materiali urbani del progetto III: gli
spazi per l’accessibilità e la mobilità urbana
Course Registration
Registrations must take place on the web
platform. To book in students must have
completed all preparatory exams.
Conditional Registration admitted only for
students who will support all preparatory
exams by the winter session.
Modalità d’esame
L’esame verterà sulla esposizione delle
conclusioni delle attività applicate e sulla
discussione degli argomenti principali
emersi durante lo svolgimento del corso e
dei seminari.
Exams
Exam will focus both on exposure of the
conclusions of the practical activities and
on discussion of the main course and
seminars topics.
Rilievo dell’architettura
Architectural Survey
Icar 7-9 cfu
3° anno / corso annuale
Area didattica XI:
Rappresentazione dell’architettura e
dell’ambiente costruito
Corso A
Paolo Perfido
Corso B
Gabriele Rossi
Finalità e contenuti disciplinari
IIl corso di Rilievo intende fornire un
contributo allo sviluppo della capacità di
analisi dell’architettura costruita, le
dimensioni della quale possono variare
dalla scala del dettaglio a quella del
contesto urbano, insegnando a
riconoscerne e documentarne le qualità
storiche, compositive, ambientali,
strutturali e formali. Lo studente perfeziona
tali capacità attraverso una formazione
teorica e pratica che prevede lezioni ex
cathedra, esercitazioni in aula e campagne
di rilievi.
Gli argomenti delle lezioni riguardano la
descrizione dei principali metodi e
strumenti del rilievo e gli aspetti dell’analisi
dell’oggetto di studio.
Durante le esercitazioni in aula, eseguite
sotto la guida del docente, lo studente
applica una parte delle conoscenze
acquisite nelle lezioni di teoria, utilizzando
alcuni strumenti e relativi procedimenti che
più recentemente sono stati introdotti nella
3
3.3.11 Progetti didattici del II ciclo del CdLm in Architettura
nella nostra regione, per guidare
l’applicazione concreta ed evitare
l’aleatorietà di formulazioni non verificabili.
Il laboratorio avrà come contenuto
privilegiato le scale della struttura urbana e
del progetto urbanistico esecutivo
applicato a parti urbane circoscritte e di
rilievo strategico, nelle quali siano
necessari interventi di riordino,
riqualificazione e ridisegno dell’esistente.
Le proposte saranno costantemente
valutate rispetto alle loro implicazioni
ambientali, paesaggistiche e insediative, al
loro inserimento nel contesto locale, alla
configurazione fisica degli spazi pubblici e
privati, alla vivibilità degli spazi progettati.
103
104
Attività del corso
1. Lezioni di teoria
Argomenti delle lezioni di teoria (durata di
ciascuna lezione: 2 ore circa).
- Lezione 1 Introduzione al corso; teoria e
storia del rilievo dell’architettura;
introduzione al tema d’anno.
- Lezione 2 Strumenti e metodi del rilievo
manuale e diretto; trilaterazoni,
triangolazioni, piano quotato; teoria
dell’errore.
- Lezione 3 Strumenti e metodi del rilievo
indiretto e a distanza; livello ottico, laser,
teodolite, stazione totale.
- Lezione 4 Cenni di tecnica fotografica.
- Lezione 5 Principi matematici del
fotoraddrizzamento (nozioni di
fotogrammetria).
- Lezione 6 Rilievo con laserscanner.
- Lezione 7 Il progetto del rilievo; analisi
visuale, eidotipo, copertura fotografica;
convenzioni ed elaborati grafici; normativa
di riferimento; collaudo del rilievo; ricerca
bibliografica e archivistica.
- Lezione 8 Il rilievo del colore.
- Lezione 9 Il progetto del rilievo; analisi
visuale, eidotipo, copertura fotografica;
convenzioni ed elaborati grafici; normativa
di riferimento; collaudo del rilievo; ricerca
bibliografica e archivistica.
- Lezione 10 Cenni di metrologia e teoria
dell’errore.
- Lezione 11 Esperienze di rilievo di edifici
del XVII e XVIII secolo nella terra di Bari.
- Lezione 12 Il rilievo archeologico.
2. Esercitazioni intra moenia
Le esercitazioni individuali saranno svolte
prevalentemente in aula e tratteranno gli
argomenti indicati di seguito. Ciascuna
esercitazione individuale ha la durata di 4
ore circa.
- Esercitazione 1 rilievo e relativa
restituzione di un ambiente della sede
della facoltà eseguito con strumenti e
metodi del rilievo manuale e diretto;
- Esercitazione 2 rilievo tramite stazione
totale;
- Esercitazione 3 fotoraddrizzamento;
Per ciascuna delle esercitazioni in elenco
ogni studente deve eseguire
individualmente o in gruppo una serie di
elaborati come da indicazioni fornite dal
docente.
3. Esercitazioni extra moenia
Le chiese dell’architettura locale edificate
tra il XVII e il XVIII secolo costituiscono il
tema relativo all’anno accademico in corso.
Oltre agli esempi indicati dal docente, sono
accettate le indicazioni di quelli proposti da
ciascun gruppo di lavoro, purché attinenti
allo stesso tema d’anno e approvati dal
docente.
Le operazioni di rilievo devono essere
eseguiti con strumenti di tipo tradizionale e
con alcuni strumenti per il rilievo indiretto
messi a disposizione dal docente.
L’esercitazione si conclude con
l’esecuzione di elaborazioni informatiche e
redazioni di tavole in formato A1 verticale
atte a documentare gli aspetti metrici,
morfologici e tipologici dell’edificio preso
in esame utilizzando tutte le tecniche
apprese durante lo svolgimento del corso.
Laboratorio 3° di Archeologia
Archaeology Design Studio 3rd year
Archeometria
Archaeometry
L-ANT/09 - 4 cfu
3° anno / Corso semestrale
indirizzo ‘classico’
Area didattica XII:
Discipline integrative di cultura umanistica
Annarosa Mangone
Finalità e contenuti disciplinari
Il corso si propone l’obiettivo primario di
rendere familiari i metodi scientifici
impiegati dagli archeologi per la
risoluzione dei problemi archeometrici.
Verranno illustrate varie tecniche
scientifiche usate nell’analisi dei materiali
archeologici, con una particolare
attenzione ai progressi delle applicazioni
delle scienze a questo tipo di studi.
Verranno inoltre messi in rilievo i risultati di
questa integrazione (scienza/archeologia)
nella progettazione e risoluzione dei
problemi archeologici.
Argomenti delle lezioni
Tecniche analitiche applicate allo studio dei
reperti:
Metodi di indagine scientifica in
archeologia: test non distruttivi,
metodologia dell’analisi sistematica.
Analisi chimica:
campionamento, preparazione del
campione, determinazione analitica dei
costituenti e misura, accuratezza,
microanalisi e analisi in traccia, calcolo,
valutazione ed interpretazione dei risultati,
presentazione dei dati.
Trattamento statistico dei dati analitici: test
di significatività, tecniche multivariate
Metodi spettroscopici:
- spettroscopia di raggi x, spettroscopie
atomiche, spettroscopia UV-Vis, IR e Raman
Metodi radiochimici:
radioattività ed energia nucleare: isotopi
stabili in archeologia, reazioni nucleari, tipi
di decadimento radioattivo, rivelazione
delle radiazioni nucleari, analisi di
attivazione neutronica
Tecniche di microscopia:
microscopia ottica, SEM, TEM.
Caratterizzazione dei connotati tecnologici
dei reperti
- ceramici
- lapidei
- vitrei.
Tecniche scientifiche di datazione
- radiocarbonio
- termoluminescenza
- archeomagnetismo
- dendrocronologia
Articolazione delle attività didattiche
Il corso si svolge durante il primo semestre
e si articola in lezioni frontali, nelle quali
saranno affrontati i fondamenti della
disciplina, ed esercitazioni di laboratorio, in
cui saranno approfonditi casi di studio
particolarmente rappresentativi.
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma e-learning, entro i primi
dieci giorni dall’inizio dei corsi.
Modalità d’esame
La frequenza del corso è obbligatoria ai fini
del superamento dell’esame. In sede
d’esame sarà valutata la conoscenza dei
contenuti disciplinari attraverso un
colloquio.
Metodologia della ricerca archeologica
Methodology of archeological research
L-ANT/07 - 5 cfu
3° anno / Corso semestrale
indirizzo ‘classico’
Area didattica XII:
Discipline integrative di cultura umanistica
Luigi Maria Caliò
Finalità e contenuti disciplinari
Il corso è finalizzato all’illustrazione della
metodologia di ricerca archeologica
riguardo uno specifico campo di ricerca che
è quello sulla città antica. Il corso si
organizza intorno alla scoperta e alla
comprensione della città antica nelle sue
strutture urbane, sociali, politiche e
religiose. Verranno presi in esame la storia
e i monumenti delle poleis in relazione alla
funzione che la città stessa assolve per le
comunità di referenza. Città marinare,
agricole, imperialiste e capitali di stati
ellenistici sono alcune delle varie
sfaccettature che il fenomeno urbano
acquista nel mondo mediterraneo fino a
creare quell’Europa delle città cui siamo
abituati. Tuttavia il percorso verso forme di
conurbazione complesse non sempre è
stato lineare e facilmente riconoscibile
dalla ricerca storica. Nel periodo Arcaico e
Classico la polis urbanizzata non era il
normale modello insediativo e ancora in
età romana in alcune regioni vengono
utilizzate tipologie alternative alla città.
L’analisi della città antica è un banco di
prova della ricerca archeologica che implica
metodo e rigore nell’uso delle fonti
letterarie epigrafiche e materiali e nel
tentativo di ricostruire un quadro storico
generale della cultura urbana greca.
Articolazione del corso
Il corso verrà organizzato in due parti
principali. Nella prima sarà analizzato il
processo storico che porta alla
realizzazione di nuclei urbani complessi
come Atene alla fine del V secolo o le
grandi capitali ellenistiche che si formano
tra la fine del IV e l’inizio del III secolo a.C.
Verranno messi in evidenza le prerogative
della polis greca e gli apporti del mondo
persiano e orientale in genere nel creare
un’immagine della città condivisa anche
dal mondo greco. Verrà poi esaminata
l’immagine di Ippodamo di Mileto, filosofo
e urbanista, all’interno della cultura
matematico scientifica del suo tempo e in
relazione alle realizzazioni urbane di età
classica, soprattutto di fondazione
ateniese.
Nella seconda parte del corso sarà
affrontata la città analizzando gli spazi
privati e pubblici che la costituiscono. Le
abitazioni saranno analizzate nel loro
sviluppo storico ponendo l’accento
soprattutto sulla funzione, sulla gestione
degli spazi, sul rapporto tra abitazione e
strutture di produzione, sul rapporto tra
sessi all’interno della casa, sulla capacità
di rappresentanza del censo degli abitanti,
etc. Tra gli spazi pubblici verranno presi in
considerazione soprattutto i Ginnasi come
luogo della paideia e dell’educazione,
legato alle funzioni militari e di
insegnamento della polis, ma anche
depositario di culti importanti per la
gestione e l’iniziazione della gioventù, e le
agorai, luogo politico e religioso, dove
vengono gestite le scelte della poleis. Verrà
poi delineato il ruolo delle fortificazioni non
solo nella loro necessità di opere di difesa,
ma anche come luogo della definizione
della città dal punto di vista fisico, ma
anche ideologico. Nell’ultima parte del
corso un breve spazio sarà dedicato ai
santuari soprattutto in relazione alla polis
stessa, come luoghi di gestione di alcuni
importanti capitoli della vita cittadina, in
particolare quello finanziario e di
tesaurizzazione. Le processioni e le feste
comunitarie in relazione a questi saranno
poi prese in considerazione come momento
politico e sociale, oltre che religioso, in cui
la città si mette in mostra attraverso la
disposizione dei suoi cittadini, a partire dai
magistrati e dai bouleuti. Luogo di
coesione sociale e politica, le processioni
rimangono lo spazio in cui la polis prende
consapevolezza di se stessa; toccando
lungo il percorso i luoghi più significativi
della città, in cui sono conservati i ricordi
ancestrali e relativi alla fondazione della
comunità, ma anche quelli legati ad un
passato storico più recente, le processioni
sono il mezzo con cui la comunità,
attraverso il percorso urbano, si lega alla
città costruita.
3
3.3.11 Progetti didattici del II ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
pratica del rilievo dell’architettura.
L’esercitazione principale è eseguita in
gruppi formati da non più di quattro
componenti e riguarda il rilievo e la
restituzione di un edificio ecclesiastico di
epoca compresa tra il XVII e il XVIII secolo.
Esponendo le sue conoscenze di teoria e
con la presentazione di elaborati individuali
e di gruppo, al termine del corso, lo
studente deve dimostrare di aver
sviluppato le menzionate capacità di analisi
e di aver acquisito le competenze per
eseguire autonomamente le operazioni di
rilievo più usuali, anche mediante l’impiego
di tecniche e strumentazioni meno
tradizionali.
105
Architettura del paesaggio
Landscape architecture
106
Giulia Annalinda Neglia
Finalità e contenuti disciplinari
Nel Corso di Architettura del Paesaggio
gli allievi apprendono teorie e tecniche
del progetto del paesaggio, affrontando
i temi della composizione del giardino
mediterraneo nelle sue componenti
inter-scalari: in relazione all’organismo
territoriale, urbano e architettonico.
A questo fine, il corso indaga il tema per
mezzo di una serie di attività comprendenti
lezioni teoriche, letture di strutture
esistenti e progetto.
Aims and Contents
The course of Landscape Architecture
is devoted to draw up theories and
techniques of landscape design,
addressing the issues of Mediterranean
garden design in its inter-scalar
components: from territorial, to urban and
architectural.
To this end, it faces the theme through
activities including lectures, analysis of
existing structures, and design.
Articolazione delle attività didattiche
L’articolazione delle attività didattiche è
divisa secondo il sapere e il saper fare.
Articulation of educational activities
Educational activities are articulated into
sapere (knowledge) and saper fare (knowhow).
The first part of the course (sapere)
involves lectures and analysis, to support
the design activity. The second (saper fare)
is devoted to the design activity, resulting
in the project of a Mediterranean garden.
Sapere: ciclo di lezioni
Le attività didattiche sono articolate
secondo un ciclo di lezioni teoriche e di
esercitazioni correlate.
Argomenti:
Sezione 1. Il primo ciclo di lezioni è volto
alla descrizione dei caratteri del giardino in
relazione al contesto territoriale:
- Il paesaggio e il territorio
- Il saltus e l’ager: il giardino nel territorio
- La formalizzazione dell’ager nel giardino
- La formalizzazione dell’ager nel paesaggio
della Valle D’Itria
- Il giardino come “oasi”
Sezione 2. Il secondo ciclo di lezioni
è volto alla descrizione dei caratteri e
delle strutture del giardino in relazione
al contesto urbano ed alla sua struttura
architettonica:
- Il giardino e la città: il parco pubblico
- Il giardino e la città: le ville comunali
- L’architettura del giardino
Sezione 3. Il terzo ciclo di lezioni è volto
alla descrizione dei caratteri delle strutture
e dei sistemi che conformano il giardino.
- I sistemi del giardino mediterraneo: il
verde
- I sistemi del giardino mediterraneo:
l’acqua, l’ombra, il suolo e l’architettura
- Tecniche del giardino
Sapere: lectures series
Educational activities are organized
according to a series of lectures and related
exercises.
Topics:
Section 1. The first lectures serie aims at
the description of garden characteristics in
relation to the environment:
- Landscape and territory
- Saltus and ager: garden and territory
- The garden as ager formalization
- The Valle d’Itria landscape as ager
formalization
- The garden as “oasis”
Section 2. The second lectures serie aims
at the description of garden characteristics
in relation to both its architectural structure
and the urban context:
- The garden and the city: public parks
- The garden and the city: public gardens
- The architecture of the garden
Section 3. The third lectures serie aims at
the description of the characteristics of
structures and systems that make up the
garden.
- Systems of the Mediterranean garden:
green
- Systems of the Mediterranean garden:
water, shade, soil and architecture
- Garden techniques
Saper fare: il progetto del giardino
mediterraneo
Il saper fare è finalizzato alla redazione
di un progetto di giardino mediterraneo
che si confronti con le strutture urbane e
territoriali che ne costituiscono il contesto.
Lo studente sarà chiamato ad affrontare i
problemi della composizione del giardino e
a ragionare progettualmente sui seguenti
temi:
- Il rapporto con la struttura urbana e
territoriale (percorsi, orografia, sistemi
idrici, edilizia, stratificazioni storiche e
archeologiche, etc.)
- L’artificializzazione del paesaggio
naturale e agrario nel giardino formale e
produttivo (strutture del suolo, percorsi e
orografia, strutture d’acqua, architettura,
forme dell’agricoltura, etc.)
- I temi del recinto, dell’acqua, dell’ombra e
dell’articolazione del suolo nel progetto del
giardino mediterraneo
- I sistemi dell’architettura del giardino
(padiglioni, sedute, strutture dell’ombra,
strutture dell’acqua, etc.)
- Il giardino come organismo vivente
Saper fare: Mediterranean garden design
Saper fare is aimed at the design of a
Mediterranean garden, linked to the urban
and territorial structures.
The student will be required to deal
with garden composition themes, and in
particular with the following topics:
- Relationship with urban and territorial
structure (roads, topography, water
systems, buildings structures,
archaeological and historical layers, etc.)
- Human transformation of natural and
agrarian landscape into the formal and
productive garden (soil structures,
routes and topography, water structures,
architecture, agriculture structures, etc.)
- Enclosure, water, shade and soil in the
Mediterranean garden design
- The garden architectural systems
(pavilions, seatings, shade structures,
water facilities, services)
- The garden as a living organism
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma e-learning.
Enrollments are due on the e-learning
website.
Modalità di esame
L’esame è di gruppo e consiste in un
colloquio sugli elaborati grafici di progetto
e sul contenuto delle lezioni teoriche.
Examination method
The examination of the group will consists
in a session on project drawings and
lectures contents.
Scienza delle costruzioni
Building science
Icar 08 - 9 cfu
3°anno / Corso annuale
Indirizzo ‘generale’ e ‘classico’
Area didattica IV:
Analisi e progettazione strutturale
dell’architettura
Salvatore Marzano (Corso A)
Francesco Trentadue (Corso B)
Programma non inviato
• 4° ANNO - 4th YEAR
Laboratorio 4 di Progettazione
architettonica
Architectural Design Studio, 4th year
L4PA-12 cfu, 4° anno / corso annuale
Area didattica I:
Progettazione architettonica e urbana
• Composizione e progettazione urbana
(Icar 14-9 cfu)
Indirizzo ‘classico’ e ‘generale’
•• Architettura del paesaggio (Icar 15-3 cfu)
Indirizzo ‘generale’
••• Museografia (Icar 16-3 cfu)
Indirizzo ‘classico’
Corso A
• Loredana Ficarelli
•• Loredana Ficarelli
Corso B
• Anna Bruna Menghini
•• Anna Bruna Menghini
Corso C
• Carlo Moccia
•• • Carlo Moccia
Finalità e obiettivi
Il Laboratorio di Progettazione
Architettonica 4 considera la disciplina
della progettazione urbana come lo
strumento necessario alla definizione di
uno sviluppo organico della città. Il
progetto architettonico esteso alla scala
urbana consente di verificare le strategie
per la riqualificazione e l’espansione del
costruito, attraverso la conoscenza dei
caratteri architettonici identitari della città
e la prefigurazione delle sue morfologie
spaziali.
Il corso affronta, in particolare, il problema
della ridefinizione delle aree “vuote”,
inglobate nella città consolidata o poste
nelle fasce periurbane. Adottando principi
insediativi capaci di coniugare la
condizione “compatta” della città
mediterranea con la presenza significativa
degli spazi liberi “naturali” la
sperimentazione progettuale che si
svolgerà nel Laboratorio cercherà di offrire
una risposta “sintetica” alle aspettative di
qualità degli spazi urbani, di vivibilità e di
sostenibilità ambientale.
Il corso affronterà due aspetti del
problema:
A. La ridefinizione dei vuoti urbani
generati dalla dismissione di attività
produttive, logistiche, militari, portuali e
ferroviarie. Un tema comune a molte città
europee nel cui edificato (al “centro” o in
“periferia”) si sono generate ampie sacche
di degrado dello spazio, che potrebbero
rappresentare, invece, straordinarie
occasioni per costruire una rinnovata
relazione tra forme insediative “compatte”
e spazi “liberi” di natura.
B. La ricerca di modelli abitativi per il
“paesaggio” periurbano, da definire in
relazione alle forme naturali e ai sistemi
insediativi rurali che lo caratterizzano, con
l’obiettivo di ripristinare l’equilibrio tra
forma urbana e campagna.
Il tema che accomuna questi due ambiti di
studio sarà il rapporto tra architettura e
natura. Tra sistema insediativo e
3
3.3.11 Progetti didattici del II ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
Icar 15 - 4 cfu
3°anno / Corso semestrale
Indirizzo ‘generale’
Area didattica I:
Progettazione architettonica e urbana
La prima parte del corso prevede lo
svolgimento delle lezioni e delle letture
di supporto all’attività progettuale. La
seconda prevede lo svolgimento del tema
d’anno, che consiste nel progetto di un
giardino mediterraneo.
107
108
Aims and contents
This course considers the discipline of
urban design as the necessary tool in the
definition of an organic city development.
The architectural design, extended to the
urban scale, allows to verify requalification
and expansion strategies for the
redevelopment of the built environment,
through the knowledge of the city identity
character and the prefiguration of its
spatial morphologies.
The design issue consists in the
redefinition of the “voids”, incorporated
into the consolidated city or urban
peripheries. By adopting settlement
principles, able to combine the “compact”
condition of the Mediterranean city with a
significant presence of “natural” free
spaces, we will attempt to provide a
‘synthetic’ answer to the expectations of
high quality urban spaces and life, whilst
ensuring the environmental sustainability.
The course focuses on two aspects of the
problem:
A. the redefinition of the “urban voids”
generated by the divestiture of productive,
logistical, military, railway and port
activities: a theme common to many
European cities in which (in the “center” or
“periphery”) are large pockets of
degradation. They could instead represent
extraordinary opportunities to build a
renewed relationship between forms of
“compact” settlements and “free” spaces
of nature;
B. the research of residential models, for
peri-urban areas, defined in relation to
natural forms and rural settlements
systems, capable of restoring the balance
between rural and urban form.
The theme, unifying these two topics,
consists in the investigation into the
relationship between architecture and
nature; between settlement and
“geography” interpreted as elements of
territorial structure and landscape
characterization.
The course investigates the relationship
between the natural morphologies of the
soil and urban forms, by relying on
architecture aptitude to interpret the place
shapes and its spatial qualities. We will
analyze the Mediterranean landscape
forms, through reading methods taking into
account the different components (natural
systems, agricultural mosaics, architecture,
infrastructures), identifying specific
settlement models.
The main design themes are: the
architecture as object “setting into the
ground”; the architecture as “measuring
instrument” of the voids. By assuming two
opposite conditions of the space (space as
open field in tension between buildings;
space bordered and contained; space as
“cavity generated by subtraction”), we will
examine the relationship between “internal
and external” nature of the void, guided by
two different paradigms: the “forum” and
the “acropolis”.
Tema di studio
Il caso-studio della sperimentazione
progettuale sarà la città di Monopoli. Si
assumeranno alcune aree critiche da
interpretare e riqualificare attraverso il
progetto.
I temi generali del progetto sono:
A. La forma dei vuoti urbani
Il ridisegno degli spazi vuoti inglobati al
“centro” o nella periferia consentirà di
ridefinire una ‘forma urbis’ della città di
Monopoli. Si affronterà il tema della
rigenerazione urbana attraverso
l’individuazione degli spazi residuali,
abbandonati e dismessi, riconoscendo le
potenzialità urbane di questi luoghi e la
loro natura di sistemi ambientali, con
l’obiettivo di conferirgli un significato
formale.
La finalità è riconoscere il “carattere” delle
diverse parti di cui si compone la città di
Monopoli, e comprendere il ruolo che
possono assumere gli spazi vuoti nel
consolidamento di queste specifiche
identità e nell’instaurare relazioni
significative tra le parti.
L’ipotesi generale di lavoro è di assumere i
frammenti, le sacche e i cunei vuoti
attualmente presenti nel tessuto edilizio di
Monopoli, inserendoli in un sistema
paesaggistico e in una rete ecologica
ambientale da implementare. Si vuole così
garantire la “sopravvivenza” del paesaggio
naturale residuale conservato nella città e
delle porzioni di territorio agricolo,
affrontando in questo modo il delicato
problema del consumo del suolo. L’intento
è di dare forma ai vuoti urbani senza
necessariamente riempire le lacune o
ri-ammagliare i tessuti, ma adottando
diverse strategie che valorizzino, attraverso
misurati interventi architettonici, gli spazi
aperti: definendone i limiti, occupandoli
puntualmente, stabilendone le
connessioni. Disegnando e modellando il
suolo rinaturalizzato e densificando le parti
costruite (attraverso la ricollocazione delle
volumetrie esistenti e la riorganizzazione
delle destinazioni d’uso).
B. Abitare la campagna
Si affronterà il tema della valorizzazione e
del ridisegno della fascia costiera a sud, la
sua relazione con il paesaggio naturale e
agrario da una parte, e con la linea di costa
dall’altro.
Il tema comprende più aspetti: la
costruzione di un’ossatura extraurbana del
verde e della mobilità e lo sviluppo di reti
ecologiche e di trasporto con connessioni
infrastrutturali e di servizio; la costruzione
di Porte urbane, intese come nuove
centralità e simboliche “soglie” di
passaggio dalla scala territoriale a quella
urbana, dalla campagna alla città; infine lo
studio di nuovi modelli dell’abitare in
campagna, alternativi all’odierna
dispersione abitativa.
Design issue
The case study of the experimental designs
is the city of Monopoli with its critical
areas.
There are two general research themes
outlined below.
A. The form of urban voids.
The re-design of the voids will allow to
redefine the ‘forma Urbis’ of Monopoli. The
topic of urban regeneration will be tackled
through the identification of residual,
abandoned and disused urban spaces,
recognizing the potential of these places
and the nature of environmental systems,
to give them a formal meaning.
The purpose is to recognize the “character”
of the different parts of the city,
understanding the role that the voids can
play in the consolidation of these specific
identities, by establishing significant
relationships.
The general hypothesis of work places the
fragments, the pockets and the empty
wedges in a landscape system, in an
ecological network to implement. The aim
is to preserve the “survival” of the
agricultural areas and of the residual
portions of natural landscape in the city, to
reduce the land consumption. The intent is
to give shape to urban spaces without
necessarily filling the gaps or reknitting the
urban fabric, but adopting different
strategies and architectural interventions
increasing the value of open spaces;
defining the limits; occupying them
regularly; establishing connections;
designing and modeling the soil renaturalized; densifying the built parts
(through the relocation of existing volumes
and the reorganization of the intended
uses).
B. Living the countryside.
The design will address the theme of the
redesign and valorization of the south cost:
its relationship with the natural and
agricultural landscape, on one end, and
with the coastline, on the other.
The theme includes multiple aspects: the
construction of an extra-urban backbone of
green areas with ecological networks,
services, transportation and mobility
infrastructure; the construction of urban
gates as new centralities and symbolic
“thresholds” of transition from territorial to
urban scale, from the countryside to the
city; new models of living in the
countryside as alternatives to the current
housing dispersion.
Organizzazione del corso e articolazione
delle attività didattiche
Lettura interpretativa
Alcune lezioni teoriche introdurranno ai
temi fondativi del paesaggio. Si studierà il
paesaggio pugliese, come declinazione
specifica del paesaggio italiano. Si
analizzeranno le sue forme tipiche e i
modelli insediativi corrispondenti. Alcune
lezioni di carattere più applicativo
espliciteranno categorie e metodi di lettura
attraverso l’illustrazione di esempi
paradigmatici da assumere come possibili
modelli per il progetto. Infine si
sceglieranno alcuni casi di studio nella
realtà pugliese (in particolare la città di
Monopoli), individuando i possibili principi
insediativi e le strategie per una
rigenerazione paesistica, da svilupparsi nel
progetto d’anno, mediante attività
seminariali e workshop. Si indagheranno
gli elementi componenti e le matrici
culturali del paesaggio che hanno dato
forma e che tuttora caratterizzano la città di
Monopoli alle diverse scale. Si
analizzeranno le forme originarie e quelle
attuali della città di Monopoli, con
particolare attenzione alle componenti
naturali (fattori idrogeologici,
geomorfologici, vegetali) e antropicoculturali.
Applicazione progettuale
Il risultato finale sarà costituito da un
master plan per la città di Monopoli
elaborato collegialmente.
Il master plan costituirà il quadro di unione
e la sintesi di una serie di studi individuali,
che approfondiranno specifiche
problematiche del piano-guida su alcune
aree campione attraverso l’assunzione di
paradigmi progettuali e la verifica di
modelli insediativi.
Rispetto al problema città-natura, i temi da
affrontare saranno:
- ridefinizione di un nuovo “confine” tra
città compatta e campagna, determinato da
una parte dalla ri-naturalizzazione di ampi
spazi liberi prossimi (o “interni”) alla città e
dall’altra dal rafforzamento della densità
edilizia ri-collocata nei punti topici della
geomorfologia;
- ridefinizione del “limite” tra città e
mare, interpretando la distintiva morfologia
della linea di costa, così caratterizzata a
Monopoli dalle articolazione in una
successione di forme concave/convesse.
Articulation of didactic activities
Interpretive reading
Some lessons will introduce the landscape
founding themes, exploring the Apulia
landscape such as a specific declination of
the Italian landscape, with its typical forms
and settlements. Categories and methods
of reading will be clarified through the
illustration of paradigmatic examples to
use as possible models for the design.
Finally, after defining the case study
(Monopoli), settlement principles and
regeneration strategies will be identified
during seminars and workshops, to be
developed in the design exercise.
We will investigate: the component
elements and the cultural matrices of the
landscape at different scales; the original
forms of the city, with a focus on natural
components (hydrological,
geomorphological, vegetational
characteristics), anthropic and cultural
factors.
Design practice
3
3.3.11 Progetti didattici del II ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
“geografia” intesi quali elementi di
strutturazione territoriale e
caratterizzazione paesaggistica.
Il corso indagherà il rapporto tra le
morfologie naturali della terra e le forme
urbane, confidando nella capacità
dell’architettura di interpretare le forme del
luogo e le sue qualità spaziali. Si
analizzeranno le forme del paesaggio
mediterraneo attraverso metodi di lettura
che tengano conto delle diverse
componenti (i sistemi naturali, le tessiture
agrarie, l’architettura, le infrastrutture), e
che consentano di individuare condizioni
tipiche corrispondenti a specifici modelli
insediativi.
I temi principali di progetto saranno: il
“radicamento” al suolo delle architetture e
la “misurazione” del vuoto attraverso
l’architettura. Assumendo due condizioni
opposte di spazio (spazio come campo
aperto in tensione tra corpi edilizi oppure
spazio come ambito delimitato e
contenuto, come “cavità generata da una
sottrazione”) si affronterà il rapporto tra
internità urbana e “esternità” del vuoto
naturale guidati dai due differenti
paradigmi del “foro” e dell’”acropoli”.
109
Storia dell’architettura IV
History of architecture IV
Corso A/ Storia dell’architettura antica
Giorgio Rocco
Icar 18- 4 + cfu, approfondimenti
specialistici
4° anno / corso semestrale (I e II semestre)
Area didattica II:
Discipline storiche per l’architettura
Tema monografico: Atene tra tirannide e
democrazia. L’architettura religiosa e politica
nell’Atene arcaica e classica.
Corso A
Storia dell’architettura antica (4 cfu)
Giorgio Rocco
Corso B
Storia dell’architettura islamica (4 cfu)
Giulia Annalinda Neglia
Corso C
Storia dell’architettura stereotomica (4 cfu)
Giuseppe Fallacara
Corso D
Storia dell’architettura contemporanea (4 cfu)
Daniela De Mattia
Finalità e contenuti disciplinari
I corsi di Storia dell’architettura IV sono
finalizzati ad approfondire tematiche
specifiche della storia dell’architettura
funzionali al successivo impegno nei
laboratori di laurea del V anno.
Aims and contents
The course is devoted to deepening specific
themes of the history of the architecture
functional to the following engagement in the
final thesis in the 5th year.
110
Case study: Athens between tyranny and
democracy. Religious and political
architecture in arcaic and classical Athens.
Argomenti delle lezioni
- Il territorio dell’Attica prima e dopo la riforma
clistenica: la Paralia, la Mesogeia e l’Asti e la
ripartizione in Trittie e Demi. - Inquadramento
topografico di Atene. - Cenni sugli
insediamenti dell’età preistorica e del bronzo.
- I santuari delle pendici settentrionali e
meridionali dell’acropoli. - L’acropoli in età
arcaica (577- 480). - L’acropoli in età classica
(479-404). - L’agorà in età arcaica (577- 480).
- L’agorà in età classica e tardoclassica
(479-323). - I santuari presso l’Ilisso. - L’area
monumentale del ceramico. - Il santuario di
Dioniso Eleuthereo. - L’evoluzione della
tipologia teatrale tra età arcaica e tardo
classica in Attica: i teatri tardoarcaici e
protoclassici in attica (Dionisos/Icaria,
Rhamnus, Thorikos, l’orchestra nell’agorà di
Atene); il teatro classico e tardoclassico (il
teatro di Dioniso ad Atene, il teatro
trapezoidale di Drakones). - L’odeion di Pericle
presso la precinzione di Dioniso Eleuthereo.
- Il santuario di Demetra ad Eleusi. - I santuari
di Athena e Poseidone al Sounion. - Themis e
Nemesis a Ramnunte. - I santuari di Brauron,
Thorikos e Maratona. - Le dediche Ateniesi nel
santuario di Delfi (il Tempio di Apollo, il
Thesauros degli Ateniesi, la Stoà degli
Ateniesi). - Le dediche Ateniesi nel santuario
di Delos (il Porinos Naos, il Tempio degli
Ateniesi).
Seminari
- Materiali e tecniche costruttive ad Atene. - Le
istutuzioni politiche della democrazia
Ateniese. - Gli edici della politica:
l’ekklesiasterion della Pnice,il Pritaneion, il
Bouleuterion, la Tholos,la Stoà Basileios, la
Stoà di Zeus. - Gli edifici della giustizia: il
dikasterion presso il Palladion, il dikasterion
presso il Delphinion, l’Heliaia, il Parabyston, il
Synedrion, la Stoà Basileios,la Stoà Poikile. - Il
teatro attico: le forme del dramma letterario.
Topics
- The attic territory before and after the
Kleisthenic reforms: Paralia, Mesogeia and
Asty and the reorganization with trittyes and
demes. - Topographical organization of the
ancient city. - Notes about preihistoric and
bronze age settlements. - The sanctuaries of
north and south slopes of the acropolis. - The
Acropolis in the arcaic period (577- 480). - The
Acropolis in classical period (479-404). - The
arcaic agora (577- 480). - The agorà in
classical and late-classical period (479-323).
- The sanctuaries near the Ilissos. - the
monumental area of Kerameikos. - The
precinct of Dionysos Eleuthereos. - The
evolution of the theatre from arcaic through
late classical period: The arcaic and
protoclassical examples in Attica (Dionysos/
Icaria, Rhamnus, Thorikos, the ‘orchestra’ in
the agora); the classical and late-classical
examples (the theatre in the precinct of
Dionysos at Atene, the trapezoidal theatre of
Drakones). - the odeion of Perikles in the
precinct of Dionysos Eleuthereos. - Eleusis
and the ‘Mysteria’. - the sanctuaries of Athena
and Poseidon at Sounion. - Themis and
Nemesis at Rhamnus. - the sanctuaries of
Brauron, Thorikos and Maratona.
- The Athenian dedication at Delphoi (the
temple of Apollo, The Athenian thesauros, the
Athenian Stoa). - The Athenian dedication at
Delos (the Porinos Naos, the temple of
Apollo).
Seminars
- Materials and building techniques at Athens.
- The political institutions of democracy. - The
buildings of politics: The ekklesiasterion on
the Pnyx, the Pritaneion, the Bouleuterion, the
Tholos,the Stoà Basileios, the Stoà of Zeus. The buildings of justice: the dikasterion at
Palladion, the dikasterion at Delphinion, the
Heliaia, the Parabyston, the Synedrion, the
Stoà Basileios, the Stoà Poikile. - The theatre
in Attica: birth and development of literary
dramas.
Corso B/ Storia dell’architettura islamica
Giulia Annalinda Neglia
Course og history of islamic architecture
Finalità e contenuti disciplinari
Il corso introduce la storia dell’Architettura
Islamica attraverso lo studio delle moschee e
di edifici religiosi in tre diverse regioni e
tipologie: la moschea araba e le sue
specializzazioni (Nord Africa e Medioriente), la
moschea persiana quadrivanica (Iran, Iraq e
asia Centrale), la moschea turca (Anatoila
segiuchide e ottomana).
Il corso tratta della architettura islamica come
integrata nel contesto urbano e territoriale e
così come sviluppatasi in funzione
dell’influenza di diverse civiltà e dinastie.
Aims and Contents
This course introduces the history of Islamic
architecture through the study of the mosque
and religious buildings spanning three
different regions and typologies: the Arabic
type and its specializations (North Africa and
the Middle East), the Persian and four-iwan
type (Iran, Iraq and Central Asia) and the
Turkish type (Seljuk and Ottoman Anatolia).
The course presents Islamic architecture as
integrated into the urban and landscape
context and as influenced by different
civilizations and dynasties.
Ciclo di lezioni
1: La moschea araba
- Il contesto storico e culturale
Il repertorio architettonico arabo all’avvento
dell’Islam; il recinto: la casa del Profeta;
influenza delle tradizioni pre-Islamiche; la
pianta centrale: dal Tardo Antico alla Cupola
della Roccia.
- La tipologia della moschea araba. Sviluppo
della moschea a sala ipostila
Gli Omayyadi. Agora e basilica: l’invenzione
del tipo; la moschea a sala ipostila: modelli
spaziali e tecniche costruttive; la Grande
Moschea di Damasco; la Grande Moschea di
Cordoba.
- Specializzazioni della moschea a sala
ipostila
Iterazione spaziale tecniche costruttive della
moschea ipostila; i Fatimidi: la pianta a T; la
Grande Moschea di Kairouan, la Grande
Moschea di Sousse, la moschea di Ibn Tulun,
la moschea di Al-Azhar, la moschea di
al-Hakim, la moschea di al-Juyushi, e la
moschea di al-Aqmar al Cairo; dalla serialità
all’organicità: le moschee a qa’a Mamelucche.
2: La moschea persiana
- La tipologia della moschea persiana e lo
sviluppo della moschea a quattro iwan
Dalla sala di preghiera ipostila all’impianto
quadrivanico; il chiosco; il tipo a quattro iwan:
modelli spaziali e tecniche costruttive; i
Grandi Selgiuchidi e la Moschea del Venerdì di
Isfahan.
- Specializzazioni della moschea a quattro
iwan
Timuridi and Safavidi: lo sviluppo del tipo
quadrivanico; Isfahan Safavide: sviluppo
urbano, giardini ed edifici religiosi; la struttura
del Chahar-Bagh.
3: La moschea turca
- La tipologia della moschea turca
Dai Selgiuchidi di Rum ai primi Ottomani:
verso una maggiore organicità della sala
ipostila; la moschea turca: modelli spaziali e
tecniche costruttive; la moschea a sala
ipostila organica; la moschea-madrasa.
- Le moschee di Sinan
Il ritorno all’organicità della pianta centrale:
gli Ottomani e l’eredità di H. Sofia; moschee
imperiali Ottomane e Kulliye: modelli spaziali
e tecniche costruttive.
- Sistemi di transizione dello spazio cupolato
Muqarnas, triangoli turchi, trompes e archi
incrociati.
4: La città, il giardino, il palazzo
- La città islamica
Khitta: regole di insediamento tribale; la città
dei Califfi: Damasco, Kufa, Fustat, Kairouan; la
città dei cavalieri: Il Cairo; la città pre-moderna
(XIV-XIX secolo); le componenti funzionali
della città: suq, edifici pubblici e religiosi,
tessuto urbano.
- Il palazzo: specializzazione della residenza
Dall’edilizia di base al palazzo; i palazzi e il
paesaggio omayyade; le città palatine
Abbasidi: Baghdad e Samarra; Il Cairo e i suoi
palazzi; i palazzi delle grandi dinastie:
l’Alhambra a Granada, Topkapi ad Istanbul,
Fatehpur Sikri
- Il giardino islamico
Tre derivazioni: l’hortus conclusus arabo,
bagh-i bihisht persiano, e il giardino turco. I
giardini delle grandi dinastie: modelli spaziali
e tecniche idriche.
Lectures serie
1: The Arab Mosque
- Historical and Cultural Background
Arab architectural repertoire on the Eve of
Islam; The enclosure: the Prophet’s house;
Influences of pre-Islamic traditions; The
central plan: from the Late Antique to the
Dome of the Rock.
- The Arab Mosque Typology. Development of
the Hypostyle Mosque
The Umayyads. Agora and basilica: the type
invention; The hypostyle mosque: spatial
models and construction techniques; The
Great Mosque at Damascus; The Great
Mosque at Cordoba.
- Specialization of the Ipostyle Mosque
Spatial iteration and building techniques of
the hypostyle mosque; Fatimids: the T-shaped
plan; The Great Mosque at Kairouan, the
Great Mosque at Sousse, Ibn Tulun Mosque,
Al-Azhar Mosque, al-Hakim Mosque,
al-Juyushi Mosque, and al-Aqmar mosque in
Cairo; Towards an increase of organicity:
Mamluk qa’a mosque.
2: The Persian Mosque
3
3.3.11 Progetti didattici del II ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
The final outcome will consist of a master
plan for the city of Monopoli, collectively
elaborated.
The master plan will provide the framework
and synthesis of a series of individual
studies which deepen specific issues of the
plan guide, on certain sample areas, by
recruiting design paradigms and
verification of settlement models.
Compared to the city-nature problem, the
topics addressed will be:
- redefinition of a new “border” between
the compact city and the countryside,
through the re-naturalization of the empity
open spaces next (or “internal”) to the city
and strengthening the building density
re-placed in the geomorphology topical
points;
-redefinition of the “boundary” between
the city and the sea, by interpreting the
specific morphology of the coastline
characterized, in Monopoly, by the
alternation of concave and convex shapes.
111
112
3: The Turkish Mosque
- The Turkish Mosque Typology
From the Seljukids of Rum to the Early
Ottomans: toward an organicity of the serial
hypostyle hall; The Turkish mosque: spatial
layout and building techniques; The organic
hypostyle mosque; The madrasa-type
Mosque
- Sinan’s Mosques
The return to the organicity of the central
plan: the Ottomans and the H. Sofia legacy;
Imperial Ottoman mosques and Kulliyes:
spatial models and construction techniques.
- Domed spaces transition systems
Muqarnas, Turkish triangles, tromps,
pendentives and ribbed vaults.
4: The City, the Garden and the Palace
- The Islamic City
Khitta: tribal settlements rules; The Caliphs’
city: Damascus, Kufa, Fustat, Kairouan; The
knights city: Cairo; The pre-modern city
(14th-19th century); Functional city
components: suq, religious and public
buildings, urban fabric.
- The Palaces: Specialization of the housing
From basic building to the palace; Umayyad
Palaces and Landscape; Abbasid PalaceCities: Baghdad and Samarra; Cairo and its
palaces; Palaces of the great dynasties: the
Alhambra in Granada; the Topkapi in Istanbul;
Fatehpur Sikri
- The Islamic Garden
Three derivations: the Arab hortus conclusus,
the Persian bgh-i bihisht, and the Turkish
garden. Gardens of the great dynasties:
spatial models and water techniques.
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma e-learning.
Enrollments are due on the e-learning
website.
Modalità di esame
L’esame è di gruppo e consiste in un colloquio
sugli elaborati grafici e sul contenuto delle
lezioni teoriche.
Agli studenti sono richiesti elaborati 2D e 3D
di edifici, giardini o tessuti urbani e dei loro
dettagli architettonici e costruttivi.
Examination method
The examination of the group will consists in a
session on drawings and lectures contents.
The students are required 2D and 3D
drawings of assigned buildings, gardens or
urban fabric, and their architectural and
construction details.
Corso C/ Storia dell’architettura stereotomica
Giuseppe Fallacara
Finalità e contenuti disciplinari
Il corso di Storia dell’Architettura IV –
“Architettura stereotomica: storia, tecniche ed
evoluzioni costruttive” ha l’obiettivo di far
conoscere la disciplina stereotomica nel
duplice aspetto teorico-pratico nell’evoluzione
storica dal medioevo ad oggi.
Si analizzeranno gli autori della codifica
disciplinare, i trattati storici e le tecniche
grafico-costruttive nella loro evoluzione
cronologica. Il corso si conclude con la
presentazione di nuove prospettive operative
per l’architettura contemporanea in pietra da
taglio.
Iscrizione al corso
Sul portale e-learning nella settimana dal 5
all’11 marzo.
Modalità d’esame
L’esame si divide in due parti:
- Esame orale sugli argomenti trattati a lezione
e la bibliografia consigliata;
- Presentazione della maquette in legno di un
elemento stereotomico progettato dallo
studente con l’elaborato grafico di
riferimento, sottoforma di dossier descrittivo.
Lo studente dovrà comunicare l’esame,
presentando gli elaborati richiesti, non oltre la
settimana precedente alla data d’appello.
Il corso consta di nove lezioni divise in tre
parti intervallate da tre esercitazioni. Le tre
parti sono così concepite:
1. Origini e definizione della stereotomia
moderna (1-3);
2. Apice, diffusione e crisi della disciplina
(4-7);
3. Scienza e cultura contemporanea della
stereotomia (8-9).
The course consists of nine lessons divided
into three parts interspersed with three
exercises. The three parts are:
1. Origins and modern stereotomy
definition (1-3);
2. Summit, dissemination and discipline
crisis (4-7);
3. Science and culture of contemporary
stereotomy (8-9).
Argomenti delle lezioni
Marzo
1_Introduzione alla stereotomia
2_ Origini della stereotomia
3_ Tecniche di taglio: dal medioevo all’epoca
moderna
Aprile
4_ La stereotomia secondo Philibert Delorme
Maggio
5_ La stereotomia secondo Girard Desargues
e
Guarino Guarini
6_ Francia, Spagna e Italia: stereotomia a
confronto
7_ Crisi della stereotomia: Ecoles des Beaux
Arts vs Ecoles Politecniques
8_ Stereotomia e topologia: avanzamento
disciplinare
Giugno
9_ Organizzazione della modalità d’esame
Corso D/ Storia dell’architettura
contemporanea
Daniela De Mattia
L’organismo architettonico contemporaneo
tra stile e sostenibilità: i grandi temi
progettuali
Lezioni
1) Introduzione al metodo:
• la Bauforschung e la conoscenza
progettuale della Storia della Costruzione
dell’architettura
• la Bauforschung e l’architettura
contemporanea: Intervento progettuale
sull’esistente
2) I principi della sostenibilità per
l’architettura specialistica
• Gli impianti ed il progetto architettonico
• I luoghi del lavoro: industrie ed uffici
dal XX sec. ad oggi
3) La Facciata
• Dal muro antico alla parete
contemporanea
4) La Copertura
• La grande luce dall’antichità alle
potenzialità contemporanee
• Copertura come tema urbano
5) Lo spazio collettivo
• Il progetto urbano dal XIX secolo al
Masterplan contemporaneo
• Il Quartiere e la Corte nell’architettura
contemporanea, dall’isolato allo smart
district
6) Il cantiere e la prefabbricazione
• L’influenza del processo costruttivo sul
processo progettuale
• Il progetto e il brevetto dal XX sec. ad
oggi
7) I principi della sostenibilità per la
residenza
• L’evoluzione del progetto della casa
nell’architettura contemporanea
• La fisica ambientale e il progetto dello
spazio e dell’involucro
• L’autocostruzione e la sostenibilità
8) Casi studio di architetture del XXI secolo
Laboratorio di Restauro architettonico
Architectural restoration design studio
Icar 19-12 cfu
4° anno / corso annuale
Area didattica III:
Teoria e tecniche per il restauro
architettonico
• Restauro architettonico (Icar 19- 9 cfu)
••Teorie e tecniche costruttive nel loro
sviluppo storico (Icar 09-3 cfu)
Corso A
• Rossella De Cadilhac
Corso B
• Ignazio Carabellese
• • Mariella Diaferio
Corso C
• Giacomo Martines
• • Mariella Diaferio
Finalità e contenuti disciplinari
Il Laboratorio di restauro è finalizzato a
fornire gli strumenti metodologici necessari
ad affrontare le problematiche proprie del
restauro dell’architettura, il cui progetto è
imprescindibile dalla conoscenza del
monumento (storica, strutturale,
tecnologica, ecc.). In tal senso è
fondamentale la fase di analisi, che trova
nel rilievo del manufatto il presupposto di
ogni ulteriore indagine.
L’intervento progettuale, che segue la fase
di analisi ed è funzionale alla valorizzazione
e alla conservazione delle antiche
testimonianze, non può prescindere dalla
loro consistenza materiale e strutturale.
Aims and contents
The Restoration Studio is aimed at
providing proper methodological tools for
facing the problems of Architectural
Restoration, whose project is strictly
related to the knowledge of the monument
(from the historical, structural and
technologic point of view). In this sense,
fundamental is the moment of the analysis,
which finds in the survey the necessary
condition for every further investigation.
The applicative project which follows the
analysis phase is aimed at the conservation
and protection of the historical significance
of monuments, but can not disregard their
material and structural foundation.
Articolazione delle attività didattiche
Il Laboratorio di restauro si articola in due
insegnamenti, Restauro architettonico e
Teorie e tecniche costruttive nel loro
sviluppo storico, le cui lezioni teoriche ed
applicative sono svolte in forma coordinata.
L’apprendimento teorico (sapere) è relativo
alla conoscenza del manufatto nei suoi
diversi aspetti, nonché alla definizione di
una metodologia di intervento coerente
con i principi teorici orientati alla
conservazione e alla restituzione della
leggibilità dell’immagine storica del
monumento.
La componente applicativa (saper fare) è
riconducibile sia alla documentazione del
monumento nello stato attuale (rilievo
dell’architettura), sia all’attività
progettuale, direttamente discendente
dalla definizione del modello formale,
costruttivo e strutturale della stessa
3
3.3.11 Progetti didattici del II ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
- The Persian mosque typology and the
development of the four-iwan mosque
From the hypostile prayer hall to the four-iwan
layout; The chiosk; The Four-Iwan layout:
spatial layout and building techniques; The
Great Seljuks and the Friday Mosque at
Isfahan.
- Specialization of the Four-Iwan Mosque
Timurids and Safavids: the spread of the
four-iwan layout; Safavid Isfahan: urban
development, gardens and religious
buildings; Chahar-Bagh structure.
113
Corso A/ Rossella de Cadilhac
114
Lo svolgimento delle lezioni, che riguarda
argomenti di carattere generale e
problematiche specifiche, privilegia un
criterio che trae spunto dal tema d’anno
scelto per le esercitazioni, con il quale si
intende aprire un percorso di conoscenza
volto ad analizzare ed approfondire alcuni
connotati che definiscono l’identità
architettonica pugliese. Il tema d’anno
indaga le architetture mendicanti, le quali
sono particolarmente diffuse in Puglia e
confermano una continuità costruttiva sul
territorio pugliese, la quale si è avvalsa
dell’uso della pietra come segno distintivo
ed inequivocabile. Conoscere il preciso
linguaggio architettonico che le connota è
la ineliminabile premessa per intervenire
con consapevolezza critica e cognizione
tecnica su quelle testimonianze che
reclamano un intervento di restauro.
Architectural Restoration A
Lessons regards general and specific
problems connected with the design
problem choosed and developed this year
during the seminars. The aim is to
undertake a research that analyses and
deepens the characters of Puglia’s
architectural identity. The design problem
of teaching seminars are mendicant
cloisters. They confirm a particular
architectural tradition that underwent a
characteristic development in Puglia.They
bear witness to a form of building
continuity over the territory that bears the
use of stone, as its distinctive, unequivocal
mark. A knowledge of the specific
architectural expression that characterizes
axial domed churches is an essential
premise in order to be able to operate with
a full historical-critical awareness and due
technical skills on those identified
instances requiring restoration work.
Lezioni ex cathedra (n.14 lezioni per un
numero complessivo di 28 ore)
I contenuti delle lezioni sono illustrati in
successione logica dalla fase della
conoscenza alle problematiche progettuali:
a - Questioni di metodo, lettura e
interpretazione storica del monumento
attraverso:
• la storia intesa come momento
propedeutico al progetto di restauro. Lo
studio delle fonti indirette (ricerche
bibliografiche e archivistiche)
• il rilievo come strumento sussidiario. Lo
studio delle fonti dirette (il rilievo grafico e
fotografico)
b - I materiali dell’edilizia storica:
• la pietra (strumenti, lavorazioni,
trattamenti nella posa in opera)
• i laterizi (processo produttivo
tradizionale, posa in opera e trattamenti
superficiali)
• i leganti, le malte, gli intonaci e le
tinteggiature
• il legno: caratteristiche, lavorazioni e
connessioni negli elementi costruttivi
c - I sistemi costruttivi:
• murature, scale, archi, volte, cupole,
solai, coperture
d - I fenomeni di degrado:
• i difetti e i fattori intrinseci di alterazione
dei materiali
• gli agenti chimici, fisici e biologici
• l’umidità, le sue cause, gli effetti del
deterioramento
• i dissesti strutturali (v. modulo prof. G.
Uva)
e - La diagnostica:
• il rilievo del degrado (accertamenti,
campionature, prove in laboratorio,
controlli non distruttivi)
• il riconoscimento di un quadro
igroscopico
• l’identificazione di un quadro fessurativo
(v. modulo prof. G. Uva)
f - Il restauro dei materiali, delle superfici e
degli elementi costruttivi:
• ll restauro delle superfici lapidee:
consolidamento, integrazione, pulitura,
protezione
• il restauro delle cortine laterizie:
consolidamento, integrazione, pulitura,
protezione
• gli interventi sugli intonaci e sulle
tinteggiature: dalle metodologie
puramente conservative ai criteri fondati
sulla reintegrazione dell’immagine
• il restauro degli elementi lignei:
disinfestazione, consolidamento,
integrazione, pulitura, trattamenti
preventivi
• il restauro delle strutture murarie e
lignee: criteri orientativi negli interventi a
carattere statico (murature, solai, volte,
coperture) (v. modulo prof. G. Uva)
g - I nodi problematici del restauro:
• il concetto di minimo intervento
• il principio della reversibilità
• il rapporto conservazione/innovazione,
anche in relazione agli orientamenti teorici
nel dibattito attuale
• i problemi di integrazione
architectural expression that characterizes
axial domed churches is an essential
premise in order to be able to operate with
a full historical-critical awareness and due
technical skills on those identified
instances requiring restoration work.
Lessons (14 lessons for 28 hours)
The contents of the lessons are illustrated
in sequence from knowledge to project:
a - History as foundation of restoration and
the survey as a subsidiary instrument (2
hours)
b - Materials of historical architecture
constructive elements and traditional
building techniques (8 hours)
c - Decay phenomena (2 hours)
d - Diagnosis (4 hours)
e - Restoration of materials, constructive
elements and surfaces (8 hours)
f - Restoration problem nodes (2 hours)
g - An exemplary case of restoration (2
hours)
Lessons (14 lessons for 28 hours)
Lessons regards general and specific
problems connected with the design
problem choosed and developed this year
during the seminars. The aim is to
undertake a research that analyses and
deepens the characters of Puglia’s
architectural identity. The design problem
of teaching seminars are mendicant
cloisters. They confirm a particular
architectural tradition that underwent a
characteristic development in Puglia.They
bear witness to a form of building
continuity over the territory that bears the
use of stone, as its distinctive, unequivocal
mark. A knowledge of the specific
Esercitazioni (n.23 esercitazioni per un
numero complessivo di 92 ore)
Le esercitazioni in aula, che hanno
carattere seminariale, si conducono in
gruppi di non più di tre allievi su
monumenti concordati con la docenza, i
quali siano esemplificativi di alcune delle
problematiche disciplinari.
Il tema d’anno verrà studiato per fasi
successive:
i - La conoscenza:
• Rilievo metrico, rilevamento fotografico,
rilievo dei materiali, rilievo del degrado e
restituzione grafica
• Analisi storica, attraverso indagini
bibliografiche e archivistiche, volta ad
indagare le trasformazioni e far luce sulle
fasi costruttive
l - L’analisi:
• Esame dell’articolazione spaziale, della
consistenza materiale, delle specificità
costruttive e figurative, dei fenomeni di
degrado e dei meccanismi di danno
m - Il progetto:
• Individuazione dei nodi problematici del
restauro dell’opera (questioni di
integrazione delle lacune, rimozione di
aggiunte, sostituzione, completamento,
smontaggio e rimontaggio, risanamento
dei materiali, consolidamento,
miglioramento statico, riconversione
d’uso).
Teaching seminars (23 seminars for 92
hours)
The projects are drawn up by groups of
three students gathered together in
teaching seminars. The churches that each
group analyses exemplify some of
restoration problem nodes. The design
problem is studied along successive
phases:
1- Knowledge (architectural survey and
historical study)
2- Analysis (spatial articulations, physical
consistency, formal aspects, decay
phenomena, structural damage)
3- Project (problems concerning
disassembling and reassembling of the
works, filling in the gaps in walls, removing
additions, completing structures, looking
for consolidation solutions, changing the
function of buildings).
Insegnamento di Teorie e Tecniche
L’insegnamento di Teorie e Tecniche
Costruttive nel loro sviluppo storico, in
stretta integrazione con la disciplina del
Restauro Architettonico, ha l’obiettivo di
fornire agli allievi gli strumenti specialistici
per la progettazione degli interventi di
restauro strutturale dell’Architettura, in
modo da garantire il grado di sicurezza
richiesto nel rispetto della identità storica e
costruttiva dell’edificio.
Il percorso di apprendimento,
coerentemente con quella che è la
caratterizzazione del secondo ciclo, si
svolge attraverso il contatto diretto con il
monumento e l’esercizio del progetto di
Restauro.
A supporto dello sviluppo del tema
progettuale, durante le lezioni ex-cathedra
verranno fornite le basi teoriche e tecniche
per la comprensione del funzionamento
strutturale degli edifici monumentali,
affinché l’allievo acquisisca la capacità di
definire il modello strutturale e costruttivo
e che sarà poi al centro delle attività del
laboratorio.
Particolare attenzione sarà dedicata
all’individuazione della “regola dell’arte”,
sulla base della trattatistica storica e
dell’esame di alcuni edifici esemplari, e alla
definizione di un modello di edificio ad
ossatura muraria “ideale” in termini di
organizzazione strutturale, apparecchiatura
e tessitura dei vari elementi portanti e cura
degli elementi di connessione tra le parti e
dei dettagli costruttivi. Su questa base si
potranno riconoscere tutte le carenze di
impianto strutturale, congenite o acquisite
durante l’evoluzione storica dell’organismo
edilizio. Saranno poi illustrate le attuali
linee guida per la sicurezza strutturale, con
riferimento ad un sistematico esame delle
modalità di collasso più frequenti per la
tipologia edilizia muraria e alle normative
tecniche adottate a livello nazionale ed
internazionale.
A supporto della modellazione strutturale e
dei calcoli e delle verifiche statiche su cui il
progetto di restauro deve basarsi si farà
riferimento, oltre agli strumenti classici
della statica grafica e della Meccanica dei
Materiali, a strumenti innovativi di
modellazione, anche tridimensionale.
Theory and Techniques of Construction and
their historical development A
The course of Theory and Techniques of
Construction and their historical
development, in a strict relationship with
the teaching of Architectural Restoration, is
aimed at providing to the students
specialist tools for designing architectural
rehabilitation interventions, in order to
guarantee the required safety level while
respecting, at the same time, the
architectural and constructive identity of
the monument.
The learning method is based on the direct
contact with the monument and the
practical application of the Restoration
Design.
During the lessons, theoretical and
technical bases will be provided, in order to
support the practical development of the
individual design theme, allow the
comprehension of the structural behaviour
of monumental buildings and the definition
of the constructive and structural model.
3
3.3.11 Progetti didattici del II ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
architettura.
Articulation of educational activities
The Restoration Studio is composed of two
teachings: Architectural Restoration,
Theory and Techniques of Construction in
their historical development, whose
theoretical lessons and applied activities
are developed in a strict coordination.
Theoretical learning is aimed at the
knowledge of the construction and of its
different connotations, and at the definition
of a methodology for the intervention
which is coherent with the theoretical
principles of conservation of the historical
image of the monument. Applied activities
are related both to the documentation of
the monument in the actual conditions
(architectural survey) and to the
development of the restoration project,
which directly derives from the formal,
constructive and structural model.
115
116
Lezioni ex cathedra (n.9 lezioni per un
numero complessivo di 18 ore)
I contenuti delle lezioni sono illustrati in
successione logica dalla fase della
conoscenza alle problematiche progettuali:
a - Problemi strutturali dei monumenti e
dell’edilizia storica. (Approccio
metodologico alla conoscenza e all’analisi;
Dai sistemi strutturali elementari
all’edificio complesso in muratura). (2 ore)
b - Analisi strutturale applicata allo studio
degli edifici storici; statica delle costruzioni
in blocchi lapidei. (4 ore)
c- Elementi strutturali e tecniche costruttive
murarie tradizionali (la regola dell’arte
dell’opera muraria. Dissesti e meccanismi
di collasso; elementi portanti orizzontali:
piattabande ed archi; sistemi voltati e
cupolati; sistemi lignei. (6 ore)
d - Diagnostica e riabilitazione strutturale
per le costruzioni in muratura (2 ore).
e - La sicurezza strutturale per gli edifici in
muratura: quadro normativo (2 ore).
f - criteri orientativi negli interventi a
carattere statico (murature, solai, volte,
coperture) (2 ore)
Lessons (9 lessons for 18 hours)
The contents of the lessons are illustrated
in a logical progression, starting from the
knowledge phase and arriving to the design
applications:
a – Structural problems of monuments and
historical buildings (methodological
approach to knowledge and analysis;
elementary structural systems and complex
buildings) (2 hours)
b – Structural analysis applied to historical
constructions; statics of stone blocks
constructions (4 hours)
c- Traditional constructive methods and
structural elements for masonry buildings
(rule of the art; failure modes ; horizontal
structural systems: flat arches, arches,
vaults, domes; wooden structures) (6
hours)
d – Diagnostics and structural rehabilitation
for masonry constructions (2 hours)
e – Vulnerability assessment for historical
buildings (2 hours)
f – Structural safety and masonry
constructions: technical requirements and
guidelines (2 hours)
Esercitazioni(n.8 esercitazioni per un
numero complessivo di 32 ore)
Il laboratorio prevede: esercitazioni di
carattere seminariale e attività in aula
(elaborazioni grafiche, verifiche e calcoli,
utilizzo di software e strumentazioni
tecniche); verifiche ex-tempora delle
conoscenze acquisite; discussione e
valutazione periodica del lavoro svolto.
L’attività progettuale avrà come oggetto un
monumento proposto dai docenti
nell’ambito del tema d’anno (le architetture
mendicanti), e si svilupperà per fasi
successive, in ciascuna delle quali vi è uno
specifico e autonomo apporto di ciascuna
disciplina, e al termine delle quali l’allievo
dovrà produrre delle sintesi grafiche
significative:
1- Conoscenza (Raccolta della
documentazione disponibile sul progetto
originale, l’esecuzione e le fasi costruttive
Rilievo e restituzione grafica degli elementi
strutturali, dei materiali e delle
caratteristiche fisico-meccaniche. Rilievo e
restituzione grafica dei quadri fessurativi e
dei meccanismi di danno e collasso parziali
e globali.)
2 - Analisi e modellazione strutturale
(comprensione e schematizzazione
dell’organizzazione strutturale dell’edificio
e dei carichi; scomposizione costruttiva e
rilievo di dettaglio degli elementi strutturali
e dei nodi costruttivi); analisi critica
dell’organizzazione strutturale spaziale e
delle carenze di impianto strutturale
preesistenti. Sintesi critica dei meccanismi
di collasso rilevati, con individuazione di un
modello “schematico” per la verifica
statica. Definizione dettagliata del modello
di analisi strutturale (geometria, nodi
costruttivi, materiali, carichi). Calcolo e
verifica strutturale. Sintesi grafica della
fase di analisi strutturale.)
3 - Progetto (Definizione del nuovo modello
strutturale che scaturisce dallo specifico
progetto di restauro sviluppato. Verifica
strutturale, scelta e definizione tecnica
degli interventi di consolidamento,
integrazione, sostituzione, etc.
(coerentemente con il modello formale e
costruttivo individuato).
schematic model for the static assessment.
Refinement of the structural model
(geometry, nodes, materials, loads).
Structural assessment and graphical
synthesis of the structural analysis.
3 – Rehabilitation design (definition of the
updated structural model; assessment,
definition of the guidelines for the
structural rehabilitation and operational
definition of the specific choices,
Teaching seminars (8 teaching seminars
for 32 hours)
During the course workshops and
classroom activities are scheduled
(graphical class-works, static verifications,
software applications; tests for the
verification of the acquired knowledge).
The individual design will concern a
monument related to the specific
year-theme (mendicant cloisters), and will
be developed through progressive steps,
each of which will be completed by a
graphical synthesis:
1- Knowledge (Retrieval of information and
documents about the original project, the
execution, constructive phases; Survey and
graphic processing of the structural
elements, materials; cracking patterns;
local and global failure modes).
2 – Structural analysis and modelling
(comprehension and modelling of the
structural organisation and loads;
constructive resolution and detailed survey
of the structural elements and constructive
nodes); critical analysis of the spatial
structural arrangement and its actual
defects. Critical synthesis of the collapse
mechanisms, and elaboration of a
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma. Per iscriversi lo studente
deve avere sostenuto tutte le
propedeuticità previste. E’ ammessa
l’iscrizione con riserva per quegli studenti
che sosterranno tutte le propedeuticità
previste entro la sessione invernale. La
mancata verifica di questa condizione
implica a febbraio l’automatica decadenza
dalla iscrizione al corso.
Organization of educational activities
Enrolment should be made in the
e-learning system. Abilitation In order to
enrol, students should have passed the
provided propaedeutics. Enrolment with
reserve is allowed only for students that
will pass all the propaedeutics within the
winter session.
Modalità d’esame
L’esame consiste in un colloquio sugli
elaborati grafici di progetto e sul contenuto
delle lezioni teoriche.
Exam
The exam is individual and will consist in an
oral exam about the content of theoretical
lessons and, and a discussion about the
project developed during the year.
Corso B/ Ignazio Carabellese, Mariella
Diaferio
Definizione - Finalità.
La disciplina ‘Restauro’ ha per fine la
sopravvivenza dei beni culturali. Con il
termine `restauro’ definiamo “... il
complesso degli interventi tecnico scientifici intesi a garantire, nell’ambito di
una metodologia storico-critica ed estetico,
la continuità temporale di un’opera d’arte”.
La finalità del corso è pertanto orientata
all’acquisizione dei criteri, seguiti in
passato e attuati ai nostri giorni, delle
metodologie e delle tecniche atte a
perseguire tale obiettivo. Poiché il concetto
di tutela si è esteso dai singoli monumenti
ai valori di ambiente, l’impegno del
restauratore si rivolge oggi alla prospettiva
molto più complessa del restauro inteso
anche in senso urbanistico, prendendo in
considerazione gli interessi della vita
associata come prioritari ai tini delle scelte;
è pertanto indispensabile la acquisizione
critica dei fondamenti normativi e dei
documenti della cultura che, a livello
nazionale ed internazionale, sintetizzano il
pensiero e indirizzano la prassi.
Il Laboratorio di Restauro Architettonico
ambisce a conseguire molteplici obiettivi:
contribuire a formare la capacità di leggere
l’architettura storica nella verità del suo
messaggio;
contribuire a formare architetti in possesso
della strumentazione critica necessaria per
affrontare in maniera consapevole le
tematiche culturali, scientifiche e tecniche
sottese alla disciplina del restauro;
contribuire a formare architetti in grado di
operare responsabilmente e con
discernimento delle conseguenze delle
proprie scelte sul patrimonio storico e
architettonico.
Contenuti
Va ricordato che l’attività del restauro
nasce dalla convinzione della ìneludibilità
del bisogno di raccogliere il messaggio di
civiltà proveniente dal passato e
dall’imperativo etico della sua trasmissione
al futuro nella propria integrità. Il
messaggio di civiltà è racchiuso in tutto ciò
che veicola la memoria (monumentum)
La nozione di monumento comprende
dunque ogni oggetto che sia in grado di
evocare il ricordo e di testimoniare la
dinamica storica ed estetica.
Con tale definizione si introduce il concetto
di Bene Culturale.
Bene culturale è un termine moderno che
vuol dire: testimonianza materiale avente
valore di civiltà. Esso comprende i beni
architettonici, tra i quali vi sono, oltre ai
manufatti architettonici dal tardo antico in
poi, anche quelli archeologici e quelli
ambientali e paesaggistici (infrastrutture,
opere di coltura agraria in quanto aventi
valore paesistico), ambienti naturali o
artificiali di valore paesistico. Beni culturali
sono anche le pitture, le sculture, i libri, i
fondi archivistici, le vetrate, i mosaici, le
ceramiche i mobili, gli oggetti in metallo,
ogni qual volta in ognuno di essi è
possibile individuare; un autentico
documento di civiltà.
Il corso, inteso come disciplina per formare
alla comprensione della problematica della
tutela attiva dei beni culturali, riguarderà il
patrimonio architettonico e ambientale. Si
ritiene questa precisazione indispensabile,
essendo esso indirizzato ad allievi
architetti, cioè ad un gruppo di futuri
operatori per i quali gli interventi sul
patrimonio architettonico, artistico e
storico, e su quello paesistico urbano e
naturale, sono riconosciuti dalla legge
professionale di loro esclusiva
competenza. Per essi la disciplina
costituisce irrinunciabile peculiarità della
futura attività specialistica e soprattutto
dell’intera formazione culturale, per il cui
raggiungimento non si può trascurare la
costante incidenza che hanno i valori
ambientali per territori come quello italiano
o europeo in generale, dei quali la tutela,
che si attua mediante il Restauro, è tenuta
ad occuparsi.
Sul Bene Culturale si esercita:
un’azione giuridica di tutela;
un’azione amministrativa di salvaguardia;
una specialistica di conservazione, di
esclusiva competenza degli architetti, che
si realizza mediante il Restauro.
Il Corso si configura dunque come la
disciplina con maggiore incidenza
operativa e specialistica e, per la voluta
caratterizzazione critica e metodologica,
pone il proprio fondamento scientifico nella
conoscenza storica.
Solo questa, infatti, consente di individuare
in quali termini si posero e si formarono le
intenzioni delle comunità che promossero
la realizzazione delle opere che oggi
3
3.3.11 Progetti didattici del II ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
A specific attention will be devoted to the
study of the “rule of the art” (on the base
of historical treatises and the analysis of
paradigmatic case studies) and to the
definition of the ideal model (with regard to
the structural arrangement, masonry
texture, constructive elements,
connections, structural details). It will then
be possible to identify the defects in the
structural organization (either intrinsic or
induced by external events).
During the course the modern guidelines
for the structural safety of historical
constructions will be illustrated, by a
systematic analysis of recurrent collapse
modes and of the technical codes actually
adopted at international and national level.
The phase of the structural modelling and
verification will be supported by the
traditional tools of graphical statics and by
advanced 3D modelling methods.
117
118
presenta a noi come il prodotto, il risultato
delle azioni di numerose generazioni,
compiuto attraverso secoli di lavoro,
durante i quali sono andati sedimentandosi
i valori che l’occasione del restauro
permette di riscoprire. Gli studi che
precedono e accompagnano le operazioni
di restauro che perseguono la
conservazione del Bene Culturale,
restituiscono alle discipline storiche
elementi di conferma, di aggiornamento e
di sempre nuova comprensione del
significato del Bene.
Ciò si fonda sulla conoscenza oggettiva del
bene da conservare. Essa si realizza tramite
una parola antica ma sempre attuale, il
Disegno, che si concretizza nell’operazione
del rilievo. Gli strumenti del rilievo possono
variare dalla corda metrica alla stazione
totale e alla fotogrammetria o alle camere
termografiche e ai georadar. Tali
strumentazioni servono a dare alla nostra
disciplina non il bel disegno fine a se
stesso, ma la buona ed efficace
rappresentazione oggettiva, senza la quale
non è possibile stabilire il dialogo con
l’oggetto ed operare le scelte per la
definizione del programma di intervento.
Essa partecipa a costituire l’analisi critica
che imprescindibilmente contrassegna la
fase di “ approccio al Bene Culturale.
Attraverso le difficoltà del rilievo,
l’operatore addetto alla conservazione dei
beni culturali mette a fuoco ed
approfondisce la cultura geometrica
dell’autore e dei tempi in cui si realizzò
l’opera. Essa, nel caso delle strutture
murarie, coincide con la struttura statica.
Ciò consente anche di verificare, attraverso
gli indispensabili processi di
schematizzazione, i rapporti intercorrenti
tra i vari elementi nell’oggetto da rilevare e
tra l’oggetto e il contesto. In realtà si opera
un processo di conoscenza che ripercorre 1’
iter progettuale dell’opera in esame,
individuando le scelte tecniche e formali
dei materiali e î caratteri costruttivi e
tecnologici della fabbrica.
Tutto ciò permette di fissare il programma
di intervento per la conservazione, che
evidentemente non può essere una
progettazione intesa come esercizio di
inventiva ma ha bensì carattere
processuale, un’indagine continua sul bene
da conservare Essa non si compie se non
attraverso l’incontro con la fabbrica.
Per la parte riguardante la metodologia
operativa del Restauro si intende precisare
la netta distinzione del Restauro dalle
discipline della progettazione alle varie
scale che si configurano in altri ambiti. A
parte l’opposta angolatura determinata dal
significato della “utilizzazione”, che per le
discipline compositive é un dato mentre
per gli interventi di restauro è un risultato,
non sembra pensabile oggi immaginare
una qualsiasi progettazione che si possa
sovrapporre all’oggetto da restaurare, se
non quella strettamente necessaria
imposta dalla sua conservazione. Essa
esclude, ovviamente, il ricorso a qualsiasi
malintesa “artisticità”, ma comprende
quella della riutilizzazione compatibile con
la struttura fisica e la vocazione del
manufatto restaurato. In questa ottica è
evidentemente esclusa la possibilità di
considerare il Restauro come l’insieme di
operazioni tendente ad adeguare gli edifici
antichi alle esigenze moderne,
assimilandolo al Recupero edilizio, mentre
si afferma che alla disciplina dei Restauro
spetta certamente la progettazione della
Conservazione integrata, vale a dire la
riutilizzazione compatibile del patrimonio
architettonico che, nel rispetto dei valori
derivati dal modello distributivo e
costruttivo propri dell’edificio antico sappia
ricercare una riutilizzazione conforme alla
vocazione del manufatto, la quale serva a
prolungare la vita senza alterai-ne la
sostanza e l’autenticità storica ed estetica.
Tale approccio alla disciplina fa capo alla
più moderna cultura ed in particolare alla
lezione dei maestri italiani che hanno
contribuito alla definizione del Corpus
disciplinare del Restauro, mirabilmente
sintetizzato nella Carta di Venezia del 1964.
A distanza di oltre quaranta anni, la validità
di tale documento é confermata dalla
evidenza quasi profetica delle affermazioni
contenute nei suoi articoli e dalla
constatazione quotidiana della pressione
crescente dei meccanismi del profitto, che
in maniera sempre meglio dissimulata
svuotano - letteralmente - il patrimonio
architettonico e ambientale dei propri
contenuti.
La proposta scientifica e didattica si ispira
al solco tracciato dal pensiero e dalle opere
di quelle figure e tende a trovare la
conferma degli assunti culturali innanzi
richiamati nel contesto storico e geografico
delle regioni meridionali e del bacino
mediterraneo.
Si affronteranno quindi argomenti di
carattere generale, aspetti metodologici e
problematiche specifiche che traggono
spunto dal tema d’anno scelto per le
esercitazioni. Con esso si intende
intraprendere un percorso di conoscenza
volto ad analizzare ed approfondire i tratti
che definiscono l’identità dell’architettura
pugliese. Ciò nella prospettiva della
conservazione di un patrimonio dalla
individualità irripetibile, ai fini della sua
trasmissione alle generazioni future.
1.2 Metodologia didattica
li metodo adottato é induttivo:
dall’osservazione paziente e approfondita
della fabbrica si ricava da un lato
l’apprendimento dell’architettura nel suo
farsi, dall’altro si scoprono le ragioni della
sua tutela
L’apprendimento teorico (sapere) é relativo
ai principi che guidano le fasi di
conoscenza, il riconoscimento,
l’interpretazione dei valori storici, artistici,
estetici e le scelte nel progetto di restauro:
- lo studio della storia delle stratificazioni
architettoniche e dei criteri che consentono
di valutarne la forma, la consistenza
materiale, il degrado (Restauro
Architettonico);
- la definizione del modello statico e lo
studio dei processi che alterano le
condizioni di stabilità, collocati
criticamente entro la rivisitazione della
dinamica evolutiva degli assetti costruttivi.
(Teorie e Tecniche costruttive nel loro
sviluppo storico).
Le applicazioni progettuali (saper fare)
riguardano la capacità di pervenire,
attraverso l’impostazione, l’articolazione e
l’elaborazione di un progetto di restauro,
alla sintesi critica e alla dimostrazione della
maturità progettuale relativa alla finalità
della conservazione dei monumenti tramite
appropriati interventi. Essi richiamano
tanto la cognizione tecnico scientifica che
consente l’impiego criticamente
consapevole di tecnologie e di materiali
moderni, quanto la capacità di creare
soluzioni progettuali originali e coerenti
rispetto agli obiettivi conservativi
individuati.
Argomenti delle lezioni
1. La conoscenza della fabbrica:
metodologia della ricerca storica e le fonti;
Le fonti ed i luoghi della ricerca, rapporto
fra conoscenza storica e progetto, la
conoscenza della “fabbrica comune”
2. La conoscenza della fabbrica: Il rilievo
per il restauro
Dal rilievo geometrico a quello per il
restauro: strutturale, materico, degrado,
dissesto, etc…
3. La conoscenza della fabbrica: le indagini
distruttive e non;
4. Il progetto ed il cantiere premoderno: La
trattatistica e la fabbrica ;
5. Il progetto ed il cantiere premoderno:
Tecnologia edilizia, le murature;
6. Il progetto ed il cantiere premoderno:
Tecnologia edilizia, i sistemi spingenti;
7. Il progetto ed il cantiere premoderno:
Tecnologia edilizia, solai e capriate;
8. Il progetto ed il cantiere premoderno:
Tecnologia edilizia, finiture e serramenti;
9. Degrado e Dissesto: il degrado dei
materiali;
Degrado chimico fisico e umidità;
10. Degrado e Dissesto: il dissesto ed i
quadri fessurativi;
Diagnostica, Cause e rimedi nei dissesti.
Rapporto tra forma e resistenza delle
strutture storiche agli eventi sismici;
11. Il progetto di restauro:
Impostazione del progetto,
predisposizione degli elaborati;
12. Tecnologie d’intervento: Risanamento e
Consolidamento dei materiali lapidei Tecnologie ed esempi;
13. Tecnologie d’intervento: Risanamento e
Consolidamento del legno; Tecnologie ed
esempi;
14. Cantieri e progetti: presentazione in
aula
15. Cantieri e progetti: visita in cantiere
16. Grandi Cantieri e progetti di restauro
17. La legislazione: il T.U. 42/2004
18. Il restauro a grande scala: il restauro
urbano ed i problemi dei centri antichi;
19. Il restauro a grande scala: il restauro
del paesaggio ed i PUTT;
20. Il restauro a grande scala: il restauro
preventivo e la conservazione
programmata;
21. Il restauro archeologico e il rudere;
22. La stratigrafia nel restauro;
23. Il restauro in Puglia: L’Ottocento;
24. Il restauro in Puglia: gli interventi negli
anni ’50 e ’60.
Corso C/ Giacomo Martines, Mariella
Diaferio
Tema d’anno
Architetture monumentali in pietra di terra
di Bari
Design Problem
Monumental stone architecture of Bari
Lezioni di Restauro architettonico C
Il corso prende come oggetto di studio
alcuni Monumenti significativi della
tradizione costruttiva in pietra della terra di
Bari.
Lo scopo del laboratorio è di fornire gli
strumenti teorico-operativi necessari allo
sviluppo del progetto di restauro del
manufatto architettonico. Tale operazione è
inscindibile dalla conoscenza profonda
dell’oggetto dell’intervento, dal punto di
vista storico-documentario, geometrico
(rilievo), tecnico-costruttivo, delle
condizioni di conservazione.
La prima fase del corso sarà tesa
all’acquisizione da parte degli allievi delle
conoscenze storco-critiche, formali e
tipologiche sul manufatto d’interesse.
Nella seconda fase del corso si forniranno
gli strumenti metodologici atti a definire lo
“stato normale” dell’oggetto e quindi ad
elaborare il progetto di restauro, attraverso
l’analisi e l’interpretazione dei dati di
“rilievo”. Infine si opererà un saggio di
ricostruzione dell’opera, imprescindibile
per l’approfondimento della conoscenza
dell’oggetto, delle tecniche costruttive e
quindi dei valori intrinseci del manufatto e
delle valenze da tutelare e tramandare (fine
ultimo della disciplina del restauro
architettonico).
I principali argomenti delle lezioni saranno
relativi a:
- Le ragioni del restauro architettonico
- Metodi del restauro architettonico
- Differenze d’approccio metodologico:
Restaurare, ripristinare o conservare.
- Ricerca storico-archivistica finalizzata al
restauro architettonico
- Tecniche costruttive: fondazioni,
murature,strutture voltate, orizzontamenti
3
3.3.11 Progetti didattici del II ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
costituiscono la testimonianza di civiltà il
cui valore si intende preservare. Essa
soltanto, ancora, consente di ricondurre
mentalmente il bene culturale da tutelare
nelle condizioni del suo tempo e di
ricercarne l’interna unità, i significati e di
individuarne gli eventuali “quozienti”
letterari.
L’estensione dell’istanza storica ed estetica
dal monumento isolato all’ambiente
urbano e rurale ed a quello paesaggistico
configura l’intimo intreccio fra urbanistica e
restauro e fra programmazione economica,
pianificazione territoriale e restauro. Il
corso postula una reciproca influenza fra
queste discipline, pur nella definita
autonomia dei propri ambiti culturali e
specialistici che sono diversi, essendo però
comuni i principi di tutela degli aspetti
umani e sociali e la strumentazione delle
leggi sulla protezione delle bellezze
naturali e paesaggistiche.
E’ evidente che la conservazione non può
prescindere dalla fisicità del Bene
Culturale, quello che la cultura germanica
chiama Bausubstanz. Il Corso dovrebbe
avere quindi, come logico corollario, il
cantiere di restauro, cioè il luogo dove in
maniera univoca e irripetibile è possibile
verificare sul campo idee e tecniche di
conservazione, alla stesso modo in cui per
la formazione di un vero archeologo non
dovrebbe mancare la partecipazione ad
una campagna di scavi.
Alla storia dell’architettura, e in generale a
quella dell’arte, appartengono i “testi” e i
“materiali” degli edifici oggetto del nostro
studio, ma bisogna osservare che quasi
sempre un’architettura del passato si
119
120
Topics of architectural restoration C
The monuments used as study cases are
chosen for their constructive characteristics
typical of the apulia tradition
The Laboratory aim is to build theoreticalpractical instruments for a restoration
project. This step needs the deep historical,
technical, conservative knowledge on the
object and his survey.
The first step of the laboratory is dedicated
to collect this knowledge. The second step
is to chose the “normal configuration” of
the study case and to design the
restoration project. The third step is on a
reconstruction exercise to prove the
acquisition of the instruments collected in
the laboratory.
The main topics will be referred to the
problem of restoration design:
- The architectural restoration reasons
- The architectural restoration methods
- Methodological differences: Restoration,
reconstruction or conservation
- Historical research finalized to the
restoration
- Building technologies
- The “correct form” of the monument
- Design for the historical architecture
- The architectural process of decay
- The structural restoration
- Work examples
- Guide to the restoration project
Lezioni di Teorie e tecniche costruttive nel
loro sviluppo storico C
- Problemi strutturali dei monumenti e
dell’edilizia storica.
- Elementi strutturali e tecniche costruttive
murarie tradizionali
- Il legno: caratteristiche fisiche e
meccaniche; elementi strutturali;
l’assessment delle strutture lignee.
- La vulnerabilità strutturale: Metodi di
valutazione: Le schede di I e II livello: Casi
di studio.
- Diagnostica e riabilitazione strutturale per
le costruzioni in muratura.
- La sicurezza strutturale per gli edifici in
muratura: quadro Normativo.
- Linee Guida per la valutazione e riduzione
del rischio sismico del patrimonio culturale
con riferimento alle norme tecniche per le
costruzioni.
Topics of Theory and Techniques of
Construction in their historical
development
- Structural problems of Monuments and
historical buildings
- Structural elements and traditional
construction techniques
- Woods: physical and mechanical
characteristics; structural elements,
assessment
- Structural risk: evaluation methods, study
cases.
- Structural investigation and remedy
- Structural security: Normative.
- Guide-lines for the evaluation and
reduction of the seismic risk in the cultural
values
dalla iscrizione al corso.
Esercitazioni
Le esercitazioni costituiscono lo sviluppo
del tema d’anno e si articolano in:
a. studio del monumento: indagine
tipologica e morfologica, indagine
storicodocumentaria, indagine dell’oggetto
nel suo contesto;
b. studio degli elementi e delle tecniche
costruttive del monumento;
c. rilievo architettonico del monumento e
delle sue parti; rilievo tematico del
fabbricato e delle sue condizioni di degrado.
d. identificazione dello “stato normale” e
saggio di ricostruzione.
Modalità d’esame
Per sostenere l’esame lo studente deve
avere sostenuto tutte le propedeuticità
previste, e deve avere frequentato con
regolarità e svolto con profitto tutte le
attività didattiche previste. L’esame
consiste in un colloquio sugli elaborati
grafici di progetto e sul contenuto delle
lezioni teoriche.
Exercises
There are planned some exercises during
the course:
a. typological and morphological analysis,
historical analysis, the monument and his
surrounding area;
b. constructive technique and elements of
the monument;
c. architectural survey; state of decay.
d. chose the “normal configuration” and
reconstruction project
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma entro i primi dieci giorni
dall’inizio delle lezioni. È ammessa
l’iscrizione con riserva per quegli studenti
che sosterranno tutte le propedeuticità
previste entro gli appelli straordinari
invernali. La mancata verifica di questa
condizione implica a febbraio la decadenza
Laboratorio 2 di Costruzione
dell’architettura
Building Design Studio 2
concretamente definendo nella storia del
costruire come arte, come scienza, come
tecnica.
L2CA-12 cfu
4° anno / corso annuale
Area didattica IV:
Analisi e progettazione strutturale
dell’architettura
Aims and contents
The course, through the three teachings that
define it, aims mainly to guide the student
towards a structural design synthesis – in the
field of masonry structures as well as
reinforced concrete structures – of an
architectural organism. Once defined the
building nature, its firmitas design - involving
problems not uncommonly difficult for
building safety – represents one of the most
complex, and at the same time, most
fascinating subjects of structural design as
they have been really defined in the
construction history seen as art, science and
technique.
• Progetto di strutture - Icar 09 – 9 crediti
•• Teorie e tecniche della progettazione
architettonica - Icar 14 – 3 crediti
Corso A
• Dora Foti
•• Claudio D’Amato
Corso B
• Giuseppe Marano
•• Vincenzo Minenna
Finalità e contenuti disciplinari
I corsi, attraverso i tre insegnamenti che
concorrono a definirli, hanno come
obiettivo prioritario quello di far pervenire
l’allievo a sintesi complete nel campo della
progettazione strutturale –relativa sia alla
muratura portante che al cemento
armato– di un organismo architettonico di
medie dimensioni (edificio specialistico).
Infatti una volta che sia stata definita la
natura dell’edificio, la progettazione della
sua firmitas –coinvolgendo problemi non di
rado ardui per la sicurezza della
costruzione– costituisce uno degli
argomenti più complessi e per ciò stesso
più affascinanti della progettazione
strutturale così come si sono venuti
Articolazione delle attività didattiche
Le attività intra moenia sono articolate in:
lezioni; seminari finalizzati alla lettura
tecnico-costruttiva di casi di studio
significativi; esercitazioni per
l’apprendimento guidato in aula dei
contenuti disciplinari proposti nelle lezioni
e nei seminari; atelier di progettazione
strutturale, condotto su esempi
personalizzati, con progetto e
dimensionamento delle soluzioni adottate,
elaborazione di disegni d’insieme e di
dettaglio costruttivo, calcolo di verifica
condotto alla luce delle vigenti normative
strutturali.
Articulation of educational activities
The intra-moenia educational activities are
articulated into: lessons; workshops finalised
to the technical/constructive reading of
significant study-cases; exercitations in
classroom, for the guided learning of the
theoretical contents; atelier of structural
design on personalised examples, consisting
of the structural dimensioning of a project,
and its adopted solutions, but also of the
elaboration of overall drawings and of
constructive details’ ones, and of their
verification calculation following the current
structural regulations.
Progetto di strutture
(Dora Foti - Giuseppe Marano)
Il corso di Progetto di Strutture, collocato
nel Laboratorio 2/A di Costruzione
dell’Architettura, si prefigge l’obiettivo
primario di consolidare e fornire la
conoscenza delle strutture necessaria ad
ogni studente per lo sviluppo e la
realizzazione delle proprie idee e scelte
progettuali. Scopo del corso è quindi
provvedere alla formazione per la
risoluzione delle principali problematiche
legate all’elaborazione di modelli
architettonici e anche alla loro analisi e
verifica di sicurezza grazie ad applicazioni
pratiche.
Nel corso delle lezioni saranno analizzati
differenti sistemi strutturali e il loro
comportamento, sia che si tratti di strutture
murarie continue, che di sistemi discreti e,
quindi, anche del funzionamento di singoli
elementi e nodi. Particolare attenzione sarà
posta sulle caratteristiche meccaniche dei
diversi materiali strutturali e sul loro
comportamento statico, in modo che lo
studente possa avere gli strumenti
adeguati per scelte strutturali opportune.
Nel corso particolare importanza sarà data
al rapporto tra struttura e forma,
indispensabile per la buona riuscita di un
progetto strutturale.
• Introduzione Progettazione Strutturale:
la sicurezza strutturale
Gli stati limite
I carichi
I sistemi strutturali
• Concezione delle strutture:
a) Sistemi di aste (puntoni e tiranti)
b) Sistemi intelaiati (telai, modelli ridotti,
diagrammi qualitativi)
• Strutture in c.a.
a)Materiale
b) Funzionamento pilastro
c) Funzionamento trave
d) Funzionamento solaio
Progettazione strutturale in c.a. (1°
ESONERO SCRITTO)
• Strutture in acciaio / legno:
a) Materiale Acciaio – Materiale Legno
b) Funzionamento pilastro
c) Funzionamento trave-tirante
d) Funzionamento nodi
Progettazione strutturale in acciaio/ legno
(2° ESONERO SCRITTO)
• Strutture in muratura moderna e
storica:
a)Materiale
b) Funzionamento pareti in muratura
moderna
c) Funzionamento pareti in muratura
storica
3
3.3.11 Progetti didattici del II ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
e coperture in legno, collegamenti verticali
e scale
- Lo “stato normale”
- La progettazione dell’antico
- Tipologie di degrado
- Tecniche di consolidamento
- Esempi applicativi e modelli di lavoro
- Guida alla redazione del progetto di
restauro
121
d) Funzionamento degli archi e delle volte
Progettazione strutture in muratura (3°
ESONERO SCRITTO)
Sono inoltre previsti 3 esoneri durante
l’anno, ciascuno al termine dei moduli,
rispettivamente, 3, 4 e 5.
Al termine delle lezioni frontali sono
previste esercitazioni sul tema d’anno
(progetto di una struttura) + 2 visite in
cantiere o presso aziende di produzione
inerenti al corso.
Gli esami consistono in una valutazione
delle prove scritte durante l’anno e in una
prova orale alla fine del corso.
TESTI CONSIGLIATI
• Quaderni del manuale di progettazione
edilizia: le strutture – ed. Hoepli
• Le strutture in architettura; autori: Mario Salvadori, Robert Heller – ed.
Etaslibri
• E. Torroja, La concezione strutturale,
Torino, UTET, 1966.
• E. Siviero, A. Benedetti, La concezione
strutturale nel progetto di architettura,
Editrice Compositori S.r.l, Bologna, 2002.
• Schodek D. L., Strutture, Patron Editore,
2004 .
• Migliacci “L’architettura dell’equilibrio e
della deformazione” I e II vol.
122
NORMATIVA DI RIFERIMENTO
• Circ. 02/02/2009 : “Istruzioni per
The course in Design of Structures, part of
the Laboratory 2/A of Architectural
Construction, primary aims at consolidating
and providing knowledge on the structures
necessary for each student to develop and
implement of his own design ideas and
choices. The aim of the course is to provide
training for the resolution of the main
issues related to the development of
architectural models and also to their
analysis and safety check through practical
applications.
During the lessons different structural
systems and their behavior will be
analyzed, whether on continuous masonry
structures, that on discrete systems and,
therefore, also on the static behavior of
individual elements and nodes. Emphasis
will be placed on the mechanical
characteristics different structural
materials and their static behavior, so that
the student can have the proper tools for
appropriate structural choices.
In the course particular emphasis will be
given to the relationship between structure
and form, which is essential for the success
of a structural design.
• Introduction to Structural Design:
Structural safety
Limit states
loads
Structural systems
• Conception of structures:
a) Systems of rods (struts and tie rods)
b) Framed systems (frames, reduced
models, qualitative diagrams)
• RC Structures
a) Material
b) Pillar behavior
c) Beam behavior
d) Slab behavior
Structural design in R.C. (1st WRITTEN
TEST)
• Structures in steel / wood:
a) Steel Material - Wood Material
b) Pillar behavior
c) Tie rod-beam behavior
d) Nodes behavior
Structural design in steel / wood (2nd
WRITTEN TEST)
• Modern and historic masonry
structures:
a) Material
b) Modern masonry walls behavior
c) Historical masonry walls behavior
d) Arches and vaults behavior
Design of masonry structures (3rd WRITTEN
TEST)
• Regulatory aspects of structural design:
The duties and responsibilities of the
Designer, Project Manager, Quality
Controller
3 written tests are also provided during the
year, each at the end of, respectively,
modules 3, 4 and 5.
At the end of the lectures, exercises in
groups of 4-5 students each are planned on
the design of a structure in order to apply
the knowledge acquired during the course.
Moreover 2 site visits or at manufacturing
companies are planned.
Exams require an evaluation based on the
written tests during the year and a final oral
exams at the end of the course.
SUGGESTED BOOKS
• Quaderni del manuale di progettazione
edilizia: le strutture – ed. Hoepli
• Le strutture in architettura; autori: Mario Salvadori, Robert Heller – ed.
Etaslibri
• E. Torroja, La concezione strutturale,
Torino, UTET, 1966.
• E. Siviero, A. Benedetti, La concezione
strutturale nel progetto di architettura,
Editrice Compositori S.r.l, Bologna, 2002.
• Schodek D. L., Strutture, Patron Editore,
2004 .
• Migliacci “L’architettura dell’equilibrio e
della deformazione” I e II vol.
REFERENCE CODES
• Circ. 02/02/2009 : “Istruzioni per
l’applicazione delle Norme tecniche per le
Costruzioni di cui al D.M. 14 gennaio 2008”.
• D.M. 14/01/2008: “Norme Tecniche per
le Costruzioni”.
• Ordinanza Ministeriale n. 3274 del
20/03/2003: “Norme Tecniche per il
Progetto, la Valutazione e l’Adeguamento
Sismico degli Edifici”.
• EUROCODICE 2.
• D.M. 16 Gennaio 1996: “Norme tecniche
relative ai criteri generali per la verifica di
sicurezza delle costruzioni, e dei carichi e
sovraccarichi.
• D.M. 9 Gennaio 1996: “Norme tecniche
per il calcolo, l’esecuzione ed il collaudo
delle strutture in c.a., normale e
precompresso e per le strutture metalliche”
(da utilizzarsi per il calcolo col metodo agli
S.L.).
• D.M. 14 febbraio 1992: “Norme tecniche
per il calcolo, l’esecuzione ed il collaudo
delle strutture in c.a., normale e
precompresso e per le strutture metalliche”
(da utilizzarsi per il calcolo col metodo alle
T.A.).
Teorie e tecniche della progettazione
architettonica
(Claudio D’Amato - Vincenzo Minenna)
Finalità
Il modulo di T&T intende offrire all’interno
del Lab2CA alcuni strumenti culturali,
scientifici e tecnici che, riprendendo gli
studi fatti negli anni precedenti,
favoriscano negli allievi una scelta
strutturale consapevole nell’ambito del
progetto di architettura complesso che essi
dovranno affrontare nei laboratori di laurea
del quinto anno.
Valutazione del profitto
La verifica del profitto sarà affidata alla
elaborazione di un progetto di dettaglio
architettonico–strutturale derivato da uno
degli argomenti trattati nelle lezioni stesse
(il voto farà media con quello di “Progetto
di strutture”).
Gli elaborati grafici consisteranno
nell’elaborazione di un modello
tridimensionale virtuale e o reale; e
dovranno essere consegnati almeno una
settimana prima dell’appello d’esame
prescelto.
Sono previste 9 lezioni così articolate per
argomenti:
- Teorie e tecniche della costruzione
plastico-muraria: il progetto in pietra da
taglio e in muratura
- Teorie e tecniche della costruzione
elastico-lignea: progettare con il legno, il
ferro, l’acciaio e il vetro
- Teorie e tecniche della costruzione
elastico-lignea: progettare con il cemento
armato
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma. Per iscriversi lo studente
deve avere sostenuto tutte le
propedeuticità previste. È ammessa
l’iscrizione con riserva per quegli studenti
che sosterranno tutte le propedeuticità
previste entro la sessione invernale.
La mancata verifica di questa condizione
implica a febbraio l’automatica decadenza
dalla iscrizione al corso.
Modalità d’esame
L’esame è individuale e consiste in un
colloquio sugli argomenti svolti a lezione e
sugli elaborati di progetto sviluppati
durante l’anno.
Metodi e tecniche di analisi ambientale II
Methods and technics of environmental
analysis II
1° modulo:
Fisica tecnica ambientale II
Applied Physics of the built environment II
Ing-Ind 11-4 cfu
4° anno / corso semestrale (II semestre)
Area didattica VI:
Discipline fisico-tecniche e impiantistiche
per l’architettura
Corso A
Francesco Ruggiero
Corso B
Francesco Piccininni
Finalità del corso
il corso si prefigge di fornire i concetti
fisici fondamentali mediante lo studio dei
fenomeni, delle leggi fisiche e la definizione
dei modelli matematici rappresentativi;
inoltre di rendere lo studente capace
di effettuare l’esame di significative
applicazioni a carattere elementare anche
con esercitazioni numeriche.
Contenuti disciplinari
1. Acustica
Caratteristiche delle onde sonore: natura
del suono; onde sonore piane e sferiche;
suoni puri e suoni complessi; spettri
acustici; campi sonori; sorgenti sonore;
grandezze acustiche. Propagazione del
suono nello spazio esterno: divergenza
delle onde; attenuazioni aggiuntive;
barriere acustiche; presenza del
3
3.3.11 Progetti didattici del II ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
• Aspetti normativi della progettazione
strutturale:
I compiti e le responsabilità del Progettista,
Direttore dei Lavori, Collaudatore
l’applicazione delle Norme tecniche per le
Costruzioni di cui al D.M. 14 gennaio 2008”.
• D.M. 14/01/2008: “Norme Tecniche per
le Costruzioni”.
• Ordinanza Ministeriale n. 3274 del
20/03/2003: “Norme Tecniche per il
Progetto, la Valutazione e l’Adeguamento
Sismico degli Edifici”.
• EUROCODICE 2.
• D.M. 16 Gennaio 1996: “Norme tecniche
relative ai criteri generali per la verifica di
sicurezza delle costruzioni, e dei carichi e
sovraccarichi.
• D.M. 9 Gennaio 1996: “Norme tecniche
per il calcolo, l’esecuzione ed il collaudo
delle strutture in c.a., normale e
precompresso e per le strutture metalliche”
(da utilizzarsi per il calcolo col metodo agli
S.L.).
• D.M. 14 febbraio 1992: “Norme tecniche
per il calcolo, l’esecuzione ed il collaudo
delle strutture in c.a., normale e
precompresso e per le strutture metalliche”
(da utilizzarsi per il calcolo col metodo alle
T.A.).
123
124
Modalità d’esame
L’esame corrisponde a mezza annualità
e consiste in una prova scritta sugli
argomenti e gli esercizi trattati nelle lezioni
e nelle esercitazioni.
Sociologia urbana
The Urban Sociology
2° modulo:
Tecnologia dell’architettura
Technology of Architecture
Sps 10-8 cfu
4° anno / corso annuale
Area didattica IX:
Discipline sociali, economiche e giuridiche
per l’architettura e l’urbanistica
Icar 12-7,5 cfu
4° anno / corso semestrale (II semestre)
Area didattica V:
Discipline tecnologiche per l’architettura
CORSO A
Fiore Resta
CORSO B
Diego Cellie
Finalità e contenuti disciplinari
Il corso è dedicato all’analisi delle
morfologie strutturali più comuni oltre a
quelle a gabbie cementizie: muratura,
legno, ferro; e quindi alla loro risposta in
termini di benessere ambientale.
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma. Poiché il corso si svolge
nel secondo semestre, è necessario, ai fini
dell’iscrizione, che lo studente abbia
sostenuto tutte le propedeuticità previste.
Modalità d’esame
L’esame consiste in un colloquio sugli
argomenti sviluppati nelle lezioni.
Sergio Bisciglia
Finalità e contenuti disciplinari
Il corso si profila come un vero e proprio
laboratorio in cui conoscenza e
sperimentazione si affiancano nella
costruzione di possibili scenari futuri per la
cui efficace previsione saranno necessarie
riflessioni non solo sociologiche, ma
storiche, politiche , economiche,
urbanistiche , tutte legate da un fil rouge
culturale che spazierà dalla letteratura al
cinema, alla musica, al folklore come
elementi significativi di una nuova società
che si sta costruendo su nuovi valori, credi,
tradizioni e che, pertanto, formula ancora
una nuova domanda di città contribuendo,
in misura sempre più significativa, alla sua
costruzione.
Laboratorio come spazio per conoscere,
interpretare, comprendere, costruire
sperimentando
1. Conoscere : la città data, i suoi aspetti
morfologici architettonici ed urbanistici, la
città ‘sociale’ e le sue azioni sul territorio
2. Interpretare: gli elementi caratterizzanti
e i produttori di trasformazione
3. Comprenderne la natura e la capacità di
riproduzione ed evoluzione
4. Costruire sperimentando in Laboratorio e
sul campo, tramite strategie e strumenti di
analisi e sintesi innovativi :ipotesi di CITTA’
FUTURA
Aims and contents
The course is outlined like a real laboratory
in which knowledge and experimentation
are placed side by side in the construction
of possible future scenarios for which
effective forecasts are necessary reflections
not only sociologically, but historically,
politically, economically, and urbanistically,
all tied from a cultural fil rouge that will
span from literature, to cinema, to music,
and to folklore like meaningful elements of
a new society that are being constructed on
new values, beliefs and traditions that,
therefore, still formulate new demands of
the city, while increasingly contributing in
significant measures, to its construction.
The laboratory is a space for knowledge,
interpretation, comprehension, and to
conduct experimentation
1. Knowledge: the given city, its
morphological architectural and urbanistic
aspects, the “social” city and its actions
affecting territory
2. Interpretation: the characterizing
elements and the producers of
transformation
3. Comprehension the nature and the
capacity of reproduction and evolution
4. To conduct experimentation in the
Laboratory and in the field, through
strategies and innovative instruments of
analysis and syntheses: FUTURE CITY
hypothesis
Articolazione delle attività didattiche
1. La città
La composizione della città
La città come sistema di relazioni materiali
ed immateriali
Periferie, centralità e luoghi centrali
Workshop: La campagna urbanizzata e il
nuovo significato di città
2. Tecniche e piano di ricerca: Gli strumenti
dell’analisi sociologica
- osservazione visiva
- osservazione uditiva
- teoria del campo
- cartografia posizionale
- vignette tematiche
- mappe mentali
- mappe sonore
- i ntervista libera
- intervista con questionario
Seminario;
Esercitazione applicativa
3. La città, work in progress
Gli spazi della tradizione : usi, significati
Gli spazi della contemporaneità: usi,
significati, trasformazioni
Utili o pericolosi invasori? Immigrati e
trasformazioni urbane
‘Gentrificazione’ e degrado: nobilitazione e
nuove povertà urbane
Seminario;
Esercitazione applicativa
4. Previsioni per una città futura: “if ...
then”
Tecniche , metodi, strumenti di previsione
Conoscenza della città e scenari futuri
i nuovi strumenti urbanistici e i Piani
integrati di sviluppo locale
gli strumenti sociologici di supporto:
- la partecipazione
- la valutazione ante
- il POE
Seminario;
Esercitazione applicativa
5. La città impresa
Pianificazione strategica e nuove forme di
governance urbana
Le politiche di comunicazione del territorio
Il Marketing strategico
La costruzione del prodotto città
La promozione del prodotto città
Le metropoli future : nuove pre/visioni e
nuovi cittadini
Seminario;
Esercitazione applicativa
Attività extra moenia:
Studio individuale
Ricerca sul campo
Verifiche intermedie
Articulation of educational activities
The course consists of general lessons with
exercises and practices applied to the case
studies.
1. The city
The composition of the city
The city as a system of material and
immaterial relations
Suburbs, burrows and central places
WORKSHOP : The urban country and the
new significance of the city
2. Techniques and search plan: The
instruments of sociological analysis
- Visual observation
- Auditory observation
- Field theory
- Cartography positions
- Thematic vignettes
- Mental maps
- Sound maps
- Free interview
- Interview with questionnaire
Seminar;
Applicative exercises;
3. The city, work in progress
Traditional spaces : uses, significances
Contempoary spaces: uses, significances,
tranformations
Useful or dangerous invaders? Immigrants
and urban transformations
‘Gentrification’ and degradation: social
classes and new urban poverty
Seminar;
Applicative exercises;
4. Forcats for city of the future: “if...then”,
tecniques methods and instruments of
forcasting
Knowledge of the city and future scenarios
New urban instruments and integrated
plans of local development
Sociological instruments of support:
- participation
- evaluation ante
- POE
Seminar;
Applicative exercises;
5. City interprise
Strategic planning and new forms of city
governance
The politics of territorial communication
Strategical marketing
Construction of the “city product”
Promotion of the “city product”
The metropolitan future : new forecasts
and new citizens
Seminar;
Applicative exercises;
Estra outside activities:
Individual study
Fiel research
Intermediate verifications
Modalità d’esame
Orale
A scleta dello studente la prova d’esame
potrà essere integrata con la presentazione
di un elaborato, sintesi di ricerche
riflessioni teorico-pratiche, svolte sul
territorio, sia individualemente che in
gruppo.
Exams
Oral
To be chosen by the student, the
examination will hate to be integrate whit a
presentation of a work that will be a
synthesis of research whit theoretical and
pratical observations, carried out on the
terroritory, either individually or in a group.
3
3.3.11 Progetti didattici del II ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
suolo; disomogeneità atmosferiche.
Propagazione del suono nei grandi
ambienti: assorbimento acustico; materiali
fonoassorbenti; campo sonoro diretto e
riverberante; tempo di riverberazione.
Propagazione del suono tra due o
più ambienti: interazione tra onde
sonore e strutture solide; isolamento
acustico; potere fonoisolante. Elementi
di psicoacustica: caratteristica della
sensazione uditiva; audiogramma normale;
caratteristiche acustiche del parlato.
Misure acustiche: fonometria; misura di
livello sonoro; spettrometria acustica. La
legislazione acustica in campo ambientale:
la zonizzazione acustica.
2. Illuminotecnica
Il fenomeno luminoso: luce naturale;
luce artificiale; caratteristiche della
visione. Elementi di fotometria e
colorimetria: sensazione visiva; grandezze
fotometriche; leggi di grassmann;
sistema normalizzato x-y-z e diagramma
cromatico. Le sorgenti luminose: lampade
e apparecchi illuminanti. Metodi di
calcolo dell’illuminamento all’interno ed
all’esterno degli edifici. Illuminazione
naturale: fattore di luce diurna
3. Le energie rinnovabili e gli impianti
di conversione dell’energia solare la
radiazione solare disponibile; i collettori
solari; schemi di impianti di riscaldamento
ad energia solare, il principio fotovoltaico
e le sue applicazioni, l’integrazione in
architettura.
125
Estimo
Real estate appraisal
126
Pierluigi Morano
Finalità e contenuti disciplinari
Articolato nei due moduli di Estimo ed
esercizio professionale e di Valutazione
economica dei progetti, afferenti
rispettivamente al primo e al secondo
semestre, il corso si pone l’obiettivo di
fornire ai futuri architetti le nozioni
teoriche, gli strumenti metodologici e
operativi e i riferimenti normativi necessari
per affrontare e risolvere le problematiche
di carattere economico-estimativo che si
presenteranno nell’arco della loro attività
professionale.
Aims and contents
The aim of the course is to provide the
theoretical notions, the methodological
and operational tools and the necessary
normative references to face and to resolve
the economic problems of evaluation.
Lezioni
1. Presentazione del corso: struttura, obiettivi
e modalità di svolgimento delle lezioni.
2. Introduzione all’Economia. Definizioni
fondamentali.
3. La teoria del consumatore: l’approccio
quantitativo.
4. La teoria del consumatore: l’approccio
monoparametrica del valore di mercato di un
appartamento a civile abitazione.
19. Revisione degli elaborati delle
Esercitazioni n.1, n.2 e n.3.
20. Il valore di mercato. Un esempio: la stima
diretta del valore di mercato di un
appartamento per civile abitazione con
procedimento pluriparametrico “per punti di
merito”.
21. Il valore di mercato. La stima per
capitalizzazione dei redditi. La determinazione
del reddito da capitalizzare.
22. Il valore di mercato. La stima per
capitalizzazione dei redditi. Il saggio di
capitalizzazione. Un esempio: la stima
indiretta del valore di mercato di un
appartamento per civile abitazione col
procedimento per capitalizzazione dei redditi.
23. L’espropriazione per pubblica utilità.
24. La stima delle aree fabbricabili. Nozione di
area fabbricabile. Scopo della stima e aspetti
economici per le aree fabbricabili.
25. La stima diretta e la stima indiretta delle
aree edificabili. Il valore di trasformazione per
i giudizi di convenienza economica sulle aree
fabbricabili.
26. Il valore di costo. La valutazione dei costi
nel processo edilizio con particolare
riferimento al progetto di opere e lavori
pubblici.
27. Il valore di costo. Gli attori del processo
edilizio e le relative finalità. Riferimenti
normativi.
28. valore di costo. Tipologie di committenza.
29. Il valore di costo. Il ciclo del progetto: fasi,
contenuti, strumenti di valutazione del costo e
relativa tolleranza.
30. Il valore di costo. La stima o diretta del
costo di costruzione. Strumenti operativi: il
prezziario della DEI.
31. testo e modalità di svolgimento
dell’Esercitazione n. 4.
32. Il valore di costo. I documenti di contratto.
33. Revisione degli elaborati dell’Esercitazione
n. 4.
34. Il valore di costo. La stima del costo di
costruzione con il Computo Metrico
Estimativo. Le fasi del Computo Metrico
Estimativo e i relativi documenti.
35. Revisione degli elaborati dell’Esercitazione
n. 4.
36. Il valore di costo. La stima del costo di
costruzione con il Computo Metrico
Estimativo (CME). Le norme di misurazione.
37. Revisione degli elaborati dell’Esercitazione
n. 4.
38. Il valore di costo. La stima del costo di
costruzione con CME. La determinazione dei
prezzi unitari.
39 Revisione degli elaborati dell’Esercitazione
n. 4.
40. Il valore di costo. La stima del costo di
costruzione con CME. Testo e modalità di
svolgimento dell’Esercitazione n.5.
L’aggiudicazione degli appalti.
41. Revisione degli elaborati dell’Esercitazione
n. 5.
42. Il valore di costo. L’Aggiudicazione degli
appalti. Il quadro tecnico-economico.
43. Un esempio concreto di Computo Metrico
estimativo.
44. Revisione degli elaborati dell’Esercitazione
n. 5.
45. La contabilità dei lavori e i relativi
documenti.
46. Revisione degli elaborati dell’Esercitazione
n. 5.
47. Revisione degli elaborati dell’Esercitazione
n. 5.
48. Revisione degli elaborati dell’Esercitazione
n. 5.
49. Revisione degli elaborati dell’Esercitazione
n. 5.
50. Revisione degli elaborati dell’Esercitazione
n. 5.
51. Revisione degli elaborati dell’Esercitazione
n. 5.
52. Revisione degli elaborati dell’Esercitazione
n. 5.
53. Revisione degli elaborati dell’Esercitazione
n. 5.
Lectures
1. Presentation of the course: structure,
objects and modality of the lessons.
2. Introduction to the Economy. Fundamental
definitions.
3. The theory of the consumer: the
quantitative approach.
4. The theory of the consumer: the ordinal
approach.
5. The theory of the production: a technical
and economic problem.
6. The theory of the production. The law of the
decreasing marginal productivity.
7. The theory of the production. The isoquanto
and the isocosto curves. The curves of the
costs in the short and in the long period.
8. The market. Concepts of revenue and profit.
9. The market and the exchange. The main
systems of market.
10. An example: the break-even point of an
investment with the break even analysis. Text
and modality of development of the Practice
n.1.
11. Fundamentals of mathematical financial
institution. The transfer of the money in the
time. Applications. Text and modality of
development of the Practice n.2.
12. Review of elaborates of the Practices n.1
and n.2
13. Fundamentals of mathematical financial
institution. Accumulation of sums that mature
in different times. Applications. Text and
modality of development of the Practice n.3.
14. Fundamental definitions. Nexuses
between the Economy and real estate
evaluation.
15. The principles of real estate appraisal.
Relations between value of an economic good
and scope of the esteem.
16. The principles of real estate appraisal. The
forecast immanent character of the esteem
judgment. The price like foundation of the
esteem.
17. The principles of real estate appraisal.
General validity of the esteem. Judgments of
esteem and judgments of economic
convenience. The method of real estate
valuation.
18. The market value. The appraisal
approaches. An example: the monoparametric
esteem of the market value of a civil
apartment.
19. Review of elaborates of the Practices n.1,
n.2 and n.3.
20. The market value. An example: the direct
esteem of the market value of a civil
apartment with procedure “for merit points”.
21. The market value. The capitalization of the
yields. The determination of the yield to
capitalize.
22. The market value. The capitalization rate.
An example: the indirect esteem of the market
value of a civil apartment with the approach
for capitalization of the yields.
23. The expropriation for public usefullness.
24. Notion of building area. Scope of the
esteem and economic aspects for the building
areas.
25. The direct esteem and the indirect esteem
of the building areas. The value of
transformation for the judgments of economic
convenience on the building areas.
26. The cost value. The cost appraisal in the
building process for the plan of works and
jobs publics.
27. The cost value. The actors of the building
process and the relative purposes. Normative
references.
28. The cost value. Kinds of committee
29. The cost value. The cycle of the plan:
contents, instruments of appraisal of the
construction cost and their tolerance.
30. The cost value. The appraisal of the
construction costs.
The prezziario of DEI.
31. text and modality of development of the
Practice n.4.
32. The cost value. The contract documents.
33. Review of elaborates of the Practice n.4.
34. The cost value. The appraisal of the
construction cost with Computo Metrico
Estimativo (CME). Steps and documents of
CME.
35. Review of elaborates of the Practice n.4.
36. The cost value. The appraisal of the
construction costs with CME. The
measurement norms.
37. Review of elaborates of the Practice n.4.
38. The cost value. The appraisal of the
construction costs with CME. The
determination of the unit prices.
39. Review of elaborates of the Practice n.4.
40. The cost value. The esteem of the cost of
construction with CME. Text and modality of
development of the Practice n.5.
41. Review of elaborates of the Practice n.5.
42. The cost value. The Award of the contracts.
43. A concrete example of CME.
44 Review of elaborates of the Practice n.5.
45. The accounting of the jobs and the relati
to you documents. 46. Review of elaborates
of the Practice n.5.
47. Review of elaborates of the Practice n.5.
48. Review of elaborates of the Practice n.5.
49. Review of elaborates of the Practice n.5.
50. Review of elaborates of the Practice
n.5.
51. Review of elaborates of the Practice n.5.
52. Review of elaborates of the Practice
n.5.
53. Review of elaborates of the Practice n.5
Iscrizione al corso
Le iscrizioni avvengono obbligatoriamente
sulla piattaforma.
Per iscriversi lo studente deve avere
sostenuto tutti gli esami del primo e del
secondo ciclo.
Possono altresì iscriversi al corso gli
studenti ripetenti del 4° anno al fine di
sostenere l’esame di Estimo in
concomitanza con la sessione di laurea.
3
3.3.11 Progetti didattici del II ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
Icar 22-9 cfu
4° anno / corso annuale
Area didattica VII:
Discipline estimative per l’architettura e
l’urbanistica
ordinale.
5. La teoria della produzione. La produzione
come problema tecnico ed economico.
6. La teoria della produzione. La legge della
produttività marginale decrescente.
7. La teoria della produzione. L’isoquanto e
l’isocosto. Le curve dei costi nel breve e nel
lungo periodo.
8. Il mercato. Definizioni di ricavo e di profitto.
9. Il mercato e lo scambio. Le principali forme
di mercato.
10. Un esempio: il punto di pareggio di un
investimento con la break even analysis.
Testo e modalità di svolgimento
dell’Esercitazione n. 1.
11. Nozioni di matematica finanziaria. Il
trasferimento dei capitali nel tempo.
Applicazioni. Testo e modalità di svolgimento
dell’Esercitazione n. 2.
12. Revisione degli elaborati delle
Esercitazioni n. 1 e n. 2
13. Nozioni di matematica finanziaria.
Accumulazione ad uno stesso istante di
somme che maturano in momenti diversi.
Applicazioni. Testo e modalità di svolgimento
dell’Esercitazione n. 3.
14. Definizioni fondamentali. Nessi tra
l’Economia e l’Estimo.
15. I principi dell’Estimo. Relazioni tra valore di
un bene e scopo della stima.
16. I principi dell’Estimo. La previsione
carattere immanente del giudizio di stima. Il
prezzo come fondamento della stima.
17. I principi dell’Estimo. Oggettività e
generale validità del giudizio di stima. Giudizi
di stima e giudizi di convenienza economica. Il
metodo dell’Estimo.
18. Il valore di mercato. I procedimenti di
stima. Un esempio: la stima diretta
Modalità d’esame
L’esame, unico per entrambi i moduli, è di
tipo orale e verte sugli argomenti trattati
nel corso e sulle esercitazioni svolte.
127
3.3.12 Progetti didattici del III ciclo del
CdLM in Architettura
• 5° ANNO - 5th YEAR
128
LSF-18 cfu
5° anno / corso annuale
Insegnamenti
1 Progettazione architettonica 2
annualità (Icar 14-9 cfu)
2 Un insegnamento (9 cfu)
appartenente a uno dei seguenti settori
scientifico-disciplinari:
• Icar 09
• Icar 12
• Icar 14
• Icar 15
• Icar 16
• Icar 18
• Icar 19
• Icar 21
Lessons
1 Architectural Design (Icar 14-10 credits)
2 A teaching (6,5 credits) belonging to
one of the following scientific-disciplinary
sectors:
• Icar 09
• Icar 12
• Icar 14
• Icar 15
• Icar 16
• Icar 18
• Icar 19
Finalità e contenuti disciplinari
Obiettivo del laboratorio di sintesi finale è
la preparazione del progetto architettonico
necessario ai fini dell’esame di laurea. Esso
è intimamente connesso alla tesi di laurea,
di cui ne rappresenta una delle possibili
applicazioni.
Aims and contents
The objective of the final synthesis studio
is the preparation of the architectural
project necessary for the final degree
examination. It is intimately connected to
the research thesis, of which it represents
one of the possible applications.
Tema d’anno
È definito dal collegio dei docenti
unitamente al progetto didattico del
Laboratorio di laurea.
Design problem
It is defined by the college of teachers in
relation to the general educational project
of the Degree Studio.
Articolazione delle attività progettuali
L’esercizio del progetto è prevalentemente
concentrato nel secondo semestre, a valle
della elaborazione della tesi di ricerca.
Articulation of the educational activities
The completion of the project is
predominantly concentrated in the second
semester, after the elaboration of the
research thesis.
Modalità d’esame
L’esame prevede sia elaborati collettivi che
individuali; e si svolge di norma un mese
prima della seduta di laurea.
Piano di studi
Plan of studies
n. 3 insegnamenti monodisciplinari annuali
(ciascuno di 8 cfu), da scegliersi fra quelli
appartenenti a uno dei seguenti settori
scientifico-disciplinari:
• Icar 09
• Icar 12
• Icar 14
• Icar 15
• Icar 16
• Icar 17
• Icar 18
• Icar 19
• Icar 21
• Ing-ind 11
• SPS 10
• L-ANT 07
n. 3 annual teaching belonging to one of the
following scientific-disciplinary sectors:
• Icar 09
• Icar 12
• Icar 14
• Icar 15
• Icar 16
• Icar 17
• Icar 18
• Icar 19
• Icar 21
• Ing-ind 11
• SPS 10
• L-ANT 07
Finalità e contenuti disciplinari
Si tratta di tre corsi di insegnamento
coordinati, finalizzati alla preparazione
della tesi di ricerca e propedeutici alla
elaborazione del progetto di laurea.
I contenuti di ciascun corso e i relativi
obiettivi di ricerca sono definiti dal collegio
dei docenti unitamente al progetto didattico
complessivo del “laboratorio di laurea”.
Aims and contents
It consists of three coordinated taught
courses, aimed at the preparation of the
research thesis and the elaboration of the
final synthesis project.
The contents of every course and the
relative research objectives are defined
together with the college of teachers in
relation to the general educational project
of the “Degree studio”.
Articolazione delle attività di ricerca
Lo sviluppo dell’attività di ricerca è
prevalentemente concentrato nel primo
semestre, a monte della elaborazione
progetto di laurea.
Articulation of the activities of search
The development of the research activity is
predominantly concentrated in the first
semester, before the elaboration of the
degree project.
Iscrizione ai corsi
Avviene attraverso l’iscrizione al
laboratorio di laurea.
Modalità d’esame
Gli esami sono individuali e si svolgono
sugli elaborati individuali prodotti per la
tesi di ricerca (scritti e grafici) di norma un
mese prima della seduta di laurea.
Stage e verifica lingua inglese
Stage and verification english language
6 cfu
Finalità e contenuti disciplinari
Si tratta di una attività di raccordo fra
l’elaborazione della tesi di ricerca e il
progetto di sintesi finale. Generalmente viene
svolto presso una istituzione universitaria
all’estero, o presso qualificate strutture di
ricerca italiane, o enti, ecc. Responsabile di
esso è uno dei docenti del collegio.
Aims and contents
The placement involves an activity that
links the research thesis and the final
synthesis project. It is generally carried out
at a foreign university, or at a qualified
Italian research structure or corporate
body, etc. One of the members of the
college of teachers will be responsible for
the placement.
Articolazione delle attività di ricerca sul
campo
Lo sviluppo dell’attività di ricerca è
prevalentemente concentrato in due
settimane, a monte della elaborazione
progetto di laurea.
Articulation of the activities of research in
the field
The development of the research activity is
mainly concentrated in the two weeks
before the elaboration of the degree
project.
Iscrizione ai corsi
Avviene attraverso l’iscrizione al
laboratorio di laurea.
Modalità d’esame
L’esame è individuale e si svolge sugli
elaborati individuali prodotti (scritti e
grafici) di norma un mese prima della
seduta di laurea.
3
3.3.12 Progetti didattici del III ciclo del CdLm in Architettura
3. I regolamenti didattici
3
Laboratorio di sintesi finale
Final Synthesis Studio
• Icar 21
129
Il Corso di laurea magistrale (CdLM)
in Ingegneria Edile-Architettura (XI)
3. I regolamenti didattici
3
130
Il Corso di laurea magistrale
(CdLM)
in Ingegneria Edile-Architettura
(XI)
132
3.4.1 Obiettivi formativi specifici del corso
e descrizione del percorso formativo
Il Dipartimento ICAR attiva per il corrente
AA il corso di laurea magistrale (CDLM)
di cinque anni a ciclo unico in Ingegneria
Edile/Architettura in conformità alle
prescrizioni del DM 270/2004.
Questa laurea magistrale fa parte di
quei diplomi, certificati ed altri titoli di
formazione nel settore dell’architettura che
sono oggetto di reciproco riconoscimento
tra gli Stati membri dell’Unione Europea, e
come tale è stata pubblicata sulla “Gazzetta
Ufficiale dell’Unione Europea” C 294 (IT),
del 4.12.2003 (pp. 2- 4).
Il corso di studi è di durata quinquennale a
ciclo unico e prevede il rilascio del titolo di
“laureato magistrale in Ingegneria Edile/
Architettura”.
Il CDLM in Ingegneria Edile/Architettura
è dedicato alla formazione specifica
nel settore dell’Architettura, cioè alla
formazione per lo svolgimento di quelle
attività “esercitate abitualmente con il titolo
professionale di architetto” (direttive n.
85/384/CEE, n. 85/14/CEE, n. 86/17/CEE),
tesa ad assicurare il raggiungimento:
1. della capacità di creare progetti
architettonici che soddisfino le esigenze
estetiche e tecniche;
2. di una adeguata conoscenza della storia
e delle teorie dell’architettura, nonché delle
arti, tecnologie e scienze umane ad essa
attinenti;
3. di una conoscenza delle belle arti in
quanto fattori che possono influire sulla
qualità della concezione architettonica;
4. di una adeguata conoscenza in materia
di urbanistica, pianificazione e tecniche
applicate nel processo di pianificazione;
5. della capacità di cogliere i rapporti
tra uomo e creazioni architettoniche
e tra creazioni architettoniche e il loro
ambiente, nonché la capacità di cogliere
la necessità di adeguare fra loro creazioni
architettoniche e spazi in funzione dei
bisogni e della misura dell’uomo;
6. della capacità di capire l’importanza della
professione e delle funzioni dell’architetto
nella società, in particolare elaborando
progetti che tengano conto dei fattori
sociali;
7. di una conoscenza dei metodi di
indagine e di preparazione del progetto di
costruzione;
8. della conoscenza dei problemi di
concezione strutturale, di costruzione
e di ingegneria civile connessi con la
progettazione degli edifici;
9. di una conoscenza adeguata dei problemi
fisici e delle tecnologie, nonché della
funzione degli edifici, in modo da renderli
intimamente confortevoli e proteggerli dai
fattori climatici;
10. di una capacità tecnica che consenta
di progettare edifici che rispondano alle
esigenze degli utenti nei limiti imposti dal
fattore costo e dai regolamenti in materia di
costruzione;
11. di una conoscenza adeguata delle
industrie, organizzazioni, regolamentazioni
e procedure necessarie per realizzare
progetti di edifici e per l’integrazione dei
piani nella pianificazione.
3.4.2 Numero strutturato e concorso di
ammissione
Per l’A.A. 2013/2014 (XXIV) il numero
complessivo dei posti a disposizione per
l’iscrizione al primo anno è di 100.
3.4.3 Durata degli studi e spendibilità
della laurea magistrale in Ingegneria
Edile/Architettura
La durata del CDLM è di cinque anni per un
totale di 300 CFU, per un totale di 30 esami.
Ciascun anno di corso comprende 28
settimane di attività didattica, articolate in
due semestri.
Dopo il superamento di tutti gli esami, lo
studente è ammesso a sostenere l’esame di
laurea con il quale gli si conferisce il titolo
di “dottore magistrale in Ingegneria Edile/
Architettura”.
Questo titolo costituisce qualifica
esclusivamente accademica: esso consente
l’ammissione all’esame di Stato, che, se
sostenuto con successo, è certificato da un
altro diploma, rilasciato dal Ministero
dell’Università e della Ricerca, che abilita
all’esercizio indipendente della professione
di Ingegnere edile o Architetto a seconda
dell’Esame di Stato che egli sceglierà di
sostenere (la libera professione di
Ingegnere edile o di Architetto potrà essere
effettivamente praticata solo dopo
l’iscrizione all’albo professionale).
3.4.4 Ambiti disciplinari e ripartizione del
monte-crediti
L’attività didattica è organizzata in corsi
ufficiali di insegnamento, facenti riferimento
a differenti settori scientifico-disciplinari
(SSD), a loro volta organizzati in ambiti
disciplinari, così definiti a fini
esclusivamente didattici.
A ciascun ambito disciplinare è assegnato
un numero base di crediti derivante
dall’ordinamento didattico di Ateneo, così
come a sua volta derivato dal DM
270/2004: tale frazione di impegno orario
complessivo è in funzione degli obiettivi
specifici della formazione e dello
svolgimento delle attività formative stabilite
dal manifesto annuale degli studi.
3.4.5 Definizione degli ambiti disciplinari e
discipline inserite nel corso di laurea
magistrale in Ingegneria Edile/
Architettura
Al fine di garantire agli studenti le
fondamentali conoscenze teoriche e la
pratica di attività di sperimentazione
applicata, i contributi didattici e formativi di
ciascuno degli ambiti disciplinari assumono
a loro fondamento:
– i settori scientifico-disciplinari contenuti
nell’allegato A al DM 4 ottobre 2000, di cui
già all’art. 1 del D.M. 23 dicembre 1999:
http://www.miur.it/UserFiles/115.htm;
– i contenuti minimi disciplinari così come
nella declaratoria dei settori scientificodisciplinari contenuta nell’allegato B al DM
4 ottobre 2000, di cui già all’art. 1 del D.M.
23 dicembre 1999: http://www.miur.it/
UserFiles/116.htm).
3.4.6 Organizzazione della didattica e corsi
di insegnamento
L’attività didattica del CDLM in Ingegneria
Edile/Architettura si articola in una parte
formativa orientata all’apprendimento e alla
conoscenza di teorie, metodi e discipline;
ed in una parte teorico-pratica orientata
all’apprendimento e all’esercizio del “saper
fare” nel campo delle attività strumentali o
specifiche della professione.
L’attività didattica è organizzata sulla base
di semestralità, costituite da corsi ufficiali di
insegnamento.
Pertanto, con riferimento all’art. 1.14 delle
Norme generali, gli esami di profitto
possono essere sostenuti su:
- corsi di insegnamento mono–disciplinari
semestrali da 12 CFU;
- corsi di insegnamento mono–disciplinari
semestrali di 6 CFU;
Alcuni segmenti dell’attività didattica
pratica potranno essere svolti anche presso
qualificate strutture degli istituti di ricerca
scientifica nonché dei reparti di ricerca e
sviluppo di enti ed imprese pubbliche o
private operanti nel settore
dell’architettura, dell’ingegneria civile e
dell’urbanistica, previa stipula di apposite
convenzioni che possono prevedere anche
l’utilizzazione di esperti appartenenti a tali
strutture ed istituti, per attività didattiche
speciali (corsi intensivi, seminari, stage).
3.4.7 Articolazione del curriculum
studiorum
I cinque anni del CDLM sono così definiti
per finalità didattiche:
1° e 2° anno (I ciclo)
Destinati prevalentemente alla formazione
di base.
3° e 4° anno (II ciclo)
Destinati prevalentemente alla formazione
scientifico-tecnica e professionale.
5° anno (III ciclo)
Destinato a specifici approfondimenti
disciplinari e all’elaborazione della tesi di
laurea.
La tesi consiste nella elaborazione di due
elaborati: uno grafico, ed uno scritto.
3.4.8 Esame di laurea
L’esame di laurea consiste nella
elaborazione di un progetto (prova finale) e
di una tesi (tesi di ricerca).
Tali attività didattiche e di ricerca sono
organizzate in piani di studio redatti
individualmente da ciascun laureando in
base a cinque indirizzi, definiti dalla natura
della tesi e della prova finale.
Tali indirizzi fanno riferimento a macro–
settori disciplinari dell’Area 08. Essi sono:
– Ingegneria strutturale e geotecnica
(macro–settore 08/B)
– Design e progettazione tecnologica
dell’architettura (macro–settore 08/C)
– Progettazione architettonica (macro–
settore 08/D)
– Restauro, Storia dell’architettura, Disegno
(macro–settore 08/E)
– Progettazione urbanistica e territoriale
(macro–settore 08/F)
Il piano di studi individuale
Iscrivendosi al 5° anno lo studente deve:
– optare per un indirizzo;
– formulare il proprio piano di studi
individuale;
– indicare il SSD della prova finale
(progetto) e il docente di riferimento;
– indicare il SSD della tesi di ricerca e il
docente relatore;
– indicare il SSD dello stage.
In tal modo egli afferisce ad un laboratorio
di laurea.
A tal fine lo studente deve:
– avere superato tutti gli esami del 1°, 2° e
3° anno;
– avere acquisito almeno 51 CFU del 4°
anno;
– possedere l’idoneità della lingua inglese.
E’ costituito dall’insieme degli insegnamenti
del 5° anno, così come definiti dal piano di
studi individuale elaborato da ciascun
laureando.
I laboratori di laurea
L’insieme dei piani di studio che fanno
riferimento a distinti indirizzi è denominato
“laboratorio di laurea”.
Formalizzazione dei laboratori di laurea
All’inizio di ciascun semestre (settembre e
marzo), il Consiglio di Dipartimento:
– approva i piani di studio formulati dai
laureandi (già istruiti dalla Commissione
didattica);
– nomina un coordinatore per ciascun
laboratorio di laurea;
– stabilisce l’afferenza di ciascun laureando,
sulla base del proprio piano di studi,
corrispettivo laboratorio di laurea.
Dopo l’approvazione dei piani di studio i
laureandi devono presentare una scheda
sintetica in cui si definisce:
– il titolo del progetto di sintesi, ed una sua
breve descrizione;
– il titolo della tesi di ricerca ed una sua
3
3.4. Il corso di laurea magistrale in Ingegneria Edile-Architettura (XI)
3. I regolamenti didattici
3
3.4. Regolamento didattico
del corso di laurea magistrale
in Ingegneria Edile-Architettura
(XI)
133
La tesi di ricerca
La sua elaborazione serve a dimostrare
l’attitudine del laureando alla ricerca,
all’approfondimento critico, alla
speculazione teorica sui problemi di
architettura.
L’esame di laurea magistrale
Per essere ammessi a sostenere l’esame di
laurea magistrale in Ingegneria Edile/
Architettura è necessario avere ottenuto
almeno 300 crediti per attività didattiche e
di ricerca; l’esame di laurea consiste:
• nella discussione del progetto di sintesi
finale;
• nella discussione della tesi di ricerca.
La valutazione si riferisce sia al progetto di
sintesi che alla tesi di ricerca e assume
come base la media pesata dei voti riportati
negli esami di profitto.
134
Commissioni di laurea
La Commissione esaminatrice è formata di
norma da 7 membri, tutti professori ufficiali
del corso di studi.
Le Commissioni di laurea sono costituite
una per ciascun laboratorio di laurea.
Presidente della Commissione è il
coordinatore del laboratorio di laurea.
Le Commissioni sono nominate dal
Direttore del Dipartimento.
Svolgimento dell’esame di laurea e
valutazione
L’esame si svolge in due tempi: a porte
chiuse; e il giorno successivo in seduta
pubblica.
Nella seduta a porte chiuse sono esposti
tutti gli elaborati di ciascun candidato in
formato cartaceo.
La Commissione ascolta i laureandi e li
interroga sugli elaborati.
Al termine esprime la propria valutazione.
Il voto dell’esame di laurea deriva da:
• media pesata (v. Punto 1.16. delle Norme
generali) degli esami di profitto espressa in
cento/decimi (a), cui va a sommarsi
(l’applicazione di questa norma è rimandata
alle decisioni del Senato Accademico) :
• la media delle valutazioni espressa in
decimi (b) dei singoli commissari relativa al
progetto di sintesi finale e alla tesi di
ricerca. Solo nel caso in cui a + b = (o
maggiore) di 110 è possibile avanzare la
proposta di lode.
Nella seduta pubblica il Presidente dà la
parola ai candidati che espongono in
sequenza:
• il progetto di sintesi finale;
• la tesi di ricerca.
Al termine il Presidente della Commissione
invita a rendere nota la valutazione per
ciascun candidato e procede quindi alla
proclamazione.
Acquisizione dei risultati e loro
pubblicazione
Al fine di non disperdere l’attività di ricerca
prodotta dai laboratori di tesi + stage con
l’elaborazione delle tesi il DICAR promuove
l’acquisizione dei risultati formalizzati:
• dei progetti di sintesi finale,
• delle tesi di ricerca
attraverso la loro elaborazione elettronica e
garantendo comunque il copyright agli
autori.
3.4.9 Norme attuative per l’AA 2013-2014
Cicli didattici
Il CDLM in Ingegneria Edile/Architettura è
strutturato su base annuale e per cicli
didattici biennali (I e II) e annuali (III).
Due semestri e 28 settimane di lezioni
L’anno accademico è articolato in due
semestri per un totale di 28 settimane di
lezioni ed esercitazioni:
• I/semestre: Settembre–Febbraio. Lezioni
ed esercitazioni vanno da ottobre a
gennaio.
• II/semestre: Marzo–Agosto. Lezioni ed
esercitazioni vanno da marzo a giugno.
Sessioni e appelli d’esame
Le sessioni di esame sono tre, ciascuna con
due appelli:
• Estiva (giugno/luglio)
• Autunnale (settembre)
• Invernale (febbraio).
Per il 4° e il 5° anno sono previsti due
appelli straordinari (autunnale e invernale),
a dicembre e ad aprile.
Sessioni di laurea
Le sessioni di laurea sono tre:
• Estiva (giugno)
• Autunnale (settembre)
• Invernale (gennaio)
3.4.10 Offerta didattica erogata nel CdLM in Ingegneria Edile-Architettura (ex DM 270/2004)
Semestre Attività
CFU
Anno
formativa
di corso
1°
a
c
a
a
a
a
b
b
e
SSD
Insegnamenti
6
6
9
6
6
12
6
6
3
Analisi Matematica I *
Chimica
Disegno dell’architettura I + Lab.
Analisi Matematica II *
Fisica Generale
Storia dell’Architettura I
Economia ed Organizzazione Aziendale
Topografia
Verifica lingua inglese
Monte crediti complessivo = 60 | Totale esami = 8
*Analisi Matematica I + Analisi Matematica II = esame integrato (voto unico)
I
II
Ambito
Tipo di
Crediti per attività
disciplinare insegnamento
n.
Lezioni Laboratorio
mat/05
1590
13
6
chim/07
1
6
icar/17
1593
13
6
3
mat/05
1590
13
6
fis/01
1591
13
6
icar/18
1592
13
9
3
ing-ind/35 1600
1
6
icar 06
1593
1
6
1
3
Legenda
Attività formativa
a
di base
Ambito disciplinare
1590
Discipline matematiche per l’architettura
b
caratterizzanti
1591
Discipline fisico-tecniche ed impiantistiche per l’architettura
c
affini o integrative
1592
Discipline storiche per l’architettura
d
a scelta dello studente
1593
Rappresentazione dell’architettura e dell’ambiente
e
prova finale e lingua straniera
1594
Progettazione architettonica e urbana
f
ulteriori attività formative
1595
Teorie e tecniche per il restauro architettonico
1596
Analisi e progettazione strutturale per l’architettura
Tipo di insegnamento
1
obbligatorio
1597
Progettazione urbanistica e pianificazione territoriale
1598
Discipline tecnologiche per l’architettura e la produzione edilizia
2
a scelta
1599
Discipline estimative per l’architettura e l’urbanistica
13
obbligatorio propedeutico
1600
Discipline economiche, sociali, giuridiche per l’architettura e l’urbanistica
14
obbligatorio accessibile dopo un
propedeutico
Propedeuticità d’esame del 1° anno
Non si può sostenere
l’esame di:
Se non si è sostenuto
l’esame di:
Analisi Matematica II
- Analisi Matematica I
(corso integrato)
3
3.4.10 Offerta didattica erogata nel CdLM in Ingegneria Edile-Architettura (ex DM 270/2004)
3. I regolamenti didattici
3
breve descrizione;
– il titolo dello stage/tirocinio ed una sua
breve descrizione.
Il progetto di sintesi
L’esame progettuale è in stretta
correlazione con la tesi di ricerca, che ne
costituisce la base scientifica: esso coincide
con uno degli esami progettuali del 4° o 5°
anno.
135
Propedeuticità d’esame del 2° anno
Offerta didattica erogata nel CdLM in Ingegneria Edile-Architettura (ex DM 270/2004)
Semestre Attività
CFU
Anno
formativa
di corso
2°
12
6
12
3
3
12
12
Tecnica Urbanistica I + Lab.
Chimica
Disegno dell’architettura II * + Lab.
Meccanica Razionale
Statica
Architettura e Composizione Architettonica I + Lab.
Architettura Tecnica I + Lab.
Monte crediti complessivo = 60 | Totale esami = 6
I
II
icar/18
chim/07
icar/17
mat/07
icar/08
icar/14
icar/10
Ambito
Tipo di
Crediti per attività
disciplinare insegnamento
n.
Lezioni Laboratorio
1597
13
9
3
1
6
1593
14
9
3
1590
13
3
1596
13
3
1594
13
9
3
1598
13
9
3
Se non si è sostenuto
l’esame di:
Architetttura e
- Storia
Composizione
dell’architettura I
Architettonica I + Lab.
Disegno
dell’architettura II
+ Lab.
- Disegno
dell’architettura I
+ Lab.
Statica +
Meccanica
- Analisi I +
Analisi II
Storia II
- Storia I
Offerta didattica erogata nel CdLM in Ingegneria Edile-Architettura (ex DM 270/2004)
Semestre Attività
CFU
Anno
formativa
di corso
3°
b
b
a
b
a
b
SSD
Insegnamenti
9
9
12
12
9
9
Scienza delle Costruzioni
Estimo
Storia dell’Architettura Contemporanea + Lab.
Architettura Tecnica II + Lab.
Fisica Tecnica Ambientale
Geotecnica
Monte crediti complessivo = 60 | Totale esami = 6
I
II
Ambito
Tipo di
Crediti per attività
disciplinare insegnamento
n.
Lezioni Laboratorio
icar/08
1596
13
9
icar/22
1599
1
9
icar/18
1592
1
9
3
icar/10
1598
14
9
3
ing-ind/11 1591
14
9
icar/07
1596
14
9
Per iscriversi al 3° anno è necessario avere sostenuto con esito positivo almeno i seguenti 7 esami:
1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
Legenda
136
Non si può sostenere
l’esame di:
Analisi I + Analisi II
Geometria
Meccanica Razionale
Architettura e Composizione Architettonica I
Storia dell’Architettura I
Disegno dell’Architettura I
Architettura Tecnica I
Legenda
Attività formativa
a
di base
Ambito disciplinare
1590
Discipline matematiche per l’architettura
Attività formativa
a
di base
Ambito disciplinare
1590
Discipline matematiche per l’architettura
b
caratterizzanti
1591
Discipline fisico-tecniche ed impiantistiche per l’architettura
b
caratterizzanti
1591
Discipline fisico-tecniche ed impiantistiche per l’architettura
c
affini o integrative
1592
Discipline storiche per l’architettura
c
affini o integrative
1592
Discipline storiche per l’architettura
d
a scelta dello studente
1593
Rappresentazione dell’architettura e dell’ambiente
d
a scelta dello studente
1593
Rappresentazione dell’architettura e dell’ambiente
e
prova finale e lingua straniera
1594
Progettazione architettonica e urbana
e
prova finale e lingua straniera
1594
Progettazione architettonica e urbana
f
ulteriori attività formative
1595
Teorie e tecniche per il restauro architettonico
f
ulteriori attività formative
1595
Teorie e tecniche per il restauro architettonico
1596
Analisi e progettazione strutturale per l’architettura
1596
Analisi e progettazione strutturale per l’architettura
Tipo di insegnamento
1
obbligatorio
1597
Progettazione urbanistica e pianificazione territoriale
1597
Progettazione urbanistica e pianificazione territoriale
1598
Discipline tecnologiche per l’architettura e la produzione edilizia
Tipo di insegnamento
1
obbligatorio
1598
Discipline tecnologiche per l’architettura e la produzione edilizia
2
a scelta
1599
Discipline estimative per l’architettura e l’urbanistica
2
a scelta
1599
Discipline estimative per l’architettura e l’urbanistica
13
obbligatorio propedeutico
1600
Discipline economiche, sociali, giuridiche per l’architettura e l’urbanistica
13
obbligatorio propedeutico
1600
Discipline economiche, sociali, giuridiche per l’architettura e l’urbanistica
14
obbligatorio accessibile dopo un
propedeutico
14
obbligatorio accessibile dopo un
propedeutico
*
Corso Annuale
Propedeuticità d’esame del 3° anno
Non si può sostenere
l’esame di:
Se non si è sostenuto
l’esame di:
Scienza delle
Costruzioni
- Analisi Matematica I
- Analisi Matematica II
- Geometria
- Fisica Generale
- Meccanica Razionale
- Statica
- Architettura Tecnica
I + Lab.
Architettura Tecnica
II + Lab.
Fisica Tecnica
Ambientale
- Fisica Generale
Geotecnica
- Scienza delle
Costruzioni
(consigliato)
3
3.4.10 Offerta didattica erogata nel CdLM in Ingegneria Edile-Architettura (ex DM 270/2004)
3. I regolamenti didattici
3
b
c
a
a
b
b
b
SSD
Insegnamenti
137
Propedeuticità d’esame del 4° anno
Offerta didattica erogata nel CdLM in Ingegneria Edile-Architettura (ex DM 270/2004)
Semestre Attività
CFU
Anno
formativa
di corso
4°
12
3
3
12
12
6
3
9
Tecnica delle Costruzioni + Lab.
Diritto Urbanistico e Legislazione delle OO.PP.
Sociologia Urbana
Tecnica Urbanistica II + Lab.
Architettura e Composizione Architettonica II + Lab.
Costruzioni Idrauliche *
Tecnica dei Lavori Stradali *
CFU a scelta
Monte crediti complessivo = 60 | Totale esami = 8
I
II
icar/09
ius/10
sps/10
icar/20
icar/14
icar/02
icar/04
Ambito
Tipo di
Crediti per attività
disciplinare insegnamento
n.
Lezioni Laboratorio
1596
14
9
3
1
3
1
3
1597
14
9
3
1594
14
9
3
14
6
1
3
6
3
* Costruzioni Idrauliche + Tecnica dei Lavori Stradali = esame integrato (voto unico)
Se non si è sostenuto
l’esame di:
Semestre Attività
CFU
Anno
formativa
di corso
Tecnica delle
Costruzioni + Lab.
- Architettura Tecnica
I + Lab.
- Scienza delle
Costruzioni
Tecnica Urbanistica
II + Lab.
- Tecnica Urbanistica
I + Lab.
Architettura e Composizione Architettonica III+Lab. icar/14
icar/19
Restauro Architettonico + Lab.
icar/11
Organizzazione del cantiere + Lab.
CFU a scelta
Laboratorio di Tesi
Monte crediti complessivo = 60 | Totale esami = 5
5°
I
II
b
b
b
d
e
Insegnamenti
SSD
12
12
12
12
12
Ambito
Tipo di
Crediti per attività
disciplinare insegnamento
n.
Lezioni Laboratorio
1594
14
9
3
1595
14
9
3
1598
14
9
3
12
12
Architettura e
- Architettura e
Composizione
Composizione
Architettonica II + Lab. Architettonica I + Lab.
- Storia
dell’Architettura I
- Scienza delle
Costruzioni
Costruzioni Idrauliche - Fisica Generale
Legenda
Legenda
138
Attività formativa
a
di base
Ambito disciplinare
1590
Discipline matematiche per l’architettura
Attività formativa
a
di base
Ambito disciplinare
1590
Discipline matematiche per l’architettura
b
caratterizzanti
1591
Discipline fisico-tecniche ed impiantistiche per l’architettura
b
caratterizzanti
1591
Discipline fisico-tecniche ed impiantistiche per l’architettura
c
affini o integrative
1592
Discipline storiche per l’architettura
c
affini o integrative
1592
Discipline storiche per l’architettura
d
a scelta dello studente
1593
Rappresentazione dell’architettura e dell’ambiente
d
a scelta dello studente
1593
Rappresentazione dell’architettura e dell’ambiente
e
prova finale e lingua straniera
1594
Progettazione architettonica e urbana
e
prova finale e lingua straniera
1594
Progettazione architettonica e urbana
f
ulteriori attività formative
1595
Teorie e tecniche per il restauro architettonico
f
ulteriori attività formative
1595
Teorie e tecniche per il restauro architettonico
1596
Analisi e progettazione strutturale per l’architettura
1596
Analisi e progettazione strutturale per l’architettura
Tipo di insegnamento
1
obbligatorio
1597
Progettazione urbanistica e pianificazione territoriale
1597
Progettazione urbanistica e pianificazione territoriale
1598
Discipline tecnologiche per l’architettura e la produzione edilizia
Tipo di insegnamento
1
obbligatorio
1598
Discipline tecnologiche per l’architettura e la produzione edilizia
2
a scelta
1599
Discipline estimative per l’architettura e l’urbanistica
2
a scelta
1599
Discipline estimative per l’architettura e l’urbanistica
13
obbligatorio propedeutico
1600
Discipline economiche, sociali, giuridiche per l’architettura e l’urbanistica
13
obbligatorio propedeutico
1600
Discipline economiche, sociali, giuridiche per l’architettura e l’urbanistica
14
obbligatorio accessibile dopo un
propedeutico
14
obbligatorio accessibile dopo un
propedeutico
Non si può sostenere
l’esame di:
Se non si è sostenuto
l’esame di:
Architettura e
Composizione
Architettonica III +
Lab.
- Architettura e
Composizione
Architettonica II +
Lab.
Organizzazione del
Cantiere + Lab.
- Architettura Tecnica
II + Lab.
Restauro
Architettonico + Lab.
- Architettura Tecnica
II + Lab.
- Tecnica delle
Costruzioni
3
3.4.10 Offerta didattica erogata nel CdLM in Ingegneria Edile-Architettura (ex DM 270/2004)
3. I regolamenti didattici
3
b
c
c
b
b
c
c
d
SSD
Insegnamenti
Propedeuticità d’esame del 5° anno
Offerta didattica erogata nel CdLM in Ingegneria Edile-Architettura (ex DM 270/2004)
Non si può sostenere
l’esame di:
139
Offerta didattica erogata nel CdLM in Ingegneria Edile-Architettura (ex DM 270/2004) - Crediti a scelta degli studenti (21 CFU)
3. I regolamenti didattici
SSD
Dinamica delle strutture/ecc.
Progetto di strutture/Sistemi statici e forme strutturali/ecc.
Architettura tecnica III/Tecnolgogie dei sistemi impiantistici/Tecnologie dei sistemi strutturali/ecc.
Progettazione urbana/ecc.
Rilievo dell’architettura 5/Modellazione solida dell’architettura/Cartografia tematica/ecc.
Storia delle città e del territorio/Storia delle tecnche costruttive/ecc.
Restauro urbano/Caratteri stilistici e costruttivi dei monumenti/Consolidamento degli edifici storici/ecc.
Tecnica urbanistica III/Recupero e riqualificazione ambientale,urbana e territoriale/Tecniche di progettazione urbanistica/ecc.
Valutazione economica dei progetti/ecc.
Acustica applicata/Illuminotecnica/Impianti tecnici/ecc.
icar/08
icar/09
icar/10
icar/14
icar/17
icar/18
icar/19
icar/20
icar/22
ing-ind/11
Ambito disciplinare
SSD
Insegnamenti
Crediti
Docenti
Corso A
Corso B
A: Attività formative di base
1590: Discipline matematiche per l’architettura mat/05
Analisi matematica
1591: Discipline fisico-tecniche ed
impiantistiche per l’architettura
1592: Discipline storiche per l’architettura
1593: Rappresentazione dell’architettura e
dell’ambiente
Analisi matematica I
6
Cingolani Silvia
Cingolani Silvia
Analisi matematica II
6
Devillanova Giuseppe
Devillanova Giuseppe
mat/07
Fisica matematica
Meccanica Razionale
3
Tataranni Assunta
Tataranni Assunta
3
fis/01
Fisica sperimentale
Fisica Generale
6
Maggi Giorgio Pietro
Maggi Giorgio Pietro
ing-ind/11
Fisica Tecnica Ambientale
Fisica tecnica
ambientale
icar/18
Storia dell’Architettura
Storia dell’architettura
Storia dell’Architettura Contemporanea + Lab.
icar/17
Disegno dell’Architettura I + Lab.
Disegno
Disegno dell’Architettura II + Lab.
icar/06
Topografia
Topografia e cartografia
9
Stefanizzi Pietro
Stefanizzi Pietro
12
Consoli Gian Paolo
Consoli Gian Paolo
12
Moschini Francesco
Moschini Francesco
9
Occhinegro Ubaldo
Occhinegro Ubaldo
12
Pastore Domenico
Pastore Domenico
6
Costantino Domenica
Costantino Domenica
icar/14
Architettura e Composizione Architettonica I + Lab.
Composizione
architettonica e urbana Architettura e Composizione Architettonica II + Lab.
Architettura e Composizione Architettonica III + Lab.
icar/19
Restauro Architettonico + Lab.
Restauro
12
Netti Lorenzo
Netti Lorenzo
12
Calderazzi Antonella
Calderazzi Antonella
12
Scionti Mauro
Scionti Mauro
12
De Tommasi Giambattista
De Tommasi Giambattista
icar/08
Scienza delle
costruzioni
icar/07
Geotecnica
Statica
3
Piccioni Mario Daniele
Piccioni Mario Daniele
Scienza delle Costruzioni
9
Piccioni Mario Daniele
Piccioni Mario Daniele
Geotecnica
9
De Venuto Giuseppe
De Venuto Giuseppe
12
Monaco Pietro
Monaco Pietro
3.4.11 Organizzazione delle attività didattiche del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura
3
Insegnamenti
3.4.11 Organizzazione delle attività didattiche del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura
Insegnamenti e docenti per ambiti disciplinari
12
Rotondo Francesco
Rotondo Francesco
12
Selicato Francesco
Selicato Francesco
B: Attività formative caratterizzante
1594: Progettazione architettonica e urbana
1595: Te0rie e tecniche per il restauro
architettonico
1596: Analisi e progettazione strutturale
per l’architettura
Note:
- Gli insegnamenti a svelta possono essere di qualsiasi corso di studio, sia di PoliBa, che di altro Ateneo, purchè coerenti con il piano di studi individuale.
- In prima approssimazione sono consigliati quelli del CDLM in Sistemi Edilizi e quelli del CDLM in Architettura.
- In assenza di corsi attivati, i CFU degli insegnamenti inseriti nel piano di studi si acquisiscono con l’elaborazione di ricerche sotto la guida di un docente.
140
1597: Progettazione urbanistica e
pianificazione territoriale
icar/09
Tecnica delle Costruzioni + Lab.
Tecnica delle
costruzioni
icar/20
Tecnica Urbanistica I + Lab.
Tecnica e pianificazione
Tecnica Urbanistica II + Lab.
urbanistica
141
Insegnamenti e docenti per ambiti disciplinari
Ambito disciplinare
SSD
E: Prova finale e lingua straniera
Corso B
9
Torre Carmelo Maria
Torre Carmelo Maria
ing-ind/35
Economia ed Organizzazione Aziendale
Ingegneria economicogestionale
6
Falagario Marco
Falagario Marco
chim/07
Fondamenti chimici
delle tecnolgie
icar/02
Costruzioni idrauliche e
marittime e idrologia
icar/04
Strade, ferrovie e
aeroporti
ing-ind/22
Scienza e tecnologia
dei materiali
ius/10
Diritto amministrativo
Chimica (edile)
3
Ferraro Giovanni
Ferraro Giovanni
Costruzioni Idrauliche
6
Giustolisi Orazio
Giustolisi Orazio
Tecnica dei Lavori Stradali
3
Ranieri Vittorio
Ranieri Vittorio
Tecnologia dei Materiali e Chimica Applicata
3
Ubbriaco Pietro
Ubbriaco Pietro
Diritto Urbanistico e Legislazione delle OO.PP.
3
Guzzardo Giovanni
Guzzardo Giovanni
Sociologia Urbana
3
Palmisano Leonardo
Palmisano Leonardo
Estimo
C: Attività affini ed integrative
sps/10
Sociologia
dell’ambiente e del
territorio
142
Docenti
l-lin/12
Lingua Inglese
Lingua Straniera
3
Prova finale
Laboratorio di Tesi
15
Tirocini formativi e di
orientamento
Tirocinio
3
F: Ulteriori attività formative
3
3.4.11 Organizzazione delle attività didattiche del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura
3. I regolamenti didattici
3
Crediti
Corso A
1599: Discipline estimative per l’architettura e icar/22
Estimo
l’urbanistica
1600: Discipline economiche, sociali,
giuridiche per l’architettura e l’urbanistica
Insegnamenti e docenti per ambiti disciplinari
Insegnamenti
143
Insegnamenti attivati e docenti per anni di corso
Anno
Semestre Insegnamenti
di corso
1° I
II
Crediti per attività
Analisi Matematica I
Corso A
Cingolani Silvia
Corso B
Cingolani Silvia
Lezioni
Chimica
Ferraro Giovanni
Ferraro Giovanni
6
Disegno dell’Architettura I + Lab.
Occhinegro Ubaldo
Occhinegro Ubaldo
9
Analisi Matematica II
Devillanova Giuseppe
Devillanova Giuseppe
6
Fisica Generale
Maggi Giorgio Pietro
Maggi Giorgio Pietro
6
Storia dell’Architettura
Consoli Gian Paolo
Consoli Gian Paolo
Economia ed Organizzazione Aziendale
Falagario Marco
Falagario Marco
6
Topografia
Costantino Domenica
Costantino Domenica
6
Tecnica Urbanistica I + Lab.
Rotondo Francesco
Rotondo Francesco
9
Chimica (edile)
Ferraro Giovanni
Ferraro Giovanni
3
Tecnologia dei Materiali e Chimica Applicata
Ubbriaco Pietro
Ubbriaco Pietro
3
Disegno dell’architettura II * + Lab.
Pastore Domenico
Pastore Domenico
9
Meccanica Razionale
Tataranni Assunta
Tataranni Assunta
3
Statica
Piccioni Mario Daniele
Piccioni Mario Daniele
3
Architettura e Composizione Architettonica I + Lab.
Netti Lorenzo
Netti Lorenzo
9
3
Architettura Tecnica I + Lab.
Tortorici Giovanni
Tortorici Giovanni
9
3
Scienza delle Costruzioni
Piccioni Mario Daniele
Piccioni Mario Daniele
9
Estimo
Torre Carmelo Maria
Torre Carmelo Maria
9
Storia dell’Architettura Contemporanea + Lab.
Moschini Francesco
Moschini Francesco
9
3
Architettura Tecnica II + Lab.
Sibilio Manuela
Sibilio Manuela
9
3
Fisica Tecnica Ambientale
Stefanizzi Pietro
Stefanizzi Pietro
9
Geotecnica
De Venuto Giuseppe
De Venuto Giuseppe
9
Tecnica delle Costruzioni + Lab.
Monaco Pietro
Monaco Pietro
9
Diritto Urbanistico e Legislazione delle OO.PP.
Guzzardo Giovanni
Guzzardo Giovanni
3
Sociologia Urbana
Palmisano Leonardo
Palmisano Leonardo
3
Tecnica Urbanistica II + Lab.
Selicato Francesco
Selicato Francesco
9
3
Architettura e Composizione Architettonica II + Lab.
Calderazzi Antonella
Calderazzi Antonella
9
3
Costruzioni Idrauliche
Giustolisi Orazio
Giustolisi Orazio
6
Ranieri Vittorio
Ranieri Vittorio
Lingua Straniera
2° I
II
3° I
II
4° I
II
144
6
5° I
II
Corso B
Scionti Mauro
Restauro Architettonico + Lab.
De Tommasi Giambattista
3
3
3
De Tommasi Giambattista
CFU a scelta (Disciplina caratterizzante)
Organizzazione del cantiere + Lab.
Tirocinio
12
Crediti per attività
Docenti
Corso A
Architettura e Composizione Architettonica III + Lab. Scionti Mauro
Laboratorio di Tesi
3
CFU a scelta
Tecnica dei Lavori Stradali
Anno
Semestre Insegnamenti
di corso
Laboratorio
Lezioni
Laboratorio
9
3
9
3
12
Dell’Osso Guido Raffaele
Dell’Osso Guido Raffaele
9
3
15
3
3
3.4.11 Organizzazione delle attività didattiche del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura
3. I regolamenti didattici
3
Insegnamenti attivati e docenti per anni di corso
Docenti
9
3
145
3.4.12 Progetti didattici
del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura
1° ANNO - 1st YEAR
146
mat/05 - 6 cfu
1° anno - 1° semestre
Ambito disciplinare 1590:
Discipline matematiche per l’architettura
- Riemann Integral
Articolazione delle attività didattiche
Il corso si articolerà in lezioni teoriche e di
esercitazioni.
Articulation of educational activities
The course will be articulated in lectures
and tutorials.
Silvia Cingolani
Finalità e contenuti disciplinari
Obiettivo primario del corso è di fornire
gli strumenti fondamentali dell’Analisi
Matematica I per affrontare gli studi
successivi con approccio scientifico e
rigoroso.
Aims and contents
Primary objective of the course is to
supply the fundamental instruments of
the Mathematical Analysis I for supporting
the successive studies with scientific and
rigorous approach.
Argomenti delle lezioni
- Numeri reali.
- Numeri complessi.
- Le funzioni reali.
- Limiti e continuità.
- Successioni.
- Derivata.
- Integrabilità secondo Riemann.
Topics
- Real Numbers
- Complex Numbers
- Real functions
- Limits and Continuity
- Sequences
- Derivatives
Analisi Matematica II
Calculus II
mat/05 - 6 cfu
1° anno - 2° semestre
Ambito disciplinare 1590:
Discipline matematiche per l’architettura
Devillanova Giuseppe
Modalità d’esame
L’esame consiste in una prova scritta in cui
lo studente dovrà risolvere degli esercizi e
in una prova teorica.
Examination method
The examination consists in a written test
of exercises and a theory test.
Finalità e contenuti disciplinari
Obiettivo primario del corso è di fornire le
conoscenze basilari dell’Analisi Matematica
II per la comprensione di modelli nelle
Scienze Applicate e l’Ingegneria.
Aims and contents
Primary objective of the course is to
supply the fundamental instruments
of the Mathematical Analysis II for the
comprehension of models in Applied
Sciences and Engineering.
Argomenti delle lezioni
-Integrazione definita. Integrazione
indefinita.
-Serie numeriche.
-Serie di potenze.
-Equazioni differenziali lineari.
-Funzioni di più variabili.
-Calcolo differenziale, funzioni scalari di più
variabili.
-Curve.
-Integrali doppi.
Topics
-Definite Integral. Indefinite Integral.
-Numerical Series.
-Power Series.
-Linear Differential Equations.
-Functions of several variables.
-Differential Calculus for functions of
several variables.
-Curves.
-Double Integrals.
Articolazione delle attività didattiche
Il corso si articolerà in lezioni teoriche e di
esercitazioni.
Articulation of educational activities
The course will be articulated in theoretical
lectures and tutorials.
Modalità d’esame
L’esame consiste in una prova scritta in cui
lo studente dovrà risolvere degli esercizi e
in una prova teorica.
Examination method
The examination consists in a written test
of exercises and a theory test.
Fisica Generale
Elements of Physics
fis/01 - 6 cfu
1° anno - 2° semestre
Ambito disciplinare 1591:
Discipline fisico-tecniche ed impiantistiche
per l’architettura
Giorgio Pietro Maggi
Finalità e contenuti disciplinari
Fornire le conoscenze e le metodologie di
base indispensabili per il proseguimento
degli studi di ingegneria attraverso
l’apprendimento dei principi fondamentali
della meccanica e della termodinamica.
Sviluppare l’abilità degli studenti ad
affrontare semplici ma reali problemi
tecnici e di risolverli in modo rigoroso e
quantitativo.
Aims and contents
To provide the knowledge and the
basic methodologies essential for
the continuation of engineering
studies through the acquisition of the
fundamental principles of mechanics and
thermodynamics. To develop the students
skill to deal with easy but real technical
problems and to solve them in a strict and
quantitative manner.
Argomenti delle lezioni
- La fisica e il metodo sperimentale. Sistemi
di unità di misura. Grandezze fisiche scalari
e vettoriali.
- Cinematica: sistemi di riferimento,
moto rettilineo: posizione, spostamento,
velocità, accelerazione; moto
uniformemente accelerato, armonico,
smorzato. Moto nel piano e nello spazio,
accelerazione normale e tangenziale.
Trasformazioni di Galilei.
- Dinamica del punto materiale: le leggi
di Newton. Forza peso, reazioni vincolari,
forze di attrito statico, dinamico e viscoso,
forze elastiche. Lavoro. Potenza. Teorema
dell’energia cinetica. Forze conservative
ed energia potenziale. Energia meccanica
e sua conservazione. Lavoro non
conservativo.
- Sistemi di punti materiali: centro di
massa, moto del centro di massa, Ia e IIa
equazione cardinale, I°e II° teorema di
Konig. Conservazione della quantità di
moto. Urti.
- Corpo rigido: rotazioni intorno ad un
asse fisso: energia cinetica nel moto di
rotazione, momento di inerzia, teorema di
Steiner, momento della forza, momento
angolare, equazione del moto, lavoro
e potenza nei moti circolari. Puro
rotolamento. Conservazione del momento
angolare. Statica del corpo rigido.
- Corpi solidi: moduli di elasticità. Fluidi:
pressione idrostatica. Legge di Stevino.
- Sistema termodinamico. Temperatura.
Calore e cenni sui suoi modi di
trasmissione. Termometri. Calori specifici,
calori latenti. Trasformazioni reversibili ed
irreversibili.
- Gas ideali: equazione di stato,
trasformazioni, lavoro. Il I° principio
della termodinamica, energia interna.
Trasformazioni cicliche. Macchine termiche,
2° principio della termodinamica. Entropia.
Topics
- The physics and the experimental method.
Systems of measurement units. Scalar and
vector physical quantities.
- Kinematics: reference systems, rectilinear
motion: position, displacement, velocity,
acceleration, uniformly accelerated motion,
harmonic damping. Motion in the plane
and in space, normal and tangential
acceleration. Galilean transformations.
- Dynamics of a particle: Newton’s laws.
Weight , normal, static and dynamic
friction, viscous and elastic forces.
Work. Power. Kinetic energy theorem.
Conservative forces and potential energy.
Mechanical energy and its conservation.
Non conservative work.
- Systems of points: center of mass, motion
of the center of mass, Ist and IInd cardinal
equation, the first and second Konig
theorems. Conservation of momentum.
Collisions.
- Rigid bodies: rotations around a fixed
axis: kinetic energy in rotational motion,
moment of inertia, Steiner’s theorem,
moment of a force, angular momentum,
equation of motion, work and power in
rotational motions. rolling without slipping.
Conservation of angular momentum.
Statics of rigid bodies.
- Solids: modulus of elasticity. Fluids:
hydrostatic pressure. Stevin’s law.
Thermodynamic system. Temperature.
Heat and its transmission. Thermometers.
Specific heats, latent heats. Reversible and
irreversible processes.
- Ideal gas: equation of state,
transformations, work. The First principle,
internal energy. Cyclic transformations.
3
3.4.12 Progetti didattici 1° anno del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura
3. I regolamenti didattici
3
• Analisi Matematica I
• Analisi Matematica II
• Fisica Generale
• Storia dell’Architettura I
• Disegno dell’Architettura I + Lab.
• Chimica
• Topografia
• Economia ed Organizzazione Aziendale
• Verifica lingua inglese
Analisi Matematica I
Calculus I
147
Heat engines, 2nd principle. Entropy.
148
Modalità d’esame
L’esame consiste in una prova scritta ed in
una prova orale. L’esito della prova scritta
è determinante per l’ammissione alla prova
orale.
Examination method
The exam consists of a written test and an
oral test. The result of the written test is
decisive for admission to the oral test.
ICAR/18 - 12 cfu
1° anno - 2° semestre
Ambito disciplinare 1592:
Discipline storiche per l’architettura
Gian Paolo Consoli
Finalità e contenuti disciplinari
Obiettivo primario del corso è di fornire
gli strumenti metodologici necessari
all’acquisizione di una conoscenza base
della storia dell’architettura antica,
medievale e moderna occidentale,
con particolare attenzione a quella
italiana,nell’arco temporale dal 800 A.C. al
1800 D.C.
Aims and contents
Primary objective of the course is to
provide the methodological tools necessary
to acquire a basic knowledge of the history
of ancient, medieval and modern Western
Europe, with particular attention to the
Italian one, in the period from 800 BC 1800
A.D.
Argomenti delle lezioni
A. Caratteri generali
1. Storia dell’architettura: significati e
metodi
2. Elementi del costruire: materiali
strutture verticali e orizzontali. pilastri,
muri, coperture
3. L’ordine architettonico: origine e
struttura
B. Periodi, stili, protagonisti e opere
1. Architettura della Grecia antica –
L’Acropoli
2. Architettura Romana – Il Pantheon e i
Fori
3. Dal Paleocristiano al Carolingio – S.Sofia
4. Architettura medievale in Europa:I:Il
Romanico – Duomo di Modena
5. Architettura medievale in Europa:II- il
Gotico – Cattedrale di Chartres
6. Architettura del 400 in Italia –
Brunelleschi e Alberti
7. Architettura del 500 in Italia – Bramante
e Palladio
8. Architettura del 600 in Italia – Bernini e
Borromini
9. Architettura del 700 in Italia – Juvarra e
Piranesi
10. Architettura del neoclassicismo in
Europa
Topics
A. General characteristics
1. History of Architecture: meanings and
methods
2. Elements of building: materials vertical
and horizontal structures. columns, walls,
roofs
3. The architectural order: Origin and
Structure
B. Periods, styles, characters and works
1. Architecture of ancient Greece – The
Acropoli
2. Roman architecture – The Pantheon and
the Fori
3. From the Early Christian to the
Carolingian – S.Sofia
4. Medieval architecture in Europe:I:Il
Romanico – Duomo di Modena
5. Medieval architecture in Europe:II- The
Gothic – Chartres Cathedral
6. Architecture of the 15th century in Italy –
Brunelleschi and Alberti
7. Architecture of the 16th century in Italy –
Bramante and Palladio
8. Architecture of the 17th century in Italy –
Bernini and Borromini
9. Architecture of the 18th century in Italy –
Juvarra and Piranesi
10. Architecture of neoclassicism in Europe
Articolazione delle attività didattiche
Il corso si articolerà in lezioni, destinate
ad affrontare la materia in forma
rigorosamente diacronica, e seminari,
orientati ad analizzare in forma
prevalentemente tematica aspetti specifici
relativi agli argomenti affrontati; saranno
effettuate inoltre alcune esercitazioni
bibliografiche e grafiche volte ad acquisire
gli strumenti e la metodologia necessari a
condurre ricerche bibliografiche. Inoltre si
ritiene fondamentale imparare ad usare il
disegno come strumento di conoscenza,
per questo gli studenti sono invitati a
disegnare su un quaderno le architetture
presentate a lezione, in modo da
comprenderne a fondo la struttura.
Articulation of educational activities
The course will be articulated in lectures,
intended to display the matter in a
diacronical manner, and seminaries,
oriented to analyze in a thematic manner
specific aspects; the course includes also
exercises in library, necessary to acquire
instruments and methodology to carry out
bibliographical and graphics searches. It
is also considered important to learn to
use the drawing as a means of knowledge,
so students are encouraged to draw on
a notebook architectures presented in
class, in order to understand in depth the
structure.
Modalità d’esame
La partecipazione alle attività didattiche
è indispensabile per poter usufruire della
possibilità di sostenere l’esame finale.
In sede di esame sarà valutata la
conoscenza e la capacità di valutazione
storico-critica della materia, attraverso
un colloquio con gli esaminatori e la
correzione del quaderno di appunti che,
revisionato durante l’anno, sarà parte
integrante dello svolgimento dell’esame.
Examination method
Participation in educational activities
is essential to take advantage of the
opportunity to take the final exam.
In the examination will assess the
knowledge and ability to assess historicalcritical exegesis of the matter, through
an interview with the examiners and the
correction of the notebook that revised
during the year, will be an integral part of
the examination.
Disegno dell’architettura I + Lab
Architecture Design I + Workshop
Chimica
Chemistry
Topografia
Topography
icar/17 - 9 cfu
1° anno - 1° semestre
Ambito disciplinare 1593:
Rappresentazione dell’architettura e
dell’ambiente
CHIM/07 - 6 cfu
1° anno - 1° semestre
ICAR/06 - 6 cfu
1° anno - 2° semestre
Ambito disciplinare 1593:
Rappresentazione dell’architettura e
dell’ambiente
Giovanni Ferraro
Programma non inviato
Ubaldo Occhinegro
Domenica Costantino
Programma non inviato
Programma non inviato
Economia ed Organizzazione Aziendale
Economy and Business Management
ING-IND 35 - 6 cfu
1° anno - 2° semestre
Ambito disciplinare 1600:
Discipline economiche, sociali, giuridiche
per l’architettura e l’urbanistica
Marco Falagario
Programma non inviato
3
3.4.12 Progetti didattici 1° anno del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura
3. I regolamenti didattici
3
Articolazione delle attività didattiche
Il corso si articolerà in 60 ore di lezioni
frontali e 20 ore di esercitazioni numeriche
in aula.
Articulation of educational activities
The course consists of 60 hours of lectures
and 20 hours of numerical exercises.
Storia dell’Architettura I
History of Architecture I
149
3.4.13 Progetti didattici
del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura
2° ANNO - 2st YEAR
150
icar/18 - 12 cfu
2° anno - 1° semestre
Ambito disciplinare 1597:
Progettazione urbanistica e pianificazione
territoriale
Francesco Rotondo
Finalità e contenuti disciplinari
Obiettivo primario del corso è di fornire le
conoscenze su tematiche che hanno caratterizzato la trasformazione dei sistemi urbani
e sul rapporto di queste con l’evoluzione
della disciplina urbanistica. Il corso intende
inoltre introdurre agli strumenti metodologici necessari per la conoscenza ed interpretazione dei contesti urbani e territoriali per
la pianificazione urbanistica, in relazione ai
sistemi di risorse insediative, paesaggistiche ed ambientali.
Aims and contents
The first purpose of the course is to provide
issues on the transformation of urban systems and their relationship with planning.
The course also aims to introduce methodological tools of planning for understanding
and interpretation of urban and regional
contexts, in relation to settlement, landscape and environmental systems.
Argomenti delle lezioni
Modulo 1: Il territorio e la città
- Storia della città – la città antica
- Storia della città – la città moderna
- Il novecento parte I – il secolo breve
- Il novecento parte II – la contemporaneità
Modulo 2: leggere, misurare comprendere
- Le risorse ambientali: assetto fisico, morfo-
logico e naturalistico
- Il territorio rurale
- Il paesaggio
- Sistema insediativo e delle infrastrutture
- Lo spazio urbano e i materiali urbani
- Indici, parametri, misure
Modulo 3: Principi e tecniche per pianificare
- La pianificazione: strumenti, livelli e
procedimenti
- La pianificazione: trasformazioni del piano
- Qualità e sostenibilità ambientale
- La perequazione
- La partecipazione
Topics
Module 1: Territory and cities
- History of the city - the ancient city
- History of the city - the modern city
- The twentieth century Part I - The Short
Twentieth Century
- The twentieth century part II - The contemporary age
Module 2: read, understand measure
- Environmental resources: physical structure, morphology and natural system
- The rural area
- The landscape
- Settlements and infrastructure
- Urban space and urban materials
- Indexes, parameters, measurements
Module 3: Principles and techniques for
planning
- Planning: tools, methods and levels
-
Planning: transformations of the
urban plan
- Quality and environmental sustainability
- Development rights in urban planning
process
- Participation
Articolazione delle attività didattiche
Il corso si articolerà in lezioni frontali, finalizzate a fornire il bagaglio teorico disciplinare,
e da attività complementari di laboratorio.
Queste ultime sono focalizzate su strumenti
specifici per ognuno dei tre moduli affrontati
e hanno l’obiettivo di costruire una metodologia di lettura ed interpretazione del
territorio, attraverso l’uso della cartografia
tradizionale e dei GIS per la costruzione di
un Sistema Informativo Territoriale finalizzato alla pianificazione urbanistica.
Articulation of educational activities
The course will consist of lectures, aimed
at building a theoretical background, and
complementary activities in the laboratory.
These activities are focused on specific
tools, for each of the three modules of theoretical lectures, and are aimed to construct
a methodology of territorial reading and
interpretation, by traditional cartography
and GIS.
Modalità d’esame
La partecipazione alle attività didattiche
è indispensabile per poter usufruire della
possibilità di sostenere l’esame finale.
In sede di esame sarà valutata: la conoscenza degli elementi teorico-disciplinari
attraverso un colloquio con gli esaminatori;
la capacità di gestione degli strumenti
metodologici di analisi territoriale, maturata
durante le attività di laboratorio, attraverso
la produzione di elaborati esercitativi scrittografici.
Examination method
Attending teaching lectures is mandatory to
take the final exam.
The examination will evaluate: the theoretical knowledge, through an oral exam, and
the ability to manage the methodological
tools of spatial analysis, gained during
laboratory activities, through production of
technical classwork.
Meccanica Razionale
Theoretical Mechanics
mat/07 - 3 cfu
2° anno - 2° semestre
Ambito disciplinare 1590:
Discipline matematiche per l’architettura
Assunta Tataranni
Finalità e contenuti disciplinari
Il corso si prefigge di fornire agli studenti i
concetti matematici relativi alla cinematica
e statica dei
sistemi liberi e vincolati; in generale,
l’obiettivo del corso è fornire gli strumenti
e le metodologie
necessarie per l’analisi e la comprensione
della statica dei sistemi meccanici.
Aims and contents
The purpose of the course is to provide
mathematical concepts about cinematics
and statics of free
and constrained systems; in general, the
aim is giving to students an introduction to
methodologies
necessary for the analysis of mechanical
systems.
Argomenti delle lezioni
- Vettori.
- Operazioni elementari; rappresentazione
cartesiana; funzioni vettoriali; momento
polare e assiale; sistemi di vettori applicati;
sistemi di vettori equivalenti.
- Masse.
- Funzione densità; centro di massa;
momenti d’inerzia.
- Vincoli
- Punto vincolato; sistemi di punti vincolati;
sistema rigido; sistema rigido piano;
sistema costituito da parti rigide vincolate.
- Cinematica
- Cinematica del punto; terna intrinseca;
cinematica relativa; formula fondamentale
della cinematica rigida; accelerazione
nei moti rigidi; atto di moto rigido piano;
centro di istantanea rotazione; quantità
di moto; quantità di moto, momento delle
quantità di moto.
- Statica e Dinamica
- Statica del punto materiale; sistema di
punti e sistema rigido; equazioni cardinali
della statica; statica dei sistemi articolati;
statica relativa; condizione pure di
equilibrio di un corpo rigido con un punto
fisso, con un asse fisso, appoggiato su un
piano fisso nel caso di vincoli lisci.
- Equazione fondamentale della dinamica
del punto materiale; dinamica relativa;
equazioni cardinali della dinamica nella
prima e seconda forma.
- Equilibrio di un sistema olonomo; stabilità
all’equilibrio.
Topics
- Vectors
- Fundamental operations; cartesian
representation; vector functions; polar
and axial moment of a vector; systems of
applied vectors; equivalent systems of
applied vectors.
- Mass
- Density function; centre of mass; moment
of inertia.
- Constraints
- Costrained point; systems made of
costrained points; rigid systems; rigid
systems in a plane; system made of
constrained rigid bodies.
- Kynematics
- Kynematics of a point particle; tangent,
normal and binormal vector; relative
kynematics; fundamental formula
for the kinematics of rigid systems;
acceleration of rigid systems; plane rigid
motion; instantaneous centre of rotation;
momentum; angular momentum; the case
of rigid bodies.
- Statics and Dynamics
- Statics for a point particle; system of
points and rigid system; cardinal equation
of statics; statics of an articulated
system; relative statics; conditions for the
equilibrium of a rigid body with a fixed
point, with a fixed axis, on a fixed plane
without friction.
- Fundamental equation of the dynamics of
a point particle; relative dynamics; cardinal
equation of dynamics.
- Equilibrium for an holonomic system.
Articolazione delle attività didattiche
Lezioni ed esercitazioni numeriche in aula.
Articulation of educational activities
In class lectures and numerical
applications.
Modalità d’esame
Esame scritto relativo alla statica dei
sistemi; esame orale.
Examination method
Written examination (about statics of
systems); oral examination.
Statica
Statics
icar/08 - 3 cfu
2° anno - 2° semestre
Ambito disciplinare 1596:
Analisi e progettazione strutturale per
l’architettura
Mario Daniele Piccioni
Finalità e contenuti disciplinari
Il corso si propone di fornire una
introduzione ai principi, metodi e problemi
della Statica, intesa quale disciplina che ha
per oggetto lo studio del comportamento
cinematico e statico dei sistemi strutturali,
facendo essenzialmente riferimento al
modello di trave rigida piana. Il modulo di
Statica mira a fornire allo studente le prime
nozioni necessarie ad affrontare l’analisi
della risposta meccanica delle strutture.
Aims and contents
The present course aims at furnishing an
introduction of the principles, methods
and problems of the Statics. This subject
basically deals with the analysis of the
kinematic and static aspects of structures,
with reference both to the models of rigid
and deformable bodies. This course will
give to the students some preliminary tools
useful to analyze the mechanical behaviour
of simple one-dimensional beams and
frames.
Argomenti delle lezioni
I. Introduzione. Richiami di cinematica e
statica dei corpi rigidi. Specializzazione al
caso piano. Linearizzazione delle equazioni
3
3.4.13 Progetti didattici 2° anno del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura
3. I regolamenti didattici
3
• Tecnica Urbanistica I + Lab.
• Meccanica Razionale
• Statica
• Architettura e Composizione
Architettonica I + Lab.
• Chimica
• Disegno dell’Architettura II + Lab.
• Architettura Tecnica I + Lab.
Tecnica Urbanistica I + Lab.
Town Planning I + Workshop
151
152
Topics
I. Introduction. Some preliminary concepts
on the kinematics and static of rigid bodies.
Plane case. Linear kinematics of rigid
bodies. Principle of virtual works.
II. Kinematics of beams and frames.
Definition of a beam. Plane beam.
Kinematics of external and internal
constraints. Kinematic analysis. Theorem of
kinematical chains.
III. Statics of beams and frames. Force
systems for beams. Axioms of equilibrium.
Definition of internal forces. Equilibrium
theorems for plane beams. Statics of
external and internal constraints. Static
analysis of beams and frames. Solution
of problems on statically determinate
structures. Graphic methods.
IV. Geometric properties of areas.
Preliminary definitions. First and second
order inertial moments. Huygens and
Steiner theorems. Inertial principal axes.
Definition of center related to a given axis.
Some concepts of projective geometry.
Applications.
Articolazione delle attività didattiche
Lezioni ed esercitazioni alla lavagna,
eventualmente supportate da lucidi.
Il corso sarà supportato da incontri
settimanali per chiarimenti ed
approfondimenti sugli aspetti teorici e
applicativi della materia, da tutoraggio in
forma di assistenza individuale.
Articulation of educational activities
Lectures and exercitations to the
blackboard, eventually supported by
slides. Weekly seminars for explanations
and in-depth analyses, personalized
feedback and coaching to improve every
aspect of the student’s work.
Modalità d’esame
L’esame consiste in una prova orale
eventualmente preceduta da una prova
scritta.
Examination method
Oral examination, eventually after a script
test.
Architettura e Composizione
Architettonica I + Lab.
Architecture and Architectural
Composition I + Workshop
icar/14 - 12 cfu
2° anno - 2° semestre
Ambito disciplinare 1594:
Progettazione architettonica e urbana
Lorenzo Netti
Finalità e contenuti disciplinari
L’ambito di interesse del corso di
Architettura e Composizione Architettonica
I è costituito dall’architettura domestica: la
casa quale bene primario e embrione della
città. Lo strumento è la rappresentazione
nella sua ampia accezione di mezzo
conoscitivo delle leggi che governano la
struttura formale, di strumento di analisi
dei suoi valori, di atto espressivo e di
comunicazione visiva.
Nel corso di Architettura e Composizione
Architettonica si pratica il progetto
attraverso il disegno come linguaggio
grafico, infografico e multimediale
applicato ai processi di formazione
dell’idea e della sua definizione. Il percorso
formativo propone lo sviluppo e il controllo
dei problemi del progetto, a diverse scale,
in relazione allo spazio aperto, all’edificio
e ai modi di costruzione-produzione
dell’architettura.
Attraverso l’uso degli strumenti e delle
tecniche del disegno si promuove la
comprensione critica (sapere) e l’esercizio
operativo (saper fare) dei processi per
determinare la forma dell’architettura.
Per quanto attiene il ‘sapere’ inteso come
conoscenza analitica di base, l’allievo
dovrà indagare il rapporto tra realtà e
rappresentazione sia teoricamente che
attraverso esperienze tese a disvelare
le potenzialità del disegno come
modellazione grafica. II ‘saper fare’
svilupperà la conoscenza già acquisita del
disegno automatico e delle relazioni tra
disegno a mano libera e modello per lo
sviluppo dell’idea-progetto.
Argomenti delle lezioni
Le attività didattiche sono articolate in
lezioni bisettimanali (una per la trattazione
teorica e l’altra per un’applicazione graficoesecutiva).
• Le lezioni ex-cathedra introducono o
seguono le esercitazioni con l’obiettivo di
promuovere la riflessione intorno al tema
del progetto contemporaneo.
• Le esercitazioni guidate in aula sono
supportate dall’applicazione di tecniche
di rappresentazione CAD o anche
eseguendo disegni a mano libera. L’attività
di esecuzione dei grafici è integrata da
esercizi di ripresa fotografica e dalla
costruzione di plastici e modelli.
Articolazione delle attività didattiche
Al corso Architettura e Composizione
Architettonica I sono assegnati 12
CFU ripartiti in 9 crediti per le attività
disciplinari per Lezioni e Esercitazioni
di didattica assistita e 3 crediti per il
Laboratorio. Sono previste fasi di lavoro in
aula e anche attività di studio individuale.
Sia le attività intra-moenia che quelle
extra-moenia sono distinte in azioni
destinate al ‘sapere’, e cioè alle lezioni
ex cathedra e allo studio individuale
degli aspetti teorici e azioni destinate al
‘saper fare’, e cioè alle attività di esercizio
e apprendimento guidati, laboratorio e
ricerche bibliografiche.
Durante il corso di Architettura e
Composizione Architettonica I si terrà un
Laboratorio che avrà per tema il progetto
di un’abitazione. Obiettivi del Laboratorio
sono l’approfondimento degli argomenti
oggetto dell’azione didattica svolta
e lo sviluppo delle capacità di sintesi
dell’allievo.
Modalità d’esame
Per sostenere l’esame è necessario:
• elaborare in forma definitiva le
esercitazioni sviluppate durante il corso
attraverso la presentazione in formato
digitale e anche su carta dei materiali
prodotti anche con tecniche tradizionali;
• partecipare con profitto al seminario
didattico di fine corso.
L’esame è basato su un colloquio nel quale
l’allievo, presentando gli elaborati delle
esercitazioni e del Laboratorio, dà prova
della conoscenza critica degli argomenti
trattati nel corso delle lezioni e sviluppati
attraverso le esercitazioni.
Chimica - Tecnologia dei materiali e
chimica applicata
Chemistry - Materials Technology and
Applied Chemistry
6 cfu
1° Modulo: Chimica
CHIM/07 - 3 cfu
2° anno - 1° semestre
Giovanni Ferraro
2° Modulo: Tecnologia dei materiali e
chimica applicata
ING-IND/22 - 3 cfu
2° anno - 2° semestre
Pietro Ubbriaco
Programma non inviato
Disegno dell’Architettura II + Lab
Architecture Design II + Workshop
Architettura Tecnica I + Lab
Technical Architecture + Workshop
icar/17 - 12 cfu
2° anno - 1° semestre
Ambito disciplinare 1593:
Rappresentazione dell’architettura e
dell’ambiente
icar/10 - 12 cfu
2° anno - 2° semestre
Ambito disciplinare 1598:
Discipline tecnologiche per l’architettura e
la produzione edilizia
Domenico Pastore
Giovanni Tortorici
Programma non inviato
Programma non inviato
3
3.4.13 Progetti didattici 2° anno del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura
3. I regolamenti didattici
3
cinematiche. Principio dei lavori virtuali per
corpi rigidi.
II. Cinematica delle travature. Nozione
di trave. Trave piana. Caratterizzazione
cinematica dei vincoli e delle connessioni
nel piano. Analisi cinematica di travi piane
e di sistemi piani di travi. Considerazioni
dirette sull’efficacia dei vincoli. Teoremi
delle catene cinematiche.
III. Statica delle travature. Sistemi di
forze per le travi. Assiomi di equilibrio.
Caratteristiche della sollecitazione.
Teoremi di equilibrio per travi piane.
Caratterizzazione statica dei vincoli e delle
connessioni nel piano. Sconnessioni.
Analisi statica di travi piane e di sistemi
piani di travi. Risoluzione di strutture
isostatiche. Elementi di statica grafica.
IV. Geometria dei Sistemi Piani di Masse.
Definizioni preliminari. Momenti del primo
e del secondo ordine. Teoremi di Huygens
e Steiner. Assi principali d’inerzia. Polarità
d’inerzia. Teorema di reciprocità. Ellisse
centrale di inerzia. Nocciolo centrale di
inerzia. Applicazioni.
153
3.4.14 Progetti didattici
del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura
3° ANNO - 3st YEAR
154
icar/08 - 9 cfu
3° anno - 1° semestre
Ambito disciplinare 1596:
Analisi e progettazione strutturale per
l’architettura
Mario Daniele Piccioni
Finalità e contenuti disciplinari
Il corso si propone di fornire una
introduzione ai principi, metodi e problemi
della Scienza delle Costruzioni, riguardata
come integrazione della meccanica dei
solidi, dei materiali e delle strutture. Un
fondamento teorico è costituito dalla
meccanica dei solidi che viene presentata
nel suo assetto attuale e nelle sue relazioni
con l’evoluzione della ricerca teorica e
sperimentale sul comportamento dei
materiali da costruzione. Altro fondamento
è costituito dalla meccanica delle strutture
che viene affrontata nei problemi più
rilevanti per la progettazione strutturale.
Aims and contents
The aim of course is to provide an
introduction to the principles, methods
and problems of the Mechanics of
Materials and Structures, a discipline that
is an integration of mechanics of solids,
materials and structures. The theoretical
ground is the mechanics of solids,
proposed at the present status, and in
relation with the evolution of theoretical
and experimental research on behaviour of
construction materials. Another fundament
is the mechanics of structures, dealing with
the problems relevant for structural design.
Argomenti delle lezioni
I. Cenni di Algebra Tensoriale. Nozione
di tensore. Tensori del second’ordine
. Rappresentazione in componenti.
Rappresentazione cartesiana e
decomposizione polare. Autovalori ed
autovettori. Componenti normale e di
taglio.
II. Deformazione. Deformazione di un corpo
continuo. Misure di una deformazione.
Teoria lineare della deformazione.
Direzioni e dilatazioni principali. Esempi
di deformazioni elementari. Formula di
rappresentazione di una deformazione
infinitesima. Equazioni di compatibilità.
III. Sforzo. Nozione di sistema di forze.
Assiomi di Eulero. Tensore degli sforzi.
Equazioni di equilibrio. Tensioni e direzioni
principali. Esempi di stati di sforzo
elementari. Teoremi generali: Lavoro Speso
e Lavori Virtuali.
IV. Relazione Sforzo-Deformazione.
Generalità. Materiali linearmente elastici
ed iperelastici. Formulazione del problema
dell’equilibrio elastico. Teoremi energetici.
Teorema di unicità di Kirchhoff.
V. Isotropia Elastica. Concetti generali.
Formula di rappresentazione. Moduli
tecnici e loro restrizioni.
VI. Problema di Saint-Venant. Formulazione
generale. Sforzo normale. Flessione
semplice. Torsione. Flessione e taglio.
Presso e tenso-flessione.
VII. Criteri di Resistenza. Generalità.
Criterio della massima e minima tensione
normale. Criterio della massima tensione
tangenziale. Criterio delle massime e
minime dilatazioni. Criteri energetici.
Verifiche di sicurezza.
VIII. Analisi e Progettazione delle Travature.
Nozione di trave. Caratteristiche della
sollecitazione. Equazioni di equilibrio. Travi
ad asse curvilineo, sistemi a maglie chiuse,
travature reticolari. Travature elastiche.
Determinazione della linea elastica.
Equazione dei lavori virtuali. Calcolo di
spostamenti e rotazioni. Risoluzione di
strutture staticamente indeterminate:
metodo delle forze e metodo dei momenti.
Progetto e verifica.
IX. Problemi di Stabilità Elastica.
Generalità. Trave deformabile caricata di
punta. Verifica di stabilità e cenni sulle
prescrizioni normative.
Topics
I. Fundamentals on Tensor Algebra.
Tensors. Second order tensors.
Components. Cartesian representation
and polar decomposition. Eigenvalues
and eigenvectors. Normal and shearing
components.
II. Strain. Deformation of continuum
bodies. Strain measures. Linear theory.
Principal stretches and principal direction
of strain. Examples of elementary
deformations. Representation formula
of infinitesimal strain. Compatibility
equations.
III. Stress. Notion of force system. Axioms
of Euler. Stress tensor. Equilibrium
equations. Principal stresses and
principal directions of stress. Examples
of elementary states of stress. General
theorems: work done and virtual work.
IV. Stress – Strain Relations. General
aspects. Linear elastic and hyperelastic
materials. Statement of the elastic
equilibrium problem. Energy theorems.
Unicity theorem of Kirchhoff.
V. Elastic Isotropy. General aspects.
Representation formula. Technical modules
and restrictions on their values.
VI. Saint-Venant’s Problem. General
formulation. Normal force. Bending.
Torsion. Shear. Combined compression and
bending and extension and bending.
VII. Strength Criteria. General aspects.
Maximum and minimum normal stress
criterion. Maximum shear stress criterion.
Maximum and minimum strain criterion.
Energy criterion. Safety evaluation.
VIII. Analysis and Design of Beams and
Frames. The beam model. Internal forces.
Equilibrium. Curved beams, frames,
trusses. Elastic beams. Elastica for
normal force, shear, bending and torsion.
Virtual work equation. Evaluation of
displacements and rotations. Solution of
statically undetermined structures and
frames. Design and safety evaluation.
IX. Elastic Stability Problems. General
aspects. Stability of simple compressed
beam. Stability evaluation and basic
elements of technical norms.
Articolazione delle attività didattiche
Lezioni ed esercitazioni alla lavagna,
eventualmente supportate da lucidi.
Il corso sarà supportato da incontri
settimanali per chiarimenti ed
approfondimenti sugli aspetti teorici e
applicativi della materia, da tutoraggio in
forma di assistenza individuale, e da visite
guidate in laboratorio con illustrazione ed
esecuzione delle prove meccaniche sui
materiali da costruzione.
Articulation of educational activities
Lectures and exercitations to the
blackboard, eventually supported by slides.
Weekly seminars for explanations and
in-depth analyses, personalized feedback
and coaching to improve every aspect of
the student’s work; laboratory exercitations
where mechanical testing on construction
materials are shown and explained.
Architettura Tecnica II + Lab.
Building Technology II + Workshop
Modalità d’esame
L’esame consiste in una prova orale
eventualmente preceduta da una prova
scritta di tipo progettuale.
Examination method
Oral examination, eventually after a script
test about design problems.
Finalità e contenuti disciplinari
Obiettivo del corso è quello di fornire specifiche
metodologie di analisi e di sintesi che correlano
il “tipo edilizio” agli aspetti distributivi, all’organizzazione strutturale e all’organizzazione impiantistica dell’organismo edilizio. La tematica
è incentrata sulla residenza e sui servizi della
stessa, unitamente allo studio degli elementi
costruttivi e di fabbrica dei corrispondenti organismi architettonici. Il corso si rivolge all’edilizia
residenziale esistente.
Aims and contents
The main aim of the course is to teach the
specific methods of analysis and synthesis
which link “building type” to distribution
aspects, to structural organization and to the
organization of installations of the building
organism. The subject focuses on residence
and on its services, with the study of building
and manufacturing elements of the corresponding architectural organisms. The course refers
to existing residential building.
icar/10 - 12 cfu
3° anno - 2° semestre
Ambito disciplinare 1598:
Discipline tecnologiche per l’architettura e
la produzione edilizia
Manuela Sibilio
Argomenti delle lezioni
- Concetti generali e riferimenti per la progettazione edilizia.
- La normativa per l’edilizia residenziale: livelli
normativi e tipologie delle norme; rapporto
con il territorio, fra proprietà, organismooperatore-utente; evoluzione delle normative;
le normative regionali.
- La casa d’abitazione nella storia, evoluzione e
prospettive; caratteri distintivi della residenza
in Italia e negli altri paesi.
- Il progetto delle unità residenziali: analisi
delle funzioni e degli spazi dell’alloggio; unità
spaziali, zone funzionali, minimi dimensionali e
verifiche normative; possibilità di aggregazione
nel sistema delle relazioni interne all’alloggio;
rapporto alloggio-edificio; i collegamenti verticali ed orizzontali; l’organizzazione strutturale;
l’organizzazione degli spazi per gli impianti.
- Analisi della tipologia residenziale: la residenza come tema su tre livelli: alloggio, edificio,
territorio e trasferibilità di alcune funzioni da
un livello all’altro; analisi delle funzioni e degli
spazi dell’alloggio; rapporto alloggio-edificio; i
collegamenti verticali ed orizzontali; l’organizzazione strutturale; l’organizzazione degli spazi
per gli impianti.
- Tipologie della residenza: classificazione di
solo riferimento ed analisi storico-critica degli
esempi; case unifamiliari mono e pluripiano
(isolate, binate, a schiera); case plurifamiliari
e pluripiano (ballatoio, corridoio, linea, torre,
miste).
- Le normative sulla sicurezza antincendio; le
normative sui diversamente abili.
- Le tipologie speciali: cenni sulle altre tipologie
speciali: residenze universitarie, residenze per
anziani, ospedali; gli edifici per l’istruzione.
- Il progetto di riqualificazione tipologico
funzionale dell’edilizia esistente: le tecniche e
le tecnologie solari attive e passive nell’organismo edilizio; integrazione di tecnologie
solari passive (tecniche di passive design);
l’illuminamento naturale degli spazi interni;
tecniche e tecnologie per lo sfruttamento passivo dell’energia solare; tecniche e tecnologie
per lo sfruttamento della radiazione solare ai
fini dell’illuminamento interno; integrazione di
tecnologie solari attive nell’organismo edilizio.
Topics
- General concepts and references for building
3
3.4.14 Progetti didattici 3° anno del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura
3. I regolamenti didattici
3
• Scienza delle Costruzioni
• Architettura Tecnica II + Lab.
• Fisica Tecnica Ambientale
• Estimo
• Storia dell’Architettura
Contemporanea + Lab.
• Geotecnica
Scienza delle Costruzioni
Mechanics of Solids and Structures
155
156
in the building organism.
Articolazione delle attività didattiche
Il corso si articolerà in lezioni teoriche destinate
ad affrontare la materia; in seminari tematici
di approfondimento orientati su specifici argomenti; ed esercitazioni progettuali svolte in
aula. Il laboratorio consiste nell’elaborazione di
un tema d’anno, riguardante l’analisi critica e la
rielaborazione progettuale dell’edilizia esistente, con particolare riferimento alle normative
sull’abitare sostenibile.
Articulation of educational activities
The course is made up by theoretical lessons
aimed at the explanation of the subject; by
theme-based in-depth seminars on specific
subjects and project work to be carried out
in the classroom. The laboratory aims at the
development of an year’s topic about the
critical analysis and re-elaboration of design of
existing buildings, with special reference to the
laws on sustainable housing.
Modalità d’esame
La partecipazione alle attività didattiche è indispensabile per poter usufruire della possibilità
di sostenere l’esame finale.
La prova finale si articola in una prova grafica
su un tipo edilizio trattato nel corso, nel
conseguimento del laboratorio consistente
nell’elaborazione del tema d’anno, ed in una
prova orale sugli argomenti trattati a lezione.
Examination method
Class attendance is compulsory in order to take
the final exam.
The final exam consists of a graphic test on
a building type that has been studied in the
course, of the attainment of the laboratory test
through the elaboration of the year’s topic,
and of an oral exam on the subjects explained
in class.
Fisica Tecnica Ambientale
Environmental Applied Physics
ing-ind/11 - 9 cfu
3° anno - 2° semestre
Ambito disciplinare 1591:
Discipline fisico-tecniche ed impiantistiche
per l’architettura
Corso A
Ida Fato
Corso B
Pietro Stefanizzi
Finalità e contenuti disciplinari
Il corso comprende e tratta le applicazioni
tecniche a livello ingegneristico di principi
fisici fondamentali quali termodinamica,
trasmissione del calore, tecnica del clima,
acustica e illuminotecnica con la finalità di
progettare il benessere ambientale
(termico,
acustico, visivo) negli edifici e più in
generale
dell’ambiente costruito. Vengono trattate
inoltre le questioni energetiche connesse
con produzione, trasporto e utilizzazione
dell’energia finalizzate alla progettazione
del benessere. L’insegnamento fornisce
strumenti e metodi di calcolo per la
valutazione quantitativa delle prestazioni
energetiche e di comfort delle soluzioni
architettoniche.
Al termine della frequenza
dell’insegnamento gli allievi saranno
in grado di progettare e verificare il
comportamento termoigrometrico dei
componenti edilizi e di utilizzare specifiche
tecniche per il dimensionamento di
massima delle soluzioni di climatizzazione,
tenendo conto delle esigenze termiche
e di qualità dell’aria degli occupanti.
Dal punto di vista del comfort visivo
gli allievi conosceranno i criteri di
illuminazione degli ambienti in funzione
della destinazione d’uso dell’edificio e del
risparmio energetico e sapranno
valutare la distribuzione e i livelli di
illuminamento
della luce naturale negli ambienti
confinati;
nonché di un impianto di illuminazione
artificiale.
Dal punto di vista del comfort sonoro
gli allievi conosceranno i fondamenti
di acustica attraverso le grandezze che
descrivono il fenomeno acustico sia in
termini oggettivi che soggettivi, i parametri
caratterizzanti e i metodi previsionali per
valutare e progettare un ambiente con
buone prestazioni acustiche, la
propagazione acustica all’esterno.
Aims and contents
The course includes techniques and
applications at engineering level of
fundamental physical principles such
as thermodynamics, heat transfer,
air conditioning, acoustics and lighting for
the purpose of building design, through
design checks, the environmental comfort
(thermal, acoustic, visual)
in the built environment. Issues related
to energy production, transport and
use of energy are also dealt with. The
course provides tools and calculation
methods for the quantitative evaluation
of energy performance and comfort of the
architectural design.
At the end of course attendance, students
will be able to design and verify the
hygrothermal behavior of building
components and provide technical
specifications for the dimensioning of
air-conditioning solutions, taking into
account thermal and air quality needs of
the occupants. From the visual comfort
point of view the students will know the
criteria for lighting and energy saving
depending on the intended use of the
building, to evaluate distribution and
illuminance levels of daylight in confined
spaces; as well as to choose the
components
of an artificial lighting system.
From the point of view of acoustic comfort
students will know the fundamentals
of acoustics through the quantities and
parameters describing the acoustic
phenomenon, forecasting methods for
evaluating and designing spaces with good
acoustic performance, requirements and
solutions of building acoustic insulation,
sound propagation outdoors.
Argomenti delle lezioni
Termodinamica
Trasmissione del calore
Psicrometria
Tecnica del clima
Illuminotecnica
Acustica applicata
Topics
Thermodynamics
Heat transfer
Psychrometrics
Air conditioning
Lighting
Applied acoustics
Articolazione delle attività didattiche
Lezioni ed esercitazioni numeriche in
Aula.
Articulation of educational activities
Lectures and numerical exercises.
Modalità d’esame
Esame scritto e colloquio orale.
Examination method
Written and oral examination.
Estimo
Estimate
icar/22 - 9 cfu
3° anno - 1° semestre
Ambito disciplinare 1599:
Discipline estimative per l’architettura e
l’urbanistica
Storia dell’Architettura Contemporanea
+ Lab
History of contemporary architecture +
Workshop
icar/18 - 12 cfu
3° anno - 1° semestre
Ambito disciplinare 1592:
Discipline storiche per l’architettura
Carmelo Maria Torre
Francesco Moschini
Programma non inviato
Programma non inviato
3
3.4.14 Progetti didattici 3° anno del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura
3. I regolamenti didattici
3
planning.
- Residential building legislation: system of
norms and norm types; relationship with the
territory, among properties, organism-operatoruser; evolution of norms; regional legislation.
- Residence home in history, evolution and
perspectives; distinctive features of residence
in Italy and in the other countries.
- The residential unit project: analysis of the
functions and housing spaces; spatial units,
functional zones, dimensional ranges and
normative controlling; possible aggregation of
the system of internal relations of the house;
housing-building relationship; vertical and
horizontal links; structural organization; installation space organization.
- Analysis on the type of residence: residence
as a three level theme: home, building, territory
and transfer of functions from one level to the
other; analysis of the functions and spaces of
the home; home-building relationship; veritcal
and horizontal links; structural organization;
installation space organization.
- Types of residences: reference classification
and historical-critical analysis of the examples;
one-family single and multi-storey houses
(detached, semi-detached and terraced); multilevel and apartment house (gallery, corridor,
line, tower and mixed).
- Fire protection code; disabled people code.
- Special types: mention to other special types:
university accomodations, homes for the aged,
hospitals, school and education buildings.
- The project for a type-functional redevelopment of existing buildings: active/passive
solar techniques and technologies in the
building organism; integration of passive solar
technologies (passive design techniques),
natural lighting of internal spaces, techniques
and technologies for the passive exploitation of
solar power; techniques and technologies for
the exploitation of solar radiation for internal
lighting; integration of active solar technologies
157
Geotecnica
Geotechnical
158
Giuseppe De Venuto
Programma non inviato
• Diritto Urbanistico e
Legislazione delle OO.PP.
• Tecnica Urbanistica II + Lab.
• Costruzioni Idrauliche
• Tecnica dei Lavori Stradali
• Tecnica Urbanistica II + Lab.
• Tecnica delle Costruzioni + Lab.
• Sociologia Urbana
• Architettura e Composizione
Architettonica II + Lab.
Diritto Urbanistico
e Legislazione delle OO.PP.
Urban Planning Law and Legislation of the
Pubblic Works Contracts
ius/10 - 3 cfu
4° anno - 1° semestre
Giovanni Guzzardo
Finalità e contenuti disciplinari
Il corso si propone l’obiettivo di illustrare
agli studenti gli istituti giuridici, di
maggiore rilevanza, in materia di
pianificazione urbanistica e di appalti
di opere pubbliche, indispensabili a fini
formativi e professionalizzanti.
Aims and contents
The course aims to illustrate the juridical
institutes about the legislation with
reference to pubblic work and town
planning.
Argomenti delle lezioni
- Diritto urbanistico: la proprietà privata (la
disciplina della proprietà nel codice civile;
le servitù; la funzione “sociale” della
proprietà e la prospettiva costituzionale;
le innovazioni del testo unico delle
disposizioni legislative e regolamentari
in materia di espropriazione per pubblica
utilità di cui al d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327
e s.m.i.); la pianificazione urbanistica (gli
strumenti e le procedure di pianificazione
generale e attuativa nella legislazione
statale; la legge della Regione Puglia
27 luglio 2001, n. 20 in materia di
governo del territorio; gli standard;
le misure di salvaguardia; l’attività
pianificatoria e i vincoli urbanistici; la
pianificazione integrata; i nuovi strumenti
di riqualificazione urbana; la pianificazione
paesaggistica); la disciplina dell’attività
edilizia nel T.U. 6 giugno 2001, n 380
e s.m.i. (i titoli abilitativi; gli interventi
soggetti al permesso edilizio; l’estensione
della denuncia di inizio attività alle
fattispecie concessorie ai sensi della l.
27 dicembre 2001, n. 433 e del d.lgs. 27
dicembre 2002, n. 301; l’attività edilizia
libera; la S.C.I.A.; il certificato di agibilità;
il regime repressivo degli abusi edilizi; il
condono edilizio);
- Opere pubbliche e opere di pubblica
utilità tra legislazione nazionale e
comunitaria (localizzazione delle oo.pp. e
acquisizione delle aree; livelli e contenuti
della progettazione delle oo.pp.; modalità
di realizzazione; procedimenti di scelta
del contraente; i criteri di aggiudicazione;
la disciplina del subappalto; il direttore
dei lavori; le varianti in corso d’opera;
le garanzie; i sistemi di pagamento; il
collaudo).
Topics
- Planning law and building regulation:
the private property (the discipline of the
property in the civil code; the easements;
the social funcition of property and the
constitutional perspective; the innovations
about the expropriation of wich to the
decree of the president of the Republic
8 june 2001, n. 327). The town planning
(general and executive town planning in
the state legislation; the legislation of
Region Puglia 27 july 2001, 20; standard;
safeguard measures; town planning ties;
the landscape planning). The building
regulation to the T.U. 6 june 2001, n.
380 (titles qualified in building; building
abuses; building remission).
- Legislation of pubblic works: pubblic
works between european and national
provisions (project and localization;
realization modality; pubblic competions;
subcontract; director; variants; aproval
after test).
Articolazione delle attività didattiche
Il corso si articolerà in lezioni frontali e
seminari.
Articulation of educational activities
The course will be articuleted in lectures
and seminaries.
3
3.4.15 Progetti didattici 4° anno del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura
3. I regolamenti didattici
3
icar/07 - 9 cfu
3° anno - 2° semestre
Ambito disciplinare 1596:
Analisi e progettazione strutturale per
l’architettura
3.4.15 Progetti didattici
del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura
4° ANNO - 4st YEAR
159
Tecnica Urbanistica II + Lab.
Town Planning II + Workshop
icar/20 - 12 cfu
4° anno - 1° semestre
Ambito disciplinare 1597:
Progettazione urbanistica e pianificazione
territoriale
160
Francesco Selicato
Finalità e contenuti disciplinari
Il corso mira a fornire una panoramica
sulle metodologie valutative di piani,
progetti e politiche in relazione alle
problematiche ambientali e ai livelli di
crescente complessità della pianificazione
del territorio, nel contesto del quadro
normativo e istituzionale recente. Il
corso ripercorre i differenti approcci alla
pianificazione soffermandosi in particolare
sulla dimensione partecipativa dei processi
decisionali e sugli strumenti di costruzione
della conoscenza a supporto delle
decisioni.
Aims and contents
The course aims to provide an overview
of the evaluation methodologies of
plans, projects and policies in relation
to environmental issues and levels of
increasing complexity of spatial planning
in the context of the recent regulatory and
institutional framework. The course traces
the different approaches to planning with
particular emphasis on the participatory
dimension of decision-making processes
and tools for knowledge building for
decision support.
Argomenti delle lezioni
- Planning tools. General and detailed town
planning. Plans, policies and strategies.
- New forms of planning. The complex
programs in Italy: problems and potentials.
- Knowledge building systems to support
decisions. GIS
- Evaluation methods. Environmental
Assessments: Environmental Impact
Assessment, Strategic Environmental
Assessment.
- Practical laboratory work. Construction
of methods of reading and interpretation
of urban and regional structure in order
to delineate the territorial matrices
(environment, settlements, infrastructures)
so orienting the design choices. Definition
of complex design solutions in urban areas
from the interpretative frameworks outlined
in the previous phase such as to constitute
a new system of settlement organization in
all its constituent parts.
Articolazione delle attività didattiche
Il corso è articolato in due parti
strettamente integrate: la prima più
attinente all’apprendimento dei metodi e
dei differenti approcci alla pianificazione,
degli strumenti di governo del territorio,
delle valutazioni e dei sistemi di supporto
alle decisioni, la seconda dedicata alle
attività pratiche di laboratorio, attraverso
cui approfondire, sperimentare e verificare
l’applicabilità di metodi e tecniche
valutative.
Articulation of educational activities
The course is divided into two parts tightly
integrated: the first regarding learning
methods and different approaches to
planning, tools of land government,
assessments and decision support systems,
the second devoted to practical laboratory
activities, through which investigate,
experiment and test the applicability of
methods and measurement techniques.
Costruzioni Idrauliche
Hydraulic Constructions
Modalità d’esame
Durante il corso sono previste tre prove
scritte d’esame parziale. La prima prova
tratta tipologie di approccio, metodi
e tecniche utilizzabili nel corso del
processo di pianificazione. La seconda
tratta programmi complessi e strumenti
di pianificazione ordinari, con particolare
attenzione rivolta al nuovo modello di
pianificazione adottato quasi ovunque nelle
regioni italiane. La terza tratta approcci
e metodologie di valutazione di piani e
progetti a valenza urbanistica. L’attività
progettuale di laboratorio è oggetto essa
stessa di valutazione e completa le prove
di esame.
Examination method
During the course three written tests of
partial examination. The first test session
regard a variety of approaches, methods
and techniques used during the planning
process. The second deals with complex
programs and ordinary planning tools,
with particular attention paid to the new
planning model adopted almost everywhere
in the Italian regions. The third sector
approaches and methods of assessment of
plans and projects. The project activity itself
is the subject of laboratory evaluation.
Orazio Giustolisi
icar/02 - 6 cfu
4° anno - 2° semestre
Finalità e contenuti disciplinari
Acquisizione di nozioni di idraulica e di
elementi per la progettazione e la gestione
di sistemi idraulici funzionanti a pressione
e a pelo libero. Approfondimenti sull’uso di
strumenti recenti di analisi e verifica delle
reti idriche.
Aims and contents
Achieving basic notions of hydraulics and
essential elements for the design and
management of water systems working
under pressure and on free surface. Use
of recent software applications for the
analysis of water systems.
Argomenti delle lezioni
- Nozioni di idraulica di base per di
condotte funzionanti in pressione in moto
permanente.
- Opere di approvvigionamento idrico.
Stima del fabbisogno idrico.
- Reti adduttrici: tracciato plano-altimetrico
e dimensionamento.
- Schemi funzionali di una rete di
distribuzione urbana. Serbatoi.
- Impianti di sollevamento; collegamenti
di pompe in serie e in parallelo; schemi di
regolazione; scelta della pompa.
- Modelli idraulici per reti di distribuzione.
Componenti della domanda idrica nei
modelli idraulici. Rappresentazione delle
perdite idriche in rete.
- Analisi Demand-Driven e analisi PressureDriven.
- Metodi di verifica delle reti in pressione:
Metodo di H.Cross; Algoritmo del Gradiente
Globale (GGA).
- Analisi di una rete mediante simulazione
singola e di periodo esteso in condizioni
stazionarie. Utilizzo di software di analisi
delle reti idrauliche.
- Criteri di dimensionamento di una rete di
distribuzione idrica.
- Nozioni sui fenomeni di moto vario per
condotte in pressione e dispositivi di
protezione.
- Tipi di tubazioni per acquedotto. Pezzi
speciali, valvole, misuratori, contatori,
sfiati.
- Nozioni di idraulica in correnti a pelo
libero in moto uniforme; profili di moto
permanente.
- Dimensionamento e verifica idraulica di
canali a pelo libero
- Analisi idrologica e modelli di
afflusso-deflusso di un bacino urbano;
determinazione della portata bianca e nera.
- Progettazione delle fognature urbane.
Tracciato planimetrico delle fogne; profili
longitudinali.
- Impianti di distribuzione idrica e di scarico
negli edifici (cenni per le specificità del
corso di laurea).
Topics
- Basic Hydraulics of steady flow in
pressurized pipelines.
- Water procurement works. Assessment of
water consumptions.
- Water supply networks: solving pipe
sizing considering plan and profile
alignment.
- Operation modes of urban water
distribution networks. Tanks.
- Pumps; series and parallel pumps; pump
regulation modes; pump choice.
- Water distribution network (WDN) models.
Demand components in WDN models.
Representation of WDN water losses.
- Demand-driven analysis and Pressuredriven analysis.
- WDN solving algorithms: H. Cross method,
Global Gradient Algorithm.
- Single steady-state and Extended period
steady-state simulation of a WDN. Using
software tools for WDN analysis.
- WDN pipe sizing criteria.
- Notions about unsteady flow in
pressurized pipelines and protection
devices.
- WDN pipe materials. Devices, valves, flow
meters, volume meters, air vents.
- Basic Hydraulics of uniform flow and
steady flow profiles in open channels.
- Sizing and hydraulic verification of open
channels.
- Hydrologic analysis and rainfall-runoff
models in urban catchments; assessment
of discharge in sewers/drainages.
- Design methods for urban sewer and
drainage. Plan and profile alignment;
surface profiles.
- Internal water-supply networks and
sanitary sewer systems of buildings (basic
notions).
Articolazione delle attività didattiche
Il corso si articolerà in lezioni frontali ed
esercitazioni sui principali argomenti del
corso mediante l’utilizzo di fogli di calcolo e
software tecnico.
Articulation of educational activities
The course will be articulated in lectures
and exercises by using spreadsheets and
technical software.
Modalità d’esame
Esame orale
Examination method
Oral examination
3
3.4.15 Progetti didattici 4° anno del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura
3. I regolamenti didattici
3
- La costruzione del piano. Gestione
e attuazione. Il modello razionale.
L’approccio collaborativo e partecipativo.
Metodi e tecniche partecipative. Conflitti
e negoziazione. Gli ambienti organizzativi.
Processi decisionali. L’informazione nel
processo di pianificazione.
- Gli strumenti di pianificazione. La
pianificazione comunale, generale e di
dettaglio. Piani, politiche, strategie.
- Nuove forme di pianificazione. I programmi
complessi, criticità e potenzialità.
- Sistemi di costruzione della conoscenza a
supporto delle decisioni. GIS
- Metodi di valutazione. Le valutazioni
ambientali: Valutazione di Impatto
Ambientale, Valutazione di Incidenza,
Valutazione Ambientale Strategica
- Attività pratiche di laboratorio. Costruzione
di metodi di lettura e di interpretazione
della struttura urbana e territoriale al fine di
delineare le matrici territoriali (ambientali,
insediative, infrastrutturali) ed orientare
quindi le scelte progettuali. Definizione di
soluzioni progettuali complesse in ambito
urbano a partire dai quadri interpretativi
delineati nella fase precedente tali, da
configurare l’organizzazione insediativa di
nuovo impianto in tutte le sue componenti
costitutive.
Topics
- The Plan building process, its management
and implementation. The rational model.
The collaborative and participatory
approach. Methods and participatory
techniques. Conflict and negotiation. The
organizational environments. Decision
-making processes. The information in the
planning process.
161
Tecnica dei Lavori Stradali
Construction Works for Transport
infrastructures
icar/04 - 3 cfu
4° anno - 2° semestre
Ambito disciplinare 1594:
Progettazione architettonica e urbana
162
Vittorio Ranieri
Finalità e contenuti disciplinari
Fornire gli elementi di base per la
conoscenza dei principi di organizzazione
delle reti stradali, dei principali materiali
stradali e per la lettura e la valutazione di
un progetto stradale
Aims and contents
To provide students with basic information
regarding the road network organization,
road construction materials. Students will
also be provided with skills in reading and
evaluating road projects.
Argomenti delle lezioni
- introduzione al corso
- composizione della piattaforma stradale
e classificazione delle infrastrutture viarie.
Sezioni tipologiche
- intersezioni a raso, rotatorie ed
intersezioni a livelli sfalsati
- pavimentazioni (con particolare
riferimento a quelle urbane) e materiali che
le costituiscono
- bitumi, inerti e conglomerati:
caratteristiche fondamentali e principali
prove di caratterizzazione e
accettazione
- Principali caratteristiche dei cantieri
Topics
- Introduction
- composition of the road cross section and
classification of the road facilities, cross
sections
- level intersections, roundabouts
junctions.
- pavements (with particular regard to
urban pavements) and road materials
- bitumens, aggregates and mixes: main
characteristics and main tests
- main characteristics of road construction
works and of the construction machinery
- notes on road design
Articolazione delle attività didattiche
Lezioni in aula supportate da proiezioni
power point; tutoraggio in forma di
assistenza individuale.
Articulation of educational activities
Lectures with power point visual aids;
individual tutoring
Tecnica delle Costruzioni + Lab
Technique of Constructions + Workshop
Sociologia Urbana
Urban Sociology
icar/09 - 12 cfu
4° anno - 1° semestre
Ambito disciplinare 1596:
Analisi e progettazione strutturale per
l’architettura
SPS/10 - 3 cfu
4° anno - 1° semestre
Leonardo Palmisano
Programma non inviato
Architettura e Composizione Architettonica
II + Lab
Architecture and Architectural
Composition II + Workshop
icar/14 - 12 cfu
4° anno - 2° semestre
Ambito disciplinare 1594:
Progettazione architettonica e urbana
Pietro Monaco
Antonella Calderazzi
Programma non inviato
Programma non inviato
3
3.4.15 Progetti didattici 4° anno del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura
3. I regolamenti didattici
3
stradali e delle macchine per i lavori
stradali
- Normativa tecnica
- cenni sulla redazione del progetto
stradale
Modalità d’esame
Prova scritta con verifica orale
163
3.4.16 Progetti didattici
del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura
5° ANNO - 5st YEAR
164
Finalità e contenuti disciplinari
Obiettivo formativo del corso è quello di
mettere lo studente in grado di impostare
criticamente il progetto e di svolgere
il tema assegnato fino alla definizione
d’elaborati esecutivi alle diverse scale,
indagandone e risolvendone le componenti
tipologico-distributive, costruttive,
strutturali, tecniche e tecnologiche, mentre
affronta il tema della forma che interagisce
fattivamente col contesto d’appartenenza.
Aims and contents
The student must be able to plan a project
from a critical point of view; to develop the
assigned theme till to its last fase including
several scales; to search into and try to
solve building problems of technological
and structural distribution; to deal with the
urban space and real necessity.
struttura d’elementi, sistema (insieme di
strutture), organismo (struttura di sistemi);
- L’opera d’architettura nelle sue relazioni
con il contesto storico, fisico, ambientale;
- Procedure per impostare criticamente un
progetto d’architettura stabilendo corrette
relazioni tra luogo, forme, distribuzione,
struttura, impianti.
E’ obbligatorio il quaderno individuale delle
lezioni che dovrà essere esibito in sede
d’esame. Il quaderno comprende appunti
scritto-grafici sulle lezioni ed insieme
appunti personali derivanti dalla lettura
delle riviste e dalla schedatura dei libri
obbligatori.
Topics
- House, residential quarter, town; modern
and contemporary theorists and master
of art;
- Reading of a complex building; the
elements of architecture and the
proportions in architecture;
- The architecture work in connection with
its physical, historical and environments
contexts;
- To plan an architecture project with
right connections with place, shapes,
distribution, structure and installations.
Every student is obliged to get an exercisebook to make notes; it will be checked
during the exam.
Argomenti delle lezioni
- Architettura, casa, isolato, città, nel
moderno e nel contemporaneo: teorici e
maestri del fare;
- Lettura critica di una tipologia edilizia; di
un edificio complesso;
- Organismo e tipo edilizio: elemento,
Articolazione delle attività didattiche
Il Corso, semestrale ed intensivo, è
organizzato integrando lezioni teoriche,
esercitazioni pratiche connesse
all’elaborazione del progetto d’anno,
esercitazioni pratiche e di laboratorio.
La partecipazione a tutte le esperienze
icar/14 - 12 cfu
5° anno - 1° semestre
Ambito disciplinare 1594:
Progettazione architettonica e urbana
Mauro Scionti
progettuali è strettamente individuale.
Il Laboratorio si propone di mettere
gli studenti in grado di interpretare e
descrivere i temi dell’architettura e del
disegno urbano, e nello stesso tempo
di abilitarli a risolvere autonomamente
quelle problematiche che continuamente
s’affacciano nel processo progettuale,
inteso come serie d’atti e di procedure
che tendono alla consapevole e motivata
costruzione della forma architettonica,
dall’idea alla realizzazione, introducendoli
alle più elementari tecniche di
progettazione di un oggetto architettonico.
Articulation of educational activities
The semester intensive course is
compound of theoretical lessons and
practical laboratory exercises. The
attendance to every project is strictly
individual.
Thanks to laboratory exercises the student
is able to understand and describe
architecture and urban composition
problems, to solve them and to master
technical methods of urban design.
Modalità d’esame
Esame orale.
Examination method
Oral examination.
Restauro Architetttonico + Lab.
Architectural Restoration + Workshop
icar/19 - 12 cfu
5° anno - 1° semestre
Ambito disciplinare 1595:
Teorie e tecniche per il restauro
architettonico
Giambattista De Tommasi
Finalità e contenuti disciplinari
Il corso è finalizzato a fornire agli allievi
la formazione metodologica e culturale
di base, storica, tecnica e scientifica,
necessaria per poter progettare il
restauro ed il recupero del patrimonio
architettonico esistente. Gli obiettivi
formativi comprendono la conoscenza
dei principi fondamentali alla base del
restauro moderno e dei fondamenti
teorici della tutela dei valori culturali del
costruito; l’acquisizione degli strumenti
per la comprensione degli edifici nei loro
caratteri storico-architettonici e nella loro
consistenza materico-costruttiva, nonché
per la diagnosi dei fenomeni di degrado/
dissesto; l’acquisizione delle nozioni
metodologiche e tecnico-scientifiche per il
consolidamento e il risanamento igienico
degli edifici.
Aims and contents
The course aims to provide the students
with the basic methodological, cultural,
historical, technical and scientific
qualification to project the restoration
and the refurbishment of the existing
building heritage. The instructive aims
are the knowledge of basic principles of
the modern restoration and theoretical
issues for the conservation of cultural
values referred to the built environment;
the acquisition of tools to understand
the buildings with reference to their
material and constructional features, to
their chronological complexity and to the
decay/disruption phenomena diagnosis;
the acquisition of methodological and
technical-scientific elements for the
reinforcement and the hygienic recovery of
historical buildings.
Argomenti delle lezioni
- Momenti E Problemi Di Storia Del
Restauro
- Il Progetto Di Restauro
- La Diagnostica E Il Monitoraggio Delle
Strutture Edilizie
- Restauro Statico
- Dissesti E Consolidamento Dei Terreni Di
Fondazione
- Dissesti Negli Organismi Edilizi
- Opere Provvisionali
- Consolidamento Di Edifici In Muratura
- Restauro Statico Di Edifici In Zona Sismica
- Risanamento Igienico
- Esercitazioni In Aula
- Laboratorio
Topics
- Moments And Issues Of The Restoration
History
- Restoration Project
- Diagnostics And Monitoring Of Building
Structures
- Static Restoration
- Instability And Reinforcement Of The
Foundation Ground
- Building Instability
- Provisional Works
- Masonry Reinforcement
Organizzazione del Cantiere + Lab
Site Organization + Workshop
Articolazione delle attività didattiche
Lezioni ed esercitazioni in aula supportate
da videoproiettore, lavoro di gruppo
in Laboratorio, tutoraggio in forma di
assistenza a gruppi e individuale.
Articulation of educational activities
Lectures and practical applications in the
classroom supported by TV projector,
group work within the laboratory, individual
and collective supervision.
icar/11 - 12 cfu
5° anno - 2° semestre
Ambito disciplinare 1598:
Discipline tecnologiche per l’architettura e
la produzione edilizia
Modalità d’esame
Presentazione pubblica e discussione
del tema d’anno (tale momento, per le
caratteristiche di partecipazione corale e
coinvolgimento degli allievi costituisce,
oltrechè verifica del lavoro svolto, ulteriore
esperienza per tutti gli studenti e momento
di approfondimento dei temi trattati) +
Esame orale
Examination method
Public presentation and discussion of the
project (this stage, because of the choral
participation and involvement, can be
considered a check of the realised work,
as well as a further experience for all the
students and a phase of analysis of the
focused subjects) + Oral examination.
3
Guido Raffaele Dell’Osso
Programma non inviato
3.4.16 Progetti didattici 5° anno del CdLM in Ingegneria Edile-Architettura
3. I regolamenti didattici
3
• Architettura e Composizione
Architettonica III + Lab.
• Restauro Architettonico + Lab.
• Organizzazione del cantiere + Lab.
• CFU a scelta
Architettura e Composizione
Architettonica III + Lab.
Architecture and Architectural
Composition III + Workshop
165
4. Relazioni internazionali
4.1 Lifelong Learning Programme (LLP)/Erasmus
4.2 Accordi internazionali
3. I regolamenti didattici
3
166
4.1 Lifelong Learning Programme
(LLP)/Erasmus
168
Mobilità studenti in uscita
Possono presentare domanda gli studenti,
specializzandi e dottorandi, cittadini di uno
stato membro dell’Unione Europea iscritti
nel CdLM in Architettura, in Ingegneria
Edile/Architettura o nel Corso di Laurea in
Disegno industriale del Politecnico di Bari e
con residenza permanente in Italia, a
condizione di non aver mai usufruito di una
borsa Erasmus Studio e di non usufruire
contemporaneamente di altre borse
finanziate dalla UE (1)
Il soggiorno all’estero degli studenti
assegnatari delle borse dovrà svolgersi nel
periodo compreso tra il 1° giugno 2013 e il
30 settembre 2014.
La domanda deve essere effettuata con
registrazione on line all’indirizzo http://
poliba.llpmanager.it entro e non oltre le ore
14:00 del trentesimo giorno successivo a
quello di emanazione del Decreto Rettorale
relativo al Bando di Concorso Erasmus. In
particolare, per quanto attiene al Corso di
Laurea specialistica in Architettura, è
consentita la partecipazione a partire dal
terzo anno di corso.
La selezione degli studenti viene effettuata
dalla Commissione Erasmus di Ateneo, che
redigerà una graduatoria di merito sulla
base dei seguenti criteri:
• numero dei crediti acquisiti, media dei
voti riportati, durata degli studi;
• conoscenza della lingua del Paese nel
quale lo studente intende recarsi;
• motivazione dello studente a svolgere la
borsa.
Gli studenti selezionati dovranno definire,
coadiuvati dal Coordinatore Erasmus del
DICAR e con il supporto del collaboratore
amministrativo, il percorso formativo da
seguire all’estero, formalizzandolo
attraverso un Learning Agreement. Tale
piano di studio sarà sottoposto
all’approvazione del CdD che stabilisce le
equivalenze dei corsi e dei rispettivi crediti.
Regolamento didattico
Il Regolamento Didattico del DICAR
prevede il riconoscimento dei programmi di
studio e degli esami sostenuti all’estero
sulla base di una normativa approvata dal
Senato Accademico.
Al termine del periodo di studio all’estero,
un certificato (Transcript of Records)
rilasciato dall’Istituto ospitante attesterà
l’effettivo svolgimento del programma
convenuto e i risultati conseguiti dallo
studente.
Mobilità studenti in entrata
Le sedi straniere consorziate con il
Politecnico di Bari, dovranno inviare
all’Ufficio Relazioni Internazionali le
domande di mobilità degli studenti in
entrata e le corrispondenti proposte di
Learning Agreement, da sottoporre
all’approvazione del Coordinatore Erasmus.
Gli studenti stranieri frequenteranno i corsi
e gli esami presso il Politecnico di Bari
secondo quanto riportato nel Learning
Agreement. Il voto d’esame è riportato dal
docente della materia su un libretto fornito
dalla Segreteria Studenti e sullo statino.
Alla fine del periodo di mobilità l’Ufficio
Relazioni Internazionali provvede a
redigere il Transcript of Records, che è
consegnato allo studente o inviato alla
sede straniera di appartenenza.
Note
1 Gli studenti Erasmus assegnatari di borsa dovranno
essere in regola con il pagamento delle tasse universitarie
presso il Politecnico di Bari e non sarà loro richiesto alcun
pagamento di tasse di iscrizione presso la sede ospitante.
L’università ospitante potrà esigere tuttavia il pagamento
di modesti contributi per costi quali assicurazioni,
sindacati studenteschi e utilizzo di materiali vari.
4.2 Accordi internazionali
UZBEKISTAN
USA
CUBA
MAROCCO
4
INDIA
VIETNAM
4.1 Programma Socrates, Azione Erasmus | 4.2 Accordi internazionali
4. Relazioni internazionali
4
Il Politecnico di Bari, all’interno del
Programma LLP/Erasmus dell’Unione
Europea, bandisce borse per incentivare la
mobilità studentesca interuniversitaria in
Europa.
Il Programma LLP/Erasmus favorisce flussi
di mobilità tra due sedi partner, sia in
entrata che in uscita. Esso consente agli
studenti di svolgere una parte del
curriculum accademico presso le Università
consorziate, dove possono seguire corsi e
sostenere esami.
Responsabile per il DICAR per il corrente AA
è il prof. Anna Bruna Menghini
169
5. Post Lauream
4. Relazioni internazionali
4
170
5.1 Scuola di Specializzazione
5.1.1 Caratteri generali
5.1.2 Finalità
5.1.3 Spendibilità del titolo
5.1.4 Regolamento didattico
5.1.5 Manifesto degli studi - Curriculum in Storia e
Restauro dell’architettura antica - 1° anno
5.1.6 Manifesto degli studi - Curriculum in Storia e
Restauro dell’architettura antica - 2° anno
5.1.7 Manifesto degli studi - Curriculum in Restauro
dell’architettura in pietra - 1° anno
5.1.8 Manifesto degli studi - Curriculum in Restauro
dell’architettura in pietra - 2° anno
5.2 Dottorato di Ricerca in ARCHITETTURA: INNOVAZIONE E PATRIMONIO
5.2.1 Atto istitutivo - Consorzio Argonauti
5.2.2 Consorzio Argonauti - Regolamento “generale”
dei corsi di Dottorato di Ricerca
5.2.3 Regolamento didattico e organizzativo del corso
DR - XXIX ciclo, AA 2013/2014
5.2.4 Bando di Concorso per l’ammissione a corsi di
dottorato di ricerca - XXIX ciclo formativo
5.3 Esami di Stato
5.1 Scuola di Specializzazione
172
• infine, far fronte alle criticità determinatesi all’indomani dell’entrata in vigore
del DM 31 gennaio 2006 che, per la prima
volta dalla loro istituzione, nega ai laureati
in architettura l’accesso alle Scuole di
Specializzazione in Archeologia e Storia
dell’Arte; la disposizione è tanto più grave
in quanto la recente istituzione della figura
del direttore regionale per i beni culturali
e paesaggistici, ruolo spesso rivestito da
architetti, prevede competenze specifiche
nei settori dell’archeologia e della storia
dell’arte.
5.1.2 Finalità
In base alla legge (Decreto Ministeriale
31 gennaio 2006 – All.2) le finalità di una
Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio sono definite come
segue: La scuola si propone l’obiettivo
di formare specialisti con uno specifico
alto profilo professionale nel settore dello
studio, della tutela, del restauro, della
gestione e valorizzazione del patrimonio
culturale architettonico e paesaggistico,
inteso nel suo senso più lato.
La Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio del Politecnico di
Bari, considerate le motivazione che hanno
portato alla sua istituzione, si articola
in due indirizzi in base alle specificità di
conoscenze disciplinari che connotano il
Dipartimento ICAR:
A. Indirizzo in Storia e restauro dell’architettura antica;
B. Indirizzo in Restauro dell’architettura di
pietra.
zionari architetti delle Soprintendenze del
Ministero per i Beni e le Attività Culturali;
A. L’indirizzo in “Storia e restauro dell’architettura antica” mira a conferire, attraverso i suoi corsi e tirocini, un’approfondita
preparazione storico-critica con particolare
riguardo al settore dell’architettura antica,
nonché elevate competenze tecniche e
professionali relative ai principi e ai metodi
di intervento per la tutela, la conservazione
e il restauro dei beni architettonici, archeologici, paesaggistici e ambientali, con approfondimenti sul restauro dell’architettura
antica e in particolare sui diversi aspetti
inerenti gli interventi di anastilosi.
L’indirizzo inoltre è orientato a fornire
articolate competenze riguardo alla
progettazione museale, sia sotto l’aspetto
museografico, sia per quel che concerne la
museologia nelle sue diverse applicazioni,
con particolare attenzione allo specifico dei
musei archeologici.
è inoltre titolo preferenziale per l’accesso:
• alle altre strutture pubbliche (in primo
luogo Regioni, Province, Comuni) preposte
alla tutela, conservazione, restauro, gestione, valorizzazione, catalogazione, anche
sotto il profilo del rischio, del patrimonio
culturale architettonico e paesaggistico;
• alle organizzazioni internazionali operanti
nel settore del patrimonio architettonico e
paesaggistico;
• alle strutture pubbliche o private che
abbiano funzioni e finalità organizzative,
culturali, editoriali o di ricerca nel settore
dei beni culturali architettonici e del
paesaggio;
• agli organismi privati, come imprese,
studi professionali specialistici o uffici
tecnici operanti nel settore del patrimonio
architettonico e paesaggistico.
Le conoscenze acquisite nell’ambito della
Scuola di Specializzazione sono infatti
finalizzate:
• alla prestazione di servizi, altamente
qualificati, relativi all’analisi storica, alla
conoscenza critica, alla catalogazione,
alle tecniche diagnostiche relative ai beni
architettonici e paesaggistici;
• alla gestione e manutenzione di singoli
complessi di alto valore storico-architettonico o di siti e paesaggi significativi;
• alla gestione, conservazione, restauro,
tutela, recupero, riabilitazione e valorizzazione del patrimonio architettonico e
paesaggistico generalmente inteso, in Italia
e all’estero, anche in riferimento all’attività
di organismi internazionali.
B. L’indirizzo in “Restauro dell’architettura di pietra” mira a conferire, attraverso
i suoi corsi e tirocini, un’approfondita
preparazione storico–critica e progettuale
nel campo del restauro dell’architettura
moderna (secoli XI-XX) in pietra attraverso
il trasferimento agli allievi di approfondite
competenze ed abilità tecniche e professionali, sia tradizionali che tecnologicamente
avanzate.
5.1.3 Spendibilità del titolo
Il diploma della Scuola di Specializzazione
in Beni Architettonici e del Paesaggio è
titolo necessario per la partecipazione ai
concorsi per l’accesso alle carriere per fun-
5.1.4 Regolamento didattico
Art. 1 - Denominazione del corso di studio e
classe di appartenenza
E’ istituita presso Il Politecnico di Bari la
Scuola di Specializzazione in “Beni Architettonici e del Paesaggio” ai sensi del Decreto Ministeriale di riassetto delle Scuole
di specializzazione nel settore della tutela,
gestione e valorizzazione del patrimonio
culturale pubblicato sulla Gazzetta ufficiale
del 15 giugno 2006 n.°137
La Scuola è organizzata dal Dipartimento
ICAR e si articola in due distinti curricula:
a) Storia e Restauro dell’Architettura
Antica.
b) Restauro dell’Architettura in Pietra.
Art. 2 - Finalità della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio
del Politecnico di Bari
In base alla legge (Decreto Ministeriale
31 gennaio 2006 – All.2) le finalità di una
Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio sono definite come
segue: La scuola si propone l’obiettivo
di formare specialisti con uno specifico
alto profilo professionale nel settore dello
studio, della tutela, del restauro, della
gestione e valorizzazione del patrimonio
culturale architettonico e paesaggistico,
inteso nel suo senso più lato.
La Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio del Politecnico di
Bari, considerate le motivazione che hanno
portato alla sua istituzione, si articola in
due curricula in base alle specificità di
conoscenze disciplinari che connotano il
Dipartimento ICAR:
a) Curriculum in Storia e restauro dell’architettura antica;
b) Curriculum in Restauro dell’architettura
di pietra.
a. Il curriculum in “Storia e restauro dell’architettura antica” mira a conferire, attraverso i suoi corsi e tirocini, un’approfondita
preparazione storico-critica con particolare
riguardo al settore dell’architettura antica,
nonché elevate competenze tecniche e
professionali relative ai principi e ai metodi
di intervento per la tutela, la conservazione
e il restauro dei beni architettonici, archeologici, paesaggistici e ambientali, con approfondimenti sul restauro dell’architettura
antica e in particolare sui diversi aspetti
inerenti gli interventi di anastilosi.
L’indirizzo inoltre è orientato a fornire
articolate competenze riguardo alla
progettazione museale, sia sotto l’aspetto
museografico, sia per quel che concerne la
museologia nelle sue diverse applicazioni,
con particolare attenzione allo specifico dei
musei archeologici.
b. Il curriculum in “Restauro dell’architettura di pietra” mira a conferire, attraverso
i suoi corsi e tirocini, un’approfondita
preparazione storico–critica e progettuale
nel campo del restauro dell’architettura
moderna (secoli XI-XX) in pietra attraverso
il trasferimento agli allievi di approfondite
competenze ed abilità tecniche e professionali, sia tradizionali che tecnologicamente
avanzate.
- alla gestione, conservazione, restauro,
tutela, recupero, riabilitazione e valorizzazione del patrimonio architettonico e
paesaggistico generalmente inteso, in Italia
e all’estero, anche in riferimento all’attività
di organismi internazionali.
Il diploma della Scuola di Specializzazione
in Beni Architettonici e del Paesaggio è
titolo necessario per la partecipazione ai
concorsi per l’accesso alle carriere per funzionari architetti delle Soprintendenze del
Ministero per i Beni e le Attività Culturali;
è inoltre titolo preferenziale per l’accesso:
- alle altre strutture pubbliche (in primo
luogo Regioni, Province, Comuni) preposte
alla tutela, conservazione, restauro, gestione, valorizzazione, catalogazione, anche
sotto il profilo del rischio, del patrimonio
culturale architettonico e paesaggistico;
- alle organizzazioni internazionali operanti
nel settore del patrimonio architettonico e
paesaggistico;
- alle strutture pubbliche o private che
abbiano funzioni e finalità organizzative,
culturali, editoriali o di ricerca nel settore
dei beni culturali architettonici e del
paesaggio;
- agli organismi privati, come imprese,
studi professionali specialistici o uffici
tecnici operanti nel settore del patrimonio
architettonico e paesaggistico.
Le conoscenze acquisite nell’ambito della
Scuola di Specializzazione sono infatti
finalizzate:
- alla prestazione di servizi, altamente
qualificati, relativi all’analisi storica, alla
conoscenza critica, alla catalogazione,
alle tecniche diagnostiche relative ai beni
architettonici e paesaggistici;
- alla gestione e manutenzione di singoli
complessi di alto valore storico-architettonico o di siti e paesaggi significativi;
- alla gestione, conservazione, restauro,
tutela, recupero, riabilitazione e valoriz-
zazione del patrimonio architettonico e
paesaggistico generalmente inteso, in Italia
e all’estero, anche in riferimento all’attività
di organismi internazionali.
Art. 3 - Accesso alla Scuola di Specializzazione
Alla scuola si accede previo concorso di
ammissione, per esame e per titoli, col
titolo di laurea di secondo livello (300
CFU). Sono ammessi al concorso i laureati
in “Architettura” del vecchio ordinamento
e dei nuovi corsi di laurea specialistica o magistrale ricadenti nella classe
4/S o LM-4 “Architettura e Ingegneria
edile-Architettura”, considerata classe di
riferimento, con riconoscimento integrale
dei 300 crediti conseguiti; inoltre possono
essere ammessi i candidati forniti di laurea
di secondo livello nelle classi 2/S o LM-2
“Archeologia”, 10/S o LM-10 “Conservazione dei beni architettonici e ambientali”,
12/S o LM-11 “Conservazione e restauro del
patrimonio storico-artistico”, 95/S o LM-89
“Storia dell’arte”, previa valutazione, da
parte della scuola, dei curricula personali
per individuare eventuali debiti formativi.
Sono altresì ammessi al concorso per
l’ammissione alla Scuola i cittadini italiani
e stranieri con titolo di studio conseguito
presso Università straniere, riconosciuto
idoneo dal Consiglio della Scuola, ai soli ed
esclusivi fini dell’accesso alla medesima.
La scuola accetta un numero massimo di
iscritti al primo anno pari a venticinque.
Sono ammessi a frequentare la Scuola i
candidati che, in relazione al numero di posti disponibili, si siano collocati in posizione utile nella graduatoria compilata sulla
5
5.1. Scuola di Specializzazione
5. Post Lauream
5
5.1.1 Caratteri generali
La Scuola è stata istituita da Dipartimento
di Scienze dell’Ingegneria civile e dell’Architettura del Politecnico di Bari.
La proposta di istituzione della Scuola
nasce da diverse esigenze:
• sviluppare una più approfondita cultura
negli ambiti dell’architettura antica e della
pietra in un contesto come quello dei Paesi
che si affacciano sul bacino del Mediterraneo, in cui si concentrano le principali aree
archeologiche del mondo antico, con le
prevedibili problematiche di conservazione
e restauro e le contestuali necessità di
formazione del personale specializzato.
• formare quindi specialisti idonei ad
intervenire nel settore dello studio, della
tutela, del restauro, della gestione e valorizzazione del patrimonio architettonico,
con particolare riguardo al mondo antico e
all’architettura storica costruita in pietra da
taglio, settori presenti solo in modo marginale nelle altre Scuole di Specializzazione
italiane. Più in dettaglio si tratta di formare
specialisti orientati allo studio e al restauro
dell’architettura antica, con particolare
riguardo alle problematiche dell’anastilosi,
che diventeranno prioritarie nel futuro più
prossimo e sulle quali nel nostro paese
mancano ancora specifiche competenze.
• fornire strumenti e competenze riguardo
alle esigenze della progettazione museale,
tali da favorire la formazione di una figura
professionale in grado di elaborare un progetto più consapevole delle specificità di
un museo archeologico. Il tema si estende
anche alla sistemazione e valorizzazione
delle aree archeologiche, per le quali si
rendono necessarie specifiche competenze.
173
base del punteggio complessivo riportato.
In caso di parità di punteggio è ammesso il
candidato più giovane di età.
174
Art. 4 - Articolazione delle attività formative
Il Corso ha la durata di 2 anni, articolati in
quattro semestri, e prevede l’acquisizione
di 120 CFU secondo un piano di studi determinato nel “Manifesto degli studi” distinto
in due curricula.
Ai fini dello svolgimento dei corsi, dei tirocini e degli stage formativi, e con finalità
di sovvenzionamento e utilizzazione di
personale e strutture extrauniversitarie per
lo svolgimento delle proprie attività didattiche, la Scuola può stipulare convenzioni
con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e con istituzioni pubbliche e private
di particolare qualificazione.
Il corso biennale di studi della Scuola di
Specializzazione si articola in moduli di
didattica frontale, attività di laboratorio,
stage condotti in cantieri di scavo archeologico e di restauro nonché presso enti
altamente qualificati.
La frequenza delle attività della Scuola è
obbligatoria; lo specializzando è tenuto a
seguire tutte le lezioni ed esercitazioni di
ciascun corso e delle attività previste. La
verifica delle presenze dovrà attestare una
partecipazione non inferiore al 75% per
ciascun corso di insegnamento.
Le verifiche del profitto sono dirette ad
accertare l’ adeguata preparazione degli
studenti iscritti ai corsi di studio ai fini del
conseguimento dei relativi crediti.
Per sostenere gli esami di profitto o altre
forme di verifica al fine di acquisire i crediti
relativi lo studente deve aver ottenuto
nel corso di studio al quale è iscritto, le
attestazioni di frequenza ed altresì essere
in regola con il versamento delle tasse e
dei contributi dovuti.
La Scuola rende noto agli studenti il
calendario degli appelli di esame all’inizio
dell’attività didattica, prevedendo un
appello al termine di ognuno dei periodi didattici nei quali è articolato l’anno
accademico.
Le Commissioni di esame sono costituite
dal docente o, nel caso di corsi integrati, dai docenti responsabili dell’attività
formativa.
I risultati ottenuti in eventuali stages o
tirocini saranno valutati dal docente o dai
docenti responsabili degli stessi stages.
Il voto è espresso in trentesimi.
Coloro che non superano tutti gli esami
fondamentali obbligatori del proprio anno
di corso non possono essere ammessi al
successivo anno di corso e debbono ripetere l’anno. Lo studente non può iscriversi
per più di due volte allo stesso anno di
corso.
Art. 5 - Tesi di diploma
Il percorso formativo si conclude con una
tesi di diploma inerente le tematiche della
Storia dell’Architettura Antica o del Restauro dell’architettura con particolare riguardo
alle tematiche dell’anastilosi.
Qualora la complessità del tema affrontato
lo giustifichi, le tesi di diploma potranno
svolgersi anche nell’ambito di laboratori di
tesi che prevedano l’attività coordinata di
piccoli gruppi di studenti, fermo restando,
concordemente con la direttiva CEE, la chiara distinguibilità del contributo individuale
di ciascuno dei specializzandi.
Il relatore, può essere affiancato da altri
docenti della Scuola favorendo un approccio pluridisciplinare e di maggiore respiro
al proprio studio. È inoltre concesso allo
specializzando di avvalersi di un correlatore esterno alla scuola, per ampliare l’arco
delle competenze a sua disposizione.
La Commissione per l’esame di diploma
è costituita dai docenti della Scuola di
Specializzazione. Il numero dei componenti
della Commissione, di norma, è pari a
undici e non può essere inferiore a sette
membri. Il giudizio della Commissione tiene
conto delle valutazioni riportate negli esami di verifica del profitto e della valutazione
della prova finale.
Il voto è sempre espresso in cento/decimi
e, quando il candidato raggiunge il massimo dei voti, può essere fatta all’unanimità
menzione della lode. L’esame si intende
superato con una votazione minima di
66/110.
A coloro che avranno superato l’esame
finale verrà rilasciato il diploma di Specializzazione in “Beni Architettonici e del
Paesaggio” ed una certificazione dell’intero
percorso svolto dallo specializzando, con
indicazione delle attività formative che lo
hanno caratterizzato.
Art. 6 - Borse di studio
Per la frequenza alla Scuola di Specializzazione in “Beni Architettonici e del Paesaggio”, potranno essere conferite, laddove
disponibili, specifiche borse di studio di
cui sarà data notizia sul sito della Scuola di
Specializzazione.
5
5.1. Scuola di Specializzazione
5. Post Lauream
5
L’accesso alla prova di ingresso è subordinato alla presentazione di una attestazione
relativa alla conoscenza di una lingua
straniera tra le seguenti: inglese, francese,
tedesco, greco moderno.
La graduatoria per l’ammissione è determinata con una valutazione espressa in
centesimi a cui concorrono la valutazione
dei titoli, fino ad un massimo di 40/100 e la
valutazione dei risultati delle prove scritta
e orale per un massimo di 30/100 e 30/100
rispettivamente.
Il numero degli iscritti che la Scuola può
accettare per ogni anno accademico di
corso è definito annualmente dal Consiglio
della Scuola.
Costituiscono titoli: il voto di laurea; la tesi
di laurea; le pubblicazioni scientifiche, la
partecipazione a convegni, la frequenza di
corsi di perfezionamento o master, qualora
congruenti con le tematiche della Scuola, i
crediti acquisiti in discipline inerenti la storia e il restauro, la partecipazione a stage e
missioni con attività archeologica, di rilievo
o di restauro.
Sulla pertinenza dei titoli decide la Commissione di esame di ammissione.
La prova di accesso consiste in:
• una prova scritta su un tema attinente la
storia dell’architettura o del restauro.
• una prova orale sulle principali tematiche
inerenti i due curricula attivati dalla scuola.
Al termine dell’espletamento del concorso
si provvederà all’affissione della graduatoria generale di merito, contenente l’indicazione degli ammessi e degli idonei.
Le tasse e i contributi per l’iscrizione alla
scuola sono fissati in 1500 euro annui,
eventuali modifiche della tassa di iscrizione
potranno essere disposte dall’Ateneo.
L’importo complessivo dovuto per tasse e
contributi d’iscrizione di ciascun anno dovranno essere pagati in due rate: la prima
all’atto dell’iscrizione, la seconda entro il
30 marzo 2012.
Per tutte le attività e specificamente quelle
pratiche di stage e tirocinio, compresi gli
spostamenti fuori sede, deve essere prevista obbligatoriamente per ogni studente,
fin dal momento dell’iscrizione alla scuola
e per tutta la durata degli studi, un’apposita, adeguata copertura assicurativa per i
danni prodotti o subiti.
175
5.1.5 Manifesto degli studi - Curriculum in Storia e Restauro dell’architettura antica - 1° anno
5.1.6 Manifesto degli studi - Curriculum in Storia e Restauro dell’architettura antica - 2° anno
Tipo di
insegnamento
Totale
crediti
Insegnamenti
(annualità e moduli didattici concorrenti
alla definizione delle annualità)
Settori
scientifico-disciplinari
Tipo di attività
Anno di
corso
Tipo di
insegnamento
Totale
crediti
Insegnamenti
(annualità e moduli didattici concorrenti
alla definizione delle annualità)
Settori
scientifico-disciplinari
Tipo di attività
1°
m
l
l
4
6
Storia dell’architettura greca
Laboratorio di Restauro I
Laboratorio di allestimento museografico
- Museografia
- Museologia
Aspetti strutturali dei monumenti antichi
Archeologia greca e della Magna Grecia e Sicilia
Estimo dei beni culturali
Tecnologie e tecniche costruttive antiche
Storia ed epigrafia greca
Archeologia egea
Etruscologia e antichità italiche
Stage - Scavo archeologico
- Metodologia dello scavo archeologico
- Rilievo dell’architettura antica
icar 18
icar 19
icar 13
icar 16
l-art 04
icar 08
l-ant 07
icar 22
icar 12
l-ant 02
l-fil-let 01
l-ant 02
b
c
c
2°
l
l
6
Laboratorio di Restauro II
Laboratorio di allestimento museografico
- Museografia
- Museologia
Petrologia e petrografia
Restauro costruttivo degli edifici antichi
Topografia e rilievo strumentale
Diritto amministrativo dei beni culturali
Storia dell’Architettura romana
Storia dell’Architettura Paleocristiana e Bizantina
Storia ed epigrafia romana
Archeologia romana e delle province romane
Stage - Cantiere di restauro
Prova finale
icar 19
icar 13
icar 16
l-art 04
geo 07
icar 09
icar 06
ius 10
icar 18
icar 18
l-ant 03
l-ant 07
icar 19
l-ant 02
c
m
m
m
m
m
m
m
5. Post Lauream
5
3
3
4
6
3
3
3
3
3
5
5
3
3
3
4
6
3
3
3
3
6
10
16
c
i
c
c
i
i
i
st
l-ant 02
icar 17
69
c
i
c
c
c
c
b
b
i
i
st
pf
5
5.1. Scuola di Specializzazione
Anno di
corso
51
176
Monte crediti complessivo = 51
Monte crediti complessivo = 69
Note
Crediti per ogni tipo di attività: b=4 , c=22 , i=15 , st=10
Note
Crediti per ogni tipo di attività: b=6 , c=25 , i=12 , st=10 , pf=16
Legenda
lLaboratorio
m
Corso monodisciplinare
Legenda
lLaboratorio
m
Corso monodisciplinare
177
5.1.8 Manifesto degli studi - Curriculum in Restauro dell’architettura in pietra - 2° anno
5.1.7 Manifesto degli studi - Curriculum in Restauro dell’architettura in pietra - 1° anno
Tipo di
insegnamento
Totale
crediti
Insegnamenti
(annualità e moduli didattici concorrenti
alla definizione delle annualità)
Settori
scientifico-disciplinari
Tipo di attività
Anno di
corso
Tipo di
insegnamento
Totale
crediti
Insegnamenti
(annualità e moduli didattici concorrenti
alla definizione delle annualità)
Settori
scientifico-disciplinari
Tipo di attività
1°
m
l
l
4
6
Storia dell’architettura greca
Laboratorio di Restauro I
Laboratorio di allestimento museografico
- Museografia
- Museologia
Aspetti strutturali dei monumenti antichi
Archeologia greca e della Magna Grecia e Sicilia
Estimo dei beni culturali
Tecnologia dell’architettura in pietra
Laboratorio di stereotomia I
Teorie e tecniche dell’architettura di pietra
Stage - Taglio pietra: manuale, CAD/CAM
icar 18
icar 19
icar 13
icar 16
l-art 04
icar 08
l-ant 07
icar 22
icar 12
icar 14
icar 14
icar 14
b
c
c
2°
l
l
6
Laboratorio di Restauro II
Laboratorio di allestimento museografico
- Museografia
- Museologia
Petrologia e petrografia
Restauro costruttivo degli edifici antichi
Topografia e rilievo strumentale
Diritto amministrativo dei beni culturali
Storia dell’Architettura in pietra
Laboratorio di stereotomia II
Tecniche di lavorazione per la scrittura e l’ornato lapideo
Stage - Cantiere di restauro
Prova finale
icar 19
icar 13
icar 16
l-art 04
geo 07
icar 09
icar 06
ius 10
icar 18
icar 14
icar 14
icar 19
l-ant 02
c
m
m
m
m
l
m
5. Post Lauream
5
3
3
4
6
3
3
6
3
10
c
i
c
c
c
c
st
l
l
3
3
3
4
6
3
3
6
6
10
16
51
69
c
i
c
c
c
c
b
c
c
st
pf
5
5.1. Scuola di Specializzazione
Anno di
corso
Monte crediti complessivo = 69
Monte crediti complessivo = 51
178
Note
Crediti per ogni tipo di attività: b=4 , c=31 , i=6 , st=10
Legenda
lLaboratorio
m
Corso monodisciplinare
Note
Crediti per ogni tipo di attività: b=3 , c=37 , i=13 , st=10 , pf=16
Legenda
lLaboratorio
m
Corso monodisciplinare
179
5.2 Dottorato di Ricerca in Architettura: Innovazione e Patrimonio
TRA:
• l’Università degli Studi Roma Tre, C.F. n.
04400441004, legalmente rappresentata
dal Rettore pro-tempore Prof. Mario
Panizza, nato a Avezzano (AQ) il 12
settembre 1950;
E
• il Politecnico di Bari, C.F. n. 93051590722,
legalmente rappresentato dal Rettore protempore Prof. Eugenio Di Sciascio, nato a
Bari il 13.03.1963;
180
ART. 1 - Denominazione, sede, finalità.
E’ costituito tra l’Università degli Studi
Roma Tre e il Politecnico di Bari (di seguito
denominati “Università” o “Atenei”) il
Consorzio inter-universitario con attività
esterna denominato “ARGONAUTI”, (di
seguito denominato “Consorzio”) con sede
presso l’Università degli Studi Roma Tre,
via Ostiense, 159 - 00154 Roma.
Il Consorzio non ha fine di lucro.
Finalità del Consorzio è l’istituzione,
l’attivazione e la gestione di corsi di
dottorato di ricerca, ai sensi delle norme
vigenti in materia, con particolare
riferimento all’art. 2, comma 2, lett. c) del
D.M. sopracitato, con possibilità di rilascio
del titolo doppio, multiplo o congiunto
da parte degli Atenei consorziati, al fine
di fornire le competenze necessarie
per esercitare attività di ricerca di alta
qualificazione presso soggetti pubblici
e privati, nonché qualificanti anche
nell’esercizio delle libere professioni,
contribuendo alla realizzazione dello
Spazio Europeo dell’Alta Formazione e
dello Spazio Europeo della Ricerca.
Il Consorzio agisce in nome e per
conto proprio e risponde delle proprie
obbligazioni unicamente con il fondo
consortile.
Il Consorzio non assume obbligazioni per
conto di uno o più consorziati se non in
forza di espressa e preventiva specifica
delega.
Il Consorzio si attiverà per ottenere il
riconoscimento della personalità giuridica.
Il Consorzio, previe delibere degli organi
competenti delle Università consorziate,
può svolgere attività di coordinamento
e supporto delle iniziative didatticoscientifiche post lauream: corsi di
perfezionamento, master, scuole di
specializzazione, attivati presso le
medesime Università.
ART. 2 - Adesione e recesso
Al Consorzio può aderire qualsiasi
Università che lo richieda al Presidente del
Consorzio e ottenga il voto unanimemente
favorevole dell’Assemblea dei Consorziati,
sulla base di quanto previsto dall’art. 4,
comma 3 del D.M. n. 45/2013.
Un consorziato può recedere in qualsiasi
momento, dandone comunicazione al
Presidente del Consorzio per mezzo di
lettera raccomandata.
Il recesso ha effetto trenta giorni dopo il
ricevimento della comunicazione.
Il consorziato receduto rimane obbligato al
completamento delle attività didattiche e
delle altre obbligazioni che abbia assunto
a proprio carico prima della dichiarazione
di recesso.
L’Assemblea dei Consorziati può escludere
il Consorziato per grave inosservanza
delle disposizioni del presente atto, dei
regolamenti interni o delle deliberazioni
degli organi del Consorzio.
Il consorziato receduto o escluso non ha
alcun diritto sul patrimonio del Consorzio.
ART. 3 - Attività del consorzio
Allo scopo di realizzare le finalità e le
obbligazioni di cui all’Art. 1, il Consorzio,
nel rispetto del D.M. n. 45/2013:
a) istituisce ed attiva il Corso di Dottorato
di Ricerca in Architettura: Innovazione
e Patrimonio. A tal fine i Consorziati,
attraverso opportuni requisiti organizzativi
e disponibilità di risorse finanziarie, si
impegnano a garantire:
• la razionale organizzazione e l’effettiva
sostenibilità del corso di dottorato per
tutto il periodo di attivazione dello stesso;
• un’effettiva condivisione, in maniera
continuativa, delle proprie strutture e delle
attività didattiche e di ricerca.
b) promuove lo sviluppo della
collaborazione interdisciplinare tra le
Università ed altri organismi pubblici
e privati di ricerca, nazionali ed
internazionali, che operano nel campo
dell’Architettura e dell’Ingegneria;
c) può stipulare convenzioni con altre
università, con enti di ricerca pubblici
e privati, italiani o stranieri, consorzi o
fondazioni, e con qualificate imprese,
anche di Paesi diversi, al fine di migliorare
le sue attività di ricerca e didattiche.
ART. 4 - Organi del consorzio
Sono Organi del Consorzio:
• l’Assemblea dei Consorziati;
• il Presidente ed il Vicepresidente;
• il Collegio dei Revisori.
ART. 5 - Assemblea dei consorziati
L’Assemblea dei Consorziati è costituita:
• dai Rettori, o loro delegati, dei singoli
Atenei aderenti al Consorzio;
• dai Coordinatori dei Collegi dei docenti
dei corsi di dottorato di ricerca istituiti dal Consorzio.
Ciascun componente dell’Assemblea resta
in carica per la durata della sua delega, se
delegato del Rettore, o del suo mandato, se
Coordinatore del Collegio dei docenti.
I componenti del Assemblea dei Consorziati
possono farsi sostituire nelle adunanze,
qualora l’atto di nomina lo preveda e nei
limiti di tale previsione.
Le Assemblee dei Consorziati sono
ordinarie e straordinarie. Quando sono
regolarmente costituite, rappresentano
la totalità dei Consorziati e le loro
deliberazioni, assunte in conformità al
presente atto, sono obbligatorie per tutti i
Consorziati anche assenti o dissenzienti.
L’Assemblea dei Consorziati discute e
delibera con le modalità più convenienti,
inclusa la corrispondenza per mezzo di
posta elettronica e la riunione telematica
per teleconferenza, ed è convocata
ogni qual volta il Presidente lo ritenga
necessario e comunque quando gliene
faccia richiesta un componente, indicando
le materie da trattare.
Alle adunanze possono essere invitati,
secondo l’opportunità e senza diritto di
voto, esponenti di Ordini professionali,
nazionali o locali, docenti universitari
o professionisti, in qualità di esperti di
elevata qualificazione nell’ambito delle
discipline affrontate dai corsi attivati dal
Consorzio.
L’Assemblea dei Consorziati delibera con il
voto favorevole della maggioranza dei suoi
componenti:
a) su qualsiasi materia attinente la
gestione ordinaria o straordinaria
dell’attività consortile;
b) sul bilancio preventivo e sul rendiconto
annuale;
c) sulla destinazione dell’utile della
gestione;
d) sulla programmazione degli obiettivi ed
in generale sulla determinazione delle linee
generali e di indirizzo dei corsi di studio
gestiti dal consorzio;
e) sulla programmazione delle attività
formative dei corsi di studio gestiti dal
consorzio, sulla valutazione della relativa
fattibilità e sulla preventiva verifica della
relativa sostenibilità economica.
In caso di parità di voti espressi, prevale il
voto del Presidente.
L’Assemblea dei Consorziati può approvare
regolamenti di funzionamento dell’attività
consortile.
dei Conti e nominati dall’Assemblea dei
Consorziati, che individua anche all’atto
della nomina il Presidente del Collegio.
I componenti il Collegio durano in carica
cinque anni e sono rinominabili.
Il Collegio dei Revisori
a) ha diritto di partecipare alle sedute
dell’Assemblea dei Consorziati;
b) esamina periodicamente le scritture
contabili, esegue verifiche di cassa e
riferisce al Presidente e all’Assemblea dei
Consorziati;
c) presenta all’Assemblea dei Consorziati
la propria relazione sul rendiconto della
gestione.
ART. 7 - Il presidente
Il Presidente è un professore universitario,
eletto dall’Assemblea dei Consorziati al
proprio interno, per la durata di cinque
anni, rinnovabili. Egli rappresenta il
Consorzio verso i consorziati e verso i terzi.
Il Presidente convoca e presiede le
adunanze dell’Assemblea dei Consorziati.
Al Presidente spetta la gestione ordinaria
dell’attività consortile.
Il Presidente:
a) propone il bilancio preventivo di ciascun
esercizio all’Assemblea dei Consorziati
entro il termine del precedente esercizio
finanziario;
b) sottopone all’approvazione
dell’Assemblea dei Consorziati la
situazione patrimoniale dell’esercizio precedente entro due mesi
dalla relativa chiusura.
ART. 8 - Il collegio dei revisori
Il Collegio dei Revisori è composto da
tre membri, iscritti all’albo dei Revisori
ART. 9 - Fondo consortile ed esercizio
finanziario
L’esercizio finanziario va dal 1 gennaio al 31
dicembre di ciascun anno.
Agli Atenei aderenti al Consorzio non è
richiesto il versamento di alcun contributo
annuale, a meno che diversamente
deliberi all’unanimità l’Assemblea dei
Consorziati . Sulle richieste del Assemblea
dei Consorziati deliberano gli organi
competenti degli Atenei consorziati.
L’Assemblea dei Consorziati può accettare
contributi da parte di enti pubblici o privati,
donazioni e lasciti.
Le entrate ordinarie del Consorzio sono
costituite:
a) dalle tasse di iscrizione ai corsi di
dottorato corrisposte dagli iscritti;
b) da contributi di enti pubblici e privati,
donazioni e lasciti.
L’utile risultante dal rendiconto annuale
non può essere distribuito ai consorziati,
ma deve essere impiegato per lo sviluppo
dell’attività consortile e per il sostegno
alle attività didattiche e di ricerca dei
consorziati.
ART. 10 - Durata
Il Consorzio ha la durata di dieci anni, che
può essere prorogata con deliberazione del
Assemblea dei Consorziati, assunta con il
voto favorevole di tutti i suoi componenti,
da sottoporre all’approvazione degli organi
competenti degli atenei consorziati.
AI termine, originario o prorogato, della
durata del Consorzio, il Presidente cura
la liquidazione del patrimonio consortile
e l’Assemblea dei Consorziati delibera
come impiegare le risultanti disponibilità
finanziarie per il sostegno alle attività
didattiche e di ricerca degli Atenei aderenti
al Consorzio.
ART. 11 - Modificazioni dell’atto costitutivo
e scioglimento anticipato
Il presente atto può essere modificato
con deliberazione dell’Assemblea dei
Consorziati, assunta con il voto unanime
dei suoi componenti.
L’Assemblea dei Consorziati può deliberare
all’unanimità lo scioglimento anticipato del
Consorzio.
ART. 12 - Disposizioni di rinvio e finali
Per tutto quanto non previsto nel presente
Contratto si fa espresso riferimento alle
disposizioni del Codice Civile e delle
altre leggi in materia, ed alle norme che
disciplinano le attività necessarie per il
raggiungimento delle finalità di cui all’art.
2. L’Assemblea dei Consorziati adotta
i regolamenti interni atti a disciplinare,
5
5.2. Dottorato di Ricerca in ARCHITETTURA:
INNOVAZIONE E PATRIMONIO
5. Post Lauream
5
5.2.1 Atto istitutivo - Consorzio Argonauti
VISTO - il D.P.R. 11 luglio 1980, n. 382 e in
particolare l’articolo 91;
VISTA - la legge 3 luglio 1998, n. 210, e in
particolare l’articolo 4, come modificato dall’articolo 19, comma 1 della legge 30
dicembre 2010, n. 240;
VISTO - il D.M. n. 45 dell’8 febbraio 2013;
VISTO - il Regolamento dei Corsi di
Dottorato di Ricerca dell’Università degli
Studi Roma Tre;
VISTO - Il Regolamento dei corsi di
Dottorato di Ricerca del Politecnico di Bari,
emanato con D.R. n. 286 del 01.07.2013;
VISTE - le delibere del Senato Accademico
e del Consiglio di Amministrazione dell’Università degli Studi Roma Tre e
del Consiglio di Amministrazione
(04/09/13) e del Senato Accademico
(17/09/13) del Politecnico di Bari, con
le quali i due Atenei hanno approvato la
costituzione del Consorzio “Argonauti”;
SI CONVIENE QUANTO SEGUE:
181
nei limiti previsti dal presente Contratto,
il funzionamento degli Organi Sociali e,
qualora necessario, ogni altra attività
utile al raggiungimento delle Finalità del
Consorzio.
Il Presente contratto è integralmente
sottoscritto ed accettato articolo per
articolo dai Legali Rappresentanti dei
Consorziati.
182
ART. 1 - Ambito di applicazione e finalità
• Il Consorzio Argonauti
Il presente Regolamento disciplina
l’istituzione e il funzionamento dei corsi di
Dottorato di Ricerca (in seguito denominato
DR) del Consorzio ARGONAUTI (in seguito
denominato Consorzio) in conformità:
- dell’art. 4, comma 2 della legge 3 luglio
1998, n. 210, come modificato dall’art. 19
della legge 30 dicembre 2010 n. 240;
- degli artt. 5, comma 1 e 15, comma 2 del
D.M. 8 febbraio 2013, n. 45, Regolamento
recante modalità di accreditamento delle
sedi e dei corsi di dottorato e criteri per la
istituzione dei corsi di dottorato da parte
degli enti accreditati;
- degli Statuti degli Atenei di Roma Tre e
del Politecnico di Bari.
• Finalità dei corsi di DR del Consorzio
Il presente Regolamento disciplina
l’istituzione, l’attivazione e il
funzionamento dei corsi di dottorato di
ricerca del Consorzio, realizzati al fine
di fornire le competenze necessarie
per esercitare attività di ricerca di alta
ART. 2 Accreditamento dei corsi
• Attivazione dei corsi
I corsi di DR sono attivati a seguito
dell’accreditamento, come stabilito dall’art.
3 del DM n. 45/2013, previa verifica della
sussistenza dei requisiti necessari previsti
dall’art. 4 del medesimo DM.
• Corsi in convenzione
Nel caso di corsi di DR attivati in
convenzione con altre università e/o enti
di ricerca pubblici o privati si applicano le
disposizioni di cui agli artt. 2, comma 2,
4, commi 2 e 3 e 10 del D.M. n. 45/2013 e
all’art. 6 del presente Regolamento.
ART. 3 - Proposte di istituzione dei corsi
e attivazione del primo ciclo formativo
• Durata e inizio attività (1° ottobre)
I corsi di DR hanno durata triennale e sono
organizzati in cicli formativi; in ciascun
anno accademico è attivato ed ha inizio
un ciclo formativo triennale, comprensivo
di tutti i corsi, le cui attività hanno
decorrenza giuridica e amministrativa dal
primo ottobre. Ciascun anno accademico è
articolato ai fini delle attività didattiche e di
ricerca in due semestri. Convenzionalmente
il primo semestre si estende da settembre
a febbraio; il secondo semestre da marzo
ad agosto. Il mese di settembre è dedicato
alle attività di arruolamento (prove di
ammissione).
• Sede amministrativa del Consorzio
Il Consorzio e i corsi di DR hanno sede
amministrativa presso l’Università Roma
Tre.
• Proposte di istituzione (entro il 1° marzo)
Le proposte di istituzione di un corso
DR sono presentate dal Consorzio in
conformità con le delibere di due o più
Dipartimenti proponenti degli Atenei
consorziati in coerenza con i settori
scientifico- disciplinari di rispettiva
pertinenza di norma entro 1 marzo di ogni
anno.
• Specifiche
Ciascuna proposta di istituzione precisa
quanto segue:
a) la tipologia del corso: interno, o in
convenzione con università e/o enti di
ricerca, o in
convenzione con imprese, o in consorzio
con altre università, come previsto dall’art.
2 comma 2 del
D.M. 45/2013;
b) la denominazione e gli obiettivi formativi
del corso, nonché le tematiche scientifiche,
che
devono riferirsi ad ambiti disciplinari ampi,
organici e chiaramente definiti;
c) la previsione del numero complessivo
di iscritti annualmente ammissibili come
previsto
dall’art. 3 comma 3 del D.M. 45/2013;
1
d) l’organizzazione didattica e scientifica
del corso, ivi comprese l’eventuale
suddivisione in curricoli, completi dei titoli
degli insegnamenti erogati e relativi CFU;
e) l’indicazione del possesso dei requisiti di
cui all’art. 4 del D.M. n. 45/2013;
f ) la disponibilità di risorse finanziarie,
con l’assunzione degli impegni formali di
cui all’art. 8, comma 3, per la copertura
di almeno sei borse triennali di DR per
ciascun corso proposto dal Consorzio.
Tali risorse sono a valere sul budget dei
Dipartimenti proponenti oppure messe
a disposizione da enti esterni e sono
comprensive del budget di
ricerca di cui all’art. 8, comma 9.
g) le eventuali altre sedi universitarie
con cui convenzionarsi o consorziarsi e
il loro apporto nel contesto didattico,
organizzativo e finanziario;
h) gli eventuali soggetti privati o pubblici
con cui stipulare convenzioni per
l’attivazione dei corsi, che formalizzano
il loro interesse e il loro apporto con una
lettera di intenti;
i) la composizione del Collegio dei
Docenti—in seguito denominato Collegio—
di cui all’art. 5, comma 2 e 3, corredata dal
curriculum scientifico dei componenti;
l) l’indicazione del Coordinatore del corso;
m) le modalità di autovalutazione e di
assicurazione della qualità del corso.
• Regolamento didattico e organizzativo
dei corsi (Regolamento interno)
Alla proposta di cui al comma 4 è allegato il
Regolamento didattico e organizzativo del
corso di cui all’art. 7, comma 1.
• Approvazione degli organi accademici
Le proposte di istituzione sono sottoposte
all’esame dei Senati Accademici di Roma
Tre e del Politecnico di Bari, acquisiti i
pareri dei Nuclei di Valutazione (NdV)
degli Atenei consorziati. Successivamente
i Consigli di Amministrazione, sulla base
delle proposte dei Senati Accademici,
approvano l’istituzione dei corsi di
DR, stabilendo contestualmente ai fini
dell’accreditamento ministeriale e della
successiva prima attivazione dei corsi:
a) il numero complessivo degli iscritti
ammissibili, sulla base della previsione di
cui al comma 4, lettera c);
b) il numero delle borse di studio, nonché
il numero degli eventuali contratti di
apprendistato e delle eventuali altre forme
di finanziamento di cui all’art. 8, comma 3
del D.M. 45/2013, da assegnarsi sulla base
della valutazione comparativa del merito;
c) l’ammontare delle tasse e dei contributi
posti a carico dei dottorandi per l’iscrizione
ai corsi e la disciplina degli esoneri sulla
base della valutazione comparativa del
merito e delle condizioni economiche,
conformemente alla normativa vigente sul
diritto allo studio universitario.
• Domanda di accreditamento
A
seguito dell’approvazione delle
proposte di istituzione da parte dei
Consigli di Amministrazione degli Atenei
consorziati , il Consorzio presenta al
Ministero dell’istruzione, dell’università
e della ricerca (MIUR) la domanda di
accreditamento di cui all’art. 3 del D.M. n.
45/2013.
ART. 4 - Requisiti per l’accreditamento dei
corsi e delle sedi
• Requisiti necessari
Sono requisiti necessari per
l’accreditamento dei corsi e delle sedi:
a) Numero docenti
La presenza, per ciascun corso, di un
Collegio di docenti (di seguito denominato
Collegio) composto da almeno sedici
docenti, di cui almeno dodici professori
di ruolo, appartenenti a macro-settori
coerenti con gli obiettivi formativi del
corso. Ai fini del rispetto del requisito di cui
alla presente lettera ciascun soggetto può
essere conteggiato una sola volta su base
nazionale;
b) Ricerche ultimi 5 anni
Il possesso, da parte dei componenti, di
documentati risultati di ricerca di livello
internazionale negli ambiti disciplinari del
corso, con particolare riferimento a quelli
conseguiti nei cinque anni precedenti
la data di richiesta di accreditamento.
Il Consorzio disciplina le modalità di
presentazione e accettazione delle
domande di partecipazione al Collegio di
un corso di DR garantendo il rispetto dei
requisiti innanzi riportati.
c) Disponibilità borse di studio
La disponibilità di un numero medio di
almeno sei borse per ciascun corso, fermo
restando che per il singolo ciclo tale
disponibilità non può essere inferiore a
quattro; al fine di soddisfare il predetto
requisito, si possono computare altre
forme di finanziamento di importo almeno
equivalente, comunque destinate a borse;
d) Finanziamenti
La disponibilità di congrui e stabili
finanziamenti per la sostenibilità del corso,
con specifico riferimento alla disponibilità
di borse ai sensi della lettera c) e al
sostegno della ricerca nel cui ambito si
esplica l’attività dei dottorandi;
e) Strutture operative e scientifiche
La disponibilità di specifiche e qualificate
strutture operative e scientifiche per
l’attività di studio e di ricerca dei
dottorandi, ivi inclusi, relativamente alla
tipologia del corso, laboratori scientifici, un
adeguato patrimonio librario, banche dati e
risorse per il calcolo elettronico;
• Durata e verifica dell’accreditamento
L’accreditamento dei corsi è concesso
o negato con decreto del Ministro, su
conforme parere dell’ANVUR. Ha durata
quinquennale, fatta salva la verifica
annuale della permanenza dei requisiti.
L’attività di verifica è svolta annualmente
dall’ANVUR, anche sulla base dei risultati
dell’attività di controllo svolta dall’NdV.
• Revoca accreditamento
In caso di revoca dell’accreditamento di un
corso, il Consorzio sospenderà, con effetto
immediato, l’attivazione di un nuovo ciclo
di quel corso.
• Accreditamento automatico
In base alla durata quinquennale
dell’accreditamento della sede e del
corso di dottorato, prevista dall’art. 3,
comma 6 del D.M. 45/2013, per i quattro
cicli formativi successivi, a meno che
l’accreditamento non sia revocato, per
ciascun corso di dottorato si può procedere
direttamente con lo svolgimento della
procedura di attivazione, di cui all’art. 4,
non effettuando la procedura istitutiva di
cui al presente articolo, purché permanga
la sussistenza dei requisiti di cui all’art. 2,
comma 1.
ART. 5
- Proposte di attivazione dei corsi
accreditati
per i cicli formativi successivi
• Attivazione dei cicli successivi al 1°
accreditamento
La proposta di attivazione per i
cicli successivi a quello del primo
accreditamento viene formulata dal
Consorzio. La proposta, in cui sono indicati
tutti gli elementi previsti dall’articolo 3
comma 6, è corredata del Regolamento
didattico e organizzativo del corso, di cui
all’art. 7 comma 1.
• Deliberazioni dei CCDA degli atenei
consorziati
Il Consorzio esamina le richieste di
cui al comma 1 e, laddove ritenuto
opportuno, delibera di proporle ai
Consigli di Amministrazione degli Atenei
convenzionati o consorziati cui spetta
annualmente l’adozione della delibera in
ordine all’attivazione dei cicli dei corsi di
dottorato accreditati, determinando per
ciascun corso:
a) il numero complessivo degli iscritti
ammissibili, sulla base della previsione di
cui all’art. 3, comma 4, lettera c);
b) il numero delle borse di studio, nonché
il numero degli eventuali contratti di
apprendistato e delle eventuali altre forme
di finanziamento di cui all’art. 8, comma 3
del D.M. 45/2013, da assegnarsi sulla base
della valutazione comparativa del merito.
c) l’ammontare delle tasse e dei contributi
posti a carico dei dottorandi per l’iscrizione
ai corsi e la disciplina degli esoneri sulla
base della valutazione comparativa del
merito e delle condizioni economiche,
conformemente alla normativa vigente sul
diritto allo studio universitario.
ART. 6 - Organi del corso
5
5.2. Dottorato di Ricerca in ARCHITETTURA:
INNOVAZIONE E PATRIMONIO
5. Post Lauream
5
5.2.2 Consorzio Argonauti - Regolamento
“generale” dei corsi di Dottorato di
Ricerca
qualificazione presso soggetti pubblici
e privati, nonché qualificanti anche
nell’esercizio delle libere professioni, con
l’obiettivo di contribuire alla realizzazione
dello Spazio Europeo dell’Alta Formazione
e dello Spazio Europeo della Ricerca.
183
184
decreto, provvedere all’integrazione o
alla modifica dei componenti del Collegio,
fermo restando il rispetto dei requisiti
previsti dall’art. 4 del D.M. n. 45/2013.
• Deliberazioni del Collegio
Il Collegio è preposto alla progettazione e
alla realizzazione del corso di dottorato e
ha fra le sue funzioni quelle di:
a) predisporre il Regolamento didattico e
organizzativo del corso secondo quanto
previsto nell’articolo 8;
b) organizzare l’attività scientifica e
didattica del corso;
c) valutare annualmente l’attività degli
iscritti ai corsi di dottorato;
d) proporre alle sedi consorziate
l’attivazione annuale e la previsione del
numero di posti;
e) proporre al Consorzio la stipula di
convenzioni con altre università o con altri
enti pubblici e privati.
• Unicità di appartenenza al Collegio
I docenti dei corsi di DR del Consorzio non
possono essere membri del Collegio di altri
corsi di DR. Ai fini del rispetto del requisito
di cui all’articolo 4, comma 1, lettera a)
del D.M. 45/2013 ciascun docente può
essere conteggiato una sola volta su base
nazionale.
• Funzionamento del Collegio
Il funzionamento del Collegio dei docenti è
disciplinato dal Regolamento interno di cui
all’art. 8.
• Prerogative e funzioni del Coordinatore
Il Collegio è presieduto dal Coordinatore,
il quale:
a) è eletto, alternatamente fra le sedi
consorziate, dal Collegio dei docenti al suo
interno;
b) è scelto tra i professori di prima fascia
a tempo pieno o, in mancanza, fra i
professori di
seconda fascia a tempo pieno facenti parte
del Consorzio;
c) è nominato dal Presidente del Consorzio,
dura in carica fino a
un massimo di 3 anni ed è rinnovabile fino
a un massimo di 6 anni consecutivi;
d) designa un professore del Collegio
della sede diversa dalla propria come
Coordinatore vicario, con funzione di
sostituzione nei casi di assenza o
impedimento o per delega;
e) ha la funzione di convocare e presiedere
il Collegio, di attuarne le decisioni e di
rappresentarlo nei rapporti con gli altri
organi dell’Ateneo;
• Decano
Il Decano del Collegio assume le funzioni
del Coordinatore nei casi di carica vacante.
• Attuazione delle deliberazioni
Gli uffici del DARC, sede del Consorzio,
danno tempestiva comunicazione
all’Ufficio Ricerca dell’Area Affari generali
dell’Università Roma Tre in ordine a tutti i
provvedimenti di cui al presente articolo.
ART. 7 - Convenzioni e consorzi
• Per la realizzazione di corsi di DR in
collaborazione con altre istituzioni, al fine
di perseguire obiettivi di qualità didattica
e scientifica, il Consorzio può stipulare
convenzioni o ampliarsi nel rispetto di
quanto prescritto dagli artt. 2, 4, 10 e 11 del
D.M. 45/2013.
• Le convenzioni, nel rispetto del
principio di reciprocità, devono prevedere
un’effettiva condivisione delle attività
formative e di ricerca, l’equa ripartizione
degli oneri, le modalità di regolazione
delle forme di sostegno finanziario, le
modalità di scambio e mobilità di docenti e
dottorandi e il rilascio del titolo congiunto
o di un doppio o multiplo titolo dottorale.
• I soggetti convenzionati o consorziati
si impegnano a osservare il regolamento
dell’università sede amministrativa del
corso per tutti gli aspetti del dottorato
non espressamente regolamentati dalla
convenzione o dallo statuto del consorzio.
• La stipula delle convenzioni e
l’ampliamento del Consorzio è affidata agli
organi del Consorzio stesso.
ART. 8 - Organizzazione e funzionamento
dei corsi (Regolamento interno)
• Il Collegio dei docenti di un corso di DR
provvede alla stesura del Regolamento
didattico e organizzativo del corso che,
stabilisce in particolare:
a) gli obiettivi formativi e il programma
di studio, con l’eventuale articolazione in
curricoli;
b) le modalità e le tempistiche di verifica
del profitto dei dottorandi, anche ai fini
dell’ammissione agli anni successivi ed in
considerazione di quanto previsto dall’art.
8
comma 1;
c) le modalità di assegnazione di ciascun
iscritto ai corsi del docente o dei docenti
guida e le
relative funzioni e responsabilità;
d) i termini e le modalità di presentazione
dei piani formativi dei dottorandi previsti
all’articolo
14, comma 3;
e) le specifiche regole che gli iscritti al
corso di dottorato devono rispettare per lo
svolgimento
delle attività formative (quali ad esempio,
in presenza di una offerta multipla,
le opzioni di frequenza per seminari),
nonché gli eventuali adempimenti
organizzativi, amministrativi e didattici
stabiliti dal Collegio dei docenti e dal
Dipartimento al quale il corso afferisce
amministrativamente (quali ad esempio le
modalità di acquisizione delle preventive
autorizzazioni per i soggiorni all’estero);
f ) le modalità di svolgimento delle prove
di ammissione, conformemente a quanto
previsto all’ articolo 9;
g) le modalità per l’ammissione all’esame
finale e per il suo svolgimento, nel rispetto
di quanto previsto all’articolo 12;
h) le modalità di presentazione e
di accettazione delle domande di
partecipazione al Collegio presentate dai
docenti o da altri soggetti idonei;
i) le modalità di designazione dei
rappresentanti dei dottorandi nel Collegio
dei docenti.
• Il regolamento del corso di dottorato
è approvato dal Collegio dei Docenti del
corso.
ART. 9
- Borse di studio
• Durata
Le borse di studio per la frequenza del
corso di DR hanno durata annuale e sono
rinnovate per il secondo e terzo anno di
iscrizione a condizione che il dottorando
abbia completato il programma delle
attività previste per l’anno precedente,
verificate secondo le procedure stabilite
dal Regolamento didattico e organizzativo
del corso, fermo restando l’obbligo di
erogare la borsa a seguito del superamento
della verifica.
• Finanziamento
Al fine dell’istituzione di borse di studio
finanziate con risorse a valere sul budget
degli Atenei consorziati, il Consorzio
assume formali impegni al finanziamento
triennale delle borse, che sarà articolato in
stanziamenti annuali a valere sui budget
dei pertinenti esercizi finanziari. Tale
finanziamento deve essere comprensivo
del budget biennale per l’attività di ricerca
di cui al comma 9.
• Borse finanziate dai Dipartimenti del
Consorzio
Al fine dell’istituzione di borse di studio
finanziate con risorse a valere sul budget
di uno o più Dipartimenti degli Atenei
consorziati, gli organi competenti dei
Dipartimenti assumono formale delibera
di impegno al finanziamento triennale
delle borse, comprensivo del budget
biennale per l’attività di ricerca di cui al
comma 9. Il solo importo della borsa,
senza il computo del predetto budget per
attività di ricerca, sarà trattenuto per quota
dall’amministrazione a valere sui budget
annuali assegnati ai rispettivi Dipartimenti.
• Borse finanziate da enti esterni
Al fine dell’istituzione di borse di
studio finanziate con risorse erogate
da enti esterni, la relativa convenzione
prevede il trasferimento in favore del
Consorzio dell’intero importo triennale,
eventualmente suddiviso in tre rate
annuali da versare entro il 31 dicembre di
ciascun anno precedente all’annualità di
riferimento. Tale finanziamento deve essere
comprensivo del budget biennale per
l’attività di ricerca di cui al comma 9. Nella
convenzione l’ente si impegna inoltre a
versare all’Università, a consuntivo a titolo
di rimborso, gli importi dell’incremento di
cui al comma 8.
• Formalizzazione degli atti
L’impegno al finanziamento di cui al
comma 3 e la stipula della convenzione
di cui al comma 4 sono formalizzati prima
dell’adozione della delibera del Consiglio
di Amministrazione relativa all’attivazione
del ciclo per il quale la borsa è messa a
disposizione.
• Trasferimento dei fondi
In ogni caso il Consorzio non procede
all’erogazione della borsa finanziata da
un ente esterno in favore del dottorando
assegnatario prima dell’avvenuto
trasferimento della relativa rata annuale da
parte dell’ente medesimo.
• Importo ed erogazione
L’importo della borsa di studio, da erogare
in rate mensili, è determinato in misura pari
a quello previsto dal D.M. 18 giugno 2008 e
successive modifiche e integrazioni.
• Maggiorazione importo per soggiorni
all’estero
L’importo di cui al comma 7 è
incrementato, nel limite massimo del 50%
e compatibilmente con le disponibilità
di bilancio sia per le risorse stanziate
dall’amministrazione centrale sia per
quelle stanziate dalle strutture, per lo
svolgimento, di attività di ricerca all’estero,
a seguito di autorizzazione del Collegio dei
docenti, per periodi complessivamente non
superiori a 18 mesi,. Ciascun dottorando
che intenda svolgere tali periodi di
soggiorno all’estero deve inserirli nel
piano delle attività di cui all’art. 14,
comma 3. Detto incremento è erogato al
termine del periodo di attività di ricerca
svolta all’estero, previa presentazione di
dichiarazione del responsabile dell’ente
che ha ospitato le attività del dottorando,
nella quale sia indicato il periodo
temporale di permanenza. Nei casi di
periodi di attività all’estero di durata
continuativa superiore a un bimestre, su
richiesta del dottorando corredata della
dichiarazione del responsabile dell’ente
che ospita le attività del dottorando,
l’incremento può essere erogato, in rate
mensili, durante lo svolgimento dell’attività
all’estero.
• Maggiorazione importo per spese di
gestione
A decorrere dal secondo anno a ciascun
dottorando iscritto è assicurato, in
aggiunta alla borsa e nell’ambito delle
risorse finanziarie stanziate ai sensi dei
commi 2, 3 e 4, un budget per l’attività di
ricerca in Italia e all’estero. L’ammontare
di tale budget è determinato per ciascun
corso nella misura del 10% dell’importo
annuo lordo ente, salvo integrazioni
finanziate sul budget del dipartimento sede
amministrativa del corso.
• Riutilizzo dei fondi
Se il dottorando non è valutato
positivamente ai fini del rinnovo della
borsa di cui al comma 1, ovvero rinuncia ad
essa, l’importo non utilizzato, comprensivo
del budget di cui al comma 4, rientra
5
5.2. Dottorato di Ricerca in ARCHITETTURA:
INNOVAZIONE E PATRIMONIO
5. Post Lauream
5
• Collegio e Coordinatore
Gli organi di ciascun corso di DR sono il
Collegio dei docenti e il Coordinatore.
• Composizione del Collegio
Il Collegio dei docenti è composto così
come definito all’art. 4, comma 4.1a. In
particolare i componenti del Collegio sono:
a) almeno dodici professori di prima e
seconda fascia;
b) ricercatori universitari (non più di
quattro in caso di un Collegio composto dal
minimo
normativo di sedici docenti);
c) primi ricercatori e dirigenti di ricerca, o
ruoli analoghi di enti pubblici di ricerca;
d) esperti di comprovata qualificazione,
anche non appartenenti ai ruoli
dell’università o altri
enti accreditati, in misura comunque non
superiore al numero complessivo dei
componenti
appartenenti ai ruoli del Consorzio;
e) due rappresentanti degli iscritti al corso,
le cui modalità di designazione sono
stabilite dal
Regolamento didattico e organizzativo
del corso. I dottorandi partecipano
alle riunioni dell’organo con funzione
consultiva per la trattazione dei problemi
didattici e organizzativi del corso; essi
non partecipano alle discussioni e alle
deliberazioni riguardanti la valutazione
annuale degli iscritti e l’organizzazione
dell’esame finale.
• Decreto di nomina del Coordinatore
Il Coordinatore è nominato con decreto del
Presidente del Consorzio su designazione
del Collegio dei Docenti del corso di DR. Il
Presidente del Consorzio può, con proprio
185
186
internazionale, di cui all’art. 10 del D.M.
45/2013, le norme relative alle borse di
studio saranno definite negli accordi stessi.
• Norme per le borse di mobilità
Le norme di cui al presente articolo non
si applicano ai borsisti di Stati esteri
o beneficiari di sostegno finanziario
nell’ambito di specifici programmi di
mobilità, per i quali si fa riferimento alla
specifica regolamentazione.
• Divieto di cumulazione con altre borse
Le borse di studio per la frequenza di corsi
di dottorato non possono essere cumulate
con altre borse di studio a qualsiasi titolo
conferite, fatta eccezione per quelle
concesse da istituzioni nazionali o straniere
utili ad integrare, con soggiorni all’estero,
l’attività di formazione o di ricerca dei
titolari delle borse di studio.
• Divieto di cumulazione di borse dottorali
Chi abbia già usufruito, anche solo
parzialmente, di una borsa di studio per la
frequenza di un corso di dottorato presso
un’università italiana non può usufruire di
un’altra borsa di dottorato.
ART. 10
- Modalità di accesso ai corsi
• Date di svolgimento delle selezioni
L’accesso ai corsi di dottorato di ricerca
avviene sulla base di una selezione a
evidenza pubblica, che deve concludersi
con la pubblicazione delle graduatorie
degli ammessi e degli idonei entro e non
oltre il 30 settembre di ciascun anno.
• Domanda di partecipazione
La domanda di partecipazione può
essere presentata, senza limitazioni di
cittadinanza, da coloro che, alla data di
scadenza del bando, siano in possesso
di laurea magistrale o di titolo straniero
idoneo. L’idoneità del titolo estero viene
accertata dalla commissione giudicatrice
della selezione nel rispetto della normativa
vigente in materia in Italia e nel Paese
dove è stato rilasciato il titolo stesso e
dei trattati o accordi internazionali in
materia di riconoscimento di titoli per il
proseguimento degli studi.
• Graduatoria di merito
L’accesso ai corsi di DR avviene, secondo
quanto stabilito nel rispettivo Regolamento
didattico e organizzativo di cui all’art. 7,
sulla base della formazione di un’unica
graduatoria di merito, senza distinzione per
ciascun curricolo laddove il corso li abbia
attivati.
• Modalità di valutazione
Al fine di garantire una valutazione
completa di ciascun candidato la procedura
di selezione può essere svolta secondo una
delle seguenti modalità, in base a quanto
stabilito nel Regolamento didattico e
organizzativo di ciascun corso:
a) valutazione dei titoli (in sessantesimi);
b) valutazione dei titoli e prova scritta (in
sessantesimi: 30 + 30);
c) valutazione dei titoli e colloquio (in
centoventesimi: 60 + 60);
• Modalità dei punteggi
Le commissioni giudicatrici, nella prima
seduta, individuano e riportano nel relativo
verbale, ove non già specificati nel bando,
i criteri e le modalità di attribuzione dei
punteggi di cui al comma 4 prima di avviare
tutte le restanti procedure di selezione.
• Criteri di valutazione
La valutazione dei titoli deve riguardare il
percorso formativo universitario, nonché
gli eventuali ulteriori percorsi formativi
ed esperienze professionali e di ricerca
e le eventuali pubblicazioni scientifiche.
La valutazione può riguardare anche
l’elaborazione da parte dei candidati di
un progetto di ricerca da svilupparsi nel
corso del triennio su una delle tematiche
pertinenti al corso indicate nel bando di
selezione. La valutazione complessiva, in
trentesimi, è accompagnata da un giudizio
motivato.
• Modalità della eventuale prova scritta
La prova scritta, ove prevista, può
consistere anche in test riconosciuti
a livello internazionale e può essere
svolta, ove il Regolamento didattico e
organizzativo del corso lo preveda, in
lingua italiana o inglese. La valutazione
complessiva, in trentesimi, è accompagnata
da un giudizio motivato.
• Altre modalità delle prove
I Regolamenti didattici e organizzativi dei
corsi stabiliscono le eventuali modalità di
svolgimento della procedura di ammissione
differenziate rispetto a quelle previste nei
commi precedenti, destinate ai candidati di
cui all’art. 11, comma 2, lettera g).
ART. 11
- Bando di selezione e commissioni
giudicatrici
• Pubblicizzazione del bando
Il bando con cui è indetta la selezione
per l’ammissione ai corsi di dottorato,
redatto in italiano e in inglese, è adottato
con decreto del Presidente del Consorzio
tempestivamente pubblicizzato in via
telematica sul sito dell’Università, sul sito
europeo Euraxess e su quello del Ministero
dell’istruzione, dell’università e della
ricerca.
• Specifiche
Nel bando sono indicati:
a) il numero complessivo degli studenti
ammissibili a ciascun corso dottorato di
ricerca, distinto
per curricoli laddove il corso li abbia
attivati;
b) i requisiti di accesso;
c) le modalità di svolgimento della
procedura di valutazione dei candidati;
d) il numero di borse di dottorato
disponibili per ciascun corso;
e) il numero degli eventuali contratti di
apprendistato e delle eventuali altre forme
di sostegno
finanziario a valere su fondi di ricerca o
altre risorse dell’università, di cui all’art. 8,
comma 3
del D.M. 45/2013;
f ) il numero degli eventuali posti senza
borsa di studio, con la quantificazione delle
tasse e dei
contributi a carico dei dottorandi nonché la
disciplina degli esoneri;
g) gli eventuali posti (con borsa o senza)
riservati a studenti laureati in università
estere, a
borsisti di Stati esteri o di specifici
programmi di mobilità internazionale, il cui
numero
complessivo non può essere superiore al
50 % del totale degli studenti ammissibili;
h) la descrizione del progetto di ricerca
per eventuali borse di studio messe a
disposizione per lo
svolgimento di formazione scientifica
nell’ambito di specifiche tematiche;
i) le modalità di comunicazione ai
candidati del calendario della procedura di
valutazione.
• Commissioni giudicatrici
Le commissioni giudicatrici per
l’ammissione ai corsi di dottorato di ricerca
sono nominate con decreto del Presidente
del Consorzio, entro dieci giorni dalla
scadenza del bando, su designazione
approvata dal Collegio dei docenti
unitamente ad un elenco di nominativi di
commissari supplenti. Le commissione
sono composte da almeno tre e da non
più di cinque membri scelti tra i docenti
del Consorzio e/o di università italiane
e straniere, qualificati nelle discipline
attinenti alle aree scientifiche del corso di
dottorato.
• Integrazione delle Commissioni
Le commissioni possono essere integrate
con non oltre due esperti nelle medesime
discipline, scelti nell’ambito degli enti e
delle strutture pubbliche e private di ricerca
anche straniere.
11.5 Commissioni di cooperazione
internazionale
Nel caso di corsi istituiti sulla base di
accordi di cooperazione interuniversitaria
internazionale, le commissioni e le
modalità di ammissione sono definite
secondo quanto previsto negli accordi
stessi
ART. 12
- Ammissione ai corsi
• Approvazione degli atti
Al termine delle procedure di accesso, con
provvedimento dirigenziale si procede
all’approvazione dei relativi atti. Il
Consorzio provvede quindi ad acquisire i
documenti necessari alla regolarizzazione
dell’iscrizione di tutti gli aventi diritto,
che sono ammessi ai corsi secondo
l’ordine determinato dalla valutazione
comparativa del merito, come riportata
nelle graduatorie di cui all’art. 10.
• Rinunce e subentri
In caso di rinuncia o di mancata
immatricolazione di un candidato ammesso
prima dell’inizio del corso, subentra
secondo l’ordine della graduatoria un
altro candidato idoneo. Oltre tale data,
e comunque non oltre il 31 dicembre, la
suddetta ammissione è possibile previo
parere favorevole del collegio dei docenti.
• Attribuzione delle borse
A conclusione delle procedure di
ammissione, ed a seguito della formale
assegnazione delle borse di studio ai
candidati aventi titolo, approvata dal
Collegio dei docenti, con provvedimento
dirigenziale è disposta l’attribuzione
delle borse ed è indicato l’elenco degli
ammessi al corso, compresi gli eventuali
soprannumerari di cui all’art. 13
ART. 13- Esame finale
• Rilascio del titolo e natura della tesi di DR
Il titolo di dottore di ricerca, abbreviato
con le diciture: “Dott. Ric. “ ovvero “Ph.
D.”, viene rilasciato a seguito della
positiva valutazione di una tesi di ricerca
che contribuisca all’avanzamento delle
conoscenze o al perfezionamento delle
metodologie nel campo di indagine
prescelto. La tesi di dottorato, corredata
di una sintesi in lingua italiana o inglese, è
redatta in lingua italiana o inglese ovvero
in altra lingua previa autorizzazione del
collegio dei docenti. Alla tesi è allegata
una relazione del dottorando e del docente
o dei docenti guida sulle attività svolte
durante il corso di dottorato e sulle
eventuali pubblicazioni effettuate.
• Valutatori
La tesi è valutata da almeno due docenti
di elevata qualificazione, di seguito
denominati valutatori, anche appartenenti
a istituzioni estere, esterni all’Università
degli Studi Roma Tre e al Politecnico
di Bari. I valutatori sono nominati,
previa accettazione di una clausola di
riservatezza sul loro operato, con decreto
del Presidente del Consorzio, su proposta
formulata dal Collegio dei docenti, entro
il 30 giugno dell’ultimo anno di corso
di ciascun dottorando. Il dottorando
presenta la tesi al Collegio dei docenti,
che la invia ai valutatori entro il 31 ottobre
dell’ultimo anno di corso. I valutatori
esprimono per iscritto, sulla base di uno
schema predisposto dal Collegio dei
Docenti ed entro il 31 dicembre successivo,
il proprio giudizio analitico sulla tesi,
proponendone al Collegio dei docenti
l’ammissione alla discussione pubblica
(eventualmente segnalando l’opportunità
di modifiche di modesta entità) o il
rinvio per un periodo non superiore
a sei mesi, se ritengono necessarie
significative integrazioni o correzioni. Il
Collegio dei docenti, sulla base di una
valutazione comparata dei giudizi dei due
valutatori si esprime sulla ammissione del
dottorando all’esame finale o sul rinvio,
5
5.2. Dottorato di Ricerca in ARCHITETTURA:
INNOVAZIONE E PATRIMONIO
5. Post Lauream
5
nella disponibilità del Consorzio o o del
Dipartimento o dell’ente esterno che l’ha
stanziato, per gli stessi fini.
9.11 Contributi previdenziali
La borsa di studio per la frequenza
del corso di dottorato è soggetta al
versamento dei contributi previdenziali
INPS a gestione separata ai sensi
dell’articolo 2, comma 26, della legge 8
agosto 1995, n.335 e successive modifiche
e integrazioni, nella misura di due terzi a
carico dell’amministrazione e di un terzo a
carico del borsista.
• Borse “vincolate”
Le borse di studio finanziate da altri atenei
o da enti pubblici o privati possono essere
vincolate allo svolgimento di specifici
temi di ricerca. Le borse che prevedono
lo svolgimento di una specifica attività
di ricerca vincolano gli assegnatari allo
svolgimento di tale attività e al rispetto
di quanto previsto nella convenzione. Al
collegio dei docenti spetta la funzione di
verificare che le predette condizioni siano
osservate.
• Contratti di apprendistato
Per la continuazione dei contratti di
apprendistato e delle altre forme di
sostegno finanziario di cui all’articolo
8, comma 3 del D.M. n. 45/2013, negli
anni di corso successivi al primo si
applicano i medesimi principi posti per il
mantenimento delle borse di studio di cui
al comma 1.
• Norme per le borse di cooperazione
Per i corsi di dottorato di ricerca istituiti ed
attivati a seguito di accordi di cooperazione
con università od enti di ricerca esteri di
elevata qualificazione e di riconoscimento
187
188
comma 4 per il deposito della tesi presso
l’ufficio competente a seguito del nuovo
giudizio espresso dai valutatori. La tesi non
può comunque essere discussa prima della
conclusione dell’ultimo anno del triennio
di corso.
• Composizione della Commissione
La discussione pubblica della tesi si svolge
innanzi ad una commissione nominata
con decreto del Presidente del Consorzio
su proposta formulata dal Collegio dei
docenti. La commissione è composta da tre
membri italiani o stranieri, scelti tra docenti
universitari specificamente qualificati nelle
tematiche affrontate nella tesi. Almeno due
membri devono appartenere a università
italiane o estere non formalmente coinvolte
nel corso di dottorato e non devono essere
componenti del Collegio dei docenti. La
commissione può essere integrata da
non più di due esperti appartenenti a
strutture di ricerca pubbliche e private,
anche straniere, di particolare competenza
documentata sull’argomento della tesi.
• Approvazione / Rifiuto della tesi di DR
Al termine della discussione, la tesi,
con motivato giudizio collegiale della
commissione, è approvata o respinta. La
commissione, con voto unanime, ha facoltà
di proporre l’attribuzione della lode in
presenza di risultati di particolare rilievo
scientifico.
• Obbligatorietà delle disposizioni
regolamentari
Al dottorando è preclusa la possibilità di
sostenere l’esame finale con disposizione
del Dirigente competente, su proposta
del Collegio dei docenti, quando, senza
manifestare alcuna giustificazione, non
rispetti i termini previsti dal presente
articolo per la presentazione della tesi al
Collegio dei docenti e ai valutatori o per il
deposito presso l’ufficio competente.
• Rispetto del calendario accademico
Al dottorando è preclusa la possibilità di
conseguire il titolo di dottore di ricerca con
disposizione del Dirigente competente, su
proposta del Collegio dei docenti, quando,
senza manifestare alcuna giustificazione,
non sostenga l’esame finale nella data
prevista per la discussione.
• Altre disposizioni regolamentari
Gli accordi di cooperazione
interuniversitaria internazionale possono
prevedere specifiche procedure per il
conseguimento del titolo.
nazionali centrali di Roma e di Firenze.
Insieme alla tesi dovranno essere
consegnati, in un formato che consenta
la replicabilità dei risultati ottenuti: le
banche dati, i codici software e qualsiasi
altro risultato (ad esempio disegni, mappe,
etc.) messi a punto dai dottorandi nel
corso della loro ricerca. Tale deposito potrà
essere accompagnato da un’autorizzazione
scritta all’utilizzo da parte di altri
dottorandi e dei docenti dell’Ateneo
subordinatamente alla citazione della fonte
di provenienza. A seguito di autorizzazione
del Collegio dei docenti, possono
essere rese indisponibili parti della tesi,
esclusivamente in relazione all’utilizzo di
dati tutelati da segreto industriale, ai sensi
della normativa vigente in materia.
ART. 14 - Conferimento del titolo
• Conferimento del titolo
Il titolo di dottore di ricerca è conferito
dal Presidente del Consorzio, previo
superamento dell’esame finale.
• Rilascio del certificato
Il rilascio della certificazione del
conseguimento del titolo è subordinato alla
verifica da parte dell’amministrazione del
corretto adempimento di quanto indicato
nell’art. 13, comma 4.
• Conservazione e consultazione delle tesi
Il Consorzio provvede alla conservazione
ed alla pubblica consultazione delle tesi
che sono state positivamente valutate
per il conferimento del titolo attraverso
l’inserimento nell’archivio istituzionale
d’Ateneo ad accesso aperto, oltre che al
prescritto deposito presso le Biblioteche
ART. 15 - Qualificazioni internazionali del
titolo di dottore di ricerca
• Tesi in co–tutela
Il titolo di dottore di ricerca rilasciato
dal Consorzio può essere in co–tutela
di tesi, che si attiva mediante apposita
convenzione, redatta secondo apposito
schema tipo allegato al presente
Regolamento, riferita al singolo dottorando.
La convenzione è proposta con delibera
del Collegio dei docenti, con specifico
riferimento ad un dottorando iscritto al
primo anno di corso alla data dell’adozione
della suddetta delibera. La convenzione
è quindi sottoposta all’approvazione del
Senato Accademico per la sottoscrizione da
parte del Rettore.
• Certificazione di doctor europaeus
Su richiesta approvata dal Collegio dei
docenti all’atto dell’ammissione della tesi
alla discussione pubblica, il Consorzio l
può rilasciare la certificazione di doctor
europaeus nel caso che ricorrano le
seguenti condizioni:
a) la discussione della tesi finale
deve essere effettuata a seguito della
presentazione di due giudizi positivi
(controrelazioni), prima della procedura
di valutazione prevista all’articolo 16,
concernenti la tesi stessa da parte di
professori provenienti da due Università
estero appartenenti all’Unione Europea
diversi da quello in cui viene discussa la
tesi o in cui ha sede il corso;
b) almeno un membro della commissione
d’esame deve appartenere a un’istituzione
di un paese estero dell’Unione Europea
diverso da quello in cui viene discussa la
tesi o in cui ha sede il corso;
c) parte della discussione della tesi deve
avvenire in una delle lingue ufficiali
dell’Unione Europea, anch’essa diversa
da quella del paese in cui la tesi viene
discussa o in cui ha sede il corso;
d) parte della ricerca presentata nella tesi
deve essere stata eseguita durante un
soggiorno di almeno tre mesi in un paese
dell’Unione Europea da quello in cui ha
sede il corso di dottorato.
ART. 16 - Diritti e doveri dei dottorandi
• Tempo pieno
L’ammissione ad un corso di dottorato
comporta un impegno esclusivo e a tempo
pieno, ferma restando la possibilità di una
disciplina specifica in relazione a quanto
previsto dagli artt. 7, 11 e 12, comma 4 del
D.M. 45/2013.
• Incompatibilità di frequenza con altri
corsi di studio
L’iscrizione ai corsi di dottorato di ricerca
è incompatibile con la contemporanea
iscrizione, per il medesimo anno
accademico, a corsi di laurea, di laurea
magistrale, a corsi di specializzazione
e master, di cui all’art. 3 del D.M. 22
ottobre 2004, n. 270. È consentita la
contemporanea iscrizione con i soli corsi
di perfezionamento di impegno didattico
annuale inferiore a 1500 ore.
• Incompatibilità di svolgimento di attività
lavorative
L’iscrizione ai corsi di dottorato è
incompatibile con lo svolgimento di attività
lavorative di qualsiasi natura, fatta salva
la possibilità che tali attività prevedano
un impegno orario limitato e che siano
preventivamente autorizzate dal Collegio
dei docenti.
• Piano di studi
Ciascun iscritto ai corsi di dottorato,
d’intesa con il proprio o i propri docenti
guida, sottopone all’approvazione del
Collegio dei docenti un piano contenente
la descrizione degli obiettivi di studio e di
ricerca e dei relativi programmi di attività
per ciascun anno di corso, compresi gli
eventuali periodi di soggiorno all’estero
ai fini della verifica della sostenibilità
finanziaria. I termini e le modalità di
presentazione dei suddetti piani sono
previsti dai Regolamenti di cui all’art.8.
Tali piani, una volta approvati con le
eventuali modifiche deliberate dal Collegio
dei docenti, costituiscono riferimento per
la verifica annuale, da parte del Collegio
medesimo, dell’assolvimento degli obblighi
formativi da parte di ciascun iscritto ad un
corso di dottorato.
• Modalità e tempi di verifica
I Regolamenti di cui all’articolo 8
disciplinano le modalità e i tempi di
verifica dell’assolvimento degli obblighi
formativi degli iscritti al corso di dottorato,
definiti nel piano annuale di attività. In
caso di giudizio negativo in una delle
verifiche previste dal Regolamento
del corso, è disposta la decadenza dal
corso medesimo, con provvedimento del
Dirigente competente adottato su motivata
proposta approvata dal Collegio dei
docenti. La borsa di studio eventualmente
erogata cessa dalla data della verifica con
esito negativo effettuata dal Collegio dei
docenti nel rispetto dei termini previsti
dal rispettivo Regolamento didattico e
organizzativo del corso.
• Sospensione temporanea dal corso
Con provvedimento del Dirigente
competente, adottato su proposta
approvata dal Collegio dei docenti, è
disposta la sospensione dell’iscrizione al
corso di dottorato, per uno dei seguenti
motivi:
a) maternità;
b) malattia; c) iscrizione al tirocinio
formativo attivo relativo alla formazione
degli insegnanti, di cui al D.M. n. 249/2010.
• Sospensione dall’iscrizione
Oltre ai casi precedenti, la sospensione
dell’iscrizione al corso può altresì essere
disposta dal Dirigente competente,
su proposta approvata dal Collegio
dei docenti, per ulteriori gravi e
adeguatamente comprovati motivi.
• Durata della sospensione
La sospensione di cui ai commi precedenti,
a qualsiasi titolo concessa, non può essere
di durata complessiva superiore a un
anno nell’arco dell’intera durata del corso.
Qualora un dottorando abbia usufruito,
anche cumulativamente, di periodi di
sospensione dell’iscrizione al corso
superiori a 6 mesi, sarà d’ufficio inserito
- quanto alle tempistiche amministrative
- nel ciclo formativo immediatamente
successivo.
• Non erogazione delle borse nei periodi di
sospensione
La borsa non viene erogata durante i
periodi di sospensione superiori a 30
giorni.
• Attività didattica integrativa
I dottorandi, quale parte integrante del
progetto formativo, possono svolgere, a
seguito di autorizzazione del Collegio dei
docenti e senza che ciò comporti alcun
incremento della borsa di studio, attività di
tutorato degli studenti dei corsi di laurea
e di laurea magistrale nonché, comunque
entro il limite massimo di 40 ore in ciascun
anno accademico, attività di didattica
integrativa in base a quanto previsto dal
Consiglio di Dipartimento nell’ambito della
programmazione didattica.
• Normativa di principio in materia di
diritto allo studio
Sono estesi ai dottorandi, con le modalità
ivi disciplinate, gli interventi previsti dal
decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68.
• Partecipazione a progetti di ricerca altri
Agli iscritti ai corsi di dottorato di ricerca,
a seguito di autorizzazione del Collegio
dei docenti, è altresì consentita quale
parte integrante del progetto formativo
5
5.2. Dottorato di Ricerca in ARCHITETTURA:
INNOVAZIONE E PATRIMONIO
5. Post Lauream
5
e propone al Presidente del Consorzio la
composizione della Commissione di esame
finale. Al dottorando è data tempestiva
comunicazione in ordine alla sua
ammissione all’esame finale, o in ordine al
rinvio del termine per la discussione della
tesi.
• Ammissione alla discussione pubblica
Trascorso l’eventuale periodo non
superiore a sei mesi, di cui al comma
2, la tesi è in ogni caso ammessa alla
discussione pubblica, corredata di un
nuovo giudizio scritto dei medesimi
valutatori, reso entro 60 giorni dalla
conclusione del periodo di rinvio alla
luce delle correzioni o integrazioni
eventualmente apportate e trasmesso al
Collegio dei docenti, che ne dà tempestiva
informazione al dottorando ed all’ufficio
competente.
• Deposito della tesi per l’esame finale
Entro un mese dalla data di conclusione del
corso o entro il mese successivo al termine
previsto per il nuovo giudizio dei valutatori
di cui al comma 3, il dottorando deposita
la versione definitiva della tesi, in formato
elettronico, presso la sede amministrativa
del Consorzio.
• Limite temporale per la discussione della
tesi
In caso di giudizio dei valutatori che non
prevede il rinvio di cui ai commi 2 e 3, la
tesi, con delibera del Collegio dei docenti,
è ammessa alla discussione pubblica, da
tenersi entro il 30 aprile dell’anno solare
successivo a quello in cui il corso si è
concluso. Nel caso di rinvio di cui ai commi
2 e 3 la discussione pubblica si tiene entro
novanta giorni dal termine previsto dal
189
190
emanazione del Presidente del Consorzio
ed è pubblicato sulla pagina del sito
internet degli Atenei consorziati dedicata
ai regolamenti.
ART. 17
- Norme transitorie e finali
• Previgente normativa
I cicli della formazione dottorale, attivi
presso gli Atenei consorziati al momento
dell’entrata in vigore del presente
Regolamento, continuano ad essere
disciplinati fino alla loro conclusione dalla
normativa previgente: D.M. 30 aprile 1999
e Regolamento di Ateneo previgente.
• Coordinamento dei corsi di DR del
Consorzio
Le funzioni di coordinamento e gestione
delle attività dei corsi di cui al comma
1 sono svolte dal rispettivo Collegio dei
docenti in carica alla data di entrata in
vigore del presente Regolamento. Su
proposta del suddetto Collegio, approvata
dal Consorzio, i predetti compiti di
coordinamento e gestione possono essere
devoluti al Collegio dei docenti di uno
dei corsi attivati ai sensi del presente
Regolamento.
• Prima istituzione e attivazione
In prima applicazione del presente
Regolamento i corsi di dottorato di ricerca
sono istituiti ed attivati secondo quanto
indicato nelle linee guida emanate con nota
ministeriale n. 12053 del 22 maggio 2013.
• Entrata in vigore del presente
regolamento
Il presente Regolamento entra in vigore
alla medesima data del relativo decreto di
5.2.3 Regolamento didattico e
organizzativo del corso DR – XXIX ciclo,
AA 2013/2014
Il presente regolamento “interno” del corso
DR Architettura: Innovazione e Patrimonio
promosso dal Dipartimento di Architettura
dell’Università Roma Tre (di seguito
DARC) e dal Dipartimento di Scienze
dell’Ingegneria civile e dell’Architettura del
Politecnico di Bari (di seguito DICAR), trae
origine dal Regolamento “generale” dei
corsi di DR del CONSORZIO ARGONAUTI
promosso da Roma Tre e Politecnico di
Bari, cui si rimanda per tutto ciò che qui
non è specificamente contenuto.
1- Caratteri del corso e curricula specialistici
• Obiettivi formativi e tematiche
Il campo di interessi di questo DR è
l’architettura e più precisamente il progetto
di architettura (nella sua prassi e nel
suo strumentario teorico, conoscitivo
e metodologico, indagato nella propria
evoluzione storica, nelle permanenze e
nelle prospettive evolutive).
Il progetto di architettura, in particolare
oggi e nel nostro paese, ha fra i suoi
oggetti principali la comprensione, la
valorizzazione, la conservazione del
patrimonio costruito (Built heritage);
ma anche la sua rivitalizzazione,
attualizzazione, innovazione e
reinserimento nel contesto degli usi, delle
necessità culturali e pratiche attuali e
future.
Il progetto di architettura si situa (si è
sempre situato) in un campo di interazioni
disciplinari ampio, ma non rigidamente
compartimentato e niente affatto statico,
anzi fisiologicamente evolutivo (è
sensibile alle spinte delle acquisizioni e
tendenze culturali, scientifiche, tecniche,
strumentali, economiche ecc.).
Conseguentemente la definizione di campo
del dottorato non è aprioristicamente
disciplinare, ma tematica (e questo è
appunto il progetto di architettura, secondo
quanto indicato nei primi paragrafi); quindi
la sua didattica e le sue ricerche non si
organizzano per discipline, ma per curricula
strettamente attinenti il tema.
I diversi curricula rispecchiano
rigorosamente il contributo che le diverse
discipline (o i diversi insiemi di discipline)
possono apportare in futuro (o abbiano
apportato in passato) all’evoluzione del
progetto di architettura.
In sintesi, l’obiettivo del Dottorato è la
formazione di uno specialista esperto
nella conoscenza delle problematiche
dell’architettura antica, moderna e
contemporanea, relative alla progettazione
ed alla costruzione alle differenti
dimensioni scalari (manufatto edilizio,
città, territorio), alla sostenibilità
ambientale ed economica, al risparmio
energetico, alla manutenzione-gestione,
ecc.
• Curriculum: CULTURA DELLA
COSTRUZIONE
In questo curriculum il progetto di
architettura è indagato soprattutto
nelle sue interazioni evolutive (storiche
e contemporanee) con le acquisizioni
e le ricerche scientifiche, tecniche e
strumentali. Le nuove tecniche d’indagine
e valutazione consentono una più precisa
conoscenza della consistenza della
costruzione e della sua interazione con
l’ambiente. L’evoluzione tecnico-scientifica
ha messo a disposizione metodi, modelli,
materiali e tecniche che consentono
sia una migliore comprensione del
comportamento strutturale che un più
efficace intervento per la valorizzazione
del patrimonio (edilizio e infrastrutturale):
l’innovazione è pertanto da ricercare anche
nello stesso approccio progettuale
• Curriculum: IL PROGETTO FILOLOGICO
In questo curriculum il progetto di
architettura:
A - è orientato alla comprensione e
all’interpretazione del linguaggio e delle
tecniche del patrimonio costruito, al fine
della sua valorizzazione, conservazione,
rivitalizzazione e reinserimento nel
contesto degli usi, delle necessità culturali
e pratiche, attuali e future.
B – parallelamente è indagato dal punto
di vista della storia dell’architettura,
secondo le diverse articolazioni che
vanno dalla ricerca storica agli studi per
la valorizzazione e la conservazione del
patrimonio, alle prospettive conoscitive
tuttora attive e potenziali.
• Curriculum: PROGETTARE IN UN PAESE
ANTICO
In questo curriculum il progetto di
architettura è orientato a commisurare la
ricerca e l’innovazione estetica funzionale
e costruttiva imposte dalle necessità
contemporanee con la valorizzazione e
la riscoperta del senso profondo delle
stratificazioni storiche latenti nel territorio
e nelle città.
2- Collegio dei docenti
• Composizione
Il Collegio dei docenti (di seguito
denominato Collegio) è costituito da
membri così articolati:
- PO, Professori Ordinari (con diritto di
voto)
- PA, Professori Associati (con diritto di
voto)
- RU, Ricercatori Universitari (con diritto di
voto);
- FR, Docenti fuori ruolo (professori e
ricercatori già facenti parte del Collegio, e
successivamente andati fuori ruolo (con
diritto di voto);
- Primi ricercatori e dirigenti di ricerca o
ruoli analoghi di enti pubblici di ricerca
(con diritto di voto);
- Esperti di comprovata qualificazione,
anche non appartenenti ai ruoli
dell’università o altri
enti accreditati, in misura comunque non
superiore al numero complessivo dei
componenti
appartenenti ai ruoli del Consorzio (con
diritto di voto);
- Dottorandi (senza diritto di voto).
Tutti gli allievi dei cicli attivi. Essi
partecipano alle attività del Collegio di cui
al successivo punto 2.5.lettera c (attività
didattiche e di ricerca propriamente
dette). Ogni due anni all’inizio dell’anno
accademico, essi designano al loro interno
a scrutinio segreto due rappresentanti. Tali
rappresentanti partecipano alle riunioni
dell’organo deliberante con funzione
consultiva per la trattazione dei problemi
didattici e organizzativi del corso; essi
non partecipano alle discussioni e alle
deliberazioni riguardanti la valutazione
annuale degli iscritti e l’organizzazione
dell’esame finale.
- Alumni (senza diritto di voto)
Tutti gli Alumni che abbiano già conseguito
il titolo nei seguenti corsi post laurea
erogati dall’Università Roma Tre e dal
Politecnico di Bari, e successivamente dai
Dipartimenti di Architettura dell’Università
Roma Tre (di seguito DARC), e di Scienze
dell’Ingegneria civile e dell’Architettura (di
seguito DICAR), e che ne facciano richiesta:
- Corso di perfezionamento
”Storia e Progetto” (ROMA TRE);
- Corso di perfezionamento
”Cultura del Progetto in Ambito
Archeologico” (ROMA TRE);
- Master internazionale di II livello
”Architettura, Storia, Progetto” (ROMA
TRE);
- Master internazionale di II livello
”Restauro architettonico e cultura del
patrimonio” (ROMA TRE);
- Master internazionale di II livello in
“Storia dell’architettura” (ROMA TRE);
- Master Internazionale di II livello
”Innovazione nella progettazione,
riabilitazione e controllo delle strutture:
valutazione e adeguamento in zona
sismica” (ROMA TRE);
- Scuola di Specializzazione di Beni
architettonici e del paesaggio (POLIBA)
- Dottorato in “Progettazione architettonica
per i Paesi del Mediterraneo” (POLIBA);
- Dottorato in “Scienze dell’Ingegneria
civile e dell’Architettura” (POLIBA).
Il numero dei membri del Collegio con
diritto di voto è di norma lo stesso per gli
appartenenti ai due Dipartimenti DARC e
DICAR.
• Coordinatore e Coordinatore vicario
a) Coordinatore
Il Collegio è presieduto dal Coordinatore,
che è eletto a maggioranza assoluta (metà
+ 1 dei presenti, con esclusione degli
assenti giustificati) da tutti i membri del
Collegio con diritto di voto. Egli:
- è scelto annualmente, con alternanza fra
le sedi consorziate, tra i professori di prima
fascia a tempo pieno o, in mancanza, fra i
professori di
seconda fascia a tempo pieno;
- è nominato dal Presidente del Consorzio;
- convoca e presiede il Collegio, ne attua
le decisioni e lo rappresenta in seno al
Consorzio.
b) Coordinatore vicario
Il Coordinatore designa il Coordinatore
vicario fra i docenti di prima fascia a tempo
pieno della sede diversa dalla propria (o in
mancanza, fra i professori di
seconda fascia a tempo pieno) con la
funzione di sostituirlo nei casi di assenza o
impedimento o per delega.
c) Decano
Il Decano del Collegio assume le funzioni
del Coordinatore nei casi di carica vacante.
• Giunta
a) Composizione e compiti
Al fine di organizzare con maggiore
efficacia le attività didattiche e di ricerca,
prevista una Giunta che affianca il
Coordinatore nell’attuazione delle decisioni
del Collegio e nella promozione di iniziative
didattiche e scientifiche (conferenze,
mostre, workshop, ecc.). Essa è costituita
dal Coordinatore vicario e da un membro
per ciascun curriculum. Essa è presieduta
dal Coordinatore, ed è da lui convocata.
b) Designazione e durata
I membri della Giunta sono docenti del
Collegio, e sono designati dai membri
afferenti ai tre curricula. Essi durano in
carica un anno.
• Cooptazione
a) Proposta motivata
L’integrazione del Collegio con nuovi
membri con diritto di voto, avviene per
cooptazione su proposta motivata di un
docente del Collegio.
b) Delibera
La deliberazione del Collegio dei membri
ordinari deve essere assunta con
maggioranza qualificata (metà +1 degli
aventi diritto).
c) Decreto
La deliberazione di integrazione del
Collegio con membri ordinari con diritto
di voto è comunicata dal Coordinatore al
Presidente del Consorzio per il decreto di
nomina.
• Decadenza
a) Motivazioni
La decadenza da membro con diritto di
voto (quando non richiesta motivatamente
dal diretto interessato), avviene per non
avere svolto continuativamente attività
didattica e di ricerca qualificata nell’ambito
dei corsi del DR.
b) Delibera
La deliberazione del Collegio, su proposta
del Coordinatore, deve essere assunta con
5
5.2. Dottorato di Ricerca in ARCHITETTURA:
INNOVAZIONE E PATRIMONIO
5. Post Lauream
5
la partecipazione a progetti di ricerca
finanziati da enti pubblici o privati,
nazionali o internazionali, secondo le
specifiche regole contenute nei rispettivi
bandi.
191
192
Le votazioni sono effettuate a scrutinio
palese, per alzata di mano.
• Modalità di svolgimento delle attività del
Collegio
Le adunanze possono svolgersi:
a) In presenza fisica
Con la presenza fisica del Collegio in una
delle due sedi del Consorzio. La modalità
“in presenza fisica” è obbligatoria per tutte
quelle adunanze che devono adottare le
deliberazioni di cui all’art. 2.9.
b) Con modalità telematica
Le modalità telematiche sono previste
prevalentemente per le tipologie b) e c) di
cui al punto 2.6.1.
• Verbali
a) Redazione
Di norma il processo verbale delle
adunanze è tenuto dal Coordinatore
vicario.
b) Approvazione
Di norma i verbali sono inviati per via
telematica dopo l’adunanza ed approvati
nella seduta successiva.
• Deliberazioni obbligatorie
Annualmente, all’inizio del secondo
semestre (marzo) il Collegio delibera
sull’aggiornamento del regolamento
didattico e organizzativo del corso secondo
quanto previsto nell’articolo 8 del RG, ed in
particolare su:
a) Ordine degli studi e manifesto degli
studi
Ridefinizione delle strategie didattiche
(curricula specialistici da confermare o da
attivare nel successivo anno accademico);
definizione dei relativi manifesti degli studi.
b) Architettura didattica del corso e
calendario accademico
Nel mese di settembre, in relazione
all’ordine e al manifesto degli studi,
il Collegio dei docenti mette a punto
l’architettura didattica e ne definisce il
calendario delle attività.
c) Commissione per l’ammissione al corso
Con riferimento all’art. 11.3 del RG sono
costituite da almeno tre e da non più
di cinque membri designati dai membri
della classe A del Collegio fra quelli delle
classi A-B-C-D e/o di università italiane
e straniere, qualificati nelle discipline
attinenti alle aree scientifiche del corso di
dottorato.
Non possono far parte della Commissione
coloro che vi hanno partecipato l’anno
precedente.
Le commissioni possono essere integrate
con non oltre due esperti nelle medesime
discipline, scelti nell’ambito degli enti e
delle strutture pubbliche e private di ricerca
anche straniere.
Nel caso di corsi istituiti sulla base di
accordi di cooperazione interuniversitaria
internazionale, le commissioni e le
modalità di ammissione sono definite
secondo quanto previsto negli accordi
stessi
d) Modalità del tutorato e assegnazione dei
tutor ai dottorandi
L’attività di tutorato è svolta:
in forma collettiva dal Collegio dei docenti
in apposite sue adunanze;
individualmente dai singoli docenti.
Durante il 1° anno di corso di ciascun
ciclo di dottorato l’azione di tutorato è
prevalentemente svolta dal Collegio nel
suo complesso.
All’inizio del 2° anno di corso di ciascun
ciclo di dottorato il Collegio dei Docenti,
di intesa con i dottorandi, provvede ad
assegnare loro il membro del Collegio
che per le proprie specifiche competenze
svolgerà nei loro confronti il ruolo di tutor.
Al tutor interno può affiancarsi, per le
particolari e specifiche competenze, un
tutor esterno, la cui candidatura sarà
avanzata al Collegio dallo stesso tutor
interno.
e) Approvazione dei piani di studio e di
ricerca dei singoli dottorandi
A partire dal primo semestre del primo
anno di corso di ciascun ciclo di DR il
Collegio dei docenti bimestralmente
verifica (e approva le eventuali modifiche)
i piani di studio e di ricerca predisposti dai
singoli dottorandi.
f ) Valutazione dell’attività dei dottorandi
Per ciascun ciclo di DR sono valutati
bimestralmente, secondo il calendario
accademico del DR:
- il profitto nell’attività didattica (sapere)
svolta dai dottorandi;
- il profitto nell’attività di tirocinio (saper
fare), sia interna (esercizio del progetto,
addestramento alla didattica) che esterna,
svolta dai dottorandi;
- lo stato di avanzamento delle ricerche a
qualsiasi anno di corso del ciclo (1°, 2°, 3°)
esse siano svolte.
g) Ammissione dei dottorandi all’anno di
corso successivo
Alla fine del primo e del secondo anno
di ogni ciclo, il Collegio, se ha valutato
positivamente in corso d’anno l’attività di
profitto dei dottorandi, delibera sulla loro
ammissione all’anno di corso successivo.
h) Eventuale esclusione dei dottorandi dal
corso
Alla fine del primo e del secondo anno
di ogni ciclo, il Collegio, se ha valutato
negativamente in corso d’anno l’attività
di profitto dei dottorandi, ovvero in caso
di assenze ingiustificate e prolungate,
delibera, con decisione motivata, sulla loro
esclusione dal corso di DR.
i) Approvazione dell’argomento di tesi di
ricerca
All’inizio del secondo semestre del primo
anno di corso il Collegio dei docenti,
avendo monitorato in precedenza i piani
di studio e di ricerca predisposti dai
dottorandi, assegna in forma definitiva
l’argomento della tesi di ricerca a ciascuno
di essi.
l) Svolgimento di eventuali attività
didattiche dei dottorandi all’interno dei
corsi di insegnamento del CDLM delle sedi
consorziate .
Nei primi due anni di corso il Collegio dei
docenti, in presenza di incentivi economici
del Consorzio coerenti con le disposizioni
del MIUR e sulla base del profitto delle
attività didattiche di tirocinio e di ricerca
svolte, può deliberare con il consenso degli
interessati, l’affidamento di una limitata
attività didattica, sussidiaria o integrativa
di quella ufficiale, all’interno dei corsi di
studio delle due sedi consorziate.
Tale attività rientra nell’attività di tirocinio
interno (addestramento alla didattica), ed è
essenzialmente rivolta allo svolgimento di
lezioni su argomenti attinenti all’attività di
ricerca svolta dai dottorandi.
m) Valutazione della tesi ed eventuale
ammissione all’esame finale
La tesi è valutata da almeno due docenti
di elevata qualificazione, di seguito
denominati valutatori, anche appartenenti
a istituzioni estere, esterni all’Università
degli Studi Roma Tre e al Politecnico di
Bari.
I valutatori sono nominati, previa
accettazione di una clausola di riservatezza
sul loro operato, con decreto del Presidente
del Consorzio, su proposta formulata dal
Collegio dei docenti, entro il 30 giugno
dell’ultimo anno di corso di ciascun
dottorando.
Il dottorando presenta la tesi al Collegio
dei docenti, che la invia ai valutatori entro
il 31 ottobre dell’ultimo anno di corso (è
obbligatoria la stesura in inglese almeno
di un abstract per ciascun paragrafo di
ciascun capitolo).
I valutatori esprimono per iscritto,
sulla base di uno schema predisposto
dal Collegio dei Docenti ed entro il 31
dicembre successivo, il proprio giudizio
analitico sulla tesi, proponendone al
Collegio dei docenti l’ammissione alla
discussione pubblica (eventualmente
segnalando l’opportunità di modifiche di
modesta entità) o il rinvio per un periodo
non superiore a sei mesi, se ritengono
necessarie significative integrazioni o
correzioni.
Il Collegio dei docenti, sulla base di una
valutazione comparata dei giudizi dei due
valutatori si esprime sulla ammissione del
dottorando all’esame finale o sul rinvio,
e propone al Presidente del Consorzio la
composizione della Commissione di esame
finale.
Al dottorando è data tempestiva
comunicazione in ordine alla sua
ammissione all’esame finale, o in ordine al
rinvio del termine per la discussione della
tesi.
Entro un mese dalla data di conclusione del
corso o entro il mese successivo al termine
previsto per il nuovo giudizio dei valutatori,
il dottorando deposita la versione definitiva
della tesi, in formato elettronico ed in
duplice copia in formato cartaceo , presso
la sede amministrativa del Consorzio.
In caso di giudizio dei valutatori che non
prevede il rinvio di cui ai commi 2 e 3, la
tesi, con delibera del Collegio dei docenti,
è ammessa alla discussione pubblica, da
tenersi entro il 30 aprile dell’anno solare
successivo a quello in cui il corso si è
concluso. Nel caso di rinvio di cui ai commi
2 e 3 la discussione pubblica si tiene entro
novanta giorni dal termine previsto dal
comma 4 per il deposito della tesi presso
l’ufficio competente a seguito del nuovo
giudizio espresso dai valutatori. La tesi non
può comunque essere discussa prima della
conclusione dell’ultimo anno del triennio
di corso.
n) Commissione per l’esame finale
E’ nominata con decreto del Presidente
del Consorzio su proposta formulata dal
Collegio dei docenti.
La commissione è composta da tre membri
italiani o stranieri, scelti tra docenti
universitari specificamente qualificati nelle
tematiche affrontate nella tesi. Almeno due
membri devono appartenere a università
italiane o estere non formalmente coinvolte
nel corso di dottorato e non devono essere
componenti del Collegio dei docenti.
La commissione può essere integrata
da non più di due esperti appartenenti a
strutture di ricerca pubbliche e private,
anche straniere, di particolare competenza
documentata sull’argomento della tesi.
• Collegio dei docenti per l’A.A. 2013-14
MAT/06
- Lucio Russo, PO, Roma 2
MAT/07
- Laura Tedeschini Lalli, PO, Roma 3
ICAR/08
- Salvatore Marzano, PO, PoliBa
- Nicola Rizzi, PO, Roma 3
- Mario Piccioni, PO, PoliBa
- Ginevra Salerno, PA, Roma 3
- Pilade Foti, RU, PoliBa
- Aguinaldo Fraddosio, RU, PoliBa
ICAR/09
- Camillo Nuti, PO, Roma 3
- Carlo Baggio, PA, Roma 3
- Silvia Santini, PA, Roma 3
- Giuseppe Marano, PA, PoliBa
ICAR/12
- Paola Marrone, PA, Roma 3
- Adolfo Baratta, RU, Roma3
- Vitangelo Ardito, RU, PoliBa
ICAR/14
- Francesco Cellini, PO, Roma 3
- Claudio D’Amato Guerrieri, PO, PoliBa
- Loredana Ficarelli, PO, PoliBa
- Luigi Franciosini, PO, Roma 3
- Giovanni Longobardi, PO, Roma 3
- Michele Beccu, PA, PoliBa
- Anna Bruna Menghini, PA, PoliBa
- Carlo Moccia, PA, PoliBa
- Mauro Scionti, PA, PoliBa
- Francesco Defilippis, RU, PoliBa
- Giuseppe Fallacara, RU, PoliBa
- Matteo Ieva, RU, PoliBa
5
5.2. Dottorato di Ricerca in ARCHITETTURA:
INNOVAZIONE E PATRIMONIO
5. Post Lauream
5
maggioranza qualificata (metà +1 degli
aventi diritto).
c) Decreto
La deliberazione di decadenza di membri
con diritto di voto è comunicata dal
Coordinatore al Presidente del Consorzio
per il decreto conseguente.
• Attività del Collegio
a) Tipologia
Le attività del Collegio consistono:
- in attività dedicate allo svolgimento dei
compiti di governo collegiali;
- in attività dedicate alla verifica del profitto
dei dottorandi (tutorato e avanzamenti);
- in attività didattiche e di ricerca
propriamente dette.
Alcune delle attività di cui al punto a)
possono essere delegate, su richiesta del
Coordinatore, alla Giunta.
b) Calendario
All’inizio dell’anno accademico il
Coordinatore propone il calendario
delle attività e delle adunanze. Di norma
ne è prevista una ogni due mesi, in
concomitanza con la verifica bimestrale
del profitto dei dottorandi. Il Coordinatore
invia l’ODG dell’adunanza almeno una
settimana prima della data stabilita, che
di norma viene confermata (o stabilita) al
termine dell’adunanza precedente.
c) Adunanze
Le adunanze del Collegio si svolgono
alternativamente nelle sedi del Consorzio.
d) Validità dell’adunanza
Le adunanze sono valide quando è
presente la maggioranza assoluta (almeno
la metà + 1 dei convocati, con esclusione
degli assenti giustificati).
e) Modalità delle votazioni
193
194
3- Ammissione ai corsi
• Svolgimento e valutazione della
procedura
Le procedure e le prove di selezione
consistono in una valutazione dei titoli e in
una prova orale.
a) Valutazione dei titoli: 60/120 punti
Riguarda il percorso formativo
universitario, nonché gli eventuali
ulteriori percorsi formativi ed esperienze
professionali e di ricerca e le eventuali
pubblicazioni scientifiche, e comprende
anche la valutazione di un testo scritto
che illustri, con ampiezza e proprietà, le
motivazioni della scelta di uno dei curricula
del corso di Dottorato:
- TITOLI
- Voto di laurea
- Esami sostenuti e le relative votazioni
- Borse di studio, assegni di ricerca ecc.
- Diplomi/certificati di conoscenza lingue
estere
- Diplomi di corsi universitari post-laurea
- Attestati di partecipazione a gruppi di
ricerca
- Attestati di partecipazioni a stage
- Altri Riconoscimenti (p. es.: premiazione
in concorsi di progettazione)
- LETTERA DI MOTIVAZIONE
- PUBBLICAZIONI
- tesi di laurea
- proceedings
- articoli/contributi in rivista
- articoli/contributi in libri
- monografie
b) Valutazione della prova orale: 60/120
punti;
L’attribuzione del punteggio (in
sessantesimi) rappresenta un giudizio
motivato, con riferimento ai criteri di
valutazione predeterminati ed esposti dalla
Commissione. La prova orale sarà superata
dai candidati che abbiano conseguito
un punteggio non inferiore a 40/60. Si
svolge in lingua italiana, che è la lingua
ufficiale del Dottorato, ed è finalizzato
alla verifica degli interessi scientifici del
candidato, della sua attitudine alla ricerca
ed a garantire una idonea valutazione
comparativa.
• Conoscenza della lingua inglese
All’atto della domanda di ammissione
la conoscenza della lingua inglese
dovrà essere preferibilmente certificata
attraverso:
- Toefl 570
- FCE Cambridge Level 3 (First Certificate in
English)
Se non certificata se ne prevede la verifica
nella prova orale.
4- Dottorandi: doveri e diritti
• Tempo pieno e incompatibilità
L’ammissione ad un corso di dottorato
comporta un impegno esclusivo e a tempo
pieno, ferma restando la possibilità di una
disciplina specifica in relazione a quanto
previsto dagli artt. 7, 11 e 12, comma 4 del
D.M. 45/2013.
L’iscrizione ai corsi di dottorato di ricerca
è incompatibile con la contemporanea
iscrizione, per il medesimo anno
accademico, a corsi di laurea, di laurea
magistrale, a corsi di specializzazione
e master, di cui all’art. 3 del D.M. 22
ottobre 2004, n. 270. È consentita la
contemporanea iscrizione con i soli corsi
di perfezionamento di impegno didattico
annuale inferiore a 1500 ore.
L’iscrizione ai corsi di dottorato è
incompatibile con lo svolgimento di attività
lavorative di qualsiasi natura, fatta salva
la possibilità che tali attività prevedano
un impegno orario limitato e che siano
preventivamente autorizzate dal Collegio
dei docenti.
• Articolazione del processo formativo
La formazione del Dottore di Ricerca in
Architettura: Innovazione e Patrimonio
avviene attraverso tre fasi distinte ma
strettamente interrelate temporalmente
(sincroniche), che si svolgono lungo l’arco
complessivo dei tre anni di corso:
D Attività didattiche (alcuni segmenti o
moduli possono essere svolti in comune
con i corsi di perfezionamento, master,
specializzazione promossi dai Dipartimenti
ARC E ICAR;
T Attività di tirocinio interno /esterno
R Attività di ricerca
Questi segmenti formativi, volti alla
acquisizione delle competenze necessarie
per esercitare attività di ricerca di alta
qualificazione, si sviluppano attraverso la
pratica:
- del sapere (D, attività didattiche)
- del saper fare (T, tirocinio)
- della attività di ricerca (R, ricerca)
a) 1° anno
• I semestre (Settembre-Febbraio):
- D (attività didattiche)
- T (tirocinio)
- R (ricerca)
• II semestre (Marzo-Agosto):
Marzo
- D (attività didattiche)
- T (tirocinio)
Aprile-Agosto
- D (attività didattiche)
- T (tirocinio)
- R (ricerca)
b) 2° anno
• I semestre (Settembre-Febbraio):
- D (attività didattiche)
- T (tirocinio)
- R (ricerca)
• II semestre (Marzo-Agosto):
Marzo
- D (attività didattiche)
- T (tirocinio)
Aprile-Agosto
- D (attività didattiche)
- T (tirocinio)
- R (ricerca)
c) 3° anno
• I semestre (Settembre-Febbraio):
- R (ricerca)
• II semestre (Marzo-Agosto):
- R (ricerca)
• Attività Didattiche e di Tirocinio (Sapere
e Saper fare)
a) Sapere
L’acquisizione del sapere avviene
attraverso la frequenza di lezioni e seminari
organizzati in moduli didattici.
b) Saper fare
L’acquisizione del saper fare avviene
attraverso:
- un tirocinio interno, basato sulla
frequenza di esercitazioni, stage, ecc. e
sulla partecipazione ai programmi di ricerca
e ai progetti d’architettura che vedono
coinvolti in prima persona i componenti del
Collegio dei Docenti;
- un tirocinio esterno basato sulla
la frequenza di qualificate strutture
istituzionali e produttive, e rivolto a
specifiche conoscenze pratiche e di
know-how indispensabili per il concreto
svolgimento della attività di ricerca.
c) Piano di studi
D’accordo con il Collegio dei Docenti e
sotto la guida del Coordinatore, ciascun
dottorando predispone un piano di studi
individuale per un totale complessivo
di 1500 ore, pari a un anno di corso,
equivalente a 60 crediti (1 credito = 25
ore), coerente con il curriculum scelto.
Alla fine del secondo anno di corso, il
dottorando dovrà avere acquisito i 60
crediti corrispondenti al complesso delle
attività didattiche e di tirocinio stabilite per
il suo specifico curriculum.
• Attività di Ricerca
a) La tesi di ricerca
Lo svolgimento della attività di ricerca è
volta alla elaborazione di una tesi. La tesi
di ricerca è discussa periodicamente con
il Collegio dei docenti, ed è sviluppata
sotto la guida di uno dei componenti del
Collegio, che svolge le funzioni di tutor.
La tesi di ricerca dev’essere caratterizzata
dall’originalità dei contributi allo specifico
campo di studi.
Generalmente è previsto un periodo di
perfezionamento all’estero.
b) Calendario delle attività e loro sedi
Le attività di ricerca individuali dei singoli
dottorandi generalmente iniziano nel
secondo semestre del primo anno di corso;
proseguono in parallelo alle altre attività
durante il secondo anno; e infine occupano
completamente l’intero terzo anno.
Sedi di svolgimento dell’attività di ricerca
sono quelle messe a disposizione:
- dal DARC e dal DICAR;
- dalle Università straniere con cui questo
DR ha rapporti di collaborazione scientifica;
- da tutte quelle Istituzioni o Enti, pubblici
o privati, italiani o stranieri, con cui il
Politecnico ha siglato convenzioni per
il Dottorato di Ricerca in Progettazione
architettonica.
• Frequenza e profitto
I dottorandi godono dello status di
studenti interni, e i Dipartimenti DARC E
DICAR mettono a loro disposizione i mezzi
finanziari e gli strumenti per svolgere la
loro attività didattica e di ricerca.
Lo svolgimento dell’attività di ricerca deve
necessariamente e responsabilmente
concretarsi nella produzione di
risultati originali, sia teorico-critici che
sperimentali, da mettere a disposizione
della comunità scientifica.
a) Orario di frequenza
I dottorandi hanno l’obbligo di frequentare
i locali destinati dal Dipartimento al
Dottorato con continuità dal lunedì al
venerdì, durante tutto l’anno accademico,
e per l’intera durata del corso, tranne nei
periodi di permanenza in altre sedi per
attività di tirocinio e di ricerca così come
concordata con il Collegio dei docenti.
b) Esclusione dal corso per mancata
frequenza
Il dottorando che si assenti in maniera
ingiustificata e prolungatamente è escluso
dal corso con decisione motivata del
Collegio dei docenti.
c) Attività Didattiche e di studio
I dottorandi hanno l’obbligo di partecipare
con profitto a tutte le attività previste dal
curriculum scelto.
d) Attività di Tirocinio
I dottorandi hanno l’obbligo di svolgere
le attività di tirocinio interne ed esterne
previste dal loro specifico curriculum in
tutte quelle sedi, italiane e straniere, che
saranno indicate dal Collegio dei docenti.
Fra tali attività di tirocinio rientrano
quelle didattiche di natura sussidiaria o
integrativa da svolgersi nel corso di laurea
in architettura, di cui al punto 2.8.10.
e) Attività di Ricerca
I dottorandi hanno l’obbligo di svolgere
la propria attività di ricerca in tutte quelle
sedi, italiane o straniere, che il Collegio
dei docenti indicherà come necessarie;
e secondo quelle modalità che saranno
di volta in volta concordate con il tutor
in relazione alla specificità del progetto
didattico e di ricerca.
f ) Esclusione dal corso per scarso profitto
Il dottorando che venga meno ai propri
doveri didattici e di ricerca è escluso dal
corso con decisione motivata del Collegio
dei docenti.
g) Progetto di studi e bibliografia ragionata
A partire dal secondo semestre del primo
anno di corso (marzo), ciascun dottorando
è tenuto ad elaborare un suo progetto di
studi, coerente con il curriculum scelto,
che vada a “potenziare” armonicamente
(a complemento) l’insegnamento ricevuto
nei moduli didattici ufficiali relativi al
curriculum scelto.
Questo progetto, che sarà periodicamente
verificato con il Collegio dei docenti e con
il tutor, si concreta in un piano di studi,
di base e specialistico, necessario per
affrontare l’attività di ricerca; ed è relativo
a:
- descrizione delle ipotesi di base e delle
metodologie che saranno seguite nello
studio;
- descrizione delle fasi di lavoro;
5
5.2. Dottorato di Ricerca in ARCHITETTURA:
INNOVAZIONE E PATRIMONIO
5. Post Lauream
5
- Calogero Montalbano, RU, PoliBa
- Michele Montemurro, RU, PoliBa
- Nicola Parisi, RU, PoliBa
- Antonio Riondino, RU, PoliBa
ICAR/15
- Annalinda Neglia, RU, PoliBa
ICAR/17
- Marco Canciani, PA, Roma 3
- Giovanna Spadafora, PA, Roma 3
- Laura Farroni, RU, Roma 3
ICAR/18
- Amerigo Restucci, PO, Iuav
- Giorgio Rocco, PO, PoliBa
- Gian Paolo Consoli, PA, PoliBa
- Giorgio Ortolani, PA, Roma 3
- Marida Talamona, PA, Roma 3
- Maurizio Gargano, RU, Roma 3
- Monica Livadiotti, RU, PoliBa
- Rainaldo Perugini, RU, Roma 3
- Saverio Sturm, RU, Roma 3
ICAR/19
- Elisabetta Pallottino, PO, Roma 3
- Rossella De Cadilhac, PA, PoliBa
- Antonio Pugliano, PA, Roma 3
- Giacomo Martines, RU, PoliBa
- Maya Segarra Lagunes, RU, Roma 3
- Francesca Stabile, RU, Roma 3
- Michele Zampilli, RU, Roma 3
ICAR/20
- Francesco Selicato, PO, PoliBa
L-ANT/07
- Roberta Belli, PA, PoliBa
195
196
da conseguire; e dovrà contenere con
chiarezza la metodologia di lavoro e
l’individuazione dei luoghi in cui svolgere
la ricerca stessa.
La tesi è di norma costituita di tre parti:
- la prima parte è di natura teorico-critica,
e costituisce la dissertazione propriamente
detta;
- la seconda parte è di natura applicata, ed
è costituita da elaborati grafici originali;
- la terza parte è di natura documentaria,
ed è costituita dai materiali originali
raccolti, a quel momento non pubblicati e
non conosciuti dalla comunità scientifica.
c) Stesura della tesi
A partire dal terzo anno di corso ciascun
dottorando è tenuto a integrare il proprio
rapporto bimestrale (abstract in inglese).
• Soggiorno all’estero
a) Progetto esecutivo del soggiorno
Nel caso di tesi il cui ambito di ricerca
si colloca in un paese straniero, è
obbligatoria la predisposizione del
progetto esecutivo del soggiorno presso
una delle sedi universitarie straniere con
cui il DR intrattiene relazioni organiche.
Tale soggiorno potrà essere funzionale
anche alla acquisizione del saper fare. Di
tale progetto dovranno essere forniti fasi,
tempi e obiettivi.
b)Durata del soggiorno
Tale soggiorno può variare da un minimo di
sei mesi ad un massimo di un anno, e può
essere variamente articolato nel tempo.
• Conoscenza della lingua inglese
La conoscenza obbligatoria della lingua
inglese, qualora non certificata all’atto di
iscrizione all’esame di ammissione da
- Toefl 570
- FCE Cambridge Level 3 (First Certificate in
English)
comporterà il possesso di uno dei due
diplomi prima del giudizio di ammissione al
secondo anno di corso.
Il mancato possesso di una delle due
certificazioni implicherà la decadenza dal
corso stesso.
• Spazi e attrezzature in dotazione
Per l’intera durata del corso, al fine
di rendere possibile lo svolgimento
della ricerca e concretamente utile la
permanenza nei locali messi a disposizione
dalle due sedi consorziate, i Dipartimenti
ARC e ICAR assicurano ai dottorandi:
- Spazi individuali (postazione di lavoro:
tavolo, cassettiera, ecc...);
- Strumenti di lavoro (personal computer,
software, ecc.; uso di macchine
fotocopiatrici, scanner, stampanti, ecc.),
- Materiale di consumo per svolgere la
propria attività di studio, di tirocinio e di
ricerca.
- Acquisto di libri e di materiale
bibliografico in genere.
- Attrezzature ecc.
• Mobilità
Ai dottorandi il Dottorato assicura, a partire
dal 2° anno di corso, un contributo per
tutte quelle spese di viaggio e di soggiorno
connesse allo svolgimento delle attività di
tirocinio e di ricerca previste dai piani di
studi.
A tal fine i dottorandi appronteranno di
volta in volta il relativo progetto di spesa e
il preventivo conseguente.
• Partecipazione al Collegio dei docenti
I dottorandi possono chiedere che siano
inseriti all’ODG specifici punti di loro
interesse su cui discutere e deliberare.
A tal fine fanno pervenire al Coordinatore
una richiesta formale.
5- Funzionamento
• Budget del DR
Il Consorzio e per esso il corso di DR in
Architettura: innovazione e patrimonio
dispone:
- di fondi ordinari, attribuiti dalle due sedi
consorziate sui bilancio del DARC, sede
amministrativa del Consorzio, ivi comprese
tasse e contributi di frequenza;
- di fondi straordinari, rivenienti dalla firma
di accordi e convenzioni.
Il Collegio dei docenti avanza proposte
sulla loro utilizzazione al Consiglio del
Dipartimento.
• Spese di investimento
Di norma nel periodo marzo-giugno, in
concomitanza della programmazione delle
attività didattiche, di tirocinio e di ricerche
del successivo anno accademico, il Collegio
dei docenti provvede a formulare il piano
d’acquisto di:
- attrezzature,
- libri
- sotware
- ecc.
• Spese di funzionamento
Per quanto attiene ai materiali di
cancelleria e facile consumo il Collegio
dei docenti provvede semestralmente a
formularne il piano d’acquisto.
• Spazi e attrezzature
Per l’AA 2013/2014 gli spazi (e le relative
attrezzature) presso il DICAR, Politecnico di
Bari, nella disponibilità del Dottorato sono:
a) Laboratorio CAD/CAM è dotato di
competenze tecnico e scientifiche,
maturate in una arco di quattordici
anni, avendo lavorato nel campo del
progettazione architettonica assistita
dal computer, e ponendosi l’obiettivo
di sviluppare il processo progettuale
che porta dall’idea al pezzo finito;
pertanto sono state sviluppate
competenze nell’ambito del CAD/
CAM e del rapid prototyping applicato
all’architettura e all’industrial design;
- è dotato di: workstation con software
per il CAD/CAM e BIM, scanner a colori
formato A0, scanner formato A3 piano a
colori, scanner per diapositive, macchina
a controllo numerico CMS TU11 a cinque
assi, macchina a prototipazione rapida
ZCorp310, macchina a prototipazione
rapida FDM Stratasys Fortus 360;
- è dotato di software dedicati alla
modellazione solida e superficiale per la
rappresentazione di modelli di
architettura e di industrial design;
- è dotato di software dedicati alla
computer-grafica e al montaggio video.
Le attrezzature del laboratorio sono
state impiegate per realizzazione
di studi nell’ambito delle ricerche
sull’utilizzo della pietra nell’architettura
contemporanea e dei prodotti di
industrial design (progetti sperimentali
in collaborazione con imprese del
settore, fiere specialistiche, workshop
e stage di costruzione al vero di
elementi costruttivi complessi in pietra);
per collaborazioni interuniversitarie
e interdipartimentali; sono state inoltre
impiegate per esperienze in ambito
internazionale prevalentemente con
l’Albania, la Francia, la Grecia,
l’Ungheria, la Turchia e in generale i
paesi del Medio-Oriente.
b) Laboratorio “Salvati”
Il laboratorio “M. Salvati” si è sviluppato
negli anni all’interno dell’ex
Dipartimento di Ingegneria Strutturale
confluito nel DICAR. Esso si è dotato, nel
tempo, di numerose strumentazioni e si
avvale del lavoro del gruppo di ricerca
dei docenti afferenti prevalentemente
ai SSD ICAR08 / 09 e allo stato attuale,
di quattro tecnici.
Oltre alle attività di didattica o di
ricerca condotte dai docenti, alle prove
sperimentali dei laureandi finalizzate
alla propria tesi, nel laboratorio, si
effettuano anche prestazioni conto terzi
e, in particolare, prestazioni di verifica/
ricerca per società ed enti esterni.
Riguardo al servizio di pubblica utilità,
il Laboratorio Ufficiale Prove Materiali
“M. SALVATI” emette certificati di prove
ufficiali sui materiali da costruzione,
secondo quanto previsto dalle leggi
dello Stato, particolarmente dalla n.
1086 del 1971 e dalle conseguenti norme
di applicazione: in tale senso, infatti,
il laboratorio è inserito nell’elenco dei
laboratori ufficiali dello Stato per le
prove sui materiali.
L’elenco prove che si possono eseguire
sono così sintetizzate:
- prove su materiali (compressione,
flessione, trazione indiretta,
determinazione del modulo elastico,
aderenza)
- prove acciai per cemento armato
normale (piegamento, trazione)
- prove acciai per cemento armato
precompresso
- prove acciai per strutture in carpenteria
metallica
- prove vetri
- prove su murature
- prove legni
- prove strutture e prototipi strutturali
- verifica tarature.
c) Biblioteca Mimar SINAN
La Biblioteca di Dipartimento ICAR,
denominata Biblioteca “Mimar Sinan”,
è una biblioteca specialistica in grado di
assicurare gli strumenti per la continuità
della ricerca e dei suoi principi etici
fra le generazioni di ricercatori, docenti e
dottorandi afferenti al Dipartimento.
La Biblioteca Sinan assolve il compito
fondamentale di fornire il supporto
bibliografico ed informativo necessario
allo svolgimento della ricerca nei diversi
ambiti scientifici del Dipartimento ICAR,
nonché quello di accumulare e
diffondere il sapere prodotto.
Pertanto cura l’acquisizione,
l’ordinamento e la conservazione di
materiale bibliografico e documentario
specialistico, garantendone la fruizione
da parte degli utenti indirizzati alla
ricerca nei settori scientifico-disciplinari
attivati nel Dipartimento.
Localizzazione e servizi offerti
Ubicata al 3° piano del plesso
ARC, la Biblioteca Mimar Sinan è la
sede presso la quale si espletano le
procedure bibliografiche a carattere sia
amministrativo che catalografico.
Nella sala di consultazione (stanza 3.09)
sono espletati i seguenti servizi:
- consultazione e lettura del materiale
bibliografico (12 posti a sedere);
- reference (informazione bibliografica e
documentaria);
- prestito interno
Alla sala di consultazione è annessa
la sala riviste (3.10/a e 3.10/b) ove sono
espletate le seguenti procedure:
- amministrative (ordini di acquisto
librario; gestione patrimoniale del
Dipartimento con programma CINECA;
emissione di buoni di carico;
apposizione del numero di inventario;
conservazione e aggiornamento del
Registro degli inventari; espletamento
delle operazioni di discarico
inventariale);
- catalografiche (catalogazione
descrittiva dei documenti secondo
le norme nazionali ISBD e gli standard
internazionali UNIMARC; soggettazione
e indicizzazione; gestione catalogo
informatico ALEPH500 (Catalogo unico
Politecnico di Bari)
Patrimonio bibliografico
Il patrimonio documentario attualmente
presente nella Biblioteca di Dipartimento
è pari a circa 10.000 volumi, di cui:
- 1700 sono testi acquistati su fondi di
Dipartimento, e quindi inclusi nel
Registro degli inventari dei beni della
struttura;
- circa 2000, tra monografie, periodici,
opuscoli, tesi di laurea, tesi di dottorato,
provengono da donazioni effettuate
principalmente dal prof. Claudio
D’Amato, e in misura minore da altri
professori, dottorandi, Enti e
Associazioni culturali;
5
5.2. Dottorato di Ricerca in ARCHITETTURA:
INNOVAZIONE E PATRIMONIO
5. Post Lauream
5
- individuazione degli obiettivi ad esse
connessi;
h) Diario di bordo
Ciascun dottorando ha il dovere di tenere
il proprio diario di bordo, che rende conto
cronologicamente dell’insieme delle sue
attività (didattiche, di tirocinio e di ricerca).
Tale diario, in fotocopia sarà allegato
ai rapporti bimestrali che il dottorando
è tenuto a consegnare al Collegio dei
docenti.
i) Rapporti bimestrali dell’attività di ricerca
svolta
Ciascun dottorando deve bimestralmente
produrre un rapporto sullo sviluppo del
proprio progetto di ricerca da consegnarsi
al Collegio dei docenti per la verifica
periodica.
l) Curriculum vitae (CV)
Ciascun dottorando è tenuto ad aggiornare
con continuità il proprio CV e a riversarlo
nel data-base del DR.
• Progetto di ricerca e tesi di DR
a) Assegnazione della tesi
Nell’ambito dei curricula del corso il
Collegio definisce dei temi di ricerca:
ai Dottorandi spetta il compito di una
successiva, originale articolazione
b) Progetto di ricerca e articolazione della
tesi
A partire dal secondo semestre del primo
anno di corso, ciascun dottorando è tenuto
ad elaborare un proprio progetto di ricerca
che si concreterà nella elaborazione della
dissertazione finale.
Il progetto di ricerca sarà periodicamente
verificato e messo a punto con il Collegio
dei docenti e con il tutor; sarà articolato
in fasi e in obiettivi parziali e complessivi
197
198
la quale si espletano le procedure
bibliografiche a carattere sia
amministrativo che catalografico.
Nella sala di consultazione sono
espletati i seguenti servizi:
- consultazione e lettura del materiale
bibliografico (10 postazioni elettrificate
a sedere);
- reference (informazione bibliografica e
documentaria);
- prestito interno
Alla sala di consultazione è annessa
dell’addetto ove sono espletate le
seguenti procedure:
- amministrative (apposizione del
numero di inventario; conservazione
e aggiornamento del Registro degli
inventari);
- catalografiche (catalogazione
descrittiva dei documenti secondo
le norme nazionali ISBD e gli standard
internazionali UNIMARC; soggettazione
e indicizzazione; gestione catalogo
informatico ALEPH500 (Catalogo unico
Politecnico di Bari)
Patrimonio bibliografico
Il patrimonio documentario attualmente
presente nella Biblioteca Hooke è pari a
circa 6200 volumi, di cui:
- 4700 dell’ex biblioteca DICA3 testi
prevalentemente acquistati su fondi di
Dipartimento, e quindi inclusi nel
Registro degli inventari dei beni della
struttura;
- 1500 dell’ex biblioteca DFT01 testi
prevalentemente acquistati su fondi di
Dipartimento, e quindi inclusi nel
Registro degli inventari dei beni della
struttura.
Tutto il patrimonio della biblioteca è
catalogato secondo regole nazionali e
internazionali ed è reso accessibile
tramite il catalogo unico del Politecnico
(OPAC, On-line Public Access Catalogue)
all’indirizzo: http://www.biblio.poliba.it.
e) Aula Giovannoni
L’aula Gustavo Giovannoni, ubicata
al terzo piano del plesso ARC, è una
saletta di circa 72mq. dotata di 50 posti
a sedere per lezioni frontali. Dispone
di un videoproiettore fisso, schermo
motorizzato, cattedra su podio, impianto
audio-microfonico, collegamento
internet.
f ) Atelier Dottorandi
Sono presenti nei due plessi del DICAR
studi per i dottorandi. Al terzo piano
del plesso ARC sono a disposizione n.
4 studi di circa 18mq. ciascuno dotati
di 3 postazioni di lavoro con Workstation
e stampanti laser. Al secondo piano
nel plesso ING n.1 studio di circa 56 mq.
adiacente la Biblioteca Hooke.
• Diffusione dei risultati
Il DR promuove la diffusione dei risultati
delle ricerche prodotte attraverso:
- la pubblicazione di volumi dedicati alle
tesi prodotte;
- un sito web destinato alla informazione in
progress delle ricerche in atto.
• Immagine del DR
Il DR promuove la sua immagine attraverso
un suo proprio sito web dedicato a:
- Notizie
- Collegio
- Didattica
- Ricerca
- Pubblicazioni
- Alumni
6- Autovalutazione
Di norma il Collegio dei docenti, in
corrispondenza delle procedure di
attivazione del ciclo successivo di DR,
esegue una “autovalutazione” relativa
alla verifica della permanenza dei requisiti
dell’accreditamento per quanto attiene a:
a) Docenti
- Numero di pubblicazioni
- Inviti
- Riconoscimenti
b) Dottorandi
- Risultati della ricerca di base
- Qualità della tesi svolte
c) Attività didattiche
- Docenti esterni (chiara fama)
- Corsi svolti
- Rispondenza dei corsi agli obiettivi
prefissati
- Livello di formazione conseguito.
d) Tirocinio
- Convenzioni firmate
- Rispondenza delle attività svolte agli
obiettivi prefissati
- Livello di formazione conseguito.
e) Attività di ricerca
- Convenzioni firmate
- Iniziative scientifiche
- Rispondenza delle attività agli obiettivi
prefissati
- Livello di formazione conseguito.
f ) Rapporti con altre università
- Italiane
- Straniere (internazionalizzazione,
programmi di cooperazione, ecc...)
g) Funzionamento
- Budget del DR
Consistenza dei fondi straordinari,
rivenienti dalla firma di accordi e
convenzioni.
- Spese di investimento
Consistenza delle somme investite in:
- attrezzature
- libri
- software
- ecc.
- Spese di funzionamento
Consistenza delle somme investite.
- Spazi e attrezzature
- Diffusione dei risultati
5.2.4 Bando di Concorso per l’ammissione
a corsi di dottorato di ricerca - XXIX ciclo
formativo
Art. 1 - XXIX Ciclo della formazione
dottorale
È indetta la selezione pubblica per
l’ammissione al corso di dottorato di
ricerca (XXIX ciclo) in ARCHITETTURA:
Innovazione e Patrimonio, istituito dal
CONSORZIO ARGONAUTI (Università
Roma Tre - Politecnico di Bari), con sede
amministrativa presso l’Università degli
Studi Roma Tre.
Il corso ha la durata di tre anni accademici
(a partire dall’anno accademico 2013/2014,
con decorrenza dal 1 gennaio 2014:
al termine, previo il superamento del
previsto esame finale, viene conseguito il
titolo di dottore di ricerca in Architettura:
Innovazione e Patrimonio.
- Dipartimento che costituisce la
sede amministrativa: Dipartimento di
Architettura - Università Roma Tre.
- Atenei che concorrono all’attivazione del
corso: Politecnico di Bari.
- Titolatura del corso : “Architettura:
Innovazione e Patrimonio”.
- Coordinatore del Collegio dei docenti:
Prof. Francesco Cellini.
- Totale posti disponibili= 15 di cui:
4 borse Roma Tre
6 borse Politecnico di Bari
1 borse finanziate da Enti (CNR-IVALSA)
4 posti senza borsa e senza tassa,
riservati a candidati titolari di borse di
studio di Stati esteri o dell’Unione
Europea o beneficiari di sostegno
finanziario nell’ambito di specifici
programmi di mobilita
- Articolazione in curricula:
a) Cultura della costruzione
b) Il progetto filologico
c) Progettare in un paese antico
- Modalità di svolgimento della selezione
pubblica per l’ammissione:
a) Valutazione titoli
b) Prova orale
Nel sito web dell’Università degli Studi
Roma Tre, nella pagina attraverso la quale
si accede all’apposita funzione per la
presentazione delle domande
(https://europa.uniroma3.it/bando2013/
dott_consortili.aspx), è consultabile
una sezione informativa facente
parte integrante del presente bando
di ammissione e contenente, oltre
all’indirizzo, numeri di telefono, recapiti di
posta elettronica forniti dal Dipartimento
sede del corso:
a) le informazioni relative agli aspetti
organizzativi:
- organi direttivi (Coordinatore e Collegio
dei docenti)
- articolazione del corso in curricula
- relazioni con Atenei ed altri Enti italiani
ed esteri
b) le informazioni relative agli aspetti
didattico-scientifici:
- aree scientifico-disciplinari
- tematiche dei corsi e dei curricula
- caratteristiche dell’offerta formativa
c) le informazioni relative alle procedure di
selezione:
- modalità di svolgimento e contenuti delle
prove di ammissione
- descrizione dei titoli valutabili da
presentare obbligatoriamente per
la presentazione della domanda di
partecipazione
- procedura e modalità di caricamento
online dei predetti titoli ai fini della
partecipazione al concorso
Art. 2 - Requisiti per la partecipazione alla
selezione pubblica per l’ammissione
• Possono presentare domanda di
partecipazione alla selezione pubblica per
l’ammissione al corso di dottorato senza
limitazioni di età e cittadinanza, coloro
che alla data di scadenza dei termini per
la presentazione della domanda sono in
possesso di:
a) Lauree quinquennali VECCHIO
ORDINAMENTO in:
- Architettura
- Ingegneria Civile
b) Lauree ex D.M. 509/99
- Classe 4/S Lauree Specialistiche in
Architettura e in Ingegneria Edile
- Classe 28/S Lauree Specialistiche in
Ingegneria Edile
c) Lauree ex D.M. 270/04
- Classe LM-4 Lauree Magistrali in
Architettura e Ingegneria
Edile-Architettura a ciclo unico
- Classe LM-4 Lauree Magistrali in
Architettura e ingegneria EdileArchitettura,
- Classe LM-23 Lauree Magistrali in
Ingegneria Civile.
• Possono inoltre presentare domanda
di partecipazione alla selezione
pubblica per l’ammissione coloro che
hanno conseguito un titolo accademico
ESTERO equivalente alle lauree sopra
elencate, a condizione della prescritta
dichiarazione di equivalenza con uno dei
titoli di studio di cui ai punti a), b), c),
che sarà accertata dalla Commissione
giudicatrice della selezione nel rispetto
della normativa vigente in materia in Italia
e nel Paese in cui è stato rilasciato il titolo
e dei trattati o accordi internazionali in
materia di riconoscimento di titoli per il
proseguimento degli studi. I documenti
da presentare alla Commissione per
la dichiarazione di equivalenza ai
soli fini dell’ammissione al concorso
(preferibilmente tradotti e legalizzati
secondo le norme vigenti) dovranno
essere caricati nella procedura web di
presentazione della domanda. In caso
di mancata o incompleta presentazione
di quanto sopra indicato non sarà
consentita la partecipazione al concorso.
I candidati in possesso di titolo estero
che risulteranno vincitori dovranno
presentare al momento dell’iscrizione la
DICHIARAZIONE DI VALORE IN LOCO
del titolo.
• I candidati titolari di borse di studio
5
5.2. Dottorato di Ricerca in ARCHITETTURA:
INNOVAZIONE E PATRIMONIO
5. Post Lauream
5
- circa 6500 volumi (non ancora
catalogati e non consultabili)
rappresentano la donazione della
biblioteca privata del prof. Claudio
D’Amato.
Tutto il patrimonio della biblioteca è
catalogato secondo regole nazionali e
internazionali ed è reso accessibile
tramite il catalogo unico del Politecnico
(OPAC, On-line Public Access Catalogue)
all’indirizzo: http://www.biblio.poliba.it.
d) Biblioteca Robert HOOKE
La Biblioteca di Dipartimento ICAR,
denominata Biblioteca “Robert
“HOOKE”, è una biblioteca specialistica
in grado di assicurare gli strumenti
per la continuità della ricerca e dei
suoi principi etici fra le generazioni di
ricercatori, docenti e dottorandi afferenti
al Dipartimento.
La Biblioteca Hooke assolve il compito
fondamentale di fornire il supporto
bibliografico ed informativo necessario
allo svolgimento della ricerca negli
ambiti scientifici del Dipartimento ICAR
con particolare attenzione ai SSD
08/09 e Fisica Tecnica, nonché quello di
accumulare e diffondere il sapere
prodotto.
Pertanto cura l’acquisizione,
l’ordinamento e la conservazione di
materiale bibliografico e documentario
specialistico, garantendone la fruizione
da parte degli utenti indirizzati alla
ricerca nei settori scientifico-disciplinari
attivi nel suddetto plesso ING.
Localizzazione e servizi offerti
Ubicata al 2° piano del plesso ING, la
Biblioteca Hooke è la sede presso
199
di Stati esteri o dell’Unione Europea
o beneficiari di sostegno finanziario
nell’ambito di specifici programmi
di mobilità, devono presentare
contestualmente alla domanda, la
certificazione di essere in possesso della
borsa o del sostegno.
200
un’adeguata conoscenza della lingua
italiana.
È onere dei candidati comunicare
eventuali cambiamenti del recapito di
posta elettronica inserito nella procedura
online all’atto della registrazione:
l’amministrazione universitaria non
assume alcuna responsabilità per il caso di
dispersione di comunicazioni dipendente
da inesatte indicazioni di tale recapito o
da mancata o tardiva comunicazione del
cambiamento dello stesso.
L’Ateneo non assume parimenti
alcuna responsabilità per eventuali
disguidi informatici non imputabili a
malfunzionamenti del sistema di ricezione
online delle domande.
giorni dalla
data di scadenza dei termini per la
presentazione delle domande prevista dal
bando. Essa è composta:
- dal Coordinatore o, in caso di sua
indisponibilità, da un componente del
Collegio designato dal Coordinatore stesso.
- da due o quattro componenti del Collegio
designati dal Collegio stesso (di cui
almeno metà professori di ruolo) afferenti
a SSD diversi tra di loro e da quello del
componente di cui al precedente punto.
- Il Collegio dei docenti può indicare, in
aggiunta ai componenti sopra indicati,
non più di due esperti, anche stranieri,
scelti nell’ambito delle Università e delle
strutture pubbliche e private di ricerca.
Art. 4 - Commissione giudicatrice
La Commissione giudicatrice della
procedura selettiva di ammissione al corso
di dottorato sarà formata e nominata
in conformità alla normativa vigente, e
resa nota attraverso la pubblicazione
sul sito internet dell’Università dedicato
alla formazione dottorale, disponibile
al seguente indirizzo: https://europa.
uniroma3.it/bando2013/dott_consortili.
aspx.
La Commissione, nella prima seduta,
individuerà e riporterà nel relativo verbale
i criteri e le modalità di attribuzione dei
punteggi di cui all’art. 5, prima di avviare
tutte le restanti procedure di selezione.
Il Rettore dell’Ateneo sede amministrativa
del corso di dottorato nomina con proprio
decreto
la Commissione per l’ammissione al corso
di Dottorato di Ricerca entro e non oltre 3
Art. 5 - Svolgimento e valutazione della
procedura
Le procedure e le prove di selezione
consistono in una valutazione dei titoli e in
una prova orale.
La valutazione dei titoli si svolgerà i giorni
9 e 10 dicembre 2013; la Commissione si
riunirà in forma telematica.
La pubblicazione degli esiti della
valutazione dei titoli e del conseguente
elenco dei candidati ammessi a sostenere
la prova orale avverrà il 11 dicembre
2013, sul sito internet del Dipartimento
di Architettura dell’Università Roma
Tre, al seguente indirizzo http://
architetturahome.blogspot.it/.
La prova orale si svolgerà nei giorni
16 e 17 dicembre 2013; il diario con
l’indicazione dell’ora e del luogo in cui
si svolgerà il colloquio con ciascuno dei
candidati ammessi verrà reso pubblico
contestualmente alla pubblicazione degli
esiti della valutazione dei titoli.
Non saranno inviate comunicazioni
personali ai candidati per la partecipazione
alla prova orale.
Per sostenere la prova orale, i candidati
dovranno esibire un documento di
riconoscimento in corso di validità, munito
di fotografia.
La procedura di selezione è svolta secondo
le seguenti modalità:
- Valutazione dei titoli: 60/120 punti;
- Valutazione della prova orale: 60/120
punti.
L’attribuzione del punteggio (in
sessantesimi) a ciascuna prova rappresenta
un giudizio motivato, facendo riferimento
ai criteri di valutazione predeterminati ed
esposti dalla Commissione.
La valutazione dei titoli riguarda il
percorso formativo universitario, nonché
gli eventuali ulteriori percorsi formativi
ed esperienze professionali e di ricerca
e le eventuali pubblicazioni scientifiche,
e comprende anche la valutazione di un
testo scritto che illustri, con ampiezza e
proprietà, le motivazioni della scelta di uno
dei curricula del corso di Dottorato.
Essa avrà come oggetto la seguente
documentazione (alcuni documenti/
informazioni sono obbligatori, altri
opzionali ):
a) Curriculum
Il candidato deve rendere (in un solo file
doc/pdf) alcune informazioni obbligatorie,
relative al titolo di laurea di maggior
livello (la data ed il voto di laurea /
l’elenco degli esami sostenuti e le relative
votazioni) ed - eventualmente - altre
notizie non obbligatorie.
• Documentazione obbligatoria:
- Data e voto di laurea
- Elenco degli esami sostenuti e relative
votazioni
• Documentazione non obbligatoria
- Elenco cronologico Borse di studio,
Assegni di ricerca ( et similia)
percepiti
- Diplomi/certificati di conoscenza
lingue estere
- Diplomi/attestati di partecipazione di
corsi universitari post-lauream
- Attestati di partecipazione a gruppi
di ricerca
- Attestati di partecipazione a stage
- Altri riconoscimenti (es. premiazione
in concorsi di progettazione)
b) Lettera di motivazione
• Documentazione obbligatoria
Il candidato deve esporre
(in un solo file doc/pdf) le motivazioni
(max 6000 battute) per cui intende
partecipare a questo Dottorato, e perché
sceglie uno dei tre curricula.
c) Pubblicazioni scientifiche
• Documentazione non obbligatoria
Il candidato può allegare
alla domanda le eventuali pubblicazioni
già al suo attivo, caricando un solo file
pdf per ciascuna delle tipologie indicate
(se, per esempio, volesse inserire più
articoli in rivista, essi devono essere
contenuti tutti in un unico file).
- Tesi di laurea
- Proceedings
- Articoli/contributi in rivista
- Articoli/contributi in libri
- Monografie
Procedura e modalità di caricamento online
dei predetti documenti La documentazione
deve essere inserita nel sistema dal
candidato entro la data di scadenza del
bando. I file devono essere caricati in
formato Word (.doc) o Acrobat(.pdf ). La
dimensione massima di ciascun file è 5 Mb.
Sono ammessi alla prova orale i candidati
che abbiano conseguito nella valutazione
dei titoli un punteggio non inferiore a
40/60.
Valutazione del colloquio
Si svolge in lingua italiana, che è la lingua
ufficiale del Dottorato, ed è finalizzato
alla verifica degli interessi scientifici del
candidato, della sua attitudine alla ricerca
ed a garantire una idonea valutazione
comparativa. In esso si prevede anche
la verifica della conoscenza della lingua
inglese, laddove essa non sia già certificata
nell’elenco titoli.
La prova orale sarà superata dai candidati
che abbiano conseguito un punteggio non
inferiore a 40/60.
Al termine di tutte le prove di selezione
la Commissione compila la graduatoria
generale di merito, sulla base della somma
dei punteggi ottenuti dai candidati nelle
singole prove.
Art. 6 - Ammissione ai corsi
I candidati sono ammessi al corso secondo
l’ordine di graduatoria fino alla concorrenza
del numero dei posti disponibili, come
indicati all’art. 1.
A parità di merito, per la fruizione delle
borse di studio prevale il candidato che
si trova nella situazione economica meno
elevata, determinata ai sensi del D.P.C.M.
30.04.1997 e successive modifiche e
integrazioni.
Art. 6 bis - Obblighi e diritti dei dottorandi
Durante il corso il dottorando può essere
autorizzato dal collegio dei docenti,
per esigenze relative alla ricerca, alla
permanenza all’estero per un periodo non
superiore alla metà della durata del corso
stesso.
L’Università Roma Tre provvede alla
copertura assicurativa per infortuni di
ciascun dottorando per l’intera durata
del corso, secondo la normativa prevista
e garantisce, per lo stesso periodo, la
copertura assicurativa per responsabilità
civile dei dottorandi.
Per quanto attiene le modalità di passaggio
all’anno successivo di corso, obblighi
e diritti dei dottorandi sono definiti nel
“Regolamento” interno del corso.
E’ prevista l’esclusione dal corso di
dottorato di ricerca, con decisione motivata
del Collegio dei Docenti, in caso di:
- giudizio negativo del Collegio dei Docenti
alla fine dell’anno di frequenza;
- assenze ingiustificate e prolungate.
Ai dottorandi di ricerca può essere affidata,
con il consenso dell’interessato e il parere
positivo del collegio dei docenti, una
limitata attività didattica sussidiaria o
integrativa che non deve, in ogni caso,
compromettere l’attività di formazione alla
ricerca. Tale attività non dà luogo a diritti in
ordine all’accesso ai ruoli dell’Università.
E’ consentita la sospensione della
frequenza dei corsi nei casi di maternità o
grave documentata malattia.
In caso di sospensione di durata superiore
5
5.2. Dottorato di Ricerca in ARCHITETTURA:
INNOVAZIONE E PATRIMONIO
5. Post Lauream
5
Art. 3 - Domanda di ammissione
Per partecipare alla selezione il candidato
deve presentare specifica domanda di
ammissione trasmettendola unicamente
per via telematica tramite il sito web
dell’Università alla pagina https://europa.
uniroma3.it/bando2013/dott_consortili.
aspx rendendo tutte le dichiarazioni
richieste nel modulo disponibile e
compilabile online e caricando tutti i
documenti indicati, secondo le istruzioni
illustrate nel modulo stesso.
Le dichiarazioni rese dai candidati
con la compilazione del modulo ed il
caricamento dei documenti hanno valore di
autocertificazione.
Il termine per la presentazione delle
domande di ammissione on line è fissato
alle ORE 14.00 del giorno 29 novembre
2013.
Non saranno prese in considerazione le
domande trasmesse in altra forma e oltre il
termine sopraindicato.
Nessun contributo economico è richiesto
per la partecipazione alle selezioni.
Per coloro che ne avessero necessità,
presso la piazza telematica dell’Ateneo
(http://host.uniroma3.it/laboratori/
piazzatelematica/) sarà disponibile
una postazione internet per accedere
alla procedura, previa esibizione di un
documento di identità in corso di validità.
Al completamento della procedura
online di trasmissione di ciascuna
domanda di partecipazione al concorso
sarà immediatamente inviata per posta
elettronica, all’account personale
indicato dal candidato, la conferma
dell’acquisizione della domanda di
partecipazione alla selezione pubblica per
l’ammissione al corso di dottorato.
Sarà cura del candidato verificare
all’interno di tale ricevuta l’esattezza e la
completezza dei dati inseriti, considerato
che solo entro il termine di scadenza
per la presentazione delle domande
potranno essere accolte eventuali richieste
di modifica o integrazione, avanzate
utilizzando l’apposito servizio di “Help
Desk” online, accessibile dalla medesima
pagina web utilizzabile per la trasmissione
delle domande di partecipazione.
La predetta conferma non dovrà essere
inviata all’Ateneo, ma dovrà essere
conservata dal candidato ed esibita in caso
di necessità.
I candidati in condizione di disabilità
certificate ai sensi della legge 104/92, che
abbiamo necessità di ausilio o di tempi
aggiuntivi per l’espletamento delle prove
di ammissione, dovranno far pervenire
entro il 29 Novembre 2013, richiesta in tal
senso tramite email inviata all’indirizzo:
[email protected]
esponendo nel dettaglio le specifiche
necessità, utilizzando il modulo scaricabile
all’indirizzo: http://portalestudente.
uniroma3.it/downloads/MOD.%20A.S.%20
%20AD%20(Ausilio%20Disabili).doc.
Per i cittadini stranieri è richiesta
201
ai quattro mesi il dottorando è assegnato
d’ufficio al ciclo formativo successivo.
202
“dichiarazione di valore in loco” del titolo
di studio dichiarato. In caso di mancata
presentazione di tale dichiarazione entro
i termini indicati dall’ufficio competente,
non si potrà procedere alla formalizzazione
dell’iscrizione al corso.
Art. 8 - Borse di studio
Le borse di studio per la frequenza del
corso di dottorato di ricerca, il cui importo
annuo, alla data di emanazione del
presente provvedimento, è di 13.638,47
euro al lordo della quota dei contributi
previdenziali a carico del borsista, sono
conferite ai vincitori, ai sensi e con le
modalità stabilite dalla normativa vigente,
secondo l’ordine della graduatoria.
Le borse di studio, erogate mensilmente,
hanno durata annuale e sono rinnovate
per il secondo e terzo anno di iscrizione
a condizione che il dottorando abbia
completato il programma delle attività
previste per l’anno precedente.
A decorrere dal secondo anno, in aggiunta
alla borsa, è assicurato un budget per
l’attività di ricerca in Italia e all’estero
determinato per ciascun corso nella misura
del 10% dell’importo annuo lordo ente,
salvo integrazioni finanziate sul budget
del dipartimento sede amministrativa del
corso.
In caso di rinuncia alla borsa di studio, da
comunicare all’Ufficio Ricerca mediante
l’apposito modello, il dottorando non avrà
diritto al percepimento del rateo spettante
per il mese in cui la rinuncia viene
formalizzata.
L’attribuzione di borse studio finanziate
da Enti esterni, che possono essere
legate a specifici progetti di ricerca, sarà
determinata dal Collegio dei docenti del
corso in favore di uno o più tra i candidati
risultati ammessi su posti con borsa, i
quali dovranno sottoscrivere una formale
accettazione della borsa.
Oltre a quelle già indicate nel bando
potranno rendersi disponibili altre
borse di studio triennali (ad es. borse
convenzionate con altri Enti): l’attribuzione
di tali eventuali borse sarà deliberata
dal Senato Accademico entro la data di
avvio dei corsi, su proposta dei Collegi
dei docenti interessati, a seguito del
perfezionamento degli atti da cui deriva
la disponibilità finanziaria. Il dottorando
cui sarà attribuita la borsa potrà essere
individuato esclusivamente tra i candidati
risultati idonei in esito alle selezioni di cui
al presente provvedimento.
In tutti i casi di borse finanziate da
Enti esterni l’Università non procederà
all’erogazione della borsa al dottorando
assegnatario prima dell’avvenuto
trasferimento da parte dell’Ente
finanziatore della relativa annualità.
Art. 9 - Imposta di bollo e tassa regionale
L’importo annuo che dovrà essere
corrisposto dai dottorandi iscritti è così
definito:
- Imposta di bollo: 16,00 euro
- Tassa regionale: 140,00 euro
- Totale: 156,00 euro
 Le modalità di pagamento del
predetto importo saranno indicate nella
documentazione di cui al precedente art. 7.
Art. 10 - Esame finale e rilascio del titolo
A conclusione del triennio dei corsi di
dottorato di ricerca è previsto, ai sensi
della vigente normativa, l’esame finale per
il conseguimento del titolo di dottore di
ricerca.
Il rilascio della certificazione del
conseguimento del titolo è subordinato
alla consegna, da parte dell’interessato,
della tesi finale, della quale l’Università
garantirà la conservazione e la pubblica
consultabilità attraverso l’inserimento
nell’archivio istituzionale d’Ateneo ad
accesso aperto, oltre che mediante il
prescritto deposito presso le Biblioteche
Nazionali di Roma e di Firenze.
Art. 11 - Responsabile del procedimento
Ai sensi della Legge 7 agosto 1990, n. 241,
il Responsabile del Procedimento è il Dott.
Aldo Rocchegiani, Responsabile dell’Ufficio
Ricerca (Area Affari Generali).
Art. 12 - Informativa ai sensi dell’art. 13 del
D.lgs. 196/2003
Ai sensi dell’art.13 del D.lgs. 30 giugno
2003, n. 196, si informa che i dati personali
forniti dai candidati saranno trattati
dall’Università degli Studi Roma Tre solo ed
esclusivamente per le finalità di gestione
delle procedure di ammissione ai corsi
di dottorato, nel rispetto dei principi di
correttezza, liceità e trasparenza e di tutela
della riservatezza.
Il conferimento dei dati personali é
obbligatorio ai fini della partecipazione alla
procedura selettiva e per la valutazione
dei requisiti di partecipazione. Pertanto
il rifiuto al conferimento dei dati non
consentirà l’espletamento della procedura.
Il trattamento dei dati personali é
effettuato con procedura informatizzata nel
pieno rispetto della normativa vigente in
materia di tutela dei dati personali.
I dati personali dei candidati saranno
trattati dal personale dell’Università degli
Studi Roma Tre nella veste di incaricati del
trattamento, con le seguenti modalità:
- registrazione ed elaborazione su supporto
cartaceo e informatico;
- organizzazione degli archivi con strumenti
automatizzati e/o manuali;
- pubblicazione dei risultati con le modalità
indicate nel presente bando.
I dati potranno essere comunicati al
Ministero dell’Istruzione, Università e
Ricerca per gli adempimenti relativi alle
Anagrafi Nazionali e per le rilevazioni
statistiche periodiche e obbligatorie.
Potranno altresì essere comunicati ad altri
enti pubblici per fini statistici istituzionali.
L’interessato potrà rivolgersi al
Responsabile del trattamento dei dati,
nella persona del Responsabile del
procedimento, al fine di esercitare i diritti
di cui all’art. 7 del D.lgs. 196/2003, tra
i quali figura il diritto di accesso ai dati
che io riguardano, nonché il diritto a
far rettificare, aggiornare, completare
o cancellare i dati erronei, incompleti o
raccolti in termini non conformi alla legge,
nonché il diritto ad opporsi per motivi
legittimi al loro trattamento.
Titolare del trattamento dei dati è
l’Università degli Studi Roma Tre - Via
Ostiense ,159 - 00154 Roma.
Art. 13 - Rinvio
Per quanto non previsto nel presente
bando valgono le disposizioni legislative e
regolamentari in materia:
- legge 03 luglio 1998 n. 210;
- legge 30 dicembre 2010, n. 240;
- D.M. 08 febbraio 2013, n. 45;
- D.R. n. 1207/2013;
- Regolamento didattico e organizzativo
del corso.
5
5.2. Dottorato di Ricerca in ARCHITETTURA:
INNOVAZIONE E PATRIMONIO
5. Post Lauream
5
Art. 7 Documentazione da presentare per
l’iscrizione
I candidati risultati vincitori secondo la
graduatoria saranno ammessi al corso a
seguito della formalizzazione dell’iscrizione
secondo le modalità che saranno
comunicate loro dall’Ufficio Ricerca
dell’Ateneo: in caso di mancata, incompleta
o tardiva formalizzazione dell’iscrizione
subentrerà il candidato collocato nella
posizione immediatamente successiva
secondo l’ordine della graduatoria.
I candidati risultati idonei secondo la
stessa graduatoria dovranno formalizzare
la loro disponibilità all’eventuale subentro
in caso di rinunce dei vincitori entro il
termine e con le modalità prescritte nella
documentazione che sarà loro fornita
dall’Ufficio Ricerca.
Ai fini del perfezionamento dell’iscrizione
i candidati dovranno sottoscrivere un
atto con il quale, assumendosene la
responsabilità, dichiarino di rispettare le
seguenti prescrizioni:
• L’ammissione ad un corso di dottorato
comporta un impegno esclusivo e a tempo
pieno, ferma restando la possibilità di una
disciplina specifica in relazione a quanto
previsto dagli artt. 7, 11 e 12, comma 4 del
D.M. 45/2013.
• L’iscrizione ai corsi di dottorato è
incompatibile con lo svolgimento di attività
lavorative di qualsiasi natura, fatta salva
la possibilità che tali attività prevedano
un impegno orario limitato e che siano
preventivamente autorizzate dal Collegio
dei docenti.
• L’iscrizione ai corsi di dottorato di ricerca
è incompatibile con la contemporanea
iscrizione, per il medesimo anno
accademico, a corsi di laurea, di laurea
magistrale, a corsi di specializzazione
e master, di cui all’art. 3 del D.M. 22
ottobre 2004, n. 270. È consentita la
contemporanea iscrizione con i soli corsi
universitari che prevedano un impegno
didattico annuale inferiore a 1500 ore o con
altri corsi universitari al termine dei quali
non sia previsto il conseguimento di titoli
di studio (ad es. l’iscrizione al dottorato
è compatibile con la contemporanea
iscrizione al corso di specializzazione per le
professioni legali)
• Le borse di studio per la frequenza di
corsi di dottorato non possono essere
cumulate con altre borse di studio a
qualsiasi titolo conferite, fatta eccezione
per quelle concesse da istituzioni nazionali
o straniere utili ad integrare, con soggiorni
all’estero, l’attività di formazione o di
ricerca dei titolari delle borse di studio.
I candidati risultati vincitori secondo la
graduatoria devono impegnarsi per iscritto
a frequentare a tempo pieno il corso di
dottorato secondo le modalità che saranno
fissate dal Collegio dei Docenti; infatti i
dottorandi hanno l’obbligo di frequentare
i corsi di dottorato e di compiere
continuativamente attività di studio e di
ricerca nell’ambito delle strutture destinate
a tal fine, secondo i programmi e le
modalità fissati dal Collegio dei Docenti.
Ai possessori di titolo di studio
conseguito all’estero ammessi ai corsi
sarà richiesta la presentazione della
203
5.3 Esami di Stato
a)
204
Per i candidati che hanno conseguito la
Laurea specialistica (4/S)/magistrale
(LM-4) in Architettura : iscrizione nel
settore “Architettura”.
L’esame di Stato è articolato nelle seguenti prove:
1. una prova pratica avente ad oggetto
la progettazione di un’opera di edilizia
civile o di un intervento a scala urbana;
2. una prova scritta relativa alla
giustificazione del dimensionamento
strutturale o insediativo della prova
pratica;
3. una seconda prova scritta vertente
sulle problematiche culturali e
conoscitive dell’architettura;
4. una prova orale consistente nel
commento dell’elaborato progettuale e
nell’approfondimento delle materie
oggetto delle prove scritte, nonché sugli
aspetti di legislazione e deontologia
professionale.
La prova orale può essere sostenuta solo dai candidati che hanno superato la prova pratica e le prove scritte.
b)
Per i candidati che hanno conseguito la Laurea in Architettura (Architetto junior).
L’esame di Stato è articolato nelle seguenti prove:
1. una prova pratica consistente nello
sviluppo grafico di un progetto
esistente o nel rilievo a vista, e nella
stesura grafica di un particolare
architettonico;
2. una prova scritta avente ad oggetto la
valutazione economico-quantitativa
della prova pratica;
3. una seconda prova scritta consistente
in un tema o prova grafica nelle materie
caratterizzanti il percorso formativo;
4. una prova orale nelle materie oggetto
delle prove scritte, e in legislazione e
deontologia professionale.
La prova orale può essere sostenuta
solo dai candidati che hanno superato
la prova pratica e le prove scritte.
c) Per i candidati che hanno conseguito la
Laurea in Architettura secondo
l’ordinamento previgente alla riforma di
cui al DM 3 novembre 1999, n.509, (per
l’iscrizione nel settore “Architettura”).
L’esame di Stato è articolato nelle seguenti prove:
1. una prova pratica avente ad oggetto
la progettazione di un’opera di edilizia
civile o di un intervento a scala urbana;
2. una prova orale consistente nel
commento dell’elaborato progettuale e
nell’approfondimento delle materie
oggetto delle prove scritte, nonché sugli
aspetti di legislazione e deontologia
professionale.
La prova orale può essere sostenuta
solo dai candidati che hanno superato
la prova pratica.
5
5.3 Esame di Stato
5. Post Lauream
5
Dopo il superamento dell’esame di laurea
specialistica, la Facoltà conferisce al
laureato il titolo di Dottore in Architettura.
Il diploma di laurea costituisce qualifica
esclusivamente accademica: esso consente
l’ammissione all’esame di stato, che
sostenuto con successo è certificato da un
altro diploma (Dott. Architetto).
Questo diploma, rilasciato dal MIUR, abilita
all’esercizio indipendente della professione
di architetto, che potrà essere
effettivamente praticata solo dopo
l’iscrizione all’albo professionale.
Nella Facoltà di Architettura del Politecnico
di Bari, così come in tutte le Facoltà di
Architettura italiane, si possono sostenere
ogni anno, in due distinte sessioni, gli
esami di Stato per l’esercizio della
professione di Architetto così come definiti
dal DPR del 5 giugno 2001, n. 328,
indipendentemente dalla facoltà di
Architettura dove si è conseguito il titolo. A
seconda del titolo conseguito - architetto
junior (tre anni), o architetto specialista
(cinque anni) - le prove sono diversamente
articolate.
205
a.Appendici
a.1 Planimetria del campus e edifici del Dipartimento ICAR
a.2 Status accademico dei docenti
del Dipartimento ICAR
a.3 Indice dei nomi
5. Post Lauream
5
206
a.4 Calendario annuale delle attività didattiche
a.5 Architettura didattica del Dipartimento ICAR
per l’Anno Accademico 2013/2014
A.1 Planimetria del campus e
edifici del Dipartimento ICAR
INGRESSO DA
VIA CELSO ULPIANI
Ingresso
via Re David
Pianta dei percorsi
Percorso pedonale
Percorso carrabile
A. Plesso ARC.
B. Plesso ING.
C. Plesso Celso Ulpiani
AULE
CELSO ULPIANI
a
a
Appendici
DEE
dICAR
PLESSO ING.
INGRESSO DA
VIA RE DAVID
dICAR
PLESSO ARC.
DIMEG
DEE
Ingresso
via Orabona
EX PRESIDENZA E BIBLIOTECA CENTRALE
INGEGNERIA
208
209
A. Plesso ARC.
Pianta piano interrato
A. Plesso ARC.
Pianta piano terra
0.13
Aula A
G. L. Bernini
Aula B
F. Borromini
Aula C
Donato Bramante
Aula F2
Aula F1
a
a
Appendici
0.25
0.17
0.28
0.20
0.18
0.26
Parcheggio riservato ai docenti
210
0.13 Biblioteca centrale archivio
0.17 Biblioteca centrale direttore
0.18 Biblioteca centrale personale
0.20 Biblioteca centrale esercitazioni bibliografiche
0.25 Centro stampa
0.26 Centro stampa
0.28 Bookshop
Aula Magna
Domus Sapientiae
Biblioteca centrale
Marcus Vitruvius Pollio
211
A. Plesso ARC.
Pianta piano primo
Aula E
Leon Battista Alberti
Aula D
Andrea Palladio
2.36
2.34 2.33
Servizi Generali
2.32
2.11
2.01-2.02
2.31
2.10
2.37
2°DX
1.27
1.23
1.10
1.22
1.09
Aula F4
Aula F6
R. J. Koldewey
Aula F3
Aula F5
W. Dorpfeld
Galleria P. Delorme
1.26
Galleria F. Brunelleschi
1.24
1.11
2.40
1.12
2.41
1.13
2.42
1.14
2.12 2.13
Area
Comunicazione
2.09
Galleria K. F. Schinkel
1.25
212
2.35
1.01
Appendici
a
1.01 Rappresentanti degli studenti
1.09 Laboratori di Laurea
1.10 Laboratori di Laurea
1.11 Laboratori di Laurea
1.12 Laboratori di Laurea
1.13 Laboratori di Laurea
1.14 Laboratori di Laurea
1.22 Laboratori di Laurea
1.23 Laboratori di Laurea
1.24 Laboratori di Laurea
1.25 Laboratori di Laurea
1.26 Laboratori di Laurea
1.27 Laboratori di Laurea
2.43
2°SX
2.50
2.27
2.49
2.26
2.48
2.25
2.47
2.24
2.46
2.23
2.45
2.22
A. Plesso ARC.
Pianta piano secondo
2.17
2.18
2.19
2.20
2.14
2.01-2.02 Laboratorio di fotogrammetria
2.09 Sala server Archinauti
2.10 Archivio
2.11 Area comunicazione Archinauti
2.12 Cusano
2.13 Archivio amministrazione
2.14 Consiglio di CdS
2.17 De Simone
2.18 Rossi - Netti
2.19 Consoli - Belli
2.20 Livadiotti - Rocco
2.22 Laboratorio di restauro e storia dell’architettura
2.23 Martines
2.24 De Cadilach
2.25 Carabellese
2.26 Perfido
2.27 Laboratorio di disegno
2.31 Archivio
2.32 Direttore del dipartimento
2.33 Devito
2.34 Cucci
2.35 Segreteria dipartimento
Martiradonna
2.36 Biancofiore
2.37 Mariani - Valido
2.40 Martielli - Balena
2.41 Rignanese - Calace
2.42 Calderazzi - Torre
2.43 Chiarantoni - Scionti
2.45 Selicato
2.46 Costantino
2.47 Guzzardo
2.48
2.49 Bisciglia
2.50 Laboratorio di urbanistica
a
213
A. Plesso ARC.
Pianta piano terzo
Appendici
a
214
3.01 DR Archivio
3.02 Biblioteca M. Sinan archivio
3.09 Biblioteca M. Sinan sala lettura
3.10 De Benedictis - Ranieri
3.11 Aula DR G.Giovannoni
3.14 Ficarelli - Menghini
3.15 Beccu
3.16 Milella - Cascione
3.17 D’Amato
3.19 Parisi - Fallacara
3.20 Archivio
3.21 Professori a contratto
3.22 Riondino - Montalbano
3.23 Ieva
3.24 Defilippis - Montemurro
3.25 Moccia - Neglia
3.29 Archivio
3.30 Monno
3.31
3.32 De Santis - Romano
3.33 Anzivino - Aloisio - Cattedra
3.34 Archivio
3.35 Alviti
3.38 Petruccioli
3.39 Ruggiero - Morano
3.40 Ardito - Paris
3.41 Di Roma - Carullo
3.43 Professori a contratto
3.44 Pagliarulo
3.45 Scarcelli
3.46 DR Progettazione architettonica
3.47 DR Progettazione architettonica
3.48 DR Progettazione architettonica
3.49 DR Progettazione architettonica
3.33
3.32 3.31
3.34
Amministrazione
3.30
3.02
3.01
B. Plesso ING.
Pianta piano interrato
3.10
3.09
3.29
Biblioteca
Mimar Sinan
3.11
3.35
3° DX
3.49
3° SX
3.38
3.14
3.48
3.24
3.47
3.23
3.46
3.22
3.45
3.21
3.44
3.20
3.43
3.19
3.39
a
3.15
3.40
3.41
Laboratorio Salvati
3.25
3.16
3.17
215
B. Plesso ING.
Pianta piano terra
B. Plesso ING.
Pianta piano primo
0.01 Segreteria accettazione prove
0.02 Professori a contratto
0.03 Giannelli
0.04 Mineccia
0.05 Paparella
0.06 Ufficio Stampa
0.07 Pimpinelli
Laboratorio Salvati
a
Appendici
a
0.07
0.06
0.05
0.04 0.03
0.01
Aula I1
216
0.02
Aula I2
217
B. Plesso ING.
Pianta piano secondo
B. Plesso ING.
Pianta piano terzo
2.01 Aula DR
2.02 Sala lettura biblioteca
2.03 Distribuzione libri
2.04 Uffici amministrativi
2.05 Uffici amministrativi
2.36
Aula L2
a
a
Appendici
Aula L1
2.05
2.04
218
Biblioteca
Robert Hook
2.03
2.02
2.01
219
C. Plesso CELSO ULPIANI
Pianta piano terra
Aula G3
Aula G2
a
Appendici
a
Aula G1
Aula G4
220
221
a.2 Dipartimento ICAR a.a. 2013-2014: status accademico dei docenti
Docente
Status
accademico
Dal
Appendici
Professore
01.10.2005
Ordinario
icar/02, Costruzioni idrauliche e marittime e idrologia
2 Orazio Giustolisi
Professore
20.12.2003
Ordinario
3 Daniele Biagio Laucelli
Ricercatore
10.12.2008
Confermato
icar/06, Topografia e cartografia
4 Domenica Costantino
Ricercatore
03.01.2005
Confermato
icar/08, Scienza delle costruzioni
5 Domenico De Tommasi
Professore
20.12.2003
Ordinario
6 Salvatore Marzano
Professore
01.11.1990
Ordinario
7 Mario Daniele Piccioni
Professore
27.04.2012
Straordinario
8 Francesco Trentadue
Professore
Associato
Confermato
9 Pilade Foti
Ricercatore
Confermato
10 Aguinaldo Fraddosio
Ricercatore
Confermato
11 Luigi La Ragione
Ricercatore
Confermato
12 Giuseppe Puglisi
Ricercatore
Confermato
icar/09, Tecnica delle costruzioni
13 Pietro Monaco
Professore
Ordinario
14 Dora Foti
Professore
Associato
Confermato
15 Giuseppe Carlo Marano
222
Laurea in
Data
laurea
Altri titoli accademici
05.10.1995
Bari
26.08.1960
Ingegneria Civile-sezione idraulica,
Università degli Studi di Bari
12.12.1985
DR in Ingegneria Geotecnica presso l’Università di
Roma “La Sapienza” nel 1991
14.12.1995
Matera
08.07.1963
Modugno (Ba)
28.07.1973
Ingegneria Civile- sezione idraulica,
Università degli Studi di Bari
Ingegneria Civile, sezione idraulica,
Politecnico di Bari
1989
03.01.2005
Bari
18.10.1966
Ingegneria Civile,
Politecnico di Bari
01.06.1992
Bari
17.03.1960
Bari
12.09.1945
Firenze
12.02.1965
Ingegneria - sezione edile,
Università degli Studi di Bari
Ingegneria meccanica - indirizzo aeronautico- 18.07.1991
propulsivo, Università degli Studi di Bari
Status
accademico
Dal
In servizio al Luogo
Politecnico e data di nascita
di Bari dal
Ricercatore
Confermato
01.06.2002
01.06.2002
Canosa di Puglia (Ba) Ingegneria Civile,
02.09.1972
Politecnico di Bari
Ricercatore
30.03.2011
Universitario
icar/12, Tecnologia dell’architettura
18 Vitangelo Ardito
Ricercatore
29.12.2004
Universitario
Confermato
icar/13, Disegno industriale
19 Annalisa Di Roma
Ricercatore
30.12.2008
confermato
icar/14, Composizione architettonica e urbana
20 Claudio D’Amato Guerrieri Professore
22.10.1987
Ordinario
30.03.2011
Bari
04.11.1972
29.12.2004
Docente
16 Mariella Diaferio
geo/05, Geologia applicata
1 Vincenzo Simeone
a
a.2 Dipartimento ICAR a.a. 2013-2014: status accademico dei docenti
In servizio al Luogo
Politecnico e data di nascita
di Bari dal
Professore
Associato
10.12.2008
01.11.1991
01.07.1999
2000
1995
22.02.1984
01.03.2005
01.09.1995
Bari
27.07.1963
Ingegneria Civile,
Università degli Studi di Bari
15.02.1989
01.12.1999
01.12.1999
30.03.2011
Ingegneria Civile,
Politecnico di Bari
Ingegneria Civile-sezione edile-indirizzo
strutture, Politecnico di Bari
14.04.1994
30.03.2011
01.12.2002
01.12.2002
31.12.2002
31.12.2002
Bari
25.03.1970
Bari
28.11.1971
Gravina in Puglia (Ba)
24.01.1970
Carbonara di Bari (Ba)
09.03.1969
Ingegneria Civile,
Politecnico di Bari
Colledara (Te)
18.04.1945
Bari
13.11.1962
Ingegneria Civile,
Università degli Studi di Bari
01.03.2001
01.11.1991
01.03.2004
01.11.1990
27.04.2012
01.06.2002
Bari
12.03.1967
2004
DR in Ingegneria Idraulica presso l’Università
Federico II di Napoli nel 1995
DR in Ingegneria Ambientale presso la Facoltà di
Ingegneria di Taranto-Politecnico di Bari, 2002
DR in Scienze Geodetiche e Topografiche presso
l’Istituto Universitarioi Navale di Napoli, 1999
DR in Ingegneria delle Strutture presso
l’Università degli Studi di Firenze
DR in Storia delle Scienze e delle Tecniche
Costruttive presso l’Università degli Studi di
Firenze, VII ciclo, 1995
DR in Ingegneria delle Strutture presso Università
degli Studi di Firenze
DR in Ingegneria delle Strutture presso Università
degli Studi di Firenze
DR in Scienze dell’Ingegneria Civile e Ambientale,
Politecnico di Bari, 2008
06.11.1995
Ingegneria Civile-sezione edile,
Politecnico di Bari
11.1994
08.04.1987
1993
22 Michele Beccu
23 Antonella Calderazzi
24 Anna Bruna Menghini
25 Carlo Moccia
DR in Ingegneria dei Materiali e delle Strutture
presso l’Università di Trento
DR in Ingenier de Caminos, Canales y Puertos
presso la Universitat Politecnica de Catalunya de
Barcelona (Equipollenza con il titolo di Dottore di
Ricerca Italiano, C.U.N. nella seduta del
07.10.1999)
DR in ingegneria delle strutture presso
l’Università di Firenze, 2000
26 Mauro Scionti
27 Francesco Defilippis
28 Giuseppe Fallacara
29 Matteo Ieva
30 Calogero Montalbano
Professore
Straordinario
Professore
Associato
confermato
Professore
Associato
confermato
Professore
Associato
confermato
Professore
Associato
confermato
Professore
Associato
confermato
Ricercatore
Confermato
Ricercatore
Confermato
Ricercatore
Confermato
Ricercatore
Confermato
Data
laurea
Altri titoli accademici
07.1997
DR in Ingegneria delle Stutture presso l’Università
degli Studi di Firenze
Ingegneria Edile,
Politecnico di Bari
23.07.2001
DR in Ingegneria Edile presso il Politecnico di Bari,
XVII ciclo
Casamassima (Ba)
15.04.1960
Architettura,
Università di Chieti-Pescara “G. D’Annunzio”
11.07.1985
30.12.2008
Gioia Colle (Ba)
28.07.1973
Architettura,
Politecnico di Bari
25.02.2000
DR in Progettazione architettonica per i paesi del
Mediterraneo, Politecnico di Bari, XVI ciclo, 2004
01.11.1991
Bari,
22.12.1944
Architettura,
Università di Roma “La Sapienza”
04.03.1971
Diploma di Specializzazione per lo Studio e il
Restauro dei Monumenti, Roma “La Sapienza”,
28.11.1978
27.04.2012
06.07.1999
01.10.2001
03.03.1994
Foggia
20.03.1957
Cagliari
27.12.1952
Architettura,
24.04.1992
Università di Chieti-Pescara “G. D’Annunzio”
Architettura,
14.02.1980
Università di Roma “La Sapienza”
20.12.2003
01.11.1991
Gioia del Colle (Ba)
22.03.1948
Architettura,
Università di Napoli
30.03.1973
29.12.2004
08.07.1999
Canino (Vt)
25.07.1960
Architettura,
Università di Roma “La Sapienza”
24.07.1990
20.12.2003
25.02.1994
Rutigliano (Ba)
12.01.1956
Architettura,
20.04.1983
Università di Chieti-Pescara “G. D’Annunzio”
01.11.1998
01.11.1991
Como
20.01.1948
Architettura,
Università “La Sapienza” di Roma
08.01.2004
09.01.2004
03.01.2005
03.01.2005
03.01.2005
03.01.2005
03.01.2005
03.01.2005
Rutigliano (Bari),
09.03.1966
Bitonto (Ba)
17.12.1973
Canosa di P. (Ba)
20.07.1961
Taranto
03.07.1971
Architettura,
Università di Chieti-Pescara “G. D’Annunzio”
Architettura,
Politecnico di Bari
Architettura,
Università di Roma “La Sapienza”
Architettura,
Politecnico di Bari
icar/10, Architettura tecnica
17 Carla Chiarantoni
21 Loredana Ficarelli
Laurea in
a
DR in Progettazione architettonica,
Università di Palermo, VII ciclo, 1996
1972
21.04.1993
23.02.2000
DR in Progettazione architettonica,
Università di Palermo, XI ciclo, 2000
DR in Progettazione architettonica per i paesi del
Mediterraneo, Politecnico di Bari, XVI ciclo, 2004
30.11.1989
28.06.1998
DR in Progettazione architettonica,
Università di Palermo, XIV ciclo, 2003
223
a.2 Dipartimento ICAR a.a. 2013-2014: status accademico dei docenti
Docente
Status
accademico
Dal
31 Michele Montemurro
Appendici
a
Ricercatore
08.01.2004
Confermato
32 Nicola Parisi
Ricercatore
30.03.2011
Universitario
33 Antonio Riondino
Ricercatore
03.01.2005
Confermato
icar/15, Architettura del paesaggio
34 Giulia Annalinda Neglia
Ricercatore
30.03.2011
Universitario
icar/16, Architettura degli interni e allestimento
35 Rossana Carullo
Ricercatore
03.01.2005
Confermato
36 Rosa Pagliarulo
Ricercatore
07.09.2011
Universitario
icar/17, Disegno
37 Vincenzo De Simone
Ricercatore
01.01.2002
Confermato
38 Lorenzo Netti
Ricercatore
16.06.1995
Confermato
39 Paolo Perfido
Ricercatore
01.07.2001
Confermato
40 Gabriele Rossi
Ricercatore
01.10.2002
Confermato
41 Valentina Castagnolo
Ricercatore
Universitario
icar/18, Storia dell’architettura
42 Giorgio Rocco
Professore
Ordinario
43 Gian Paolo Consoli
Professore
Associato
44 Monica Livadiotti
Ricercatore
Universitario
224
16.09.2013
a.2 Dipartimento ICAR a.a. 2013-2014: status accademico dei docenti
In servizio al Luogo
Politecnico e data di nascita
di Bari dal
Laurea in
Data
laurea
Altri titoli accademici
09.01.2004
Bari,
19.05.1962
Bitonto (Ba)
19.11.1977
Margherita di S. (Fg)
01.01.1961
Architettura,
Venezia, iuav
Architettura,
Politecnico di Bari
Architettura,
Università di Roma “La Sapienza”
21.07.1989
DR in Progettazione architettonica,
Università di Palermo, X ciclo, 2001
DR in Progettazione architettonica per i paesi del
Mediterraneo, Politecnico di Bari, XV ciclo, 2006
DR in Progettazione architettonica,
Università di Palermo, IX ciclo, 1998
30.03.2011
Putignano (Ba)
11.09.1973
Architettura,
Politecnico di Bari
27.07.1999
DR in Progettazione architettonica per i paesi del
Mediterraneo, Politecnico di Bari, XV ciclo, 2003
03.01.2005
Bassano del G. (Vi)
29.05.1965
Bari
27.04.1971
Architettura,
Venezia, iuav
Architettura,
Politecnico di Bari
05.04.1993
DR in Progettazione architettonica,
Università di Palermo, VIII ciclo, 1998
DR in Progettazione architettonica per i paesi del
Mediterraneo, Politecnico di Bari, XV ciclo, 2003
Molfetta (Ba)
11.04.1956
Sammichele di B. (Ba)
27.01.1957
Bari
04.04.1957
Lecce
12.06.1968
Architettura,
Università degli Studi di Firenze
Architettura,
Università degli Studi di Firenze
Architettura,
Venezia, iuav
Architettura,
Università di Roma “La Sapienza”
Bari
16.09.1974
Architettura,
Politecnico di Bari
Taranto
13.07.1953
Napoli
08.06.1958
Roma
04.05.1957
Architettura,
Università di Roma “La Sapienza”
Architettura,
Università di Roma “La Sapienza”
Architettura,
Università di Roma “La Sapienza”
30.03.2011
03.01.2005
23.07.2002
30.10.1986
Docente
icar/19, Restauro
45 Rossella De Cadilhac
46 Ignazio Carabellese
Status
accademico
Dal
In servizio al Luogo
Politecnico e data di nascita
di Bari dal
Laurea in
Professore
Associato
Ricercatore
Confermato
27.04.2012
16.09.1999
16.09.2002
16.09.1999
Amandola (FM)
08.10.1960
Bari
28.07.1956
Architettura,
23.07.1990
Università di Chieti-Pescara “G. D’Annunzio”
Architettura,
21.03.1980
Venezia, iuav
30.12.2008
30.12.2008
Roma
13.10.1975
Architettura,
Università di Roma “La Sapienza“
01.10.2006
01.11.1991
Monopoli (Ba)
17.05.1948
29.12.2004
18.10.1994
Bari
12.12.1957
Architettura,
Università di Napoli “Federico II”
Bari
22.06.1961
Manfredonia (Fg)
13.08.1955
Architettura,
15.07.1987
Università di Chieti-Pescara “G. D’Annunzio”
Architettura,
13.07.1983
Università degli Studi di Firenze
DR in Pianificazione territoriale e urbana,
Università di Roma “La Sapienza”, IV ciclo, 1993
DR in Valtuazione economica dei progetti,
Università Mediterranea di Reggio C., X ciclo, 1998
Master europeo in Pianificazione territoriale e
mercato immobiliare, COREP-Politecnico di Torino,
1998
DR in Metodi di valutazione per la conservazione
integrata del patrimonio architettonico, urbano e
ambientale, Università Federico II di Napoli, 2000
Master in European construction engineering,
sede amministrativa Università di Coventry/
Università di Cantabria, 1994
47 Giacomo Martines
07.09.2011
01.01.2002
01.11.1991
01.07.1996
01.10.2002
16.09.2013
30.12.2002
30.12.2002
29.12.2004
01.12.1999
29.12.2004
29.12.2004
27.07.1999
09.11.1982
DR in Rilievo e rappresentazione del costruito,
Università di Firenze, XI ciclo, 1998
09.07.1981
14.07.1988
25.03.1993
DR in Rilievo e rappresentazione dell’architettura
e dell’ambiente presso la Facoltà di Architettura,
Università “Federico II” di Napoli, 1997
Ricercatore
confermato
icar/20, Tecnica e pianificazione urbanistica
48 Francesco Selicato
Professore
Ordinario
icar/21, Urbanistica
49 Nicola Martinelli
Professore
Associato
confermato
50 Francesca Calace
Ricercatore
Confermato
51 Leonardo Rignanese
Ricercatore
Confermato
icar/22, Estimo
52 Pierluigi Morano
Data
laurea
02.1981
02.1985
26.11.1981
Scuola archeologica italiana di Atene (SAIA),
1985-1987, 1988-1992
DR presso l’Università di Roma “La Sapienza”
DR in Scuola dell’Architettura, Università di Roma
“La Sapienza”, III ciclo, 1991. Scuola archeologica
italiana di Atene (SAIA), 1985-1987,1988-1992,
1998-2000. Master in Didattica dell’Antico, Univ.
Ferrara, Facoltà di Lettere, 2000-2001
a
08.11.1983
01.11.2003
01.11.2000
18.10.1997
18.10.1994
Professore
Straordinario
27.04.2012
29.12.2004
Napoli
31.07.1968
Ingegneria civile-sezione trasporti,
Università di Napoli “Federico II”
31.03.1994
Ricercatore
Confermato
01.07.2002
01.07.2005
Barcellona-Pozzo di
Gotto (Me)
15.05.1966
Ingegneria civile- sezione edile,
Politecnico di Bari
22.12.1992
01.03.2002
01.08.1996
Bari
08.03.1958
Ingegneria meccanica,
Università degli Studi di Bari
07.04.1984
27.04.2012
01.11.2002
01.11.1991
Ingegneria Edile,
Politecnico di Bari
Ingegneria
28.10.1998
01.11.1998
Gioia del Colle
14.11.1972
Molfetta (Ba)
28.09.1951
ing-ind/10, Fisica tecnica industriale
54 Ubaldo Ayr
Professore
Associato
Confermato
ing-ind/11, Fisica tecnica ambientale
55 Francesco Martellotta
Professore
Associato
56 Francesco Piccininni
Professore
Associato
Confermato
DR in Conservazione dei Beni Architettonici,
Università di Napoli “Federico II”, VIII ciclo 1996
DR in Conservazione dei Beni Architettonici,
Università di Napoli “Federico II”, VII ciclo 1995
2001
2000
53 Carmelo Maria Torre
Altri titoli accademici
DR in Fisica Tecnica preso l’Università di Ancona,
XIV Ciclo, 2001
225
a.2 Dipartimento ICAR a.a. 2013-2014: status accademico dei docenti
Status
accademico
Dal
In servizio al Luogo
Politecnico e data di nascita
di Bari dal
Laurea in
Data
laurea
Professore
Associato
Confermato
Professore
Associato
Confermato
29.12.2004
01.07.1996
Bari
17.08.1964
Ingegneria meccanica,
Università degli Studi di Bari
05.04.1990
01.11.1998
01.11.1991
Galatina (Le)
14.08.1955
Ingegneria meccanica,
Università degli Studi di Bari
10.04.1981
03.01.2005
03.01.2005
Bari
23.01.1969
Giurisprudenza,
Università degli Studi di Bari
11.04.1994
DR in Diritto pubblico dell’Economia,
Università di Bari
01.10.2006
01.10.2006
Roma
03.04.1958
Lettere, indirizzo archeologico
Università di Roma “La Sapienza”
07.07.1983
DR in “Antichità classiche”, Università di Roma
“Tor Vergata”, 1993
Scuola archeologica italiana di Atene (SAIA),
1985
Ricercatore a 16.10.2013
tempo definito
sps/10, Sociologia dell’ambiente e territorio
62 Sergio Bisciglia
Ricercatore
28.12.2000
Confermato
16.10.2013
Roma
02.03.1966
28.12.1995
Bari
18.03.1961
Docente
57 Francesco Ruggiero
58 Pietro Stefanizzi
Appendici
a
226
A.3 Indice dei nomi
ius/10, Diritto amministrativo
59 Giovanni Guzzardo
Ricercatore
Confermato
l-ant/07, Archeologia classica
60 Roberta Belli
Professore
Associato
Confermato
61 Luigi Maria Caliò
Filosofia,
Università degli Studi di Bari
23.03.1988
Altri titoli accademici
DR in “Sociologia”,
Università di Catania, V ciclo, 1993
A
Alicino, Giovanni, 11;
Aloisio, Annamaria, 9, 11, 214;
Alviti, Andrea, 9, 11, 12, 214;
Anzivino, Angiolina, 9, 214;
Arborea, Alessandra, 11;
Ardito, Vitangelo, 8, 11, 67, 70, 89, 193, 214, 223;
Ayr, Ubaldo, 9, 11, 225;
B
Baggio, Carlo, 193;
Bagnato, Vincenzo, 67, 70, 89;
Balena, Pasquale, 213;
Baratta, Adolfo, 193;
Beccu, Michele, 8, 10, 66, 71, 98, 193, 214, 223;
Belli, Roberta, 9, 11, 68, 70, 82, 93, 194, 213, 226;
Biancofiore Rita, 9, 213;
Bisciglia, Sergio, 9, 11, 37, 53, 68, 72, 124, 205,
213, 226;
C
Calace, Francesca, 9, 11, 12, 68, 71, 101, 213, 225;
Caldarola, Giuseppe, 9;
Calderazzi, Antonella, 8, 10, 14, 144, 163, 213,
223;
Caliò, Luigi, 9, 11, 68, 71, 105, 226;
Canciani, Marco, 193;
Capoccia, Paolo, 67, 70, 76;
Carabellese, Ignazio, 9, 11, 67, 72, 113, 117, 205,
213, 225;
Carullo, Rossana, 9, 11, 35, 36, 38, 39, 214, 224;
Cascione, Vito, 9, 12;
Castagnolo, Valentina, 9, 11, 68, 70, 78, 224;
Castellana, Assunta, 18;
Cellie, Diego, 67, 72, 124;
Cellini, Francesco, 193;
Chiarantoni, Carla Antonia, 8, 11, 12, 213, 223;
Cingolani, Silvia, 141, 144, 146;
Colonna, Francesco, 9;
Colonna, Michele, 35, 36, 43, 46;
Consoli, Gian Paolo, 9, 11, 66, 69, 70, 84, 141, 144,
148, 194, 213, 224;
Costantino, Domenica, 8, 11, 141, 144, 149, 222;
Cucci, Giovanni, 9, 11, 12, 213;
Cusano, Ennio, 9, 213;
D
D’Alba Michele, 9, 11;
Dalfino, Giuseppe, 14;
D’Amato Guerrieri, Claudio, 4, 5, 8, 10, 12, 66,
70, 71, 83, 98, 99, 121, 123, 193, 197, 198, 214,
223;
De Cadilhac, Rossella, 9, 11, 67, 72, 113, 114, 194,
225;
Defilippis, Francesco, 9, 11, 66, 70, 83, 194, 214,
223;
De Mattia, Daniela, 66, 71, 99, 110, 113;
De Simone, Vincenzo, 9, 11, 68, 70, 79, 213, 224;
De Tommasi, Giambattista, 141, 145, 165;
De Tommasi, Domenico, 8, 10, 222;
Devillanova, Giuseppe, 68, 70, 141, 144, 146;
Devito, Rosanna, 9, 11, 213;
Diaferio, Mariella, 8, 11, 12, 67, 72, 113, 117, 119,
223;
Di Roma, Annalisa, 8, 11, 35, 36, 37, 44, 49, 223;
F
Fallacara, Giuseppe, 9, 11, 66, 70, 74, 110, 112,
194, 214, 223;
Farroni, Laura, 194;
Fato, Ida, 156;
Ficarelli, Loredana, 8, 10, 12, 66, 72, 107, 193,
214, 223;
Fiore, Alessandra, 11;
Fiore, Daniele, 11;
Fiore, Francesca, 11;
Fittipaldi, Francesco, 35, 37, 49;
Foti, Dora, 8, 10, 67, 72, 121, 222;
Foti, Pilade, 8, 11, 35, 36, 40, 67, 70, 85, 193, 222;
Fraddosio, Aguinaldo, 8, 11, 193, 222;
Franciosini, Luigi, 193;
G
Gargano, Maurizio, 194;
Giannelli, Vito, 9, 216;
Giustolisi, Orazio, 8, 10, 142, 144, 161, 222;
Gorgoglione, Michele, 35, 37, 50;
Grandolfo, Federica, 11;
Guzzardo, Giovanni, 9, 11, 142, 144, 159, 213, 226;
I
Iacovuzzi, Alessandro, 68, 70, 78;
Ieva, Matteo, 9, 11, 66, 70, 95, 97, 194, 214, 223;
Imbimbo, Antonio, 9;
L
Lapedota, Davide, 11;
La Ragione, Luigi 8, 11, 222;
Latorre, Cosimo, 9;
Laucelli, Daniele Biagio, 8, 11, 222;
Leonardis, Enrica, 35, 37, 51;
Livadiotti, Monica, 9, 11, 66, 70, 75, 194, 213, 224;
Longobardi, Giovanni, 193;
Lovino, Giuseppe, 35, 36, 45;
Luisi, Giannangelo, 68, 70, 78;
Lusardi, Richard, 37, 49, 70;
M
Maggi, Giorgio Pietro, 141, 144, 147;
Mangone, Annarosa, 68, 71, 104;
Marano, Giuseppe Carlo, 8, 10, 67, 71, 72, 98, 121,
193, 222;
Mariani, Tiziana, 9, 23, 213;
Maringiò, Chiara, 11;
Marrone, Paolo, 193;
Martellotta, Francesco, 9, 11, 35, 36, 43, 225;
Martinelli, Nicola, 9, 11, 67, 68, 70, 91, 225;
Martines, Giacomo, 9, 11, 67, 72, 113, 119, 194,
213, 225;
Martiradonna, Maria, 9, 213;
Marvulli, Annarita, 68, 71, 101;
Marzano, Salvatore, 8, 10, 67, 71, 107, 193, 222;
Mastrogiacomo, Francesco, 14;
Mele, Rocco, 35, 36, 45;
Menghini, Anna Bruna, 8, 10, 12, 66, 72, 107, 168,
193, 214, 223;
Messa, Beatrice, 11;
Milella, Alessandro, 11;
Milella, Silvana, 9, 214;
Mineccia, Giuseppe, 9, 216;
Minenna, Vincenzo, 66, 72, 121, 123;
Moccia, Carlo, 8, 11, 12, 66, 68, 72, 107, 193, 214,
223;
Monaco, Pietro, 8, 10, 141, 144, 162, 222;
Monno, Mariapia, 9, 214;
Montalbano, Calogero, 9, 11, 71, 98, 194, 214,
223;
Montemurro, Michele, 9, 11, 66, 70, 83, 194, 214,
224;
Morano, Pierluigi, 9, 10, 12, 67, 72, 126, 214, 225;
Moschini, Francesco, 35, 36, 48, 141, 144, 157;
N
Neglia, Annalinda Giulia, 9, 11, 106, 110, 111, 194,
214, 224;
Netti, Lorenzo, 9, 11, 35, 36, 43, 141, 144, 152,
213, 224;
Nuti, Camillo, 193;
O
Occhinegro, Ubaldo, 141, 144, 149;
Ortolani, Giorgio, 194;
P
Pagliarulo, Rosa, 9, 11, 35, 36, 39, 214, 224;
Palmisano, Leonardo 142, 144, 162;
Pallottino, Elisabetta, 194;
Paparella, Francesco, 9, 216;
Parisi, Nicola, 9, 11, 66, 70, 74, 194, 214, 224;
Passalacqua, Michele, 14;
Pastore, Emanuele, 11;
Perfido, Paolo, 9, 11, 68, 71, 103, 213, 224;
Perrini, Anna, 11;
Perrone, Nunzio, 35, 36, 46;
Perugini, Rainaldo, 194;
Petruccioli, Attilio, 214;
Piccininni, Francesco, 9, 11, 67, 71, 72, 101, 123,
225;
Piccioni, Mario Daniele, 8, 10, 12, 141, 144, 151,
154, 193, 222;
Politi, Tiziano, 35, 36, 40;
Pontrelli, Luca, 11;
Pugliano, Antonio, 194;
Puglisi, Giuseppe, 8, 11, 222;
a
R
Ranieri, Giulia, 9;
Ranieri, Vittorio, 142, 144, 162, 214;
Resta, Fiore, 67, 72, 124;
Restucci, Amerigo, 194;
Ricciuti, Umberto, 67, 70, 85;
Rignanese, Leonardo, 9, 11, 68, 71, 101, 213, 225;
Riondino, Antonio, 9, 11, 66, 70, 83, 194, 214, 224;
Rizzi, Nicola, 193;
Rociola, Giuseppe, 97;
Rocco, Giorgio, 9, 10, 12, 66, 70, 72, 75, 110, 194,
213, 224;
Romanazzi, Giuseppe, 35, 36, 41;
Romanazzi, Hilde Grazia Teresita, 68, 70, 79;
Romano, Enza, 11;
Romeo, Antonio, 18;
Rossi, Gabriele, 9, 11, 68, 71, 103, 213, 224;
Rotondo, Francesco, 141, 144, 150;
Rubini, Claudio, 11, 12;
Ruggiero, Francesco, 9, 11, 67, 71, 72, 101, 123,
214, 226;
Russo, Lucio, 193;
S
Salerno, Ginevra, 193;
Santini, Silvia, 193;
227
Scarcelli, Alessandra, 35, 36, 37, 44, 49, 214;
Scionti, Mauro, 8, 11, 141, 145, 164, 193, 213, 223;
Scricco, Francesco, 66, 70, 74;
Segarra, Lagunes, Maya, 194;
Selicato, Francesco, 9, 10, 141, 144, 160, 194, 213,
225;
Simeone, Vincenzo, 8, 10, 222;
Sinisi, Nicola, 11;
Spadafora, Giovanni, 193;
Stabile, Francesca, 194;
Stea, Giuseppina, 14;
Stefanizzi, Pietro, 9, 11, 12, 141, 144, 156, 226;
Stigliano, Marco, 66, 70, 74;
Sturm, Saverio, 194;
Appendici
a
T
Talamona, Marida, 194;
Tangorra, Michela, 9;
Tataranni, Assunta, 141, 144, 151;
Tedeschini, Lalli, Laura, 193;
Torre, Carmelo Maria, 9, 11, 142, 144, 157, 213,
225;
Tortorici, Giovanni, 144, 153;
Trentadue, Francesco, 8, 67, 71, 107, 222;
a
U
Ubbriaco, Pietro, 142, 144, 153;
V
Valenzano, Roberta, 11;
Valido, Nicoletta, 9, 213;
Visaggi, Rosanna, 9;
Z
Zampilli, Michele, 194;
Zito, Gabriele, 35, 37, 51.
228
229
a.4 Calendario annuale delle attività didattiche del Dipartimento Icar - a.a. 2013/2014
I semestre
36
Settembre 2013
2 l
Ottobre 2013
1 m
3 m
2 m
Lezioni
2 s
3 g
1^ settimana
3 d
4 m
1° appello sessione autunnale
49
Dicembre 2013
1 d
Gennaio 2014
1 m
2 l
2 g
3 m
3 v
4 l
4 m
Lezioni
4 s
4 m
5 s
5 m
5 g
10^ settimana
5 d
5 m
7 s
6 d
6 m
Lezioni
6 v
7 l
7 g
6^ settimana
7 s
41
9 l
8 m
10 m
9 m
Lezioni
10 g
2^ settimana
50
7 l
7 m
Lezioni
8 g
23^ settimana
7 v
7 v
7 s
28
21^ settimana
10 s
10 m
11 d
11 m
Lezioni
11 v
28^ settimana
12 s
12 g
11^ settimana
14 g
7^ settimana
14 s
3
10 l
11
8 d
8 m
9 m
11 m
12 d
12 m
12 m
Lezioni
12 s
12 l
12 g
13 l
13 g
13 g
17^ settimana
13 d
13 m
13 v
14 m
14 v
14 v
14 l
14 m
Lezioni
15 g
24^ settimana
1° appello sessione invernale
16
20
15 d
15 m
Lezioni
15 s
15 s
15 m
16 l
16 g
14^ settimana
16 d
16 d
16 m
Lezioni
16 v
17 l
17 g
22^ settimana
17 s
17 m
18 m
18 v
18 d
18 m
17 d
17 m
18 l
18 m
Lezioni
17 v
19 g
12^ settimana
8
17 l
18 s
18 m
19 d
19 m
20 l
20 g
12
25
29
15 d
15 m
16 m
17 g
19 s
19 m
20 d
20 m
Lezioni
20 v
8^ settimana
21 s
21 m
21 v
21 v
21 m
Lezioni
21 s
22 d
22 m
Lezioni
22 s
22 s
22 m
22 g
25^ settimana
22 d
22 m
23 l
23 g
15^ settimana
23 d
23 d
23 m
23 v
23 l
23 m
24 l
24 g
25 m
25 v
22 d
21 l
21 g
23 l
22 m
22 v
24 m
23 m
Lezioni
24 g
4^ settimana
25 m
43
2° appello sessione autunnale
23 s
52
24 d
24 m
25 l
25 m
Natale
26 g
Santo Stefano
26 g
25 v
27 v
26 s
26 m
28 s
27 d
27 m
Lezioni
27 v
28 l
28 g
9^ settimana
28 s
29 d
30 l
44
48
29 m
Lezioni
29 v
30 m
31 g
5^ settimana
30 s
1
24 v
5
9
24 l
13
Lezioni
19 s
20 g
18^ settimana
20 d
17
21 l
21
Pasqua di Resurrezione
Lunedì dell’Angelo
19 g
19 s
19 m
20 v
20 d
20 m
21 l
21 g
26
24 s
24 m
25 m
26 l
26 g
26 s
27 m
27 v
27 d
27 m
28 l
28 g
26 d
26 m
26 m
Lezioni
26 s
27 l
27 g
27 g
19^ settimana
27 d
28 m
28 v
28 v
28 l
28 m
Lezioni
29 g
26^ settimana
29 d
29 m
30 l
31 m
30 g
31 v
Lauree sessione invernale
14
18
29 s
29 m
30 d
31 l
30 m
22
Appello straordinario invernale
22 v
23 s
Esame di ammissione al XXX ciclo
25 d
25 m
2° appello sessione invernale
18 l
19 l
30
30 v
31 s
24 g
28 s
27
25 v
Esami 1° appello
31
Ferragosto
17 d
34
20 m
25 s
Liberazione d’Italia
15 v
a
16 s
Esami 2° appello
18 v
21 s
19 m
12 m
13 m
16 l
Lauree sessione estiva
11 l
14 g
20 v
2° appello sessione invernale
10 d
33
14 l
18 v
4
8 v
9 s
Esami 2° appello
13 d
19 g
47
5 m
10 g
14 s
4 l
6 m
11 v
7
32
7 g
9 l
11 s
2 s
3 d
Esami 1° appello
7 l
10 g
10 v
24
Agosto 2014
1 v
6 d
11 m
Lezioni
14 l
40
6 v
16^ settimana
10 l
11 m
15 d
3^ settimana
6 m
6 g
9 v
13 v
17 g
6 d
6 g
Lezioni
Lezioni
2° appello sessione autunnale
4 v
5 s
9 m
13 m
18 m
Lezioni
27^ settimana
8 m
10 m
51
4 m
5 g
19
9 d
11 l
15 v
4 d
5 s
8 s
10 d
16 s
3 g
9 d
12 m
Lezioni
2 m
Festa della Repubblica
3 m
5 l
4 v
Lezioni
15
2 l
8 s
13 d
15 m
4 m
23
Lezioni
12 s
16 m
2 v
3 s
13^ settimana
14 s
16 l
7 m
Lezioni
20^ settimana
Luglio 2014
1 m
8 m
13 v
17 m
Epifania
2 m
3 g
Giugno 2014
1 d
9 g
a
42
6 l
2 d
3 l
5 m
1° appello sessione invernale
Maggio 2014
Festa dei Lavoratori
1 g
8 d
11 v
46
2
10
Aprile 2014
1 m
9 l
Appendici
1° appello sessione autunnale
8 v
9 s
12 g
39
3 l
4 v
45
Marzo 2014
1 s
2 d
6
6 v
11 m
38
Febbraio 2014
1 s
Capodanno
5 g
8 d
37
Novembre 2013
1 v
Tutti i Santi
a.4 Calendario annuale delle attività didattiche del Dipartimento Icar- a.a. 2013/2014
II semestre
24 d
35
25 l
26 m
29 d
29 m
29 v
30 l
30 m
31 g
30 s
31 d
Legenda
Attività didattiche (lezioni, revisioni...)
Esami
230
Festività e vacanze
Sistema di misurazione delle attività didattiche in “crediti”: 1 credito (CR) è l’unità di misura
dell’attività complessivamente svolta dagli allievi.
1
credito = 25 ore
5 anni
300 crediti = 7.500 ore
1 anno
60 crediti = 1.500 ore (pari a 42 settimane di 36 ore circa)
1 settimana 1,5 crediti = 36 ore (pari a 5 giorni ciascuno di 4+3 ore)
• Le attività didattiche complessivamente si estendono su un arco temporale di 44 settimane.
• Le attività didattiche propriamente dette sono articolate in due periodi (A e B), di cui uno da 15 settimane e l’altro da 13 e in tre sessioni di esami ciascuna di 4 settimane.
231
a.5 Architettura didattica del Dipartimento ICAR per l’Anno Accademico 2013/2014
anni
Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Edile-Architettura
1° anno
1°
CdLM
2° anno
2°
3° anno
3°
Corso di Laurea in Disegno industriale
CdL
Appendici
anni
Corso di Laurea Magistrale in Architettura
CdLM
1° ciclo di base
1° anno
1°
2° anno
2°
3° anno
3°
4° anno
4°
3° ciclo specialistico 5° anno
5°
2° ciclo applicativo
Laurea
a
1° ciclo di base
1° anno
1°
2° anno
2°
3° anno
3°
4° anno
4°
anni
a
Laurea Specialistica
Dottorato di Ricerca
2° ciclo applicativo
3° ciclo specialistico 5° anno
Post lauream
1° anno (60 cr)
6°
2° anno (60 cr)
7°
3° anno (60 cr)
8°
5°
<
Laurea Specialistica
Dottorato di Ricerca
Post lauream
232
1° anno (60 cr)
6°
2° anno (60 cr)
7°
3° anno (60 cr)
8°
233
Appendici
a
234
a
235