Per proteggere i tuoi denti efficacemente dalla carie

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SALUTE e BENESSERE
Per proteggere i tuoi denti efficacemente
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dalla carie scegli i dentifrici Perlax
In esclusiva nelle farmacie Farm.al di Alessandria
Lo strumento chiave per prevenire carie, gengivite e malattia parodontale è il controllo della formazione della placca batterica.
Questa aggregazione di batteri, più propriamente definita “biofilm”, è costituita da un
insieme di batteri adesi alla superficie del dente e delle mucose, organizzati tridimensionalmente ed amalgamati in strutture per lo più di natura polisaccaridica.
Lo spazzolamento dei denti con tecniche appropriate e l’utilizzo del filo interdentale
costituiscono i pilastri di una corretta igiene orale domiciliare.
Esiste una relazione diretta tra frequenza, qualità dell’igiene orale quotidiana e la quantità di placca costituita da batteri potenzialmente responsabili di malattia cariosa e
parodontale o di spiacevoli condizioni come l’alito cattivo.
Tuttavia, nonostante carie e malattie delle gengive e dei tessuti di sostegno del dente
possano essere evitate con semplici manovre di igiene quotidiane, la loro prevalenza
resta elevata nella popolazione.
Questo fatto suggerisce che il solo controllo meccanico non sia sufficiente per mantenere a livelli fisiologici la quantità di placca orale nell’arco delle 24 ore.
Infatti l’azione dello spazzolino e del filo sono in grado di disgregare la struttura tridimensionale della placca, ma non di eliminarla. I batteri che residuano dopo lo spazzolamento sono in grado di proliferare e ricostituire la struttura originaria piuttosto
rapidamente.
Per questo motivo, accanto alle manovre di spazzolamento e filaggio, è importante
associare l’utilizzo di paste dentifricie e collutori con dimostrate proprietà
antibatteriche. Il loro scopo è quello di migliorare la detersione iniziale e mantenere
a livelli bassi la capacità di adesione e proliferazione dei batteri.
Recentemente le Prof. Barbara Azzimonti e Lia Rimondini, nell’ambito di un contratto di ricerca e sviluppo con il Consorzio Interuniversitario Nazionale per
la Scienza e Tecnologia dei Materiali (INSTM; http://www.instm.it/) hanno
studiato l’effetto di alcuni dentifrici, tra cui PERLAX®, nel contrastare la crescita di
vari biofilm batterici tra i quali quello costituito da Steptococcus mutans, principale
agente eziologico responsabile della carie dentale, e da Aggregatibacter actinomycetemcomitans, uno dei più temibili putativi patogeni della malattia parodonatale.
Perlax® si è dimostrato in grado di abbattere la carica batterica di entrambi i ceppi
batterici sulle superfici di smalto e dentina.
Inoltre lo spazzolamento con Perlax® per un solo minuto è stato in grado di contrastare, per oltre 8 ore, la ricrescita del biofilm di entrambi i ceppi ed in particolare
di quello prodotto da Streptococcus mutans. I dati suggeriscono che lo spazzolamento tre volte al giorno con Perlax® riduca e contrasti la formazione di placca
batterica, proteggendo efficacemente dalla carie.
IL TRATTAMENTO DEGLI SMALTI CON PERLAX® RIDUCE LA
FORMAZIONE DELLA PLACCA BATTERICA FORMATA
DA S. MUTANS E A. ACTINOMYCETEMCOMITANS, COME DIMOSTRATO
DAL CALCOLO DELLE CFU (UNITÀ FORMANTI COLONIA).
PERLAX® POSSIEDE UN’OTTIMA ATTIVITÀ SBIANCANTE.
GLI SMALTI TRATTATI CON PERLAX® PRESENTANO
INFATTI UNA PERCENTUALE DI PIGMENTAZIONE RESIDUA INFERIORE
NON SOLO RISPETTO A QUELLA DI CAMPIONI NON TRATTATI
CON AGENTI DEPIGMENTANTI, MA ANCHE A QUELLA DI SMALTI
TRATTATI CON UN DENTIFRICIO A NORMA ISO 11609.
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CRISTO Corso Acqui, 260
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La paura negli adulti
La paura è sempre esistita, ma essa assume caratteri particolari nella nostra epoca. Anzitutto la paura è generale e
ovunque. La paura di respirare un’aria inquinata e di mangiare un cibo tossico; la paura di essere contaminati da qualche
virus, sennò da qualche ideologia; la paura di perdere il lavoro
ma pure i beni acquisiti grazie al lavoro; la paura che non ci
sia un domani: per la salute, per l’amore, per i viveri o l’acqua,
per il pianeta; la paura di stare a casa ma anche di uscire di
casa dove una qualsiasi violenza potrebbe colpirci.
La paura, quindi, non è solo un affare di bambini non ancora
cresciuti e che hanno bisogno di adulti per essere aiutati a
entrare nella vita reale. La stessa vita reale oggi spaventa
prima gli adulti che sono consapevoli del carattere precario e
pericoloso della nostra esistenza attuale, che sono pure capaci
di prevedere l’incertezza dell’avvenire per l’umanità. La paura
non è più un problema che si può curare con l’età, nemmeno
con una terapia.
Risulta da fenomeni oggettivi che si sommano e creano un
ambiente di vita che ci rende vulnerabili e in un certo modo
malati. Ma si tratta di una malattia che nessun medico né nessuna medicina possono guarire? Certo, ci sono
medici che prescrivono neurolettici o antidepressivi, ma non
curano perciò la paura. Ci sono anche persone che fanno uso
di droghe meno legali per trovare conforto, ma diventano tossicodipendenti senza aver superato la soggezione alla paura,
piuttosto l’hanno raddoppiata.
Superare la paura generalizzata che corrisponde ormai all’atmosfera della vita quotidiana richiede il passaggio a un’altra
epoca. Cerchiamo ancora di imputare qualche altro - individuo
o cultura - della causa della paura. Questa risulterebbe da una
certa sorta di terrorismo, dalle forme assunte da tale e tal
altra religione, o dal modo di comportarsi di un altro popolo o
di un’altra generazione.
Addossare a qualcun altro la responsabilità della paura
non ci può aiutare a superarla. È piuttosto in noi stessi
e nel nostro modo di vivere che dobbiamo trovare la causa
dell’onnipresenza della paura e del suo potere. Se la nostra
tradizione si fosse curata un po’ meglio di coltivare il respiro e
l’energia, saremmo più capaci di rimanere in noi e di resistere
alla paura. Ci siamo tanto allontanati da noi che non abbiamo
un luogo in cui ripararci, qualcosa in noi a cui appoggiarci
per sfuggire alla pressione ambientale. La quale incita una
gran parte di noi a rifugiarsi nel divertimento, come accade
spesso nei tempi incerti. Ma un simile comportamento, che
corrisponde a una sorta di droga, contribuisce ad alimentare
l’incertezza!
Tornare a una cultura più complessiva del nostro essere è indispensabile, non solo per sopravvivere ma anche per tentare
di aprire nuovi orizzonti. Oltre al fatto che sia stata una cultura del fra simili, che affronta le differenze in un modo quasi
soltanto quantitativo e gerarchico, la nostra tradizione ha favorito un’educazione delle facoltà mentali a discapito di una
formazione più globale. Questi caratteri culturali ci hanno resi
abbastanza deboli e poco capaci di convivere nella differenza,
cioè di adattarci alle realtà del nostro tempo.
Siamo stati educati a seguire modelli culturali preesistenti
piuttosto che a edificare insieme un nuovo mondo grazie alle
fecondità delle nostre differenze. Ora, questo è il lavoro che
spetta a noi di compiere oggi. Un tale lavoro esige da noi di
essere più autonomi e creativi di quanto siamo.
Infatti, abbiamo ancora da superare la dipendenza da quelli
che crediamo conoscano meglio di noi quali siano il nostro
bene o il nostro male. Adulti, restiamo anche bambini a causa di una simile aspettativa riposta in quelli che sostituiscono
l’autorità parentale. Fidarci del loro parere e della loro parola
senza rimanere all’ascolto delle nostre percezioni e della nostra esperienza, ci rende fragili e recettivi alla paura, di cui,
per altro, certi usano per stabilire un loro potere. Ci fanno
credere che se non rispettiamo i loro consigli, rischiamo di
danneggiare il nostro corpo, il nostro statuto sociale, perfino
la nostra anima.
Sfortunatamente non ci svelano che cosa perdiamo fidandoci
della loro autorità senza essere fedeli al nostro proprio sentire. Una condizione necessaria per costruire una vita adulta
autonoma.
Essere fedeli alla nostra singolarità e incaricarci di farla fiorire
deve accompagnarsi con il rispetto della singolarità dell’altro e
l’aiuto portato al suo proprio compimento. Questo ci richiede
di crescere come adulti autonomi capaci di proseguire il proprio cammino senza rinunciare a esso per qualsiasi paura.
Esige anche di sviluppare le relazioni con l’altro, gli altri, non
solo in quanto figli di una stessa particolare famiglia - naturale, culturale, politica, nazionale, eccetera - i figli che sono radunati in nome di una specifica appartenenza, e che formano
un tutto che, almeno in parte, si richiude a partire dall’esclusione dell’altro in quanto differente. Figli che sono più o meno
in competizione per essere il capo, il primo, il più bravo, il più
competente, il più amato eccetera.
Abbiamo piuttosto da crescere fino a raggiungere una maturità che ci consenta di comporre una famiglia umana di fratelli
e di sorelle di cui le differenze si intrecciano e si fecondano in
nome di un’appartenenza naturale universale e della libera volontà di ciascuno e di ciascuna di costruire insieme un mondo
che corrisponda all’epoca in cui viviamo e abbiamo da convivere nella dignità, nella pace e, per quanto difficile questo
talvolta sia, nella felicità.
Antonio Dr. Musso
Le costellazioni familiari ad approccio Immaginale
A Watzslawik, Beavin, Bateson, Jackson, e ad altri autori della Scuola di Palo Alto si deve l’idea di vedere la
famiglia come “sistema” e di applicare alle interrelazioni familiari la teoria generale dei sistemi. In questa
prospettiva la famiglia viene vista come un sistema, ossia come un’entità che possiede caratteristiche, regole
e norme proprie. Ma chi sono in realtà i membri di
una famiglia che concretamente agiscono nelle
relazioni? Con la psicogenealogia e la psicologia transgenerazionale appare evidente che gli avi influenzano
le reazioni e i comportamenti delle generazioni ad essi
successive. La tecnica del Genogramma, introdotta
nella psicologia transgenerazionale da Bowen e ampliata grazie a due sorelle psicoterapeute del Mental Rescearch Institute di Palo Alto, Doris e Lise Langlois, si rivela
uno strumento utile nelle costellazioni familiari.
Anne Ancelin Schützenberger, analista, autrice de “La
sindrome degli antenati” fa ripetutamente allusione ai
culti dedicati agli avi nelle culture animiste. Grande diffusione e popolarità ha conosciuto il metodo grazie ad
una speciale quanto personale interpretazione di detti
principi da parte di Bert Hellinger in modo molto pragmatico e concreto. Nell’approccio Immaginale tipico della Scuola di Nonterapia, antropologia e animismo sono
sicuramente si miscelano elegantemente con l’approccio
archetipico di J. Hilman e con la filosofia dell’immaginale
creando un nuovo metodo denominato dall’autrice, Selene Calloni Williams, simboloimmaginale.
Le costellazioni familiari ad approccio Immaginale
aiutano ad affrontare i “legami affettivi invisibili” che ci
uniscono ai nostri avi sospingendoci a fare della nostra
vita l’incarnazione di un mito transgerazionale. Attori
sulla scena della vita, interpretiamo ruoli che ci consentono di mantenere in vita le emozioni e i destini dei
nostri avi, spinti da null’altro che da “obblighi d’amore”
inconsci.
L’influsso degli avi sul nostro progetto di vita è
innegabile. Un figlio non viene concepito, atteso e
generato solo per se stesso, ma per obbedire a sogni
e desideri il più delle volte inespressi o irrealizzati del
clan familiare. Sul figlio i genitori proiettano sogni
e aspettative talvolta inconsce. Quando veniamo al
modo siamo già portatori di numerose missioni da compiere: riparare torti subiti, ristabilire equilibri perduti,
riscattare pesanti rinunce, ripetere ostinatamente determinate emozioni in nome di legami invisibili, obblighi
d’amore occulti, nei confronti dei nostri antenati, così
agiamo con la sensazione di avere un vuoto da colmare, un’ingiustizia a cui porre rimedio, un equilibrio da
restaurare.
Un lavoro con le costellazioni familiari ad approccio Immaginale, costituisce un percorso attraverso
cui è possibile decodificare la programmazione inconscia ereditata al momento della nascita dal clan familiare. Per approccio transgenerazionale si intende la
volontà di considerare il progetto di vita di un individuo
come frutto dei compiti di compensazione del destino
familiare che egli ha ricevuto fin dal momento del suo
concepimento. Se prima della sua nascita la madre
ha subito degli aborti, il figlio riceve anche gli incarichi che i genitori avevano proiettato sul figlio
non nato. Il mancato adempimento delle missioni di
compensazione assegnate crea un conflitto interiore
che spinge l’individuo a manifestare una sorta di auto
boicottaggio che gli può provocare danni ingenti.
Esempi di autoboicottaggio. L’impossibilità di godere
i frutti del proprio benessere economico o la difficoltà a
realizzare un benessere economico, una bocciatura a un
concorso importante, una rinuncia agli studi, problemi
di inserimento nel mondo del lavoro, “fatalità” che fanno effettuare investimenti sbagliati, portano a fallimenti
economici, fanno sposare il partner che non si ama o
creano difficoltà ai tentativi di formare una famiglia e
di generare dei figli, possono essere visti come tanti
esempi di auto boicottaggio.
In generale si potrebbe dire che i torti subiti da un avo
possono divenire nel discendente missioni riparatrici, i
fallimenti possono trasformarsi nell’incapacità di creare
relazioni e condizioni proficue, i traumi in depressioni, le
sofferenze in carenza di fiducia nelle proprie possibilità
e in quelle della vita, lo stress accumulato di generazione in generazione può materializzarsi nelle malattia
fisica e nell’impasse psicologica.
Nevrosi da scacco o nevrosi di classe: é la difficoltà
dei discendenti di modificare le condizioni di vita economiche, sociali, professionali della famiglia. La nevrosi di
classe nasce dai limiti imposti alla realizzazione personale dal codice familiare di norme e tradizioni: non devi
superare tuo padre e tua madre, fai come abbiamo fatto
noi, é meglio andare sul sicuro, moglie e buoi dei paesi
tuoi, non uscire dal seminato.
Roberto Beverino Counselor Professionale,
conduttore e formatore di Costellazioni Familiari
ad approccio Immaginale
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La nuova classificazione della rinite allergica
Il concetto di “allergia” fu introdotto nel 1906 dai pediatri viennesi Clemens von Pirquet e Béla Schick.
Le allergie rappresentano un problema molto diffuso nel nostro Paese.
La allergie più comuni sono quelle legate ai pollini agli acari della polvere, agli animali e agli alimenti.
Per l’elevata prevalenza ed i suoi effetti sulla qualità della vita la rinite allergica è inclusa tra le più frequenti malattie
dell’apparato respiratorio.
La rinite allergica, inoltre, altera il sonno, e influisce negativamente sulla vita sociale, lavorativa e scolastica.
I costi socio- economici diretti e indiretti della rinite sono di importanza non trascurabile.
I costi indiretti includono la perdita di giorni lavorativi e scolastici.
Conoscere il problema, con il supporto di medico e farmacista, e saperlo gestire in modo efficace attraverso
un’adeguata prevenzione, rappresenta la strategia vincente.
LA NUOVA CLASSIFICAZIONE
DELLA RINITE ALLERGICA
I sintomi, la durata delle manifestazioni (intermittente o persistente) e la loro severità (lieve o moderata-grave) sono alla base della moderna classificazione della rinite allergica che ha sostituito la classica
distinzione in rinite stagionale e perenne.
È possibile distinguere la rinite in intermittente, quando i sintomi sono presenti per meno di 4 giorni alla settimana o per meno di 4 settimane all’anno, e in persistente, quando al contrario la rinite è presente per più di 4
giorni alla settimana e per più di 4 settimane all’anno.
Ciascuna delle due forme può essere poi considerata di gravità lieve o moderata-grave in relazione all’impatto
dei sintomi sulla della vita del paziente. Viene considerata lieve una rinite che non disturba il sonno, non limita le
attività quotidiane, consente il normale svolgimento delle attività lavorativa o scolastica e non determina sintomi
fastidiosi. La presenza di una o più di questa manifestazioni permette invece di parlare di rinite moderata-grave.
Schemaricamente possiamo riassumere così:
INTERMITTE - Sintomi: maggiori 4 giorni per settimana o maggiori 4 settimane
PERSISTENTE - Sintomi: minori 4gg per settimana e minori
LIEVE
- sonno normale
- nessun impedimento alle attività quotidiane, sportive, di divertimento
- normale attività lavorativa e scolastica
- nessun altro sintomo
MODERATA - SEVERA
- sonno disturbato
- influenza sulle attività quotidiane, sportive di divertimento
- problemi sul lavoro o a scuola
- altri sintomi
a cura del dr. Roberto Mutti
Lenti polarizzate: una migliore visione
Una soluzione versatile, ideale come occhiale da sole, per la guida e per molte altre situazioni d’uso.
Sciatori, piloti e amanti degli sport acquatici sono il target ideale per questo prodotto. Ma le lenti con tecnologia polarizzante rappresentano anche un’eccellente
soluzione per chiunque indossi occhiali.
Queste particolari lenti consentono di schermare il riverbero e le immagini specchio che si creano quando la luce del sole si riflette su superfici riflettenti, come un manto
stradale bagnato, uno specchio d’acqua o una superficie metallica.
Il risultato è una protezione superiore contro l’affaticamento visivo perché l’occhio non è più costretto ad adattarsi costantemente alle diverse condizioni di luce.
Coloro che indossano queste lenti generalmente riportano un maggior comfort visivo.
COME OPERA IL PRINCIPIO DI POLARIZZAZIONE?
Innanzitutto la luce naturale non è polarizzata il che significa che oscilla in ogni direzione. Ogni volta che un raggio di luce incontra una superficie liscia – esempio un manto
stradale bagnato – la luce è parzialmente riflessa dall’acqua e indirizzata verso una direzione. In altre parole è polarizzata.
Il riverbero crea un fastidioso effetto di accecamento (abbagliamento) proprio a causa della luce polarizzata – un rischio in cui non incorrono i portatori di lenti con filtro
polarizzante.
Il principio fisico alla base di questo è che la luce riflessa è polarizzata orizzontalmente ed è filtrata da una struttura a micro rete verticale della lente polarizzata.
Così facendo il riverbero intenso provocato da uno specchio di acqua o da un manto stradale bagnato è praticamente eliminato. Le lenti polarizzate hanno un beneficio in
più, ovvero protezione UV al 100%!.
Le lenti polarizzanti rappresentano una sicurezza in più e offrono notevoli benefici: grazie alle speciali colorazioni, nelle tonalità del marrone e del verde, si ottiene un sostanziale miglioramento del contrasto con colori più vivaci.
dr. Massimiliano Costa e dott.ssa Gabriella Cavalli, Ottica Nuova
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SALUTE e BENESSERE
A stare troppo seduti si rischia Anziani, la solitudine uccide
di divenire disabili
più dell’obesità
La sedentarietà fa male,
molto male. E a quanto
sembra non importa quanto esercizio fisico moderato
si compie perché ogni ora
in più che si sta seduti
raddoppia il rischio di
disabilità.
Il monito arriva da un nuovo studio pubblicato sul
Journal of Physical Activity and Health e condotto
dai ricercatori della Northwestern Medicine, i quali
hanno scoperto che a parità di età, la persona che
sta seduta un’ora in più
dell’altra ha il 50% in
più di probabilità di diventare disabile.
I risultati finali della ricerca
hanno mostrato che coloro che erano rimasti attivi
presentavano nel complesso migliori condizioni di sa-
lute, rispetto a quelli che
non erano attivi.
In più, coloro che stavano
seduti tra le 9 o più ore
al giorno mostravano un
calo misurabile nelle capacità fisiche.
Secondo gli scienziati restare seduti per lungo tempo può causare problemi
ai muscoli, fa bruciare
meno grassi e il sangue
scorre più lentamente.
Tutto ciò porta a gravi conseguenze per la salute e
allo sviluppo di malattie
come il diabete, le malattie
cardiovascolari,
l’obesità ma anche la disabilità fisica.
La solitudine può essere
letale per gli anziani, due
volte di più dell’obesità e
quasi quanto la “miseria
nera”: uno studio dell’Università di Chicago ha messo in luce gli effetti devastanti del sentirsi isolati
sulla salute degli over 70,
scoprendo che i più soli tra
loro avevano il doppio delle
probabilità di morire nei 6
anni in cui sono stati tenuti
sotto osservazione.
Paragonati alla persona
media dello studio, i solitari avevano il 14% di
rischio in più di morte
prematura, due volte la
percentuale degli obesi, e
poco meno dei poverissimi
(19%). Già in precedenza,
diverse ricerche avevano
mostrato un collegamento
tra la solitudine e una serie di problemi di salute,
dall’ipertensione all’abbassamento delle difese immunitarie, oltre a un più alto
rischio di depressione, ictus
e infarto: in un libro recente, John Cacioppo, psicologo proprio dell’Università
di Chicago, ha paragonato
il dolore della solitudine al
dolore fisico.
Tosse: consigli e rimedi naturali
UN ALLEATO PREZIOSO:
IL MIELE
Pare proprio che niente sia più
curativo del miele. È quanto
afferma uno studio dell'Università israeliana di Tel Aviv,
pubblicato sulla rivista specializzata Pediatrics. Dai risultati hanno potuto stabilire
che il prodotto delle api, oltre
ad essere maggiormente efficace, è particolarmente benefico durante la notte quando
la dolcezza della sostanza favorisce le secrezioni di muco,
così eliminate più facilmente.
Inoltre, pare avere un effetto sedativo ed emolliente su
faringe e laringe. Da preferire, il miele di eucalipto
per i casi di tosse grassa,
quello di acacia indicato per
la tosse secca. Quanto al liquido in cui scioglierlo, generalmente il latte, per chi non
lo gradisse è sostituibile con
tisane a base di timo, menta
e liquirizia.
CONSIGLI IN PIÙ
- Anche i gargarismi con
acqua tiepida a cui ag-
giungere un pizzico di sale
sono molto utili nel ridurre il
bruciore alla gola.
- Benefici anche dal respirare il vapore caldo, ottenuto
dalla bollitura di acqua con un
pizzico di bicarbonato di sodio: un valido mezzo per dare
sollievo alla gola, stimolare
l’eliminazione del catarro e
reidratare le mucose irritate.
- Ci si assicurano effetti positivi, comprovati, anche dal
bere una tazza di brodo di
pollo: la cisteina contenuta nella carne bianca aiuta a
fluidificare il muco dei bronchi, mentre l'aglio e la cipolla
utilizzati per aromatizzare il
brodo rinforzano l'organismo
dai virus influenzali e parainfluenzali.
- Suggerito il consumo di
maggiori quantità di frutta e verdura, in particolare
vegetali bianchi (porri, finocchi, rape, indivia, cavolfiori)
ricchi di magnesio, potassio
e sostanze antiossidanti. Ma
è meglio diminuire il consumo di latticini che favori-
scono la produzione di muco.
- Utile mantenere un certo
grado di umidità nei locali, per reidratare anche le
vie aeree e favorire lo scioglimento del muco.
- Non fumare e non stare a
lungo negli ambienti fumosi
per non aggiungere ulteriori
stimoli irritanti che potrebbero far peggiorare la situazione.
- Non dormire a pancia
in giù, così da evitare che il
catarro vada a finire in gola
costringendo a tossire in continuazione.
Per la cura dell'ansia: pillole
sì o no?
Farmaci e paure: le risposte ai quesiti più diffusi
1. Dovrò rimanere in
cura per sempre?
La terapia farmacologica per l’ansia non nasce
per durare tutta la vita. Ci
vogliono dagli otto mesi
all’anno e mezzo, in media, prima di poter prendere in considerazione di
interromperla. Ovviamente
se il risultato preposto è
stato raggiunto. Bisogna,
però, mettere in conto le
ricadute. I disturbi d’ansia,
infatti, sono ricorrenti e c’è
il rischio che si ripresentino
e quindi sia necessario riprendere le terapie.
2. E se divento dipendente dai farmaci?
I farmaci possono essere di grande aiuto. Da soli
non bastano, perché la
psicoterapia è altrettanto
fondamentale. Non bisogna temere di diventarne
dipendenti.
L’importante è prenderli sotto controllo medico.
Sono molti i pazienti che
non si curano farmacologicamente, perché hanno
paura di diventare dipendenti dal medicinale. Se si
assumono medicine sotto
controllo medico, se non si
ricorre al fai-da-te, se non
si cambiano dosaggi e modalità, allora non ci può essere dipendenza. Diverso è
il discorso delle ricadute. I
disturbi d’ansia possono ripresentarsi, se non si sono
risolti i problemi del vissuto. Allora è possibile che
sia necessario riprendere
la terapia. Ma questo non
significa che si sia diventati
farmaco-dipendenti.
3. Queste terapie fanno
ingrassare?
Tra i motivi che spingono
un paziente ad abbandonare la terapia c’è quello
dell’aumento di peso, spesso inaspettato ma sensibile. Queste pillole non fanno
ingrassare ma aumentano
l’appetito, la sensazione
di fame. Si mangia di più
e di conseguenza si ingrassa. Il paziente deve essere educato ad affrontare
questa controindicazione e
imparare a gestire la fame,
per esempio concedendosi
spezza-fame non calorici.
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ECOLOGIA
POLLICE VERDE
Marzo: la primavera è alle porte! Prepariamo il giardino
La primavera è alle porte, Marzo è il mese dei lavori di ripulitura e preparazione
del giardino.
Se le temperature lo permettono è possibile levare le coperture dalle piante poste al
riparo di teli di materiale vario, avendo cura anche di ripulirle dalle foglie secche e dai
rami rovinati; si ripuliscano anche le zone intorno agli arbusti ed agli alberi, levando
foglie secche ed erbe infestanti, dopo aver sparso piccole quantità di concime organico una leggera zappatura permetterà di interrare il nutrimento e di farlo giungere più
velocemente alle radici delle piante.
POTATURA
Per ottenere uno sviluppo equilibrato delle nostre piante durante queste settimane
dovremo potare la gran parte di esse; escludiamo solo gli arbusti a fioritura primaverile, per i quali attenderemo l’appassimento completo dei fiori per potare i rami
rovinati o deboli.
Le piante da frutto, gli arbusti a fioritura estiva, le siepi, le rose, vanno potati adesso,
in modo da favorire lo sviluppo di nuovi germogli vigorosi.
LAVORI VARI
Siamo ancora a tempo per porre a dimora alcuni bulbi a fioritura primaverile, mentre,
quando le ultime gelate saranno ormai un ricordo, potremo porre a dimora anche i
bulbi a fioritura estiva o autunnale.
Possiamo porre a dimora anche arbusti, alberi da frutto e roseti, sia a radice nuda,
sia quelli già in vaso. Durante le prime settimane di marzo possiamo anche rivedere
alcune zone del giardino, operando degli spostamenti di alcune piante, dopo il 15-20
di marzo sarà però sconsigliabile sradicare e spostare le nostre piante senza causare
uno stress molto elevato, infatti all’inizio della primavera la gran parte delle essenze
presenti nei nostri giardini necessitano di acqua e nutrimento in maniera costante,
che la permanenza in contenitore, anche se per brevi periodi, potrebbe non garantire.
Possiamo praticare un primo trattamento antifungino con poltiglia bordolese.
SEMINE
Marzo e Aprile sono i mesi ideali per la semina del tappeto erboso.
Ricordiamoci di spargere sul terreno del concime organico, o un fertilizzante a lenta
cessione, e di lavorare a fondo il substrato, per permettere una perfetta radicazione
delle giovani piantine. Nell’orto e nel giardino cominciamo a seminare molte delle
piante che utilizzeremo nei prossimi mesi, la gran parte delle quali vanno però seminate ancora in luogo protetto.
- Nell’orto semine in letti caldi o sottovetro: basilico, cavoli estivi, melanzane,
peperoni, pomodori, sedano, zucchine.
- Semine in piena terra: barbabietole da orto, bietole, carote, cicorie, cipolle, lattughe, piselli, pomodori, porri, prezzemolo, rape, ravanelli, rucola, scorzobianca, scorzonera, spinaci, valeriana, angurie, cetrioli, fagioli, meloni.
- In giardino semine in letti caldi o sottovetro: agerato, amaranto, asparago
plumoso e sprengeri, balsamina, bella di notte, bocca di leone, calendula, celosia,
clarkia, coleus, cosmea, dalla, digitale, gaillardia, garofano, lavatera, lobelia, lunaria,
kochia, mesembriantemo, nasturzio, petunia, portulaca, primula, salvia splendens,
senecio, statice, tagete, verbena, zinnia.
- Semine in piena terra: astro, bella di giorno, calendula, campanella, cipresso annuale, coreopsis, cosmea, crisantemo, elicriso, escholtzia, fiordaliso, garofano, gypsophila, godezia, lino, nasturzio, nigella, papavero, petunia, phlox, pisello odoroso,
zinnia, zucchetta ornamentale.
8 idee ecologiche e taglia bolletta
I conti di fine mese non tornano? Spese troppo alte? È possibile risparmiare partendo
dalla propria abitazione con
un occhio anche all’ecologia.
Ecco otto semplici accorgimenti da seguire ogni giorno:
1. La pasta si può versare nella pentola già prima che l’acqua arrivi ad ebollizione, praticamente quando emergono
le prime bollicine.
2. Aprire il frigo e il freezer il
minor numero di volte possibile, per ogni minuto di apertura ce ne vogliono tre perchè
la temperatura ritorni ai livelli
impostati.
3. Sostituire la guarnizione
negli sportelli (sempre di frigorifero e freezer) se si sono
consumate. Una chiusura non
efficace consuma tantissima
elettricità.
4. Coprire sempre gli alimenti prima di riporli in frigo. La
loro umidità aumenta la temperatura interna, obbligando
il motore ad un consumo aggiuntivo.
5. Scongelate gli alimenti dentro il frigo, questo contribuirà
a mantenere la temperatura
bassa.
6. Staccare sempre i caricabatterie a carica completa, altrimenti continueranno a consumare energia.
7. Per scongelare o riscaldare
è meglio usare il microonde
(risparmia energia rispetto al
forno tradizionale).
8. Non lasciate la tv in standby, il consumo di energia
elettrica si riduce ma non si
annulla.
L’inverno 2014 è il terzo
più caldo dal 1800
L’inverno 2013-2014, sotto il
punto di vista climatico, ha
più di un motivo per restare
memorabile. Stando, infatti,
ai dati del Consiglio nazionale
delle ricerche è stato caratterizzato da anomalie per il caldo, visto che si piazza al terzo
posto tra i mesi invernali più
caldi dal 1800 a oggi, e per
la quantità di pioggia caduta,
conquistando il 19esimo posto come mese più piovoso
degli ultimi due secoli.
A gennaio ad esempio si sono
registrare temperature di oltre
2 gradi (+2.1 per l'esattezza)
superiori alla media del periodo di riferimento 1971-2000,
collocandosi al terzo posto tra
i mesi di gennaio più caldi dal
1800 ad oggi. Gli altri sono il
primo mese del 1804 e quello del 2007, con anomalie di
+2.4 e +2.3 rispettivamente.
Le precipitazioni sono state
piuttosto abbondanti su gran
parte del territorio italiano,
facendo registrare un'anomalia di +86% (rispetto alla media del periodo 1971-2000)
a livello nazionale (il 19esimo gennaio più piovoso dal
1800).
Guanti e sacchetti, al supermercato la plastica diventa eco
Dopo gli shopper tocca ai
guanti e ai sacchetti leggeri per avvolgere frutta
e verdura: l'Italia continua a
guidare la corsa delle plastiche biodegradabili, quelle che
possono finire nella pattumiera dell'organico. Come già 5
anni fa per gli eco shopper, la
rivoluzione merceologica
comincia a Firenze: in questi
giorni, in molti supermercati
della Toscana, per sacchetti, shopper e guanti inizia il
processo di messa al bando
della plastica che non si può
trasformare in compost.
I volumi della sperimentazione sono già significativi: in un
anno verranno sostituite 360
tonnellate di plastica che servono a produrre 120 milioni di
sacchetti e 40 milioni di guanti. A livello nazionale parliamo
di 6 miliardi di sacchetti di
plastica per la frutta e la verdura: sono numeri consistenti
e intervenire in modo innovativo significa ottenere molti
vantaggi.
Mettendo in discussione vecchie abitudini si comincia a
riflettere sui piccoli gesti, e
infatti l'uso di shopper è diminuito del 40%. Poi si abbattono le emissioni serra, perché
si sostituiscono materiali organici a prodotti della filiera
petrolifera. Infine si ottiene
un aumento occupazionale
perché la base delle plastiche compostabili è nei campi
e così si rilancia il circuito di
produzione agricola e di trasformazione.
In Italia le resistenze a far
decollare i prodotti in plastica
ad alta innovazione sono state
molto forti. Il provvedimento,
approvato nel dicembre 2006,
è stato bloccato a lungo dalla mancata approvazione dei
decreti attuativi e ancora oggi
l'assenza di sanzioni fa sì che
due shopper su 3 siano illegali.
Ma la nuova direttiva europea,
attualmente in discussione,
sta accelerando il processo
di cambiamento perché parte
dall'esperienza italiana e progetta di estenderla all'intera
Unione. Un successo non solo
ambientale ma anche economico per l'Italia che vede una
sua azienda, la Novamont, in
ottima posizione per la conquista del nuovo mercato visto
che il prodotto finora utilizzato
è il Mater-Bi, una plastica ricavata utilizzando il mais.
Inoltre eliminando le vecchie plastiche non solo si riduce l'impatto sul paesaggio
prodotto dall'invasione degli
shopper nelle campagne e nei
fiumi, ma si rende più semplice l'organizzazione di un'efficace raccolta differenziata
nelle città: oggi uno dei pro-
blemi maggiori nella selezione
dell'umido deriva dalla presenza di sacchetti di plastica
non compostabile.
L’informatore
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INFO BIO
Il mercato del biologico conferma Consigli per una bio detersione
il suo trend positivo di crescita
In Italia, nonostante il calo
del 3,7% dei consumi alimentari convenzionali, si
è registrato un incremento dell'8,8% dei consumi
di prodotti biologici. Sono
dati riportati in una ricerca
elaborata
dall'Associazione italiana per l'agricoltura
biologica (Aiab), sulla base
di indagini della Fondazione
italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (Firab) e su rilevazioni
Ismea Gfk-Eurisko. L'Italia
si conferma il primo paese
europeo per esportazione
di prodotti biologici e protagonista sulla scena europea
e mondiale: poco meno di
50 mila operatori impegnati nella produzione, su 1,2
milioni di ettari di terreno,
muovono un giro di affari di
oltre 3 miliardi di euro.
La Germania è il principale
paese acquirente di prodotti bio provenienti dal nostro Paese, soprattutto di
ortaggi, frutta, vino, olio e
pasta. Per quanto riguarda
la domanda interna, il tasso di crescita è stato più
elevato negli anni della crisi economica (+7,8% della
media annua) che in quelli
precedenti (+3% del 20082009). Il fatturato dato
dalle vendite al dettaglio in
negozi specializzati, grande
distribuzione, vendite dirette in aziende agricole, gruppi d'acquisto, ristorazione e
altri canali di filiera corta è
stimato in circa 2.011 milioni di euro.
Un altro dato interessante è
la crescita del consumo di
alimenti bio nelle scuole
italiane. Una ricerca Nomisma/Pentapolis parla, infatti, di un aumento del 50%
delle mense 'sostenibili',
con quasi 1,2 milioni di pasti
bio in un anno. Si tratta di
numeri che evidenziano da
parte dei consumatori, sia
a livello italiano sia a livello europeo e mondiale, un
forte aumento di interesse,
di informazione, di attenzione e quindi di domanda. Il
bio non è solo alimentazione, ma è cultura, territorio,
innovazione, tradizione, sostenibilità, solidarietà, etica,
ricerca, economia.
Ecco come pulire casa con
semplici consigli fai da te e
biologici.
- Il primo gesto consapevole
e necessario (oltre che economico ed ecologico) è imparare a fare a meno di
tantissimi prodotti di cui
abbiamo piena la casa.
- Il secondo gesto, veramente
economico ed utilissimo, consiste nel preparare spruzzini di acqua e aceto, diluizione 20% o 30% o 40%
di aceto in restante acqua.
Si sceglie anche a secondo
di quanto si tollera l’odore
dell’aceto: chiaramente la soluzione agisce meglio quando
più è concentrato l’aceto.
Se l’acqua non è particolarmente calcarea và benissimo
quella del rubinetto, altrimenti acqua distillata è meglio per
evitare macchie di calcare, più
che altro su vetri e acciaio.
Molto spesso in casa si usano
prodotti spray generici per pulire macchie semplici: acqua e
aceto vanno bene per la maggior parte dello sporco. Se vi
disturba l’odore dell’aceto,
sappiate che l’aceto di mele
ha un odore più gradevole
L’aceto, meglio se caldo,
spruzzato sui rubinetti è fantastico per lucidare e togliere
segni di calcare.
- Possiamo usare l’acido citrico, che è un acido più forte
dell’aceto, si compra in polvere e si diluisce in acqua. Ha il
vantaggio di essere ancora più
efficace dell’aceto e di essere
inodore. Ulteriore vantaggio è
che si compra la povere e si
diluisce a casa. Si evita quindi di buttare bottiglie vuote
come succede per l’aceto. Si
trova in drogheria e non costa
molto, in farmacia alle volte,
anche se costa di più. Anche
officina naturae lo produce e
lo vende sul proprio sito o sul
territorio, se vi sono negozi
che vendono questa marca
nella vostra zona.
- Un altro efficacissimo detergente naturale, da usare
sia in pasta che in spruzzino,
è il bicarbonato.
- Usare i panni magici: sono
panni di microfibra che raccattano lo sporco. Sono utilissimi
ed ecologicissimi per mille
pulizie. Asciutti permettono di
spolverare senza detergenti.
Bagnati e con l’ausilio di poco
detersivo, o aceto, o poco
d’altro, potenziano l’azione
detergente del detersivo e
dello sfregamento meccanico. E’ importante comprarli di
buona qualità: la spesa è un
investimento sicuro in quanto
si lavano facilmente e durano
tantissimo.
- Il gesto più facile ed economico, e di una efficacia spesso
dimenticata è usare acqua
calda potenzia qualunque
tipo di lavaggio e detersivo.
Recuperiamo i gesti più semplici, efficaci e di buon senso,
che con l’ uso dei detersivi
chimici a massima tossicità ci
siamo scordati!
Il bio? Conviene!
Stiamo vivendo un periodo che ci porta a prestare una attenzione sempre più elevata
in ogni momento in cui facciamo degli acquisti. Prestiamo più attenzione a ciò che
acquistiamo, compiendo scelte più consapevoli, per razionalizzare le spese. In ambito
alimentare questa maggiore consapevolezza significa preferire la qualità alla quantità, scegliere pensando al benessere nostro, dei nostri cari e dell’ambiente nel quale
viviamo.
Un’ottima risposta a queste esigenze proviene dai prodotti biologici, buoni, sani, coltivati e trasformati senza l’impiego di sostanze chimiche di sintesi, nel pieno rispetto
della fertilità della terra e dell’ambiente.
Parliamo di prodotti attenti al nostro benessere, ideali per ciascun momento della giornata, dalla prima colazione alla cena, e per tutti, dai più piccoli agli adulti. Siano essi
freschi, confezionati o surgelati, parliamo di prodotti buoni, sani, di qualità, provenienti
da produttori che hanno scelto di dire sì al benessere e alla natura.
Coltivare e allevare con metodo biologico significa infatti dover affrontare sfide importanti, che richiedono impegno ed energie elevate, ma significa anche offrire all’ambiente, e conseguentemente all’uomo, tutele concrete. Il metodo biologico, in agricoltura e
in allevamento, rispetta la terra, nutrendola e arricchendola, tutela le falde acquifere,
rispetta il benessere degli animali e garantisce all’ambiente la biodiversità e un equi-
librio naturale.
Il cibo bio, insomma, è migliore per il nostro ambiente, per noi, per i nostri cari: non possiamo
rinunciare proprio in questo tempo di crisi a ciò
che ci può aiutare anche nel lungo periodo.
Per offrirvi prodotti bio a prezzi convenienti si aggiunge l’iniziativa Bioconviene dei supermercati
bio NaturaSì, che permette sino al 27 aprile di
poter scegliere tra più di 71 prodotti bio di uso
quotidiano scontati: latte, biscotti, succhi di frutta, olio, pasta passata di pomodoro, farina, uova
e prodotti di facile consumo nel periodo dell’autunno e dell’inverno come legumi, vellulate, cereali, tortelloni solo per citare alcune categorie.
a cura di NaturaSì Alessandria
Piazza Perosi, 6 - 15100 Alessandria
Tel. 0131 288037 - Fax 0131 288037
Segui NaturaSì: facebook.com/naturasi.italia
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L’informatore
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VIAGGIANDO
Quell’Italia d’acqua dolce...
Dal Po al Tevere, dall’Arno al Ticino. Senza dimenticare i corsi d’acqua minori.
Riscoprire in primavera il piacere della navigazione, con il paesaggio che scorre,
lentamente...
Remando o stando pigramente adagiati su una chiatta, conducendo una house boat o lasciando che qualcun altro lo faccia per noi: navigare sul fiume regala piaceri e scoperte.
Un itinerario ideale per la primavera, quando le vacanze sono
brevi, il gelo è finito e gli insetti non sono ancora i compagni
di viaggio obbligati.
E, come diceva Cesare Pavese, un modo per continuare a
amare la natura quando l’infanzia è finita: «Presi gusto all’aria
aperta - scrive ne Il diavolo sulle colline - e capii che il piacere dell’acqua e della terra continua al di là dell’infanzia, di
là da un orto o da un frutteto».
IL PO
Sul fiume, che era il Po, Pavese praticava la nobile arte del
remo, ma per farsi trasportare dalla corrente non è necessaria la tempra eroica degli sportivi. E il corso d’acqua più lungo
d’Italia, che scendendo dalle montagne piemontesi attraversa
Piemonte, Lombardia e Emilia Romagna è sicuramente il punto di partenza di qualunque avventura. I chilometri navigabili
sono 812, con 12 porti e 111 attracchi (3 in Piemonte, 39 in
Lombardia, 36 in Emilia-Romagna, 33 in Veneto).
A bordo di canoe, houseboat, pontoon (barche da lavoro oggi
diventate di tendenza anche per il tempo libero) e bateaux
mouches si può osservare la natura incontaminata tra i canali
del Parco del Delta, percorribili in molti punti e spesso in entrambi i sensi, senza necessità di patente.
Il sito giusto? www.visitporiver.it, che immettendo la provincia dalla quale si vuole partire suggerisce possibilità e operatori, dalle canoe in Piemonte alle chiatte in Veneto. Senza
dimenticare la bicicletta da caricare a bordo (o compresa nel
noleggio della barca), inseparabile compagna del turista di
fiume.
L’itinerario più bello? Quello che parte da Cremona, Venezia o Mantova e si ferma a Padova e Verona. Chi vuole completare il pacchetto può ingaggiare uno skipper e farsi recapitare la spesa a bordo. Dal grande fiume, il percorso italiano
passa naturalmente alla Riviera del Brenta, già decantata da
Byron e D’Annunzio, da Goethe e Goldoni. Una classica minicrociera, attraverso nove ponti girevoli e cinque chiuse, porta
i turisti da Padova al magico bacino di San Marco a Venezia,
fermandosi tra le più belle ville veneziane come Villa Foscari,
detta “La Malcontenta”, progettata nel 1559 da Andrea Palla-
dio. La visita dura un giorno e prevede tre ville-gioiello, ma
chi vuole può spezzara la vacanzina in più tappe.
IL TICINO
E restando a nord, per chi cerca la natura e ama il wild, il
fiume da scegliere è certamente il Ticino: il più pulito d’Italia.
A ben guardare su ‘navigareinlombardia’ si può decidere tra
diversi percorsi che si snodano attraverso i parchi che lo costeggiano. Potete varcare il confine col Piemonte e attraversare la bellissima Conca della Miorina: è la “via dei marmi”,
usata fin dal Trecento per trasportare i blocchi di pietra dal
Lago Maggiore a Milano.
L’ARNO
Meta imperdibile e ricca di fascino storico e letterario è poi
l’Arno, che da Firenze a Pisa riserva gite bellissime che hanno
come protagonisti i renaioli, gli antichi barcaioli di tradizione
toscana (inutile dire che ogni contrada conserva leggende e
teorie controverse sul modo giusto di tagliare l’acqua, pescare e costruire le imbarcazioni). Alcuni alberghi fiorentini
si sono “specializzati” nel genere soprattutto in zona Ponte
Vecchio, che propone pacchetti con gita in barca e picnic a
bordo inclusi nel weekend.
I renaioli si sono a loro volta attrezzati e noleggiano le proprie
barche e la propria sapienza. Meglio prenotare nei fine settimana primaverili e in vista di Pasqua: la scelta è tra molte
diverse gite e diversi livelli di comfort. E poiché il percorso si
può fare a ritroso, risalendo il fiume, meglio dare un'occhiata
anche ai pacchetti con partenza da Pisa.
IL TEVERE
Ultima tappa, il Tevere. Il fiume leggendario (una volta detto
"il biondo Tevere" e oggi dal colore assai incerto) che nei secoli ha affascinato poeti, musicisti e pittori, prevede escursioni
brevi, a partire da mezza giornata (da Ponte Marconi a Ostia
Antica o viceversa) e altri più impegnativi che raggiungono il
Porto di Traiano. E naturalmente è anche possibile costruire
un itinerario che riporti più indietro, verso le sorgenti, noleggiando piccole imbarcazioni da abbandonare poi per usare il
remo. Ma la formula più easy a Roma è senz'altro quella della
festa in notturna: si può noleggiare un battello tutto per sé,
stabilire cibo e orari e partire con amici e parenti.
Scicli, il trionfo del barocco siciliano
A marzo la città del ragusano celebra il ritorno della primavera con la Cavalcata di
San Giuseppe. Un’occasione per scoprire questo gioiello artistico tutelato dall’Unesco
e location di molte scene del Commissario Montalbano.
Come ogni anno Scicli, si prepara a festeggiare l'inizio della
primavera con la Cavalcata di San Giuseppe che quest'anno
cade il 22 e il 23 marzo.
La festa di San Giuseppe è una celebrazione che fonde simboli
pagani alla devozione cristiana.
Elementi come il fuoco, i fiori e il cibo - che venivano usati anticamente per festeggiare il risveglio delle natura e propiziarsi
un buon raccolto proprio a inizio primavera - si ritrovano in
questa celebrazione che rappresenta il tema religioso della fuga
in Egitto della Sacra Famiglia.
La festa di San Giuseppe coinvolge Scicli per due giorni. Sabato il rito prevede che la Sacra Famiglia e cavalli coperti di
bardature formate da profumate violaciocche si riuniscano sul
sagrato della Chiesa di San Giuseppe e vengano benedetti dal
parroco. Da qui inizia la sfilata nelle strade cittadine accompagnate dal rumore dei campanacci dei cavalli. Alla fine della
processione i cittadini partecipano a un banchetto di piazza e le
bardature più belle vengono premiate.
La festa prosegue poi la domenica quando il simulacro del
santo viene portato in processione dalla chiesa di San Giuseppe
verso le principali vie di Scicli e, in serata, davanti al sagrato
della chiesa, si consuma la tradizionale "Cena di San Giuseppe": un'asta di prodotti della terra e dell'artigianato offerti dai
fedeli.
CHIESE, PALAZZI E IL "PURGATORIO" DI PASOLINI
La Cavalcata è un'occasione per conoscere questa piccola città in provincia di Ragusa, inserita dal 2002 nei siti tutelati
dall'Unesco e sfondo di molte sequenze della serie tv del
Commissario Montalbano.
Scicli è un trionfo del tardo barocco con le pareti dei suoi palazzi
decorate da fregi elaborati, teste mostruose e statue di santi.
Un'esplosione della fantasia e della vitalità, reazione – forse – al
terribile terremoto del 1693 che devastò la Sicilia sud orientale
e che portò a una ricostruzione improntata a questo stile architettonico di inizio Settecento.
Difficile fare un elenco dei tanti palazzi e delle chiese da visitare. Da non perdere Palazzo Beneventano, uno dei più begli
esempi di barocco con i suoi mascheroni, le statue e i curvi
balconi in ferro battuto. Da qui parte via Mormino Penna, una
sfilata di capolavori barocchi con dimore nobiliari come Palazzo Spadaro, Palazzo Veneziano-Sgarlatta e Palazzo di
Città e architetture ecclesiastiche come la Chiesa di San
Giovanni Evangelista, la Chiesa di San Michele e la Chiesa
di Santa Teresa.
Da vedere anche la neoclassica chiesa di Santa Maria la
Nova, la chiesa del Carmine e Convento dei Carmelitani,
in Piazza Busacca, uno dei complessi architettonici barocchi
più imponenti della città con la facciata decorata da un grande
portone, lo stemma dell'Ordine Carmelitano e statue.
E poi la Chiesa di San Matteo, simbolo di Scicli e chiesa
Madre fino al 1874, posta sul colle di San Matteo, nella città
vecchia. Infine la Chiesa di San Bartolomeo collocata in una
posizione scenografica proprio davanti ai pendii delle grotte di
Chiafura, antico insediamento rupestre che ammaliò anche Pier
Paolo Pasolini.
Così scrisse Pasolini nel 1959 quando Chiafura era ancora
abitata: «salendo per sentieri che sono letticciuoli di torrenti;
sopra le ultime casupole di pietra della cittadina, si sale una
specie di montagna del purgatorio, con i gironi uno sull'altro,
forati dai buchi delle porte delle caverne saracene, dove la gente ha messo un letto, delle immagini sacre o dei cartelloni di
film alle pareti di sassi, e lì vive, ammassata, qualche volta col
mulo. In cima alla valle centrale, Chiafura, c'è un castellaccio
diroccato, e una vecchia chiesa, giallo-rosa, barocca, gesuitica,
distrutta da un terremoto e piena di erba. Da lassù in alto potei
vedere tutta Scicli. Come un vecchio giocattolo, sul calcare, la
città di uno scolorito ex voto».
L’informatore
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ARTE CULTURA SPETTACOLO
Libri da...leggere
Rendez-vous culturali
MOSTRE
Paris–Roubaix: il nostro viaggio nell’inferno
del nord - di Giuseppe Ottoneli e Marco Porta
Il libro dal titolo ‘Paris–Roubaix: il nostro viaggio nell’inferno del nord’ è il risultato di un’esperienza sportiva non
comune. Il sostrato pone in evidenza quanto l’amicizia sia
importante per ciascuno, non solo nelle imprese sportive.
“La bicicletta ti sorprende sempre, si scopre un lato diverso
ogni volta che la guardi, la pensi, la immagini. Veicolo di amicizia”: le parole, condivise da chi scrive queste osservazioni,
sono il pensiero di Maurizio Fondriest, un professionista del
pedale dal 1987 al 1998 il quale ha raggiunto tappe importanti nel corso della sua carriera di corridore. Giuseppe Ottoneli e Marco Porta, gli autori del testo, si spingono bel oltre
all’impiego della bicicletta come mezzo indispensabile per ovviare al traffico cittadino, subissato quotidianamente dai mezzi a motore più o meno ingombranti, nonché malodorosi.
La competizione sulle due ruote spinte dai muscoli ha contagiato l’uomo fin dalle prime birote costruite quasi interamente
in legno fino ai giorni nostri, quando nella pagina di apertura
del testo si rileva: “La Parigi – Roubaix non è solo una corsa
in bicicletta, è soprattutto una sfida con la parte più intima e
nascosta di un uomo: in altri termini il discorso cade sempre
sull’amicizia”.
Gli autori, entrambi alessandrini, proprio con questo presupposto hanno colto l’occasione per intraprendere il viaggio descritto in maniera entusiasmante, con uno stile accessibile
a tutti i lettori, certamente molto indicato ai ragazzi per le
sfumature raccolte nelle dettagliate descrizioni.
Sono un centinaio di pagine d’avventura, iniziate sempre con
la conoscenza rafforzata da stima reciproca dei protagonisti,
nei quali è scattata la molla grazie alla passione delle due
ruote. Dunque, quasi per scherzo, sono iniziati i preparativi in
sincronismo l’uno con l’altro indifferentemente, consoni delle
ardue difficoltà, delle insidie come ogni responsabile competizione richiede, proprio come riporta la frase di Fulvio Ervans
a pagina 41 “… per certi viaggi non si parte quando si parte.
Si parte prima…”.
Franco Montaldo
Due chiacchiere con Massimo Bagliani
Informatore Alessandrino: Chi è Massimo Bagliani?
Massimo Bagliani: Una
persona che ogni mattina
quando si sveglia pensa:
‘Ricomincia tutto, come
sempre’.
I.A.: Cinema e Teatro
(teatro primo amore?)
cosa ti dà l’uno e cosa
l’altro?
M.B.: Ho debuttato in teatro nel 1978 e ancora oggi
quando si apre il sipario ed
entro in scena il mio corpo
è pervaso da sensazioni
ed emozioni meravigliose.
Ho frequentato il cinema
meno perché le prove, le
tournee, la promozione dei
miei spettacoli teatrali mi
assorbono totalmente.
I.A.: Le grandi star del
cinema spesso provano a cimentarsi nel teatro, perché? Solo per
provare o per dimostrare di saper recitare?
M.B.:
Prima
di
tutto
chi è una star? Come
diceva
Billy
Wilder:
“Anche il cane Rin Tin Tin
è una star!” Tutti provano
a calcare le assi del palcoscenico ma in teatro non
è difficile entrare, è difficile
rimanere!
I.A.: È più difficile per un
attore di teatro passare
al
cinema/televisione
oppure il contrario?
M.B.: E’ tutto maledettamente complicato quando
non si hanno tenacia, salute e talento.
I.A.: Tra le molte persone con cui hai lavorato
chi ti ha “dato di più”
umanamente e professionalmente?
M.B.: Ho avuto il privilegio
di lavorare con Gassman,
Proietti, Pagliai, Bramieri,
Montagnani e tanti altri e
da ognuno ho imparato il
mestiere. Coltivo da molti
anni un rapporto professio-
nale e umano speciale con
il maestro di umorismo Enrico Vaime con il quale ho
scritto diverse commedie
per il teatro. Parlare con
Vaime mi fa sentire più intelligente. Di riflesso. Intelligente è lui, io assorbo.
I.A.: Cosa hai fatto e non
rifaresti? E cosa vorresti
fare e ancora non hai
fatto?
M.B.: Cosa ho fatto è dietro alle spalle…. Cosa vorrei
fare? Il direttore d’orchestra!
I.A.: E se ti proponessero di essere il nuovo Ridge di Beautiful…
M.B.: Non ho la sua mascella però madre natura mi ha
fornito di un bel naso! E poi
voglio tanti soldi!
I.A.: Esce il film sulla tua
vita. Chi ti potrebbe interpretare?
M.B.: Ma come, fanno un
film sulla mia vita e io lo
lascio interpretare ad un
altro?
Il mio smisurato
ego non contempla questa
possibilità.
I.A.: Il tuo prossimo
spettacolo in Alessandria. Mi racconti qualcosa?
M.B.: Titolo : “Io fò buchi
nella sabbia” che ho scritto
con il maestro di umorismo
Enrico Vaime e interpreto assieme a mia moglie,
l’attrice Isabella Robotti.
Si può definire un cabaret poetico stralunato, accattivante e comicissimo.
Alessandrini, vi aspetto il 3
aprile al Teatro Alessandrino e vi do la mia parola che
vi divertirete.
I.A.: Un motivo per venire a teatro?
M.B.: Credo nel teatro come
piazza per stare insieme ed
incontrarsi
specialmente
oggi in un mondo in cui si
parla di soldi e di tragedie il
teatro diventa cura, distrazione intelligente per pen-
Mario Surbone. Litografie 19601970
Palazzo Cuttica Via Parma 1 Alessandria
Orari: tutti i giorni dalle 16 alle 19
fino a sabato 19 aprile 2014
MOSTRE
Il paesaggio ottocentesco nelle
collezioni del Museo e della Biblioteca Civica di Alessandria
Sale d’arte, Via Machiavelli 13 ad Alessandria
Orari: tutti i giovedì dalle ore 15 alle 18
fino a giovedì 29 maggio 2014
ALTRI EVENTI
Prima Masterclass di ZumbaFitness in Alessandria
condotta da un nome di fama internazionale
nell’ambito della Zumba, Pedro Camacho.
La Masterclass si svolgerà Dom 16 Marzo alle
ore 17 presso il Salone Espositivo Concessionario SR CAR - Via Clemente 44/6 - Spinetta Marengo, ed avrà la durata di due ore circa.
Biglietto con prevendita € 20 - Acquisto biglietto in loco € 25. Info e prevendite Cinzia Orsi tel. 339.6067550 - Deborah Pinelli tel
346.6219835.
domenica 16 marzo 2014 - ore 17
ALTRI EVENTI
La città va a Teatro
La stagione teatrale 2013-14
Cinema Teatro Alessandrino in Via Verdi, 12
fino a giovedì 3 aprile 2014
In mostra una rara
produzione di stampe
al torchio
sare, emozionarsi e capire.
Il teatro: gioioso viaggio
intimo che crea e rinnova
la vita.
I.A.: Prossimi impegni?
M.B.: Sono in tournee con
lo spettacolo e finirò le repliche proprio ad Alessandria.
I.A.: Direttore Artitisco
del Teatro Alessandrino,
da quanto? Perché hai
accettato?
M.B.: Da quest’anno per la
stagione teatrale 2013-’14.
Ho accettato perché me lo
ha chiesto il proprietario
dell’Alessandrino Paolo Pasquale, il mio più caro amico e poi perché organizzare la stagione teatrale ad
Alessandria, la città dove
sono nato, è per me una
grande emozione. E a partire da novembre 2014 fino
a maggio 2015 terrò un
corso di recitazione al Cine
Teatro Kristalli ad Alessandria, al quale possono partecipare tutte le persone
che amano il teatro.
I.A.: La perdita del Teatro Comunale quanto ha
influito sulle stagioni teatrali?
M.B.: La chiusura del Comunale è una ferita aperta.
Ma la stagione teatrale è
stata varata, è ancora in
corso e ringrazio gli alessandrini che ci hanno dato
fiducia sottoscrivendo l’abbonamento all’Alessandrino.
I.A.: Come si “crea” una
programmazione/stagione teatrale?
M.B.: Mi piace il termine crea, difatti proprio
di una creatura si tratta.
Una creatura che cerca di
accontentare il pubblico
proponendo spettacoli di
vario genere. Ed è quello
che ho fatto creando questa stagione teatrale.
Vi aspetto numerosi ai
prossimi spettacoli all’Alessandrino.
Un forte abbraccio.
La mostra di Mario Surbone “Litografie 19601970” raccoglie una scelta
davvero importante della
sua particolare e rara
produzione di stampa al
torchio di quegli anni, ed
ha come corollario espositivo collaterale una serie
di opere dipinte dell'ultimissima stagione creativa
che mette a confronto, con
analogie e rimandi facili da
cogliere, opere distanziate temporalmente di quasi
quarant'anni.
La ricerca insistita sulla figura, nei dipinti come nella
grafica, ha una sua precisa
continuità con il lavoro attuale di Surbone, con intuizioni e soluzioni legate
e derivate dalla cultura tipica che si respirava alla
fine degli anni '60 e sugli
aspetti che la mettevano
in risonanza con invenzioni
di paesaggio, colto nei suoi
aspetti urbani e più spesso
naturalistici.
Con insistita coerenza l'artista trevillese indaga tuttora
strutture e forme, 'incise' e
'ritagliate' sul supporto di
legno e dipinte con tempere
acriliche su tavola o carta,
che si rifanno a memorie
di alberi, temi di vegetazione, idee sintetizzate in
una sorta di geometria del
paesaggio collinare, piuttosto che di elementi figurali
che si coagulano in una trasmutazione astratta del fare
pittura.
Costante, nei due periodi in
esame (ambedue ben esemplificati in questa mostra
alessandrina), è la tendenza
preferenziale verso un utilizzo costante della monocromia; dai neri litografici,
inframmezzati con anomali
e non usuali contappunti coloristici, ci si ritrova, ai giorni nostri, con tinte e cromie
che nulla concedono a facili
soluzioni effettistiche ma
che tendono invece ad indagare le equazioni di contrasto meno scontate della
teoria del colore. In occasione di questa mostra di
Mario Surbone nelle sale di
Palazzo Cuttica, ricordiamo
che la città di Alessandria e
il suo Museo Civico - Gabinetto delle Stampe Antiche
e Moderne, hanno ricevuto
in dono dall'artista 124 opere a stampa tra incisioni, litografie e serigrafie.
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L’informatore
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A L ESSA N D R I N O
ARTE CULTURA SPETTACOLO
a cura di:
Alessandra Menticassa
LEGGENDO
Titolo: LA BIONDA DAGLI OCCHI NERI
Autore: Benjamin Black (John Banville)
Edizioni: Guanda
Titolo: CONTRATTO FINALE
Autore: Jennifer Probst
Edizioni: Corbaccio
Trama: Clare è una donna molto
ricca e potente ma anche disperata. Nico, suo amante è scomparso. Per ritrovarlo si rivolge
all’investigare Marlowe. Nico è
veramente morto come ha scoperto Marlowe oppure è vivo
come sostiene Clare? E perché
ad ogni passo avanti nelle indagini, qualcuno muore? Quando
ormai sta perdendo le speranze
di trovare il bandolo della matassa Marlowe viene contattato
da una persona che cambia tutte le carte in tavola. “Un evento
letterario: grazie alla penna di Benville, Philip Marlowe
torna a investigare”.
Trama: Giulia non ha un principe azzurro ma non le importa.
E’ top manager nell’azienda di
famiglia e questa è la sua vera
passione. Ha tutto per essere felice finchè incontra Sawyer Wells, uomo d’affari bello da morire
che le propone una partnership
nella sua catena di hotel. Fidarsi di lui? Con quello sguardo che
da solo la indurrebbe a trovare
un utilizzo poco ortodosso per
una sala riunioni, è una scelta
più che rischiosa..
“Nuovo romanzo dell’autrice
della trilogia sexy-romance Contratto Indecente, Contratto Fatale, Contratto di Passione”.
RILEGGENDO
Titolo: DONA FLOR E I SUOI DUE MARITI
Autore: Jorge Amado
Edizioni: Garzanti
Trama: Dopo la morte improvvisa
di Vadinho, eccezionale ballerino
e amante inesausto, Flor riprende
marito.
E’ tutto un altro tipo don Teodoro,
farmacista stimato, uomo rispettabile e affettuoso.
Dopo l’ebbrezza dell’eccesso, la
pace dell’ordine decoroso.
Finché un giorno, richiamato dal
desiderio di Flor, il primo marito le
appare in sogno.
Sarà con le inesauribili risorse della
magia che Dona Flor rimedierà alla
“lontananza” di Vadinho, rendendolo
vivo solo per lei, e per lei nuovamente amante e ballerino.
FILM IN USCITA
dal 13/03
LEI
Con:
Joaquin Phoenix,
Scarlett Johansson
Trama:
Los Angeles, in un futuro
non troppo lontano.
Theodore, un uomo solitario dal cuore spezzato
che si guadagna da vivere
scrivendo lettere “personali” per gli altri, acquista
un sistema informatico
di nuova generazione
progettato per soddisfare tutte le esigenze
dell’utente. Il nome della
voce del sistema operativo è Samantha, che
si dimostra sensibile,
profonda e divertente.
Il rapporto di Theodore
e Samantha crescerà e
l’amicizia si trasformerà
in amore ma..
Genere: commedia
dal 20/03
IL RICATTO
Con:
Elijah Wood,
John Cusack
Trama:
Tom Selznick è un giovane e talentuoso pianista
ritiratosi dalle scene da
anni a causa di un attacco
di fobia da palcoscenico.
Nel momento in cui si
appresta a dare il via al
concerto che segnerà il
suo attesissimo ritorno
sulla scena, Tom trova
scritto sul suo spartito il
messaggio “Sbaglia una
nota e morirai”. Seduto
al pianoforte, il giovane
pianista è così costretto a
suonare un brano difficilissimo e, allo stesso tempo, a cercare di
smascherare il cecchino
che gli parla attraverso
l’auricolare.
Genere: thriller
E!!!
IMPERDIBIL
dal 27/03
CAPTAIN AMERICA
The Winter Soldier
Con:
Chris Evans,
Samuel L. Jackson,
Scarlett Johansson
Trama:
Steve Rogers, alias Captain America, vive tranquillamente la sua vita
a Washington D.C., nel
tentativo di adattarsi al
mondo moderno.
Ma quando un collega
dello S.H.I.E.L.D. viene
attaccato, Steve viene
coinvolto in una rete di
intrighi che minacciano di
mettere a rischio le
sorti del mondo.
Unendo le forze con Vedova Nera, Captain America
lotta per smascherare la
cospirazione trovando un
nuovo alleato, il Falcon.
Si troveranno ad
affrontare un
formidabile nemico:
il Winter Soldier.
Genere: fantasy
dal 03/04
FINO A PROVA
CONTRARIA
Con:
Reese Witherspoon,
Colin Firth
Trama:
Ispirato a fatti realmente
accaduti, il film racconta
la storia di tre adolescenti
americani che, nel 1993,
furono condannati per
l’omicidio di tre bambini
di otto anni nell’ambito
di quello che fu descritto
come un rituale satanico.
La sentenza, da subito molto discussa, si basava sulla
confessione di uno dei tre
ragazzi, che dalle perizie
si è rivelato soffrire di un
ritardo mentale. A nutrire
dubbi su questa tesi furono
dapprima l’investigatore
privato Ron Lax e Pam
Hobbs, madre di uno dei
tre bambini morti. Damien
Echols, Jessie Misskelley Jr.
e Jason Baldwin sono stati
rilasciati quest’anno dopo
quasi vent’anni di prigionia.
dal 10/04
Con:
Russell Crowe,
Emma Watson,
Jennifer Connelly
Trama:
In un mondo devastato
dal peccato umano,
Noè viene incaricato da
Dio di una missione
divina:
costruire un’arca per salvare la creazione
dall’imminente diluvio.
Darren Aronofsky, il
regista, racconta nel suo
stile la storia di un Noè
come uomo, ossessionato
da terribili visioni prima
del diluvio universale, che
deciderà di proteggere
la sua famiglia
dall’arrivo dell’alluvione.
Genere: biblico/
drammatico
LEA MICHELE – Louder
NON BUTTIAMOCI
GIU’
Con:
Pierce Brosnan,
Imogen Poot
Trama:
Tratto dal best seller di Nick
Hornby, il film racconta la
storia di quattro sconosciuti che, durante la notte di
Capodanno, si incontrano
in cima al grattacielo più
alto di Londra con lo stesso
intento, ovvero quello di
saltare giù. Questa coincidenza è talmente grottesca
da farli desistere temporaneamente e stringere un
patto: nessuno dei quattro
si suiciderà per almeno 6
settimane, ma la notte di
San Valentino, si ritroveranno sullo stesso grattacielo per fare il punto della
situazione delle loro vite.
Genere: commedia
Genere: drammatico/
poliziesco
ON AIR Scelti per Voi
Primo album per l’attrice protagonista di
GLEE. Ecco la sua presentazione: “E’ una
canzone che posso cantare in macchina
con i finestrini abbassati. Ma allo stesso
tempo, sento come se mettesse in mostra
la mia voce come cantante, che è davvero importante per me, perché questo è
quello che faccio. Voglio fare in modo che
ogni canzone nel mio disco sia divertente
e piacevole ma che si senta anche la mia
voce”.
dal 20/03
NOAH
TIROMANCINO – Indagine Su Un Sentimento
La band romana interrompe così quattro anni
di silenzio dal precedente “L’essenziale” datato
2010. Il disco è stato preceduto dalla pubblicazione del singolo “Liberi”, e sarà disponibile nei negozi a partire dal prossimo 18 marzo. “Il cuore è uno strano animale, si muove
ed agisce in modo autonomo non ascoltando
nient’altro che il suo battito. In queste dieci
canzoni si indaga su ciò che di assurdo, terribile e meraviglioso possa essere o diventare un sentimento” questa la presentazione di
Zampaglione.
MUSICA TEATRO E..
Dal 18/03
A.A.A. CENERENTOLA
CERCASI
(musical)
Teatro Alfieri - Torino
Dal 26/03
CATS (musical)
Teatro degli Arcimboldi – Milano
Dal 04/04
EXCALIBUR La spada
nella roccia (musical)
Teatro Della Luna - Assago Milano)
L’informatore
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INFO 15IN BLU
È boom di trapianti di barba
Ultimo trend su passerelle
e red carpet, sorpassando
la moda dell'uomo efebico
dal volto glabro, la barba è
il Santo Graal per il maschio
del 2014.
Un sogno da rincorrere anche a costo di andare sotto
i ferri. Sulle pagine del Telegraph, l'International society of hair restoration dice
che in Inghilterra nell'ultimo
anno sono stati eseguiti più
di 4.500 trapianti di peli per
rinfoltire la barba, con un incremento del 13%.
Non si bada a spese Un vezzo che sostituisce la
mania del naso piccolo che
prima era la più diffusa tra
i sudditi di Elisabetta II. I
modaioli britannici, sono disposti ad allargare i cordoni
della borsa per avere un po'
di peli in faccia. Infoltire solo
i baffi costa in media 2.400
sterline (circa 2.900 euro),
barba completa 9.000 (quasi 11mila euro).
Il trapianto - La tecnica del
trapianto di barba si effettua
prelevando la peluria da altre zone corporee o dall'area
sottostante il mento e reimpiantandola sul viso, tramite
taglietti, in anestesia locale.
Circa il 90% dei peli ricresce
e ci vogliono dieci mesi prima
che l'effetto sia completo.
Il metodo arriva dagli Stati
Uniti, dove costa circa 7.000
dollari (circa 5mila euro). I
chirurghi estetici americani spiegano che a richiede-
Le bugie delle mogli
re questo tipo di intervento
sono gli uomini dai venti ai
quarant'anni per nascondere
cicatrici di acne o che hanno
una crescita di peluria disordinata e a chiazze.
Uomini occhio agli steroidi: danneggiano
il cuore e la fertilità
Uomini, occhio ai muscoli.
Ovvero a quelli fatti artificiosamente. Infatti, gli uomini
che abusano di steroidi hanno
una probabilità molto alta di
morire per malattie cardiache e sono ad alto rischio di
insufficienza riproduttiva,
danni epatici e alti livelli di
aggressività.
A lanciare l’allarme è uno
studio del Centro nazionale
di ricerca su droghe e alcool
dell’università australiana del
Nuovo Galles del Sud, che ha
negli ultimi 17 anni esamina-
to le cause di morte di 24 uomini di età fra 22 e 48 anni,
nel cui organismo sono stati
trovati steroidi. Quasi tutti gli
uomini, che lavoravano come
personal trainer, culturisti
o guardie di sicurezza, mostravano segni ovvi di abuso
cronico di steroidi, come muscoli supersviluppati e testicoli segnati da cicatrici e
rimpiccioliti. Nel 62,5% dei
casi esaminati il decesso era
dovuto all’assunzione di quantità tossiche di steroidi insieme a droghe illegali, come co-
caina e metanfetamine, o da
tale assunzione in combinazione con disturbi cardiaci. Più
della metà soffriva di disturbi
cardiovascolari gravi, come
arterie inspessite e muscoli
cardiaci lesionati.
La cosiddetta rabbia da
steroidi agisce in entrambe
le direzioni. La rabbia si può
dirigere sugli altri o su sé
stessi. È importante che chi
usa steroidi si renda conto
che oscillazioni dell’umore,
paranoia e pensieri suicidi
provengono
probabilmente
proprio dagli steroidi.
1. “Non voglio regali per il
nostro anniversario!”. Sì,
come a te non importa un fico
secco che la tua squadra del
cuore vinca il campionato. Il
vero significato di questa frase è: tua moglie si aspetta che
tu la sorprenda con un mazzo
di rose e la borsa alla quale fa
il filo da mesi. Le donne sono
un po’ contorte: non vogliono
sembrare dipendenti dal compagno, tuttavia sperano che
lui legga nella loro mente e
ragioni come farebbe… un’altra donna.
2. “Non ho fretta di avere
bambini”. Falso! È molto raro
incontrare donne che se ne
fregano davvero del ticchettio del loro orologio biologico.
Molte ostentano indifferenza
per quieto vivere e perché
sanno che fare pressione sui
compagni indecisi è il modo
migliore per farli scappare a
gambe levate. Tieni conto che
ogni donna ha ben in mente
una data ultima per mettersi
alla ricerca di un figlio e che
questa data può anticipare di
molto il reale limite biologico. Se vuoi evitare spiacevoli
confronti, forse vale la pena
di indagare più a fondo quale
sia questa data e di mettere le
carte in tavola fin da subito.
3. “Ti piace? Pensa che
era in saldo, l’ho pagato la
metà!”. Tutte storie! Per le
donne, comprare un articolo
scontato è come non averlo
pagato. “Mai dire con esattezza quanto è costata una cosa”
è una delle regole non scritte
che si tramandano di madre
in figlia. Anche se lavorano e
portano a casa uno stipendio
di tutto rispetto, molte donne
fanno fatica a credere che non
saranno giudicate sulla base
di quanto spendono e temono che ogni acquisto le faccia
sembrare sciocche e frivole
agli occhi del proprio uomo.
4. “Sono andata a letto
solo con altri due uomini!”. Diciamo che quattro è
più probabile. E non si tratta
di un vuoto di memoria. Le
donne ricordano sempre con
esattezza quanti partner hanno avuto, per quanto tempo,
dove li hanno incontrati, cosa
ci hanno fatto, fino ai dettagli più insignificanti. Però, al
contrario degli uomini, tendono a minimizzare il numero
di quelli con cui hanno avuto
una storia perché ci tengono
ad apparire… “immacolate”.
Indagando meglio, potresti
infatti scoprire che ci sono
stati altri uomini, ma che lei
non li ha contati perché “è
durata solo un mese”, “era
l’ultima sera della vacanza e
non l’ho più rivisto” e scuse
così. Ma si tratta pur sempre
di sesso, giusto?
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L’informatore
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A L ESSA N D R I N O
MOTORI
La manutenzione dell’auto
MANUTENZIONE: PERCHÉ?
I motivi per controllare regolarmente la propria automobile sono diversi: il primo è che
una macchina non in buone condizioni è rischiosa.
Ci sono poi questioni economiche: un cattivo mantenimento influisce sul valore a
medio-lungo termine del mezzo e specifici problemi possono rendere anche più costosa la gestione ordinaria - ad
esempio girare con pneumatici non gonfiati correttamente
impatta negativamente sul
consumo di carburante.
IL LIVELLO DELL'OLIO
Molto importante e non complesso è il controllo del livello
dell'olio, che se mai dovesse
abbassarsi troppo o, sfortuna non voglia, finire, è fonte certa di grossi problemi al
motore. Buona regola è che il
controllo sia eseguito mensilmente. Secondo le statistiche
appena il 50% delle signore si
ricorda di farlo.
GLI PNEUMATICI
La gestione delle gomme è un
aspetto essenziale della cura
adeguata della propria automobile. Bisogna controllarne
regolarmente la pressione,
che influisce su varie cose tra
cui il consumo di carburante:
va fatto a gomme fredde e
possibilmente una volta alla
settimana. E non è mica detto
che ci si debba inzaccherare
per farlo, basta ricordarsi di
chiedere la cortesia al benzinaio quando si fa rifornimento. Evitare scrupolosamente di montare gomme di
tipo e marche diverse; il
pensiero sono solo gomme è
lontanissimo dalla realtà, ogni
costruttore ha le sue caratteristiche e fare mix è dannoso
per la macchina e per chi la
guida. Verificare lo stato generale di usura dei pneumatici, basta guardarli per
vedere in che stato sono e se
c'è il sospetto che siano troppo consumati, farli controllare
dal gommista. Evitare frenate ed accelerate brusche.
Attenzione ai parcheggi:
evitare di colpire il bordo del
marciapiede, o peggio ancora lasciare la macchina con la
gomma a metà tra le strada e
il marciapiede.
Apple: ecco CarPlay, per guidare
con l’iPhone
Apple ha annunciato quali
sono le case automobilistiche che utilizzeranno il suo
CarPlay sui loro modelli, un
modo «intelligente, sicuro e
divertente» per usare l’iPhone mentre si sta al volante.
Secondo quanto spiegato,
con CarPlay chi ha un iPhone potrà chiamare, utilizzare
l’app Mappe, ascoltare musica e accedere ai messaggi
con pochi, semplici tocchi, o
addirittura utilizzando la voce,
tenendo premuto un pulsante
sul volante per attivare Siri,
l’assistente vocale di Cuper-
tino, che potrà accedere alla
rubrica, fare partire le telefonate, leggere i messaggi
ricevuti e preparare quelli da
inviare.
Inoltre, CarPlay interagisce
con Mappe per “anticipare”
le destinazioni sulla base dei
viaggi recenti e delle informazioni contenute nelle mail;
inoltre, si può accedere alla
propria musica, ai podcast e
agli audiolibri, oltre che ad
app come Spotify e iHeartRadio.
Da Apple hanno spiegato che
in questa settimana Ferrari,
Mercedes e Volvo sveleranno
i loro modelli pronti per CarPlay, mentre in futuro entreranno nel gruppo anche Bmw,
Ford, General Motors, Honda,
Hyundai, Jaguar, Land Rover,
Kia, Mitsubishi, Nissan, Peugeot, Citroën, Subaru, Suzuki
e Toyota.
Greg Joswiak, vicepresidente
della sezione Product marketing per iPhone e iOS di Apple, ha spiegato che «CarPlay
è stato progettato da zero per
fornire a chi guida un’esperienza incredibile utilizzando
il proprio iPhone in macchina. Gli utenti iPhone vogliono sempre i propri contenuti
a portata di mano, e CarPlay
consente a chi guida di utilizzare il suo iPhone in macchina riducendo al minimo
la distrazione». Per attivare
CarPlay è sufficiente aggiornare iOS 7 e avere un iPhone
con connettore Lightning, ovvero dal modello 5 in su.
Il nuovo antifurto è una memoria
Il riciclo auto? Un business negli hi-tech
Emirati Arabi Uniti
Un'operazione vantaggiosa
non solo dal punto di vista
ambientale, ma anche da
quello economico. È l'iniziativa messa in atto dalla
Bee'ha, l'operatore arabo
che ha deciso di investire
nell'impianto che per primo si dedicherà al riciclo
dell'auto negli Emirati Arabi Uniti. Aperto ufficialmente poco tempo fa, nel giorno
in cui il Paese ha festeggiato il Dubai Car Free Day (lo
scorso 19 febbraio), l'impianto provvederà dapprima a recuperare le parti meccaniche utilizzabili
come pezzi di ricambio per
altri veicoli, come il motore
o il sistema di trasmissione
per esempio, per immetter-
le sul mercato internazionale come usato garantito;
successivamente
avvierà
al corretto riciclo tutti
i materiali presenti nelle
vetture: metalli, plastiche,
pneumatici, batterie e apparecchiature elettriche. Lo
stesso procedimento sarà
seguito anche per i tessuti,
gli interni dei sedili e le parti
in vetro, tutti rimossi e affidati ad aziende locali per
essere anch'essi inseriti nel
circuito del riciclo. Una volta
"svuotato", il corpo della vettura verrà quindi
frantumato per separare il
cosiddetto fluff (la frazione
dell'auto da smaltire e oggi
destinata al recupero energetico) dai metalli preziosi,
che saranno opportunamente recuperati.
L'innovativo impianto, dunque, ha innescato tutta una
serie di sinergie che, oltre
a fare bene all'ambiente,
avranno anche il loro fiorente risvolto economico:
il recupero delle risorse, rispetto alla produzione dei
materiali vergini, consente
di ridurre di molto i consumi
e di ottenere notevoli risparmi. Adesso la "macchina"
messa in moto dalla Bee'ha,
oltre a perseguire l'ottimizzazione dei processi, ha un
solo obiettivo: incoraggiare
tutti i soggetti coinvolti a
vario titolo nel settore del
riciclo dell'auto ad affidarsi
a un simile servizio.
La marchiatura indelebile di
tutti i vetri (col numero di targa) che rende una vettura a
prova di furto nasce del 1978.
L’evoluzione di questo tipo di
antifurto, elementare quanto
efficace, si chiama IdentiTag.
Un progetto brevettato (a Monaco di Baviera) e certificato dal ministero degli Interni
perché tutti i dati affluiscono
in tempo reale al server di
Settebagni a disposizione delle forze dell’ordine, dalla Polstrada alla Guardia di Finanza. Da qualsiasi pc gli agenti
possono controllare l’identità
delle vetture «taggate». Per
un ladro la riconoscibilità di un
veicolo è il primo deterrente,
su questa certezza si basa il
successo di identiCar.
Qual è la novità? Il marchio
sui vetri è rimasto ma ab-
biamo ampliato il concetto di
antifurto utilizzando la tecnologia elettronica. Chi sceglie
questo metodo con 272 euro
accede anche a una serie di
servizi integrati. Il cliente riceve una card personale con
due microchip che ingloba
tutti i dati della vettura: dalla
carta di circolazione alle tappe
di manutenzione programmata, dagli estremi della polizza
assicurativa a informazioni
varie come scadenza della patente e della revisione, perfino
i dati sanitari del proprietario
o di chi guida abitualmente la
vettura, preziosi in caso di incidente grave.
Una memoria elettronica gestita dall’IdentiBox.
Tutto è «leggibile» (grazie al
collegamento col server del
ministero) dalle forze dell’or-
dine, ma anche accessibile al
cliente che può collegarsi al
sito della I.Car o scaricare una
App dedicata per ricevere ogni
informazione sullo smartphone. Oltre alla card (una vera
carta d’identità digitale del
veicolo) il cliente riceve 3 tag
elettroniche: una si applica sul
parabrezza, l’altra sul libretto
di circolazione, la terza in un
punto nascosto della vettura
la cui collocazione è nota solo
al proprietario, una garanzia
in più in caso di furto.
Auto d’epoca: l’affare migliore è una mini vintage
Se chiedete a qualcuno di
dirvi il nome di qualche famosa automobile d'epoca
inglese, molto probabilmente tra i molti possibili vi farà
certamente anche quello
della Mini. L'immagine della
piccola di Issigonis è tuttora
molto viva nell'immaginario
popolare. Questa vettura si è
guadagnata infatti un posto
di rilievo nelle competizioni
automobilistiche e soprattutto ha trasportato felicemente milioni di persone. Cosa
quest'ultima che, contrariamente alla maggior parte
delle concorrenti dell'epoca,
continua a fare ancora oggi
(anche se, a dire il vero, la
nuova Mini non assomiglia
molto al modello originale).
Se state pensando di acquistare una Mini d'epoca, sia
essa una versione rara oppure
di qualche speciale interesse,
questa potrebbe essere per
voi un'utile guida. Ed alla fine,
facendo le cose con minimo
di attenzione, potreste tornare a casa con una vettura che
non vi è costata una fortuna
e che potrebbe rivelarsi bello possedere. L'importante è
ovviamente assicurarsi che la
vettura che si sta per acquistare non presenti troppe
tracce di ruggine e che sia
davvero quella che il venditore ci dice che sia.
La prima Mini venne lanciata nel 1959, come Morris
Mini Minor e come Austin
Seven. Ci sono molte ragio-
ni che ancora oggi ne fanno
un'automobile davvero speciale dal punto di vista tecnico; pensiamo, ad esempio, al
motore anteriore trasversale
che condivideva la lubrificazione con il cambio: affidabile
e piacevole da guidare, trasportava 4 persone ad un costo conveniente. Oltre che in
versione base, era disponibile
anche in allestimento DeLuxe
con finestrini posteriori apribili a compasso, finiture più
eleganti e riscaldamento.
Oggigiorno gli esemplari originali di Mini Mk1 del 1959
stanno diventando sempre
più rari. All'epoca ne furono costruite infatti meno di
20.000 e solo 155 sono figurano oggi Mini Register 1959.
Ciò spiega perché una vettura perfetta con tutte le caratteristiche originali (finestrini
laterali scorrevoli e interni
bicolore compresi) e con una
documentazione
completa
possa costare 15.000 Sterline. La Mini Mk2 prodotta
dal 1967 al 1970 era una
versione leggermente aggiornata della Mk1. Le modifiche
estetiche comprendevano un
interno semplificato, una mascherina modificata ed un lunotto più ampio. Alla fine del
1968 tutte le versioni furono
dotate di cambio con tutte le
marce sincronizzate. Oltre al
le solite versioni base e DeLuxe, la gamma comprendeva anche la station wagon
Traveller ed il commerciale
Van. Con circa 10.000 Sterline si dovrebbe poter acquistate una buona Mini Cooper,
ma non raro vedere i prezzi
superare anche le 20.000
Sterline. Se cercate qualcosa di davvero stravagante e
divertente non potete non
pensare alla Mini Moke. Realizzata sulla base della Mini
Van. Concepita per essere
un leggero veicolo militare,
quando nessun'arma mostrò
un particolare interesse, la
Moke venne proposta al pubblico. Da allora si è rivelata
un veicolo cult, economico e
ben costruito. Un esemplare
di discrete condizioni può costare 10.000 Sterline.